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DEL M.R.P.
A GIOVAN NI FIORE
A
D A c R 0` P A N I.
predicatore , Lettore di Sagra Teologia , e gi Minro Provinciale
dell Ordine dc' Frati Minori Capuccini @i S. Franceco
della medeima Calabria uitrrlore.

TOMO
SECO
N
DO-
~
In cm' / (leivi-vana il Culto divino nella Calabria prima" e dopo
il Vangelo , Le vm de Santi Martiri, Ponteci, Abati ,

Conori ,Vergini , Vedo-ve , ed altri Sez 'ui , e Ser-ve'


di Dia, che orirono in ea na al corrente
anno I 74 z.

coME AN coRA
_La rz'e ric-Santi non nati , ma morti i Cefalu-ia , delle Relq'm'e deSarzti,
delle Sagre Immagini miracola, de Ia/27211 s e' Ira *Chi-: , DAMA-gig;

delluna , e {ls-ll' altro / a la Mom/i) e. Superiori

Provinciali, delle Fee Coma'hf le' mortarjsed in


"

_ne il Mai'tirDOgio di Cafabria.

'

'

Erudita, nella
utile, vita
e prottevole
ad Ogni,eorte
di Perone,i
Criiana ,Politica
Civile,
Per la morte dell Autore uccedura nel 1683. accreciuta
no all anno NMUN_

D A

FRA DOMENICO DA BADOLATO;


Predicatore chiesOrdine , e Provincia, le cui addizion vengono nome
col egno della manu M

CONSAGRATA
ALLECCELLENTISS., E REVERENDISS. SIGNORE

D'

MLAOBAEREFIILO

DEDUCH DELLA TORRE , VESCQYO, D! MILEIO. &c4;


e"

l N N A P O LI, Nella Srampara di Domenico Roell, MDCCXLIII._

CON 1.10111va .UBSUPERIUA'L


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TECQELLENTISS. , E REVERENDlSS. SIG.

Signore; e Ladro; [imgre Calend.

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On mi convenuto; Per Vero dire , tener lun


gamente opeo lanimo mio ulla celta del
Peronaggio, a cui per guiza , per grati
tudine, e per genio dovee da me , e potee

la preente opera dedicari :,Concioiacoa


che tra moltiimi Soggetti , che col merito

al -anco ciggevano queto tributo , il Pri


mo,e Principale iete Voi tato empre , Prelato Eccellent-l
mo, e Reverendimo . ll voro ereditario merito non conta

pochi luhi, ma pu vantari nato da pi , e pi ecoli. Lo e~


er Voi degno rampollo della Famiglia Filomarin,e peprcgi,
che traete da Ea , e pel favore, e Iuro , chElla ha preato
-maiem pre al Religioo Iituco da me profeato, vi contradi

{lingue primamente in maniera,che enza ngura di alcuno,


a Voi olo in omiglievole congiuntura., dee ,e pu come.
a z

v[lare

tare tutta la notra attenzione. Non f qu di meicri rican


_tare le laudi della vora llluire Proapia, s per non oende
re, ed irritare la vora rara,e nota modeiada quale pi vol
te
i fatta
conoccrmoderato,
nemica diqualunque
udire c da Perga
e dalle
Ca
tcdre,
avvegnach
elogiomi,
5 S,
ipcr non

trovarmi impegnato a egnare ogni linea coll' epreioni del


le medeime,c coretto a replicare ci, che criH Valerio al
lolmperadore Domizio: Ne Celei 'vere-candide tum lauder
rmmar, gumacilir tefatigare, quam or atiare, omnis' "UH

ur ingereretz S perche troppo baevolmcnte note omai '


rendettcro l antica chiarezza del voro nobililmo angue,

leimprec illuri devori glorioiAntenati , gl impieghi


agr ,c politici , le lettere, c le armi, le pade , e le toghe , le
Mitre, ele Porporc, quali decoro, e onde u decorata la Fami
glia Filomarina . Ne meno conti , echiari ono i riei di

gloria , cheda ea con perenne vantaggio derivano alla u


mile , e povera Capuccina Famiglia . Vanta Ella, come due

Ari di prima grandezza aVere accolto nel Ciel de uoi


Chiori que'due plendidi lumi,chc puntati dal di Lei chia
ro Orizontc riempicrono di plendore la nora Religione,

la Chiea , ed il Mondo. L uno f`u il Padre Bernardo Filo

marini,chcconagrandoa Dio la nobilt , e le ricchezze di


una tirpe s riguardevole, nulla curando ci , che di onori-i
co,edi vantaggioo perar porca dal uo ingegno ublime,
non credette renderi meno , anzi pi glorioo deuoi illuri

Anteaefeollero'rcarioluzionc di abbandonare ogni fortu


na, e peranza del ecolo , per vivere i d pi lieti , e tranquil
li nella omma pace della Religione, ove per le ue rare virt,
c peuoi anti coumi i fece pettacolo gradevole a Dio,am
mirevole al mondo,agli Angioli,ed agli Uomini.F laltro il

celebratiimo Padre Franceco Maria Filomarini uo Pro


zio: Quel Franceco Maria,che perle chiare pruove del uo
valore, dottrina , c pirito , aunto al Preolat-p della Napo
letana Provincia con maraviglioa laude . e preclari eempli
di perfezione, zelo, e prudenza ne ree il freno,ne procur la
coltura, nc promoe il decorongel Franceco Maria,il qua.
le colla vatit del uo ingegno eppe nel tempo eo,e com
picre allo impiego del uo Paoral minitero, e criver trat
tati de Dizvinir rcmlationbur , che ono le pi alte mate-i
rie della miica Teologia : Qqel Franceco Maria nali
mente

mente , il quale in tempo delle popolari edizioni , che con-l


'turbarono la nora invitta, ed a'Sovrani uoi empre fedeli

ma Metropoli,collo plendore della nobilt,col credito del


la virt , e colla energia della eloquenza cooperato avendo

moltiimo a edare quel pericoloo tumulto del volgo ingol


ato in attentati unei,i-quali gigi intorbidavano la cara,
e tranquilla pace_ di queto Regno tutto , dal Cattolico Mo
narca delle Spagne, per reimonio di ommo onore , con am
pla ua Real Cedola allEminentimo Arcivecovo Acanio
Cardinale Filomarini di lui Fratello diretta , merit di eere

ringraziato di tanto zelo, e dellopportuno valore, con cui


era impiegato per la conervazione,e quiete di queto cotan

to perturbato uo Regno .

Poco non dimeno rileverebbono quei due motivi , ei


pregi della vora lllure Proapia,e la benemerenza vero la
iReligion Capuccina noni uniero nella degnima vora
Perona, la quale in fatti,e decorague-Ue-colle ue virt'u, e co
caratteri luminoi,che l ados-nano , prognoici di pi Emi

nenti dignit , cui in breve periamo vedervi aontoz E ri~


guarda quea conuna parzialit di aetto, chepu in altri

dcare tanta invidia, quanto conerva in noi empre viva, ed


accea quella gratitudine, la quale in`ceantemente ci Primo
la a non laciare indietro congiuntura veruna, in cui poa a
Vorimorar .

Che pi! La. Opera ea , la Quake, e per lo Autore , che l


ha critta,e per la materia,che in ea i tratta, dir pu zur
ta votra, mi ha fatto empre entire le pi convincenti ra
gioni, per cui del continuo richiedeva di eere, non ad altri,
e non e a Voi conagrata. Vetaome Voi ben vedete, in
titolata la Calabria Santa,Sagra, e Feiva , raccolta dalla in

gegnoa, ed accurata induria del Padre Fr.Giovannda Cro


pani Capuccino : Ecco l A utore veito di tale Abito, che dal
votro aetto Paterno,e dalla Vora autorevole Dignit i tie
ne per ogni dove pendente davotricenni . Queta nobile , e

vaa Provincia dipo , la quale il Teatro epoo novella


mente in quee carte alla vedta del Mondo Pio, e Lettera
to, pur quella ea, la quale nella migliore, e maggior par
te di e alla vora pirituale Giuridizione gode vederi og
getta.ln ea la Vora Paoral cura ende non meno ,che
r---w_

ovra cencinquanta luoghi , prima perle molte antiche ri


noma

Ir

nomatc Republiche , che Vi furon fondate , e pemagnici,


benche p`r0fani,Templi , che viurono eretti; Poi per pi
Chiee Vecovili , che vi numerarono , per pi Uomini di
provata, e anta vita, che vi orirono, peHo copioo angue,

_che moltiimi Martiri v parero , peSantuarj inigni , e


per le Immagini prodigioe, che Vi rivericono, riguarde

voli: Eccola Opera , la quale come Sagra , e Santa portando


una impronta Divina , e, come ripiena delle memorie di una:

Provincia, ove non ceando giammai d'imprimer la ima


ginc della vora Perona, e delle vore virtudi , e di riuona-

re da Vicino , e da lontano la fama del voro Nome,diviene


un tributo,~che, enza divideri, render i deve a Dio prima,
perche di Dio, deve pocia rendere a V0i, perche voro .

--

'lo nalmente, che ho voluto prenderla cura di farla dare


alla luce, ono lo ultimo, e10 inmo , ma non ono il men for

te motivo di pezialmente a Voi preentarla . Le obbligazio


ni,ehe vi proeo ono note a me, che da gran tempo le tengo

colpita indeifplmente nel pih intimo del cuore: Sono note


a V0i.,che continovamente Vi dimorate non ad altro inte
o, che a ricolmarmi di favori, di benezj,e di grazc;Sono no.

te a qnel Dio, appreo di cui non ceo giammai dimplorar


vene ia ricompenza. Conentite dunque, che queta Opera
eca da Torchicol voro glorioimo Nome in fronte : gra.

dite laettuoo oequio , e econdate la ragionevol premura


di chi a Voi la oerice, per procurarle protezione, e decoro,

Era guI`PcicT5~dOVcre, che 'io non tralaciai queta o

pirata opportunit di dichiararmi nello eerno , ed al Pub


blico,
mi profeai nellonterno , e mincirinai
pre in quale
privato
' 4 maem
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Di V. Ecc. Reverendis.

'

Napoli 30. Ag01t01743.

'

Umilis., Oequiois., ed Obbligats. Servid.

F"d 11471071 da' Feroleto Ex-Iro'az'nciale, e Vitator Generale de'CapuCCm'

della Provincia di Napoli .

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A CHI

ALBENEVOLOLETTOR
Detto , Umamh'rno Lettore, anello accanto celebre ,allrMWa .lb/1375}a
E calabria Santa [le] rinnato Scrittore P. Giovanni Fiore da CTO/W a'
paccino nora,dopo 60., e pi anni dallana morteata hggetta allzg*
rie della polvere, e alle roiccbiatare del tario,jZordata in nn cantone; 0 5/?? PW"
av

epaata,per nonza baonarte ,in giro a divere mani, (la (TW/Zefa ni/Z
da illa/Zraza di nar dallintatta aini-'ata, ea in gaza, tb? tra WW" "MPV d'- _`
migliare a jejeja, ed a nonpiia a conocere cbi ella era . Valle il Dzlm S1*
gnore ,cbe, a jo

motivo di non Perderi c051 bell'opra, cas-ee in mente a

-R-_P

.Ilarione {la Fer etogi Provinciale nella Provincia di Reggio, 6 di Pme VM


tatore, e Comrniarw Generale in ong/ia Provincia di Napoli, in tempo che regge

va Zara Provincia, afor sz, cbe'l Padre Domenico da Badolatoi addozl/ l7 1'

ra di raccogliere qaanto avvenuto era dopo la morte (Zell AWOCOM l MW


detempi,e delle materie, per poterlo aggianoere all'Operae 505" "ea interamnn

te corn-pinto mandar alleiampe. Came in etto detto Padre di Pad-alato raa


tic molto tem oalla minata ricerca a'i quanto di Santo , di Sagra , e (lEccle/a~
`tico nel/ana, e nellaltra Calabria era avvennto no al pre ente giorno; ma
non (j/iante non [ipot rinvenir tatto; impereiocbeebbene vii!. cbi ricbio /mf
mini/Ir?) cbito,e cbi alt/Mtv Midi ; altres non vi manc cbi le tante vol-'UT
claieo, ed importanato (jz'jata mode/lia, o polini-'TUVFFZa ) 0 mmm".

aac ripondere mai ;Laende non ?ammira-'4116! MNT/8 " 1511711' Ordini 'feglai
non i vede ai naovo regi/irato rnolmlrcbe a cbiijcero le ricbicje, of /Fa'

_lio alla , oi; aato ben poco. ~ c

Fra tattiglz Ordim' &go/arl a cbe _ori/?ono nella Calabria , par cbe moltojz
contradi/Zincra in que/fOpc-m, e nel narnero de Soggetti , e nella cbarezza (le: at

ti, aac/10 6" Capi-651'771'- Ci 0 dee reear maraviglia, n oenerar alcnna invidia:
LAntore (Tac/inoszi batto le aqgiante Capaccirpio; La Religione (le Ca
nccini nella .alabriartz' le prince calle, anzi i primi natali ; ed in arte/ia` pi
cbe in altra Provincia ard empre con ipecialervore dinrito , e riplende
con cliara lace dihntt 5 e finalmente la prima i dea, anal nir lAutore a m'
vere delle org/ di Calabriaf il raccorre conzeiicnmpmdw, [aivrme egli/Seo a'i
te nella prefazione {li tatta lOpera alprima torno, le 2.7", e ge/?a deyzzoi Capacci
ni nazionali .

Anton-be le notizie z'nje cercato ritrar/i dajrgenti pare , e limpide al /Vl

bile; non perci (attea l' amara condizione all error dijba natnra Mggctl
mancato di ar anello Urlo/Je spotato, afnclie netta dagni nno/Zara, CPV/7,0

*i'ibiU/la, e netta la verita.E mai ad onta dogni attenta/?ma diligenza non l'3
{andata di (lro tntta la polvere , almeno la pi mirata, {le'e :ogni compatimento;

percbe l'occbio di cbirive non tatto pacorgere colpropio Marcio, cbeert


le il teimonio, cbe non patie eccezzione,n pa eere ripa tto.
L'idea poi dellopera non poteva deiderari migliore ,n in miglior forma CM_
cepata, edordinata 5 conciqacle in tre Libri partitala, nel prima, dopo molirato il

proa no calt0,cl~e apprcji la C abria allIrlolatria in tanta vai ie/z di Dei,ed1n

tantahntaot (li Templi (Tr tato veramente ieno ai tatta la pi bella `e ra


zra eradizione)e ne paz a anelealzo , cl-e aopo a late del Vangelo amare/ib alla

vera Divinit, ove tripartitarnente {li/Zorre deSanti .Martiri , anali donarnm


~ er Cri/?0 la @514,0 nelle tarnieine (fall empiet cleTiranrim nella guerre dall"
pade deglrdeli, o nelle pe/iilenze accei di carit in aiuto dePrr-[Fmi. Viene poi

a Confeori,e ai coloroabe la C'birza come Santiw Beati venerazgli Alcari,,e a'i


coloro, cbe le penne {lc-Sagri Storici onorano con titolo di Beati ; e ai coloro in ne,
(be vijTati,e mortiper virt,e miracoli con fama di Santitzbiamamo Servi (li
Dio . Dovei deve riettere circa il titolo di Beato . cbe dei l /l/ctre a varj Sog

getti illari, che non l'banno ancor hrtitoollennemente {la S. Chiea , che tanto
r

_.;-u,

il medebnouanto cbi li tratri-ae apertamentei proteano con ci non preten


dere ?ter/ coloro ornbra alcuna di culto, o in menoma coa contratenire a Decreti

ngrojanti deSommi Ponte/iti , maolamente volerli continuare quel 91/33 , oq/ia


onerario titolo, cbe innocentementeaora gli banno app glio le penne di celebri , {il
anticbi Scrittori .

Agli Uomini Santi coll'Ordine tra lor dovutoieguono le donne Sante, quali in F
.v

Calabriajrtirono inatali, dopo di cbe come in Appendice aggiugne coloro,cbe nel


la Calabria non ebbero il nacimento, ma il epolcro ; lndi quelli , cb: in e ban

{lato pegno dicolle adorabili loro Keliquie , ed in _ne quegli altri ancora ,cbe

conola amore, e protezzone dimorando in Calabria l'onorano ,e le poi-gono ajuto


con grazie , e miracoli per mezzo delle loro Sagre Immagini .
Terminate le Perhne Sante nelprimo Libro,enae alle coe .Sagre , delle qua
li con tanta accuratezza tratta nel_l-condo , cbe in daezarli eguali di-wolo , nella
primalopo die-palle dajotto le roz'ine quelle Cbiee 'attetlrali , cbe per l'inon
44-
J."
T
dd.
.ru'..b

dazione de'Bai bari, e per lingiuria de'ternpi eranogilbarute,fa vedere all occbio
tutte quelle, cbe_felicemente eqiono ne dz preenti , azhonendo ordi'natamente

come in ragna le Suraganeetto le loro Metropoli, e collzcanao in diparte le


Cbie/e eenti ,e quelle , cbe i dicono nullus Diceceis . Reazra in ogni Cbie

.ja la rie di tutt'i Veovi , tbe le re ero oi tempo in tempo: Non ui mancano
delle interruzzioni ; col/1a per dellanticbit , cbe diuor le memorie , e non ba

lahiato allIlutore @eiigio per rintracciarle . All'aggiunte , cbeino fatte s


riparmiato alquanto alle_lau.<lz' deVe-oucbe vivono di preente, per tema ,cbe

la Teri; 0 compari/[17} fa ttia maberata di adalazioni . Nella econda


parte [mi par/a degli Orclznz KegOarl,clc con gran let/ira, e con molto unter-o de'

loro Monaerj dellun0,e dell'altro eo riempiono [z Calabria . [n quello (Zefa


panini parcbeE-rmi un poco pi", percbe gli aari dzua Propria cah gli 170,igevzno pi notizie, e gli davano pzupremura .
Lultimo , e terzo Libro lo dei alla Calabria Fe/Iiua, diwiaendola pure come
gli altri in due porti . Nella prima con ccaga` e dilettezvole erudizzone parla delle

Fdie Celebrajatz/ in Calabria mentre f Ebrea , mentreit Greca , 'neutri-;h


Romana, e di quelle celebr mentre l Criiiana antica , e celebra or, cb m0 er
na; in cui hggiugne curioa Appendice deMortorj , quali percbe inea ancor
al
..-_

erbano qualcbe Keliquia ael org/fame anita , porgo/zo motivo all Autore {li (lin

dere con giu/iizia, edal Lettore di leggere con curioit . Termina lajconda ar
,ze, e con ejz lOperatolMartirologio deSanti, ed Uomini inantit illujiri , cb
zz bellEpilogo, per cori oire` (lelprimo Libro , e cbe arl un occbiata a *Dede-re la
Erzilz'z neluo nazio uolo nel produrre in tanta abbondanza roe di Martiri,
Gigli di Vergini, viole di Penitenti , e tantaltriori di virt , e grazi e , tlc quali

?vien intrecciata prezioa corona ,e di gloria eterna alla Trinit , e di perpetua


edicazione alla S. Cbic- .

'

Da quanto s detton qui potrai ben argomentare o mio Lettore , el dolce , e


lutile` cio il diletto, ed ilprotto arai `iter ritrarre in leggendo queo volume,

e non tifellini l'aoettatim; imperciocbe il diletto te lapporter da peri-jiejt


laoria. fecondaper tutto ai rare notizie, e dihgre novita, quali colla loro con
catenazione luna dopo dell'altra tiranrloti ue , tz terranno, e loccbio attento con

ammirazione,e l'animo fqbej con piacere; Il pro toi meolerzi col diletto/le
,qualora preentando-fiji azvanti gli occbi la cqiznza de Martiri , la morti/ita
zione deCon/bri, la purita` delle Vrgini, e le virtuoj opere , ed eroicbe gean

degran Campioni, e Servi {li _Ges Cri/io , per necearia naturaliimaimpatia,

ajutata, twejiero dalla Dwma Grazia, coloro eempj, ea incitamenti ciueglie


ranno fbrj da qualcbe tiepiilezza nor avuta nel vivere Crziano, e ti ecciteran

no allimmitazione delle loro ante , e gloria/ impre/e. Ti ij dunque ovente


aaantigli occbi l'Opera, cbe tiprento, leg gila con occbio attento , e con cuor di.

voto, e raqmmentati, cbeccome li Macabei conhla-'uano nelle loro aizzionip


conrtazvann necombatti menti con tenere in manoz libri anti , bah-antes pro
alario ankos libros 1.Macab.c.2. ;Cosz ta ancora con rileggertente ue/ii ,

" i "

gli

4..-

ljogli ti tonhlerai netraoagli li qnijta miera ?tito , ed atqaylerai forza ,e vigore

oi/tere ne combattimenti ,e/e ti tonnerraj/lenere da nemm della :aa Anz

la."Per aere all iinprellone era ato gia detinato il niedzejimo P. Domenico di
l

ito Provincia dalli cordam , e contumacie, quali ne


Badolato 5 ma trattenuto ei in

torrenti inliti giorni per tan a 'del contagio di Me ma , e di Reggio hanno impe

per Napoli ; collorco ne ,elae'l M.K.P. Michele da


dito il poter da ivi maggior
nitore ?xe-nato era per Conultore del/opradetto M. R. P. Ila
Reggio attua! Dii
Pronincio di Napoli ,ie d'aooo,elae s'aodojaj
rione nella ?Ji/ita generale di quetaer tanto disbrigato oa ni aari con tutta la
e
ein ilgraoilimo impiego ; ene p
pi diligente attenzione nonhlo ba donato fatitar moltij/i'no al Tela originale
dellAutore, aria non oto nrbato ,e contra atto dall'altrni indi tretezza, a n
O
the re/ia'e puro,
ed illibato , e cioe laampa al pzlbile ?tenie pnrgata , e torret

e convennto mettervi delnoialmeno nellaggittngere al


ta; ma di vantaggio gli

altra coi-lla capitate in Napoli ;e nelfare ini


enne vite di Capaccini ,e qaaltlf
free dell opera , come an Appenditedi altri Santi, e Ser-?ti di Dio ,le notizie de',

quali, o maneooano nel Teto dellAutore , per eerj diperi ioin ; o li mana-
rittihpragianro tardi, e mentre il torebioji trovava ananzato nel no la-oo-I
jzjnognate con una Croce ,iccome eolegnol
ro ;anali aggiunte per di/tingaer/i
ggttnta dalhpradetto P. oi Badolato, rep/fondo in
di una manazza quello nifze a
alterazione il Tela del Venerabile Aatore ri

tal maniera
illejo, e enza tm'in
rnenontah
rm
del Martirologon
aggiunti elogii_ono imprei/nz'altra ditinzio
ne, s per non in rajZ'ar tanto lopera di manazze,e di Croti; e tz pere/oe li mede/i'mi
contrandolwlk vite . Per tutto ci ben taecor

elogjfotranno ben diiingner/ r tamente ritronar nell'opera diverit di [file,


gi, o iZ*reto Lettore, dover/i neceto adattari' al poibile allo ile dell' Autore ,
e difraje; poiche/E- ben s pro-7?
, _ , diveri/etanolo la diverit
llaazmeno endo :lg/llll

per Wenir tutto uniforme ; mi


holmsnte luno pu rinir in tatto imile allaltro , il che
delle menti, 0 cos rodenza, a cui altres rimette/i il comoatire gli errori pi eni
:rimette alla tna p
rei oramai inevitabili, deanali s tralajZ-iata la correz

'f

nati tar/i'
nella
amoa.
zione,
eno
fattaolamente
di quegli altri, chembrano di maggior importan

za . Ditaztg timata forti avvertito oprao'entinto Lettore . Eratanto aim'

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APPROBATIONhS-~
E mandato Revcrcndmi Pan-is Iocph Maria: ab Interamna' notri Capuccdo
rum Ordins Generalis Minh'i revolvbrum pohumum,cui tirulusz' Della Cala

~bria Illurata dal M.R.P.Giomnni Fiore da Crop'a'nixoma.. m. cum addirionibus inertis


a R.P.Dominico a Badolato ejudcm Ordinis Cnciontorc . Et-dum nihil omnin 0r
thodoxa: Fidci dogmatibus advcrum , nihil bonorum regulis mom-m dionum in co

oendckimz quinim hoc ecundum :equ ac primum volumcn' mira induhia concin

natum , omnig'cna erudicione rcfcrcumzt propter picmem, quam undiquc rcdolct,plu


rimm commcndabilc rcpcrcrim,idco nc tam &Rim-;bile opus, uo Authori non minus,
uam Univera- Calabria honoricum,di in abcondico , 6: ub lentii vclsminc con

tcum permaneat , ad Chriiance Rcipublica; bonum , in'luccm publicam per Typun


cdi , : immortalixati donati dignmum cenito , `ui ubcribor.

'

Datum in hoc Capuccinorum Conventu Tcrrzatharinz dic roJanuarii -1 74.3.


v Ego Fr.5rafb_inus a Cardinale SJbealogia Profer ,' : Ex-Provnciahs Capacc
_

a.

. \

...

Pus pohumum , cujus titulus en: Della Calabria Illurata tema.. @mb Adm.R.P.,

o joanne a Cropano in hac Rhcgina Provincia olim Minitro Provinciali elabora-`


.tum , cum additionibus in co ap oics a R.P.Dominico Badulatcni cjudcm Provincia:
C0ncionatorc,juu Rcvcrendi 1mi Patris joephi Maris ab [mamma forms noh-_j oz.;

--..
". -.LA-i

FDS Gene-falls Mni, accurata animadvcronc,& magna imul cum animi mei com
placentia perlcgi 5' quich il_l_ud mira non olum, ac pervecuacruditionc rcfcrcumi'vc

'fum etiam olida Picmc, UU l"comparjibili, : Religioimo Viro par erat , per'crafta
Um DVCD - UDdcam nihil _a Cfhohca "erika-;c dcvium, morumquc probitari nihil rc
gratum for?) ac Jufundum exfmo 5 '5 quod Omnibu Prolturum , in omnibusutilita-

Pugnam CW im Omnia .Cls cononantla mnc, 6( oculis

-m YPS mapdarb &Pm; Omnibus ,mambus em? ,haben dignum authumor. _P rodcac
ioirur in luccm, przlo ne mom upponatur , ut omnibus ccrarur manibus , xcollatur
linguis, : ad, major-:m Dei gloriarn virtutc's in 'omnibus augcamur . Sic cncio, alvo,
dic".r-Ai

`\

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'_`.

-`._,r,.

'\

~ ~ `Dtum in ConventuCapuccinorum Flumariac hac dic 15*.Marcii 174g. x- '


. .ZgaFrLudo-vm: a Flumana &The-*plagio Profebr, (F ItPro-vincialis Capace:

.u

4);-

:-

.
l '.. ~

Liccnta Rcvcrendimi Patrs Generals.


i Enjapg'zas Ilaria
ab Imeramrza
Ordini: Generali:
Fratram ,Minor:
S.i Franci/Ei
Capaccinarum
Mini/leg
I. i. ,
'
i

11m Librum pohumum',cuus incriptio Della Calabria [lla/tram ta-i


ma Il, , (51.3_ a quondam_ R. P. Joanne a Cropano norm Provinciei

Rhegii Ex Brovmcia concriptum aliquot 'eiudem Provincia: Theolo


gi ,_quibus 1d commlmus , reco,gnoverint,_& in lucem edi po proba

verlnt z virtute przentium 'licentam,& facultatem concedmus , ut cr


Vatis chandis Typis mandati poc
L
,
Datum e! notro gong-ento _Immaulatz Concepgde Urbe hac die ;.;
Maii 1743.
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Er.Joephus Maria qui apra Loco X< gill l

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APPRoBAioigu EXTRA QRDINEM.


EMINENTISS. E
., .g REVERENDISS.
l
g l SIGNORE."

OmcnicO-Roelli ublico Padrone di Stampa in queazfcdejj ma.Cirtruppli

cando epone al EminenzaVorLcome ;deidera tampare un libro intitom;


to: Della Calabria [lla-nita Tomo II. del M. R.P.Gio*oanni Fiore da Cropam' Capua- cina. Pertanto {applica lEminenza Voh'a darne _il permeio ,.e laver ut,Deus..
.Rey. D. Phippus Porzio revideat, & in cripns -referar . Neap. hac, dierrzl
unii I 43._

J.

i.

.x

n 7
Ca. Thomas Roger-ir pre Dom. Cattani Tomo, Dep.
CARMINUS CIOFFL EPISCOPUS ANTINOP. VlC. GEN,

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EMINENTISSIME -, EL'RBVERENDIZSIME DOMINE'.


Bccmpcrandizrati honeimis Eminentia; Vh'ae juonibus , librum pra

pu _. inorum Edi-.Provinciali,lubemlmz evolviznihilque in eo,quod Orrhodoxnn -

cripta: C bn'a Illuraraf'omo {1.: Auore R. P. Joanne Cropanenli qp

Fi em', noquemores oendit-Ldeprehendi: qum Mie) Ag'ri 'inac , cleaorunya- '


rietate or-um vernantis, omnigenam cruditionem tum acram, t`um prophanaw

- T

um admiratusz'di num itaque ceneo, c .ny-pis mandetur,dummod Autoritas ac s_

cedacEminentiz

erar, enim Sacre .ur-pura: mbriarn, omni, quapar e, hu

. militare , devotim deoculor.


j r: Eminemiz Verz ~
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xjg; ,.

n .1 .l _,.e ..

Luc die 2.3. Auguir743.


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_Obequenris.Atidi&il's.&Humlllimus Farinelli-'pv

Philip: Maria-Porzio. __

` .' _ i- Attenti 'relatione Rev. Qomni Reviorihyquodpgte ii'nprimi , 'Imprhnatun


2 _'Neapoli 2.7. Augui 1743.* " ~
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~ CAiLMiNUS. CIOFElEP-ISCOPUS `ANTINOP.,,V\IC. GEN. ` - ~- .
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Canonica julia: Torari: Defmt. '

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S I- Gz N 3.0 R E.

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Omeneo Roll publica Padrone'di ampa in quea federpa Citt, umil


' D mente prorat0*-a' piedi d V. M. upplicando lepone , coin: deidera ai

. pare un `libr'tsr intitolato: Della Calabria' Ilerata Tomo II. del MR. 1?.Go-uanni Fion
da Crop-h' 'C'apuc'cimPertanto upplica Votra Maet darne il permei-Le l'avi' ut 'Deus
Rev.D. Garenljs Scajachiz Univeriracjs Studiorum Pfclo revideat, &in

criptisrefepatzchp. dica:. menrs 'Septembris :744. _


, W 1- . _
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Nicaus de. Roa Egito: Patrol-:nan-.-

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S. R.M. '
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T juui`tuo parer-em} S.
librumeevulv , cui titulus : Calabria Illarata
i.
Toma II. a Rev. loanneCropaneni e Capriccihorum familia exaratumsnihil
dn conquodrega jura, autzpublicos bonus-morcs-,vcl minimum laedere _, dcpre- *
.

hendi; qin pocius,rcum multa ic 6t aCra, & profana erudirione refertus , ac

v-. . .
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propter-ea ad mentem imul iilurandam , &.ad mores pic-,tare imbuendus plurimurn e


;'enducere .901111,. eum :blica luce dignum exiimo.
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~`Neapoli

Kill.

obris dzloccxlr r 1;:. p

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M. Tua z .3",' _" K _


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Humillmus, Additii.- Obequenti. Famulus --._

Carenfr Scaja.
'Dic' 2.3. mcnr aori: 1744.Neapoli.

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_l P Vfrecr' Excellentimi Domini Locumcenenri's,& Capitane Genealis ub die [1-.


;15: dii
*ZB: anni , ac relatione fatta per Reverendum D. Carenhm Scajgdc '

. Montaioneieyer. Reg Cappellani Majoris de ordine Sua Regia Majeatis.


i,

. , Regalis Camera Sands Clara provider,dccern'it, atque manda: , uod imprimatur


~eum intrra-formapr
cncisupplicis
libellizadapprpbarionis
dii Revrorischruxn in 5
;i Publicatione
ervcturzkegia
Pragmatica,
hoc uum, Sac.
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' MAGIOCCO. DANZA@

, '1.

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5 ILLMarchio de IPOHto Przels 5.R.C.tempore ubcriptionis impediws.


s 'Sacri Aularum PraefeCti non interfucrunt i

-* Rc ratdrReglro Regali: jmdmslq. at.

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Citta,

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DeLbri ,Dicorh Capitolm co' loro argomenti ,dc'quali compoto

queto econdo Tomo.


Clziahra del Libro.

CALABRlA SANTA
LIBRO PRIMO.

[1.244.

Appendice I. De Santi,'e Beata/E non


natia-:arti almeno in Calab. p.24:.
Appendice
ILDelle Sagre Keliqm'e ae'
Dicoro I. Calta divino nella Calabria Santi.
.248,
prima del Vanaelo. _
_
pam. Appendice
Ill-Delle Saglmmagpa.

Dicoro u. Culto diamo m Calaria


dopo il Vange lo,

[7,18,

LlBRO SECONDO.

DELLACALABBIASAGRA..

PARTE PRIMA.
De Martiri.
.
p.21.

PARTE PRIMA.

Cap]. De Martiri Ponte/ie:.


p.24.
Cap.II. De* Martiri non Ponteeiaz

Calabria Sagra Secolare'",

Dicoro LDelle molte Chief? [/e/Zoom


PARTE SEC O_N DA."
De Confeo .
Cap.l.De'C0nfbri Pontefie.
p.38,

nella Calabria.

17.279.

5.1. Cattedrali rima/le rovinate. 11.280.

s.II.Cattedra_li ag/eri , e cambiate di

CaleI. De'Con aghi-i non Ponte/:1256.

non.
51_11. Cattedrali unite,

Capr. D'altr onon.

p.93.

Dicori) ll.Sopra il Veovado diTaver

S.I.Di alcuni Prelati :ti/anta vit_a.p.93.

M Mita a quel di catanzaro. ;1.233,

CaPJI. De' C'anfori Abdl-

p.42,

p.28! .
ili,

S-II. Di alta-ni Brett' eco lan' dz anta. CaP-L Dell Are-'mozrado di Reggio , e
vita.

p.94.

S.III.Di alcunimaMonaci Bail.p. 1 09t

"o S"aganei.
.
5.1.
s.ll.Della
ella Cattedrale
Cattedr. didiCatanzaro,
Bova.
p4

5.1V. Di altan Religioi Cartaani dz

anta vita.

io.

S-V- Di altari Religioi Carmelitam dx


anta vita.
;1.1153

S-V. Della Cattedrale di Ning/trop. 3 cs,

LVL-,Di alcuni Religioi Agoiran di

S-Vl.Della Cattedrale diNitatera.p.; 1 z ,

anta vita. ~~
11.117._
S-Vll. Di alcuni ReligaDomenieani da

S-VII. Della Cattedrale dOppido. P.; i z,

nta vita.
;1.119.
S-VHI. 'Di aleaai Religioi' de' inori

Conventaali di am vita; ;7.126.


SIX, Di altani Religioi deMnori Ol

cream-i dihnta vita.


;7.128.
S-X- D ale-atti Religioi Frati Minimi
.

SJV.
5.111. Della
Della Cattedrale
CattedraledidiCanone-p.39;
Gelare.P.zor.

s.VIll.Della Catted.d Saallate. p.; 1 4 .


SJX. Della Cattedrale di Tropea. zz!.
Capll. Dell'AreiAe/avado di Cri/Enza,

c_ am' Saraganei.
P. ;'24.
s. unico. Della Cattedrale di Martora
C

#0.

.
i~
P419,
aP-lll. Dell Arttejlozado di SSL-Zve

rma,e eoi Suaganei.


[1.33,.
di anta vita.
'
p.13:.
S-L
Della
Cattedrale
di
Belearo.
P.;
;4.
S-XL "Di alcune' Santi Religioi della
17'734: 5.11. Della Cattedrale di Cariati. p.; 36.
Compagnia.
S-XH. Di molti Religioe Capaeeini dz 5.11l. Della Cattedrale dellllola. p.; ;8.
S-lV. Della Cattedr. di Strongali.p.g40.
s-XIIL Di alcuni Rehgiq/Ri/rmati di s.V. Della Cattedr.di Umbriatieo.p.3 42.
anta vita.
;1.223, CaP-IV. Dell' Arriva/Zam di Roa
, _ P-344
S-XlV. Eremitie
p.223. C 0- ,
ap.V.Dt ale-ne Catted. entr. p.; 4
5.[.Della Cattedrale di Bijfgnano. p.; 47.
P A R T E T E
Z A;
S-H.
Della Cattedrale di Rollano. p.;49.
Delle Sante Femmine .
CapJ. Delle Vergini; Martiri. ;1.224. 5-111. Della Cattedrale di Miletmp. 2.
Cap.II . Delle Ver-gm Martiri. p. 227. SJV. Della Catted. di S.Marto. a. z ;6.
CapJII. Delle Sante Vedova. 17.242- . Appendice delleChee nullius Die-Ce
nta vita.

[7.137.

s-.. _

. 1.

DE LlBRI , DISCORSI, CAPITOLI, Sec.

5.1. Delle Cbie oggette a Padri Cer


to/ni.

5.". Delle Monache Aeoiniane. {1.4 z z,


5.11!. Delle Monacbe Fenedittinep. l.
5.1V. Delle Monacbe Citercienj. p.431.

pzsz.

S.II.Delle Cbiejggette a Padri Be


nedittini , e poi a Padri della Com_
pagnia.

5.V. Delle Monacbe Clarie.


[1-432.
s.VI. Delle Mwacbe Domenicane.p.4 z z.

ZZI..

5.111. Delle Cbc oggette aPadrz di


`
Monteca/ino.
p: z 5-8.

S.VII. Delle Monache Carmelit. [2.434.


s.VIII. Di alcuni Conrvatorj. ;1.434.

S.IV. Delle Chief/ oggette a Padri Do


menicani.

Appendice . Di altri _Ordini di Milizie '


Regolari.

[1.379.

'

p.43 z'.

SN'. Delle Cio-_oggette alla Religio


ne di Malta.

17.379._

LIBRO TERZO.

S-VL Della Cloiea della Cattolica di

Reggio oggetta alla giuridizione


Reale.

PARTE

;2.379

P A R T E P R IM A.
Capi. Carne _empre , ed ogni tempo fa
nel Mondo la llennitii delle /Ze

SECONDA.

Calab ria Sagra Regolare.

agre.

Dicoro I. Antic/oitz dello ato Reli


gio/b nella Calabria.

DELLA CALABRIA FESTIVA.

17,360,

Dicoro II. Moltiplicitr di Relzgw z , e

di Monaerj nella Calabria. 17-363.

17.438.

Cap.II. Felle agre celebrate nella L'a- '


labria Ebrea.

11.439.

CapJII. Fdie agre celebrate nella Ca -

labria ldolatra Greca.


p.44o.
Cap]. Della Religione Carmelit. ,17.354,
Cap.lV
ellegre
celebrate
nella
Ca
Capll. Della Religione Bailiana.P-367. L, --abrza Idolatra Romana.
[7-441.
,CapllL Della Religione Beneditt.P- 3 7 I...,
Cap.V. Origine, nantero,_ne, e ia/ati

5.]. Della Religione Ciercien. 11-375


ione
S I.:Dell
- Della
Ordine
Reli Floren.

a-

'

delleagre Faz/le celebra il Cri/Zia


'

Cap.IV. Della &Mew/lim P- z 84


.Deali AgrinianiZzzmpani.

12.334.

S.I~.'I0li Agdiiniani di Collare-tmp. z 8 7.

5.11. Dli Ago/iiniani .Scalzi.v

p 389.

ne/ino.
p.44z.
Cap.VI. Felleagre celebrate nella L'a
labria Criiana antica.
;1.444
Cap.VlI. Fele agre ,anali di pre/ente

con ngolaritai celebrano in Ca


ia.

p.44y. x

5.111. Della Kelig. Domenicana, 17.389


(Jap.V. Della Relig. Carteana. p.39#
Cap.VI .Della Relig. Franceana.p.399

$.I. Ma/cbe-jagre;

S-LDEFrati Maori Conventaali.p.399

5.111. Fnocbi Religioi'.

S-II.DeFi~ati ;Minori Oj/rvanti.p.4o

SJV. Sagre Proceioni.

S-Ill- De' Frati Minori Capaccini.p.4o


SlV- De` Frati .Minori Oer-anti R1

S-V. Frec/enza di Popoli.


S.VI. Fiere , n Mercati.

5.1. Chief/Z Preparate.

-~

111.447..

ci:

;7.446.
;2.447.

" P448.
;1.449.
p.4o.

S.VII. Giaocbi a corhd a latta. p-4O.


Fce mobili.
p.43 I.
' S-V- DeKeligiUzClaa/Zrali del z . Oli
Calendario
delle
Fee
,
analiz'naolar
ne.
11.420.
O
menteollenneggiano nella Cala
Cap-VILDella Religione Paolana.p.422.
formati.

[1.4 . 7.

Cap-VIII.Della Religione deFratiOe~

dalieri di S.Giovanni di Dio. 17.42;.


Cap.IX.Di alcani Ordini di Cbierici Ke
lari.

12.42;.

S-I- Dc Chierici Regolar. Teatinip.426.

brza.

p, f .

Appendice . Di alcane cojanianz: n'


mortori

[7,451, w

5.1. Delgridore della voce, eli-317,70 del

le mani.

;7.46r..f

SJ[- Dc: Cliierici Regolari della ompa 5.11. Dellovellere i capelli.


gn
{7.426. l s.IlI. Del grai-yi la faccia ,
za .
to.
5.111. De Clnerici Regolari Mni/Zri de
gl' Infermi.
17.427. s.IV. De Reparti, e Reputatrici.
Cap.X. Di alcuni Ordini di Mlizie Ke- ,
golari.
[7.428.

p.452,f
e'lpet-
[7.463.,

[2.464.

PARTE SECONDA.

5.!. DeCavalieri Geroizlzmitanip. 28.

Martyrologiam Calabricam.

Cap. XI. DelleMonaclie Clanrali.p.4zo


5.1. Delle Monacbe Baliane. _pAz I.

Appendice . Di alcuni Santi , Servi , e' _


'41:.. Serve di Di0.\L

e.

17.457,

PRO
77'482:

PROTESTATIO-AHTHORI-SQ

L Eor adverte , in hac mea horia non pauca attingere, qu antacem excellent-i
vjtcute Viris videntur adcribcre 5 pcrringo nonnunquam aliqua ab iis geaJ,
qua: cum vires humanas uperenc , mira cula vider poum: praeagia futurorum , ar
_canorum manifetationcs , illurationes , 6c i quae um alia hujumod : benecia etiam

m mieros mortale: corurp interceonc collata divinitus : denque nonnunquam an


&imoniae videor appeilauoqem Uhuerc . Verum haec omnia ita mes Lcdoribus pro
P0110: "f "Ohm ab 13 accP quam a &Pdf- Apoolca examinata , atque approbataz
ed canquam qua: a ola uorum Auchorum de pondus obtineant 5 at ue adeo non.,
aliter um humanam hioriam . Proindcque .Apoocum 53cm ongrcgacjonis
S. R. E. : univctalis Inggiitopis decretum anno 1 62;:- mm & 1534_ conrmamm,
inte r , atque mwolabxhtcr, ;una declarauonem cjudem decreti a ss,D,N, Urba_
no 111.82' 1651.fa&am,ervari ame omnes intelligere 5 nec volo e vel cukum,
aut venerationem aliquam per has meas narrationce arrogarez vel famm, aut 0p,
nionem anitatis inducere , eu augerez nec qucquam cor um exiimacioni adjungere,
nullumque gradum facere ad futuram aliquando eorun} Bea u'c atu nem , vel Canoni
zarionem ,aut miraculi Comprobatonem 5 ed omnino _m eo atu a me rehnqui , quem,
eclua hac mea lucubratone, obtincrent, non obantc quoc umque longimi tem.

poris curu .Haec tam an proteor, qum decct eum, qui Sedis Apoolica: obe..
dientimus haberi lius vulc,& ab ea in omn ua criptioue , 6c gone dirig .
Bandem, mi
preteiationem
adamum
rcplicant,
addidere
;Mattie Eccleia'.
obcdienc
iii,6; gonxmgn
'
i ngtquocf huc
` Open'

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*ww*.-...-,._nt.

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L'R-IMo

L I B R D E L "LAR

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CALABRlA SANTO-SAGRA
OPERA

POSTUMA

PROVINCIALE CAPUCCINO
Pr

i*

alto divido/15} Calabria Pri_th

caro oarrztperat anti-Plim? a il che di ua


KBtevia

del Vangelo ,

z.

natura porta lAteimo-, e lIdolarria 5 Ma..


peravventura
e li ocrivere
cos coni
> '
dicoro , che non
CitOlO-igil
adlliril

rioqt ln
[i0 Panar

1 Lin de

Here bus

DISCORSO PRIMO.
i:
~ L culto
divinoe ed,
cotanto all i i quali la nacita de ldolarria non ricono:
cono, che dopo il diluvio , e con qualche.)

init.
m Lib-pr.
court-Ju

lian. v KV

uomo connatural cominci


col medeimo uomo nel prin

lunghezza di tempo ancora . Cos la dicor lib. 3. ad


rono S. Epifania (k) , San Gio: Damaco tex-'7
n Lib.

z cipio di tutti ecoli :,e quan

, (1) , e. Cirillo (m) , s. Clemente Romano

' tunque Adamo , e poi Cai

(n) , S.Uregorio Nanzianzeno (o), S. Tom. OOrat-P


mao (p) -, Lattanzo (q) , Beroo (t) , Galati. in ,bria
no (s),daliano (r) , Cornelio (u), Maldero (x) num 11-9
p .12.41.644
Suarcz (y),
Teolo
eFranceco
chi n? Alfono
di Caro
(a, Raina
. i ldo (ze ana-ad 3

no , e qualch altro ancor-L.

poco appreo , e nalmente-*la maggior


arte degli uomini aveeroin varie manic

cognit.uh
nem

q-Lib-P*

re oea la Divina MJCl ', non pertanto

[unit-0**

. Quando fra quei oppoti entimenti non


da' loro petti velc o l conocimento ,.
071 colto del vero Dio-3 e cos la dur per ' voleiiimo ftamczzarne un terzo , che inie

quei primi ecoli avanti l diluvio , nequa` ,me li componga :croe , che lldolatria ave-ll.
li,ancorcheeni commee delle celerag e avuto due periodi, luno coza -
vero atue, come la decri: Teritgtilling
gini, non pertanto dee creder mancata.,
a Ad cap
A-Gen
b ibitLEm.
c ibidcm
d ibidEm
- e Cronol.

liti-Pr-`
i

(b), e Plutarco (c) lavolle in Roma per

la cognizione della Divinit , e quindi ori


inara -l Idolatria . Ben vero , che altri
menti la entirono Dionigi Cartuiano (a),
U- on Cardinale (b) , Niccol di Lira (c) ,K
:mia TurringKd), Genebrardo- (e), Tor~,
niello (f) ,Balld Ponce (g) , l Abate S"

expoiriva
h Apud

Galli-con.
LC-6|*
Lib. dc

[dolci

tiquit.
s libr. 4
cap-.20.
t Ann
mund-lo
u 3d (uu.
Sapienr. ` .
121..10.

ordine di Numa , ove per anni 170. ii adora

c.7.dnb.3.

rono
i tbliveTempi
enza aruc
, oriourc
n
che non
l' introdue
Tarqninir
Pricov

9- dC .Sll1'

yap.5.n.
peru:-

per detto diDioni-gi Alicarnaeo (d) ,-c di?


Varrone -( e ) , .oggilmgendo ,- cheforedi

f Ann.

l und-216.
;Ad cap
Gen-q#

r [ib-pan

7. Tth
Natur- di
ltinn-q-y

n.2. n-;L

xcno (h), c prima-dirmi Tertulliano ( i ) ,ci quella mtecro quei primi Scrittori , che lI
quali anche in quei primi ecoli lldolarria
Vi-riconobbcro . Eche per tanto Enos

dolatria riconobbero nctempi avanti'al didL

gliuolo diScth , e nipoccdAdamo carpit in

per qualche tempo , dopo' quello, lo ci-ille.)


Uornelio (f). Ma laltraldolatria , la qual-u:

invio; Anzi chella cos foe continuate..-I

b 11b- de

Idol. inir

v ., re nomen Domini = Coe con Publico cul


'

'z ;ane dioppoi all Idolatria gi ucita

a. ad Cali.;
4.Sap-

'

\:

-\*

o \

quanto c piucompiutd , mlm pu} e Dalle-*4

c in Nn'
ma-

'

d HiorJ
Rom.

e S.^uz.

uoi-L; Anzi

Tcrtulliano da quella riconob . ga , CLOL, con atue , c con immagini z queta.`

le 11` diluvio opra la terra : Omni; guipp

quella , di cui i vuol la nacita ne ecoli"


o*

lib 4. de
Civ.c.3r
fub* up!

i a

CALABRlA SANTA LIBRO I.

opravegnenti al diluvio , con incertezza di


tempo, e di primo _Inventorez Concioiache

endo viuto nel ecolo diecennoveimo ,

molacri , Euebio (g) la rapporta a Penici ,


Lattanzo (h) a Cananei 5 cioe a Canaan Pa

del rimo principio , e del prima Epoca


dell idolattia : Con Imma ini, e iatue inte
mc Sma l una,c l'altra di Pola licenza priva

(e raccordo il ecolo per disbrigarmi dagli


r, per quello rimira la primainvenzione de anni determinati di lui., e con ci da'dipa
gl'ldoli , il medcimo,che l Idolatria con 1 reri de' Scrittori ) z queto e li Fu il eculo
- dre di quelli 5 Iidoro (i) per vo'ce degli E

brei,ad lmaelc 5 Diodoro (k) aFriggi z San


Girolamo (l) , e Didimo (m) a Creteiz cio

taz quela laltra Epoca dell'idolatria.,

a Melio lor R : avvegnachc Lattanzo (n)

di Abramo , e quindi religioamente ripre


one dal Santiimo Patriarca. Ora eendo
viuto Tare nel ecolo venteimo del mon

- non a Melio,ma a Giove uo Nipore per


' detto di Saliano (o) 5 S.Cirillo (p) a Cecrope
p l'ib-pr
contra Ju
han um.
q Ora:. r.
th ulian
Do.

R de Greci , il quale fabrieso un' ldolo il

do , di pari i orta la certezza del tempo

dile Giove , gli conagr Altare , ed Oc

nel medeimo Ecolo, mza determinarla ad


anni ingolari , per la ragione, recata di o

un Bue in agricio z Nanzianzeno (q) ad


Orfeo
Trace,
che f
u uale
Hercole
,e
poteriore
a Mos;
Giugiio
(r) ad
Higinio
a De

lab-PT

'ab ular.
P-7.

dalo , glipolo di Eu olamio. Sentimenti


tutti, o apertamente fa i , o e pur veri , ol

veri in riguardo'alle Provincie , e luoghi


articolari : cio , che luno in una parte , e
1
s ad cap.
r4. u p.
foi-364.

altro nell altra lo furono primi inventori:

_Cos Cornelio (s) z Haet: agmmz 'vel fala


unt ,ml intelligmda ic i quadmr in [acir
* Provinciir dum-tax fuernt Primi ido
Iatri-e Inventory:.

Addunque il vero ar , che Sarug etti

mo da .Noemo fit quegli , qual diede il prin

u verbo

1ni.lib~
?e Hzre.
I.
.P

locandola con eolui nell anno quarto dcl


uo Imperio fr gli Arj , quali ono 2000.
del monde, 944. di No , 92.di Tate, 205 3
econdolui ,ma zooo. olamente , iuia la
Cronolo ia, qualio ieguo , prima a naci
ita del Sa vatore . E quindi appruovare non
polo il detto di Lattanzo (l) , che Belo, il
medeimo , che Nembrot , il primo, il qua
le dein uomini abbia ricevuto la pubblica

adoraZione della Divinit , ato oe con

tcfn ?anto a Saturno ,creduto Padre dc

tre , di metalli,e di legna z Lo crivono Epi.


fanio medeimo , e Damaceno (y) . Vi oc
la ua mano Belo, Padre di Nino , per etto
di S. Cirillo (z) . Ma per quello che com

:onu-Jul

piutamente la perfezion con culto ubli


a: 1111.3. co , e per cos dire giuridico , non e endo
"7*

apud

delle httue , e con la pubblica auttorit , e


KFp-ad
quivi ocrivo a Giacomo Saliano (k) , col hunc
anr.

il diluvio, all idolatria compiu

Saro;

x ad c. ro.
SIP concl

pra . Vengo intanto all ultimato compimen


to di quella, qualebbe da Nino colluo

ta collu o deimolacri di ole_ Immagini -.


Cos S.Epifanio (t), Suida (u) , e Cornelio
(x) .L'accrcbbc Tare Padre dAbramo col
l'uo delle ame, prima di creta, poi di pie

cipio, d
r init-iib.
pr-de Hz
ref.

e venuta all'eere per opera di Tate Padre

gli, u , La ragione la toglie da S. Epifa


nio (m) Cornelio (n) , qual pure di S-Eu
.chio (o) : Cio , perche Saturno , Giove, e
omiglianti vennero appreo col framezzo
di pi ecoli z Pale (crive Epifania) ,_ ,co

nie a dire dopo Tate , ed Abramo , {Irijca


run: , aut infelice: tjrmmor , arpa-M1317
tarer pera' Ori terrarum exlvimm* , m0

ato per l addieto, che privato , e enza ma;

mmmna ipirum *rientrante: , * 'lungo tm


porcpam a Saturnia , - ]amma Rho-img

no Reggia , egli fi Nino primo Re degli


Arj , il quale fatto unIdolo a Belo , non

acjmmnem, * allor deire-epr i'? Anzi cei


piu ul particolare Saturno, Giove, e omi

gi uo gliuolo , cos nominato per memo

glianti , non orixono , che poco pi d un

ria dellAvo , come parvero entire Vittore

ecolo avanti la caduta di Troiaz e Come

Maliene (a) , Sebaiano Barrada (b) , e

lio la dicorre cos: Saturno: re nando in

i lib.pr.
ma. cap
lla

m Pra-at.
lib.l. con*

tra Hard.
n adcap.

la.Sap- P
266.

o Croni
con.
.T

i,

Com. lDP

'(01.265
bt 0..in
Evangel
I

.02.

7c'hb. dc
[agili-cap
. ad
I* l

Creta , ma fugato dal gliuolo 70Vt:, ven


iu ail entire comune di S. Agoino (d) , ne nel Lazio , a cui uccede Pico, ed a que

Gu lielmo Pariiene (c) 5 ma uo Padre ,

's. Cirillo (e) ,di Euebio ( r) , di s. Am~ ~

allora allora fuggito dallincendio infelice

(i) , e

di Troja ua Patria-3 la dove da Belo no

altri; gi defonto , con decreto

'ti uz reale il f da tutti adorare, ordinandolo per


ailo di icurezza 5 onde poi tutti quei anti
Uhr.; vchimi ldoli vennero detti Bel , Baal , Baa

da ` 'cft,

Dei cip-rl.
e

contnjnl.
~

con.
a e. r.
lspiolfad

lim , Belial, Belfegor, Belzebub,e omiglian


ti , come l avverte Cornelio , e l'interpctra,
che ia il medeimo Bel , o Baal ebreo , che

Rom.

il Dm: Dom-'mu latino.

i' Crom

b ad cap.
n.0 le:.
i ad ca p

iii Fanno, Padre di Latino uocero d'Enea

*biagio (E) , di s. Girclamo (h) , di Cornelio

Fin qu per la certezza dellInvcntore:

luSapien. ora paiamo ali altra del tempo ', ma uppo


conci.:
a quella , ne verr enzaltro in lo quella.
Per intendimento maggiore vuoli ridire
in compendio , che l olatria ebbe come
tr Epoche -. cio con ole Immagini, o pit
i ture, e quea f!! otto a Sarugo,il quale e

agli aari Troiani Euebio Vi_ frammezza


anni 82.5., di poco dierenti da quelli qua

li eguirebbono da'nori principi , colla-;ta

duta di Troia ne' 2.816. 5 Windiiabamo,


non pure contemporanei Be10,7anzi Nino,
anzi Abramo, con Saturno, Giove , e l altra
turba degli Dii Gentili , che di vantaggio
labbiamo uetli a quelli poeriori con un

framezzo i pi &coli-;Ma le cagioni del


lo sbaglio in crederli-emeoranci , le di
corre il raccordatrr;v

` clio : perche , dic

egli, i Latini, ii

, che iloro Dii , Sa,

turno , Giove , ?egli altri 'foerq li pi an


tichi , e nella'hedcma ended@ copiran-

".

icuLTo DIVINO PRIMA DEL VANGELO.


3
do gli' Alli , e babilonj deloro , lngolar , crivono , 0 pur ocrivono Laztanzo (z) ,
-mente di :Belozda ci ne nacque la con~ Epifania (a) , Tertulliano (b) , Euebio (c),

z br-P
Inltit.cap.
If. e 2!

a ub ne

temporaneit tramedeimi. Ed allora m

Agotino (d) , Clemente (e) , Arnobio ( f ),

golarmcnte , che a Belo venne rapportato

e Minuzio (g) .E per pi agevolarne co

il Home di Giove , onde juppiter Bel: ven


Sed imiram , conchiude Cornelio , nomi

me la trasformazione da uomini in Dii ,


cos il culto , e ladorazione , crive Lattan
zo (h) , che i nomi lor cainbiavano, e ne re

lc dCtto 5 e perci Padre di lui Saturno _:


m'bm abutunrur , g- bc abui Poi-it con

ca gli eempli da Romolo in

fuionem Dem-m , * temp-arm . Dicoro,


in CU non pure la certezza del primo ln_

Leda in Nemei, da Circe in Marica , da


Ino in Locothca, e omiglianti, detti perci

ventoe , e del tempo ii abilicono 5 ma dl

da' Romani Novenili per detto di Arno

pari le cagioni dellIdolatt-ia 1 raccordano:


e medeime , che raccordo nel capitolo
quattordiceimo il Saggio, ed annovcr per

bio (i) . E quando ci baato non foe , l

non lavecro creduti per Dii 5 che quello

numero quattro [Angelico Dottore S. 'om

volca ignicare , crive Agoino (k) , il

h up.;ap.

mau (p) :cio il overchio amore , otimo

imolacro di Serapide col deto alla bocca '

2:.

res la. bellezza deglIdoli , lignoranza del

cio- , che i guardalero coloro, quali ardi 33'


[ib-13
mentaero dire, che Serapide foe uomo,`*deKCiv.c..
e non Dio.

uirino , da

aggiugneva la penacontro di coloro , che

nel- u pr.
ol-266

vero Dio , e linganno dell interno: Prima


fuit nimiur amor , *url timor ; Hammer enim
m'mi ilum,latrem, aut Principi-:m man

ter, vel nirm': uma-rante!, honorem /VWW


ei impendrrunt . Secumla fuit Pula-brinda
natura/iter
Imaginis
capiuntur, qua
homim:
. Tortidclantur
fuit ignorarzo
,

apud

Buch-u
pra.
lib.6.n.
7.6( 8.

g ll'l ofca
vro n.38.

p 4.94.
pene: L'or

Aacorart .
b Apol. C.
to.
c z. de
Prarp-c-Pr
: 8.
d de Con
en. Eu. c.
23. 8,' lib.
8 de Civ.c'
:6.

i liti-3.11.

Cos addunch abiliti dell' Idolntria


piu primi, e i piu veri principi , egli duo
po ammirarne , e non piu tolto piagnemc
i agrilcghi progrei ampliati per tutto il
mondo, e continuari per tutti ecoli no

Dei ; quia enim Drum alium non inerme

alla luce dell Evangelo , ed oltre pi: ed

brmt , bino- Creaturir divintatem attribue

inieme di s gran turba di Dii, quali trail'e


fuori alla tg ilega adorazione quel cie

runr - Quarta fuit -aur Dcemormm , qui!

[do/ir coli capiente!, per :a cla/?Mt "FHM/P'

vel'mira qui-adam patraant. Ma P111 1lrct


tamente Cornelio (q) ,MFPOrthOlc .3
qup.con. fabrica delle Imrmlgni Per ,13' .mmPr o,
cl-a.

deglj, o dcMago-or, o de Principi, o de


Bencfattori,ode iAmici , gra cmtri cd
alle frodi dellin erno , che per tal via por:
tandoi al dominio degli uomini , cerco d

chimo Gentilenno . Di quei Dii altri


da vederne Univerali : cio inchinati da.;
tutti Gentili: Altri Nazionali, cio rive

riti da Provincie particolari : Altri ingola


ri , cio divinizzati , da queo , 0 da quello
enza oltre paarc . Dicorriamolo parti
tamente.

eigerne il tributo dell adorazione -. caua

9-. L

** z'm'tium [dolor/ma fuit fabrica Imagi


num demorum . Fecerunt enim ldola , ut

DEGLI DII UNIVERSALL

liorum , aut major-um , aut Regum, aut In


-umtormn artium , aut benecorum , C9* aim'
corum memoria ervaretur- Tale: ergo Ho

mme: deficit-571' babiti unt Dii , cum ip/I qua


]i i Coelum capri colore-tar ; Pro quibus

r n. con
tra Fau:.

glie , con ci i di lu0go a crederlo Padre

rm, -bi icri'cari a deceptir, &perdi

degli Dii . Dapprima furono dodeci per nu


mero, ei machi , ei femmine, racchiui da
Ennio (b) in quei vcr:

tir hominibu: agitaruntz c perci ne reca


la tetimonianza di SantAgoino r) , di
Erodiano (s), di Tertulliano (t), di Eue

9.
n 7.pr0p-'l
x lib.pr.c

r7.
_
y [numb
dz mola!.

veni!.

bio (u) ,di Lattanzo (x) , di San Cipriano

(y) , ilquale cos"r ne dicorre : Dear non dla,


quo: coli! vulg: , him: otym : o Rega-r olim

fmrunr ,e p0teva aggiugner , o Padri, o

a li-ph
.nt-C.14

altri procreati con Rhea , over Ope ua mo

deinde in ferri; Demoni:: colenda uppoue

Cal".

s liv-Pr
c Apol.c.

Rimo di tutti viene Saturno , da cui


vennero per detto di Lattanzo (a) Gio
ve, Cererc , Giunone, Nettuno,Plutone , ed

b apud
Cornel. ad
cap-14. Sa
p.lol.266.

Juno, la/ia, Miner-ua, Crr, Diana , Ve

nus', Marr,
Mrcuriunjove , Nav/;Mans , Vulcano!,

.Apollo.

Euebio (e) v' aggiune il medeimo Satur

gliuol , 0d altro , comedi opra), 7m' ab

no , con Bacco 5 ma per non aprei e que-`

regalem Memoria: coli apud uor , Piz/imo


dum etiam in morte capri-unt t Inde illir
initta templa , inde ad defunc''orum 'vulmr

i rz. Dii raccordati da Ennio foero ime


deimi rz. rapportati da Tullio preo Lat

c I i b.4.de
Mapa:.

ll [UPLC.

tanzio (d) con nome delle Genti maggiori, 15.


lib.:.qq.
per imaginem denendo: exprcamulacra. e che Seneca (e) gli aegn per Coniglie enat.
cul.
0nd
ri
a
Giove
5

,
che
Cor/nte:
vengono
qubur * immolabant boiar , ** di feor
dando [umore: cachi-alza: . Iride poeri: fa detti , ia dal conlnrimento alle coe da.. 'f de Civit
c7a unt acra , qua primrfuerant aum

operari , come lo im il Vives ( f) zo a

pra alati.: . Indi oltrepaando neldicor

per l' altra ragione accennata da Arnobio

fo il raerma con una lun hima mano d'

(g) , H0! Cancnter z U" Complice: Erin-ua',

eempli d'uomini , aliti alla terra al Cie

ajunt s nominant , quod una- oriantur , '

lo , all adorazione de Gentili; cos come

oceidant una ,ex ma? '- totirlem emina,


..-...Ln _..-.-

z,

omi

CRP-F?"
g hb. 3-!!
37*

-Q

CALABRIA SANTA LIBRO I.

;za/mmm ignoti: , ex iz': mlt-10ml barbari]

ima ; hzl eos ummijavir Coniliari , m,

porte del Nilo Achille (l)z a cui perci con


agrarono lIola del Boriene (m).Fr Per

Principe: exzimari - (Dello per ben di


certo , che india non molto crebbero al nu_

iani Amano, ed Amandato (n) : NellEgit


to lide (o): Ne Peni Urano (p) : Ne Ma

h 1.7

de Civit
c 33.

i7. dc
c iv.c.2.

mero di venti, chiamati Scelti , (9- plane

cedonGabiro (q): NeLatini Fauno (r) :

elec7n;, crive Agoino (h) : Nobilitateeri

Ne Sabmi Sanco (s) : Ne Mauri Iuba (t):


Ne:Sicoli_Adrano (u):NeLibici Psafore(x):
Ne TraciiPlieleoro (y) : Ne Sciti Ramol
(z) :Ne Sir) Aarte (a) : Appo degli Arj
Adad , Atargatim (b), ed Adadesnefrone

mir/tem, non dgmmte vin-tum , quali al


quanto pi avanti con la tcimonianza di
Varrone (i) noma un per uno: Ha,- a?
DW! leor Varro uni: libri contextnne

(c)Appo degli Arabi Tyaare (d) , e degli


Orrcr Tibilineo (e) , e degli Afri Celelto
(f) . Cos a iCilici Mopo (g), fra gli Ar
canoni Anlocho (h),fra gli Abani Anrao
(i) , fra i Tebani.Tr0fonio` (k) 5 ed altri
preo altre Nazioni.

commemlat , janmmjomm ,Saturnia-n , Ge


num , Allercurum, Apollinem, iMrirtemJtel'
cannm , Neptunum , Miner-Ham, Rheam:

Dianam , Venerem, Salem, Ore-um, Libera?


l'dtrem , Tel/arena , Cererem ,junonem . le

am , in quilmr ama/'Lat rm viginti duo


denim mare: , 0670 unt fmmina.

5. III.
DEGLI DII SINGOLARI.

s. II.

z Eneid.

iF-Oblb

8. contra
:euni* Piu
tar.in Fi
mol.
x il-id.

yerod.
lio.;
z_Lusca

y-

_i Hero
.

bMacro
l lil.). pl'.

terra z ma perche vivendo i reero


chiari con qualche maniera di ingolar
benecenza 5 quindi gi morti il debi
to della gratitudine olrrepaando i can

giunzione del angue , o di qualche leggie


rima benecenza , o daltro dcbzl Pct_

lib.37.c.9.

co , e non pi too a capriccio divinizz

told-pol;

lempiet umana; cio quelli , che non uni

n.23.

verali a turte le genti , non Nazionali, co


me a dire comuni ad una; o Provincia , o
Nazionez ma ingolari, voglio dire , che

f leaj
no Epic,
ni. cap

Cicerone (a) , 'vita bominumx*


commumr , ut beneiaiir excel

;3.
C

Pli_

Tei-
'

e ibirl.

zz. S-Deos

g Ongeno

culapiur, Liber , Ramalur , 'quem quidam

goderono gli onori della divinit


culto , e venerazione continuata
na Communit . Fra quei venghi
mo luogo Belo ,. di cui parlamo

, enza
dalcu
nel pri
avanti ,

traCel.
h ibd.
i ibid.
.c ibid;

Quirinum putant , quorum cum remanerenf

Morto egli' , e UCCCdULOgll nel trono Nino

animi , wterntate -aerentur , Dii rte


unt babiti , cum optmi eent, d*- aterni~

uo gliuolo, e quindi uperati gli Arj,

I
i

tollerent: Him: Hercules, Crt/lor, dr lallacc

lib- i:.

r ibidem
s ibld
e; "l'err
A
.cdi.

Sarai-mc

lenter *uiror in Coelum , fama , ac wlan-tate

G9

Lia.

ivi.
q ib'dem.

li enz. altro merito , che o della con_

a 11.20 P it, diceva


de
Nat. conuetudo
Deomm.

om. scip.

.p

Uei non furono , che uomini della.,

Cielo , loro accumun la divinit -. Sace

d lib.z.c.
16.
e cap. P.
lib. de

Lat!.

pr.

celli frappoi alla virtu , innalzatili al

pr.

dun. .lib

- Cco la terza .clae degli uomini , qua..

c la-pr.
dead-lib

9.
lib-P.C.l

mm
cha.

DEGLI DII NAZIONALI.

b 1.9;

1 Paul'.
lib. 3.
m Plin
lil:. lo. C.
23.
n Sti-ab.,
lib. a:. dr

gli Armeni , ei Medi, nell anno quarto

E ono li medeimi, che lIndigeti , cio ,


Inter Dear agente: , preo Seo Pompeo
(b) , Livio (C), Gellio ( d) , Solino (e) , o

parveli dover di vinizzarc uo Padre Belo,


cos come , ergendogli una famoa a

Macrobio (f) , il quale cos ne crive:


[adige-ter Dim' Fata fammi jam': bi

tua, qual coitu per ailo di icurezza a


tuttiRei di qualunque misfatto. Veggai

unt,

lib.3.con

del uo Impero , celebrandone i trion,

Saliano (a), il quale ne racconta i riti, e le

Quonrlam bominer , modo cum/rperr


birmania tenente;
'
Large', ac mumah j: Regum una

cerimonie. Non diomioliante f la divi~

Deneri Cielo , fitti/'que arl yzler tall!"

S. Cirillo (c) .

a
ad

Enit.
ann

zooomd. ~

b lib.p.

Diis
nizazione , qual f Senotne Egizzio , per de
gent.
detto di S. Fulgenzo (b) al uo ugliuolo A e n.6
Jul-ad
quoque na- donide , o pur Adonez con aggiunger di ln
`

Fra quelli Virgilio (g) annover ne R0- i vantaggio, cheo Senofane foe colui, del (.8d lib. 4.
Civit
mani Enea:
- quale avee favellato il Savio ul quar de
cap-5.
Indigetem Eneam ci: ipe , faire fa to della Sapienza . Della divinit d A e lb. 4*
terir
' leandro il G ande parla ingolarmente.: 1 lib. pr.
V

h 4.Me
:amor-ph.

iquella di Serapide Var

e con le cerimonie raccordatc daOvidio (h)

.rone preo Agoino (d) . Degli antichi

Luratum genitrx divino corpi odore

Imperadori di Roma , deriti, e cerimonie


nel divinizarli, dicorre Erodiano (e) . Del

Unxit, * anali-aia cum dalai neare


Contigit
mixtaor ,ez'tque Deum; quem tur

Num-pat Indgetem , templogue, Ari


i Sti-:bon
lib. iz. (

r7
K

'l'ac

lilm-le mo
rib.Gcrm.

qae real-pit.

Tali ancora i furono preo iMaroiti Pa


na,Ercole,ed Ii (i) : preo i Germani Thui

g [ib-pr'.
C.20

h in oa:.

n.43.

la divinit di Triptolemo, Epitetto preo


Ariano (f) . Di Flora , ed Acc-1 Laurenzia,

ba Quirni

cap,4.

Lattanzo (g) , Minuzio (h), ed Agoh'no.

(i). Di AnnoneCartaginel Eliano (k) . Di


Tulliola gliuola di Cicerone , Lattanzo

(1)_131 Trimegio , Euebio (m) .

v, eMunno uo gliuolo (k): Fr gli Ar


cadi, ed abitatori dellEuno intorno alle l

i lib. .
de Liv. , -

K Var.
hi. lib
14. ego.
l de al
a Rel.l|b
pr. c.
m lib-pr.
de prrp.
Cap-ul:

5. 1V.

CULTO DlViNO PRIMA DEL VANGELO.

l'

laluptatir , - Lubentime Veneri: vacbula


j.

IV.

Pragrej/ pi ordidi delll'ldolatria.


E Pur egli male non cos deplorabile

con/ecracaunt , vitioarum rerum , neque


natura/inno , quamauam Vellejm alitr exi

imat , _led tamen ea ipa vitia naturam


vebementiu: ap pal/ant: lltiltatem igi*
tnr magnitudine con/[ittici unt ii Dii, qui

e de Ci
vil:- liba

(-16. P

Ol

b Orat.
cont.ldo

leeli divinizati li uomini, quali al


l? nfoln tutto rigore i vcrit,furon crea
tl 3d immaginc omiglianza della Divini

militare: quaque gignebant . Cos ancora


altri Etnici rco S. Agotino (e), dequali
la oanza cl dicoro cos rcrignc Teo

t . Millcp grande fi] eeri divinizati i


monlyiu c0nc della natura , cr quella
ola Piccola particella dumanit: , che in

lo Rinaldi (f), quonanaciebant nemini


talia, mi aliquo largiente, concede', propte
bant, earum rerum omini/;ur cappe/[alle

gltto preo Tettulliano (a) , cd Atanagio


(b) 2 Jualc cos' li nomina: Caniciplteser
Pc!CPtCS, Ainicipitcs. Conccdai , che

Deor, quo: ab ci; entiebant duri: Non divina


munera bonoranter ( idenimummi _iuporir

coe non pur prive di ragione , ma di qua


lkmque maniera doneo Parve clla proc

c lib. de
dois-c.

d lb. a.
de

nu:

Deo:.

u(- a- lor

$4

bantnr, colebantur in munere uo : i:: pecu


niam, uz'rtutem , honorem, concordiam , vi

Soriam Deornm loco babitm dicebant;ide_, ,


quia baja/;nodi rlona conferrent , non ipa

Pireo quella di Enoch , qualora , per detto

dona . Dicoro , e ragione non allinrurto

di Tenuuiano (C), die : Omnia elementa


ommm Mundi Benlm , qua Cali , qua ter
"- qlM mari continentur,in Idalatram *ver

fuori del dritto entiero del vero in riguar

ndd - Ma nientemeno la pericnza l'avve


A r, e fore pi di quello intee il Profeta!)

conto dell'altro, che ono tutte occne i La

do per a quelle Deit,`quali hanno dello


neoz ma come non fuori di rada per
Dea Fcbrc, la Dea Fornace , la Dea Clon
ca, e omi lianti; c pure dire non volee

t dico e pi chive, e pi brutte. Qg} cgil

ro, chela

d'uopo eaminare una coral cua _di quei

dipena,f0sc la medeima adorata ncmali,

malvaggi adoratori della mentita Drvmif


Che pel-avventura eglno mai reero d a

daquali ci libera . E ai, che pur per que


e poa aver_ luogo la cua: come mai po

Vnit inchlnata nebcni, quali

dorare omigliam bruttezze , ma piu toO

tr averla l,ovc non pu cadcrvii cio

Iddio vero, lAutore di quelle; Vedcvano

nell'adorazionc degli animali, decrpenti,

per lun dclati la benecenza , e la ugpq

ed altre convcnevolczzc , delle quali dir

nevano vcnrli dalla Divinit , quale pcro


non apendo come nominare , con vocabo
lo acconcio , riolero dadorarc il dono

alqtanto pi gi?
er il ma gior intendimcnto della gran

per il Donatorc z Multa natura Deorum o

tili , onde i conocano li ordidi progre

diceva Cicerone (d) , ,x magn: benecii:

dellldolatria , ar qu duopo premettere

elva degli li adorati da quel antichi Gen

comm non ne can/a , - a Gratis-apienti.

una general ditinzione di quelli , c ripar

bu!, * a majaribur nori: contutamomt


nat-que unt . Quiequid enim magnum uti

tirl cos: Chc altri ati foero involti nel


le medeimc coe di qu gi,materiali,e cn

litatem generi aerret numana, id M/"nf d"

ibili, come ono Elementi , ed Elementari.

*nina bontate ga [nomine: fieri arbitra

Altri come aratti da qucc coe enibili,


ma ordinati a quelle, e verr la diinzionc

bantur. ltaque tum illud , quod erat a Dea


natum. nomine ipiur Dei nuncupabanta il

nat

hilt-7.q.p.

dixit Sextur) ed Deo: ea conrm ter . Ed


alquanto pi appreo con parole pi ri
rcttc , qui igitur (le nomine non agnoe

zxa da non poteri in conto vcruno adem

tc: 31131 andola per ogni numero, e Mani

l l hen
l0g\

rea.quorum Deorum nomina non invenie

191 1 vedeva attaccata. L'abbiamo ncllE

quella picciolma parte d umanit nc


motri savcle meritato tanto 5 qual ordi
dCZZa PO loltrepaare all'adorazione di

la

c44

in pi aperto conocimcnto,c0n favcllarn

Cum fruger Cererem appellanau: , linum M su'l particolare.


tem Liberum, ex qua illurl TereMii-m C

7er, ** Libero iget Venus, Tanz autem. r

5.

V.

Pdvn qua oi; inc/i major aliqud i "PP


1- m ta pa 'ui,- inomnetur Dear a ut Ft"

Degli Dii non contratti a ca-eni


dei', ut men: , qua; in Capitalia dedicata:
bili , avvegnacbe ordinati a
*videmur proxim a M. Emilio `icaura; M
quelle.
te autem ab Attilio Galatina erat Fides con
zcrata-Vide: *virtutr templam . vide: bo
norir a M. Marcella renovatnm, quod mul ' PZrchelUomo compiutamente i for~
tirante anni: erat bello Liguico aQ. Ma
mac nel Ventre materno , c poi enza

a Theo
loz. nar
ll-7-Qll.
p.ar.2.ol.

;<6
`

b lb- de
him" E

ximo dedicatuna. Quid pirP quid al tir?

conco vii conervac, ,e quindi alla luce

aid Concordia ? Libertatir 2 Vioria. quo


rum omnium rerum, quia *vir erat tanta,

felicemente ucie, ecco uno, e quattro , e

`t7

ut ine Deo regi non [Mn, ipfa re: , Deorunz

1 z. Deit , quali Tcolo (a) con la temo


nianza di Tcrtulliano (b) , di Gellio (c) , e

name obtnuit. Quo ex genere Cupdini: s

di Agoino (d) chiama e Diepiter , Mena,

c llb016
c.16.
d Iib. 4.
de Civ. c.
ll*
7.c.z.e
L'I
3.

ille

i CALABRIA SANTA LIBRO I.

Alemona, Lucia , Nona , Decima , Parra/a,

Opir, letunno. Sentina, Pouarta,1roa.Gli

e tom-p.
ol-;97

in Nu
g lib.ad

cad. lib.p
lin Nu
ma.
m libJ.
C.44
n lib. a.
de natur
Deo:.

ucj delle quali leggoni appreo dc me

o di quellaltri, quali Fulgenzo ( f) aegn

a tutt i membri particolari , o pure degli

.les 3.M_v

altri, quali Delecampio (g) , e Cujaccio (h)

ucie, non attraverato , per non mettere


in periglio la madre . Marcellino da Pia
(e) vi aggiunge due altre Deit,quali chia

fecero opraanti a certe pi minuzzaglie


di quelli.

wing-in
abula Pe
lei-&the

Eccolo gi uomo u li aari dellumana

afne perche trattenghi il uo del angue


dopo il concepimento z e quella perche a

vita z ma per agitato alle fortunofe tem


pee delle tiranniche aezioni , e paoni
di quella. Ed ecco di pari quell acciecati
imo Gentileimo ollecito a far in pezzi la

juri lucita del parto per detto di Peio (i),

ua Divinit, per fabricarne altrettanti Nu

ziano Cappella (f) ,Arnobio (g),e Feoh),

di Livio (k), e di Plutarco (l) . Gi abbiam mi, quante foero le umane aezioni, o
fuori la Creatura , la Dea Lucina le dar la paioni, e quanti fuero gli accidentidel
luce negli occhi, quali di propria mano di lumano vivere per iabilirlo nel bene ,. e
erra . Cos Plinio (m) , e Cicerone (n) , il per Ottrarlo dal male . Adunque lo ren
v quale crive: Luna:: intendo nominata , ea

a'em et' enim Lucini: . Itaque, ut apud Gra

cor Dianam, eamgne Luciram , ? Pu/l

deranno pudico la Dea Pudicizia (i), con


fedelt la Dea Fede (k) , Speranzoo la Dea
Speranza (l) , Onorevole il Dio Onore (m),

noro: Jnonem Lucinam in paris-rio invo

o in An
P Buc
cohi. Ec
dog-4.

Famoa la Dea Fama (n) , Giuo la Dea


cant , e le formolette d invocarla ono ap Giutizia (o) , Amante il Dio Amore (p),
preo Terentio (o) , cos:
Miericordioo la Dea Miericordia (q) ,

x lib. 4.

Vaticano aprir la bocca aprimi vaggiti 5


La Dea Cunina preparer la. culla, e sop
ori- afacini z cos Lattanzo (q) z La Dea

mm. Phi
looph.
q

idem

apud

then.

Plin

libu.c.7.

s Agolt.

e la Dea Pacc(a)5C quiete il Dio Pauo(b)

lil). 4. de
Cit-.cat.
e idem.

(s). Indi ucita e dalle cune, e dal lattez La


Dea Maja, o pur Fatua, a Fando le node

Fortunato la Dea Fortuna(c), o pur Fortu


nio (d), in piacere empre la Dea Volupia
(e)*.Perche la Dea Pelloniagli terr lonta
ni li nemici,gli torranno dal cuore la paura,

r la lingua al parlar bene? lo crive Ma

e dalla faccia lo quallore gli Dii Pavore, e

Civ.cap.6.

crobio (t) . La Dea Educa, come la chiama

Pallore(g)z Non avverr mai di eere o im

tue-in

gut-z.

`u

Plin.

lPr.
x Vives
la

Varrone, o pur Edua, per detto di Nonio

prudente ,o contumelioo per opera della

Marcello (u) , lecciter nel mangiare z 'La

Dea Contumelia (h), ed Imprudenza (i), le

Dea Pocina , o pur Potica , come Agoino


(x) la chiama, nel bere . Viua, e Pocua le

ranno empre fuori da malattie-3 La Dea Pe

Dee Febre (k),Podraga (l),Pee (m),lo ter

crive Arnobio (y) fore perche, come pen

na (n) lontano da tune le punigioni ) La_

a Teolo (z), quee preiedevano al man


giare, e bere nellet piu adulta , e quelle)

Dea Mala fortuna (o) da qualunque infor


tunio-5 La Dea vecchiezza (p) gli conceder

nellet infantile, e ne reca perci la teti

una felice vecchiaia 5 La Dea Orbona (q) ,

mionem
Terenti.

Dea Cuba le acconciar il letto z lo crive

0 Suborbona lo conoler nella morte de


gliuoliz La Dea Povert (r) nella mancan
za dell Avere . Le Dee Ventoit (s) , e

apud

PUCU

o(y),In pace con tutti la Dea Concordia(z)

monianza di Donato (a) . Finalmente la.,

m idem.

n l `wap.
Solta 1-.
Prltol. ad
Acc.
o Clem.
in procre

ven- Ma
them-:x:

a in Phor

Donatum
upra.

Apologia
'erran
l Plin.
upra

la Dea Pecunia (s) , e di qualunque danajo


gli Dii Eculano,ed Argentino (t) 5 Benefi
cato empre il Dio Benecio (u) , Allegro
il Dio Gaudio (x) , o pur la Dea Fugia,cos`1
chiamata dal Vives,Felteggiante il Dio Ri

In.

dc Civit.

Civ. c-zo.
lamelio
ad cap-34.

e di Virgilio (p) con quel altre parole:

dolcezza del latte, per detto di Teolo

*dC

i Plin
Ubu-eq.
idem
Vives ad
lib. 4. de

p _Sett

Rumina le premer dalle mammelle la

*o

liinit.
h liber!.
chic-c.

Emmi-.ad

s ubi up.

proprJer

g prea;
ad

Clemente la Dea Clemenza (r) , Dinaroo

Olagine aoder le membra (r)?La Dea

e lib.pr.
Sarurnal.
ca:.

diJis.

juno Lucian fr o em,


Cnafave Lucini-1, tunrjam regnat Apo/la.
La Dea Levana l'alzer da terra , il Dio

q lib; p.
inlii.c.zo.
r Arnob.
lib.4. n.7.

lib-PI

deimi , ingolarmente di Proa , e di Po


uorta, qual era d'invigilare , che il parto

ma Egcria, e Fluoniaz quea,dicono Mar

ver. gen
tes.
h lib-6.
i libJ.
K p. de

Saturn-c.
lo.
lv Placi

Ptii'Mer
cum.

Egizj tenevano pronti agli aari demedeii_


mi gi lnfanti per detto di Macrobio (e) ,

Varrone (b) , recandone perci quel del


Poeta:
Nec Dem- banc mena, Dea nec digitata
cubi/i e/I.

"

Cloaca (t) gli caricaranno opportunamente


il Ventre; E nalmente il Dio,Vidu0 (u)
gli aer alla morte , perche lAnima.

Perche poi ei ae in piedi,ecco il Dio enza uo dipiacere i epari dal corpo.

de

y rlu
z

Plin. .

upr
a apud
Athen
Pintor-in
Cimon. o
apud. Ro
manu-lei'.

curi. Var.
. e43.
b_Arnob
[ib-AMA.
urnebo
[padver

cap. ai.
e apud
Romana
ciem. in

preti-ep
:ticolle
x; lib. pr.

genial. c.

