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Capitolo 4.

Le basi della Meccanica Quantistica

2.

Stati quantici e lequazione di Schroedinger

Associamo ad ogni particella una funzione donda . Evidentemente, ogni funzione


donda rappresenter uno stato diverso: ma quali propriet deve avere la funzione donda
per poter rappresentare uno stato quantico?
E chiaro che le funzioni donda non possono di per s darci una probabilit, perch
questultima una quantit definita positiva. E anche chiaro che da ogni funzione donda
si pu ottenere una quantit definita positiva: il modulo quadro. Questo pu essere tentativamente identificato con la probabilit per la particella di trovarsi in un certo punto. Tut2

tavia, sar necessario che sia verificata la condizione di normalizzazione: dV 1 ,


V

dove il dominio di integrazione V quello su cui la funzione donda non nulla, perch evidentemente la probabilit di trovare la particella in almeno un punto deve essere 1.
Questa condizione pu sempre essere verificata, purch lintegrale sia finito. Infatti, se la
2

funzione donda non normalizzata a 1, se cio: dV A , allora ridefiniremo la funV

e ' sar normalizzata ad 1.


A
Una richiesta che si pu fare alle nostre funzioni donda che esse rappresentino degli stati con qualche variabile dinamica precisamente definita, per esempio lenergia, il momento della quantit di moto, ecc.... Dunque, dato un sistema definito, si consideri un certo
numero di variabili dinamiche: a, b, c,, che sia possibile conoscere, cio misurare, allo
stesso tempo e si prenda linsieme delle funzioni donda, ciascuna delle quali corrisponda,
normalizzata ad 1, ad un possibile stato.
Tale insieme di funzioni d'onda rappresenter tutti gli stati possibili, tutti gli stati cio in
cui possiamo trovare il sistema, se lo sottoponiamo alla misura delle variabili dinamiche
prescelte. A priori, il sistema si trova in uno stato che una combinazione lineare di tutte
le funzioni donda attraverso dei coefficienti il cui modulo quadro d la probabilit di trovare il sistema in quello stato.

zione donda come: '

A questo punto, ci si deve chiedere come trovare o calcolare questo insieme completo di
funzioni donda o, come sono chiamati, di autostati del sistema.
Occorre costruire unequazione che dia gli autostati e gli autovalori corrispondenti. Per
procedere, si stabilisce di rappresentare loperazione di misura su una particolare variabile
dinamica con lo stesso simbolo della variabile dinamica con un cappello sopra.
Loperazione di misura viene applicata alla funzione donda e si vuole ottenere
lautovalore della variabile dinamica per lo stato. In simboli: a a . Si tratta allora di
trovare lespressione corretta delloperatore e risolvere lequazione. Schroedinger assegn

Cap. 4 Le basi della meccanica quantistica

1 2
alloperatore dellenergia la forma dellenergia classica E
p V , sostituendo
2m
allimpulso loperatore derivata rispetto alle coordinate spaziali:

p x i x

p
y i y

p
z i z

3.

La scelta degli operatori dimpulso, di posizione e di energia

Consideriamo un pacchetto donde (unidimesionale): ( x)

(k )

( x )e

1
2

1
2

( k )e

ikx

dk

ikx

dx ) normalizzato (

( x)

dx 1 ) e calcoliamo il valore medio

dellimpulso:

p k

2
1
2

(k ) kdk * (k )k (k )dk
2
2

*( x ')e

ikx '

dx ' dk *( x ')e

ikx ' ikx

dx '

dk

( x)

dx' dk * ( x' )e

ikx '

k ( x)e ikx dx

1 ikx
(e )dx
i x


( ( x))dx
i x

Lultimo passaggio (integrazione per parti) giustificato dal fatto che lintegrale:
1
2

dx ' dk * ( x' )e ikx '

giacch () 0 . Dunque:


1
( ( x)e ikx )dx
i x
2

dx ' * ( x' )e ikx ' dk ( x )e ikx

Cap. 4 Le basi della meccanica quantistica

dx '

1
2

dk

*( x ')eik ( x ' x )


( ( x))dx
i x

( x x ') *( x ') i x ( ( x))dx


dx '

*( x) i x ( ( x))dx

Se vogliamo calcolare x , scriviamo: x

*( x) x ( x)dx . Come si vede, lespressione

di x e di p sono simili. In un caso usiamo come operatore x e nellaltro p


Nello spazio delle coordinate, abbiamo insomma i due operatori: x x e p


i x

Da ricordare che: 2 ( x x ')


.
i x

eik ( x ' x ) dk e che

( y) f ( y)dy f (0) . La funzione

( y ) nota come delta di Dirac.


Analogamente, nello spazio degli impulsi:
x

1
2

* (k ) i p ( (k ))dk .

