Sei sulla pagina 1di 174

IL TURISMO RURALE

NELLO SVILUPPO
TERRITORIALE INTEGRATO
DELLA TOSCANA

IRPET

Giovanni Balestrieri

Istituto
Regionale
Programmazione
Economica
Toscana

REGIONE
TOSCANA
Dipartimento
Politiche Territoriali
e Ambientali

IRPET
Istituto
Regionale
Programmazione
Economica
Toscana

REGIONE TOSCANA
Dipartimento
Politiche Territoriali
e Ambientali

IL TURISMO RURALE
NELLO SVILUPPO TERRITORIALE
INTEGRATO DELLA TOSCANA
GIOVANNI BALESTRIERI

Firenze, 2005
1

RICONOSCIMENTI
La presente ricerca stata finanziata dalla Regione Toscana attraverso il contributo dei fondi del programma Interreg IIIB Medoccprogetto MRITE. La pubblicazione del volume stata parzialmente
finanziata con i suddetti fondi.
La ricerca stata coordinata per lIRPET da Roberto Pagni. Il testo
a cura di Giovanni Balestrieri, docente dellUniversit di Pisa, ad esclusione del paragrafo 2.4 di cui autore Sergio Lotti, dei paragrafi 3.1,
3.2, 3.3, 3.4 che sono stati redatti da Leonardo Ghezzi e Andrea
Giacomelli e del paragrafo 3.6 che stato redatto da Francesco Felici.
Leonardo Ghezzi e Andrea Giacomelli hanno effettuato le analisi
sulle caratteristiche del turismo nelle aree di indagine. Francesco Felici e Silvia Ghiribelli hanno svolto lanalisi statistica relativa ai dati
del 5 Censimento dellagricoltura. Francesco Felici ha anche analizzato i dati sullagriturismo di fonte regionale.
Le interviste con questionario sono state effettuate da Selene
Bugnoli nelle Colline dellAlbegna-Fiora, da Francesca Cecchini in
Lunigiana e da Filippo Ciompi in Val di Cecina. Alessia Cerri ha
svolto, nellambito della sua tesi di laurea, le indagini sui rapporti di
collaborazione fra gli operatori del turismo nellAlta Val di Cecina.
Sergio Lotti ha effettuato le interviste ai testimoni privilegiati.
Elena Zangheri ha curato lallestimento editoriale del testo.
2

INDICE

INTRODUZIONE SUGLI OBIETTIVI DELLA


RICERCA E LE INDAGINI EFFETTUATE
1.
INDIVIDUAZIONE DELLE AREE DI INDAGINE
1.1 La considerazione dei SEL turistico-rurali di
matrice Irpet
1.2 I SEL prescelti alla luce degli obiettivi della ricerca
1.3 La delimitazione degli Ambiti Territoriali di
Turismo Rurale Integrato (ATTRI)
1.4 Le indagini dirette effettuate
2.
LE RISORSE E LE CARATTERISTICHE
SOCIO-ECONOMICHE E AMBIENTALI
2.1 Lunigiana
2.2 Val di Cecina
2.3 Albegna-Fiora
2.4 Le attrattive delle aree di indagine:
le impressioni di un giornalista

5
13
13
15
19
21

25
25
37
50
58

3.
RICETTIVIT E PRESENZE TURISTICHE
3.1 Lanalisi aggregata dei comparti alberghiero
ed extra-alberghiero
3.2 Lanalisi a livello di tipologie ricettive interne
allalberghiero e allextra-alberghiero
3.3 Lanalisi in funzione delle provenienze
italiani/stranieri
3.4 Lanalisi basata sulle presenze ufficiali
e stimate dallIrpet
3.5 Le schede per area
3.6 Un approfondimento sulle caratteristiche
dellagriturismo nelle aree di indagine
4.
LE POTENZIALIT DEL TURISMO RURALE
ALLA LUCE DELLE INTERVISTE AI
TESTIMONI PRIVILEGIATI
4.1 Premessa
4.2 Il punto di vista dei tour operator riguardo
al turismo toscano
4.3 Le interviste ai testimoni privilegiati locali
4.4 Le tipologie e le dimensioni della ricettivit
per un turismo rurale di eccellenza

69
69
74
77
78
80
98

111
111
112
115
138

5.
SINTESI DEI RISULTATI E CONSIDERAZIONI
CONCLUSIVE

147

APPENDICE STATISTICA

159

BIBLIOGRAFIA

165

Allegato
QUESTIONARIO UTILIZZATO

167

INTRODUZIONE SUGLI OBIETTIVI DELLA RICERCA E


LE INDAGINI EFFETTUATE

Con questa ricerca ci siamo proposti di valutare se e in quale Gli obiettivi


misura il turismo rurale pu rappresentare il fattore guida nello della ricerca
sviluppo territoriale integrato e sostenibile, in stretta connessione
con le attivit agricole presenti localmente e in armonia con lo
spirito che anima il modello toscano di programmazione e sviluppo agricolo-rurale.
Questo modello, com noto, si ispira agli indirizzi della politica comunitaria di sviluppo rurale della quale ha interpretato e
tradotto localmente i significati ponendo al centro della politica
regionale di settore la valorizzazione delle specificit locali attraverso il riconoscimento del valore del paesaggio agrario e della
qualit dei prodotti agricoli, e assegnando al territorio rurale il
ruolo di luogo privilegiato di funzioni anche diverse dalla quella
convenzionale di produzione agricola, purch espletate in modo
da preservare e valorizzare non solo lambiente naturale, ma anche le tradizioni e le culture che contribuiscono a formare le identit locali, ritenute esse stesse un valore in s.
Le realizzazioni migliori del modello toscano hanno mostrato
che il turismo rurale, con il suo carattere di attivit trasversale, se
condotto secondo criteri di conservazione delle risorse naturali e
culturali, pu prestarsi a svolgere il ruolo di motore dello sviluppo
economico sostenibile del territorio rurale, aprendo nuovi spazi di
mercato alle produzioni agricole tipiche e tradizionali, facendo
conoscere le produzioni dellartigianato locale e svolgendo, pi in
generale, una funzione di marketing territoriale.
Nella regione vi sono per anche realt dove il turismo rurale,
avendo incorporato elementi di turismo di massa, pone problemi
di reindirizzamento del suo cammino nella direzione di una maggiore sostenibilit, soprattutto per quanto riguarda il rispetto delle
caratteristiche identitarie dei territori che lo ospitano.
In altre aree, invece, il turismo rurale si trova e talora appare
fermo nelle prime fasi del suo sviluppo senza che sia stato in grado di attivare un apprezzabile processo di sviluppo locale. La nostra attenzione si rivolge a questo tipo di realt, che offrono ancora spazi di analisi e di intervento volti a irrobustire la crescita e a
guidare il cammino del turismo rurale affinch possa svilupparsi
lungo linee di integrazione con le risorse locali e di conservazione
della specificit di queste.
In particolare, la nostra indagine riguarda tre ambiti territoriali
della Toscana, la Lunigiana, lAlta Val di Cecina e le Colline
dellAlbegna-Fiora, che presentano uno sviluppo economico lo5

cale modesto rispetto alle realt pi dinamiche della regione, e


dove il turismo rurale, sebbene ancora in fase nascente, emerge
come la strada pi promettente per dare vita a un processo di sviluppo fondamentalmente basato sulle risorse locali, principalmente
agricole ma non solo. Si tratta infatti di aree rurali che possono
vantare, ciascuna con proprie specificit, una buona attrattivit
turistica determinata da una non trascurabile dotazione di risorse
naturali e storico-architettoniche, da un paesaggio agrario gradevole anche se meno caratterizzato dal modello insediativo diffuso
che tanto contribuisce alla bellezza del paesaggio agrario della
collina interna dove in passato ha dominato la mezzadria, da una
gamma di risorse enogastronomiche ampia ancorch priva di componenti di grande rinomanza.
La particolare collocazione geografica di queste aree ha consentito di introdurre nella ricerca un elemento di ulteriore caratterizzazione dellobiettivo principale di sviluppo locale integrato e
sostenibile, vale a dire la verifica della possibilit di realizzare un
rapporto di integrazione fra il turismo rurale dellinterno e il turismo balneare costiero.
Nelle intenzioni della ricerca la verifica di tale possibilit non
avrebbe dovuto riguardare la Lunigiana, un territorio che non ha,
dal punto di vista geografico, uno sbocco naturale e diretto con la
costa. Tuttavia, come vedremo discutendo i risultati delle interviste ai testimoni privilegiati locali, i rapporti del turismo rurale
lunigianese con il turismo della costa ligure e della Versilia in
qualche misura esistono gi, e fra le ipotesi di sviluppo del turismo rurale vi anche quella che prevede un maggiore collegamento con il turismo delle Cinque Terre e della Versilia attraverso
la Strada del Vino dei Colli di Candia e di Lunigiana. Nel caso
della Lunigiana, comunque, lobiettivo centrale della ricerca resta
quello di valutare se unarea rurale in ritardo di sviluppo pu trovare nel turismo rurale integrato con le risorse locali, attraverso
iniziative dal basso accompagnate eventualmente da opportune
politiche di sostegno esterne, il fattore di spinta per giungere a
realizzare un processo di sviluppo locale sostenibile. La riflessione sul caso della Lunigiana pu poi aiutare a formulare valutazioni analoghe a carico delle altre aree montane della regione
(Mugello, Casentino, Amiata) che non hanno ancora trovato un
loro percorso di sviluppo e per le quali non sono chiaramente
individuabili fattori di sviluppo endogeno.
Nel caso dellAlta Val di Cecina linteresse per i rapporti
fra turismo rurale e turismo balneare nasce dal fatto che questo
territorio rurale collinare-montano contiguo a unarea, la costa cecinese, che deve confrontarsi con i problemi di congestione derivanti dal modello di turismo balneare adottato e che
ha portato al superamento della capacit di carico turistica,
ambientale e sociale. In questo caso ci sembrato utile valutare la possibilit di perseguire lobiettivo dello sviluppo dellarea
interna prefigurando, anche, legami pi sistematici e organizzati di quelli che gi esistono fra turismo rurale e turismo bal-

neare, al fine di alleggerire il carico del turismo nelle aree di maggiore concentrazione della costa ampliandone la stagione e favorendo linsediamento diffuso degli ospiti.
Anche le Colline dellAlbegna-Fiora coprono un territorio
collinare-montano contiguo a unarea di turismo balneare, la costa maremmana meridionale, che per, a differenza del turismo
balneare costiero della Val di Cecina, si svolge ancora nei limiti
della sostenibilit ambientale e sociale. unarea, rispetto alle
altre considerate, pi ricca di risorse paesaggistiche, storicoarchitettoniche, culturali e enogastronomiche. Intorno a queste risorse si gi stabilita una apprezzabile rete di utilizzazioni turistiche che coinvolge anche la costa attraverso lescursionismo. Da
qui il nostro interesse per larea, che pi delle altre sembra in grado di svilupparsi economicamente in modo sostenibile facendo
leva su un turismo rurale capace di valorizzare senza snaturarle le
risorse rappresentate dalle produzioni agricole tipiche e tradizionali, dai valori culturali identitari e dallambiente naturale.
In sintesi, dunque, lobiettivo generale della ricerca pu essere
espresso come un tentativo di verifica delle possibilit di sviluppo
economico delle aree indicate, facendo leva su forme di turismo
rurale ambientalmente sostenibile e di eccellenza, ovvero un
turismo rurale che, pur andando incontro alle esigenze di qualit
convenzionale da tempo manifestate dalla clientela straniera e pi
recentemente anche da quella italiana, sappia preservare lidentit
paesaggistica, culturale e sociale dei territori in cui si sviluppa,
limitandosi ad operare nel segmento di domanda che da tale identit attratto e rifuggendo, quindi, dalla graduale omologazione
con il turismo di massa. Molti operatori, e ne daremo testimonianza riferendo sulle nostre interviste, lamentano infatti che lampliamento della base di domanda del turismo rurale toscano ha
comportato uno sconfinamento nei territori del mercato turistico
di massa, e quindi un allontanamento del turismo rurale stesso dal
segmento di mercato che gli proprio, il segmento di domanda
del sanfter turismous, antitetico al turismo di massa, sostenuto
dallutente consapevole e responsabile delle risorse locali descritto in una ricerca dellIrpet dei primi anni Novanta (Kruger e
Loda, 1993). Questo sconfinamento viene spesso etichettato caduta di livello della domanda, locuzione che sta ad indicare nellintenzione di chi la usa lavvento di un turista che non solo ha
minori capacit di spesa, ma anche che, al contrario del turista
soft, non ha la formazione culturale per riconoscere, apprezzare
e, quindi, fruire rispettandoli i beni e i servizi caratteristici del
turismo rurale toscano.
Dunque il riferimento metodologico di questa ricerca, come si I riferimenti
pu intuire, quello dello sviluppo locale basato sulla metodologici e
valorizazione e luso delle risorse, per loro natura endogene, concettuali
che formano lidentit di un territorrio. La caratteristica dello
sviluppo locale basato sulle risorse identitarie quella di considerare il territorio stesso un fattore di sviluppo, purch sia

inteso non come cornice per le attivit delle imprese e la circolazione dei fattori e dei prodotti, ma piuttosto come spazio della
regolazione e del compromesso sociale (Rombaldi, 1996), come
insieme di elementi naturali e antropici radicati nei sistemi sociali
(Cavalieri, 1999), come luogo di incontro fra forze di mercato e
forme di regolazione sociale (Garofoli, 2002).
In particolare, avendo come oggetto di analisi aree rurali nelle
quali non si evidenziato un percorso di sviluppo definito, il riferimento a un modello di sviluppo che, innanzitutto, leghi le risorse agricole e artigianali al turismo rurale creando un mercato
locale per i prodotti tipici agricolo-alimentari e artigianali, e che
sia anche in grado di accrescere, attraverso gli effetti diretti, indiretti e indotti la spesa rivolta ai beni e servizi locali di altro tipo.
Non va sottovalutato il carattere di conflittualit che pu emergere dalla relazione fra identit e sviluppo anche quando lo sviluppo affidato al turismo rurale. Non va esclusa cio, anche in
questo caso, levenualit che il modello di sviluppo identitario
decada per la difficolt di conservare il ruolo strategico delle risorse identitarie una volta che queste sono state inserite nel processo di sviluppo (Gualerzi, 2003). Come abbiamo suggerito precedentemente con argomentazone diversa quando abbiamo accennato allo sconfinamento nel turismo di massa e alla caduta di
livello della domanda, nelle realt toscane di maggiore successo
dello sviluppo locale basato sul turismo rurale il ruolo strategico
delle risorse identitarie, fondamentale per lavvio del cammino di
sviluppo, andato progressivamente indebolendosi. Sotto lazione delle forze esterne rappresentate dalle richieste di qualit del
mercato e veicolate in gran parte dai tour operator, la ruralit della
collina toscana che ha fatto la fortuna dellagriturismo appare sempre pi una rappresentazione scenica allestita per compiacere il
turista, un mix di strutture per il comfort e di modi di vita recitati per il turista sullo sfondo di paesaggi ricostruiti ad hoc, non pi
espressione della cultura e delle tradizioni dei luoghi.
La consapevolezza dei pericoli di degenerazione del turismo rurale ci ha indotto a considerare, per la nostra ricerca,
realt territoriali dove il turismo rurale ancora giovane e pertanto pu, in linea di principio, rappresentare il motore di uno
sviluppo locale sostenibile, riuscendo cio ad evitare il deterioramento del ruolo strategico delle risorse identitarie su cui
poggia allorch entra in contatto con le forze esterne che il turismo inevitabilmente introduce.
La sostenibilit a cui facciamo riferimento, pertanto, rimanda a una concezione olistica di ambiente, a una entit costituita
non solo da risorse naturali e storico-architettoniche, ma anche e
soprattutto dalle risorse umane presenti nel territorio, che lo sviluppo del turismo rurale deve saper coinvolgere sollecitandole a
esprimersi, ad esempio, in forme di imprenditoria locale generatrici
di attivit economiche in grado di sostenersi autonomamente. Il
riferimento istituzionale per il tipo di sviluppo locale che consideriamo dunque quello della politica comunitaria di sviluppo rura-

le quale si esprime, ad esempio, nelle iniziative LEADER, per cui


genesi dal basso dei progetti, partecipazione dei proponenti al finanziamento dei progetti stessi, e capacit di portare avanti autonomamente le iniziative dopo una fase di avvio assistita, sono
anchessi caratteri della sostenibilit a cui ci riferiamo. In un
recente studio sullo sviluppo locale sostenibile delle Crete Senesi
effettuato da M. Daviddi per conto dellIrpet lAutore, rifacendosi
al pensiero di sociologi e architetti della scuola territorialista italiana, chiama autosostenibilit il tipo di sostenibilit che prevede la capacit dello sviluppo locale di mantenersi autonomamente
nel tempo, senza lapporto determinante dellintervento esterno
(Daviddi, 2002). Il Daviddi, peraltro, discostandosi dal pensiero
della scuola territorialista, non esclude che al progetto di sviluppo
contribuiscano anche competenze esterne: non crediamo -afferma Daviddi- che i progetti di sviluppo debbano essere elaborati
necessariamente ed esclusivamente dalle comunit locali, perch
queste, spesso, non sono chiaramente definite, n i loro abitanti
vivono sempre rapporti cos armoniosi da permettere la facile
individuazione di obiettivi comuni da raggiungere. Crediamo, piuttosto, che il carattere locale ed autosostenibile di un progetto di
sviluppo non dipenda da chi lo propone, ma dalla dimensione alla
quale opera e dalle risorse e dagli strumenti che sfrutta (Daviddi,
2002, p. 8).
Per quanto abbiamo detto nel paragrafo precedente riguardo al
carattere dello sviluppo locale basato sulle risorse identitarie, il
momento della individuazione e delimitazione delle aree per le
quali tale sviluppo viene prospettato cruciale. Larea selezionata, infatti, deve possedere una convincente omogeneit riguardo a tradizioni, condivisione di valori, collegamenti al suo
interno fra operatori pubblici e privati a livello istituzionale e
progettuale. In Toscana c una forte tradizione di studi e di
concrete individuazioni delle griglie territoriali utili per la politica regionale, che spesso hanno trovato nelle ricerche e nelle
proposte operative dellIrpet il momento di sintesi. Un esempio sono i Sistemi Economici Locali (SEL). In genere, poi, tutto lo sviluppo economico della regione viene interpretato come
il risultato dellemergere, attraverso fenomeni di bottom-up, di
forze identitarie locali distrettualizzate. Recentemente anche
la politica regionale di sviluppo rurale ha assunto i distretti,
nello specifico i distretti rurali, come unit progettuali elementari verso le quali dirigere lintervento.
Per lindividuazione delle nostre aree di indagine, quindi,
abbiamo ritenuto opportuno partire dai risultati del citato lavoro di ricerca e definizione di contesti territoriali utili per lanalisi e la politica dello sviluppo locale prendendo in considerazione, come primo passo, i grandi sistemi del PIT e del PSR
regionali, e le classificazioni dei SEL operate dallIrpet in funzione delle attivit economiche in essi presenti, con particolare
riguardo alle caratterizzazioni rurale e turistica. Successivamen-

Le analisi
effettuate, le fonti
di informazione
e il piano del
lavoro

te abbiamo individuato, sulla base di alcuni criteri di omogeneit,


gli Ambiti Territoriali per lo Sviluppo Rurale Integrato (ATTRI).
Nel primo capitolo riferiremo su questo aspetto del lavoro.
I caratteri di ruralit e le tendenze evolutive del territorio
toscano presentano notevoli differenze, pur essendo limmagine di tale territorio coincidente in larga misura con il paesaggio
agrario. Le differenze nascono, oltre che dalla diversa natura
orografica e geologica del suolo che incidono sulla disponibilit di aree idonee alla esplicazione di unattivit agricola
remunerativa, dalla influenza esercitata dai sistemi urbani e
produttivi extra-agricoli e agricoli, dal grado di consolidamento del modello insediativo diffuso alternativo a quello dei grandi centri, dallentit del degrado delle risorse ambientali e culturali. Anche se in questa indagine concentriamo la nostra attenzione su tre aree che ricadono interamente in altrettanti SEL
appartenenti alla Toscana dei rilievi appenninici e alla Toscana della fascia costiera e dei territori adiacenti, limmagine
che ci troviamo di fronte quella di un territorio rurale complesso e articolato in cui sono variamente presenti caratteri di
eccellenza ed elementi di fragilit, punti valutabili di forza ed
elementi di debolezza, in assoluto e riguardo alle potenzialit
del turismo rurale. Nel secondo capitolo pertanto analizzeremo
i SEL di nostro interesse dal punto di vista di alcuni sommari
indicatori dei punti di forza e di debolezza delle aree. In particolare, per quanto riguarda laspetto socio-economico, valuteremo le dinamiche demografiche e insediative e il ruolo economico dellattivit agricola. Considereremo inoltre la dotazione
di risorse naturali-ambientali e storico culturali, il grado di accessibilit viaria e ferroviaria, la rilevanza attuale del turismo
rurale e i suoi legami con le filiere agricole. Faremo ci sulla
base di alcuni studi presenti in letteratura e in gran parte prodotti o promossi dalla Regione Toscana e dallIrpet. Troveranno utilizzazione in questo capitolo anche i risultati dellultimo
censimento dellagricoltura e parte delle informazioni assunte
con le indagini per questionario effettuate nelle tre aree di interesse. In chiusura di capitolo, per documentare in modo non
convenzionale ma, riteniamo, efficace, la specificit delle dotazioni di risorse turistiche delle aree di indagine, abbiamo inserito le impressioni che di queste ha riportato il giornalista
con esperienza di turismo incaricato delle interviste ai testimoni privilegiati.
Nel capitolo successivo, il terzo, presenteremo unanalisi
dettagliata e comparata del turismo nelle aree di indagine, allo
scopo di metterne in rilievo la dimensione, i caratteri, il diverso momento evolutivo nel ciclo di vita del prodotto turistico e,
nel caso della Val di Cecina e dellAlbegna-Fiora, le interazioni
esistenti fra turismo balneare della costa e turismo rurale dellinterno. Il riferimento di queste analisi, che sono state condotte da due collaboratori dellIrpet rielaborando le informazioni in proposito raccolte dallIrpet stesso a livello comunale

10

utilizzando dati statistici ufficiali e dati stimati, non limitato


agli ATTRI ma si estende ai SEL per consentire, nel caso appunto della Val di Cecina e dellAlbegna-Fiora, una prima valutazione delle possibili interazioni fra turismo costiero e turismo collinare interno. Anche questo capitolo include considerazioni rese possibili dai risultati delle indagini per questionario che abbiamo condotto nelle aree di interesse per la ricerca.
Inoltre, in considerazione dellimportanza dellagriturismo nellambito del turismo rurale, e della ricchezza delle informazioni sistematiche disponibili in Toscana su questo fenomeno, il
capitolo si chiude con una analisi dei dati di fonte Apet, effettuata da un collaboratore dellIrpet, intesa ad accertare le
differenziazioni tipologiche ed evolutive dellagriturismo nelle aree di indagine.
Il quarto capitolo sar dedicato alla discussione dei risultati
delle interviste ai testimoni privilegiati, e il quinto, infine alle
conclusioni valutative e propositive che i risultati della ricerca
consentono di formulare.

11

12

1.
LINDIVIDUAZIONE DELLE AREE DI INDAGINE

Per giungere alla individuazione delle aree di indagine abbiamo inizialmente fatto riferimento alla griglia di lettura/
interpretazione delle diverse caratteristiche delle aree rurali allinterno dei quattro grandi sistemi in cui stata suddivisa la regione dal PIT e dal PSR regionali.
In vista degli obiettivi generali della ricerca, abbiamo
ritenuto opportuno tralasciare di considerare La Toscana
pianeggiante e collinare del bacino dellArno, il cui sviluppo economico e la cui identit rurale possono considerarsi irreversibilmente legati alle esigenze insediative
abitative e a quelle delle attivit extra-agricole.
Abbiamo tralasciato di considerare anche la parte
collinare interna de La Toscana collinare delle aree interne
e meridionale, il cui sviluppo imperniato sul turismo rurale giunto ormai a una fase di consolidamento e non presenta quindi problemi di decollo (ne presenta, come abbiamo accennato, di degenerazione intensivistica con minacce
alla identit territoriale).
Abbiamo invece concentrato la nostra attenzione sulla
parte collinare e montana dei grandi sistemi Rilievi
appenninici e Fascia costiera e territori adiacenti, dove
si rinvengono aree che non hanno ancora imboccato un cammino definito di sviluppo e il turismo rurale si trova negli
stadi iniziali del suo ciclo di vita.
1.1
La considerazione dei SEL turistico-rurali di matrice Irpet
Un ulteriore passo verso la individuazione delle aree di indagine utili ai nostri fini consistito nella selezione degli
ambiti territoriali a maggiore valenza rurale e turistica allinterno dei grandi sistemi sopra menzionati. Per fare ci
abbiamo preso in considerazione i SEL classificati dallIrpet
(Cavalieri, 2001; Bacci, 2002) come di tipologia ruralemarginale, agricolo-rurale e turistico-rurale, con vario grado di caratterizzazione agricola e turistica, di
specializzazione turisica e agrituristica, e confluenti nei sistemi turistici turistico-rurale, turistico-specializzato,
turistico-urbano e turistico-industriale (Tab. 1.1).

13

SEL

Tipologia rurale

Caratteriz.
agricola

Caratteriz.
turistica

Specializ.
Specializ.
SISTEMA
turistica
agrituristica TURISTICO
(presenze totali)

Lunigiana
Rurale-Marginale Medio-Bassa
Secondaria
Media
Nessuna
Turistico-rurale
Valle del Serchio Q. Garfagnana Rurale-Marginale Medio-Bassa
Secondaria
Media
Media
Turistico-rurale
Val di Cecina Q. Interno
Agricolo-Rurale
Medio-Bassa
Entrambe
Media
Molto-alta
Turistico-industr.
Chianti
Agricolo-Rurale
Medio-Alta
Entrambe
Alta
Molto-Alta
Turistico-specializ.
Alta Val Tiberina
Turistico-Rurale
Medio-Bassa
Secondaria
Nessuna
Media
Turistico-rurale
Val di Chiana Aretina
Agricolo-Rurale
Medio-Alta
Non Turistica Nessuna
Media
Turistico-rurale
Colline Metallifere
Agricolo-Rurale
Medio-Bassa
Entrambe
Alta
Media
Turistico-specializ.
Val di Merse
Rurale-Marginale Medio-Alta
Entrambe
Alta
Molto-Alta
Turistico-rurale
Crete Senesi-Val dArbia
Agricolo-Rurale
Medio-Alta
Secondaria
Alta
Media
Turistico-rurale
Val di Chiana Senese
Turistico-Rurale
Medio-Bassa
Entrambe
Alta
Alta
Turistico-specializ.
Amiata-Val dOrcia
Agricolo-Rurale
Medio-Alta
Secondaria
Alta
Alta
Turistico-rurale
Area Grossetana
Turistico-Rurale
Medio-Bassa
Entrambe
Alta
Media
Turistico-urbano
Amiata Grossetano
Rurale-Marginale Medio-Alta
Secondaria
Alta
Alta
Turistico-rurale
Albegna-Fiora Q. C. dArgento
Turistico-Rurale
Medio-Alta
Entrambe
Molto-Alta
Media
Turistico-specializ.
Albegna-Fiora Q. Colline Interne Rurale-Marginale Medio-Alta
Secondaria
Media
Alta
Turistico-rurale
Fonte: Sintesi tabellare di informazioni tratte da Cavalieri (2001), Bacci (2002) e Irpet e Regione Toscana-Dipartimento dello Sviluppo
Economico (2001)

1.1
SEL PRESI IN
CONSIDERAZIONE
PER LA SELEZIONE
DELLE AREE DI
INDAGINE

immaginabile il motivo che ci ha portato a considerare i


SEL rurali: la ruralit rappresenta il naturale e insostituibile
sfondo del turismo rurale. Il nostro interesse, per, va pi specificamente ai SEL rurali-marginali e agricolo-rurali. Sono queste, infatti, le realt territoriali che presentano un deficit di sviluppo e al tempo stesso una base agricola o comunque una
ruralit che pu servire di supporto a uno sviluppo turistico
rurale integrato.
Non tutti i SEL agricolo-rurali e rurali-marginali hanno una
caratterizzazione agricola elevata. Tuttavia non abbiamo operato distinzioni da questo punto di vista, prendendo in considerazione sia i SEL con caratterizzazione agricola medio-alta che
quelli con caratterizzazione agricola medio-bassa. Laspetto
positivo delle aree a pi elevata caratterizzazione agricola, infatti, dato dal fatto che in esse lo sviluppo integrato basato sul
turismo rurale ha maggiori possibilit di giungere a incorporare elementi di integrazione fra turismo e filiere agroalimentari.
Ma vi anche laspetto negativo, poich si possono manifestare elementi di conflittualit fra lo sviluppo locale basato sullagricoltura e quello basato sul turismo rurale. Considerando
sia i SEL a caratterizzazione agricola medio-alta che quelli a
caratterizzazione agricola medio-bassa ci siamo posti in condizione di poter valutare se il livello di caratterizzazione agricola
correlato con la probabilit di insorgenza di interazioni positive e negative fra agricoltura e turismo.
I SEL agricolo-rurali e rurali-marginali presentano una caratterizzazione turistica anchessa differenziata. A fronte di SEL
-nel caso specifico solo il SEL Val di Chiana Aretino- che non
hanno alcuna caratterizzazione turistica, ve ne sono altri che
possiedono una caratterizzazione turistica secondaria, e altri
ancora che manifestano una caratterizzazione turistica incerta.
Il nostro interesse, in questo caso, rivolto solo ai SEL che
14

possiedono una qualche caratterizzazione turistica, dal momento


che non ci sembra proponibile uno sviluppo locale basato sul
turismo rurale se il sistema economico non ha gi manifestato
qualche inclinazione verso il turismo.
Abbiamo poi ritenuto opportuno limitare la nostra analisi ai
SEL che non possiedono una specializzazione turistica elevata
in termini di presenze pur essendo gi avviati sulla strada del
turismo, desiderando analizzare le situazioni locali in cui esistono larghi margini per lo sviluppo turistico e la scelta turistica presente ma non ancora definitiva.
In questo modo i SEL da considerare si sono ridotti a quattro:
la Lunigiana, la Garfagnana, la Val di Cecina Quadrante Interno, e
lAlbegna-Fiora Quadrante Colline Interne. Questi SEL presentano un grado di specializzazione agrituristica da nullo (la Lunigiana)
a molto alto (la Val di Cecina Quadrante Interno).
I SEL selezionati appartengono alle tipologie dei sistemi
turistici turistico-industriale (la Val di Cecina Quadrante Interno), e turistico-rurale (gli altri tre), secondo la classificazione tipologica dei SEL elaborata in occasione della III Conferenza Regionale del Turismo, Commercio e Innovazione (Irpet
e Regione Toscana-Dipartimento dello Sviluppo Economico,
2001). Nella tabella 1.2 riepiloghiamo le caratterizzazioni dei
SEL selezionati in termini delle variabili fin qui considerate1.
SEL

Tipologia rurale

Caratteriz.
agricola

Caratteriz.
turistica

Lunigiana
Rurale-Marginale Medio-Bassa Secondaria
Valle del Serchio Q. Garfagnana Rurale-Marginale Medio-Bassa Secondaria
Val di Cecina Q. Interno
Agricolo-Rurale
Medio-Bassa Non pronunciata
Albegna-Fiora Q. Colline Interne Rurale-Marginale Medio-Alta
Secondaria
Fonte: Sintesi tabellare di informazioni tratte da Cavalieri (2001), Bacci (2002) e Irpet
Economico (2001)

Specializ.
Specializ.
SISTEMA
turistica
agrituristica TURISTICO
(presenze totali)
Media
Nessuna
Turistico-rurale
Media
Media
Turistico-rurale
Media
Molto-alta
Turistico-industr.
Media
Alta
Turistico-rurale
e Regione Toscana-Dipartimento dello Sviluppo

1.2
I SEL prescelti alla luce degli obiettivi della ricerca
In definitiva I SEL selezionati sono risultati: la Lunigiana (tralasciando quindi la Valle del Serchio Quadrante Garfagnana,
una situazione assai simile dal punto di vista delle possibilit
del turismo rurale di fungere da motore dello sviluppo locale),
la Val di Cecina (Quadranti Costiero e Interno), e lAlbegnaFiora (Quadranti Costa dArgento e Colline Interne).
La Lunigiana (Comuni di Aulla, Bagnone, Casola in
Lunigiana, Comano, Filattiera, Fivizzano, Fosdinovo, Licciana
1

La classificazione tipologica in oggetto si basa su variabili e indici che riguardano la


dotazione di risorse turistiche, le presenze turistiche ufficiali e stimate, e alcuni indicatori dellimportanza economica del turismo per larea (Irpet e Regione Toscana-Dipartimento dello Sviluppo Economico, 2001).

15

1.2
CARATTERIZZAZIONI
DEI SEL
SELEZIONATI PER LA
INDIVIDUAZIONE
DELLE AREE DI
INDAGINE

Nardi, Mulazzo, Podenzana, Pontremoli, Tresana, Villafranca


in Lunigiana, Zeri), sulla base delle caratterizzazioni sopra esposte unarea rurale-marginale con una caratterizzazione agricola non elevata, una caratterizzazione turistica secondaria quindi relativamente decisa, una specializzazione turistica media e
nessuna specializzazione agrituristica. Va considerata un sistema turistico-rurale, vale a dire un sistema dove il turismo assolve al ruolo di integratore del reddito, di valorizzazione economica delle risorse paesaggistiche e pi altamente ambientali, riuscendo a far affluire reddito in realt altrimenti rimaste separate
dallo sviluppo regionale, ma che resta ancora caratterizzato da
una elevata instabilit e dal rischio di una ricaduta nellarea
della marginalit economica (Irpet e Regione Toscana-Dipartimento dello Sviluppo Economico, 2001, p. 48-49).
La Lunigiana non ha finora partecipato in modo significativo allo sviluppo turistico che ha interessato le altre zone rurali
della Toscana. Lagricoltura di questarea, a causa della sua
natura montagnosa, certamente modesta. La mezzadria vi
stata poco diffusa e, probabilmente a causa di ci, come sembrano ritenere alcuni storici dellagricoltura, il declino economico, occupazionale e insediativo del territorio rurale stato
pi rapido e tumultuoso. Inoltre, mancata quelleredit di fabbricati rurali sparsi nel territorio che la mezzadria ha lasciato in
altre parti della Toscana e che oggi sono la base di buona parte
del turismo rurale della regione. per una zona ricca di risorse turistiche, poich altri eventi storici hanno lasciato, sparsi
nel territorio, splendidi castelli intorno ai quali si sono costituiti nuclei abitativi che oggi possono rappresentare una risorsa
preziosa per lo sviluppo del turismo diffuso con caratteri rurali. Di recente, anche grazie alla politica comunitaria di sviluppo rurale, in Lunigiana come nella vicina Garfagnana si notato un maggiore dinamismo degli attori locali nellambito del
turismo rurale, che ha portato anche alla costituzione di preziose strutture organizzative quali la strada del vino dei Colli di
Candia e di Lunigiana, il Consorzio Lunigiana Turistica, la
cooperativa Natour di servizi per il turismo. Si tratta di segni di
un nascente spirito di iniziativa che la ricerca si propone di
accertare con sistematicit, e di valutare riguardo allimportanza che pu rivestire ai fini dello sviluppo territoriale.
La Val di Cecina Quadrante Interno presenta una situazione
diversa da quella della Lunigiana, con elementi di marginalit
assai minori. Qui la caratterizzazione turistica inferiore perch
larea vive ancora una realt industriale ma la specializzazione
agrituristica molto elevata e si avvicina, per consistenza e
tipologia, a quella della Toscana collinare interna.
LIrpet attribuisce al SEL Val di Cecina Quadrante Interno
il carattere di sistema turistico-industriale per la compresenza
nel suo territorio, non solo a livello geografico ma anche di
interazione economica e sociale, dellattivit industriale. Qui,
infatti, a differenza delle situazioni costiere dove la conviven-

16

za fra turismo e industria risultata impraticabile per motivi


ambientali e lindustria stata progressivamente espulsa trovando rifugio nellinterno, si stabilita una certa complementariet
fra turismo e industria che passa attraverso il reddito familiare,
in quanto la pluralit delle fonti di reddito conferisce flessibilit nellutilizzo del lavoro, rendendo praticabili forme di occupazione stagionali e linvestimento in attivit turistiche dei risparmi accumulati dalle famiglie. Il modello turistico che governa questa situazione si presenta pi stabile di quello della
Lunigiana, ma esiste la possibilit che si generino conflitti fra
le due tipologie di attivit non tanto per questioni di compatibilit ambientale, quanto piuttosto per lemergere della convenienza, di fronte alle difficolt dellidustria, a dirottare le risorse finanziarie al turismo (Irpet e Regione Toscana-Dipartimento dello Sviluppo Economico, 2001, p. 50).
Questa situazione di integrazione di fatto, nel mercato del
lavoro e del capitale finanziario, fra turismo e industria, e di
potenziale conflitto in vista di uno sviluppo del turismo rurale
che coinvolga maggiormente anche lagricoltura, tocca da vicino, naturalmente, lobiettivo della nostra ricerca. Come documenteremo pi avanti sulla base delle interviste, lesistenza
dellopzione industria-turismo presente nel comune sentire
degli attori locali. Di fronte a tale opzione alcuni si pongono a
favore del turismo e altri a favore dellindustria, generando una
frattura nella comunit locale che rende problematici il consenso, liniziativa e la partecipazione dal basso a un eventuale
progetto di sviluppo locale basato sul turismo rurale.
Un altro elemento di contrasto offerto dal territorio della
Val di Cecina nasce dalla circostanza che mentre il Quadrante
Costiero (Comuni di Bibbona, Castagneto Carducci, Cecina e
Rosignano Marittimo) ospita un turismo balneare di massa caratterizzato da fenomeni di congestione sia nel sistema viario
che in quello dei servizi di alloggio e ristorazione, il Quadrante Interno (Comuni di Casale Marittimo, Castellina Marittima,
Castelnuovo di Val di Cecina, Guardistallo, Montecatini Val di
Cecina, Montescudaio, Monteverdi Marittimo, Orciano Pisano,
Pomarance, Riparbella, Santa Luce, Volterra) caratterizzato
da un turismo rurale florido ma non ancora interessato dai fenomeni di scivolamento verso il turismo di massa che sono
propri dello stadio della maturit del turismo, anche rurale.
Questo contrasto, come gi accennato, ci ha indotto a prendere in considerazione la Val di Cecina per valutare le possibilit di integrazione del turismo costiero con il turismo rurale
dellinterno ai fini di un alleggerimento della pressione del turismo sulla costa e dellampliamento della sua stagione. Ma
non difficile immaginare quali elementi di inconciliabilit
possono esserci, e che non mancheremo di rilevare nelle interviste agli operatori e ai testimoni privilegiati, tra due turismi
molto diversi per forme organizzative e provenienze e motivazioni degli ospiti.

17

La Val di Cecina pone poi un delicato problema di corretta


delimitazione dellarea di studio che la suddivisione in SEL
non risolve. La vita economica, sociale, amministrativa di questa valle infatti non ordinata in accordo con ci che presumono i confini provinciali di tipo amministrativo e quelli funzionali
dei SEL. Comunit montana, Strada del Vino, Parco, Bacino
Idrografico del Cecina, Piano di Sviluppo Locale, Diocesi, territorio relazionale di fatto generato dalle particolarit della rete
viaria e ferroviaria suggeriscono ciascuno una diversa articolazione territoriale della valle, circostanza che, come stato osservato (Iacoponi, 2003, pp.146-152) certamente si rifletter
nella individuzione dei distretti rurali in questarea e che pone
problemi anche per una corretta individuazione di un ambito
territoriale per lo sviluppo del turismo rurale integrato. Cercheremo di superare questo problema tenendo conto innanzitutto
della presenza sul territorio di una istituzione importante ai fini
della programmazione dello sviluppo locale, la Comunit Montana, ma anche del fatto che alcuni comuni dellAlta Val di
Cecina presentano una decisa specializzazione agrituristica.
Torneremo su questo aspetto in sede di definizione degli ATTRI.
Laltra area che abbiamo scelto per valutare le possibilit di
integrazione fra turismo costiero e turismo collinare lAlbegnaFiora, dove il Quadrante delle Colline Interne si presenta come
unarea rurale-marginale a pi decisa caratterizzazione agricola e turistica (rispettivamente medio-alta e secondaria) della
Val di Cecina, e con una elevata specializzazione agrituristica:
in sintesi, un sistema turistico-rurale con elevate capacit di
integrazione fra turismo e agricoltura.
Il turismo balneare del Quadrante Costa dArgento (Comuni di Capalbio, Isola del Giglio, Magliano in Toscana, Monte
Argentario, Orbetello) e il turismo rurale del Quadrante Colline Interne (Comuni di Manciano, Pitigliano, Scansano, Sorano)
presentano al loro interno una maggiore disomogeneit rispetto ai turismi della Val di Cecina. Il turismo balneare della Costa
dArgento possiede caratterizzazioni di turismo di lite, sportivo e nautico a Isola del Giglio e Monte Argentario, mentre a
Capalbio e Magliano in Toscana ospita elementi di minore
conformismo, maggiore naturalismo e una pi forte integrazione con lagriturismo e le filiere agroalimentari locali rispetto al turismo balneare della Val di Cecina. Il turismo rurale
delle Colline Interne si compone di una parte fortemente legata
al turismo termale di Saturnia, e di una parte caratterizzata da
un turismo rurale legato sia al turismo darte e cultura sia, e in
misura maggiore, a unagricoltura pi varia e ricca di prodotti
tipici di quella della Val di Cecina.
Nel caso dellAlbegna-Fiora, dunque, lo studio dei legami
fra il turismo della costa con maggiori connotazioni
naturalistiche rispetto all quello della costa cecinese, e il turismo rurale della zona collinare maggiormente legato alle filiere
agricole pu aiutare a comprendere se possibile realizzare

18

unofferta integrata di turismo rurale e turismo balneare che


faccia guadagnare forza economica e carattere di eccellenza ad
ambedue i turismi. Vedremo per che nelle Colline Interne
dellAlbegna-Fiora, cos come nellAlta Val di Cecina e, in
modo diverso anche in Lunigiana rispetto allescursionismo
generato dalla Versilia e dalla Riviera Ligure, gli attori locali
mostrano spesso di volersi mantenere distinti da ci che avviene sulla costa, facendo implicitamente riferimento a un concetto di identit che comporta avversione per il chiassoso turista
balneare, e sintonia invece con lo spirito del turista che ama la
tranquillit e i valori della montagna e della campagna.
1.3
La delimitazione degli Ambiti Territoriali di Turismo Rurale
Integrato (ATTRI)
Gi in fase di di progettazione della ricerca si era ritenuto che i
SEL prescelti, un riferimento territoriale indubbiamente adeguato per larticolazione territoriale delle generali politiche regionali finalizzate allo sviluppo locale, avrebbero potuto risultare internamente disomogenei riguardo agli obiettivi della ricerca stessa, incentrati, come abbiamo detto, sulla pi specifica possibilit di innescare un processo di sviluppo economico
integrato attraverso la valorizzazione turistica delle risorse caratteristiche del territorio rurale, ovvero prevalentemente agricole e paesaggistiche legate alla pratica agricola. Pertanto abbiamo condotto alcune analisi preliminari anche a un livello
territoriale pi basso di quello dei SEL, per giungere alla
delimitazione di ambiti territoriali, non necessariamente coincidenti con i SEL, per quanto possibile omogenei dal punto di
vista delle risorse ambientali, paesaggistiche, produttive agricole e, pi in generale, di tutti quegli aspetti di cultura e tradizioni che contribuiscono a creare ci che chiamiamo identit
locali. Richiamandoci agli scopi della ricerca, abbiamo denominato questi ambiti Ambiti Territoriali di Turismo Rurale
Integrato, acronimo ATTRI.
Pi in dettaglio, abbiamo proceduto alla delimitazione degli ATTRI analizzando, quando possibile a livello comunale
ma sempre, comunque, a livello sub-SEL2:
- le caratteristiche socio-economiche e le interazioni agricoltura-paesaggio dei territori dei SEL prescelti, utilizzando
principalmente il Quaderno della programmazione n. 7 redatto dallIrpet per la Regione Toscana (Irpet e Regione
Toscana, 2001), e il volume sui sistemi di paesaggio della
Toscana edito dalla Regione Toscana (Regione Toscana2

Non abbiamo provato a definire gli ATTRI attraversando i confini dei SEL per il
timore degli inconvenienti che sarebbero potuti derivare dalla frammentazione della
base informativa territoriale legata ai SEL.

19

1.3
PROCESSO DI
SELEZIONE E
CARATTERIZZAZIONI
DEGLI AMBITI
TERRITORIALI DI
TURISMO RURALE
INTEGRATO (ATTRI)

Giunta Regionale, Dipartimento agricoltura e foreste, 1996);


- le interazioni in atto e potenziali fra filiere agroalimentari
locali e turismo rurale, desumibili dai risultati dellultimo
censimento dellagricoltura e da una recente ricerca sui legami fra turismo rurale e prodotti tipici, tradizionali e locali
promossa dallIrpet (Malevolti, 2003).
Le analisi in oggetto, arricchite dei risultati delle nostre indagini per questionario presso gli operatori locali del turismo,
verranno riferite nel secondo capitolo del presente lavoro. Qui
anticipiamo che sulla base di tali analisi:
- il SEL Lunigiana stato fatto rientrare interamente a fare
parte dell omonimo ATTRI;
- per la Val di Cecina stato definito un ATTRI coincidente
con i comuni dellAlta Val di Cecina facenti anche parte
della Comunit Montana che insiste in questa zona;
- per lAlbegna-Fiora stato definito un ATTRI limitato ai
comuni del quadrante collinare.
Il processo di selezione degli ATTRI e alcune carattrizzazioni
di questi sono sintetizzati nella tabella 1.3.

SEL selezionati

SEL 1: Lunigiana;
SEL 15.2: Val di Cecina-Quadrante Interno;
SEL 33.2: Albegna-Fiora Quadrante Colline
Interne

Grandi sistemi del PIT e del PSR Regionali di appartenenza


dei SEL selezionati

Fascia Costiera e Territori Adiacenti; Rilievi


Appenninici

Tipologia Irpet dei SEL selezionati

Rurale-Marginale;
Turistico-Rurale

Sistema Turistico Irpet dei SEL selezionati

Turistico specializzato; Turistico-rurale;


Turistico-urbano; Turistico-industriale

Caratterizzazione agricola Irpet dei SEL selezionati

Medio-Bassa; Medio-Alta

Agricolo-Rurale;

Specializzazione turistica Irpet dei SEL selezionati (Presenze Totali)

Media

Specializzazione agrituristica Irpet dei SEL selezionati

Nessuna; Alta; Molto alta

Ambiti Territoriali per il Turismo Rurale Integrato definiti (ATTRI)

Lunigiana (Comuni del SEL Lunigiana); Alta


Val di Cecina (Comuni del SEL 15.2
appartenenti alla Comunit Montana Alta Val
di Cecina); Colline Interne dellAlbegna-Fiora
(Comuni del SEL 33.2)

Fonte: Tabulazione di informazioni riprese da Cavalieri (2001) e Bacci (2002)

La superficie territoriale e la popolazione residente riguardate dalla nostra indagine risultavano, al censimento del 2001:
Superficie territoriale (km2)
Lunigiana
Val di Cecina Q. Interno
Albegna - Fiora Q. Colline interne
TOSCANA

20

975
1.064
923
22.992

Popolazione residente
55.826
31.469
19.306
3.497.806

1.4
Le indagini dirette effettuate
Con riferimento territoriale prevalente agli ATTRI sono state
condotte alcune indagini dirette intervistando, come abbiamo
accennato, operatori privati e pubblici sia per mezzo di questionari chiusi che di interviste aperte a testimoni privilegiati.
Queste indagini sono state dirette specificamente a:
- qualificare ulteriormente, attraverso questionari chiusi rivolti agli operatori locali, vari aspetti del turismo delle aree di
indagine. In particolare abbiamo concentrato la nostra attenzione su: le tipologie dei turisti, le loro provenienze, le loro
sistemazioni e motivazioni turistiche, la durata e la collocazione nellanno dei loro periodi di vacanza nella zona; la rilevanza,
a giudizio degli intervistati, della spesa turistica per specifiche
categorie di operatori, e in particolare il legame di tale spesa
con le filiere agroalimentari tipiche; lopinione degli intervistati su quali, fra alcuni elementi prospettati con il questionario, possono essere considerati punti di forza e quali punti di
debolezza per il turismo dellarea;
- determinare le soglie di sostenibilit economica delle strutture
ricettive e di ristorazione (n. minimo di posti letto e di piazzole
per lagricampeggio; n. minimo di coperti). La raccolta di queste informazioni, effettuata per mezzo di colloqui con operatori della ricettivit e della ristorazione, e con responsabili di
organizzazioni rientranti nellambito turistico, motivata anche dalla eventualit di una regolamentazione legislativa del
turismo rurale, che potrebbe voler prevedere forme
organizzative e limiti dimensionali delle strutture di servizio
per lospitalit accettabili non solo dal punto di vista della sana
gestione economica ma anche da quello della conservazione
dei valori identitari del territorio interessato da tali strutture;
- accertare leventuale presenza e ricostruire la rete di legami
organizzativi, formali e informali tra gli operatori, in particolare i legami che rivelano un intento di valorizzazione delle filiere
agroalimentari tipiche della zona attraverso il turismo rurale.
La creazione spontanea di reti di relazioni organizzative e
funzionali fra i prestatori di servizi del turismo rurale nelle
zone di successo infatti frequente. sintomo di cooperazione fra gli attori locali che in questo modo fanno sistema, ma
anche motivata dal fatto che le dimensioni economiche critiche di alcune attivit di servizio come la ristorazione, i servizi
di equitazione, ecc. sono pi elevate di quelle ricorrenti nella
ricettivit, e quindi richiedono di essere condotte da strutture
specializzate. Questo tipo di indagine stato condotto per mezzo
di questionari in Val di Cecina, larea, fra quelle prescelte, che
presenta la maggiore incidenza del turismo rurale. Allo scopo
sono state rivolte domande specifiche ad operatori della ricettivit, della ristorazione, della vendita di prodotti agricoli e alimentari, della fornitura, in genere, di beni e servizi per i turisti;

21

- accertare lesistenza o meno di forme di integrazione fra


costa e interno alimentate dalle filiere agroalimentari tipiche dellinterno ed esprimentisi nellescursionismo costainterno. Queste informazioni sono state ottenute strutturando opportunamente il questionario diretto agli operatori della
Val di Cecina e dellAlbegna-Fiora;
- rilevare i punti di vista degli attori locali sulla possibilit
che il turismo rurale svolga il ruolo di motore dello sviluppo integrato negli ambiti territoriali individuati. Questo
aspetto dellindagine stato affrontato effettuando interviste a testimoni privilegiati, ovvero a responsabili politicoamministrativi, a responsabili di organizzazioni di categoria vicine al turismo, a responsabili dellintermediazione
turistica, in concreto a sindaci dei comuni interessati, a responsabili delle comunit montane, a responsaili dei consorzi turistici e delle strade del vino, a esponenti delle organizzazioni di categoria, a operatori immobiliari, a intermediari del turismo locali e operanti a livello regionale. Con
queste interviste si voluto accedere a un livello di conoscenza e valutazione delle realt e potenzialit turistiche
locali che sia in grado di conferire carattere partecipativo
alle proposte operative che si potranno dedurre dai risultati
della nostra ricerca, nella logica bottom-up che, come abbiamo detto, informa lattuale linea della politica comunitaria e regionale di sviluppo rurale.
In Lunigiana le interviste per questionario hanno riguardato:
- 8 strutture ricettive appartenenti alle tipologie albergo, pensione, locanda, villaggio turistico, camping, agriturismo;
- 8 esercizi di ristorazione appartenenti alle tipologie ristorante e pizzeria;
- 10 esercizi per la vendita di alimentari e prodotti tipici, appartenenti alle tipologie negozio di alimentari tradizionale,
supermercato alimentare, gastronomia, enoteca, macelleria,
negozio di frutta e verdura, forno con vendita al dettaglio,
azienda agricola con vendita prodotti;
- 6 esercizi appartenenti alle tipologie bar, pasticceria, gelateria;
- 7 esercizi per la vendita di prodotti e servizi di presumibile
maggiore interesse per il turista (negozio con vendita di
souvenir, negozio con vendita di prodotti dellartigianato,
negozio di articoli sportivi, centro di servizi sportivi, scuola
di equitazione);
- 8 esercizi commerciali per la vendita di prodotti e servizi di
interesse non specifico dei turisti (negozio di confezioni,
gioielleria, parrucchiere, banca, agenzia immobiliare, impresa edile);
- 5 fornitori di servizi turistici (consorzio turistico, agenzia di
viaggi e turismo, museo, terme).
NellAlta Val di Cecina abbiamo condotto due distinte indagini per questionario. La prima indagine, in analogia a quanto fatto per la Lunigiana e le Colline Interne dellAlbegna-Fiora,

22

stata effettuata sottoponendo agli operatori locali in varia


misura interessati al turismo il questionario utilizzato nelle altre aree. Abbiamo ritenuto opportuno, in questo caso, intervistare un minor numero di operatori (in totale 29), selezionando
9 strutture ricettive (delle tipologie albergo con e senza ristorante, residence, agriturismo con o senza offerta pasti), 13 esercizi commerciali (delle tipologie alimentari generico, alimentari specializzato nella vendita di prodotti tipici, enoteca, salumeria, panificio-pasticceria, azienda agricola con vendita prodotti), 2 bar e un giornale-tabacchi, 4 fornitori di servizi turistici (agenzia viaggi e turismo, consorzio di promozione turistica,
pro loco, info on line), e tralasciando quindi gli esercizi commerciali di altro tipo che in Lunigiana erano apparsi solo marginalmente interessati dalla spesa turistica. Abbiamo per condotto
una seconda indagine specifica, da affiancare alla prima per approfondire il legame fra turismo e filiere agroalimentari. Questa
indagine stata effettuata nellambito di una tesi di laurea3.
Nelle Colline dellAlbegna-Fiora lindagine per questionario
ha riguardato un totale di 45 operatori, e precisamente:
- 9 strutture ricettive delle tipologie albergo, albergo ristorante, Bed and Breakfast, affittacamere, agriturismo con e
senza ristorante;
- 5 esercizi per la ristorazione delle tipologie ristorante, osteria e sagra;
- 13 esercizi per la vendita di alimentari e vini, delle tipologie
agriturismo con vendita prodotti, enoteca, cantina, gastronomia, negozio di alimentari, macelleria con e senza tipici, frutta
e verdura, forno;
- 8 esercizi pubblici delle tipologie bar, bar tabacchi, bar pasticceria, gelateria;
- 10 fornitori di beni e servizi di specifico interesse per il turista,
delle tipologie bottega artigiana, museo, mostra, ufficio turistico, consorzio turistico.
I questionari utilizzati nelle indagini per questionario sono riportati negli Allegati.
Le interviste aperte rivolte ai testimoni privilegiati hanno riguardato due importanti Tour Operator il cui bacino di utenza dal
lato dellofferta copre tutta la Toscana, e un numero variabile da
zona a zona di testimoni privilegiati locali con esperienze di amministratore (assessore al turismo, sindaco), di responsabile di istituzioni pubbliche e pubblico-private rilevanti per il turismo dellarea (APT, Consorzio di promozione turistica, Comunit montana, Strada del vino, Organizzazione di categoria), di gestore di
strutture private fornitrici di servizi caratteristici al turismo (agenzia di viaggi e turismo, albergo, agriturismo, ristorante, camping,
agenzia immobiliare). In totale 12 soggetti in Lunigiana, 14 in Val
di cecina e 11 nellAlbegna-Fiora.
3

Cerri (a.a. 2002/2003)

