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www.allenatore.net - Magazine n.

46 Ottobre 07

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FOCUS
A R T I C O L O

Come la conoscenza e il confronto tra tecnici pu creare valore aggiunto in


termini di aggiornamento e formazione professionale.
A cura di R.Bonacini

A R T I C O L O

Integrazione ed attivit sportiva.


A cura di U.Joannon
A R T I C O L O

La creatina.

A cura di U.Joannon
A R T I C O L O

Come lavorare, gi dalla fase di riscaldamento, sullobiettivo tecnico della


seduta: il gioco collettivo della squadra.
A cura di M.Tossani
A R T I C O L O

Risolvere il problema atletico: la squadra, dopo un primo tempo ad alta


intensit, mostra un calo atletico nella seconda parte della partita.
A cura di A.Castagnetti
A R T I C O L O

Confrontarsi con gli altri allenatori quale strumento importante per


crescere: Mister Marco Ognibene.
A cura di R.Bonacini
A R T I C O L O

Confrontarsi con gli altri allenatori quale strumento importante per


crescere: Mister Dario Biasiolo.
A cura di R.Bonacini
A R T I C O L O

Il gioco a zona: principi e didattica per il Settore Giovanile (parte


seconda).
A cura di A.Pagan

S
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A
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A R T I C O L O

Confrontarsi con gli altri allenatori quale strumento importante per


crescere: Mister Mauro Reggiani.
A cura di R.Bonacini
A R T I C O L O

1 0

Confrontarsi con gli altri allenatori quale strumento importante per


crescere: Mister Enrico Sbardella.
A cura di R.Bonacini
A R T I C O L O

1 1

Guidare la palla: errore - correzione.


A cura di P.Zarzana
A R T I C O L O

1 2

Confrontarsi con gli altri allenatori quale strumento importante per


crescere: Mister Giulio Mussini.
A cura di R.Bonacini
A R T I C O L O

1 3

Confrontarsi con gli altri allenatori quale strumento importante per


crescere: Mister Francesco Salmi.
A cura di R.Bonacini
A R T I C O L O

1 4

Allenare la situazione di 2>1.


A cura di F.Macri M.cacicia
A R T I C O L O

1 5

Esempio di mesociclo di lavoro per la Categoria Esordienti: il mese di


Ottobre.
A cura di M.Bruni

A R T I C O L O

1 6

Risolvere il problema tattico: la squadra brava ad amministrare la


palla ma fatica nellattacare unavversario schierato.
A cura di M.Tossani
A R T I C O L O

1 7

Il Mesociclo di lavoro di Ottobre per la Categoria Berretti.


A cura di G.Rosso

A R T I C O L O

1 8

Il gesto tecnico della parata, finalizzato allattacco della palla in


diagonale, per i portieri della Categoria Giovanissimi..
A cura di V.Valpreda

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S
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M
M
A
R
I
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www.allenatore.net

A R T I C O L O

1 9

Il lavoro ad alta frequenza e controllo dellergoazione.


A cura di G.Bonocore
A R T I C O L O

2 0

I moduli statici per le pedane propriocettive A.M.V. (ad Assetto


Modulare Variabile).
A cura di G.Stracquadaneo
A R T I C O L O

2 1

Contrapposizione tattica: 4-4-2 contro 4-3-1-2.


A cura di L.Prestigiacomo
A R T I C O L O

2 2

Attaccare con il 4-2-3-1: gli sviluppi offensivi della Roma.


A cura di M.Lucchesi

EDIZIONI WWW.ALLENATORE.NET
SEDE: Via E.Francalanci, 418 - 55050 Bozzano (LU)
Partita IVA: 01781660467, C.C.I.A.A. Lucca, R.E.A. 170681, Reg. Imp. 21776
Tel: 0584 976585
Fax: 0584 977273

Alla realizzazione del presente numero hanno collaborato:


Bonacini R., Prestigiacomo L., Rapacioli C., Pagan A., Tossani M.,
Boncore G., Straquadaneo G., De Joannon U., Zarzana P., Macri F.,
Cacicia E., Bruni M., Rosso G., Valpreda V., Lucchesi M.,
Castagnetti A.
E stato inoltre tratto un brano dal seguente libro:
- PRINCIPI, METODOLOGIA ED ESERCITAZIONI PER ALLENARE LA CATEGORIA
PULCINI Macri Francesco, Cacicia Emanuele.

WWW.ALLENATORE.NET - MAGAZINE una pubblicazione mensile edita da edizioni www.allenatore.net ed iscritta nel registro Periodici
del Tribunale di Lucca con il n.785 del 15/07/03
Direttore Responsabile: Fabrizio Ferrari; Coordinatore tecnico: Massimo Lucchesi
Luogo di stampa: Bozzano, via Francalanci 418 (LU)
Provider-stampatore: I.NET SpA (Web: www.inet.it) via Caldera 21/D - 20153 Milano

1
articolo

N.46 OTTOBRE 2007


RIVISTA ELETTRONICA DELLA CASA EDITRICE WWW.ALLENATORE.NET
REG. TRIBUNALE DI LUCCA N 785 DEL 15/07/03
DIRETTORE RESPONSABILE: FERRARI FABRIZIO
COORDINATORE TECNICO: LUCCHESI MASSIMO
SEDE VIA E.FRANCALANCI 418 55050 BOZZANO (LU)
TEL. 0584 976585 - FAX 0584 977273

REDAZIONALE

Come la conoscenza e il
confronto tra tecnici pu creare
valore aggiunto in termini di
aggiornamento e formazione
professionale.
A cura di ROBERTO BONACINI

La presentazione del palinsesto mensile.


Il titolo dato a questo Redazionale ha due motivi ben precisi.
Il primo, in cui crediamo noi di Allenatore.net, quello dellimportanza attribuita al
valore delle parole: collaborazione-confronto, conoscenza-formazione,
aggiornamento.
Collaborazione intesa come lavorare con gli altri, come strumento di confronto leale
e reciproco, utilizzabile in tutti i campi per cercare di raggiungere, con il massimo della
soddisfazione, gli obiettivi prefissati confidando che dove non arriva uno arriva laltro,
dove difficolt e successi vengono vissuti, superati e goduti da tutti.
Conoscenza e formazione intesi come mezzi per essere preparati e competenti,
anche in questo caso in tutti i settori in cui si opera, per affrontare ogni situazione con
cognizione di causa non lasciando mai niente al caso.
Aggiornamento inteso come ladeguarsi alle nuove necessit, rinnovando
continuamente le proprie conoscenze al fine di non fossilizzarsi su quanto gi appreso
in passato, base iniziale imprescindibile ed indispensabile, ma stando sempre pronti a
recepire il nuovo che avanza.significativo il detto chi si ferma perduto.
Da questo primo motivo ecco il secondo, collegato strettamente a quanto troverete
allinterno di questo Focus e sulle prossime uscite.
Si, perch in queste mese di Ottobre il nostro palinsesto ricco di interviste a colleghi
allenatori, Mister un po di tutte le categorie, che attraverso le loro risposte mensili ci
aiuteranno, unitamente a tutto il materiale che www.allenatore.net giornalmente
prepara, a perseguire i nostri obiettivi: collaborazione-confronto, conoscenzaformazione, aggiornamento.

Uno sguardo alle ultime novit editoriali; altre in preparazionevi terremo informati.

Motivare per vincere


Stefano Tavoletti
Come imporre le proprie idee e guidare la squadra al successo
Il piede calcia il pallone ma la mente che guida il piede.
Puoi raggiungere un obiettivo, tagliare un traguardo o
realizzare un sogno solo se lo hai ben chiaro nella tua mente.

Un meta sorprendente non si raggiunge attraverso


una grande azione ma grazie a tante piccole azioni
quotidiane.
Solo se si in grado di guidare se stessi si potr
condurre un gruppo verso risultati straordinari.

Principi, metodologia ed esercitazioni per allenare la


Categoria Pulcini
Francesco Macri Manuele Cacicia
Le caratteristiche della Categoria, la figura dellistruttore, le
capacit motorie, le fasi della programmazione,
lapprendimento motorio, le abilit tecniche, le abilit
situazionali, la collaborazione in fase offensiva, il mesociclo.
Gli obiettivi e i test specifici, le progressioni didattiche, le
programmazioni mensili.

www.allenatore.net

E prima di passare alla presentazione del Focus di Ottobre una meritata parentesi per
la Nazionale Italiana di Calcio Femminile.
Il mese scorso ho avuto loccasione
assistere, a Peschiera del Garda (Vr),
un stage della Nazionale Maggiore del
Pietro Ghedin e della Nazionale Under
guidata da Corrado Corradini.

di
ad
Ct
19

E stata una bella giornata di calcio dove,


allnterno della splendida struttura del
Parc Hotel Paradiso & Golf Resort, le due
compagini azzurre si sono affrontate in
una bella amichevole in famiglia.

Approfitto pertanto di queste pagine per:

ringraziare lo Staff Tecnico, nonch le


giocatrici,

rimarcare, e questa interessante


esperienza rafforza quanto esprimo,
lassoluto valore del calcio femminile.

Un calcio, quello delle donne che non ha


proprio niente da invidiare, soldi a parte,
al pi blasonato calcio dei maschi.
E se si presta attenzione, oltre alle nazionali, anche al Campionato italiano di serie A,
ci si rende conto di trovarsi di fronte ad un calcio di livello tecnico-tattico notevole ed
elevato, con atlete da elogiare per impegno, costanza e tenacia.
Un grande in bocca al lupo a tutto il movimento.

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Ma ora vediamo un attimo cosa potete leggere questo mese sulla rivista.
Iniziamo con i gli articoli n 2 e n 3 dove troviamo ancora importanti consigli di
alimentazione, nonch di integrazione e supplementazione;
Lesperto Umberto De Joannon ci parla di integrazione ed attivit sportiva e di
creatina.
Molti gli articoli riguardanti la preparazione atletica.
Alessandro Castagnetti , articolo n 5, affronta un problema, il calo atletico di una
squadra nella seconda frazione di gioco, parlandoci di fatica e di cosa pu
determinarla, fornendoci poi suggerimenti relativi ad un piano di lavoro da svolgere
per cercare di risolvere il problema.
Gian Luca Rosso propone, articolo n 17, un mesociclo per lallenamento, da un punto
di vista condizionale, della Categoria Berretti.
Altri due notevoli lavori, articoli n 19 e n 20, sono quelli presentati da Giuseppe
Maria Stracquadaneo e Giovanni Bonocore, trattazioni di spessore per il lavoro di
ricerca che li accompagna; Stracquadaneo continua a farci conoscere a 360 il suo
lavoro sulla propriocettivit, mentre Bonocore analizza il lavoro ad alta frequenza ed il
controllo dellergoazione attraverso il monitoraggio del giocatore.
In questo numero di Ottobre tante interviste (articoli n 6, n 7, n 9, n 12 e n 13),
a nostro avviso molto interessanti per i motivi gi espressi nelle righe iniziali di questo
Redazionale; spazio quindi ai tecnici; si parler di qualit dellallenatore, di gestione
del gruppo, dallenamento, di approccio alla gara e anche, in forma generale, di
tecnica e tattica.
Sempre un intervista, articolo n 10, ma inserita nello spazio riservato al Calcio
femminile, quella rilasciata da Enrico Sardella, Ct della Nazionale di Calcio Femminile
Under 17.
Potrete poi trovare, inseriti nelle Categorie Esercitazioni, Tecnica e Settore Giovanile,
tanti lavori ed esercizi da svolgere; nel dettaglio larticolo n 4 di Michele Tossani
(esercitare il gioco collettivo gi dalla fase di riscaldamento), larticolo n 11 di Paolo
Zarzana (errori e correzioni nella guida della palla), larticolo n 14 di Francesco Macri
Manuele Cacicia (estratto del libro in uscita, Principi, metodologia ed esercitazioni per
allenare la Categoria Pulcini e riferito alle situazioni di 2>1), e per finire, larticolo n
15 di Maurizio Bruni che ci dettaglia un mesociclo di lavoro per la Categoria Esordienti.
Dal punto di vista tattico, analisi di grande interesse.
Si comincia con la seconda parte dellarticolo (la prima parte stata pubblicata nella
rivista di Settembre), articolo n 8, di Andrea Pagan sulla didattica del gioco a zona
nel Settore Giovanile; si prosegue ancora con Michele Tossani, articolo n 18, che
affronta e cerca di risolvere, con opportune esercitazioni, un preciso problema tattico,

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tra i tanti che si possono riscontrare durante la gara; e poi la volta di Luca
Prestigiacomo con la sua dettagliata analisi, articolo n 22, relativa alla
contrapposizione tra 4-4-2 e 4-3-1-2; si termina con Massimo Lucchesi che,
nellarticolo n 24 ci svela i segreti del 4-2-3-1 della Roma di Spalletti.
Non ci siamo dimenticati dei portieri, che troviamo negli articoli n 16 e n 23,
rispettivamente di Valerio Valpreda e Claudio Rapacioli.
Nel primo, tratto da uno stage tenuto dal nostro collaboratore, lanalisi di un gesto
tecnico indirizzato ai ragazzi dei Settori Giovanili; nellaltro le esercitazioni per
lavorare sulla parte alta del portiere.
Buona letturaa seguire titoli, sottotitoli ed autori.

Art. n 1

REDAZIONALE

Come la conoscenza e il
confronto tra tecnici pu creare
valore aggiunto in termini di
aggiornamento e formazione
professionale.

Art. n 2

ALIMENTAZIONE

Integrazione ed attivit
sportiva.

Pratici consigli da sapere,


seguire ed utilizzare da coloro
che praticano e/o insegnano
lattivit sportiva.

De Joannon
Umberto

ALIMENTAZIONE

La creatina.

Le informazioni generali da
sapere, seguire ed utilizzare da
coloro che praticano e/o
insegnano lattivit sportiva.

De Joannon
Umberto

ESERCITAZIONI

Come lavorare, gi dalla fase di


riscaldamento, sullobiettivo
tecnico della seduta: il gioco
collettivo della squadra.

Migliorare il gioco collettivo


della squadra: le esercitazioni e
le partitelle da utilizzare, gi
dallinizio dellallenamento
(come riscaldamento), per
perseguire lobiettivo.

Tossani
Michele

PREPARAZIONE

Risolvere il problema atletico: la


squadra, dopo un primo tempo
ad alta intensit, mostra un calo
atletico nella seconda parte
della partita.

Come comportarsi durante il


microciclo settimanale per
risolvere il problema e
migliorare la condizione atletica
della squadra.

Castagnetti
Alessandro

Qualit dellallenatore, gestione


del gruppo, allenamento: la
parola a Mister Marco Ognibene.

Come la conoscenza e il
confronto tra tecnici pu creare
valore aggiunto in termini di
aggiornamento e formazione
professionale: lintervista a
Marco Ognibene, allenatore
Giovanissimi Nazionali Hellas
Verona.

Bonacini
Roberto

Qualit dellallenatore, gestione


del gruppo, allenamento: la
parola a Mister Dario Biasiolo.

Come la conoscenza e il
confronto tra tecnici pu creare
valore aggiunto in termini di
aggiornamento e formazione
professionale: lintervista a
Dario Biasiolo, allenatore degli
Allievi Nazionali 91 dellU.s. Pro
Vercelli.

Bonacini
Roberto

Art. n 3

Art. n 4

Art. n 5

Art. n 6

Art. n 7

INTERVISTA

INTERVISTA

www.allenatore.net

La presentazione del palinsesto


mensile.

Bonacini
Roberto

Art. n 8

Art. n 9

Art. n 10

Art. n 11

Art. n 12

Art. n 13

TATTICA

INTERVISTA

CALCIO
FEMMINILE

TECNICA

INTERVISTA

INTERVISTA

Il gioco a zona: principi e


didattica per il Settore Giovanile
(parte seconda).

Come sviluppare una


progressione didattica per
linsegnamento del sistema
difensivo a zona nel Settore
Giovanile.

Pagan
Andrea

Gestione del gruppo,


allenamento, gara, tattica: la
parola a Mister Mauro Reggiani.

Come la conoscenza e il
confronto tra tecnici pu creare
valore aggiunto in termini di
aggiornamento e formazione
professionale: lintervista a
Mauro Reggiani, allenatore
della Correggese (Re), militante
nel Campionato di Promozione.

Bonacini
Roberto

Qualit dellallenatore, gestione


del gruppo, allenamento, gara:
la parola a Mister Enrico
Sbardella.

Come la conoscenza e il
confronto tra tecnici pu creare
valore aggiunto in termini di
aggiornamento e formazione
professionale: lintervista ad
Enrico Sbardella, CT della
Nazionale di Calcio Femminile
Under 17.

Bonacini
Roberto

Guidare la palla:
errore - correzione.

Come e cosa osservare in un


gesto tecnico per individuarne
eventuali errori di esecuzione e,
conseguentemente, correggerlo
con opportune e mirate
esercitazioni.

Zarzana
Paolo

Gestione del gruppo,


allenamento, gara, tattica: la
parola a Mister Giulio Mussini.

Come la conoscenza e il
confronto tra tecnici pu creare
valore aggiunto in termini di
aggiornamento e formazione
professionale: lintervista a
Giulio Mussini, allenatore
dellArcetana (Re), militante nel
Campionato di Eccellenza.

Bonacini
Roberto

Gestione del gruppo,


allenamento, gara, tattica: la
parola a Mister Francesco
Salmi.

Come la conoscenza e il
confronto tra tecnici pu creare
valore aggiunto in termini di
aggiornamento e formazione
professionale: lintervista a
Francesco Salmi, allenatore
della Scandianese (Re),
militante nel Campionato di
Eccellenza.

Bonacini
Roberto

Macri Francesco
Cacicia Manuele

Art. n 14

ESERCITAZIONI

Allenare la situazione di 2>1.

La progressione didattica per


allenare il 2>1, elemento base
da cui partire per poi
strutturare nel tempo il gioco di
squadra.

Art. n 15

SETTORE
GIOVANILE

Categoria Esordienti: il
mesociclo di Ottobre della
Scuola Calcio Specializzata
A.s. Saurorispescia.

Le unit di lavoro utilizzate


dalla A.s. Saurorispescia (Gr)
per la Categoria Esordienti.

Bruni
Maurizio

IL NUMERO UNO

Il gesto tecnico della parata,


finalizzato allattacco della palla
in diagonale, per i portieri della
Categoria Giovanissimi.

Come impostare
linsegnamento di
unimportante gesto tecnico,
tenendo sempre in
considerazione let dei ragazzi
al quale rivolto.

Valpreda
Valerio

Art. n 16

www.allenatore.net

Art. n 17

Art. n 18

PREPARAZIONE

Categoria Berretti: il mesociclo


di lavoro della U.s. Pro Vercelli.

Il programma di lavoro svolto e


testato nella Categoria Berretti
della U.s. Pro Vercelli.

Rosso
Gian Luca

TATTICA

Risolvere il problema tattico: la


squadra brava ad
amministrare la palla ma fatica
nellattacare unavversario
schierato.

Come ottimizzare gli


sfondamenti laterali per
risolvere il problema? Quali gli
esercizi utili?

Tossani
Michele

PREPARAZIONE

I moduli statici per le pedane


propriocettive A.M.V.
(ad Assetto Modulare Variabile).

Come cambiare tipo di lavoro


propriocettivo attraverso
modifiche statiche di assetto.

Stracquadaneo
Giuseppe Maria

PREPARAZIONE

Il lavoro ad alta frequenza, il


lavoro aerobico ed il controllo
dellergoazione.

Come impostare lallenamento


individuale, monitorando il
calciatore.

Bonocore
Giovanni

SETTORE
GIOVANILE

Una stagione con la Categoria


degli Allievi 92: il lavoro svolto
nel mesociclo di AgostoSettembre.

Come stato pianificato e


sviluppato il mesociclo di lavoro
di Agosto-Settembre,
comprensivo della preparazione
precampionato, per una
formazione Allievi al primo
anno nella Categoria.

Pagan
Andrea

MODULI
E
SCHEMI

Contrapposizione tattica:
4-4-2 contro 4-3-1-2.

Come contrapporre il 4-4-2 al


4-3-1-2 nelle due fasi di gioco.

Prestigiacomo
Luca

IL NUMERO UNO

Come allenare la parte alta del


portiere (parte prima).

Le esercitazione per lo sviluppo


degli arti superiori del nostro
N 1.

Rapacioli
Claudio

TATTICA

Attaccare con il 4-2-3-1: gli


sviluppi offensivi della Roma.

Flussi di gioco e sviluppi


offensivi della squadra di
Spalletti.

Lucchesi
Massimo

Art. n 19
ON LINE
DAL
08/10
Art. n 20
ON LINE
DAL
08/10

Art. n 21
ON LINE
DAL
15/10
Art. n 22
ON LINE
DAL
15/10

Art. n 23
ON LINE
DAL
22/10
Art. n 24
ON LINE
DAL
22/10

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RIVISTA ELETTRONICA DELLA CASA EDITRICE WWW.ALLENATORE.NET
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COORDINATORE TECNICO: LUCCHESI MASSIMO
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ALIMENTAZIONE

Integrazione ed attivit sportiva.


A cura di UMBERTO DE JOANNON

Pratici consigli da sapere, seguire ed utilizzare da coloro che praticano


e/o insegnano lattivit sportiva.

INTEGRAZIONE E SUPPLEMENTAZIONE NELLO SPORT.

Sempre

di pi, soprattutto negli ultimi anni, si parla di integrazione nello sport e ci


ha causato un vero e proprio boom nella vendita di prodotti contenenti le pi
svariate sostanze.
Lattivit fisica determina un depauperamento fisiologico delle riserve energetiche
dellorganismo oltre che di acqua, sali minerali e vitamine.
Ovviamente il consumo di queste sostanze presenti nellorganismo sar pi o meno
importante in base al tipo di lavoro svolto.
Si parla quindi di integrazione quando si assumono prodotti atti a ricostituire ci che
stato consumato durante lo sforzo fisico, aggiungere cio l'elemento che manca al
proprio equilibrio fisiologico.
Si parla invece di supplementazione quando si assumono sostanze atte ad aumentare
le riserve energetiche al fine di migliorare la performance fisica.
E opportuno quindi evidenziare sotto l'aspetto scientifico e pratico l'uso corretto di
questa integrazione dietetica.
evidente che la somministrazione di alcuni nutrienti e substrati nutritivi finalizzati
all'uso sportivo pu essere utile, ma importante che questi vengano presi in modo
mirato e nella misura indispensabile.
La premessa fondamentale che sia l'allenamento che la competizione debbono esser
sostenuti da una struttura ottimale delle razioni alimentari consumate; questo assunto
vale ovviamente in assoluto per gli atleti sia professionisti che dilettanti.

La dieta sempre deve rispondere alle esigenze di consumo rappresentato da:


metabolismo basale;
costo della regolazione termica;
fabbisogno per le sintesi plastiche;
azione dinamico specifica degli alimenti;
costo specifico del lavoro muscolare.
Questa risposta d'ordine non solo quantitativo, ma anche qualitativo deve rendere
disponibili i nutrienti necessari alle differenti richieste.
A mio avviso unalimentazione equilibrata e varia nella maggior parte dei casi in
grado di fornire i substrati necessari allo sforzo fisico praticato; eventualmente si pu
pensare di utilizzare qualche modica integrazione in atleti professionisti sottoposti, in
particolari circostanze, a carichi di lavoro pesanti.
Nellatleta dilettante nella maggior parte dei casi non necessario utilizzare integratori
dietetici.
Un discorso a parte va fatto per lacqua.
Lacqua fondamentale per qualsiasi reazione chimica che avviene nel nostro
organismo e durante lo sforzo fisico il suo depauperamento particolarmente
aumentato (reazioni biochimiche, dispersione con il sudore per abbassare la
temperatura interna, dispersione con la respirazione che risulta aumentata durante lo
sforzo).
E necessario quindi reintegrarla rapidamente e
per tale motivo consigliabile assumerne
frequentemente e abbondantemente, sia
durante un normale allenamento, sia durante
una competizione.
Solitamente lacqua che introduciamo contiene
anche i sali minerale necessari allattivit
cellulare e per tale motivo nondimeno
importanti.
Sconsigliabile lutilizzo di bevande zuccherate
(da introdurre solo in particolari situazioni in
sport di endurance come per esempio ciclismo
o maratona).
In buona sostanza nellatleta dilettante, che solitamente ha carichi di lavoro
certamente inferiori al professionista, ritengo che per ottenere una buona resa nel

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lavoro fisico sia sufficiente una alimentazione equlibrata e varia con una buona
rappresentazione di frutta e verdura.
Risulta poi importante bere molta acqua e, solo in particolari situazioni, sono da
utilizzare eventualmente prodotti a base di sali minerali.
Si guadagna in salute e, cosa non di poco conto, si risparmia in denaro.

Dott. UMBERTO DE JOANNON


Medico Chirurgo
Specialista in Diabetologia e Malattie del Ricambio - Nutrizionista
U.O. Diabetologia Ospedale Da Saliceto AUSL Piacenza
Medico Sociale Piacenza Volley Serie A1 Maschile

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ALIMENTAZIONE

La creatina.
A cura di UMBERTO DE JOANNON

Le informazioni generali da sapere, seguire ed utilizzare da coloro che


praticano e/o insegnano lattivit sportiva.

LA METIL-GLICO-CIAMINA O PIU COMUNEMENTE CREATINA.

La

CREATINA (dal greco kreas = carne) o metil-glico-ciamina un componente del


metabolismo intermedio che viene formata nel fegato in quantit quasi costante,
secondo una reazione che coinvolge gli aminoacidi GLICINA, ARGININA E
METIONINA, e che viene depositata per circa il 95% nei muscoli.
La creatina viene convertita irreversibilmente e non-enzimaticamente in creatinina e,
quindi, escreta nelle urine.
Nel muscolo a riposo la creatinchinasi serve a sintetizzare la fosfocreatina dalla
creatina a spese dell'ATP, mentre durante l'esercizio tale reazione diretta soprattutto
alla sintesi dell'ATP.
Nell'uomo la creatina viene parzialmente sintetizzata per via endogena, ma anche
presente nella dieta, venendo derivata principalmente dalla carne.
I supplementi di creatina non alterano i livelli di ATP a riposo, ma l'incrementata
concentrazione di fosfocreatina, conseguente alla assunzione di creatina, permette di
mantenere alte e in evoluzione dinamica le concentrazioni di ATP durante uno sforzo di
elevata intensit e di breve durata.
La fosfocreatina rappresenta, infatti, un pool di riserva energetica rapidamente
utilizzabile per il ripristino del contenuto muscolare di ATP.

Pur con la riserva della grande variabilit dei protocolli sperimentali messi in atto, si
riscontra una notevole discordanza per quanto riguarda la possibilit di migliorare
effettivamente la prestazione degli atleti mediante la supplementazione di creatina.
Infatti, sono descritti effetti nulli nelle prestazioni di potenza e di sprint oppure nelle
brevi ripetizioni ad alta intensit nel nuoto, nell'atletica leggera e nelle prove al
cicloergometro.
Anche le prestazioni di endurance nel nuoto non sembrano essere positivamente
modificate.
Di contrapposto alle osservazioni su citate, altri riscontri evidenziano effetti positivi
nelle prestazioni di sprint o nelle prestazioni intermittenti ad alta intensit di giocatori
di football, di nuotatori juniores, di sprinter e saltatori.
Per ottenere un effetto positivo a livello muscolare peraltro necessario somministrare
a dosi elevati la cretina.
Se da un lato somministrazioni acute di tale sostanza sembrano essere ben tollerate,
dallaltro lato provocano come effetto collaterale aumento di peso attribuibile ad un
aumento di acqua a livello della massa magra ed in particolare nelle fibrocellule
muscolari.
In buona sostanza la supplementazione con alte dosi di creatina non ritengo sia una
pratica vincente, in termini di miglioramento della performance sportiva, e ribadisco
il concetto che la migliore integrazione o supplementazione che si pu fare sempre
con una sana ed equilibrata alimentazione.

ott. UMBERTO DE JOANNON


Medico Chirurgo
Specialista in Diabetologia e Malattie del Ricambio - Nutrizionista
U.O. Diabetologia Ospedale Da Saliceto AUSL Piacenza
Medico Sociale Piacenza Volley Serie A1 Maschile

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ESERCITAZIONI

Come lavorare, gi dalla fase di


riscaldamento, sullobiettivo
tecnico della seduta: il gioco
collettivo della squadra.
A cura di MICHELE TOSSANI

Migliorare il gioco collettivo della squadra: le esercitazioni e le partitelle da utilizzare,


gi dallinizio dellallenamento (come riscaldamento), per perseguire lobiettivo.
INTRODUZIONE.

Continua la serie di articoli dedicati alle attivit utili per riscaldarsi e, al contempo
stesso, idonee ad introdurre quello che sar il tema centrale della seduta di
allenamento.
Argomento di questo mese sar il gioco collettivo della squadra.
Il calcio, come tutti sanno, un gioco di squadra, nel quale il collettivo prevale sul
singolo.
Questo non vuol dire, ovviamente, annullare le individualit o diluirle allinterno di un
sistema di gioco rigido, ma bens mettere i giocatori in grado di sfruttare le proprie
qualit allinterno di una ben precisa organizzazione di gioco.
Proprio sul concetto di collettivo gli allenatori devono lavorare parecchio, dato che un
gruppo coeso e ben organizzato tatticamente potr sopperire alle proprie lacune
tecniche e mettere in difficolt squadre avversarie dotate di qualit individuali
maggiori ma disorganizzate.
Diciamo coeso perch il termine collettivo non deve significare solo linsieme dei
giocatori dal punto di vista tecnico-tattico, ma anche dal punto di vista psicologico: si
deve quindi andare ad incidere anche dal punto di vista dellunione spirituale dei

giocatori, volta a creare quel famoso spirito di squadra che la base di ogni gruppo
di successo.
Andiamo quindi a presentare alcune semplici esercitazioni, utilizzabili nel
riscaldamento, per migliorare il gioco di squadra ed il senso del collettivo del proprio
gruppo.

