Sei sulla pagina 1di 5

Riepilogo dell’incontro del 10/5/2010 con i Legali di

CGIL svoltosi presso la Sala Fredda in Via Buonarroti


12 (Camera dei Lavoro di Roma Centro)

Hanno presenziato all’incontro:

Gianfranco Valente (Struttura Nazionale SLC-CGIL)


Alberto Manzini (Segreteria Generale di Roma e Lazio SLC-CGIL)
Daniela Katia (Camera del lavoro Roma Centro)
Doriano Locatelli (Rsu Telecom Italia)
Marco Pezzoli (Rsu Telecom Italia)
Carlo Lepore (Direttivo SLC Roma Ovest)
Avv. Filippo Aiello
Avv. Carlo De Marchis
Avv. Giacomo Summa

Ordine del giorno: Verifiche e percorsi legali per i lavoratori Telecom Italia di IT-Operation
esternalizzati in SSC.

Premessa del relatore:


Quanto di seguito riportato costituisce una traccia ricavata dagli appunti di alcuni colleghi ed RSU
presi durante l’assemblea in questione.. Potrebbero per questo contenere inesattezze
involontariamente trascritte durante il dibattito. In caso di dubbio su qualche argomentazione,
prima di intraprendere azioni di ogni genere, si prega di approfondire, chiedendo direttamente alle
strutture SLC-CGIL .

Nella presentazione d’apertura di Doriano Locatelli, seguita da una breve introduzione di Manzini,
si evince che al momento il Sindacato, in forma unitaria, è in forte contrasto con l’Azienda a causa,
non solo delle esternalizzazioni dei colleghi di IT-Operation, ma anche per gli imminenti previsti
esuberi di altri 6800 lavoratori appartenenti ad altre Strutture aziendali e dichiarati nel Piano
Industruiale presentato il 19 aprile u.s.
Le eventuali vertenze legali relative ai lavoratori esternalizzati il 1° maggio in SSC, prevedono su
un percorso purtroppo non unitario, in quanto sia FISTEL-CISL, sia UILCOM-UIL non
riconoscono a tutt’oggi l’illegalità della procedura di esternalizzazione.
La lettera di diffida prodotta dalla SLC-CGIL in merito alle illegittimità riscontrate sulla procedura
di esternalizzazione, costituirà il presupposto e un valido supporto alle cause legali dei lavoratori.
Oltre al percorso vertenziale, si prevede naturalmente il ricorso, ove necessario, allo sciopero e tutte
le altre forme di lotta conosciute.

Gli Avvocati Aiello, De Marchis e Summa hanno precisato che l’esternalizzazione così come è stata
definita e presentata, sembra essere stata preparata a tavolino, ma nonostante ciò si presta ad alcune
interpretazioni che possono essere impugnate e formalizzate come di cause di servizio; a questo
proposito, hanno sottolineato i punti in cui, a loro giudizio, si desumono evidenti anomalie della
procedura di esubero per i 2150 appena trasferiti in SSC:

1) La cessione d’Azienda, non presenta tutti gli elementi che caratterizzano l’autonomia del
Ramo.
2) Telecom Italia cambia i suoi cespiti, lasciando la parte operativa in SSC (Lavoratori),
mentre le macchine necessarie allo svolgimento delle attività e il lavoro stesso rimangono di
fatto in Telecom.

Aspetti interessanti:
L’esternalizzazione di personale con contemporanea internalizzazione del servizio è un’operazione
lecita (il passaggio è presente anche nella legge 30), in questo caso però, l’operazione di Telecom
sembra più un appalto illecito a causa della somministrazione anomala di manodopera. Sembra che
Telecom, trasferendo forzatamente il personale di IT Operation in SSC, lasci l’onere di
“efficientamento” del proprio personale ad altri Soggetti (SSC).
Nel caso di SSC non ci troviamo di fronte ad un imprenditore perché non c’è un mercato nel quale
fare impresa: il committente (Telecom) è il proprietario di SSC (ne detiene il 100% della proprietà)
ma, contemporaneamente, è anche il destinatario del servizio.
In più SSC (per contratto) non farà alcun profitto sulle attività vendute a Telecom, perché, per
statuto, è tenuta a chiudere il bilancio in pari.
Ci sono forti indizi che l’impresa serva a far sopravvivere SSC riducendone l’organico.
A seguito di questi contrastanti aspetti, ci sono dunque forti margini per contestare l’appalto illecito
e la cessione non corretta.