23

24

2.
LE RISORSE E LE CARATTERISTICHE SOCIOECONOMICHE E AMBIENTALI

2.1
Lunigiana
Laspetto paesaggistico del territorio lunigianese ha una spiccata identit, dominato com dal grigio della pietra arenaria,
da gradoni e terrazzamenti, da castelli, borghi fortificati, ospizi
per viandanti (TCI&APET, 2002). Anche la posizione geografica e la storia contribuiscono a far apparire la Lunigiana un
territorio a parte, collocato allestremo lembo della regione,
incuneato tra Liguria e Emilia, oggi come in passato terra di
transito per eccellenza, con funzione di cerniera tra la pianura
padana e lItalia Centrale. Il territorio si compone di una parte
ligure che giunge fino a Sarzana, e di una parte toscana i cui
centri pi importanti sono Pontremoli, Fosdinovo, Fivizzano.
Pertanto, anche il patrimonio linguistico della Lunigiana e le
sue tradizioni ne fanno per molti aspetti unisola nella regione
Toscana, una terra varia ma con unidentit molto pronunciata.
Dal punto di vista socio-economico, il territorio della
Lunigiana possiede una notevole omogeneit che induce a delinearlo per intero come ambito adatto allo studio delle possibilit del turismo rurale al suo interno. Per quanto riguarda gli
aspetti macroeconomici, i comuni della Lunigiana ricadono
interamente nel Sistema Economico Locale n. 1, il SEL
Lunigiana appunto. LIrpet, nel Quaderno della programmazione n. 7 (Irpet e Regione Toscana, 2001) rileva come storicamente questo SEL, posto per circa 2/3 in alta collina e per circa
1/3 in montagna, sia stato caratterizzato dallattivit agricola e
non abbia mai sperimentato una transizione compiuta verso il
secondario. Solo il settore alimentare, e quelli del legno e della
lavorazione dei metalli ospitano le poche attivit industriali
dellarea, con un modestissimo interessamento di addetti. Tutti
i comuni del SEL rientrano nella Comunit Montana Zona A, e
il SEL definito sistema produttivo locale manifatturiero con
specializzazione nelle industrie alimentari.
Il sistema viario e ferrovario della Lunigiana presenta aspetti
contradditori. Il territorio percorso longitudinalmente dallautostrada A15 Parma-La Spezia e dalla Ferrovia Pontremolese.
Queste importanti strutture di trasporto, utilizzate anche dal traffico di attraversamento transappenninico come alternativa ai
collegamenti autostradali e ferroviari Firenze-Bologna, influenzano le direttrici degli spostamenti pendolari per motivi di la25

Le
caratteristiche
socioeconomiche

voro, che hanno come principali centri attrattori Pontremoli e


Aulla, con popolazione intorno ai 10.000 abitanti. Larea per
presenta un modesto livello di autocontenimento dei flussi pendolari, perch una percentuale di lavoratori prossima al 30%
esce giornalmente dalla Lunigiana, in direzione di La Spezia e
non del capoluogo provinciale.
La viabilit che serve le valli laterali del bacino idrografico
risulta invece strutturata a spina di pesce, con scarse o insistenti
comunicazioni intervallive dirette. Questo aspetto condiziona,
come vedremo tra breve, la distribuzione territoriale dellesclusione sociale, dal momento che la scarsa accessibilit del territorio agisce da fattore limitante la reale fruibilit dei servizi decentrati.
Anche dal punto di vista del percorso di sviluppo economico
seguito, pi lento di quello della regione e accompagnato da una
costante e sostenuta contrazione dei residenti, la Lunigiana si differenzia dalla Toscana. Il calo demografico nellarea, protrattosi
ininterrottamente nel dopoguerra a ritmi elevati e proseguito anche nellultimo periodo intercensuario (Tab. A1) dovuto inizialmente alla componente migratoria sostenuta dai pi giovani.
Successivamente, e come conseguenza della mutata struttura della popolazione residente per classi di et, intervenuto
anche il declino della natalit che ora accomuna la Lunigiana
alla regione. Ma la distribuzione per classi di et della popolazione della Lunigiana risulta molto pi povera di quella regionale nelle classi fino a 60 anni (Graf. 2.1 e Tab. A2).
40
32

% popolazione

2.1
LUNIGIANA.
DISTRIBUZIONE %
DELLA
POPOLAZIONE PER
CLASSI DI ET

24
16
8
0

0-5

6-18

19-34

35-59

60-74

75 e oltre

Lunigiana

9,7

20,5

33,2

20,6

12,1

Toscana
TOSCANA

4,5

10,5

22,4

34,5

18,2

10

Classi di et
Fonte: Irpet e Regione Toscana (2001)

Il disagio demografico si riflette anche in indici (di dipendenza; di residenti con meno di 5 anni e pi di 75) estremi in
senso negativo e in peggioramento, ad eccezione del rapporto
di genere che, fatto singolare, vede la popolazione maschile
aumentare in rapporto a quella femminile (Tab. A3).
Per quanto riguarda gli indicatori socio-economici, il contributo dellagricoltura alla formazione del valore aggiunto ,

26

in Lunigiana, pi di 3 volte pi alto che nel complesso della


regione, con un indice di specializzazione settoriale elevato
(Tab. A4). Gli altri settori che presentano un indice di
specializzazione superiore a uno sono le costruzioni, il commercio, i pubblici esercizi e la pubblica amministrazione, mentre
industria e servizi privati sono notevolmente sottodimensionati
rispetto alla regione nel complesso.
Il tasso di disoccupazione della Lunigiana pi alto di quello
regionale, soprattutto nelle classi giovanili. Lindice di istruzione risulta inferiore a quello medio della regione, nonostante
che la scarsit di occasioni di lavoro induca i giovani a proseguire gli studi oltre la scuola dellobbligo.
Gli indici di dotazione strutturale (addetti su popolazione)
risultano pi bassi di quelli regionali in tutti i settori esclusa
lagricoltura, che per soggetta a una dinamica negativa pi
accentuata di quella media regionale. Da rilevare in particolare, ai fini del nostro studio sul ruolo del turismo rurale per lo
sviluppo locale, che i settori delle costruzioni, del commercio e
dei pubblici esercizi mostrano una performance relativamente
migliore a questo riguardo come riflesso, probabilmente, di una
certa vitalit del turismo dellarea, principalmente delle seconde
case (Tab. A5), che beneficia di un contesto naturalistico ancora
intatto e in grado di attirare un numero crescente di visitatori.
Fra gli indicatori ambientali (Tab. A6) spiccano in senso
positivo le basse emissioni di CO2, la pressione turistica non
elevata e il basso numero di veicoli circolanti in rapporto alla
superficie territoriale. Molto limitata la superficie interessata
da aree protette. Si tratta per di un Parco Regionale, quello
delle Alpi Apuane, che valutabile di obiettivo primario per
una vasta gamma di obiettivi fra i quali, oltre alla conservazione naturalistica e allequilibrio ambientale, figurano il turismo,
la ricreazione, e il mantenimento delle tradizioni (Pagni, 2002).
Concludendo sugli aspetti di benessere prevalentemente
materiale, rileviamo infine che la Lunigiana risulta importatrice netta tanto di prodotti industriali che di servizi, in misura
tale che n il modesto saldo commerciale positivo dellagricoltura n lavanzo pi sostanziale del turismo riescono a compensarlo. Si tratta quindi di unarea che, a parte una poco definita connotazione agricola e turistica, non offre una chiara indicazione del possibile modello di sviluppo adatto alla sua realt.
Per quanto riguarda, poi, la non facile valutazione del livello di benessere in senso lato percepito dalla popolazione
lunigianese, nel Libro Verde sulla montagna toscana commissionato allIrpet dalla regione Toscana stato stimato che
il livello di esclusione sociale della Comunit Montana
Lunigiana interessa il 35% della popolazione e il 49% del territorio, con pi del 25% della popolazione che si trova in una
situazione di crisi riguardo alla capacit di avere buona salute,
stante linadeguatezza dei servizi offerti dalla sanit pubblica,
incapaci di rispondere alle esigenze del 37% del territorio. Il

27

50% della popolazione incontra difficolt ad accedere agli istituti superiori conservando la possibilit di scelta. Il 50% della
popolazione e del territorio raggiungono la soglia della crisi
riguardo alla capacit di avere informazione, svago e interazione
sociale e culturale (Irpet e Regione Toscana, 2002).
Ci sembra utile riportare, a proposito del livello di benessere percepito dalla comunit locale, anche il risultato di una
indagine a carattere sociologico condotta in Lunigiana e altre
aree territoriali toscane nellambito di un dottorato di ricerca
(Proietti, a.a. 2001/2002). Detta indagine individua nellAbbandono, Solitudine e Invecchiamento gli aspetti chiave del rapporto tra i soggetti locali e il loro territorio. Questo
perch in Lunigiana prevale, come in parte abbiamo visto, il
modello tipico delle aree soggette ad esodo, con la conseguenza che in loco restano gli anziani, spesso soli, mentre i figli
vanno fuori per studio e lavoro. Lalta percentuale di anziani
porta nel tessuto sociale solitudine e bisogno di assistenza -si
aggiunge nello studio citato- nonostante che la vicinanza di
importanti strutture viarie consenta un certo contatto tra i residenti e i loro parenti trasferitisi in Toscana, Liguria, Emilia. Le
reti di rapporti sociali locali, la cui esistenza e spessore rappresentano la base per il fiorire di iniziative economiche a carattere endogeno, risultano prevalentemente di tipo gerarchico-clientelare, non paritetico, ed anche avvertibile una perdita di
solidariet tra i membri della comunit locale4.
Lagricoltura e il
paesaggio della
Lunigiana

Il pi importante legame dellagricoltura con il turismo rurale


rappresentato dagli effetti che le pratiche agricole esercitano
sulla formazione del paesaggio. Ma leffetto di queste pratiche
si coniuga in modo spesso unico con la naturale configurazione orografica e floristica del territorio e con limpatto ambientale-visivo che sul paesaggio possono avere, oltre agli eventi
meteorici, le altre attivit delluomo, quali le forme di insediamento e di sfruttamento delle risorse naturali.
Molti di questi elementi che contribuiscono a delineare il paesaggio lunigianese sono considerati nei Sistemi di Paesaggio della Toscana (Regione Toscana-Giunta Regionale, Dipartimento
agricoltura e foreste, 1996). La Lunigiana viene fatta rientrare per
la parte valliva nel sistema di paesaggio denominato Conche
Intermontane, sottosistema CI1, e per la parte collinare-montana, quella presumibilmente pi direttamente interessata al turismo rurale, nel Sistema di Paesaggio Appennino, sottosistemi
AP1 e AP2. Il paesaggio di questi sottosistemi, che abbracciano
tutta la fascia appenninica della regione, presenta una certa uniformit di caratteri paesaggistici naturali e antropici, come si pu
rilevare dalla tabella 2.2.
4

Da rilevare che la Garfagnana, unarea territoriale per vari aspetti assimilabile alla
Lunigiana, in questa ricerca risulta invece caratterizzata da Riconversione economica
e Coesione sociale, caratterizzazione probabilmente acquisita di recente in parte anche
per merito della politica di sviluppo rurale (Leader I e II).

28

Sottosistema di
paesaggio AP1

Sottosistema di
paesaggio AP2

Rilievo:
- Intensit di rilievo
- Fasce altimetriche prevalenti
- Quota min-max

montana bassa 43%


200-400 m 29%; 600-900 m 22%
22-1555 m

montana media 50%, bassa 33%


400-700 m 37%, 1000-2000 m 19%
175-1906 m

Uso del suolo:


- formazioni forestali
- di cui boschi
- colture agrarie
- di cui vite
- olivo
- altre arboree
- pascoli

75%, in aumento
72%
9%, in diminuzione
3%
5%, in aumento
10%

76% in aumento
74% in aumento
5% in diminuzione
3%
4% in aumento
15%

Caratteristiche del paesaggio:


- Eterogeneit delluso del suolo
- Densit di siepi
- Presenza di terrazzamenti

48% media; 29% bassa


alta e molto alta 27%
9%

media 57%, bassa 25%


alta e molto alta 28%
7%

Degradazione del suolo:


- Erosione
localmente da media a severa
- Consumo di territorio per urbaniz. 4%, non frequente, in aumento lento
- Inondabilit
fenomeni ricorrenti e non ricorrenti

localmente da media a molto severa


1%, non frequente, costante
fenomeni ricorrenti e non ricorrenti

Altri rischi naturali:


- rischio dincendio

da moderato a severo

da moderato a molto severo

10-20%
di autocons. 39-53%; a t. pieno 29-33%
aziendale 42%, extraziendale 30%
14 ha
6 ha
75% pi di un corpo
foraggere 52%, cereali 28%, arboree
20% (prev. olivo)

10-20%
di autoconsumo 39% e a t. pieno 33%
aziendale 42%, extraziendale 30%
14 ha
6 ha
82% pi di un corpo
foraggere 52% e cereali 28%

Caratteristiche dellagricoltura:
- indice di ruralit
- tipologia azienda-famiglia
- provenienza reddito aziendale
- superficie aziendale media
- SAU media
- numero di corpi
- indirizzo colturale prevalente

Fonte: Regione Toscana-Giunta Regionale, Dipartimento agricoltura e foreste (1996)

Si tratta, in sintesi, di un paesaggio il cui impatto visivo determinato dalla prevalenza della montagna e dalla presenza importante di boschi, con un indice di ruralit apprezzabile (10-20%).
Su questo paesaggio la pratica agricola, sebbene venga esercitata
su una porzione limitata di territorio da aziende di piccolissime
dimensioni, scarsamente autosufficienti, non insediative e formate da pi corpi al contrario del caratteristico insediamento poderale
di gran parte della Toscana di tradizione mezzadrile, ha per un
effetto qualitativamente apprezzabile e comunque singolare per
lapporto fornito dai terrazzamenti, dai pascoli e dalla variet delle colture tra cui anche quelle tipicamente mediterranee come la
vite e lolivo.
La parte valliva ha un indice di ruralit inferiore al 10% e si
presenta paesaggisticamente diversa, essendo caratterizzata da una
alta intensit di rilievo collinare, da una minore presenza di
terrazzamenti, da una prevalenza della fascia altimetrica fra 100 e
29

2.2
CARATTERISTICHE
DEI SOTTOSISTEMI
DI PAESAGGIO
COLLINAREMONTANO IN CUI
RICADE LA
LUNIGIANA

200 m.s.l.m, da un range di quota pi basso (tra 51 e 454


m.s.l.m). In questo sottosistema di paesaggio, tuttavia, luso
del suolo in misura maggiore basato sullattivit agricola, pur
essendovi una parte pi consistente del territorio destinata ad
aree urbanizzate e ad attivit non agricole. Di conseguenza il
paesaggio acquista un disegno pi vario per la pi elevata eterogeneit nelluso del suolo e la presenza diffusa di siepi.
La degradazione del suolo per erosione risulta localmente
media, mentre quella derivante dal consumo di territorio per
urbanizzazione pu considerarsi comune (9%), ancorch in aumento moderatamente veloce. La degradazione del territorio per
attivit estrattive non frequente (1%), mentre si hanno fenomeni
anche ricorrenti di inondabilit lungo il Magra e i suoi affluenti.
In agricoltura vi lassoluta prevalenza della tipologia azienda-famiglia di autoconsumo e a tempo pieno con provenienza
del reddito aziendale per 1/3 extraziendale e per 1/3 da pensione. La superficie aziendale media (11 ha) e la superficie agricola utilizzata (SAU media 5 ha) sono leggermente maggiori
di quelle della fascia collinare-montana, ma la frammentazione
ugualmente elevata (il numero di corpi delle aziende prevalentemente superiore a uno). Anche in questo sottosistema, a
tutto vantaggio della ricchezza del paesaggio agrario, lagricoltura offre una certa variet di colture: lindirizzo colturale
prevalente infatti basato in parti pressoch uguali su foraggere,
cereali e colture arboree, in prevalenza vite.
Il territorio vallivo, dunque, pur presentando caratteristiche
paesaggistiche diverse dal resto del territorio lunigianese dove
si collocano le maggiori risorse turistiche rurali, possiede per
con esso una notevole contiguit funzionale, in quanto sede di
fornitura della maggior parte dei servizi dellarea inclusi, come
vedremo, alcuni servizi di ospitalit. Anche per questo motivo,
oltre che per la sua omogeneit riguardo alle caratteristiche
demografiche, socio-economiche e ambientali pi sopra discusse, abbiamo ritenuto che lintero SEL 1-Lunigiana possa rappresentare in toto un ambito territoriale adeguato per lanalisi
del ruolo del turismo rurale nello sviluppo.
Le interazioni
fra filiere
agroalimentari
locali e il
turismo rurale

a) La ricettivit rurale e le produzioni di qualit nelle aziende


agricole dellarea
Ricettivit rurale e offerta di prodotti tipici sono le principali
manifestazioni di integrazione dellagricoltura con il turismo.
Per quanto riguarda la ricettivit rurale abbiamo gi detto, sulla base della caratterizzazione dei SEL effettuata dallIrpet, che la
Lunigiana non possiede una specializzazione agrituristica, la principale e pi tipica forma di ricettivit rurale. Volendo entrare pi
in dettaglio, notiamo che lIstat, con il censimento del 2000, ha
rilevato in Lunigiana 59 aziende agrituristiche (Tab. A6), pari allo
0,8% del complesso delle aziende agricole dellarea, una intensit
agrituristica molto inferiore a quella media toscana (1,6%). Si tratta
di aziende pi grandi della media dellarea in termini di superficie
aziendale, dal momento che arrivano a coprire il 2,7% della su30

perficie aziendale di tutte le aziende agricole, in linea con il carattere ricorrente in tutto lagriturismo toscano, e che nella media
della regione acquista una evidenza anche maggiore in quanto le
aziende agrituristiche rappresentano l1,6% delle aziende agricole e assorbono l11,7% della superficie aziendale.
Lofferta di ricettivit agrituristica della Lunigiana presenta
elementi di una qualche concentrazione spaziale. Le aziende
agrituristiche, infatti, pur trovandosi distribuite in tutti i comuni
dellarea, sono maggiormente presenti in alcuni comuni (Aulla,
Mulazzo, Pontremoli, Fosdinovo; Tab. 2.3). Si tratta dei territori
comunali dei centri urbani maggiori, situati nel fondo valle, e questa circostanza, se da un lato giustifica la nostra scelta di includere
nellATTRI anche quello che abbiamo chiamato il Sistema di
paesaggio Conche Intermontane, dallaltro lato rivela una pi
limitata capacit o possibilit, da parte degli operatori situati nelle
aree decentrate, di cogliere le opportunit dellagriturismo.
Il censimento dellagricoltura rivela che in Lunigiana ci sono
anche alcune aziende agricole (9 aziende in tutto, come si pu
evincere dalla tabella A7) che destinano una parte della superficie aziendale ad attivit ricreative (in genere pratiche sportive come lequitazione). un fenomeno numericamente circoscritto, riguardante per pi della met dei casi le aziende
agrituristiche (Tab. A8), e presente nei comuni di Aulla,
Bagnone, Comano, Filattiera, Mulazzo, Pontremoli e
Villafranca. Altre aziende agricole non agrituristiche (in numero di 6) svolgono attivit ricreative pur non destinando parte
della superficie aziendale a questo scopo. Ne sono interessati i
comuni di Aulla, Bagnone, Filattiera, Mulazzo e Pontremoli.
Comune

N. aziende
N. aziende
%aziende
agricole agrituristiche agrituristiche

Aulla
Bagnone
Casola in Lunig.
Comano
Filattiera
Fivizzano
Fosdinovo
Licciana Nardi
Mulazzo
Podenzana
Pontremoli
Tresana
Villafranca in Lunig.
Zeri

1.230
303
307
67
475
860
752
737
515
261
1.010
420
602
192

0,65

3,11

6
7
5
8

0,70
0,93
0,68
1,55

1,17

9 (*)

2,13

SA media delle
aziende non
agrituristiche
(ha)

SA media
delle aziende
agrituristiche
(ha)

2,5
11,3
5,3
46,6
4,9
8,6
3,4
4,5
4,0
2,2
6,2
5,9
2,0
18,1

8,2
7,7
33,2
14,7
40,3
35,2
4,3
56,6
12,6
3,6
17,5
26,3
16,7
2,0

Fonte: Elaborazioni su dati ISTAT: Censimento Agricoltura 2000


(*) dati aggregati per garantire lanonimato

Il potenziale ricettivo inespresso dellagricoltura lunigianese


ammonta a 668 abitazioni (ci riferiamo alle abitazioni non occupate in aziende agricole rilevate dallIstat; tabella A9). Pro31

2.3
LUNIGIANA. AZIENDE
AGRICOLE E
AGRITURISTICHE
PER COMUNE

babilmente pi a causa della struttura non appoderata delle


aziende che per un minore tasso di abbandono delle campagne,
questo potenziale rappresenta solo il 3,1% del totale regionale,
mentre le aziende agricole lunigianesi sono il 5,5% delle aziende
agricole toscane. Sono i territori comunali dei centri maggiori
ad avere il maggior numero di abitazioni in aziende agricole
non occupate (Tab. 2.4).
2.4 Comune
LUNIGIANA.
ABITAZIONI IN
AZIENDE AGRICOLE Aulla
NON OCCUPATE, Bagnone
PER COMUNE
Casola in Lunigiana
Comano
Filattiera
Fivizzano
Fosdinovo
Licciana Nardi
Mulazzo
Podenzana
Pontremoli
Tresana
Villafranca in Lunigiana
Zeri

N. abitazioni non occupate


142
58
6
43
122
59
31
28
140
19
15
5

Fonte: Elaborazioni su dati ISTAT: Censimento Agricoltura 2000


Nota: per garantire lanonimato non vengono mostrati i dati relativi alle abitazioni non occupate in aziende
agrituristiche

Abbiamo visto (Tab. A6) che La Lunigiana marginalmente interessata da parchi e aree protette (2,7% della superficie
territoriale contro l8,6% della regione nel complesso. Parallelamente, una percentuale di aziende agricole (3,1%) notevolmente pi bassa di quella media regionale (9,5%) ricade in questo tipo di aree (Tab. A10). Fivizzano, con 177 aziende, e
Licciana Nardi, con 47 aziende, sono i comuni maggiormente
interessati da questa condizione, dal momento che larea protetta in questione quella del Parco delle Alpi Apuane che arriva a coprire solo la porzione sud-orientale del territorio
lunigianese. Le aziende agrituristiche della Lunigiana che ricadono nel territorio di parchi e aree protette sono appena 3 (il
5,1% del totale, mentre in Toscana la media del 20,6%). Ma
anche in queste condizioni il Parco delle Alpi Apuane rappresenta un fattore di spinta per il turismo rurale della Lunigiana.
Linclinazione ambientalistica delle aziende agricole
lunigianesi, in particolare di quelle agrituristiche, si pu meglio desumere dalla frequenza con cui ricorrono produzioni
biologiche e da agricoltura integrata rilevate dallIstat (Tab.
A11). Anche questo dato vede la Lunigiana, con l8,5% delle
aziende agrituristiche che effettuano produzioni biologiche e il
5,1% che effettuano produzioni da agricoltura integrata, assai
lontana dalla media regionale, che rispettivamente del 12,2%
e del 23,1%. A livello comunale, trattandosi di dati che violerebbero lanonimato per la loro modesta entit numerica, ci

32

limitiamo a dire che solo tre comuni (Aulla, Fosdinovo e


Licciana Nardi) sono interessati dal fenomeno delle produzioni biologiche e da agricoltura integrata.
Ancora pi di retroguardia appare la situazione della
Lunigiana per quanto riguarda le produzioni sottoposte a disciplinare: solo unazienda agrituristica (meno del 2% del totale)
ricade in questa condizione, laddove nella regione approssimativamente unazienda agrituristica su tre risulta impegnata in
produzioni sottoposte a disciplinare (Tab. A10). Tuttavia un
maggior grado di integrazione fra agricoltura e turismo sembra
potersi dedurre dalla non trascurabile quota di aziende
agrituristiche lunigianesi che pratica la vendita diretta dei prodotti aziendali (8,7%, tabella A11, contro il 13,8% nella regione), e dalla frequenza con cui le aziende agrituristiche vendono
qualche prodotto aziendale, anche se non sottoposto a disciplinare. Del resto la Lunigiana, come diremo pi avanti, riceve un
certo apprezzamento gastronomico non solo per le ricette tradizionali dellarea, ma anche per i prodotti che appartengono
alla fase agricola delle filiere agroalimentari locali.
Trova riscontro, anche in Lunigiana, lelevata incidenza,
caratteristica della regione, di conduttori relativamente giovani e di donne nella conduzione delle imprese agrituristiche
(Tabb. A12 e A13). Lincidenza di queste categorie di conduttori (rispettivamente 40,7% e 42%) addirittura superiore alle
corrispondenti medie regionali (rispettivamente 29,9% e 39%),
mentre nel complesso delle aziende agricole lunigianesi la percentuale di conduttori di et inferiore ai 50 anni molto pi
bassa (15%) e inferiore a quella media regionale (21%). Si nota
poi che una proporzione minima delle aziende agrituristiche
lunigianesi (1,7%) condotta in societ, molto al di sotto della
media regionale (11,5%). Infine, fra le aziende agricole si rinvengono anche 12 casi di aziende che vendono prodotti per mezzo
del commercio elettronico: 5 di queste aziende sono agrituristiche.
b) Offerta gastronomica e consumi dei turisti rurali
Come abbiamo detto, in Lunigiana prevalgono le formazioni
forestali, mentre le coltivazioni agrarie compaiono in subordine,
anche se riescono a esprimere alcuni caratteri dellagricoltura
mediterranea, in quanto accanto ai pascoli e alle foraggere troviamo spesso, alle quote pi basse, la vite e lolivo. Il turista
rurale cerca in questo tipo di ambientazione soprattutto tranquillit, occasioni di movimento fisico anche impegnativo in
un ambiente naturale ben conservato, ma anche la possibilit
di sperimentare la particolare gastronomia dei luoghi, fatta di
piatti semplici e robusti secondo ricette che ricalcano le tradizioni alimentari di agricoltori e altri lavoratori soggetti a prove
fisiche e ambientali spesso estreme. Solo sussidiariamente il
turista rurale cerca in questi luoghi anche esperienze culturali e
darte che invece costituiscono la motivazione principale di
buona parte del turismo rurale toscano.

33

La Lunigiana risponde a queste esigenze del turista rurale


offrendo una vasta gamma di risorse turistiche, anche culturali
e darte in misura maggiore che in altre aree collinari-montane,
ancorch non vistose e spesso poco note solo per il basso profilo scelto in passato da questa comunit locale per presentarle
e offrirle allesterno.
In tema di filiere agroalimentari meritano menzione in primo luogo le preparazioni dei cereali, e molti altri prodotti per
la cui elencazione rimandiamo allultimo paragrafo di questo
capitolo. Quanto conosciuti, graditi e consumati dai turisti rurali sono questi prodotti? Una recente ricerca dellIrpet (I.
Malevolti, 2003) ha messo in evidenza numerosi aspetti del
comportamento di consumo e di acquisto del turista rurale nei
riguardi delle filiere agroalimentari locali. Per rappresentare il
turismo rurale delle aree Appenniniche stata scelta larea del
Mugello in quanto, come la Lunigiana, si compone di un complesso di valli, montagne e colline pedemontane dellAppennino
caratterizzate da fattori climatici che ne determinano la vocazione agronomica tra allevamento e colture erbacee, e legate
peraltro ad aree industrializzate o centri urbani di servizio attraverso fenomeni di pi o meno intenso pendolarismo. Riportiamo alcuni risultati di questa ricerca, e successivamente
ne verificheremo la congruenza con i risultati dellindagine per
questionario che abbiamo svolto in Lunigiana, di struttura simile
ma rivolta a un numero minore di operatori dellagroalimentare
per dare spazio alle opinioni di altri operatori del turismo rurale.
Dallesame della tabella 2.5, tratta dalla ricerca ora menzionata, desumiamo che la maggioranza dei turisti rurali delle zone
Appenniniche interessata e spesso entusiasta dei prodotti tipici. Gli intervistati sono non solo operatori delle filiere
agroalimentari locali (aziende agricole, negozi di alimentari,
ristoranti) ma anche testimoni privilegiati, nella fattispecie
amministratori e politici locali. Questi ultimi appaiono fra i pi
ottimisti, superati solo dagli operatori agricoli, riguardo allinteresse dei turisti per i prodotti in questione.
2.5
AREE APPENNINICHE.
REATTIVIT DEI
TURISTI RURALI DI
FRONTE ALLOFFERTA
DI PRODOTTI TIPICI,
LOCALI E
TRADIZIONALI SULLA
BASE DELLA
TESTIMONIANZA DI
VARIE CATEGORIE DI
OPERATORI DELLE
FILIERE
AGROALIMENTARI

Operatori
Rifiutanti
Negozi alimentari
Ristoranti
Aziende agricole
Testimoni privilegiati
Complesso degli operatori

0,0
0,0
0,0
0,0
0,0

Attitudine dei turisti (% risposte)


Poco interessati
Interessati
33,1
23,6
1,3
3,3
23,9

63,2
70,4
58,7
80,0
66,3

Entusiasti
3,7
6,0
40,0
16,7
9,8

Fonte: Malevolti (2003)

Nella tabella 2.6 vediamo invece come questo interesse si


traduce in comportamento di acquisto. Sono presentati i pareri
degli operatori nel complesso, senza distinguere fra negozi alimentari, ristoranti, aziende agricole, ecc.. La fonte ci assicura
che non sono state rilevate differenze significative di pareri fra

34

gli operatori, se non per un relativo maggior ottimismo dei ristoratori. Come si pu rilevare, circa due terzi degli operatori
intervistati ritengono che pi del 50% dei turisti richiedono
prodotti tipici, locali e tradizionali.
% operatori 2.6
AREE
APPENNINICHE.
3,7 FREQUENZE CON LE
5,6 QUALI I TURISTI
RURALI RICHIEDONO
11,1 PRODOTTI TIPICI,
7,4 LOCALI E
5,6 TRADIZIONALI
18,4 SECONDO IL
COMPLESSO DEGLI
13,0 OPERATORI
11,1
9,3
14,8

Classi di incidenza
0-10%
10-20%
20-30%
30-40%
40-50%
50-60%
60-70%
70-80%
80-90%
90-100%
Fonte: Malevolti (2003)

I prodotti maggiormente richiesti dai turisti rurali, sempre


sulla base dei pareri dei diversi operatori, sono presentati nella
tabella 2.7. Come si pu notare, in aree come quelle Appenniniche
dove lagricoltura orientata allallevamento animale e non
produce le tipiche produzioni mediterranee di qualit, a parte
lolio di oliva, le aziende agricole testimoniano frequenti richieste soprattutto di formaggi e frutta, mentre ristoranti e negozi di alimentari offrono anche prodotti, come il vino, che alle
aziende agricole non vengono richiesti forse perch ritenuti non
tipici di queste aree.
Prodotti e preparazioni
Nel
complesso
Vino
Olio
Ortaggi
Frutta
Carni e piatti a base di carne
Salumi
Formaggi
Pasta
Dolciumi
Pane
Altri

15,9
9,9
2,0
2,0
7,9
7,3
13,2
16,0
7,3
5,3
13,2

Operatori
Negozi
Ristoranti
alimentari
22,5
14,1
1,4
0,0
1,4
14,1
15,5
2,8
11,3
4,2
12,7

12,3
6,2
3,1
0,0
16,9
1,5
4,6
30,8
4,6
7,7
12,3

2.7
AREE
Aziende APPENNINICHE.
agricole FREQUENZA DI
CITAZIONE DEI
PRODOTTI TIPICI,
0,0 LOCALI E
8,3 TRADIZIONALI DA
0,0 PARTE DEI TURISTI
25,0 RURALI SECONDO
VARIE CATEGORIE DI
0,0 OPERATORI DELLE
0,0 FILIERE
33,4 AGROALIMENTARI
8,3
0,0
0,0
25,0

Fonte: Malevolti (2003)

Questa situazione si ripete, pi accentuata, nella composizione del paniere degli acquisti dei turisti rurali (Tab. 2.8). Nel
valutare le risposte dei ristoratori si tenga presente, per, che in
questo caso le percentuali di richieste di prodotti tipici, locali e
tradizionali sono calcolate sulle ordinazioni al tavolo di ciascun prodotto, non esprimono cio la composizione del paniere di acquisto dei turisti.

35

2.8
AREE
APPENNINICHE. PESI
PERCENTUALI DI
ALCUNI PRODOTTI
TIPICI, LOCALI E
TRADIZIONALI NEL
PANIERE DI
ACQUISTO DEI
TURISTI RURALI
SECONDO ALCUNE
CATEGORIE DI
OPERATORI DELLE
FILIERE
AGROALIMENTARI

Prodotti

Vino
Olio
Ortaggi
Frutta
Carni
Salumi
Formaggi
Pasta
Dolciumi
Altri

Negozi alimentari

Operatori
Ristoranti (*)

Aziende agricole

29,8
11,6
ortaggi e frutta:
4,5
6,1
14,1
13,0
2,7
4,8
13,4

81,3
58,3
11,5
11,5
52,1
57,3
59,4
55,2
55,2
0,0

0,0
5,7
10,0
32,9
8,6
0,0
42,8
0,0
0,0
0,0

(*) Incidenza delle richieste di prodotti tipici, locali e tradizionali sulle richieste al tavolo di ciascun prodotto
Fonte: Malevolti (2003)

Infine, nella tabella 2.9 troviamo alcune indicazioni sul peso


che le spese dei turisti collegate ai prodotti tipici, locali e tradizionali rivestono nelleconomia degli operatori. Per le aziende
agricole le spese sono relativizzate alla produzione lorda
vendibile dellazienda.
Come si pu rilevare dai dati della tabella 2.9, tutte le aziende agricole intervistate ritengono che le spese dei turisti rappresentano una quota modesta dellattivo dellazienda. Fra i
negozi alimentari e i ristoranti, probabilmente quelli specializzati per le produzioni tipiche, vi sono per anche intervistati
che considerano fondamentali le spese dei turisti rurali per il
loro giro di affari.
2.9
AREE
APPENNINICHE.
CLASSI DI
INCIDENZA DEI
PRODOTTI TIPICI,
LOCALI E
TRADIZIONALI NEL
VOLUME DI AFFARI
DI ALCUNE
CATEGORIE DI
OPERATORI DELLE
FILIERE
AGROALIMENTARI
SECONDO IL
PARERE DEGLI
OPERATORI STESSI.
Valori %

Classi di incidenza
Negozi alimentari

Operatori
Ristoranti

Aziende agricole

34,6
34,7
7,7
3,8
0,0
0,0
0,0
3,8
7,7
7,7

0,0
4,2
37,4
12,5
4,2
4,2
25,0
4,2
0,0
8,3

50,0
30,0
20,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0

0-10%
10-20%
20-30%
30-40%
40-50%
50-60%
60-70%
70-80%
80-90%
90-100%
Fonte: Malevolti (2003)

Nella indagine per questionario che abbiamo condotto presso


gli operatori della Lunigiana, e che illustreremo in dettaglio
pi avanti, risultato che gli agriturismi, i negozi di alimentari
e i ristoranti valutano molto rilevante la spesa dei turisti per la
loro attivit (Tab. 2.10).
Nel complesso i pareri da noi riscontrati risultano pi
ottimistici di quelli dellindagine condotta nel Mugello. Per
quanto riguarda le aziende agricole, bisogna tener conto che
nella nostra indagine il riferimento agli agriturismi e non
alle generiche aziende agricole, come nellindagine riguardante il Mugello.
36

Totale Irrilevante
risposte

TUTTI GLI OPERATORI


52
Strutture ricettive, di cui:
9
- alberghi
2
- alberghi/pensione e locande
2
- agriturismi
3
- villaggi turistici e camping
2
Eser. per la ristorazione, di cui: 7
- ristoranti
3
- pizzerie
4
Vendita alimentari, di cui:
10
- con prodotti tipici
5
- generici
5
Pubblici esercizi
6
Negozi, di cui:
8
- di prev. interesse per turisti
3
- generici
5
Servizi per i turisti
12

Opinione sulla rilevanza della spesa dei turisti


Poco Abbastanza Fondamentale
Abbastanza
rilevante
rilevante
rilevante o fondamentale
n.
% sul totale
interviste
21
2
1
1

20
2
1
1

2
1
1
5
2
3
3
6
1
5
3

4
1
3
4
2
2
3
1
1
6

10
5

1
1

30
7
1
1
3
2
5
2
3
5
3
2
3
2
2

1
2
2
1
1

1
1

58%
78%
50%
50%
100%
100%
71%
67%
75%
50%
60%
40%
50%
25%
67%
75%

Fonte: Nostra indagine per questionario

Comunque, ci sembra che in Lunigiana emerga un legame


consistente fra turismo rurale e filiere agroalimentari, probabilmente ispessito, negli anni pi recenti, dallapertura della
Strada del Vino dei Colli di Candia e di Lunigiana. Questa Strada ha certamente agito da porta di ingresso alla Lunigiana per
nuove correnti turistiche ampliando, in tal modo, il mercato
degli acquisti in loco dei prodotti pi caratteristici del territorio. A dispetto della sua limitata offerta di prodotti tipici rinomati, infatti, la Lunigiana, come si pu dedurre dalla lettura
del paragrafo di chiusura di queso capitolo, possiede un patrimonio gastronomico semplice e al tempo stesso ricco, che il
turismo di nicchia e lescursionismo hanno gi imparato ad
apprezzare e ricercare, e che sembra poter contare ancora su
margini inutilizzati in grado di soddisfare una corrente turistica pi consistente senza scivolare nellomologazione con il
turismo di massa.

2.10
RISULTATI DELLE
INTERVISTE A 52
OPERATORI DI
SERVIZI
CARATTERISTICI E
ACCESSORI DEL
TURISMO IN
LUNIGIANA

2.2
Val di Cecina
Il territorio della Val di Cecina, protendendosi dalla montagna Le caratteristiche
al mare in modo naturale lungo il bacino del fiume Cecina, socio-economiche
offre una realt molto pi variegata della Lunigiana sia per
quanto riguarda le caratteristiche naturali che per quanto riguarda lassetto socio-economico. Storicamente, se risaliamo allepoca della sconfitta dei Pisani da parte dei Fiorentini (1406),
lintero territorio della Val di Cecina trova una sua unitariet
nellassogettamento alla repubblica di Firenze.
37

Per molto tempo, un altro elemento di unitariet del territorio


stato rappresentato dal fatto che leconomia dellarea si basata
essenzialmente sullagricoltura e la pastorizia. In seguito, tuttavia, il territorio ha seguito vicende economiche diverse, poich se
vero che, soprattutto nelle aree interne lagricoltura e la pastorizia rivestono ancora una notevole importanza, nella parte costiera
si sono avuti un consistente sviluppo del terziario legato al turismo estivo e la formazione di un importante settore industriale
specializzato nella produzione di laterizi, nellindustria estrattiva
e nella plastica. In ragione di ci la deliberazione consiliare n. 69
del 21 febbraio 2000 ha riconosciuto al sistema economico locale
della costa, il SEL 15.1 Val di Cecina Quadrante Costiero (Comuni di Bibbona, Castagneto Carducci, Cecina e Rosignano Marittimo) la qualifica di sistema produttivo locale manifatturiero
con specializzazione nel settore della chimica.
Parallelamente allo sviluppo industriale e turistico della
porzione costiera, linterno della Val di Cecina, anchesso originariamente interessato prevalentemente dallattivit agricola, ha visto affiancarsi al settore primario, in alcune parti del
territorio, le attivit legate allindustria estrattiva (rame e alabastro), e allo sfruttamento dei soffioni boraciferi nei territori
dei comuni di Pomarance e Castelnuovo Val di Cecina. Queste
ultime attivit sopravvivono ancora oggi, accanto a un turismo
darte e cultura che si andato sempre pi coniugando con un
turismo rurale di relax, e a unagricoltura che, pur se ridimensionata, continua a pesare nellarea mediamente pi che nella
regione nel suo complesso.
Quanto appena detto riguarda maggiormente i comuni dellAlta Val di Cecina (Castelnuovo Val di Cecina, Montecatini
Val di Cecina, Pomarance e Volterra) che trovano una loro identit territoriale e ammnistrativa nella Comunit Montana dellAlta Val di Cecina-Zona F. Nel territorio della Val di Cecina
si trovano poi i comuni di Casale Marittimo, Guardistallo,
Montescudaio, Monteverdi Marittimo e Riparbella che formano geograficamente una prima linea di comuni a ridosso di
quelli che si affacciano al mare. I comuni della prima linea
sono integrati pi con i comuni della costa che con quelli dellinterno in termini di fruizione di servizi, e ai comuni della
costa sono tradizionalmente associati nella unit territoriale di
fatto denominata Bassa Val di Cecina.
LAlta Val di Cecina e i comuni della prima linea sono
stati inseriti nel SEL 15.2 Val di Cecina-Quadrante Interno
insieme ad altri tre comuni interni della provincia di Pisa:
Castellina Marittima, Orciano Pisano e Santa Luce. La Regione Toscana ha riconosciuto a questo SEL lo status di sistema
produttivo locale manifatturiero specializzato nella lavorazione
dellalabastro ai sensi della gi richiamata deliberazione
consiliare n. 69 del 21 febbraio 2000.
I comuni del SEL 15.2 possiedono alcuni caratteri di omogeneit che sono stati considerati fondamentali per la delimititazione

38

dei Sistemi Economici Locali. Essi, infatti, condividono lunit politico-amministrativa di appartenenza (la provincia di Pisa)
e la rete di pendolarismo. Questultima caratteristica va posta in
relazione alla modesta dotazione infrastrutturale di trasporti del
SEL. Le vie di comunicazione principali sono rappresentate esclusivamente da strade statali e larea priva di collegamenti ferroviari persino con la rete regionale. Pertanto le comunicazioni con
il capoluogo provinciale sono difficoltose, mentre sono in parte migliori quelle con la costa e con la Val dEra.
Probabilmente proprio alle difficolt di collegamento si deve
lelevato grado di autocontenimento del SEL, con Pomarance e
Volterra che rappresentano i poli intorno ai quali ruotano i flussi
interni dellarea. Di rilievo, per, anche linterscambio di lavoratori che il Quadrante interno e il Quadrante costiero intrattengono fra loro. Per il resto, in particolare per gli aspetti che maggiormente rilevano ai fini del turismo rurale, come vedremo, i comuni
del SEL 15.2 non configurano una realt territoriale omogenea.
Esaminiamo ora in dettaglio le caratteristiche socio-economiche e demografiche dellarea. In Val di Cecina rivestono
ancora notevole importanza, a livello locale, le attivit agricole, mentre si sono avute fasi di relativo regresso dei settori extra-agricoli. Il saldo migratorio, dopo la fase tumultuosa di esodo
degli anni Cinquanta e Sessanta, si successivamente portato
su valori positivi, in parte anche per la tenuta delle classi giovanili. Pertanto il maggior peso relativo delle classi di et pi
elevata che si osserva nella struttura della popolazione (Graf.
2.11 e Tab. A2) possiede una componente transitoria legata agli
effetti di coorte derivanti dalle dinamiche migratorie pregresse.
Lindice di dipendenza, bench su valori elevati in relazione al
resto della regione (Tab. A3), per pi basso di quello calcolato per la Lunigiana. Anche gli altri indici demografici appaiono, sia pure di poco, migliori di quelli visti per la Lunigiana,
in particolare il rapporto di genere, che risulta sensibilmente
superiore anche a quello medio regionale.
2.11
VAL DI CECINA.
DISTRIBUZIONE %
DELLA
POPOLAZIONE PER
CLASSI DI ET

% popolazione

% popolazione

40
32
24
16
8
0
0-5

6-18

19-34

Val di Cecina Costa

4,4

10,2

22,3

34

18,8

10,3

Val di Cecina Interno

9,7

20,5

33,2

20,6

12,1

4,5

10,5

22,4

34,5

18,2

10

Toscana
TOSCANA

35-59

Classi di et
Fonte: Irpet e Regione Toscana (2001)

39

60-74

75 e oltre

Per quanto riguarda gli indicatori sociali, il quadrante interno della Val di Cecina manifesta un indice di occupazione superiore alla media toscana (ma con un livello di disoccupazione giovanile superiore alla media regionale), e un basso livello
di conflitto scuola-lavoro che, come in Lunigiana, contrasta con
un livello di istruzione inferiore alla media ed indizio di un
quadro economico locale non molto vivace.
Per quanto riguarda gli aspetti pi strettamente economici,
va rilevato lelevato livello di dotazione strutturale nel settore
agricolo, pi che doppio di quello medio regionale. Tuttavia
lagricoltura, in questarea, partecipa alla formazione del valore aggiunto in misura inferiore rispetto alla Lunigiana, per la
presenza preponderante dellindustria (Tab. A4). Infatti nelle
altre industrie, nel caso specifico minerali non metalliferi (alabastro) ed energia (lenergia geotermica), larea presenta un
indice di dotazione strutturale pi alto di quello regionale. A
questi settori, che forniscono la base occupazionale principale
dellarea, si affianca nei servizi il turismo, con un numero di
presenze notevolmente superiore a quello medio toscano. Si
tratta di un turismo prevalentemente incentrato sulle seconde
case, ma non marcatamentee come in Lunigiana (Tab. A5).
Lelevato peso che rivestono nelleconomia locale lagricoltura e il turismo, settori dove di norma pi alta la percentuale di
irregolari, determinano una struttura locale del lavoro caratterizzata da una quota di lavoro regolare pi bassa della media.
Per quanto riguarda gli indicatori ambientali (Tab. A6), la
bassa densit di abitanti per km2 comporta valori particolarmente favorevoli degli indicatori collegati (in particolare il carico inquinante organico degli scarichi e la superficie
urbanizzata), ma la presenza dellindustria e del turismo mantengono su livelli relativamente elevati altri indicatori quali i
rifiuti solidi urbani e la pressione turistica (questultima a livelli vicini a queli della costa, che sono livelli record per la
regione). Lincidenza della superficie ad aree protette vicina
a quella media toscana, quindi superiore a quella della
Lunigiana. Si tratta della Foresta di Monterufoli Caselli,
valutabile di livello potenziale per lobiettivo turistico-ricreativo,
e dellarea protetta Montenero, di obiettivo primario per la ricerca
e la conservazione, ma non per il turismo (Pagni, 2002).
Lagricoltura e il
paesaggio della
Val di Cecina

Se si esclude la parte ricadente nella pianura costiera, il paesaggio


della Val di Cecina caratterizzato dallappartenenza a due sistemi di paesaggio: il sistema di paesaggio Colline Plioceniche e il
Sistema di Paesaggio Rilievi dellAntiappennino. Sono sistemi di
paesaggio che caratterizzano tutta la parte centro-meridionale
della Toscana occidentale, dalle Colline Pisane e Livornesi fino
allAlbegna-Fiora, ma si protendono anche allinterno interessando, soprattutto il secondo, le valli dellElsa, del Pesa e
dellArbia, le Crete Senesi, la Val dOrcia, la Val di Paglia, fino
alla zona di Montepulciano e Chiusi.

40

Questi Sistemi di Paesaggio sono abbastanza simili per quanto riguarda lintensit di rilievo, in gran parte collinare, ma presentano fasce altimetriche e range di quota notevolmente diversi (Tab. 2.12).

Rilievo:
- Intensit di rilievo
- Fasce altimetriche prevalenti
- Quota min-max
Uso del suolo:
- Formazioni forestali
- di cui boschi
- Colture agrarie
- di cui: - vite
- olivo
- altre arboree
- Pascoli
Caratteristiche del paesaggio:
- Eterogeneit delluso del suolo
- Densit di siepi
- Presenza di terrazzamenti

2.12
CARATTERISTICHE
DEI SISTEMI DI
PAESAGGIO RILIEVI
DELLANTIAPPENNINO
E COLLINE
PLIOCENICHE

Rilievi dellAntiappennino

Colline Plioceniche

collinare: alta, 71%


100-300 m: 40%; 300-500 m: 22%
0-1.738 m

collinare: alta, 74%


0-200 m, 59%, 200-300 m, 23%
0-800 m

61%, in aumento
2%, in diminuzione
22%, in diminuzione
4%
5%
14%, in aumento

19%
15%
63%, in diminuzione
6%
4%, in aumento
13%, in aumento
-

49%, media; 28%, bassa


alta e molto alta, 31%
1%

media, 45%; alta, 30%


alta e molto alta, 34%
1%

Fonte: Regione Toscana-Giunta Regionale, Dipartimento agricoltura e foreste, 1996

I sistemi di paesaggio in oggetto differiscono anche per luso


del suolo, incentrato maggiormente sulle formazioni forestali
nei Rilievi dellAntiappennino, dove prevalgono le fasce
altimetriche di alta collina e il massimo altimetrico di vera
montagna (i circa 1.800 m del Monte Amiata). Nelle Colline
Plioceniche prevalgono invece le coltivazioni agrarie, favorite
dalla configurazione basso-collinare dei terreni: di conseguenza si ha anche una maggiore eterogeneit nelluso del suolo
con riflessi a volte originali sul paesaggio rurale.
Questo per quanto riguarda i caratteri generali dei due sistemi di paesaggio. Tuttavia nella Val di Cecina, in particolare nel
SEL Quadrante interno che maggiormente ci interessa in relazione al turismo rurale, tali sistemi di paesaggio presentano
numerose varianti, ovvero Sottosistemi di Paesaggio, che riflettono la notevole eterogeneit dellarea anche da questo punto
di vista. Cercheremo di renderne conto limitandoci ad
evidenziare gli aspetti di maggiore differenziazione di tali
sottosistemi e indicando i comuni che vi ricadono (secondo
criteri di prevalenza, poich i sottosistemi di paesaggio di regola attraversano i confini comunali).
La prima linea di comuni collinari prevalentemente inserita nel Sistema di Paesaggio Colline Plioceniche. Orciano
Pisano e parte dei territori comunali di Santa Luce e Castellina
Marittima ricadono nel sottosistema di paesaggio CP3, i cui
tratti caratteristici sono: una notevole intensit di rilievo
collinare; il posizionamento del territorio in una fascia
altimetrica bassa, intorno ai 100 m.s.l.m; luso del suolo dominato dalle colture agrarie, in buona parte di tipo cerealicolo ma
41

anche vite; una prevalentemente bassa eterogeneit delluso del


suolo. Lagricoltura sostenuta da aziende che dispongono mediamente di 10-23 ha di superficie aziendale ma ne utilizzano
in media meno del 50%. Queste circostanze, insieme, conferiscono al paesaggio rurale un carattere di scarsa originalit e
gradevolezza.
I territori dei comuni di Casale Marittimo, Guardistallo e
Montescudaio si collocano prevalentemente nel Sottosistema
di Paesaggio CP11, a confine con il Sottosistema RA2. Il
sottosistema CP11 si caratterizza per una intensit di rilievo
collinare anchessa alta e fondata su fasce altimetriche in prevalenza molto basse, un uso del suolo fondato sulle coltivazioni agrarie di tipo cerealicolo, una pi diffusa presenza dellolivo. Nellinsieme il paesaggio rurale di questo sottosistema
beneficia di una pi spiccata eterogeneit delluso del suolo, a
tutto vantaggio della gradevolezza.
Nel Sottosistema di Paesaggio CP6, in cui rientra il territorio del comune di Volterra, il paesaggio delle Colline Plioceniche
acquista una sua singolarit e attrattiva proprio per lesasperazione del suo carattere di intensit di rilievo collinare, per la
scarsa eterogeneit nelluso del suolo, anche qui destinato alle
colture agrarie e ancor pi prevalentemente cerealicole, e per
la presenza di un elevato livello di degradazione del suolo causato dallerosione. Questultima circostanza, in s negativa,
conferisce per al paesaggio rurale un fascino tutto particolare
che probabilmente nasce dal contrasto tra i segni di abbandono
che la degradazione del suolo suggerisce, e le tracce di unattivit agricola che invece condotta in misura non trascurabile
(circa il 50%) dalla tipologia azienda-famiglia a tempo pieno e
quindi fortemente insediativa.
Gli altri comuni del SEL Val di Cecina-Quadrante Interno
ricadono nel Sistema di Paesaggio Rilievi dellAntiappennino.
I comuni di Riparbella, Castellina Marittima, Santa Luce e
Montecatini Val di Cecina si dispongono lungo il perimetro del
Sottosistema di Paesaggio RA2, totalmente circondato da
Sottosistemi del Sistema di paesaggio Colline Plioceniche,
dei quali rappresenta una sorta di colmo che per non raggiunge i 700 metri s.l.d.m. Pertanto nel Sottosistema di Paesaggio
RA2 continua a prevalere lintensit di rilievo collinare, ma il
territorio si posiziona prevalentemente in fasce altimetriche fra
200 e 500 metri, giungendo a includere anche una porzione di
bassa montagna. Compaiono cos, nelluso del suolo, le formazioni forestali che coprono il 65% della superficie territoriale
del Sottosistema RA2, mentre le coltivazioni agrarie, incluso
lolivo, ne interessano poco pi di un quinto. Il resto destinato a pascolo ed anche lindirizzo prevalente delle aziende agricole foraggero. Da ci risulta una eterogeneit non elevata delluso
del suolo, e un paesaggio rurale che, soprattutto nel versante sudorientale del sottosistema RA2 dove situato Montecatini Val di
Cecina, si caratterizza come naturale, tranquillo, non aspro, in una

42

parola riposante senza essere solitario grazie alla presenza sparsa


di unagricoltura ben amalgamata con lambiente naturale (lindice di ruralit inferiore al 10%); il tipico paesaggio rurale dellAlta Val di Cecina che ha favorito un flusso consistente di turisti
soprattutto stranieri la cui cultura, come sappiamo, privilegia gli
aspetti ecologici e naturalistici del paesaggio.
Questo paesaggio si ripete sul versante opposto della Valle
del Cecina, a ridosso delle Colline Metallifere, dove troviamo,
in diversi sottosistemi di paesaggio, i comuni di Pomarance,
Castelnuovo Val di Cecina e, pi verso mare, Monteverdi Marittimo. In questi sottosistemi vi una pi elevata presenza di
formazioni forestali (73%, di cui boschi 55%, in diminuzione)
e di pascoli (14%, in aumento). Le colture agrarie occupano il
10% del suolo, ma nondimeno lindice di ruralit pi elevato
(10-20%), e nellindirizzo colturale, pur sempre incentrato sulle foraggere (55%) e, fra le arboree, lolivo, trovano posto anche i cereali (34%). Inoltre vengono segnalati, in forte aumento,
danni forestali da deposizioni acide e altre fonti di inquinamento.
Nel sottosistema di paesaggio che pi direttamente interessa
lAlta Val di Cecina vi una elevata intensit di rilievo collinare,
prevalentemente nella fascia altimetrica 200-400 m, e solo
subordinatamente una intensit di rilievo montana (ma la quota
massima giunge appena a 541 m.s.l.m). Le formazioni forestali
sono meno diffuse (40%, in diminuzione, di cui boschi 29%, in
diminuzione). Abbondano per i pascoli (24%, in aumento), e
anche le colture agrarie sono presenti in misura ragguardevole
(32%). Da ci risulta una apprezzabile eterogeneit delluso del
suolo. Anche in questo caso lindice di ruralit compreso fra il
10 e il 20%, e nellindirizzo colturale prevalgono le foraggere
(55%) e i cereali (34%), mentre tra le arboree spicca lolivo.
In presenza di una disomogeneit cos elevata del paesaggio rurale della Val di Cecina abbiamo ritenuto opportuno, ai
fini della definizione dellATTRI, dare peso determinante al
carattere unificante di tipo istituzionale della Comunit Montana della Val di Cecina. Lopportunit di questa scelta sar
confermata anche dalla pi forte inclinazione agrituristica dei
comuni che compongono lAlta Val di Cecina, come vedremo
fra breve, ma trova sostegno principalmente nel carattere tipicamente montano del territorio, distintivo rispetto alla fascia
dei comuni pi prossimi alla costa. I suoi abitanti sono accomunati innanzitutto da un elevato grado di esclusione sociale
(50% della popolazione e 70% della superficie, pi elevato che
in Lunigiana) che non riguarda tanto la capacit di avere buona
salute (la diffusione del servizio ospedaliero e la numerosit dei
reparti presenti sul territorio risulta adeguata; gli indicatori ambientali, come abbiamo visto, sono buoni), quanto piuttosto la capacit di avere informazione, svago e interazione sociale e culturale, per la insufficiente distribuzione sul territorio di strutture scolastiche per listruzione secondaria superiore, e la diffusa bassa
accessibilit ai servizi ricreativi (Irpet e Regione Toscana, 2002).

