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AGRICOLTURA

INFORMAZIONE TECNICA

Lavorazioni del terreno alternative all'aratura


per la cerealicoltura estiva e vernina:
6 anni di esperienze in Piemonte
Laura Zavattaro, Carlo Grignani Dip. di Agronomia, Selvicoltura e Gestione del Territorio
Remigio Berruto, Pietro Piccarolo DEIAFA - Sezione Meccanica agraria
Anna Saglia Settore Fitosanitario della Regione Piemonte
Annamaria Baldassi Provincia di Biella - Settore Tutela ambientale e agricoltura
Pierguido Fiorina Provincia di Cuneo - Settore Agricoltura
Gisella Margara Provincia di Alessandria - Direzione Politiche agricole

L e lavorazioni del terreno alternative allaratura appaiono interessanti nel panorama della moderna agricoltura per diversi motivi:
riduzione dei costi: consentono un uso di carburante
ridotto, richiedono minor potenza alla trattrice;
riduzione dei tempi di lavoro, con conseguente maggiore disponibilit di tempo per altre occupazioni dentro e fuori lazienda;
maggiore conservazione della sostanza organica, con
benefici effetti sul suolo e sullatmosfera, a motivo del
sequestro del carbonio dellanidride carbonica e immobilizzazione in composti organici;
ridotto impatto sul suolo: ci importante non solo in
termini puramente agronomici, ma anche per leffetto
sullimmagine di unagricoltura che incida meno sulle
risorse naturali.
Lobiettivo della ricerca qui descritta quello di valutare sul medio termine i sistemi di lavorazione alternativi
allaratura, proponibili in differenti areali Piemontesi e
su diversi terreni, valutando dove possibile lefficacia di
tali sistemi riguardo ai punti precedentemente espressi. La sperimentazione stata attuata dal 1997 al
2003, che ha visto coinvolti il Dipartimento di
Agronomia, Selvicoltura e Gestione del Territorio e il
DEIAFA dellUniversit di Torino, i Servizi Tecnici
Provinciali per lAgricoltura, gli Enti tecnici di
Assistenza Tecnica, il personale ed i laboratori del
Settore Fitosanitario della Regione Piemonte, due istituti agrari (Fossano e Pianezza) e due aziende agricole private (Santhi e Tortona).

Materiali e metodi
Siti sperimentali
La sperimentazione prevedeva un confronto tra diverse
tecniche di lavorazione del terreno in quattro areali agricoli piemontesi: suolo franco e fertile della pianura
cuneese di Fossano; suolo franco, ma scarsamente
drenante della pianura morenica presso Torino a
Pianezza; suolo franco limoso della zona di Santhi
(VC); suolo franco argilloso delle colline alessandrine a
Tortona (AL).
Dei quattro suoli, solo quello di Pianezza aveva un
importante contenuto in scheletro, molto disomoge-

neamente distribuito nellappezzamento sperimentale e


lungo la profondit. Il contenuto di sostanza organica
era basso a Tortona (1.7 %) e buono negli altri casi
(>2 %).
I diversi trattamenti sono stati ripetuti negli anni ciascuno sempre nello stesso parcellone, per cui possibile valutare gli effetti cumulati dopo 4-6 anni.
Le tesi a confronto erano in tutto 7 ma distribuite in
modo non omogeneo nelle diverse localit, come riportato in tabella 1 (si notino le sigle utilizzate poi nel
testo). Laffinamento del letto di semina stato comunque effettuato utilizzando macchinari diversi da quelli
della lavorazione principale.
Tutte le altre attrezzature agricole utilizzate nella sperimentazione erano di normale dotazione aziendale.
Anche nei trattamenti SS, la stessa semina stata
effettuata con una normale seminatrice a dischi.
La coltura seminata stata il mais da granella in monosuccessione a Fossano, Pianezza e Santhi. A
Tortona invece stato utilizzato il frumento, salvo nel
1998-99 in cui stato seminato orzo.

