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TESTO DI ANNA MARIA FABBRI

FOTO DI MARIO GIANNINI

ortica

Dall
una fibra tessile naturale

ortica, dai cui fusti si ricava uneccellente fibra tessile,


costituisce una grande risorsa, data la sempre crescente
richiesta di tessuti naturali a basso impatto ambientale.
Le specie di questa pianta utilizzate a questo scopo sono diverse:
il ramper, ad esempio, una fibra che si ricava da una pianta
della famiglia delle Urticacee chiamata Boehmeria nivea. In
India e Nepal crescono Urtica ferox, Urtica crenulata e Urtica
urentissima, dalle quali si estrae una fibra tessile denominata
fibra di allo. In Europa, e in particolare in Italia, cresce molto diffusamente Urtica urens, unerbacea annuale alta circa 40 cm, con
foglie verdi brillanti non sfruttata nel campo tessile. Viene invece utilizzata unaltra ortica nostrana, Urtica dioica, unerba
perenne alta fino a 150 cm con fusti eretti e molto robusti.
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Urtica dioica
Lortica comune una pianta infestante
che cresce spontanea dalle pianure fino a
700 metri di altitudine. una specie
dioica, ovvero i fiori sono unisessuati
e si presentano in esemplari distinti
(piante maschili e piante femminili).
Tutta la parte aerea della pianta
interamente rivestita da peli urticanti
che contengono acido formico e istamina.
Le foglie sono cuoriformi, di colore verde
scuro, le radici rizomatose, i fusti robusti,
quadrangolari e cavi.

Che tipo di fibra si ottiene?

Dalla fibra al filato

Dallortica si fabbricano ottimi filati sottili e flessibili


che risultano anche forti e tenaci. La fibra di ortica
morbida, resistente e traspirante come il lino, brillante come la seta. una fibra naturale biodegradabile al
100% che possiede anche propriet antistatiche. Il
fusto cavo conferisce propriet termoregolatrici. La
fibra pu avere funzioni diverse a seconda di come la
si torce. Se viene molto attorcigliata su se stessa,
ostruendo completamente la parte cava che trattiene
laria, la fibra assume caratteristiche simili al cotone;
mentre se attorcigliata poco laria rimane allinterno
della fibra e il tessuto che se ne ricava protegge dal
freddo come la lana.

Ulteriori processi di lavorazione trasformano la fibra


tessile in filato:
dopo il lavaggio i fusti si fanno asciugare
si separano le fibre dal resto (processo di stigliatura)
subito dopo si cardano le fibre, ovvero si ripuliscono
dalle impurit, poi si sfilacciano e si sgrovigliano
successivamente si pettinano, cio si scartano quelle
troppo corte e si allineano le altre pi lunghe
infine la torcitura, cio il processo che serve a torcere il filo per renderlo forte e tenace, pronto per essere lavorato per la fabbricazione di tessuti.

Il processo di estrazione
In Italia, durante lautarchia, dopo un periodo di
abbandono si riprese a estrarre la fibra tessile dallortica. Allora il processo di estrazione veniva eseguito
facendo macerare gli steli nellammoniaca, per poi
decorticarli successivamente. Un metodo costoso,
presto poi superato.
Attualmente in Italia, in base a un progetto della
Regione Toscana, nella provincia di Firenze presso il
CNR, in collaborazione con il Dipartimento di Farmacia, sono in corso prove sperimentali sulla coltivazione della pianta, sulla fibra e sui processi di filatura. E si stanno provando alcuni metodi di estrazione
sia naturali sia chimici.
Metodo naturale con macerazione in acqua: gli
steli vengono fatti macerare in acqua a temperatura
ambiente per una settimana e poi decorticati.

Utilizzo dei tessuti di ortica


Ci sono varie testimonianze sullutilizzo dellortica a
scopo tessile sin dallEt del Bronzo. Dallantica Roma
allet napoleonica molti tessuti venivano fatti con lortica. poi luso di questa fibra tessile vegetale venne trascurato per un periodo piuttosto lungo, per essere poi
riscoperto nel primo dopoguerra. Prima della grande
commercializzazione dei tessuti in cotone lortica veniva molto usata come fibra tessile sia in Germania che
in Finlandia, ma anche in Austria e in Italia.
Attualmente in Italia stanno tornando i tessuti di ortica o di ortica misto cotone, con i quali vengono realizzati capi di abbigliamento, tappeti, cuscini, rivestimenti interni per auto ecc.
Sono tessuti ipoallergenici ed ecosostenibili, dato che la
pianta dellortica non necessita di trattamenti chimici
per crescere e svilupparsi, e per estrarre la fibra si possono adoperare anche metodi del tutto naturali, senza
luso sostanze nocive per lambiente e per luomo.

Metodo naturale con macerazione allaria: uno


strato di piante di ortica appena estirpate viene
messo a macerare allaria poggiato sulla terra per
alcuni mesi, finch la cuticola esterna del fusto
comincia a degradarsi.
Metodo chimico: gli steli si fanno bollire in un recipiente che contiene
acqua e carbonato
di sodio (35 g in 10 l
dacqua), poi si procede alla decorticazione e di nuovo si
mettono a bollire in
acqua, in cui stato
aggiunto idrossido
di sodio (200 g in 10
l di acqua); infine
gli steli si lavano
sotto lacqua corrente a forte pressione.

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Erba pungente ma molto virtuosa


Lortica non soltanto utile per lestrazione della
fibra tessile: unerba molto ricca di vitamina A, B2,
B9, C, K e di sali minerali, in particolare di azoto e
ferro, per cui viene molto usata a scopo medicamentoso. Lortica favorisce unazione diuretica,
mineralizzante, depurativa e antiforfora.
Le foglie fresche cotte trovano impiego
in cucina per la preparazione di alcune
squisite pietanze.
Inoltre se ne estraggono due sostanze
coloranti: la clorofilla, che viene sfruttata per colorare di
verde liquori, cosmetici, medicinali e per
tingere tessuti; dalle
radici, invece, si estrae una sostanza
che tinge di giallo.

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