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architettura

2004

V
Castelli medievali a Petra
e nel vicino oriente
tra rilievo e archeologia

Periodico semestrale
Anno VIII suppl. n.1
Euro 3
Spedizione in abbonamento postale 70% Firenze

firenze architettura

eventi 2004

Castelli medievali a Petra e nel vicino oriente tra rilievo e archeologia

FIRENZE

In copertina:
Antiporta del castello di Wuayra
foto Marco Bini

Universit degli Studi di Firenze


Dipartimento di Progettazione dellArchitettura

FIRENZE

architettura
2004

Comune di Firenze

Convegno Internazionale

Archeologia leggera e rilievo nellesperienza della missione archeologica


dellUniversit di Firenze in Terrasanta
Guido Vannini

10

I castelli di Wuayra, Habis e Shawbak: misurare il passato


Stefano Bertocci

12

La cittadella di Amman: dal rilievo al restauro


Antonio Almagro

14

Hagia Sofia a Costantinopoli, nuovi studi e ricerche


Mario Docci

16

Il castello di Shayzar e levoluzione dellarchitettura militare nella grande Siria musulmana


Cristina Tonghini

18

Caratteri tipologici delle fortificazioni crociate in territorio israeliano


Adrian Boas, Carmit Horev

20

Castelli medievali in territorio libanese


Lorenzo Bianchini

22

Comitato scientifico

Petra medievale:
un caso-studio per lo sviluppo di metodologie archeologiche non invasive
Michele Nucciotti

24

Stefano Bertocci, Marco Bini, Pietro Ruschi, Guido Vannini

Il castello di Wuayra: letture archeologiche


Andrea Vanni Desideri

26

Il progetto per la gestione dei dati del rilievo


Francesco Tioli, Giorgio Verdiani

28

Il contributo di Lawrence allo studio dei castelli mediorientali


Paola Puma

30

Permanenze e variazioni tra oriente e occidente: alcuni esempi


Cecilia Maria Roberta Luschi

32

Salvare Wuayra: problematiche della conservazione


Pietro Ruschi

34

Il castello di Harim in Siria: rilievo e diagnostica


Nicola Santopuoli

36

Lopus gallicum nei castelli del vicino oriente


Luigi Marino

38

Dal rilievo al progetto attraverso le problematiche attuali della conservazione: il caso di un


castello normanno
Cesare Cundari, Laura Carnevali

40

Progettare nel deserto di pietra. Visitor Centre a Wadi Mousa


Carlo Mocenni

42

Paesaggio, Archeologia, Progetto contemporaneo


Giacomo Pirazzoli

44

forum UNESCO

47

Patrocini

Comune di Firenze
Regione Toscana
Universit degli Studi di Firenze
Facolt di Architettura

seconda sessione

forum Unesco/University and Heritage

Periodico semestrale* del Dipartimento di Progettazione dellArchitettura


viale Gramsci, 42 Firenze tel. 055/20007222 fax. 055/20007236
Anno VIII suppl. n. 1 - 1 semestre 2004
Autorizzazione del Tribunale di Firenze n. 4725 del 25.09.1997
Prezzo di un numero Euro 7 numero doppio Euro 10 suppl. Euro 3
Direttore - Marco Bini
Coordinamento comitato scientifico e redazione - Maria Grazia Eccheli
Comitato scientifico - Maria Teresa Bartoli, Roberto Berardi, Giancarlo Cataldi, Loris Macci, Adolfo Natalini, Paolo Zermani
Capo redattore - Fabrizio Rossi Prodi,
Redazione - Fabrizio Arrigoni, Valerio Barberis, Fabio Capanni, Francesco Collotti, Fabio Fabbrizzi, Giorgio Verdiani, Andrea Volpe, Claudio Zanirato
Info-grafica e Dtp - Massimo Battista
Segretaria di redazione e amministrazione - Gioi Gonnella tel. 055/20007222 E-mail: progeditor@prog.arch.unifi.it.
Propriet Universit degli Studi di Firenze
Progetto Grafico e Realizzazione - Centro di Editoria Dipartimento di Progettazione dellArchitettura
Fotolito Saffe, Calenzano (FI) Finito di stampare febbraio 2004 da Arti Grafiche Giorgi & Gambi, viale Corsica, 41r Firenze
*consultabile su Internet http://www.unifi.it/unifi/progarch/fa/fa-home.htm

terza sessione

prima sessione

Il rilievo per larcheologia e i castelli crociati in medioriente


Marco Bini

presentazione

6-7 febbraio 2004

Firenze - Palazzo Vecchio - Salone de Dugento

Castelli medievali a Petra


e nel vicino oriente tra rilievo e archeologia

Il rilievo per larcheologia e i castelli crociati in medioriente


Marco Bini

Da alcuni anni il Dipartimento di Progettazione dellArchitettura dellUniversit


degli Studi di Firenze, unitamente al Dipartimento di Studi Storici e Geografici,
sta occupandosi dei temi legati allo studio, alla documentazione, al recupero
ed alla valorizzazione dei siti di interesse
architettonico e storico-archeologico.
Nello specifico si stanno conducendo
campagne di rilievi ed indagini su alcuni dei maggiori siti dellarea Mediorientale, interessandosi particolarmente ai
luoghi fortificati di epoca crociata dellarea di Petra in Giordania, dove attiva da diversi anni una nostra missione
archeologica.
Il rilievo dellarchitettura e dellambiente
urbano, oltre che del territorio in senso
lato, si propone come fondamentale
strumento di indagine per la registrazione, la lettura e la discretizzazione di tutto un universo di dati e segni prodotti
dalla storia e dalla cultura in una particolare area geografica. Operazioni di rilevazione attenta costituiscono la base
conoscitiva fondamentale per lesercizio di attivit critiche ed interpretative
legate alla formazione ed allo sviluppo
di un determinato sito, insediamento o
citt, oltre che per la previsione dei necessari interventi di conservazione, restauro e valorizzazione del sito stesso.
Le esperienze condotte hanno consentito la messa a punto di metodologie
operative per indagini finalizzate alla
corretta comprensione delle architetture, dei complessi di interesse storicoarcheologico, degli ambienti urbani e
dei contesti storici, culturali ed ambientali rilevati, fornendo strumenti essenziali per la lettura critica e la valutazione attenta degli interventi di conservazione e restauro.

La conservazione di un sito, in particolare di unarea archeologica allaperto,


sottoposta ad un continuo stress dovuto allapertura al pubblico, non pone
solo le problematiche relative agli interventi di restauro conservativo da realizzarsi successivamente allo scavo ed
allo studio della stessa, ma, se il fine
quello della musealizzazione e della
fruibilit da parte del pubblico, pone
notevoli problemi legati da un lato alla
valorizzazione per una corretta fruizione e dellaltro alla realizzazione di un
congruo programma gestionale per gli
inevitabili interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria da effettuarsi nel
corso del tempo onde garantire lottimale conservazione del sito stesso.
La ricerca relativa allo studio degli insediamenti crociati in Transgiordania,
condotta dal gruppo di lavoro che fa
capo al Dipartimento di Progettazione,
in particolare nel settore del rilievo e
della rappresentazione dei manufatti
architettonici a carattere prevalentemente archeologico, oltre ad affrontare
le problematiche a livello generale relative al contributo specifico del nostro
settore disciplinare alla ricerca archeologica, giunta a sperimentare operativamente varie metodologie di analisi e
di lettura in un contesto di grande interesse come gli insediamenti crociati
nellarea di Petra in Giordania. Tale
esperienza stata condotta dalla nostra equipe allinterno di un gruppo di
ricerca interdisciplinare ed stata svolta parallelamente alle campagne di
scavo condotte dal Prof. Guido Vannini
del Dipartimento di Studi Storici e Geografici dellUniversit di Firenze.
Fino dai tempi pi remoti il territorio
della attuale Giordania ha svolto un

ruolo di rilievo negli scambi culturali e


commerciali tra Asia, Africa e Mediterraneo. Nel corso dei secoli la realizzazione di grandiose aree urbanizzate e
lavvicendarsi, allinterno di questo territorio, di differenti popolazioni e culture, hanno reso la zona, sotto il profilo
storico ed archeologico, una delle zone
di maggior interesse del bacino mediterraneo. Particolare rilievo, allinterno
di questo quadro territoriale, assume
larea occupata della citt di Petra.
Le indagini hanno preso lavvio dallarea archeologica di Wuayra posta
allingresso della valle di Petra. Sono
stati indagati inoltre, in via preliminare
altri due siti nel territorio di Petra con
interessanti resti di epoca crociata: la
fortezza di Al Habis, ubicata sulacropoli dellantica area urbana di Petra,
costruita probabilmente su preesistenze nabatee e bizantine, e il castello di
Shobak posto sullantico limes arabicus, al margine dellarea fertile petrea
con il deserto arabico.
Poich larchitettura un fenomeno
complesso, che non coinvolge soltanto
larte del costruire, prima di entrare in
merito alloperativit specifica che il
tema del convegno sottende, credo sia
necessario porre lattenzione su alcuni
aspetti di carattere generale che chiariscano a monte il problema del rapporto
fra archeologia e rilevazione.
Per conservare occorre conoscere e
studiare a fondo ci che ci stato tramandato e su cui si chiamati ad intervenire. Questa conoscenza non pu
che avvenire attraverso lo studio delle
fonti, lo studio diretto dei manufatti tramandatici nei secoli, lo scavo archeologico, quando questo sia possibile.
Premesso che la conoscenza diretta di

un manufatto, in particolare quando si


tratta di un edificio a carattere archeologico, non pu essere surrogata da alcun disegno n da modellazioni virtuali, uno dei problemi che maggiormente
preoccupa la conservazione e la trasmissione dei dati emersi dal rilievo.
Il disegno di rilievo fissa immagini che,
riviste, richiamano alla memoria luoghi,
spazi, tecnologie, materiali, colori,
eventi e sensazioni.
Nel loro fermare il tempo ad un istante
preciso delle trasformazioni urbane ed
edilizie, i disegni raccontano del passato delle cose filtrato attraverso la
sensibilit, le conoscenze, lattenzione
dellesecutore che pur volendo documentare con precisione levento, non
pu che trasmetterci una immagine
parziale che pur sempre rappresenta
un frammento di memoria.
Molte informazioni possono trarsi da
una attenta analisi del documento cartaceo su cui il rilevatore ha tentato di
riprodurre una realt che solo lui ha visto e toccato con mano.
Come gli oggetti costituiscono lelemento portante e strutturante della
memoria, cos lo spazio il luogo ove
possono trovare collocazione i riferimenti della memoria stessa.
Per entrare in questa dimensione di lettura, dobbiamo vedere ledificio come il
prodotto di un lavoro collettivo, eseguito in base a tecniche che variano nel,
tempo e nello spazio.
In altre parole spazio ed oggetti possono trovare nel disegno la loro relazione
formale, dimensionale, materiale, evocando accadimenti di un tempo passato, ma anche procedure e intendimenti
di un tempo futuro, in altro modo difficilmente materializzabili.

Soltanto approcci diversificati e complementari relativi alla composizione


dei muri, alle tecniche esecutive, ai tipi
di copertura, alle soluzioni decorative,
offrono un quadro integrale del manufatto nel suo sviluppo storico.
Anche il rilievo archeologico, attraverso la sua restituzione grafica, documentando manufatti ed eventi, quindi
indispensabile strumento per evocare
forme, funzioni ed accadimenti lontani
nel tempo. La redazione della rilevazione e della rappresentazione grafica di
un manufatto assume le caratteristiche
di una operazione diretta ad indagare
gli aspetti morfologici e dimensionali
del manufatto stesso, non solo per poterne trarre informazioni che permettano di relazionare fra loro accadimenti
pi o meno remoti, ma soprattutto per
la conoscenza del processo formativo
e delle vicende costruttive che si sono
nel tempo stratificate.
A seconda della finalit dello studio,
quindi, il ricercatore deve scegliere
strumenti di approfondimento diversi,
cosciente della particolare posizione
intermedia che il rilievo assume nel
rapporto conoscitivo delloggetto.
La restituzione grafica del rilevato, infatti, seppure non vuole essere
espressione di una mera opinione sul
monumento indagato, non deve tuttavia essere asettica registrazione del
manufatto; il rilievo pur sempre una
lettura ed proprio questo suo carattere a legittimarlo anche nella attuale
compresenza di nuove tecniche meccaniche ed informatiche.
Risulta quindi evidente la fondamentale esigenza di intimo raccordo fra il rilievo e la ricerca archeologica per evitare il rischio che il disegno di rilievo