43

Le interazioni
fra filiere
agroalimentari
locali e il
turismo rurale

a) La ricettivit rurale e le produzioni di qualit nelle aziende


agricole dellarea
Nella tabella A7 abbiamo riportato i dati delle aziende agricole
e agrituristiche sia per quanto riguarda il quadrante costiero
che quello interno, la somma dei due quadranti ovvero la Val di
Cecina nel suo complesso, e lAlta Val di Cecina che rappresenta lATTRI precedentemente delimitato. Dallesame della
tabella si pu vedere che i comuni di questa Valle possiedono
una elevata intensit agrituristica, superiore a quella media toscana in ogni ripartizione territoriale indicata. Il valore pi alto
di intensit agrituristica (4,9), tuttavia, si ritrova nellAlta Val di
Cecina, larea scelta come ATTRI. Peraltro, le aziende agrituristiche
di questarea sono territorialmente alquanto concentrate: il 42%
nel comune di Volterra, il 23% a Montecatini Val di Cecina, il
22% a Pomarance, il restante 13% a Castelnuovo Val di Cecina.
Le aziende agrituristiche dellAlta Val di Cecina occupano
una porzione rilevante (14,2%) della superficie aziendale complessiva dellarea, che gi si caratterizza per una dimensione
media delle aziende agricole elevata. chiaro che queste aziende
sono in grado di mettere a disposizione degli ospiti ampi spazi
per un turismo rurale di relax che da pi parti viene indicato
come laspetto caratterizzante del turismo dellarea. un turismo rurale di qualit per ambientale e comfort alberghiero,
con piscine e appartamenti indipendenti, il tipo di turismo rurale gradito agli stranieri che infatti ne hanno decretato il successo. Non invece un turismo rurale che fa leva sulla ricchezza delle tradizioni gastronomiche o eno-gastronomiche locali,
come in parte abbiamo visto verificarsi in Lunigiana e ancor
pi vedremo verificarsi in Albegna-Fiora.
Tenuto conto della pi limitata ampiezza dellarea, nellAlta Val di Cecina vi un numero apprezzabile di aziende che
destinano superficie alle attivit ricreative e svolgono attivit
ricreative diverse dallagriturismo (Tab. A8). Comunque, come
abbiamo accennato, il punto di forza di questo turismo rurale
non sta nei servizi ma nel comfort, nella tranquillit e nella
buona conservazione dellambiente naturale.
Il numero di abitazioni in azienda non occupate elevato,
circa il 37% rispetto al numero delle aziende agricole (Tab.
A9), ma bisogna considerare che frequentemente in unazienda vi pi di unabitazione non occupata.
Una elevata percentuale di aziende agricole, come pure di
aziende agrituristiche si trova inserita nel territorio di parchi e
aree protette (rispettivamente 15,1% e 15,2%, vedi Tab. A10).
A questa buona performance ambientale basata su favorevoli
circostanze esterne si accompagna un apprezzabile impegno
delle aziende agrituristiche nella produzione biologica (il 16,5%
delle aziende agrituristiche, vedi Tab. A11) e, soprattutto, da
agricoltura integrata (il 36,7%). Modesta invece la performance per quanto riguarda le produzioni sottoposte a disciplinare
(5,1% delle aziende agrituristiche).

44

b) Lofferta gastronomica e i consumi dei turisti rurali


Come abbiamo gi avuto modo di notare, la Val di Cecina non
offre molto dal punto di vista delle filiere agroalimentari tipiche e locali, se si escludono le produzioni vinicole della costa e
quelle che, con Montescudaio, lambiscono la parte settentrionale della Strada del Vino della Costa degli Etruschi. La cucina
per ha solide tradizioni casalinghe e di qualit, e nei ristoranti, nelle botteghe, anche in qualche supermercato si possono
trovare ottimi salumi e formaggi, spesso provenienti dal Senese,
come il prosciutto di cinta e il pecorino di grotta.
La ricerca Irpet precedentemente citata sui legami fra turismo rurale e filiere agroalimentari tipiche e locali in Toscana
considera ambiti territoriali difficilmente assimilabili a questa
area. Pertanto, sulla eventuale presenza e natura di tali legami
abbiamo condotto una indagine specifica. Lindagine diretta
finalizzata innanzitutto alla determinazione dei legami ora detti. Tuttavia, adottando un protocollo diverso da quello delle
indagini per questionario effettuate in Lunigiana e AlbegnaFiora, in questo caso, trovandoci di fronte a unarea con un
apprezzabile sviluppo del turismo rurale, abbiamo voluto finalizzare le interviste anche alla ricostruzione dei legami di coordinazione che si suppone possano intervenire fra le tipologie di
operatori del turismo rurale a vario titolo legate al consumo di
alimentari locali (strutture ricettive, negozi di alimentari, ristoranti e altri punti di ristoro). Questi legami, verosimilmente,
hanno leffetto di consentire al turista di rintracciare lofferta
locale di prodotti tradizionali e tipici nonch di conoscerli, apprezzarli e consumarli o acquistarli. lecito ritenere, infatti,
che in un ambiente come quello del turismo rurale, dove scarseggiano i canali di informazione strutturati ma il livello di
interazione sociale fra i soggetti della comunit locale elevato, le indicazioni necessarie per la fruizione dei servizi per i
turisti (e quindi anche quelle che si collegano al consumo di
prodotti tipici) sono fornite prevalentemente dagli operatori
stessi nellambito del tessuto informale di rapporti tra cliente e
gestore che caratterizza il turismo rurale e contribuisce a determinarne il gradimento.
Abbiamo anche cercato di capire quale percezione di qualit dei prodotti locali, tradizionali e tipici (in seguito li chiameremo tipici per brevit) i turisti rurali hanno, dal momento che
il turista rurale in genere motivato a questo tipo di vacanza
proprio dal desiderio di degustare e acquistare sul luogo prodotti tipici che conosce o vuole sperimentare se non li conosce.
Riferiremo dettagliatamente pi avanti sul protocollo adottato e sui risultati di questa indagine. Qui ne vogliamo anticipare i risultati per quanto riguarda il comportamento di acquisto dei prodotti alimentari tipici da parte dei turisti rurali.
Circa il 76% dei turisti intervistati ha dichiarato lintenzione di acquistare prodotti. Non sempre risultato chiaro se il
riferimento fosse a prodotti tipici o almeno locali, o a prodotti

45

alimentari tout court. Tali intenzioni di acquisto, ripartite per


prodotti e categorie di prodotti, risultano cos suddivise
(Tab. 2.13).
2.13
PERCENTUALI DEGLI
INTERVISTATI CHE
HANNO DICHIARATO
DI ESSERE
INTENZIONATI AD
ACQUISTARE I
PRODOTTI ELENCATI

Prodotto o gruppo di prodotti

% intervistati intenzionati ad acquistarlo

Vino
Olio
Insaccati
Formaggi e latticini
Frutta e verdura
Prodotti da forno
Miele
Altro

76,2
78,6
11,9
16,7
38,1
33,3
9,5
2,4

Fonte: Nostra indagine diretta

Olio e vino, come sempre, sono i prodotti tipici pi ricercati


dai turisti. Seguono, a notevole distanza di frequenza di citazione, la frutta e la verdura che per non stanno ad indicare
acquisti di prodotti tipici, ma acquisti di prodotti che entrano
nel consumo alimentare quotidiano. Gli stranieri, in particolare, usano la verdura per preparare abbondanti piatti di insalata,
che richiedono anche al ristorante: effettuano gli acquisti di
questi prodotti, senza preoccuparsi di cercarne le varianti tipiche, quasi quotidianamente presso i supermercati o al mercato
settimanale. Merita segnalazione, in proposito, che i turisti stranieri, per i propri acquisti di alimentari, fanno riferimento al
supermercato e al discount, non ai negozi degli alimentari o
alle macellerie e ai negozi di frutta e verdura. Sono maggiori
frequentatori di queste categorie di esercizi i turisti italiani
Gusto, tradizione evocata dal prodotto tipico, e freschezza,
nellordine, sono le caratteristiche pi ricercate dagli intervistati. Segue la salubrit, genericamente collegata ai metodi artigianali di produzione dai turisti italiani, mentre i turisti stranieri guardano pi al gusto. I turisti italiani danno maggiore
importanza, inoltre, alla capacit del prodotto tipico di evocare
tradizioni e modelli di vita della societ rurale.
I turisti italiani si sono dichiarati pi disponibili dei turisti
stranieri a pagare un premium price per i prodotti tipici. I turisti
stranieri non sembrano porsi il problema, in quanto scelgono
in base al prezzo e al gusto e, nel caso dei prodotti tipici toscani
pi noti come il vino Chianti, accettano di pagare anche un
premium price per questa notoriet. La loro nozione di prodotto tipico in genere fa riferimento alla Toscana e pi spesso allItalia, se non addirittura alla generica mediterraneit dei prodotti che trovano in Italia e altrove nel Mediterraneo. Sono evidenti le implicazioni per una politica di sostenibilit del turismo
rurale: il turista rurale italiano pi consapevole e responsabile
verso il patrimonio di identit culturale locale che si accompagna
al prodotto tipico, e quindi disposto a pagare non solo per consumarlo ma anche per salvaguardarlo; il turista straniero ne un
consumatore, per cos dire, disattento se non addirittura cinico.
46

Secondo i gestori degli esercizi commerciali intervistati, tutti


esercenti con vendita di prodotti tipici, i turisti stranieri e i turisti italiani rivelano un diverso comportamento di acquisto dei
prodotti tipici anche per quanto riguarda lordine di preferenza
di questi, come possiamo desumere dalla tabella 2.14.
Graduatoria di acquisti dei turisti stranieri

Graduatoria di acquisti dei turisti italiani

1- Vino
2 - Olio
3 - Formaggi e latticini
4 - Frutta e verdura
5 - Prodotti da forno
6 - Altri

1 - Olio
2 - Vino
3 - Salumi e formaggi
4 - Prodotti da forno
5 - Frutta e verdura
6 - Altri

Le principali differenziazioni nellordine di preferenza riguardano lolio, il vino, i salumi e i latticini. Olio e vino sono i
pi acquistati da ambedue i gruppi di turisti, ma si incrociano
nellordine di preferenza, nel senso che gli stranieri comprano
pi vino che olio e gli italiani pi olio che vino. Il chiasmo
nelle preferenze si ripete per latticini e salumi: i turisti stranieri
acquistano quantit trascurabili di salumi e i turisti italiani acquistano quantit trascurabili di latticini. Si tratta di una diversit di comportamenti che pu trovare spiegazione nel fatto che
il vino toscano, non necessariamente locale della Val di Cecina
(ma gli stranieri, come abbiamo detto, non fanno molto caso a
questa distinzione), ha molti pregi per lo straniero in vacanza,
non ultimo quello che costa relativamente poco al confronto
dei prezzi allestero. Per litaliano, che conosce meglio le provenienze, il vino locale non dovrebbe rappresentare una forte
attrattiva, mentre lolio probabilmente s. Del pari, i latticini
(pensiamo alla mozzarella) per lo straniero sono un prodotto
tipicamente italiano, non importa se non tipico della zona,
mentre i salumi locali forse non reggono il confronto con quelli della gastronomia tedesca, tanto per fare un esempio. Al contrario, il turista italiano non penserebbe mai di acquistare una
mozzarella in Val di Cecina, mentre forse subisce, motivatamente,
lattrazione della salumeria locale.
Consapevolezza del possesso delle risorse turistiche rappresentate dai prodotti tipici. Commercializzazione diretta e ostacoli
burocratico-amministrativi
Nel corso delle interviste agli operatori risultato che in Alta
Val di Cecina vi sono prodotti locali la cui esistenza ignota
anche agli abitanti della zona. E risultato anche che nella zona
esistono aziende che producono dolci tipici ma che non si espongono espandendone le vendite per il timore di dover adempiere
agli obblighi fiscali che ne deriverebbero.
Nella maggior parte dei casi le aziende agrarie commercializzano direttamente i propri prodotti, e spesso anche quelli di altre aziende. Tra le aziende intervistate emerso che nessuna

47

2.14
GRADUATORIE DI
FREQUENZA DI
ACQUISTO DEI
PRODOTTI TIPICI DA
PARTE DI TURISTI
ITALIANI E
STRANIERI

priva di almeno un prodotto della zona, anche se ufficialmente


risulta che non viene praticata la vendita. Molte aziende infatti
non praticano la vendita legale per preoccupazioni di carattere fiscale, per la difficolt di ottenere i permessi e soddisfare
le condizioni di carattere sanitario, per lindisponibilit ad assumere il personale necessario.
Le richieste di informazione sui prodotti tipici da parte del
turista
Se non presente il servizio di ristorazione nella struttura
ricettiva, la domanda che pi frequentemente viene rivolta al
gestore riguarda il luogo dove poter consumare i pasti. Segue
poi la domanda relativa ai luoghi da visitare, distanze dal mare,
dalle citt darte, in particolare Firenze, Siena, Volterra e San
Gimignano. Inoltre il turista spesso interessato a conoscere la
possibilit di effettuare passeggiate a cavallo, di noleggiare biciclette, di raggiungere luoghi dove praticare il trekking. Solo
in subordine vengono poste domande su dove degustare, consumare e acquistare i prodotti tipici e locali. Di norma, per la
scarsa conoscenze delle lingue5, il gestore si affida al materiale
espositivo per informare i clienti..
Le richieste di informazioni riguardano prevalentemente i
prodotti della zona, ma per il vino, da parte degli ospiti stranieri, anche il Chianti e, in misura minore, il Brunello di
Montalcino. Pi spesso le richieste di informazioni riguardano
olio e vino, i prodotti che, come abbiamo visto, sono anche i
pi acquistati. Riguardano anche le stagioni e le tecniche di
produzione, e talvolta la possibilit di visitare frantoi e cantine
della zona, a dimostrazione che i turisti rurali -ma losservazione vale soprattutto per i turisti italiani- possono anche essere interessati a conoscere, attraverso i prodotti tipici, la cultura
e le tradizioni dei luoghi che li ospitano. Spesso i turisti vengono a conoscenza e possono degustare alcuni prodotti tipici della zona poco conosciuti, come il pane di Montegemoli e il pane
di Montescudaio cotti a legna, perch il negoziante, in genere,
richiama la loro attenzione su di essi.
Dalle interviste risulta che le richieste di informazioni riguardanti la frutta e la verdure sono rare. In questo caso i turisti, soprattutto gli stranieri, effettuano lacquisto prevalentemente al supermercato o al mercato settimanale, dove si recano volentieri per una immersione nelle vie e nelle abitudini
della comunit di cui sono ospiti, come costume del turista
soft, antitetico al turista di massa (Kruger e Loda, 1993).
Linformazione sui prodotti tipici tra servizio al cliente e
espressione di responsabilit dellimpresa verso il territorio
Dalle interviste emergono alcuni segni di consapevolezza
degli operatori che la loro offerta di servizi turistici acquista un
5

risultato che solo il 5% degli operatori ricettivi intervistati conosce la lingua tedesca.

48

valore maggiore se strettamente legata alle risorse identitarie


del territorio in cui operano. Essi riferiscono che nelladoprarsi
per informare gli ospiti su come procurarsi i prodotti tipici sono
mossi principalmente dallesigenza di fornire un servizio al
cliente, affinch la loro struttura, pi spesso ricettiva ma anche
di altro tipo, non appaia distaccata dal territorio in cui inserita
e di cui, al contrario, desiderano mostrare e valorizzare lidentit. Per questo motivo gli operatori raramente lasciano cadere
lopportunit offerta dallospite di far conoscere un qualche prodotto tipico, indirizzandolo verso una prova dacquisto o proponendo un assaggio ( il caso pi frequente per olio e vino).
Per quanto riguarda per veri e propri rapporti di coordinazione fra operatori del turismo, questi sono presenti ma non
sistematici e formali. Nelle interviste per questionario ai 29
operatori interessati al turismo, che riprenderemo nel prossimo
capitolo, abbiamo riscontrato che solo una modesta percentuale di tali operatori intrattiene rapporti formali o informali di
qualche tipo (Graf. 2.15).
2.15
FREQUENZA DI
ACCORDI FRA GLI
INTERVISTATI E ALTRI
OPERATORI PER
FORNIRE I SERVIZI AI
TURISTI

Non risposto
Nessun accordo
Accordi informali
Accordi formali
0

16

32

48

64

80

Fonte: Indagine diretta

Tra le richieste di informazioni, si conferma che dominano,


per frequenza di citazione, quelle relative a dove alloggiare,
dove consumare pasti, dove acquistare prodotti tipici e, in
subordine, anche dove andare al mare (Graf. 2.16).
2.16
INFORMAZIONI PI
FREQUENTEMENTE
FORNITE AI TURISTI
DAGLI INTERVISTATI

Cosa altro comprare


Dove altro andare
Dove andare al mare
Dove fare sport
Dove acquistare prodotti tipici
Dove consumare pasti
Dove alloggiare
0

16

Fonte: Indagine diretta

49

24

32

Le iniziative autonome degli operatori e i frequenti rapporti


informali che intevengono fra questi sono lespressione del senso di appartenenza alla comunit di ciascuno di essi. Vi sono
poi iniziative istituzionali intese a focalizzare lattenzione sui
prodotti tipici, ad esempio, attraverso mostre ed esposizioni
(mostre sui prodotti tipici, mostra artigianato e prodotti agricoli, mostra del tartufo, mostra dei minerali e fossili della miniera
e delle rocce circostanti etc.). Ma lopinione degli intervistati
che tutto ci ancora molto poco e lontano dallidea di sistema che da qualche anno ha cominciato a circolare nella comunit dellAlta Val di Cecina. Gli intervistati ritengono che
sia necessario uno sforzo maggiore riconducibile non ai singoli, ma alla nascita di associazioni, di comitati promotori che
insieme diano un impulso maggiore alla creazione di un circuito virtuoso di integrazioni e relazioni fra le imprese, in modo
da rilanciare un territorio che, affermano gli intervistati, soffre
anche di una forte crisi occupazionale.
2.3
Albegna-Fiora
Il territorio dellAlbegna-Fiora rientra in due Sistemi Economici Locali: il SEL 33.1 Albegna-Fiora Quadrante Costa dArgento e il SEL 33.2 Albegna-Fiora Quadrante Interno.
I comuni della Costa dArgento possiedono una marcata fisionomia turistica di tipo balneare, ma presentano interessanti aspetti di interazione fra il turismo balneare e le filiere agroalimentari
locali, in particolare per quanto riguarda lenogastronomia della
costa che si basa su vino, pesce da pesca e pesce da acquacoltura,
e in genere sulla ricca offerta di prodotti tipici di questarea in
cui lagricoltura, insieme alla pesca e al turismo, rappresenta la
principale attivit economica.
Il turismo balneare del Giglio e dellArgentario, le due principali localit turistiche della Costa dArgento, e in parte di
Orbetello, fonda per la sua forza di attrazione principalmente
sulla capacit di tenere occupato il turista con le attivit ricreative tipiche del mare quali la nautica da diporto e la pesca
amatoriale; i suoi rapporti con lagricoltura sono accessori e,
comunque, si risolvono allinterno delle aree stesse, caratterizzate come sono da un certo isolamento per la loro conformazione geografica.
Il turismo balneare di Capalbio e Magliano, i due comuni
fondamentalmente agricoli della Costa dArgento, intrattiene
invece forti rapporti con lagricoltura e in genere con la ruralit
locale, rapporti che consistono nel pernottamento dei turisti nelle
strutture ricettive agrituristiche prossime al mare e nel consumo
e nellacquisto della vasta gamma di produzioni agroalimentari
tradizionali locali. I turisti che scelgono questi luoghi sono soprattutto italiani generalmente motivati proprio dalla possibili-

50

t loro offerta di usufruire congiuntamente di una spiaggia e di


una campagna genuine, cio che offrono, quasi come nello
stereotipo, ci che tradizionalmente ci si aspetta dalla campagna e dal mare. noto, poi, che la zona ospita un turismo di
tendenza sostenuto da politici, intellettuali e personaggi del
mondo dello spettacolo.
Il nostro interesse, dal punto di vista delle possibilit di avviare un processo di sviluppo locale basato sul turismo rurale,
rivolto ai comuni del Quadrante Interno (Manciano, Pitigliano,
Scansano e Sorano), di cui illustreremo nei paragrafi che seguono le caratteristiche. Analizzeremo anche i legami che esistono e possono esistere fra il turismo balneare della Costa e il
turismo rurale delle Colline Interne, ma sempre nellottica dello
sviluppo locale delle Colline Interne. Consideriamo lo sviluppo
economico della Costa dArgento, infatti, inequivocabilmente legato, e con successo, al turismo balneare anche nei comuni di
Capalbio e Manciano, dove i rapporti con la ruralit locale sono
pi intensi e gi espressione di una positiva interazione fra turismo rurale e turismo balneare6.
La struttura economica del SEL 33.2 Albegna-Fiora Quadrante Le caratteristiche
Interno storicamente di tipo agricolo. Le attivit commerciali socio-economiche
si sono sviluppate principalmente nel territorio del comune di
Manciano che posto lungo una importante direttrice che unisce la Costa dArgento con lUmbria e il Lazio. In passato,
accanto alle attivit agricole hanno assunto una certa importanza le industrie estrattive con miniere di mercurio, zolfo e
lignite rimaste attive fino a tempi recenti. Successivamente
larea ha mantenuto le sue caratteristiche agricole con prodotti
tipici di particolare pregio qualitativo. Come in molte altre aree
della regione, presso le aziende agricole si sono sviluppate numerose esperienze di tipo agrituristico. Il territorio dei comuni
di Manciano, Pitigliano, Sorano e parte di quello di Scansano
appartengono alla Comunit Montana Zona S delle Colline del
Fiora ai sensi della L.R. 31 del 2/6/98.
La citata deliberazione del Consiglio Regionale della Toscana n. 69 del 21/02/2000 stabilisce che il SEL 33.2 sia da
consisderarsi sistema produttivo locale manifatturiero specializzato nelle industrie alimentari. La dotazione di infrastrutture di trasporto piuttosto modesta; la principale arteria stradale
quella che unisce i comuni di Manciano e Pitigliano e ricalca
lantica via che collegava il litorale con il lago di Bolsena e
lentroterra umbro. Tutte le strade del SEL hanno caratteristi6

E infatti, come ripeteremo pi avanti, il sistema locale Costa dArgento viene fatto
rientrare dallIrpet nei sistemi turistici specializzati, nei quali le attivit turistiche
costituiscono il motore dello sviluppo locale. In questi sistemi lindustria turistica il
perno intorno al quale le altre attivit si dimensionano e si qualificano, divenendo ad
essa funzionali e spiazzando le attivit produttive non legate alla filiera turistica locale
(Irpet e Regione Toscana, 2001, p. 51).

51

che di servizio locale, in quanto non sono particolarmente scorrevoli e veloci. Inoltre larea non fruisce di alcuna infrastruttura ferroviaria. Da questa situazione risultano difficolt di collegamento
con lesterno e per questo, anche, lanalisi degli spostamenti pendolari mostra un elevato livello di autocontenimento dei flussi.
Il percorso di sviluppo seguito dalle colline interne
dellAlbegna-Fiora diverge da quello regionale, sebbene sia
stato inizialmente caratterizzato dallesodo come tutte le aree a
elevata caratterizzazione agricola. Tale esodo per continuato anche successivamente per la mancata evoluzione del sistema economico verso attivit non agricole. Ci si riflette nella
composizione della popolazione per classi di et (Graf. 2.17 e
Tab. A2), che mostra un vuoto relativo in corrispondenza delle
classi di et giovanili, al contrario del Quadrante costiero.
40
32

%%popolazione
popolazione

2.17
ALBEGNA-FIORA.
DISTRIBUZIONE %
DELLA
POPOLAZIONE PER
CLASSI DI ET

24
16
8
0

0-5

6-18

19-34

35-59

60-74

Costa d'Argento

4,5

11,1

23,0

34,6

18,0

75 e oltre
8,8

Colline Interne

3,7

9,5

19,6

32,5

21,8

12,9

Toscana

4,5

10,5

22,4

34,5

18,2

10,0

Classi di et
Fonte: Irpet e Regione Toscana (2001)

Lindice di dipendenza elevatissimo, inferiore, di poco,


solo a quello della Lunigiana (Tab. A3). Anche gli altri indici
demografici pongono le Colline Interne dellAlbegna-Fiora tra
la Lunigiana e lAlta Val di Cecina.
Per quanto riguarda le caratteristiche socio-economiche,
lagricoltura presenta un indice di dotazione strutturale, tuttora
in aumento, superiore di oltre sei volte a quello medio toscano,
e contribuisce per ben il 16,5% alla formazione del valore aggiunto, mentre lindustria e i servizi privati, come in Lunigiana,
presentano unindice di specializzazione settoriale inferiore a
uno e molto basso (Tab. A4). Non emerge altro settore se non
quello, sempre a livelli modesti, del commercio e pubblici esercizi, probabilmente trainato dal recente sviluppo turistico. Infatti, nonostante le tipologie di fruizione siano ancora basate prevalentemente sulle seconde case, lindice complessivo risulta percettibilmente superiore a quello medio toscano (Tab. A5).
52

Per quanto riguarda gli indicatori ambientali (Tab. A6), si


impone allattenzione la bassissima densit di abitanti per km2,
da cui per non conseguono indicatori collegati particolarmente favorevoli, se non per la superficie urbanizzata e i veicoli
circolanti. La superficie interessata da aree protette la pi bassa
tra quelle riscontrate nelle aree di indagine. Si tratta dellarea
protetta Montauto, nel territorio di Manciano, che valutabile
di livello primario riguardo agli obiettivi di ricerca, conservazione naturalistica e equilibrio ambientale, ma solo potenziale
per lobiettivo turistico-ricreativo e quello didattico-educativo.
In sostanza, il sistema locale non pu che essere ricondotto
a quel gruppo di aree che lIrpet definisce sistemi a basso
sviluppo, differenziandolo nettamente, quindi, dal sistema
locale Costa dArgento che rientra a pieno titolo nei sistemi
turistici specializzati.
Il livello di benessere delle Colline Interne dellAlbegnaFiora condizionato da un elevatissimo grado di esclusione
sociale, che riguarda il 77% del territorio e il 70% della popolazione. Lesclusione riguarda sia la capacit di avere buona
salute che quella di avere informazione, svago ed interazione
sociale e culturale, a causa sia della penuria di servizi che della
scarsa mobilit consentita dalla rete stradale insufficiente. In
contesti montani come questi i passati modelli di sviluppo,
mutuati dalle aree urbane, risultano inadeguati, e richiamano,
quindi, la necessit di definire modelli appropriati che siano in
grado di valorizzarne le specificit locali, riducendone lo svantaggio territoriale (Pagni, 2002, p. 62).
Il territorio dei comuni di Pitigliano e Sorano rientra e quasi si
identifica7 con il Sistema di Paesaggio Ripiani Tufacei. Formazione litologica a parte -da cui deriva, peraltro, lassoluta
originalit del territorio delle cosiddette Citt del Tufo- questo sistema di paesaggio alla sinistra del Fiora caratterizzato
per quasi tre quarti da una alta intensit di rilievo collinare, e
da fasce altimetriche superiori a 200 m con prevalenza della
fascia 400-500.
Colture agrarie (con notevole presenza di arboree e vite),
pascoli e formazioni forestali (quasi esclusivamente boschi) si
ripartiscono equamente nelluso del suolo che in questo modo
realizza una pronunciata eterogeneit.
Lindice di ruralit elevato (maggiore del 20%), e prevale
la tipologia azienda-famiglia a tempo pieno. La superficie
aziendale media di 23 ettari, 13 dei quali mediamente adibiti
a SAU. Le aziende sono prevalentemente accorpate e nellindirizzo colturale prevalgono i cereali (48%), i foraggi (35%), e
la vite tra le colture arboree.
7

Il territorio di CastellAzzara, comune anchesso facente parte del Consorzio Citt


del Tufo, interessato solo marginalmente dalla presenza delle caratteristiche rocce
ignee che contribuiscono a identificare questo originale Sistema di Paesaggio rinvenibile
solo nelle colline dellAlbegna-Fiora.

53

Lagricoltura e il
paesaggio delle
Colline Interne
dellAlbegnaFiora

Il territorio di Manciano e Scansano, abitati posti su due


alture di circa 500 m rispettivamente a sinistra e a destra
dellAlbegna, ricade in due sottosistemi del Sistema di Paesaggio Rilievi Antiappenninici, separati da un sottosistema delle Colline Plioceniche che interessa la media e lalta valle
dellAlbegna e quindi il territorio a pi bassa quota dei comuni
di Manciano e Scansano. I due sottosistemi di paesaggio dei
Rilievi Appenninici presentano caratteristiche simili. Prevale
in ambedue una alta intensit di rilievo collinare e in ambedue
presente una modesta intensit di rilievo montana. Le fasce
altimetriche prevalenti, in ogni caso tra 200 e 700 metri, sono
pi elevate nel sottosistema che interessa Manciano (400-700
m), meno elevate nel sottosistema che interessa Scansano (300500 m). Nelluso del suolo, incentrato su formazioni forestali e
pascoli, assumono rilievo anche le colture agrarie, con presenza di oliveti e cereali. In ambedue i sottosistemi, come nei ripiani tufacei di Pitigliano e Sorano, il grado di ruralit superiore al 20% e prevale la tipologia di azienda-famiglia. Le aziende sono prevalentemente accorpate e si ha una buona eterogeneit delluso del suolo.
Al di l delle diversit nella costituzione litologica, dunque,
il paesaggio rurale delle Colline Interne dellAlbegna-Fiora
modellato da una intensit di rilievo ragionevolmente omogenea, dalla presenza di formazioni forestali e dal contributo di
unagricoltura quantitativamente consistente, despecializzata,
orientata anche alle classiche coltivazioni mediterranee della
vite e dellolivo.
Le interazioni
fra filiere
agroalimentari
locali e turismo
rurale

a) La ricettivit rurale e le produzioni di qualit nelle aziende


agricole dellarea
Le 79 aziende agrituristiche del Quadrante interno
dellAlbegna-Fiora esprimono unintensit agrituristica di 2,1,
vicina a quella della Costa dArgento (2,4; Tab. A7). Anche
per quanto riguarda gli altri indicatori di offerta di servizi turistici e di produzioni di agricoltura di qualit vedremo che la
Costa e lInterno dellAlbegna-Fiora sembrano vivere la stessa realt di agricoltura legata al turismo rurale e da questo incitata ad adattarsi per compiacerlo, talora innovando nelle tecniche e nelle produzioni. Il fenomeno pi evidente nella Costa dArgento, dove lagricoltura sembra sempre pi volersi
modellare sul consumo dei turisti. Nelle Colline Interne, invece, unagricoltura autonomamente ricca di prodotti tipici e di
tradizioni ancora in parte immutate a determinare le forme che
il turismo rurale assume, non viceversa.
Entrando nel dettaglio delle forme assunte dallagricoltura
del Quadrante Interno, vediamo che anche in questarea, come
in Lunigiana, alcune aziende (11, di cui il 45% agrituristiche)
destinano parte della superficie aziendale ad attivit ricreative, mentre altre 8 svolgono attivit ricreative escluso
lagriturismo (Tab. A8). Vi sono poi 480 abitazioni non occu-

54

pate di cui il 5% in aziende agrituristiche (Tab. A9). In sostanza, lofferta ricettiva, effettiva e potenziale, e quella di servizi
ricreativi si collocano al di sopra della media regionale anche
in questo caso, come nellAlta Val di Cecina.
Le aziende agricole dellarea beneficiano di una particolarmente favorevole collocazione ambientale, dal momento che
secondo lISTAT 772 di esse ricadono in territori di Parchi e
Aree Protette (il 20,2%, la percentuale pi alta osservata nelle
aree di indagine), ma solo una proporzione esigua di aziende
agrituristiche, il 3,4%, beneficia di questa localizzazione
(Tab. A10). Le quote di aziende agrituristiche impegnate in
produzioni biologiche (13,9%) e in produzioni da agricoltura
integrata (64,6%) sono paragonabili a quelle delle altre aree
maggiormente attive in questo campo, mentre la percentuale
di aziende agrituristiche che effettua produzioni sottoposte a
disciplinare elevata in assoluto (40,6%), ma inferiore a quella del Quadrante Costiero (61,7%, Tab. A11).
Anche la proporzione di aziende agricole e agrituristiche
che vendono direttamente prodotti propri (rispettivamente
11,6% e 51,8%) abbondantemente superata dalla proporzione di aziende dello stesso tipo nel quadrante costiero (rispettivamente 20,7% e 76,1%, Tab. A13).
b) Risorse enogastronomiche e consumi dei turisti
LAlbegna-Fiora ha vini rinomati (il Morellino di Scansano, il
rosso Sovana, il Bianco di Pitigliano, per citarne alcuni) che
attirano non solo i turisti rurali ma anche, indirettamente, gli
investitori vitivinicoli, i quali probabilmente avranno un ruolo
importante nel determinare una maggiore visibilit delle produzioni agroalimentari di questarea8.
Una indicazione degli attuali legami fra filiere agro-alimentari
della zona e turismo rurale ci viene dalla gi citata ricerca Irpet (I.
Malevolti, 2003), che ha preso in esame sia le Colline Interne (le
Colline Metallifere, la Val DOrcia e le Pendici del Monte Amiata)
in quanto aree periferiche volte principalmente a produzioni agricole estensive ma talvolta anche con forti radici tradizionali in
alcuni settori di punta o tendenza a modernizzazioni e
specializzazioni produttive, sia la Costa Maremmana in quanto
area principalmente ma non esclusivamente legata alle vacanze
estive e al turismo marino e vocata, grazie alla benefica influenza
climatica a quasi tutte le produzioni agricole.
Esaminando la tabella 2.18 si pu notare che la reattivit
dei turisti di fronte allofferta di prodotti tipici, locali e tradizionali di queste aree, a parere degli operatori, decisamente
positiva. I rifiutanti o poco interessati sono quasi inesistenti,
mentre la quota di entusiasti la pi elevata, per ogni categoria di operatori, delle aree esaminate dalla ricerca Irpet.
8

Ma anche, temiamo, la perdita di identit di una terra che affonda le sue radici nella
semplicit di unagricoltura scarsamente orientata al mercato.

55

2.18
COLLINE INTERNE
DELLALBEGNA-FIORA.
REATTIVIT DEI
TURISTI RURALI DI
FRONTE ALLOFFERTA
DI PRODOTTI TIPICI,
LOCALI E
TRADIZIONALI
SECONDO VARIE
CATEGORIE DI
OPERATORI DELLE
FILIERE
AGROALIMENTARI

Operatori
Rifiutanti
Negozi alimentari
Ristoranti
Aziende agricole
Testimoni privilegiati
Nel complesso degli operatori

0,0
0,0
0,0
0,0
0,0

Attitudine dei turisti (% risposte)


Poco interessati
Interessati
4,2
1,0
1,3
1,7
2,5

44,8
58,0
58,7
32,7
48,4

Entusiasti
51,0
40,7
40,0
65,6
49,1

Fonte: Malevolti (2003)

Osservando poi la tabella 2.19 constatiamo che la quasi totalit degli operatori intervistati ritiene che i turisti rurali richiedano i prodotti tipici con frequenze superiori al 40%, e con
un notevole addensamento sulle frequenze oltre il 60%.
2.19
COLLINE INTERNE
DELLALBEGNAFIORA. FREQUENZE
CON LE QUALI I
TURISTI RURALI
RICHIEDONO
PRODOTTI TIPICI,
LOCALI E
TRADIZIONALI
SECONDO IL
COMPLESSO DEGLI
OPERATORI

Classi di incidenza

% operatori

0-10%
10-20%
20-30%
30-40%
40-50%
50-60%
60-70%
70-80%
80-90%
90-100%

0,0
3,9
0,0
3,9
6,5
7,8
13,0
14,3
27,2
23,4

Fonte: Malevolti (2003)

Lanalisi delle citazioni dei singoli prodotti tipici, locali e


tradizionali (Tab. 2.20) mostra che nelle Colline interne, soprattutto a livello delle aziende agricole, vengono chiesti in maggior misura vino, olio, in minor misura ortaggi, formaggi, pane
e altri prodotti quali il miele. I salumi, la pasta, le carni e i
dolciumi sono richiesti maggiormente nei negozi di alimentari
e nei ristoranti.
2.20
COLLINE INTERNE
DELLALBEGNA-FIORA.
FREQUENZA DI
CITAZIONE DEI
PRODOTTI TIPICI,
LOCALI E
TRADIZIONALI DA
PARTE DEI TURISTI
RURALI SECONDO
VARIE CATEGORIE DI
OPERATORI DELLE
FILIERE
AGROALIMENTARI

Prodotti e preparazioni
Nel
complesso
Vino
Olio
Ortaggi
Frutta
Carni e piatti a base di carne
Salumi
Formaggi
Pasta
Dolciumi
Pane
Altri

22,7
7,8
4,1
0,0
6,4
11,4
15,1
11,0
9,6
4,1
7,8

Operatori
Negozi
Ristoranti
alimentari
27,4
4,7
0,9
0,0
2,8
18,0
16,0
0,9
14,2
4,7
10,4

13,8
6,9
6,9
0,0
12,6
5,7
17,2
24,4
3,4
3,4
5,7

Aziende
agricole
33,3
39,9
6,7
0,0
0,0
0,0
6,7
0,0
0,0
6,7
6,7

Fonte: Malevolti (2003)

Di nuovo, se guardiamo al paniere della spesa dei turisti


(Tab. 2.21), notiamo che le aziende agricole lo considerano es56

Prodotti

Vino
Olio
Ortaggi
Frutta
Carni
Salumi
Formaggi
Pasta
Dolciumi
Altri

Negozi alimentari

Operatori
Ristoranti (*)

28,7
9,3
ortaggi e frutta:
3,1
4,3
18,8
11,4
3,0
12,6
8,8

95,8
92,8
15,8
18,8
57,5
68,7
80,3
67,3
69,5
20,0

2.21
COLLINE INTERNE
Aziende agricole DELLALBEGNA-FIORA.
PESI DI ALCUNI
29,7 PRODOTTI TIPICI,
LOCALI E
42,3 TRADIZIONALI NEL
2,7 PANIERE DI ACQUISTO
3,3 DEI TURISTI RURALI
1,0 SECONDO ALCUNE
CATEGORIE DI
7,7 OPERATORI DELLE
5,0 FILIERE
0,0 AGROALIMENTARI
Valori %
0,3
8,0

(*) Incidenza delle richieste di prodotti tipici, locali e tradizionali sulle richieste al tavolo di ciascun prodotto
Fonte: Malevolti (2003)

senzialmente composto di olio, vino e sussidiariamente di salumi e formaggi. Questi stessi prodotti appaiono i pi richiesti
in relazione agli ordini di prodotti simili ai ristoranti, mentre i
negozi di alimentari, come intuibile, osservano un paniere
pi diversificato in cui acquistano peso anche i dolciumi.
Infine, valutiamo lincidenza dei prodotti tipici, locali e tradizionali sul volume di affari degli operatori. Prendiamo in esame i dati riportati nella tabella 2.22, ripresa dalla ricerca Irpet,
e i dati riportati nella tabella 2.23, costruita intorno ai risultati
della nostra indagine per questionario presso gli operatori.
I dati riportati nella tabella 2.22 ci mostrano le maggiori differenze con la situazione vista, ad esempio, in Lunigiana. Nessuna azienda agricola si ritiene non toccata negli affari dai prodotti tipici ed
veramente sorprendente che vi sia una proporzione consistente
di aziende che ritiene che i prodotti tipici incidano per pi del 50%
sui loro affari. Queste constatazioni ricevono conferma dalla nostra indagine per questionario nelle Colline interne dellAlbegnaFiora. Come si pu notare nella tabella 2.23 gli operatori, a tutti i
livelli ma in particolare le aziende agrituristiche e i ristoranti, considerano fondamentale per i loro affari la spesa dei turisti.
2.22
Operatori
COLLINE INTERNE
Ristoranti Aziende agricole DELLALBEGNAFIORA. CLASSI DI
0,0
0,0 INCIDENZA DEI
PRODOTTI TIPICI,
0,0
0,0 LOCALI E
3,3
21,4 TRADIZIONALI NEL
0,0
28,6 VOLUME DI AFFARI DI
13,3
14,3 ALCUNE CATEGORIE
DI OPERATORI DELLE
6,7
FILIERE
30,1
AGROALIMENTARI
23,3
35,7 SECONDO GLI
OPERATORI STESSI
10,0
Valori %
13,3

Classi di incidenza
Negozi alimentari
0-10%
10-20%
20-30%
30-40%
40-50%
50-60%
60-70%
70-80%
80-90%
90-100%

7,5
7,5
10,0
10,0
20,0
5,0
5,0
2,5
7,5
25,0

Fonte: Malevolti (2003)

Nel complesso, quindi, in questarea troviamo la maggiore


intensit di rapporti fra filiere agroalimentari e turismo rurale
fra quelle osservate nelle tre aree di indagine.
57

Totale Irrilevante
risposte

TUTTI GLI OPERATORI


45
Strutture ricettive, di cui:
9
- alberghi
4
- B&B e affittacamere
2
- agriturismi
3
Esercizi per la ristorazione, di cui:
5
- ristoranti
3
- osterie
1
- sagre
1
Eser. per la vendita di alimentari, di cui: 13
- con prodotti tipici
6
- generici
7
Pubblici esercizi
8
Botteghe di artigianato
2
Servizi per i turisti, di cui:
8
- servizi generali
3
- servizi specifici
5

Opinione sulla rilevanza della spesa dei turisti


Poco Abbastanza Fondamentale
% di risposte
rilevante
rilevante
fondamentale
sul totale delle
interviste
-

11
2
2
4
2
2
3
3
2

34
7
2
2
3
5
3
1
1
9
4
5
5
2
5
3
3

76%
78%
50%
!00%
!00%
100%
100%
100%
100%
67%
67%
71%
62%
100%
62%
100%
60%

Fonte: Nostra indagine per questionario

2.23
COLLINE INTERNE
DELLALBEGNAFIORA. OPINIONI
DEGLI OPERATORI
SULLA RILEVANZA
DELLA SPESA DEI
TURISTI SUI LORO
AFFARI

2.4
Le attrattive delle aree di indagine: le impressioni di un
giornalista
Vediamo ora come un giornalista esperto di viaggi e turismo, il
nostro intervistatore dei testimoni privilegiati, riuscito a catturare e sintetizzare linsieme delle attrattive turistiche delle
aree di indagine che finora abbiamo cercato di fare emergere
dai dati statistici.
La Lunigiana
Se non ci fossero i confini disegnati sulla carta a dimostrarlo,
sarebbe difficile considerare Toscana il groviglio di colline e
montagne stretto fra il mare e i picchi delle Alpi Apuane che
sincunea fra la Liguria e lEmilia, immerso in atmosfere arcane. La conformazione del territorio, le tradizioni e la parlata
degli abitanti fanno della Lunigiana un piccolo mondo a parte,
con una forte identit a carattere spiccatamente rustico, che ha
poco da spartire anche con le due regioni confinanti. Di Luni,
lantico porto da cui salpavano le navi romane cariche di marmi destinati alle province lontane, rimangono soltanto gli scavi
archeologici a pochi chilometri da Carrara, nella pianura del
fiume Magra, dove sono emersi fra laltro i resti del foro, dellanfiteatro e di una casa patrizia. La decadenza di questo centro, probabilmente di origini etrusche, inizi nel Medioevo,
quando le piene del Magra, la malaria e le incursioni saracene
spinsero i discendenti dei fieri liguri apuani, che avevano turbato a lungo i sonni delle legioni romane, verso le montagne,
58

disperdendoli nei castellari, piccoli centri raggruppati attorno a


una fortezza.
Molti di questi borghi e castelli sopravvivono e si confrontano ancora al di sopra dei boschi con laspetto arcigno conferito loro dalla pietra grigia, onnipresente tra queste valli, a partire dalle statue-stele, le misteriose sculture preistoriche il cui
significato rimane in buona parte indecifrabile. Una cinquantina di questi idoli pagani sono stati raggruppati in un apposito
museo a Pontremoli, nel castello del Piagnaro, un nome che ci
riporta alle piagne, lastre di pietra arenaria usate sui tetti come
tegole. E di pietra sono i facion, le figure grottesche scolpite
sui portali allo scopo di tenere lontani gli spiriti malvagi. Se ne
possono vedere tante insieme nel borgo di Cervara, a nord di
Pontremoli. Le prime fortificazioni risalgono allepoca in cui i
Longobardi dominavano nella pianura Padana e, cercando uno
sbocco al mare, scoprirono il passo della Cisa, che si chiamava
monte Bardone. Da quel momento la Lunigiana divenne terra di
transito, non solo di eserciti e condottieri, ma anche di pellegrini e
mercanti, artisti e letterati, tutti incolonnati a piedi o a cavallo lungo la via Francigena che collegava il Nord-Europa a Roma. Ogni
borgo aveva una sua storia e scarse comunicazioni con gli altri,
con i quali era anzi spesso in conflitto a causa delle lotte feudali. Senza contare i briganti, che non mancavano mai nelle zone
di transito. A guardia dei passi e delle valli sorsero pi di cento
castelli, la maggior parte dei quali sono oggi ridotti purtroppo a
poche rovine. Molti di quelli rimasti in piedi sono stati acquistati da privati, che li hanno restaurati e in genere consentono di
visitarli. Fra i pi interessanti, il castello Malaspina di Fosdinovo,
che domina da oltre sette secoli la zona compresa fra le Apuane e
il golfo di La Spezia, conservando intatto il suo fascino misterioso. Per capire quanto difficile fosse avvicinarvisi, basta una
passeggiata sui camminamenti di ronda, sbirciando attraverso i
merli ghibellini. Splendido il salone delle feste affrescato con
le storie della famiglia, mentre nella camera rotonda di una delle
torri ancora visibile un trabocchetto in cui finivano gli ospiti
sgraditi, affettati da affilatissime lame piantate sul fondo. Secondo la leggenda, nelle stanze del castello, che ospit Dante
in esilio, si aggira ogni tanto il fantasma di Bianca Maria Aloisia,
vissuta nel 600, che per aver amato uno stalliere fu murata
viva dal padre nella sala del trono. Vicino a Bagnone, invece, il
castello di Castiglione del Terziere, con una biblioteca di ventimila volumi, il custode dellintera storia della Lunigiana e
delle sue tradizioni. Sulla piana tra Villafranca e Filetto vigila
lelegante torre cilindrica del castello di Malgrate. Ad Aulla
domina su una roccia scoscesa la quadrangolare fortezza della
Brunella, forse disegnata da Giovanni dalle Bande Nere, che
ospita il Museo di Storia naturale.
Altri castelli sono sparsi intorno allantico tracciato della
via Francigena, e anche tante pievi, come accade in ogni territorio attraversato per secoli da pellegrini. La pi interessante

59

quella di Sorano, nei pressi di Filattiera, gradevole fusione di


romanico toscano e lombardo, con un presbiterio che racchiude una statua stele acefala di aspetto femminile. Pochi chilometri a sud, a Villafranca, ledificio dei mulini trecenteschi ospita il Museo etnografico della Lunigiana, dove si documentano
gli aspetti principali della vita e del lavoro in Lunigiana, dallartigianato del legno e del ferro alla lavorazione del grano e
delle castagne, dallintreccio dei vimini alla scolpitura della
pietra, dalla pratica medica alla religiosit popolare. Poco distante da Villafranca, labitato di Filetto uno degli esempi pi
tipici di borgo lunigianese, costruito su un originario insediamento bizantino. I palazzi austeri e a tratti ricercati di
Pontremoli, invece, rivelano un suo ruolo importante dal Medioevo fino al Granducato di Toscana. Poco fuori del centro
storico, sotto al castello del Piagnaro, sorge Villa Dosi-Delfini,
che risale al 600, quando da l transitavano le merci e le spezie
arrivate nel porto di Livorno e dirette nella ricca Val Padana. Si
riconosce da lontano per la monumentale balconata di 120 metri
e i due grandi cedri del libano che da quasi due secoli troneggiano nel giardino. Le sale del primo piano sono decorate da
bellissimi affreschi, ma purtroppo la villa aperta al pubblico
soltanto in occasioni speciali. Fu proprio in una di queste occasioni, nel 53, che Ernest Hemingway ricevette in quelle sale il
primo premio Bancarella per Il vecchio e il mare. Questo premio, che viene assegnato a Pontremoli ogni anno in agosto,
nasce dalla lunga tradizione degli stampatori e dei librai ambulanti che dalla Lunigiana si spingevano di citt in citt lungo le
strade dEuropa con le diligenze e le gerle piene di libri. Qui si
cominci a stampare libri nel 400, diversi anni prima che a
Londra, Bruxelles o Ginevra. Le fasi salienti di questa tradizione sono ricostruite nel Museo della Stampa, a Fivizzano, dove
la piazza Medicea con i palazzi rinascimentali e la deliziosa
fontana voluta da Cosimo III ricorda lepoca in cui cera la
sede del governo di Firenze.
Borghi, castelli, chiese e palazzi non devono far dimenticare per che protagonista di questo territorio una natura in
gran parte ancora incontaminata che spesso si nasconde per
lasciarsi scoprire poco a poco. I castagni piantati l dai romani
si alternano ai boschi di querce che gli antichi abitanti credevano popolati di divinit, i faggi verso lalto cedono il posto agli
alpeggi, fra le colline terrazzate a vite spuntano le chiome
argentate degli ulivi. Risalendo il corso dei torrenti ricchi di
trote, allimprovviso il paesaggio diventa aspro e ci trova davanti un orrido o una gola rocciosa come gli Stretti di Giaredo,
talvolta in mezzo al verde si nascondono inghiottitoi o caverne
come le Grotte di Equi, lungo i percorsi di trekking si incontrano ancora mulini ad acqua, seccatoi di castagne e antichi
insediamenti rurali. In un ambiente in cui convivono diversi
ecosistemi e nel quale luomo da sempre convive con la natura
senza violentarla, appare persino ovvio che non siano andate

60

smarrite neppure le tradizioni alimentari. In primo luogo nella


preparazione dei cereali, soprattutto del grano tenero, dal quale
si ricavano vari tipi di pane e focacce diversi da valle a valle.
C per esempio il pane nero di Vinca, contenente la crusca, e
c la marocca di Casola, un pane in cui il grano tenero si mescola a farina di castagne e patate lesse. Sono fatte con farina di
grano e di castagne anche le lasagne bastarde, che si condiscono con olio extravergine e parmigiano oppure con sugo di porri. I panigacci di Podenzana sono focacce di grano tenero, mentre
nelle focaccette di Quercia di Aulla si aggiunge un pizzico di
farina di mais. Tutta di farina di castagne la pattona, cotta in
testi di ghisa o terracotta e mangiata insieme alla ricotta. Pi
noti sono sicuramente i testaroli, pasta di aspetto spugnoso cotta in recipienti di ghisa, tagliata a pezzi e condita con il pesto.
Intorno a Zeri si allevano le bianche pecore zerasche, il cui
latte ricco di proteine, misto alle erbe dei pascoli bradi, rende
la carne dellagnello di Zeri cos tenera e delicata, priva di note
selvatiche, da meritarsi lonore di presidio Slow Food. E rimasta una cucina povera, quella della Lunigiana, che si pu gustare soltanto sul posto, perch i suoi prodotti tipici hanno una
diffusione limitata, come accade anche per i fagioli di Bigliolo,
le cipolle di Treschietto, la spalla cotta di Filattiera, il miele di
castagne e quello di acacia a denominazione di origine protetta. Il sottobosco, infine, offre una grande abbondanza di frutti,
soprattutto di eccellenti funghi: quelli di Borgotaro hanno addirittura ottenuto lindicazione geografica protetta. Nessuna
traccia di pesce, come si vede. La scelta degli antichi abitanti
di allontanarsi dal mare fu drastica e irreversibile, al punto da
riflettersi tuttora sulle scelte turistiche. Chi viene in Lunigiana
difficilmente tiene conto del litorale, che non neppure tanto
vicino e comodo da raggiungere, ma soprattutto lontano idealmente. Quindi si tende a offrire un turismo rurale particolare,
in grado di attrarre da solo il turista italiano e straniero in grado
di apprezzarlo.
La Val di Cecina
Completamente diverso il discorso in Val di Cecina, dove il
mare vicino idealmente e concretamente, in una certa misura
persino nelle zone pi interne. questa una caratteristica della
Maremma, che a nord inizia proprio dalla foce del fiume Cecina,
anche se un confine evanescente, del quale inutile tener
conto. Se ne sente gi il profumo, infatti, quando siamo ancora
immersi nella natura selvaggia del promontorio di Calafuria,
lungo la strada panoramica del Romito, dove il manto di pini e
macchia mediterranea finisce sul Sassoscritto, il groviglio di
scogli rosi dal mare che vi disegna i suoi arzigogoli fino ai
cespugli di mirto e lentisco. Nelle foreste pi interne vivono
cinghiali, caprioli e conigli selvatici, nei paduli sguazzano aironi e cormorani, i fondali marini sono ricchi, oltre che di pesci, anche di spugne e corallo rosso. Qualche torre medicea

61

continua a far la guardia dalla macchia anche se i pirati non


minacciano pi la costa da un pezzo. cos che si entra in Val
di Cecina, con gli occhi pieni dei colori impressi sulle tele dei
Macchiaioli, gli artisti che sono riusciti meglio a sintetizzare la
vivezza e la trasparenza di questa costa, dove cielo, mare e campagna convivono in perfetta armonia con la storia e gli
insediamenti delluomo. Ed qui che inizia la dolce Costa degli Etruschi, tutta livornese: decine di chilometri di spiagge,
dune e pinete che accompagnano il visitatore fino al cuore della Maremma. Si tratta per lo pi di spiagge libere, facilmente
raggiungibili lungo i viottoli che attraversano le pinete. Anche
se la sabbia ferrosa tende al grigio e il litorale povero di scogli e baie suggestive, lacqua marina sufficientemente pulita
e lecosistema si mantiene in equilibrio. Sono caso mai i centri
litoranei che lasciano a desiderare, a causa della loro scarsa
capacit di rinnovamento e di una certa generale trascuratezza,
a partire da Castiglioncello, che sta perdendo per strada la sua
aria aristocratica. Si tratta di centri di non grande interesse dal
punto di vista storico e architettonico, che possono per riservare qualche piccola sorpresa. Alle porte di Cecina, per esempio, nella localit poco conosciuta chiamata La Cinquantina,
sorge la settecentesca Villa Guerrazzi, dove visse lo storico
Francesco Domenico Guerrazzi, un piacevole angolo appartato che ospita anche un museo archeologico con reperti della
bassa valle che vanno dalla preistoria alla romanizzazione. Sotto
il profilo naturalistico, invece, il tratto pi suggestivo della costa quello delloasi di Bolgheri, uninsieme di stagni, boschi
allagati e dune che ospita numerosi uccelli acquatici, fra i quali
il picchio verde, lalzavola e il fischione. Ma ci vivono anche
cinghiali, tassi, istrici e persino lontre.
Alle spalle delloasi c San Guido, con i famosi cipressi
che in duplice filar salgono per cinque chilometri fino a
Bolgheri, il piccolo borgo con la casa in cui il Carducci visse
10 anni e il cimitero con le spoglie di nonna Lucia. Su queste
colline a ridosso della pianura costiera, considerate ormai parte
integrante del turismo balneare, i borghi sono decisamente pi
interessanti per storia e tradizione. Poco sotto Bolgheri, una
strada porta in pochi minuti a Castagneto Carducci attraversando quello che fu per secoli feudo dei Della Gherardesca, tra
filari di lecci, vigneti, uliveti e splendidi rustici. Viene da qui il
famoso Sassicaia creato dalla famiglia Antinori. Risalendo verso
nord, invece, dopo Bibbona, centro di origine etrusca, la strada
del vino della Costa degli Etruschi si addentra in provincia di
Pisa, sfiorando i graziosi paesi di Casale Marittimo, Guardistallo
e Montescudaio, con le case in pietra arroccate su tre colline
vicinissime. Sono in questa zona i vigneti del Montescudaio,
appunto, una denominazione emergente che promette bene,
anche se sulla sua evoluzione si scontrano due scuole di pensiero: una vorrebbe mantenere a questo vino le caratteristiche
originarie, laltra lo considera un po troppo rude e cerca di

