Sei sulla pagina 1di 24

SANATIO

(ANDREA DI MAIO)

IL VOCABOLARIO PER LA GUARIGIONE 1


FAMIGLIA LINGUISTICA DEL TEMA -SAN-

Il concetto corrispondente a quello nostro odierno di salute insomma


perlopi quello espresso dalla famiglia di lemmi del tema -san-, e in particolare dai lemmi sanus, sano, sanitas e sanatio. Il lemma sanus
(nome a declinazione aggettivale a tre uscite per generi e con tre gradi e
con alcune forme omografe a quelle del lemma sano) occorre in Tommaso 562 volte (circa 8 per centomila). Non conviene invece considerare nella
famiglia il lemma insanus (sebbene etimologicamente sia la negazione di
sanus) e neppure il suo derivato astrattivo insania; di fatto nella quasi
totalit dei casi indicano rispettivamente chi manca, e la mancanza stessa,
di sanit mentale, o perlomeno di uso saggio delle cose.
Rientra invece a pieno titolo nella famiglia linguistica di sanus il
lemma sanitas, che esprime in astratto la qualit, in un certo senso graduabile 2, dellorganismo sano, e ricorre in Tommaso 1079 volte (circa 15
per centomila). Il lemma sano (verbo di prima coniugazione, con alcune
forme omografe a quelle del lemma sanus), occorre in Tommaso 989 volte (circa 14 per centomila), esprime in actu exercito, lazione o meglio il
moto verso la sanitas. Questo stesso moto espresso in actu signato dal
lemma sanatio, che occorre in Tommaso 173 volte (poco pi di 2 per centomila).
Come molti lemmi deverbali formati dal tema del supino con laggiunta del segmento -io(n)-, sanatio pu avere un senso attivo (indicando latto con cui qualcuno, il medico, guarisce qualcun altro), un senso passivo o anche medio (indicando cio latto con cui qualcuno, o meglio, un
organismo vivente e ammalato, guarito per intervento di un altro, oppure

1
Lintero contributo riprende Il concetto tommasiano di guarigione (sanatio). Note lessicografiche, in Minister naturae. Cura dellanima e del corpo nel Medioevo, Studi 2006
dellIstituto San Tommaso, a cura di Teodora Rossi, Angelicum, Roma 2007, p. 221-245.
2
Cf ST2 52.1 co: Sicut motus secundum se est intensior et remissior, et tamen remanet
eadem species, propter unitatem termini, ex quo specificatur. Et idem potest considerari in SANITATE, nam corpus pertingit ad rationem SANITATIS, secundum quod habet dispositionem convenientem naturae animalis, cui possunt dispositiones diversae convenientes esse; unde potest
variari dispositio in plus vel in minus, et tamen semper remanet ratio SANITATIS. Unde
Philosophus dicit, in X Ethic. Quod SANITAS ipsa recipit magis et minus, non enim eadem est
commensuratio in omnibus, neque in uno et eodem semper; sed remissa permanet SANITAS
usque ad aliquid. Huiusmodi autem diversae dispositiones vel commensurationes SANITATIS se
habent secundum excedens et excessum, unde si nomen SANITATIS esset impositum soli perfectissimae commensurationi, tunc ipsa SANITAS non diceretur maior vel minor.

SANATIO

363

guarisce da s); viceversa non ha un senso risultativo (indicando cio lo


stesso guarito).
UTILIZZAZIONE E FONTI DEL CONCETTO DI GUARIGIONE

Da un punto di vista linguistico sanitas deriva da sanus, ma da un


punto di vista logico e ontologico, sanus o sanum detto ci che ha in s o
produce o manifesta la qualit della sanitas, secondo la celebre enunciazione di Aristotele al principio del secondo capitolo del quarto libro della Metafisica, ripresa ampiamente da Tommaso 3. A questa analogicit fondamentale del concetto di sano, si aggiunge una seconda, di origine perlopi biblica, tra la salute corporea e quella spirituale (sia morale, sia sociale,
sia soprattutto spirituale in senso sovrannaturale).
Poich la sanitas una qualit connaturata allorganismo, la sanatio
(sia corporale sia spirituale) un mutamento a partire dalla condizione opposta, detta di malattia o infermit (che nella dimensione spirituale costituita dal peccato).
Il concetto di salute e guarigione (espresso dai termini della famiglia
-san-) utilizzato (indirettamente ma significativamente) da Tommaso in
tre o quattro contesti: la trattazione aristotelica della teoria dei mutamenti
(di cui la guarigione e la malattia costituiscono un esempio topico, soprattutto nel quinto libro della Fisica e nel settimo della Metafisica 4), ripresa e
approfondita nella enunciazione tommasiana della sua celebre teoria della
dignit delle cause seconde (in cui il medico e il maestro sono figure topiche della salvaguardia rispettivamente della vita corporale e di quella spirituale o meglio morale 5); la spiegazione del concetto biblico di miracolo (di
cui le guarigioni straordinarie costituiscono una specie); lo sviluppo della
metafora biblica e patristica della guarigione interiore, connessa al nuovo
senso della salvezza, e nellapplicazione pi specifica di tale metafora ai
sacramenti e in particolare ai due sacramenti detti medicinali (la penitenza e lunzione degli infermi, e a volte soprattutto questultima).
Luso filosofico e teologico della metafora della salute dellanima, e
quindi della fondamentale analogia tra salute e virt, e al rovescio tra ma3

Cf QDV1 1.4 co: Denominantur autem res verae a veritate quae est in intellectu divino vel
in intellectu humano, sicut denominatur cibus SANUS a SANITATE quae est in animali, et non sicut a forma inhaerente; sed a veritate quae est in ipsa re, quae nihil aliud est quam entitas intellectui adaequata, vel intellectum sibi adaequans, denominatur sicut a forma inhaerente, sicut cibus denominatur SANUS a qualitate sua, a qua SANUS dicitur.
4
Cf CPY. 5 l. 3; CMP 7 l.6.23-31.
5
Cf CTC 3.3.15: Aliquis medicus vel minutor percutiens hominem propter SALUTEM corporalem, vel magister propter SALUTEM spiritualem [].

364

ANDREA DI MAIO

lattia e vizio, era tradizionale non solo nel pensiero cristiano, ma anche in
quello ebraico; ne ritroviamo una tematizzazione nel terzo degli Otto capitoli (Shemon Perakim) di Mos Maimonide, che peraltro la attribuisce
agli antichi: la salute dellanima la condizione che la fa operare sempre
bene; la sua malattia la condizione opposta che la fa operare in maniera
dannosa o riprovevole.
Commentando la Bibbia Tommaso ha occasione di sviluppare il senso
del rapporto tra malattia e guarigione: in particolare a proposito della guarigione di Ezechia per mezzo di Isaia, e poi a proposito di Giobbe 6. Ma
soprattutto grazie ai testi dei vangeli che si pu sviluppare quella sottile
sfumatura tra sanazione e salvazione; tra preparazione e attesa di una eccedenza: in particolare nel Vangelo di Giovanni a proposito delle guarigioni
programmatiche del figlio del funzionario regio, e poi del paralitico e del
cieco 7. Le occorrenze di sanatio in Catena Aurea mostrano infine
linfluenza dei padri della Chiesa nella formulazione del concetto di guarigione, soprattutto in senso traslato spirituale.
Proviamo ora a ricavare da questi usi collaterali, spesso dipendenti da
fonti filosofiche e teologiche, una ricostruzione organica del concetto
tommasiano di salute e guarigione.
ANALISI SEMANTICA DI SANATIO

Quasi sinonimie: guarigione e cura


Al concetto di guarigione (espresso da sanatio) viene spesso associato quasi sinonimicamente (ossia senza una piena intercambiabilit) quello
di cura (medicatio): i due termini indicano in fondo la stessa operazione
colta da due opposti punti di vista, quello cio del principio efficiente e
quello delleffetto 8: questo non vuol dire che per Tommaso ogni cura guarisca e che ogni guarigione sia dovuta ad una cura, ma che la cura finalizzata per quanto possibile alla guarigione.
6

Cf CIS 38; CIO 33.