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1
La grande facciata scolpita nella roccia
del complesso detto il Tesoro come appare
allarrivo dal Siq
2
Imponente torre del castello di Shawbak
riferibile al periodo mamelucco

costituisca monumento a s, rispetto


alle piste percorse dal ricercatore che
opera sul monumento stesso.
I rilievi e gli studi documentari relativi al
cantiere di scavo vanno arricchiti con
notazioni relative alle tecnologie edilizie ed ai materiali impiegati cos da approfondire la conoscenza del manufatto storico, non solo per un possibile restauro, ma per una completezza della
documentazione ai fini della comprensione del susseguirsi degli eventi che
hanno interessato ci che oggi rimane
come testimonianza di accadimenti.
Appare evidente come sia di fondamentale importanza, per il corretto
svolgimento delle operazioni di ricerca,
la recente tendenza alla formazione di
gruppi di lavoro nei quali collaborano
professionalit necessarie per la corretta comprensione delloggetto indagato.
In questo senso, particolare interesse risulta quindi assumere, nel cantiere di
scavo, la figura dellarchitetto, in particolare per il contributo specifico relativo
alla conoscenza delle trasformazioni dei
manufatti edilizi, nonch alla progettazione e alla conduzione di interventi nel
campo della tutela e del restauro.
Lapprezzamento stilistico e morfologico praticato dalla storia dellarchitettura per non sufficiente a percepire
lenorme quantit di informazioni contenute nel sopravvissuto, che di regola
intensamente trasformato, dove ogni
segno di trasformazione relativo ad
un mutamento tecnologico o sociologico, che costituisce documento da recuperare. Ci che conta, allora, non
solamente la ricostruzione dello stato
originario del monumento, ma la rilettura di ogni sua trasformazione.
La gestione di una mole considerevo-

le di dati risulta sempre difficile ed


pertanto fondamentale lapplicazione
di una prassi operativa che tenga conto, in primo luogo, della certezza dellinformazione, ma anche della sua
collocazione spazio temporale nella
sequenza continua di processi che interessano il manufatto.
La creazione di un sistema informativo
che raccolga i numerosissimi dati delle
rilevazioni permette di avere molte notizie, peraltro aggiornabili in tempo reale,
relazionate con i dati storico-archivistici
e con quanto altro occorra per una conoscenza appropriata delloggetto.
Fatte queste brevi considerazioni di
carattere generale e metodologico,
esemplificare con esperienze concrete, sul campo, quanto stato fatto o si
sta facendo, pu risultare estremamente utile. In particolare per verificare esiti di procedure e approcci diversi,
legati a tecnologie e procedure che,
col trascorrere degli anni, si sono modificate e arricchite di possibilit, formando indicazioni sempre pi puntuali
per una lettura critica dei manufatti.

3
Veduta della porta o dellantiporta dalla
feritoia della torre a difesa dellaccesso del
castello di Wuayra

4
Ci che rimane della navata centrale della
chiesa di Shawbak, vista dal portale
principale, in direzione dellabside oggi
completamente scomparso
5
Il grande arco artificiale in pietra si mimetizza
nellaffascinante paesaggio roccioso della
valle di Petra

Guido Vannini
UNIVERSIT DEGLI STUDI DI FIRENZE
DIPARTIMENTO DI STUDI STORICI E GEOGRAFICI

Archeologia leggera e rilievo architettonico


nellesperienza della missione archeologica
dellUniversit di Firenze in Terrasanta
Quando la ricerca archeologica si trova
ad operare in missione geograficamente e culturalmente lontana, oltre a contributi originali di conoscenze specifiche o
proposizione di modelli innovativi nel settore affrontato, si propone magari di contribuire, anche settorialmente, ad avanzamenti della stessa metodologia, come
una messa a punto di peculiari tecniche
di rilevamento, gestione e diffusione dei
dati scientifici e documentari prodotti.
Meno frequente ed osservata, vi unaltra forma di produttivit, quando nuovi
filoni di ricerca si distaccano dal tronco
della missione originaria e danno luogo a
nuove missioni operanti nella stessa area
e su tematiche connesse. questo il
caso della Missione diretta dalla Cattedra
di Archeologia Medievale dellUniversit
di Firenze Petra medievale. Archeologia
degli insediamenti di epoca crociatoayyubide in Transgiordania che dal 1986
ha potuto produrre nuove letture dei caratteri originari dellinsediamento della
feudalit crociata in Terrasanta, ma anche la costruzione di unarchitettura metodologica della ricerca con alcuni specifici connotati innovativi soprattutto sul
piano dellarcheologia territoriale e dellarcheoinformatica dedicata; ma ha anche potuto dar luogo a vere e proprie
nuove missioni tematicamente connotate in modo autonomo e specifico. Se
quindi ciascuno di questi casi ha trovato
una sua peculiare collocazione (dal perseguire finalit diverse, al mantenimento
di forme condivise di obbiettivi scientifici),
un caso specifico quello del gruppo di
lavoro di Marco Bini che concerne le modalit di rappresentazione delle emergenze architettoniche, su scala territoriale,
con una impostazione che prevede solo
successivamente una fase di dialogo
con le letture archeologico-stratigrafiche.
Linterpretazione archeologica, infatti, si
presenta complessa; i testi analizzati
(territorio ed elevati) si sono dimostrati
molto produttivi se interrogati con larcheologia leggera (impiego integrato innovativo su base informatica delle procedure proprie dellarcheologia del pae-

10

saggio e del costruito): la sorprendente


identificazione del rinnovato, seppure effimero, ruolo centrale di Petra nellassetto territoriale della Transgiordania con un
vero, articolato sistema classico dincastellamento feudale dellintera valle (alHabis, Jabal Atuff, Wuayra, al-Kubtah,
Shawbak); il ruolo strategico del castello
di Wuayra (Li Vaux Moises), una chiave
di lettura, storica ed archeologica, di tutto il sistema insediativo di Petra, con undici fasi fra et protostorica ed ottomana;
lacropoli di al-Habis, con almeno due
fasi crociate impostate su strutture precedenti di grande interesse anche territoriale. Estensione dal 1999 del programma al Crac de Montral (Shawbak),
baricentro del sistema petrano e dellintera Transgiordania, fino allistituzione
della Signoria (1142) a Kerak, con serrata
successione di fasi fino ad et contemporanea e identificazione di un impianto
antico, archeologicamente riconosciuto
per la prima volta. Dal 1998 prima ricognizione, basata sulluso strategico dellarcheologia leggera, lungo la frontiera
crociato-musulmana dellOronte in Siria.
Sia per la facies crociata di Petra che a
Shawbak, infine, si messo a punto un
programma di conservazione delle aree
archeologico-monumentali, fra restauro
non ricostruttivo in scala territoriale e
comunicazione a pi livelli collegata al
nuovo museo di Petra.
Un quadro che si presenta maturo per interpretazioni complessive di ordine storico, potenziale frutto di interazione fra
analisi archeologico-stratigrafica e architettonica. Una collaborazione interdisciplinare che muova dalle rispettive competenze centrali e di quelle periferiche
con i diversi altri settori disciplinari presenti nella missione: in questo caso una
lettura strettamente architettonica, ma in
grado di confrontarsi con i quanto prodotto da unanalisi archeologica leggera
- dal territorio agli elevati - che a sua volta
sta producendo certo dati, ma anche
modelli interpretativi e magari ipotesi di
lavoro, ma documentariamente fondate e
criticamente costruite.

1
Valle di Petra. Analisi di un itinerario per la
valorizzazione della facies medievale della citt
portata alla luce dalle indagini archeologiche
dellUniversit di Firenze
2
Valle di Petra. Vista a volo di uccello del sito e
localizzazione degli insediamenti di epoca
crociata a controllo della valle
3
Castello di Shawbak. Calcolo delle curve di
livello interne allarea del sito attraverso un
rilevamento di punti quotati con tecnologia
D-GPS RTK, uno dei metodi di rilievo e
posizionamento utilizzati e sviluppati nel corso
delle campagne di Archeologia leggera del
progetto archeologico Petra Medievale ...
4
Veduta della torre nord della cortina con
feritoie del castello di Wuayra
5
Strada interna del castello di Shawbak

11

Stefano Bertocci
UNIVERSIT DEGLI STUDI DI FIRENZE
DIPARTIMENTO DI PROGETTAZIONE DELLARCHITETTURA

I castelli di WuAjra, Habis e Shawbak:


misurare il passato
Gli insediamenti crociati in Terrasanta,
pur essendo stati fondati in periodi diversi delloccupazione, in base ad esigenze e strategie dipendenti dalle varie fasi del rafforzamento del dominio
occidentale, costituivano un coerente
sistema di difesa di quella stretta fascia di territorio compresa fra il mare
Mediterraneo ed il deserto arabico.
Nella zona costiera a nord di Gerusalemme sorsero nel primo quarto del XII
secolo numerose fortezze, erette in relazione al consolidamento della prima
fase delloccupazione occidentale,
mentre nel secondo quarto dello stesso secolo sorsero numerose fortificazioni a sud del regno crociato per impedire lespansione degli emirati egiziani. Le fortezze a sud del Mar Morto
e del Wadi Araba, protese verso lo Higiaz ed il cammino verso lEgitto e La
Mecca, testimoniano infine la volont
espansionistica dei principi della Transgiordania, che consolidarono lantico
limes arabicus per ottenere frontiere
sufficientemente sicure per prevenire il
pericolo di concentrazioni nemiche ai
confini con il deserto e mantenere divisi territorialmente i due principali centri
del potere musulmano, lemirato di
Damasco a nord est ed il califato
dEgitto a sud-ovest.
La realizzazione dei complessi fortificati che difendevano la frontiera sudorientale del Regno latino di Gerusalemme venne completata con un grande sforzo costruttivo nel giro di
pochissimi anni, registrando un maggiore impegno principalmente fra il
1115 ed il 1116. I punti forti di tutto il
sistema furono in un primo tempo i castelli dellarea dellantica Petra, WuAjra
(Li Vaux Moise), Al Habis, Sela e Shobak (Montreal) a circa 20 chilometri dalla antica citt, oltre Ajala (Aquaba) e Ile
de Graie (Gerizet ci Faroun) sul Mar
Rosso; la citt fortificata ed il castello di
Kerak (Crac de Montreal) vennero edificati successivamente, a partire dal
1142, sul sito dellantica capitale del regno di Moab, lungo lantica via dei re.

12

Il progetto di ricerca per la conoscenza


e le valorizzazione del sistema crociato
delle difese realizzate nellarea dellantico sito di Petra, in Giordania, si basa
sullindagine archeologica condotta
dallUniversit di Firenze, finalizzata allindividuazione dei caratteri originari
dellinsediamento occidentale in Terrasanta. In particolare le accurate campagne di rilevamento, condotte dal 1992
al 2000, sia in supporto alle campagne
di scavo sia in indagini di superficie finalizzate alla definizione della topografia generale dei siti e delle murature in
elevato hanno prodotto rilevanti risultati
ed hanno contribuito alla definizione di
tipi edilizi ed alla analisi di tecnologie e
tipologie delle apparecchiature murarie. In particolare sono stati analizzati gli
esempi delle fortezze dellarea di Petra
- Al Habis, WuAyra e Shawbak, giungendo alla redazione di piante e sezioni
alla scala architettonica con analisi
spinte ad un maggiore dettaglio delle
emergenze monumentali degli stessi
insediamenti.

1
Veduta generale del castello di Shawbak
2
Torre nord del castello di Wuayra. Il
paramento murario a filaretto costruito a
strapiombo su un profondo wadi

13

Antonio Almagro
ESQUELA DE ESTUDIOS ARABES
C.S.I.C. DI GRANADA

La cittadella di Amman: dal rilievo al restauro


La cittadella di Amman un sito storico
di notevole valore che ha visto crescere
strutture fin dalle epoche pi antiche.
Per questo gli elementi architettonici
attualmente pi visibili risalgono, nella
maggior parte, al periodo medievale,
anche se molti di essi sono caratterizzati da resti anteriori, soprattutto risalenti al periodo romano.
Il momento di massimo splendore della
cittadella nel medioevo, corrisponde
alla prima met del secolo VIII, quando
la dinastia ommayade realizza una vera
e propria citt palatina, quasi sicuramente sopra quelli che erano i resti di
edifici e monumenti dellepoca bizantina e romana, probabilmente distrutti
dallinvasione sassanide del secolo VII.
Gli spostamenti di terra realizzati nella
parte orientale e occidentale della Cittadella alla fine degli anni novanta del
secolo scorso, per mano del Dipartimento di Antichit, hanno lasciato perfettamente visibile il perimetro della citt in epoca ommaiade, e hanno sottolineato che questi confini rimasero
sicuramente quelli di epoca romana, almeno per quanto riguarda lestremit
nord, anche se la citt si estendeva su
unarea considerevolmente maggiore,
fino ad occupare la zone pi basse della collina. La cittadella ommaiade, che
senza dubbio convisse, forse come citt abitata dallelite musulmana, con una
citt bassa, che apparentemente continu ad avere una importante attivit, fu
oggetto di profonde modifiche, da una
parte grazie alla realizzazione di un
chiaro perimetro mediante mura, e dallaltra grazie a una ristrutturazione urbana che anche se solo in parte eredit
disposizioni anteriori.
Lestremit nord del Yabal al-Qala, una
grande struttura romana interpretabile
come un tmenos, serv come perimetro
di difesa a un palazzo o residenza alica.
Nel resto della cittadina si costruirono
importanti mura dotate di torri massicce
dalla scarsa protezione esteriore.
Queste mura, nonostante gli importanti
rinforzi posteriori, sono state fatte risali-

14

re con sicurezza allepoca ommaiade.


