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Storia

Il ciclo
espansivo
delleconomia
occidentale

Scenario cronologico
1869. Viene aperto il canale di Suez, che
mette in comunicazione diretta il Mediterraneo
con il Mar Rosso.
1879. Thomas Edison inventa la lampadina
elettrica.
1880-1910. Spartizione imperialistica
dellAfrica e dellAsia da parte delle potenze
Europee.
1884. Il cancelliere tedesco Bismarck apre la
conferenza internazionale di Berlino, destinata
a regolare lespansionismo europeo in Africa.
1885. Il tedesco Benz realizza il motore a
scoppio.
1895. A Parigi i fratelli Lumire proiettano il
primo film: nasce cos il cinema.
1896. Ad Atene si disputano le prime olimpiadi
moderne.
1899. Giovanni Agnelli fonda la Fiat.
1900. Scoppia a Pechino la rivolta dei boxer
contro linfluenza politica ed economica delle
potenze occidentali.
1901. Guglielmo Marconi inventa il telegrafo
senza fili.
1904-05. Guerra tra Russia e Giappone per il
possesso della Manciuria.
1910. Lindustria automobilistica americana
Ford inizia la produzione in serie del modello
T.
Nuovi scenari economici
Fra lultimo decennio dellOttocento e il primo
del Novecento lOccidente visse un
eccezionale ciclo di crescita economica,
dovuto a molteplici fattori propulsivi; in quegli
anni si verificarono contemporaneamente
importanti cambiamenti demografici,
tecnologici e produttivi, che hanno portato gli
storici a parlare di seconda rivoluzione
industriale.

La popolazione crebbe grazie soprattutto alla


diminuzione della mortalit, per le migliori
condizione igienico-sanitarie e lo sviluppo delle
conoscenze mediche. Lincremento
demografico favor un massiccio fenomeno di
inurbamento, dato che le citt offrivano
maggiori possibilit lavorative nelle fabbriche,
nel settore terziario, nella pubblica
amministrazione. Molteplici scoperte
scientifiche e innovazioni tecnologiche ebbero
un impatto profondo su diversi settori
industriali e anche sulla vita quotidiana.
Lindustrializzazione, divenuta il perno del
sistema economico nei paesi avanzati, si
accompagn anche alla razionalizzazione dei
sistemi produttivi. In questo quadro
lamericano Taylor teorizz lorganizzazione
scientifica del lavoro di fabbrica, con la
divisione precisa delle fasi di lavorazione di un
prodotto, ciascuna da svolgersi in un
determinato modo e tempo. Il taylorismo
puntava ad accrescere la produttivit, per
contenere il costo della manodopera senza
incidere sui salari; lapplicazione di questi
principi apr la strada alla catena di montaggio,
introdotta da Ford nei suoi stabilimenti
automobilistici.
Tra stato e mercato: il capitale
monopolistico
La fase di crisi economica del 1873-96, dovuta
soprattutto alla sovrapproduzione, mise in crisi
le teorie economiche liberiste, che esaltavano
il libero mercato. Gli stati cominciarono a
intervenire direttamente nelle dinamiche
economiche con provvedimenti protezionistici,
cio con limposizione di dazi sulle merci
estere per difendere i mercati nazionali. Il ruolo
economico dello stato mut profondamente e,
a cavallo tra i due secoli, gli investimenti
pubblici e le commesse alle industrie fecero
dello stato un promotore dello sviluppo e un
regolatore del mercato.
Si afferm anche un nuovo modello dimpresa
con la nascita dei monopoli o cartelli, poche
imprese di grandi dimensioni, nelle cui mani si
concentravano enormi capitali finanziari, in
grado di ridurre la concorrenza e controllare il
mercato. Anche il sistema bancario si
ristruttur: la banca mista integr la
tradizionale banca di deposito con quella
daffari e penetr nel mondo industriale,
sedendo nei consigli di amministrazione di
molte aziende. Nacquero inoltre le banche
centrali, a cui facevano capo le politiche
monetarie dei vari stati.

Let del consumatore


Allinizio del novecento nacque la moderna
societ dei consumi. Lindustrializzazione
consent la crescita dei redditi e la riduzione
dei prezzi di molti prodotti industriali, quindi
consent lo sviluppo dei consumi voluttuari; a
queste trasformazioni corrisposero novit nel
settore del commercio. Vi fu un forte impulso
alla stampa: quotidiani e periodici
aumentarono le tirature, diventando anche
strumenti di propaganda politica, in grado di
indirizzare lopinione pubblica.
Con la societ dei consumi nacque il tempo
libero, da dedicare allo svago, agli sport, al
turismo.
Limperialismo e la nuova geografia dello
sviluppo
Le maggiori potenze economiche ingaggiarono
una competizione su scala mondiale per
laccaparramento delle materie prime e di
nuovi mercati dove esportare i propri prodotti.
Di questo processo di integrazione dello
spazio-mondo fecero parte anche imponenti
flussi migratori che dallEuropa si diressero
verso le Americhe, lAustralia e la Nuova
Zelanda, in misura minore verso lAfrica e
lAsia.
Fra lultimo ventennio dellOttocento e il 1914
ebbe cos luogo una spartizione coloniale del
mondo, che gli storici definiscono et
dellimperialismo. Oltre che da ragioni
economiche, essa fu spinta dalla politica di
potenza, dallaffermazione di un nazionalismo
aggressivo, dal tentativo di allentare le tensioni
sociali interne. LAfrica venne interamente
spartits tra Francia, Gran Bretagna, Germania,
Belgio e in misura minore lItalia.
In Asia lespansionismo europeo si impose
sulla rivolta antioccidentale nellagonizzante
Impero cinese, ma dovette fare i conti con gli
USA, a loro volta interessati allegemonia
sullarea del Pacifico, e con unaltra potenza
emergente, il Giappone, che nel 1904-05
umili lImpero russo nella guerra per il
controllo della Manciuria.

Let delloro
dello stato
nazione
Scenario cronologico.
1848-1916. Regno di Francesco Giuseppe I,
imperatore dAustria.
1870. Con la caduta del Secondo impero
nasce in Francia la Terza repubblica.
1875-98. Nascono tutti i principali partiti
socialisti.
1888-1918. In Germania et di Guglielmo II,
che persegue un riformismo autoritario e una
politica di potenza in Europa.
1889. I partiti socialisti europei danno vita alla
Seconda internazionale; negli anni seguenti si
confrontano la linea politica rivoluzionaria e
quella riformista.
1890-1914. In molti paesi lestenzione del
suffragio, lintroduzione di sistemi elettorali
proporzionali e laffermazione dei partiti di
massa segnano il passaggio alla democrazia
di massa.
1891. Leone XIII emana lenciclica Rerum
novarum, che illustra il pensiero sociale della
chiesa.
1894. In Francia scoppia laffaire Dreyfus, il
capitano ebreo ingiustamente accusato di
spionaggio.
1901-10. Edoardo VII re della Gran
Bretagna, la quale perde progressivamente il
primato industriale nel mondo.
1905. In Russia scoppiano moti rivoluzionari
contro il potere zarista.
1908. Nasce in Francia il movimento
nazionalista e razzista Action Francaise.
Dal liberalismo alla democrazia
Lindustrializzazione e lo sviluppo dei servizi
portarono, in modo accellerato dallultima parte
dellOttocento, alla crescita del proletariato
industriale e della piccola e media borghesia.
La scolarizzazione sempre pi diffusa e la leva
obbligatoria contribuirono sia a diffondere un
senso di appartenenza alla nazione, sia a far
prendere coscienza dei propri diritti.
Le classi medie e gli operai si trasformarono
progressivamente in un nuovo soggetto

sociale, le masse, e sollevarono una domanda


di partecipazione politica e di inclusione
sociale, entrando in contrasto con lelite
dominante. Tra fine Ottocento e inizi
Novecento quasi tutti i paesi occidentali
concessero il suffragio universale maschile,
che segn il passaggio dallo stato liberale
elitario alla democrazia di massa.
Nacquero i moderni partiti di massa: quelli
socialisti, che furono i primi a organizzarsi in
strutture stabili e radicate sul territorio, e i
partiti cattolici e i movimenti nazionalistici di
carattere reazionario.
Nuove culture politiche
Alla base dei movimenti nazionalisti cera una
nuova idea di nazione, che esaltava la lotta
per il predominio tra gli stati e dunque anche la
guerra.
Il fondamento ideologico del nuovo e
aggressivo nazionalismo comprendeva una
visione razzista, della quale alcune teorie
pseudoscientifiche fornivano una spiegazione
anche a giustificare il colonialismo in Africa e
in Asia. Limperialismo, infatti, fu fu il contesto
in cui nazionalismo e razzismo si radicarono e
si rafforzarono.
In Europa il razzismo aliment una forte
recrudescenza dellantisemitismo: gli ebrei,
anche nei paesi in cui erano integrati,
iniziarono ad essere additati come nemici
interni della nazione e in alcuni casi furono
oggetto di violenze e massacri.
I partiti socialisti portarono avanti le lotte per la
tutela del lavoro e la democratizzazione della
vita politica, e nel 1889 nacque la Seconda
Internazionale, per coordinare lazione di tutti
i partiti socialisti.
Ci fu peraltro un acesso dibattito tra i socialisti
ortodossi, fedeli alla prospettiva dell
rivoluzione proletaria, e i revisionisti, che
accettavano il parlamentarismo e volevano
una strategia riformista.
Nel movimento operaio cerano anche gli
anarcosindacalisti, che puntavano allazione
diretta del proletariato organizzato nel
sindacato.

