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Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Energetica

Il processo di Pianificazione ed i metodi di valutazione

Cosimo Pisani
Anno Accademico 2013/2014

Definizione: cos la pianificazione?


Non esiste nessuna definizione della teoria della pinaificazione
concordemente accettata, n c un qualche consenso su cosa
essa debba includere.
La teoria della pianificazione si sviluppata da una concezione
eclettica di concetti provenienti da una ampio range di
discipline...molti da quelle sociali ...
I primi pianificatori .(architetti, progettisti del paesaggio, ing.
Civili,......:
un primo concetto che portarono con s lutopismo. Lidea che si
possa progettare un ideale stato finale ed usarlo per cambiare il
mondo per renderlo il pi simile possibile allidea dellutopico;
un secondo concetto era quello del coordinamento....basato
sulla interdipendenza delle parti..

Definizione: cos la pianificazione?


Definizioni di carattere processuale:
Una certa concezione vede la pianificazione come una
attivit fondamentale che pervade il comportamento
umano al livello individuale e ad ogni livello sociale.
In questa visione la pianificazione un processo del
pensiero umano e dellazione basata su quel pensiero
....
Previsione che unattivit umana molto generale.
George Miller conclude che ogni azione il risultato di
un complesso processo del quale la pianificazione
parte integrante.
Limite: vasta portata: se la pianificazione parte
integrante di ogni attivit umana, che cosa la distingue
o la giustifica?

Definizione: cos la pianificazione?


Moore: (definizione appena pi limitata) :
Tutti quelli che prendono decisioni sulla allocazione e
distribuzione delle risorse pubbliche, di fatto
pianificano.
Questa definizione consente di giustificare la
pianificazione, secondo la legittimazione di ogni
intervento pubblico appropriato.
Limite: imprecisione..... Un consigliere un
pianificatore...? E quello che fa pianificazione ???

Definizione: cos la pianificazione?


Un secondo approccio alla definizione di pianificazione
enfatizza la sua natura anticipatoria ed eguaglia la
pianaificazione a:
la previsione nel formulare ed implementare
programmi programmi e politiche. A la stesura in
anticipo di un piano di azioni (Ozbekham).
Limite: definizione molto estesa di valore limitato:
quello che chiamiamo pianificazione .... Entra a far
parte di qualsiasi sistema umano razionale dazione.

Definizione: cos la pianificazione?


Una terza visione sostiene che:
In generale la pianificazione una procedura per disporre in
anticipo, mettendo in sequenza deliberatamente le azioni in
modo da raggiungere un obiettivo.... o un processo er
determinare appropriate future azioni atraverso una
sequenza di scelte (Wildavky).
Cerca di rafforzare il legame, assente fino a quel momento
nelle precedenti definizioni, tra pianificazione ed azione. In
conclusione .. la pianificazione limitata dalla nostra
capacit di controllare i risultati futuri...
Limite: confusione tra questa idea di pianificazione e il
processo decisionale razionale, eccetto forse per
lorientamento al futuro.

Definizione: cos la pianificazione?


Definizioni legate allo scopo della pianificazione:
Una diversa opinione quella che la pianificazione sia
un tipo di soluzione per problemi molto particolari, i
problemi perversi (wicked problems). Sono problemi
che non hanno una formulazione definitiva: vero/falso,
ma sono del tipo: meglio o peggio e non per i quali non
esistono chiari test per la soluzione. Ad essi poi si
aggiungono luso da parte dei pianificatori di dati grezzi
ed imprecisi. Oppure la tendenza dei pianificatori a
mettere in discussione valori, istituzioni e regole
date...(Hightower)
Limite: approccio troppo inclusivo.

Definizione: cos la pianificazione?


Definizioni legate allo scopo della pianificazione:
Una definizione che limita tale inclusivit quella data
da Sir Geoffrey Vickers:
...la pianificazione ci che fanno i pianificatori.

Limite: stallo tautologico.... Restiamo nellimpossibilit


di giungere ad una definizione che ci consenta di
capire cos la pianificazione e di distinguerla dal resto
.......

Definizione: cos la pianificazione?


