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PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO DEL COMUNE DI ARDESIO

VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA

RAPPORTO AMBIENTALE

Ottobre 2012

COMUNE DI ARDESIO
Piazza Monte Grappa, 3 - 24020 ARDESIO (BG)

PERCORSI SOSTENIBILI
Studio Associato dott.sse Stefania Anghinelli e Sara Lodrini
Via Volterra, 9 20146 MILANO

INDICE
PREMESSA

Pag. 3

1. SINTESI DEGLI OBIETTIVI E DEI CONTENUTI DEL DdP

Pag. 5

2. ANALISI DELLA COERENZA

Pag. 13

3. CARATTERISTICHE DEL SISTEMA TERRITORIALE E AMBIENTALE Pag. 28


INTERESSATO DAL DdP
4. OBIETTIVI DI PROTEZIONE AMBIENTALE STABILITI A LIVELLO Pag. 50
COMUNITARIO, STATALE E REGIONALE
5. POSSIBILI RICADUTE AMBIENTALI DEGLI INTERVENTI CONTENUTI Pag. 71
NEL DdP
6. VALUTAZIONE DEGLI OBIETTIVI E DELLE AZIONI DEL DdP

Pag. 73

7. INTEGRAZIONE DEI RISULTATI DELLA VAS NEL DdP

Pag. 163

8. DESCRIZIONI DELLE EVENTUALI DIFFICOLT INCONTRATE NELLA Pag. 164


RACCOLTE DELLE INFORMAZIONI
9. AZIONI DI CONSULTAZIONE, CONCERTAZIONE E PARTECIPAZIONE

Pag. 165

10. METODOLOGIA E STRUMENTI PER IL MONITORAGGIO

Pag. 166

Appendice. CONTENUTI PRELIMINARI DELLO STUDIO DI INCIDENZA

Pag. 168

PREMESSA
Il presente documento costituisce lelaborato finale della procedura di Valutazione Ambientale
Strategica (VAS) del Piano di Governo del Territorio del Comune di Ardesio.
La Valutazione Ambientale Strategica (VAS) costituisce, ai sensi delle vigenti disposizioni
normative, parte integrante del procedimento di formazione ed attuazione del Piano di Governo del
Territorio applicandosi, nello specifico, al Documento di Piano.
La Valutazione Ambientale Strategica un processo introdotto dalla Direttiva Europea 2001/42/CE
relativa alla valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sullambiente, quindi non
riguarda le opere, come la Valutazione dImpatto Ambientale (VIA), e assume per questo
caratteristiche pi generali, da qui la denominazione di Valutazione Ambientale Strategica (VAS).
La VAS definibile come: un processo sistematico inteso a valutare le conseguenze sul piano
ambientale delle azioni proposte - politiche, piani o iniziative nell'ambito di programmi - ai fini di
garantire che tali conseguenze siano incluse a tutti gli effetti e affrontate in modo adeguato fin dalle
prime fasi del processo decisionale, sullo stesso piano delle considerazioni di ordine economico e
sociale.
La VAS, nata concettualmente alla fine degli anni 80, un processo sistematico di valutazione
delle conseguenze ambientali di proposte pianificatorie, finalizzato ad assicurare la loro completa
inclusione a partire dalle prime fasi del processo decisionale.
La VAS permea il piano e ne diventa elemento costruttivo, valutativo, gestionale e di
monitoraggio.
I principali riferimenti legislativi in materia di VAS sono la Direttiva 2001/42/CE del 27 giugno 2001
concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sullambiente e il D. Lgs. n.
152 del 03.04.2006 (oggi modificato e integrato dal D.Lgs. n. 4/2008).
A livello regionale, invece, si riscontra la vigenza di differenti atti deliberativi, volti a regolare il
processo di VAS:
-

la DGR VII/1563 del 22 dicembre 2005 Allegato A (recante Indirizzi generali per la
valutazione ambientale di piani e programmi);

la DCR VIII/351 del 13 marzo 2007 (Indirizzi generali per la valutazione di Piani e
Programmi art. 4, comma 1, LR 12/2005);

la DGR VIII/6420 del 27 dicembre 2007 (recante: Valutazione Ambientale Strategica di


Piani e Programmi Ulteriori adempimenti di disciplina in attuazione dellart. 4 della LR 11
marzo 2005, n. 12, Legge per il governo del territorio e degli Indirizzi generali per la
valutazione ambientale dei Piani e Programmi, approvati con deliberazione del Consiglio
3

Regionale 13 marzo 2007, atti n. VIII/0351), che, negli allegati 1a) e 1b) fornisce ad
integrazione e specificazione delle disposizioni gi vigenti - un modello metodologico
procedurale per la VAS dei Piani di Governo del Territorio;
-

la DGR VIII/10971 del 30 dicembre 2009 (Determinazione della procedura di valutazione


ambientale di piani e programmi VAS Recepimento delle disposizioni di cui al D. Lgs.
16 gennaio 2008, n. 4 modifica, integrazione e inclusione di nuovi modelli);

la DGR IX/761 del 10 novembre 2010 Determinazione della procedura di Valutazione


ambientale di piani e programmi VAS (art. 4, l.r. n. 12/2005; DCR n. 351/2007)
Recepimento delle disposizioni di cui al D.Lgs. 29 giugno 2010, n. 128, con modifica ed
integrazione delle DDGR 27 dicembre 2008, n. 8/6420 e 30 dicembre 2009, n. 8/10971.

Il Comune di Ardesio ha avviato la stesura del proprio Piano di Governo del Territorio e della sua
Valutazione Ambientale Strategica con Deliberazione della Giunta Comunale n. 74 del 22/09/2010.
Il presente documento costituisce il cuore del procedimento VAS, nel quale vengono individuati,
descritti e valutati gli effetti significativi che lattuazione del PGT potrebbe avere sullambiente.
Esso costituisce la base di condivisione e discussione, unitamente alla bozza di Documento di
Piano, nellambito della conferenza di valutazione seduta conclusiva.

CAPITOLO 1
SINTESI DEGLI OBIETTIVI E DEI CONTENUTI DEL DdP
Gli orientamenti iniziali del Documento di Piano del Piano di Governo del Territorio del Comune di
Ardesio sono contenuti nel Documento preliminare al PGT, datato aprile 2009, che detta gli
obiettivi generali per il nuovo strumento di pianificazione locale, organizzati in sistemi, obiettivi che
sono comuni anche alle altre due amministrazioni coinvolte nel processo di co-pianificazione
(Comuni di Gromo e Valbondione).
Gli obiettivi qualificanti che il PGT si pone sono rivolti a rafforzare il legame tra gente e territorio:
-

la qualit, da riscoprire e valorizzare nel tessuto dei centri e dei nuclei storici e nel
territorio, da conseguire nelle espansioni recenti e future, sar dunque il tema centrale di
questo PGT, abbandonando pertanto i riferimenti quantitativi che hanno caratterizzato
soprattutto gli ultimi decenni;

la sostenibilit dellorganizzazione urbana (e quindi degli insediamenti, della dotazione,


distribuzione e gestione dei servizi) e del rapporto degli ambiti urbanizzati con lambiente e
il paesaggio;

la vivibilit di un territorio in cui lavorare anche in forma innovative, in cui abitare in un


contesto vivo e solidale, soprattutto nei rapporti interpersonali, in cui la dimensione e la
prossimit dei servizi essenziali possa esprimere una qualit che compensi la limitata
variet delle proposte e la distanza dai servizi non diffusamente distribuibili sul territorio;

la rilevanza del bagaglio storico e culturale portato da questo territorio e dalle loro
popolazioni, del ruolo di equilibrio e salvaguardia che deriva dal viverlo con consapevole
cura e attenzione, della funzione di sollievo e rigenerazione che una rispettosa e discreta
offerta di accoglienza pu garantire sia nei confronti degli ambiti metropolitani sia nei
confronti dei cittadini dellasta del Serio che possono trovare riferimento di funzioni, servizi
e interessi soprattutto nel capoluogo di Ardesio;

la dignit di una dimensione umana e ambientale che, dalla determinazione a contare


innanzitutto sulle proprie risorse, sappia trarre un ruolo istituzionale e sociale pi
proporzionato alle fatiche ed al vivere in queste realt pi marginali e disagiate.

Obiettivi di sviluppo, miglioramento e conservazione del territorio comunale


Le premesse sopra indicate hanno consentito di individuare una griglia di indirizzi di carattere
generale del PGT cos riassumibili:
1. individuazione di una maglia strutturale che sorregga la moltitudine di servizi gi esistenti
rendendoli meglio visibili e operativamente funzionali delineando una rete di punti di riferimento

funzionale, sociale, organizzativo, produttivo dotati di adeguato grado di riconoscibilit e


accessibilit;
2. integrazione

della

qualit

degli

insediamenti

antropici

(con

il

contenimento

dellimpermeabilizzazione del terreno, la tutela del sottosuolo, la rivalutazione del ruolo degli
impianti arborei, la salvaguardia dei corsi dacqua, lincentivazione delle colture orticole a
carattere familiare), con la razionalizzazione dellutilizzo delle risorse ambientali comprese
quelle rinnovabili impiegabili per la produzione di energia;
3. miglioramento della qualit paesaggistica anche negli ambiti di recente edificazione, da
conseguire sia attraverso i singoli interventi edilizi sia attraverso un meditato e appropriato
disegno delle espansioni e trasformazioni urbane;
4. creazione di una efficace connessione tra la rete viabilistica, soprattutto dolce, e le funzioni
proposte per le zone rurali collocate a ridosso degli ambiti urbanizzati e dei nuclei di antica
formazione, mirando a disegnare un territorio agilmente accessibile e in grado di offrire una
migliore integrazione tra abitare/lavorare/tempo libero/presidio territoriale/offerta turistica di
qualit;
5. introduzione di criteri e possibilit di perequazione e di incentivazione, per consentire
leconomicit di interventi qualitativi in luogo di interventi quantitativi.
Questi indirizzi generali sono stati a loro volta articolati in temi di cui vengono qui indicati i principali
percorsi di approfondimento e di definizione degli indirizzi.

Territorio gi urbanizzato
Il disegno e larticolazione funzionale del centro storico del capoluogo e dei nuclei di antica
formazione e dei percorsi che ne caratterizzano i collegamenti e gli attraversamenti, sono stati
utilizzati come riferimenti per analizzare forma e qualit del territorio urbanizzato, che nel caso di
Ardesio assumono un ruolo determinante proprio per la diffusione e collocazione sul territorio e
rispetto ai principali elementi di caratterizzazione morfologica (fiumi, torrenti, terrazzamenti, canali
di valanga); da queste analisi che sono scaturite le proposte per una possibile ricomposizione e
riqualificazione.
Da questa premessa scaturiscono i seguenti obiettivi per il territorio gi urbanizzato
1. Valorizzare la qualit urbana e di vita sociale che gli antichi nuclei esprimevano attraverso la
ricomposizione e riqualificazione del territorio gi urbanizzato con particolare riguardo a:
sistema dei servizi, livello di infrastrutturazione, qualit urbanistica e architettonica, possibile
introduzione nel tessuto esistente di forme di imprenditoria turistico-alberghiera, anche in forme
diffuse con dimensioni contenute (bed&breakfast, albergo diffuso, ..), conservazione dei
nuclei di antica formazione ricercando anche forme di incentivazione dei recupero e
valorizzazione della cultura materiale, ma soprattutto di maggiore e migliore utilizzo di un

patrimonio edilizio quantitativamente significativo e dotato di straordinaria qualit, quale


indispensabile alternativa ad un ulteriore consumo di suolo
2. Valorizzare e adeguare i percorsi pedonali (oltre che ciclabili, ove ve ne saranno le condizioni)offrendo
una migliore possibilit di collegamento e scambio tra le singole comunit, utilizzando il pi
possibile percorsi storici, da implementare con nuovi tracciati che possano avere pluralit di
funzioni (viabilistiche, ricreative, turistiche)

Ambiti di trasformazione o di espansione


Nel caso di Ardesio lo sviluppo urbanistico-edilizio ha seguito flussi piuttosto lineari, con incrementi
sensibili negli anni 90 e con vistosi decrementi che hanno caratterizzato lintero comparto edilizio
in questi ultimi 2-3 anni; questa condizione ha permesso di limitare sensibilmente effetti di
sfrangiamento, evitando inoltre impatti traumatici su servizi e organizzazione urbana. Gli unici casi
anomali sono di fatto rimasti relegati a quartieri ad esclusiva residenza turistica (2^ casa) che
costituiscono un evidente esempio da non ripetere, soprattutto sotto il profilo del disegno
urbanistico e delle tipologie edilizie introdotte. In un quadro volto prioritariamente a valorizzare il
gi rilevante patrimonio edilizio esistente, una significativa parte
delle previsioni insediative residue del vigente PRG apparsa incoerente o addirittura in
contraddizione con lattenzione posta al contenimento del consumo di suolo, alla salvaguardia e
valorizzazione dei nuclei di antica formazione e dei contesti funzionali e paesaggistici in cui si
trovano, al contenimento degli sfrangiamenti in prossimit delle aree agricole.
Inoltre la dimensione di alcuni comparti di completamento risultata eccessiva e insostenibile ai
fini di un razionale disegno della viabilit e dei servizi primari, rischiando di generare incongruenze
e sprechi nel consumo di suolo soprattutto nei casi in cui lesistente suddivisione di propriet non
poteva corrispondere ad alcun criterio di razionale utilizzo dei suoli a fini urbanizzativi.
Lobiettivo quindi il seguente:
1. Ricucire e riqualificare il tessuto urbano, con attenzione a obiettivi di equilibrio complessivo, sia
a livello di comparto/contesto, sia di Comune, sia di comprensorio

Sistema delle attivit a rilevanza economica


Anche Ardesio, fino alla met del secolo scorso, mostrava una struttura economica non dissimile
dagli altri centri dellAsta del Serio, caratterizzata soprattutto dalla serie delle storiche centrali
idroelettriche che, nel primo trentennio del 900, ha segnato anche economicamente e socialmente
gran parte dellalta valle del Serio e di alcune delle principali valli laterali.
In anni pi recenti grande rilevanza (dimensionale e occupazionale) ha assunto il tappetificio
Radici, che ha aperto la strada per la creazione (anni 80) della zona produttiva pi settentrionale
dellasta del Serio (via 1 maggio) che, mantenendo un riferimento pi prossimo possibile alla
principale via di comunicazione (la SP 49), ha segnato il territorio con edifici di dimensioni anche

rilevanti, mantenendo tuttavia nitido questo riferimento e quindi operando soprattutto per
saturazione degli spazi tra strada e fiume.
A questo polo si era nel frattempo aggiunto quello della localit More, a ridosso del confine con
Villa dOgna (anni 80), successivamente esteso dal Gruppo Radici.
La crisi economica e la necessit di coniugare occupazione, territorio, imprenditoria, esperienza,
energia, servizi, ambiente secondo assetti di volta in volta variabili e adattabili alle peculiarit del
territorio hanno generato i seguenti obiettivi:
1. Favorire lo sviluppo di filiere corte, con forte radicamento territoriale e di crescente valore
qualitativo attraverso la razionalizzazione dellofferta, che proprio la dimensione intercomunale
pu aiutare a sviluppare in forme qualificate, coordinate e concorrenziali con particolare
riferimento a: valorizzazione e potenziamento della ricettivit collettiva in tutte le sue forme
(alberghiera, albergo-diffuso, bed&breakfast, case vacanze, rifugi, agriturismo), nella
prospettiva di estendere e mantenere lofferta su un arco temporale che copra lintero anno
solare, valorizzazione delle attivit produttive collegate allagricoltura montana
2. Valorizzare il comparto produttivo artigianale con linserimento di attivit di servizio
complementari al turismo

Sistema dei servizi


1. Realizzare servizi secondo criteri di dimensionamento, localizzazione e funzionalit che
intersechino tutte le scale di valutazione e progettazione (di comparto, comunale,
intercomunale).
2. Localizzare/dimensionare le strutture sportive, le aree tecnologiche e per servizi ambientali, le
strutture di servizio turistico, le strutture tecnico-amministrative e di protezione civile,
precisandone se di valenza: comunale, sovra comunale
3. Riorganizzare, previa ricognizione, il sistema delle aree di sosta, in relazione alle modalit di
accesso ai nuclei storici, alle aree urbane, alle altre aree e servizi, tenendo conto anche di
nuove funzioni di servizio e della localizzazione delle aree per grandi eventi e per lo
svolgimento del mercato settimanale

Territorio inedificato, paesaggio, ambiente


1. Valorizzare il territorio agricolo con interventi di carattere agricolo, agrituristico, turistico,
ambientale, ricreativo, didattico
2. Favorire, rispetto al territorio forestale, la ripresa delle tradizionali attivit selvicolturali e
incentivare nuove forme di valorizzazione che tengano in considerazione non soltanto laspetto
produttivo ma anche le funzioni turistico-ricreativa, paesaggistica, di protezione idrogeologica
3. Riqualificare gli alpeggi, integrandoli con le forme pi avanzate di turismo ambientale e rurale
entro percorsi coordinati e ben supportati da strutture e servizi di fondovalle

4. Definire norme funzionali ad agevolare ladeguamento agronomico e strutturale degli alpeggi,


ponendo attenzione anche agli aspetti idrogeologici e di accessibilit, e stimolando il loro
inserimento in una rete integrata, con funzioni di natura turistico-ambientale, badando
comunque a salvaguardarne la funzionalit primaria sia degli edifici che delle aree pascolive di
pertinenza
5. Mantenere la valenza esclusivamente di carattere paesaggistico, naturalistico e turisticoricreativo degli incolti
6. Accrescere e sviluppare il ruolo delle aree spondali e di percorsi nella natura anche in chiave
turistica
7. Definire alcune condizioni per lattuazione di possibili interventi di valorizzazione, anche
turistica, da attuarsi negli ambiti di maggiore valenza ambientale e paesaggistica (alta quota,
aree interessate dall'attivit sciistica, ecc.) che siano sostenibili dal punto di vista dellambiente
e progettualmente ispirati ad un adattamento alle naturali condizioni del territorio
Tali obiettivi generali vengono articolati in una serie di azioni riassunte di seguito:
1)

Il Piano ri-attribuisce ai centri storici e dei nuclei di antica formazione, la centralit del ruolo

di riferimento nel disegno del territorio, sia per quanto riguarda gli ambiti gi edificati sia per le
trasformazioni territoriali proposte. La tendenza che ha caratterizzato soprattutto ledificazione
degli ultimi decenni del secolo scorso, con addizioni successive di comparti singolarmente
omogenei ma incapaci di formare un tessuto urbano strutturato, viene abbandonata per
evidenziare una gerarchia (non solo temporale) di ruoli e di riferimenti, che individua nei nuclei pi
antichi i riferimenti funzionali, sociali e paesistici in grado di dare un senso anche allasfissiante
prossimit dei nuovi insediamenti. Sono stati quindi previsti indirizzi e criteri per la localizzazione e
il disegno degli ambiti di trasformazione, diretti a impedire che i nuclei di antica formazione siano
fagocitati dalle nuove espansioni, mantenendoli il pi possibile in condizioni di visibilit e centralit;
anche lutilizzo dei toponimi antichi nella schedatura degli ambiti di trasformazione, indica la
volont di confermarne il ruolo nei confronti del contesto territoriale, sia esso urbanizzato o ultimo
residuo di un contesto rurale che ad essi faceva comunque riferimento. A sua volta il Piano delle
Regole introduce una serie di semplificazioni per il recupero dei nuclei storici con varie funzioni
compatibili con la residenza (anche innovative, soprattutto per la ricettivit diffusa), comunque
volte a evidenziare la supremazia qualitativa, storica e di riferimento sociale di incontro dei centri e
nuclei storici.
2)

La struttura della viabilit, sia ordinaria che ciclopedonale, supporta a sua volta il disegno

sopra indicato, come evidenziato allinterno del Piano dei Servizi, ponendo attenzione alla
dislocazione delle aree di sosta e interscambio, nonch alla localizzazione di aree di supporto a
verde attrezzato ad esse connesse.

Tale rete costituisce a sua volta un elemento di connessione urbana e sociale, che soprattutto
nelle zone pi pianeggianti potr contribuire efficacemente alla parziale neutralizzazione delle
distanze tra le varie parti di territorio urbanizzato e nei confronti dei servizi. A tali funzioni si
sovrapporranno anche funzionalit turistiche ed economiche, grazie anche alla progressiva
integrazione di questi percorsi nella rete della mobilit dolce che partendo dalla zona
dellaltipiano di Clusone si estender lungo lintera vallata dellalto Serio. Inoltre le forme di
accesso facilitato saranno integrate anche nel sistema di accesso ai centri storici, favorendo in tal
modo la dislocazione di aree di sosta ad essi esterne e la conseguente migliore salvaguardia delle
loro caratteristiche architettoniche.
3)

La riqualificazione urbana si attuer anche attraverso il contenimento delluso del suolo,

imponendo un disegno degli ambiti di trasformazione che non disperda e sfrangi il perimetro
urbanizzato, anche densificando le parti gi compromesse, operando quindi per una
stabilizzazione del perimetro urbanizzato su cui concentrare i futuri sforzi di riqualificazione e
riorganizzazione.
4)

Il dimensionamento pi contenuto delle trasformazioni e delle espansioni, sia alla scala

territoriale che di singolo comparto, vuole favorire anche la permanenza di attivit di servizio,
artigianali e di interesse generale anche di dimensioni limitate, favorendo la diffusa presenza di un
tessuto sociale e imprenditoriale che radichi ulteriormente i cittadini al territorio, e le presenze
turistiche ai contesti urbani in cui si collocano. Scaturisce da ci la volont di confermare le
presenze di attrezzature ricettive, le previsioni di nuovi insediamenti e la facilit di inserimento
anche in forme diffuse (bed&breakfast, albergo diffuso, ecc.) di nuove iniziative.
5)

Il sistema dei servizi e delle infrastrutture pubbliche fa tesoro del buon livello di dotazioni

gi conseguito nel corso degli anni, razionalizzandone laccessibilit e la funzionalit,


adeguandone il disegno anche con integrazioni che consentiranno

di conseguire continuit

funzionale, paesaggistica e ambientale, soprattutto lungo i corsi dacqua e in corrispondenza dei


siti di maggior valore paesistico.
6)

Anche per i servizi la dislocazione stata frutto di numerose valutazioni di

approfondimento, in cui sovente si delineavano pluralit di soluzioni di qualit pressoch


equivalente, e per le quali si rivelato di grande utilit riprendere gli indirizzi generali che hanno
indirizzato lazione di progetto dellintero PGT; pur evidenziando la possibilit di affinare alcune
gerarchie, i temi che hanno fondato limpostazione progettuale (il miglioramento della qualit della
vita per arrestare lemorragia di residenti, e la salvaguardia del territorio nei suoi vari aspetti) hanno
comunque guidato la generalit delle scelte assunte.

10

7)

Il tema del territorio e dellambiente stato affrontato su due linee dazione principali:

Il radicamento sul territorio della popolazione, parzialmente estendibile anche ad una sorta
di fidelizzazione della popolazione turistica che utilizza le seconde case o che potrebbe
agevolmente raggiungere Ardesio per brevi periodi, anche attraverso una sorta di
adozione delle sue componenti (agricole, boschive, orticole, di piccoli allevamenti a
terra)

La possibilit di interventi di infrastrutturazione turistica con spiccati connotati di


reversibilit, auspicando in tal modo anche approcci progettuali pi evoluti e supportati da
una migliore conoscenza e percezione delle qualit ambientali e paesaggistiche del
territorio.

8)

Le modalit di attuazione delle previsioni di trasformazione e gestione del territorio

vedranno la centralit delle forme di perequazione, compensazione e incentivazione,


Entrando nel merito degli interventi concretamente previsti dal PGT del Comune di Ardesio, il
Documento di Piano del Piano di Governo del Territorio del Comune di Ardesio, identifica 24
Ambiti di Trasformazione localizzati e suddivisi come riportato nella figura seguente:

11

Da una prima somma delle superfici territoriali coinvolte dagli Ambiti di trasformazione ne deriva un
consumo di suolo pari a 3.279.575 mq; tale dato per non reale perch contiene anche gli ambiti
di fatto gi costruiti, alcuni dei quali presenti nel PdR e soggetti a riqualificazione (AT08, AT10,
AT11, AT13, AT15, AT 17, AT18, AT24) e gli ambiti di trasformazione ambientali, indicati con la
destinazione di agricolo (AT07 e AT19) e con funzione E2 - Area di valore paesaggisticoambientale. Questi ultimi ambiti generano dei crediti volumetrici di 1.500 mc luno1. Secondo
questo ragionamento la superficie territoriale degli Ambiti di trasformazione che implicherebbe un
effettivo consumo di suolo scenderebbe a 194.013 mq (+0,36% rispetto alla intera superficie
territoriale e + 18,5% rispetto alla sola superficie urbanizzata). E doveroso precisare che per
calcolare un reale consumo di suolo si dovrebbe depurare la superficie territoriale da tutte le aree
verdi ed effettivamente non impermeabilizzate; poich tale dettaglio non presente per il PRG
vigente, si manterr il dato sopra esposto per poter operare il confronto fra scenario di piano e
scenario tendenziale.
La volumetria complessiva generata dagli Ambiti di trasformazione contenuti nel DdP, secondo il
ragionamento precedentemente esposto, pari a 60.600 mc con un possibile incremento di 6.500
mc.
Il PGT del Comune di Ardesio prevede inoltre, allinterno del PdR, 14 Permessi di Costruire
Convenzionati prevalentemente residenziali per una superficie territoriale complessiva di 28.205
mq e una volumetria pari a 11.700 mc con un possibile incremento di 1.327 mc. Poich si tratta di
ambiti dalle dimensioni esigue e tutti inseriti nel tessuto urbanizzato gi esistente o in pochi casi
sul bordo delledificato, tali PdCC verranno approfonditi esclusivamente in merito al carico
insediativo che generano e non al consumo di suolo.
Complessivamente il PGT introduce un incremento di abitanti insediabili pari a 482 unit base2
che potrebbero crescere al massimo di 52 unit complessivamente secondo lo schema di seguito
riportato:
Abitanti insediabili PGT
Ab th base
Ab teorici incremento
Ab th max

DdP (AT)
404
43
447

PdR (PdCC)
78
9
87

Totale
482
52
534

1 Dal punto di vista delloccupazione di suolo prevista, i crediti volumetrici vengono trasferiti in altri ambiti di
trasformazione, preservando cos tali aree dalla concreta edificazione pur mantenendone le potenzialit
edificatorie. Tale scelta risulta particolarmente importante rispetto allimpatto ambientale degli Ambiti di
Trasformazione del PGT sia dal punto di vista quantitativo sia dal punto di vista qualitativo poich consente
di preservare e tutelare delle aree di pregio paesaggistico-ambientale.
2 Gli abitanti insediabili ipotizzati comprendono gi una quota di popolazione fluttuante che oggi si attesta
intorno al 25% della popolazione residente e potrebbe salire secondo le previsioni del PGT al 30%.

12

CAPITOLO 2
ANALISI DELLA COERENZA

Le analisi di coerenza esterna e interna consistono nella verifica della rispondenza e non
conflittualit:

degli obiettivi di piano con gli obiettivi generali desunti da documenti programmatici di livello
diverso da quello del piano considerato, nonch da norme e direttive di carattere
internazionale, comunitario, nazionale, regionale e locale (coerenza esterna verticale);

degli obiettivi di piano con gli obiettivi generali di piani di settore dello stesso livello di governo
e dello stesso ambito territoriale (coerenza esterna orizzontale);

interna al piano stesso, fra base conoscitiva, obiettivi generali e specifici, azioni di piano.

Rispetto alla coerenza esterna verticale, stata analizzata la congruenza del DdP del PGT di
Ardesio con gli obiettivi di protezione ambientale stabiliti a livello comunitario, statale e regionale,
con il Piano Territoriale Regionale e con il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP)
della Provincia di Bergamo3.

3 Un ulteriore tema sovraordinato, di enorme importanza per il Comune di Ardesio, quello del progetto
strategico di potenziamento e collegamento dei demani sciabili dellalta valle Seriana e della valle di Scalve.
Lo stato del progetto e del dibattito che su di esso si aperto, non consentono ancora di delineare con
chiarezza le implicazioni di carattere infrastrutturale e di disegno urbanistico e territoriale dei PGT coinvolti,
soprattutto per quanto riguarda le ricadute territoriali e socio-economiche sulla scala comunale.
Il Comune di Ardesio nel PGT si dunque limitato a confermare il demanio sciabile esistente in attesa di
ulteriori indicazioni e sviluppi.
Ciononostante vengono indicati nel Documento di Piano alcuni indirizzi da utilizzare come supporto per
valutazioni e scelte che investiranno i vari strumenti del PGT (DP, PdS, PdR), in relazione al progetto
strategico:
a) un sistema turistico unitario costituisce una prospettiva di indiscutibile importanza socio-economica, ferma
restando la necessit di sviluppare opportune riflessioni sulle potenzialit e sulla sostenibilit economica ed
ambientale delle stazioni esistenti e di eventuali interventi di sviluppo;
b) nel disegno e nel governo del territorio, il sistema sciistico non comunque una variabile indipendente, e
quindi la sostenibilit del sistema dovr essere riferita anche a parametri socio-economici, tecnici,
ambientali, paesaggistici, di dotazione infrastrutturale che i vari comuni coinvolti esprimeranno in relazione
alle prospettive di gestibilit dei rispettivi territori, tenuto conto delle risorse pubbliche ordinariamente
disponibili;
c) il bilancio del Piano dei Servizi dovr essere adeguato tenendo conto dei costi indotti del sistema, con
individuazione delle previsioni di finanziamento della loro attuazione e della successiva gestione;
d) la definizione di eventuali gerarchie e specificit (funzionali, organizzative, di ricettivit, di accessibilit, di
servizi) attribuite alle singole stazioni, potr influire nellindividuazione e dimensionamento delle necessarie
dotazioni di servizi;
e) dovranno essere definiti eventuali sistemi di interconnessione con altre funzioni esistenti e da creare
lungo il fondovalle (turistiche, sportive, ricreative), anche in funzione di utilizzo su pi stagioni.
Oltre al Piano dei Servizi, in cui accessibilit e sosta avranno un ruolo determinante (ma non esclusivo), le
implicazioni e le potenzialit di un progetto di questo tipo dovranno essere rapportati ai piani di sviluppo della
rete commerciale, e ad una approfondita valutazione della ricettivit, esistente e di nuovo sviluppo, e dei
servizi turistici da collocare allinterno dei centri abitati esistenti, anche come strumento di rivitalizzazione di
alcuni ambiti oggi penalizzati da un sensibile abbandono da parte dei residenti.

13

Con riferimento agli obiettivi di protezione ambientale sono stati confrontati gli obiettivi del
Documento di Piano con i dieci criteri di sostenibilit ambientale stabiliti dallUnione Europea. La
matrice che ne risultata (vedi pagina seguente), mostra impatti prevalentemente positivi con
alcune situazioni incerte. Gli impatti positivi coinvolgono sostanzialmente tutti gli obiettivi espressi
nel PGT e mostrano una particolare attenzione alla tutela e valorizzazione dellambiente locale sia
esso naturale o costruito; gli impatti incerti si riferiscono agli obiettivi che comportano i maggiori
interventi materiali e infrastrutturali sul territorio. La positivit o negativit degli impatti sar
determinata dalla scelta degli interventi e delle modalit di esecuzione degli stessi, che gi negli
obiettivi si precisano essere nel pieno rispetto dellambiente e della sostenibilit.

14

15

Promuovere
la
partecipazione del pubblico
alle
decisioni
che
comportano uno sviluppo
sostenibile

Conservare e migliorare la
qualit dellambiente locale

Sensibilizzare
alle
problematiche
ambientali,
sviluppare listruzione e la
formazione
in
campo
ambientale

Conservare e migliorare la
qualit delle risorse storiche
e culturali

Protezione dellatmosfera

Conservare e migliorare la
qualit dei suoli e delle
risorse idriche

Uso e gestione corretta, dal


punto di vista ambientale,
delle sostanze e dei rifiuti
pericolosi/inquinanti
Conservare e migliorare la
stato della fauna e della flora
selvatiche, degli habitat e dei
paesaggi

Obiettivi PGT
Valorizzare la qualit urbana e di vita sociale che gli antichi nuclei
esprimevano attraverso la ricomposizione e riqualificazione del
territorio gi urbanizzato con particolare riguardo a: sistema dei
servizi, livello di infrastrutturazione, qualit urbanistica e
architettonica, possibile introduzione nel tessuto esistente di forme
di imprenditoria turistico-alberghiera, anche in forme diffuse con
dimensioni contenute (bed&breakfast, albergo diffuso, ..),
conservazione dei nuclei di antica formazione ricercando anche
forme di incentivazione dei recupero e valorizzazione della cultura
materiale, ma soprattutto di maggiore e migliore utilizzo di un
patrimonio edilizio straordinario per quantit e qualit, in
alternativa ad un ulteriore consumo di suolo
Valorizzare e adeguare i percorsi pedonali e ciclabili offrendo una
migliore possibilit di collegamento e scambio tra le singole
comunit, utilizzando il pi possibile percorsi storici, da
implementare con nuovi tracciati che possano avere pluralit di
funzioni (viabilistiche, ricreative, turistiche)
Ricucire e riqualificare il tessuto urbano, con attenzione a obiettivi
di equilibrio complessivo, sia a livello di comparto/contesto, sia di
Comune, sia di comprensorio
Favorire lo sviluppo di flilere corte, con forte radicamento
territoriale e di crescente valore qualitativo attraverso la
razionalizzazione dellofferta, che proprio la dimensione
intercomunale pu aiutare a sviluppare in forme qualificate,
coordinate e concorrenziali con particolare riferimento a:
valorizzazione e potenziamento della ricettivit collettiva in tutte le
sue forme (alberghiera, albergo-diffuso, bed&breakfast, case
vacanze, rifugi, agriturismo), nella prospettiva di estendere e
mantenere lofferta su un arco temporale che copra lintero anno
solare, valorizzazione delle attivit produttive collegate
allagricoltura montana

Impiego
delle
risorse
rinnovabili nei limiti della
capacit di rigenerazione

Criteri di sviluppo sostenibile

Ridurre al minimo limpiego


delle risorse energetiche non
rinnovabili

Matrice di confronto fra Principi di sostenibilit ambientale e obiettivi del PGT

+/+/+/+/+/-

+/-

+/+/-

16

Promuovere
la
partecipazione del pubblico
alle
decisioni
che
comportano uno sviluppo
sostenibile

Sensibilizzare
alle
problematiche
ambientali,
sviluppare listruzione e la
formazione
in
campo
ambientale

Protezione dellatmosfera

Conservare e migliorare la
qualit dellambiente locale

Conservare e migliorare la
qualit delle risorse storiche
e culturali

Conservare e migliorare la
qualit dei suoli e delle
risorse idriche

Uso e gestione corretta, dal


punto di vista ambientale,
delle sostanze e dei rifiuti
pericolosi/inquinanti
Conservare e migliorare la
stato della fauna e della flora
selvatiche, degli habitat e dei
paesaggi

Impiego
delle
risorse
rinnovabili nei limiti della
capacit di rigenerazione

Obiettivi PGT
Valorizzare il comparto produttivo artigianale con linserimento di
attivit di servizio complementari al turismo
Razionalizzare, potenziare e dimensionare qualitativamente i
servizi pubblici realizzando servizi secondo criteri di
dimensionamento, localizzazione e funzionalit che intersechino
tutte le scale di valutazione e progettazione (di comparto,
comunale, intercomunale)
Localizzare/dimensionare le strutture sportive, le aree
tecnologiche e per servizi ambientali, le strutture di servizio
turistico, le strutture tecnico-amministrative e di protezione civile,
precisandone se di valenza: comunale, sovra comunale
Riorganizzare, previa ricognizione, il sistema delle aree di sosta,
in relazione alle modalit di accesso ai nuclei storici, alle aree
urbane, alle altre aree e servizi, tenendo conto anche di nuove
funzioni di servizio e della localizzazione delle aree per grandi
eventi e per lo svolgimento del mercato settimanale
Valorizzare il territorio agricolo con interventi di carattere agricolo,
agrituristico, turistico, ambientale, ricreativo, didattico
Favorire, rispetto al territorio forestale, la ripresa delle tradizionali
attivit selvicolturali e incentivare nuove forme di valorizzazione
che tengano in considerazione non soltanto laspetto produttivo
ma anche le funzioni turistico-ricreativa, paesaggistica, di
protezione idrogeologica
Riqualificare gli alpeggi, integrandoli con le forme pi avanzate di
turismo ambientale e rurale entro percorsi coordinati e ben
supportati da strutture e servizi di fondovalle
Definire norme funzionali ad agevolare ladeguamento
agronomico e strutturale degli alpeggi, ponendo attenzione anche
agli aspetti idrogeologici e di accessibilit, e stimolando il loro
inserimento in una rete integrata, con funzioni di natura turisticoambientale, badando comunque a salvaguardarne la funzionalit
primaria sia degli edifici che delle aree pascolive di pertinenza
Mantenere la valenza esclusivamente di carattere paesaggistico,
naturalistico e turistico-ricreativo degli incolti

Ridurre al minimo limpiego


delle risorse energetiche non
rinnovabili

Criteri di sviluppo sostenibile

+/+

+
+
+
+

+ coerente; +/- parzialmente coerente; - incoerente

17

Promuovere
la
partecipazione del pubblico
alle
decisioni
che
comportano uno sviluppo
sostenibile

Sensibilizzare
alle
problematiche
ambientali,
sviluppare listruzione e la
formazione
in
campo
ambientale

Protezione dellatmosfera

Conservare e migliorare la
qualit dellambiente locale

Conservare e migliorare la
qualit delle risorse storiche
e culturali

Conservare e migliorare la
qualit dei suoli e delle
risorse idriche

Uso e gestione corretta, dal


punto di vista ambientale,
delle sostanze e dei rifiuti
pericolosi/inquinanti
Conservare e migliorare la
stato della fauna e della flora
selvatiche, degli habitat e dei
paesaggi

Impiego
delle
risorse
rinnovabili nei limiti della
capacit di rigenerazione

Obiettivi PGT
Accrescere e sviluppare il ruolo delle aree spondali e di percorsi
nella natura anche in chiave turistica
Definire alcune condizioni per lattuazione di possibili interventi di
valorizzazione, anche turistica, da attuarsi negli ambiti di maggiore
valenza ambientale e paesaggistica (alta quota, aree interessate
dall'attivit sciistica, ecc.) che siano sostenibili dal punto di vista
dellambiente e progettualmente ispirati ad un adattamento alle
naturali condizioni del territorio
Individuare punti di riferimento funzionale, sociale, organizzativo,
produttivo, e definire una maglia strutturale che sorregga la
moltitudine di servizi gi esistenti rendendoli meglio visibili e
operativamente funzionali
Integrare la qualit degli insediamenti antropici (contenimento
dellimpermeabilizzazione del terreno, tutela del sottosuolo, ruolo
degli impianti arborei, salvaguardia dei corsi dacqua,
incentivazione delle colture orticole a carattere familiare), con la
razionalizzazione dellutilizzo delle risorse ambientali, comprese
quelle rinnovabili impiegabili per la produzione di energia, anche
in dimensioni territoriali alle varie scale di convenienza e fruibilit
Migliorare la qualit paesaggistica anche in riferimento agli ambiti
edificati
Assicurare la connessione tra la rete viabilistica, soprattutto
ciclopedonale, le funzioni proposte per le zone rurali di pi facile
accesso e i nuclei di antica formazione di qualit, disegnando un
territorio di facile accesso come un sistema sempre pi integrato
tra abitare/lavorare/tempo
libero/presidio territoriale/offerta
turistica di qualit
Utilizzare lo strumento della perequazione e incentivazione
per consentire leconomicit di interventi qualitativi in luogo di
interventi quantitativi

Ridurre al minimo limpiego


delle risorse energetiche non
rinnovabili

Criteri di sviluppo sostenibile

Rispetto alla coerenza degli obiettivi del DdP con il Piano Territoriale Regionale, si riassumono di
seguito i 24 obiettivi in esso contenuti:
1. favorire linnovazione, lo sviluppo della conoscenza e la sua diffusione;
2. favorire le relazioni di lungo e di breve raggio, tra i territori della Lombardia e tra il territorio
regionale con lesterno, intervenendo sulle reti materiali (infrastrutture di trasporto e reti
tecnologiche) e immateriali (fiere, universit, ecc.) con attenzione alla sostenibilit ambientale e
allintegrazione paesaggistica;
3. assicurare a tutti i territori della Regione e a tutti i cittadini laccesso ai servizi pubblici e di
pubblica utilit;
4. perseguire lefficienza nella fornitura dei servizi pubblici e di pubblica utilit;
5. migliorare la qualit e la vitalit dei contesti urbani e dellabitare nella sua accezione estensiva di
spazio fisico, relazionale, di movimento e identitaria (contesti multifunzionali, accessibili,
ambientalmente qualificati e sostenibili, paesaggisticamente coerenti e riconoscibili);
6. porre le condizioni per unofferta adeguata alla domanda di spazi per la residenza, la
produzione, il commercio, lo sport e il tempo libero;
7. tutelare la salute del cittadino attraverso la prevenzione ed il contenimento dellinquinamento
delle acque, acustico, dei suoli, elettromagnetico, luminoso e atmosferico;
8. perseguire la sicurezza dei cittadini rispetto ai rischi derivanti dai modi di utilizzo del territorio,
agendo sulla prevenzione e diffusione della conoscenza del rischio (idrogeologico, sismico,
industriale, tecnologico, derivante dalla mobilit, dagli usi del sottosuolo, dalla presenza di
manufatti, dalle attivit estrattive), sulla pianificazione e sullutilizzo prudente del suolo e delle
acque;
9. assicurare lequit nella distribuzione sul territorio dei costi e dei benefici economici, sociali ed
ambientali derivanti dallo sviluppo economico, infrastrutturale ed edilizio;
10. promuovere unofferta integrata di funzioni turistico-ricreative sostenibili, mettendo a sistema le
risorse ambientali, culturali, paesaggistiche e agroalimentari della Regione e diffondendo la
cultura del turismo non invasivo;
11. promuovere un sistema produttivo di eccellenza attraverso il rilancio del sistema agroalimentare
come fattore di produzione, ma anche come settore turistico, il miglioramento della competitivit
del sistema industriale, lo sviluppo del sistema fieristico con attenzione alla sostenibilit;
12. valorizzare il ruolo di Milano quale punto di forza del sistema economico, culturale e
dellinnovazione e come competitore a livello globale;
13. realizzare un sistema policentrico di centralit urbane compatte ponendo attenzione al rapporto
tra centri urbani e aree meno dense, alla valorizzazione dei piccoli centri come strumento di
presidio del territorio, al miglioramento del sistema infrastrutturale;

18

14. riequilibrare ambientalmente e valorizzare paesaggisticamente i territori della Lombardia anche


attraverso un attento utilizzo dei sistemi agricolo e forestale come elementi di ricomposizione
paesaggistica, di rinaturalizzazione del territorio, tenendo conto delle potenzialit degli habitat;
15. supportare gli Enti Locali nellattivit di programmazione e promuovere la sperimentazione e la
qualit programmatica e progettuale per garantire il perseguimento della sostenibilit della
crescita nella programmazione e progettazione a tutti i livelli di governo;
16. tutelare le risorse scarse (acque, suolo e fonti energetiche) indispensabili per il perseguimento
dello sviluppo;
17. garantire la qualit delle risorse naturali ed ambientali, attraverso la progettazioni delle reti
ecologiche,

la

riduzione

delle

emissioni

climalteranti

ed

inquinanti,

il

contenimento

dellinquinamento delle acque, acustico,dei suoli, elettromagnetico e luminoso e la gestione


idrica integrata;
18. favorire la graduale trasformazione dei comportamenti anche individuali e degli approcci culturali
verso un utilizzo razionale e sostenibile di ogni risorsa, lattenzione ai temi ambientali e della
biodiversit, paesaggistici e culturali, la fruizione turistica e sostenibile;
19. valorizzare in forma integrata il territorio e le sue risorse anche attraverso la messa a sistema
dei patrimoni paesaggistico, culturale, ambientale, naturalistico, forestale e agroalimentare;
20. promuovere lintegrazione paesistica, ambientale e naturalistica degli interventi derivanti dallo
sviluppo economico, infrastrutturale ed edilizio;
21. realizzare la pianificazione integrata del territorio e degli interventi con particolare attenzione alla
rigorosa mitigazione degli impatti;
22. responsabilizzare la collettivit e promuovere linnovazione di prodotto e di processo al fine di
minimizzare limpatto delle attivit antropiche sial legate alla produzione (attivit agricola,
industriale e commerciale) che alla vita quotidiana (mobilit, residenza, turismo);
23. gestire con modalit istituzionali cooperative le funzioni e le complessit dei sistemi trans
regionali;
24. rafforzare il ruolo di Motore Europeo della Lombardia, garantendo le condizioni per la
competitivit di funzioni e di contesti regionali forti.