La Francia della Terza repubblics visse un


periodo di intenso sviluppo economico e
sociale, anche se percorsa allinterno da lotte
politicosociali e da tentativi nazionalisti e
razzisti di svolta autoritaria. La Gran Bretagna
era forte del suo sterminato impero, ma sub la
concorrenza delle altre potenze in diversi
settori produttivi e perse il primato economico
mondiale; alcune riforme ampliarono la
partecipazione politica, mentre la questione
dellautogoverno dellIrlanda rimase irrisolta.
La Germania di Guglielmo II segu una politica
estera molto aggressiva, supportata da un
intenso programma di riarmo; allinterno
divenne il modello del riformismo autoritario
capace di creare un ampio consenso.
Gli Stati Uniti, in impetuosa crescita
economica e demografica, abbandonarono
con la presidenza Roosvelt il tradizionale
isolazionismo ed estesero la loro influenza
sullAmerica Latina e larea del Pacifico. Il
potere dei grandi trust venne frenato da una
legislazione antimonopolistica.
Il Giappone visse una stagione di intensa
industrializzazione, promossa dallo stato e dai
gruppi monopolistici, gli zaibatsu; la vittoria
nella guerra contro la Russia segn lingresso
del paese tra le potenze imperialiste.
Vecchi imperi in declino: laltra Europa
Gli imperi austro-ungarico, russo e ottomano
avevano una struttura economica e sociale
arretrata, una natura multietnica, erano privi di
istituzioni rappresentative ed estranei al
processo ottocentesco di formazione della
nazione.
Tali stati non seppero perci rispondere alle
spinte riformatrici che vi si manifestarono.
Le due guerre balcaniche dimostrarono il
potenziale esplosivo di questarea, oggetto
degli interessi incrociati dei tre imperi, e
diedero un duro colpo alImpero ottomano, ma
non stabilirono affatto un equilibrio duraturo.

Gli stati imperiali


Tra il 1890 e il 1914 si affermarono cinque
grandi potenze: Gran Bretagna, Francia,
Germania, Stati Uniti e Giappone,
caratterizzate, pur nelle loro differenze, da una
forte identit nazionale, da un solido consenso
sociale e da un esteso controllo territoriale di
tipo coloniale.

LItalia
giolittiana
Scenario cronologico
1887-96. Francesco Crispi a capo del
governo italiano.
1895-1813. Lindustria siderurgica italiana e
quella idroelettrica vivono una stagione di
notevole sviluppo.
1896. La sconfitta nella battaglia di Adua
segna la fine politica di Crispi.
1896-1900. Governi liberal-conservatori
reprimono le lotte operaie e contadine e
tentano una svolta autoritaria.
1900. Lanarchico Bresci assassina il re dItalia
umberto I; le elezioni segnano il successo
delle opposizioni.
1901-14. Dopo il governo Zanardelli (fino al
1903), Giolitti diventa protagonista della
politica italiana: sostegno statale allo sviluppo
economico, interventismo sociale, apertura al
mobimento operaio e al Partito socialista.
1904. Francia e Gran Bretagna stipulano
lEntente cordiale.
1911-12. LItalia riprende la politica coloniale
occupando la Libia e il Dodecaneso.
1912. Nuova legge elettorale che introduce il
suffragio universale maschile.
1912. Giolitti stringe un accordo elettorale con
i cattolici (patto Gentiloni).
1914. In marzo il governo passa ai liberalconservatori, in giugno sindacati e partiti di
sinistra danno vita alla settimana rossa.
La crisi di fine secolo
Negli ultimi anni dellOttocento lItalia visse un
momento di forte instabilit politica e sociale.
Le spinte autoritarie del governo guidato da
Francesco Crispi, la disfatta di Adua del 1896,
lacuirsi dei conflitti sociali generarono un ciclo
di gravi rivolte nelle citt industriali e nelle
campagne.
Dopo luscita di scena di Crispi, il governo di
Rudin reag mettendo in atto pesanti
repressioni, appoggiato dalle alte gerarchie
militari e dai gruppi pi conservatori del mondo
economico e del partito liberale. A Milano nel
maggio del 1898 le truppe fecero fuoco contro
i manifestanti, uccidendo 80 persone. Il
governo Pelloux (1898-1900) port avanti il

tentativo di una svolta autoritaria, con leggi


che cercarono di cancellare molte libert civili;
ma la maggioranza parlamentare si ruppe e tra
le file dei liberal-progressisti emerse un nuovo
progetto politico contro la crisi del paese.
Dopo lassassinio di Umberto I da parte di un
anarchico nel 1900, il suo successore Vittorio
Emanuele III, cambiando strategia politica, nel
1901 affid il governo ai liberal progressisti di
Zanardelli e Giolitti, che avviarono una nuova
stagione politica di dialogo sociale e di
apertura verso il movimento operaio.
Il progetto giolittiano
Dopo essere stato ministro dellinterno con
zanardelli, Giolitti guid il governo con brevi
intervalli dal 1903 al 1914. In questi anni
sostenne una politica riformatrice che pot
contare sulla collaborazione dei socialisti
(anche se il Partito socialista non entr mai a
far parte del governo); convinto della necessit
di una politica che unisse interventismo sociale
e sviluppo economico, var un organico
sistema di riforme sociali, con leggi a tutela del
lavoro femminile e minorile, sugli infortuni,
sulle invalidit e sulla vecchiaia, mentre al
movimento sindacale fu garantita libert di
organizzazione e di azione.
La convergenza politica tra Giolitti e i socialisti
riformisti di Turati dovette fare i conti con la
corrente estremista del Partito socialista, i
massimalisti di Labriola e Ferri, contrari ad
accordi con il governo. Altre forze sociali e
politiche ostili a Giolitti furono i ceti medi, che
si sentivano esclusi dal compromesso
giolittiano fra classi lavoratrici e borghesia
produttiva, il movimento nazionalista e influenti
personalit del meridionalismo come
Salvemini e Nitti, che accusarono Giolitti di
aggravare la questione meridionale e di
collusioni clientelari con i notabili del Sud, in
cambio del loro sotegno politico.
Giolitti cerc alleanze anche nel mondo
cattolico, che da tempo aveva attenuato
lestraneit alla vita politica promuovendo un
proprio associazionismo nel mondo del lavoro.
Un gruppo di cattolici progressisti, guidati da
Murri e Sturzo, lavorarono alla costruzione di
un partito cattolico, che per fu osteggiato
dalle gerarchie ecclesiastiche. Il Vaticano
appoggi invece la nascita dellUnione
elettorale cattolica, su posizioni moderate.

Il grande balzo industriale


Durante let giolittiana lItalia conobbe una
grande crescita economica, caratterizzata da
un forte sviluppo dellindustria. I settori di
maggiore crescita furono quello meccanico,
siderurgico e idroelettrico (particolarmente
dinamico e importante in un paese privo di
carbone e petrolio); nacque lindustria
automobilistica e si svilupp anche la
cantieristica.
Il capitalismo italiano vide il saldo intreccio fra
grande impresa, finanza e stato, che aliment
la grande industria pesante attraverso le
commesse pubbliche. Lo sviluppo industriale,
per, si concentr nel nord, mentre il
mezzogiorno rimase per lo pi agricolo,
arretrato e segnato da un potente fenomeno di
emigrazione; il divario fra Nord e Sud,
pertanto, non solo rimase, ma si accentu.
Il declino del compromesso giolittiano
Gli ultimi anni di governo di Giolitti furono
segnati dal progressivo incrinarsi del
compromesso politico e sociale che in
precedenza aveva retto. Nel 1911 Giolitti
decise di riprendere lespansione coloniale con
la conquista della Libia, sotto la pressione dei
nazionalisti, del mondo imprenditoriale e
finanziario. La campagna militare si rivel
complessa e per piegare la resistenza degli
Ottomani lItalia allarg il conflitto allEgeo. Nel
1912 la Libia e il Dodecaneso divennero
colonie italiane.
La guerra di Libia min la stabilit del governo:
alle elezioni del 1913, le prime a suffragio
universale maschile, per compensare la rottura
con i socialisti, contrari alla guerra, Giolitti
ottenne lappoggio dei cattolici attraverso il
Patto Gentiloni. Nonostante la vittoria
elettorale, la radicalizzazione del quadro
politico, con laffermarsi del nazionalismo da
un lato e il riaccendersi delle lotte dei lavoratori
dallaltro, indebol la posizione di Giolitti, la cui
politica di compromesso non riusc pi a
guidare il paese.
Giolitti decise di cedere il governo al liberalconservatore Salandra (marzo 1914).
Lesplodere delle manifestazioni operaie
represse con la forza (settimana rossa) e lo
scoppio della guerra in Europa cambiarono il
quadro politico italiano: si chiudeva cos let
giolittiana.