62

ingentilirlo con uve non autoctone, a costo di snaturarlo. Comunque sia, il fatto che una delle migliori cantine locali sia
stata appena acquistata da Berlucchi vuol dire che questi vigneti cominciano a dare nellocchio, anche se c il rischio che
vengano poi usati per tagliare altri vini. A parte il vino e un
buon olio extravergine, la Val di Cecina scarseggia di prodotti
tipici e per di pi i produttori e le cantine sono poco disponibili
a ricevere visitatori e a concedere degustazioni, ma la cucina
ha solide tradizioni casalinghe e di qualit, come si pu riscontrare in molti ristoranti, nelle botteghe e anche in qualche supermercato. Ci sono ottimi salumi e formaggi, spesso provenienti dal Senese, come il prosciutto di cinta o il pecorino di
grotta, e non di rado si trovano bistecche di chianina. Gli amanti
della cacciagione possono gustare lepre e cinghiale, qualche
volta persino gli uccellini, in barba ai divieti, magari nei giorni
di chiusura del locale attraverso il passa-parola fra clienti e
amici. Nei ristoranti sulla costa il piatto principe il cacciucco
livornese, proposto in varie versioni, compresa quella pi antica, laboriosa e densa di sapori.
Fra questi profumi e colori toscani, nessuno si aspetterebbe
di trovare nei pressi di Castellina Marittima, a pochi chilometri
da Rosignano Marittimo e Castiglioncello, un angolo di Tibet.
Un castello ristrutturato a Pomaia, infatti, ospita lIstituto Lama
Tzong Khapa, uno dei principali centri europei di studio e pratica del buddismo tibetano, che un paio danni fa ha ospitato il
Dalai Lama in persona. C una grande stanza per la meditazione, una biblioteca ricca di volumi sul buddhismo e un laboratorio di monili dargento in stile tibetano, e ci sono naturalmente le stanze dei monaci e gli immancabili stupa, monumenti buddhisti con le reliquie. Non solo un luogo di meditazione
e di preghiera, ma anche una casa editrice che pubblica libri e
videotape sulla cultura tibetana, oltre al periodico semestrale Siddhi.
Vi si tengono corsi di pensiero buddhista, yoga, musicoterapia,
pranoterapia e altre discipline orientali.
Un piccolo tocco esotico, insomma, che non altera certo la
fisionomia di questo entroterra pisano, il cui gioiello pi prezioso laffascinante centro storico di Volterra, principale porta della Val di Cecina per chi arriva dallinterno. Il suo profilo
severo appare in alto mentre si risale la valle fra le colline che
si fanno sempre pi brulle e selvagge. Del passato di capoluogo di una delle dodici lucumonie etrusche conserva ancora tratti
di mura e limponente Porta allArco, oltre a una delle pi importanti raccolte etrusche del nostro paese (il museo Guarnacci
contiene almeno 600 urne cinerarie). Tutte le tappe della sua
storia hanno lasciato testimonianze importanti, dal teatro romano alla fortezza rinascimentale fatta costruire da Lorenzo il
Magnifico, ma soprattutto lepoca dei comuni che dette allimpianto urbano lassetto ancora oggi predominante, come si
nota subito nella famosa piazza dei Priori, una delle pi belle
piazze medievali italiane, o davanti al duecentesco duomo con

63

la facciata di Nicola Pisano. Le numerose botteghe di alabastro


ci dicono che questa tradizione artigianale ancora viva, sia
pure con un inesorabile calo della qualit degli oggetti.
Poco pi in basso, da Saline di Volterra, una strada risale il
corso del Cecina attraversando colline coltivate a grano che la
presenza di minerali rende sempre pi austere, come pi austeri diventano, con lo scurire delle pietre usate, i centri abitati di
questo territorio aspro, quasi privo di insediamenti isolati, cos
diverso dalle rassicuranti dolcezze della parte bassa della valle,
disseminata di poderi e fattorie. Dopo Pomarance compaiono
minacciose sulle pendici delle colline le torri di raffreddamento e fra i boschi serpeggiano le lucenti condotte metalliche che
rivelano lo sfruttamento dellenergia geotermica del sottosuolo.
Poi le ferite si rimarginano, il paesaggio si ricompone e la strada scorre sopra il centro medievale di Castelnuovo Val di Cecina.
Da queste parti, uscendo dalla strada principale, ogni tanto un
forte odore di zolfo annuncia la presenza di soffioni boraciferi
o di lagoni, paludi che ribollono come se sotto ci fosse un vulcano. Come accadeva anche in epoche remote con le prime
miniere, lo sfruttamento delle risorse del sottosuolo continua a
convivere con lagricoltura e la pastorizia praticata in buona
parte dagli immigrati sardi, che hanno ritrovato qui gli spazi, le
solitudini e i ritmi di vita della loro terra. E, come in Sardegna,
il mare molto pi vicino di quello che sembra, tant vero che
se ne intravede dallalto qualche lembo. I contatti dellentroterra
con la pianura costiera, intensi fino dal dominio degli etruschi,
hanno favorito linterazione fra turismo rurale e balneare, influenzando le scelte turistiche. Sulla costa prevale un turismo
di massa, distribuito per buona parte nei numerosi camping,
mentre il livello si alza quando ci si addentra fra le colline. Se
allinizio sulla costa i turisti erano quasi esclusivamente italiani, mentre nellentroterra prevalevano gli stranieri, oggi questi
flussi tendono sempre pi a mescolarsi.
Le Valli dellAlbegna e del Fiora
Le Valli dellAlbegna e del Fiora presentano aspetti simili alla
Val di Cecina, ma con tinte molto pi forti, una pi marcata
personalit e atmosfere pi suggestive. Da sempre terra di frontiera, la Maremma grossetana, prima di riposarsi sullinnocuo
confine fra Toscana e Lazio, vide le legioni romane travolgere
le ultime resistenze etrusche, poi fu teatro del confronto fra
bizantini e longobardi, infine divise il Granducato di Toscana
dallo Stato Pontificio. Una storia tormentata che ha lasciato
tracce dappertutto: castelli, mura, fortezze, torri e borghi
arroccati sulle rupi, mentre sulla costa spiagge dorate, parchi
naturali e oasi faunistiche si alternano in un ambiente rimasto
tuttora in gran parte incontaminato. Il fiume Albegna sfocia nel
tratto di costa compreso fra il bellissimo Parco dellUccellina e
lArgentario, attraversando un tratto di Maremma vera, quella con
le colline basse che allungano le falde fino a confondersi con i

64

campi di cereali. Quella dei butteri e dei cavalli maremmani, discendenti dellantico hipparion che viveva in Africa e in
Sudamerica durante il Pliocene. Furono gli etruschi i primi ad
addomesticarlo e utilizzarlo, poi i romani cominciarono a incrociarlo con i cavalli berberi per ottenere una razza adatta,
oltre che al lavoro, anche alla cavalleria militare. Dopo il lungo
declino del dopoguerra, negli ultimi trentanni si ricominciato a selezionarlo con cura per usarlo nel turismo e negli sport
equestri. Pu capitare ancora di imbattersi in qualche branco
che vive allo stato brado, rubando un po la scena ai grandi
bovini maremmani con le lunghe corna a forma di lira o mezza
luna, che secondo gli esperti potrebbero discendere direttamente
dallantico uro.
A nord della foce dellAlbegna domina la quattrocentesca
rocca senese in pietra grigia del borgo medievale di Talamone,
sul promontorio vicino al quale, secondo la leggenda, sarebbe
sepolto Telamone, figlio di Eaco, approdato qui mentre tornava dalla Colchide insieme agli Argonauti. Di sicuro un insediamento da queste parti cera gi alcuni secoli prima di Cristo, in
epoca etrusca e romana. A sud della foce inizia lesile tombolo
sabbioso della Giannella, che chiude a nord la laguna di
Orbetello. Un luogo struggente soprattutto allora del tramonto, quando mare e cielo si confondono facendo apparire sospese nellaria le sottili lingue di terra sullo sfondo del Monte
Argentario. A met tombolo, la Casa Giannella, in stile coloniale spagnolo, ci ricorda subito che questa zona fu nel 500
parte dello Stato dei Presdi, anche se la storia dellArgentario
comincia molto prima con i fenici. Nel Medioevo fu dominato
dagli Aldobrandeschi, dagli Orsini e infine dalla Repubblica di
Siena, ma furono proprio gli spagnoli a ridargli importanza strategica, dotandolo di imponenti fortificazioni. Lo si vede subito
fin da Porto Santo Stefano, con la Rocca Aragonese quadrangolare ben piantata sui barbacani. Ma le tracce pi vistose gli
spagnoli le hanno lasciate a Porto Ercole, il centro pi antico,
con il Forte Stella e il Forte Filippo. Poco distante inizia il tombolo della Feniglia, che chiude la laguna a sud, con una bellissima duna rivestita di pini dove allinizio del 600 trov la fine
dei suoi giorni il Caravaggio, a causa della malaria che infestava tutta la zona. Cinquemila anni fa lintero promontorio era
una verde isola, poi i due ponti sabbiosi formati dallazione
delle correnti hanno trasformato il braccio di mare che la separava dalla terraferma in una laguna ricca di pesci e popolata da
oltre 250 specie di uccelli, dei quali almeno 70 vi nidificano
stabilmente. Fu proprio dallIdroscalo della Laguna di Levante
che partirono gli idrovolanti di Italo Balbo, aprendo le rotte
atlantiche. E molto prima ancora nella Polveriera Guzman, poco
distante, si riforn di armi e munizioni Garibaldi prima di ripartire per Marsala con i Mille.
Allaltra estremit del Tombolo della Feniglia, il promontorio roccioso di Ansedonia dominato dallacropoli di Cosa, la

65

citt romana fondata nel III secolo avanti Cristo e poi ricostruita dallimperatore Augusto. Sono ancora visibili i resti delle
mura, del capitolium (il tempio a tre celle), del foro e della
porta. Da qui in meno di 20 chilometri si raggiunge il borgo
quattrocentesco di Capalbio, rimasto nellombra finch il destino non lo fece diventare residenza prediletta di buona parte
dellintellighenzia progressista e ambientalista. Fino a un secolo fa era una terra dimenticata da Dio, infestata dalla malaria
e dai briganti, fra i quali il leggendario Domenico Tiburzi, il
brigante buono, che depredava i poveri per donare ai ricchi.
Oggi un soggiorno in questo paese, che ha mantenuto una struttura medievale, considerata una versione collinare ed elitaria
della vacanza sulla costa, della quale si ha una bellissima vista
dalla Rocca. Un ruolo simile, anche se meno elitario, stato
assunto da Magliano, un altro antico borgo chiuso entro le mura
possenti fatte ricostruire dai senesi nel 400, dopo i danni causati dalle lotte fra Guelfi e Ghibellini.
Il paesaggio cambia completamente andando verso
Manciano e risalendo la valle del Fiora, dove le colline diventano aspre e ricoperte di boschi e fitta macchia mediterranea, le
forre di origine vulcanica si alternano a pianori rupestri. Lo
spettacolo pi affascinante lo offre Pitigliano, che appare allimprovviso grande e severo su un alto bastione di tufo alla
fine di un tornante, come se uscisse dallincantesimo di una
vecchia fiaba. un grande borgo medievale raccolto sotto la
Fortezza Orsini, chiamato anticamente Piccola Gerusalemme
per lafflusso continuo di ebrei che cominciarono a rifugiarvisi
cinque secoli fa. Il ghetto nella zona pi vecchia del paese,
dove si trova ancora il forno in cui si cuoceva il pane azzimo.
Oltre alla sinagoga, c un cimitero ebraico usato ancora oggi.
Fino al XII secolo, pi potente di Pitigliano fu Sovana, a lungo
contesa da papi, imperatori, Siena, Orvieto e i conti Orsini per
la sua posizione strategica sul corso del Fiora, fra la costa e le
miniere dellAmiata. Poi inizi la decadenza. Oggi un grazioso borgo medioevale ben conservato con visibili resti di mura
etrusche e uno splendido Duomo di origini romaniche
rimaneggiato in stile gotico. Ma il centro storico di questa zona
che pi ha conservato una struttura rigorosamente medievale
quello di Sorano, che sospeso com su tre gole, oltre a offrire
scorci straordinari sul paesaggio circostante, difficile da
modernizzare. Ledificio pi significativo la Fortezza, il vecchio castello aldobrandesco che gli Orsini trasformarono in uno
dei pi compiuti esempi di architettura militare del Rinascimento.
Questi tre paesi sono chiamati le citt del tufo, perch oltre
a una comune storia medievale, unita a una comune origine
etrusca, sono tutti costruiti su alti speroni di tufo giallastro forato da un reticolo di ipogei etruschi, colombari e antiche cantine che si dipanano sotto le case come un formicaio. I dintorni,
per di pi, sono cosparsi di straordinarie necropoli etrusche e
vie cave, percorsi che scorrono fra due alte pareti di roccia,

66

lungo i quali si possono osservare le diverse tipologie di architetture rupestri tirreniche. Fra queste, la grandiosa tomba
Ildebranda, lunico modello rimasto di tomba etrusca a tempio
scavata nella roccia, con un porticato di sei colonne e due scalinate laterali. Sullaltra sponda del Fiora, in una vallata scavata nel travertino, sorgono le terme della mitica Saturnia, le cui
origini vengono fatte risalire addirittura ai Pelasgi, il popolo
del mare che colonizz le terre mediterranee nella protostoria.
Secondo alcuni studiosi, Saturnia potrebbe essere uno dei primi insediamenti italici. Il fatto che questo sito fosse legato al
culto delle acque dimostra che anche le propriet curative delle
sue sorgenti erano gi conosciute in epoche remote. Si tratta di
acqua carbonico-sulfurea-borica che sgorga a una temperatura
di almeno 37 gradi ed considerata efficace nella cura di alcune malattie della pelle, circolazione, apparato respiratorio, reumatismi e alcune altre patologie.
Questo straordinario connubio di archeologia, terme e habitat
naturale ricco di piante rare e animali a rischio di estinzione,
dagli aironi alle poiane, dagli istrici alle lontre, spiega perch
qui si stia sviluppando un turismo completamente autonomo
da quello balneare. Si tratta di due flussi turistici non integrati,
che hanno entrambi ancora molte risorse da valorizzare. Mentre infatti il litorale offre grandi opportunit sia per un turismo
di massa che per quello elitario, il Parco archeologico di Sorano
destinato a divenire uno dei pi importanti siti italiani di questo tipo e le Terme di Saturnia sono sfruttate ancora da una sola
societ. Per il momento, chi frequenta queste colline ha interessi che spingono a trascurare il mare e a risalire piuttosto il
corso del Fiora, verso Santa Fiora e le pendici dellAmiata, ma
il prolungamento dellautostrada tirrenica e la discussa bretella
di scorrimento a ridosso delle colline di Magliano e Capalbio
potrebbero cambiare le cose, con laiuto anche del crescente
successo dei vini locali. Soprattutto del Morellino di Scansano,
un rosso di gran corpo sul quale si stanno concentrando molti
interessi e che sta coinvolgendo enologi di fama come Giacomo Tachis, padre del Sassicaia e del Tignanello, oltre alle universit di Pisa e Firenze. Il successo di questi vigneti, come
anche una maggiore valorizzazione del rosso Sovana e del bianco di Pitigliano, potrebbe contribuire allintegrazione dei due
flussi turistici, che comporta per alcuni rischi. Pi delle altre
due zone toscane prese in considerazione dalla ricerca, infatti,
questo tratto di Maremma si alimenta di miti, tradizioni, folklore,
leggende e atmosfere di grande suggestione (butteri, briganti,
etruschi, creature mitiche dei boschi ecc.) che potrebbero far
sorgere tentazioni di forzature e clonazioni proprie del turismo
deteriore. Una cosa la merka, per esempio, la tradizionale
festa per la marchiatura dei vitelli, unaltra i finti rodei di tipo
americano con le mascherate di butteri. E si fa presto a invadere i borghi di negozi di souvenir pieni di falsi reperti etruschi e
sedicenti prodotti tipici. Il secolare isolamento di queste colli-

67

ne e la lentezza con cui gli abitanti prendono coscienza delle


vere potenzialit turistiche della loro terra fa apparire ancora
lontani questi pericoli di snaturamento, ma laccelerazione subita negli ultimi decenni da certi flussi turistici suggerisce di
prendere al pi presto le necessarie precauzioni.

68

3.
RICETTIVIT E PRESENZE TURISTICHE

In questo capitolo descriveremo in dettaglio le caratteristiche di


domanda e di offerta del turismo che si svolge nelle aree di indagine. Le informazioni statistiche utilizzate sono tutte di fonte Irpet,
ad eccezione di quelle del 3.6 che sono di fonte Regione Toscana, e dei sottoparagrafi 3.5.1a, 3.5.2a e 3.5.3a che provengono da
nostre indagini dirette. Per tutte e tre le aree faremo riferimento
allambito territoriale rappresentato dai SEL per evidenziare, nel
caso della Val di Cecina e dellAlbegna-Fiora, le diversit e le
eventuali connessioni esistenti fra turismo della costa e turismo
dellinterno. Procederemo effettuando prima unanalisi comparata fra le tre aree dei comparti alberghiero ed extra-alberghiero a
livello aggregato. Successivamente scenderemo pi in dettaglio
nellanalisi considerando le tipologie ricettive extra-alberghiere e
le provenienze italiana ed estera degli ospiti. Concluderemo il capitolo dapprima riepilogando le caratteristiche del turismo di ciascuna area e valutandole alla luce dei risultati delle indagini dirette presso gli operatori, successivamente approfondendo laspetto
dellagriturismo nelle aree di indagine, in considerazione della
rilevanza che questa forma di ospitalit riveste ai fini di uno sviluppo territoriale basato sul turismo rurale integrato sostenibile.
3.1
Lanalisi aggregata dei comparti alberghiero ed extra-alberghiero
Prima di prendere specificamente in considerazione le singole realt oggetto di analisi sembra opportuno delineare un quadro dinsieme delle tre aree e confrontare ci che si ottiene con la situazione media regionale. Come abbiamo detto, infatti, le aree selezionate rientrano nei due grandi sistemi dei rilievi appenninici e della
costa, le cui diverse caratterizzazioni rispetto alla collina interna e
alla fascia pianeggiante del Valdarno certamente ne condizionano
anche la tipologia turistica che vi si stabilita. In primo luogo
possibile osservare come, eccettuate le Colline dellAlbegna, tutti
i SEL considerati presentino unincidenza della ricettivit alberghiera minore rispetto a quella che caratterizza mediamente la regione (Tab. 3.1). Il dato sulle presenze turistiche conferma sostanzialmente questa indicazione9 (Tab. 3.2).
9

Per quanto attiene al sistema locale della Lunigiana necessario sottolineare come la
discrepanza sussistente fra il lato dellofferta (predominanza extra-alberghiera) e quello
della domanda (predominanza alberghiera) sia da imputare sostanzialmente alla presenza di campeggi caratterizzati da bassissimi indici di sfruttamento (presenze/posti letto).

69

3.1 SEL
POSTI LETTO. 2001
Valori assoluti e
composizione % Valori assoluti
Lunigiana
Val di Cecina costa
Val di Cecina interno
Costa dargento
Colline dellAlbegna
TOSCANA

Alberghiero

Extra-Alberghiero

TOTALE GENERALE

1.166
3.876
1.578
3.828
884
163.068

2.927
37.952
5.819
18.094
1.192
242.191

4.093
41.828
7.397
21.922
2.076
405.259

28
9
21
17
43
40

72
91
79
83
57
60

100
100
100
100
100
100

Composizione %
Lunigiana
Val di Cecina costa
Val di Cecina interno
Costa dargento
Colline dellAlbegna
TOSCANA
Fonte: Area extradipartimentale statistica

3.2 SEL
PRESENZE
TURISTICHE. 2001
Valori assoluti e Valori assoluti
composizione % Lunigiana
Val di Cecina costa
Val di Cecina interno
Costa dargento
Colline dellAlbegna
TOSCANA

Alberghiero

Extra-Alberghiero

TOTALE GENERALE

79.195
445.674
177.335
393.402
130.708
21.870.265

29.379
2.323.584
393.084
851.504
70.713
16.283.526

108.574
2.769.258
570.419
1.244.906
201.421
38.153.791

Composizione %
Lunigiana
Val di Cecina costa
Val di Cecina interno
Costa dargento
Colline dellAlbegna
TOSCANA

73
16
31
32
65
57

27
84
69
68
35
43

100
100
100
100
100
100

Fonte: Area extradipartimentale statistica

Ci senzaltro spiegabile osservando le tipologie turistiche prevalenti allinterno delle realt locali analizzate: infatti,
mentre i soggiorni turistici di tipo termale, artistico, di affari,
prediligono senzaltro gli alberghi quale forma naturale di
ricettivit, i soggiorni al mare e in campagna ben si confanno
anche ad esperienze incentrate su strutture ricettive di tipo extra-alberghiero (campeggi, agriturismi, case in affitto, ecc.).
I dati della tabella 3.3 sono in linea con questa osservazione. Nelle Colline dellAlbegna, dove la dotazione alberghiera
pi accentuata, le vacanze di tipo termale e i soggiorni di
affari costituiscono la quota principale delle tipologie turistiche esercitate.
Nei sistemi locali costieri (Costa dArgento e Val di Cecina
Costa), che risultano totalmente incentrati sullaccoglimento
di turisti che fanno del balneare la loro principale motivazione
di vacanza, e nei Sel di Lunigiana e Val di Cecina interno, dove
la campagna costituisce la principale attrattiva turistica, la
ricettivit extra-alberghiera prevalente.
70

SEL

Arte e affari

Lunigiana
Val di Cecina costa
Val di Cecina interno
Costa dargento
Colline dellAlbegna

Montagna

Lago

Mare

7
0
0
0
8

3
0
0
0
0

0
100
0
100
0

30
0
42
0
17

Terme Campagna
2
0
0
0
75

27
0
58
0
0

Altro 3.3
PRESENZE
TURISTICHE DISTINTE
32 PER TIPOLOGIA
0 RICETTIVA. 2001
Composizione %
0
0
0

Fonte: Area extradipartimentale statistica

I dati ora presentati suggeriscono anche un diverso comportamento, sempre dal punto di vista delle forme di ricettivit, fra
sistemi costieri e sistemi interni. Si nota infatti che i sistemi
costieri risultano caratterizzati da un minor peso del settore alberghiero (tanto in termini di domanda quanto di offerta) rispetto ai
sistemi dellinterno. Questo fatto deve essere ricollegato alla diversa presenza di campeggi. Questa forma di ricettivit, pur essendo presente anche nellinterno, trova per nelle realt costiere
il suo naturale ambito insediativo, fino a rappresentare la forma
ricettiva preponderante in termini di posti letto in questi sistemi10.
Passiamo ora ad analizzare la dinamica della disponibilit di
posti letto e delle presenze nelle aree di indagine (Tabb. 3.4 e 3.5).
SEL

Alberghiero

Extra-Alberghiero

-5
0
47
5
25
0

94
1
100
29
92
67

Alberghiero

Extra-Alberghiero

35
34
42
34
28
10

33
38
49
16
177
32

Lunigiana
Val di Cecina costa
Val di Cecina interno
Costa dArgento
Colline dellAlbegna
TOSCANA

TOTALE GENERALE 3.4


POSTI LETTO
Variazione % 1997/01
43
1
89
19
74
33

Fonte: Area extradipartimentale statistica

SEL
Lunigiana
Val di Cecina costa
Val di Cecina interno
Costa dargento
Colline dellAlbegna
TOSCANA

TOTALE GENERALE 3.5


PRESENZE
TURISTICHE
34 Variazione % 1997/01
37
47
21
58
19

Fonte: Area extradipartimentale statistica

Per quanto riguarda lofferta ricettiva si nota che nel periodo 1997-2001 i sistemi locali interni hanno fatto registrare tassi di crescita del numero di posti letto superiori a quello medio
regionale, mentre i sistemi costieri presentano tassi di crescita
dellofferta ricettiva inferiori a quello medio regionale.
Lanalisi delle dinamiche svolta dal lato della domanda
evidenzia un fenomeno piuttosto simile a quello riscontrato dal
10

La alta quota di presenze relativa al settore extra-alberghiero registrata nel sistema


locale Val di Cecina interno anche in questo caso dovuta alla forte presenza di campeggi. Nella peculiare collocazione geografica del SEL, particolarmente a ridosso della
costa tirrenica, probabilmente individuabile la spegazione dello scostamento nella configurazione ricettiva del sistema locale suddetto rispetto alle altre realt dellinterno.

71

lato dellofferta: eccettuata la Lunigiana, vale anche in questo


caso levidenza che associa alle realt dellinterno performance superiori a quelle del sistemi locali costieri. Tuttavia, a differenza di quanto registrato dal lato dellofferta, tutti i sistemi
locali presentano tassi di incremento delle presenze superiori
al dato medio regionale.
Dai dati appena discussi risulta anche una diversit di comportamento fra le dinamiche delle due tipologie di strutture
ricettive, alberghiere ed extra alberghiere, e le dinamiche della
domanda ad esse rivolta.
Dal lato dellofferta, il settore trainante della crescita di tutte le realt considerate si configura essenzialmente come lextra-alberghiero, che in Lunigiana e nelle colline interne della
Val di Cecina e dellAlbegna cresce a ritmi notevolmente pi
sostenuti dellalberghiero. Per quanto riguarda le presenze, invece, non sussistono apprezzabili differenze fra i tassi di crescita delle due categorie, eccezion fatta per le Colline
dellAlbegna dove il tasso di crescita delle presenze induce a ritenere che il turismo rurale di questarea si trovi in una fase di espansione esponenziale. In termini di ciclo di vita del prodotto turistico le realt esaminate probabilmente si trovano in fasi diverse.
Le realt costiere appaiono collocate nella fase di consolidamento: queste destinazioni sono ormai entrate a fare parte a
pieno titolo del panorama turistico nazionale ed internazionale, la fase di conquista dei mercati pi estesi stata superata, e
i tassi di crescita delle presenze si sono portati su livelli bassi e,
presumibilmente, decrescenti.
Nei SEL costieri potrebbero anche essere presenti elementi
di superamento della capacit di carico ambientale e sociale:
nel recente passato la loro attrattivit come destinazioni balneari ha portato alla crescita dellofferta ricettiva con conseguenze negative sullambiente e quindi sullattrattivit stessa
delle destinazioni. I dati sulla dinamica stagnante delle strutture ricettive indicherebbero che queste aree hanno preso coscienza dellesaurimento degli spazi di crescita intensiva. Come
tipico dei prodotti maturi, le possibilit di crescita risiedono
ora nel riposizionamento dellofferta su una base di prolungamento della stagione turistica utile, e, aspetto in parte connesso, di diversificazione delle attrazioni proposte al turista.
Discorso inverso applicabile ai sistemi locali interni, i quali
stanno beneficiando di un processo di diffusione del turismo
rurale in spazi di mercato sempre meno elitari e pi di massa.
Questa evoluzione della domanda turistica, che giunta a creare problemi di identit e quindi di potenziale declino nelle
aree collinari interne della regione sedi dellagriturismo forte, in Lunigiana, in Val di Cecina Interno e in Albegna-Fiora
Interno sembra per ora portare solo un salutare contributo alle
fasi di espansione del ciclo di vita del prodotto turistico.
Vi sono per delle evidenti diversit fra le situazioni del
turismo in queste tre aree.

72

La Lunigiana si pone a un livello di presenze che la met


di quello dellAlbegna-Fiora e cinque volte inferiore a quello
della Val di Cecina Interno. Come le altre aree interne la
Lunigiana presenta un elevato tasso di crescita della ricettivit
extra-alberghiera, accompagnato per da un tasso di crescita
delle presenze notevolmente pi basso. Queste circostanze possono stare ad indicare che larea si trova ancora nella fase iniziale del ciclo di vita del prodotto, quello che precede e pu
non giungere mai alla fase di espansione.
La Val di Cecina Interno e lAlbegna-Fiora Interno stanno
investendo molto di pi della Lunigiana nella ricettivit extraalberghiera, ma mentre lAlbegna-Fiora sembra interessata da
una crescita della domanda che giustificherebbe anche maggiori investimenti e si trova quindi nel punto pi vivace della
fase di espansione, la Val di Cecina mostra un comportamento
opposto che potrebbe essere indizio di raggiungimento del punto
di transizione dalla fase di espansione a quella di consolidamento.
Nel contesto attuale orientato alla vacanza multiprodotto non
fuori luogo presumere che le recenti dinamiche riscontrate
nelle diverse aree, tanto dal lato dellofferta quanto da quello
della domanda, possano essere in parte dovute alle sinergie scaturenti dalla variet di risorse turistiche presenti in aree territoriali fra loro contigue.
Questa interpretazione, che individua nella vicinanza di prodotti turistici parzialmente diversi una possibile variabile esplicativa del simultaneo incremento delle presenze nelle aree che
li offrono, assume dignit teorica alla luce della dottrina economica della scelta direzionale11. Essa, ponendo in discussione
il principio di razionalit dellindividuo (concretizzato nella
teoria economica dal principio di massimizzazione dellutilit), sostiene che quando il turista sceglie quale sar la sua destinazione di vacanza, almeno due fattori devono essere presi
in considerazione:
1. la destinazione turistica risulta profondamente influenzata
dal processo di formazione delle abitudini: la storia passata
(anche in virt del carattere di experience good del bene
turismo), influisce profondamente sulle scelte presenti; lallontanamento (inteso sia in termini geografici sia come specifica tipologia di vacanza) da mete turistiche conosciute ed
apprezzate in passato implica una sorta di salto nel buio
che lindividuo tradizionalmente avverso al rischio tende
naturalmente ad evitare o a smorzare attraverso la scelta di
destinazioni che non si allontanino troppo dalle scelte effettuate nei periodi precedenti;
2. la razionalit individuale viene smorzata non solo dallinfluenza
del fattore tempo, ma anche dalla presenza di gruppi sociali di
riferimento percepiti tali da ogni individuo. Considerazioni di
11

Elaborata da Georgescu Roegen nel 1936.

73

status sociale portano cio lindividuo a optare pi facilmente per quelle destinazioni percepite quali ambito naturale di vacanza dal proprio gruppo di riferimento.
Nellapproccio della scelta direzionale si suppone quindi
lesistenza di un sistema di preferenze locali: lindividuo capace di esprimere le proprie valutazioni di preferenza solo in
prossimit12 di ciascun punto allinterno dello spazio dei beni.
Alla luce di questo approccio la probabile creazione di
sinergie fra sistemi locali contigui non risulta dunque fuori luogo. Se da un lato i sistemi locali interni possono essere riusciti
a utilizzare i sistemi costieri quale vetrina promozionale per i
loro prodotti (turismo rurale), dallaltro lato i sistemi costieri
(caratterizzati storicamente da una stagionalit altamente concentrata) possono, attraverso il fenomeno del turismo rurale,
essere riusciti ad ottenere quellattrazione aggiuntiva indispensabile per il permanere di un prodotto turistico di successo
maggiormente diluito durante larco temporale dellanno. La
Val di Cecina e lAlbegna-Fiora sono quindi analizzabili quali
sistemi economici locali composti allinterno dei quali la
possibilit di esercitare forme turistiche tradizionali si affianca
allopzione di intraprendere soggiorni turistici innovativi.
3.2
Lanalisi a livello di tipologie ricettive interne allalberghiero
e allextra-alberghiero
Scendendo ad un livello di maggiore disaggregazione dellanalisi prendiamo ora in considerazione le tipologie ricettive allinterno dei comparti alberghiero ed extra-alberghiero. La composizione percentuale e le dinamiche delle tipologie ricettive
extra-alberghiere sono riportate nelle tabelle 3.7 e 3.8.
3.7 SEL
COMPOSIZIONE %
DELLOFFERTA
RICETTIVA. 2001 Offerta (posti letto)
Lunigiana
Val di Cecina costa
Val di Cecina interno
Costa dargento
Colline dellAlbegna
TOSCANA

Campeggi

Agriturismo

Case in affitto

TOTALE

79
91
51
94
5
68

14
1
26
4
63
11

7
7
23
2
32
15

100
100
100
100
100
100

18
91
38
94
0
56

55
2
25
5
59
11

27
8
37
1
41
33

100
100
100
100
100
100

Domanda (presenze turistiche)


Lunigiana
Val di Cecina costa
Val di Cecina interno
Costa dargento
Colline dellAlbegna
TOSCANA
Fonte: Area extradipartimentale statistica

12
Dove per prossimit si intende riferirsi ad un concetto ampio che rifletta le considerazioni richiamate sopra.

74

Si nota che, con leccezione delle Colline dellAlbegna dove


prevalgono gli agriturismi, i campeggi sono la tipologia ricettiva
quantitativamente pi rilevante. La presenza di campeggi si
manifesta in misura maggiore nei sistemi locali costieri la cui
risorsa turistica balneare si presta particolarmente ad essere
usufruita sistemandosi in questo tipo di ricettivit. Le restanti
quote di ricettivit si suddividono fra alloggi privati dati in affitto e, in misura maggiore quasi ovunque, agriturismi. Questultima tipologia ricettiva raggiunge nei sistemi locali dellinterno pesi percentuali di estremo riguardo, fino al 63% nelle colline dellAlbegna-Fiora.
La composizione delle presenze turistiche tende a riprodurre sostanzialmente, come naturale, la composizione dellofferta. Per questo di fatto avviene nelle due aree costiere e nellinterno della Val di Cecina, ma non nelle altre due aree dove
evidentemente il grado di utilizzazione annua dei campeggi
inferiore a quello delle altre tipologie ricettive. In queste due
aree prevalgono le presenze nelle aziende agrituristiche13.
Lanalisi della dinamica (Tab. 3.8) rivela che tanto dal punto di vista della domanda che da quello dellofferta lespansione turistica dei diversi sistemi locali da imputare sostanzialmente alle due categorie ricettive alternative al campeggio, in
particolare agli agriturismi.
SEL

Campeggi

Agriturismo

Case in affitto

25
4
0
-5
0
2

142
57
113
76
107
85

46
-26
113
6
88
64

nd 14
81
78
129
238
126

4
42
113
-49
131
40

Offerta (posti letto)


Lunigiana
Val di Cecina costa
Val di Cecina interno
Costa dargento
Colline dellAlbegna
TOSCANA
Domanda (presenze turistiche)
Lunigiana
Val di Cecina costa
Val di Cecina interno
Costa dargento
Colline dellAlbegna
TOSCANA

-63
37
6
14
-100
19

TOTALE 3.8
VARIAZIONE %
DELLOFFERTA
RICETTIVA 1997/01
94
1
100
29
92
67

33
38
49
16
177
32

Fonte: Area extradipartimentale statistica

La dinamica dellofferta rivela una certa stazionariet nellofferta di campeggi, che solo in Lunigiana risultano aumentati del
25% nel periodo 1997-2001. Al contrario, agriturismi e case in
affitto fanno registrare in media performance elevatissime in tutti
i sistemi locali analizzati, compresi quelli costieri.
13

Ci estremamente evidente in Lunigiana dove, a dispetto dellenorme disponibilit


di campeggi, la domanda attuale risulta egualmente indirizzata verso le strutture
agrituristiche.
14
In quanto il fenomeno degli agriturismi risultava assente nel 1997.

75

La dinamica delle presenze rivela crescite modeste o arretramenti a carico dei campeggi, con performance pi negative nelle
aree interne, compensate in qualche caso dagli incrementi di presenze negli agriturismi e/o nelle case in affitto15.
Gli elevati incrementi percentuali registrati, tanto sul versante
della domanda quanto su quello dellofferta, dalle case in affitto e
dagli agriturismi risentono sicuramente, in pi di un caso, della
modesta entit dei corrispondenti valori assoluti di posti letto e
presenze che caratterizzano queste tipologie. Tuttavia non possiamo non collegare questa vivace dinamica anche allevoluzione delle
preferenze dei turisti rurali in fatto di sistemazione e alle strategie
degli imprenditori agrituristici in fatto di offerta di servizi. Gli
agriturismi rispondono cio in misura pi adeguata di quanto non
riescono a fare i campeggi, tanto alle richieste di maggiore qualit
dellalloggio, quanto a quelle di allargamento del ventaglio di attivit esercitabili durante il tempo di vacanza, non ultime quelle di
degustazione e assaggio di prodotti tipici, tradizionali e locali.
Veniamo ora allanalisi disaggregata della componente alberghiera della ricettivit e delle presenze (Tabb. 3.9 e 3.10)16.
3.9 Sel
COMPOSIZIONE
PERCENTUALE
OFFERTA Lunigiana
ALBERGHIERA. 2001 Val di Cecina costa
Val di Cecina interno
Costa dargento
Colline dellAlbegna
TOSCANA

5+4 stelle

3 stelle + RTA

2 + 1 stella

TOTALE

0
9
7
11
23
23

38
68
87
68
25
54

62
23
6
22
52
23

100
100
100
100
100
100

Fonte: Area extradipartimentale statistica

La sistemazione alberghiera, come abbiamo visto in precedenza, presente in misura elevata nelle Colline dellAlbegna, in connessione soprattutto con il turismo termale che ruota intorno a
Saturnia. Nelle altre aree di nostro interesse la ricettivit alberghiera raggiunge proporzioni inferiori a quella media regionale.
Abbiamo giustificato questa circostanza con il fatto che turismo
balneare e turismo rurale, quelli prevalenti nelle nostre aree di
indagine, non si prestano allapprontamento di strutture ricettive
alberghiere. Questa considerazione riteniamo che possa essere ripetuta per giustificare la modesta presenza di alberghi di categoria
elevata nelle nostre aree di indagine. Dove riscontriamo una quota relativamente pi elevata di alberghi a 4-5 stelle (ma solo
nellAlbegna-Fiora tale quota raggiunge la media regionale)
sappiamo che intervengono il fattore terme (Saturnia per lAlbegna15

Il dato relativo al calo di presenze nei campeggi e al contemporaneo incremento delle


stesse in agriturismo pu in parte trovare spiegazione alla luce del recente fenomeno
degli agricampeggi. Le presenze registrate presso queste nuove strutture ricettive, di
fatto veri e propri campeggi, vengono infatti registrate quali soggiorni effettuati in
agriturismo.
16
I dati relativi alla dinamica dellofferta alberghiera non vengono presentati in quanto
una loro disaggregazione per SEL disponibile solo a partire dal 1999.

76

Fiora), larte e cultura (Volterra per le Colline Interne della Val di


Cecina), e in qualche misura il turismo balneare (per la costa della
Val di Cecina e la Costa dArgento incentrate sul balneare nella
sua limitata componente elitaria della Costa dArgento. In linea
generale si tratta quindi di realt locali dove sono categorie alberghiere di qualit medio bassa a prevalere, con accentuazioni sulla
categoria inferiore per quanto attiene alla Lunigiana, e con
accentuazioni sulla categoria media per quanto riguarda gli altri
tre sistemi locali (Costa dargento, Val di Cecina costa e Val di
Cecina interno). Ancora una volta, la composizione percentuale
delle presenze replicano sostanzialmente la situazione vista per
lofferta (Tab. 3.10).
SEL

5+4 stelle

3 stelle + RTA

2 + 1 stella

0
12
8
17
44
26

50
61
78
59
20
50

50
27
13
25
35
24

Lunigiana
Val di Cecina costa
Val di Cecina interno
Costa dargento
Colline dellAlbegna
TOSCANA

3.10
TOTALE PRESENZE
ALBERGHIERE. 2001
100 Composizione %
100
100
100
100
100

Fonte: Area extradipartimentale statistica

Sotto laspetto dinamico (Tab. 3.11) rileviamo che nel quinquennio considerato in tutte le aree di indagine, con leccezione
della Lunigiana che non dotata di alberghi di categoria superiore, si verificato un generalizzato aumento dellinteresse turistico
per gli alberghi a 4-5 stelle, contrariamente a quanto accaduto in
Toscana dove queste categorie di alberghi hanno visto diminuire
in media le presenze. Tutti i sistemi locali analizzati presentano
tassi di crescita delle presenze superiori a quello medio regionale
anche nella categoria intermedia, mentre nelle categorie inferiori
sia la costa che linterno della Val di Cecina hanno fatto registrare
un calo delle presenze.
SEL

5+4 stelle

3 stelle + RTA

2 + 1 stella

0
29
40
41
30
-18

34
53
60
36
18
16

35
-7
-58
24
31
28

Lunigiana
Val di Cecina costa
Val di Cecina interno
Costa dargento
Colline dellAlbegna
TOSCANA

3.11
TOTALE PRESENZE
ALBERGHIERE
35 Variazione % 1997/01
34
42
34
28
10

Fonte: Area extradipartimentale statistica

3.3
Lanalisi in funzione delle provenienze italiani/stranieri
Valutiamo ora il comportamento del turismo delle aree di indagine dal punto di vista delle provenienze dei turisti, un elemento importante di caratterizzazione di questo mercato. I dati che
descrivono le provenienze sono riportati nella tabella 3.12.
77

3.12 SEL
PRESENZE ITALIANE
E STRANIERE. 2001
Valori assoluti e Valori assoluti
composizione % Lunigiana
Val di Cecina costa
Val di Cecina interno
Costa dargento
Colline dellAlbegna
TOSCANA

Italiani

Stranieri

TOTALE

75
1.548
151
1.076
174
19.911

34
1.222
419
169
27
18.242

109
2.769
570
1.245
201
38.154

Composizione %
Lunigiana
Val di Cecina costa
Val di Cecina interno
Costa dargento
Colline dellAlbegna
TOSCANA

69,0
55,9
26,5
86,4
86,6
52,2

31,0
44,1
73,5
13,6
13,4
47,8

100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0

Fonte: Area extradipartimentale statistica

In tutte le aree considerate, eccezion fatta per il Quadrante interno della Val di Cecina, si registra un peso delle presenze italiane molto superiore a quello della componente straniera, e superiore anche a quello medio toscano17). La situazione per molto pi
differenziata se passiamo a considerare la dinamica relativa delle
due componenti (Tab. 3.13).
3.13 SEL
PRESENZE ITALIANE
E STRANIERE
Variazioni % 1997/01 Lunigiana
Val di Cecina costa
Val di Cecina interno
Costa dargento
Colline dellAlbegna
TOSCANA

Italiani

Stranieri

TOTALE

29,7
23,0
50,5
24,6
67,4
13,1

44,9
60,2
45,9
1,9
15,3
31,8

34,1
37,0
47,1
21,0
57,9
21,0

Fonte: Area extradipartimentale statistica

Passando, infatti, ad analizzare i dati relativi alle variazioni


quinquennali delle due componenti diviene molto pi complesso
individuare una tendenza generale che accomuni i vari sistemi
locali. Torneremo su questo aspetto nelle schede per area con le
quali concludiamo questo capitolo. Qui basti rilevare che mentre i
tassi di crescita della componente italiana delle presenze sono pi
elevati della media regionale in tutte le aree di indagine, quelli
della componente straniera mostrano questo comportamento in
Lunigiana e Val di Cecina, ma non nellAlbegna-Fiora.
3.4
Lanalisi basata sulle presenze ufficiali e stimate dallIrpet
Fino ad ora il ruolo del turismo nei sistemi locali stato delineato sulla base di dati ufficiali, forniti cio da fonti statistiche
accreditate come quelle nazionali dellIstat e regionali. Questi
17
In Toscana la componente italiana pesa per il 52,2% sul totale presenze registrato
dallIstat.

78

dati non coprono tutte le modalit con le quali il turismo si


svolge. Pensiamo allescursionismo, al soggiorno presso le residenze di amici e parenti, alle vacanze in camper, ai soggiorni
in seconde case in propriet o in affitto. Da non sottovalutare
poi le presenze negli esercizi ufficiali non dichiarate e che quindi
sfuggono alla rilevazione. Chi si occupa di turismo ben consapevole che le molteplici forme assunte dal fenomeno turistico, e pi in generale da tutte quelle attivit che ruotano attorno
alla mobilit e allaccoglienza di flussi di persone che si spostano dalla propria residenza, vanno ben oltre la capacit di
misurazione fornita dalle presenze ufficiali: si ritiene che queste colgono solo una parte, neppure maggioritaria, delle presenze effettive.
Non sorprende quindi che siano state approntate metodologie
di stima che, pur offrendo talora il destro a critiche per la loro
approssimativit, consentono per di cogliere, almeno in parte,
quei fenomeni che sfuggono completamente ai dati della
ricettivit ufficiale. in questo ambito di rilevazioni che lIrpet,
servendosi di indicatori indiretti, ha messo a punto una
metodologia di stima del turismo effettuato nelle seconde case,
di propriet e in affitto, e del turismo ufficiale eventualmente
non dichiarato negli esercizi ricettivi. Da queste stime, definite
secondarie, e da quelle ricavate dalla ricettivit ufficiale, definite primarie, abbiamo ricavato una mappatura, che riteniamo pi completa e nel complesso abbastanza affidabile, del
turismo nelle aree di indagine. Nella tabella 3.14 abbiamo riportato una nuova rappresentazione delle presenze nelle aree
di indagine, questa volta distinguendo fra presenze ufficiali e
stimate (quelle dellIrpet), e indicando anche la proporzione
rivestita dalle presenze non ufficiali sulle presenze totali.
SEL

Presenze
ufficiali (1)

Presenze
non ufficiali (2)

Presenze
totali

Lunigiana
108.574
Val di Cecina costa
2.769.258
Val di Cecina interno
570.419
Costa dargento
1.244.906
Colline dellAlbegna
201.421
TOSCANA
38.153.791
(1) Fonte: Area extradipartimentale statistica

2.309.244
6.051.603
836.516
2.777.407
534.527
66.684.663

2.417.818
8.820.861
1.406.935
4.022.313
735.948
104.838.454

% del non 3.14


PRESENZE UFFICIALI
ufficiale sul totale E NON UFFICIALI.
2001
96
69
59
69
73
64

(2) Fonte: Irpet

Vediamo cos che la rappresentazione del turismo nelle aree


di indagine muta drasticamente. La dimensione del turismo in
Lunigiana viene fortemente rivalutata, e ora appare superiore a
quelle della altre due aree interne. Va rilevato, tuttavia, che la
presenza di turismo secondario in aree quali la Lunigiana e, in
misura minore, le Colline dellAlbegna, si correla inversamente al processo di sviluppo economico locale. Le seconde case
che sottostanno alle consistenti presenze secondarie di queste
aree si riferiscono a un patrimonio edilizio che, in virt del
79

fenomeno di spopolamento sperimentato dalle aree rurali, perde la propria veste di residenza principale nella fase di emigrazione per rinnovarsi nella veste attuale di seconde case. Diverso il caso delle seconde case che alimentano le presenze secondarie delle aree di turismo balneare, la cui crescita
spiegabile con il processo di sviluppo economico regionale e
nazionale: si tratta cio di un patrimonio edilizio costruito appositamente per fare fronte alla crescente domanda di seconde
case per vacanza conseguente al miglioramento del tenore di
vita nelle aree a maggior sviluppo della regione e del paese.
appena il caso di notare che, dal punto di vista dellimpatto
ambientale, il recupero degli edifici resi liberi dallesodo, sebbene veda allorigine un fenomeno sociale negativo, possiede
una valenza positiva se paragonato ai guasti di tanta nuova edilizia delle aree di turismo balneare.
3.5
Le schede per area
Lunigiana

Il turismo nellarea secondo le statistiche


Il SEL Lunigiana raggiunge al 2001 un livello di presenze turistiche, ufficialmente rilevate dallIstat, pari a circa 108 mila
unit sperimentando cos una variazione positiva nellultimo
quinquennio pari a circa il 34% (ben al di sopra della tendenza
osservata a livello regionale dove si registra una crescita del 18,7%).
Analizzando lorigine dei flussi turistici che si dirigono allinterno delle localit dellarea Lunigiana possibile notare la
evidente prevalenza della componente italiana (la quota di questi
ultimi sul totale presenze registrate pari al 69%) rispetto a
quella estera. Questo maggior peso della domanda interna si
sta tuttavia riducendo con il passare degli anni in relazione ad
una dinamica sicuramente pi pronunciata per i turisti internazionali (incrementati di quasi il 60% nella categoria alberghiera e di circa il 28% nella categoria extra-alberghiera rispetto a
quanto osservato nel 1997).
La struttura ricettiva presente nei comuni del SEL caratterizzata da una netta prevalenza della componente extra-alberghiera (il peso di questultima sul totale posti letto a disposizione dei turisti pari al 72%). In particolare, sono i campeggi
a giocare un ruolo di assoluto rilievo nellofferta turistica della
Lunigiana mentre gli alberghi, che coprono solo un terzo della
ricettivit commerciale, si contraddistinguono per livelli
qualitativi medio bassi.
Nonostante la forte preponderanza di strutture alternative allalbergo tuttavia necessario sottolineare come le caratteristiche
osservabili dal lato della domanda descrivano una Lunigiana completamente diversa. La scelta dei turisti che decidono di pernottare nellarea indirizzata allutilizzo delle camere dalbergo piuttosto che di altre tipologie di alloggio (le presenze in strutture di

80

tipo alberghiero rappresentano circa il 73% del totale presenze);


inoltre, la piccola parte che comunque decide di utilizzare strutture extra alberghiere, maggiormente orientata alla scelta di
agriturismo piuttosto che di campeggi. In sostanza, gran parte della ricettivit commerciale presente nellarea (i campeggi) rimane
inutilizzata durante tutto larco dellanno.
Osservando landamento delle presenze turistiche negli ultimi
cinque anni ancor pi evidente come il vero elemento propulsivo
del fenomeno turistico sia da individuare nel comparto alberghiero, che cresce di circa il 34-35%, e ancor pi nel recente sviluppo
della vacanza in agriturismo. Questultima componente della domanda, assente nel 1997, ha raggiunto nel 2001 oltre 16 mila presenze con un peso sul totale dellarea pari a circa il 15% (le presenze in agriturismo in Toscana sono pari a circa il 4,6%).
Il turismo nellarea secondo la percezione degli operatori
La percezione che gli operatori hanno del turismo della zona, quale risulta dalla nostra indagine per questionario, sostanzialmente
conferma queste conclusioni.
La maggioranza degli intervistati (il 71%) percepisce la composizione dei turisti della Lunigiana come costituita per poco meno
di un terzo da famiglie con figli. Circa la met degli intervistati
tuttavia indica una presenza pi consistente di escursionisti, emigrati e villeggianti alloggiati in seconde case o case in affitto, e
una presenza pi limitata di giovani coppie e piccole comitive di
giovani. Risultano pi raramente notati i gruppi organizzati, le
coppie di anziani e i turisti singoli (Graf. 3.15).
3.15
LUNIGIANA.
TIPOLOGIE DI
TURISTI E
PERCENTUALI DI
PRESENZA
SEGNALATE DAGLI
INTERVISTATI

Escursionisti
Emigrati
Villeggianti
Gruppi organizzati
Famiglie con figli
Giovani coppie
Coppie di anziani
Comitive di giovani
Singoli
0

18

27

36

45

54

63

72

% intervistati che ne segnalano la presenza


% media di presenza su segnalazioni
% media di presenza su tutti gli intervistati
Fonte: Nostra indagine diretta

81

Prevale, a giudizio degli intervistati, la provenienza dei turisti


dalle regioni limitrofe e, nellordine, riferendo le percentuali al
totale degli intervistati, dallEuropa Nord-Occidentale, dalla Toscana e dal resto dellItalia. Alcuni intervistati hanno anche segnalato la presenza di turisti provenienti dallEst Europeo, dallEuropa Mediterranea e dal Continente Americano (Graf. 3.16).
3.16
LUNIGIANA.
PROVENIENZE DEI
TURISTI SEGNALATE
DAGLI INTERVISTATI

TOSCANA
Regioni limitrofe
Resto Italia
Europa Nord Occ.
Europa Mediterranea
Europa Orientale
Continente Americano
0

25

50
75
100
% intervistati che ne segnalano la presenza
% media di presenza su segnalazioni
% media di presenza su tutti gli intervistati

Fonte: Nostra indagine diretta

I tipi di sistemazione segnalati con pi frequenza sono stati,


nellordine, gli agriturismi, le seconde case e gli alberghi; occasionalmente campeggi, residence e villaggi turistici. Abbiamo anche
tentato di accertare il tipo di sistemazione in relazione alla provenienza, ma le risposte in proposito sono state molto frammentarie.
A giudizio degli intervistati i turisti che scelgono la Lunigiana per
le loro vacanze hanno motivazioni di villeggiatura in montagna e
campagna, di enogastronomia, di visita a luoghi darte e cultura,
di naturalismo. La motivazione enogastronomica stata menzionata pi frequentemente. Con una certa frequenza stata citata
anche la motivazione della pratica sportiva attiva (Graf. 3.17).
3.17
LUNIGIANA.
MOTIVAZIONI DEI
TURISTI SECONDO
GLI INTERVISTATI

Arte e cultura
Villeggiatura in montagna
Villeggiatura in campagna
Enogastronomia
Sport
Naturalismo
0

15

30

45

60

75

90

% intervistati che ne segnalano la occorrenza


% media di occorrenza su segnalazioni
% media di occorrenza su tutti gli intervistati
Fonte: Nostra indagine diretta

82

A detta di pi della met degli intervistati la maggior parte


dei turisti visita la Lunigiana nei fine settimana (Graf. 3.18),
ma i pi, in misura del 75%, rilevano la presenza di turisti che
si fermano una settimana.
3.18
LUNIGIANA. TEMPI DI
PERMANENZA DEI
TURISTI SECONDO
GLI OPERATORI
INTERVISTATI

Parte del giorno


Fine settimana
1 settimana
10 giorni-2 settimane
Pi di 2 settimane
0

20

40

60

80

% intervistati che ne segnalano la occorrenza


% media di occorrenza su segnalazioni
% media di occorrenza su tutti gli intervistati
Fonte: Nostra indagine diretta

Consistente anche la proporzione di turisti che si trattengono per periodi pi lunghi, anche superiori alle 2 settimane, a
conferma che esiste un apprezzabile turismo delle seconde case.
Risulterebbe dalle risposte che lescursionismo si concentra fortemente nei mesi di luglio e agosto, che i fine settimana
sono maggiormente distribuiti durante tutto lanno, e che i periodi di permanenza pi lunghi occupano anche i mesi di gennaio, marzo e aprile, in corrispondenza delle grandi festivit.
Le sistemazioni prescelte, concordemente con quanto visto
analizzando i dati statistici, sono prevalentemente gli alberghi,
gli agriturismi e le seconde case (Graf. 3.19).
3.19
TIPI DI
SISTEMAZIONE DEI
TURISTI CITATE
DAGLI INTERVISTATI
% Citazioni su totale
intervistati

Campeggi
Agriturismi
Pensioni
Residence, villaggi turistici
Alberghi
Seconde case/cav.
0

10

20

30

40

Fonte: Nostra indagine diretta

83

50

60

70

La spesa dei turisti considerata dalla maggioranza degli


operatori fondamentale o abbastanza rilevante; la sua dinamica prevalentemente stazionaria o in diminuzione (Graf. 3.20).
3.20
LUNIGIANA.
OPINIONI DEGLI
INTERVISTATI SULLA
RILEVANZA E LA
DINAMICA DELLA
SPESA DEI TURISTI
% citazioni sul totale
intervistati

In aumento
In diminuzione
Stagnante

Fondamentale
Abbastanza rilevante
Poco rilevante
Irrilevante
0

18

27

36

45

Fonte: Nostra indagine diretta

Val di Cecina

Il turismo nellarea secondo le statistiche


Il livello delle presenze ufficialmente rilevate nella zona costiera della Val di Cecina pari a circa 2,8 milioni di pernottamenti nel 2001, un dato sicuramente rilevante allinterno del panorama regionale visto che il SEL della Val di Cecina (costa) rappresenta circa il 7% del fenomeno turistico toscano. Il ruolo dellarea
costiera sicuramente cresciuto in modo consistente nellultimo
quinquennio visto che la variazione delle presenze di questo particolare sistema locale stata pari al 37%. Nel SEL interno della
Val di Cecina il fenomeno turistico di dimensioni pi contenute
rispetto alla costa (le presenze nel 2001 sono pari a circa 570 mila
unit). La crescita dei turisti nellinterno (47%) per leggermente pi marcata che nella costa.
A tal proposito necessario scomporre i flussi turistici in relazione allorigine degli stessi in modo da comprendere quali siano
i mercati verso i quali si rivolgono i due SEL sotto analisi. Le due
ripartizioni dellarea considerata si distinguono in modo abbastanza
netto: mentre la costa maggiormente legata al turismo nazionale, linterno pi frequentato da turisti stranieri. Questa prima
evidenza ha teso tuttavia a perdere di importanza con il passare
del tempo. Alla luce delle tendenze dellultimo quinquennio, infatti, evidente, in entrambi i SEL, la spinta di ambedue le componenti della domanda turistica, interna ed estera. Come stato ricordato anche nelle pagine precedenti, questo fenomeno probabilmente spiegabile alla luce del legame territoriale che tende a
trasformare i due SEL in ununica area integrata allinterno della
quale usufruire di prodotti turistici di diverso genere. In questo
modo i soggetti, attratti da una particolare forma di turismo allinterno del territorio della Val di Cecina, entrano in contatto con
il complesso delle risorse paesaggistiche presenti nellarea permet84

tendo cos al territorio sia di stimolare la fidelizzazione della clientela, che di spalmare la domanda su tutta larea considerata.
Lofferta ricettiva della costa caratterizzata da una nettissima prevalenza delle strutture extra alberghiere (circa il 91%
del totale posti letto disponibili) e, allinterno di queste, un ruolo
di assoluto rilievo giocato dai campeggi. Nel settore alberghiero prevalente la categoria di qualit media (3 stelle). Allo
stesso modo, la Val di Cecina interna caratterizzata da una
maggior dotazione di strutture extra alberghiere rispetto al numero di posti letto in alberghi, anche se la disparit fra le due
tipologie ricettive meno pronunciata che nella costa. A differenze di quanto visto per la costa, per, la Val di Cecina interna
presenta anche un notevole peso di strutture alternative al campeggio (agriturismo e case in affitto).
Di fronte ad una struttura ricettiva con le caratteristiche appena esposte la domanda turistica si presenta con le seguenti
peculiarit:
- la grandissima parte delle presenze sono registrate nei campeggi della costa, allinterno della quale il fenomeno
agrituristico copre solo un piccola parte delle presenze registrate;
- nellentroterra vale la stessa constatazione (le presenze si concentrano perlopi nellextra alberghiero), ma in questo caso la
quota di presenze registrate in agriturismo e case in affitto
pi elevata.
Osservando levoluzione dei dati relativi alle presenze turistiche negli ultimi cinque anni importante sottolineare come i campeggi della costa facciano registrare un incremento di circa il 36%
(ben al di sopra del dato toscano pari al 19%). Per quanto riguarda
linterno lelemento che balza maggiormente agli occhi riguarda
il forte incremento delle presenze in case in affitto. Nellalberghiero il fenomeno pi evidente legato al tendenziale spostamento delle preferenze dei turisti, e quindi delle presenze, verso
lutilizzo di categorie qualitativamente medio alte abbandonando
le strutture ad 1 e 2 stelle.
Il turismo nellarea secondo la percezione degli operatori
Le risultanze dellindagine rivolta ai 29 operatori della Val di Cecina
interna indicano che, per quanto riguarda le tipologie di turisti
anche qui, come in Lunigiana, prevale il turismo familiare, accompagnato da una minore incidenza di emigrati e da una maggiore
incidenza di gruppi organizzati (Graf. 3.21). Il tratto caratteristico
del turismo rurale di questarea tuttavia dato dalla elevata incidenza di turisti stranieri, a conferma di quanto gi evidenziato nel
sottoparagrafo precedente sulla base delle statistiche ufficiali. Come
si pu rilevare dallosservazione del grafico 3.22, infatti, tutti gli
intervistati rilevano la presenza di turisti provenienti in particolare
dallEuropa Nord-Occidentale, con peso percentuale stimato vicino al 60%, mentre le provenienze domestiche (in particolare
regionali toscane) vengono stimate in percentuali modeste.
85

3.21
VAL DI CECINA.
TIPOLOGIE DI
TURISTI E RELATIVE
PERCENTUALI DI
PRESENZA
SEGNALATE DAGLI
INTERVISTATI

Emigrati
Villeggianti
Gruppi organizzati
Famiglie con figli
Coppie di giovani
Coppie di anziani
Piccole comitive di giovani
Singoli
0

20

40

60

80

100

% intervistati che segnalano la tipologia


% media di presenza della tipologia su segnalazioni
% media di presenza della tipologia su tutti gli intervistati
Fonte: Indagine diretta

3.22
ALTA VAL DI CECINA.
PROVENIENZE DEI
TURISTI E RELATIVE
PERCENTUALI DI
PRESENZA
SEGNALATE DAGLI
INTERVISTATI

TOSCANA
Regioni limitrofe
Resto Italia
Europa Nord Occ.
Europa Mediterranea
Europa Orientale
Africa
Asia -oriente
Americhe
Oceania
0

25

50

75

100

% intervistati che segnalano la provenienza


% media di presenza dei turisti della provenienza indicata su segnalazioni
% media di presenza di turisti della provenienza indicata su tutti gli intervistati
Fonte: Indagine diretta

Tra le motivazioni turistiche assume maggiore importanza


relativa quella legata al turismo darte e cultura, il cui peso
percepito dagli operatori intervistati intorno al 35% (Graf. 3.23).
Naturalmente, un ruolo importante a questo proposito svolto
da Volterra. Si nota, anche, la motivazione di villeggiatura mista campagna-mare, e assumono rilievo anche le motivazioni
tipiche dei turisti di questarea, cio il naturalismo e il relax.
86

3.23
MOTIVAZIONI
TURISTICHE E
RELATIVE
PERCENTUALI DI
PRESENZA
SECONDO GLI
INTERVISTATI

Arte e cultura
Villeggiatura campagna-mare
Villeggiatura solo campagna
Enogastronomia
Sport
Naturalismo
Relax
0

20

40

60

80

100

% intervistati che segnalano la motivazione


% media di presenza di turisti con la motivazione indicata su segnalazioni
% media di presenza di turisti con la motivazione indicata su tutti gli intervistati
Fonte: Indagine diretta

Infine, agli occhi di quasi tutti gli operatori intervistati (oltre il


90%) appare evidente la motivazione enogastronomica dei turisti, ma si tratta di una motivazione che non determinante
nelle scelte del turista, pur accompagnandosi a quasi tutte le
motivazioni principali.
Secondo gli intervistati nellAlta Val di Cecina sono frequenti i turisti del fine settimana, sebbene ai pi appaiano maggiormente presenti i turisti che trascorrono nellarea una o pi
settimane (Graf. 3.24), come tipico del turista rurale europeo
che ha prevalentemente motivazioni di relax.
3.24
TEMPI DI
PERMANENZA DEI
TURISTI E RELATIVE
PERCENTUALI DI
PRESENZA
SECONDO GLI
INTERVISTATI.