Non si evidenziano incoerenze fra gli obiettivi del DdP del PGT di Ardesio e il PTR bens
comunit di intenti per la quasi totalit di essi. Si rileva inoltre che il PTR non evidenzia
indirizzi e programmi di diretta applicazione sul territorio comunale; le indicazioni di maggior
significato attengono alle componenti paesaggistiche e ambientali, che verranno
considerate nel concreto nella fase valutativa.

19

In merito al rapporto con il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Bergamo,


il PTCP vigente articola i propri contenuti rispetto a quattro tematiche di interesse
territoriale:

Suolo e acque

Paesaggio e ambiente

Sistema infrastrutturale per la mobilit

Assetti insediativi

Per ciascuno di tali sistemi il PTCP articola obiettivi e politiche/azioni e detta prescrizioni,
direttive e/o indirizzi.

Obiettivi PTCP generali


1 - Compatibilit dei processi di trasformazione
e di uso del suolo con la necessaria
salvaguardia delle risorse, ed in particolare
della risorsa suolo agricolo
2 Difesa dal rischio idrogeologico e idraulico,
tutela della qualit dellaria e delle acque,
pregiudiziali
alla
destinazione
e
alla
trasformazione del suolo
3 Realizzazione di un sistema di aree e
ambiti di continuit del verde con attenzione
alla variet e alla diversit biologica
4 Tutela e riqualificazione del paesaggio,
promozione di nuovi paesaggi in sistemi
degradati o con interventi di trasformazione
territoriale
5 Salvaguardia e valorizzazione dei beni
culturali e delle culture locali
6 Qualit e accessibilit delle funzioni
centrali strategiche in un sistema integrato di
centralit urbane, con particolare attenzione
allorganizzazione dei servizi e ai nodi di
scambio intermodale

7 Nuova modalit della trasformazione


edilizia (residenziale, industriale, terziaria,
ecc.) in risposta alle esigenze insediative e di
elevata qualit insediativa
8 Razionalizzazione della distribuzione delle
aree produttive e dei servizi a loro supporto
9 Formazione di piani locali per lo sviluppo
sostenibile

Obiettivi PTCP specifici


1a - Salvaguardia della risorsa suolo agricolo
1b Contenimento delle trasformazioni e del consumo di
suolo
2a - Difesa dal rischio idrogeologico e idraulico
2b Miglioramento della qualit dellaria
2c Tutela della qualit delle acque superficiali e
sotterranee
3a Rete con valenza ambientale-paesistica e sistema di
contiguit del verde
3b Variet e diversit biologica delle aree
4a Tutela e riqualificazione del paesaggio esistente
4b Riqualificazione di ambiti degradati e di frangia
4c Qualificazione di nuovi interventi
5a Tutela del patrimonio architettonico di interesse
storico, artistico, culturale ed ambientale
6a Grado di cooperazione intercomunale e integrazione
servizi
6b Contenimento spostamenti e uso del trasporto
pubblico
6c Percorsi ciclo-pedonali casa-lavoro-servizi
6d Accessibilit alle aree di interscambio modale
7a Compattazione tessuto insediativo, ricostituzione
forma urbana, evitare aree/complessi produttivi isolati
7b Sviluppi insediativi rapportati agli effettivi fabbisogni,
con priorit al recupero dellesistente, dei centri storici e alla
riqualificazione delle aree degradate
7c- Adeguato mix funzionale residenza, commercio e
servizi
8a Recupero del patrimonio dismesso, riutilizzo di
complessi e aree produttive esistenti, compatibilit con altre
funzioni
9a Processi di A21 locali
9b Certificazioni comunali ISO14001/EMAS

20

+
+
+

21

Formazione di piani locali per lo


sviluppo sostenibile

Razionalizzazione
della
distribuzione
delle
aree
produttive e dei servizi a loro
supporto

Salvaguardia e valorizzazione
dei beni culturali e delle culture
locali

Qualit e accessibilit delle


funzioni centrali strategiche in
un sistema integrato di centralit
urbane,
con
particolare
attenzione allorganizzazione dei
servizi e ai nodi di scambio
intermodale
Nuova
modalit
della
trasformazione
edilizia
(residenziale,
industriale,
terziaria, ecc.) in risposta alle
esigenze insediative e di elevata
qualit insediativa

Tutela e riqualificazione del


paesaggio, promozione di nuovi
paesaggi in sistemi degradati o
con interventi di trasformazione
territoriale

Realizzazione di un sistema di
aree e ambiti di continuit del
verde con attenzione alla
variet e alla diversit biologica

Obiettivi PGT
Valorizzare la qualit urbana e di vita sociale che gli antichi
nuclei esprimevano attraverso la ricomposizione e
riqualificazione del territorio gi urbanizzato con particolare
riguardo a: sistema dei servizi, livello di infrastrutturazione,
qualit urbanistica e architettonica, possibile introduzione nel
tessuto esistente di forme di imprenditoria turisticoalberghiera, anche in forme diffuse con dimensioni contenute
(bed&breakfast, albergo diffuso, ..), conservazione dei
nuclei di antica formazione ricercando anche forme di
incentivazione dei recupero e valorizzazione della cultura
materiale, ma soprattutto di maggiore e migliore utilizzo di un
patrimonio edilizio straordinario per quantit e qualit, in
alternativa ad un ulteriore consumo di suolo
Valorizzare e adeguare i percorsi pedonali e ciclabili offrendo
una migliore possibilit di collegamento e scambio tra le
singole comunit, utilizzando il pi possibile percorsi storici, da
implementare con nuovi tracciati che possano avere pluralit
di funzioni (viabilistiche, ricreative, turistiche)
Ricucire e riqualificare il tessuto urbano, con attenzione a
obiettivi di equilibrio complessivo, sia a livello di
comparto/contesto, sia di Comune, sia di comprensorio
Favorire lo sviluppo di flilere corte, con forte radicamento
territoriale e di crescente valore qualitativo attraverso la
razionalizzazione dellofferta, che proprio la dimensione
intercomunale pu aiutare a sviluppare in forme qualificate,
coordinate e concorrenziali con particolare riferimento a:
valorizzazione e potenziamento della ricettivit collettiva in
tutte
le
sue
forme
(alberghiera,
albergo-diffuso,
bed&breakfast, case vacanze, rifugi, agriturismo), nella
prospettiva di estendere e mantenere lofferta su un arco
temporale che copra lintero anno solare, valorizzazione delle
attivit produttive collegate allagricoltura montana

Difesa dal rischio idrogeologico


e idraulico, tutela della qualit
dellaria
e
delle
acque,
pregiudiziali alla destinazione e
alla trasformazione del suolo

Obiettivi PTCP

Compatibilit dei processi di


trasformazione e di uso del
suolo
con
la
necessaria
salvaguardia delle risorse, ed in
particolare della risorsa suolo
agricolo

Matrice di confronto Obiettivi PTCP e Obiettivi PGT

Valorizzare il comparto produttivo artigianale con linserimento


di attivit di servizio complementari al turismo
Razionalizzare, potenziare e dimensionare qualitativamente i
servizi pubblici realizzando servizi secondo criteri di
dimensionamento,
localizzazione
e
funzionalit
che
intersechino tutte le scale di valutazione e progettazione (di
comparto, comunale, intercomunale)
Localizzare/dimensionare le strutture sportive, le aree
tecnologiche e per servizi ambientali, le strutture di servizio
turistico, le strutture tecnico-amministrative e di protezione
civile, precisandone se di valenza: comunale, sovra comunale
Riorganizzare, previa ricognizione, il sistema delle aree di
sosta, in relazione alle modalit di accesso ai nuclei storici,
alle aree urbane, alle altre aree e servizi, tenendo conto anche
di nuove funzioni di servizio e della localizzazione delle aree
per grandi eventi e per lo svolgimento del mercato settimanale
Valorizzare il territorio agricolo con interventi di carattere
agricolo, agrituristico, turistico, ambientale, ricreativo, didattico
Favorire, rispetto al territorio forestale, la ripresa delle
tradizionali attivit selvicolturali e incentivare nuove forme di
valorizzazione che tengano in considerazione non soltanto
laspetto produttivo ma anche le funzioni turistico-ricreativa,
paesaggistica, di protezione idrogeologica
Riqualificare gli alpeggi, integrandoli con le forme pi avanzate
di turismo ambientale e rurale entro percorsi coordinati e ben
supportati da strutture e servizi di fondovalle
Definire norme funzionali ad agevolare ladeguamento
agronomico e strutturale degli alpeggi, ponendo attenzione
anche agli aspetti idrogeologici e di accessibilit, e stimolando
il loro inserimento in una rete integrata, con funzioni di natura
turistico-ambientale, badando comunque a salvaguardarne la
funzionalit primaria sia degli edifici che delle aree pascolive
di pertinenza
Mantenere la valenza esclusivamente di carattere
paesaggistico, naturalistico e turistico-ricreativo degli incolti

+/-

+/-

+/-

+/-

+/+/-

+/+/-

+/-

+
22

Formazione di piani locali per lo


sviluppo sostenibile

Razionalizzazione
della
distribuzione
delle
aree
produttive e dei servizi a loro
supporto

Qualit e accessibilit delle


funzioni centrali strategiche in
un sistema integrato di centralit
urbane,
con
particolare
attenzione allorganizzazione dei
servizi e ai nodi di scambio
intermodale
Nuova
modalit
della
trasformazione
edilizia
(residenziale,
industriale,
terziaria, ecc.) in risposta alle
esigenze insediative e di elevata
qualit insediativa

Salvaguardia e valorizzazione
dei beni culturali e delle culture
locali

Tutela e riqualificazione del


paesaggio, promozione di nuovi
paesaggi in sistemi degradati o
con interventi di trasformazione
territoriale

Realizzazione di un sistema di
aree e ambiti di continuit del
verde con attenzione alla
variet e alla diversit biologica

Difesa dal rischio idrogeologico


e idraulico, tutela della qualit
dellaria
e
delle
acque,
pregiudiziali alla destinazione e
alla trasformazione del suolo

Obiettivi PGT

Compatibilit dei processi di


trasformazione e di uso del
suolo
con
la
necessaria
salvaguardia delle risorse, ed in
particolare della risorsa suolo
agricolo

Obiettivi PTCP

Accrescere e sviluppare il ruolo delle aree spondali e di


percorsi nella natura anche in chiave turistica
Definire alcune condizioni per lattuazione di possibili interventi
di valorizzazione, anche turistica, da attuarsi negli ambiti di
maggiore valenza ambientale e paesaggistica (alta quota,
aree interessate dall'attivit sciistica, ecc.) che siano
sostenibili dal punto di vista dellambiente e progettualmente
ispirati ad un adattamento alle naturali condizioni del territorio
Individuare punti di riferimento funzionale, sociale,
organizzativo, produttivo, e definire una maglia strutturale che
sorregga la moltitudine di servizi gi esistenti rendendoli
meglio visibili e operativamente funzionali
Integrare la qualit degli insediamenti antropici (contenimento
dellimpermeabilizzazione del terreno, tutela del sottosuolo,
ruolo degli impianti arborei, salvaguardia dei corsi dacqua,
incentivazione delle colture orticole a carattere familiare), con
la razionalizzazione dellutilizzo delle risorse ambientali,
comprese quelle rinnovabili impiegabili per la produzione di
energia, anche in dimensioni territoriali alle varie scale di
convenienza e fruibilit
Migliorare la qualit paesaggistica anche in riferimento agli
ambiti edificati

+/+
+
+

+
+

Assicurare la connessione tra la rete viabilistica, soprattutto


ciclopedonale, le funzioni proposte per le zone rurali di pi
facile accesso e i nuclei di antica formazione di qualit,
disegnando un territorio di facile accesso come un sistema
sempre pi integrato tra abitare/lavorare/tempo libero/presidio
territoriale/offerta turistica di qualit
Utilizzare lo strumento della perequazione e incentivazione
per consentire leconomicit di interventi qualitativi in luogo di
interventi quantitativi

+
+
+

+ coerente; +/- parzialmente coerente; - incoerente

23

Formazione di piani locali per lo


sviluppo sostenibile

Razionalizzazione
della
distribuzione
delle
aree
produttive e dei servizi a loro
supporto

Qualit e accessibilit delle


funzioni centrali strategiche in
un sistema integrato di centralit
urbane,
con
particolare
attenzione allorganizzazione dei
servizi e ai nodi di scambio
intermodale
Nuova
modalit
della
trasformazione
edilizia
(residenziale,
industriale,
terziaria, ecc.) in risposta alle
esigenze insediative e di elevata
qualit insediativa

Salvaguardia e valorizzazione
dei beni culturali e delle culture
locali

Tutela e riqualificazione del


paesaggio, promozione di nuovi
paesaggi in sistemi degradati o
con interventi di trasformazione
territoriale

Realizzazione di un sistema di
aree e ambiti di continuit del
verde con attenzione alla
variet e alla diversit biologica

Difesa dal rischio idrogeologico


e idraulico, tutela della qualit
dellaria
e
delle
acque,
pregiudiziali alla destinazione e
alla trasformazione del suolo

Obiettivi PGT

Compatibilit dei processi di


trasformazione e di uso del
suolo
con
la
necessaria
salvaguardia delle risorse, ed in
particolare della risorsa suolo
agricolo

Obiettivi PTCP

Rispetto agli obiettivi generali del DdP di Ardesio non emergono incongruenze e incoerenze con
quanto dettato dal PTCP della Provincia di Bergamo. Vi sono altres elementi di accordo e comunit
dintenti rispetto agli obiettivi del PTCP per tutti gli indirizzi di sviluppo del DdP, con particolare
riferimento al contenimento del consumo di suolo, alla ricomposizione e riqualificazione del tessuto
insediativo, alla tutela degli ambiti naturali e del paesaggio esistente, alla salvaguardia e
valorizzazione delle aree agricole, alla tutela del patrimonio architettonico di interesse storico,
artistico, culturale ed ambientale.
Infine, si rilevano alcune incertezze nella congruit degli obiettivi legati alle possibili, seppur minime,
nuove edificazioni; tali incertezze dipendono non tanto dagli obiettivi definiti quanto dalla loro
successiva modalit di attuazione concreta sul territorio attraverso interventi specifici. Per la
valutazione ambientale di questo aspetto si rimanda dunque alla fase di monitoraggio del PGT.
Un approfondimento pi concreto e calato sul territorio viene effettuato nel capitolo dedicato alla
valutazione degli Ambiti di Trasformazione del piano dove si riprendono alcuni tematismi ambientali
e territoriale presenti anche nel PTCP.
In merito alla coerenza interna, la matrice seguente analizza gli obiettivi specifici del PGT con le
relative azioni; la valutazione effettuata evidenzia una piena coerenza.

24

di
forme

Centralit delle
perequazione,
compensazione
incentivazione

lndividuazione di due ambiti di


interesse e tutela archeologica
(la valle del Goglio e il coren
del cuc)

25

Possibilit di interventi di
infrastrutturazione
turistica
con spiccati connotati di
reversibilit

Obiettivi PGT
Valorizzare la qualit urbana e di vita sociale che gli antichi nuclei
esprimevano attraverso la ricomposizione e riqualificazione del
territorio gi urbanizzato con particolare riguardo a: sistema dei
servizi, livello di infrastrutturazione, qualit urbanistica e
architettonica, possibile introduzione nel tessuto esistente di forme
di imprenditoria turistico-alberghiera, anche in forme diffuse con
dimensioni contenute (bed&breakfast, albergo diffuso, ..),
conservazione dei nuclei di antica formazione ricercando anche
forme di incentivazione dei recupero e valorizzazione della cultura
materiale, ma soprattutto di maggiore e migliore utilizzo di un
patrimonio edilizio straordinario per quantit e qualit, in
alternativa ad un ulteriore consumo di suolo
Valorizzare e adeguare i percorsi pedonali e ciclabili offrendo una
migliore possibilit di collegamento e scambio tra le singole
comunit, utilizzando il pi possibile percorsi storici, da
implementare con nuovi tracciati che possano avere pluralit di
funzioni (viabilistiche, ricreative, turistiche)
Ricucire e riqualificare il tessuto urbano, con attenzione a obiettivi
di equilibrio complessivo, sia a livello di comparto/contesto, sia di
Comune, sia di comprensorio
Favorire lo sviluppo di flilere corte, con forte radicamento
territoriale e di crescente valore qualitativo attraverso la
razionalizzazione dellofferta, che proprio la dimensione
intercomunale pu aiutare a sviluppare in forme qualificate,
coordinate e concorrenziali con particolare riferimento a:
valorizzazione e potenziamento della ricettivit collettiva in tutte le
sue forme (alberghiera, albergo-diffuso, bed&breakfast, case
vacanze, rifugi, agriturismo), nella prospettiva di estendere e
mantenere lofferta su un arco temporale che copra lintero anno
solare, valorizzazione delle attivit produttive collegate
allagricoltura montana

Strutturazione della viabilit,


ordinaria e ciclopedonale, a
supporto del disegno urbano e
territoriale
delineato
in
precedenza (azione 1)
Contenimento delluso del
suolo
Mantenimento delle attivit di
servizio, artigianali e di
interesse generale anche di
dimensioni limitate
Razionalizzazione
dellaccessibilit
e
della
funzionalit del sistema dei
servizi e delle infrastrutture
pubbliche,
anche
con
integrazioni, gi con un buon
livello di dotazioni
Radicamento sul territorio
della
popolazione,
parzialmente
estendibile
anche ad una sorta di
fidelizzazione
della
popolazione
turistica
che
utilizza le seconde case

Azioni PGT

Ri-attribuzione ai centri storici


e
ai
nuclei
di
antica
formazione della centralit del
ruolo
di
riferimento
nel
disegno del territorio

Matrice di confronto fra Obiettivi e Azioni del PGT

+
+

+
26

di
forme

Centralit delle
perequazione,
compensazione
incentivazione

lndividuazione di due ambiti di


interesse e tutela archeologica
(la valle del Goglio e il coren
del cuc)

Possibilit di interventi di
infrastrutturazione
turistica
con spiccati connotati di
reversibilit

Strutturazione della viabilit,


ordinaria e ciclopedonale, a
supporto del disegno urbano e
territoriale
delineato
in
precedenza (azione 1)
Contenimento delluso del
suolo
Mantenimento delle attivit di
servizio, artigianali e di
interesse generale anche di
dimensioni limitate
Razionalizzazione
dellaccessibilit
e
della
funzionalit del sistema dei
servizi e delle infrastrutture
pubbliche,
anche
con
integrazioni, gi con un buon
livello di dotazioni
Radicamento sul territorio
della
popolazione,
parzialmente
estendibile
anche ad una sorta di
fidelizzazione
della
popolazione
turistica
che
utilizza le seconde case

Obiettivi PGT
Valorizzare il comparto produttivo artigianale con linserimento di
attivit di servizio complementari al turismo
Razionalizzare, potenziare e dimensionare qualitativamente i
servizi pubblici realizzando servizi secondo criteri di
dimensionamento, localizzazione e funzionalit che intersechino
tutte le scale di valutazione e progettazione (di comparto,
comunale, intercomunale)
Localizzare/dimensionare le strutture sportive, le aree
tecnologiche e per servizi ambientali, le strutture di servizio
turistico, le strutture tecnico-amministrative e di protezione civile,
precisandone se di valenza: comunale, sovra comunale
Riorganizzare, previa ricognizione, il sistema delle aree di sosta, in
relazione alle modalit di accesso ai nuclei storici, alle aree
urbane, alle altre aree e servizi, tenendo conto anche di nuove
funzioni di servizio e della localizzazione delle aree per grandi
eventi e per lo svolgimento del mercato settimanale
Valorizzare il territorio agricolo con interventi di carattere agricolo,
agrituristico, turistico, ambientale, ricreativo, didattico
Favorire, rispetto al territorio forestale, la ripresa delle tradizionali
attivit selvicolturali e incentivare nuove forme di valorizzazione
che tengano in considerazione non soltanto laspetto produttivo
ma anche le funzioni turistico-ricreativa, paesaggistica, di
protezione idrogeologica
Riqualificare gli alpeggi, integrandoli con le forme pi avanzate di
turismo ambientale e rurale entro percorsi coordinati e ben
supportati da strutture e servizi di fondovalle
Definire norme funzionali ad agevolare ladeguamento agronomico
e strutturale degli alpeggi, ponendo attenzione anche agli aspetti
idrogeologici e di accessibilit, e stimolando il loro inserimento in
una rete integrata, con funzioni di natura turistico-ambientale,
badando comunque a salvaguardarne la funzionalit primaria sia
degli edifici che delle aree pascolive di pertinenza
Mantenere la valenza esclusivamente di carattere paesaggistico,
naturalistico e turistico-ricreativo degli incolti

Ri-attribuzione ai centri storici


e
ai
nuclei
di
antica
formazione della centralit del
ruolo
di
riferimento
nel
disegno del territorio

Azioni PGT

+
+
+

di
forme

Centralit delle
perequazione,
compensazione
incentivazione

+
+

lndividuazione di due ambiti di


interesse e tutela archeologica
(la valle del Goglio e il coren
del cuc)

Possibilit di interventi di
infrastrutturazione
turistica
con spiccati connotati di
reversibilit

Strutturazione della viabilit,


ordinaria e ciclopedonale, a
supporto del disegno urbano e
territoriale
delineato
in
precedenza (azione 1)
Contenimento delluso del
suolo
Mantenimento delle attivit di
servizio, artigianali e di
interesse generale anche di
dimensioni limitate
Razionalizzazione
dellaccessibilit
e
della
funzionalit del sistema dei
servizi e delle infrastrutture
pubbliche,
anche
con
integrazioni, gi con un buon
livello di dotazioni
Radicamento sul territorio
della
popolazione,
parzialmente
estendibile
anche ad una sorta di
fidelizzazione
della
popolazione
turistica
che
utilizza le seconde case

Obiettivi PGT
Accrescere e sviluppare il ruolo delle aree spondali e di percorsi
nella natura anche in chiave turistica
Definire alcune condizioni per lattuazione di possibili interventi di
valorizzazione, anche turistica, da attuarsi negli ambiti di maggiore
valenza ambientale e paesaggistica (alta quota, aree interessate
dall'attivit sciistica, ecc.) che siano sostenibili dal punto di vista
dellambiente e progettualmente ispirati ad un adattamento alle
naturali condizioni del territorio
Individuare punti di riferimento funzionale, sociale, organizzativo,
produttivo, e definire una maglia strutturale che sorregga la
moltitudine di servizi gi esistenti rendendoli meglio visibili e
operativamente funzionali
Integrare la qualit degli insediamenti antropici (contenimento
dellimpermeabilizzazione del terreno, tutela del sottosuolo, ruolo
degli impianti arborei, salvaguardia dei corsi dacqua,
incentivazione delle colture orticole a carattere familiare), con la
razionalizzazione dellutilizzo delle risorse ambientali, comprese
quelle rinnovabili impiegabili per la produzione di energia, anche in
dimensioni territoriali alle varie scale di convenienza e fruibilit
Migliorare la qualit paesaggistica anche in riferimento agli ambiti
edificati
Assicurare la connessione tra la rete viabilistica, soprattutto
ciclopedonale, le funzioni proposte per le zone rurali di pi facile
accesso e i nuclei di antica formazione di qualit, disegnando un
territorio di facile accesso come un sistema sempre pi integrato
tra abitare/lavorare/tempo libero/presidio territoriale/offerta turistica
di qualit
Utilizzare lo strumento della perequazione e incentivazione per
consentire leconomicit di interventi qualitativi in luogo di
interventi quantitativi

Ri-attribuzione ai centri storici


e
ai
nuclei
di
antica
formazione della centralit del
ruolo
di
riferimento
nel
disegno del territorio

Azioni PGT

+ coerente; +/- parzialmente coerente; - incoerente

27

CAPITOLO 3
CARATTERISTICHE DEL SISTEMA TERRITORIALE E AMBIENTALE
INTERESSATO DAL DdP
3.1 Contesto di riferimento
Lanalisi del contesto di riferimento si articola in tre paragrafi:
-

inquadramento geografico complessivo;

analisi demografica con individuazione dei principali trend in atto;

quadro delle attivit economiche presenti sul territorio e delle principali dinamiche
evidenziabili

Inquadramento geografico
Il Comune di Ardesio dista 38 km dalla citt di Bergamo, sorge a 608 m. s.l.m. (min. 528, max.
2.512). In base al dato provvisorio dellIstat riferito al censimento del 2011 nel comune di Ardesio
risultano residenti 3634 persone (anno 2011).
La superficie del territorio pari a 53,76 km2 con una densit abitativa di 67.6 ab/ km2.
Ardesio confina con 9 Comuni e, pi precisamente, a nord con i Comuni di Gromo e Valgoglio; a
sud con i Comuni di Oltre il Colle, Premolo, Parre e Villa dOgna; a est con il Comune di
Oltressanda Alta; e, infine, a ovest con i Comuni di Roncobello e Branzi. Del comune di Ardesio
fanno parte inoltre le frazioni di Albareti, Ave, Bani, Cerete, Ludrigno, Marinoni, Piazzolo, Pizzoli,
Ponte Seghe, Rizzoli, Staletti, Valcanale, Valle , Valzella e Zanetti.

Inquadramento demografico
Dal punto di vista demografico dal 1941 al 2001, il Comune registra un incremento del 24,85%
passando da 2.782 abitanti nel 1941, a 3.702 abitanti del 2001. Nel periodo 2001 2011 la
popolazione ha subito una leggera diminuzione pari all'1,83%. Gli abitanti, secondo i dati provvisori
del censimento 2011, sono distribuiti in 1.483 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di
2,4 componenti.
Lindice di vecchiaia del Comune pari a 137,3 contro una media provinciale di 114,2. Per ci che
riguarda lindice di dipendenza il dato si attesta a 49,1 contro una media provinciale pari a 49,9 (dati
riferiti al 1 gennaio 2011).

28

Figura 3.1.1 Andamento popolazione 1941-2009


Andamento popolazione 1941-2009
3900
3641 3670

3700
3460

3500

3545

3702 3699 3711 3740 3712 3683 3679 3671 3679

3471

3300
3100
2900

2782

2700
2500
1941 1951 1961 1971 1981 1991 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009
Fonte: nostra elaborazione su dati Annuario statistico regionale

Figura 3.1.2 Dettaglio popolazione 2001-2010

Fonte: nostra elaborazione su dati Annuario statistico regionale

29

Tabella 3.1.3 Popolazione residente totale e variazione percentuale annua (1991 2011(*))

1991
1992
1993
1994
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011

Residenti
3679
3664
3675
3688
3698
3722
3717
3721
3726
3699
3702
3699
3711
3740
3712
3683
3679
3671
3679
3651
3634 (*)

Variazione %
annuale
-0,40%
0,30%
0,35%
0,27%
0,65%
-0,13%
0,11%
0,13%
-0,72%
0,08%
-0,08%
0,32%
0,78%
-0,75%
-0,78%
-0,11%
-0,22%
0,22%
-0,76%
-0,46%

Fonte: nostra elaborazione su dati ISTAT

(*) dato ISTAT riferito al censimento 2011 (provvisorio)

Tabella 3.1. 4 Movimenti anagrafici della popolazione residente Anno 2010


Popolazione al 1 gennaio 2010
Nati
Movimenti naturali
Morti
Interno
Estero
Iscritti
Altri
Totale
Trasferimenti
di residenza
Interno
Estero
Cancellati
Altri
Totale
Popolazione al 31 dicembre 2010

3.679
25
38
44
24
0
68
80
3
0
83
3.651

Fonte: nostra elaborazione su dati ISTAT

Dallanalisi degli indici di struttura demografica e dal confronto con quelli medi della Provincia di
Bergamo, emerge come la popolazione di Ardesio sia mediamente leggermente pi anziana della
media provinciale, la quota degli over 65 anni pari a 19% rispetto al 17,75% della provincia di
Bergamo.

30

Tabella 3.1.5 Composizione popolazione residente per fasce di et (0.01.2011)


valori assoluti
186
180
141
194
215
201
1.611
227
696
3.651

0-5
6-10
11-14
15-19
20-24
25-29
30-59
60-64
65 e +
Totale

Valori provinciali

percentuali
5,1%
5%
3,9%
5,3%
5,9%
5,5%
44,1%
6,2%
19,0%
100,0%

195.038
1.098.740

Fonte: nostra elaborazione su dati ISTAT

Attivit economiche
Alla fine del 2011 risultano attive nel comune di Ardesio 253 imprese dato in crescita rispetto a
quello registrato nel 2001 pari a 230 e sostanzialmente stabile negli ultimi anni. La maggior parte
delle imprese sono impegnate nel settore delle costruzioni seguito da quello del commercio e
dallagricoltura (cfr tabella 3.1.6).
Tabella 3.1.6 Imprese attive nel Comune di Ardesio (anni vari)
Agricoltura caccia e silvicoltura
Pesca piscicoltura e servizi connessi
Estrazione di minerali
Attivit manifatturiere
Prod. e distrib. energ elettr. gas e acqua
Costruzioni
Comm. ingr. e dett. rip. beni pers.e per la casa
Alberghi e ristoranti
Trasporti magazzinaggio e comunicaz.
Intermed. monetaria e finanziaria
Attiv. immob. noleggio informatica e ricerca
Pubblica amm. e difesa; assic. sociale obbligatoria
Istruzione
Sanit e altri servizi sociali
Altri servizi pubblici sociali e personali
Serv. domestici presso famiglie conv.
Imprese non classificate
Totale

2001

2009

16
0
0
31
0
93
43
18
5
3
10
0
1
1
9
0
0
230

21
0
0
25
1
97
49
21
5
5
17
0
1
1
12
0
1
256

2010
21
0
0
23
0
106
49
24
4
5
7
0
1
1
14
0
1
256

2011
22
0
0
23
0
104
44
25
4
5
8
0
1
1
14
0
2
253

Fonte: nostra elaborazione su dati Infocamere

Per quanto riguarda il settore turistico. nel 2010 risultano presenti sul territorio tre esercizi
alberghieri con un totale di 129 posti letto.

31

Mobilit
Dal punto di vista della mobilit Ardesio attraversato dalla SP 49 che percorre lalta Valle Seriana,
mentre per quanto riguarda i trasporti pubblici il Comune servito dalla SAB (Societ Autotrasporti
Bergamo).
In riferimento allindice di motorizzazione, la figura 3.1.7 illustra la crescita costante registrata dal
2002 al 2009, partendo da un valore di 0,64 veicoli/abitante nel 2002 fino ad un massimo di 0,73
veicoli/abitante nel 2009, dato in linea con la media provinciale.

Figura 3.1.7 - Indice motorizzazione Ardesio


0,74
0,72
0,7
0,68
0,66
0,64
0,62
0,6
0,58
2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

Fonte: nostra elaborazione su dati Aci

Nel 2010 il parco veicolare circolante per categoria era composto da: 0 autobus, 358 autocarri
trasporto merci, 26 autoveicoli speciali, 2.028 autovetture, 1 motocarro, 294 motocicli e 14
motoveicoli e quadricicli speciali, 61 rimorchi e semirimorchi speciali e trasporto merci, 19 trattori
stradali o motrici per un totale di 2.801 unit.

3.2 Aria ed energia


Risulta difficile definire un quadro preciso della qualit dellaria vista lassenza sul territorio di una
centralina fissa e la mancanza di campagne mobili effettuate da Arpa (Agenzia Regionale per la
Protezione dellAmbiente). Esiste una campagna di rilevamento effettuata nel vicino Comune di
Parre nel giugno 2003, ma durante i giorni della campagna di misura si sono verificate numerose
interruzioni della fornitura della corrente elettrica, per cui i rendimenti di tutti gli analizzatori sono
risultati inferiori al 75%. Pertanto i tecnici non hanno potuto esprimere giudizi e confronti con i limiti
legislativi di tutti i parametri misurati.

32

I dati disponibili per stimare le emissioni atmosferiche a livello comunale sono raccolti nel database
Inemar della Regione Lombardia che suddivide le possibili fonti emissive in macrosettori e per
tipologia di combustibile, in particolare:

Combustione non industriale;


Combustione nellindustria;
Processi produttivi;
Estrazione e distribuzione di combustibili;
Uso di solventi;
Trasporto su strada;
Altre sorgenti mobili e macchinari;
Trattamento e smaltimento rifiuti;
Agricoltura;
Altre sorgenti e assorbimento

Gli inquinanti considerati sono:

SO2 (biossido di zolfo);


NOx (ossidi di azoto);
COV (composti organici volatili);
CH4 (metano);

CO (monossido di carbonio);
CO2 (biossido di carbonio);
N2O (protossido di azoto);
NH3 (ammoniaca);
PM2,5 e PM10 (particolato atmosferico con diametro di 2,5 o 10m);
PTS (polveri totali sospese).

A queste si aggiungono alcune misure di sintesi quali:

CO2 eq.: che rappresenta una misura del contributo complessivo alle emissioni di gas serra
misurato in equivalenti di anidride carbonica;

Precurs. O3: che raggruppa i gas responsabili dellincremento di concentrazione dellozono;

Tot. Acidif. (H+): che considera linsieme delle emissioni di sostanze acidificanti causa primaria
del fenomeno delle piogge acide.

Le Tabelle 4.2.1 e 4.2.2 riportano le stime riferite allanno 2008 delle emissioni atmosferiche per
macrosettore e le stime di emissione per tipologia di combustibile.
Dal confronto con i dati medi provinciali si evidenzia quanto segue: risultano tre dati superiori alla
media provinciale rispettivamente i COV (composti organici volatili), lN2O (protossido di azoto) e i
precursori di O3 (Ozono). Il dato dei COV si attesta a 405,43 t/anno contro una media provinciale di
165,21 t/anno; il dato dellN2O si attesta a 8,10 t/anno contro una media di 6,27 t/anno; e infine il
dato dei prec. O3 si attesta a 486,33 t/anno contro una media sempre a livello provinciale di 284,78.

33

I prodotti che emettono COV sono numerosissimi: pitture e vernici, prodotti per la pulizia della casa,
pesticidi, materiali da costruzione, materiale da arredamento, fotocopiatrici e stampanti, correttori
liquidi, colle e adesivi, pennarelli ed evidenziatori, materiali per la fotografia, combustibili e
carburanti, cosmetici, disinfettanti e cos via. Tutti questi prodotti possono emettere COV quando
sono utilizzati e, in qualche misura, anche quando sono conservati. Il secondo inquinante (N2O)
deriva quasi interamente dallagricoltura e dalla gestione dei reflui degli allevamenti. I precursori di
O3 dipendono dalle concentrazioni in atmosfera di composti organici volatili e protossido di azoto.