Ne segue che abbiamo i due operatori: x


e p p .
i p

Analogamente si pu calcolare lenergia media:

*(t ')e

2 i

*( ) ( )d
2

*(t ')e

it

(t )e

i (t 't )

*(t ')

it '

*(t ')e

it '

(t )eit d dtdt '

d dtdt '
2 i

*(t ')eit ' (t )

(t )
d dtdt ' i
t

*(t ') (t ' t )

eit
d dtdt '
t

(t )
d dtdt '
t

(t )
dt
t

Da cui si deduce che loperatore dellenergia : E i e E , t i .

Cap. 4 Le basi della meccanica quantistica

p 2
Tuttavia loperatore dellenergia deve anche potersi scrivere: E
V . Per dimostrare
2m
ci, basta riprendere lespressione della energia media:

2 k 2
1
*(k )
(k )dk
2m
2

2 1

2m 2

2m

2 k 2
( x)eikx dkdx ' dx
2m

2 1
( x)
dkdx ' dx
2m 2
x 2

*( x ') ( x ' x)

*( x ')

*( x ')eikx '

2 eikx

ikx '

*( x ')e

2 ( x)
x 2

dx ' dx

2m

*( x ')eik ( x ' x )

*( x ')

2 ( x)
x 2

2 ( x)
x 2

dkdx ' dx

dx

p 2
( x)dx
2m

In presenza di un potenziale aggiungiamo la V ( x) .

Notare che abbiamo usato la relazione:

( x)

2 eikx
x 2

dx

eikx

2 ( x)
x 2

dx che si ottie-

( x)
si annullano
x

ne integrando per parti due volte e sapendo che sia ( x) che

allinfinito.
Otteniamo lequazione di Schroedinger eguagliando le due forme delloperatore:

2
V ) i
t
2m

Dimostriamo adesso il teorema di Ehrenfest. Calcoliamo la derivata temporale del valore


medio di x.
dx

dt

( * x )dx
t

i
(
2m

*
x dx
t

*x

d
d
d
i
( * x ( *) x )dx
2m
dx
dx
dx

i
dx
t
2m

( * x

d 2
dx 2

d
d
i
( * x) dx
2m
dx
dx

d 2 *

dx 2

x )dx
d

dx ( *) dx ( x )dx

Cap. 4 Le basi della meccanica quantistica

2m

i
2m

d
d
d
d
i
( ( *) ( x ) ( * x) )dx
2m
dx
dx
dx
dx
d *

d * d d * d
)dx
x

x
dx
dx
dx

( dx

d
p
dx
dx
m

( dx * dx )dx m * dx dx m * i

dx ( * x dx dx ( *) x )dx , nullo, perch la funzione donda zero

Lintegrale

allinfinito. Ripetendo il procedimento si ottiene:

d 2r
dt 2

dt 2

*
dx
i dx
i

dx
t x
i

*
dx
i
x t

1
i i

d
*
dx
t
dx
i

dx
t x
i

V
x

o, in tre dimensioni:

2
dx
t x

dx
t x
i

i
* *
t x x t dx i 2m

x V * x V dx

*
2

V
dx

x
4m

dt

V (le parentesi indicano media) che il secondo principio della dinamica.

d2x

d2x

2 * * 2

x x 2
x x 2

* *

x
x x

x x

x ( * t )dx

( *)
Vdx
x

dx

( V )
x

dx

dx

V
dx
x

V
V
dx
.
x
x

E questo il teorema di Ehrenfest . Esso stabilisce che le medie degli operatori sono legate
tra loro e alle forze come nella meccanica classica. Dunque, se potessimo portare a zero
gli errori su posizione e impulso, cio se non valesse il principio di Heisenberg,
lequazioni classiche sarebbero valide. Dunque nei limiti in cui possiamo considerare
0 , vale le meccanica classica.

Cap. 4 Le basi della meccanica quantistica

Dimostriamo adesso che la probabilit conservata. Cosa che rinforza la nostra interpretazione probabilistica della funzione donda. Prendiamo lequazione di S. moltiplichiamo
a sinistra per la complessa coniugata della funzione donda * . Prendiamo lequazione
di S. scritta per la * e moltiplichiamola per la funzione donda e, finalmente, sottraiamo le due equazioni. Otteniamo:

* (

( *)
2
2
*

i
i
i
V ) (
V ) i *
t
t
t
2m
2m
t

* (

2
2
(i)2
) (
) *
( * *) i
t
2m
2m
2m

i
* *
t
2m

i
Posto: j
( * * ) e
2m

d

probabilit: j
dt
t

otteniamo appunto la conservazione della

dV 0 , cos come lanaloga equazione esprime la

conservazione della carica in elettromagnetismo. Facciamo vedere che lespressione della


densit di corrente si pu riscrivere come il prodotto della densit di probabilit per una
velocit, cos come abbiamo fatto per la conservazione della carica:
Per una onda piana ( x) (k )eikx abbiamo:
i