La Grande
Guerra
Scenario cronologico
1914:

- 28 giugno. A Sarajevo, lo studente serbo


Gavrilo Princip uccide lerede al trono
asburgico Francesco Ferdinando.
- 28 luglio. LAustria dichiara guerra alla
Serbia: ha inizio la Prima guerra mondiale.
- fine luglio-inizio novembre. Entrano in
guerra Russia, Germania, Francia, Gran
Bretagna, Giappone.
- settembre. Lungo il fiume Marna i francesi
bloccano lavanzata tedesca: comincia una
lunga guerra di posizione.
- autunno. Mussolini fonda Il Popolo
dItalia, giornale che appoggia lintervento
dellItalia in guerra.
1915:
- 26 aprile. Il governo italiano firma in segreto
il patto di Londra, che prevede lingresso in
guerra dellItalia a fianco dellIntesa.
- 23 maggio. LItalia dichiara guerra
allAustria.
1917:
- 6 aprile. Gli USA entrano in guerra a fianco
dellIntesa.
- 1 agosto. Papa Benedetto XV chiede ai
governi dei paesi in guerra di interrompere
linutile strage.
- 24 ottobre. Lesercito italiano sconfitto a
Caporetto dagli austriaci.
- 7 novembre. In Russia scoppia la
rivoluzione dottobre di Lenin.
1918:
- 3 marzo. La Russia si ritira dalla guerra.
- 3 novembre. LAustria firma la resa.
- 11 novembre. Il governo provvisorio
tedesco firma larmistizio con le forze
dellIntesa
1919:
- gennaio. A Versailles, in Francia, si aprono i
lavori della conferenza di pace.
- 28 giugno. La Germania costretta ad
accettare le condizioni di pace imposte dal
trattato di Versailles.

Il mondo nella guerra generale europea


La Prima guerra mondiale (1914-18) scoppi
in seguito allassassinio dellerede al trono
asburgico Francesco Ferdinando per mano di
un nazionalista serbo. Dopo un ultimatum.
lAustria dichiar guerra alla Serbia,
innescando una serie di reazioni che fecero
scattare le alleanze militari in Europa: fra luglio
e agosto 1914 si trovarono in Guerra gli imperi
centrali, Austria-Ungheria e Germania, a cui si
aggiunse poi lImpero ottomano, contro la
Triplice alleanza, a cui si alle il Giappone.
In realt le potenze europee eranno gi pronte
allo scontro. Esistevano, infatti, da tempo
numerosi motivi di attrito. La Germania di
Guglielmo II, animata da una politica di
potenza, aveva compiuto un incontenibile
asceso economica e militare e contendeva la
supremazia alla Gran Bretagna, che ormai
stava perdendo la sua egemonia sui mercati
mondiali. Allinterno dell Europa ogni paese
era proteso allespansione dei mercati per
sostenere la crescita industriale.
I tedeschi avevano inoltre avviato una
gigantesca corsa agli armamenti, sfidando la
Gran Bretagna anche con una possente flotta
da guerra, costringendo cos i britannici a
imitarli.
In Europa si era formato un clima culturale
favorevole alla guerra. Il nazionalismo
aggressivo e limperialismo erano serviti anche
per creare consenso ai governi: ora
lesaltazione della forza diventava funzionale
alla guerra.
I fronti di guerra
Nelleuropa in guerra si aprirono due fronti,
quello occidentale e quello orientale. I
tedeschi, pensando a una guerra lampo,
invasero la Francia passando per il Belgio, ma
furono bloccati in una guerra di posizione. A
est i russi attaccarono tedeschi e austriaci, ma
furono presto fermati e doverono arretrare;
lImpero zarista non era in grado di reggere
una guerra cos dispendiosa dal punto di vista
economico e industriale.
Nel 1915 si apr il fronte meridionale in seguito
allentrata in guerra di Italia e Romania a
fianco dellIntesa. Lesercito italiano era
numeroso ma scarsamente preparato e il suo
slancio nei primi mesi di guerra, con diverse e
sanguinose offensive sullIsonzo, fu contenuto
dagli austriaci; anche qui la guerra si trasform
in un logorante conflitto di trincea.

La guerra coinvolse anche i mari, non con


grandi battaglie di superficie (la flotta
britannica tenne bloccata quella tedesca), ma
con lattacco dei sottomarini tedeschi alle navi
mercantili americane e inglesi, finalizzati a
ostacolare i rifornimenti di materiali al fronte.
LItalia in guerra
Il 24 maggio 1915 lItalia entr in guerra a
fianco dellIntesa. Il parlamento e la
maggioranza delle forze politiche (Giolitti e una
parte dei liberali, i cattolici e i socialisti) e
sociali erano sfavorevoli allintervento. Ma tra il
1914 e la primavera del 1915 crebbe la
mobilitazione interventista, animata dai
nazionalisti, che consideravano il conflitto
unoccasione per laffermazione internazionale
dellItalia, dai liberal-democratici, che volevano
portare a compimento il Risorgimento
conquistando le terre irredente, da frange
consistenti di socialisti rivoluzionari e
massimalisti, come Mussonlini.
Il governo italiano prese contatti con le
potenze dellIntesa, nonostante lopposizione
parlamentare, e alla fine dellaprile del 1915
stipul segretamente il patto di Londra, che
prometteva consistenti ampliamenti territoriali
per lItalia. Dopo le manifestazioni interventiste
delle radiose giornate di maggio, il 23 maggio
lItalia dichiar guerra allAustria.
La guerra totale
La prima guerra mondiale fu un conflitto del
tutto nuovo rispetto al passato. Innanzitutto
riguard nazioni e luoghi di tutto il mondo.
Inoltre coinvolse milioni di soldati dislocati sui
diversi fronti, non solo europei, provocando
nove milioni di vittime, e obblig gli stati a
riconvertire lintera economia a produzioni per
la guerra. Infine, in palio vi era la supremazia
economica e politica mondiale. Per tutti questi
motivi la capacit di resistenza della societ
civile agli eventi bellici si rivel decisiva per le
sorti del conflitto.
Fu anche una guerra tecnologicamente
moderna, nella quale le masse di soldati si
combatterono nuove e devastanti armi:
mitragliatrici,

cannoni di calibro e potenza mai vista, gas


tossici e, seppure in misura ancora limitata,
aerei e carri armati.
Un aspetto della guerra totale fu
lesasperazione nazionalista, che fra laltro
caus lo sterminio degli armeni in Turchia.