LE ESERCITAZIONI.

Esercitazione N 1 (figura 1)
In un rettangolo di 40x20 metri si affrontano due squadre di sette giocatori ciascuna.
Ogni squadra gestisce due palle; lo scopo del gioco quello di conquistare i palloni
avversari mantenendo il possesso dei propri.
Tutte le volte che una squadra riesce ad avere il possesso di tutti e quattro palloni
contemporaneamente, segna un punto.

Fig. 1
Fig. 1

Si gioca a due tocchi con lobbligo di tenere la palla rasoterra.


Questo esercizio sviluppa il senso di squadra dei giocatori, che dovranno pensare
collettivamente, sia per aiutare il compagno in possesso di palla a gestire la sfera,
garantendo un appoggio sicuro in caso di pressione avversaria, sia per cercare la
riconquista mediante unazione di pressing organizzato.

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Esercitazione N 2 (figura 2)
In un campo rettangolare, di dimensioni variabili in funzione del numero di giocatori a
disposizione, si affrontano due squadre di otto giocatori ciascuna.
Ogni squadra gestisce quattro palloni.

Fig. 2
Fig. 2

Lo scopo del gioco quello di conquistare i palloni avversari e di trasportarli nella


propria zona di meta, difendendo contemporaneamente i propri dallattacco della
squadra avversaria.
Si gioca a due tocchi e solo rasoterra.
Anche questo esercizio abitua i nostri giocatori a pensare collettivamente, sia in fase di
riconquista della sfera, sia in fase di gestione del pallone.

Esercitazione N 3 (figura 3)
Nello stesso spazio di gioco dellesercitazione precedente, disponiamo al centro un
certo numero di palloni in numero superiore a quello dei giocatori in campo.

Fig. 3
Fig. 3

Ogni squadra deve cercare di portare quanti pi palloni possibile nella zona di meta
opposta.

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Le due squadre dovranno quindi contemporaneamente occuparsi, sia di portare in


meta i propri palloni, sia di impedire agli avversari di fare altrettanto.
Si gioca con i piedi, a tocchi liberi, per due-tre blocchi di 3 ciascuno.

Esercitazione N 4 (figura 4)
Intorno al cerchio di centrocampo, si dispone una squadra formata da sei elementi,
con altri tre giocatori collocati allinterno del cerchio stesso.
I giocatori allesterno dello spazio di gioco gestiscono due palloni con i quali dovranno
colpire i compagni allinterno del cerchio.
Ogni volta che un giocatore allinterno viene colpito, esce dal cerchio e passa a giocare
con i lanciatori.
Quando tutti e tre i giocatori interni sono stati eliminati, o dopo un tempo prefissato
(ad esempio dopo 5), altri tre giocatori entrano nel cerchio per una nuova serie.
I giocatori esterni devono rimanere fissi nelle rispettive posizioni.
Questa versione modificata del vecchio gioco della palla avvelenata stimola il
pensiero collettivo; i giocatori esterni infatti dovranno collaborare passandosi i palloni
per cercare la zona di campo migliore dalla quale poter eliminare i compagni interni,
mentre questi ultimi dovranno darsi assistenza chiamandosi a voce per aiutarsi
reciprocamente a non essere colpiti.

Esercitazione N 5 (figura 5)
In un campo di 30x30 metri due squadre di cinque giocatori ciascuna si affrontano in
un possesso palla con i piedi a due tocchi.
Per realizzare un punto ogni squadra dovr far toccare la palla a tutti i suoi elementi.

Fig. 5
Fig. 5
Fig. 4
Fig. 4

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Esercitazione N 6 (figura 6)
In un campo costruito sul prolungamento dellarea di rigore, due squadre si affrontano
in un 7>7 compresi i portieri.

10
10

7
1

7
7

1
11
11

4
7

9
5

2
8

8
3
3 66

Fig. 6
Fig. 6

Ogni squadra deve fare cinque passaggi consecutivi per acquisire il diritto a cercare di
segnare.
Si gioca a due tocchi, con obbligo di tenere la palla rasoterra.

Esercitazione N 7 (figura 7)
In un campo di 40x60 metri, due squadre di otto giocatori giocano con le mani una
partita di calcio-rugby.

Fig. 7
Fig. 7

Obiettivo del gioco quello di schiacciare la palla nellarea di meta avversaria.

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Sono ammessi placcaggi, spinte e trattenute ma soltanto sul giocatore in possesso di


palla ed in forma leggera.
Ogni volta che un giocatore cade a terra con la palla la dovr immediatamente liberare
per i compagni, senza quindi poterla trattenere a terra, al fine di garantire la
continuazione dellazione.
Come nel rugby sar vietato passare la palla in avanti ed i giocatori della squadra non
in possesso potranno intervenire sul portatore soltanto frontalmente o lateralmente e
non da dietro.

Esercitazione N 8 (figura 8)
Ripetiamo lesercitazione precedente ma stavolta, per aumentare ulteriormente la
collaborazione fra i compagni di squadra, sar permesso, ai giocatori della squadra in
possesso di palla, di spingere e trattenere (ma non placcare) gli avversari.

Fig. 8
Fig. 8

Si collabora cos, attraverso la creazione di spazi e zone libere, allavanzata del proprio
portatore.

Esercitazione N 9 (figura 9)
Disponiamo, in uno spazio ridotto, la squadra secondo il modulo tattico prescelto.
Faremo effettuare al gruppo un possesso palla a due tocchi con i giocatori che
dovranno mantenere le rispettive posizioni.

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Successivamente andremo ad eseguire un 11>0, con i giocatori che si muoveranno


secondo schemi prestabiliti, nel quale dovremo far toccare la palla ad almeno otto
giocatori prima di concludere a rete.

3
5
1

11
11

10
10

1
6

6
2

Fig. 9
Fig. 9

Tutta la squadra dovr accompagnare lazione e si dovr fare attenzione al fatto che
tutti i giocatori mantengano le giuste distanze fra loro.

MICHELE TOSSANI
Allenatore di Base
Autore del libro Modulo 4-3-2-1
Coautore del libro
Analisi Tattica Champions League 2002-2003

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N.46 OTTOBRE 2007


RIVISTA ELETTRONICA DELLA CASA EDITRICE WWW.ALLENATORE.NET
REG. TRIBUNALE DI LUCCA N 785 DEL 15/07/03
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COORDINATORE TECNICO: LUCCHESI MASSIMO
SEDE VIA E.FRANCALANCI 418 55050 BOZZANO (LU)
TEL. 0584 976585 - FAX 0584 977273

PREPARAZIONE

Risolvere il problema atletico: la


squadra, dopo un primo tempo ad
alta intensit, mostra un calo
atletico nella seconda parte della
partita.
A cura di ALESSANDRO CASTAGNETTI

Come comportarsi durante il microciclo settimanale per risolvere il problema e


migliorare la condizione atletica della squadra.

INTRODUZIONE.

Credo

che a tutti gli allenatori e preparatori atletici del settore sia capitato, pi o
meno spesso, di osservare la propria squadra giocare un calcio ad alta intensit nel
primo tempo della partita, basato sulla corsa, sul gioco aggressivo, sul pressing, sui
movimenti dei giocatori senza palla, un calcio in sostanza dinamico e attivo.
Ma poi, terminati i primi 45 minuti di gioco, la squadra si ripresenta in campo con uno
spirito diverso, con una mentalit pi difensiva, con una impossibilit evidente di
condurre il gioco, logica conseguenza di un calo di tenuta atletica tra il primo ed il
secondo tempo, visto che si presume che gli avversari siano rimasti quelli di prima.
Cosa sar successo negli spogliatoi in quei 15 minuti di intervallo?
Probabilmente niente di particolare, lallenatore avr chiesto ai suoi giocatori di fare la
partita, di tenere alti i ritmi di gioco, visto il risultato ancora in equilibrio, e di farlo per
tutti i 90 minuti di gioco.
Ci di cui non stato tenuto conto, o si cercava di sopperirlo attraverso la carica
agonistica e volitiva, stato il rendimento atletico della squadra in quel momento;

momento nel quale sembrava per che i giocatori avessero esaurito, come si suol dire,
il carburante, la benzina per poter continuare lo sforzo.
Questo pertanto, in parte, quello che successo (relativamente al calo di
rendimento), anche se il fenomeno della fatica ha uneziologia multifattoriale ed
riduttivo ricondurre tutto ed esclusivamente alla deplezione delle fonti energetiche.

LA FATICA E LE CAUSE DELLAFFATICAMENTO.

Qual il significato esatto del termine fatica riferito allesercizio fisico ed in particolare
al gioco del calcio?
Luso tipico del termine fatica riferito a sensazioni generali di stanchezza associate a
un peggioramento della prestazione muscolare, ed ci che ha evidenziato la nostra
squadra in esame nei restanti 45 minuti di gioco.
La maggior parte dei tentativi volti a definire i fattori determinanti e, per cos dire, i
luoghi fisici della fatica si sono concentrati su:
i sistemi energetici (ATP-PCr, glicolisi ed ossidazione);
laccumulo dei metabolici quali il lattato;
il sistema nervoso e il venir meno del meccanismo contrattile della fibra muscolare.
Nessuno di questi fattori da solo pu spiegare tutti gli aspetti della fatica.
Per esempio, anche se la capacit dei muscoli di produrre forza pu ridursi quando
viene a mancare la disponibilit di energia, i sistemi energetici non sono interamente
responsabili di tutte le forme di fatica.

SISTEMI ENERGETICI E FATICA.

Deplezione della fosfocreatina


Ricordo che, in condizioni anaerobiche (ed il gioco del calcio presenta tantissime
situazioni di impegno energetico di questo tipo), la fosfocreatina (PCr) serve a
ricostituire lATP altamente energetico, man mano che questo viene utilizzato, in modo
da mantenere le scorte di ATP dellorganismo.
Studi recenti condotti sui muscoli quadricipiti dei giocatori di calcio, hanno evidenziato
che, durante contrazioni massimali ripetute, la fatica coincide con la deplezione del
PCr; non appena si verifica la deplezione del PCr, la capacit dellorganismo di
ricostituire rapidamente lATP speso seriamente inficiata.

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Lutilizzazione di ATP continua, ma il sistema ATP-PCr meno capace di ricostituirlo e,


quindi, il livello di ATP decresce.
Si ritiene, oggi, che laumento del P (fosfato) durante un esercizio breve ad alta
intensit e di natura intermittente, per via della degradazione del PCr, sia
potenzialmente una causa di affaticamento.

Deplezione del glicogeno


I livelli di ATP nel muscolo vengono mantenuti anche attraverso la scissione aerobica
ed anaerobica del glicogeno muscolare.
Nel gioco del calcio, il glicogeno muscolare diventa la fonte energetica primaria per la
sintesi dellATP.
Purtroppo, le riserve di glicogeno sono limitate e si esauriscono rapidamente.
Come per il PCr, il tasso di deplezione del glicogeno muscolare dipende dallintensit
dellattivit.
Quando aumenta lintensit del gioco ed il ritmo partita si fa elevato, dopo aver
compiuto 45 minuti a questi livelli, si viene a determinare una diminuzione
sproporzionata del glicogeno muscolare.
Pertanto, la sensazione di fatica che avvertono i giocatori, alla met o verso la fine
della partita, coincide con la diminuzione del glicogeno muscolare.

Deplezione dei diversi tipi di fibra


Le fibre muscolari vengono reclutate e consumano (utilizzano) le riserve energetiche
secondo schemi ben precisi.
Si pu verificare la deplezione del glicogeno nelle singole fibre che vengono reclutate
con maggior frequenza durante lesercizio.
Questo riduce il numero di fibre in grado di produrre la forza muscolare richiesta.
Lo schema di deplezione del glicogeno dalle fibre ST e FT dipende dallintensit
dellesercizio.
Ricordo che quelle ST sono le prime fibre reclutate durante un esercizio a bassa
intensit.
Non appena aumentano le richieste di tensione muscolare, le fibre FTa vengono
aggiunte alla forza lavoro.
Quando lo sforzo durante una partita si avvicina allintensit massimale, vengono
reclutate anche le fibre FTb.

Deplezione in gruppi muscolari diversi


Oltre a consumare in modo selettivo le scorte di glicogeno nelle fibre ST oppure di
quelle FT, la partita di calcio pu anche sollecitare in maniera particolarmente pesante
gruppi muscolari specifici.

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E stato condotto uno studio e fatto il raffronto della deplezione di glicogeno misurato
in tre dei muscoli dellarto inferiore:
vasto laterale (estensore del ginocchio);
gastrocnemio (estensore della caviglia);
soleo (anche questo estensore della caviglia).
I risultati hanno dimostrato che il gastrocnemio consuma pi glicogeno, sia rispetto al
vasto laterale, sia rispetto al soleo in tutte le condizioni di corsa (lenta, in
progressione, durante lo sprint); questo indica che la deplezione dei muscoli interessi
pi gli estensori della caviglia che non i muscoli della coscia, restringendo la zona di
fatica ai muscoli della gamba propriamente detta.

Effetti della deplezione sulla prestazione


Non sorprende che la prestazione di una partita di calcio giocata su ritmi elevati,
specie nel secondo tempo, migliori quando i muscoli hanno una grande disponibilit di
glicogeno allinizio della prova.
Per il momento, possiamo affermare che la deplezione del glicogeno e lipoglicemia
(ovvero un basso livello di glucosio ematico) sono fattori limitanti della prestazione in
una partita di calcio che duri pi di 30 minuti.
La fatica per un giocatore, che rimanga in campo per un periodo pi breve, deriva
molto probabilmente dallaccumulo nei muscoli di metabolici, quali il lattato e gli H+.

Metabolici e fatica
Ricordo che lacido lattico un sottoprodotto della glicolisi anaerobica.
Anche se molti tecnici del settore ritengono che sia responsabile della fatica e
dellesaurimento in qualsiasi tipo di esercizio, lacido lattico si accumula nella fibra
muscolare solo durante un impegno muscolare relativamente breve e molto intenso,
oppure, ed ci che si verifica probabilmente durante una partita di calcio, in seguito
alleffettuazione di numerosi scatti ripetuti con tempi brevissimi di recupero.
Quando non viene rimosso, lacido lattico si dissocia (convertendosi in lattato) e
provoca un accumulo di ioni idrogeno; laccumulo di ioni idrogeno determina
lacidificazione muscolare, che porta a una condizione patologica denominata acidosi.
Lazione degli H+ blocca la scissione del glicogeno determinando un rapido
decremento dellATP, che porta allesaurimento.
Inoltre gli H+ possono prendere il posto del calcio allinterno della fibra, il che ostacola
laccoppiamento dei ponti trasversali di actina-miosina e fa diminuire la capacit
contrattile del muscolo.
Il Dottor Arcelli ha chiaramente spiegato limportanza e lintervento che ha il
meccanismo lattacido durante una partita di calcio, stimando valori di lattato ematico
di circa 8-10 mml/l nei giocatori al termine di unincontro.

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Fatica neuromuscolare
Finora ho preso in considerazione solo i casi in cui la fatica pu essere ricondotta a
fattori interni al muscolo.
E stato osservato che, in alcune situazioni, la fatica pu dipendere da una incapacit
di attivare le fibre muscolari, una funzione questa del sistema nervoso.

Trasmissione nervosa
La fatica pu instaurarsi a livello della giunzione neuromuscolare, impedendo la
trasmissione dellimpulso nervoso alla membrana della fibra muscolare.
Tale interruzione dovuta principalmente ad una riduzione nel rilascio o nella sintesi
di acetilcolina (ACh), il neurotrasmettitore che invia limpulso nervoso dal
motoneurone alla membrana muscolare.
Infine, per concludere la disamina dei fattori che portano alla fatica, possiamo
includere anche quella che si verifica a livello del sistema nervoso centrale (SNC),
anche se ulteriori studi ed approfondimenti potranno spiegare meglio questa teoria.

IL MICROCICLO DI ALLENAMENTO SETTIMANALE.

Una volta presi in esame i diversi fattori che possono indurre allo stato di fatica ed
impedire alla nostra squadra di esprimersi nei secondi 45 minuti di gioco sui livelli del
primo tempo, necessario che il preparatore atletico, insieme al proprio allenatore,
valuti attentamente la condizione dei propri giocatori attraverso una approfondita
analisi della partita.
Visto che non stiamo prendendo in esame giocatori di serie A, costretti spesso ad
impegni talmente ravvicinati ed impegnativi da supporre in loro uno stato di
affaticamento per over-training o sovrallenamento, credo che la causa maggiore del
calo di rendimento nel secondo tempo di gioco sia da attribuire ad una condizione
fisica precaria di almeno met dei componenti della squadra.
La condizione fisica, e ci tengo a sottolinearlo, non dipende solo dal lavoro atletico
svolto, ma anche probabilmente da una mediocre intensit durante le esercitazioni con
la palla.
Credo che questo sia il punto cruciale di tutto il nostro discorso, ovvero la giusta
miscela del carico di lavoro tra il lavoro fisico ed il lavoro con la palla.
Posso affermare
eseguito ad alta
atletica per tutta
la palla, eseguite

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con certezza che lallenamento svolto solo a secco, anche se


intensit, non sufficiente per permettere alla squadra una tenuta
la partita, ma debba essere associato ad esercitazioni specifiche con
anchesse ad alta intensit.

LIMPORTANZA DELLA POTENZA AEROBICA.

E evidente, visto che in questo contesto ci occupiamo di preparazione atletica,


soffermarci sulle cause che inducono allo stato di affaticamento i nostri giocatori nei
45 minuti di gioco finali e soprattutto occuparci dei giusti mezzi di allenamento da
campo.
Io cercherei subito di dare priorit, magari dopo aver fatto svolgere alla squadra un
test specifico di resistenza (Leger, test sui 3000 mt), a sedute atte ad incrementare la
capacit e successivamente la potenza aerobica, ritenendo queste ultime le maggiori
responsabili del calo di rendimento.
Sia che vengano svolte tre o quattro sedute settimanali, io adotterei per un mesociclo
completo di lavoro (almeno un mese), la strategia della doppia seduta di allenamento
per la resistenza e quindi introdurrei oltre al marted, un secondo lavoro aerobico nel
corso della settimana, per esempio il gioved oppure, perch no, il venerd.
Tale lavoro potrebbe anche essere eseguito al termine di una seduta dedicata
allesercitazione con la palla o nel mezzo di essa.
I mezzi di allenamento di questa seconda seduta devono avere in comune il fatto di
poter essere svolti in tempi ridotti (quasi sempre meno di 15-20 minuti), di non
richiedere, a confronto di quelli del marted, un grosso impegno fisico e psichico e, di
conseguenza, poter venire assorbiti in tempi rapidi.
Come detto precedentemente, il tutto deve essere supportato da allenamenti effettuati
con la palla ad alta intensit, da svolgere antecedentemente alle esercitazioni di
resistenza.
Nelle restanti sedute di allenamento, se il microciclo prevede tre giornate, dedicher
questultima a mezzi e metodi atti ad incrementare la rapidit e la velocit; se
abbiamo a disposizione un quarto giorno (microciclo con quattro allenamenti), lo
dedicheremo allo sviluppo della forza esplosiva e della forza veloce.
Marted (Prima Seduta)

Gioved (Seconda Seduta)

Settimana A

Ripetute sui 1000 mt

Circ. aerobico di 5 con diverse staz.

Settimana B

Ripetute sui 300 mt

Corto-Veloce 10-12

Settimana C

Ripetute sui 40-60 metri

Corsa aerobica fra paletti di 4-6

Settimana D

Fartlek di 12-15 con stimoli di 30-40

Navetta aerobica di 2-3

Tabella 1
Vediamo dalla tabella 1 un esempio di doppio lavoro aerobico settimanale; uno dei
lavori (di solito compiuto il marted) pi impegnativo, mentre laltro (quello del
gioved o del venerd) in genere pi leggero.

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IL programma descritto un esempio per chi volesse svolgere due sedute di potenza
aerobica alla settimana, non facile da far capire ai giocatori, ma necessario se
vogliamo aumentare la tenuta atletica della squadra specie nei minuti finali della
partita, periodo in cui spesso si decide il risultato tra le due contendenti.
Se associamo questo lavoro atletico ad esercitazioni specifiche con palla ad alta
intensit, molto facile che la nostra squadra migliori il proprio rendimento di gioco e
di conseguenza la sua posizione in classifica.

ALESSANDRO CASTAGNETTI
Laureato in Scienze Motorie
Preparatore Atletico Professionista
Preparatore Atletico A.c. Dorando Pietri Carpi (Campionato di Eccellenza)

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N.46 OTTOBRE 2007


RIVISTA ELETTRONICA DELLA CASA EDITRICE WWW.ALLENATORE.NET
REG. TRIBUNALE DI LUCCA N 785 DEL 15/07/03
DIRETTORE RESPONSABILE: FERRARI FABRIZIO
COORDINATORE TECNICO: LUCCHESI MASSIMO
SEDE VIA E.FRANCALANCI 418 55050 BOZZANO (LU)
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INTERVISTA

Qualit dellallenatore, gestione


del gruppo, allenamento: la parola
a Mister Marco Ognibene.
A cura di ROBERTO BONACINI

Come la conoscenza e il confronto tra tecnici pu creare valore aggiunto in termini


di aggiornamento e formazione professionale: lintervista a Marco Ognibene,
allenatore Giovanissimi Nazionali Hellas Verona.

LALLENATORE, IL GRUPPO.

Mister quali qualit deve avere un buon allenatore?


Il fulcro sicuramente la passione, poi ovviamente vi sono qualit caratteriali quali:
carisma;
carattere equilibrato;
saper motivare;
saper osservare;
e soprattutto (specie nel settore giovanile) capacit di trattare i ragazzi con
pazienza; essere comprensivi, ma con la volont di raggiungere gli obiettivi.
Il tutto non pu prescindere da qualit per le quali sempre necessario una continua
disponibilit all'aggiornamento quali ad esempio:
capacit organizzative;
capacit di comunicazione;
conoscenze tecniche e tattiche;

conoscenze metodologiche e didattiche;


capacit di analisi.

Cosa pi importante per un allenatore: la competenza tecnica-tattica o una


buona capacit di comprensione e di intervento psicologico?
Rifacendomi alla precedente domanda non pu esistere l'una senza l'altra, chiaro
che come in ogni lavoro di gruppo le capacit di comprensione e di intervento
psicologico sono fondamentali.

Che tipo di rapporto cerca di instaurare con la squadra?


Per un allenatore importante fin dall'inizio stabilire un buon rapporto con il gruppo,
basato, a mio modo di vedere, sulla stima e sul rispetto.
L'Allenatore colui che valuta, sceglie e decide; per fare questo per necessario
dimostrare competenza e saper trasmettere fiducia ai propri ragazzi.

Un buon gruppo, un buon collettivo cosa deve e non deve avere?


Le caratteristiche fondamentali di un gruppo sono senz'altro la coesione e l'unit
d'intenti, compito dell'allenatore infatti orientare l'attivit verso obiettivi comuni.
Da evitare ogni situazione che porta la disgregazione.

Ci sono regole di comportamento e di disciplina che devono essere rispettati dal


gruppo?
Come in ogni gruppo importante stabilire delle regole.
Poche ma chiare.
In questo l'allenatore deve essere l'esempio con il proprio comportamento.
Oltre alle evidenti regole di educazione, rispetto, puntualit e disponibilit verso gli
altri importante capire che si vince e si perde assieme.

LALLENAMENTO.

Quanti allenamenti alla settimana?


Nella categoria che alleno sviluppiamo il lavoro in quattro allenamenti settimanali.

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Gli allenamenti sono svolti nel pomeriggio o alla sera?


Nel primo pomeriggio.

Quali gli eventuali problemi organizzativi durante lallenamento settimanale?


Problemi legati soprattutto agli impegni scolastici; la collaborazione e la disponibilit
dell'intero staff contribuiscono per al superamento di ogni problema organizzativo.

Mi descriva un attimo la settimana tipo di lavoro dal punto di vista della


preparazione fisica?
Tutto il programma deve essere organizzato in perfetta sintonia tra l'allenatore, il
responsabile area tecnica ed il preparatore atletico, in particolare abbiamo sviluppato il
lavoro in questo modo:
Marted: potenziamento aerobico;
Mercoled: forza;
Gioved: lavoro lattacido;
Venerd: rapidit velocit.
Il tutto ovviamente in perfetta sintonia con il lavoro tecnico-tattico.

Come organizza e gestisce la preparazione tecnico-tattica della squadra?


In merito al lavoro tecnico-tattico, in perfetta sintonia col responsabile area tecnica,
sviluppiamo il lavoro alternando lallenamento in fase di non possesso a quello in fase
di possesso palla.
Ad esempio nella fase iniziale abbiamo sviluppato per circa 10 giorni il lavoro in fase di
non possesso palla per poi passare alla fase di possesso del pallone.
E in questo modo alterneremo il lavoro durante l'anno.

Dal punto di vista della tecnica come lavora durante la settimana?


Non dimenticando che il lavoro sulla tecnica fondamentale, abbiamo sviluppato gli
allenamenti inserendo, per almeno due giorni consecutivi, un gesto tecnico come
obiettivo principale in ogni seduta di allenamento.
Intorno a questo svilupperemo l'intera seduta dove importante che i ragazzi siano
consapevoli degli obiettivi da raggiungere.

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Ripetendo la sequenza di tutti i gesti tecnici, aumenteremo poi, in via successiva,


anche le difficolt di esecuzione; nella fase di riscaldamento si potr svolgere il lavoro
in forma analitica per poi passare in situazione.

Dal punto di vista della tattica come lavora durante la settimana?


Nella categoria che alleno il lavoro principale incentrato sulla tattica individuale
alternando la fase di non possesso alla fase di possesso palla.
Successivamente si potr passare al lavoro sulla tattica di reparto.

MARCO OGNIBENE
Allenatore Giovanissimi Nazionali Hellas Verona
Stagione 2007/2008

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N.46 OTTOBRE 2007


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INTERVISTA

Qualit dellallenatore, gestione


del gruppo, allenamento: la parola
a Mister Dario Biasiolo.
A cura di ROBERTO BONACINI

Come la conoscenza e il confronto tra tecnici pu creare valore aggiunto in termini


di aggiornamento e formazione professionale: lintervista a Dario Biasiolo,
allenatore degli Allievi Nazionali 91 dellU.s. Pro Vercelli.
LALLENATORE, IL GRUPPO.

Mister Biasiolo quali qualit deve avere un buon allenatore?


Deve innanzitutto conquistare la fiducia dei giocatori attraverso un comportamento
coerente alle parole dette al gruppo.

Cosa pi importante per un allenatore: la competenza tecnica-tattica o una


buona capacit di comprensione e di intervento psicologico?
Senza un livello alto di competenze, non teoriche ma didattiche sulla tecnica e tattica,
non si conquista la fiducia dei giocatori.
Nel contempo lallenatore deve conoscere perfettamente le dinamiche di gruppo,
altrimenti i giocatori camminano da soli senza rispetto e senza laiuto degli altri.

Che tipo di rapporto cerca di instaurare con la squadra?


Il rapporto di assoluta chiarezza, senza equivoci e pregiudizi.
Se un giocatore non si sente trattato come gli altri lallenatore lo perde non potendo
pi contare sul suo massimo impegno; inoltre questo atteggiamento pu contagiare
negativamente altri compagni.

Un buon gruppo, un buon collettivo cosa deve e non deve avere?


Un buon gruppo deve avere un obiettivo comune e, come squadra, avere un solo
comportamento.
Soprattutto nei momenti di estrema difficolt il gruppo si compatta e diventa pi forte
e pi determinato nel raggiungimento dellobiettivo.
Nei momenti di gloria un buon gruppo sa smorzare i facili entusiasmi e rimane
umile.

Ci sono regole di comportamento e di disciplina che devono essere rispettati dal


gruppo?
Allinterno di uno spogliatoio avvengono tutta una serie di dinamiche.
Lallenatore ha il compito di verificare che la vita del gruppo rispetti le regole del
buon senso.
Diventer un grande leader lallenatore che otterr il rispetto delle regole senza pi
intervenire (sanzioni) perch il gruppo stesso che rimette in carreggiata chi tenta di
uscire e aiuta coloro che attraversano momenti difficili (vita extracalcistica o difficolt
ad essere al 100% nella prestazione).

LALLENAMENTO.

Quanti allenamenti alla settimana?


Quattro allenamenti alla settimana.

Gli allenamenti sono svolti nel pomeriggio o alla sera?


Vengono svolti al pomeriggio, dalle 15,30 alle 17,30.

Quali gli eventuali problemi organizzativi durante lallenamento settimanale?


Possono essere diversi:
pranzo non corretto, andando a scuola;
mancanza di tempo, per chi arriva tardi al campo, per eseguire il lavoro individuale
preventivo (propriocettiva, bonificazione, posture, arti superiori);
mancanza del fisioterapista e del medico agli allenamenti.

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Mi descriva un attimo la settimana tipo di lavoro dal punto di vista della


preparazione fisica?
Marted: rigenerazione a livello organico, forza a livello muscolare.
Mercoled: resistenza specifica attraverso lavoro intermittente con o senza palla e
back to back (5>5 con porte rovesciate, Bangsbo).
Gioved: forza esplosiva attraverso colpi di testa, cambio gioco 50 mt, tiro da fermo
da 30 mt.
Venerd: un blocco di intermittente.
La reattivit a stimoli calcistici (la velocit nel calcio non esiste) allenata in tutte le
sedute.