Fine settimana

1 settimana

10 giorni-2 settimane

Pi di 2 settimane

15

30

45

60

75

90

% intervistati che segnalano il tempo di permanenza


% media di presenza dei turisti con la permanenza indicata su segnalazioni
% media di presenza dei turisti con la permanenza indicata su tutti gli intervistati
Fonte: Indagine diretta

87

Il turismo rurale di questa area si fa notare durante tutto


lanno (Graf. 3.25), anche se molto modesto, verosimilmente, il peso delle presenze nei mesi invernali che gli intervistati
non hanno potuto aiutarci a determinare. Ad ogni modo, lindicazione di stagionalit non accentuata che sembrerebbero far
sospettare le interviste in carattere con il turismo rurale alimentato dagli ospiti del centro-europa.
3.25
MESI DI PRESENZA
DEI TURISTI
DURANTE L'ANNO
SECONDO GLI
INTERVISTATI

Gennaio
Febbraio
Marzo
Aprile
Maggio
Giugno
Luglio
Agosto
Settembre
Ottobre
Novembre
Dicembre
0

20

40

60

80

Fonte: Indagine diretta

Gli intervistati giudicano in genere la spesa turistica abbastanza rilevante o fondamentale per il loro giro di affari e
per leconomia dellarea18 (Graf. 3.26), e considerano pi frequentemente tale spesa stazionaria o in diminuzione.
Quanto alle categorie di operatori che traggono maggiore
vantaggio dalla spesa turistica, anche nellAlta Val di Cecina
gli intervistati ritengono che siano soprattutto i ristoranti e gli
agriturismi a beneficiare di tale spesa (Graf. 3.27). Un qualche
legame del turismo rurale con le filiere agricole dunque sembra esistere, anche se la ristorazione di questarea non esprime
in modo apprezzabile il patrimonio enogastronomico locale gi
di per s limitato.
Dal punto di vista della pi generale rilevanza della spesa
turistica per gli operatori dellarea, risultato19 che il 30% del
valore delle vendite degli esercizi pubblici proviene dalla spe18
In queste interviste, come in quelle effettuate nelle altre due aree, non sempre
risultato chiaro quanto gli intervistati facessero riferimento alle proprie gestioni e quanto
alleconomia dellarea.
19
Interviste agli operatori dellarea svolte da A. Cerri, direttrice del Residence San
Francesco di Pomarance, nellambito della sua tesi di laurea (Cerri, a.a. 2002/2003).

88

3.26
RILEVANZA DELLA
SPESA TURISTICA E
SUA DINAMICA
SECONDO GLI
INTERVISTATI

In aumento
In diminuzione
Stagnante

Fondamentale
Abbastanza rilevante
Poco rilevante
Irrilevante
0

10

20

30

40

50

Fonte: Indagine diretta

3.27
PRINCIPALI
BENEFICIARI DELLA
SPESA TURISTICA
SECONDO GLI
INTERVISTATI

Alberghi
Agriturismi
Ristoranti
Enoteche e negozi di prodotti tipici
Altri esercizi commerciali
Intermediari immobiliari e turistici
Non risposto
0

12

24

36

48

60

72

Fonte: Indagine diretta

sa turistica, ma che tale spesa alimenta, invece, solo il 5%, in


media, del valore delle vendite degli altri esercizi commerciali.
Da ci deriva, probabilmente, la scarsa percezione dellimportanza del turismo rurale per la zona da parte degli esercizi commerciali stessi. Ma il problema pi generale: come abbiamo
detto in precedenza, larea si presenta storicamente dedita allattivit industriale, sia elettrica che mineraria, mentre lo sviluppo agricolo e silvo-pastorale, pur avendo sempre avuto un
ruolo importante nelleconomia locale, non riuscito a trovare
una propria identit sotto forma di produzioni tipiche locali.
Solo oggi, di fronte allinatteso sviluppo del turismo rurale,
alcuni esercenti e responsabili amministrativi sono addivenuti
allidea che larea dovrebbe puntare strategicamente, per una
rivitalizzazione, sulle produzioni tipiche e sullartigianato anche attraverso modalit di esposizione e di vendita pi attrezzate e qualificate.
89

Diversamente da come abbiamo proceduto nelle interviste


agli operatori della Lunigiana, dove abbiamo semplicemente
elencato gli escursionisti fra le tipologie di turisti, in queste
interviste abbiamo dedicato agli escursionisti una sezione del
questionario intesa a rilevarne non solo la presenza ma anche
le abitudini di consumo/acquisto nellarea. Risulta (Graf. 3.28)
che gli operatori intervistati notano molto spesso o abbastanza spesso la presenza di turisti provenienti dalla costa, inducendoci a ritenere che in questarea vi possa essere una certa
integrazione fra turismo balneare e turismo rurale.
3.28
OPINIONE DEGLI
INTERVISTATI SULLA
Molto spesso
FREQUENZA CON
CUI DATO NOTARE
NELL'AREA LA
PRESENZA DI
ESCURSIONISTI Abbastanza spesso
PROVENIENTI DALLA
COSTA
Raramente

Mai

10

20

30

40

50

60

Fonte: Indagine diretta

Nonostante lAlta Val di Cecina sia pi nota, grazie a


Volterra, per lartigianato imperniato sullalabastro che per i
prodotti tipici, secondo gli intervistati proprio questi ultimi, e
in particolare vino e olio, rappresentano gli obiettivi di acquisto degli escursionisti (Graf. 3.29).
3.29
PRODOTTI
MAGGIORMENTE
Alabastro
RICERCATI DAGLI
ESCURSIONISTI
SECONDO GLI Altri prodotti artigianali e souvenir
INTEVISTATI
Vino e olio
Salumi
Altri tipici, sagre
0

20

40

60

80

100

Fonte: Indagine diretta

Non siamo in grado di dire, ma dubitiamo che questo sia il


caso, se lescursionismo costa-interno il risultato di una motivazione mista mare-campagna del turista della costa. Pi pro90

babilmente si tratta di escursioni estemporanee decise durante


il soggiorno sulla costa. Precedentemente invece abbiamo visto che esiste una definita, anche se non preponderante, motivazione mista villeggiatura campagna-mare del turista rurale.
Lopinione diffusa fra gli operatori dellAlta Val di Cecina
che non vi sia uno scambio equo di turisti fra costa e interno,
in termini di turisti dellentroterra che visitano la costa e viceversa. I benefici che lescursionismo dellentroterra porta alla
costa sono considerati superiori a quelli generati nellentroterra
dallescursionismo di direzione opposta. Dagli intervistati sono
stati spesso invocati dei correttivi in proposito, consistenti soprattutto in una maggiore capacit di attirare, inizialmente anche solo di passaggio, i turisti della costa attraverso una pi
visibile e riconoscibile offerta enogastronomica.
Il turismo nellarea secondo le statistiche
Albegna-Fiora
Le presenze turistiche registrate nel SEL della Costa dArgento raggiungono il livello di oltre 1,2 milioni di giornate con un
incremento rispetto al 1997 di circa il 21%. Le Colline Interne
nel 2001, incrementando del 58% rispetto a cinque anni prima,
si attestano su un totale di presenze pari a circa 200 mila unit.
La domanda turistica allinterno del SEL Costa dArgento
contraddistinta da un netto predominio della componente italiana (oltre l85%). Lo scarso peso dei turisti stranieri inoltre
accentuato da un tendenza dinamica poco pronunciata; al contrario la componente nazionale ha fatto registrare un incremento notevole negli ultimi anni. Anche le Colline Interne sono pi
frequentate da turisti italiani piuttosto che da stranieri. In questo secondo caso la componente estera appare tuttavia complessivamente pi dinamica: in particolare, la parte di stranieri che decide di pernottare in strutture agrituristiche (o in
case in affitto iscritte al REC) a rappresentare la componente
pi pronunciata in termini di crescita.
Le strutture ricettive presenti nellarea della Costa dArgento
appartengono per lo pi al comparto extra alberghiero (83%
del totale posti letto) con unassoluta predominanza della
tipologia campeggi. Tra gli alberghi prevalente la categoria
ricettiva di media qualit. Al contrario, nel caso delle Colline
Interne la componente alberghiera molto pi rilevante (pesa
per circa il 50% del totale posti letto) e con un livello qualitativo
molto al di sopra degli standard medi della Toscana. Tra le strutture extra alberghiere delle Colline Interne un ruolo di assoluto
rilievo giocato dalla ricettivit agrituristica che copre circa il
36% dei posti letto complessivamente presenti nel SEL.
Come osservato in precedenza, la variazione pi rilevante,
per entrambi i SEL considerati, ha interessato le presenze registrate negli agriturismi. Una dinamica assolutamente pronunciata, al di sopra di quanto mostrato dalla Toscana in generale,
inoltre riscontrabile per i pernottamenti registrati nelle strutture alberghiere di qualit elevata e, solo nel caso delle Colline
Interne, negli affittacamere iscritti al REC.
91

Il turismo nellarea secondo la percezione degli operatori


Vediamo ora ci che suggeriscono in proposito i risultati
dellindagine per questionario che abbiamo condotto presso gli operatori dei comuni del Quadrante Interno
dellAlbegna-Fiora.
Secondo la grande maggioranza degli intervistati i turisti sono soprattutto villeggianti sistemati in seconde case e
case vacanze, famiglie con figli e, fatto probabilmente caratteristico di questa zona, coppie e piccole comitive di giovani (Graf. 3.30).
3.30
COLLINE
DELL'ALBEGNAEmigrati
FIORA. TIPOLOGIE DI
TURISTI E
PERCENTUALI DI
Villeggianti
PRESENZA
SEGNALATE DAGLI
INTERVISTATI Gruppi organizzati

Famiglie con figli


Giovani coppie
Coppie anziane
Piccole comitive
Singoli
0

20

40

60

80

100

% intervistati che ne segnalano la presenza


% media di presenza su segnalazioni
% media di presenza su tutti gli intervistati
Fonte: Indagine diretta

Come si pu rilevare osservando il grafico 3.31, la sistemazione in seconde case e case in affitto per lunghi periodi
ricorre frequentemente. Anche la sistemazione in albergo
viene citata con discreta frequenza, e si riferisce soprattutto
alla zona delle terme. Ma la sistemazione pi citata quella
in agriturismi, che sembrano dominare, oltre che nellofferta ricettiva effettiva, come abbiamo visto prima, anche nella percezione che gli operatori della zona hanno delle scelte
ricettivistiche dei turisti.
Vediamo ora come gli intervistati percepiscono le presenze di turisti di diversa provenienza. Si pu notare, osservando il grafico 3.32, che le provenienze dei turisti maggiormente riferite sono quelle delle regioni limitrofe (il
Lazio, con un forte contributo di Roma) e dal resto dellItalia, mentre le provenienze toscane e quelle da paesi stranieri sono meno ricorrenti.

92

3.31
COLLINE
DELL'ALBEGNAFIORA. TIPI DI
SISTEMAZIONI USATI
DAI TURISTI
SECONDO GLI
INTERVISTATI

Campeggi
Agriturismi
Pensioni
Alberghi
Case vacanze
Seconde case
0

20

40

60

80

100

Fonte: Indagine diretta

3.32
COLLINE
DELL'ALBEGNAFIORA.
PROVENIENZE DEI
TURISTI SEGNALATE
DAGLI INTERVISTATI

TOSCANA
Regioni limitrofe
Resto Italia
Europa Nord Occ.
Europa Mediterranea
Continente Americano
Asia e Oceania
0

20

40

60

80

100

% intervistati che ne segnalano la presenza


% media di presenza su segnalazioni
% media di presenza su tutti gli intervistati
Fonte: Indagine diretta

Una circostanza che merita attenzione la notevole dispersione delle provenienze, superiore a quella osservata per la Lunigiana,
le cui risorse turistiche probabilmente sono meno conosciute e/o
apprezzate o meno varie e sinergiche. Se infatti passiamo a considerare le motivazioni turistiche (Graf. 3.33), riscontriamo che arte
e cultura, enogastronomia, naturalismo e termalismo sono citate
con frequenze elevate ma non molto dissimili.
Termalismo, naturalismo e enogastronomia sono state spesso
citate come motivazioni congiunte. Labbinamento delle motivazioni termale ed enogastronomica risultato il pi frequente:

93

3.33
COLLINE
DELL'ALBEGNAFIORA. MOTIVAZIONI
DEI TURISTI
SECONDO GLI
INTERVISTATI

Arte e cultura
Villeggiatura in campagna-mare
Villeggiatura in campagna
Enogastronomia
Sport
Naturalismo
Termalismo
0

20

40

60

80

100

% intervistati che ne segnalano la occorrenza


% media di occorrenza su segnalazioni
% media di occorrenza su tutti gli intervistati
Fonte: Indagine diretta

esso alimentato anche, e soprattutto, dallescursionismo di


turisti provenienti dalla costa, in particolare dalle spiagge di
Capalbio e dellArgentario, come abbiamo potuto desumere dalle
risposte ad alcuni dei quesiti che abbiamo incluso nel questionario per caratterizzare lescursionismo dalla costa, appunto.
Osserviamo infatti il grafico 3.34. Vi sono rappresentati, su
tre livelli di ordinata, la frequenza con la quale gli intervistati
notano escursionisti provenienti dalla costa, i comuni costieri
di provenienza, e gli acquisti di beni e servizi che gli escursionisti effettuano pi frequentemente nel territorio delle Colline.
3.34
COLLINE
DELL'ALBEGNAFIORA. FREQUENZA
DELL'ESCURSIONISMO
DALLA COSTA,
PROVENIENZE E
MOTIVAZIONI DEGLI
ESCURSIONISTI
SECONDO GLI
INTERVISTATI

Prodotti tipici
Servizi termali
Artigianato e souvenir
Nessuno
Altri comuni della costa
Orbetello
Monte Argentario
Capalbio
Mai
Raramente
Abbastanza spesso
Molto spesso
0

20

Fonte: Indagine diretta

94

40

60

80

100

Prevale lopinione degli intervistati che considerano


lescursionismo un fenomeno abbastanza generalizzato, in particolare quello dalla Costa dArgento. Si pu rilevare, poi, che
la degustazione e lacquisto di prodotti tipici, a parere degli
intervistati, rappresentano la principale ragione delle puntate
escursionistiche dei turisti balneari della costa.
Tuttavia il legame del turismo delle Colline dellAlbegnaFiora con le filiere agroalimentari dellarea non si limita
allescursionismo. Per apprezzare limportanza del ruolo dellagricoltura nel turismo di questa zona si consideri anche la
frequenza con la quale, come abbiamo riferito pi sopra, gli
intervistati hanno indicato gli agriturismi quali strutture ricettive
prescelte dai turisti. Inoltre, una conferma pi diretta viene dalla
percezione che gli intervistati hanno delle destinazioni della
spesa dei turisti in generale. Possiamo rilevare questa circostanza osservando il grafico 3.35, dove abbiamo riportato le
risposte ai quesiti sullopinione degli intervistati riguardo ai
principali beneficiari della spesa dei turisti. Gli agriturismi, i
ristoranti e le enoteche vengono riferiti come i principali
beneficiari.
3.35
PRINCIPALI
BENEFICIARI DELLA
SPESA TURISTICA
SECONDO GLI
INTERVISTATI

Alberghi
Agriturismi
Campeggi
Ristoranti
Enoteche
Terme
Bar
TUTTI
0

10

20

30

40

50

60

Fonte: Indagine diretta

Nella risposta, non infrequente, che tutti gli operatori sono


beneficiati dal turismo sembra di poter cogliere anche un senso
di consapevolezza dellimportanza del turismo stesso per la
zona, consapevolezza che non si era manifestata in Lunigiana
attraverso interviste analoghe.
Dai dati del grafico 3.36, dove sono riportate le opinioni
degli intervistati sulla rilevanza e la dinamica della spesa dei
turisti per leconomia dellarea, si pu desumere con maggiore
certezza che in effetti il turismo considerato unattivit importante nelle Colline dellAlbegna-Fiora.
95

3.36
RILEVANZA E
DINAMICA DELLA
SPESA TURISTICA
SECONDO GLI
INTERVISTATI

In aumento
In diminuzione
Stagnante

Fondamentale
Abbastanza rilevante
Poco rilevante
Irrilevante
0

10

20

30

40

50

60

70

80

Fonte: Indagine diretta

I pi considerano il turismo unattivit fondamentale per


larea; nessuno la considera unattivit irrilevante o poco rilevante. Peraltro, nella grande maggioranza gli stessi intervistati
vedono il turismo dellarea in diminuzione. Riteniamo che non
sia opportuno estendere a un periodo lungo e quindi considerare definitiva questa osservazione degli intervistati, dal momento che lintervista caduta in una fase riflessiva del turismo in
tutto il mondo.
Tornando ai caratteri del turismo nelle Colline dellAlbegnaFiora, vediamo ora gli aspetti della durata del soggiorno e della
stagionalit. Come si pu desumere dal grafico 3.37, gli operatori percepiscono il turismo della loro area prevalentemente
come turismo dei fine settimana e limitato a una settimana.
Notevolmente meno consistenti sono considerate, in media, le
presenze di durata maggiore.
3.37
COLLINE
DELL'ALBEGNAPi di 2 settimane
FIORA. DURATA DEL
SOGGIORNO DEI
TURISTI SECONDO
GLI INTERVISTATI 10 giorni-2 settimane

1 settimana

Fine settimana
0

20

40

60

80

100

% media di ricorrenza su tutti gli intervistati


% media di ricorrenza sulle segnazioni
% intervistati che ne segnalano la ricorrenza
Fonte: Indagine diretta

96

La stagionalit mediamente percepita dagli operatori riportata


nel grafico 3.38. Agosto e settembre risultano essere i mesi di maggiori presenze, mentre luglio apparirebbe allineato su valori di presenze pur sempre elevati ma simili a quelli di aprile e maggio.
3.38
COLLINE
DELL'ALBEGNAFIORA.
STAGIONALIT
DELLE PRESENZE
TURISTICHE
SECONDO GLI
INTERVISTATI

Gennaio
Febbraio
Marzo
Aprile
Maggio
Giugno
Luglio
Agosto
Settembre
Ottobre
Novembre
Dicembre
0

20

40

60

80

100

Fonte: Indagine diretta

Infine, rileviamo che il paesaggio e i prodotti tipici vengono


unanimemente considerati dagli intervistati i punti forti dellarea dal
punto di vista turistico. Limpegno degli amministratori nel va-lorizzare
le risorse dellarea e latteggiamento dei residenti rispetto al turismo
vengono invece indicati pi frequentemente come elementi di debolezza (Graf. 3.39 ). Viabilit e trasporti sono stati indicati autonomamente, talora, come specifici elementi di debolezza.

3.39
COLLINE
DELL'ALBEGNAFIORA. PUNTI DI
FORZA E ELEMENTI
DI DEBOLEZZA
DELL'AREA
SECONDO GLI
INTERVISTATI

Altri punti di forza/debolezza


Gradimento dell'offerta turistica
locale da parte dei turisti
Professionalit degli operatori e
qualit complessiva dell'offerta
Impegno degli amministratori pubblici
nel valorizzare le rosorse turistiche
Fiducia dei residenti nelle potenzialit
del turismo come volano dello sviluppo
Buona dispos. dei residenti versoi turisti
Ricchezza e variet di prodotti tipici
Bellezze storico-architettoniche
Conservazione dell'ambiente naturale
Bellezze paesaggistiche
Cultura, tradizioni locali

20

40

60

80

100

% intervistati che considerano elementi di debolezza le caratteristiche indicate


% intervistati che considerano punti di forza le caratteristiche indicate
Fonte: Indagine diretta

97

3.6
Un approfondimento sulle caratteristiche dellagriturismo
nelle aree di indagine
Considerata limportanza che lagriturismo riveste per il turismo rurale, desideriamo effettuare unanalisi pi approfondita
delle caratteristiche di questa forma di ospitalit utilizzando le
informazioni sullagriturismo di fonte Regione Toscana, principalmente lArchivio Toscana Promozione dellApet20, da cui
derivano gli Annuari Ufficiali della Regione Toscana sugli
agriturismi, gli elenchi delle aziende agrituristiche toscane trasmessi
dalle APT alla Regione Toscana, Area extradipartimentale statistica, e i dati in possesso della Regione Toscana, Settore Qualit
dei prodotti e agricoltura sostenibile.
LArchivio Toscana Promozione, in particolare, fornisce
informazioni, peraltro solo qualitative, sulle coltivazioni e gli
allevamenti che possono maggiormente integrarsi con lospitalit agrituristica attraverso la ristorazione, la degustazione e
la vendita diretta, o semplicemente perch testimoniano la pratica di unagricoltura e di allevamenti caratteristici dei luoghi21.
Questi dati, quindi, rispondono al nostro scopo di valutare il
grado di integrazione fra turismo rurale e filiere agroalimentari
nelle aree di indagine.
Un altro pregio dellArchivio Toscana Promozione quello
di costituire attualmente lunica fonte in grado di fornirci i prezzi
praticati dalla quasi totalit degli agriturismi toscani per laffitto di particolari categorie di posti letto. Inoltre, sulla base dei
dati contenuti nellarchivio ora detto, possibile analizzare alcuni aspetti evolutivi dellagriturismo nelle nostre aree di indagine a confronto con lagriturismo nella regione.
Avvertiamo che non vi perfetta corrispondenza fra il numero delle aziende agrituristiche censite dallIstat, precedentemente utilizzato per la nostra discussione sulla ricettivit nelle
aree di indagine, e il numero delle aziende che compaiono nel
database tenuto da Toscana Promozione. A parit di anno questultimo sottostima il numero delle aziende agrituristiche
toscane, e in parte ci dipende dal fatto che larchivio di Toscana Promozione include solamente le aziende che autorizzano
la Regione alla diffusione dei loro dati. Ad esempio, nel 2000,
dallarchivio Toscana Promozione deduciamo 2.494 aziende a
fronte delle 2.900 autorizzate. Le 406 aziende mancanti verosimilmente hanno preferito utilizzare altri canali commerciali
per pubblicizzare la loro attivit anzich comparire, peraltro
gratuitamente, nel catalogo di Toscana Promozione. Nonostante
20

I dati sono resi pubblici nel sito Internet: http://www.agriturismo.regione.toscana.it/


index-ita.htm.
21
Queste caratteristiche delle aziende agrituristiche riportate nel database Toscana
Promozione riprendono molti dei requisiti che sono stati presi in considerazione
dalla Regione Toscana per lassegnazione dei livelli qualitativi (numero di spighe)
alle aziende stesse.

98

questa limitazione, utilizzeremo i dati dellArchivio per effettuare alcuni confronti fra le aree di indagine e la regione,
fiduciosi che quanto andremo ad osservare non sar significativamente influenzato dalla incompletezza dei dati utilizzati.
Il fenomeno agriturismo emerge con chiarezza in alcune zone
della Toscana fin dalla fine degli anni 80 e inizia a diffondersi
nel resto della regione a partire dalla prima met degli anni 90
grazie anche alle agevolazioni concesse mediante i regolamenti comunitari.
Da allora si assistito ad un vero e proprio boom (si veda in
proposito landamento delle autorizzazioni nel periodo 19902003, Graf. 3.40) che recentemente ha portato a riflettere, anche in sede regionale, sul significato odierno di agriturismo e a
riproporre una nuova Legge Regionale (la n. 30 del 2003).
Questa nuova legge si propone di fare riemergere il principio
ispiratore dellagriturismo, una forma di turismo rurale che originariamente fu intesa come strumento di integrazione del reddito degli agricoltori attraverso la diversificazione delle fonti
del reddito stesso.

Levoluzione
dellagriturismo
nelle aree di
studio

3.40
EVOLUZIONE DEL
NUMERO DELLE
AZIENDE
AGRITURISTICHE
AUTORIZZATE IN
TOSCANA NEL
PERIODO 19902003

2800

2100

1400

700

0
89

90

91

92

93

94

95

96

97

98

99

00

01

02

03

Fonte: Elaborazioni su dati Regione Toscana

Elementi di riflessione sulla strada intrapresa dallagriturismo


sembrano scaturire anche dalla dinamica recente dellofferta. Dal
2000 al 2003, infatti, la crescita delle autorizzazioni si leggermente ridimensionata pur mantenendo incrementi di circa il 10%.
Il rallentamento della crescita dellofferta a livello regionale
potrebbe essere legato alla maturit del fenomeno, oltre che
alla crisi che stanno attraversando tutti i settori delleconomia
e alla forte riduzione dei finanziamenti concessi dalle Province
attraverso i Piani di Sviluppo Rurale.
Per poter valutare lagriturismo delle nostre aree di indagine in relazione alla percezione prevalente delle caratteristiche
dellagriturismo toscano occorre tenere presente che la diffusione spazio-temporale dellofferta agrituristica della regione
avvenuta in modo differenziato sia per quanto riguarda il numero delle aziende sia per quanto riguarda le tipologie dal punto di vista dimensionale e dei servizi offerti allospite.
99

Infatti, nel tempo si sono evidenziate nella regione aree di


agriturismo forte, ovvero di elevata intensit agrituristica,
collocate nella collina interna e vicino alle maggiori correnti di
turismo darte e cultura, e aree di agriturismo minore, principalmente nelle zone svantaggiate che maggiormente avrebbero dovuto beneficiare della diffusione dellagriturismo. In queste aree solo recentemente si avuta una apprezzabile diffusione del fenomeno.
Dal punto di vista della dimensione delle aziende e della
fornitura di servizi allospite si osservato (Balestrieri, 1996)
che le aziende rientrano in una griglia tipologica di quattro
modalit ottenute incrociando la dimensione della ricettivit
(le grandi aziende agrituristiche con pi di 12 posti letto, e le
piccole aziende agrituristiche), e lintensit dei servizi offerti in termini di valore degli investimenti e di valore aggiunto
delle prestazioni (aziende intensive piccole o grandi, e aziende
estensive piccole o grandi).
In genere le aziende estensive, che offrono prevalentemente solo alloggio, comfort e prestigio architettonico si sono
diffuse maggiormente nelle zone di agriturismo forte. Gli
ospiti di queste aziende, prevalentemente stranieri, sviluppano
un agriturismo itinerante finalizzato alle visite ai luoghi darte,
che produce scarsi legami con leconomia e le tradizioni di vita
dellazienda e del territorio dove i turisti pernottano. Le aziende agrituristiche delle zone svantaggiate, viceversa, nel tentativo di soddisfare agrituristi maggiormente stanziali, si impegnano pi spesso nella fornitura di servizi ad elevato valore
aggiunto, come la ristorazione e lofferta di prodotti e servizi
dellazienda e del territorio, risultando quindi pi in carattere
con le finalit della politica di sviluppo rurale che giustificano
lappoggio pubblico allagriturismo.
Le differenze, tuttavia, possono essere molto marcate anche
allinterno delle zone, in dipendenza dellobiettivo che si prefigge limprenditore agricolo con lagriturismo. Accanto al
miglioramento del reddito aziendale, possono essere determinanti la ricerca della piena occupazione per i componenti della
famiglia che gestisce lazienda in maniera diretta, oppure, il
miglioramento della qualit del lavoro e la valorizzazione del
capitale fondiario mediante la ristrutturazione di edifici. Parallelamente ai vari obiettivi individuali perseguiti, anche loperatore pubblico, che agisce localmente, influenza fortemente le
dinamiche di sviluppo degli agriturismi. A fianco a strategie
pubbliche di supporto incondizionato, dove tale attivit sostenuta senza vincoli, si assiste a vere e proprie strategie di
controllo nelle zone dove vi competizione con altre forme di
ricettivit turistica (Regione Toscana, 2003).
Fatte salve le cautele suggerite dalla modesta numerosit
degli anni e dei casi aziendali ai quali possibile riferirsi a
livello locale, per quanto riguarda le aree di nostro interesse
possiamo mettere in evidenza due sottoperiodi nellevoluzione

100

numerica dellofferta agrituristica: un primo sottoperiodo, che


si conclude nel 1999, caratterizzato dal ritardo nel processo di
diffusione dellofferta agrituristica nelle aree di indagine rispetto
al resto della regione; un secondo sottoperiodo, che conduce ai
giorni nostri, in cui lAlbegna Fiora e la Lunigiana mostrano
tassi di aumento superiori a quelli della regione, mentre la Val
di Cecina mostra incrementi minori.
Ci limitiamo a mostrare i dati delle autorizzazioni concesse
dal 2000 al 2003 (Tab. 3.41)
2000
Lunigiana
40
Val di Cecina Q. Costiero
38
Val di Cecina Q. Interno
96
TOTALE VAL DI CECINA
134
Albegna-Fiora Costa dArgento 57

3.41
Numero aziende
Variazioni %
EVOLUZIONE
2001 2002
2003 2000-01 2001-02 2002-03 DELLOFFERTA
AGRITURISTICA NELLE
48
57
62
20
19
9 AREE DI INDAGINE E IN
TOSCANA NEL
42
45
51
11
7
13 PERIODO 2000-2003
106
114
123
10
8
8
149
159
174
11
7
9
64
76
90
12
19
18

Albegna-Fiora Interno
69
81
TOTALE ALBEGNA-FIORA
126
144
TOTALE AREE DI INDAGINE
301
341
TOSCANA
1.878 2.134

101
176
392
2.437

119
209
444
2.633

17
14
13
14

25
22
15
14

18
19
13
8

Fonte: Regione Toscana, Area extradipartimentale statistica

Levoluzione del numero delle strutture agrituristiche nel


periodo 2000-2003 mette chiaramente in evidenza che il processo di diffusione pi sostenuto, rispetto alla regione nel suo
complesso, in Lunigiana e, ancor pi, nelle Colline dellAlbegnaFiora, mentre sembra essersi ormai consolidato su livelli apparentemente pi bassi di quello toscano nellAlta Val di Cecina. Le
zone costiere sembrano essere allineate con quelle interne: per
quanto riguarda la Costa dArgento, sulla crescita dellofferta
agrituristica ha probabilmente influito favorevolmente anche
la politica pi liberista portata avanti dalla direzione del Parco
della Maremma che, dopo anni di vincoli urbanistici molto stringenti, ha dato parere favorevole alle ristrutturazioni necessarie
per gli agriturismi. Il dato che sorprende invece lelevata incidenza dell agricampeggio nella zona interna del Fiora, superiore a quella nella zona costiera (Tab. 3.42).
% agriturismi con
coltivazioni biologiche
Lunigiana
Val di Cecina Q. Costiero
Val di Cecina Q. Interno
TOTALE VAL DI CECINA
Albegna-Fiora Costa dArgento
Albegna-Fiora Interno
TOTALE ALBEGNA-FIORA
TOTALE AREE DI INDAGINE
TOSCANA

24
24
21
22
24
17
20
21
20

Fonte: Annuario Ufficiale Regione Toscana sugli agriturismi Ottobre 2003

101

% agriturismi con 3.42


AGRICAMPEGGIO E
agricampeggio COLTIVAZIONI
BIOLOGICHE NEGLI
1,7 AGRITURISMI NEL
2003
6,7
3,7
4,6
3,7
6,3
5,2
4,4
2,0

Probabilmente gli agriturismi costieri vivono una forte concorrenza sia da parte dei campeggi che di altre strutture ricettive
e hanno puntato ad una specializzazione che tende a escludere
lagricampeggio. Lo stesso vale per la Lunigiana dove lagricampeggio viene raramente offerto. Queste scelte aziendali possono
stare anche a significare che gli imprenditori agrituristici sono
interessati ad attrarre una clientela con una maggiore capacit di
spesa rispetto a quella che normalmente frequenta i campeggi.
La frequenza con cui le aziende agrituristiche delle aree di
indagine adottano coltivazioni biologiche non risulta, da questi
dati, molto diversa da quella della regione nel suo complesso.
Si conferma una leggera predilezione in questo senso nella Val
di Cecina, e ne emerge una analoga nella Costa dArgento.
I servizi offerti

Da vari anni si avverte come gli agriturismi stiano subendo una


costante modifica che in taluni casi li ha portati ad assomigliare a veri e propri alberghi. Non esistono quasi pi gli agriturismi
dove si pu partecipare allattivit agricola e molto rari sono
quelli dove possibile mangiare un prodotto coltivato nellazienda e pernottare a prezzi ragionevoli.
Da quanto detto, emerge che ogni azienda agricola ha cercato di differenziare la propria offerta e di migliorare i servizi,
avendo come termine di riferimento i servizi offerti dalle strutture ricettive classiche. Complici di tale cambiamento sono stati
sicuramente anche gli stessi turisti, che hanno ricercato e richiesto negli agriturismi quelle comodit e agiatezze che, in maniera standardizzata, vengono percepite come servizi di qualit.
Mediante lanalisi dei servizi offerti nelle varie aree di studio, abbiamo cercato di capire se questa evoluzione abbia avuto delle dinamiche interzonali diverse, o abbia caratterizzato le
zone di costa diversamente da quelle interne e quindi abbia influito fortemente sui prezzi richiesti per il pernottamento. In questo
paragrafo ci soffermeremo quindi sui servizi di base come la
ristorazione, la vendita diretta e il pernottamento, mentre divideremo i servizi sportivi in quelli ad alto o basso investimento.
Oltre che basso ed alto investimento la differenza potrebbe
essere vista tra quei servizi che permettono di fruire dellambiente rurale circostante limpresa22 rispetto a quelli che vengono svolti solamente allinterno. Dai servizi che permettono
di fruire dellambiente rurale circostante possono derivare effetti positivi non soltanto per lazienda che offre tali servizi,
ma anche per larea rurale, e ci sia in termini di domanda di
beni e servizi in loco che a distanza, poich il turista, una volta
terminata la vacanza, potrebbe continuare ad acquistare i prodotti tipici della zona (Belletti, 2003 p. 114).
Dallanalisi interzonale dei servizi di base (Tab. 3.43) rileviamo che gli agriturismi della Lunigiana offrono ristorazione
nel 49% dei casi, quasi il doppio delle altre zone della Toscana.
22
In questa accezione i campi da bocce dovrebbero essere considerati congiuntamente
con le piscine e i campi da tennis.

102

Lunigiana
Val di Cecina Q. Costiero
Val di Cecina Q. Interno
Val di Cecina
Albegna-Fiora Q. Costa dArgento
Albegna-Fiora Q. Colline Interne
Albegna-Fiora
TOSCANA

% Az. con
ristorazione

% Az. con
degustazione

% Az. con
vendita diretta
prodotti (2000)

Totale
posti letto

Media
posti letto

49
31
24
26
18
23
21
22

34
33
33
33
30
30
30
40

54
76
52
59
35
28
48
14

469
615
1.460
2.075
980
1.041
2.021
30.064

7,9
13,4
13,3
13,3
16,3
13,2
14,5
13,3

Fonte: Annuario Ufficiale Regione Toscana sugli agriturismi Ottobre 2003

Pi in generale la localizzazione eccentrica di queste strutture rispetto alla possibilit di fruire di altri servizi sembra avere accentuato la necessit di una verticalizzazione allinterno
della singola azienda di tutti i servizi possibili. In molti casi ci
salutare per leconomia dellazienda, in quanto consente di
aumentare il valore aggiunto della prestazione agrituristica, ma
limita la consistenza dellindotto sulla comunit circostanze.
Non sorprende quindi, come abbiamo riferito nel precedente
capitolo, che la popolazione residente dichiari di ricevere vantaggi poco rilevanti dal turismo rurale.
La quota di aziende che offrono la degustazione di prodotti
aziendali e della zona risulta inferiore a quella media toscana
in tutte le aree di indagine. Probabilmente una spiegazione va
ricercata anche nel fatto che le zone in esame non possiedono
una caratterizzazione vitivinicola di prestigio paragonabile a
quella della collina interna, dove si concentra gran parte
dellagriturismo toscano.
In modo opposto rispetto alla ristorazione, la vendita diretta di
prodotti riesce a differenziare nettamente lagriturismo della costa da quello delle colline interne della Val di Cecina. Nella costa,
dove laffluenza turistica maggiore rispetto alle zone interne, la
vendita diretta presente nel 76% delle aziende, contro il 52%
dellinterno e il 14% del dato regionale. La stessa caratterizzazione tra la costa e linterno, con differenziali meno marcati, riguarda
anche il territorio dellAlbegna-Fiora. Possiamo comunque notare che le aziende agrituristiche delle aree di indagine presentano
praticano la vendita diretta di prodotti in percentuali decisamente
superiori rispetto al dato medio regionale.
Per quanto riguarda la dimensione media della ricettivit, questa si discosta apprezzabilmente dal dato medio regionale solo
nella Costa dargento, per la presenza di alcune aziende c he abbiamo definito grandi in base alla tassonomia precedentemente
esposta, e in Lunigiana. La Lunigiana si caratterizza per strutture
ricettive mediamente molto pi piccole che nelle altre zone indagate e nella regione. Questa caratterizzazione, come noteremo in
dettaglio nel prossimo capitolo, sembra doversi ricondurre a una
scelta ragionata degli operatori pubblici e privati locali, i primi
perch desiderano realizzare un turismo per quanto possibile
103

3.43
OFFERTA DI SERVIZI
DI BASE E
DIMENSIONE DELLA
RICETTIVIT NELLE
AZIENDE
AGRITURISTICHE
DELLE AREE DI
INDAGINE E DELLA
TOSCANA NEL
COMPLESSO

antitetico a quello di massa, i secondi perch, di fronte a un turismo fortemente stagionale, reputano antieconomico sobbarcarsi
il costo delle grandi dimensioni nei molti mesi di inattivit. Anche
con riferimento allofferta di servizi sportivi ad elevato investimento (Tab. 3.44) la Lunigiana si differenzia notevolmente dalle
altre zone, confermando che la localizzazione delle strutture
ricettive di questa area induce gli imprenditori agrituristici ad attuare processi di verticalizzazione portando allinterno dellazienda lofferta di molti servizi.
3.44
OFFERTA DI SERVIZI
SPORTIVI AD ALTO E
BASSO
INVESTIMENTO
NEGLI AGRITURISMI
DELLE AREE DI
INDAGINE E IN
TOSCANA
Valori %

Tennis
Lunigiana
Val di Cecina Q. Costiero
Val di Cecina Q. Interno
TOTALE VAL DI CECINA
Albegna-Fiora Costa dArgento
Albegna-Fiora Interno
TOTALE ALBEGNA-FIORA
TOTALE AREE DI INDAGINE
TOSCANA

Alto investimento
Basso Investimento
Piscina Maneggio Bicicletta
Bocce Trekking

8
0
6
5
1
1
1
3
6

22
20
35
31
10
18
15
22
44

12
7
9
8
5
12
9
9
8

41
44
51
49
52
58
55
51
44

8
13
12
12
10
8
9
10
10

42
20
28
25
20
33
27
29
29

Fonte: Annuario Ufficiale Regione Toscana sugli agriturismi Ottobre 2003

Un comportamento analogo si nota anche nelle strutture


ricettive dellinterno dellAlbegna-Fiora e della Val di Cecina rispetto alle strutture della costa: in particolare, nelle prime si ha
unincidenza maggiore di offerta di servizi ad elevato investimento. Nel complesso, tuttavia, servizi sportivi quali il tennis, la piscina e il maneggio sono offerti in misura notevolmente superiore
nel resto della Toscana, dove il cammino dellagriturismo verso
lomologazione qualitativa pilotata dai tour operator giunto a
compimento da tempo.
Lagriturismo lunigianese, probabilmente per la sua decisa caratterizzazione montana, e in misura minore quello delle Colline
Interne dellAlbegna-Fiora, si evidenziano invece per la pi elevata incidenza di aziende che offrono servizi riconducibili al
trekking a piedi e in bicicletta, due attivit che consentono anche
di vivere lambientazione rurale della vacanza agrituristica. Concludiamo osservando lofferta dei servizi didattico-educativi (Tab.
3.45). A questo proposito, oltre alla Lunigiana si differenzia per
una maggiore offerta anche la zona interna della Val di Cecina.
3.45
OFFERTA DI SERVIZI
DIDATTICOEDUCATIVI NEGLI
AGRITURISMI DELLE
AREE DI INDAGINE E
IN TOSCANA
Valori %

Visite guidate

Corsi di artigianato

Attivit ricreative

36
16
20
19
16
16
16
20
20

10
2
4
3
1
0
1
3
4

20
16
19
18
11
14
12
16
16

Lunigiana
Val di Cecina Q. Costiero
Val di Cecina Q. Interno
TOTALE VAL DI CECINA
Albegna-Fiora Costa dArgento
Albegna-Fiora Interno
TOTALE ALBEGNA-FIORA
TOTALE AREE DI INDAGINE
TOSCANA

Fonte: Annuario Ufficiale Regione Toscana sugli agriturismi. Ottobre 2003

104

Come abbiamo detto precedentemente lutilizzo del data base I prezzi


di Toscana Promozione consente di effettuare alcune valutazioni comparative dei prezzi praticati dalle strutture ricettive
agrituristiche in situazioni localizzative, dimensionali e di offerta di servizi diverse.
Una prima valutazione che abbiamo tentato riguarda leventuale influenza, sui prezzi del pernottamento, della capacit degli
agriturismi di offrire servizi ad alto investimento del tipo di- 3.46
PREZZI GIORNALIERI
MINIMI E
scusso in precedenza. La variabilit interzonale dei dati cos MEDI,
MASSIMI PER
elevata che abbiamo ritenuto opportuno sottoporre allatten- APPARTAMENTI DA 4
NELLE AREE DI
zione non solo i prezzi medi, ma anche i prezzi massimi e mi- P.L.
INDAGINE
nimi e le numerosit dei casi osservati23 (Tab. 3.46).
Euro/pernottamento

N. casi
osservati
Lunigiana
Val di Cecina Costa
Val di Cecina Interno
Costa Argento
Albegna-Fiora Interno
Albegna-Fiora Interno, camera
doppia*

Aziende con offerta


di servizi ad alto investimento
Prezzi
Prezzi
Prezzi
medi
minimi massimi

Aziende con offerta di


di servizi a basso investimento
N. casi
Prezzi
Prezzi
Prezzi
osservati
medi
minimi massimi

5
3
25
6
9

143
95
118
160
112

103
76
50
125
60

160
140
231
205
160

6
26
51
23
27

85
82
118
136
98

50
40
40
66
57

120
144
260
250
180

16

90

30

150

72

69

30

180

* Tipo di sistemazione agrituristica prevalente nellarea


Fonte: Annuario Ufficiale Regione Toscana sugli agriturismi. Ottobre 2003

Si pu rilevare che i prezzi medi pi elevati vengono richiesti in Costa dArgento dove il turismo balneare presenta alcune
manifestazioni di elitariet e abbiamo riscontrato dimensioni
medie delle strutture pi elevate. In questarea lintensit degli
investimenti sembra correlarsi positivamente ai prezzi medi,
tuttavia il prezzo massimo pi alto si ha per una struttura ricettiva
che offre servizi a basso investimento. Nella Costa dArgento
probabilmente anche la ormai trentennale istituzione del parco
della Maremma ha contribuito a limitare la nascita di strutture
ricettive classiche, strutture ricettive che altrove, come ora vedremo per la costa cecinese, sono concorrenti degli agriturismi
I prezzi medi pi bassi risultano infatti quelli praticati dagli
agriturismi della zona costiera della Val di Cecina, zona ricca
di infrastrutture di servizi per un turismo balneare consolidato.
Offrire servizi ad alto investimento, situazione peraltro
osservabile in pochissimi casi, in questa zona sembra premiare
di poco lofferta agrituristica in termini di maggiori prezzi. Come
abbiamo fatto osservare precedentemente, larea offre molte23

Losservazione dei prezzi da considerarsi campionaria perch non tutte le aziende


comunicano i prezzi richiesti per il pernottamento. Inoltre, per poter fare dei confronti
abbiamo deciso di considerare solamente tipologie omogenee di prezzi richiesti (camere doppie con bagno, unit abitative con quattro posti letto), circostanza che ha
ridotto notevolmente la numerosit dei casi osservati rispetto alluniverso dei casi
considerabili.

105

plici servizi per il turismo e non vi necessit e convenienza


per lazienda agrituristica a internalizzarne. Comprensibilmente,
la preferenza degli imprenditori va alla differenziazione attraverso la vendita diretta di prodotti che promette di caratterizzare in modo pi univoco lofferta ricettiva agrituristica rispetto
a quella di altro tipo. Ma probabilmente il principale fattore di
competitivit della ricettivit agrituristica rispetto alle altre forme di ricettivit di questa zona rappresentato proprio dal prezzo. Gli agriturismi a cui si riferiscono i nostri prezzi, localizzati prevalentemente nei comuni di Bibbona, Castagneto Carducci
e Rosignano Marittimo, nel 35% dei casi chiedono dagli 80 ai
100 euro per un appartamento con quattro posti letto, cifra che
probabilmente induce molti turisti balneari (ma non solo) a scegliere un pernottamento meno convenzionale.
Considerando congiuntamente gli agriturismi a basso e alto
investimento della costa e dellinterno della Val di Cecina vediamo che lofferta di servizi ad alto investimento si traduce in
una richiesta di prezzi per il pernottamento moderatamente
maggiori (Graf. 3.47). Con lofferta di servizi ad alto investimento la classe modale dei prezzi richiesti (circa 25%) passa
infatti da 100-120 euro a 150-170 euro, ma la distribuzione dei
prezzi nel suo complesso risulta molto simile. la distribuzione dei prezzi delle aziende a basso investimento della costa
quella che si differenzia maggiormente portandosi pi a sinistra verso le classi di prezzi pi bassi.
3.47
DISTRIBUZIONE DEI
PREZZI MEDI DEL
PERNOTTAMENTO IN
AGRITURISMI DELLA
VAL DI CECINA,
COSTA E INTERNO,
CHE OFFRONO
SERVIZI AD ALTO E
BASSO
INVESTIMENTO

35%
28%
21%
14%
7%
0%
<60

60-80

80-100

Basso investimento

100-120

120-150

Alto investimento

150-170

oltre

Basso investimento costa

Fonte: Annuario Ufficiale Regione Toscana sugli agriturismi. Ottobre 2003

Mentre lAlbegna-Fiora presenta sulla costa prezzi maggiori


che nellinterno, in Val di Cecina si osserva un comportamento
opposto: i prezzi maggiori si manifestano negli agriturismi dellinterno, ma non in modo pi accentuato in quelli ad alto investimento. Come abbiamo detto, questarea gradita al turismo
straniero di relax e in parte darte e cultura: allazienda ricettiva
sono richiesti comfort e tranquillit, soprattutto.

106

In Lunigiana, infine, si hanno differenziali di prezzo abbastanza sensibili a seconda dellintensit dei servizi offerti. Nel
complesso, dunque, fatte salve le situazioni particolari che per
si spiegano in funzione delle specifiche caratteristiche della
generale offerta turistica di ricettivit e di servizi per il turismo
dellarea, prezzi maggiori sono correlati positivamente a maggiori investimenti per lofferta di servizi agrituristici.
Negli agriturismi classici, caratterizzati da una forte integra- Agriturismo e
zione con lambiente rurale, gli allevamenti sono unattivit allevamenti nelle
essenziale. Viceversa gli agriturismi che si stanno diffondendo aree di indagine
in Toscana, spesso si lamenta, o non hanno fin dallorigine gli
allevamenti o li disattivano al momento della diversificazione
agrituristica perch richiedono un impegno di lavoro giornaliero che limita la possibilit di seguire efficacemente lospitalit. Inoltre gli allevamenti portano insetti e generano cattivi
odori, tutte cose poco gradite agli ospiti anche se agrituristi
canonici convinti. Molte aziende agrituristiche, quindi, sono
indotte a considerare un limite anzich un vantaggio la pratica
dellallevamento, per la difficolt di trovare un giusto equilibrio tra la localizzazione dellallevamento stesso e il pernottamento dei turisti.
con sorpresa, pertanto, che rileviamo che nellarea di indagine, dove la presenza di allevamenti ha percentuali nettamente superiori al resto della Toscana, il confronto con i dati 3.48
del censimento 2000 mette in luce che la presenza di alleva- LE AZIENDE
E
menti superiore nelle aziende agrituristiche rispetto a quelle AGRITURISTICHE
GLI ALLEVAMENTI
tradizionali24 (Tab. 3.48).
Valori %
Aziende
con bovini
Lunigiana
Val di Cecina Q. Costiero
Val di Cecina Q. Interno
Val di Cecina
Albegna-Fiora Q. Costa dargento
Albegna-Fiora Q. Colline Interne
Albegna-Fiora
TOTALE AREE DI INDAGINE
TOSCANA

11
3
5
4
7
5
6
7
4

TOTALE AZIENDE (a)


Aziende con
Aziende
ovi-caprini
con suini
8
4
7
6
11
19
16
10
5

4
7
9
8
8
6
7
6
4

TOTALE AZIENDE AGRITURISTICHE (b)


Agriturismi
Agriturismi
Agriturismi
con bovini
ovi-caprini
con suini
39
7
19
15
22
18
20
21
12

(a) Fonte: Annuario Ufficiale Regione Toscana sugli agriturismi. Ottobre 2003
(b) Fonte: Istat, Censimento dellagricoltura 2000

A conclusione di questa discussione con cui abbiamo cercato di approfondire lanalisi dellagriturismo nelle aree di inda24

Il confronto tra due fonti differenti potrebbe determinare considerazioni fuorvianti. Il


problema principale che nel caso del censimento vengono correttamente considerate
tutte le aziende agricole, sia quelle che producono per autoconsumo sia quelle che producono per la vendita. presumibile che gli agriturismi appartengano a questo secondo
gruppo, in quanto aziende quasi sempre professionali.

