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Progetto PON Ob. 3 IT 053, PO 007, Avviso 6/01 Fascicolo n.

184

Nuovi modelli di formazione


continua per il settore agricolo
legati a nuove forme flessibili di
lavoro e ai mutamenti
dellorganizzazione del lavoro

Promosso dalla Federazione Regionale Coldiretti Toscana

II

Coldiretti con Campagna Amica si impegna al rinnovamento profondo sia della


politica agricola che nel modo di fare agricoltura. Campagna Amica il progetto

Coldiretti per unagricoltura impegnata a sviluppare un dialogo aperto e intenso con il


cittadino consumatore.
Il progetto si propone di:

Favorire lo sviluppo locale, valorizzando le risorse territoriali disponibili


per tutelare lambiente, curare il paesaggio e migliorare la qualit della
vita in campagna.
Aprire le aziende ai consumatori e avvicinare la citt alla campagna,
anche attraverso iniziative che coinvolgano le scuole, gli istituti di
formazione, il mondo della cultura;
Tutelare la qualit dei prodotti, favorendo tutte le iniziative che
garantiscono il consumatore e facilitano la sua libert di scelta
alimentare (trasparenza delle etichettature, garanzie sullorigine dei cibi,
vigilanza sulla pubblicit dei prodotti agroalimentari);
Promuovere i prodotti tipici e lalimentazione made in Italy, come risorsa
economica, ma anche come fondamentale espressione di identit.

Campagna Amica anche una nuova iniziativa della Coldiretti nel campo della
comunicazione che utilizza tutti gli strumenti della multimedialit, dalleditoria al video,
per promuovere una conoscenza diffusa e pi approfondita del mondo agricolo: dei suoi
prodotti, dei suoi sapori, dei suoi colori.
La rigenerazione dellagricoltura finalizzata a rendere completamente trasparente il
rapporto con il consumatore, ridefinendo i processi produttivi. E intesa come risultato di
un sistema basato su tre fondamentali caratteristiche dell'
impresa agricola:
- la prima che essa disponga di regole di mercato che rendano competitivi i costi dei
fattori produttivi, che incentivino gli investimenti e portino a trasparenza sia il rapporto
con il mercato del lavoro, sia il rapporto con la pubblica amministrazione.
- la seconda caratteristica che produca per il consumatore e per il mercato, sulla base di
standard qualitativi e di sicurezza;
- la terza caratteristica che operi su standard di ecosostenibilit, riducendo l'
impatto
ambientale, difendendo il sistema idrogeologico, conservando la biodiversit e tutelando il
paesaggio agrario.

III

Chi si impegna sulla rigenerazione dovr:


- Assicurare la continuit delle tradizioni e della storia dei prodotti con
lindicazione dellorigine (RINTRACCIABILITA),
- Osservare le buone pratiche di lavorazione e le procedure per la
prevenzione dei rischi alimentari nella produzione e trasformazione dei
prodotti agricoli,
- Adottare pratiche per mantenere lintegrit e lequilibrio ambientale del
territorio
Il progetto centrale del progetto di rigenerazione-rintracciabilit di Coldiretti di far
coincidere la sicurezza alimentare con la storia-origine del prodotto, come gi accade,
grazie alla normativa europea, per il settore delle carni e per lolio di oliva.
Lagricoltura sta rivestendo un ruolo centrale non solo per assicurare la sicurezza e la
qualit alimentare, ma anche nella gestione del territorio, dellambiente, del paesaggio e
dello spazio rurale. Questo rivestire pi ruoli chiamato multifunzionalit, ossia tutte
quelle attivit svolte dallimpresa agricola collegate ad essa in modo pi o meno diretto.
Infatti la multifunzionalit pu essere distinta in:
- Intrinseca: funzioni gi comprese nel tradizionale processo produttivo
(vigilanza sul territorio, protezione ambientale, manutenzione del
terreno), da valorizzare attraverso forme di defiscalizzazione,
- Estrinseca: funzioni aggiuntive a quelle tradizionali (pulizia boschi, attivit
educative, servizi alle persone) e che devono essere remunerate.
Questa prospettiva consente alle piccole aziende, che non riescono ad essere competitive
sul mercato produttivo, di avere un futuro qualificante, sia dal punto di vista professionale
che imprenditoriale.

IV

Il riferimento normativo di quanto detto sta nella Legge di orientamento (D.Lgs.228/01)


per lagricoltura, il cui proposito quello di rinnovare il settore, consentendo agli
agricoltori di competere con i colleghi europei e internazionali. I temi affrontati dalla
legge sono i seguenti:

Promozione e mantenimento di aziende agricole efficienti:


Tutela dellintegrit aziendale (artt. 5,6,7,8,11,12),
Valorizzazione delle qualifiche soggettive delle societ in agricoltura
(artt. 9.10);
Multifunzionalit dimpresa:
Ampliamento delle attivit dimpresa (artt.1,3,4),
Nuovi rapporti con la pubblica amministrazione: contratti convenzioni e
programmazione negoziata (artt. 14,15,31);
Rafforzamento della possibilit dincidere sui mercati:
Concentrazione dellofferta e presenza sulla filiera (artt.
16,17,25,26,27,28,29),
Rafforzamento della qualit e tipicit delle produzioni (artt. 13,21,23);
Ruolo delle Istituzioni pubbliche per lo sviluppo dellimpresa:
Rafforzamento giuridico della concertazione e del tavolo organico
(art.20),
Ruolo delle camere di commercio (art. 2,30),
Tutela dei consumatori: sicurezza alimentare, tracciabilit etichettatura
(artt. 19,20,24).

Le attivit delle fattorie didattiche si collocano in questo contesto territoriale,


multifunzionale ed ecosostenibile dellagricoltura, e sono un potentissimo strumento
educativo per i bambini.
Nasce dallesigenza di mettere in contatto cittadino e campagna, per sensibilizzare luomo
ad un educazione rispettosa dellambiente.
Oggi la fattoria didattica unopportunit per comprendere il territorio, riavvicinarsi alle
radici rurali, conoscere il lavoro degli agricoltori e sperimentarli.
In questo quadro limprenditore agricolo risulta una figura centrale per la trasmissione
del sapere, mediate un percorso- incontro, che non ricalchi i modello scolastico, ma che
trasmetta le emozioni e stimoli la curiosit.

Grazie allimpegno della Comunit Europea e in seguito delle Regioni, a


partire dal 1996, hanno iniziato a svilupparsi in Italia le fattorie didattiche,
fattorie che intendono riavvicinare i cittadini al mondo rurale, e in alcuni casi
avvicinare per la prima volta.
S, non c da stupirsi a sapere che molti bambini non hanno mai colto un
frutto dallalbero o visto un pollo da vicino e non in televisione o in
fotografia. Purtroppo il modello di vita odierno e il grande sviluppo
tecnologico che ci circonda allontana sempre di pi i bambini e gran parte dei
cittadini dalle loro origini, si ha la perdita della memoria agricola, ancora viva
nei nonni.
Per non perdere le nostre radici agricole interessante vedere come la nascita
delle fattorie didattiche ci venga in aiuto. Infatti non si propongono come dei
musei dellagricoltura, o delle ricostruzioni di quello che cera un tempo, ma
danno una panoramica della realt agricola e della sua vitalit, si ha la
possibilit di vedere che la cultura agricola non morta, anzi che ancora
attiva. Viene data la possibilit di pensare che esiste un futuro economico
anche al di fuori delle citt, la possibilit di vivere accanto alla natura.
La fattoria diventa un grande laboratorio allaperto, dove possibile riunire
lapprendimento teorico e quello pratico, creando uninterazione tra i ragazzi e
lagricoltore.

Le

sono imprese agricole che assumono

iniziative di contatto diretto con il mondo dellistruzione e di alcune realt


organizzate (associazioni giovanili, scouts, gruppi universitari della terza et,
famiglie) con tre scopi principali:

la comunicazione diretta agricoltore/consumatore,


la promozione della vita e del lavoro della campagna,
lintegrazione del reddito.

Nelle Fattorie Didattiche sono gli agricoltori stessi, che tramite un


coinvolgimento attivo, fanno conoscere allutenza la vita degli animali,
lorigine dei prodotti che consumano, stimolando lo spirito critico e la
curiosit. Vengono proposti dei percorsi didattici per conoscere le produzioni
pi caratteristiche della zona.
Oltre alla fattoria didattica ci sono altre imprese che possono offrire servizi
didattici ad altri livelli:
-

fattorie aperte ad un incontro con il


consumatore, in occasioni speciali (feste dedicate al vino, o altri
prodotti o per altri tipi di ricorrenze), pur non dotandosi di
attrezzature speciali. Offrono chiarimenti e spiegazioni verso i
propri ospiti in situazioni concrete e specifiche, legate spesso ad
eventi rilevanti per il territorio.

imprese
agricole che svolgono iniziative organizzate con investimenti
professionali, sviluppando funzioni educative rispetto a differenti
attivit, tutte inerenti lambiente agricolo e la vita in campagna:
corsi di educazione al gusto, di tiro con larco, di equitazione, di
ceramica, ricamo, pittura, ciclismo, stampa artigianale,
eccComunque trattasi sempre di attivit legate alle specifiche
capacit dellimprenditore, sia allinteresse per il mercato esterno
dei potenziali fruitori.

strutture situate in ambito urbano o perturbano che hanno


lobiettivo di permettere ai cittadini (bambini, ragazzi, adulti) di
scoprire il legame che unisce mondo rurale e urbano. Non sono
imprese agricole, ma una sorta di esposizione della realt agrinaturalistica creata espressamente per scopi educativi.

Stando ad unindagine del Ceja (Consiglio europeo dei giovani agricoltori),


condotta su 2.400 bambini di et compresa tra i 9 e i 10 anni di diversi Paesi
europei:

Il 50% non sa da dove viene lo zucchero,


Il 75% ignora lorigine del cotone,
Solo il 40% collega il pane al grano e alla farina,
percentuale che scende al 12% per i ragazzi italiani,
Inoltre il lavoro dellagricoltore considerato dal 75%
poco attraente, perch duro e sporco, questo giudizio fa
riflettere considerando anche che molti ragazzi non sono
mai stati in una fattoria.

Per questo le Fattorie didattiche si impegnano ad operare su pi fronti:

Continuare la loro produzione agricola seguendo stili


rispettosi del territorio, per promuovere lo sviluppo
locale,
Proteggere il patrimonio ambientale,
Proporre una visione pratica dellapprendimento, che
stimoli losservazione e la scoperta,
Promuovere leducazione alimentare,
Dare unimmagine vera e concreta della vita
dellagricoltore, mostrando limpegno che sta dietro ad
ogni prodotto.

Il progetto della fattoria didattica si concretizza principalmente in seno ai


programmi di educazione alimentare promossi a partire dal 1996 dal Ministero
delle Politiche Agricole il quale privilegia la scuola come strumento per
promuovere una cultura del cibo visto nella sua complessit, nel rapporto con
il territorio e la tradizione locale. L'
idea di rendere direttamente protagoniste
le strutture agricole della loro attivit di educazione alimentare nasce dalla
necessit di superare lo scollamento esistente tra il mondo della produzione e
quello del consumo.
Attraverso la costituzione di una rete di Fattorie didattiche s'
intende:

trasferire al mondo della scuola conoscenze che


consentono un consumo consapevole dei prodotti agricoli
ed un comportamento rispettoso dellambiente;

creare una rete di relazioni tra produttore e consumatore,


finalizzata a valorizzare la qualit della produzione e
l'
assunzione di uno stile di vita sano ed ecocompatibile;
favorire la diversificazione dell'
attivit agricola attraverso
iniziative che consentano, nel valorizzare l'
ambiente e la
cultura locale, di migliorare la redditivit aziendale;
offrire a tutti i cittadini e soprattutto alle giovani
generazioni, la possibilit di capire e conoscere la cultura
del territorio rurale;

L'
ipotesi fondante delle attivit didattiche consiste nel proporre la fattoria
come una delle strategie educative nel mondo della scuola dell'
autonomia,
offrendo ai ragazzi la possibilit di partecipare alle attivit seguendone la
scansione lungo il ciclo stagionale. La fattoria didattica non dunque uno
strumento per ricordare nostalgicamente un passato con modalit poco
funzionali al tempo presente, ma un luogo dove riscoprire "l'
emozionalit"
attraverso un percorso esperienziale.
I precursori del fenomeno delle fattorie didattiche sono i paesi nordeuropei
che hanno avviato alcune iniziative gi a partire dagli inizi del '
900 e
soprattutto dopo il secondo conflitto mondiale.
Le prime esperienze italiane sono da attribuirsi alla regione Emilia-Romagna
ad opera dell'
Osservatorio Agroambientale che ha presentato le prime
esperienze nel 1997 nell'
ambito del primo "meeting agriscuola". Le attivit
sono iniziate nel 1998 nell'
ambito del progetto "Fattorie aperte" che ha trovato
agricoltori entusiasti di aderire all'
iniziativa, pronti ad accogliere l'
invito ad
una comunicazione diretta con i consumatori ed i cittadini. Nell'
ambito del
progetto triennale "Fattorie aperte" nata l'
iniziativa "Fattorie didattiche", che
dal punto di vista qualitativo ha una valenza pi ampia poich si propone di
creare un legame stabile fra azienda e territorio. Le iniziative si sono poi
diffuse a macchia d'
olio in tutte le regioni d'
Italia.
L'
Osservatorio Agroambientale ha effettuato nell'
agosto 2000 un censimento
rilevando, tramite indagine diretta, 276 aziende didattiche e nove reti
organizzate. Nei primi mesi del 2002 lo stesso ente ha aggiornato il
censimento individuando ben 444 realt (con un aumento di circa 170 unit

pari ad un +62%) e dieci reti. Pi della met delle fattorie sono aziende
agrituristiche, mentre la gamma delle proposte varia: si va dalla semplice
illustrazione aziendale, alle visite tematiche, all'
attivit di animazione fino ai
laboratori didattici con attivit pratiche (per esempio: dal grano al pane,
dall'
uva al vino, dal latte al formaggio), tutti percorsi che poi vengono
approfonditi da lezioni di classe.
Dallultimo censimento aggiornato al 2002 emerge la seguente situazione:

Sul territorio nazionale sono presenti 444 Fattorie Didattiche, tra cui 135
sono fattorie didattiche biologiche, il 70% delle fattorie biologiche e'
localizzato al Nord, il 24% tra Centro e Sud, il resto nelle isole. La regione pi
ricca l'
Emilia Romagna, con 71 fattorie bio (oltre il 50% del totale), seguono
Lombardia (10) e Marche (7).