LA TECNICA, LA TATTICA.

Dal punto di vista della tecnica come lavora durante la settimana?


Dal video del campionato, lavori per ruolo nella propria posizione in campo, a nastro
(ho 60 palloni), con avversario attivo e allenando la capacit decisionale.

Dal punto di vista della tattica come lavora durante la settimana?


Dal video del campionato, movimento per reparto.
Non insegno mai pi di tre movimenti e non passo a movimenti nuovi sino a quando
non li vedo sistematicamente, sia in allenamento (avversari attivi), sia in partita.

DARIO BIASIOLO
Allenatore Allievi Nazionali 91 U.s. Pro Vercelli
Stagione 2007/2008

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articolo

N.46 OTTOBRE 2007


RIVISTA ELETTRONICA DELLA CASA EDITRICE WWW.ALLENATORE.NET
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TATTICA

Il gioco a zona: principi e didattica


per il Settore Giovanile (parte
seconda).
A cura di ANDREA PAGAN

Come sviluppare una progressione didattica per linsegnamento del


sistema difensivo a zona nel Settore Giovanile.

INTRODUZIONE.

A completamento della nostra trattazione, iniziata lo scorso mese (Articolo N 9 Focus

di Settembre 2007), in riferimento alla progressione didattica per linsegnamento del


sistema difensivo a zona, esamineremo in questa seconda parte:
la proposta didattica per linsegnamento della zona (terza fase) con le
esercitazioni per la sincronizzazione e collaborazione tra uno o pi reparti;
la proposta didattica per linsegnamento della zona (quarta fase) con le
esercitazioni per il miglioramento dellorganizzazione difensiva generale.

DIDATTICA PER LINSEGNAMENTO DEL GIOCO A ZONA.

PROPOSTA DIDATTICA PER LINSEGNAMENTO DELLA ZONA: TERZA FASE


In questa fase, si lavorer maggiormente con tutto il reparto difensivo al completo e si
inizieranno ad inserire anche altri giocatori del centrocampo, in modo tale da poter
sviluppare quegli aspetti tattici collettivi, lelastico difensivo, la lettura di una
situazione di palla coperta o scoperta, linterpretazione di lato forte e lato debole,
i raddoppi di marcatura, dove la collaborazione tra reparti importantissima.

Le situazioni di gioco inizieranno ad essere pi complesse ed il lavoro svolto nelle due


fasi precedenti risulter fondamentale per la riuscita dei movimenti e
dellatteggiamento difensivo in generale.

ESERCITAZIONI PER LA SINCRONIZZAZIONE E COLLABORAZIONE


TRA UNO O PIU REPARTI
Esercitazione N 11
(le esercitazioni e le figure riprendono la numerazione dellarticolo precedente)
La prima situazione di gioco riprende un concetto che si era gi analizzato
precedentemente in forma meno complessa: lo scorrimento orizzontale della linea
difensiva.
Si schiera una difesa completa con suoi quattro difensori, e si suddivide il campo in
quattro fasce verticali che vanno dal fondo al centro del campo (figura 13); quattro
attaccanti inizialmente fanno scorrere la palla, con i difensori che si spostano in base
al pallone disponendosi, sia in diagonale che a piramide (lavoro precedente); in questo
caso ci si concentrer sulle linee di copertura potendo, in questa esercitazione,
disporsi anche con tre linee (avendo quattro difensori).

Questultimo tipo di diagonale, viene poco utilizzato da parte delle squadre per
levidente motivo di lasciare troppa profondit agli avversari.
Successivamente gli attaccanti proveranno a sviluppare soluzioni offensive creando
quei presupposti che consentono ai difensori di provare i movimenti in situazione di
gioco attiva e simile a quanto succede in partita.
La suddivisione del campo in quattro parti servir allallenatore per far comprendere ai
propri giocatori il lato o zona forte (spazio dove si trova palla e possessore), parte
del campo dove si deve concentrare la massima attenzione e il maggior numero di
difensori per creare una situazione di superiorit numerica rispetto agli avversari.
In questa zona del campo si dovr effettuare una marcatura pi stretta rispetto a
quello che succede nel lato o zona debole (spazio di campo meno pericoloso perch
lontana da dove si trova la palla).
In questo secondo caso i difensori svolgono una marcatura definita danticipo; in
sostanza si tengono ad una distanza tale che possa permettere loro un eventuale
intercettamento del passaggio.

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Esercitazione N 12
Situazione di gioco 4>4+4 (figura 14); in uno spazio che va dal limite dellarea di
rigore al centrocampo giocano quattro difensori schierati, a difesa della porta, contro
quattro attaccanti che si devono muovere continuamente per trovare gli spazi giusti
per ricevere la palla dai quattro sostegni posti dietro la linea di centrocampo.

I difensori dovranno muoversi e scambiarsi le marcature dei quattro attaccanti


cercando, sia lanticipo, sia la marcatura con pressione, cercando di tenere lavversario
spalle alla porta con la solo possibile giocata di scarico.
Questo tipo di situazione che si viene a creare viene definita di palla coperta, cio di
non pericolo in quanto lavversario in possesso palla, girato di spalle, non pu vedere
la porta e pu solo cercare un eventuale scarico allindietro.
Quando invece la palla si viene a trovare nei piedi dei quattro giocatori esterni del
campo (sostegni), la situazione sar di palla scoperta.
In questo caso i quattro difensori non dovranno prima di tutto rimanere in linea tra di
loro e dovranno anche evitare di dare troppa profondit agli attaccanti scappando
allindietro su un eventuale lancio profondo; da questa situazione si creeranno le
condizioni per allenare anche lelastico difensivo.
Con questo tipo desercitazione il reparto difensivo potr allenare moltissimi principi
visti in questa trattazione dove, in base ai movimenti degli attaccanti, i difensori
dovranno riconoscere le situazioni di gioco e comportarsi di conseguenza.
Importante sar lintervento dellallenatore nel fermare il gioco ed evidenziare, sia gli
errori commessi, sia, soprattutto, i movimenti riusciti, in modo tale da far
comprendere alla squadra che il lavoro assimilato fondamentale per continuare nella
progressione dellapprendimento della fase difensiva.
Una variante dellesercizio pu essere quella di inserire due attaccanti nella zona di
gioco attiva, con i difensori che dovranno essere bravi a difendersi in una situazione
dinferiorit numerica.

Esercitazione N 13
Situazione di gioco di 6>8 con due porte laterali a met campo (figura 15).
Si aggiungono ai quattro difensori due centrocampisti centrali che giocano contro otto
giocatori che sviluppano la fase offensiva.

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In questa esercitazione la difesa, con i due centrocampisti, deve difendere la propria


porta sviluppando i concetti affrontati precedentemente e allenando anche altri aspetti
quali i raddoppi di marcatura, la pressione, l equilibrio (squadra stretta e corta)
ed il pressing.
Anche se effettivamente non si pu parlare di reparto di centrocampo completo,
lallenatore, nello sviluppo dellesercitazione, dovr portare molta attenzione alle
distanze tra i difensori e i due centrocampisti in modo tale che non si creino quegli
spazi necessari agli attaccanti per poter giocare; determinante sar la pressione del
difensore sullattaccante in possesso palla dando modo al centrocampista di
raddoppiare la marcatura.

I centrocampisti risulteranno determinanti anche nella pressione che effettueranno sui


portatori di palla e di conseguenza i difensori dovranno adottare il giusto
comportamento a seconda di dove si trova la palla (scoperta o coperta).
Per completare lesercitazione, si chiede ai difensori di cercare la realizzazione nelle
porticine poste dopo la met campo, allenando quindi anche la transizione positiva,
il passaggio cio dalla fase difensiva a quella offensiva.
Una variante allesercizio pu essere quella di inserire due giocatori per parte,
aumentando lo spazio di gioco, potendo cos allenare i due reparti completi (difesa e
centrocampo) nella fase di non possesso e continuando il lavoro appena affrontato su
pressione, equilibrio, collaborazione tra reparti e raddoppio di marcatura.

Esercitazione N 14
Situazione di 8>8 con squadre divise su due campi (figura 16); in questa esercitazione
si cureranno molto i movimenti collettivi anche dei centrocampisti.

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Gli otto giocatori che curano la fase di possesso palla, provano a sviluppare gioco
partendo dai centrocampisti che devono far pervenire palla ai quattro compagni posti
nella zona presidiata dai difensori avversari.
I quattro centrocampisti difensivi dovranno impedire, attaccando con ordine il
giocatore in possesso e muovendosi in modo sincronizzato (stessi movimenti visti per
la linea difensiva), che la palla passi.
Molto importante la comunicazione tra i due reparti in difesa, con i difensori che
dovranno guidare i centrocampisti nella pressione e nel pressing organizzato.

PROPOSTA DIDATTICA PER LINSEGNAMENTO DELLA ZONA: QUARTA FASE


In questultima parte della proposta didattica verranno presi in considerazione tutti e
tre i reparti di una squadra, cercando di sincronizzare i movimenti dei loro
componenti.
Questo momento da considerarsi molto importante ma allo stesso tempo delicato.
Spesso si vedono sul campo allenatori che fanno muovere la propria squadra
attaccando paletti, cinesini o giocatori passivi, con lobiettivo di allenare appunto quei
movimenti difensivi fondamentali per essere organizzati nella fase di non possesso
palla.
Lobiettivo di questo contenuto proprio quello di far comprendere che a tale lavoro si
deve arrivare in modo graduale lavorando prima sulle basi (lavoro fin qui analizzato) e
poi in forma generale.
Rimane poi importante dire che diverse esercitazioni che proporremo, richiedono la
possibilit di giocare partite di 11>11; questo, calandosi nelle realt dei settori
giovanili, diventa a volteun problema visto che poche sono le societ che si possono
permettere di formare rose di giocatori cos ampie.
In tutti i casi questo non deve diventare un problema per lallenatore, anzi deve essere
uno stimolo in pi per poter modificare, adattare e creare esercitazioni pi vicine, sia
alle proprie priorit tattiche, sia alle capacit tecniche dei propri giocatori.

ESERCITAZIONI PER IL MIGLIORAMENTO DELLORGANIZZAZIONE


DIFENSIVA GENERALE
Esercitazione N 15
Situazione di 11>0 (figura 17) con la squadra disposta secondo il proprio modulo
tattico.
Si fanno effettuare movimenti sincronizzati attaccando otto paletti di colore diverso,
disposti sul campo come se fossero avversari (un centrale difensivo, due esterni bassi,
due mediani, due esterni alti, una punta).

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Ogni volta che lallenatore chiamer un colore, la squadra si disporr in base alla
posizione del paletto, controllando accuratamente le posizioni di tutti i giocatori
(lasciando la possibilit ai calciatori di correggersi).
In questo tipo di esercitazione vengono raggruppati tutti gli sviluppi difensivi,
servendo da verifica al lavoro svolto precedentemente.
Una variante dellesercitazione pu essere quella di porre dei palloni vicino ai paletti;
al segnale dellallenatore il giocatore pu recuperare palla sul paletto attaccato e
sviluppare unazione offensiva, allenando in modo particolare la transizione positiva.

Esercitazione N 16
Situazione di 11>10 (figura 18) con una squadra in possesso palla schierata secondo
un modulo deciso dallallenatore.
Nel caso lesercitazione fosse proposta nellultimo allenamento che precede una partita
di campionato, sarebbe opportuno schierare una formazione come gli avversari che si
dovranno appunto affrontare (informazioni che non sempre nei settori giovanili si
possono avere).

La squadra in possesso inizia una circolazione della palla in modo lento e prevedibile,
in modo tale che la squadra che dovr esercitarsi nella fase difensiva cominci a
prendere confidenza con i movimenti da effettuare.
Con il continuare dellesercitazione si aumenter il ritmo del possesso palla,
effettuando passaggi lunghi o corti, lenti o rapidi, in avanti o allindietro, con la
squadra in fase difensiva che dovr trovare i giusti accorgimenti tattici per
fronteggiare ogni situazione che si verr a delineare.
In questo tipo di esercizio sar molto importante che lallenatore, oltre a valutare la
capacit della propria squadra di muoversi in modo organizzato e sincronizzato
tra i reparti, valuti anche il modo di comunicare tra compagni, in modo tale che la
difesa guidi nei movimenti il centrocampo e questultimo il reparto dattacco.

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Esercitazione N 17
Situazione di 11>11 (figura 19), con una squadra che lavora sulla fase difensiva e
laltra che si dispone in campo come nellesercitazione precedente (in base allesigenze
del Mister).
Il portiere della squadra in possesso palla rinvia il pallone; a seconda di dove va a
cadere la palla, che verr prontamente stoppata da un giocatore posto sul campo
(tenendola ferma), la squadra andr immediatamente ad attaccarla spostandosi in
base a dove si trova.
A quel punto la squadra in possesso inizier a giocare in modo attivo cercando di fare
gol, con la squadra in fase di non possesso che continuer il lavoro difensivo per
cercare di recuperare il pallone, organizzando in modo ordinato pressione e
pressing.

Conquistato palla, si calcia verso il portiere della squadra avversaria per iniziare di
nuovo lesercitazione.
Lallenatore dovr concentrarsi sui movimenti difensivi in generale di tutta la squadra.
Questo tipo di allenamento si deve sviluppare a ritmi vicini a quelli di gara.

Esercitazione N 18
Situazione di 11>11, come esercitazione precedente, con linserimento di una linea
difensiva posta nella trequarti campo della squadra che deve esercitarsi in fase di
difesa (figura 20).
Lesercizio cos organizzato, permette di allenare la capacit della squadra di difendersi
senza indietreggiare troppo.
La squadra in possesso palla invece avr il compito di cercare linserimento, nella zona
difensiva, solo con un passaggio rasoterra; ovviamente il giocatore che sinserisce

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dietro la linea della palla dovr entrare nella zona difensiva dopo lentrata del pallone;
lo stesso vale per i difensori.
Lesercitazione sollecita le capacit dei centrocampisti di portare sempre pressione agli
avversari non permettendo la giocata in verticale ma invitandoli a giocare per vie
orizzontali (meno pericoloso).
Permette inoltre alla difesa di interscambiarsi velocemente le marcature e leggere
attentamente, sia la posizione delle punte avversarie, sia la posizione del pallone.
Con questultima esercitazione abbiamo finito la serie di proposte che compongono
questa programmazione.
Diventa ora importante per ogni allenatore trovare dei sistemi utili per valutare
miglioramenti o difficolt che la propria squadra e i singoli giocatori evidenziano.
Un sistema potrebbe essere quello di darsi risposte continue sul comportamento
appunto della squadra in fase difensiva durante quello che avviene nella gara stessa.
Di seguito viene illustrato una tabella con delle domande (tabella 4) che ogni
allenatore pu modificare e/o personalizzare a proprio piacimento, in modo tale da
poter avere sempre sotto controllo le prestazioni tecnico-tattiche del proprio gruppo.
Sicuramente non un compito facile per lallenatore, durante la partita, riuscire
contemporaneamente a seguire con attenzione i propri ragazzi e annotare appunti e
dati sullandamento della propria squadra; sar cura del Mister, utilizzando un po di
fantasia, trovare una soluzione per riuscire in questo compito, facendosi aiutare da un
collaboratore (dirigente o genitore) o perch no dagli stessi ragazzi che rimangono in
panchina, dandogli delle responsabilit su come assistere e osservare la gara.

VALUTAZIONE TATTICA in fase difensiva


La squadra sa mantenersi corta e stretta?
La squadra sa attaccare gli appoggi del portatore di palla?
La squadra sa raddoppiare la marcatura?
C equilibrio e collaborazione tra i reparti?
La difesa sa scalare e slittare?
La difesa sa effettuare diagonali e piramidi?
La difesa sa scambiarsi la marcatura?
La difesa sa effettuare lelastico difensivo?
La difesa legge correttamente le situazioni di palla coperta e scoperta?
La difesa sa applicare la tattica del fuorigioco?
N.B. Queste sono solo alcune domande che possono essere poste ad un singolo
reparto in particolare (difesa in questo caso) o alla squadra in generale.

tabella 4
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CONCLUSIONI.

E giusto ricordare che quanto espresso rimane solo una delle tante proposte
didattiche che si possono creare per linsegnamento del sistema difensivo a zona
(ovviamente le categorie in questione riguardano Giovanissimi e Allievi).
Molti aspetti andrebbero analizzati e curati con molta pi attenzione e sicuramente per
ogni sviluppo difensivo si potrebbero scrivere pagine e pagine.
Ogni allenatore deve saper valutare attentamente le capacit del proprio gruppo e di
conseguenza pianificare un lavoro che possa mettere in risalto le capacit della propria
squadra.
Il calcio in generale in continua evoluzione e sicuramente chi ne fa da modello
rimane sempre il professionismo.
Questo pu essere un vantaggio o uno svantaggio per noi tecnici.
La voglia di provare e approfondire concetti che prima non si erano mai analizzati pu
portare ad esplorare qualcosa di nuovo, ma allo stesso tempo pu diventare nocivo
voler imitare il lavoro dei professionisti che lavorano sul campo molto pi tempo di noi
e soprattutto con strutture e materiale tecnico molto diverso.
E sempre importante comunque ricordare che tutto quello che si vede o si impara
possa poi essere idoneo per trasmetterlo ai nostri ragazzi e che ladattare e trovare i
giusti sistemi metodologici rimane sempre una delle qualit pi importanti per
qualsiasi allenatore.
Allenare la zona significa voler costruire nei propri giocatori una mentalit propositiva,
dove si organizza una fase difensiva non solo per difendersi ma anche per prepararsi
in modo efficace a sviluppare la propria fase offensiva.
Questo dovrebbe essere lobiettivo di un allenatore che vuole trasmettere una
mentalit vincente e costruttiva ai propri giocatori.
La zona insegnata con i giusti metodi pu portare a questi risultati.

ANDREA PAGAN
Allenatore di Base
Allenatore Allievi 92 Noventa Calcio (PD)
Stagione 2007/2008

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9
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N.46 OTTOBRE 2007


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INTERVISTA

Gestione del gruppo,


allenamento, gara, tattica: la
parola a Mister Mauro Reggiani.
A cura di ROBERTO BONACINI

Come la conoscenza e il confronto tra tecnici pu creare valore aggiunto in termini


di aggiornamento e formazione professionale: lintervista a Mauro Reggiani,
allenatore della Correggese (Re), militante nel Campionato di Promozione.

LALLENATORE, IL GRUPPO.

Mister Reggiani quali qualit deve avere un buon allenatore?


Nei dilettanti ritengo che lallenatore debba avere soprattutto doti di motivatore ed
essere bravo nella gestione del gruppo, considerando in particolar modo le varie
problematiche che i giocatori si trovano ad affrontare per gestire gli impegni
lavorativi/scolastici/famigliari e quelli sportivi.
Ritengo inoltre che, per un allenatore, sia fondamentale, al giorno doggi, avere una
conoscenza a 360 della materia, essere quindi preparato, sia dal punto di vista tattico
che di gestione degli aspetti atletici.

Che tipo di rapporto cerca di instaurare con la squadra?


Io cerco di parlare in modo molto chiaro, prima dellinizio della stagione, con tutti i
giocatori in relazione al ruolo che avranno allinterno dello spogliatoio.
Con il gruppo, durante lanno, tengo un atteggiamento di estrema disponibilit al
dialogo ma ho anche maturato esperienze che mi portano poi ad essere inflessibile se
qualcuno approfitta di questa mia disponibilit.
I giocatori sanno fino a che punto si possono spingere a livello confidenziale, il tutto
nel rispetto dei ruoli.

Ci sono regole di comportamento e di disciplina che devono essere rispettati dal


gruppo?
Per le categorie che ho allenato (fino alla Promozione) ritengo sia indispensabile avere
poche regole ma che queste poche siano rispettate.
Mi riferisco soprattutto alla puntualit agli allenamenti e partite, alla sportivit in
campo ed al rispetto del direttore di gara.
Rispetto inoltre per le persone che giocano con te e di chi parte del sistema calcio.
Abbiamo sanzioni interne allo spogliatoio per chi non rispetta queste regole.

LA PREPARAZIONE, LALLENAMENTO.

Preparazione. Quanto durata?


La preparazione durata quattro settimane dal 16 Agosto al 16 Settembre, data di
inizio del Campionato.

Preparazione. Quali gli obiettivi ricercati in questa preparazione iniziale


(ottenere risultati a breve termine con previsione di un secondo periodo
preparatorio, oppure risultati a medio lungo termine)?
La nostra preparazione stata strutturata per ricercare una buona base organica sulla
quale inserire poi le qualit specifiche.
Per questo motivo mi aspetto che in partenza non saremo brillantissimi ma che lo
diventeremo dopo qualche partita.
Il tutto per arrivare alla sosta natalizia e riprogrammare un lavoro organico in
prospettiva del girone di ritorno.
Questa scelta stata anche fatta tenendo in considerazione lobiettivo di proseguire il
cammino di Coppa Emilia che potrebbe ridurre il tempo di lavoro settimanale.

Allenamento. Quanti allenamenti alla settimana?


Sono programmati tre allenamenti settimanali serali nelle giornate di Marted,
Mercoled e Venerd.

Allenamento. Gli allenamenti sono svolti nel pomeriggio o alla sera?


Sono svolti esclusivamente alla sera.

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Allenamento. Mister mi descriva un attimo la settimana tipo di lavoro dal punto


di vista della preparazione fisica a secco?
Io concentro il lavoro fisico a secco il marted sera nel quale sono previsti lavori di
forza nelle sue varie forme ma con prevalenza di forza esplosiva.
A questo viene abbinato un allenamento di potenza aerobica.
I lavori sono variati nelle quattro settimane che compongono il mesociclo.

Allenamento. Come organizza e gestisce la preparazione tecnico-tattica della


squadra?
Il Marted, prima del lavoro atletico, propongo un lavoro di correzione degli errori
commessi nella partita precedente con esercitazioni mirate.
Il Mercoled passiamo alla preparazione della partita successiva; le esercitazioni
proposte prevedono principalmente lavori situazionali, divisi per reparto, e partite a
tema.
Il Venerd invece prevede un allenamento di rifinitura nel quale approfitto per provare
anche le palle inattive.

LA GARA, LA TATTICA DI BASE.

Gara. Come sono gestite, dal punto di vista preparatorio, le ultime ore che
precedono lincontro?
La mia squadra non si trova a pranzare insieme la Domenica prima della partita.
Questa scelta dovuta principalmente al fatto che ho appurato che, soprattutto i
giocatori pi anziani, preferiscono trascorrere la mattinata a casa dopo una settimana
piena di impegni lavorativi e di allenamenti.
Ci ritroviamo pertanto unora e mezza prima dellinizio dellincontro.

Gara. Quando comunicata la formazione che scende in campo (ultimo


allenamento, durante i trasferimenti, prima della gara etc.)?
La formazione la comunico sempre nello spogliatoio prima della gara, anche se ritengo
che i giocatori possano intuire gli undici che scendono in campo gi dallallenamento
del Venerd sera.
Mi piace comunicarla allultimo momento per non incorrere in qualche imprevisto
dellultimo minuto e trovarmi pertanto qualche giocatore non motivato o che pensava
di non giocare.

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Tattica. Quale modulo adottate solitamente?


Io adatto il modulo in funzione delle caratteristiche che hanno i miei giocatori.
Questanno inizieremo con il 4-4-2 anche se ho in rosa qualche ragazzo giovane che,
se confermer quelle che sono le nostre aspettative, potrebbe consentirmi di variare
latteggiamento tattico in un 4-3-3.

Tattica. Quali secondo lei i vantaggi di questo modulo?


Per quanto riguarda il 4-4-2:
una maggior facilit di occupazione di tutte le zone del campo;
semplicit di insegnamento;
semplicit di apprendimento da parte dei giocatori.
Il 4-3-3 mi piace perch lascia pi spazio alle giocate spettacolari; si utilizzano
giocatori pi offensivi ma presuppone accorgimenti maggiori in fase difensiva.

Tattica. E gli svantaggi?


Lo svantaggio maggiore con il 4-4-2 lo possiamo ritrovare nella difficolt di limitare i
giocatori avversari disposti tra le linee di difesa e centrocampo in moduli, come ad
esempio il 4-3-1-2, che qualche squadra adotta nel nostro Campionato.
Considerando invece il 4-3-3, per non avere svantaggi in fase difensiva, occorre
lavorare bene sulle scalate del reparto offensivo in modo da non concedere superiorit
numerica agli avversari; in fase offensiva lo svantaggio pu essere invece, se non si
trovano i giusti movimenti e sincronismi tra gli attaccanti, di essere molto piatti e
prevedibili.

Palle inattive. Quale importanza preparativa durante gli allenamenti?


Proviamo le palle inattive il Venerd, per circa trenta minuti, alla fine della seduta.
Mi interessano particolarmente alcune situazioni come i calci dangolo e le punizioni
laterali.
Ai giocatori, in queste situazioni, insegno e richiedo di sapersi muovere con logica, non
effettuando o proponendo giocate a caso.
E chiaro che bisogna avere giocatori bravi a mettere la palla nel posto giusto e
calciatori altrettanto bravi a farsi trovare al posto giusto nel momento giusto.
Per i calci di punizione a favore, oltre a una minima organizzazione e preparazione
della giocata, fondamentale avere in squadra uno o pi atleti dotati di potenza e/o
precisione.

MAURO REGGIANI
Allenatore Correggese (RE) Campionato di Promozione
Stagione 2007/2008

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CALCIO FEMMINILE

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Qualit dellallenatore, gestione


del gruppo, allenamento, gara: la
parola a Mister Enrico Sbardella.
A cura di ROBERTO BONACINI

Come la conoscenza e il confronto tra tecnici pu creare valore aggiunto in termini


di aggiornamento e formazione professionale: lintervista ad Enrico Sbardella, CT
della Nazionale di Calcio Femminile Under 17.

INTRODUZIONE.

Avevo lasciato Mister Sardella ad Aprile 2007 quando mi rilasci un intervista inerente
al suo lavoro di CT della Nazionale Femminile Under 17 e di Allenatore in Seconda
della Nazionale Under 19 guidata da Corrado Corradini.
Abbiamo avuto modo di incontrarci nuovamente in questi giorni, allinizio di una
stagione piena di impegni, e abbiamo colto loccasione per scambiarci altre quattro
chiacchiere.
Dallincontro ho tratto questo articolo; una serie di domande e risposte dirette che
portano ad una bella intervista che completa e va ad arricchire quella
precedentemente pubblicata su www.allenatore.net.

ALLENATORE O SELEZIONATORE?

Mister Sardella quali qualit deve avere un buon allenatore?


Lallenatore nel suo insieme ununit pensante che ha il compito di semplificare e
trovare il metodo idoneo adatto al gruppo e ad ogni singolo giocatore, allo scopo di

metterlo a proprio agio; compito sicuramente non facilema chi lha detto che allenare
sia una cosa semplice e adatta a tutti?
Operare nei Settori Giovanili un ruolo ancora pi delicato in quanto lallenatore pu
rappresentare per gli atleti, sia una figura di riferimento, sia un ostacolo alla loro
carriera, a secondo del rapporto che si instaura.
Nel mio modo di lavorare cerco sempre di dare la massima importanza al lato umano,
soprattutto nel calcio femminile italiano dove ancora la diffidenza ed i pregiudizi la
fanno da padroni.
Essere comprensivi ma, al momento opportuno, anche risoluti ed autorevoli,
comunque mai autoritari.
Saper dosare pazienza e creativit durante le sedute dallallenamento e dimostrare
che, attraverso lapplicazione e la seriet, si possono raggiungere insieme gli obiettivi
prefissati.
Questa la mia filosofia di lavoro.

Il CT di una Nazionale pi un selezionatore o un allenatore?


Sicuramente il ruolo che ricopre un CT in Nazionale Maggiore assolutamente diverso
da quello di chi opera nelle Nazionali Giovanili.
Le dinamiche da gestire in ogni singolo gruppo, ad iniziare dal sesso e dallet degli
atleti, sono talmente tante che la specificit del tecnico per quella fascia di lavoro
diventa fondamentale.
In U17 femminile bisogna essere selezionatori durante le visionature delle gare,
soprattutto delle rappresentative regionali U15 che sono il serbatoio naturale di questa
nazionale; successivamente bisogna essere buoni educatori, saper gestire lapproccio
psicologico di ragazze minorenni che si confrontano con una realt sportiva diversa da
quella che vivono quotidianamente, portarle a relazionarsi con lo Staff Sanitario che
deve conoscere tutte le loro problematiche per poterle monitorare costantemente.
Bisogna essere allenatori per preparare al meglio la squadra da mandare in campo
prima di una gara, essere a volte istruttori per spiegare i fondamentali del calcio che a
tante di queste ragazze non hanno mai insegnato (molte di loro non hanno mai
frequentato una scuola calcio!), ed infine essere bravi motivatori, far comprendere
cosa vuol dire indossare la maglia Azzurra e rappresentare il proprio paese in
competizioni ufficiali UEFA-FIFA.
Dal mix di tutte queste componenti esce la figura del CT.

Cosa pi importante per un allenatore: la competenza tecnica-tattica o una


buona capacit di comprensione e di intervento psicologico?
Un calciatore tale se ha nel suo DNA, anche se in piccole dosi, tutte le competenze
sopra citate.
Quando invece queste competenze raggiungono nel loro insieme livelli ottimali, allora
si pu parlare di fuoriclasse vero, non quello da carta patinata.