Risultati
Produzioni delle colture
Lemergenza stata regolare in tutte le localit e tesi
lavorate, con valori minori per in ED e CE e pi stabili
nelle tesi arate, anche grazie a un maggiore approfondimento del seme nelle parcelle soggette a minima lavorazione. La tesi a semina su sodo, al contrario, ha evidenziato seri problemi di emergenza della coltura dovuti
alla notevole compattezza del terreno in superficie e alla
presenza di grandi quantit di residui colturali. Anche in
questo caso la profondit di semina stata impostata
maggiore che negli altri trattamenti.
Nella maggior parte degli anni la produzione di granella
nelle tesi soggette a minima lavorazione stata uguale
o di poco inferiore a quella delle tesi arate (tab. 2).
A Fossano le produzioni sono risultate elevate in tutti i
trattamenti, senza sostanziali differenze tra le tesi arate
e quelle soggette a minima lavorazione. Le differenze
produttive sono risultate al massimo inferiori del 10%
rispetto al miglior trattamento, il quale negli anni non

TECNICA

riferibile ad ununica tecnica. La semina su sodo (SS),


invece, per i primi due anni ha consentito di ottenere produzioni sostanzialmente uguali alle tesi soggette a lavorazione, per i successivi due anni si ridotta, toccando
un minimo nel 2000 (30% in meno rispetto al migliore
risultato dellanno), e nei due anni successivi le produzioni sono nuovamente salite (20% in meno rispetto al
migliore risultato nel 2002). Tale andamento risulta interessante poich dimostra che il suolo negli anni ha trovato un nuovo e diverso equilibrio, conservando comunque buoni livelli di fertilit. Pertanto, la semina su sodo
sembra interessante nella localit in questione sia in continuo, sia in alternanza con le lavorazioni tradizionali (per
evitare il calo produttivo osservato al quarto e quinto
anno). Sempre a Fossano la tesi ED ha consentito di
produrre in media la stessa quantit di granella della tradizionale aratura profonda.
A Pianezza si assistito ad una notevole variabilit tra
le tesi nel corso degli anni, con riduzioni tra il 30 ed il
45% rispetto al migliore trattamento dellanno. Non
stato possibile individuare una o pi tecniche che risultino
agronomicamente convenienti, in quanto la produzione
negli anni risultata essere molto instabile in tutte le tesi.
A Santhi, i dati medi di tabella 2 evidenziano analogia
tra i risultati produttivi conseguibili. Si noti per che in
questo caso dopo 4-5 anni si sono osservate maggiori
produzioni nella tesi arata (AS) rispetto a quelle soggette a minima lavorazione, che hanno prodotto circa il 20%
in meno. Questo indicherebbe da un lato una migliore
stabilit produttiva dellaratura e suggerirebbe anche in
questo caso la possibilit di alternare periodi di minima
lavorazione del suolo con arature.
A Tortona, infine, le difficolt di operare sul suolo pesante hanno condizionato sia le produzioni, sia la stabilit
produttiva. In genere, si pu comunque affermare che laratura profonda (AT) ha consentito di ottenere produzioni
di poco superiori alle altre tesi, mentre ED non pare una
buona pratica in questo suolo. Invece interessante notare come SS abbia assicurato la maggiore stabilit produttiva negli anni, con una riduzione di produzione rispetto alla miglior tesi mai superiore al 35%, e, anzi, abbia
manifestato le maggiori potenzialit proprio in condizioni
di grave eccesso idrico, come nellinverno 1999-2000.
In sintesi, la differenza fra le produzioni conseguibili
mediante aratura e mediante metodi di lavorazione semplificata del terreno sempre modesta ed esiste in tutte
le localit almeno un metodo di lavorazione alternativo
che consente di raggiungere lo stesso livello produttivo
dellaratura.

Pertanto, la scelta tra metodi di lavorazione del terreno


deve considerare i fattori economici oltre a quelli tecnici.
Dati qualitativi sulla granella, quali il peso ettolitrico, il
peso dei 1000 semi e il contenuto proteico non sono
stati significativamente influenzati dal metodo di lavorazione del terreno.