La cittadella contava tre porte. Quella
occidentale situata proprio a sud del tmenos romano, senza dubbio contemporanea alle mura ommaiadi nonostante sul suo lato nord ci sia la torre
romana del tmenos. Anche la torre del
lato sud della porta di fattura simile
alle altre che appartengono alle mura
che continuano fino a sud, ed pertanto sua contemporanea.
Laltra porta che inizialmente dava accesso al tmenos del tempio di Ercole,
serviva probabilmente da comunicazione principale con la citt bassa, e da l
partiva una delle principali strade della
cittadina. Un altro accesso, che non
assolutamente evidente dal momento
che non sono ancora stati terminati gli
scavi, si suppone esistesse nellangolo
sud est. Queste tre porte e gli elementi
architettonici frapposti costituiscono la
base con la quale si organizz la struttura urbana. Le ultime due porte menzionate sembrano essere preesistenti.
Da loro partono strade che si dirigono
fino a nord, nella direzione del tmenos
romano settentrionale e pi direttamente al vestibolo dellalcazar.
Dopo il terremoto dellanno 749 che
rase a terra la maggior parte delle strutture esistenti nella cittadella, si produsse un serio degrado dellinsieme. Il palazzo fu rioccupato anche se non pi
con la stessa funzione. I grandi patii furono stravolti ( o violati) da costruzioni
popolari di bassa qualit e da resti provenienti da altre parti. Ledificio daccesso al palazzo fu radicalmente trasformato: venne chiusa la porta nord, la
scala daccesso alla terrazza fu trasformata in cisterna e si realizz un accesso sostitutivo proprio di fronte alla porta
sud. Tutte queste modifiche convertirono quello che era stato un magnifico
edificio daccesso destinato ai protocolli e agli atti rappresentativi, in una
piccola fortezza isolata dal resto del
palazzo del quale prima era lingesso.
Tutto linsieme stato oggetto di indagini da parte di una spedizione archeo-

logica spagnola che, dallanno 1974


nel quale iniziarono i primi lavori di documentazione, ha via via realizzato
scavi e restauri. I lavori di documentazione hanno avuto una importanza
speciale e si sono realizzati durante
tutto il periodo di svolgimento delle attivit. Lanalisi fatta mette in evidenza
come levoluzione delle tecniche e degli strumenti (sia con strumentazione
fotografica che con altro), in questi ultimi venticinque anni abbia favorito e
migliorato le possibilit di applicazione
delle distinte tecniche sia nel campo
dellarcheologia che nel rilievo, mostrando inoltre la progressiva semplificazione dei metodi e degli strumenti.

Traduzione di Eleonora Spaziani

1
Veduta aerea della cittadella di Amman
2
Resti di edifici venuti alla luce a seguito degli
scavi in unimmagine del 1998
3
Muraglia orientale ommaiade

15

Mario Docci
UNIVERSIT DEGLI STUDI DI ROMA LA SAPIENZA
DIPARTIMENTO DI RILIEVO, ANALISI E DISEGNO DELLAMBIENTE E DELLARCHITETTURA

Hagia Sofia a Costantinopoli, nuovi studi e ricerche


I grandi progetti si propongono sempre
di raggiungere pi obiettivi, anche la realizzazione di Hagia Sofia non fa eccezione a questa regola; quando nel febbraio del 532 d. C. limperatore Giustiniano decise di dare inizio ai lavori di
questo grande monumento, egli fu spinto certamente dalla fede nella nuova religione, ma fu anche sostenuto dalla necessit di rendere esplicito il suo potere
politico attraverso una opera che suscitasse grande stupore. Cinque anni pi
tardi esattamente il 27 Dicembre del
537 quando egli pot inaugurare la sue
chiesa insieme al Patriarca grid: Gloria
a Dio, che mi ritenuto meritevole di poter terminare questopera. O Salomone
cos ti ho superato.1
In questa frase si coglie la sue fede ma
anche il suo desiderio di essere ricordato per questa sua straordinaria opera.
Non vi dubbio che limperatore Giustiniano pose nella realizzazione di questo
monumento enormi risorse ed energie
personali, che vanno da una oculata
scelta del progettista, individuata in
Antemio di Tralles matematico e architetto greco, con cui collaborer come
assistente Isidoro di Mileto il Vecchio.
Il progetto di Hagia Sofia basato su un
grande quadrato di circa 62 metri di
lato, al centro del quale viene collocato
un altro quadrato di circa 31 metri di
lato, questultimo costituisce la base
sulla quale poggia la grande cupola
centrale. Il quadrato centrale ha ai suoi
angoli quattro grandi pilastri che sorreggono la cupola centrale, il passaggio dalla pianta quadrata alla forma circolare della cupola risolto con linserimento di quattro pennacchi sferici, che
raccordano i quattro pilastri angolari
con la base circolare della cupola.
In questo straordinario spazio architettonico, si fondono molti temi, da quello
basilicale a quello centrale, ma vi sono
anche presenze tipiche della spazialit
architettonica romana, come ad esempio i riferimenti al cosiddetto tempio di
Minerva medica negli orti Liciani a
Roma ed anche agli edifici termali, con

16

particolare riferimento alle Terme di


Diocleziano a Roma oltre ad edifici coevi come il San Lorenzo a Milano.
Il volume interno di Hagia Sofia unico
nel suo genere, esso determina nel fruitore una sensazione di uno spazio avvolgente con le sue superfici curve che si
snodano lungo il suo asse principale e si
dilatano in altezza nel vano centrale. Sui
fianchi della grande sala ma separata da
essa da una serie di colonne, vi sono
due navate laterali pi piccole, coperte
con volte che sorreggono i matronei che
avvolgono tutto lo spazio centrale.
Va ricordato che la Cupola sub un primo
crollo nel 558 d.C. e fu ricostruita interamente nel 563, le notizie storiche ci dicono che in questa occasione fu realizzata
una cupola con una diversa curvatura
della precedente che era pi ribassata di
circa sei metri. Poich da quanto dato
da sapere il piano di imposta non ha subito variazioni, ed oggi la Cupola risulta
una forma prossima ad una emisferica,
con il centro del raggio posto circa 1,5
ml pi basso rispetto al piano di imposta, probabile che la precedente Cupola, fosse anchessa emisferica ma
con centro di curvatura posto ancora pi
in basso di quello attuale. Il diverso
comportamento tra le due cupole secondo Mario Salvadori, da valutarsi in
una minore spinta pari a circa il 30% della seconda rispetto alla prima, ci determina un diverso grado di sicurezza.2
La conoscenza dei fenomeni di deformazione presenti oggi nel monumento
indispensabile per comprendere lo
regioni che le hanno indotte e quindi
per comprendere lo stato del monumento e per poter mettere in atto interventi, volti alla sua messa in sicurezza.
Lo stato degli studi fin qui compiuti sul
monumento non dei pi esaltanti poich manca di uno studio sistematico
generale. Anche per quanto riguarda la
forma attuale delle strutture disponiamo di un buon rilevamento realizzato
da R. L. Van Nice nel lontano 1963 con
tecniche tradizionali.3
Questo stato di cose ci ha indotto ha ef-

fettuare un parziale rilevamento delle superfici interne mediante laser scanner 3


D, per analizzare in modo puntuale lo
geometria delle superfici della cupola e
degli arconi in modo da poterla confrontare con le superfici teoriche di progetto.
Lintervento si propone di illustrare i rilevamenti effettuati e le letture sullo stato
delle deformazioni soprattutto per
quanto concerne il vano centrale coperto a Cupola.
In conclusione possiamo dire che il rilevamento con il laser scanner delle superfici interne di Hagia Sofia, come evidenziano le analisi da noi eseguite, hanno fornito nuove e pi accurate
informazioni rispetto a quanto era stato
fatto in passato, evidenziando in modo
accurato le deformazioni e le anomalie.
Questi risultati pur di per se molto significativi, non consentono da soli di avanzare nuove ipotesi sulle cause che hanno determinato le deformazioni strutturali, ma essi gi fanno intravedere ci
che potrebbe evidenziare un rilevamento complessivo dellintera opera, sia delle superfici interne che esterne con le
strumentazioni laser. Ci auguriamo pertanto, di poter portare a compimento
questo lavoro, in modo da poter mostrare i risultati in modo organico. Tuttavia
dai dati da noi fin qui raccolti, consentono di orientare meglio le indagini che si
dovranno ancora effettuare per arrivare
a alla conoscenza profonda di questo
monumento, che consentir di delineare
un intervento di consolidamento e di restauro conservativo tale da assicurare
ancora una lunga vita al monumento pi
significativo del grande Giustiniano.

Il riferimento al Tempio di Salomone a Gerusalemme distrutto dai Romani, aveva segnato per
secoli tutto il mondo orientale con la sua fama di
Tempio dellEbraismo.
2
Mario Salvadori, Perch gli edifici stanno in piedi?
(Cfr. pag. 294)
3
I rilevamenti e gli studi di R. L. Van Nice seno stati
pubblicati: The Structure of St. Sophia, in Architectural Forum, Maggio 1963. Lo stesso autore ha
pubblicato un altro saggio su St. Sophia in Instambul. An Architectural Survey, Washington, 1965.

1
Veduta dinsieme di Hagia Sofia
2
Modelli per curve di livello dellintradosso
della cupola: restituzione fotogrammetrica
del 1990 (K. Hida, T. Sato, 1990); sezioni
orizzontali del modello 3D da scansione laser

17

Cristina Tonghini, Nadia Montevecchi


UNIVERSIT CA FOSCARI DI VENEZIA
DIPARTIMENTO DI STUDI EURASIATICI

Il castello di Shayzar e levoluzione dellarchitettura


militare nella Grande Siria musulmana
Il Progetto Shayzar nasce nel 2001 e
muove dalla constatazione che la ricerca storica ed archeologica sullinsediamento fortificato nella regione si soprattutto concentrata sulle fortificazioni
controllate dai Crociati, mentre ancora
relativamente sconosciute rimangono
quelle delle aree musulmane. Inoltre, si
potuto osservare che il complesso
rapporto fra Crociati e Musulmani in
quelle regioni del Levante in cui si trovarono a coabitare presenta ancora
ampi settori che necessitano di pi
puntuali indagini. In particolare, nellambito dellarchitettura militare ancora devono essere delineate le specificit dellambiente tecnico locale con cui
le maestranze occidentali si confrontarono al loro arrivo nel Levante.
Con il Progetto Shayzar si sono concentrate le ricerche su un unico sito campione, un castello esclusivamente musulmano, mai conquistato dai Crociati.
Il castello di Shayzar, nella Siria centrale, rappresenta il prototipo dellinsediamento fortificato in quella regione
fra X e XV secolo, ma con fasi precedenti che potrebbero arrivare fino allet classica.
Nella scelta si sono considerati anche
altri aspetti. Ad esempio, esiste unabbondante documentazione scritta su
questo sito, che rende particolarmente
stimolante il confronto fra fonte scritta e
fonte archeologica; uno dei membri
della famiglia signorile che visse nel castello di Shayzar fra XI e XII secolo, i
Banu Munqidh, ha lasciato una traccia
scritta in forma di cronache che potuta arrivare sino a noi, offrendoci un affresco straordinario dei rapporti fra
Crociati e signori locali nella regione.
Inoltre, sono conservate ancora in situ
alcune iscrizioni datate che permettono
di dare una collocazione cronologica
assoluta ad alcune fasi costruttive.
Infine, molte delle strutture del castello
di Shayzar sono sopravvissute in un
eccellente stato di conservazione, tale
da consentire indagini sistematiche altamente produttive.

18

Il Progetto Shayzar si propone di acquisire una documentazione dettagliata del


castello di Shayzar sulla base della quale sia possibile comprendere il fenomeno dellincastellamento nella regione ed
illustrare levoluzione dellarchitettura
militare nel Levante musulmano.
In una prima fase, il lavoro sul campo
prevede lacquisizione di una conoscenza dettagliata del sito, e comprende la realizzazione di un accurato rilievo
topografico, architettonico e fotografico e lanalisi architettonica ed archeologica delle emergenze conservate fuori terra. Sono anche previste limitate
operazioni di scavo stratigrafico.
Gli obiettivi di queste operazioni sono
quelle di documentare le dinamiche insediative dellintero sito e lo sviluppo
delle tecniche costruttive impiegate. Le
ricerche sono anche integrate da indagini sulle fonti scritte ed epigrafiche.
La documentazione raccolta costituisce inoltre il necessario punto di partenza per sviluppare un pi ampio programma di intervento finalizzato alla
salvaguardia e valorizzazione del sito
archeologico; a tale fine stanno anche
prendendo il via indagini diagnostiche
specifiche sui materiali lapidei, sui parametri paleoambientali e indagini di
verifica strutturale.
Verranno qui presentati in sintesi i risultati conseguiti nellambito delle prime
campagne di attivit di ricerca sul sito
di Shayzar. Le indagini si sono concentrate sui due maggiori complessi architettonici del castello: il complesso CA1,
che comprende anche strutture signorili residenziali e fortificate; il complesso
CA2 che comprende il sistema difensivo del principale accesso al castello.
Lanalisi stratigrafica ha consentito di ricomporre la sequenza costruttiva dei
due complessi e di documentare la tipologia costruttiva impiegata in sequenza cronologica. Sulla base di questi risultati cominciano a delinearsi i caratteri evolutivo dellarchitettura militare
della regione fra i secoli XI e XIV.