Un confronto tra fattorie e agriturismi.


Regione
Valle d'Aosta:

Agriturismi

Fattorie Didattiche

53

--

Piemonte:

554

25

Lombardia

680

73

Trentino:

187

32

2.163

--

Friuli V. Giulia:

319

--

Veneto:

805

35

Emilia Romagna:

480

196

Liguria:

280

2.430

Marche:

408

Umbria:

635

Lazio:

260

18

Abruzzo:

410

53

--

Campania:

444

Puglia:

228

Basilicata:

280

Calabria:

177

13

Sicilia:

267

Sardegna:

374

--

11.487

444

Alto Adige:

Toscana:

Molise:

TOTALE:

Le visite, principalmente di scuole elementari e medie, di norma durano una


mezza

giornata o una giornata intera; alcune aziende agrituristiche propongono anche


soggiorni verdi di due-tre giorni o una settimana.
Per quanto riguarda gli aspetti qualitativi, si registra una grande variabilit nei
percorsi e servizi offerti cos sintetizzata:

- la maggior parte delle aziende propone percorsi di una


giornata, una percentuale limitata offre accoglienza solo per la
mezza giornata
- le fattorie che offrono soggiorno per 3-4 giorni o settimane
verdi sono poche (circa una decina); di poco pi numerose le
aziende che offrono collaborazione ai centri estivi per
laccoglienza dei ragazzi
- molte fattorie offrono una grande variet di laboratori pratici
ed esperienze attive, ma sono diffuse anche le semplici visite di
prodotto

Quasi tutte le fattorie didattiche presenti sul territorio nazionale aderiscono ad


una rete organizzata che svolge importanti ruoli di:

coordinamento
supporto tecnico
promozione nel mondo della scuola
formazione
diffusione di materiale didattico ed informativo

Le aziende didattiche sono un'


attivit multifunzionale riconosciuta nell'
ambito
di "Agenda 2000" e dai Piani di Sviluppo Rurale di alcune regioni ed anche
dalla nuova Legge di Orientamento e modernizzazione del settore agricolo
(n57/2001). Quest'
ultima prevede, all'
art.3, nell'
ambito delle attivit
agrituristiche, l'
organizzazione di attivit ricreative, culturali e didattiche
finalizzate ad una migliore conoscenza e fruizione del territorio.

Al momento attuale gli aspetti sui quali necessario focalizzare l'


attenzione

per promuovere uno sviluppo quantitativo e soprattutto qualitativo dell'


offerta
sono:

Le

la creazione di un coordinamento a livello nazionale;


la promozione delle fattorie didattiche presso le scuole e
gli enti locali attraverso internet e comunicazioni mirate
su stampa scolastica e specializzata;
la definizione normativa pi puntuale a livello
concettuale e soprattutto fiscale (attualmente su ogni
prestazione viene applicato il 20% di IVA)
la puntualizzazione sugli aspetti relativi alla sicurezza
nelle fattorie;
l'
organizzazione di adeguati percorsi formativi per
agricoltori ed insegnanti;
il collegamento organico con il mondo della scuola;
la definizione di una carta della qualit dei servizi
condivisa;
il monitoraggio della qualit educativa.

fattorie didattiche nascono in Paesi del Nord Europa (Norvegia,

Danimarca e Svezia), aree sensibili alla nascita e lo sviluppo di luoghi di


amicizia tra la natura e luomo, e ispirati da unidea di pedagogia attiva, gi in
uso in un movimento americano: i Club4H (Head, Health, Heart, Hand). Le
prime esperienze risalgono ai primi decenni del secolo scorso, da allora c
stato un progressivo sviluppo anche nei Paesi Bassi, nel Regno Unito, in
Belgio e soprattutto in Francia.
La Germania si interessa a queste problematiche gi alla fine della seconda
guerra mondiale. Allo sviluppo dellurbanizzazione si accosta anche la nascita
di luoghi per far conoscere ai giovani il mondo animale, vi sono anche spazi
riservati ai bambini per il gioco, la creativit e fare esperienze.
Nei Paesi Bassi, le city farm, per sviluppare il contatto diretto con animali e
piante, si sono sviluppate in modo pi sistematico e organizzato in quanto

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vengono

sostenute

da

una

Fondazione

Nazionale,

dai

Ministeri

dellAgricoltura e degli Affari Culturali e da numerosi sponsor.


Nel 1970 si sviluppano nel Regno Unito le city farm per il recupero di luoghi
abbandonati nelle zone urbane periferiche, oppure lunione di un gruppo di
giardini familiari e di fattorie urbane.
Tra il 1970 e il 1980 si sono verificate esperienze analoghe in Belgio con
lobiettivo di mettere in relazione lUomo e lAnimale.
Le fattorie didattiche in Francia hanno visto un grande sviluppo, dagli anni
70 ad oggi, infatti se ne possono contare ben 1300, organizzate in 18 reti. Di
queste i 2/3 sono aziende agricole, che in pi svolgono attivit pedagogica, un
20% sono fattorie danimazione, le restanti sono fattorie miste. Nel 1992
nata

una

commissione

interministeriale,

coordinata

dal

Ministero

dellAgricoltura, per rispondere ad una domanda sempre pi crescente di


chiarimenti normativi per lo sviluppo di fattorie didattiche. Ogni anno la
commissione propone la lista delle raccomandazioni per fornire indicazioni
pratiche sulla pedagogia in fattoria, la sicurezza e lorganizzazione. Dal 1985
inoltre attivo il GIFAE (gruppo internazionale Fattorie Didattiche),
associazione che raggruppa sia city farm (50) che Fattorie didattiche (150).
In Spagna, la Catalogna che presenta una grande attivit nellambito
delleducazione non formale. Diverse strutture private, in convenzione con
LEnte Pubblico, accolgono bambini durante lanno scolastico, ma soprattutto
durante il periodo estivo, proponendo percorsi agroambientali e alimentari. La
normativa che regola lattivit non consente allagricoltore di fare didattica
direttamente se non con il supporto di animatori o esperti laureati in Scienze
dellEducazione.
A livello europeo esiste inoltre una federazione con sede in diverse nazioni,
per lo sviluppo e il potenziamento delle fattorie didattiche e city farms in
Europa. Qui di seguito vengono forniti gli indirizzi della sede centrale e delle
sedi distaccate dellEFCF.

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European Federation of City Farms

Tel Day + 32 2 569 14 45

Administrative Office

Tel Evening + 32 2 532 01 90

Schapenstraat 14

Fax + 32 2 569 26 51 or + 32 2 532 23

B-1750 Sint-Martens-Lennik

22

Belgium

e-mail efcf@vgc.be
Bank account KBC Dilbeek 4262176679-74

I membri dellEuropea Federation of City Farms

BELGIUM

www.users.skynet.be/fermedanimation

- Federatie van Kinder-, Jeugd- en

Contact Bernard Herlin

Gezindsboerderijen
Schapenstraat 14

FRANCE

1750 Sint-Martens-Lennik

Groupement International des Fermes

Belgium

dAnimation Educatives (GIFAE)

Tel/fax + 32 25 32 23 22

23 rue Gosselet

e-mail efcf@vgc.be

F-59000 Lille

http://www.stadsboerderijen.be/

Tel/fax + 33 32 05 51 612

Contact Saarke de Staercke

Or tel + 33 32 05 25 746

- Fdration Belge Francophone des

and Fax + 33 32 05 25 728

Fermes dAnimation

e-mail mnelille@wanadoo.fr

121, rue de la Vellerie

http://www.gifae.com/

B-7700 Mouscron

Contact Hlne Chanson

Tel/fax + 32 56 48 83 49
e-mail fermedanimation@skynet.be
GERMANY

SWEDEN

Bund der Jugendfarmen und

Riksfrbundet Sveriges 4 H

aktivspielpltze (BDJA)

Box 2012

Haldenwies 14

S-64102 Katrineholm

D-70567 Stuttgart

Tel + 46 15 05 03 80

Tel + 49 711 687 23 02

Fax + 46 15 05 35 99

Fax + 49 711 678 85 69

e-mail mailto:sveriges.4H@rs4h.se

e-mail bdja@bdja.org

http://www.rs4h.se/

12

http://www.bdja.org/

Contact Anna Persson

Contact Hans-Jrg Lange


NORWAY
UNITED KINGDOM

Forum for norske 4H-grder

Federation of City Farms and

Norske 4 H

Community Gardens

Boks 113

The Green House

N-2013 Skjetten

Hereford street

Tel + 47 64 83 21 00

Bedminster, Bristol BS3 4NA, UK

Fax + 47 64 83 21 19

Tel + 44 117 923 18 00

e-mail ann-helen.bakkelund@n4h.no

Fax + 44 117 923 19 00

http://www.n4h.no/

e-mail admin@farmgarden.org.uk

Contact Ann Helen Bakkelund

http://www.farmgarden.org.uk/
Contact Jeremy Isles

ITALY
Osservatorio agroambientale

THE NETHERLANDS

Via Masiera I, 1191

Stichting Kinderboerderijen

I-47020 Maitorano di Cesena (FC)

Nederland (SKBN)

Tel + 39 547 380 637

Postbus 337

Fax + 39 547 380 795

NL-3990 GC Houten

e-mail agroamb@agraria.it

Tel + 31 30 63 82 423

www.agraria.it/osservatorio

Fax + 31 30 63 64 653

Contact Tiziana Nasolin

e-mail skbn@planet.nl
http://www.stkinderboerderijen.nl/
Contacts Rijk Scheer, Pauline
Wolters

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14

Lo

stretto rapporto che lega uomo e natura documentato

dagli studi

pedagogici di numerosi filosofi, scienziati, pedagogisti che si sono avvicendati nel


corso degli anni.
Gi tra il XIV e XV secolo Tommaso Campanella, frate domenicano
rappresentate del naturalismo rinascimentale, parla del metodo pedagogico
intuitivo fondato sullesperienza diretta e lapprendimento concreto guidato
dallinteresse naturale. Considerava le competenze apprese attraverso i lavori
agricoli le pi prestigiose e nobili. Nello stesso periodo anche Wolfgang Ratke
propugna una metodologia educativa volta al rispetto dellinfanzia e del
fondamento pedagogico dellapprendimento per ricercare nella natura i moduli
didattici. Egli esorta a una maggiore osservazione della natura, piuttosto che solo
sui libri, e su un insegnamento intuitivo, organico e graduale.
Due secoli pi tardi, nel corso del 1700, Jean-Jaques Rousseau, espressione del
fervore rivoluzionario della borghesia emergente, critica il progresso e la civilt,
propone uneducazione rinnovata: lesperienza personale e diretta delleducando
conduce alla maturazione dei sensi, del sentimento e quindi della ragione.. il
contatto diretto con la realt favorisce le attivit sensoriali e motorie. La
formazione culturale si fonda sullapprendimento attivo, motivato dalla curiosit e
dalla praticit dellesperienza.
Arrivando a tempi pi recenti, prima met del XX secolo, lo statunitense John
Dewey, fondatore delleducazione nuova, vede nellinterazione con lambiente e
nellesperienza sia il mezzo che il fine delleducazione.
Con lattivismo pedagogico, in Europa, ha origine nel movimento delle scuole
nuove, che nasce in Inghilterra verso la fine del XIX sec. e si estende poi alla
Francia, alla Germania e allItalia. Questo movimento delinea una pedagogia
puerocentrica, inoltre valorizza:

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il valore della sperimentazione,


la centralit dellattivit e degli interessi del bambino,
lo stretto collegamento con la vita, lambiente esterno e il
presente, da cui ricavare strumenti e contenuti didattici.