34

Tabella 3.2.1 e 3.2.2 Stime emissioni atmosferiche per combustibili e macrosettori (2008)4
Com bustibile
gasolio per autotrasporto (diesel)

CO2

PM10
6,83

CO2_eq

2,40

PREC_OZ

6,90

63,49

N2O

CH4
0,23

CO
0,14

PM2.5

14,29

COV

2,40

PTS
3,91

NOx

SO2
2,41

0,22

NH3

47,54

SOST_AC
0,02

1,04

olio combustibile

0,09

0,05

0,09

0,24

0,02

0,00

0,01

0,04

0,00

0,06

1,16

0,19

0,00

0,04

gasolio

0,17

0,01

0,18

0,18

0,03

0,02

0,05

0,01

0,01

0,01

0,24

0,14

0,00

0,01

residui agricoli

0,00

0,00

0,00

0,02

0,00

0,00

0,02

0,00

0,02

0,00

0,00

0,00

0,00

0,00

-8,39

1,34

-4,64

381,92

7,22

58,96

0,30

0,76

380,43

1,86

0,02

0,52

21,05

1,25

benzina senza piombo

2,97

0,11

3,01

15,98

0,09

0,74

38,15

0,11

8,61

0,11

0,09

2,59

0,59

0,09

legna e similari

0,00

6,63

0,12

19,26

0,19

3,13

52,19

6,33

11,94

7,07

0,16

1,26

0,13

0,04

gas petrolio liquido (GPL)

0,64

0,00

0,67

1,09

0,10

0,02

1,53

0,00

0,14

0,00

0,00

0,64

0,00

0,01

gas naturale (metano)

4,11

0,01

4,19

4,15

0,22

0,22

2,09

0,01

0,37

0,01

0,04

2,91

0,00

0,06

rifiuti solidi urbani

0,00

0,00

0,00

0,00

0,00

0,00

0,00

0,00

0,00

0,00

0,00

0,00

0,00

0,00

senza combustibile

Totale

6,42

10,56

10,53

486,33

8,10

63,23 108,63

9,68

405,43

11,54

1,93

55,80

21,80

2,56

Media Provincia Bergamo

33,8

14,67

39,51

284,78

6,27

162,55 201,98

12,61

165,21

16,7

12,83

77,92

40,22

4,45

Macrosettore

CO2

PTS

SO2

NOx

NH3

SOST_AC

PM10

CO2_eq

PREC_OZ N2O

CH4

CO

PM2.5

COV

Estrazione e distribuzione combustibili

0,00

0,00

0,40

1,74

0,00

18,98

0,00

0,00

1,48

0,00

0,00

0,00

0,00

0,00

Uso di solventi

0,00

0,00

0,27

30,09

0,00

0,00

0,00

0,00

30,09

0,00

0,00

0,00

0,00

0,00

Combustione non industriale

4,49

6,24

4,71

20,47

0,47

3,25

53,07

6,03

9,97

6,51

0,37

3,79

0,09

0,10

Altre sorgenti e assorbimenti

-8,39

0,19

-8,39

318,30

0,00

0,00

0,29

0,19

318,27

0,19

0,00

0,00

0,00

0,00

Combustione nell'industria

0,29

0,46

0,32

3,83

0,09

0,13

1,09

0,37

2,36

0,65

1,25

1,11

0,04

0,07

Altre sorgenti mobili e macchinari

2,28

1,26

2,31

34,39

0,10

0,04

8,82

1,26

2,72

1,26

0,07

25,17

0,01

0,55

Processi produttivi

0,00

0,11

0,00

1,82

0,00

0,00

0,00

0,02

1,82

0,12

0,00

0,00

0,00

0,00

Trattamento e smaltimento rifiuti

0,00

0,01

0,00

0,02

0,00

0,00

0,02

0,01

0,02

0,01

0,00

0,00

0,00

0,00

Agricoltura

0,00

0,01

3,08

29,96

7,22

39,97

0,00

0,00

28,77

0,04

0,00

0,51 21,05

1,25

Trasporto su strada

7,75

2,27

7,84

45,71

0,23

0,85

45,34

1,79

9,94

2,76

0,24

25,22

0,61

0,59

Totale

6,42

10,56

10,53

486,33

8,10

63,23 108,63

9,68

405,43

11,54

1,93

55,80 21,80

2,56

Fonte: Inemar 2008


4

Emissioni in T/anno, eccetto CO2, CO2 eq, Tot. Acid. (H+) in Kgt/anno.

35

3.3 Acqua
Il reticolo idrico minore del Comune di Ardesio caratterizzato da numerosi corsi dacqua tra cui il
principale il fiume Serio, a seguire sono presenti sul territorio il Rio dei Molini, il Rio Vendul, il
Torrente Aqualina o Valle Canale, il Torrente Rio e infine la Val Lass.
Figura 3.3.1 Reticolo Idrico Minore Ardesio

Fonte: Comune di Ardesio

Per quanto riguarda la copertura della rete fognaria, i consumi idrici e la presenza di depuratori sul
territorio si riportano i dati ATO e del Comune di Ardesio aggiornati al 2008. In merito al sistema di
fornitura dei servizi il territorio risulta coperto al 100% per una rete di 26,596 km. I consumi
domestici nel periodo 2005-2008 hanno subito un trend di incostante, passando da 136.100 mc
consumati nel 2005 fino ad arrivare a 221.847 mc consumati nel 2008; in riferimento ad altri usi i
consumi sono aumentati costantemente fino ad arrivare a 71.587 mc nel 2008.
Tabella 3.3.2 Consumi idrici
Lunghezza rete

Acquedotto

Valcanale
Bani
Rizzoli
Ardesio
Capoluogo

5.594
1.970
1.935
17.097

Totale
Copertura rete

26.596
100%
Consumi mc

Anno
2005

Domestico
136.100

Altri Usi
39.044

Depurazione/fognatura
150.799

2006
2007
2008

210.975
199.342
221.847

60.819
63.821
71.587

231.939
221.367
241.287

Fonte: Ato Provincia di Bergamo/Comune di Ardesio

36

Totale
325.943
503.733
484.530
534.712

Tabella 3.3.3 Rete fognaria e Depuratore


Lunghezza rete

Fognatura

Depurazione

Valcanale
Zanetti
Rizzoli
Marinoni
Bani
Ave
Capoluogo

1.531
656
1.137
741
805
308
14.789

Copertura

19.967
100%

Capoluogo

74%

Valcanale
Zanetti
Rizzoli
Marinoni
Bani
Ave

26%

RERFLUI TRATTATI
al Depuratore di Villa
In futuro verr realizzato il
D'Ogna
collettore di valle, da Ardesio
in prosecuzione verso Ponte
REFLUI
NON
Nossa, che permetter la
TRATTATI
raccolta e il trattamento dei
Agglomerati per cui
reflui al depuratore di Ponte
prevedere un sistema
Nossa con dismissione del
di
trattamento
depuratore di Villa d'Ogna
appropriato alternativo
alle
opere
di
collettamento

Fonte: Ato Provincia di Bergamo

In riferimento ai dati sulla rete fognaria il Comune di Ardesio riporta una copertura del territorio del
100% per una rete di 19,96 Km. In merito al trattamento dei reflui fognari il servizio copre il 74%
ovvero i reflui del capoluogo presso il depuratore di Villa dOgna; il restante 26% appartenente alle
frazioni del territorio non viene trattato, tuttavia in previsione di realizzazione un collettore di valle,
da Ardesio in prosecuzione verso Ponte Nossa, che permetter la raccolta e il trattamento dei reflui
al depuratore di Ponte Nossa con dismissione del depuratore di Villa d'Ogna.
3.4 Suolo
Le informazioni relative alluso del suolo sono ricavate dalle carte predisposte dal Comune di
Ardesio, dalle quali emerge la seguente articolazione: il 6,5% del territorio rappresentato da aree
agricole, l1,95% da aree urbanizzate, il 59,3% occupato da boschi, l11,74% da pascoli o terreni
incolti, ed infine il 20,5% rappresentato da terreni rocciosi o sterili. Per quanto riguarda la
percentuale relativa alle aree urbanizzate, pari a 1,05 kmq, si tratta di un dato nettamente inferiore
la media dei comuni bergamaschi.

37

Figura 3.4.1: Carta del suolo Ardesio

Fonte: Comune di Ardesio

Sul territorio del Comune di Ardesio esistono due cave, individuate con il colore rosso sulla figura, a
seguire si riportano le schede tecniche degli Ambiti Territoriali Estrattivi (ATEo13 e ATEc21).
Figura 3.4.2 Cave Ardesio

Fonte: Provincia di Bergamo

Ambito territoriale estrattivo O13, sito in Localit Stalle Bril, Ardesio.


Settore merceologico
Risorsa
IV-Pietre ornamentali
Marmo
Caratteristiche dellambito
Ha 2,8
Superficie
Boschi e foreste (D.lgs. 490/99 art. 146 comma g)
Vincoli
Vincolo idrogeologico (R.D. 3267/23)
Corsi dacqua(D.lgs. 490/99 art. 146 comma b/c)
Aree protette (L.R. 86/83)
Captazioni idropotabili (D. lgs 258/00)
Versante boscato con vecchio fronte di cava
Contesto e infrastrutture
Calcari di Gorno, di Breno e Metallifero
Formazione utilizzata
Previsioni di piano
50.000
Riserve stimate
20.000
Produzione nel decennio
30.000
Riserve residue
Prescrizioni tecniche per il recupero ambientale
Naturalistica forestale
Destinazione finale
Preventiva bonifica e messa in sicurezza dei vecchi fronti a cielo aperto
Ulteriori prescrizioni

38

Ambito territoriale estrattivo C21, sito in Localit Valzella, Ardesio.


Settore merceologico
Risorsa
III Calcari e dolomie
Calcare per calce
Caratteristiche dellambito
Ha 1,4
Superficie
Boschi e foreste (D.lgs. 490/99 art. 146 comma g)
Vincoli
Vincolo idrogeologico (R.D. 3267/23)
Versante acclive con boschi e prati
Contesto e infrastrutture
Calcare di Esino
Formazione utilizzata
Previsioni di piano
70.000
Riserve stimate
70.000
Produzione nel decennio
0
Riserve residue
Prescrizioni tecniche per il recupero ambientale
Naturalistica forestale
Destinazione finale
Riporto di inerte al piede, successivo strato di terreno vegetale e
Recupero scarpate
piantumazione con specie arboree e arbustive autoctone
Stesura di terreno vegetale, successivo inerbimento e piantumazione
Recupero fondo cava
Eventuale recupero dellarea anche con riporto di materiali inerti
Ulteriori prescrizioni
Fonte: Piano Cave Provincia di Bergamo

Per quanto riguarda la componente geologica del territorio si riporta la carta di fattibilit
predisposta dal Comune di Ardesio dove la Classe 2 (giallo), la meno limitante, occupa una
porzione abbastanza modesta del territorio comunale, in corrispondenza di parte del centro storico
di Ardesio e di parte dellabitato di Ludrigno. In queste porzioni di territorio non sono state
riscontrate importanti problematiche di ordine geologico; sar ad ogni modo necessario attenersi
alle norme di piano, con particolare riferimento allesecuzione delle adeguate indagini geotecniche
delle opere edilizie.
La classe di fattibilit 3 (arancio) occupa, con le sue varie suddivisioni, porzioni importanti del
territorio comunale. Inoltre essa funge generalmente da fascia di sicurezza fra le classi 2 e 4. Le
zone pi significative sono concentrate nel fondovalle seriano, nel centro storico, in corrispondenza
delle principali frazioni, in corrispondenza di alcuni gruppi di cascine nei comparti di versante, nella
Conca del Neel e in varie aree montane prive di dissesti gravi.
La classe di fattibilit 4 ha una distribuzione notevole sul territorio, daltronde la grande quantit di
dissesti e lelevata acclivit della maggior parte del comune non possono che implicare la presenza
di vaste aree ricadenti in questa classe.

39

Figura 3.4.3 Carta fattibilit geologica Comune di Ardesio

Fonte: Studio Geologico Comune Ardesio

40

Sul territorio non risultano presenti discariche e siti contaminati.


3.5 Rifiuti
Per quanto riguarda la raccolta di rifiuti si riportano gli ultimi dati aggiornati al 2010 dove la
produzione totale di rifiuti ha raggiunto 1.873.967 kg/anno, la produzione totale di raccolta
differenziata attestata a 945.437 kg/anno, la percentuale di raccolta differenziata sulla produzione
totale di rifiuti pari al 50,45%.
La tabella 3.5.1. riporta i dati relativi alla produzione di rifiuti urbani per gli anni 2002-2010 e
consente di effettuare alcune prime considerazioni:

la produzione totale di rifiuti urbani ha subito un leggero aumento nel tempo, nel 2002 si
registrano 1.775.320 Kg/anno che nel 2010 sono diventati 1.873.967 Kg/anno; il dato pro capite
di rifiuti totale nel 2010 pari a 1,15, inferiore rispetto allanno precedente ed alla media
provinciale attestata a 1,23;

la raccolta differenziata costantemente diminuita nel periodo 2002 2007 passando dal
52,19% nel 2002 al 46,08%, nel 2007, nellultimo aggiornamento disponibile la raccolta
differenziata risulta aumentata di ben quattro punti percentuali, avvicinandosi cos alla media
provinciale pari al 54,53%.
Tabella 3.5.1 Produzione rifiuti urbani
Anno

RSU
(Kg/anno)

Ingombranti
(Kg/anno)

RD
(Kg/anno)

TOT. RIFIUTI

%RD

2002
2003
2004

809.520
876.740
899.800

39.300
28.700
27.600

926.500
891.620
847.090

1.775.320
1.797.060
1.774.550

52,19%
49,62%
47,74%

Anno

RUInd
(Kg/anno)

Ingombranti
(Kg/anno)

RD
(Kg/anno)

TOT. RIFIUTI

%RD

2005
2006
2007
2008
2009
2010

887.320
903.680
906.760
865.480
905.520
850.910

42.000
52.900
52.560
57.380
78.240
77.620

769.608
756.322
819.905
820.409
887.601
945.437

1.725.928
1.712.902
1.779.225
1.743.269
1.871.361
1.873.967

46,16%
44,15%
46,08%
47,06%
47,43%
50,45%

Pro capite
rifiuti totali
(Kg/ab*giorno)
1,31
1,33
1,30
Pro capite
rifiuti totali
(Kg/ab*giorno)
1,27
1,27
1,32
1,29
1,39
1,15

Fonte: nostra elaborazione su dati Osservatorio rifiuti Provincia di Bergamo

Il dato della raccolta differenziata merita ulteriori specificazioni; in particolare le frazioni


merceologiche raccolte sono le seguenti:

Carta e cartone;

Metalli;

Plastica;

RAEE;

Scarti vegetali;

41

Stracci e indumenti dismessi;

Vetro.

Grazie ai dati reperibili nel sito web dellOsservatorio Rifiuti provinciale possibile definire la
percentuale delle maggiori frazioni merceologiche raccolte cos come illustra la figura. La raccolta di
carta e cartone rappresenta la percentuale maggiore con il 27,93% sul totale del differenziato,
seguito da metalli (composto da metalli ferrosi e altri metalli) al 24,23%, vetro al 21,79%, scarti
vegetali e plastica rispettivamente al 16,57% e al 5,28%; infine si trovano percentuali minime quali
stracci e indumenti dismessi 1,23%, legno 1,39% e RAEE 1,93%.
Figura 3.5.2 Raccolta differenziata per frazioni merceologiche (2010)

Fonte: nostra elaborazione su dati Osservatorio rifiuti Provincia di Bergamo

3.6 Energia
I consumi energetici totali registrati nel Comune di Ardesio nel 2008, ultimo anno disponibile, sono
stati pari a 5.942 TEP5 circa pari a poco meno di 69.100 MWh. I consumi energetici totali mostrano,
negli anni considerati, un andamento mediamente in diminuzione, con il 2008 in parziale e
contenuta controtendenza. Considerando i consumi energetici procapite, scontando quindi
landamento demografico che ha caratterizzato il comune di Ardesio negli anni di riferimento, si
delinea una situazione parzialmente diversa con il dato del 2008 che, pur essendo superiore a
quello dellanno precedente, mostra un significativo trend in diminuzione rispetto al 2005 e 2006.
(cfr. tabella 3.6.1 e grafico 3.6.2)

5 TEP - tonnellata equivalente di petrolio: indica l'energia che si libera dalla combustione di una tonnellata di
petrolio

42

Tabella 3.6.1 Consumi energetici totali e procapite per anno


Consumo procapite
Consumo totale
Anni
TEP
MWh
TEP/ab
MWh/ab
2005
6.517,97
75.790,94
1,76
20,42
2006
6.142,61
71.426,27
1,67
19,39
2007
5.788,16
67.304,68
1,57
18,29
2008
5.942,47
69.099,00
1,62
18,82
Fonte: Cestec, SIRENA, Regione Lombardia
Grafico 3.6.2 Consumi energetici totali (TEP/anno) e procapite (TEP/ab*anno): analisi trend

Fonte: Cestec, SIRENA, Regione Lombardia

Il database Sirena (Regione Lombardia) riporta, inoltre, i consumi energetici finali comunali,
suddivisi per i diversi settori d'uso (residenziale, terziario, agricoltura, industria non ETS6, trasporti
urbani) e per i diversi vettori impiegati (gas naturale, energia elettrica, energia immessa in reti di
teleriscaldamento, ecc.), con l'esclusione della produzione di energia elettrica.
Larticolazione per settori dei consumi energetici evidenzia come il settore residenziale copra il
47,7% circa dei consumi complessivi, seguito da industria non ETS, trasporti urbani e agricoltura
(cfr tabella 3.6.3 e figura 3.6.4).
Tabella 3.6.3 Consumi per settore (dati in TEP, MWh e percentuale) anno 2008
Valore
Valore
Settore
%
(TEP)
(MWh)
RESIDENZIALE
2.837,58 32.995,34
47,75
INDUSTRIA NON ETS
1.132,49 13.168,63
19,06
TRASPORTI URBANI
803,87
9.347,45
13,53
AGRICOLTURA
751,01
8.732,72
12,64
TERZIARIO
417,52
4.854,86
7,03
Totale
5.942,47 69.099,00
100,00
Fonte: Cestec, SIRENA, Regione Lombardia

6 Settori industriali non compresi nel sistema di scambio delle quote di emissione previsto dal protocollo di
Kyoto.

43

Figura 3.6.4 Consumi energetici per settore (2008)

Fonte: Cestec, SIRENA, Regione Lombardia

Per quanto riguarda i consumi articolati per vettore energetico, il 33% circa dei consumi complessivi
dato da gas naturale. Il secondo vettore energetico pi consumato lenergia elettrica che copra
poco pi di un quarto dei consumi totale, seguito da gasolio, biomasse e altri vettori (Cfr tabella
3.6.7 e grafico 3.6.8).
Tabella 3.6.7 Consumi per vettore energetico (dati in TEP, MWh e percentuale) anno 2008
Valore
Valore
%
Vettore
(TEP)
(MWh)
GAS NATURALE
2.000,36 23.260,17
33,66
ENERGIA ELETTRICA
1.504,60 17.495,44
25,32
GASOLIO
1.118,64 13.007,50
18,82
BIOMASSE
764,06
8.884,47
12,86
BENZINA
279,15
3.245,97
4,70
GPL
231,65
2.693,67
3,90
Altri<2%
44,01
511,78
0,74
Totale
5.942,47 69.099,00
100,00
Fonte: Cestec, SIRENA, Regione Lombardia

44

Figura 3.6.8 Consumi energetici per vettore (2008)

Fonte: Cestec, SIRENA, Regione Lombardia

In riferimento alla tematica dellenergia si riportano, inoltre, i dati relativi i consumi elettrici e termici,
per il periodo 2008 2009, delle due scuole Valcanale e Bonvicino.

Scuola
Bonvicino
01/2008

Tabelle 3.6.9 e 3.6.10 Consumi energetici e termici Scuole Ardesio


Consumi elettrici
Consumi
Consumi
Scuola Valcanale
(kWh)
termici (m3)
elettrici (kWh)
495
9.048
01/2008

02/2008

8.061

03/2008

7.414

02/2008
30.012

498

Consumi
termici (m3)
957
1.795

03/2008

537

685
597

04/2008

7.521

04/2008

220

05/2008

5.289

05/2008

182

233

06/2008

3.066

06/2008

220

41

07/2008

1.311

07/2008

39

08/2008

896

08/2008

09/2008

3.876

09/2008

10/2008

7.239

2.735

10/2008

11/2008

11.051

6.431

11/2008

508

12/2008

10.234

12/2008

670

01/2009

6.600

11.054

01/2009

1.195

02/2009

8.185

15.239

02/2009

978

03/2009

8.394

15.405

03/2009

5.074

04/2009

6.274

382

04/2009

355

05/2009

4.041

05/2009

128

06/2009

3.073

06/2009

07/2009

1.340

07/2009

08/2009

952

08/2009

1.027

Fonte: Comune di Ardesio

45

393

419

176

30

3.7 Natura, biodiversit e paesaggio


Sul territorio del Comune di Ardesio si individuano due Sic (Siti di Importanza Comunitaria) e una
Zps (Zona di Protezione Speciali) appartenenti alla Rete Natura 2000. I Sic rilevati sono Val
Sedornia Valzurio Pizzo della Presolana e Val Nossana Cima di Grem, mentre la Zps
presente sul territorio, il Parco Regionale delle Orobie Bergamasche.
Figura 3.7.1 Sic e Zps del Comune di Ardesio

Fonte: Provincia di Bergamo

Il Sic Val Nossana Cima di Grem localizzato nel bacino della Valle Seriana appena oltre il centro
di Ponte Nossa sul versante idrografico di destra del fiume Serio. Si tratta di un area di 3.369 ettari
appartenente alla regione bio-geografica alpina comprendente i seguenti Comuni: Ardesio, Gorno,
Oltre il Colle, Oneta, Parre, Premolo.
Il perimetro si articola dalle pendici del Pizzo Arera a nord fino a spingersi alle Cime di Belloro a
sud, lambendo i centri abitati di Parre e Premolo; e dalla Cima di Grem a ovest fino alla Cima di
Vaccaro a est. L'area particolarmente significativa per la sua ricchezza floristica e per
l'espressione di vegetazioni peculiari degli ambienti di alta quota. Da un punto di vista paesaggistico
importante l'estesa fascia di pascoli situata su basse pendenze.
Il Sic Val Sedornia Valzurio Pizzo della Presolana si estende su unarea di 12.946,40 ettari
comprendente i Comuni di: Ardesio, Castione della Presolana, Clusone, Colere, Fino del Monte,
Gandellino, Gromo, Oltressenda Alta, Onore, Rovetta, Valbondione, Villa d'Ogna, Vilminore di
Scalve. Larea appartiene alla regione bio-geografica alpina ed localizzata sul versante geografico
di sinistra del fiume Serio. Il perimetro, assai ampio, si tratta del pi esteso sito di interesse
comunitario in provincia di Bergamo, definito in larga misura dal corso del fiume Serio, tra Villa

46

d'Ogna e Valbondione, a ovest e a nord, e dai centri abitati che vanno da Rovetta fino a Castione
della Presolana a sud, per poi risalire verso nord in prossimit del corso del fiume Dezzo, in
vicinanza alla Val di Scalve.
La Zps Parco delle Orobie Bergamasche si estende su unarea di 48.973 ettari comprendente i
Comuni di: Ardesio, Averara, Azzone, Branzi, Camerata Cornello, Carona, Cassiglio, Cusio,
Dossena, Foppolo, Gandellino, Gorno, Gromo, Isola di Fondra, Lenna, Mezzoldo, Moio de' Calvi,
Olmo al Brembo, Oltre il Colle, Oltressenda Alta, Oneta, Ornica, Parre, Piazza Brembana,
Piazzatorre, Piazzolo, Premolo, Rncobello, Rovetta, San Giovanni Bianco, Santa Brigida,
Schilpario, Serina, Taleggio, Valbondione, Valgoglio, Valleve, Valnegra, Valtorta, Vedeseta,
Vilminore di Scalve. La Zona di Protezione Speciale "Parco delle Orobie Bergamasche" ha
accorpato e ampliato le seguenti Zone di Protezione Speciale: "Valvedra Valbondione e Val di V",
"Val Brembana, "Presolana", "Pizzorotondo, Valgussera e Monte masoni" , "Cima Vaccaro". Larea
appartiene alla regione bio-geografica alpina e raggruppa le seguenti tipologie ambientali: ambienti
forestali alpini - ambienti alpini - valichi montani.
Si rimanda allappendice del Rapporto Ambientale per un estratto dei contenuti preliminari dello
studio di incidenza in fase di redazione.

3.8 Agenti fisici, rumore


Il rischio Radon viene considerato come uno degli aspetti pi importanti nella valutazione degli
strumenti di pianificazione e governo del territorio. Dai dati acquisiti mediante lindagine effettuata
(2003 2004) su tutto il territorio provinciale in concorso tra ARPA e ASL, emerge che la provincia
di Bergamo figura tra quelle che presentano le concentrazioni maggiori dellintera Lombardia.
Per quanto concerne il territorio di Ardesio, i dati disponibili in merito i rilevamenti del radon
(elaborati in proprio dallASL in attesa del completamento e della formalizzazione della mappatura
regionale) consentono di collocare lo stesso in una fascia di rischio medio alto. Infatti analizzando
la situazione in relazione alla maglia di comuni che, secondo i criteri dellindagine definiti dalla
Regione, comprende anche il Comune di Ardesio, si pu osservare che per la stessa i punti di
misura presentano una concentrazione media annua con valori compresi tra 200 e 400 Bq/mc e con
superamento del valore di 400 Bq/mc fino al 5% delle misure effettuate.

47

Figura 3.8.1 Rilevamenti Radon

Fonte:Asl Bergamo (campagna 2003-2004)

Sul territorio del Comune di Ardesio sono presenti due antenne per la radiodiffusione, entrambe gli
impianti sono localizzati in Localit Bani, distante dal centro abitato. La prima antenna di propriet
dellEnel, risale al 1993, linserimento ambientale del traliccio (altezza 30mt) stato valutato nel
migliore dei modi cercando di ubicare la realizzazione del ripetitore in zone nascoste
compatibilmente con lesigenza dellutilizzo dellapparecchiatura.
La seconda antenna pi recente, risulta di propriet della Rai, sorge a 990 m. slm per unaltezza di
32 mt.
In merito allintensit dei campi elettromagnetici si riporta lultima analisi effettuata dove il valore del
campo elettromagnetico totale in Volt su metro (V/m) risultato <1, nettamente inferiore al valore di
riferimento in base alle direttive di legge (DM381), pari a 20.
Per quanto riguarda la zonizzazione acustica si riportano gli ultimi dati disponibili attualmente in
fase di aggiornamento.
Il territorio del Comune di Ardesio stato suddiviso in 6 classi di destinazione duso del territorio.
Ogni classe prevede dei valori limite di emissione e immissione di rumore per le fasce diurna e
notturna.
La maggior parte del territorio comunale appartiene alla III classe (aree di tipo misto), a seguire si
trova la I classe (aree particolarmente protette) e la II classe (aree prevalentemente residenziali).

48

49

CAPITOLO 4
OBIETTIVI DI PROTEZIONE AMBIENTALE STABILITI A LIVELLO
COMUNITARIO, STATALE E REGIONALE
Lattuale strategia comunitaria di protezione ambientale basata sul Sesto Programma Quadro in
materia di ambiente (2002- 2012) che risulta focalizzato su quattro obiettivi fondamentali:

lotta al cambiamento climatico;

freno alla perdita di biodiversit e protezione della natura;

migliorare la sostenibilit nella gestione delle risorse naturali;

rifiuti.

Il Sesto Programma Quadro ha dato poi origine a 6 strategie tematiche:


-

aria prevenzione e mitigazione dellinquinamento atmosferico, con particolare


riferimento alla lotta al cambiamento climatico;

gestione dei rifiuti con lobiettivo di minimizzare la produzione dei rifiuti e


massimizzare il recupero/riciclaggio;

tutela dellambiente marino;

protezione del suolo;

minimizzazione nelluso di pesticidi;

tutela e valorizzazione delle risorse naturali;

ambiente urbano.

La Commissione europea ha recentemente condotto una valutazione intermedia dello stato di


avanzamento delle politiche e del raggiungimento degli obiettivi fissati nel Sesto Programma
Quadro confermando sostanzialmente le proprie priorit e individuando alcune azioni critiche per
supportare lattuazione del Sesto Programma stesso:

aumentare lefficienza/efficacia delle forma attualmente esistenti di cooperazione


internazionale sui temi ambientali globali;

migliorare il grado di integrazione dellambiente in modo trasversale nelle altre politiche


settoriali;

aumentare il ruolo degli strumenti di mercato, in particolare della tassazione ambientale,


per raggiungere gli obiettivi posti;

migliorare la qualit della normativa ambientale;

promuovere leco-efficienza in tutti i campi e a tutti i livelli.

A livello nazionale, gli obiettivi di protezione dellambiente, derivati in gran parte da normative e
regolamentazioni di tipo comunitario, sono articolati per temi:
-

clima (lotta al cambiamento climatico);


50

energia (miglioramento dellefficienza energetica e incentivazi0ne del risparmio


energetico);

fonti rinnovabili (massimizzazione del ricorso a fonti energetiche rinnovabili);

inquinamento atmosferico (lotta allinquinamento atmosferico, in particolare negli


ambiti cittadini e miglioramento del monitoraggio su tutto il territorio);

salvaguardia del mare e delle coste;

protezione della natura (per questo specifico tema si faccia riferimento al


precedente capitolo e allo studio di incidenza allegato al presente rapporto);

rifiuti e bonifiche;

protezione del suolo.

La strategia dellUnione europea per lo sviluppo sostenibile, riveduta nel 2006, offre una
prospettiva a lungo termine della sostenibilit nel cui ambito la crescita economica, la coesione
sociale e la tutela dellambiente procedono di pari passo rafforzandosi a vicenda.
Negli ultimi anni l'Unione europea ha integrato l'obiettivo dello sviluppo sostenibile in un gran
numero di politiche diverse, assumendo in particolare un ruolo guida a livello internazionale per la
lotta contro i cambiamenti climatici e impegnandosi a promuovere uneconomia a basse
emissioni di carbonio, che sia basata sulla conoscenza e faccia un uso efficiente delle risorse. Al
tempo stesso, per, in un gran numero di settori sussistono tendenze non sostenibili malgrado una
serie di sviluppi politici positivi. La domanda di risorse naturali aumentata rapidamente
diventando insostenibile, a lungo termine, per il nostro pianeta. La biodiversit sta diminuendo in
tutto il mondo e i principali ecosistemi subiscono pressioni sempre pi forti. Il consumo di energia
nel settore dei trasporti continua ad aumentare e la povert globale persiste. Occorrer
adoperarsi con il massimo impegno per conseguire gli obiettivi di sviluppo del millennio.
Il Consiglio europeo del dicembre 2007 ha invitato la Commissione a presentare nel giugno 2009
la seconda relazione sull'andamento della situazione relativa alla strategia per lo sviluppo
sostenibile dellUE.

Cambiamenti climatici e energia pulita


Nonostante laumento delle emissioni di gas a effetto serra registrato nell'UE tra il 2002 e il
2004, la tendenza degli ultimi tre anni risultata positiva e l'Unione sulla buona strada per
raggiungere il suo obiettivo in conformit del protocollo di Kyoto. Se per le politiche sui
cambiamenti climatici globali non saranno applicate rapidamente, nel 2020 le emissioni planetarie
di gas a effetto serra supereranno almeno del 60% rispetto a quelle del 1990. Sebbene la quota
delle energie rinnovabili nel consumo lordo interno di energia aumenti a ritmo pi
sostenuto dal 2002, si ancora lontani dal traguardo del 12% fissato per il 2010.
51

Da qualche anno a questa parte lUE svolge un ruolo di primo piano nella lotta contro i
cambiamenti climatici. Nel dicembre 2008 il legislatore UE ha approvato un pacchetto Clima ed
energia che fissa traguardi ambiziosi per lUnione. LUE si impegnata unilateralmente a ridurre
le sue emissioni globali del 20% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020 e a portare questa
riduzione al 30% qualora nel dicembre 2009 si raggiunga a Copenaghen un accordo globale
internazionale sul clima. LUnione si prefissa altres di portare al 20%, entro il 2020, la quota
delle energie rinnovabili nel consumo di energia.

Trasporto sostenibile
Sebbene la crescita del PIL abbia superato lincremento del consumo di energia dei trasporti, il
consumo di energia e le emissioni di gas a effetto serra di questo settore continuano ad
aumentare. Contrariamente al trasporto passeggeri, i cui volumi si stanno discostando dalla
crescita economica, il trasporto merci aumentato pi rapidamente del PIL. Il rumore e
l'inquinamento atmosferico costituiscono tuttora un serio problema, che riguarda l'intera UE e ha
gravi ripercussioni sulla salute.
Nellambito del pacchetto Clima ed energia, l'UE si impegnata a coprire entro il 2020 il 10%
del suo consumo di carburante per il trasporto mediante fonti energetiche rinnovabili
(compresi i biocombustibili, lenergia elettrica rinnovabile e lidrogeno)..
Vanno segnalati anche l'adozione di una direttiva relativa alla promozione di veicoli puliti e a basso
consumo energetico nel trasporto su strada, un piano dazione per la diffusione di sistemi di
trasporto intelligenti e il varo di nuove azioni scaturite dal Libro verde sulla mobilit urbana.
di fondamentale importanza che la politica UE nel settore dei trasporti venga elaborata in
funzione di tutti gli aspetti della sostenibilit (emissioni, rumore, occupazione del territorio,
biodiversit, ecc.) e che qualsiasi intervento si basi su una prospettiva a lungo termine per la
mobilit sostenibile delle persone e dei beni che abbracci lintero sistema dei trasporti e su azioni
complementari a livello europeo, nazionale e regionale.

Consumo e produzione sostenibili


Levoluzione del consumo e della produzione sostenibili risulta piuttosto eterogenea: a fronte dei
progressi registrati nel dissociare il degrado ambientale e luso delle risorse naturali dalla
crescita economica, si osserva un andamento dei modelli di consumo tuttaltro che positivo,
specialmente in materia di energia, mentre i segnali sono incoraggianti per quanto riguarda i
modelli di produzione.

52

Conservazione e gestione delle risorse naturali


Nonostante gli sviluppi positivi constatati per quanto riguarda lo stato e l'uso dell'acqua e
dell'aria, l'attivit umana rappresenta tuttora una minaccia per la biodiversit e per parti dei
terreni naturali.
La biodiversit sta diminuendo in tutto il mondo e non si ravvisa alcun segno di inversione o di
rallentamento di questa tendenza. improbabile che lUE raggiunga lobiettivo di arrestare la
perdita di biodiversit entro il 2010..
Rispetto agli anni precedenti, gli ecosistemi forestali dellUE rimangono stabili, ma sono sempre
pi esposti a minacce come tempeste, incidenti, parassiti e altri effetti nocivi connessi ai
cambiamenti climatici. La qualit del suolo continua a peggiorare a causa dei cambiamenti
climatici. I servizi ecosistemici sono generalmente importanti in tale contesto, perch
contribuiscono a moderare gli estremi climatici, ad attenuare gli effetti meteorologici e a preservare
la biodiversit.
La direttiva quadro riveduta sui rifiuti (Direttiva 2008/98/CE) d un contributo importante a una
migliore gestione delle risorse naturali e a un uso pi efficiente delle risorse, chiarisce
concetti basilari come la gerarchia e la prevenzione dei rifiuti o ladozione di unimpostazione in
termini di ciclo di vita e fissa obiettivi importanti per il 2020 in termini di riciclaggio dei rifiuti:
50% dei rifiuti domestici e 70% dei rifiuti da costruzione e demolizione.
Gli Stati membri hanno adottato misure specifiche a tutela della biodiversit mediante
l'applicazione delle direttive sugli uccelli e sugli habitat naturali. La rete Natura 2000, tuttavia, non
ancora stata completata e manca una gestione efficace delle specie e degli habitat.
In materia di gestione delle risorse idriche va segnalato in particolare il proseguimento
dellattuazione della direttiva quadro sulle acque e della politica comunitaria in materia di carenza
idrica e siccit. In mancanza di misure adeguate, si rischia di non poter conseguire l'obiettivo
della direttiva, cio un buono stato ambientale di tutte le acque entro il 2015, per la maggior
parte dei corpi idrici dell'UE. La direttiva quadro sulle acque stata completata con una direttiva
che stabilisce standard di qualit ambientale per un certo numero di sostanze chimiche prioritarie.

Sanit pubblica
La situazione generale dellUE per quanto riguarda la sanit piuttosto eterogenea. Il numero di
anni che gli europei possono aspettarsi di vivere in buone condizioni di salute in lento, ma
costante aumento. Fra i miglioramenti pi tangibili vanno segnalati il calo dei tassi di mortalit
legati alle malattie croniche e ai suicidi e la diminuzione degli infortuni gravi sul lavoro.
Sono per aumentate lesposizione allinquinamento atmosferico e la produzione di
sostanze chimiche tossiche e stanno emergendo nuove problematiche.
Il nuovo quadro legislativo sulluso sostenibile dei pesticidi concordato dal Parlamento
europeo e dal Consiglio costituir un notevole miglioramento in termini di tutela ambientale e di
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sicurezza. Il regime fitosanitario comunitario esistente attualmente in fase di valutazione e di


aggiornamento.

Inclusione sociale, demografia e migrazione


Il numero di famiglie di disoccupati, le disparit di reddito e la disoccupazione di lunga
durata sono stati ridotti, ma il numero di lavoratori poveri e il rischio di povert generale
sono rimasti invariati. Uno dei due obiettivi fissati per il 2010 (almeno il 50% dei lavoratori anziani
in attivit) sar probabilmente raggiunto, contrariamente al secondo, che consiste nel portare a 65
anni let media di pensionamento. Le tendenze demografiche indicano che la popolazione in et
lavorativa dellUE-27 inizier a diminuire nel 2013 e che nel 2050 si registrer un calo di circa 39
milioni (12%) rispetto al 2008.

Istruzione e formazione
Il numero di persone con un basso livello di istruzione diminuito in tutte le fasce di et, ma
l'aumento del numero dei partecipanti alle attivit di apprendimento permanenti e il calo del
tasso di abbandono scolastico non sono sufficientemente rapidi da permettere il
conseguimento degli obiettivi specifici.
L'istruzione e la formazione sono i presupposti fondamentali dello sviluppo sostenibile.

Ricerca e sviluppo
Secondo i dati Eurostat, tra il 2000 e il 2007 la quota della spesa interna lorda per la R&S
scesa dall'1,85% all'1,83% del PIL, discostandosi quindi dall'obiettivo dell'UE, fissato al 3%
per il 2010.

Finanziamenti e strumenti economici


Nell'ambito della politica di coesione, l'UE investe in azioni volte a promuovere lo sviluppo
sostenibile integrando le iniziative di sviluppo sostenibile nelle strategie di sviluppo
nazionali e regionali. Durante il periodo di programmazione 2007-2013, questa politica ha
continuato a sostenere le grandi sfide e i temi trasversali. Nel periodo 2007-13, ad esempio,
saranno spesi per l'ambiente 105 miliardi di euro, pari al 30% dell'assegnazione totale per la
politica di coesione (347 miliardi di euro). La politica di coesione promuove anche lo sviluppo di
meccanismi quali la strategia di programmazione e la governance a pi livelli, che promuovono lo
sviluppo sostenibile nelle strutture di gestione dei programmi e incoraggiano le regioni a prendere
misure a favore dello sviluppo sostenibile.
La Commissione ha integrato la progressiva soppressione delle sovvenzioni dannose per
l'ambiente nelle sue politiche settoriali, ad esempio con la riforma della politica della pesca e
nell'ambito della verifica dello "stato di salute" della PAC.
54

La Commissione ha inoltre adottato una nuova Disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la
tutela ambientale che concilier l'aumento dei benefici ambientali con la necessit di limitare al
massimo le distorsioni della concorrenza, aiutando quindi gli Stati membri a predisporre gli
opportuni strumenti politici e a finanziare l'ecoinnovazione.
Dalla consultazione pubblica lanciata con il libro verde del 2007 sull'uso degli strumenti basati
sul mercato a favore dell'ambiente e degli obiettivi politici connessi emerso un notevole
interesse per un maggiore ricorso agli strumenti basati sul mercato.
La strategia potrebbe incentrarsi in particolare sugli obiettivi a lungo termine dell'UE nei settori
chiave,

contribuendo ad accelerare il passaggio ad un'economia a basse emissioni di carbonio e a


basso uso di fattori produttivi, basata sull'energia e su tecnologie che consentano un uso
razionale delle risorse;

intensificando le misure ambientali volte a tutelare la biodiversit, le risorse idriche e le


altre risorse naturali. dimostrato che la distruzione della biodiversit procede a una velocit
preoccupante. Oltre a peggiorare la qualit della nostra vita e di quella delle generazioni future,
il degrado degli ecosistemi frena lo sviluppo economico sostenibile a lungo termine;

promuovendo l'inclusione sociale. Le categorie pi vulnerabili della societ sono a rischio


perch maggiormente colpite dalla crisi economica, di cui potrebbero subire gli effetti pi a
lungo in assenza di misure efficaci;

rafforzando la dimensione internazionale dello sviluppo sostenibile e moltiplicando gli sforzi per
lottare contro la povert globale.

A completamento di questa sintetica panoramica sugli obiettivi di protezione ambientale ai diversi


livelli di governo, si riportano alcune considerazioni tratte da Segnali ambientali. Rapporto sullo
stato dellambiente in Lombardia 2009/2010 di Arpa Lombardia.