Il 1917: guerra e rivoluzione


Il 1917 fu un anno di svolta per la guerra. La
continua aggressione dei sottomarini tedeschi
ai danni delle navi anglo-americane indusse gli
Stati Uniti a rompere il tradizionale
isolazionismo ed entrare in guerra a fianco
dellIntesa. Questa scelta sanciva ed era la
conseguenza di un impegno di fatto gi preso
dagli Stati Uniti, che dovevano salvaguardare
gli ingenti prestiti di guerra concessi allIntesa.
In ottobre lesercito italiano sub una durissima
sconfitta a Caporetto, la linea arretr di molti
chilometri e si attest lungo il Piave. Intanto
lesasperazione per gli enormi costi umani di
una guerra di cui non si vedeva la fine si
diffondeva nei paesi belligeranti. I partiti
socialisti europei sollecitarono la ricerca della
pace, il papa Benedetto XV sostenne la
necessit di fermare linutile strage.
Il contraccolpo interno pi rilevante avvenne in
russia, dove la guerra fece precipitare la crisi
politica dello zarismo: il 1917 fu lanno della
rivoluzione russa. La ribellione che
serpeggiava tra i soldati e la rivolta degli
operai obbligarono lo zar Nicola II ad abdicare.
In febbraio il potere fu asunto da un governo
repubblicano liberale, poi dai socialisti pi
moderati. infine i bolscevichi rivoluzionari,
costituiti in soviet, giunsero alla definitiva
conquista del potere guidati da lenin. I
bolscevichi firmarono il trattato di Brest-Litovsk
portando la Russia fuori dal conflitto, quindi
avviarono la difficile costruzione del primo
stato socialista della storia.
La fine del conflitto
Nel 1918 i soldati americani cominciarono ad
affluire in massa sui fronti europei. I tedeschi,
potendo convogliare tutte le forza su fronte
occidentale, dopo la pace con la Russia,
tentarono lultimo attacco sul fronte
occidentale, ma le truppe dellIntesa
resistettero e avviarono il contrattacco: la
battaglia risolutiva ebbe luogo ad Amiens, in
agosto. Alla fine di ottobre gli italiani travolsero
le linee austriache e ottennero il successo
definitivo a Vittorio Veneto. Gli imperi centrali
furono costretti ad arrendersi.
I vari trattati di pace firmati nei dintroni di Parigi
nel 1919 cambiarono radicalmente la carta
geopolitica dellEuropa e del Medio Oriente.
Scomparvero tre Imperi. La Germania, per
volere di francia e Gran Bretagna, venne
umiliata e costretta a pagare giganteschi danni
di guerra.

Dalla conferenza di pace usc sconfitta la linea


del presidente americano Wilson, che nei 14
punti afferm la libert di autodeterminazione
dei popoli e strumenti per evitare conflitti
armati. Fu istituita la Societ delle nazioni
proposta da Wilson, con il compito di prevenire
la guerra attraverso la diplomazia.

Nuovi scenari
geopolitici
Scenario cronologico
1912. Con la caduta dellultimo imperatore
della dinastia Manchu, nasce la Repubblica
cinese.
1918-21. In Russia si scontrano lArmata rossa
e le armate bianche.
1919-20. Vicino a Parigi vengono firmati i
trattati di pace che pongono fine alla Prima
Guerra mondiale.
1919:
- nasce in Germania la repubblica di Weimar.
- in Italia Mussolini fonda i Fasci di
Combattimento
- 28 giugno. Nasce la Societ delle nazioni.
- 12 settembre. Un corpo di spedizione
militare guidato da Gabriele DAnnunzio
occupa la citt di Fiume.
1920-23. Kemal guida la Turchia
allindipendenza.
1921:
- in Italia nasce il Partito comunista italiano.
- novembre. In Italia il movimento dei Fasci
si trasforma in Partito nazionale fascista.
1922:
- nasce lo Stato libero dIrlanda.
- in Russia vede la luce lUnione delle
repubbliche socialiste sovietiche (Urss).
- 29 ottobre. In seguito alla marcia su Roma,
Benito Mussolini riceve dal re lincarico di
formare un nuovo governo.
I dilemmi della pace
Il trattato di pace di Versailles impose alla
Germania condizioni punitive ed umilianti:
Francia e Gran Bretagna, infatti, per evitare
che tornasse a essere una grande potenza, le
confiscarono intere regioni, le colonie e le
imposero pesantissime riparazioni. Questo

min lequilibrio politico della Repubblica di


Weimar, attraversata da sentimenti di rivincita
e dallodio verso francesi e anglosassoni,
acuiti dalla difficile situazione economica.
Parte dei territori tedeschi ricostituirono la
Repubblica di Polonia, animata subito da
unideologia nazionalista. Sempre nellEuropa
orientale, dallo smembramento dellImpero
austro-ungarico nacquero nuovi stati, tutti
dominati da classi dirigenti nazionaliste.
LImpero ottomano fu diviso e i territori
mediorientali vennero affidati a Francia e Gran
Bretagna, sottoforma di mandati temporanei.
In Anatolia i turchi guidati da Kemal riuscirono
a costituire una repubblica laica e moderna,
seppure autoritaria.
LItalia non ottenne gli ingrandimenti territoriali
promessi dal patto di Londra. I nazionalisti
parlarono di vittoria mutilata e inscenarono
una prova di forza con loccupazione di Fiume.
Il revisionismo fu uno degli elementi che rese
fragile la stabilizzazione dellordine
internazionale.
Il declino dellegemonia europea
La guerra segn la fine dellegemonia europea
sulleconomia mondiale. Vincitori e vinti si
trovarono in condizioni simili: avevano bruciato
nella guerra enormi risorse, dovevano
riconvertire la produzione di guerra in
produzione di pace, ma mancavano di capitali,
subivano un inflazione che erodeva risparmi e
stipendi; inoltre le colonie, attraversate da
spinte indipendentiste, si rivelarono pi un
problema che una risorsa. I vincitori anche
economici del conflitto erano gli Stati Uniti,
sfiorati dalleconomia di guerra e creditori dei
maggiori paesi europei. Nonostante la
supremazia economica sul mondo, per, gli
Usa tornarono a una politica isolazionista.
Nel Medio Oriente il nazionalismo arabo
cominciava a rivendicare lindipendenza dagli
europei e in Palestina arrivarono molti ebrei
decisi a costruire uno stato nazionale.
NellIndia britannica il movimento nazionalista
guidato da Gandhi ottenne le prime
concessioni amministrative dal ogverno
inglese, che negli anni successivi alla guerra
aveva gi dovuto concedere ai cattolici
irlandesi la costituzione dello Stato libero
dIrlanda. In Cina, privata di alcuni territori dai
Giapponesi, esplose il nazionalismo
antioccidentale sostenuto dal Guomindang di
Sun Yat-sen, che proclam la repubblica.

Rivoluzione e controrivoluzione
Il dopoguerra vide formarsi sistemi politici
alternativi alla democrazia liberale, a
cominciare dal socialismo realizzato dalla
Russia bolscevica. Il governo bolscevico
consolid il suo potere solo vincendo una
sanguinosa guerra civile, una
controrivoluzione appoggiata dai principali
paesi europei, al termine della quale, nel 1922,
nacque lUnione delle repubbliche socialiste
sovietiche (Urss). Il successo della rivoluzione
in Russia suscit entusiasmo in tutti i partiti
socialisti europei e le forze conservatrici e
democratiche ne temettero il contagio. In
Germania, in Italia e in Ungheria scioperi,
occupazioni delle fabbriche e tentativi
rivoluzionari sembrarono anticipare un
sovvertimento sociale e politico radicale; ma
questi fenomeni si esaurirono e furono
repressi nel sangue, aprendo la strada a
controrivoluzioni conservatrici guidate dai
militari e dai partiti nazionalisti. Il disordine
politico europeo favor inedite soluzioni, come
il corporatismo, cio la negoziazione direttatra
le parti sociali ed economiche al di fuori del
parlamento. Ma le democrazie pi recenti e
fragili non ressero, e negli anni venti si
imposero governi dittatoriali o autoritari.
La crisi dello stato liberale in Italia
Il sistema liberale visse una grave crisi proprio
in Italia generando il prototipo dello stato
totalitario. A costruirlo fu Mussolini, il quale, nel
1919, fond i Fasci di combattimento
radunando intorno a s soprattutto i reduci di
guerra. La forza politica del fascismo delle
origini era ridotta rispetto a quella dei liberali,
socialisti e cattolici. Tuttavia il biennio rosso limponente movimento di protesta dei
lavoratori nel 1919-20- acu la paura della
rivoluzione socialista e Mussolini si guadagn
lappoggio della grande propriet agraria e
anche di ceti di piccolo e medio borghesi: di
fronte ai deboli governi liberali, la violenza
delle squadre fasciste apparve a molti un
fenomeno transitorio e un mezzo per ritornare
allordine.
Nellottobre del 1922 migliaia di fascisti
marciarono su Roma. Il re Vittorio Emanuele
III, invece di ordinare la repressione, chiam
Mussolini a formare un nuovo governo.
Dapprima fu un governo di coalizione,
formalmente rispettoso delle regole
parlamentari, ma molto presto cominci a
emergere il carattere dittatoriale e totalitario
del fascismo.

Totalitarismo

corporativismo.
Venne abolita la libert di stampa e di
espressione, fu istituito un Tribunale speciale
per la sicurezza dello stato, le elezioni si
trasformarono in plebisciti. Nel 1926 fu istituito
il ministero delle Corporazioni, che aveva lo
scopo di spingere alla collaborazione i gruppi
economici e sociali, e il conflitto sociale fu
bandito con lemanazione della Carta del
lavoro (1927). In campo economico
inizialmente il fascismo segu una strada
liberista, ma dopo il 1926, di fronte alla
preoccupante svalutazione della lira, avvi una
rigida politica deflazionistica (quota 90) per
rivalutare la moneta. Questo comport il calo
dei prezzi e dei consumi e una pi forte
contrazione dei salari; a trarne vantaggio
furono le classi medie e le imprese che
vivevano di finanziamenti pubblici.