Stabilinoz perche venie, ecco pronta all'

[3*

ajuto la Dea Adeona z e perche parrie

[ib-2.07.

Plin

d Arno

la Dea Abeonazperche gli ortie una buo

bo

r lib. l.

deCv-cm

7.

de Civic.
CRP-3

i'

Dio Volunno, e la Dea Volunna, perche i


buoni penieri glindettaroz tutto queo
di .Agotino (c) , il quale due altre ne ag
giugne (d) , quali noma Iterduca , e Domi
prendere il cammino, e quea , che enza_
sbaglloalla caa li riducee . N qu io fa.

.
'

vello di quei quattro Preidenti, quali gli


,

Idem

11b...

g Auguto
llbo 4-

h Clem- in prnreptrico apud Athen. i idem.


K .i r.]ib.de vanic.ldol.apud Arh. l Clem-in pm.

pjptapud Laeones. &apuql Roma-Il-n-libamq.

duca, quella , perche imparae i gluoli a

[3.

e idem.

na mente, la Dea del medeimo Nome , el

m Plin. nprn idem- o idem. p Ammde getti:


Alex. q ArnoblibM-.-'l- l' Pl-L:.caP-7- s Clem

.recogn. e Minumn OKI-,4m Origen- liv-3. apud


Cel-

u Gipi-.de 1do`l.vanicate n.- .

dc

Civ.c. :3.

l'`
I

CULTO DiVlNO PRIMA DEL ANGET.O.

S. VI.

dal R lsdc erde, per quanto noerv Teo

dorcto (g). cMaccdoni adoratori del fuoco


labbiamo in Diogene (h).DeMcdi,e des-ar
mati, da Ninfodoro `(i) . Di Eraclio , e uoi

DEGLI DH MATERIALI.

eguaci da Clemente (lt).E quivi otto a que


u capo panni poter ridurre coloro , quali
O Ra
pogliatl dalla materialit delle coe - pazzamcnte adorarono la Fornace,dequali i
d isbrigatici dagli Dii_ , quali come

Prc-c le l'la Lattanzo (l) qui: non 'th For

ono, per cos dire , Dii pirituali , convien


oltre paare a gli altri , e li medeimi , che

z . hi
tor. c.39-

h p.1er
icorum.
i llb- de.
[agio-bar
banch
K in Pro
trepr.

l lnltit. l

lbop-CZOo

nat-em Denmc dcquali cos cricOvidio(m)


Fre-:7a Dea Pornax ;Letiornace Color-i
0nmt,ut -vrer tempera illa no:.

.le Creature inenibili , pazzamentc ado


rate da quegl infelici , E pereitxch in.,
conformit alla raccordata profezia .di E

Ne furono minori i tributi della Divinit ,

noch,quai non vi u genere di coc,che egli

quali molti recaronQallElemento dell` Ac

no adoraro non aveero,pertanto di tutti,e di ' qua: cioi Periani per detto di Clemente
(n), e di Sidonio (o), la ove die
ciacheduno vol partitamente favellare.

m h-.

Fall:.

n in pm
prio arms.

*'_ Stutuit novaformula teel:

Procopio diEZante magi: jnratar ab i[li:

I D I I S 'I' E L L E.

Ignis , una Dem

Primieramente delle Stelle, delle quali,

comc anche Talctc, e uoi eguaci, per rap


porto del mcdeimo Clemente,ed i Magi dc

e loro divinit cos dicorrc Clemente


Aleandrino (a): Alii /Iazim in Calo contem
a in pro

eri, i Icroanti dellEgitto,cd i Ginnoo

particolare, gllndiani,crive lAutor medei

ii dcglIndiani, cforme al dicoro di Ter


tulliano (p) _. Sotto a queto capo dell'acque
ben i pu rapportare l'adorazione dcumi,
dequali diceva Seneca(ql,Magnorum Flami

mo adorarono per Dio il Sole,e i Fri gi la..

nm capita uenerenzurindita ex abrlita zie/Zi

14
r lib. 6.

Llina,qualempiet anche poi i allar o ncvi

anni; erupto ara: habet. Coluntur aquarum


:alentum font- * agna qui-eclatante] opa

n.13.

planda det-'cpu' ; ali ti-"fui crezlente: zoom


Arorum contemplnter adrnrati ima- Dear
e cenuerunt A/Ira. E CCi alquanto pi ul

terptric 0

bdc Her

cini Periani,cos addourinati da Trimegli

ca Helio

gnotcis.
c lib. 5.

hit.cap-4
dCathcc.
a

e lil:. a.
c.
lib.9.dc
demontr.
cap-z.

citt, 'vel immena altiturlo _acrauitzE ocri

allAcoa (c),non pur Orientali,ma Occi

vc Arnobio (r).E r quei ingolarmente il


Fiume Nilo , come lo oggiongono Euebio
(s),e NanziaHcho (t).I pozzi ancora ebbero

dentali ancorazond',chc mordacemente pi


rimprovera s. Cirillo Gieroolimitano (t ) ,
aermandohe pertanto biognava loro,che

da Lamas la loro adorazione , per rapporto

gli uni, cio gl'Indiani non aveero Dii la_

di Arnobio (u).Ma cheEFore che l'Aia non

norte,e gli altri,come a dire i Fri gi, il gior- o .Cbb le ue adorazionii L'abbiamo da S. A
no , e tutte le volte, ch: fr quel e Stelle , e . o , otino(x).Fur0no i uoi Adoratori,come lo

[loro occhi i foe frappoa alcuna nuvola.

cos.

Md

cpit.

s orar
4.n.;8.
r 4.de vi
ta
Con
tatine-.2;.
u lib. 6.
nd:.

x lib. 7,
.le Civit
.:.6- dt 16.
v
in
protrep.

z lio-pr.

M
A4

g lib. 3
cont-Gr-i
h

cl' detto di Filalrio (b).Gl`Indiani ripiglla,

P liv-p2'
in

dame-r3

- crive Clemente (y) 'Anamene Mileio, e

Maperavventura n gllndian , n i Friggi j vDiogene Apolloniacc , e lo ocrive Tertul


furono quelli,quali primi adorarono il Sole, .Lzliano (z) . Cusi comeli Periani
`
per detto di

*n

Mar

;mmc-13.

a ubi fu
pra

homo

msd pop
dr o ad

e la Luna, crivono Lattanzo(e),ed Euebio i igS.Agoino (a).Ne fu in cio meno onorata la

?terraal lultimo
elementi, quando cfori
(),c per detto di Diodoro Siculo,Teodo te ~ ime
rapportodegli
di Lacrtio-(b)l`adorarono
to (g):ma gli Egizi, quelli, ripigliz Lattanzo, . -
Pt d Po furono quelli, quali queti Pianeti idolatra . ;lPerianihe lo c6term1 Agotino(c)5E molti
EPh'o

i Dial-p.
K ei-m.

Vld.

b 1ib.p.
c ubi lu
pr.

ron0,0ve anche la ragione ne rende. Empie- . Filoo, come Parmcnide,e uoi eguaci per

l lib- nr.

detto di Clemente (d) . E di tuct inicme gli

de bom-o

tontro della quale ingolarmente inapri

pi.:
m Epin

cono la penna Criotomo (h) , Ceario (i), lElemcnti conchiudon ladorazionc Giulio ktiep.
-e lib.
(e), e Crioomo, il quale dalla
vi
T co dort
e o( k ) N'
1 cn ol
o Dioni gg im
( ) :Firmico
;jkcndevolepugnxgqual'hannoiniemc,
pree

n
r
I* de N

il- Leone Papa (n),e chi n degli _antichi Padri.

d in Pro

dc

erronpro
Phanoro
Pro aC-Pa

da gridarne
i LmOtivo
' loro Adorator

la pazza tcmerit de

I DIl ELEMENTL

On pur le $tclle,ma gli Elementi ancor-a


a de nn
bl- o J!.

n. nf. dr

equ.
b mm.

Mitothe
Cl
Ao

acri

proph.c.9.
C [ib. a.
hit- fa.
d v.c]

nopus
c ho il.
f:. M,
Phe o -

_4.roco
Enit.

_.

N
Chi, e pazzi del Gentileimo. E principiando z ai
adora-ono per So vrani Numi quel ClC

5. VII.
DEGLI DlI DOMESTICI.

"

Gi che dal Ciclo_ , enza punto awe


dercenc,Ci ritroviamo cci giu alla ter

dal fuoco,primo t quelli,apertamentc l'ab' 'r


biamo da Tiraquello (a), e da Scoro (b). De 'Tira in buca degli Dii Gentili . Ecco dappxj

Caldei lo m olarizzano Runo (c),e Suida ma ci s'incontrano n nelle proprie cae.),


(d) : De'Per iani Crioomo (e), e Clemente : nando quelle foero de'Gentili , gli Dii

Romano (f) , il quale anche crive la prima... . .domcici con altro nome , Dii Lari , tolto

Origine di ueo errore t quellizond`,chc

,dal latino Laresz e cos nomati dalla Ma


drc Lara,
, Ninfa. opprea
_ o pur
i, Larunda
.
. da
.

Poine'ecoidella razia avendo Auda Ve


covo rovinato ne a Perlia un _agro Tem Mercurio.acco li credette li medeimi ,
pio, conagrato al fuoco; da quindi entii la

crudeliiima perecuzione fatta a Criiam

che iGen)~ (a); ma con aperto sbaglio per


quello ne eiivc Arnobio (b) , cos come.)
g

"HS

Lac

a lil). dc
lnd'gita
menti;

pod Cen
tor-c.;
b lil). 3,

"eALABCA FANTA LtBRo LT

Lan-mau , ove 1a lor madre anche Mur-ou ,


chiama. ueio u divario tr 11 Dii ue.
nj, e tra gli Dii Lari ,che quelli cutodiva
nQ le perone , cos come tra noi Critiani

c Theo gliAngiolicuodi.Vedal_ Teohlo (e) RL

e, nelle quali devono avvolgeri 5 cos che

quando i apronoper ucirne e pi he, non


quea, ma la Dea Patclcna ne avcrz il pen
iero . Ecco che uguagliandoli le mei per

la nacita delle pi irc-5 perochc un omi

log. nat.
r l t-3.q-.

naldo, chil trae da molti anth Scrittori.

gliante affare tra di loro Oire dicevai , la

art. 4-: ol

Velli , eio glii Dii Lari cutodivano la_

Dea Oilina i porta dietro . Indi la Dea


Hora al orir delle pighe propoiaz pocia

99

i Citt, ele cae partieolariz onde_ Dii dome


iici venivano detti-z, e loro era agro il fuo
co, quindi pree a diri Foolare giu-a
rix Focm . Turto queto del Calepmo

d V.La

i` lb. 6.

con:. Gen
c!

de ono in latte 5 la Dea_ Matura per cuo,


dirle gimaturez la Dea Runcina, perche

accreciuto (d). DeDji cnodi delle Citt,

eghino bene,e nalmente la Dea Tutilina,

` lo crive diuamente Aleandro (e), delle

ame, che gi raccolte ne granaj, le cutu..


dic-a opportune alla Umana, fame, Nec arn
ill &umuaemarm erive quivi Agoino (d) ,

lio

e lib. 6.
Gen-c.

la Dea Latturcia per ali ora quando le bia

ae particolari 10 dimotra lEpigrafc di


taluna preo Teodortomowrpuer invi
ur Here-ul 110mm bano in/mtahhuc mala'

il-il z/n'to- Wal leggendo Diogene., C051


mordacemente die: E; ;lu-amarlo Dominus'
int-rubi: damiano E come e un olo non.:

tl ib. 4.

nia me pget , gun/l illar non ,tm-let . Ma


iai d Agoino , e della ua nauea 5 non

ile Civit

per,che io poa non ripigliare con Arno


e lib. 4

bio (e) Ci , chegli di certi Iddii pur cam

n.7.

pehi , e non

ro alborih'ci, crie zpoichc a tutt i bochi

Forculo le porte, ual i rivolgono,e Limen

il Dio Nemehinoz ma a gli Alberi frut

tinoiliminari , a quale Arnobio (g)` vtg


'giune la_ Dea Lima, onde cos cherzo S.A
gQlllO
Z Urmm quque damz' rl-z p0
m; Q/Iiarium , U*- quia Lama e/Z omm'ndfuf
czt . Tre; Deo: ipfi Paian-nt , Farc-114m

g [ib. 4*
n.4.
h_

baae a cuiodirlc per cigni parte, tre HU


cuodivano la ola porta, Limenrino, Por
culo, e Cardea , uea li cardini di quella,

40

de Civit.
c1"

,n-ibm', Cardeam cardini, Lime-Mimun li


mini, ita J non poter Forculur imulfv

i roo bocareeci , ove~

(dicegli ) chela Gentilit aegno per Dio


tiferi non un olo, mapi, c pi, e fra que
ii alle pure di quelli la Dea Pura , a lu
Frurti perche i generino , il Dio Nodo tur

enc, Perche i conervino nel mentre. on.

dentro le buccie la Dea Patellanaz e perch


.sbuccmo al di fuori la Dea, Patella. N qul

SO VCdCl'C,Q perche Arnobio non rapporth

re: , " tardi-*rem , [imenqur. rvare . Ar

0 PCChc il Gentile-imo non pi'Opoe altri

(i) vi riconobbe il uarto tutelare.;


i Ubu 4' nobio
del Fuoco , quale chiam qLacerano , cos

Nille li quali peniero aveero de frutti ,

no

detto, perehe omiglianteluOgO da matto


ni crudi Wen aune-ato,

0 gi maturi , o gi colti, o gn ricondotti

..

in caa no al conummar -3 e non fore,


4A..

che le medeime Deit propoe alle biade

per omiglianti atrimon fuero le mmie5.

VIII,

lune per gli altri de frutti. Beo pur`

certo, che perche li frutti non aveero ad


DEI-LI DII CAMPESTRI

i O mai ocriver a Tibuilo (a) , che gli

a Calep

V.Lara.

-Iddii Lari, dequali n qu come Cutu,


di dellecutodi
Citt , delle
e delle
Cae private , fuerQ
i altres
Campagne,onde
diceva

*Vor gm)qu _ile/;car qnaudm mmc- pau


[ienr agri.
a':
:ira
Cuad' ferri: mmm vhra Lara:.

La Gentilit empre dovizioa di Numi,


non. potea eerlomendica co campi -5 anzi
come avverte &Ag-afna (b), grandibm- lo

b lib- 4.
de Civit
col.
lumim'ur vix

canzprabelei potxt'je 0;

mum Dearum, * Dmmmz nomina, quali


fe preidenti alle Campagne: concioiaeche
per la generalit di quelle ecco la Dea Rn_
tina , per le Valli la Dea Vallonia , per i
Monti il Dio Montino, per la ommit de
medeimi il Dio lugatino , per le Colline la

Dea Collatina. Tutto queu di Arnorbio


c lii-4.
.

n.9 o

(e) . Vengo alle biadez Saturno lor preiede


nel eminarle, la Dea Seja nel mentre s in
gravidanza otto terra ,la Dea chezia all'or
che nacono@ erbe , la Dea Proerpina nel

infraxdaris cos come le biade a venir mfv


no per occaione delle Ruggini,eravi il D10

Ruhgob come lo crivono Gellio ( f ), Lat-.


tanzo (g), cd Agotino (h)5 e e nc celebra

vano con molta pompa le eie,dette perci


Rubigali, per rapporto di Plinio (i). Ed ol
tre pi`u paandoi nelle diligenzc,come che
la, terra di ua natura-produce triboli,e pl?

ne, in conformit alla maledizzione divina:

ibn/ar, @- pin/rr germinabit tibi. onde


oi c ne rendono impratticabili i campi i e
e ne reca impedimento alle blade , ed il

frutti, oggiunge Agoino,che per diradi


carlc gi?! nate eravi tutto in faccende- il
Dio Spinenel nulla di manco, che le mc~
deime pine aveero adorato per Sovrani
Numi , lo crie Giovan Damaceno (k) .

Bindi dalle biacle , e da frutti allerbo


medeime paando, vi furono di quelli,che
molte ne riconobbero per Dii , come i por~

ra de nodi, COIHC la Dea Volutina delle ca~

.n. .

Ania-7:-

D-W

'

a cui ocricro Clemente (m) , Cirillo (n),

m lib- f.
recog. cir

*cafe .v

e Gio

-.
ho'.-

ca med..

'

n Cathe
*che

ua-.n.

ri, le cipolle, e lagli,onde Prudenzio can~


l il! 'I
t (l):
cont.5ym-
Villa Ni'lacx never-mt ciu-nia in Loitir [nach.

Panama? Cafe Dear imponere nubibmax/


mentre germoglianoz il Dio Noduto ha cu

K Hi.
"Bar laqin
cap.

"

CULTDIVINO PRIMA DEL VANGEL:


9

e Giovinale (o), Piace daggiunger quivi i che poi quelo {Pronato dalla propria vo

o Sum-L
m'

H R
` pr.ol.3~6-

Sterculio, come lo nome Tconlo (p),o vero


- Scercuzio per detto di S.Agoino(q),o pure

racit i divor quello, ella c ne im

Stercuro preo Plinio (r) , e non i toto


Sterculo,giua lo crivono Terrul iano (s),

beatiima, tenendoa ommo favore , che


le ue vicere aveero ervito di cibo ad
un tal Dio domeico . Avvertimento , che

r liv.
:.9.
s Apo

e Ltlanzo (f) , il quale venne ugnato Id

Giueppe Ebreo (x) , lo crie frequentir

dio z PCChC inegnato avee lingrao dc

mo nellE tro-3 ma ingolarmente ladora

log- c. 1;.
&16
t lib. p

Campi -

zione dc eci Clemente lo nor-a ne Feni

\)- l

o]

il? Civit. l
Clj'l

lnlt. e.:

5. IX.
DEGLI D11 ANIMALI.
Cco ove cee l'infelicima cecit di
quegli antichi Gentili z cio a tribu

tare con divini onori gli Animali i or.

ci, ed Origene (y) quella Cocodtilli nelle


parti dellEgitto. Reia dunque di oggiu
gnerc la Divinit ognata.

Oiche dellAqule lo rapporta Giovan


a

Vita

Joephi c.
170

b in pro
:kept

c in Ana
choreto.
d ibid.

e 3. Py
tron. hy
.c.24

Damaceno (a) :Delle Cicogne preo

z lb.pr
(317.4.

a (4.50.

lcnpt

b q as
or. 'I heu
llCX

c apud
Fall-d. C
l

gittoz Omniuw Leiarum deformith

p:

comi adimotrar di loro partitamente la ci , crive anche Euebio (e) , omnia ani
DE V-OLATILI.

um

I tutte le pecie di qu'eii,toltone quel

D la dePorci, lo cricro Diodoro(z),


titi in altri, quali ollevati dalla terra vola Analao (a), Giuino (b) , e lAbatc Apol
no per laria con nome dUccelli 5' in altri, j lonio (e), ond, che gli Egizi~ i aeneva
uali equerati da quella guizzano per no dalle lor carni, come che carni di Dii-z
l acque, detti Peci 5 ed in altri, quali rite E nulla di manco S.Giovan Damaceno (d)
nuti per loro labitazione comune della.. anche il Porco riconobbe adorato nellE

mentita divinit. E prima

y lib. 3.
umt- Cel

DE' TERRESTRI.

didi della natura, E per che que i ripar,

terra, chiamati propriamente Animali, ec.

X lib- 2.,

out-App.[

malium generaJerpenter etiam venenato!, "


Farm* agre/Zcr,Deor Pelli-tre. non unt *nt-ri
E chi mai ne porrebbe credere il religioo
culto? Le Citt medeime ne coronavano
co nomi di s beiali Deit ,dice S. Giro
lamo ( f) : Singulz pur in Egon-*to Cit-tate!

d Vita
joeph. c.
17.
earn-de
hudon
ibn/ign.

f lil.). 2.

contr. Jo
vin.

i Teali Clemente (b) : Delle Donnole- [ugli/ar bear , - mori/Ira 'venerdi/:ur , (k7
preo i Tebani il medeimo, con altri mol
quorlcumque coluerint, hoc invio/abile. e57* a
ti : Delle Colombe preo i Fenici Clemen
vichEpfanio (d) , Seo Empirico (e) , e.:

crmn putant , ande &Hr/:er quoque apud


cor ex animalium vocabulr ituncupantur Lennto, Cyno, Lyra. Buurr, Thmuir , quol

Filone ( f) : DeCorvi Epifania (g) : Delle

inmprataturllz'rcm. E e avveniva di mo

Tortori Anataio (h), per rapporto di Teo

rirne alcuno, ne tenevano publico lutto al

doreto : De li Avoltoj Euebio (i) : Degl

pari ,che nella morte de' pi congiunti :

lbi uccelli mgolari nell Egitto, quali di

Belluar in Dear rei-m: Egpti , dice Ate


nagora (g) 3 " toni-lenta'- . cum illa moi-im:

te teo :~DcNibbj Epifanio (c) : DeSpa r

Vita. ul"
plic
g Ana

ch-

erpenti i pacono , per detto di S.lGir01a

h :Ham
Script.
i hb. 3.
prpm
K1 P9.
.lbi.
de`

pr p.c.4. `
m ibid.

n in pro
trop.
o 4. Reg.
9-3*
,P 0!'- 2
in ju].

q in 7.
Sinod-l.
60

r lb- 4.

num .7.

mo, e di Cicerone , ocritti dal Calepino

to di Teodoreto (o),e di Nanzianzeno (p),e


le Vepe, eendo animali volatili, tribura

u dier

dere alcuni di queio volatili, o animali'


terreri, come ucciore dun Dio , too

He i Peci anche avuto aveero iloro arebbe condannato alla morte; quando ci
tributi,ed onori divini, l'accenn Filo avvenuto foe a capriccio , come meglio

ingolarmente del ocodrillo.Mam0 Ti

dichiara Euebio, quorum lr' quod/pont ali


uir interfacert morti: multi-:mr ipp/co;
ma e ato foe luccio,ol Gatto,ol'ucce1_
lo Ibi, o per diavventura , o in altra ma
niera involontaria, lucciore non avrebbe

rio (u), crivendo, chuna tal madre aven

sfuggita la pena della morte :fe/em _anti-m,

do reo famigliare un uo gliuolo con


un Cocodrillo dometico di poca etz per

aut Ibidem, w: pontJ-ae ll'UZtll qmquam


era-veri!, morte punitur - a cendiamo

rif dici non pote/I. Clemente (t) lo dichiar

meglio, recandonecgli eempj di pi Peci,

cat-8.

ofplo

b 2- P-s
Pac-P

e ingolarizando nella morte deCani, og


giugne: Praterea in quaranrque domoCam'r
morta: jim-it, omnes', 7m' ea: babimnt, u
nion, corpore rajb,magno ul? dit-iu

te con gli Onori della divinit,per rappor~


to di Epifania (q), onde apparice pi ra
gionevole la Dea Mellonia;prepoa allA zur; nec vinomut trticomaterqxe arl *oi
pi, e alla dolcezza del lor mele , per nello &um mcrariir , qua in m rio-_1m condita
ne crie Arnobio (r).Ora paiamo a Di mi-imma' ampli: [it-et. Aggiugne Minu
zio (i), che chi i foe ardimentaro d ucci
vinit .

ne (s),ma c6 le ria alla bocca.Piccr quaqm


inte-grammi membrntim cont-tram", od/inc
t in. pro
trep

fur, qua: etiam in temprpelmt (A M

accreciuto (K), Euebio (l) ,e Filone (m) . rle caua Iu'um public-um exrtant. Socri
Piace uiviaggiugnere le Moche adorate ve Euebio (h), Hac Animali linteamim
dagli caronieni per 'detto di Clemente.: Po morti-m plangmter, - Pshra cum ge
Aleandrino (n) , o Accaroniti per rappol mim Cxllteh in rm-ir pelunt loculi:

DEGLI AWATILI.

s lib. de
cieca loc.

hlo

sul

n O
&vio ll*

49

xo

CAIABRl'A 'SANTA' LtB'Ro I."

sul `partiolare degli

"in ;traumi-c" ii' Aidan-;5, come ~framme~


la, Simia lo tetitino l Abate
K apud
Pallad. c.
5:. Lui:

c2,
l lib.
3
font-Colf,
mi npro

Apollo,

iTetli Clemente Aleandrino (m) .= Dc

blici , cos parimente introdue) il culto

Sorel preo gli Abitatori intorno @Troaf

della propria Religione Idolatra , dime

dc, il. medeimo con Epifdnlo (n) P DBovx


reo i Samii Clemente eo,n olarmen-r

CCPE

tc il Vitello con nome di Api,

n in 7.
Sinodqt.

319D) - DeSar-bei Arnobio (p) , e Plinioz

anziana-ev

q) DCGatti Origene (r) : Clemente, LS.) , e

6.
O

orat

34

chiati con gli Achenazzi, divenuti _Auo

(k) cd. Origcnc (Ds Delle Formichc preo ni,sir1trucro nel maneggio degli aari pu

. ilo? (f) = Delle Cnprc S..- Ciillo (u) , ed


Origene (x) -. DeLupi Filone (y) ; DEC@
toni Origene (z) , filone (a) , ed Euebio

b.) :DcTori Filone (c) : Dc Montoni il


mcdcmoz Ces anche dcCani,dcLon; c
deLupi. Ma quello, qual pi genera orro

re i ahc. anche, i Serpenti "pi velenoi


non. vennero eclui, da omigliano acrile.
ghc adora-tion condoiache lador lE
gitto per rapporto di Euebio (d), ed anche
altri Popoli fuori dellEgittozcome lo teti
_cano Euebio medeimo , con Niefqro ,

o il 'i antico: c Vero- ma non tanto , che


rima, to non ne foe qualche picciolo bar

lume , Dimotra qua .cong'hictcura lan


tihima formola, di Giuramento, ou
mata fr quei Popoli Idolatri , e raccordo

tci dal udetco Gualtiero (In) , .Giuravano m lib.p.


eglino per il agro anternario , detto con cap.:
greca voce tetraflitur :cioe per lammira

bile nome divino Tctagrammacon _, e dice


vano cos;
Tell-ir mm Num# nobis' 4764M Quaterm.

Qui tribait reri caua, Fontiyaepemn r.


Coa, qual derier non porcva , che dall'in
4

vechiata tradizione, tramandata empre da

-.4.a.-.r_~*._. .

Padre a gliuow, e continuata da quel pri

mo rincipio per una lunghiima erie di


ecoli. Sopi'avcnllto poi Pittagoranvvoloro

(e) con Baronio (f) , e col Boo (g) , cio

_alquanto pi quel debil culto, e lo ree qua

i Dragoni, come lo crie lAbate Apollo,

uniforme a quel degli Ebrei 5 c pu oer

i (h), C gli Apidi per detto di lui medelimo,

vari dauoi veri, detti Aurei, de'quali nel~ .

i di Origene (i) , e di Filone (lt) , Aeo ad


dunque era lo iate del mondo, per quello

_lundiceimo libros Fra quali il primo la.;


venerazione degli Dii , poi il giuramento,

riguarda la Religione, iprima che la lucca

indi [adorazione dc Santi , lonore dePa~

dCllEvan elo lavee gombram = CiO cic

renti, e omi lianti , quali embrano copia

camente_ ozzo nell'adorazione della Divi.

tura-di quei .cl Decalogo , E quindi .fore

nit, e netributi d'onore dovuti a quella_ .


; Ma peravventura non_ il medeimo ~quello

nacque il entimento di &Ambrogio , cho


Pittagora foe aco di chiarta Ebrea; enti

dclla, Calabria, come a dire, agrilcgaxncn

mento non vero, e non in giunto p_r lun.

te ozzo , quantunque alla, ne pur [dol-.1


tra..Dic.orria_molo dal. uo prima abitari ,

na apprea_ nelle loro cuole , come dichia

SZ-Luace
l ubi u

_a
K ubi

up:.

I li 12.91'
CIP[

rano Giueppe, Ariobolo, ed Euebio rap.

bria da che ella pree ad avere Abitatori ;V

portati, e ocritti da GiozBatcila Nola, (n),

Concioiache il_ uo primo fra, quelli Ache~

Ebbe, queo gran Filoofo non debil lume.:

nez le medeime pietre , che-gitt peruoi


rimi fondamenti, di pari le antiq con

(e qual gli permettevano le faliime tene


bre del Gentilemo )della Divinit , e uoi
attributi z cos come lo danno a divedcrU
mente teologiche . Conobbe limmediata.,

quella Gente primiera in

creazione delle coe, di che ne riport gran


lode da Arlobolo preo Euebio (o) per
detto di Teolo ( ) . Senti bene della Pro
videnza, onde cosr ne dicorreva , Anima:
per owner' mandi parte: tom-marz: x atque
diua ex quo omnia , qua.na-ie'ntur ani

grazie per la terra gi prea , dopo i perigli


duna tedioa navigazione. Ed aggiunge lo

Scrittore medci-uo, ch'cendo .:on Ache.


nez venuto inieme il vecchio Noemo(a cui
per Io non ocrivo s queto aare ) per_
chegli oltrepaava, aine chccrcizio c0
,
5:,

tanto neCeario di Religione non 1 di`

ix
- Lir

molte ue. dottrine a tutto rigore cattolica

Altare, dice Paolo Gualtieri ~(l),s del qua..


le al vero Dio l: vittime i oerirono da
rendimento di

metta, laci alla. novella Colonia, c libri, e

Maeri,chil culto del Vero Dio empre lit


.egnallero .

~-mo-.~.~.~

ga dimora avuta fra quelli , e perla doctri

Comincio il vero culto divino nella, Cala,

_a Religione: Anzi, e di ~ -` Ala_ pri


ma fabrieahemi-o e E# . d'unigro

ca.. .

cpendenza delle Creature da, Dio , cio la


par.c.7.
0
.
p Theo
log. 'nat,
d. p. q, 2.
.rc. z. lol,

59-'

;il
.A
l

malia vita: capiant Quomodo igitltr mun


dam negligere Dear dictar , quem hm: ip,
eilcet [at-'r diligit P con altro , quale tra

.1;
o

q in Pm- i

crivono Clemente Aleandrino ( ) ,_,$,Ci


prec. P-4i

rillo (r)z onde forte i maravigli &Bindi

- r

i Albe fu,com`altrove i abilito,ne`182.o.


del mondo,164. dopo il diluvio , cio uno,,

di (s) come Teolo Antioche At) abbia...,

o due ecoli, o poco menu,prim.t che lldo.


lacria i abbozzae in Saruoh, e hare , e i'

ittagora non ent beneedea Divina, Pro.

1:.` in

jul.

s ubi u*

otuto entirla altrimente , z, dimore , che

muei-483

I: 3. ad
Antolit.

videnza . Dicorrea con entimento vera.


mente teologico della Sapienza di Dio , af

PerfezionalL-_in Nino. C051 addunque qual;


' @Ul comincrato continu lunga pezza di ._
fermando, ch'egli olo foe lunico Sapien.
tempo il`ver0_ culto della Divinit nella Ca-v te, cos come lo rapporta Clemente (u)-', che
labriame mai i dimee , chal opravenire
dt, (zreei ldolarri dopo i 27.29.- ,~ i quali,giu- . perci , comda vcdre in Laertio (x) i
condue a non diri piu Sofo, ma Filoofo,

u lil). 4.
'hom- C.
pr.
i

x lib. p.,
dd PRU-z
i

cio

CULTO DtVINo PRIMA DEL VANGELO.


yTeoil.
upr. lol.
45$
z lib- 7.
c.23.
a m ot
n.61.
b de re
ur. ear
nscap.p.

cio olo amatore della Sapienza (y) . Co


nobbe la reurrezione de morti, e quindi
limmortalit dellAnima . L abbiamo da..
Lattanzo (z) , da Minuzio (a), e da Tertul
liano (b). E quindi ancora la verit dell'In

[I

Ma iai comunque li foe del vero, e le

gitimo culto di Dio , fu la Calabria in ogni


luo aare religioima , ed allai inchinata

ferno, e del Paradio otto nome di buona,

alla riverenza degli Dii, come quella , qual


i abitava dalla gente pi religioa, Areadi,
Ateniei, e Romani,e lo not l'ADate rerdi

e di mala peranza , in conformit al vive

nando Ughelli , Sim: autem Calabri ga

Team-u
pra
101.

re umano o buono , 0 cattivo, dicono Cle

Dmm, a~ tralicci/ar Religione , deputate ae

548.
c 4.th0

mente (c) , e Tertulliano (d). Che pertanto,

571, ut minime` ab Annali!, qui 1 calabria

m. C.18

oggiugne. Agoino (e), egli ine nava la.,


tralmigrazione dellAnimeJbbe ume dell
immortalit divina, inegnando , che Iddio

qui comp/ru illuc Colonia: dedizxoiun',riege

d de A
ninna.
Teol.

ol-54;.
e de Ci
vir. dip,

non avea corpo, n forma alcuna viibile 5 e


che perci avee a giurari per la fede, per

rzcaPJ7
Teof. ol.
{47

lib. de
Divino.
8 6. in
Jul. ad'
4- Teo l.

che per quella egli era conociuto:Lo cri

ero Onaco Pittagorico (f), e denori San


Cirillo (g) . N f minore il lume,qual`egli
ebbe dellimmenit , ed ubiquit dell' eller
divinoz concioiache, giua il rapporto del

ol-299.

Martire S. Giuino (h), cos ne dicorrea:

h m pa
nen.

Dem 1mm c, non ur qui/lam upicuntur ex

-i p.ent .
d.37- dip.
P1'
K d.7.q
t. art. 9.
01.381.

m lb.de
Num. 1:.

lcolma
gin-377
n con
tra Grace.
O Com.
her

80.'I'e0l.

TEMPLI DI GIOVE`

Iove lddio ognato opra tntti gli altri


G fa ommamente adorato nella Cala

bria, come l`additano le quali innumerabili

e Plutarco (m) , e talmente Uno , che Uni

medaglie, o col uo ritratto , 0 col uo ge


roglico, o collu'no, e collaltro.Corripo
ero di pari i uoi Templi,dequali per non

tatem Dei ipum unit/item 7206/1511!" , per rap


porto di Teodorico (n) , e di Epifania (o) .

h quello iii preme ebbe anche un qualche


barlume della Trinit delle Perone 5 onde,
come riferice il Cardinal Cuano (p) Chia
mava
egli l'Unit divina, Unitatiem trimtm,
in quajcilz'cet cancurrerent connexozzqual

de do-a
ignor. ca

tar, - untar, e quea doveri adorare.Ag~


giugne Gio: Battia Nola, che per OmblEO-
giare luna, e laltra inieme , cio l' Unita

Pic-7.

dellEenza, e la Trinit delle Perone u

up.
p lb.pr.

_ 13_17;

nO (l ), llnum pluritate Laren-36 poi ocri

pend. ide
poli

De Templi de"zljz Dir',


r. 1.

10 (k) aggiamente riprende Fozio, il quale

f.

lib-.c-6.

con voti, e con lgricj applaudivai alla.,


loro mentita Divinit. Piace qui di rappre
entare alcuni di quei bugiardamente lagri
Tcmpj, non tanto per la notizia di quei o
curiimi ecoli,quanto per argomento del
la Religione dellantica Calabria.

ta Paolo Palazio ( i) , onde perci 'leo

va Dio Apolline, cio come dichiara Ploti


nead.

grati a quali tutti gli Dii di quei lecoli cali


ginoli, nequali e con felie, e con giuochi, e

tra op: al: ornamrn, ac dih/{tum , ed in

quello. Conobbe a gran chiarezza l unit


della divina Eenza, ehe per tanto chiama
A3

nere: 'uideanturE val argomentari dallim


mena moltitudine de`agri Tempj , cona

eipi term, * in Ore tato , cos lo rappor

fra dommi Pittagoriei riponeva , ch Iddio


illmente foe nel Cielo , chc non fuori da

conedere, aut ab Athenienbm, * Romanix,

battere una medaglia, con nell una parte;

rimalia la memoria, chc duno olamente

tr Meuraca , e Beleairo , detto perc


Monte di Giove, merc ad alcuni rovinati
veig) 5 ed un altro in Locri, di cui non ab-z
biamo, chil olo nome, ed unaltro in Cau- ` a Hb.p.~.
lonia di piu fama . Scrivono Temiocle(a), dl!" P0
e Polibioh), che non s per qual'accidentc

uccii quali tutti i Pittagorici , in manu de


quali ava la Verga delle Leggi , e de go
verni, re la Provincia, come lenza Capi

Giove geroglicato in Aquila , argomento

del viver politico . Conociuto il diordine

dellUnit, e con nellaltra un trepiedi ge


rOglico della Trinit. Ora da unuomo c0

daSibariti, Cotronei, e Cauloniati , per ri


ordinarli, Chiamarono gli Achivi , imati li

s`1 beninteo negli aari della Divinit ,

mi liori di quel tempo in quello aare, af

qual lume di quella non ricevea la Cala

dFC\qual fil da principio, non per non lc

ne diruirli nell oervanza delle leggi.


Venuti adunque quelli fu rioluto di fuori
care a comuni pee un Tempio a Giove
Eumenio, c gi fabrico in Cauloniai
v1 poi i davan le leggi , simparavano i la

lOVO molto, almeno con tenerla lontana_

cricj, e l pigliavano le conlulte per gli a

alletante agrileghe ozzure , fra le quali,


come te abbiam dicoro , cadde involto
lUnivero tutto. Concioiache e i condu

fari correnti. Aggiugne Nola (c), che il u

bria? Ed avvegnache non cosr` chiaro , che

lavele potuto trarre fuori dalle tenebre

incdeli, e renderla per Ogni parte a Dio fe

e ad adorare i Giovi, i Saturni , i Mercuri,

le Veneri, le Diane, e omiglianti motruo

c divinit , mai per f`u o veduta , o udi


ta adorare Animali di qualunque gene

detto Tempio fu principiato in Corroneh

ma non portato a ne per la opravenutzp


guerra di Dionigi: Aggiungono altri, che
anzi fu condotto a perfezione , e per qual
che tempo adoprato z ma poi dimelo per

il oprarrivo del tiranno.

re, o Serpenti di picciolo, o di gran-.le vele

no ,e omiglianti moruoitl , quali i ve


devano adorate nellaltre Provincie .

5.11.

h lib- :.
Halo[

c bop.
QP

I).`

CALABRA sIFTA LIBRO I.


fua dalle tolte ricchezze alle udette Citt,

5. II.

con in capo una ricca corona doro ingem


mata di perle , poavi in rin raziamento

TEMPLI DI APOLLINE.

dellottenute vittorie dal General Bormio


nez e con lotto api un branco di erpenti-'i

A Nche queo Nume fit ingolarmente

peroche nello cavar delle fondamenta del


Tempio furono ritrovate alcune code di
erpenti, onde ne u detto il Monte tutto

riverito in Calabria , del che porta~

no chiarima teimonianza s. le molte:


medaglie col uo impronto , delle quali al
trove 5 s anche li riveriti uoi Templi, de

Caudino.

quali qu. Li pi riveriti e per la riveren

5. 1 V.
TEMPLI DI NETTUNO*

za,e per lo plendore furono quelli di Reg


a lib. 4.
dc tab-hu

man.

gio, di Con-one , e del Promontorio Chi


prua. We] di Reggio, crive Varrone (a),

lo fabriC Oree, allorch rian dalla.,


pazzia,e per argomento del uo amore vi
laci la propria pada . Ibique dit} u_
enm, - ab :o m'catum Apo/lim': Tem
plum, cul: loco Rheginor, cum Delfor pra
a icerentur, re divina t?a,laream dec-er

Lia aai celebre la rottura della Sici


lia dal rimanente dItalia , e gi con.:
lungo dicoro e n veduto altrove la ve
rit iorica (a). Antioco adunque hloofan
do s queo rieriimo accidente , ed o che

a AP
par. dif-Z

volee compatir la terra, o che volee met

pere /olitohguam rrmt ume . Ma non terne in riverenza il Cielo, pree a dire ,che
inferiore o al grido, o alla magnicenza f opra era liata di Nettuno Dio del mare , e
quello, chal medeimo Nume conagr Fi
del uo forte Tridente. Che per tanto,an e
lotette ul promontorio di Chiprua, quan~ di non peggiorar le coe,dovei`ero i Reggi
d dopo gli aari Troiani anco Cll pi ' ni placar la ua Ira,con tdicargli un Tem
pellegrinare, qu abil le ue dimore.
pio, e dargli in protezzione la Citt . Piac
Prati: autem manmmnta bid-ehi: uccii
que aReggini la propoaz onde too ee
E contrapatarei Alex' (lelubrum.
b Baan
dr.
c iib. pr

die Licofrone(b),e come aggiugne Orione,


citato da Nola c) , vi conagr larco dEr
fcole, qual poi rapito a forza da Cotronei ,

guirono luno, e laltro,ed aggiuner0,chia


mando la lor Citt Poedonia z cio Citt

d i'm-pr.
mirab-au
eul:.

:Cotrone , ch il terzo Tempio di queo

poeduta da NettunozTutto queo di Gi


rolamo Maraoti (b) , ed meglio riferito
nel libro delle Meda lie (c) . A queo lo
aggiungo quellaltro empio,raccordato da

e in Vi

lNume, raccordato da Scrittori a Racconta

Fra Leandro (d) nella parte aurale della.,

eq.

:ripiglia Ariotile (d) , ripoero nel lor di

b libop
ca

cp . liv-3
CLP

ta Pytt.

Iamblico (e) , chavendo Pittagora proibito


aCotronei luo delle Concubine , e di gi
ubbidito, lo upplicarono , e laltro e ne.)
content, ch'aveero poruto parlare aloro
gliuoli avuti di quelle ,nel udetto Tem
pio di Apolline.

~--"r."i

d lral.re~
go s*
193*

Provincia,attorno Bruzzano.Wivi(dicegli)

ul*

eravi un nobile Tempio , conagrato a Net


tuno, fabricato,com lo imo , damedeimi

Brettii , quali edicarono Bruzzanoz qual


Tempio rivoltato netempi della Grazia in
Monaero Bailiano , pigli il cognome di
3.Maria di Tridetti, corrorto dal Tridente

dedicato a Nettuno,come crive Virgilio.

TEMPLI DI MARTE.

5. V.
TEMPLI Dl ERCOLE.

Bbiam la memoria di due Templi con

E Bbe Ercole i uoi Templi in pi luoghi

lagrati a Marte, delluno in Tropea,


a iib. 2

e dellaltro in Cotrone 5 Di quel di Tropea

crive lvzaraoti (a), chei u in gran vene~

ti rovinati veigj con la ola tradizione,che

della Provincia,come dimotrano mol

razione del gentileimo, no al oprarrivo

furono fabriche agre a que Eroe . Fra

della Criiana Fede nclla udctta Cittdln

quee la pi memorabile f quella gli de


dicarono i C0tr0neli5 concioiache peruai

cap.

di dalla piet dePedeli conagrato al Mar

perba mole salzava ul Monte Caudino, di

daoriginata
Pittagora,dache
la lorauoi
Cittadinanza
e
Ercole,
conigli lglifo
C*
reero un magnico Tempio in meZZo alla
piazza, con atua corripondente , ed el

cui die Boccaccio, (Tau/linux (alabrr'a Mom

giata in modo, che nelluna delle mani te

tire S. Giorgio. oggid la Cattedrale ot


b lib. P r.
cap-X.

to linvocazione di S. Nicol . Dell altro


di Cotrone riferice Nola (b), che con u

ri, il medeimo, ch"oggdi la Ritonda, allo

nee in pugno una Citt in gerOglico di

ra dentro, in quei tempi fuori la Citt. F

Cotrone. C05?! Nola (a) per entimento di


lamblico. Coumanza , qual ritennero an
che dopo il Vangelo , ol matando Ercole

egli fabricato per coniglio di Pittagora,

dopo le debellare Citt di Tempa,e di Cle


ta, famoo per la ricca atua del medeimo
Nume, di cui il corpo tutto era dargento ,
cl capo d`oro con pari articio,che mae,

in Dionigi lAreopagita , da cui ricevette

ro, o iprimi raggi, o l accrecimento dglla


lucc vangelica.

WL

lib. P r.
:aap.x.

'

CULTO DiVNORIMA DEL VANGELO.

li

reliquie con l accoppiatura degli Ateniei, i


`_

5.

VI.

TEMPLI DI CASTORE, E
DI POLLUCE.
' v
Ive pur Oggid, e Viver`a per empre.:
alla memoria de Poeri la per o ni
conto memorabile rotta data da quei di o
cri alor nemici Cotroneiz quando quindi
ci mila di quelli, e de Reggini ebbero ani
mo darontarr non olo , ma di rompere)
ancora cento venti,o pur trentamila di que
i. E ragion ne fu lindefea aenza.- ,
quale dalla parte deLocrei , fecero Caio
re, e Polluce. Belli dunque upplicati da*
Locrei, e Reggini non ebbero a degno di
fari vedere anche dallocchio della fronte
ai ovra bianchimi delrieri , precede
re le'ercito, animarlo alla pugna, ed avva

lorarlo alla vittoria . Per il ch.: non ingrati


li Locrei ul luogo medeimo,ov`era ucce
duto il combattimento, ed ortenuta la vitto

ria, che f il Fiume Sagra , edicati due:


Templi, li conegrarono a quei Numi tu

telati, da'quali aveano avuto,e l'onore del


la Vittoria, e'l teoro della Vita. Non dili

miglie volmente i Reggini fabricarono i lo;


ro, Conagrati a'medeimi, l ove oggid e
la Chiea dePP. Conventuali 5 onde 'anno
I 660. con occaione di piantare alcuni albe
ri nellOrtog coverero le rovine di nel
liz e Fu oervato, che la fabrica era di eli
catimi mattoni,con alcune tribune al rito

orta la nuova Citt dcIurj , il imulacro


di quca Dea, forc di gran prezzo , e non
minor divozione,venne trasferito in un le

condo Tempio punto men magnith del


primo. Ma opravanz, e di religione , e di
magnicenza qualunque altra agra fabrical
di quello Nume , non olo in Calabria, ma

nel Mondo tutto, il famoi-(Timo Tempio di


eo on.

too dal luo g o chera il Promontorio La- l 1.


h lib. z.
cinio . Si ergeva la mole nel mezzo d un i Lap-100.

folto Boco, dicono Pllnio (h), Valerio (i),


e Livio (k),intralciato di Mortelle,ed Abe
ti, con pari vaghezza,che maet, onde, nel

rime pitture, opere tutte di Zeui, recato


l lib. a.

via grandi pee da Cotroniani, dice Cice


rone (l) zed aggiunge , che molte opra vill
ero alla ua Ct . Fra quee ammirava il

delnvent.

coranto rinomato di Elena, cavato dal naru


rale dalle pi belle delle bellime Fanciul

m [ib-3.
P- 'l

le Cotronei, c Valerio (m) crivc,che tanto


in lei i compiacque il gran Pittore , che le

crie a pi alcuni Veri d Omero, quali da


Oliverio Arzigonee rei latini,parlano cos.
-Haud turpe e from- , fulgenteque are
- pelafgar

Conjugepro tali dimm-nor ferre 11150:

co con pietre variamente colorate z con ap

ditemi: fat-iu m'mi: ejZ aquamla Bea

5. v 1 I.
TEMPLI DI GIUNNE.

l iib. p.
K "lb-14

olo apprearvii metteva c riVerenza, e ti


more. Per dentro Veniva tutto otenuto da
uperbimc colonne, con di opra mgola

antico grecoz i pavimenti lavorati a moai


preo un Acquedorto di agno, per il qua
le conducevai lacqua in un vicino bagno.

e in Li

Giunone, detta Laetnia. La ua fondazione

Iacio (c) la rapporta a Cotrone , Boccac-:l d 1.13.


cio (d) ad Ercole , Servio (e), Appiano ( f ),; Geonol.
e 3. 1E
e Diodoro( ) al R Lacinio, da cui fore la_ neid
ib.;.
Dea pree i cognome di Lacinia,e non piu! 1.

tm'.

q
n [lb-3 f.

E quindi conoce lo sbaglio di Plinio-(n,


qualora da'Corronei in alabria traport
ad Agrigentini in Sicilia il famoo ritratto,
come da Tullio, da Valerio, e `dal rimanen

te tutto deScrittori, pu agevolmente rrar


i. Li Miniri del agro Tempio erano mol

a 5.6.
b [ib-pr.
Cap-4.

S Ono alquanto pi luminoe le norizie

ti per numero , ma tutti di vita incorrotta,

de Templi gi conagrati alla favoloa

fra quali il primo agricava alla Dea s d'


uno cudo, come crive Iacio . Laltare pi

Delta di (iunone. In Cotrone n' era l uno,

dice Pauania (a), ocritto da Nola (b) aai rivcrito era ulla porta , e too recava con
venerabile a quei Popoli , e oggiongono, lamaraviglia la divozione 5 concioiachu
che v era d ineimabile prezzo la iatuad' ' per quanto gli remecro allincontro , e le

110 Perei -infuriati li uoi Cittadini oltre

tempee, e i venti ;mai per eran di tanta


forza, che via portaero le ceneri,delle -qua
li veniva religioamente covertoz Lo crive
Plinio (o). E quantunque per ragion di vo
toavee per qualunque tempo la concor

molti villane giamenti, linfranero la u

renza depopoli, lavea ingolarmente , dice

Ailo Cocronee , famoiimo Atleta 5 ma

perche egli rimao vincitore in una olim


piade,a compiacenza di Dionigi riut di

eer Couonee , e public anzi Siraca


detta itatua egnima i opravivere all'

Livio nel di fetivo della lua dedicazione ,

eternit. Pi famoo fu il Tempio di quella

chiamato con greca voce Paegiri.r,llld qua

Dea in Sibari, mentre in quella vata Citt


era di tutti gli altri il primo . L irriverenza

le dalla Sicilia , dalla Grecia , e d allItalia

poco curata da Sibariti del uo culto , e re

ligione , lor rec le rovine .-Vedi il capi


tolo delle Citt derutte nella Calabria abi
tata, al quale mi rapporto . Aiello olo ag
giongo, che gi rovinata Sibari, e delle ue

tutta a folla inondava la gente d' ogni gra


do, e eo, altri per render li voti, .altri pe;
upplicar le grazie , tutti per la rivcrcnza
della Dea. ul furono , diceLicofrone do
po la caduta di Troia , ad ocrir doni Mc

nelao, Achille, ed altri Greci : qu Ema., ,


.

lug*

o lib. 2.
Cap-no.

'EXRAs ANTA`
-u-i-t

_1

l4

LIBRO I

oggiunge Dionigi, aderendo una tazza di

bronzo con all'intorno la greca lerizrone,


cos rea latina: /Euar in Temp/a junoni:

pareram ant-mn reliquia Qu Annibale, re


plica Livio, (p) non pur venne , ma' un e
P

[tate dimor, e fattavi erigere unara, ove

Proerpina in Locri, ed in Ippone.E comin

tavola di bronzo a caratteri cartaginell , e

ciando dal Loeree, fu egli opta di Dedalo,

reci fe ioriare le ue vittorie, e oggiugne

ed in qualche parte di Pratele.Si ritrovava


Dedalo inSicilia,fuggito Otto la plOtCZOllc
del R Coculo dallo degno del R Minoe
Per la violata pudicizia della Reina Paife

Qu fu Senofone con altri Legati del Re Fr


lippo di Macedonia , ane di trattar la pa
ce con Annibale , quale non olo trattata_,
ma conchiua, e di vantaggio fatta lega d
oea, e difea, ree le grazie alla Dea , to

r lb. :3

o partirono,dice Livio (r).E quindi avve_


niva, chcgli foe Tempio ricchiimo, e dl

gran teori, ripiglia Strabone, merce a gran


doni, che da tutte lc parti,e da tutte le per
one gli venivano . Ed oltre ci avea ar
menti di qualunque fatta , conagrati alla_
Dea, quali enza guida di Paori per ol-.t
cuodia di lei ucivano , e ritornavano da

s Mb.

t llb.Pr.
de divtn.

devai una otterranea cala , al ne della

vero, oggiugne Tullio Lt), poiche per ac:


certarene Annibale la perfor di mezzo,eo

quale una gran porta sincontrava , di cui la


chiave era la ola volont della Dea . Per

peniero di rubarla z e di gi rubata lavreb

quea porta sentrava in un egretimo

be, e la notte del giorno deinato al furto,


non e gli fore preentata la Dea , avvran

ervavano i agri Libri delle Cerimonie , e)

a Mem

d Catwo
[-pr.l lb

Epi

tom. om
culo:.

abinetco,in cui con molta riverenza. i con

gio; ma riuniti in una picciola vrrgoletta, l,


ininuzzoli, la ripoe ulla ua ciman pur lo

delle Invocazioni.N qu nivano le egrete


anze z concioiache da quea soltrepaa
va alla terza per mezzo dunaltra porta di
bronzo articioamente lavorata da Prai
tele,en`era la chiave lInvocazione della
Dea con quete greche parole : 6077 T.;

profan, e non col furto, delloro , alnen


con la agrilega raae di molti, quali per

porta vedevai ampio alone , con dentro il

non partir con 111i, l erano rifugio dentro


quelle acre mura . Ma vantaggio la pern
dia d Annibale quella di Fulvio Flacco

perl'Uo del agro altare, monete omiglic


volmente dar ento , ed oro per lalimento

gottito, non pur non com nee _il acrile:

Cenore, di cui racconta Livio (u) , che fa


bricando in Roma un magnico Tempio

alla Fortuna Equetre , vi port per otto


le tegole di marmi del medeimo z quindi
paraene la fama per Roma, e datane que
rela in Senato da Lucio Poremio Albino,e

da Mario Papilio Lnate ebbe opra le ri~

X hf.:- 3.

per la difea , e quelli per loe dell' Ar


chitetto . Veggali Pietro Carrera (a) . Chia
mato intanto daLocrei il nobile Artec e)
l'impiegarono alla fattura del lor Tempio,
la qual riuc, qual la decrive Proclo (b) .
Era egli, dice lo Scrittore , fuori le mura
della Citt dentro ad un vaghiimo boco ,
intralciato di foltitmi alberi . Soenevano
il tetto quattro grandi colonne di nimi

mezzo del Tempio una uperba colonna-Ed

dolo con volto ininaccevole, che e ci e

C.1.

ua moglie-;onde perci ebbero a vederi pi


fatti d`armitr Cretei , e Siciliani, quei

pacoli, mai pericolandone alcuno , o per marmi,e perci aperto da tutti e quattroi
voracitt di ere, o per rapacit di ladroniz lati adoraval il imolacro della Dea . Avea
Ed erane cosi grande il guadagno , che per ne'piu ultimi penetrali una egreta cameri~
qualche tempo rierbato, avea potuto fon 4 no, da dove il Sacerdote parlava al popolo,
dere , dice Livio (s) , in oro maccio nel e rendeva gli oracoli. Da quivi dentro cen

guile,gli avrebbe cttvato quellocchio qual


gli era rnnao nella Tocana : _onde _sor

n ub-42.

N On minori e di mole , e di farne furo


no li due celebri Templi conagrati a

ro un arco, dice Plutarco ,in una grande:


olibio (q) averla veduta con uoi occhi.
q llb-3

5. V I I I.
TEMPLI DI PROSERPINA.

prentoni di quei PP. con il dipoglio dall


ucioz e f poco a riguardo di quello opei
r la Dea oea , poiche oltre alla morte
di due gliuoli,impazz`t Egli s furioamen~
te, che appicc con le proprie mani. Tut
to quco di Valerio(x)5il quale a giugne,
che per ordine del Senato furon e tegole
reituitc z ma non trovandoi Artece, che
apee rieollocarle, andarono tutte a male,

e con eoloro tutta la uperba mole.

M0; -Mu m aac .Fyn-(ae Am. Aperta dunque la

ricchimo teoro , vai d'oro , e dargento

deMiniri, e altri aari s con divieto,che

verunaltro, che i Sacerdoti poreero met


tervi il pi, per avvaleri o degli uni, o del
laltre . Di qual prezioa valutai foe quc
o teoro , egli agevole largomentarlo
dalluniveralimo concoro de Popoli,
che dalle pi rimore parti , e per ogni tem

po c6ncorrevano ad oerir doni,o in rendi


mento di grazie per benecj ricevuti , o per

uppliche , ane di avere la protezzioneJ


della Dea necai pii biognoti. Quanto poi
zelae Proetpina quea ua caa , el uo
gran teoro, lo dimor da quello ne cri
ve Livio Lc) . Intimata la uerra daCorro
e nb.
niati a quei di Locri, dubitevoli quei , che bel-pun.

qualche furore d'aalto nemico non met


tee acrileghe le mani al teoro, riolero
di traportarlo dal di fuori le mura , ov egli
era,aldi dentro , ma la norte medeima sud
la

euLTo DIVINO' PRIMA DEL VANGELO.


la voce delliaDea la quale come ridendoi

del conceputo timore, avviso, ch


_ attende
ero ad altro, che .quanto alla difea del uo
teoro, andarebbe er uo conto , E peroche

iLocrei non pre tando piena credenza all

Il'
intelieri di vaghi ori le eorone5 cotume
non Pur delle 'giovani plebee , ma della;
L prima nobilt ancora, per oervazione di
' Liiueppe Cifipialoiz eoncioliache aveali in
vergogna u ar *corone intclute da altri.

oracolo, i poero ad ergcr forte ?Pur-g n_

AVVCDHC dunque , che nel mentre Proer

torno al Tempio per ua difea , ciodilpia


ccndo alla Dea operava s, che quanto ila,
vorava di giorno, tutto rovinae di nortcz
onde fatti certi del patrocinio del Cielo ,
non fecero altro,perlia, che non andareb
be enza caigo chiunque portato dall 1n
gordigia ardirebbe porvi lhcrileghc le ma
ni , Lavvenimento dimor queo vero
nella perona di Pirro R dellEpiro ,. Qge

pinacra in campagna con altre, dedita a_


eogliet ori, opravenuto dalla vicina Si
cilia PlutOne Coraro, e della ua bellezza
lieramente acceo , perfido .: la rub (Luanto dolore aige: la vedova madre,
tolto che intee la rria novella , olo pu

lii ritornando armato dalla Sicilia,dove non

laro, ma Plutone Iddio l`avea rubata , per

farne giudizio il penamento . Or gllppo

nei per dar conuolo all inconolaoile Si


nora preero a dire,c_he non Plutone Cor

pot orprendere guerriero la Citt,orpree farela eco Dea 5 Ed alle parole aggiu
agrilego il venerabile Tempio , ed imbar gnendo le dimoranle un magnico lem
catoi con dentro le navi il agro teoro a
propero vento, appena fu in alto mare, che
too imperverandoegli contro _era una
tempea, il rigett nelidi,daquali poco di

pio le fabbricarono, oenuto da una gran


elva di uperbiimecolonne, le medenme
quali oggi giorno i veggono nella Catte
drale, e nella Trinit diMileto, traporta

anzi sera diciolto, andando a male il tutto,

tevi dal Conte Ro gieroz Tempio,che poi

fuorche _le venerat riethezze : onde fatto

aggio a ue pee, reitu pentito il agrile

ree famoo la Verit degli Oracoli ._ ML


qu prima doltrapaare , auopo .i mettere

go furto, e pur non ba in caigo del uo

in accordio, e ar poibile un gran di

gran peccato z poiche da 11 a non molto l'i


mae uccio in Argos. Somigliante ardimenf

vario tr' Storici. Sono molti,e fore li piu,


li quali dicono , che la rapita Proerpina_

to .ebbe QFleminio, Preidente deRomam

foe la gliuola di Cerere Siciliana , e che

in Locri, pogliando delle medeime _rie

il rapimento foe avvenuto nelle campa


gne Catanei .Cos Plutarco (g),Solino(h),
Ariotile (i) , Oppiano (k) , Claudiano ,'

chezze il famoo Tempioz ma non u dio


migljamc .11 fulmine del Cligo 5 CQClOia

che quedmeCnC in Senato gli Amba


ciadori Locrei, come l abbiamo preo L1
vio (d), e Valerio (e) , ne venne pollo in;

' carcere il agrilego, ove diperato e ne mo


' ri, avendo prima retituito al doppio le ru
bate ricchezze . E quantunque abbia em
brat0,che Dionigi il vecchioTiranno di Si
racua vabbia avute le buone 5 poiche , co
me Valerio crive, avendolo pogliato, e ri
tornandoene con propero vento in Sicilia,
ardito die: irletiquaz bona rlvgato ab

furioamente _eguiti da Pietro Carrera .


Altri poi-Y; cio Proclo , Sti-abone , e Ma

g Mem
di Cat-Vo
l.pr. ila-2.
c. .

ralioti vogliono Proerpina i' Ipponee ,


ed, il rapimento avvenuto nelle campagne

i z.6.

lpponei, appunto come li raccontato o


pra. Altri nalmente tennero una via di

mezzo, cio, che Proerpina ata foe la


Siciliana, gliuola di Cererez ma che il ra

pimento ia avvenuto nelle campagne Ip


ponei . Cos Franceco Alunno (i) , Giu
eppe Capialbi (m), Giulio Ceare Recupi

ip/r Diir mmwtalbm ltrilee r rruarur!

do (n), Paolo Merola (o) , gli Autori del

e nientemeno dritto li mira,quanto egli poi


pat nel rimanente della vita, e nella poe
rit, di che ne ono piene le orie , tutto

nuovo Atlante
( ), elaltro
Teatro(q),
Nicoloi
(r) , edPaltri
. A medel
piacerebbe
il

-v-

'un

K un. a.
cap.

am dire , che foe egreta mina dello

diri, che iate foero pi Proerpine , e


pi rapimenti. Penamento , che fu prima

gno della Dea, che pi tardi, ma pur al

di Fra Girolamo da Fiorenza (s) , che il

1 Fabr
n.853.

m Hol
' Mona
tap.:
n de ce
r-Pia!).
0 Cym
P in Cz.

lab
q.V.Go

' ne lo cole.
A; 21-: trac da Antonio Ricciardo, ed la ragio vel. fol
Di pari grido , e magnicenza i! laltro ne, chella arebbe unimprea aai dicile r Ercol.
Tempio di Proerpina nellantico Ipponez vericare il tempo del ratto , rapportando- l Pigi
di cui cos iracconta lorigine da Proclo 1 da alcunne2599., e da altri nez773. adsMetap.
ann.
preo Maraoti ( f ,. Comandava alla Citt Furono dunque due Proerpine , e due ra 2773.
d'lpponc Ermippo, uomo per comando,per pimenti cos, che il primo ato foe ne
239.

Fpit.de
Orat.lib-z.

cap.

nacita, e per tuttaltro rinomato aai in.,

2.599. di Proer ina Siciliana , rapita da.,

quel tratto di paee . Coui da Calais ua Orco Re di Mo o,ed il econdo accadu


moglie avuta una fanciulla , qual die Pro to negli anni 2,77;. di Proerpina Ippone

erpina,pas allaltra vita con dipiacere di

e dal Siciliano Coraro, favoleggiato da~

gl'lpponei per racconolare la Vedova


to gli aetti. A quea prima diavventnra Calais . Or ripi liando il lo dellinterrot
egu la econda , che f:.1 il rapimento della to dicoro, cos famoo era divenuto ue

tuttizconcioliache di tutti aveai guadagna_

i goliuola .Era coume in Ippone , che le)

vani donne uciero in campagna ad


-B'ii'

o Tempio, che li medeimi piu accre ita


ri Oracoli mandavano quivi la gente per
le

'

. .

CALABRIA SANT'A
le conulte. Evvi'eemPio drelte,iquan-h i'
16

7,7_

',**-:i:

LIBRO I.

(i) z edi Ditis due@ (b), da Ulie dopo


do Per il matriidio divenuto pazzo , o per
dir meglio, agitato dalle furie , conultati,

della tempea otto il

pina Ip oniata_ . Venuto qu con la orella

trar) venti, perci riopinto in dietro ven


ne a dar in Scilla , ove per dar luogo alla

olo, accreciuto da ette capi , giua hc

t lib. i.

ola

gli _affari di Troia 3 C _fl il morivo,che cor


rndo per quei mari, ortato dall empito

do lOracolo di Diana Taurica ,ebbe in ri


poa, chanzi conultae laltra di Proer
Igenia, ed ambedue uppliando la Dea,
fu loro ripoo , che andati in Reggio, ivi
collocae'ro ll molacro di Diana Faceli
de, ed in tanto per il viaggio lavandoi O-
ree ette Volte in ette mimi , overo in un

a de mi
rabll.

b lib.ulc.

onte Circello 5' ma

pero quivi fattiglili incontro e nuovi,e con.

tempeg dimor alcuni giorni . Ma , o che

perae dalla Dea occoro er il nuovo


viaggio, o che e lo peruade e avuco nelle
aate tempec , e non fore per l'uno , e

er laltro, fabric ivi .un .famoo Tempio,

variamente 1 crive , riceverebbe la alutez

lo dedic al uo nome , dal quale poi per

come ancora , lavandoi nel ume Pacoli-


no, od ultimo deette , od unico accreci

lunga pezza di tem o , e labitazione , ed il

mento dcette. Li Romani medeim ebbe.

Minerva Io leggo un luOgo fabricato daSa

ro in g ran riverenza queo Tempio , onde.v


per riorario alquanto decaduto , crivu

lentini, all'orche approdarono in Calabria,


he_ molti imano foe lOggidi Grotteria,

GabrieleBarriot) che vi pecro ettecento

ma con _aperto sbaglio, eendo l'oggid la

Promontorio i di ero di Minerva.Cael di

ettantamila,enovanta erzj , cio dieL Bailicata, come Io lo dicorro altrove . Ma


cennove mila duecento cinquanta due do
qual ne foe_ lorigine, o e perche vi foe;
cati, e lo trae dal marmo critto, bae allo,

ato qualche Tempio conagrato alla Dea,

ra del agro altare, oggidi oglia della Cat..

o per altro accidentc,nora non mi ovvie

tedrale di Mileto . Vedilo nella Calabria

HC a dirlo. '

dichiarata con Icrizioni.


3L IX.
TEMPLI DI DIANA.

5*.

X I.

TEMPLI DI VENERE.

i
i

On mancarono a Venere i uoi Tem


pli in Calabria . Lebbe in Locri,in Si

E molte Medaglie di queta Dea , delle

bari, in Cocrone, ed altrove . Il pi raccor

quali dicoer in uo luogo,convinco

dato fil in Re io,il cui imolacro colpito in

no come la ingolar divozione avuta di lei


nella galabria, cos la moltiplicit de uoi
agri empli . Finoggi per a. me non oc
corre, che la memoria di quello in Reggio,

marmo era cos vago , che iRomani con.,


raddOp iate ianze propoero pa arlo ei

fabricato da Orete a Diana Facelide , co

gliari' viepi daverlo i Romani, i erano a

me s tocco di opra . Tempio magnico,

biliti di ur la forza , e lavrebbono uato


enzaltro, e Cicerone non avee clamato
a PP.che nOn conveniva metter violenza a

non meno per la mole- , chera tutta d'alti


me colonnezchc per il imolacro della mc
dema Dea lavorato con eccellente arti
cio di niimo avorio. La ua Fea era

mila e terzi, ma ricuando e quel o, ed ogn


altro partito i Reggini-3 e niente meno invo

quelli, quali andavano'in conto di Cittadi

ni Romani (a) z Quid arbitramim Rbeginar ,

delle pi olenni in quella Republica , o

qui fam Ci've: Romani unt , merer vel/e, t

lennizzata con agrizj, con giuochi , con

ab [air marmorea Ven: illa ne auferatur?

concori, con altro , che pu render pom


poiimo un agro giorno . Chiamavani

s.

X I I.

dalle pi remore parti i pi chiari Oratori


a ridire le glorie della Dea . Fr molti va

a~ Oral.

PP? M
;hah

TEMPLI DI CERERE.

lentuomini, che vorarono vi fu Archia,


il quale, oltre le grandezze del Nume, die

L A Republica Cotronee ingolarizata

tanto della randezza de Reggini, che per


detto di Tu lio (a) con li molti doni , glie

uante s dicoro altrove,imolata perci

ne u data la Cittadinanza.

in tante maniere dal gran Pittagora, in


alla gratitudine , oltre ad averlo oervato

in vita , volle anche dopo morte venerarlo.

TEMPLI 9.DI x.
MINERVA.

Morto dque il buon Filoofo,dice Valerio,

che imando coa inde na, chela ua Caa,


qualera ata albergo d uomo divino,ave`c

ad abitari da uomini terreni , conchiue di

N On uno, ma e due , e tre TWpli,e for


_
e lpi, e aveimo occhi da penetrare
m quei ecoli caliginoi, Io veggo di queta.
Deai_ In Turio, ed in Locri ono li due, de
quali ~oltre il nome non leggo altro. In Scil

- la F11 ll terzo fabricato, per detto di Solino,

anzi coaa rarla a qualche celebrato Nume.


E riettendo , che luomo famoo era ato
lAutore della dottrina, qual poi i die Ita

lica, con fondatimo giudizio conagr a


Cei-ere, Dea inventiice delle biade, , fore.),
che come queto c n le biade avea om mi
nira_

Ora!.

in Varr.

cunro DIVINO PRlMA DEL VANGELO.

a lb. x.
cap. 16.

Nola lib
,rue-X

5. X l I I.

5. XV.

TEMPLI DELLE MUSE.

TEMPIO DI ClBELE.

LeMu: ancora ebbero i loro Templi


a lib-:-e
[5.
b Epic.
e ont.

nirato il cibo al corpo z cos que li con la i la vittoria Ottenuta contro le Citta di Tem
dOttrina avea dato lalimento all Anima: pa,e di Cleta. Laua atua era per di giu
OPulentiimaque Civita: on le parole diVa nel corpo dargento, e per di s nel capo, d'
lerio (a) , tamf-equentr venerati po mor
oro fua dalle ricchezze delle medeime Cit
tem don-am ejur Cereris Sacrarium fecit . t oggiogate. A quea Formione Capitan_
Altri Templi pur ebbe uea Dea,com da Generale di quelle epedizioni aVea aggiun
conghictturari, in una rovincia cos uber to del uo una ricchiima corona , lavora
toa z avvegnache ol di quello abbia Io la ta doro, e tempeata dl gemme, collicriz
zione allintorno FORMlON.
memoria.

nella CalabriaDi uno in Cinquefrondi,

D Ecrive queo Tempio Pro-;lo (a),c lo


ignica piu terribile , che venerabile .
Dice adunquc, Che u opta dlppone , che

per detto di Maraoci (a) parl Proclo(b),e


die, che u opra deLocrei, per ogni con
to venerabile dalla gloria degli Oracoli in

to diante, onde poi i die Carum Cibelir.

pois e ne rende la ragione, accioche , dice

Era egli pio nelle oerte, e veritevole negli'

gli,non dimezzac i concori a quel di Pro


erpina in Locri t Po Altanum , G'Morge.
tem , edica-;crunt ibi Locrens Oppidulum

oracoli, ma poi crudele nellapetto , e nel


la fabrica . Il acro Erario veniva fabricato
con pietre oce , con calce , e olfore im
patare aangue umano : alla porta, veduto

lo fabricarono in Meiano, Terra non mol

(Cin uefrondi interpetra Maraoti ) , ubi


Temp
Muzrun conituerunt oraculs \ da tutti, s'crgeva un gran coloo , chiamato
Pat-andar, cio, come di Leone , che con u
'vacuum , e frt Proerpina' Locrens ora

cula decerent . Con pi avio accorgimen


to fabricarono il'loro i Catroniati, in au
uro di domeica 'concordia, giua che lo

mana favella diceez Vanta qu i vede,


il tutto otto il patrocinio di quea gran

Philo
d m vita
'a
e ib.pr.

icorrono Jamblico (c) , Scutellico (d) , e


Gellio (e) , riferiti, e ocritti dal Nola (f) .

Betia. Odai Proclo con le ue medeime pa


role z Ade-ll in Italia ab Hippone non [auge Ci
belr Carum . . . . .juxta quod , da pus .Dex

Il Coro delle Mue compi la cononanza

Pbanum conruum apparet , [{pponenium

f lia-pr.

del concento, clarmonia , con tutto altro

opus , Pium in ablationibu; ag/4m , {u/s , 0- _


vium, atque aerei me li: , 'veritatzque *verba
rum Dee; crudele tamen adirium , eo quod

c de vit

px.

dovuto alla concordia-3 onde opravenuto

in Corrone Pittagora,e ritrovata qUella Cit


t data tutta al eno, e perci periglioa

mente urtuante fra le dieordie famigliari


demariti,edellc mogli, coni li la fabri

ca di queo Tempio, quale egu opra d


un Monte all'ora dentro la Citt , che dal

nome della Sacerdotea, gliuola di Appio


Cotronee, anche oggi iorno vien detta la
Cappellina, e ne egu ?eettui concioia
che abbandonate le Concubine, riabbrac

ciarono le vere mogli 5 onde ne egu la


conco rdia [opitata nella Republica.

ub Caronda uperitionibus conditum e . Cu


jur Erarium opha'te lapide , calce , u lphurcque
bumano delibutum cruore , tantum avertenum
Hipponienum boium, ut CV' Imc Hipponenr,
aliorumque homimmz genera ill/4d introire ex
pavecerent z atque ri jim-ir Per/mir': manu: a

verterent. Cui addidit, ct" Carandar zperitio


nibus conditum gnum run'r illuc introeunti
bus iram minitanr, quod (a' lhuan oc nuncupa

tar zidt ub hoc Leone omnia.


5.

S.

XVI.

X I V.
ALTRI TEMPLI.

TEMPLI DELLA VITTORIA;


A Calabria troppo uperizioamente
lO rapporto altrove una mano di meda

religioa conagr Templi, ed Altari ,

glie con l'impronto della Vittoria , co

non pure a Numi, creduti del Cielo 5 ma e

niate in piu Citt deecoli uperizioi; on

ad uomini della terra , ed a coe fuori dell

de val l'argomentare la moltitudine deTem umano genere, oltanto,che o ne te-mee in


fortunj ,o ne ricevee beneci. Di quelli ho
pli conagrati a leizoggid non c rimaa al
pronte
le notizie di due , e ar luno quel
tra memoria, che duno in Reggio , e molto
lo
,
che
i Temeini conagrarono'a Polite
ecca , e dunaltro in Cotronc alquanto pi
Compagno
d Ulie . Navigava Ulie per
diea. F egli fabricato su'l Monte E re
quei mari, ma non aVendo propero_ ll ven
orio, dal nome di Egregorio Duce de Si
to, riole d a ettarlo nel porto di Temc
niti, che dopo la gran rotta, fatto pri io
ne, ivi termini uoi giorni, ed il me ei. a. Sceo per cio in tetra , e pooi a ripoo,
mo, che l'oggidl Monte Maccoditi . Il mo

Polite uo compagno us violenza ad una

tivodi fabricarlo f in ringraziamento del

Fanciulla del Paee . Di ci volata la nuova


C

vv

in

a Epit.
*le 0t:.

CALABRIA SANTA' LIBRO I.

18

in Temea , e fremendone d' ira li Cittadini,

corero a folla, ed a replicati colpi di pietre


ucciero il Lacivo. Non l pi ro linferno a
mecolarvi le ue uperizioni z che per tan
to deinatovi un uo pirito , e ngendo d
eere l'anima dell uccio oldato_,pree con
tanta rabbia ad infeiiare quel territorio, che

crebbe dicorreri,imo, che ar compiuta


mente baante er darci a`divedere la gran
de tima, che La: coe divine ebbero-gue
gli antichiimi Popoli dal Gentileuno.
Culto Dia-ina in Calabria dopo il

Vangelo .

i .parlamento per abbandonarlo.Vollero pe


r prima conultarne gli Oracoli , e da un
DISCORSO SECONDO.
.pitonico lndovino ebbero in ripoa , che
enza partiri porevano ottrari da quel tra . S E la Calabria, er quel che s' detto nel
vaglio, con olo edicare a Police un Tem
precedente di coro, f a uo danno cos
pio , ed oerirli ogn anno una .delle loro a auta tra le tenebre del Gentileimozcon ap

migliori fanciu e . Ubbidirono gli aediati


Cittadini, edicando il conigliato Tempio,
quale fabricarono con allintorno una bella

iepe di verdeggianti oleah'iz onde too


diciole la nemica invaione . Ed era coa.)
mirabile a vedere, ma inieme orribile , co

menel di delloerta comparendo in aria;


viibile, ma paventevole l' infernale pirito,
{irettamente abbracciata portava la uper
izioa oerta . Avvenuto di ritrovari pre

ente l una delle volte al crudel agricio


Atleta Locree, e' erainente acceo
l Eutimo
della bellezza della Fanciulla, ual iva in tri

rendere cos da dove-ro il Culto della ldo

fatria,molco i appales pronta, e agace'


ne ecoli de la luce in abbracciare con tanto
uo vantaggio il Culto della vera Divinit .
Principii uoi plendori la luce del Van
nella nacita , nella vita , e nella mor

te del Redentore , e tuttora diondendoi


colla redicazionc Appoolica i omne: ter

ramz a Calabria l delle prime a compar


tecipame il lume per - mezzo di quei primi
Appolloll,Pietro, Paolo, Marco, Luca,

al-,

tri lor dicepoli. Il primo di quei -a portar

buto, i oer di liberar la Citt- dall' anno

vela f lAppoolo S. Paolo lanno 39.0 pur


40. della commune alute . Lo pruova Carlo

vale oerta, e quell innocente Vittima a e

Morabito (a), a cui ocrive Carlo Giangoli

la concedeero per moslie . F vicendevole

no (b) dal capo quindiceimo dell Epiliola...


critta aRomani, nel quale confea d aver

f il conentimento : ed ecco, che nel mentre l

Chiea di

infernale ipirito cendeva arubari la don~

predicato lEvangelo , anzi riempiuto dell

zella, Eutimo labbraccio, e con mirabil for


tezza, tenuta er e nella, poe in fuga , ed

Evangelo tutto il paee allintorno di Gero


olima no allIllirico ; Ita: abHiemalem

- allora, e per em re altro . Tutto quello

er circuitum uque ad Iyricum r _le-veri,


E-uangelium Cbrzi . Ma colla r enrimento

_ di Pauania (a), ocritro da Barrio (b), e da


Maraoti (c). Laltro Tempio accennato di

quindi poe in vela trecento Navi con pari


egretezza,che preiezza navig uellavol

ta , ove prima navigato avea col olo ambi


zioo peniero .Eradigper fare il colpo,

de rapha
di. c-z- .Ca
pir._|.oo.

c lb. 3.

di Plinio (c), che parte dell'llifico foe ,la


* opra lo fabricarono iTurini al Vento Bo
Peucezia, :7 quo; Collymacus Peutetias appel
rea , ed il motivo lo reca Eliano (d) preo ' lat, una tom iuno nomine [iricum weatur
r.h|lc. lib
Maraoti.(e) . Dionigi il vecchio tiranno di generatm: Qgella parte,vuol dire , la quale i
[Z
w*lib.3. l Siaacua , aoicato da grave turbine di ambi
ende da Brindei a Taranto , ed contigua
zione riol e d' occupare il Paee deTurini;

An
all della'

Co :lo

alla Ma[gizcundam
na Grecia.,
Calabria
: [Ham.
Italia
andoggid
Regione:
in Peninula
forma,tu a Brandi-fia uque Taranta; prati-n.
diem* , magnaeque Grecia conterminam , que'

modo tata Ca alvia mocitaturh'eacetiam 'aere


perche non apendoene altro nella Citt; n res dixerez Plim'qu tempejiate etiam .diffam,
l forticavano er la difea, ni apparec
confpicuum e. A quea dunque venne Paolo
ehiav ano all' o ea . Or'quello non porca o lanno primo della ua converione, e per all"
pranz- erche non apptoz la ro ria alvez

intornoa onde die in queto luo

za, lo un Vento boreale, elle ore impie


toito dell altrui danno 5 e non fore incru
furiandoi dim rovio,e come da una egre

car orar, gna-inpeatriouati jay-:plaza ;dr ad


meridem verga, e Soto: Per tanga: ami-ag
ci
uaque ., .nunc
ad Se :entrianmt
'
verzqmertdicmze
Cornelia
ancrax:

ta imbocata u cendo , agit per lungo tratto

Per omnes intermedia: Provincia: .

delito contro l ambizione del malvaggijn

z Hoc e

t!

vez-v

le Navi ed alla ne le ruppe , e non con af nura di S. Paolo in Calabria vie piu l cor
fondar il tiranno, almeno con obligarlo al . robora da quello crive apprqo nel medeil
[ai in dietro. Tutto ci riaputo da Turi- nio cpo della lettera critta .~aRommi : Et'
ni, e polli a conulta li oequj della grati
.impe iebar, dice lApposolo, plui-imam veni*
tudine, abilirono, c e al Vento benefatto
re ad 'vos, (F' ProhibitusM-uque adbur : Hunt
re un Tempio_ edicae, con balievoli an
?remake-Hu: 10mm una ha 'x in bi: regioni
novali rendite, s per lalimento deMiniri, l bu:. Dicorre qu Lirano opra quelli impo
s per lo &le-odore de' agricj. E quello, ch" dimenti, quali ritardaVano l`andata di Paolo,
` poco del molto, che il] omigliante argo i ,e dice, ch'erano la predicazione nelle parti
7 mento di Religione nell antica Calabria po- _ ,della Grecia,la quale veniva ingannata dagli

F _

Cl'l'O*

?mm-

de pet-gn.
nana-laa:.
lr.

i cuLTo DIVINO DOPO IL VANGELO.


19
errori de'uoi Filoo , quia plui-imc tempore
Apoolus fuit occupata; in predicando Gentilmx
in Pat-:ibn: Cruie, qua.- pro magna parte eran:

Tempio, fabricato su 'l luogo del miracolo,

e e ne celebra la Feta il di olenne della.


Converione dell' Appoolo, cantando a
ua gloria llnno eguente .

[cduc a Pblofopbispropbanis , O' al/Zi ante

predicazione-m Pauli.Ma chel Non erala Ca

I.E Column:: nobili:


Elero , (2' aura ditior,
Illaque Mai: ignea
Columna fortunatior .
,Qt-rod ore Paula: predica:

labria di quel tempo cotta Greca , e tntta im

bevuta dedogmi pittagoricii

Cotantino -Lacari (e) la vuol Pittagorica


e de Phi
lo. Calab,

ino al tempo dell Imperador Cotantino. '

'e fulgurante comprobat ,


Te conagrante Rbegium

Venne dunque qui Paolo in quel uo primie


ro viaggio per recarvi il lume della vera dot
trina Crio , e uo Vangelo . E. e f in Ca
Reggio, Metropoli di quella, come crive..
Marino Freccia ( f) Citt libere, non otto

Hauuj'que PHIUS iliic

poc allimpcrio dalcuno,e per tanto di lor

./Egris jitlutem cantu/it .


Ergo Colunzna regia
Hebrew , " [draelitica

labria, ingolarmente lo fu in Coenza , e;


f lb. pr
dc
ub
hmle an
riquo la

arbitrio negli aari di pace, di guerra, e nel

la riuta,o abbracciamento della. Religione:

u.

Non alici-um Regum , *nel Ducum ob'rvabant


kg, m1 abnoxiat eran: imperio , uo ritu, uis

Tu nos in Cara ducito.

moribur tonebant, car ducere, bella move

Summa Patri [it Gloria,

re, Religionem conituerc . A qnee,dico,m


golarmente drizz l'Appololo il lume , co
me a'Cnpi, e Metropoli dell'altre,eendo la
to univeraliimo coume di quei primi
Predicatori dar prima a omigli-anti Citt,

1 term opima tranulit,

Natoque Patrir unico,


Et Paracleto Numini
Cunc'ir in mmm [aulin/[men.

W. Pau lu: Apoolur devenit Rhegium.A/1eluja.


gg_ Egli-minimi: Verbum Dei. Alkluja .

0 R E M Us .

conforme lo criero e Criotomo (g) , u


Baronio (h) , e Cornelio (i) z e eguentemen

i g in cap.

Chl-h Fidcm complc'iur.


Te palma range: lunguida
Sen; mcdclam celicam,

Eur, qui ad Pauli pradcationem lapide-a

l uA.

lt ad '4n

I?
! in lpi.
&Ol- AE
PK.

te convien dire , che in queta prima volta..


avvenuto foe il gran miracolo in Reggio.
Non volevano quegl ldolatri acoltare
la predicazione di Paolo,perche eendo cie
chi non gradivano il lume, qual e li apriva-3
Pur l Apotolo , ch' avea cuore non frangi
bile, e lingua anzi da romper marmi, Otten
ne alla ne, che ol tanto parlae,quanto ba
tato arebbe ad un fuoco divoratore per
conummare quattro deta di candela. Fu ri
cevuta la propoa, ma nell aaggio di quel
leloquenza di Paradio ,, oltre modo invo

Por Dominum norum, Fc.