NellEuropa occidentale sono soprattutto i paesi francofoni a sperimentare e


sviluppare le scuole nuove. Il movimento muta orientamento con il congresso di
Calais del 1921, dove sfocia nellattivismo pedagogico di ispirazione deweyana.
Allinterno di questa ottica linglese Cecil Reddie mira a una didattica
antinozionistica, basata sugli interessi, la ricerca, la discussione, lesperienza, il
lavoro manuale e la vita allaria aperta.
La diffusione delle scuole nuove in Germania opera di Hermann Lietz, che nella
prima met del Novecento apre le Case di educazione in campagna, scuole
basate sulle attivit allaperto tra campi e boschi.
In Italia le scuole nuove si sviluppano in quella che Giuseppe Lombardo Radice
defin come scuola serena. La nascita di scuole attive avviene in seguito,
attraverso loperato di grandi figure, come Ernesto e Anna Maria Codignola, nel
1945, e Maria Montessori, nel 1906, per i quali linsegnamento scolastico muove
direttamente dallesperienza personale del fanciullo e dai problemi della vita
concreta della comunit, articolandosi secondo unideale di interazione tra attivit
intellettuale e attivit manuale.
Dallinizio degli anni Sessanta si avviato un lento, ma inarrestabile, tramonto
dellattivismo, sostituito da pedagogie ad indirizzo cognitivo e costruttivistico.
Questi nuovi indirizzi studiano le forme, i modi e i tempi della strutturazione della
conoscenza nellindividuo. Anche in questo nuovo filone di studi (che spazia tra
la linguistica, la psicologia sperimentale, letologia, lingegneria informatica, la
neurofisiologia e la neuropsicologia, lantropologia, lintelligenza artificiale, la
filosofia), numerosi studiosi, da Piaget, a Bruner, Ausbel e Pontecorvo,
sottolineano limportanza di esperienze in contesti sociali, di contenuti segnati dal
senso storico e culturale. Infatti per ottenere un apprendimento significativo (che
comporta rielaborazione critica delle informazioni da parte del discente, e una
durata a lungo termine delle nuove conoscenze acquisite) occorrono stimoli
continui che contribuiscano allo sviluppo del senso critico.

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Dopo questo ampio quadro sembra evidente come le esperienze nelle fattorie
didattiche costituiscano una metodologia didattica veramente importante e un
momento di importante rilievo per la crescita dellalunno.

Le Fattorie Didattiche permettono:

Agli scolari di comprendere le congiunture esistenti cittcampagna.


A giovani adulti e bambini di scoprire, attraverso un
contatto diretto con gli allevamenti e le coltivazioni, i
mestieri della terra di mettere in relazione la scala che
collega produzione e consumatori.
Agli attori rurali di diversificare le loro attivit e
partecipare alla multifunzionalit dellagricoltura, ma
anche introiti maggiori.

Le fattorie Didattiche possono tener presenti diversi obiettivi:

Proporre approcci pedagogici di vario tipo: sensoriali,


scientifici, creativi, ludici e la possibilit di insegnare
nella realt e nel concreto.
Far scoprire al pubblico (giovane e adulto) i fattori in
gioco nel mondo rurale e agricolo. A partire dalle fattorie
viene facilitata la comprensione della nozione di filiale: si
tratta di una sensibilizzazione alla qualit dei prodotti e
dellalimentazione.
Rinforzare le alleanze tra gli attori locali: la fattoria,
come luogo di accoglienza al pubblico, contribuisce al
dinamismo del territorio.
Responsabilizzare lindividuo: i giovani apprenderanno a
regolare i loro comportamenti: si tratta di educazione alla
cittadinanza, che comprende il rispetto per la natura e gli
animali.

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Il lavoro si basa sulla naturale attrazione dei bambini verso gli animali. Il
proposito di commutare questo stato di curiosit ad un modo di essere
consapevole dellesistenza di una moltitudine di forme viventi, cos che possano
acquisire unattitudine volta allascolto e al rispetto. Lobiettivo centrale di far
nascere nel bambino una coscienza attiva sul ruolo attivo che agisce e che agir
allinterno della societ: essere individui responsabili, parte integrante del mondo
vivente.

I docenti come utenti dellofferta.


Gli istituti scolastici negli ultimi anni hanno spesso usufruito per le uscite brevi e
le visite guidate le proposte provenienti dalle Fattorie Didattiche, come supporto
alle attivit curricolari.
Le uscite didattiche sono previste allinterno del POF, ma durante il corso
dellanno scolastico che il consiglio di classe propone e sceglie quali uscite
didattiche, in base ai contenuti del lavoro scolastico.
Risalta quindi evidente limportanza di formulare in modo adeguato lofferta
formativa e la sua diffusione in modo capillare delle informazioni, perch
proprio il team docente a decidere per luscita alla Fattoria Didattica.
Da tener presente sono le diverse esigenze che comporta ogni ordine didattico:

Scuole materne: secondo una circolare ministeriale


relativa agli alunni tra i 3 e i 6 anni gli alunni non
possono essere trasportati al di fuori della regione e/o
provincia e non oltrepassare i 10/15 Km dalla scuola.
Inoltre le attivit proposte devono essere di tipo
marcatamente pratico e adeguate allet.
Scuola elementare: le gite possono essere effettuate
nellorario scolastico, con destinazione entro la Provincia
e/ Regione. A livello contenutistico vengono privilegiate
uscite didattiche che prevedono momenti fattivi seguiti da
una riflessione a caldo svolta direttamente durante
lattivit, che poi sar oggetto di approfondimento a
scuola.

18

Scuola media: i professori solitamente legano in modo


molto stretto luscita a qualche disciplina (ad esempio
scienze e/o italiano) e quindi prediligono i percorsi ben
differenziati e motivati secondo linee storiche o
scientifiche.

Prestazione e definizione delle attivit.


Al fine di interessare i docenti alle attivit proposte dalle diverse Fattorie
Didattiche i programmi devono essere esposti in modo chiaro e accattivante. La
spiegazione delle esperienze proposte, seppur presentata in modo coinciso, va
delineata analiticamente con i tempi di realizzazione. Le Fattorie Didattiche
hanno la possibilit di proporre le pi svariate attivit, ma importante che
lofferta sia specifica e attinente a pochi argomenti in modo da acquisire una
precisa fisionomia verso lesterno. A questo fine risulta utile disporre di depliant
da spedire ai singoli istituti scolastici in modo capillare.
Quando la pubblicizzazione ha ottenuto leffetto desiderato e il docente ha
organizzato luscita didattica, oltre agli accordi telefonici su data, orario
(antimeridiano o giornaliero) e tipo di programma scelto tra quelli presentati non
va dimenticato che, poco prima della gita, importante contattare il docente per
indicargli eventuali oggetti (stivali, grembiule, tipologia di pranzo, spazi a
disposizione) che gli alunni dovranno avere con s e anche quale sar il ruolo
del docente nel caso che, oltre alla funzione di sorveglianza, debba prendere parte
attivamente alle esperienze con i suoi alunni.

Organizzazione delle attivit.


Il momento dellaccoglienza in azienda molto importante perch serve ad
indicare agli alunni e ai docenti le regole condivise da rispettare durante la visita.
In questa fase va catturata lattenzione degli alunni con delle domande o delle
osservazioni che tengono vivo linteresse e permettono agli organizzatori di
comprendere se le loro regole sono state comprese dal gruppo.

19

Le proposte didattiche vanno predisposte in modo equilibrato e continuativo


allinterno della giornata. Importante, in questo ambito, la precisazione dei
tempi indicativi per ogni esperienza in modo che non ci siano tempi non
organizzati e, nel caso siano previsti dei momenti di gioco questi non vanno
prolungati oltremisura. Le attivit saranno sia pratiche che visive e di
approfondimento per cui bisogna prevedere spazi per ognuno di questi momenti
(spazi con tavoli e panche, sale con video, ecc)
I docenti sono, inoltre, molto interessati alla presenza di personale adeguato al
numero degli alunni: infatti la composizione numerica delle classi molto
variabile. Se si accolgono pi scuole contemporaneamente, perch formate da
pochi alunni, importante tener presente che per motivi di sicurezza ci dovranno
anche essere spazi separati o attivit a cui i gruppi classe partecipano
singolarmente. Questo permetter di accogliere le singole classi richieste dei
docenti dei diversi plessi, che pur partecipando ad attivit comuni, abbiano spesso
esigenze di approfondimento particolareggiate.
Un problema che pu presentarsi una giornata di maltempo. In questo caso, se
non possibile rimandare la visita per motivi organizzativi della scuola o della
fattoria, sar necessario che vi siano attivit alternative da svolgersi
preferibilmente allinterno:

visite stalle, video,


momenti attivi su attivit di tipo grafico-pittorico (pittura
dal vivo o sulla base di un ricordo), o manipolativo (fogli,
legni, creta usati per quadri/plastici fantastici o realistici)

In questi casi la presenza di ampi spazi coperti a disposizione diventa


indispensabile, come anche se si hanno gruppi numerosi: solo se ci sono gli spazi
necessari lesperienza potr essere positiva, altrimenti il caos e linsoddisfazione
prenderanno il sopravvento.

20

I contenuti
I contenuti proposti nelle visite verranno sviluppati in corrispondenza dellet
degli alunni. Importante sottolineare che spesso gli insegnanti abbinano queste
uscite a poche materie dellarea scientifica, ma in realt queste visite possono
coinvolgere pi discipline scolastiche, a questo proposito verr di seguito fornita
una tabella esemplificativa dei collegamenti tra competenze disciplinari e attivit
da svolgere in fattoria, questa potrebbe anche servire da spunto per la creazione
del depliant illustrativo da distribuire agli istituti scolastici.

SCUOLA MATERNA
Temi da proporre:

le stagioni
i cinque sensi
dal frutto al prodotto trasformato
i fossili
scoperta degli allevamenti
il gallo e le galline

la scoperta dei materiali agricoli


la coltivazione del grano e la
produzione di farina
scoperta della fauna e della flora
limportanza del latte: fabbricazione di
yogurt e formaggio
le api e il miele
cosa significa essere agricoltori

Esempi di attivit con i bambini:

CONOSCERE LA TERRA: (odore, colore, sostanza, gallerie costruite dalle diverse


forme di vita che la abitano
LABORATORI: fare il pane, il vino, il formaggio
GLI ANIMALI DELLA FATTORIA: contatto con gli animali per stabilire rapporti di
conoscenza e rispetto
FIABE, LEGGENDE, CANZONI E POESIE: scoprire la cultura rurale, le antiche
abitudini
LO SPAVENTAPASSERI: costruiamo insieme lo spaventapasseri e mettiamolo nei
campi
LE STAGIONI IN CAMPAGNA: cosa succede in campagna con il variare delle
stagioni.
GLI ANTICHI GIOCHI DEI NONNI: divertirsi con i giochi che facevano nelle
campagne i nostri nonni

SCUOLA ELEMENTARE E MEDIA


N.B. anche se i temi proposti sono uguali da differenziare il grado di difficolt
rispettivamente al grado scolastico e allet.
Conoscenze scolastiche

Utilit dellesperienza
Didattica

nella

Fattoria

21

ITALIANO
Lettura: leggere testi di tutti i tipi

Letture specifiche: la composizione degli


alimenti, delle sementa; Testi associati
ad immagini

Scrittura: sviluppare il piacere alla


scrittura, la capacit di esprimersi e
comunicare per iscritto, produrre testi
complessi e coerenti, capacit di
descrivere

Narrare la visita alla fattoria e fare una


descrizione della Fattoria

Orale: ascoltare, prendere appunti,


esprimersi in maniera ordinata

Ascoltare lagricoltore, porre domande


adeguate rispetto alla realt presentata,
esporre oralmente la visita ad altre classi.