Scenario cronologico
1921. In Russia Lenin vara la Nuova politica
economica.
1922:
- Stalin diventa segretario generale del
comitato centrale del Pcus.
- 28 ottobre. I fascisti marciano su Roma,
mettendo in atto un colpo di stato.
1923. In Italia con la legge Acerbo, viene
modificata la legge elettorale.
1924:
- in Russia muore Lenin.
- aprile. Elezioni in Italia: vince il listone
guidato dai fascisti.
- 10 giugno. Una squadra fascista rapisce e
uccide il deputato socialista Giacomo
Matteotti.
- 27 giugno. I parlamentari antifascisti
abbandonano il parlamento.
1925-26. Mussolini promulga le leggi
fascistissime.
1929:
- febbraio. Mussolini e il segretario di stato
vaticano cardinal Gasparri firmano i patti
lateranensi.
- Trockij viene esiliato dallUnione Sovietica.
1940. Trockij viene assassinato da un sicario
di Stalin a Citt del Messico.
La costruzione della dittatura fascista in
Italia
In pochi anni, tra il 1922 e il 1926, Mussolini
archivi lo stato liberale e fond un regime
totalitario. Il parlamento fu svuotato di potere. Il
Gran consiglio del fascismo ratificava ogni
decisione presa dal governo e dal parlamento.
Il meccanismo elettorale fu modificato con la
legge Acerbo, consentendo a Mussolini di
vincere le lezioni del 1924. In questa
occasione il leader socialista Matteotti, che
denunci brogli elettorali, fu rapito e ucciso da
sicari fascisti, suscitando lindignazione
dellintero paese. Ma le forze antifasciste,
divise e disorientate, non seppero approfittare
del momento e Mussolini acceler la definitiva
svolta autoritaria: sciolse i partiti e i sindacati,
eman le leggi fascistissime definendo la
fisionomia del nuovo regime, imperniato sulla
sua dittatura personale, sul partito unico e sul

Politica e ideologia del fascismo


Il Partito nazionale fascista subordinava a s
lintera societ, facendosi perno dello stato
totalitario, fondato sullirregimentazione delle
masse, sul dirigismo economico, sullo
statalismo e sulla politica di potenza. La
societ italiana venne fascistizzata attraverso
una serie di organizzazioni subordinate al
partito; gli insegnanti e tutti i funzionari pubblici
dovettero giurare fedelt al regime; i giornali
erano obbligati a pubblicare le notizie
provenienti dallufficio stampa e propaganda
del partito, il cinema e la radio erano soggetti
alla censura. La polizia segreta, lOvra, si
occupava della repressione degli oppositori.
Mussolini si assicur il consenso della chiesa
con la firma dei Patti Lateranensi (1929) che
chiusero dopo circa sessantanni la questione
romana. Il papa ottenne la piena sovranit
sulla Citt del Vaticano, la religione cattolica
divenne religione di stato e venne introdotta
come insegnamento nelle scuole.
Il protezionismo e gli interventi come la
battaglia del grano furono gli aspetti del
dirigismo economico del regime e, pi in
generale, del primato dello stato fascista sulla
societ e sugli individui, secondo un concetto
etico dello stato sviluppato da intellettuali
fascisti come Gentile e Rocco.
In politica estera il Duce persegu lobiettivo di
fare dellItalia una grande potenza. Anzitutto
punt a riconquistare la Libia. Inoltre cerc di
estendere la sua influenza sui Balcani, con lo
scopo di rendere lAdriatico un lago italiano.


La nascita dellUnione Sovietica
Il primato dello stato e la presenza del partito
unico in ogni ganglio della vita civile
caratterizzarono anche la fisionomia del
regime sovietico. LUrss era uno stato
apparentemente federale, ma in realt
fortemente centralizzato nelle mani del gruppo
dirigente Pcus (Partito comunista dellunione
sovietica).
Allindomani della guerra civile, la Russia era
in una grave crisi sociale ed economica. Per
evitare il collasso, Lenin var la nuova politica
economica (1921), che reintroduceva elementi
di economia di mercato nelle campagne e
nelle aziende di piccole dimensioni. La Nep nel
1927 consent di raggiungere il risanamento
finanziario e riport la produzione ai livelli
dellanteguerra.
Alla morte di Lenin (1924) il partito dovette
scegliere fra Trockij e Stalin. Il primo
sosteneva una politica di allargamento della
rivoluzione in Europa e nel mondo, il secondo
era invece favorevole a concentrare gli sforzi
per costruire il socialismo in un solo paese.
Stalin riusc a prevalere e divenne padrone
assoluto del partito, emargin gli avversari ed
esili Trockij.
LEuropa nella crisi e lascesa del Nazismo
in Germania
Nel Vecchio continente emerse una sola, forte
proposta politica e sociale per superare la
crisi: il totalitarismo fascista. In Germania la
crisi fu terribile e favor nel 1933 lascesa al
potere del Partito Nazionalsocialista e di Hitler.
Il profilo ideologico del nazismo era il rifiuto del
trattato di Versailles, il rilancio della grande
Germania, la costruzione di una nuova
societ su basi razziste. Lascesa di Hitler
travolse la fragile Repubblica di Weimar e il
governo nazista promosse grandi opere
pubbliche per ridurre la disoccupazione e, a
partire dal 1935, un massiccio piano di riarmo
che sostenne la ripresa produttiva. Il riarmo si
legava ai progetti di politica estera di Hitler,
che mirava a definire un nuovo ordine
geopolitico europeo, ridisegnando i confini
della Germania, che, per ottenere il suo spazio
vitale, doveva inglobare in un grande reich tutti
i territori europei abitati da tedeschi ed
espandersi verso est.
Sul piano degli strumenti del controllo
totalitario della societ il nazismo comp scelte
analoghe al fascismo italiano. Mise inoltre in

atto, subito e con violenza, la persecuzione


degli ebrei, additati da Hitler come intollerabile
minaccia alla purezza della razzia ariana.
La crisi economica e laffermazione del
nazismo in Germania favorirono lulteriore
diffusione di regimi fascisti in Europa e in
Giappone.

Lavanzata del
fascismo
Scenario cronologico
1933. In Italia nasce lIstituto per la
ricostruzione industriale.
1934. Mussolini istituisce il Ministero delle
corporazioni.
1935. LItalia fascista intraprende una nuova
guerra coloniale in Etiopia.
1935-37. In Italia il fascismo avvia e realizza
lautarchia.
1936-38. In Francia governa il fronte popolare
dei partiti di sinistra.
1936-39. In Spagna si combatte la guerra
civile tra il governo legittimo e le forze clericofasciste guidate dal generale Franco.
1936:
- 9 maggio. Il Duce proclama la nascita
dellimpero italiano.
- ottobre. Italia e Germania stringono
unalleanza strategica, lasse Roma-Berlino.
1937. Nascono il ministero della Cultura
popolare, Cinecitt, la Giovent italiana del
littorio e lIstituto di cultura fascista.
1938:
- Mussolini introduce in Italia le leggi razziali
contro gli ebrei.
- marzo. La Germania annette lAustria.
- settembre. Conferenza di Monaco, a cui
partecipano Hitler, Mussolini, il britannico
Chamberlain e il francese Daladier.
1939:
- ha inizio in Spagna il regime autoritario di
Franco, uscito vincitore dalla guerra civile.
- in primavera Hitler invade la Cecoslovacchia
e Mussolini occupa lAlbania.