Cf CJO 4.7: Quamdiu adventus Christi differebatur, spes hominum invalidior erat de
SANATIONE a peccatis; sed cum auditur adventus Christi appropinquare, spes SANITATIS confortatur in nobis; et tunc imus ad eum: nam ad hoc ipse venit in mundum, ut peccatores salvos
faceret; Lc. XIX, 10: venit filius hominis quaerere et SALVUM facere quod perierat. Sed, sicut
dicit Eccli. XVIII, 23, ante orationem animam parare debemus, quod fit occurrendo Deo per desiderium: et hoc fecit iste; unde dicitur quod abiit ad eum; cf anche CJO 5.4; 9.1.
8
Cf QDV2 28.1.8: Aliqua operatio potest dupliciter nominari, scilicet a principio, et a fine:
sicut actio qua medicus agit in infirmum, nominatur medicatio ex parte principii, quia est effectus medicinae; sed ex parte finis dicitur SANATIO, quia est via ad sanitatem. Cf 4SN 23.1.2.1
co: SANATIO vel medicatio.
7

SANATIO

365

Un problema di teologia sacramentaria (perch il sacramento


dellunzione possa esser dato lecitamente solo agli infermi, cos come il sacramento del battesimo pu essere dato solo ai nati (e non a chi ancora
nel seno materno) d a Tommaso loccasione di chiarire il rapporto complesso che c tra guarigione e cura 9.

Quasi sinonimie: guarigione, salute e salvezza


Invece al concetto di salute (espresso da sanitas), e solo indirettamente a quello di guarigione (espresso da sanatio), associato quasi sinonimicamente il concetto di salus: come termine che esprime la salute
nel senso di salvezza difettivo di plurale (il sublemma salutes infatti indica piuttosto i saluti); viceversa il concetto di guarigione espresso da
sanatio ammette il plurale (sanationes sono le guarigioni distinte per
specie e per numero). La salus insomma un atto e un evento unico e definitivo, con cui si strappati ad un pericolo radicale di vita.
Il rapporto tra guarigione (come ritorno alla salute o sanitas) e salvezza ben chiaro in una celebre frase di Ges 10: la salvezza riguarda lessere
stesso della vita di fronte al pericolo; la salute invece consiste nel benessere di tale vita.
Si deve notare una fondamentale distinzione tra salus corporalis e
salus spiritualis: abbiamo la salus corporalis del singolo essere umano
(e ad essa va connessa la salus rei publicae; la salute corporale temporale e riguarda la natura, quella spirituale eterna e riguarda la grazia; comunque la salus presuppone sempre un pericolo, mentre la sanitas una
condizione di benessere in s, ed minacciata dalla malattia e dallinfermit 11. In altre parole, senza pericoli non ci sarebbe neanche salvezza,
mentre la salute ci sarebbe anche senza malattie.

Cf 4SN 23.2.2.1 ad 1: Quamvis spiritualis sanitas sit principalis effectus hujus sacramenti, tamen oportet quod per curationem corporalem significetur curatio spiritualis, etiam si corporalis SANATIO non sequatur; et ideo solum illis hoc sacramento sanitas spiritualis dari potest
quibus curatio corporalis competit, scilicet infirmis.
10
Cf CMC 5.2: Ecce quo tendebat interrogatio: ut scilicet mulier confiteatur veritatem diuturnae infidelitatis, subitae credulitatis et SANATIONIS: et ita ipsa confirmatur in fide, et aliis
praebet exemplum. Sequitur ille autem dixit ei: Filia, fides tua te salvam fecit: vade in pace, et
esto sana a plaga tua.
11
Cf ST2 106.3 ag. 3 (parte condivisa): Magis est necessaria homini salus spiritualis, quae
est aeterna, quam salus corporalis, quae est temporalis: ST2 40.4 co: Multo autem magis est
conservanda salus reipublicae, per quam impediuntur occisiones plurimorum et innumera mala
et temporalia et spiritualia, quam salus corporalis unius hominis; ST2 106.3 ad 3: Ea quae
pertinent ad salutem corporalem, deserviunt homini quantum ad naturam, quae non tollitur per
peccatum. Sed ea quae pertinent ad spiritualem salutem, ordinantur ad gratiam, quae amittitur
per peccatum.

366

ANDREA DI MAIO

Si parla di salute e salvezza corporale anche per gli animali; rispetto


alla fame o ai pericoli naturali anche per loro si parla di salvezza (ad opera
delluomo), e non di guarigione 12.
Daltra parte, quando la salus quella spirituale (nel senso di eterna e
sovrannaturale) essa riguarda solo gli esseri umani ed minacciata solo dal
peccato (inteso come morbus spirituale): quindi alla fine salus e sanitas
spirituali (a differenza di quelle corporali) perlopi coincidono.

Antonimie: malattia, infermit e debilit


Mentre il concetto di sanitas in qualche modo a s stante, quello di
sanatio correlato con quello di malattia. Infatti, la sanatio lazione che
porta dalla malattia alla sanitas, allinverso della aegrotatio, che lazione
che porta dalla salute alla aegritudo: il significato del lemma italiano malattia copre entrambi i significati dei lemmi tommasiani aegrotatio ed
aegritudo, ma a volte Tommaso stesso sfuma i due concetti, usando indifferentemente il nome deverbale e quello deaggettivale 13. I due mutamenti
verso la salute o verso la malattia sono opposti e non possono coesistere
nello stesso tempo e sotto lo stesso aspetto 14.
Proprio per il suo carattere di ritorno a condizioni connaturali
allorganismo, lessere guariti non propriamente un patire (non rientra
cio nel corrispettivo accidente), mentre lo invece lammalarsi 15.
Il morbus comporta una aegrotatio dellorganismo sano, che quindi
altera la sua condizione in quella non connaturale di aegritudo, che comporta una infirmitas, debilitas e ineptitudo che lorganismo stesso cerca di
guarire, ma che a volte necessita di essere curata.
Trattando del carattere medicinale del sacramento dellunzione degli
infermi, Tommaso enuncia una teoria della malattia e della guarigione, che
possiamo estrapolare dal contesto:

12

Cf CPO 1.3.10: Omnibus animalibus (melius est), quod ab homine regantur, quia sic in
multis casibus adipiscuntur salutem corporalem quam per se consequi non possent; sicut patet,
cum eis copiosa pabula et remedia sanitatis ab hominibus exhibentur.
13
Cf CPY 5.8.6: SANATIO dicitur motus in sanitatem, et aegritudo motus in aegritudinem.
Dal punto di vista della struttura lessicologica dei termini, qui ci saremmo aspettati il lemma
aegrotatio, piuttosto che aegritudo.
14
Cf CPY 5.3.12. SANATIO non potest simul esse cum aegrotatione, quia sunt contrariae
mutationes. Contingit tamen quod aegrotationi succedat in eodem subiecto [] et SANATIO;
SANATIONIS autem terminus est sanitas: est enim de quodam in quoddam aliud, ut dictum est.
Unde relinquitur quod simul dum aliquid movetur ad aegritudinem, moveatur etiam ad sanitatem: quod est moveri ad duo contraria simul, et intendere ea simul; quod est impossibile.
15
Cos in una primitiva versione: cf 1SN 3.3: Infirmationes dicuntur passiones, non autem
SANATIONES proprie loquendo.
SANATIO

367

Medicina autem est ad pellendum infirmitatem; [] ad sanandum infirmitatem []: ut sicut [] est quaedam [] regeneratio, et [] suscitatio;
ita [] quaedam [] SANATIO vel medicatio [quae] praesupponit corporalem vitam in medicato; [] non datur contra defectus quibus [] vita tollitur []; sed contra illos defectus quibus homo [] infirmatur ut non habeat perfectum vigorem ad actus vitae []; et hic defectus nihil est aliud
quam quaedam debilitas et ineptitudo quae in nobis relinquitur []; et contra hanc debilitatem homo roboratur [SN4 23.1.2.1 co] 16.

La sanitas concetto pi ampio della sanatio: infatti questultima presuppone lalterazione della malattia. C differenza tra medicatio infirmitatis, sanatio morbi e (re)suscitatio a morte e roboratio contra debilitatem.
In particolare, un piccolo problema teologico (la non necessit di confessare i peccati veniali) porta Tommaso a distinguere tra malattia vera e
propria e una semplice debolezza che dispone alla malattia; propriamente
solo della prima si d guarigione; della seconda si dovr dare piuttosto
esercizio; dal punto di vista spirituale, questo comporta che la remissione
dei peccati veniali non consista in una vera e propria guarigione, ma in una
fortificazione ascetica 17.

Tassonimia classificatoria in cui rientra la guarigione


Secondo lontologia tommasiana, le azioni differiscono innanzitutto in
base alla virt presupposta ossia al principio attivo che le rende possibili
(ad esempio, riscaldamento e raffreddamento, considerati secondo la percezione ingenua come due azioni distinte, presuppongono rispettivamente
come princpi attivi il calore e il freddo); le azioni differiscono poi anche in
base alla terminazione interna od esterna 18: nel primo caso avremo una actio (come la praxis aristotelica) immanente al soggetto stesso, come intendere e volere; nel secondo caso avremo una factio (come la poiesis aristotelica) che termina in un oggetto a s stante al di fuori del soggetto stesso;
ebbene, la sanatio o guarigione in qualche modo una factio.
16

I riferimenti al sacramento dellunzione sono nelle parti omesse del brano.


