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Titolo del percorso didattico:

Le equazioni di Maxwell: dalla teorizzazione delle onde


elettromagnetiche allopera di Marconi
Destinatari
Il percorso didattico sulle equazioni di Maxwell (dimostrazione teorica dellesistenza delle onde
elettromagnetiche!) e la successiva rivelazione e produzione delle onde elettromagnetiche viene
proposto in una quarta classe di un Liceo Scientifico con sperimentazione P.N.I. In questa
contestualizzazione i programmi ministeriali gi prevedono tutta la parte che riguarda il campo
elettromagnetico, le equazioni di Maxwell, la teorizzazione, la rivelazione e lutilizzo delle onde
elettromagnetiche (vedi premessa)

Prerequisiti
Conoscenze
Fenomeni elettrostatici, legge di Coulomb, il campo elettrico, campi elettrici dovuti a particolari
distribuzioni di cariche,
Il flusso del campo elettrico: teorema di Gauss, capacit di un conduttore,
Magneti e loro interazioni, teorema di Gauss per il campo magnetico, campo magnetico delle
correnti, interazione corrente-magnete e corrente-corrente (campi magnetici e induzione
magnetica generati da fili rettilinei, spire circolari, solenoidi), principio di Ampre,
Campi elettrici e magnetici lentamente variabili nel tempo :legge di Faraday-Neumann-Lenz e
forze elettromotrici indotte, auto induzione e mutua induzione.
Abilit
Saper analizzare un grafico,
Saper calcolare campi elettrici dovuti a particolari distribuzioni di cariche e applicare il principio
di sovrapposizione,
Saper disegnare le linee di forza dei campi elettrici e magnetici analizzati,
Saper calcolare il campo magnetico per il filo rettilineo, la spira e il solenoide percorsi da
corrente,
calcolare il flusso del campo elettrico e, se esso variabile, le forza elettromotrice indotta,
Saper utilizzare le funzioni goniometriche e la derivazione di funzioni in una variabile reale.

Obiettivi generali
Cognitivi
Far padroneggiare i concetti primi necessari, facendo emergere le difficolt concettuali e di
ragionamento dovuti anche ad una non chiara presentazione sui libri di testo,
Acquisire conoscenze, competenze e capacit per largomento proposto
Comprendere la portata storico-epistemologica delle equazioni di Maxwell,
Guidare gli allievi a confrontarsi con levoluzione tecnologica dovuta allidea di campo
nellunificazione di elettricit, magnetismo e ottica,
Metacognitivi
Suscitare linteresse e la curiosit degli studenti per la fisica,
Migliorare il proprio modo di esprimersi, usando un linguaggio adeguato al campo
scientifico,
Acquisire rigore scientifico sia nel linguaggio che nella metodologia.
Comportamentali:
Riuscire a lavorare in gruppo
1

Saper chiedere spiegazioni


Rispettare i tempi di consegna
Contribuire allo sviluppo dello spirito critico e delle capacit logiche e argomentative.

Obiettivi trasversali
Sviluppare attitudine alla comunicazione e ai rapporti interpersonali favorendo lo
scambio di opinioni tra docente e allievo,
Proseguire ed ampliare il processo di preparazione scientifica e culturale degli studenti,
Contribuire a sviluppare lo spirito critico e la capacit di riesaminare e ordinare
logicamente le conoscenze acquisite,
Saper utilizzare nello studio della fisica le competenze acquisite in altre discipline ( es:
matematica, chimica, scienze).

Obiettivi specifici
Conoscenze
Delineare le status delle conoscenze fisiche sui fenomeni elettrici e magnetici antecedenti
allopera unificatrice di James Clerk Maxwell,
Analisi storica di alcuni aspetti concettuali introdotti da Maxwell nello studio dei fenomeni
elettromagnetici,
Le equazioni di Maxwell e il loro significato,
Le onde elettromagnetiche e le loro propriet,
La rivelazione delle onde elettromagnetiche: Hertz,
Lapplicazione delle onde elettromagnetiche: Guglielmo Marconi,
Leredit di Marconi: evoluzione delle telecomunicazioni.

Competenze
Interpretare i fenomeni elettrici e magnetici della vita quotidiana, risolvere problemi che
coinvolgono il calcolo di campi elettrici e magnetici,
Definire il flusso del campo magnetico e calcolare la forza elettromotrice indotta,
Definire le principali caratteristiche di un onda elettromagnetica, come pu essere generata e
propagarsi,
Valutare limportanza delle esperienze di Hertz nella conferma della validit delle equazioni
di Maxwell,
Saper cogliere lutilit delle scoperte di Guglielmo Marconi per lo sviluppo delle
comunicazioni.

Saper fare (capacit)


Saper utilizzare ci che si appreso per affrontare in modo autonomo diverse tipologie di
problemi o situazioni fisiche anche se presentati per la prima volta.
CONTENUTI:
Unit 1 : le equazioni di Maxwell
Unit 2 : aspetti concettuali dellopera di Maxwell
Unit 3 : le onde elettromagnetiche
Unit 4 : Hertz e la rivelazione delle onde elettromagnetiche
Unit 5 : Gugliemo Marconiverso la telegrafia senza fili
Unit 6 : le telecomunicazioni oggi: leredit di Marconi

MAPPA CONCETTUALE
PREREQUISITI
CONTRIBUTO DI
MAXWELL

LEGGE
DELLINDUZIONE

CONSEGUENZE

TEOREMA DI GAUSS
PER IL MAGNETISMO
TEOREMA DI GAUSS
PER IL CAMPO ELETTRICO

SINTESI
DI MAXWELL

EQUAZIONI DI MAXWELL:
UNIFICAZIONE DI
ELETTRICITA, MAGNETISMO
E
OTTICA

LEGGE DI AMPERE
PER IL MAGNETISMO
CORRENTE DI
SPOSTAMENTO

LE ONDE
ELETROMAGNETICHE

LA RIVELAZIONE
DELLE ONDE
ELETTROMAGNETICHE
(HERTZ)

LAPPLICAZIONE DELLE ONDE E.M.


NELLA TELEGRAFIA SENZA FILI
(MARCONI)

METODOLOGIA DIDATTICA.
GENERALITA: struttura del lavoro
Il lavoro si sviluppa come segue: una premessa, 2 unit di presentazione delle equazioni di
Maxwell approfondendo il loro significato scientifico e culturale, 3 unit che prendono lo spunto
direttamente dalle equazioni (una sulle onde elettromagnetiche, una sui lavori di Hertz e una su
Marconi), mentre la sesta e ultima unit riguarda brevemente le telecomunicazioni oggi. Il percorso
didattico propone lezioni dialogiche, discussioni in classe ed esperimenti dimostrativi.
Le dimostrazioni pratiche sono di diverso tipo: alcune ricalcano, con materiale moderno, le antiche
esperienze, altre sono esperienze divulgative di comprensione immediata per sottolineare concetti
importanti. Alcuni degli esperimenti possono essere eseguiti dagli studenti stessi, altri, che pur
coinvolgono gli studenti, richiedono lintervento del docente o di un tecnico (soprattutto per motivi
di sicurezza).
Potr forse sembrare strano usare una ingombrante strumentazione per evidenziare fenomeni
che tutti osserviamo quotidianamente e con apparati ben pi sofisticati (e user-friendly), quali
cellulari, tv, radio e altri gadget elettronici, ma, quella che rapportata alla moderna tecnologia pu
apparire "rudimentale semplicit", rappresenta, al fine didattico, un autentico punto di forza.
PREMESSA
Largomento viene presentato in una lezione-premessa a carattere generale e con riferimenti storici.
Si inizia introducendo direttamente le quattro equazioni di Maxwell, nella loro moderna
formulazione, con una diapositiva in power point: tale diapositiva servir ad innescare una
discussione per comprendere le pre-conoscenze degli studenti sullargomento.
Si inserisce poi un breve discorso a carattere storico-scientifico , per mettere in evidenza le
conoscenze scientifiche sui fenomeni elettrici e magnetici al tempo di Maxwell e come egli riusc
ad ordinarle e a formulare una teoria unificatrice, la teoria elettromagnetica.
Si avvisano gli studenti sul carattere dirompente di tale teoria rispetto le idee dellepoca,
delliniziale incomprensione dei contemporanei e dellazione chiarificatrice e di divulgazione
dovuta a Hertz. L importanza scientifica suffragata riportando parole di importanti scienziati
come Feymann, Hertz e altri. Si informano gli studenti della basilare relazione che questa teoria
ha con la scienza e la tecnologia moderna, con particolare riferimento al mondo delle
telecomunicazioni.
Lo scoglio della formulazione matematica superato come segue. Si scelto di presentare
inizialmente una versione volutamente semplificata delle equazioni di Maxwell al fine di
salvaguardare per prima cosa i contenuti fisici da esse veicolate nel tentativo di evitare che gli
studenti si perdano nella comprensione della sola forma matematica. Una volta verificata la
comprensione dei concetti fisici fondamentali in esse contenuti si prosegue presentando anche una
versione pi complessa (contenente almeno la derivazione)
UNITA 1
Lattenzione degli studenti va concentrata sulle prime tre equazioni e su una parte dellultima
equazione, dimostrando che si riferiscono a fenomeni e leggi fisiche gi studiate e precisamente il
teorema di Gauss per il campo elettrico e per il campo magnetico, la legge sulle forze elettromotrici
indotte e la legge di Ampre.
Per coinvolgere gli studenti nel ripasso e, nello stesso tempo, colmare le eventuali lacune pregresse,
possibile servirsi di strumenti didattici diversi: un esercizio numerico nel caso del teorema di
Gauss per i campi elettrici; un riferimento anche pratico allesperimento sulla calamita spezzata e
luso di due apparati dimostrativi-divulgativi sulle leggi di Farady-Lenz e di Ampre, di immediata
comprensione. Gli aspetti interessanti di un tale approccio si evidenziano sotto vari aspetti:
permettono al docente di sottolineare come le equazioni siano importantissime,

mette gli studenti nelle condizioni di arrivare da soli (o con un piccolo imput) ad
identificare le prime tre come scritture che veicolano concetti gi precedentemente studiati,
permette un ripasso pi veloce e produttivo dei prerequisiti.
Lo sviluppo matematico delle relazioni che regolano i fenomeni evidenziati dai due apparati pu
essere presentato solo in caso di interesse, dato il carattere di ripasso dei prerequisiti di questa parte
dell unit.
Le equazioni suddette verranno poi descritte singolarmente, ma piuttosto brevemente, come ripasso
dei pre-requisiti sia nel loro contenuto fisico, sia dal punto di vista storico-epistemologico.
Il paragrafo Verso la legge di Ampere -Maxwell mette in evidenza quali siano state le parti
originali fondamentali introdotte da Maxwell nella legge di Ampre: si introduce la corrente di
spostamento, con la dimostrazione teorica che si trova nei testi classici. Nello sviluppo della
lezione si mette in evidenza la base del ragionamento di Maxwell - la presenza di asimmetrie nel
blocco di equazioni- e si sottolineano due degli effetti dirompente dellaggiunta del termine
mancante:
a) i campi magnetici ed elettrici sono due parti inscindibili di un nuovo campo che Maxwell chiama
campo elettromagnetico;
b) un campo magnetico variabile genera un campo elettrico e viceversa: i campi non sono dovuti
solo a cariche elettriche o a magneti!
Nelle conclusioni dellUnit 1 si riprendono le equazioni con riquadri che ne sottolineano le basi
concettuali. Come nota si suggerisce di specificare che questo dato non laspetto delle equazioni
fornito da Maxwell, ma quello che ci serve per gli sviluppi successivi.
UNITA 2
Questa unit, di tipo dialogico, si sofferma sugli aspetti storici e su quelli concettuali del lavoro di
Maxwell, mettendo in evidenza il suo modo di lavorare, citando le sue pubblicazioni (di cui si
possono far leggere alcuni piccoli tratti, magari in inglese come lavoro interdisciplinare). Questa
unit ha un carattere culturale importante perch lobiettivo che Maxwell si propone pu essere
presentato con le parole dello stesso Maxwell, perch si pu dare conto dello sviluppo della ricerca,
di come le idee, i concetti, i dati sperimentali e lo stato delle conoscenze scientifiche dellepoca, si
uniscano nella mente dello scienziato per arrivare alla formulazione finale della teoria, che va poi al
di l della scienza dellepoca. Si sottolinea che Maxwell, pur prevedendo matematicamente le onde
elettromagnetiche non ebbe tempo di rivelarle.
Laltro aspetto importante da sottolineare la novit introdotta nel concetto di modello.
Prima di Maxwell i modelli erano analogie per lo pi meccaniche del fenomeno in esame, qui
invece il modello costituito dalle stesse equazioni. Queste - proprio come un modello meccanico
analogico - sono descrittive di fenomeni, ma la loro capacit di predittiva va ben oltre un modello
meccanico.
UNITA 3
LUnit 3 inizia con una revisione di concetti gi studiati dai ragazzi: il concetto di onda e le sue
caratteristiche, le differenze tra le onde che si propagano e le onde stazionarie. La misconcezione
da combattere nel concetto stesso di onda: la rappresentazione sinusoidale la rappresentazione
di unonda speciale (di una sola frequenza), ma le onde possono essere molto diverse (teorema di
Fourier) ed avere rappresentazioni matematiche non sinusoidali.
Successivamente si introducono le caratteristiche di unonda elettromagnetica, il suo carattere
trasversale e le sue altre caratteristiche. Riprendendo in considerazione la terza equazione di
Maxwell, si segue il ragionamento con cui Maxwell arriv a dedurre matematicamente a
considerare la luce come onda elettromagnetica. Opportuna a questo punto la visione - e
discussione- di una delle tante animazioni presenti in Internet sulla propagazione dellonda
5

elettromagnetica. In questo contesto la possibilit di utilizzare Internet, opportunamente ed in modo