Adottiamo un approccio opposto: identificare quello
che la pianificazione non deve essere.
Primo: la pianificazione non unattivit individuale.
Infatti condotta da individui ma fatta per influenzare
le azioni di gruppi, organizzazioni, gorverni.. (diversa
dalla pianificazione per azioni personali..)
Secondo: la pianificazione non orientata al presente,
bens si occupa di azioni future che contengono un
significativo elemento dincertezza.
Terzo: la pianificazione non pu essere ridotta ad una
routine.
Quarto: la pianificazione ha poco in comune con gli
approcci alla risoluzione di problemi condotti per
tentativi.....

Definizione: cos la pianificazione?


Adottiamo un approccio opposto: identificare quello
che la pianificazione non deve essere.
Quinto: la pianificazione non solo limmaginazione
dei futuri desiderabili. La pianificazine, come lutopia,
descrive un desiderabile stato futuro, ma
differentemente dallutopia, specifica i mezzi per
raggiungerlo.
Sesto: la Pianificazione non solo fare Piani. Il legame
tra pianificazione ed azione, espresso nella definizione
di Wildasvsky e riflesso in un crescente interesse per
limplementazione.

Definizione: cos la pianificazione?


In definitiva se la pianificazione non unattivit
individuale, non orientata al presente, non di routine,
non fatta di tentativi, non utopica e non limitata alla
redazione di piani, cosa ?????
Deve essere sociale, orientata al futuro, non di routine,
deliberata, strategica e legata allazione.
In sintesi: la pianificazione pu essere considerata come
una deliberata attivit sociale o organizzativa tesa a
sviluppare una strategia ottimale di azione futura per
realizzare un insieme desiderato di scopi, per risolvere
problemi insoliti in contesti complessi e accompagnata da
potere e dallintenzione di destinare risorse e agire come
indispensabile per implementare le strategie scelte
(Ernest R. Alexander).

Il processo di pianificazione
Tutti i modelli di pianificazione vedono il processo
come processo sequenziale, a pi fasi nel quale molte
fasi sono legate alle precedenti per mezzo di
retroazioni.
Le fasi:
Diagnosi del problema
Articolazione degli scopi
Previsioni e proiezioni
Progettazione di alternative
Esame dei Piani (consistenza e fattibilit)
Valutazione (metodi di valutazione)
Analisi delle valutazioni
Implementazione

Le fasi della pianificazione

Il processo di pianificazione
Progettazione di alternative
La progettazione come fase del proceso decisionale
escogitare azioni finalizzate a cambiare le situazioni
esistenti in quelle preferite. Quindi non la classica
accezione di progettazione come risposta ad un
bisogno immediato e concreto.
Non una progettazione come comunemente intesa
nelle professioni di progettista..... nel dare forma e
conformare lo spazio......, ma come progettazione di
alternative dove la progettazione classicamente intesa
ne
rappresenta
un
sottoinsieme.....
Ovvero
pianificazione come progettazione delle azioni che
muteranno loggetto (della pianificazione) nella
maniera precedentemente definita...

Il processo di pianificazione
Progettazione di alternative
Capacit del pianificatore nel progettare soluzioni
alternative che sono esse stesse parte integrante della
Pianificazione e quindi del modo di prendere decisioni.

Il processo di pianificazione
Esame dei Piani (consistenza e fattibilit)
Lesame della consistenza interna verifica ciascuna
soluzione alternativa e chiede: questa proposta
risponde agli obiettivi e alle limitazioni poste? .... Un
esempio il superamento dei costi..... Le limitazioni
topografiche o del suolo...disponibilit di servizi
laccesso alle fonti o ai mercati .........
Limitazioni legati allasssenza di poteri legali o
dellautorit preposta .......

Il processo di pianificazione
Valutazione ( I criteri ed i metodi di valutazione)
Inizia quando stato definito un numero sufficiente di
alternative da confrontare..... Se esiste una sola alternativa
...... la scelta fare o non fare ...... Siamo sicuri di avere
effetti massimizzati della soluzione ????
Soluzione base .. Conservo lo status quo ..... rispetto a
questultimo, infatti che devo comunque cnfrontare le mie
alternative e in ogni caso lalternativa ritenuta migliore.....
In che senso migliore ???? Valutazioni monocriteriali
(massimizzazione dellefficienza...) e multicriteriali.....
Come rendere omogenei aspetti di natura diversa ?????
La matrice degli impatti..... Ed i pesi assegnati ai criteri.....