Cf 4SN 16.2.1.2 ad 1: Remissio venialis non comparatur, proprie loquendo, SANATIONI:
quia infirmitas, quae per SANATIONEM curatur, destitutionem virtutis importat; non autem est
aliqua destitutio vel debilitatio virtutis spiritualis in culpa veniali, sed solum dispositio ad virtutis destitutionem.
18
Cf SCG 3.2.2: Omnis autem agentis impetus ad aliquid certum tendit: non enim ex quacumque virtute quaevis actio procedit, sed a calore quidem calefactio, a frigore autem infrigidatio; unde et actiones secundum diversitatem activorum specie differunt. Actio vero quandoque
quidem terminatur ad aliquod factum, sicut aedificatio ad domum, SANATIO ad sanitatem: quandoque autem non, sicut intelligere et sentire. Et si quidem actio terminatur ad aliquod factum,
impetus agentis tendit per actionem in illud factum: si autem non terminatur ad aliquod factum,
impetus agentis tendit in ipsam actionem.
17

368

ANDREA DI MAIO

La guarigione e la malattia rientrano nei mutamenti (o moti) 19 e in


particolare in quello di alterazione. La tassonimia aristotelica dei mutamenti ne prevede quatto tipi: oltre al mutamento di luogo, o traslazione, c
quello sostanziale di generazione e corruzione, quello quantitativo di incremento e decremento, e quello qualitativo di alterazione: ebbene, la malattia e la guarigione consistono in tale alterazione; assumendo elementi
della medicina ippocratica e galenica, la sorgente della guarigione vista
nel cuore (in quanto organo che presiede alla diffusione della virtus naturalis in tutto il corpo) 20.
La guarigione naturale assimilata al moto locale naturale (ad esempio quello degli astri) 21, in quanto sembra poter procedere da s.
In tutte le alterazioni c la trasmutazione di qualit; ma solo se la
qualit espulsa quella connaturata (come si gi detto), e quella introdotta invece estranea, si parler di patimento (passio); cos, le malattie (intese come lammalarsi) rispetto alle guarigioni 22. Questo permette di distinguere in maniera attuale anche oggi malattia e guarigione, senza far riferimento diretto alla sofferenza (ci sono infatti patologie non dolorose o dolori non patologici).

19

CPY 5.8.6: Ab eo a quo aliquid recipit nomen et speciem, recipit etiam contrarietatem,
cum contrarietas sit differentia secundum formam, ut patet in X Metaphys. Sed unusquisque motus magis dicitur, idest denominatur, et speciem recipit a termino in quem, quam a termino ex
quo, sicut SANATIO dicitur motus in sanitatem, et aegritudo motus in aegritudinem.
20
Cf CMP 7.8.11: Invenimus in generatione viventium esse principium activum intrinsecum quod est virtus formativa in semine. Et sicut est potentia augmentativa movens in motu augmenti et decrementi; ita est et in motu alterationis, quae est SANATIO, principium movens
intra. Nam cum cor non sit susceptivum infirmitatis, virtus naturalis, quae est in corde sano, totum corpus ad sanitatem alterat.
21
Cf 4SN 22.2.1.1 co: In motibus autem corporalibus quandoque illud quod movetur non
cooperatur ad motum nisi recipiendo impressionem agentis tantum, sicut contingit in generatione, qua aliquid acquirit primam perfectionem sui esse, quae est etiam primum principium activum in ipso; et similiter etiam quando acquirit aliam perfectionem superadditam quae limites
suae formae excedit []. Quandoque autem perfectio prius suscepta est perficiens principium illius motus; et tunc operatur motum illum, sicut patet in motu naturali locali, et in SANATIONE
quae fit virtute naturae tantum. Quandoque autem perfectio habita non sufficit ad operandum effectum, sed cooperatur agenti exteriori, sicut patet cum ars naturam adjuvat.
22
Cf 3SN 15.2.1.1 co: Ex parte vero terminorum alterationis requiritur quod una qualitate
expulsa, alia introducatur: sic enim de qualitate in qualitatem transitur. Sed ulterius ad rationem
passionis requiritur quod qualitas introducta sit extranea, et qualitas abjecta sit connaturalis:
quod contingit ex hoc quod passio importat quamdam victoriam agentis super patiens: omne autem quod vincitur, quasi trahitur extra terminos proprios ad terminos alienos; et ideo alterationes
quae contingunt praeter naturam alterati, magis proprie dicuntur passiones, sicut aegrotationes
quam SANATIONES, sicut patet per Damascenum et per Philosophum. Unde patet quod illorum
corporum tantum est proprie pati quae possunt extra naturam suam trahi; et haec sunt corruptibilia.
SANATIO

369

Tassonimia componenziale in cui rientra la guarigione


Vengono distinte (e poi associate ai primi cinque sacramenti) tre vires
naturales, che possiamo tradurre come genetica (ossia capacit di sviluppare ci che ricevuto per generazione), accrescitiva e nutritiva, ma vi si aggiunge anche una quarta vis, che potremmo dire curativa 23, ossia una capacit intrinseca allorganismo di autoripararsi.
A volte, trovandosi a riservare al solo sacramento dellunzione degli
infermi il carattere di sacramento di medicazione e guarigione, Tommaso
ha modo di distinguere tre gradi di rivitalizzazione sacramentale: un primo
grado la radicale e definitiva rigenerazione a vita nuova (nel Battesimo);
un secondo grado la restituzione alla vita ma non alla piena salute (nella
Penitenza, che dopo il peccato mortale come una resurrezione alla vita
spirituale, ma non ancora alla piena salute); e un terzo grado la cura (medicatio) che porta alla totale guarigione anche dalle infermit del corpo che
influiscono sullanima (nellUnzione degli Infermi) 24. C da dire che la
nostra attuale sensibilit teologica, per vicinanza alle espressioni paoline,
preferirebbe per leggere lo stesso Battesimo come un anticipo della morte
e risurrezione del cristiano immerso nella morte e resurrezione di Cristo.
Daltro canto, coevo a Tommaso, Bonaventura preferiva considerare (in
particolare nella sesta parte del Breviloquium) tutti i sacramenti come medicinali.
Tassonimia classificatoria e funzionale delle guarigioni
Le guarigioni possono differire per modo (a seconda che sia una guarigione del tutto naturale, o artificiale o del tutto sovrannaturale e miracolosa); possono differire poi per specie (a seconda del morbo o dellinfermit
23

Cf SCG 4.58.3-4: Animae vegetativae quae est vivendi principium, tres vires naturales
assignantur, scilicet generativa, augmentativa, et nutritiva. Sed quia contingit aliquod impedimentum circa vitam corporalem, ex quo res viva infirmatur, per accidens necessarium est quartum, quod est SANATIO rei viventis aegrotae. A queste tre pi una vires vengono associate metaforicamente i tre sacramenti delliniziazione cristiana pi i due sacramenti medicinali. Tuttavia, tutti i sacramenti cooperano alla guarigione spirituale delluomo colpito dal morbo del peccato.
24
Cf SN 4.23.1.2.1 co: Medicina autem est ad pellendum infirmitatem; unde principaliter
hoc sacramentum [extremae unctionis] est institutum ad SANANDUM infirmitatem peccati: ut sicut Baptismus est quaedam spiritualis regeneratio, et Poenitentia quaedam spiritualis suscitatio;
ita et extrema unctio sit quaedam spiritualis SANATIO vel medicatio. Sicut autem corporalis medicatio praesupponit corporalem vitam in medicato, ita spiritualis spiritualem; et ita hoc sacramentum non datur contra defectus quibus spiritualis vita tollitur, scilicet peccatum originale et
mortale; sed contra illos defectus quibus homo spiritualiter infirmatur ut non habeat perfectum
vigorem ad actus vitae gratiae vel gloriae; et hic defectus nihil est aliud quam quaedam debilitas
et ineptitudo quae in nobis relinquitur ex peccato actuali vel originali; et contra hanc debilitatem
homo roboratur per hoc sacramentum.