Esempi di attivit:

LABORATORIO DEI SENSI (E DEL GUSTO): con lausilio di schede didattiche


conoscere i diversi prodotti dellazienda agricola attraverso la scoperta dei diversi
aggettivi che permettono di dare un nome ai diversi sapori.
FIABE, LEGGENDE, CANZONI, POESIE: scoprire la cultura rurale, le antiche
abitudini, attraverso larte semplice delle nostre campagne
SUONI E RUMORI DEL BOSCO: ascoltare e riconoscere il bosco, dare un nome e
un volto a rumori e suoni
ANDAR PER TRACCE: percorso didattico attraverso il riconoscimento di tracce
visive, sonore,tecnica di rilevamento delle impronte, imparare a riconoscere e dare
un nome agli animali che le hanno lasciate

MATEMATICA
Geometria: riprodurre figure piane,
misurazione, comparazione e calcolo di
aree e di perimetri, numeri interi e
decimali, le unit di misura, le figure solide

Fare una pianta della fattoria, calcolare


larea di un prato e valutare quanti animali
possono pascolarvi, calcolare il perimetro
di una recinzione, calcolo delle razioni
alimentari e dei rendimenti, costruire un
modellino

STORIA
La nascita dellagricoltura e della scrittura,
la rivoluzione neolitica, le civilt antiche, le
radici del nostro territorio.

Comparazione dei metodi agricoli del


passato con quelli moderni, la tipicit dei
prodotti della regione

Esempi di attivit:

MUSEO DELLAGRICOLTURA: nel vecchio fienile esporre gli oggetti di uso


quotidiano, gli strumenti di lavoro, le vecchie foto e poi confrontarli con gli oggetti e
gli strumenti di oggi
DAL MAI ALLA POLENTA: raccogliamo il mais e sgraniamolo come facevano i
nostri nonni, poi facciamo la polenta.
LA FRUTTA ANTICA: i frutti scomparsi, osservazione, raccolta, conservazione e
utilizzo in cucina
I VARI CICLI: dal grano al pane, dalluva al vino, dal latte al formaggio, dalloliva
allolio

GEOGRAFIA
Il clima, le piante in rapporto alle zone
geografiche, i tipi di paesaggio (urbano,
rurale)

Osservare lo sviluppo delle fattorie,


individuare il suo clima, linterazione
fattoria/citt

22

Esempi di attivit:

CONOSCERE LE SIEPI E GLI ALBERI: osservare siepi e alberi che circondano la


fattoria e i fossi e, con lausilio di schede, dare loro un nome e scoprirne lutilit,
valorizzare la biodiversit, conoscere la fauna che vi trova rifugio, capire limportanza
per lattivit agricola
SENTIERO DEL FIUME, DEL LAGHETTO: analizzare lecosistema fluviale (flora e
fauna), il ciclo dellacqua, limportanza del fiume nellattivit produttiva.
IL FRUTTETO: alberi, fiori, foglie, frutti
LE STAGIONI IN CAMPAGNA: cosa succede in campagna con il variare delle
stagioni, adotta un albero e seguilo durante lanno, qualche volta in presenza
qualche volta con foto o lettere del coltivatore

EDUCAZIONE CIVICA
Responsabilizzazione sul nostro ruolo di
attori sociali nellambiente e nella vita
sociale
I regolamenti e le convenzioni protese alla
protezione dellambiente

Rispetto della cultura rurale e degli


animali. Lutilizzazione dei rifiuti
dallevamento

Esempi di attivit:

I VECCHI MAESTRI: filatura, cardatura della lana, battitura delle sementi,


impagliatura di sedie e cesti, le ceramiche, antiche tecniche di lavorazione delle
pietre
GLI ANTICHI GIOCHI DEI NONNI: divertirsi con i giochi che facevano nelle
campagne i nostri nonni
IL COMPOST: la sostanza organica vita per il terreno. La natura non butta nulla:
ciclo della sostanza organica e del carbonio
LA CUCINA IN CAMPAGNA: ricette e piatti della tradizione, scrivere le ricette,
provare a realizzarle, assaggiarle

SCIENZE
Il proprio ambiente di vita naturale, luomo
agisce sullambiente,
lorganizzazione del mondo vivente
(animale e vegetale e loro alimentazione),
le pratiche di allevamento e coltivazione al
servizio delluomo

Le modifiche apportate dalluomo alla


fauna e alla flora, il problema dei rifiuti,
criteri di classificazione degli esseri
viventi, osservare come funziona un
allevamento, le condizioni per la
coltivazione, lalimentazione degli animali,
calcoli sui rendimenti delle colture,
osservare i prodotti di una fattoria, la
terminologia agraria, evidenziare le
manipolazioni per la creazione dei
prodotti, la riproduzione nel mondo
animale e vegetale, gli effetti del clima e
dellalimentazione sulla produzione
animale, osservazione al microscopio di
gocce di latte o di un chicco di grano, i
microrganismi, la fermentazione.

23

Esempi di attivit:

IL POLLAME: la gallina, il gallo, le uova e la riproduzione nel pollaio


ESCURSIONE NEI CAMPI: visita alle coltivazioni con descrizione del metodo di
lotta integrata o biologica
IL GIARDINO DEI FIORI: scoprire e conoscere i fiori
LA SERRA: illustrazione e osservazione dei vegetali e dellambiente di coltivazione
e di come luomo possa costruire un ambiente adatto a coltivare anche quando fuori
freddo
INVISIBILI MA IMPORTANTI: osservare con la lente o con il microscopio gli insetti
(scovati tra le piante), scoprire che alcuni sono utili e altri no.
LAGRICOLTURA E LACQUA: lacqua la vita delle piante; come e quanto le
piante consumano acqua; quando dare lacqua; diversi tipi di somministrazione delle
acque
DAL BACO ALLA SETA: dalle foglie del gelso, allallevamento dei bachi, al filo di
seta, ai tessuti
LERBARIO: come si fa? Provare ad essiccare una pianta per compressione e
disporla su un foglio bianco o in un quadretto

TECNICA
La commercializzazione dei prodotti

Identificare i metodi di distribuzione dei


prodotti, i tipi di commercio, metodi di
vendita pratici, i tipi di imballaggio
utilizzati, la realizzazione di depliant
pubblicitari

Esempi di attivit:

COSTRUIRE GIOCATTOLI: con materiali naturali o di recupero, si realizzano


assieme giocattoli della tradizione popolare.
LAPE E I SUOI PRODOTTI
PERCORSO DELLE PIANTE OFFICINALI: visita e riconoscimento delle piante
officinali, illustrazione dei sistemi di estrazione, possibilit di assistere o partecipare
a distillazioni o manipolazione di estratti
LABORATORIO DEGLI INSACCATI: dallallevamento del maiale, alla preparazione
delle carni suine, alla macinazione della salsiccia per il salame, i condimenti per gli
insaccati, la salagione e per finire la degustazione
LORTO: visitare lorto per scoprire come funziona, per capire la stagionalit delle
singole verdure, per apprezzare anche la diversit e luso che se ne pu fare

Esperienza molto interessante per tutti i gradi scolastici la realizzazione del


pane.
Per i bambini della scuola materna le sequenze di tale attivit e la possibilit della
manipolazione hanno grande rilevanza didattica.
Nella scuola elementare tale esperienza pu essere collegata ad un discorso
scientifico (conoscenza dei diversi tipi di cereali e delle loro trasformazioni) o
storico (come si faceva il pane una volta e oggi), nelle scuole medie il discorso
potrebbe ramificarsi, ad esempio proponendo agli alunni unanalisi dei metodi di

24

coltivazione dei cereali o unanalisi storica delle modalit di preparazione del


pane che ne consideri le modificazioni avvenute e le contestualizzazioni nella
struttura sociale

I materiali
Lesperienza in fattoria comprendendo, oltre alla visita alle strutture, momenti
attivi in cui vengono presentati o utilizzati materiali (spighe, farina, foglie, fieno,
creta, legno). Gradita risorsa per i docenti sarebbe poter avere un campione dei
materiali. Se i gestori ritengono di poter offrire questo ulteriore servizio,
dovrebbero inserirlo nel programma e dare il materiale anche agli insegnanti che
non lo richiedono, per mantenere unimmagine positiva e di coerenza verso
lutenza.
Se non fosse possibile mettere a disposizione il materiale sarebbe auspicabile del
materiale cartaceo che illustri e approfondisca aspetti dellesperienza (per chi ha
un maneggio, per chi alleva suini.).
Per quanto riguarda invece il materiale in videocassetta, che spesso viene
proposto per approfondire alcuni aspetti dellesperienza in fattoria (ad esempio
dopo aver visto le arnie, pu essere presentato un video sulla vita delle api), si pu
scegliere se fornirlo sul posto o se darlo alle classi. Se il gestore decide di offrire
questo tipo di materiale nel prezzo concordato per luscita didattica, dovr farlo
per tutti i gruppi, sempre per un principio di equit e coerenza.
Comunque il video dovr essere chiaro nelle spiegazioni e adeguato allet dei
discenti. Questo comporter un ulteriore lavoro per il gestore della fattoria, ma
sar molto apprezzato dai docenti. Unalternativa quella di presentare un video
con sole immagini e fare una spiegazione a voce. A questa metodologia possono
affiancarsi una serie di domande per tenere viva lattenzione dei discenti e rendere
pi attivo anche questo memento.
Le attivit possono essere accompagnate da poster disegnati, da piccole attivit
manuali. Occorre liberare la fantasia e immaginare di spiegare ai propri figli,
evitare di concettualizzare troppo o sostare nel silenzio

25

Sicurezza.
I docenti richiedono particolare attenzione ai problemi legati alla sicurezza sia per
quanto riguarda laspetto spaziale che organizzativo.
Le attrezzature pericolose vanno segnalate e se, come nel caso degli attrezzi
agricoli, rappresentano un momento della visita raccomandabile la presenza di
un accompagnatore e limpossibilit per gli allievi di accedervi autonomamente.
In alcuni casi lattivit in fattoria prevede luso di attrezzi da parte degli alunni:
questo momento deve essere attentamente seguito dagli addetti alla fattoria,
evitando di fornire

gli strumenti ad un numero elevato di persone

contemporaneamente, per non creare momenti i confusione e di pericolo. Lo


stesso discorso vale per gli animali: il loro avvicinamento va predisposto nei
minimi particolari ed effettuato singolarmente o in un piccolo gruppo seguito da
un addetto della fattoria ed, eventualmente, preparato insieme ai docenti.

qualche regola di spicciola ospitalit.


Quando arrivano le scolaresche di accoglierle con un caloroso benvenuto,
proponendo un giochino di gruppo, successivamente si inizieranno le attivit
secondo le tappe progettate.
I docenti e gli alunni solitamente portano la loro colazione al sacco, ma molto
gradito sar un caff o un bicchier di vino offerto ai docenti alla fine del pranzo!

26

Il depliant illustrativo delle Fattorie Didattiche potrebbe seguire il seguente


schema:

Denominazione dellazienda e eventuale luogo


Indirizzo
Come raggiungere lazienda (eventuale spazio per i pullman)
Descrizione
dellazienda
(produzioni,
storia,
contesto
territoriale,)
Attivit didattica proposta
Periodo di attivit e numero di bambini ospitabile
Contributo richiesto e eventuale materiale offerto

La brochure dovr essere realizzata in maniera sintetica, per far cogliere subito gli
elementi salienti dellazienda, scritta con un carattere, per facilitarne la lettura e
non stancare il lettore, contenere qualche immagine di richiamo, a parit di
contenuti un depliant con qualche immagine attira sempre pi lattenzione e viene
ritenuto pi gradevole e curato, riesce a trasmettere unimmagine di efficienza.
Inoltre la presenza di slogan potrebbe essere un altro modo di dimostrare il vivo
interesse dellazienda per lattivit didattica. Anche specificare labbigliamento
richiesto per i bambini o se verr lasciato del materiale al termine della visita sono
elementi che contribuisco a invogliare il docente a chiedere ulteriori informazioni,
questo dar maggiori possibilit allimprenditore di farsi conoscere e di
pubblicizzarsi.
Realizzare la presentazione su due pagine d la possibilit di scrivere pi cose,
senza appesantire la lettura. Una prima pagina potrebbe essere di descrizione
dellazienda e del luogo, laltra pi specifica dellattivit didattica proposta.
Nelle seguenti pagine viene riportato un esempio di come potrebbe risultare la
realizzazione di un depliant seguendo le indicazioni proposte.

27

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Dove:
Via Argino 9
46035 Fiesole
(FI)
Per qualsiasi
esigenza
contattaci
tramite i
seguenti
recapiti:
Tel 036 31475
325
Fax 036 37485
E-mail:
fattoriapippo@libe
ro.it
Periodo visite
guidate: da met
settembre a
ottobre e da
marzo a giugno.
Max 40 alunni

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Disponibilit di
mezzi pubblici,
distanza dalla
fermata: 1 km.

Parcheggio per
pullman.

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Omaggio:
materiale
campione a fine
visita.

