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Fisher - Fine

New York
1963
Gambetto Evans
1-0
Fisher - Fine New York 1963 2
Fisher - Fine New York 1963 3
Fisher - Fine New York 1963 4
Robert James Fischer

Più che una vita, un film. Unico campione del mondo americano, Robert
James Fischer, comunemente conosciuto come Bobby Fischer (Chicago, 9
marzo 1943 – Reykjavík, 17 gennaio 2008), è stato uno scacchista geniale
e anticonformista.

La sua carriera fu costellata da incredibili vittorie, la più importante di


tutte fu sicuramente il titolo mondiale ottenuto a Reykjavik nel 1972,
contro il campione sovietico Boris Spasskij. Si racconta che per l’occasione
Henry Kissenger in persona telefonò a Fisher, incoraggiandolo in nome
del patriottismo americano. Fisher vinse, ottenne il titolo mondiale e
guadagnò 250.000 dollari.

Il suo carattere eccentrico e volubile diede vita a situazioni spesso


incredibili e paradossali: in più occasioni si schierò contro i comitati
organizzatori, sospettando complotti e bari; in un torneo chiese
l’estrazione dei partecipanti in pubblico e non in privato, in un’altra
occasione si fece accompagnare dal suo avvocato, con il fine di garantire
una piena legalità del gioco. La stessa rinuncia al titolo mondiale fu legata
ai contrasti con la FIDE (Federazione mondiale scacchi), che non accettava
i cambiamenti alle regole del torneo proposti da Fisher. Di fronte al rifiuto
Fisher decise di non giocare la finale, perdendo a tavolino il match.

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Dopo la sconfitta Fisher scomparse misteriosamente per venti anni.
Riemerse solo nel 1992, a Budva, in Yugoslavia, per giocare la “rivincita
del XX secolo”, contro il rivale storico Boris Spassky. Nonostante il suo
esito favorevole, l’incontro causerà numerosi problemi a Fisher, segnando
il resto della sua vita.

Il duro embargo imposto dall’ ONU vietava ogni incontro sportivo in


territorio Balcanico. Fisher non se ne curò: durante la conferenza stampa
diede in escandescenze e sputò sul documento che gli imponeva il
divieto, poi giocò l’incontro e vinse abbastanza facilmente. Per tutta
risposta il dipartimento federale degli Stati Uniti emanò un mandato di
cattura internazionale sulla testa del campione.

Inseguito dall’FBI, Fisher scomparse per un altro decennio, fino al 2004


quando fu arrestato all'aeroporto di Tokyo dalle autorità locali per conto
degli Stati Uniti.

Durante il carcere, Boris Spasskij scrisse una lettera aperta al Presidente


degli Stati Uniti in sostegno del suo collega:

"Non voglio difendere o giustificare Bobby Fischer. Lui è fatto


così. Vorrei chiederle soltanto una cosa: la grazia, la clemenza.
Ma se per caso non è possibile, vorrei chiederle questo: …
Bobby ed io ci siamo macchiati dello stesso crimine. Applichi
quindi le sanzioni anche contro di me: mi arresti, mi metta in
cella con Bobby Fischer e ci faccia avere una scacchiera."

Dopo qualche mese Fisher fu rilasciato: libero si rifugiò in Islanda dove


morì improvvisamente nel 2008.

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1. e4 e5
In questa partita Fisher gioca un Gambetto Evans, una apertura
semplice ma aggressiva, che sviluppa un gioco vivace per
entrambi i giocatori.

Le prime sei mosse della partita costituiscono il Gambetto Evans


e sono obbligate.

2. Cf3 Cc6 3. Ac4 Ac5


Il bianco attacca il pedone con il cavallo, il nero difende con il suo
cavallo, i due alfieri si posizionano sulle diagonali.

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4. b4
Questo è il Gambetto Evans: il bianco sacrifica un pedone (di qui
il termine “Gambetto”), per ottenere un vantaggio posizionale.

4. …, Axb4 5 c3
Il nero accetta il sacrificio e mangia il pedone. In cambio il bianco
può far avanzare il pedone in c3, ottenendo due risultati:

• attaccare l’alfiere nero


• coprire la casa in d4, permettendo l’avanzata del pedone
in d

A livello tecnico il bianco guadagna un “tempo” vale a dire fa


perdere una mossa al nero, impegnato a salvare l’alfiere.