10

Leconomia italiana nella crisi


Quando lEuropa fu investita dagli effetti della
Grande Depressione leconomia italiana si
trovava gi in difficolt, per gli effetti depressivi
della rivalutazione della lira (quota 90).
Limpatto della crisi in Italia fu perci
estremamente duro e tra il 1929 e il 1933 la
produzione industriale scese del 15-25%. Per
affrontare la crisi che colp banche e imprese
nacque un ente economico pubblico, lIri
(Istituto per la ricostruzione industriale, 1833),
attraverso cui lo stato si trov di fatto a
controllare lintero sistema bancario e divenne
inoltre proprietario di circa 1500 imprese. LIri
segn dunque una notevole statalizzazione
delleconomia e lintreccio fra grande industria
e politica.
Un altro tassello della politica fascista contro la
crisi furono i piani autarchici, per spingere il
sistema industriale a orientare verso il mercato
interno investimenti e produzione. Il principale
campo delle sperimentazioni autarchiche fu
per lagricoltura. Essa, senza unadeguata
modernizzazione delle tecniche produttive,
venne finalizzata alla soddisfazione dei
consumi interni e dovette rinunciare
allesportazione.
Razzismo e imperialismo nellItalia fascista
Il progetto totalitario del fascismo intendeva fra
laltro incidere sul carattere degli italiani, farne
degli uomini nuovi plasmati dai valori del
regime. Prosegu perci la fascistizzazione del
sistema scolastico. Nel 1937 furono creati
lIstituto di cultura fascista e il Minculpop
(ministero della Cultura popolare). Nello stesso
anno vennero fondati Cinecitt, il polo della
produzione cinematografica italiana, che fu
unimportante strumento di divulgazione delle
idee fasciste, e la Giovent italiana del littorio,
che raggrupp tutte le organizzazioni giovanili
del regime.
Nel 1938 Mussolini, sempre pi legato alla
Germania di Hitler, annunci i provvedimenti
in difesa della razza. Gli italiani di origine
ebraica furono emarginati, esclusi dagli
impieghi pubblici e dalla vita politica, colpiti da
forti limitazioni del diritto di propriet.
In politica estera, nel 1935 Mussolini rilanci i
programmi coloniali con linvasione
dellEtiopia, guidata da Graziani con una
campagna militare brutale che coinvolse
anche i civili. La Somalia italiana, lEritrea e
lEtiopia formarono cos lAfrica orientale
italiana, parte dellimpero proclamato nel
maggio del 1936. La politica coloniale e le

sanzioni inflitte allItalia dalla Societ delle


nazioni peggiorarono i rapporti del regime con
Francia e Gran Bretagna e favorirono
lulteriore avvicinamento alla Germania
nazista: nellottobre del 1936 nacque lasse
Roma-Berlino, che sanc linizio di una nuova
fase politica forndata sulla costituzione di un
blocco degli stati fascisti.
LEuropa verso un nuovo conflitto generale
Unalleanza antifascista tra forze politiche
democratiche e comuniste fece nascere in
Francia il governo del Fronte popolare
(1936-38), presieduto dal socialista Blum.
Anche in Spagna, nel 1936, le elezioni tenute
dopo un decennio di dittatura militare
sancirono la vittoria del Frente popular formato
dalle forze di sinistra. La premessa di
questunit antifascista fu il mutato
orientamento dei partiti comunisti, che, con
lapprovazione di Mosca, accettarono alleanze
con i partiti borghesi per difendere la
democrazia dovera minacciata dal fascismo.
In Spagna il nuovo governo tent invano la
riforma agraria. Nel luglio del 1936 le truppe
spagnole in Marocco, guidate dal generale
Franco, si sollevarono per rovesciare il
governo repubblicano. Inizi cos una guerra
civile che insanguin il paese fino al 1939.
LItalia e la Germania fornirono truppe e
armamenti a Franco, lUrss appoggi il fronte
repubblicano, mentre Francia e Gran Bretagna
non si mossero. Linferiorit delle forze
repubblicane non fu compensata dalle Brigate
internazionali di volontari antifascisti: il 1939
segn la vittoria dei fascisti.
Mentre in Spagna si combatteva, il nazismo
diede inizio alla sua politica di espansione.
Nella primavera del 1938 lesercito nazista
entr in Austria e fu decretata lunione del
paese al Reich. Nel settembre, per trovare una
soluzione alla crisi dei Sudeti - territori dellEst
europeo rivendicati dalla Germania -, si tenne
la conferenza di Monaco, a cui parteciparono
Hitler, Mussolini e i primi ministri francese e
britannico.
Di nuovo la Francia e Gran Bretagna non
reagirono e consentirono loccupazione
tedesca dei Sudeti, secondo la politica
dellappeasement, per difendere a qualunque
prezzo la pace in Europa nellillusione che
lespansionismo nazista si sarebbe fermato. Al
contrario, nella primavero del 1939, la
Germania complet la disintegrazione della
Cecoslovacchia trasformandola in un satellite
del Reich: la guerra si avvicinava rapidamente.

11

Il mondo in
guerra
Scenario cronologico
1939:

- 23 agosto. La Germania e lUrss firmano un


accordo di non aggressione.

- 1 settembre. Le truppe naziste invadono la


Polonia: ha inizio la Seconda guerra
mondiale.
1940:
- 10 maggio. Lesercito tedesco attacca la
Francia e in poche settimane arriva a Parigi.
- 10 giugno. LItalia entra in guerra a fianco
della Germania.
- agosto. Laviazione tedesca inizia il
bombardamento della Gran Bretagna; il
Giappone si allea con lasse.
1941:
- fine giugno. La germania invade lUnione
Sovietica.
- 14 agosto. Il primo ministro inglese
Churchill e il presidente americano
Roosevelt firmano la Carta atlantica.
- 7 dicembre. Laviazione giapponese
attacca la flotta americana a Pearl Harbor.
1942:
- 20 gennaio. Alla conferenza di Wannsee, lo
stato maggiore nazista avvia il programma
di sterminio degli ebrei in Europa.
1943:
- gennaio. A Stalingrado i tedeschi vengono
sconfitti dallesercito sovietico.
- 10 luglio. Le truppe anglo-americane
sbarcano in Sicilia.
- fine luglio. Mussolini viene destituito; il re
affida il governo al maresciallo Badoglio.
- 8 settembre. LItalia firma larmistizio con gli
Alleati.
1944:
- 6 giugno. Le truppe anglo-americane
sbarcano in Normandia.
1945:
- 25 aprile. LItalia liberata.
- 8 maggio. La Germania si arrende.
- 6 agosto. Gli americani sganciano la prima
bomba atomica a Hiroshima.

Laspansione nazista in Europa


Il 1 settembre 1939 le truppe tedesche
varcarono i confini polacchi e, di fronte
allennesima aggressione di Gitler, Gran
Bretagna e Francia dichiararono
immediatamente guerra alla Germania. In un
mese la Polonia capitol e scomparve, perch
anche lUnione Sovietica, in virt del patto di
non aggressione con la Germania firmato in
agosto, invase il paese da est.
Nella primavera del 1940, dopo aver preso il
controllo della Scandinavia, le truppe tedesche
travolsero gli anglo-francesi e occuparono
gran parte della Francia. I successi tedeschi
indussero Mussolini allintervento e in giugno
lItalia aggred la Francia, accelerandone la
sconfitta. Nel sud del paese si instaur il
governo collaborazionista di Ptain. Lingresso
in guerra dellItalia comport lapertura di nuovi
fronti nel Mediterraneo e in Africa
settentrionale: qui si apr lo scontro con la
Gran Bretagna, che inflisse una serie di
sconfitte agli italiani, fino a che Hitler invi in
africa settentrionale il generale Rommel nel
1941, che fece indietreggiare gli inglesi.
La Gran Bretagna si trov sola a fronteggiare
lattacco tedesco. Nellagosto-settembre 1940 i
bombardieri tedeschi colpirono duramente la
Gran Bretagna, senza tuttavia riuscire a
piegarne la resistenza. In settembre entr in
guerra anche il Giappone, mentre lItalia
subiva unaltra sconfitta in Grecia,
costringendo le truppe naziste allintervento
diretto nei Balcani.
Nel giugno 1941 scatt la colossale
operazione Barbarossa, linvasione tedesca
dellUrss. Lavanzata travolgente giunse in
pochi mesi fino a una linea che correva da
Leningrado a Mosca e Stalingrado, ma qui si
arrest: lesercito russo seppe riorganizzarsi
dando vita a unaccanita resistenza.
A met del 1942 la Germania controllava un
territorio immenso, sottoposto a una durissima
dominazione che ne convogliava tutte le
risorse alla guerra di conquista nazista. In
questo contesto i nazisti pianificarono lo
sterminio degli ebrei, gi avviato con uccisioni
di massa durante lavanzata in Urss. La
macchina dello sterminio si mise in moto, con
una rete organizzata di lager nei quali, tra il
1942 e il 1945, furono convogliati e uccisi circa
sei milioni di ebrei.