guidato, pu essere per lo studente un valido supporto, non solo per ridurre gli aspetti pi tediosi e
ripetitivi dellapprendimento della fisica ma anche come potenti strumenti di ricerca e di
visualizzazione.
Segue la revisione dello spettro elettromagnetico, magari con una discussione che valorizzi ( e
corregga) le conoscenze pregresse degli studenti. Usando una delle tante rappresentazioni grafiche
che si trovano in Internet si fa notare che esistono due (o tre scale), che queste non sono lineari e
che lestensione in lunghezza donda (o Frequenza) coperta dallo spettro em completo enorme.
(un modo per far ricordare questo di far scrivere le lunghezze donda estreme in metri, con tutti gli
zeri) e che il range del visibile veramente ristretto.
UNITA 4
Lunit 4 dedicata ai lavori di Hertz, lo scienziato che conferm la teoria di Maxwell e contribu
in maniera fondamentale alla divulgazione delle idee di Maxwell.
La lezione (dialogica con alcuni esperimenti dimostrativi) analizza le importanti esperienze di
laboratorio di questo scienziato, opportunamente descritte, interpretate secondo le conoscenze
accreditate e confrontate con linterpretazione data secondo le conoscenze dellepoca: la rivelazione
di unonda elettromagnetica, la possibilit di trasmettere un segnale a distanza, la possibilit di
trasmettere una informazione a distanza..tappe fondamentali che hanno permesso,
successivamente, gli sviluppi introdotti da Augusto Righi prima e da Guglielmo Marconi poi.
Gli esperimenti dimostrativi sono: Esperienze ispirate allapparato di Hertz (come ripetere
lesperienza di Hertz con un rocchetto di Ruhmkorff, uno spinterometro e anche con una pila e una
radio) i Fili di Lecher (in cui si tratta di onde stazionarie), Trasmissione per accoppiamento
induttivo di un campo magnetico oscillante (la componente magnetica dellonda pu essere
intercettata, deviata e trasporta energia).
Utili risultano le animazioni presenti in Internet di alcuni degli esperimenti di Hertz
UNITA 5
Lunit 5 riguarda lopera di Guglielmo Marconi.
Si introduce per prima cosa lo schema e il funzionamento di un circuito oscillante e il suo utilizzo in
una antenna: il sistema pi diffuso per lemissione di onde elettromagnetiche infatti, fa uso, come
elemento radiante, di un conduttore rettilineo, chiamato dipolo oscillante o antenna, introdotto,
come vedremo, da Guglielmo Marconi gi nei primi esperimenti del 1895.Si descrive poi il
panorama scientifico alla fine dell800, situazione storica stimolante in cui trasmettere segnali in
modo rapido era diventata una necessit . E proprio in questo panorama culturale che Marconi ebbe
lintuizione di utilizzare le onde elettromagnetiche per la telegrafia senza fili.
Si vanno a descrivere, inoltre, alcuni dei dispositivi ideati ed utilizzati da Marconi, ad esempio
esperienze con oscillatori con antenna a dipolo.
UNITA 6
Questa unit , a mio avviso, il giusto concludersi di un percorso: la radiotelegrafia oggi.
Dopo la predizione dellesistenza delle onde elettromagnetiche, la loro rivelazione da parte di Hertz
e il loro utilizzo pratico con Marconi si vuole evidenziare come lo sviluppo tecnologico abbia fatto
innumerevoli passi da gigante a partire da quelle importantissime equazioni che descrivono il
campo elettromagnetico..
In appendice si propongono: lo sviluppo di alcuni argomenti da ripassare, alcune proposte di
lucidi/diapositive da utilizzare durante le lezioni, le verifiche da somministrare agli allievi ed
eventuali schede di approfondimento.

STRUMENTI UTILIZZATI
Lavagna, testo, quaderno, righello, gessi colorati, lavagna luminosa, laboratorio di informatica.
VERIFICA ( CONTROLLO E VERIFICA DELLAPPRENDIMENTO):
Landamento e lefficacia dellattivit didattica saranno controllate attraverso lassegnazione e la
successiva correzione in classe di opportuni esercizi applicativi e domande opportunamente
formulate nelle diverse fasi di progressione dellintervento didattico. Saranno inoltre effettuate
verifiche orali e verifiche formative in itinere per accertare che lo studente abbia acquisito
gradualmente tutti i concetti, in particolare queste saranno studiate in modo da verificare
conoscenze, comprensione e capacit di applicazione.
A compimento del percorso didattico si somministra una verifica sommativa che servir a valutare
il grado di conoscenze e competenze raggiunto da ogni studente.
RECUPERO:
Per lefficacia e la completezza dellattivit didattica sono previste attivit di recupero. Tali attivit
di recupero sono articolate in:
recupero svolto in classe attraverso la ripresa dei concetti non recepiti e lo svolgimento di
esercizi o schemi di ragionamento che aiutino a fare chiarezza sulle procedure non
comprese;
attivit pomeridiane con gli studenti interessati (sportello scolastico e tutoring);
assegnazione allo studente di esercizi mirati alla difficolt da recuperare e guidati nella
risoluzione;
I concetti che necessitano di recupero verranno individuati attraverso le verifiche formative , le
prove orali individuali e le discussioni di gruppo in classe
TEMPI DELLINTERVENTO DIDATTICO
Si propone uno schema dello svolgimento del presente percorso didattico suddiviso per attivit e
comprendente i tempi presunti dellintervento. Si fa presente che esso non pu per ritenersi rigido
in quanto necessario considerare variabili legate alle peculiarit degli studenti.
N.
Lez.

Tempi

2h

2h

1h

2h

2h

2h

2h

Contenuti
Ripasso dei prerequisiti
Unit 1: le equazioni di Maxwell (fino alla legge di Ampere)
Unit 1 : la legge di Ampre-Maxwell e la corrente di spostamento
Esercizi applicativi e verifiche orali (formative)
Ripasso e recupero
esercizi
Unit 2 : aspetti concettuali dellopera di Maxwell
Ripasso
Unit 3 : le onde elettromagnetiche e lo spettro elettromagnetico
esercizi
Recupero e ripasso
esercizi
Verifica sommativa (Unit 1 e Unit 2 e Unit 3)

1h

2h

10

2h

11

2h

12

2h

13

1h

14

2h

15

2h

16

2h

Unit 4 : Hertz e le onde e.m., eccitatore e risuonatore,


apparati di Hertz e Lecher
Laboratorio: esperienze legate allapparato di Hertz
(relazione)
Unit 5: Emissione e ricezione di onde elettromagnetiche con circuiti oscillanti
aperti (lantenna) verso la telegrafia senza fili (il coherer)
Verifica formativa orale
Laboratorio: fili di Lecher
(relazione)
Unit 5: Le tappe della conquista: la prima radiotrasmissione attraverso lAtlantico,
principali dispositivi utilizzati da Marconi, propagazione di unonda
elettromagnetica nella ionosfera, struttura della ionosfera
Ripasso e recupero
Verifiche orali formative
Laboratorio: la possibilit di trasmettere informazioni
Trasmissione per accoppiamento induttivo di un campo magnetico oscillante
(relazione)
Unit 6: le telecomunicazioni oggi (leredit di Marconi)
Ripasso e recupero
Verifica sommativa (unit 4, 5, 6)

UNIT 1: LE EQUAZIONI DI MAXWELL


Non c alcun dubbio che, considerando retrospettivamente la storia del genere umano,
ad esempio fra diecimila anni da oggi, la scoperta di Maxwell delle leggi
dellelettrodinamica sar considerata levento pi significativo del diciannovesimo secolo.
La Guerra Civile americana apparir come un insignificante fatto di provincia al confronto
di questo fondamentale evento scientifico della stessa decade.
Richard Feynmann
(Premio Nobel per la Fisica nel 1965)
1.1 | PRESENTAZIONE DELLE EQUAZIONI DI MAXWELL
PREMESSA
I fenomeni elettrici e magnetici furono studiati fin dallinizio dellottocento e nel corso del secolo si
susseguirono ricerche e scoperte che misero in luce via via nuovi fenomeni. Gli scienziati
eseguirono esperimenti e formularono leggi per interpretare il comportamento delle correnti
elettriche e degli aghi magnetici. Ben presto cominciarono ad apparire i primi collegamenti tra
elettricit e magnetismo, che molti continuarono a considerare per lungo tempo campi
assolutamente separati. Fu James Clerk Maxwell (1831-1879) a riordinare la massa di conoscenze
fino ad allora acquisite e a formulare tra il 1871 e il 1873 nel suo Trattato sullelettricit e il
magnetismo una teoria unificatrice dei fenomeni elettrici e magnetici, la teoria elettromagnetica.
Egli riesamin i risultati sperimentali e le leggi fino ad allora formulate e cerc un modello
matematico da cui dedurre ogni fenomeno elettromagnetico. Una delle pi importanti conseguenze
della sintesi da lui operata fu che un campo elettrico variabile genera un campo magnetico variabile
e viceversa: ci significa che i due campi non esistono separatamente ma ne esiste uno solo, il
campo elettromagnetico.
Fino ad ora , si sono studiate le equazioni di Maxwell in piccole porzioni, il momento di unire tutti
i piccoli pezzetti di teoria gi studiati in una sintesi unitaria. Si avr allora una visione completa e
corretta dei campi elettromagnetici che possono variare nel tempo in un modo qualunque.
Prima di Maxwell la trattazione dellelettromagnetismo si basava sui teoremi di Gauss, sulla legge
dellinduzione elettromagnetica (legge Faraday - Neumann) e sul teorema di Ampre.
I teoremi di Gauss permettono di quantificare gli effetti globali del flusso dei campi E e B. La legge
dellinduzione elettromagnetica permette di determinare gli effetti elettrici delle variazioni di campo
magnetico. Il teorema di Ampre correla gli effetti magnetici con le correnti che li producono.

()

Schiusa E =

()

Schiusa B = 0

()

()

B
l E =
t

esprime matematicamente il Teorema di Gauss per il


campo elettrico, sostanzialmente equivalente alla legge di
Coulomb e specifica come le cariche interagiscono.
esprime matematicamente il teorema di Gauss per il
campo magnetico, la traduzione in formula
dellosservazione fondamentale che non esistono
monopoli magnetici isolati.
questa equazione non altro che una formulazione
integrale dellequazione di Faraday-Neumann-Lenz sulle
forze elettromotrici indotte
9

( )

()

S E
l B = 0 i + 0

Esprime sostanzialmente il teorema della


circuitazione di Ampre, cio la legge
dinterazione tra fili percorsi da corrente, con
laggiunta di un termine chiamato corrente di
spostamento. Essa costituisce, per il campo
magnetico nel caso statico, il parallelo
dellequazione del flusso per il campo elettrico.
Nella sua forma completa fu ricavata da
Maxwell sulla base di considerazioni
matematiche, per salvare il teorema della
circuitazione di Ampre.

1.2 TEOREMA DI GAUSS PER IL CAMPO ELETTRICO.


Esercizio numerico introduttivo
Questa non una relazione nuova, gi stata incontrata nello studio del campo elettrostatico.
Il flusso di campo elettrico attraverso una superficie chiusa dato dalla seguente formula:
n

( )

Schiusa E =

Q
i =1

Un corpo carico produce nello spazio circostante delle


linee di forza elettriche il cui flusso attraverso una
superficie chiusa pari alla somma algebrica delle
cariche poste al suo interno divisa per la costante
dielettrica del mezzo che riempie lo spazio.

importante tener presente che la somma delle cariche limitata alle sole cariche interne alla
superficie S considerata, le cariche esterne, invece, non danno alcun contributo al flusso, anche
se contribuiscono come le cariche interne al campo elettrico. Se tracciamo le linee di forza
secondo la convenzione di Faraday, il flusso del campo elettrico attraverso una superficie
direttamente proporzionale al numero delle linee di forza che attraversano la superficie
considerata. Il teorema di Gauss per il campo elettrostatico ci fa capire che esiste un monopolo
elettrico, una carica elettrica singola la quale genere un campo elettrico (uscente se QG>0,
entrante se QG<0). Secondo il linguaggio delle linee di forza entranti o uscenti a seconda del
segno della carica elettrica diremmo che la divergenza del campo elettrico diversa da zero
(positiva o negativa)
div (E) 0

Vedi APPROFONDIMENTO
sulle linee di forza di Faraday
in ALLEGATO

Il primo teorema di Gauss ammette che una carica generi nello spazio circostante un campo
elettrico. Per definizione esso uguale alla forza che la generatrice esercita sullesploratrice
fratto il valore dellesploratrice (il campo elettrico quindi indipendente dallesploratrice).
def

E =

F
q

10

1.3 TEOREMA DI GAUSS PER IL MAGNETISMO


Esercizio numerico introduttivo
Il flusso di un campo magnetico attraverso una qualsiasi superficie chiusa pari a zero.

()

Schiusa B = 0

Una corrente elettrica che circola in un


conduttore produce delle linee di forza
magnetiche attorno ad esso il cui flusso
attraverso una superficie chiusa sempre nullo.

Il teorema di Gauss per il magnetismo, invece, ci fa capire che il campo magnetico di tipo
solenoidale, cio le linee di forza sono sempre chiuse, quindi non esiste il monopolo magnetico
(non possibile separare il polo nord dal polo sud). Secondo il linguaggio delle linee di forza
diremmo che il campo magnetico ha divergenza nulla.
Div (B) = 0
Esperienza dimostrativa calamita spezzata
1.3 LEGGE DELLINDUZIONE ELETTROMAGNETICA
Esperienza dimostrativa di partenza

(magnete entrante o uscente dalla bobina, serve anche per ricordare landamento sinusoidale e il
concetto di frequenza)
La variazione del flusso magnetico attraverso la superficie di un circuito genera in esso una
fem indotta.
La fem indotta causa della corrente indotta la
quale genera a sua volta un campo magnetico il
B
fem =
quale si oppone alla variazione del flusso che
t
lha prodotta (Legge di Lenz espressa dal ).

()

Essa rappresenta un caso particolare di una legge universale assai pi generale, nota come principio
di Le Chatllier ed esprimibile in questi termini:
quando un sistema fisico viene perturbato, esso evolve nella direzione che tende a minimizzare la
perturbazione avvenuta.
Altro esempio Prendiamo ad esempio unelettrocalamita dove la bobina attraversata da una
corrente elettrica in aumento.
Infatti, quando il flusso di B varia nel tempo, viene indotta una corrente elettrica che a sua volta
genera un campo magnetico, il cui flusso ( per colpa di quel segno meno) varia in direzione opposta
11

a quella del campo B esterno. In tal modo, se quest'ultimo sta diminuendo la corrente indotta cerca
di sostenerlo, mentre se sta aumentarlo cerca di tamponarne la crescita. L'equazione di FaradayHenry e la legge di Lenz, prese assieme, costituiscono la TERZA EQUAZIONE DI MAXWELL.

( )

l E =

( )

B
t

esplicitare in formule e far vedere il collegamento concettuale con quella nota allinizio
Notare che
Dato che la circuitazione di E non uguale a
zero, il campo elettrico indotto non
conservativo ( diverso da un campo E statico)

La legge di Faraday - Neumann dimostra come sia possibile mettere in movimento delle cariche
elettriche senza avere a disposizione altre cariche elettriche che fanno da generatrici.
1.4 LA LEGGE DI AMPERE
Esperienza dimostrativa di partenza

Un filo percorso da corrente genera un campo magnetico. La circuitazione del campo


magnetico proporzionale alla somma algebrica delle correnti concatenate (interne, cio,
allarea delimitata da l lungo la quale giace B).