370

ANDREA DI MAIO

da cui si guariti) 25, e considerando che solo il ritorno alla salute costituisce un vero e proprio transitus 26; possono infine differire per numero, ossia
perch soggetti diversi guariscono 27.
C una guarigione corporale propria, che viene operata in tre diversi
modi: naturale, artificiale e miracoloso, a seconda che il principio agente
sia solo quello intrinseco, sia coadiuvato da uno estrinseco ma naturale, o
sia del tutto prodotto dalla causa prima fuori dellordine normale delle cause 28. La guarigione naturale dunque non un miracolo 29. Accanto a queste
guarigioni, che si riferiscono sempre allorganismo del corpo, c la guarigione interiore, in senso traslato.

Metonimie, analogie, metafore


e simbologie della salute e della guarigione
Come si detto, il concetto di sano (e di salute) costituisce lesempio
aristotelico classico per lanalogia. Ma in ambito cristiano si aggiunge un
altro uso traslato, che finisce per diventare tecnico in teologia: per una analogia fondamentale, la grazia vista infatti come sanitas animae. Buona
parte degli accenni tommasiani al concetto di salute e guarigione richiamano questa analogia, nella dottrina sacramentale.
Un testo chiarissimo istituisce analogie e differenze tra la salute corporale e quella spirituale:
Aliter est in morbo spirituali quam corporali: ad SANATIONEM enim
corporalis morbi non exigitur ut infirmus vim medicinae et periculum mor25

Cf CPY 5.1.2: Mobile variatur secundum diversas species motus; sicut alterabile est mobile secundum alterationem, et augmentabile secundum augmentum. Et iterum in specie alterationis differt SANABILE, quod movetur secundum SANATIONEM, et calefactibile, quod movetur
secundum calefactionem.
26
CMP11.12.15: Illa transmutatio in quam fit transitus, oportet quod sit de aliquo in aliquid. Quare non fiet transitus de permutatione languoris, nisi in oppositam mutationem quae dicitur SANATIO.
27
Cf CPY 5.6.5: Secundus modus est unitas generis vel speciei: non enim ad hoc quod sit
unus motus numero, sufficit quod subiectum sit unum sicut aliquid commune, vel genus vel species. Contingit enim duos homines in eodem tempore SANARI, et secundum eandem speciem
SANATIONIS, puta quia SANANTUR de ophthalmia, quae est infirmitas oculorum: et sic concurrit
unitas ipsius quando, et eius in quo, et unitas subiecti secundum speciem. Non tamen hae duae
SANATIONES sunt unus motus numero, sed unus specie. Similmente, cf CPY 5.6.8 Et si contingeret quod eadem numero sanitas reparetur, non sequeretur quod secunda SANATIO esset
idem numero motus cum prima.
28
Cf QDA 18 ag. 12 (parte condivisa): Si aliquod sanabile sanetur per artem vel per virtutem divinam, erit SANATIO artificialis et miraculosa; non autem naturalis, nisi quando SANATIO
fit per principium intrinsecum.
29
Cf QDP 6.2 ag 7 (parte condivisa): Cum autem natura aliquid operatur, non dicitur esse
miraculum, sicut cum operatur SANATIONEM infirmi, vel aliquid huiusmodi.
SANATIO

371

bi cognoscat; quod tamen maxime est necessarium in morbi spiritualis SANATIONE, quia per humilitatem et contritionem spiritus sanatur: et ideo
quamvis medicina corporalis non differatur, medicina tamen spiritualis differri potest. Nec tamen ita dilata est ut a principio penitus deesset: quia
quamdiu fuit morbus, fuit medicina morbi, ut Hugo de s. Victore dicit,
quamvis illa medicina non sit omnino sufficiens: sic enim et medicus corporali aegroto praeparatoria quaedam medicamenta praebet, antequam perfectam medicinam det: et hic etiam fuit processus Dei in SANATIONE humani generis [SN3 1.1.4 ad 3].

Di fronte al morbus (ossia in generale al pericolo per la salute), si oppone la medicina: quella perfecta (che da sola sufficiens alla guarigione) e
le altre, che sono medicamenta praeparatoria, con cui il Medicus interviene sullAegrotus per aiutare il suo organismo a compiere la Sanatio. Il
principio quamdiu fuit morbus, fuit medicina morbi, quamvis non sufficiens (come vedremo) un corollario teologico del principio della non
inanit del desiderio naturale.
Sia la giustificazione o remissione della colpa, sia la remissione della
pena sono dette a modo loro rinnovamento e guarigione: iustificatio, renovatio mentis e sanatio mentis sono tre denominazioni perlopi equivalenti 30, pur con qualche distinzione, dal momento che in questa vita rinnovamento e guarigione sono solo quanto al male della colpa e non quanto al
male della pena 31, in cui ad esempio rientra anche la concupiscenza 32.
Commentando le prescrizioni ebraiche per attestare lavvenuta guarigione dei lebbrosi, Tommaso elabora un simbolismo medicale: lolio
simbolo per eccellenza della guarigione, lacqua lo della purificazione, il
sangue invece (come per un uso apotropaico) per la vivificazione e contro
la corruzione 33.

30

Cf 4SN 17.1.1.3 sc 1: Renovatio mentis et SANATIO fit per peccatorum dimissionem. Sed
justificatio nihil aliud est quam peccatorum remissio; cf ibidem, co: quia culpa est causa
poenae, ideo vetustas in vetustate et languor in languore includitur, sicut effectus in causa. Patet
ergo quod ipsa justificatio, per quam gratia acquiritur et culpa tollitur, renovatio et SANATIO dici
potest; quamvis etiam ablatio poenae renovatio et SANATIO dici possit.
31
Cf SN 4 17.1.1.3 ad 1: Quantum ad culpam potest fieri renovatio in hac vita, sed non
quantum ad poenam omnino; et similiter est de SANATIONE.
32
Cf ST 109.8 co: In statu autem naturae corruptae, indiget homo gratia habituali sanante
naturam, ad hoc quod omnino a peccato abstineat. Quae quidem SANATIO primo fit in praesenti
vita secundum mentem, appetitu carnali nondum totaliter reparato, unde apostolus, ad Rom. VII,
in persona hominis reparati, dicit, ego ipse mente servio legi Dei, carne autem legi peccati. In
quo quidem statu potest homo abstinere a peccato mortali quod in ratione consistit.
33
Cf ST 102.5 ad 7: Adhibebantur etiam huic ritui tres liquores, scilicet sanguis, contra
sanguinis corruptionem; oleum, ad designandam SANATIONEM morbi; aqua viva, ad emundandum spurcitiem.

372

ANDREA DI MAIO

LA DOTTRINA SULLA GUARIGIONE


DINAMICA FISICA DELLA GUARIGIONE

In una considerazione della natura dal punto di vista della percezione


del soggetto 34, guarigione e malattia sono come due operazioni diverse e
opposte ( importante che la malattia, o aegrotatio, qui sia concepita come
la reazione dellorganismo ad un male, o morbus, che comporta una condizione di malessere, o aegritudo) 35.
Nella cura la causa coadiuvante la natura esterna al soggetto curato:
questo accade anche nel caso in cui il medico curasse se stesso: infatti ci
sarebbe come uno sdoppiamento tra lui come soggetto e come oggetto di
cura 36. La questione solo apparentemente astrusa e oziosa (ed rilevante
per la bioetica odierna): si tratta infatti di distinguere lazione naturale immanente e quella dovuta alla semplice scienza dei processi naturali e quella
dovuta allintervento di agenti pur naturali ma esterni 37.
Tommaso distingue tra guarigione in senso medio e guarigione come
effetto di una cura 38. Sanatio infatti il guarire sia da s (in senso medio:
34