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In tal caso lallenatore dovr essere bravo a gestire altre dinamiche, per lo pi di
equilibri allinterno del gruppo.
Esempio lampante il caso di Baggio, fuoriclasse vero che molti tecnici non hanno
apprezzato perch non pronti a convivere con la sua immagine ed il suo carisma.
Tutti gli allenatori hanno un giocatore ideale che rispecchia il suo modo di fare calcio,
nella scelta per mi sembra imprescindibile il fattore tecnico, la base per giocare.
Con la costanza e limpegno, inoltre, si possono migliorare molte componenti del gioco
ma, per quanto riguarda la tecnica di base, importante acquisirla fin da piccoli.
In Nazionale, per questi e molti altri motivi legati al poco tempo a disposizione,
cerchiamo di lavorare con atlete che danno gi del tu al pallone.

LALLENATORE E IL GRUPPO SQUADRA.

Che tipo di rapporto cerca di instaurare con la squadra?


Fiducia reciproca e grande rispetto, non per il ruolo che ricopro ma per la persona che
sono.
Cerco dinstaurare con il gruppo un rapporto diretto, ciascuno deve rapportarsi nel
modo pi spontaneo e naturale, e questo vale sia per le ragazze che per lo Staff.
La Nazionale un grande contenitore di dialetti e culture diverse, ragazze altoatesine
e siciliane insieme; non credo che dare del Lei o del Tu possa cambiare qualcosa ai
fini della prestazione, limportante che ci sia educazione e rispetto dei ruoli.
Tutto lo Staff lavora in questa direzione; fantastico vedere una ragazza di 16 anni
insegnare un gioco con le carte al nostro medico, che tra laltro professore
universitario.
Se vero che le vittorie pi belle si costruiscono fuori dal campo, allora siamo sulla
buona strada!

Un buon gruppo, un buon collettivo cosa deve e non deve avere?


La sicurezza nei propri mezzi, la consapevolezza che uniti si pu raggiungere
lobbiettivo prefissato.
Non mi stancher mai di ripeterlo alle ragazze della mia squadra; inutile preparare
una competizione pensando gi che ci sono squadre pi forti; noi dobbiamo entrare in
campo con la consapevolezza di potercela giocare contro tutte, poi al fischio finale, se
le altre saranno state pi forti, saremo i primi a complimentarci, ma sconfitti in
partenza MAI.
Ci malgrado questo approccio alla gara uno dei maggiori problemi che abbiamo con
le ragazze, un tarlo che ci portiamo dietro da anni in tutte le Nazionali, forse figlio di
un sistema calcistico femminile che fatica a decollare.
Alle giocatrici della U17 dico sempre, prima di entrare in campo, che in tutta Italia ci
sono centinaia di ragazze della loro et che per giocare a calcio fanno enormi sacrifici

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e che non hanno la loro stessa fortuna di essere in Nazionale: dare il massimo un
dovere.

Ci sono regole di comportamento e di disciplina che devono essere rispettati dal


gruppo?
Lo sport disciplina e senza regole non si diventa atleti.
Regole di vita quotidiana, dallalimentazione alla cura del proprio corpo.
Allenarsi per il proprio bene e non perch qualcuno ce lo impone, questo il
messaggio che i giovani atleti/e devono capire e metabolizzare.
Un calciatore che indossa la maglia Azzurra dellU17 maschile respira gi aria di
professionismo allinterno della societ dappartenenza e comunque, sia lui che la
famiglia, hanno unidea comune su quello che dovr essere il calcio nel suo futuro.
Siamo daccordo nellaffermare che non sempre questo corretto, infatti, i giovani
possono andare incontro a false illusioni o inganni da parte di persone che circondano
questo ambiente.
Di positivo c che gli atleti sono seguiti, nelle rispettive societ, da Staff Tecnici
professionisti che vigilano sulla loro crescita sportiva, equipe sanitarie di tutto rispetto
che non lasciano nulla al caso e da dirigenti qualificati.
Il pianeta calcio femminile da questo punto di vista in unaltra galassia e
considerata come tale, il mondo del calcio si relaziona con le ragazze in modo molto
diverso.
Tante ragazze che arrivano in U17 ignorano che fare sport voglia dire rispettare
determinate regole di comportamento, ma tanta la loro volont che basta poco per
far girare il tutto nel migliore dei modi.
Forse tra qualche anno anche in Italia il calcio femminile avr il giusto riconoscimento
che merita come in tanti altri paesi, nel mentre godiamoci la professionalit e la
seriet che ci mettono le nostre atlete per competere in campo internazionale.

LALLENATORE, LALLENAMENTO, LA GARA.

Come organizza generalmente il lavoro da svolgere in un ritiro di tre, cinque o


pi giorni?
La maggior parte dei raduni si svolgono dal Luned mattina al Mercoled dopo pranzo
ed include quattro sedute dallenamento.
A volte cerchiamo di sfruttare anche il Luned mattina per lavorare in campo ma
questo comporta che le ragazze debbano presentarsi in ritiro la Domenica sera con
tutte le difficolt annesse per quelle che giocano nel pomeriggio.
Non che la situazione migliori quando le ragazze si presentano in ritiro il Luned
mattina dato che molte di loro partono allalba per raggiungere il luogo
dappuntamento.

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Anche per questo nellallenamento del Luned pomeriggio preferiamo lavorare sulla
tecnica di base e la tattica individuale, cercando di tenere basso il ritmo e
soffermandoci sui principi basilari legati al tempo e allo spazio, i parametri
fondamentali del calcio.
Al termine della seduta cincontriamo con la squadra per parlare degli aspetti tattici su
cui dobbiamo lavorare il giorno successivo e correggere insieme gli errori commessi
nelleventuale gara giocata nel raduno precedente.
Il Marted mattina lavoriamo sulla fase di non possesso palla, prima a reparti e poi
collettiva, dedicando maggior tempo al reparto difensivo ed al perfezionamento degli
automatismi fondamentali per lequilibrio del nostro gioco.
Il pomeriggio dedicato alla fase di possesso attraverso esercitazioni di 11>0,
situazioni dattacco con cross e tiro in porta e partita a tema in chiusura.
Prima di cena le ragazze sono in riunione con lo Staff Medico, sempre attento ad
aggiornare la loro cartella clinica e monitorare lo stato di forma.
I temi pi gettonati, neanche a dirlo, sono quelli inerenti il recupero post infortunio e
lalimentazione, temi nei quali regna la disinformazione totale.
Per concludere, il Mercoled mattina si gioca una partita amichevole 11>11 in famiglia
o con squadre locali.
Naturalmente durante stage cos brevi i carichi di lavoro fisico non vengono presi in
considerazione; riteniamo pi utile lavorare sulla velocit desecuzione e sul ritmo
gara, limitandoci a svolgere per lo specifico esercizi di coordinazione e rapidit.

Quali le principali difficolt che si riscontrano nel lavorare con un gruppo solo
saltuariamente?
Se una volta i famigerati tre giorni al mese di raduno potevano bastare per
preparare lattivit non ufficiale dellU17, oggi questo non pi possibile.
Il livello tecnico-tattico in campo internazionale cresce costantemente e le quatro
sedute dallallenamento mensili in Azzurro non bastano pi per preparare competizioni
ufficiali.
Per ovviare a queste problematiche molte Federazioni europee, la Francia in primis,
seguita da Svizzera ed Olanda, hanno sviluppato con le squadre U17 e U19 un
programma annuale di preparazione in cui i team vengono gestiti come un club
professionistico privato.
Lo stile college americano, cos viene comunemente chiamato, prevede che le
ragazze selezionate vivano tutta la settimana insieme in un centro tecnico; la mattina
si recano ognuna nella scuola prescelta ed il pomeriggio si allenano con lo Staff e
studiano con dei tutor messi a disposizione.
Il fine settimana ritornano a casa e ognuna gioca con la propria squadra di club.
Non so se, per cultura e mentalit, potrebbe essere utile anche in Italia sviluppare un
progetto del genere, fatto sta che i risultati sono il primo mezzo di pubblicit per far
conoscere uno sport che in molti paesi, tra cui il nostro, non ancora accettato.
Le ragazze francesi dellU19 nel 2004 hanno vinto i Campionati Europei di categoria e
ad oggi le squadre transalpine esprimono il miglior calcio del panorama femminile; la

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pallavolo italiana, che pratica nelle Nazionali giovanili questo metodo, lo ha dimostrato
con i grandi successi conseguiti in questi anni.

Come sono gestite, dal punto di vista preparatorio, le ultime ore che precedono
lincontro?
Una gara con la maglia Azzurra non mai uguale allaltra, un concentrato di
emozioni e tensioni irripetibili.
Impossibile non trovare le giuste motivazioni nel momento in cui, entrando in campo e
ascoltando linno di Mameli, capisci che stai rappresentando la tua Nazione.
Il rovescio della medaglia sta nella capacit di gestire la tensione e lo stress pre-gara
che rischia di annebbiare la mente e bloccare le gambe.
Per questo bisogna cercare di preparare la partita senza ulteriori pressioni, analizzare i
vari aspetti tattici e curare i particolari che fanno la differenza nel calcio moderno
come le palle inattive.
Quando si gioca una partita ufficiale gli orari della partenza ed arrivo allo stadio
vengono dettati dagli organizzatori e quindi inopinabili; da questi lo Staff Medico
costruisce il percorso alimentare davvicinamento alla gara, fondamentale per
rilasciare le energie al momento giusto e garantire una buona prestazione atletica.
Durante i gironi di qualificazione ai Campionati Europei si giocano tre gare in una
settimana, altamente dispendiose.
Fondamentali in questa fase risultano medico, fisioterapista e preparatore atletico che
lavorano ininterrottamente sulla fase di recupero.

Quando comunicata la formazione che scende in campo (ultimo allenamento,


durante i trasferimenti, prima della gara)?
La formazione viene comunicata il giorno della partita durante la riunione tecnica.
Il motivo che nel corso della riunione, oltre alla formazione, vengono rivisti insieme
tutti i compiti che ogni giocatrice dovr assolvere durante la gara.
Nulla viene lasciato al caso, dalla rimessa laterale agli schemi di calcio dangolo.
Come dico sempre alle ragazze: la differenza in una gara fatta dai particolari.
Serve da parte loro una grande concentrazione e capacit dadattamento ad ogni
singola situazione.
Giocare a calcio divertimento, vincere divertendosi il nostro primo obiettivo!

ENRICO SBARDELLA
CT Nazionale Calcio Femminile Under 17
Allenatore in Seconda Nazionale Calcio Femminile Under 19
Stagione 2007/2008

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RIVISTA ELETTRONICA DELLA CASA EDITRICE WWW.ALLENATORE.NET
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COORDINATORE TECNICO: LUCCHESI MASSIMO
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TECNICA

11

Guidare la palla:
errore - correzione.
A cura di PAOLO ZARZANA

Come e cosa osservare in un gesto tecnico per individuarne eventuali errori di


esecuzione e, conseguentemente, correggerlo con opportune e mirate
esercitazioni.

COME E COSA ANALIZZARE DEL GESTO TECNICO.

La guida della palla permette al giocatore

di spostarsi in qualsiasi zona o direzione del

campo di gioco.
Ci gli consente di avanzare e orientare il gioco verso lo spazio pi favorevole al
proseguimento dellazione.
La palla deve rimanere vicino al piede e quindi bisogna correre a passi corti e rapidi,
utilizzando tocchi morbidi e precisi per riuscire a condurre in maniera adeguata.
Se invece il campo aperto, la corsa deve essere effettuata a grandi falcate,
toccando la palla con maggior forza e allontanandola dal proprio corpo in relazione alla
velocit e alla presenza di avversari.
Le modalit attraverso le quali si pu condurre un pallone sono:
conduzione di collo-piede;
conduzione di interno-collo;
conduzione di esterno-piede.
In questa conduzione della sfera, gli aspetti fondamentali da tenere in considerazione
sono:

nel portare la palla, il busto leggermente inclinato in avanti, come se si volesse


difendere il pallone dallavversario;
il pallone deve essere toccato continuamente e, durante la corsa, deve stare in
linea con al gamba di appoggio;
lo sguardo deve essere periferico, cio non fisso sul palla;
il piede deve essere generalmente sciolto e va solo irrigidito nel momento della
trasmissione della sfera o per concludere in porta;
lanca e il bacino devono essere mobili e si devono adattare a movimenti
improvvisi.

GLI ERRORI CHE SI POSSONO COMMETTERE NELLEFFETTUARE IL


GESTO TECNICO.

Sguardo costantemente rivolto verso il basso


Errore molto frequente, in particolare nei pi piccoli.
Comporta un problema visivo e necessita di essere corretto costantemente.
Questo errore viene commesso perch lo sguardo rivolto al pallone assicura si
allallievo il controllo dello stesso, ma allo stesso tempo non gli consente la visione
periferica del campo di gioco e degli avversari.
Gli esercizi che proporremo per migliorare il gesto tecnico e correggere lerrore
saranno:
il traffico guidato;
la guida della palla in regime di differenziazione.

Pallone colpito con troppa forza


Questo errore, di errato dosaggio della forza, pu consentire la perdita del controllo
della palla.
Nella guida del pallone, non riuscire ad imprimere alla sfera la giusta forza comporta
unutilizzo inadeguato dellanalizzatore cinestetico.
Gli esercizi che proporremo per migliorare il gesto tecnico e correggere lerrore
saranno:
la conduzione - inseguimento a coppia;
la conduzione a meta con tocchi obbligati.

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ESERCITAZIONI.

Evitare lo sguardo rivolto verso il basso


Esercitazione N 1
Guida in regime di adattamento e trasformazione dei movimenti.
Quattro gruppi di giocatori, disposti a squadre opposte, devono guidare la palla, dal
capofila al capofila, attraversando obbligatoriamente il quadrato posto al centro dello
spazio di gioco (figura 1).

Fig. 1
Fig. 1

Allinterno del quadrato ogni giocatore deve adattare la conduzione, accelerandola,


rallentandola o trasformandola in stop e ripartenza, in relazione alla presenza, alla
velocit ed ai comportamenti degli altri giocatori partecipanti al gioco.

Esercitazione N 2
In questo esercizio lallievo guida la palla orientandosi nello spazio, prestando
attenzione ai diversi modi di utilizzo del piede.
Un gruppo di giocatori conduce palla in uno spazio, al cui interno sono posti dei birilli
con colore diverso.
Il numero dei birilli maggiore del numero dei giocatori.

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Ad ogni birillo si adotta uno stile di conduzione differente (figura 2).

Fig. 2
Fig. 2

Fig. 3
Fig. 3

Varianti:
con tiro, posizionando una porta fuori il quadrato (figura 3);
a tempo (chi effettua per primo il percorso?);
con numero dei birilli uguale o inferiore al numero degli allievi.

Evitare di colpire il pallone con troppa forza


Esercitazione N 1
Inseguimento a tocchi obbligatori (figura 4).

tre
tre

A
A

cinque
cinque

sei
sei

Fig. 4
Fig. 4

quattro
quattro

Quattro giocatori, in rappresentanza di altrettante squadre, devono condurre la palla


attorno ad un quadrato rispettando per ogni lato il numero di tocchi predeterminato
dall'allenatore.

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Esercitazione N 2
Conduzione a meta con tocchi obbligatori (figura 5).
Si formano quattro squadre dove un giocatore, in rappresentanza di ciascuna
formazione, deve condurre la palla in guida all'interno dell'area di meta.

A
A

quattro
quattro

Fig. 5
Fig. 5

L'allievo deve utilizzare un numero di tocchi palla prestabilito dall'allenatore che da il


via alla prova chiamando il numero di tocchi da utilizzare.
Dopo 5 minuti di guida libera si pu vincolare la conduzione anche ad altre modalit di
esecuzione.

PAOLO ZARZANA
Allenatore di Base
Allenatore Categoria Pulcini Scuola Calcio Modena F.c.
Stagione 2007/2008

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N.46 OTTOBRE 2007


RIVISTA ELETTRONICA DELLA CASA EDITRICE WWW.ALLENATORE.NET
REG. TRIBUNALE DI LUCCA N 785 DEL 15/07/03
DIRETTORE RESPONSABILE: FERRARI FABRIZIO
COORDINATORE TECNICO: LUCCHESI MASSIMO
SEDE VIA E.FRANCALANCI 418 55050 BOZZANO (LU)
TEL. 0584 976585 - FAX 0584 977273

INTERVISTA

12

Gestione del gruppo,


allenamento, gara, tattica: la
parola a Mister Giulio Mussini.
A cura di ROBERTO BONACINI

Come la conoscenza e il confronto tra tecnici pu creare valore aggiunto in termini


di aggiornamento e formazione professionale: lintervista a Giulio Mussini,
allenatore dellArcetana (Re), militante nel Campionato di Eccellenza.

LALLENATORE, IL GRUPPO.

Quali qualit deve avere un buon allenatore?


Secondo il mio punto di vista un buon allenatore deve avere un buon dialogo
costruttivo generale, rispettando tutti ed essendo rispettato da tutti.
Il capire poi rapidamente le situazioni, nello spogliatoio e sul campo, e una
preparazione a 360 gradi lo rendono completo.

Mister che tipo di rapporto cerca di instaurare con la squadra?


Cerco di avere molto dialogo con tutti relativamente ad ogni cosa, calcistica ed extracalcistica.

Ci sono regole di comportamento e di disciplina che devono essere rispettati dal


gruppo?
Certamente e posso fare alcuni esempi: rispetto degli orari, niente cellulari nello
spogliatoio in mia presenza, rispetto dei ruoli (societ, staff tecnico, giocatori).

LA PREPARAZIONE, LALLENAMENTO.

Preparazione. Quanto durata?


La preparazione precampionato durata circa un mese.

Preparazione. Quali gli obiettivi ricercati in questa preparazione iniziale


(ottenere risultati a breve termine con previsione di un secondo periodo
preparatorio, oppure risultati a medio lungo termine)?
Lobiettivo stato quello di essere gi pronti, ed in condizione, per la prima giornata di
Campionato.
I punti sono sempre importanti in ogni momento e pertanto diventa anche
estremamente redditizio cominciare a farli subito.
Una preparazione precampionato cos impostata ha tenuto anche conto, in sede di
programmazione e pianificazione del macrociclo annuale, del fatto di avere, durante il
torneo, una sosta natalizia abbastanza lunga dove poter riproporre lavori di una certa
consistenza.

Allenamento. Quanti allenamenti alla settimana?


La programmazione del microciclo settimanale prevede tre sedute: Marted, Mercoled
e Venerd.

Allenamento. Gli allenamenti sono svolti nel pomeriggio o alla sera?


Gli allenamenti vengono svolti alla sera; orario di inizio 19,30.

Allenamento. Mi descriva un attimo la settimana tipo di lavoro dal punto di vista


della preparazione fisica?
Solitamente il microciclo cos organizzato:
Marted: lavoro aerobico ed anaerobico intervallato da esercitazioni con palla;
Mercoled: forza, forza veloce, addominali, intermittenza;
Venerd: psicocinetica, psicotattica con palla, velocit, rapidit.

Allenamento. Come organizza e gestisce la preparazione tecnico-tattica della


squadra?
Premetto che la tattica viene da me utilizzata solo per lo stretto necessario, allo scopo
di dare una organizzazione di gioco alla squadra.

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Ritengo, infatti, che tra i dilettanti un suo utilizzo maniacale alla fine non paghi.
Tatticamente parlando comunque, da un punto di vista allenante, utilizzo molto
situazioni di 11>0, 11>4 e 6>4.
Anche le partite tattiche 11>11 vengono proposte spesso per provare e riprovare le
situazioni di gioco allenate, sia i fase offensiva che difensiva.

LA GARA, LA TATTICA DI BASE.

Gara. Come sono gestite, dal punto di vista preparatorio, le ultime ore che
precedono lincontro?
Generalmente ci si ritrova al campo 1 ora e 45 minuti prima dellinizio della partita.
Da questo momento in poi la concentrazione deve essere riservata solo alla gara,
specialmente allinterno dello spogliatoio dove oltre ai giocatori siamo presenti solo io
ed il massaggiatore.
E in questa occasione che comunico anche la formazione che scender in campo.

Tattica. Quale modulo adottate solitamente?


Il modulo che utilizzo prevede sempre una difesa a quattro; generalmente adotto il 44-2 o il 4-3-1-2.

Palle inattive. Quale importanza preparativa durante gli allenamenti?


Tanta importanza; compatibilmente con il tempo a disposizione cerco di esercitarle
durante tutto larco della settimana.

GIULIO MUSSINI
Allenatore Arcetana (RE) Campionato di Eccellenza
Stagione 2007/2008

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INTERVISTA

13

Gestione del gruppo,


allenamento, gara, tattica: la
parola a Mister Francesco Salmi.
A cura di ROBERTO BONACINI

Come la conoscenza e il confronto tra tecnici pu creare valore aggiunto in termini


di aggiornamento e formazione professionale: lintervista a Francesco Salmi,
allenatore della Scandianese (Re), militante nel Campionato di Eccellenza.
LALLENATORE, IL GRUPPO.

Mister quali qualit deve avere un buon allenatore?


Credo che nel corso di questi ultimi anni il lavoro di allenatore sia molto cambiato.
Oggi importantissimo essere sempre aggiornati sugli sviluppi tattici e tecnici del
gioco e sul lavoro di preparazione atletica che in continua evoluzione.
Sono altrettanto convinto che occorra essere inoltre molto attenti ai rapporti con
dirigenti, giocatori e collaboratori; il rapporto deve essere chiaro, sincero e gli
obbiettivi devono essere comuni.
Fare l'allenatore al giorno doggi non solo lavoro sul campo ma un impegno
costante su diversi fronti.
Io apprezzo molto il sistema inglese dove l'allenatore un manager ma, per quanto mi
riguarda, vorrei stare in campo e lavorare con i ragazzi per molto pi tempo: provare
e riprovare costantemente.

Che tipo di rapporto cerca di instaurare con la squadra?


Un rapporto molto chiaro, al campo si viene per lavorare e lavorare duramente, ma
anche un rapporto di grande coinvolgimento negli obiettivi e nel progetto.

Ci sono regole di comportamento e di disciplina che devono essere rispettati dal


gruppo?
Eccome!
All'inizio della stagione sono abituato a consegnare ai giocatori e alla societ le regole
di comportamento che devono essere rispettate dai giocatori, i quali devono essere a
loro volta messi nelle condizioni di lavorare al meglio delle loro possibilit.

Quali gli obiettivi ricercati in questa stagione?


L'obiettivo della societ, dell'allenatore, dei giocatori e di tutti i componenti lo staff
quello di disputare un campionato importante giocando soprattutto un buon calcio,
dando un seguito alle fatiche dello scorso anno in cui abbiamo cercato di lavorare
molto in prospettiva.
L'obiettivo quindi lavorare per migliorarci, senza troppa preoccupazione per il
risultato, che chiaramente importante, ma non prioritario rispetto alle prestazioni
dalla squadra.

LA PREPARAZIONE, LALLENAMENTO.

Preparazione. Quanto durata?


In questa stagione abbiamo iniziato il giorno 1 agosto con un primo periodo di lavoro
in sede (prima settimana) e un secondo in ritiro per avere la possibilit del doppio
allenamento giornaliero.

Allenamento. Quanti allenamenti alla settimana?


Nella settimana "tipo" la squadra svolge quattro allenamenti: Marted, Mercoled,
Gioved e Venerd.

Allenamento. Gli allenamenti sono svolti nel pomeriggio o alla sera?


L'orario d'inizio stabilito alle ore 17,30.

Allenamento. Mi descriva un attimo la settimana tipo di lavoro dal punto di vista


della preparazione fisica?
Il lavoro generalmente cos organizzato:
il Marted la squadra inizia con una ripresa organica tenendo conto delle condizioni
generali, comunque con lavori aerobici;

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il Mercoledi si lavora sulla forza;


il Gioved sulla velocit;
il Venerd sulla rapidit.

Allenamento. Come organizza e gestisce la preparazione tecnico-tattica della


squadra?
Per quanto riguarda lallenamento tecnico-tattico in ogni allenamento sono abituato a
proporre sedute con lavoro per reparto o comunque a lavorare sempre in condizioni
simili alla partita.

LA GARA, LA TATTICA DI BASE.

Gara. Come sono gestite, dal punto di vista preparatorio, le ultime ore che
precedono lincontro?
All'approssimarsi della partita sono abituato a parlare poco della squadra avversaria e
comunque solo su alcuni dettagli nel corso dell'ultimo allenamento.
La domenica ci si ritrova per il pranzo, poi riunione tecnica; successivamente i ragazzi
restano liberi per circa un'oretta.
Infine al campo per la partita: riscaldamento e ultime verifiche per quanto riguarda le
posizioni sulle palle inattive.

Gara. Quando comunicata la formazione che scende in campo (ultimo


allenamento, durante i trasferimenti, prima della gara etc.)?
Sono abituato a comunicare la formazione durante la riunione tecnica prima della
partita e subito dopo il pranzo.

Tattica. Quale modulo adottate solitamente?


La squadra deve essere pronta a cambiare atteggiamento tattico durante la partita,
comunque giochiamo sempre con tre attaccanti, quindi spesso con il modulo 4-3-3.

Tattica. Quali secondo lei i vantaggi di questo modulo?


Ci sono vantaggi e svantaggi, nessun modulo facile; contano i giocatori, le loro
qualit, la loro volont di applicarsi e chiaramente le loro caratteristiche.
Ritornando alla domanda credo comunque che il 4-3-3 sia un sistema di gioco che ti
permette di essere offensivo mantenendo comunque gli equilibri in campo.

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Tattica. Presenta svantaggi questo modulo? Come limitarli?


Gli svantaggi ci sono sempre e comunque, come ho gi detto, ed pertanto
determinante, per limitarli, la continua applicazione.

Palle inattive. Quale importanza preparativa durante gli allenamenti?


Le palle inattive sono fondamentali ed quindi molto importante dedicargli il giusto
tempo; il problema principale tenere sempre alta la concentrazione di tutti quando si
provano, soprattutto se l'allenamento serale!

FRANCESCO SALMI
Allenatore Scandiano (RE) Campionato di Eccellenza
Stagione 2007/2008

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ESERCITAZIONI

14

Allenare la situazione di 2>1.


A cura di FRANCESCO MACRI CACICIA MANUELE

La progressione didattica per allenare il 2>1, elemento base da cui


partire per poi strutturare nel tempo il gioco di squadra.

PREMESSA.

Il seguente articolo stato tratto dal libro: Principi, metodologia ed esercitazioni per
allenare la Categoria Pulcini, scritto da Macri Francesco e da Cacicia Manuele ed edito
da www.allenatore.net.
Buona lettura.

LA SITUAZIONE 2>1.

La situazione 2>1 rappresenta lelemento base da cui partire per poi strutturare nel
tempo il gioco di squadra.
Rispetto all1>1 una situazione di maggior complessit in quanto andranno ad
aumentare gli elementi da valutare allinterno della stessa.
Elementi da valutare nell1>1:
io, la palla;
lavversario.
Elementi da valutare nel 2>1:
io, la palla;
lavversario;
il compagno.

Dal punto di vista tattico tale situazione facilita lo sviluppo di due elementi di tattica
individuale:
il passaggio;
lo smarcamento.
Il passaggio
La trasmissione della palla rappresenta lelemento che mette in relazione due giocatori
che comunicano tra di loro per la realizzazione degli obiettivi; la comunicazione pu
essere verbale e non verbale mediante movimenti nello spazio.
Due sono le tipologie di passaggio:
passaggio a uomo;
passaggio a zona.
Nel passaggio a uomo il giocatore ricevente non effettua alcun movimento nello
spazio comunicando al compagno in possesso di palla lintenzione di ricevere la palla
sul posto.
Nel passaggio a zona, invece, il giocatore ricevente opera un movimento nello
spazio comunicando cos al compagno in possesso di palla lintenzione di ricevere la
palla sulla corsa in modo tale da poterla raggiungere facilmente.
Un buon passaggio per essere tale dovr essere preciso, tempestivo ed efettuato
con la giusta forza.
Lo smarcamento
Lo smarcamento rappresenta latto di svincolarsi dal controllo diretto dellavversario e
di disporsi in posizione e condizione idonea per ricevere il passaggio.
Il saper trasmettere la palla, e il sapersi muovere nello spazio, sono capacit
strettamente correlate e funzionali luna allaltra nellottica dello sviluppo di una azione
di attacco.
In questa situazione di gioco i ragazzi vengono stimolati a risolvere problematiche
diverse a seconda che siano o meno in possesso di palla.
Scelte del giocatore in possesso palla
1.

quando calciare la palla (scelta dei tempi giusti);

2.

dove calciare la palla (a uomo a zona);

3.

come calciare la palla (scelta della traiettoria pi efficace per la realizzazione


dellobiettivo).

Scelte del giocatore senza palla


1.

quando smarcarsi;

2.

dove smarcarsi;

3.

come smarcarsi.

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Dal punto di vista motorio le capacit coordinative maggiormente sollecitate sono: la


capacit spazio-temporale, la capacit di orientamento spaziale e la capacit di
differenziazione; il saper valutare con che traiettoria e velocit arriva la palla e il saper
leggere il movimento del compagno nello spazio, e di conseguenza trasmettere la
palla nel punto giusto, nel momento giusto e con la forza giusta, rappresentano
capacit indispensabili per lo sviluppo di queste abilit tattiche, fondamentali per il
successivo sviluppo del gioco di squadra.

LA PROGRESSIONE DIDATTICA DEL 2>1.

Le situazioni di 2>1 vanno finalizzate agli obiettivi operativi, sar quindi da valutare,
oltre alla posizione del difensore, anche lo scopo della situazione.
La nostra progressione prevede esercitazioni di 2>1 con:

difendente limitato;

difendente nello spazio;

difendente ad handicap.

Le esercitazioni hanno come fine:

la conquista di spazio in avanti;

il tiro in porta;

il possesso palla.

Esercitazioni situazionali finalizzate alla conquista di spazio in avanti


DIFENDENTE LIMITATO
Nel cerchio
Gli attaccanti partono in guida della palla cercando di superare, in uno spazio
delimitato, un difendente posto allinterno di un cerchio per conquistare la linea di
meta posta alle spalle del difendente (figura 69).