107

46
2
16
12
33
47
41
31
15

29
7
22
18
17
18
18
19
11

gine, desideriamo svolgere alcune considerazioni conclusive


che anticipano quelle finali della ricerca.
Invece di tracciare degli scenari per il futuro dellagriturismo
nelle varie zone della ricerca ci rendiamo conto che sarebbe
pi opportuno parlare della futura evoluzione degli agriturismi,
data la profonda diversit al loro interno. Una differenza che
forse difficile comunicare attraverso segnali codificati come
possono essere i prezzi o le spighe (il sostituto delle stelle per
gli agriturismi, in Toscana).
In via teorica queste tendenze evolutive dovrebbero essere
cercate dal punto di incontro dellofferta dei servizi e dellattuale domanda, ottenuta, in questa ricerca, in maniera indiretta
mediante le interviste ai testimoni privilegiati che discuteremo
nel prossimo capitolo.
Pur considerando entrambe le alternative valide, in un mercato concorrenziale che necessita di differenziarsi, percepiamo
come nella positiva ricerca di qualit alcuni agriturismi rischiano
di trasformarsi in strutture molto omologate alle alberghiere.
Se da una parte le aziende agricole devono cercare di perseguire i
molteplici fini strategici per le quali sono nate (massimizzazione
del reddito, piena occupazione, miglioramento qualit lavoro.),
la Regione Toscana dovrebbe continuare ad agevolare la creazione di agriturismi privilegiando determinate zone e tipologie
rispetto ad altre.
Una indagine sulla domanda non necessariamente deve dare
risposte e indicazioni coincidenti con gli obiettivi che si deve
prefiggere una corretta politica di sviluppo rurale, ma offre utili indicazioni su cosa cercano i turisti negli agriturismi. proprio riflettendo su questo argomento che, nella convinzione che
gli agriturismi debbano essere strutture di integrazione al reddito agricolo e non viceversa, si cercato di evidenziare la relazione che esiste tra agriturismi e allevamento. Questo perch
riteniamo che gli allevamenti, meglio di ogni altra attivit produttiva agricola, esprimano il grado di integrazione degli
agriturismi con lambiente rurale.
Nei paragrafi precedenti sono emerse, come era logico attenderci, due contrapposte opinioni sulla domanda del turista.
Da una parte si evince la necessit di dover tornare ad un contatto maggiore con le attivit agricole, dallaltro la necessit
che le imprese escano dalla gestione familiare e diventino maggiormente professionalizzanti.
Ai turisti che ricercano un agriturismo classico potremmo
consigliare di sceglierne uno che si vanta di fare allevamento. Molto
pi semplice sar invece accontentare quei turisti che ricercano la
quiete dellagriturismo ma non le caratteristiche pi classiche della campagna. Per loro si potrebbe coniare una nuova categoria di
strutture ricettive, i rural-turismo, come per segnalare il reale passaggio dal contesto agricolo a quello rurale.
Riteniamo utile, anche, riproporre alcune caratteristiche
emerse da una delle prime indagini condotte sulla domanda di

108

agriturismo, quella effettuata nel 1986 dal dipartimento economico estimativo agrario e forestale dellUniversit degli Studi
di Firenze. Su 66 aziende della provincia di Firenze ben l80%
degli intervistati dichiar di trovare il prezzo moderato e normale, il 9% basso e solamente il 4% lo trovava troppo elevato.
Allora emergeva come adesso lesigenza di unofferta agrituristica
maggiormente organizzata sotto laspetto infrastrutturale, ricreativo e culturale. Veniva vista la necessit di migliorare le vie
daccesso (problema o vantaggio), e di offrire manifestazioni
legate alle tradizioni popolari locali, al fine di poter diversificare lofferta e garantire le presenze anche nelle basse stagioni.
Senza spiriti polemici lascio ampia libert di poter trarre
alcune considerazione da questi spunti di quasi venti anni fa.

109

110

4.
LE POTENZIALIT DEL TURISMO RURALE ALLA LUCE
DELLE INTERVISTE AI TESTIMONI PRIVILEGIATI

4.1
Premessa
Come abbiamo detto nel primo capitolo, le interviste ai testimoni privilegiati hanno riguardato due tour operator che operano a livello regionale e alcuni soggetti che operano localmente a vario titolo per il turismo nelle aree di indagine.
Le interviste ai tour operator sono state finalizzate a raccogliere pareri informati sulla situazione del turismo rurale nella
regione, sulla opportunit e sulle possibilit in generale di realizzare forme di integrazione del turismo fra costa e interno, su
quelli che possono essere considerati i punti di forza e gli elementi di debolezza del turismo rurale toscano, sui rischi di deterioramento del patrimonio di ambiente, cultura e tradizioni
del mondo rurale che servito di substrato per la crescita del
turismo nella regione.
Le interviste ai testimoni privilegiati locali sono state condotte sulla base di una scaletta di quesiti che consentisse di
ottenere il parere degli intervistati riguardo a:
- la situazione del turismo nellarea di interesse di ciascuno,
cos come la giudica lintervistato sulla base della sua esperienza e responsabilit in quanto riveste una delle funzioni
pubbliche e private sopra elencate;
- i punti ritenuti di forza e gli elementi ritenuti di debolezza
del turismo dellarea;
- le tipologie ricettive ritenute pi adatte, anche dal punto di
vista dimensionale, a sostenere un turismo rurale di eccellenza, senza pregiudizio, quindi, non solo per la sostenibilit
economica delle gestioni, ma anche per la valorizzazione e
la conservazione delle risorse che concorrono a creare lidentit di ciascuna area, in particolare quelle relative al paesaggio agrario, alle tradizioni enogastronomiche, alle forme
insediative, agli stili di vita, agli elementi caratteristici di
organizzazione sociale;
- i progetti, nel caso di testimoni appartenenti a istituzioni
con compiti di intervento in campo turistico, e le prospettive del turismo rurale nellarea di interesse.
Riferiamo i risultati delle interviste seguendo lordine dei
punti elencati in questa premessa.

111

4.2
Il punto di vista dei tour operator riguardo al turismo
toscano
a) Landamento delle presenze, le provenienze, la durata e
lepoca del soggiorno, le previsioni
Sul giudizio degli intervistati ha pesato la situazione di crisi
che sta attraversando il turismo internazionale. Essi ritengono
che, dopo tanti anni di forte incremento, il turismo rurale abbia
cominciato a frenare. Il calo ritenuto superiore nelle zone
dellinterno proprio perch riguarda in maggioranza i turisti
stranieri, che risentono della pesante situazione economica internazionale, in particolare la crisi tedesca. I clienti stranieri, infatti,
sono soprattutto tedeschi, accanto a una minoranza di francesi,
inglesi, e svizzeri, anche se in questi ultimi anni si sta notando un
fenomeno di sostituzione dei tedeschi da parte di olandesi,
finlandesi, danesi, polacchi, israeliani, australiani e americani.
In questo periodo di congiuntura sfavorevole, le zone di turismo rurale vicino alla costa presentano una maggiore tenuta,
dal momento che sono frequentate soprattutto dagli italiani i
quali, al contrario dei turisti stranieri che effettuano soggiorni
di una o due settimane o anche pi. Ma mentre gli stranieri si
trattengono in genere da una e due settimane, talora anche di
pi, gli italiani, specie se sono lontani dal mare raramente arrivano a una settimana di permanenza e, a parte lagosto, preferiscono i fine settimana e i ponti. Quindi non solo il rapporto
presenze/arrivi, ma anche il profilo stagionale delle presenze
sta cambiando. Attualmente va da Pasqua a ottobre, con una
nicchia di ripresa intorno al Natale.
La battuta darresto del turismo considerata momentanea
e inserita in un trend in crescita di cui, secondo gli intervistati,
si percepiscono gi i segnali di ripresa25. Allinterno di questo
trend agiscono un turismo costiero ormai maturo, e un turismo
rurale giovane, divenuto negli ultimi anni un turismo di tendenza che in Toscana ha ancora larghi margini di sviluppo. Pertanto lofferta di alloggi continua a crescere.
b) Lintegrazione costa-interno
Nellopinione degli intervistati il turista che sceglie lentroterra
nella fascia compresa nei 20 chilometri dalla costa tiene indubbiamente presente il mare, altrimenti andrebbe nel Chianti o su
altre colline. Quindi una certa integrazione costa-interno esiste
gi, limitata alla prima linea di colline retrostanti la costa e
posta in essere da turisti rurali che desiderano associare il mare
al soggiorno in campagna. Sembrerebbe che anche gli stranieri, che in genere per i bagni di sole utilizzano le piscine dellinterno, si stiano sempre pi orientando verso sistemazioni che
distano dalla costa non pi di 20 chilometri. Sullaltro versan25

La valutazione dellestate 2003.

112

te, lesperienza fino a questo momento indica che il turista che


sceglie la costa difficilmente prende in considerazione linterno. Gli italiani, in particolare, prediligono recarsi sulla spiaggia a
piedi e quindi cercano sistemazioni molto vicine alla costa.
Lesperienza dei due operatori intervistati relativa a poche
migliaia di alloggi, a fronte degli oltre 150.000 alloggi ritenuti
presenti in Toscana. Tuttavia tale esperienza reputata sufficiente per affermare che il punto a favore dellopportunit di
tendere a una integrazione costa-interno sta proprio nella gi
consistente offerta di alloggi, in genere pochissimo utilizzati
da proprietari e turisti. Aumentare questo tipo di offerta, come
in parte sta avvenendo, pericoloso, mentre ragionevole tendere a una migliore utilizzazione dellesistente. In sostanza,
nuovi alberghi in campagna non sono ritenuti necessari allo
sviluppo del turismo rurale, considerato che chi affitta case oggi
offre anche soltanto il fine-settimana. Pertanto lespansione
turistica rurale va vista pi come migliore utilizzo della
ricettivit potenziale e allungamento della stagione che come
nuovi insediamenti. E dal momento che anche la costa satura
di case, in gran parte lasciate chiuse per quasi tutto lanno,
lobiettivo deve essere quello di utilizzare meglio il patrimonio
edilizio esistente sia sulla costa che nellinterno.
Dunque una maggiore integrazione costa-interno
auspicabile, perch consentirebbe di allungare la stagione delle localit costiere attirando i turisti nelle basse stagioni con
offerte riguardanti lentroterra. Ma bisogna tendere a ci, affermano gli intervistati, essendo consapevoli che il turismo
balneare per sua natura organizzabile in pacchetti predefiniti,
mentre quello rurale in linea di massima individuale e pi
difficilmente orientabile, e che la campagna non potr che restare comunque un prodotto di nicchia, sia pure con una stagione pi lunga. La spinta allintegrazione costa-interno quindi
dovrebbe partire da proposte elaborate prevalentemente allinterno dei pacchetti costieri, e senza la pretesa di raggiungere
grandi numeri.
c) Punti di forza, elementi di debolezza, opportunit e minacce del turismo rurale toscano
Il punto di forza del turismo rurale toscano, a parere degli operatori intervistati, risiede nel fatto che la Toscana un vero e
proprio marchio trainante che si applica a qualsiasi parte del
territorio regionale e a qualsiasi prodotto e servizio. Limmagine del turismo toscano quella di un turismo ricco di alternative, quasi tutte di qualit elevata, di fascia di prezzo alta.
Un punto di debolezza sono proprio i prezzi elevati, che
scoraggiano soprattutto nei periodi di crisi. Altro punto di debolezza sono le carenze del sistema aeroportuale, che non consente lo scalo in regione di vettori aerei capienti e quindi il
raggiungimento delle destinazioni turistiche in modo rapido.
Queste destinazioni, infatti, sono in genere le aree maggior-

113

mente ben conservate e attrattive per i turisti rurali situate lontano dalle principali vie di comunicazione, e non pensabile
intervenire con nuove strade di grande comunicazione che
danneggerebbero lambiente. Occorrerebbe invece una rete
aeroportuale pi efficiente e diffusa sul territorio, che riducesse le distanze e quindi i tempi oggi richiesti peril trasferimento
dagli aeroporti alle destinazioni. Sempre in tema di viabilit,
viene anche rilevata una certa riluttanza degli amministratori
locali a provvedere ai collegamenti con la rete stradale principale degli edifici rurali potenzialmente ristrutturabili, con la
conseguenza che i proprietari rinunciano ai recuperi.
Le opportunit sono viste nella comparsa di nuovi mercati,
in particolare quello dei paesi dellEst europeo. Ma questi nuovi mercati comportano anche la minaccia di un abbassamento
del livello di sensibilt alla qualit dellambiente. In generale,
comunque, il rischio di snaturamento delle valli con lo sviluppo del turismo rurale considerato un rischio reale. Con riferimento a un concetto di identit che abbraccia, com giusto,
anche i prodotti agricoli tipici della regione, viene portato
lesempio del vino, una volta servito nel fiasco, di bassa gradazione e quasi sconosciuto allestero, oggi noto internazionalmente a prezzo della sua omologazione con i vini di altre parti
del mondo, per i vitigni da cui proviene e per la gradazione
alcolica posseduta.
Il pericolo di snaturamento della base identitaria del turismo rurale toscano considerato non solo reale ma anche in
qualche misura inevitabile dagli operatori turistici intervistati.
Largomentazione semplice: in un settore, come quello turistico, fortemente competitivo a livello internazionale anche nei
segmenti di mercato con minori caratteristiche di massa come
il turismo rurale, attrarre i turisti comporta ladeguamento agli
standard internazionali dellaccoglienza. Anche il turista che
sceglie di trascorrere le sue vacanze nelle nostre campagne persegue praticit e comfort, sebbene appartenga a una tipologia
che apprezza la cultura e le tradizioni originali dei territori che
visita e sia consapevole che non verr alloggiato in strutture
organizzate. Questo turista esige la piscina, anche se stona con
gli ulivi che la circondano; vuole sedere su un divano comodo
e senza problemi, piuttosto che doversi preoccupare di non sciupare la tappezzeria bellissima a vedere ma delicata di un divano neppure troppo comodo. Gli effetti delladattamento a queste esigenze, e dellinterpretazione stereotipata delle caratteristiche della ruralit toscana da parte di imprenditori ricettivi
estranei alla cultura rurale di questa regione, sono gi visibili e
si manifestano in modo ineguale nel territorio. Cos, sebbene
in Maremma il rischio di snaturamento appaia agli intervistati
ancora lontano -ma anche qui, si avverte, gli agriturismi tendono a essere standardizzati, tutti uguali e un p finti-. nel
Chianti, viceversa, alcuni paesi hanno gi perduto molto della
loro identit.

114

4.3
Le interviste ai testimoni privilegiati locali
a) La percezione della situazione del turismo nellarea da parte La Lunigiana
degli operatori pubblici e privati
Presso gli intervistati vi una certa convergenza nel vedere il
turismo della Lunigiana come un turismo del territorio, legato
cio alle potenzialit storico-culturali, enogastronomiche e
ambientali dellarea. Questo, viene fatto notare, un turismo
in aumento e in Italia il turista del territorio spende in media
una cifra giornaliera leggermente inferiore a quella del turista
balneare e superiore a quella del turista culturale. un turismo
basato su visite brevi, come altri tipi di turismo, ma pi evoluto, pi lento, pi rilassato, e ha il pregio di non concentrarsi
su una singola risorsa come il turismo balneare o montano, generando cos un impatto economico sul territorio pi diffuso.
Gli intervistati considerano in crescita il turismo in
Lunigiana. Anche in questi ultimissimi anni di crisi generale si
avuto un aumento, che appare contro tendenza se si considera
la stasi di tutta la provincia, costa compresa. E anche guardando oltre i confini provinciali, nella stasi generale, le colline della
Lunigiana e della Maremma sono le uniche in cui i turisti continuano ad aumentare. La sinergia fra pubblico e privato, quale
si esprime ad esempio nellattivit del Consorzio Lunigiana Turistica, e la partecipazione alle fiere in Italia e allestero per vendere
il prodotto Lunigiana -si ritiene- ha dato buoni risultati.
I testimoni privilegiati confermano e specificano meglio
quanto abbiamo gi rilevato dalle statistiche e dalle interviste
agli operatori riguardo alle provenienze dei turisti e alle sistemazioni referite. Valutano che il 40% dei turisti lunigianesi
rappresentato da turisti stranieri, in maggioranza tedeschi che
prediligono la sistemazione in agriturismi, mentre gli inglesi,
anchessi presenti, si orientano maggiormente alle seconde case.
Il fenomeno delle seconde case in affitto rilevante se si pensa
che per ogni presenza ufficiale ce ne sono sei non registrate.
Ci, a detta degli intervistati, dovuto al fatto che la Lunigiana
ha una vocazione naturale al turismo rurale in genere, e che il
turismo rurale rappresenta anche un buon investimento, perch
i prezzi delle case sono ancora bassi. Sono arrivati prima gli
stranieri, ma ora anche gli italiani scelgono lagriturismo in
Lunigiana e la domanda supera lofferta. Gli italiani provengono in parte da Parma, Modena e Reggio Emilia, ma in genere,
per quanto riguarda questa direttrice dellAppennino, i turisti
arrivano fino a Berceto e difficilmente scendono in Lunigiana,
pur avendo con essa, i parmensi in particolare, molta storia in
comune, dalla via Francigena a Maria Luigia. Viceversa c
una saldatura ideale con la provincia di La Spezia per quanto
riguarda le Cinque Terre e il Magra.
Una circostanza che ha favorito le zone rurali, a parere degli intervistati, luso delle nuove tecnologie. Oggi il materia-

115

le promozionale disponibile non pi solo cartaceo, e la comunicazione informatica pi usata proprio dove le strutture turistiche sono pi marginali. Il Consorzio Lunigiana Turistica, ad
esempio, ha un sito internet (lunigianaturistica.com) e dispone
di un portale (www.lunigiana.it).
Gli intervistati ritengono che negli ultimi 5 o 6 anni lagriturismo
abbia portato grossi benefici alla Lunigiana. Inoltre negli ultimi
due anni nei borghi stanno sorgendo numerosi bed & breakfast,
grazie alle facilitazioni amministrative (basta una segnalazione
alla polizia o al comune), e appartamentini ristrutturati offerti in
affitto a settimane. Il tutto in ottimo rapporto con lagricoltura
locale. C anche qualche tentativo di andare oltre la stagione pi
calda differenziando lofferta turistica. Ne sono esempi il comune
di Zeri, che sta cercando di divenire una localit sciistica oltre che
meta di soggiorni estivi; la ristrutturazione del convento degli
agostiniani a Fivizzano, adibito a foresteria e di propriet del comune; la trasformazione del castello di Licciana Nardi in centro
conferenze con possibilit di alloggio.
Una realt molto importante per lo sviluppo in Lunigiana del
turismo legato allagricoltura la strada del vino dei Colli di Candia
e di Lunigiana. Conta su un centinaio di soci, con larga
rappresentativit di enti: una decina di aziende agrituristiche, una
trentina di aziende viticole (quasi tutte quelle della zona), alberghi, ristoranti, enoteche, imprese artigiane.
La caratteristica di questa strada del vino di collegare il
mare con linterno nei due sensi. La strada del vino lunigianese,
viene rilevato inoltre, caratterizzata da una forte differenziazione
di prodotti vitivinicoli che non va considerata un fattore negativo
ma, al contrario, un pregio, perch nel tour enogastronomico
preferibile lasciare al turista la soddisfazione di misurarsi scegliendo il prodotto che preferisce, mentre lomologazione su
standard riconosciuti dal grande mercato pi utile quando il
vino lascia il territorio.
Dopo questi primi anni di esperienza, i responsabili della
strada del vino ritengono di poter catalogare tre livelli del tour
enogastronomico, tutti accomunati dalla ricerca di un prodotto
artigianale, che comporti il contatto con il produttore e la cultura del territorio:
- il primo livello rappresentato dagli enoturisti passivi, cio
da coloro che seguono semplicemente le indicazioni delle
guide che si portano dietro:
- il secondo livello costituito dagli enoturisti conoscitori, cio
da soggetti che conoscono il territorio e sanno gi prima di
venire quali sono le aziende che meritano maggiore interesse;
- il terzo livello costituito dagli enoturisti sperimentatori,
che fidano sulla loro capacit di riconoscere e individuare
al momento della vacanza le realt aziendali che possono
rivelarsi meritevoli di considerazione.
La strada del vino lunigianese considerata particolarmente adatta a rispondere alle motivazioni dellenoturista del terzo

116

livello, lenoturista sperimentatore.


Da un punto di vista pi generale, secondo gli intervistati la
strada del vino lunigianese fa leva sul fatto che il turismo stanziale fidelizzato in regresso, mentre crescono il turismo di
transito, il turismo dei fine-settimana, e il turismo a tappe di
coloro che effettuano un periodo di vacanza pi lungo. Questo
tipo di turismo, flessibile e comunque poco organizzato, alimentato soprattutto dagli italiani, che anche quando soggiornano in agriturismi vogliono muoversi per visitare castelli, fare
trekking e, appunto, effettuare tour enogastronomici.
b) I punti di forza e gli elementi di debolezza del turismo rurale
lunigianese
In questo capitolo parleremo di punti forza, di debolezza, opportunit e minacce del turismo rurale lunigianese solo nei termini riferiti dai testimoni privilegiati, rimandando al capitolo
successivo la sintesi di questi pareri e, eventualmente, una loro
valutazione critica.
Tra gli intervistati vi chi ritiene che il turismo rappresenti
lunica chance per lo sviluppo locale della Lunigiana. Dal momento che siamo nella fase post-industriale senza le industrie,
viene detto, lunica alternativa a disposizione per lo sviluppo
rurale quella di valorizzare le risorse naturali. Sul possesso di
questo tipo di risorse, insieme a quelle storico-architettoniche
ed enogastronomiche gli intervistati sono tutti concordi, anche
se il concetto stato declinato in modo a volte diverso.
Il principale punto di forza, stato detto, rappresentato
dalla natura, il verde, laria pulita, lacqua non contaminata e
in generale lo scarso inquinamento, i percorsi di trekking (il
trekking e il cicloturismo hanno avuto uno sviluppo notevole
nellarea), il limitato disagio sociale, in una parola lambiente.
In proposito viene citata la riserva di pesca gestita da privati
che si sviluppa lungo il Magra per circa 10 chilometri. Questa
riserva accoglie pescatori che per il 90% vengono da fuori, spesso in compagnia delle famiglie, e pernottano, quindi danno un
contributo alleconomia locale.
Viene anche ricordata la favorevole localizzazione geografica della Lunigiana fra mare e monti di notevole valore turistico, con funzioni di crocevia dotato di un mix storico-culturale,
enogastronomico ed escursionistico di rilievo.
La Lunigiana ritenuta turisticamente apprezzabile anche per
le tradizioni storiche e culturali, dal momento che possiede la concentrazione pi alta al mondo di statue-stele, e poi borghi, castelli,
palazzi, chiese, unarchitettura che spazia dal Medioevo al barocco. Viene ricordato che dopo il Medioevo Pontremoli e altri borghi rurali esistenti al tempo furono spesso ricostruiti da ricchi possidenti che richiamarono sul posto architetti e affrescatori di valore, ai quali si deve il pregevole, ancorch poco noto, contenuto di
opere darte delle chiese che ora un clero responsabile disposto
ad aprire alle visite del pubblico.

117

Punto di forza cosiderata la tipicit delle tradizioni


enogastronomiche, da noi gi ricordate, che si sono conservate
nella qualit come nella presentazione dei piatti: la produzione di
miele, favorita dallambiente tanto che la Lunigiana funge anche da alpeggio per i produttori di altre zone. Da non trascurare
poi che la degustazione di queste specialit nei ristoranti pu essere fatta a prezzi modici, soprattutto se confrontati con quelli praticati sulla costa. E, anche, che la scarsa attitudine a produrre per il
largo mercato caratteristica dellagricoltura di questi luoghi diventata ora un punto di forza che si esprime in forme di direct
marketing agricolo molto funzionali per il turismo rurale.
Infine, stata richiamata come punto di forza anche la favorevole localizzazione della Lunigiana rispetto a luoghi di visita
di grande attrazione quali le Cinque Terre, le cave di marmo, le
citt di Parma, Lucca e Pisa.
Fra i punti di debolezza ne sono stati segnalati alcuni che
fanno riferimento alla scarsa capacit e volont dei residenti di
agire in modo che agevoli lo sviluppo del turismo. Sono state
segnalate la mancanza di una classe imprenditoriale consapevole
dellopportunit di investire nel turismo, la mancanza di accoglienza, di decoro urbano, di pulizia, la mancanza, in sintesi,di tutto
quello che serve per ricevere la bandiera arancione. Inoltre viene
rilevata una scarsa comunit di intenti fra i Comuni, con la conseguenza che la Comunit Montana non riesce ad esprimere iniziative e progetti in grado di essere presi in considerazione dalla Regione e dallUnione Europea. Mancano anche gli eventi, e iniziative di animazione serale in grado di attirare turisti dalla costa.
A questo proposito, si rileva che c gi da tempo un flusso di
persone che dal mare la sera si portano in Lunigiana per cena,
ma si tratta di un flusso occasionale che richiede di essere organizzato in pacchetti settimanali.
Anche la viabilit stata richiamata in vario modo come punto debole della Lunigiana. Lautostrada viene accusata di aver favorito lantropizzazione del fondo valle e lo spopolamento delle
montagne, con la conseguenza che le amministrazioni sono poco
motivate a intervenire proprio nei territori di maggior richiamo
turistico. Vengono poi rilevate una scarsa viabilit stradale e ferroviaria. Le strade sono giudicate in numero insufficiente e
molto strette, come quella che collega Zeri con il fondovalle,
ma in genere tutte le valli sono scarsamente penetrabili e prive
di comunicazioni fra di loro, per cui occorre portarsi alluscita
di una valle e tornare indietro per visitarne unaltra adiacente.
Si ritiene che la linea ferroviaria Pontremolese svolga un lavoro
limitato a causa del binario singolo, e che la linea Lucca-Aulla sia
in uno stato di incomprensibile e colpevole abbandono, in particolare per quanto riguarda la manutenzione della stazione di Equi
terme, dove tuttora il treno effettua una fermata.
La ricettivit giudicata insufficiente. A detta di alcuni degli intervistati mancano alberghi e cominciano a mancare certe
tipologie di case, come rustici indipendenti con un po di terre-

118

no. Ci sono tanti piccoli villaggi abbandonati da utilizzare, da


trasformare in agriturismi veri gestiti con professionalit, mentre, ci stato detto, spesso si apre un agriturismo per recuperare il
fabbricato usufruendo dei contributi e poi utilizzarlo per un familiare. Anche i bed & breakfast che stanno nascendo dovrebbero
richiamare turismo pi stanziale, ma a livello locale c troppa
lentezza e titubanza nellassumersi le responsabilit che laumento della ricettivit richiederebbe. Secondo alcuni questa riluttanza determinerebbe anche la scarsa differenziazione fra alta
e bassa stagione che caratterizza la Lunigiana, dove non c
unalta stagione che trascini lo sviluppo perch richiederebbe,
come nel caso della concorrenza, di lavorare su numeri pi elevati di presenze e in questo modo ridurre i costi unitari.
In sostanza, la ricettivit giudicata non ancora sufficiente
a fare della Lunigiana un polmone di riserva per la costa. Questa circostanza sofferta anche dagli amministratori a livello
provinciale, i quali stanno provando a dirottare verso la
Lunigiana i turisti che non trovano posto sulla costa. Per ora
stato realizzato solo un piccolo flusso limitato ai mesi di luglio
e agosto, e le iniziative di valorizzazione della zona nelle fiere
e negli incontri con operatori turistici, anche allestero, si scontrano con lesigenza di essere prudenti, di promuovere soltanto
quando si sa di poter accogliere, poich si ritiene che un turismo sostenibile debba essere innanzitutto compatibile con la
ricettivit. La ricettivit deve crescere gradualmente, se si vuole
che non danneggi il territorio come altrove talora avvenuto.
c) I progetti e le linee di sviluppo
Non vi sono dubbi, tra gli intervistati, che il turismo rappresenti lunica via di sviluppo della Lunigiana, definito ante litteram
un distretto rurale dove tutto deve essere finalizzato a creare
un appeal turistico. Si consapevoli, peraltro, che per competere nel settore turistico non sufficiente creare uno o qualche
prodotto turistico di eccellenza, ma occorre invece realizzare
un sistema integrato che mobiliti risorse e aree diverse. Come
esempio viene prospettata la possibilit che gli imprenditori
Parmensi investano in Lunigiana collaborando a creare infrastrutture e servizi per lo svago dei turisti sui passi allo stesso
modo con cui gli imprenditori di Massa e Carrara investono
sulla costa. Si rileva in proposito che sono ancora da percorrere
fino in fondo i passi necessari per rendere omogenee le politiche di area, gi partite, fra le province di Massa Carrara, Parma
e La Spezia per definire un sistema turistico locale che interessi le aree rurali di queste province.
forte la convinzione di amministratori e operatori che lo
sviluppo debba essere sostenibile nel senso ampio da noi prospettato. Non vi interesse diffuso, pertanto, a compiacere il
turista balneare che cerca pizzerie e locali notturni, mentre si
dimostra culturalmente poco orientato a scoprire e conoscere linterno con le sue tradizioni, la sua cultura, i suoi prodotti tipici. N

119

vi interesse per le comitive organizzate che viaggiano in


torpedoni e rispondono a motivazioni turistiche suggerite dai
tour operator. Linteresse per il turista che esprime motivazioni autonome e visita la Lunigiana perch ha una reale curiosit di conoscere e vivere questa terra. Quindi se una saldatura vi
deve essere tra Lunigiana e altre zone turistiche questa deve essere ricercata con la montagna, che non differisce dalla Lunigiana
per cultura, ampiezza degli spazi, bassa densit abitativa.
Il turismo della Lunigiana, dunque, nelle intenzioni e negli
auspici degli intervistati, deve essere di qualit, basato sulla consapevolezza e il rispetto della identit dellarea da parte di chi
appronta lofferta e da parte dei turisti che ne usufruiscono. La
popolazione locale reputata aperta al turista grazie anche a una
lunga tradizione di contatto con i non indigeni che le deriva storicamente dalla sua collocazione lungo la via Francigena.
Segni di apertura cominciano a notarsi sia nelle idee che nei
fatti, rappresentati questi ultimi anche dagli investimenti per il
turismo. Fra le iniziative riferite abbiamo:
- il Progetto Qualit Lunigiana, portato avanti da vari anni
dalla provincia di Massa Carrara insieme alla Camera di
Commercio e alla Comunit montana, prevede una pubblicazione con ristoranti, agriturismi, musei, eventi e piatti tipici dei 14 comuni;
- il Progetto Borghi Vivi ha lobiettivo di recuperare velocemente tutti i centri storici abbandonati per aumentare la
ricettivit, coerentemente con il concetto di qualit ora esposto, il quale esclude che si costruiscano grandi alberghi, preferendo ad essi paesi-albergo e agriturismi. Il progetto riguarda i borghi dei comuni di Fivizzano, Aulla, Villafranca,
Licciana, Bagnone e Zeri; al momento delle interviste (luglio 2003) si trovava nella fase degli studi di fattibilit e del
preliminare con i primi finanziamenti;
- la nascita, a meno di 70 km dal mare, della stazione sciistica
Zum Zeri, con un impianto di risalita;
- il potenziamento delle terme di Equi, convenzionate con
la Asl;
- la creazione di un circuito di visita degli oltre cento castelli
della Lunigiana, con una joint venture fra Provincia di Massa Carrara e privati.
Talora gli investitori vengono da fuori, come nel caso del
borgo medievale Vaccareccia (Aulla) che stato acquistato da
imprenditori modenesi.
Numerosi sono i progetti, ma non quelli di sviluppo artigianale da associare al turismo rurale, perch in questo campo
mancano in Lunigiana solide tradizioni.
Nel settore ambientale sono stati individuati alcuni siti di
interesse storico e naturalistico da valorizzare (Grotte di Equi,
Sorgenti del Magra, Lago Verde di Cervara, Stretti di Giaredo,
Gessi di Sassalbo), e un altro progetto riguarda la valorizzazione
delle acque oligominerali.

120

Al progetto del Parco dellAppennino, che dovrebbe estendersi fra il Passo della Cisa e Fivizzano, hanno aderito per ora
soltanto 4 comuni: Fivizzano, Filattiera, Licciana e Comano.
Si prevede il riutilizzo a fini culturali dei castelli della
Lunigiana (Pontremoli, Lusuolo, Malgrate ecc.) e il Borgo di
Montereggio (comune di Mulazzo) dovrebbe diventare il Paese del libro, sul modello francese, mentre a Fivizzano si progetta un museo della stampa.
Abbiamo accennato alla riserva di pesca sul fiume Magra
(trote e barbi), ma sono state create anche cinque riserve di
caccia (caprioli, cinghiali, lepri e fagiani), e vi sono in progetto
la creazione di un centro di equitazione nella zona di Mulazzo
e di un anello per il trekking attraverso tutta la Lunigiana.
Un progetto che sta andando in porto il campo da golf a
Montelupo, dove si trova gi una vecchia uscita autostradale in
disuso. una zona termale con due tipi di acqua, oligominerale
e sulfurea. Qui nascer anche un centro benessere, considerato
che labbinamento golf-terme ha in genere successo. Dovrebbe essere contornato da villette divise in piccoli appartamenti,
tutto quanto ben inserito nel verde. Ci sono gi i progetti e stanno
partendo i primi lotti. La ricettivit stata prevista poich si
pensa alleventualit che il giocatore di golf porti la famiglia,
nel qual caso, gi lo si mette in conto, sar necessario creare
alternative allimpiego del tempo libero (percorsi di bike, piscine, caccia, pesca, giri turistici, passeggiate in montagna, strade ferrate). Liniziativa sta ricevendo interesse, riferiscono gli
intervistati, anche presso chi aveva investito in una casa al mare
e ora desidera optare per luoghi pi tranquilli e freschi.
Per quanto riguarda il collegamento costa-interno, premesso che, come abbiamo detto in precedenza, molti intervistati
ritengono che le sinergie con altre forme di turismo vadano
cercate verso la montagna, senza dimenticare la vicina
Garfagnana, viene fatto osservare che la Lunigiana gi un
polmone di sfogo per la Costa Apuana e le Cinque Terre, e che
le iniziative in proposito esistono da dieci anni. Tali iniziative
sono intese a collegare il turismo marino con quello montano,
mentre il Progetto Buone Vacanze si propone di promuovere
gli eventi di tutta la Lunigiana. Allinizio della stagione balneare viene chiesto ai comuni dellinterno (liniziativa della
Provincia) di rendere noti gli eventi che poi compariranno in
un opuscolo distribuito ai turisti della costa.
C poi il progetto Costa Toscana, che coinvolge le province di Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno e Grosseto, e ha anche lobiettivo di far conoscere lentroterra. finanziato dalla
Regione e dallUnione Europea e consente alla Lunigiana di essere presente nelle fiere allestero, anche nei paesi scandinavi.
Per quanto riguarda la ricerca di sinergie basate sui prodotti
tipici, lopinione degli intervistati che gi ora il turismo rurale collegato allenogastronomia e allambiente, rappresenta la
prima attivit produttiva della Lunigiana. I responsabili della

121

strada del vino stanno cercando di diventare a pieno titolo protagonisti dello sviluppo di questa attivit facendo tentativi, per
ora sporadici, di presentazione dei prodotti della zona, ma lambizione di riuscire a organizzarsi istituzionalmente per realizzare un lavoro guidato da un obiettivo comune, che valorizzi i
piccoli produttori dellintera area chiedendo ad essi il rispetto
di poche regole semplici per soddisfare le inevitabili esigenze
burocratiche delliniziativa.
Liniziativa richiede la disponibilit delle risorse economiche necessarie per creare unimmagine forte e affidabile del
Consorzio, e in questo modo rafforzare la motivazione dei singoli. Gli intervistati ritengono che tale disponibilit economica
non possa venire solo dai soci, che sono piccoli, ma anche dalle amministrazioni locali; ritengono anche che occorra fare sforzi per presentare al meglio il territorio, spesso trascurato, anche con una migliore manutenzione delle case e dei percorsi.
Oggi, osservano gli intervistati, accade di raggiungere posti
bellissimi per mezzo di una strada ai limiti della praticabilit, e
questo rappresenta un grande handicap per una strada del vino.
opinione diffusa che presentando meglio il territorio nel modo
ora detto si possa rendere pi produttivo lo sforzo che la strada
del vino sta facendo di collegare il turismo balneare con linterno. Considerato che i bagnanti si muovono nel tardo pomeriggio per visitare eventualmente linterno, questi sforzi consistono nella ricerca di occasioni di svago serale coerenti con il
target dellofferta turistica della zona, offerta che quindi deve rifuggire da proposte sofisticate del tipo del ristorante con sommelier,
offrendo piuttosto serate semplici presso gli agriturismi a prezzi
accessibili con piatti tipici e degustazione di vini. Lesperienza
di altre realt, osservano gli intervistati, insegna che il turista che
si muove per il vino candidato a scoprire nella zona altre attrazioni per le quali si muover lindomani.
La Val di Cecina

Le interviste in questarea hanno riguardato sia soggetti operanti sulla costa e nella prima linea di comuni della collina, sia
soggetti operanti nellAlta Val di Cecina, lATTRI di pi specifico nostro interesse. Il motivo di ci risiede nellimportanza
che ha o pu avere in questa zona laspetto dellintegrazione
fra turismo balneare e turismo rurale dellinterno. La
problematica risultata molto sentita da quasi tutti gli intervistati e ha dominato, come ora vedremo, il contenuto delle interviste. Nel riferire di tali interviste cercheremo di dare spazio a
tutti gli intervistati, anche quando ci comporter un certo grado di ripetitivit.
a) Situazione del turismo nellarea
Viene riferito che fino a qualche anno fa il turismo su questa
costa era alimentato prevalentemente da toscani, fidelizzati, che
prendevano in affitto un appartamento. Ora questo tipo di turismo in diminuzione e aumenta quello pendolare, sostenuto

122

anchesso da turisti toscani, che per si fermano quasi esclusivamente in un periodo molto ristretto, che va dalla fine di luglio a
ferragosto. Nella restante parte dellanno i turisti toscani scelgono
questa zona solo per i fine settimana, quando non si recano per
periodi pi lunghi altrove, solitamente in Sardegna e Corsica.
La zona non frequentata in modo rilevante da turisti italiani provenienti da altre regioni. Si nota invece una presenza
importante di turisti stranieri soprattutto nellinterno, dove il
calo delle presenze di questi ultimi anni risultato pi contenuto. Ci stato fatto notare che ai tradizionali ospiti tedeschi si
vanno sempre pi affiancando, e in parte sostituendo, turisti
stranieri provenienti dai paesi nord-europei. In aumento sono
anche gli olandesi, verso i quali alcuni operatori stanno indirizzando le proprie campagne promozionali ritenendoli pi
goderecci e spendaccioni dei tedeschi. Nellentroterra, testimoniano gli intervistati, attraggono pi il turismo verde e
lenogastronomia che le citt darte, e gli italiani sono in aumento
con una progressione superiore a quella degli stranieri che per
primi hanno colonizzato turisticamente queste zone. Il turismo
rurale cresce perch nellinterno, al contrario della costa, aumenta anche lofferta di agriturismi e case in affitto, come
giusto, dicono i pi, perch la costa satura e anche un miglioramento della qualit dellofferta pu venire soltanto dallentroterra.
La maggior parte degli intervistati ritiene che lintegrazione fra mare e entroterra in Val di Cecina sia gi in atto. Vi
generale riconoscimento che chi sceglie la collina lo fa anche
perch c il mare vicino. Non ritenuto frequente, viceversa, il
comportamento simmetrico di turisti che scelgono il mare della
costa cecinese perch tengono in conto linterno. Risulta poi,
da alcune testimonianze, che lAlta Val di Cecina frequentata
da turisti che non hanno alcuna motivazione balneare, mentre
la Bassa Val di Cecina, trovandosi in posizione strategica fra il
mare e le citt darte dellinterno (non solo Volterra, ma anche
Siena, San Gimignano, Firenze) raccoglie il favore di una tipologia
di turisti stranieri che associano al turismo rurale sia la motivazione balneare che la motivazione darte e cultura.
La recente tendenza a ridurre il periodo della singola vacanza comporta sempre pi che i turisti, sia al mare che in collina,
alloggino preferibilmente nei residence e nei campeggi. La riduzione del periodo di vacanza, infatti, induce i turisti a sistemarsi in complessi organizzati per la prestazione di servizi quali
piscina, giardino, parcheggio, portineria, centro commerciale,
servizi la cui fruizione, vivendo in appartamenti, dovrebbe essere organizzata in proprio con un dispendio di tempo che non
si concilia con la vacanza breve.
A detta degli intervistati linteresse turistico per linterno
consegue alle modificazioni che stanno intervenendo sia nella
domanda che nellofferta. La domanda pi esigente, non cerca pi soltanto strutture ricettive tradizionali sul mare, ma anche la tranquillit e le atmosfere del mondo rurale, dove la ri-

123

chiesta in crescita e si divide fra agriturismi, appartamenti in


affitto, villaggi, residence, campeggi. In risposta a queste tendenze, alcuni comuni della prima linea di colline, in particolare
Montescudaio, Guardistallo e Casale Marittimo si sono attrezzati con grandi campeggi e bungalows. Pi in generale si pu
osservare che le strutture extra-alberghiere si stanno concentrando sulle colline e crescono pi della domanda, nellaspettativa che questa continui a crescere. Le ristrutturazioni di norma
sono in carattere con le tradizioni delledilizia rurale dei luoghi,
soprattutto per quanto riguarda i materiali, e sono quasi sempre
finalizzate alla creazione di nuova ricettivit commerciale.
Come si pu immaginare, vi anche chi si esprime in modo
critico sulle modificazioni dello stile di vita del turista della
costa cecinese, cercandone le responsabilit nella scarsit delle
risorse stesse, nella loro imperfetta valorizzazione, negli ostacoli burocratico-amministrativi. Pi precisamente, qualcuno
degli intervistati ha rilevato che lentroterra, per chi sceglie la
costa, costituisce probabilmente un fattore di attrazione che riflette la mancanza, sulla costa cecinese, dei divertimenti organizzati del tipo di quelli della costa romagnola. Altri ritengono
che il turismo rurale si sviluppa in Val di Cecina perch sulla
costa si fanno poche ristrutturazioni, non si organizzano eventi, difetta la cura dellarredo urbano. Le frequenti escursioni
nellinterno, in genere pomeridiane, che per questi motivi si
determinano, inducono a ritenere erroneamente che il turista
balneare della costa cecinese sia cambiato, che ami sempre meno
trascorrere tutto il giorno al mare.
Alcuni intervistati, tuttavia, vedono nella complementariet
del turismo rurale con il turismo costiero una strada per contrastare il declino di questultimo. Lintegrazione con il turismo
rurale, si afferma, non deve significare sostituzione di quello
balneare, che ancora la forma di turismo trainante per leconomia della zona e quindi dovrebbe essere salvaguardato. Il
turismo rurale dovrebbe servire ad ampliare e completare lofferta turistica della costa, che accanto ad innegabili attrattive (vaste pinete, acque poco inquinate) presenta anche alcune carenze
(spiaggia ferrosa e ciottolosa, assenza di baie suggestive).
Viene poi rilevato che linvestimento nellentroterra incentivato, mentre quello sulla costa ostacolato, anche quando
non si chiede di cementificare ex-novo, ma solo di ristrutturare
lesistente per migliorare la qualit dellofferta ricettiva. Viene
citato lesempio, ritenuto emblematico dellatteggiamento
discriminatorio nei riguardi della costa, del progetto di un porto turistico bloccato e di una strada del vino incentivata. Per
superare queste contraddizioni il riferimento, affermano alcuni
intervistati, dovrebbe essere quello della Costa Azzurra, dove a
fini di sviluppo turistico si sono individuati tre livelli di cornice che non implicano labbandono del mare.
Da questa diversit di pareri emerge comunque la consapevolezza che non vi e non vi dovrebbe essere conflitto tra turi-

124

smo balneare e turismo rurale; al contrario, che si dovrebbero


cercare le sinergie fra le due forme di turismo. Come stato osservato anche dai tour operator delle cui interviste abbiamo riferito
in apertura di capitolo, vi la convinzione che il turista che
sceglie la collina della Val di Cecina lo fa perch sa che il mare
vicino, altrimenti andrebbe nel Chianti. Naturalmente linfluenza del fattore vicinanza del mare sulle scelte localizzative del
turista si affievolisce man mano che si procede verso lAlta Val di
Cecina, per cui, con riferimento a questarea pi interna, ragionevole ritenere che il turismo rurale abbia motivazioni e attrattivit
sue specifiche, non ultima quella di poter accedere alle produzioni
tipiche e, in qualche caso, spuntare prezzi pi favorevoli.
Gli intervistati riconoscono anche che il vantaggio per la
costa dellassociazione con il turismo pu risiedere nellampliamento della stagione turistica, tipicamente pi lunga nel
turismo rurale. Ma si fa notare che tale vantaggio per ora
modesto, in quanto il turismo rurale della Val di Cecina interna
sviluppa pur sempre un numero di presenze (circa 100.000 lanno) che non confrontabile con quello della costa (pi di 2
milioni di presenze).
Un segno che lintegrazione turistica costa-interno possiede gi una qualche valenza economica lo si vede nellesistenza
di pacchetti misti, con i quali si offre al turista balneare la possibilit di effettuare tour e visite alle cantine dellentroterra.
Attualmente il fenomeno sporadico, e probabilmente non assume una dimensione pi consistente perch, viene riferito, le
aziende in possesso di risorse enogastronomiche spesso non ne
vogliono sapere dei turisti.
Merita menzione il parere di un intervistato, secondo il quale
nel quadro dei rapporti turistici costa-interno emergono due
tendenze che sembrano esprimere solo un diverso mix delle
due motivazioni fondamentali, quella rurale e quella balneare,
e per il resto convergono trovando ambedue soddisfazione nella
Val di Cecina.
La prima tendenza, viene detto, che sempre pi chi vuole
il mare preferisce un entroterra ricco, sia per utilizzare meglio
le giornate di cattivo tempo, sia perch ci si stanca del mare
pi che in passato.
La seconda tendenza riguarda chi sceglie lentroterra, che
si trattiene un paio di settimane e va al mare non pi di sei o
sette volte.
Quindi sia chi preferisce il mare che chi preferisce linterno,
viene ribadito con lintento di mettere in evidenza ul punto di forza dellarea nel suo complesso, sceglie la Val di Cecina proprio
perch li offre entrambi.
Anche chi va in vacanza nella prima fila di colline
(Montescudaio, Guardistallo, Casale Marittimo, Bibbona,
Castagneto Carducci) ha di fatto scelto il mare, vuole solo dormire meglio la notte e fare un vita pi tranquilla, meno congestionata. Chi va nellAlta Valle invece si spinge fino al mare sol-

125

tanto due o tre volte la settimana, e negli altri giorni visita Siena
e le altre citt darte.
Fra le motivazioni, la motivazione natura-ambiente e la
motivazione arte-cultura si equivalgono per chi sceglie il turismo
rurale, dove la crescita maggiore lha registrata lagriturismo, con
una o due settimane di durata mentre il soggiorno in albergo
mediamente pi breve. Il mercato delle seconde case legato
in larga parte agli stranieri, che sono la maggioranza fra i proprietari, soprattutto tedeschi.
Per quanto riguarda specificamente lAlta Val di Cecina, ci
stato riferito che in questarea la crescita del turismo stata
molto sostenuta, con un incremento dei posti letto che sono
passati da 300 a 1.500 negli ultimi anni. Il mare non considerato estraneo alla scelta dei turisti a favore dellAlta Val di
Cecina, anche se non si tratta di un turismo costiero come quello delle colline vicine al mare. Anche a causa della viabilit
difficoltosa, raggiungere il mare dallAlta Valle richiede da
mezzora a unora.
Laumento dei turisti, in particolare a Pomarance, in un periodo di generale flessione che ha interessato anche Volterra,
ha lasciato perplessi gli amministratori locali, che hanno messo in piedi un osservatorio insieme a Sviluppo Italia Toscana
per capire meglio cosa sta avvenendo nel loro territorio ed elaborare gli opportuni strumenti di intervento che favoriscano
uno sviluppo territorialmente pi equilibrato. I dati di partenza
dellOsservatorio sono, lo ripetiamo in modo pi circostanziato sulla base delle testimonianze:
- il 70% dei turisti costituito da stranieri, che si fermano da
una a tre settimane e alcuni giorni vanno al mare, altri a
Firenze, Siena, Volterra, Massa Marittima, Val di Cornia, o
effettuano tour enogastronomici;
- i turisti stranieri sono in prevalenza tedeschi, svizzeri e austriaci, ultimamente anche olandesi, francesi e belgi;
- alcuni tedeschi, in particolare, possiedono una seconda casa
nella zona e la abitano alcuni mesi lanno;
- in maggioranza i turisti trovano sistemazione in agriturismi,
pochi negli alberghi;
- gli italiani, dal canto loro, preferiscono le seconde case nei
borghi che si stanno recuperando e partecipano spesso alle
iniziative locali;
- le motivazioni che sono alla base della scelta di una vacanza nellAlta al di Cecina vanno ricercate soprattutto negli
aspetti ambientali, nella particolare geologia dei soffioni,
nella possibilit di scoprire una natura particolare a piedi o
a cavallo, nella possibilit di visitare le citt darte e fare
tour enogastronomici.
b) Punti di forza e elementi di debolezza
Fra i punti di forza della Val di Cecina pi frequentemente citati dagli intervistati vi proprio quello della compresenza di

126

mare e interno associabili dal punto di vista del turismo, la vicinanza al mare nonostante lapparente isolamento, il binomio
mare-collina, in questo senso un prodotto turistico diversificato, costituito dal mare con alle spalle la storia, larte, la cultura,
il fascino degli etruschi.
Altro punto di forza richiamato con frequenza quello della
centralit della posizione geografica, la collocazione al centro
della Toscana, fra il litorale e Firenze, Siena, Pisa, Volterra,
con la possibilit per il turista di visitare i maggiori centri darte della regione.
La consapevolezza di operare in unarea ricca di risorse turistiche di buon livello ma forse anche la reazione di fronte a
una realt che non presenta particolari aspetti di originalit e
eccellenza ha portato gli intervistati talora ad affermare che il
tutto nella Val di Cecina un punto di forza, che poche valli
hanno le sue risorse naturalistiche e ambientali, i suoi prodotti
tipici, la sua storia e cultura. Quando gli intervistati sono entrati pi nello specifico hanno elencato fra i punti di forza larte e
la cultura, i borghi medievali, la buona cucina e pi precisamente lenogastronomia radicata nella cultura toscana, il clima
buono, secco e ventilato in collina, la qualit della vita e i sentieri lungo il Cecina che attraversa una zona molto bella in parte coltivata e in parte a bosco, le attrattive del sottosuolo.
Il richiamo a elementi pi precisi di identit stato fatto a proposito dellAlta Val di Cecina, il cui punto di forza considerato il
fatto che in questa valle si vive ancora come decenni fa, vi fioriscono molte iniziative popolari, vi si instaurato uno spirito comunitario fatto di volontariato e associazionismo che attrae il visitatore, tanto che anche gli stranieri desiderano farne parte.
Anche gli elementi di debolezza di questa Valle sono in una
certa misura specifici, e vengono fatti risalire alla viabilit difficile (per cui i turisti delle colline di seconda fila hanno difficolt a raggiungere il mare), allo spopolamento e alla carenza
di infrastrutture. Si lamenta anche la mancanza di un agire organizzato, per cui accade di promuovere un prodotto tipico e
poi di non trovarlo al ristorante, oppure che lalbergatore consigli la visita a un luogo di cui poi non ha il depliant. Manca
infine un sistema di trasporti pubblici, per cui la mobilit affidata interamente ai mezzi privati.
Anche verso la costa la viabilit considerata migliorabile,
pur riconoscendosi che molto migliorata con la variante
Aurelia e la Fi-Pi-Li. Oltre alla viabilit inadeguata mancano i
parcheggi e larredo urbano sembra andare verso il degrado.
Un punto debole molto spesso individuato nella mancanza di organizzazione, un aspetto espresso efficacemente con
lespressione che ognuno corre per conto suo, e che ha varie
conseguenze, dalla scarsa capacit di promozione delle risorse
turistiche allanarchia dei prezzi dei servizi turistici, dalla insufficiente valorizzazione dellinterno alla dispersione delle
iniziative promozionali dei Comuni.

127

Alcuni hanno parlato di incapacit di compiere il salto culturale che consentirebbe di perseguire la qualit totale dellofferta turistica e di svolgere unazione di promozione coordinata a livello darea, altri hanno richiamato lanomalia amministrativa di alcuni comuni che ricadono in provincia di Pisa
e di altri comuni che ricadono in provincia di Livorno, con conseguenti complicazioni procedurali nelle pratiche amministrative che acuiscono il cronico punto debole di dover sottostare a
una burocrazia piena di cavilli nelle ristrutturazioni.
Ma sono stati chiamati in causa anche la mancanza di ricambio sul piano imprenditoriale, la mancanza di una cultura turistica e lirreperibilit di personale qualificato. La crescita disordinata del turismo viene accusata di essersi avvalsa di personale
riconvertito da altri settori, senza riguardo alle esigenze di unofferta turistica di qualit. Troppo spesso la politica commerciale
avrebbe fatto leva sulla quantit, abbassando il livello qualitativo
anche di prodotti artigianali tipici come quelli di alabastro.
Viene rilevata anche incompetenza da parte delle amministrazioni locali, che non sarebbero state capaci di creare un osservatorio formato da soggetti dotati di cultura e professionalit turistiche.
c) I progetti e le linee di sviluppo
In questarea il turismo considerato uno dei motori dello sviluppo locale, anche se non lunico.
Si ritiene -e non potrebbe essere diversamente dopo quanto
abbiamo riferito in merito allopinione degli intervistati sul turismo della Val di Cecina- che il turismo costiero e quello interno in
futuro non debbano pi camminare separati, ma piuttosto debbano puntare ad essere competitivi proponendosi alla clientela affiancati e quindi meno oppressi dai vincoli stagionali.
Si ritiene che per realizzare ci occorrer mettere insieme le
risorse, ragionare in termini di Alta e Bassa Valle, favorire il lavoro congiunto di pubblico e privato, e cos giungere allofferta di
prodotti turistici integrati che siano in grado al tempo stesso di
rispondere alle esigenze del mercato e di valorizzare le attivit
della zona, cio lagricoltura e i suoi prodotti tipici, lartigianato.
Agire in questo modo comporta che non si potr pi parlare di
sviluppo senza una pianificazione a livello municipale e senza
accordo fra i comuni. Purtroppo, viene fatto notare, qui le cose si
complicano perch larea situata a cavallo fra le province di Pisa
e Livorno, ma i comuni devono ugualmente trovare il modo per
affrontare lo sviluppo del turismo rurale nelle zone interne.
Si tratta anche di costruire un sistema che valorizzi tutte le
risorse in modo ambientalmente e socialmente sostenibile, integrandone gli elementi, mantenendo sul territorio le aziende
con le loro caratteristiche tradizionali, impedendo lo spopolamento e facendo restare viva la zona. Non deve essere un
turismo mordi e fuggi, quindi, ma di qualit e durata, ben distribuito nellarco dellanno.