( *
) * (k ')eik ' x p (k )eikx ( k ')eik ' x p * (k )e ikx
x
x
2m
1
1
2
* (k ')e ik ' x p (k )eikx dkdk ' p ( x) v
m
m
j

Tutto ci sta a dire che il numero di particelle si conserva e che dunque non ci pu essere
creazione o distruzione di particelle. In meccanica quantistica relativistica lequazione di
S. viene sostituita dallequazione che si ottiene dalla relazione relativistica:
E 2 c 2 p 2 m 2 c 4 , sostituendo gli operatori scritti prima:
2 (

1 2

) m 2 c 2 che viene chiamata equazione di Klein-Gordon. Palesemente


c 2 t 2
questa equazione si riduce allequazione delle onde, se la massa nulla. Dunque una equazione che funziona per i fotoni e, pi in generale, per i bosoni. Non vale invece per i
fermioni. Lequazione di Klein-Gordon non ha una probabilit conservata, ovvero per essa
il numero di particelle non si conserva. Per esempio, un fotone pu produrre una coppia di
elettroni di carica opposta o una coppia di elettroni di carica opposta si pu annichilare in
due fotoni, rendendo cos il numero di particelle (fotoni o elettroni) non costante. Quanto
detto vale perch oltre agli elettroni negativi esistono gli elettroni positivi, scoperti nel

Cap. 4 Le basi della meccanica quantistica

raggi cosmici da Anderson nel 1932, o pi in generale perch esiste lantimateria. La ragione per cui lapplicazione della relativit ristretta alla meccanica quantistica implichi
immediatamente lesistenza dellantimateria alquanto complicata.
Infine dimostriamo il principio di Heisenberg.
Un operatore si dice hermitiano quando genera medie reali corrispondenti a quantit

( x)dx ( x)
( x) * dx ,
*( x)

misurabili. Perch ci avvenga deve essere:

cio la media deve


( x) * * *( x) .

essere

uguale

al

suo

complesso

coniugato.

Ovvero:

Consideriamo due operatori hermitiani che non commutano e il cui commutatore si pu


scrivere: , i . Preso un parametro reale , consideriamo lespressione:

( ) * *( x)( ) ( x)dx

( ) ( x) dx 0 2 2 2 0 .

Poich questa relazione deve essere vera a prescindere dal valore di non ci devono essere radici reali di questa equazione in . Perch sia cos, il discriminante dellequazione
deve essere minore di zero, cio: 4 2 2 2 . Poich anche gli operatori e
sono hermitiani e hanno un commutatore pari a i , deve essere vero che

4( )2 ( )2 2 .

Prendendo

le

radici

quadrate,

si

trova:

. Le espressioni sotto le radici quadrate sono lespressione


2
dellerrore quadratico medio che possiamo denotare come e , ottenendo:
( ) 2 ( ) 2

che il principio di Heisenberg. Come si vede c una stretta correlazione tra


il principio di Heisenberg e la non commutabilit degli operatori, cio operatori che non
commutano corrispondono a variabili dinamiche che non possono essere determinate allo
stesso tempo.

4.

La velocit della particella

Consideriamo che una particella ha: E h

p2
h
e p k , risulta allora che:
2m

2k 2
k 2
, come si vede una relazione tra frequenza angolare e lunghezza

2m
2m
donda diversa da quella della luce, per cui vale che: ck . E vero naturalmente che la
E

Cap. 4 Le basi della meccanica quantistica

velocit di una particella classica : v

dE p
, che nel nostro caso si traduce in
dp m

d k
d
. Come noto per unonda in un mezzo dispersivo, la velocit v
la

dk
m
dk
velocit di gruppo, mentre la velocit di fase ( kx t ) , cio la velocit di un punto a
v

k
x
,
, che risulta essere: v f
k 2m
t k
diversa dalla velocit di gruppo per un fattore 2. Naturalmente nel caso della luce nel vuoto le due velocit sono identiche.
La velocit di gruppo v g definita come la velocit del punto del pacchetto che abbia
fase costante : 0 kx t v f

spazialmente il massimo. La condizione perch questo accada che le fasi corrispondenti


ai vari vettori donda siano pressoch uguali e dunque diano luogo ad interferenza positiva, in altre parole la fase in funzione di k deve avere un massimo o un minimo. Cio:
d
d
d
d
.
0 x t
x
t , dunque v g
dk
dk
dk
dk
5.