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5 …, Aa5 6 d4
Il nero vuole mantenere la pressione su c3 e sposta l’alfiere in a5.
Il bianco avanza con il pedone in d4.

Questa posizione non è la più semplice delle possibili varianti:


mantenendo la pressione sulla diagonale, il nero presenta un
gioco molto aggressivo. Il bianco deve eseguire l’arrocco, per
evitare seri problemi.

6 …, exd4
Il nero mangia il pedone ed è in una posizione di vantaggio:
copre il pedone con il cavallo, mentre con l’alfiere inchioda il
pedone bianco in c6, impedendogli di mangiare.

Per sbarazzarsi del pedone il bianco dovrebbe scambiare i cavalli


e posizionare la regina al centro. Oppure …

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7 0-0, dxc3
Il bianco continua il suo gioco e arrocca. Il nero mangia e
posiziona il pedone in un punto strategico per di più coperto
dall’alfiere.

8 Db5, De7
Il bianco prosegue l’attacco. Attraverso la regina:

• attacca la casa f7 con relativo scacco d’alfiere


• attacca il pedone in c3 permettendo al cavallo di mangiarlo

Il nero deve difendere la casa f7 con la Regina, ma


posizionandola davanti al re la espone a qualche rischio.

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9 Cxc3 Cf6
Il bianco mangia il pedone in c3, mentre il nero sviluppa il cavallo
e si avvicina all’arrocco.

10 Cd5
Il bianco continua l’attacco con il cavallo.

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10 …, Cxd5 11 exd5
Scambio di cavalli. Il nero è in una posizione complessa:

• il cavallo è attaccato da un pedone


• la regina è esposta, di fronte al Re

La torre bianca potrebbe inchiodare la regina in qualsiasi


momento, ma la casa e1 è coperta dall’alfiere nero.

11 Ce5
Questa è l’unica mossa in avanti che il cavallo nero può fare. In
b4 avrebbe coperto l’alfiere, permettendo l’inchiodatura della
regina da parte delle torre bianca.

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12 Cxe5, Dxe5
Scambio di cavalli. Il bianco continua ad attaccare, impedendo al
nero di trovare il tempo per l’arrocco.

13 Ab2
L’alfiere bianco entra in gioco, con il supporto della Regina.

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13 …, De5
La Donna deve spostarsi di lato. L’intera diagonale a1-h8 è
controllata dal Bianco, attraverso il complesso Alfieri- Regina.

Pur mantenendo un gioco aggressivo, il nero ha una posizione


difensiva e copre il pedone g7.

14 h4
Questo sacrificio apparentemente inspiegabile è la chiave di
volta del geniale finale.

Rinunciando al pedone, il bianco espone il Re ad una facile


capitolazione. Mangiando, il nero perde il controllo sul pedone
g7 e espone la torre all’attacco dell’alfiere.

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15 Dxg4
A conti fatti, il nero decide di esporsi e azzoppa il castello del
bianco.

15 Axg7, Th8
Il bianco attacca ma il nero sviluppa la torre.

Il nero ha una posizione aggressiva, e conta di mettere in


difficoltà il Re bianco.

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16 Te1+
Apparentemente una mossa inspiegabile, il bianco sacrifica la
torre per dare scacco.

In realtà, con questa mossa Fisher conclude la partita e guadagna


la vittoria.

16 …, Rd8
Il nero non mangia la torre. Anche questa mossa sembrerebbe
inspiegabile, ma la sua ragione è semplice: una volta mangiata la
torre in e1 con l’alfiere, il bianco mangia a sua volta l’alfiere con
la torre in a1 e dà ugualmente scacco.

La mossa del nero è obbligata, ma in questo modo la partita è più


breve.

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17 Dg3!
E il nero abbandona.

Qualunque mossa giochi il nero, il bianco dà matto:

• Mangiando riceve scacco matto. … Dxg3, Af6++


• Se sposta la regina perde il controllo della casa in f7 e
consente il matto.

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