1
Torrione sud-ovest del castello di Shayzar
2
Veduta panoramica da nord-est
3
Veduta del castello da nord-est
4
Veduta della torre sud-est del castello

19

Adrian Boas, Carmit Horev


HAIFA UNIVERSITY ISRAELE
UNIVERSIT DEGLI STUDI DI FIRENZE

Caratteri tipologici delle fortificazioni crociate in


territorio israeliano
Questa indagine include soltanto un
numero limitato di siti Franchi, oggetto
di scavi, indagini e studi. Essi illustrano
comunque tutti gli aspetti architettonici dellesperienza delle Crociate, durante i due secoli di dominio dei Franchi in Terra Santa.
Architettura Ecclesiastica
Motivati dalla necessit di sostituire le
numerose chiese distrutte allinizio dellXI sec, i Crociati hanno costruito circa
400 chiese, di cui met approssimativamente ancora esistenti bench,
spesse volte, in uno stato di rovina. La
Chiesa del Santo Sepolcro stata completamente ricostruita nel XII sec dai
Franchi, i quali scelsero la forma di
Chiesa di Pellegrinaggio Romanico facendo a meno della parte occidentale
della basilica e realizzando il transetto
direttamente sulla Rotonda. La chiesa
di S. Anna, parte di un monastero Benedettino una tipica basilica Franca
triabsidale, eccezionale soltanto in
quanto include un transetto iscritto,
che non comune nelle chiese Crociate. Unaltra chiesa inusuale quella
sotterranea della Tomba della Vergine:
nel periodo delle Crociate, era costituita da due chiese sovrapposte, una
chiesa superiore, che stata distrutta
dal Saladino, e una chiesa inferiore ancora oggi esistente ovvero la cripta
contenente laedicule. Nel villaggio di
Abu-Gosh c una chiesa ben conservata nel sito erroneamente identificato
nel XII sec come Emmaus. Tra molti altri
esempi di chiese Crociate sono le basiliche di Gaza, Ramla, Lydda, Nablus,
Saphoria, la chiesa di S. Pietro a Cesarea e le due chiese Gotiche a Atlit.
Architettura Militare
Anche se molti dei pi grandi e complessi castelli Crociati sono situati fuori
dal Regno di Gerusalemme, allinterno
del territorio di Israele ci sono circa 100
castelli, dalle torri secondarie ai castelli
veri e propri. Montfort faceva eccezione
fra i castelli Crociati in quanto la sua po-

20

sizione era stata scelta non per proteggere una frontiera, una strada o una
zona popolata, ma piuttosto perch era
in un luogo isolato. Lordine Teutonico
ha cercato una posizione isolata e ben
difesa per i propri quartier generali amministrativi. Il castello di Atlit include
una doppia cinta muraria, un fossato,
una chiesa ed un impianto termale. La
parte Crociata di Cesarea include muri,
torri, tallus e fossato. La citt portuale
di Arsuf ha fornito la prova evidente della distruzione del castello, compresi
strati di cenere e palle di mangonel. Lo
scavo al castello di Belvoir ha una struttura notevole, con doppia cinta muraria
ed uno dei soli due castelli di questo
tipo costruiti nellEst Latino. Come altri
castelli costruiti dagli ordini militari, la
parte interna serviva sia come cassero
che come convento fortificato.
Betgibelin, un piccolo castello Hospitalliere con una chiesa annessa era originariamente un semplice tipico castello di cintura. Esso stato costruito
come componente dellaccerchiamento di Fatimid Ascalon e poi stato trasformato in un castello concentrico per
affrontare la minaccia crescente del Saladino. Il castello Templare, Vadum Jacob, che difendeva un importante guado sul Fiume Giordano, stato espugnato e distrutto dal Saladino 11 mesi
dopo la sua costruzione. Gli scavi hanno portato alla luce la prova evidente di
entrambi gli aspetti della storia del castello, sia come luogo di battaglia che
come luogo in costruzione.
Scavi sono ora in corso nel pi grande
castello nel Regno di Gerusalemme, il
castello Templare di Safed.
Complessi Urbani
Lo scavo di pi larga scala degli anni
recenti quello del complesso degli
Hospitallieri realizzato nella citt Crociata di Acre, principale porto e citt
mercantile dellEst Franco, che stata
recentemente inserita tra i siti protetti
dallUNESCO. Gli edifici del complesso
includono quelli amministrativi, magaz-

zini, refettorio, appartamenti privati,


chiesa, ospedale e una prigione. Il
grande palazzo dellordine Templare in
Acre fu demolito nel XVIII sec; qui un
notevole tunnel sotterraneo stato portato alla luce, e dava ai Templari accesso dalla porta occidentale della citt
correndo al di sotto della stessa fino al
porto, nella parte orientale.
Edilizia Privata
Un campo non ancora oggetto di studi
adeguato quello delledilizia privata.
Comunque un discreto numero di case
in contesto sia urbano che rurale sono
venuti alla luce ai citt come Acre, Cesarea, Yoqneam ed Arsuf, e fattorie ed
edifici rurali sono stati scavati e studiati.
I villaggi Franchi realizzati secondo lo
schema di quelli costruiti lungo le strade nellEuropa Medioevale come AlQubeibeh e Parva Mahumeria hanno
molto in comune con i modelli occidentali e differiscono principalmente per
luso della pietra nella costruzione e per
le relative tecniche.

1
Veduta del castello di Atlit
2
Veduta aerea del castello di Belvoir
2

21

Lorenzo Bianchini
UNIVERSIT DEGLI STUDI DI FIRENZE
DIPARTIMENTO DI PROGETTAZIONE DELLARCHITETTURA

Castelli medievali in territorio libanese


Ci sono architetture che rappresentano
in pieno lo spirito di una terra e quello
dei suoi abitanti. Il caso dei castelli crociati in territorio libanese risulta un caso
esemplare per i suoi rapporti tra stratificazione storica, uso attuale e complessit architettonica.
Queste costruzioni, sorte sia per scopi
militari che per il controllo del territorio,
non hanno mai finito di svolgere un
ruolo di primo piano nelle complesse
vicende storiche libanesi. Nelle successioni di potere e sotto le varie dominazioni esse hanno sempre conservato
quel connotato strategico che chi le
costru seppe con grande maestria fissare con larchitettura. Anche per questa ragione, il delicato equilibrio che ha
permesso ad alcuni di questi castelli di
giungere fino a noi, se da una parte non
ha cancellato totalmente lidentit di
tali manufatti, dallaltra ne ha necessariamente alterato le forme. Queste modificazioni talora sono state generate
da necessit impellenti, talaltra sono
state il frutto della volont dei vincitori
di imprimere alle costruzioni unimmagine pi aderente alla propria cultura
ma, senza dubbio, risultano il fattore di
innesco di un processo di degrado che
attualmente risulta in un notevole stato
di avanzamento. Allo stato attuale la
maggior parte dei castelli in territorio libanese risulta ancora priva di adeguati
studi. Fatta eccezione per alcuni casi
particolari le ricerce pi approfondite
eseguite sono rappresentate dalle
opere di Paul Deschamps, T. S. R. Boase, E. G. Rey e di Camille Enlart e la
situazione che si presenta oggi al ricercatore non molto dissimile a quella di
questi primi studi. Allepoca della maggior espansione crociata in Terra Santa
sul territorio libanese erano sicuramente presenti moltissimi insediamenti crociati: alcuni ricavati su preesistenze, altri fondati ex-novo. Deschamps, nelle
sue pubblicazioni, ha anche affrontato
la catalogazione dei resti di tali costruzioni attraverso il censimento dei manufatti secondo il loro stato di conser-

22

vazione. Se il ricorso a tale parametro


pu sembrare improprio per tracciare
un primo quadro del fenomeno dellincastellamento del territorio libanese o
per affrontare una ricerca tipologica, le
ragioni di questa scelta possono essere comprese e se ne possono, oggi,
valutare le ragioni, se prendiamo in
considerazione che alla data dello studio la maggior parte dei siti era ancora
non scavata e la relativa documentazione molto frammentata. Attualmente
questa catalogazione, oltre a riportare
preziosissime informazioni, pu anche
rappresentare un elenco di priorit di
elementi da conservare e una traccia
su cui iniziare a ragionare per effettuare
ricerche ulteriori. Visto che le condizioni attuali non consentono per il momento di intraprendere operazioni di
scavo intensive ed in ragione dellacuirsi dei fenomeni di degrado dei
siti presenti, emerge la necessit di poter effettuare dei rilievi dellesistente
cos da conservare il pi possibile una
memoria dello stato attuale di queste
costruzioni in attesa che i tempi possano essere maturi per lesecuzione di
studi particolari.
A tal fine una prima indagine della realt
dei castelli in territorio libanese stata
da noi intrapresa con il fine di preparare
il terreno per futuri studi. stato cos
realizzato un rilievo fotografico delle
principali architetture crociate ed una
catalogazione sulla base del censimento eseguito da Deschamps. Tale documentazione, corredata di elaborati grafici delle emergenze e, per i casi principali, anche di campionature di
paramenti murari ottenuti con metodi
speditivi di rilievo fotogrammetrico, risulta un primo passo per una ricerca
pi mirata che gi da questo primo approccio fa intravedere, allo stato attuale, la possibilit di comprendere il fenomeno dellincastellamento crociato intraprendendone lo studio attraverso il
rilievo e la lettura delle variet e delle tipologie architettoniche presenti sul territorio del Libano.

1
Attacco della volta al pilastro poliforme della
chiesa del castello di Saida
2
Paramento murario del castello di Tripoli
danneggiato da un eveno bellico
3
Castello di Boufort
4
Castello di Mashaila

23

Michele Nucciotti
UNIVERSIT DEGLI STUDI DI FIRENZE
DIPARTIMENTO DI STUDI STORICI E GEOGRAFICI

Petra medievale: un caso-studio per lo sviluppo


di metodologie archeologiche non invasive
Lo studio di un territorio dal punto di
vista archeologico pone costantemente il ricercatore nella necessit di operare scelte di carattere metodologico
in relazione agli obbiettivi generali e
particolari dellindagine da condurre.
quindi necessario elaborare una
strategia di ricerca il pi possibile coerente con le risorse disponibili e in primo luogo con il tempo dedicato specificamente allo studio.
Il lavoro della missione archeologica
dellUniversit di Firenze in Giordania
va quindi collocato in tale contesto, i
cui tratti principali sono costituiti dalla
distanza tra la sede della ricerca e i siti
indagati e dal carattere territoriale dellarea indagata. Per tale ragione lo studio dellinsediamento crociato in Giordania, in unarea chiave per la comprensione del controllo dei territori
occidentali durante la prima met del
XII secolo, ha costituito (e ancora costituisce) un caso-studio limite in cui la
necessit di produrre una complessa
documentazione si scontra con quella
di operare sul campo in tempi relativemente brevi. stato quindi elaborato
un programma di interventi basato sullimpiego di aggiornate metodologie
archeologiche a carattere prevalentemente non distruttivo, un insieme di
pratiche di indagine che va sotto il
nome di Archeologia leggera. Si tratta di un campo di ricerca molto ampio
che spazia dallarcheologia del paesaggio, allutilizzo di prospezioni geofisiche (i metodi classici di tale approccio), fino allarcheologia delledilizia
storica, allo sviluppo di applicazioni
mirate per il rilievo satellitare di precisione (con tecnologia RTK D-GPS), o
per la gestione dei dati archeologici su
un architettura GIS completamente tridimensionale. Un ampio spettro di procedure, e quindi di prodotti, che ha
reso necessaria la realizzazione di
uninfrastruttura di gestione coordinata
dei vari tipi di dati: il PETRAdata. In tale
ambito larcheologia delledilizia storica offre la possibilit di studiare ar-

24

cheologicamente i resti delle strutture


fuori terra in assenza di operazioni di
scavo. Un procedimento di indagine
che, attraverso strumenti (di rilievo e
restituzione grafica) analoghi a quelli
dello studio storico-architettonico, si
differenzia da esso per lapproccio
squisitamente archeologico e stratigrafico delle letture. Lemergenza strutturale viene infatti considerata, al di l
dei caratteri stilistico formali, come il risultato di un processo di stratificazione, con fasi di accumulo (es. sopraelevazioni e ampliamenti) e fasi di sottrazione (crolli, demolizioni volontarie
ecc.), in perfetta analogia con i caratteri di un comune accumulo di scavo.
Anche le serie tipologiche che consentono comparazioni a carattere locale
(sito) o territoriale, nel caso specifico:
la tipologia delle murature (ovvero un
atlante esaustivo dei tipi di apparecchiatura), la tipologia delle finiture (in
cui vengono analizzate le tracce degli
strumenti di lavorazione e finitura dei
materiali da costruzione), quella degli
elementi architettonici e, in elaborazione, la tipologia dei reperti epigrafici;
sono tutte ancorate alla stratigrafia
piuttosto che dipendenti da caratteri
stilistico formali. Le procedure di analisi sono tuttavia per larcheologo solo
gli strumenti necessari alla strutturazione di un documento materiale che
ha bisogno, al pari di un documento
archivistico, di essere interpretato attraverso modelli storiografici.
La conduzione di indagini storico-archeologiche va quindi ben al di l del
semplice riconoscimento della stratificazione di un manufatto e necessita
di competenze di carattere esegetico
(es. paleografico-diplomatistico, storico artistico ecc.) o di merito (es. la storiografia, la storia istituzionale e sociale del medioevo ecc.) difficilmente
possedute da non-archeologici.