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Per i bambini
non richiesto
nessun
abbigliamento
particolare

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Tariffe: da 7,50 a
11,40 . al giorno
per alunno.

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Pranzo a sacco.
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guidate: da met
settembre a
ottobre e da
marzo a giugno.
Max 40 alunni

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Brochure 2, seconda pagina

Disponibilit di
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distanza dalla
fermata: 1 km.

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31

Ma come gestire un gruppo di 40 bambini? Innanzitutto bene specificare che a


seconda che si ricevano gruppi della scuola materna o elementare o media le
problematiche di gestione saranno ben diverse.
Per i bambini della scuola materna sar necessario porre attenzione
nelladottare una terminologia molto semplice, con brevi momenti di spiegazione,
in quanto i tempi di ascolto sono molto brevi, basti pensare che in un ragazzo di
16 anni circa il livello di attenzione cala dopo soli 20 minuti. Quindi corretto
spiegare in modo chiaro le regole di comportamento, ma per quanto riguarda un
discorso introduttivo sulla fattoria sarebbe opportuno distribuire una piantina con
disegni accattivanti, e poi cominciare subito il percorso di visita. I bambini dai 3
ai 6 anni sono molto curiosi e attenti alle novit. Di seguito al percorso
concordato si potrebbe proporre unattivit riepilogativa di quanto visto, magari
dividendo i bambini in gruppi, e proponendo a ciascun gruppo di disegnare parte
delle cose viste. Questo tipo di attivit permette anche di calmare i bambini, che
dopo essere stati allaria aperta sono un po agitati per lemozione suscitata dalla
vista degli animali o delle altre attivit della fattoria. Poi verr il momento del
pranzo e una mezzoretta di gioco libero. Per riprendere il percorso intrapreso
potrebbe essere proposta, sotto forma di favola, una spiegazione ad esempio su
come nasce il pane, ed in seguito, magari passare ad una parte manuale, magari in
cui i bambini provano insieme allagricoltore e alle maestre a farlo. Anche in
questo caso, per mantenere lordine, i bambini potrebbero essere divisi in gruppi.
Per i bambini della scuola elementare sar sempre importante mantenere
viva la parte delle spiegazioni, anche se hanno capacit di ascolto maggiori, ma ad
esempio sar pi semplice fare una spiegazione dellazienda. Come sar pi facile
che i bambini pongano domande, quindi anche pi facile magari attivare una
piccola discussione/ spiegazione dopo la visita ai locali e alle attivit della
fattoria. Ed anche in questo caso unattivit manuale sarebbe preferibile dopo
pranzo.

32

facile notare che le attivit manuali sono state messe dopo pranzo.
Questo perch innanzi tutto si sperimenta dopo che si presa visione del processo
che porta alla lavorazione delle materie prime, in secondo luogo perch nel
pomeriggio i bambini sono pi stanchi, pi agitati e hanno meno voglia di stare a
sentire.
Nel caso dei ragazzi delle scuole medie, durante tutte le spiegazioni
possibile essere pi specifici, anzi questo sar interessante anche per il corpo
docente, che a partire dalle precisazioni fatte dallagricoltore potr poi in classe
approfondire con spiegazioni inerenti la propria materia di insegnamento.
Per lo svolgimento delle attivit pratiche in alcuni casi meglio suddividere i
ragazzi in gruppi dislocati in maniera un po distanziata cos che linsegnante
aiuter a separare gli elementi di disturbo, e comunque sia si render la situazione
pi gestibile.
Di seguito vengono proposti alcuni esempi ti attivit che possibile proporre
durante la visita di una scolaresca, le attivit sono divise in tre gruppi: attivit
didattiche di riflessione, attivit didattiche di laboratorio e attivit didattiche di
gioco.

Attivit didattiche di riflessione --------------------------------------

Questo percorso permette di varie affrontare tematiche: gli odori, i colori, le


sostanze della terra. Questi argomenti fanno parte della normale programmazione
della scuola materna ed elementare ricollegabili ai temi dei 5 sensi e delle
stagioni.
In questo tipo di percorso lagricoltore, durante la visita in fattoria, far toccare ai
bambini le foglie, la terra, lerba, far notare i colori e gli odori, far stare in
silenzio e ascoltare i rumori della campagna, per distinguere il rumore del
ruscello, il pigolio degli uccelli e il fruscio delle foglie mosse dal vento. Poi

33

saranno raccolte delle foglie, dellerba, cos che in seguito potranno essere fatti
dei disegni da comparare con i campioni raccolti, in modo da riflettere sulla
diversit dei colori delle foglie in autunno e in primavera.
*

Questo percorso didattico direttamente ricollegabile a conoscere la terra, anzi


ne un suo ampliamento, un discorso aggiuntivo che pu essere svolto nel caso
in cui interessi al docente. Di conseguenza per i vari livelli di et potr essere
spiegato cosa viene coltivato nelle varie stagioni, come varia la campagna al
variare del tempo.
*
In questo percorso lagricoltore far vedere ai bambini gli animali presenti in
fattoria, spiegher loro quali siano le regole di comportamento da adottare per
rispettarli e dove possibile, uno alla volta potranno toccare lanimale. A seguito di
tale esperienza i bambini pi piccoli saranno chiamati a disegnare lanimale visto,
in seguito potrebbe essere proposta loro una scheda che riproduca una serie di
animale da collegare con delle frecce ai prodotti che da essa si ottengono.

34

Mentre i bambini pi grandi potranno comunque avere una scheda del genere, ma
con figure meno infantili, magari con collegamenti pi articolati e magari integrati
da spiegazioni pi approfondite.

Percorso didattico attraverso il riconoscimento di tracce visive, sonore tecnica


di rilevamento delle impronte, imparare a riconoscere e dare un nome agli animali

35

che le hanno lasciate. Attivit che pu essere proposta ai bambini di elementari e


medie. (vedi fig.1 alla pagina seguente).
+

,*

In un luogo ritenuto opportuno dallagricoltore esporre gli oggetti di uso


quotidiano, gli strumenti di lavoro, le vecchie foto dei nostri nonni, e poi fare una
spiegazione di come venivano usati ed un confronto con gli strumenti di oggi.

Attivit didattiche di laboratorio -------------------------------------------

Con lausilio di schede didattiche conoscere i diversi prodotti dellazienda


agricola attraverso la scoperta di aggettivi appropriati che permettono di dare un
nome ai vari sapori e odori. Questo tipo di laboratorio si adatta meglio a bambini
alla fine della scuola elementare e a ragazzi della scuola media, in quanto
vengono introdotti termini difficili per bambini pi piccoli.

Al Gusto: corposo, morbido, ecc


AllOlfatto: fruttato, tannico
il vino pu essere

Alla Vista: rubino, granato


Al Gusto: amaro, piccante
AllOlfatto: fruttato, erboso

Lolio pu essere

Alla Vista: opaco, limpido

36

Dopo una visita alle coltivazioni aziendali, i bambini potrebbero essere suddivisi
in gruppi e davanti ad un tavolo di lavoro farli provare ad impastare. Dato che fare
il pane magari unoperazione un po lunga, e che deve sottostare a particolari
normative sanitarie, creare forme con la pasta di sale unottima alternativa al
pane. Cos i bambini potranno vedere le varie fasi della lavorazione del pane, ma
senza lattesa della lievitazione e della cottura, inoltre alla fine avranno una
piccola formina, da loro creata da portare come ricordo a casa.

Unidea molto simpatica per apprendere la produzione del miele per i bambini pi
piccoli quella di accogliere i bambini con una storia e proporgli subito un gioco,
magari dopo averli travestiti da api, potrebbero essere portati a fare una
passeggiata nella tenuta aziendale, fargli vedere i percorsi delle api e in fine
arrivare nel reparto dove viene raccolto e prodotto il miele. Altra idea potrebbe
essere quella di costruire dei fiori finti, con allinterno delle palline di carta gialla
(rappresentanti il polline), fornire i bambini di cestini e fargli raccogliere il
polline, poi una volta terminato questo gioco in cui i bambini erano gli attori
principali, interpretando le api, mostrare il percorso del miele.

37

Fig. 1

5
8

7
Cinghiale;

Rana

Scoiattolo;

Tasso

Lepre;

Riccio

Talpa;

Volpe

(1 rana, 2 scoiattolo, 3, tasso, 4 lepre, 5 talpa, 6 riccio, 7 cinghiale, 8 volpe)

38

Costruire insieme ai bambini uno spaventapasseri da mettere nei campi


unattivit che rende molto fieri i bambini perch hanno modo di
credere di essersi resi utili allagricoltore. Certo questa un attivit
che richiede impiego di molto materiale, anche se vero che, una
volta andati via i bambini, gli spaventapasseri potranno essere
smontati e i materiali che lo componevano riutilizzati con unaltra scolaresca.

Attivit didattiche di gioco ----------------------------------------------------$ **

Queste attivit sono sicuramente pi ricreative e ogni agricoltore, in base alle sue
attitudini personali potr decidere se proporne una o pi. Chiaramente, per una
persona che non ha mai avuto a che fare con la musica, non sar pensabile
proporre una canzone. Sicuramente invece la fiaba pi adatta ai bambini
dellasilo. Mentre la legenda, per i suoi risvolti stoici potr andar bene anche per
bambini pi grandi, come del resto anche la poesia, che potr rendersi utile ad un
insegnante di italiano per introdurre un autore del programma di studio.
*

Questo percorso potrebbe partire dalla visita ad un fienile adibito a museo dei
vecchi strumenti agricoli, per spiegare le differenze delle tecniche agricole di ieri
e di oggi, per poi proseguire con un tema pi piacevole per i bambini, ossia quali
erano i giochi dei nostri nonni, magari farli anche provare dopo pranzo, invece
che lasciare una mezzoretta di gioco libero, proporre uno dei seguenti giochi:
LA CAVALLINA

Questo gioco prevedeva la partecipazione di due o pi ragazzi. Di questi, il primo


si piegava, con le mani sulle ginocchia per mantenere lequilibrio e rimanere
fermo. Un secondo giocatore saltava il primo, appoggiandosi con le mani sulla
sua schiena come su una cavallina e dopo due o tre passi si piegava a sua volta

39

come il precedente. Queste operazioni venivano ripetute a turno da tutti gli altri
eventuali partecipanti. Quando tutti avevano saltato, il gioco ricominciava.
LA CAMPANA

Due persone si mettevano in una posizione di "schiena contro schiena" e


cercavano di sollevarsi a vicenda, a turno.
LE BIGLIE

Per terra venivano praticati dei buchi in fila, solitamente tre o quattro, a una
distanza che variava a seconda di ci che i giocatori volevano. Con delle biglie si
cercava di centrare i buchi fatti. I giocatori si accordavano sulla distanza da cui le
biglie andavano tirate, il valore di ogni buca che veniva centrata e il modo di
lanciare le palline (ad esempio con il pollice e lindice, facendole rotolare sul
terreno o tirandola in aria). In base alle regole, vinceva chi riusciva a centrare pi
volte una certa buca o a fare pi punti centrando le buche pi lontane.
IL TUS

Il gioco consisteva nellappoggiare su un mattone, su un pezzo di legno posto in


piedi o su un birillo una moneta (in passato erano particolarmente ricercate quelle
da dieci centesimi di lira), un bottone o altri oggetti circolari. Da una distanza di
due o tre metri circa i giocatori dovevano tirare un sasso piatto chiamato slavare
(questo tipo di sassi, levigati e modellati dallacqua, erano facilmente trovabili
sulle rive del Tagliamento e venivano usati anche per farli rimbalzare pi volte
possibili sullacqua del fiume). Se si colpiva il mattone (o pezzo di legno, o
birillo) si vinceva la moneta (o il bottone) in palio o pi semplicemente la partita.
I BOTTONI

Questo gioco era molto semplice e veniva praticato con dei bottoni. Venivano
fatti rimbalzare su un muro: vinceva chi aveva il bottone pi vicino a una data
linea prestabilita.
LA POLENTA

Due o pi giocatori formavano una piccola montagna di sabbia, mettendo sulla


sommit una bandierina o uno stecchetto. Ognuno con la mano prendeva un po di
sabbia e perdeva chi faceva cadere la bandierina o lo stecchetto. Questo gioco
deve alla polenta il suo nome, perch tutti ne prendono una fetta ma allultimo
rimane solo il tagliere vuoto.