Autofunzioni ed autovalori

Applicando loperatore impulso ad unonda piana, si vede che vale lequazione:


p p , cio applicando loperatore si riottene la funzione donda moltiplicata per un
numero che indica limpulso corrispondente a quella funzione donda.
, in
Pi in generale possiamo scrivere per un operatore qualsiasi lequazione:
cui si indica che loperatore applicato alla funzione donda ritorna la funzione donda moltiplicata per un numero. Evidentemente soluzioni esisteranno in genere solo per alcuni valori di cui corrispondono certe soluzioni per lequazione donda . Lequazione si
chiama una equazioni ad autovalori. si chiama autovalore e lautofunzione. Possiamo in effetti distinguere i casi in cui gli autovalori sono un insieme continuo, eventualmente infinito e quello in cui gli autovalori e le autofunzioni sono un insieme numerabile. Il primo caso si ha per una particella libera in cui gli autostati dellimpulso sono onde
piane dipendenti dal parametro continuo k . Come vedremo nel caso dellatomo
didrogeno e delloscillatore armonico (stati legati), si ha un insieme numerabili di autovalori dellenergia En e corrispondenti autostati n . Questo fatto rappresenta appunto la
quantizzazione dei livelli energetici nei casi detti. In ogni caso la funzione donda si pu
scrivere come sovrapposizione di autostati, ciascuno pesato da un fattore Cn , il cui modulo quadro rappresenta la probabilit di trovare, a seguito di una misura, il sistema in
quellautostato:
Cn n Eventualmente la somma diviene un integrale come nel

caso della funzione donda di una particella libera: ( x)

( k )e

ikx

dk .

Cap. 4 Le basi della meccanica quantistica

6.

Particella dotata di momento magnetico in un campo magnetico esterno

Prendiamo un atomo con un suo momento della quantit di moto L orbitale, ovvero una

particella dotata di spin s in un campo magnetico costante esterno, diretto lungo lasse Z.

1
Il campo magnetico ha potenziale vettore: A B z yi B z xj , come si verifica fa2
2

cilmente, calcolando il rotore di A .


Scriviamo adesso la hamiltoniana (energia totale) della particella nel campo em, usando il


principio di minimalit, cio sostituendo a p p eA , con A il potenziale vettore del
campo magnetico:

1 2
1
e e2 2
( p eA) 2
A . Consideriamo il secondo termine:
p A
H
p 2
2m
2m
2m
2m
e
e
e
e


L B m B . Per
Bz Lz
B z (r p) z
B z ( p x y p y x)
H2
2m
2m
2m
2m

quanto riguarda m , vedi pag 126 delle dispense. Questa formula generalizzabile al momento magnetico associato allo spin. Per quanto riguarda il terzo termine:
e 2 2 e 2 B z2 2
r esso viene considerato trascurabile a causa del termine di carica al
A
2m
2m 4

quadrato (carica piccola) e del fatto che il valore medio di r 2 piccolo per sistemi atomii 2
e

.
ci. Lequazione di S. diventa allora:
2
p A V ( x ) i
2
2m x
2m
t

Da notare che il termine e kT della statistica di Boltzmann sar modificato dalla presenza
di un campo magnetico e il rapporto tra termini con il momento magnetico allineato al
2

mz B

campo esterno e contro allineati : e kT .


Notiamo pure che in campo magnetico costante non ci sono forze associate con tale termine dellenergia, ma solo coppie che tendono ad allineare il momento magnetico nel verso del campo. Tuttavia, se il campo non costante, ma presenta un gradiente lungo Z. al
d

dB
non sar nullo: un fascio di particelle dotate di spin con
lora Fz (m B) m
dz
dz
velocit perpendicolare allasse Z, in tale campo si divider verticalmente in due fasci assecondo dellorientamento dello spin lungo tale asse (Esperimento di Stern e Gerlach).
La presenza di una forza pu essere visualizzata immaginando una spira quadrata che sia
allineata al campo e si muova in tale campo lungo X. La forza applicata ai due lati superiore e inferiore non sono uguali in un campo non omogeneo e dunque oltre alla coppia
che allinea la spira perpendicolarmente al campo, ci sar una forza che la spinge su o gi.
3.

Un semplice esempio di uso dellequazione di Schroedinger: loscillatore


armonico

10 Cap. 4 Le basi della meccanica quantistica

Il modo migliore per capire le affermazioni fatte sinora di applicarle ad un caso semplice
uni-dimensionale. Lequazione di Schroedinger si scriver allora:
2 d 2
(
V ) E . Studiamo allora la versione quantistica delloscillatore armoni2m dx 2
1
co, per cui : V ( x) kx 2 , con k costante elastica. Lequazione di S. sar:
2

2 d 2 1 2
d 2 2m
1

kx
)