La considerazione tommasiana di salute e guarigione quella che oggi viene detta (ad
esempio da Bozzi) fisica ingenua, senza alcun senso dispregiativo, ovvero come fisica della
percezione. Mentre la fisica galileiana una fisica dei fenomeni naturali in quanto misurabili
oggettivamente, quella aristotelica una fisica dei fenomeni percettivi del soggetto: non per
questo meno vera. Cos, dal punto di vista della misurazione oggettiva non esistono caldo e
freddo come qualit opposte, ma esiste solo il calore; viceversa, dal punto di vista del percipiente umano, esistono caldo e freddo in relazione alla propria temperatura corporea.
35
Cf CAN 2.6.7: Diversa activa secundum speciem, habent operationes specie differentes,
sicut calefactio est a calore, et infrigidatio a frigore. Similiter etiam ex termino et fine specificatur operatio; sicut SANATIO et aegrotatio differunt specie, secundum differentiam sanitatis et
aegritudinis.
36
Cf CPY 2.1.5: Contingit enim aliquando quod aliquis medicus est sibi ipsi causa sanitatis; et sic principium suae SANATIONIS est in eo, sed per accidens: unde principium SANATIONIS
in eo non est natura. Non enim secundum quod sanatur habet medicinam, sed secundum quod
est medicus; accidit autem eundem esse medicum et sanari; sanatur enim secundum quod est infirmus.
37
Dal punto di vista bioetico questo comporter nel nostro tempo la distinzione tra mezzi naturali e non naturali: ad esempio nella regolazione della fertilit, altra quella che avviene naturalmente per il ciclo (come in tutte le specie animali), altra quella che avviene conoscendo le
leggi naturali del ciclo (come pu naturalmente avvenire solo nella specie umana), altra quella
che interviene con mezzi naturali ma per cambiare le leggi naturali del ciclo (come avviene nella
contraccezione).
38
Cf SCG 4.72.2: Corporalis SANATIO quandoque quidem ab intrinseco totaliter est: sicut
quando aliquis sola virtute naturae curatur. Quandoque autem ab intrinseco et extrinseco simul:
ut puta quando naturae operatio iuvatur exteriori beneficio medicinae.
SANATIO

373

essere risanato), sia il guarire qualcuno (in senso transitivo: risanare):


lambivalenza linguistica ricondotta ad una ambivalenza ontologica, quella della potenza che pu essere a volte attiva, a volte solo passiva 39.
La differenza tra potenza attiva e potenza solo passiva ricondotta alla
struttura stessa dellorganismo vivente, e in particolare del corpo umano,
che in grado di riparare se stesso 40.
Qui non bisogna trascurare lapporto di Averro alla formazione del
concetto tommasiano di acquisitio; in alleanza con lui che Tommaso ha
preso le difese delle cause seconde ed sempre da lui che ha desunto il
postulato della correlazione fra potenza passiva e potenza attiva, per cui
per ogni potenzialit che naturalmente tende ad essere attuata, esiste in natura una qualche capacit di attuarla 41 (si tratta di un corollario del principio dellimpossibilit che il desiderio naturale sia vano, che corrisponde peraltro al principio biblico: Chi cerca trova).
Questo principio ontologico viene a congiungersi con quello teologico
desunto da Ugo:
Quamdiu fuit morbus, fuit medicina morbi, ut Hugo de s. Victore dicit,
quamvis illa medicina non sit omnino sufficiens [SN3 1.1.4 ad 3].

La salute quindi una condizione naturale intrinseca al dinamismo organico. Al di l della descrizione (che risente dei limiti della scienza naturale aristotelica), il principio interessante che sano lorganismo in quanto come deve essere; il cuore (inteso come il centro di diffusione delle
energie vitali) dunque ci che rende sani 42.

39
Cf CMP 7.8.4: Quandoque potest sic moveri per principium intrinsecum [], sicut moveretur per artem, ut accidit in SANATIONE; nam natura humani corporis eodem modo agit ad
sanitatem sicut et ars. Quandoque vero non potest moveri materia per principium intrinsecum
eodem modo sicut movetur ab arte, licet aliquo modo per ipsum moveri possit.
40
Cf CMP 7.8.3: In corpore humano, quod est materia SANATIONIS, inest virtus activa, per
quam corpus potest sanare seipsum. In lapidibus autem et lignis non est aliqua virtus activa, per
quam possit moveri materia ad formam domus.
41
Cf SN 2.12.1.1 co: [Sicut dicit] Commentator [] in princ. caeli et mundi et in pluribus
aliis locis, [] nulla [] potentia passiva invenitur in natura cui non respondeat aliqua potentia
activa, potens eam in actu reducere; alias talis potentia frustra esset. Si veda la voce Quaestio.
42
Cf CMP 7.8.11: Sic igitur invenimus in generatione viventium esse principium activum
intrinsecum quod est virtus formativa in semine. Et sicut est potentia augmentativa movens in
motu augmenti et decrementi; ita est et in motu alterationis, quae est SANATIO, principium movens intra. Nam cum cor non sit susceptivum infirmitatis, virtus naturalis, quae est in corde
sano, totum corpus ad sanitatem alterat.

374

ANDREA DI MAIO

FONDAZIONE METAFISICA E TEOLOGICA DELLA GUARIGIONE

Com noto, Tommaso elabora una geniale ontologia dellazione, in


cui leminenza della Realt Prima (il termine latino causa copre larea
semantica di entrambi i termini neolatini da esso derivati, ossia i nostri cosa e causa) si manifesta non solo nel far essere, ma anche nel far fare,
anche le realt seconde.
Secondo la Genesi, Dio, dopo aver creato il mondo in sei giorni, si ripos il settimo (il sabato) e perci lo benedisse e lo santific: orbene, si
chiede Tommaso, come mai Dio ha benedetto non i primi sei giorni, quelli
cio in cui egli ha effettivamente comunicato lessere alle creature, ma proprio il settimo giorno, in cui ha invece smesso di comunicare? La risposta
di una profondit che colpisce:
Quamvis bonitas Dei manifestetur in hoc quod esse communicavit rebus
per creationem, tamen perfectio bonitatis ostenditur in hoc quod rebus conditis Deus non eget, sed in seipso sufficientiam habet [SN2 d. 15 q. 3 a. 3 ad
2].

Questo quello che altrove abbiamo chiamato il principio sabbatico,


ossia la determinazione pi profonda della Legge del comunicare 43. Innanzitutto il perch della sua comunicazione creatrice: non per bisogno o interesse, ma per amore, per condividere con altri la sua perfetta felicit. E poi
il perch delle comunicazioni fra creature: perch Dio ci ha comunicato la
comunicativit; ha (per cos dire) taciuto, per lasciar comunicare le creature.
Il silenzio dunque il segno supremo della pi alta comunicazione,
quella cio che mette in grado i soggetti riceventi di diventare anche soggetti comunicanti. In questo consiste la comunicazione assolutamente gratuita e disinteressata, per cui Dio veramente il Primo Comunicatore, comunicante gratuitamente e non ricevente alcun contraccambio. Questa intrinseca oblativit rivela la vita trinitaria di Dio, ma anche lideale di perfezione da Dio proposto agli uomini, che tramite la contemplazione possono imitare la perfezione del riposo sabbatico di Dio.
La legge suprema delleconomia divina, pu in sintesi esser cos formulata: Dio comunica alle creature non solo lessere (ovvero che-siano),
ma anche la capacit di comunicare a loro volta, per la sovreminenza della
sua bont 44.
43

Cf il nostro Il concetto di Comunicazione. Saggio di lessicografia filosofica e teologica sul


tema di communicare in Tommaso dAquino, Editrice Pontificia Universit Gregoriana, Roma
1998, p. 306-307.
44
Rinviamo alla conclusione di questa sezione la discussione sul valore filosofico di tale
legge.
SANATIO

375

La guarigione, come linsegnamento implicano una articolazione di


interiorit ed esteriorit: il medico, come il maestro, ministro esteriore
della natura interiore. Daltra parte, la natura interiore su cui opera il maestro il lume dellintelletto agente, e quindi una interiorit pi interiore
di quella su cui opera il medico.
Occorre distinguere tra potenza attiva (ossia il poter fare da s) e potenza passiva (il poter esser fatto, ossia il poter divenire, se una causa
esterna adeguata interviene) 45.
La guarigione quindi si ottiene aiutando lorganismo a reagire. Il principio fondamentale della medicina dunque il seguente:
Medicus in SANATIONE est minister naturae, quae principaliter operatur,
confortando naturam, et apponendo medicinas, quibus velut instrumentis
natura utitur ad SANATIONEM [QDV1 11.1 co].

La guarigione sovrannaturale delle anime e dei corpi dunque paradossale: a differenza della guarigione normale essa non si limita ad aiutare
la natura; cos il Medico divino non un semplice minister naturae bens
salvator mundi.
Maestro e medico sono entrambi ministri della natura secondo la via
aristotelica (presentata da Tommaso nella quaestio XI de veritate come
media tra quella platonica e quella avicenniana); daltra parte Cristo (in
quanto Verbo) si presentato come il solo vero Maestro e come il medico
delle anime e dei corpi; Tommaso riconduce ad unit gli apporti della filosofia aristotelica e della teologia cristiana; infatti il medico ministro della
natura corporea, il maestro invece ministro del lume naturale
dellintelletto; entrambe le capacit vengono per da Dio 46.