Controllo delle erbe infestanti ad opera delle lavorazioni


La lavorazione del terreno rappresenta un metodo di
controllo della popolazione di infestanti, la cui efficacia
quindi si differenzia in funzione della tecnica adottata. Gli
effetti sono dovuti da un lato alla profondit dellinterramento dei semi lasciati dalla malerba nel corso della precedente stagione colturale, dallaltro alla capacit degli
organi lavoranti di frammentare fino a rendere non vitali
gli organi di moltiplicazione vegetativa dellinfestante.
In accordo con i dati di letteratura, emerso che nella
maggior parte degli anni laratura rappresenta il metodo
pi efficace per contenere linfestazione, sia su mais sia
su cereali vernini. Allopposto, la semina su sodo consente la nascita di un notevole numero di infestanti, sia
su coltura estiva che invernale, anche se non in tutti gli
anni. Tra i trattamenti a minima lavorazione, lerpice a
dischi appare quello in grado di contenere meno le infestanti. Nel valutare lentit della copertura, tuttavia, i
risultati conseguiti indicano che i livelli di infestazione
sono quasi sempre tollerabili, perch comunque facilmente controllabili con le normali strategie di lotta.

Caratteristiche chimco-fisiche del suolo


Dopo 6 anni di sperimentazione, le modalit di lavorazione del terreno a confronto hanno determinato differenze significative soprattutto sul pH del suolo e sul contenuto in calcio nelle diverse localit. In particolare, il pH
nello strato 0-30 cm a Santhi risultato maggiore con
la minima lavorazione e minore con laratura. Tale effetto
probabilmente dovuto alla differente profondit di interramento del correttivo calcareo utilizzato tutti gli anni.
Nelle altre localit, leffetto dei trattamenti si tradotto
unicamente in variazioni nella c.s.c. (minore nellarato),
nel grado di saturazione basica (maggiore nella SS),
nella solubilizzazione di calcio (minore nellarato) e
magnesio (maggiore nellarato), nel contenuto di fosforo
(maggiore nella SS), mentre sugli altri parametri del
suolo analizzati non possibile evidenziare alcuna diversit tra i trattamenti dovuta alle modalit di lavorazione.
Lo stato fisico del suolo stato analizzato mediante la
misura della densit apparente, che correlata con la

Tabella 1 - Trattamenti sperimentali a confronto nelle diverse localit.


Tra parentesi indicata la profondit in cm della lavorazione principale.
localit

anni

Fossano
Pianezza
Santhi
Tortona

97-02
99-02
98-02
98-02

aratura
superficiale

AS

(25)
(25)
(25)
(25)

aratura
profonda

erpice
a dischi

coltivatore
a denti rigidi

AT

ED

CR

(35)
(35)

(10)
(10)
(12)
(8)

(40)

coltivatore
a denti elastici

rotopunta

semina
su sodo

CE

RT

SS

(12)
(20)

(15)

(20)
(10)

Agricoltura /47

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AGRICOLTURA

INFORMAZIONE TECNICA

Tabella 2 - Produzione media di granella per i diversi trattamenti nelle quattro localit.
15.5% di umidit.
localit e coltura

Fossano
(mais)
Pianezza
(mais)
Santhi
(mais)
Tortona
(cereali vernini)

media
dev.st.
media
dev.st.
media
dev.st.
media
dev.st.