128

Vi convergenza fra gli intervistati nel ritenere che, considerato che la costa appare satura, non si possono prevedere nuove
costruzioni ma solo il recupero dellesistente. E questo vale soprattutto per la campagna e la collina, che oggi offrono le maggiori possibilit di espansione della ricettivit. ritenuto disastroso,
infatti, aumentare la ricettivit toccando le aree di costa pi selvagge, che sono la principale ragione per cui il turista sceglie questa zona. Inoltre, anche se la mobilit fra il mare e lentroterra non
sempre facile, alcuni intervistati sono del parere che occorra
procedere con prudenza nel costruire nuove strade, poich si corre il rischio di snaturare il territorio.
Prudenza viene raccomandata anche per quanto riguarda lo
sviluppo del turismo nelle zone interne, dove questa attivit pu
diventare una delle componenti dello sviluppo dellAlta Valle, ma
si ritiene che non possa risolvere tutti i problemi economici da
sola. Se per esempio sparisse lEnel con i suoi impianti, ci stato
detto, sarebbe difficile compensare con il turismo. Occorre comunque abbinare al turismo produzioni agricole di qualit, specializzate, magari biologiche come gi sta avvenendo, limitando
le coltivazioni intensive, come i cereali, che inquinano e oltretutto
stravolgono il paesaggio.
Si ritiene dunque che sia opportuno andare cauti nel promuovere lo sviluppo turistico delle zone interne per non correre il rischio di snaturare lambiente e la cultura, di alterare lequilibrio
ecologico e paesaggistico e ridurre le attrattive, poich difficile
valutare il cosiddetto punto di saturazione sociale, e potremmo
essere gi vicini al livello oltre il quale la convivenza diventa
problematica e il turismo rurale perde il suo carattere di eccellenza. In proposito stato richiamato lerrore compiuto per San Marino rispetto alla costa adriatica, da non ripetere per Volterra: quella citt caotica di giorno e fantasma la sera quando i turisti balneari che la visitano tornano al mare; ha perso la sua identit, e
sopporta costi, per il turismo, che superano i benefici. Si tratta,
chiaramente, di un paragone volutamente provocatorio, dal momento che sono rari i pacchetti che includono i tour dal mare a
Volterra a causa delle comunicazioni precarie. Ma le cose potrebbero cambiare con la realizzazione del progetto gi approvato per
ridisegnare la statale fra Saline di Volterra e Cecina
In pi occasioni gli intervistati hanno fatto riferimento alla
opportunit di posizionare il turismo della Val di Cecina su una
fascia di prezzo pi alta. Riguardo alla costa stato detto che il
target di riferimento non dovrebbe essere pi familiare e balneare,
ma medio alto, proseguendo nella selezione in atto: una selezione
che, si prevede, porter a prezzi pi alti e a un turismo di qualit.
Anche riguardo allinterno stato detto che ora che il turismo
rurale ha acquisito una dimensione non trascurabile bisognerebbe
cominciare a scegliere e riqualificare, alzando anche i prezzi. Gli
agriturismi, le seconde case, gli alberghi dovrebbero aumentare la
ricettivit offrendo per molto di pi, puntare sulla qualit e sui
turisti di livello, non gente chiassosa e di cattivo gusto. Chi viene

129

in Alta Val di Cecina ha gi una visione diversa dal turista comune, vuole arte, natura, cucina, difficilmente le trova tutte insieme
altrove. Con i voli a basso prezzo il turista arriva anche per il finesettimana, ma bisogna offrirgli molto. Spesso invece chi vuole la
vacanza mista non trova quello che cerca: ad esempio, chi fa la
strada del vino trova aziende che non consentono la degustazione,
e comunque manca il contributo di una guida professionista che
agisca in accordo con i produttori.
Nei progetti e nelle proposte a volte si coglie un doppio sentimento che rivela la difficolt di conciliare il turismo della costa e
quello dellinterno. Un amministratore locale della prima linea di
colline intervistato ha espresso lauspicio di poter giungere ad
operare in modo concertato con i comuni della costa, dalla quale
sembra che non partano pacchetti integrati costa-interno. Ma afferma anche di vedere maggiori possibilit di integrazione con
lAlta Valle, puntando su un turista amante della natura che
occasionalmente va al mare, ma preferisce Volterra e le passeggiate nei boschi. Anche in questo caso viene espressa la preferenza per uno sviluppo cauto che permetta di mantenere elevata la
qualit di vita, e si esprime avversione per il cosiddetto turismo
da discoteca. Nella testimonianza di questo Comune si evidenzia
anche il problema delle difficolt burocratico-amministrative. Attualmente il Comune in questione si trova in conflitto con la Provincia per la realizzazione di nuovi insediamenti, abitazioni a carattere turistico che non erano inserite nel piano provinciale di
sviluppo e riguardo alle quali il Tar si espresso a favore della
Provincia. in preparazione, tuttavia, un piano strutturale che riguarda i comuni di Montescudaio, Riparbella, Guardistallo e
Castellina. Questo piano prevede la costruzione di piccoli residence
e bed & breakfast in accordo con la Provincia.
Il Comune di Cecina impegnato in una progettualit che sembra voler considerare la valorizzazione delle risorse di tutta la valle. Tale progettualit parte dalla constatazione che lelemento unificante della Valle il fiume Cecina, il quale, viene detto, porta
risorse non solo idriche, ma anche naturalistico-ambientali. Per
questo tutti i comuni interessati, le due province, la regione e il
ministero hanno sottoscritto un protocollo dintesa perch il fiume Cecina, come il Tevere, diventi oggetto di un progetto sperimentale a livello comunitario con lobiettivo di riportarlo a parametri naturalistici accettabili. I finanziamenti arriveranno dallUnione Europea26.
26
Anche in sede accademica stato proposto di definire un distretto rurale della Val di
Cecina che riunisca la parte pisana e la parte livornese del bacino idrografico del fiume
Cecina, venendo cos a coincidere con il bacino per la difesa del suolo. In questo
modo si darebbe uno sbocco naturale ai rapporti istituiti localmente tra i Comuni, la
Comunit Montana, le Province di Livorno e Pisa, uniti in uno sforzo notevole di
pianificazione dal basso dello sviluppo locale (piano di sviluppo locale nellambito del
piano regionale di sviluppo; accordi per liniziativa Leader Plus; piani strutturali comunali concordati; strada del vino della Costa degli Etruschi; unico ATO per la gestione delle acque e unico Consorzio di bonifica; accordi di programma per il mattatoio
comunale di Cecina) (Iacoponi, 2003, p. 150).

130

Un altro progetto sottoscritto dai comuni e dalle forze economiche riguarda la statale che collega Cecina a Volterra e a Colle
Val dElsa, gi ora la pi importante via di collegamento con
linterno, le citt darte e il centro-Italia in generale, ma inadeguata come strada di collegamento per la sua strettezza e pericolosit che la configurano piuttosto come strada di servizio
locale. E poich, si afferma, lo sviluppo deve essere anche sostenibile, contemporaneamente in fase di studio il ripristino
della vecchia ferrovia fra la costa e Volterra, che non avrebbe
ripercussioni negative sul territorio.
Per venire incontro al turista che si accosta alla Val di Cecina
con motivazioni archeologiche, stato istituito il Museo del
Territorio nella localit La Cinquantina, a San Pietro in Palazzi, dove sono stati riuniti pi di mille reperti di questa valle,
dalla preistoria agli etruschi e ai romani, creando una porta
archeologica dalla parte della costa, simmetrica a quella rappresentata a Volterra dal museo Guarnacci.
Ci sono poi alcuni progetti di parchi tra fiume e boschi.
Per quanto riguarda la valorizzazione dei prodotti locali, sono
in approntamento due vetrine, una a Cecina e laltra a Volterra,
dove il turista pu sapere cosa si produce e dove. Sono stati
rimodernati i macelli pubblici di Cecina per aiutare lo sviluppo
della filiera locale, soprattutto riguardo alla chianina, prodotta
da piccoli allevatori che senza un macello vicino scomparirebbero. Infine a Cecina istituito listituto tecnico agrario, che
fornisce le necessarie competenze per vino e olio di qualit,
due produzioni che rappresentano grandi opportunit per i giovani e che hanno contribuito a farli tornare nelle campagne della
Bassa e Alta Valle.
In Alta Val di Cecina molti sono i progetti gi approvati dai
consigli comunali e che ci sono stati riferiti dalla Comunit
montana:
- nei pressi di Sasso Pisano c il progetto di recupero e apertura al pubblico del Bagnone, terme etrusche con vista sul
mare verso Piombino;
- a Pomarance si progetta il recupero della Torre Sillana;
- a Volterra si cerca di recuperare i primi insediamenti etruschi;
- a Montecatini Val di Cecina si prepara il Museo della miniera di rame di Camporciano;
- si progetta una strada che da Sasso Pisano raggiunga Pisa
attraverso un nuovo tracciato che tagli molte curve, si allarghi in molti tratti e passi fuori dai centri abitati;
- c in programma il rifacimento della statale fra Volterra e
Cecina nel tratto da Ponte Ginori alla Steccaia;
- vi sono progetti di sviluppo dellartigianato, che dopo la
scomparsa degli scalpellini e dei bottai ha perduto la sua
tradizione.
Manca ancora, invece, un progetto che ridisegni la strada
fra Larderello e Donoratico, rendendo pi breve il tragitto verso il mare.

131

In sostanza, probabilmente anche a causa della viabilit insufficiente, allo stato attuale non ci sono tour organizzati che
integrino in modo sistematico la costa e lentroterra, si assiste
soltanto a iniziative sporadiche e non collegate che non giungono
a valorizzare gli ampi spazi di ricettivit utilizzabili senza alterare
lequilibrio del territorio (ad esempio, la riqualificazione degli exalloggi degli operai dellEnel).
Le Colline
dellAlbegnaFiora

a) La situazione del turismo nellarea


A parere degli intervistati, sulla costa i valori tipici della Maremma sono rimasti soffocati, e i turisti li cercano allinterno,
nelle colline dellAlbegna e del Fiora, dove questi valori sono
ancora vivi e in sintonia con le tradizioni e la cultura dei luoghi. Le colline del Fiora offrono insediamenti antichi e un paesaggio caratterizzato dalla presenza di tufo e incisioni del terreno profonde. La valle dellAlbegna meno collinare, pi
dolce, ed caratterizzata dalla presenza di crete. Ma sia le Colline del Fiora che la valle dellAlbegna offrono grandi spazi e
natura incontaminata, scarsa densit abitativa e quindi sono
ugualmente adatte a unespansione turistica di qualit e rispettosa dellambiente. Anche i vini tipici si distribuiscono sulle
due valli: il Morellino viene dalla valle Albegna, il rosso Sovana
e il bianco di Pitigliano dalla zona del Fiora. Tipici dellarea
sono anche il formaggio pecorino e lolio ottenuto da ulivi spesso coltivati usando tecniche biologiche o di agricoltura integrata. Infine c la caccia, ben tollerata anche dagli agricoltori,
che movimenta gli agriturismi anche dinverno.
Il turismo rurale giudicato in crescita e in corso di trasformazione: negli ultimi anni da un turismo mordi e fuggi, non
indirizzato, si passati a un turismo pi stanziale, probabilmente
grazie anche al Parco archeologico di Sorano, che si aggiunto
alla tradizionale attrattiva costituita dalle Terme di Saturnia.
La stagione turistica subisce un periodo di stasi da ottobre a
febbraio, poi il flusso riprende e gli agriturismi lavorano intensamente da marzo a settembre. La stasi, affermano gli intervistati, dovuta anche al fatto che i gestori delle strutture ricettive
non hanno capito che durante la bassa stagione necessario
praticare prezzi pi bassi per attrarre clienti. Pertanto ora si
osserva che nella bassa stagione le strutture ricettive, a parte
gli agriturismi, sono quasi vuote, nonostante in primavera ci
sia un certo movinento per i fine settimana, le persone che vanno qualche giorno al mare, e le visite alle terme di Saturnia. In
luglio e agosto, quando le presenze sono al massimo, predominano gli italiani, in giugno e settembre invece gli stranieri, soprattutto tedeschi e olandesi.
Per il momento il turismo dellinterno, almeno per quanto
riguarda i comuni meno vicini alla costa, nettamente separato
da quello balneare. Il turista che sceglie di sistemarsi nellinterno va alla ricerca di percorsi naturalistici, effettua passeggiate a cavallo, visita i siti archeologici, e se si sposta preferi-

132

sce la montagna dellAmiata al mare. Daltra parte, chi sceglie


di sistemarsi sulla costa compie qualche escursione nellinterno quando il tempo cattivo, ma non si ferma per pernottare.
Si pu dire che fino a Marsigliana prevale il turismo balneare, per
chi va pi nellinterno il mare diventa poco importante. Comunque chi sceglie il mare sa che ci sono possibilit di escursione,
natura selvaggia e degustazioni di prodotti tipici nellinterno, una
sorta di nuova frontiera toscana ricca di antichi sapori, di borghi
medievali e di siti archeologici. Chi sceglie linterno invece in
partenza non pensa al mare, anche se qualche volta vi ci si reca.
In alcune zone la scoperta turistica stata fatta dagli stranieri, in altre dagli italiani, ma ora gli italiani stanno aumentando dappertutto. Fra le motivazioni venuta prima la natura, poi
larcheologia e ora anche lenogastronomia.
Negli ultimi anni, fino al 2003, le presenze nellinterno erano aumentate fortemente, ma poi intervenuta la generale crisi
del turismo che ha toccato anche queste zone. Lopinione di
alcuni intervistati, tuttavia, che lattuale stasi delle presenze
nellinterno dellAlbegna-Fiora possa dipendere anche dalla
scarsa qualit dellofferta agrituristica, carente soprattutto nei
servizi graditi allospite straniero come ad esempio la piscina,
e dalla tendenza diffusa a praticare prezzi eccessivamente elevati in relazione alla qualit dellofferta. La crescita del turismo rurale degli ultimi anni, forse eccessivamente favorita da
parte pubblica, avrebbe infatti agevolato la nascita di tante piccole aziende che risultano scarsamente competitive, secondo
gli intervistati. Sarebbe forse stato meglio potenziare la
ricettivit delle aziende esistenti, affermano alcuni, facilitando
anche la costruzione di piscine, appunto, e sale ricreative. Lattuale stasi delle presenze potrebbe continuare, quindi. Da notare poi che, a giudizio degli intervistati, anche il livello della
clientela si sarebbe abbassato nonostante i prezzi alti.
Sullaspetto della qualit per i pareri degli intervistati sono
discordi, probabilmente anche in dipendenza della sottozona a
cui si riferiscono. Ad esempio, ci stato riferito che nella zona
archeologica il turismo rurale tende a essere di qualit, nonostante anche qui sia sostenuto da numerosi agriturismi.
Nel tentativo di ridurre il turismo mordi e fuggi nella zona
archeologica si stanno creando strutture ricettive recuperando
le case coloniche e gli appartamenti abbandonati nel centro storico. Un piccolo villaggio dovrebbe sorgere ristrutturando le
vecchie terme a 4 km da Sorano, in direzione di Pitigliano. Gli
amministratori della zona auspicano anche unintegrazione fra
costa e collina, che ora attirano flussi separati di turisti per un
problema di collegamenti, dicono, causati sia dalla viabilit poco
scorrevole che dalla carenza di mezzi di trasporto. Questi ultimi dovrebbero essere aumentati almeno nel periodo estivo, a
parere degli intervistati della zona.
Nel comune di Manciano invece si timorosi riguardo alla
eventualit che gli investimenti fatti di recente per la ricettivit

133

turistica possano non essere ripagati. Manciano uno dei comuni italiani non capoluoghi pi estesi, a cavallo fra le colline
del Fiora e la valle dellAlbegna, con una densit abitativa fra
le pi basse. uno dei comuni in cui si fa pi agriturismo, in
quanto ospita pi di 80 aziende registrate, alcune anche ben
strutturate, e altre sono in attesa di autorizzazione. A differenza
di altre zone, sono stati gli italiani a cominciare e sono ancora
la maggioranza. Gli stranieri sono soprattutto tedeschi, ma anche
svizzeri, olandesi, americani, ora anche francesi e belgi. Sono investimenti giovani, e chi li ha fatti guarda alla dinamica delle presenze con apprensione, dopo la battuta darresto del 2003.
Anche a Manciano si ritiene che mare e colline siano ancora separate, dal momento che i flussi turistici sono diversi. Ma
si pensa che lintegrazione sia la chiave per il decollo dellarea.
Saturnia sta creando sul tombolo della Giannella un punto di appoggio al mare in una vecchia azienda agricola, con unattrezzatura da spiaggia di livello elevato. Ma si ritiene che ci sia ancora
molto da fare sia per gli amministratori che per gli operatori economici per arrivare allintegrazione dei due flussi, tenuto conto
dellattuale scarso livello di collaborazione fra comuni.
Il tema del collegamento dellinterno con la costa chiaramente ben presente nella mente dei responsabili della strada
del vino dei Colli di Maremma. La loro opinione che dalle
colline in un quarto dora o poco pi si va al mare, su una costa
ricca di spiagge libere, quindi il turismo rurale e quello costiero
possono attrarsi a vicenda. Ma per realizzare lintegrazione con il
turismo costiero le strade devono essere migliorate e rese pi scorrevoli. La costa non ancora sfruttata appieno, ci sono molte strutture che potrebbero essere rimesse a posto e utilizzate anche dinverno. Le condizioni per uno sviluppo integrato costa-interno quindi esistono, ma vanno sfruttate, a parere degli intervistati, realizzando il giusto rapporto qualit/prezzo. Attualmente questo non
avviene spesso, come testimonia leccessivo aumento del prezzo
del Morellino di Scansano, un vino il cui prezzo non dovrebbe
superare i 5-6 euro, a meno di riserve particolari.
b) I punti di forza e gli elementi di debolezza
I punti di forza delle Colline dellAlbegna-Fiora ci sono stati
segnalati con precisione dagli intervistati. Sono lambiente, larcheologia, le terme, e lenogastronomia anche in quanto espressione di tradizioni e cultura.
Lambiente considerato un punto di forza in s in quanto
poggia su un territorio dilatato, incontaminato, vasto e non sfruttato, poco abitato e quindi con ampi spazi liberi. Ma lambiente anche visto come il perno intorno al quale ruotano gli altri
punti di forza dellAlbegna-Fiora, quali la storia e la cultura delle
citt del tufo, la pietra con la quale sono stati costruiti i monumenti e i centri storici della zona, le tradizioni enogastronomiche, nate
allinterno di unagricoltura estensiva con i suoi formaggi di pecora e la carne maremmana che riflette labbondanza di prati e

134

di pascoli, le terme. La particolare collocazione ambientale delle


terme ha dato vita a un termalismo dal carattere di benessere
generalizzato amato anche dai giovani i quali lo trovano in sintonia
con il concetto pi generale di cura di se stessi per la sua coniugazione con un territorio e un mare allo stato naturale.
I punti deboli sono stati indicati nella viabilit complicata,
che penalizza i turisti ma anche il traffico di servizio, e che
potrebbe essere migliorata senza danni ambientali semplicemente allargando e rendendo meno tortuose le strade esistenti.
Un punto debole considerato anche lincremento veloce
del turismo che ha offeso il territorio di alcune aree, come intorno a Saturnia, dove sono proliferate le strutture ricettive spesso improvvisate sotto la spinta della pressione della domanda.
Altro punto debole considerata la difficolt di compiere il
salto culturale che occorre per investire, organizzarsi e operare
in una realt turistica emergente non limitandosi a lamentare la
carenza di infrastrutture stradali come lautostrada, ma migliorando la viabilit esistente.
Un punto di debolezza visto anche nello spopolamento e
nel calo delle nascite, con la popolazione che diminuisce e invecchia sempre pi.
Punti deboli sono considerati poi la frequente mancanza di professionalit in ristoranti, alberghi, negozi, enoteche, agriturismi,
bar, dove raramente si conoscono le lingue straniere e si in grado di presentare i prodotti; la carenza di alberghi in grado di
alloggiare un bus di turisti per evitare che vengano smistati a
pi agriturismi; la difficolt di trovare guide turistiche
multilingue e personale di agenzia preparato.
Punto di debolezza, infine, considerata lassoluta mancanza di una politica turistica di indirizzo e di supporto, che
porta a vivere pericolosamente sugli allori.
c) Progetti e linee di sviluppo
La discussione sulle linee di sviluppo del turismo delle Colline dellAlbegna-Fiora si soffermata spesso sullopportunit
e la realizzabilit di un ispessimento dei legami con il turismo
della costa.
C chi ritiene che il turismo della costa non porti n possa
portare niente o quasi alle Colline, che quindi dovrebbero pi
utilmente orientarsi allaccrescimento della ricettivit interna
finch lo si pu fare senza danno per lambiente, ed eventualmente cercare di realizzare unintegrazione con la montagna
dellAmiata.
C anche chi, pur ritenendo che il turismo della costa e il
turismo dellinterno siano ancora due turismi diversi, per
impegnato a proporre tour allinterno, nel parco archeologico e
sullAmiata, oppure a offrire pacchetti misti, per esempio tre
notti a Santa Fiora e quattro a Principina a mare per gli olandesi che arrivano in aereo, con degustazione di olio e vino. Queste offerte tuttavia non incontrano il favore dei turisti italiani

135

della costa, un target ritenuto basso. Per realizzare una effettiva integrazione costa-interno ritenuto necessario, quindi,
innanzitutto innalzare il livello di questo target.
Altri intervistati pongono lesigenza dellinnalzamento del
livello dei turisti della costa in unottica pi generale di
riposizionamento del turismo balneare che valorizzi linterno a
beneficio innanzitutto del turismo balneare stesso. Si ritiene,
cio, che per promuovere il mare occorra comunicare con pi
forza la presenza della Maremma alle spalle della costa, rivolgendosi a unutenza culturalmente pi consapevole dei valori
dellinterno, valori ai quali, del resto, sono sempre pi spesso
associate le immagini pubblicitarie della Maremma.
Coerente con la comunicazione di una immagine integrata
costa-Maremma dovrebbero essere la politica dellespansione
della ricettivit non limitata a nuovi insediamenti, ma incentrata sulla riqualificazione di quelli esistenti, tenuto conto che,
anche se le colline del Fiora hanno pi attrattive (terme, tombe
etrusche, citt del tufo), la Valle dellAlbegna, pur avendo ereditato un patrimonio storico meno ricco, pu contare anchessa
sulla cultura del territorio e sullatmosfera maremmana.
Per il Consorzio LAltra Maremma, che in proposito pu
portare la testimonianza dellesperienza diretta di operatore
turistico, nel periodo estivo lo scambio interno-costa gi in
atto. Chi decide di venire in zona sa che pu andare al mare in
mezzora percorrendo strade senza molto traffico. Soprattutto
nel territorio fra Manciano e la costa, dove il mare parte del
paesaggio, la possibilit della balneazione influisce nella scelta di alloggiare nellinterno. Fiducioso nel fatto che il turismo
rurale possa diventare il motore dello sviluppo se supportato
da produzioni agricole di qualit come olio, carne bovina
maremmana e chianina, e carne di maiale, il Consorzio LAltra Maremma ha da poco aperto unagenzia di viaggi per vendere linterno collegandosi con la costa, e sta cercando un punto di riferimento balneare. Al momento delle interviste per
non disponeva di tour organizzati dal mare allinterno.
Lottimismo del Consorzio sulle possibilit di sviluppo delle Colline dellAlbegna-Fiora facendo leva sul turismo rurale
collegato con la costa e integrato con lagricoltura locale nasce
anche dalla convinzione che larea possiede una ricettivit adeguata, da ampliarsi eventualmente solo consolidando quella
esistente sulla costa e nellinterno. Cos sarebbe anche possibile realizzare lintegrazione dellagricoltura con il turismo rurale, se venissero favoriti lagriturismo, e le produzioni tipiche e
biologiche. Secondo il Consorzio solo un problema culturale
impedisce di procedere con celerit su questa strada, come dimostrano le frequenti incomprensioni fra operatori.
Per quanto riguarda la politica della ricettivit sono emerse
anche opinioni diverse. Alcuni intervistati ritengono infatti che
mentre sulla costa sarebbe opportuno recuperare solo lesistente,
come le ex colonie marine, nellinterno bisognerebbe favorire

136

lo sviluppo della ricettivit investendo non solo negli agriturismi,


ma anche in alberghi e villaggi. Non si tratterebbe di costruire
grasttacieli in campagna, ma qualcosa di meno rurale del casale
ristrutturato, purch ben inserito nella natura. Salvare lambiente
inutile, ci stato detto, se poi lambiente stesso trascurato;
meglio, allora, una struttura turistica dallimpatto visivo non
troppo forte, costruita senza ricorso a materiali plastici. Anche
in questo caso, tuttavia, viene evidenziato il limite culturale,
che porta a non cooperare fra i soggetti interessati alle diverse
forme di ricettivit.
Presso lamministrazione comunale di Manciano si sostiene che non basta avere un territorio eccezionale, dotato anche
di terme, per attirare i turisti. Anche un agriturismo ben organizzato su un bellissimo territorio, non pu avere un flusso adeguato di ospiti senza un lavoro di immagine. Occorre una promozione efficace, che passi attraverso la cultura. Il Comune
quindi organizza la manifestazione I quattro venti, una rassegna darte contemporanea con la quale promuove la cultura
insieme ai formaggi e ad altri prodotti tipici, organizzando
mostre e spettacoli teatrali anche nelle strutture agrituristiche.
Alcune aziende collaborano con il Comune, ospitano e allestiscono manifestazioni, contribuendo anche finanziariamente.
Lattivit del Comune di Manciano anche diretta a far comprendere agli operatori limportanza che si stabilisca un rapporto equilibrato fra qualit e prezzo e che si proceda in modo
concertato al riguardo. Il Comune cerca inoltre di sensibilizzare
gli operatori sul fatto che non bisogna spingere il processo di
sviluppo turistico fino a sostituire lagricoltura e il mondo di
tradizioni e di valori che orbita intorno ad essa, dal momento
che le localit che possiedono belle strutture sono numerose, in
competizione fra di loro e quindi soggette a soccombere, mentre sono poche e candidate a un successo pi duraturo le localit legate al territorio, alle sue produzioni, alla sua storia e alle
sue tradizioni.
Il legame fra turismo e filiere agroalimentari naturalmente presente anche nelle iniziative della Strada del vino27, che
sta studiando pacchetti e iniziative per la bassa stagione, gite a
cavallo e passeggiate nei parchi per chi soggiorna negli
agriturismi, degustazioni di vini locali e prodotti tipici, anche
per chi soggiorna in albergo. Durante lestate la Strada organizza manifestazioni canore e cabarettistiche: in particolare, a
fine agosto, levento Vinellando in collaborazione con il comune di Magliano. Questo evento prevede degustazioni e la
partecipazione di enologi e giornalisti di settore.,
Queste linee di sviluppo sono confortate da alcuni esempi,
che ci vengono riferiti, di realt dove il turismo rurale integrato
27

Questa Strada partecipa anche, a Magliano, alle iniziative di ristrutturazione del


centro storico, a dimostrazione dellampiezza dello spettro di risorse identitarie locali
che si integrano nellofferta turistica di una strada del vino.

137

sembra contribuire alla rivitalizzazione delle aree rurali interne. Valga per tutti lesempio del comune di Manciano, dove gi
ora il turismo rurale il principale motore di sviluppo e le strutture turistiche assumono dipendenti. Il comune non si sta spopolando, anzi, richiama immigrazione, ed un luogo di opportunit perch mancano cuochi e camerieri che parlino lingue
straniere. Molti giovani si sono fermati sulla terra di famiglia e
la disoccupazione sotto controllo: il turismo rurale -ci viene
detto con comprensibile orgoglio- ha fatto pensare ai giovani
di avere un futuro nella loro terra.
4.4
Le tipologie e le dimensioni della ricettivit per un turismo
rurale di eccellenza
Ai testimoni privilegiati, sulle cui interviste abbiamo appena
riferito, e ad altri operatori pi direttamente impegnati nella
ricettivit rurale abbiamo chiesto quali possono essere, sulla
base della loro esperienza e delle loro conoscenze professionali, i tipi di ricettivit pi adatti a sostenere un turismo rurale di
eccellenza nel rispetto della economicit della gestione.
Stabilire qual la dimensione ottimale per unimpresa
ricettiva di turismo rurale, ci stato detto, non facile, dipende
molto dalle capacit individuali, ce ne sono di piccole che sopravvivono bene e di grandi in difficolt. E infatti dalle indicazioni di tutti gli intervistati (fra i quali, in particolare, operatori
ricettivi inclusi i campeggi, tour operator, responsabili di istituzioni che svolgono promozione per il turismo rurale, qualche
ristoratore) emersa una pluralit di modelli di strutture ricettive
economicamente sostenibili, diverse fra loro non solo per dimensioni in termini di posti letto, ma anche per le forme
gestionali e per le modalit organizzative (con riferimento alla
natura esclusivamente familiare o meno della gestione, alle
possibilit di integrazione con il reddito agricolo, al periodo di
apertura, alla offerta di servizi aggiuntivi quali la ristorazione e
le attivit sportive e ricreative, allinserimento o meno nei pacchetti predisposti dai tour operator).
Per quanto riguarda il riferimento alle tre aree di studio non
sono emerse, invece, indicazioni di apprezzabile diversit; solo
in Lunigiana si manfestata la predilezione per il turismo individuale e per le piccole strutture ricettive che a questo si possono associare. Come abbiamo gi avuto modo di riferire in precedenza, infatti, la Lunigiana non considerata dai suoi amministratori e operatori, n al presente n in prospettiva, una destinazione turistica per il turismo organizzato. Gli agriturismi,
come gli alberghi, sono piccoli e la gestione sempre familiare, adatta al turismo individuale. Operatori pubblici e privati
ritengono che il turismo di massa tradirebbe le stesse ragioni
dello sviluppo turistico dellarea, e quindi danno la loro

138

prefernza al turismo di nicchia.


I modelli di strutture ricettive per il turismo rurale che ci
sembra di poter dedurre dalle indicazioni del complesso degli
intervistati appartengono a due tipologie principali:
1) le strutture ricettive prevalentemente a gestione familiare,
che possono risultare sostenibili, con gli accorgimenti organizzativi e di integrazione del reddito che riferiremo, con
dimensioni di 10-15 posti letto;
2) le strutture ricettive condotte ricorrendo prevalentemente a
lavoro salariato, che sono sostenibili per dimensioni superiori e pi precisamente intorno ai 30 posti letto.
Allinterno di tali tipologie vi sono pi modelli di ricettivit
caratterizzati da combinazioni diverse di numero di posti letto,
forme organizzative e offerta di servizi.
Ci riferiremo a questi modelli con il termine imprese (o strutture) ricettive di turismo rurale. in questo significato generico
che gli intervistati hanno molto spesso adoperato il termine imprese agrituristiche, senza con esso volersi riferire esclusivamente
allagriturismo autorizzato. Infatti, mancando da noi una
tassonomia delle forme di ospitalit in campagna del tipo, ad esempio, di quella francese, non solo la gente comune ma anche gli
operatori del settore, almeno per quanto riguarda le aree di nostro
interesse, trovano sbrigativo indicare con il termine agriturismo
ogni struttura ricettiva rurale in qualche modo associata alla pratica agricola. Probabilmente induce a questa generalizzazione anche la constatazione che molte imprese agrituristiche autorizzate
si presentano, almeno in apparenza, come strutture ricettive di altro tipo. Presso gli operatori vi la consapevolezza che per attirare
i clienti c bisogno di vere aziende agrituristiche, dove si mangia quello che stato colto nellorto o allevato nellazienda, poich si ritiene che siano i prodotti tipici e la cucina di casa ad attirare, insieme al prezzo giusto, i clienti. Ma la constatazione della
realt porta a dire agli intervistati che sebbene lagriturismo sia
nato per questo, cio per arrotondare il reddito del contadino e
salvare lagricoltura, spesso i prodotti tipici non ci sono e i prezzi
sono da cinque stelle. Viene portato lesempio della Provincia di
Grosseto, dove secondo un intervistato figurano 560 agriturismi,
ma quelli veri sono poche decine. La conclusione amara di alcuni
intervistati, di fronte a questa realt, che allora tanto vale costruire residence e villaggi da almeno 20 camere nel rispetto dellambiente ma senza ipocrisie, perch anche i piccoli agriturismi sono
quasi sempre falsi, si limitano a consegnare le chiavi di un appartamento disadorno senza prodotti tipici, spesso senza neppure la
colazione. E non hanno dimensioni adatte al turismo organizzato.
Anche altri hanno fatto presente che lagriturismo per definizione
dovrebbe essere un prodotto di nicchia, non pu costituire un grande
business dal momento che dovrebbe essere complementare al reddito agricolo, se si rispettassero i vincoli dovrebbe avere poche
camere, ma di fatto nelle campagne si trova di tutto.

139

1) La tipologia delle piccole imprese ricettive a conduzione


familiare
In questa tipologia c chi ritiene che il minimo per essere competitivi sono tre o quattro appartamenti, circa 12 posti letto,
che consentono di investire qualcosa in promozione, purch la
gestione sia familiare. A questo livello dimensionale, infatti,
non ci si possono permettere assunzioni.
Altri sostengono che se lazienda familiare la dimensione
ideale 15 posti letto. Non di pi perch senza personale sarebbe difficile gestirli mantenendo un servizio adeguato; non
di meno perch con un numero inferiore di posti letto si pu
fare soltanto B&B. Nel numero dei letti non bisogna contare i
bambini, perch spesso non pagano, o pagano pochissimo, e si
rischia di avere un reddito soltanto sulla met degli ospiti, quindi
per i bambini bisogna considerare letti in pi.
Sul valore dimensionale di 15 posti letto come valore
ottimale per una gestione esclusivamente familiare vi una certa
convergenza fra gli intervistati. stato infatti osservato che le
piccole aziende sopravvivono a fatica. In esse lattivit agrituristica
pu essere soltanto un arrotondamento del reddito agricolo,
poich con la sola ricettivit al di sotto delle 10 persone non si
sopravvive, e una famiglia pu reggere da sola fino a 15 persone, al di sopra occorre qualche aiuto. Viene anche suggerito di
tenere presente, in proposito, che nel tentativo di integrare il
reddito molti si improvvisano ristoratori perch gli ospiti
nellagriturismo vogliono gustare la cucina tipica e i prodotti
locali, ma anche se riescono a dare un servizio di qualit difficile che la ristorazione risulti redditizia in s, invece da considerare un servizio in pi che arricchisce e completa lofferta
dellospitalit agrituristica rendendola competitiva rispetto alle
altre forme di ospitalit.
Laffermazione che la ristorazione non remunerativa nelle
piccole gestioni familiari trova indirettamente conferma nellesperienza di un ristoratore di Montemerano, il quale riferisce che con 9 tavoli, 9 dipendenti e tre persone di famiglia gestisce da trentanni un ristorante di livello alto con cucina raffinata, quindi una situazione particolare. Il ristoratore in questione ritiene che per aprire in Maremma un ristorante da 30 coperti
di livello medio (prezzo compreso fra i 25 e i 50 euro28) occorrano
4 persone in cucina e 4 in sala. A queste condizioni possibile
offrire buona qualit e, se ci si limita a poche cose semplici fatte
bene, del tipo di una cucina tipica senza sprechi, si pu ricavare un buon reddito. Ma occorre un afflusso costante di clienti, e
questo spiega perch difficile per un agriturismo organizzare
un buon servizio di ristorazione.
Anche lesperienza di un ristoratore della zona di Pitigliano
conferma che le piccole gestioni familiari sono difficilmente
sostenibili se non trovano unintegrazione di reddito con latti28

Quantificazione dellestate 2003

140

vit agricola. Con 8 letti soltanto nel casale, un piccolo campeggio per 10-12 campeggiatori di un certo livello, la cena al
lume di candela offerta nel casale stesso e la gestione sostenuta
esclusivamente dai due coniugi, la sopravvivenza possibile soltanto perch lattivit si integra con un modesto reddito agricolo.
Altre testimonianze richiamano lesigenza per le piccole
strutture ricettive di cercare una integrazione non solo nel reddito nellattivit agricola, ma anche nellorganizzazione di servizi sportivi e ricreativi per gli ospiti. Si fa rilevare che in media gli agriturismi hanno 5-6 camere o 2-3 appartamenti, oppure 5 camere e 1 appartamento, e non possono sopravvivere con
questa sola attivit senza un reddito agricolo, o almeno un maneggio, o corsi di giardinaggio o altre cose del genere. Avere
pi camere e appartamenti pu fare guadagnare bene nellalta
stagione, ma i costi nella bassa stagione sono poi eccessivi.
Le piccole strutture ricettive a carattere familiare sono ritenute per definizione inconciliabili con il turismo organizzato.
Tuttavia merita attenzione la posizione, operativa e non di semplice punto di vista, del titolare di unagenzia specializzata nella fornitura di servizi allenoturismo, la quale organizza tour
enogastronomici con visite alle cantine e ai frantoi, ma include
a richiesta anche corsi di cucina, golf, archeologia, terme, sagre paesane. Lagenzia lavora soprattutto con inglesi, americani e scandinavi i quali, afferma il suo responsabile, dopo la
liberalizzazione degli alcolici in Svezia e Norvegia hanno imparato ad apprezzare il vino. Si tratta di un turismo individuale
o al massimo di piccoli gruppi di professionisti del settore, non
pu essere un turismo di massa. Ebbene, questa agenzia afferma di lavorare bene con agriturismi misti, 4-5 camere da affittare giornalmente in B&B o anche in mezza pensione, pi due
o tre appartamenti un p pi rustici da impegnare a settimane.
Il vincolo posto che si tratti di strutture di qualit con un buon
ristorante, perch i clienti dellagenzia appartengono alla fascia medio-alta. Lopinione del titolare dellagenzia che tutto
il turismo rurale sta cambiando, oggi attira una clientela esigente e gli agriturismi devono alzare il tiro, competere sempre
di pi con gli hotel de charme, anche se purtroppo con poche
camere difficile. Ma con una struttura grande si rischia di pi,
a meno che non si riesca a destagionalizzare lattivit, ad avere
clienti tutto lanno. Per il servizio di ristorazione la situazione
sta migliorando perch attualmente pi facile ottenere la licenza per mettere a tavola i clienti esterni, anche se in questo
modo si fa concorrenza ai ristoranti.
Da questa testimonianza sembra emergere che la piccola
dimensione pu, in certi casi, conciliarsi con iniziative di turismo organizzato. Dallintervista al titolare dellagenzia si dovrebbe anche desumere che la rimozione del vincolo della
fornitura dei pasti ai soli ospiti potrebbe rendere la ristorazione
sostenibile anche per le piccole gestioni. Questo suggerimento
va valutato alla luce degli altri pareri sopra riferiti, i quali in-

141

dicano che un numero di coperti elevato non gestibile nellambito familiare e richiede il ricorso a personale esterno, aggravando
in questo modo i costi a fronte della stagionalit delle entrate.
Da segnalare, infine, la testimonianza meno ottimistica di chi,
riguardo allopportunit di organizzare tour enogastronomici a
favore degli ospiti del turismo rurale, afferma che in effetti si
notano alcuni tentativi in questa direzione, ma che tali tentativi
risultano frustrati dalla difficolt di convincere a partecipare a
unescursione di qualche giorno in bus, con costi aggiuntivi di
spostamento, persone che hanno raggiunto in auto le loro
desinazioni di vacanza.
2) La tipologia delle imprese ricettive di dimensioni elevate
che ricorrono a lavoro salariato
Lopinione di alcuni degli intervistati che i tour operator cercano strutture pi grandi di 12-15 posti letto a cui appoggiarsi.
Probabilmente limpresa che ha pi possibilit quella con 1012 camere, cio una trentina di letti, il massimo consentito anche alle aziende agrituristiche vere e proprie, perch in questo
caso possibile destinare una parte dei posti letto ai tour operator
e una parte alla clientela propria, con maggiori garanzie di guadagno. Con 30 letti ci si pu permettere qualche aiuto stagionale, o a orari flessibili, e magari organizzare un servizio ristorante. Ma difficile sostenere un servizio ristorante con i soli
ospiti, che non sono assidui, e che quindi devono poter essere
integrati da clienti esterni, perch i costi rimangono quasi tutti
anche se a cena vengono in cinque, come si espresso efficacemente un intervistato.
Altri intervistati precisano che 30 posti letto rappresentano
una dimensione appropriata per una gestione non esclusivamente familiare, perch ci si pu permettere un cuoco, un aiuto-cuoco e una persona per le camere, cio il minimo indispensabile. Se i letti sono di pi occorre pi personale, ma bisogna
tener presente che ci sono i periodi in cui i clienti sono pochissimi. Quindi solo se lapertura stagionale si possono avere
anche pi camere e pi personale, naturalmente temporaneo.
chiaro che questo non vale per lagriturismo, che soggetto al
limite massimo di 30 letti.
stato fatto rilevare che il passaggio a una struttura ricettiva
di dimensioni superiori pu consentire un salto di qualit: Gi
con 30 letti si pu realizzare uno standard pi alto di quello
delle piccole aziende familiari, ci si pu permettere investimenti pi costosi e puntare a clienti medio-alti. Per bisogna
assumere tre o quattro persone fisse, pi qualche aiuto stagionale per il giardino e la piscina.
Si ritiene che dal punto di vista del turismo organizzato
occorrerebbero almeno 20-25 camere, cio quelle necessarie per
dare ospitalit a un bus completo, ma sarebbe accettabile anche la
disponibilit di 10-12 camere, in modo da distribuire il bus su due
strutture ricettive vicine, accorgimento che consente, tra laltro,

142

di rispettare i limiti imposti allagriturismo. Se ci si limita al B&B,


con 10-12 camere ce la pu fare anche una famiglia con laiuto di
una sola donna a ore per le pulizie. Se per si vuole offrire il servizio ristorante bisogna che i 20-30 ospiti siano tenuti a mezza pensione e occorre assumere due cuochi, un lavapiatti e un cameriere.
Ma 30 letti, con almeno 12 camere, sono necessari perch la famiglia possa permettersi un aiuto in cucina, uno in sala e uno per le
camere. Al di sotto di questi numeri si pu solo dare la chiave
della camera e fare la pulizia una volta alla settimana, finendo con
il soddisfare una clientela che non interessata a godersi la campagna e a gustare i prodotti tipici. un altro tipo di turismo, che
non sfrutta le potenzialit delle aree rurali.
Dalla Lunigiana viene la testimonianza di un albergatore
secondo il quale per offrire un servizio efficiente allospite occorrono almeno 7-8 camere, che rendono possibile anche la
mezza pensione, assumendo un cuoco, un cameriere e una donna
per le camere.
3) Gli agricampeggi
Secondo alcuni intervistati lagricampeggio presente e proponibile pi sulla costa, dove soggetto a minori vincoli. Talora
lagricampeggio si associa a una struttura ricettiva risultando di
modestissime dimensioni (meno di 10 piazzole) e non autonomo
economicamente e organizzativamente (i campeggiatori, a parte
lalloggio, usano i servizi della struttura ricettiva). Volendo fornire indicazioni dimensionali per quanto possibile precise, dalle testimonianze degli intervistati risulterebbe che per una gestione
economicamente sostenibile occorrono almeno 200 piazzole, che
significano mediamente 600 persone, cio tre persone a piazzola.
Pu sembrare molto, ma bisogna considerare, ci dicono, che il
campeggio un grosso investimento, non basta il terreno, ci vogliono le riserve idriche, punti luce, fogne, canalizzazioni, insomma opere di urbanizzazione spesso tecnologicamente evolute. Le
piazzole devono essere costruite in modo da far filtrare in profondit lacqua piovana: poi occorrono servizi centralizzati, bar, ristorante, reception, vigilanza. La gestione molto pi complessa
dellagriturismo e dellalbergo. Per questo le dimensioni ideali
sono probabilmente anche superiori, tali da consentire di ospitare
da 1.000 a 1.500 persone.
La dimensione ottimale del campeggio dipende per anche
dalla presenza o meno di bungalow, che aumentano la possibilit di reddito perch la stagionalit si allunga a sei mesi e si
attirano fasce diverse di mercato (non solo famiglie, anche studenti, anziani, gruppi organizzati). In questo caso possono bastare dimensioni medio-piccole, dalle 100 alle 200 piazzole,
per resistere sul mercato. Sopra le 500 piazzole, invece, il campeggio diventa difficile da gestire mantenendo la qualit che il
turista si aspetta in Toscana.
Con riferimento specifico allagricampeggio ci stato detto
che occorre investire di pi, per realizzare strutture pi belle

143

paesaggisticamente, per offrire la gamma articolata di servizi


che il territorio che ospita gli agricampeggi in genere non possiede, per promuoversi, per rendere disponibili agli ospiti i prodotti tipici. Se le dimensioni sono medio-grandi (oltre 200 piazzole) pi facile organizzare il servizio di mezza pensione
mantenendo una buona qualit e il collegamento con le filiere
agricole della zona.
4) Gli alberghi per il turismo rurale
Naturalmente lalbergo non ritenuto congeniale al turismo
rurale, una forma di turismo il cui successo anche dovuto al
tentativo di ricostruire un focolare domestico, di riunire la famiglia. Lalbergo invece in qualche misura perpetua la condizione di sfaldamento, il modello cittadino in cui la famiglia si
divide e si vive prevalentemente fra estranei. Non a caso gli
alberghi di campagna, viene osservato, implicano forzature
strutturali, non ci sono le camere in senso classico, ma si tende
a proporre piccole suite e caminetti, oltre a piscine e giardini.
Qualche intervistato per pi possibilista, e fa notare che
gli alberghi sono svantaggiati rispetto agli agriturismi, perch
non beneficiano di contributi e sostegni promozionali. Ma se
ubicati nel verde e gestiti in modo appropriato possono essere inseriti nel circuito del turismo verde. Il modo di gestione
appropriato a cui si allude si pu riassumere generalizzando
le caratteristiche della struttura alberghiera in campagna di un
intervistato, il quale si dichiara soddisfatto dei risultati economici che ne trae:
- dimensione relativamente piccola (14 camere);
- servizio ristorante con cucina tipica rigorosamente legata al
territorio, con un familiare in cucina;
- gestione prevalentemente familiare (nel caso specifico dellalbergo dellintervistato: una famiglia di cinque persone e
due collaboratori);
- offerta di servizi agli ospiti (piscina, informazioni sui dintorni, organizzazione gite).
In sostanza, come afferma anche un altro intervistato, certamente lalbergo non particolarmente adatto al turismo rurale.
Tuttavia, se lalbergo ha una struttura familiare ed gestito in
modo personalizzato, pu inserirsi anchesso nel circuito di
questo tipo di turismo. Esempi si trovano in Lunigiana, dove
operano diversi alberghi con 7-8 camere, dimensione che ne
consente la gestione da parte della famiglia con modesti aiuti.
Questi alberghi offrono atmosfere familiari e prezzi accessibili. Anche strutture pi grandi, per, se sono localizzate nel verde e adeguatamente strutturate, possono inserirsi nel circuito
del turismo rurale, almeno in parte. Del resto, viene fatto notare da un altro operatore del settore alberghiero, gi con 7 camere, il minimo per entrare nella categoria albergo, si pu sopravvivere, purch la gestione sia rigorosamente familiare, cio limmobile sia di propriet e la famiglia sia in grado di gestire lal-

144

bergo senza aiuti, anche se a prezzo di un autosfruttamento


notevole di tutti i familiari attivi.
Problemi possono venire dal dimensionamento della
ristorazione, che non pu essere convenientemente commisurata
al numero degli ospiti di un albergo con 7 camere. Per potersi
permettere un servizio di ristorante, sia pure limitato a pochi
piatti tipici, bisogna poter contare su almeno 25 coperti, cio
gli ospiti dellalbergo pi una piccola rotazione di clienti esterni affezionati.
Vi poi laspetto della possibilit o meno, con le piccole
dimensioni, di instaurare rapporti con i tour operator. Secondo
gli intervistati il tour operator ha costi pubblicitari e promozionali da recuperare; quindi, per prendere in considerazione una
struttura ricettiva ha bisogno di almeno 5 camere, meglio ancora 10. Questo significa che lalbergo dovrebbe avere una trentina di camere, perch una buona regola gestionale, secondo
gli intervistati, consiste nellaffidare al tour operator un settimo della capienza, altrimenti preferibile dividere la capienza
stessa fra pi operatori, in modo da non trovarsi in condizioni
di debolezza contrattuale. Un intervistato che dispone di una
quarantina di camere dichiara di affidarne ai tour operator non
pi di 6-7. Questo forse spiega perch, egli dice confortato dallesempio di un altro intervistato, nel turismo rurale sono pochissime le strutture ricettive che lavorano con le agenzie: non
sono abbastanza grandi. Ma c anche chi ha osservato che il
tour operator potrebbe risolvere il problema delle piccole dimensioni intrattenendo rapporti con pi strutture piccole ravvicinate e simili fra loro.
Nel complesso, queste testimonianze sembrerebbero indicare che non sono i tour operator a richiedere un gran numero
di camere, come in genere si ritiene. Sono piuttosto i gestori
delle strutture ricettive che non considerano prudente affidare
tutte le loro camere ai tour operator.
Per concludere, presentiamo un quadro schematico dei modelli di strutture ricettive per il turismo rurale ritenute sostenibili
dai testimoni privilegiati intervistati.
1. Impresa ricettiva fino a 15 p.l., a conduzione esclusivamente
familiare, modello B&B. Ha il difetto di non valorizzare le
risorse proprie delle aree rurali.
2. Impresa con 10-15 p.l. e ristorazione semplice di tipo casalingo per soli ospiti, a gestione esclusivamente familiare.
Ammette una variante con un numero minore di p.l. e un
numero limitato di posti tenda. Ha il difetto che per essere
sostenibile richiede attivit integrative del reddito (agricoltura, offerta di servizi ricreativi, sportivi e didattici per gli ospiti): attivit che, al pari della ristorazione, in molte situazioni
non possono essere condotte a livelli qualitativi confacenti.
3. Impresa ricettiva con 10-15 p.l. e ristorazione per pi di 15
persone, quindi anche per clienti esterni, a gestione non
esclusivamente familiare. Ha il difetto di richiedere il ri-

145

corso a lavoro esterno (almeno una unit di lavoro esterna, di


pi e di tipo professionale per una ristorazione di qualit).
[N.B. Tutte queste strutture ricettive non possono entrare
nel circuito dei tour operator, i quali chiedono almeno 5-10
camere].
4. Impresa ricettiva medio-piccola con circa 30 p.l. (anche
meno nella variante Lunigianese), a gestione non esclusivamente familiare, con ristorazione di qualit indirizzata
anche ai non ospiti per compensare la non assiduit degli
ospiti. Per un numero di coperti superiore a 25 la ristorazione
pu essere organizzata con un addetto alla cucina (cuoco),
un addetto alle camere e un addetto alla sala, eventualmente stagionali. una struttura ricettiva che pu entrare in
rapporto con i tour operator.
5. Agricampeggio con 200-500 piazzole per una media di 6001500 campeggiatori, senza bungalow e quindi utilizzabile
per una stagione limitata, attrezzato con servizi centrali di
reception, vigilanza, bar, ristorante.
6. Agricampeggio da 100-200 piazzole, con bungalow e quindi
adatto a restare aperto per una stagione pi ampia per un
migliore equilibrio economico.
7. Agricampeggio con pi di 200 piazzole organizzato a mezza
pensione di qualit, possibile a questi livelli dimensionali.
8. Piccolo albergo di dimensione prossima al minimo della
categoria (7 camere), a gestione rigorosamente familiare,
senza ristorazione.
9. Piccolo albergo di dimensione prossima al minimo della
categoria (7 camere), con ristorazione per 25 coperti indirizzata anche ai clienti esterni. A gestione familiare, ma richiede laiuto di una unit di lavoro esterna. Nella versione
presente in Lunigiana dispone in media di 7-8 camere, offre atmosfera familiare a prezzi modici.
10. Albergo medio-piccolo con circa 15 camere e ristorazione
tipica legata al territorio. Gestione familiare con 3 collaboratori esterni. Nella versione presente in Val di Cecina ha
14 camere, offre servizi ricreativi e sportivi agli ospiti,
condotto su base familiare con 2 collaboratori.
11. Albergo medio-grande con 35-70 camere e ubicazione periurbana ma immerso nel verde. Si presta a una utilizzazione
parziale per il turismo rurale ed in grado di intrattenere
rapporti con i tour operator29. Nella versione presente in
Lunigiana dispone di 70 camere e svolge anche una parziale funzione di struttura ricettiva per il turismo rurale.