40

I QUATTRO CANTONI

Per terra veniva disegnato un quadrato e quattro giocatori dovevano occuparne gli
angoli, mentre un quinto stava al centro. Questultimo doveva cercare di occupare
uno dei quattro angoli mentre gli altri si scambiavano il posto: se riusciva chi
aveva perso il posto doveva andare al centro del quadrato e il gioco ricominciava.
A Ronchis si giocato a questo gioco per molto tempo in uno spazio di fronte alla
chiesa, prima e dopo le lezioni di catechismo.
SUPERA LA PORTA

I giocatori erano almeno tre. Due si mettevano luno di fronte allaltro con le
braccia allungate, prendendosi le mani. I due giocatori alzavano e abbassavano
ritmicamente le braccia, mentre laltro o gli altri partecipanti dovevano passare
senza rimanere bloccati.
LUOVO NEL CUCCHIAIO

In questo gioco di abilit si doveva correre portando un uovo in un cucchiaio il


cui manico era tenuto tra i denti. Per riproporre il gioco evitando di sprecare uova,
nel cucchiaio basta posare una pallina.
QUADRATO

Occorreva tracciare sulla terra battuta un quadrato diviso in sei parti uguali in cui
si lanciava un sasso piatto. Lo si doveva raggiungere saltando su una gamba sola
ed evitando di toccare la riga tracciata.
IL BOTTONE

Si faceva una buca e ci si allontanava di qualche passo. Poi si lanciavano palline


di vetro, di terracotta o bottoni, cercando di centrare la buca.
AL TELEFONO

Si prendeva un e due barattoli che venivano forati. Poi si faceva passare il filo in
uno dei due fori e lo si annodava ad una estremit. Un giocatore si posizionava in
un punto con latta e filo legato, laltro si spostava fin dove giungeva la voce. Qui
sistemava il suo "apparecchio". Poi si cominciava a parlare.
LA POVERA CIECA

Giocavano soprattutto le femmine che si mettevano in cerchio prendendosi per


mano; al centro cera una bambina con gli occhi bendati. Si cantava una
filastrocca che diceva:

41

"La povera cieca caduta nel fosso,


morire non posso.
Tiratemi su!"
A questo punto qualcuno stringeva la mano alla "cieca" che doveva indovinare di
chi si trattava.

42

43

Svolgimento dellattivit

Requisiti igienico sanitari

Art.1235 codice civile

L. 283/1962
D.P.R. 327/1980

Requisiti edilizi
Regolamenti urbanistici ed edilizi comunali

Vendita diretta

L.443/2001

D.Lgs.228/2001, art.4

Norme di pubblica sicurezza T.u. 773/1931 e


successive modificazioni, in particolare il D.P.R

Attivit didattiche

311/2001, artt.68, 80

L.388/2000, art.123

R.D. 635/1940, artt.141-145.

D.Lgs.228/2001, art. 3
P.d.L.220/2003, art.14

La Comunit Europea ha incoraggiato lo sviluppo di attivit didattiche allinterno


delle aziende agricole attraverso lapplicazione dellart.33 del regolamento Ce
n.1257/99 a sostegno dello sviluppo rurale. Infatti nelle Fattorie Didattiche
possibile:
apprendere leducazione alimentare collegata a produzioni tipiche, alla
naturalezza e lidentit territoriale delle aree rurali,
conoscere la campagna e i sui ritmi, lalternanza delle stagioni,
limpegni che lega luomo alla natura.
Lattivit didattica unoccasione per gli agricoltori di promuovere la propria
azienda, potendo inoltre disporre di unintegrazione del reddito attraverso la
vendita diretta dei prodotti e dagli incassi della visita.

44

Le attivit didattiche sono disciplinate da:


L. 388/200, art. 123
Le attivit di ricezione, ospitalit, degustazione dei prodotti aziendali,
lorganizzazione di attivit ricreative, culturali e didattiche nellambito della
diffusione di prodotti biologici o di qualit possono essere equiparate alle
attivit agrituristiche. Ma solo in teoria, perch vale solo per gli imprenditori
agricoli iscritti allalbo regionale degli operatori turistici e muniti
dellapposita autorizzazione comunale.
D.Lgs. 228/2001: Legge di orientamento agricola. Attribuisce ai servizi
didattici una dignit civilistica di attivit agricola connessa.
Art.1: rientrano tra le attivit agricole connesse dellimprenditore
agricolo la commercializzazione e la valorizzazione di prodotti
ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o
dallallevamento di animali, la fornitura di beni o servizi
mediante lutilizzo prevalente di attrezzature o risorse dellazienda
normalmente impiegata nellattivit agricola esercitata, la ricezione
e lospitalit dei consumatori volta a fornire la valorizzazione del
patrimonio rurale e forestale.
Art.3: le attivit che hanno come scopo la degustazione dei prodotti
aziendali, lorganizzazione di attivit ricreative, culturali,
didattiche ed escursionistiche, finalizzate ad una migliore fruizione
e conoscenza del territorio, vengono ricondotte allesercizio di
attivit agrituristiche, bench svolte allesterno dellazienda.
In base allart. 2135 c.c. comma 3, al D.Lgs 228/2001 (o Legge di orientamento
agricola) e allart. 123 L388/2000, e alla P.d.L n220 (Disciplina delle attivit
agrituristiche in Toscana), le Fattorie Didattiche rientrano in due diversi
inquadramenti, a seconda dellattivit svolta dallimprenditore agricolo:

Attivit commerciale: se limprenditore agricolo, iscritto al registro


delle imprese, svolge unattivit agricola principale (coltivazione,
allevamento di animali, silvicoltura) ai sensi dellart. 2135 c.c.
commi 1 e 2. limprenditore non dovr richiedere nessuna specifica
autorizzazione n dare specifica comunicazione di inizio attivit,
ma dovr rispettare di volta in volta le norme richieste dal tipo di
attivit (locali aziendali aperti al pubblico, somministrazione di
alimenti, ecc).
Attivit agrituristica: se gli imprenditori agricoli sono autorizzati
allesercizio dellattivit agrituristica e hanno fatto comunicazione
al comune di esercitare tra varie attivit anche quella didattica.

45

NORME DI CAUTELA PER GLI SPAZI APERTI

Disporre di servizi igienici adeguati, con acqua potabile.


Rispettare le norme di sicurezza per quanto riguarda le attrezzature
ed i mezzi tecnici (concimi, fitofarmaci, ecc) che dovranno sempre
essere adeguatamente custoditi e non lasciati alla portata dei
visitatori.
Assicurare adeguata pulizia dei luoghi esterni prossimi al centro
aziendale, mantenendoli liberi dai materiali di ingombro o rifiuti,
anche ai fini di evitare impressioni di disordine.
Far rispettare il divieto di toccare le attrezzature agricole e di
accedere nei locali dove sono custoditi animali.
Assicurarsi che per i minori sia stata rilasciata una dichiarazione di
autorizzazione dai genitori o da chi ne fa le veci, con indicazioni di
eventuali allergie anche non alimentari.

NORME DI CAUTELA PER LACCOGLIENZA DEI VISITATORI IN


LOCALE CHIUSO, SENZA FORNITURA DI MERENDA.
Oltre a quanto previsto al punto precedente, occorrono:

Autorizzazione di pubblica sicurezza, da richiedere con domanda al


sindaco ai sensi dellart.68 del R.D.773/1931. comprende
laccertamento, oltre che dei requisiti in materia di buona condotta e
di certificazione antimafia, di quelli relativi allagibilit dei locali per
motivi di sicurezza: laccertamento dei locali con meno di 200
persone semplificato e largamente rimesso al libero apprezzamento
dellautorit procedente.
Osservare le misure di volta in volta richieste ai fini della
prevenzione incendi (uscite di sicurezza, impianti elettrici).
Cassetta di pronto soccorso.
Acqua potabile e riscaldamento.
Servizi igienici secondo quanto richiesto dai regolamenti di igiene
dei comuni.
Lo spazio chiuso per ospitare i partecipanti pu anche coincidere con
quello per la merenda, se limprenditore agricolo la fornisce;

46

lutilizzazione non comporta cambio di destinazione duso rispetto a


quello agricolo, per il locale deve possedere i dispositivi e mezzi di
sicurezza previsti per i locali di intrattenimento aperti al pubblico
con meno di 200 visitatori.
Se sono necessari interventi edilizi, ai sensi della L.443/01, e salvo
che le regioni non abbiano stabilito diversamente, sufficiente la
semplice denuncia di inizio attivit per gli interventi edilizi minori,
le ristrutturazioni edilizie che comportino anche demolizione e
ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma, interventi
specificatamente disciplinati da piani attuativi dei comuni che
contengano precise disposizioni plano-volumetriche, tipologiche,
ecc
Se, oltre allattivit didattica, si vuole vendere direttamente prodotti
ai visitatori, anche allinterno dellazienda, occorrer osservare la
normativa in materia di vendita diretta dei prodotti agricoli.

IN CASO DI PASTO O MERENDA.


necessario notare che esiste una differenziazione tra pasto, merenda e
degustazione, per cui sono necessari diversi accorgimenti, oltre quelli
precedentemente analizzati.

costituita prevalentemente da prodotti aziendali o da prodotti

tipici locali.
Autorizzazione igienico sanitaria dei locali rilasciata dal Comune,
attraverso la ASL ai sensi della L.283/62 e del D.P.R.327/80, salvo
diversa previsione delle leggi regionali. Si ritiene che la merenda
possa anche essere preparata nella cucina dellabitazione.
Per ottenere lautorizzazione necessario predisporre una domanda
(D.P.R.327/80 art.26) al comune, che naturalmente operer tramite la
ASL, allegando una planimetria da destinare allattivit, una
relazione tecnica con descrizione dei locali, dei sistemi di
approvvigionamento idrico, degli impianti e delle attrezzature da
destinare alla preparazione degli alimenti e dei sistemi per la
conservazione degli alimenti; lautorizzazione agli scarichi o la
dichiarazione attestante lallacciamento agli impianti pubblici di
fognatura
La suddetta autorizzazione diversa a seconda che si confezionino
merende semplici (es.: panini), o alimenti che richiedono
procedimenti complessi. Viene pertanto distinta la preparazione di
prodotti freddi da quella per i prodotti cotti, che considerata

47

ristorazione. Ai sensi dellart.27 (D.P.R.) vengono menzionate le


sostanze alimentari per cui rilasciata lautorizzazione. I requisiti
strutturali sono previsti allart.28, e accertati caso per caso
considerando il tipo di attivit che viene svolta: quindi necessario
prendere contatto con la ASL per definire uno standard medio,
avendo riguardo della ridotta attivit che si svolge.
Lautorizzazione necessaria ai coltivatori diretti che vinificano al
fine di vendere direttamente il vino.
irrilevante il numero delle persone accolte, basta che siano
astrattamente pubblico
Si ritiene che abbia carattere permanente, poich non si rinviene
alcuna norma specifica che ne predetermini la durata.
Il provvedimento ha natura diversa per le caratteristiche e le finalit
di tutela igienico-sanitaria, dallautorizzazione prevista dalle leggi di
pubblica sicurezza.
Libretto sanitario per gli addetti alla preparazione e per tutti coloro
che forniscono le sostanze alimentari, anche se familiari o non
retribuiti: da richiedere alla ASL ai sensi delle leggi vigenti.
Manuale aziendale di autocontrollo delligiene (haccp): si tratta di un
documento prescrittivi, specifico, perch si riferisce al sistema
processo prodotto di ogni singola impresa. Deve essere redatto e
sottoscritto dal titolare dellimpresa e sottoposto a verifica
dellorgano ispettivo competente per territorio. auspicabile che sia
redatto sulla base di un manuale di corretta prassi igienica, che
Coldiretti pu agevolmente predisporre per questo specifico tipo di
attivit. Il manuale di corretta prassi igienica generale, cio si
riferisce ad una tipologia di processo-prodotto ed valutato con un
parere di conformit dal Ministero della salute. Tuttavia sono le
Regioni competenti a valutare le semplificazioni possibili per le
attivit soggette a rischi minori.

chiedere autorizzazione agrituristica.

*+

di alimenti e bevande attivit diversa dalla vendita

diretta, e quindi lautorizzazione per questa ultima non sufficiente.

48

-+
1. Comunicazione al comune di inizio attivit
2. Segnalazioni dellazienda che ne facilitino laccesso
3. Percorso obbligato di visita, per evitare che i visitatori, soprattutto i pi
piccoli, vadano in luoghi dove non garantita la sicurezza loro e/ degli
animali
4. Polizza assicurativa per i danni a terzi, che contempli specificatamente le
ipotesi di visitatori, anche minori, presenti in azienda a scopo didatticoculturale
5. Adeguati spazi dove i bambini possono anche utilizzare giochi
6. Adeguati spazi di sosta per i veicoli
7. Predisposizione di spazi, recintati opportunamente, dove possono essere
collocati animali da osservare pi da vicino
8. Predisposizione di locali dove poter effettuare, anche con la partecipazione
attiva dei visitatori, procedimenti semplici per la realizzazione di prodotti
agricoli o alimentari
E opportuno redigere un contratto-tipo che specifici i vari aspetti della visita,
orari, modalit, elementi riguardanti i bambini (numero, et, allergie handicap,
ecc), costo.