Clima
I cambiamenti climatici costituiscono una sfida ambientale che sta sempre pi influenzando, a
livello globale, le scelte politiche ed economiche, le misure per la tutela della salute, dellambiente
e dei sistemi sociali, coinvolgendo lintero modello di sviluppo dei Paesi industrializzati.
utile inquadrare lobiettivo della lotta ai cambiamenti climatici cercando di comprendere quale sia
davvero il ruolo della scienza nella determinazione delle strategie da impostare per contrastare
linnalzamento della temperatura del pianeta e se queste siano per luomo le migliori possibili in
una prospettiva di lungo termine.
Il problema principale valutare il livello della conoscenza scientifica rispetto alla climatologia e
accettare la difficolt di pesare correttamente leffetto antropico sul cambiamento del clima stesso.
Il contributo delluomo ai cambiamenti climatici dovuto principalmente allimmissione di gas serra
55

in atmosfera per luso di combustibili fossili e per lincenerimento di biomasse, agli allevamenti
animali, al traffico veicolare, alla deforestazione, alluso dei suoli, alle immissioni in atmosfera di
gas e particolato. Linsieme di queste immissioni partecipa alla formazione di aerosol e nubi, che
contribuiscono alla cattura dellenergia solare, la quale non viene riflessa e dispersa verso lo
spazio (effetto serra), e allalterazione del ciclo dellacqua, con effetti, quindi, sul sistema clima.
Le attuali conoscenze scientifiche, tuttavia, non sono sufficienti per una precisa valutazione di
quale sia la parte della variazione climatica imputabile alluomo. Le cause naturali sono astrofisiche
(il comportamento del sole), astronomiche, ma sono anche individuabili nella stessa variazione
della composizione dellatmosfera (la recente eruzione del vulcano islandese un tipico esempio
di fattore naturale non prevedibile e non conosciuto appieno).
quindi davvero difficile separare leffetto antropico che sicuramente esiste dal ciclo naturale
di riscaldamento e raffreddamento del pianeta, che gli studi climatologici mostrano essere sempre
esistito. La conoscenza delle variazioni climatiche, infatti, non va confusa con le conoscenze attuali
della meteorologia e con laffidabilit delle previsioni meteorologiche a breve termine; la previsione
climatologica affidabile a lungo termine una meta che la scienza non ha ancora raggiunto, n si
pu avere la certezza che il constatato aumento della concentrazione di anidride carbonica sia
condizione necessaria e sufficiente per dire che il sistema vada in una determinata direzione. Si
pu quindi affermare che la scienza, per rispondere adeguatamente, debba accelerare il proprio
percorso ed essere messa in condizioni di fornire al pi presto previsioni affidabili ai decisori
politici.
Con queste premesse, il passaggio logico la predisposizione di azioni di rimedio, di adattamento
e di contenimento (adaptation and remediation), quali, ad esempio, il Protocollo di Kyoto,
sottoscritto a livello internazionale nel 1997 come misura di mitigazione.
In scadenza nel 2012, laccordo, attualmente disatteso da molti Stati, n la recente conferenza di
Copenhagen (2009) ha delineato accordi condivisi per il futuro.
LUnione Europea ha dimostrato di credere fortemente nelle azioni necessarie per contrastare
laumento della temperatura terrestre e, con il pacchetto Clima Energia, si data il cosiddetto
obiettivo 20 20 20: la riduzione, cio, entro il 2020, del 20% di emissioni di gas serra rispetto alle
emissioni del 1990, laumento del 20% di risparmio energetico, laumento del 20% di produzione di
energia da fonti rinnovabili sui consumi finali.
Secondo lUe quindi necessaria una politica integrata in materia di energia e di cambiamento
climatico. Da qui, la volont di assumere un ruolo di leadership mondiale sul tema, preparando al
contempo il terreno per il rafforzamento della propria sicurezza di approvvigionamento energetico
e della propria concorrenzialit.
Le azioni di mitigazione saranno perci coordinate e portate avanti nellambito di una strategia che
punti a realizzare le riduzioni con criteri di efficienza e minimizzazione dei costi; lanalisi deve
56

considerare politiche integrate sia per preservare gli standard di qualit dellaria a livello locale, sia
per contrastare gli effetti sul clima.

La risposta lombarda alla sfida europea


A volte gli obiettivi di Kyoto rischiano di entrare in conflitto con specificit pi o meno locali, come
nel caso dei limiti di legge da rispettare per la qualit dellaria. Pensiamo al caso della Pianura
Padana, caratterizzata da un clima sfavorevole alla dispersione degli inquinanti. Con le tecnologie
attuali desta notevole preoccupazione lemissione di particolato (PM10) e di idrocarburi policiclici
aromatici (IPA) conseguenti allutilizzo delle biomasse in stufe e caminetti, compatibili con Kyoto:
questa fonte, infatti, contribuisce per circa il 25% alle emissioni di PM10 primario in Lombardia,
dato confermato anche dallanalisi della composizione chimica del PM10, dove evidente la
presenza di composti derivanti dalla combustione del legno. Ne consegue che, sul piano
ambientale, pi sostenibile luso delle biomasse in impianti di media-grossa taglia a servizio di
reti di teleriscaldamento, dove sono disponibili tecnologie efficaci ed avanzate di depurazione dei
fumi.
In ogni caso, a fronte della duplice sfida, da una parte lambiziosa politica 20-20-20 dellUnione
Europea sul clima e sullenergia e dallaltra la crisi economica in atto, pi che mai confermata la
necessit di mettere in campo una capacit di risposta forte e determinata, traducendo le politiche
in indirizzi, regole e interventi diretti, quali quelli previsti nel Piano dAzione per lEnergia (PAE),
definito nel 2007 e aggiornato negli anni successivi, che rappresenta la prima risposta organica
agli obiettivi europei.

Aria e Atmosfera
Nel corso degli ultimi decenni si assistito ad un progressivo miglioramento della qualit dellaria
delle nostre citt. Le misure effettuate dalla rete di monitoraggio regionale evidenziano trend in
diminuzione delle concentrazioni dei principali inquinanti atmosferici.
noto, daltra parte, come la Lombardia, e pi in generale la Pianura Padana, siano caratterizzate
da condizioni orografiche e meteorologiche particolarmente sfavorevoli alla dispersione degli
inquinanti. La presenza della barriera alpina e appenninica, a chiudere il bacino su ben tre lati,
determina infatti condizioni atmosferiche peculiari. Il difficile passaggio delle perturbazioni
provenienti dallAtlantico, regimi dei venti tra i pi bassi dEuropa, portano a scarsi ricambi della
massa daria e, specie in inverno, a condizioni di inversione termica, con aria fredda pi pesante
vicino al suolo ed aria pi calda in quota, che intrappolano gli inquinanti entro poche decine di
metri dal suolo.
Nonostante ci lanidride solforosa, il monossido di carbonio, il piombo, il benzene, sono ormai da
tempo rientrati nei limiti, mentre presentano ancora superamenti, le polveri sottili (Pm10 e Pm2,5),
lozono (O3) e, in misura inferiore, il biossido di azoto (NO2), che sono perci al centro delle attuali
57

politiche di risanamento della qualit dellaria.


Politiche che vengono adottate dagli organi di governo sulla base degli elementi conoscitivi raccolti
sul territorio ad opera degli enti preposti ed in considerazione di fattori di compatibilit socio
economica, allo scopo di garantire lo sviluppo sostenibile di una regione che gi vanta emissioni
pro capite e pro PIL (Prodotto Interno Lordo) in media inferiori a quelle della Unione Europea (sia a
27 che, pre-allargamento, a 15 Paesi).
Il Decreto Legislativo n155 del 13/08/2010 recepisce la direttiva quadro sulla qualit dellaria
2008/50/CE, istituendo a livello nazionale un quadro normativo unitario in materia di valutazione e
di gestione della qualit dellaria ambiente. Ai fini della valutazione della qualit dellaria ambiente,
il Decreto prevede la suddivisione del territorio nazionale in zone e agglomerati (zonizzazione) sui
quali valutare il rispetto dei valori obiettivo e dei valori limite dei diversi inquinanti. Il Decreto
richiede un riesame delle attuali zonizzazioni del territorio italiano, di competenza delle Regioni e
Province autonome, in modo da introdurre criteri pi omogenei rispetto a quanto fatto finora dalle
Regioni.
Per valutare la qualit dellaria nelle zone e negli agglomerati, si prevede la possibilit di integrare
le misurazioni in siti fissi, che sono obbligatorie, con tecniche di modellizzazione, che consentono
ad esempio di valutare la qualit dellaria laddove non sono presenti stazioni di misura. Il Decreto
stabilisce i criteri per lubicazione su macroscala e microscala dei siti fissi di campionamento e il
loro numero per ciascuna zona o agglomerato.
La valutazione della qualit dellaria il presupposto per lindividuazione delle aree di superamento
dei valori, dei livelli, delle soglie e degli obiettivi previsti dal Decreto. Il Decreto stabilisce i valori
limite per le concentrazioni nellaria ambiente di biossido di zolfo, biossido di azoto, benzene,
monossido di carbonio, piombo, PM10 e introduce per la prima volta un valore limite per il PM2,5,
pari a 25 g/m3 da raggiungere entro il 31.12.2015.
Per questultimo inquinante fissa inoltre lobiettivo di riduzione nazionale dellesposizione: la media
delle concentrazioni di PM2.5 misurate in aree urbane e rappresentative dellesposizione media
della popolazione, deve diminuire di una percentuale prefissata dal triennio 2008-2010 al triennio
2018-2020 anche laddove si avessero valori inferiori al valore limite.
Il Decreto fissa inoltre i valori obiettivo, gli obiettivi a lungo termine, le soglie di allarme e di
informazione per lozono, e i valori obiettivo per le concentrazioni nellaria ambiente di arsenico,
cadmio, nichel e benzo(a)pirene.
Rispetto alla tempistica entro cui i valori limite devono essere raggiunti, conformemente a quanto
previsto dalla norma europea, introdotta la possibilit di derogare ai limiti di PM10, NO2 e
benzene per un periodo di tempo limitato, se stato attuato un piano di risanamento completo e,
per il PM10, se sussistono condizioni meteorologiche sfavorevoli.
richiesto, inoltre, che in alcune stazioni venga misurata non solo la massa del particolato
58

atmosferico, ma anche la sua composizione, al fine di poter stimare in modo pi approfondito la


sua pericolosit e le dinamiche di formazione, valutando meglio il contributo delle principali
sorgenti e misurando i composti tossicologicamente pi rilevanti.
Il Decreto stabilisce che, per le zone in cui i livelli di inquinanti presenti nellaria ambiente superano
un valore limite o un valore-obiettivo, le Regioni debbano provvedere a predisporre piani per la
qualit dellaria, al fine di conseguire il relativo valore limite o valore-obiettivo predefinito. Per le
aree, invece, in cui i livelli di inquinanti sono inferiori ai valori limite, le Regioni devono adottare le
misure necessarie per preservare la migliore qualit dellaria che risulti compatibile con lo sviluppo
sostenibile.
Il Decreto individua vari ambiti di lavoro possibili.
I settori in cui le Regioni possono intervenire per ridurre i livelli degli inquinanti sono tra laltro: il
traffico veicolare, ad esempio con provvedimenti di limitazione alla circolazione; le attivit
industriali, con limposizione di limiti emissivi mirati; lutilizzo dei combustibili, ad esempio con la
limitazione delluso delle specie pi inquinanti in impianti di riscaldamento; le attivit agricole, con
una pi puntuale normazione delle modalit di fertilizzazione e di spandimento reflui; la
combustione delle legna per riscaldamento, con limitazioni alluso in funzione delle caratteristiche
delle stufe e dei camini.
Oltre ai piani di intervento strutturali, sono previsti dei piani dazione a breve termine che devono
per essere limitati ad episodi non prevedibili e di tipo emergenziale. Il Decreto stabilisce infine che
si debba provvedere a informare adeguatamente e sistematicamente il pubblico in merito alla
qualit dellaria, fornendo tra laltro informazioni sulle concentrazioni degli inquinanti atmosferici e
sui superamenti registrati.

Acqua
Lanno 2009 ha rappresentato un anno di notevole importanza e di transizione per il monitoraggio
delle acque superficiali e sotterranee.
In particolare, a livello operativo, stata avviata lattivit di monitoraggio sulla base di quanto
previsto dal D.Lgs. 152/06 (Norme in materia ambientale) e da una serie di decreti di recentissima
emanazione sia per le acque superficiali (DM 131/08 e DM 56/09 rispettivamente relativi alla
caratterizzazione e ai criteri per il monitoraggio dei corpi idrici superficiali, come approfondito nel
relativo box) che per le acque sotterranee (D.Lgs. 30/09 di attuazione della Direttiva 2006/118/CE,
relativa alla protezione delle acque sotterranee dallinquinamento e dal
deterioramento).
Nel 2009 inoltre ARPA Lombardia, di concerto con Regione Lombardia e con le altre Regioni ed
Agenzie del bacino del fiume Po, ha contribuito alla predisposizione del Piano di Gestione del
distretto idrografico del fiume Po (adottato dal Comitato Istituzionale dellAutorit di bacino il 24
febbraio 2010). Il Piano di Gestione lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo
59

mediante il quale sono pianificate e programmate le misure finalizzate a garantire la corretta


utilizzazione delle acque ed il perseguimento degli scopi e degli obiettivi ambientali stabiliti dalla
Direttiva Quadro sulle Acque (DIR 2000/60/CE). Il Piano contiene una serie di elaborati descrittivi
relativi alla caratterizzazione dei corpi idrici, alle pressioni e agli impatti significativi, allo stato
idromorfologico, alla presenza di sostanze pericolose; vi , inoltre, lelenco degli obiettivi ambientali
fissati per le acque superficiali e sotterranee, lanalisi economica sullutilizzo idrico e il programma
delle misure da attuare.
La recente normativa in materia di acque superficiali prevede la determinazione dello stato chimico
e dello stato ecologico per ciascun corpo idrico al termine di ciascun ciclo di monitoraggio (tre/sei
anni). Lelaborazione dei dati per la classificazione delle acque superficiali dovr far riferimento alle
procedure descritte nel decreto sulla classificazione attualmente (ottobre 2010) in via di
approvazione.
A seguito dellemanazione del D. Lgs 152/06 (rece- pimento della Direttiva 2000/60/CE) e sulla
base dei successivi Regolamenti (D.M. 131/08 e D.M. 56/09) adottati ai sensi dellart. 17 del
Decreto stesso, sono sensibilmente variati i criteri di impo- stazione del monitoraggio dei corpi
idrici. Attualmente, quindi, lapproccio metodologico se- guito dal D.Lgs 152/99 non pi
utilizzabile, sia perch fondato su classi di qualit statiche, sia per- ch basato in maniera solo
parziale su elementi biologici, mentre la Direttiva prevede un classificazione relazionata a
specifiche condizioni di riferimento variabili a seconda delle diverse tipologie di corpo idrico,
nonch un maggior numero di elementi biologici e idromorfologici da indagare.
Il concetto di tipo fluviale e lacustre, introdotto dalla recente normativa, diventa la base della
definizione delle condizioni di riferimento, del massimo potenziale ecologico e delle valutazioni
dello stato ecologico. Per lindividuazione delle tipologie di laghi e fiumi, in Italia stato emanato il
D.M. 131/08 recante i criteri tecnici per la caratterizzazione dei corpi idrici, che definisce la
metodologia per la caratterizzazione dei corpi idrici, la loro tipizzazione, lanalisi delle pressioni,
lindividuazione dei corpi idrici fortemente modificati e artificiali e la fissazione delle condizioni di
riferimento specifiche per i tipi di corpo idrico superficiale.
Il successivo D.M. 56/09, concernente i criteri tecnici per il monitoraggio dei corpi idrici e
lidentificazione delle condizioni di riferimento, prevede in particolare che per tutti i corpi idrici
individuati sulla base di unanalisi delle pressioni e degli impatti sia definito, per ciascun periodo in
cui si applica il Piano di Gestione del Distretto Idrografico, un programma di monitoraggio sulla
base degli esiti dellanalisi di rischio.
Infatti per ogni classe di rischio prevista una diversa tipologia di monitoraggio: il monitoraggio
operativo - relativo ai Corpi idrici a rischio realizzato per stabilire lo stato dei corpi idrici
identificati a rischio di non soddisfare gli obiettivi ambientali, valutare qualsiasi variazione dello
stato di tali corpi idrici risultante dai programmi di misure, classificare i corpi idrici; il monitoraggio
60

di sorveglianza relativo ai Corpi idrici non a rischio e probabilmente a rischio - realizzato per la
progettazione efficace ed effettiva dei futuri programmi di monitoraggio, la valutazione delle
variazioni a lungo termine di origine naturale, la valutazione delle variazioni a lungo termine
risultanti da una diffusa attivit di origine antropica, per tenere sotto osservazione levoluzione dello
stato ecologico dei siti di riferimento, per classificare i corpi idrici.
inoltre previsto un monitoraggio di indagine qualora siano sconosciute le ragioni di eventuali
superamen- ti, o quando il monitoraggio di sorveglianza indichi il probabile rischio di non
raggiungere gli obiettivi e il monitoraggio operativo non sia ancora stato definito; o, ancora, per
valutare lampiezza e gli impatti di un inquinamento accidentale.
La norma specifica inoltre le frequenze di campionamento nellarco del periodo di monitoraggio.
diversificate per i vari elementi di qualit. Il ciclo del monitoraggio di sorveglianza dura almeno sei
anni, mentre la durata di quello operativo triennale. Infine, relativamente alla classificazione,
viene richiesto lo stato chimico e lo stato ecologico per ciascun corpo idrico. Il primo si basa sul
soddisfacimento degli standard di qualit ambientale fissati dal D.M. 56/09 per le sostanze
dellelenco di priorit, il secondo definito sulla base della valutazione di elementi biologici
(macrobenthos, macrofite, fitobenthos, fauna ittica) non previsti dalla precedente normativa ad
eccezione del macrobenthos, di parametri chimico-fisici a sostegno (indice LIMeco) e di altri
contaminanti (inquinanti specifici).

Suolo, sottosuolo e acque sotterranee


La conoscenza delle dinamiche delluso e della copertura del suolo strategica per il governo del
territorio, poich consente di valutarne lo stato attuale e i cambiamenti in atto. La cartografia di uso
e copertura del suolo quindi un supporto indispensabile per la pianificazione territoriale. La
doppia definizione di tale cartografia (uso e copertura) esprime due significati differenti:

lespressione copertura del suolo (land cover) si riferisce, infatti, alle caratteristiche fisiche

della superficie terrestre: attiene quindi alla distribuzione di vegetazione, acqua, ghiacci, deserti e
ad altre caratteristiche fisiche indotte dalle attivit umane, quali infrastrutture e insediamenti;

lespressione uso del suolo (land use) si riferisce, invece, a tutto ci che attiene allimpiego

e alle strategie di gestione di determinate coperture del suolo da parte delluomo.


Il modo in cui il suolo viene utilizzato pu avere ripercussioni importanti sulle condizioni
dellambiente; quali la alterazione degli habitat naturali e lerosione o la desertificazione. La
conoscenza delluso del suolo e delle transizioni fra le diverse categorie duso rappresenta, quindi,
uno degli strumenti principali per la pianificazione del territorio, sia rispetto alla gestione sostenibile
del patrimonio paesistico e naturale sia per quanto riguarda la valutazione delle istanze ambientali
nelle politiche settoriali (ad esempio, la politica agricola, lindustriale, la turistica, lenergetica o dei
trasporti).
Inoltre, grazie alla conoscenza delluso del suolo possibile definire piani di emergenza delle
61

aziende a rischio di incidente rilevante o la prevenzione dei fenomeni di dissesto idrogeologico. Lo


studio della propensione al dissesto, infatti, richiede lanalisi delle concause naturali (quali il regime
pluviometrico, le caratteristiche litologiche e pedologiche, i fattori morfologici,...) e antropiche (luso
del suolo, appunto) che determinano la suscettivit di un de- terminato territorio a subire fenomeni
deformativi di massa o erosivi.
La contaminazione del suolo e delle acque sotterranee pu comportare una serie di conseguenze
negative per la salute umana e per i relativi ecosistemi, danneggiandone e compromettendone le
funzioni. Lattivit di bonifica dei siti contaminati assume quindi unimportanza rilevante,
rappresentando lo strumento che consente di risanare le aree degradate restituendole, qualora
sussistano le condizioni, al loro utilizzo iniziale o ad uno differente.
Nellambito della tematica della bonifica dei suoli, lAgenzia riveste un ruolo fondamentale,
intervenendo nelle diverse fasi che costituiscono larticolato iter di un procedimento di recupero.
In particolare, lAgenzia esercita le attivit di controllo ambientale delle matrici interessate dal
degrado in siti contaminati o potenzialmente contaminati, agendo conformemente a quanto
indicato dalla legge regionale istitutiva (l.r. 16 del 14/99) ed effettuando, quindi, sopralluoghi sulle
aree, ispezioni, prelievi e campionamenti.
Il quadro normativo di riferimento per lattivit dellAgenzia in materia di bonifica rappresentato, a
livello nazionale, dal D.lgs 152/2006 (e s.m.i.) Titolo Quinto della Parte Quarta ed completato da
indicazioni regionali (l.r. 30/06 e DGR 2838/06 ), che ne dettagliano le modalit applicative, e locali
(Regolamenti Locali di Igiene Pubblica).
Il D.lgs 152/06 prevede espressamente che la Provincia, soggetto che svolge le indagini e le
attivit istruttorie, si avvalga delle competenze tecniche dellARPA, che interviene quindi dalle
prime fasi del procedimento sino alla sua conclusione. In fase di indagine preliminare (art. 242,
comma 2 del D.lgs 152/06), finalizzata ad accertare se sul sito sussista o meno il superamento
delle concentrazioni di riferimento tabellate (concentrazioni soglia di contaminazione), ARPA
effettua sopralluoghi in campo, per verificare che lindagine venga svolta conformemente ai
protocolli operativi, e esegue accertamenti analitici presso i propri laboratori.
Qualora nella fase di indagine si accerti il superamento delle concentrazioni soglia di
contaminazione (art. 242, comma 3 del D.lgs 152/06), viene avviata la fase di caratterizzazione:
lAgenzia interviene valutando, di concerto con gli altri Enti, il relativo piano di caratterizzazione e la
conformit alle indicazioni del D.lgs 152/06. Nellambito delle indagini, ARPA effettua sopralluoghi
per accertare che i controlli vengano con- dotti nel rispetto dei protocolli operativi approvati dagli
Enti e delle eventuali prescrizioni. Questa attivit di ispezione si completa con gli accertamenti
analitici condotti presso i laboratori di ARPA su una parte dei campioni acquisiti.
Sulla base degli esiti della caratterizzazione, al sito viene applicata la procedura di analisi di rischio
sito specifica, per determinare le concentrazioni soglia di rischio. Anche in questa fase, ARPA,
62

congiuntamente agli altri Enti, interviene valutando il documento presentato ed esaminando aspetti
quali i dati di input, il modello concettuale e i relativi parametri adottati.
Qualora emerga il superamento delle concentrazioni soglia di rischio, liter prosegue con la
successiva fase di progettazione (progetto operativo di bonifica) in cui lAgenzia interviene
valutando preliminarmente il progetto con gli altri Enti e, in fase esecutiva, conducendo
sopralluoghi e accertamenti analitici. A conclusione della bonifica, ARPA espleta il controllo sulle
attivit di collaudo, per valutare se sul sito per- mangano delle passivit ambientali dovute al
mancato raggiungimento delle concentrazioni fissate dagli atti autorizzativi come obiettivi di
bonifica. A seguito di tali controlli, lAgenzia predispone una relazione tecnica finale (art. 248,
comma 2 del D.lgs 152/06) sulla base della quale la Provincia rilascia la certificazione di avvenuta
bonifica che accerta la conformit degli interventi, di messa in sicurezza permanente e di messa in
sicurezza operativa, al progetto approvato.

Agenti fisici: rumore, radiazioni ionizzanti e non ionizzanti


Per definizione lagente fisico quel fattore, governato da leggi fisiche, che determina limmissione
di energia nellambiente in cui si manifesta. Quando si parla di agenti fisici dinteresse ambientale
si fa normalmente riferimento al rumore e alle radiazioni.
Le radiazioni si distinguono in ionizzanti e non ionizzanti in funzione dellenergia associata.
Caratteristica comune a questo genere di emissione il trasporto di energia nello spazio, che
viene ceduta quando la radiazione assorbita dalla materia.
Le radiazioni ionizzanti hanno unenergia sufficiente ad indurre nella materia il fenomeno della
ionizzazione, ossia riescono a rendere elettricamente carichi gli atomi del materiale che incontrano
sul loro percorso. La capacit di ionizzare e di penetrare allinterno della materia dipende
dallenergia e dal tipo di radiazione, nonch dal materiale col quale avviene linterazione.
Le radiazioni non ionizzanti sono invece onde elettromagnetiche di energia inferiore, non in grado
di dare luogo a ionizzazione. In entrambi i casi nellambiente presente sia una componente
naturale, che costituisce il fondo ambientale, sia una componente antropica.
Per quanto riguarda le radiazioni ionizzanti, la radioattivit naturale componente ineliminabile
dellambiente ha origine sia extraterrestre (raggi cosmici) sia terrestre (rocce, minerali). Vi poi il
contributo della radioattivit ambientale proveniente dallattivit antropica, che costituito dallo
scarico, regolamentato dalla normativa, di sostanze radioattive utilizzate presso i laboratori e da
rilasci involontari e fuori controllo derivanti da eventi incidentali.
La componente naturale terrestre della radioattivit fortemente variabile da luogo a luogo in
relazione alla conformazione geologica delle diverse aree e rappresenta, in condizioni normali, il
con- tributo prevalente alla radioattivit ambientale, in particolare con il radon, gas radioattivo
naturale prodotto dal decadimento delluranio e del torio e identificato come inquinante indoor.

63

La normativa vigente in ambito di radiazioni non ionizzanti trova il suo fondamento nella Legge
quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici (Legge 22
febbraio 2001, n.36). il primo atto normativo italiano che disciplina la protezione dalle esposizioni
a campi elettromagnetici ad alta frequenza (impianti radiotelevisivi e stazioni radiobase per la
telefonia mobile) e bassa frequenza (elettrodotti), in passato oggetto di normative distinte, ed
inoltre la prima occasione in cui il legislatore si occupa anche dellesposizione dei lavoratori,
colmando una lacuna nella legislazione precedente, che prevedeva limiti per la sola popolazione.
La Legge quadro fissa i compiti di Regioni, Province e Comuni in questo campo.
Le Regioni individuano le modalit per il rilascio delle autorizzazioni allinstallazione degli impianti,
demandando nel caso le proprie competenze a Province e Comuni. Le amministrazioni provinciali
e comunali utilizzano le strutture delle Agenzie Regionali per la Protezione dellAmbiente (ARPA)
per esercitare le funzioni di controllo e di vigilanza sanitaria ed ambientale per lattuazione della
Legge quadro.
La Legge quadro stabilisce inoltre la necessit di adottare per i campi elettrici, magnetici ed
elettromagnetici:

limiti di esposizione, ai fini della tutela della salute da effetti acuti;

valori di attenzione, ai fini della protezione da possibili effetti a lungo termine;

obiettivi di qualit, ai fini della progressiva minimizzazione dellesposizione ai campi


medesimi.

Lindividuazione di tali limiti stata attuata dal DPCM dell8 luglio 2003 pubblicato sulla G.U. n.199
del 28 agosto 2003 per le alte frequenze e dal DPCM sempre dell8 Luglio 2003 pubblicato sulla
G.U. n.200 del 29 agosto 2003 per le basse frequenze.
Tabella 4.1 Valori di riferimento e limiti per alcune delle sorgenti pi note

Fonte: Arpa Lombardia

Il rilascio delle autorizzazioni relative alle infrastrutture di comunicazione elettronica per impianti
radioelettrici regolato, a livello nazionale, dal Codice delle comunicazioni elettroniche (DLgs 1
64

agosto 2003, n.259), agli articoli 86, 87 e 88. La Regione Lombardia dispone tuttavia della Legge
Regionale 11 maggio 2001, n.11, precedente al Codice delle comunicazioni elettroniche e
successivamente ad esso armonizzata, che stabilisce le procedure e le modalit per il rilascio delle
autorizzazioni sia per i nuovi impianti sia per le azioni di risanamento degli impianti esistenti. Tale
legge prevede un regime semplificato per impianti aventi bassa potenza, ossia inferiore a 7 W, a
causa delle limitate emissioni generate da questa tipologia.
La LR n.11 ha inoltre istituito il catasto regionale degli impianti di radiotelecomunicazione gestito
da ARPA. Infine, in ambito delle basse frequenze, ossia degli elettrodotti, sono stati pubblicati i
decreti DMAATM 29 maggio 2008-Approvazio- ne delle procedure di misura e valutazione
dellinduzione magnetica e DMAATM 29 maggio 2008-Approvazione della metodologia di calcolo
per la determinazione delle fasce di rispetto per gli elettrodotti, che rendono applicabile il DPCM 8
luglio 2003 per i due aspetti delle misure e del calcolo delle fasce di rispetto. La Regione
Lombardia non dispone di normativa regionale relativa agli elettrodotti.
Altro agente fisico impattante sullambiente quello di origine acustica. Gli indicatori che
descrivono lo stato dellambiente dal punto di vista della tutela dal rumore, mostrano trend di
miglioramento laddove sono state intraprese azioni di stimolo e di incentivazione da parte della
Regione, nel corso degli ultimi anni, o dove lattenzione delle amministrazioni comunali risultata
pi vivace. A dimostrazione di questa tendenza possibile prendere in considerazione gli aspetti di
seguito riportati:
1. Numero di Piani di Classificazione Acustica comunale. Al 31 marzo 2010 risultano 1.130 i
Comuni lombardi dotati di un Piano di Classificazione Acustica (con adozione e/o approvazione
pari al 73%), con una copertura del territorio di circa il 70%.
2. Percentuale di territorio nelle diverse classi acustiche. tuttora in corso il popolamento del
catasto

Regionale

delle

Classificazioni

acustiche

georeferenziate

(mosaicatura).

Lomogeneizzazione, mosaicatura e caricamento in un unico strumento informatico condiviso della


documentazione fornita dai Comuni rappresenta un processo piuttosto laborioso e complesso. Al
marzo 2010 sono 270 i Piani di Classificazione Acustica caricati nel mosaico e pubblicati (pari al
24% dei comuni classificati).
3. Numero di Piani di Risanamento Acustico comunali. Il Piano di Risanamento Acustico (PRA)
lo strumento che i Comuni sono chiamati a predisporre nel caso non siano rispettati i valori di
attenzione che garantiscono la protezione della salute umana e dellambiente (art.2 legge
447/1995) o in caso di contatto diretto tra aree, anche appartenenti a comuni differenti, che si discostano in maniera superiore a 5 dB. Come tale, la redazione del PRA rappresenta latto
successivo alla classificazione acustica.
4. Numero di sorgenti puntuali. Lattivit di vigilanza e controllo svolta dalle amministrazioni
comunali e provinciali sul territorio lombardo, avvalendosi di ARPA in qualit di organismo tecnico,
65

ha interessato principalmente le attivit produttive in contesti urbani, gli esercizi commerciali e le


manifestazioni temporanee e ricreative, che sono tra le sorgenti di maggior disturbo per la
popolazione. Nel 2009 i controlli hanno riguardato circa 550 sorgenti per circa 320 delle quali
stato registrato un superamento dei valori limite.
Significativo il coinvolgimento diretto della Regione nelle azioni di indirizzo, coordinamento e
supporto per gli adempimenti normativi riguardanti le infrastrutture di trasporto sul territorio, che in
Lombardia costituiscono una presenza di rilievo.
Il quadro normativo in materia di inquinamento acustico costituito da:
Legge Quadro n.447 del 26/10/1995 Legge quadro sullinquinamento acustico
Stabilisce i principi fondamentali in materia di tutela dal rumore dellambiente esterno e
dellambiente

abitativo,

demandando

successivi

numerosi

Decreti

attuativi

le

determinazioni per gli specifici argomenti. La legge individua le competenze e i compiti dei
vari organi amministrativi (Stato, Regioni, Province e Comuni). Definisce inoltre gli
orientamenti per quanto riguarda i Piani di risanamento acustico e d le disposizioni in
merito allimpatto acustico delle sorgenti sonore pi impattanti. Dispone, infine, degli aspetti
sanzionatori, di tipo amministravo, nel caso di non rispetto delle norme.
Legge Regionale n. 13 del 10/08/2001 Norme in materia di inquinamento acustico. la
Legge regionale in attuazione della Legge Quadro 447/95. In particolare d disposizioni per
quanto riguarda le attivit di vigilanza e controllo, la classificazione acustica dei comuni, la
redazione della documentazione di previsione di impatto e clima acustico, i piani di
risanamento comunali, delle industrie e delle infrastrutture. Il ruolo primario nella tutela
dellinquinamento acustico attribuito ai Comuni.
DGR VII/9776 del 12/07/2002 Stabilisce i criteri tecnici di dettaglio per la redazione della
classificazione acustica del territorio comunale.
DGR VII/8313 del 12/07/2002 Stabilisce la modalit e criteri di redazione della
documentazione di previsione di impatto acustico e di valutazione previsionale del clima
acustico.
Decreto Legislativo 19 agosto 2005 n. 194, che recepisce la Direttiva europea 2002/49/CE
del 12/08/2001 Direttiva relativa alla determinazione e alla gestione del rumore
ambientale. Questultima rappresenta il riferimento cardine a livello europeo in tema di
rumore ambientale. Ha lobiettivo principale di uniformare le definizioni ed i criteri di
valutazione del rumore tra gli Stati Membri.
Lart. 659 del codice penale composto di due commi:
o

il comma 1 recita: Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di


strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo
66

strepiti di animali, disturba le occupazioni o riposo delle persone, ovvero gli


spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, punito con larresto fino a tre mesi o
con lammenda fino a (...).Scopo della norma quello di tutelare la tranquillit
pubblica, e quindi diritti costituzionalmente garantiti quali le occupazioni o il riposo
delle persone.
o

il comma 2, invece, praticamente stato riassorbito dallart. 10 della legge


quadro 447/95; limita il proprio campo di applicazione a chi esercita unattivit
professionale o industriale e al rispetto o meno delle leggi e dei provvedimenti
amministrativi finalizzati alla prevenzione del danno (tipicamente per esempio, gli
orari in cui esercitare una attivit).

Lart. 844 del codice civile1 riguarda le immissioni di rumore nel rapporto fra privati. Scopo
della norma quello di tutelare il godimento del diritto di propriet fondiaria, esteso dalla
giurisprudenza anche ai rapporti condominiali, rispetto alle immissioni sonore e di altro tipo.
Infatti la Legge Quadro non trova applicazione nel rapporto tra privati o anche nelle
controversie condominiali, per cui lunico criterio operante rimane lart. 844 c.c.
Convivono, perci, tre regimi di gestione delle problematiche di rumore: le norme amministrative
della Legge Quadro, il codice penale e il codice civile. Questo significa che la normativa
specialistica sul rumore (Legge Quadro con i suoi numerosi decreti applicativi e Legge Regionale
da essa derivata) nel nostro ordinamento giuridico, a differenza di quanto succede per esempio nel
contesto europeo, non esaustiva degli obblighi di rispetto delle limitazioni per le sorgenti di
rumore e delle tutele per i recettori del rumore. Il rumore problematica di non semplice trattazione
la cui vigilanza e controllo coinvolge a vario titolo molti soggetti pubblici (Comuni, Province, Forze
dellOrdine, Polizia Locale, ecc.): la chiarezza di interpretazione normativa dunque basilare per
non sovrapporre le competenze (o, viceversa, scaricarle ad altri), creare sussidiariet fra Enti
diversi e migliorare lefficacia dellazione complessiva.

Rifiuti
Per far fronte al continuo aumento di produzione di rifiuti, lUnione Europea ha avviato un processo
di modifica della normativa che ha portato alla pubblicazione della Direttiva quadro 2008/98/CE del
19 novembre 2008, sostituendo le precedenti.
Nel corso del 2010 stato avviato liter di recepimento nella normativa italiana di questa direttiva,
con la stesura di un testo di modifica della parte quarta del d.lgs. 152/2006 a cura del Ministero
dellAmbiente, in seguito sottoposto allattenzione degli enti e amministrazioni territoriali pubbliche
competenti, tra le quali Regioni, Province, Comuni, ARPA, e delle rappresentanze - associazioni e
operatori del settore per le opportune osservazioni prima di avviare liter formale di approvazione.
La bozza di recepimento della nuova direttiva rafforza e precisa molti dei concetti che ormai da
molti anni sono il cardine delle politiche ambientali in materia di gestione dei rifiuti, come i principi
67

di responsabilit condivisa e di chi inquina paga, che favoriscono forme di riduzione della
produzione e massimizzazione del recupero. Cos come quello dalla culla alla culla, che orienta
la produzione verso il massimo della riutilizzabilit e riciclaggio dei beni e dei prodotti, una volta
cessato il loro utilizzo, ponendo lattenzione sulla riduzione degli impatti connessi alla produzione e
gestione dei rifiuti sullambiente, sulla salute umana e sulla riduzione delluso di risorse.
Tra i punti pi controversi e di maggior interesse vi sono diversi aspetti relativi al concetto generale
di cosa sia rifiuto e cosa non lo sia: la definizione di sottoprodotto; la definizione di materia
seconda e di cessazione della qualifica di rifiuto; i criteri di riutilizzo delle terre e rocce da scavo; la
definizione di CDR (combustibile derivato da rifiuto).
Lobiettivo di rendere chiari e precisi i confini entro i quali va applicata la normativa in modo da
semplificare gli adempimenti burocratici e loperativit del comparto produttivo industriale e
artigianale e di poter, quindi, concentrare le attivit di controllo sugli aspetti pi delicati e importanti
della protezione dellambiente. Anche la precisazione della distinzione fra operazioni di recupero e
di smaltimento, parte di alcune modifiche presenti nella bozza di recepimento, introduce
chiarimenti attesi da molto tempo dato che, ad esempio per loperazione R1 (recupero energetico)
e D10 (incenerimento), pur trattandosi in entrambi i casi di operazioni di combustione, cambiano
radicalmente procedure e iter autorizzativi, limiti, e oneri a carico degli impianti. Un aspetto molto
importante la modifica degli articoli relativi agli obblighi di registrazione della produzione e
gestione dei rifiuti (registri e formulari rifiuti) e di comunicazione annuale (MUD, modello unico di
dichiarazione ambientale). A gennaio 2010, infatti, stato emanato il D.M. 17 dicembre 2009 di
istituzione del Sistri, lormai noto Sistema per la tracciabilit dei rifiuti, che sostituir completamente
le procedure precedenti per gran parte dei soggetti, al fine di aumentare la prevenzione
dellillegalit e il contrasto dei fenomeni legati ai traffici illeciti dei rifiuti. Oltre al fatto che
loperativit del sistema ha incontrato notevoli problemi organizzativi e tecnici, manca ancora un
inquadramento nella normativa nazionale, dato che, come noto, un decreto ministeriale non pu
modificare i contenuti di una legge.Verr, quindi, sanato questo vuoto normativo e verranno
introdotte le sanzioni relative allutilizzo del Sistri, che appaiono molto severe.
Solo con leffettiva attuazione di tali norme si potranno verificare la validit e i benefici per
lambiente e per loperativit dellintero sistema di gestione dei rifiuti.

Energia
Spesso il tema dei cambiamenti climatici e quello dellenergia risultano strettamente connessi. Ne
un chiaro esempio il riferimento esplicito ad istanze energetiche in due degli obiettivi del
cosiddetto Pacchetto Clima per il 2020, adottato dallUE nel 2008: portare la quota di energia
prodotta con fonte rinnovabile al 20%, ottenere un risparmio dei consumi energetici del 20%.
Uno degli strumenti individuati per il raggiungimento dei traguardi del 20-20-20 la Direttiva
2009/28/CE sulla promozione delluso dellEnergia da Fonti Rinnovabili (FER). Larticolo 4 della
68

Direttiva si concentra sui Piani dAzione Nazionali (PAN), strumento attuativo in capo a ciascuno
Stato membro.
In Italia il PAN, predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico, stato sottoposto ad
unampia consultazione pubblica che ha coinvolto soggetti istituzionali, associazioni ambientaliste,
associazioni di categoria ed imprese, registrando grande interesse e partecipazione. La versione
definitiva, inviata alla Commissione Europea alla scadenza del 30 giugno 2010, frutto di un
confronto tenuto in particolare con il Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio e del Mare
e con il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, in ragione delle loro specifiche
competenze in materia.
Il Piano stato inoltre condiviso con gli enti locali e con le Regioni che saranno coinvolte nelle fasi
successive di attuazione, soprattutto per definire la ripartizione regionale dellobiettivo nazionale
(burden sharing) e costituire un sistema di monitoraggio periodico sui risultati conseguiti. Gi la
Legge 10 del 1991 Norme per l'attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso
razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia aveva
introdotto, nellambito della pianificazione, lo strumento del Piano Energetico Regionale.
In Lombardia il Programma Energetico Regionale (PER) stato approvato il 21 marzo 2003 con
Delibera di Giunta n. 12467. In esso sono contenute indicazioni su come raggiungere gli obiettivi di
incremento delle fonti rinnovabili e di diffusione del teleriscaldamento e degli impianti di
cogenerazione, soprattutto quelli alimentati a biomasse. Il Programma Energetico Regionale,
concepito come strumento flessibile ed aggiornabile dinamicamente, si pone lobiettivo di
supportare Regione Lombardia nellazione di governo locale mirante a ridurre il costo, economico
ed ambientale, dellenergia per il sistema lombardo.
invece del 15 giugno 2007 (Deliberazione di Giunta Regionale n. VII/4916) lapprovazione del
Piano dAzione per lEnergia (PAE), strumento attuativo del Programma Energetico del 2003. Si
tratta di un documento di programmazione per lo sviluppo sostenibile del sistema energetico
regionale: le misure in esso previste puntano all'abbattimento dei costi dell'energia prodotta e dei
relativi impatti sull'ambiente, senza trascurare la crescita competitiva delle imprese e la tutela dei
consumatori pi deboli. Il Piano d'Azione per l'Energia, e il suo aggiornamento del 2008, che non
sostituisce del tutto la prima versione, contiene indirizzi di politica energetica regionale collegati ad
un insieme di misure e azioni da effettuare nel breve e medio periodo. Il documento stato
formulato a seguito dell'aggiornamento del bilancio energetico del territorio regionale, avvenuto nel
2004, dal quale sono emerse nuove criticit del sistema energetico e ambientale lombardo,
rispetto alle analisi effettuate nel 2000, che avevano portato ad elaborare le misure contenute nel
PER del 2003. Il mutato contesto produttivo, ambientale e sociale ha reso necessario un
adeguamento di quelle misure non solo sul piano regionale, ma anche a livello nazionale, europeo
ed internazionale.
Sempre in Lombardia con DGR n. 10622, del 25 novembre 2009, sono state pubblicate le Linee
69

guida per autorizzazione di impianti per la produzione di energia da Fonti Energetiche Rinnovabili
(FER) Impianti fotovoltaici, eolici e Valutazione Impatto Ambientale degli stessi.

