Sei sulla pagina 1di 3

Cos' la Pittura Metafisica

La Pittura Metafisica uno dei grandi contributi dell'Italia alle avanguardie storiche del '900,
passaggio indispensabile per la nascita del Surrealismo.
In quegli anni si stava affermando il Futurismo e la Pittura Metafisica era l'esatto contrario:
Nel futurismo tutto dinamismo e velocit; nella metafisica predomina l'immobilit pi assoluta.
Nella pittura Metafisica c' una evidente carica di suggestione, ricca di atmosfere magiche ed
enigmatiche, dove si "vede" il silenzio pi assoluto.

Dal 1911, il ventitreenne Giorgio De Chirico, trasferitosi a Parigi, inizia a sperimentare una tecnica
particolare che sar, solo in seguito, definita Pittura Metafisica tecnica studiata solo da lui.
Questo stile, che prende forma tra il 1912 ed il 1914, legata solo all'evoluzione stilistica di
Giorgio de Chirico.
Solo dal 1916, altri pittori italiani, ispirandosi alle sue opere, elaborano un proprio linguaggio
personale inserendo le forme metafisiche nelle proprie opere.
Il primo a seguire l'esempio Metafisico Carlo Carr che, appassionato futurista, incontra De
Chirico nel 1917 all'ospedale militare di Ferrara.

Allora furono stabiliti i canoni:la pittura metafisica che doveva far leva sull'effetto sorpresa e sulle
suggestioni di immagini irreali e fantastiche.
Importante l'ambientazione che, scene nitidissime, senza nulla di deformato o di irriconoscibile, con
toni freddi e chiaroscuri dai contrasti fortissimi, abbracciavano presenze solitarie quali piazze, torri,
statue, edifici senza et, nature morte e piccole figure di uomini indistinti che sembravano trovarsi
dentro il quadro come per un incantesimo.

Il termine "Pittura Metafisica" indica il rapporto particolare di questo tipo di pittura nei confronti
della realt.
Rispetto ad altre correnti pittoriche che si stavano affermando nel primo Novecento, la Pittura
Metafisica si caratterizza per l'ordine e la chiarezza compositiva.
I quadri raffigurano oggetti e forme riconoscibili, collocati in spazi ben definiti dal punto di vista
architettonico, ma i vari elementi sono combinati in maniera assurda, senza un nesso apparente tra

loro.
I quadri Metafisici ricordano palcoscenici, su cui sono allestite rappresentazioni strane e
paradossali: lo sfondo stesso sottolinea il silenzio e l'immobilit dell'aria.
La perfezione degli oggetti reali cos collocati, pone queste opere d'arte al di fuori della realt, da
cui la denominazione "Metafisica".

La pittura Metafisica una nuova corrente pittorica che nasce ufficialmente nel 1917 quando
il grande maestro Giorgio De Chirico (1888 1978) incontra a Ferrara un altro grande
artista che Carlo Carr (1881 1966). In seguito a questi due grandi artisti si uniranno
anche Filippo de Pisis, Giorgio Morandi e Alberto Savinio (questultimo non altro che il
fratello di Giorgio de Chirico, il quale ebbe fin dallinizio della sua attivit artistica un ruolo
fondamentale e importante nella creazione teorica e poetica della corrente Metafisica).
Lobiettivo comune degli artisti metafisici quello di andare oltre lapparenza dei fenomeni per
cogliere lessenza della realt, il senso profondo delle cose. Il termine metafisico significa infatti
al di l del fisico, di ci che concreto e tangibile e appartiene al mondo naturale. Possiamo
anche dire che con questo termine si raffigura linconscio e il sogno, il surreale. In molte opere
metafisiche troviamo per esempio dei paesaggi che appaiono realistici ma sono assemblati in
modo confuso come si possono vedere in un sogno.
(sotto vediamo il quadro di Carlo Carr La musa metafisica del 1917)

I caratteri fondamentali della pittura metafisica sono:


rappresentazione di immagini che conferiscono un senso di mistero, di allucinazione e di sogno.
La prospettiva in queste opere costruita secondo molteplici punti di fuga incongruenti tra di
loro e locchio costretto a ricercare lordine di disposizione delle immagini.
Assenza di personaggi umani e quindi solitudine: vengono rappresentati manichini, statue,
ombre e personaggi mitologici.
Le campiture di colore sono realizzate in modo piatto e uniforme.
Molto spesso le scene si svolgono al di fuori del tempo.
Le ombre vengono rappresentate troppo lunghe rispetto agli orari dei giorni rappresentati.

Carlo Carr - La musa metafisica

Il quadro raccoglie in uno spazio ristretto uno strano assortimento di oggetti: la figura di una
giocatrice di tennis, a met fra il manichino e la statua di gesso, la cui testa priva di organi; una
casetta poco profonda che mostra una carta geografica in rilievo sulla quale spicca un bersaglio; un
dipinto che rappresenta un paesaggio urbano, ma che, nel tracciato di assi parallele, riprende la
pavimentazione della stanza, caratterizzata da una vertiginosa prospettiva rialzata; un grande prisma
colorato, la cui punta non visibile forse perch non esiste o forse perch, perforando il soffitto, si
sottratta alla vista. Proprio giocando sulle proporzioni degli oggetti, tutti smodatamente grandi per
uno spazio cos piccolo, tanto da suggerire allo spettatore la sensazione di guardare all'interno di
una scatola, il pittore riuscito a creare un accentuato senso di mistero e irrealt.
L'effetto di claustrofobia non si allenta neppure per la presenza delle due aperture sulle pareti, porte
affacciate su un inquietante spazio uniformemente nero. Nella pittura di Carr il dinamismo delle
opere del periodo futurista ha lasciato il posto a una spazialit cubica e alla possanza volumetrica
degli oggetti, delle "cose ordinarie", come lui stesso le definiva, organizzate in modo da creare un
universo immobile, sospeso tra fantasia e irrealt.
Intanto la vita dufficio mi diventava sempre pi insopportabile e parallelamente anche lo stato
della mia salute peggiorava, finch si rese necessario ricoverarmi in un nevrocomio fuori
Ferrara. Il direttore dell'ospedale, vero scienziato in materia di malattie nervose, mi us molti
riguardi e mi fece assegnare una cameretta acciocch io potessi dipingere, pensando egli
giustamente che oltre le cure mediche il lavoro a me caro avrebbe contribuito a rinfrancarmi nel
fisico e nel morale. In questa camera dipinsi: Solitudine, La camera incantata, Madre e figlio e
la Musa metafisica
Quasi una terapia dunque la musa metafisica che si configura come evasione poetica dalle ore di
desolazione militare e diventa una forma di resurrezione creativa.