1
Castello di Shawbak, chiesa superiore (CF 10).
Stratigrafia degli elevati e macrostratigrafia del
cantiere crociato. Modalit di avanzamento
dei fronti costruttivi in pianta (A) e sul
prospetto sud esterno (B)
2
Castello di Shawbak, planimetria delle fasi
costruttive precrociate individuate attraverso
la lettura stratigrafica degli elevati nel settore
sud del sito (I, II e III cinta muraria crociata)
3
Chiesa superiore di Shawbak: paramento
murario del prospetto sud e archi delle
navate laterali
4
Chiesa superiore di Shawbak: resti della
facciata principale

25

Andrea Vanni Desideri


UNIVERSIT DEGLI STUDI DI FIRENZE
DIPARTIMENTO DI STUDI STORICI E GEOGRAFICI

Il castello di Wuayra: letture archeologiche


Nellassetto della Transgiordania crociata, da Ahamant ad Ayla, il complesso di fortificazioni della valle di Petra,
di cui stato possibile dimostrare il
ruolo di punto di appoggio strategico,
gravita intorno al castello di Li Vaux
Moises, isolato sugli aspri rilievi di alWuayra e dominante gli accessi allantica valle. Qui si condotta una lettura e documentazione sistematica dei
dati archeologici di superficie, sono
stati avviati saggi stratigrafici e condotte analisi stratigrafiche degli elevati
finalizzati alla comprensione del sito,
della sua formazione e del suo assetto
topografico fino alle scelte urbanistiche, logistiche e residenziali.
La pi antica consiste in una necropoli
det protostorica e nabatea organizzata in recinti funerari, composti di vani
sepolcrali tagliati nei fianchi dei piccoli
wadi settentrionali e dotati di sistemi di
chiusura. Lintera area viene poi occupata da un impianto, probabilmente bizantino e forse gi a carattere militare,
cui da riferire la prima fase delle murature difensive sul versante est, analogamente a quanto documentato - significativamente - nei castelli di al-Habis e di Shawbak. Le ricerche in corso
consentono cos di integrare i dati gi
noti sullorganizzazione difensiva tardoantica della regione cominciando a
delineare una pi complessa articolazione dellarea in et bizantina.
Le indagini hanno permesso di mettere
a punto consistenti elementi di conoscenza e di interpretazione sulle strutture fondamentali dellinsediamento
nei loro aspetti materiali e nelle loro sequenze cronostratigrafiche (verticali e
orizzontali) come, ad esempio, lapparato di comunicazione interna (percorsi, passaggi, camminamenti di ronda,
rampe, postierle, ponti mobili); il sistema idrico di raccolta, conservazione,
distribuzione delle acque meteoriche;
larticolazione urbanistica dello stesso
cassero; area forte e monumentale,
con le diverse modalit di collegamento con larea difesa circostante.

26

Il sistema fortificato si compone di un


doppia linea di difesa di cui la pi
esterna sfrutta le pareti degli wadi circostanti dove sorgevano ben 14 torri
quadrangolari a protezione delle aree
aperte nord, est e sud. Allinterno di
questo sistema, il cassero, nucleo
centrale dellimpianto, sorge in posizione eccentrica verso est, presso la linea di difesa esterna e significativamente in corrispondenza dellunico
accesso allintero complesso; questo
articolato lungo una stretta rampa a
gradoni, difeso internamente da un sistema di cortine e torri di guardia e
protetto allesterno da unimponente
antiporta isolata sul wadi Wuayra, che
sfrutta una precedente struttura databile almeno ad et bizantina, ed dotata di ponti mobili su entrambi i lati.
Il complesso della chiesa fortificata,
cui si accede sul lato sud, alla sommit
di una rampa dove si rinvenuta larea
cimiteriale crociata, aggettante sullangolo di nord-ovest del cassero e
protegge laccesso alla principale cisterna dacqua dellintero insediamento. Presso la chiesa due ulteriori accessi, a nord ed ovest, mettono in comunicazione il cassero con larea pi
esterna della fortificazione.

1
Al Wuayra. Modello digitale del terreno
elaborato con tecnologia D-GPS RTK.
Larea del cassero con estrusione in falsi volumi
dei corpi di fabbrica identificati e rilevati
2
Al Wuayra. Cimitero post-crociato.
Ortofotopiano omografico dellarea di scavo
individuata grazie alle prospezioni geoelettriche
3
Al Wuayra.
Ortofotopiano parametrico del castello.
Riprese aeree a bassa quota georiferite con
tecnologia D-GPS e mosaicate
4
Veduta del castello di Wuayra: sulla sinistra la
torre nord, a destra in alto i resti della chiesa

27

Francesco Tioli, Giorgio Verdiani


UNIVERSIT DEGLI STUDI DI FIRENZE
DIPARTIMENTO DI PROGETTAZIONE DELLARCHITETTURA

Il progetto per la gestione dei dati del rilievo


La mole di dati raccolti ed elaborati nel
corso delle campagne di rilevamento effettuate nellarea di Petra ha richiesto lo
sviluppo di uno specifico sistema di gestione in grado di garantire una rapida
ed efficace accessibilit ai dati stessi; la
necessit di disporre di un archivio del
rilievo diventa altres pressante nel momento della programmazione di ogni
nuova missione vista larticolazione della
ricerca ed i ridotti tempi di permanenza
nei siti oggetto dellindagine. Il progetto
dellarchivio informatico (nello specifico
un database) nasce con lintenzione di
rispondere ad una serie di esigenze, individuate dal gruppo di lavoro che studia
i castelli crociati in Transgiordania, tra le
quali la principale consiste nella semplicit di utilizzo dellarchivio stesso, sia in
fase di ricerca che di compilazione. Il
problema di produrre un archivio di facile
compilazione e di snella e rapida consultabilit ha portato a scegliere una soluzione basata sulla scomposizione dellarchivio con la sua suddivisione in una
serie di archivi minori, differenziati a seconda delle caratteristiche del genere di
elaborato che doveva essere catalogato; lo strumento realizzato quindi composto da sei database diversi per tipologia di dati in essi archiviati: uno per le fotografie, uno per le basi testuali, uno per
gli eidotipi, uno per le restituzioni grafiche eseguite dai componenti del gruppo
di lavoro, uno per le restituzioni grafiche
eseguite da terzi. A coordinare e porre in
relazione tra loro i vari database stato
realizzato il database degli operatori che
contiene i campi identificativi delle competenze, campi che costituiscono la relazione con gli altri archivi.
I database sono posti in relazione tra
loro secondo una semplice rete di interdipendenze, che permettono di automatizzare parti significative delle operazioni
di inserimento dei dati e riducono gli
eventuali errori che loperatore potrebbe
indurre accidentalmente. Tutti i database redatti non solo presentano campi testuali e molteplici modalit di visualizzazione del dato archiviato, ma prevedono

28

linclusione di anteprime grafiche a bassa risoluzione di quanto archiviato, in


modo da permettere una pi celere e
semplice operazione di individuazione e
valutazione del materiale ricercato. Al
tempo stesso il sistema di database progettato prevede una logica aperta, integrabile con altri strumenti ed ampliabile
nella ricchezza dei campi di archiviazione senza compromettere in alcun modo
le caratteristiche dei dati gi archiviati.
Per potenziare la praticit della fruizione
e per la creazione di uno strumento particolarmente potente sia per la pianificazione delle nuove campagne di rilievo
che per la definizione di ulteriori ricerche
su quanto gi raccolto e prodotto, il progetto dello strumento di gestione prevede anche la realizzazione di un sistema
informativo territoriale (GIS), direttamente collegato al database, che permette la
georeferenziazione e la fruizione pi visiva dei dati; nella struttura realizzata il
database ed il GIS dialogano sfruttando
componenti comuni della stessa base di
dati, prerogativa questa che permette di
ottenere laggiornamento automatico
del GIS (ovvero del database) semplicemente intervenendo sul database (ovvero sul GIS), tutto il meccanismo di interrelazioni basato su componenti base
del sistema operativo, in questa maniera
possibile ipotizzare leventuale aggiunta di ulteriori database a questo meccanismo di archiviazione dei dati, database
che potrebbero essere anche stati sviluppati con altri software rispetto a quello da noi impiegato.
Il sistema realizzato costituisce uno strumento estremamente flessibile, il cui
campo di applicazione pu riguardare i
diversi ambiti operativi del rilievo, e la
sua palese utilit induce a prevederne
lutilizzo per le ricerche gi concluse od
in corso dopera; la necessit di gestire
in maniera semplice ed immediata le informazioni raccolte durante lesecuzione di ogni ricerca, induce altres a considerare larchivio dei dati del rilievo come
elemento indispensabile sin dalla fase di
programmazione delle operazioni.

1
Feritoia del castello di Habis
2
Lacerti medievali del castello di Shawbak
3
Resti di una possente torre a Jabel Hatuf
4
Camminamento di ronda lungo i margini del
borgo di Wuayra

29

Paola Puma
UNIVERSIT DEGLI STUDI DI FIRENZE
DIPARTIMENTO DI PROGETTAZIONE DELLARCHITETTURA

Il contributo di Lawrence allo studio dei castelli


mediorientali
Il contributo che segue riguarda lanalisi critica di un testo poco diffuso, prodotto da un autore sicuramente pi
noto per le altre vicende che lo videro
protagonista negli anni trenta del novecento che come archeologo.
Eppure il contributo dato da Lawrence
dArabia alla archeologia non fu del
tutto secondario, in quanto a modernit della metodologia di indagine e ad
originalit degli esiti di suoi studi.
Il viaggio che Lawrence intraprende
nellestate del 1909 parte da Beirut e
scende a sud fino al lago di Tiberiade
per poi risalire a nord fino ad Edessa:
- nel primo periodo copre un itinerario
comprendente linterno prima e la costa poi tra Beirut ed il monte Carmel:
dal 9 al 31 luglio percorre la tratta nellinterno da Beirut a Galilea e il ritorno
costeggiando il mare fino a Tripoli
- dal 6 agosto al 6 settembre copre il
percorso, sempre seguendo la costa,
tra Tripoli e Aleppo passando da Latakia e Antiochia
- dal 7 al 22 settembre larcheologo e
copre landata ed il ritorno da Aleppo
ad Edessa.
I riferimenti storico critici che Lawrence ha disponibili allinizio del suo lavoro comprendono non pochi testi fondamentali: Rey, Larchitecture militare
des Croiss en Syrie, del 1871; Vilollet
le Duc, Military architecture, del 1879;
Allcroft, Earthworks of England, del
1908; e soprattutto The art of war in
the middle ages, di C. W. C. Oman.
Dai primi due testi Lawrence recepisce
soprattutto documentazione grafica
inerente i castelli orientali o quelli francesi, che solo in parte riuscir a verificare sul campo durante il suo viaggio;
il terzo gli mette a disposizione molto
del materiale di base che sar di appoggio durante il tour, mentre Oman
gli fornisce le premesse teoriche e culturali pi diffuse e consolidate rispetto
allargomento ai primi del novecento.
Gli occidentali furono a lungo imitatori
e copisti degli architetti crociati: questo lo slogan che riassume lo stato

30

dellarte allinizio del novecento circa i


rapporti tra architettura militare occidentale ed orientale in epoca crociata.
Lo scopo che Lawrence si prefigge
una verifica documentata e non teorica
dellassunto di Oman e affronta la questione, per la prima volta, nei termini
scientifici dellindagine su larghi numeri: lindividuazione delle reciproche influenze tra occidente e medio oriente
viene indagata, infatti, attraverso lo
studio comparato delle varie architetture militari -quella europea prima delle
crociate, quella coeva bizantina, quella
crociata in Siria e quella europea post
crociata- analizzate in caratteristiche
fisiche, formali e funzionali.
In secondo luogo Lawrence effettua la
propria ricerca documentandola sul
campo: la sua critica verso luso di
esprimere giudizi non documentati e
basati su idee preconcette costituisce
forse la motivazione primaria ad effettuare le prime campagne di studio in
Europa, prima, e la vasta esplorazione
mediorientale, poi, che lo port a visitare circa 40 castelli.
Tutti i siti furono visitati, fotografati e
molti analizzati graficamente in appunti rapidi ma precisi, perlopi orientati e
quotati seppure sommariamente.
Molte delle mappe e delle planimetrie
sono reperite da Allcroft, per le fortificazioni inglesi, da Rey e Pirie-Gordon
(allepoca inedito) per le costruzioni
arabe, debito esplicitamente dichiarato dallautore in apertura del volume.
Gli architetti crociati furono a lungo
imitatori e copisti di quelli occidentali:
con questa affermazione conclusiva
Lawrence capovolge lassunto iniziale
del suo lavoro e sintetizza unopinione
costruita su dati obiettivi, solidamente
documentata e gi da un approccio
che, sviluppato tecnicamente, cominciava gi ad essere patrimonio di tutta
la cultura archeologica internazionale.

