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Associazione civica Porta Nuova – Vasto

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Sono pubblici i servizi pubblici locali?

1. Dei servizi pubblici locali la politica locale parla poco. Quando lo fa, di solito è per qualche
ragione speciale: il rinnovo di un CdA, per esempio. O qualche clamoroso aumento delle tariffe,
sempre che si presti l’occasione per accusare l’avversario politico di turno. Rarissimo che
l’attenzione dei partiti si rivolga alla gestione dei servizi in sé: se funziona, un servizio pubblico;
come potrebbe eventualmente migliorare; che cosa nel merito l’Amministrazione comunale fa, o
dovrebbe fare, ecc. Questo resta di solito al di fuori del dibattito politico locale.

2. La mancata applicazione dello Statuto comunale. E sì che a queste domande il Comune


sarebbe tenuto a rispondere dal suo stesso Statuto, che all’Art. 35 prevede la redazione annuale di
un documento –il Bilancio Sociale- nel quale “rendicontare le politiche e i servizi resi
dall’Amministrazione, in modo da evidenziare i risultati conseguiti in relazione agli obiettivi
dichiarati”. Il tutto andrebbe poi discusso “mediante incontri pubblici con i cittadini”. Va da sé che
tre anni dalla sua approvazione la norma attende ancora di essere attuata.
Ancora niente, in confronto all’Art. 40. L’ Art. 40 del nuovo Statuto comunale riproduce l’Art. 25
del vecchio, ed esso pure attende ancora la prima applicazione. Prevede nientemeno che il Sindaco
indica “entro il mese di settembre di ogni anno, apposite conferenze dei servizi locali per esaminare
l’andamento della qualità, quantità, efficienza ed efficacia dei servizi, formulando idonee soluzioni
per il miglioramento di essi. A tali conferenze vengono invitate le associazioni e le organizzazioni
interessate al servizio […] Le risultanze della Conferenza sono comunicate al Consiglio comunale”.
Due Statuti ed almeno tre diverse Amministrazioni comunali non sono bastati ad ottenere
l’attuazione dell’Art. 40.

3. La mancata applicazione delle leggi. Se lo Statuto non viene attuato, ciò non è per caso, né per
distrazione, ma per un ritardo politico e culturale che accomuna tutti i partiti. Così, alla mancata
attuazione degli Artt. 35 e 40 dello Statuto comunale corrisponde puntualmente la mancata
applicazione delle principali leggi nazionali in materia di trasparenza e partecipazione nella gestione
dei servizi pubblici locali.
Per limitarci agli esempi maggiori – Pulchra Ambiente s.p.a. e Tessitore s.r.l:
- non è applicata la norma che impone ai Comuni di individuare “gli standard di qualità” e
determinare “le modalità di vigilanza e controllo delle aziende esercenti i servizi pubblici, in
un quadro di tutela prioritaria degli utenti e dei consumatori”1;
- non sono applicate le norme2 che istituiscono uno strumento altrove comunissimo come la
Carta dei Servizi, un documento con cui il gestore del servizio garantisce per iscritto agli utenti
le proprie prestazioni minime, indica le modalità di verifica delle stesse, prevede le procedure
di reclamo e di rimborso. Il Comune di Vasto –di fronte alla nostra richiesta- si è rifiutato
addirittura di adottarlo3.
- non è applicata la norma4 che impone agli “enti competenti all'affidamento dei servizi” di
costituire apposite consulte – le Consulte di Gestione- composte, oltre che dal gestore, dai
rappresentanti delle associazioni degli utenti, ambientaliste etc., volto alla definizione dei
contenuti dei contratti di servizio, e al relativo controllo.
1
Art. 35, comma 14, Legge 448/2002. Manca, a Vasto, anche il relativo Regolamento di disciplina delle attività di vigilanza e
controllo sui servizi pubblici esternalizzati.
2
Il DLgs 442/1997 (Art. 19) sul trasporto pubblico locale; la Direttiva del Presidente del Consiglio 27 gennaio 1994 (la
cosiddetta Direttiva Ciampi), ribadita dal recente Art 2, comma 461, L. 2007/244 (Finanziaria 2008); infine l’Art. 10 della
Legge Regionale 5 agosto 2004, n. 23 (Norme sui servizi pubblici locali a rilevanza economica).
3
Si veda in: http://www.scribd.com/doc/15507592/servizi-pubblici-locali-25-04-09
4
L’Art. 11 della suddetta Legge Regionale 5 agosto 2004, n. 23.
4. Un caso emblematico. La gestione del Servizio Idrico nell’ATO 6 Chietino. L’ATO Chietino
è stato istituito dalla L. R. n. 2 del gennaio 1997. La legge istituisce un organo di programmazione e
di controllo, l’assemblea dei sindaci, e una società di gestione (la SASI), entrambe (mediante la
nomina dei rispettivi presidenti e CdA) di fatto sotto il pieno controllo dei partiti.
Nel 2001 la SASI si è data il suo documento programmatico –il Piano d’Ambito- nel quale,
riconoscendo: la bassa qualità del servizio5; la vetustà delle reti6; infine “l’altissimo livello delle
perdite”7, stabiliva un ingente piano di investimenti, grazie al quale “in seguito agli interventi
programmati dal 1° anno al 4° anno, sarà possibile erogare un volume pari alla domanda teorica
complessiva”8. Era la soluzione finale del problema della carenza idrica nella nostra zona.
“Previsioni fortemente ottimistiche”, così le definiva il COVIRI9, peraltro smentito dalle
dichiarazioni dei politici locali10.
Risultato. A tutto il 2007, secondo dati ufficiali 11 gli investimenti realizzati ammontavano allo
0,76% di quelli previsti (ultimo posto in Italia); mentre, nello stesso periodo, la tariffa era salita del
69,8%, a € 1,07. Negli anni successivi la situazione è ulteriormente peggiorata.
Ciò che è più grave in tutta questa vicenda è che i cittadini non ne hanno saputo nulla, per la
semplice ragione che nessuno ha mai detto loro niente. Nessuno, a cominciare dalle
amministrazioni comunali, che non hanno svolto il loro ruolo di controllo e di informazione ai
cittadini. Si può ancora definire pubblica una gestione di questo genere?