Il processo di pianificazione
Valutazione ( I criteri ed i metodi di valutazione)
Molti temi di pianificazione coinvolgono fini conflittuali e
interessi multipli ..... Il problema dellequit!!!! Chi
danneggiato nelle diverse alternative a confronto???
Metodi che cercano di combinare valutazioni di
efficienza e di equit ... Il bilancio di pianificazione
sociale (Lichfield )... Estensione dellanalisi costi
benefici...
Matrice di perseguimento degli obiettivi (Hill) -....
Riflette gli impatti delle proposte alternative sugli
obiettivi di gruppi dinteresse differenti ....

Il processo di pianificazione
Analisi delle valutazioni
Verifica del raggiungimento degli obiettivi e della
misura di perseguimento dello scopo iniziale.....
Possibili ripensamenti..... E riformulazione
problema e delle alternative ........

del

Il processo di pianificazione
Implementazione

Una parte indivisibile del processo di pianificazione che lega le


intenzioni con i risultati....
Modello classico sequenziale
Modello che fa riferimento ad una variet di processi di
implementazione dipendenti dalle circostanze.....
implementazione programmata ....adattativa .....circolare ....
Politiche, pianificazione, progettazione dei programmi e
implementazione dei progetti .... Sono elementi interconnessi
ed in continua interazione evolutiva.....
La semplificazione del processo di implementazione...
garanzia di successo... (esempi.... Agenzie autonome ...
Procedure abbreviate..... strumenti straordinari di
approvazione.....
Pianificazione anche come progettazione organizzativa.......

I metodi di valutazione

Elementi di complessit
Elevato numero di variabili (di cui la maggior parte aleatorie);
Incertezza dello scenario allinterno del quale il sistema deve
svilupparsi;
Molteplicit di obbiettivi e decision-makers coinvolti
(multidimensionalit);
Necessit di trattare aspetti eterogenei e contrastanti non
quantificabili;
APPROCCIO TRADIZIONALE
(caratteristico dei sistemi verticalmente integrati)

Pianificazione e Sviluppo sostenibile


Il fine della pianificazione nellambito dello sviluppo sostenibile
quello di individuare e di mantenere in equilibrio dinamico gli effetti
contrapposti che un certo piano produce
Lo sviluppo sostenibile quello sviluppo in grado di
soddisfare i bisogni della generazione presente, senza
compromettere la possibilit che le generazioni future
riescano a soddisfare i propri
I processi economici, ambientali e sociali
sono fortemente interdipendenti. Per
soddisfare i nostri bisogni, e quelli delle
generazioni future, necessitiamo di un
benessere economico, di un ambiente sano
e di una societ solidale.

Pianificazione e Sviluppo sostenibile


I metodi di valutazione che afferiscono alla MCDA (MultiCriteria Decision Analysis) possono essere classificati in:
Metodi multiobbiettivo;
Metodi multiattibuto:
.. // alcuni esempi
- Analytic Hierarchy Process (AHP);
- Metodo del Regime;
- Metodo Evamix;

Ottimizzazione multiobiettivo MO
Consiste nella minimizzazione (o massimizzazione) di una funzione
Obiettivo vettoriale, costituita da un insieme di k funzioni obiettivo:
fi (x) con i = 1, 2, , k

Ottimizzazione multiobiettivo MO: soluzione.


Vilfredo Pareto introdusse il concetto di soluzione non dominata
del problema di ottimizzazione MO.
Una soluzione x* , appartenente al dominio delle soluzioni , si definisce non
dominata se non esiste nessun altra soluzione x di tale che fi(x)<= fi(x*)
per ogni i, con diseguaglianza stretta per almeno un indice j.
Ossia:
fi(x) fi(x*)
fj(x) < fj(x*)

i=1,2k
per almeno un indice j (1,2k)

La soluzione non dominata anche detta non inferiore o


Pareto-ottima.

Ottimizzazione multiobiettivo MO: soluzione.


Ottimizzare un problema costituito da pi funzioni obiettivo, caratterizzate dal
fatto di essere tutte o in parte antagoniste fra di loro, non comporta quindi la
identificazione di una soluzione unica, ma di un insieme di soluzioni Paretoottime nelle quali il miglioramento di una funzione obiettivo ottenuto
attraverso il peggioramento di almeno una delle altre funzioni obiettivo.
Poich ad un miglioramento di f2(x) deve corrispondere un peggioramento di f1(x)
linsieme delle soluzioni non inferiori o non dominate si trovano sulla frontiera
della regione ammissibile delle soluzioni.