Fig. N69
Fig. N69

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VARIANTI: il difendente pu uscire dal cerchio mantenendo almeno una parte del
corpo allinterno dello stesso.
Sulla linea
Gli attaccanti cercano di superare il difendente posto su una linea (linea che unisce
due coni distanti 10 mt), ed attivo solo sulla stessa (figura 70).

Fig. N70
Fig. N70

Progressione:

difendente seduto;

difendente in ginocchio;

difendente in piedi.

DIFENDENTE NELLO SPAZIO AMPIO


Doppio 2>1 a meta
Gioco a settori.
Allinterno di due rettangoli di 25x20 mt adiacenti stazionano due attaccanti e un
difendente.
Obiettivo degli attaccanti quello di superare il difendente per andare a meta.

Fig. N71
Fig. N71

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Il difendente qualora riuscisse ad intercettare palla dovr servire i due suoi compagni,
posti nellaltro settore, che daranno vita ad un altro 2>1 a meta (figura 71).
Chiamo il colore
Allesterno di un quadrato di 20x20 mt sono posti quattro difendenti, uno per lato, ad
ognuno dei quali viene assegnato un colore.

giallo
giallo
M
M

Fig. N72
Fig. N72

Gli attaccanti partono in guida della palla finalizzata alla conquista della linea di meta
contrastati dal difendente corrispondente al colore chiamato dallallenatore (figura 72).
DIFENDENTE NELLO SPAZIO STRETTO
Nei settori
Gli attaccanti in possesso di palla cercano di superare due difendenti, ognuno dei quali
posto allinterno di un settore di 7x9 mt, per far giungere palla a uno dei due
compagni posti alle spalle dellultimo difendente, i quali, una volta ricevuto il pallone,
eseguono lesercitazione nel senso opposto.

Fig. N73
Fig. N73

Un punto ad ogni attraversamento corretto (figura 73).

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VARIANTE: gioco a confronto tra due squadre a chi riesce a completare per primo un
certo numero di attraversamenti.
Nel quadrato
Allinterno di un quadrato di 10x10 mt stazionano un attaccante ed un difendente.

Fig. N74
Fig. N74

Un secondo attaccante, posto esternamente, trasmette palla al compagno per poi


entrare allinterno dello spazio e creare una situazione di 2>1 con lobiettivo di
raggiungere una linea di meta posta allesterno del quadrato (figura 74).
DIFENDENTE AD HANDICAP
Esercizio n1
Gli attaccanti cercano di conquistare una linea di meta dopo aver ricevuto palla da un
difendente che diventa attivo solo dopo aver eseguito una breve esercitazione
coordinativa (figura 75).

Fig. N75
Fig. N75

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Il gatto e i topi
Il difendente, seduto a terra, rappresenta il topo e diventa attivo solo dopo che i due
attaccanti (gatti), posti davanti a lui, effettuano un incrocio, passando dietro al
difendente, per raggiungere una palla posta a 3 metri dallo stesso e poi conquistare
una linea di meta posta a 15 metri dal difendente (figura 76).

Fig. N76
Fig. N76

Articolo tratto dal libro:


Principi, metodologia ed esercitazioni per allenare la Categoria Pulcini
Autori: Francesco Macri Manuele Cacicia
Editore: www.allenatore.net

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articolo

N.46 OTTOBRE 2007


RIVISTA ELETTRONICA DELLA CASA EDITRICE WWW.ALLENATORE.NET
REG. TRIBUNALE DI LUCCA N 785 DEL 15/07/03
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COORDINATORE TECNICO: LUCCHESI MASSIMO
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SETTORE GIOVANILE

15

Categoria Esordienti: il mesociclo


di Ottobre della Scuola Calcio
Specializzata A.s. Saurorispescia.
A cura di MAURIZIO BRUNI

Le unit di lavoro utilizzate dalla A.s. Saurorispescia (Gr) per la Categoria


Esordienti.

LE LINEE GUIDA DI LAVORO DEL PRECEDENTE MESOCICLO DI


SETTEMBRE.

Sapere
Tutte le regole del regolamento del gioco.
Come occorre alimentarsi prima di un allenamento.
Saper essere
Rispettare gli avversari.
Rispettare larbitro.
Saper fare motorio
Organizzazione spaziale.
Ginnastica segmentaria.
Ginnastica respiratoria.
Saper fare tecnico - Attaccare
Trasmettere la palla e rendersi utili.

Essere precisi nei passaggi dinterno piede.


Dare sostegno al portatore di palla.
Saper fare tecnico - Difendere
Marcare lavversario.
Saper fare in collaborazione
Tenere le posizioni in campo.
Saper fare tecnico con gli altri Attaccare
Smarcamento.
Creazione di spazio.
Dai e vai.
Dai e cambia.
3>3.
4>4.
Attacco contro difesa con tiro.
Dare sostegno al portatore di palla.
Saper fare tecnico con gli altri Difendere
Anticipo e copertura.
Difesa della porta in superiorit numerica (1>2).

LA LINEE GUIDA DI LAVORO DEL PRESENTE MESOCICLO DI


OTTOBRE.

Sapere
Le regole principali del gruppo.
Tutte le regole del regolamento del gioco.
Perch occorre allenarsi.
Saper essere
Essere attivi durante gli allenamenti.
Essere motivati nel voler migliorarsi.
Saper fare motorio
Capacit coordinative e Propriocettivit.

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Acrobatica.
Valutazione delle traiettorie.
Saper fare tecnico - Attaccare
Passare sui piedi del compagno.
Calciare di collo con entrambi i piedi.
Ricevuta la palla metterla a terra per giocarla.
Saper fare tecnico - Difendere
Marcare lavversario.
Saper fare in collaborazione
Tenere le posizioni in campo.
Saper fare tecnico con gli altri Attaccare
Situazione 2>1.
Situazione palla inattiva.
Dettare il passaggio (il giocatore senza palla).
Passaggi in profondit.
Saper fare tecnico con gli altri Difendere
Situazione palla inattiva.
Difesa della porta in inferiorit numerica (2>1).
Temporeggiamento.

IL MESOCICLO DI ALLENAMENTO DI OTTOBRE.

Lezione N 1: Luned
Riscaldamento
Corsa lenta sulle punte; corsa ginocchia alte; corsa balzata; corsa laterale; corsa
indietro; corsa incrociata.
Palla a mano a tre squadre di tre colori; ogni cinque passaggi un punto.
Conduzione della palla in uno spazio ridotto di 20x20 metri; al segnale: palleggio,
campana, finte, palla in alto e stop.

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Tecnica a coppie e a tre


A coppie, poste tra loro a 4 metri di distanza, passaggio della palla dinterno piede.
In tre, posizionati a forma di triangolo, passaggio della palla dinterno piede, prima
senza movimento e poi muovendosi dopo ogni passaggio.
In tre si effettua la treccia su met campo.
Tiri in porta con sovrapposizione
Tiro in porta con sovrapposizione (figura 1).

1
1
3

4
4

5
5

Fig. 1
Fig. 1

Tiro in porta con difensore 1>1 (figura 2).

Fig. 2
Fig. 2

Gioco finale
Partita 6>6; torneo interno.

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Lezione N 2: Gioved
Riscaldamento
Corsa lenta sulle punte; corsa ginocchia alte; corsa balzata; corsa laterale; corsa
indietro; corsa incrociata.
Palleggio singolo; al segnale palla in alto passando poi sotto al rimbalzo; palla in alto e
dopo il rimbalzo colpo di testa; palla in alto e successivo stop con la suola.
Conduzione della palla in uno spazio ridotto di 20x20 metri; al segnale: palleggio,
campana, doppio passo, finta di corpo, zinedine zidane.
Tecnica a coppie e a tre
A coppie, poste tra loro a 4 metri di distanza, passaggio della palla dinterno piede.
In tre, disposti a forma di triangolo, passaggio della palla dinterno piede, prima senza
movimento e poi muovendosi dopo ogni passaggio.
In tre si effettua la treccia su met campo.
Tiri in porta
Tiro in porta con sovrapposizione (figura 1 precedente).
Tiro in porta con difensore 1>1 (figura 2 precedente).
Gioco finale
Partita 6>6; torneo interno.

Lezione N 3: Luned
Riscaldamento
Corsa lenta sulle punte; corsa ginocchia alte; corsa balzata; corsa laterale; corsa
indietro; corsa incrociata.
Palleggio singolo; al segnale palla in alto passando poi sotto al rimbalzo; palla in alto e
dopo il rimbalzo colpo di testa; palla in alto e stop con la suola.
Slalom, tra piccoli, coni dinterno ed esterno piede.
Tecnica a coppie e a tre
A coppie, poste tra loro a 4 metri di distanza, passaggi della palla dinterno piede.
Tecnica individuale e a gruppo
In quattro giocatori nel quadrato; tre si passano la palla mentre il quarto accenna il
pressing; movimento dei giocatori che devono ricevere il passaggio.

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Tattica
Movimento in campo schierati a 9.
Tiri in porta
Tiro in porta con appoggio dietro (figura 3).

1
2

Fig. 3
Fig. 3

Tiro in porta con ostacoli da evitare (figura 4).

Fig. 4
Fig. 4

Gioco finale
Partita.

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Lezione N 4: Gioved
Riscaldamento
Corsa lenta sulle punte; corsa ginocchia alte; corsa balzata; corsa laterale; corsa
indietro; corsa incrociata.
Slalom con la palla tra coni, dinterno ed esterno piede, + quattro piccoli ostacoli +
quattro paletti a terra; ogni esercizio termina con un tiro di precisione indirizzato in
una zona a 5 metri di distanza (figura 5).

Si calcia per passaggio preciso e poi skipper tra ostacoli


Si calcia per passaggio preciso e poi skipper tra ostacoli

Si calcia per passaggio preciso e poi corsa laterale tra i paletti a terra
Si calcia per passaggio preciso e poi corsa laterale tra i paletti a terra

Fig. 5
Fig. 5

Tecnica individuale o a gruppo


In quattro giocatori nel quadrato; tre si passano la palla mentre il quarto accenna il
pressing; movimento dei giocatori che devono ricevere il passaggio.
Tattica
Movimento in campo schierati a 9.
Tiri in porta
Tiro in porta con appoggio dietro (figura 4 precedente).
Tiro in porta con ostacoli da evitare (figura 5 precedente).

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Gioco finale
Partita.

Lezione N 5: Luned
Riscaldamento
Corsa lenta sulle punte; corsa ginocchia alte; corsa balzata; corsa laterale; corsa
indietro; corsa incrociata.
Palla a mano; ogni cinque passaggi un punto.
Piccoli ostacoli per skipper alto; dalla posizione di partenza il pallone viene calciato
lateralmente in modo di riprenderlo per il successivo tiro di precisione (figura 6).

Si calcia per passaggio preciso e poi skipper tra ostacoli


Si calcia per passaggio preciso e poi skipper tra ostacoli

Fig. 6
Fig. 6

Tecnica individuale o a gruppo


In quattro giocatori nel quadrato; tre si passano la palla mentre il quarto accenna il
pressing; movimento dei giocatori che devono ricevere il passaggio.
Tattica
Movimenti in campo a 9.

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Tiri in porta
Tiro in porta su tre file (figura 7).

Tiro solo piede sx


Tiro solo piede sx

Tiro piede a piacere


Tiro piede a piacereTiro solo piede dx
Tiro solo piede dx

Fig. 7
Fig. 7

Lezione N 6 - Gioved
Riscaldamento
Palla a mano; ogni cinque passaggi un punto; dopo aver giocato con le mani lesercizio
con il passaggio dinterno piede.
Piccoli ostacoli per skipper alto; dalla posizione di partenza il pallone viene calciato
lateralmente in modo di riprenderlo per un successivo tiro di precisione (figura 8).
Salto gambe unite nei cerchi poi scatto (figura 8).
Slalom tra paletti poi scatto (figura 8).

DIVISI IN DUE SQUADRE


DIVISI IN DUE SQUADRE

Salto gambe unite nei cerchi poi scatto


Salto gambe unite nei cerchi poi scatto

Slalom tra paletti poi scatto


Slalom tra paletti poi scatto

Fig. 8
Fig. 8

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Tecnica individuale o a gruppo


In quattro giocatori nel quadrato; tre si passano la palla mentre il quarto accenna il
pressing; movimento dei giocatori che devono ricevere il passaggio.
Tattica
Movimenti in campo a 9.
Tiri in porta
Tiro in porta con cambio gioco (figura 9).

2
4

Fig. 9
Fig. 9

Tiro in porta 2>1 (figura 10).

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Fig. 10
Fig. 10

10

Gioco finale
Partita a tre tocchi.

Lezione N 7 - Luned
Riscaldamento
Palla mano a tre squadre di tre colori diversi; ogni cinque passaggi un punto.
Staffetta, navetta, cambi di direzione (figura 11).

Staffetta
Staffetta

Navetta
Navetta

Cambi di direzione
Cambi di direzione

Fig. 11
Fig. 11

Tecnica a coppie e a tre


A coppie, poste tra loro ad una distanza di 4 metri, passaggio della palla dinterno
piede.
In tre, posizionati a forma di triangolo, passaggio della palla dinterno piede; prima
senza movimento e poi muovendosi dopo ogni passaggio.
In tre si effettua la treccia su met campo.
Tiri in porta
Tiro in porta con sovrapposizione (figura 1 precedente).
Tiro in porta con difensore 1>1 (figura 2 precedente).
Gioco finale
Partita 6>6; torneo interno.

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11

LA PROGRAMMAZIONE
MOVEMBRE.

GUIDA

Sapere
Tutte le regole del regolamento del gioco.
Principi di gioco: di difesa e di attacco.
Saper essere
Saper vivere la vittoria.
Accettare la sconfitta.
Saper fare motorio
Autocontrollo.
Capacit coordinative.
Valutazione delle traiettorie.
Resistenza.
Mobilit articolare.
Saper fare tecnico - Attaccare
Il passaggio in profondit.
Colpire la palla di controbalzo.
Saper fare tecnico - Difendere
Marcare lavversario.
Saper fare in collaborazione
Tenere le posizioni in campo.
Saper fare tecnico con gli altri Attaccare
4>4 attacco contro difesa con tiro finale.
Situazione 1>1.
Gioco senza palla.
Dai e vai.
Dai e cambia.

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12

DEL

PROSSIMO

MESE

DI

Saper fare tecnico con gli altri Difendere


Anticipo e passaggio in zona libera.
Situazione palla inattiva.

MAURIZIO BRUNI
Allenatore Esordienti 95
Scuola Calcio Specializzata A.s. Saurorispescia (Gr)
Stagione 2007/2008

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13

articolo

N.46 OTTOBRE 2007


RIVISTA ELETTRONICA DELLA CASA EDITRICE WWW.ALLENATORE.NET
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IL NUMERO UNO

16

Il gesto tecnico della parata a


terra, finalizzato allattacco palla
in diagonale, per i portieri della
Categoria Giovanissimi.
A cura di VALERIO VALPREDA

Come impostare linsegnamento di unimportante gesto tecnico,


tenendo sempre in considerazione let dei ragazzi al quale rivolto.

INTRODUZIONE.

Viene

riportato in questo articolo quanto da me trattato, riguardo al gesto tecnico


della parata a terra, finalizzata allattacco della palla in diagonale, in occasione di uno
stage al quale ho presenziato in veste di relatore.
Il seminario era indirizzato, in particolar modo, ai tecnici ed ai preparatori della
Categoria Giovanissimi.
A seguire, in queste pagine, quanto esposto relativamente agli obiettivi tecnici, tattici,
fisici e psicologici del gesto in oggetto.
La parte finale dellarticolo si chiude e completa con una proposta pratica di una
seduta di allenamento.

OBIETTIVI TECNICI.

Il gesto tecnico analizzato di estrema semplicit, ma altres delicato e complesso


se si tiene conto dellet dei portieri, della loro struttura fisica e delle difficolt di
approccio, per i giovani N 1, a nuovi esercizi che, con determinate priorit tecniche
di movimento, possono presentarsi, in un primo momento, come gesti poco naturali.

In tale contesto, con opportune esercitazioni semplici per la presa della palla su
intervento a terra, accorciando la diagonale dattacco incontro alla traiettoria,
cureremo in particolar modo la corretta postura di partenza del portiere, il ritorno in
piedi con la massima flessibilit, e lo slancio, verso la palla, del braccio esterno con
copertura rasoterra (a scavare).
A completamento, con lo stesso criterio tecnico, aggiungeremo il doppio intervento in
volo e la parata in contromovimento.

OBIETTIVI TATTICI.

Lobiettivo tattico che ci poniamo sicuramente quello di arrivare negli interventi a


terra il prima possibile, sia anticipando lavversario e/o un eventuale rimbalzo sul
terreno della palla, sia, soprattutto, accorciando la diagonale sulla traiettoria di tiro
per renderla meno angolata possibile.
Sfrutteremo sicuramente, con il corretto slancio delle braccia, una maggiore spinta
laterale, aggiungendo forza a quella gi fornita della battuta laterale dei piedi e quindi
dagli arti inferiori.

OBIETTIVI FISICI.

Lavorando specificatamente sul gesto tecnico, considerando che lesecuzione viene


svolta in successione rapida tra un intervento e laltro, andremo a stimolare anche, e
soprattutto, la forza muscolare degli arti inferiori nonch lelasticit degli arti superiori
e del busto.
Particolare rilevanza, da un punto di vista fisico, avr limpatto con il terreno, e
pertanto dovr essere ben curata la caduta che deve essere effettuata in maniera
corretta al fine di evitare quei traumi che, nel corso di una stagione, potrebbero
creare problemi allatleta.

OBIETTIVI PSICOLOGICI.

Fondamentale sar la sfera psicologica del giovane portiere che, effettuando ed


assimilando determinati movimenti, ritrover come per magia la possibilit di
effettuare la parata corretta su qualsiasi pallone e traiettoria, scoprendo come
determinate situazioni tecniche possono diventare importanti e fondamentali ai fini del
ruolo di portiere.
In conseguenza di ci aumenter lautostima e la massima fiducia in se stesso, qualit
fondamentali per proseguire un lavoro di preparazione importante.

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CONSIDERAZIONI GENERALI.

Non sempre, nellallenare un determinato gesto tecnico, esistono le migliori condizioni


per svolgere il lavoro in maniera positiva ed efficace.
Possiamo per esempio trovarci di fronte a campi troppo duri e secchi, che vanno a
sensibilizzare negativamente limpatto fisico con il terreno, oppure a campi troppo
fangosi, che non permettono un corretto movimento del portiere.
Insomma possiamo avere determinate situazioni nelle quali troviamo molte difficolt
nel far allenare il nostro numero uno con appropriati movimenti.
Tutto questo a scapito del raggiungimento dellobiettivo tecnico prefissato, con il
rischio di far effettuare lavori quantitativamente eccessivi, che alla lunga
modificherebbero appunto i giusti movimenti dellestremo difensore.
Ogni realt, pertanto, per quanto riguarda strutture sportive
meteorologiche particolari, va assolutamente tenuta in considerazione.

condizioni

A tal riguardo consiglio comunque ai colleghi preparatori di non drammatizzare e di


cercare di adattarsi, nel miglior modo possibile, ad ogni circostanzanei peggiori dei
casi, dedicheranno tutta la loro passione e professionalit ad un obiettivo principale:
divertirsi con i propri allievi, lavorando con seriet, per accrescere le qualit di
ognuno di loro senza distinzione.

LA SEDUTA DI ALLENAMENTO.

Svolgimento dettagliato della seduta di allenamento


Composizione degli argomenti
Riscaldamento, mobilitazione generale, stretching.
Esercizi di flessibilit del busto con il pallone.
Esercizi sulla tecnica prensile.
Esercizi di tecnica della parata a terra e in volo.
Percorso finalizzato allattacco palla in parata a terra.
Percorso finalizzato alla tecnica della parata a terra con attacco in diagonale e
contromovimento in velocit.
Trasformazione in porta con doppia parata in contromovimento da terra su palla
rasoterra e in volo con diagonale dattacco.
Stretching a terra, scarico colonna.

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Tempi e dettaglio delle esercitazioni


10 Andatura leggera, con esercizi di mobilitazione generale su arti superiori e inferiori
per riscaldamento.
05 A terra, sulle stuoie, esercizi di stretching completo.
10 In piedi sul posto, esercizi di flessibilit del busto con il pallone.
10 In porta, esercizi sulla tecnica prensile individuale, con parate centrali su
conclusioni varie da breve e media distanza.
10 In porta, con partenza centrale e corretta postura, serie di parate a terra e in
appoggio a mezzo volo, alternate dx e sx, attaccando in diagonale anteriormente due
cinesini posizionati a terra a circa un metro dalla linea di porta.
15 Percorso formato da sei palloni, fermi a terra in posizione alternata tra loro,
suddivisi da un nastro altezza fianchi; esecuzione continua di parate a terra alternate
dx e sx ritornando, dopo ogni intervento, alla corretta postura di partenza; finalizzare
il gesto tecnico con marcato slancio del braccio esterno e mano che scava vicino al
terreno fino ad incontrare la palla; ritorno rapido in posizione di partenza per
successivo attacco alla palla dal lato opposto al nastro.
15 In porta, percorso frontale con sette palloni disposti a terra a piramide, avente
come vertice il dischetto del rigore; due portieri partono dal centro, dove
posizionato un ostacolo basso, e con tira e molla si alternano a parate a terra sullo
stesso lato, ritornando a saltare lostacolo ad ogni ripartenza; si gareggia (tra loro)
per la conquista del settimo ed ultimo pallone.
15 In porta, partendo dal centro, il portiere con palla in mano, esegue un appoggio
laterale a terra, servendo con un passaggio il Mister al limite dellarea piccola; si rialza
velocemente per parata a terra in presa verso il lato opposto e, immediatamente,
reagisce per parare in volo una seconda palla diretta allangolo alto della porta sullo
stesso lato.
05 A terra, sulle stuoie, esercizi di stretching completo e di scarico della colonna
vertebrale.
Tempo effettivo di lavoro 95 + recupero.

Materiale necessario per le esercitazioni


Palloni, stuoie, n 2 paletti, nastro, n 3 cinesini.

VALERIO VALPREDA
Responsabile Scuola Calcio Modena F.c.
Preparatore Portieri Scuola Calcio Modena F.c.
Preparatore Portieri Reggiana Calcio Femminile - Camp. Naz. Serie A
Stagione 2007/2008

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DIRETTORE RESPONSABILE: FERRARI FABRIZIO
COORDINATORE TECNICO: LUCCHESI MASSIMO
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PREPARAZIONE

17

Categoria Berretti: il mesociclo di


lavoro della U.s. Pro Vercelli.
A cura di GIAN LUCA ROSSO

Il programma di lavoro svolto e testato nella Categoria Berretti della U.s.


Pro Vercelli.

IL MESOCICLO DI LAVORO: MICROCICLO N 1.

Luned Pomeriggio
Riscaldamento con palla.
Stretching.
Lavori di rapidit senza palla.
Lavori di rapidit con palla.
Partitella.

Marted Pomeriggio
Riscaldamento con palla a terne.
Stretching.
Lavoro di Fartlek: 8 + 8 con variazione di ritmo ogni 30, recupero 4 tra le serie.
Lavoro di possesso palla.
Partitella a tre squadre.
Partita su campo ridotto.

Mercoled Pomeriggio
Riscaldamento con palla.
Stretching.
Lavoro di forza: 2 di lavoro - 1,30 di recupero.
Ostacolo alto x 4, cambi di direzione, ostacolo superamento ad un arto, andate e
ritorno, frenate.
Lavoro di trasformazione con lavori di rapidit.
Partitella.

Gioved Pomeriggio
Riscaldamento con palla.
Riscaldamento a secco.
Stretching.
Lavoro di rapidit con andature preatletiche.
Partitella contro la prima squadra.
Partitella su campo ridotto 8>8 con porte piccole.

Sabato Pomeriggio
PARTITA DI CAMPIONATO.

IL MESOCICLO DI LAVORO: MICROCICLO N 2.

Luned Pomeriggio
Riscaldamento con palla.
Stretching.
Lavoro di defaticamento.
5 x 3 corsa blanda.
Lavori tecnico-tattici.
Partita.

Marted Pomeriggio
Riscaldamento con palla a terne.

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Stretching.
Lavoro di defaticamento.
4 x 3 corsa blanda.
Defaticamento e allungamento muscolare a terra.
Palle inattive.
Partitella.

Mercoled Pomeriggio
Riscaldamento con palla.
Stretching.
Lavoro di rapidit.
Lettera V 3 x 3.
Rapidit con andature preatletiche.
Andate e ritorno sugli 8 metri.
Partitella.
Palle inattive.

Gioved Pomeriggio.
Riscaldamento pre-gara.
Stretching.
Partita con la prima squadra di due tempi.

Sabato Pomeriggio
PARTITA DI CAMPIONATO.

IL MESOCICLO DI LAVORO: MICROCICLO N 3.

Luned Pomeriggio
Riscaldamento con palla.
Stretching.
Lavoro di resistenza alla velocit.
Fartlek: 10+2, 1 lento - 1 veloce, recupero 3 tra le serie.
Lavori tecnico-tattici.
Partita.

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Mercoled Pomeriggio
Riscaldamento con palla.
Stretching.
Andature Preatletiche.
Stretching a terra.
Lavoro di forza: 1,30 di lavoro - 30 di recupero.
Ostacolo x 4 + sprint, ostacolo superamento ad un arto + sprint, frenate +sprint,
cambi di direzione, lettera T.
Addominali alti, bassi, laterali.
Trasformazione con lavori di rapidit.
Tiri in porta.
Partita.
Rigori.

Gioved Pomeriggio
Riscaldamento con palla.
Stretching.
Andature preatletiche prolungate con sprint e scatti vari.
Partitella su campo ridotto.
Tiri in porta.

Venerd Pomeriggio
Riscaldamento con palla.
Stretching.
Lavori di grande rapidit.
Lavoro tecnico-tattico.
Partitella.
Palle inattive.

Domenica Mattina
PARTITA DI CAMPIONATO.

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IL MESOCICLO DI LAVORO: MICROCICLO N 4

Marted Pomeriggio
Riscaldamento con palla a terne.
Stretching.
Lavoro di fartlek: 8 + 8 con variazione di ritmo ogni 30, recupero 4 tra le serie.
Lavoro tecnico-tattico.
Tiri in porta.
Partitella.
Rigori.

Mercoled Pomeriggio
Riscaldamento con palla.
Stretching.
Corse sui 50 metri con decelerata e ripartenza a met.
Lavoro tecnico-tattico.
Tiri in porta.
Rigori.

Venerd Pomeriggio
Riscaldamento con lavori di mobilizzazione generale.
Stretching.
Lavoro sulle andature preatletiche in rapidit.
Stretching e mobilizzazione della colonna vertebrale.
Scatti brevi sui 10 metri.
Lavoro tecnico-tattico.
Palle inattive.

Sabato Pomeriggio
PARTITA DI CAMPIONATO.

GIAN LUCA ROSSO


Preparatore Atletico Categoria Berretti Nazionali U.s. Pro Vercelli
Stagione 2006/2007

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N.46 OTTOBRE 2007


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TATTICA

18

Risolvere il problema tattico: la


squadra brava ad amministrare
la palla ma fatica nellattacare
unavversario schierato.
A cura di MICHELE TOSSANI

Come ottimizzare gli sfondamenti laterali per risolvere il problema? Quali gli
esercizi utili?
INTRODUZIONE.

Non

impossibile, anzi e molto frequente, trovarsi ad affrontare squadre arroccate


nella propria trequarti campo.
In questi casi, la via da seguire, per cercare di aggirare la retroguardia avversaria,
quella di utilizzare le fasce laterali.
Ma cosa fare se la nostra squadra fatica a sfruttare le corsie esterne?
Ecco una serie di esercitazioni per allenare il nostro undici ad attaccare efficacemente
un avversario schierato.

LE ESERCITAZIONI.

Esercitazione N 1 (figura 1)
In uno spazio di circa 12x12 metri, si disputa un 2 contro 2 a due tocchi per il
possesso della palla.
Giocano due giocatori difensivi contro due offensivi; i giocatori offensivi potranno
contare sullappoggio di due giocatori posizionati allesterno del terreno di gioco in

funzione di sponda ad un tocco, invogliando gli attaccanti a cercare gli esterni per il
mantenimento della palla.

Fig. 1
Fig. 1

I giocatori esterni potranno muoversi intorno al perimetro del terreno di gioco, purch
non vadano mai ad occupare contemporaneamente lo stesso lato di campo.

Esercitazione N 2 (figura 2)
In un campo rettangolare dalle dimensioni variabili, in funzione del numero di giocatori
a disposizione, si gioca una partitella fra due squadre con due porticine non difese da
portieri.

Fig. 2
Fig. 2

Una squadra sar composta totalmente o prevalentemente da giocatori offensivi,


laltra da giocatori difensivi.

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La squadra di attaccanti potr usufruire di due giocatori posti sui lato lunghi del
campo di gioco in funzione di sponda ad un tocco.
Si gioca a due tocchi con obbligo di tenere la palla rasoterra.

Esercitazione N 3 (figura 3)
In un campo grande dallarea di rigore fino alla linea di met campo, con due corsie
esterne, si disputa un 4 contro 6 a favore della difesa.

11

22

66
99

11
11

44
88

55
10
10

33
88

77

55

Fig. 3
Fig. 3

Lattacco dispone di due altri giocatori disposti lungo le corsie laterali, i quali si
possono muovere soltanto allinterno di esse e non possono essere affrontati da
nessun avversario.
Per ogni gol segnato la squadra attaccante ricever due punti mentre la difesa
guadagner un punto ogni volta che riuscir ad evitare che gli avversari giungano alla
conclusione.
Linferiorit numerica in zona centrale spinger gli attaccanti a ricercare i giocatori
sulle fasce.

