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BIOLOGIA: "DNA, ATP, AMPK, L'ALLENAMENTO E' ANCHE MODIFICAZIONE

BIOLOGICA"
Ogni sessione di allenamento risulta in una alterazione coordinata
nellespressione di molti DNA mitocondriali e nucleari, che conduce ad un
fenotipo adattato. Tra i cambiamenti a livello mitocondriale c un aumento del
volume, della composizione e del numero, da cui deriva unaumentata
resistenza alla fatica. Lesercizio provoca cambiamenti nei livelli di calcio, di
ATP/AMP e lattivazione conseguente di AMPK e kinasi attivate da calcio e
calmodulina. Le manifestazioni pi evidenti di questo si hanno durante il
periodo di recupero quando il metabolismo energetico si dirige verso
lanabolismo, pi che durante lattivit contrattile. PGC-1 alfa, in particolare,
induce lespressione di geni nucleari che codificano proteine mitocondriali.
Inoltre la contrazione migliora lespressione del macchinario di importazione al
mitocondrio e la cinetica dellingresso. Tra le proteine importate ci sono fattori
di trascrizione mitocondriale che influenzano espressione e replicazione del
mtDNA.
Ladattabilit mitocondriale nel muscolo dipende dal tipo di esercizio (aerobico
o di resistenza) dalla sua frequenza, intensit e durata. I benefici fisiologici
sono un cambiamento nelle preferenze metaboliche, con preferenza per un
metabolismo lipidico piuttosto che carboidrati, che porta ad una diminuzione di
acido lattico, riduce la perdita di glicogeno e la fatica.
Le alterazioni dellomeostasi attivano chinasi e fosfatasi che determinano
modificazioni posttraduzionali di proteine. Tra le proteine attivate da
fosforilazione che interagiscono con la trascrizione attivandola o inibendola ci
sono AMPK. Akt, MAPK, ERK1/2 e p38, che contribuiscono alla biogenesi
mitocondriale e alle modificazioni della miofibrilla.
Esiste unassociazione diretta tra la durata dellattivit contrattile e la densit mitocondriale

"L'IMPORTANTE RUOLO DEL CALCIO NELLA CONTRAZIONE MUSCOLARE"


A riposo il calcio contenuto all'interno della cellula nel reticolo
sarcoplasmatico, l'impulso del sistema nervoso centrale fa s che gli ioni Ca+
+vengano liberati dal reticolo con la conseguente diffusione nel citoplasma
arrivando cos a contatto con la troponina che subisce l'attivazione in stato ON.
Le cellule muscolari sono soggette alla legge del "tutto o nulla", ovvero o si ha
la contrazione di ogni miofibrilla della cellula o non se ne ha nessuna. Al
termine dell'impulso nervoso il calcio libero viene attivamente riassorbito nel
reticolo sarcoplasmatico dove rimane immagazzinato in attesa di un ulteriore
impulso.Il reticolo sarcoplasmatico costituito da ramificazioni di "tubuli"
paralleli alle miofibrille in grado di portare il calcio nelle vicinanze delle fibrille
contrattili.
Nel fenomeno della contrazione entrano in gioco oltre alle proteine contrattili
anche altre proteine che assistono ed ordinano il corretto svolgimento
dell'evento: la nebulina e la titina regolano lo scivolamento dei filamenti, la
desmina mantiene costantemente parallele le miofibrille e la distrofina
mantiene ancorate le miofibrille alla membrana cellulare."IL MIO INVITO A
TUTTI I COLLEGHI, E' QUELLO DI AGGIORNARCI SEMPRE, A VOLTE LE COSE CHE
DIAMO PER SCONTATO DEVONO AVERE ALMENO UNA BASE FORTE, E LA
CONSAPEVOLEZZA DEL NOSTRO MONDO LAVORATIVO E' AMPLIO. NOI
POSSIAMO E DOBBIAMO MIGLIORARLA SEMPRE, TENENDO "ALLENATA" LA

MENTE A QUELLE CHE SONO LE COSE IMPORTANTI CHE COMPOGNO LA


PRESTAZIONE FISICA, PARTENDO APPUNTO DA QUESTE PICCOLE NOZIONI"