1
Lawrence, disegno della porta di accesso al
castello di Kalaat Yahmur (Tratto da
Crusaders castles)
2
Lawrence, disegno della torre del castello di
Chalusset (Tratto da Crusaders castles)
3
Chiesa superiore del castello di Shawbak:
veduta dellaccesso alla navata laterale
sinistra

31

Cecilia Maria Roberta Luschi


UNIVERSIT DEGLI STUDI DI FIRENZE
DIPARTIMENTO DI PROGETTAZIONE DELLARCHITETTURA

Permanenze e variazioni tra oriente e occidente:


alcuni esempi
Ampia la letteratura di merito riguardo
la tipologia dei castelli crociati; molti
studiosi hanno meticolosamente vagliato le reciproche influenze fra i modelli occidentali e quelli orientali cercando il verso della contaminazione
culturale. Il fenomeno delle crociate
che investe un periodo di pi di duecento anni, ha confuso le tracce; oggi
possiamo solo dire che da un certo momento in poi cambiato qualcosa nel
modo di concepire lorganismo edilizio
castello e numerosi sono i documenti
di pietra che lo dimostrano. Difficoltoso
invece individuare il percorso evolutivo e dimostrare le intuizioni, per altro
ragionevoli, di coloro che vedono cambiare sotto i loro occhi un mondo.
Un piccolo passo in questa direzione
pu essere comunque fatto, considerando proprio i castelli della Transgiordania in particolare Shawbak e
WuAyra, due capisaldi del regno cristiano insediatosi sullantico limes romano. La sede reale di Montreal-Shawbak, particolarmente interessante. La
datazione della fondazione su cui convergono gli studiosi si aggira intorno al
1116/1118, anche se personalmente
sarei propensa ad anticipare la data
sino almeno al 1111, relativamente allintervento cristiano crociato. Sta di
fatto che questo castello il baluardo
cristiano sul confine arabo dove non
sono da sottovalutare le presenze del
Re Baldovino I e degli ordini Monastico
cavallereschi che qui soggiornarono.
La morfologia non si discosta ad un
primo sguardo dai castelli che occupano la sommit dei cacumini e su cui
spiccano, in successione di quota, le
cinte murarie frammezzate da torri
rompitratta estroflesse e da torrioni angolari. Ma proprio la struttura delle
torri che inizia ad essere interessante
soprattutto per le dimensioni che il rilievo metrico ha evidenziato tramite la
trasformazione del dato numerico nellunit di misura antica. Lapparecchiatura muraria mostra inoltre conci a L,
spia di una tecnologia costruttiva che

32

ritroviamo in alcuni edifici di conclamata paternit costruttiva, riconducibili


alle maestranze degli ordini Monastico
Cavallereschi. Altro elemento molto interessante che ritroviamo a Shawbak
senza dubbio il percorso coperto di
connessione fra le torri di cui rimane
ampia testimonianza sul lato Ovest del
castello e che obbedisce ad un sistema di scarico delle forze secondo il
principio dei contrafforti producendo
una sezione ad arco acuto leggermente rampante che ritroviamo nelle stesse
forme in alcune abbazie cistercensi.
Questo dato significherebbe una sorta
di esportazione di alcuni modelli edilizi
sperimentati nellarchitettura ecclesiastica e successivamente proposti in
quella militare per ragioni di velocit di
esecuzione, robustezza e funzionalit.
Limplementazione di siti fortificati doveva essere di fatto essenziale e rapida, con protocolli costruttivi ben chiari
e sicuri e con poche manovalanze specializzate che potevano informare
quelle locali con semplicit.
In ultimo la presenza delle due chiese
luna allinterno della prima cinta muraria ancor oggi visibile, la Cappella di
San Giovanni, laltra la Chiesa di Santa
Maria. Luna costituita da unaula monoabsidata con pastofori ed uninteressante presenza di simboli incisi sul paramento murario contenente la porta di
accesso principale; laltra, un vero e
proprio gioiello di gotico arcaico, una
interessantissima successione di pilastri quadrangolari con costoloni che
dalla parte delle navate laterali spiccano da una quota di circa due metri. La
mensola di raccordo fra il costolone ed
il pilastro particolarmente interessante, potrebbe essere larchetipo di quelle
pi eleganti, presenti nelle abbazie cistercensi disseminate per tutta Europa.

1
Shawbak, chiesa di Santa Maria, mensola di
spicco del costolone della navata laterale
2
Shawbak, cappella di San Giovanni,
abside a catino, sormontato da un occhio e
fiancheggiato da pastofori
3
Shawbak, percorso coperto;
anche se parzialmente ricostruito, si possono
ancora distinguere le parti originali

33

Pietro Ruschi
UNIVERSIT DEGLI STUDI DI UDINE
DIPARTIMENTO DI STORIA E TUTELA DEI BENI CULTURALI

Salvare Wuayra: problematiche della conservazione


Per quasi tutto il Medioevo, le fortificazioni costruite dai crociati nel corso delle
loro spedizioni per la conquista della Terra Santa rappresentarono degli exempla
di assoluto rilievo per il futuro sviluppo
dellarchitettura militare dOccidente.
Al riguardo, la Transgiordania offre
spunti particolari, in quanto fu la penetrazione pi meridionale delloccupazione crociata. Ci comport, a partire
dalla prima crociata, sia la costruzione
di avamposti legati a esigenze di presidio, tempestivamente realizzati sfruttando le caratteristiche del terreno, di
cui resta un esempio il castello di
Wuayra e lintero sistema fortificato
della valle di Petra, sia di fortificazioni di
controllo viario, come la fortezza di AlTafilah, sia di potenti roccaforti, come
quella di Shawbak, di fondazione regia,
o quella si Kerak, divenuta ben presto
sede di una sorta di feudo. Diverso fu
anche il destino di questi castelli. Alcuni
di essi, perse le loro funzioni strategiche, come Wuayra, caddero in abbandono, altri furono conservati e ampliati,
come Kerak, occupato dagli arabi fin
dal XIII secolo e divenuto poi, sotto la
dominazione turca, un popoloso insediamento, o come Shawbak, trasformato e ampliato dai Mamelucchi nel
XIV secolo. Tutto ci ha determinato situazioni profondamente diverse tra
loro, ponendo problematiche complesse dal punto di vista del restauro.
Tali problematiche nascono dallesigenza dellidentificazione delle diverse fasi
costruttive di tali castelli, ponendosi in
stretta connessione con la ricerca archeologica, come, del resto, fin dal
1931, raccomandava la Carta dAtene.
Identificazione abbastanza agevole nei
casi dimmediato e totale abbandono
(Wuayra), ma ben pi complessa in
presenza di una presenza insediativa
continua (Kerak), se non, addirittura, di
preesistenze (Shawbak). evidente
come tutto ci ampli il campo operativo,
che si estende dalla conservazione del
rudere al restauro architettonico, dal restauro urbano fino a quello territoriale,

34

ponendo questioni sostanzialmente diverse sia sotto il profilo critico che sotto
quello metodologico.
Nellambito dellattivit di ricerca svolta
nellarea della Transgiordania, una prima fase di lavoro ha riguardato il castello di Wuayra, per il cui restauro, dopo
una fase di rilevazione diretta e sulla
base delle indagini archeologiche,
stato messo a punto un progetto di
massima. Tale progetto ha affrontato
tre livelli dintervento. Il primo riguarda
la conservazione del testo architettonico che, come detto, si presenta oggi
nello stato di rudere. Di conseguenza
gli interventi previsti vengono ad assumere il prevalente carattere di consolidamenti murari e fondali, da attuarsi sia
con sistemi tradizionali sia con tecniche
moderne. Minime le proposte integrative, circoscritte alla riproposizione, con
materiale diverso, del portale daccesso alla cerchia muraria, per il quale si
conservano indizi sufficienti a livello di
fondazione e dimposta dellarco, e alla
parziale ricostruzione, tramite anastilosi, del catino absidale della chiesa intramurale. Diffuso, infine, lintervento di
restauro dei paramenti lapidei, particolarmente complesso a causa dellinconsistenza dei leganti argillosi. Al secondo livello progettuale, relativo ai
percorsi interni ed esterni del castello,
pertiene il compito assai delicato di offrire, tramite opportuni angoli di visuale
e utili supporti informativi, la percezione
dellimpianto fortificato originario, lapprezzamento delle sue funzioni strategiche e del suo rapporto con il territorio
circostante e con il sistema fortificato
petrense. Il terzo livello, cui sar dedicato un apposito contributo, concerne
invece lo studio per ledificazione di un
visitors centre, situato a margine del
complesso fortificato. Esso dovr svolgere compiti sia ricettivi che didattici,
tramite documentate informazioni storiche, modelli e ricostruzioni virtuali del
castello di Wuayra.

1
Il sistema di accesso al castello di Wuayra
2
Progetto di restauro per la chiesa e la torre
ovest del castello di Wuayra
3
Larea sacra a fianco della chiesa di Wuayra
a seguito dei restauri effettuati dalla Direzione
delle Antichit Giordane
4
Tombe crociate scavate nella roccia in
prossimit dellaccesso alla chiesa di Wuayra

35

Nicola Santopuoli
UNIVERSIT DEGLI STUDI DI FERRARA
NUB LAB

Il castello di Harim in Siria: rilievo e diagnostica


Il castello di Harim si trova nel nord della Siria, nellalta vallata dellOronte ai
confini con la Turchia. La sua posizione
strategica sulla sommit di un tell, una
collina artificiale dovuta alla sovrapposizione nei millenni di pi insediamenti
umani, e prospiciente a nord la piana di
Amuq, lo ha reso teatro di numerose
contese fra crociati e saraceni.
Il tell, circondato dallabitato di Harim
con le caratteristiche case colorate
con tonalit blu, si trova a circa 20 km
dal punto di attraversamento dellOronte lungo lasse Aleppo Antiochia. Le sue pareti nord, est ed ovest
sono rivestite da un monumentale glacis, una massicciata medievale in pietra, ed in parte isolato dal villaggio
circostante da un largo fossato parzialmente scavato nella roccia.
I crociati riusciranno a espugnare la fortezza nel 1157 che, poi, verr ripersa
nel 1164, per mano di Nour ed Din (dinastia zengide) A questo periodo risalgono i resti di una cinta muraria con torri in cui sono inseriti numerosi pezzi di
recupero bizantini, sempre al di sotto di
strutture ayubbidi. sotto gli Ayubbidi,
infatti, che il castello assume le sembianze attuali, grazie alla costruzione
della seconda cinta muraria, dellattuale porta dingresso tra due torri e del
corridoio, originariamente coperto, che
da essa diparte e conduce ad un ridotto fortificato sul versante opposto della
collina. Da questo passaggio si diramano cunicoli che portano ad un hammam
(bagno) e ad una piccola moschea.
Sempre di questo periodo la ristrutturazione del centro residenziale.
Negli anni ottanta il castello fu parzialmente
scavato, eliminando la documentazione delle
fasi del castello mamelucca (XIV-XV sec.) ed
ottomana, epoca in cui il sito sub un progressivo abbandono fino al formarsi di un villaggio, che ne riutilizzava parzialmente le rovine.
Nel 1998 nato il Progetto Harim, frutto
di una collaborazione italo-siriana, con
il proponimento di indagare, studiare e
valorizzare il complesso fortificato.
Le parti del castello medievale giunte

36

sino a noi non sono in buone condizioni di conservazione. Le campagne di


scavo del 1999 e del 2000 hanno interessato la porta principale, il corridoio
daccesso, lhammam e lo stesso ridotto fortificato di sommit. Lo scopo
di questi primi lavori era la ricostruzione dei processi insediativi sul sito fino
ai nostri giorni e lo studio degli interventi architettonici del castello, al fine
di datarne le varie fasi. Lindagine
stata estesa anche ai materiali, allo
stato conservativo delle strutture, al
territorio circostante ed ai suoi insediamenti medievali.
Fino a questo momento stata effettuata una campagna di indagini preliminari, caratterizzata da rilievi, osservazioni e saggi che hanno consentito
lindividuazione dei materiali e del loro
stato conservativo. Tali studi hanno
permesso lindividuazione delle zone in
cui effettuare gli approfondimenti sulla
caratterizzazione dei materiali e delle
finiture della struttura muraria e lo studio della situazione statica (in corrispondenza di parti pericolanti).
Il complesso fortificato, comprende
numerosi ambienti, adibiti a diverse
funzioni fra cui quelle militari e quelle
residenziali, oltre a una moschea. Le
murature originali sono in conci di pietra calcarea legati da malta di calce:
blocchi regolari per le strutture portanti, squadrati nel caso della cortina muraria esterna, irregolari per le opere di
riempimento.
Attualmente la maggior parte del paramento della cinta muraria si trova in uno
stato di avanzato degrado superficiale,
che interessa la totalit dei fronti, con
zone localizzate di dissesto statico.
Inoltre, viene segnalato il forte degrado ambientale che presenta il largo
fossato, scavato nella roccia, che circonda parzialmente il tell, attualmente
utilizzato come discarica a cielo aperto; di conseguenza, esso richiede un
adeguato intervento di bonifica e di risanamento.