Passi per la soluzione del problema di ottimizzazione


I passi da seguire per risolvere un problema di ottimizzazione
multiobiettivo sono:
1. Definizione delle funzioni obiettivo (FO)
2. Generazione delle non-inferior solutions
3. Scelta della soluzione ottimale nellinsieme di soluzioni
ottenute

Classificazione dei metodi in funzione del ruolo del DM


In base al ruolo svolto dal DM nella strategia di soluzione del problema,
i metodi risolutivi della programmazione multiobiettivo vengono spesso
classificati in 4 grandi categorie:
a) Metodi senza preferenze nei quali il decisore non ha nessun ruolo
e si considera soddisfacente laver trovato una qualunque soluzione
ottima di Pareto.
b) Metodi a posteriori nei quali si genera il Pareto set e poi lo si
presenta al DM che sceglie la soluzione per lui migliore.
c) Metodi a priori nei quali il DM specifica le sue preferenze prima che
abbia inizio il processo risolutivo. In base alle informazioni avute dal
DM viene direttamente trovata la soluzione ottima migliore, senza
dover dunque generare tutte le soluzioni ottime secondo Pareto.
d) Metodi interattivi nei quali il DM specifica le sue preferenze mano a
mano che lalgoritmo di soluzione procede, guidando in tal modo il
processo risolutivo verso la soluzione per lui pi soddisfacente.

Risoluzione del problema di ottimizzazione MO


Al di l di questa distinzione, tutti i metodi di risoluzione si basano sulla
medesima idea di fondo, ovvero trasformare il problema originario in uno con
una sola funzione obiettivo.
La tecnica mediante la quale si ottiene il problema mono-obiettivo, a partire
dal problema originario, nota come tecnica della scalarizzazione.
Per semplicit di comprensione ed implementazione hanno riscontrato un
notevole successo i metodi di soluzione a posteriori dei quali fanno parte :
l metodo dei pesi o Weight Method (WM)
il metodo degli -vincoli o -constrained.
Le applicazioni dei metodi a posteriori sono riportate in letteratura anche per
gli studi di pianificazione ed esercizio dei sistemi elettrici.

Metodo dei pesi


Il metodo consente di ottenere le non-inferior solutions trasformando il
problema di ottimizzazione MO in un problema di tipo tradizionale: le
differenti FO sono pesate e sommate in modo da formare una singola
FO da ottimizzare.

Tipicamente la somma dei pesi unitaria.

Metodo dei Pesi (WM)


Dal momento che talvolta le fo considerate possono essere espresse con unit di
misura differenti, i pesi sono usati per rendere le grandezze confrontabili e per
definire limportanza relativa di ciascuna FO.
E possibile associare a questo metodo una interpretazione geometrica: se n il
numero di funzioni obiettivo del problema MO, la funzione somma pesata delle FO
costituisce, nello spazio n-dimensionale, un iperpiano definito dai pesi w i.
La soluzione del problema rappresentato dal punto di tangenza del piano alla
curva Pareto-ottima.

Metodo dei Pesi (WM)


Appare evidente come questo metodo richieda, per la definizione del
set di Pareto, la risoluzione di un elevato numero di problemi di
ottimizzazione e quindi un elevato onere computazionale a meno che
non sia sufficiente la individuazione di un numero limitato di punti per
avere unidea qualitativa dellandamento del fronte di Pareto mediante
ad esempio tecniche di interpolazione.
In questo ultimo caso per necessario avere a priori una idea
abbastanza precisa dei valori da attribuire ai pesi cosa che legata
moltissimo alla conoscenza della problematica di ottimizzazione che si
sta studiando.

Metodo -constrained
In generale un problema di ottimizzazione MO trattato col metodo constrained pu essere posto come segue. Si abbia un problema di
ottimizzazione caratterizzato da m Funzioni Obiettivo generalmente
contrastanti e non omogenee:
fi(x)

i=1m

Si costruisce una funzione obiettivo globale, f(x), combinazione delle fi(x), e


si ricava una non-inferior solution, attraverso la minimizzazione di tale funzione
min f(x).
Partendo da tale soluzione, si seleziona una particolare funzione, N-esima,
come funzione obiettivo primaria o master, fN(x) mentre le altre fi(x)
diventano vincoli (funzioni slave), attraverso prefissati limiti (upper-bound)
i, di un problema di ottimizzazione a questo punto reso
monodimensionale.