"PER INIZIARE AD ALLENARE UN MUSCOLO, CONOSCIAMONE LA


COMPOSIZIONE"
La contrazione avviene perch particolari siti delle teste di miosina sono in
grado di legarsi a speciali recettori posti sulle membrane di actina,
successivamente la testa della miosina si muove verso il centro del sarcomero
trascinando con se l'actina e provocando lo scivolamento del filamento sottile
verso il centro mentre il filamento spesso resta immobile. Una volta terminato il
movimento in avanti, la testa della miosina si stacca dall'actina arretrando e
legandosi ad un'altra molecola di actina. Con questo movimento i filamenti
sottili vengono fatti scorrere verso il centro trascinando con se le bandeZ. (le
bande Z sono fibre di connessione alle quali sono legati i filamenti sottili).
Dopo aver descritto quali sono i componenti attivi ed il loro comportamento,
vediamo di capire quale ruolo giochi l'ATP nella contrazione.
Una volta formata la relazione actina-miosina occorre energia per poter
rompere il legame e consentire il rilascio della contrazione, entra quindi in
gioco l'ATP che legandosi sulla testa di miosina fornisce l'energia necessaria
per scindere il legame actina-miosina con il conseguente spostamento della
testa della miosina verso la linea Z, ma l'ATP durante questo movimento viene
idrolizzata e liberando energia che viene immagazzinata nella testa della
miosina.
La testa di miosina quindi fornita dienergia potenziale e pu quindi legarsi
all'actina liberando energia e generando la spinta della testa verso il centro del
sarcomero; evento denominato "colpo di potenza". Poich la testa di miosina
legata al filamento di actina, questa viene trascinata e di conseguenza anche le
due bande Z del sarcomero si avvicinano in quanto sono saldamente collegate
con i filamenti sottili.
A questo punto actina e miosina si trovano saldamente legate ed necessario
quindi l'intervento dell'ATP come abbiamo visto, per rompere il loro legame. La
contrazione come ben sappiamo un'azione volontaria che implica cos
l'intervento del sistema nervoso centrale che ordina la contrazione ed evita che
questa possa rimanere perennemente in azione. Nel muscolo a riposo i
recettori dell'actina sono coperti da filamenti di tropomiosina che impedisce la
formazione del complesso actina-miosina.
Nel momento in cui il sistema nervoso centrale ordina la contrazione si ha uno
spostamento della tropomiosina favorito dalla troponina, in tal modo i recettori
dell'actina vengono scoperti permettendo la formazione dei legami.
La troponina quindi responsabile dello spostamento della tropomiosina ed
quindi possibile trovarla in due diversi stadi: ON ed OFF, se si trova nello stato
OFF la tropomiosina copre l'actina e la contrazione impedita, se si trova nello
stato ON la tropomiosina si trova spostata in modo da rendere possibile il
legame
tra
actina
e
miosina.
Il comportamento della troponina dovuto dalla presenza o meno del calcio
(Ca++).
"MITOCONDRI ED ESERCIZIO FISICO"

I mitocondri sono organelli a doppia membrana presenti allinterno della cellula.