45

Cf QDV1 11.1 co: In rebus naturalibus aliquid praeexistit in potentia dupliciter. Uno
modo in potentia activa completa; quando, scilicet, principium intrinsecum sufficienter potest
perducere in actum perfectum, sicut patet in SANATIONE: ex virtute enim naturali quae est in
aegro, aeger ad sanitatem perducitur. Alio modo in potentia passiva; quando, scilicet, principium intrinsecum non sufficit ad educendum in actum []. Quando igitur praeexistit aliquid in
potentia activa completa, tunc agens extrinsecum non agit nisi adiuvando agens intrinsecum, et
ministrando ei ea quibus possit in actum exire; sicut medicus in SANATIONE est minister naturae,
quae principaliter operatur, confortando naturam, et apponendo medicinas, quibus velut instrumentis natura utitur ad SANATIONEM. Quando vero aliquid praeexistit in potentia passiva tantum,
tunc agens extrinsecum est quod educit principaliter de potentia in actum; sicut ignis facit de aere, qui est potentia ignis, actu ignem.
46
Cf ST1 117.1 ad 1: Homo docens solummodo exterius ministerium adhibet, sicut medicus sanans, sed sicut natura interior est principalis causa SANATIONIS, ita et interius lumen intellectus est principalis causa scientiae. Utrumque autem horum est a Deo.

376

ANDREA DI MAIO

METODICA DELLA GUARIGIONE

La guarigione deve riportare la salute nellorganismo a partire da un


centro salutare, che avendo una salute pi forte pu sanare lorganismo malato 47: ecco perch la guarigione pi radicale, ossia la riparazione della rovina della natura umana, stata possibile solo attraverso lopera di Cristo
che ha operato come cuore del mondo.
Linterpretazione del modo di guarigione per noi curioso: il cuore
che pi sano, a contribuire alla sanazione o guarigione di tutto il corpo.
Questo dovuto al fatto che nella osservazione ingenua, lultimo organo a funzionare fino alla morte proprio il cuore. Finch il cuore batte,
c speranza di guarigione, dunque. A livello pi profondo, possiamo dire
che anche in una prospettiva scientifica e critica moderna la guarigione
possibile solo ricorrendo alla forza unificante e diffusiva dellintero organismo.
Un classico esempio aristotelico di come due fatti possono essere
luno causa dellaltro in sensi diversi (il camminare causa efficiente della
guarigione e la guarigione causa finale del camminare) 48, pu farci capire
la possibilit delluomo, in quanto capace di agire finalisticamente (ossia di
proposito), di sviluppare la vis curativa naturalmente in lui in unarte della
guarigione.
La necessit teologica di distinguere meglio i sacramenti del battesimo
(non reiterabile) e della penitenza e di articolare questultimo nelle sue parti (compresa la penitenza post-sacramentale) porta ad approfondire innanzitutto la distinzione tra generazione (o rigenerazione) e ristabilimento nella
vita precedente, una volta compromessa; inoltre porta a riflettere sul carattere graduale della guarigione, che deve normalmente prevedere una forma
di ristabilimento dalle debolezze che la malattia ha portato, ossia deve prevedere una sorta di periodo di riabilitazione e convalescenza 49.

47

Cf 3SN 3.12.3.1.2 ad 1 (A proposito della riparazione del peccato originale mediante Cristo): Reparatio debet respondere ruinae per oppositum: unde sicut principium perditionis fuit
natura fragilior; ita principium reparationis debet esse natura fortior; sicut SANATIO in corpore
hominis est per virtutem cordis quod habet fortiorem sanitatem.
48
Cf SN 4 17.1.4.1 co: Omnis prioritas secundum ordinem naturae aliquo modo reducitur
ad ordinem causae et causati: quia principium et causa sunt idem. In causis autem contingit quod
idem est causa et causatum, secundum diversum genus causae, ut patet in 2 Physic. et in 5 Metaph. sicut ambulatio est causa efficiens SANATIONIS, et SANATIO est causa finalis ambulationis.
49
Cf 4SN 14.2.1.3 ad 1: Poenitentia non comparatur generationi, sed magis SANATIONI;
quia per poenitentiam homini non datur nova vita, sed in pristinam vitam reparatur. In SANATIONE autem hoc videmus accidere, quod sanitate restituta adhuc reliquiae aliquae morbi manent ante perfectae sanitatis restitutionem; ita etiam ante completam poenitentiam reliquiae actualis peccati manent.
SANATIO

377

Scienza ed arte della guarigione del corpo


La guarigione pu essere indotta grazie ad una specifica scienza e tecnica (o arte), ossia la medicina. Il termine medicina per analogo, intendendo sia la scienza medica, sia il medicamento. La medicina stessa
come scienza medica poi scienza sia teorica sia pratica, ossia scienza (in
senso moderno) dellorganismo umano e della sua salute o benessere, e
tecnica della guarigione 50.
Ma anche la medicina considerata come arte (tecnica) della guarigione 51 presuppone lazione della natura, e perci implica una scienza teorica
subalternata alla fisica (ossia, in senso moderno, alla fisica, chimica, biologia) 52.
In quanto scienza pratica ed arte, la medicina rientra nella sfera
delletica; sebbene Tommaso non espliciti questo aspetto, tuttavia, commentando Aristotele, si trova ad esaminare il caso (oggi molto attuale in
bioetica) di cure o medicamenti che hanno secondi effetti moralmente dannosi, da non cercare dunque ultra necessitatem medicinae 53.
Scienza ed arte della guarigione spirituale
Mentre nella guarigione corporea la scienza della guarigione interessa
solo il medico e non il malato, invece nella guarigione spirituale (e qui possiamo inserirvi oggi anche la psicoterapia e la pratica filosofica) fondamentale che il malato stesso abbia tale conoscenza; anzi, nellascesi mora50
Cf CBT 3.5.1 ad 4: Attenditur []divisio secundum quod ea, quae in medicina tractantur, sunt propinqua vel remota ab operatione. Illa enim pars medicinae dicitur practica, quae docet modum operandi ad SANATIONEM, sicut quod talibus apostematibus sunt talia remedia adhibenda, theorica vero illa pars, quae docet principia, ex quibus homo dirigitur in operatione, sed
non proxime, sicut quod virtutes sunt tres et quod genera febrium sunt tot. Unde non oportet, ut
si alicuius activae scientiae aliqua pars dicatur theorica, quod propter hoc illa pars sub philosophia speculativa ponatur.
51
Cf CPA 2.20.11: [Philosophus] distinguit inter artem et scientiam []. Et ideo hic dicit
quod si ex experimento accipiatur aliquod universale circa generationem, idest circa quaecunque
factibilia, puta circa SANATIONEM vel agriculturam, hoc pertinet ad artem. Scientia vero, ut ibidem dicitur, est circa necessaria.
52
Cf CBT 3.5.1 ad 5: Quamvis enim corpus sanabile sit corpus naturale, non tamen est subiectum medicinae, prout est sanabile a natura, sed prout est sanabile ab arte. Sed quia in SANATIONE, quae fit etiam per artem, ars est ministra naturae, quia ex aliqua naturali virtute sanitas
perficitur auxilio artis, inde est quod propter quid de operatione artis oportet accipere ex proprietatibus rerum naturalium. Et propter hoc medicina subalternatur physicae, et eadem ratione alchimia et scientia de agricultura et omnia huiusmodi.
53
Cf CTC 7.14.18: Illa sunt delectabilia secundum accidens quae delectant in quantum sunt
medicativa. Quia enim dum aliquis patitur SANATIONEM, accidit quod sanum ibi aliquid operetur, propter hoc videtur operatio esse delectabilis. Et inde est quod quando quaeruntur huiusmodi
delectabilia ultra necessitatem medicinae, sunt delectationes inordinatae.