70

CAPITOLO 5
POSSIBILI RICADUTE AMBIENTALI DEGLI INTERVENTI CONTENUTI
NEL DdP
Di seguito vengono elencati i possibili impatti (negativi e positivi) che gli interventi contenuti nel
DdP del PGT del Comune di Ardesio potrebbero generare sulle principali componenti ambientali:

Tematica

Aria

Possibile impatto
Indicatori
Negativo
Positivo
Nuove
emissioni
da Miglioramento
qualit Emissioni atmosferiche (in particolare in
riscaldamento
dellaria grazie a nuove / pi relazioni a traffico/riscaldamento)
Nuove
emissioni
da efficaci
tecnologie
di
traffico
abbattimento delle emissioni Qualit dellaria locale
Fabbisogno
idrico
aggiuntivo
determinato dallinsediamento di nuovi
abitanti
Grado di copertura della rete fognaria e
della rete di depurazione
Nuovi consumi idrici

Acqua
Nuovi scarichi

Miglioramento
nellutilizzo Interferenze delle nuove urbanizzazioni
della risorsa idrica grazie con le risorse idriche superficiali e
alluso
delle
migliori sotterranee
tecnologie disponibili
Portata idrica prelevata ad uso potabile
ed industriale
Qualit dei corpi idrici superficiali e
sotterranei
DMV e analisi compatibilit prelievi
Uso del suolo
Superficie
territoriale

Suolo

Natura,
biodiversit e
paesaggio

Rifiuti

urbanizzata/superficie

Riqualificazione
di
aree
Superficie nuova urbanizzazione
Consumo
/
dismesse / degradate
superficie territoriale
impermeabilizzazione di
suolo
Non utilizzo di aree a rischio
Superficie recuperata riutilizzata
superficie nuova urbanizzazione

/
/

Superficie urbanizzata esposta a rischi


territoriali/superficie rischi territoriali
Superficie aree naturali e seminaturali /
Tutela, messa a sistema e superficie territoriale
razionalizzazione delle aree
Nuova superficie aree a verde /
naturali e seminaturali
superficie territoriale
Consumo di aree naturali
Riqualificazione
di
aree
o non edificate
dismesse / degradate
Grado di frammentazione delle aree
naturali e seminaturali
Tutela delle aree di pregio
naturalistico e paesaggistico Grado di alterazione del paesaggio
naturale e antropico
Produzione di rifiuti solidi urbani
determinata dallinsediamento di nuovi
abitanti
Aumento
nella
produzione di rifiuti
Frazione rifiuti solidi urbani raccolta in
modo differenziato
Produzione rifiuti speciali

71

Tematica

Rumore

Negativo

Possibile impatto
Positivo

Nuove emissioni sonore

Indicatori
Valutazione coerenza fra superficie
nuova urbanizzazione e zonizzazione
acustica
Individuazione di eventuali necessit di
risanamento acustico
Fabbisogno
energetico
aggiuntivo
determinato dallinsediamento di nuovi
abitanti

Energia

Miglioramento
nellutilizzo
della
risorsa
energetica
Nuovi consumi energetici
Modalit
di
soddisfacimento
grazie
alluso
di
Fonti
fabbisogno (uso di fonti rinnovabili)
Energetiche Rinnovabili

del

Potenza installata per produzione di


energia da fonti rinnovabili (per tipologia)
Incremento
linee
Campi
elettriche e impianti fissi
elettromagnetici e
per
telecomunicazioni,
radiazioni
telefonia
cellulare,
ionizzanti
radiotelevisioni

Inquinamento
luminoso

Razionalizzazione
delle
esistenti linee elettriche e Estensione e ubicazione linee elettriche
impianti
fissi
per e impianti fissi per telecomunicazioni,
telecomunicazioni, telefonia telefonia cellulare, radiotelevisioni
cellulare, radiotelevisioni
Percentuale di edifici pubblici interessati
Adozione
di
misure di da
interventi
di
riduzione
razionalizzazione
e dellinquinamento luminoso
Incremento
delle
ottimizzazione
emissioni luminose
Lunghezza percentuale dei tratti di
dellilluminazione pubblica
strada comunale interessati da interventi
di riduzione dellinquinamento luminoso

72

CAPITOLO 6
VALUTAZIONE DEGLI OBIETTIVI E DELLE AZIONI DEL DdP
La valutazione dei potenziali impatti sullambiente generati dallattuazione degli interventi contenuti
nel DdP stata effettuata in due passaggi, di seguito esplicitati:
-

valutazione generale qualitativa che approfondisce la precedente tabella di


individuazione dei potenziali impatti del DdP;

valutazione approfondita qualitativa e quantitativa che approfondisce gli impatti


dei soli ambiti di trasformazione.

Valutazione generale qualitativa


Gli obiettivi di piano contenuti nel Documento di Piano possono essere sinteticamente riassunti
come segue7:
1. Valorizzare la qualit urbana e di vita sociale che gli antichi nuclei esprimevano attraverso la
ricomposizione e riqualificazione del territorio gi urbanizzato con particolare riguardo a:
sistema dei servizi, livello di infrastrutturazione, qualit urbanistica e architettonica, possibile
introduzione nel tessuto esistente di forme di imprenditoria turistico-alberghiera, anche in forme
diffuse con dimensioni contenute (bed&breakfast, albergo diffuso, ..), conservazione dei
nuclei di antica formazione ricercando anche forme di incentivazione dei recupero e
valorizzazione della cultura materiale, ma soprattutto di maggiore e migliore utilizzo di un
patrimonio edilizio straordinario per quantit e qualit, in alternativa ad un ulteriore consumo di
suolo
2. Valorizzare e adeguare i percorsi pedonali e ciclabili offrendo una migliore possibilit di
collegamento e scambio tra le singole comunit, utilizzando il pi possibile percorsi storici, da
implementare con nuovi tracciati che possano avere pluralit di funzioni (viabilistiche,
ricreative, turistiche)

7 Merita un approfondimento la relazione tra gli obiettivi di contenimento di consumo di suolo e la


riqualificazione dellofferta turistica: il contenimento delle previsioni espansive si articola lungo due percorsi:
da un lato laspetto quantitativo vero e proprio (contenuto quantitativamente ma comunque in riduzione),
dallaltro con modalit e tipologie insediative volte a ridurre il consumo di suolo, componente questa di
rilevante importanza. Qualificare lofferta turistica, sotto questo profilo, significa cercare di definire una soglia
di qualit nel rapporto tra ambiti insediativi ed edificabili e contesto territoriale/ambientale/paesistico in cui sia
ledificato esistente sia le contenute espansioni previste mantengano il valore specifico che caratterizza
linteresse nel risiedere, villeggiare, visitare, fare sport ed escursioni nel territorio di Ardesio. Significa cio
mantenere vivo e qualitativamente cospicuo il valore ambientale che un turismo di qualit e attento al
radicamento col territorio oggi esige. Si produce inoltre una spinta a interventi di riqualificazione
dellesistente (a partire dagli insediamenti di mediocre qualit degli anni 70/80/90), attraverso la prospettiva
di limitazione delle aree di espansione associata allormai prossimo raggiungimento dellobsolescenza di
buona parte delle costruzioni costruite negli anni 70 e 80 con tecniche e dotazioni assolutamente
inadeguate.

73

3. Ricucire e riqualificare il tessuto urbano, con attenzione a obiettivi di equilibrio complessivo, sia
a livello di comparto/contesto, sia di Comune, sia di comprensorio
4. Favorire lo sviluppo di flilere corte, con forte radicamento territoriale e di crescente valore
qualitativo attraverso la razionalizzazione dellofferta, che proprio la dimensione intercomunale
pu aiutare a sviluppare in forme qualificate, coordinate e concorrenziali con particolare
riferimento a: valorizzazione e potenziamento della ricettivit collettiva in tutte le sue forme
(alberghiera, albergo-diffuso, bed&breakfast, case vacanze, rifugi, agriturismo), nella
prospettiva di estendere e mantenere lofferta su un arco temporale che copra lintero anno
solare, valorizzazione delle attivit produttive collegate allagricoltura montana
5. Valorizzare il comparto produttivo artigianale con linserimento di attivit di servizio
complementari al turismo
6. Razionalizzare, potenziare e dimensionare qualitativamente i servizi pubblici realizzando
servizi secondo criteri di dimensionamento, localizzazione e funzionalit che intersechino tutte
le scale di valutazione e progettazione (di comparto, comunale, intercomunale)
7. Localizzare/dimensionare le strutture sportive, le aree tecnologiche e per servizi ambientali, le
strutture di servizio turistico, le strutture tecnico-amministrative e di protezione civile,
precisandone se di valenza: comunale, sovra comunale
8. Riorganizzare, previa ricognizione, il sistema delle aree di sosta, in relazione alle modalit di
accesso ai nuclei storici, alle aree urbane, alle altre aree e servizi, tenendo conto anche di
nuove funzioni di servizio e della localizzazione delle aree per grandi eventi e per lo
svolgimento del mercato settimanale
9. Valorizzare il territorio agricolo con interventi di carattere agricolo, agrituristico, turistico,
ambientale, ricreativo, didattico
10. Favorire, rispetto al territorio forestale, la ripresa delle tradizionali attivit selvicolturali e
incentivare nuove forme di valorizzazione che tengano in considerazione non soltanto laspetto
produttivo ma anche le funzioni turistico-ricreativa, paesaggistica, di protezione idrogeologica
11. Riqualificare gli alpeggi, integrandoli con le forme pi avanzate di turismo ambientale e rurale
entro percorsi coordinati e ben supportati da strutture e servizi di fondovalle
12. Definire norme funzionali ad agevolare ladeguamento agronomico e strutturale degli alpeggi,
ponendo attenzione anche agli aspetti idrogeologici e di accessibilit, e stimolando il loro
inserimento in una rete integrata, con funzioni di natura turistico-ambientale, badando
comunque a salvaguardarne la funzionalit primaria sia degli edifici che delle aree pascolive di
pertinenza
13. Mantenere la valenza esclusivamente di carattere paesaggistico, naturalistico e turisticoricreativo degli incolti
14. Accrescere e sviluppare il ruolo delle aree spondali e di percorsi nella natura anche in chiave
turistica
74

15. Definire alcune condizioni per lattuazione di possibili interventi di valorizzazione, anche
turistica, da attuarsi negli ambiti di maggiore valenza ambientale e paesaggistica (alta quota,
aree interessate dall'attivit sciistica, ecc.) che siano sostenibili dal punto di vista dellambiente
e progettualmente ispirati ad un adattamento alle naturali condizioni del territorio
16. Individuare punti di riferimento funzionale, sociale, organizzativo, produttivo, e definire una
maglia strutturale che sorregga la moltitudine di servizi gi esistenti rendendoli meglio visibili e
operativamente funzionali
17. Integrare la qualit degli insediamenti antropici (contenimento dellimpermeabilizzazione del
terreno, tutela del sottosuolo, ruolo degli impianti arborei, salvaguardia dei corsi dacqua,
incentivazione delle colture orticole a carattere familiare), con la razionalizzazione dellutilizzo
delle risorse ambientali, comprese quelle rinnovabili impiegabili per la produzione di energia,
anche in dimensioni territoriali alle varie scale di convenienza e fruibilit
18. Migliorare la qualit paesaggistica anche in riferimento agli ambiti edificati
19. Assicurare la connessione tra la rete viabilistica, soprattutto ciclopedonale, le funzioni proposte
per le zone rurali di pi facile accesso e i nuclei di antica formazione di qualit, disegnando un
territorio di facile accesso come un sistema sempre pi integrato tra abitare/lavorare/tempo
libero/presidio territoriale/offerta turistica di qualit
20. Utilizzare lo strumento della perequazione e incentivazione per consentire leconomicit di
interventi qualitativi in luogo di interventi quantitativi
La matrice seguente opera una valutazione dei possibili impatti generati dagli obiettivi di piano
sulle diverse matrici ambientali.

75

Matrice di identificazione dei possibili impatti ambientali positivi, negativi, incerti

Ambiti di
trasfor.

Territorio gi urbanizzato

Valorizzare la qualit urbana e di vita sociale che gli antichi nuclei


esprimevano attraverso la ricomposizione e riqualificazione del territorio gi
urbanizzato con particolare riguardo a: sistema dei servizi, livello di
infrastrutturazione, qualit urbanistica e architettonica, possibile introduzione
nel tessuto esistente di forme di imprenditoria turistico-alberghiera, anche in
forme diffuse con dimensioni contenute (bed&breakfast, albergo diffuso,
..), conservazione dei nuclei di antica formazione ricercando anche forme
di incentivazione dei recupero e valorizzazione della cultura materiale, ma
soprattutto di maggiore e migliore utilizzo di un patrimonio edilizio
straordinario per quantit e qualit, in alternativa ad un ulteriore consumo di
suolo
Valorizzare e adeguare i percorsi pedonali e ciclabili offrendo una migliore
possibilit di collegamento e scambio tra le singole comunit, utilizzando il
pi possibile percorsi storici, da implementare con nuovi tracciati che
possano avere pluralit di funzioni (viabilistiche, ricreative, turistiche)
Ricucire e riqualificare il tessuto urbano, con attenzione a obiettivi di
equilibrio complessivo, sia a livello di comparto/contesto, sia di Comune, sia
di comprensorio
Favorire lo sviluppo di flilere corte, con forte radicamento territoriale e di
crescente valore qualitativo attraverso la razionalizzazione dellofferta, che
proprio la dimensione intercomunale pu aiutare a sviluppare in forme
qualificate, coordinate e concorrenziali con particolare riferimento a:
valorizzazione e potenziamento della ricettivit collettiva in tutte le sue forme
(alberghiera, albergo-diffuso, bed&breakfast, case vacanze, rifugi,
agriturismo), nella prospettiva di estendere e mantenere lofferta su un arco
temporale che copra lintero anno solare, valorizzazione delle attivit
produttive collegate allagricoltura montana

76

+ + +

+
+/- +/- +/- +/+

+/-

Inq. luminoso

RI e CEM

Energia

Rumore

Rifiuti

Natura,
biodiversit
paesaggio

Obiettivi

Sistema delle attivit


a rilevanza
economica

+/- impatto incerto


Suolo

- probabile impatto negativo

Acqua

+ probabile impatto positivo

Aria

Legenda:

Territorio inedificato, paesaggio, ambiente

Sistema dei servizi

Valorizzare il comparto produttivo artigianale con linserimento di attivit di


servizio complementari al turismo
Razionalizzare, potenziare e dimensionare qualitativamente i servizi pubblici
realizzando servizi secondo criteri di dimensionamento, localizzazione e
funzionalit che intersechino tutte le scale di valutazione e progettazione (di
comparto, comunale, intercomunale)
Localizzare/dimensionare le strutture sportive, le aree tecnologiche e per
servizi ambientali, le strutture di servizio turistico, le strutture tecnicoamministrative e di protezione civile, precisandone se di valenza: comunale,
sovra comunale
Riorganizzare, previa ricognizione, il sistema delle aree di sosta, in relazione
alle modalit di accesso ai nuclei storici, alle aree urbane, alle altre aree e
servizi, tenendo conto anche di nuove funzioni di servizio e della
localizzazione delle aree per grandi eventi e per lo svolgimento del mercato
settimanale
Valorizzare il territorio agricolo con interventi di carattere agricolo,
agrituristico, turistico, ambientale, ricreativo, didattico
Favorire, rispetto al territorio forestale, la ripresa delle tradizionali attivit
selvicolturali e incentivare nuove forme di valorizzazione che tengano in
considerazione non soltanto laspetto produttivo ma anche le funzioni
turistico-ricreativa, paesaggistica, di protezione idrogeologica
Riqualificare gli alpeggi, integrandoli con le forme pi avanzate di turismo
ambientale e rurale entro percorsi coordinati e ben supportati da strutture e
servizi di fondovalle
Definire norme funzionali ad agevolare ladeguamento agronomico e
strutturale degli alpeggi, ponendo attenzione anche agli aspetti idrogeologici
e di accessibilit, e stimolando il loro inserimento in una rete integrata, con
funzioni di natura turistico-ambientale, badando comunque a salvaguardarne
la funzionalit primaria sia degli edifici che delle aree pascolive di pertinenza
Mantenere la valenza esclusivamente di carattere paesaggistico,
naturalistico e turistico-ricreativo degli incolti
Accrescere e sviluppare il ruolo delle aree spondali e di percorsi nella natura
anche in chiave turistica

77

+/- +/+/- +/+/- +/+/- +/+

+ +/+

+ +
+/- +

Inq. luminoso

RI e CEM

Energia

Rumore

Rifiuti

Natura,
biodiversit
paesaggio

Suolo

Acqua

Aria

Obiettivi

In generale

Definire alcune condizioni per lattuazione di possibili interventi di


valorizzazione, anche turistica, da attuarsi negli ambiti di maggiore valenza
ambientale e paesaggistica (alta quota, aree interessate dall'attivit sciistica,
ecc.) che siano sostenibili dal punto di vista dellambiente e progettualmente
ispirati ad un adattamento alle naturali condizioni del territorio
Individuare punti di riferimento funzionale, sociale, organizzativo, produttivo,
e definire una maglia strutturale che sorregga la moltitudine di servizi gi
esistenti rendendoli meglio visibili e operativamente funzionali
Integrare la qualit degli insediamenti antropici (contenimento
dellimpermeabilizzazione del terreno, tutela del sottosuolo, ruolo degli
impianti arborei, salvaguardia dei corsi dacqua, incentivazione delle colture
orticole a carattere familiare), con la razionalizzazione dellutilizzo delle
risorse ambientali, comprese quelle rinnovabili impiegabili per la produzione
di energia, anche in dimensioni territoriali alle varie scale di convenienza e
fruibilit
Migliorare la qualit paesaggistica anche in riferimento agli ambiti edificati
Assicurare la connessione tra la rete viabilistica, soprattutto ciclopedonale, le
funzioni proposte per le zone rurali di pi facile accesso e i nuclei di antica
formazione di qualit, disegnando un territorio di facile accesso come un
sistema sempre pi integrato tra abitare/lavorare/tempo libero/presidio
territoriale/offerta turistica di qualit
Utilizzare lo strumento della perequazione e incentivazione per consentire
leconomicit di interventi qualitativi in luogo di interventi quantitativi

78

+
+
+ + +

+
+

Inq. luminoso

RI e CEM

Energia

Rumore

Rifiuti

Natura,
biodiversit
paesaggio

Suolo

Acqua

Aria

Obiettivi

Valutazione approfondita quantitativa


Il Documento di Piano del Piano di Governo del Territorio del Comune di Ardesio, identifica 24
Ambiti di Trasformazione localizzati e suddivisi come riportato nella figura e nella tabella seguenti:

Ambito di trasformazione
AT 01
AT 02
AT 03
AT 04
AT 05
AT 06
AT 07
AT 08
AT 09
AT 10
AT 11
AT 12
AT 13
AT 14
AT 15
AT 16
AT 17
AT 18
AT 19
AT 20
AT 21
AT 22
AT 23
AT 24

Destinazione duso
residenziale
residenziale
commerciale/produttivo
commerciale/produttivo
residenziale
residenziale
agricolo
commerciale/produttivo
residenziale
residenziale/produttivo
produttivo
residenziale
commerciale
servizi
commerciale/produttivo
commerciale/produttivo
residenziale
residenziale
agricolo
residenziale
residenziale
ricettivo
servizi
ricettivo

79

Superficie (mq)
7.754
4.794
4.164
16.046
11.211
4.681
6.389
5.009
5.197
5.844
9.722
26.859
1.238
68.705
5.150
4.205
111.384
2.864
4.476
10.555
11.823
9.346
8.674
2.933.486

Da una prima somma delle superfici territoriali coinvolte dagli Ambiti di trasformazione ne deriva un
consumo di suolo pari a 3.279.575 mq; tale dato per non reale perch contiene anche gli ambiti
di fatto gi costruiti, alcuni dei quali presenti nel PdR e soggetti a riqualificazione (AT08, AT10,
AT11, AT13, AT15, AT 17, AT18, AT24) e gli ambiti di trasformazione ambientali, indicati con la
destinazione di agricolo (AT07 e AT19) e con funzione E2 - Area di valore paesaggisticoambientale. Questi ultimi ambiti generano dei crediti volumetrici di 1.500 mc luno8. Secondo
questo ragionamento la superficie territoriale degli Ambiti di trasformazione che implicherebbe un
effettivo consumo di suolo scenderebbe a 194.013 mq (+0,36% rispetto alla intera superficie
territoriale e + 18,5% rispetto alla sola superficie urbanizzata). E doveroso precisare che per
calcolare un reale consumo di suolo si dovrebbe depurare la superficie territoriale da tutte le aree
verdi ed effettivamente non impermeabilizzate; poich tale dettaglio non presente per il PRG
vigente, si manterr il dato sopra esposto per poter operare il confronto fra scenario di piano e
scenario tendenziale.
La volumetria complessiva generata dagli Ambiti di trasformazione contenuti nel DdP, secondo il
ragionamento precedentemente esposto, pari a 60.600 mc con un possibile incremento di 6.500
mc.
Il PGT del Comune di Ardesio prevede inoltre, allinterno del PdR, 14 Permessi di Costruire
Convenzionati prevalentemente residenziali per una superficie territoriale complessiva di 28.205
mq e una volumetria pari a 11.700 mc con un possibile incremento di 1.327 mc.
Poich si tratta di ambiti dalle dimensioni esigue e tutti inseriti nel tessuto urbanizzato gi esistente
o in pochi casi sul bordo delledificato, tali PdCC verranno approfonditi esclusivamente in merito al
carico insediativo che generano e non al consumo di suolo.
Complessivamente il PGT introduce un incremento di abitanti insediabili pari a 482 unit base9
che potrebbero crescere al massimo di 52 unit complessivamente secondo lo schema di seguito
riportato:

Abitanti insediabili PGT


Ab th base
Ab teorici incremento
Ab th max

DdP (AT)
404
43
447

PdR (PdCC)
78
9
87

Totale
482
52
534

Con i dati del PGT a disposizione ed analizzando il Piano Regolatore Generale ancora vigente,
con particolare riguardo alle previsioni non ancora esaurite, possibile costruire uno scenario di
8 Dal punto di vista delloccupazione di suolo prevista, i crediti volumetrici vengono trasferiti in altri ambiti di
trasformazione, preservando cos tali aree dalla concreta edificazione pur mantenendone le potenzialit
edificatorie. Tale scelta risulta particolarmente importante rispetto allimpatto ambientale degli Ambiti di
Trasformazione del PGT sia dal punto di vista quantitativo sia dal punto di vista qualitativo poich consente
di preservare e tutelare delle aree di pregio paesaggistico-ambientale.
9 Gli abitanti insediabili ipotizzati comprendono gi una quota di popolazione fluttuante che oggi si attesta
intorno al 25% della popolazione residente e potrebbe salire secondo le previsioni del PGT al 30%.

80

crescita tendenziale che vede lattuazione fino ad esaurimento delle previsioni di PRG non ancora
realizzate (vedi tabella e immagine seguenti) e uno scenario di Piano che considera invece gli
ambiti di trasformazione individuati nel Documento di Piano.

Destinazione duso
Residenziale
Turistico - Alberghiero
Produttivo

Superficie (mq)
174.988,43
5.828,04
15.072,71

La tabella seguente mostra i dati sulla superficie territoriale coinvolta nello scenario tendenziale e
nello scenario di Piano.

Scenario
Scenario tendenziale
Scenario di Piano

Superficie territoriale mq
Citt consolidata
Nuove previsioni
1.048.320
195.889
1.048.320
194.013

Totale
1.244.209
1.242.333

Rispetto ad uno scenario tendenziale di incremento di consumo di suolo pari a 195.889 mq, lo
scenario di piano introduce un incremento di occupazione di suolo di 194.013 mq, operando una
riduzione rispetto allo scenario tendenziale di 1.876 mq. La preferenza per lo scenario di piano,
che secondo i dati sopra esposti appare sostanzialmente simile allo scenario tendenziale, viene
accordata soprattutto se si considera la localizzazione e il disegno urbano/schema insediativo degli
ambiti di trasformazione, che non si limitano a confermare o meno le previsioni non ancora attuate

81

del PRG ma si inseriscono in un disegno complessivo del territorio comunale di compattazione


degli interventi attento a preservare la continuit degli ambiti naturali e agricoli e a tutelare ampie
aree di pregio naturalistico e paesaggistico, rispetto alle quali deriva una spesso maggiore
estensione degli AT del PGT rispetto alle aree previste dal PRG (si veda a riguardo limmagine
seguente che sovrappone le espansione previste dal PGT in rosso con quelle residue del PRG
in blu). Tale scelta risulta particolarmente importante dal punto di vista non solo del consumo di
suolo e della non frammentazione delle aree naturali ed agricole ma anche del paesaggio nel suo
complesso.

Rispetto agli abitanti insediabili dei due scenari di piano e ai relativi impatti in termini di incremento
dei consumi dacqua ed energia e di generazione di nuovi rifiuti, la tabella seguente mostra i dati
relativi che conducono ancora una volta a preferire lo scenario di piano rispetto a quello
tendenziale.
Rispetto ad uno scenario tendenziale di incremento di popolazione pari a 1.422 abitanti teorici, lo
scenario di piano introduce un incremento di 482 abitanti insediabili, operando una riduzione
rispetto allo scenario tendenziale del 66% circa.

82

Scenario
Scenario tendenziale
Scenario di Piano

Abitanti teorici
1.422
482

Abitanti teorici e relativi impatti


Acqua
Energia
85.746,6
2.6733,6
29.064,6
9.061,6

Rifiuti
328.894,38
1.075.481,78

Abitanti teorici scenario tendenziale Volume edificabile mc/150 ab/mc


Abitanti teorici scenario di piano Volume edificabile mc/150 ab/mc
Incremento consumi dacqua Abitanti teorici * 60,30 mc/ab/anno (media comunale)
Incremento consumi di energia Abitanti teorici * 18,8 MWh/ab/anno (media comunale)
Incremento produzione di rifiuti Abitanti teorici * 231,29 Kg/ab/anno (media comunale)

Argomentata la preferenza dello scenario di piano rispetto allo scenario tendenziale in merito al
consumo di suolo, al disegno urbano e territoriale complessivo e soprattutto agli abitanti insediabili
con i relativi impatti, il paragrafo seguente approfondisce la valutazione ambientale e territoriale
degli Ambiti Territoriali del PGT.

83

SCHEDE DI VALUTAZIONE DEGLI AMBITI DI TRASFORMAZIONE


Nel prosieguo, tramite schede di analisi, si riporta la valutazione degli impatti generati dai singoli
ambiti di trasformazione. Alcune valutazioni fanno riferimento alle seguenti cartografie tematiche:

Uso del suolo

Aree protette

Reticolo idrico

Fattibilit geologica

Rete Ecologica Regionale

84

Uso del suolo

85

Aree protette

86

Reticolo idrico

87

Fattibilit geologica

88

Rete Ecologica Regionale

89

Anagrafica Ambito di Trasformazione 01


Inquadramento area
Schema indicazioni progettuali DdP

Localizzazione
Valzella
Obiettivi
Edificazione residenziale a bassa densit sulla scorta di pianificazione di dettaglio coordinata con la
previsione di aree e opere di interesse pubblico
Funzioni previste
Residenza - Verde pubblico - Verde paesaggistico ambientale
Dotazioni pubbliche attese
Cessione aree a verde pubblico e per realizzazione percorso ciclopedonale lungo il fiume Serio
Realizzazione tratti di percorso ciclopedonale tra la S.P.49 e il fiume Serio
Parametri edificatori
Strumento attuativo: Piano Lottizzazione
Superficie territoriale mq 7.754,34
Superficie fondiaria edificabile mq 5.499,77
Area a verde pubblico mq 628,44
Area a verde agricolo E2 mq 1.626,12
Volume edificabile di base mc 3.800 abitanti insediabili base 25
Incremento volumetrico da realizzarsi mediante utilizzo di crediti volumetrici mc 1.200 ab ins ulteriori 8
Altezza massima costruzioni (H): m. 8,20
Distanza dai confini (Dc): m. 5,00
Distanza tra edifici (De): m. 10,00
Distanza dal ciglio stradale (Ds): m. 5,00 salvo diversa indicazione grafica
Criteri insediativi
Unificazione accesso da S.P.49;
Dotazione di area privata a parcheggio di quartiere non inferiore a 5/mq per abitante
Dotazione di tutte le urbanizzazioni primarie a carico dei lottizzanti
Il lotto di pertinenza dellinsediamento commerciale esistente deve garantire la necessaria dotazione di aree
a parcheggio previste dalle NTA del PdR e del PdS, e la possibilit di futuro
spostamento del volume allesterno della fascia di rispetto del Reticolo Idrico Minore
Lotti regolari con esclusione di tipologie edilizie a schiera
La cessione delle aree a standard deve essere contestuale alla sottoscrizione della convenzione del piano
attuativo.
La realizzazione del percorso ciclopedonale dovr essere effettuata prima dellinizio della edificazione
residenziale.
Fino allattuazione del PL le aree dellAmbito di Trasformazione sono assoggettate alle NTA del Piano delle
Regole relative alle zone E2 con divieto di realizzazione di qualsiasi edificazione, ad
eccezione del comparto di pertinenza dellinsediamento commerciale esistente inserito in zona B2
Previsioni del precedente PRG
B2 residenziale di completamento superficie mq 4.142,19 volume mc 4970,63 F3 Spazi attrezzati per il
gioco e lo sport

90

Valutazione degli impatti ambientali


Aria
E possibile ipotizzare un incremento delle emissioni atmosferiche dovuto ai nuovi impianti di
riscaldamento che verranno realizzati e per la nuova mobilit indotta.
Acqua
E possibile ipotizzare un incremento dei consumi idrici pari a 1.507,5 mc/anno [60,30 mc/ab/anno
(media comunale) * 25 abitanti].
Poich lambito di trasformazione identificato posto al confine dellurbanizzato esistente risulta
essere dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete idrica, rete fognaria).

Suolo
La superficie fondiaria edificabile pari a 5.500 mq, il 71% della superficie territoriale dellambito.
La destinazione duso attuale agricola.
La classe di fattibilit geologica nella quale si colloca lambito 3 as.
La classe 3 identifica una fattibilit alla edificazione con consistenti limitazioni, nello specifico la
sottoclasse 3As identifica le aree acclivi o prossime a scarpate/acclivi.
Rifiuti
E possibile ipotizzare un incremento nella produzione di rifiuti urbani pari a 5.782,25 kg/anno
[231,29 Kg/ab/anno (media comunale) * 25 abitanti].
Energia
E possibile ipotizzare un incremento nei consumi energetici pari a 470 MWh/anno [18,8
MWh/ab/anno (media provinciale) * 25 abitanti].
Poich lambito di trasformazione identificato posto al confine dellurbanizzato esistente risulta
essere dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete elettrica e rete del gas).

91

Natura e biodiversit
Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura confinante con
lurbanizzato di Ardesio.
Lambito di trasformazione interamente compreso nella Rete Ecologica Regionale, con
particolare riguardo agli elementi di primo livello e ai corridoi regionali ad alta antropizzazione che
si sovrappongono ai primi.
LAT inoltre confinante con il Reticolo Idrico Minore.

Rumore

Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura confinante con


lurbanizzato di Ardesio; data la funzione che verr insediata non si ipotizza possa produrre impatti
significativi in termini di emissioni acustiche.
Campi elettromagnetici e Radiazioni ionizzanti

Si tratta di una porzione di territorio destinata a residenza; non si ipotizza possa produrre impatti
significativi in termini di generazione di campi elettromagnetici. Per quanto riguarda le radiazioni
ionizzanti si veda quanto riportato nella tabella relativa alle indicazioni per la riduzione/mitigazione
degli impatti.
Paesaggio
Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura confinante con
lurbanizzato di Ardesio, con una superficie fondiaria pari al 71% dellintera superficie territoriale.
Dal punto di vista delle altezze, ledificato in previsione non superer gli 8,20 m, in coerenza il
contesto urbano nel quale si inserisce.
Inquinamento luminoso

Si tratta di una porzione di territorio destinata a residenza; non si ipotizza possa produrre impatti
significativi in termini di inquinamento luminoso.

92

Anagrafica Ambito di Trasformazione 02


Inquadramento area
Schema indicazioni progettuali DdP

Localizzazione
Valzella
Obiettivi
Saturazione di un comparto gi parzialmente edificato con realizzazione di nuova strada di distribuzione e
accesso, e rilocalizzazione area di sosta
Funzioni previste
Residenza / area a parcheggio
Dotazioni pubbliche attese
Strada di collegamento
Area parcheggio pubblico
Parametri edificatori
Strumento attuativo: Piano Lottizzazione
Superficie territoriale mq 4793,74
Superficie fondiaria a destinazione residenziale mq 3.530,07
Superficie fondiaria a destinazione produttiva mq 110,69
Area a parcheggio mq 193,04
Strada mq 959,93 comprensiva di parte dellattuale sedime esistente
Aree a destinazione residenziale:
- Volume edificabile mc 2.800 Abitanti insediabili 19
- Altezza massima costruzioni (H): m. 8,20
- Distanza dai confini (Dc): m. 5,0
- Distanza tra edifici (De): m. 10,0
- Distanza dal ciglio stradale (Ds): m. 5,00 salvo diversa indicazione grafica
Aree a destinazione produttiva:
parametri previsti dalla zona D4
Criteri insediativi
La cessione delle aree a standard deve essere contestuale alla sottoscrizione della convenzione del piano
attuativo. Fino allattuazione del PL le aree dellAmbito di Trasformazione sono assoggettate alle NTA del
Piano delle Regole relative alle zone E2 con divieto di realizzazione di qualsiasi edificazione.
Previsioni del precedente PRG
B2 residenziale di completamento superficie mq 3.222,58 volume mc 3.897,09 - parcheggi pubblici - strada
di Piano

93

Valutazione degli impatti ambientali


Aria
E possibile ipotizzare un incremento delle emissioni atmosferiche dovuto ai nuovi impianti di
riscaldamento che verranno realizzati e per la nuova mobilit indotta.
Acqua
E possibile ipotizzare un incremento dei consumi idrici pari a 1.145,7 mc/anno [60,30 mc/ab/anno
(media comunale) * 19 abitanti]. Non calcolabili i consumi del produttivo anche se si ipotizzano di
lieve entit.
Poich lambito di trasformazione identificato posto al confine dellurbanizzato esistente risulta
essere dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete idrica, rete fognaria).
Suolo
La superficie fondiaria edificabile pari a 3.640.76 mq, il 74% della superficie territoriale
dellambito.
La destinazione duso attuale agricola.
La classe di fattibilit geologica nella quale si colloca lambito 3 as.
La classe 3 identifica una fattibilit alla edificazione con consistenti limitazioni, nello specifico la
sottoclasse 3As identifica le aree acclivi o prossime a scarpate/acclivi.
Rifiuti
E possibile ipotizzare un incremento nella produzione di rifiuti urbani pari a 4.394,51 kg/anno
[231,29 Kg/ab/anno (media comunale) * 19 abitanti]. Non calcolabile lincremento di rifiuti del
produttivo anche se si ipotizza di lieve entit.
Energia
E possibile ipotizzare un incremento nei consumi energetici pari a 357,2 MWh/anno [18,8
MWh/ab/anno (media provinciale) * 19 abitanti]. Non calcolabili i consumi del produttivo anche se
si ipotizzano di lieve entit.
Poich lambito di trasformazione identificato posto al confine dellurbanizzato esistente risulta
essere dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete elettrica e rete del gas).

94

Natura e biodiversit
Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura confinante con
lurbanizzato di Ardesio.
Lambito di trasformazione interamente compreso nella Rete Ecologica Regionale, con
particolare riguardo e ai corridoi regionali ad alta antropizzazione e, in parte, agli elementi di primo
livello.

Rumore

Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura confinante con


lurbanizzato di Ardesio; non si ipotizza possa produrre impatti significativi in termini di emissioni
acustiche data la destinazione duso residenziale e lesigua quota di produttivo.
Campi elettromagnetici e Radiazioni ionizzanti

Si tratta di una porzione di territorio prevalentemente destinata a residenza; non si ipotizza possa
produrre impatti significativi in termini di generazione di campi elettromagnetici. Per quanto
riguarda le radiazioni ionizzanti si veda quanto riportato nella tabella relativa alle indicazioni per la
riduzione/mitigazione degli impatti.
Paesaggio
Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura confinante con
lurbanizzato di Ardesio, con una superficie fondiaria pari al 74% dellintera superficie territoriale.
Dal punto di vista delle altezze, ledificato residenziale in previsione non superer gli 8,20 m, in
coerenza il contesto urbano nel quale si inserisce.
Inquinamento luminoso

Si tratta di una porzione di territorio destinata prevalentemente a residenza; non si ipotizza possa
produrre impatti significativi in termini di inquinamento luminoso.

95

Anagrafica Ambito di Trasformazione 03


Inquadramento area
Schema indicazioni progettuali DdP

Localizzazione
Valzella
Obiettivi
Riqualificazione di aree degradate, con creazione di area a verde pubblico costituente rispetto fluviale con
funzioni paesistiche e di accessibilit per percorsi ciclopedonali.
La destinazione produttiva/commerciale si integra con la contigua previsione in corso di attuazione
(distributore carburanti).
Funzioni previste
Insediamenti misti artigianali/commerciali
Dotazioni pubbliche attese
Cessione aree per passaggio percorso ciclopedonale
Parametri edificatori
Strumento attuativo: Piano Lottizzazione
Superficie territoriale mq 4.164,00
Superficie D4 mq 3.678,39
Area a verde pubblico mq 488,95
Slp max 3.000 mq compresi interrati
Altezza massima costruzioni (H): m. 6,00 fuori terra
Distanza dai confini (Dc): m. 5,0
Distanza tra edifici (De): m. 10,0
Distanza dal ciglio stradale (Ds): m. 5,00 salvo diversa indicazione grafica
Criteri insediativi
La cessione delle aree a standard deve essere contestuale alla sottoscrizione della convenzione del piano
attuativo, con monetizzazione delle aree eventualmente mancanti.
Dotazione di aree a parcheggio con accesso regolamentato sulla SP 49, in misura non inferiore al 100% di
slp.
Realizzazione di quinta arborea lungo la SP 49.
Fino allattuazione le aree dellAmbito di Trasformazione sono assoggettate alle NTA del Piano delle Regole
relative alle zone E2 con divieto di realizzazione di qualsiasi edificazione.
Previsioni del precedente PRG
F3 Spazi attrezzati per il gioco e lo sport

96

Valutazione degli impatti ambientali


Aria
E possibile ipotizzare un incremento delle emissioni atmosferiche dovuto ai nuovi impianti di
riscaldamento che verranno realizzati e per la nuova mobilit indotta.
Acqua
E possibile ipotizzare un incremento dei consumi idrici ad oggi non quantificabile derivante
dallinsediamento di attivit artigianali/commerciali.
Poich lambito di trasformazione identificato posto al confine dellurbanizzato esistente risulta
essere dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete idrica, rete fognaria).