Ma non pago il Ciclo d'aver privilegiata


la Calabria, volle di vantaggio accrecerle il
lume con la venuta dell'altro Principe del
Colleggio Appoolico S-.Pietro alcuni an
ni appreo s cioe_ lanno quarantemo qui
to della Redenzwne z concioiache, viag
giando Pietro in Roma approd per prima

liati, opirando la brevit del tempo, pre~

in Taranto (lo pruova Giovanni Giovane)

na al Predicatorc, e detelando la voracit


di nel fuoco, che di gi portato avea al
ne a cera, v' accore provido il Cielo con
prodigiolt maravigliaz erche gi decadu
to il moccolo, mentre il ume gi languiva

(l) e bagnatolo coll onde vivitiche del agro

moribondo , ecco con nuova amma ripi

' liala forza omminiraragli , non dal mor


to della cera, ma dal vivo del marmo, s

del quale s era poa l'elinta Candela: onde


ad un.tempo medeimo favcllando c Paolo
con lingua di carne, cd il Cielo con lingua
di accea pietra , talmente i liquefecero i
marmorci cuori di que Barbari,che enzal
tro s arrecro all Evangelio. Miracolo, che
i penetratone

il grido alla n tr0ppo dilantc

Mena, tutto che le ammezzae un ma


re , talmente e ne incalori , che too pe

diti Ambaciadori al Santo Appoolo e lo


chiam a predicarle la Vangeliea Fede del
Croeeo . Padlo Belli (lt) noca queto pal:
K lib.p.
Glen-Mel.

D Column:: divinitur ignefrente dei lumi

ne Bhe-gino: Populortraiz da quefumus,


ut quem Evangelii preconem babmmur in ter
ris , Intercebrem babcre mareamur in Celi:.

aggio di S.Paolo ineMetna gli orto Settem


bre del 41.51 conerva oggigiorno quella
prodigoa Colonna dentro un magnico
41W..

batteimo, pree a are il medeimo nelle Cit

l hior.

t della contigua Calabria, ove apeva de

atanrui
DDD-C.4.

ervi ato il luo Collega Paolo , per o con

fermare li nuovi Critiani; o convertire li


vecchi Idolatri. La porta per , per la quale
ci entr nella Calabria , v in diparere tra
Scrittori. Gio: Battila Nola (m) lapre in_
Cotronc, il Giovane (n) , il Summonte (o) ,

in :nvo
;._ Shui
tg.
n lib. 8.
CIP-f:.
u

D-

Jo

ol. ;99,

?Monu

m- eccle

il Caraccioli (p) , il Gualtieri (q) laprono in

Reggio; ma qualunque ne foe il migliore,


u l' Appotolo ricevuto con maraviglioi
applaui dalla novella Criianit . Intanto
[Evangelita S. Marco, dicepolo , e compa
gno di Pietro, laciato da lui in Taranto per
pi abilimento della Fede in quella Citt ,
bramoo di vedere il uo Maetro,part`1- per la
volta di Reggio, ove nalmente arrivato, in
di a non moto part con Pietro per la vol
ta di Rom a , ov'erano maggiori gl interei
della fanciulla Critianit . Non aprei o e
nel venire, o e nelloltre paare , divertito
S. Marco.in Agcntano,vi piant la Religio
~

..

C 2-

nei

4L_
.1'

ep. cu.

q lib-pr..

cap.:

ao

CALABRIA SANT-A

LIBRO L'

prato la prima, quando ciolto correva que


nez ( entimento,choltre gli acccnn ati Scrit
rori, lO difende in voce il Cardinal Sirleti) e parti, eminandovi la parola di Dio , Cum
m
prodigium
onde poi ne pree il nome,col diri S,MarCo, :e
RheLucas
iii Paulo
, tam .i, [ad
non columnspmdicn
Siracujis , quando
cos detcando non pur lIdolatria,ma il no
mc ancora di e medeima ldolatra. Quello
egli certo,che amendue divertirono in Ve

lia,0 pur Olia,Citt di Calabria,giua che lo


entono Pomponio Mela (r), Valerio (s),cd i

l' llb- 2

geogr,
S

in Pr

cap de Le
rcr.

Rbegi zewne putandum i, nam quibus pm


ensfuit ngil-latim cripie Baroni: refrt5
ed bo; tempo, quo Mcmam accimm app li
cuie, u; nora ui-*vera: traditior queti fu~

uoi Commentatori Acenio, e Oliverio, co


me anche Coantino _Lacari (t), Gio: Batti
ta Caraa (u) , Colcnnuccio (x) , Gualtieri

rono i principi~ , cd i progrei della criib


na Fede nella Calabria , la quale in meno d'

(y), ed altri, oggidi la Scalea, o altra allin

cio dallanno quaranteimo , in cui cadde la

anni trenta dopo la morte del Redentore; z

ed: Pbi
Calah.
n hill-d

torno, ove fermatii alcuni giorni , la reero

N3
o
xPlvid.

Criiana. Fil queto un grandiimo acquio

quale fa la opravenura di lui , i vidde fan

y lib.pr.
cap-S,

per la Fede, non olo per diramarla nella.)


Calabria,ma anche per introdurla dentro Ko

ciulla, c matura, per non dir, che mai fu fan

ma. Avca quca Citt gran lma di Religio


ne, tanto che li Romani peri tcricj di Ce

nella perfezione.

rere ne portavano le ;Sacerdotee Cercris Sa..


cerdote; , aut Napoli! , a; Velienjs , die
Carlo Sigonio (z) . Cos dunque, dice Gual
tieri, dimorarono in Calabria lo pazio di
tre mei Pietro, e Marco con altri lor dice

vorr trarre il gran numero degli Eroi,qu:t~

z lih. a.
le antiq

?AP-4.

poli da per tutto indefe predicando il Van

rima venuta d Paolo, al cinquanteimo,nel


ciulla, che tr oli anni, empre per matura
Chi dunque, da quanto s dicoro,nor .
li in ogni virt , e

er ogni tempo nor

partor la Calabria a Cielo- Chi vorri` non

eere mediocremcnte vcggente, perche da.,


una Religione, per cos dire originaria, tra~
mandata da Padre a Figliuolo , e per prima..

gelo z onde venghi in n'lo non debole la_

origine dalle nazioni, che anche tra Barbari

eonghiettura dellIdolatria abbattuta, depo

furono le pi accreditate nel culto Divino,


non tragga un numero enza numero di San
tiimi Emi, Martiri, Ponteci , Confeori,

;poli illrutti, c delle Citt ree criiane,l{eg~


gio, Cotrone, Argentano,Tauriana, Metau
ro, Medama, Vibona, Velia , ed altre , rap

rtate dal udctto Ssrittore . E come e ci


tato foe poco alla ingolarina ima, che
della Calabria volea farne il Cielo , ledelti

n la econda volta lAppoolo S.Paolo , al


lorch andava prigione in Rotna,per quello
ilegge nellultimo degli Atti Appoolici:
hide cirrumegenter devemmur Rin-giura , *
po mmm diem ame Aizro . .., Qgello avee

oprato qu lAppoolo, altro pi non fu, che


di confermare quella nobiliima criiana_,
piantaggiong la quale ,f perche non avee a
dieccarr , per qualunque pioggia di brine
idolatre, le laci per diliaente Agricoltore
s. Stefano uo dicepolo, uomo dl conociu
ta antit, ordinando quella Chiea per Me
tropoli, cio Santiima. Madre di ricca cri
tiana prole,
i
E quindi viene in chiaro lerrore di colo
ro, che fore ono li piu , quali non ricono

cono, chuna _ola venuta di Paolo in Reg


gio, ch quea,-e nella quale, oggiungono,

che ia avvenuro il miracolo della Colonna.


Errore, dice il Morabito , perche come 1E
vangelia S. Luca avrebbe tacciuto un'acci
dente s notabile, quando non tac ue av ve

Ver ini, ed ogni altro grado, qual noritu


nell una , e nellaltra Chiea , qui militante ,

lastrionfante lmparilo chi non h tanto


_lume per vederlo dallAbate Ferdinando U.

Calab

Calabri crga Deum, G* Celica! religione , ac


pietate ui-Ei, ut minim al:. Arcadis,qui in Ca
obria conedere, aut ab Athenienibus , aut Ro
mauis, qui compio: i luc Colonia: dCduA'flnt,
;lege-nere: vidcamur. Hinc p lurimos Ca fabriz_

faticoa: ;ul-'z Martyrer . E quantunque molti

di ueicgli nc annoveri, non per tanto ar


xiv il vero numero: degno per di cu-L,
perch`egli non regitrava gli annali , ma olo
'di fuga toccava il agro di C alabria.Pi me
glio tocc il punto Paolo Emilio Santoro
Arcivecovo dUrbino , il quale della Cala
bria, e de`uoi Santi dicorrendo die(b):Ag
mina Sanforum illc oruerun: , Molti ne an

nover Davide Romeo: Altri pi ne tocc


Barrio: igli di propoito quet `argomento
Paolo :ualcieri,ed avendone dato ,alle am~
pe un volume, prevenuto dalla morte , non.,

coe, alle quali f1 rcentc. Sicch convier


dire, che non que a volta , nella uale egli
u compagno del viaggio, ma che (abbia 9-

femmine;

nimentidi minor coniderazione? o tacque

0.decrip:

ghelli, il quale cos ne dicorrc(a) unt autem

pot proeguire la tampa degli altri,che do


veano eere molti. Io pero agli aiuti del
Cielo , che oltre i decritti da quci Autori,
ne ravviver la memoria di non pochi . Sar
queto Libro ripartito in tre parti , con nell'
una i Santi Martiri z con nell altra i Beati

adunque, perchegli non crie , che quelle

a tra!.
Sacra-am.

Confeori 5 con nell' ultima le Santiima;

PA R

b hior.
Carbonia

2]'

PARTE
..

PRIMA.
v i..

.3!!

DE MARTIRI.
M

Eei il primo luogo a Martiri, i punefque non et, '("F qui in Calabria commo

li quali col loro an ue ba

rabantur, (a qui in Urbe, atque alii: loris repe

gnarono la Calabria , ed in
gemmarono il Cielo . Veti
quanti ia ti foero di nume

per muito: Calabro; utriuquc jxm , di omnis


Maris, (9" ordini; ob Cbrzi dcm mortisfubiij'

ricbantur ', quarc opinari , imc credere licei,

` ro, ella aritmetica rierbata eententizzm . Sed ut dixi, aut ribi omijjifuc'
alla ola apienza di Dio , potendoi de oli rantz aut aliir Praz-inci!) attributi.
a lb. 8.

bit-capa.

b Mart.
di Calabr
lib.p. cau

e 90.
c lib. pr.
ol.

nori Martiri crivere ci , che di tutt inie


San Vittore Vecovo Uticene (c)tracrit
mc della Chiea diceva Euebio (a) Poibile. l to, e ocritto da Antonio Caracciolo (f) i
non efi numero comprehendi quanti quotidic pe i ma, ch'anzi furono critti con ogni diligen
ns ngular quaque Urbes, (F Pr aviaria; Mar zaz ma chil fuoco idolatro acceo dallaltrui

tyres ;iciebantur-Ma per quello tocca al giu

perdia labbia incenerito per ordine di Gi

dizio umano, Paolo Gualtieri (b) nc rec-cu

erico,ingolarmcnte,in H1'pam'a,1tal.1,l)-1 l

molte conghictture : una ola ne rapporta,


Gabriele Barrio (C), alla quale io per adeo

matia, CALABRIA, Apulia, Sicilia, Sardinia,

ocrivo, rierbando laltrc neIuOghi alquan_

e,che degli non inceneriti molti non furono

to gi. Egli certo , cos la dicorre queo


Scrittore, e ie ue in filo da quanto i di

rapportati ad altre Provincie, e fra tutte al

coro m qui 5 che la Criiana Fede allign

gran parte di Martiri, colla peranza di do


verli retituire al culto idolatro,i traporta'

nella Calabria dalla ua prima piantagione -.


ora e ella in ogni parte pruov i nerimi
tagli della nemica ldolatria , e ci per un.:
lungo coro di tre ecoli, no ;11 regnar deil

lmperador Collantino z onde pote crivere


d incli

ro Agnn.
Mart. lib

l-ccle
Neap

BR UTIIS,Lucania,Epir0,-vel Hollandia-E for


la contigua Sicilia? Coa certa ella ,che una *

va fuori delle Patrie , ane che tanto meno


combatteero diarmati, quanto pi lontani
dal conforto deParenti,e degli AmiciWin

tas, non Oppidum, Vici, Rurhradizmglortus,

di molti denori tracinati nella vic na d'i


cilia,ove poi martirizzati, relarono per quel
la : Tanto maggiormente, chelcndo in quei

@etc-;uan , in quibus de Chrzianz's zonfuc

primi ecoli del Critianeimo un olo il

rir habita di [igm: inquitio, 0' am'madwra:


undiqae ex _anguine Cbriiano prouentibus ri
-uir :,itaut a Gentilier redcretur Cbrzz`.zna__.

labria, e nella Sicilia, ed abitando per lo piu

di l , come parte pi epota alle invaioni

ale; e penitusfubjugata , ca* omnin tic-perdi


ta: Sar mai credibile , che la provocata po

nemiche, c pi lontana dagli occhi del Re


gnante , ne viene in provevole conghiettura,

tenza degllmperadori , e de uoi Minitri ,

che li di qua incolpati nella Religione i por

crudele per tutto, olo nella Calabria abbia;


voluto eer pietoaiN, per ogni Provincia

do morti, rimaero di pari per quella Pro

Idelfono Deores(d):Non Provincia,n Civi

e lib.pt.
f Monu

4. punpr.

cam-uz:.

fu inumana, eper ogni Citt barbara,ingo


larmente nellItalia , e perci nella Calabria,

uali tavano in faccia, e s gli occhi della


irati Dom-mami d Convien addunque cre
dere, chal pari della rabbia imperiale per la
difea del Gentileimo ayee corripoo la.,
coanza della Criianit Calabree, e quin
di un gran numero di Santi Martiriz Frutto
ben degno della perdia degli uni , e della
fortezza degli altri. Che e nientemeno non
e ne vede a proporzione il ricontro , egli

principal Miniiro della giuiizia nella Ca

talero ivi al primo Giudice, ove poi rellan


vincia,con dipoglio apparente della propria
madre. Molti numeri di Martiri i rapporta
no martinZzati nella Sicilia da Ottavio Gac
tano-, parte con certezza dellIola medei
ma 5 parte con certezza del da fuori: e parte
con incertezza, oe del di fuori ,o c del di

dentro, fraquali ono: '


San Mercurio, ed altri diccennove ncdc

ce Decembrc del 2.5 3. (g)

o'. 102

SS.Martiri 400. lanno 294. (h)

i tom-P

ci avvenuco per luna delle tre cagioni : o

San'Claudio , ed altri 8 I. , li11.Febrajo


del 303. (i)

per la negligenza di quei antichi, che non li


crieroz o per la malvagit detempi , che;

SS. Ampelo,e Cajo li 2.0. Novembre del

304- (k)

0' vo.
Krom.p.
{01.122.

uu}

critti li divorzo per lavvenimento di qual

SS. Martiri enza numero (l)

che sbagli", nocente , od innocente i foe ,

S. Calita, e uoi fratelli li 2.5. Aprile

del

l tom-p.
ol. 1:3
m

che critti, e non divorati li traport altro


ve:Cum Calabria , ono le parole del Barrio,

304. (m)

ab imtio Fidem receperit, (3 a converione u!!


rique ad Conantini, (9 Sylveri tempera, anni
proptmodumtrecenti ]4IFTlt, Imperatorum

to, o e tutti, o almeno parte tati foero no

;Jk'Uitia inChriicolar ubique ccrbuerit, im- .

mente dubitarne

' \

g tom-P
ol-46.
h tnm.p.

tom.

p. {01.122. `

Ora chi mai porrebbe peruaderi di cer


tri? e nche non c ne abbia maggior lume,
chi mai potrebbe recarci a colpa 11 prudente

S E

CALABRIA SANTA* LIBR I.

22

SECONDA CLASSE DI MARTIRI,

Ue altre Clai di Martiri Io incontro


nella Chiea, di angue inieme, e d in.
hioro, quello gorgato dalle loro vene ,
queo ,ucito dalle penne de'Scrittori e de
gli uni , e degli altri v molto dowzroa la

a tomJ.
Ann,

TERZA CLASSE DI MARTIRI.


'Vvi nella Chiea un altra orte di Mar.
tiri, e ono quelli, quali con larme in.;

mano combattendo per il otenimento della


Criiana Fede contro de'uoi nemici, cadde.
ro acricare vittime delle loro pade.Martiri

Calabria . Cominciamo da'primi, Weh' fu~

e di angue, gorgato dalle lor vene , e d'in


chioro paro dalle penne deScrittori,qua

rono uelli, quali martiriza la cruda barba

line difendono il martirio , Se un tal mo

rie de Saraceni :ir-ecoli pi in quJl Cardi,


nal Baronio (a) ioriandol'inondazione fat-3
ta daSaraccni nell Africa lanno 668. , da lei
trae molti Martiri in .quella Pro vinciaze dal..
la medeima molti altri nella ua Sicilia Otta

rire foe rigoroo martirio,0 olamente pro

vio Gaetano (b).Non dicord da queti en


timenti ,Arnoldo U vione(c), il quale per una
Anima-iv.
omigliante corrcria di Saraceni nella SLCh
i0". lo_
C' Li ;- lialanno 900. cos nc not li Martiri,1(alen
Vit? I 1 di; Aug,Mej]n in ,Sicilia Paio infinitorum
I.
Monacborum , qui ab Abraymo Saracenorum..
b om

.Duce pro Cbrii Fide occi unt . Addunque

qual numero di Martiri non ara agevole ar


gomentar nella Calabria da omigliano core
rerie per quai due ecoli? ingolarmente

Lanno 903,q.uando un gliuolo dAbrai


' mo R deSaraceni paato dallAfrica opra

Reg io, oltre gli .uccii ne cattivo 17. mila


col uo Arcivecovo.

Lanno 904-, quando il medeima Abrai.


mo non odisatto della anguinoa ragg

recata dal gliuolo, vi paso in perona ,i in.

anguinando il barbaro ferro da Reggio a


Coenza.

Lanno 913. in cui e Reggio, e tutt i luo_

ghi convicini rimaero anguinoa preda del

porzionalemon riura lioria, le dipute bi:.


35 3.

Ma che veramente foe martirio'a tutto ri


ore teologico, lo criero S. Tommao (f ),
omenico Soto (g) , Paludano (h) , Paolo

lp. S.q.p.
conci-z.
ed: mar.
tirio tom.
:Moi-4.

Gualtieri (i) , il quale perci ne cita li capi

toli omnium 2.3., q.5.omni timori! q,8Jodoc0

f 3.3.11.).

'Damborderio (k) Giovanni Gruzeuchi (l) ,


lArria a (m), il Redano (n),Rayniero(o), il
quale a publica per Verit ocritta da [un]

114. art-g.
Id ;o

e ri-49.
q.f. art.2

h ili-q-S

i Cattolici,il Carono (p).Ma ingolarmente z


tutta voga lo difende Raimondo Capi
ucco (q) Maero del Sagro Palaggio , il

una-con
ola

arri
ri di Cah
'ur- cap.;

quale verbalmente tracritto , cos fat-ella:


obermndum ulterir non c contra rationem

Aid-pro

K Chri
ltiane Pd
rcncli ad
monir. 7.
n.16.
l roma.
umonum
cum Deo

Mart rii, quod uis contra per-cu orem u net


dr qu] in-renjam ln' a PereEZ'tore Zaf-m:
refugerc couemr, ut i qui: ab indel lnvafur,

ut dem abneget, contra indelem [ic invaden


pomodum adwnientem voluntari ujipiat,

quando tutta la Calabria, e la Puglia , e LU*


caniainieme i viddero naufragare nel pro
prio angue: Rovinate le Cattedrali co'loro
Vecow. Abbruggiati i agri Monaerj dell
uno, e dellaltro eo, e loro Religioi,c .Re
ligioc menati a l di pada.
Lanno 986. nel quale Locri con tutte le
pertinenze allintorno caduto orto al Sara
cenico imperio prov ancora il uo tiian~
nico taglio.
.

_(P- acxepta:. Sig@ milita in bello arl-verus In..

uivi

nu.

d Sum
Theolog.
part-4.m

verale della Chiea.

Lanno 950. in circa a tempo del B. Nilo,

Lanno 1004.. e 1014. , nc' quali caddero

lil-NP r. de
lomtud.
ea-t;- n.

fideles pugnanter, Marty: direndi unt, z mar.

m ad lib
palachab
cio-Bo nu

tem induam voluntari accept-rin:. E per cut..

to ueo ne cita S.Tommao nel luogo reca- 23


n

Com

to i apra, ed oltre pi nel 4. delle entenze

m-in 22.4

alla diinzione 49.q.5 .art. z . queioncella e.

11,4- art.5

conda al econdo. Rende la ragione: Lilia_


cum martyrium in Adulti: t voluntaria per

peo,c acceptatio marti: propterdem , tune


quis efrma [iter Martyr, cum mat-tem propter

omear.
ad Groni
e. Hyero
oiimtr.
f P APO

`llolam E
[vangelico

dem illatam voluntari accept , quod upra i543


q contro
dixmu: contingcre in co lire-vien' patio; quod

inn-,5.13.

dCaano, allagati nel angue depropr) gina

*vulnerati mortcm reale-m antecedit z illa enim..

marti: acceptatio to tempore habita,e,qug con.

ln].

Lanno 102.7., quando per l'ultima ua ro


vina, e per dentro, e per fuori vidde correre
umi di angue, ol contenta di vedervi nuo~
tar a trionfo la con feione della Critiana

imit farmaltcr , " complete Martyrium. Indi

Fede. N perche Io mi ingolarizzo a quei

libur, contra quo: pugnantfuo luntari, ac Liban


rerucipzant . E perche embra , che cooro
cos combattendo , e morendo non Voluntate,
fed Neceitate muoiono , chera largomento

pochi avVenimenti, non per non ve ne. fu


rono degli altri; ma tacciuti, perche non c0..

s aperti, come gli altri.

*BIBBI

i; Theo
teologiche, quando le ven ono in lo per log.
uoi aari, com'e ueo) o engono la par~ lib.3.Mara]
ed.
te di n Leonardo eo (a), Paolo Layma- a c Cur.
no (b), i Salm aticeni (c), Guglielmo Entix 'h-:0103.
dilp.
(d), che lo dice comune entire di tutti, e tra.
5. dub.z.$.
Teolo Rainaldo (e), che lo vuole eno uni.. 1.11.33.

tem pugnet, a quo tandem occidatur, i morte;

Saracenico furore.

otto al barbaro ferro, ivi Coenza,

a de lu
it- iib.3.
cap-p. du

cos conchiude z Ia-L' ratione .Milites contre_


Indeler pro depugnantes Marty: ?zeri unt,
mortem ibi in fidei odium illatam ab Dide

deContrarj, egli cos il odisa: Nam fari; of}


ad ve-rum martyrlum, quod illatam i ab Infi

delibu! mai-tem libenti anima acceptent, ac pro


dcuipiant . Hat ratione veri Martyrcrunt
etiam

PVARl"TPRMA DE MARTIRL

-.. -

2Z
etiam illi , qui i carceribu: detentz urgenti
ab Indelibus addtiibjurronem , * ind L

ocridunturz nam neque bi mortem (ngere po


junt, eum nt in pateete Indelium con/litu

u', qui tamen ill-:tam bi"mortem voluntarit


ujiripizmt, *veri Martyrerunt. In mi litibu: ta
men el? a Zia ratio fpecia lis, qua png-nre tenen
tur ad opprimcndos lio-lies fidei , nnde rejen
tia , (3" pngna militum in arie' non tam Bf ad,
tucndam propria; vitam , .quam ad opprimen
dos hoes de, (E' ad ipom dem ;impugnati
damz mie i eipfor, ac propria; 'uit-im tucan

tur, cam uti neceriam ad dei propugnato


new contra mdcler tuentur. Alizs enim [ati:

apparet ipos propri-im -w'tam comemncre , tum

gnutione , qu: dem Chriti corrumpere moliun.


tu? , ' in tali denone mortem jhineat.
Credetteto i Salmaticei aver diimpegnaf

to il Dottore Angelico coli interpetrar


lo , chei favclli di quei oldati , quali pre
i dagl Infedeli vengono peruai , oa la
ciar la fede , o a rilaciaii da qualchun.:
atto di virt, come arebbe dalla difea del

la Republica Criiana , qualora cos foe il


lor miniero. Ma li ripruova il Capiucchi:
Nam boe Fado non ee intezgrndum .Di-yum..
Tl.omam ccrtum e,qul`a de bi: Sancnx Doior,

nec ver/714m quidem habet ,fed pmus ait , eos'


milites martyres fare, qui Rcmpnblram mean
tur nb hoibus, quzfzdem Cbrzi corrnmperL

em Periculo fer certo mom: e.rp0nnnt,ct alia


qun in arie Perunt, rumfugere point . N

molinntnr .

perche il Salvatore non combatt con armi,


ma con la azicnza , da ci dee trari argo

tonino, Giacomo Cardinal Vitriaco , Olde


rico Rainaldo , Gottifredo , G glielmo T17
rio, Sancio , e Gretero publicarono Martin
quei Crocegnati, quali nella guerra di Ter

Perci addunque San Bernardo, Sant'An

mento, cos come lo traero coloro del par


tito contrario , contro la oienza di un.,
tale martirio: Et qz/amw's Cbrius,o giugne
queo Scrittore, Pro ua divina io rina ar

ra Santa combattendo pcrderono la VitL-z


Perci Antonio Vaconcello f correre con

titolo di Martiri, quelli,quali per omiglian-'


te aare morirono combattendo contro de

mi; non Pugno-veri! , *voluit tamen, ut pro ea


de les Fugnarentz alia: Cbnidelbus ad imi
tandum C[ari/Zum , pugni dum non et contra

gllnfedeli in Portogallo. Perci Santa '1 e

Indeles , quod t erroncum , i? damnatnma


Leone X. in [mila contra Luther-4m , qui inter

rea , e San Franceco di Paola i ardirono_

dichiarare Martiri, quella Roderigo uo fra


tello, uccio nell`lndie dOccidcnte, e queti
Nicol Picardo uo Compatriota, e Capitan

alias errore: nirebat , quod far-climi Azinet-us


Turan: { repugnare .Deo -wtanti iniquitates
noras per illo:: ONan Fideler fofhnt, imo te
nentnr dem contra mde lc: praPtgnrzre,~"' 71e
ri Marty: erunt, i mortemibi inter pugnan
dum pro de il Intam voluntariufa'piant. In
di poi nel paragrafo ediceimo propu nan

deCavalli del Re Ferdinando, trusidato da

Turchi nella guerra di Otranto lanno 1480.


Ora per le ragioni medeime di opra ad

dotte potreimo anche noi attribuire il tito


lo di Martiri a moltiimi eza numero de
do, ed inieme dichiarando la partice a Pro notri, che pugnando volontariamente colle
de poa nella dinizione del martirio,con armi alla mano .in difea della Fede,e della
Republica critiana, caddero einti otto le

ci dimorando eer neceario al Martire.:


il buon ne, qual di rapportar a Crio lo
perato, cos oggiugne: .De Milizibus 'vero,

pade dcgllnfedeli.
E per venire al particolare lanno 14.,42.,
e 4;. molti migli.t)a furono quei Soldati, che

qui pro denone Reijmbliree moriuntur , quo!


Marty: ee dicit Sana! Thomas q. 124. cit.

paati dall-a Calabria in Sicilia Otto la con

art.5.ad 3. fi bonum human-[mmm quo moriun

dotta di vari Capitani per oppori al furore


di Apocrafe Principe Saraceno, dopo averlo

Zur, refc'rdtur in Dem, (7' erictur diaz-inn: .

battuto, e vinto in dchre azzioniz pur alla.,

Hot inte llzgendnm txelm ratio: , qua dixi


- Fm Martyrem re i llum,qui pro cont-mariano
anni-um temporaliii Pugno: quatenus ex fai-;ccp
Ana.

ne la maggior parte di ei ne rimaero ucv


cii nel Campo.

Lanno 1 8 r.duemila agricarono la pro

Dei bon etiam temporalia unt conervando,


Gael eos milith Martyretfore, / Rempubcam

` fe-dany ab boium impugnatione , quidem

pria vita in un combattimento avuto contro


uneercito di Sara-:eni , che sbaragliarono

Chrii corrumpere moliuntur , (F in tali defen

otto le bandiere di Giordano da Mileto , di

one morte-m ibineant. Unde .0,71107114151714.

Roberto di Guardavalle, e di Elia Cotrone

entnt.dz`.49`.q.5.amg. queiunaz. ad rr. ic

e, tutti e tre Capitani di Calabria.

ai:: Ad under-imam dicendum , quod etiam Bo_


i num [ncreatum :xceditomne Lonum creata: :

Lanno 72.1. trovandoi trettamente ae


.diata la Citt di Napoli da Solimano Sultano

dEgittoz ed accorivi tra gli altri alla di lei

ande quicumque ni: treat: _i-ue t banana.


commune, [ive bonum privatumon pote aui
"..a
tantum bonitatem pretare , quantum fini: in

liberaZione molti migliaia tra di Calabria, e


Puglia, la liberarono bcnv dall aedio@ 5
ma non men di tremila di ei vi perdettero

erenti, rum fcilicet aliquid propter .Deum agi_


mr c?- ideo rum quis propter bonum commune,

la vita., Eperche nel 779. vi ritornarono di

non rtl-:tum ad Clmum mortemuner au_


ari-. `reolam m mereturz fed hoc referat ad Cbri..

bel nuov0, cd in maggior numero glInfede-


li per invadere la tella Citt di Napoli , di

um, aureolam mcrebtur, da' Martyr erit , ut


i _puta Rempnblram defendit ab hoium impu

nuovo furono contti,e fugati da diece mi-L


la oldati AuiliarjQpragiunti .opportuna

Capacr

E "1

v...

p-v'

u,

mente

1"*
.7 dm.. .

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tGualt.
(-CiPJg-o

x.

nr-

d:

.ap-libd'

.24

CALABRIA SAN'A LlBRO 1.

mente dalla Calabria , di quelli per ne ri~


macro_due mila e trecento uccii nel Campo

no lc Mitre col proprio angue, e quei co

di battaglia .

ranno anche i Primi in queto Capitolo . Al

'

Lanno 915. fattai daSaraceni una crude


le irruzzione da Reggio ino a Gaeta , e fer
matii pocia nel Garigliano , minaccxavano

me Primi nella Gerarchia Eccleiatica , a


tri non Ponteei, e di uei , come econdi

nella Gerarchia med una, ar il dicoro


nel Capitolo vegnente.

Romaz ma raccolte le milizie di Calabria da


Nicol Picinghi lor Capitano , vi i port

I. DESS. STEFANO, E SUERA.

con ee a combatterli, come fece , metten

doli in fuoa , ma con dipendio di cinquemi


la vite de uoi.
Lanno 1096.precelti da Boemondo Nor:
manno gran Conte di Coenza quattord ec}
s Pixon.
le l'at. l

tal. Gual
{aC-l*

Gualtiero (a) , e Giovan Domenico Taon

(b) . Fi uo primo Paore Stefano per Pa


tria Niceno,e dicepolo del medeimo Paolo,
laciatovi da lui la econda volta fu iviQie
li dunque in eecuzione del uo paoral of
cio too ordin per la Citt Preti , Diaco

anta .. R1

torn di l vittorioo Boemondo (s) , ripor


tando in enno della vittoria il lglorioo ve
illo della Croce `di qual agro emma ador
nai al di dog ila Provincia di Calabria)ma
deuoi Soldati non i s , che ne ia campa
to pur uno.
_ .
L'anno 12.29. per l'itelo_ eetto dl [MC:

finalmente a gi detti i poono aggiun

ere econ
queimolte
non p0ehi,che
Calabria
cglati
Galee bendalla
munite
(L) an
ad
uniri volontari alla ran lega fatta da rin
cipi Criiani contro oe Ottomano , vi pe
rirono nel conitto maritimo ucceduto nel
golfo di Lepanto tra le due armate navali

ni, ed altri Eccleiaici Minitri , e Vecovi

per le Citt all'interno, del numero de quali


i] Sucra,Sueda altri lo crivono,Vel`covo di
Gierace. Amenduc uei Santiimi Prelati,
s`i con leempio della vita incorrotta,s`1 con

la dottrina della verita attendendo alle loro


reggie, ed iruivano la gi convertita , ed

illuminavano lancor giacente addormita fr


le tenebre dellinfedelt . Furono perci ac
cuati al Preide della Citt per nome Era
cio. Coui altamente ferito nell animo per
la nuova Reli ione,qual vede va introdotta.
nella Citt, e allar ata nel di fuori,oppoa
allaltra profeata a e,e da'uoi Maggiori,

e che di oi i profelitva in Roma , riole di

lanno 1571., e qUei moltiimi ancora rima

oogar a rima, che oltre creeee, neuoi

lti vittima del ferro defamoi Corali Bar-_

medeimi

baroa, Dragutto, Cicala, ed Pccial , quali

due Santi Vecovi Stefano , e Suera, ordin


loro, che in vece del Crocio , adoraero

dal 1534. ino al r 598.po.-ro m ieomprglio


u IP-0x.
de Saracaz,
ol-3.37,

prima in tutta Italia,come lo crivono Paolo

con ee alla conquia di Terra

vi perirono nelle campa DC.d.] Ptolemaide.,


quei ettecento Calabre 1 qurw condom da
Errigo Andalberto Kai?! Generalimo dell
eercito delllm erador Federigo Secondo.

*.dPJJ

della Fede da i Appooli Pietro,e Pao


lo,f da quelli or inata Sedia Vecovile, e la

mila perone tra di Calabria, e Pu lia , ando

quilt-.lr Terra Santa dal dOHlnlO de Saraceni

r Torn
ma.(.oll
l1.: p _2
(Fruit-l..

LA Citt di Reg io illuminata' col lume.;

lla Calabria tutta (u) non olo cobotrini, co:


i glincendj , e colle cattivit 5 _ma molto piu

' colle ucciioni, e colle raggi.

Da ci che i detto come in icorcio pu


farene prudente conghiettura del gran nu
mero deMartiri, che pot. ebbe annoverar la
Calabriaz ma perche la Santa Sede Appoto

lica non uol tenere limiglianti morti in.,


conto di Martiri , non perche nullo poono
eere, e molti non lo iano z ma perche non.,

on pochi gli Eretici, ed altri nemici di Dio,


che combat tono contro gl Infedeli, non per
difender la Criiana Religione, ma per loro
privati ripetti, c particolari ragioni 5 E gli
lie Fedeli ne anche empre combattono
col olo ne di difender la fede , n empre
ono adorni di tutte quelle dipoizioni , che
richiedonl al martirio 5 perci noi in con..
formandoci alla S.Chiea , ci ateniamo an~
cora di chiamarli Martiri z e fratanto paa.
mo a dicorrere

,Dc-SS, Martiri P0ntqc.

c A P. .1.
UE on le Clai deMartiri : Altri Pon
D teci, cio quelli, quali imporporaro

romotori . Carcerati dunque li

gli antichi Dii della Citt. Ma conocendoli


per gi provetti nel culto della nacente Re
igione , e che per tanto erano tutti vani li
tentativi delle parole, s dolci, s`1 minaccevo
liz da quee , che pur arebbono ate vale

voli a romper marmi , riole ,di paare alla_


peruaiva duna mano tormfntatrice . Ordi
n adunque, che girtati foero , ad arder vi
vi in unardenritma Fornace, apparecchia~
ta per quello eettofurono inieme ed il eq
mandamento del Tiranno , e leecuzion de'

Miniltri.Ed ecco i Santi Martiri fra le am


me. Ma forza del Cielo! Il fuoco quantun
que acceo da un cuore crudele,divenne pie
too con quelli,ed in vece doenderli divo

ratore, anzi motr farne tima rel igioo,tra


mutandoi in un'aura piacevole.0nde avven
ne s, che duna gran moltitudine concora...
al crudele pettacolo, molti laciando gli an
tichi errori , abbracciarono la novella Fede.

Dipiacque oltremodo all infuriaro Giudice


l'avvenimento,e opettando, che quanto pi
avee tenuto in vita i Martiri ," tant-J pi a
vrebbe o radicato, o diramato il culto della.,
l Criianitz per tanto comand,che con ferro

~ implacabile foero uccii . Cos comand E

..*

racio

I b,pr,

3p..
b 'le an

roP.Ver

..._.__.... ,...

1-1-- .t

Di: MARTIEPON TEFICI.

Sabirio Prefetto della Citt dopo eeri re

tirio di quelli Sami meetto del mee di Lu


lio dell anno 75. della comune alute-;come

uperiore alla rabbia di molti tormenti,og

giacque a quella del ferro , che gli mozz il

?abbiamo daxmamichimalcg cnda Gre

collo li 3.(.iennaro del 2.39".Sepemto nel Ce


metcrio di Callito nella Via Appia da Fao

ca, e poi rea latina , al a quale loericro


c

al

i 14,
W*
e s eeguiiono
-- i _ llinilrifi
. .
ilmar..

Gabriele Bari io(c),Paolo Gualtieri (d),Mar

biano Prete, che poi li uccee nella Cati

cAntonio vl'oliti (e), Girolamo Marami),

tedra, ed indi trasferito nella Chiea di San

`ul'llbn a

d lib.p.c.

ed altri,

e Clan-di

Silvetro in campo Marr-io, venne poi lan

'

no eo del corrente ecolo tra ortato' in

Regg. ro.

Napoli da Fr Tommao Cioellt Domeni~


II. Dl S.TELESFORO PAPA.
cano della Citt di Roano , che poicreato
Acque 5.'Ielesforo fa di_ Noi nell`an, Vecovo di Marico l'anno 1614..il laci coni

f lib-pu:.

N tica Citt di Turio, oggid Terranova


nella Calabria uperiore circa gli anni 95.

dcl primo ecolo. Cos Franceco Coroglia


a Brev. no la), Sci none Mazzella (b), GiozDomcn-
Cronolog.
ann-l'40- I c0 'I al'oni (e), Gabriele Barrio d) , Paolo
b
.
Nap.l.b.1l Gualtieri (e), Alfono Giaccone( f), Propc
ro Parie (g) , Davide Romeoh), Girolamo
7" Maraoti (i), Agoino Oldoino (k), Giucp.

pe `Silos (l),F`erdinando Ughell(m),Gio:Bat

po i.

'

1V- DI S-DIONIGI PAPA.

' Origine di quello Santimo Pontece


ocura per molti ecoli a quei Scrittori,
quali poca diligenza vi poero per incon

trarla,i ree chiara in queti ultimi a Scipio


a hior.
del chnof
lib
i b
dc

_ tila Rietioli (n) , Ottavio Beltrano (o) , ed

nc Mazzella (a), ad .Alfono Giaccone (b), a

alti-LSalito ;il Pontecato li 9.Aprile dellan..


no 139. governo la (.hiea otto gl Impera~

Paolo Gualtiero (c), a Gabriele Barrio (dba


Girolamo Maraoti (e),a Davide Romeo (f),

doti Adriano, ed Antonino Pio piu anni z e)

c lib.pr.i

nel econdo di Antonino preo' da' Minitri

a Gio: Domenico Taone (g) , ad Agoino


Oldoino (h), ed altri, quali tutti il vogliono

"Pi-t;
ol. 1 . f..

dell`lnt`edelti gli venne propoo, ch'abban

nato nellantico Turio, oggidr Terra nova; q

donando la Santa fede arebbe divenuto So


vrano Minitro de lldoli . Non olo non.:
conenti all'cmpio coniglio il Santo Pontc

uperiore, onde rea convinto di falit Qt


tavio Beltrano (i), che lo volle di Coenza .

h Indici.
i IrDA-c
K Neo

xoloz. ad
diem

altre Reliquie alla Chiea della Sanit de"


lrti Predicatori fuori la detta Citt di Na

e.

Jin*

cezma cotantemente ne ripree gli Autori


onde perci condannato alla morte , e gli

l Mau
nl.Pontil
m ltal.
tom.pr.

tronc il venerabile Capo a ein ue di Gen


najo . ll uo corpo rubato da'Cri iani fit e

n Aimeg.
lol), 3. Ca
tai. Pti.
0 ur-7

cda.

ellito nella Bailica Vaticana .

ueo per

conto della vita , ch largomento del Li


lbro,ricrbando alla Calabria purpurata il ri

lonee'.

e lih.

f lndice.
g de an,

mph. ol.

Fit egli per pre-eione Anacoreta,o pur Mo- ;49hl Neo


naco z ma con diverit di parer-Lpercbe Ar cro
o . P
tilic.s
noldo Uvion lo vee da enedettino z Fr
Timoreo,c chzana da Carmelitano.Comun
que egli foe creato Prete Cardinale ' per

i P-P-tlc t

'hi-l o.

detto di S.Girolamo, indi a non moltoli I I.


Settembre del adr. al al_ Pontecato , cou

manente delle ue glorioc ordinazioni nel


{Ponte-ca.

agrandolo Maimo Vecovo dOia . Re


n anni t I., ed ordinate alcune leggi, CO:
me i dir in uo luogo , orto llmperio di
Claudio col proprio angue imporpor la.,

lIl. DI &ANTERO PAPA.

Fede, Capire pro Fide truncato, dice Panvino-z

e cpcllito nel Cemeterio di Callito.


U S. Antero nativo dell`antica

_itta di

Belcaro,come
l di
corroPetilia,
altroveoggidi
. Lo crivono
i Alfonoo Ciac
:Vite-:li
Pim-:e
b lio. pr.
:.13
c .le an

mph-uv.
,

(i hior.

del RUEO
liltd.

ila-f.
i le lildiCt.

I Bhillrd-C.
'e-b

cone (a), Paolo Gualtiero (b), GiozDomeni

V. DI S.EUSEBIO PAPA,
C Agnana, Citt oggidi rovinata,ma 31.
tre volte beneanre , c Cattedrale , per

co Taone (e), Scipione Mazzclla (d) , Ga \oerva2ione di Paolo Gualtiero (a) , don

briele Barrio (e), Davide Romeo (f ),Girola`

alla Chiea , ed alla Calabria queo Martire


mo Maraoti (g), Propero Parie (h), Ago
Pontece. L0 trae da un'antichrmo matto
[lino Oldoino (i) , Giueppe Silos (k), Ferdi
ne ritrovato nelle rovine dalcune fabrrche,
nando Ughelli (l),Gio:Battia Ricciolilm), e j creduta la Cattedrale, ove a grandi caratte
Ottavio beltrano (n) . Da Calabria pas in
Sardegna, per vivere conociuto al mondoz

ri 1 legge'.
P. P. Eueb. P. P.
Can. 0rd@

ma 1ddio,qual i compromeo di ealtar gli


"cach
l Necro.
legati Lll

umili , lo colloc ul candeliere , allorchu

-J-*o

l u E; Man

Vicario, eletto. li 2.1. Novembre dell'anno

238. Eletto dunque Pontece too arti per


l Ita].
`fac-'Eotm
` m Aim.
lib- q. Ca

Roma , dove arrivato ebbe i lieti tmi ap-

talag. de
Pen.

que, qual r dovea lucio di univerali

'n

P. pr.

ELF-L)

Po- .

mancato Papa Ponziano., lo cele per uo

plaui di quella. Criianitiercitando dun-`

cio al Papa Euebio Padre della Patria lor

dine deCavalieri da Cagnana . Per quello


tocca gli aari del Pontecato i dicorre a1
UOVG Per quello riguarda la vita, e la mor
te di lui, fu in Roma ornato della corona
1 del martirio a 2.6. Settembre del 311- , e nel

mo Paorc, i chiam contro odio de'Geh


til_i,ingolarmnte de'Saccrdoti-z onde fatto

iorno mcdcimo cpellito sla via Appia


i nel Ccmeterio di Callito.

prigione da_ Vitaliano Prefetto Pretorio,e da


D

VI. Dl

a lil-.pr.
E047
p.16.

"CAL'ABRIA SAT-TA

:6

LIBRO I.

1X. DEL LKALIMERO VESCOVO.


Cn abbiamo la Pari-indi quello Santo

V1. Dl 5, LEONE VESCOVO,


E. MARTIRI-I.

Ponteee Martire , ed ll ih-erro della

vira qULU. Nacque :gli di nobilihmo li~


gnaggio, e come u all'et da parer appren
aer lcllc, regnando allora nella Sedia di
Pietro -l LleDl'O, i Parenti _lo mandirono

Iquco S. Vecovo , e Martire non m


D v.occorre 1n`ora,che il nudo nome pre

o Paolo Gualtieri, con lautorit di France

co Antonio PurpuraNapoletano,Ld umeduc


dicono crmi da un libro titolato Rcqua

in Roma dal Samy Pomecgperehe laddoc

rum Lam-214m , da me nora non VLdllto ,

t; inae con lc dilcipline pi nobil,ma ave-n'

Vico egli notato col nome della nazione ,

dolo ritrovato di gi morto-3 e per altro in

.cio di Calabria , enza hpclll 'dirlo della.:

crudelendo tuttavia la perecuzione delfini

Patria, e della Chiea, ov'eru Veleovo . ru


mandato in bando dall'lnpel';.dor' regnante ,
ed anche martiri-naro daluoi Mimun.

perador Adrinnoz egli per declinarla e nu

[alz in Milano, dove accolto da Cah-inno

VII. DEL B.ANONIMO VESCOVO

hierico del '1 empio hmini ano. 51 dipor


lo con r'nnra antit di vira , che venuto caro
a tro llpopolo, morto (.nl-riamo ,lo cele

Vecovo , venne dal medeimo ordinato

' ` ' j . " Dl' NlCOTl-LRA.

Per uo lattore, ed opporuanmnenre m quel

tenzpi calamitoi , ne'quali non pure giov

A'Cit di Nicorera poa al marc ha Piu_

' duna volta inconcrare le leingul-e ;le


nemi, non pur in qllci_ z ma ne [LliPl ;uu
antichistra quelle fu da Saraceni preo , u

col luo elempo, e dottrina alpoyolo Mila


nds, ma a nuralaLombardiu , ed alla Ligu
ria. Perloehe ebbe a oener molto, otto la'

catturato un uo Vecovo, ll nome del qua_


le na quellora illa epelhto fra le [emule

nalmemc Pollo in carcere , e qumdi martin-l

della dimenticanza. Adunquc tentata 1;} tua

into in diveri.: maniere u gli-raro in un poz~l

perleCuzlunc di Aurelio Commodo, en-


zu - Volo al Ciclo Martireili 4. Agoio, do-i
p0 aver governa la Chiea di Milano 50.
anni. federico Borromeo Cardinal Aielve~
covo ricollocatolo [Plendidamcme nel luo
goz Gyc fu ritrovato il uo Corpo, l`nceom-_
pugno wl preente Epitao:

coanza , c ritrovatnla qual forte macigno,


venne dllAmmild al'aceno condanna al

ublico vitupero, cioe allo raemo cla una


coda di feroce Cavallo ..Tanto .comzrpdo
luno, c tanto eeguirono l fuor Minlrizon
d, che a capo di mezzo Miglio 1tr`accxace m
pi parti le carni,l`anim_a e ne yolo al Para

CTPu Sana! Ca limeri

dio li i 1. Seuembre .Emo algiorno Pln

/Ircliz'cpr/iopi Medio 14711,

te e n ammira la memoria aggancio la _tem


ricoverta di erbe , ove egm- il agnkgo
llracinognollra un piegamemo delle mAh

Sub hoc Altari quondam

Et Martyris
* Retondt'tum

Ex varia: lapidei: aenej'que


ldrzptonibm accurate?

ime cos largo, e lung!), uanto_ fu quello,


Paolo Gualtieri li ,1. raf. 3 z,

vm. DEL B. ULATTO VESCOVO

,Rerogm'tum ,

Federici Cardina lis

._-.._.-.-

Mediatan Arcbtepiji'opus
c ue e li nella Citt di Bii nano ,

,Indmmomm , ollemuiqne proceione


Cn'rumdatnm,

, N 2 ?omegf-. agli anni ve-l aitu di


Chiericolncamo inondando i Saraceni ven-7
ne preo da quelli inink ,con ungua orcl
la , la quale endo memorabili bellezze,

Prajntibus Epijapis
Compro-vincialbur
In Concilio Provinciali eptima

venne lpoaca adun loro Ammira rende,an m


S.SeVerina . Qgind Ulalo enza perdere_ la

Sub Loc eoaem Altan'


Honorir colloca-uit.
Anno .M. DCR. die AZ'X!. Mail'.

Criiana Religione , divenuto fax-nolo , n..

mancanza di quel Vecovo,fu eletto a qflella


Sedia, quale illur colla antit , e P0] col

De' SS. Man iri 0 Ponte-li.

anguez Conciollahe dato all opere della.)

carit, ingolarmente nel rieatmre con ue)

C A PII.
0p0 quelli, quali con il angue , e con_
la Miu-a reero purpurec le glorie deu-.1 z
maneanti
Calabria, lor
di Micra
leguono
, mainnon
lodiquellaltri,ehc
langue non..- i

elemoine alcuni chiavi dalle mani di quei

Barbari, ed anche :i comporre la pace rr.: gli

uni, e gli altri, e con cio public-.inle la ve

'ma della. Criiana Fede ad onm della v ulla


profeata da quelli, re alla ne Vlll.:
innocente delle loro anguinarie pade circa
li 940.

torno di Domenica il primo del l

mee di ,Anggio._
Paolo Gualtieri lil-.1. c.

l
l

'

l'hannoree meno purporegianti.


l
I. DE'SANT] CASSIODORO, SENATO-

RE, E VIATORE.

I primi,quuli col lor angue aveero ba- ,


gnam in qualit di Martiri la Calabria ;
fu

'"bE MARTIRI NON PONT i:F-tCt.v


7

;furono tr fratelli, Caiodoro, Senatore , e


iViatore. Aggiugne il Cardinal Sirleto, che;
anzi furono deprimi Martiri nell' Italia , e.,
benche non e ne appia lanno , pur'egli
certo, che ne ia avvenuto il Martirio , poco

appreo alla predicazione di quei Primi,


quali s'udirono della Fede nellItalia . Nac
quero nella Citt di Argentario , oggi di San
Marco, come lo crivono il Martirologio di
a ad u

Uuardo (a),Propero Parie(b),Davide Ro

ni, oc Vedove :Per patria ono da Scilla ,

Sepr.
b Tab-dl
Calab.
c indice

meo (c),Gabriele Barrio (d), Girolamo Ma


raoti (e), Gregorio di Laude (f), il Gual
tieri (g), il Ferrari (h), ed altri z ed abbrac

gi famoa per li molti latrati, favoleg iati

ciarono la criiana Fede too , che in quel


la Citt! la predic lEvangelia S.Marco .
(Hindi imando lor debito diramarc in al
tri quella Fede,quale ne'loro cuori col mez
zo el Santo Evangelila avea piantato in.,

Fede, furono condotti in Cartagine nell A~

d `liban
e lib'. 4.
5,2].

f Mir-b.
c.
g [ib-pi.
..w-_. -.

Ueiper numero ono tredeci , ettU


machi, cio Sperato, Natale, (Narza
le crivono altri ) Citino , Veturio , Felice,
Achillino , e Letanzo , e ei femine , cio
Gianuaria,Genovea , Beia , Veina , Do
nata, c Seconda, ma non appiamo c'Vergi

de"s.

.-n

III. DE`SS.SPERATO,E COMPAGNI.

cap.x.
'n Catz.
SSud diE
4.81:

~`.-

Cielo, non furono pigri all'eecuzione di

uello Cos dunque predicando, moero a

radori Severo, ed Antonino, e di buon cuo

re farete ritorno agli-Dii nori antichi. Ri


poc anome di tutti Sperate-3 Noi, la Dio
grazia, non abbiamo fatto male alcuno , n
ad alcuno chi che ia recammo ingiuriazanzi

che mal ricevuti da Voi, ricontriamo cou


rendimento di grazie le ricevute oee; olo

adoriamo il vero* Dio*del Cielo Criio Si

della perdita della vita, della robba , e' dell

gnor noh'o- Ripigli il Proconole z E noi


anZi giuriamo per il genio denoiri Impera

onore, nella quale arebbono incori , qual \

dori,e della lor alme olleciti intercediamo

ora 1 aveero voluto oinare nella prea rc

per quellaz Coa,qual`ancor Voi fare dovre

ligione dun Croceo- . Mache pot fare E

ie da voi medeimi z e e di farlo vi dipor


rere, limpunit io vi prometto . Sog iunu

ot levar loro dal cuore Crito E {Anzi

mag iormente li tabili in quel anto propo

Sperato , lo non mi s qual i foe

ito. de nato perci lIdo atra Giudice, li

del tuo lmperadore, o Proconole z s bene


a dirti,che lo non mi conoco daxer cos'al-l

condanno alla morte, principiando la carni

genio

cina da Catodoro,chera il i freco nel

cuna rubato, e e talora ia avvenuro-daver

l'et. La quait del martirio fu il capo tron


o, il luogo fra li due umi di Molua, e di

comprato, neh pagato il tributo; ntl rima-1


nente il mio Dio adoro , cos inaccc bile.)
per li plendori della luce , che non lhd ve
duto, ol vegga uomo vivente . Taci, die;

Folloncz dove anche f la epoltura 5 da do

ve tras feriti nella Cattedrale, oggidi vi i ri


poano. Le lor imma ini per ordine del R
Manfredi furono dipinte nell' Arcivecovile
di Monreale, argomento della ua devozio
ne.ll giorno del martirio fil il quattordicei

allora Saturnino , indi agli altri rn olto .

Guardivi il Cielo , die loro , che Voglia


te entrar a parte della ;coui pazzia, me
glio ar,che Voi temee glImperadori,re

mo di Settembre, lanno incerto di numero ,


ma certimo, che ia lato del primo ecolo.

oequioi aloro mandamenti;Ma too il ri


pi li Citino ', Eh via s gli die-Noi altro
Re,altr0 lmperadore non abbiamo,che lim

11. DESS. TEODOLO,E COMPAGNI.

peradore, e'l R deCieli-z quei olo temia


m0,e da lui olo le voci acoltiamo.Veggen~
do dunque Saturnino, che gli aari della ua
Religione peggioravano, rompendo ilrlo al
dicoro, comand, che foero rientrati in
pri ione, e che iano poi nel legno rino al
d egUenteJl d eguente aio in Tribuna
le di Giudice,ordin,che e gli riconducej

Urono queli per numero nove , cio


Teodolo , Candido , Protho , Criogo
no, Axtheone, WinzianoNivito, Canziano,

e Canzianilla,e per patria da Tauriano, Cl[


tt delrutta , e poi riorta in quella di Semi

P?"

frica, accioche bandati e dalla patria,e dagli


Amici perdano, o la vita, ola Fede . Era ivi
Proconole Saturnino , il quale fattieli con
durre davanti die loro , Voi enz altro po
trete coneguire il perdono danolri Impe

de no i SacerdOti del Gentileimo , e quei


il Preide della Provincia . Il Preide adun
que per tema di non prender forza quella),
nuova Religione, qual apeva di certo, eer
in odio a'uoi lmperadori , f condurre in.,
ua preenzai tr Santi Fratelli: Gli eort,
gli ammon, li ripree,avviandoli della p0
ca et, de'martirj , a'quali arebbero poi , e

&E Bn {BET

nelle Cette de"Poeti . Tutti e tredici a un

que, fatti prigioni in odio della Criianb.

nara. Carlo Morabito (a) ne rapporta il mar


tirio ne`1 5. Giugno del 2.86. La qualit della
morte 1 tace, ed il luogo del martirio i con
troverte, volendoi da qucli nella Sicilia

ero le ole femine,alle quali cos pree egli


a dire: Vi compatico gliuole , ma pigliate

da quelli nella Calabria, e da altri nella Lu:

il coniglio,qual-vi d, non Giudice, ma la


dre, inchinatc glImperadori, e agricate a

cania. Veggai la Calabria retituita , ove t

gliDiizAllora ripoe Donata:I\oi onoriamo.

diputa, e per con 0 della Patria , e per con

Ceare in quel tanto gli conviene 5 nel rima-1


nente al noro, e veroDio,e diamo glion i

to del luogo del martirio.

;Q5
~ ratti;

ri, ed ofcriamo li acric): oggiune Veti


D i
w

ta,

2.8

CALABRiA_ SANTA LIBRO-1..

Il lon Critiana: ripigli Seconda": lo


credo in Dio, al quale leivoz a tuoi Dir , o

Proconole n ubbidiamo,nt`; agrichiamo.


Ma veggendo prottarnulla , rimenate iin.,
prigione quee , ordino gli veniiero alla...:
precriza gli machiz Gi vennero , ond egli

terno,e Citt Cattedrale, Davide Romeo (a),


ma della qualit del martirio, dell'. anno , e

l indie*
deil.

omiglianti circollanze, non dice. altro. Sog


giugne, ch` il uo [agro cadavere u ritro
vato lanno t l 80. da Arnoldo Vecovo del
la medelima Citt.
- , .

rivolto a SperatozPereveri ancora? gli dine:


Peri: vero, ripoe laltro, ed uditemi,quan-_

.
.

v. DI s. ~cocoriiiitnv.

ti qu macoltate : lo ono Crihano , a cui

con nobil eco ripocro tutti. Dunque repli


c il Tiranno, non vogliate la libert` 3 fa

quel ti aggrada, die Spor-ato zNoi qua tutti


moriamo voltieri.Ma qual ono i libri,ripi

gli Saturnino,quali voi adopt-iau? L1 quat


tro Evangelj, oggiune, Sperato , le lettere
di S. Paolo , ed _o n altracrittura , dettata
dallo Spirito Santo. Non occorre far piu pa
role, conchiue il Giudice: Tre giorni relia
no per V0i per conigliarvi, ola moi-te , .vo la
murazion della Religionez Eugli pero da tut
ti ripoto, ch'erano immobi mente Criia

ui, e che del pi egli el coni liae, Final


mente cortali immobile la e e deMartiri,
fulmin lemPio Giudice lultima entenza..
di mortez Cio,che loro fue tronco il capo:
entenza ricevuta a ginocchio piegato , e
con molte grazie al Cielo, al Tiranno , ed a
tutt'i Minitri , ed eeguita li r7.Luglio del

anno 2.02.. 1 loro agri Cadaveri raccolti


con devozione, furono vpoi netempi pi in ,r

.W

Acque queto Martire nella Citt di


Scilla da langue molto nobile, c come

Fu allet,venne dellinato ad apprendere lu


mane lettere nella Citt di Celzua Maurita
na. Appree le cienze ecolari , ma non tra
laci la Filooa criianaz onde dipena- _
to il uo avere a' overi pellegrinando ven
ne in Barcellona 'itt di Spagna , dove pre
dicando la fede diCrio u preo_ Per ordi

-n1-

ne di bal-:rio Proconole , e . mentre perua

o a agriicare a gli Dii del, Gentileimo,


con malchia coanza il rinuta , da pi Mi

nitri di giuizia , gli 'uni uccedendo a gli


altri, talmente venne agellato,ch,e racia

to il corpo gli_ ucivano fuori inteina. Era


il rioro del Martire lorazione, nella quale
riuc comnto ecace, che e li Miniri di
vennero ciechizel Proconole con tutti uoi
adoratiDii- aorbito dalla terra , rimato
.fintanto ano il Martire, ricucite miracolo;
ammtele carni, e ritornare neloro luoghi

qu traportati, quel di S.Sperato in Leon di

le vicere gi pendenti. Accidenti , che non

hranciapve--o idi i ritrova nella (.hiea di


S. Gio: Battilla, e quelli degli altri in Roma,
e collocati nella Bailica deSS..Giovanni , e
Paolo.
v
A ,

i pur 'non reero. migliori quePagani, ch' anzi

Sit?! avvertito il Leggitore , che la.

,, Citt di Squillace in calabria imando ,

craticola, ed inaprire le piaghe con enape,


ed acero. Rieorrendo all t razione il Santo

,, che i predetti tredeei Santi Martiri fuero

avvenne,~ch`egli pi non entie il martirio,

vic piu infurlandoli rincatenato Cowftenl


prelentarono al Preide Mamiano, il qua
le tooordin, che foe arrorlito su duna

,, non gi della Citt di Scilla,quella,chc {l

edi Miniliri rellaero ,inceneriti dalle am


,, ituata in fact-ia al faro di Meina , nella me. Rimeo perci egli in un fuoco piu ar
,, Dioce di Reggio, come par che l'intend'a . dente, appena or,che il fianco s't.:h'nli:.0n-v
,, lAutore z ma bens uoi Concittadiniiul
de rimenato in prigione nel mentre un lun-e

,, motivo fore , che Squillace crivendol .dicee dal Cielo ricrea il Santo, illuminan-v
,, Scyllamunt_ in latino , pot_ dar luogo a
,, Scrittori di crivere Scilla in ltll0,on

do li Miniri cullodi del carcere ,li porta al


conocimento dl Crito-Solo il Preide quan

i: dc Po i ne venne l'equivoco tral'una , e .

to 'piu ciecn , tanto pi oltinato l rendeva

,, l'altra Scillaz quindi l'anno 1740. ne Up_ , inelorabilez che per all`apparir del nuovo:
,, plic, e nottenne dalla S.Congregazione giorno f mandamento, che l tormentae il'
,, deRiti la conceione di porerelteggia
confeiore di Crio ribattuto' con corde , e=
\,, re il di natalizio de`inedelimi con u
nerviz e mentre e ne iva in carozza,o a ren-
,, cio , e Mea z e l actual Vecovo di ea _dcr grazie al Tempio di Giove , o a uppli-
,,. Monign. D. Nicol Michele Abbate per ` carne favori, cadendo gift li pezz il collo,
,, ;Cerecimento di divozione fe dipinger
perduta ad un'ora e la vita del corpo,e quel
.,, le Immagini de'medelimi Santi neMeda- , la dellanima , con di vantaggio riduri in'

,,. glioni della ua Cattedrale. Wallper lia


,, in verit la patria felice de'SS. Martiri o

polvere glldoli , aquali contiigiva . Onde


per tutto ci un'immena moltitudine div po

l.,
,,
,,
n

polo converti alla Fede-.E nientemeno luc

pradetti, e Scilla, o Squillace , a noi per


non recar pregiudizio all'una , o allaltra
Cittd,non appartiene il deciderlo z intan- _
to_ Segue l'Autore.

Ccduto nell'ufcio il `Preide Runo f ear


eerare il Santo , e nalmente decapitarlo li
15 .Luglio del . . Le cui agre Reliquie poi
furono traportate nella Chiea di &Dioni

;.
.

1V. Dl _s. CANIO,


Araecordo di queo Santo Martire.:

gi in francia z Tutto queo locrive Pietro


de Natale Vecovo Equilim CatalJSJib-pa

. ;J ?nella Citta di Cerentia,altre volte Pa. I 139. Scrivono ancora di lui Lorenzo Sarto

'

tom4.
W, ci. .'

ne* MaKTiRr NON' PONTEFiCt.


ton-.4, Mombrit.tom.1. F10: Sana. Spagnuolo.
The-am'. Conatoma.. Beda , Uuardo , Odone.
Baron.N0t.ad Martyrolog. die 2514!.

*_

9
o latino Deodata. Furono nativi di Tau
riana, e viene in coneguenza dalla' patria.,

del lor gliuolo Fantinoz onde reh ripruo


vato [Autore Leontino, qualavendo iam

Vl- DI S. FELICE.

Uelo Martire f germano fratello di

pata in Roma l'lmmagine di Santa Deodata,


le crie il pie, Samla .Deodra rilartyr Leo
tina, cos come Franceco Maurolico,0rta

S;Cocofantc, di cui opra,e perci del

vio Cajeuno, ed altri Scrittori Siciliani, i

la medeima e patria, e famiglia . Avendo a

quali portarono amendue quelli Martiri in


Siracua. Furono terili per natura,nia lora
zioni, l'elcmoline, ed altre .opere pie li rec
ro fecondi, ritrovandoi ancora fra le tene

dunque inteo , che la hada infedele incru


deliva molto contro il nome Criiiano nelle
Spagne, alito` s di una Nave mercantecao

velegi ivi,piu egli bramoo di laciarviCri

bre dell'Infedelt ;e n`ebbero l`avvio nella

o , e la ua Fede , che gli altri di trarne li

maniera eguente.Una notte parve a Fanzio


ritrovari inieme con Deodata al Tribunale

uada ni della terra . Abit col fratello in


Zam: lona,poi Empuria , indi paato nella

dellEterno Padre , il quale riprelli molto

Citt di Gerda qurvi da Runo per ordine


di Daciano venne preo, e Gohctto a render

della loro idolatria, nalmente li condanna

ragione della ua credenza , die tanto con


lro del Gentileimo ,che Violent l'Uciale

a farlo battere apramente, ed indi cacciarlo


in una ocuriima prigione lega to ne piedi,

va alle pene eternez ma che il Divino Fi


gliuolo patrocinando la lor caua , li com

prometteva, che dando loro tempo, c prole,


avverrebbe , che quella li portnc al vero
culto della Divinit. Dilparve la viione , e

{Ra`i:""
.:L
'41
i4*"
l-Q 'z-

e nelle mani enza cibo alcuno . Tratto poi Deodara fra breve concepi , e quindi a uo
da prigione, ed aggravato di nuovi legami,e tempo di alla luce un giiuolo machio col

H[J
4,

nome di Fantino .Quelli arrivato allet di


12.. anni un giorno ucito a diporto fuori la
Citt, e gli preent avanti una vaghiima
il Cielo 5 poiche nel pi rofondo della... Cerva,la quale facendo motra Ora di laciar
notre viitato dagli Angio i venne retitui i prendere, ora di fuggire,port il giovinet
to alla primiera bellezza , e alute; manom to in una pelonca , da dove ucito un vene
gi per godere , ma per ritrovari piu be_ rando vecchio, l'irue nel ervizio di Dio,
ne ame a tormenti del giorno avveni e nella ua vera Fede-3 che pertanto ritorna
re . Tratto dunque di carcere oggiacque to a caa , raccont il tutto a'Genitori , li
catene., venne [tracinato per tutti li ca

pi rade della Citt , e la era al tardi rime


nato nella prigione .- Non gli fu caro

al martirio , carnicato con uncini , e:

quali raccordatii del onno avuto,ed abbrac

da Terza a Vepro opeo dapicdi , nche

cjata la Fede critiana , diliribuirono il loro


avere apovcri. Cos dunque operando die

ritornato nel carcere rigod di nuovo la fa

migliarit degli Angioli per tutta quella not


te . Rapportato tutto ci a Runo , ordin,
che con le mani legate in dietro foe gitta

dero nelle mani della giutizia , aCCuati co

to in mare, come fzma la patenza del Cie

coanti, furono ricondotti alla prigione . La

lo ciolti quei legami, e chiamati al uo o


equio gli Angioli , camminando per quell'

notte loro cee dal Cielo un`Angiolo pieno

onde, approdo felicemente ne'lidi.Sdegnan~

dolo perci il Minitro, ed itone in rabia, lo


f corticarc, e agellare n'all'oaz icch
nalmente ree al Cielo il uo pirito,che fu
al primo Agoo del . . , Giacque il uo
corpo enza epoltura giorni ette, e poi e,
ellito li ette dellielo mee . Scrivono di
ui Zaccaria Lippo Cartuano rom.3.Vit-e

me Criliiani, e quindi condotti in Siracua...

al Con-ole. Battuti con piombi , e ritrovati


.n.m-.-.

di luce,il quale rilloratili con alimento por

tato dal Ciclo, apr le porte a Fantino , che


andae, ove lo guidae il Signore , ed ani

**u-

m Fanzio, e Deodata al martirio, qualera

no per nire il giorno eguente . Fantino a


dunque ritorn in Tauriana, eli beati Geni

tori, troncate loro le cervici,reero lo piri


to al Signore . Avvennc quco martirio ne
gli anni 304.. li gl. Luglio.

`.a

es

SS. ad diem prima: Augui. Pietro di Nata

Pierro Equilino Cara!. SS. [ib. 6. rap. 160.

li Ve.Equilino Cara!. sstb. 7,c.9.s.Eu10


gio mena..Gregorio Turonenji* de gloria Mart.
'ic-92.. Vincenzo Specul. i! ;.6ap.134.., (F cap.
l 5;. Ceaan-onln Martyrol.ad diem I.A'u-,

Francejro Mauroliro Martin-0103. li 31.Luglio.


Giovanni Molano. Martirolog. Filippo Fgrra..
rio.De Sanir Italiletavio Crtjetano'im SS.
Srnl.tom.t. fo!. 122.Artur0 a Monqerio Sur.

gu- Ove anche cita Beda , Uuardo , Adonc,

Ginigeum ad diem 3 i.Aug.

KY

Pri-denza, ed altri.
VlII. DE'BBDOROTEO, ED ARSENA.
VII. DESS. FANZlO, E DEODATA.-

*am-oe

La

Ueli furono i benavventurati Genito


ri del Santo Confeare di Criilo Fan
tinogdi cui altrove . Altri leggono Deodo
ta, altri Teodota, ch il proprio Greco, re

Osi i nominarono i ben'avventurati Ge


nitori di S.D0menica Vergine, e Mar
tire ,li quali eendo er nacita della Citt
di Tropea, e per pro eone Critiani , cri
_ianamente _congionti in anto matrimonio

.d

H?

\.
.O

EALABRA SA NTA Llano. 1.v


30.

donarono fuori alla luce, e del mondo , e,

x. DESS, MARTIRI' FLORNNO,

della Critiana Bede la udctta Santa. Vivea-`

no qu-;etrc anti'me perone _con molta

*e,- L E

virt, e fra di loro, e coloro promi,quan7


do ucito fuori lordine delllmpcrador_ Dio

pEr intendere la Vita di quei Santi Mar


tiri_ arrbbe duopo decrivere rima_

cleziano, che fu circa l'anno. 2.84. , che tutti


r..,

coloro,_quali profeavano_ la legge di Cri_

quella di S. Modellino Vecovo , e

to foero denunziati , foggivauero anche

ma perche non e _mio diegno crivere qu,

queti allimperial editto, onde e denuncia


tj,ve catturati furono condOtti ,alla preenza
del raccordato lmperdore ,j il quale oil

che S. Modetino fu e Cittadino , e Vecovo

uo Tribunale nella campagna,znon _era cru

delt immaginabile alla mente , e fattibile.)


alla mano,qual non ,eercitae contro de'
Santi Martiri.Cos`1 dunque recati alla preen

che de notri; olo bater di quello apere,


r

della Citt di Antiochia,dalla quale per ,divi


no mandamento paato in Italia, la prima...
Citt, che quivi pree, f quella di Locri,og
Fidi Gimme-Entrate dunque il.Sant0 Pre
ato nella udetta-Citt, venne accolto con

ogni amorevolezza da queiPoPoli, de' uali


ancora, cos volendo il Cielo , inteei lin

quella, qualegli adorava , ma. enza frutto ,

Fuaggio z onde gli venne facile i1 predica!

moamente, vennero poti in pri ione , ed


indi con empia crudelt battuti, arve all

lmperadore, ed auoi Miniri, ch almeno


avrebbono poruto guadagnari l animo di

'Domenica, giovanetta di poca _et , quando_


;foe tolta dalle braccia deGenitoriz che pe
-o-~*o....- . _.

artirez

za- delllinperadore_ tutti e tr, e peruaihe


abbandonata la Fede Critiana ; eguiero
rioluti o di viver Criiani , o di morire ani
**
i

v. i .. . ,,f.,

oro lEvangelio con mai-avi lioo acquio


dinnite anime, uali ree eri iane con l'ac

aue alutevoli de agre batteimo . Fra, ue,


i furono Fiorentino , e Flaviano , qu i a~
vendo conociuto di turta bont, ordinati li
ue'gli Preti, e queti Diacono ,, e li ce e
uoi compa ni nella redicazione dell'Evan

r laciata queanelle carceri ,_ e trattino

gcliO, e .nCll amminl razione dcSanti Sagra

fuori Doroteo, ed Arenia vennero mandati


'in bando nellaMeqpotania di_ -ldall Eu

menti. Autenticava Iddio le parole ~del San

frate.Ora eguiamo queti Santi nel lor cam


Domenica. Quanto, uei patito .ave-(ero in

numero de uali f "uello , ~nando eendo


morto ad un uomo illutre, e rincipale per
nome Anataio* lunico gliuolo , e li .col

quel viaggio, non acilcoail rifer_rlo*.co


uanto aveero
oenuto
di male,arriva~
tis urono
in quel luo
o penoa,
non vaven

richiamarlo da mortea vita, richiam dalla


morte dellIdolatria alla vita della Fede Cr

mino, giche ar _tempo (far ritorno poi a

to con lat-moltitudine demiracoli , del gran

_._. .- ,

tiana tutta la Famiglia dAnaaio , e molti


done Scrittore di ,que tempo ,d qual avee)

altri ancpra.M0tivo,che mettendo la ennav

pututo regiti-ario . Un ol peniero gli afflig- in pugno a Probo Prefetto della' Sicilia , e
geva, ed era, `e la gliuola atterr itada corf
menti .avee fatto divorzio dalla criijana...

Fede ;ma pur i conolavano riettendo al


lacolanza dimorata da quella, nel mentre

della Calabria, rapport il tutto allImpera-


dor Mamiano, ammonendolo,che e toto
non avee poto il dovuto _rimedio , tutta la

Citt, e Provincia inieme i rebbono ree,

furono inieme , Che per con molte lagri


me, digiuni',~ed altre penitenze, ne upplica
vanolarDivina Clemenza z Finalmente qua

critiane. Providde l'Imperadoreprdinandp,

i logorati dapatimenti reero lo pirito al


lor Creatore poco dopo arrivarono all Eu

tanto venne eeguito con ogni pedix'ezzag .


Non manc il Tiranno di perfuaderli la ri

rate, cio li zz. Novembre del 2.85.Mattirir,

nunzia di Crito,e labbraccio di Giove, e d

e non di eri-0,0 di fuoco,almeno di battitu

altri ldoli , con giurata romea di molte

che tucti e tre Modetino, Marentino; Fla


viano foero Condoni alla ua renza , e

re, e di nojoi patimenti,teiinunianze fede


grandezze,mala ripota e'Santi fu,_ch`egl_i
li della loro criiana. colanza.
, no altre grandezze non opiravano,chedel
,74-Paolo
' A GuahieroMartiri'dt
P *3
.
.QCalab.c.1`
ere Servi del Croceo i Non per queto
did il Tirannoz ma peranzoo dottener

1X DI S.C1RIACO MARTIRE.
1 Ieflraccorda_to queto Santo Martire;
V ;da Paolo Gualtieri, il quale aggiugne,
ch'ei foe tato Cittadino diGierace , e che
rtanto detta Citt per qualche tempo nev
toe-tata detta S. Ciriaco z n altro rappor
ta,'o della nacita , o delmartirio , e della.
morte di luiz Rimarr adun ue il tutto vivo

,col tempo ci , che ulle prime gli veniva..


_negato , ordin, che foero condocti al a
gro Tempio di Giove , la veduta del quale
tutta in, oro piantae ne'loro cuori la ua rez

ligione. Lavvenimento fidivero _dal uo


peniero; perche entrati i glorio Martiri
dentro le agrileghe oglie, e poti a ginoc
chiq coverro in -orazione , rovin la tatua,
fatta in pezzi , quali cambiatii' 'in velenoe

negli occhi di Dio , gui uno retribUtore

ceneri ,, ne mandarono fuori un motruoo

de meriti deSanti. P40 lo Gualtiero Martiri di


Calabria:. 19.

Dragone. Dragone , che non pure atterriva


con la via `, ma sbranava codcnti molti di

,quei Idolatri , dequalii'opravanzati pro- ~


ra
-~ ~-~

-a-'- ..

-i

'DFMAKTiRt NiNPONiET'

i vita, con oerta della loro ci iiana creden


za. Se ne contentarono gli alll5 onde Mode

proporzione e fiori, e`1frutti : hccoiie per

tino coinandando al Dragone , che non pur

adeo ette Danierlo 1 aianeuli nobile da

* i arreac dal dannoz a che pxii'tic,venne

Belvedere, Samuele, Angiolo,Ugolino,Leo

i toio ubbidito dalla bei-.i , e dagl` Idol-itri


conolato coloro batteimiJntanto il Tir-.in

nc, Donnolo, e Nicolo , quegli Miniiiro , e


queti udditi z mi]. tutti ucccii del timor di

no vcggendo eere maggiori le perdite, che

Dio , riolleto di recare ola Fede allinfe

di i Martiri foero veiti con veti di rame

ll

infuocato 5 ma nulla iiicendo loro il ero

tormento , riordin,che poti veniero den


ed altre miture di fuoco-3 n pur quivi pa
tendo leione alcuna,furono rimenati dentro

deltii, o lu morte a loio medeimi . Ottenuta


dunque la dovuta facolt da rrat Elia 'de- neral Miniro dell Ordine , partirono da
Catrovillare, ovabitavaiio,e paati in BC1~

l vedere, da quindi ciolero ana volta dell'3


Africa . Mat prima di partire Volle il Cielo

tro una caldaia bollente di olio, pece,reina,

autenticare con ingolii miracolo,

Uilltu

gli gradie quell iriipreaz Concioiac e vo


inqo quel l\occnieio pio-vederi dacqu, c

un'ocuriima prigionezaccioch i riolvc


e altro piu crudele martirio . Altro per ne

non avuidola vicina , diegnava manda: al-,

riole ii CieIO, e f, che mandato loro den

trove.N,diie il B.P;idre, non rechiaino iin-

tro le carceri lArcangiolo S. Michele , ne li

pedimenio al viaggioz cavate qu (additnn-t

trac al di fuori, e condOttili nel lido del vi


cino mare , limbarc in un miracoloo lc

do un luogo :i cauto iu rive del mare ), cnei

gno, e li condue nella campagna in un luo


detto Pretorio,
o gid'i
Preturo,non
d`Avellina
i too ditante
dalla (.iitm
a piedimol
del

acqu;i,nori pur providdc in quel viaggio, mal


caiigiai-.iiii route perenne , oggi giorno 1:1
dui-A col nome d`ACqua dl d-lJ-iuclc - Arri
vati dunque i Santi Martiri nell Africa,e fat..

Sagro Monte, detto Monte Vergine , con t

gnica. loro, che Iddio lavea preet-vati da


quei tormenti, perche attendeero al frutto
dellanime. '1 ;mio gnie il glorioo Ar
-cangiolo,e tanto eicguirono glinvitti Cam
lpic-ni delia criliana rede,predicando da per

-r-* b

~QM

nori,che diramandoi con inc1'cdibile,c prg


eZZJ, e vigoria nella Cumbria , produe a,

l'ira ;i piedi de'Santi , li upplicavano della

gli acquii della ua Reiigcne, i accee tut


to di de no; ed ordin, che pogliati ignu

- -e.._-,.

3!"

,____.__..._.___.-.__ .
l
i

eww-"- ,,_._ A

la lltrovarete , Ubbidi l'altro , e ritrovata l

to capo alla Citt di Ceuta , furono ricevuri


in un vicolo fuori le mura da alcuni Cri

tianiz da dove, dopo un lungo apparwchio

fri orazioni, e digiuni, p:iro il capo di cc~


nere (argomento al-.u nobile del vivo in

tutto il Sagro Evangelio, e battezzando in


niti Idolatri, accetti ap0poli, accetti al Cie

cendio ardva necuori) in giorno di Saba~

lo, il uale dopo tante ottenute vittorie li


chiamo lun dopo laltro,m:i tutti tr intorno
31295. alle corone della gloria aMartiri,non
perche morti otto al torchio detormentiz

Vergine, entrati nella Citt , cominciarono

to, per aver propizia la prorezzione della


a predicar l'hvangelo a quei BarbarizgloriL
carono Crito, la ua anta Legge,ingiuria

ma perche otto qnello lungamente tenuti, a


omiglianza di S. Giovanni Evangelia , di

tono Maumetto, e'l uo Alcorano.


Avocitantoinapettatc commo a de
gno quegl'ldolatri ,lor furono addoo , `e

S. 'l cela, di S.Felice di Nola, e di altri de

tortemeiite legati li conduero alla reen

cantati per Mau-tiri dalla Chiea, olo perche

za del Re.hgli anche dalle furie agittou

in varie maniere tormentati. Giacquei'o e

ti prima lor to'are i capi,*din fuero bdc

pelliti i loro corpi in luogo oneto no al

tuti nnal anguez ben'e vero, che Compatiti


come pazzi, tutono poi in catena lo pazio

regnare dellImperador Cotantino, da dove


poi vennero ti asferiti in un agro Tempio

di giorni otto. Non mancarono tra queto


mentre alcuni minitri dellInedelt di per

gi conagrato a Mercurio preo Mercuglia


no z ma poi dedicato ;i'lro glorioi nomi z e

uader loro con le buone , che abbandonata

pur quello rovinato da Saraceni Circa il 9545

la legge di Crito, eguilero l'altra dellAl

da quivi diepelliti otto al regnarepi Gu


glielmo il Buono Normanno,vennero ricon
dotti nella Chiea Maggiore della medeima
Terra, ove di preente adorano con tito

convinti dalle ragioni de`ErancecanLE per

coranoz ma indarno, retando apertamente:

vennero datinel potere d un Giudice , per


nome Arbaldoz anne, che laciandoi li di

lo di Protettori , celebrandoene la fea con

cori, ii venie allopra, o per premiarli per

molta pompa a14. Febraio.

-di, o per caiigarli oiiiati. L'uno , e l'nitro

Leggenda antique: M.S.de eorum *vita . Paolo

di queto partito uper la coanza de'Mar

?Reggio Catal.de$$.delRegno . Davide Romeo

tiri 5 e pertanto contro di loro venne fulmi

De Santi dc 1 Regno. Filippo Ferrari deSSJta

nata entenza di morte. Sentenza anzi di vi~

lian. a 14. FebijO, e 10.67143720 . D. Giacomo


Giordano,Cr0nicke di Monte Pergine lil .644*

ringraziarono bencfattore il Cielo . ll Re

ta, e perci tutti alzate le mani ~allinsi , ne

Xl. DE'SS. DANIELE, E COMPAGNI.

perando col tempo alcun guadagno,ope c


la entenza, cd alla ne avveduto di perde
re il tempo , rrdin l'ecuzione della de

N On cos too il Sernco Patriarca pian


t nellUmbria l'Ordine de Frati Mi

cretata morte, C cominciando dal Santo Pin


dre Daniello, gli f tutti uccidere li 12,. Oi

tobl'e
_K
fa

--A --

.c A, LA 'Bug ISiA na-"A LB'o i'.

. PPIr",

33

'

tobr del razr. Cos li breviaerracear-en- _

qualunque venie eletto , non erano a lui

e, e Minoritano, il Mai-tirologio deFranee-y

drizzate le ltterc ponticie, Nel'via gio in

cani, Lorenzo Sumo, Ceare ~laauonio, Gio

contratol in alcuni di quei Barbar , e da...

vanni Molano, Luca Vadingo, Paolo Gual

queti richieto di quella foggia di vetire,

ti0,. altri. Avveonacli'poi ,5,Antonino,

qual foe la u; nazione, e ch'egli li volee

Marco di Lisbona, vrgiclolfo olignunihae


riano, e qualelialtrg rimettano queto mal-,
tirio all'anno ,27 , Lmartirizzati corpi ru
bati da'Meradanti Genovei, e Piani , l'cb
be il R di Portogallo, condotti in_ Lisbona
con gran pompa, ove o* rando unntinit di
miracoli,`r`urono da Pa a Leone dichiarati
nel numero de`Martiri , c la Religion de`Mi~
nori ne ordin lucio li 13.0ttobre, non

_tr quelle contrade- ripoe-,choli era Ita

.llllln colera barbaramente l ucciero :1139

potendolo olleruzizzare li iz, giorno della


lor morte, er ilrieontro con'l'Ottava del

tori; luno per illuogo del martirio, e laltro da Bom-p

inno, Religioo dell'Ordine dcFia Min o


ri, e` che ri'tornava dal Prete Janni , Legato
dell Appotolica Sedia, anzi di Cn' ghiogg_

o, per portare a quei Regni la luce del


vangelo, al quale pur eortava loro medei

mi , e voleano dopo.`_la morte goder di Dio.

Dipiacque agli EmP) la propota , onde a


Gennaro. Sorgono qui due divarj tra Scrit

R'lltcmpospcrquvro Boo (a) , e Gual. 1,5. ,f''z

Seraco Pa riarca, Ma oggidi li Beati, Corpi

di S.Daniello , c diS.Angiolo ripoano in

nero (b) lo rimettono allanno 14.82,I Marco egui-.H

Belvedere , mandativi dalCardind dAra.

da Lisbona (c), cl Martirologio Franceca JPSLP"


no d) all83. Per quello poi Salazaro (e) nc c C.0.

gona.

dlgna u Cairo, Boio Geroolima.

Xil DllL B, ELIA CAVALIERO.

' EST-HL'

xiv. DEBB, ARCANGIOLO , E

- ' Uglilmo Malaterra (a) lo chiam Cai`v


tornene, c v ancora chi lo crive)

..~zal.lb`*i

cron.

FLP

dUO COMPAGNO.