,
ovvero:
(
2 ( E kx 2 )) 0 . Ponendo:
2
2
2m dx
2
2
dx

2
2
2mE
m
m
d
2 ; a 2 2 k 2 02 , si ha: ( 2 a 2 x 2 )) 0 . Una soluzione

dx

di questa equazione : Ae
re per:

a E0

12 ax 2

, come si vede sostituendo. In questo caso deve esse-

m
1
1
0 0 h 0 .
2m
2
2
2

Per trovare le altre soluzioni, sostituiamo: v ( x )e


precedente e otteniamo:
d 2v
dv
(
2ax ( a )v) 0 , ovvero, posto v ( x )
2
dx
dx

n(n 1)a x
n(n 1)a x
n

n2

n2

12 ax 2

ax
( a ) a x

na x
( a (2n 1))a x
2a

12 ax 2

v( x) nellequazione

Che richiede:
(n 2)(n 1)an 2 ( a(2n 1))an 0 an 2 an

a(2n 1)
.
(n 2)(n 1)

La serie diverge

1 ax 2

e pertanto occorre che i coefficienti siano nulli


pi rapidamente dellesponenziale e 2
a partire da qualche n perch la soluzione sia limitata, ovvero deve essere:

a (2n 1)

2mE m
0 ( 2n 1) E n 0 ( n 12 ) h ( n 12 ) .

Formula che ci d la sequenza degli autovalori dellenergia, che, come si vede, sono gli
stessi ottenuti da Planck.
Scriviamo adesso la forma esplicita delle prime due funzioni. Come si vede esistono due
serie: quella corrispondenti ai coefficienti pari e quella corrispondente ai coefficienti dispari. Dobbiamo prendere o a0 0; a1 0 o a1 0; a0 0 . In caso contrario possiamo
terminare una delle serie, ma non entrambe. Poniamo allora a0 0; a1 0 . Sopravviver
solo la serie a coefficienti dispari, ma per ridurla ad un polinomio di primo grado occorre

Cap. 4 Le basi della meccanica quantistica

11

1
ax 2

porre 3a 0 in modo che a3 0 . In conclusione abbiamo: 1 ( x) xe 2


. Per la
seconda autofunzione dobbiamo porre: a1 0; a0 0 e 5a 0 , ne segue che:

5a

ax 2
)e 2

2a0 a e che: 2 a0 (1 2 x
. Lo studioso lettore pu, a titolo
2
di esercizio, verificare che tali funzioni sono soluzioni dellequazione delloscillatore ard2
monico: (
a 2 x 2 )) 0 .
2
dx
a2 a0

7.

Le relazioni di commutazione per il momento della quantit di moto

Per gli operatori di posizione e di quantit di moto valgono le relazioni.

x ) i
xp x p x x ( x
i
x

y ) i
yp y p y y ( y

i
y
y

z ) i
zp z p z z ( z
i z z

Mentre: xp y yp x 0 , ecc

I tre operatori del momento della quantit di moto sono definiti come in fisica classica:
L x yp z zp y

L y zp x xp z

L z xp y yp x
con x, y, z , px , p y , pz gli operatori precedentemente definiti invece che numeri.
Le relazioni di commutazione sono:
L x L y L y L x ( yp z zp y )( zp x xp z ) ( zp x xp z )( yp z zp y )

yp z zp x zp y zp x yp z xp z zp y xp z zp x yp z xp z yp z zp x zp y xp z zp y
yp z zp x zp y xp z zp x yp z xp z zp y p y x( zp z p z z ) p x y ( p z z zp z )
p y x( zp z p z z ) p x y ( zp z p z z ) ( p y x p x y )( zp z p z z ) iL z

L z L x L x L z iL y
L y L z L z L y iL x
L2 L2x L2y L2z

12 Cap. 4 Le basi della meccanica quantistica

L2 L x L x L2 L2y L x L x L2y L2z L x L x L2z L y ( L y L x L x L y iL z ) L z ( L z L x L x L z iL y )


L y (iL z iL z ) L z (iL y iL y ) 0
E simili.
Dunque non possiamo usare contemporaneamente pi di una componente del momento
della quantit di moto, ma possiamo usare contemporaneamente il modulo quadro e una
componente.
In coordinate polari:
y cos cos

sen
z sen
) z(
))

L x yp z zp y ( y z ) ( y (


z
y
sen
i
i
cos sen
ysen z cos cos

zsen

) (cos
)
(

sen

i
i
sen
cos
x cos sen

z sen
x ) ( z(

(z
) x(
))
i x
i
z
sen



z cos sen xsen z cos

cos cos

) ( sen
)
(
i
i
sen

sen

L y zp x xp z

y cos cos

sen
x cos sen

( x y ) ( x(
) y(

y
x
sen

i
i
cos ( ysen x cos )

xsen y cos
cos
(

)) (
)
)
sen

sen sen
i
i
L z xp y yp x

Dove abbiamo usato le derivate delle coordinate polari in quelle cartesiane a pag. X delle
dispense.
Da cui:
cos sen
sen cos 2
sen cos cos 2
sen 2 cos
2
cos