Riassumendo quindi:

¾ Dubbia autonomia del ramo esternalizzato in SSC e creazione dello stesso troppo
ravvicinata alla data dello scorporo (O.D.G. del 5 febbraio 2010).
¾ Mancanza un reale imprenditore;
¾ Unico rapporto di commessa con TELECOM ITALIA, in contrasto con la Legge 30 sulle
esternalizzazioni;
¾ SSC è obbligata a non fare profitto; Pareggio dei bilanci a zero; viene finanziata in toto da
TI (contratto e rapporto di lavoro)
¾ Esternalizzazione solo per fare efficientamento di personale

A questo punto, si apre il dibattito con alcuni quesiti posti dai lavoratori e ai quali gli Avvocati
hanno cercato di dare risposte esaurienti.

Domanda di un lavoratore: “per quegli 80 lavoratori che non appartenevano a IT-


OPERATION e che hanno ricevute le lettere?”
Se nel percorso vertenziale vengono individuati lavoratori che sono stati spostati ad hoc, come se
Telecom se ne fosse voluta liberare, questi casi contribuiscono e aggiungono altri termini per la
perseguibilità di un’azione legale.
Bisogna pensare però, che le cause sono iniziative complesse e, sebbene sia fondata l’ipotesi di
percorribilità delle vie legali contro Telecom Italia, questo non determina che il risultato sia già
assicurato e in tasca ai lavoratori.
Il fatto di aver ricevuto la comunicazione in tempi molto ristretti, contribuisce alla possibilità di
iniziare una vertenza e che questa abbia un esito positivo.

Domanda di un lavoratore: “da quanto tempo deve preesistere il ramo autonomo per essere
esternalizzato?”

Ci deve essere un lasso di tempo ragionevole (la legge non specifica in dettaglio i tempi tecnici)
perché un Ramo d’azienda possa essere esternalizzato; un mese di tempo, come è accaduto per IT
OPERATION, non è accettabile.

Domanda di un lavoratore: “l’Armonizzazione può togliere efficacia alle Cause legali?”

Già da molti anni, anche le OO.SS. che insistevano su quest’argomento hanno convenuto e
verificato che le cause legali seguono percorsi e tempi completamente diversi dalla Contrattazione
Sindacale; Per cui, eventuali Armonizzazioni per i lavoratori Telecom in transito verso SSC, non
influenzeranno l’andamento delle cause intentate dai lavoratori. Non procedere all’Armonizzazione
metterebbe in pericolo i diritti dei lavoratori trasferiti.

Domanda di un lavoratore: “quante persone possono fare causa insieme?”

Nel nostro caso non si evince la possibilità di ricorrere alla “CLASS ACTION” ; oltretutto le cause
per motivi di lavoro non si possono fare collettivamente perché ogni lavoratore ha una sua storia a
se stante. Ogni lavoratore quindi, farà la sua causa personale; in ogni caso gli avvocati di CGIL
porteranno al vaglio dei giudici contemporaneamente più soggetti con problematiche simili. Per
questo motivo si valuteranno e formeranno dei gruppi di cause più o meno omogenee.

Domanda di un lavoratore: “nel caso di diversi procedimenti legali può accadere che l’Azienda
contatti alcuni lavoratori per farli desistere e ritirare le cause? Questo può influire sull’esito
finale delle cause ancora in corso?”

Nel caso in cui l’Azienda dovesse contattare dei lavoratori inducendoli a desistere dal procedere
oltre con le cause, coloro i quali non dovessero aderire alle “lusinghe“ di TELECOM, non
vedrebbero in alcun modo modificati gli esiti finali delle proprie cause legali .

Domanda di un lavoratore: “quali sono i tempi legali per presentare la causa?”

180 giorni dal 4 di marzo (giorno dell’inizio della procedura di scorporo). A questo proposito la
CGIL ha già preparato dei prefincati con i quali i lavoratori interessati potranno sporgere causa
all’Azienda. Questi moduli potranno essere distribuiti su richiesta ai lavoratori che li firmeranno
dopo aver inserito i propri dati personali, poi la Segreteria di SLC-CGIL di Roma e Lazio si farà
carico di controfirmare su carta intestata CGIL e di inviare le raccomandate (a proprie spese) a chi
di competenza per iniziare i procedimenti legali. (il servizio è gratuito per gli iscritti alla SLC-
CGIL).