()

def

l B =

i =1

B li =

n
n
0
0
I li =
I 2 r = 0 I i
2 r
2 r
i =1
i =1

I i >0 se B ha lo stesso verso di l (verso di lettura uguale, per convenzione, a quello di B).
I i < 0 se B ha verso opposto a quello di l .
Il campo magnetico, quindi, a differenza di quello elettrostatico non conservativo (un
campo vettoriale si dice conservativo se la sua circuitazione nulla).

12

1.5 .VERSO LA LEGGE DI AMPERE-MAXWELL


Osservando le relazioni di Gauss per il campo elettrico e per il magnetismo, la legge
dellinduzione elettromagnetica e il teorema di Ampre per la circuitazione del campo
magnetico , si possono notare alcune simmetrie: due esprimono i valori dei flussi e due i valori
delle circuitazioni.
Tuttavia vi sono delle strane asimmetrie. Nella prima legge di Gauss notiamo la presenza della
carica elettrica Q mentre nella seconda non presente unanaloga carica magnetica.
Osservando, invece, la legge di Ampre si pu notare la presenza della corrente elettrica mentre
nella legge di Faraday - Neumann non vi unanaloga corrente magnetica. Queste
asimmetrie sono spiegabili dal fatto che impossibile isolare i poli magnetici.
James Clerk Maxwell not unulteriore asimmetria tra la legge di Faraday - Neumann e la legge
di Ampre. Secondo la prima una variazione del flusso del campo magnetico genera una
circuitazione del campo elettrico. Osservando la legge di Ampre non vi un termine
proporzionale alla rapidit con cui varia il campo elettrico. Partendo da questa asimmetria
Maxwell aggiunse alla legge di Ampre il termine mancante.
Consideriamo il processo di carica di un condensatore. Durante questo processo i fili
collegati alle armature del condensatore sono percorsi da corrente continua e, secondo la legge
di Ampre, generano un campo magnetico nello spazio circostante. Allinterno del
condensatore, dove non c nessun filo percorso da corrente, il campo magnetico dovrebbe
essere nullo. La legge di Ampre non ci spiega che cosa succede in prossimit delle armature
del condensatore.
Seguendo, quindi, lequazione di Ampre il campo magnetico allinterno del condensatore
dovrebbe scomparire improvvisamente. Ipotizziamo ora di racchiudere unarmatura del
condensatore carico allinterno di una superficie cilindrica.

Il campo elettrico diverso da zero solo allinterno del condensatore. Per Gauss il flusso del
vettore E attraverso la superficie del cilindro

Scilindro (E ) =

Lunico contributo al flusso quello che corrisponde alla base del cilindro, di area S, interna al
condensatore

()

()

()

Scilindro (E ) = Slaterale E + S1 E + S 2 E = 0 + 0 + E S 1 = E S
Unendo le due equazioni otteniamo
ES =

(1)

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Durante il processo di carica del condensatore, la carica che si deposita sulle armature, e quindi
anche il campo elettrico uniforme che si forma tra esse, varia nel tempo. La (1) diventa quindi

E S Q 1
=

t
t 0
se

se

ur
E S = S E

( )

Q
= i allora E S = i 1
t
0
t
allora

()

S E
i
=
t
0

da cui

i = 0

()

S E
t

Tra le armature del condensatore presente un materiale isolante (dielettrico) che, polarizzandosi,
permette di trattenere le cariche sulle armature e di ridurre lattrazione tra queste ultime. Quando le
armature del condensatore non sono collegate al generatore di corrente continua, nelle molecole
che costituiscono il dielettrico il baricentro delle particelle positive coincide con quello delle
particelle negative. Quando, invece, le armature vengono collegate al generatore, su di esse si
viene a creare una distribuzione di cariche positive e negative e di conseguenza, si generer un
campo elettrico uniforme. Questultimo, agendo sulle cariche elettriche delle molecole del
dielettrico, sposter il baricentro di quelle positive rispetto al baricentro di quelle negative.
Allinterno del condensatore si generer, quindi, una corrente che si fermer a processo di carica
ultimato.

Questa corrente, che Maxwell chiam corrente di spostamento, ha la stessa intensit della
corrente che circola nei fili collegati alle armature. Non vero, quindi, che allinterno del
condensatore il campo magnetico ha valore nullo. La corrente di spostamento costituisce il
termine mancante della legge di Ampre che diventa dunque

()

( )

S E
l B = 0 i + 0

Laggiunta del termine mancante alla legge di Ampre rende simmetrici il campo elettrico e quello
magnetico nel tempo. Un campo magnetico variabile genera un campo elettrico (legge Faraday Neumann) e un campo elettrico variabile genera un campo magnetico. I due comportamenti non
sono identici: nella legge Faraday - Neumann , infatti, compare il segno mentre in quella di
Ampre il segno +. Dato che le due circuitazioni sono diverse da zero, i due campi non sono
conservativi. Nella sua opera Treasise on electricity and magnetism, pubblicato nel 1873,
Maxwell utilizz le quattro equazioni come assiomi della sua teoria.
Vedi lucidi di approfondimento in allegato

14

Per tale motivo queste equazioni sono dette equazioni di Maxwell.

Le equazioni di Maxwell descrivono il


comportamento del campo elettromagnetico
(costituito dai campi B ed E).

UNIT 2 : ASPETTI CONCETTUALI DELLOPERA DI MAXWELL


To the question, What is Maxwells theory?, I know of no shorter or more
definite answer than the following: Maxwells theory is Maxwells sistem of
equatios.
Heinrich Hertz , 1891
Considerare interamente la produzione scientifica di Maxwell un compito difficile per la variet e
la complessit dei risultati da lui ottenuti in diversi settori della fisica: alle ricerche fondamentali
sullelettromagnetismo si affiancano quelle sulla visione dei colori, sugli anelli di Saturno e la teoria
cinetica dei gas.
Alla difficolt di trattare contributi cos vasti si aggiunge poi il fatto che essi non fanno riferimento
a tappe distinte del suo itinerario intellettuale in quanto, egli, lavorava contemporaneamente su
diversi problemi che, peraltro, venivano lasciati e poi ripresi anche a notevole distanza di tempo.
Considerando lordine cronologico delle pubblicazioni scientifiche di Maxwell si nota che non
possibile riconoscere suddivisioni schematiche che delimitino i vari argomenti, si preferisce parlare
di evoluzione delle ricerche a carattere ciclico. Questa peculiarit evidenzia come egli riuscisse a
trattare simultaneamente problemi alquanto diversi.
Il maggior contributo arrecato da Maxwell alla scienza riguarda in modo particolare
lelettromagnetismo, il contesto migliore in cui, allepoca, un fisico-matematico della sua caratura
poteva concentrare il proprio sforzo: una grande quantit di dati sperimentali ancora sconnessi tra
loro erano in attesa di una teoria generale e consistente che li sintetizzasse. La nostra analisi non
pu non tenere conto delle sue prime tre memorie sullargomento:
* SULLE LINEE DI FORZA DI FARADAY (1856)
** SULLE LINEE DI FORZA FISICHE (1861).
*** TEORIA DINAMICA DEL CAMPO ELETTROMAGNETICO ( 1864 ).
Le idee fondamentali di queste tre memorie sono confluite quasi intatte nellopera pi importante,
il Trattato.
Il Trattato di elettricit e magnetismo pu legittimamente essere considerato una delle pietre
miliari nella storia della scienza; esso contiene lelaborazione finale della teoria maxwelliana
dellelettromagnetismo, inclusa la sistematica e rigorosa formulazione delle equazioni della teoria
di campo.
15

Maxwell ebbe la possibilit di pubblicare solamente la prima edizione dellopera nel 1873 poich la
morte lo colse mentre stava lavorando alla fase iniziale della revisione per dare alle stampe la
seconda edizione. Questultima venne pubblicata postuma nel 1881 a cura di W.D. Niven, mentre
J.J. Thompson ne cur una terza edizione nel 1892, attualmente stampata senza variazioni.
Il libro non un trattato sistematico nel vero senso del termine: contiene idee originali non evidenti
ma che devono essere scovate. Alcuni capitoli sono di interesse puramente matematico, altri
sono dedicati a calcoli dettagliati su particolari problemi o, a descrizioni sperimentali. Lopera
suddivisa in due volumi.
Se il nostro obiettivo fosse esclusivamente quello di presentare le innovazioni di Maxwell, sarebbe
stato sufficiente affrontare lanalisi delle tre memorie fondamentali sullelettromagnetismo in
quanto, il contenuto del Trattato, pur spaziando su un vasto complesso di argomenti, non aggiunge
nuovi elementi rispetto a quelli gi trattati. Questa scelta, tuttavia, non permetterebbe di valutare
correttamente il distacco delle teorie di Maxwell rispetto allelettrologia continentale dominante e
il legame indissolubile con la scienza britannica (specialmente con Faraday e Thomson).
Nello stesso tempo, il Trattato pu essere considerato una vera e propria miniera di Storia della
Scienza e una sua attenta lettura, nonostante la complessit dei contenuti, offre uno splendido
panorama dellevoluzione storica delle idee legate allelettromagnetismo. Nellopera, infatti.,
sono presenti molti capitoli di carattere puramente espositivo, spesso slegati dalle idee dellautore,
in cui vengono presentate le ricerche sperimentali e le teorie pi accreditate dellepoca corredate da
dettagliati riferimenti riguardanti i vari settori dellelettrologia. Questa peculiarit ci rende partecipi
di una pregevole ricostruzione dello sviluppo dellelettromagnetismo dalle origini fino al 1870:
appare quindi importante valorizzarne la portata culturale. Si aggiunga a questo che soltanto il
Trattato pu rendere lidea della vastit di cultura matematica e della familiarit con
apparecchiature sperimentali di ogni tipo che costituiscono gli aspetti eccezionali, e reciprocamente
complementari, della figura scientifica di Maxwell.
Ciononostante, coloro che si aspettano di trovare nel Trattato una presentazione chiara, organica e
completa delle idee di Maxwell, rimarranno delusi loro malgrado: lopera, infatti, era nata dopo una
lunga teorizzazione (passata attraverso le tre memorie) e, in realt, appare piuttosto come una
presentazione metodica di argomenti in cui, peraltro, il contributo originale dellautore non per
nulla evidente rispetto alle scoperte e alle teorie degli altri scienziati nominati.
Lobiettivo dellautore, riportato nella prima edizione datata 1 febbraio 1873 il seguente:
Nel presente trattato io mi propongo di descrivere i pi importanti di questi fenomeni
(elettrici e magnetici), di mostrare come essi possono essere sottoposti a misurazione e di
tracciare le connessioni matematiche delle quantit misurate. Ottenuti cos i dati per una
teoria matematica dellelettromagnetismo, e dimostrato come questa teoria possa essere
applicata al calcolo dei fenomeni, tenter di porre in luce le relazioni esistenti tra la
forma matematica di questa teoria e la scienza fondamentale della dinamica....
Risulta esplicita la volont di riordinare tutte le conoscenze sperimentali sui fenomeni
elettromagnetici nel tentativo di costruire una interpretazione la pi organica e coerente possibile
nei termini di una teoria inquadrabile in seno alla meccanica.
Un aspetto ugualmente interessante lintenzione di tradurre in forma matematica le idee di
Faraday; grande infatti era la stima di Maxwell per il suo lavoro:
Se con quello che ho scritto in questo trattato potr essere di aiuto a qualche studioso
nel capire i modi di pensare e di esprimersi propri di Faraday, considerer ci come il
raggiungimento di uno dei miei scopi principali: comunicare agli altri lo stesso piacere
che io ho provato leggendo le Ricerche di Faraday. ...(Egli) aveva visto con gli occhi
della mente linee di forza che attraversavano tutto lo spazio, dove i matematici vedevano
centri di forza che attraggono a distanza; Faraday vedeva un mezzo dove quelli non
16

vedevano altro che distanze...Quando ebbi tradotto le idee di Faraday in forma


matematica, trovai che...i (suoi) metodi assomigliavano a quelli in cui si comincia da un
tutto per arrivare alle parti per via analitica, gli ordinari metodi matematici si basavano
sul principio di cominciare dalle parti per arrivare al tutto per via di sintesi.23
Si pu dire che Maxwell abbia avuto un successo considerevole come divulgatore delle idee di
Faraday, minore invece lo spazio dedicato allesposizione dei propri punti di vista. Le dottrine
peculiari dellautore, come lesistenza di correnti di spostamento e di vibrazioni elettromagnetiche
che si identificano con la luce, non sono introdotte fin dallinizio ma compaiono soltanto
nellultima parte dellopera. La comunit dei fisici fu piuttosto reticente nel lasciarsi influenzare
dai contenuti del Trattato. Eppure, alla luce delle nostre conoscenze, lecito riconoscere alla teoria
del campo elettromagnetico classico un peso conoscitivo paragonabile a quello della meccanica
newtoniana, tanto da attribuire ai Philosophiae naturalis principia mathematica del 1687 e al
Trattato sullelettricit e il magnetismo del 1873 il ruolo di radici prime della conoscenza
umana

UNIT 3 : LE ONDE ELETTROMAGNETICHE


3.1 DESCRIZIONE DELLE ONDE
Una oscillazione nello spazio e nel tempo detta onda. Essa non pu esistere in un unico punto
dello spazio, ma deve estendersi da un punto ad un altro. La luce e il suono sono entrambi forme di
energia che si propagano attraverso lo spazio sotto forma di onde. La sinusoide la
rappresentazione grafica di unonda di una sola frequenza. Le caratteristiche dellonda sono in
figura

17

frequenza =

1
periodo

periodo =

1
frequenza

La densit di energia (energia per unit di volume)


trasportata da un onda proporzionale a A2.

v =

Wonda A2

Una caratteristica dellonda meccanica anche quella di poter trasportare energia associata alle
vibrazioni delle particelle del mezzo attraversato. Dato che la radiazione elettromagnetica di
carattere ondulatorio, anchessa trasporter energia. Quindi nel caso di unonda
elettromagnetica piana polarizzata linearmente e sinusoidale la densit di energia proporzionale a
E2(dove E lintensit del campo elettrico):
W onda elettromagnetica=

1
0 E2
2

Vedi dimostrazione in
allegato

Le onde possono essere:


Onde Trasversali: quando il moto del mezzo perpendicolare alla direzione di
propagazione dellonda. Sono di questo tipo le onde che si stabiliscono nelle corde tese degli
strumenti musicali, sulla superficie dei liquidi, le onde elettromagnetiche.
Onde Longitudinali: quando le particelle del mezzo si muovono lungo la direzione di
propagazione dellonda (onde sonore).
Nello stesso spazio possono coesistere simultaneamente pi onde: leffetto pu essere un
rafforzamento, una attenuazione o una elisione simultanea. Quando la cresta di unonda si
sovrappone a quella di unaltra, i loro singoli effetti si sommano, producendo unonda di maggiore
ampiezza (interferenza costruttiva), quando la cresta di unonda si sovrappone alla valle di
unaltra gli effetti si compensano (interferenza distruttiva).
Se leghiamo una corda ad una parete e scuotiano su e gi lestremo libero, produciamo unonda; la
parete troppo rigida per scuotersi quindi londa si riflette a ritroso. Scuotendo la corda in modo
appropriato, si pu far in modo che londa incidente iniziale e londa riflessa formino unonda
stazionaria nelle quale parti della corda, dette nodi, rimangono in quiete (possono essere prodotte
sia per onde longitudinali sia per onde trasversali).