Sono il motore energetico della cellula in quanto vi si svolge la fosforilazione
ossidativa (OXPHOS). Sono particolarmente presenti in tessuti ed organi ad alta
richiesta di energia, quali cervello, muscolo e cuore. Il mitocondrio possiede un
proprio DNA (mtDNA), come il cloroplasto, per cui si ipotizza per esso unorigine
endosimbiontica. Ogni mitocondrio possiede numerose molecole di DNA, in
numero variabile.
Il DNA genomico colorato con bromuro detidio, il mtDNA si colora
specificamente con DiOC6.
Il DNA mitocondriale non sufficiente da solo a codificare tutte le proteine che
servono per la sintesi proteica.
Ereditariet citoplasmatica della mutazione petite di lievito
I mitocondri del ceppo petite non effettuano la fosforilazione ossidativa a causa
di una delezione nel mtDNA. La formazione di cellule petite indipendente da
qualsiasi marcatore genetico. Nel topo, come nelluomo, il 99,99% del mtDNA
originato dalla madre, nelle piante superiori lo tutto.
DNA mitocondriale: La popolazione mitocondriale di una cellula pu presentare
eteroplasmia. Il genoma mitocondriale grande nei lieviti e piccolo nei
mammiferi.
Replicazione e trascrizione del DNA mitocondriale: Il D-loop o ansa di
dislocazione il sito di controllo per la replicazione e la trascrizione. OH e OL
sono le origini di replicazione per i filamenti pesante e leggero. La trascrizione
ha un unico promotore situato nel D-loop per il filamento H. LL serve per
trascrivere pochi geni. HSP ed LSP sono i promotori per i filamenti pesante e
leggero. TFAM, Mt3 e 4 sono fattori di trascrizione che legano i promotori nel Dloop. Il mtDNA umano viene trascritto in un unico trascritto primario da cui poi
maturano gli rRNA ed i tRNA.
Il trasporto delle proteine al mitocondrio: Sequenze leader permettono alle
proteine di riconoscere la superficie dei mitocondri. Dopo il taglio della
sequenza leader, un secondo segnale indirizza la proteina tra le due membrane
o nella matrice.
La sintesi delle proteine mitocondriali: Lapparato mitocondriale per la sintesi
delle proteine viene assemblato con RNA sintetizzati nel mitocondrio e proteine
importate dal citoplasma. LATPasi degli organelli consiste di due componenti: il
fattore di membrana F0 e lATPasi F1, le cui subunit hanno origine diversa
secondo il tipo di organello e la specie. Il codice genetico mitocondriale
differisce da quello universale. Gli aggregati proteici mitocondriali vengono
assemblati a partire dai prodotti dellespressione di geni nucleari e di geni
mitocondriale.
BIOLOGICAMENTE ATLETI: "Fibre, tra genetica e predisposizione all'esercizio"
Lesercizio fisico costituisce un potente stimolo capace di modificare sia le
caratteristiche strutturali sia quelle funzionali, delle fibre muscolari scheletriche
e parte di questo adattamento passa attraverso la plasticit qualitativa. E
facile quindi aspettarsi che le diverse modalit di esercizio comportino una
differente risposta adattativa in termini di composizione muscolare e di relativo
contenuto in isoforme della miosina.
In particolare, unattivit fisica prevalentemente anaerobica, che richiede lo
sviluppo di elevata potenza (sprint e palestra con sovraccarico) sar
verosibilmente associata a un aumento percentuale delle fibre veloci, potente e
scarsamente aerobiche.

Questa ipotesi stata stabilita da numerosi studi trasversali che hanno


reclutato popolazioni di atleti, maratoneti e centometristi, i cui muscoli,
analizzati in termini di composizioni percentuale in tipi fibrali, hanno dimostrato
un quadro coerente con il carico funzionale adottato, ovvero una maggiore
espressione di miosine veloce in atleti dediti ad attivit ad alto carico e una
maggiore espressioni di miosine lente in chi svolge attivit a basso carico.
Unaltra ipotesi plausibile che necessit di solide conferme sperimentali dal
punto di vista biologico, tocca proprio le basi della fisiologia dellesercizio si
basa sul rapporto, presumibilmente personalissimo, tra predisposizione
genetica e ambiente.
E infatti possibile, che la composizione muscolare e quindi la diversa
distribuzione
percentuali in tipi fibrali rappresenti, nel singolo soggetto,
lesecuzione di un codice gi scritto e che la plasticit qualitativa secondaria a
esercizio possa svolgere unazione di: fine tuning, ovvero la modulazione
dellespressione proteica del muscolo scheletrico, con diverso impatto sulla
prestazione contrattile.
A favore di questa ipotesi gioca la predisposizione individuale allo sport,
nonch i risultati di studi trasversali in popolazioni di atleti che normalmente
eccellono nella disciplina analizzata.
Il grado di acidit allinterno della fibra o nel sangue risulta in funzione della
quantit di ioni H+ presenti nelluna o nellaltro; per definirlo si usa il pH che
dato dal logaritmo, con segno negativo, dalla concentrazione degli ioni H+.
Per il preparatore atletico della disciplina del calcio, a ogni modo, non conta,
capire che cosa sia di preciso il pH, ma egli deve aver ben presente che tanto
pi aumenta il grado di acidit quanto maggiori diventono i problemi della
fibra.
Quando, in particolare, si arriva ad un certo grado di acidit dentro alla fibra,
essa viene messa fuori uso ossia non pi far causa allesercizio fisico, per lo
meno, fin quando una parte degli ioni H+ non viene smaltita.
E probabile, del resto, che la fatica transitoria, quella in cui vanno incontro i
giocatori nel corso di una partita di calcio, sia dovuta proprio a tali ioni.
Se infatti, la concentrazione degli H+ arriva a una data concentrazione (pH
critico), si blocca il funzionamento di alcuni enzimi e non si produce pi energia
con il meccanismo lattacido. Questo pu essere considerato un modo per
difendersi dallorganismo, poich viene impedita lulteriore produzione di ioni
H+ e si evita lesposizione a unaumentata acidit, da cui potrebbero derivare
grossi danni alle fibre. Si deve tenere comunque conto, che quando una fibra
fuori uso e il muscolo deve continuare a lavorare, unaltra fibra prende il suo
posto (una sorta di turn over).
Se per, sono molte le fibre messe a riposo contemporaneamente e se si tratta
di fibre tutte dotate di molta potenza, nel momento in cui non ci sono pi fibre
che sono altrettanto valide da tale punto di vista e che la possono sostituire, si
riduce la potenza espressa dal muscolo.
Pi in genera insomma, chi si allena bene e in modo conforme ai carichi e alla
densit di ogni singola seduta di allenamento, pu difendersi megli dagli ioni
H+ e ci grazie a vari altri adattamenti.
BIOLOGICAMENTE ATLETI: "Biologia essenza nell'allenamento nel calcio"
Lesecuzione sistematica di esercizi a livello muscolare e comunque dettati a
migliorare quelle che sono le performance fisiche, acquisendo cos, destrezza,
abilit e tecnica specifica, sono le basi fondamentali dellallenamento sportivo.