AS

AT

ED

11.6
2.6
8.5
0.8
10.8
3.4
5.2
2.5

12.0
2.6
9.1
1.5

12.0
2.6
8.6
1.4
10.0
3.1
4.9
2.6

5.7
2.9

porosit totale del suolo e quindi con leffetto del compattamento dovuto alle lavorazioni.
Ad un mese dalla prima lavorazione principale, i dati di
Fossano del 1997 indicano che il passaggio di macchine per la minima lavorazione ha determinato un lieve
compattamento del suolo nellorizzonte subito sotto
quello lavorato. Invece, a seguito dellaratura il terreno
nello strato smosso pare assestarsi molto rapidamente.
A partire dal 2001 la densit media del suolo sensibilmente aumentata rispetto ai primi anni di prova. Tale
variazione potrebbe essere interpretata come la conseguenza di profondi stress subiti per lavvenuto passaggio
della pesante mietitrebbia alla raccolta su un terreno
troppo umido. Le arature hanno garantito la formazione
della struttura ed il ripristino delle condizioni precedenti
lo stress in un tempo inferiore rispetto agli altri trattamenti. Al contrario, per i trattamenti a minima lavorazione e SS, i valori di densit apparente del suolo non si
sono discostati significativamente tra loro, n dai valori
del 2001. Ci indicherebbe che tali tecniche per la
gestione della lavorazione del terreno non sono in grado
di risolvere in tempi brevi uno stress subito dalla struttura del suolo.
A Santhi in tutti gli anni laratura si conferma in grado
di mantenere un elevato grado di porosit nel suolo sia
a 10 che a 30 cm, e allopposto si ritrova ED, che la riduce sensibilmente nellorizzonte pi profondo.
Anche a Pianezza, dopo un iniziale periodo di assestamento, i valori di densit del suolo indicano un maggiore
grado di strutturazione nel trattamento arato rispetto a
quelli soggetti a minima lavorazione, su entrambi gli orizzonti esplorati. Fra gli altri trattamenti, quello in cui
stato utilizzato il rotopunta (RT) risultato il maggiormente compattato, su entrambi gli orizzonti, mentre CR
ha determinato la formazione di una suola a 30 cm di
profondit.
A Tortona sono state osservate importanti variazioni tra
gli anni, dovute alle caratteristiche di questo suolo, ricco
in argille che rigonfiano in condizioni di elevata umidit e
si ritirano con la siccit, creando larghe crepacciature in
campo. Solo dopo 5 anni dallinizio della prova laratura
finalmente ha determinato un aumento della porosit di
questo suolo, che era in equilibrio con una gestione a
non lavorazione. Anche in questo sito sperimentale ED si
conferma un attrezzo in grado di compattare notevolmente il suolo. Interessante inoltre notare come il trat-

CR

CE

RT

11.7
2.4
7.1
1.3

Dati espressi in t ha-1 al

SS

media

dev.st.

10.2
1.9

11.5
2.4
8.4
1.5
10.3
2.9
5.3
2.4

0.7

8.8
2.2
10.1
2.3
5.5
2.3

5.2
1.7

0.8
0.4
0.6

tamento SS abbia garantito negli anni la maggiore stabilit della struttura, anche nelle diverse condizioni di umidit incontrate nei vari rilievi.

Tecnica colturale
Il numero di passaggi che in ciascuna localit e anno
sono stati necessari per creare un buon letto di semina
sono unulteriore informazione di interesse. Infatti, le
necessit sperimentali hanno imposto delle scelte che
non in tutti i casi erano quelle migliori dal punto di vista
tecnico ed economico. Per esempio, dovendo limitare
luso di attrezzi diversi da quello indagato in ciascuna
tesi, in alcune combinazioni terreno ? condizioni di umidit il numero di passaggi richiesto risultato davvero
elevato, ad esempio a Fossano nel 1998 nella tesi ED
sono stati necessari ben 5 passaggi dellattrezzo per
ottenere un letto di semina soddisfacente.
Restringendo per lanalisi ai casi maggiormente interessanti, a Fossano risultata evidente unevoluzione
nella tecnica adottata nel corso degli anni. Gli operatori
tecnici hanno nel complesso ridotto il numero di passaggi nel tempo, in quanto lesperienza ha insegnato loro
che anche un letto di semina non perfettamente parificato e libero dai residui rappresentava un ambiente sufficientemente accogliente da garantire una buona emergenza delle piantine di mais. In altre parole, ridimensionando le aspettative estetiche nei confronti dellomogeneit e della pulizia del campo alla semina, si potuta
ottenere una riduzione dei tempi e dei costi senza osservare sofferenze nella coltura o riduzioni nella produzione.
A Tortona su suolo pesante ed in condizioni climatiche
difficili (nel 2000 per esempio) solo la tesi SS ha consentito una sufficiente tempestivit di semina. Ci
dovuta sia alla diversa capacit del terreno di garantire
portanza in condizioni difficili, sia alla diversa somma dei
tempi necessari alle varie operazioni.
Risultati tecnico-economici
Il costo delle operazioni stato calcolato basandosi sulla
superficie di 30 ha per il mais, e di 50 ha per il frumento. Questo perch i tempi di lavoro, nel caso del frumento, erano riferiti a macchine pi grandi e con trattrici di maggiore potenza. Quindi, per il costo del mais si
previsto limpiego di una trattrice con una potenza di 70
kW, mentre per il frumento una potenza di 100 kW.
I calcoli economici sono stati fatti considerando tutte le