49

50

La

legge di orientamento riconosce e valorizza lattivit didattica come

espressione di multifunzionalit dellagricoltura. Ai sensi dellart.2135 c.c.


comma 3, modificato dal D.Lgs.228/01, lattivit didattica, rientra nella
prestazione di servizi, che attivit agricola per connessione.
Lart.123 della L.388/00 prevede che le attivit di ricreazione e ospitalit,
degustazione di prodotti aziendali e lorganizzazione di attivit ricreative,
culturali e didattiche svolte da aziende agricole nellambito della diffusione di
prodotti biologici o di qualit, possano essere equiparate alle attivit
agrituristiche. Anche se le attivit didattiche svolte da imprenditori agricoli non
iscritti allalbo regionale degli operatori agrituristici e senza apposita
autorizzazione comunale, non possono essere equiparate allagriturismo.
Per cui per effettuare attivit didattiche:

Chi autorizzato allesercizio delle attivit agrituristiche, deve


segnalare nella richiesta di autorizzazione di voler effettuare
questo tipo di attivit e applicare tutta la relativa disciplina
nazionale e regionale. Infatti, in base allinquadramento giuridico
(D.Lgs.228/01; L.388/00, art 123) del tutto naturale ricondurre
le iniziative didattiche nellalveo di un normale esercizio
agrituristico gi autorizzato. Qualora lagriturista sia in possesso
di regolare iscrizione allalbo regionale ed in esso non si faccia
menzione di attivit didattica, dovr verificare la necessit di
dotarsi di specifica integrazione o estensione della propria
posizione, contattando le competenze Servizio Provinciale
Agricoltura e Alimentazione.
Chi iscritto al registro delle imprese come imprenditore
agricolo, o coltivatore diretto o societ esercente attivit
agricola al momento non deve chiedere nessuna specifica
autorizzazione n dare specifica comunicazione di inizio attivit,
ma dovr rispettare di volta in volta le norme richieste dal tipo di
attivit svolta (in locali aziendali aperti al pubblico,
somministrazione di alimenti, ecc). I servizi didattici erogati
con carattere di sistemicit, in assenza di autorizzazione
allesercizio dellagriturismo, configurano secondo lottica
fiscale, unattivit collaterale di tipo commerciale.

51

Lattivit didattica rappresenta quindi unoccasione offerta agli agricoltori per


promuovere la propria azienda, beneficiando anche di unintegrazione al
reddito agricolo derivante dalla vendita diretta dei prodotti e dallincasso della
visita.

."

" '

"

Le iniziative didattiche vengono ricondotte nellalveo di un normale esercizio


agrituristico.
IVA
Nel caso in cui le prestazioni didattiche costituiscano un servizio accessorio, e
disponibile per gli ospiti che gi fruiscono del servizio di pernottamento o
somministrazione di pasti, nella fatturazione si dovr applicare laliquota IVA del
10% con emissione di ricevuta fiscale, al termine del servizio di ricezione ed
ospitalit. Se invece si attua un servizio autonomo, la prestazione didattica sar
assoggettata ad aliquota ordinaria del 20% con emissione di fattura.

."

" '

/"

IVA
I servizi didattici erogati con sistematicit configurano come unautonoma
attivit collaterale di tipo commerciale.
Gli imprenditori devono presentare entro 30 giorni dallinizio dellattivit:

AllUfficio Imprese della locale Camera di Commercio, la


variazione dati contenente la nuova attivit agricola esercitata. Si
consiglia di indicare la seguente descrizione dellattivit svolta:
Servizi didattici di valorizzazione del territorio e del patrimonio
rurale e forestale oltre a riportare nelle note: Trattasi di attivit
agricola esercitata ai sensi dellart.2135 del c.c.
AllAgenzia delle Entrate competente, la comunicazione mod.
AA9/7 o AA7/7, trascrivendo nel riquadro riservato allindicazione

52

delle altre attivit esercitate, il codice: 80422 descrizione:


Fattoria didattica.

La separazione contabile in materia di IVA per limprenditore agricolo in regime


speciale, prevede:

Lutilizzo per entrambe le attivit dellunico numero


di partita IVA,
La tenuta di separati registri contabili,
Distinte numerazioni progressive delle fatture per le
diverse attivit.
Lapplicazione dellaliquota pari al 20% con
emissione di fattura per le prestazioni di servizi
didattici.

Se le prestazioni didattiche sono effettuate occasionalmente, senza unautonoma


struttura organizzativa, si ritiene che non sia necessario comunicare alcunch al
Registro delle Imprese e allAgenzia delle Entrate. Tali operazioni rivestono la
qualifica di diverse ai fini IVA (D.P.R.633/1972, art.34, comma 5) e, in
presenza di produttore agricolo in regime speciale, devono essere registrate
distintamente nel registro delle vendite senza obbligo di contabilit separata. Ai
fini delle imposte dirette, tali attivit commerciali occasionali, prestate dalle
persone fisiche e societ semplici, rientrano tra i redditi diversi ai sensi del
D.P.R.817/1986, art.81, lettera i. lagri8coltore riporter cos nel quadro RL di
Unico i compensi ricevuti e le spese specificatamente sostenute per offrire il
servizio.

53

Aliquote IVA
Per quanto riguarda lassoggettamento ad IVA occorre verificare caso per caso le
caratteristiche soggettive e oggettive delle operazioni, in base alla seguente
tabella.
SOGGETTO

Azienda
Agrituristica

Azienda
Agricola
(senza
agriturismo)

Azienda
Agrituristica

Azienda
Agricola
(senza
agriturismo)

COMPORTAMENTO

RIFERIMENTI

Degustazione dei
prodotti aziendali o
somministrazione di
pasti e bevande,
compresa attivit
didattica accessoria.

PRESTAZIONE

Emissione di ricevuta
fiscale con aliquota del
10%.

D.Lgs.228/01,
art. 3
DPR633/72,
art.12

Vendita di prodotti
aziendali, comprensivi
di attivit didattica
accessoria.

Annotazione corrispettivo
con aliquota IVA del
prodotto agricolo ceduto.

DPR633/72,
artt.12 e 34

Prestazione di attivit
didattica non
accessoria alla
degustazione o
somministrazione di
pasti e bevande.

Emissioni di fattura con


aliquota IVA ordinaria
(20%).

DPR633/72,
art.16

Prestazione attivit
didattica non
accessoria alla
vendita di prodotti
agricoli.

Emissioni di fattura con


aliquota IVA ordinaria
(20%).

DPR633/72,
artt.16, 34 c.5

Qualora le aziende agricole effettuino prestazioni didattiche (non aventi carattere


di accessoriet) direttamente nei confronti di istituti scolastici, a seguito di
riconoscimento e sotto il controllo dei competenti Assessorati Agricoltura e
Alimentazione, si ritiene legittimo invocare lesenzione da IVA in virt
dellart.10, n.20, del DPR 633/72.
IRAP
Al valore della produzione netta, relativo alle attivit didattiche, applicata
laliquota IRAP ordinaria del 4,25% a prescindere dalle caratteristiche soggettive
dellimpresa.

Emissione di ricevuta fiscale da parte degli agricoltori in regime IVA normale

54

La principale fonte per la ricerca di risorse finanziarie da destinare alle attivit


educative ed in particolare alle fattorie didattiche, va individuata nelle opportunit
offerte da:

Agenda 2000, da cui si sono sviluppati i Piani di Sviluppo Rurale


in essere delle Regioni per il periodo 2000-2006.
Fondi strutturali, in particolare nei programmi dellobiettivo 2
(DOCUP) e nei programmi dellobiettivo 3
Programma Leader Plus.

I regolamenti comunitari di riferimento per la nuova politica di sviluppo rurale,


promossi da Agenda 2000, sono il Reg. CE 1257/99 sullo sviluppo rurale e il Reg.
CE 445/2002 applicativo.
La nuova politica di sviluppo rurale punta alla realizzazione di un contesto
territoriale coerente e durevole che garantisca il futuro delle zone rurali e
favorisca la salvaguardia e la creazione di nuovi posti di lavoro, e accanto allo
sviluppo dei mercati diventa il secondo pilastro della Pac.
I principi base della nuova politica di Sviluppo Rurale sono:
1. Plurifunzionalit dellagricoltura;
2. Impostazione plurisettoriale;
3. Flessibilit;
4. Trasparenza.
La principale innovazione della politica di sviluppo rurale il volere una
maggiore integrazione dei diversi interventi per assicurare uno sviluppo armonico
di tutte le zone rurali europee.

55

Obiettivi strategici dello sviluppo rurale:


1. Potenziamento del settore agricolo e forestale;
2. Miglioramento della competitivit delle zone rurali;
3. Salvaguardia dellambiente e del patrimonio rurale.
Finalit della politica dello sviluppo rurale:
1. Miglioramento delle strutture delle aziende agricole, della trasformazione e
della commercializzazione dei prodotti.
2. Riconversione delle produzioni e miglioramento della qualit dei prodotti.
3. Diversificazione delle attivit ed incentivazione di attivit alternative.
4. Sviluppo forestale sostenibile.
5. Sviluppo attivit economiche.
6. Promozione e tutela agricoltura sostenibile.
Nello sviluppo specifico operativo nella redazione dei PSR, le misure dello
sviluppo rurale sono raggruppabili in due grandi filoni:
1. nuove misure di accompagnamento:

Misura agroambientale
Misura prepensionamento
Misura imboschimento
Misura zone svantaggiate

2. Misure di ammodernamento e diversificazione delle aziende agricole

Misura per gli investimenti nelle aziende agricole


Misura per linsediamento dei giovani agricoltori
Misura per la formazione del personale
Misura per la trasformazione e commercializzazione
Misura per la promozione alla silvicoltura
Misura per la promozione delladeguamento e dello sviluppo
delle zone rurali

Le opportunit finanziarie offerte dai PSR per le fattorie didattiche possono


contribuire a favorire la realizzazione degli obiettivi della nuova politica di
sviluppo rurale, attraverso la diversificazione delle attivit delle aziende agricole,

56

contribuendo al mantenimento e miglioramento del reddito degli agricoltori e allo


sviluppo integrato delle zone rurali.
Gli incentivi per le Fattorie Didattiche allinterno dei PSR possono essere
generalmente ritrovati o collocati in questi tre ambiti:

Servizi essenziali per leconomia e la popolazione rurale


Diversificazione delle attivit del settore agricolo e delle attivit affini
Incentivazione di attivit turistiche e artigianali

Nei 6 anni di applicazione di Agenda 2000, per queste misure previsto circa
l8% del totale delle risorse per lo sviluppo rurale, cio 276,6 milioni di euro circa
Tra le attivit ammissibili al finanziamento ritroviamo sia la possibilit di
sostenere circuiti agrituristici e didattici al fine di collegare e integrare fra loro
iniziative aziendali e territorio rurale, sia per la creazione da parte di imprenditori
agricoli di fattorie didattiche tramite il sostegno allallestimento dei locali e spazi
adeguati. Tuttavia per questultimo punto le iniziative non devono essere
ricompresse in altre misure dei PSR ed in particolare nella misura diretta a
favorire gli investimenti aziendali per lo sviluppo della competitivit delle
imprese agricole.
Il massimale di contributo pubblico, a seconda delle zone pu arrivare fino al
100% della spesa ammissibile. Generalmente per, il contributo viene concesso in
conto capitale fino ad un massimo del 40% della spesa ammissibile nel Centro
Nord e del 50% nelle Regioni del Mezzogiorno.
Le risorse a disposizione sono complessivamente limitate. La maggior parte delle
regioni ha riverso gran parte delle Risorse sulle misure classiche di investimento
nelle aziende agricole. I PSR sono aggiornabili nel periodo 2000-2006.

57

58

1. il progetto di Educazione alla Campagna Amica: la


Coldiretti porta lagricoltura a scuola cominciando a
informare e sensibilizzare i cittadini e i consumatori di
domani sui valori del benessere e della qualit del vivere.
2. la multifunzionalit dimpresa: insieme di attivit che
hanno per supporto limpresa agricola;
3. la proposta di una buona educazione al territorio, per
comprendere il legame che unisce i comportamenti
quotidiani e la salvaguardia dellambiente.
Gli obiettivi del progetto, che ha ottenuto lAlto Patronato del Presidente della
Repubblica ed partner nella Campagna di educazione alimentare promossa
dalla Commissione europea, sono:

informare sullagricoltura di oggi: tecnologie,


professionalit, mercato, nuove forme di agricoltura,
biologico, agriturismo;
spiegare i processi produttivi: come si allevano gli
animali, come si coltivano i campi, come si trasformano i
prodotti;
conoscere gli alimenti: caratteristiche dei cibi e requisiti
delle etichette;
incontrare i protagonisti nelle loro aziende: storia delle
donne, degli uomini e degli anziani che hanno scelto la vita
di campagna;
riscoprire le radici della cultura rurale: musei degli
strumenti di lavoro e della vita contadina, cicli della natura,
lavoro manuale, tempi di attesa;
recuperare i suoni e i gusti della campagna: rumore del
vento, della pioggia sui campi, i versi degli animali, il
silenzio, gli odori.