Suolo
La superficie territoriale destinata a D4 pari a 3.678,39 mq, l88% della superficie territoriale
dellambito.
La destinazione duso attuale urbanizzata.
La classe di fattibilit geologica nella quale si colloca lambito 3 as.
La classe 3 identifica una fattibilit alla edificazione con consistenti limitazioni, nello specifico la
sottoclasse 3As identifica le aree acclivi o prossime a scarpate/acclivi.
Rifiuti
E possibile ipotizzare un incremento nella produzione di rifiuti urbani ad oggi non quantificabile
derivante dallinsediamento di attivit artigianali/commerciali.
Energia
E possibile ipotizzare un incremento dei consumi energetici ad oggi non quantificabile derivante
dallinsediamento di attivit artigianali/commerciali.
Poich lambito di trasformazione identificato posto al confine dellurbanizzato esistente risulta
essere dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete elettrica e rete del gas).

97

Natura e biodiversit
Si tratta di una porzione di territorio attualmente gi costruita confinante con lurbanizzato di
Ardesio.
Lambito di trasformazione interamente compreso nella Rete Ecologica Regionale, con
particolare riguardo agli elementi di primo livello e ai corridoi regionali ad alta antropizzazione che
si sovrappongono ai primi.
LAT inoltre confinante con il Reticolo Idrico Minore.
Rumore
Si tratta di una porzione di territorio attualmente gi edificata confinante con lurbanizzato di
Ardesio; per tale motivo non si ipotizza possa produrre impatti significativi in termini di emissioni
acustiche, anche se sar da valutare attentamente la tipologia di attivit che verranno insediate.
Campi elettromagnetici e Radiazioni ionizzanti

Si tratta di una porzione di territorio destinata ad attivit artigianali/commerciali; non si ipotizza


possa produrre impatti significativi in termini di generazione di campi elettromagnetici.
Paesaggio
Si tratta di una porzione di territorio attualmente gi edificata confinante con lurbanizzato di
Ardesio, con una superficie fondiaria pari all88% dellintera superficie territoriale.
Dal punto di vista delle altezze, ledificato in previsione non superer i 6 m, in coerenza il contesto
urbano nel quale si inserisce.
Inquinamento luminoso
Si tratta di una porzione di territorio destinata da PGT ad attivit artigianali/commerciali; non si
ipotizza possa produrre impatti significativi in termini di inquinamento luminoso.

98

Anagrafica Ambito di Trasformazione 04


Inquadramento area
Schema indicazioni progettuali DdP

Localizzazione
Valzella
Obiettivi
Realizzazione di nuovo impianto con dimensioni, caratteristiche, e servizi annessi adeguati alle nuove
esigenze di razionalizzazione della rete regionale.
Salvaguardia di area ambientalmente e paesaggisticamente significativa da destinare a verde pubblico, a
tutela del cannocchiale visivo di Ardesio; su di essa si attester il possibile collegamento tra i percorsi
ciclopedonali previsti lungo le due sponde del fiume Serio.
Funzioni previste
Impianto distributore carburanti e servizi commerciali annessi
Dotazioni pubbliche attese
Cessione gratuita di aree a verde pubblico per rinaturalizzazione ambito di pertinenza fluviale con
realizzazione percorso ciclopedonale
Parametri edificatori
Strumento attuativo: Programma Integrato di Intervento
Superficie territoriale mq 16.045,52
Superficie fondiaria edificabile D4 mq 5.117,81
Area a verde pubblico mq 10.927,71
Slp max 300 mq per attivit connesse alla gestione impianto distribuzione carburanti (commerciale/bar)
Altezza massima costruzioni (H): m. 4,00 fuori terra per attivit terziarie
Distanza dai confini (Dc): m. 5,0
Distanza tra edifici (De): m. 10,0
Distanza dal ciglio stradale (Ds): m. 5,00 salvo diversa indicazione grafica
Criteri insediativi
La cessione delle aree a standard deve essere contestuale alla sottoscrizione della convenzione del piano
attuativo.
Caratteristiche dellinsediamento idonee a tutelare il cannocchiale panoramico su Ardesio, con interventi
architettonici consoni allarchitettura di montagna.
Fino allattuazione le aree dellAmbito di Trasformazione sono assoggettate alle NTA del Piano delle Regole
relative alle zone E2 con divieto di realizzazione di qualsiasi edificazione.
Realizzazione di eventuale fascia di schermatura arborea a bordo strada.
Previsioni del precedente PRG
F3 Spazi attrezzati per il gioco e lo sport

99

Valutazione degli impatti ambientali


Aria
E possibile ipotizzare un incremento delle emissioni atmosferiche dovuto ai nuovi impianti di
riscaldamento che verranno realizzati e per la nuova mobilit indotta.
Acqua
E possibile ipotizzare un incremento dei consumi idrici ad oggi non quantificabile derivante
dallinsediamento del distributore di carburante/attivit commerciali.
Poich lambito di trasformazione identificato posto al confine dellurbanizzato esistente risulta
essere dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete idrica, rete fognaria).

Suolo
La superficie territoriale destinata a D4 pari a 5.117,81 mq, il 32% della superficie territoriale
dellambito.
La destinazione duso attuale agricolo e bosco.
La classe di fattibilit geologica nella quale si colloca lambito 3 as.
La classe 3 identifica una fattibilit alla edificazione con consistenti limitazioni, nello specifico la
sottoclasse 3As identifica le aree acclivi o prossime a scarpate/acclivi.
Rifiuti
E possibile ipotizzare un incremento nella produzione di rifiuti urbani ad oggi non quantificabile
derivante dallinsediamento di attivit artigianali/commerciali.
Energia
E possibile ipotizzare un incremento dei consumi energetici ad oggi non quantificabile derivante
dallinsediamento del distributore di carburante/attivit commerciali.
Poich lambito di trasformazione identificato posto al confine dellurbanizzato esistente risulta
essere dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete elettrica e rete del gas).

100

Natura e biodiversit
Si tratta di una porzione di territorio attualmente occupata da agricolo e bosco confinante con
lurbanizzato di Ardesio.
Lambito di trasformazione interamente compreso nella Rete Ecologica Regionale, con
particolare riguardo agli elementi di primo livello e ai corridoi regionali ad alta antropizzazione che
si sovrappongono ai primi.
LAT inoltre confinante con il Reticolo Idrico Minore.
Rumore
Si tratta di una porzione di territorio attualmente occupata da agricolo e bosco confinante con
lurbanizzato di Ardesio; per tale motivo non si ipotizza possa produrre impatti significativi in termini
di emissioni acustiche, anche se sar da valutare attentamente il traffico indotto.
Campi elettromagnetici e Radiazioni ionizzanti

Si tratta di una porzione di territorio destinata a distributore di carburante/attivit commerciali; non


si ipotizza possa produrre impatti significativi in termini di generazione di campi elettromagnetici.
Paesaggio
Si tratta di una porzione di territorio attualmente occupata da agricolo e bosco confinante con
lurbanizzato di Ardesio, con una superficie fondiaria pari al 32% dellintera superficie territoriale.
Dal punto di vista delle altezze, ledificato in previsione non superer i 4 m, in coerenza il contesto
urbano nel quale si inserisce.
Inquinamento luminoso
Si tratta di una porzione di territorio destinata da PGT a distributore di carburante/attivit
commerciali; non si ipotizza possa produrre impatti significativi in termini di inquinamento luminoso.

101

Anagrafica Ambito di Trasformazione 05


Inquadramento area
Schema indicazioni progettuali DdP

Localizzazione
Ludrigno

Obiettivi
Integrazione e completamento dellespansione gi prevista sulla piana di Ludrigno, con localizzazione di comparto
destinato a ERS in contiguit con quello gi realizzato con precedente PL.
Razionalizzazione dei percorsi di accesso viario, con completamento del tornante, e e pedonale, con connessioni tra
percorsi storici e sbocco sul marciapiede di via Agher.
Mantenimento di una fascia di salvaguardia paesaggistica in prossimit del ciglio del terrazzamento.

Funzioni previste
Residenza / area a parcheggio e verde pubblico

Dotazioni pubbliche attese


Allargamento tornante strada esistente con demolizione edificio esistente
Realizzazione e cessione di aree a verde pubblico (alberato e non) di mitigazione e schermatura
Realizzazione e cessione di area a parcheggio pubblico
Realizzazione collegamento pedonale con via Agher
Realizzazione percorso pedonale lungo il confine Ovest del PL, in sostituzione del tratto esistente che attraversa il
comparto
Cessione gratuita di area da destinare a ERS
Realizzazione completa delle urbanizzazioni primarie da parte del PL, compresi gli eventuali potenziamenti alle
infrastrutture esistenti

Parametri edificatori
Strumento attuativo: Piano Lottizzazione
Superficie territoriale mq 11.210,74
Superficie fondiaria edificabile mq 5.145,35
ERS mq 2.949,83
Area a verde pubblico mq 1.143,81
Area a parcheggio mq 581,41
Strada di progetto mq 1.390,15
Volume libero edificabile mc 4.500 Abitanti insediabili base 30
Volume ERS di base mc 1.200 - Abitanti insediabili base 8
Volume ERS derivante da crediti volumetrici mc 1.200 - Abitanti insediabili ulteriori 8
Altezza massima costruzioni (H): m. 6,00
Altezza massima costruzioni ERS (H): m. 8,20
Distanza dai confini (Dc): m. 5,00
Distanza tra edifici (De): m. 10,00
Distanza dal ciglio stradale (Ds): m. 5,00 salvo diversa indicazione grafica

Criteri insediativi
Contenimento dellaltezza degli edifici verso il ciglio del terrazzamento (fascia a edificazione libera).
Disegno regolare dei lotti ed esclusione di tipologia edilizia a schiera.
Demolizione delledificio rurale di recente edificazione.
La cessione delle aree a standard deve essere contestuale alla sottoscrizione della convenzione del piano attuativo.
La realizzazione degli standard a verde pubblico attrezzato essere effettuata prima dellinizio della edificazione
residenziale.
Fino allattuazione del PL le aree dellAmbito di Trasformazione sono assoggettato alle NTA del Piano delle Regole
relative alle zone E2 con divieto di realizzazione di qualsiasi edificazione.

Previsioni del precedente PRG


C1 residenziale di espansione soggetta a P.L. con quota EEP superficie mq 13.310 volume mc 2.992 + mc 13.578

102

Valutazione degli impatti ambientali


Aria
E possibile ipotizzare un incremento delle emissioni atmosferiche dovuto ai nuovi impianti di
riscaldamento che verranno realizzati e per la nuova mobilit indotta.
Acqua
E possibile ipotizzare un incremento dei consumi idrici pari a 2.291,4 mc/anno [60,30 mc/ab/anno
(media comunale) * 38 abitanti].
Poich lambito di trasformazione identificato posto al confine dellurbanizzato esistente risulta
essere dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete idrica, rete fognaria).

Suolo
La superficie fondiaria edificabile pari a 8.095,18 mq, il 72% della superficie territoriale
dellambito.
La destinazione duso attuale agricola.
La classe di fattibilit geologica nella quale si colloca lambito 3 as.
La classe 3 identifica una fattibilit alla edificazione con consistenti limitazioni, nello specifico la
sottoclasse 3As identifica le aree acclivi o prossime a scarpate/acclivi.
Rifiuti
E possibile ipotizzare un incremento nella produzione di rifiuti urbani pari a 8.789,02 kg/anno
[231,29 Kg/ab/anno (media comunale) * 38 abitanti].
Energia
E possibile ipotizzare un incremento nei consumi energetici pari a 714,4 MWh/anno [18,8
MWh/ab/anno (media provinciale) * 38 abitanti].
Poich lambito di trasformazione identificato posto al confine dellurbanizzato esistente risulta
essere dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete elettrica e rete del gas).

103

Natura e biodiversit

Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura confinante con


lurbanizzato di Ardesio.
Lambito di trasformazione interamente compreso nella Rete Ecologica Regionale, con
particolare riguardo agli elementi di primo livello e ai corridoi regionali ad alta antropizzazione che
si sovrappongono ai primi.

Rumore

Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura confinante con


lurbanizzato di Ardesio; data la destinazione duso prevista non si ipotizza possa produrre impatti
significativi in termini di emissioni acustiche.
Campi elettromagnetici e Radiazioni ionizzanti

Si tratta di una porzione di territorio destinata a residenza; non si ipotizza possa produrre impatti
significativi in termini di generazione di campi elettromagnetici. Per quanto riguarda le radiazioni
ionizzanti si veda quanto riportato nella tabella relativa alle indicazioni per la riduzione/mitigazione
degli impatti.
Paesaggio
Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura confinante con
lurbanizzato di Ardesio, con una superficie fondiaria pari al 72% dellintera superficie territoriale.
Dal punto di vista delle altezze, ledificato in previsione non superer gli 8,20 m, in coerenza il
contesto urbano nel quale si inserisce.
Inquinamento luminoso

Si tratta di una porzione di territorio destinata a residenza; non si ipotizza possa produrre impatti
significativi in termini di inquinamento luminoso.

104

Anagrafica Ambito di Trasformazione 06


Inquadramento area
Schema indicazioni progettuali DdP

Localizzazione
Staletti
Obiettivi
Espansione residenziale a bassa densit, da contenere tra ledificato esistente e lorlo naturale costituito da
terrazzamento con ciglio boscato (lato Est)
Funzioni previste
Edificazione residenziale
Dotazioni pubbliche attese
Monetizzazione aree a standard.
Dotazione di area privata a parcheggio di quartiere non inferiore a 5/mq per abitante.
Realizzazione completa delle urbanizzazioni primarie da parte del PL, compresi gli eventuali potenziamenti
alle infrastrutture esistenti, comprese opere di tutele sorgenti acquedottistiche.
Parametri edificatori
Strumento attuativo:Piano Lottizzazione
Superficie territoriale mq 4.680,96
Volume edificabile di base mc 2.000 - Abitanti insediabili base 13
Incremento volumetrico max di mc. 1.500 realizzabile solamente a seguito di interventi di recupero edilizio di
edifici in zona A1, in ragione di 1,00 mc di incremento volumetrico ogni 0,5 mc di recupero di edifici in zona
A1 - Abitanti insediabili ulteriori 10
Altezza massima costruzioni (H): m. 6,50
Distanza dai confini (Dc): m. 5,0
Distanza tra edifici (De): m. 10,0
Distanza dal ciglio stradale (Ds): m. 5,00 salvo diversa indicazione grafica
Criteri insediativi
Disegno regolare dei lotti ed esclusione di tipologia edilizia a schiera.
La strada di accesso dovr avere uno sviluppo regolare utile a favorire laccesso ai lotti dal basso e a
minimizzare limpatto dellinnesto sulla strada comunale.
Dovranno essere adottate idonee previsioni di tutela delle sorgenti acquedottistiche esistenti a valle del
comparto sulla scorta di adeguata relazione geologica.
Fino allattuazione del PL le aree dellAmbito di Trasformazione sono assoggettato alle NTA del Piano delle
Regole relative alle zone E2 con divieto di realizzazione di qualsiasi edificazione.
Previsioni del precedente PRG
C2 residenziale di espansione soggetta a P.L. superficie mq 5.885 volume mc 7.062

105

Valutazione degli impatti ambientali


Aria
E possibile ipotizzare un incremento delle emissioni atmosferiche dovuto ai nuovi impianti di
riscaldamento che verranno realizzati e per la nuova mobilit indotta.
Acqua
E possibile ipotizzare un incremento dei consumi idrici pari a 783,9 mc/anno [60,30 mc/ab/anno
(media comunale) * 13 abitanti].
Poich lambito di trasformazione identificato posto al confine dellurbanizzato esistente risulta
essere dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete idrica, rete fognaria).

Suolo

La destinazione duso attuale agricola.


La classe di fattibilit geologica nella quale si colloca lambito 3 as.
La classe 3 identifica una fattibilit alla edificazione con consistenti limitazioni, nello specifico la
sottoclasse 3As identifica le aree acclivi o prossime a scarpate/acclivi.

Rifiuti
E possibile ipotizzare un incremento nella produzione di rifiuti urbani pari a 3.006,77 kg/anno
[231,29 Kg/ab/anno (media comunale) * 13 abitanti].
Energia
E possibile ipotizzare un incremento nei consumi energetici pari a 244,4 MWh/anno [18,8
MWh/ab/anno (media provinciale) * 13 abitanti].
Poich lambito di trasformazione identificato posto al confine dellurbanizzato esistente risulta
essere dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete elettrica e rete del gas).

106

Natura e biodiversit

Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura confinante con


lurbanizzato di Ardesio.
Lambito di trasformazione interamente compreso nella Rete Ecologica Regionale, con
particolare riguardo agli elementi di primo livello e ai corridoi regionali ad alta antropizzazione che
si sovrappongono ai primi.

Rumore

Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura confinante con


lurbanizzato di Ardesio; data la destinazione duso prevista non si ipotizza possa produrre impatti
significativi in termini di emissioni acustiche.
Campi elettromagnetici e Radiazioni ionizzanti

Si tratta di una porzione di territorio destinata a residenza; non si ipotizza possa produrre impatti
significativi in termini di generazione di campi elettromagnetici. Per quanto riguarda le radiazioni
ionizzanti si veda quanto riportato nella tabella relativa alle indicazioni per la riduzione/mitigazione
degli impatti.
Paesaggio
Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura confinante con
lurbanizzato di Ardesio.
Dal punto di vista delle altezze, ledificato in previsione non superer gli 8,20 m, in coerenza il
contesto urbano nel quale si inserisce.
Inquinamento luminoso

Si tratta di una porzione di territorio destinata a residenza; non si ipotizza possa produrre impatti
significativi in termini di inquinamento luminoso.

107

Anagrafica Ambito di Trasformazione 07


Inquadramento area
Schema indicazioni progettuali DdP

Localizzazione
Cerete
Obiettivi
Mantenimento di area agricola E2 con funzione paesaggistica
Funzioni previste
E2 Area di valore paesaggistico-ambientale
Dotazioni pubbliche attese
Concorso nella dotazione di aree a standard sul territorio comunale
Parametri edificatori
Strumento attuativo: Atto di cessione aree
Superficie territoriale mq 6.388,72
Credito volumetrico mc 1.500 Abitanti insediabili 10
Cessione aree a standard mq 250
Criteri insediativi
Il credito volumetrico si costituisce mediante atto pubblico, contestualmente alla cessione gratuita al Comune
di Ardesio di aree destinabili a standard, infrastrutture pubbliche o valorizzazione ambientale e paesistica sul
territorio del comunale.
Fino allattuazione del PL le aree dellAmbito di Trasformazione sono assoggettate alle NTA del Piano delle
Regole relative alle zone E2 con divieto di realizzazione di qualsiasi edificazione.
Previsioni del precedente PRG
C2 residenziale di espansione soggetta a P.L. superficie mq 6.315 volume mc 7.578

108

Valutazione degli impatti ambientali

Aria

Data la destinazione duso prevista come area di valore paesaggistico-ambientale si ipotizzano


impatti nulli/positivi sulla componente aria.
E possibile ipotizzare un incremento delle emissioni atmosferiche dovuto ai nuovi impianti di
riscaldamento che verranno realizzati e per la nuova mobilit indotta inerente i crediti volumetrici
che saranno localizzati nelle relative aree di atterraggio.

Acqua

Data la destinazione duso prevista come area di valore paesaggistico-ambientale si ipotizzano


impatti nulli sulla componente acqua.
E possibile ipotizzare un incremento dei consumi idrici pari a 603,00 mc/anno [60,30 mc/ab/anno
(media comunale) * 10 abitanti] inerente i crediti volumetrici che saranno localizzati nelle relative
aree di atterraggio.

Suolo

Data la destinazione duso prevista come area di valore paesaggistico-ambientale si ipotizzano


impatti nulli/positivi sulla componente suolo.

Rifiuti

Data la destinazione duso prevista come area di valore paesaggistico-ambientale si ipotizzano


impatti nulli sulla componente rifiuti.
E possibile ipotizzare un incremento nella produzione di rifiuti urbani pari a 2312,90 kg/anno
[231,29 Kg/ab/anno (media comunale) * 10 abitanti] inerente i crediti volumetrici che saranno
localizzati nelle relative aree di atterraggio.

Energia

Data la destinazione duso prevista come area di valore paesaggistico-ambientale si ipotizzano


impatti nulli sulla componente energia.
E possibile ipotizzare un incremento nei consumi energetici pari a 188 MWh/anno [18,8
MWh/ab/anno (media provinciale) * 10 abitanti] inerente i crediti volumetrici che saranno localizzati
nelle relative aree di atterraggio.

109

Natura e biodiversit

Data la destinazione duso prevista come area di valore paesaggistico-ambientale si ipotizzano


impatti positivi sulla componente natura e biodiversit.

Rumore

Data la destinazione duso prevista come area di valore paesaggistico-ambientale si ipotizzano


impatti nulli/positivi sulla componente rumore.
Campi elettromagnetici e Radiazioni ionizzanti

Data la destinazione duso prevista come area di valore paesaggistico-ambientale si ipotizzano


impatti nulli/positivi sulla componente CEM e RI.

Paesaggio

Data la destinazione duso prevista come area di valore paesaggistico-ambientale si ipotizzano


impatti positivi sulla componente paesaggio.

Inquinamento luminoso

Data la destinazione duso prevista come area di valore paesaggistico-ambientale si ipotizzano


impatti nulli/positivi sulla componente inquinamento luminoso.

110

Anagrafica Ambito di Trasformazione 08


Inquadramento area
Schema indicazioni progettuali DdP

Localizzazione
Via Cunella via Locatelli
Obiettivi
Completamento e riqualificazione dellinsediamento produttivo/commerciale esistente, prevedendo una
dotazione di slp idonea a conseguire la definitiva abolizione di depositi di mezzi e rifiuti allaperto.
Lintervento deve essere caratterizzato da elevata qualit architettonica, che integri le funzioni previste in un
disegno di raccordo tra il nucleo di antica formazione e il contesto ambientale e paesaggistico del prati della
Madonna.
Il disegno finale dovr porsi come fondale per il tratto iniziale di via Locatelli (viale alberato) e come scorcio
per chi entra in Ardesio percorrendo la strada della Cunella
Funzioni previste
Produttiva e commerciale
Dotazioni pubbliche attese
Adeguamento tratto di pista ciclopedonale nel tratto compreso tra il confine a nord del comparto e
lattraversamento della strada della Cunella, in alternativa dovr essere reperita e ceduta unarea a standard
avente una superficie pari alla s.l.p. realizzabile ex novo o monetizzazione delle stesse.
Parametri edificatori
Strumento attuativo: Piano Lottizzazione
Superficie territoriale mq 5.008,90
Superficie fondiaria edificabile mq 3.918,35
Area a verde agricolo E2 mq 1090,55
Slp max 1.500 mq compresa lesistente
Altezza massima costruzioni (H): m. 9,00 (con distribuzione su due livelli), m. 5,00 (con distribuzione su
livello unico)
Distanza dai confini (Dc): m. 5,0
Distanza tra edifici (De): m. 10,0
Distanza dal ciglio stradale (Ds): m. 5,00 salvo diversa indicazione grafica
Criteri insediativi
La monetizzazione delle aree a standard deve essere contestuale alla sottoscrizione della convenzione del
piano attuativo.
Utilizzo di tecniche costruttive e di disegno di elevata qualit formale e paesistica.
Dislocazione dei volumi e loro articolazione funzionali allintegrazione con il contesto caratterizzato dal
nucleo di antica formazione e il contesto ambientale e paesaggistico del prati della Madonna; anche
mediante eventuale recupero e integrazione della volumetria produttiva/commerciale esistente.
Razionalizzazione dei percorsi di accesso, anche con distinzione tra le diverse funzioni, con minimizzazione
delle superfici impermeabilizzate.
Esclusione di depositi di auto, materiali e macchinari allesterno.
Previsioni del precedente PRG
B1 residenziale di completamento superficie mq 1229 volume mc 1843 - E1 -agricola

111

Valutazione degli impatti ambientali


Aria
E possibile ipotizzare un incremento delle emissioni atmosferiche dovuto ai nuovi impianti di
riscaldamento che verranno realizzati e per la nuova mobilit indotta.
Acqua
E possibile ipotizzare un incremento dei consumi idrici ad oggi non quantificabile derivante
dallinsediamento delle attivit produttive e commerciali.
Poich lambito di trasformazione identificato posto al confine dellurbanizzato esistente risulta
essere dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete idrica, rete fognaria).

Suolo
La superficie territoriale destinata pari a 3.918,35 mq, il 78% della superficie territoriale
dellambito. Larea in parte gi costruita e soggetta dunque a riqualificazione.
La destinazione duso attuale agricolo e bosco.
La classe di fattibilit geologica nella quale si colloca lambito 3 as.
La classe 3 identifica una fattibilit alla edificazione con consistenti limitazioni, nello specifico la
sottoclasse 3As identifica le aree acclivi o prossime a scarpate/acclivi.
Rifiuti
E possibile ipotizzare un incremento nella produzione di rifiuti urbani ad oggi non quantificabile
derivante dallinsediamento di attivit produttive/commerciali.
Energia
E possibile ipotizzare un incremento dei consumi energetici ad oggi non quantificabile derivante
dallinsediamento delle attivit produttive/commerciali.
Poich lambito di trasformazione identificato posto al confine dellurbanizzato esistente risulta
essere dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete elettrica e rete del gas).

112

Natura e biodiversit

Si tratta di una porzione di territorio attualmente occupata da agricolo e bosco confinante con
lurbanizzato di Ardesio.
Lambito di trasformazione interamente compreso nella Rete Ecologica Regionale, con
particolare riguardo agli elementi di primo livello e ai corridoi regionali ad alta antropizzazione che
si sovrappongono ai primi.
Rumore
Si tratta di una porzione di territorio attualmente occupata da agricolo e bosco confinante con
lurbanizzato di Ardesio; per tale motivo non si ipotizza possa produrre impatti significativi in termini
di emissioni acustiche, anche se sar da valutare attentamente il traffico indotto e la tipologia di
attivit che verranno insediate.
Campi elettromagnetici e Radiazioni ionizzanti

Si tratta di una porzione di territorio destinata ad attivit produttive/commerciali; non si ipotizza


possa produrre impatti significativi in termini di generazione di campi elettromagnetici.
Paesaggio
Si tratta di una porzione di territorio attualmente occupata da agricolo e bosco confinante con
lurbanizzato di Ardesio, con una superficie fondiaria pari al 78% dellintera superficie territoriale.
Dal punto di vista delle altezze, ledificato in previsione non superer i 9 m, in coerenza il contesto
urbano nel quale si inserisce.
Inquinamento luminoso
Si tratta di una porzione di territorio destinata da PGT ad attivit produttive/commerciali; non si
ipotizza possa produrre impatti significativi in termini di inquinamento luminoso.

113

Anagrafica Ambito di Trasformazione 09


Inquadramento area
Schema indicazioni progettuali DdP

Localizzazione
Via Locatelli
Obiettivi
Conferma dellinsediamento residenziale con i criteri generali previsti dallimpianto plani volumetrico gi
oggetto di valutazione preliminare
Funzioni previste
Residenziale
Dotazioni pubbliche attese
Adeguamento di percorso ciclopedonale lungo la strada consorziale degli spess, mediante rifacimento delle
murature di sostegno lungo il tratto confinante con lAT.
Monetizzazione delle aree a standard.
Parametri edificatori
Strumento attuativo:Piano Lottizzazione
Superficie territoriale mq 5.196,70
Volume edificabile mc 4.000 Abitanti insediabili 27
Altezza massima costruzioni (H): m. 8,20
Distanza dai confini (Dc): m. 5,0
Distanza tra edifici (De): m. 10,0
Distanza dal ciglio stradale (Ds): m. 5,00 salvo diversa indicazione grafica
Criteri insediativi
La cessione delle aree a standard deve essere contestuale alla sottoscrizione della convenzione del piano
attuativo, con monetizzazione delle aree eventualmente mancanti.
Disegno regolare dei lotti ed esclusione di tipologia edilizia a schiera.
Dotazione di area privata a parcheggio di quartiere non inferiore a 5/mq per abitante.
Realizzazione completa delle urbanizzazioni primarie da parte del PL, compresi gli eventuali potenziamenti
alle infrastrutture esistenti.
Fino allattuazione le aree dellAmbito di Trasformazione sono assoggettate alle NTA del Piano delle Regole
relative alle zone E2 con divieto di realizzazione di qualsiasi edificazione.
Previsioni del precedente PRG
C2 P.L. Spess superficie mq 7.125 volume mc 8.550

114

Valutazione degli impatti ambientali


Aria
E possibile ipotizzare un incremento delle emissioni atmosferiche dovuto ai nuovi impianti di
riscaldamento che verranno realizzati e per la nuova mobilit indotta.
Acqua
E possibile ipotizzare un incremento dei consumi idrici pari a 1.628,1 mc/anno [60,30 mc/ab/anno
(media comunale) * 27 abitanti].
Poich lambito di trasformazione identificato posto al confine dellurbanizzato esistente risulta
essere dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete idrica, rete fognaria).

Suolo

La destinazione duso attuale agricola.


La classe di fattibilit geologica nella quale si colloca lambito 3 as.
La classe 3 identifica una fattibilit alla edificazione con consistenti limitazioni, nello specifico la
sottoclasse 3As identifica le aree acclivi o prossime a scarpate/acclivi.

Rifiuti
E possibile ipotizzare un incremento nella produzione di rifiuti urbani pari a 6.244,83 kg/anno
[231,29 Kg/ab/anno (media comunale) * 27 abitanti].
Energia
E possibile ipotizzare un incremento nei consumi energetici pari a 507,6 MWh/anno [18,8
MWh/ab/anno (media provinciale) * 27 abitanti].
Poich lambito di trasformazione identificato posto al confine dellurbanizzato esistente risulta
essere dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete elettrica e rete del gas).

115

Natura e biodiversit

Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura confinante con


lurbanizzato di Ardesio.
Lambito di trasformazione interamente compreso nella Rete Ecologica Regionale, con
particolare riguardo agli elementi di primo livello e ai corridoi regionali ad alta antropizzazione che
si sovrappongono ai primi.

Rumore

Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura confinante con


lurbanizzato di Ardesio; data la destinazione duso prevista non si ipotizza possa produrre impatti
significativi in termini di emissioni acustiche.
Campi elettromagnetici e Radiazioni ionizzanti

Si tratta di una porzione di territorio destinata a residenza; non si ipotizza possa produrre impatti
significativi in termini di generazione di campi elettromagnetici. Per quanto riguarda le radiazioni
ionizzanti si veda quanto riportato nella tabella relativa alle indicazioni per la riduzione/mitigazione
degli impatti.
Paesaggio
Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura confinante con
lurbanizzato di Ardesio.
Dal punto di vista delle altezze, ledificato in previsione non superer gli 8,20 m, in coerenza il
contesto urbano nel quale si inserisce.
Inquinamento luminoso

Si tratta di una porzione di territorio destinata a residenza; non si ipotizza possa produrre impatti
significativi in termini di inquinamento luminoso.

116

Anagrafica Ambito di Trasformazione 10


Inquadramento area
Schema indicazioni progettuali DdP

Localizzazione
Carpignolo
Obiettivi
Riqualificazione del comparto produttivo di Carpignolo, finalizzato alla riorganizzazione dei volumi produttivi
con criteri di funzionalit, accessibilit e qualit urbana, con possibilit di riconversione dellambito a
destinazione residenziale.
Dotazione di aree per servizi pubblici per la contrada Carpignolo, con particolare riguardo alla realizzazione
di aree a parcheggio ed eventuali parcheggi coperti
Razionalizzazione dei percorsi di accesso sia per le funzioni produttive che per gli insediamenti residenziali
Adeguamento delle dotazioni di urbanizzazione primaria
Funzioni previste
Produttiva/Residenziale
Dotazioni pubbliche attese
Viabilit di accesso primaria con percorsi pedonali anche di connessione con la fascia di rispetto fluviale
Aree a parcheggio pubblico
Aree a verde pubblico di quartiere
Parametri edificatori
Strumento attuativo: Programma Integrato di Intervento
Superficie territoriale mq 5.844,30
Superficie fondiaria mq 5.087,16
Destinazione produttiva:
Superficie coperta massima mq 1.700
Superficie lorda di pavimento max mq 3.400
Aree a standard per parcheggi pubblici mq 1.150, da realizzare e cedere gratuitamente nella misura
minima di mq 500, e con possibilit di monetizzazione della quota rimanente
Altezza massima costruzioni (H): m. 10,00
Destinazione residenziale:
Volume massimo ammissibile mc 3.500 proporzionalmente ripartito sulle volumetrie produttive esistenti
che vengono contestualmente demolite Abitanti insediabili 23
Aree a standard per parcheggi pubblici mq 1.150, da realizzare e cedere gratuitamente nella misura
minima di mq 500, e con possibilit di monetizzazione della quota rimanente
Altezza massima costruzioni (H): m. 8,50
Distanza dai confini (Dc): m. 5,0
Distanza tra edifici (De): m. 10,0
Distanza dal ciglio stradale (Ds): m. 5,00 salvo diversa indicazione grafica
Criteri insediativi
La cessione delle aree a standard deve essere contestuale alla sottoscrizione della convenzione del piano
attuativo, con cessione del tratto di strada di accesso ai parcheggi da realizzare e monetizzazione delle aree
eventualmente mancanti.
Fino allattuazione le aree dellAmbito di Trasformazione sono assoggettate alle NTA del Piano delle Regole
relative alle zone individuate graficamente nelle tavole di assetto urbanistico PdR 04.
Previsioni del precedente PRG
D1 zona artigianale/industriale superficie mq 3.750 Slp mq 3.000

117

Valutazione degli impatti ambientali


Aria
E possibile ipotizzare una variazione delle emissioni atmosferiche dovuto ai nuovi impianti di
riscaldamento che verranno realizzati e per la nuova mobilit indotta.
Acqua
E possibile ipotizzare un incremento dei consumi idrici pari a 1.386,9 mc/anno [60,30 mc/ab/anno
(media comunale) * 23 abitanti] se verr sostituita la destinazione produttiva con quella
residenziale. Se verr mantenuta la funzione produttiva possibile ipotizzare una variazione dei
consumi idrici ad oggi non quantificabile.
Poich lambito di trasformazione identificato inserito nellurbanizzato esistente risulta essere
dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete idrica, rete fognaria).

Suolo

Lintervento prevede la riqualificazione del comparto produttivo di Carpignolo, finalizzato alla


riorganizzazione dei volumi produttivi con criteri di funzionalit, accessibilit e qualit urbana, con
possibilit di riconversione dellambito a destinazione residenziale. Di fatto dunque non risulta
nuovo consumo di suolo.
La classe di fattibilit geologica nella quale si colloca lambito 3 as.
La classe 3 identifica una fattibilit alla edificazione con consistenti limitazioni, nello specifico la
sottoclasse 3As identifica le aree acclivi o prossime a scarpate/acclivi.
Rifiuti
E possibile ipotizzare un incremento nella produzione di rifiuti urbani pari a 5.319.67 kg/anno
[231,29 Kg/ab/anno (media comunale) * 23 abitanti] se verr sostituita la destinazione produttiva
con quella residenziale. Se verr mantenuta la funzione produttiva possibile ipotizzare una
variazionennella produzione di rifiuti ad oggi non quantificabile.
Energia
E possibile ipotizzare un incremento nei consumi energetici pari a 432,4 MWh/anno [18,8
MWh/ab/anno (media provinciale) * 23 abitanti] se verr sostituita la destinazione produttiva con
quella residenziale. Se verr mantenuta la funzione produttiva possibile ipotizzare una variazione
dei consumi energetici ad oggi non quantificabile.
Poich lambito di trasformazione identificato inserito nellurbanizzato esistente risulta essere
dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete elettrica e rete del gas).

118

Natura e biodiversit
Si tratta di una porzione di territorio attualmente occupata da unarea produttiva soggetta a
riqualificazione.
Lambito di trasformazione interamente compreso nella Rete Ecologica Regionale, con
particolare riguardo ai corridoi regionali ad alta antropizzazione.
Rumore
Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata produttivo e soggetta riqualificazione;
non si ipotizza possa produrre impatti significativi in termini di emissioni acustiche, anche se sar
da valutare attentamente il traffico indotto e la tipologia di attivit che verranno insediate.
Campi elettromagnetici e Radiazioni ionizzanti

Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata produttivo e soggetta riqualificazione;


non si ipotizza possa produrre impatti significativi in termini di generazione di campi
elettromagnetici. Per quanto riguarda le radiazioni ionizzanti si veda quanto riportato nella tabella
relativa alle indicazioni per la riduzione/mitigazione degli impatti.
Paesaggio
Lintervento prevede la riqualificazione del comparto produttivo di Carpignolo, finalizzato alla
riorganizzazione dei volumi produttivi con criteri di funzionalit, accessibilit e qualit urbana, con
possibilit di riconversione dellambito a destinazione residenziale.
Dal punto di vista delle altezze, ledificato in previsione non superer gli 8,20/10,00 m, in coerenza
il contesto urbano nel quale si inserisce.
Inquinamento luminoso

Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata produttivo e soggetta riqualificazione;


non si ipotizza possa produrre impatti significativi in termini di inquinamento luminoso.

119

Anagrafica Ambito di Trasformazione 11


Inquadramento area
Schema indicazioni progettuali DdP

Localizzazione
Carpignolo via I Maggio
Obiettivi
Riqualificazione del comparto produttivo finalizzato alla riorganizzazione dei volumi produttivi con criteri di
funzionalit, accessibilit e qualit urbana.
Razionalizzazione dei percorsi di accesso.
Adeguamento delle dotazioni di urbanizzazione primaria.
Funzioni previste
Produttiva
Dotazioni pubbliche attese
Viabilit di accesso primaria con percorsi pedonali di connessione con la contrada Carpignolo e la fascia di
rispetto fluviale.
Aree a verde pubblico con funzione di salvaguardia dellambito fluviale.
Parametri edificatori
Strumento attuativo: Programma Integrato di Intervento
Superficie territoriale mq 9.721,66
Superficie fondiaria edificabile mq 8.622,07
Area a verde pubblico mq 864,62
Superficie coperta massima mq 2.500,00
Superficie lorda di pavimento mq 5.000,00
Altezza massima costruzioni (H): m. 10,00
Distanza dai confini (Dc): m. 5,0
Distanza tra edifici (De): m. 10,0
Distanza dal ciglio stradale (Ds): m. 5,00 salvo diversa indicazione grafica
Criteri insediativi
La cessione delle aree a standard deve essere contestuale alla sottoscrizione della convenzione del piano
attuativo, con monetizzazione delle aree eventualmente mancanti.
Fino allattuazione le aree dellAmbito di Trasformazione sono assoggettate alle NTA del Piano delle Regole
relative alle zone individuate graficamente nelle tavole di assetto urbanistico PdR 04.
Previsioni del precedente PRG
D1 zona artigianale/industriale superficie mq 12.616 Slp mq 10.093

120

Valutazione degli impatti ambientali


Aria
E possibile ipotizzare una variazione delle emissioni atmosferiche dovuto ai nuovi impianti di
riscaldamento che verranno realizzati e per la nuova mobilit indotta.
Acqua
E possibile ipotizzare una variazione dei consumi idrici ad oggi non quantificabile.
Poich lambito di trasformazione identificato inserito nellurbanizzato esistente risulta essere
dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete idrica, rete fognaria).

Suolo

Lintervento prevede la riqualificazione del comparto produttivo finalizzato alla riorganizzazione dei
volumi produttivi. Di fatto dunque non risulta nuovo consumo di suolo.
La classe di fattibilit geologica nella quale si colloca lambito 3 as.
La classe 3 identifica una fattibilit alla edificazione con consistenti limitazioni, nello specifico la
sottoclasse 3As identifica le aree acclivi o prossime a scarpate/acclivi.
Rifiuti

E possibile ipotizzare una variazione nella produzione di rifiuti ad oggi non quantificabile.

Energia
E possibile ipotizzare una variazione nei consumi energetici ad oggi non quantificabile.
Poich lambito di trasformazione identificato inserito nellurbanizzato esistente risulta essere
dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete elettrica e rete del gas).

121

Natura e biodiversit
Si tratta di una porzione di territorio attualmente occupata da unarea produttiva soggetta a
riqualificazione.
Lambito di trasformazione interamente compreso nella Rete Ecologica Regionale, con
particolare riguardo ai corridoi regionali ad alta antropizzazione.
Rumore
Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata produttivo e soggetta riqualificazione;
non si ipotizza possa produrre impatti significativi in termini di emissioni acustiche, anche se sar
da valutare attentamente il traffico indotto e la tipologia di attivit che verranno insediate.
Campi elettromagnetici e Radiazioni ionizzanti

Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata produttivo e soggetta riqualificazione;


non si ipotizza possa produrre impatti significativi in termini di generazione di campi
elettromagnetici.