TECNICA

operazioni nelle quali si utilizzava la trattrice, in quanto


un suo diverso impiego agisce notevolmente sui costi
delle operazioni.
A Fossano sia la semina su sodo sia lerpicatura hanno
i costi di meccanizzazione pi bassi (20,1 e 20,2 /t
s.s.). Questi risultano essere inferiori del 20% circa
rispetto a quelli di AT, AS e CE. SS presenta le produzioni medie pi basse: 8,5 t s.s./ha, e questo, nonostante
il costo medio delle operazioni meccaniche sia molto
basso e solamente il 20% di quello di ED, comporta un
costo di meccanizzazione simile a quello di ED. Lo scarso risultato produttivo potrebbe essere dovuto alle difficili condizioni del terreno che, in assenza di una buona
lavorazione non ottenibile con la semina su sodo, ostacolano la crescita e quindi la produzione del mais. ED
consente di ottenere produzioni elevate pari a 10,4 t
s.s./ha; queste sono paragonabili a quelle ottenute AT e
AS per le quali i costi di meccanizzazione sono i pi elevati: 25,3 /t s.s. per AT e 25,4 /t s.s. per AS, giustificati da consumi di carburante e tempi di maggiori
rispetto a quelle di ED. CE ha costi di meccanizzazione
simili a AT: 24,8 /t ss; ci giustificato da: costi medi
per le operazioni meccaniche elevati, dovuti alle basse
velocit e dagli elevati tempi di lavorazione.
A Pianezza possono essere fatte considerazioni analoghe: ED spunta i pi bassi costi di meccanizzazione pari
a 30,2 /t s.s. CR presenta, invece, i costi di meccanizzazione pi elevati e superiori alle tesi arate: 38,7 /t
s.s.. Ci dovuto al fatto che la produzione media di
circa 1 t s.s./ha inferiore alle produzioni medie ottenute
con le altre lavorazioni. Anche per questo campo prova
ED presenta risparmi sui costi di meccanizzazione pari al
20% rispetto a AT e AS. RT, la cui sperimentazione
durata solo due anni, consente di ottenere risparmi simili a quelli ottenuti con ED.
A Santhi i costi di meccanizzazione sono simili tra le
diverse tesi, anche se, rispetto a Pianezza e Fossano,
CE a spuntare i costi pi bassi (25,5 /t s.s.) del 3%
rispetto a ED e del 12% rispetto a AS. Ci dovuto a produzioni medie pi elevate rispetto a ED, e al costo medio
per le operazioni meccaniche inferiore rispetto a AS.
A Tortona i risultati economici sono contrastanti rispetto agli altri infatti, la tesi SS a spuntare i costi di meccanizzazione pi bassi (44,9 /t s.s.) con una riduzione
del 37% rispetto a AT, del 42% rispetto a AS, del 37%
rispetto a ED e del 19% rispetto a ES. Ci dovuto al
costo medio delle operazioni meccaniche, 168,3 /ha,
inferiore dal 17 al 33% rispetto alle altre tesi di lavorazione, e dalle produzioni medie pi elevate: 3,8 t ss/ha.
Il buon risultato di SS spiegabile sia dal punto di vista
economico sia dal punto di vista produttivo. Infatti, tale
lavorazione si avvale, per la preparazione del letto di
semina, solamente di due passaggi con la seminatrice
riducendo notevolmente i costi dovuti allutilizzo delle
macchine agricole. Dai dati produttivi, il frumento risulta
essere una coltura poco suscettibile alle lavorazioni del
terreno, producendo quantitativi di granella superiori alle

Tabella 3 - Costi e produzioni medi e cumulati nei diversi


campi prova (media del triennio dal 1999 al
2001) ed indice di comparazione fatto 100 i
costi di meccanizzazione della tesi Aratura
Tradizionale (AS a Santhi).
Produzione
media
(t ss/ha)