:fan di;
l

C ainotencz tra e gli uni, c gli altri , con er


rore, volendoi anzi dire Crotonene, erche
b vc" da Comune Citt
Calabria, dice ( ttavio
g_ ,il-a', (Luzern-no (b), hi Elia, dlangue illutre,onde
704:,
v notato col titolo di Cavalier: meritevol

compagno, Gualtieri lo tima,che foe Pie,

Manera ; Avvennc dunque, che viaggiando

ed avendo rotto lLQCllQ di Lonaviro , e di

Lettemuno valoroi condottieri diqtaelli ,

per quelle parti, vetiti da ecolari, per is.


tuggire le inidie degli Eretii, quali infcta~

*erche portato dal caldo della vittoria,oltre

vano
quel eRegnO,
slucoppiarono
con alcuni
di queti,
venuto
a ragionamentoi'del
Pa; l

core; Fr nemici lontano da'uoi , ret in.,


,lor poter.i{allegr li contti Capiranila

pa, edella Chiea Romana,i Religioi pree!

f' Plull del Cavallero, e tentandgne la fede,

ro a difendere la ovranit delluno , 'e dell'1

il ritrov arono Eroe non meno nellarm,ch

altra cos, che toto accorero gli Eretici,

' nella Religione; onde peruai nun poter

chefoero CattOliCi , onde gli earicaronol

_ vincerela ua cotanza , per non rimanere

addoo molte batonate , accompagnate da:

altre volte vinti dal uo valore , crudelmen


te lucciero lanno 1082. , Oltrei raccordati
Scrittori, parlano di lui Agotino lnveges

mille ingiurio parole. Non savvilirono al'


infervorati Religioi; n perci i arretar
no dalla difea del Primato Romano 5 onde
gli altri portati da betialimo furore,e per

.:nt' (c), Paolo andremo, cd altri*


v

catigarli, comc diceano , a proporzione '


del delitto, loro caricarono in bocca alcuni . 1
arhibuggi, nel tual tormento pirarono l'a- : b Crow.

xiu. DEL B. GIOVANNI.


On i s la Patria di quello B. Martire,

mina_ ermandar a al Cielo . Lavellano di ;At-QR??


queti BB. Martiri Fra Tritano (a) , Fra Lu "o" .

e olo i nota con il nom: della Nazio


nc, cio Calabree . Fr eolj
b P er P~ rofcone

ca Monroya (b), Fra Santoro Parie (c), tutti ELF" L


erre dell Grdinc deMinimi , Gabriele Bar- * iP-3"*

francecano, e per virt, e zelo ciriinerrtiii,


mo. lnieme con altri del medeimo Ordine
an d con Er?! Giovanni Sagaro Spagnuolo,

rio (d),e lra Girolamo Maraoti (e) , Fran-.- ,pJib l'


e del
ecolo
Gualtieri ( f i, g v.*Re-.
lcecalio,
Autore del
Teatro
(g),Paolo
ed altri.
lizimol.

detinato da Papa Sito IV. AmbalCiadore al


Pretcjanni. Arrivata la nobil compagnia ;il

xv. DI DUE ANONIMI FRATl M12

Cairo , e quivi infermaroi il Legato Spa


gnuolo, e perci fatto ritorno in ltala_ , gli
tu otituito Giovanni il notro . Pals don-
que egli, capo degli altri nell`Etiopia,d a.,
capo 'di meri undeci arriv alla Citt Metro `
oli, ove ritrovato quel R gi morto, ed il

MMI, E COMPAGNI,

'

Eleggiando tia-Calabria in Sicilia una


Barca _piena di gente , fra quali erano_

,Regno in tumulti per la creazione del uc

due Frati Minimi, diedero in mano di certi


' Turchi, quali non paghi daver loro tolto la

eiiorc, riole di ritornartnez coneioiathc

libert, cercarono ancora di to Crito": la

tro Bonis, volgarmente Buono da Stilo, au


mendue
Religioi
Minimi.Furono
del lor Samo
Patriarca,
allorch cicompaoni
pasbin

Art-;lindo del Conte logiero . Combat


tenuo danqueiuSicilia _contro dearaceni,

ai;le 1-.:-

LCatello
B.Arcangiolo
nativo da zLonaobardi
vicinoulAmantea
edo il ur.;

mente, elica:le tato cum* agno di Giorda

nl-

ua
i

MA "A J.,

e. 0-.-1- 1---r.

...-

m "1,

TT

..rr-x., .

,- W-W

1-- -v .1E -

."DMARTIR N ON PONTE FIC!.

33

u; leggePrpoia, QnmEMME: ricevu

15411;Fniniglia deCoianzi rorer-lenelly

ta da, tutti, ingolarmente daRligio , che


_dimenticati d`eer prigionieri,riipoero con

Bovaiinq nacque Camillo; dove pea. parte

'libert criuuna,che aranno prima_ a vorder

la vita,tagliati in Pezzi,che qu'clla Fede, nel~~


la uale erano e noti , e_ viuti Cos dunque
protetando gli uni , e non conentendo gli

d'et alle lettere umane , ed alla, pict', pas


in NaPoli allo tudio delle leggi civili. Abi
ravano in Napoli alcuni uoi Compatrioc ,
mq diQllitJl quali veggendo la vita imma
colata del Giovane, rilolero cambiarlo in

altri, qio i Turchi, quqii per tutto_ conto 'li

un di loro.. ACCordaca dunque una giovane)

volevano Maumettqni, '1 venn al errozqn


de barbaramente cannati, furono buttati in

donna, bella, ma laciva_ , mentre Camillo o

marc Mao-Mezggo circa l 1.5.17,


Ada ngituli Generali: Ffatrum Minimo

litario unt; era di Carnovale attendeva alii


uoi udj, introduero quella nelle ue an-~
ze , l fecero pregare. a, laciarla in_ un cgn-

.rum dc.- MO 15 19-0-16 Bau-io Gualrli-h 6,59,

cqncino della Camera, per non capirai-la, mq,

XVI Dl NICOl-,Q' PICARDOK

Picardozcosi onorando la me eimg Citt

enZa dir altro, e la cav davanti 5 Indi ab~


bi-aciatoi con un Crocq,rnentre lo rin
razavalt della vittoria orrenuca, gli entr ii.
Fervicore, gridandolo, perche non a. ato
pi cortee alla mechina ,. a cui egli altra.,
ripqa non diede , che due chia. Prevcg

di Paola Franceco Confeqre , e Nicol

gendo per il, cao Giovane,che quella, non,

Martire . Lo normo Monignor Paolo Reg.


. gio (a), Paolo Guait-iqro, (h), ed l__id_o_ro Tg
[cano (c . Venuto intanto N icoJ agli anni

dovee re lultima volta , OCCHJOHC al


recipizjo, coo entr nella Compagnia, e11.

le quella notte . Ma egli avvertito del tiro,

LA none medeima , nella quale naque)


Sfrgneco Pzrriarca de`Minimi, ven
ne gli@ luce da qlcimo ligna gio Nicol

- a ,plicoalla milizie , nella quale riucendo


di val roo, ii R ferdinando lo fe Capitan di

cavalli della ua guardiaa Poi Capitan


di quh con Alfono nuca di Calabria
nelle guerre d'Otranto, aediqm da} Turco.
Non erano n enza angue nemico, ne en:.
za gloria e ua, e deuoi 'le pee {ararnu
ie, che onrrodi quelli, ui ogni di egli

Ludo' danni 2.9., ed iltrenremo di ua vi.`

ta venne detinato alle Mioni della C hi


na, da lui medeimo con ardentime brame
richieda,

Part dunque d'Italia per Goa, il_ :602. , e


da_ Goa per Malacha, e Macao , ove arriv_
lanno 1'604., e nei mentre credeva mettere ,

Agmcr General de'Turchi,h,e omro. di lui

in certa, fe_er nella, China, i trov aura.`


verarela_ trada d_a_' PortOghei , rioluti di
non permettere ad Italiani il paaggio in
quei Regni_ Gli convenne dunque oltrepa.
are nel Giappone : ndpur quivi ebbe_ facile,
lentrata, impeditain a una era, tempeta*`

ingolarmente drizaacroualunque elle

la quale f vicina_ a manda;- ai fondo, tutte le_

po i foero, Le offee:.~ $52.1an dunque una.).


ran folli!, e covertaiar dinidioc frondi , il
deguente vel portarono i perdi , ngen

miilo OlO. fil collante, tanto eb.: non pur_ gli

ortivq; onde mezzo con ui non` apevano,


eome o averlo neiic mani vivo , qievzirelo
da. dietro le palle, morto, Ordin per tanto

do paul-oa lafugaz onde adutov-i inequro,

Nav-i. Avviliti tutti, anche ii Marinai , Ca.


:inim per la alute dei corpo , ma. e vie pi
allaltra; dell'anima,riporrando da tutti i Cri

lebberq vivo nelle; mani.Che non fecero gli iani la_ eompunzione del cuore , e daquni
enipj, Oxa_con promee, ora con_ m_ina_ccie.. Idol-euri la converione dun Cinee . ApprQ~
per' guadagnarlo a Maomettoi-Ma egli_ aldo, d dunque in Naganachi li I7. Agoto del
_ crio_ , per amor di cui avea intrapreo il 1605 ._ dove fermato unanno , r apprender
combattere, riutando ogni ocrre preg
la linguas da quindi pas nel Egna diBu
iando ogni ;ualunque minaccia., fu erci gea, e_ daqueto in Sacai, luna delle quattro
&menziaro a. a morte , quei ineontr a gi. Primarie~ Provincie del Giapponeznea qua.
nocchio pie ato, con occhio alzato~ ;i Cie . e in meno-:Li ezi anni t acquito-di 8,oo.a_ni
lo, e conia ceca. &Mr; ripetendo. la con-i - me cos_ ferme , che in, unq erima per
eion deu@ Fede, unica, Aola. cagione dei fecuzionelqual egu,appena_n_e va_cillarono
uo_ morire. Cqs moriva Nicol in_ Ori-anto, * c t, o quarti-o. Furonq tua_ induria. li .primi
Le Cos vedeva di Paola S.Fra,nceeo, onde to; ' emi dcllafede nelle Terre famoe_ dei Giez-

l
r
4

.
-

-.
.

o il public Martire nella Chiea , e 510::. zo, eminmevi lanno, r 61 g. , e non` di ua


rioo nel Ciei
`
`
' mano, altran di uo coniglio, e loccaione;
~ fu, ehe, dovendo pazu* ivi a irvir di Medi- :
XVL DI CAMILLO COSTANZO_
cqun Critiano. us': dicepolo,egli Lammaef.
ci-_ dfacoppiar inieme la.` cura, dccoxyl ,
L A Vita di. queo Martire, come anchu
del eguente furono decritte dai PrDai.

6.011. gli aimdoti, e quella dell'anime col bar

nide Bartoliz onde a me_ non rea altrotraz.

Criiano medico , e trovaxala dipoizione_

vagliohe_ di tracriverne qu la. otanza

i inquei Idoiatri,poe in opra quantodai Paz

remp, di cui gli` di la` forma, ., Ubbid i

.Mettendoai medeimo Scrittore chiunun

dre gli :retare cmeu,chc pur anche_ (dvx

vorr leggeri pi ditea, e Pi eloquente

vente conigli per lettere- onde vi i fond I.

m...

T '

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--_r-'-..-

cAtZRIASA NTA LIBRO!.

34
la Mionc, alla quale poi venne dcin-tto l].

"non riepe di bamoi incraticolati., ebbe

P. Girolamo de AngCllS-SOUZ la perecuzro:

all intorno una gran moltitudine dldola


tri, e Critiani, con anche molti Erctici, ln

nc; del 1644_- , e con' ella 'lo sbandi-tnento de


PP. , e Camillo ritorno lllMixCaU,dUi/c non
perdendo rem' o ap _lilanuno alla com
poitura di quei libri,de quali li dir-a altrove.

Lanno 162.1 .apertoi di nuovo il

rappone

glet, e di Olanda. Or il Santuomo inviato


li alla catalia f quei pochi pa , che pur
eran cento , con'tanta_ velocit , che chi l
avea pratticato onfes. non aver mai,o

fu luno de`PP. di ritorno , e v entro daiol

me all ora camminato di cos buon palo .

_dILO per isfuggir la ConocenzaChe por co-_

Sull' entrar del cerchio fermatot , die ad

no ciuto, venne_ detinato in Fudoiaina, poi

alta, voce , lo on Camillo Cotanzo Italia

'in-C aratz-i nel Regno di foger. Lo cercaer

no, della_ Compagnia_ di Gies . Dopo en


trato nella cata-illa, ritto in pi al palo i di

no quei di F irando , e lottenncro_ , cos an..

che altre Iole , quali on molte in que-iRe


gno, alle quali tragittava di norte con tan
'to protto di quellanimc , e con tal autore;

di quei Popoli, che volgarrnent le ne chia


mava il Paoreli avvenne in queto men
tre un cao , vche ben dimor quanto foe

a legari , e venne legato con funi di canne


pec, ritorte, e naltite di fango , perche.
per pi tempo _regelero al tormento del
fuoco. Allora egli rivoltator l, ov era_ piu
numeroa la gente, prote , che la casnq t

del uo morire ol era la predicazion del

caro al Cielo; poiche attaccatoi il fuoco in


un boco vicino, e dal vento portato nelle.;

Vangelandi {aoli da quelle parole di S-m,

cae,ov`egli abitava', ariero_ enza riparo.;

pur, animal, autem non Po-Ant oxide-re ._ Di


core all-;i Giapponee dell`imrnortalit dd!
lanima,e dell eternit o felice, o diavven

arrivato alla_ ua_ camtra_ , a_ tempo ch egli o


rava,1 riette, enza UlRllJC'lU , tutt0`chc

quella foe di legname ecco . Ma qllcllo


non ardiment il fuoco, l'ardimento la inal
ivagic umanazquando_ orta_ laltra nerima
erecuzione, gli convenne ritirari in Tau
'nofama nellllula_ d llchitzuichi , ricoverato

in caa d`unluorno da bene,a cui coleolo mi..


rarlo in faccia, profetiz il martirio .\Da_,
quindi dopo l _avervi travagliato. tre mei
alial
[lola
in vauina-zza
Nacimn , , loletta_
ove fatto
vicina_
prigione
_, e d,l, tu
jjeondottoad_ ichi-zuchi , edi lam-andato_
con altri uoi comp_ ani Catechilli alle car-.

Ceri difirando . Pol o_ alleame Cdllltl'z


rogito, chi eglil oli:: , e-ome

chiama

Matteo: Nolite timcre cor , qui occidtmt cor.

curata . Die n che volle , ed allorche l_

taeque, li Miniri oero il fuoco-Ripigli


di nuovo il dicor o, dicendot Intenda ogn`
uno ,_ che non vi altro mezzo er _alvar lanima, che la le e di Grillo, tutte le et_
te deBonzi on fale, dalle quali precipita
a rompicollo all'infe'rnozld intanto le iam_-`
me alzatei in alto il _ricuoprirono cosl,che

olo e ne udiva la voce, ma_ robuta, nome_


foe in ita-pulpito. Richiarato il fumo,
fa veduta-con, gli_ Occhi al Cielo immobi.
le, e con volto erenimo z l tacque una,

pezzo,e poi ripigliando le voci pree a can-i


tare il Limitate DOMl-Hm omne: gente: , qual

iontogli, a qual-ine CldpalllEQ nel. (aray

nito li ritacque . Tutti lo credevano mor


to , ma egli alzate le,.voci continu la pre
dicazione con dicitura_ tr latina,e Giappo

pone, non dile altro, ma offer-i loro un, A~


poiugia critta a penna . _511i_ _fu replicato ,

nele,e poi , Voce piu alta_ a frae .oloGiap


ponee tr, volte, die; oh Bene , o piacere!.

pen; e non ubbidille gli ordini di Xangun_

Molti credevano _da ci, chein non entie

e , ri ue ch era sacerdote della_ Compa.


gnia_ , e per nome Camilio Cohtnzq z `dog_

_Signor del Qinppqnipoc: Che lubbidir . il tormento, _il vero l f,che le amme fat-t

lordinaca_ la ua legge-',,alludir (ll cio,alza_

te piu vicine crebbero_ s , che l involero_ .


tutto. Era veltito a _nero , conforme all uo

toi -un grido, chegili era_ degno della_ mor~

della Compagnia , e nientemeno compar ve

te, gli venne gittato.jn collo un capero .


AlloraCamillo fatto nel volto ereno,mo-l_

candido come neve ,indi per ileoeimento.

giiincipi in

regiudizio _della Fede , non

del fUOQQ bronzino , e annerito . Gi i cre


deva morto, ma egli mettendo alte le grida, '
ti_ anni ono , die_ , ch" ho .brama-to quello, - die in voce, che fu entito da_ tutti,San&m-,
iane ri raziato deio: E dicendogli uni , qual replicata no alla_ quinta_ volta, chin
Giudice, che quello era_ deiderio di Pazzi.
.Anzi che-n,rreplic il Martire z E lo faro

il capo, e pir lanima, 'li 15. Settembre del

l-piu volentieri, ailorclte mi vedr maniere,

362.2., avendo_ danni 15._ nelle Mli del.

crocetiggere . Edi fatto lo moroj_ con la_


perienzzcConcioliac-h.: ucito l ordine dal
la Corte dilando , che folle dato ad ardere,

Giappone, 30., nella_ Compagnia, elyqanell

; can sa le rive del Mare , dirimpetto _a_


quellaz dove pianura_ una-colonna di legna,

Compa nia mn. Garcia

et. uo curpo f portato a-percrr in_ una,

oorrcnte di niare, n mai {MVNO , avven.


a molta diligenza_ richieo, Scrivono,
egli 'lo riceve con allegrezza incredibile_ _ gache
di lui Lettere arma(1 da eum: 16 'v i
.. a
Tratto_ dunque fuor-i di eat-cere , e condor
Antonio
Franceco
Cardini_
,
Blog.
japan;
5.
~
to "a Perando, di fondo a Nanazaehiduo
Gen/tanti@
, Manologiq
della
[mld japancns
12-. Giozluebio
Nerimbergh
Gang!,
Relazione
,Vjtg
dl
del ' i'- -
odenam al uo glorioo martirio, fuori ' Teatro

P. Marcello Francefo Marillo Patan De

con- allintorrm una cataa chiua,con den


t,

47

Wi
..IT-v

"

~ - -

un?

7"

..v

. ..Viris.

""DE'MARTIRI NON PONTEFlCl.


Vin': ilkjochfu tom.4. Bartolomeo Guerre

ro Corona .Li-lmica Fai-.4.. rap.47.Paolo GuaL


:ero Leggendario de Santi di Calabria lib- r.

zr

di Taicoma,eouinandoloa Nan aachi.Sei


anni travaglio neRegni di Negato , e di Su
vuVenti in Bungozindi dcinato Preidente

mp.84.LAutarc della Bre-ae Reid ione 162.4.


Filippo ottratta, Pedagog. Chriiian. pan:.
capaz. vera. bior.n.z. Giacomo Damiano,
Synops Serj-?a lib.6.c.iz.6`iovanni Rboa

quanta gente e per numero molta,e per qua

ria: Virtutum biliari-z lil. e. 9. Filippo Ala


gambc Morte: illures p. a. Daniele Bartoli

litt Principeca, abbia portato alla Fede,


come arebbe impoibile farne minuto rac

Aia.

conto , cos h voluto tralaciarlo , relrin

opra tutte le Miioni dArima quivi incon


tro la morte. (Manto egli abbia patito n
qui , quanto operato per ervizio di Dio ,

gendomi olo agli anni otto,ed ultimi di ua


vita, dequali abbiamo qualche lume di piu:
Da che poe il pi appreo Daifuamo, o
Aino Terra della. Calabria iiperiore f`u Xanguu empre gli convenne andar trave
la Patria felice di queio lorioo Eroe ito da p0vero,o agricoltore, o bocajuolo,
della Fede . Nacque egli il ecembre del o famigiio. Neviag i , cercando anime per
1560. Nel 78. f ricevuto alla Compagnia Caella lo pi delfe volte ulle cime de'
dal P.Claudio Acquaviva Provincial di Na Monti, e frammezzo ad orridiime monta
poli, e dal medeimo , divenuto Generale, gne, cammin empre a pi, ora guazzando
dcinato al Giappone. Partito d'Italia arri umi , rapidi per il coro , ed intollerabi
v in Lisbona, indi a Goa,e di l a capo di per il ghiaccio:ora camminando irade,qua~
tr mei in Macao,d0ve trattenutoi per un i tutte chiue dalle nevi,c per lo pi di not
anno apettandolimbarco per il Giappone, tez peroche di giorno gli biognava tar na
lebbe nalmente ulla nave di Capitan Do coil0.Conta egli di e medeimo d'aver pa~
men co Mantero, approdato non in Nanga
Late dodici, e quindici miglia di montagne:
achi conforme al cotume , ma in Firando. s pauroe a vedere per li tanti precipizj ,
Erano llole all'interno delle maggiori pie
che poi nel ricordarene i raccapricciava.
ne di Criianit; onde ve gendo la nave tutto , e nel n della vita mancatogli il vi
corero da molte parti con archette per ve
gor dellet, non baando a e medeimo per
dere e vi foero de'PP. , ed inteo , che_ Sl, teneri in pi per quelle rapidime erte , e
i aollarono in lunghe proceoni a HCE-_ calate , conveniva al uo Catechia or o
verli,come Angioli mandati dal Cieloze gli pignerlo,or tirarlo , e talora perche nor-..
XVII. Dl PIETRO PAOLO NAVARRO.

gittarono a terra per riceverne la benedizm

rovinae fermarloi alle palle. Pi d' una...

ne, lo portarono in ipalla con gara di giu


bilo,e di allegrezza,ed e li nc piangeva per

volta biogn,che le veli bagnate alle piog


gie e gli raciugaero opra: Fame , c ete.:
gli furuno empre ercme 5 onde ovvente
ne ammal: Era in gran riverenza degl'ldo

tenerezza, parendo li

LI-T

aver ritrovata la.;

primicra Chiea.Ma non intendendo l'idio


ma Giapponee, vi i applie con tal fatica, latri, che e bene odiaero la Fede,amavano
che divenne la mlglior lin ua deForaieri per in lui quelle cortei maniere cos, che
in tutto il Giappone , icche pot comporre lanno 1612.. dove tutti gli altri Minitri del
molti libri in queo idioma , ed altri ve ne Vangelo furono cavati da Bongo , egli in
traport compoi in altre favelle . Anche fermo fu ritenuto da quel Principe , a ria
nc modo del vivere, negeii , e nelle ceri nari-z n poiche u imo gli venne permeo
monie , tanto i trasform ne Giapponei, il partire 5 onde col uo mezzo i rimeero
che pareva uomo nato fra quelli. Non toc molte reidenze con grand utile della Reli
c latte, o cacio, perch'eglino l'abborriva gion Cattolica. Q13me entiva alcun tra va
no: non us in camera canni da edere , o glio in alcuna delle adunanze fedeli , vac
-eggiole, perch'ei non luavano, e i ede correva toto, dinverno foe, o deatez ed
va appunto come loro s' duna oja , con avvenned' andar tre volte in un ol anno
hgrocciare le gambe z onde accommunatoi nel Regno di Bugcn , ed una dee, per en
.
oume ne guadagno la benevo lien trare' _in Cocura,gli convenne traveiri in.,
, e lamavano qual parente,e o ii abito' di malcalzonc , con un cappellaccio
_
Padre . Cinque mei impieg di paglia in capo, ed una gran oma in pal
nell'acq dick-.lla lingua , ed all entrar del la per incannar le guardie . Altre volte per
[580. uc la
Volta ad operare . Non aiuto de uoi gliuoli in Cavanaberi gli
- core gran paee, perche dove mettea il pi com/enne ar otto , o diece giorni otto ad
apeva renderi utile aFedeli, e non ingrato una caverna lunga orto,e larga quattro pal
aglldolatriz onde non mut luo o , i: non mi, pazio troppo anguo per e,e per il uo
fugato dalla perecuzione. Cos un ue da_ comPAgno.Quanto era earitativo con .gli al
i o,il migliore de'quattro Regni, qu i rac
tri, tanto lo era crudele col uo corpo , al
chiudono nel Sircoc,z nel quale in ei mei quale non pur non diede agio, ma empre)
u...

avea gittate le fondamenta delluna delle pi

rec tormento con la farne,c con la te,con

numeroe Criianit del Gia pone , lo co

li agelli, e con le rettezze. Mangi em

rine a piu-time l'anno. r 587. a perecuzione

pre cibi quareimali, e non ol per non di;

E:

mo
l-

..77,

;s

""- *i

CALABRIA SAN.TA LlBRO i.

*i .

molli-arti ingolare., Due giorni la ettimana


erano del digiuno, e turti del cilicro, e del
la diciplina : la notte quando era ua,mett
la dava allorazione, met-lt al ripoo . Ma in
lui il meglio fu la mortificazione dell'inter
no, tantoche eendo di temperamento aai
focoo, l condue a far veduta-di einmati

co, talera {lara 1a forza del vinceri. Signo


reggiava in Arimina Matzucuro Criiano,
e poi tinegato Apoata z ma rimao affez.
zionato alla legge di Crio ne tollerava gli
Operai-3 accuato per in Corte, fe bando la
tei-.i aPP, che partiiero , ed a coloro li ri

cettatero. Parti dunque il Navarro , anche


chiamato dal uo Provinciale , e mentre

tragittava in barchetta da un luogo allaltro

robbe, iate di uo uo . Scrivono di lui

Filippo Alagambe Morte: illutri-s par-.z.


Gualtiero Leggendario deSS.di Calabria libre.
Daniele Bartoli Annal. Letter: annovali - del
Giappone 1 6'22..

XVIII. DI GIOVANNI MONTEL.

' (zo
uei della
due ultimi
iaceCoigmggnia
da iu nere, il
il
A
medeipma
P.Giovanni Montel . Nacque egli in Reggio
lanno 1631. e nellet di anni 15. nel di fe
ivo di S. Catarina Senee del 1646., rinac
que nella Compagnia , profeandone l' li
tuto. Conummatj due anni nella Rettorica,
ed altri due nella Filoofia, non ancora ni

conociuto , conociuto Venne preo, e da

ti quej udj, ed ordinato in acri: , venne)

to alla Corte , la quale lo mand *in Seima


bara. Fi grande il concoro deFedeli in vi

detinato alle Miioni allIole Filippine lan


no 1655.. Eendo intanto occoro d andar
Ambaciadore a Cocchi] Corrolato R del
Mindanao il P.Aleandro Lopez,deinatovi
a trattar la pace da Sebatiano Manriquu
Governatore delle Filippine, gli fu aegna
to Compagno il notro Giovanni. Preenta
til dunque li due Religioi della Compagnia
al raccordato R , e dopo aver compito al
ne temporale della lor Legazione , intro
duero ragionamento della verit della cri-v
iana Fede, eiortando quel Barbaro al rice
ver del Batteimo. Si degn lIdolatra, e e

itairlo, ed anche degllnfedeli , e del mede


imo Principe della Fortezza, che lo regal
pi volte 5 ed egli enza perdertempo , _Of

predicava , or orava , ed il di piu lapplico


al riaetto dellOpera traportata dal Spincl,
li, detta Maria .Dripara non: Dei . A 2.4. d

Ottobre 'del 162.7.. uc la entenza , ch ei

muoia con tr uoi compa ni: Novella, che


riaputu da lui ne ringrazio il Cielo,ed eor
t chiunque p0tee a ringraziarlo da ua?
parte. Il rimo di Novembre , giorno dei
nato alla fetivit dOgni Santo celebrata la
Santa Mea con immeno prouvio di lagri

me pree a dicorrere s quelle parole di


S.Giovanni~. Cum dilexijl'et ito; , in ncm di

[exit eos,e dicore acoltato con pianto.In~


di ritiratoi ad orar olo, gli entr in came
ra un Gentiluomo di Corte , lintim la.;
entenza di morte per ordine

el Xangur, e

chai-da vivo in pena d eeri rimato nel


Giappone a prediear la Fede di CrioJci
to di caa per conduri al upplizio,fu oer
vato con tanta erenit di volto, che li Fe

deli ne piangevano per tenerezza , gl Idola


tri ne arrabbiavano per collera . Arrivato al
luogo della giulizia trov quattro Colonne,

e Compagni , con all intorno un immena;


moltitudine di popolo. Too ch egli vidde
la ua Colonna , trattai di capo la berretta,
la alur con l inchino , e core ad abbrac

ciarla . Indi fatto in ginocchio ringrazi il


Cielo,e poi rizzatoi pree a predicare al 'po
polo , nche quattro dcMiniri , altatigli
addoo il legarono alla Colonna : Dato il
fuoco , eortati alla pereveranza i Compa
ni, alz gli occhi al Cielo orando, nche.)
e forze il tennero . Ma o-.melo un gran.,
vento, accee in maniera le ammezche to

lo levatei in alto , mandarono in pezzi le.)


vei, arero le funi , ed e li gi moribondo
i cade nell'un delati , nella qual oitura_,
chiamando ad alta voce li nomi

Ges , e

non che la Reina moglie accora,e ringen


dolo fr le braccia. lo mitig alquanto all
ora all'ora [avrebbe tolta la vitaz ma rida `
to alle fui-ie per opera deuoi Coniglieri,la
f lor torre da'uoi Miniri a colpi di'Cam
pelani, (una certa orta d'armi coumate in

uelle parti) nel Mindanao li 13. Decembre T


del 16"55, I loro cadaveri epelliti di naco
o da unlndiano , da l1 ad un mee furono .

riportati in Samboanga intieri,ed incorrotti,

e pari di freco angue,come e allora fo


ero epelliti.
'
~
Cataloghi delArcLi'Uio Romano. Relazione l
del P.Michele Solaria Provinciale nell Io le...
Filippin. Giovanni Nada 4.parre ad morte:

lllures. Pbilippi Alagambe.

QUARTA CLASSE DE MARTIRI


NELLA CHIESA.
S Ono quelli coloro , quali accei col fiio~
co della carit volontarj l epOngono al f

ervizio deloro Proimi ap elati. Di loro v


nome di Martiri il Martiro o io Romano,
l`a ovel'ultimo Febrajo, recan o la inerte di

molti i morti nel ervire gli appelati, co


s ne avella : Alexandria commemoratio SS.
Prasbyterorum, Diaconorum , allorum pl.-
rimorum, qui tempore Valeriani imperatoris,

mm peis farvi'ima graaretur morbo labo


rantibus mimrantcr, libentzm mortcm op

M31'ia, fin la vita . Il uo cadavero abbrug

petiere, quo-r valuti Marty: religioa piorum

giace, e ne parero le ceneri al vento; on- i

di:: munari conta-uit, a cui pOi ocriero


una mano di Scrittori Giacomo Cardinal Vi

c non pot averene altro , e non poche.,


o

tria

'DE MARTIRI NON PONTEFICL

77
del Convento, ucirono al ervizio degli AH

**-I

I hior.

triaco (a),Lo Scoliaic di Climaco (n),Pietro

Quid-Cum

bdcolon.| Vecovo Equilino (e), Nicol Serario _(d) ,


'2-61 ;7.adz Cornelio a Lapide (e) , Stefano Binetti (f) ,
gradum i.
C Append. Filiberto Marchino (g), Coma Lenzo (h) ,
ad SS. Na Lobezio(i),ma pi da propoito di tutti Teotales.
d Noris
ad
Epi,

Greg-lap
lX.[25

epi.

petati , minirando loro , o glalimenti del


corpo, o i Sagramenti dellanima . Ma quan

to piu ardenti nella carit , tanto meno :1C


4 Cox ti nelle cautele relarono anch ei col
lo Raynaudo (k) in un trattato a parte di piti dalla erezza del morbo, martiri di c11
Girolamo
nel punto
medemo,
che
riti
que argomento. *- L
ree .ri-
lo pirito
al Signore
, che
fu circa
il

Nel qual trattato, qual intitola'De marti..


rio per peem, mora coloro non purevc
riini Martiri, ma glorioi , e prezioi (l) :
Au m contendere Marty: rhm'itatis illu
ris,( exprer congurare' Clirio Mart);

mezzo giorno, apparve in Convento a Erac'

rum Principiz atque adeo,quia per viciniam ad

non apendo coa alcuna di' morte: ina egli,

primum in unoquoqm genere , quod e men


lo divino
j'ura
czterorum attenditnr pere-cha omnium ,
P-P-capn.

non temere , vieni meco 5 Andati addunque

qme [nnt ub eo genere, conare inde poteri! ,


quanta , quamque pratioa t Martyrii [mjus
perflio(m).Tanto che li opravanza di per

Sancorum dipari-vez ed ecco dalla Citt lav


vio della ua morte 5 onde i fc argomento,

e in H0
cain cap.
ll.

de An
tidots ~4d
veruz pe

em ms.
g de bel

h Pr hid
ad
nn.
(.Iericor.

minih n
69.& 11.

de Chri
* (Hana for
ticud.c.2.

5.6.6( 7.
K tom
1!.
ope
rum ,itt

l p,4.c.
m cap-5.
n.4.

n conti
"l-SJ[

fezione agli altri morti,per la difea della Fe


de, e'l v traendo di mano in mano da mol

ti capi . Qieo entimento i port addoo


l' oppoizione di molti , ingolarmente di
Raimondo Capiucchi maero del agro Pa
laggio (n) , it quale cos ne crie : Dice
dum tamen adtanem 'voluntariam pericn li
ad Proximi [Print-?m curandam , etiam morte
conecutamon -ce PTOPTL},aC pres marryrium,

mc eos qui juvandir pce contais immorimi


tm, :e proprie, ac priere Martyres . Hit: pro

die , vieni mcco (era in Cella).Dubit lal

tro d accolarlcgli per term della Pete , e


inieme , ed appena poo il pi nel Sana
che quella era lam l'ora, nella quale il Mar
tire della carit era entrato nel Sana San

ornm del Paradio . Era Giacomo anchegli


morto ull`aurora del giorno vegnente, pic

chi al punto medeimo la Cella del Quar


diano , Bernardino da Reggio il giovane , e
die : Bcnedzcie . Conociuta la ata voce da
quello, ed ucito per vederlo , nol ritrovz
e Cercandolo s incontr in Frat Antonino
udetto, che gli 'die, non cercar, Padre, Fr
Giacomo, egli moi to, ed venuto a licen
ziari da voi , per andarene a1 Ciclo . Li

feo e communis Eccleia eni , Ntijqiiam

Corpi di quci Santi Religioi dati alla e

enim Eccleia , ut vere ac rigoros Martyrcs


coluit eos, qui volumetrie perimlum aliqnod ad
proximi alutem curandam adeftntes , ex imc
mortui unt. Hier etiam e,ac fuit _emper con
cors Theozogorum [Eufemia-Hoc ipjim et com
mimeSaniorum Patrizm,ac .Dotorum platitum.
Ora iai, che verdadieri , o non verdadieri

poltura nella Chiea di San Salvadore, Tinal

Martiri foero cotoro , non pu niegari ,


che non s abbiano guadagnato un gran luo

giorno doggi , avvegnache incerti di ito,


[arricchicono.
Zaccaria Bouerio . Anna . Ann. 1561. n.
Paolo Gualtieri Martiri di Calabria . lil). [LC.

XX. DI NICOLO ALIFI RIC HICHI


*: TERZIARIO . ai,

go nella Chiea, e ua Uierarc`hia5ne fr al

U'egli nativo di S. Criina, e per pro

tri , che de Martiri ', onde qur ne vengono


in lo quelli, che dalla Calabria i corona

F fehonc Terziario de" Frati Minori O

rono con queo martirio di carit .


XIX. DI FRA GROLAMO DA jORYA,
E SUOI COMPAGNI.

L'Anno 1561. attaccatai la pete in Reg


gio incrudel a egno , e per dentro la

A***

Antonino da Reggio, e pieno di giubilo gli

ervanti z ma da pareggiari con qualunque


altro nella antit. Eendoi attaccata la pe
e in quella Terra,egli pdtato dalla carit, i
dovuta a uoi proimi , i applic a erviri

con tanta prontezza , che non iparagnava


fatica , n temeva periglio : Alla ne colto
dal medeimo male , e perci ritiratoi nella

propria caa , pir lanima inginocchione,

Citta , e per fuori neuoi Villaggi, che , o. e con la faccia rivolta al Cielo , per dove
morti, e fugati i Miniiti dcSagri Aitari,non tirava felicemente l anima ua untiima.
Indi a qualche tempo cos ritrovato , ebbe
era chi minilrac agli appei-ati iSanti Sa
opra il concoro di quci marriti opravan
gramenti , o addunque dalla carit fra
terna tr Ca .uccini Fr Girolamo da lorya, zati popoli, quali lonorarono con ogni po

tra Girolamo-da-Monteoro , e Fr Giaco


.n.

mo da Reggio, quelli Sacerdoti', e quell'ul


timo Laico :, ma tutti, e tr di antiima vi
taz concioiaehe il primo non celebrava me
a, che bagnato di lagrime, laltro cos rat
tenuto nella lingua, che non arrichiava di

i~u`

ibile dimoraviza di riverenza.


.l'aa lo Gualtieri. lib.2..cap.

DEL P. SEBASTIANO 15A COSENZA.


~\

re coa di certo, per tema di non fallire, el

A Citt di Coenza eendo tata aalita


dal agello della peilenza lanno

teizo col tocco della Santa Croce molti in


fermi rianava , quei io dicv, prea , ed

1656. , avea biogno di chi omminilrae


agl infetti gli aiuti non meno pirituali, che

ottenuta la bencdizzione del Superior

corporali'! Ora tra quei, che i oer-irono a


...-
`

tSl
P

38

CALABRlA SANTA LIBRO I.

sTatitatevole impiego , egnalo il P.~Fra


Sebatiano da Coenza Minor Oervante, il

quale tutto fuoco di carit vero i uoi pro


limi , enza riparmiare la propria vita , i

Religioi Capuccini , che nel preente anno


174.3. in cui la pete da Meina , per an
cj , ed occulti giudizi di Dio , paata nel

li , or minirando loro i Santi Sagramznti ,

la Citt dl' Reggioa farne lagrimevole trag


ge di quei Cittadini , onoi gnalati nel
ervire gli Appellati nCLazzarettiz ma per

ed or porgendoli anche gli alimenti del cor

che non i ono ancor pOtutc avere le noti

o , ino che tocco ancor egli dalla ferocia


del male a 4.Febrai_o dell anno udetto an

zie appurare, tante che quei luoghi i man


tengono con tretti; rigoroi cordoni 5 per
ci i rierba di rcgirarne in altro luogo i
loro nomi con le particolarit , dopo _che

buona voglia i agrilic al ervizio dl quel

d aricevere da Dio il premio della ua ca.,


rit,

Sarebbe ancor quello il proprio luogo


di farne onorevole memoria di qui

i aranno ricevute le indubitate certezze .

...f

PARTE S

CN DA

DECONFESSORL
y,

Lla Calabria bagnata di im

- gue , faccio eguire laltra bal


, nata di lagrime peniteilti,ch
MV) @gli e la parte aegnata a Confe
ori. Di queti _molti ne rac.
i? Gl colero
Barrio, Maraoti,Da
in

j ,

di Lucio dOro (k), di GioBattila Riccio


li (l) , e d ~altri , per il che sbagli Ottavio
Beltrano(m),che lo crieda Tur-ano,Viliag-

gio di Co_enza.Suo Padre ebbe nome Abr a

mo, da cui f educato s nelle lettere, si nel


timor di Dio-3 onde divenne molto vantag
giato nella virt . Venuto all' et , ed appli
vide Romeo. Ne accrebbe il numero Paolo
Gualtieri rimato ne manocritti 5 ma n gli , cato alla vita Clericale, erv al Signore con

uni, n gli' altri ne riaettarono corripou.- - molta puritil di aetti .Portato dal deio de
dente il catalogoz cos come non lo faro ne l Luoghi Santi as in Roma, ove anche ri..
anch io, avvegnache pi numeroo di quel,

ble vivere iciolto da tutti glimpedimen..

li. Ripartir dunque i argomento in quattro ti pocea recarin la patria. Conociuta da Pa


copioiimi capitoli, che motrino , l uno i ' pa Innocenzo primo la ua virt 5 e perci
Confeori Ponteci, l altro i Confeori A,
bati , il terzo i Confeori non Abati , e non
Ponteci , e lultimo alcune clai di Con~
feori fioriti in quet ultimi ecoli. E prima

molto aezzionatoegli , lo cre Cardinale ,

cos che poi anche gli uccee nella Cattedra


li zo, Agoto del 4t '. Del di pi nel Ponte

cato , e ua morte e ns: dicorre nella Ca.


labria dominante .

DeCoan-ori Pontti,
II.. DI S. AGATONE PAPA .
C A P,

I,

Er
la Patria
lui , e del
uente
dicoro
nelladiCalabria
poeFiam.
, e iri..
COme queti mentre viero ebbero li pri..
miluoghi nella Chiea,cor"i egli con

a de vir.

D. Agotino lnvegcs (a) , che SantAgatone

queta Storia-3 accioche non meno vivi con


la recnza, che morti con la memoria,po

ebbe moglie , dalla quale poi cerc dicior

ano godere dell' onore i merit la lor vir


tu.
I. DI SAN ZOSIMO PAPA .

S.Ermete in Palermo ,oggi di San Giovanni

F U nativo queto antimo Pontece ,

l'Ontl.

Nor!

ad Ciac

c de vit
P0117..

non qual lo crie Panvino (a) per det~

e de an
toph- ol,
9.
f hitor.
del Reg.
llb.
g llb. 5.

lib
i lul
tom-P

ta da Papa San Gregorio l anno 596. ad Ur..


bico Abate, nella quale gli ordina, che vena
del uo abito Agatone , e pur lo conentir
ua moglie ..Ma perche da quetanno al

`di Cearea di Cappadocia , ma qual lo og


iune il medeimo Ciacconio ripruovante

alli quali aggiunti quelli paati nel matrimo

uraca in Calabria: Non ut quidam dini-un:


Cappadox Caaricns , fed Reatinus ex magna
Grafici , nunc Calabria dia : entimento che
fl Parimenti: di Paolo Gualtieri (d), di Gio:

nio , e gl altri receduti a quello , queti al


piu meno quin ici, quelli o cinque, o diecez
onde potrebbe conghietturarene la omma
di cento, e gi anni allor che ei al al Pon

tecatoz et- troppo matura a quel grado , e

Domenico Taonc (e),di Scipione Mazzei

diacconcia alle coe operate da lui . Con


vien dunque conchiudere, che Agatoc Pa..

la (f) , di Gabriele Barrio (g) , di Girola

pa non ia tato quello , del qual avella la

mo Maraon (il), di Ferdinando Ughelli),

ettera di San Gregorio: Monaco s, ma. non


dell'

ad,

ann-596.

degli Eremiti. E dice trarl dalla lettera crit

to di Andrea Vittorelli (b) ze l' avea con ta


ciuto nome ignicato Alfono Ciacconio (c),

opinione Panviniana, di Reatc,oggid`i Me

a 'omo lo

Ann.

i, per renderi Monaco nel Monatero di

la ua ealtazione al Pontecato , qual per


certo u il 679.,corre un framezzod anni 83.

d lib- pr.

Ca p.

vetita, ove mi rimetto. Per la ita , crive

venevole , che labbjno dopo la morte in

..WW'
.

-VTD

PARTE chO ND AJE' o o NF 3530an

1 dellOrdine di SanBcnchttoz ma diS.Equ1_

*m

39

i conio: Collqcrimantibur omnibus , tanquam

Zio, Agata in Provincia ulteriori: Apmrii Mo

publicopaeme orbatis . Mor dunque li 2.8 .

nacbus Ordini: s-Equitiiicrivc Alfono Cia;

uuigno el 783. , ed ebbe e oltura, nella


agra Bailica di d', Pietro,
P

Conio. E queto {timo lil aco lo sbaglio,on


de li Scrittori Siciliani i abbiano paaro di

121, m Palermo . Della ua~ vita non legge,

IV, DI SAN ZACCARIA PAPA ,

e non che ei era benigno, ed aabile , cos

che mai alcuno parti' da lui malcontentozhe i

LArcvecoval Citt di S.Severina , altre

abbia oprato molti miracoli, e tanto grandi,


che il nome di Taumaturgo n abbia~ ripor

queto antimo Pontece , Zaccaria: Poli..

atoz avvegnacbe dun olo abbia memo


ria , e fu quando incontratoi on un lepro

o, dovognuno l'abborr, egli con lieta fac


cia anzi l'abbraccio , e bugiatolo il rian .
Moi-" quello Banco Pontece di pe in Ro.,
ma li dicce _non di Gennaro, come molti Iti
manonna di Giugno del 682.. epellito nella
Chiea
di S- Pierro ' con queta icrizzione
epo
lcrale,
i

_volte _biberena , fil la Patria felice di

`trani!" Ionrinii lius Siberenx mag (Tr-Scie,


nunc Calabria diff, Urbe natus,rivc Alfon

u Ciaconio (a) , a, cui _orivono Scipione


:de Viti:

Mazzella (b) , Gio: Domenico Tao (c) ,

Annl.

Gabriele Barrio, (d), Girolamo Maran0ti(),


Paolo Gualtiero ( f) , Giueppe Silos (g) ,

h lllor.
del Rano

vinetto vr labito di Canonico regolare, e


Ponticalir Pez- mrxutum pondgre ulla! ,
Ut jubar irradiat, Perona: ut tonitru.
@Acque
moda ha
(F author
z perugia , dorinz fame;
'
i,

Firma: enim geir, quod dnct eloquiis.,


Dtm! ima! aqui para: 'virtus , (F' alme);

honoris a

adi-4m deorx marika:. arte zeri:.


'Pi-redini: ,bia meriris Antier ummur/Igatbq
Sedi: Apoolm fardera rma tener .
E piera: , e fai-:ci: di:: inignia Pari-um
sztcmrgta manent m'bur 'alma tuir.

Lis -uero numeret mon-m documenta tuoe


`

film

xb l.

c de An-v

Agoino Oldoini (h) , Ferdinando Ughelli


(i), GiozBattia Ricioli (k) , ed altri . Gio..

poi di S,Benedetto. Da Papa Gregorio Ill.


fu creato Prete Cardinale , e d0po la ua
morte eletto Papa lanno 74.1, In qualunque
liato ei fue ebbe empre compagne l uma.
nit, e la dolcezza z onde benche'oeo , mai

u vduto adirato 5 anzi ricontr empre l


ingiurie con li beneci. Le grandi opere del

reph
ciJ49.
lio.
.
ol
5
e Cron.
[ib-cap.

f ib. pr.
C-*u

g Mauol.
h Nen

CTBlOE-[,
Marzo.
i kcal-a.
cr. tem.p.

K Ai

uo Pontecaco i rimettono nella Calabria,


dominante, Ricco di antit, e di meriti nel
la Chief-1, mor li 15. Marzo del 752.. cpel
lito in san Pietro,

mu.lib,9,

v, DI. s, IMERIO VESCOVO

formula, oirtntum , dum ma Vita _jim-;3

111. DI SAN LEONE PAPA,

' Olti criero di queo Santo Veco.


vo, cio il Mai-tirologio Romano,

U S-Lchc gliuolo di Paolo Menejo ,

a ad 17,

un.

Pietro di Natale (b), Filippo Ferrari (c),An

b Cara].

tonio Maria Graziani (d), Paolo Reggio (e), 3 a.c

Giacobcllo (f), c Ferdinando Ugheui (g), e

Cara].

SS.

medico di gran letteratura , da cui trae


non olo il angue , ma le lettere filooche,
reche, e larine a alle quali aggiune 'la Pei-2

ne Bretij , cio nella Calabria da onei pa

sS

_zia nella muica . Vei l abito di Canonico

renti-.Clic appena tocc gli anni della dicre


zione, che guidato da lume interno, lacia~

SS.di [tal.

la omma del tutto s , che Imc-trio nacque

'aai diante , ma deerta , menando quella

fu meraviglioo nella Religione z ingolare

vita, uale portava l aprezza, e la olitudi.

nella clemenza: onde e con fatti , e con pa~

ne de luong Per conocendo , che quella

role animava empre gli altri alla_ giutizia.,

maniera di vivere non foe troppo_ icura,

ta la Patria , ed i parenti fuggi in un Iola

ridue a_ vivere_ in un Monaerio di Religio.


i di grandiima oervanza; onde argomen-`

ta Ughelli, chei foe viuro dopo il 4.00. ,


quando cominci nell Italia lOrdine Mo

in Roma,e conociuta la ua virt , t pro

naico e RaOi. dunque Monaco. nel udetto

mo o da Papa Agatonc alla_ porpora-3 onde

Monaerioi ces grande l aprezza della '


_ua vita, , qual. mcn fra digiuni , orazioni,

Anataio riconobbe in lui rr mngarime


doti, cio l*` eloquenza nel_ maneggio dene.
gozj, la diligenza nelle coe agre; e la libe-t
ralir con poverclli: Singularcm eloquntiamz
exaumia 'divinis myteriis judczmenique

auperum curamiNella_ qualiiltima virt tan

to l vantagi, che quando ei mor, l meri


t le lagrimc univcrlali di tutti ,die Ciac
"

Itai.

acr. tom.

ieras , (fa lcmcnia ut , Homres verbo 2 (T


exemplo ad juiriam,fortimdinein, &ammira-z
;em , atque benignitatem borrabatur , Paato .

oi gli uccee :il Pontecato lanno mede`


nno 682., Nell amminitrazione del grado_

e vite di
f vite di

regolare nel Monaerio della Bagnara , do


ve i perfczzion non pure nella dottrina,ma`
nella virt. Alfono Ciacconio crive, ch ei

alla fortezzaJed alla benignit: Religia zii-a,l

d in vi

(a iplus.

vi ilie , cilicj , ed o naltra maniera di af


iggere il-orpo , c e collo e ne diue il
nome, non olo nel Chiotro, ma e fuori da

quello, mo a Roma, al Pontece regnante.


uindi mancando di Patore la_ Chiea d'A
mclia, lo. i_ dee Per uo_ Vecovo., cono

ciuto per ola_ fama , e n' ebbe gli eprei


comandi da Roma; onde` 1 convince lo sba
glio di chi lo volle Vecovo d Imcra-.Non
inc.

pr. Efo-A
mex*

.--\

CA LA'BRA' SA N TA" LIO t.

40

inegnava. coa, che tolto non la conumati

'inimit- per la antit della vita, e per ia, gi..

lc o c011ccnfpio del vjvcrc, o con la mara

ria dc'mirgcoli. Bindi dal uo grido portaT

viglia demiracoii , dc qugli cisz dono in


golarc. Mor h' 17. GUgiw , cd il uo fun::

to vcnnc da Rvnng ua Patxia S. Leone a


mcrtchi
a ua diciplina
, non nello
sin'
igann 5 otto
onci'oiach
cia lui ixqtto

rale venne aompagpato oail lagi'imc di


tutto i] p0pio. Il lo Corpo e m Cremona,
ovc venne trasferito per ordmc di Ottone I.
li 19. Ottobrc'dcl 965M.: kipoo 'ncllg Cait
[cdi-ale in' (m epolcro di mnrmo,da cui traf

Pirito, ordinato daccrciotc facto Axchidia


cono,divcnnc cos famoo,hc la Critianit
di (Luchia lo chiam per uo Plato : Cujus
opinioni: Leo fama peru-ams, bano ela-petendum

10 lanno 12.96, da Sicardu Vecovo di Cie

'venir, dii 10 &crittore medcimOOra cen

mom'zi ri poo

do cgil` morto , pr-ch non avcc a perde ri

.:Litio epolcro piu nobile

VL gi Malmo. Ysovo,

.in tempo_ alcuno la ua memoxa, i uoi Con


cittadini
un Villaggio,
{dome
lo fabricarono
dilro S., Cirillo.
` i ' c' dal uo

U la patria di qucq Santo la (Zitti di


F Reggio, ovc poi proitcndoi non meno

V111- D.; sUs-Fmo VEsc-OVO;

nella lettere, che clic virt ,

vcpilc ini

Due or ora decritti piac daggungc_


A xe ii terzo Ci tradino ,` e Vetovo' di

gnc in quel Cicro.


grz} di hg: o piu ;imi
Lc, 0 piu cax'itQtixg , o piu caio', ipomma.
cale , che manando aqilcliq Chiee; ii uo

Reggio, SLphbio . Non abbiamo aitxu del,

Vantggiooyo gpcilaz 0_qu Qyzranc 1:;

la 111;; vita, e virt, e non che quando tuctz


la Calabria-,e Bjili iirono poc a acco,
cd a fuoo daiuror Sarenio, la ola Cit-
:Ti
d_`i Reggq
and 'preervata
zionii
di qudionS.Prclato
. Vie'g'lidalla
nellaora:
di:

fama da per tuo, trac pclf xivcxfirlo il Mill'?


;irc SJLCO, e qoi on1pagqi, 311913 che

gnit anni quattordpci F c ripos nel Signor =

paava in Sicilia, cori pcnliro

laznno 9x6

Prelato , `Silno per xcggcxla 'venn otituiz


Z0 con applauo di tout-Sg fu Sa}th Prix-na:.
chip., If-larura, lo f pqxmcqcc 4 con piu

1:1 ua Rljginp; Chi:

plantarvi

'

"

ipcji :gdqlquqnti

giornii pas in 'Meina , Laciando molto

1x. p1 s. GIORGIO VESCOVO..

conolara la Citt con la peran za di dpvxy


vi fondare il zo monaico itutoz molti

P I ofur-c ogo lc memorie dSpci Pon_

penamo, ch: ilano_ Prclazo gli abbia @Nato

lcC eguenti, pr pria dis.. Giorgio,

,dicepoli del pucc ,pcr ritrovari ih'utti,


quando ci; Per ripzigryif arbch {cm-;1 ai].
tro cguioi 'qucllox quci non izrcigbo
no volati al Cig-10,' rci NIQHI (19114 pada.,

id Vgcuvo di Tauriana . Vi circa gli an,

ni' 62.0. cd eendo poi morto,f cpcllito nel


vicino Icmio di s. Fantino di Mopaci Ba
s
Miani-Cos
'
,
x. 13; &GIOVANNI vxzsovoz

Rolmco' (a)

INR;

inf-;dda di Mhiiczt . Vic Siinio anni 25. in


queilaiCalrcdraiL', cripos pci Sgnoxf Cox}
grin} ph); di anciti!. 7Y
FU Giovqmzj` Vpvo pgrixpmc da Tau

WL_ m_ s.1R1LLo;VEsovo._.

riana ,n aprei, o cprimq , o c dopo,

S, Giorgio, qucq crto, che non QlfGPH-_ l


Nchc_ Queto Sanno Prelato? fil Cittadino, s li 63o.`c cos come; laltro (oggiugne il?
. . c Vcioyo di Rc giu, uomo di tante-L5; Rojnco) morto con grn fama dj aintt,VCn-, i
A'VZFQ.
{u-ul.

antiton quanta 10' _qlk-rive il` gra-co SClF-_


tore (a) della Vita dj S., Lonc, 'Vcjgoyoqi

neellito 1.191, rligxoiiinx0`Teinpo d San


fanculo. Di amaxiduc fa xapcrdo nella;

Catania., riferito dj} Ottljfi, ajetanq g Brut_

yixdj &Murino; i raccomaQhc tutti c tr I


ucendo luminoi_ 4a} epolcro rianaonq
qn'infcrmm_

l'5

;agl-1:13.

o tcnpzje _C-zlabricis i1} partis [ir. xlknz

m_ meriti _Cyri-llus nomine wide? vnprfalgilis


gnis
vic:
[ig/?ris
pretercunzjce
lluzfzzmz,
genere, operibus
Ponti
"fate
illujrjoyf
qgmdzji-SJ-jfhic
cne
,_ QAEztfee-s
d ~_ `

l'

mami-_z h

x1.- DI. GEOSUB, VESCOVO.


.A Citt dellAmath altr volte Chic-.ix`

Lnior,]`4pientia mgxzrcf_ [im-x, prlarfs :n -_

ide, [D'USAIMIS inpe, dh in Cbcpjtqtt,-_ L Cattedracpggd uhitzi aijuella di ro-z

eq, fu la; Patria ,' 'e la} Sedia di qco Santo_


: afigezt; uzerbu} jrcordiaz, Naama;
films, exiny [p,` dom-img, qnilio, grgduqne dz_ ~ ici-apo, del quale Davide Romeo (a), Giro
gzzitatis* Paterniiqus aefu tim-veroch_ - lamo Mairatoci (xed' alti-j Scrittori non di~,
'antecdebat zyrgzllg; C.1 lab_r1;x.'1{1c_ @Ruff [r-j Zono altro , e non che Ei @v-Peluo, Wa.
1167,#tu Rbcgtm_ 'zqr'atztrx cum Prin-cipqtvis; x

;mega di'. s-Brnazxcxno.

ortizu; etjhblzfgtcm' &tipe-4m, 'Qi'rtu-z_ f


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Saecndotc S. Bartolomeo da Simmari ,
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DE'CONFESSLORIP
a_

PONTEFICI CAP. I.

41

tratto dalleminente ua antit . Vie dopo della ua patria , onde ne commee l ordine

u mille , n altro abbiamo della ua vita . 5c I al Cardinal Firmano , dal quale chiamato il
ne f raccordo con titolo di Beato nella vi

frate, e dichiaratOgli lordine Poncincio,t.1l

ca del udetto- San Bartolomeo, critta da

mente ne rimae atterrito , che enza dar ri


poa al Cardinale,ucito al di fuori,overa

.Daniele uo dicepolo .

no molti deuoi Prati , cominci a gridare,

xm. DEL B. LEONE vrscovo.

occorretemi Fratelli, occorrctemi 5 e chie

F Ior queo Santo Prelato nel 13. ecolo

dendo quelli, qual accidente gli foe occor


o, egli altro non replicava , ie non che oc

nella Chiea di Gierace , eletto in quella

corretemi, occorretemi . orzato alla ne,

lanno 12.52. Bello abbia operato la caligi


ne di quei ecoli non ce lo permette; olo ci
ha fatto intendere, che vie in maniera,che

die: lo fin'ora ho empre con la Diograzia


oervata la Regola , h empre predicato al
Popolo, h empre in cella menato vita pri
vata, oggid vogliono promovermi a Chic`
e, quali lo mai h ambito . Dunque lacer
voi i N n. Mali querele intei- dal Cardi
nale,e riferite al Papa , i opee la ua pro
mozione. Di l ad otto giorni punto da ii

dopo la morte i acquit il nome di Beato .


Ughel. Vecovi di Gierace.
Indico lo de Vecovi di Gia-ace.

XIV. DEL B. MATTEO VESCOVO.

moli della cocienza per non aver ubidito,

Uanto pi ella certa la Nazione di


Q quelio S. Pontece, cio,c`he fu notroz
tanto pi ne v incerta la Patria, non poten
doene diegnare quela, o quell altra Citt.

ritorn dal Pontece , e rimee nelle ue


mani 5 ma ritrovandoi proveduta qUella

Chiea , non i fe altro . Matteo adunque di


brigato dallonore , ripigli la predicazione

F e li Monaco Cierciene , e dicepolo

Appoiolica con molto utile dell'Anime . E

del B. Ab. Giovan Giacchino , al quale uc

perche morto Papa Nicol , e ucceduto Pa


pa Callio III. bandi l anno 1455.1;1 Cro
ciata contro de Turchi , ervendoi perci

cee dopo la ua morte lanno 12.02. all'Aba


zia di S.Giovanni a Fiore, qual govern an
ni 32.. con gran fama di antit . Eletto poi
Vecovo della Chiea di Gerunzia , oggidl
Cariati, la ree con la medeima antit lino
al 12.42.., nel qual`anno mori, laciando di e,

de'Erati Minori , Matteo non tralaci di far

la ua parte nella Calabriaz onde predicando


raccole tanto danaro, che pot armarne due
galere, altri dicono tr, delle quali fatto egli

e dalla ua virt un gratiimo odore. Gabrie

capo , portando in mano lo tendardo di

le Barrio, dc itu Cal. [1'114. Girolamo .Marao


n', Cromdi Calab. lib.4.. 6.14.}'erdinando Ugth

Crio , e nel petto la Croce , navig nell


Aia,dove per tr anni continui travagli in

ti, [tal,`agr.tam.9.1:`pijCbar: Gregorio de Lau


de, mirabil. 11.27.

Criiani, e portandoli in paei di libert . Ri

XV. DEL B. BERNARDO VESCOVO.

tornato in Italia, ed eendo molto conociu


to il uome'rito da Enea Silvio Piccolomini,

defeo , o rubando , o ricattando Schiavi

il quale con nome di Pio II. , era UCCeduto

V' Acque queto Santo Prelato in Ceren


L zia , e ve labito Citerciene, u di
cePolo del B. Abate Giovan Uiachino , e
poi Abate della Sambucina , dalla quale poi
circa li 12.09. pas alla Chiea medeima da

a Papa Callio , in remunerazione delle ue


fatiche, lo cre Arcivecovo di Roano: Era

di quel tempo la Chiea di Roano ervita da


Greci, ed al rito greco, il chedipiacendo al

correndo al Funerale unimmena moltitudi-

Santo Prelato riole traportarla al rito lati


no 5 e perci laciati i Canonici greci nella
lor Cattedrale antica,ordin che per li latini
i fabricae un Duomo pi magnico . Sdc~
tag nando la nuova fabricai Greci , non pure

ne di Popolo-Cos glAutori rie` it

. nOn vollerodar ajuto alla fabrica; ma oltre

Gerunzia . Vie antamentc cos Religioo,

come Prelato , avvegnache non apehmo li


particolari della ua vita. Mor li 12.16 ,con
i opra

pi imbelialiti sabricavano di notte tutto

xvi; DEL &MATT-EO , i O - . Iddio,Chevoleaa


ci, che li Latini tabricavano
. Ma
tutte maniereil giorno
tirar avanti
RA;
*L
_ .
;._
Eggio f la patria felice di quco B.Ar quellafabriCa, f che tutti i gliuoli deGre
R civecovo.Trac eglii uoi natali lan
no -141 . dalla Famiglia Saracena , e venu..l
to allet ,,ed applicatoi alle lettere li prott

ci nace ero con la bocca deforme , a guia

di porci Atterriti perci da queo accidente


li Greci'e da quello, quale imavano , com

re Sagre, ed alla piet , divenne inigne Pre~

egli era, caigo del Cielo, rei pi aggi , i


pentir
el commeo fallo , upplicando
di perd ` Iddio , ed il Prelato : COsi, e ce
s la nacita moruoa defanciulli , e i tir
avanti la fabric . Altri dicono , che queio

dicatore, e compagno di S.Bernardino. Mo

avvenimento non fil per la fabrica del Duo

o perci dalla ua fama Papa Nicol V.vol

mo , madel Monaiero del uo Ordine , ot


to titolo di S. Bernardino . Govern Matteo

a maraviglia. Ma conocendo, che la vita.

del ecolo non era troppo icura , entr nelli


Ordine deFrati Minori dellOervanza, p0
co dianzi iiituito, nel quale datoi alle lette-

le promoverlo alla Chiea Arcivecovile

7*.

anni

W
-...,,Wi

CALABRlA SANTAPLIBRO l.
-

,f

4a
anni 2.1. , e empre antamcnte queta Chie
a,e moi-i con grandopinione di antit lan
no 1481. epeliito nella Cattedrale con que
o Epitao _.

[lam: , quam term': , ille cujur lau: e


perennis,

Trauulit in latinum Eccleam de grato


ad cultum Diziinum ,
Cui nome e Matte: , quem in Preu
lcm elogio .Deus .
Ordini: fuit Minorum , qui `in numero fuit

Magna: Pmdicarorum ,

ma di qual Religione, ed in qual Monatero,


non picciolo il divario. Tritemio (a) , Ar.
noldo Uvione (b), Fili po da Ber amo (c) ,
Gabriele Barrio (d),(Pirolamo araotie),
ed altri lo vogliono Monaco , ed Abate Be

nedettino nel Monaero pollo in Ravenna.


Dipiacque quello entimento ;al Cardinal
Baronio( f) z onde riprendendo .alcuni di
no nellantichit famoi nelle _lettcre, enella

Aml.M.CCCCLX.YX,

tale, e ne oggiugne la ragionez mentre a


vendo il Santo favellato di propoito deuoi
Monaci, _non f raccordo alcuno, n di San

i460. 5.2.7. Paolo Gualtieri, li_b.p.c.54. Ferdi

nando [Tg/2621i, 1tal.Sacr.tom.9.Arc/. RoMar


tiro logfrancijc., Ad diem 23.N0tembris,

melitanoz onde dopo di aver riferito il en

uarcio del foglio diaceetteimo e ne reca

timento di Seo .Senee , del Baronio , del


Bellarmino, di Poevino, di Gualtieri , e di
Spondano, che Monaco lo vogliono, ed A
bate, conchiude , quod ,innui datur oetuum,
illud alzud Monachorum genus Elianum, ;3* Pra.
phetirum, non nuperum illud D. Benedic'i pul
lulare tune ;af-tum , amulatum fui, E piu

accenna egli eere ato Abate nel Monale


ro di S.Nicol, e che ivi divertito il raccor`

dato Cala, gli preag le glorie Vecovili. E


letto adunque 'Vecovo di Caano ripugn
quanto pot, ma nalmente laccett, aven

dovi il Cielo impegnato il uo potere con al


cune voci terribili : crive il Pappaidero ,
che per la ua antit parve rappreentare.)
uno di quelli antichi Vecovi della .nacente
Chiea . Mori alquanto appreo prima del

1255. chiaro per antit, e miracoli , pianto


da tutt _i uoi.

Padero vita. Carlo Cala tomarfol. _188.e 2,98.

De Cozz/Eori Abati.
C A P.

I I.

e ,

.A dignit Abaziale quantunque non.


uguagli la Ponticia , non per tanto
non la iegue nelle prerogative,avendo~
ne molte communi . Onde avendo nel prece
dente Capitolo dicoro de S anti, e de Bea

ti, quali gi _illulrarono la Calabria in quali~


td di Confeori Ponteeizrela da tener rac
cordo nel preente di quelli,quali le oriro
no in eno, aCCOppiando con la antit la.

prerogativa Abazialc
I. DI S.CASSIODORO ABATE.

ln-n'.

gi. _Haze porro . . . uicienti con-vimini:

Monachini profeiribm, .Eliam's 'Uidelice :,42

mulatorem accenferi `debere. A cui poi ocri


e Fra Timoteo del medeimo llituto (h). L
1a , Tirelli
e laltraAgotinianOii)
_di quee opinioni
ripruova_
Luigi
, ed inti-od
ace;

hialib. i
l Secol

1a terza ripartita in due capi, qualio rappor

min-ann.
563.114'.

h Cron. f
Agoit. to

to qui con le ue parole ,,lo per me(dicegli)


pi too direi , _ch aves egli medeimo
fondato un nuovo llituto , e fe ure ro
fes la Regola d alcun .altro

E tom.;

Annal. ad

Catodorum non enedilinis, ed anti quioribus

Gio-nanni Cal Epi.ad ipum . Valerio Pap

ad in
no 4940

runr, eum agemipje de Monachr a e t'ollelir


in Commentario de dl'UIiJ lee'Zionilmsz nec alla

S to l' alerio Pappaidero , quale per nOn

nella Vita di Giovanni da Cala , nel quale l

:Ci-onir

Benedetto, n del uo lituto : Sed quid inu

m avvenuto nn ora di vedere , Un olo

Crie _la Vita diqueio antimo Prela~

d lib. I.
ol.

pcr . Cajjiodorum pro animi arbitrio ub eju


dem Sanli Bendii Regula _Monacum refe

quidem ( cum in eo arg/zmento verati ) Sait


ti Bencdii, velRegularum ipjur , babuerit
mentionem.Lliae- cert ante omnia iprjiiir M0
nacbir ob oculos pone-die eranr . Contea Gio:
Battita Lezzana ( ) non volendolo Benedet
tino, e lbggiugne , che 'anzi tato ulle Car

XVIl. DEL B. NICOLO VESCOVO.

c u ppl.
ib.

virtu, tutti li Veirono Religioi di &Bene

Scrivono con molta lode di lui Franceco


Gonzaga, par.z.Pr0'u.Cabn-Barazza Barezzi,
Crou .4.p.lib.z.c.zo.Luca UU adingo,Ann,tom.5.

Gz'L-ellini , Comm. lii 1. 17.4. Bzow'o , ad ann.

3A

lllJ-Z-C.z.

quella Religione, PCIOChc quanti ritrovai-o

[dCttO, ne reca in ,ricontro S. Caiodoro li


mato _da lo'ro ,Monaco Benedittino , ma non

4428. 58.6., am:. 1438.5.4sann. 1444.5. 4.6.


an11.1449. 5. 13. , e tom, 6. ami. 1460. zi. ;6.

de Vi: il
lu.
b Li gn. i
VII;

e islato

_rc , quella foe quella del noer S. A


golino , e produrrei per probabile fonda
mento l aver egli fondato il uo Monate

rio nellultima parte dItalia, non molto


dallAfrica lontana , in cui oriva il noro
Agoliniano Monacato :_ L eer egli lato
grandemente div0to del P. S. Agotino, co
.me i cava dalle ue opere 5 lavere altres
avuta tretta famigliarit con un detto, e ve~

nerabile Abate Africano , chiamato* Pietro,


e per coneguenza Agoliniano,il quale com
pil l`opere dello teo uo P.S.Ag'0ino,e0_
me teica lo eo Caodoro nel cap.8. de

divinis ,leionibus : e tanto pi facilmente a


ci credere minduco , quanto che s aver

He S. Caodoro foe ato M0naco,ed

egli aVUto due ue parenti del medeimo no-

_ Abate , egli commune entire di turtiz

iro ItitLito, cio il dire S.Pt0ba, e &Galla ,,


,Fin

CONFESSOR I

ftt

K AW-

ABT-I CAP. 11.

*4;

Fin qu il Tirelli, a -cui io ocrivo per quel

timorate del Signore. Ancor egli fanciullml

lo tocca la prima parte, cio,che Caiodoro


non avee vetito abito alcuno di Religioo

dimorando portata di vecchio , fu dato ad

naero otto Ravenna dell' Ordine Benedet


tino z eendo iato il uo Monatero non in

tordici quai ignudoz cos con la fame, e col


freddo martiriznndo il uu corpo innocen
te . Non per mancava il Cielo di rilorarlo
couoi favori ,ingolarmente con l appari
cenze, e rivelazioni Divine, delle quali pe
r altro di particolare non raccontano i
Scrittori della ua vita . Divenuto Abate non
pu a pieno riferiri la prudente vigilanza,

allevare nel vicino Monaero , dove con


ib'tuto da altri fondato ;ma un'altro die l'Abito Religioo vie vita d Angiolo . F
rente da tutti, eo] da e medermo ordinato. r mirabile ne Vaincnza 5 concoiache paava
Onde v in conto* di favola , come crive enza guar cibo di orte alcuna li quindici,
Gallonio (k) tucto ci , che i dice del Mo e venti giorni i cd altre volte i anni quat

eonl'd Bel

lulu!!

` Ravenna,ma in Calabria, come dimora una

lettera di Papa S.Gregorio,e pruova il Car


dinal Baronio , e ocrivono Lezzana , To
relli ,ed altri, e diceva dal luogo ov era
v fondato, Vivarene, o Caellene .

Cos dunque liabilita la profeione Reli


gioa del Santo, uopo egli e di metterci sul
nlo della ua vita . Nacque egli nella Citt
di Squillace,come io dimoro altrove, cir

con la quale governava il Sagro Cenobio, la

carit , e lamorevolczza vero de Monaci


uoi udditi . Illuirato da lume Divino, pre

ca il 458., o 4.61. , daGenitori di altiimo.

veggendo le erudeliime calamit, quali o

legnaggio,ed applicato alle letterer prot


t tanto, quanto danno a vedere , e gli uci
tenuti, ei libri critti da lui . Ingombrata in

praltavano alla Calabria dal furor Saraceni

tanto lItalia.da`Goti,ed eendo .celebre nel


la virt, e nelle cienze il nome di Caodo

ro, venne aegnato per Maetro nella F ilo


oa a Teodoricu , che poi f RD dltalia,
nel qual oeio diportato qual i conveni
va, 11 avanz a piu gradi Cancelliero, Segre
tario, Senatore, Conole ordinario, Bello
re dell'Impcrial Palag io, Patrizio Romano,
e Prefetto di tutta lt iaz non olo otto al
R Teodorico , ma ancora otto Alarico , ed

oltre pi avrebbe tirare le ile glorie , e fa


iidiuo delle coe del mondo,o come altri di

cono, lomacato delle gotiche crudelt , ab


bandonando il ecolo,e fabricato a ue pee

il nobile Monaiero nel Territorio di Squil

co , ele grandi raggi , quali era per patire

lOrdine monaico, a guia di novello Gic


remia pree a deplorarle z e perci nocte , e
giorno viitando le ue Chiee con occhi ba
gnati di lagrime o pirando diceazche opra
tava tempo', cos calamitoo , che le Sa re
Bailiche doveano tramutar in ialle di oz
zi giumenti , e iSagri Libri gittati per di
preggio a agrilego fuoco . be a cao sin
contrava con alcuno deuoi,ah gliuolo(gli

diceva) io ti piango per morto z e cos`1 cam


minando, e piangendo non volea prender ci
bo alcuno , e e poi racco volea ritorar,
ol'era derbe crude , raccolte nelle campa
gne . E quantunque avviato dal B. Nilo (che
non lungi dal uo Monaero _di S. Mercu
rio in una grotta aiggeva il uo corpo in

lace ua Patria , non avee profeato vita

penitenza) a voler ritornare fra'uoi Mon a

monatica : Nell ozio , e quiete della quale


inteo non mono al protto dello pirito,che
a regirar le ue dette fatiche,come in quel
lo savanz s,ehe ne riport il nome di Bea
to , e di Santo-3v cos in quete s acquit il

ci zegli per non lo conent mai : onde o


pravenute le correrie deBarbari , quai p0
cro a ragge, ed, a fuoco la Calabria , enza
perdonarla a Chiee , ed a Monaerj , dopo

laver egli` tollerati inniti ltrapazzi, prei in

nome di Princi z deLetterati del uo eCOlo: vua compagnia Vitale,e Niceforo uoi dice
Leggal_ la Cal
erudita. Conummato
poli di antima vita, abbandonata la Cala
nalmente dalle fatiche s'corporali nella det- bria, and pellegrino pel Mondo . Vidde il
tatura da tanti libri, come pirituali dall'ai~
enza , vigilie, ed orazione , in et aai de
repita di anni 94., o 97.ripos felicemente
el Signore l anno corrente di quel ecolo
55. Per quello tocca la dottrina crivono di

Peloponeo , ove nella Citt di Chiao per


lungo tempo riplend con la luce demira
coli.Pas in Atene,a riverire il Sagro Tem

pio della Vergine : Venne in Liria al Se


polcro del' Santo Martire AchilleoDi l pall

s in Tealonica , ed altre Citt della Gre


ui inni z; utoriz e per quello tocca la San
`
' ` ,o di Beach, o di Santo . -'t
cia, nequal pellegrinaggi conum anni ot
Amo
'.- ion Lignum MMI-:olo Gualtie
to, enza mai rilaciar dal gi preo rigore
ri lil). p. c. " t; Davide Romeo Indice de Santi. di vita penitente . Gi molto vecchio vol al
Gabriele Barrio do miq. lib.5. Girolamo Fa
Cielo dopo il 95-0.li 30 . Agolo zper la da
fea celebra li 2.4.. Luglio . Il Menologio
bri mem.di Razze-n.124,,ANBU .e ;4%. z' `
Greco lo chiama Santo operator di miracoli.
Il.

S. FANTIBQ ABATE. J ; Eodem die Natali: Sani miraculorum effeto

Aux-lana , Citt o gid deirutta , e on ris Pbantini.Menolog.Greco ad diem ;0.Augu


ol quanto dalle ue rovine rinacque ,in i . Gabriele Barrio [ib. 2.. ol. 175'. Girolamo
to poco. diante la Citt di Seminara, f la Maraoti Cm. lib. p. a. .Da-vide Romeo 1
dice deSS.Paolo G'ua ltiero lib.z.c.Martirologia
atria dis ueo Santo ,ove nacque da Gior
io, e da, ` 'ree, amendue perone onee , e i .Romano ad ;0.Ang. Barouio Annot.ad go. Aug.
. i

il

F ,2

.,

m. DI

,tx4 -

44

.>-

CALARIAANTA LIBRO!.
tutte le contrade allinterno . Accrebbe que:
III. DI S. LUCA ABATE.

o grido un in olar avvenimento, occoro-

gli col Barone andolfo . (Mei enza ri '


Ittadino di Tauriana, Monaco di S. Ba
ilio , e Fratello di San Fantino fi que

u Santo Abate . (Mello egli avee operato


di virtuoo, e di miracoloo,la poca diligen-~

za de' notri antichi ne priv la poterit


Queo olo ci rea , che dopo la partenza
coine s detto , del Fratello , venne eletto
Abate di quel Sagra Cenobio, quale gover

n con prudentima antit . s. Bartolomeo


da Roano Vita di S. Nilo . Gabriele Barrio
de antiqu. Cal. [ib. . . fb]. Girolamo Maraoti
Cro. Zib.p. c. 35. Davide Romeo Indice de SS.
Paolo Gualtiero lil. c.

guardo alla cocienza,e enza ripetto aluo


hi agri pree ad occupare alcuni beni del
onaero, detto di S. Giuliano , di cui egli
era Abate 5 ed avvegnache paternamente am~

monito dal Santo , mai per volle rilaciari '


dalla agrilega rapina; onde glie ne avvenne
deerne rapito viibilmenne all'inerno:Suc
ceo,qual concordevolmente attribuito alle
ue orazioni, gli acquit gran fama, e gli

porto numeroi concori . Sicch, o per fug


gir la vana gloria, o per incontrare la quiete

dello pirito, pas nel Monaerio detto de


Carboni,un ritor non meno con la fabri
' ca delle mura,che con la riforma de' coumi.

IV. DI S. LUCA II. ABATE.


N On abbiamo la Patria di queto Santo
Abate, ma la nazione, cio la Calabria,
comio altrove diputo contro dalcuniScrit
tori Siciliani, che lo paarono di n . Furo
no uoi Genitori Giovanni, e Tedebia.- ,
uali con molta diligenza l' educarono nel
anto ervizio di Dio. Fioriva di quel tempo

Ma turbando la quiete comune le peo


correrie deSaraceni , e li ripas in Agr u
rnento, per recare auoi onaci un qualche
rifugio, e lo rec non r atoi, ma a tutti i
Cittadini del luogo z 'oncioiache ae diatq
quel Catello daSaraceni, nulla] giovando,
o la natura del ito, ola bravura dedifeno

ri, era u gli ultimi repiri del cadere . Veg

in Argir di Sicilia con gran fama un Mo

corcro a dtvmi , upplicando linterceone

naero di Monaci Bailianiz onde il Giovi

del S anto Abate Luca . Intenerito l uomo

netto tratto dalla lor fama paato ivi, fu del


agro abito vetito dall Abate Saba . Sorto
intanto il grido di S.Elia di Re' io , il quale

anto alle lagrime de upplichevoli i poe


achieder il opirato occoro dal Cielo , e

fatta una cuola di Santimi

anmoo incontro a nemici , precedendo l

onaci , fra

p.

fu eaudito, avendone in ripoa, ch eca


eercici de Terrazzani col uo baone. U

quali gi viero S.Filareto,S.Za<':caria,ed al


tri,erano pettacolo al mondo,egli moo da
quella anta fama ritorn in Calabria,e sac
compagn con quei Servi del Signore. Il Si

guerrier0,ao s dun bianchimo caval

gnore per , che neuoi conigli occhiuto

duta talmente atterri gli empj , che voltato

per amplicare le glorie del uo nome) ,


quanti profeavano deer dicepoli nella...

le palle, i dierono a vergognoa fuga. Ric~


eo adunque di tanti meriti ree lanima al

cr, ma veduto da nemici in forma d'armata

lo, circondato tutto di plendori 5 quella ve

cuola di S.Elia, tanti ordin Maeri di q i

Signore 1113. Ottobre del 993. accompa

rito, con deinarli in varie parti della C a

gnaulolo
ancbeche
dopo
morteLuca
una suo
gran
co~ i
pia
di miracoli,
lAbate
quarto

bria, della Sicilia, e della Bailicata.Del nu


r. .

ucceore fabricatagli una Chiea, vi trasfe ~


ri le ue reliquie, e con 2th , poolica
comincio a celebrargli gli eccleia 'ci uci*
Crebbe la ua venerazione con la Protette-Jil;
in un Caello detto Noja,dove in una Chie
a, congrata allAppotolo S. Pietro , e po, ria, e Padronanza di lui, alla quale i otto
ia dentro una gran elva, trae la Vita fra la poero quei d'Agrumento.
Paolo Emilio Santoro [or. Carbon. Paola
grime,e digiuni anni ette . E quantunquu
Gualtieri
11'114:. C.3 6. Onu-io Cajetan. Vita SS.
avee diegnato divivere olo a e medei
mo, equetrato da ogni umano conorzio , Sil-'1
i,...

mero di queti f il noro Ab. Luca, il qua;


le partito dalle parti di Reggio,and necon
ni della Calabria uperiore , pr0priamente

i",

lddio per,che l'avea ordinato anzi Maetro

V. DI SAN NICO-L' r ABATE.


di molti, too ne mand la conocenza da., .
KN
per tutto con la luce demiracoli: Quindi da
;fF-*cz 2
tiigli molti per dicepoli , e laciandone al ,i E Bbe i uoi natali queo Santo in
cuni al luogo medeimo , egli con gli altri
l'anno 905. da Genitori nobili, e ricchi;
pas in Agrumento, neconni della Baili quali por morti, nel mentre egli era fanciul
cata, dove riorata la Chiea di S.Gi0vanni,

lo, cadde otto la cura d'una ua orella mag i

labit con quella religioa comitiva . Non giore d ea ,dalla quale crebbe tant o dici
i lun tempo nacoto, peroche la molti plmato , che in quella ua -fanciullezza anzi
tudine emiracoli, rianando infermi col o ernbrava vecchio di enn0.Creciuto poi ne
anni,,_o
e raredato
da della
quel orella
primo ,ervo
lo tocco delle veti, liberando energumeni, e gli
re, foe
per la morte
o perv
porgentlo caritativo occoro ad un innit
i di biognevoli,ne f roo volare il grido per altro accidente , e port ato da giovanil caldi
`

F,
W,

;Kagome

.: .- . l

-rr.-- v.

gendo dunque mancarin gli umani ajuri, ni

re,

C* 'CONFssom-ABATI CAP. 11. `

4;

re, dicono alcuni, che li cas, altri, che co


nobbe-libidinoamente una tal donna , dalla

quale ebbe una gliuola . Comunque folle,


o morta, o abbandonata quella donna , mo_

glie, o meretrice, fatta delle ue robbe una_

orna, tutta la dipens a`poveri . Indi


rioluto d'abbandonare a tutto conto il m6

nore, chiodata la delira tr volte lo bene


iez onde too tranquill la tempea,cd al-
lora, e per emprc.Non contento il demonio
di cos combatterlo al di dentro,lo peregui
t al di fuori, apparendogli viibile , ed im
piagandolo una, e due volte crudelmentu
nel corpo, benche too dalla divina libera_

do ve labito religioo di &Bailio nel Mo

lit rianatone, ebbe a imar quelle piaghu

naero di S. Nazario , non avendo ancora)

aperte more damore .Ebbe grande pirito


dumilt,onde perci mai volle ordinarli Sa

compiuto l'anno trenteimo dellet uaCosi


dunque paato dal ecolo alla Religione,col
nuovo abito intrapree un nuovo modo di

cerdote,e talora eendo mancato lArcive


covo di Roano, avvegnachc coIICordevol

mente eletto dal Clero,e dal Popolo,non pu


vivere, anzi di penare. Concioiache comin
ciando dallainenza in caigo delle delizie re non conent , ma fugoito nel vicino de
date al corpo, per quaranta giorni non man erto, tanto vi i naco o , nche inteo,
gi che frutti, n bev che acqua . lndi .poi che quella Chiea era di gi provveduta.Gli
mai bev vino, n mangi, che una orte di f`u famigliarimo lo pirito della profezia-5
minera,
e empre
dopo
la la
caduca
del Sole
La Wareiima
avanti
Paca
digiunava
con. onde pot predire al Principe di Capua la
perdita del Principato , ed all'lmptrator Ot
olo pane,ed acqua, e talvolta vidde il quin
tone, ed a Papa Gre orio V. la lor morto .
to giorno enza cibo veruno, ed altre VUltU
in venti, o come altri dicono, eanta gior
ni non rior , che due volte , laciando
quellaltro maraviglia,cio, che aenne dal

Non ebbe ferma la anzaz concioache ve

pi nudi, el corpo covcrto con una ola to;

biltu` Capuana proceonalmente,con Croce,

nica, inteluta di peli di capra z e perci piu


too cilicio, che vee: Il dormire cos par

candele, inceno , ,e da`Sacerdoti ponti! cal

co,-che mai opravanz lora, e empre ulla

detto lor Patriarca. Oltre pas in Gaeta,a~


bricando il Monaero di Serpenteri , quala
bit con elanta Monaci uoi dicepoli . ln
tea ratanto la carcerazione di Filogato u o

ito del agro Abito nel Monaero di S.Na


zario, indi pas a quel di S.Mcrcurio , poi a
quel di S.Adriano . Anzi abbandonando la.,
bere lo pazio di undeci mei . N fu meno `alabria, pas in Campagna a Montecaino,
auero il veire, qualera il capo covcrto,li dove u ricevuto da quei Monaci,e dalla no

nuda terra. Ii tempo cos lavea ripartito:


Dal Mattutino aTerza crivea libri, ingo
larmente Salmi ?non eendo ancora intro
dotto luo delle tampe: Da Terza a Seia.

mente veiti,appunto come e foe S. Bene

Ccittadino,che da Veco'ro di Piacenza per

opera di Crecenzo Conolo era ato eletto


Papa, contro Papa Gregorio V. and in Ro
l a a Nona edeva contemplando li divini ma per ua interceione, ed alle porte fu o
Mierj, ora par ndo umi di lagrime, ora , lennemcnte ricevuto daudetti Papa Grego
rapito in eai z dicantato il Vepro, riu rio,ed Ottone Imperatore, quali poioclo in

cantava il Salterio , picgando mille volte lo


inocchia avanti un legno di Croce :Da Se

rava lo pirito, pa'e

iando,e recitando Sal

mezzo lo conduiao nelle loro .anzez s

mi: Sponeva la agra

rittura, adoprando in . grande era lopinione della ua antit. Pal


ci lopera di S.Balilio, di S. Gregorio Nan
in 'lucolo, oggid .Fracati , ov' edicato il
zianzeno, di S.Crioomo, ed altri `DD.Gre~ _ Monatero di Grottaferrata , ivi conum il
ci,ed altre volte anche molti de PP. Latini .

lndi prendeva quel poco cibo gli era in co


.,ume,
-Nonedel
dormiva
quale`pei-
alquantdpi'opra;
a uoi danni lIn emo,

rimanente della ua vita, la quale arrivata i;

no allanno 95. laciata la terra vol al Cie


lo li 2.6.Settembre del 1000.
5. Bartolomeo Abate Vita di lui. Nico l. Ba!,

q Ende pinto s dal nazo furore, s dallin

ducci , Vita di lui. Gabriele Barrio dc antqq'.

ia a tante opere ante, peo il combatte


ora al di dentro con maligne uggeio
Lora al di fuori con aperti contratti. Sov
vente gli rappreentava pettacoli laci-vi,con

lib. . , fo l. . .. Girolamo MaraCronJib., . .

ridurgli in memoria alcune delle iovanili

cap. . . Paolo Gualtieri Marx. . . Celere


.Baron. Not-ad {lattindie 16.5ep:.
' *KY-"<1
,VL

v ,i

DI S. BARTOLOMEO
4
ABATE.
_

diblurezzc.__$ difendeva il buon oldAto di

Crilio , ora coibaster ignudo con uniche, D Icepolo,Concittadino,e poi ancheuo


ora con gttal
ignudo fra pungenti
ce'ore all Abazia di Grottaferrata u
ime pine. Veggcndoralora in Roma una., S.Bartolomeo . Tras egli l origine da Pa;
tal donna bella di volto-,elaciva ne'gei , rent nobili, e come venne all et- f pollo*_ `
talmente e gliaccee la libidine,che gli par
.otto alla diciplina di maeri riguardcvoli,
da'quali apprendee non meno le buone let
ve di non poter faraltro z ma immantinente
occer f galla divina Grazia and abuttar L tere, che li buoni coumiz e tanto avvenne,
a pi`
` jlboceo,upplicandolo a non 'i concioache prottandoi , s't nell acquio
abban
, e mentre , che cos a'caldoc- , delle cienze, s nell avanzo dello pirito, e

chi ;1 upplier-ia , vide che l'inchiodato 51.i fuggendo tutto quello era di gliuolo,i c
agro
4

CALABRIA SANTA LlBRO I. "


46

onde prevegendolo i Genitori nato 1C_ielo,

odisfcce per intiero a quel corrente bio


gno . Dopo una vita logorata dalla peniten

non alla terra, lo portarono _ad educare. pu-n

za,ma ovrarricchita di meriti, ripos nel

religioimo Monaerio Bailiano ivr VlCl


no. Vsegli in queo agro Ccnobio per

Signore li :LNovembre del 1044..

qualche tempo, con molto protto z ma por

dclcap.34. :ne del 37,.

ig-TB all orazione, al digiuno, alla ravitz

intea la gran fama del Santo Abate, Nilo?


dimorante per quetempo nel`M0naero dl
Serpenteri preo Gaeta, l ando a ritrovare,e
tolo ch il vidde il Santo Abate ravviando
in lui un volto d Angiolo, e la futura anti

t , pi volte abbraCciandolo lo ve del a


ro abito,Veito adunque delle Monaiche

' veli furono i uoi pi principali lludj l'ora,


zione, l`umilt , l ubbidienza , ed ogn altra
religioa virt 5 Cos _nemico delloaiozche

Anonimo *vita ajax. Ruolo Gualtiero mhr.