Paesaggio
Lintervento prevede la riqualificazione del comparto produttivo di Carpignolo, finalizzato alla
riorganizzazione dei volumi produttivi con criteri di funzionalit, accessibilit e qualit urbana, con
possibilit di riconversione dellambito a destinazione residenziale.
Dal punto di vista delle altezze, ledificato in previsione non superer i 10,00 m, in coerenza il
contesto urbano nel quale si inserisce.
Inquinamento luminoso

Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata produttivo e soggetta riqualificazione;


non si ipotizza possa produrre impatti significativi in termini di inquinamento luminoso.

122

Anagrafica Ambito di Trasformazione 12


Inquadramento area
Schema indicazioni progettuali DdP

Localizzazione
Localit Foppi

Obiettivi
Conseguire una migliore e pi sicura accessibilit alla contrada Balatroni.
Conferma delle previsioni di insediamento residenziale con criteri di distribuzione edificatoria di minore densit in
considerazione della collocazione orografica dellarea a sfondo dellarea di recente espansione del capoluogo.

Funzioni previste
Residenza/area a parcheggio e verde pubblico

Dotazioni pubbliche attese


Realizzazione strada daccesso alla contrada Balatroni avente larghezza non inferiore a m. 5,00 oltre a
marciapiede
Realizzazione e cessione di aree a parcheggio
Realizzazione e cessione di aree a verde pubblico
Adeguamento rete acquedottistica con realizzazione di bacino di accumulo a supporto della zona Foppi
Realizzazione completa delle urbanizzazioni primarie da parte del PL, compresi gli eventuali potenziamenti alle
infrastrutture esistenti

Parametri edificatori
Strumento attuativo: Piano Lottizzazione
Superficie territoriale mq 26.859,07
Superficie fondiaria edificabile mq 18.092,18
Area a verde pubblico mq 3.243,21
Area a parcheggio mq 1.152,45
Strada di progetto mq 3.026,27
Area a verde privato mq 1.155,33
Volume edificabile mc 18.500,00 Abitanti insediabili 123
Altezza massima costruzioni (H): m. 8,20
Distanza dai confini (Dc): m. 5,0
Distanza tra edifici (De): m. 10,0
Distanza dal ciglio stradale (Ds): m. 5,00 salvo diversa indicazione grafica

Criteri insediativi
Disegno regolare dei lotti ed esclusione di tipologia edilizia a schiera ad eccezione delle aree confinanti con
ledificato ad ovest del PL.
Realizzazione completa delle urbanizzazioni primarie da parte del PL, compresi gli eventuali potenziamenti alle
infrastrutture esistenti.
La cessione delle aree a standard deve essere contestuale alla sottoscrizione della convenzione del piano
attuativo.
La realizzazione degli standard a parcheggio e verde pubblico attrezzato essere effettuata prima dellinizio della
edificazione residenziale.
Dotazione di aree private a parcheggio di quartiere non inferiore a 3/mq per abitante.
Compartecipazione alla realizzazione di opere pubbliche o acquisizione aree con una quota di 100.000,00 da
versare al comune alla sottoscrizione della convenzione del Piano Attuativo.
Fino allattuazione del PL le aree dellAmbito di Trasformazione sono assoggettato alle NTA del Piano delle
Regole relative alle zone E2 con divieto di realizzazione di qualsiasi edificazione.

Previsioni del precedente PRG


C2 residenziale di espansione soggetta a P.L. con quota EEP superficie P.L. mq 26.330 volume attribuito mc
26.856 quota EEP mc 5.926 - strada di piano / aree a verde e parcheggi

123

Valutazione degli impatti ambientali


Aria
E possibile ipotizzare un incremento delle emissioni atmosferiche dovuto ai nuovi impianti di
riscaldamento che verranno realizzati e per la nuova mobilit indotta.
Acqua
E possibile ipotizzare un incremento dei consumi idrici pari a 7.416,9 mc/anno [60,30 mc/ab/anno
(media comunale) * 123 abitanti].
Poich lambito di trasformazione identificato posto al confine dellurbanizzato esistente risulta
essere dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete idrica, rete fognaria).

Suolo
La superficie fondiaria edificabile pari a 18.092,18 mq, il 67% della superficie territoriale
dellambito.
La destinazione duso attuale agricola.
La classe di fattibilit geologica nella quale si colloca lambito 3 as.
La classe 3 identifica una fattibilit alla edificazione con consistenti limitazioni, nello specifico la
sottoclasse 3As identifica le aree acclivi o prossime a scarpate/acclivi.
Rifiuti
E possibile ipotizzare un incremento nella produzione di rifiuti urbani pari a 28.523,67 kg/anno
[231,29 Kg/ab/anno (media comunale) * 123 abitanti].
Energia
E possibile ipotizzare un incremento nei consumi energetici pari a 2.312,4 MWh/anno [18,8
MWh/ab/anno (media provinciale) * 123 abitanti].
Poich lambito di trasformazione identificato posto al confine dellurbanizzato esistente risulta
essere dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete elettrica e rete del gas).

124

Natura e biodiversit
Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura confinante con
lurbanizzato di Ardesio.
Lambito di trasformazione interamente compreso nella Rete Ecologica Regionale, con
particolare riguardo agli elementi di primo livello e in parte ai corridoi regionali ad alta
antropizzazione che si sovrappongono ai primi.
Lambito inoltre interessato dal Reticolo idrico minore.

Rumore

Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura confinante con


lurbanizzato di Ardesio; data la destinazione duso prevista non si ipotizza possa produrre impatti
significativi in termini di emissioni acustiche.
Campi elettromagnetici e Radiazioni ionizzanti

Si tratta di una porzione di territorio destinata a residenza; non si ipotizza possa produrre impatti
significativi in termini di generazione di campi elettromagnetici. Per quanto riguarda le radiazioni
ionizzanti si veda quanto riportato nella tabella relativa alle indicazioni per la riduzione/mitigazione
degli impatti.
Paesaggio
Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura confinante con
lurbanizzato di Ardesio, con una superficie fondiaria pari al 67% dellintera superficie territoriale.
Dal punto di vista delle altezze, ledificato in previsione non superer gli 8,20 m, in coerenza il
contesto urbano nel quale si inserisce.
Inquinamento luminoso

Si tratta di una porzione di territorio destinata a residenza; non si ipotizza possa produrre impatti
significativi in termini di inquinamento luminoso.

125

Anagrafica Ambito di Trasformazione 13


Inquadramento area
Schema indicazioni progettuali DdP

Localizzazione
Via Locatelli / piazza monte Grappa
Obiettivi
Ridisegno edilizio del comparto in funzione della riqualificazione
Funzioni previste
Commerciale/Direzionale
Dotazioni pubbliche attese
Ridisegno delle aree pubbliche di perimetro allintervento, con integrazione degli spazi dovuti per standard
urbanistici.
Parametri edificatori
Strumento attuativo: Programma Integrato di Intervento
Superficie territoriale mq 1.238,06
Superficie fondiaria edificabile mq 942,70
Area a parcheggio mq 295,35
Volume edificabile di base mc 3.500
Altezza massima costruzioni (H): m. 8,50
Distanza dai confini (Dc): m. 5,0
Distanza tra edifici (De): m. 10,0
Distanza dal ciglio stradale (Ds): m. 5,00 salvo diversa indicazione grafica
Criteri insediativi
Pu essere consentito il completo ridisegno edilizio con modifica del comparto urbanistico, in accordo con
llAmministrazione comunale, intervenendo su spazi limitrofi anche di propriet pubblica.
La relativa convenzione dovr prevedere i seguenti elementi di riqualificazione e di impegno:
Dotazione di aree di sosta di uso pubblico al servizio del comparto senza compromissione delle aree
pubbliche di sosta oggi esistenti.
Realizzazione pensilina attesa per servizi trasporto pubblico.
Assunzione delle spese di eventuale adeguamento di reti e sottoservizi.
Previsioni del precedente PRG
B2 residenziale di completamento con possibilit di incremento commerciale soggetto a Operazione
Urbanistico-Edilizia

126

Valutazione degli impatti ambientali


Aria
E possibile ipotizzare una variazione delle emissioni atmosferiche dovuto ai nuovi impianti di
riscaldamento che verranno realizzati e per la nuova mobilit indotta.
Acqua
E possibile ipotizzare una variazione dei consumi idrici ad oggi non quantificabile.
Poich lambito di trasformazione identificato inserito nellurbanizzato esistente risulta essere
dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete idrica, rete fognaria).

Suolo

Lintervento prevede il ridisegno edilizio del comparto in funzione della riqualificazione. Di fatto
dunque non risulta nuovo consumo di suolo.
La classe di fattibilit geologica nella quale si colloca lambito 2.
La classe 2 identifica una fattibilit alla edificazione con modeste limitazioni.
Rifiuti

E possibile ipotizzare una variazione nella produzione di rifiuti ad oggi non quantificabile.

Energia
E possibile ipotizzare una variazione nei consumi energetici ad oggi non quantificabile.
Poich lambito di trasformazione identificato inserito nellurbanizzato esistente risulta essere
dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete elettrica e rete del gas).

127

Natura e biodiversit

Si tratta di una porzione di territorio attualmente urbanizzata soggetta a riqualificazione.


Lambito di trasformazione interamente compreso nella Rete Ecologica Regionale, con
particolare riguardo ai corridoi regionali ad alta antropizzazione.

Rumore
Si tratta di una porzione di territorio attualmente urbanizzata e soggetta riqualificazione; non si
ipotizza possa produrre impatti significativi in termini di emissioni acustiche, anche se sar da
valutare attentamente il traffico indotto e la tipologia di attivit che verranno insediate.
Campi elettromagnetici e Radiazioni ionizzanti

Si tratta di una porzione di territorio attualmente urbanizzata e soggetta riqualificazione; non si


ipotizza possa produrre impatti significativi in termini di generazione di campi elettromagnetici.
Paesaggio
Lintervento prevede la riqualificazione del comparto oggi esistente nellurbanizzato di Ardesio.
Dal punto di vista delle altezze, ledificato in previsione non superer gli 8,50 m, in coerenza il
contesto urbano nel quale si inserisce.
Inquinamento luminoso

Si tratta di una porzione di territorio attualmente urbanizzata e soggetta riqualificazione; non si


ipotizza possa produrre impatti significativi in termini di inquinamento luminoso.

128

Anagrafica Ambito di Trasformazione 14


Inquadramento area
Schema indicazioni progettuali DdP

Localizzazione
Asta del Rino via 1 maggio
Obiettivi
Realizzazione del nuovo parco urbano con funzioni plurime, riqualificando e valorizzando unarea riscoperta
recentemente grazie al parziale coinvolgimento nella nuova pista ciclopedonale. Larea destinata a
diventale il luogo centrale del tempo libero e della ricreazione (verde attrezzato, orti urbani, percorsi
pedonali, strutture sportive a basso impatto), oltre che una nuove porta di accesso al centro storico,
valorizzando lutilizzo della passerella pedonale esistente, dellarea antistante direttamente collegata a via 1
maggio e alla SP 49, nonch lantica strada del paradiso dei cani.
Funzioni previste
Verde pubblico / Percorsi ciclopedonali
Aree a parcheggio
Strutture di ristoro
Orti familiari
Verde paesistico/ambientale
Mantenimento attivit rurali accessori e compatibili con le funzioni pubbliche
Dotazioni pubbliche attese
Aree destinate a verde pubblico e percorsi ciclopedonali
Sistemi di accesso agevolato al capoluogo
Aree a parcheggio per pullman
Aree da riservare a orti familiari
Aree utilizzabili per manifestazioni allaperto
Passerella su torrente Rino
Parametri edificatori
Strumento attuativo: Programma Integrato di Intervento
Superficie territoriale mq 68.940,31
Area a verde pubblico mq 33.018
Area a parcheggio mq 2.630
Edificio destinato al ristoro/sorveglianza/gestione del parco di slp massima di 250 mq. con possibilit di
alloggio per custode di slp integrativa di mq. 60, Edifici esistenti in zona E7 con possibilit di interventi limitati
a quanto previsto dalle NTA per le zone in classe di fattibilit geologica 4, da mantenere a funzione rurale o
da dismettere per creazione di funzioni di supporto e servizi per il parco.
Criteri insediativi
Localizzazione del volume da destinare a ristoro in area geologicamente protetta, con caratteristiche di
elevata qualit architettonica e di inserimento paesaggistico.
Possibile localizzazione di struttura di collegamento meccanizzato verticale lungo la strada consorziale
esistente, in collegamento con percorso pedonale in quota.
Localizzazione di aree attrezzate per il gioco lungo il fronte Ovest del terrazzamento di via Maninetti.
Localizzazione delle aree per orti familiari lungo il terrazzamento situato in sponda destra del torrente Rino.
Previsioni del precedente PRG
E4 - Parco fluviale

129

Valutazione degli impatti ambientali

Aria

Data la destinazione duso prevista come parco urbano si ipotizzano impatti nulli sulla componente
aria.

Acqua

Data la destinazione duso prevista come parco urbano si ipotizzano impatti nulli sulla componente
acqua.
E possibile ipotizzare un incremento dei consumi idrici di lieve entit relativo alle strutture di
ristoro.

Suolo
Data la destinazione duso prevista come parco urbano si ipotizzano impatti nulli/positivi sulla
componente suolo bench sia possibile ipotizzare un lieve consumo di suolo relativo alle strutture
di ristoro e al parcheggio previsti.
La classe di fattibilit geologica nella quale si colloca lambito 3 as e 4Ee.
La classe 3 identifica una fattibilit alla edificazione con consistenti limitazioni, nello specifico la
sottoclasse 3As identifica le aree acclivi o prossime a scarpate/acclivi. La classe 43 identifica una
fattibilit alla edificazione con gravi limitazioni, nello specifico la sottoclasse 4Ee identifica le aree a
pericolosit molto elevata di esondazione torrentizia.

Rifiuti

Data la destinazione duso prevista come parco urbano si ipotizzano impatti nulli sulla componente
rifiuti.
E possibile ipotizzare un incremento nella produzione di rifiuti di lieve entit relativo alle strutture di
ristoro.

Energia

Data la destinazione duso prevista come parco urbano si ipotizzano impatti nulli sulla componente
energia.
E possibile ipotizzare un incremento dei consumi energetici di lieve entit relativo alle strutture di
ristoro.

130

Natura e biodiversit
Data la destinazione duso prevista come parco urbano si ipotizzano impatti nulli/positivi sulla
componente acqua.
Lambito ricade nella RER con particolare riferimento agli elementi di secondo livello e al corridoio
regionale ad alta antropizzazione.
E inoltre interessato dal Reticolo idrico minore.

Rumore

Data la destinazione duso prevista come parco urbano si ipotizzano impatti nulli sulla componente
rumore.
Campi elettromagnetici e Radiazioni ionizzanti

Data la destinazione duso prevista come parco urbano si ipotizzano impatti nulli sulla componente
CEM e RI.

Paesaggio
Data la destinazione duso prevista come parco urbano si ipotizzano impatti nulli/positivi sulla
componente paesaggio.
Particolare attenzione dovr essere posta allinserimento paesaggistico della eventuale struttura di
collegamento meccanizzato verticale lungo la strada consorziale esistente, in collegamento con
percorso pedonale in quota.
Inquinamento luminoso

Data la destinazione duso prevista come parco urbano si ipotizzano impatti nulli sulla componente
inquinamento luminoso.

131

Anagrafica Ambito di Trasformazione 15


Inquadramento area
Schema indicazioni progettuali DdP

Localizzazione
Via dAcquacc
Obiettivi
Riqualificazione del comparto mediante trasformazione/sostituzione delledificazione esistente con edifici di
elevata qualit architettonica e paesistica a destinazione commerciale, con esclusione della media
distribuzione alimentare, direzionale e artigianale.
Funzioni previste
Insediamenti commerciali e/o artigianali
Dotazioni pubbliche attese
Cessione al comune di aree a standard nellambito delle previsioni del PdS parcheggio pubblico da
realizzare nella misura minima di mq 500 e la quota rimanente da monetizzare.
Parametri edificatori
Strumento attuativo: Piano Lottizzazione
Superficie territoriale mq 5.149,70
Superficie fondiaria mq 5.149,70
Superficie lorda di pavimento max mq 3.500,00 comprensivo delle quote residenziali afferenti
allinsediamento
Aree a standard di parcheggio pubblico da realizzare nella misura minima di mq 500 e la quota rimanente da
monetizzare
Altezza massima costruzioni (H): m. 10,00
Distanza dai confini (Dc): m. 5,0
Distanza tra edifici (De): m. 10,0
Distanza dal ciglio stradale (Ds): m. 5,00 salvo diversa indicazione grafica
Criteri insediativi
Distribuzione di accessi e percorsi funzionali a ridurre i pericoli di immissione sulla SP 49.
Possibilit di riduzione del rispetto stradale dalla SP 49 a m 10,00.
Edificazione con caratteristiche di elevata qualit architettonica e paesistica.
Fino allattuazione le aree dellAmbito di Trasformazione sono assoggettate alle NTA del Piano delle Regole
relative alle zone individuate graficamente nelle tavole di assetto
urbanistico PdR 04.
Previsioni del precedente PRG
D1 - Zona artigianale-industriale superficie mq 5.149,71 superficie lorda di pavimento mq 4.119,77

132

Valutazione degli impatti ambientali


Aria
E possibile ipotizzare una variazione delle emissioni atmosferiche dovuto ai nuovi impianti di
riscaldamento che verranno realizzati e per la nuova mobilit indotta.
Acqua
E possibile ipotizzare una variazione dei consumi idrici ad oggi non quantificabile.
Poich lambito di trasformazione identificato inserito nellurbanizzato esistente risulta essere
dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete idrica, rete fognaria).

Suolo

Lintervento prevede la riqualificazione del comparto mediante trasformazione/sostituzione


delledificazione esistente. Di fatto dunque non risulta nuovo consumo di suolo.
La classe di fattibilit geologica nella quale si colloca lambito 3 as.
La classe 3 identifica una fattibilit alla edificazione con consistenti limitazioni, nello specifico la
sottoclasse 3As identifica le aree acclivi o prossime a scarpate/acclivi.
Rifiuti

E possibile ipotizzare una variazione nella produzione di rifiuti ad oggi non quantificabile.

Energia
E possibile ipotizzare una variazione nei consumi energetici ad oggi non quantificabile.
Poich lambito di trasformazione identificato inserito nellurbanizzato esistente risulta essere
dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete elettrica e rete del gas).

133

Natura e biodiversit

Si tratta di una porzione di territorio attualmente urbanizzata soggetta a riqualificazione.


Lambito di trasformazione interamente compreso nella Rete Ecologica Regionale, con
particolare riguardo ai corridoi regionali ad alta antropizzazione.

Rumore
Si tratta di una porzione di territorio attualmente urbanizzata e soggetta riqualificazione; non si
ipotizza possa produrre impatti significativi in termini di emissioni acustiche, anche se sar da
valutare attentamente il traffico indotto e la tipologia di attivit che verranno insediate.
Campi elettromagnetici e Radiazioni ionizzanti

Si tratta di una porzione di territorio attualmente urbanizzata e soggetta riqualificazione; non si


ipotizza possa produrre impatti significativi in termini di generazione di campi elettromagnetici.

Paesaggio
Lintervento prevede la riqualificazione del comparto mediante trasformazione/sostituzione
delledificazione esistente.
Dal punto di vista delle altezze, ledificato in previsione non superer i 10,00 m, in coerenza il
contesto urbano nel quale si inserisce.
Inquinamento luminoso

Si tratta di una porzione di territorio attualmente urbanizzata e soggetta riqualificazione; non si


ipotizza possa produrre impatti significativi in termini di inquinamento luminoso.

134

Anagrafica Ambito di Trasformazione 16


Inquadramento area
Schema indicazioni progettuali DdP

Localizzazione
Via Acqualina
Obiettivi
Riqualificazione area di interesse paesistico allingresso della Valcanale.
Localizzazione di insediamenti artigianali privati a impatto controllato e di aree di uso pubblico destinate a
servizi ambientali e di mantenimento del territorio.
Funzioni previste
D4 - Insediamenti per stoccaggio materiali e attrezzature per attivit edilizia
Aree per servizi di uso pubblico / tecnologici
Dotazioni pubbliche attese
Cessione aree ad uso pubblico e realizzazione opere infrastrutturali delle stesse.
Parametri edificatori
Strumento attuativo: Piano Lottizzazione
Superficie territoriale mq 4.204,50
Superficie fondiaria edificabile mq 2.522,41
Area a uso pubblico mq 1.105,52
Superficie lorda di pavimento mq 750,00
Altezza massima costruzioni (H): m. 6,00
Distanza dai confini (Dc): m. 5,0
Distanza tra edifici (De): m. 10,0
Distanza dal ciglio stradale (Ds): m. 5,00 salvo diversa indicazione grafica
Criteri insediativi
Ingresso unico con servit di passo.
Fascia di rispetto stradale piantumata.
Nuovo edificio inserito nel limite massimo di inviluppo indicato nello schema.
Tipologia edilizia consona con lambiente montano.
Fino allattuazione le aree dellAmbito di Trasformazione sono assoggettate alle NTA del Piano delle Regole
relative alle zone individuate graficamente nelle tavole di assetto urbanistico PdR 04.
Previsioni del precedente PRG
Verde attrezzato

135

Valutazione degli impatti ambientali


Aria
E possibile ipotizzare un incremento delle emissioni atmosferiche dovuto ai nuovi impianti di
riscaldamento che verranno realizzati e per la nuova mobilit indotta.
Acqua
E possibile ipotizzare un incremento dei consumi idrici ad oggi non quantificabile derivante
dallinsediamento delle strutture per lo stoccaggio di materiali e attrezzature per attivit edilizia e
dei servizi di uso pubblico / tecnologici.
Poich lambito di trasformazione identificato posto al confine dellurbanizzato esistente risulta
essere dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete idrica, rete fognaria).
Suolo
La superficie territoriale destinata a D4 pari a 2.522,41 mq, il 60% della superficie territoriale
dellambito.
La destinazione duso attuale bosco.
La classe di fattibilit geologica nella quale si colloca lambito 3 as.
La classe 3 identifica una fattibilit alla edificazione con consistenti limitazioni, nello specifico la
sottoclasse 3As identifica le aree acclivi o prossime a scarpate/acclivi.
Rifiuti
E possibile ipotizzare un incremento nella produzione di rifiuti urbani ad oggi non quantificabile
derivante dallinsediamento delle strutture per lo stoccaggio di materiali e attrezzature per attivit
edilizia e dei servizi di uso pubblico / tecnologici.
Energia
E possibile ipotizzare un incremento dei consumi energetici ad oggi non quantificabile derivante
dallinsediamento delle strutture per lo stoccaggio di materiali e attrezzature per attivit edilizia e
dei servizi di uso pubblico / tecnologici.
Poich lambito di trasformazione identificato posto al confine dellurbanizzato esistente risulta
essere dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete elettrica e rete del gas).

136

Natura e biodiversit

Si tratta di una porzione di territorio attualmente occupata da bosco confinante con lurbanizzato di
Ardesio.
Lambito di trasformazione interamente compreso nella Rete Ecologica Regionale, con
particolare riguardo agli elementi di primo e secondo livello e ai corridoi regionali ad alta
antropizzazione che si sovrappongono ai primi.

Rumore
Si tratta di una porzione di territorio attualmente occupata da bosco confinante con lurbanizzato di
Ardesio; per tale motivo non si ipotizza possa produrre impatti significativi in termini di emissioni
acustiche.
Campi elettromagnetici e Radiazioni ionizzanti

Si tratta di una porzione di territorio destinata allinsediamento delle strutture per lo stoccaggio di
materiali e attrezzature per attivit edilizia e dei servizi di uso pubblico / tecnologici; non si ipotizza
possa produrre impatti significativi in termini di generazione di campi elettromagnetici.
Paesaggio
Si tratta di una porzione di territorio attualmente occupata da bosco confinante con lurbanizzato di
Ardesio, con una superficie fondiaria pari al 60% dellintera superficie territoriale.
Dal punto di vista delle altezze, ledificato in previsione non superer i 6 m, in coerenza il contesto
urbano nel quale si inserisce.
Inquinamento luminoso
Si tratta di una porzione di territorio destinata da PGT allinsediamento delle strutture per lo
stoccaggio di materiali e attrezzature per attivit edilizia e dei servizi di uso pubblico / tecnologici;
non si ipotizza possa produrre impatti significativi in termini di inquinamento luminoso.

137

Anagrafica Ambito di Trasformazione 17


Inquadramento area
Schema indicazioni progettuali DdP

Localizzazione
Localit Foppa

Obiettivi
Recupero volumetrico e riqualificazione dellantica contrada della Foppa, con previsione di ampliamento
edificazione secondo criteri di disegno urbanistico e architettonico affini a quello dellimpianto originario, ponendo
attenzione ai percorsi storici e alle relazioni col contesto.
Possibilit di realizzazione di superfici destinate a ricettivit con caratteristiche innovative a funzionali alla
valorizzazione dellinsediamento.
Salvaguardia e valorizzazione ambientale e agronomica dellesteso comparto agricolo di pertinenza
dellinsediamento.

Funzioni previste
Zona A2 soggetta a Piano di Recupero con previsione di ampliamento edificazione residenziale
Zone di valore paesaggistico-ambientale - E1 E2 E3

Dotazioni pubbliche attese


Vincolo di asservimento dellarea agricola esterna allambito edificato a destinazione agricola e al presidio
territoriale, ai sensi del titolo III della l.r. 12/2005, che potr comprendere anche leventuale realizzazione di
insediamento rurale con annessa abitazione.
Facolt di futuro assoggettamento a uso pubblico da parte del Comune di Ardesio del percorso stradale di servizio
risalente dalla contrada di Marinoni.
Riqualificazione tratti di mulattiera esistente.
Cessione di area attrezzata quale piazzola di sosta attrezzata lungo litinerario escursionistico in prossimit
delledificato con realizzazione di posti area di sosta e ristoro opportunamente attrezzata.
Realizzazione completa delle urbanizzazioni primarie al servizio degli insediamenti, compresi gli eventuali
potenziamenti alle infrastrutture esistenti, da effettuare contestualmente allavvio degli interventi edilizi.

Parametri edificatori
Strumento attuativo: Programma Integrato di Intervento
Intervento di recupero edilizio delledificato storico (zona A2) con possibilit di incremento volumetrico fino a un
totale di mc 10.000, compreso lesistente Abitanti insediabili 67
Possibilit di ulteriore incremento volumetrico di mc. 2.200 per realizzazione di infrastruttura ricettiva, anche con la
formula dellalbergo diffuso, con vincolo decennale di mantenimento in esercizio.
Edificazione in zona E1 di strutture per azienda agricola insediabile nellarea dellAmbito di Trasformazione, da
assoggettare per i parametri urbanistici al Titolo 8 delle NTA del PdR.
Realizzazione della viabilit primaria (sedime viario e opere darte) contestualmente allavvio degli interventi edilizi
convenzionati Possibilit di successiva integrazione con funzioni agrituristiche connesse.

Criteri insediativi
Gli interventi di recupero e/o ricostruzione dellantico nucleo della Foppa dovranno far riferimento allimpianto
urbanistico preesistente. Analogamente, le volumetrie in espansione dovranno costituire coerente estensione dei
principi insediativi originari e tipici della contrada.
Le caratteristiche architettoniche e di finitura degli edifici dovranno riferirsi alle tipologie e alle caratteristiche
storiche delle contrade della zona Bani-Ficarelli-Foppa.
Impiego di tecnologie costruttive a basso impatto ambientale (basso consumo energetico,ciclo dellacqua
rispettoso delle sottostanti captazioni).
Piazzola di sosta attrezzata in prossimit delledificato con superficie di mq 400 con inserimento di struttura
coperta di 30 mq completa di attrezzature di arredo (tavoli e panche).

Previsioni del precedente PRG


Zona A soggetta a Piano di Recupero con previsione di ampliamento edificazione
Zona E1 - agricola

138

Valutazione degli impatti ambientali


Aria
E possibile ipotizzare un incremento delle emissioni atmosferiche dovuto ai nuovi impianti di
riscaldamento che verranno realizzati e per la nuova mobilit indotta.
Acqua
E possibile ipotizzare una variazione dei consumi idrici che risulteranno nel complesso pari a
4.040,01 mc/anno [60,30 mc/ab/anno (media comunale) * 67 abitanti].
Poich lambito di trasformazione identificato posto allinterno di una piccola porzione di
urbanizzato esistente risulta essere dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete idrica,
rete fognaria).

Suolo

Lintervento prevede il recupero volumetrico e la riqualificazione dellantica contrada della Foppa,


con previsione di ampliamento delledificazione esistente senza rilevante nuovo consumo di suolo.
E prevista inoltre la possibilit di realizzare attivit ricettive con caratteristiche innovative a
funzionali alla valorizzazione dellinsediamento e la salvaguardia e valorizzazione ambientale e
agronomica dellesteso comparto agricolo di pertinenza dellinsediamento.
La destinazione duso attuale agricola e bosco.
La classe di fattibilit geologica nella quale si colloca lambito 3 as e 4Ee.
La classe 3 identifica una fattibilit alla edificazione con consistenti limitazioni, nello specifico la
sottoclasse 3As identifica le aree acclivi o prossime a scarpate/acclivi. La classe 4 identifica una
fattibilit alla edificazione con gravi limitazioni, nello specifico la sottoclasse 4Ee identifica le aree a
pericolosit molto elevata di esondazione torrentizia.
Rifiuti
E possibile ipotizzare una variazione nella produzione di rifiuti urbani che risulteranno nel
complesso pari a 15.496,43 kg/anno [231,29 Kg/ab/anno (media comunale) * 67 abitanti].
Energia
E possibile ipotizzare una variazione nei consumi energetici che risulteranno nel complesso pari a
1.259,6 MWh/anno [18,8 MWh/ab/anno (media provinciale) * 67 abitanti].
Poich lambito di trasformazione identificato posto allinterno di una piccola porzione di
urbanizzato esistente risulta essere dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete elettrica e
rete del gas).

139

Natura e biodiversit
Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura e bosco con una piccola
porzione di urbanizzato.
Lambito di trasformazione interamente compreso nella Rete Ecologica Regionale, con
particolare riguardo agli elementi di primo livello e in parte ai corridoi regionali ad alta
antropizzazione che si sovrappongono ai primi.
Lambito inoltre interessato dal Reticolo idrico minore.

Rumore

Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura e bosco con una piccola
porzione di urbanizzato; date le funzioni previste non si ipotizza possa produrre impatti significativi
in termini di emissioni acustiche.
Campi elettromagnetici e Radiazioni ionizzanti

Si tratta di una porzione di territorio destinata al recupero della residenza con possibilit di
realizzare attivit ricettive e con aree di salvaguardia e valorizzazione ambientale e agronomica
dellesteso comparto agricolo di pertinenza dellinsediamento; non si ipotizza possa produrre
impatti significativi in termini di generazione di campi elettromagnetici. Per quanto riguarda le
radiazioni ionizzanti si veda quanto riportato nella tabella relativa alle indicazioni per la
riduzione/mitigazione degli impatti.
Paesaggio
Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura e bosco con una piccola
porzione di urbanizzato soggetto a recupero con possibilit di realizzare attivit ricettive e con aree
di salvaguardia e valorizzazione ambientale e agronomica dellesteso comparto agricolo di
pertinenza dellinsediamento.
Inquinamento luminoso

Si tratta di una porzione di territorio destinata al recupero della residenza con possibilit di
realizzare attivit ricettive e con aree di salvaguardia e valorizzazione ambientale e agronomica
dellesteso comparto agricolo di pertinenza dellinsediamento; non si ipotizza possa produrre
impatti significativi in termini di inquinamento luminoso.

140

Anagrafica Ambito di Trasformazione 18


Inquadramento area
Schema indicazioni progettuali DdP

Localizzazione
Rizzoli

Obiettivi
Riqualificazione territoriale contrada Rizzoli con incremento spazi a parcheggio ed eliminazione costruzioni
improprie antistanti il nucleo storico.
Completamento a saturazione della capacit edificatoria a valle della strada comunale della Valcanale.

Funzioni previste
Residenza / aree a verde privato e parcheggi

Dotazioni pubbliche attese


Parcheggi pubblici

Parametri edificatori
Strumento attuativo: Piano Lottizzazione
Superficie territoriale mq 2.863,90
Superficie fondiaria edificabile mq 1.322,60
Area a verde privato mq 650,87
Area a parcheggio mq 282,30
Strada esistente mq 608,13
Volume edificabile di base mc 800 Abitanti insediabili di base 5
Incremento volumetrico max di mc 400 Abitanti insediabili ulteriori 3
Altezza massima costruzioni (H): m. 8,20
Distanza dai confini (Dc): m. 5,0
Distanza tra edifici (De): m. 10,0
Distanza dal ciglio stradale (Ds): m. 5,00 salvo diversa indicazione grafica

Criteri insediativi
Tipologia edilizia costituita da edifici singoli con massimo 4 unit abitative per edificio.
La cessione delle aree a standard deve essere contestuale alla sottoscrizione della convenzione del piano
attuativo.
La realizzazione degli standard a parcheggio e leliminazione delle costruzioni improprie antistanti il nucleo storico
dovr essere effettuata prima dellinizio della edificazione residenziale.
Fino allattuazione del PL le aree dellAmbito di Trasformazione sono assoggettate alle NTA del Piano delle
Regole relative alle zone E2 con divieto di realizzazione di qualsiasi edificazione.

Previsioni del precedente PRG


E1 - Agricola / parcheggio

141

Valutazione degli impatti ambientali


Aria
E possibile ipotizzare un incremento delle emissioni atmosferiche dovuto ai nuovi impianti di
riscaldamento che verranno realizzati e per la nuova mobilit indotta.

Acqua

E possibile ipotizzare un incremento dei consumi idrici pari a 301,5 mc/anno [60,30 mc/ab/anno
(media comunale) * 5 abitanti].
Poich lambito di trasformazione identificato posto allinterno di una piccola porzione di
urbanizzato esistente risulta essere dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete idrica,
rete fognaria).

Suolo

Lintervento prevede la riqualificazione territoriale della contrada Rizzoli con incremento spazi a
parcheggio, eliminazione costruzioni improprie antistanti il nucleo storico e completamento a
saturazione della capacit edificatoria a valle della strada comunale della Valcanale.
La superficie fondiaria edificabile pari a 1.322,60 mq, il 46% della superficie territoriale
dellambito.
La destinazione duso attuale agricola e in parte urbanizzata.
La classe di fattibilit geologica nella quale si colloca lambito 3 as.
La classe 3 identifica una fattibilit alla edificazione con consistenti limitazioni, nello specifico la
sottoclasse 3As identifica le aree acclivi o prossime a scarpate/acclivi.

Rifiuti

E possibile ipotizzare un incremento nella produzione di rifiuti urbani pari a 1.156,45 kg/anno
[231,29 Kg/ab/anno (media comunale) * 5 abitanti].

Energia

E possibile ipotizzare un incremento nei consumi energetici pari a 94 MWh/anno [18,8


MWh/ab/anno (media provinciale) * 5 abitanti].
Poich lambito di trasformazione identificato posto allinterno di una piccola porzione di
urbanizzato esistente risulta essere dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete elettrica e
rete del gas).

142

Natura e biodiversit

Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura con una porzione di
urbanizzato.
Lambito di trasformazione in parte compreso nella Rete Ecologica Regionale, con particolare
riguardo agli elementi di secondo livello.

Rumore

Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura con una porzione di
urbanizzato; date le funzioni previste non si ipotizza possa produrre impatti significativi in termini di
emissioni acustiche.
Campi elettromagnetici e Radiazioni ionizzanti

Si tratta di una porzione di territorio destinata alla riqualificazione territoriale della contrada Rizzoli
con incremento spazi a parcheggio, eliminazione costruzioni improprie antistanti il nucleo storico e
completamento a saturazione della capacit edificatoria a valle della strada comunale della
Valcanale; non si ipotizza possa produrre impatti significativi in termini di generazione di campi
elettromagnetici. Per quanto riguarda le radiazioni ionizzanti si veda quanto riportato nella tabella
relativa alle indicazioni per la riduzione/mitigazione degli impatti.
Paesaggio
Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura con una porzione di
urbanizzato soggetta a riqualificazione e incremento minimo.
Dal punto di vista delle altezze, ledificato in previsione non superer gli 8,20 m, in coerenza il
contesto urbano nel quale si inserisce.
Inquinamento luminoso

Si tratta di una porzione di territorio destinata alla riqualificazione territoriale della contrada Rizzoli
con incremento spazi a parcheggio, eliminazione costruzioni improprie antistanti il nucleo storico e
completamento a saturazione della capacit edificatoria a valle della strada comunale della
Valcanale; non si ipotizza possa produrre impatti significativi in termini di inquinamento luminoso.

143

Anagrafica Ambito di Trasformazione 19


Inquadramento area
Schema indicazioni progettuali DdP

Localizzazione
Valcanale
Obiettivi
Riqualificazione generale dellarea di Valcanale e razionalizzazione infrastrutture esistenti.
Funzioni previste
E2 Area di valore paesaggistico-ambientale
Zone ad uso pubblico
Aree destinabili a orti familiari
Dotazioni pubbliche attese
Cessione aree ad uso pubblico e/o per orti familiari
Ripristino e valorizzazione dellantico cimitero dismesso, a confine del comparto,con interventi di restauro
conservativo per gli elementi di arredo funerario presenti.
Parametri edificatori
Strumento attuativo: Atto di cessione aree
Superficie territoriale mq 4.476,13
Credito volumetrico mc 1.500 Abitanti insediabili 10
Cessione aree a standard mq 554
Criteri insediativi
Il credito volumetrico si costituisce mediante atto pubblico, contestualmente alla cessione gratuita al Comune di
Ardesio di aree destinabili a standard, infrastrutture pubbliche o valorizzazione ambientale e paesistica sul
territorio del comunale.
Fino allattuazione del PL le aree dellAmbito di Trasformazione sono assoggettate alle NTA del Piano delle
Regole relative alle zone E2 con divieto di realizzazione di qualsiasi edificazione.
Previsioni del precedente PRG
C2 residenziale di espansione soggetta a P.L. superficie mq 5.270 volume mc 6.324

144

Valutazione degli impatti ambientali

Aria

Data la destinazione duso prevista come area di valore paesaggistico-ambientale/zona ad uso


pubblico/orti familiari si ipotizzano impatti nulli/positivi sulla componente aria.
E possibile ipotizzare un incremento delle emissioni atmosferiche dovuto ai nuovi impianti di
riscaldamento che verranno realizzati e per la nuova mobilit indotta inerente i crediti volumetrici
che saranno localizzati nelle relative aree di atterraggio.

Acqua

Data la destinazione duso prevista come area di valore paesaggistico-ambientale/zona ad uso


pubblico/orti familiari si ipotizzano impatti nulli sulla componente acqua.
E possibile ipotizzare un incremento dei consumi idrici pari a 603,00 mc/anno [60,30 mc/ab/anno
(media comunale) * 10 abitanti] inerente i crediti volumetrici che saranno localizzati nelle relative
aree di atterraggio.

Suolo

Data la destinazione duso prevista come area di valore paesaggistico-ambientale/zona ad uso


pubblico/orti familiari si ipotizzano impatti nulli/positivi sulla componente suolo.

Rifiuti

Data la destinazione duso prevista come area di valore paesaggistico-ambientale/zona ad uso


pubblico/orti familiari si ipotizzano impatti nulli sulla componente rifiuti.
E possibile ipotizzare un incremento nella produzione di rifiuti urbani pari a 2312,90 kg/anno
[231,29 Kg/ab/anno (media comunale) * 10 abitanti] inerente i crediti volumetrici che saranno
localizzati nelle relative aree di atterraggio.

Energia

Data la destinazione duso prevista come area di valore paesaggistico-ambientale/zona ad uso


pubblico/orti familiari si ipotizzano impatti nulli sulla componente energia.
E possibile ipotizzare un incremento nei consumi energetici pari a 188 MWh/anno [18,8
MWh/ab/anno (media provinciale) * 10 abitanti] inerente i crediti volumetrici che saranno localizzati
nelle relative aree di atterraggio.

145

Natura e biodiversit

Data la destinazione duso prevista come area di valore paesaggistico-ambientale/zona ad uso


pubblico/orti familiari si ipotizzano impatti positivi sulla componente natura e biodiversit.

Rumore

Data la destinazione duso prevista come area di valore paesaggistico-ambientale/zona ad uso


pubblico/orti familiari si ipotizzano impatti nulli/positivi sulla componente rumore.
Campi elettromagnetici e Radiazioni ionizzanti

Data la destinazione duso prevista come area di valore paesaggistico-ambientale/zona ad uso


pubblico/orti familiari si ipotizzano impatti nulli/positivi sulla componente CEM e RI.