12

Il mondo in conflitto e lopposizione civile


al fascismo
La Gran Bretagna poteva contare
sullappoggio degli Stati Uniti e nellagosto
1941 Churchill e Roosevelt firmarono la Carta
atlantica, che tracciava dei principi per il futuro
assetto mondiale e di fatto preparava
lingresso in guerra degli Usa. Ci avvenne nel
dicembre 1941, quando i giapponesi
attaccarono a sorpresa la flotta americana a
Pearl Harbor, nelle Hawaii; lingresso
americano nel conflitto segn linizio della
controffensiva delle forze alleate antifasciste.
Nella primavera del 1942 gli americani
cominciarono a contrastare i giapponesi nel
Pacifico. In settembre i sovietici lanciarono una
poderosa controffensiva a Stalingrado,
causando la prima grande sconfitta tedesca.
Infine a El Alamein (autunno 1942), nel
deserto libico, le forze inglesi del maresciallo
Montgomery sconfissero gli italo-tedeschi,
mentre gli Alleati sbarcarono in Marocco e in
Algeria. Nel luglio 1943 gli anglo-americani
sbarcarono in Sicilia: lattacco diretto
allEuropa nazi-fascista era iniziato dallItalia.
La controffensiva degli Alleati e il carattere
antifascista assunto dalla guerra favorirono la
nascita nei paesi sotto occupazione
nazifascista di formazioni partigiane volontarie,
che si organizzarono sui monti, in pianura,
nelle citt per contrastare il nemico con azioni
di guerriglia.
Il crollo del fascismo italiano
Mentre in Italia si rianimavano i partiti
antifascisti (comunisto, socialisti, azionisti,
cattolici, liberali), il Gran Consiglio del
Fascismo dichiar la sfiducia a Mussolini, che
fu arrestato. Il governo venne affidato al
maresciallo Badoglio, che il 3 settembre
stipul con gli anglo-americani un armistizio
(reso noto l8 settembre).
Mussolini venne subito liberato dai tedeschi e
messo a capo da un governo fascista
repubblicano, la Repubblica sociale italiana,
con sede a Sal, che estese la sua zona
dinfluenza allItalia centro-settentrionale. Nel
Regno del sud occupato dagli Alleati rimaneva
in carica il governo Badoglio, che il 13 ottobre
dichiar guerra alla Germania, diventando
cobelligerante a fianco degli Alleati. Migliaia
di giovani dellItalia settentrionale rifiutarono
larruolamento nellesercito di Sal e si unirono
alle formazioni partigiane sulle montagne.
Nasceva cos, anche in Italia, la Resistenza e
si formarono i Comitati di liberazione nazionale

(Cln), composti dai rappresentanti dei partiti


politici antifascisti.
Nella primavera 1944 le forze anglo-americane
superarono la linea Gustav, liberarono Roma e
raggiunsero in settembre lultimo sbarramento
difensivo tedesco, la linea gotica. Nelle zone
dellEmilia e della Toscana ancora occupate, i
nazifascisti si macchiarono di stragi di civili.
La fine della guerra
Nellincontro tra Roosevelt, Stalin e Churchill
avvenuto a Teheran nel novembre 1943 si
pianific lapertura di un nuovo fronte in
Europa, in modo che la Germania venisse
attaccata non solo da est, dove lArmata rossa
stava avanzando, ma anche da ovest. Gli
anglo-americani decisero uno sbarco in
Francia, che ebbe luogo il 6 giugno 1944 con
mezzi imponenti in Normandia sotto il
comando del generale americano Eisenhower.
I tre grandi si incontrarono di nuovo a Yalta,
in Crimea, nel febbraio 1945; qui furono decisi
gli assetti futuri del mondo con la spartizione
dellEuropa in sfere dinfluenza. Per la
Germania venne prevista la spartizione in
quattro zone, ognuna presidiata dallesercito di
una potenza alleata: Usa, Urss, Gran
Bretagna, a cui si aggiunse poi la Francia. A
Yalta fu anche tracciato il progetto di
unOrganizzazione delle Nazioni Unite e
delineata la modalit dintervento sovietico
contro il Giappone.
Tra marzo e aprile 1945 lavanzata dei
sovietici da oriente e degli anglo-americani da
occidente accerchi la Germania nella morsa
finale. Sul fronte sud, nella primavera del 1945
gli alleati avanzarono verso lItalia
settentrionale, mentre i partigiani liberavano le
principali citt: il 25 aprile 1845 il Comitato di
liberazione nazionale assunse a Milano i pieni
poteri del Nord Italia. Quattro giorni dopo le
truppe tedesche capitolarono e Mussolini, che
tentava di fuggire in Svizzera, fu catturato e
fucilato. Hitler, nel bunker sotto la Cancelleria
di Berlino, si tolse la vita insieme ad altri
gerarchi del regime. L8 maggio fu firmata la
resa incondizionata della Germania.
Nellagosto 1945 a Norimberga si apr il
processo ai capi nazisti e,
contemporaneamente, vennero sganciate due
bombe atomiche sulle citt giapponesi di
Hiroshima e Nagasaki. Lorrore del disastro
atomico indusse il Giappone alla resa senza
condizioni il 14 agosto. Finiva cos la Seconda
guerra mondiale, costata quasi 60 milioni di
morti.

13

Il nuovo ordine
mondiale
Scenario cronologico
1944. Con la conferenza di Bretton Woods il
dollaro americano diventa la moneta di
pagamento internazionale.
1945. Vengono istituiti due nuovi strumenti di
politica economica: il Fondo monetario
internazionale (Fmi) e la Banca mondiale.
1945 - 53. Harry S. Truman presidente degli
Stati uniti damerica.
1946. In seguito a un referendum lItalia
diventa una repubblica.
1947:
- firma dei trattati di pace tra le potenze
vincitrici del conflitto mondiale e i paesi
sconfitti.
- indipendenza di India e Pakistan dal
dominio britannico.
1948:
- in Italia entra in vigore la Costituzione.
- in India gandhi viene assassinato da un
fanatico induista.
- il capo del governo Ben Gurion proclama la
nascita dello Stato di Israele.
1949:
- la germania viene divisa in due stati:
Repubblica federale, filoccidentale, a ovest
e repubblica democratica, sotto linfluenza
sovietica, a est.
- viene proclamata la Repubblica popolare
cinese, guidata dal comunista Mao Zedong.
- i paesi occidentali firmano a Washington il
trattato che istituisce la Nato.
1955. I paesi socialisti dellEst Europa
istituiscono il patto di Varsavia.
1961. Il governo comunista della Germania
orientale erige il muro di Berlino, che divide in
due la citt.
Le basi della ricostruzione
La fine del secondo conflitto mondiale apr
scenari nuovi, soprattutto per i danni materiali
provocati dalla guerra, che aveva anche
svuotano le casse pubbliche di vinti. La
conseguenza immediata fu il crollo della
produzione industriale.
Gli Stati uniti furono lunico paese a uscire dal
conflitto con uneconomia pi forte. Il dollaro si

afferm come valuta internazionale anche in


seguito agli accordi di Bretton Woods (1944),
che ridisegnarono una nuova parit tra le
monete, con la valuta americana come perno
del sistema. Questa condizione privilegiata
permise al presidente Truman di promuovere il
Piano Marshall, un ampio programma di aiuti
economici rivolto allEuropa prostrata dalla
guerra. Gli Usa, inoltre, per controllare meglio
la politica economica internazionale, crearono
due nuove importanti istituzioni: il Fondo
monetario internazionale e la Banca mondiale.
Il dollaro tese quindi a rafforzarsi
progressivamente mentre la ricostruzione delle
economie europee procedeva e laumento
degli scambi internazionali diventava
impetuoso.
Lequilibrio bipolare
Gli accordi di Yalta tra i vincitori della guerra si
basavano sulla spartizione del mondo in due
aree dinfluenza. Questo assetto geopolitico
sanc il definitivo declino dellEuropa, divisa da
uninvisibile cortina di ferro che separava
lOccidente democratico dallOriente
comunista. Nel 1945 nacque lOnu.
Lirrigidimento definitvo degli assetti territoriali
europei realizz tra il 1947 e il 1949, quando le
aree dinfluenza si trasformarono in due
sistemi geopolitici di alleanze ferree, supportati
da alleanze militari - la Nato e il patto di
Varsavia. la lotta contro il capitalismo da una
parte e contro il comunismo dallaltra divenne il
fulcro di unaccesa propaganda politica. La
dottrina Truman prevedeva il containment su
scala mondiale del comunismo e in Occidente
i partiti comunisti vennero esclusi dallarea di
governo, mentre lUrss procedette alla
sovietizzazione forzata dellEuropa dellEst.
Lesito pi drammatico della cosiddetta guerra
fredda fu la divisione della Germania in due
stati, accelerata dal blocco sovietico della citt;
nellex capitale, nel 1961 verr eretto dal
governo comunista un muro che la tagliava in
due, simbolo del mondo bipolare di quegli
anni.
LOriente in movimento
Nellimmediato dopoguerra dilagarono i
fermenti nazionalisti e indipendentisti negli
imperi coloniali britannico e francese. Nel
1947, grazie allazione non violenta di Gandhi
ottenne lindipendenza lIndia, che fu per
separata dal musulmano Pakistan; tra i due
paesi scoppiarono subito tensioni religiose e
una guerra per i confini. LIndia fu poi