Le posizioni di unonda stazionaria


in cui lampiezza massima sono
dette ventri (si producono a met
strada fra i nodi). Le onde
stazionarie
sono
dovute
allinterferenza: quando due onde
aventi la stessa ampiezza e la stessa
lunghezza donda si propagano
nella stessa direzione, ma in versi
opposti, le onde sono sempre in
opposizione di fase nei nodi. I nodi
sono regioni stabili di interferenza
distruttiva.

18

3.2 ONDE ELETTROMAGNETICHE e NATURA ELETTROMAGNETICA DELLA


LUCE

I campi elettromagnetici sono prodotti dalloscillazione delle cariche elettriche. Loscillazione di


una carica determina la variazione del flusso del campo elettrico. A causa di questa variazione
verr generato un campo magnetico (quarta equazione di Maxwell) il quale a sua volta determiner
la variazione del campo elettrico (terza equazione di Maxwell) e cos via. Una volta che il campo
elettromagnetico stato prodotto dalloscillazione di una carica, esso avr unesistenza autonoma.
Essendo questa una caratteristica delle onde si parler di onde elettromagnetiche.
Un'onda elettromagnetica monocromatica (cio con una ben definita frequenza e lunghezza d'onda)
costituita da un campo elettrico (denotato di solito dalla lettera E) e un campo magnetico
(denotato dalla lettera B) mutuamente perpendicolari che oscillano in fase fra loro
perpendicolarmente alla direzione di propagazione. Quindi un'onda elettromagnetica consiste in
realt di due componenti accoppiate: una elettrica e una magnetica. Un'onda di questo tipo detta
onda polarizzata piana, e il piano di polarizzazione il piano in cui oscilla il campo elettrico. In
termini energetici, si pu pensare l'onda elettromagnetica come un flusso di energia, che nel vuoto
si propaga alla velocit della luce, sotto forma di campi elettrici e magnetici. Ciascuna delle due
componenti dell'onda elettromagnetica, elettrica e magnetica, trasporta la stessa quantit di energia.

Le onde elettromagnetiche
sono onde trasversali: il campo
elettrico e il campo magnetico,
infatti, ortogonali tra loro, sono
sempre perpendicolari alla
direzione di propagazione.

Alle onde elettromagnetiche si estendono le definizioni di lunghezza donda, periodo e


frequenza e le relazioni intercorrenti fra queste grandezze.
Per questa discussione linsegnante pu trovare utile luso guidato di una delle molte animazioni
che esistono in Internet

Vediamo ora una importantissima conseguenza della quarta equazione di Maxwell.


Nel caso di una particella che oscilla nel vuoto (i=0) essa diventer
ur
S E
ur
l B = 0 0
t

( )

Ma che cosa rappresenta il prodotto


Calcoliamone le dimensioni

( )

0 0 ?

2
2
C2
N q 2 F i 2 t 2 t l 2
2=
2 = 2 2 = = = ( v )
[ 0 0 ] =
2
2

N m A F l i i l l t

Il rapporto

0 0

ha le dimensioni di una velocit.

19

Essendo 0 e 0 due costanti, sostituendo allespressione i valori numerici otteniamo

0 0

= 2,99 10 8 m / s

Con simili procedimenti Maxwell dimostr che il rapporto considerato aveva le dimensioni di una
velocit e che il valore cos ottenuto corrispondeva con buona approssimazione a quello rilevato da
Armand Hippolyte Louis Fizeau (1819-1896) e Jean Bernard Lon Foucault (1819-1868) per la
velocit della luce. Questa evidenza, insieme ad altre considerazioni, port Maxwell a ipotizzare
la natura elettromagnetica della luce.

E importante notare che tale valore coincide con la velocit della luce (c). Da questo
ragionamento il genio di Edimburgo dedusse che la luce costituita da onde elettromagnetiche.
Conclusione: la luce costituita da nient'altro che onde elettromagnetiche.
In un mezzo di costante dielettrica relativa r e di permeabilit magnetica relativa r la velocit di
propagazione delle onde elettromagnetiche risulta
c
v=

r r

Una particella oscillante nello spazio, produrr unonda elettromagnetica che si propaga in ogni
direzione. In essa i campi B ed E vibrano in fase in un piano ortogonale alla direzione di
propagazione. Tra i due campi vi una diretta proporzionalit dove il coefficiente angolare la
velocit dellonda elettromagnetica.
E = c B (nel vuoto)
E = v B (nella sostanza)

NB Nel disegno viene usata una scala di c diversa per E e per B.


Nel generico punto distante x dalla sorgente, (posta allorigine degli assi) e nel generico istante t, i
valori di E e B sono dati da:
t x Landamento del campo elettrico e del campo
E t = EMAX sin 2 magnetico in fase; ci significa che i due campi
T assumono contemporaneamente, nello stesso
istante, o il valore massimo, o il valore minimo, o
t x quello nullo.
B t = BMAX sin 2
= Distanza tra due punti nei quali i due
T
campi sono uguali.
T = Intervallo di tempo necessario affinch i
valori dei campi siano gli stessi.

()

()

20

Queste due grandezze sono direttamente proporzionali tra di loro:

= c T
Da cui, allora

(nel vuoto)

f =

= v T

(nel vuoto)

(nella sostanza)

f =

T=

1
f

(nella sostanza)

La propagazione di un'onda elettromagnetica, ovvero di un campo elettrico e un campo


magnetico variabili nel tempo, comporta anche la propagazione, con la stessa velocit, di energia.
La quantit di energia che per unit di tempo attraversa l'unit di superficie ortogonale alla
direzione di propagazione data dal modulo del vettore di Poynting definito nel vuoto da:
S=

E^B

e avente dimensioni di W / m 2 . Il verso del vettore di Poynting lo stesso della velocit di


propagazione, di conseguenza questo vettore pu essere utilizzato per rappresentare il verso di
propagazione di un'onda elettromagnetica.

3.3 Onde elettromagnetiche o Radiazioni elettromagnetiche?

Sono la stessa cosa. La parola onde sottolinea l'aspetto ondulatorio, la parola radiazione invece
l'aspetto energetico, cio l'energia trasportata dall'onda..
In termini classici, le onde elettromagnetiche sono costituite da onde di campi elettrici e magnetici
che propagandosi trasportano energia.
In termini quantistici, la radiazione elettromagnetica il flusso di fotoni (cio i 'quanti' di luce)
attraverso lo spazio. I fotoni sono pacchetti di energia che si muovono alla velocit della luce .
I due concetti sono legati attraverso la formula E = h f , che indica che E, l'energia di un quanto o
fotone, e f, la frequenza dell'onda, sono proporzionali e la costante di proporzionalit e h, la
cosiddetta costante di Planck.
In altre parole, onde a frequenze pi alte sono pi energetiche (a parit di intensit). Concetto di
FOTONE
L'energia elettromagnetica proviene in ultima analisi dal Sole. La vita sulla Terra si fonda sulla
trasformazione di questa energia per mezzo della fotosintesi nelle piante o della biosintesi negli
animali. Gli occhi di molti animali, incluso l'uomo, si sono evoluti in modo tale da essere
particolarmente sensibili alla luce, che una parte dello spettro elettromagnetico.
Praticamente tutti i combustibili essenziali alla societ moderna (gas, petrolio, carbone) contengono
l'energia ricevuta dal Sole milioni di anni fa. Le radiazioni elettromagnetiche generate dall'uomo si
incontrano dappertutto: la televisione riceve onde elettromagnetiche generate dalle stazioni
trasmittenti, telefonini ricevono onde radio, i forni a microonde scaldano i cibi, gli aeroplani sono
guidati da onde radar, le lampadine da illuminazione generano onde luminose, e cos via.
Non tutte le radiazioni elettromagnetiche sono benefiche per l'uomo, come sappiamo: le radiazioni
ultraviolette possono provocare scottature e certi tipi di radiazioni ultraviolette sono addirittura
dannosi alla vita; i raggi X sono usati a scopi terapeutici e diagnostici in medicina, ma bene che le
esposizioni a questi raggi siano ridotte.

21

3.4 LO SPETTRO ELETTROMAGNETICO


Cos' lo spettro elettromagnetico?

Il famoso esperimento di Newton (1866), in cui la luce passa


attraverso un prisma, prov che la luce del Sole in realt composta
di una mescolanza di luce di svariati colori, che sono anche i colori
dell'arcobaleno. Newton adott la parola latina spectrum per
descrivere l'insieme di questi colori (che quindi lo spettro,
l'immagine, della luce bianca).
Quando poi si scoperto che la luce visibile non che una piccola parte di una pi vasta gamma di
fenomeni, vale a dire che un caso particolare di onde elettromagnetiche, il significato della parola
spettro si esteso a descrivere le diverse bande di frequenza delle radiazioni elettromagnetiche.

Le lunghezze d'onda variano dalle centinaia di km a dimensioni dell'ordine del nucleo atomico
(10 -13m). Le corrispondenti frequenze variano quindi da qualche kHz a un numero di Hz dell'ordine
di 1022 . L'energia dei fotoni varia proporzionalmente alla frequenza. E chiaro che parti diverse
dello spettro elettromagnetico abbiano propriet molto diverse fra loro. Per esempio, onde i cui
fotoni hanno energie dell'ordine dell'energia caratteristica degli elettroni negli atomi (radiazione
infrarossa, visibile e ultravioletta) interagiscono fortemente con atomi e molecole. Onde di grande
lunghezza d'onda (onde radio) con fotoni di debole energia in generale interagiscono debolmente
con la materia. Onde altamente energetiche (raggi X o gamma) la cui lunghezza d'onda
paragonabile alle dimensioni nucleari producono effetti profondi a livello nucleare, appunto.
Le varie parti dello spettro rappresentano intervalli di lunghezza donda e quindi di frequenza che si
raccordano con continuit fra loro. I nomi utilizzati per differenziare le radiazioni hanno origine
storica e rappresentano campi di lunghezze donda per i quali esiste qualche comune tecnica di
rilevazione e produzione.
ONDE RADIO : sono chiamate anche onde hertziane e vengono utilizzate soprattutto per le
radiotrasmissioni, cio per le trasmissioni di suoni a distanza e per il servizio telegrafico. Per
la loro notevole lunghezza donda hanno la propriet di superare gli ostacoli (diffrazione).
Talvolta possibile aumentare notevolmente la distanza di trasmissione, sfruttando le
propriet riflettenti della ionosfera, cio dello strato ionizzato che circonda la Terra al di
sopra dellatmosfera.
MICRO-ONDE : sono le radiazioni comprese fra le radioonde e linfrarosso. Si ottengono
quasi esclusivamente per mezzo di particolari tubi elettronici (klystron, magnetron,etc.), in
cui si sfruttano le interazioni fra un fascio elettronico e londa elettromagnetica emessa da un
generatore, in modo che la corrente elettrica incrementi la potenza dellonda da inviare. Le

22

micro-onde sono utilizzate soprattutto per radio trasmissioni direzionali, atte cio ad inviare
segnali in una data direzione.
INFRAROSSO: radiazioni comprese tra le micro-onde e il prolungamento visibile dalla
parte del rosso (0,8 m).Vengono usate in terapia, per fotografare oggetti attraverso coltri di
nuvole e per scoprire immagini nascoste sotto sostanze opache al visibile, ma trasparenti
allinfrarosso.
ULTRAVIOLETTO: localizzate nello spettro tra il prolungamento del visibile ed i raggi X
di bassa frequenza. Sono radiazioni invisibili allocchio umano che presentano la propriet di
impressionare le lastre fotografiche e di far divenire fluorescenti determinati corpi. Vengono
impiegate per sterilizzare ambienti, per facilitare reazioni chimiche, per applicazioni
biologiche e terapeutiche.

UNIT 4 : HERTZ E LA RIVELAZIONE DELLE ONDE


ELETTROMAGNETICHE
4.1 HERTZ E LE ONDE ELETTROMAGNETICHE

Maxwell era giunto a prevedere lesistenza di onde elettromagnetiche di diversa lunghezza donda:
un risultato entusiasmante partendo dalla sua teoria sullelettromagnetismo! mancava per alla
sua costruzione un sostegno sperimentale e per questo motivo i fisici del tempo mostrarono una
certa diffidenza nei confronti della teoria elettromagnetica.
Una conferma sperimentale delle sue previsioni teoriche si ebbe dopo circa 20 anni ad opera di
Heinrich Hertz quando, nel 1886, riusc a rivelare le onde elettromagnetiche durante una lezione al
Politecnico di Karlsruhe, dove era professore.
I principali contributi di Hertz possono essere individuati nella verifica diretta della propagazione
delle onde elettromagnetiche e in una critica radicale alla struttura concettuale delle equazioni di
Maxwell nel tentativo di evidenziare le difficolt concettuali della sua teoria. Egli si propose di
rilevare le onde elettromagnetiche e misurare la loro velocit. In una serie di esperimenti
fondamentali Hertz produsse onde elettriche con un filo connesso ad un rocchetto ad induzione e
le rilev attraverso un filo a forma di anello con un piccolo taglio che permetteva di rilevare delle
scintille quando veniva indotta della corrente. Questo apparato gli permise di misurare la lunghezza
donda delle onde elettriche, e, con il calcolo della frequenza delloscillatore, egli determin che la
velocit delle onde elettriche era uguale a quella della luce. Egli studi lanalogia tra luce e onde
elettriche: concentrando i raggi con degli specchi, dimostrandone la rifrazione, rifrangendoli
attraverso un prisma e indagando gli effetti di polarizzazione con reticoli metalliciconcluse che
tali esperimenti stabilivano lidentit tra luce, calore radiante e onde elettromagnetiche.
4.2 ECCITATORE E RISONATORE: AZIONE ESERCITATA DA UNONDA
ELETTROMAGNETICA SU UN CIRCUITO POSTO NELLE SUE VICINANZE

Per illustrare pi in dettaglio uno degli storici esperimenti di Hertz, partiamo dalla descrizione del
rocchetto di Ruhmkorff (o bobina a induzione).