Paesaggio

Data la destinazione duso prevista come area di valore paesaggistico-ambientale/zona ad uso


pubblico/orti familiari si ipotizzano impatti positivi sulla componente paesaggio.

Inquinamento luminoso

Data la destinazione duso prevista come area di valore paesaggistico-ambientale/zona ad uso


pubblico/orti familiari si ipotizzano impatti nulli/positivi sulla componente inquinamento luminoso.

146

Anagrafica Ambito di Trasformazione 20


Inquadramento area
Schema indicazioni progettuali DdP

Localizzazione
Valcanale

Obiettivi
Riqualificazione territoriale finalizzata al rilancio turistico-sportivo dellambito di Valcanale.
Acquisizione di area destinabile ad attrezzature sportive e ricreative.
Realizzazione di percorso pedonale tra centro della frazione e zona del laghetto.
Possibilit di accesso al piano inclinato per futura integrazione di fruibilit dei percorsi e dei sentieri in montagna.

Funzioni previste
Residenza / aree a verde pubblico attrezzato e parcheggi

Dotazioni pubbliche attese


Cessione gratuita di aree per la realizzazione di impianto sportivo/ricreativo.
Realizzazione di parcheggi lungo la strada e passaggio pedonale.

Parametri edificatori
Strumento attuativo: Piano Lottizzazione
Superficie territoriale mq 10.555,41
Superficie fondiaria edificabile mq 6.287,83
Area a verde pubblico mq 3.823,50
Area a parcheggio mq 714,81
Volume edificabile di base mc 3.500 Abitanti insediabili di base 23
Incremento volumetrico mc 1.200 Abitanti insediabili ulteriori 8
Altezza massima costruzioni (H): m. 8,20
Distanza dai confini (Dc): m. 5,0
Distanza tra edifici (De): m. 10,0
Distanza dal ciglio stradale (Ds): m. 5,00 salvo diversa indicazione grafica

Criteri insediativi
Tipologia edilizia costituita da edifici singoli con massimo 4 unit abitative per edificio.
La cessione delle aree a standard deve essere contestuale alla sottoscrizione della convenzione del piano attuativo.
La realizzazione degli standard dovr essere effettuata prima dellinizio della edificazione residenziale.
Fino allattuazione del PL le aree dellAmbito di Trasformazione sono assoggettato alle NTA del Piano delle Regole
relative alle zone E2 con divieto di realizzazione di qualsiasi edificazione.

Previsioni del precedente PRG


C2 residenziale di espansione soggetta a P.L. superficie mq 4.055 volume mc 4.866 - C3 turistico-alberghiera
soggetta a PL superficie mq 2.377 S.l.p. mq 1.901
B2 residenziale di completamento superficie mq 3.575 volume mc 4.290

147

Valutazione degli impatti ambientali


Aria
E possibile ipotizzare un incremento delle emissioni atmosferiche dovuto ai nuovi impianti di
riscaldamento che verranno realizzati e per la nuova mobilit indotta.
Acqua
E possibile ipotizzare un incremento dei consumi idrici pari a1.386,9 mc/anno [60,30 mc/ab/anno
(media comunale) * 23 abitanti].
Poich lambito di trasformazione identificato posto al confine dellurbanizzato esistente risulta
essere dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete idrica, rete fognaria).

Suolo
La superficie fondiaria edificabile pari a 6.287,83 mq, il 60% della superficie territoriale
dellambito.
La destinazione duso attuale agricola.
La classe di fattibilit geologica nella quale si colloca lambito 3 as.
La classe 3 identifica una fattibilit alla edificazione con consistenti limitazioni, nello specifico la
sottoclasse 3As identifica le aree acclivi o prossime a scarpate/acclivi.
Rifiuti
E possibile ipotizzare un incremento nella produzione di rifiuti urbani pari a 5.319,67 kg/anno
[231,29 Kg/ab/anno (media comunale) * 23 abitanti].
Energia
E possibile ipotizzare un incremento nei consumi energetici pari a 432,4 MWh/anno [18,8
MWh/ab/anno (media provinciale) * 23 abitanti].
Poich lambito di trasformazione identificato posto al confine dellurbanizzato esistente risulta
essere dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete elettrica e rete del gas).

148

Natura e biodiversit

Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura confinante con


lurbanizzato di Ardesio.
Lambito di trasformazione interamente compreso nella Rete Ecologica Regionale, con
particolare riguardo agli elementi di primo e di secondo livello.

Rumore

Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura confinante con


lurbanizzato di Ardesio; data la destinazione duso prevista non si ipotizza possa produrre impatti
significativi in termini di emissioni acustiche.
Campi elettromagnetici e Radiazioni ionizzanti

Si tratta di una porzione di territorio destinata a residenza; non si ipotizza possa produrre impatti
significativi in termini di generazione di campi elettromagnetici. Per quanto riguarda le radiazioni
ionizzanti si veda quanto riportato nella tabella relativa alle indicazioni per la riduzione/mitigazione
degli impatti.
Paesaggio
Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura confinante con
lurbanizzato di Ardesio, con una superficie fondiaria pari al 60% dellintera superficie territoriale.
Dal punto di vista delle altezze, ledificato in previsione non superer gli 8,20 m, in coerenza il
contesto urbano nel quale si inserisce.
Inquinamento luminoso

Si tratta di una porzione di territorio destinata a residenza; non si ipotizza possa produrre impatti
significativi in termini di inquinamento luminoso.

149

Anagrafica Ambito di Trasformazione 21


Inquadramento area
Schema indicazioni progettuali DdP

Localizzazione
Valcanale - Babes

Obiettivi
Completamento della fascia di edificazione residenziale secondo criteri di salvaguardia delle zone di pertinenza
visiva e funzionale dellantico nucleo di Babes.
Dotazione di servizi pubblici di prossimit.
Realizzazione di percorso pedonale tra centro della frazione e zona del laghetto.
Creazione di aree destinabili a orti familiari.

Funzioni previste
Residenza / aree a verde pubblico e parcheggi.
Zona E2 destinabile a orti familiari.

Dotazioni pubbliche attese


Realizzazione area a parcheggio.
Creazione di fasce a verde (alberato e non) di mitigazione e schermatura, con percorso pedonale.
Disponibilit di area destinabile a orti familiari.

Parametri edificatori
Strumento attuativo: Piano Lottizzazione
Superficie territoriale mq 11.823,83
Superficie fondiaria edificabile mq 5.969,45
Area a verde pubblico mq 939,24
Area a parcheggio mq 373,57
Volume edificabile di base mc 3.000 Abitanti insediabili di base 20
Incremento volumetrico max di mc 1.000 da realizzarsi solo successivamente ad interventi di recupero in zona A di
Babes o Zanetti in ragione di 1,00 mc di incremento volumetrico ogni 0,50 mc di recupero di edifici in zona A
Abitanti insediabili ulteriori 7
Altezza massima costruzioni (H): m. 8,20
Distanza dai confini (Dc): m. 5,00
Distanza tra edifici (De): m. 10,00
Distanza dal ciglio stradale (Ds): m. 5,00 salvo diversa indicazione grafica

Criteri insediativi
Tipologia edilizia costituita da edifici singoli con massimo 4 unit abitative per edificio.
La cessione delle aree a standard deve essere contestuale alla sottoscrizione della convenzione del piano attuativo.
La realizzazione degli standard a verde pubblico attrezzato e parcheggi dovr essere effettuata prima dellinizio
della edificazione residenziale.
Fino allattuazione le aree dellAmbito di Trasformazione sono assoggettate alle NTA del Piano delle Regole relative
alle zone E2 con divieto di realizzazione di qualsiasi edificazione.

Previsioni del precedente PRG


B3 residenziale di completamento superficie mq 3.828 volume mc 3.062 - E1 - agricola

150

Valutazione degli impatti ambientali


Aria
E possibile ipotizzare un incremento delle emissioni atmosferiche dovuto ai nuovi impianti di
riscaldamento che verranno realizzati e per la nuova mobilit indotta.
Acqua
E possibile ipotizzare un incremento dei consumi idrici pari a1.206 mc/anno [60,30 mc/ab/anno
(media comunale) * 20 abitanti].
Poich lambito di trasformazione identificato posto al confine dellurbanizzato esistente risulta
essere dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete idrica, rete fognaria).

Suolo
La superficie fondiaria edificabile pari a 5.969,45 mq, il 50% della superficie territoriale
dellambito.
La destinazione duso attuale agricola.
La classe di fattibilit geologica nella quale si colloca lambito 3 as.
La classe 3 identifica una fattibilit alla edificazione con consistenti limitazioni, nello specifico la
sottoclasse 3As identifica le aree acclivi o prossime a scarpate/acclivi.
Rifiuti
E possibile ipotizzare un incremento nella produzione di rifiuti urbani pari a 4.625,8 kg/anno
[231,29 Kg/ab/anno (media comunale) * 20 abitanti].
Energia
E possibile ipotizzare un incremento nei consumi energetici pari a 376 MWh/anno [18,8
MWh/ab/anno (media provinciale) * 20 abitanti].
Poich lambito di trasformazione identificato posto al confine dellurbanizzato esistente risulta
essere dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete elettrica e rete del gas).

151

Natura e biodiversit

Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura confinante con


lurbanizzato di Ardesio.
Lambito di trasformazione interamente compreso nella Rete Ecologica Regionale, con
particolare riguardo agli elementi di primo e di secondo livello.

Rumore

Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura confinante con


lurbanizzato di Ardesio; data la destinazione duso prevista non si ipotizza possa produrre impatti
significativi in termini di emissioni acustiche.
Campi elettromagnetici e Radiazioni ionizzanti

Si tratta di una porzione di territorio destinata a residenza; non si ipotizza possa produrre impatti
significativi in termini di generazione di campi elettromagnetici. Per quanto riguarda le radiazioni
ionizzanti si veda quanto riportato nella tabella relativa alle indicazioni per la riduzione/mitigazione
degli impatti.
Paesaggio
Si tratta di una porzione di territorio attualmente destinata ad agricoltura confinante con
lurbanizzato di Ardesio, con una superficie fondiaria pari al 50% dellintera superficie territoriale.
Dal punto di vista delle altezze, ledificato in previsione non superer gli 8,20 m, in coerenza il
contesto urbano nel quale si inserisce.
Inquinamento luminoso

Si tratta di una porzione di territorio destinata a residenza; non si ipotizza possa produrre impatti
significativi in termini di inquinamento luminoso.

152

Anagrafica Ambito di Trasformazione 22


Inquadramento area
Schema indicazioni progettuali DdP

Localizzazione
Valcanale - laghetto
Obiettivi
Estensione e potenziamento di ambito a destinazione alberghiera in prossimit dellarea di maggior qualit
ambientale e ricreativa del territorio di Ardesio.
Funzioni previste
Alberghiero
Dotazioni pubbliche attese
Incremento dotazione aree a parcheggio
Parametri edificatori
Strumento attuativo: Piano Lottizzazione
Superficie territoriale mq 9.345,93
Superficie fondiaria edificabile mq 9.345,93
Area a parcheggio 100% della slp alberghiera da individuarsi anche in aree E2 limitrofe allambito di
trasformazione, in aderenza alla viabilit esistente, di cui 50% pubblici e 50% di pertinenza alledificazione
alberghiera.
Monetizzazione altre aree a standard urbanistico.
Superficie lorda di pavimento a destinazione alberghiera massima in incremento allesistente mq 1.500.
Possibilit di incremento volumetrico con volumetrie derivanti allattuazione dellAT 24.
Altezza massima costruzioni (H): m. 8,50
Distanza dai confini (Dc): m. 5,00
Distanza tra edifici (De): m. 10,0
Distanza dal ciglio stradale (Ds): m. 5,00 salvo diversa indicazione grafica
Criteri insediativi
Tipologie edilizie con richiamo alla tradizione architettonica montana, caratterizzate da elevata qualit e grado
di integrazione paesaggistica.
Fino allattuazione le aree dellAmbito di Trasformazione sono assoggettate alle NTA del Piano delle Regole
relative alle zone E2 con divieto di nuova edificazione; per ledificio residenziale esistente sono ammessi gli
interventi di cui alle lettere a/b/c/d dellart.27 della l.r. 12/2005 e s.m.i.
Previsioni del precedente PRG
C3 Turistico-alberghiera superficie mq 1202 S.l.p. mq 962,40 - B2 residenziale di completamento superficie
mq 1.552,70 volume mc 1.863,30 - verde privato vincolato

153

Valutazione degli impatti ambientali


Aria
E possibile ipotizzare una variazione delle emissioni atmosferiche dovuto ai nuovi impianti di
riscaldamento che verranno realizzati e per la nuova mobilit indotta.
Acqua
E possibile ipotizzare un incremento dei consumi idrici ad oggi non quantificabile.
Poich lambito di trasformazione identificato inserito nellurbanizzato esistente risulta essere
dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete idrica, rete fognaria).
Suolo
Lintervento prevede lestensione e potenziamento di ambito a destinazione alberghiera (max
1.500 mq slp) in prossimit dellarea di maggior qualit ambientale e ricreativa del territorio di
Ardesio.
Larea attualmente occupata da agricolo.
La classe di fattibilit geologica nella quale si colloca lambito 3 as.
La classe 3 identifica una fattibilit alla edificazione con consistenti limitazioni, nello specifico la
sottoclasse 3As identifica le aree acclivi o prossime a scarpate/acclivi.
Rifiuti

E possibile ipotizzare un incremento nella produzione di rifiuti ad oggi non quantificabile.

Energia
E possibile ipotizzare un incremento nei consumi energetici ad oggi non quantificabile.
Poich lambito di trasformazione identificato inserito nellurbanizzato esistente risulta essere
dotato delle infrastrutture di servizio necessarie (rete elettrica e rete del gas).

154

Natura e biodiversit
Si tratta di una porzione di territorio attualmente agricola e in piccola parte urbanizzata soggetta a
estensione e potenziamento delle funzioni esistenti.
Lambito di trasformazione interamente compreso nella Rete Ecologica Regionale, con
particolare riguardo agli elementi di primo e secondo livello.
Larea inoltre interessata dal Reticolo idrico minore.
Rumore
Si tratta di una porzione di territorio attualmente agricola e in piccola parte urbanizzata soggetta a
estensione e potenziamento delle funzioni esistenti; non si ipotizza possa produrre impatti
significativi in termini di emissioni acustiche, anche se sar da valutare attentamente il traffico
indotto e la tipologia di attivit che verranno insediate.
Campi elettromagnetici e Radiazioni ionizzanti

Si tratta di una porzione di territorio attualmente agricola e in piccola parte urbanizzata soggetta a
estensione e potenziamento delle funzioni esistenti; non si ipotizza possa produrre impatti
significativi in termini di generazione di campi elettromagnetici.

Paesaggio
Lintervento prevede lestensione e potenziamento di ambito a destinazione alberghiera (max
1.500 mq slp) in prossimit dellarea di maggior qualit ambientale e ricreativa del territorio di
Ardesio.
Dal punto di vista delle altezze, ledificato in previsione non superer gli 8,50 m, in coerenza il
contesto urbano nel quale si inserisce.
Inquinamento luminoso

Si tratta di una porzione di territorio attualmente agricola e in piccola parte urbanizzata soggetta a
estensione e potenziamento delle funzioni esistenti; non si ipotizza possa produrre impatti
significativi in termini di inquinamento luminoso.

155

Anagrafica Ambito di Trasformazione 23


Inquadramento area
Schema indicazioni progettuali DdP

Localizzazione
Valcanale
Obiettivi
Ambito di trasformazione a valenza sovracomunale.
Larea diventa di propriet pubblica in attuazione dellambito di trasformazione AT 28 del Documento di
Piano del PGT del Comune di Gromo, come indicato nella scheda AT 23b Documento di Piano del PGT del
Comune di Ardesio.
Completare la dotazione a parcheggi della stazione turistica di Valcanale a servizio delle partenze degli
itinerari escursionistici.
Realizzazione della stazione di partenza di impianto a fune in esclusiva funzione dellattuazione della AT 24.
Funzioni previste
Parcheggi pubblici ed eventuale partenza impianti di risalita in attuazione della AT 24
Dotazioni pubbliche attese
Parcheggi
Parametri edificatori
Strumento attuativo: Programma Integrati di Intervento
Superficie territoriale mq 8.683,80
Area a parcheggio mq 4.744,17
Area uso pubblico mq 1.698,32
Criteri insediativi
La cessione delle aree a standard deve essere contestuale alla sottoscrizione della convenzione del piano
attuativo.
Fino allattuazione del PL le aree dellAmbito di Trasformazione sono assoggettate alle NTA del Piano delle
Regole relative alle zone E2 con divieto di realizzazione di qualsiasi edificazione
Previsioni del precedente PRG
Area parcheggio e uso pubblico

156

Valutazione degli impatti ambientali


Aria
Data la destinazione duso prevista come parcheggi pubblici ed eventuale partenza impianti di
risalita si ipotizza un possibile peggioramento delle condizioni atmosferiche locali in ragione del
traffico indotto.

Acqua

Data la destinazione duso prevista come parcheggi pubblici ed eventuale partenza impianti di
risalita si ipotizzano impatti nulli sulla componente acqua.

Suolo
Data la destinazione duso prevista come parcheggi pubblici ed eventuale partenza impianti di
risalita si ipotizzano impatti negativi sulla componente suolo in termini di consumo, bench
presumibilmente di lieve entit.
La classe di fattibilit geologica nella quale si colloca lambito 3 as e 4Ee.
La classe 3 identifica una fattibilit alla edificazione con consistenti limitazioni, nello specifico la
sottoclasse 3As identifica le aree acclivi o prossime a scarpate/acclivi. La classe 4 identifica una
fattibilit alla edificazione con gravi limitazioni, nello specifico la sottoclasse 4Ee identifica le aree a
pericolosit molto elevata di esondazione torrentizia.

Rifiuti

Data la destinazione duso prevista come parcheggi pubblici ed eventuale partenza impianti di
risalita si ipotizzano impatti nulli sulla componente rifiuti.

Energia

Data la destinazione duso prevista come parcheggi pubblici ed eventuale partenza impianti di
risalita si ipotizza un possibile incremento nel consumo energetico ad oggi non quantificabile.

157

Natura e biodiversit
Si tratta di una porzione di territorio attualmente agricola e boscata soggetta alla realizzazione di
parcheggi pubblici ed eventuale partenza impianti di risalita.
Lambito di trasformazione interamente compreso nella Rete Ecologica Regionale, con
particolare riguardo agli elementi di primo livello.
Larea inoltre interessata dal Reticolo idrico minore.
Rumore
Si tratta di una porzione di territorio attualmente agricola e boscata soggetta alla realizzazione di
parcheggi pubblici ed eventuale partenza impianti di risalita; non si ipotizza possa produrre impatti
significativi in termini di emissioni acustiche, anche se sar da valutare attentamente il traffico
indotto e la tipologia di impianti di risalita.
Campi elettromagnetici e Radiazioni ionizzanti

Si tratta di una porzione di territorio attualmente agricola e boscata soggetta alla realizzazione di
parcheggi pubblici ed eventuale partenza impianti di risalita; non si ipotizza possa produrre impatti
significativi in termini di generazione di campi elettromagnetici.

Paesaggio
Lintervento prevede la realizzazione di parcheggi pubblici ed eventuale partenza di impianti di
risalita, che potrebbero produrre impatti negativi sul paesaggio.
Inquinamento luminoso
Si tratta di una porzione di territorio attualmente agricola e boscata soggetta alla realizzazione di
parcheggi pubblici ed eventuale partenza impianti di risalita; non si ipotizza possa produrre impatti
significativi in termini di inquinamento luminoso.

158

Anagrafica Ambito di Trasformazione 24


Inquadramento area
Schema indicazioni progettuali DdP

Localizzazione
Valcanale Alpe Piazza

Obiettivi
Riqualificazione territoriale finalizzata al rilancio turistico-ricreativo dellambito di Valcanale attraverso azioni di tutela
ambientale e di infrastrutturazione turistica qualificata; per le potenzialit ricettive vengono privilegiati insediamenti di
fondovalle, in prossimit delle aree gi urbanizzate e del polo strategico del laghetto di Valcanale.
Adeguamento a condizioni di sicurezza della strada di accesso.

Funzioni previste
Strutture turistiche e ricreative a basso impatto ambientale/possibili insediamenti ricettivi/ambiti di riqualif. ambientale.
Funzionalit estive:
- Alpeggio
- Trekking a piedi / a cavallo
- Circuito naturalistico (Parco delle Orobie Bergamasche/sentiero dei fiori/sentiero delle farfalle/consorzio Arera)
- Circuito alpeggi/alpeggi didattici/alloggi in alpeggio
- Supporto logistico per ascensioni alpine (Arera/Corna piana)
- Supporto logistico a circuito mountain-bike
- Campeggi temporanei (pis al vac)
Funzionalit invernali:
- Supporto logistico a circuito sci-alpinismo e cispole
- Supporto logistico per alpinismo invernale (cascata di ghiaccio scuola alpinistica su ghiaccio)
- Supporto logistico per circuito alloggi in alpeggio (cispola+sci alpinismo+alloggio)
- Eventuale campo-scuola e pista baby piazza
Strutture di supporto:
- Struttura ristoro/rifugio, idonea anche per turismo sociale e per gruppi/famiglie, in sostituzione dellex albergo
Sempreneve (fino a 4.000 mc.), con eventuale SPA
Utilizzo delle strutture esistenti (baite e rifugi vari) con funzione di attivit ricettiva integrativa.
Mantenimento nellambito della AT 24 di una struttura con funzione agricolo-zootecnica dimensionata per lutilizzo del
foraggio di tutto lambito.

Dotazioni pubbliche attese


Riqualificazione ambientale dellarea, con smantellamento impianti di risalita dismessi,
Smantellamento totale o parziale (ma con riqualificazione) delle altre strutture artificiali in dismissione
Sistemazione idrogeologica con messa in sicurezza dei versanti oggetto di precedenti interventi di trasformazione
Regimazione alveo vallone
Ripristino accessibilit ad alpe Vaghetto
Utilizzo convenzionato per funzioni di presidio territoriale
Eventuale impianto di arroccamento funiviario, con partenza dalla zona del laghetto di Valcanale AT 23.

Parametri edificatori
Strumento attuativo: Programma Integrato di Intervento
Per lintervento complessivo: attuazione mediante Programma Integrato di Intervento, (urbanizzazioni primarie
interamente a carico dei proponenti)
Capacit insediativa di base mc. 4.000 (destinazione turistico/alberghiera)
In caso di interventi convenzionati con previsione di trasporto funiviario o definitiva messa in sicurezza della strada di
accesso (con assunzione di sgombero neve a partire dal laghetto di Valcanale): Credito volumetrico per insediamenti
alberghieri da situare nella zona a monte del laghetto di Valcanale (0,7 mq/mq di Slp)
Possibilit di intervento con Permesso di Costruire Convenzionato per esecuzione di interventi di bonifica ambientale e
sistemazione idrogeologica (con eventuale bonus
volumetrico per locali ristoro/bar/rifugio di mc. 1.000 max allarrivo del secondo impianto in quota)

Criteri insediativi
Tipologia edilizia consona allambiente montano, anche con linee architettoniche moderne in localit Pi Spis.
Tipologia edilizia consona allambiente montano e recupero tipologie esistenti per il restante ambito.
Impiego per le nuove strutture di tecnologie a basso impatto ambientale (prefabbricazione leggera,recupero
energetico,ciclo dellacqua rispettoso delle sottostanti captazioni).

Previsioni del precedente PRG


E3 zona di valorizzazione ambientale soggetta a Pianificazione dArea convenzionata

159

Valutazione degli impatti ambientali


Aria
E possibile ipotizzare un incremento delle emissioni atmosferiche dovuto ai nuovi impianti di
riscaldamento che verranno realizzati e per la nuova mobilit indotta.
Acqua
E possibile ipotizzare un incremento dei consumi idrici ad oggi non quantificabile.

Suolo
Lintervento prevede la riqualificazione territoriale finalizzata al rilancio turistico-ricreativo dellambito
di Valcanale attraverso azioni di tutela ambientale e di infrastrutturazione turistica qualificata; per le
potenzialit ricettive vengono privilegiati gli insediamenti di fondovalle, in prossimit delle aree gi
urbanizzate e del polo strategico del laghetto di Valcanale. E previsto inoltre ladeguamento a
condizioni di sicurezza della strada di accesso. Non si ipotizzano dunque consistenti consumi di
suolo.
La destinazione duso attuale roccia, bosco e pascolo incolto.
La classe di fattibilit geologica nella quale si colloca lambito 3 as e 4Ee.
La classe 3 identifica una fattibilit alla edificazione con consistenti limitazioni, nello specifico la
sottoclasse 3As identifica le aree acclivi o prossime a scarpate/acclivi. La classe 4 identifica una
fattibilit alla edificazione con gravi limitazioni, nello specifico la sottoclasse 4Ee identifica le aree a
pericolosit molto elevata di esondazione torrentizia.
Rifiuti

E possibile ipotizzare un incremento nella produzione di rifiuti urbani ad oggi non quantificabile.

Energia
E possibile ipotizzare un incremento nei consumi energetici ad oggi non quantificabile.

160

Natura e biodiversit
Si tratta di una porzione di territorio attualmente occupata da roccia, bosco e pascolo incolto ove
prevista la riqualificazione territoriale finalizzata al rilancio turistico-ricreativo dellambito di Valcanale
attraverso azioni di tutela ambientale e di infrastrutturazione turistica qualificata; per le potenzialit
ricettive vengono privilegiati gli insediamenti di fondovalle, in prossimit delle aree gi urbanizzate e
del polo strategico del laghetto di Valcanale. E previsto inoltre ladeguamento a condizioni di
sicurezza della strada di accesso.
Lambito di trasformazione interamente compreso nella Rete Ecologica Regionale, con particolare
riguardo agli elementi di primo livello ed interessa il Parco Regionale delle Orobie bergamasche e i
Siti Rete Natura 2000 SIC Val Nossana Cima di Grem e Zps Orobie bergamasche.
Larea interessa inoltre il Reticolo idrico minore.
Rumore
Si tratta di una porzione di territorio attualmente occupata da roccia, bosco e pascolo incolto ove
prevista la riqualificazione territoriale finalizzata al rilancio turistico-ricreativo dellambito di
Valcanale; date le funzioni previste si ipotizza possano produrre impatti in termini di emissioni
acustiche seppur di lieve entit.
Campi elettromagnetici e Radiazioni ionizzanti
Si tratta di una porzione di territorio attualmente occupata da roccia, bosco e pascolo incolto ove
prevista la riqualificazione territoriale finalizzata al rilancio turistico-ricreativo dellambito di Valcanale
attraverso azioni di tutela ambientale e di infrastrutturazione turistica qualificata; per le potenzialit
ricettive vengono privilegiati gli insediamenti di fondovalle, in prossimit delle aree gi urbanizzate e
del polo strategico del laghetto di Valcanale. E previsto inoltre ladeguamento a condizioni di
sicurezza della strada di accesso. Non si ipotizza possa produrre impatti significativi in termini di
generazione di campi elettromagnetici.
Paesaggio
Si tratta di una porzione di territorio attualmente occupata da roccia, bosco e pascolo incolto ove
prevista la riqualificazione territoriale finalizzata al rilancio turistico-ricreativo dellambito di Valcanale
attraverso azioni di tutela ambientale e di infrastrutturazione turistica qualificata; per le potenzialit
ricettive vengono privilegiati gli insediamenti di fondovalle, in prossimit delle aree gi urbanizzate e
del polo strategico del laghetto di Valcanale. E previsto inoltre ladeguamento a condizioni di
sicurezza della strada di accesso. E possibile ipotizzare un impatto sul paesaggio.
Inquinamento luminoso
Si tratta di una porzione di territorio attualmente occupata da roccia, bosco e pascolo incolto ove
prevista la riqualificazione territoriale finalizzata al rilancio turistico-ricreativo dellambito di Valcanale
attraverso azioni di tutela ambientale e di infrastrutturazione turistica qualificata; per le potenzialit
ricettive vengono privilegiati gli insediamenti di fondovalle, in prossimit delle aree gi urbanizzate e
del polo strategico del laghetto di Valcanale. Non si ipotizza possa produrre impatti significativi in
termini di inquinamento luminoso.

161

Di seguito, vengono esposte, per ogni tematica ambientale, una serie di indicazioni per la riduzione
e/o la mitigazione dei possibili impatti ipotizzati che si aggiungono a quanto gi indicato nelle
schede dambito.
Indicazioni per la riduzione/mitigazione degli impatti
Adottare BAT (Best Available Technologies) per gli edifici (in termini di
Aria
efficienza energetica)
Misure di mitigazione del traffico indotto
Adottare BAT per gli edifici (in particolare reti idriche duali)
Riutilizzare le acque meteoriche per lirrigazione del verde di
Acqua
pertinenza, con particolare riguardo agli ambiti di trasformazione che
prevedono insediamenti di maggiori dimensioni.
Progettare gli interventi in conformit ai Regolamenti Regionali vigenti.
Concentrare ledificato sul confine dellATR gi a contatto con
lurbanizzato esistente, come peraltro gi contenuto negli schemi
Suolo
insediativi che accompagnano ogni ATR.
Seguire le indicazioni contenute nella Relazione geologica per quanto
riguarda le sottoclassi 3 As e 4Ee interessate dagli ATR.
Rifiuti
Potenziare la raccolta differenziata
Adottare BAT per gli edifici in particolare per la produzione di energia
da fonti rinnovabili (diffusione fotovoltaico, solare termico e tecnologie
Energia
costruttive tipiche della bioedilizia).
Utilizzare materiali naturali desunti dallarchitettura biologica,
dallingegneria naturalistica e tecniche eco compatibili.
Prevedere fasce vegetazionali lungo i fronti perimetrali dellATR in
particolare per i fronti aperti verso le aree naturali e seminaturali.
Utilizzare materiali permeabili (ove possibile) per le pavimentazioni.
Natura e biodiversit
Seguire le indicazioni contenute nella documentazione relativa alla
Rete Ecologica Regionale con particolare riguardo agli elementi della
rete di primo e secondo livello e ai corridoi ecologici ad alta
antropizzazione; in merito si rimanda allo Studio di incidenza per
maggiori dettagli.
Adottare BAT per gli edifici e misure di mitigazione dirette ed indirette
Rumore
del rumore indotto dal traffico.
Dotare le nuove abitazioni dei vespai e/o locali sotto la quota del
Campi elettromagnetici e
terreno aerabili e non adibiti ad un uso che prevede una lunga e
Radiazioni ionizzanti
quotidiana permanenza.
Porre attenzione alla qualit formale e morfologica degli edifici che
devono mettersi in relazione e dialogare con il costruito storico
consolidato.
Utilizzare materiali naturali desunti dallarchitettura biologica,
dallingegneria naturalistica e tecniche eco compatibili.
Paesaggio
Prevedere fasce vegetazionali lungo i fronti perimetrali dellATR in
particolare per i fronti aperti verso le aree naturali e seminaturali.
Particolare attenzione dovr essere riservata alla progettazione e al suo
inserimento nel contesto ambientale e paesistico di tutti gli ambiti.
Utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna pubblici e privati a
ridotto consumo energetico e bassa dispersione luminosa, in conformit
Inquinamento luminoso
ai criteri antinquinamento luminoso vigenti.
Seguire le indicazioni contenute nel Piano di Illuminazione Pubblica.

162

CAPITOLO 7
INTEGRAZIONE DEI RISULTATI DELLA VAS NEL DdP
La VAS, nel perseguimento dellobiettivo strategico di integrare e rendere coerente il processo di
pianificazione orientandolo verso la sostenibilit, consente linserimento della dimensione e delle
tematiche ambientali negli atti di pianificazione e programmazione, nonch la diretta e costante
partecipazione ai processi decisionali dei portatori dinteresse ambientale istituzionali, economici e
sociali. La valutazione ambientale deve pertanto essere intesa come un processo che accompagna
e si integra in tutte le differenti fasi della redazione di un Piano/Programma come un fattore di
razionalit finalizzato ad accrescerne qualit, eccellenza ed efficacia.
Il procedimento di valutazione ambientale ha costantemente accompagnato lelaborazione dei
contenuti del Piano di Governo del Territorio del Comune di Ardesio e il relativo Documento di
Piano. Tale integrazione stata garantita dallo sviluppo contestuale del Piano e della sua
Valutazione Ambientale e dal costante confronto e scambio di informazioni e documenti tra
Amministrazione Comunale, progettisti del PGT e consulenti per la VAS.
Lintegrazione dei risultati della VAS nel PGT stata infine assicurata dalla progettazione congiunta
della fase dedicata al monitoraggio.

163

CAPITOLO 8
DESCRIZIONI DELLE EVENTUALI DIFFICOLT INCONTRATE NELLA
RACCOLTE DELLE INFORMAZIONI
Il principale elemento da segnalare, in termini di difficolt informative incontrate nella stesura del
rapporto ambientale, riguarda la mancanza di una descrizione ambientale specifica, per talune
tematiche ambientali, sulla quale modellizzare la variazione di pressione ambientale potenzialmente
indotta dalle azioni che compongono lo scenario di Piano (es. assenza di centrali di rilevamento
della qualit dellaria).
Unulteriore difficolt riguarda le diverse epoche di aggiornamento, le differenti estensioni territoriali
e le diverse scale di approfondimento delle banche dati disponili che costringono a un confronto o a
una sovrapposizione delle informazioni spesso difficile a causa delle diverse metodologie di
rilevamento dei dati e della conseguente restituzione (es. CTR, uso del suolo DUSAF e singoli
edifici rilevati e cartografati per il PGT).
Si cercher di ovviare a tale carenza informativa nelle fasi di monitoraggio, che saranno incentrate
sullanalisi degli impatti specifici legati ai singoli ambiti territoriali, oltre che ovviamente alla
considerazione complessiva e strategica dellattuazione nel suo insieme delle previsioni di piano.

164

CAPITOLO 9
AZIONI DI CONSULTAZIONE, CONCERTAZIONE E PARTECIPAZIONE
Durante tutto il percorso metodologico procedurale sono stati utilizzati i mezzi ritenuti pi idonei
per garantire la massima informazione, partecipazione, diffusione e pubblicizzazione delle
informazioni.
In particolare:

stata data comunicazione dellavvio del procedimento VAS agli enti territorialmente interessati,
ai soggetti competenti in materia ambientale ed ai settori del pubblico interessati alliter
decisionale;

stato pubblicato un apposito avviso dellavvenuto avvio del procedimento VAS sul sito internet
del Comune di Ardesio, allAlbo Pretorio e sul sito della Regione Lombardia SIVAS.

In occasione delle Conferenze di valutazione oltre ad inviare specifici inviti ai soggetti interessati, si
provveduto a pubblicizzare sullalbo pretorio e sul sito internet del Comune di Ardesio la
convocazione e la documentazione al momento disponibile.
Ogni documento significativo per il processo VAS stato e verr depositato presso gli uffici del
Comune di Ardesio e pubblicato sul sito internet.
La conferenza di valutazione in seduta introduttiva si riunita il giorno 31 gennaio 2012.
La conferenza di valutazione in seduta conclusiva prevista entro la fine del 2012.
E possibile inoltrare contributi, pareri e osservazioni al Protocollo del Comune di Ardesio fino al
giorno della conferenza di valutazione in seduta conclusiva.

165

CAPITOLO 10
METODOLOGIA E STRUMENTI PER IL MONITORAGGIO
Per quanto concerne il monitoraggio dellattuazione del PGT del Comune di Ardesio e delle ricadute
ambientali degli interventi in esso contenuti prevista la redazione di Rapporti di Monitoraggio
annuali. Tali rapporti saranno basati prevalentemente sullutilizzo degli indicatori gi individuati nel
capitolo di valutazione degli impatti ambientali che potranno essere calcolati e valutati strada
facendo. Tale primo set potr essere modificato e/o implementato man mano che emergeranno
nuove e pi specifiche necessit di valutazione.
Indicatori ambientali
Aria
Incremento emissioni atmosferiche (traffico/riscaldamento)
Fabbisogno idrico aggiuntivo determinato dallinsediamento di nuovi abitanti
Grado di copertura della rete fognaria e della rete di depurazione
Acqua
Interferenze delle nuove urbanizzazioni con le risorse idriche superficiali e
sotterranee
Portata idrica prelevata ad uso potabile ed industriale
Superficie urbanizzata/superficie territoriale (totale e per destinazione duso)
Superficie nuova urbanizzazione/superficie territoriale (totale e per destinazione
Suolo
duso)
Superficie recuperata riutilizzata/superficie nuova urbanizzazione
Superficie urbanizzata esposta a rischi territoriali/superficie rischi territoriali
Superficie aree naturali e seminaturali/superficie territoriale
Natura
e
Nuova superficie aree a verde/superficie territoriale
biodiversit
Grado di frammentazione delle aree naturali e seminaturali
Incremento produzione di rifiuti solidi urbani determinato dallinsediamento di nuovi
abitanti
Rifiuti
Incremento frazione rifiuti solidi urbani raccolta in modo differenziato
Incremento produzione rifiuti speciali
Rumore
Valutazione coerenza fra superficie nuova urbanizzazione e zonizzazione acustica
Percentuale di edifici interessati da interventi di riduzione dellinquinamento
luminoso
Inq. Luminoso
Lunghezza percentuale dei tratti di strada comunale interessati da interventi di
riduzione dellinquinamento luminoso
Fabbisogno energetico aggiuntivo determinato dallinsediamento di nuovi abitanti
Energia
Modalit di soddisfacimento del fabbisogno (uso di fonti rinnovabili)
Potenza installata per produzione di energia da fonti rinnovabili (per tipologia)
Paesaggio
Grado di alterazione del paesaggio naturale e antropico
RI e CEM
Superficie nuove urbanizzazioni/superficie con presenza di livelli elevati di Radon
Nuovi posti di lavoro
Popolazione e Incremento fruitori attivit commerciali/turistiche
Salute umana
Incremento servizi alla popolazione
Numero di servizi messi in rete
Patrimonio
Grado di recupero o compromissione del patrimonio culturale, architettonico e
culturale
archeologico
Il monitoraggio avr come obiettivo la valutazione degli impatti derivanti dallattuazione delle
previsioni contenute nel Documento di Piano dai due punti di vista gi adottati nello presente

166

Rapporto Ambientale: strategico complessivo, che considera lintero ambito territoriale di Ardesio e
pone particolare attenzione alla sostenibilit delle scelte a livello strategico cercando di minimizzare
i possibili conflitti tra i diversi usi del territorio; puntuale, per singolo ambito territoriale.

167

Appendice
CONTENUTI PRELIMINARI DELLO STUDIO DI INCIDENZA10
Il territorio del Comune di Ardesio direttamente interessato da due Siti di Importanza Comunitaria
denominati Val Sedornia Valzurio Pizzo della Presolana e Val Nossana Cima di Grem e da
una Zona di Protezione Speciale denominata Parco regionale delle Orobie bergamasche; il
Comune di Ardesio confina inoltre con il SIC Alta Val Brembana Laghi Gemelli.

Lo studio di incidenza in corso di stesura approfondir gli habitat comunitari presenti e le indicazioni
contenute nei relativi Piani di gestione.
Dal punto di vista degli atti che verranno analizzati e valutati si sta procedendo alla individuazione
dei potenziali impatti derivanti dalle scelte pianificatorie contenute nei tre atti del Piano di Governo
del Territorio del Comune di Ardesio: Documento di Piano, Piano delle Regole e Piano dei Servizi.
Lindividuazione e la valutazione dei possibili impatti derivanti dalle scelte pianificatorie viene
effettuata a livello generale di obiettivi assunti e rispetto alla localizzazione sul territorio delle azioni
e degli interventi che ne discendono. Laddove possibile e necessario verranno indicate eventuali
misure di mitigazione e compensazione.
10 Lacquisizione del parere in merito alla Valutazione di Incidenza del PGT di Ardesio sui Siti Rete Natura
2000 viene demandato alla fase di compatibilit con il PTCP.

168

In merito ai contenuti del PGT e alla sua relazione con i Siti Rete Natura 2000 gi possibile
anticipare che:

il Documento di Piano contiene degli obiettivi coerenti la necessit di tutelare i Siti Rete Natura
2000 presenti sul territorio comunale;

non vi previsione di interventi interni ai Siti Rete Natura 2000, come mostra limmagine
seguente;

per quanto concerne il Piano delle Regole e il Piano dei Servizi, sono previsti interventi
allinterno delle aree dei Siti Rete Natura 2000 i cui potenziali impatti saranno dettagliati nello
studio di incidenza.

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