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modernizzata dal governo del primo ministro


Nehru, il quale la sottrasse alla logica bipolare
e anzi la fece diventare una dei protagonisti
del movimento dei paesi non allineati.
La Cina fu conquistata dai comunisti di Mao
Zedong, che nel 1949 proclamarono la
Repubblica popolare, dando vita cos al pi
popoloso stato comunista del mondo. Il suo
peso geopolitico era tale da rivoluzionare
lassetto dellarea asiatica e da orientare in
senso comunista molti movimento
indipendentisti.
Il Medio Oriente fu laltra area strategica
trasformata dalla decolonizzazione. Qui si
pose il problema della Palestina, da decenni
rivendicata dagli immigrati ebrei sionisti come
territorio di uno stato sovrano e dagli abitanti
palestinesi arabi. LOnu nel 1947 indic la
creazione di due stati autonomi, uno
palestinese e uno ebraico. Gli arabi si
opposero alla decisione, ma nel 1948, al ritiro
delle truppe britanniche, il presidente del
governo ebraico Gurion proclam la nascita
dello Stato di Israele. Segu immediatamente
la guerra fra i paesi arabi confinanti e Israele,
che vinse e si espanse oltre i confini indicati
dallOnu; quasi un milione di palestinesi
dovettero lasciare il paese, mentre Israele
otteneva lappoggio degli Usa.
La nascita dellItalia repubblicana
NellItalia del dopoguerra la rinascita
democratica fu accompagnata da un nuovo
entusiasmo politico. Nel 1945 si costituirono
governi di coalizione comprendenti tutti i partiti
antifascisti. Nel 1946 si tennero elezioni a
suffragio universale per eleggere lAssemblea
costituente, incricata di scrivere la nuova
Costituzione, e un referendum per decidere la
forma istituzionale dello stato: la monarchia fu
abbandonata e venne scelta la Repubblica.
La ricostruzione economica fu caratterizzata
dalla linea liberista adottata dai governi guidati
dal democristiano De Gasperi e dal rilancio del
sistema produttivo attuato grazie agli aiuti del
piano Marshall. Linflazione venne posta sotto
controllo, ma i salari rimasero molto bassi,
impedendo per il momento lo sviluppo del
mercato interno.
Il 1 gennaio 1948 entr in vigore la nuova
Costituzione, che var un sistema
parlamentare bicamerale. In aprile le elezioni
politiche, in unEuropa ormai segnata dalla
guerra fredda, videro la schiacciante vittoria
della Democrazia cristiana e la sconfitta del
Fronte popolare socialcomunista. Il trionfo

delle forze moderate segn il definitivo


ingresso dellItalia nellarea occidentale.

Uno sviluppo
economico
senza
precedenti
Scenario cronologico
1945 - 51. Il laburista Clement Attlee, al
governo in Gran Bretagna, avvia la
costruzione del welfare state.
1946. Costruzione del primo elaboratore
elettronico, antenato del personal computer.
1947. Realizzazione del primo transistor, un
dispositivo elettronico che sar alla base
dellinvenzione del televisore.
1948 - 75. Milioni di contadini italiani
abbandonano le campagne per trasferirsi nelle
citt industriali del Nord.
1955. In Cina il governo comunista avvia la
collettivizzazione delle campagne.
1960. LUnione Sovietica interrompe le
relazioni diplomatiche con la Cina.
1964. Nelle universit americane nascono i
primi movimenti studenteschi.
1966 - 69. In Cina Mao Zedong lancia la
rivoluzione culturale.
1968. In Italia, in Francia e in Germania hanno
inizio le contestazioni studentesche contro
lautoritarismo accademico e politico.
1976. In Cina alla morte di Mao Zedong il
potere passa nelle mani del riformista Deng
Xiaoping.
LOccidente: i fattori della crescita
economica
Dal 1950 la produzione industriale mondiale
crebbe notevolmente e triplic nei due decenni
successivi. Le cause di questo boom
economico che coinvolse i paesi capitalisti
furono molteplici: il ritorno al libero scambio nei
commerci internazionali, la centralit e la
stabilit del dollaro, le innovazioni

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tecnologiche, lenergia a basso costo


(petrolio).
Anche la presenza dello stato nelleconomia e
le politiche di redistribuzione del reddito (cio i
sistemi di welfare) contribuirono al circolo
virtuoso della crescita.
Tra gli aspetti pi visibili ci fu la rivoluzione dei
consumi, basata sullaccessibilit a un numero
di persone enormemente pi alto che in
passato di beni come lautomobile e gli
elettrodomestici, e che signific anche
cambiamenti profondi nelle abitudini e negli
stili di vita. La tecnologia, il benessere e la
medicina avanzata favorirono una crescita
molto sostenuta della popolazione, che
raggiunse i quattro miliardi di persone nel
1975.
LOccidente: le trasformazioni sociali e
culturali
Nei paesi industrializzati si verificarono
profonde trasformazioni nella mentalit
collettiva e si diffuse una visione ottimistica del
futuro. Il benessere non equivalse soltanto alla
diffusione di beni di consumo: anche sotto il
profilo culturale si registr una crescita
imponente dellofferta, soprattutto in virt della
grande espansione dei mezzi di
comunicazione di massa (stampa, radio e
cinema). Notevole fu il ruolo della televisione,
capace di allargare le informazioni disponibili,
ma anche di contribuire a omologare la
mentalit e i comportamenti.
Nellagricoltura croll loccupazione, mentre si
verific un massiccio trasferimento della forza
lavoro nellindustria e nel terziario.
In questo quadro, tuttavia, emersero fasce di
disagio sociale e culturale. Le impetuose
trasformazioni in corso acuirono fra laltro la
frattura tra le generazioni e la crescita della
consapevolezza e del protagonismo politico
dei giovani; numerose manifestazioni di
contestazione giovanile culminarono nei
movimenti studenteschi del Sessantotto e
lanciarono una sfida allautoritarismo delle
istituzioni.

preosegu in forme neocoloniali - per


esempio attraverso le grandi aziende
multinazionali - da parte dei paesi occidentali,
dei conflitti interni che lasciarono la maggior
parte di quei paesi instabili e incapaci di
imboccare con decisione la via dello sviluppo.
Levoluzione delle societ socialiste
Il ventennio 1950 - 70 vide unintensa crescita
economica anche nei paesi delEst comunista,
su basi del tutto diverse da quelle del mondo
capitalista, cio a partire dalla pianificazione
centralistica dei governi. Le societ comuniste
procedettero sulla strada di politiche sociali
(assistenza sanitaria, istruzione, edilizia
popolare) analoghe per diversi aspetti a quelle
del welfare state occidentale, mentre la
produzione e la diffusione di beni di consumo
e del benessere non raggiunsero neanche
lontanamente i livelli dellOccidente.
Alla fine degli anni Sessanta alcune
contraddizioni di fondo delleconomia
pianificata comunista, anzitutto linefficenza e
la burocratizzazione, iniziarono a frenare il
sistema produttivo. La guerra fredda imponeva
inoltre investimenti in armamenti e tecnologia
spaziale che poterono essere realizzati
sacrificando lindustria leggera e la produzione
dei beni di consumo; la debolezza di questi
settori avr, in prospettiva, un effetto
dirompente.
La Cina di Mao intraprese una strada diversa
dallindustrializzazione forzata sovietica. Si
bas sullo sviluppo agricolo affidato alle
comuni contadine e ad uno sviluppo industriale
diffuso e decentralizzato; ma gli esiti furono
fortemente negativi. Nel 1966 - 68 lo scontro
interno al partito fra Mao e i riformisti prese le
forme della rivoluzione culturale, un
amplissimo movimento soprattutto giovanile,
guidato o avviato dallalto, diretto contro i
revisionisti. Soltanto dopo la morte di Mao,
nel 1976, si giunse a una svolta, promossa dai
riformisti di Xiaoping, il quale lanci un
programma che apriva alliniziativa privata e gli
investimenti stranieri in Cina.

La scoperta del sottosviluppo


Il divario fra i paesi occidentali ex colonialisti e
le ex colonie non solo si attenu, ma continu
a crescere. Il Terzo mondo, ovvero larea dei
paesi ex coloniali e del Sud America, divenne
sinonimo di povert diffusa, o di massa, a
causa dellincremento demografico molto
elevato e sproporzionato alle risorse
disponibili, della sottrazione di risorse che

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