Esercitazione N 4 (figura 4)
In una met campo si dispongono, lungo le corsie esterne, tre porticine, in modo da
avere cos in ogni fascia, per ogni squadra, una porticina in zona difensiva, una in
zona offensiva ed una in zona ultra-offensiva.

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Giocano due squadre che si affrontano in una partita a due tocchi.


Ogni squadra ha lobbligo di far passare la palla in una delle porticine poste nella
propria zona offensiva o ultra-offensiva prima di poter cercare il gol.

1
5

9 66
9
2

10
10

11
11

4
8

8
4

8
1

Fig. 4
Fig. 4

Esercitazione N 5 (figura 5)
In un campo che va dallarea di rigore alla met campo, con quattro porticine, due
squadre si affrontano in una partita a due tocchi allo scopo di segnare in una delle due
porte avversarie poste nelle zone esterne di campo.

10
10

10
10

5
7
4

4
5
8
7

11
11

7 5

Fig. 5
Fig. 5

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Esercitazione N 6 (figura 6 e 7)
In una met campo, divisa in tre parti, si gioca un 5 contro 5 in zona esterna; ogni
squadra difende una delle zone laterali nelle quali sono poste sei porticine.
Ogni volta che la squadra in attacco riesce ad effettuare un passaggio fra due
giocatori, con la palla che attraversa una delle porticine poste nella propria zona
offensiva, segna un punto.

10
10

2
5

7
4

5
11
11

8
8
5
5

Fig. 6
Fig. 6

10
10

2
3

5
8

11
11

4
7

7
5

4
8

Fig. 7
Fig. 7

Se la squadra in difesa conquista la palla deve immediatamente ribaltare lazione,


transitando nella zona centrale, al fine di portare la palla nella propria zona offensiva
dove potr cercare a sua volta di segnare.
Si gioca a due tocchi tranne che nella zona centrale, dove il gioco a un tocco.

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Esercitazione N 7 (figura 8)
In una met campo si disputa una partita 7 contro 7.
Si gioca a uno-due tocchi, con lobbligo di tenere la palla rasoterra; ogni squadra pu
contare su due giocatori, due esterni, che saranno gli unici a giocare a tocco libero e a
poter giocare alzando il pallone per cross o passaggi lunghi.

2
2
9
9

5
3

10
10

11
11

3
7

4
8

8
4

8
1

Fig. 8
Fig. 8

In questo modo le due squadre saranno invitate allutilizzo degli esterni nello sviluppo
della manovra offensiva.

Altre Esercitazioni
Esercitazioni di 6 contro 0; 8 contro 0; 11 contro 0 secondo schemi dettati
dallallenatore che prevedano lutilizzo delle fasce laterali con cross e
sovrapposizioni.

MICHELE TOSSANI
Allenatore di Base
Autore del libro Modulo 4-3-2-1
Coautore del libro
Analisi Tattica Champions League 2002-2003

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articolo

N.46 OTTOBRE 2007


RIVISTA ELETTRONICA DELLA CASA EDITRICE WWW.ALLENATORE.NET
REG. TRIBUNALE DI LUCCA N 785 DEL 15/07/03
DIRETTORE RESPONSABILE: FERRARI FABRIZIO
COORDINATORE TECNICO: LUCCHESI MASSIMO
SEDE VIA E.FRANCALANCI 418 55050 BOZZANO (LU)
TEL. 0584 976585 - FAX 0584 977273

PREPARAZIONE

20

Il lavoro ad alta frequenza, il


lavoro aerobico ed il controllo
dellergoazione.
A cura di G. BONOCORE G. BETTI R. PIGA

Come impostare lallenamento individuale, monitorando il calciatore.


INTRODUZIONE.

Il presente articolo ha come scopo principale quello di far conoscere, in forma


generale, nuovi metodi di analizzi, e conseguentemente nuove tipologie di
allenamento, aventi come obiettivo finale il miglioramento della prestazione dellatleta.
Con i seguenti lavori di ricerca si cercata una conferma ulteriore di come il lavoro ad
alta frequenza accompagni latleta calciatore verso la sua pi alta performance.
Altres si provato anche a capire se nella metodologia di allenamento esistessero dei
training che facessero cadere la prestazione, o meglio, dei training da non associare
ad altri in determinati momenti della programmazione.
Tutto questo sempre pi nella convinzione che il calciatore dlite vada costantemente
monitorato al fine di capire di quali interventi necessiti nellimmediato, evitando quindi
di programmare tipi di training a fari spenti.

SESSIONE N 1.

LAVORO DI ALTA FREQUENZA: squat EC + squat CEC + skip


E stato analizzato un giovane calciatore primavera di squadra dlite.
Il giocatore stato sottoposto a 3 esercizi, ciascuno di 4 serie, con recupero di un 1
tra le serie.
Ciascuna serie prevedeva:

squat EC (eccentrico-concentrico) con mini bilancere kg 15+15 10 ripetizioni alla


massima velocit;
squat CEC (concentrico-eccentrico-concentrico) con mini bilancere kg 10+10 8
ripetizioni alla massima velocit;
skip mezzo (skip basso) di 4 secondi x 4 ripetizioni.
Latleta stato analizzato prima e dopo il training con il Dynabiopsy.
Analizzare vuol dire studiare in profondit la grossa mole di dati che il Dynabiopsy
in grado di fornire dopo ogni test effettuato (mettendo poi i dati raccolti in relazione ai
dati storici dellatleta).
Lo strumento Dynabiopsy, inventato da Betti e Piga, un analizzatore che permette di
monitorare completamente un salto dalla fase di caricamento a quella di ricaduta;
esso compie in altre parole unanalisi, istante per istante, della cinematica e della
dinamica del movimento, rilevando i parametri spazio-temporali con una cadenza
addirittura di 5 millisecondi.
Lapparecchio permette di svolgere unanalisi a monte del fenomeno, in quanto la
mole dei dati tale da consentire unosservazione diretta dei vari aspetti che
determinano la funzione muscolare, tanto da individuare e individualizzare le
caratteristiche neuromuscolari e motorie dei soggetti testati.
Il Dynabiopsy composto da una parte meccanica per mezzo della quale raccolto un
segnale, codificato tramite unapposita scheda interfacciata con il computer, dove un
software deputato allo scopo provvede ad analizzare il segnale.

PRE
TRAINING

ANALISI DBC

POST
TRAINING

46 js (joule x secondo)

Ergoazione

46 js (joule x secondo)

Ginocchio
Iperbole

Dislocazione

Ramo Alto
Iperbole

Lergoazione viene calcolata monitorando landamento temporale dellenergia


meccanica dallinizio della contrazione muscolare fino allistante di inizio del volo nel
test da noi usato.
E stato riscontrato da Betti e Piga che lErgoazione risulta una costante caratteristica
di ciascun soggetto a cui stato somministrato il test.
Rappresentando in un sistema di assi cartesiani, mettendo in ascisse il tempo e in
ordinate lenergia meccanica media, la costante dellergoazione impone che ciascun
salto sia rappresentato da un punto giacente su uniperbole equilatera: se giace nella
parte alta delliperbole parleremo di ramo alto, se in basso di ramo basso, se a met
di ginocchio delliperbole.
Lergoazione viene misurata in js = joule x secondo.

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ERGOAZIONE

POST - TRAINING

PRE - TRAINING

In questa prima sessione di lavoro, lo spostamento del punto di ergoazione verso


lalto rappresenta un dato positivo (risultato confermato anche da altri parametri
ricavati dal Dynabiopsy) in quanto sta a significare, sia che latleta migliora laspetto e
il timing neuromuscolare, sia che utilizza maggiormente le fibre rapide.

SESSIONE N 2.

LAVORO DI ALTA FREQUENZA: CEC statico + LAVORO AEROBICO


Questa volta, rispetto alla sessione n 1, latleta stato analizzato 3 volte con il
Dynabiopsy: prima del training, dopo il primo lavoro di forza e per finire dopo lultimo
lavoro aerobico.
Al giocatore, un giovane primavera di squadra dlite, stato fatto indossare il
cardiofrequenzimetro.
Obiettivo: effettuare un training efficace e, contemporaneamente, vagliare le
possibilit di personalizzare il carico di lavoro in soggetti giovani in formazione.
Test iniziale DBC: ergoazione = 34 js - punto rappresentativo nel ginocchio
delliperbole.
Riscaldamento: 5x4 Skip + 5x4 Calciata + 5 CMJ.
Training ad Alta Frequenza
concentrico) 6 serie x 8 ripetizioni.

(A.F):

Squat

CEC

(concentrico-eccentrico-

Il lavoro consisteva nel far eseguire uno squat CEC con bilanciere piccolo impugnato
davanti.

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Il carico era complessivamente di 30 Kg.


Sono state effettuate 8 ripetizioni per un totale di 6 serie.
Il recupero tra le serie stato di 1.
La frequenza cardiaca risultata alta ed allenante (80-85% della FC max).
Test post Alta frequenza (A.F.) DBC: ergoazione = 34 js - punto rappresentativo
nel ramo alto delliperbole.
Lavoro di potenza aerobica sui 1000 metri: il giocatore effettua n 4 ripetizioni ad
alta intensit utilizzando l86,7%, il 92,5%, il 93% e il 94% della sua FC Max.
Test post-Aerobico DBC: ergoazione = 34 js - punto rappresentativo nel ramo
basso delliperbole .

FC / bpm
200

FC / bpm
200

180

180

160

160

140

140

120

120

100

100

Alta
Frequenza

80
60

Potenza
Aerobica

80
60

40

40

20

0
0.00.00

0.10.00
Riscald.

0.20.00

0.30.00

0.40.00

20
Tempo

0.50.00

Va lo ri c u rs ore :
Te m p o: 0 .0 0.0 0
FC: 6 1 b p m
Co ns u m o c al o ric o p er tem p o: 0 k c a l/6 0 M in

Utente
Es erc izi o
Sport
Nota

M ariotti Luca

TEST
Ri sc.Skip+Squat CEC+4x1000
DBCCorsa

Data

TEST
Ora
Durata
DBC

13/09/2005

FC m edia

15.45.10

FC m ax

0.55.25.5

DBC+Ris c:5sk ip,5calc,5 cm j + Squat CEC 6serX8rip rec.1' +DBC+ 4x1000+ DBC

ERGOAZIONE

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Selez ione

ERGOAZIONE

TEST
DBC

ERGOAZIONE

Le risposte attese erano:


1) lo spostamento consistente verso il ramo alto delliperbole dopo lo squat
CEC;
2) lo slittamento verso il basso dopo il lavoro aerobico.
Ci conferma le ipotesi di lavoro con le quali si era progettato il training.
Lo studio successivo dei dati del cardiofrequenzimetro (percentuali della frequenza
cardiaca max avuta sui 1000 mt) e delle ulteriori informazioni fornite dal Dynabiopsy
(tantissimi dati che consentono di individualizzare il training del calciatore), hanno
permesso al team di lavoro di delineare un quadro abbastanza chiaro delle possibilit
dintervento con i calciatori (miglioramento nellatleta della situazione neuromuscolare,
dellergoazione etc.).

Bibliografia:
Movimento G. Betti, A. Castellani, R. Piga
Ed. Calzetti Mariucci
Training Ergoattivo - Il senso Muscolare G. Betti, R. Piga
Ed. Calzetti Mariucci

GIOVANNI BONOCORE
Preparatore Atletico Professionista

GIOVANNI BETTI
Fisico delle Alte Energie

ROBERTO PIGA
Metodologo dellAllenamento

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articolo

N.46 OTTOBRE 2007


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SETTORE GIOVANILE

21

Una stagione con la Categoria


degli Allievi 92: il lavoro svolto nel
periodo Agosto-Settembre dal
S.s.d. Noventa Calcio (PD).
A cura di ANDREA PAGAN

Come stato pianificato e sviluppato il mesociclo di lavoro di AgostoSettembre, comprensivo della preparazione precampionato, per una
formazione Allievi al primo anno nella categoria.
PREMESSA.

Con questo articolo parleremo di come programmare, e di conseguenza sviluppare sul


campo, il lavoro in una squadra Allievi al primo anno nella categoria (tutti nati nel
1992).
Una stagione questa, con il passaggio dai Giovanissimi agli Allievi, che rappresenta per
i ragazzi un momento molto delicato e importante e dove gli atleti devono cominciare
a pensare da giocatori.
Allallenatore il compito di trovare il giusto equilibrio generale, senza mai esagerare
nel caricare i ragazzi di troppe responsabilit.

LA SQUADRA.

Prima di iniziare a parlare degli obiettivi calcistici e di come sviluppare nello specifico
la programmazione, giusto dare una breve occhiata al gruppo che svolger il lavoro
proposto.

Come detto in precedenza i ragazzi escono dalla categoria Giovanissimi e pertanto la


prima cosa da fare quella di chiedere loro, in riferimento allimpegno da mettere
durante le sedute di allenamento, soprattutto dal punto di vista tattico ed atletico, una
mentalit pi propositiva.
Il gruppo, che proviene da una categoria inferiore, non dovrebbe aver svolto lavori
tattici specifici.
Stesso discorso vale per gli aspetti condizionali dove pertanto la condizione atletica del
singolo giocatore dovr essere curata nei minimi dettagli.
Per questo motivo la squadra sar seguita per tutta lintera stagione da un
preparatore atletico, in modo tale da poter, con regole precise, educare i ragazzi alla
gestione del proprio corpo e alla gestione dellalimentazione, sia durante
lallenamento, sia, soprattutto, fuori dal campo.
Il gruppo composto da diciotto elementi, di cui due portieri, sette difensori (di cui un
paio con doti tecniche molto buone da poterli proporre anche a centrocampo), sei
centrocampisti (di cui uno potrebbe essere utilizzato anche come prima punta per le
sue caratteristiche fisiche e la sua abilit nel gioco aereo), una prima punta e un
giocatore, con capacit tecniche sopra la media e con un ottima personalit, utilizzato
dietro al primo attacante come trequartista.
Visto il numero non eccessivo di giocatori, in previsione anche di quello che
solitamente succede nel periodo invernale (infortuni e influenze), si programmato un
tipo di lavoro in modo tale che ogni allievo, caratteristiche tecniche e tattiche
permettendo, possa coprire almeno un paio di ruoli, non dovendo, in caso di necessit,
inventare allultimo momento un giocatore abile a ricoprire unincarico mai provato
prima.

GLI OBIETTIVI STAGIONALI.

Lobiettivo principale di questa stagione quello di creare le basi per costruire una
squadra organizzata, che sappia esprimersi con personalit e padronanza dei propri
mezzi, soprattutto in prospettiva del prossimo campionato.
Dovendo affrontare una stagione senza pressioni particolari (di classifica),
partecipando ad un campionato fuori graduatoria, la programmazione potr essere
maggiormente curata, permettendo, se le esigenze lo richiedono, di soffermarsi su
qualche aspetto per pi tempo.
Merita comunque precisare che non serve partecipare ad un campionato fuori
classifica per lavorare con tranquillit e professionalit; il calcio giovanile una scuola
e noi allenatori dobbiamo essere gli insegnanti di un progetto e non i protagonisti dello
stesso; ricordiamoci sempre che i ragazzi devono apprendere il pi possibile per poter
essere pronti per il futuro, sia come calciatori che come uomini; meglio una sconfitta
in pi che un giocatore in meno (parlando in termini calcistici).
Dopo questa doverosa premessa torniamo agli obiettivi.
Verranno allenati tutti gli aspetti tattici individuali, sia in fase difensiva per poter
costruire una difesa organizzata e compatta, sia in fase offensiva per creare nei

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ragazzi, con lavori incentrati sul mantenimento della palla, un mentalit propositiva; in
tale contesto si potranno quindi sollecitare di continuo quelle caratteristiche tattiche
individuali quali il passaggio e lo smarcamento.
Successivamente il lavoro offensivo verr pianificato in modo da sfruttare la
collaborazione di pi reparti nello sviluppo della manovra, lavorando sullampiezza e la
profondit di gioco.
Non dovr mai mancare lallenamento della tecnica individuale, indispensabile per
qualsiasi lavoro, programma o sistema di gioco si voglia proporre, che verr collocata
soprattutto nella fase di riscaldamento.

IL MESOCICLO DELLA PREPARAZIONE PRECAMPIONATO (AGOSTOSETTEMBRE).

I primi giorni sono determinanti, sia per conoscere il gruppo, sia per mettere subito in
chiaro i sistemi dallenamento che verranno proposti, nonch gli obiettivi che si
vogliono ottenere.
I ragazzi vengono resi partecipi nella stesura del regolamento interno che prevede
piccole regole determinanti per il proseguo della stagione.
Tra i punti pi importanti: la puntualit allallenamento
comportamento in campo e fuori, il rendimento scolastico.

alla

partita,

il

Calcisticamente, sin dai primi allenamenti, si cercher di far comprendere ai ragazzi


quelle che sono le basi del nostro progetto dando molta importanza ai gesti tecnici
individuali, come la trasmissione e ricezione, che durante il mesociclo saranno
abbinate allo smarcamento in modo tale da cominciare a lavorare sul mantenimento
del possesso palla (obiettivo primario stagionale).
Per la fase difensiva si prender in considerazione soprattutto latteggiamento
individuale che ogni singolo giocatore, indipendentemente del ruolo che copre, deve
avere nel momento in cui la squadra si trova in una situazione di non possesso palla,
quindi:
per i difensori il saper leggere le situazioni di gioco e decidere se marcare in modo
stretto lavversario o lasciarlo giocare e temporeggiare;
per i centrocampisti il saper comprendere e gestire le situazioni che richiedono un
pressing aggressivo o una pressione organizzata per non farsi saltare
dallavversario;

per gli attaccanti il saper leggere la linea della palla, puntando molto sul
concetto che quanto prima bisogna collocarsi dietro la linea immaginaria del pallone,
per essere i primi difensori che contrastano lazione offensiva avversaria.
In questarticolo, in ogni allenamento verr proposto:
il riscaldamento, prettamente tecnico;
la parte tecnico-situazionale, con partite a tema;
la parte tecnico-tattica, momento in cui vengono presi in considerazione gli aspetti
tattici di reparto e collettivi.

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Gli aspetti fisico-atletici, curati del preparatore, e le partitine finali, dove non viene
richiesto nessun atteggiamento specifico ai ragazzi, lasciandoli liberi di giocare, non
saranno oggetto di questa trattazione.

PROGRAMMAZIONE
PRECAMPIONATO:
PRIMO
SETTIMANALE (DAL 20 AL 26 AGOSTO 2007).

MICROCICLO

Allenamento N 1 Luned 20 Agosto ore 17.45


Presentazione generale della squadra e pianificazione degli obiettivi da raggiungere.
15 Messa in moto con palleggio e guida della palla nel traffico, alternando 1 di
palleggio e 30 di guida del pallone; a discrezione dellallenatore le forme di palleggio
e di guida da eseguire.
20 Possesso palla con il concetto del gioca a chi vedo; si divide la squadra in due
sottogruppi in modo che questi si ostacolino sul campo in forma passiva; si lavora
sulle combinazioni uno-due e corto corto lungo.
25 Possesso palla, continuando il lavoro svolto precedentemente in forma attiva, con
una squadra contro laltra; particolare attenzione nel sviluppare le combinazioni
provate e soprattutto grande cura nel passaggio al compagno pi vicino, e allo
smarcamento del giocatore in non possesso palla; un punto per ogni combinazione
riuscita o per cinque passaggi consecutivi realizzati.

Allenamento N 2 Marted 21 Agosto ore 17.45


15 Guida della palla nei percorsi; si preparano due percorsi vicini luno dallaltro; la
squadra, divisa in due gruppi, esegue prima un percorso in slalom stretto (cinesino
ogni metro) e poi un secondo in slalom, a zig zag, utilizzando varie modalit di guida.
20 Possesso palla passivo a gruppi di cinque giocatori con il concetto di uomo o
solo; successivamente, divisi a gruppi di tre giocatori, si approfondisce il lavoro sulle
combinazioni svolte nella seduta precedente; inserire anche la sovrapposizione a due
giocatori.
20 Tattica situazionale: 3>2 per il concetto di pi marco meno copro e viceversa; si
pu lavorare anche in situazione di 4>3.
20 Possesso palla, continuando il lavoro del gioca a chi vedo, cercando di mantenere
il pallone sfruttando lampiezza del campo, con lobiettivo di arrivare in meta con un
proprio giocatore.

Allenamento N 3 Mercoled 22 Agosto ore 17.45


15 Trasmissione e ricezione a coppie sfruttando pi modalit per la ricezione, sia sul
posto che orientata; successivamente si lavora sulla guida della palla in forma ritmica
e veloce utilizzando anche pi modalit.
20 Combinazioni nel quadrato con cinque giocatori posti negli angoli; si comincia con
il dai e vai, poi con luno-due con il compagno, e ancora con il dai e attacca (con il

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giocatore in possesso che gioca e attacca passivo facendosi superare da due


compagni); infine si effettua un possesso palla passivo, allinterno dello stesso
quadrato, sfruttando le combinazioni.
20 Partita a tema per lo sviluppo del gioco in ampiezza; ogni squadra deve difendere
tre porticine posizionate: due piccole lateralmente e una grande centrale; in quella
grande gol normale, in quelle laterali per realizzare si deve far passare palla allinterno
della porta con un giocatore che va a riceverla nello spazio dietro la porta stessa
(figura 1).
15 Primi accenni di combinazioni, in situazione di gioco semplice, con il reparto
offensivo schierato come il sistema tattico scelto richiede.

Allenamento N 4 Gioved 23 Agosto ore 17.45


15 Palleggio vincolato nello spazio con ricezione orientata e guida della palla;
successivamente si ripete il lavoro tecnico svolto nella seduta precedente, chiedendo
pi precisione e ritmo.
20 Possesso palla per il mantenimento del pallone; tre squadre di colore diverso; due
giocano insieme contro laltra; la squadra che perde palla rimane sola;
successivamente, se il livello del gioco buono, si pu inserire il vincolo che le due
squadre in possesso devono giocarla tra loro al colore diverso.
20 Tattica offensiva; si sviluppano movimenti per il reparto offensivo composto da
otto giocatori; in particolare si provano situazioni che sfruttino le sovrapposizioni a due
o a tre giocatori (appoggio e sostegno) (figura 2).

20 Partita 4>4 per la didattica difensiva delle coperture e diagonali, riprendendo il


concetto della seconda seduta pi marco meno copro, e viceversa, ed inserendo altri
concetti difensivi (si lavora su due campi).

Allenamento N 5 Venerd 24 Agosto ore 17.45


15 Riscaldamento (tipo prepartita), sviluppando, in forma alternata, tecnica
individuale e mobilit articolare; si termina questa fase iniziale con lavori pi intensi
utilizzando il pallone.

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20 Possesso palla per lo sviluppo del gioco in ampiezza; si lavora in un campo con le
corsie esterne; queste possono essere occupate da due giocatori della squadra in
possesso palla e da uno della squadra avversaria; si creano pertanto situazioni di 2>1;
fare attenzione alla sovrapposizione e alle combinazioni fin qui provate (figura 3).

20 Didattica della fase difensiva per tutta la squadra; ci si schiera in forma completa e
si provano movimenti senza palla ed eventuali sviluppi conseguenti al recupero del
pallone (transizione positiva).
15 Sviluppi offensivi utilizzando combinazioni di colori; si obbliga la squadra a giocare
palla avanti e indietro, evitando passaggi in orizzontale; infine si sviluppa gioco senza
nessun vincolo tattico, sempre per giocando al colore diverso.

Sabato 25 Agosto RIPOSO.


Domenica 26 Agosto AMICHEVOLE.

PROGRAMMAZIONE PRECAMPIONATO: SECONDO MICROCICLO


SETTIMANALE (DAL 27 AGOSTO AL 02 SETTEMBRE 2007).

Luned 27 Agosto RIPOSO.


Allenamento N 6 Marted 28 Agosto ore 17.45
15 Combinazioni nel quadrato con cinque giocatori posti negli angoli; si comincia con
dei dai e vai, poi con degli uno due con il compagno e dei dai e attacca con il giocatore
in possesso che chiede lo scambio; infine si effettua un possesso palla passivo sempre
allinterno dello stesso quadrato.
25 Possesso palla; in alternativa partite a pressione 3>1 + 1>3 con marcatura fissa e
sostegno allattaccante; per la difesa lobiettivo il raddoppio di marcatura.

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Analisi amichevole disputata settimana prima.


10 Tattica difensiva schierando un 4+1 o 4+2; si provano i movimenti sulle coperture
in diagonale e a piramide; di nuovo si lavora sul raddoppio in opposizione a sei/otto
giocatori che si muovono passivamente in possesso palla.
20 Sviluppi tattici difensivi concentrandosi sui movimenti senza palla provati
precedentemente.

Allenamento N 7 Mercoled 29 Agosto ore 17.45


15 Combinazioni sul rombo a otto giocatori, due per angolo; si inizia guidando palla
fino al centro del rombo, si trasmette poi al compagno posto di fianco andando a
prendere il suo posto; si continua poi con luno-due sempre con il compagno, ed infine
si termina con lo scambio al terzo uomo posto nella postazione successiva al secondo
compagno; cambiare senso del gioco per lavorare anche sul piede opposto (figura 4,
5, 6).

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25 Possesso palla per lo sviluppo del gioco in profondit; due squadre, entrambe con
un attaccante posto nella zona difensiva avversaria, marcato a uomo da un difensore,
devono cercare di servirlo; questi deve proteggere il pallone e aspettare il sostegno
dei compagni (figura 7).

10 Didattica offensiva con sei/otto giocatori schierati, sfruttando per lo sviluppo


preferibilmente le corsie esterne; in opposizione sei/otto giocatori che si muovono
passivamente.
20 Sviluppi tattici offensivi; si riprovano i movimenti relativi allinserimento del terzo
uomo con tagli esterni ed interni e le sovrapposizioni a due-tre giocatori; esercitarsi
anche sul cambio gioco.

Allenamento N 8 Gioved 30 Agosto ore 17.45


15 Tecnica individuale; due gruppi uno di fronte allaltro; ogni giocatore di un gruppo
in possesso, lavora con il compagno che gli si pone davanti.
25 Possesso palla per lo sviluppo del gioco in ampiezza.
10 Didattica difensiva schierando un 4+2 o 4+4; si provano i movimenti sulle
coperture in diagonale e a piramide come nella seduta n 6, con qualche accenno
allelastico difensivo (concetto della palla coperta e scoperta); il tutto in opposizione a
sei/otto giocatori che si muovono passivamente.
20 Sviluppi tattici difensivi concentrandosi sui movimenti senza palla provati
precedentemente.

Allenamento N 9 Venerd 31 Agosto ore 16.00 (Inizio ritiro montagna)


15 Pallamano con la squadra divisa in quattro gruppi di colore diverso; si gioca due
squadre contro due, ruotando sempre i colori che giocano insieme e vincolando anche
la giocata al colore diverso; successivamente si pongono come varianti il vincolo dello
scorrimento palla tra reparti e poi quello della giocata avanti e indietro.

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25 Possesso palla per lo sviluppo del gioco in profondit; due squadre si affrontano in
una zona centrale del campo; una squadra esegue un possesso palla con lobiettivo di
fare cinque passaggi consecutivi per ottenere un punto, laltra invece deve cercare di
inserirsi in profondit, attaccando la porta difesa dal portiere, con una combinazione a
due/tre giocatori (figura 8).

10 Didattica offensiva con sei/otto giocatori schierati come da sistema scelto; si


sviluppa il gioco sfruttando preferibilmente la zona centrale del campo; in opposizione
sei/otto giocatori che si muovono passivamente (fase difensiva).
20 Conclusioni a rete in vari modi, sia singolarmente, sia creando situazioni di 1>1;
svolgere anche gare dividendo il gruppo in squadre.

Allenamento N 10 Sabato 1 Settembre ore 10.00 (ritiro montagna)


15 Possesso palla passivo divisi in due gruppi; una squadra vincolata ad utilizzare
un solo tocco (sponda), laltra invece due (costruisce il gioco); si gioca sempre al
colore diverso, prima sul corto e successivamente sul lungo.
20 Possesso palla per il gioco in ampiezza e il cambio gioco; due squadre si affrontano
allinterno di un campo quadrato dove vengono poste quattro porticine nei pressi dei
quattro angoli; il gol valido quando un giocatore segna nella porticina ed un
compagno riesce ad inserirsi nella zona dietro la porta a ricevere palla.
10 Didattica fase difensiva per la neutralizzazione dei tagli e delle sovrapposizioni;
didattica anche sul passaggio della marcatura.
20 Sviluppi tattici difensivi; la difesa pi due centrocampisti centrali, eseguono
movimenti coordinati in situazione di gioco attivo.

Allenamento N 11 Sabato 1 Settembre ore 16.00 (ritiro montagna)


15 Messa in moto con palleggio e guida della palla nel traffico, alternando 1 di
palleggio e 30 di guida del pallone; a discrezione dellallenatore le forme di palleggio
e guida da effettuare.

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20 Possesso palla per il miglioramento del cambio gioco; due squadre si affrontano
allinterno di un campo, con le zone degli angoli delimitate; in quelle zone, grazie a
lanci precisi, si deve servire un proprio compagno inseritosi nello spazio; se questo
avviene prima di questo settore, si pu, in alternativa, eseguire una sovrapposizione
(figura 9).

20 Didattica fase offensiva con tutta la squadra; 11>0 o in alternativa un 11>4; ogni
reparto in fase difensiva lavora con pettorine di colore diverso in modo tale da
obbligare la squadra a giocare sempre in verticale o diagonale.