L2 2 ( 2

sen
sen
sen

sen 2

cos 2 2
sen 2 2

cos 2

cos sen
cos sen cos
cos 2 cos
sen cos 2
cos

sen
sen
sen
sen 2

2
cos sen cos sen
1
cos
2
2
2
)
(
)

2
2
2
2
2

sen

sen
sen

2
sen 2

( sen

e: L2z 2

2
2

( sen
)
)

Cap. 4 Le basi della meccanica quantistica

13

Dallespressione del laplaciano a pag. XII delle dispense e dallespressione di L2 , otteniamo:


1 2
1

1
2
1
1 2
(r )
( sen
)
( p r2
L ) ,
e

2
2
2
2
2
2m
r r

r sen
r sen
r2
1
r da cui si deduce che lhamiltoniana (loperatore dellenergia) commuta con
i r r
L2 e con Lz . Lequazione di S. :
2
1 2
1 L2
p r

V E
(V E ) 0 , Se si usa lequazione di S.
2m
2m
r 2 2m
per descrivere stati stazionari, la soluzione dellequazione di S. 0 ( x, t ) deve potersi scrivere come il prodotto di una parte funzione dipendente dalle coordinate e una parte che
rappresenta unoscillazione, proprio come le onde stazionarie su una corda dunque

p r

0 ( x, t ) ( x)eit . Da cui si deduce che lequazione di S. si pu riscrivere:

2
( x)e it V ( x)e it e it , ovvero:
2m
E

i t
2

( x ) V ( x) E e 0 ( x, t ) ( x )e .
2m
Operatori di raising e lowering o costruzione e distruzione. Fanno passare da uno
stato di momento della quantit di moto definita ad un altro stato con un valore di L
maggiore o minore.

L 2 ( L x iL y )

L 1 ( L iL )
y
2 x
L x L L e L y L L

L2 L L L2 L2 L L L2 0 e
2( L L L L ) ( L x iL y )( L x iL y ) ( L x iL y )( L x iL y ) L2x L2y i ( L y L x L x L y )

L2x L2y i ( L y L x L x L y ) 2iL z L L L L iL z

L Lz Lz L

1
1
1
1
1
( Lx iLy ) Lz Lz ( Lx iLy ) i Ly i (iLx ) i (iLx Ly ) L
2
2
2
2
2

L Lz Lz L

1
1
1
1
1
( Lx iLy ) Lz Lz ( Lx iLy ) i Ly i (iLx ) i (iLx Ly ) L
2
2
2
2
2

14 Cap. 4 Le basi della meccanica quantistica

Consideriamo lautostato di L2 e Lz ( L2 , L z ) e applichiamo loperatore L ( L ):


L ( L ) e successivamente applichiamo Lz: L z L L ( L z ) (l z 1)L
( L z L L ( L z ) (l z 1)L ), ovvero L ( L ) unautofunzione di L (
L ) con autovalore l z 1 ( l z 1 ). Da cui il nome di raising e lowering.
1
0 1
0 -i
1 0
, y
e z
(matrici di Pauli)
Per lo spin: S con:, x
1
0
i
0
2

0 1
che sono tre delle quattro matrici indipendenti 2x2 (lultima quella unitaria), precisamente sono le tre matrici unimodulari. Evidentemente: x y y x 2i z ,

z x x z 2i y e y z z y 2i x A causa di queste relazioni di commutazione le tre matrici vengono prese come rappresentanti un momento della quantit di moto
e precisamente quello di spin degli elettroni. Si ha poi:

2 1 1 1 3 1(2 1 1) 2(2 1) .
Inoltre,

dati

0 0 1

gli

autostati

di

1

0

0
,
1

0 1 0



0 0 1 0



1 0 0 1

a.

Latomo di idrogeno e le forze centrali

A questo punto occorrerebbe discutere latomo didrogeno: dopotutto sono stati i problemi
incontrati nel tentativo di capire la struttura atomica che ci hanno obbligati a discutere
nuovamente i fondamenti della fisica e a modificare cos radicalmente la fisica classica. Si
pu infatti dimostrare come la meccanica quantistica permetta di calcolare naturalmente lo
spettro di autovalori dellatomo di idrogeno. Qui ci si atterr ad una trattazione breve senza entrare in troppe complicazioni matematiche.
2 2
2
2
Riscriviamo lequazione di Schroedinger:
(

) U (r ) E in
2me x 2 y 2 z 2
coordinate polari. La soluzione pu essere cercata prendendo una funzione del tipo:
(r , , ) R (r )( ) ( ) che, sostituita nella equazione di Schroedinger, d:

1 1 2 R
1 1 1

1 1 2
(r
) (
(sen
)
) U (r ) E ,

2
r

sen 2 2
r 2 sen
R r r
avendo diviso per . Si pu riscrivere questa equazione in un altro modo:

2
2me

2 1 2 R
2 1 1
1 1 2

(r
) r 2 (U (r ) E )
(sen
)
)
(
2me R r
2me sen
r

sen 2 2

Cap. 4 Le basi della meccanica quantistica

15

Poich la funzione a sinistra dipende solo da r e quella a destra dipende solo dagli angoli,
lunico caso in cui possono risultare sempre uguali qualora entrambe siano uguali ad una
2
l (l 1) .
costante:
2me

2 1 2 R
(r
) (U (r ) E )r 2
r
2me R r

1 1

2
1 1 2
(sen
)
)
l (l 1)
(

sen 2 2
2me
sen
Separiamo cos lequazione di Schroedinger in due equazioni. Una parte radiale:
2 1 1 2 R
2
1

(r
) (U (r ) E )
l (l 1)
ed una parte angolare:
2me r 2 R r
r
2me
r2

2
2me

1 1

1 1 2
(sen
)
sen

sen 2 2
Anche questultima equazione pu essere divisa di nuovo in due equazioni, per le stesse
ragioni di prima:
1

1 2
, dove m una costante. Si potr
l (l 1)sen 2 sen
(sen
) m2

2
l (l 1)

quindi scrivere: l (l 1)sen 2

sen

(sen
) m2

1 2
m2
2

Nella parte radiale conveniente fare la sostituzione R(r )


dellequazione:

(r )
r

che semplifica la forma

2 1 1 d 2 dR
2
1
(U (r ) E )

r
l (l 1)
2
2me r R dr
dr
2me
r2

2 d 2
e2
2
1

l (l 1)
E
2
2me dr
40 r
2me
r2

1 2
m 2 ha come soluzione: e im e.
2
Evidentemente m deve essere intero perch si abbia una chiusura della funzione donda

Guardiamo prima alla parte angolare:

su se stessa, come richiesto da De Broglie: eim ( 2 ) eim . La soluzione della equazione


1

l (l 1)sen 2 sen
(sen
) m 2 il prodotto di un polinomio in x cos per

sin

. Deve per essere: l intero e l m l . Moltiplicando per eim , si ottengono le

16 Cap. 4 Le basi della meccanica quantistica

soluzioni complete, denotate

Ylm . Per esempio:

Y00

1
4

Y10

3
cos ;
4

3
3
sin ei ; Y11
sin e i .
8
8
Se prendiamo m 0 , abbiamo costante e possiamo modificare la prima equazione,
facendo la sostituzione: x cos .

Y11

sen cos

(sen
) 0 l (l 1)sen 2 sen 2
2

2

2

sen 2 l (l 1)
cot
(1 x 2 ) l (l 1) (1 x 2 )
2x

2
2

x

l (l 1)sen 2 sen

che si pu riscrivere: l (l 1) Pl ( x )

P ( x)

((1 x 2 ) l
) 0 Pl ( x)
x
x

Lultima di queste equazioni definisce i polinomi di Legendre che sono:


P0 ( x) 1
P1 ( x) x cos
1
1
(3 x 2 1) (3cos 2 1)
2
2
1
1
P3 ( x) (5 x3 3 x) (5cos3 3cos )
2
2
....
Nella figura in basso, si vede il polinomio con l=2 , in cui la funzione si avvolge intorno
al cerchio di raggio 1. Si pu confrontare questa figura con quella immaginata da De Broglie (pag. 327).
P2 ( x)

Cap. 4 Le basi della meccanica quantistica

17

F1
F2

90
120

2,0

60

1,5
150

30

1,0

0,5

0,0

180

0,5

1,0
210

330

1,5

2,0

240

300
270

1
In generale le soluzioni delle equazioni L2 l (l 1) e L z m con L z
e
i
Y m ( , )
2Ylm ( , )

(sen l
) m2
0 vengono chiama

2
te armoniche sferiche. Si tratta di un sistema di funzioni ortonormali, cio tali che:
l (l 1)sen 2 Ylm ( , ) sen
1

1Yl '

m'

* Ylm d ll ' mm ' . I polinomi di Legendre sono dunque le particolari soluzioni per

m 0 . Come si detto, le armoniche sferiche sono il prodotto della funzione e im

per un polinomio in x cos moltiplicato per sin

Si possono a questo punto trovare lo spettro delle possibili energie risolvendo la parte radiale dellequazione di Schroedinger.
Occorre innanzitutto capire quale deve essere la forma della soluzione. Se si cercano stati
legati, la funzione donda deve essere non divergente per r 0 , mentre, per r , la
0 perch essa sia normalizzabile a uno. La forma limite dellequazione di Schroedinger per r 0 , :

d 2
dr 2

l (l 1)

1
r2

, essendo il termine del potenziale coulombiano

18 Cap. 4 Le basi della meccanica quantistica

e il termine in E dominati dal termine l (l 1)

1
2

. Di conseguenza, C1 r l C 2 r l 1 .

r
Di queste due soluzioni, una sola accettabile: la soluzione: C1r l infatti diverge e
deve perci essere C1 0 . Viceversa per r , l equazione radiale si riduce a

2 d 2
E che ha come soluzione:
2me dr 2
C1e

2 me E

C2 e

2 me E

. Per E 0 , come caratteristica di uno stato legato, una


soluzione va effettivamente a zero e laltra diverge. Dunque di nuovo deve essere C1 0 .