378

ANDREA DI MAIO

le, senza quella conoscenza pratica che la saggezza, le altre virt sono
perfino nocive 54.
Una questione morale d occasione a Tommaso di enunciare un principio fondamentale: occorre sempre nutrire finch ragionevole la speranza della guarigione morale del prossimo, e in particolare dei propri amici e
familiari; quando tale speranza non pi ragionevole, allora occorre evitare
di mostrare familiarit con quanti si mostrano moralmente incorreggibili e
inguaribili 55: sebbene appena accennato, questo un principio interessante
da rileggere oggi in chiave nuova per quanto riguarda il trattamento educativo di situazioni di devianza.
Quanto poi alla guarigione interiore dal vizio dellintemperanza non
richiede solo opera della ragione, ma anche della fortificazione della volont 56.
La guarigione in senso spirituale pieno coincide con la salvezza e
quindi si oppone semanticamente alla dannazione: il peccato, in quanto
morbo che toglie la salute spirituale, ordinato sia alla guarigione sia alla
dannazione, secondo la provvidenza divina 57.
La colpa un morbo che richiede la pena proprio per un criterio medicinale per s e per la comunit: la pena la medicina che ripara i vulnera
che il peccato ha inferto nelle stesse forze dellanima del peccatore, ma anche nel corpo sociale della comunit, scandalizzata dalla colpa. La pena richiede (secondo un procedimento che stato ampiamente indagato nella

54
Cf 3SN 33.2.5 ag 2, ad 2: Ipsa SANATIO melius valet quam scientia medicinae, quia finis
ejus est. Ergo non est necessarium ad virtutem quod aliquis prudentiam habeat; dicendum,
quod sanitas corporalis non indiget arte medicinae ad perficiendum opera sani hominis; et ideo
sic ad sanitatem habendam non indiget homo ut ipse medicinam habeat. Sed actum virtuosi non
potest homo facere nisi per prudentiam: quia quanto virtus est intensior, tanto est magis nociva,
nisi adsit discretio prudentiae [].
55
Cf ST3 25.6 ad 2: Amicis peccantibus, sicut Philosophus dicit, in IX Ethic. non sunt subtrahenda amicitiae beneficia, quousque habeatur spes SANATIONIS eorum, sed magis est eis auxiliandum ad recuperationem virtutis quam ad recuperationem pecuniae, si eam amisissent, quanto
virtus est magis amicitiae affinis quam pecunia. Sed quando in maximam malitiam incidunt et
insanabiles fiunt, tunc non est eis amicitiae familiaritas exhibenda.
56
Cf ST3 156.3 ad 2: Ad SANATIONEM incontinentis non sufficit sola cognitio, sed requiritur interius auxilium gratiae concupiscentiam mitigantis, et adhibetur etiam exterius remedium
admonitionis et correctionis, ex quibus aliquis incipit concupiscentiis resistere, ex quo concupiscentia debilitatur, ut supra dictum est. Et iisdem etiam modis potest sanari intemperatus, sed
difficilior est eius SANATIO [].
57
Cf ST2 79.4 co: Peccatum [] ad duo ordinatur, ad unum quidem per se, scilicet ad
damnationem; ad aliud autem ex misericordi Dei providentia, scilicet ad SANATIONEM, inquantum Deus permittit aliquos cadere in peccatum, ut peccatum suum agnoscentes, humilientur et
convertantur [...]. Unde quantum ad quosdam, excaecatio ordinatur ad SANATIONEM, quantum
autem ad alios, ad damnationem.

SANATIO

379

storia della cultura da Foucault in Sorvegliare e punire) il principio che


per contraria curentur 58.

Il problema delle guarigioni miracolose


Il miracolo una guarigione sovrannaturale che si serve anche di gesti
naturali (per questo Cristo come Dio ordina il miracolo, e come uomo lo
significa con gesti umani) 59. Nelle guarigioni miracolose di Cristo c infatti la cooperazione tra umanit e divinit 60.
I miracoli si distinguono in prodigi (o miracoli maggiori) e segni (o
miracoli minori), tra cui le sanazioni delle malattie: entrambi significano
lazione di Dio, ma i primi manifestano meglio la grandezza di Dio; tuttavia sono insufficienti senza lazione dello Spirito in chi li vede; la guarigione un miracolo minore, in quanto facilita la natura 61. In altre parole,
possibile che un malato guarisca da solo, ma non probabile; daltra parte
ci sono eventi fuori del corso normale della natura, che per sono di minore
entit 62.
In ogni caso, i miracoli hanno una funzione significativa: mostrano
lintervento guaritore di Dio, che significa a sua volta la realt della guarigione spirituale, che la giustificazione e salvezza eterna.
Di per s la giustificazione dellempio non ordinariamente miracolosa, in quanto ogni uomo gi per natura capax Dei; ma se questa giustifi-

58
Cf ST2 87.6 ad 3: Remota macula, sanatum est vulnus peccati quantum ad voluntatem.
Requiritur autem adhuc poena ad SANATIONEM aliarum virium animae, quae per peccatum praecedens deordinatae fuerunt, ut scilicet per contraria curentur. Requiritur etiam ad restituendum
aequalitatem iustitiae; et ad amovendum scandalum aliorum, ut aedificentur in poena qui sunt
scandalizati in culpa.
59
Cf ST4 44.3 ad 2: Christus venerat salvare mundum non solum virtute divina, sed per
mysterium incarnationis ipsius. Et ideo frequenter in SANATIONE infirmorum non sola potestate
divina utebatur, curando per modum imperii, sed etiam aliquid ad humanitatem ipsius pertinens
apponendo. Unde super illud Luc. IV, singulis manus imponens curabat omnes, dicit Cyrillus,
quamvis, ut Deus, potuisset omnes verbo pellere morbos, tangit tamen eos, ostendens propriam
carnem efficacem ad praestanda remedia.
60
Cf De unione Verbi, a. 5 arg. 2 (parte condivisa): Divinitas et humanitas in Christo concurrunt ad eamdem operationem. Sicut ad SANATIONEM leprosi concurrit divina virtus et carnis
tactus.
61
CRO 15.2: Subdit in virtute signorum, id est miraculorum minorum, puta SANATIONES
aegritudinum; et prodigiorum, id est maiorum miraculorum, quae ex sua magnitudine aliquid
magni portendunt, id est ostendunt. Sed hoc totum non sufficeret nisi Spiritus Sanctus intus corda audientium ad fidem commoveret.
62
Cf ST1 105.7 ag 2 (alla luce di ad 2): Quaedam fiunt praeter naturae ordinem, quae
tamen non sunt ardua, sunt enim in minimis rebus, sicut in restauratione gemmarum, vel SANATIONE aegrorum. La guarigione considerata miracolosa se eccede le capacit e quindi le
aspettative naturali.

380

ANDREA DI MAIO

cazione avviene in maniera repentina e nonostante le condizioni avverse,


essa pu essere miracolosa 63.

Guarigione sovrannaturale e sacramentale


La distinzione dei sacramenti viene esplicitata con un parallelismo di
origine dionisiana tra vita naturale e vita sovrannaturale 64: come filosoficamente si distingueva tra nascita, crescita, nutrimento e guarigione, cos
teologicamente si distinguono gli atti dei primi cinque sacramenti 65; di essi,
sono connessi alla guarigione in particolare il quarto e il quinto: per la guarigione dai soli peccati, il sacramento della penitenza, e per la guarigione
sia della mente che del corpo, lunzione degli infermi 66. Questa analogia
che tende a ricondurre la sfera sacramentale a quella naturale forse un
elemento che oggi appare debole nella teologia sacramentaria tommasiana.
Come nellordine naturale la permissione dei mali comportava la possibilit dei rimedi, cos nellordine sovrannaturale fu conveniente la previsione di una guarigione spirituale, che si attua nella penitenza sacramentale 67.
63

Cf ST3 113.10 co: Iustificatio impii non est miraculosa, quia naturaliter anima est gratiae
capax; eo enim ipso quod facta est ad imaginem Dei, capax est Dei per gratiam, ut Augustinus
dicit. Tertio modo, in operibus miraculosis invenitur aliquid praeter solitum et consuetum ordinem causandi effectum, sicut cum aliquis infirmus sanitatem perfectam assequitur subito, praeter solitum cursum SANATIONIS quae fit a natura vel arte. Et quantum ad hoc, iustificatio impii
quandoque est miraculosa, et quandoque non.
64
Cf C1C 11.23: Sicut Dionysius dicit, spiritualia traduntur nobis sub similitudine corporalium, et ideo remedia spiritualis vitae secundum similitudinem corporalium distinguuntur. Invenimus autem in vita corporali triplicem profectum: primo quidem generationem seu nativitatem
qua res vivens accepit esse, secundo vero augmentum quo ad robur et debitam quantitatem perducitur, tertio nutrimentum quo conservatur in esse; et haec tria per se (sunt) necessaria quia sine
his vita corporalis perfici non potest, sed SANATIO necessaria est per accidens. Sic ergo in vita
spirituali: primum est spiritualis generatio quae fit per Baptismum, secundum, spirituale augmentum perducens ad robur perfectum quod fit per sacramentum confirmationis, tertium est spirituale nutrimentum quod fit per Eucharistiae sacramentum.
65
Cf De articulis Fidei 2 co: In vita autem corporali perficitur homo primo per generationem, qua nascitur in hoc mundo; secundo per augmentum, quo perducitur ad quantitatem et virtutem perfectam; tertio per cibum, quo sustentatur hominis vita et virtutes. Et haec quidem sufficerent, si nunquam eum infirmari contingeret; sed quia frequenter homo infirmatur, quarto indiget SANATIONE. Sic est in vita spirituali.
66
Cf 4SN 23.1.2.2 (sul testo di Iac 5); De articulis Fidei 2 co: Effectus autem huius sacramenti est SANATIO mentis et corporis.
67
Cf SCG 4.72.1: Quia abundantia divinae misericordiae, et efficacia gratiae Christi, hoc
non patitur ut absque remedio dimittatur, institutum est aliud sacramentale remedium, quo peccata purgentur. Et hoc est poenitentiae sacramentum, quod est quaedam velut spiritualis SANATIO. Sicut enim qui vitam naturalem per generationem adepti sunt, si aliquem morbum incurrant
qui sit contrarius perfectioni vitae, a morbo curari possunt, non quidem sic ut iterato nascantur,
sed quadam alteratione sanantur; ita Baptismus, qui est spiritualis regeneratio, non reiteratur
SANATIO