Metodo -constrained
il problema diventa la ricerca del minimo della funzione fN(x):

e dei seguenti vincoli aggiuntivi:


fi ( x ) i

i=1m ;

i N

con i = i * + i

in cui:
i * il valore assunto dalla i-esima funzione obiettivo nella soluzione
globale di partenza;
i (valore di trade-off) il peggioramento massimo consentito
stabilito dal decision maker sulla base della propria esperienza e/o
delle politiche adottate per lesercizio delle reti.

Metodo -constrained
I i rappresentano in pratica i valori di compromesso tra gli obiettivi
contrastanti.
Variando ripetutamente i i , si costruisce linsieme delle soluzioni ottimali
che costituir il Decision Set per il particolare problema di ottimizzazione
studiato.
Il metodo -constrained tuttavia pi intuitivo rispetto al Metodo dei Pesi e
consente la determinazione di un insieme di Pareto pi esauriente in quanto
lassegnazione delle i (e quindi dei valori di trade-off i) alle singole
funzioni obiettivo slave facilitata dal fatto che il legame del trade-off alla
fisica del sistema che si sta studiando pi diretta ed evidente rispetto
allassegnazione dei pesi.

Esempi di singole funzioni obiettivo


Costo di investimento

Costo delle perdite

Costo dellEENS

Costo di acquisto EE

Metodi di ottimizzazione multiattributo

Metodo del Regime

Metodo del Regime


Lanalisi di Regime Nijkamp Hinloopen 1988.
Parametri di input:
- Matrice di valutazione ordinale IxJ, con I le alternative e J i criteri. Un
elemento della matrice eij rappresenta la qualit dellalternativa i rispetto
al criterio j.
-Un vettore di peso ordinale j che esprime le priorit assegnate ai
singoli criteri.
Caratteristica del metodo del regime la generazione di un certo
numero di vettori peso cardinali consistenti (congruenti) con j.

Metodo del Regime


Operativamente si genera al calcolatore un insieme di J numeri
casuali wj, la cui somma unitaria, che rispetti lordine di preferenza
espresso da j.
Confronto a coppie di alternative per ciascun criterio tesa a
determinare un elemento sij:

La sommatoria estesa a j degli sij fornisce il vettore di regime ri


ri =

s
ii ' j

ij

Metodo del Regime


Caso J=3.
j = [1 2 3]; con 2>

3> 1

In alcuni casi linformazione fornita dal vettore peso ordinale


sufficiente per stabilire senza ambiguit la preferibilit di
unalternativa rispetto allaltra.
r-ac = +1 +1 -1; Pur non avendo informazioni sulla cardinalit dei
pesi il segno di r-ac sempre positivo per tutte le possibili
combinazioni di wj congruente con j.

Metodo del Regime


Nel caso di r-ab il risultato ambiguo r-ab = -1 +1 -1; .
wj1 = [0.15 0.45 0.40];
wj2 = [0.10 0.70 0.20];

r-ab<0;
r-ab>0;

Risolvo il problema in termini statistici determinando la probabilit


che il vettore di regime sia positivo.
I software di simulazione determinano fondamentalmente una
probabilit in senso frequentista, rapportando il numero di casi
favorevoli in cui il prodotto al numeratore della seguente relazione
positivo al numero di casi analizzati (estrazioni di una procedura
Monte Carlo):

r w
ij

p i =

n casi favorevoli
j
=
n casi possibili
n casi possibili

Metodo del Regime


Interpretazione geometrica
Spazio di probabilit: Tetraedro.
Area W insieme delle possibili di combinazioni di w congruenti con

Metodo del Regime


Interpretazione geometrica
In W1

r w positiva, viceversa in W2.


ij

Ipotizzando che la distribuzione dei vettori peso allinterno di W sia


uniforme larea dei sottoinsiemi di W pu essere interpretata come la
probabilit che lalternativa i sia preferibile ad , e viceversa.

Metodo del Regime


Tabella di sintesi di tutti i confronti a coppie:
p i =

r w > 0
ij

E proprio il rapporto tra la misura delle aree W1/W2.