Domenica 2 Settembre AMICHEVOLE.

PROGRAMMAZIONE PRECAMPIONATO: TERZO


SETTIMANALE (DAL 03 AL 09 SETTEMBRE 2007).

MICROCICLO

Allenamento N 12 Luned 3 Settembre ore 10.00 (ritiro montagna)


15 Combinazioni sulla sovrapposizione nel rombo; due giocatori posti per angolo; i
vertici alti giocano e vanno in sovrapposizione, mentre quelli centrali giocano per
completare lazione; prima si svolgono sovrapposizioni a due giocatori ed infine a tre
con appoggio e sostegno.
20 Possesso palla per lo sviluppo della sovrapposizione a due o tre giocatori; due
squadre si affrontano allinterno di un campo nel quale sono state definite delle corsie
esterne; tali corsie possono essere occupate inizialmente da un giocatore che riceve
palla e, in un secondo momento, da un secondo giocatore che crea la superiorit,
creando situazioni di 2>1.
10 Didattica fase difensiva con 4+4 inserendo se possibile anche le due punte in fase
di transizione negativa; lobiettivo dellesercitazione la neutralizzazione dei tagli e
delle sovrapposizioni; i giocatori che non curano la fase difensiva verranno utilizzati
per realizzare la simulata fase offensiva.

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10

20 Sviluppi tattici difensivi con otto giocatori che cercano di realizzare una rete contro
otto difensori che devono concentrarsi sul lavoro appena eseguito sulla didattica della
fase difensiva.

Allenamento N 13 Luned 3 Settembre ore 16.00 (ritiro montagna)


15 Psicocinetica con il gruppo diviso in quattro sottogruppi di colore diverso;
inizialmente si gioca al colore diverso, poi eseguendo le combinazioni di colori; al
segnale dellallenatore le squadre devono in blocco dirigersi nelle zone indicate; per
esempio ogni colore in un angolo diverso, un giocatore per squadra in ogni angolo;
inserire delle penalit per la squadra che arriva per ultima a destinazione.
20 Possesso palla per lo sviluppo della verticalizzazione tra due o tre giocatori; due
squadre si affrontano in un campo con le zone difensive delimitate; in queste zone
inizialmente si colloca solo la punta di ogni squadra; per entrare gli altri compagni
devono effettuare uno doppio scambio con la punta con linserimento di un terzo
giocatore.
15 Lavori per la conclusione a rete; divisi a gruppi di tre giocatori si lavora sulla
conclusione a rete sfruttando il cross dopo sovrapposizione; stessa esercitazione con
quattro giocatori.
15 Sviluppi offensivi sfruttando la sponda della prima punta per gli inserimenti del
terzo e quarto uomo soprattutto entrando dalle corsie esterne con tagli o corse in
diagonale.

Allenamento N 14 Marted 4 Settembre ore 10.00 (ritiro montagna)


15 Combinazioni nel quadrato con cinque giocatori posti negli angoli; si inizia con dei
dai e vai, poi con degli uno due con il compagno, con dei dai e attacca con il giocatore
in possesso che chiede lo scambio, ed infine effettuando un possesso palla passivo.
20 Partita a tema per lo sviluppo del gioco in profondit sfruttando le sponde
dellattaccante posto dietro la porta; il gol valido solo quando una squadra riesce a
servire la propria sponda e questa, di prima, la gioca ad un altro compagno che
conclude; come variante cambiare il tipo di assist e conclusione (testa e piede).
Gara per il gol su cross dal fondo; due squadre, allinterno di un area di rigore, si
affrontano per segnare di testa; ogni squadra attacca un porta e ne difende un'altra
(limite dellarea di rigore) (figura 10).

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11

Fase difensiva; vengono svolte esercitazioni a specchio per il miglioramento delle


diagonali e coperture, sia per centrocampisti che difensori; al centro dei due gruppi un
terzo neutrale effettua scorrimento della palla.

Allenamento N 15 Marted 4 Settembre ore 16.00 (ritiro montagna)


15 Partita a pallamano con le zone difensive delimitate da cinesini; ogni squadra per
segnare deve entrare nella zona difensiva ed eseguire lassist per il compagno di prima
con qualsiasi parte del corpo.
20 Partita a tema per lo sviluppo del gioco in ampiezza e per il miglioramento delle
combinazioni a pi giocatori; si gioca con due squadre che hanno lobiettivo di passare
ad un compagno posto sui lati del campo con questi che deve giocarla ad un terzo
andatogli a sostegno.
Fase offensiva: sviluppi di gioco come provati nelle sedute precedenti; si divide la
squadra in due sottogruppi da sei; la difesa inizialmente difende passivamente poi
attivamente.

Mercoled 5 Settembre RIPOSO.


Allenamento N 16 Gioved 6 Settembre ore 17.45
15 Torello con i giocatori che possono muoversi prima solo sul perimetro del campo,
poi ricevendo palla solo negli angoli ed infine in forma normale.
15 Partite di 4<4 per il miglioramento dei movimenti difensivi e per migliorare la
marcatura a uomo nella propria zona di competenza; si cambiano continuamente le
finalit del gioco: gol di prima, inserimento nello spazio, gol dopo la sponda.
25 Fase offensiva e difensiva: inizialmente sviluppo dello scorrimento palla da parte
della difesa aiutata da due centrali di centrocampo, con otto giocatori che si allenano
nella fase difensiva in movimenti di pressione e coperture varie; gli otto giocatori
devono cercare la sincronizzazione per il pressing e, una volta recuperata palla
possono, a loro volta, sviluppare lazione.
Nella parte finale della seduta si provano sviluppi offensivi con tutta la squadra
cercando in particolar modo una pressione alta sugli avversari.

Allenamento N 17 Venerd 7 Settembre ore 17.45


15 Riscaldamento tipo prepartita sviluppando in forma alternata tecnica individuale e
mobilit articolare; questa fase iniziale si conclude con lavori pi intensi con il pallone.
20 Partita a tema per lo sviluppo del gioco con ripartenze veloci; si gioca una partita a
met campo con lobiettivo di fare cinque passaggi consecutivi per poi lanciare un
proprio compagno verso la porta difesa dal portiere.
30 Fase transizione positiva e negativa: undici giocatori si schierano in campo come
da sistema scelto e si muovono in base alla posizione della palla chiedendo,
soprattutto alla difesa, di comandare la pressione e il pressing sugli avversari per la

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12

riconquista della palla; lazione deve essere sviluppata a due tocchi; i giocatori che
fanno possesso passivo si danno il cambio con altri compagni.
10 Palle inattive a favore e contro.

Sabato 8 Settembre RIPOSO.


Domenica 9 Settembre AMICHEVOLE.

PROGRAMMAZIONE PRECAMPIONATO: QUARTO


SETTIMANALE (DAL 10 AL 16 SETTEMBRE 2007).

MICROCICLO

Luned 10 Settembre RIPOSO.


Allenamento N 18 Marted 11 Settembre ore 17.45
15 Combinazioni nel quadrato con cinque giocatori posti negli angoli; si inizia con dei
dai e vai, poi con degli uno due con il compagno, con dei dai e attacca con il giocatore
in possesso che chiede lo scambio, ed infine effettuando un possesso palla passivo.
20 Possesso palla per lo sviluppo della manovra; la squadra in superiorit numerica
deve difendersi nella propria met campo per poi cercare linserimento nella zona
difensiva avversaria attraverso lo sviluppo del gioco.
Analisi dellamichevole disputata la settimana precedente.
10 Didattica fase difensiva, in particolare per lelastico difensivo e la collaborazione
con i centrocampisti.
20 Sviluppi tattici difensivi con la difesa che parte in possesso palla per poi, una volta
persa, difendersi in fase di transizione negativa.

Mercoled 12 Settembre RIPOSO.


Allenamento N 19 Gioved 13 Settembre ore 17.45
15 Messa in moto con palleggio e guida della palla nel traffico, alternando 1 di
palleggio e 30 di guida del pallone; a discrezione dellallenatore le forme di palleggio
e guida da eseguire.
25 Possesso palla per lo sviluppo del gioco in profondit; due squadre, entrambe con
un attaccante posto nella zona difensiva avversaria (marcato a uomo da un difensore),
devono cercare continuamente di servirlo; questultimo deve proteggere la sfera e
aspettare il sostegno dei compagni.
20 Sviluppi tattici offensivi per otto giocatori schierati (esclusi i due centrali difensivi)
contro il resto della squadra che cerca di disturbare, nei primi minuti in modo passivo

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13

e successivamente in forma attiva; la squadra schierata


sovrapposizioni e tagli degli esterni dopo scarico della punta.

deve

effettuare

15 Esercitazioni per la conclusione a rete ad uno o pi giocatori.

Allenamento N 20 Venerd 14 Settembre ore 17.45


15 Pallamano con la squadra divisa in quattro gruppi di colore diverso; si ruotano
sempre i colori che giocano insieme vincolando anche la giocata al colore diverso;
stessa cosa vincolando prima lo scorrimento a reparti e poi giocando avanti e indietro.
10 Partita per il gol su cross dal fondo; due squadre si affrontano allinterno dellarea
di rigore con due giocatori per squadra, uno per fascia, che crossano.
15 Possesso palla, pressing e pressione; tre squadre di colore diverso, due contro una
(gioca da sola la squadra che perde il pallone).
20 Rifinitura tattica generale; si parte dai concetti difensivi per poi sviluppare la fase
offensiva (transizione positiva) con attacco ai colori, possesso passivo e sviluppo
dellazione partendo dal portiere.
15 Palle inattive; si provano in modo specifico le combinazioni decise per la partita.
10 Conclusioni a rete in situazione di 1>1; si gareggia a squadre.

Sabato 15 Settembre RIPOSO,


Domenica 16 Settembre AMICHEVOLE.

PROGRAMMAZIONE PRECAMPIONATO: QUINTO


SETTIMANALE (DAL 17 AL 23 SETTEMBRE 2007).

MICROCICLO

Luned 17 Settembre RIPOSO.


Allenamento N 21 Marted 18 Settembre ore 17.45
15 Combinazioni sulla sovrapposizione nel rombo; due giocatori posti per angolo; i
vertici alti giocano e vanno in sovrapposizione, quelli centrali giocano per completare
lazione; prima la sovrapposizione a due giocatori ed infine a tre con appoggio e
sostegno.
20 Possesso palla per lo sviluppo della sovrapposizione a due o tre giocatori; due
squadre si affrontano allinterno un campo, con le corsie esterne che possono essere
occupate inizialmente da un giocatore che riceve palla e, in un secondo momento, da
un secondo allievo che crea la superiorit contro un solo avversario (2>1).
20 Analisi amichevole precedente; situazioni di fase difensiva e offensiva.
20 Fase offensiva; quattro difensori si schierano a difesa della porta; il resto del
gruppo di divide in due squadre che giocano a turno per realizzare una rete;

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14

inizialmente il gol deve essere realizzato dopo aver sviluppato lazione come richiesto
dal Mister (scarico punta e cambio/inserimento esterno, sovrapposizione a due o tre
giocatori).

Mercoled 19 Settembre RIPOSO.


Allenamento N 22 Gioved 20 Settembre ore 17.45
15 Lavoro tecnico con ogni giocatore che guida il pallone, sia in andata che al ritorno,
in un corridoio lungo circa 10 metri; mettendo poi due giocatori nello stesso corridoio
si effettua la guida della palla abbinata ad una serie di finte decise dal Mister e dagli
stessi ragazzi.
20 Possesso palla per il gioco in ampiezza e il cambio gioco; due squadre si affrontano
allinterno di un campo quadrato dove vengono poste quattro porticine nei pressi dei
quattro angoli; il gol valido quando un giocatore segna nella porticina e un
compagno riesce ad inserirsi nella zona dietro la porta a ricevere.
20 Situazioni di inferiorit numerica per la difesa, sviluppando i concetti difensivi del
scappa o pressa.
20 6>8 per lo sviluppo della manovra offensiva e difensiva; la difesa inizialmente si
esercita eseguendo movimenti sincronizzati, attaccando il portatore di palla; al
segnale il reparto offensivo sviluppa lazione cercando le combinazioni provate nella
seduta precedente; la difesa ovviamente si attiva nel difendere.

Allenamento N 23 Venerd 21 Settembre ore 17.45


15 Psicocinetica; possesso palla con quattro squadre di colore diverso; si cambiano
ripetutamente le combinazioni di colori che giocano insieme formando sempre due
squadre di colore diverso; al segnale si scappa nelle postazioni richieste dal Mister,
come visto nella seduta n 13.
25 Possesso palla per lo sviluppo del gioco in profondit; due squadre si affrontano in
una zona centrale del campo; una squadra esegue un possesso palla con lobiettivo di
fare cinque passaggi consecutivi ed ottenere un punto, laltra invece deve cercare di
inserirsi in profondit attaccando la porta difesa dal portiere con una combinazione a
due-tre giocatori.
10 Conclusioni a rete in situazioni di 1>1; si gareggia a squadre.
20 Fase difensiva per lo sviluppo dellelastico difensivo (palla coperta e scoperta)
aiutati dai centrocampisti.
15 Palle inattive; calci dangolo a due giocatori; calci piazzati a due o tre giocatori.

Sabato 22 Settembre AMICHEVOLE.


Domenica 23 Settembre RIPOSO.

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15

PROGRAMMAZIONE PRECAMPIONATO: SESTO


SETTIMANALE (DAL 24 AL 30 SETTEMBRE 2007).

MICROCICLO

Luned 24 Settembre RIPOSO.


Allenamento N 24 Marted 25 Settembre ore 17.45
15 Partite a due tocchi in due campi adiacenti (4>4); ad ogni fischio del Mister le
squadre si invertono di campo lasciando il pallone fermo sul posto; nel campo in cui si
riprende il gioco cambia la porta da difendere e quella da attaccare.
20 Possesso palla per il gioco in ampiezza e il cambio gioco; due squadre si affrontano
allinterno di un campo quadrato dove vengono poste quattro porte nei pressi dei
quattro lati con un cono posto a circa 10 metri davanti ad ogni porta; il gol valido
quando si riesce ad effettuare uno scambio di uno-due con inserimento di un terzo
compagno dietro la porta.
15 Analisi amichevole precedente.
25 Fase difensiva: lavoro per i quattro difensori + i due centrocampisti centrali;
obiettivo specifico: atteggiamento da tenere su situazione di palla coperta e scoperta;
il resto del gruppo lavora sul mantenimento del possesso palla effettuando una partita
a tema con lobiettivo della verticalizzazione.

Mercoled 26 Settembre RIPOSO.


Allenamento N 25 Gioved 27 Settembre ore 17.45
15 Tecnica individuale; due gruppi, uno di fronte allaltro; ogni giocatore di un gruppo
in possesso, lavora con il compagno che gli si pone davanti.
25 Partita a tema per lo sviluppo del gioco in ampiezza e per il miglioramento delle
combinazioni a pi giocatori; si gioca con due squadre che hanno lobiettivo di passare
ad un compagno posto sui lati del campo con questultimo che deve giocarla ad un
terzo giocatore.
30 Fase offensiva: si schierano due gruppi di giocatori in ogni ruolo a parte la punta e
il trequartista; a turno ogni squadra sviluppa obbligatoriamente quello che gli viene
indicato; scarico punta e cambio gioco con inserimento esterno al cross;
sovrapposizioni a tre giocatori con appoggio e sostegno.
15 Palle inattive a favore e contro.

Allenamento N 26 Venerd 28 Settembre ore 17.45


15 Pallamano con la squadra divisa in quattro gruppi di colore diverso; si ruotano
sempre i colori che giocano insieme, vincolando anche la giocata al colore diverso;
stessa cosa vincolando prima lo scorrimento a reparti e poi giocando avanti e indietro.
25 Possesso palla tra due squadre che hanno come obiettivo quello di far pervenire il
pallone al proprio portiere, posizionato nella zona di meta; si utilizzano massimo due

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16

tocchi; nella prima parte si deve riuscire a portare palla giocando obbligatoriamente a
terra, mentre nel secondo blocco di lavoro si deve lanciare lungo obbligando la
squadra in difesa al pressing continuo per impedire il lancio o per farlo effettuare in
condizione di pressione.
25 Transizione positiva; lintera squadra si schiera in una trequarti campo con paletti
o coni posti come avversari; la squadra si deve muovere provando, in fase difensiva,
movimenti coordinati con tutti i reparti; ad un segnale si deve recuperare il pallone,
posizionato vicino ai coni o ai paletti, per poi sviluppare gioco a due tocchi in modo da
trovare ritmo e sincronismo nello sviluppo della manovra; i giocatori non impegnati
nellesercitazione effettuano un possesso passivo sul campo, in mezzo ai paletti e ai
coni.
15 Palle inattive.

Sabato 29 Settembre RIPOSO.


Domenica 30 Settembre CAMPIONATO.

ANDREA PAGAN
Allenatore di Base
Allenatore Allievi 92 Noventa Calcio (PD)
Stagione 2007/2008

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17

articolo

N.46 OTTOBRE 2007


RIVISTA ELETTRONICA DELLA CASA EDITRICE WWW.ALLENATORE.NET
REG. TRIBUNALE DI LUCCA N 785 DEL 15/07/03
DIRETTORE RESPONSABILE: FERRARI FABRIZIO
COORDINATORE TECNICO: LUCCHESI MASSIMO
SEDE VIA E.FRANCALANCI 418 55050 BOZZANO (LU)
TEL. 0584 976585 - FAX 0584 977273

MODULI E SCHEMI

22

Contrapposizione tattica: 4-4-2


contro 4-3-1-2.
A cura di LUCA PRESTIGIACOMO
Come contrapporre il 4-4-2 al 4-3-1-2 nelle due fasi di gioco.

Introduzione.

In questarticolo tratteremo la contrapposizione del 4-4-2 al 4-3-1-2, due fra i moduli pi


in voga al momento. Quindi, vedremo nel particolare come una squadra schierata col 4-42 pu approntare la propria strategia di gioco nelle due fasi al fine di contrapporsi al
meglio ad un 4-3-1-2. Diciamo subito che questultimo da considerare come un modulo
difficile da affrontare, per via dellambiguit della dislocazione di alcuni giocatori
(soprattutto le due mezzali) e del generale dinamismo che lo contraddistingue. Nel
complesso proprio la disposizione a rombo del centrocampo che rende problematica la
contrapposizione al 4-3-1-2: per via di questo motivo ogni tecnico pu approntare una
strategia di gioco diversa, soprattutto in fase difensiva, in merito a come affrontare il
metodista e la mezzapunta altrui, ossia i due punti cardine di una squadra disposta con
questo particolare modulo. In questo articolo verr fornita una proposta che non da
considerare come universale ma alternativa a tante altre che ogni tecnico pu elaborare,
anche usando la propria creativit ed in base alla propria filosofia calcistica.

4-4-2 contro 4-3-1-2: la fase offensiva.

Innanzitutto, vediamo le varie situazioni numeriche che si creano nelle varie zone del
campo in seguito alla contrapposizione fra le due squadre, ovviamente dal punto di vista
del nostro 4-4-2 (fig.1):

4 contro 2 in difesa
4 contro 4 a centrocampo

2 contro 4 in attacco
2 contro 1 su ciascuna fascia laterale (2 contro 2 in quei frangenti in cui la mezzala
altrui si allarga)
2 contro 2 in mezzo alla difesa
2 contro 4 al centro del campo (2 contro 3 se il metodista rivale arretra a protezione
della retroguardia)
2 contro 2 al centro del fronte offensivo (2 contro 3 se il centromediano altrui arretra a
proteggere i difensori centrali)
Alla luce di questa situazione di base
possiamo ora delineare i vantaggi che
il 4-4-2 ha nei confronti del 4-3-1-2
in fase offensiva:
Superiorit numerica 2 contro 1
sulle fasce
Possibilit di effettuare un sicuro
giropalla a livello di linea difensiva per
via del 4 contro 2 che si gode in
questa zona del campo
Possibile 2 contro 2 al centro del
campo
Nonostante i rivali abbiano 4
centrocampisti dislocati in posizioni
centrali, i nostri 2 mediani interni agiscono comunque in posizioni di non facile gestione da
parte degli avversari stessi
Al contrario, i vantaggi difensivi che il 4-3-1-2 ha nei riguardi del nostro 4-4-2 sono i
seguenti:

Possibilit di porre facilmente rimedio al 2 contro 2 sofferto in mezzo alla retroguardia


facendo indietreggiare il metodista
Possibilit di ingabbiare i nostri 2 mediani interni tramite ladeguato comportamento
dei 4 componenti il reparto centrale a rombo
2 contro 2 nei confronti dei nostri difensori centrali

In base a questi elementi salienti, la strategia offensiva ideale del nostro 4-4-2 per
affrontare un 4-3-1-2 sar la seguente:

Iniziare la manovra con una decisa circolazione di palla in retroguardia


Manovra tendente a sfruttare le fasce laterali, quindi la spinta degli esterni difensivi e
le sovrapposizioni continue e reciproche fra questi e gli esterni alti di centrocampo
Giustapporre i due mediani interni, in modo da rendere il pi difficoltoso possibile
allavversario la loro gestione
Puntare maggiormente sulla rifinitura tramite cross, dato che centralmente il fronte
difensivo rivale appare come ben chiuso dal lavoro svolto dal loro metodista

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Ora analizziamo nel dettaglio come si deve sviluppare lazione ideale tesa a sfruttare i
difetti del 4-3-1-2 altrui (sia quelli insiti nel sistema di gioco sia quelli che si vengono a
creare con la contrapposizione al nostro 4-4-2) e ad impedire al rivale di trarre vantaggio
dai propri punti forti.
Innanzitutto, il portiere dovrebbe
indirizzare la palla verso i difensori
esterni, che risultano in maniera
naturale
liberi
da
immediata
pressione.
A
questo
punto
occorrerebbe attuare una rotazione di
palla verso il terzino opposto, coi due
difensori centrali che devono prestare
attenzione alleventuale pressing delle
due punte rivali e coi mediani interni
chiamati ad ergersi come appoggi per
agevolarli (fig.2). In generale, i due
mediani dovrebbero stare molto
accentrati e vicini fra loro (in modo
da distanziarsi dalle mezzali altrui). e
do avrebbero anche cercare di non
avvicinarsi troppo alla zona occupata dal trequartista avversario.
Una volta che la palla passata in maniera stabile ad un centrocampista o che un terzino
riuscito a condurla oltre la linea di
met campo, la nostra squadra
dovrebbe continuare a sviluppare
lazione per linee esterne, ricorrendo
in particolar modo a veloci cambi di
gioco. Infatti, nel momento in cui una
mezzala rivale si porta in chiusura del
nostro terzino in avanzamento,
portandosi dietro tutto il proprio
reparto mediano, in automatico il
nostro terzino sul lato opposto si
viene a trovare completamente libero.
Nostro scopo quindi quello di fargli
pergiungere palla il pi presto
(preferibilmente tenendo palla a
terra), dopodich il laterale difensivo
ricevente, coadiuvato dal centrocampista esterno, chiamato a guadagnare la possibilit
di rifinitura tramite cross (fig.3, in questo modo il terzino rivale viene isolato in una
situazione a lui sfavorevole di 2 contro 1). A questo punto si quindi in grado di arrivare in
maniera abbastanza agevole al cross dal fondo per le due torri disposte in area, lesterno
opposto e uno dei due mediani interni in inserimento.

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Schemi alternativi a quelli proposti sono i seguenti:

Con palla in possesso del terzino chiuso dalla mezzala altrui, il centrocampista alto
corrispondente si allarga o viene incontro, portandosi dietro il laterale difensivo altrui e
liberando cos lo spazio per il
movimento ad allargare della
punta o per linserimento in fascia
del mediano interno pi vicino. In
entrambi i casi sempre il cross lo
sviluppo pi naturale dellazione
(fig.4).
Con palla in possesso di un
mediano
interno,
un
centrocampista alto taglia verso il
centro della trequarti, tenendo
cos occupato il loro metodista. Il
mediano interno portatore di palla
pu cos tentare di mettere in
azione le due punte, che ora si
trovano 2 contro 2 nei riguardi
dei difensori centrali altrui. Se il
terzino rivale commette lerrore
di seguire il taglio del nostro
mediano esterno, lazione deve
ancora una volta svilupparsi
verso la zona cross, con la sfera
che va indirizzata a favore del
nostro
esterno
difensivo
in
pronto
sganciamento
verso
larea rimasta scoperta (fig.5).
In ogni caso, contro un 4-3-1-2 il
4-4-2 non dovrebbe ricorrere in
maniera
programmatica
alla
costruzione immediata tramite
lanci
lunghi
dalle
retrovie.
Essendo il piano
dattacco
incentrato sul giropalla e la ricerca delle fasce, la costruzione elaborata la tipologia di
manovra da attuare con continuit.

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4-4-2 contro 4-3-1-2 la fase difensiva.

Le situazioni numeriche che si vengono a creare nelle diverse zone del campo quando
lavversario schierato col 4-3-1-2 ad attaccare sono quelle elencate a seguire (vedi fig.1):

4 contro 2 in difesa (4 contro 3 in quei frangenti in cui il trequartista avversario


avanza)
4 contro 4 a centrocampo (ma i due centrocampi sono disposti in maniera diversa e
quindi determinante)
2 contro 4 in attacco
2 contro 2 al centro della difesa (2 contro 3 quando il trequartista altrui si inserisce
verso la nostra area)
2 contro 4 in mezzo al campo (ma le due mezzali tendono ad allargarsi e a tenere
impegnati i nostri esterni difensivi)
2 contro 2 in mezzo alla difesa avversaria
2 contro 1 a nostro favore sulle fasce (2 contro 2 quando le mezzali rivali si aprono)

In conseguenza a quanto detto il nostro 4-4-2 potrebbe soffrire nei confronti del sistema di
gioco avversario queste situazioni critiche, a cui dovremo porre adeguato rimedio
anticipato:

Il 2 contro 2 in mezzo alla difesa


Il 2 contro 2 in mezzo alla retroguardia potrebbe essere aggravato dallavanzata del
trequartista, che trasforma la situazione in un 2 contro 3
Senza le adeguate scalate di adeguamento, si rischia che i 2 mediani interni subiscano
lazione di tutti e 4 i centrocampisti avversari
In particolare, risultano di difficile gestione il metodista e la mezzapunta altrui

I punti di forza che la nostra disposizione difensiva ha nei riguardi del sistema di gioco
altrui, su cui dunque dovremo puntare, sono quelli a seguire:

I terzini, essendo privi di avversari diretti nelle loro zone di competenza, possono
essere usati completamente per porre rimedio alla situazione critica in qui si trovano i
due centrali difensivi e per tamponare gli eventuali tagli verso lesterno da parte delle
mezzali o del trequartista altrui
Il 2 contro 2 che le nostre punte vantano nei riguardi dei centrali difensivi rivali pu
essere sfruttato con un pressing deciso ai loro danni
Anche i laterali di centrocampo possono coadiuvare il pressing alto chiamato dalle due
punte, alzandosi in aggressione sui terzini altrui
Ecco allora su quali punti salienti sar basato il nostro specifico piano difensivo, al fine
di oscurare i punti di forza che il 4-3-1-2 ha nei confronti del nostro 4-4-2 e di
sfruttare i nostri pregi difensivi specifici:
Porre rimedio al 2 contro 2 in mezzo alla difesa, sfruttando la relativa libert che
vantano i nostri laterali di difesa

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Ottimizzare le scalate dei centrocampisti per creare opposizione al loro trequartista e


alle loro mezzali
Delegare la gestione del metodista rivale alle due punte
Qualora vi siano le condizioni necessarie, attuare un pressing alto ai danni di tutti e
quattro i componenti la retroguardia altrui
Creare preventivamente delle soluzioni per opporsi al meglio al dinamismo degli
uomini della compagine opposta, soprattutto in riferimento ai movimenti ad uscire
delle loro mezzali

Vediamo innanzitutto come dobbiamo comportarci nel dettaglio quando la palla in


possesso di un loro centrale difensivo. In questa situazione si possono verificare due casi,
che la nostra squadra, in particolare gli attaccanti, devono saper leggere per poi agire a
dovere:
Il portatore di palla in pieno
controllo della stessa (fig.6). In
questo contesto tattico, la nostra
punta pi vicina deve portare
pressione in modo da invitare il
difensore centrale a giocare palla a
favore del proprio terzino pi vicino.
Laltra punta deve invece scalare a
ritroso fino a mettere in zona dombra
il centromediano altrui, mentre i 4
centrocampisti e la terza linea devono
gi orientarsi verso il lato forte del
campo, pronti ad assumere le
posizioni che saranno descritte in
seguito in merito alla situazione in cui
la palla si trova in possesso del
difensore esterno rivale.
Il portatore di palla in evidente
difficolt nel controllo della stessa
(fig.7). In questo contesto tattico, la
punta pi vicina deve attuare una
pressione
decisa
finalizzata
a
sottrarre la palla, laltra punta deve
mettere in zona dombra laltro
difensore centrale altrui, mentre
entrambi gli esterni di centrocampo
devono avanzare (soprattutto quello
sul lato forte, che deve impedire
lapertura a favore del terzino vicino).
Uno dei due mediani interni (quello
pi lontano) deve invece portarsi in
marcatura del regista, laltro deve
occuparsi della mezzala rivale sul lato forte, mentre lintera difesa deve salire, lasciando in
fuorigioco le loro punte e stringendo sulla mezzapunta avversaria.