La Coldiretti si occupata della creazione della carta degli impegni delle


Fattorie Didattiche, si tratta di un documento di base per aiutare gli
imprenditori ad avere una linea comune nella gestione della funzione
educativa delle loro attivit agricole.
Per quanto concerne lofferta didattica, abitualmente la durata della visita
didattica nelle imprese Coldiretti prevalentemente di mezza giornata e in
alcuni casi di unintera giornata.

59

La tipologia prevalente nellattivit didattica rappresentata


laboratori pratici
visita a cicli produttivi
itinerari guidati
La maggior parte di queste imprese distribuisce materiale didattico, prodotto
da loro stesse, pi frequentemente dalle reti organizzate pubbliche o private.

Cenni

sullandamento del progetto Educazione alla campagna amica,

progetto che fa da sfondo generale alla costruzione delle nostre reti di fattorie
didattiche.

Argomenti affrontati.
Gli argomenti trattati con le scuole nei diversi progetti sono stati molteplici:
Il 64% delle federazione Coldiretti ha sviluppato progetti riguardanti il
tema dellalimentazione.

Il 38% il tema del territorio e quello della fiera del latte.

Il 20% lolio.

Il 15% quella dei cereali.

Il 15% la frutta e la verdura.

Il 13% il miele.

Il 9% la tematica delluva.

Il 9% la carne.

60

Tipologie di attivit.
Nella tabella seguente viene riportato sinteticamente il tipo e il numero di
attivit realizzate complessivamente sul territorio nazionale, e il numero di
federazioni che hanno messo in atto le diverse tipologie di attivit proposte.

Numero

Federazioni

Indagine alimentazione

36.521

47

Diari di campo

27.999

41

Laboratori del gusto

Oltre 4.200

20

Visite in fattoria

Oltre 2.500

47

E possibile notare come l85% delle federazioni ha utilizzato il questionario


sulle abitudini alimentari, il 74% il diario di campo, il 36% i laboratori del
gusto ed infine l85% ha effettuato visite nelle fattorie e nelle unit produttive.
Le visite in fattorie hanno rappresentato unoccasione fondamentale di
scoperta del mondo agricolo e rurale. Ci conferma la convinzione che tale
modalit costituisca non solo un valido strumento al processo di educazione
alimentare, ma anche un momento di novit, svago e socializzazione oltre i
confini della scuola, per gli stessi bambini. Inoltre le visite non si sono
limitate alle fattorie didattiche propriamente dette, ma anche ad una
moltitudine di unit produttive, quali caseifici, frantoi, panifici, allevamenti,
centrali del latte e cooperative di diverso genere.

Target raggiunto
I target raggiunto quello indicato in tabella.

Elementari

96%

Medie inferiori

40%

Materne

24%

Medie superiori

4%

61

Il numero di soggetti coinvolto molto grande:

Numero di classi
Numero di allievi
Numero di insegnanti
Numero di famiglie
Numero di fattorie
Numero di unit produttive

2.419
45.586
5. 969
18.348
2.651
281

Collaborazione con altri soggetti


La collaborazione avvenuta con diversi soggetti presenti sul territorio, in
prevalenza si sono manifestate le partecipazioni di Camere di commercio ed
Enti locali in particolare di Comuni e Province (assessorati allIstruzione,
allAgricoltura e al Lavoro) e le Aziende Sanitarie Locali.
Un ruolo Collaborativi importante stato svolto, nella maggior parte dei casi,
dai Provveditorati agli studi delle diverse Province e, seppur in maniera
residuale, da alcuni Istituti Agrari e Facolt di Scienze Agrarie. Attivi
contributi sono stati portati in qualche occasione, nello svolgimento del
progetto, anche da diversi soggetti: ONLUS, consorzi per la tutela
dellambiente, enti di sviluppo agricolo.

Iniziative 2003
MANGIO A SCUOLA

questionario dedicato allalimentazione nelle manse

scolastiche. CORSI DI EDUCAZIONE AL GUSTO

per riconoscere

allassaggio le differenze tra i cibi freschi e confezionati, tra gli oli, i vari
tipi di frutta ecc Al termine del corso potr essere conseguito il diploma di
abc: assaggiatore buon consumatore.
UN DIARIO DI CAMPO dove i ragazzi possono illustrare le loro
ricerche, annotare le sensazioni e le esperienze vissute attraverso le visite nelle
fattorie. Guide inseparabili egli studenti saranno due mascotte a fumetti che

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accompagneranno i ragazzi nel viaggio attraverso il mondo della campagna


durante tutto lanno scolastico, alla scoperta delle attivit produttive con i loro
cicli stagionali, dei prodotti tipici regionali e delle etichette alimentari.
13 SCHEDE DIDATTICHE ogni scheda articolata in due sezioni: le
schede pedagogiche per i docenti di supporto alle lezioni e le schede
didattiche informative per i bambini. Le pagine indirizzate ai pi piccoli sono
riccamente illustrate e si riferiscono a diversi temi: lacqua, il latte, il grano gli
ortaggi, il biologico, la carne, il miele, il vino, lolio, ecc Le schede per i
ragazzi terminano con una parte denominata mani in pasta che propone
esperienze pratiche, nelle quali esercitare la manualit individuale e di gruppo.
INDAGINE DELLUNIVERSITA DI PERUGIA per valutare la quantit
delle informazioni offerte dai libri destinati alle scuole elementari e medie sul
mondo dellagricoltura. Questo tipo di comunicazione importantissima,
essendo la prima che si fissa nella mente dei piccoli studenti, soprattutto di
quelli che non hanno unesperienza diretta con la campagna.
CONCORSOPER GLI INSEGNANTI

ha per tema la presentazione di

una lezione sullagricoltura e sul mondo delle campagne.


LE VISITE IN FATTORIA sono il centro del progetto. Direttamente e dal
vivo i ragazzi possono rendersi conto della realt agricola, sapere cosa si
mangia e da dove vengono, il latte le uova, con che cosa fatto il pane, chi
produce il miele, come nasce un agnellino, come cambiano le stagioni e quali
frutti ci portano.E scoprire che la campagna veramente loro amica.

Coldiretti ha costituito reti di Fattorie Didattiche in alcune realt territoriali,


in particolare:
Reti regionali: Campania, Lazio (gi costituite); in fase avanzata di
costruzione: Liguria, Piemonte, Toscana, Veneto.

63

Reti provinciali: Bergamo, Alessandria, Asti, Torino, Lecce, Siracusa,


Rovigo, Vicenza, Cuneo.
In alcune di queste realt esistono gi reti promosse dalla pubblica
amministrazione, e anche da altre associazioni.
Le fattorie operanti in modo stabile, in rete o singolarmente, associate a
Coldiretti sono circa 255, di cui circa il 50% opera in regime agrituristico.
Le fattorie potenziali, secondo stime recenti, potrebbero essere al momento
circa 330. la maggior parte delle fattorie didattiche pratica unagricoltura
ecosostenibile (biologico e lotta integrata). Dal censimento effettuato nel 2000
emersa la presenza di 10 reti di Fattorie Didattiche sono:

AIAB-agricoltura italiana
agricoltura ecologica (Padova)
ASSOCIAZIONE POLESANA
COLDIRETTI ROVIGO
CIA-Confederazione Italiana
Agricoltori
CONSORZIO AGRITURISMO
MANTOVANO della CIA
CONSORZIO AGRITURISMO
PIEMONTESE della CIA

ESAT Trentino (ora Istituto Agrario di


S. Michele allAdige)
OSSERVATORIO
AGROAMBIENTALE di Cesena
Provincia di Bergamo
RISEA Rete italiana delle Scuole di
ecologia allaperto di Cesena
REGIONE EMILIA ROMAGNA
ASSESSORATO AGRICOLTURA

Inoltre il progetto di Educazione alla Campagna Amica, nel definire i criteri


nazionali dichiara che le iniziative sul territorio dovranno essere articolate in
due momenti inscindibili: quello teorico di strumentazione didattico
educativa, prevalentemente in aula, e quello pratico di effettivo incontro con
una realt agricola.

64

La carta a livello nazionale dichiara che unimpresa agricola acquista lo


status di FATTORIA DIDATTTICA se si impegnano nelle funzioni
produttive ed educative.
Gli impegni che si assumono gli imprenditori riguardano ambiti di diverso
carattere:

STILE DI FARE AGRICOLTURA: mostrare il modo di


produzione attento alla salute dei consumatori, divulgare i
saperi tradizionali e rurali.
PROMOZIONE DI UN AGRICOLTURA: affidabile e
sicura per i beni alimentari che produce; corresponsabile nella
tutela del territorio, dei paesaggi e della promozione dello
sviluppo locale; protagonista nel proteggere il patrimonio
ambientale, le risorse naturali e la biodiversit; efficacie
economicamente e con un basso impatto ambientale.
IDEE PEDAGOGICHE: ispirata ad una visione pratica
dellapprendimento, volta a stimolare losservazione e la
scoperta, tipica del lavoro agricolo; contribuire alla costruzione
dellidentit dei giovani, sia attraverso la valorizzazione e la
riscoperta del territorio rurale e il consolidamento con le loro
radici; promuovere leducazione alimentare.
OFFERTA DIDATTICA: far sperimentare unimmagine vera
e concreta dellattivit in campagna e della natura; accogliere
ragazzi nellet dellobbligo scolastico, impegno da parte
dellimprenditore nella formazione e nellaggiornamento sui
temi pedagogici; disponibilit ad accogliere studenti
dellistruzione secondaria superiore, ad essere inseriti in
progetti didattici, alla creazione di un programma per la visita
adatto al livello scolastico, collaborare con gli insegnanti,
offrire, al temine della visita, una testimonianza (spighe, semi,
piume, prodotti agricoli), redigere una scheda di valutazione
dellesperienza.
ACCOGLIENZA: facilitare lacceso allazienda, dotare
lazienda di sistemi di sicurezza, garantire locali daccoglienza
attrezzati per lintrattenimento di gruppi, stipulare
unassicurazione di responsabilit civile sullazienda,
permettere agli ospiti di avvicinarsi agli animali, possibilit di
toccare con mano alcune attivit campione, servire una
merenda o una degustazione e riservare spazi attrezzati per

65

colazioni al sacco, verificare che i gruppi siano in possesso


della convenzione stipulata tra fattoria e scuola, che i minori
abbiano una dichiarazione liberatoria sottoscritta dai genitori,
che siano provvisti di copertura assicurativa, che venga
comunicata la presenza di utenti con eventuali allergie o
problemi particolari.
La carta a livello regionale toscano ripartita tra gli impegni degli ospiti e
quelli delle fattorie:
Gli ospiti si impegnano a:

Ascoltare i consigli e i suggerimenti del produttore: tenere i


visitatori lontani da alcune zone dellazienda o dagli animali
non una scortesia, ma una precauzione:
Rispettare cose, persone, e animali, perch entrare in una
fattoria significa entrare in unazienda dove si lavora, si
produce e , spesso, si vive;
Segnalare con anticipo la presenza di persone allergiche e il
tipo di allergia di cui soffrono, per evitare eventuali situazioni
di rischio;
Fare attenzione allabbigliamento che deve essere pratico e
comodo, adeguato alla stagione e allambiente in cui avviene la
visita.

Le fattorie amiche si impegnano a:

Rispettare tutte le norme vigenti in materia sanitaria e di


sicurezza;
Adottare una piccola farmacia per il primo soccorso;
Segnalare allinterno dellazienda la presenza di aree,
attrezzature e sostanze pericolose;
Verificare la presenza tra i visitatori di persone affette da
allergie e con particolari patologie.

66

PREMESSA. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . III
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .2

#0
Definizioni

Gli impegni delle Fattorie Didattiche


In Italia
In Europa
. . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14

)0

Cenni pedagogici di riferimento


Perch scuola e fattoria didattica
Indicazioni pratiche
Brochure di presentazione
Esempi di metodologie didattiche e di animazione
10

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .43

*+
Normativa base
Riferimenti giuridici

Prestazione di servizi
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 50

20

Agriturismo o azienda agricola?


Regime tributario
Le risorse finanziarie
30 ,

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .58

Limpegno sul territorio nella.s. 2001/02


Le reti
La Carta degli impegni delle Fattorie Didattiche

67