VII. DI S, ARSENIO ABATE.


A Bbiamo memoria di .queo antiimo
Abate nella vita di S. Elia, del quale)
nel numero eguente , ove v notato col no
mc di _Sant0,e fu quello,che ve laltro del

acro Abito.Qp_ali poi [late foero le ue vir


t, lc profezie, e miracoli, e tutto altro, che -

u rendere anto unuonio,lanno rcgirati

quei piccioli avanzr di tempo , quali gli re,

neoli Annali del Cielo,poiche quella vene

tavano dall orazrone, e dall ubbidienza, l


impiegava, o a tracrivere libri, o a compor_

rabile antichit intea pi .rolo all'operare,


che allo crivere, tracur il tutto.

re alCUna coa del uo: onde com Ole molti

Inni ad onor della Vergine , e d altri Santi,

VIII, DI S. ELIA ABATE. '

dotti non meno, che devoti, F empre fede

liimo compagno del ,Santo Abate Nilo-.An


d con eo lui in Roma, poi in Fracatizove

nalmente eendo morto , di comun parere


venne eletto ucceore S. Bartolomeo :Di

gniti, che quanto pi accett ritroo ,- tanto


i poi l amminir con amore,e v1 ilanza

di Padre . Patve in quell oio rip endenf


te lume , poo nl candelierc , che da tut l'1
veduto, da tutti fu riverito, ed amato, traen

doi a gara la gente a prender da lui i nece


arj ammaeramenti .

Er l'intendimcnto della vita di quello


Santo Abate abbio nera preupporre,
che due furono li Santi tal nome , noro
luno,Sicilinno laltro,li quali avendone avu
ti mcdcimi non pur li nomi, ma le operazio
ni,ed eendone viuti nel tempo mcdeimo,

con ci anno dato occaione a qualche sba~


glio.Fu queia avvertenza del P.Ottavio Ca
a

'SS . Scul.

ulim duo: fuijjr'llia: fanfitate praanres,

tom-z. A
de vi

alterum Siculum in Urbe Enna, altcrum Rbcgii

tam S. E

in Calabria natumnos perperamplerique con

132 lumin

Reggeva di quel tempo la Chiea Papa Be


nedetto IX. Giovane di anni,che percio por-7

fimdunt: Caua'autcm errori: multa , quod eo

tatodal eno, non avendo riguardo alla an

dem fermi tempore via-:ringclri fama audi

titdel tr0n0,cadde in non s quali diolu

tatis, E? miraculorum; quod uterque Monarbur


fue-M cx ordina-rs. Bali z quod Elia.: thgi

tezze di carne : quindi agitato da' imoli,


chiam in Roma il Santo Abate , per averne

coniglio . Die con intrepidezza il uo pa


rere, e u, chegli pi nOn s accoae al a
r0 Altare . L abbracci volentieri il vera
mente pentito Pontece , e non pur queto;
ma oltre pi paando nel pentimento,rinon
ziato il Pontecato, in abito di penitcnte

riS ol.

aus in Sicilia aliquandofuerit , Elias Ennens


diurni: in Calabria l verata quod uterque ,
cori) tamen, diurfque temporibus, Romani
adiueric ad invicndas Santini-um reliquiasz
quod uterque Rhegii moratus ejm cladem pra:
dixerit. .Di'uerjbs tam-en fai certzimum ez

la 'vita del raccordato Pontece decritta.,


dal Platina, e da molti altri . Aveva il noer

nam alter Elias enior Enna in Sicilia nata: ,


Elias _junior .Rhegii in Calabria!lle obiit Tbejl
[alonicie in Macedonia anno Chi-;li 90g. XVI.
.Kal. Augui, hic in Mona/lario uo in montibur
upra Seminariam in Calabria anno Cbrii

Santo ngolarimo aetto a overelli, oc

4050.11!. [dm Seprembris. Igitur lPCTcs E

correndoli in furto quello gli era poibile,


ed _avvenne , che incrudelita la fame per il

lia fcmiori fuit anni: LVII. Nacque il noro


Elia in Reggio dalla Famiglia Bozzetta ori

paee allintorno, egli dipens apoveri,c_:

ginaria di Reggimuo Padre ebbe nome Pie

pelle rini,quanto teneva in caazma non ce


ando infame, ed eendo mancata la provi

tro, Leonzia ua Madre , daquali applicato

conumm il retante de uoi giorniBen

vero , che di ci non abbiamo ricontro nel

ione, egli per ottrari dal vedere tanti, che


languivano,pree la fuga per Roma. Stracco

intanto dal viaggio,e orpreo da leggieri

alle umane lettere , vi 1 prottopra turti


gli altri dellet ua. Eendo d'anni diciotto
una volta , che 1 communicava gli apparve
un Monaco di venerabilimo apetto , e gli

l mo onno li apparve Papa S. Gre orio , lo

die , Mio gliuolo , tu ei nel nomero de

ripree del a fuga , eortandolo ritorno;


perche Iddio laurebbe provveduto . Ritor
n, e too fil a ritrovarlo un nobile,e ricco,
Oerendogli per crvigio deMonaci , c dc

Predeinati, e perci procura deer Santo;


elconeguirai, col renderti Monaco . Ani
mato adunque dalla viione con un compa

.._.
4

Vil:

]etano (a), onde COS ne laci critto : Scas

gno di uo odisfacimento pas in Sicilia..


*poveri molte miure di grano , con le quali l nemonti preo la terra di S. Auxcnto, dove
per

r-`_
y

~*-* **WMA.T*~~_ -~ -

a
r

ne' Cortezgoa! ABATI CAP. il.

47

per qualche tempo luno , e laltro viero


SIX. DI S. CIPRIANO ABATE.

una vita di molta .auerit. Indi timolato il

giovinetto .Elia dalla devozione pree il pel_

_ Kirk i

ma??

legrinaggio per Roma a viitare quei lagri


U' egli Cittadino di Reggio, Monaco di
S.Bailio, ,ed Abate di .S.l\icol ,di Cala
Luoghiz .E perche la ua partenza era Prata;
nza aputa de`uoi Genitori, andone per mizzi.N .altroi legge , di luiJl uo a ro ca
'ci in ualche amarezza danim0,non apen davere gi .epellito-.nella ,Chiea delluo no
do que lo .i foe di lui , furono racconlola me fu in queto ecolo a cao ritrovato da
ti da'banti Appooli Pietro ~, e Paolo , qua D.Gapare Domenicani Procurator di Mon-
li apparendo loro li diero , che "vivano ignor Sfrondati .Commendatario dell Aba;
quietiz concioiache il lor gliuolo .era nel zia, con occaione .di cavarvi teoriz e poi
anto timore di Dio, e viveva nel uo ,ervi

furtivamente traportato .altrove . Santo cos

zio. Viaggando adunque Elia la volta di Ro


ma , porto la congiuntura d accoppiari con
un anto Monaco Bailiano , per ,nome Igna

miracoloo, che la terra, ove ripoava il uo


prezioo corpo, oper molti miracoli.
~. .Gabriele Barrio.,antiunbszoL . . . Gi

zio, dal quale irutto nelle Regole monati


1 che, dopo la viita deantl Luoghi , e delle

rolamo Marafioti Cron.lib;pi*.c.2.61. .Davide R0


meo Indice deantj.

agre
u avviato
in Rggio.Arrivato in Keliquie,
qUela Citt
venne accolto
in un Mo- i _

ll?iex. DI SAN TOMASO ABATE.

naierio Bailiano, dove da &Ai-chio Abate

Ittadino ,altres di Reggio , .e Monaco

te Arenio, s al Monaco Elia limminente

,Abate del Monaerio poio _su`l Caale di

ragge di Reggio, perci non avendo cuo


re di _ritrovarvii preenti. paarono in Lipa
tranquill la era tempelaJLitornati poi al

Tirreti, villaggio della medeima Citta . Il


di pi della _ua .vita giace epellito fra le
molte tenebre dell antichit.
Gabriele Barrio de antiqu. 11'113be . . .

la Patria non tirarono al Monaeriozmai ri


tirarono in una Chiea, dedicata al ,Santo

Romeo Indice de Santi. `

parimente di S.Ba1lio f S.Tomao, ed

ri, ed ivi abitarono anni otto , tin tanto i

Girolamo Maraoti .Crop. lib.pr. ,5.2.6..Dm'de

Martire S.Euhazio. Era in quel tempo cele- "


bre nelle medeime parti di Reggio il nome **v.

ig.

u poi veito delle agre monaiiche veti.


lntanto avendo Iddio rivelato s allAba

, 33

XI. DI SAN CIRILLO ABATE.

di S.l:`.lia Siciliano, e di S.Daniele uo dice

polo : onde il noro Elia volle vederli , e da *


uello accolto onorevolmcntc lo prieg, v

che partendo_ egli riceva come uoi i uoi di_


,i

cepoli : Cos come fu. Morto intanto il (ho

Maetro S, Arenio, gi Abate di.S.Lucia in

A nOtizia di queio Santo Abate ce 1a


reca la vita di San Bartolomeo da Sim_

mari , di cui appreo., .eiendo iato quello,


qual ve con le agre vei monacali il an
timo Uomo. Era egli .Abate .del Monae

Calimizzi , egli ucceduro a quella dignit rio preo il Torrente Meliteno , 0ggjd`1 Mc
Abaziale,l'amminillr con incredibile vigi- ~ litello, oMelito nel framezzo ,tra uimiglja_
llanza . Ma poi o che fah'die la vicinanza no, eTavema . Ch ei ia ato di antiinma
della Patria, o che volee isfuggire linquie vita, e tale, ch abbia potuto recargli glap.
titudine denumeroi concori , laciato que plaui di Santo,labbiamo dallo .Scrittore me~
to Monaerio, pas neMonti opra Semi
deimoz ma quali nti ne foero i particola
A nara, dove fabricato un'altro Cenobio mena
ri, e lultimo della _ua beata morte, l ocu

va vita trop o auera. La moltitudine si de

rezza di quei tempi cel tiene nacoo ,

miracoli elle profezie toto lo ree famo


o da per tutto 2 onde da per tutto Correndo~

..Daniele .Monaco crittore della vita di San


Bartolttauio Gaetano Dim SS.$icul. roma..

Elli dietro la iovent , ree numeroo quel l-136.j;x L


I
onaerio 'Allievi anti,fraquali furono
. 2.
linea, Vitale, Colino , Filareto tutti anti
~ .x DI S. BARTOLOMEO ABATE.

mi Monaci . Egli poi arrivato all'et danni J

90. (le-quali daaavea lo ' ato allapeniten v~ " Om egli comune entire de"Scrittori,
za, ripos nel Signore g i-undeciSettembre ' che la Patria di quco Santo foe Sim
del 1050,11"1110 Corpo trasferito nel Mona #'mariz cos poi non picciolo il divario tra'

lterio di $.Ela opra Galatro gi"age 'nacoto


agli occhi umaniz il'capo per og'gid i con

vita: ,
ituata queta terra , Ottavio Gajctano (a), SS.a Bleu!.

erva nel Monaterio vicino Seminara di


.L Monaci Bailiani, detto SiPilareto.

Giueppe Bonglio (b), Placido ,Sampcri(c).

Fra Bernardino Giorgio vitaejus . Ottavio

Cajetxvta SS,Sicu l.tom.z.animad-.fo1.16.6270

di Calabria vogliono, che quella foe l an


tica Sibari , cotanto famoa ne' tempi .della

lamo Maraozi Cron.lib.2. ago. Gabriele Bar- *


p

in"

tom-:AOL

ed altri non cos ben intei della Topograa "h6.Him-di

Gran Grecia: Soggiongc Gaetano,chella al


.,.meno foe una qualche reliquia di quella, e
.-"ne reca in pruova le rovinate veigia non

rio de antiquitfol. . , - .Filippo .Ferrari de


SSJtalix.

-qxp

medeimi del luogo , e del co , ov `ella foe

molto ditanti

ito , con l autorit di' G jo_


van

dlMcolib.
c leone
log. libg.

c.3.digte

48

CAL-ARMA SANTA rB-K-o 1.

van-Puntano . Ma il vero i , che Simmari,


la felice Patria di quelo Santo una piccio
la abitazione nel eno di Squillaci , COS co

erbe, c non bevendo, ch acqua, e l une , e l'

me lo crive Daniele antichiimo

bile il dire qu, quanto ei patie dal freddo,


dalle nevi,e dalle piogge.

reco

Scrittore della vita di lui , qual reo :nino

cos favella. Tulit bunc Sanum Via-um , quod


vos non late: q'uotquot prop adeir jim-a , (7
dwinitns collea Congregatio band ampia .111'
qua, c ornata Urbs,j`ed vile obj'curumque op

pia'ulum in bis Calabria partibus tum , qua


meridie fpeatz Noman 'vero Patria Simmari.
Or in quella Terra nacque Bartolomeo, e
furono uoi Genitori Giorgio, ed Elena, uo

mini primari, ma non gi Signori del luogo,


com altri li cred. La principal cura di que
i Beati Genitori era come allevar il Fan

ciullo nella le ge del Signore, ed egli pore


va farlo vie piu Con l ellempio , che con le
parole di quelli.Indi paato alla gio vinezza
venne applicato de agre lettere , alli tudi

delle quali tutto inteo , di breve .1 protto


tanto, che parve uperar l et . Si dilettava
della frequenza de agri Temp) , ne quali
conumava tutto il tempo di ua vita , can

tando Inni, e Salmi . Ipirato dal Padre de


lumi laciato il ecolo , e la Patria , and a

veliri Monaco nel Monaerio , qual ori


va in molta antit otto la diciplina di San
Cirillo preo il Fiume Melito , frammczzo
tra Gimigliano , e Taverna z ma per pruova
del uo pirito ecluo dal Santo Abate otto
preteo, cheendo un giovane delicato mal
poreva reggere al peo della Vita monatica.
Anzi, gli ripoe , perqueo me ne ven o
qu, Padre Santos accio morto otto al pa

timento viva al mio Crito, e quando avver


r, ch io mu0ja otto l'aratro della peniten_
za , queto ar il mio contento. Sodisfatto
della buona volont il Santo Vecchio lo ve
r Monaco col nome di Bartolomeo, lacia
l to l' altro del ecolo , Bailio . lh'utto adun

ue nelle agre regole monaiche , portato


dal deiderio di vedere,e ritrovare altri an

ti religioi,prea licenza da S.Cirillo cammi

n altrove a pi nudi , con una ola tunica,


cinto con una Zona di pelle,con in mano un
baone , acima del quale era la Croce , per
empre portare u gli occhi la paione del
Salvatore. Arriv nell Oratorio di San Si
nio Martire ove abitava un Santo Ereinita

altra con miura. Non uava fuoco, e per al


tro eendo il paee molto freddo, incredi

Non mancava l inferno a queli, ch' eran

parimenti di natura aggiungere i uoi , ora ,


con -apparicenze terribili, ed ora con preci
pitare da alto a bao per quelle Valli piog
ge di algli per e ne chermiva con lar
mi pirituali della Croce , e veretti deSal
mi. Occorc un d, che lAbate S. Cirillo, el

vecchio Eremita raccordati di cpra , anda


rono a ritrovarlo z ma come furono appreo
il luogo , ov' egli orava , ecco dalla terra al

Cielo una Colonna di fuoco , la quale poi


vanita,comparvc ivi S. Bartolomeo tutto lu
minoo, ingolarmente la facciaz onde accol

tii inieme reero grazie al Signore di tanto


gran benecio . Volle il Signore all ultimo
riportarlo al Mondo per alute di molti , e:
quella neef la manicra.Taluni Cacciatori in

vece di ere sabbatterono in queoSanto,e


non opetr'ando in quel luogo uomo alcu
no, attimoriti i poero in fugaz ma egli ac
corgendoi del fatto , loro u appreo , ani
mandoli a non temere, poich egli era uomo
della medeima natura , ma ivi ritirato per
piangere le ue colpe.Acurati adunque raf
fermarono il pao,rivolti racconolarono,
racconolati i dipartirono.Quindi tratti dal

le maniere cos dolci ritornarono la econda


volta , e nalmente per Opera divina publi
carono luomo di Dio, quantunque per altro
n aveero rigido mandamento . 'lolio che
e nud la fama concore da per tutte le par
ti la gente , onde venne necetato ritirari
con alquanti del ecolo nell Oratorio , che
alquanti anni avanti avea fabricato INifone

Monaco, dedicandolo alla B. Vergine , ed a


S .GiozBattia preo Roano:(lujvi dunque
in que Oratorio non egli credibile quan
to di bello, e di buono avee operato il Ser
vo di Dio a benecio dePopoli , quali anda
vano a riverirlo. Una notte dopo il Mattuti
no cos parl auoi Frati: Figliuoli abbiam
nito il Mattutino , ci manca il pane per of
ferir di mattina il acricioz-ma non dubita
te, che la divina Previdenza non cabbando

vecchio per nome Biagio , dal quale ridevu


to con carit, lo nattenne eco per alquanti
giorni-3 e nulla di ncno oltre piu timolato

nar, e raccont molti eempj di quea libe


ralima Provvidenza. Ecco adunque allora
di Terza,ora del anto Sacricio un Religio
o di quei contorni , il quale recando del

dal uo pirito prieg lErcmita,che lo con

pane, e candido , e freco , i di comincia

ducee in un altro lungo piu equerato,co


s come
fece,
daccordo
, chdinon]
due
giorni
gli relando
recae qualche
pugno
zie_

mento al tremendo acricio. Non piaceva

no al Santo n la frequenza de Monaci , n


il concoro de Popoli; onde rivolgeva nell

gumi per il olenimento della~ `Vita. Vivi il

animo,come laciare quella Congregazione,

nuovo Anacoreta , quanto Pill travagliato

e rinelvari ne bochi,quo una notte nel


mentr egli con fervore pi grande del olito
orava, gli apparve circondata di gran luce

dal freddo , e d altre inclemenze di tempo,


tanto pi racconfolato nello pirito con la
dolcezza dell orazione , e contemplazione,
pendeva la maggior parte del tempo picgan_

l alta Reina del Cielo, e gli command, che

non penae partire da quel luogo, qual' El

Lou le ginocehia a terra, non mangiando, che la avea diegnato Per cuola di Vil-th _ C053
"F-l
~-

v, _.
.agQi.),

dun

DE CONFESSR! ABATI CAP. II.


dunque dimei i penieri della olitudingi
:tr-:plico di cuore alla frequenza deMonaci5
onde a tutto udio prei: ad erigere in Mo
nalerio quello, chera emplice Oratorio, e
pot farlo s con le fatiche dc uoi Mona
ci, s`1 con l :tinto depiu ricchi,ingolarm.n~
te di un tal Criodolo Ammirato di molta
auttorit appreo i Principi regnanti.Q_ic
ii rapportando al R Rogiero la antit del

Monaci : cantare li almi di Nona,e fu co


51 opportuna , ed ecace l'orazione , che

tramutati gli animi de barbari, non olo non '


gli oecro 5 ma ben bene regalati li lacia

l uomo di Dio , l indue , che del uo fa

rano andar liberi . Pativa il uo Monaerio


di libri pe Monaci , c di agre vei per il
Tempio 5 0nd e li navig in Conantino
poli , ove di que tempo regnavano Aleio,
ed Irene . F71 egli ricevuto con molto ap
plauo non olo dalli udetti, ma da tucta la

bricae quel Monaerio, come gi avvenne.


(Ion tal occaione crebbe molto la fama di

principal minisro della Corte , regalato di

Corte5 ingolarmente da Bailio Calimera ,

l"lionde gli correva da tutte le arti la gen


te, s per eer ammei da lui a l`abito mo

libri, di Vai , di Vei e d'ogni altro z ed

niico 3 S per racconolari con la ua pre

bricato nel Monte Sion un Monaerio a.,


S.Baili0, -ipplic il S.Abate ad averne cura,
come gi fece , ma poi necetato a partire

enza'- Fra` quali vennero S. Cirillo , gi uo


Maeiro, ed il B.Policronio Vecovo di Ge

runzia detto all ora Ginec0poli , onde sba


glia Ottavio Cajetano non s qual Gineco
pcli rintracciando nella Fenicia con Stefa

avendo il udetto Calimera poco dianzi fa

vi oitu un uomo di molta antit5ma ben


che partito empre egli n ebbe la cura . 0n

r0 a quclo , e nalmente , benchc con ua

de pree a nominari il Monacrio de'Cala


brei , non tanto per la cura tenutane da San
Bartolome05 ma di vantaggio, perche il uo
fondatore Bailio tato foe noro.
Cos dunque carico di donati vi f ritor

ripugnanza, l`ordin il B.Policrt>ni0 . Ven


nero i uoi Genitori , _quali poi i rimaero

rivato, continuando empre la via della vir

no, nell Egitto con Strabone, li quali con`

iderando in lui quella gran antit- , e che


piccarebbe, e foe Sacerdote, lo peruac

con eo lui, VCiti Monaci , mcnando il ri

manente della vita fra quei anti Religioi. '


Fabricato id il udetto Monaierio tir
alla volta di

'49

oma, ane che conforme al

no al uo Monaerio in Calabria; dove ar

t`u era da tutti ricevuto come unAngiolo .


Ma non per tanto sfugg laltrui calunnie,
poiche due uoi Monaci, qualunque ata ne
fne la cagionc , l accuaron al Conte Ro

la qualit detempi ne procurafe da Papa

giero, prima poich egli quanto bucava tut

Paquale, ch`era iato creato lanno 1099.1'

to donava a parenti , e conumava in altri

immunit; cos come fu; poiche conociu


ta dal S. Pontece , e daprirni del Clcro la
antit di Bartolomeo, Ottenne quanto vol
le. Na quanto era caro a' Principi da bene,
tanto i rendeva terribile a Tirannizonde pi
volte n`otrenne la libert per molti i con
dannuti alle forche . Altre volte a cuni la

ui illecizizc econdo, perchei foe Eretico.


Re attonito il Principe 5 onde too chia

,
l 'minoo nel volto cadutigi a piedi, e tra
mutati da Lupi in Agnelli , divennero Otti
mi . NOn credibile quanta foe la ua ca -

tre :dunque i ava apparecchiando il fuo


co,concota gran gente a quello pettacolo,

droni incontrandolo , e vengendolo tutto

rit con tutti , ovvenendoli nelle loro ne

m da Calabria in Sicilia il Santo inieme

con li calunniatori-z li uali compati avanti


lui , e gli uni incolpangolo di tali delitti , e
1 altro non icuandoli, ne f.: paato decre
to, chei morie incenerato al fuoco. Men- '

re.Principiato il Sagricio,e continuato no


e all'elevati dell Oiia, ecco una gran colon

na di fuoco, quale levatai da tetra pareva

di povert , racconolando tutti con le ue


arole, ed avvertimenti. E perche era molta

gioli , -quali miniiravano nel Sagricio al

toccar al Cielo, con una moltitudine di An

a gente, qual divertiva ivi, perci ane di SantozRitrovavan preenti il Conte, e tutti
non turbare la quiete de Monaci con am' i Primati,quali al vedere s gran prodigio i
re ero attoniti: v accorr quai tutta la Cit
metterla dentrozfabric al di fuori un gran
de Opizio per ritoro de Concorrenti . Oc t di Meina 5 onde iupcatti e gli buttano
cora una gran careiia , qual toccava turta a piedi, upplicando il perdono . Sciolto il
la Calabria , e perci ricorrendo a lui una~ Santo command il Conte , che nel fuoco
gran moltitudine , non apendo che i fare , medcimo i buttaero iCalunniatori , c a
ricoro alla dipena della divina Providen
rebbe cguito, s egli non avee interceduto
za per mezzo di fervente orazione 5 ed ecco per loro. VCO s, che in detto luogo poi i
una tan quantit di farina, e di pan c0tto, fabric il gran Monaterio detto del Salva
dore5 dove da Calabria chiamati S. Luca con

_Navigando alcuni de uoi Monaciin gior


altri 12. di gran Santitd,che lo governaero,
no di Sabato li 2.3. Luglio , giorno agro a " egli ritorn al uo Monaierio in Calabria...
S.Apollinare Martire , diedero ne Saraceni: Indi a non molto conoendo er divino lu
me la ua beata morte, prepa to con tutt' i
erano di gi vicini allultimo opplieio-.Prc
vide egli m ipirito il periglio de uoi Sagramenti il di feivo alla Vergine Aon
gljuoli 5 onde chiamati nel Tempio i uoi ta, chiamati a e i uoi Monaci, ed av viatii
T_

;i

egli upplico,ed ottenne licenza di celebra

ceit s pirituali, s corporali dinfermit,

con e quali pot ovvcnire a tanti aamati.

_lMAW,

(j

li

ML
-1.

CAL ABRIA SANTALIBRO I.


FO

Nella gi iante morte , coitu per loro

cune difcolt ioriche, quali non diciolte'

capo il b. Luca , altro da quello andato in.:


Meinaz Indi raceonolatili per la ua mor
te , ed animatili alla virt , ripos placida
mente nel Signore li 19. Agoto del 1140.11
uo corpo venne epellito nella _Cappella
della B. Vergine fabricata da lui medeimo,

potrebbono rendere dubioa la ua nacita, la

Dunie le Monaco ejus 'vita . Ottavio Cajex.

uoi Genitori: E. quale tato foe il tempo, in

ua morte, ed altri particolari della ua vita,

Sono quelle per numero trs come a dire , e


Siciliano di Palermo-3 o e noliroda Stilo, o
ver Corano eoli dire 1 debbia : Se Signori
con titolo di Conti del Luogo tati foero i

roma.. animad't). fa!, 49. Giui-ppt Bonglio i,

cui egli, e nacque , e mor. . uee due ulti

di Mes. Placido Samperi [ib. 5. rap. 3. digre,

me reano diciolte alt'rove , ove (a) mi ri

.Ferdin.UgheH lzaSacra Are/7.120,;

metto, per non ridire con tedio le coe me


deime , E quanto alla prima tutti i Scrittori

XIII. DI S. LUCA III. ABATE.

a lia.

Siciliani di que argomento , Ottavio Cajc

b Vita SS.

tano (b), Agoino lnvegcs (c), Rocco Pirri

chul. ol.

Iace ancora ocura la Patria di queo

(d), Carlo Morabito (e), ed altri lo vogliono

Santimo Abate , ed Archimandrita..


nel famoo, e celebre Cenobio del Salvado

Palermitano , oriundo di Calabria z per i

re in Meina; avvegnache deer noer ab

Scrittori delle nore coe , Gabriele Barrio


(f), Girolamo Maraoti (g), Paolo Gualtic

bia dalla ua il commune entire deScritto~

ro (h), ed Apollinare Agrea (i) lo difendo

ri . Un .tal quale abozzo della ua antit


labbiamo dal privilegio conceduto dal R
Ro giero al raccordato Monaerio , in cui

no Calabree da Stilo, o vero da Curano ,

cosi li fave-lla, Ei: vero Prlatum, (2 Alli-:tem


Lorituimur illum , qui in novo Montrio .Dei

Genitricz's, quod in Roano (,Abbd5 extitemt,

La verit quella, chi uoi Genitori furono


per nacita di Curano , e primari di quella
Terra ono Stilo,ed egli ivi concepitoz per
orprea l abitazione da Saraceni , e uccio
il Padre 51a Madre gravida di lui u portata

lioneimum Monarhum Lucam, [/ii-um apien

in Palermo , ove a uo tempo partor Gio

tem quidem in ali-vini: rebus, (a' 'vald probum ci

vanni , il quale eendo ancor Fanciullo a

jumrttute in eis educatum , atque ex wollibur


unguz'bus -uitam monaicam fcuzum ,g ' in eu

e vie, e mori : Cos di comun parere tutti i

conegli della Madre ripas in Calabriapve

pm multi: alis pmamem. Ma pi ampio Scrittori della ua vita, ingolarmentc lanti


egli l elogio della ua antit , quale ol
pitogli dopo la morte ulla lapida della e
poltura a carattere greco , cos favella , reo

latino.

chimo Greco Scrittore , qual reo latino


preo il Cajetano , cos introduce la nobile
Signora , che favell a Giovanni fanciullo.
NOUNX li, bc (Palermo) :i Bui-bari: er-am
me addulam z quare non e haec Patria noraz

Hc Lucam inclitum Archimundritam ,


22!' Virtutibur plenduit, lucifen' julia?,

Abcondit urna , tanquam olcm nube:

non hic Genitor tum-3 ed Pan-em tuum cia:


'0c lim unum fuijj ex primatibus Curmi 0p
pidi,quod e in Calabria ad Promontorium Sti
lari prop Fluvium Eponocm, juxta Monae
rium, quod ajunt Romanum: onde in confor

'Ici-t i0 ante ka!. .Martii menir.


,Enit autem dies Sabati , bora *vero rertia
Sex millibus pruteritorum mmorum

ove avvengono i primi Natali , biOgner


confear queo Santo Cittadino Palermita

-Equalbufquc Centenariis dinumeratis,

no talmente , che non i nieghi alla Calabria,

Cm alii: anni: oogint-Lpo .

s per lorigine , s per il concepimento , s`1


per la educazione, e per la morte. Solo da

Multifque apparui; caujz aluti: ,


E: oli .Deo vin': tempore tato;
,Et corpus momraoit ante mom-m,

Sed , o Vertex, ('3 Pam Pafrum

mit anoiri prinCipj , che la vera Patria ia,

Hunt: quippequi ades ne medioTrintati

corregeri lerrore dun Antifona, quale , di

_Et retribuzione? laborum recipiens,

ce Agoino Inveges , cantar nel uo ofcio


da'Monaci Bailiani, ch la eguente : Reti

"

Memorare liorum piritualium dolorem

Propiti Nume reddeur pro Filiis cui:.


Altro di particolare non abbiamo della ua
_antitma vita , la quale con dipiacere di

tutti i termin in giorno di Sabbato 112.7.

a Illuri Siciliens Pro-vincite Inrla, 'pater

nifque opibus , mouente man-e , Calabriam pro


fccus rs joannes Pater : e dico lerrore 5 che
non eendo ati li uoi Genitori Siciliani,

Ottavio Gaetano tom,2.anim0dver.ol.57.0i

non poteva, partendo da quelllola, laciar


le paterne ricchezzez che anzi, giua il rap
porto di D. Apollinare , egli venne in Cala

eppe Bonglio ior.di Mejna . Placido Sam

bria per il riacquio di quelle , quali gi ri

Peri Icona!. lib.5.cap.3.digref

trovate dipens a poverelli.


Cos dunque iabilite le coe dubioe , a
rebbe duopo metterci ul lo della ua vita,
e lo farebbomo, quando il pi volte raccor
dato D.Apollinare non ci avee tolto il tra
vaglio con un volumetto di queto argomcn.
to 5 al quale ci rimettiamoz tracrivendonc
qu

Febraro del 1175.

.Daniele Monaco nella 'vita di S.Bartolomeo.

XIV. DI S. GIOVANNI TERESTI'


ABATE .
Rima doltre paare nella vita di qUelo
Santo, egli neceario di ciogliere al~

p.p.czp.6.
n.4.

.7.
v* (0m ;i

ad

ant..

DE'CONJFESSRIABATI CAP. If.

;z

qui olamente i punti principali . Nacque

droz ed egli certo, che quei concori dal

adunque il Santo in Palermo , gi concepito

l' Italia non poterono eilere dalla Caldbria


in s . Paolo Gualt.ero pi pecicatamen
teli crede nati in Carid, e Oggionge , che

in Curano, terra di Calabria, e u la cagio


ne , che in una correria di Bar-bari circa il

leOO.UCClO il Padre, Calia ua Madre gra


vida di lui venne condotta in Palermo. Ve
nuto il fanciullo a qualche et , dubitando

ritrovati furono la cagione,che a molti V il

Calia, chei non rimanee aacinato dalle

Santi, ond che t uelli, ed altri vicini, i


odono li nomi di S. ietro , di S. Gregorio,

araceniche luinghe per farlo Saraceno , in

iruttolo, per quanto le f poibile , ne mi

laggi di quella Baronia lor mut il nome


proprio Greco , e fu preo quello di queti

erj della Fede critiana, lo rimand in Ca

e di S. Demetrio. Vie pi pinoa la di


colt intorno al tempo , nel qual viero .

labria , dove ritrovando diabitato Curano

Giueppe krarca dice, che furono contem

ua Patria, pas in Stilo, e quivi dal Veco


vo Giovanni maggiormente ilrurto , e poi
battezzato, per piu meglio ervire lddio,ve
ii l'Abito Monaico di S. Bailio . Hi eletto

poranei al R Rogier0,e che poi iano mor

Abate, e poi Archimandrita 5 ocj ammini

no 1136"., ma li ripruova Ottavio Cajetano,

trati da lui con o ni Santit di vita , e vigi

e li addietra all anno 800., prima che la Si

lanza di Padre .Scori nalmente anni 7o.in


circa,accompagnati con ogni Religioa virt

Socrivo ancor i0, non per la ragione reca

ti lanno 1 140. Concorda l Abate Mauroli

co, quale li vuole Synchronos a S. Conone


Monaco Bailiano, quale pas al Cielo lan
cilia foe infeiata dal Saracenico furore).

ripos felicemente nel Signore li 14. Febra

ta dal Cajetano , che e foero vriii.ti oltre.:

ro del ro7o.La fea i celebra li 24.Giugno,


ch quello della Conegrazione della Chie
a . Mara0ti dice ceiebrari li 2.. Marzo .

li 800. non i arebbono marrite le loro me~


rnorie , quando d altri non pure del tempo

Riplend con la luce di molti , e ingolari

abbiamo le nutizie necearie : Fiorirono


adunque circa gli 800. , perche per detti

miracoli , s`1 in vita , s dopo morte , fra

del R Rogiero,ma netempi pi in qu non

quali quello , 0nd egli pree a cognomi

tempi era aai uuale il pellegrinaggio de

nar Tere z cio mietitore , e u quando

Religioi dalla Sicilia alla Calabria, e dalla


Calabria alla Sicilia. Nace la terza dicol
t intorno alla qualit di quci Santi : cio
e Conanguinei, e Religioi . L accennato
Gualtiero li uppone fratelli z ma non pu
negari , che almeno non foero in grado
retto di parentela per queo , che con ei

avuta compaone di alcuni giornalieri ,


quali battuti dal Sole mietevano le biade del

Monaerio, li ordin che ripoino alquan


to, ed egli fr tanto con le ue orazioni ot
tenne dal Cielo , c'he tntta la mei:: cad-ee

egata, ed avvolta in facicti . Le ue Sagre


Reliquie lungo tempo ripoe nel Monate

loro conduero Eliabetta ga Vedova, non

rio, tr miglia diante da Stilo , furono poi

permettendo n l onet di quella, n la gra

traportate lanno 166. . . nella Chiea,e Mu_


nalerio dePP. Paolani, preo la Citt , gi
oppreo dalla Bolla di Papa Innocenzo .,

vit di quelli vivere inieme in una medei


ma grotta machi , e femine non congiunti

Men. Gabriele Barrio de antiqu.lib.4. Girola

di angue : perche non vero quello crive


Filippo Ferrario , come oerva Ottavio Ca
jetano, che foero viuti in diiinte, e epa
rate cellette. Per quello poi riguarda, e Re
ligioi,e di qual fami lia. .Arnoldo li vuole
Monaci Benedettini . a commune credenza
li ima Reli io dell` Ordine di San Bailio:
Cos come imo ancor io , partiti da qual~

mo Maraoti Cron. 1112.12. c.;6. .Paolo Gualtieri

che Monaerio di Calabria,tratti da piu fer

e conceduto aBailiani , ove con molta fre

quenza , e divozione vengono riverite da


tutto il paee allintorno . Anonimo Greco *ui
ta if/ius . Ottavio Cajetano Dim SS. Sicul.

jbl.17. roma.. Agrmo limeger Ann. di Ialerm.


tom. g. an. 1066. Carlo Morabito Ann. ;Eccle

lib.p.c.28./1pollinare Agi-ci. *vita ipur. Fip..

vore di'piritoz che queo propriamente

po Ferrario de SS. Italia-ad diem 2.Martii.

porta il nome di Aceti , conentito loro da

XV. DI s. NICANDRO ABATE , E


_$001 LOMPAGNI.

pi Scrittori .

Disbrigatici adunquc da quee ocurezze,


venghiamo al tenore della loro vita . Nac
quero queti Santi in Carid, o al pi in al

P Rima d'oltre paare nella vita di quei

cuni de uoi Villaggi , e per cominciare da

Santi i vegliono abilire alcuni parti


colari concernenti la piena notizia di quel
la . E per prima ar da vedere la lor Patria.
Il greco Scrittore de loro gei lor d per

Nicandro capo ,` e guida di tutti , venne egli


da Genitori molto rinomati per angue, per t

Patria lItalia; cio la Calabria,come io con

ricchezze , e per Religione , ed ancor nelle

facie mor laltezza della antit , alla_


quale era per arrivare col tempoz concioia
che ucchiando per uo alimento il latte ma

ghietturo da due motivi , l uno perche da


terno gli altri d della ettimana , le 'quartre,
quindi lor divenne facile il paag io alla Si
cilia ,laltro perche all udiri de le maravi~ e ee Ferie non il ucchiava ,che una ola
lie, quali operavano, fra molti, uali dall l volta il giorno , e quea nella era alla ma
i talia vi concorero , u il P. di . Nican` ' niera avea precoro la ua antit San Nico
Gz

M.-~on-.

CALABRIA
11
7-*'
~.- .
lo VeCovo, Venuto all , et _comincrarono
i.
Genitori a conultare per dargli mo lie-.eo
a qual ubodorata dal Santo ed a borrica
nel cuore, avendo ap licato l animo ~anzi ;11

SANTA, 'LIBRO I.

la morticazrone, e alla olitudine, molr

cuola di virt , udiandoi ciacheduno di


vantaggiar il compagno nell aincnza, nell
orazione, nella contemplazione , ed altri ei
ercizj di eriiiana perezzione , Morircmo
tutti inieme, e della morte medeima, avcn.

ai di fuori gradire il proponimento pater

do loro Dio col miniero degli An ioli

no zma prea l occaione di nOtte tempo

preparato .un degno Sepolcro di pietra.

fug dalla Caaze mentre cos pellegrino an


dava cercando luogo acconcio , 'i abbatt

qual dicoro vien ripruovato il parere di


filippo Ferrario , .quale li volle paati all

nel Vecovo della Citt , overa gionto (chi

altra vita in direi-i iorni, ed anni z cos co

s e foe Reg io? ) e nell' aPetto cono

me lo ri ruovano

ciurolo , qual egli i foe er eere, con

nene, lAbate Maurolico , ed Ottavio Caje

molte preghiere ottenne i rimaner con


eolui . ln quelo mentre qual non il

tano, quali crivono eere morti , conforme

tenore _della vita di Nicandro .li udj del- A

_medeima . Ora e ucli Santi er amore


del loro Dio 1 nacoero dagli occhi del

le agre lettere, le veglie della notte tune in

al

rimo Vecovo Cabilo

alla loro orazione l'anno , il giorno, e lora

oraz'ione, l ainenze, il dormire ulla nuda

Mondo; il medeimo Dio per la gloria de

terra: opere quali mirate, ed ammirare da


quel Santo Vecovo , e uindi argomentan

medeimi li diacoe con maniera glorioa.


Un tal Pallore per declinare li rigori delllni
verno i ritir con la ua reg e nella udct
ra peloncaz ma come fu ivi i vide oprafat~
to da un inolito, e timore,e calore, veggen~

done la futura Santit de giovanetto, lobli

garono ad ordinarlo Sacerdore,come gi f,

quantunque con molta ripugnanza del San


t0,con0cendoene indegno,comci dicea,per l doi avanti gli occhi un Imagine venerabilc,
altro limatone degniimo dal Ciclo .Ordi e dal epolcro ivi Yeggendo ucire un luci.
nato Sacerdote, e crecruto nello udio del
diimo raggio , accompagnato da un odore
la perfezzione, accrebbe le penitenze , li di uaviimoz e fatto animo a e medeimo i
giuni, le dicipline, le orazioni, c tutte lal
opra il epolcro,e vide quei beatilimi Cor
tre macerazioni della Carne 5 onde divenne pi tutti luminoi , e riplendenti 5 ondexcor
norma dogni virt , con tal credenza , che rendo alla Citt raccont al Vecovo quel
n prima, n do ne foe, o _arebbe per e. lo gli era occoro , tolo fil conchiuo d'an
,eme comparo altro imile . Ne mancava _dar a riverire le Sagre Reliquie. Siitu una
Iddio di appruovare la ua Santit c6 la vir, olenne proceione di tutto il Clero col uo
t de miracoli 5 concioiache gli concee Vecovo, e Popolo col uo Magilrato, qua
una tal forza di rianare glinermiz che non li chutl ritrovaYono li Sagri Cadaveri , con
vera morbo,che li con la ua orazione non queo di piu , che caturivano un prezioo,
rianae . Udita a fama del Santo vennero e odoroo liquore, quale applicato a diver
a ritrovarlo , R: non pi too da lui medei

e infermit quai tutte le rinava - Anche

mo chiamati Gregorio, Pietro, Demetrio,ed


Eliabetta .o Fratelli , o almeno tretti con
gionti ,e r di loro _avuto e reto coniglio
'di fuggir il ecolo, e vivere in olitudine, di
notte tempo valicato il faro , e prea terra

moltlxicbbero la alute col toccare il Sagro


Sepolcroz col tocco del quale anche ricu pe
r la vita un iovinetto rccatovi dalla pro
pria madre . ra la malinconia di tutti , che

di tutti , e cinque Santi iavano epellite le

non troppo lungi da Meina, cio nn miglio

memorie, anche i nomi medeimi amalddio

per oervazione di Ottavio Cajetano, aliti


in un di quei Monti ritrovarono per Divi
na dipoizione una pelonca , quale labili.
rono per loro commune abitazione , Vivi

vi provide cos . ,Fr molti, quali dalla Cala

ldunque raccolti , quela f la prima orazm

brio concorero a venerare le Sagre Reli

quie vi u il Padre di S. Nicandro ,il quale


veggendoli per numero cinque, e fr queti

una donna, ubito gli core nel peniero , e

ne di tutti : Signore tuo ia il peniero di


uardari,tua la cura di provedcrci; Cos
come iamo cinque per numero, ma un olo

r conentimcnto di animo z altretanto ti


upplichiamo : _Ut num idem`que ir tempus,
dies, bora, puntini 1101': omnibus, quando par
tiremo dalla vita preente 5 non permetta la
ua miericordia : Notrum hm focietatem
conjupionequ eparariut in 'varis dirabi

fra loro vi foe il Figliuoio Nicandro ( a~

dunque gli altri non erano uoi Figliuoli , c


perci fratelli; ma olo conan uinei perla
ragion detta) , e conociutolo e ue conol l

eremamente, e ne ringrazi ll Cieloze per


che di tutto ci ne rendee certa la ua Fa
miglia con la moglie, tronc un deto a Ni
candro , qualera per certa nOta conociuto
alla madre, Quale ben culodito, recando al

parteszfcd mi! in bot' tamil' contubernio con

la meglie, la ree certa della morte , e della

jun [mm: ,ita in faleie.: delicias translati,

gloria del gliuolo : E perquea via anche

meatquam livelli, aut -jungi patiare' .


Q1er di particolare aveero operato ,
e quanto tempo qu l aveero durato , non
labbiamo di certo, Certo olo , che tutto il

riverenza loro fu edicato un Sagro Tem

vennero a aperi li nomi degli altri. Per pi


pio, dove dentro ad un Sagrario furono rag-
'chiue le venerandc-loro Reliquie , ed or'

tempo viero qui la lor vita non u, che una

nato il giorno fcivo , ch' quello dell


ven

"25

DE'GONFESS()RIABATI CAP. ll.


venzionc per li i9. pettembre.
Anonimo oreco nel Salma di Ma/za , re.

o latino da Agotino Floi-ito Gcjui't . Primo


Ve:.Cabilan. Topogr.SS.V.Mti-ta. Ab.Mauro[,
Martin[VENDO-:Meana G'i'0:Molano ad U
uard.Conantino Felice premertd. Arnold,

U'won Martyr. Mai-ai. Giui-p. Fraica com


pend.bt.Ci*u.Me Filippo Ferrari deSSJtal.

_Paolo Guai:. liba. Calab. Ott-G216!, roma.,


Animjlas.

yz

vcirc gale giovanili. Ma too dalla grazia


divina illuminato, laciando quella maniera

di vetire, i tole le carpe, i tagli i capel


li,e saddos una tonica apra a color bian
co . Qgindi udita la fama degli Anacoreti ,
quali in molta penitenza traevano la vita
nella Tebaida,pree quel viaggio in compa
gnia d un Religioo per nome Audrea . ru
rono maravigloc, ed orribili le coe , qua
li, e vide, e pati pr quella trada , a egno,
che ritrovandoi agli orli della morte, da e

XVI. DE BB. CRISTOFORO , E TEO


DORO ABATI,
.
.

Ella vita di S. LeoLuca decritta in

a vir:
SS. Scul.
(counel
89a

greco,e rea latina preo Ottavio Ca


jetano (a) i i onorato raccordo con titolo
di Beati di amendue queti Santiimi Abati,
Crioforo era [Abate del Monaerio pre
o Muntileone, allora che vi venne a pren
der lAbito S-Lco Luca, ed egli fa, a cui 1d
dio rivel a venuta del Santo, e di il man

damento per accoglierlo con umanit. Teo

mente in Gierualcmme viit con molta di >

vozione quei .Luoghi agri, ingolarmente il


Monte Taborre , nel quale in un profondo
di cicrna avendo digiunato una quareima,
la notte del di di Paca , circondato da un

doro poi fu , che morendo il Santo laci

gran lume gli furono aperti tutti quei mi*

Abate del venerabilc Manalerio , come il

terj , quali poi egli tracric ne' Libri della

pi Santo fr tanti Monaci antilmiz ne

Concordia, e deli Apocalie . Di l paato


in Sicilia,e dimoraro per qualche tempo al- '
le radici del Monte Etna fc ritorno in Cala
bria, portato dall amore della Patria , e dc
Parenti , co quali avendo religioamente
coniplito, pas alla Sambucina dell Ordine

altro i h di quci due Beati Abati.

XVlI. DEL B. GlOVAN~GIACHlNO


.ABATE .

i Hano
[Dj-Citer
ad dial
Juni.

medcimo in certe arene i prepar la epol


rura. Ma Iddio lo ovvenne 5 concioiathe
parendogli di vedere un Fiume d' olio, ud
un uomo che gli die, bevi 5 Bcbbe , e non
pure i ritrov fuori'di travaglio, ma s ac
core d aver bevuto con quell' olio l' intel
ligenza delle critture . Sopravenuto nal

C-Elico famoo Villaggio di Coenza por

Cilierciene, ove ricevuto da quei Padri , e

~
[ alla luce queto bcdtu nel 1 1 1 r .come
contro a Angiola Manriquez (a), e di Gia
como Greco (b), quali il vollero nato l an

poi perimentato per uomo di molta virt ,


lAbate Simone lo dign Portolano di
quella anta Caa. Qt gli avvenne , che u,

no 1145. dipma Gregorio dc Laurie (c) .

cito all orto a contemplare li divini miter),

Suoi Genitori furono Mauro Giovachmo,


per profeione Notaio, e Gemma, amcnduc
deprimi di quel Villaggio,di mediocri IIC
chezzez ma di tutta bonta di vita. Too che

1 vidde avanti unuomo di maraviglioe fa


tezze, che porgendogli a bere un gran vino

b Crono

log.
e Miab
Co

gli die, bevi , o Giovanni , e benche nol

Atleti-ja. Venuto all et dapprender lettere


fu mandato alla cuola , ove tanto i prot
t , che 1 anno uo qutttordiceimo i ritro

bcbbe tutto, gli oggioncz e tutto il bevevi,


non vi arebbe rimata cienza , qual non ti
arebbe lata infua .

Acceo dell amor di Dio volle predicar


la ua parolaz ma timando non pOterlo fare
con frutto, e non Sacerdore, perci andato
in Catanzaro , pree gli ordini da quel Ve
covo. In queo viaggio divertito nel Mo- ,
naerio di Corazzo , re preo dal uo a

v profeo d umanit 5 onde avendone il

more , tanto che ritornato Sacerdoce ve

'u conce ito ne u dato l'avvio alla madre,


e poi na cendo il Padre parvegli di vedere

una moltitudine d Angioli , quali vetiti a


bianco con gran iubilo cantavano:1ucr na
ti e nobis Alle uja, (F Fi [ius datus e nobis

Padre concepito ottime peranze l'applico a

uell Abito, e rofe il agro Iiituto Ci

gli aari Curiali nel Tribunale di Coenza,

lerciene . ln i a non molto venne eletto

nequali eppe portari con maraviglioa pru~


denza, s"i che pot guadagnarne gli applaui
del quis pura: Puer ie eric. Ma non piaceri
do al Giovane quella vita , imandola po
tergli col tempo aprrli le porte dell Infer
no , lVLlC lanimo al lungo pellegriniggio

Priore,e nalmente Abate,qual dignit aven


do prima riutato fino al fugircne, accett
poi ad ianza di Arnolfo Arcivecovo di

di Terra Santa , qual intrapree , een o d

tevi da Monaci della medeima Abazia di

anni zo. , e correndone del `Mondo riorato

Corazzo. Non ha dubio , che quco Mona

1 136. , non gi I 165. , come crie Mannu*

erio oriva in molta antit z ma nulla di

Coenza, di Simone Abate, e d Ilario Prio~


[e della Sambucina, di Melle di Rende Giu

iziero, e d' altre perone di conto , frapo

quez. Arrivato a Terra Santa, quando la di meno s avanz a gran pai otto la dici
lina del Santo Abate, cos nell oervanza
vozione di uei anti Luoghi dovea portar
gii penieri i antit, non s come degene l {donaicm come nel temporale medeimo ,
.tando , gli port piriti di vanit , e pree a Leollacquilo di moltitprivilegj , concedul
tigli
7~

-h`\.,

;4

cALAiBRIA SANTA LlBRO r.-~~

tigli a ua con templazione da due Gugliel

per altro non volendo abbandonare quella

mi, confermati, e riconfermati da Cotanza,

olitudine , dicomun voro s'ebbe ricoro a

e da Federigo. .Non manc Iddio d onorar


quco no Servo, con la gloria demiracoliz
concioiache rian in Scigliano una donna
dal mal caduco , con darle a bagiare alcune

acre Reliquicz In Taverna una moglie d'un


Prete Greco dal mal della gocra,c in Mayda
due dallo pirito . Viaggiando in Palermo ,
Luca uo compagno acceo di ete , non a
peva che fari, non avendo pronta l acqua,
o altro licore, egli elinc in lui quella ete,
col olo commandargli , che non beva . In

Roma , e i oper s , che Giovanni rimae


aoluto dalla dignit Abaziale di Corazzo.
Divolgatai in tanto la fama, chil Santo Uo~
mo sera ritirato a far vita Anacoretica nel
deerto, molti e gli accompagnarono , cos *

della Religione , come del ecolo 5 ondegli

Spirito , perche un Uccello gracchiando lo..

laciato quel luogo s inoltr alquanto pi


nella la, tr due umi , Neto , ed Arno , in
dianza di quattro miglia da qualunque abi
tato 5,dove_ principiata la fabrica dun nuo
vo Monaerio , i proeguiva a tutta voga
da uoi compagni, e dicepoli. Non pia
ceva queta fabrica all Inferno, preveggen

ro impediva l intenderi, Giovanni gli com


mando, che 1 tacec, e'tolo i tacque. Ree

done molte ue rovine , onde le moe con


tro alcuni dcminilri Regi , otto preteo,

ciolto di lingua Luca Abate della Sambuci

che i occupaero le robe del Fico . Qpea


f cagione , che lo ncct di ripaare in
Palermo, ove dal R Tancredi non olo 0t

Palermo `ragionando c011 Abate di Santo

na, balbuziente 5 qual oi anche rian da

un ardentima febre . iber un Religioo


da una periglioa tentazione , col dargli a
mangiare alcune delle ue coelle: Ad unalz
tro di acca memoria impetr , che mand

a mente tutt i Salmi di Davide : In Longo


bucco raeren una tcmpea di ette giorni
cos, che parve mai piu per laddictro aver_
piovuto. Non tralaci in tempo alcuno gli
eercizi della Virt , e della morticazio
ne: Aiduo nell orare, c contemplare: tutto

tenne la opirara licenza della Fabrica; ma

un annovale rendita di cinquecento almo


di grano per li biogni di quella , e de'uoi
Monaci . Crebbe adunque quel Monaterio
con titolo di San Giovanni a Fiori , non.,

pur di mura, ma di Religioi, edi ricchezze:


e vie pi crebbe al opravcnire dell'Impe
rador Errigo VI., a cui all entrar nella La

lagrime nel ceICbrar la Mea: Nc'giplni n

labria ito all incontro l Abate , ottenne da


lui, e la conferma dell an'novale tributo del

golarmente della Domenica di Paione ino

grano,ed una nuova conceione di cinquan

a Paca , ne quali diceva entire tanta-dol

ta cudi bizantini allanno.

cezza, che deiderava non hniri mai . Ar-

Col nuovo Monaerio principi il nuo

dentiuno nel ermoneggiare con mirabile

vo ordine Monaiico Florene,che poi creb

frutto di chi l acoltava , enza generar te

be in molte Provincia-arricchito di Mona

dio la lunghezza-Celebra ogni giorno,an


che fuori di Monalerio per viaggio, e nel
le Montagnc , portando em _re eco a que
o eetto li agri veimentifndefeo nedi
giuni, e nelle vigilie: Umanimo con Fora
iieri,e Pellegrini , co quali compliva con

eri, e Religioi, e di ricchezze , e privilegi

gni pi chivi , e non potendo in altro gio

cioiache accolto con molta onorevolezza


da Errigo , e da Coanza, damedeimi or
tenne , ~e la conferma de privilegi per Co
enza, ed un innit di Reliquie , e di Sagre_

concedutigli daPonteci,daPrelati, daRe

gi,da Imperatori,e da altri Grandi del Mon


do . Divenuto per tanto fmoimo , non
pur nella Calabria, ed in tutto il rimanente
del Regno , ma e nella Sicilia ingolarmente
ogni poibile carit : Liberalimo con po nella Corte _, qual di quei tempi reideva
verelli , tanto che talvolta avendo lor dato in Palermo , vi fit detinato dalla Citt di
le proprie veti , gli convenne andar lungo Coenza per la conferma de' uoi privile
tempo mezzo ignudo: Oltre modo caricatez gi . Viaggio da lui intrapreo volentie-v
vole con gl Infermi , quali erviva ne bio
ri , e portato con molta gloria al ne 5 con
varli , molrava entire come propri iloro

malori.
~
Rioluto di piegar la Scrittura , e di dar
l ultima mano ad alcune ue com oizioni,

perche nell Ordine Cierciene cio non po


teva fari enza licenza , o del Capitolo Ge

uppellettili per il uo Monaerio . Ricco


nalmente da tanti, meriti, e di tante glorie,
volendolo Dio chiamar a e , sinferm nel

Convento di &Mat-rino del uo Ordine; In- V,


all'ora Lucio Ill-,dal quale ortenuro quanto fcrmit , qual poi rea pi pei-iglioa , gli
bramava,ed anche poi lettere a parte da Pa port la Viita degli Abati di Corazzo, della
pa Clemente III. ;quindi laciato il Mona' Sambucina di San Spirito , e dun immen a
moltitudine di Monaci, e di colari. Fattoi
erio i ritir in un luogo , detto Pietra La
ta, e poi Pietra dell Olio, nel quale congpo.. pi vicino alla morte a Monaci un brie
chi compa ni attendea non meno alla com-` ve , ma fervoroo ermone s l oervanza
poizione de Libri , che alla contemplazio
della legge Criliana, e della propria Re o
ne de'mileri del Cielo . Ma non porcndo i la, ngolarmente della fraterna carit , o `
rimali .Monaci di Corazzo tollerare per si vente replicando, Hoc *volpi: memorandwe

nerale, o del Papa , and a piedi di queto,

lungo tempo l aenza del lor Abate,ed egli

"in.
*.1
,Ac

_4*

linquo , utdigatis invicem , [ith .Dominus

dile

DE'CONFESSORI ABATI CAP'. '11.


dilexis nor . Indi' prel tutti Sagramenxi con

Giacomo Greco , e Gregorio di Laude . Ba

ne prima a Monaci Ciercieni , e poi agli


altri del uo ordine Florene , come con un

a, che erebbero in s gran numero , che


lanno 1356. li Monaci di Fiore upplicaro
no la Santa Sedia per la lor revilone, come

cndo danni 91. , il Marzo del rzoz. Onde


vanno a terra le molte opinioni , quali per
il tempo della ua morte vanno attornozeio

eltntc di
I
Co
e Mono

di Muzio Matera (d), chil volle morto l'an

logio Ci

Aubcrto Mirco (f ), che non l fanno opra

lterc.

vivere al 1 IOI., di Ludovico Contareni (g),

g Vi
dar-Vito:

lllur.
h

Sup

e immera alcuue delle ue Reliquic . Vedi

divozione incredibile, e data la bcnedizzio

placido onno, ree lo pirito al Signore, c

d Pam.

l5'

no 1100. di Girolamo chriquez (e) , e di

che non loltre paa il 1166?.,di Filippo Ber


garno (h), che lo porta al i 158 , e non oltre
piu,di Giovan Tritemio (i),ch`il nice all

lo crivono il udetto Greco (r) , ed il Man


riq uez (s) .
Luca uo dicepolo 'vita ;jim-,Gabriele Barrio

r Cronol.
ed.
s Anna].

Ctlterc- ad

dc antiqulz. Giro lama Maraoti Cronixlb.


4.6.14. Giacomo Grcco Cronologjoarhim . An
gioia Manriqucz Amalfi/Zero. Girolamo Hen
riquezillcuolog.C1c-rc. 14. kai. jan. Arnoldn
Uw'on Lignum Vitae [ib. 5 . CdP-86. Gregorio de

ann. r3.
042.

Laude- mirabilJ/ir.

plem.
i Catal
-Vi r .llln
ltr.

K dir-:C'e

anno ir7o.,di Franceco di Pegna (lt), qual

Balmerio (l) , che olo al 1186. allunga i

lCron.di

uoi giorni,di Sillo Senee (m),e di Antonio


Eucb.
m Biblio Pocvino (n) , quali gli anno vedere il
th.
n Appa uoo., di .Angiolo Manriquez (o),chc la ua
vita allunga al 12.11. , e finalmente di Gia
[310
0 Annal.
C-.ltcrc.

como Greco (p),ehelo porta vivo al 12,14.

P Cral-IO

Che poi queto Beato ia morto il rzoz. lo


dimotra Gregorio de Laude (q), perche gi
egli era Vivo il Settembre dellanno 12.01.,

luz Jo..ch.
q Mirzb.
6-1].

OSSERVAZIONI".

I.

li toglie la vita allanno 1185. , di Matteo

come f chiaro dall irumento per la on


dazione del Monaerio di Fonte Laureato,in
cui Simon Mamitra , Signor di Fiume F1 cd
do col Santo Abate per uctto tempo ne die
gnano il luogozdove poi il Giugno del 1.2.02..
da un Breve di Papa Innocenzo llI.abb1am0

M A quantunque queo antimo Aba


_ - tc ato Foie in ogni parte ammirabi
le , ingolarmente lo fu nel dono della Pro
fezia . H voluto rimetterne qu il racconto
per dicioglier loro a pi l oppoizioni,qua<
li molti le han fatto contro. Adunque een
do Abate di Corazzo un Martedi di Paqua
alzato dall' orazione, e portati eco in luo
go rimoto,`Pellegrino, e Bonazio uoi dice
poli, rivelo loro , the di breve eguir do
veano nella Sicilia crudelime guerre 5 c
redie il vero, poiche morto Guglielmo il
Buono, e poo nel Trono Tancredi, gli fa
opra Errigo V1., qual riemp di angue,e di
ragi amendue li Regni . All' ilieo Errigo

Matteo Abate di S. Gio: a Fiore , uccedu

per non piu incrudelire protc il ritorno

togli immediatamente, n per altro, che per


la ua morte . Morto adunque il Santo Uo
mo , come di opra , venne cpellito con le)
dovute pompe funebri nel luogo medeimoz
ma poi veggendu iMonaci, che non era ivi

nella Germania , accompagnato dalle dia

riverito a proporzione del uo merito, riol

ero di traportati-lo in San Giovanni a fio


re . Ma appena i pare la fama del trasfe
rimento, che ecco nel d`1 preo un Popolo
innumerabile d ogni eo , e grado , al pari

dun immena moltitudine di Religioi dell


uno , c dell altro ordine z ieche accompa
gnato proceonalmente daudetti Religio
1i, e eguito da quel Popolo paramente per
quelle cam agne , venne ripoo nella Cap
pella della_ ergine avanti la Sagrcia , do.
ve n al giorno preente con molto concor
o di Popoli; e devozione on riverite quel
le Sagre Reliquie . Ma e Dio ancor in vita
onor il uo Servo con la gloria demiraco
li,certamente non glie la tole dopo la mor
tezconcioiache il giorno medeimo del tras
ferimento rian Guglielmo Abate War-ta
nario col olo toccare le ue Reliquie , ed
un Novizio da un grave dolore inteino
per la ritenzon degli ecrementi , con olo

orare al uo.epolcro . Altri molti l riana


rono chi dall una 3' chi dallaltra infermit ,

o col chiamare il uo nome , o colladoprare


le coe ate a uo uo,o coll orare al uo e_

polcro, o col bere lacqua,dentro di Cui fo`

venture , ma per felice , e fortunato il ri

torno.Si avver il primo,perche partito egli


per la Germania , rimae -m man di Ladroni
Salernitani Cotanza ua mo lie in Gaeta ,
da uali f:1 mandata in Sici ia a Tancredi ,

ed
uo eercito disfatto preo Carovil~
lare: t avver poilaltro,perchc pedito da
gli aari di Germania, e ritornato con l ar

mata de Genovei, e Piani , rientr con ap


plauo in Napolizc d' indi nella Sicilia , do
ve catrato il picciolo R Rogiero, e care e
rataSibilia ua madre , ebbe in mano li due

Regni enza contrao .


tea caduta della
Cala di Tancredi-molto tempo avanti lavea
preveduta il B.Servo del Signore; fu il mo
tivo, chavendo avuto Tancredi la norizia di

quanto lAbate avea preveduto di glorioo


ad Errigo nel uo ritorn0,e perci oltre mo~
do andatone in furia ,lo minacci nella ro
vina del uo Ordine in una lettera, qual gli

crie cos conchiua: .Lg-:propter igitur te


or Dcum, ut excuatum ze babeat, bre-ui in
utfaque Sicilia conruca Camobia Ordini: mi

cuna ju irritamr demoliar. A cui l'Abatc


dopo aver fattele nc dicolpez ch egli cos
avea parlato per voler di Dio : Succendetur
Rex impius, cadet, qm' [bdc: in are, e? ob de
perationem-tabecetzNati cjus erzlecent fer
ro, " 0c li comm igne perde-tar , ut pei-cat
memoria genoratioms u .
Ma

'
_--

;6
CALABRIA
Ni ritorniamo alquanto pi all indietro,
Bramoo ilR Rugieto di apere quello foe
per eere di Cotanza ua gliuola, chiamo

SANTA LIBRO r.
niti Amori , e fra quelli: ' ,
Matteo Palmerio Cron. Eucb. ad an. 1 158.

Giozxnronio Summonte lib.z. fl.5'o. Luigi*To


relli ecoli Agoin.appar.n.3z.et An.388.n.8$.
Cronicon Magnum Mundi ad ann. 1174. Sto
Senee Bibh'otb,lib.4.6`nglelrno Parzen [ib.
de rtttt.3.'ire debe:. Pro/olmo dc Luc:: Vita

da Calabria in Palermo il Santo Abate , e da


lui inteo , che da quella dovea ucire un

ran fuoco a danni dell Italia, e della Chic

az cio un nemico perecutore d amenduez


ha_

perci per torne loccaionc la conigr Mo~

Lucii [[1. Tomao Fazlli de rebus Siculi: po

nuca in unMonatcrio di Religioe. in ogni

]ler. decad. 7. cap. g. Antonio Poemno App. .


lib.2.. CF'in 'verbo Giri/lu:. Pandol; Collennuc.
z0r.z'1'b.4. S. Antonino z,p. 10r. tir. r7. ap. 3
12. 3.p.tit.ult.5`erano Firmano Apoc.cnp.9.
Humberto (de Vin': Fratrum) mp.p.C.1rlo Siga

conto morto Gugliemo , come s detto , e

venuto al trono Tautre-'ii, gli opravenne


Errigo , e per farlo con piu colore, pos la

opradettaCoanza, dalla quale nacque Fe~


derigo il. gran perecurore della Chiea , e
gran diruggitore dellitalia.E di omiglian

ti argomenti e ne crivono altri pi,dc`qua


li dovendone far raccordo alquanto pi ap
prco, ne opendo qu il racconto, per non

-van Ger/one dc P'rilelur. 0rd.Procd.n 'vira

aver a replicare pi volte le coe medeime.


Singolarmente 1 egnal queo antit:

S, Domir!. Lconico Calcondz'lo lib.6. de rebus


turcicir./lrnoldo Union. L1'gnum Vite z.p.lib.;.
ram.9.c.1p.86. Loren-<0 Surio 'wru di S. Dome.
Dante Poeta ;2.3. de parati. conf.17.. Luca Uva
dzngo Ann.tom.p.prwfat.5.52,. Tome/b lemn
da Cencur. pr, Crijbomo Henrquez Monolog.
Clercnd 14., 1(alJunii. Agoino Barba/iz cap.
dnmnanmrJjnnio Tamburino dejure Ab. m.
z.d,j]_z4.q,5.num.3 6. Silvero Mauro!! Ocean.

mo Profeta nel decrivere, avanti che veni


ero al Mondo, la nacita di molte Religio

ni. Cos della Domenicana l atteano Stefa


no di Salanaco (a), Frac'Umberto (b) , Teo_
a bit

nio de Regno Italico [ib. 15. Nicol Arpaldo


ior.Anglic.ercle/c7. r z.c. 10. Nicol (Baglioni
3.17. Compcnd. Ridol) Tojignani [or. Scrap/9.
lb.p.Martino Polono Cron.0tto Enza-71.111.670

dorico dAponia (c),Vincenzo Brandelli(d),

Jclred.
Vite

Lorenzo Surio (e),e Tomao Malvenda ( f).

de Frat
lib.2.c.pr

Della Francee-ma lo oggiungono Pietro

c Via d
San Dom
d Conti.

Rodolti (g), Roberto da Lecci (h), Bartolo

Religio. 12.3. Luigi Contareni Giardino di e

meo Piano (i), Luca Wadingo (k), ed altri,

mpj. Zaccaria Bar/er. Ann. Cap/1c. anni 52.4.


n.29. Angelo MauriquezAnn. Circeimomz. ad
4m [65.6.7172. nurnpr., (F alibi . .Bartolomeo

C.1;

traendolo cos gli uni,comc gli altri da quel

e Vitad
S-Dom
Cenz-p
ann.6.
g hilm

lo 1 crive ul 4., cd 1 r., e 13. capo di Ge


remia, e ul 7., c 13. di Iaia ;onde un eco

Sera. llb.
pl'

h Fxce.
S, Franc.
er. 4)

l Conm.
*.p. f.pr
K

Anro

lo prima pot egiar al vivo li ritratti d


amendue li Parri archi nella Bailica di S.Mar~
coin Venegia (l) , Della Religion Carmeli.

tana lo traggono da ci ch ei crie ul pri


mo capo di Ueremia ,e ul 17. dell Apoca
lie. . . Caputi (m) , Simone dello Spirito

lde Lan

Santo (n) , c Gregorio di Laude (o): avve


gnache Arenio della Preentazione (p) de'
oli Carmelitani calzi l' interpetri.Della Re

!e Mirab

ligion Eremitana di S. Agotino lo dicono

-om- p:
;rieam- S.
'2*

1-49
m
e.

&DominJ/'incenzo Brandelli condzlpr., e 1 5.


Roberto de Lecce-.de excel!. S.Franc.jr.45. Si
none della S z'rzto S. Tavole Cronol. deforme
litani-Silve ro Mencio Eprfad Egidizi Cardin.
da* ,Eprad Vincentium , d" Bernardinum. An
elmo Boerburinio epi reponaa ad diff/4m

dal 14.capo opra lApocalie Silvetro Men

Sil-uernm. Paolo .Emilio Santoro HzLarbo n.


Errigo de Urimaria de orzg. Eremit. S. Augu.
Giueppe Silos Ann. de Teatini lib.3. ad ann.
1555. Tomao Srnpletonio PromPtnar. Moral.

cio (q), S.Antonino (r) , Anciolo Manriquez

Domin. ina oav. Natali:. Gio: .Franceco

tom.
Pam-g.

.Il-'ano conform.p.z.fru.p. Stemo de Salanaco

Hi. de .Domenic. Teodorco de Apoldia vita

[i Q. Ella.

(s) , ed il de Laude t) . Delle Religioni de Spina de maximis conjuntfionibus Saturni , (7


Chierici Regolari Teatini , e della Compa- k jo'w'r an.1603. e r7oz.lib.z.arz. Leandro A2 ,
gnia, ne ono Autori per conto de primi berti decrittdala reg.8. Barnaba de Mon~
-o
p Fpi. Gregorio de Laude (u) dal capitolo r4. o
:albo Cron. C/erc. Pacalino Regidmo Epi.
olog.
pra
l'
Apocalie,
e
per
conto
dc`econdi
To
.Dedicamul
propbetiar Ponticum . Franceco
g Emi-ad
ard.
mao Stapletonio (x) dal lib.5. della concor .Binario Apol. pro Flavio Dextro.5.6'.6'abrie le
r p-3.tit.
dia cap.6)., ed il de Laude cap.r8.del mede~ Barrio de antiqu. Calabr. (ibn Girolamo Ma
lt _
s mml-imu libro 5. della concordia , come anche raoti Cron.lzb.4.c.14.. Leonardo Cbieo lib.de
;JW 3 dal cap.;. tex.9. dell Apocalie, e dal cap 4.
capri. ? jaura Con/Z. Giueppe Cai-navale
t Mmb- j di Geremiamvvegnache Franceco Spina (y)
Ior.dz`
Sicilia lb. r. Giueppe Bonfiglio lor.
','cap,,.3_lqu`1 riconocaiPreti dellOratorio, e non
di Sicil.p.p.lib.7.omao Coo lib.4.ad Colenn.
"FL1:20: della Compagnia. Che pi 3 vaticin opra G'ronicon Magzrorum General. 0rd. Prudicat.
n Taro .
tanninio Mitab.

3m, Phjttltt i_Regni,e Citt del Mondo,de quali va

Guglielmo Pepino Serm.de S.Dom. Sedulio d L

[glc'fln, leggi il udetto Gregorio de Laude


'ax,
.1(2).ValCll opra de Pontehci da Nicol

S.Frdncic_o. Carlo Cala [da-Sami [ib. 1.174.

nl's Ill. adlnnocenzo Yi II., formandone un in

Gregor-.de Laude mirab.cap.57. .Diego dell' E


quile .Diceria 5'. fol444.
_

n, ai [lCU`llbr_0_(]Llll p01commentarono Girola


;-h l mo _vamrano,lacalmo Regielmo,e Gre
p.56-

Oltre quelle-,quali pur arebbono teimo


nianze gravime,il de Laude aggiunge l`al~
gono de Laude. Per il che d aver egli avu
tre, quali ono duomini celebri per limtits
to pirito di vera profezia lo ocrivono in l cio del
Gio-Danni Bonazio de piriru Pro
pbetiu

.`
\`

'iiia E CUN F ESSiORI AB'ATI c AP. II.


-pbetie Snorum ui temporis .
S. Cirillo Carmelitano , il cui teimonio

F7
ticolare , racconta d eerin comparo un

Mu-. .

Angiolo, il quale dopo daverlo ras-conola


per eere celeberrimo , biogner riferirlo ~ to,cos`i gli oggione: @mera: igitur pmdicto
alquanto pi dieo. Deei dunque apere, rum libros, (F jl'riPturaCT tune ture erat fa
ehe celebrando queto Santo sul Monte Car
tirfum 'voluntati , (y quid in ipr libri: rc
melo ad onor di S. Ilarione , gli comparve) pei-ie: fcriptum, alii: pro ma , (a' ipjrum j A

-unAngiolo , con in mano un giglio , e con

nellaltra due tavole dargento , colpire a.,


caratteri greci , ed oerendogliele cos gli
favcll '. Has cabala: urgente .Deux magma:
tibi dirigit, tanquam Familiari ito , prato

m dehmo , ut arim miion comple-veri: ,


trancri as, (3 demum conato tabellarum ar
gento, calicem, <7* tburibulum ad hericandum

luteindim , (Te-cul.: . Cerc , ritrov i li- ;


bri , eda quelli tracrie , quanto raccon~

ta in quel uo De magnis tributariombus Ee


clex .

Non deve recar maraviglia ad alcuno,che


io abbia qui fatto s`i lungo catalogo di Scrit
tori , quali ebbero in conto di Profeta que
o Santo Abate; poiche s fatto, acci con

Domino Deo ecies; utfue D.M.1jeati acri

lautorit di queti ribatta lopinione di cer

arc -L-aleasCos cominciava la lettura:Tem

ti altri, che la entirono altrimenti.

pare annorum Chrii mi [[ema , intente-imo

S.Tomao (i) itim, che l'Abate Giachi


quinquagema quarto, ('75. Ripartita in diece no non avee avuto vero pirito di profezia,
capi abbracciava quanto dopo la morte del ma olo una ana coniettura di mente , la
Sanco era per uccedere nel Mondo. E quan, quale altre volte die il vcro,altre volte re
tunque Cirillo mediocremcnte intendee gl
t ingannara: Non propbctico jviriru,ed con
oracoli ,tutta volta per maggior certezza li jeura menti: bumame , quis aliquana'o ad 'vc
trainee all Abate Giachino, accompagna~ rum pen/eni!, aliquando fai/iter de futuri: ali
ti con una graviima lettera.dove fra il nigi_ qua pradix* verba tradir , (F in aliqm'bur
to, qual crive e il eguente : Cum _Deus tibi, deceptum iijjiii mordace giudizio ne for

i 4. ent.
d.43.ar.3.
qu.; ad 3.

K ad m .

*uelut fccundo Evangeliejoanni miram utu


ra ac-Indi gratiam contulcrit, bumilitei- qiix
fo, ( Reuerende Patcr) t brevis propbetmm
banc enuclcarc dignerir , quo dilucidis divini

rono avanti S.Antonino, (p), e Rogerio Hu

Hredib.
9.c.16.
n Contr.

dbium bujur mune-ris penetrare valeamus ,

data conjettura di mente-;una in varie manie

ngedb.
z.

re l ingiuriarono , Baronio lo die Peu~

arg.

Laude. Un altro traccio della medeima let

do Profeta, Sant`Antonino , per detto di San

P P-Z-tite
17-5-17.

orisjcfu Cbriii Spiritum futurorum , " in

o eodem

Tomao, Faliloquo, Guidone Legiero , Va~


naglorioo,c Bugiardo: Mid: crrptn qui_
[mr qum levi cf/t ingem'a plusjttir aliena/it;
quoniam in omniburfer ibi-ir ul: , quo e fi,
turorum Prdl-'M common/iran! , conhe-vir

telligcntiam jeripturarum bau enmjomme


videris, cut multorum reiatione , G* eloquio_

commicere pragnaica,quod maxim-c levitatir,

mm :um-um inpefiioue percepi , uper boe ob

mumqe cum aliter'e in poerum rei event

curo oraculo commentariolum digucrz's conce


re. Se non foe il medeimo, che l altro, di

babuerit, quam ipe predixia .


Due in tanto ono li capi, onde gli Oppo

veramente traportato dal Greco . Ma pi


bella fu la opracritta qual vi f del tenor
eguente preo il raccordato Mantiquembo

itori i portarono a queto parere ingiurie

mmo, ac tojius divina- fapientiae ptiirmi co

picciola legierczza danimo: Che molte del


le ue predizzioni non abbiano avuto l ef
etto . Disbrighiamo la prima oppoizione , .

lumn-e Sanfi Spiritus , qui Patre luminum


ineabili From-mat illuratione uulto Aba

o: Ch egli ato foe troppo facile, e peo

in omiglianti vatieinj z argomento di non

per ritrovarci pi pediti alla econda . Gi

tunque Manriquez metta in dubio la verit


di queta lettura, non per tanto ella dubiaz

egli medeimo prevenne 1 accua , e ne rec

lozdi'g'_ cicne, Vieino Cearaugua in [pagna, fan


do.no raccordo della medeima Giacomo da
nel-.:fm- Voragine (b), Giacomo Greco (c),Silvero
*kde San Mauroli (d), Pietro di Natale (e) , Gio: Bat

:32:3: tia Mantuano ( f), Gregorio di Laude (g),


*Ip-aus. ed altri', ingolarmente San Telesforo Prete

le dicolpe nei ne della concordia con


queie, quali ono ue medeime parole: Con..
fumato 'vero hoc opuulo, comitanre nor gratia
Cbrii, ii: (Baronio, Guidone, Prateolo, Ca-l
ro, e amiglianri ) qui me pr-ejumprorcm, "
mm magi: necejarium indicant , per iodio-um

repondere compeior: aperne itaqu cbarittt


tis imuiiu non human-e grarm ,appetitio (A

ei avendo lungo tempo upplicato

dunque non gi?! gloriam aants ) , [rien:


cripta: ee in Pjhtmorum 'volumiue, Domi

il Cielo, che gli dimori le calamit fururer,

nus dipat oa eorum , qui bominibur platea:.

;Hifi (h).

q hlOl

Angl

(F' gior-iam uffi-fiumi: indicium e , potii_

ti joachim, Pauper Cirillus debita-.E quan

b,s_ perche oltre il conervari nelle Bibliote


Crlli.
che,Vatica_na,e di S.Fidi, Monaerio Cier

Pil-6.57.

m Elene

1-"range nubem, dena rca-ea , ut plende cun~


&i; claritas clariimi Solis.Cos`1 Gregorio de

8 qual iiegue: jupp "co quoque te, Venemnde Pa


ter, cui caua: nai-um o'w'um, pro-vide credidi:
Author Orbis, ut tu qui ex fonte puriimo pe

"90

vedonio (q), li quali non pure non riconob


bero in lui pirito alcuno di profezia, o fon

a ann. [era ne reca Angiolo Manriquez (a) , ed


1

marono Baronio (lt), Tritemio (l) , Prateolo


(rn), Caro (i1), Guidone (o) , a quali anda

Puf'? mentre nell' Aurora della Paca del 1386. l Sciant ergo ' hoc oro, ur cia: , non ex pr.c~
lr nl- tava pi che mai upplicando u queo par ' umptione uperbia, nec ,altrujus pie-tati: ec:
H

ritate

..Bei_M.