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Ora vediamo come occorre agire


quando la palla in possesso di un
esterno difensivo avversario. Come si
nota in fig.8, il centrocampista
esterno pi vicino deve portare
pressione diretta, mentre gli altri tre
centrocampisti si dispongono in modo
da marcare le due mezzali e il
trequartista altrui. In particolare, il
mediano sul lato debole deve portarsi
in marcatura sul trequartista, mentre
il laterale di centrocampo opposto
deve stringere dentro al campo sino a
potersi occupare della loro mezzala
lontana. E invece la punta pi
lontana a dover oscurare il metodista
altrui, con quella pi vicina che
impedisce lo scarico a favore del
difensore centrale pi prossimo alla
sfera. Importante il posizionamento
della linea difensiva, che deve
scivolare verso il lato forte in modo
che il terzino pi lontano crei un 3
contro 2 ai danni delle loro punte, con
quello sul lato forte pronto a parare
leventuale inserimento in fascia della
mezzala rivale o anche dello stesso
trequartista (fig.9).
Quindi, se la palla in possesso del
metodista altrui dovrebbe essere una
punta a pressarlo, ma se ci non
fosse
possibile
uno
dei
due
centrocampisti
centrali
dovrebbe
alzarsi in aggressione, con laltro che
si abbassa sul trequartista e i due
esterni alti che stringono sulle
mezzali rivali, adeguando cos la
nostra seconda linea alla disposizione
a rombo del reparto mediano altrui
(fig.10).
Con palla in possesso di una mezzala
rivale deve essere invece il mediano
interno pi vicino a chiuderlo, col
centrocampista esterno sul lato forte
che si occupa del terzino altrui in
avanzamento. Con palla in possesso
del loro trequartista, invece, tocca ad

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uno dei due mediani abbassarsi per aggredirlo, con un esterno di difesa che stringe a
protezione dei difensori centrali.
La proposta tattica fornita in questarticolo solo una possibile soluzione per contrapporre
al meglio il 4-4-2 ad un 4-3-1-2. Altre soluzioni sono ovviamente possibili, e molto
dipende anche da come lo specifico avversario interpreta il 4-3-1-2, oltre che dalla propria
concezione calcistica e dalla propria usuale organizzazione di gioco. In ogni caso,
importante che il tecnico, oltre a studiare tutti gli accorgimenti teorici, appronti un
adeguato piano pratico per addestrare la squadra a metterli in pratica durante la
settimana che precede lincontro.

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articolo

N.46 OTTOBRE 2007


RIVISTA ELETTRONICA DELLA CASA EDITRICE WWW.ALLENATORE.NET
REG. TRIBUNALE DI LUCCA N 785 DEL 15/07/03
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IL NUMERO UNO

23

Come allenare la parte alta del


portiere (prima parte).
A cura di CLAUDIO RAPACIOLI

Le esercitazioni per lo sviluppo della muscolatura superiore del nostro


N 1.
INTRODUZIONE.

Tra

tutti i ruoli calcistici quello del portiere il pi anomalo ed al tempo stesso il pi


completo per coinvolgimento fisico.
Per i giocatori, linfortunio ad una braccio, ad una spalla o alle dita delle mani ha una
valenza notevolmente inferiore rispetto al N 1; questo
perch, con una fasciatura semi-rigida, anche se non al
meglio della loro condizione, riescono comunque a disputare
lincontro.
Cosa ben diversa per lestremo difensore dove un simile
infortunio determina unassenza forzata, talvolta anche
prolungata.
Si pensi, in riferimento alle probabilit dinfortunio, a quante
volte, solo durante gli allenamenti, i portieri cadono a terra
(fortunatamente in tale contesto, le cadute riescono spesso
ad essere controllate); e si pensi invece a quello che succede
nelle partite quando la dinamicit della situazione costringe allesecuzione di gesti non
stereotipati e talvolta scomposti; in entrambe le situazioni richiesto al fisico del
portiere una buona capacit di tenuta delle articolazioni, soprattutto quelle della
regione delle spalle.
Questa tenuta deve essere ricercata nelle sedute di allenamento, prestando
attenzione alla fase di prevenzione che permette di preparare e strutturare i portieri
nellassorbire al meglio i traumi della parte alta del loro corpo.
LALLENAMENTO DELLA MUSCOLATURA SUPERIORE DEL CORPO.

A tale scopo lallenamento dei distretti muscolari della zona superiore del corpo,
normalmente detta PARTE ALTA, assume unimportanza notevole, pari allo
stretching o alle tavolette propriocettive.

Mentre i giocatori esterni, dal punto di vista tecnico-tattico, utilizzano le braccia per la
protezione della palla o del corpo e tecnicamente solo nelle rimesse laterali (una
rimessa con una gittata oltre la media pu rivelarsi unarma molto importante in fase
offensiva nella avversaria), per il portiere lutilizzo delle braccia, oltre che per
intercettare la palla in fase difensiva, pu diventare unarma offensiva estremamente
efficace quando il N 1 riesce a raggiungere con facilit distanze prossime alla zona
della met campo.
Il rilancio con le mani una scelta offensiva molto importante in quanto, oltre ad
essere di esecuzione pi veloce rispetto a quello con i piedi, risulta nella maggior
parte dei casi pi preciso ed eseguibile evitando con notevole facilit la confusione in
area e il disturbo degli avversari.
Quando si parla di forza nel ruolo del portiere si intende, nella maggior parte dei casi,
di quella sviluppata dagli arti inferiori, non considerando, molto spesso e
colpevolmente, la forza degli arti
superiori.
Per arti superiori si intendono le
articolazioni e i distretti muscolari
relativi a braccia, spalle, pettorali e
dorsali.
Lallenamento di questo tipo di
forza, in molte programmazioni,
viene
spesso
tralasciato
per
mancanza di tempo o di strutture
(soprattutto a livello dilettantistico
dove il numero delle sedute ed il
tempo delle stesse sono ridotte).
Alcuni portieri pi attenti ai particolari, cercano per poi di integrare personalmente
lallenamento tradizionale utilizzando a casa propria manubri e bilancieri o
frequentando palestre attrezzate.
Per il portiere avere un tonicit negli arti superiori significa poter assorbire meglio i
traumi per caduta, sentirsi psicologicamente pi forte, soprattutto nei contrasti con
gli avversari e sentire meno il peso della palla, anche quando questa e calciata con
violenza; ecco perch, sia a livello preventivo che a livello di sviluppo muscolare,
comunque molto importante non tralasciare lallenamento della parte alta.
Mi capitato di sentire che lavorando sulla forza nei distretti muscolari alti si rischia di
perdere velocit di esecuzione nei movimenti che coinvolgono braccia e spalle; non
sono per niente daccordo con queste affermazioni.
Ovviamente il portiere non deve allenarsi come e con i carichi del culturista, ma deve
utilizzare carichi medio-alti ed esecuzioni sempre rapide; lobiettivo non deve essere il
trofismo muscolare (ingrossamento del muscolo) ma deve essere quello di avere una
struttura muscolare pi forte che abbia una maggiore tenuta nella zona delle
articolazioni (maggiormente interessate dalla gestualit tecnica del ruolo) e che riesca
a sviluppare, quando necessario, maggiori volumi di forza veloce, sia in forma
concentrica che eccentrica.

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Per fare questo le esecuzioni devono essere sempre eseguite ad esaurimento, sulle 10
ripetizioni per 3-4 serie, a seconda del tipo di allenamento scelto e comunque ad un
ritmo discretamente veloce.
A seconda del tempo e delle strutture a disposizione possiamo prevedere diversi tipi
dallenamento.
Lallenamento, a seconda delle necessit, pu essere suddiviso in circuito a segmenti
contrastanti o in sedute omogenee in base al posizionamento dei gruppi muscolari.
In realt non serve poi molto tempo per effettuare un buon allenamento della parte
alta; sono sufficienti infatti 20-30 minuti per una o due volte alla settimana,
utilizzando questo tempo anche come forma di riscaldamento generale; alluscita sul
campo bastano poi pochissimi minuti di messa in moto degli arti inferiori per essere
pronti a lavorare.
Questo dimostra come, anticipando di qualche minuto lora di inizio della seduta,
possibile integrare facilmente anche questo tipo dallenamento.
Vediamo ora come possiamo comporre alcune tipologie di circuiti.

CIRCUITO A DISTRETTI CONTRASTANTI.

Se si dispone di una palestra con macchine isotoniche, possiamo lavorare a circuito


con distretti muscolari in successione contrastanti cos da guadagnare tempo
nellesecuzione e riducendo al minimo i tempi morti, rendendo praticabile a tutti i
livelli lallenamento della parte alta.

1^ STAZIONE

2^ STAZIONE

3^ STAZIONE

PETTORALI

DORSALI

BICIPITI

4^ STAZIONE

5^ STAZIONE

6^ STAZIONE

PETTORALI

SPALLE

TRICIPITI

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Lavorare a distretti contrastanti significa alternare in circuito esercitazioni che


prevedono lutilizzo di muscoli situati nella parte anteriore e posteriore del tronco.
Come accennato precedentemente lallenamento della forza per gli arti superiori
avviene con dei circuiti di 6-8 stazioni, con 10-12 ripetizioni ciascuna da ripetersi da
un minimo di 3 fino ad un massimo di 6 volte per i portieri evoluti, e da 2 a 4 volte
per gli allievi , categoria minima dalla quale si possa iniziare un lavoro do forza.
Il recupero tra una stazione e laltra di 30 secondi e di 2-3 minuti tra un giro e
laltro.
Il tempo di pausa tra le serie pu essere impiegato per effettuare qualche
esercitazione per i muscoli addominali e dorsali.
Come detto, se si dispone di una palestra con macchine isotoniche il lavoro risulta
essere pi completo, ma, in alternativa, anche solamente con manubri e bilancieri
possibile proporre circuiti sufficientemente completi; circuiti che nei mesi pi freddi,
per chi non avesse a disposizione locali adibiti allo scopo specifico, possono essere
anche eseguiti negli spogliatoi, richiedendo cos una spazio veramente minimo per
lesecuzione.
Vediamo come il circuito visto precedentemente pu essere anche realizzato
utilizzando solamente bilancieri e manubri e pu essere cos dettagliato:

1^ STAZIONE

2^ STAZIONE

3^ STAZIONE

PETTORALI

DORSALI

BICIPITI

4^ STAZIONE

5^ STAZIONE

6^ STAZIONE

PETTORALI

SPALLE

TRICPITI

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Se invece si vuole realizzare un circuito misto, utilizzando sia le macchine che


bilancieri e manubri possiamo organizzarlo i questo modo:

1^ STAZIONE

2^ STAZIONE

3^ STAZIONE

PETTORALI

DORSALI

BICIPITI

4^ STAZIONE

5^ STAZIONE

6^ STAZIONE

PETTORALI

SPALLE

TRICIPITI

CIRCUITO A DISTRETTI OMOGENEI.

Un altro metodo, pi specifico e che richiede anchesso poco tempo per unesecuzione
efficace, consiste nel suddividere lallenamento in due giorni diversi della settimana,
riservando al primo i muscoli della parte anteriore ed al secondo quelli della parte
posteriore.
Un esempio di come strutturare lallenamento pu essere quello esposto nelle pagine
a seguire.

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PARTE ANTERIORE
ESEGUITA CON LE MACCHINE

1^ STAZIONE

2^ STAZIONE

PETTORALI

SPALLE

3^ STAZIONE

4^ STAZIONE

PETTORALI

BICIPITI

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PARTE ANTERIORE
ESEGUITA CON MANUBRI E BILANCIERI

1^ STAZIONE
PETTORALI

2^ STAZIONE
SPALLE

3^ STAZIONE
PETTORALI

4^ STAZIONE
BICIPITI

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PARTE POSTERIORE
ESEGUITA CON LE MACCHINE

1^ STAZIONE
DORSALI

2^ STAZIONE
TRICIPITI

3^ STAZIONE
DORSALI

4^ STAZIONE
SPALLE

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PARTE POSTERIORE
ESEGUITA CON BILANCIERI E MANUBRI

1^ STAZIONE
SPALLE

2^ STAZIONE
TRICIPITI

3^ STAZIONE
SPALLE

4^ STAZIONI
DORSALI

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In questo secondo metodo si eseguono normalmente dalle 3 alle 5 ripetizioni per


stazione con pause che variano da 130 a 230 tra una ripetizione e la successiva.
A differenza dei circuiti precedenti in questo caso si cambia esercizio solo dopo
lesecuzione di tutte le ripetizioni previste per un determinato attrezzo.
Il recupero, tra una stazione e laltra, varia tra i 2 e i 330 ed anche in questo caso
pu essere utilizzato per qualche serie di addominali e dorsali.

ORGANIZZAZIONE GENERALE DEL LAVORO.

Per procedere ad una strutturazione efficace e senza rischi dellallenamento, visto che
si tratta comunque di allenamento muscolare, ovviamente necessario in primo luogo
stabilire il massimale per ciascun esercizio previsto.
Per il calcolo del massimale, a
seconda del sistema scelto per la
rilevazione, si pu utilizzare il metodo
descritto
nel
volume
LA
PREPARAZIONE
COORDINATIVA,
TECNICA, TATTICA E CONDIZIONALE
DEL PORTIERE, alla pagina 125,
utilizzando la formula di Brzycki
oppure la tabella di riferimento a
doppia entrata, riportata nella pagina
successiva.
Una volta trovato il massimale la
percentuale che ritengo sia corretto utilizzare varia tra il 60-70%, a seconda del grado
di allenamento, dellet e della struttura fisica del soggetto.
Se poi si vuole automatizzare questo
calcolo utilizzando il software specifico
per preparatori dei portieri, 1-12-22,
possibile inserire durante la fase di
rilevazione il numero di esecuzioni ed
i carichi utilizzati; ci permette poi
alla fine di determinare in automatico
il massimale e di stampare sia la
tabella pro-memoria da appendere di
fianco ad ogni attrezzo, sia la scheda
personale da consegnare al portiere.
Di seguito viene presentata la
maschera utilizzata da 1-12-22 per la
rilevazione
dei
carichi
e
delle
ripetizioni e per il calcolo dei massimali per ciascun soggetto e ciascun portiere.

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10

Sotto viene visualizzata la maschera di selezione e descrizione per la stampa delle


schede ATTREZZI o PERSONALI.

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11

SCHEDA ATTREZZI
Per avere una migliore efficienza ed anche indipendenza, responsabilizzando il
portiere, possibile appendere a fianco di ciascun attrezzo la scheda di lavoro
attrezzi, che comprende per ciascun soggetto il carico, il numero di ripetizioni e le
serie.

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SCHEDA PERSONALE
Se invece non esiste la possibilit o non possibile utilizzare la scheda attrezzi, con
1-12-22 possibile stampare la scheda personale da consegnare al singolo portiere.
Per ogni soggetto sono indicati gli esercizi selezionati, il carico, il numero di ripetizioni
e le serie.

Le schede pubblicate sono tratte dal nuovo software 1-12-22 dedicato ai


preparatori dei portieri; per ulteriori informazioni si pu consultare il sito
http://xoomer.alice.it/rapak/Home.html o inviare una mail a rapak@tin.it

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13

Nel prossimo articolo vedremo quelle che sono le esercitazioni che vanno a
completare lallenamento della parte alta.

Si ringrazia per la collaborazione Fabrizio Capodici, Portiere della prima squadra del
Piacenza Calcio.

CLAUDIO RAPACIOLI
Allenatore di Base
Staff Tecnico Piacenza Calcio
Preparatore Portieri
Settore Giovanile Primavera e Allievi
Autore del libro
La preparazione stagionale, coordinativa,
tecnica, tattica e condizionale del portiere

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articolo

N.46 OTTOBRE 2007


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PRIMO PIANO

24

Attaccare con il modulo 4-2-3-1: gli


sviluppi offensivi della Roma.
A cura di MASSIMO LUCCHESI
Flussi di gioco e sviluppi offensivi della squadra di Spalletti.

Introduzione.

Una delle squadre pi spettacolari sul proscenio nazionale e continentale sicuramente la


Roma di Spalletti. Ci dipende, oltre che dalle indiscutibili qualit tecniche di giocatori di
notevole talento quali Totti, Mancini, Vucinic e dallabilit nei movimenti senza palla oparati
prevalentemente da Perrotta, Giuly, Aquilani e De Rossi, dallottima organizzazione di
gioco conferita alla squadra dal Luciano Spalletti. Il tecnico toscano, dopo le ottime
stagioni di Udine, si confermato a Roma, piazza difficile e al contempo estremamente
affascinante.
La stagione in corso la terza per Spalletti sulla panchina giallorosa e la squadra, dopo il
lavoro effettuato negli anni precedenti, pare in grado, anche grazie agli innesti di mercato
che hanno ampliato la rosa a disposizione, di poter ricoprire un ruolo di primo piano sia in
Italia che in Europa.
Fase di costruzione: principi e sviluppi.

Una delle caratteristiche, tipiche delle squadre di alto livello, quella di riuscire ad
amministrare la palla ed a sviluppare il gioco in direzione della porta avversaria senza
dover spesso ricorrere al lancio lungo ma viceversa utilizzando una manovra (palla a terra)
lucida, razionale e funzionale.
La Roma in questo senso squadra estremamente organizzata ed in grado di sviluppare la
fase di impostazione in modo vario e piacevole. Labitudine alla costante partecipazione dei
difensori e dei centrocampisti arretrati alla fase di costruzione della manovra favorisce
anche la gestione della fase di post-conquista e consente alla Roma di avere percentuali
elevate in relazione al rapporto intercetto/sviluppo della manovra offensiva.

In particolare, il blocco arretrato, composto dai quattro difensori e dai due centrocampisti
centrali, abile nelloccupare strategicamente le posizioni utili per favorire lo sviluppo della
manovra in relazione al contesto tattico globale che la squadra si trova ad affrontare.
Lobiettivo della squadra di Spalletti
infatti quello di consentire ad uno dei due
centrocampisti centrali o a uno dei
difensori laterali, avanzato allaltezza dei
centrocampisti, di ricevere e poter
sviluppare il gioco in avanti avendo di
10
fronte a se la porta avversaria.
30
14
20
Come
detto
tale
obiettivo
viene
conseguito attraverso un razionale ed
8
16
22
intelligente posizionamento degli uomini
21
che compongono il blocco arretrato che si
4
5
muovono ed organizzavano i flussi di
gioco in fase di impostazione in relazione
32
Fig.1
Fig.1
alle specifiche richieste della gara.
Se ad esempio la Roma si trova ad
affrontare una squadra schierata con il 43-2-1 luscita maggiormente utilizzata
quella difensore (o centrocampista)
centrale per difensore laterale, che non si
10
alza immediatamente, ma attende la
30
palla in modo da avere tempo e spazio
14
20
22
21
per ricevere ed orientare il gioco in avanti
8
prima della chiusura del centrocampista
avversario che deve aprire dallinterno
16
(fig.1).
4
5
Se invece la Roma ha davanti a se una
squadra schierata con due attaccanti
32
Fig.2
Fig.2
centrali e due centrocampisti laterali alti,
un centrocampista centrale (solitamente
De Rossi) si abbassa e si defila di fianco
ai difensori centrali mentre i terzini si
alzano prontamente nello spazio liberato
dal movimento di accentramento degli
attaccanti laterali. La Roma trasforma in
pratica il 4-2-3-1 di partenza in una sorta
10
di 3-4-3 per ottimizzare i flussi di gioco in
30
14
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21
fase di impostazione, poter disporre di
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superiorit
numerica
allaltezza del
8
16
reparto
arretrato
e
complicare
i
meccanismi
di
scalata
avversari
per
4
5
mezzo del movimento combinato degli
esterni (fig.2).
32
Contro un 4-1-4-1 la Roma sfrutta invece
Fig.3
Fig.3
la superiorit numerica dei difensori
centrali per far uscire palla al piede uno di questi che pu quindi servire il centrocampista
nel momento in cui lavanzata viene ostruita dal movimento a pressione dellinterno

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avversario (fig.3). Infine la Roma, seppur raramente, utilizza luscita in verticale per il
trequartista che a sua volta cede palla al centrocampista centrale venuto sostegno. Questa
uscita, che a differenza delle altre ha lo svantaggio di muovere uno dei giocatori
dattacco che di conseguenza pu non essere in posizione ottimale per il susseguente
sviluppo di rifinitura, viene utilizzata contro un avversario schierato con il 4-4-2 che porta
un centrocampista centrale a pressione nella met campo giallorossa.
Da un punto di vista organizzativo i giocatori romanisti sono abili a sostenersi lun laltro ed
il blocco arretrato si avvale delle catene laterali (costituite da difensore laterale, difensore
centrale, centrocampista centrale) e dal
quadrilatero
centrale
(costituito
da
centrocampisti e difensori centrali) per
impostare lazione allo scopo di trovare
poi spazio sul versante opposto. Come
detto la fase di costruzione piuttosto
prolungata ed ha lobiettivo finale di
consentire ad uno dei due centrocampisti
centrali o a uno dei difensori laterali,
8
16
22
21
avanzato allaltezza dei centrocampisti, di
ricevere e poter sviluppare il gioco in
4
5
avanti avendo di fronte a se la porta
avversaria. Ci pu essere ottenuto sia
32
Fig.4
Fig.4
attraverso uno scorrimento di palla
lineare che, con maggior frequenza,
grazie ai pronti cambi di fronte operati, da difensori e centrocampisti centrali, per i terzini.
Nella figura 4 sono graficamente rappresentati i tipici flussi giallorossi.
Fase di rifinitura: principi e sviluppi.

La fase di rifinitura prevalentemente imperniata sui movimenti dei quattro riferimenti


avanzati che vengono supportati dalle discese laterali dei difensori esterni e dagli
inserimenti verticali dei centrocampisti centrali. Il cardine della manovra offensiva dei
giallorossi negli ultimi 30 metri comunque Totti che pur partendo dalla posizione di
centrattacco svaria in realt su tutto il fronte di offensivo attacco liberando spazi per gli
inserimenti dei compagni e dando loro i giusti tempi di gioco. Anche per ci che concerne
gli sviluppi della fase di rifinitura la
squadra si muove ed agisce in modo
differente a seconda della disposizione
avversaria
e
del
contesto
tattico
riuscendo ad essere incisiva sia tramite
10
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21
attacchi laterali finalizzati al cross sia per
22
mezzo di attacchi centrali finalizzati alla
8
16
ricerca della profondit o agli inserimenti
4
5
per il tiro dalla distanza.
Le rappresentazioni grafiche a seguire
mostrano
alcuni
tipici
movimenti
32
giallorossi originati dalle verticalizzazioni
dei centrocampisti centrali.
Fig.5
Fig.5
Nella figura 5, Perrotta si defila e crea

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centralmente spazio per limbucata verso Totti in grado di restituirgli la palla in profondit
(o di scaricare su un sostegno che a sua volta pu lanciare il trequartista giallorosso).
Ovviamente se gli avversari fossero bravi a neutralizzare linserimento di Perrotta, Totti
avrebbe comunque a sostegno il centrocampista centrale in grado di orientare un diverso
sviluppo di rifinitura o la possibilit di girarsi e servire i compagni sul lato debole cos come
mostrato dalla figura 5 bis. Perrotta pu inoltre ricevere in profondit dopo lo scambio
stretto con Totti come mostrato dalla figura 6.

a
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Fig.5
Fig.5 bis

Fig.6
Fig.6

Infine Perrotta pu ancora ricevere in


profondit, vedi figura 7, dopo un cambio di
posizione effettuato con Totti (il capitano
giallorosso si muove incontro alla palla, induce
il reparto avversario ad alzarsi ed al contempo
crea lo spazio ed i presupposti per
linserimento del trequartista giallorosso), od a
seguito dellassist operati dagli attaccanti
laterali
che
si
smarcano
e
ricevono
internamente dopo il classico movimento a
convergere dentro al campo (figure 8 e 9).
Anche in tutti questi tre casi la rifinitura stata
indotta da una verticalizzazione operata dal
centrocampista centrale.

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Fig.7
Fig.7

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Fig.8
Fig.8

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Fig.9
Fig.9

Unaltra tipica caratteristica uscita dei centrocampisti centrali giallorossi il passaggio


appoggiato su Totti che viene incontro. A seguito di questa giocata il centrocampista segue
la palla per ricevere il passaggio di ritorno del numero 10 e chiudere la combinazione o
continua comunque la corsa in attesa di venire innescato dal giocatore sul quale Totti si
andato ad appoggiare (fig10 e 10 bis).

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Fig.10
Fig.10

Fig.10
Fig.10 bis

Pi frequentemente la rifinitura prende forma


da una verticalizzazione operata dallesterno.
Anche in questo caso le combinazioni ed i
possibili sviluppi sono innumerevoli. A seguire
evidenziamo i principali. La figura 11 mostra
lattaccante
laterale
smarcarsi
venendo
incontro al possessore di palla. In questo caso,
se il difensore laterale avversario segue
lattaccante laterale, si aprono gli spazi per il
taglio in apertura di Totti ed a seguire per
quello in verticale di Perrotta. Il terzino ha
quindi due opportunit di gioco oltre al
passaggio di scarico sul centrocampista vicino
che accorre sempre a sostegno. Se viceversa il
terzino avversario rimane a presidio della
propria fascia (fig.11 bis) sar agevole per
lattaccante laterale poter ricevere e, dopo un
controllo orientato, puntare in condizioni di
palla aperta il reparto difensivo avversario.
Anche in questo caso le opportunit di gioco
per il possessore sono diverse:
- rifinitura filtrante per Totti o Perrotta scattati
in profondit a seguito di movimento
combinato;
- passaggio laterale per il terzino, salito in
sovrapposizione, che pu andare al cross.

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Fig.11
Fig.11

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Le figura di pagina successiva mostrano invece


ulteriori sviluppi.

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Fig.11
Fig.11 bis

A lato, la figura 12 mostra il trequartista che


apre in fascia sfruttando il buco creato dal
movimento incontro dellattaccante laterale.
Costui, pu ricevere sia direttamente che a
10
seguito della sponda del riferimento avanzato.
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Anzi, a seguito di questultimo sviluppo, ben
rappresentato dalla figura, il movimento
16
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incontro del centravanti obbliga il difensore a
4
5
scegliere se chiudere lateralmente per
tamponare linserimento o continuare a
mettere
pressione
sullavversario
di
32
riferimento. Oltre che smarcarsi incontro,
lattaccante laterale pu ricevere anche dopo
Fig.12
Fig.12
un taglio tra le linee avversarie o dopo
contromovimento
corto-lungo atto a sorprendere alle spalle il difensore. Le figure 13 e 14 mostrano ulteriori possibili sviluppi.

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32

Fig.13
Fig.13

Fig.14
Fig.14

Contro squadre schierate con il 4-3-2-1 risulta


agevole per gli uomini di Spalletti proporre la
soluzione graficamente rappresentata dalla
figura 15. In questo caso la semplice
sovrapposizione tra difensore ed attaccante
laterale (con il centrocampista che si muove
sempre a sostegno) pu destabilizzare il
sistema di scalate avversario. Contro il 4-3-21, o comunque contro le squadre che per
disposizione tattica faticano ad abbassare un
centrocampista laterale a presidio del lato
debole, la Roma inoltre solita tenere molto
largo lattaccante lontano dalla palla per poi
andarlo ad innescare con un preciso e ficcante
cambio fronte.

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Fig.15
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Un ulteriore esempio di sfondamento laterale


rappresentato dalla figura 16. In questo caso
il centrocampista centrale che verticalizza a
seguito di taglio a ricevere verso linterno
dellattaccante laterale. Tale movimento
idoneo a liberare la corsia per linserimento del
terzino (che comunque parte in anticipo senza
aspettare la verticalizzazione del compagno di
catena). La combinazione si conclude con il
trequartista che ricevuta palla dallattaccante
laterale, apre in fascia favorendo lavanzata del
difensore esterno.
A ridosso dellarea di rigore avversaria i
giallorossi sono abili ad effettuare rapide combinazioni a due in grado di liberare al tiro il
possessore di palla o comunque di creare le
condizioni per la rifinitura filtrante a favore di
un compagno. Sempre a ridosso degli ultimi 16
metri i giallorossi puntano sugli inserimenti e
sulle conclusioni da fuori dei centrocampisti
centrali per perforare la retroguardia altrui.
La figura 17 mostra una combinazione tra il
centrocampista centrale e lattaccante di
riferimento, a seguito della quale il possessore
pu concludere a rete o giocare il filtrante per i
compagni che si proiettano in profondit.

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Fig.16
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Fig.17
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Gli attacchi a campo aperto.

La Roma non una squadra straordinaria nel pressare con tutti gli effettivi, recuperare
celermente la palla e crearsi i presupposti per la ripartenza a campo aperto. La riconquista
della palla avviene prevalentemente nella met campo difensiva e lunico giocatore del
reparto avanzato abile nel mettere sotto pressione gli avversari appare Perrotta. In alcune
circostanze comunque la Roma riesce a ribaltare celermente lazione ed a distendersi in
contropiede. In queste occasioni possibile ammirare labilit di Totti nello smarcarsi per
ricevere luscita verticale e nellinnescare i compagni tramite precisi passaggi in profondit,
labilit di Mancini nel puntare palla al piede lavversario diretto ed il timing di Giuly e
Perrotta nellattaccare lo spazio alle spalle del reparto difensivo avversario.
Lorganizzazione del contropiede romanista sicuramente di buon livello anche se in
talune circostanze la scelta dei tempi individuali non corretta. In linea generale il
contropiede romanista si sviluppa a seguito di una immediata verticalizzazione per Totti
che non appena scorge il possibile recupero di palla da parte di un proprio compagno si
smarca aprendosi in fascia o venendo incontro al possessore. A seguito della ricezione e
della conduzione di palla in avanti da parte di Totti, i compagni dattacco sono abili a
spartirsi il campo a disposizione e ad attaccare la profondit.

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Nelle due rappresentazioni grafiche sottostanti sono evidenziati alcuni tipiche ripartenze
sviluppate dalla Roma (fig.18 e 19).

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Fig.18
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Fig.19
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