La soluzione sar del tipo: r

l 1

2 me E

f ( r ) , dove la funzione f f (r ) pu ades-

so venire rappresentata mediante uno sviluppo di Taylor:

f (r ) n r n . Cos:
n

r l 1e

2 me E

r
n

2 me E

r
n

n l 1

Derivando e sostituendo nell equazione radiale, si ha:


d2
dr

me E

2me E

2 me E

r
n

n l 1

2 me E

2 me E

(n l 1)(n l ) r
n

(n l 1) r
n

n l 1

n l

Si noti che il primo termine si cancella con il termine al membro di destra dellequazione
radiale. Si pu poi eliminare lesponenziale che appare in tutti i membri e si ottiene:
e2

2 2me E
n l 1

n r n l .
l
l
n
l
n
l

r
n
l
(
1)
(
1)(
)
2
(
1)

n
40

2me
n
n

Perch questa equazione possa essere soddisfatta, i coefficienti delle stesse potenze di r
devono essere uguali, ovvero:

e2
2(n l 1) E / 2me
40
.
n 1 n
l (l 1) (n l 1)(n l 2)
Tuttavia, se i coefficienti sono tutti non nulli, allora la serie diverge allinfinito. Perch ci
non accada, i coefficienti devono essere tutti nulli a partire da qualche n, cio:
e2
2( n l 1) E / 2me 0 .
4 0

Cap. 4 Le basi della meccanica quantistica

19

1
e2 2
1
)
Da questo si ottiene infine: En 1 me (
, che lo spettro di ener2
40 (n l 1)2 2
gia gi trovato a suo tempo, utilizzando il modello di Bohr (cap. 4). Per vedere ci basta
cambiare i simboli nel modo seguente: n n (numero quantico radiale), l n (nu-

mero quantico azimutale) e porre: n n n (numero quantico principale):


En (

e2 2 me
)
. Una cosa che possiamo calcolare adesso il raggio pi probabile
40 2n2 2

per lorbita di minore energia (n=0), massimizzando la


turalmente:

02 r 2 e

2 me E0

Y002 , na-

dV 1 e Y00 ( )( ) la soluzione della parte angolare:

4 0

02 e

2 me E0

Y002 (2r r 2 2

2me E0

) r a0 (

(6, 63 1034 J s)2

31

19

2me E0

) 1

0,531 1010 m

me
4 0,899 10 m / F 9,1 10 kg (1, 6 10 C )
Che appunto il raggio di Bohr dellidrogeno gi calcolato al cap. 4. Ricordiamo che:
6,63 10 34 J s
h

0,527 10 34 J s .
2
12,56
Per brevit si rinuncia qui a discutere laltro problema che dovrebbe essere adesso affrontato: quello della diffusione di Rutherford.
2

10

Appendice 1. Leffetto Compton classico

Elettrone nellorigine. Onda piana sinusoidale. Campo elettrico lungo +Z, campo magnetico lungo +Y, propagazione lungo +X.
Equazioni del moto:
eE z ev y B x mz
E
, ricordando che: B x z , abbiamo

c
ev z B x my

20 Cap. 4 Le basi della meccanica quantistica

vy

e
E z mz
eE z e
E (1 y ) z
c
ovvero: m z
Nel caso non relativistico ( y 1 ),

e v z E my
e z E z my

z
c
abbiamo:
e
e
e E z0
E z z
. La prima :
E z 0 sent z che integrata d: v z
(1 cos t ) e
m
m

m
e z E z my

infine:

z (t )

sent
e E z0
(t
).

Sostituendo

nella

seconda,

abbiamo:

E2
e
y ( ) 2 z 0 sent 1 cos t , da cui:
c
m

E2
e
cos 2 t
v y ( ) 2 2z 0 1 cos t
m c

Langolo della traiettoria nel piano Y-Z :
v
mc
cos 2 t
tan z
1
1 . In pratica il moto avviene solo lungo lasse Z
v y eE z 0 2(1 cos t )
e consiste in un moto traslatorio cui sovrapposta unoscillazione. Poich lemissione di
radiazione dipende dallaccelerazione al quadrato dellelettrone, avremo unemissione con
frequenza angolare pari a quello della sorgente (elettrone).