Gli esercizi pi idonei ed efficaci per migliorarsi nella disciplina del calcio, sono
suggeriti principalmente dallesperienza ed in parte dalla ricerca scientifica.
La valutazione funzionale delle capacit fisiche, la valutazione visiva della
prestazione tecnica ed i risultati delle competizioni indicano la reale efficacia
dellallenamento. In ogni caso, rimane sempre incompleto il collegamento tra il
lavoro svolto e gli effetti della ripetizione sistematica degli esercizi proposti
durante una seduta di allenamento.
Pertanto le informazioni che si ottengono dalle valutazioni delle capacit fisiche
e dai risultati sportivi ottenuti in gara, arrivano sempre in ritardo. Oltretutto, le
modificazioni biologiche che si possono rilevare mediante la valutazione
funzionale, scaturiscono da unintegrazione complessa di fattori quali:
a)
b)

a)
b)

metodo di allenamento
densit e intensit della seduta totale
programmazione del lavoro
La situazione sul monitoraggio generale varia in modo molto accentuato, se si
considera che :
gli effetti allenanti si osservano nei cambiamenti prodotto nellorganismo
dallesercizio
esiste una dipendenza specifica di ogni modificazione biologica in funzione
della natura, durata ed intensit dellesercizio.
Questo provocher modificazioni specifiche nellorganismo necessarie per
raggiungere gli scopi prefissi dallallenemento. Di conseguenza, le modificazioni
causate dai vari esercizi fisici condurranno ad un incremento del livello della
prestazione sportiva.
Per avere quindi una corretta valutazione e vantaggio nella programmazione
dellallenamento:
ogni esercizio verr eseguito per ottenere uno scopo concreto, espresso da
determinate modificazioni nellorganismo
le modificazioni ottenute, permetteranno di verificare lefficacia di ogni
esercizio.
Lallenamento rappresenta una sistematica e mirata alterazione della struttura
corporea, dei metabolismi e delle sue funzioni. Le sedute di allenamento,
dettagliate dalle singole propriet allenanti (metodica e riproduzione
dellesercitazione), devono indurre modificazioni necessarie e mirate.
Le modificazioni ottenute consentono di evidenziare , permettendo un
controllo, il raggiungimento degli scopi prefissati attraverso esercizi o gruppi di
esercizi. Per conoscere quali siano i cambiamenti necessari per raggiungere
lobiettivo dellallenamento, i fattori limitanti la prestazione nella disciplina
corrispondente deovno essere presi in considerazione.
Successivamente la strategia dell allenamento deve determinare come
distribuire il carico di lavoro durante lanno di allenamento e durante un
determinato periodo dellanno.
Linduzione immediata delle modificazioni necessarie dipende dalla tattica di
allenamento, cio dalla scelta degli esercizi e dallorganizzazione di sessioni di
allenamento e microcicli.