Fossano 1999 - 2001


AT
10,5
AS
10,3
ED
10,5
CE
10,4
SS
8,5
Pianezza 1999 - 2001
AT
7,4
AS
7,0
ED
7,2
CR
6,1
RT (00 01)
7,1
Santhi 1999 - 2001
AS
9,4
ED
8,6
CE
9,0
Tortona 1999 - 2000
AT
3,6
AS
3,2
ED
2,9
CE
3,7
SS
3,8

Costo medio
Costo
Indice di
operazioni
meccaniche meccanizzaz.
comparazione
(/t
s.s.)
(/ha)

265,8
262,2
211,6
258,8
170,0

25,3
25,4
20,2
24,8
20,1

100
101
80
98
80

274,1
260,0
217,3
235,8
220,8

37,2
37,3
30,2
38,7
31,1

100
100
81
104
83

274,5
227,2
229,5

29,1
26,3
25,5

100
90
88

250,8
242,1
203,7
204,6
168,3

70,7
76,9
71,5
55,3
44,9

100
109
101
78
63

altre tesi in cui sono previste pi lavorazioni del terreno


per la preparazione del letto di semina. ED, che nel
campo prova di Fossano e Pianezza risultata essere
la tesi pi conveniente, risulta essere nel campo prova di
Tortona la tesi con costo di meccanizzazione addirittura superiore (71,5 /t s.s.) a quello di AT (70,7 /t s.s.).
Questo risultato dovuto non tanto al costo medio delle
operazioni meccaniche pari a 203,7 /ha, simile a quello di CE, ma alla produzione media pari a 2,9 t/ha inferiore del 23% rispetto a quella di AT e CE.

Conclusioni
La sperimentazione stata svolta su quattro suoli molto
diversi tra loro in quanto era prevista fin dallinizio una
notevole interazione tra la tecnica di lavorazione del terreno e la risposta del suolo e delle colture. Lanalisi dei
dati, dopo 6 anni di prova, ha confermato questa previsione: non possibile fornire una risposta univoca e valida per tutti gli ambienti e le condizioni colturali.
Per scegliere la pi opportuna tecnica di lavorazione
sono da tenere in considerazione i seguenti parametri:
il tipo di terreno;
landamento meteorico dellanno;
i costi legati alla meccanizzazione (in genere), soprattutto in relazione al guadagno marginale della coltura;
Agricoltura /47

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AGRICOLTURA

INFORMAZIONE TECNICA

lorganizzazione produttiva, che pu dipendere dallepoca di semina


lesperienza e labilit tecnica delloperatore.
Il tipo di cereale, invece, non sembra essere un fattore
importante in s, nel senso che sia il frumento, sia il mais
hanno risposto bene alle varie tecniche di minima lavorazione. Sono state registrate produzioni inferiori su
mais coltivato a semina su sodo. Anche gli attacchi di
insetti terricoli e di piralide su mais, contrariamente a
quanto atteso, non sono sembrati influenzati dal trattamento, anche se ci andrebbe naturalmente confermato
con dati pi precisi.
Laspetto veramente generalizzabile relativo ai risultati
della sperimentazione riguarda leffettiva applicabilit
delle tecniche alternative allaratura nellareale piemontese: in ogni localit sperimentale, infatti, stato possibile
evidenziare almeno una tecnica alternativa capace di
assicurare le stesse produzioni conseguibili dalla tradizionale aratura, ma a costi decisamente pi contenuti.
Non pensabile, tuttavia, adottare uno schema rigido
nella scelta della sequenza di operazioni necessarie alla
preparazione del letto di semina, in quanto lumidit del
terreno al momento della lavorazione condiziona pesantemente la riuscita delloperazione. Probabilmente, la
scelta tecnica ottimale rappresentata da unalternanza
di aratura e minima lavorazione, dopo verifica ogni anno
delle condizioni del suolo.
La stessa assenza di lavorazioni risultata una tecnica
molto interessante nelle condizioni saggiate. Con frumento, su terreni che raggiungono difficilmente la tempera (Tortona) la semina su sodo ha ottenuto i risultati
migliori, ma non bisogna dimenticare che la riduzione di
produzione rispetto alla miglior tesi stata contenuta
anche con mais su un suolo fertile e sciolto (Cussanio),
ma con grandi variazioni tra gli anni.
Anche la qualit della granella, indicata dal peso ettolitrico, peso dei 1000 semi e contenuto proteico, non
stata significativamente influenzata dal metodo di lavorazione del terreno.
Lanalisi dei principali parametri chimici del suolo non ha
permesso di evidenziare un chiaro effetto delle diverse
modalit di lavorazione. Al contrario, le lavorazioni hanno
mostrato avere importanti effetti sulla porosit del suolo:
lerpice a dischi un attrezzo che compatta sensibilmente lorizzonte pi profondo, mentre le arature garantiscono la formazione della struttura e anche il ripristino
di condizioni di elevata porosit dopo un compattamento, in un tempo inferiore rispetto agli altri trattamenti.
Ladozione di tecniche alternative allaratura ha avuto
alcuni effetti sulla tecnica colturale: innanzitutto, la
profondit di semina richiesta dalla minima lavorazione
maggiore di quella normalmente impostata con laratura,
e nel caso di semina su sodo ancora pi importante
interrare il seme in profondit. In ogni caso, anche un
letto di semina non perfettamente parificato e libero dai
residui in grado di garantire una buona emergenza
delle piantine (Cussanio e Tortona).