23

Esso formato da un nucleo di fili di ferro, per ridurre le


correnti di Foucault, sul quale sono avvolte due bobine, il
primario e il secondario. Il primario, di poche spire, inserito
in un circuito contenente una batteria ed un interruttore a
vibrazione I. Il secondario , invece, formato da un elevato
numero di spire e termina con due sferette, che costituiscono lo
spinterometro del rocchetto. Chiudendo e aprendo linterruttore
con una certa frequenza , si genera tra le sferette dello
spinterometro una differenza di potenziale, e quindi anche un
campo elettrico indotto, variabile con la stessa frequenza delle
vibrazioni dellinterruttore. Con un secondario avente un
elevato numero di spire, il campo elettrico tra le due sferette
dello spinterometro sufficientemente intenso da provocare una
scarica elettrica accompagnata da fenomeni luminosi.

Collocazione originale
dellapparato di Hertz

Ricordiamo che le verifiche sperimentali di Hertz non sono state eseguite nel vuoto ma, nellaria : le
cui costanti e differiscono pochissimo da quelle nel vuoto.

Lintuizione profonda di Hertz nella soluzione al terzo punto della sequenza di problemi
da risolvere: Quale fenomeno legato al moto ondulatorio necessario considerare
per evidenziare in modo efficace le propriet delle onde elettromagnetiche?
Hertz intuisce che la risposta pu essere trovata nella ricerca di onde stazionarie
Hertz ha:
Provveduto a calcolare a priori, derivandola dalla teoria
delle equazioni di Maxwell, la lunghezza donda generata dal
suo apparato trasmittente.
Introdotto a distanza opportuna dal trasmettitore uno
schermo in grado di riflettere l'onda incidente, cos da
produrre unonda regressiva
Misurato la distanza tra due nodi della risultante onda
stazionaria, con un opportuno strumento ricevente,
verificando la corrispondenza con i calcoli teorici .

Cos facendo Hertz seppe collegare teoria


ed esperienza

Hertz utilizz un dispositivo sperimentale formato da un oscillatore e un rivelatore: loscillatore


(detto anche eccitatore) era composto da due grosse sfere metalliche A e A alle quali erano
collegate due sferette b e b, il tutto connesso ad un rocchetto di Ruhmkorff; di fronte alloscillatore,
24

ad una certa distanza, si trovava un rivelatore (chiamato anche risonatore) costituito da un filo di
rame spesso 2mm piegato ad anello di circa 35cm di raggio e dotato di una interruzione molto
stretta (spark-gap) di cui si pu regolare lo spessore con una vite micrometrica V.

Questo anello pu essere disposto in modi diversi rispetto ad unonda piana e progressiva :
a) Il piano della spira parallelo al piano dellonda zOy e lasse AB dello spark-gap
parallelo al campo H. In tale situazione il flusso magnetico attraverso lanello nullo, il
campo E non agisce per ragioni di simmetria. La spira non sede di alcun fenomeno
elettrico.
b) Il piano della spira parallelo al piano dellonda ma AB parallelo a E.Il flusso
magnetico ancora nullo, ma il campo elettrico crea una d.d.p. fra A e B, producendo
attraverso laria delle piccole scintille osservabili con una lente dingrandimento.
c) Il piano della spira parallelo a xOz ed AB parallelo a Ox. Il campo elettrico
inattivo, mentre le vibrazioni del flusso magnetico producono una f.e.m. dinduzione
sufficiente per far scoccare delle scintille attraverso linterruzione.
d) Il piano della spira parallelo a xOz e AB parallelo a Oz. I campi E e H agiscono
simultaneamente.

Il circuito formato dallanello ha una capacit e una induttanza proprie, e quindi anche una propria
frequenza. I fenomeni precedenti sono particolarmente evidenti quando le dimensioni dellanello
sono tali che esso si trovi in risonanza sulla frequenza del campo elettromagnetico: da qui il suo
nome di risonatore.
Disponendo il risonatore secondo una delle orientazioni b), c), d), o spostandolo lungo Ox , si
evidenzia la produzione di scintille. Queste esperienze mostrano che le onde elettromagnetiche sono
trasversali e che i campi E e H sono ortogonali tra loro. Esse non dicono nulla sulla velocit.

25

4.3 PRODUZIONE DI ONDE


APPARATO DI LECHER

STAZIONARIE:

APPARATO

DI

HERTZ

La propagazione per onde dei fenomeni elettromagnetici si pu dimostrare (come per le onde
acustiche e luminose) attraverso lesistenza di interferenze e , in particolare di onde stazionarie.
Se disponiamo ad una opportuna distanza da una sorgente una lastra metallica M (tratteggiata in
figura) in modo che sia perpendicolare alla direzione di propagazione Ox, il risonatore, orientato
opportunamente, mostra lesistenza di nodi N (nessuna scintilla) e di ventri V (massimo di scintille)
del campo elettrico. La distanza d fra ogni nodo ed i ventri che lo racchiudono ovunque la stessa.
La superficie di M un piano nodale per E e le posizioni come M e M che bisogna assegnare alla
placca affinch siano osservabili i nodi ed i ventri, sono distanti tra loro di un multiplo di intero di
2d.

Cambiando opportunamente lorientazione del risonatore si pu evidenziare che i nodi di E


corrispondono ai ventri di H e viceversa. La placca M riflette i campi elettromagnetici e vi
interferenza tra le onde incidenti e quelle riflesse. Questa riflessione avviene con cambiamento di
segno per E , senza cambiamento di segno per H. Se la lunghezza donda(prodotto della
velocit c per il periodo T), la distanza fra due nodi consecutivi (o due ventri consecutivi) :
2d =

2
1
dellemettitore, si pu quindi dedurre da una misura di d il valore
T
c = = 4 d .

Conoscendo la frequenza =
della velocit

Ma con quali esperienze Hertz riusc a verificare ci che si appena spiegato?


26

ESPERIENZA SULLA RIFLESSIONE CON SPECCHIO


Hertz ebbe successo nel provare che lazione di una oscillazione elettrica si propagava come
unonda nello spazio pianificando esperimenti in cui intendeva porre il conduttore primario nella
linea focale di un grande specchio parabolico concavo. Allintroduzione di questa esperienza Hertz
scrive: these (phenomena) exhibit the propagation through the air by wave-motion in a visibile
and almost tangibile form. Anche se questa sembra essere una semplice affermazione, essa
riassume limportanza del lavoro di Hertz.
Lambiente in cui sono stati eseguiti i lavori sono minuziosamente descritti dallo stesso hertz in una
delle sue opere pi importanti: (Electric Waves 1889)

la stanza era unaula di lezione di fisica lunga 15m circa, larga 14m e alta 6m; paralleli alle due
pareti pi lunghe cerano 2 file di sostegni di ferro, ognuno dei quali si comportava come una
parete solida nei confronti dellazione elettromagnetica, cos che le parti della stanza che
giacevano fuori da queste non potevano essere prese in considerazione. Furono rimosse le parti
pendenti dei tubi del gas e i candelieri, cos che questa non conteneva altro che tavoli di legno e
panche, che non potevano essere rimosse. Non si doveva temere alcun pericolo di interazione da
questi oggetti, e nessuno infatti fu osservato. La parete davanti, dove la riflessione aveva luogo, era
una parete di arenaria molto grande su cui si trovavano due porte e molti tubi del gas si
estendevano su questa. Al fine di dare alla parete una maggiore natura di superficie conducente fu
fissato su questa un foglio di zinco alto 4m e largo 2m; questo era collegato con i tubi del gas e con
un vicino tubo dellacqua, affinch potesse essere collegato a terra ()Il conduttore primario
(oscillatore) fu posto nel mezzo di questa parete e 13m lontana da questa. La direzione del filo
conduttore delloscillatore era verticale per cui le forze dovevano essere oscillanti in direzione
verticale. Il conduttore si trovava a 2,5m di altezza dal pavimento; le osservazioni furono fatte
anchesse alla stessa altezza, per questo motivo fu costruita una passerella per losservatore con
tavole ed assi ad una comoda altezza. Definiamo come normale la linea diritta disegnata dal
centro del conduttore primario perpendicolarmente alla superficie riflettente. I nostri esperimenti
sono ristretti alle vicinanze della normaleogni piano verticale parallelo alla normale sar
chiamato piano di oscillazione2, e ogni piano perpendicolare alla normale sar chiamato piano
donda

Come conduttore secondario, per rilevare le onde elettromagnetiche, fu usato un anello di metallo di
25cm di raggio, aperto in un punto dove erano montate 2 sfere conduttrici (qui avvenivano le
scariche al passaggio dellonda). Egli procedette posizionando la spira con il suo centro sulla
normale e il suo piano sul piano delloscillazione, prima con lo spark-gap verso la parete, poi in
direzione opposta. Le scintille differivano nelle due posizioni: se lesperimento eseguito a una
distanza di circa 0,8m dalla parete le scintille sono molto pi forti quando lo spark-gap rivolto
27

verso la pareteripetendolo a una distanza di 3m si nota, al contrario, una corrente continua di


scintille quando lo spark-gap posizionato lontano dalla parete, mentre le scintille scompaiono
quando girato verso la parete. Se procediamo ad una distanza di 5,5m avviene una nuova
inversione ed ancora alla distanza di 8m. Hertz interpret il fenomeno dicendo:
non dobbiamo considerare la distanza tra ognuno di questi punti e il successivo come la semilunghezza dondadovremmo piuttosto concludere che, nel passare attraverso ognuno di questi
punti una parte dellazione subisce una inversione, mentre unaltra parte non lo fa. Perci
possibile assumere che il doppio della distanza tra due dei punti corrisponde alla semi-lunghezza
donda, cos che ognuno di questi punti indica la fine di un quarto di lunghezza donda.
Hertz osserva, inoltre, che sulla parete, se fosse un conduttore perfetto, dovremmo avere un nodo
ma, poich la superficie in esame non un conduttore perfetto, il nodo sar posizionato qualche cm
allinterno della parete.
Tale esperienza non diede i risultati sperati, forse a causa della di sproporzione tra la lunghezza
delle onde (4-5m) e le dimensioni che riusc a dare allo specchio. I risultati sarebbero stati ottimali
con oscillazioni di pi alta frequenza e con onde di lunghezza 1/10 di quelle che aveva rilevato. Egli
fu in grado di produrre onde stazionarie con punti nodali situati a 33, 65, 98cmlungo un filo,
invece, loscillazione lungo un filo diede una lunghezza donda di 29cm. Apparve che le onde
corte avevano velocit pi bassa nei fili che nellaria
FILI DI LECHER
Per ritrovare nuovamente unonda stazionaria Hertz utilizz anche lapparato di Lecher.
Il fisico tedesco , Ernst Lecher, mise a punto un principio per misurare le vibrazioni, per mezzo del
semplice spostamento di un cursore su di una boccola che porta il suo nome, pi precisamente fili
di Lecher.

AA il conduttore primario e consiste in 2 piatti quadrati, ognuno dei quali ha un lato di 40cm,
connessi tra loro da un filo lungo 60cm che contiene uno spark-gap di 2mm. Una piccola spira era
usata come eccitatore; essa era alimentata con corrente da 2 accumulatori, e la lunghezza massima
delle scintille era solo di 4cm.

Figura apparato di Lecher


Opposti ai piatti A e A, ad una distanza di 10cm, si trovano i piatti B e B, dai quali 2 fili paralleli
lunghi 30cm, erano disposti ad una distanza di 6,8m ed erano collegati insieme tra b e b. Ad una
distanza variabile aa dalla loro origine, tali fili erano messi in comunicazione attraverso una
seconda connessione (ponte). Quando questo ponte si trovava in una certa posizione, alla distanza di
circa 1,2m da BB, aveva luogo nellintervallo tra aa e bb una oscillazione marcata. Questo
indicava la met della lunghezza donda di unonda stazionaria e, come gi Lecher aveva mostrato,
era prodotta dalla risonanza tra questa stessa oscillazione e loscillazione primaria, che aveva avuto
luogo nello spazio tra AA da una parte e BaaB dallaltra.
Le oscillazioni erano praticamente le medesime se i due fili erano lontani o se erano posti uno
accanto allaltro: indipendenza dalla distanza tra i 2 fili.
28

4.4 LABORATORIO: ESPERIENZA DI HERTZ (QUALITATIVO)


ONDE EM GENERATE DA UNA SCINTILLA

Lattivit proposta intende riprendere il celeberrimo esperimento tramite il quale Hertz nel 1888
dimostr l'esistenza delle onde elettromagnetiche previste dalle equazioni di Maxwell.
Inizialmente si riprodurr una esperienza molto simile all esperimento storico (parte A), con un
corredo di strumenti antichi e moderni che conferiscano maggiore visibilit ai fenomeni e ne
semplifichino lesecuzione. Un analogo esperimento potr poi essere ripetuto servendosi di una pila
e una radiolina (parte B).
4.5 ESPERIENZA IN LABORATORIO (QUALITATIVO): FILI DI LECHER

Si tratta di un apparato di notevole interesse storico e didattico che consente di osservare con
immediatezza onde stazionarie lungo una coppia di fili paralleli collegati ad un oscillatore.
Obiettivi:
mostrare che lungo due fili di rame (o altro conduttore) accoppiati induttivamente ad un
oscillatore e cortocircuitati all'altra estremit si formano onde elettromagnetiche stazionarie
misurare la velocit di propagazione delle due onde EM che, componendosi tra loro, danno
luogo alla onda stazionaria.
Muovendo lungo i fili un ponticello con inserita una piccola lampadina l'operatore mostra la
presenza dei nodi e dei ventri che rivelano l'onda stazionaria della componente elettrica dell'onda
EM, ne misura la lunghezza d'onda e quindi, essendo nota la frequenza a cui oscilla il generatore, la
velocit di propagazione di ciascuna delle due onde.
Facendo poi uso di un rilevatore (una semplice spira o il circuito LRC) sensibile al campo
magnetico oscillante, si pu evidenziare la presenza di una analoga onda stazionaria relativa alla
componente magnetica e far notare l'ortogonalit fra questa componente e quella elettrica.
Questa una esperienza concettualmente molto delicata: si passa da unonda che si propaga ad
unonda stazionaria e laspetto visivo rivelatore del fenomeno (accensione della lampadina) lo
stesso sia per rivelare B che E.
4.6 PRODUZIONE
OSCILLANTE

DI

ONDE

ELETTROMAGNETICHE:

IL

CIRCUITO

Per fare in modo che il campo elettromagnetico si possa propagare a grandi distanze necessario
che le intensit dei vettori E e B siano sufficientemente intensi, per questo motivo le correnti che li
producono devono essere rapidamente variabili. Tali correnti, dette oscillanti, si generano in
circuiti che possono produrre oscillazione smorzate o persistenti, rispettivamente nei casi in cui
lampiezza diminuisce nel tempo o rimane costante. Nei circuiti oscillanti si sfrutta la propriet di
immagazzinare energia, caratteristica sia dei condensatori che delle induttanze.