Criterio di determinazione della graduatoria
di preferibilit:

Pi =

p
i

I 1

Metodo del Regime


Da cui in definitiva per il caso in esame A>C>B

Metodi ibridi: il metodo Evamix

Metodo Evamix
Evamix (Evaluation Mixture) Nijkam et. al 1990.
Metodo quanti-qualitativo (affinit con AHP).
Parametri di input:
- Matrice di valutazione.
- Vettore ordinale dei pesi wo vettore dei pesi cardinale wc

Metodo Evamix

Separazione in submatrici quantitativa (criteri hard C) e qualitativa (criteri soft


O) e relativa standardizzazione della prima.

e ij =

e ij e ij min
e ij max e ij min

Metodo Evamix
Dalle submatrici pu essere determinato il punteggio di dominanza
quantitativo:

e quello qualitativo
dove

I punteggi di dominanza ottenuti non possono essere confrontati


direttamente poich espressi con diverse unit di misura per cui necessario
standardizzarli.

Metodo Evamix
Individuata una certa funzione di standardizzazione h si ottengono i
punteggi di dominanza standardizzati:

Da cui possibile determinare il punteggio di dominanza totale, ovvero la


valutazione complessiva per ogni coppia di progetti/piani alternativi (i,):
m i = w O i + w C d i

Il punteggio di valutazione si per ciascuna alternativa i pu essere


determinato attraverso una certa funzione k
m i = k (s i , s )

Metodo Evamix
La funzione k legata a 3 principali approcci:

Metodo di valutazione AHP


(Analitic Hierarchy Process)

Metodo di valutazione AHP (Analitic Hierarchy Process)


Caratterizzazione del metodo di valutazione ANP (Analytic
Network Process), Saaty-Vargas 2006
Obiettivo: Valutare un insieme di alternative sulla base di una pluralit
di criteri disposti secondo una gerarchia di dominanza
Metodo di valutazione in grado di analizzare aspetti quanti-qualitativi,
utilizzato in tutti quei contesti dove o non si hanno a disposizione
informazioni quantitative sugli elementi della valutazione o gli elementi
stessi sono per loro natura non quantificabili (normalmente alla luce di
un criterio tecnico). E applicato inoltre in contesti laddove non si
hanno informazioni tecniche certe ed il giudizio pu basarsi su pareri
generalmente condivisi LA PIANIFICAZIONE DI SISTEMI
ELETTRICI

Passi fondamentali metodo AHP


I passi fondamentali, attraverso i quali lAHP in grado di esaltare le
caratteristiche di dominanza di un piano, di unalternativa, di un
progetto, nei confronti delle altre contestualmente esaminate sono:

Passo n1 Scomposizione gerarchica del problema complesso;


Passo n2 Formulazione di giudizi comparativi tra elementi dello stesso
livello gerarchico riassunti sinteticamente in matrici di confronto a coppie;
Passo n3 Ricomposizione gerarchica e sintesi delle priorit;

Passo n1 Scomposizione gerarchica del problema


GERARCHIA: Struttura reticolare con numero di livelli variabili,
funzione del grado di dettaglio dellanalisi.

Passo n2 Formulazione di giudizi comparativi


Si ricorre ad una commissione di esperti che confrontano a coppie gli elementi
di uno stesso livello gerarchico subordinati ad un elemento del livello gerarchico
superiore. Il fine di stabilire la preferibilit tra i 2 in relazione allelemento
sovrastante, sintetizzandola in un coefficiente di dominanza a ij.

Tale coefficiente
rappresenta una stima
della dominanza del
primo elemento rispetto
al secondo:

aij > 1 xi x j

Passo n2 Formulazione di giudizi comparativi


Talvolta i confronti sono di tipo numerico ovvero lesperto in grado
di fornire direttamente una stima di aij , nella maggioranza dei casi i confronti
sono di tipo verbale utilizzando una scala semantica:
SCALA FONDAMENTALE DI SAATY

Passo n2 Compilazione delle matrici di confronto a coppie


Confrontando a coppie n elementi si ottengono n2 coefficienti, di
cui soltanto n(n-1)/2 devono essere direttamente determinati
dallesperto che effettua la valutazione, essendo:
RELAZIONE DI
aii = 1 aij = 1 / aji
RECIPROCITA

goal

Criterion 1

Criterion 2 Criterion 3 Criterion 4


criterion
Altenative
1 aAlternative
2 Alternative 3
ij
Criterion
1
1
aij
Altenative 1 1/aij
1
Criterion
2
1
Alternative 2
1
Criterion 3
1
1/aij
Alternative 3
1
Criterion 4
1