F3

.CALABRlA SANTA LIBRO I.

i
Tritebu me attenuare *volume , aut mea in

' _genio , ut ia Mundo loquercrjnveni'c (che


non c'e-ui ingemo)5ed quia tempus ;mfmmzm

adr . 15 qui per diveri; ftt-culorum tempera


multiplitia opemtnr,:]' comp le; quomodo 'uu lt,
e?) qimndo 7m!! mfyeria fermati-m juan-maa
lm'z in hoc opere neccaz'imaguquam ;urlo

poderoa armata , paando all acquilo di


Terra Santa, vollero conultar l Abate Gia

chino, aai famoo di quel tempo ne varici


nj : onde letti in lmigliar dicoro pree l'
Abate a lor dichiiuare la viione nell Apo
calie de ette R, e nel dicoro die, che

lun di quelli era Saladino , occupatore di

se ei-mont: di ignificato: fui: .fideltbm epc

Gietoolimaz ma che per preto la perde

rire: Non quod dtgniorer im,quta beccimnr,


ed ut iamus quanta nt- nobis pro merms

rebbe, e chielo dal R d Inghilterra , intor

preparata agella , c/Fi qu e ex domo Lori)


fiinet elongari ;i domzlmr Sodomorum z qms

no al tempo della perdita,oggione l'Abate,


che dopo il framezzo di ettanni. Replican
do Riccaraoz Adunque ar ozioa la notra

'ex Familia Noe reeipiatur inter ci , qu: fa

andata 2 N, ripoe laltro,l'ddio ealter il

~-wmtur in arca . Sentimenti , .quali tolti da un

tuo nome opra tutta la Terra .. lniendo


Riccardo opra la dichiarazione degli altri

libro appruovato dall APPOlollCa Sede, co:


mc non

ono oggiacere ad inganno, cos}

con evi enza dirnolrano,che le predizzioni


.di queio B.Abate non anonate da legierez
za d animo , e da pirito dl vilnagloria , ma
dalla dipoizione della Prowdenza non er
rante , la quale come ne tempi piu antichi,
cos ne eguenti piu moderni volle preagi
re le future calamit , per non darci opra
enza prevedimcnto.
.
. i
Pao all' altro capo delloppoizronr,con
tincnle le profezie non avverate.Tre dl que
e ne reca Baronio : La prima , che aVendo

R, ombregiati nell' Apocalie, dine l'Aba


ce, che un' altro n era lAnticrio , gi vc

nuto in Roma . Turto quello fai racconto di


RogerioHuvedonio Scrittorpermano , da
cui poi il pree Baronio con inieme l`occa~
ione delle lunnie- A quelle tr rofez'ie
vnon avvcrate , addome dall' .Annali a Eccle
iaico,Vincenzo Eelvncene (r),ocr rctu da
&Ante-nino, aggione la quarta : cio, che l

pi antico Profetazne vericato non olo nel

mm illud , cum interpretare-:ur Apocalypm)


14mm ex eptem capitibm Lelie oente m 7

no (5)21 cui ocriero Catro, Prateolo,Tri..

nuper caperat Hyerofohmamuam poll eptem

anno: ab eo tempore, quo ab .:p0 capra e ,fper


Cbriianosfore ( eo devia-?0) recupermtdant ial

s Fradixitz Nam rem longe divertm acezdt


declarvit eventi. La econda , che avendo

redetto a Riccardo R d Inghilterra, che;


in quella ua pellegrinazione, Iddio avrebbe
ealtato il uo nome opra [Utt l Re della
Ten-az nientemeno avvenne il contrario,git
fatto prigione da Errigo Imperadore , e non
ricoo, che con gran omma Cll danaro ;Se~
.cundum -uer, cum eidem Rega' pradixit ea pe

reve periodo de eantanni; ma n anche


nel lungo di ci ecoli . Guidone Carmelita

ut retiqua taceaerederi-m Imperatore-m bo


em Eccleia fumo-14m, cum 'vigilando jbmm'an;

predixiet: omnes tamen ("orire ilam ad


morte: uque i pace , tranquillz'tate ,Ec
cleia permane tradunt . Mee ono le.)
profezie dell" Abate non verineate, come gl

oppoitori crivono, e perci motivi u


crenti da gridarne lAutore Peudo-profeta,
Vanilouo, Sognatore, Bugiardo: titoli totti
tanto piu convenevoli , quanto meno fon

dati, come apparir dalle ripoie.


Id alla prima oppoizione ripundc Grc.

ratore , ab eo ci di detentu: i vinculis , nec

non ogn omigliante coa, main pi luo


ghi dell Apocalie medeima , cio nell' in
troduzzione al capitolo VIII. , e nell epo

gorio de Laude (t) , che lAbate non pure.;

aluta: , ni ingenti auri fiamma redemptur a


uis , La terza, perche avendo coiantemente
aerita la gi nacita delliAnlCl, nn all
ora,e n a qu non e ne Vidde l adempimen

izione del trediceimo dimolr l' oppoo:

to z onde meritamente ne venne .ripreo da

Scrittor foraiero,cio di Rogiero Huvedo

molti Prelati , ritrovatii preum a quelle.:

nio : ,Life des pmari Theutonico poteri; de ;


rebus Calabrir, [m Situlircribemi Am quam'

Che poi Baronio abbia voluto dari d un.,

rerum loco remotimarhm pert'm potuit [74,


bere notitim 3/1: cujm anthoritati innixar

licam pro-uebeudum: qua omnirt Epicopi , q"


aderent, dum ia homo inanzs__\falfu1areti4r , re_

;alia protulzr? Dovea adunque lAnnalita


andar pi coniderato , e non dari di chi

darguerunt fatatis . Per piu rendimento


di quele tre non avverate proeZie vuoli

ealtare il nome del R Riccardo opra tut

crivea a capriccio.All`altra che Iddio dovca

apere, che Riccardo Re d Inghiterra, con l tiiR del Mondo: Riponde il de Laudu

,Filippo Re dl Francia venuti in A ema con l medeimo, che Iddio molto bene lcalt ,
aven
,
*WuMA_

s de H2
:eib

temio, ed altri, aggiunge la quinta ', poiche.:


avendo predetto l Imperador Federico ll,
per gran perecutore della Chieaz pur ell l..
l ebbe empre amico no alla morte z Nam,

regrintione, Deum exaltaturtm nome ej: ii


r omnes Reg Term; d plane feat: accidtt,
nam in reditu Laptu: ab mulo Principe [mf-e

ciancie : *Tenia inuper in eodcm cum Reg-L..


t fermone, dixit Anticbriumjam natnm ee in
Civitate Romana , cun-qu m Sedem Apollo

tai-.HL
*9- e 40.

ultimo del Mondo col nale giudizio dovea


terminari da l1 a anr anni 5 Segreto non
rivelato, ne anche agli Apotoli , n ad altro

predetto fr ett anni il`riacqoilo di 'erra


Santa, non 1 veric , ne per lr _ette , ne per
qualunque altro numero d anni : Acque pn
ujounm' , _gmcatum ute Saladnmm , qua

- 'r Spev.

t Mi rab
cap .4,8.

Tan- CONFESSORI ABATI CAP. Il.


9

avendo , e peo , `e patito pi ch altro t_


per il riacquio della Clttl Santa : Che pol
non s` avee avuto l eetto: ono queti oc

pedizione otto il Pontencato di Papa Eu


genio lil. , enulla di meno and in fumo.

culti giudizj del Signore : Riccardo'non p0~

vicino z onde commoa tutta la francia gli

t perderne la gloria, appunto come non la


perd Lodovico R di francia . Alla terza
per l Anticrilo
venuto
, ripi anriquez
lia il me
deimo
dc Laudegicon
Angiolo
(u), ch'ei intee di cherigo II. gran pere

dein (b) S. Bernatdo,al quale determinan


done il tempo, oggione,che non paarebbe
quel ecolo.Anche b'. Franceco Seraco dil
e ,che il Re no di Portogallo non arebbe
per uniri all altro di Caiglia z e nienteme

cutor della Chiea , come apertamente lo

no tauti anni furono , chil mondo li vvidde

crie s quelle parole dal 4. capo di Gere

riuniti . Anche l altro di Paolo proferizz

mia, Pnerpera manu: extendcns t A cui poi 0crie Bartolomeo Piano (x),Sc.rtnm Apoca
lypfs/igiltum i dzligenter infpicatnr , aper

In l

119*

x Con
prJr-p.
ci-[n.

tum fut tempore Friderici [I. Regis Siculorum,


cnjns i'n tempore fatus fuit magna: termmotur,

than Ptpfeta , S. Caterina Senee,S. Eliabet

quia magna perfequnto in Ec'clea . Alla quar


ta della vicinanza del nal giudizio, ripon
de il dc Laudc eer ella un apertiima im
ponraz poiche nel cap. VI., e X. dellApo
calie anzi crive , difendendo l oppoto.
Dicorre ben egli di queto tempo 5 e ripar

ta (e), ed altri. Saranno adunque tutti queti,

g c comp.

lngannatori, e Peudoprofeti? queto nos di

in Laz-Bla.

Crio cender` Giudice dell' altrui colpe


(dicoro che anch' di S. Agoino neLi-
bri della Citt ) oggiongc, che quello o:
cultimo: ;Lilia 'vero Imc omnia occulti/jim z_
nnt, (F tamen omnnofntara, aprirne e ab bis

omnibus expediens Anguinus uit , ed alquan


to dopo : quae omnia quidem (cio alcune cir~
coanze accompagnam- la venuta di quel
dibm
etremo
credendum
5 fed
modi:) 'ventura
o ordinee
venient
ma is e
tune-da-i
I
q
i
tebit rerum experientia , quam mmc ad perfe
nm hominmn intelligentiam vale: confqm. E

quando pure ci parlato avee del giudizio


nella ua piuriretta giurie-azione , dice il
Manriquez,che deei intendere non di gior
ni, ma d'anni, al modo che parlato avea Da~
niele nelle ue Eddommade. Allaquinta,che
y Cent.
z

Man.

Federigo anzi ia atu empre amicimo


della Chiea , odai Tomao Malvenda (y),
preo il Mantiqucz (z), il quale contro d' un

:imon-c

olo Tritemio argomentando,ripoe a tutti.


Sed vir crediderim Tritcminm txt/.ia jripj* .
'ui-s enim tam impudcnter mentiri et ants
Fridericnm 11.( nam de hoc certnm e/Z, antici
natumjoachimnm ) emper Pacicum , (/7- Ro_
mano Pontir abjeoum, (7 de [em pereve

rafjc 3 Nemo enim, ni plane olidns , da" re


rzzm omnium oblitus Iud alruj potuit , um:
omnes etiam Tritemius in Cront'cis btriaugen

films, {9 totus .Mundus apertzme tiant , Fri


dericnm boem infenjmum Romanorum lon
ticum,@ ab ips exeommimicatum,e?)~ imperio
pri-04mm fui/c. Certzimnmque , (3 in re jon
cbimum Vatcm extitifo , cum cccint Frideri
cum zcom tatico, (5" ,Ecole/in najtitnrum. ~

Ma ai, che non tutte le profezie di que


o Beato Abate, 1 ano avverate, per queio
a ma!
6-1*

rebbe Papa San Gregorio 5 poiche Aliquan


do propbetoe Sant?! ,.dum tonjluntur ex ntagno

u Prophetanii,qn_c;am exzoiritu proferunt


de ex pirit propbetite dicere it/Picantnr i

Cos omiglievolmentc S. Tomao zz. q.17z,


ar. 5'. Gaparri Sanzio in z. Reg. 7. wr. 3.
Giovanni dc Nor-{eo Comi-r. tracZ'. de vera , (9*
fala propl).ib.1.t.i 6. UUadingo Ann. tom.p. ad
nn.12.27.5.14.$. Antonino _4.p.jn7n.tl)eo l.tit.19.

:41249. c3' 3.p.bz0r. tit.19. up.1 1. (a' tit.z4.


c. l l . Pietro dell Aquila 3. ent. ail. 3. (1.17. ex
Varr. Bernardino de Buzstrm. 7. de concept.

Cartbag. tom.: .Art-:n.Deipt-ir. Zion:. bom. t9.,i .4. ,


c9" lib.7.bom.\5.$.19. Armi-..a Manaero Mar
tir01.Franc. ad diem 27.711. 97.7.3'- ad diem 2..

fumi 5.6..Domenico Gravina . Chernb.lib.4. C.4.


[/ELXCregorio de Laude mirabxa.; 7.
Ma che: aranno dunqu.- tutte Vere le pr0~
czie, o vaticinj, quali vanno attorno di que

o B. ervo del Signore . lo qui per chiu


'ura del dicoro appongo la corre-:zione
qual i f al Libro del pi volte raccordato
de Lande ,la oVe tratt di queto medeimo
argomento. ,Quad 'vero attinet ad jour/Jimi
propbetias , qnas in diveri: criptorum , (3 cx
Libri: ipns reero, nullam ci': dem e adhi
btndam armo, m humanam, - qnantam per
mittit Sanca Ramona Eccleia, cnjns ejZ de ue

ris prophett'is judicinm erre .

OSSERVAZIONI. II.
,
ANgiolo Manriquez (a), di queto B-Aba
te favellando, crive, che la ua vita fu

quai uno travagante eminario di Parado:


concioiache altri lo lim Profeta , altri lo
cred Illuore: quelli l`ebbe in conto di San
to, e quegli per uomo ippocrita: Gl'uni Dot
tore- Cattolico, e di verit: gli altri ignoran
te,ed ereticoz ciachedun , t'ormandone con
cetto a uo arbitrio . larabat interim Cier.

cio divina manu: joaohimum Abate? ingenti;


opinioni: air-um, magi: quam term , 'de quo,

Peudoproeta, Vaniloquo , Bugiardo , e o

ut nihil medium ab Authoribns , ic omnia ex

mi lianti 3 Anche S.Bernardo(a), come cri

trema diZn, quibufdam Santt'nm boton-erm


pbetamqnezquibudam [llnurem, C-j" bipotritaml

ve

anriquez , f una omigliante propera

H
,y

b $.Eern.
:Pil-56.

nella Calabria una Religione di Cavalieri,


per mettere a fondo lOttoman Imperia-3 e
con tutto ci nal giorno corrente non e
n' veduto veigio alcuno . Cos anche Na

titolo in un, che ia largo , ed in un , che ia


pi ritretto: cio per quell ultimo, quando

nel OO

Anche S. Norberto die, che l Anticrilo era

2.,

uque

I tom-f:.
mn* "5
:3P .7.n.)i

'i CALABRIA SANTWA LIBRI.

"v-

..'7'

60
njque in bodiernum diem concertato-is 5 non.. i ad diem 19. men/ Mai _. Gio: Franceco 51'.

Ceriinjoabimo prophetiie dammi _comproba

na de max. conjunf. Simone della Spirito Sim


to Ta-vol, Cron. Carm, Gabriel: Barrio de an
tiqu. lil:.- 3. Girolamo Maraoti Cron. [ib. 4.
0.14. Paolo Gualtieri Marini Ca[ab.lb.pr.Gia

quod ;Ii-veri unqum aeipb,jed cum diverjs


:ii-vera proplaetn'uerit, aut propitium , aut ad
'ver-um experts' ia, extollunt , aut deprimunt .
'vie event: ,fama-1m, miracula, dorinam

como Greco Cronolog. Abjoaeb. Angiola Man

cripta, anthoritatem Floren is Carige-fazio, mi

_riqu.Ann.Ci,/i. tom,3. .Da-vide .Romeo Indice de'

ab ipo principium , (F m Petra Lom_ ardojue--_


cenjnzet , 'ntentiarmn Magiro, zn quo ,gravi

SS.del .Re-gno, Giozzlntonio Summante [i124. foi


50, Silvero Mauroli Ocean, Rei/"g. 1511.3.. Zac
caria Bo'veriq Ann.Capne. ann,152.4. Agazio di
Somma thdi Catjerremfol. . , . Diego del!
Equile direi-,5.fo 1.4.44. Tbephil.Rayn. tom-l 1.
Erotemata de 170m, ac ma ti: libri: Partitio p.
Brotem. 19.1% 59.]oaehi7nus Alu, quem .Be
nediini uum Le '001mm, Ciercienes, autem

errore permi'ns e , band ,dubi [Jodie confefre


pur Eccieaz Patrib; . Per la profezaa abbiam

dicoro nellaltra oervazione, e per la an


tit nella preente.
`
_
Adunqc perchegli mando fuori contro
di Pietro Lombardo un libelio, qual poi eur.

,rotto dngl Emoli, e cos corrotto Preentato


al General Concilio di Laterano , venne xi

ibi pendixantzltr' dalla'124,- nitate cla


rus, tee Guglielmo Parien ldeirtutibm.

provnto , perci preero alcuni motivo iae

FerdinUgbeIJta I.Scr.t.9./1reb.anent., ed ai

_cuarlo per Eretico , ed ipaccmrio per 11_20


zione, ma con ingannoz onde Vien in nio a

[riz che per brevit tralaciano.


,Elogio in lode dei Beato preo lUghelii.
D,
O.
M,

biiirgii nella prcetc oervazione il titolo

Si lim atra uper almos carmine Vaie:

erita, ed uomo enza vera antit ,_ e pertz.


di Beato, gi Pote)in ul prinmpio della uo.
vita-3 rimettendo i1 catolieheiimo della dor
trina nella Calabria erudira . Gi lo more
,r nel raccoxdato luogo , che non fu dottri
na di ,lui quella i condanna ove opra, onde
rci vanieono curte le ue accue . Ma,
upponga,ehc fue del noiro Abate la doc
crina condannata nel Concxlio di Laterano,

non per queio rearebbc macchiam _la ua


Incix,appunto
antit
di d. Papia
come
Vecovo
non reto
di Empoli,
macctiiata
e di~

Ferro-,joaebz'm jam con/idee Empireo.


C'e-lieu lu: nacens, Formula; magnolia get.
Mundi dum 'uixitjieculz ,faus Homo.

Hz'e doom, <7 Virtus Cal-117mm , quem :orde


capita

Expuli't ad dominum maximn Religio.

.Partnricns orbi mirum Citercin prole:


Ordini: in fontemprotuiit alma Virum.
..Florenx genitor, quandam Curatia don-l
Fiori[an inigni: orida tempio dedit.

Le tanta hand reui *aerox , c? c1-an

b lui'.
L ea:. lib
3. hilt- Co

39-S.Girol
de cript.
c diana.

cepolo di &Giovanni Evangelita, di S.Tr


to Vecovo di Leone, di S. Vittorino Veco
vo Pittavicne , e di S, Giuino Mai-tire , tut
ti, e quattro ocrivcndo la entenza gi con`dannata del Millenario (b) : Cos come non
re macchiata `la antit di S. Runo _er _ il; A

poco giuo entire dell} libert_ deiiar nno

(e)Cosi come non reo maCChiu] la ann


c dis. Cipriano Vecovo, c Martire, e d al_

d dik-3 z.
$.Vexum.

rri 80. Vecovi , chiamando , .Diaboli Lava:


;rum il batceimo dato daglEretici (d) . Cosi
dunque ua, o non ua foe la dottrina con:

cap-San

Rowan:.

dannata nel Concilio , certamente non pone


pregiudicarlo nella antit della vita.,e for Sl,
che meritato non savee il nome , el titolo

di Beato, Beato adunque 1,0 dichiarano le


dimotranzc , o permee , o tollerare dalla

Chieaz cio, che la ua Immagine i dcpn


ga con iplendori, e raggiz che publicamente
s'cponga cos pennellegiata nelle Chiee , e
negl'Omcorj z Che le ue Reiiquie i coner

vino con altre de Santi : Che dimorando


i facci da`Sacerdori veiri colla oia alcol
lo aiti da'Religioi con candele accee,d
` inceno cantandoi dagl altri lInno , lAnti
fona, e iornzione. Leggai Gregorio dc Lau

de nella lettera al LeggitoreBeato nalmte


lo crivono Uomini per bont di vita , e per
lode di dOItlil .cattolica celeberrimizcio:

fb'vendo

Aumpt mater tempore lieta tua.


filius , ( Genieor Vari: 'veneranda Pron-:ga
Altajoaebim, c maximns orbe fili:.

Nam tam_dicfn.latrnm now), qui nube fne-


full!

Proto-Hi, (9 vidi: qui? per-agenda` xrent.


.
Fer-idiota: Vates pradixit multa fnerunt
-. ,
Completaz ' mon/erat Lumino- faa. dies. :
un ferip; matrix cunearmjure ooo-gi!

Ecclex pedibns Fili: ipe pi .


Omnia probanturz quae 'vero panca repe iti;
Dinw't Kelans mplicimtis amor.
/'ita quam tennit Priula luce eorucam,
In term fede: jubilat- empyreaz
`
Cerberus raudes egithundiqueoater'vas, '

Et car-nom domuit bella cruenta gen-en:.


.Plurima dum 'aixit ( diam; ) mirzuula feci;
Morin , Ogratns Gentibns* .Domina.
Carceri; &tutto; vinci-Io m Iez'a ferme
Manera , qui. Chriti tempus in omne fui t, V
Abu: Flor-mi: divinis Floribus Abu:
Vixit _, da* ui-ve! lande-perenne ua. -

XVIII. DI, SAN 1EIUNIO- ABATE.


Uegli Cittadino della Citcidi G-ierane, -

_Antonio Murmanno . Pietro Ridol ')0r._

e per profeone Monaco Bailiano , ed


Abate nel Monateri-a due miglia lontano
.ci-.111 abitato , li nome di Iejunio gli venne

eraca. Crijbomo Henriquez Meno!. Ciere,

opragionco dalla rigidezza deL digiunaruz

poiche
L
W

E' ciONFEssoRIABTt CAP. HT"


6t

poiche non avendo mai fatto apparecchio di 3 marono il pi in Abbruzz o,e propriamente
nel Paee de Marruccini , nella Diocei di
Chieri, non lungi dalume AVVentino,dove
el Monte dopo la ua morte vennero detti di
fabricato un tugurio , perche l difendeero

coa comcibile , embr d aver empre in


eercizio il digiuno.Aindi ed il Monaerio,
San Jejunio . Ripos nel Signore li 23. Ago

dall inclemenza detempi, conagrarono lo~

o per detto d'Ottavio Gajetanoz ma la ma


e Feta 1 celebra li 2.5.Maggio.

ro e alla penitenza , al ritiro , all orazio

nes n da l i partivano giammai , e non , o

Gabriele .Barrio libj.. Davide .Romeo Indi

per limoinare il neceario oentamento, o

_ ee de' Santi. Girolamo Maraot [ib. z. cafuz.

Per predicare a peccatori la penitenzall San

Apollinare Agro-ta *cita di S. Blio, Filippo


Ferrari ad diem 25. Mali. Paolo Reggio Cata
logo deSanti . Paolo Gualtieri liba.. Ottavio
Gaetano 'vite SS. Sicul. tom. 2.. animadfo [.32.

to Abate Ilarione capo di tutti , correndo


quei Paei ne riportava dalla ua predicazio
nc frutto non ordinario, in mamera,che ve
niva venerato, e alutato da tutti col nome.:

di Precurorc di Crio. Fra le quali fatiche,

XIX. DI s. ANTONIO ABATE.

ed opere di penitenza, ree glorioamente lo

pirito al Creatore. Morto dunque il S.Padre

Nch egli fb Cittadino di Gierace,Mo

vitz

SS.Sicul.
tom.

pr.

foi-X7.
b mm.:
Ar ol-31

Ilarione non vi era deette Servi di Dio ivi


naco Baliliano, ed Abate: H1 raccordo rimai, chi volee prenderli la cura del Su
di lui lo Scrittore della vita di S.Virale Aba
periorato, eetto della loro anta umilt-z la
ite preo Ottavio Gaetano (a)con occaione, f onde l convennero di buttare le orti it...,

iche portando da Sicilia in Calabria il rac quello modo . Ognun di loro , che cende-lle
Lcordato San Vitale,e fermandolo nel Monte la propria pentola nel vicino ume, ed in.;
l detto Laporaehi preo Caano (b),cos`1 ne: qual delle pentole avee entrato un pece, il
crive . H00 igilur in Monte eum agmet , ob padrone di eo foe eletto in Superiore-Sce
viam ibi 'uniemem vide: Antomum Abba 'li dunque i vai nel ume, nel rrarli uora fu
ifcm ( cio quco noro) i llum idem junio ritrovato il pece in quello di Nicol,il qua;
:remz verm ab illirs primi mori ur hand mu!. le inteo il volere del Signore , oggiacque
to longir difrrcpantcm: quippe tenera :vinte volentieri al peo, qual s' addos con mol-
boni: operilmr dedita: erat, caamngelicm to pirito , c portollo con omma prudenza,
que in Eremis, ac Montibur 'uit-:tm duet-m . Ed

altro pi non abbiamo della ua vita. Si ce


lebra la ual memoria Con diverit di parc,

ri',
rimettendolaaltri
alli 2.3.
Agoto,
altri-a
25 Maggio
v
*k- *
Ji *d:

e grandiima carit.Fra breve tempo cinque


di loro volarono alCielo , chiari pci anti..
fa, e per miracoli , e da Pael vicini furono -o-
eletti ~per loro Tutelari . Uno di e nomath

S.]:*`alc`o trovai nclia Terra di Palna , di


Ottovzof'aetano ubi _r-prix, Filippo Ferrari cui celebrai laeivit la Domenica fra l
ad diem zzaiz', Girolamo Marafioti ubip., ottava dell' Aihnzion_ di Maria S.R.inaldo
Gabriele Barrio, lil:. 2.. Davideyztomto lindile

zle_ Sant_z`.Paolo Reggio_ lib. 2.. de`$anti . Ruolo


Fualtierilib-z.

;J a

'0-4

-f ricevuto nella"lerra di Falacoa ,'ladi

;cui-ella ollennizai a 9.3615156111er Szran-


"i, ;z .i PL co ripoa Patronenella Terra di francavil-z

_,.

1;,,1aqualc .ne applaude la memoria a *Lr-.Mag- . -

xx. DI ''LARIONE ABATE , E,


eoMPAo-M.. ~
_

io. S.Nieol`o Coglialtricompagni uperti


tizc n and in Roma per river ire quei anti
'ij-.- per ..le penne
Um? dl molti
. niScrittori
1 il ` wghi., nel qualiviaggio libcr etteoe
.-aJ'
Uei
~dalpiriti maligni. Indi r portarono nellzLh- , v

la' detta Orti ia , c poinel Caliello-diPrata, i .v~mp-uv.


vanno otto nome d Eremiti 2, ma che
.dove &Nicolg n glorioamente lazvita a
Monaci , e non Eremiti ati foero , non
ignobil congettura ne f l Abate Muzio Fe

i7. Gennaro , nel qual giorno l Feteggia. il z

bonio , da cui vien chiamato Abate Santo Iv.. dilui beato tranlito nella Chiea ~'di &elia-1131}

larionez e oggiunge, che celti ette del uo ceco della Guardia , ovefutrasfe-,rinoil uo l_
Monaieriopart per la volta dAbbruzzo ,zi
Furono eglino adunque Monaci di qualche i
Monaerio vicino alla Citt di Coenza z; Ga"
comecch uno di quella anta aemblea u;

-agro cadavero , e. ripoto-in un Altare di i


;perdo abrieato dalla magnanimadixozio, ~

'-JWWM
ho~w""1-'

ne-di Ncopolione-Llrino Conte di. quel luo


v.7.-

go ~,ed a LUO onore cantai la eguente Anti-?A


-

. 0 lroler Calabria? , plendor-feptem fyg


certamente della Citt di Tavernaz quindi zfona
credibile, che il Monaerio donde propria-; derum, mmm Kardagrak decor , nobile depoz

mente partirono, ato foe quello di Peica


opra Taverna, non molto lungida Coen
za, luogo empre orito di Religioi Santi ,
come lo teica il B. Pietro da Peica raci
cordato nel Monologio greco, il quale,ae
rice eere tata Abazia di Monaci Bailiani, `
oggid vuota di Religiol, e oltanto abitata,
da Romiti, che ervono a quella Chiea . Dar
uivi dun ue

artiti al numero d otto 7 fer

\ -.- MM-*NZ
A

tum , ferojubarLgi-ariw Cbrzlibeneimme-_i


bre-vis venice tempus inanc deuatz. ii -.~<, _0519

t L" uno- de compagni aggravato dalla* e; M


bre cotidianai celle per lua abitazione una t
Chiea di S.Maria aCapo d Acqua, ditante
*v -4v..

l un miglio da Ortucchiu. (Divi die da, per


` tutto all' orazionc . Ucito un: giorno per

'iprovedcri del vitto biognevole, tra perche


"veniva rattenuto dalle genti ,, che entivanli .

~*. -.lo'
_-.l
.

r.,

C011
n*

62

CALABRIA SANTA LIBRO 1.

Home dallenepale 5 tra ;Terchc debi ,

Gabriele Barriop lib. r. v!. . - . . Girolamo

litato dall: infermit , e dalla vecchiajzu , i Maraoti lil-,4. cap.: 8. Davide Romeo Indice.

non potea caminare , ritorn alla Chiea

Ferdinando Ughelli Italiafagra tom. 9.1-'ilip

rroppo tardi, ed in tempo che il Cudolte),


chiue le porte, e n era giro altrove z laon
de non apendo che i fare, corico opra..

po Ferrari cata!. Paola Reggio indice :ie-Santi'.

certi armenti di viti , che trovavani fuori

hior.sant.fol.4z7. Muzio Feboma dess. della


Dior. di Marzi .

la Chiea. Quivi raegnato al divino volere,


polloi in ginocchio , colle mani giunte , el

Leandro Alberti de' Strict. d Italia. Girolamo


Nicolino Ior. Tea. lil). 7.. fo!. 1 1;. Carmte

volto alzato al Cielo, ree l anima ua feli

XXI. DI S. GERARDO ABATE.

ce al Creatore.Al unto medeimo della ua


morte,i udirOno [Sonar-ecco giulivo uono
le Campane delle Chiee d Ortucchio ,i non

Uei fl] l'uno dedicepoli del B. Gio;

per opra umana, ma da e ele.A s inapet

vtuto uono dcatai la gente , accore ubito


alla Chiea Madre, per aperla cagionea ma
uando 1 videro le Campane uonare da e,
veglio un tumulto d'allegrezza univer
ale, ed inicme di curioa divozione , bra

van Giachino , che dotato da Dio di

molte virt ori- in antit di vira . Nac uc


nella Citt di Coenza, e mor nel Monal -

ro di S. Giovanni a Fiore a 2.8. Giugno del


1205. Altri vogliono , che fue morto in
Paterno, e da qu traslataro il uo corpo nel
Monaterio Florene.

mando tutti d' indovinar il morivo di tal

ovrumana melodia . Spuntati per i primi

XXII. Dl S. NICODEMO ABATE.

.albori del d vegnente Portatii alcuni U0


mini alla Chiea , ove abitava il Servo di
Dio, videro i ecchi ar-nenti , che avano

grino nella maniera accennatn, con accanto

Crie ultimatamente di quco celebre


Santo lAbate D. Apollinare Agrca Ge
neral deBaliliani in un libretto a parte,ed io
da lui quanto baer al diegno del libro, ri
mettendo il leggitore al medeimo per il o~
pra piu.Nacque egli nelloggidl ~Zir , o pur

il bordone, piranre dal uo pallido volto


raggi plendenti di antit. Wal notizia per.

lantica Cremia , poi Paterno , di che vedi

avanti quel piano , tutti rin verditi con fron.


dc,e con uve, onde accorivi per vedere il
gran prodigio , trovarono il Santo Pelle

Ciro, o veramente Ipicr , il medeimo che

venuta al Clero, al Magirato , ed al Popo


lo, furono preti _col a venetare il antq Ca
davere. Celebraron frattanro li agti fune

amendue per chiarezza di angue, e di Reli

rali con quella pompa, e divozione , che ri~

gione depiu primi , li quali ellendo per na.

chiedevai. Cinero di mura quel luogo, ove


i il Santo pir, aggiugnendolo alla Chiea in
qualit. di famoa Cappella ,ove collocaro
nonobilima atua ,in cui vedevai al na

me eo nella Topograa di queto luogo .


E uoi Genitori furono Theofano, e Parma,

turalerili , a forza di voti, e di pricghi 0t

rennero dal Cielo con Nicodemola opirara


prole circa li 900. Un gliuolo gi parto del
Cielo, perche dellorazmnemon porca avan
zari agli anni , che per il Cielo 5 onde too,

turale colpito il uo ritratto , e viene n al


preente riverita ilaL convicini, e lontaniPo; che l c pot permerterlo dipartendol da
polize perche non apevai il di lui nome,ne 7 trattenitncnri fnciullehl,tutto conagr
tampoco la patria, lo chiamarono S.Crante, a quelli dello pirito, con ergere altarini, s`u
de quali agrincava tutto e medeimo , ed i
alludendo alla potura, nella quale lo trova
uoi aetti ;oltanto tempo ?rubbando loro,
rono-informa di orare .L anno in cui vo
uanto gli convenne iinpiegarlc all-'acquiid
l al Cielo quell anima benedetta fu il
1658. anno appunto , che f pianger qua gell'umane lettere otto la diciplina dun ve
i tutta-al' Italia plagata dal -a elio della pe nerabile Sacerdote, per nom:. Galaroue . Ed '
lle 5~ r'la qual caua fuggiti dalla Citt di avvegnachc-queo foe il minor tempo,non
Mila o-d-ue famoi Scultori capirarono qui per queto non l prott a maraviglia dive
vi,e f'ecexv'o v0to al Santo d erigergli una... nuto in poca cc, ed in minor tempo perfet
Cappellazed un tumolo di nimo marmo ,ro in tutte quai le dicipline, ed arti liberali,
a lOr pelser 'ivi trasferiri il agro depoli
con anche le divine, quanto potea convenir
to, empre che 1 degnava campani dalla pe i ad un Giovane del ecolo. Ma pi accreb_
te. Ottennero i Scultori la grazia, ed adem
be li llud)~ della perfezzione critiana, con la
pierono al voto. La loro divozione li pine frequente vita delle Chiee , ed eercizio
a rubbari un poco di terreno di quello , ove

giornale delle Confeioni , e Communioniz

xipoava
il agro
Cadaverozonde
te rearono
ciechi
. Conultate immantin
il Vecovov

ond' che ne veniva nella bocca di tutti,pro

dital fatto,:e rivelato da loro il divoto fur


to, ebbero comandamento di rcllituirloz co

nc. Frle ue molte virt di quellet non

gnoicandolo ciacheduno qual poi diven

_'fdellultime quella dellubbidienza, la dir

me. gi fecero, ed immanrinenre fu retituita -

cieca, a'uoi Genitori, Maeri, e Confeori,

loro la via gi perdura con-allegrezza com`

come e dallora avee voluto addeh-ari al..

mune
, e meraviglia
di tutti
eta vien
ollennemente
celebrata
alli .5..La
di Marzo
. _. r l'altra Religioa, e monatica , cos come av

venne .
Fio
v

--b

D CONFt-:ssor ABATI CAP. Il. 4

63

Pioriva di quel tempo Abate di molta lm- , ciplinava con tanta furia , che coPanguu
_

rit nel Sagra Cenobio, detto di S. Mercurio - delle vene bagnava la terra , accompagnan
non lungi_ da Palmi S. Fantino Bailian9,che dolo agellato alla colonna , e quando lm

poi morto gli laci empre vivo il uo` no


rne z onde con la fama della antit` i traeva

legava a qualche vecchio tronco,accioche la

' dietro da quai tutta la Calabria,e la Sicilia,o

mordacit delle formiche incavandogli lu

per conultarlo negli aari pii iniportantii


oti per
interceore
piu dipera
, -le averlo
turbe deiPopoli
5 Ene'cai
fra quelle
una tal

carni faceero le parti deagelli 5 ora inte

bravagli , che le mani foero pi tanche i

icndo corone di pine le le metteva, e rimet

reva in capo, con ricuoprirne di angue la_,


volta molti del Zir,luno dequali egli u il

faccia , riamandolo coronato di pinez ora

'Giovane Nicodemo .Nicodemo too,che

, bendatiii gli occhi con ruvido panno , per

vide quell`uomo celebre alla fama , el rico~


nobbe uperiore alle trombe di quella n?
rimae Come rapito a e medeimo, alla Caal,

mercicazione della via , laccompagn-.tva

fr quei cherzi giudaichi. E come e tutto


il ra ccontato [lato foc poco,comegli era,in

ed alla Patria , ed obligato al Santo , ed al


uo Cenobioz iche enza frapporvi tempo

confronto alle ardentiiime brame , ch egli

cominci a negoziarne il ricevimento , E

ed Abate Fantino , e de' compagni , e condi


cepoli S. Giovanni, S. Luca, S. Zaccaria , e

per luna , e per laltra volta riburrato , co


m coume de'Religioi , per conci farne
le pruove , e vedere e la chiamata venie

da Cielo. Alla per ne ricevuro , e veito


del agro Abito, non pobile raccontarne
il contento del cuore, e l'accrecimento del~

avea di patire , con licenza del uo macw,


S. Filareto , con altri del medemio pirito,
ma in qualit di uperiore , e di maetro ,13..
ciato quel Cenobio, i rinelv oltre pi in

un orrido Boco del Monte Cellcranonuel

le virt portate dal ecolo . Logorato dalla

lo avee egli operato nellorridezza di que


a
elva
, quanta
peni
tenza,
che
vi avei:rioda
carto;tata
quantifolle
gli la
chrcizj

vecchiaia, e fatto in pezzi uel primo abitO,


nOn volle uarne altro,o de medeimo pan
no,o di qualunque altra manieraz ma fartoe

delle morticazioni , e macerazioui della

ne uno di pelli danimali, n pi-lungO, Che

carne , ol el anno , ed egli che li pari , e;


Iddio , che lajur . Ora che faceva llnt'er
no i dormiva ale onnacchioo nulla pen

oltrepaae
il ginocchio,
quello
us, empre
che viie , empre
con piede
ignudo
e capo
covato .Lfl terra ol cover-ra di poche pa
glie,quela tu lordinario uo letto,ove pren~
deva quel legierimo onno, era caramen
te baante a tenerlo in vita .
Di cibo non occorre fax-ellarne ;poiche

ni metrendogli in mente le con-.modica la-`


ciare nella cala paterna , i legitimi diletti,
uali averebbe potuto avere con una moglie

non erano , che caagne , che lupini- ,,.che

di uo gullo z la dicolt , che li opratava

ghiande , ed altri frutti ecchi, multi dequa

in quella nuova vita ,e li periculi , aquali i

ando del ervo del Signore 2 Anzi dalle pri


me ore, chil vidde gi veito del agro Abi
to cominci le ue batterie con le uggcio

cponeva zn veggendo di operate a die


formavano' pane , di che erviva in quei gno 5perochc il rioluto Giovane tutto ci
giorni, nequali i cibava z cilendo che ipit avea prima ben maturato con la ua mente ,
erano quelli nequali non gullava coa-alcu
riordin una piu pericoloa batteria, rappre
na z e e talora gli veniva oerta coa da re
entandogli ,che non pertanto eglii era.,
galarne la enualit , egli cos la eccava , o prottato nella virt come moltaltriz onde
ne arebbe tato enza dubiezza condannato
;il Sole , o al fuoco , che i rendeva acconcia
pi alla morticazione, chal gullo . Nel be
dallcterno Giudice al fuoco:Ne perci pro
re oltrepas ogni credenza,perche non olo rtando, perche Nicodemo con a ia ripo
li ridOtti in olvere con frumento Lilveltre

mai aaggi Vino-3 ma n pur acqua, ol die~

a e gli dichiar, che molto i compilaucva

tandoi con quei brodi , dove serano bollite


le caagne,od altro amareggiante frutto.Per
pruova di quanto potee patire un corpo
umano , l elt non cercava la frecura degli
alberi : dii poco, perche allargandoi il piu
potee i eponeva a caldi raggi del Sole ,

deglavanzi de compagni, e che nel rimanen


te Iddio era Signore della ua vita-3 Pertanto
riole ucire allaperta in campagna 5 Cos
addunque macheiandoi otto nte larve di
Leoni, di Cignali,e daltre crudeli ere,pre~

e ad infearlo con mu iti,con il'ridi,e con

uando ci'ano pi focoiz ma nell Inverno

altro, peruao di dover o almeno fugare da

uggendo ogni rioro di fuoco , ed anche


del emplice riparo del cover-to, uciva al di

quel Monte , altre volte conagrato da'uoi


ldolatri al uo culto . E nientemeno accor

fuori i nudo beraglio delle grandi , de


venti, elle pio ie , e delle nevi 5 onde piu

gendoi non far n pur piccola breccia nel

Contemplando ovvente quanto per uo

cuor di diamante del Santo , empre pi in


trepido, quanto pi atterrito, volle venir all
ultime con quella battaglia , dove rara la

amore sera degnaro patire il Dio della glo

vittoria deCrillianiz cio con le luinghe

dma volta ne u ritrovato mezzo pirante .

ria aper ane di moltrarene grato , ora i . del eno z Ond, che rapportandoli allim
ringeva le mani con apre funi , imitandolo
legato ri quei agrileghi miniri , ora i di

maginativa quante donne veduto avea per


laddietro, quanto belle, tanto luinghierc, e

rurte

.- 64

CALABRIA SANTA LIBRO I.

tutte co _geii , e provocamenti lacivi, con


ci pree ad infocarnc il eno , c ad accen

derne il cuore . Conobbe il Santo il pericolo


della. battaglia , ed im lottato prima l'aiuto

..
gnava con lagrime, e con opiri . Altre vol
te ora con lun dedicepoli, ed ora con lal.
tro i trave a'Cimiter) de'morti, per veder

non olozma e per favcllare ancora con quelz

dellArcangiolo S, Mic ele, c quindi tagliate

l'ola,cos`1 come favellava con tante lagrime

in facetti alcune pungentiime ottiche , e


ne dilacer cos le carni , che cambiato il

:iin occhi, che coringeva anche a pianger


ne i compagni z e piu duna volta prendendo

fuoco della coneupicenza in quel dacerbi


imo tormento , gli convcnne gittari in un

freddo ume per iinorzarne gli ardori z on


de rimalo compiutamente vincitore, cona

gr allArcangiolo un uo Oratorio in rendif

in s le mani alcuno di quell`oas Eh dice-

vagli , tu non foi del corpo umano? dove


ono i piaceri, che ti ollaicarono al male-
dove le odisfazzioni, per le quali noende
li il Cielo 3 Deh parla a noi, e raccontaci la

mento di grazie . Cosr addunque rimati pena, choggidi ne paticj Colloqui , quali
perdenti tutti quei demoni non arairono mai i detti da lui con molta tenerezza di cuore,im.
pi per lavvenire dinearlp Anzi lor e

pictoivano le orecchie,e bagnavano dila

n accaggiono un timore cosr ero , ch all

grime gli occhi .


Ebbe gran lume da vedere fr gli ocu

udirne, o il nome, o la voce imperioa, toto


i fugivano da corpi oet , Conte lo dimo
lrarono li molti cat `eguiti nella perona..
in olarmente di quattro , lungamente tra.
vagliati da quelli enza rimedio.
E gi che ci caduto in hlo il raccordo
dalcune grazie compartite dal Cielo a uoi
prie hi abiognevoli, egli vuol quiuppor
i,c eh ua miracoloa interceione anche
i ee a ciechi, a ordi, a muti , a Zoppi , e
omigliantiz avvegnache non ne appiamo i

` particolari , toltici non aprei, o e dalla ne


ligenza di que'primi Padri, o e dalla vora
cit del tempo, non ce ne rimao altro rac
cordo di quello 'ce ne reca la fama . annto

pi Nicodemo cercava l ombre delle elve


per vivere olo conociuro a Dio , tanto pi

lddio lo rimettcva ul candeliero della pu..

blica luce z onde avvenne s, che molti rapi


ti dal uo grido gli furono a iedi, upplican~
dolo a riceverli per dicepo i. Niegollo egli

dapprima otto giuicato preteto , ch an


cora foe Giovane , non illuminato cos, ch'
eer poa guida daltri, rimettendoli in ua
vece al Cenobio Archimandritale di S, Mer.

ri del fururo le coe avvenire , e e ne rac


contano gli eempj , quando ad un Cava

liero non molto ditante, qual i avea ru


batola moglie .dun uomo della plebe , o
corretto da lui , chela reituica , ma enza
protto , predie la morte , la quale gli av

venne la ,mattina eguente all infruttuo)


correggimento , cheradel Sabbato Santos
quando ucendo di caa una tagliente pada
cea viibile dal Ciclo , gli tronclo tame
dellindegna vita . Ad una Cerva qual dan
ne giava l' Orto de uoi Monaci, come mi
nacciandola le die , che pi non tornae

iviz poiche ci averebbe laciata la vitazu


cos fu -3 poiche da li a pochi giorni , tratta
dalla dolcezza depacoli, eendovi ritorna
ta,rel miera preda dun cotal animalaccio
ilvelre, non conociuto , ne mai piu , o ve- `
duto,o che pot vederi, per argomento,che

era ato come miniro di Dio per la verit


delle parole del Santo .
Veniva di quei tempi la Calabria infea .
ta daSaraccni, quali occupavano la vSicilia-z
nerano pee le correrie , e per lo pi em`

curio otto alla diciplina non pure del San

_ pre ricche, o di robbe, o di perone. Ora cir


to Abate Fantino, ma d`altri molti venerabili
ca il .970. viaggiando il Santo dal uo Mo- .

Monaci, che ivi ervivano con grand eem~

uoi dicepoli . Gli riccv , e per tanto rico~


nocendoi vie pi obligato allo udio del

naerio ad un Catello vicino sabbatt in.. _


alcuni di quei Barbari , quali toto legatolo
lo conducevano inieme con altri Lritiani
ad una Citt vicina di lor dominio: ma in
tanto edutii preero a riorari , rallegran
doi della preda . Allora il Santo alzate le.)

le virt per la buona educazione di quelli,


quanto pi inegnava con la lingua,tanto pi

nodando la lingua upplic con caldi prie

plarit al Signore. Ma per replicando quel


li le upplicheino a protetargli la propria
rdita, corincro il Santo ad accettarli per

operavacon la mano . Ammae'rava i uoi .


gliuoli sr nelle leggi del proprio iituto, ch
erano parimente della perfezzione , s nell

incendimento delle agre Scritture , punto


non dimenticandoi del coumaro rigore .
Fr uoi eercizj oleva per ogni giorno

`trari dentro ad una elva, e quivi dallora di


Prima ino a quella di Terza eercitari nell'

mani al Ciclo , e la mente'al uo Dio , dis~


ghi la libert, c ua, e de'compagni. Se ne ri

ero iBarbariz ma non gi lddio; poiche)


venuti i nemici alle mani :rr di loro perla
diviione della preda fatta , e con ci rimai

quai tutti morti5p0terono i prigionieri met


teri in libert . Avvenimento , di cui porta

rane la fama per quai tutta la Calabria , e

orazione, ora mentale, ora vocale, recitando

ne porto un altro non diomigliante . Alcu


ni della Citt di Biignano camminando per

iSalmi di Davide , quali molto glerano te

loro aari vennero in manodeSaraceni, co~

naci nella memoria-3 e per qualche tempo

s addunquc eendo menati ad alcune Navi

aicora applicari alleercizio deglinchini ,


e delle genueioni , che empre accompa.

per valicarli nella Sicilia, come furono al li

do , die luno, come animando gli altri,chc


pe-

v` -
"PJ

. .

DECONFESSORIABATCAP. ILi

6)
1_.

pcralcro nellinterceone dell`Abate Ni


codemo, e upplichevolmentc linvocaero,
perche avendo altre volte liberato e mede
imo , ed alcuni altri dal medeimo pericolo,
poteva enza dubiezza ancor ei liberare:
Cos fecero tuctiz ed ecco che toto i vidde
ro diciolti a via de`Barbari , ed indi dato

animo al cuore, e forza al piede per fuggir


ene . Foggirono, e too involati agli occhi
deSaraCeni, alvarono la vita onde non in

gmti al gran benecio , i portarono in di


tanza di molte miglia a piedi del San to , dal
quale benedetti, i riconduero nella loro

ti, e li concori,e frequenti, e numeroiNon

mancando N. S. Iddio di vie pi autenticare


la antit del uo Servo con la ocrizzione
demiracoli. Fra quelli racconta, ch een
dovi allintorno un Cignale, quanto pi ini
urato di corpo , tanto pi terribile nello a
petto, e per luno , e per l'altro fatto icuro
da'pericoli , giornalmente ucendo dal uo
giornale, e piu grandi le lagrime deglinfei
ci Contadini . Rapportato il tutto al Santo,
mentr`egli una tal volta olo camminava per

beatiimoleervo
Nicodemo
Ma tuttavia
ri
bollendo
eorrierie
araceniche
nella Ca

quei bo.hi, eccogli aoli occhila Betia,che.


timandolo uno della Flebe nemica , era.,

labria , ingolarmente nelle parti abitate dal

moa ad invetirloAllora il ervo del Signo

Santo, come piu proime alla Sicrlia 5 onde

re con voce imperiot le comand , che de

che giornalmente e ne rovinavano le abita


ziom,e con ee loro anche i Sagri Monate

pola la erezzai laciae legare . Cos or


din il Santo Abate, cosi ubbid la Betian

rj Baiilianig pertanto veggendo il venerabile

onde leggiermente legata con funi , avve-t


gnache molto tretta dal comando del Servo
di Dio, di uo ordine venne portata ad un
gliuola.

Finalmente avendo Nicodemo cotanto

egregiamente Combattuto nella paletra di


queto Mondo ze perci volendolo al di pa

Ebbe Nicodemo un'altro mori vo di abban

ri coronare nella gloria il Sovrano Giudice,


riole di chiamarlo a e , mandandogliene 1.

nuo onorato da quei popoli a lui ricorren


do , come a comune rcfugio in quelle uni~

avvio per mezzo d` un gran calore come di

verali calamitze pertanto egli per isfuggir

fcbre. Si avvidc della chiamata il buon At


leta,onde munitoi prima co Sagramenti del
la Chiea, e poi chiamati a e tutti uoi Mo

ne, e gli applaui , e l inquietitudinc , Venne


nellaccennato motivo di partenza . Ma per

al protto delle virtu , ed all oervanza...

che ancora quivi cominciava , conforme all

eer conociuto per veduta , cos come lo


era per laddietro per fama,ed in coneguen
za ad eer applauo con mir-abili concori di
popoli aperci preo congedo da quei an
tilimi Opiti, ed oltre paando in Paei po
co abitati, ritrovato un Monte tr miglia di
ante dalla terra di Mammola , di ua odis

fazzione , quivi racrm il uo pellegrinare.


Non pot abitarvi allintutto conociuto;
icch viitato da alcuni del paee , venne)
animato a abilirvi per empre con la fa
brica dun agro Monacrio , cos come av

naci, e loro una veementiima eortazione

della profeione monalica , acoltandolo


tutti ad occhi piangenti . qundi rivoltatoi

conla faccia al Cielo depoito lanima ua_


feliciima in mano di quegli Angioli , che)
molti di numero erano cei per accompa
gnarla allEmpireo a 25. Marzo circa il 990.

e 91. dell et ua. Rim-ac. il uo corpo come


di tal'uno qual dolcemente dormie , non.,
bruttato di pallido colore, anziche arricchi

to d un glorioo lume , che ben l' additava


abitatore del Paradioz ed in cotal embiante

la dur non olo per quel tempo, ma per al


tro pi lungo ancora n dentro la epoltura.

venne con l'opera deuoi Monaci, e con gli

Piangevano in tanto li uoi gliuoli , cor

ajuti deuoi devoti.

gendoi privi d un Maero cotanto caro .


Concorreva la gente da tutti luoghi con
vicini, mecolando con quelle de Monaci
le proprie lagrime , querelandoi di rimaner
oli, ed abbandonati zma poi tutti glorica
vano Iddio nel uo Beato Servo 5 icche ac
crebbero, e di lagrime, e di lodi il uo fune
rale, qual riuc aai glorioo,e ben adegua- :
to al merito del Santo Abate defonto.Giac Q

Ora in quco nuovo Monaerio , co


me e per allora incominciae l eerci
zio della perfezione , non egli agevole)
il raccontare l` ammirabile .Itituto del vi_

vere del SantUomo, e deuoi dicepoli,


il almeggiar nel Coro , l`aere a divi
ni Sagrincj , l' orare a Dio col egreto del
lorazione mentale, l'impiegari agli ecr_
cizj manuali, ed a gara api umili, laju

4.~._-._.k

Gentiluomo amorevole di qUel Monaelio,


che e neervi nelle nozze di una ua

ce, ove con molta carica venne ricevuto da


,Santi Antonio, e lejunio.
donar il uo Cenobio di Cellerano, e fu per
che aai famoo in quello veniva del conti

.-_a.-.A

boco danneggiava rotto ci gl incontra-


va tra piedi .`ll danno era grande , perchu

Patria; empre gloricando Iddio nel uo

Abate, che pii non puteva erviri il Signo


re in quei luoghi con la quiete,qual i doveaf,
perci ripartiti i uoi dicepoli ne Monaieri
meno pericoloi, egli con altri pochii r1
covcr in un Monaerio del medeimo or
dine due miglia ditante dalla Citt di Gera:
<7-. ,

vicini,i traevano addoo gli applaui di tut

quem le prezioe Reliquie in queto Mona- .


rar i proimi non olo ne biogni piritua~
erio nno all anno 1500., o alquanto dopoz
li, ma necorporali ancora. Opere tutte, che ! quando per l inolenza della gente di cam

.
*

diondendone la fama in tutt i luoghi con; 2 pagna non potendolo piu abitare iMonaciz

l
Lui

c per

i CALABRIA SANTA LIBROIJ


66

e per trasferitii nella Chiea di o'. hiaggio

Deodata , li quali eendo erili , upplica

non lun i dalla erra ai Mammola, e Gran

gia del lonaterio mcdeimo , con eo loro

rono il Cielo per la prole , e l Ottennero,


avendone amendue nel ogno ricevuto l'av

riasferirono l'impreziabile teoro con l'ai~

vio. l: per egno , che tantino ( COS Chia

marono la opirata prole ) naceva dal Cie


Dioce dl Gierace, e concoro di tutt' i Po lo , e per il Ciclo , e che dovea eguire 1L;
poli d amundue i ei-Antonio Cardinal Ca Croce della morticazione , Iddio lo egn
rafa Abate Commendarario v' Ottennc In; nel
petto
dallalunghezza
parte inira
unadiCroce
di tr
ditaiin
, e acon
color
an
dulgenza plenaria per il giorno terzo di Pal
tenza dell uno , e l altro Clero di tutt-.t la

ua di Rilrrezione , e l altro della ua le


a, la quale li ollcnnizza a 12. Marzo, non
potendoi celebrare li 25. , che u quello
della ua morte , come che per lo i avve

nente nella ettimana Santa . Qge o Porpo


rato Principe vie pi accendendoi nella di
vozione del Santo,ordint`,che da fondamenti
e gli fabrichi una ontuoa Chiea , con in
fronte il uo glorioo nome,cos`1 come prin
lcipiata dal 1583. f compiuta nel 1588. , C
lanno udetto a 16. Ottobre conagrata da
Monignor OttavianoPaqua,vi furono tras
ferite le reliquie del Santo con pi pompa ,
che l altra volta dal Monaterio alla Chiea
di S.Biaggio, aprendovi anche perci i tco~
ri di S.Chiea Papa Siio V. con una plena
rjma lnduloenza z quali reliquie vennero
ripoto dentrol Alrar Maggiore, eccetto il
venerabile Capo , qual l adora dentro una.
mczza iatua di name indorata. La moltitu
dine de uoi miracoli, ed antichi, e iorna

li ii trae , e i trae dietro la divoZione di


molti Popoli, ingolarmente della Terra di
Mammola, che e lo cele Protettore a r4.
Marzo del 1638.
Nilo Monaco
maAPollin-re
del Santo.Paolo
Gualtieri
libaxuite
de*v Sami,
Agrea
vita di

gue. Ancor fanciullo alzato di letto , e pie

gate le ginocchia a terra or 'alquanto , ed


indi alzato enza inegnamento altrui , pro
feti il Santiimo nome di Ges. Eendo in
et d anni 12.. ucito fuori in campagna i
vidde all incontro una Cerva,con nelle cor

na molte Croci , dalla quale con voce uma


na articolata venne invitato , ch il eguie,

oggiongendogli , che gi era il tempo in.,


CU!, e foe caccegiato,e cacccgiae. Cammi
n addunque dietro la Cerva lo pazio di
due miglia, ed ebbe allincontro neue porte

duna pelonca un venerabile Vecchio , al


quale la nOttc dianzi apparo Crio, gli co
mando , che venendogli la mattina tantino,

l ih'uie nella ua Fede. Cos e l Eremita,

prea loccaione della Croce,quale gli mo


ir il giovanetto imprea nelle ue earniz
Indi la nutre battezzandolo fa veduta cen
dere dal Cielo una luminoma Croce, che

fugace quelle tenebre, ree l'aria come di


giorno . Rinato il Sole Fantino i ricondue
alla caa paterna, dove alut il Padre con.

tal maniera , che in quella portava ll nome


di Ges . Forte i maravigli il Padre del
nuovo aluto,e quindi richieone il glin
lo, egli raccont per ordine il tutto , ed a
mendue raccontandoloalla Madre-,amendue

De Conri non Panteci .

c .A P.

111.

Confeori Ponteci vengonolldietro

per luogo, ma non fore per antit i

l IlOlCU al batteimo. Addunque divenu


ti Crih'ani,e perci dipcnando tutto il lo~
ro avere apoveri, vennero prei, e condotti
in Siracua,come s' detto nella vita de`d`an
ti Panzio,e Deodata Martiri. Tratto da car
cere Panrino, e ritornato in Tauriana , non

Confeori non Ponteei, non Abati , e eosi

avendo di che vivere,cendoche lavere pa

creciuti per numero , che per fuggirne la

-terno era caduto allImperial Fico, i poe a

confuione , aranno ripartiti in due Capito


li. Nel preente Capitolo aranno decritti

ervire Belaminio Governadore del Luogo,


nella guardia deBovi. Ora perchegli molto
inchinava all`amore depoveri , perci vo
lentieri impreava loro l'uo di quelli , ed
anche aricchi, per aver danari,onde ov ve
nie la mendicit de'medemi. Accuaro in
tanto al uo Padrone, il quale immanrinente
ne and in furia, e quindi per ritrovarlo su'l

olamente quei, che come Santi, o Beati ve

nera u gli Altari la Chiea 5 o col olo tito


lo di Beati, ma enza verun culto , per tem

po immemorabile , vengono da celeberrime


penne annorati z tutti per lucidime.:
Stelle per illuirarne i Santuari della Cala

lbria, rierbando nel eguente Capitolo di ar fatto, onde avee pi ragionevole morivo al
menzione di quegli altri Confeiori,che en

caigo (era il tempo di lritolari frumenti)

za titolo di Santi, o di Beati, ma lodevoli


mi per virt, e luminoimi per miracoli ,

andato nel tempo , e luogo dicgnati dagli


Accuatori, ritrov gli Animali , ma non gi
che travagliav ano , chanzi pacolavano in.,
unanteniimo prato: onde poi per argomen
to del gran miracolo vi i fabrie una Chie

non ono di minore plendore alla nom-a..


liNazione
.

1. DI SAN FANTINO.

a, ed alquanto appreo vii attacc un Mo


naerio di Monache Bailianc, otto nome.: _

Acque queo Santo nella Citt di Tau

riana,c furono uoi Genitori Fanzio

di San Fantino, qual riuc cos anto , che


pi volte vi furono veduti cendere dal Cie
lo

DE' CONFESSORI NON'NTEFICI CAP. III. '

57

lo gli Angioli a cantar-vi lc divine lodi, o

dalla lepra,lo f portare alla Chiea del San

Teotitto lantimo Monaco anche vi Vidde

to: orando vennc orpreo da'un leggicri

cendere il medeimo San Fantino, e almeg- i mo onno , nel qual mentre viddc ucir dal
giare,muico della Cappella divina fra quel
uo epolcro il Santo , ed ircne a quello de
le antime Monache . Dal miracolo adun
Santi Giovanni; Giorgio gi Vecovi della
que peruao il Santo,che quello era il divi
Citt, quali uciti dal epolcro veiti poi ti
no volere, eguir il ovvenirc per quella... calmente , pogliaronu delle vci lArc i
trada il biogno depoveris e perci accua
diacono, e dalla lepra lo rianarono. Rian
to la econda volta, ceo l'infuriato Padro dalla cecit degli occhi un mendico per no
ne, e trovatolo in fallo , non apendo come: me Davidcz Liber dallo pirito una nobile
cuar, i poe in fuga-.Friggiva luno,egui
fanciulla , la quale in et danni 2.0. i ree
taval`altro , ed arrivati al Fiume Metauro, Monaca nel udctto Monacrio con nome di
che molto ingroato correva , icch non.,

Gregoria , del quale ancora u poi all anno

poteva enza evidente periglio valicari , Id

dio oper il econdo miracolo , maggiore:

30. della ua vita, Abadea : Prolong la vi


ta ad un gi gi moribondo con upplicarne

delprimo, e fu, che divie le acque,di luo

laiuto-3 Sottrae dal naufragio un Vecovo.

go al fuggitivo di pori in alvo , chiue poi

Un nobile per nom: Andrea burlandoi de'

al perecutore.

uoi miracoli cadde dal cavallo , con aperto

Veduto Belaminio il miracolo, e com


punto nel cuore, cominci a gridare dall'al

periglio della vita-3 e gi lavrebbe perduta,

sein dal periglo fatto piu ggio non ave


e implorato il uo hccoro , obbligandoi.

tra ripa, che i ermae , ed oltre piu non;


rocedeez anziche ritornae indietro,e nel

per Voto non olo a crederli, ma a predicar


li. Cclebrandoli con gran concoro'la ua; .

la anta legge liruie . Or tantino , e di


nuovo, divno ilFiume , ripas a Belami

fea , ecco una nave diSaraceni Aricani,

nio, il quale inicme con ua moglie Metil

per fare chiava quellagente ,; lor v incon

dc battezzati, furono cagione , che tutta in

tro viibilmente il Santo , e parte naonda ,

ieme la Citt ricevee la Critiana religiq`

partenekd in mano de`Criiani con pi fe

ne. larig il Santo negli eercizi della piera


nn allanno trentatr di ua vitazed eendo

lice fortuna, rei tutti al agro Batteimo . L


anno _ 780. in . circa Giovanni Vecovo di
Tauriano , con altri Vecovi navigando in

gli rivelato-3 che lultimo di Luglio , giorno


qual occorreva di Domenica , dovea eere)

Collantinopoli al lmperador Leone Por

lultimo de'uoi , chiamato il popolo a pre


dica, lo riVel a tutti . Indi preo dalcggie

rogcnito, ed aliti da una neriima tempe

ta, i viddcro su gli orli della morte 5 Ma

ra- febrc l f condurre dentro al Coro della

appena upplicato lajuto del Santo ,-che lor

Chiea per acoltar la Mea . Al ne alzate

11 tranquill il mare . Arrivati alla Corte in~~

le mani al Cielo , mentre con gli occhi veg


cva il uo Crio, e con la bocca recitava...

contrzuono piu boracoa la tempea nelle


furic dell'Imperadorea per riupplicando di

e parole In manu: tua: Domine commando-pi

nuovo aFantino, i ritranqurll la boraca,

ritum mcum , ree lo pirito al Signore con.,


molta dolcezza della ua anima . lntanto a

licenziati dalla Corte non olo con la grazia,


perla quale erano iti-3 ma col donativo di

orbito il prezioo cadavere da un`immena


luce cea dal Cielo , non pot vederi per

Santo vol al Cielo egli fu circa il 336.Del

molti regali . Intorno all'anno ,che queo

due ore gucnti, mandando fuori nnodore


cos grato , che ret attaccato alla Chiea
per trenta giorni eguent.Ripoo nel epol

ceco Mauroli , e la Chiea Siracuana lo ri

cro mand fuori un oglio oavimo di tan~

mettono a gr. Luglio . Ottavio Gaetano, e.:

giorno della ua morte v' ualche divario


tr Scrittori.Pietro Vecovo quiliiio,E`r*an

ta virt , che potea rianarei corpi da varie

Pietro Vecovo di Tauriano g 24. Luglio.


infermit , e lanime da divere tentazioni. Altri al primo di Agoto.
Il Cadavere, che cpellito in un tal luogo,di ;lietro Vecovo di Tauriano ori-:tin ejur fet.

cui col tempo sera perdura la memoria,ven

Pietro Vete-vo Equiino Appendice. i,

ne ritrovato con la luce di molti plendori


dicei dal Cielo . Oper queto Santo molti
miracoli, fraquali furono li eguenti. *- '

Franceco Mauroli [iond Ale/3'.


Ottavio CajcJ/M 55.51'cu10rum tom:.

QHTMHNUS

Un tal per nome Teodoro, la cui caa era

attaccata alla Chiea del Santo , aveva pa


gata certa omma di danaro al Regio Fico

IN &FANTINu

con la ricevutaz ma perche morto lEattore


veniva moleato dal ucceore , enza rac
o

l \

Ex M. S. Greco Codice Monaterii

E i _a-.1 S. Philippi Fragalatis . :f: -

cordari della crittura fatta; percio ne ando

"
v '
*F*
in carcerc.Supplic per tanto il Santo,il qua
le gli comparve con in mano la ricevura.-- i SPlenditlijjimo Zrtucum [maine divinits
dellEattorez onde rci libero da qualun ,_,.
corde, (F animo illuratus pravamm [ibi- <
que moleia. Un uo gliuolo per nome Ni ^ dmum tcrcbras dipai'ir admirandc, ac pe
] cera Archidiacono della Chiea, travagliato
renni miratnlorum graa ditalns, [Male: mor- ,
X A

M,...

[mx.

.L_.L~

68

CALABRlA SAiNT LIB'K-' I.


-v

bos, Fantin: curati quare tuam anc'fam comnze


morarionem olchi-amor, tuum epulrrum 'venc
ramizr, unanimique 710cc contiamo-nas : imp-erro
a CL-rio Domino Peccarorum uororum condo~
nazionem.

Beato anine, quem divina , graa af'ui!,


buf! inter-ris pmlmiid'ole ipfo Clariorem 5

Pzrtuzumfpiendoribus , ae miratnlorum radiis


univero: terror-8m ne: iliurans , dibi'uenj
que denjmam malorum caliginem 5 quo circa
memmam ;ui Porco iimur, tuarumque' reliqui
rum :omnium ample't'imur.

Beatifme Fantine, divinit; illo/hate, CS


cis 'vijamlaudir gream, [angm'dir imil-;tem
rcitaiiz muito; a fera mari: temprate in co

Fantine, cumquc inter hommes , quai Angelus


a materia fate aliena: 'uitam egeris, micricor- '

diam ; Deo maxime miericorde , bauti ,


quo etiam cui-arionum grazia, 'Delitti qnibuda .
radiis muoicentizm dirai: es,
Hand abjur cite ojenditi , qui ali-vinu *
tirar gratiam Pcrjmio conpuroa'vit, juke: ex
bomimcm cat te iti/ram de reperite rapi, ac toL_
li , quo nimirnm zlo arrogantium Dominio ,
fedijimam pervirariam reprimere: .,
'
Hominem pedmn u detitxzum, gra-ui mor

bo laboramcha multis, quibus- cruciabatm- do


loribus [er/as, (3 ad rc irzcerlendum volerti

dinem reddis ea qu:: a Spirit Sam-io , Beati-[: _~`


me Fantine, grazia donata: es . --zzi_,~

Cum rebus tc pudore' geti: Deum opti


lume: er-valli , magnum damm tua [Pieri-lore;
atmlti, nom prodigi:: in terra parrawiapre- mm Maximum bonore bouefoi-s , ab coder.
care quejb Drum, ut uos te oohoueanrcr juve:.

; Fantin: nndequaqne bettm , ac apienti);


l imc celeti mtui immixtus, ac orte fit liriore
ineffabiliter Deo adbarenr, gauo'io, gioriaqu
,incomprekenja .mt'lur , memimris :neri , (57. nos
runre mi: precarionibm _ab omni mieria , (j

caiamitate.
Sani Spir itus lamine ram Free [ucra5,Fanti-
ne, tardi; rnei tenebras pt-lie , montem , am'
mumque mmm per [nas price: luce Fermdcm,

mi ciariimam tommtmorationem ;uom cigni;


badia [audibm in Coelum f'ram.

'

i, ,Di-virtus ie,Fantine,amor a` pueroucccndiz,


quo dure pra-ua: cor-Fori: vquptatex pci-fce da_

muii, que .chiunptm-i tao vox muna'zimum


obtuliti .

Cam divinis te prete-pri: dio audientcm


mbueris , morir miraruiorum grazia' a Pm_
otente Deo donata: e: , ad curando: difcile:

hcmimim morbo: , G' ab objr corporibus da


moner expeilendorz ac Froirzae te beatum prodi
comu-r, ac tui memoria: deiitr ceicbramus .
Intar magnijo [i: 'virtutum p [endoribus au_
&a; , in occidente nobis ortus e: , m'mirum ati

multa
mi; rieliquiir
mraulormn
quodie
*oi dimanant
coboncjtatu:
. esWi
, qua;
M43',g 77
Vir paralii dotentar ad tua: reliquia: "cum ,
acrejfet, ca liberati et , quibus etiam vebe '
ment attrito: miericordia? uam et , qui

furia-go ore in tua dona per blaijemiam fue- r


rat i'l/tm .
iau-1a;
;
Depometur in Chrito pur [la , ex qua in-;li
mundum piritum ejecerar , bomim'que per *vi
jm apparenr admiranda myjeria dttexiti,

May-is mannemdinem, Elia zelig; , Davi


dis impliriratem, atque innocentiam, F:tutine ,
imitamfgriitiam
bommm morbos
calitsadcptuis es ad
. curando:
:Rs-il.g-zv ,i 3

lo Tempio_,'quod tibi potum et , in rzoem' .'m


lux gens 'tfr/a , qui .Deo lande: dccantabant, f
qua te di incide agnoveruntt:iam
,7

ni:
lo liberamris,
itio; al-vos,leaumamrge
imolumequeFantino.
ab codemHaim
Pericu .e '
Pofulum Dei *Optimi Maximi cultorem '

marini: uibur miric ema-viit', ub pecie

nos omnes tuo lamine illutrato: , qui cum da

Angelica 'viits, (F rifare tempetare inquiczum

celerit* tranquilla: , Famiuc , prati-*Kim

Ingm commieratione format: ejur,qm` te


beata Vir , imac-:bat , ni bii cundarus es inno
centiam ojrena'ore 5 nam per quidem perjpz'tu,
e57* dilucidyngrapbam homini oftendizi.

'
.

Radiis tmdcquaque ciroumr]r,z1garenis ap: '


pare: eos :mm-1m excitata rompe/'rate in Mare
Pracipites demcrti , cum tamen regcneratio_

:uom memormm veneramur.

ma

a
`

auor, acjeo Chriti famul.\W$-in '2.1;, `


Pra-oi: animi motibuszjaatrrrinifofqu P
tentationibus,qua uilms mzer divexatos
duri;
divina. 'airone ad ms
{A porrum
Gw
quotidie ad-,

Lucidam i'mmortalitatis 'vete-m indurus jam

ei, qui gra'vi morbo ooniffabatur , pretare te

Sanflifme, tlc-magna cum ducia, glorio; *i

'videndum ofeuditi , jubElS ommm morbija..


niem 'velutiaum exuere. ezi

Fantine , tuam [Jodie acroanam nic-moriam 4.. "


(deb-am, majepulcro circumfz , qwqm, ab l
zo Promanantamtam pie bazrrienrer.
,4.1,

F Omncm tartarci botis fatum , ac uperbiam


_ntitr depouiti, abiiciens , demittenqe te
ipum a umma virtutum tuaram ccltuainc .
Quad menti: tua: acier divino lamine offer

illutrata jam di# coco divina 'via-Imc 'uidcndi


. um retitml.

Ad anandum hominum morbo: , pravoquL


piritus crgaizdor acroznfa reliquiarum
tumba, Fantine,omnibns pota et.

Domzriejefu,
qmfamulum
ruum
omnibus
,i i
mirabilem
reddidijti
, ejus quai)
procibus
miri
cas in me,Cbrite,rm3ricordias tria5,integram
que peccatorum da nobis camion-:W . A

Cujufvir mo-rbi turationcs efmdis , diici


leque animarnm egritxdinesedas, ac modera
i-ir, patron: mira prodi`gia, reque anrmarum , ac'

corpomm prdbem medium feritimztm .

Magnus anima tuo decor, mira dom: pub


tua fuit commieratio, tbure accepto , Pritina critudo ,zyfpacier , ubi conditnm tuum corpus incolumitati reddiditi,
- venerandum, laugnidos ad alme-m revotat , il
Commijeratione mi'rum quantum excellm'ti, ' iii/trai tenebris abduos , Putrefcznzja "zer ,s
Homin-em diutumo morbo tabecentem , qua

onar,

5-7

DE' CDNFESSORI .NoNPIEI CAP. III.


.

pmbens, ac Frondei'antinc, te egregiir titulis

01m'

'.

aximur ingnivit .

L,

Arimente Bailiano di gran antit di vi


_ta fu S.Bartolomeo , di cui per nor...

ppiamo altro.

'

tieri' 17.2.

ioria, info! terra illucefcit , piorumque ani

mas miriceilluftrat , quam rit pendente:


LE*: oramur
tc Fantine , ut a Conditore notro per..

v. DI s. BARTOLOMEO MONACO.

Propero Parzj tabultopograpraolo Gual

?pula-um ?vita/em rcdolct Odorem , ac me


.'o 1

r.

anat, PEN dolore!, morbus cui-at .


i, rh."
jam Samo Pi'opkrtarnm, Apo/Zolorumqu" ,
ac Martyrum catu adjmzcl'r es in Calo , qui
acro: M: in terra more: :mitatm , Poznan;
form , di"uimque jus te diflo audiemem

VI. DI s. ONOFRI MONACO?

.il

catormu 'uemam digneris impetrare , _.

*i 1(

Z_ z,

. II. DE SANTI APRO , GIOVANNI,


p E CRIMBALDO a :w`

deerta, f la felice Patria di queo' Santo .

,
,.L
'

i *iP-'PF

I,

B Elloforte altre volte Terra aai nobile.:


con nome di Subiicinio , oggidi quai

Avide Romeo nora cJueli tr Santi in


Eraclea Citt oggidi dirutta, ed altre

Nacque egli dal Conte Signor del luogoz ed arrivato allet, nella quale poteva conoce
re le luinghe del eno , per non rimanernc
abbattuto , preggiate le ricchezze paterne,

_volte di molto nome nel eno Tarantino tra

veli labito Monaico di San Bailio , nel'

Terranova, el'Amendolara :li due primi li


n0ta col titolo di Coneori , el terzo coll

Monaerio poco dillante dalla ua Patria-a.


M ne pur piacendogli` l'abitar fra Monaci
( cos grande era la brama di equerari dal

aggionta di Sacerdote. Filippo Ferrari citan

do il Romeo , e Paolo Reggio f raccordo mondo ) fabricataii una cclletta dentro un.
de oli Apro, e Giovanni , e li vuole amen folto boco , ivi pree a vivere vira d`Angio~
due Sacerdoti-3 e oggionge, che Eraclea la lo in digiuni, e penitenzc. Avvennc intanto,
medeima, che l oggid lAmendolara,pola chuciio il Conte Padre a caccia , i poe in
r li due Fiumi Sibari , e Siro . La lor feta

traccia duna Fiera , qual lo port 0Vera il

i celebra agli otto Luglio z N altro dicono


della lor Vita .
.

SantozNon lo conobbe dapprima, ma poi nel ,


dicoro coitolo per uo ngliuolo,piang`en.
done per tenerezza e labbracci, .e ilrine)
al petto . Ma quantunque lavelli: forzato di

Davide Romeo Indice de' SS. Filippo Ferra


ricatald diem 8. julii . Paoio Reggio Cara!.
in
(t'ha
Di alcuni
z
Santi
la* , e Beati
unaliani.

ritirari , o nella caa paterna , o nel Mona

tero, non per pot cOneguire n luno, n


'

ou-

r- in

l'altro , rioluto di terminal i uoi gior

IOVANNI~ MONACO.
i

i ;ai-,w
. G i
III. DI"E
SAN
-

ni quelle ere 5 anzi eco trafic a vive

re in ua compagnia Elena ua orella , del


Ell Ordine di S.Bailio , amico , Ut gla quale in uo tego . Cos adunque con
famigliare di San Nilo Abate fu San umato dalle morticazioni, ripos placida

Giovanni , e cotanto Santo , che l' altro l

mente nel Signore non veduto dazuomini,

onorava in luogo di S.Gio:Battilla , e bagia

ma aiilito dagli Angioli . Indi a qualche)


tempo riapuro daMonaci il uo felice pa
-aggio, portarono il uo corpo, nel vicino
Monalerio, qual poi dal uo nome venne)

va per riverenza la terra calpeiata da lui.


Fit anche uomo di lettere,e veriarimo nel_

l" opere de Dottori Greci, ingolarmente di


San Gregorio Nazianzeno . Viie circa gli

detto 5.0nofiio, appreo di cui non un e

anni 990. Girolamo Maraoti moira con


fouderlo coil
altro Terei ama lo fa altro,
`

colo, che i piant un nobile Villaggio del


meikirno nome . Le ue venerabili reliquiu
` ? com'egli fu,jApollinare Agrela , a cui o non dicovertc ancora, avvegnache di cer
.3 . V
to nel udetto Monaterio , 1 fanno opira
"
rivo. M;iz `
"
i .
Girolamo Maraoti Cron;lib.pr.c.ult.zlpolli` re da tutti: Si celebra la ua fela li 4.Agoo
nare Agrea 'vita di 8.670.: ol. 5. Paolo Gual col concoro di tutti quei Villaggi all'intor.
tieri' un.

` *

. ~`

t .r-

i
;yi-..FE

5*.

n05 non mancando il Signore diconCederu

RIA MONACO.
i '?

le ue grazie Per li meriti del Santo.


? amolti
Tutto quco abbiamo dalla tradizione, che q

fa.

del rimanente appo de` Scrittori non e ne)

"l

Ltres Bailiano contemporaneo , ma_


pi vecchio dell Abate San Nilo , fa
S.Zaccaria z poiche quando detto S. Abate
and a veirii l Abito di quell Ordine , v
intervenne il conenzo di SZaccaria .Ebbe

epiteto di Cailimo , e di Angelico per la


grazia delle meditazioni, e oliloquj.
&Bartoloni/ita di S.Ni lo. Apollnare Agre

legge, ch: il nudo nome preo

"'

.1).Afollinare Agrca [ita di 5.Bala. A***

vu. DI SAN CIRIACO MONACO.


g

'

`iii-l'1

e,

Roppo tronche on le memorie di que


T ilo Santos poiche oltre l'eer egli nato
in Bombicino , e d`aver profe-[ato l'iituto

- ou j'op. Girolamo Mamoti 0'Ue ip. Paolo l di San Bailio nel Monalerio ivi vicino, e;
l che morto , e epellito in quella Chiea , u`
Gkalzieri o'ue opra.
n.42

poi

CALABRIA SANTA LIBRO I.

70

l III. DI S.PROCLO MONACO.

furono Monaci Bailiani,c viero per lo pi(


nel Monaterio preo Stilo 5 dove ancor
morti, e epelliti per lungo tempo, ono ati
di quetinori tempi inieme con &Giovan
ni Terei trasferiti nel nuovo Cenobio di
Baiiliani piu vicini alla Citt.
Apollinare Agrea *vite di &Ba/I, e di &Gio;

A Citt di Bii nano di alla luce quelo

.Da-vide Romeo Indice deSanti. Paolo G'ua [tie


ro 11'173.. Girolamo Maraoti lm :.28.

oi la Chiea detta dal uo nome S. Ciriaco:


pi non ieri-vono
_
.Da-vide Romeo indice dc Santi.6`abrie le Bar

, de amzqa.lib.z.fol. 95. Girolamo Alarafzoti


Cron.lib.4.c.23.

buon Servo el Signore. Eendo ancor

giovanetto digiunava ogni giorno


alla.:
lera , e mangiando saiteneva da tutti. quei

XI. DI S.COSTANTINO MONACO.

cibi, quali porevano rivegliarin la libidine.

S An Coantino f d` un Villaggio col

La era dopo cena nal mattutino viitava.


tutte le Chiee della tht , avanti le quali
orando accompagnava l`orazione con qual:
che penitenza. Eatidito del ecolo , qual ne

medeimo nome poco appreo la Cin


di Bova oggid rovinato , al quale dopo la.,

ur conoceva col vizio,ve`1 labito di &Ba

ua morte avea recata quella nominanza. F


egli Monaco antiehimoGreco,e fore Bai- 5
lianoze e ne celebra laFea li ao.Settctnbre.

lilio, otto del quale savanz non olo nel


lo iudio della perfezione religioa , ma e;

Filippo Ferrari ad diem zo. Scptcm. .Dami


de Romeo Indie dc'SantiJaow .Reggio lib.z.de

nellaltro delle lettere, e delle cienze, onde

Santi. Paolo Gualtieri [ib.z.

divenne dottiimo in ogni buona diciplina.


F dicepolo del S. Abate Nilo , dal quale;
fr molti veniva teneramente amato . Mor
antamente nel Monaerio di $.Adriano,do

ve epellito , dgiornalmente riceve ln' al


giorno do gi ilitributi delladorazione
s. Barto omeo Rolli vita di S. Nilo.GabricZe
Barrio lib. . . Girolamo Maraoti Cron.tib.4.
$48. .Da-vide Romeo Indice de'SantiAf-ollina

re Agrea 'vita di S. Bailio.


IX. DI SAN GERASIMO MONACO.

XII. DI SAN LE0,0 LEONE


MONACO.
P Ort alla luce queo Santo un Villag
_ ` gio detto Africo, preio Bova . Si eer
cito nel miniierio della peee , cos che del

prezzo -dCllC ue fatiche nalimentava i pove


relli: Sovvente di iunava con tal- legge,che
il opravanzo lo (Filpenava a' mendiehi5 e.:

rotta via deideroo di maggior penitenza.


per einguerne la ete bene lPeio 1 tuava
. ignudo nell acque, quando quelle erano pi

A Bbbiamo di certo di lui,ch`egli a a


to nativo di S.Lorenzo preo Reggio,

e che abbia vetito labito di d'.Bailio, e che

morto l foe epellito nel Tempio di S.An

aggiaccmteJVla conocendo la vita del eco


lo eer molto periglioa , perci per metter
t in luogo di icurezza ei l`Ablto di S.Ba
ilio, nella qual Religi e avvegnache I\o

giolo nella medeima Terra 5 Ma occulto ci

vizio pot ellere Maetrb di molti . Riplen

il tenore della ua vita , e vario il giorno

de con la luce di molti'miracoli , ingolar

della ua fea : filippo Ferrari la mette li


14. Maggio, e cita per quello le Croniehc, e
le tavole di Calabria , e Monignor Paolo
Reggio nel 2..de`5anti del Regno: Barrio, u

mente in rcirurc la faVella amuti , e vo~.

Romeo li 14. Giugno.


Filippo Ferrari Catal.de Santi ad diem r4.
Maii. Gabriele .Barrio de antiqu.lib.3.fbl.zu.
Paolo Reggio [ib. z. SS. Regni . Davide Romeo

largli in pugno gli Uccelli,ane di prender


vi il neceario alimento . Ma fu lngolarU
quello egli oper di'quei tempi per ervi
zio della udetta Citt di Bova5 quando que
ltafaggravata nella numerazione de} uoehi,
qual i portava molta pea-,ll Santo in forma
viva di Monaco Bailiano i preent al Vic.

Indice dc Santi.Girolamo Maraoti CronJib- . -

del Regno,e s`1 bene difee l`aggravio,che ne

X. DE' SS. NICOLO, AMBROGIO , E


BARTOLOMEO MONACl .
DUe divarj s incontrano tra Scrittori,

riport il favorevole digravro. Le ue Re


liquie i conervano con molta divozione
nella udetta Citt di Bova in un magnico
Tempio dedicato al uo nom: 5 e con molta
pompa l riverieono ogni anno da quei p0

per le notizie di qnei Santi 5 Davide

PUll,C0mC di Protettore , li cinque Mag iO

Romeo, e Paolo Gualtiero crivono , chu


furono due con nomi di Nicol , e Bartolo

Gabriele Barrio (ib. 3. Girolamo .Maraoti


lib.z.c.go. Paolo Gualtiero lib.p. cult., e [ib-Z

` me05 Apollinare Agrea li crive Nicol,ed


Ambrogio.ll Gualtieri li vuor Maetri di San
Giovanni Teret ,l Agrea anzi dicepoli.

Davide Romeo Indice de Santi . Paolo Reggio


Catal.lib.z. Filippo Ferrari ad diem 5. Mail'.

Chi s, e ati foero non due , ma tr N i


col, Ambrogio, e Bartolomeo, de quali , o
1 uno, o li due ati foero Maeri,el terzo
dicepolo 3 Comunque i foe la coa5 tutti

Apollinare Agrea *vira di S.Ba.


XIII. DI SAN SIMONE MONACO .
l I Genitori di queo Santo furono amen
o due di Calabria , avvcgnache non nu

i;
.L

DE' CONFESSORI NON PONTEFICI CAP. Ill."


71
appiamo il lnogozed il Padre fu per profe no nato nella Citt di Reggio. Comunque ia
ione oldato , ll. quale paando di preidio
in diragua , i condue eco il fanciulletto;

dl ci, eli certo , che oper molti mira


coli, e fr- quei guarr dalla lepra il udecto
,Conte ,il quale non ingrato al benecio gli
_edic un Monatero poco diante da La

onde nacque lo sbaglio del P. Ottavio Caje


tano in crederlo nato in Si agua . Ora pa
ando il Padre in Cotanti opoli port eco " Jano, ove vie , e mor, e dopo la ua morte
Simone, e lo vi f attendere alle cuole.Cre ne pree il nome di S.Pietro Spina, 0 Span.
cinto poi allet pellegrin in Gerualem
Apollinare Agrea vita di S. Baf01.z70
me, ed indi aconegli dun anto Religioo Paolo GualtieriConfeiba;
i racchiue a far penitenza dentro una pe
lonca preo il lido del mar roo . Oltre
XVI. DI S. LORENZO MONACO.
paa in pellegrinaggio al Monte Sinai, poi
in Babilonia , dove creduto pia , gli con~ A Ggiongo a quei due il terzo Santo ,
venne patir molto . Ritorna in ltalia a.,
cio SLOlCHZO dierente dall`altro,di
Roma per viitare le agre Reliquie de'glo~ cui pi` opra. Fil Monaco Bailiano, e vie
rioi Appololi Pietro , e Paolo : pellegri
contemporaneo a S.Pietro, ed anche in mol
na nella Francia, e i riporta in Gerualem

ta divozione al udetto Gran Conte d'Arena,

me con Poppo Arcivecovo di Treviri : Fi


nalmente conumato dalle fatiche, e dapel
legrinaggi, ripos nel Signore, avendomol
to patito dal demonio in quellultimo etre
mo: Il uo funerale venne onorato col con
coro di molta gente, alla divozione de`qua~
li non manc Iddio di corripondere con lc
ue graziez poche per li meriti del Santo
illuinin ciechi, liber oei'i, reliru la fa

il quale perci avendogli fabrieato un Ce


nobio a parte preo la 'erra di Das, dopo

vella amnti, rian aridi, paralitici, ed altri ,

aggravati da`loro malori .