29

Il circuito formato da un generatore di f.e.m. costante, da un condensatore C, da una bobina di


induttanza L e da un commutatore di tensione T:
Commutatore nella posizione 1: il condensatore si carica finch la d.d.p. fra le sue armature
non eguaglia la f.e.m. del generatore; in tal modo si accumula una certa quantit di energia
fra le sue armature (in tutto lo spazio in cui il campo elettrico diverso da 0),
Commutatore nella posizione 2: si esclude il generatore dal circuito LC, il condensatore
comincia a scaricarsi con un processo non istantaneo, mentre il campo elettrico fra le
armature tende gradatamente ad annullarsi, si produce intorno ad L un campo magnetico
crescente al quale trasferita lenergia posseduta inizialmente dal condensatore.
Se immaginiamo un circuito ideale a resistenza nulla e che non irradi energia elettromagnetica, tutta
lenergia elettrica trasferita al campo magnetico dellinduttanza e la d.d.p. fra le armature nulla.
A questo punto la corrente, che ha raggiunto il suo valore massimo, incomincia nuovamente a
diminuire provocando una f.e.m. di autoinduzione di verso opposto alla precedente. Il condensatore
inizia a caricarsi finch, quando la corrente si annulla, le d.d.p. eguaglia quella iniziale con le
armature per invertite di segno. Si inizia quindi un nuovo processo di scarica, originando una
successione di fasi identiche a quelle descritte.
Un tale dispositivo sede di oscillazioni libere persistenti con frequenza:
1
=
2 LC
Regolando la capacit e linduttanza possibile ottenere correnti, quindi oscillazioni con frequenza
anche superiori a 107Hz.
In un circuito reale, le oscillazioni non si mantengono indefinitamente, anche se ridotta al minimo
la perdita di energia per effetto Joule, a causa dellirraggiamento: il valore max della d.d.p. fra le
armature ed il valore massimo della corrente diminuiscono pi o meno rapidamente di ampiezza,
originando oscillazioni elettriche smorzate. Per ottenere una emissione continua di onde
elettromagnetiche da un circuito oscillante, necessario perci ricaricare periodicamente il
condensatore per compensare la perdita di energia (irraggiamento, effetto joule).

UNIT 5 : GUGLIELMO MARCONIVERSO LA TELEGRAFIA


SENZA FILI
5.1 EMISSIONE E RICEZIONE DI ONDE ELETTROMAGNETICHE CON CIRCUITI
OSCILLANTI APERTI (lantenna)

Come suggerisce la relazione

per produrre onde elettromagnetiche di frequenza


2 LC
elevata necessario rendere minimo il prodotto LC, cio diminuire il numero delle spire
dellinduttanza ed allontanare le armature del condensatoreinoltre, per ottenere oscillazioni
persistenti, non necessario che il circuito abbia forma chiusa.
Il sistema pi diffuso per lemissione di onde elettromagnetiche fa uso, come elemento radiante, di
un conduttore rettilineo, chiamato dipolo oscillante o antenna, introdotto, come vedremo, da
Guglielmo Marconi gi nei primi esperimenti del 1895. Lantenna possiede sempre una induttanza
L e una capacit C ma, mentre in un circuito chiuso sono localizzate rispettivamente nel solenoide e
nel condensatore, nellantenna sono distribuite lungo tutto il conduttore. Un possibile
accoppiamento di unantenna ad un circuito oscillante quello diretto, in cui, dei due estremi del
solenoide, uno collegato con la terra e laltro con lantenna.
30

Antenna

Circuito oscillante accoppiato ad una antenna

Anche la ricezione di onde elettromagnetiche avviene per mezzo di un circuito oscillante accoppiato
ad unantenna.
Nella stazione trasmittente S un circuito oscillante alimentato da un generatore G di corrente
alternata ad elevata frequenza, di conseguenza lantenna irraggia nello spazio onde
elettromagnetiche che producono, a mezzo di campi indotti, sullantenna del circuito oscillante della
stazione S, una corrente alternata della stessa frequenza. Variando la capacit C possibile
sintonizzare il circuito LC con onde di varia frequenza; la sintonia (il circuito si dice in sintonia
quando in risonanza) raggiunta quando la frequenza propria del circuito LC uguale alla
frequenza delle onde elettromagnetiche emesse dalla stazione trasmittente, cio alla frequenza del
circuito LC.
5.2 VERSO LA TELEGRAFIA SENZA FILI.

Ma come si arriv alla prima radiotrasmissione? Qualera il contesto e le tappe attraverso le quali
avvenne quell evento che tanto rivoluzion tutta la tecnologia delle comunicazioni?
Nellultimo decennio del 1800, la rivoluzione industriale, iniziata a principio del secolo, era in
pieno sviluppo: i traffici marittimi e terrestri si erano estesi in ogni parte del globo, nazioni come
lInghilterra avevano potentissimi eserciti e navi in ogni mare. Erano gi stati inventati il telegrafo e
il telefono, tuttavia i collegamenti attraverso le coppie di fili presentavano limitazioni
insormontabili..
La necessit di trasmettere messaggi in modo rapido era vecchia quanto il mondo e da qui erano
nati i semafori ottici, gli eliografi, i sistemi di segnalazione in codice, etc ma questi mezzi non
potevano risolvere decisivamente il problema.
1840 J. HENRY inventa il rel che consiste in un elettromagnete che attira un dado di ferro,
collegato ad un interruttore, che blocca la corrente nellelettromagnete in modo da
permettere al dado di tornare nella posizione iniziale ripristinando la corrente: un sistema
per creare impulsi di corrente di diversa lunghezza temporale. Basandosi sul rel, Henry
costru il primo telegrafo che inviava messaggi in codice a velocit della luce anche a
grandi distanze ma, non lo brevett per altruismo.
1844 S.F.B. MORSE costru il primo telegrafo pratico utilizzando il codice morse e nel
1876 costru la prima connessione transatlantica tra Scozia e terranova.
1876 A.G. BELL ribrevetta il telefono, brevettato precedentemente da meucci e scaduto per
mancanza di rinnovo. Nel microfono le onde sonore facevano vibrare una lamella dacciaio,
che faceva modulare una corrente elettrica che, trasmessa lungo un filo conduttore, faceva
vibrare nel ricevitore una membrana che riproduceva la voce.

31

1877 Th. EDISON brevetta il fonografo, registratore di voci: incideva su fogli di carta
stagnola avvolta attorno ad un cilindro, e leggeva con una puntina che oscillava
verticalmente.
1888 H. HERTZ condusse il suo esperimento che rivel le onde radio.

Le esperienze di Hertz impressionarono gli ambienti scientifici di tutto il mondo e vennero ripetute
nelle Universit pi prestigiose. I suoi apparecchi furono migliorati e potenziati, ne vennero
costruiti di nuovile onde elettromagnetiche furono accuratamente studiate e misurate.
In Italia, il famoso fisico AUGUSTO RIGHI dellUniversit di Bologna si distinse per
linvenzione di oscillatori e risonatori potenti e precisi. Uno di questi oscillatori (detto a tre
scintille) era essenzialmente formato da due sfere di ottone immerse in un vaso di vetro contenente
olio di vaselina (per aumentare la resistenza elettrica e mettere in gioco una maggiore quantit di
energia). Le due sfere erano distanti fra loro 1 o 2 mm ed erano collegate a due conduttori sferici,
caricabili con scintille prodotte con una spinterometro connesso ad un rocchetto di Ruhmkorff. Con
tale apparecchio righi riusc a produrre onde elettromagnetiche della lunghezza di alcuni mm.

Sempre in Italia, un oscuro ricercatore di fisica, insegnante in un liceo di Fermo, TEMISTOCLE


CALZECCHI-ONESTI, aveva sviluppato un apparecchio che divenne basilare nei primi passi
della radiotelegrafia senza fili: si trattava di un tubicino di vetro allinterno del quale era posta una
polvere (limatura) metallica a contatto fra due elettrodi. Quando nelle vicinanze di questo
apparecchio scoccava una scintilla (cio si generava unonda elettromagnetica), la limatura
metallica acquistava una particolare disposizione e consentiva il contatto fra i due elettrodi. Se essi
erano inseriti in un circuito che comprendesse, per esempio, un campanello elettrico, larrivo di un
treno donde elettromagnetiche era segnalato dalla suoneria del campanello. Questo smetteva di
suonare non appena si dava un colpetto al tubicino contenente la polvere metallica, che cos tornava
ad una posizione casuale (lo strumento fu chiamato COHERER e successivamente COESORE
quando il fascismo abol i nomi inglesi). Lo stesso strumento fu riinventato, in modo del tutto
indipendente, dal professor EDUARD BRANLY che gli dette il nome di radio-conducteur ma, fu
utilizzato per la rivelazione di onde elettromagnetiche soltanto dallinglese OLIVER LODGE, che
lo perfezion notevolmente.
Nel 1893 il professor Lodge, utilizzando il coherer inserito in un circuito elettrico (di cui facevano
parte una pila e un galvanometro, nonch un dispositivo ad orologeria per dare di tanto in tanto dei
colpetti al coherer e ripristinare la resistenza della limatura metallica) riusc a rivelare la
trasmissione di onde elettromagnetiche fino a 40m dallemettitoreil principio della telegrafia
senza fili era gi evidente ma, nessuno dei predecessori di Marconi ebbe lintuizione di questa
possibilit.

32

Hertz era uno scienziato puro che si era prefisso di dimostrare la validit della teoria di Maxwell e
quando vi riusc ne fu pi che soddisfatto, la sua mente era ben lontana da considerazioni di tipo
praticoaltrettanto deve dirsi per Righi, pura arrivando alla conclusione della identit fra le onde
hertziane e quelle luminose, non oltrepass mai i confini della ricerca pura.
5.3 LE TAPPE DELLA CONQUISTA: LA PRIMA RADIOTRASMISSIONE
ATTRAVERSO LATLANTICO
Il martelletto si mosse
Una mattina della tarda estate del 1895, un ragazzo poco pi che ventenne, suo fratello e un ignaro
contadino della campagna bolognese loro dipendente, furono rispettivamente il protagonista e i
testimoni di un avvenimento eccezionale per la storia: linvenzione della telegrafia senza fili.
Lunico segno esteriore di quella fantastica conquista fu, a quanto pare, un colpo di fucile sparato ai
margini di un vigneto, accanto ad una casa colonica. Ma quella fucilata non fu un gesto di esultanza,
bens un segnale convenuto per far capire che un certo esperimento era riuscito in pieno: doveva
capirlo il pi giovane del terzetto, Guglielmo Marconi. Era un ragazzo taciturno, alto e mingherlino;
pallido, capelli biondi, occhi celesti, labbra sottili e dal sorriso difficile; solitario, chiuso e
meditativo; tenace e dotato di una grande forza di volont, di una eccezionale capacit di utilizzare
in modo pratico quanto riusciva a capire.

Guglielmo Marconi nei suoi primi giovanili esperimenti

Il giovane Marconi aveva capito un fatto fondamentale, la possibilit di trasmettere e ricevere


messaggi intelligibili mediante onde e.m.e si era proposto di realizzare un sistema che
permettesse di trasmettere segnali telegrafici senza collegamento di fili. Inizialmente realizz la
trasmissione senza fili da un capo allaltro del suo laboratorio, il passo successivo fu quello di
portare la sperimentazione alesterno. Villa Griffone, la casa dove abitava, un massiccio edificio
campagnolo, costruito nel 1600; di fronte si erge una collina, detta dei Celestini, sulla cui cima si
trova una croce. Quel luogo era ben visibile dal Villa Griffone ed in perfetto allineamento ottico con
una delle finestre del laboratorio di Marconisu quella collina egli pose uno dei suoi apparecchi
riceventi, il trasmettitore era installato nella soffitta, i fili e le piastre dellantenna uscivano fuori
dalla finestra.
Se i segnali lanciati non fossero riusciti a superare lostacolo (la collina) il sogno della telegrafia
senza fili sarebbe rimasto taledaltra parte tutti i fisici dellepoca sostenevano che le onde
hertziane si propagassero in linea retta, il fatto che potessero attraversare un sottile ostacolo
segnalava soltanto il loro potere di penetrazione in rapporto alla loro energia. Infine vi era il
problema della curvatura terrestre: se la propagazione delle onde avveniva in linea retta, ai limiti

33

dellorizzonte, la telegrafia senza fili non sarebbe mai nata. Marconi non tenne in conto tali
considerazioni, forse per quellintuito che guid tutte le sue attivit.
Quella mattina di settembre 1895, dopo aver perfezionato i suoi apparecchi, Marconi decise di
tentare la prova decisiva, pose il ricevitore al di l della collina dei Celestini, 1Km e mezzo in
linea daria da Villa Griffone. Il fratello Alfonso, fucile in spalla, si pose (insieme al contadino
Magnani) allapparecchio ricevitore. Il martelletto della stazione ricevente ad un certo punto vibr
distintamente per tre volte di seguito: erano i tre punti della lettera S: il primo marconigramma
della storia che super lostacolo della collina fu segnalato con una fucilata.
La conquista
Dopo le decisive prove sperimentali della possibilit di trasmettere senza fili segnali telegrafici
Marconi scrisse una lettera al ministro delle Poste e Telegrafi: la risposta fu negativa.
Il 2 febbraio 1896 Annie Marconi Jameson e suo figlio Guglielmo partirono alla volta di Londra,
accolti da Henry Jameson Devis (cugino di Guglielmo), ingegnere civile. Dopo aver ricostruito le
proprie apparecchiature fatte spedire dallItalia, Marconi fu ricevuto da Sir William Prece,
ingegnere capo del Dipartimento Telegrafico del Ministero delle Poste inglesi, il quale, resosi conto
delle potenzialit pratiche della scoperta gli forn i mezzi per allargare le esperienze a pi vasto
raggio, nella pianura di Salisbury. Marconi brevett la propria invenzione il 2 luglio 1897 e il 20
luglio dello stesso anno fond la sua societ: Wireless Telegraph Signal Co. LTD. Egli aveva
bisogno di una societ non soltanto per diffondere meglio la radiotelegrafia ma, anche per svolgere
nuovi e costosi esperimenti, per aumentare la potenza degli apparecchi trasmettitori e la sensibilit
di quelli riceventi.
Nel 1900 Marconi affid a Fleming la progettazione di una nuova stazione radiotelegrafica di
grandissima potenza. Quella di Poldhu in Cornovaglia: voleva sottoporre la sua telegrafia senza fili
alla prova del fuoco, il superamento dellAtlantico. Convinto di riuscire nellimpresa, nel marzo
del 1901 si imbarc per lamerica per costruirvi una stazione identica. Venne scelta unaltura
isolata, Signal Hill eil 12 dicembre fu tentata la prova: verso mezzogiorno e mezzo egli udii nella
cuffia con la quale era in ascolto il click del martelletto telegrafico e, subito dopo, i 3 click
corrispondenti a 3 punti Morse della lettera S. La prova era riuscita: le onde e.m. potevano
superare la curvatura della terra.

