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Chiare,fresche e dolci acque-Francesco Petrarca (strofe 3-4)

1.

Tempo verr ancor forse

2.

ch'a l'usato soggiorno

3.

torni la fera bella e manseta,

4.

e l 'v'ella mi scorse

5.

nel benedetto giorno

6.

volga la vista disosa e lieta,

7.

cercandomi; e, o piet!,

8.

gi terra in fra le pietre

9.

vedendo, Amor l'inspiri

10.

in guisa che sospiri

11.

s dolcemente che merc m'impetre,

12.

e faccia forza al cielo,

13.

asciugandosi gli occhi col bel velo 9.

14.

Da' be' rami scendea

15.

(dolce ne la memoria)

16.

una pioggia di fior' sovra 'l suo grembo;

17.

ed ella si sedea

18.

umile in tanta gloria,

19.

coverta gi de l'amoroso nembo 10.

Chiare,fresche e dolci acque-Francesco Petrarca (strofe 3-4)

20.

Qual fior cadea sul lembo,

21.

qual su le treccie bionde,

22.

ch'oro forbito e perle

23.

eran quel d a vederle 11;

24.

qual si posava in terra, e qual su l'onde;

25.

qual con un vago errore

26.

girando parea dir 12: - Qui regna Amore

Parafrasi:

1. Verr un tempo forse


2. in cui presso il luogo nel quale io ero solito trascorrere
3. le mie giornate torner la fiera bella e [ormai] mansueta,
4. e l dove lei mi vide
5. nel giorno benedetto
6. volga i suoi occhi desiderosi e lieti,

Chiare,fresche e dolci acque-Francesco Petrarca (strofe 3-4)

7. come per cercarmi; e, o piet!,


8. vedendomi ormai in terra tra le pietre della tomba,
9. venga ispirata da Amore
10.

cos da sospirare

11.

tanto dolcemente da farmi ottenere la grazia

12.

e piegare la giustizia divina,

13.

asciugandosi gli occhi con il bel velo.

14.

Dai bei rami scendeva

15.

( dolce a ricordarlo)

16.

una pioggia di fiori sul suo grembo;

17.

e lei si sedeva

18.

umile in tanta gloria terrena,

19.

gi coperta da quellamorosa pioggia di fiori.

20.

Un fiore cadeva sullorlo (della veste)

21.

un altro sulle trecce bionde,

22.

che quel giorno a vederle

23.

erano oro fino e perle;

24.

uno cadeva a terra, e uno finiva in acqua;

25.

un altro dopo volteggi pieni di grazia

26.

sembrava dire: - Qui regna Amore.

Chiare,fresche e dolci acque-Francesco Petrarca (strofe 3-4)

Analisi:

Il poeta ovviamente intende con questa espressione il giorno, santo


e fatale, dell'innamoramento per Laura.
8

Il poeta immagina che Laura, non pi "fera", torni a trovarlo una


volta morto e, finalmente benevola e pietosa nei suoi confronti,
induca Dio a concedergli il perdono.
9

L'immagine de "l'amoroso nembo" di ascendenza letteraria;


circonfusa di fiori appare infatti Beatrice a Dante nel trentesimo
canto del Purgatorio, nel momento del loro incontro (Purgatorio,
XXX, v. 28).
10

La natura valorizza Laura in tutta la sua bellezza: si noti la


ricercatezza delle immagini e lefficacia della similitudine, con la
quale Petrarca paragona le trecce di lei ad oro e perle.
11

Con la personificazione del fiore (al quale il poeta attribuisce la


constatazione: Qui regna amore)la concretezza e l'armonia
idilliaca del quadro descritto raggiungono una sorta di climax.
12

Chiare,fresche e dolci acque-Francesco Petrarca (strofe 3-4)

La poesia fu composta probabilmente tra il1340 e il 1341 ed fondata sulla


rievocazione del giorno in cui Petrarca vide per la prima volta Laura nel pieno del
paesaggio provenzale tra Valchiusa ed il fiume Sorga.Vi ritroviamo tematiche care
all'ispirazione petrarchesca: l'amore per Laura,il rapporto con la natura, il recupero
memoriale,il sentimento nostalgico del passato, l'attesa ansiosa della morte.

Il tema: Il ricordo di Laura e la sofferenza per l'amore inappagato sono i temi della poesia, e
si alternano continuamente tra un tono severo, leggermente velato di malinconia nelle strofe
(prima e quarta) dedicate alla donna, e un tono triste e angoscioso in quelle che esprimono
lo stato d'animo del poeta.

Nella terza stanza, collocata in una dimensione futura, il poeta immagina che Laura,
ritornata in quei luoghi, mossa da piet ottenga dal cielo il perdono dei peccati commessi da
lui. Nella quarta stanza, il poeta ci riconduce al passato, al momento dell'incontro con Laura.
La bellezza della donna trasfigura lo sfondo naturale in una visione sublime e celestiale.