381

La guarigione sovrannaturale dal peccato connessa dunque allespiazione 68 e comporta non solo una riparazione come dal di dentro, ma una infusione di forza dal di fuori, e quindi per grazia 69.
La differenza tra rigenerazione (o resurrezione) e sanazione sta nella
sua gradualit, che poi torna anche nella differenza tra battesimo e penitenza 70. Sebbene dunque tutti i sacramenti siano salutari, tuttavia solo la penitenza viene associata pi esplicitamente alla sanazione.
Proprio perch assimilata alla guarigione da una malattia, la penitenza
reiterabile, a differenza del battesimo che in quanto assimilato alla generazione si pu ricevere una volta soltanto 71. Una caratteristica della medicina dei sacramenti (e in particolare della penitenza) che possa operare
anche prima dellamministrazione del sacramento stesso, ossia a partire dal
semplice ma efficace proposito di ricevere appena possibile il sacramento
stesso 72.
Tommaso, poi, rispondendo al quesito postogli sulla forma dellassoluzione sacramentale (se dovesse essere pronunciata allindicativo, come
tradizionalmente si faceva, o al congiuntivo), sviluppa una interessante distinzione tra la guarigione carismatica, che viene impetrata in forma invocativa da chi ne ha il carisma; e la guarigione interiore sacramentale, che
viene effettuata senzaltro, in forma imperativa, da chi abilitato
dallordinazione ad agire in persona di Cristo 73.
contra peccata post Baptismum commissa, sed poenitentia, quasi quadam spirituali alteratione,
sanantur.
68
Cf ST4 52.8.2: Virtus Christi operatur in sacramentis per modum SANATIONIS et expiationis cuiusdam. Unde sacramentum Eucharistiae liberat homines a Purgatorio inquantum est
quoddam sacrificium satisfactorium pro peccato.
69
Cf QDV2 28.2 co: Ad sanandam [] aversionem [peccati] requiritur gratiae et caritatis
infusio; sicut ad SANATIONEM caecitatis requiritur restitutio potentiae visivae.
70
Cf CRO 11.4: Tollitur in Baptismo totus reatus poenae, qui pertinet ad vetustatem prioris
vitae. Sed in aliis sacramentis operatur virtus passionis Christi per modum SANATIONIS ut in
poenitentia. SANATIO autem non requirit, ut statim omnes infirmitatis reliquiae auferantur.
71
Cf 4SN 14.1.4.3 co: Baptismus est generatio spiritualis, sed poenitentia est quaedam
SANATIO spiritualis: semel autem aliquid generatur, sed pluries curari sive sanari potest,
quamdiu in hac vita vivit.
72
Cf QDL 4.7.1 ad 2: Medicina sacramentalis operatur non solum actu adhibita, sed etiam
in proposito existens; et ideo quandoque SANATIO vulneris praecedit sacramentalem absolutionem.
73
Cf De forma absolutionis 1 co: In aliis enim sacramentis nihil corporaliter agitur quod
non statim ex operatione ministri consequatur, sicut statim in Baptismo fit ablutio corporalis
quae spiritualem designat et sacramentaliter causat; SANATIO autem corporalis non statim sequitur ex unctione, sed petitur praestanda a Deo; unde et interior SANATIO, quae per eam significatur, sub deprecatione a Deo poscitur. In sacramento autem poenitentiae verba Scripturae, quae
maxime sunt sectanda, non faciunt mentionem de aliqua deprecatione, sed magis verbo indicativo utitur; non enim dicit: Quaecumque petieritis esse solvenda erunt soluta, sed: Quaecum-

382

ANDREA DI MAIO

Una prospettiva interessante dal punto di vista del dialogo interreligioso e culturale odierno quella della riparazione dei danni dei peccati anche
dopo la contrizione personale e la confessione e assoluzione sacramentale,
riparazione da compiere in questa vita o semmai nel Purgatorio: essa nella
prospettiva della guarigione spirituale appare un po come una convalescenza 74, escludendo invece la rinascita. Potrebbe essere uno spunto per illustrare lidea cattolica di riparazione in analogia e differenza rispetto alla
dottrina orientale della reincarnazione oppure della rinascita per espiazione.

que solveritis erunt soluta. [...]. Si tamen praedicta responsio sustineatur, non inutile erit considerare quam frivolis rationibus eam impugnet. Obicit enim primo quod Dominus dedit apostolis
potestatem SANANDI corporales infirmitates et spirituales, sed in SANATIONE corporalium infirmitatum non dicebant; Sano te, sed: Sanet te Dominus Iesus Christus; ergo nec in SANATIONE spirituali debet dicere sacerdos: Ego te absolvo. Non advertit autem qui hoc obicit quod
potestas sanandi infirmitates erat gratia specialiter homini data non ad sanandum, sed ad sanitatem impetrandam; potestas autem clavium non computatur inter gratias gratis datas, sed est virtus sacramentalis quae principaliter residet in Christo, instrumentaliter autem sive ministerialiter
in sacerdotibus habentibus claves. Unde verbum dicentis: Sanet te Dominus, non sanabat, sed
SANATIONEM impetrabat. Verba autem sacramentalia efficiunt quod significant, ut dictum est.
74
Cf 4SN 17.2.2.6 ad 3: poenitentia quantum ad contritionem et alias sui partes est spiritualis quaedam SANATIO per modum cujusdam alterationis; 4SN 18.1.3.2 co: In poenitentia homo non mutatur in aliam vitam, quia non est regeneratio, sed SANATIO quaedam; ideo ex vi clavium, quae operatur in sacramento poenitentiae, non tota poena remittitur, sed aliquid de poena
temporali, cujus reatus post absolutionem a poena aeterna remanere potuit, ut dictum est; nec solum a poena illa quam habet, vel suscipit ab ea poenitens in confitendo, ut quidam dicunt: quia
sic confessio et sacerdotalis absolutio non essent nisi in onus, quod non competit sacramentis
novae legis: sed etiam de illa poena quae in Purgatorio debetur, aliquid remittitur, ut minus in
Purgatorio puniatur absolutus ante satisfactionem decedens, quam si ante absolutionem decederet.
SANATIO

383

IL CONCETTO DI GUARIGIONE
Questo studio contribuisce alla ricostruzione della geografia semantica
del concetto di salute e guarigione in Tommaso, indagando in particolare in
maniera sistematica e completa gli usi del lemma sanatio nelle opere
tommasiane.
In questa opera di ricostruzione e interpretazione occorre notare il rischio della sovrapposizione tra il nostro attuale modo di parlare e pensare e
quello di Tommaso. Sebbene infatti il nostro lemma salute corrisponda
lessicalmente a quello latino salus, tuttavia non vi corrisponde altrettanto
bene semanticamente. Salus (soprattutto inteso in senso spirituale) va infatti meglio tradotto perlopi con salvezza; viceversa il nostro salute
sembra tradurre pi propriamente il latino sanitas. Sanus nel senso analogo di ci che favorisce la salute ormai espresso con salutare o salubre (o a volte con igienico); nel senso analogo di indicativo di salute
ancora espresso da sano.
Per i motivi chiariti nellanalisi lessicale, possiamo adottare questa tabella di traduzione terminologica:
sanus

sano; a volte salutare, igienico, salubre

sanitas

salute (raramente sanit)

sano (sanare allattivo)

guarire (in senso transitivo attivo)

sanor (sanari al passivo)

a volte guarire (in senso medio);


altre volte essere guarito (in senso passivo)

sanatio

guarigione (in senso attivo, medio o passivo)

salus

salvezza (raramente salute)

salvus

salvo

salvo

salvare

384

ANDREA DI MAIO