La torre -stazione a Terranova (da "Illustrazione Italiana" del 1902

Grande scalpore suscit nel 1909 la notizia del primo salvataggio con lausilio della radio dei
naufraghi dei piroscafi Florida e Republic, venuti a collisione; alcuni anni dopo nellaprile del 1912
molti naufraghi del Titanic furono tratti in salvo grazie allinvenzione di Marconi. Egli ebbe molti
riconoscimenti, tra cui il premio Nobel per la fisica conferitogli nel 1909 insieme a F.Braun,ma il
pi grande tributo quello della Storia e delle Comunicazioni.
34

5.4 PRINCIPALI DISPOSITIVI UTILIZZATI DA MARCONI


Prime esperienze di Livorno 1892-1893
Nel periodo vissuto a Livorno Marconi acquis chiarezza sulla struttura dinamica dei campi
elettromagnetici ed effettu esperienze sulla percezione a distanza delle scariche temporalesche
impiegando il coherer.

Con A indicato il filo sul tetto , con C il coherer inserito fra il terminale inferiore di A ed una
presa di terra (tubo dellacquedotto). B indica una batteria di pile che faceva funzionare il
campanello K quando il coherer diventava conduttore. La bobina di arresto L impediva alle correnti
oscillatorie di antenna di riversarsi sul circuito del campanello. Nel coherer usato da Marconi era
gi presente un vibratore V per scuotere il tubetto (forse era lo stesso campanello!).
1895 a Pontecchio
Dopo una faticosa elaborazione, le esperienze realizzate nel 1895 sul collegamento a distanza
furono eseguite con lapparato rappresentato in figura:

Il trasmettitore era analogo a quello di Hertz; lo spinterometro era per inserito fra un filo verticale
alto 70m e la terra: in tal modo la capacit inizialmente caricata era quella tra filo e terra e londa di
risonanza era circa 4 volte la lunghezza del filo (300m). Manovrando il tasto T era possibile inviare
una successione di treni donda secondo il codice morse. Il ricevitore era uguale a quello di Livorno
perfezionato con laggiunta di un registratore.
Conosciamo oggi la ragione principale che dellaumento di portata conseguito da Marconi nei
confronti di Hertz (2000m contro 15m), essa risiede nellaccrescimento della lunghezza donda
secondo la relazione:

2
A = G
4

dove

A= area equivalente dellantenna

G= guadagno

Allaccrescimento pervenne a seguito di prove fortunate oppure sulla base di un ragionamento?


35

I biografi riferiscono che egli aveva intuito lesistenza di una dipendenza di tipo lineare fra
lefficienza dellantenna e il quadrato della sua altezza. Interpretando i risultati di Livorno marconi
aveva visto che la tensione indotta risultava proporzionale allaltezza del sensoreda ci il risultato
che la potenza assorbita era proporzionale allaltezza dellantenna. A Marconi va riconosciuto il
merito di aver introdotto per primo sia il concetto di superficie equivalente sia il criterio della
dipendenza di questa da 2.
Lintroduzione dei circuiti risonanti.
Il rapido diffondersi della radio quasi-aperiodica condusse rapidamente ad una crisi per le
interferenze fra stazioni molto lontane. Daltra parte con le tecniche di allora non era possibile
guadagnare nuovi canali andando verso le frequenze pi elevate: fu essenziale quindi lintroduzione
dei filtri a circuiti risonanti effettuata da Marconi nel 1900 (prima nel trasmettitore, poi nel
ricevitore).
Lo spinterometro del tipo a frequenza musicale, la scarica ha luogo attraverso due archi in serie
innescatisi ogni volta che una delle aste del rotore di allinea con la coppia di punte fisse ab. La
carica del condensatore C del circuito effettuata dalla sorgente in corrente continua ad alta
tensione AT attraverso linduttanza Le nel tempo fra una scarica e la successiva. Lantenna
accoppiata allinduttanza L del circuito per mezzo di una adattamento di impedenza a mutua
induzione. Il tasto t consente la manipolazione in Morse. Con questa tecnica fu realizzata nel 1901
la celebre stazione di Poldhu.

Altro importante dispositivo che si deve a Marconi il detector magnetico.


costituito da un fascetto di fili di ferro F piegato ad U, polarizzato (con laiuto di un magnete
permanente) sul gomito della caratteristica induzione-campo. Sul fascetto di fili di ferro sono
avvolti:
un primario di poche spire disposto in serie fra antenna e terra,
un secondario con alto numero di spire facente capo ad una cuffia telefonica C.
lasimmetria con la quale il flusso di induzione risponde al campo magnetico alternativo dovuto
allonda, produce la f.e.m. a frequenza acustica utile.
5.5 PROPAGAZIONE DI UNONDA ELETTROMAGNETICA NELLA IONOSFERA

Tutte le onde elettromagnetiche, e quindi anche quelle radio, si propagano in linea retta. Basandosi
su questa considerazione, gli scienziati della fine del XIX secolo erano molto scettici sull'utilit
degli esperimenti con onde radio di Guglielmo Marconi, in quanto la curvatura della Terra pone un
limite, pari a circa 30 km, alla distanza che pu essere percorsa in linea retta (cio lungo la visuale)
dalla sommit di una torre alta 100m. La trasmissione, coronata da successo, attraverso l'Atlantico
di segnali radio da parte di Marconi del 1901, obblig gli scienziati a riconsiderare la propagazione
delle onde radio nell'atmosfera terrestre e port alla scoperta della ionosfera.
36

E vero infatti che nel vuoto le onde si propagano in linea retta, ma il problema diventa un po' pi
complicato quando si tiene conto della presenza dell'atmosfera terrestre e le sue interazioni con le
onde radio.

E grazie alle propriet riflettenti degli strati della ionosfera, situati fra 50 e 300 km di altezza dal
suolo, che possibile la trasmissione delle onde corte SW, altrimenti dette onde radio HF (ad alta
frequenza), fra 3 e 30 MHz. Ne segue anche, per, che le onde corte, poich vengono riflesse dalla
ionosfera, non possono essere utilizzate per le comunicazioni spaziali; in questo caso necessario
usare onde radio di frequenza superiore, nella banda di frequenze VHF (very high frequency) o
UHF (ultra high frequency).
Si possono classificare tre meccanismi con cui l'energia delle onde elettromagnetiche, in particolare
quelle radio, si propaga dall'antenna trasmittente a quella ricevente.

Onda diretta: Nello spazio libero da ostacoli le radioonde si propagano in linea retta lungo
la visuale, cio secondo la congiungente delle due antenne.
Onda riflessa: due tipi a) Onda terrestre: l'onda che si riflette sulla superficie del suolo
b)Onda spaziale: l'onda che viene riflessa dalla ionosfera
Onda superficiale: sulla superficie del suolo, sulla quale si riflette l'onda terrestre, \striscia"
l'onda superficiale. Ci pu avvenire grazie al fenomeno della diffrazione, per cui quando
l'onda incontra un oggetto di dimensioni dell'ordine di grandezza della sua lunghezza
d'onda, essa tende a seguire il contorno dell'oggetto. L'effetto tanto pi pronunciato quanto
pi piccolo l'oggetto. Grazie alla diffrazione le onde si propagano nelle citt attorno agli
edifici. L'onda superficiale viene pi o meno attenuata a seconda del tipo di superficie sulla
quale si propaga. Sul mare l'attenuazione molto bassa, mentre su terreno roccioso
l'attenuazione molto forte.
5.6 STRUTTURA DELLA IONOSFERA

L'atmosfera bombardata da radiazioni ultraviolette di diverse frequenze che vi penetrano pi o


meno profondamente. Di conseguenza, la struttura della ionosfera stratificata e si possono
distinguere diversi strati ad altezze diverse.
37

Le onde elettromagnetiche ultraviolette a frequenze pi basse hanno il minore potere penetrante, e


quindi producono gli strati ionizzati pi distanti dal suolo (circa 300 Km); mentre le radiazioni
ultraviolette a frequenze pi alte penetrano pi in profondit e producono strati ionizzati a quote
inferiori (attorno agli 80 Km).
La densit degli ioni presenti varia a seconda dell'altezza dal suolo. Onde radio a frequenza diversa
vengono riflesse da strati a densit diversa. Per questo, per comunicazioni fra luoghi molto distanti
fra loro, _e necessario che le onde vengano riflesse dagli strati pi alti della ionosfera (i cosiddetti
strati F1 e F2, situati attorno ai 300 Km di altezza).
Le onde corte che soddisfano a questo requisito, e che vengono quindi impiegate per le trasmissioni
internazionali, sono quelle con lunghezze d'onda tra i 10 e gli 60 m circa, cio frequenze comprese
approssimativamente tra i 5 e i 30 MHz.
L'angolo di elevazione del sole un fattore importante che determina la densit degli strati
ionizzati. Come conseguenza, l'altezza e lo spessore degli strati ionizzati varia da luogo a luogo e a
seconda dell'ora del giorno e delle stagioni dell'anno. La variazione diurna di questi strati la pi
vistosa: quando il sole pi alto sull'orizzonte gli strati ionizzati raggiungono la massima densit e
il massimo effetto sulle onde radio. Col calare della sera la densit diminuisce e continua a
diminuire durante la notte, raggiungendo il minimo appena prima del sorgere del sole.
Si possono distinguere alcuni strati: D, E, F.

Strato D: _e lo strato pi basso della ionosfera, situato ad un'altitudine attorno ai 70 Km. La


percentuale di ionizzazione la pi bassa nella ionosfera. Lo strato D non riflette, ma
attenua fortemente le onde radio di frequenza media (MF o MW), cio sotto i 3 MHz. Dopo
il tramonto e durante la notte questo strato scompare praticamente del tutto.
Strato E (non in figura): situato ad un'altezza media di 110 Km ed anche detto strato di
Kennelly-Heaviside (dai nomi del matematico inglese Oliver Heaviside e dell'ingegnere
statunitense Arthur Kennelly che contemporaneamente nel 1902 predissero l'esistenza di
uno strato riflettente, la ionosfera, che avrebbe permesso la riflessione delle onde radio,
permettendo cos le trasmissioni radio anche fra punti della Terra non a contatto diretto).
Dopo il tramonto questo strato si attenua e per mezzanotte praticamente scompare. Questo
strato riflette le onde corte fino a circa 20 MHz, che quindi possono essere usate per
trasmissioni radio su distanze fino a circa 2500 Km.
Strato F. Di giorno si possono distinguere due strati: F1, situato a circa 200 Km, e F2,
situato a circa 350-400 Km di quota. Di notte i due strati si combinano in un unico strato
situato a circa 300 Km di altezza. Questo rimane l'unico strato ionizzato ed quello che
permette le trasmissioni notturne a lunga distanza in onde corte.

L'origine della nomenclatura degli strati D, E ed F piuttosto originale. Pare che l'inglese Edward
V. Appleton, uno dei pionieri dello studio della ionosfera, usasse il simbolo E per descrivere il
campo elettrico dell'onda riflessa dal primo strato della ionosfera. In seguito, Appleton scopr
l'esistenza di un secondo strato, localizzato ad un'altitudine superiore al primo e us il simbolo F in
questo caso. Quando si accorse dell'esistenza di un altro strato, questa volta ad un'altitudine
inferiore al primo, us per quest'ultimo il simbolo D.

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I simboli poi sono rimasti ad identificare gli strati; lo strato F stato ulteriormente suddiviso in due
sottostrati, F1 e F2, e la loro definizione si evoluta in modo da inglobare quello che lo stato
attuale di comprensione delle propriet fisiche e chimiche della ionosfera.