I residui di mais non interrati possono aumentare i tempi


e le difficolt operative alla semina. Per questo risulta
spesso indispensabile l'adozione di seminatrici a dischi.
L'interramento autunnale degli stocchi di mais, come
adottato a Santhi, potrebbe ridurre i problemi legati
all'eccessiva presenza di residui sul suolo.
Per quanto riguarda la lotta alle infestanti, si evidenziato che le minime lavorazioni aumentano l'emergenza
delle infestanti. Ci pu risultare vantaggioso o all'opposto svantaggioso a seconda del tipo di malerbe e delle
strategie di diserbo. La semina su sodo rende indispensabile maggiorare il numero di interventi e spesso modificare la scelta dei principi attivi rispetto alle tesi lavorate, prevedendo anche interventi in pre-emergenza con
prodotti non selettivi.
Le condizioni del terreno, in particolare il suo contenuto
idrico, hanno influenzato i tempi di lavoro, modificando
sia il numero di passaggi necessari alla preparazione del
letto di semina, sia la velocit di avanzamento.
L'andamento meteorico influenza tutte le tecniche provate nella stessa localit. Si evidenzia per che gli anni
difficili comportano un aumento del numero di passaggi
specialmente nel caso della minima lavorazione, soprattutto quando sono utilizzate nella lavorazione principale
macchine operatrici solitamente impiegate per le lavorazioni complementari. In caso di terreno umido la semina
su sodo consente generalmente un anticipo delle operazioni di semina, come risultato evidente nel suolo
pesante di Tortona.
Ai diversi costi di meccanizzazione spesso non corrispondono produzioni molto diverse; quindi, in generale,
le tecniche di minima lavorazione consentono effettivamente di ridurre i costi colturali. La semina su sodo ha
fornito risultati diversi per le due colture: su mais la riduzione produttiva ha comportato costi finali per unit di
prodotto equivalenti alle altre metodologie; su frumento,
invece, si sono avute produzioni analoghe alle altre tesi,
e conseguentemente i costi per unit di prodotto sono
risultati molto contenuti.

RINGRAZIAMENTI
La sperimentazione stata realizzata anche grazie
al contributo del personale dei Servizi Tecnici
Provinciali per l'Agricoltura di Alessandria, Cuneo,
Torino e Biella, le OPA CIA di Alessandria e Unione
Agricoltori di Torino, gli Istituti Tecnici Agrari G.
Barbero di Fossano e G. Dalmasso di Pianezza, le
aziende Pierluigi Acerbi di Tortona (AL) e Sergio
Caldera di Santhi (VC). Le analisi chimiche sono
state effettuate dal Laboratorio Agrochimico della
Regione Piemonte. Si ringrazia inoltre il prof.
Andrea Cavallero del Dip. di Agronomia,
Selvicoltura e Gestione del Territorio che ha impostato e avviato la sperimentazione.