Domanda di un lavoratore: con l’aderire all’azione legale qui presentata, quale percorso
dovranno seguire esattamente i lavoratori?

Chi vuole aderire alle cause legali, firmerà la lettera in duplice copia e la porta in CGIL-UFFICIO
VERTENZE che si prenderà l’onere di spedirne una a TELECOM e l'altra a SSC, firmandola a sua
volta, per far capire alla controparte (TELECOM) che la causa è appoggiata dalla Sigla Sindacale.
A questo punto, ci sono due alternative che dipendono dall'andamento del collegato lavoro in
Parlamento:
1) Si parte direttamente con la causa, questa avrà luogo entro 180 giorni dal collegato lavoro che
passerà con ogni probabilità a breve.
2) In alternativa, se il collegato si ferma in Parlamento siamo tenuti a fare il tentativo di
conciliazione che è obbligatorio e, passati 60 giorni da questo, si passa alle vie legali vere e proprie.
(questa risposta è stata oggi ribadita dall’Avv. G Summa.)

Domanda di un lavoratore: “Presso la sede di Bari, alcuni dipendenti hanno fatto il ricorso
d’urgenza, perché non si è pensato di procedere su tutto il territorio nazionale nello stesso
modo?”

Si fa ricorso alla Procedura d’Urgenza tramite l’art.700 quando c’è pericolo che i lavoratori perdano
la fonte di reddito o stiano per perderla; è chiaro che non è questo il caso poiché i lavoratori di
Telecom IT OPERATION stanno solo cambiando datore di lavoro e non sono stati licenziati. La
procedura d’urgenza, altresì può essere molto controproducente nel caso in cui il giudice dovesse
dare un giudizio negativo per il lavoratore. In questo caso (è già accaduto) l’esito negativo potrebbe
essere trattato come un precedente e dare l’impronta per l’esito di altri procedimenti legali. Nel caso
dei lavoratori di Bari, la Segreteria Nazionale si riserva di informarsi in merito. È comunque vero
che la Procedura d’Urgenza esperita a Bari si possa poi utilizzare come precedente per le eventuali
altre vertenze anche a carattere nazionale, tuttavia occorre ben verificare quale “pericolo” è stato
indicato, in quanto i punti che i ns. legali qui hanno contestato (vedi sopra) sono di ampio respiro e
pertanto non dovrebbero incidere sul corso delle nuove vertenze.

Domanda di un lavoratore: “è utile in questa fase richiedere il fascicolo personale ad HR, così
come consigliato da altre Organizzazioni Sindacali?”

La richiesta del fascicolo non è poi così importante ai fini legali e oltretutto non risolve
assolutamente nulla al lavoratore, può al limite costituire una forma di dispetto nei confronti
dell’Azienda che si troverebbe intasata di richieste nel caso in cui molti lavoratori lo dovessero
esigere. Comunque, nulla vieta a chiunque di richiedere il proprio fascicolo.

Domanda di un lavoratore: Quali saranno i costi che dovranno sostenere i lavoratori? Tali spese
saranno indipendenti o meno dalla durata delle cause e dagli esiti?
Per gli iscritti alla SLC-CGIL il percorso legale è gratuito. In caso di vittoria legale, viene richiesto
un contributo volontario per le spese legali sostenute dal Sindacato. Nel caso l’esito fosse negativo,
occorrerà pagare le spese legali della controparte, come stabilirà il giudice che di norma (per il Foro
di Roma) sono indicate mediamente su una cifra di 1000 - 2000 euro; questa cifra sarà suddivisa tra
tutti quelli (1 o 100000) che rientrano in quel procedimento/provvedimento.
Pertanto se sono 5 i colleghi (gruppo omogeneo di lavoratori con problematiche simili) coinvolti in
quel procedimento e ipotizziamo in 1500€ le spese indicate dal giudice, avremo una spesa di
1500/5=300€ pro capite.

Domanda di un lavoratore: le perizie, il valore e la validità del ramo d’Azienda?

Le perizie di parte non hanno un valore oggettivo, tuttavia la controparte (Telecom) le presenterà in
tribunale.

Manlio Frangini

Roma 12/05/2010