29
La struttura segue la regola prudenziale di affidare al singolo tour operator non pi di
un settimo della capienza.

146

5.
SINTESI DEI RISULTATI E CONSIDERAZIONI
CONCLUSIVE

La Lunigiana, lAlta Val di Cecina e le Colline dellAlbegna e


del Fiora, le tre realt rurali toscane che abbiamo preso in considerazione per valutare la possibilit di perseguire, attraverso
il turismo rurale integrato con lagricoltura, uno sviluppo locale sostenibile in territori che non hanno ancora trovato un loro
autonomo cammino di sviluppo, sono caratterizzate da un ambiente naturale e da un paesaggio agrario prevalentemente
collinare-montano, dominato dai boschi e per lo pi reso gradevole dalla pratica agricola, che pu essere considerato un punto di
forza ai fini dello sviluppo del turismo rurale. Si tratta dellambiente e del paesaggio che, certamente con toni di maggiore e
singolare attrattivit, hanno favorito laffermarsi del turismo rurale nella Toscana pi nota e apprezzata da questo punto di vista.
Al di l di questo tratto riassuntivo comune ciascuna delle
tre aree presenta per una sua caratterizzazione specifica che
pu determinarne positivamente la differenziazione a fronte di
una domanda di turismo notevolmente segmentata e desiderosa di proposte innovative.
In Lunigiana la pratica agricola, esercitata su una porzione
limitata di territorio da aziende di piccolissime dimensioni, non
insediative e formate da pi corpi al contrario del caratteristico
insediamento poderale di gran parte della Toscana di tradizione mezzadrile, contribuisce a creare un disegno articolato del
paesaggio che reso caratteristico anche dalla presenza delle
montagne sullo sfondo. Su questo paesaggio rurale ha un effetto qualitativamente apprezzabile, inoltre, lapporto fornito dai
terrazzamenti, dai pascoli e dalla variet delle colture tra cui
anche quelle tipicamente mediterranee come la vite e lolivo.
una tipica ambientazione da tranquilla villeggiatura in campagna per famiglie, con aria buona e possibilit di escursioni in
montagna, il modello di vacanza che in Lunigiana ha una certa
tradizione e che ora si cerca di rilanciare rendendo maggiormente riconoscibili e fruibili da parte di un pubblico pi vasto
le molte risorse (ambientali naturali, culturali, locali,
enogastronomiche) di questi luoghi.
NellAlta Val di Cecina la vacanza si giova di un ambiente
in cui prevalgono le formazioni forestali, mentre le coltivazioni agrarie interessano una superficie modesta in cui trovano
posto soprattutto colture foraggere e pascoli. Da ci deriva un
paesaggio rurale che si caratterizza come naturale, tranquillo,
non aspro, riposante senza essere solitario grazie alla presenza
147

discreta di unagricoltura tendenzialmente estensiva ben amalgamata con lambiente naturale. Questo il tipico paesaggio
rurale dellAlta Val di Cecina che ha favorito un flusso consistente di turisti soprattutto stranieri la cui cultura, come sappiamo, privilegia gli aspetti ecologicistici e naturalistici della vacanza. I legami del turismo rurale con lagricoltura sono modesti, e
lobiettivo di uno sviluppo rurale maggiormente integrato con
lagricoltura deve essere perseguito senza trascurare la presenza
di una rilevante componente industriale nelleconomia dellarea.
Il territorio delle Colline Interne dellAlbegna-Fiora, oltre ad
essere caratterizzato dalla singolare formazione litologica tufacea
che ne interessa una porzione rilevante, riflette e testimonia la
presenza di una genuina ed estesa pratica agricola che tipica
della Maremma. Lintensit di rilievo, moderata e omogenea su
gran parte del territorio, favorisce le coltivazioni agrarie, anche
quelle pi tipicamente mediterranee, cos che la presenza diffusa
di olivo e vite, di pascoli e formazioni forestali quasi esclusivamente di tipo boschivo che si distribuiscono con regolarit nelluso del suolo, conferiscono al paesaggio una accentuata eterogeneit e un deciso carattere di mediterraneit. In questo territorio, dunque, ci sono tutte le premesse per uno sviluppo locale basate sul turismo rurale fortemente integrato con lagricoltura.
La ricerca caduta in un periodo di forte riflessivit del turismo toscano che ha investito anche il turismo rurale, ma le qualificazioni della crisi che ci hanno fornito gli operatori del turismo,
locali e a pi ampio raggio di operativit, inducono a ritenere che
il turismo rurale delle aree da noi prescelte ha una maggiore capacit di tenuta e migliori prospettive di ripresa. Questo per pi motivi.
Innanzitutto il turismo rurale, in generale, rappresenta un segmento
di mercato di tendenza che risente in misura minore della generale crisi del turismo. Inoltre la flessione del turismo rurale toscano
ha colpito maggiormente le aree collinari interne di agriturismo
forte predilette dai turisti stranieri, mentre le aree da noi prescelte
-con leccezione dellAlta Val di Cecina che, per la provenienza
degli ospiti e le motivazioni turistiche di questi, appare una
propaggine del turismo rurale della Toscana collinare- registrano
ancora un buon andamento delle presenze costituite in gran parte
da italiani. Infine, sebbene su questo aspetto non sia stato possibile condurre una indagine dettagliata, le aree prescelte, e la Lunigiana
in particolare, sembrano poter soddisfare lesigenza di prezzi
moderati sempre pi sentita dai turisti.
Riassumiamo ora i caratteri di queste tre aree che rivestono
maggiore importanza ai fini dello sviluppo di un turismo rurale di
eccellenza, cercando di evidenziare i punti di forza, gli elementi
di debolezza, le minacce, e le opportunit, ovvero i fattori interni
ed esterni che possono favorire o impedire tale sviluppo.
Le dinamiche
demografiche

Le aree di indagine condividono una dinamica demografica


negativa che, pur andando nella stessa direzione di quella media toscana, se ne discosta sensibilmente per intensit. Il Qua-

148

drante Interno della Val di Cecina, in particolare, ha subito una


drastica riduzione dei residenti di fronte allaumento di quelli
della Costa. Queste tendenze non sembrano attribuibili esclusivamente ai movimenti naturali della popolazione; molto probabilmente intervengono anche movimenti migratori che sono
causati dalla specifica situazione di marginalit economica e
sociale delle aree che abbiamo esaminato. Si tratta quindi di un
forte elemento di debolezza e di una minaccia per queste aree
ai fini di un possibile sviluppo locale, poich la struttura per
classi di et dei residenti appare inserita in una spirale perversa
a causa della quale il declino della popolazione destinato a
intensificarsi se non intervengono fenomeni virtuosi del tipo,
ad esempio, di un trasferimento della popolazione, in particolare giovanile, dalle zone urbane a quelle rurali. Ma questa eventualit appare remota non solo in Val di Cecina. Le testimonianze raccolte in Lunigiana individuano un ulteriore elemento di debolezza dellarea proprio nella tendenza, favorita dal
particolare assetto delle infrastrutture stradali e autostradali,
della popolazione a spostarsi verso i centri urbani del fondo
valle. Vi poi da tenere presente che in Val di Cecina -e anche
nellAlbegna-Fiora- alla base dellincremento demografico dei
comuni della costa vi siano anche trasferimenti dal quadrante
interno. NellAlbegna-Fiora, la buona performance del turismo
della Costa dArgento -che peraltro possiede anchesso elementi
di integrazione con lagricoltura dellarea, ma tali da assegnare
allagricoltura un ruolo satellite- sicuramente un fattore di
richiamo per le popolazioni giovanili dellentroterra.
Gli indicatori demografici dunque ci consegnano elementi
di debolezza e minacce rappresentati dal declino demografico
costante e dalla tendenza della popolazione a concentrarsi intorno ai poli produttivi e di servizio, mancando del tutto, invece, i fenomeni virtuosi inversi di trasferimenti e/o di ritorni dalle
zone urbane a quelle rurali. Correlate a ci vi sono le conseguenze negative delle dinamiche insediative di spopolamento
delle zone rurali, rappresentate dal degrado del patrimonio
abitativo e dal disagio sociale connesso con la insostenibilit economica dellerogazione dei servizi sanitari, scolastici e civici in
generale, che pu riflettersi negativamente anche sul turismo.
Un aspetto in parte positivo legato alla dinamica della popola- Gli indicatori
zione nelle aree di indagine il basso carico di residenti per ambientali
km2. Questo il primo degli indicatori ambientali che possiamo portare a testimonianza della qualit dellambiente, generalmente buona nelle tre aree considerate. Va rilevata tuttavia
la situazione di relativo svantaggio della Lunigiana, che presenta una densit di popolazione pi che doppia rispetto alle
altre due aree, a cui corrisponde un consumo di suolo sotto
forma di superficie urbanizzata relativamente elevato, ancorch
concentrato nel fondo valle. A compensazione di ci, la
Lunigiana pu vantare la presenza su una parte del suo territo-

149

rio del Parco Regionale delle Alpi Apuane, che valutabile di


buon livello riguardo agli obiettivi turistici e agli obiettivi a questi collegabili. La Val di Cecina, larea dove trovano la maggiore
diffusione le coltivazioni biologiche, possiede anche la pi alta
quota d territorio occupata da parchi e aree protette, mentre le
Colline dellAlbegna-Fiora appaiono meno avvantaggiate al riguardo, sia per fattori esterni (la superficie a parchi molto esigua),
sia per fattori interni rappresentati dalla scarsa diffusione delle
coltivazioni biologiche. Gli scostamenti degli indicatori in senso
negativo dalla media regionale si trovano anchessi pi spesso
presenti nelle Colline Interne dellAlbegna-Fiora.
In sintesi, quindi, premesso che lambiente rappresenta nel
complesso un punto di forza per le aree di indagine ai fini dello
sviluppo del turismo rurale, la Lunigiana si caratterizza come
larea relativamente pi urbanizzata e con minore pressione
turistica -ma questo indicatore, in quanto calcolato sulle presenze ufficiali, oltremodo ingannevole nel caso della
Lunigiana, che ha un elevato carico di presenze non ufficiali-,
lAlta Val di Cecina come larea con la maggiore dotazione di
aree protette e la maggiore pressione turistica, le Colline Interne
dellAlbegna-Fiora come larea con la minore densit di popolazione ma anche con il minor grado di attenzione allambiente.
Il peso
dellagricoltura
e le sue
possibilit di
integrazione con
il turismo rurale

Il peso dellagricoltura nelleconomia locale particolarmente


elevato nelle Colline Interne dellAlbegna-Fiora, tanto che questarea, dove lindustria contribuisce a formare una frazione
molto esigua del Valore Aggiunto e la quota di addetti allindustria alimentare e delle bevande legata alle produzioni agricole
della zona relativamente molto elevata, stata classificata
dalla Regione Toscana sistema produttivo locale manifatturiero specializzato nelle industrie alimentari. Anche in
Lunigiana lagricoltura assume un peso considerevole nelleconomia, e lindustria alimentare occupa una quota di addetti superiore, sia pure di poco, a quella media toscana. NellAlta Val
d Cecina lagricoltura contribuisce nella misura pi modesta,
fra le aree considerate, alla formazione del Valore Aggiunto. In
questo sistema economico locale classificato dallIrpet turistico-industriale lindustria, infatti, che prevale fortemente,
ma con scarso peso, al suo interno, dellindustria alimentare.
Pertanto lagricoltura svolge o in grado di svolgere un ruolo
di supporto al turismo rurale pi rilevante ( un punto forte)
nelle Colline Interne dellAlbegna-Fiora e in Lunigiana. In
Lunigiana i legami delle filiere agroalimentari con il turismo
rurale sono sostenuti dallescursionismo. La Lunigiana infatti
offre allescursionista occasioni di acquistare, e pi ancora di
consumare attraverso la ristorazione, molti prodotti alimentari
tipici (e preparazioni, ricette). Il peso che la spesa dei turisti
collegata a questi prodotti riveste nelleconomia degli operatori, in particolare agricoltori, per ritenuto modesto. Dalle nostre indagini dirette emerso anche in Lunigiana un maggiore

150

senso di soddisfazione da parte di agriturismi, negozi di alimentari e ristoranti, i quali valutano molto rilevante la spesa
dei turisti per la loro attivit. Nel complesso, quindi, in
Lunigiana esiste un certo legame fra turismo rurale e filiere
agroalimentari, che si spera potr risultare ispessito dallapertura della Strada del Vino dei Colli di Candia e di Lunigiana,
una vera e propria porta di ingresso alla Lunigiana per nuove
correnti turistiche e una vetrina per i suoi prodotti. A dispetto
della sua limitata offerta di prodotti tipici rinomati, infatti, la
Lunigiana possiede un patrimonio gastronomico semplice e al
tempo stesso ricco, che il turismo di nicchia e lescursionismo
hanno imparato ad apprezzare e ricercare, ma che pu contare
ancora su margini inutilizzati in grado di soddisfare una corrente turistica pi consistente rimanendo pur sempre lontano
dal punto di viraggio verso il turismo rurale di massa. Nelle
Colline Interne dellAlbegna-Fiora i turisti rurali e gli escursionisti che provengono dalle vicine localit di mare sono fortemente interessati alle produzioni tipiche e tradizionali di cui
larea ricca, e non solo alle terme e alle vestigia etrusche.
Linterno dellAlbegna-Fiora, infatti, grazie a un turismo prevalentemente domestico, vive con pi decisione una realt di
agricoltura legata al turismo rurale e da questo incitata ad adattarsi per compiacerlo, anche innovando nelle tecniche e nelle
produzioni, ma senza snaturarsi, almeno in questa fase del ciclo di vita del turismo dellarea. Inoltre le aziende agricole dellarea frequentemente risultano impegnate in produzioni sottoposte a disciplinare, e beneficiano di una particolarmente favorevole collocazione ambientale in parchi e aree protette, nonostante la scarsa diffusione di questi nel territorio. Non sorprende, quindi, quanto emerso dalle indagini presso gli operatori,
e cio che la reattivit dei turisti di fronte allofferta di prodotti
tipici, locali e tradizionali di queste colline decisamente positiva. Le maggiori differenze con la situazione della Lunigiana,
ad esempio, si rinvengono nellopinione degli operatori riguardo al peso della spesa turistica nel loro giro di affari. Tutte le
aziende agricole intervistate si ritengono sostanziosamente toccate dal business dei prodotti tipici, e anche gli altri operatori
intervistati, a tutti i livelli ma in particolare le aziende
agrituristiche e i ristoranti, considerano fondamentale per i
loro affari la spesa dei turisti. NellAlta Val di Cecina il turismo trova i suoi punti di forza, invece, nellambiente naturale e
in un paesaggio agrario poco caratterizzato dalla presenza e
dallazione delluomo. Gioca a favore del turismo rurale di
questa Valle, risultando gradito soprattutto allospite straniero,
il particolare connubio fra agricoltura estensiva, che quasi non
appare, e lambiente naturale che la ospita, in cui luomo presente in forma discreta. La Val di Cecina non offre molto, invece, dal punto di vista delle filiere agroalimentari tipiche e locali, se si escludono le produzioni vinicole che lambiscono la parte
settentrionale della Strada del Vino della Costa degli Etruschi.

151

Un punto debole dellofferta turistica rurale di questa Valle


anche la scarsa consapevolezza del possesso di risorse
enogastronomiche, atteggiamento che si giustifica, forse, con
il fatto che molti valligiani hanno una cultura operaia industriale. Inoltre, la provenienza prevalentemente straniera dei
turisti, i quali hanno una nozione di prodotto tipico imprecisa,
legata alla mediterraneit, alla italianit e, nel migliore dei
casi, alla toscanit, non stimola, probabilmente, a ricercare e
sfruttare i giacimenti di cultura e tradizioni locali che si accompagnano ai prodotti tipici. Notevole invece limpegno, in
questarea, nelle produzioni biologiche, a tutto beneficio dellimmagine di buona performance ambientale dellarea. I legami del turismo rurale rurale dellAlta Val di Cecina con le filiere
agricolo-alimentari, dunque, non sono elevati.
Situazione e
prospettive di
sviluppo del
turismo nelle
aree di indagine

Nelle aree di indagine il turismo rurale si trova ancora nelle


fasi iniziali del suo sviluppo. Delle tre aree considerate, solo il
Quadrante Interno della Val di Cecina presenta una intensit
turistica (presenze turistiche per abitante) superiore a quella
media toscana. Nelle interviste agli attori locali di questarea si
avvertito in effetti un certo timore che il turismo possa trovarsi prossimo al superamento della soglia di saturazione sociale,
timore probabbilmente dovuto anche al fatto che la densit di
popolazione di questa Valle estremamente bassa e quindi favorisce la percezione della presenza del turismo nella comunit. La Lunigiana, che per possiede una densit di popolazione
per kmq relativamente pi elevata anche se sempre inferiore a
quella media toscana, presenta invece una intensit turistica modestissima (in termini di presenze ufficiali). In sostanza, mentre il
turismo rurale dellAlta Val di Cecina e delle Colline dellAlbegnaFiora si sta sviluppando in una situazione particolarmente accentuata di bassa densit abitativa e di alta intensit turistica, quello
della Lunigiana si trova nella situazione opposta.
I dati ufficiali di offerta di posti letto e di presenze nellalberghiero e nellextra-alberghiero ci hanno fornito un quadro
notevolmente differenziato del turismo nelle aree di nostro interesse. La Lunigiana, a fronte di una disponibilit di posti letto in campeggi molto elevata, caratterizzata da una prevalenza di presenze in agriturismi e case in afftto. Lalta Val di Cecina
presenta una distribuzione pi equilibrata di posti letto e presenze, con una lieve prevalenza dei posti letto e delle presenze
nei campeggi e nelle case in affitto. Le Colline dellAlbegnaFiora appaiono invece divergenti rispetto alle altre due aree e
alla regione nel complesso perch possiedono una componente agrituristica accentuata sia come posti letto che come presenze, e una componente legata ai campeggi quasi inesistente.
In realt la Lunigiana, incamminatasi solo da poco sulla strada
del turismo rurale, sembra ancora impegnata a ristrutturare lofferta ricettiva esistente, basata prevalentemente su posti letto
in strutture alberghiere, oltre che a creare lofferta ricettiva di

152

tipo agrituristico pi rispondente alla dinamica della domanda


e allesigenza di collegare il turismo con lagricoltura e in genere con le risorse diffuse del territorio rurale. Le altre due
aree risultano pi avanti nellintento di valorizzazione delle
proprie risorse attraverso il turismo rurale. LAlta Val di Cecina,
in particolare, si trova in una fase avanzata di sviluppo del turismo rurale in termini di presenze e forme di ospitalit; larea
delle Colline dellAlbegna-Fiora, pur trovandosi, come la
Lunigiana, ancora negli stadi iniziali della crescita turistica
rurale, a differenza della Lunigiana presenta tassi di crescita
del turismo pi elevati e pi univoci, tali da indurre a ritenere
con maggiore fiducia che la transizione agli stadi successivi
della crescita possa avvenire.
Un ulteriore elemento di differenziazione del turismo delle
tre aree prese in considerazione rappresentato dalla provenienza dei turisti. Mentre infatti il turismo dellAlta Val di
Cecina prevalentemente straniero, il turismo della Lunigiana,
e pi ancora il turismo delle Colline dellAlbegna-Fiora si compongono in gran parte di turismo domestico. Il turismo rurale
dellAlta Val di Cecina si configura dunque come simile a gran
parte del turismo toscano. anchesso il frutto non recente
della scoperta di ospiti stranieri che ne hanno forgiato, anche
con laiuto dei tour operator, le caratteristiche di comfort e di
tranquillit, di naturalit dellambientazione, e solo successivamente divenuto meta ambita anche del turismo domestico,
come sembrano confermare i dati sulla diversa dinamica recente delle presenze straniere e italiane. Il turismo delle Colline dellAlbegna-Fiora invece un turismo rurale prevalentemente domestico, e la dinamica recente delle presenze sembra
indicare che la sua crescita probabilmente si baser sulla continuit dellapprezzamento da parte degli ospiti italiani. La
Lunigiana offre un quadro particolare, in cui la presenza straniera non predominante ma la dinamica delle presenze, pi
contenuta di quella delle altre due aree, sembra volersi affidare in misura preferenziale agli ospiti stranieri.
I dati non ufficiali, ovvero le stime Irpet del turismo effettuato nelle seconde case, di propriet e in affitto, e del turismo
ufficiale eventualmente non dichiarato negli esercizi ricettivi,
rivelano una incidenza notevolmente diversa del turismo non
ufficiale nelle tre aree di indagine. In Lunigiana la componente non ufficiale rappresenta la quasi totalit delle presenze, portando questarea al vertice della graduatoria per numero di presenze complessive rispetto alle altre due aree esaminate. Quindi,
quanto ora affermato sulle differenziazioni del turismo nelle
tre aree pu risultare anche molto lontano dalla realt. Dalle
interviste effettuate presso gli operatori per possibile ricavare una sorta di identikit del turista delle tre aree considerate,
che si differenzia per tipologia del turista, provenienza, composizione dei gruppi, motivazioni turistiche, tipi di sistemazione, periodi e tempi di soggiorno (Tab. 5.1).

153

Lunigiana

Alta Val di Cecina

Colline Interne
dellAlbegna-Fiora

Provenienza

Regioni limitrofe, Europa,


Toscana, Italia

Europa, Italia, Resto


del Mondo

Italia, Regioni limitrofe,


Toscana, Europa

Tipologia dei turisti e


composizione dei gruppi

Famiglie con figli, emigrati,


villeggianti, escursionisti

Famiglie con figli, gruppi


organizzati, coppie di
giovani e anziani

Famiglie con figli,


villeggianti, giovani
coppie, piccole comitive
di giovani

Tipi di sistemazione

Seconde case e case in


affitto, alberghi, agriturismi

Agriturismi, residence,
alberghi

Agriturismi, seconde
case, case in affitto

Motivazioni turistiche

Villeggiatura in montagna/
campagna, enogastronomia

Arte e cultura, naturalismo,


enogastronomia,
villeggiatura campagnamare, relax

Enogastronomia,
termalismo, naturalismo,
arte e cultura

Durata del soggiorno

Fine settimana, 1 settimana,


pi di due settimane

1-2 settimane, fine


settimana

Fine settimana, 1
settimana

Stagionalit del soggiorno

Monostagionale estivo
(luglio-agosto; in misura
modesta anche giugno e
settembre)

Tutto lanno con


accentuazione
maggio-ottobre

Monostagionale estivo
(luglio-agosto-settembre)
con spalla primaria
pasquale e spalla
secondaria NataleCapodanno

Fonte: Indagine diretta

5.1
IDENTIKIT DEL
TURISTA DELLE
AREE DI INDAGINE

In base alle interviste dunque il turista lunigianese fondamentalmente un villeggiante dellestate proveniente dalle regioni vicine -talora anche un emigrato che torna per una vacanza nei suoi luoghi di origine- il quale effettua la vacanza con la
famiglia in una seconda casa, in una casa in affitto o in un piccolo albergo del luogo per periodi anche superiori alle due settimane, trascorre il suo tempo nellabitato che lo ospita compiendo passeggiate ed escursioni nei dintorni; solo
occasionalmente alloggia in agriturismi, e risponde a motivazioni enogastronomiche accessorie a quella principale di una
villeggiatura traquilla e relativamente economica in un ambiente
che non mette soggezione e piace perch rifugge dalla
mondanit e dalle manifestazioni pi esteriori e chiassose dello svago. Il turismo lunigianese, quindi, non un fenomeno
nuovo per quanto riguarda questa sua componente, anzi, ormai consolidato, ma potrebbe ricevere impulso, in tempi di crisi economica e di redditi, dallampliarsi del segmento di domanda che ricerca una vacanza economica. Il turismo
lunigianese nuovo, invece, nella sua componente agrituristica,
attualmente limitata ma in crescita, che rappresenta unalternativa, per la sua genuinit e relativa economici, allagriturismo
della collina interna divenuto pretenzioso, artificioso e notoriamente costoso.
Le interviste confermano invece che il turista dellAlta Val
di Cecina il tipico turista rurale straniero che visita la Toscana, spesso in coppia (ma qui anche con i figli), si trattiene da
una a due settimane, alloggia in agriturismi e residence di campagna, presente buona parte dellanno ed ha motivazioni di
154

relax associate per al turismo darte e cultura. Lattuale fase


di crisi del mercato turistico, soprattutto della sua componente
tedesca che ha alimentato il successo del turismo di queste zone,
pu, insieme ai prezzi alti e alla concorrenza dellofferta in paesi
turistici emergenti, raprresentare una vera e propria minaccia
per il turismo rurale dellAlta Val di Cecina. Le opportunit
sono rappresentate dallapertura dei nuovi mercati dellEst
Europeo, gi in atto, ma le interviste presso gli operatori ci
segnalano una caduta di livello della domanda in corrispondenza di tale apertura, che pu mettere in pericolo la sostenibilit
ambientale e sociale del nostro turismo rurale. Dalle interviste
che abbiamo effettuato non risulta in modo univoco quanto,
sulle scelte del turista dellAlta Val di Cecina, pesi anche la
relativa vicinanza della costa, che potrebbe rappresentare un
positivo fattore di differenziazione del turismo rurale di questarea. Con le indagini abbiamo anche cercato di capire se nella realt delle strutture e degli uomini coinvolti nel turismo
complessivo della Valle del Cecina, quindi sia quello costiero
che quello dellinterno, il turismo rurale dellAlta Val di Cecina
possa prospettarsi come valvola di sfogo del turismo balneare
di una costa fra le pi congestionate della Toscana. Per quanto
riguarda le strutture ricettive c convergenza degli operatori
nel ritenere che bisognerebbe tendere al recpero dellesistente,
quindi principalmente nellinterno. Tuttavia lipotesi di una
integrazione dei due turismi non vista come realizzabile per
la diversit delle tipologie dei turisti che li sostengono, diversit che si pu esprimere sinteticamente affermando che il turismo balneare si presta ad essere organizzato in pacchetti al contrario del turismo rurale.
Il turista rurale delle Colline dellAlbegna e del Fiora quello
che maggiormente ha saputo coniugare motivazioni turistiche
di tipo enogastronomico alla vacanza, anche se spesso mescolate, ma non in subordine, con le motivazioni termali e di arte e
cultura. La motivazione balneare che spesso associamo al turismo rurale di queste zone si esaurisce invece -a detta degli intervistati ma anche considerando levidenza dei dati statisticinei comuni costieri, generando una forte integrazione fra agricoltura e turismo in cui per il turismo funge da motore dello
sviluppo locale e lagricoltura si dimensiona e si configura in
modo funzionale al turismo. Nelle Colline Interne invece, lagricoltura e in genere il settore agroalimentare, pur inseriti in misura ragguardevole e con soddisfazione degli operatori nel processo di integrazione con il turismo rurale, mantengono il loro
ruolo di attivit principale delleconomia locale. Anche in questarea, inoltre, operatori turistici e amministratori locali affermano di guardare pi alle prospettive di sviluppo connesse con
una possibile integrazione con la montagna che a una maggiore integrazione, che potrebbe divenire snaturante, con il turismo della costa. Il turismo rurale delle Colline Interne
dellAlbegna-Fiora sostenuto principalmente da turisti italia-

155

ni provenienti in gran parte dal Lazio e dalla Toscana. Questi


turisti, che sono presenti in zona praticamente nellarco dellintero anno in occasione delle grandi festivit, dei ponti e dei
fine settimana oltre che in estate, spesso hanno investito in seconde case, ma pi spesso alloggiano in agriturismi contribuendo anche in questo modo, oltre che con un competente apprezzamento delle tradizioni e della cultura che si accompagnano
allambiente rurale e alle risorse enogastronomiche dei luoghi,
a realizzare una forte e promettente integrazione fra turismo
rurale e agricoltura. Non sono al momento individuabili minacce allulteriore sviluppo del turismo rurale dellarea, che
quindi promette di essere in grado di realizzare lo sviluppo locale rispettando, con ragionevole approssimazione, le caratterizzazioni di integrazione con lagricoltura e di sostenibilit che
abbiamo posto ad obiettivo della ricerca.
Quali strutture
ricettive per un
turismo rurale di
eccellenza?

Un turismo rurale di eccellenza richiede strutture ricettive e di


servizio in carattere con il paesaggio rurale, lambiente
socioculturale e le tradizioni architettoniche delle realt territoriali che lo ospitano. Questa per unesigenza che deve conciliarsi anche con la sostenibilit economica delle gestioni. I
testimoni privilegiati che abbiamo intervistato in proposito hanno suggerito una pluralit di modelli di strutture ricettive, diverse fra loro non solo per dimensioni in termini di posti letto,
ma anche per le forme gestionali e per le modalit organizzative
(con riferimento alla natura esclusivamente familiare o meno
della gestione, alle possibilit di integrazione con il reddito
agricolo, al periodo di apertura, alla offerta di servizi aggiuntivi quali la ristorazione e le attivit sportive e ricreative, allinserimento o meno nei pacchetti predisposti dai tour operator).
Tali modelli fanno capo a due tipologie fondamentali:
1) le strutture ricettive a prevalente gestione familiare, che
possono risultare economicamente sostenibili, con opportuni accorgimenti organizzativi e di integrazione del reddito, con dimensioni di 10-15 posti letto;
2) le strutture ricettive condotte prevalentemente con lavoro
salariato, che possono risultare economicamente sostenibili
per dimensioni intorno ai 30 posti letto.
Allinterno di tali tipologie vi sono pi modelli di ricettivit
caratterizzati da combinazioni diverse di numero di posti letto,
forme organizzative e offerta di servizi. Ci siamo riferiti a questi modelli con il termine di imprese (o strutture) ricettive di
turismo rurale. in questo significato generico che gli intervistati hanno molto spesso adoperato il termine imprese
agrituristiche, senza con esso volersi riferire esclusivamente
allagriturismo autorizzato. Dobbiamo rilevare che probabilmente induce a questa generalizzazione anche la constatazione
che molte imprese agrituristiche autorizzate si presentano, almeno in apparenza, come poco agrituristiche, un tema sofferto che affiorato ripetutamente nelle nostre interviste. Dob-

156

biamo anche rilevare che, nel discutere la sostenibilit economica delle strutture ricettive prospettate come modelli, in pi
occasioni gli operatori intervistati, affermando che una piccola
gestione ricettiva familiare pu sostenersi economicamente solo
perch pu contare sullintegrazione del reddito proveniente
da una modesta attivit agricola, hanno rivelato di fare riferimento a un concetto di principalit turistica e non a quello di
principalit agricola che informa la politica di sviluppo rurale.

157

158

APPENDICE STATISTICA

SEL
Lunigiana
Val di Cecina Q. Interno
Albegna-Fiora Q. Colline interne
TOSCANA

Maschi

Femmine

-2,2
-7,9
-5,5
-1,2

-2,6
-6,9
-4,5
-0,6

TOTALE A1
EVOLUZIONE DELLA
POPOLAZIONE
-2,4 RESIDENTE NELLE
-7,4 AREE DI INDAGINE
NELLULTIMO PERIODO
-5,0 INTERCENSUARIO
-0,9 Popolazione residente,
variazioni % 1991-01

Fonte: Istat, 13 e 14 Censimento generale della popolazione

Classi
di et

0-5
6-18
19-34
35-59
60-74
75 e oltre
TOTALE

Lunigiana

Val Cecina
Q. costiero

3,7
9,3
20,0
32,1
21,2
13,8
100,0

4,4
10,2
22,3
34,0
18,8
10,3
100,0

Val Cecina Albegna-Fiora


Q. interno
Q. Costa
dArgento
4,0
9,7
20,5
33,2
20,6
12,1
100,0

4,5
11,1
23,0
34,6
18,0
8,8
100,0

Albegna-Fiora TOSCANA A2
STRUTTURA DELLA
Q. Colline
POPOLAZIONE PER
Interne
CLASSI DI ET NEI
SEL OGGETTO DI
INDAGINE. 1998
3,7
4,5 Valori %
9,5
10,5
19,6
22,4
32,5
34,5
21,8
18,2
12,9
10,0
100,0
100,0

Fonte: Irpet e Regione Toscana (2001)

Lunigiana

Indice di
dipendenza (a) 1991
2001
% popolaz.
< 5 anni
1991
2001
% popolaz.
75 anni
1991
2001
Rapporto di
genere (b)
1991
2001

Val Cecina
Q. costiero Q. interno

Albegna-Fiora
TOSCANA A3
ALCUNI INDICI
Q. Costa Q. Colline
DEMOGRAFICI DI
RILIEVO PER LE
dArgento
Interne
AREE DI INDAGINE E
LA TOSCANA. 1991
E 2001
44,0
56,5
46,8
50,0
61,2
51,9

57,3
62,9

48,2
52,9

52,3
57,4

3,1
3,1

3,5
3,6

3,3
3,2

4,1
3,7

3,2
3,0

3,7
3,9

12,7
14,6

9,0
11,3

11,5
12,3

7,4
9,8

11,7
14,0

8,9
10,8

91,8
92,2

93,1
93,0

97,2
96,2

94,5
93,6

93,4
92,5

93,1
92,5

(a) (popolazione fino a 14 anni pi popolazione di 65 anni e oltre/popolazione di 15-64 anni) x 100
(b) (popolazione maschile/ popolazione femminile) x 100
Fonte: Istat, 13 e 14 Censimento generale della popolazione

159

Lunigiana
% Valore Indice special.
aggiunto
settoriale
Agricoltura
7,5
Industria
14,9
Costruzioni
6,3
Commercio e
pubblici esercizi 22,6
Servizi privati
20,1
Pubblica Amm.,
Istruzione
28,5
TOTALE
100,0

Val di Cecina Q. Interno Albegna-Fiora Q. Colline Interne


% Valore Indice spec.
% Valore Indice spec.
aggiunto
settoriale
aggiunto
settoriale

TOSCANA
% Valore
aggiunto

3,5
0,7
1,5

5,0
42,4
4,7

2,3
3,0
1,1

16,5
9,5
5,6

7,7
0,6
1,3

2,1
24,7
4,2

1,2
0,6

13,6
15,6

0,7
0,5

24,5
16,6

1,3
0,5

18,6
31,2

1,5

18,6
100,0

1,0

27,4
100,0

1,4

19,1
100,0

Fonte: Irpet e Regione Toscana (2001)

A4
ALCUNI INDICATORI
DEL PESO RELATIVO
DELLAGRICOLTURA
NELLECONOMIA
DELLE AREE
ANALIZZATE

Presenze
turistiche

Lunigiana

Ind. su
Toscana

In esercizi ricettivi
3,3
In secondecase (stima)
93,4
Altre non ufficiali (stima)
3,3
TOTALE
100,0

Val Cecina
Q. costiero

Val Cecina
Q. interno

Ind. su
Toscana

Ind. su
Toscana

0,14 27,4
2,76 55,8
0,29 16,8
1,45 100,0

3,43
4,88
4,36
4,29

35,9
41,2
22,8
100,0

1,43
1,15
1,89
1,37

Fonte: Irpet e Regione Toscana (2001)

A5
GIORNATE DI
PRESENZA
TURISTICA NEI SEL
OGGETTO DI
INDAGINE
Stime 1999

160

Albegna-Fiora
Q. Costa
dArgento
% Ind. su
Toscana
29,9
49,7
20,4
100,0

Albegna-Fiora
Q. Colline
Interne
% Ind. su
Toscana

3,15 22,6
3,68 63,1
4,48 14,3
3,63 100,0

0,78
1,53
1,03
1,19

Lunigiana

Val di Cecina
Q.C.
Q.I.

Densit di abitanti per km2


61,2
Kg di rifiuti solidi urbani per abitante-anno
414,5
% Raccolta differenziata su totale rifiuti urbani
18,3
Carico inquinante organico degli scarichi (abit.
equivalenti/km2)
171
M3 consumi idrici per abitante/anno
69,2
MWh di energia elettrica consumati per
abitante - usi civili
0,9
MWh di energia elettrica consumati per
addetto-usi industriali
21,9
Tonnellate di CO2 equivalenti emesse per abitante
6,7
Tonnellate di CO2 equivalenti emesse per addetto 19,2
Pressione turistica (pres. turistiche per abitante)
1,7
% superficie di aree protette su sup. territoriale
2,7
Veicoli circolanti per km2 di superficie territoriale
38,7
% super. urbanizzata su totale (consumo di suolo) 2,7
Km di strade per km2 di superficie territoriale
2,2
Superficie percorsa da incendi (m2/km2)
0,4

Albegna-Fiora
TOSCANA
Q. C.dA.
Q.C.I.

184
468,3
21

30,0
1.317,6
19,3

50,7
732,7
8,9

21,5
467,9
9,54

154,3
602,1
21,3

600
107,3

149,0
72,8

297
107,2

299
102,2

535
84,7

1,2

1,1

1,4

1,2

1,1

115,2
25,3
76,9
36,3
6,2
137,2
5,5
0,7
0,3

49,3
10,7
25,1
16,0
7,8
22,7
0,8
1,1
0,2

12,3
7,3
20,0
32,1
9,4
35,8
1,8
1,1
0,6

7,1
16,5
48,1
10,3
0,2
15,2
0,5
0,6
0,2

20,1
12,3
29,1
10,5
8,6
120,6
4,9
1,2
1,0

Fonte: Regione Toscana (2003)

A6
ALCUNI INDICATORI
AMBIENTALI DI RILIEVO
PER LE AREE DI
INDAGINE E LA
TOSCANA

N. totale
aziende
agricole

N. aziende
agrituristiche

% aziende
agrituristiche
su totale
az. agricole

Superficie
Aziendale (SA)
di tutte le
aziende

% della SA
di tutte le az.
agrituristiche
(ha)

7.731

59

0,8

1.192

2,7

2.263
3.312
5.575

46
110
156

2,0
3,3
2,8

1.348
11.086
12.434

4,8
12,5
10,6

1.625

79

4,9

8.606

14,2

ALBEGNA-FIORA
SEL 33.1: Albegna-Fiora Q. Costa dArgento 2.549
SEL 33.2: Albegna-Fiora Q. Colline Interne 3.825
SEL 33.1+SEL 33.2: Albegna-Fiora
6.374

60
79
139

2,4
2,1
2,2

5.187
6.923
12.110

8,6
9,5
9,1

2.262

1,6

189.608

11,7

LUNIGIANA
SEL 1: Lunigiana
VAL DI CECINA
SEL 15.1: Val di Cecina Quadrante Costiero
SEL 15.2 Val di Cecina Quadrante Interno
SEL 15.1+SEL 15.2: Val di Cecina
ALTA VAL DI CECINA: (Castelnuovo V. di C.,
Montecatini V. di C., Pomarance, Volterra)

TOSCANA

139.872

Fonte: Elaborazioni su dati ISTAT, Censimento Agricoltura 2000

A7
AZIENDE AGRICOLE
E AGRITURISTICHE
NELLE AREE DI
INDAGINE

161

N. aziende
agricole che
destinano superficie
alle attivit ricreative

% della superficie
aziendale destinata
da queste aziende
ad attivit ricreative

32,7

56%

12
18

4,3
1,0

50%
50%

10
14

30

1,3

50%

24

10

1,0

30%

10
11
21

24,4
7,8
11,6

100%
45%
71%

6
8
14

786

2,6

32%

450

LUNIGIANA
SEL 1: Lunigiana
VAL DI CECINA
SEL 15.1: Val di Cecina Quadrante Costiero
SEL 15.2: Val di Cecina Quadrante Interno
SEL 15.1+SEL 15.2: Val di Cecina
ALTA VAL DI CECINA
(Castelnuovo V. di C., Montecatini V. di C.,
Pomarance, Volterra)

ALBEGNA-FIORA
SEL 33.1: Albegna-Fiora Q. Costa dArgento
SEL 33.2: Albegna-Fiora Q. Colline Interne
SEL 33.1+SEL 33.2: Albegna-Fiora
TOSCANA

% di queste
N. aziende che
aziende che svolgono attivit
sono anche ricreative escluso
agrituristiche
lagriturismo

Fonte: Elaborazioni su dati ISTAT: Censimento Agricoltura 2000

A8
AZIENDE AGRICOLE
CHE DESTINANO
SUPERFICIE
AZIENDALE AD
ATTIVIT RICREATIVE E
CHE SVOLGONO
ATTIVIT RICREATIVE
ESCLUSO
LAGRITURISMO NELLE
AREE DI INDAGINE

N. di abitazioni non
occupate in aziende
agricole

N. di abitazioni non
occupate in aziende
agrituristiche

% abitazioni non occup.


in aziende agrituristiche
su abitazioni non occup.
in aziende agricole

668

22

3%

440
977
1.417

33
195
228

8%
20%
16%

600

169

28%

490
480
970

72
22
94

15%
5%
10%

21.391

2.480

12%

LUNIGIANA
SEL 1: Lunigiana
VAL DI CECINA
SEL 15.1: Val di Cecina Quadrante Costiero
SEL 15.2 Val di Cecina Quadrante Interno
SEL 15.1+SEL 15.2: Val di Cecina
ALTA VAL DI CECINA (Castelnuovo V. di C.,
Montecatini V. di C., Pomarance, Volterra)
ALBEGNA-FIORA
SEL 33.1: Albegna-Fiora Q. Costa dArgento
SEL 33.2: Albegna-Fiora Q. Colline Interne
SEL 33.1+SEL 33.2: Albegna-Fiora
TOSCANA

Fonte: Elaborazioni su dati ISTAT: Censimento Agricoltura 2000

A9
ABITAZIONI NON
OCCUPATE IN AZIENDE
AGRICOLE E
AGRITURISTICHE
NELLE AREE DI
INDAGINE

162

Aziende agricole situate


in parchi e aree protette
Numero
% sul totale

LUNIGIANA
SEL 1: Lunigiana

237

3,1

5,1

73

3,2

13,0

297
370

9,0
6,6

20
26

18,2
16,7

246

15,1

12

15,2

449
772
1.221

17,6
20,2
19,2

15
3
18

25,0
3,4
12,9

13.308

9,5

466

20,6

VAL DI CECINA
SEL 15.1: Val di Cecina Quadrante Costiero
SEL 15.2 Val di Cecina Quadrante Interno
SEL 15.1+SEL 15.2: Val di Cecina
Alta Val di Cecina (Castelnuovo V. di C.,
Montecatini V. di C., Pomarance, Volterra)

ALBEGNA-FIORA
SEL 33.1: Albegna-Fiora Q. Costa dArgento
SEL 33.2: Albegna-Fiora Q. Colline Interne
SEL 33.1+SEL 33.2: Albegna-Fiora
TOSCANA

Aziende agrituristiche situate


in parchi e aree protette
Numero
% sul totale

Fonte: Elaborazioni su dati ISTAT: Censimento Agricoltura 2000

A10
AZIENDE AGRICOLE
E AGRITURISTICHE
SITUATE IN PARCHI
E AREE PROTETTE
NELLE AREE DI
INDAGINE

Aziende agrituristiche
Aziende agrituristiche
con produz. da agricolt. con produz. da agricolt.
biologica
integrata
Numero
% su az.
Numero
% su az.
agriturist.
agriturist.

LUNIGIANA
SEL 1: Lunigiana

Aziende agrituristiche
con produz. sottoposte
a disciplinare
Numero
% su az.
agriturist.

8,5

5,1

1,7

VAL DI CECINA
SEL 15.1: Val di Cecina Quadrante Costiero
SEL 15.2 Val di Cecina Quadrante Interno
SEL 15.1+SEL 15.2: Val di Cecina
ALTA VAL DI CECINA

8
16
24
13

17,4
14,6
15,4
16,5

2
35
37
29

4,3
31,8
23,7
36,7

5
6
11
4

10,9
5,5
7,1
5,1

ALBEGNA-FIORA
SEL 33.1: Albegna-Fiora Q. Costa dArgento
SEL 33.2: Albegna-Fiora Q. Colline Interne
SEL 33.1+SEL 33.2: Albegna-Fiora

10
11
21

16,7
13,9
15,1

36
51
87

60,0
64,6
62,6

37
32
69

61,7
40,6
49,6

276

12,2

522

23,1

683

30,2

TOSCANA

Fonte: Elaborazioni su dati ISTAT: Censimento Agricoltura 2000

A11
AZIENDE
AGRITURISTICHE
CON PRODUZIONI
SOTTOPOSTE A
DISCIPLINARE O
OTTENUTE DA
AGRICOLTURA
BIOLOGICA E
INTEGRATA NELLE
AREE DI INDAGINE

163

Aziende agrituristiche
condotte da uomini
Numero % aziende

Aziende agrituristiche
condotte da donne
Numero % aziende

Aziende agrituristiche
condotte da societ
Numero % aziende

LUNIGIANA
SEL 1: Lunigiana

34

57,6

24

40,7

1,7

VAL DI CECINA
SEL 15.1: Val di Cecina Quadrante Costiero
SEL 15.2 Val di Cecina Quadrante Interno
SEL 15.1+SEL 15.2: Val di Cecina

24
67
91

52,2
60,9
58,3

20
36
56

43,5
32,7
35,9

2
7
9

4,3
6,4
5,8

ALBEGNA-FIORA
SEL 33.1: Albegna-Fiora Q. Costa dArgento
SEL 33.2: Albegna-Fiora Q. Colline Interne
SEL 33.1+SEL 33.2: Albegna-Fiora

47
51
98

78,3
64,6
70,5

7
22
29

11,7
27,8
21,5

6
6
12

10,0
7,6
8,6

1.326

58,6

677

29,9

259

11,5

TOSCANA

Fonte: Elaborazioni su dati ISTAT: Censimento Agricoltura 2000

A12
AZIENDE
AGRITURISTICHE
CONDOTTE DA
UOMINI, DONNE E
SOCIET NELLE
AREE DI INDAGINE

% az. agricole % aziende agritur.


% az. agricole % az. agriturist.
con vendita diretta con vendita diretta con conduttori
con conduttori
dei prodotti aziendali dei prodotti aziend. di et < 50 anni di et < 50 anni

LUNIGIANA
SEL 1: Lunigiana

8,7

54,2

15

42

VAL DI CECINA
SEL 15.1: Val di Cecina Quadrante Costiero
SEL 15.2 Val di Cecina Quadrante Interno
SEL 15.1+SEL 15.2: Val di Cecina

9,8
12,1
11,2

35,4
28,3
32,4

30
30
30

37
48
43

ALBEGNA-FIORA
SEL 33.1: Albegna-Fiora Q. Costa dArgento
SEL 33.2: Albegna-Fiora Q. Colline Interne
SEL 33.1+SEL 33.2: Albegna-Fiora

20,7
11,6
15,3

76,1
51,8
59,0

24
25
24

41
43
42

TOSCANA

13,8

58,1

21

39

Fonte: Elaborazioni su dati ISTAT: Censimento Agricoltura 2000

A13
AZIENDE AGRICOLE
E AGRITURISTICHE
CON VENDITA
DIRETTA DEI
PRODOTTI
AZIENDALI E
CONDUTTORI DI ET
INFERIORE A 50
ANNI NELLE AREE DI
INDAGINE

164

BIBLIOGRAFIA

BACCI L. (2002), Sistemi locali in Toscana. Modelli e percorsi territoriali dello sviluppo regionale, F. Angeli, Milano
BALESTRIERI G. (1996), Lagriturismo in Toscana. Le imprese, gli
ospiti, gli intermediari, F. Angeli, Milano
BELLETTI G., MARESCOTTI A. (2003), Indagine conoscitiva sulla domanda di lavoro nelle imprese agricole toscane, Edizione
Plus, Pisa
CAVALIERI A. (a cura di) (2001), Il turismo nellEconomia Regionale e Locale della Toscana, Irpet e Regione Toscana, Firenze
CERRI A. (a.a. 2002/2003), Intersettorialit e relazioni tra imprese
nel turismo dellAlta Val di Cecina, Facolt di Economia, Corso
di Laurea in Economia e Commercio
DAVIDDI M. (2002), Un modello di sviluppo locale sostenibile: il
caso delle Crete Senesi-Val dArbia. Unanalisi con le matrici
input-output, Irpet, Firenze
GAROFOLI G. (2002), Piccole imprese e sistemi innovativi in Lombardia, International Economic Conferences Varese, 4th
International Seminar, Varese, 12-13 aprile
GUALERZI D. (2003), Identity and regional analysis, Atti del II Congresso su Identit del Mediterraneo, Corte, Corsica, Francia
KRUGER R., LODA M. (1993), Quale turismo per la Toscana minore? Indagine sulla struttura motivazionale dei turisti tedeschi
nellarea delle Colline Pisane, F. Angeli, Milano
IACOPONI L. (2003), Ambiente, societ e sviluppo, Edizioni ETS,
Pisa
IRPET-REGIONE TOSCANA (2001), Il mosaico territoriale dello
sviluppo socio-economico della Toscana: Schede sintetiche dei
Sistemi Economici Locali della Toscana, (a cura di) Bacci L.
con la collaborazione di Colicigno G., Giabbani F. e Diaz G.,
Quaderni della programmazione, n. 7, Firenze
IRPET, REGIONE TOSCANA-DIPARTIMENTO DELLO SVILUPPO ECONOMICO (2001), Il Turismo nellEconomia Regionale e
Locale della Toscana, Rapporto di sintesi sulla III Conferenza Regionale sul Turismo, Commercio e Innovazione redatto da Bacci
L. et al., Regione Toscana-Giunta Regionale, Firenze
IRPET, REGIONE TOSCANA (2002), Libro Verde sulla Montagna
Toscana, (a cura di) Mirri M. e Pagni R., Regione Toscana-Giunta
Regionale
ISTAT (2004), 5 Censimento dellAgricoltura, Ufficio Regionale Istat
per la Toscana, Firenze
MALEVOLTI I. (2003), Prodotti tipici, locali, tradizionali e turismo
rurale, Irpet, Firenze
PAGNI R. (1999), Il ruolo dell agriturismo e del turismo rurale nello sviluppo sostenibile del Chianti, Leo S. Olschki Editore MM,
Firenze

165

PAGNI R. (2002) (a cura di), Il turismo e la valorizzazione delle aree


protette, Irpet e Regione Toscana, Firenze
PROIETTI P. (a.a. 2001/2002), Capitale sociale e sviluppo rurale: il
ruolo delle donne e dei giovani, Tesi di dottorato, Dipartimento
di economia, Universit di Siena
REGIONE TOSCANA (1986), Laccertamento delle caratteristiche
della domanda agrituristica in Toscana, mimeo
REGIONE TOSCANA (2003), Indicatori ambientali e sistemi economici locali, Quaderno della programmazione n. 10, Firenze
REGIONE TOSCANA-GIUNTA REGIONALE, DIPARTIMENTO
AGRICOLTURA E FORESTE (1996), I sistemi di paesaggio della Toscana, (a cura di) Rossi R., Merendi G.A., Vinci A., Firenze
ROMBALDI M. (1996), Lconomie identitaire: un nouveau modle
de dveloppement, Economie Rgionale, n. 2
TCI&APET (2002), Toscana: Storia, arte, natura e ambiente - Guida Turistica, Ristampa aggiornata

166

Allegato
QUESTIONARIO UTILIZZATO

QUESTIONARIO PER LE INTERVISTE A OPERATORI DEL TURISMO RURALE NELLA


ZONA DELLALBEGNA-FIORA, COLLINE INTERNE
(N.B.: CON PICCOLI ADATTAMENTI IL QUESTIONARIO STATO UTILIZZATO ANCHE
IN LUNIGIANA E ALTA VAL DI CECINA)
1.

Dati identificativi delloperatore intervistato

Tipo di Operatore

Vedi elenco (1)

Comune e localit
Indirizzo
Telefono, Fax
e-mail, sito internet
Insegna

2.

Opinione sulla composizione tipologica dei turisti nella zona e sulle loro sistemazioni prevalenti

Tipologia di turisti

Peso % sul
complesso dei
turisti della zona

Sistemazione prevalente
(vedi elenco 2)

Emigrati e/o loro parenti che tornano


per villeggiatura e/o turismo ai luoghi
di origine
Villeggianti (quelli delle seconde case e
delle case in affitto per tutto lanno
o lunghi periodi)

Seconde case, case in


affitto per lunghi periodi

Turisti in gruppi organizzati


Famiglie con figli che si muovono
autonomamente
Coppie di giovani che si muovono
autonomamente
Coppie di anziani che si muovono
autonomamente
Piccole comitive di amici che si muovono
autonomamente
Singoli che si muovono autonomamente

167

3.

Opinione sulle provenienze dei turisti e sistemazioni prevalenti correlate

Provenienze

Peso % sul complesso


dei turisti della zona

Sistemazione prevalente
(vedi elenco 2)

Toscana
Regioni limitrofe
Resto Italia
Europa Nord Ovest
Europa Mediterranea
Europa dellEst
Africa
Asia
Americhe
Oceania

4.

Opinione sulle motivazioni turistiche e sistemazioni prevalenti correlate

Motivazioni turistiche

Peso % sul
complesso dei
turisti della zona

Sistemazione
prevalente
(vedi elenco 2)

1 - Arte e cultura
2 - Villeggiatura/Vacanza in montagna
3 - Villeggiatura/vacanza in campagna
4 - Enogastronomia
5 - Sport
6 - Naturalismo
7 - Termalismo
Motivazione duplice (indicare ad es. 1-3, ecc.)
Motivazione triplice (indicare ad es. 1-3-4, ecc.)

5.

Opinione sui tempi di permanenza dei turisti della zona e periodi dellanno maggiormente
interessati

Tempo di permanenza

Peso % sul complesso


dei turisti della zona

Periodo/periodi dellanno
maggiormente interessati
(indicare i mesi, non la stagione)

Fine settimana
1 settimana
10 giorni-2 settimane
Pi di 2 settimane

6.

Opinione dellintervistato sulla rilevanza della spesa turistica per gli operatori della zona,
sulla dinamica recente di tale spesa, sulle categorie di operatori che ne beneficiano
maggiormente

Opinione sulla rilevanza


della spesa turistica sul
giro di affari degli operatori
(1) della zona

Opinione sulla dinamica


recente della spesa dei
turisti nella zona

Assolutamente irrilevante
Poco rilevante
Abbastanza rilevante
Fondamentale

Stagnante
In diminuzione
In aumento

168

Opinione sulle categorie


di operatori che benef.
maggiormente del
turismo nella zona (1)

7.

Opinione sulla frequenza di visite e acquisti da parte di escursionisti provenienti dalla costa (v. elenco 3)

Quanto spesso capita di


vedere da queste parti
escursionisti che vengono
dalla costa dove
soggiornano per vacanza?

Molto spesso

Abbastanza
spesso

Raramente

Mai

Che tipi di acquisti fanno


pi frequentemente?

Nessuno,
vengono solo per
vedere i luoghi

Prodotti dellartigianato
locale e altri souvenir

Servizi termali,
equitazione, altri
servizi sportivi e
ricreativi

Olio, vino e altri


alimentari tipici del
luogo, sagre, ecc.

8.

Opinione dellintervistato sui punti forti e punti deboli del turismo in Albegna-Fiora
Punto forte

Punto debole

Esistenza in questa zona di cultura, tradizioni locali e specifiche


risorse turistiche in grado di attrarre il turista di oggi
In particolare: - bellezze paesaggistiche
- grado di conservazione dellambiente naturale
- bellezze storico-architettoniche
- offerta copiosa e varia di produzioni alimentari
tipiche, locali, tradizionali
Disponibilit dei residenti a ricevere turisti e condividere con
essi luso del territorio, dei servizi pubblici e privati
Convinzione degli abitanti del luogo che il turismo possa
rappresentare il volano dello sviluppo economico della zona
Impegno degli amministratori pubblici nel valorizzare la cultura,
le tradizioni e in genere le risorse turistiche della zona
Professionalit degli operatori del turismo locali e qualit
complessiva dellofferta turistica
Gradimento dellofferta turistica locale da parte dei turisti
Altri punti suggeriti dallintervistato

(1)

CODICI DEI TIPI DI OPERATORI DA INTERVISTARE E A CUI RIFERIRSI NEI RICHIAMI (1)

1
1.1
1.2
1.3
1.4
1.5
1.6
1.7
1.8
1.9
1.10

Operatori della vendita di alimentari


Alimentari tradizionale despecializzato
Fornaio
Fruttivendolo
Macelleria, norcineria
Pizzicagnolo, gastronomia
Enoteca
Alimentari specializzato nella vendita di prodotti tipici
Supermercato alimentare, superette
Azienda agricola con vendita diretta prodotti
Altro da indicare

2
2.1
2.2
2.3
2.4
2.5

Ristoranti ed esercizi pubblici


Trattoria, ristorante, albergo ristorante,
Pizzeria, spaghetteria, tavola calda, fast food
Gelateria
Bar
Agriturismo di strada del vino, e/o con degustazione prodotti tipici, e/o con ristoro
aperto o meno anche ai non ospiti
Altro da indicare

2.6

169

3.
3.1
3.2
3.3
3.4
3.5
3.6
3.7

Alberghi e altre strutture ricettive


Albergo
Pensione
Residence, villaggio turistico
Camping
Agriturismo
Settore immobiliare (vendita seconde case e affitti case vacanze)
Altro

4.
4.1
4.2
4.3

Intermediari del turismo


Tour operator
Agenzia Viaggi e Turismo
Agenzia immobiliare

5.
5.1

5.4
5.5
5.6
5.7
5.8

Operatori per la prestazione di servizi vari al turismo


Operatore che gestisce servizi per i turisti (guide, itinerari, visite a musei, edifici storici,
altre risorse storico-architettoniche e paesaggistiche, organizzazione eventi)
Scuola di equitazione, noleggio cavalli, pensione cavalli
Centro di servizi sportivi, laghetto pesca sportiva, campo tennis, campo golf, noleggiatore biciclette, fitness
Organizzazione che fornisce guide, accompagnatori, interpreti
Museo, castello aperto alle visite, teatro, cinema
Discoteca e altro locale di divertimento
Stabilimento termale (Saturnia dobbligo!)
Altro da indicare

6.
6.1
6.2
6.3
6.4
6.5
6.6
6.6

Rivenditori di prodotti e servizi frequentemente considerati dai turisti


Bottega di artigianato tipico, negozio di souvenir, di bigiotteria
Negozio di articoli sportivi e per il tempo libero
Negozio di confezioni
Parrucchiere
Gioielliere
Banca, servizio cambi
Altro da indicare

(2)

CODICI DEI TIPI DI SISTEMAZIONE DEI TURISTI

1
2
3
4
5
6
7

seconde case
case vacanze (case in affitto per le vacanze)
alberghi
Residence, villaggi turistici
pensioni
agriturismi
campeggi

(3)

CODICI DEI COMUNI DELLA COSTA DA CUI PROVENGONO GLI ESCURSIONISTI (CHE
SONO TURISTI BALNEARI IN TALI COMUNI)
Capalbio
Magliano in Toscana
Monte Argentario
Orbetello
Altri comuni della costa vicini

5.2
5.3

1
2
3
4
5

170

... recentemente pubblicati nella stessa collana

Anno 2000
La metodologia di stima delle unit di lavoro a
livello locale per la Toscana, F. Cipollini
Anno 2002
Firenze e le sue popolazioni, S. Iommi
Un modello di sviluppo locale sostenibile: il caso
delle Crete Senesi-Val dArbia. Unanalisi con le
matrici input-output, M. Daviddi
Anno 2003
Beni culturali e territorio in Toscana. P. Vezzosi
Prodotti tipici locali tradizionali e turismo rurale,
I. Malevolti
Le imprese toscane fra leggerezza e gracilit.
2 Rapporto sulle imprese di capitale 1995-2000,
S. Pozzoli-E. Radicchi
Turismo internazionale: le Regioni italiane sono
ancora attraenti?, A. Giacomelli
Le unit di lavoro in Toscana: una nuova
metodologia di stima, F. Cipollini
Anno 2004
Il Terzo Settore nelle politiche sociali in Toscana,
F. Fratto
Matrice di contabilit sociale e distribuzione del
reddito. Unapplicazione al caso italiano,
E. Caramaschi
Programmazione locale e concertazione in
Toscana: lesperienza della Legge Regionale
41/98, E. Pizzimenti
Anno 2005
La gestione associata di funzioni e servizi nei piccoli
comuni della Toscana (L.R. 40/2001), S. Bindi
Il cuore antico ha un futuro. Innovazione, sviluppo,
programmazione in Toscana, (a cura di) G. Bianchi
Il turismo rurale nello sviluppo territoriale integrato
della Toscana, G. Balestrieri

171

In questo volume si valuta come, e in quale misura, un turismo rurale


sostenibile e di eccellenza, integrato con le risorse locali, sia in grado di
favorire lo sviluppo in tre aree della Toscana attualmente in ritardo rispetto
al resto della regione: la Lunigiana, lAlta Val di Cecina e le Colline
dellAbegna-Fiora. La sostenibilit e leccellenza alle quali si fatto
riferimento sono quelle di un turismo rurale che, pur andando incontro alle
esigenze di qualit convenzionale da tempo manifestate dalla clientela
straniera e pi recentemente anche da quella italiana, sappia preservare
lidentit paesaggistica, culturale e sociale dei territori in cui si sviluppa,
limitandosi a operare nel segmento di domanda che da tale identit
attratto e rifuggendo, quindi, dalla graduale omologazione con il turismo
di massa. Le testimonianze raccolte nel corso della ricerca indicano che
questo tipo di turismo sta scomparendo nelle zone agrituristicamente
forti della regione dove, a seguito dellampliamento della sua base di
domanda, il turismo rurale si allontanato dal segmento di mercato che
inizialmente ne ha favorito lo sviluppo -quel sanfter turismous descritto in
una ricerca dellIrpet dei primi anni Novanta, antitetico al turismo di massa
e sostenuto dallutente consapevole e responsabile delle risorse localiportandosi nei territori del turismo di massa. Nelle zone di agriturismo
minore interessate dalla ricerca, invece, il turismo rurale si presenta ancora
nello stadio iniziale del suo ciclo di vita, e dispone di spazi ampi per una
crescita entro i binari della sostenibilit. La ricerca ha dimostrato che gli
attori locali sono pienamente consapevoli delle opportunit rappresentate
da una crescita turistica basata, oltre che sulla integrazione del turismo
con lagricoltura, sulla conservazione dei valori e delle tradizioni che
contribuiscono a formare le identit locali.

Giovanni Balestrieri, docente presso lUniversit di Pisa, insegna Economia


agraria, Economia del turismo e Sviluppo rurale sostenibile nel corso di laurea
triennale in Economia del territorio e dellambiente e nel corso di laurea
specialistica in Sviluppo e gestione sostenibile del territorio. Negli anni pi
recenti ha rivolto i suoi interessi di ricerca allagriturismo e alle produzioni
agricole tipiche e tradizionali, con particolare riferimento alla Toscana.

172