La matrice di confronto a coppie [A] quindi quadrata, reciproca e


positiva

Passo n3 Composizione gerarchica e sintesi delle priorit


I vettori di priorit locali
Avendo determinato le matrici di confronto a coppie tra tutti gli elementi
subordinati allo stesso elemento della gerarchia, si pu procedere alla
determinazione dei pesi locali o delle priorit locali che rappresentano i
coefficienti che misurano limportanza dei singoli elementi rispetto al
criterio immediatamente sovraordinato. Bisogna quindi sintetizzare i
rapporti di preferenza relativi a ciascun elemento xi in un'unica valutazione
wi rappresentativa di xi , in modo che:

wi > w j xi x j
Il vettore w = (w1, w2,, wn) che soddisfa questa condizione introduce un
ordinamento su un insieme di n elementi ed detto vettore di priorit

locali

Passo n3 Metodi per la determinazione dei vettori di


priorit
Metodi per la determinazione dei vettori di priorit:
Metodo dellautovettore principale A * w = max * w
Lautovettore principale w = w max lautovettore destro associato
al pi grande autovalore
di A,a cio soluzione dellequazione:
1

a nj
1
ij

wam =
,....,
n
a1 j + a 2 j + .... + a nj
n j a1 j + a 2 j + .... + a nj
j

Metodo della media aritmetica:


Il vettore media aritmetica il vettore le cui componenti sono le
medie aritmetiche delle righe della matrice ottenuta
normalizzando le colonne di A.

(
a *a *a
Metodo della media geometrica:
w gm =

11

12

1n

,......, a n1 * a n 2 * a nn

Il vettore media geometrica quel vettore le cui componenti sono


medie geometriche degli elementi delle righe della matrice A.

Passo n3 Composizione gerarchica e priorit globali


Si determinati quindi i vettori dei pesi locali o delle priorit locali che
valutano limportanza degli elementi non in termini complessivi, ma in
rapporto allelemento sovraordinato rispetto al quale sono stati
confrontati.
Naturalmente per avere una stima che invece non sia vincolata al livello
gerarchico superiore, ma di carattere complessivo, occorre determinare i
pesi globali o le priorit globali .
Si utilizza per questa operazione il principio di composizione gerarchica,
ovvero i pesi locali di ogni elemento vengono moltiplicati per quelli dei
corrispondenti elementi sovraordinati ed i prodotti cos ottenuti vengono
sommati.
Un operazione di sintesi di questo tipo prende il nome di distributive
mode del metodo AHP (Thomas L.Saaty e Luis G. Vargas) o anche
comunemente di modello a cascata.

Passo n3 Composizione gerarchica e priorit globali


Un esempio chiarificatore
VETTORE DI PRIORITALOCALE
LIVELLO CRITERI

0,40
0,25

W1 =
0,25

0
,
10

VETTORE DI PRIORITALOCALE
LIVELLO ALTERNATIVE

0,33 0,70 0,42 0,27


W2 = 0,33 0,20 0,19 0,35
0.34 0,10 0,39 038
VETTORE DI PRIORITAGLOBALI
0,4
0,33 0,70 0,42 0,27 0,25 0,43
= 43 %
W2 xW1 =0,33 0,20 0,19 0,35 x = 0,27 A1
A2 = 27%
0,34 0,10 0,39 0,38 0,25 0,30
A3 = 30%
0,1

Il problema della consistenza dei giudizi


Una matrice di confronto a coppie A perfettamente consistente se oltre
ad essere reciproca gode anche della propriet di transitivit:
per ogni i ,j ,k = 1,2,,n _ a = a * a
ij

ik

kj

Mancanza di consistenza nella matrice di confronto a coppie:

INCOERENZA NEL GIUDIZIO

GIUDIZI STRUTTURALMENTE
NON CONSISTENTI

Tipici esempi: a>b b>c con c>a oppure a=2b; b=3c ed a6c
Definire un livello di inconsistenza ritenuto accettabile!
CI
n Le proposte di Saaty:

CI =

max

n 1

CR0,10

CR =

RI