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Gli animali non sono cose

Tribunale Milano, sez. IX civile, decreto 13.03.2013 (Simone Marani)


Nel nostro attuale ordinamento gli animali non possono essere considerati come "cose", bens come "esseri senzienti".
E' quanto ha stabilito la nona Sezione Civile del Tribunale di Milano, con il decreto 13 marzo 2013.
All'interno di una clausola delle condizioni di separazione, i genitori stabilivano che i gatti della famiglia restassero a
vivere nellambiente domestico della madre dove era collocata la minore la quale sarebbe dovuta fare carico delle
spese ordinarie, mentre quelle straordinarie avrebbero dovuto essere sostenute, in pari misura, dai coniugi.
Nellattuale ordinamento, a seguito della entrata in vigore della Legge 4 novembre 2010, n. 201, di ratifica ed
esecuzione della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre
1987, il sentimento per gli animali ha protezione costituzionale e riconoscimento europeo, con la conseguenza che
"deve essere riconosciuto un vero e proprio diritto soggettivo allanimale da compagnia".
Ci premesso, i giudici meneghini affermano il seguente principio di diritto: "Lanimale non pu essere pi collocato
nellarea semantica concettuale delle cose dovendo essere riconosciuto come essere senziente. Non
essendo lanimale una cosa, bens un essere senziente, legittima facolt dei coniugi in sede di
separazione - quella di regolarne la permanenza presso luna o laltra abitazione e le modalit che ciascuno dei
proprietari deve seguire per il mantenimento dello stesso".
(Altalex, 20 marzo 2013. Nota di Simone Marani)

/ animali domestici / essere senziente / mantenimento / Simone Marani /

Tribunale di Milano
Sezione IX Civile
Decreto 13 marzo 2013
(est. G. Buffone)
OMISSIS
Nella clausola n. 9 delle condizioni di separazione, i genitori stabiliscono che i gatti della famiglia restino a vivere
nellambiente domestico della madre dove collocata la minore la quale si far carico delle spese ordinarie mentre
quelle straordinarie saranno sostenute in pari misura dai coniugi. Non vanno svolti rilievi sullaccordo. Nellattuale
ordinamento anche in conseguenza dalla entrata in vigore della Legge 4 novembre 2010, n. 201, di ratifica ed
esecuzione della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre
1987 - il sentimento per gli animali ha protezione costituzionale e riconoscimento europeo cosicch deve essere
riconosciuto un vero e proprio diritto soggettivo allanimale da compagnia (Trib. Varese, decreto 7 dicembre 2011).
Quanto il Legislatore ha, di fatto, riconosciuto, in tempi recenti, con la legge 11 dicembre 2012, n. 220 posto che,
modificando lart. 1138 cod. civ., ha previsto che le norme del regolamento [condominiale] non possono vietare di
possedere o detenere animali domestici. Ne consegue che, una interpretazione evolutiva ed orientata delle norme
vigenti, impone di ritenere che lanimale non possa essere pi collocato nellarea semantica concettuale delle cose,
secondo limpostazione tralaticia ma debba essere riconosciuto come essere senziente (v. Trattato di Lisbona che
modifica il trattato sull'Unione europea e il trattato che istituisce la Comunit europea, firmato a Lisbona il 13 dicembre
2007). Non essendo lanimale una cosa (v., ad es., artt. 923 c.c.), bens un essere senziente, legittima facolt dei
coniugi quella di regolarne la permanenza presso luna o laltra abitazione e le modalit che ciascuno dei proprietari deve
seguire per il mantenimento dello stesso.
Per Questi Motivi
Letti e applicati gli artt. 158 c.c., 711 c.p.c.
Fissa per la comparizione personale dei coniugi, ludienza del aprile 2013, alle ore . Ludienza sar tenuta
nel Tribunale di Milano, Sezione IX, p.

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