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Microscopio Polarizzatore

Definito

nello

specifico

come microscopio

ottico

polarizzatore a luce trasmessa, e detto anche microscopio


da petrografia,

normale microscopio,

sostanzialmente
differendo

da

simile
esso

per

un
alcune

caratteristiche che indirizzano le sue propriet verso settori


specifici dell'analisi microscopica, in particolare la mineralogia,
nel qual caso si riesce a raccogliere dei dati univoci e oggettivi
per il riconoscimento del minerale (grazie all'utilizzo di luce
polarizzata).

Differenze tra microscopio ottico e


polarizzatore
Ci che realmente distingue un microscopio ottico da quello polarizzante :

la presenza di un polarizzatore: filtro posto tra sorgente luminosa e tavolino portaoggetti


(in molti casi attivabile o disattivabile tramite un'apposita leva o per estrazione), che converte la
luce da parallela a polarizzata; vengono usati a questo scopo dei filtri Polaroid; la sua presenza
essenziale poich, se il raggio luminoso incidente sul campione da analizzare non fosse
polarizzato, si avrebbe un fascio vibrante in tutte le direzioni dello spazio, che colpirebbe il
campione

in

moltissime

differenti

direzioni,

rendendo

impossibile

un'analisi oggettiva e

producendo una visione poco chiara e di nessun valore scientifico.

la presenza di un analizzatore: filtro posto tra gli/lo obiettivi/o e l'oculare; la sua attivazione
in contemporanea con il filtro polarizzatore porta alla cosiddetta condizione di estinzione,
ovvero all'annullamento del raggio luminoso incidente (a causa dell'azione polarizzante
perpendicolare dell'analizzatore rispetto al polarizzatore, vedi sotto). La figura di estinzione
visibile nell'oculare come completamente nera, e soltanto nel caso in cui si stia effettuando
un'analisi a nicol incrociati (vedi sotto).

il tavolino portaoggetti rotante e graduato (utile per ruotare i campioni osservandoli con
diverse angolazioni della luce incidente), spesso graduato nel suo perimetro, che permette
anche di effettuare misurazioni di vario tipo sul campione.

Componenti
Dall'alto verso il basso, auspicabile, in un microscopio polarizzante, la presenza delle seguenti
componenti (sono evidenziati quelli presenti esclusivamente nei microscopi polarizzanti):

Oculari (possono avere vari ingrandimenti: 8x, 10x, 12x);

Analizzatore, posto nella parte del microscopio superiore al campione, un filtro analogo
al polarizzatore; possiede un piano di polarizzazione perpendicolare a quello del polarizzatore;

Fenditura per l'inserimento delle lamine accessorie (per analizzare le figure di interferenza);

Torretta (o ghiera) girevole portaobiettivi;

Obiettivi, i quali possono avere diversi valori di ingrandimento: 4x o 5x (basso


ingrandimento), 10x (medio ingrandimento), 40x o 50x (alto ingrandimento); sono dotati di
colori che li distinguono (nell'ordine, dal pi basso al pi alto ingrandimento: rosso, giallo,
azzurro; pu essere presente anche il verde, corrispondente a 16x o 20x, se il microscopio
possiede 4 obiettivi);

Tavolino portaoggetti (o piatto girevole);

Lente convergente, con leva per inserirla/disinserirla; trasforma la luce parallela in un fascio
pi condensato e centrato nel foro del tavolino portaoggetti; anche chiamata lente
condensatrice o condensatore, con riferimento al termine inglese condenser (quest'ultimo
termine per pu generare equivoci, in quanto spesso riferito ad altre strumentazioni);

Polarizzatore con possibilit di rotazione;

Ghiere per la messa a fuoco (su entrambi i lati);

Diaframma di campo;

Illuminatore;

Cursore per la regolazione dell'illuminazione;

Interruttore;

Metodi di analisi
Il tipo di uso che si fa del polarizzatore e dell'analizzatore porta a tre differenti metodi di analisi:

osservazione con solo polarizzatore;

osservazione con polarizzatore e analizzatore inseriti contemporaneamente (osservazione


a nicol incrociati);

osservazione

con

polarizzatore

analizzatore

inseriti

contemporaneamente,

con

polarizzatore ruotato (osservazione a nicol paralleli): il polarizzatore permette il passaggio

della luce nella stessa direzione dell'analizzatore; un'analisi poco comune e spesso il suo nome
viene utilizzato per definire l'osservazione con il solo polarizzatore (generando confusione).

Applicazioni
La mineralogia e la petrografia sono le due scienze che maggiormente si avvalgono di questo tipo di
strumentazione. In questi ambiti, infatti, si riesce ad inquadrare alcune importante propriet
dei minerali, motivo per cui il microscopio polarizzante rimane ancora un mezzo privilegiato per
ricavare risultati che si otterrebbero altrimenti con analisi pi complesse e costose. Si ricorda che,
attualmente, mentre la mineralogia si avvale del microscopio polarizzante con scarsa frequenza (a
causa della diffusione di mezzi pi potenti, precisi e veloci di analisi), in petrografia questa tipologia
di analisi ancora basilare e consente di ottenere ottimi risultati.
In questo contesto, possono essere analizzati soltanto minerali (o in generale campioni) trasparenti,
ovvero che si lasciano attraversare dalla luce. In caso contrario, minerali opachi creerebbero una
figura completamente nera dovuta all'impossibilit di lasciarsi attraversare dalla luce (per questo
tipo di minerali si ricorre allo studio con microscopi binoculari o con microscopi metallografici).
utile notare che la figura scura o nera che si forma in questi casi non si pu definire come di
estinzione (vedi sopra).

Polarimetria
La polarimetria un metodo di analisi ottico basato sull'interazione radiazione-materia, che si basa
sulla capacit delle molecole chirali di deviare il piano della luce polarizzata linearmente.
La polarimetria, come il dicroismo circolare, dunque una tecnica che utilizza radiazioni
elettromagnetiche asimmetriche, per cui intrinsecamente in grado di distinguere tra enantiomeri.
La

sua

principale

applicazione

riguarda

la

determinazione

del potere

rotatorio e

della concentrazione disaccarosio e glucosio in materie prime e prodotti alimentari zuccherini,


misurazione pratica e molto veloce.

Onda elettromagnetica linearmente polarizzata.

La luce

un'onda

elettrico E e

elettromagnetica che

un campo

consiste

magnetico H oscillanti,

che

in

un campo

possono

essere

rappresentati da vettori perpendicolari tra loro, e perpendicolari alla


direzione di propagazione.
Il piano di polarizzazione il piano su cui oscilla il campo elettrico E, ma
poich una sorgente di luce di solito composta da un insieme di
emettitori disposti in maniera casuale, la luce emessa un insieme di
onde con tutte le possibili orientazioni del vettore E. La luce polarizzata
linearmente

invece

una

radiazione

elettromagnetica

in

cui

il

vettore E oscilla in un solo ben preciso piano di polarizzazione. La luce


polarizzata

linearmente

(spesso

chiamata

semplicemente

luce

polarizzata) ottenuta dalla luce non polarizzata per mezzo dei filtri
polarizzatori, che in un polarimetro sono rappresentati normalmente
dalla tormalina, da un prisma di Nicol o un prisma di Glan Thompson,
oppure da herapatiti (polaroidi artificiali). La luce polarizzata pu essere
considerata una radiazione asimmetrica in grado d'interagire, quella del
vettore elettrico E e quella del vettore magnetico H costituiscono una terna di vettori ortogonali non
sovrapponibili alla sua immagine speculare.