1
Saggi di restauro sulle strutture murarie
2
Paramento murario a grossi blocchi con
evidenti interventi recenti
3
Resti delle strutture murarie dellhammam
(terme), risalenti alloccupazione saracena
4
Veduta panoramica del castello collocato
sulla sommit del Tell
5
Lacerti di paramenti murari parzialmente
interessati da crolli

37

Luigi Marino
UNIVERSIT DEGLI STUDI DI FIRENZE
DIPARTIMENTO DI RESTAURO E CONSERVAZIONE DEI BENI ARCHITETTONICI

Lopus gallicum nei castelli del vicino oriente


Il murus gallicus un singolare apparecchio murario descritto da Cesare a
proposito dellassedio di Avaricum nel
52 a.C. La presenza di molti manufatti
apparecchiati con barre di legno poste
trasversalmente e longitudinalmente
allo spessore nelle murature stata oggetto di osservazioni e analisi dalla
met del XIX secolo (de Caumont a Vertault; Castagn nello scavo delloppidum di Murcens, de la No e, ancora
prima, Rondelet) ma soltanto dopo la
seconda guerra mondiale sembra aver
ricevuto unattenzione adeguata (Wheeler, Richardson, Cotton, Dechelette,
de Board, Wilcox) con lestensione
delle indagini e delle scoperte anche al
di fuori della Francia.
La costruzione di bastioni in terra e legno, di epoca celtica e gallica, si basa su
due modelli principali: il bastione a scarpata massiccia (tipo Fcamp) e il bastione a struttura lignea interna (di questi ultimi sono conosciute diverse varianti).
La disposizione di elementi lignei non
trova concordi gli studiosi sulleffettivo
contributo statico che pu fornire alle
strutture murarie. Lo sfalsamento degli
elementi lignei e la struttura a telai sovrapposti garantiscono, comunque, una
buona omogeneizzazione con la massa
interna e una sufficiente elasticit di tutto il sistema capace, nella pratica, di distribuire meglio i carichi verticali (peso
proprio del muro e delle sovrastrutture),
di ammortizzare le sollecitazioni verticali
(colpi di ariete) e di contenere eventuali
traslazioni di parti a causa di escavazioni
al piede (lavori di mina). La funzione degli elementi lignei riguarda il presidio
temporaneo in corso di costruzione e il
rinforzo permanente per le strutture.
Lopus gallicum sar impiegato, sia pure
con modalit relativamente diverse, nel
Medioevo per la costruzione di opere
fortificate temporanee o stabili in terra e
legno ma anche per quella di murature
lapidee a secco o legate con malta e
sar esteso, non di rado, anche a edifici
civili. Un grande impiego sar riservato
alla costruzione di opere che prevedono

38

vasti movimenti di materiali, basati prevalentemente su un riporto di terra (agger) e una palizzata (pastophorium) nelle
strutture in terra costipata (come le motte) e in alcune opere nellepoca di passaggio verso fortificazioni in pietra. Limpiego di elementi lignei nelle murature,
per, verr riproposto con una certa frequenza anche in apparecchi murari totalmente in pietrame legato con malta.
Di particolare interesse sar ladozione
di soluzioni costruttive nelle murature
medievali basate sullimpiego di barre
lapidee (esempi particolarmente significativi saranno presenti nellaltopiano
dellHouran, tra Giordania e Siria in epoca bizantina nelle cosidette strutture all
stone dove elementi lapidei di basalto
saranno impiegati come collegamento
tra i due paramenti dei muri) ma anche in
alcune opere fortificate del limes romano-bizantino (qasr al-Hallabat, per
esempio e Azraq). Nella costruzione delle opere fortificate di epoca crociata in
Terra Santa verranno impiegati fusti di
colonne di epoca romano-erodiana, di
cui larea abbondava, apparecchiati su
livelli diversi con risultati strutturali di
grande efficacia (si pensi a Cesarea,
Ascalon e Sidone dove fusti di colonne
sono reimpiegati con sistematicit oppure a Kerak o Betlemme dove sporadiche colonne sono state utilizzate come
collegamento tra cortine contrapposte
dello stesso muro). La stessa soluzione
stata adottata nel castello delle 40 colonne a Paphos (Cipro) e in alcune opere
fortificate dopo la riconquista musulmana (Aleppo, Bosra, Palmira, Amman )
con funzioni e comportamenti strutturali
fondamentalmente molto simili a quelli
dellopus gallicum. Lattenzione riservata alla soluzione costruttiva testimoniata dalla cura con cui sono apparecchiate le murature in corrispondenza
delle testate delle colonne e, indirettamente dal cronista Maqrizi quando, a
proposito della presa di Cesarea da parte di Beibars (1265), osserva come le
murature armate abbiano ben resistito ai
lavori di demolizione.

1
Le strutture del porto crociato di Beirut
presentano rinforzi con spezzoni di colonne
2
Colonne monolitiche impiegate con funzione
di collegamento (a intervalli regolari,
sovrapposti e incrociati) tra le due cortine nelle
strutture crociate del castello di Cesarea
3
Limpiego di colonne nelle murature della
fortificazione di Aleppo

39

Cesare Cundari, Laura Carnevali


UNIVERSIT DEGLI STUDI DI ROMA LA SAPIENZA
DIPARTIMENTO DI RILIEVO, ANALISI E DISEGNO DELLAMBIENTE E DELLARCHITETTURA

Dal rilievo al progetto attraverso le problematiche


attuali della conservazione:
il caso di un castello normanno
La cittadina di Carinola, nellAlto Casertano, caratterizzata da preziose
testimonianze architettoniche non ancora sufficientemente indagate. Le
maggiori di esse attengono al periodo
dinfluenza catalana coincidente,
ovviamente, con il dominio aragonese
ma vi sono presenti anche episodi
architettonici depoca precedente di
indubbio interesse per la storia dellarte. Il ricco patrimonio culturale dellintero territorio comunale stato oggetto di una attenta campagna di documentazione rivolta agli edifici di
maggiore interesse oltre che di un
programma di valorizzazione che, redatto ormai da diversi anni, solo recentemente ha visto concludersi il primo degli interventi previsti, il restauro
del palazzo Novelli (gi Petrucci) destinato a sede del Museo della citt e
del territorio. Tra gli interventi principali che il programma prevede v anche il restauro ed il recupero funzionale del Castello baronale che vede la
sua origine in et normanna, e che era
caratterizzato da torri angolari, cammini di ronda ed un maschio a pianta
quadrangolare; era stato realizzato
molto probabilmente utilizzando preesistenti strutture difensive ed oggi si
presenta fortemente mutilo ancora per
le conseguenze del gi lontano secondo conflitto mondiale.
Tuttavia, pur con le sue demolizioni, si
leggono con tutta evidenza le sue parti
caratterizzanti cos come sono perfettamente deducibili, dalla tessitura dei
paramenti murari, i caratteri costruttivi
delle parti distrutte; insomma, si pu ritenere che, sulla base di un accorto intervento cos come avvenuto nel
caso del Palazzo Novelli sia perfettamente recuperabile a nuove funzioni
tutta lantica struttura pur se con alcune
integrazioni da realizzare, in ogni caso,
evitando accuratamente il rischio di falsificazione. Peraltro la configurazione
del Castello pu essere anche desunta
dallApprezzo di Carinola redatto nel
1692, in cui viene descritto con un im-

40

pianto pseudo-triangolare, con una


corte centrale con cisterna, una torre
detta la Castellina e stanze dislocate
su due livelli con una ampia scala lapidea che consentiva di raggiungere il
piano superiore. Lantico organismo si
sviluppava addossato alla cinta muraria
inglobando una delle torri di guardia; si
articolava molto probabilmente almeno
con un livello interrato (possibile per il
forte dislivello superato dalla cinta muraria); ne restano oggi la possente torre
quadrangolare, la struttura muraria
esterna sulla quale si leggono chiaramente le tracce della sequenza di volte
a crociera che coprivano i due livelli;
limpianto murario planimetrico nascosto in un masso di cemento che, allinizio della seconda met del secolo
scorso, fu realizzato per proteggerlo in
attesa di un intervento di restauro sempre auspicato ma mai realizzato.
Nel quadro del programma di valorizzazione stato predisposto un progetto di restauro per il quale si attende il
necessario finanziamento per il completo recupero delledificio; sar possibile, cos, recuperare dellantico e
ricco patrimonio architettonico una significativa testimonianza di architettura fortificata che si potr affiancare a
quelle gi funzionanti di tipo religioso
(la Cattedrale) e civile (palazzo Novelli).
utile segnalare, infatti, linteresse che
un programma di valorizzazione contempli il recupero di beni anche di differente carattere e quindi suscettibili,
nella rifunzionalizzazione, di destinazione duso complementari; questo
un aspetto di particolare importanza in
una epoca in cui le risorse economiche
non sono certo inesauribili.

1
Limmagine mostra il sistema costruttivo delle
volte che caratterizza lantico edificio
2
Veduta laterale con la torre quadrangolare e il
corpo antistante
3
Veduta della corte interna prima delle
distruzioni belliche
4
Veduta della parte principale del Castello

41

Carlo Mocenni
UNIVERSIT DEGLI STUDI DI FIRENZE
DIPARTIMENTO DI PROGETTAZIONE DELLARCHITETTURA

Progettare nel deserto di pietra:


Visitors Centre a Wadi Mousa
Le ricerche archeologiche, lo studio e il
rilievo delle testimonianze architettoniche, le prime ipotesi di restauro, hanno
consentito di predisporre un progetto,
che si colloca a conclusione, ma in
stretta connessione con le ricerche finora svolte, si sviluppa su due piani:
uno, di carattere territoriale, riguarda il
recupero e la valorizzazione degli antichi percorsi interni al sistema fortificato
petrense, e, in particolare, al castello di
Wuayra che, di quel sistema, costituiva
la principale roccaforte; laltro, di carattere architettonico, concerne la realizzazione di un Visitors Centre.
Il primo piano, come accennato, mira a
rivitalizzare gli antichi percorsi, rendendo i castelli della valle pi agevolmente
accessibili (al-Habis, Jabal Atuff, Jabal
al Kubtha), collegandoli fra loro e, risalendo i canaloni rocciosi naturali, con il
soprastante castello di Wuayra, per il
quale sono stati individuati tre percorsi
interni con relativi punti di sosta e osservazione. Al riguardo, il progetto si
sviluppato sia a livello di fattibilit, con
lindividuazione degli itinerari, da percorrere in parte a cavallo, in parte a piedi, sia a livello di progettazione di strutture leggere, per consentire la percorrenza e il superamento di terreni
disagevoli o delle aree archeologiche,
senza interferire con esse. A tal fine si
provveduto a ideare una passerella metallica a moduli componibili con appoggi a terra telescopici registrabili, in grado di consentire ladattamento ai notevoli dislivelli presenti nel percorso.
Al secondo piano, relativo alla realizzazione del Visitors Centre, sono affidati
compiti specifici non solo per quanto
riguarda laccoglienza e il ristoro dei visitatori impegnati negli itinerari a diversa scala (il castello di Wuayra, il sistema fortificato di Petra, lantica via dei
Re), ma anche la creazione di uno spazio museale fornito di supporti didattici, sia documentari che informatici (reti
internet e intranet per luso di palmari),
utili alla comprensione della storia e
delle testimonianze archeologiche e ar-

42

chitettoniche dellarea.
Il progetto del Visitors Centre ha avuto
come principali parametri lubicazione
tenuto conto della viabilit e il vicino
castello di Wuayra, la forma esteriore
in rapporto con le singolari valenze
ambientali e architettoniche del sito, le
esigenze di carattere distributivo, funzionale e impiantistico in funzione della realt locale. Realizzato in parte
scavando un anfiteatro roccioso naturale sito fra il castello e la strada, il
nuovo edificio, sfruttando linclinazione del terreno, non superer la quota
di questultima e rimarr quasi invisibile dal castello. Esso si comporr sostanzialmente di due fulcri, posti a diversi livelli: una piazza, accessibile
dalla via e destinata a un piccolo mercato etnico e una corte interna, dove
sono ubicati servizi igienici, bar, ristorante, shops, biglietteria, e, infine, di
un piano intermedio, ove si trovano il
museo, lauditorium, con annesse salette multimediali, gli uffici.
Allinterno, la struttura offre ampi spazi
fra loro collegati e permeabili, grazie
alla presenza di strutture portanti puntiformi (pilastri a forma di albero) e alla
luce diffusa e filtrata, cos da offrire al
visitatore la percezione immediata delle sue svariate funzioni. Allesterno il
disegno elementare, una sorta di parallelepipedo regolare, pressoch privo di aperture laterali e rivestito con ricorsi di pietra locale, svela la sua immediata identit e il suo ruolo, senza
cedere a imitazioni, analogie o interferenze con il contesto, anche grazie alla
sua ubicazione. Solo sul prospetto
ovest, verso la valle di Petra, larchitettura caratterizzata da una grande griglia modulare costituita da lamine metalliche componibili, disposte a formare un disegno geometrico a maglia
larga, di gusto orientaleggiante, con
funzioni di frangisole.
La grande terrazza sommitale consente, infine, la vista panoramica dei luoghi e dellantistante castello crociato
di Wuayra.