UNIT 6 : LE TELECOMUNICAZIONI OGGI (Leredit di Marconi)


Con la parola telecomunicazione oggi si intende la trasmissione a distanza di informazioni di vario
tipo: voce umana, suoni, immagini, messaggi, segnalazioni, dati da elaborare al computer.
Telecomunicazione significa comunicazione a distanza (il prefisso -tele deriva dal greco e significa
da lontano). Si possono trasmettere dati a distanza usando svariate tecniche. I dispositivi pi
comuni sono: Cavi elettrici, Onde radio, Satelliti, Fibre ottiche.
Il metodo usato dipende dal tipo di informazione che si vuole trasmettere (voce umana, musica ad
alta fedelt, immagini in movimento ecc), dai costi (costo del lancio di un satellite, ad esempio) e da
considerazioni varie di logistica, fattibilit e cos via.
Per trasmissione via cavo si intende la
trasmissione di segnali elettrici attraverso fili
elettrici o cavi di vario genere (cavi coassiali,
cavi sotterranei, cavi sottomarini). Queste linee
vengono usate per il telefono (ci per trasmettere
nella gamma di frequenze della voce umana), il
telegrafo, e in generale per dati a bassa velocit
di trasmissione.
Nelle trasmissioni radio, come abbiamo gi
visto, i segnali elettrici vengono trasmessi
attraverso l'aria o lo spazio sotto forma di onde
radio in bande di frequenze piuttosto strette. La
trasmissione di questo tipo di onde pu avvenire
grazie alle propriet riflettenti della ionosfera.
Le trasmissioni via satellite fanno uso di satelliti artificiali, di solito in orbite geostazionarie, che
assicurano il collegamento tra punti anche molto distanti tra loro sulla superficie terrestre.
Negli ultimi decenni lo sviluppo di materiali ultra-puri con coefficienti di assorbimento
estremamente bassi ha lanciato l'uso delle fibre ottiche anche nel campo delle telecomunicazioni. Le
fibre ottiche presentano molti vantaggi rispetto ai sistemi via cavo tradizionali: costi bassi, estrema
flessibilit, attenuazione minima, ottima larghezza di banda. Infine le comunicazioni via fibra ottica
hanno un enorme vantaggio su altri sistemi di telecomunicazione: sono immuni da interferenze.
6.1 LA TRASMISSIONE DELLE INFORMAZIONI OGGI

Come gi abbiamo detto, non si pu inviare un messaggio mediante un'onda di un'unica frequenza:
una tale onda procede indefinitamente sempre uguale a se stessa, una tale onda non trasporta alcuna
informazione al di l della sua frequenza. Se si vuole inviare un messaggio, cio trasmettere
informazione, occorre modulare l'onda, cio cambiare qualcosa in modo tale che questo qualcosa
poi possa essere decodificato al suo arrivo all'apparecchio ricevente.
La modulazione la tecnica per immettere informazione (nella forma di voce, musica, immagini o
dati) su una radiofrequenza portante. Lo scopo si ottiene variando una o pi caratteristiche dell'onda
a seconda dell'informazione che si vuole trasmettere.
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Ci sono varie forme di modulazione, ciascuna atta ad alterare una particolare caratteristica, quali
l'ampiezza (AM = amplitude modulation = modulazione di ampiezza), la frequenza (FM =
Frequency Modulation = modulazione di frequenza), la fase (PM = Phase Modulation =
modulazione di fase), la sequenza dell'impulso (PCM = Pulse-Coded Modulation = modulazione
d'impulsi a codice), la durata dell'impulso (PDM = Pulse-Duration Modulation = modulazione della
durata dell'impulso).
Le due forme di modulazione pi note sono la modulazione di ampiezza (AM) e di frequenza (FM).
La tecnica della modulazione di ampiezza permette di imprimere dell'informazione auditiva o visiva
su un'onda di una particolare frequenza, detta portante, carrier in inglese, variando l'ampiezza
dell'onda portante in modo opportuno. L'AM stato il primo metodo usato per trasmettere
programmi radio. Oltre che per le trasmissioni radio commerciali, l'AM _e impiegata nelle
trasmissioni radio a onde corte su lunghe distanze e nelle trasmissioni della parte video dei
programmi televisivi. Le stazioni radio AM commerciali operano a frequenze fra i 535 e i 1605 kHz
(entro la banda HF), separate fra loro di 10 kHz. Le frequenze dell'onda portante usate per la
televisione vanno da 55 a 210 MHz circa (nella banda VHF, quindi). In questa banda vi spazio
disponibile per circa 30 stazioni televisive, ciascuna delle quali usa una larghezza di banda di circa
5 MHz. Se le stazioni fossero molto pi numerose non sarebbe possibile sintonizzare una singola
stazione.
Nelle trasmissioni a modulazione di frequenza (FM) l'ampiezza del segnale portante mantenuta
costante, ma la sua frequenza viene alterata a seconda delle variazioni nel segnale audio che si
vuole trasmettere. La tecnica della modulazione di frequenza fu sviluppata dall'ingegnere americano
Edwin H. Armstrong negli anni '30, per cercare di rimediare all'interferenza e al rumore che poteva
rendere le trasmissioni AM di diffcile ricezione. Le trasmissioni FM risentono molto meno di quelle
AM dei disturbi causati da avverse condizioni atmosferiche (es. i temporali), da correnti elettriche e
altre sorgenti di campi elettrici, che producono alterazioni nell'ampiezza dell'onda radio, ma non
nella sua frequenza. L'FM _e migliore che non l'AM per la trasmissione stereofonica, per i segnali
audio televisivi e per i collegamenti telefonici a lunga distanza. Alle stazioni radio FM commerciali
sono state assegnate frequenze pi alte che non quelle per l'AM: il range varia da 88 a 108 MKz
(nella banda VHF), e le stazioni sono distanziate di 200 kHz fra loro.
Fino al 1930 circa, la parte dello spettro delle onde radio sopra i 30 MHz era praticamente vuota:
non esistevano segnali prodotti dall'uomo. Ai giorni nostri, lo spettro delle frequenze radio
estremamente sfruttato e viene per comodit diviso in varie bande di frequenza dai 3 kHz delle
frequenze molto basse (VLF) _no ai 300 GHz delle frequenze estremamente alte (EHF).
La suddivisione delle bande di frequenza
Le bande di frequenza sono divise in base alle caratteristiche che ne determinano l'impiego in certi
settori piuttosto che in altri.
ELF: Extremely low frequency = frequenze estremamente basse Frequenze sotto i 3 kHz,
corrispondenti a lunghezze d'onda superiori ai 100 km. Queste onde sono usate nei sistemi di
comunicazione per i sottomarini. L'acqua del mare presenta un assorbimento molto basso per onde
tra i 5 e i 100 Hz.
VLF-LF-MF: Very low frequency, Low frequency, Medium frequency = Frequenze molto basse,
frequenze basse, frequenze medie Frequenze dai 3 kHz ai 3 MHz, ovvero lunghezze d'onda da 100
km a 100 m. Queste bande di frequenze sono usate per servizi di tipo analogico a stretta larghezza
di banda, impiegati nella navigazione radio a lunga distanza, nel telegrafo marittimo e i canali di
soccorso (per l'SOS) e per le trasmissioni radio AM (Amplitude Modulation). Poich la larghezza di
banda per queste frequenze insufficiente, non sono adatte per i servizi di telecomunicazioni a
banda larga quali la televisione e le trasmissioni FM (Frequency Modulation).

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HF: High Frequency = frequenze alte Frequenze dai 3 MHz ai 30 MHz, ovvero lunghezze d'onda
da 100 ai 10 m.
VHF-UHF: Very High Frequency, Ultra High Frequency = frequenze molto alte, frequenze ultra
alte Frequenze dai 30 MHz ai 3 GHz, ovvero lunghezze d'onda da 10 m ai 10 cm. Le frequenze di
questa banda sono ulteriormente suddivise in bande il cui uso stato regolamentato e allocato a vari
servizi. La maggior parte della banda UHF usata per i collegamenti a microonde e per la telefonia
cellulare. Parte della banda anche usata per applicazioni di radio-navigazione (strumenti
automatici di atterraggio), comunicazioni militari, e controlli radio per il traffico aereo.

Le frequenze usate dai telefonini sono fra 824 e 894 MHz per
il sistema analogico AMPS e fra 1.850 e 1.990 GHz per il
sistema digitale GSM. La fascia tra i 1,227 e 1,575 GHz
utilizzata per il sistema globale di posizionamento (GPS)
Navstar.

Per completezza: ai sistemi di allarme e ai sistemi di apertura telecomandata di porte e simili sono
state riservate le frequenze attorno ai 40 MHz. I radar del controllo del traffico aereo operano alle
frequenze tra i 960 MHz e i 1,215 GHz.
6.2 LUTILIZZO DELLE MICROONDE, LE ANTENNE PARABOLICHE, LE
FIBRE OTTICHE
Lutilizzo delle microonde
La frequenza pi comune usata nei forni a microonde di 2.45 GHz e la potenza intorno a un
kWatt. Nel forno a microonde la frequenza stata scelta in modo da coincidere con un optimum
intorno alla risonanza per l'assorbimento da parte delle molecole d'acqua. Quindi, l'acqua nei cibi
assorbe le microonde e la loro energia. E questa energia assorbita che fa s che le molecole d'acqua
e il cibo che le contiene aumentino di temperatura, cio si scaldino. La frequenza dei forni a
microonde stata ottimizzata per la molecola d'acqua allo stato liquido. Il ghiaccio assorbe l'energia
dalla microonde a questa frequenza con una efficienza estremamente minore, per cui nel forno a
microonde possibile riscaldare la crema al cioccolato, senza sciogliere il gelato al centro!
Le antenne paraboliche
Le antenne per trasmissioni radio sono di tipo omnidirezionale, cio irraggiano il segnale trasmesso
su una vasta area. Invece nelle trasmissioni tra due punti fissi si usano antenne direzionali che
trasmettono il segnale in un fascio abbastanza ben collimato, diretto verso l'apparato ricevente.

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Le antenne paraboliche si usano per le comunicazioni via satellite per mezzo di microonde (onde
radio di lunghezza d'onda compresa approssimativamente tra il millimetro e i 10 cm, corrispondenti
a frequenze da 1 a 300 GHz, cio nelle bande UHF, SHF e EHF). La forma a parabola del piatto fa
s che il fascio di onde sia ben collimato, cio sia poco divergente. La larghezza del fascio delle
microonde proporzionale al rapporto tra la lunghezza d'onda delle microonde e il diametro del
piatto. A parit di lunghezza d'onda, quindi, maggiori sono le dimensioni del piatto, pi stretto il
fascio d'onde. Un'antenna di dimensioni ridotte posta su un satellite ricever e trasmetter segnali su
tutta l'area della Terra visibile dal satellite, circa un intero emisfero.
Un'antenna di dimensioni maggiori ricever e trasmetter segnali su una regione terrestre molto pi
limitata. Analogamente per quanto riguarda le stazioni terrestri, un'antenna di grandi dimensioni
trasmette e riceve segnali solo dal satellite verso cui puntata e non da satelliti vicini.
Le fibre ottiche

Una fibra ottica costituita da un lungo cilindro interno trasparente (\core") ricoperto esternamente
da un rivestimento (cladding") di materiale opaco di indice di rifrazione minore di quello del
materiale interno. Il tutto in genere fasciato da una spessa pellicola di plastica esterna (coating")
per proteggere la fibra ottica da danni, abrasioni, ecc. Il diametro della fibra trasparente interna
varia dai 5mm ai 100 mm e il diametro del rivestimento di solito fra i 100 e i 150 mm. Per
paragone, ricordiamo che un capello umano ha un diametro di circa 100 mm.
La fibra ottica funziona come una specie di specchio tubolare. La luce che entra nel core ad un certo
angolo (angolo limite) si propaga mediante una serie di riflessioni alla superficie di separazione fra i
due materiali del core e del cladding.

Le fibre ottiche hanno avuto un forte sviluppo e vengono utilizzate in un gran numero di
applicazioni solo in questi ultimi anni, bench la fisica della riflessione totale fosse ben conosciuta
da lungo tempo. Il problema stava nelle perdite che producevano un'intollerabile attenuazione del
segnale. Il raggio rifratto infatti non penetrava nel materiale del rivestimento esterno, ma un po'
d'energia veniva assorbita da quest'ultimo, cosicch la luce veniva attenuata nelle riflessioni interne.
In questi ultimi decenni, lo sviluppo di materiali ultra-puri con coefficienti di assorbimento
estremamente bassi ha lanciato l'uso delle fibre ottiche, in medicina ad esempio, e nel campo delle
telecomunicazioni. Le fibre ottiche uniscono vari vantaggi: costi bassi, attenuazione minima, ottima
larghezza di banda e le comunicazione via fibra ottica sono immuni da interferenze.
Le fibre ottiche attuali sono cos trasparenti che l'intensit della luce entro un tratto di fibra ottica di
6 km viene ridotta di meno di un fattore 2: questi materiali sono circa diecimila volte pi trasparenti
del vetro normale!

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BIBLIOGRAFIA GENERALE
Edoardo Amaldi - Romano Bizzarri Guido Pizzella
FISICA GENERALE elettromagnetismo relativit ottica
Zanichelli
E. Amaldi- G. Amaldi- U. Amaldi
LA FISICA PER I LICEI SCIENTIFICI vol 3
Zanichelli
Ugo Amaldi
L AMALDI introduzione alla fisica vol 2
Zanichelli
Giuseppe Ruffo
FISICA PER MODULI
vol2
Zanichelli
Sergio Papucci
ESPERIMENTI E IDEE DELLA FISICA vol2
Hoepli
Caforio - Ferilli
CORSO DI FISICA SPERIMENTALE con esercitazioni di laboratorio vol 2 Le Monnier
Feynman Leighton Sands
LECTURES ON PHYSICS vol 2
Addison-Wesley Publishing Company
Paul Hewitt
FISICA PER CONCETTI
Zanichelli
AA.VV
FISICA a cura del PSSC quarta edizione
Zanichelli
E. BELLONE Storia della fisica moderna e contemporanea UTET
P.H. HARMAN Energia, forza e materia: lo sviluppo della fisica nell800
TABARRONI-DE BENEDETTI- MASINI Marconi, cento anni dalla nascita ERI
S. MALATESTA Elementi di radiotecnica generale
C.E. Curzi

H.R. HERTZ
Electric Wawes
MOTZ-WEAVER La storia della fisica
Lopera di Guglielmo Marconi al vaglio della storia di Giorgio Tabarroni
Radio Rivista 1974
Graffiti di un centenario di G. Falciasecca
Alta Frequenza- rivista di elettronica vol7 n2
Articoli tratti dalla rivista AEI
Marconi e linvenzione della Radio di Gian Carlo Corazza
Commento tecnico alle principali esperienze di Guglielmo Marconi di Ugo Tiberio
Aspetti delleredit di Marconi di Francesco Carassa
GRUPPO NAZIONALE DI STORIA DELLA FISICA CNR
La conquista della telegrafia senza fili: Temistocle Calzecchi-Onesti e il Coherer
SITOGRAFIA
www.batmath.it
www.fmboschetto.it
www.matematicamente.it
www.radiomarconi.it
www.edscuola.it
www.istruzionepubblica.it
www.crit.rai.it
www.torinoscienza.it

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Nessuno dei testi visionati sviluppa in modo completo ed accessibile agli studenti a cui rivolto
il percorso didattico proposto ma, tra tutti si possono proporre i seguenti testi:

BIBLIOGRAFIA e SITOGRAFIACONSIGLIATA
Caforio - Ferilli
CORSO DI FISICA SPERIMENTALE con esercitazioni di laboratorio vol 2 Le Monnier
AA.VV
FISICA a cura del PSSC quarta edizione
Zanichelli
E. BELLONE Storia della fisica moderna e contemporanea UTET
P.H. HARMAN Energia, forza e materia: lo sviluppo della fisica nell800
TABARRONI-DE BENEDETTI- MASINI Marconi, cento anni dalla nascita ERI

MOTZ-WEAVER La storia della fisica


Lopera di Guglielmo Marconi al vaglio della storia di Giorgio Tabarroni
Radio Rivista 1974
www.fmboschetto.it
www.matematicamente.it
www.radiomarconi.it
www.edscuola.it
www.torinoscienza.it

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