5. Sono pubblici i servizi pubblici locali? Nella nostra zona i servizi pubblici locali sono tutto
tranne che pubblici. La questione, prima che politica, è culturale. La storica mancanza di spirito
pubblico propria delle classi dirigenti locali si è tradotta in una concezione proprietaria della
Pubblica Amministrazione. Il servizio pubblico, da questo punto di vista, è anzitutto una rendita,
una rendita prima politica e poi economica, e in quanto tale la sua gestione è sottratta –
ogniqualvolta sia possibile- ai fastidiosi condizionamenti previsti dalla legge. Specularmente, la
pubblica opinione giace in uno stato di ignoranza e di torpore, scosso di tanto in tanto da ondate di
protesta, per lo più su fatti singoli e talvolta demagogicamente isolati dal contesto.
Chi ha letto la Storia del Regno di Napoli di don Benedetto Croce troverà forse in questa
descrizione qualcosa di familiare. In effetti interi secoli di storia non sembrano, da questo punto di
vista, aver cambiato più di tanto.
Uscire da questa situazione, posto che sia possibile, non sarà semplice né veloce. Eppure è anche su
questo che si misura la crescita civile di una città. L’Amministrazione comunale, i partiti, i singoli
politici, se in qualche modo si sentono chiamati in causa, non hanno che da esigere, come primo
passo, la semplice applicazione dello Statuto comunale e della legge.

5
Per le abituali interruzioni nell’erogazione. “Quasi il 78% della popolazione è interessata da questo disservizio in maniera
sistematica”. ATO n. 6 Chietino - Piano d’Ambito, Capitolo II, pagg. 98-99.
6
“Circa il 51% presenta tubazioni che hanno un’età maggiore ai quarant’anni [nel 2002, NdR]. Lo stato di conservazione
risulta buono per il 35% delle condotte, sufficiente per il 48%, insufficiente per il 6% ed addirittura scarso per l’11%”. Ib.
Capitolo III, pag. 20.
7
“Pari a circa il 56,1 % sull’immesso in rete e, quindi, al 128% dell’erogato effettivo”. Ib, Capitolo II, pag. 106. Sui 52
ATO censiti nel 2002 su scala nazionale dal Comitato per la Vigilanza delle Risorse Idriche (COVIRI) il dato ci colloca al 47°
posto per efficienza delle reti.
8
Ib, capitolo VI, p. 12. Un bel risultato, indubbiamente, visto che –sempre secondo il Piano d’Ambito- “il deficit di domanda
insoddisfatta è pari attualmente a circa il 49%”. Per saperne di più ci permettiamo di rinviare ad alcuni nostri documenti:
http://www.scribd.com/doc/15506710/acqua-SASI1-3-09-04; http://www.scribd.com/doc/15506711/acqua-SASI2-10-09-04;
http://www.scribd.com/doc/15506712/acqua-SASI3-17-09-04; http://www.scribd.com/doc/16241314/acqua-26-05-05.
9
Comitato per la Vigilanza sull’Uso delle Risorse Idriche, Relazione annuale al Parlamento sullo stato dei servizi idrici.
Anno 2003. Roma, luglio 2004, p. 15.
10
Ultimo dei quali l’allora presidente dell’ATO (oggi presidente della Provincia), Di Giuseppantonio: «In due anni
risolveremo il problema dell’emergenza idrica nell’Ato 6 del Chietino» Il Centro, 18 gennaio 07.
11
Comitato per la Vigilanza sull’Uso delle Risorse Idriche, Rapporto sullo stato dei servizi idrici, luglio 2009, Appendici,
Tabella A5.