1
Planimetria del castello di Wuayra con
individuazione dei percorsi di accesso e di
servizio al Visitor Centre
2-3
Prospetto e sezioni del Visitor Centre
4
I resti del castello di Wuayra inseriti nel
paesaggio
5
Piazzale antistante il castello di Wuayra

43

Giacomo Pirazzoli
UNIVERSIT DEGLI STUDI DI FIRENZE
DIPARTIMENTO DI PROGETTAZIONE DELLARCHITETTURA

Paesaggio, Archeologia, Progetto contemporaneo


Il lavoro che qui presentiamo stato
sviluppato nellambito del programma
CNR-Agenzia 2000 Identit mediterranea: unit e fratture fra antico e moderno con il titolo: Il caso dellinsediamento agricolo romano dellAcquarella in
lucchesia: museificazione o integrazione nel territorio?
La ricerca muove da una occasione reale, neanche troppo rara in Italia, il rinvenimento di resti archeologici parte di
una fattoria romana emersi a seguito
di un intervento di edificazione privata,
la classica casetta di lottizzazione. La
particolarit del lavoro che ha incontrato la disponibilit del Comune di Camaiore e della Soprintendenza per i
Beni Archeologici della Toscana forse nellaver assunto in estrema ipotesi
come dati progettuali sia i resti archeologici che i resti di nessun pregio delledificio che era in corso di realizzazione. Una situazione di paradossale compresenza quella che viene esplorata
con gli strumenti del progetto contemporaneo, cercando di individuarne e forzarne i limiti ed i contorni; cos la pubblicazione che ne abbiamo cavato una
sorta di album, pi che un libro porta
laltisonante titolo Paesaggio, archeologia, progetto contemporaneo, con
un pi calibrato sottotitolo, specificato
allinterno: Un sistema museale attorno al sito dellAcquarella.
Tutto il lavoro costruito come un percorso, in omaggio a quella idea di sistema che ormai da un decennio stiamo
praticando in diverse occasioni professionali, di ricerca e didattiche. Dal
mare, attraverso i canali, ripercorrendo
la vicenda storica della regimazione
delle acque e della bonifica, una vera e
propria narrazione del paesaggio
quella che cerchiamo di mettere in opera risalendo verso monte: con un sistema di traguardi ottici e capisaldi che rimandano ai luoghi notevoli del territorio, induttivamente proposti e pensati
quasi come opere darte mutuati dalla
lingua e dal percorso di alcuni importanti artisti contemporanei, viene ri-co-

44

struita una trama possibile. Unidea di


presente continuo soprintende in qualche modo a questo ragionamento
Con questa premessa, i manufatti dellAcquarella sia quello archeologico
che quello attuale non vengono dunque pi letti come punti isolati da musealizzare separatamente e indipendentemente dal contesto, quanto
piuttosto come occasioni per la valorizzazione nellambito di un pi vasto
e complesso itinerario. In questa logica il frammento di manufatto contemporaneo incompiuto evidentemente
brutto, viene conservato e trasformato fino a diventare uno strumento per
losservazione dello scavo archeologico evidentemente bello. Quei quattro
lacerti di muro di calcestruzzo, fatti
senza cura n misura, divengono quasi
un object trouve, ricompresi allinterno del sistema a scala territoriale, accettati quale testimonianza di un presente un po cos. Non per mancato
esercizio di scelta o per indifferente
conservazione: non tutto deve essere
conservato, chiaro; tuttavia, per converso, nemmeno tutto deve essere demolito. Piuttosto, molte cose possono
essere trasformate con gli strumenti
del progetto: cos quel che resta di una
casa improbabile diviene parte di un
percorso; e non esiste pi in quanto
frammento in s, ma entra a far parte
di un ordine diverso, e diverso, altro,
diviene il suo significato rispetto alle
presenze archeologiche. Chiaramente
il lavoro, pur intendendo offrire una visione operativa, non ha carattere di
progetto esecutivo anzi rinuncia in
modo programmatico alla definizione
costruttiva dei singoli elementi, preferendo, come nello specifico delle coperture per lo scavo, riferirsi ad un
caso di musealizzazione di un sito
pseudo-archeologico affrontato e realizzato al Forte di Pozzacchio, in Trentino, dove il percorso di avvicinamento al manufatto stato rafforzato da
alcuni interventi di messa in evidenza
di rovine pertinenti.

Lintera ricerca stata in effetti interpretata anche quale occasione per rimettere in gioco, spesso utilizzandoli
come indicazioni e riferimenti, progetti
e realizzazioni della comunit scientifica che comprende, oltre lAutore, Paolo Zermani, Maria Grazia Eccheli, Fabrizio Rossi Prodi, Francesco Collotti e
Fabio Capanni, impegnati da oltre un
decennio ormai in alcune riflessioni
operative attorno a termini quali identit, carattere, migrazione e contaminazione, memoria, adeguatezza etc.

1
Progetto di sistemazione dei ruderi alla fattoria
romana dellAcquarella, Camaiore (LU)
2
Canalizzazioni di bonifica nella zona di
Camaiore (foto Andrea Volpe)
3
Francesco Collotti, Giacomo Pirazzoli,
Valentina Fantin,
Messa in evidenza delle rovine della Fortezza
k.u.k. di Pozzacchio, Trentino 1998-2001
Tutte le immagine sono tratte da:
Giacomo Pirazzoli, Paesaggio, archeologia,
progetto contemporaneo, a cura di Lisa Ariani
e Caterina Bini, Edizioni AllInsegna del Giglio,
Firenze 2003

45

forum
UNESCO

1
Veduta aerea del Monastero di S. Teodosio
nel deserto di Giuda

46

La sede del forum UNESCO


dellUniversit degli Studi di Firenze
Presso la sede di S. Verdiana,
piazza Ghiberti 27, 50121, FIRENZE
Da alcuni anni il Dipartimento di Progettazione
dellArchitettura dellUniversit degli Studi di
Firenze, unitamente ad altri dipartimenti della
stessa universit, sta occupandosi dei temi legati al recupero ed alla valorizzazione dei beni
culturali ed in particolare dei beni architettonici e dei siti di interesse archeologico
Il rilievo dellarchitettura e dellambiente urbano, oltre che del territorio in senso lato, si propongono come formidabili strumenti di indagine per la conoscenza, la registrazione, la lettura
e la discretizzazione di tutto un universo di dati
e segni prodotti dalla storia e dalla cultura in
una determinata area geografica. Operazioni di
rilevazione attenta costituiscono altres la base
conoscitiva fondamentale per lesercizio di attivit critiche ed interpretative legate alla formazione ed allo sviluppo di un determinato sito,
insediamento, citt o territorio, oltre che per la
previsione dei necessari interventi di conservazione, restauro e volorizzazione del sito steso.
Le esperienze condotte, in ambito scientifico,
hanno consentito la messa a punto di metodologie operative per indagini finalizzate alla corretta comprensione delle architetture, dei complessi di interesse storico ed archeologico, degli ambienti urbani, del territorio e dei contesti
storici, culturali ed ambientali rilevati, fornendo
strumenti essenziali per la lettura critica e la valutazione attenta degli interventi di conservazione e restauro.
La Facolt di Architettura dellUniversit degli
Studi di Firenze aderisce al programma dellUNESCO che la vede da oggi sede del Forum.
Il Forum UNESCO un progetto di salvaguardia e tutela del Patrimonio Mondiale individuato dagli elenchi UNESCO. Il programma prevede nelle oltre cento attivit, la conoscenza del
patrimonio locale e promuove studi, approfondimenti metodologici ed interventi per la sua
preservazione attuando un catalogo specifico
dei beni in salvaguardia.
Con la collaborazione delle sedi universitarie di
tutto il mondo il Forum UNESCO si prefigge
lobbiettivo di sensibilizzare gli studenti alla
conservazione del Patrimonio Culturale dellUmanit.
Tramite Workshop universitari, meeting tematici
come gi stato fatto in questi ultimi quattro
anni, si vogliono affrontare le tematiche per sviluppare le professionalit adatte al recupero ed
alla salvaguardia delleredit storico artistica dei
diversi paesi del mondo.

Il Forum UNESCO, vuole connettere due grandi


realt della cultura come il Patrimonio e le Universit del mondo, tramite una rete interfacciata in un network specifico, dove si possano
scambiare informazioni, cercare e trovare risorse competenti, promuovere ed agevolare la diffusione delle ricerche in un ambito di cooperazione internazionale che ha per oggetto solo ed
esclusivamente la salvaguardia della cultura.
Il futuro sono i giovani, e questi, condotti dai
propri professori, avranno la responsabilit
sempre pi grave di sostenere leredit del passato con la sensibilit, lattenzione ed il rispetto
che oggi abbiamo il dovere di insegnargli.
Scopo della sede la promozione delle attivit
didattiche istituzionali della Facolt di Architettura e dellintera Universit di Firenze, e lo sviluppo di corsi, stages formativi, workshop specifici, attivit di ricerca, manifestazioni espositive e pubblicazioni scientifiche legate ai temi
della conoscenza, della conservazione e della
valorizzazione del patrimonio culturale. Siti archeologici come Petra, oggetto degli studi presentati in questo volume, fanno parte degli
specifici interessi della nuova sede fiorentina
del Forum, oltre ai temi specifici della documentazione e della conservazione dei centri
storici e dei monumenti tutelati dallUNESCO.
Riferimenti
http://www.forumunesco.upv.es

47

UNIVERSIT DEGLI STUDI DI FIRENZE - DIPARTIMENTO DI PROGETTAZIONE DELLARCHITETTURA


Direttore - Marco Bini - Sezione Architettura e Citt - Gian Carlo Leoncilli Massi, Loris Macci, Piero Paoli, Ulisse Tramonti, Alberto Baratelli,
Antonella Cortesi, Andrea Del Bono, Paolo Galli, Bruno Gemignani, Marco Jodice, Maria Gabriella Pinagli, Mario Preti, Antonio Capestro, Enzo
Crestini, Renzo Marzocchi, Enrico Novelli, Valeria Orgera, Andrea Ricci - Sezione Architettura e Contesto - Adolfo Natalini, Giancarlo Cataldi,
Pierfilippo Checchi, Stefano Chieffi, Benedetto Di Cristina, Gian Luigi Maffei, Guido Spezza, Virginia Stefanelli, Paolo Vaccaro, Fabrizio Arrigoni,
Carlo Canepari, Gianni Cavallina, Piero DeglInnocenti, Grazia Gobbi Sica, Carlo Mocenni, Paolo Puccetti - Sezione Architettura e Disegno Maria Teresa Bartoli, Marco Bini, Roberto Corazzi, Emma Mandelli, Stefano Bertocci, Marco Cardini, Marco Jaff, Barbara Aterini, Alessandro
Bellini, Gilberto Campani, Giovanni Pratesi, Enrico Puliti, Paola Puma, Marcello Scalzo, Marco Vannucchi - Sezione Architettura e Innovazione Roberto Berardi, Alberto Breschi, Antonio DAuria, Giulio Mezzetti, Marino Moretti, Mauro Mugnai, Laura Andreini, Lorenzino Cremonini, Flaviano
Maria Lorusso, Vittorio Pannocchia, Marco Tamino - Sezione I luoghi dellArchitettura - Maria Grazia Eccheli, Fabrizio Rossi Prodi, Paolo Zermani,
Fabio Capanni, Francesco Collotti, Giacomo Pirazzoli, Elisabetta Agostini - Laboratorio di rilievo - Mauro Giannini - Laboratorio fotografico Edmondo Lisi - Centro di editoria - Massimo Battista - Centro di documentazione - Laura Maria Velatta - Centro web - Roberto Corona Assistente Tecnico - Franco Bovo - Segretario Amministrativo - Manola Lucchesi - Amministrazione contabile - Carletta Scano, Debora Cambi
- Segreteria - Gioi Gonnella - Segreteria studenti - Grazia Poli