Sigiberto Monaco Cron. ad ann. 102.3. Mar
tyrol.Rom.KalJun. .Enermno Abmita ejm.Ab.
Tritemzo Cron. Mondi. ad mm. 1010.0an
Ca'ezano
Vite de LMartir.
Santi di Pic-tro
Sicilia Galcno.
tom. 2.. amm.
fall; 6. Ab.Mauro
Ar

la ua morte , fu dal uo nome detto, S. Lo

renzo .
Apollinare Agrea 'vita di S. {Baol- 2.71.

XVII. DEL B.STEFANO MONACO.


L B.Stefano nacque nella Citt di Roa
no circa il 920. da parenti umili , e po
veri, ed eendoin morto nella fanciullezza
il Padre, u dalla Madre applicato ageer
cizj della 'campagna . Era gi nell anno 2.0.
della vira ua , quando ipirato dal la
dre delumi a laciar il ecolo, and a ritro
vare il Santo Abate Nilo , di cui era celebre

nold. Vion. Lorenzo Surio *aim SS. Conti!. Lc


moniccnfe 1 r. apud Binium :07n.3.p.2. Baron.
Anna!. ad 171.103 7,

XIV. DI S. BASILIO MONACO.

la fama nel Monalerio di S.Mercurio pre


o Seminara, da cui richieo, che 1 volee,

ripoe , che volea VC-lli .Religioo in quel


Santo Monaerio. Io lodo, replic l Abate,
il tuo deiderio-;ma vanne neMonaerj con
vicini, ne quali averai di che vivere-3 aven

Ie quelo Santo, o nel tempo, o poco


riverenza del uo nome un divoto Ceno

do noi qu la penuria d' ogni coa.N,rip0


e Stefano,io qui v morire per amor diCri
lo. Sodisfatto della ripola lAbate, gli og
gione,e avee pare'ti?$i,die laltro,ehc h

bio non molto lungi da Torre di Sparo

Madre, ed una orella. Adunque, gli coman

V avanti al Conte loggieroz concioia

che perla molta divozione gli fabric in..


laz onde fore Paolo Gualtiero lo opetr
Cittadino del udetto luogo. Molto meglio
dire,ch`ei nacque in Montepaone della Fa
miglia Scamardi, nobile di quei tempi,e del
la quale imo rampollo lodierna delle mi
liori di quella Terra. Ve labito di S.Ba
Elio, vre, e mor da Santo.

pollinare Agrea vita di S.Baj`.fbl.z7o.


Paolo Gualtieri 17.2. i - .

XV. DI 5-. PIETRO MONACO.

p S. Nilo, vattene ad alimentari: . N re

plic l inervorato ecolare, come n`ora i


ono alimentate enza mia opera dalla Pro
videnza divina 5 cos lo aranno per da qu

avanti. Veito adunqne del agro Abito , e


vantagiandoi nella perfezione divenne mol
to caro al Santo Abate , che lo volle em

pre in ua compagnia . Eendo di natura.,


quanto emplice, tanto rozza, e perci dia

datto alle coe temporali, monatichceni


va bene peo apramente ripreo da uoi
maggiori, e qualche volta anche battuto-;ma

N E'tempi del Gran Conte dArena vie


aai famoo in antit San Pietro della

egli beriva il tutto con meraviglioa pa


zienza . Uomo veramente inigne , non blo ,

Famiglia Span, non gi Spina , e non per

nella pazienza; ma, e nell ubbidienza 5 che


corruzzione di lingua, Monaco Bailiano , e per avendo una volta pezzata una pento
nato non in Torre di Spatola, come im - la da cuocer legumi, gli fu ordinato, che le
Paolo Gualtieriz ma pitolo in qualche } gati al collo quei rottami, andae in volta
luogo del Contado di Arena,come lo crie z, per gli altri Nlonaer), dicendo ua colpa_-.
Apollinare Agrea, benche altri lo veglio ' And , ritorno enza punto turbar , n nel
-

CUO

73

CALABRIA SANTA LlBRO 1.

cuore,n nel volto. Altre vole ave'do prepa i giare le paterne ricchezze, e le glorie, e de
lizie tutte del mondo vei labito di S. Bc
rati certi aparagi per e, e per il Santo Aba
te, ed eendo riuciti di qualche apore, gli nedetto dell'Ordine Cainee . Vie con.,
die l' altro, che li gittae viaz ed egli enza tanta purit di mente , e antit di cotumi,
replica lubbidt. Impar a teere portelle , che nella morte erit , che cendee per
accompagnar l'anima ua al Paradio il Pro
nella fattura delle quali', perche una volta...
moh qualche compiacenza , gli ordin l tomartire S.Stefano , con inieme una molti
Abate, che le gittae al fuoco; Appena egli tudine di Spiriti Beati . Raccom egli la vi
ione aMonaci , quali gli alevano all`1n~
ebbe l ordine, che lecgui con molta pron
tezza.Wando il Santo Abate avee voluto, torno , e fra quella beata compagnia pir
l'anima, per mandarla al Cielo.
o riprendere,o caigare alcuni di quei Vec
Arnoldo Vion. Lignum Vitae [111.3. litJZ.
chi Monaci di ripetto , lo faceva nella per
ona di Stefano , tollerando il Servo di Dio

Pietro .Diacono de Sanffs Caco6.

a gran cuore tutti quei aronti . And col

Gabriele Barrio lib. z. fol. . . . Girolamo

d'auto Abate in Carid,allor,che egli vi pa

Maraoti lib.z.c.15.Dauide Romeo Indice de


Santi. Paolo Gualtieri 11'124.

s a fabricare il Monalerio di Serperi , do


ve nalmente , armato co Sagramcnti della
Crito , rip05 felicemente nel Signore. Pri

XX. DI ALCUNI BB. DELL ORDINE


FLORENSE.

ma di morire fil a viitarlo S.Nilo, che chia


mandolo per nome, Fr Stefano , toto i al

V lero con molta antit di vita dicepo

z , guardandolo o , per eeguire i uoi


comandi-3 e l' altro, Benedici quelli tuoi Fra

li del B. Abate Giovan Giacchino li


BB. Percgrino , e Bonazio fratelli amcndue
Coentini, Giovanni, e due Nicol , Pietro,

Chiea negli anni 70. di ua vita , e 994. di

telli, che n erano molti allintornoz COs fe~

ce il moribondoz E replicando l` altro , Ri


poati, ripos, ma in quell cercizio di ub
bidienza pir la ua anima. Allora il bamo
Padre bagnato il volto di lacrime'. O Stefa
no, die, o Stefano buon oato del Signo
re, mio compagno, e martire di pazienza..- ,
vanne vanne a godere leterne felicit nel

e Ruggiero Diacono della Chiea di &Seve


rina: oltre il B.Gerardo Abate,di cui nel Ca
pirolo precedente, e li BB. Matteo , e Ber
nardo nel Capitolo de Confeori Ponteci.

Li opradetti adunque tutti furono anta, e;


ricca prole del Sanco Abate, quali egli alle~

v antamcnte nel ervizio di Dio -3 ma le


virt particolari, le penitenze, le grazie ,_ le

Cielo .
Apolliuare Agrea vita di S.Balio jbl.17o.
Paolo Gualtieri libJ..
-

morti, cd ognaltra coa pettante all intiera

XVIII. DE BEATI ANTONIO , E


TEODORO MONACI.

f'al.179. Gabriele Barrio lib. 3. fl. . . Giro


lamo .Maraoti 11"64. :.74. Davide .Romeo [n

notizia della lor vita,e 1m divorato il tpo


Valter-Pappaidcro pene': Hzors'ue'u. tom.z.

\{ Ella Vita di S. Luca Abate i f raccor


do di due uoi Nipoti hgliuoli della.,
Beata Caterina ua orella, amendue Monaci
del medeimo liituto Bailiano . Il primo u
detto Antonio Economo di tutta la Con
gregazione, cos anto,che il Zio Abate Lu

dice deSS. Angelo Mantiqucz Ann.tom.3.1~er


din-nido Ughelli [MLN/1.9. Franceco Mauroli
0cean.lib.;. Gregorio de Lande mirabJ. .
,
Paolo Gualtiero lib.z. Carlo Cala Ior. de`Sve
ui lib. .. par. . . .Roberto Covct.0rd.S.Bened.

pre-farciti opus ejus

ca dopo la ua morte lo metteva per ecm_


pio a uoi Monaci ze lo crittore della ua;

Di alcuni BB. Domczzicam'.

vita cos conchiude il uo elo io: Atque ur


Pdlls omnia de ejus 'vita, mori uque comple.

XXI. DI S. TOMASO D'AWINO.

A vita di queo Santo , quanto pi fe

&ar , Magno illi Antonio ad exfrcmum *aim

fpiritum fimillimus iit.Premor1 al Zio.Del~

conda di antit, tanto piu diua nelle

l altro , detto Teodoro crive , eh ei foe

penne de`Scrittori, h inieme, e riempite,cd

un Angiolo: .Et glorioimo Tbeodaro, altera


Angelo.
'

arricchite le cattoliche Librarie z onde vo

Pao [o Gualtieri lib.z. Ottavio Cajct.Animad.

lcrla o iendere,o repilogare in queo libro,


arebbe un perder il tempo . Baii adunque
laverlo olamente accennato come di fuga,

'vena-l pit-im tema.. fol.37.

che pur non picciolo freggio di tutta, in_

Anonimo crittore della vita di S. Luc. Ab.

ieme lopera .

XIX. DI S. RANDISIO MONACO


BENEDITTINO.
U S. Randiio nobile per nacita,eendo
ato gliuolo del Conte di Borrello,nel

qual Caello anche nacque; ma pi illuire

'

XXII. DEL BPAOLO DA MILETO.


V On h voluro diciogliere lun Dome
!.

nicano dallaltro, gi trettamente uni

ti, e nella profeione, e nella antit , quan

per la nacita della vitazpoiche avendo pre ` tunque poi per altro divii di tempo,e di pre

toga
.:r

9*.,

1 _
m
"DE- CONFEssoxt
NON PONTEFICI CAP.ttts'-,ef

.A.

i :ogative Vegli Santo,e uei Beato. Altri


Dio. E peroche le Prelature pi'duna vol
lo vogliono nato nella Citt- di Miletos Altri
in un tal uo Villaggio . Veito dellAbito
Domenicano ne port la riforma nella Ca
labria, e ne fu il primo Vicario_ Provinciale.

tro del mondo aborrirebbe lo ato di ud


dito. Se non olo, cos necetaro dall'ubbi

Fit molto amato da'popoli , ed onorato da'

dienza,eercit per qualche tempo la carica

ta crritraggono da quello , egli l abborr


empre con tanta nauea,con quanta oonal

` Grandi, aquali erviva di ConfeoreJl Ge di Maero deNovizi, che pure gli era'cuo
neral dell'Ordine hatElia Toloano in una
atente,qual gli pedice, onora con titoli,

la di virtu . Ville anni 90. de quali 15. ne

che olo i devono a Religioi di egnalata


virt. Edic li Conventi di Squillaei, d'Al

nelle gambe., dalle quali per non pirava,

tomonte, di Coenza, di Taverna , e daltre_

giacque empre in letto infermo d ulcere

che unodore gratiimo.


F] coante fama, ch'ave operato molti

Citt. Celebrando un no Capitolo in Cucn miracoli, ma la poca diligenza` di quei tempi


za, ed eendo venuto meno il vino , dove il ne mand in dimenticanza la memoria. Solo

Refettoricro l`avvis della mancanza,egli lo

i racconta, che una tal Signora di caa Poe

mand in Cantina, replicando laltro, che v

rio in Taverna, agitata da nerimo dolore

era iato,glioggiune,che andae di nuovo,

di parto , a'vendo mandato a raccomandari

e condae in Dio. Ubbidt il Refettoriero,

alle ue orazioni, egli le mand non s che,

ed andato ritrov la botte piena con maravi


glia di tutti. Fioriva net'470. e poi ricco di
molti meriti ripos felicemente nel Signore

za un machio, come avvenne . Mor nella

in Altomonte, dove la ua Immagine , come

lui cos cie Giovanni Hys (a) : Puerta/t, C4*

negli altri Conventi. di Rogliano, di Belca

alii plures hujur Ordini: Saudi , nec uque ad

ro, e di Catanzaro, v dipinta con quelle

hodiernum diem dcjimt San' Vin' , hunt ordii

avviandola , che partorirebbe con alle rez


udetta Citt di Taverna lanno t 5 99. Di

i cm *aim antlitnte decor'anter , (F zip4m;


d'altri Beati .
Pi lb.3.part.r. n.42. Maraoti 11'122.. c.r6. illuranttjs, qui' etiam noro hoc jeculo vixe-_

e [ib. 4.. t. 23. Romeo indice tic-Santi . Barrio


lm.. [01.155. Paolo Gualtieri lm..

XXIII. DEL B. GIROLAMO DI

...
A

RACE. v
*

runr, e exbac vita jam pridem dijcmm.


Ut B. Ludo-virus Betti-andar , qui obizt anno

158 i_ cujur meriti: , " invocatione modern/is


Rex Hyjpaniarmn, adbuc put-ml; mzraculos

anitasz obtinux , * pro hujus Sani l/'iri


*4L*

;Allam aggiongo l'altro Beato del me


deimo Ordine Domenicano . Nacque
egli in Gierace, e la ua nacita fu miracolo
a , avvenuta per intercedimento del Beato
i ervo del Signore FratAntonino da Reggio
' Cappuccino, a cui raccomandatai la Madre
per un gliuolo,le die eglizRallegratevi Si
gnora, Voi darete alla luce un bel gliuolo

canonizatone apud iram Sanfmtem mlm-c;


non denitzBimcntiut dt Sano Step/1.7710,

qui obiit anno r 598. , ' B.Hier0nymus de Ca,


[almaui obiit anno 1 599. per quo: Deus Om

nipote: quotidie mira exhibet gla , a pro


digia .Giac ue epellito per qualche tempo
nel Coro de F`ratiz indi per ordine del Reve

rendimo dellOrdine Gal-amino trasferito


nella dera parte dell Altare.Era venuto in

machioz ma inieme raccordatevi dimpor

dimenticanza de' Religioi moderni 5 quan

gli il nome di Franceco. Concep la donna,


ed a uo tempo nacque il fanciullo , il quale
vie per qualche tempo con nome di lran- ,
ceco Scriva.Andato ,in Napoli per occaio

do il Cielo volendo far pompa del uo bea

ne di udj vei labito di S. Domenico,con

to Servo con l` occaione di fari un nuovo


pavimento alla Chiea , sfabricandci il pi

vecchio , fu ritrovata la caa col uo pre

nome di Girolamo nel Monaerio della Ri

zioo cadavero intatto , che u li zo. Otto


bre del 1678., di che poi e ne f l atto pu

forma.Divne cos letterato,che mai sagit

blico li 2.3. Novembre dellanno medeimo,

diputa di grado,che a lei n i foe ricoro,


come ad Oracolo, per la deciione.Non ca
pit nella Citta Foraiero letterat0,che non
' foe ito a viitarlo, reando tutti oprafatti

eoll aenza del Cleto, e del Magitrato,e


di molti Religioi, fra quali fui to , vengen
do ad occhio proprio l incorruttibilt- del
cadavero, il ventre ancor molle, , cos come

dalla ua letteratura.Tenne rettima cor

l
unitura
del Collo, ele lividure dell' <1.,
ulcere
nelle
ambc.
u? i

ri ondenza con Siginondo R di Polonia,


il quale nelle ue lettere il chiamava Padre,

1d 'o h operato molti miracoli per in-',

e MaelroDelinato Ambaciadore dalla ua

terceone del Beato, fra' uali i racconta ,

Patria al R Filippo III. ademp con molta;

che Traiano Caraa Gentii uomo della u

prudenza le ue parti,riportandone e la ra_

detta Citt a 2.3. Ottobre del 1 678. ulle ore

zia a quella , e gli onori a e medeimo . Ma

nove della notte rivegliatoi dal onno con

non riuc meno ammirabile nello pirito, e

acerbimo dolore nello tomaco, e nereni, i

nella Virtz concioiache applicando la ua


nacita, come f, al Cielo per mezzo dello
razione de`uoi Servi , la coniderazione di

a egno, che per il dolore, e per il caldo non


poteva
tener panni
di opra,alzatoi
di letto,i
and a pori
ul freco
di una ua nera

ci erviti`~ li come di prone per correre a

oye i no allore undcci,enza ne pur en


tire
_3

.L
.

_4_

a epi.
-iedicanvi
'a S. D0-
minie

74

CALABRA SANTA LIBRO I.

tire allegerimento di morbo: Raccomanda


tui in tanto al Beato, il cui cadaVere avea

venerato due giorni avanti,gli fe voto dan


dare a viitarlo cinque volte con recitare a
ua gloria cinque later, e cinque Ave, e lo
liberale da quei dolori. Con ci ritornato a

l'autorit di Ferdinando R di Napoli,e del


Pontece Sito 1V. Parti gi il Santo per la

Francia, e nel paaggio , che e per hapoli,


gli venne incontro fuori le porte della Citt
lillco R5 e portatoi in Roma per-ricever
la benedizione da S. S. fa da queta omma

letto pree onno, e la mattina l alz libero

mente onorato, ino a ederelo a canto 5 n

da ogni molellia . Camilla Catizone per una

fa volgare lonore , che gli f'erono gli Emi

caduta e le gon il ginocchio in maniera ,


che per iorni quindeci 1 ret da poter ca

lo con tratti di ingolar-aletto .Arrivato nel

nentiimi Cardinali, con vilitarlo,e rivcrir

Reame della Francia, furono oequioc lu

minaref/la udita la fama del B.Servo .del Si


gnore , fatta forza a e medeima , i port
nella Chiea de PP.. Domenicani , ove tava

gi Xi. Mor nalmente onmo Santo nella

epoto il agro Cadavere 5 ebbe parte del


uo Capucuo della cappa , col quale mcca

una Croce
adueFu
dAprilc
del rdja07.
nella.
Citt
di Tours.
canonizato
Leone
X.,

accoglienze fattegli da

ucl Monarca LU

eria eta della maggiorEddomada, opra..

toli il ginocchio gonfio, non uc di Chiea,


che nOn i vedee gonnato il mcmbro,c re

e da molte Citt,c Catella precelto lor Pro

llituito l uo di quello .Catarina Arratta per

tettore , maime da Napoli Metropoli del

un" anno , e mezzo ritrovandoi attratta per


la met della perona, enza poterle giovare

notro Regno - La Francia , fortunatiimo

rimedio alcuno , in .udire la fama di quello


Servo del Signore , aiutata da uoi , i port

con tanti egni di giubilo della ua tutelar


padronanza. Che e poi vogliam raccontare
le perone Reali, che tributarono gli omag
gi a quello gran Santo, e el precelero per

alla viita del uo Cadavere, .a tempo ava


c olo. Arrivata ivi, e toccata la arte oe

a col Cadavcre di lui , protean o empre


non partire enza la opirata grazia 5 nal
mente dopo l eervi tata da unora,col me

deimo aiuto i partz ma come fu alla porta


miracoloamente i enti libera , che con.
molta ua conolazione e ne ritorn in caa.
Gio-nanni Hys vita S.Dominiti.laolo Gual

tieri Uhr-pnt.

Di altari BB. Minimi.


XXIV. DI S. FRANCESCO DI PAOLA.

Eggan di queto nuovo Taumaturgo


della Chiea tuui i Leg endarj deSan
ti, che in tutti i leggono le ue glorioe ge
lla,e prodigi da lui operati; laondc per non

accrecere con noioa lunghezza quello li

bro,h penato raccordare ol tanto adivo


ti Leggitori alcune particolarit della ua_

vita, ore non apute da tutti.


furono uoi' Genitori Giacomo dAleo,
nobile Coentino , che trae la primiera.,
chiatta dagli Alesj di Mesma , per detto
del Trimarchi . N facci il cao il trovarlo
preo alcuni di Pregnome Martolilla , atte
'och lerrore provenne da ci , che il men
tovato Giacomo, per contradiingueri da.,
un'altro Giacomo dAleo,volle arrogar il

cognome del Padre, che nomavai Giacomo


Bartolillo , e poi per corruttela muto in.,
Marrolilla. Sua Madre fil Vienna Fucaldo,
famiglia nobilima. Nacque egli in Paola,e
creciuto alquanto, fit la di lui vita cos be*
ne intralciata di antit, e di miracoli, che
venne creduto il Taurnaturgo del uo eco~

lo. lllitu la ua Religione,per opporla,come


di gi loppoe alli dogmi di Lutero, e uoi
' aecli5Divenuto cotanto celebre,'volle il R

mauoleo delle ue adorabili ceneri , gode

loro Avvocato preo la Maet Divina, tro


veremo un Carlo Nonozil Terzo,ed il War
to Eirigo5 ii Trediceimo , e'l

uartordicei

mo Luigi 5 Franceco il Primo 5 Catarina , e


Maria deMedici 5 Eliabetta, ed Anna dAu
tria 5 Lodovico di Lorena 5 Claudia di Ber

tagna, tutti R, e Rcine di Francia . France


co Ercole
Duca
dAngi
5 Filippo
uo Car~
Fra
tello
5 Gaone
Duca
d Orlean's
5 Carlov
dinal Borbone 5 Friderico Prcnci di Con
d 5 Ildelberto Duca dAuguicn 5 OmOndo i
Duca di Mompolicr5 Leopoldino Duca di
Vandome5 Carlo Willelmo Principe di Soi
ons 5 Valbur a Margarita Reina di Navar
ra 5 Criina uchella di Savoia 5 Errichetta
Reina di Berta na5 Anna Maria Duchea di
Mom olierzla rincipea di Condzla Con
cea i Soions 5 la Duchea di Lungavil

la , ed altri , che per ovviare al tedio , li


a raccio .

Mi piace oggiongcre qui ciocch cri


e il dottiimo Cardinal Bellarmino a...
lode del Taumaturgo di Paola , tradotto dal
latino in italiano da Iidoro Tocano , ecco

le ue parole : Ultimamente in queto noer


,, ecolo, quai in quel tempo , che Martino
,, Lutero butt la cocolla al vento, France
,, co di Paola l cuo rl dunabito religioo:
,, Lutero inegn, c il digiuno val a nulla,

,, eehelainenza di certi cibi ia mera u


,, perizione5 Franceco illitui la ua Reli
,, gione col voro del digiuno perpetuo Qua
reimale, enza oterm

iar carni,o lat'

,, ticinj: Lutero ete il elibato, l'Ubbi~


,, dienza, e la povert volontaria, come in
,, vcnziOnc duomini sacendati5 Franceco ,, abbratcci le medeime virt, come coni

,, gli di Gcsu Crito: Lutero f latiar'i


,, Chiori a molti Religioi, c Religioe) i

Criianimo averlo con e5 onde inter} oe l ,, Franceco tir nella Religione molti uo.
mini

`~`c

DE CONFESSO-RINON PONTEFKI CP. m.

;
l

mini, e donne: Lutero volle,che Leon X


* foe venuto -perAnticrilozh-anceeo pre

*Montaya EpitJ/ia'oro Toi-ano *vita di &Fr-ric.


XXVII. B.Giovanni da S.Lucido -. Com

die al medeimo il Pontecato in dalla


fanciullezzaz Franceco, che u glio ub

ein nacque da Genitori poveri , ed umili ,


cosr gli uoi eercizi non furono che di

bidientcalla Chiea Cattolica Romana o

pr tanti -innumer;1bili,e upendi prodigj:

campagna. A quelli i aggiungeva una em


pliciima natura , che lo rendeva alquanto

Lutero, che laccr la vce inconitilc di


Crio non pot dar la vita a un pulce. Id

neceario al Santo Padre di pari aegnargli

dio condannando le ale dottrine di Lu

un Maelro,chc lo dirozzaie . E pure a vri

tero, conferm c0 miracolii dogmi,e la


vita del glorioo S.Franccco di Paola.
Ma e h tralaciato di lendere la vita del

guardo della ua candida chiettezza l ebbe


aai famigliare San Franceco 5 e fu l` nno~
de Compagni nel tragittare ul proprio man-v

B.Patriarca come quella, qual v diea in?,

tello ll raro di Mema. Con licenzadel Su


periore vollero*alcunhgiovani far pruova

pi libri di queo argomentonnon pollo

cioccosonde nel dargli l abito di oblato,t`u

non decrivere le gea d alcuni uor compa

della ua emplicit . Cos dunque riempito

gni, notati col nome di Beati da alcune. ce


letri penne, fra i quali ono ll eguenti.

tm piatto d arena, incro , che foe anzi ri


pieno d anguillcz onde gli ordinari-ono , che
lo portae in Refcttorioz ma lddio,che `mol

XXV. B-Bernardinoda Cropolati z Nac

que egli dalla Famiglia Otranto nobile , e.:


ricca in quell-AT erra 5 ma lacrando il tutto

vel fra primi l` abito de Minimi , datoglr


dal medeimo Sa'nto Patriarca , dopo l' aver
uperate due , e tr volte le contradizzioni

apertiime, e erime , rivegliategli con

to i Compiace della chiettezza, accompa


gnata dalla vita,oper s che portato in RC
t'ettorio il piatto ne altarono fuori qua ttro
groe anguille . Applic lanimo vdi tutto
punto all orazionez onde non tpeva, n co

tra da tutta la raa paterna . Ordinato sacerzw,

minciare,n nire opera alcuna sza quella,


quale c riuciva , egli era olito chiamarla

dore, accompa n con tanta gravit dico

gliuola dell orazionez e c non riuc va,di

tumi, ed one- di vivere la prea dignit ,

ceva, .che non avea fatto bene l orazionu.

ch' il B.Padre e lo cele per _uo Confeo_ .


XXVIII. B.Giovanni Genovee da Pao
re. Non u di molte lettere , fu s bene .de la. Pree l' abito dc Minimi datogll dal me
quiita religioa prudenza 5 onde ~il medei
deimo Santo Patriarca nel Romitaggio . L'ra
mo Santo Patriarca, venuto a morte l ilhtu
uo VicarioGenerale . Vie una vita molto
innocente, accompagnata da gran zelo , hu
olarmente per la manutenenza_ del quarto
Zoro per la vita quareimale perpetuaz onde

di COlTlplCOlC molto gaglinrda aonde pot

con molta aprezza macerar la carne . Dor

miva poche ore in unJetto di armenti z per


non dir ch anzi i tormentava 5 poiche ora

vi prendeva quel poco ripoo inginocchiato

.pot governarecon molta lode la Calabria

avanti il lettieciuolo ponendow le braccia,

in qualitldi Provinciale , e la Religione dl


Vicario Generale.Compiut0 il coro de`uoi
beati giorni gli comparve San Franceco, e l
avvis del tempo, e dellora della ua morte,
quale gli ort li 25.0tto bre del 152.041
Napoli, epellito con molte lagrime al lato

e mani in forma di Croce z ora appogizmdo

initro dell Altar maggiore , ove in al dl

il capo u le proprie braccia ', che pitoo

orava,che dormivaz e nulla di meno rimpm_


verando e medeimo , come e dormitie o

verchio, vie pi s' infervorava all' orazione.


Non mangio, che pane , ne bebbc , che ac
qua, e queto una ola volta il giorno.A que

reente i vencra ccn molta riverenza.

ie, quali erano penitenze volontarie , il de


Gabriele Barrio lib. . . . Autore del teatrJ. .monio aggiungeva le ue 5 poiche ovvente
.Religio. foi. . . Iidoro Tocano *vita di &Franc; apparendogli il batteva, il contraiavaz onde
XXVI. B.Baldailrre da 'Paola , quei u alle volte veniva necetato mandarne la
il Primogenito Figliuolo di S. Franceco , e l menti, come l`atteava,dimorando nel Con

primo Sacerdote dell Ol dine; onde per lun


go tempo erv di Padre pirituale quel pic
colo gregge. Fl! Religioo adornato di mol
ta carit, pazienza, prudenza, e dottrinazon

de con eo lui condava il Santo tutti gli af

fari pi rilevanti dell Ordine , per l ititu

vento di S.Luigi in Napoli, Fr Antonio da


Spazzanoz e con tutto ci il Servo di Dio

empre compariva con faccia allegra . Reli


gioo cos Santo , che il Santo Padre l ae

gno per compagno , c per guida al Conte .d


Arena,quando ei and nel occoro d Otran

zione del quale travaglio non poco appreo to, ove Dio dimor la antit del uo Ser
dell Arcivecovo di Coenza Pirro Carac V0 con un illuire miracolo . Colpito in un
cioloz onde ne ri port il nome di Coadiuto braccio dallartiglieria Turcheca un Capi
re, e d` Aurore nel promoverlo. Eercit in tano del Conte, s fattamente rimae guato,
"Roma l ucio di Zeloo, nel qual tempo fu che in un Collegio di Ceruici f rioluto ta
gliarlo. Atterrito della rioluzione prea lin
Confeore di Papa Innocenzo VllI.,il qua
le incerto Breve pedito l anno 1488. lo

fermo, mandva chiamari Fr Giovanni , il

chiama Familiarm, (F Amicum norum. Mo_ _ quale venuto, d inteo l accidente, lo con
l
\

n in Paola poco appreo la morte del B.Pa

l dre.

] ol come meglio pot. Su plicato dal Ca


pitano a volergli leggere iipra lEvangelo,
l.

2.

per che

CALABRIA
76
perche Iddio i compiaccia dargli pazienza

SAINTA LIBRO r.
bambacc, riuc miracoloo antidoro a mi.

nel taglio, volle egli vedere il braccio, c re

te infermit . Mentre vie ort la barba,..

plicando laltro, cn era faciato , e non po

lunga, qual i nell'ultima infermit per or


dine de'Me ici gli fu raa. Morto poi, e por~

teva ciori enz acerbimo dolore,dis`egli,


che condai in Dio . Si ciolc il braccios

lo egn ii B.Servo del Signorescd :d punto


medeimo conolidato pote di ubito l infer

tato il cadavere in Chiea , a via di tutti glj


rinacque cos folta , e lunga , come'in u

lo in Napoli, ed ebbe si numeroi li concor


i de`- popoli , che fu d uopo tenerlo molti
giorni inepolto , nel che pure i viddero

tronca nellinfermitd . Ma ci riferito ad un


Sacerdote con barba lung a,egli maneggian
docla cos morteggiava il racconto : Aver
egli avuto la barba raa, come quella mia...
Maravi lioo avvenimento! too gli cadde
enza ne pur rearglenc un olo lo. Atter

molte meraviglie , non olo non pirando

riro perci dallaccidcnte , ma non dildaro

mal odore 5 ma avanzatoi nella bellezza , e

dellinterCeione del Santo , ito al Corpo c


gran pentimento, anche a vita di tutti gli ri

mo ripigliar l arme, ed ucire a corn battere.


` Dopo una vita di tanta ancita , volo al Cic

maet del volto.


Iidoro Tocano vita _di S.Franc,

nacque come rima la barba . F nalmente

XXIX. B. Paolo Rendace da Paterno,Rc~


puto produrre la Reli ione de'Minimi , .Fu

dato alla epo tura in un luo o otterraneo il


Cadavere, ove no ad oggi i i conerva in
tiero.Tetarono molti la dicea per vederlo,

egli veito dal B.Patriarca 1.3111191448,', e

e riverirlo,ma invano, opraprei da gran ti

ligioo di gran antit fra quanti nabbia a

perche' con lume profetico lo core da riu more . Intrapree la dicea il ReverendaP.
cire Chiarimo per bontzpertanto ovven Franceco Binet Generale dellOrdine ,~ con
te lammetteva nella ua famigliari-ita , ragio peniero di furarne qualche parte per la. ua
nando empre di Dio,e delle ue opere-Ebbe Erancia,e la prevenne col digiuno di rr gior
molto zelo dell'oliervanza Regolare 5 onde ni,e con molta orazione.Sce1e nalmente con
fu pi volte Provincialeze qualora il Santo una proceione d'alcuni divori Religioi , e
Padre parti per Francia, liitu uo Vicario nel mtre sapparecchiava a egargli un bra;
Generale cr [Italia. Fond molti Monate
cio, ecco chil cadavere tutto cos , come i
rj per la 'alabria, quali ordin al vivere re
ritrovava , con le braccia incrocicchiate al
ligiog [on molta prudenza. Accompagn il petto, alzatoi gli die: Padre Generale , che
zelo colla carit, ed umilt,perche quantun , avete in peniero di fare . Per amor di N. S.
que molto invigilae all'oervanza della ua contentatevi di laciarmi iate nel mio ripo
Regola, mai per dimentic gli ocj della.. 05 e cos detto i proiee di nuovo, con pil
carit achi li dovea 5 rigoroiimo con e venro di tutti. L'anno poi 1570. e 7r.eendo
medcimo, piacevolimo con gli altri.. Uo
Provinciale il P. Maturino Francee , e vii
imo di molta orazione , per la quale riuciva tando quel Con vento deider di portari :-,
aai terribile ademoni , quali ovvente i co il deto groo del pi , ma le diligenze i
orme terribili apparendogli, ovvente da e reero tutte vane. Cos dunque lultimo del- .
li fugava. Ebbe lume di corgere il da veni
la partenza, ceo a riverire il acro cadave
re, nel mentre bagnato tutto di lagrime ba
re, c da penetrare al di dentro delle cocien
ze5 onde pot predire molti avvenimenti fu
giava quel deto , ecco e gli picca da e me
turi, e far avvertita una divora del uo Or- deimo , egli cade nelle mani5 quale eco
dine di certi peccati dimentichi nella con
portando , oggidi i conerva nella Trinit
feione . Oper molti miracoli, rianando di Roma.
`
llnfermi col e narli , e recitar le parole,

uper xgros, cc. redie al uo compagno il


giorno, e lora della ua morte, qual' appun
to avvenne, comera tata predetta da lui in
Paterno l'anno . . . . ~Avrebbono voluto i
uoi Religioi occultar la ua morte, temen
do li concori depopoli5 ma ci non piacen
do al Cielo, manich quella col uono del*
le campane rocche dal olo minitero degli
.Angioliz onde non pur da Paterno 5 ma da.,

quai tutta la Calabria uperiore concore la


:nce a venerare il uo cadavere,e fl si gran

.Marcello Sana-veri [ibn. a4. .Domenico


Gravina '00x turno. 2.4. Idoro Tofcano Vita
di S.Francefco [ib. . 4 .

XXX. B.Nicol da S.Lucido. F egli per


profeione Laico , e luno de' primi diecc
Compagni del Santo Patriarca . Non abbia
mo altro della ua Vita , e non che a ato

di vita anta,ed innocente,e tale decritto da


Franceco Maurolioo.Ocean.Kelig.B.zrrio de [in:

Calab-11'125. Iidor.To`cano vita di &Fr-ana.


XXXL B. Franceco Majorana da Fiu

mefreddo Compagno del medeimo Santo

de la folla, el concoro, che bi0gn tcner i Padre , eletto nel luOgo o fra quei uoi

lo inepolro lopazio di quaranta giorni,


ioperando un'innit di miracoli con ciechi,
con mutoli, con ordi , con intiichiti , con
adrati, con febricitanti, con invaati . Non
olo in!s`i lungo tempo non ree cattivo odo

re 5 ma dalla faccia grond empre grati


mo udore ,qualaccolto in pi caraline , o

primi 12. Compagni, e econdo nel numero

deSaceedOti del uo Ordine. Fi queto Bea


to ervo del Signore di vita incolpabile , e

ercitatom ogni genere di virt, ingolar


mente nella penitenza,ed aprezza del vive
re,e daltima contemplazione , ed orazio

ne, nella quale ovvcnte i rapiva in eai 5 E

talo

, DE CN'FEssom NON PONTEFCI-CAP nf.

77

talora avvenne, che rapito in Dio gli fu ve

to ulla nuda terra, conumando il rimanen

duta arergli allorecchio una bianchiima

te_ della notte ,nella contemplazione de di

Colomba, lmata da tutti lo Spirito Santo ,

vmr miteri: tr giorni della ettimana li di

che glindettae le pie meditazroni. F Cor


rettore in S. Luigi di Napoli , ove' govern

giunava con erbe crude , enza 'condimento

con tanto zelo di diciplina regolare,e carit


di paterna benevolenza , che i acquit il
nome di vero Rettore. LUniverit di _May

non pur nelle piu vicine parti della Provin

veruno: Bindi para la fama della ua virt


cia, ma nelle pi timore ancora, e fuori de

a nella Sicilia, e nell Italia , da tutto quee

da intea la fama del Patriarca S.Franccc0,

concorreva la gente a conultarlo neloro af

e deuoi gran miracoli deider d'aver Con

fari,e i chiamava felice chiunque avee po

vento di quellOrdine. A queto eetto ordi- - tuto avere una qualche particella del uo abi
nata una olennirma ambaciaria ne up
to, o altro qual foe a uo uo . Oper molti
plic il Santo Padre. Conentl egli, e vi de miracoli, e fra' quei la retituita luce ad un
in a fondarlo il B. Majorana, avvertendo
Cicco. Predile il giorno della ua morte , e
lo nel dipartire , che lo pigliae vicino ad dopo anni cinquanta di penitenza vol al
una belliima fontana . Arriv il Santo Fra
Cielovpttogenario circa il 1600.
i
te in Mayda circa li principi dell'Agoo del
Daza Gran. p. 4. [ib. 4. cap.; r . Martirologio
14.6 . ricevuto da quel publico con ogni di
Francijad diem LAP.
mo-anza donore, e dipoe le coe nece
XXXlV. B.Franceco ebbe in Cropani la
arie alla fabrica, ittarono le prima fonda
ua nacita , dove ancora a vendo profea to
menta li 7. del me eo,concora la gente l umane lettere, e quindi entrato tralP.del
a gran folla. Mor queto ervo del Signore, l' Oervanza , applic a ludj pi alti del
laciando dic gran fama di antit.
la Filooa, e Teologia; onde divenne gran
Teologo,e migliorPi-edicatore,tanto pi uti
i
.
"1*' _
_H3 _
53.1, D'altm Beat: Oj/rr/antt dz San
le alla Chiea, quanto pi n accompagnata da'
Religioi-talenti la ua predicazione . Dopo
France/Z0.
una vita per amendue le parti della dortrina,
XXXII. Del B. Domenico di Calabria . e della antit commendabile, ree il uo pi
Non abbiamo la Patria di quelo illuire: rito al Signore in Meuraca circa il 1496?.ler
Soggetto , gran Servo del Signore z ma ol tetimonianza della ua innocenza dopo 0t_
tanto la nazione .Entrato egli nell Ordine.: to anni di epoltura, fa ritrovato il uo cor
de Minori tra Prati dell Oervanza comin

po incorrotto , e odorifero , come e allora

ci molto bene a caminare nella via della.,


perfezione zma rimeo poi dal primo fer
vore arriv a egno d'ucirene dalla Re

t'o. ato pellito.


Marco da Lisbona Cromp. ;.Iib.7. c.2.9. Luca
/Vadingo rom. 7. mm. 1496. s. 5, Mrtirologio

ligione, e far ritorno al Mcmdo. ltiguardato

France-114d diem 5.Novemb.

per dal Signore coilocchio benigno della


ua miericordia , fu portato in ipirito da

vanti alla ua preenza , che facendoi 3L;


vedere in qualit di Giudice, tava in punto
di condannarlo z onde atterrito il poverino
pian tanto,upplic tanto,che moe a pie
t l' Eterno Signore, no a perdonarlo,e dar~
gli lungo tempo di far penitenza de falli
uoi. Cosi dunque rientrato nellOervanza,
ed applicatoi da dovero alla correzzione

della vita paata,or`1 in ogni genere di vir


t Reli ioa , in maniera che rendeval ini

mitabi e . Bindi volle Iddio compenarlo


collo pirito della profezia , e colla grazia

de miracoli s prima, che dopo morte . - Dc


poe nalmente la caduca alma_ nella Citt
di Nicosra in Sicilia nell anno t 603.
.Domenic.6`ra'vin.'uox tartu: p. z. 17.14.

Mart r.Francic.17.Decembr.

X XIII. B.Franceco da Bovalina; entr


quai fanciullo tra' PP. dell Oervanza, fra

quali riuc perfettimo maero di Muica,

e di pirito. Riettendo alla gran purit qual


l deve all ordine Sacerdorale, empre riiu
t d' ordinari Sacerdorc, onde e vie,e mo

r emplice Chierico, non gi negli ottici , o


del Coro, o della Sagreia , ma della porta,
e della cucina.Dormiva poco,e inginocehia

AQ,

XXXV. B.Franceco da S. Marco fr Re


- ligioo di molta virtu 5 a vvcgnaehe non i

peimo i particolari della lua vita . Il uo

vcorpo ivencra con molta divozionc da quei


popoli ,merc alle molte grazie , quali per
ua interceone ricevono da Dio .
Franccjco Gonzaga p. 2.. Luca Wadingo tom.
3.ant.132.o. 5.8. Mxrtirologio Francei-ano ad

diem u.. Septemb.


XXXVl. B. Girolamo da Meuraca Sa
cerdote i ree illure tra PP. dellOervan
za nell integrit della vita , e nel candore:
dell'animo.Un giorno, mentre ognaltra co,
a penava, fuorche alla morte 5 avvegnache
di continuo la portae colpita nella memo
ria , gli apparve il Signore , aitito dalla.,
B.Vcrgine , e dal uo Seraco Patriarca , e
l avvis , che quel giorno medeimo voleva
rapirlo a ea onde too rititatoi in Cella , e
poioi ginocchionc avanti al uo letticciuo
lo ,orando con la faccia rivolta al Cielo.,
mand lanima ua purima al Paradio nel
Convento delliola lanno r 5' ;4.1i 6.Agoto,
Franceco Gonzaga p. 2.. Conv. 18. .Barezzo
b.z.c.5 r . Daza 12.12. C.4:. Martiro oglfranc.
ad diem 6.Augu.

XXXVII. B.Martino da Bignano venne


alla luce nella udetta Citt dalla Famiglia
Be

. .-4

73

CALABRIA SANTA LIBRO 1.


*

Betrana , e come fil all et ve l abito di


laico tra PP. dell` Oervanza . Si avanz in

.Franc. ad diem 3.067012.

ogni genere di virt , ingolarmente nell' u

de pi anti Religioi, quali aveero avuto


gli Oervanti nel principio della lor naci
ta. Entrato nell Ordine deFrati Minori to
o divenne un grande pecchio di antit, e
perci cariimo aecolari , ed a' Frati , in
golarmentc a San Bernardino , il quale con

milt , nelle parti della quale riuci eminen


tiimo . Ma lddio non manc alle ue parti,
illuirandolo-eon la gloria di molti miraco
li. Altre volte col egno della Croce , ed al
tre col gittar dell acqua benedetta liber un

XL.

B. Paolo da Siimpoli fil l uno

inniti! di oei da` piriti , e di OPPlC da


varie infermit . Fi anche dotato dello pi
rito di prevedere le coe lontanez pcr il che

lidcrando in lui la candidezza dell` animo,e

ando in Aiello , vidde come preente la..

do uo Vicario in Calabria Fr Paolo , con


facolt di riccveri li Monateri abiliti nel

morte del primogenito di quel Conte , e la

lo tole uo compagno-3 c alito poi egli al


upremo grado della nuova Riforma , man

rifer con tutte le ue circoanze . Ripos

l'indulto dellAppoolica Sede,ed edicar

col onno de giui nella udetta Terra d


Aiello l anno 152.0.
Franceco-Gonzaga [1.2. Con-0.4. Calabr. Ba

ne altri di nuovo-3 l luno,e l altroz poiche,

c ricev gli uni , ed edic gli altri 5 cio di


Reggio, di Seminara,di Terranova,di Nico

rezzo p4.lib.p.c.4o. El'ario lib.3. cap.6.Sacr.


Marmo li'ueti. Luca Wadingo tom. 5. :111714450
525. Martirol. Franci ad diem 6. Septembr.
Girolamo Maraoti lib.4.c.28.

tera, ingolarmente quel di Catanzaro, dove


gli occore quel tanto io crivo altrove . Fu
uomo di grand orazione , nella quale pen

XXXVllI. B.Matteo dal Cetraro iree il


lure con la luce d ogni Critiana virt .

no gli apravanzava dall altre cure . Arden


timo nella divozione della Vergine , qual
di continuo avea nella lingua; onde riplen
d con la gloria di molti miracoli, e prima,e
dopo la morte , quale egu in et aai vec
chia l anno 1504. nella Citt di Nicotcra.
Barezzo 4..p.lib.p.e.r 8. Gonzaga p. z. Prov.

Stando bene di alute un di aai per tempo

volle il Sagramento dellEucarilia con tutte


le cerimonie, con le quali i d a moribon
di. Indi a poche ore upplic il Superiore a
dargli lOglio Santo: Ripugn ueti , non
veggendolo in tal biogno. Re ic egli l
itanze, proteando , che della ua morte in
quel giorno n avea avuto l avvio dal Si
gnore: finalmente arreoi il Superiore , e l

altro munito de Sagramenti , ripos felice


mente nel Convento di S. Nocito li 13. Lu
glio del 1535. in circa.

Franceco Gonzaga i.z.Con'v.p.Calabr.


Bai-ego p.4.lib.g.cap.zg.ann.1540.

deva quanto di tempo, s di norte,s`1 di gior

Martir.Con-u.p.4. 8. r4.. 19.2.0. Blzeario lib.3.

cap.6.Sacr.Mont.Oli7/. .Daan p.4.lib.pr. capa g.


Mirafiori lib.p.c.33. Barrio lib. . . ~ . Wadingo
tom.5.ann.t435.5$.r 8. (-7 ann.iq.44.5<.46., e 6'4.
Martiralag.I'raneic.ad diem 5.5ept.
XLI. B.Pietro da Belcatro Laico , viu

tra PP.dell`Oervanza con gran emplicit;


umilt, ed integrit di vita , c_ poi mor con ,

'l pari fama di antit nel Conven to di Meu


racaz ed il uo cadavere alquanti- vanni ap~ i
preo ritrovato incorrotto , venne epellito
XXXIX. B.Matteo da Mcuraca della Fa
in luogo piu onorevole viitato da molta.
mi lia Invrdia entrato ancor fanciullo tra gente. Vivea lanno 1520.
i
PP.dcll` Oervanza i avanz a tanta antit,
Gonzaga Pro-0.01141:. p. 2.. Con-u. 5. Barazza
che Iddio l onor con molti miracoli. Lan p4.lib.p.e.4o. l-l/adingo roms. anna-1.2.9.54@ i
no 1525. predicando nella ua Patria,perche Martirolfrancid diem 3. SePtemb. . .
la gente non capiva nella Chiea. uc fuori
XLII. B. Pietro da Palude Villaggio ci# '
alla campagna. Era tempo d e z onde al Roano non s toio vel labito de'Frati
cune cicale col loro ridolo cantare impe
Minori, che l accompagn con molta virt.
divano, che non cos bene s udie da pi Fil Confeore della Principea di Roano,
alla quale COnd l ora della ua morte', la
lontanil ua predica-z Comand loro per
ci nel n me del Sionore, che i taceero , e quale; avvegnache .bene iante di alute, av
v too i tacquero . Isi grande t`u la maravi
venne l` ora predetta nella Citt di Roano
glia, quando entrato dentro una fornace ar
l anno 1640. con molto dipiacere di tutti,
dente di calcina, qual minacciava rovinari, ingolarmente della divora Signora , che tc
, providdc al biOgno, e n uc illeo. Rende
nerarn ente l amava: Rcc a totti contento
va cos molli le pietre , avvcgnache durii
la viione qual s ebbe dal GOVcrnatore del
me, che aguia di legna lc acconciava 0p
Luogo, e da altre perone di conto, veggen
portunc a uoi aari. Molti de uoi miracoli do la ua anima a guia di lucidiima Stella
appreo del Gonzaga nel 5.,i4.,e volarene al Paradio . Conegnata alla e
i iI 5.leggono
Luo hi di Calabria amori con gran fama
ltura il `uo cadavero , india molti giorni
di llit- nella Citt di Taverna .
.
appreo fu ritrovato manegevole,e pi bel
Girolamo Maraoti libg. 0417.23. .Franceco lo di quando vi fu pollo-3 onde dalla novit
Gonzaga p.2.ubi up. Bart-730 12.4.1 ib.pr. 4:40, rivegliati quei Popoli corero tutti a rive*
.Domenico Gravina 'vox turturis p. z. cap. a4.. i rirlo,ne enza lor utile per lc molte grazi ,
! giornalmente ne ricevono . - 1.1 ad
`i
Luca Wadingo tom.z.ann.rgoo. 5. 12..
MartiralogJranaaad diem 13-Julii.

Luca Wadingo tom.5.a7m.1429. 5.10. Martire l.

Gan-b

DE CON-FESSOR! NBN PONTEFCI CAPTIL "79


. .__.. _.-. . lam-

Gomez-1p.:. Cono-X. Calabr. Bae-{zo p. 4. ; con penna pi diua; s`1 per le molte coe
occore dopo quelli , s :mt-he per la lretta
1ib.g.c.13. Gravina '00x Turt. 12.21111744. Wa
dzrgo tom.5.ann.t429.5.6. Martin-ologfmncij. parentela, qual tengo ad alcuni della medei
ma famiglia_ degli Ambroii, rampolli, com
ad air-m 29. Mnji. u.
XLHL B. Tomao da Rende Laico, eRe
da crede-ui, de medeimi del Beato. Cropa

ligioo d`eemplarixma umilt , fu dal Si

ni adunque fu la felice Ftria di lui, ove il

gnore arricchito del dono de `miracoli,la me

di alla luce li 2.4. Gennaro del 1432.. la Fa

moria de`quali per mancanza di Scrittori og

miglia deoli Ambroii, oggidr quai einta,

gid marrita. Un giorno poloi`iu orazio e non ofvivente in poche donne , che val
ne, il Signore gli rivel , che da ll a poche) il medeimo. che penta . Appena nato mo
ore volea rapirlo dalla terra , per coronarlo tr aperti egni della ua futura antit;
nel Cielo-3 benchc ano di corpo,e con molte concioiaehe in tuttoquel tempo , nel quale
forze', Chiea adunque,ed ottenuta l'etrema u o pargolctto nelle faci:: , o fanciullo pri
Unzione, e fattot leggete il Paiio di S. Gio ma di arrivare alluo della ragione , atro
vanni,come i venne a quelle parole:Et indi" non ebbe di quellet, ch`il tempo , moran
pato capite, emttjritum, anchegli mando do per altro enno, modetia, c virt , come
la ua anima al Paradio , con nai-.:Vigna di ' di perfetto adultoApplie-'ato alle umane let
tutti,quali i ritrovarono reenti. Av vene la tere, embr daverle divorate z poiche cor
ua morte nella Citt di ariati lanno 1540. rendo troppo nel coro di quelle, appena era
Bart-{Ko ,ZI-4.11714. ;.13. ?Vadingo :0711.5. mm. poto nella clai: dePrimi,che gi i corge
154.04.34. Gonzaga 17.2.. Cuzv.19,Calab. Mar
va maturo allaltra degli ultimi . Qgello p:
tirolog. Franczza diam g. Martii.
r in lui recava piu maraviglia , era loner
XLlV. lz.Vincenzo da Nicotera , il quale vmlo non ecolare nel mondo , ma religioo
per non aprei, o e Religioop e ecolare ne'Chiotringgiva la converazione di tut
aato in Palermo, quivi e vie, e mori . lu ti , e non olo di pochi vecchi , c timorati
Religioo dl molta aulerit di vita,quale ac di Dio: Non parlava , che o di lettere , o di
compa nava con unardentii'mu divozione .virtus conumando tutto il tempo gli opra-i

alla b'. ., enza dl cui areva non PotciU


vivere. Iddio lillur con la luce di molti
miracoli, de`quali non appiamogltro . Mori
in Palermo lanno 1602.. nel giorno , ed ora

vanzata in far orazione ad alcuna Chiea - E


come e d`aliora s'adderae al uave giogo
dellubbidienza religioa, a cui poi foggia-.
que, ubbidiva a cenni , non pure a`uui (ic

da lui molto avanti previli.

nitori, ma a qualunque altro voleva erviri:

..Da Manico Gravina 'vox 7h. [2.21.24.

Martirologfrmmmd diem zo. .Du-embr.


XLV. B.Zaccaria da Coenza Laico oer

v con molta puntualit la ua regola, gi


promea a Dio , ed al uo Seraco Patriar

ca. Mor con gran fama di antit in Coen


za circa il 1530.,e nell`e`ere epellito i vide

ne per aari don1etici,ed aeconci all'etzon


de tra per le fattezze del volto , cherano a
ai belle, e tr per la bont del coume , il
uo pi frequente nome po tutti era quel
d'Angiolo . Tutti ne formavano rognotici
nobili, e 'glorioiira .quali il fzlgme em
dun qualche, gran Santo Belt;
;xe tanto

la maraviglia tocca nella vita del B.Angiol_o


'da Coenza; cio, che queti molto tempo
avanti epellito nel medeimo epolcro , gli
' f da parte , cedendogli il luogo piu ono

Rcligionc,fondato poco dianzi fuori le mura

revole.

del luogo , correndo li 2.0.Marzo del 1450.

avvenne-3 poiche come prima tocco, ,no


18. della ua vita, ve labito clauh'a del
Terz`Ordine Seraco, nel Convento di detta

Franceco Gonzaga P.).- Conv.z. Calabr. Ba


razza 4.P.lib.z.cap.19.Daza lib.p.c.3 1 .Wading.

Ma c nella Caa paterna era viuto Reli


gioo, che poi non u in quella del Si nore?

tom.4.an. I ;99.5.61 . Martirol. Framzd diem

Come qu e la palera della virt,c051 il no-`

16.Febr.

vello oldato vi sapplic con tanto ardore

;tr-r.;

.;-,

A; .i

LQLVLDEL B.PAOL DAMBRSlO DEL

d'animo, che in un Convento, dove di quel

oriva la antit , non u Veduto Re


'IEMQBQJNQ DI s. FRANCESCO. - tempo
ligioo alcuno , anche de pi conummati
.-23 od-WL'
<
-m
SCriero di queo B. &Fvo -del Sig. molti,
fra'quali il pi copioo fil Franceco Bor
dono,al quale and avanti un antico critto a
penna,qual i conervava nell'Archivio della
medeima Religione in Cropani: ma pi pri
ma critto navca in Ottava rlma Italiana con
frae cropanee un tal per nome Franceco,il
uale per eer nato,e viuto cieco, dimeo

nella perfezione,di lui , o pi frequente nel


Coro, o piu ainentc nella menza , o pi u

mile negli eercizj, o pi profondo nelilen


zio, e quantunque giovane per l'et,e novel- r

lo nella Religione,`embrava per il pi pro


vetro nelluna, e nellaltra . Compiuto il No.
viziato con tanta lode ,e fatta la profeione,
non 1 rilacio dal entiero intrapreo : anzi

Inome della Fami lia,veniva detto vol ar

che vie pi incaloritoi nell'ocrvanza reli

'nientc Franceco lOrbo , che per eer aro

gioa non sordin SacerdOte , che u lanno

ne'tempi piu in l proimi al Santo , pot


del tutto eer ammaelrato della publica fa

145 8. che al olo imperio dell' Ubbidienza ,


che per altro o locchioall eempio del

lmad Dopo, tutti quei prendo a crivcrnc 10

uo Seraco Parriarca, avea rioluto di i:

yu ,,_

`,. *

guirlob
-

i.

CALABRXA-SANTA LIBRO 1.
uirlo coll imitazione . Ordinato adunquc te , bagnato di gliali lagrinle , le di li
80

uacerdote, ed eletto Guardiano , era troppo

cenza -

frequente il concoro depopolifquali e gli

hgli altres ritiratoi dalla converazione

aollavano, chi per co :glio dell anima,chi


*r conuolo netiavagli, tutti per glorica
re Dio nel uo ervo 5 tanto maggiormen
te, che molti enza anche favellare i udi
vimo dicoverta la cagione della loro an

Ma l'uomo di Dio, che pi uiava la fami~

de'uoi Religioi , s'applie con pi fervore


alla contenzplazione de'divini Mierj 5 puri.
m la ua cocienza eo'l lavacro della peni
tenza,e prepar ogn'altra coa, qual gli par
ve necearia per quell'ultimo paaggio. ln~
tanto orpreo da una leggierima febrie
ciuola in cinque giorni ree lo pirito al Si

liare converazione del uo Signore , che

gnore li 2.4, iennaro del 1489. avendo pri

data , el ramedio preparato aloro biogni.

ma fatto unacceb dicoro aquei uoi Re


?iarnezzavano gl'intere di Dio, abborren ligioi opra il buoneempio dovuto a' loro
do quei concori, pens ortrarene , come proimi, e ulla puntuale oervanza della.
gi e , cominciando ad abitare , (che u il regola gi promea a Dio , ed allor Padre
tempo pi lungo della ua vita) un Conven S.tranceco: Dicoro , che lor trae dagli
rino oggidi rovinato,ma allora di molta an occhi un ume di lagrime z coniderando la
tit, ita Cropani , e Belcatro , detto Santa grave perdi ta , quale tutti facevano nella
Maria dello Spirito Santo , in una tenuta di morte di lui. 'lolio ne fu data parte al Mi
Terre, dette .Scavigna . Ma quanto egli tu
niro lrovincialc , quali ritrovava in Bili
diagva COIDC epellirli fr le tenebre delle o gnano,e fra tanto f rioluto riporre il agro
litudini,
piuluce
udava
il Cielo,come
di
Uadavcrc dentro una caa di legno, accioc
coprirlotanto
con la
de`uoi
favori .Lianno
nella degli uomini , e non olquanto vi i

che,conorme al uo deiderio dichiarato ne


adun ue 148 8. 'andato con Fra Bernardino

gli ultimi repiri, venie portato nel Mona-.

da Bilgnano, altri dicono al Capitolo gent:


rale, qual i celebrava in Montebello di L6

treno del Salvatore in Cropani , s perche


prevedeva la brieve rovina , qual avvenne
'bardia, altri, che alla viita de'Luoghi Santi, all altro di Scavignaz si per ripoar morto,
celebrando Mea nella Chica di S. Maria la ove vivo avea profehto il regola: iituto .
C onolazione, Caa di quella Religione ira. Ma da qu cominciarono li miracoli , con
Roma, come f al primo memento , cotto l cioiache eendoi la caa lavorata in Cro
Vidde avvolto dentro una maraviglioa nu pani enza miura, e perci riucita alquan
vola cea dal Cielo,e oervata da tutti i cir

to brieve , appena fu invocato il uo nome,

coanti,avendola cos durato buona pezza-i che il legno i diee a proporzione , e di


onde perci trattane in curioit la gente,cd vantaggio f oervato , che il cadavere da
egli cotretto dall' ubbidienza a dire , quello_ e medeimo vi i acconci , come e foe
li foe occoro, die, ch'ecndo gi morto vivo . Venuti intanto amendue li Cleri , e

uo Padre in Cropani, gli era convenUto dar colare, e regolare , e regimcnto di CrOpani,
gli unabbraccio , ed un Requiem-Racconto, con una innnita moltitudine di gente dell `
che come f di molta edicazione a chi 'l uno , e dell` altro eri'o , e di Cropani , e di
eppe, cos ree al Ezrvo di Dio non diomi Belcaro , i trasfer il prezioo cadaveru
gliante concetto di antit . Con loccaione 4 nel raccordato Monaerio del Salvatore,nel
di queo viaggio viit tutti gli altri Santua cui trasferimento occorero due maravi
r j pi famoi d'Italia, avendovi conummato

glie. Luna, _che coloro il portavano enti

pi dunanno , dopo del quale, fatto ritorno vano cos lcggiero il peo, che per certo i
in Provincia, i port a dirittura al uo luo mavano non portar nientez onde fra di loro
go di Scavigna sl principio del 14.89. Co borbottavanozAl di certo queii Frati ci han
me too i udr il uo arrivo, furono a veder
dato vacua la caa, el corpo lhan per loro
lo molti, fra quali venne la Madre , vivente ritenuto. Laltra, che in un cammino di `me~
ancora. La vidde,e lacolt con molta amo
lio, che quattro miglia di trade montuo L
revolezza il Beato, raccontando a lei , e ad
e , e cocei non entirono racchezza al
altre donne venute in ua compagnia le coe cuna, almeno quella , qual entivano gli al
vedute, e oervate in quei Luoghi anti,dan
tri venuti enza peo Accrebbe la antit di
do loro molte divozioncelle, portate da uel queo B. Servo del Signore,che in pi gior
viaggio. Gioiva la buona Madre nel ve er ni, ne' quali i inepolto , per contentaru
dappreo chi tanto amava , ma poi termin il concoro de'po oli convicini, non pure.)

la gioia in una grave amarezza, e fu, che nel non mut di co ore, ma r miglior 5 poi
prender congedo le die laltro , .che quello

che per altro pallido , ed eenuato per la.,


macerazione della carne , u veduto colori
mentre da l ad otto giorni. qual'era il fei to, e bello, appunto come di uomo qual a
vo alla Converione dell Appoolo,l`avreb~ dagiatamenre dormie, tutto udante udore
be chiamato a ezdoveli: per racconolar odorifero, in tanta copia, che da molti ven
r,chamendue perla divina miericordia fr ne raccolto in fazzoletti, quali poi operato

dovea eere [ultimo loro abboccamento ,

breve avrebbono riaboccato nell altra , e l no molti miracoli. Compiute lecquic,e o

miglior vita-.:Indi abbracciatala teneramen l disfatto alla divozione depopoli, ir ripoto


otto

**w

DE' CQNEESSOKlz-NON PONTEFICI CAP. m.


otto allAltar maggiore della Chiea,accom~
p- nato dalle lagrime di totti , e da unin
ni di miracoli , quali lddio oper ad .in
terceone de'uo meriti.
iii-,v ,
Un tal Franceco della Terra di Cropani,
ferito dal colpo d'una pietra nel ginocchio
i ritrovava inabile al cammino , invoc la

s:

ii brdmc, e Cittadino Lropanee,Commil"a


rio della Provincia di Calabria , andato in

Roma ottenne le eguenti lettere equuro


rlilli .
4 'il, .p
ta-ius Urfinus .Dei , :7' Apoolu Sedi:
graa EPL/top! Muy-:mu: , Saniimi Papa,
cjufqne Cantet-aria , nccnon Curia caujamm Ca

juto del Beato , e collo vanr colla pia a il


dolore . Un' altro per nome Giovan ao_

mera APOOli- Generali: Auditorhomanxque

lo della medeima Terra vecchio, infer

rcnurarum in radem Romana Curia , G cz*

Curiajudex ordinari: , ententiarum quoqnc,

mo, e moruoamente giboo , fattoi con

trd latcrum , (J [inci-arm Apoolicarum qua

durre al uo epolcro, ebbe immantinente la

rumcumque unimrjzlisr met-u: exeqnuror,Uni

anit. Crecenzo di Marco Cittadino, e all

verr, (7' ingulir Domini: Abatilmr , Priori

intutto ordo, appena ebbe invocati li meri

bus, Propoti: , Decanis , Archidiaconir , Sco

ti del Beato, che ricuper l'udito. Fr quelli


quali con fazzoletti raciugarono il udore

Sacriis, tam Cathodralium, (3 Metropolitana

oco dianzi raccordatofu Marco Biondi da

laicir, Cantoribus , Cuodibur , Tbcanrariis,


mm, quam Collegiatarum Cnnonicis, Parotbia

gdeuraca, maelro di cuola in Cropani z u

liumque Reoribmz u Locatcnentibnr camm

con uo utilesconcoiache chiamato da'uoi

dem, caterique Prmbitcris, Clericir,Notariis,

per ailere al funerale d'una ua morta


gliuola; ito , e pollo il fazzoletto su'l cada
vere dellelinta ;quella di ubito riebbe la.,

(/7 Tabellionibus publicis , quibucumquc per

vita.D.l"iorina del a medeima Terra di Mc..

-uel ad quo: priet-nre: nom littme per-vene

fuma coll'apporvi un fruolo del uo abito

rint, ali-tem in Domino, (i Priet-mila: noris

rian da un tumore s d`un labro, che la


rendeva abominevole; cos come col mede~

dcm indubianc. Novertir, quod nuper pro par

imo frulolo ricuper la gi~ perduta alu


te Conrado Pandolfo uo Concittadino. Per

la miracoloa interceone di quello Beato


in Cro ani D. Solda i liber dal mal cadu

co, D

Cit/itatem, (3" Diacefim Cataccn'm , G' alii:


ubi liber conituts, illique, *vel illis , ad que m

te, * ad inntiam Fratrnm Monaeri S. Sal


vatori: Tertii Ordini: S.Francifci Terra Cro
pam' Cathacenfis Diocei: , Nobir expo/into:
fuit, quod cum ip Frati-es corpus ,eu cada-ver
aut ori BJanli de Ambrois de Terra Crop:

enica da una mortale infermit,

ni pradia in quodam tabernaculo rcconditum,

ed una ua gliuola moribonda riacqui lo


pirito fuggitivo . Cola Greco re ano da

eu rctondta capfa, tam hominer, quam Populi

una infermit , che non gli permetteva n il


mangiare, n il bere , Giacomo dAmbroio

di Terra, quam alici-mn locormn circumvi~


cinorum majori devotione dic'li B. Pauli acce

dente , C37' i llud uni-vero Populo allen-lente: in

fratello del Santo disgrav da una gamba

quodam loco eminenti in Cappella Sant! Lucia

onata in roezza d`un barile con molto


olore. D. alomba moglie di Cola Barone
non pi i enti travagliata da un enatura

ca in prwfta Eccleia S.Saluatorir eleva-vc

di ca. , perla quale e le moveano tutti

denti della bocca . In Belcatro poi per la

rint, ' pojiaerint, nec debuerint,pontque,nec


debeantfaltem leg/'time, <9' de juve a quoquam
mole/lan' , ocxari , upertnrbari: Nibilominur
annulli in exeqnutione preentium nominand i

' forza della medeima interceione rclarono

rtittrut, quo jim-it dui , ant quo jurou

libere D.llaria , ed un uo gliuolo da certe


ampollc negre per tutta la perona, avendo

fulri, dillo: Domino: inantes dt, (Tfr-per cle


wtione diaz coi-pori: , eu cadaveri: B. Pauli,

vi prima impiegate , ma inutilmente molte

aut alirs occaione pmmia indebita , G" inju

z medicine . Dionigi Diacono poco men ch'


opPreo da. un graviimo dolore.ln Corro
ne una tal moribonda ricbbe la vita, perche
opra di lei una ua gliuola chiam il no
me del Beato z che poi la gi rilnata col ri
petere il medeimo nome opra dun uo
gliuolo lo guar da una tortura . Un tal per
nome Giovanni due anni cieco implorando

moleare , perturbare e Delle jaiarunt,


c9*- jacZant, ac [br/2m mole/Zath , Cv' pci-turba,

laiuto del Santo riacqui la villa,D.Arine~


nia le forze,ed un uo gliuolo zoppo, la a
lute riebbero , ol_ con chiamare in loro pr
linterceione del Santo.

run!, (1' moleant, Peru-rhum* de preenti in


non modicum dorum Dominorum inantiam,

uorumqire jurium prejudicium , damnum , '

jahzram: Interftquc coi-nn .Dominorum iii/lan


tiam e Loai: prdia d diir malciis , 3
perturbationibus via jurr exim , U' liberdri.
Idcirco pro eorumdem .Dominorum inantium
parte fuimur requiiti, quannu: ci: de opportu
no jan': medio provider: dignaremur. z;
Attendentes Nos Fia-ui: Urnus , Auditor

E nientemeno molti furono, quali portati


da zelo indicreto, imando non veri queti

ordinari: requitionem bano foi-e juam ,

miracoli, e perci da non farne ima,molto


meno .da venerarne le ue reliquie , ne par
lavano alla peggio , e ne impedivano la pu

upra-lidi: tenore preentiam- committinms, a*


in uit-tute Sana 0bedientia,' ub excomrnu
nitationis pena pracipimus,d3 mandamms,qua

blica epoizionezper il che moo da Ottimo

ten: tatim *vi/ir proentibur, Vos-ue] qui12qu


mrrum terit requitur ex parte nora Io

zelo FracAlfono Barchio Religioo di que

rationi conmam , Vobis omnibus , (i fingulit

L
"

:-:

"nc-tm,
4
1

-/*'---...

i3:

CALABRiA SANTA Llano 1.

cari-r, e? rrquiratis prim,etund , (3 terti, z fuori le mura,nell`oggid &Maria 'la'Grama,


<9* rompono-re omnes, ugnlos dios Dom- l attaccato a quello, che f l'anno 1613-. ,.coaz
mc io dico altrove,itrasferi la prezioa re;
n05 inanter occaione pro-mijorum molean

m, eu moeare valente: in excquntione pra

liquia con la maggior olennit f pobile

enrium norarum ominandos,cifque m'bi 10mi

a quel popolozconcioiache accoppiati i due

nur in vir-tute &Obedienti-c, G" ub c.rcommu


nican'onz's, aliifquc ecckaicis fcntcntiis, cen
jim's, G' quingentorum ducatorum auri de Ca
mera , Camera Apoolw applicandarum pae
ms, pracipatis, (F mandcris,quibus N0: etiam
tenore prajntium, [ic precipimus , mandamus,
ac requirimur, (F monemur cojicmuatenm in

fra fcx dierum patium a` dic monitionis bujur


modifax mmediat equcntium , debeant a

ordini ecolare, ed `Eccleiaico, .col Rego

lare ancora, per mano dei ?franceco Spe


ranza allora Guardiano, ma alquanto prima
Provinciale, furono le agre reliquie porta
te nel udetto Convent0.Ma poi rimallo. up
preo per la Bolla di Papa Innocenzo lan
no 165. . . furono quelle ripoe nella Chiea
Matrice , e aggregate con laltre da Moni
gnor Fabio Olivadiio,Vecovo di Cacauza

quibufcumquc moleationibus , 'vexationbur,

ro , con facolt di portari ogn anno li tr

crturbationbm, jaationibusb impedimen

Gennaro, giorno della ua fetta, proceo

ti.$ pradils, Domini: inantibm , aut cor/im


defnttis, mimrir, de , (F' uper ele-mumm
rorporrJ'e-u cad-:vermont ou prediorum ,
ex qua-ui: occaone, razione , modo , -uel caua

nalmente per tutte le rade della Terra , c0


mc gi avviene ogn' anno con molta feta,
concoro dipopoil, ed apparato di lumi.
Sono_ e per numero, e per qualit mara

buoni illatis, pritis, facis, aut eri, aut

viglioc le grazie, quali anche giornalmente

inferri comminatis, ab infrendijizue in fum


rum realiter , Cum ccu deitie , cehjj,

uo B. Servo, e fra uee i racconta, che.;

i ricevono da Dio per li meriti di quello

(F abinuit,nec non ditum cada-vtr, corpus ,

lanno 1625'. travag iandole campagne una

fm o diti BJauli in loco pradiiare , (9'

erima arura, recata loro dalla mancanza

permanere pei-mr t, ac Permrtterc . ,Er i ua:


Jura in pra-10135 habent, jcu qhonzodolibet a
berc pranzi-iam , coram Nobu deduxtjfc , ('7
acmonrafjznecnon pre/'entbus noris m om
nibus , Co* per omnia , juxta illorum ormam,
continentiam, (F tenorem Parlu'e , (F abc di_
vi, ac de paritione bujuuodl Nos ccrtiora

della pioggia per otto me, languiva il tut


to, mezzo inaridito, con non leggicr opet
to duna qualche memoranda caretia. Cle
ro ordin le olite procconi , e preghiere
per omigliante biogno: ma il Cielo quanto
pi ereno, tanto pi ordo embrava di non
gradire quelle upplichevoli umiliazioni .
Riolero pertanto i Religioi di queOrdi

exy' certica: alioquin pi-anouzmaeos , z m


premi is e fore _gra-vato: enerint , modo ,Q

firma pmmis peremptorz citare curetis ,


prout,(' os citamus eofdem , quarti-nur gr-f
rna_ die pol} citatiancm ve/iram ci: fit-Eiam-mr

mcdiate jquuta compro-cant Romae Judilall


ter legitim coram Nobis Per - , 'ael per pro
mmm uo: idoneo: , carri-1m eortm gra-ua
minis allegaturi, atque diuri, fftcruri, * rc
cepturi, quod juitia ua deber _,
orrio didn
-uerit ratioms . Certicates mi 10mm: eo]
dcm, c citato: , quod ve i dio citatiom;
termino, ut prxmifum e , compara-e cura-uc
rint, [ive non, Nos tamen, ve Looumtenentes

in pnt-diaz': ad declaratzonemprxdzarum m_
tentiarum, 'vel alias ad gra-mora Procedemus ,

ne cavar fuori il Beato Cittadino, come gi


fecero, accompagnato dalluno , e dallaltro i

popolo . Venuta la proceione dentro la;


Chiea Collegiata , nel mentre cantavano
le Litanie , cambiatoi da ereno in turbato

l' aere, all uc ir del Beato pree a diillari


in piacevole pioggia,che poi continu no
alle quattro ore della nottez onde interrotta

la proeeone reflitu alla ua Chiea il


Santo, gridando tutti miericordia, miraco

lo, ed accompagnando la pioggia del Cielo

con quella de propri occhi . Non f a u


cienza la caduta acqua , poiche airbita da
una s lunga arura, appena vale per avvi
vare le gi moribonde biadez per il che una

e procede, juitifz mediante. Lgthnzd 4.14_

mattina di Domenica , quale cadde li 1;.

tem in pramijs omnibus aigum i! fidelrter m


timari curetis.,4bjoluti0ncm *vero pradlomm

fentes noras exinde eri,('3" per Not'arrum no


rum inajriptum ubjcrrbre , gtlloqueno
in', qua in ralbus, timer , Jufmm ,
feci

Aprile, andato il Regimento alla Chiea del


B.Concittatino,upplicarono quel Superiore,
rei ervito d'eporre nella Cappella del San
to il Santiimo Sagramento , accioche per
li r'nolti meriti di quel uo Servo compica
la grazia alq uanto prima cominciata.Si can
t ia Mea,e f epoto il Venerabile Sagra

mm, appenone, mantra. _Bodrum Roma! in zed!

mento col concoro dell uno , e dell altro

bus norir ub anno a narra/:tate Denim} 15a::

tPi;

Cleto. Mirabil coa ! F s preta ad ubbidir


la pioggia, che non diede tempo alla gente

Pupo Ir'. anno e_ius terno . Darfur-e @intatto

di condurl in caa , ed il megliou imato,

Notario .

che continuando no alii zo. del medelimo


mee, 1 provide a pieno al biogno.
-

Nobir, *vel Superiori oro tantummodo refer_

11.11:an quorum Pramijjrum dcm ha: pne

die 12.]anuarii' Ponticatus Dammi

Tullejus Lap. Protbonotarmr V.

DJ'hiliPpus Cetteleus. Pendet igillum m Bu


la amini . 1301 il onvento del Salvatore
uTrasferio

Franceco [Orbo M. S. Antonio dc Silk': i

cap.p.1\cgul.3 .0rd.Martiro logia Franvemo-ad

diem

oa ;cicNmzssni NONOITEFICI CAP. IH.

szf

franceco Bordano Par.; .refom l 5. ~ quei rP.per la Vivacit del uoingFno pro

la*: in

~u.4.7.fL-136. tom.4..

moo 'ajtudj della Filoofia , non" ` er'tanto

.. .

kLVll. B.Franceco:quello qual per la


lunga dimora nella Sicilia dimeo il nome
della Patria, veniva detto di Calabria: Fu
.pu-v..... - Religioo del Terz` Ordine, di molta aue

non pendeva, contemplando i Miller) divi

ni , la maggior parte del tempo , e orando


con le ginocchia prorate a terra le diece, e
le dodici ore intiere. Nel Convento di S.l~`i

lippo di Cinquefrondi , andato a viitare un


infermo, dopo averlo eoiztato alla confor

a di vita, qual men empre, orando , di


giunandonegliando , ed in altre maniere.;

meerandoi- Marinella Citt di Palermo l


. anno 1597. avendone 102.. di ct,onorato

mir del-divino volere, ritirutoli m dipmte,

e piegate s dezoccoli le ginocchia tir in

il luo Funerale da incredibile concoro di

lungo la ua orazwne per ore ei , con felice


utile del moribondo, concioiaehe , come.:

Pupo .

'

Martin-alogfrancejhad diem 2.1.Decemb.

vidde fratAntonino da Reggio uo compa


gno,me`e in fuga con quella ua lunga ora

,-

zione un demonio,qual teneva come opprell

.Domenico Gravina' mx turt.p.z.c.z4.

v_

r-

f `

D-. alcun;. Beat: Capanna.


e': . _4

o quel mechino, il quale poi ripos quie

XLVIII. B.Lodovico da Reggio: (Luc

ramcnte nel Signore. Con l orazjune accom


pa nava l'auerir della vita fra digiuni , e
di cipline, cinto empre da unapi-o cilicio,

inteuto di peli di animali . N perche per

ia Citt empre illure per la nacita di


. qualicati oggetti , non manc d eer la

maggiormente attendere alli ud) delle divi

medeima nel dare alla luce-il B. Lodovi

ne lettere foe mandato in Brecia lotto la

co, Nacque egli lanno i466. da Genito~~

diciplina di Franceco Lichetti, dimee gli

ri ba , ma onei , con nome di Criialdo


(lumi. Fil dal Padre applicato alle lettere,
ma venuto poi meno con la morte , e con.;

orazionez anzi laccrebbe,rimuneratonc per.

e'olui le facolt della caa, quali erano le fa

ce mentali, e dell'ela del corpo,ovven-

altri della virt,dell`aullerit di vita , e dell'


ci dal Signore con la frequenza degli ec
re rapito nellaria.

tiche proprie, dalla Madre venne traporta


to alle campagne. Mal volentieri tollerare!.
Crialdo una tale permutaz onde vivendone

Dive-noto pi fervoroo Predicatore, che


ottile colatico , dieminava da per tutto
con-gran-fervorc la parola divina,con frutto
non ordinario depopoli. Non mancava 1d
dio anche in queto fiato d`atitentieare la..

in continua amarezza , ed applicata dalla.;

donna alla morte del Padre, pree quella una


volta a racconolarlo. Ma egli,io, die, non

antit del uo Servo, e con profezie , e con


miracoli.Mentre-,la Calabria l'anno 1518.Ve
niva coverta dall arnie Fran-:eli , ed Impe

vivo meilo per la ola morte del Genitore,


Vivo meo,perche dalla cuola mi vedo pa
.-.tto alla campagna. Stupta la donna di tali
'lI entimenti,ed inieme ferita dal rimprovero,
uale tan
to i lo
rott,
brieve
pot cellivenirne
- rullo
reituicheallafracuola
, nella

riali, Fra LUdUVCU'nC porge-va upplichc


voli preghiere al Ciclo, una mattina di Do
menica, ellendo egli Guardiano in 'lex-ra

Mac-l ro. Era egli, qual l conveniva a quell

nova, pollo in ora-zione per queio aare,la

aaredorato di molti talenti , eato di cor

tir s lunga, che li Frati n'erano iti in Re

po, modeo di faccia, piacevole nel dicor

lo, ignorile nellapetto , grave di portami

fettoriozlbpra venne alquanto appreb il Ser


vo di Dio, non per riorari dalla fame , ma

onde li traeva ad amarlo chiunque lavee,o

per leimoneggiare a'Frati : eimoueggi de'

veduto, o acoltato, e di quei nerano mol~


ti, raquali fil Bernardino Giorgio,col qua
le hcttoi in amicizia , erano i di loro eer

graziateto la divina Clemenza , poiche fra


brieve erai per tranquillare la tpea di nel

beneci divi, e nel dicoro die, che rin

' cizi le viitc digli Opedali, la frequenza., , l'arme,eome t`-.z,eon la rotta dcli'iancei'cl
delle Chiee,e e 1 Sagramenti, li dicori del medeimo Convento di Terranova mancato
la virtu, e del Cielo, e la amigliar conver [ il pane, sera opeo il pranzo: Avviato in
lazione coPP. dellOervanza nel Conven g tanto egli della mancanza , dopo fatta brie_
to dell`Annunziata di Reggio , da quali poi j ve orazione, comand a FratAntonino dat.
vennero amme amendue nel giorno mede Calanna,che andae a veder nella caa. An
d qllei pi per ubbidire,chc per altro ,a
limo, fra di loro. Cos entrato in detto Or

dine queo Beato col nome di Lodovico, pendo di certo non eer-vene , ma contro il
rullo divenne uneemplare dogni religio uo parere la ritrov piena, con~ ilupore di
a virt, m olarmente dellonet del cou 1 tucti . .-'rr 35_34?

me, icch mai i vidde in lui leggierezza di i

Qu caderebbe in lo quello egli pat , ed

nite alcuna foe, o nel geo, o nel guardo, l

opero per riformar la Calabria 5 ma perche

o nelle parole: Cos anche tudi molto all`

altrove e n dicoro , perci qu baer

l1

iil dire, ch'egli a gran forza , avvalorara.


doi elice,quando di lui i teneva poco con dalla Divina grazia , riormata laCalabria ,
to. Si applic con tant'ardenza all orazionc, a ;il-largo riforma nelle contigue Provincie
che quantunque dopo il Noviziato oe da di Balilicata, di Puglia, c di Sicilia.E perche
umilt, avvilendoi a tutti , ed allora iman

2.

dive

i... 0-..- _-z .._

ai

cALtutiA SANWR t.

divenuto raidre di s nunleroa prole gli paro , di Monteleone , che ua moglie l'avrebbe:
ve di llar in obligo di preceder tutti coil' i dati tr hgli machi, e tr altre femminc,eo
eemplarit della vita-j, pertanto a' rigori an* me fuAd una nobile Matrona,che lo richie
tichi aggiune li nuovi. Non mangi , che: e d'un glio machio, die , che il Signore
l'avrebbe eonolata , e che pertanto vedee
, parchiimamente, e empre cibi quareima
? n, diciplin la carne tanto a lungo , che a
di porgli il nome di LodoVieo , il quale poi
fgiatamente potelle recitare li ette Salmi pe
venuco allet , ed entrato rr Capuccini ,
nitenaiali. Line il corpo con cilicio non piu chiam Lodovichello , a dierenza del uo
jnteuto di peli di animali , ma formato di Interceoret Ad Un'altra donna di Borrello
jmaglie di i rro. Cammin a pi nudi,avve. predie il ritorno di uo marito , qual i ri
gnachc folero , e lunghi , e pei li Viaggi. trovava in Napoli con dubbioa _peranzaa
.La carit laveva olamente con gli altri, del ritorno, ed una ottima gliolanza.
quali, volea, ii ervilcro da tutti con vice-
N meno arricchito veniva dal Cielo con
re di madre . Eletto Provinciale nel primo la razia dcmiracoli z In Gerace reicu la
Capitolo, celebrato nella Chiea de'Pl.Do
vil a alla madre di Girolamo Reggitano . In
menicani di rilogao, continu il medeimo Reggio miracoloamente ottenne pane , ed
i tenor di vita, qual .accrebbe con il zelo dell' altri cibi da mangiare per alcuni Operai . ll
loervanza regolare , e ma'ime dellevangc uo baone o poo ad alcuni cani rabbiol,
?lica povert, profe-(lara da'Frati Minori: on liberano un erziario dalle loro morditure.
Ede non permette va li facee cerca, non dico In Urigliadi, villaggio della Morta rei tu
di coe overchic , ma ne anche delle pure) alla vita un fanciullo gi morto . Aveva a
necearie }er lungo tempo , per non dimo migliariime leltai co' ollevamenti da ter
llrare, che i facelle proviione z ed anche)

per voler dipendere dalla ola Previdenza.,


del Signore. Anche quando viaggiava , non
permetteva, che li compagni portaero ro
Viione alcunazma quanto ci piacee a io,
lo dimor il cao qual iegue: Camminan
.do adunque una volta cos provio, il uo
compagno cominci a languire per la anre,
e non vi ellendo maniera umana di occor
o, LCCO s duna rupe un bel pane bianchi
iimo, c cos grande , che pot ballare ad as
inenducz onde ringraziato il Signore, e ripi
gliate le marrite forze , pro _eguirono con
alltgiezza il lor viaggio. Predicava , come:
s' netto di opra , con appoolieo fervore
la parola di Dio, in cui, o che minacciac, o

ehe conolae , ovvente Iddio avverava le


tue parole, dimorando , che quelle erano
ilate anzi profezie , che emplici dettature :
Cos predicando predie la rovina di Pal

del Carmine in Meina, un Frat' Elieo Sa

greano lo ritrov pi norti alzato da terra


col corpozondc gli lrvr docealone per pa
are daCarmclitani a`Capuccini . ln Monte
leone andato a viitare unincrmo,avant al

quale poi polloi in orazioner ved uto dal


la gente di caa ollevato in aria,con la fac

cia rivolta al CieloAltre volte~ recitando in


Coro lore eanoniche, a via di tutti s `alza~
va da terra per un braccio , ed altre volte o

rando olo in Chiea,gli u orvato un glo


bo di fuoco, qual'ueendogli dal capo, [i a].

zava allins . Cos adun ue ricco di tanti


meriti lUomo anto, aven o in pi maniere
predetta la ua morte, infermatui di pleuri
tide,e preti li Santi Sagramenti della Chiea,
do _o laver 'eortatii uoi Religioi alla ca

nt? 'aterna, ed alloervanza della Seraca

mi , piceiola 'Ierriceiuola nel mar Tirreno,

Regola nel Convento della Motta li 2.8. A

qual egu non molto dopo per opera di


Dr-.igut Coraro turco. Dal Pulpito di Ter
rano va previdde un fatto d arme tr Citta
dini di .Reggio , qual egu con molta rag
ge. Da Seminara, ove predieava , rapito in

prile del 1537. avendo anni 70. d' et, lpit-

eai nel coro della predica , con gli occhi


al Cielo, previdde, anzi die,rilvegliato

chei fu, decri ritrovato preente al fune


rale della Patria , accheggiata,e rovinata.;
dal Coraro Barbaroa. Predicando in Reg

MN".

raz poiche, oltre quello s accennato di o


pra , predicando una Wareima in S. Maria

lanima ua felicirna , la quale a guiia di


lucidima tella, fu veduta al punto mede

irno volarene al Cielo. Come collo fu udi


to il felice_ paaggio di ueo B. ervo del
Signore, furono maravig ioi li concor de
popoli, quali da tutte le Terre , e Villaggi
convicini s aollarono a vencrare il luo t
Corpo, altri tagliandogli l'unghie, altri vel
lendoli li capelli , altri facendogli in pezzi

lgio un Giovedi Santo, il demonio non aven

pi, e pi abiti, tutti dirottamente piange-n,- ,

do come impedire quella ua predica , i Fe


ivi preente otto lcn'i'oiante di giovanu
,ir-;or to perla paura , gridando ad alte voci,
che
dati al, h
lidoLodovico
: Mea
percigi-Itini Turchi
bisbiglioerano
l Udienza

do, e gridando miericordiari molti gior


ni inepolto , nel qual tempo mai di egno
alcuno, o di pallidezza, o di mal'odore, che
anzi i dimoltrava dapetto aai vencrabilc,
e pirava un'odor tanto grande, che oltre al .

lacur,che quello era inganno del demo


nio, e tanto li avver. Non olo da Pulpiti,
ma fuori di quelli ancora ebbe aai famiglia
re lo pirito della profeziazonde pot acu~
: ure :1 Gio: Battita di Franza , (,entiuomo

ditonderli da per tutto, in molti re per

lungo tem o attaccatg nel bagio de'piedi ,e


delle mani. (Luei concori de'popoli Iddio
laucenric con molti_ miracoli , fra quali
rimaa la ola memoria d un pauuzjm di

S-Ni
M--

"n' CCNFESSORI NON PONTEFKJI CAP. m.


S. Nicol,rianato nel bagiargi le mani-;d'un
zoppo, il quale non eendo potuto andare a

della rilooriaz tanto che un giorno -averido

riverirlo di preenza,col olo chiamar opra


di e la ua inter-ceione , roo i vide rad~

otenute alcune publiehe concluioni , altri


dicono in Meina in grazia del ViceR di
Sicilia , altri in un Capitolo generale nella

drizzato. Celebr li funerali il Vecovo di


jr,

q`

8 y'
ip.egare li pai pi..- chiui d'ela-Teologia,`e

Nicotera,nellu cui Diocei , il luogo della

Francia,fu cos felice nelle ripoc,che dalla

Motta, e riaettata la calca della gente, ven..


ne epellito in una caa di legno, otto ter

pubblica acclamazione i guadagn il co

ra . Ma non ceando Iddio dl operar molti

miracoli per la ua interceone i quindi i

pre . Appree tanto adeguatamente l`idioma


greco, che parve nato fr Greci,e tanto pro

molati quei Religioi tr anni appreo , cio

fondamente i appllc alla dottrina di Sco

gnome di Giorgio,qual poi ritenne per em

il 1540. riolero di traportarlo in luogo pi

to,che ne compoe alcuni Commentar).Non

onorevole . Non pot ci fari con molta e

era per minore l'integrit della vita , ed il

retezza, tante lopera d'alcuni ecolari per

zelo dell'oervanza della ua regola z tanto

il lavoro d'una nuova caa, e del luogo; on


de paandone la fama dagli uni agli altri ,

i trasfer in Roma con Pr Lodovico,ed in

ecco nel giorno prefio di nuovo le turbe)

ieme ottennero da Papa Clemente VlI. la

(iL-popoli d`ogni grado , e eoxa veneraru


quel agro Cadaverez c tanto piu creceva il

Chiea de'bS. Appoioi per darvi qualche


principio alla opirata Riforma . Ma veg
gendo, che dall`oppoizioni domciche non
poteva prognoiieari coa di propoito , ri

concoro , quanto che fu ritrovato intiero,


con lc membra arrendevoli , con la poitura

che volendola piu perfettamente ocrvare,

tanto compota,che embrava anzi unuomo

tornati in Calabria, ed uniri l'anno 1532,, all

vivo, che placidamente dormie,accre:en

altra poco dianzi itituita dal B. Matteo da

do la maraviglia la fragranza cos accea,


come e fule di Paradio . E perche una Si
gnora principale del luogo, portata da mol
ta, maindiereta divozione , gli vele con
denti un deto , comella ne rimae caigata,
nche lo tenne , cos reolo poi aFrari di

Bao, ve la piantarono,e d`indi la propaga

rono nelluno, e nell'altro Regno di Napoli,


e di Sicilia. Velito adunque rr Bernardino
col nuovo Abito, egli i rende incredibile il

raccontare laprezze, fr le quali ordin il

venne irumento di molti miracoli di ani- ~

tenore della vita-z Uno olo, e empre lacero,


apro, e vile era il uo abito : Son-igliante il

td in perona dalcuni , fra'quali furono Cc~

mangiare , il bere , il dormire , ed ogn`altro

are Pignatelli, Franceco Tropea, e Fr.Ber


benedetto Corpo epeluto UttO l`Altar mag~

particolare del uo vivere , regolato empre


al modello della povert Serani-Ci ch egli
f, ed oper nel fondare , e fondata abili

giore ino allanno r498.,quando Fr Bona


ventura Ayerbes d Aragona Catanzareu ,

contigue Provincie la Riforma Capuecina,

nardino da Reggio il giovane . Giacque il

re, e abilita diondere , ed allargare nelle

Provinciale, lo traport in Sagrcia , olle

altrove n il uo luogo*Pi volte Venne mi

vato da terra, dove oggi giorno i ritrova.

racoloamente occoro dalla Providenza.


del Signore. Partito da Reggio per la piana ,

Davide Romeo de feptem Urbi: Proteorib.

U* indice dess. e BB. dei Regno. Angiola Spa

come fu nella alita di riumara, abbondona

gnuolo de rebus Rbcginis. Prochro Parie tab.

to dalle forze, era per ivenire, quando ec


co, che un Cavaliero aio s di un bian~
chimo deriero linvit a cavalcare 5 .ca

Calabr. Zaccaria Bowr.tom.r .ann. 1537. D0


mcnico Gran-vox rampa. c. 2.4. Paolo Guai!.

[ib.1.cap.63. MarcAnronio Politi Gran-di Reg.


12.2. Martirolog.1~`rancifc. ad diem 2.8. April.
Gabriele Barrio de antiquit. lil:. 1. Girolamo
Maraoti lil. az. Silvecr Mauro]. Ocean.

valc,e come fu al piano gli vani dagli oc


chi,laciando lui con forzebaanti al rima
nente del uiaggio . Eendo Guardiano in

Reggio, e mancando il pane, i poe in ora~

zione a upplicarne la Divina Liberalirie to


XLlX. B. Bernardino detto il Giorgio , o comparve nella porta unAngiolo a por_
nacque in Reggio dalla nobile Famiglia de tarne un gran ceo . Ardeva oltremodo del
Molizzi.Contratta tretta amicizia col B.L0 zelo dell'anime, onde predicando embrava
dovico, come i detto di opra , l oerv un di quei primi Appotoli , s ardentementc
cos per intiero, che c nel ecolo,e nella Rc
l`eercitava . Mancgli una volta Iddio in
Franceco Longo BreuCronoog.

ligione fu empre la medeima.Viuti adun

Ue uniti nel mondo,per meglio aicurare il


paitito dellanima , entrarono amendue nel

ra Religione degli Oervanti, da'quali aag~


grata leminenza dell'ingegno di tra Bernar
dino,lo deinarono in brecia otto la dici

plina di r'r Franceco Lichetto , e indi in


Parigi , dove da quella Univcritd i merit
la laurea del Dottorato . Non vera di lui o
pi arguto nellargomentare , o piu ottile
nel
l ripondere, o piu facile nell'mtendere,e

queo miniero,e fu, quando paato in Pa

lermo a piantarvi la nuova Religione,f in


vitato ad una predica , qual' avea apparec
ch-iata con tutt i fuchi dell'arte: ma lddio lo
mortic, ordinando , che non gradic L

niuno quella fucata eloquenaa.$i avvide egli


del tiro, e ritornato a e medeimo predie

con parole quanto pi emplici, tanto pi


accee , con perci trari l'ammirazione- dj

tutti.Predieando da Pulpiti preveggea le co.


e avvenire, come e gli foero preenti; co_
s

..-

51
Ee= reVidde l'inondazione del fuoco
dEtna opra la eno di Catania, qual'avvcn
ne lanno 1537. e la li-age, qual poi ebbe a_

i patire la Citt di Reggio lanno 154;. dall'

i.. . 4';

` a

c quantunque il BovetiOlo n ta l'anno 1727.4


tuttavolra rimane incerto lanno , el g omo
del uo morire, "1; Mill-h *ag-i
Zaccaria Bom,ad ann. 1537. 5- 83. FI '

armata 'larchccaendo entrato in dubio,


e fuori dell ordine ddr-oervanza potee
vivere icuro nella cocienza, dubio, qualc

1-01031'ranticard diem 3 t,1)ecemb.-VM"

gliel portava la uggcionc , parte d alcuni

eemplarima, accompagnata da ogni reli

uoi creduci amici, e parte dell'inferno , gli


ma amorevolmente ripreolo del luogo ato

ioa virt di orazione, di mortiticazione, e ,


di ancnza . Fu inligne nella carit con gl'
Infermi, alla preenza de' quali intencriva

;il nemico,l'a1cur poi,Chc la Religion (La.

qual madre co'pruprj gliuoli, onde col e

uccina era porto icuro per approdare al


ielo. Lanno r) 3 ;u eletto Provinciale,
di andato in Roma al Capitolo generale , ri

no della Croce moltine reiitu alla alute.


or`1 nella Motta di Filocaro l'anno r 5 37.
ed il uo funerale venne celebrato dal con.
coro di molto popolo,
Ire-.Wir- W,

comparve viibilmente il Signore, c per -ri.

torn in Provincia, e sinerm gravemente


in Reggio. Eort i Frati all oervanza dc

lloro o_ lighi , mondo la Cocienza co'l alu


tcvole lavacro della penitenza,ree aettuo

iime grazie al Signore di ci , che gli avea


conceduto operare a ua gloria; predic il
iorno, e lora della ua morte; ed accorgen
doi , che cendeva ad ailergli Crilo con
una immena moltitudine dAngioli,alz con

nioltii g-ubilo le voci ,e fr quei giubili vo

LJ..

L1. B; Michele da Garavillare,paato d


PP. Oervanti aCapuccini nien` una vita

Zaccaria .Bavenad ann.: ;37.531.1114mro


logfrancefnad diem 5. Palli.
..ii
L11, B. Franceco Palcmone da Reggio

in da fanciullo profes la regola Swan-a...


traPP. dell'Oiervanza, da'quali poi pi ma
turo inieme coBB. Lodovico, e Bernardino
pas a Capuccini . Portata in Sicilia dal

Gior io la Riforma venne eletto Guardiano


nel onvcnto gi fondato in Meina , nel

l feliemente al Cielo , vero di cui poco

qual tempo, ritornando vittorioo dallAfri

dianz avea alzate, c le mani,e la faccia-;cor


rendo gli anni 1586. di Crio , eli 60. della

ne cos molle, e delicata , come e iata foe

ca llm crator Carlo V. , egli con uoi Fra


ti gli uc proceonalmente all incontro,
con in mano alcuni rami di verdeggiante o
livo * incontro molto gradito da quel Catto~
lico rincipe, ravviando in quei rami quel
la pace, qual deignava all'Italia. Veggendo
Fra franceco le erimc tempele , dalle

dun fanciullo: Le mani, le braccia , e laltre

quali veniva agitata la Riforma Capuccinad

membra arrendevoli, come quelle deVivi ,e

e perci entratone in opetto , s ella foe

ua vita. S'udirono immantinentc le muiche


degli Angioli, celebrando non i funerali,ina

le glorie, e per egno , che la ua Anima era


fan-a Cittadina del Cielo, divenne la ua car.

tiittala coinpotura del corpo, come d`un

cara al Cielo, ne upplic a cald'occhi il uo

che placidamente dormie , Alquanti' anni


dopo, per trasferiri in unaltro epolcro , f
ritrovato intiero, ed incorrotto nella manie
ra, nella quale ci a tato ripoto nel primo.

Crito, ilquale perci viibilmente compar

Zaccaria lio-ver. Annmd 411.1536.5\.39.Fran


cfco (tanza-ga pa.. Due-ide Romeo indice. Da

un nuovo tenore di vita auicra , e

menico Graz-ina 00x rurt.p.z.c.24. Gabriele


Barrio ib.1. Girolamo Maraoti lib.i.cap.2.6.

ugli lo lev di dubbio, e gli comando , che

pereverac in quella nno alla morte . Cos


adunque conortato dal Signore , principi
niten

te, veito dun olo, e pungente abito ,non


mangiando, che una oia volta il giorno , c

molto parcamente, anzi enz`altro cibo , ehe .


poco pane, cd acqua le Vigilie della B. Ver

Paolo Gualtiero lib:p.c.62. Martirolograuci


ad diem 2.1.Decemb.

gine, e daltri Santi, aggiu'gnendo alli digiti_

L. lz.Giunipero dal Campo, territorio di

ni della Chiea, c della Regola, quelli delle

Fiumara-di muro , Vel l'abito di Laico in

(Dareime particolari, praticate dal Seraco

PP. dell Oieivanza Fornito dal deiderio di


piu trettamente oervare la promea rego
la, pas inieme con altri alla riforma dc
Capriccini, dove i poe tal legge di ilen

Patriarca. bc non erano , o dell oervanza i

della Regola,o dell'acquito delle Waiting??


iva tutt' i dicori. Predieava con gran fai-.i j,

zio,che mai fii udito

voi-c la Parola Divina tr, e quattro volte il l

arlarc coa ozioa.

giorno,con frutto mirabile di chi lacoltava,

Sottopoe a si rigida a inenza il ventrc,che

e i racconta, che in una ola predica,fatta in

avea perduto ailartu ogni apore di cibo . La

Francica del dipreggio del mondo, indue

mac-;razione della carne rcndca Driibile z

2.4.(iiovani a veiir labito Capuceinoz onde

conioiaelie veghiando di notte , e aggel

m; guadagn il o ranomc di poglia madri

"W~.-~

,.,v-.-

landci dlPC'LlnlcntC , portava indoo pe

de`loro gliuoli,

al principio del mattuti

i graviimi , per upprimere il corpo, a


ne che non trattenghi lo pirito per il gi
preo entiero del Cielo , Port inino alla...
moi-tc , e nella quale anche mori , una lo,

no in'all ora di pranzo non' partiva mai dal


la Chiea, empre , o almcggiando , o con

rica di ferro,n gli fu levata di doo,e non

lc quali Iddio gli riVel la mierabile ca

dopo morte. Mori nella Motta di lilocah'o

dmadellOchino i Purt alla Vergine tan

templando, e con tal elevazione di mento,


che peo ne pativa l'eiai , nell` una del

(i)
KW

....

DE' CONFESSOR NONAPNTEFICICAP. Ill. "87 *


to amore , che non la chiamava con altro
cup-.ito un giorno nella cucina, intee il e
nome , che di Madre 5 e con verit5 poich tgno della campana-;olito a toccari nellele

non tralaciava parte alcuna di buon figliuo


lo per riverirla. Divotimo parimente del
la Paione di Crilo ,la quale portando del
continuo colpita nel uo cuore, l'accompa
gnava con accee meditazioni ,. bagnate di
amarime lagrime 5 onde merit , che col

vazione del Santimo.,Sagramento nellb


mea conventuale 5 onde too inginocchia
-con per quella parte .di muro riguardante

-~l'altare, in atto dadorare quel venerabilil


.mo Sagramentoz eccoper virt divina , chic
:apertclc mura,quali vi i frammezzavano,

olo egno della Croce avee rianatimoltil

vidde l infervorato ervo del Signorecotu


infermi. Giunto fri leercizj di quelle vir-1 *uo/molto contento, e lOia, el Calice in*
t allanno ottante imo di ua vita , e fatta ~di riunitel le mura ,recarono grandocca
la general confeone,non vi i ritrov mac
lione a tutti, chil eppero , dammirare_ la...
chia alcuna grave, onde li foe in tempo al -virt del Beato.Acceo-della brama-del mar
cuno lordata la cocienza 5 nel rimanente a tirio, ottenne licenza ;di navigare allAfrica
opra un armata dell 1mperadoir Carloy.,
preparatoi bene coSanti Sagramcnti , il d
feivo alla Aunzione della B. Ver-gino , nel qual viaggio non potendo far altro i p0
conforme alle moltereplicate richiee,fat e con tanto aetto `a ervire glinfermi del
tene alla medeima , ree lo pirito in mano ;larmata,che molti ne riacquitarono la alu`
te del corpo , e tutti quella dell'anima. Ma
delZacc.
uo Creatore,
.Bo-ver. Anna].
in Mileto
ad 471.1544.
lanno .Domenicos
[54.4.41,`
cOslt diponendo il Signore, chil .volea mm;
ci.ad
Gravina.
diem
Vox16.Auguf,
turt.p.z. c.z4.
u
Martirolog
ai
;1K uv ` tire di penitenza,inon. diangue, ritorniin

Calabria applicato tutto al erviziozdeglin


:ace Llll. B. Giovanni Candela anch egli fermi . Mancato una `volta il pane, enon e
Cittadino di Reggio,felice rampollo della_ endo cosi pronto il-occoro , ricoreegli
Famiglia Candela; e l' uno di quei primi P alla liberalima dipenza del Cielo ~,~ dalla
quali llabilirono nella Calabria la ritorma quale nimpetr tanto, che ba al biogno

Capuceina . Fil Cos aiduo nellorazione,

Ebbe molte rivelazioni, eviioni, dellequal _ 7

a
che toltone il tempo, qual conummava perf li tracurati da'nori li particolari,n rima?

ervizio dell ubbidienza , il rimanente lo

o il nudo nome lCaduto infermo, e rivel

pendeva orando in Chiea . Condottoi all

togli dal Signore lultimo eremo,i f chia

ultimo di ua vita,e paleato aFrati lultimo

mare il Guardiano,a cui cos favell . Vici~

del uo
vivere , gi rivelatogli dal Signore,
canti

no gi l'etremo della mia vita.Io ringrazio

fra

d un non conociuto uccellino ,

il Signore , il quale per ola ua liberalitz


mi concede di poter partire dal mondo. per
te cantare, mand fuori il uo beato pirito. p il Cielo, qual appunto venni dal ventre ma
in Reggio il primo Novembre del 1555.1n terno , Dio ti alvi, e ti priego ad avermi

quale entrato nella Cella, pree a dolcemen

teimonio della ua Santit divenne la ua

carne morbida, e molle come di anciullo,`e


odoroa come di Paradio.
e'.
.
Zaccaromnznnd an.1544. 5.18.]larti
logfrancz'jd diem LNO'ucmbr.

raccommandato nelle tue orazioni.Cos`1.di-`


e, e quindi tutto raccolto in Dio , termin
la
carriera
della preente
vita inchei
et danni
80.,
anno 1575.161
argomento,
avei
e parlato da vero accennando la ua con

LHLlV. B. Bonaventura da Radicina , Vil- ,i ervata verginit, divenne la ua carne can


laggio della Citt di Terranova , Laico, ma , dida, e molle , piran'te per otto giorni con
tinui una fragranza cos grande , che e ne
cos eemplarc , che il minitro degl'Oer
' vanti quattro anni e ne erv di uo compa riemp , e la Chiea, el luogo . Il uo capo
n'al giorno preente i vede , e i odora an
gno . Sorta in tanto nella Calabria la rifor
ma Capuccina,no-n i] deglultimi a veirne cor oavementc nel Coro di Terranova.
Zaac-Bouad an. 1 575 .yi-em.; 3.74010 Gua
labito quello B. ervo del Signore , come.:
non fil degli ultimi ad oervarne il rigore. tieri lib. p. c. Martirolog.. Frauczad diem 2.5.
Fcbr. i v
zi-35
;q e
"
a ~
Preea domar la carne con una legge rigo
rolnna di digiuno, aggiongendo alle qua~
LV. B. Silvero da Roano , anche pri- ~
relime ordinate dalla Chiea, e dalla Regola ma di nacere u preconizato per Santo . La
Seraca, l'altre conagrate col uo elletrpio
dal B. Patriarca, nelle quali tr giorni la et

timana li conagrava col digiuno di panu,


ed acqua . Abbracci con ogni ludio gle

di lui Madre , per nome Margarita , non a

pendo deer gravida nebbe lavvio da una


perona molto grave , la quale apparendole
nel onno le die :Donna voi iete ravida

ercizj della povert , dell`umilt , dellora

dun gliuolo machio , come prima il da

zione ingolarmente; onde era divenuto tan


to avaro del tempo, che quando non veniva

rete alla luce,gl`imporrete il nome della vo


ra Parrocchia, chera di S.Nicol5 cos co

occupato, o dall'ubbidienza , o dalla carit,

me avvenne. Eendo ancor fanciullo cadde

empre i vedeva rapito nella contemplazio


ne deDivini miller).Dimor Iddio quanto
gradie quelleercizio d orazione eol e
guente inigne miracolo 5 poich ando oc

da una cala, e rotto un braccio vi simpe

gn la perizia di molti medici,ma enza pro


ntto 1 Fit rianato da Fr Girolamo da Pa
lude noro Capuccino c0 l egnarlo s
la

.l

88

CALABRXA SANTA LIBRO l.

v la rottura , ammonendo la Madre , che l' al- ;

lione , qual n' ebbe al punto medeimo lrti


lievi nel anto timore di Dio , perche Iddio | Manuero da Corogliano Laico Capuccino
l` avea diegnato a molto utile della ua; di molta virt nel Convento di Belvedere,
veggendo tr onno , e vigilia il B. Servo di
Chiea.Come venne all'et fi ordinato Chie
Dio in mezzo ad una proceione di Capoc
rico , e pi creciuto negl anni velito Ca
uccino nella Morta di Pilocaro con nome cini, veito di bianco, quali alivanoal Cie
di Silvellro . Ogantunque in et*` d anni 18., lo. Pi laccettarono li molti miracoli, quali
quando ve labito, non perci avea molte lddio oper a ua interceoneLamxo 1599.
ritrovandoi diperato da Medici (gio: Pic
umane lettere; ma poi nella Religione , aiu
tato dallaGrazia Divina, prott tanto nel
tro Greco da Roano , la moglie mand a..
raccommandarlo a Frau' , indi ritiratai per
le divine , che divenne profondiima Teo
logo , e non meno inigne Predicatore di uoi aari dentro una Camera, vidde venirli
uel uo tempos onde con molta ua lode, e z ' all'incontro Fra Silvellro, che l'acur del

della Religione pOt predicare in Roma, in

la vita del marito , come f , ricrovandoi al

Venezia, in Na oli,in Palermo, in Mcna,

punto medeimo enza febre . Perche prima


di mandarlo alla epoltura li furono velti
li capelli del capo, e i peli ella barba, e ta

ed in altre pi anaoe Citt dltalia , e con


tanto frutto, di quanto poono renderne te
!llimonianza le Compagnie, gli Opedali , c
;Monti di PC eretti , ed illituiti in molte.)

gliate lunghie , e le veli , molte di queto


prezioe reliquie operarono alcuni miraco- e
li . Una tal donna, la quale avendo attraver

delle raccordate Citt . ,Lanno 1575. predi


cando in Fiorenza erefe la Confraternita ata la creatura-con un braccio di fuori, lla
del S ue di Crio, ed il primo a criveri va in molto periglio , appena e le poe u'l
ii il Duca Franceco , eguito poi da' tutta ventre una particella del uo abito, che par
quella nobilt: N a maraviglia; concoia tor a alvamento . Lanno 1610., una Barca
vicino Patilagirrovando in aperto periglio,
che, come pi volte,e da pi perone f ve
duto, nel mentre predicava gli aleva vii _ con un lol Gentil uomo da Monr'alto , e
bile, in forma di Colomba lo Spirito Santo. endoi li Marinar fuggiti per metterli in al
Conerv illibato il ore della Verginit , e

vo ,perche a

quantunque ollecitato allopera del mal fa


re da vedova Donna in Matera Citta di Pu
glia , ove predicava, non volle a prighiera
alcuna contaminarlo . Era oltre modo cari
tarivo con poverelli , alle neceit de' quali
oltre le tante Cae eretre di Opedali , e di

cori molti,c fr- quelli alcuni Capuccini,co


me li vidde il Gentiluomo, collo gli venne

"u
wT.

. ' '

alla memoria Fr Silvero, che ubito chia


m in uo aiuto, dicendo, o Fr Silvero , o

B. Servo del Si nore , occorretemi in que


llo -biggno, e i ubito la Barca da e ola li

Monti , ovyeniva loro con elemoine men

condu e al lido con maraviglia di ciache

dicate dapiu Ricchi. F Uomo di practica

duno. `Un'ugnia , ed un occiuolo del uo

ta prudenza , perci eletto pi volte Guai

deto piu tempo i &mirano pirar una gran

*.

diano, Dillnitore , Provinciale , e Procura

fragranza .
Zaccar.Bover.ed an.1596.n.42,. Paolo Gual
tiero [ib-pfolsgs.

wu dell'Ordine ,e e avee conentito , a


W_
--

nello lpctlacolo erano con-

rebbe anche {lato promoo da Papa `Grego


rio Dini-alla Chiea di Milero.Ma piu lono

r Iddio operando a ua interceionc mol


[i miracoli Lanno 1589. mentre li pianta
va la Croce alla Fabrica del Convento nella
terra di Carolei , nacque tal diordine cn
quei Cittadini per materia di precedenza,
che i venne alle pade :Conociuta per dal
Servo di Dio lo ra del demonio, drizzata

LVI. DEL B. FRANCESCO ZUMPANO


AGOSTlNlANO .
"4) i

E' Zumpano una delle pi nobili Baglive


di Coenza, da cui poi quello Beato
Servo di Dio pree il cognome di Zum!
pano, per eervi nato . Nacque gli Otto

a diurbare quell opera pia , fatto il egno .Luglio del 1455. da Agoino Marini , e da
della Croce, poe in fuga il nemico tentaro
re, c rappacihc gli animi dicordi . Ad una

Donna di Ro liano predie , qual avvenne

Tiberia ua moglie , amenduc d' onela Fa


miglia , quali allatrandolo con molta dili
genza ne anto rimor di Dio , dall'ora lo

un parto mac ioz che poi riucito piangoli


nno con gran fatidio della Madre,come l'eb
be egnato , divenne quieto . Ad unaltra di
Montalto, la quale per un aborto era dive
nuta crile, impetr la prole . Cos adunque

reero acconcio a quell'altezza di Santit, al

benemerito della Religione, e della Chiea,


avendo in loro ervrzio rrava liato anni
uaranra, predicando in Mont'a to , ree lo

o su la nuda terra , o su di ruvide legna . E

iriro al Si nore in et d'anni 58., ualera


il 1596. del

ondo redenro , e fu gpcllito

con numeroo concoro di Popoli, ecolare,

cd Eccleiaflico . Accert la ua gloria la vi

la quale oi li vide alire . Ane ch'adulro


non ave e a ribellaregli il corpo , pree a4

domarlo tenerello, aiggcndolo con conti


nuato digiuno, ed a dargli il onno a miura,
quantunque la commodit della caa paterna
non lo necerae ad eercizj ba ;nulla

di meno (cos portato dall'umile entimento


di le medeimo,` pree a coltivare una ua vi

cina poeonc, con quella legge per , clic


mentre in quelli eereizj manuali travaglia- i
_
va
_ - N

DE' coNFEssoRtNON iP'NTEFCl (AP. iIl `


va il braccio, lAnima negoziae con Dio
in altiima contemplazione 5 onde avveni
va,,che in quelle ruicane fatiche ru vedu
to piu volte circondato, ora da raggi, ora da
accole accee z ed altre volte , mmtr egli
cos ardeva nella contemplazione , ritrova

-ta rupe, ed in Soverato un Fanciullo etinto

per febre : Chiamato dal Conte di Soreto


per la Fabrica dun Convento, tolo ne gitt

le fondamenta, ed in brieve ne perfezzionr


labitazione de Frati z ma accorto poi, che
non a pee del Conte, ma de travagliati u

vai compiuro il diegnato lavoro, portato a 7 dori de poveri sera portata avanti la fabri
perfezione , com da creder , da mano in
ca,portat0 dal zelo di Dio di la maledizzio

viibile angelica . Per pi maggiormente a


icurare il negozio dell Anima ua , riole

ne a quel luogo, ed oper, s che poi i ree


inabitabile a qualunque religioo Itituto ', e

dabbandonare all intutto il ecolo , come

per vie pi-far ravvedere uel Signore del

gi f , abbracciando llituto deglEremi


tani di S. Agoino . Vetito adunque del a
gro abito , e come e con c-i foe paato a
pi aperto eccato di battaglia, non credi
bile con quanto ardore i foe poto a com

l ingiula oppreione, qua? recava aValal


li, fatti venire due pani, l uno dalla mena

di lui, r altro da quella de uoi Frati, ed uz

che d'abito ReligOo:Laciate le carpe cam

ua preenza aperti amendue, quello. dCUOL


Religioi mand fuori candidimo latte F
quello del Conte feccioimo angue . Dt
morando una volta in Catelvetere , e tri;
tenendo avanti le porte del uo Convento,
vicino al quale corre il Fiume Mua un uo

min a pi nudi, anche nemaggiori ghiacci

amorevole gli preent alcune angUUE CO[

dellInverno 5 onde la ua vita era un vivo

te nell oglio: ma egli (qualunque ata nc


foe la cagione) gittatcle in uelle acque

battere ileno, e la carne: Raddoppi li di


giuni , e con piauerit -. Ve di panno
ruvido, e groo pi a omiglianza di cilicio,

ritratto dellantico vivere degli Eremi.


Bramoo in tanto d' introdurre nellOrdi
ne il primiero. aulero vivere , correndo gli
anni della commune alute 1507.,e 52,. del
l`ett ua, dal Cardinal Egidio da Viterbo, il

eorrenti, chllc collo ri iglian o la vita, c


ne andarono per loro aari . .Chiama to dal
Principe di Squillaci per la fabrica d` un.:`

Generale l Ordine Eremitano , ottenne ta

Convento, ch' l`oggid`1 di Soverato,ed egli,


ito, appena poe il pi in quel territorio,che
non avendovi per lungo tempo piovuto, to

colt di criggere una nuova Congregazio~

lo vi piobbe con tanta abbondanza, e piace

nez dentro per lOrdine medeimo , e otto

volezza, che i provide al gran biogno: tut


ti perci gloricando Dio nel uo Servo,
ed augurandoi la pioggia della divina gra
zia,quale per lintercehone di lui, e de uoi
Religioi dovea per empre dilluviare su del
luogo . Volendo poi collocarvi unlmmagi
ne a rilievo di Maria col Pigliuolo morto

quale di quel tempo reggeva in qualit-.di

l`ubbidienza del medeimo Generale pro tem


pore, ma con lantico rigore: onde con laiu
to daltri Religioi_ del medeimo pirito , e
della medeima Religione fond molti Con
venti, eio di Apri liano, di Campo d'arato,
di Caelvetere , di Soverato , ed altri, quali

fabric non meno con le pietre , che con la


virt, ed operando pi miracoli,che non fa~
bricando pietre . Poich come abbiamo dal
proceo di ua vita , fabricato dopo la ua
morte per mandamento de Superiori , nel
quale vanno citati tetimoni di veduta , o di
altra qualicata cienza . Scopriva le coo
occulte, e preveggeva le da venire: Pree s
le nude mani carboni ardenti per ricaldar
nn tal'avaro allamore de'poverelli : Soien
ne , che non rovinae un accea fornace di

calcina: F caturireove non erano pi- fon


ti d' acque per il .bigno de uoi Religioi:
Ree manegiabili alcuni legni,e molte pietre
di miurata grandezza, col olo toccarle ,
eendoi vper altro rei fermi alla forza , ed

nelle braccia, e nonavendo potuto ritrovar

pietra _a propoito da incavarla , pas ir


Meina,ove intendeva, che da un Vacello,

qualavea coro fortuna , nera tata burtata


al mare una tale, molto acconcia al uo di

egno: La richiei: dal Padrone, il quale non


fu ritroo a concederla , upponendo l'im
pobilt del Frate per rrarla di fondo_ z ina

appena egli protrato a terra ne upplico il


Cielo, che ad occhi veggenti da tutti u ve

duta la pietra nuotar a galla,e pori nel lido.


Ma quantunque il Cielo tanto favori e la
fabrica di quello Convento, non perci tra-l

laci llnfcrno d' impedirla z concioiache


..LL

commoa: tante furie contro del Beato , c

per conto d`alcuni ecolari malvaggi , e per


conto dalcuni della propria antica Religio
molte infermit incurabili , adOperandovi ne , quali mal volentieri entivano li felici
alcune erbe pi per ricuoprire la virt del - progrei di quella Riforma , che pi voltei
miracolo,che per eer loro confacenti:M0l ' furono in neceit di arrelari, e fore i a
tiplic eo il pane, per il biogno deuoi rebbono arrdlati,e impietota del uo Bca
to Servo lalta Reina deCieli ,una volta,che1
Religio ,e di quelli travagliavano nelle fa
traggittava il Fiume Savuto non lavee ani
briche de'Conventi . Ree manueti , ed ub

alla diligenza di centinaia di perone: Guar

bidicnti alcuni animali indomiti, col olo, o

[nato, che oltre pi proc-_guica l'opera co

chiamarli ,o egnarli . Relitu alla vita pi


morti , :ingolarmente in Calelvetere Pie

minciata , acurandolo , ch' ella era opera

U0 Vctxicano morto per precipizio d'un'al- ,i

' s.:

molto cara a e , ed al uo Figliuolo 5 con la


qual vila ,e molto pi con le care oerte,

ret"

CALABRIA SANTA* LBRO I.

ret talmentel animawpbq mqttendg iti! non

~ .

fatiche per tante fabriche,che dalle lunghe

perci tralaciava d'intervenire nel Refetto


rio commune, ov'cra depriini, non gi per
l avidir). de' cibi del corpo , quali lllutaVlj_
ma per quelli della Sagra Scrittura cotuma
ta in quel lUOgo per ritoro dell Anima.

maceraz-loni del uo corpo, come anche di!

Non pago di macerar'la carne con lallinen

cale
uanto
oneva .In emo, al Per
impegna:
[ur.th io
le i:lji'leoltit
rinalmcntc conuminato non meno dalle

ia cadente et) , avendo anni 75. pas al Si


gnorc li go. Aprile del 1530. nel luogo me.
deimo di Soverato, detto,da quella divoti.
ima Immagine' della B.Vergine col Figliuo;
lo morto in braccio, La Piet . Concore al
uo funerale un Popolo innumcrabile da.:
tutte le convicine abitazioni,c fu onorevol

mente epellito in una Cappella, frequenta.


ta no al giorno preente da' m edeimi Po
oli per le molte grazie , quali ne ricevono
alla iornata. Dopo la ua morte i tratt la
ua anonizazione , e e ne brm veridico
proceo .Cominci a chiamari con titolo di
Beato, non pure nella Calabria, ma in tutto
lOrdine Eremitano, ed anche in molte bol
le de Ponteci. La caa,ove nacque in Zum
pane, fu convertita in Chiea, dedicata al
medeimo Beato, ove pi d' una volta i o

no intee alcune Angeliche melodie.ll gior~


no della feh 1 ornano quelle mura con al
cuni rami verdi, quali ecchi allombre han
, no virt di operare alcune maraviglie , in~
i golarmente di morzare le fiamme accee,
Col gittarvelc dentro.
Iroccb dellafua *vita N.5. Gabriele Barrio
de antiqudib. . . Girolamo Maraoti Crongb.

LVlI. DEL B. GlOVANNI MAZZA


MONACO CARTUSIANO .

za dc eibi , la martirizava ancora con le)

punture de' cilic)~ contento d' una ola tu


nica, e cocolla, co pie calziz onde embra
va ignudo,pum0 non abbatturo da'pi aPri
rigori dell' Inverno . Vegliava lungamente
in orazione, e empre era il primo ne' Ma
tutiniz tanto che quai empre i ritrovava
avanti le porte della Chiea, apettando il

Sagreilano ad aprirle. E pi di una volta av


venne a tirar cos lunga l orazione , che ol
giornol ricongiongeva con la norre , o la
norte veniva opragionta dal giorno. Cele
br per ogni mattina,che poteva,la S.Mea
della Beatiuna Vergine , che fu per molti

anni , e per altri appreo quella della San


tiima Trinit z ed allo peo con maravi

glioi rapimenti da eni. Vauro foi: l ef


ticacia delle ue orazioni,congionta inieme
con lo pirito della profezia l' abbiamo in
golarmente nella perona dell' Imperador
Carlo V.Ritornato egli vittorioo da Tune
i in Napoli, ed udita la fama del Beato Ser
vo di Dio , and a viitarlo , e dicorrendu

famigliarmcnte degli aari di quella felice


itnpreas da ci il Beato ree motivo dani
mar Ceare a correre n la Germania a dc
bcllare gli Erericiz cos corne avea debellato
per allora i TurchLGliel promee Carlo V.
purche ei l' acurae della vittoria z e ne

content il Servo del Signore , prometten


A Citt di Montelionc port al Mon
L do quello Beato Servo del Signoruz

ma poi la Religione Cartuiana lo model

do li da prima le ue orazioni,e quindi vie


piu incalzato dall lmperadore , anche la i
cura vittoria , onde l altro paato in Ger

l alla perfezzronc Evangelica . Giova

mania, ed attaccati li Eretici , ne riport l'

netto pas in Napoli allo ludio delle leg

inignc vittoria . Bla per pi aperto i

i, ove in vece _della laurea del Dottorato

vidde l uno , e l altro in D. Giovanni d

pree l Abito de Cartuiani nel celebre Mo

Aulria, gliuolo di Carlo git detinato Ge


neralimo nella lega contro del Turco.Ap~
prodato in Napoli nel paaggio per Melit
na , e rapito dalla fama del Beato f a vii
tarlo, e tal ne fu la divozione , che gli pree

nalierio di S.Martino, eendo d'anni dioce

ette. Entr in quea Religione vergine , c


tal continu nche vie, tte-crecendo li o
ri della Verginit, eo frutti dellaltre virt.
Talmente veniva rapito dall amore della..
olitudine, che nel lun o pazio d anni cin

(merc alla modetia religioa in tutri por

tamenti,ed a quella emplicit di fanciullo,

quanta mai cambi, o ella, o Monalerio .


,Parlava poco , c non mai , che con la Scrit

qual rapportava nelle parole ) che per tutto

;tura Sagra in bocca, peruao,che a Religio

cevere da altre mani, che dalle ue,la Sagra

i non ii conveniero altre rai , che lc me

Conmunionezn pi daltro i compiac ue,


che della ua famigliaritt . Nel dipartir 1 lo

deime indettate dallo Spirito Santo.Coltiva.


va unorticellocon vari frutti, ed erbe, del

le quali tal'ora diribuendone a Monaci l


accompagnava con quel del`Salmo : Eden:
pauperes , " jatmabuntur . Fu Reli ioo di
randc allinenza poiche mai mangio , non
ico carne, interdetta a tutti di quello Illi

quel tempo dimor in Napoli, non volle ri

richiee delle ue orazioni, con inieme del


la bcnedizzione . Il Servo del Signore pro

mee l une, e di l' altra con quelle parole:


Benedicat :e Deus ex Sy on , G' vide bon L.,
Hierualem omnibus diebus *vite tue : Det

tibi ecmdum cor :nam , a* omne con [um

tutoz ma n ova , n cao , n pece , ol

tuum conrmet : Erri-tt :e de manibm inimita

contento del parte e di pochi frutti, con er

rum mori-m, de manu contra legem agent,

be, ed aequa,giaehe non mai bev vino fuo

da* imqui z Cos egnandolo nel fronte gli


oggioncz Crecere te mat .Dem meu: 5 at

j ri del Sagroanto Sagricio della Mea. N

-o "tu"

DE cNFESSORI NON PONTFlCICAP. IlI.


que multiplct in nomine 'Patrir, (J Filii,
Spirit: Smith'. Amrn . E quindi oltre cor
rendo apertamente gli predie la vittoria

con alcuni particolari, quali poi avvennero

8(

tatuti lungo tempo miracoloo liquore,con


cui guativan divere infermit, n mai ce
s il prodigio, e non dopo, che un mal ac
corto della ea Citt di C0trone,con poco

conforme alla predizzione del Beato. Tutto


ci ebbe dal Marchee di SCroce, qual i
ritrov preente a .quel congreo.. Parti

ripetto del Beato ervo del Signore , er'


vii'ene del liquore, app licandolo s le feri

D. Giovanni, and , combatte , vine ne 7.

Bartolam. IUmo Frati Illuri della Pro

Ottobre del 1571. in giorno di Domenica,


nel qual giorno celebrando il Beato, e preo

vincia di Calabr.p.z.1~`ranc. Gonzaga de Beati:


0rd.p.p.LucaWadingo :.4. Martire!. Francei.

ch'egli ebbe il SS. Sagramento i ollev in

die 19. Oobris.

Lella, cos durandoiaun'ora, e mezza, con

correndo a quello pettacolo, e Religioi , e

te dun uo cane.

if

mx. B.Angiol0 da Conza vc labito"


di lrate Minore nella medeima Citt a UV*

ancora ripos nel Signore . Paati-alquanti


vittoria,-vittoria, vittoria, Benedzt't'a t San
anni dopo la ua morte, riaperto il epolcro
a Trinitas , alzate l'una , e laltra mano al per cpellirvi FrZaecheo, il Beato alzato a
Cielo .Tanto maggiormente mara vigliata.; via di quanti erano preenti, i ritir in un
la gente_ concOra cercava diaperne il per
angolo dei-epolcro, per dar luOgo alcada- '
chz onde iimolandolo il P.Priore del Con-` vero dellaltro.
, i
-,
vento, die,che in quel tempo D. Giovanni
Luca Wadingo t. 4. Marty'. Francee-mao. f
d'Auria raccoglieva le palme della vitto
Novembris. '
L
.
ria, OVVente replicando con grandi lagrime
LX. B. Antonio della Famiglia Scozzetti
di tenerezza , Bencda [it Sana Trinitas. nacque nella Citt dellAmanta; ed appli
Coa, quale divulgatai per tutto , il Nunzio cato da uoi Genitori alle lettere umane, di
-Apoolico la partecip al Papa Pio V. , il venne in brieve tempo profeolndi bram- ,
uale ne pree grand allegrezza ,onde poi
o dabbandonar il ecolo, abbracci la Re
?optarrivandone lavvio da Venezia,ebbe a gola de'b'rati Minori fotto l'abito Conven
dire, che tempo f navea avuto la felice no tuale. Conociuto da Superiori per giovane_
vella. &lindl ritornato in Napoli vittorioo di ottimo talento lo deimarono in Venezia
D. Giovanni, and too a ringraziarne il alli ud) di bilooa,e Teologia. Quivi-pa
uo lnterceditore, non mai atollo di pratti
ventato da un cao occoro. al uo Lettore, ~
car famigliarmente con eo lui . Venuto all' che morto fu condannato allinferno , volle

ecolari-z Quindi rivegliato pree a gridare,

ultima vecchiaja tralaci di piu celebrar

ritornarene in Calabria , ove da' Conven

Mea , ma non gi di communicari ogni


giornoz e opravenutagli l ultima infermit

tuali pas agli Oervanti , nel qualllituro


divenne perfettimo Religioo , ed ottimo
Predicarore : ma di pirito cos fervoroo,
che penetrando colle parole l'intimo decu- '
ri, ne riportava ovente copioa mee al

riut tutt i Medici, e medicine, merc che


gli venne rivelato il giorno della morte , di.

che mor gran egni dallegreZZa . Munito


addunque coSanti Sagramenti della Chiea,
nelmentre e li leggeva la paione del Si
gnore pir l Anima ua felice , correndo
lanno 1582.. Oper Iddio col tocco delle

ue coe alcuni miracoli, de'quali i perdu


ta la memoria .
.q ..K
G'iovan Antonio Smmonte . Gio: Domenico

Taoni . Paolo Gualtieri , tib.p.cap.80. , e di


uo-vo 5 ;7.

granajo del Signore-z, e tanto pi, quantoch

aendogli la Grazia divina, operava con


tinui miracoli .Mor gi vecchio nel i470.,
e trovai cpolro nel Convento di &Bernar

dino nella ua Patria, ove tutt'ora riplende


colla
gloria
demiracoli.
Marco
di Lisbona
l. 5. c.35'.FrantejZo Gon-~ i
Kuga p.2.Maraf 1.4,. ;Da-vide Romeo Indie,
Martirologfranc.2.4.Nommbre.

LXI. B.Bernardino da Rende. Riplend

Dialm' Beati Framjani.


~

-h ''h-

LI cinque Beati Francee-ani qu appreo


decritti non eendoi poi ne'loro luo
ghi,per non eerci giunti a tempo, i pongo

no in queto luOgo , acci iano tutti in un

fra Minori Conventuali con molta fama di


Santit, come ancora di faticato , e fruttuo
o Predicatore. Predicando una volta -nel,

la Citt dellIola ,' _in campagna coverta,


turbatai all improvio l' aria, minacciando
evidentemente pioggia, e tcmpea , il pcr
che atterrita lUdienza, laciata la predica,

ieo Capitolo.
LVIlI. B.Pierio , o Pietro di Calabria fl cercava partiri. Se na'ccori: il Beato, e tuc
uno deCompagni del Seraco Patriarca,clre ro fede in Dio: Fermatevi, die, non dubi~
tate punto ,perche non abbiamo di che te~
port nella Calabria l'liituto de Frati Mi
nori. Per la ua vita anta f eletto Minitro mereze tanto av venne , mentre vanita la.)
Provinciale, ed cercit il minitero con in~ -turbolenza reituii laria ,nella primierao
erenit z Proegu dunque la predica, e fat
dicibil prudenza, zelo, e caritdykipos nel
Signore nella Citt di Corrone, laciando di to alquanto di paua,die:E`marto gia ilMa- ~
e fama non ordinaria di antit . Il di lui i ito Fakgnam: Ottolino, ed bd reo como a'Djo
Corpo racchiuo in un epolcro di marmo i dell'opera re. Era queti uno, che savea pre_ '
M

*WW

_ve

92

CALABRIA SAN-TA LlBRO I.

o di non laciar av Padri O'ervanti alzar


le fabbriche del Convento , onde nacquero

facilpeimus apirante tamen pirit , qui

ubi waltzfpirat, exorowos Cima mei in vice


ribusjcja, ut i. quando invenictur Imc . . . .
depoveri Frati: appena ni di predicare,che atim in tato t . ;.jejuniir, crvetibus and:
il egno di morte dato dalla campana av ve, . . . -. . ut and Civita dignetur 'parcere,
imminente poli/aac -m'ruiia, quam aret Ura
r la predizione. Fiori circa il .1485.
Framonqgga nudi Calabrape.; Vadingo . Latina . . i -. 'dr inuente-mp0 magnum.
Cceli calma, Cometa cruenta liber-.ire. . ,
:.7.'MarzinFranmoJam
molti diurbi, ed vinquietitudiui in danno

LXII. B:A pollolo ebbe i natali in Vineo


lii picco] 4V] aggio delertt di Taver
na . Velli labito del Tei-z Ordine Claura
le Francecano nel Convento di S.Lucia del
Monte in Napoli, 'ed ivi; salliev in ogni
genere di religioa virt 5 onde venne pre
mato da Dio colla grazia demiracoligualb
dimotrani oggi giorno nelle tabelle appee
in'quella Chie,ove depoe le poglie mor
tali a 2.1. Settembre del 1523. o come altri
r
vogliono a 1 7.Febra)o.
Di alcuni Santi Eremiti."

'

Wal Epitao trameo da Filippo Longo


Cavaliero Coentino a Giovanni Cal, ue

ti cos linter etr: Che rovinata la Citt- di


f Coenza dagli Agareni correnci la Calabria

- ne97o., regnando Ortone I. Imperadore -, e


edendo- nella Cattedra di S.Pietro Giovanni

~. Xlll. , a capo dellannot raccole in pi ri*


iretro ito, .cos che dove prima occupava...
ette Colli, indi appena p0t riempire il-o
lo'diS. Pancrazio, dove ancora venne tras~

Viveva di queti
A tempi Aleiandroantimo Eremita, e fatta
, raccolta dalquante elemoinezne rifabric
Q ferita la Sedia Vecovile .

i nel medcimo colle di S.Pancrazio la Chiea

farm. DI s. TELESFORO EREMI'IA.

* r
Acque San Telesforo, chaltri chiama-
N no Teoloforo,nellaCitt di Coenza,
ecrecendo allet, crebbe alla modetia, cd

> di S. Gio: Ranma. Ora mentregii una tal


` notte amaramente piangeva quelle sfortuna
te rovine della ua Patria, udi una voce,che
cos gli f'avell : Audi er-ue Dei , qua tibi

rewlat Altimur :,iPercutiem percu Civita

alla virt-3 non meno che poi alle lettere,nel


le quali maraviglioamente prott. Or

tem ingratam, quom'am pro ea pagnaw, (F ini

dinato Sacerdote parendogli, che la conver

dmavit, @atim comple-ra e pejur, ac prim,

azione degli uomini potee allontanarlo


dallamicizia di Dio,perci a turca voga fug

co tibi, ut _cribas in tabula enea inn , a' in

gitala, i ritir nedeerci , nequali ol com

dignationem meam, (T recondar tabulam in hoc


tempio: Scribar quod quad ianirabo tibi 5 apr

pagno degli Angioli di , e norte- contempla


va i miteri divmi . Enrrato in deiderio di
apere quali iano per eere gli avvenimenti'
del futuro-concernenti lo iaro della Chiea,.

icon gran fervore ne *upplicava la Mael


divina, quando ecco ritrovandoi in chbe,

oggidi i Luzzi, laurora del di di Paqua del


1356., o pure 5'7. ecco , dico , l'Angiolo del

mcos fuga-w 5 ipf'a tamen :magi: cor fia-m. ob


abominationem carnis, (F homicidza . Nunc di

po aliquot -BCMM invemetur imc cabala d 120*.


no, rimoratoqz *vir-oz Cum inucmmr hoc gnup1'

c , quod non remota e mina, atque extermi


nium Civita: bujur ;xo-var, m' l zwei-tata ad_
me popular in toto corde uo , ac ucceju in.
itat emina ejusjuxta via: tears Apparehunt in tempore
fulgura
ribilia,
cFyderaindignatjnmrmca
cade: de Calo -. Ci
inbor
ri-i

Signore in altezza di d'uegomiti, Veito a.


bianco , con ali plendidiime , il quale fa-
vellandogli gli die.; che cercae con dili
_ enza i libri di S. Cirillo, e del B. Giovan..

iachino, che nella lettura di quelli rimar


rebbe contento . Ubbidi, e cercando-li rirro~

v nel luogo medeimo, con inieme gli a1

ii-etto, che la Citt antica venne diirutta


daSaraceni per giulio degno del Cielo , in
riguardo a non avere corripoo a' uoi be
neci 5 e chela Citt nuova , quellera la' ri

orata, anche dovea eere fulminata,quan~


do non avee fatto il uo debito col uo Dio.

tri del B.~Luca Arcivecovo di Coenza:.

E queo fogli anni 145 I . come lo dimora

Vie lunga et , e mori antamente , circa il

no li primi capi delle ette ultime dizzio-ui


dell `Epirao . iriOriva addunque queto San-`
timo Eremita ne97o., n altro abbiamo J

60. ' de antiqu.lib.2.~. Maraoti


. ,
_
v-1 zBarrio
lib.4.c.r 8,;

Ugbelli Ital.Sagr.tom.9..G-eg.de Laude mx?ab.~


cap. '. . Paolo Gualtieri lm..
vLXIVDEL B-.ALESSANDRO EREMITA.

della ua vita .
LXV. DEL B. IGNAZIO_ EREMITA.

Bbiamo le notizie di quello Beato da

A.

'

Filippo Longo ept.ad]0an. Cala.


I

F U la ua Patria la Rocca dellAngitola, e

la profeione _ nella di Notaio. ipirato


-rovine dun antichiimo Tempio agro L- - dal Padre de'lumi , aciaco il Mondo i con
agr alla penitenza,e perche non avee chi
S.L;i0van Battia del tenor eguente:
gli recac impedimento, allungandoi dalla
.
. O. M.
unEpitao in tavola di bronzo fr le

Alexander Anacboreta Civitatir Canentice


" 0mm' crimine inqmnatur, iz? peccanrium omni
I.

patria,e ,dapartiicele per ua abitazione il 1

MonceGarganoin una cilernavi quto .


pi u

' L'TRI: CONFEssoRt ,CA iti-v.


pi'iquietz '.vulti del eoltz tanto pi
_Ochlttuton allinferno , ebbe a oienerne

agabbiaJLUncioiacche trattei le vei Per


diff-iglinar dal pi al capo , glie le invol
per mezzo d'uncorpo , e non pi too da.,

per, e medeimo otto a quella divia , avve


gtyiche_ poi, alretto dallecacia delle ue o
raZiop-i lereicu . Altre volte_ apparendogli
orto mentita forma di ragazzo cercava din
durlo al eccato, che pur gli convcnne di la
ciarlo, ugato daldolciiino Nome di Ge-

.32!, qual .gl iiiiploi . contro . Altre ,Volte n


endo la perona' di tal`Uomo del paee , gli*
Eddimand quella tanza, come non uazon
'egli cedutagliela, e ne paso nella Citta
d`Andria.,Dopo vari' avvenimenti volendo
ene ritornare all'antica ua Cietna , mor':
nel frammezzo di Eoggia,e di Manfredonia;
perilche nacque tr?! le due Citt non picciol.
contrao peril [agro Cadavere. Accadde la.
ua beata morte nel primo. diMaggio , ;IC
compagnata con quanta allegre-zz:: del Cie
lo, con altretance lagrime della terra..

. -f-a*

~.`L`
..

. Dieltri Corsz-[/ri

{93
la emplicima antit della PIMPRCC
a. Prelato, qual non eppe mai opetta! ma#
le alcuno del promo : turco l`avere.'dellae;.
Chiea_ lo ditubuiva apoveri con tanta alle
grezza con quantoli piu avari del mondo
non conervaero il proprio, e rubaero l`
altrui. Non tralaCi in tempo alcuno lora

re, e contemplata-:d era olito dire,clie que*


lio-foe il libro, in cui doveero prenderei

Prelati delle Chiee, lore della ricreazione.

La ua converazione era empre con Prc ti


di perimentata virt , quali empre voleva
allinterno 5 ed-una volta lanno attendeva.;

agli eercizj dello pirito, ritirato Per otto,


o diece giorni fra Capdccini., e equetrato
da tutte le cure del ecolo : Tuttele fetivit `
dellanno conagrava con banchettare molto

numero di poveri,a'quali egli di perona er


viva, prima del uo pranzo. Ebbe a olenere
moltecalunnie, recategli dalla propria bon~
t, e permeegli dal Cielo per accrecimen
to di virt, nelle quali monr empre lani
mo uo non alterato . Mor nalmente con.,
dipiacere di tutti, accompagnato dalle 1agirme di tutti, maime de'Poveri.
i

`uz::

VI. Giovanni Vecovo , e Cittadino di


Comme vie con tanta antit , ezel di di

-zsi'i

ciplina Religioa, che da Papa Onorio llI.

-Eeiitt-i gi ne`paati Capitoli quei Con.

inieme eoll Abate di_ Grotta Ferrata venne


deiiiato alla riforma de`Monaerj 'Greci
della Calabriaze si gli piacque la- riforma in

.i

j* i)
~

"vo--o*

-:

C 'A

l ;rbt-,-

P.

1V;

3mm:- :-ir -~ un:. u'LLl

2."

-feori Ponteci, e non Ponteci,o che


dono il titolo di Santi , o che nora on_

contentidel titolo di Beatigetano qu a de

trodotta, elie rinunziata la ua Chiea vel

eriveri quegli. altri,che non Santi,noti Bea


ti5 mafamoi per-vinti, e miracoli, non ono

labito monacale, quale onor, e con la vir

di minor lutro, e decoro alla Provmcia. Di

quoi adunque ar il preente Capitolo ri


partito per maggior chiarezza in piu para

ra,giua il grado deullituto quale pro

t,e con la gloria di molti miracoli.


VII. Cotantino Vecovo di Gerace , e)

uo Cittadino, ammaelrato dal P. S. Agoi


no, che l-a fabrica .della . perfezione dovee.:
alzari ulle pietre fondamentali dellUmilt, -

ebbe cos a cuore quella virt, che le ue-oi-`


dinarie ocrizioni ,erano , Ego ignpcrem
Conantinus5 ma quindi allato ad ogni cri
iana perfezione poteva ervire deiiempla
I.
Iovanni Cittadino,e Vecovo di Reg re ad ogni Paore danime. G gio oriva ne'dzg. con molta fama . .Vlll. GUgliclmo Sirleti Cardinale , .e _Ve
covo di Squillace , quanto egli nato foe
di antit 5 onde fil luno dette Legati del
Concilio Romano allaltro Coantinopoli- - Santo n dal uo primo nacere l ho dicor7
tano otto Papa Agatone I. N pi abbia-v onella ua vita nella Calabria-Dominante,
.a p JL'J L
arono \
I
"a ,
,zz-'.2
.u
. Pri-lati di Santa vira.
- Di ;dimm

.
di. "
ove rimetto il Leggitore., per non avere a.
mo della ua vita.
II. Verna'ccio ArcivecOVo della medei- ; riem ii-edelle coe. medeime queli fogli.- 5

DF. Marcello Sirleti Vecovo di Squilla7


ma Citt, quanto dono, tanto aiito , men
ce.
Scrivo a lungo di lui nella Calabria 5a;
una vita molto ricca di virtu, proprie a Pre
ra
ecolare,dicorrendo della Chiea mede'
lati, Patori dellanime,e la chiue con egual '
nmaz
che per tanto mi tolgo qu dimpacci
`~decoro, accetto a Dio, ed agli uomini.
a
recriverne
.per la c'agione accennataudi
Ill. Gapare del Foo anche fit Arcive

covo di Reggio, u Prelato incomparabile,

0Pra *: a*** i

di cui vedi gli Arcivecovi di quea Chiea,

X. Tomao Sirleti anche egli Vecovo


di Squillace di tanta-bont, e antit di vita;

,ane di non avere a replicarejn pi luoghi


Je coe medeime.

le? IV. AnnibaledAfitto pure Arciveco~


vo di Reggio ii Prelato molto anto , e di

cbrc compaionevole veri) i poveri -`

*il* "'2 i hmsit

quanta xrivo nel luo o medeimo , ove ri

metto la critiana pier di coloro , quali ii


abbattono negli Uomini~zlllutri__(di queto
argomento ' *lWrx''rtF a' i-JW-

"57 "ig a}

X1. Filippo Gefiialdo da Carovillare, e

V. Fabio Olivadiio Vecovo , e Cittadi;

Maero Conventuale, fu non meno lettera


to, che anto . Legge ,anni 3_o.~in,P_adova,ed

-di nel mdemo 1-00ng

no diatanzaro rapport nella_ ua perona


.L

accom

CAABRIA SANTA LIBRO I.

94

accompagn la lettura con o ni religioa...


virtt, con l ainenza colla cmplicu del
vellire, colla macerazione della carne,cinto
empre di cilicioz n ripoando dopo le.,
fatiche, o letterali, o d' altro aare , che s

la nuda terra. Venuto perci in molta tima


al Papa Clemente Vlll lo cre Generale del
uo Ordine , con peniero dintrodnrvi la..
riforma , e gi per quella i travagli anni

le le gi canonichez ma ne divenne famoo


mac ro, come i dir alquanto appreo. Ma
piu famoo divenne nella virt, e nella an
tit della vita; concioiache ordinatoi Sa~
cerdote , ed anche
iaceo alla dignit
Arcipretale nella Chiea di $.Barbara, non.;

facile il racconto delle ue criiane virt.

nove ;Promoo alla Chiea di Cariati , co

Volendo a faccia del lcolo portare la rigi


dczza dcChiollri, pree quanto mai gli ven
ne poibile ad imitare la vita de Capricci

me nella dignit di Generale non mur di

nizquindi mai port ulle carni camicia di li

vivere da quando era emplice Fratezcosi ne * no, contento olo pi per l atnore dell'one
anche l mtit in qualit di Ve [covo . Mor. , che per altro , d' alcuni corti , e retti
in Cariati con gran fama , l anno 1619.
ealzolini . Oltre idigiuni della Chiea , e d'
Domenico Gravina 'vox turt. p.z,c.z4.

altri uoi particolari , oerv empre quelli

Ferdinando Ugbelli ItaLSagra tom.9.1:`pir.

precrivono le lor Regole a' Capuccini z ma

iVenerdi,o non gu coa alcuna , o e pur

Curia:.

9.

Il.

le fatiche l' avclero oppreo, non pree,che

la era al tardi , ehe poche frutta , o legumi.


Fatta una raccolta di Chierici del medeimo

Dialmm' Preti /colarz di Santa

pirito cantava l ore Canoniche in Chiea,

vita .

anche il Matutino , anche quando parevano


L Clero antico della Citt di TavernL.
parve fra tutti della Provincia ritratto al
modello Appollolico , c031 per l` eempla

rita della vita anta , come per la vigilanti


ima cura delle ue

ecorelle. Non lx vedea

tra quei venerabili `acerdoti. o ambizione.:


ne' eguiti, o avarizia ne lucri , o parzialith
ne' Sagramentiztutti erano intei a pacere il

loro gregge con carit, con Vigilanza , con


prudenza. Ancorche nel ecolo imitavano *a
pennello iChiori , coll uo de digipni,
delle dicipline, dc' cilicj, delle oraziom , e

degli uci divin nelle Chiee , di notte.;


tempo ancora, per non dire, che nelle Fete
ollenni uniti inieme gli uni, e gli altri can
. ravano allore dovute i agri Matutini, qua
li poi accompagnavano no all'ucu' del
Sole colle meditazioni , ed altri eercizj di

pirito. Bindi ,che molti ne orirono in


antit da paragonar con ogni altra piu ri
uardevole . Se la rioluzione di crivere `i

d oppori le tagioni pi inclementi. Dotato


di lingolar talento nel predicare la Paro
la divina , l' eercit con gran fervoru,
cos dentro , come fuori la Citt , e uo di
lhetto , ed ordinariamente nella ila Parro

chia con utile immeno delle anime . Legg


ancora per molto tempo Teologia Morale ,
eosl ordinandoloi Vecovi Dioceaui , di

che poi compoeun giulio volume con tito


lo di DiaIOghi Moraliz n-mai, o per l'uno,o

er l' altroimpiego ricev altra mercedes,


che quella s donare la Carit de-Promi.
Onellimo neeollumi , avvegnache per la
necet della cura Paorale gli convenie
practicare con ogni qualita di perone z non
per tanto i vidde notato mai di leggierezza,
o nelle parole, o ne geti , o ne' guardi , ed
era fama commune, ch'ei,e vie,e mori ver

ine . Per tutte quelle parti Venne chiamato


daSignori di Fucaldo per Maetro, e Con
feore di quelle Principee , quali oltremo

no fatti non foe tata troppo tarda z cioe

do aezzionate alla virt del Servo di Dio,

atempo , che morti quei loro contempora

non apevano dipartirli dalla ua onelliima


converazione. Onde nel mentre i ri trova
va in quet impieghi gli avvenne quello io
racconto altrove, er il dicuoprimento del

nei,non i ritrova chi di loro, almeno di tue


ti
a ridire coa di veduta, coa indubica.

ta ella arebbe , che averebbemo che imita.


re, e che ammirare , ed in che lodare la Sa:
ienz:: divina, maraviglioa empre ne uoi

l Erelie ne' Paei ella Guardia , ed altri all


intorno , ovc mi rimetto (a); olo Oggion

a Calabr
Abio Pa

anti. Certi pochi quali ci ono rimati , con

gendo , che pi d' una volta preparatogli il

*poco pi che li nudi nomi , quelli dar qu

veleno da uei malvaggi , empre ne venne

raccolti, quamunquevolati al Cielo_ con.,

pjreervato alla cura qual ne tenea il Cita-lor~

dierenza di tcmpoE aranno i primi a tut

opo aver tanto lrvito i uoi proimi , ri

ti gli altri raccolti in Quello parafrago, dal

s nel Signore in et matura,oltre li 15'75

l altre parti.

ll. Leandro Preti, gliuolo dAcanio , e

I. Giovan Antonio Anania fu gliuolo


di Michele' , e di Sigimonda Teutonica , .a
mendue Famiglie' nobili , *e fratello di Gio:

Lorenzo, di cui altrove . Nacque nel ecolo


-Paato , e oprarrivato all' et delle lettere
umane, avidamente le divorz onde riappli

di Catarina Pilloja, luno, e l' altra deprimi


della Citt di Taverna, f`u Doctor-e di Cano~
ni, e Cantore nella Parrocchiale di S.Maria.
,COsi come GiozAntonio in Santa Barbera.),
egli avea i uoi Preti, coquali di nette tem

cato alle Filooche , Canonilliche ,e Teo

po celebrava i lagri Matutini nella propria


Chiea. Quanto di ci il demonio foe mal

logiche, l' appree non olo,dortorato nel.

contento,`lo dimolra il cao eguente . Una

` notte z,

DI ALTRI CONFESSORI CAP. lv.


notte adunque picchi le ue porte un tale

e poii conforme al olito ad orare accan

V. Ottavio Iazzolino , anch' egli di Ta


verna, fu gli uolo di Marc'Antonio, e nipo
te di Luz-io, amenduc quanto nobili per na
cita, tanto lodevoli per virt , e cotume.).
Marc'Antonio fit ingolarilmo nell umane
lettere, ingolarmente greche, onde divenne
molto caro a Principi di Squillaci, di May
da , e di Bignano z e perche nella morte l'

creduto uo Prete, avviandolo, ch`andae~

ro a cantare il Matutino 5 poiche gli altri,


gi indipoi, non potevano convenirvi.Ed
avvegnache egli i foe creduto , che l' ora

foe anticipata-3 non per die altroz ma en


trato col uo ereduco compagno in Chiea,

to all Altar Maggiore , perche laciata la.,

infermit non gli permetteva il cibari C01

porta aperta, ne oava un gran vento, ;gli

pane degli Angioli , gli Angioli inviibil-

f egno al com agno, che la chiudee.

mente viibile gliel recarono . Luzio dopo


una vita di molta virt , la termin con ve
dere molte viioni di Paradio , fra le quali

rabil coa! que ienza muoveri di ito , e

lendendo un olo piede l' allungo si , che:


ba a chiuder la porta , av ve nache dall'

Altare Maggiore a quella vi i gammezza


e una mediocre dianza 5 Onde venuto iu_

chiaro di quello i foe il uo mentito Pre*


te, lo cacci intrepido, da e , e dalla Chiea
con la forza degli eorcimi z ed ucito da
nella con qualche timore , s incontr con
uoi veri Preti , a quali raccontato quello
gl era ucceduw, ritornati in dietro, canta
rono le divine lodi. Pu Leandro compagno
di GiozAntonio nella riduzzione degli lire
tici, e perci con ingolar encomio celebra
tone_ da Gio:
Lorenzo
Anama (b) z n altro
bt*
_
_

ail-j abbiamo di lur .

b. F

9t

cr.).

Ill. Aleandro Poerio , nobile della me


deima Citt , altres fu Sacerdote di .cono
ciuta virt , allinente , cao , e tutto dato

pir l anima ua felice . Rampollo di s`1


buoni ceppi fu Ottavio quanto al nacere,
ed allievo di Gio: Antonio Anania quanto
allo pirito , cos che non olo l imit , ma
fore molto l avantagi nella virt . Een
do ancora giovanetto, e caminando con un'
altro giovane uo compagno., gli venne uc
cio alato da' uoi nemica per il che atterri:
to, s per la morte mierabile dellamico , sr
per il periglio, dal quale lddio lo avea naF
to, and di volo in Catanzaro,e vei lAbr
to Capuccino.Ma non oerendolo la Madre i

lo egui, e tanto clam, e piane, che nal


mente el port . Svelito adunque Ottavio
dell' Abito Capuccino non vei l affetto a
quella maniera di vivere, imbcvutagli col

latte di lquei pochi giornz poiche , e prima,

all opere della carit. O`uanto era uo,o rac

e dopo l ordin Sacerdote,e divenuto Can

colto da'beni paterni,o piovenuto dallordi

tore in Santa Maria , empre il ritenne inal


terabilez non portando alle carni camicia di
tela, oervando li digi uni di quella Religio

ne Sacerdotale, tutto lo liberalizzava a p0


veretti di Crito-3 e quando non aveva del
uo, Iddio miracoloamente lo prevedeva ,

per non mancare alla caritas onde i raccon

ne , ed alzando la mezza notte al Mattuti


no, ed all orazionez e i racconta, che una...

ta, che caminando perla Citt e gli f all'


incontro un povero mal acconcio , il quale

delle volte eendo toccato il Matutino de

lo rieerc di qualche ovvcnimento . S in


teneri Aleandroz ma non avendo all ora..
che dargli pieno di gran 'condenza piega.

porta della camera , e con voce articolata.:

Frati, ed egli alquanto onnacchioo , tra il

st, e'l n per alzari , gli venne bulata la.,


dettogli: Via su, alzati, come gi fece. Fit di

toi a terra rivolto una pietra, da otto alla_- ' venerabile apetto , e di maetoa preenzaz
quale pigliata una moneta d' argento , pre
ma_ tanto modello negli occhi,che nOn guar
aratavi da mano inviibile , con allegrezza
d mai coa di curioo , ingolarmente don
adi al povero , il uale ammirato di quel
ne, e olea eclamare: Oh volee Iddio', che
miracolo gloric io, e public da per mai aveero ad incontrari occhi di Uomini,
tutto la antit del uo Servo.
e di donne! Amicimo dell orazione, poi
~ IV. Giacomo Teuronico , nobile della..
che oltre le molte ore , quali vi pendea la
cina medeima , vie Prete eemplariimo
notte, tr, e quattro ne im piegava dopo la
coll ercizio di molte criiane virt con
Mea, ed una volta andato a opraintende
Venevoli al grado . Ritornando una delle: re ad alcuni Giornalier,quali travagliavano
volte dalla Vergine detta della Miericor
in una ua {poeione , li. fattoli in dipar~
dia, e con nome pi volgare delle Serre,for te, e datoi allorazione, a tir cos a lungo,
e per l ertezza del ito , ove avea celebrato
che nirono prima quelli il lavoro, che egli
la S.Mea, s incontr con un Uomo , quale l' orazione . N ia maraviglia mentre il Si
ulle prime_ li parve un Zingaro z ma guai_ gnore peo lo Careggiava col dono delle
datolo pi 'o , e con lume ovranaturalu tai, e talvolta ancora, (comeng eo con
cortolo per quello egli era , cio per demo. d a Diego Morrone uo dicepolo 3 appa
nios quindi traendoi dal petto un CrOCe
rendo li viibile , e labbracci nel petto ,
o, qual di continuo portava sul cuore , u e gli on a bere le ue conolazioni nel a
con quello vibrato li contro il egno agro
gro colato . Fu uomo di grandiima carit
anto della Crocejo poe in fuga , lacian
c0 poverelli , per alimento de quali dava
do per ovunque fuggiva un pelifero odore quanto poteva, anche il proprio ciboz onde
d' inferno .

biognava, che foe alito dallagente di


.

caa
\

96@

CALABRIA SA'NTLIBRO I.

cala, perche dando il tutto non _rimanee-*v

...7

totalmente digiuno. Una donna di qualche


nacitaz ma povera, lo richiee di ajutoa ve
tiri, e per allora non occorrendogli altro ,
andato da un _maero artore , e cavatoi da

palla il manto f ta liarne alla povera una

gonnella,ritirando1 ira tanto egli cos enza


manto in caa . Ebbe grazia di moltiplicare
il pane,come lo dimoilra queo cao egui
.to. Andato in un uo giardino di celi, dettq

veiti due uoi fratelli, s per l inchinazio


ne .alla rigidezza di quelllituto. Con s
buona ippellettile di antit promoo alla
cura dellanime Parroco nella Chiea di San
Nicol, e poi Arciprcte in quella di S. Bar
bara, non credibile con quanta carit,e ze
lo accompagnae quelle cariche . Era egli
di natura dolce, compaonevole, ed inchi
nato allamore dePromi_: onde gli venne

diece giornaliere della caa, per laare del


nutriearo, le ritrov enza proviione di vi

facile coll'accoppiatura della virt, avvalo~


rare quel uo emplice naturale-,icch veni
va tutto inteo al occoro delle pecoreilc :i
e commee, ingolarmente povere, e opra

vere, e quai piranti dalla rame z Perci .in

tutto inferme, quali non olo peo viitan_

teneritone per compaone,avendo con eo

do raceonolava con le parole ', ma a tutto


uo potere ovveniva con la mano elemoi

l'0ro,ove erano alcune donne al numero di

eco portato un pane, con poche fettuceiu


di calicavallo per ua proviione,too fatto
lo in pezzi, con proprie mani , crebbe cos),

che divenne batante alla fame di quell@


moltitudine . Addunque rCCO di quete , e
daltre antime opere l acco alla mor
te , la quale addivenne li 2.2.. Maggio del
162.3. in un giorno delle Rogazioni, avendo
anni 72.. d'et . Il uo Funerale venne ac
compagnato dal concoro , e lagrime del

ia Citt,e uoi Villaggi.N manco il Signo


re danteuticare la antit del .uo ervo an
!.chc dopo la morte: Le lenzuola, fra le

ua

l li mor,reitarono profumate dun gran 0


dore di roe (argomento della ua virgiuit)
quale continu per lungo tempo . Un uo

nieraz diponendo cos i frurti debenecj ,

che toltane una carima parte per e me


deimo, il rimanente andava con ogni eat.
tezza in loro benecio: diche ovventc am
moniva coloro, quali ne aveano la cura per
raccorli . Non minore era la ua carit pi

fruttevole dell' anime , che lo rapiva a pec-J


catori, a quali mor empre,e per qualun.
que luogo, ed occaione ogni poibile pia.
cevolezza, con acquiilo grande de perduti,
quali cattivati di tanta umanit , volentieri
acoltavano le ue parole 5 onde n avveni
va, che molti gi invecchiati ne vizj, dato
loro bando, i reituivano alla virt ,ed al

la frequenza de Sagramenti. Era in lui coa

coppolino applicato a molti infermi rec , mirabile, che quantunque per nacitajen
loro laalute . Eendo morti in caa tutti li
bigatti , e perci la gente di quella mezzo

confua , venne ipirata ad apergergli con


un`odorifero, qual il Servo del Signore , in
fermo avea tenuco in manoz cos fe , implo
rando l'ajUto di Ottavioz onde quelli too

tiluomo , per vita incolpato , e per le ue_

applicazioni conociuto da turti. , non per


tanto veniva nelle confeioni fuggito d al
cuno, che anzi a folla lo eguivano le chie.
rc dell uno, e dell'altro eiio, dogni grado,~

mente . Pi maraviglioe furono le atte-la

e condizione ,v con tanta condenza , che


non v era peccato , avvcgnache per orrore,
e per gravezza da mettere roore ad ogni'

zioni della ua gloria. D.Dieg0 M01 rone,di

piu conociuto eelerato, che a lui , e fuori,

cui appreo_ , non ancora epellit0_il corpo',


i cnti iirteriormentedirehanzi celebrae

e dentro a quelle non ii condae, e chich


tamente non l coprie. Ben vero, chein
con omma prudenza , e ollecitudine vera

di Gloriazma non ridando a e medeimo,ri

mente di Pailore, pirvoltc allanno , ingo

iebbero la vita , e fruttarono maraviglioa

volenao per lui Celebrar la Mea dl Requie,

ole celebrar di Requie, non pot z onde: larmente nelle fete della ua Chiea , anch
venne aitretto dir la Mea della SS.Trinit. - uando della forza paterna deiiinava ad altri
Fr Girolamo dell' Albi noro Capuccino Confeori quei uoi ordinari penitcnti ',
lpriegando per lui, lo vidde edente su d un avendo con eperienza conociuto quanto
gran Trono di gloria , e richielolodel per
importi al aldo delle cocienze quella li
cenziata-z e quanto oa nuocere alle mede"
che, ripoe l'altro , che per tre virtu ngo
.lai-i, cio: Per la puritd del corpozPer la ca~ ime lindicreta ohnazione nel empre ri
rita copoveri: e Per la diligente cura dell _ tenerli appreo di e. Da ci naceva il gran
zelo quale avea dellanime, anche non com
anime a e commee.
Vl. Diego Morrone anch'egli nobile Ta mee alla ua paoral cura; icch non te
vernee riplend in queti ultimi tempi con mendo per l'amor di quelle faccia alcuna d
la luce di molte virt, quali appree otto la uomo potente , pi duna volta fit in fore
diciplina del raccordato Ottavio Jazzolino. di perderegli lo ripetto, con anche molto
Ordinato Sacerdote divenne un eemplare' periglio della vita medcima.`Sovvente uci
d`o ni criliana perfezione . Concioiache va alle Miioni appooliche , e dentro , e
pre e a macerar la ua carne con cilicj , con fuori la Citt, ed anche pi lontano , trava
dicipline, con allinenZe-z avendo empre s gliando al tempo medeimo, c collo rapaz- gli occhi la vita deCapuccini, dequali vie zo della vita , non ammettendo maniera al
1 famigliariimo, s`1 per avervi di quellabito ll cuna daccarezzamento , e con gli eere-iz;~
N

delle`
-

~__

al

r ,

""~I)I ALTRI CONFESSORI CAP.'IV.


delle predicazioni, confeioni, ed altre ope
rc di talimpiego, Non l acco mai al a
gro,Alta5e,ch lavee prevenuto con mol
te ore dorazione mentale,cos"i come poi ac

97
mune a tutti, chegli foe morto verginw.
Ebbe facolt mediocri , cos proprie della..

caa, come degli emolumenti della Chiea


ma e l une , e l altre volentieri impiegava

compagnatolo per lungo tempo con leer . al ovvenimento dc poveri , ingolarmente


cizio medemta cui veniva s forzoamen- i dc' Nobili, de quali, perche ignobilmenteg
te rapitozclae rubando ogni tempo fuori del non operaero, tenne diligentiiima cura. L
la cura,tutto lapplicava ad orare,e contem anno r 6I 8. ritrovandoi di preidio in Gimi
plare i miteri del Cielo .Le olennit mag
gliano Berlinghiero Conclubeth con cento,
o
traSpagnuoli,
ed italiani, perche il Sindico
giori
dellanno
,
con
la
compagnia
d
alcuni
uoi dicepoli, le preveniva dalla era al tar
avea tracurato le dovute rimee , _era per.
di nel Coro deCapuccini coquali cantava
i agri matutini , e pendeva il rimanente
della nette in altre opere di c-riiana virt,

nacernc qualche graviimo candaloz ma


preveduto dal zelante Arciprete , sborz del
uopdocati cento , quali poi rilaciabene
nche opravenuco il nuovo giornp, ritiran.. - cio dell Univerit..Lanno 162.4. incrudc
- doi nella propria Chiea, attendeva alle ue liva lavfame per tutto , e li frumentiera

pecorelle. Ebbe famigliarimo il lume del


la profezia,con.cui corgeva come preenti

no aliti a carlini .7,8.~ il tumolo 2 _Vittova


glia non ne compariva , le diligenze del Sin

le coe avvenire , e e ne raccontano _molti

dico, e daltri particolari erano;andate a

eempi . A D. Ludovico Tetonico, ed a., vuoro ,la gente arrabbiata era per' rompere
D. Giulio Carpanzano molto tempo prima in qualche grave diurbo , Allora il 'buon
Arciprete procur. del uo tumola zoo. di
predil'e le cure parrocchiali,quali oi eer
citarono, luno nella Chiea di S. artino , e frumento ,quale malti a cariiniundeci , a
l'altro in _quella di S.Maria. A due _Monache ragione di tumola ei il giorno , ( che tanta
nell `Annunziata,Monaierio di Vergini,qual era la neceit depoveri). ll denaro dellun
iorno lo dipentvaz a biogncvoli , perche
egli per lungo tempo guid, predie alluna
la morte non apettata, ed _allaltra la profe~ aveero a comprarne pane l' altro eguentez
ione, non cos preo creduta.Sul punto del l ultime di Maggio, che fu l ultimo delbi
morire alzate le deboli vocigridava,oh Dio ogno , e de frumenti,non i ritrov avere, `
ajutalaz igdg sreplicatamentc command ad che docati ei, e tai-1 tr z onde ~per quete,
un Sacexdgtehe laeva,che corree nel

ed altre omiglianti opere,non veniva chia

tal luogo_ azdar laoluzione ad .una poveri~ mato, con altro nome , che di Padre , ora
na,qua1ne teneya biogno. Core il Saccrdo~ dc Poveri, ed ora della Patria.Vie anni 90.
te, eirjtrov opportuno per aolvere una de quali cinquanta ne fu Arciprete , e cin
Giovinetta, _la quale a pugnalate la niva un que gli ultimi conum in letto con dolori
malvaggio. Finalmente logorato dalle fati acerbiimi di podagra, per conolo de qua
che, ericco .dopere buone, vol al Ciclo li li altre parole non ebbe in bocca, che i dol
zo.Lt1glio del 165 4. , ed il_ uo funerale i

cimi Nomi di Gesu, _e di Maria. Mor li

di popolo , cavando dagli occhi di tutti, e

x4..Novembrc del 164.1. , epellito nella


Chiea Matrice , ma nel epolcro della Fa- '

fonti , e umi di lagrime .

miglia , accompagnato Colle lag'rime uni

, racin dietro un concoro. innumerabile

VII. Giovanni Pavonea nacque in Gi_ verali.


-
u,
. ~ .
- .
migliano l anno 1551. , c come f allet
V111. GiozCeare Lemmo da Gierace,Par
applicato alla cuola i prott lodevolmen _ roco di S.Biaggio, e Vicario Generale otto
[C, e pi lodevolmente i. prott nella vir pi Vecovi di quellaCittfu Prete di an
t orto la diciplina d' alcuni venerabili Sa
cerdoti-:i onde veito lAbito di Chierico , e

cima vitaze

rci_ in molta ima,e credi

;to della nobilt- , e-plebe , qual ih-uiva nel

poi di Sacerdote , arriv nalmente ad eer

anto timore di _Dio z Dopo morte fu intea

Arciprete di quella Chiea . Attee allo in-l

nella ua epoltura una maraviglioa fragan

dio dell' orazione , e contemplazione cos ,' za, come di Paradio. Suor Franceca Gera'

che non gli pareva di far coa alcuna , e la


maggior parte del tempo non l avee peo
in quella ;e perche quando fu Arciprcte gli
conveniva impiegarne molto alla cura la

ce gentildonna Terziaria Capuccina, trava- _

oralc dellanime,egli il rubava, quanto era

gnore ,ed altre volte uo Padre pirituale),

poibile all umana acchzza, per darlo al


la contemplazione dedivini mierj . Coll
orazione accoppiava tanto zelo dell onor

immantinente ret libera.


IX. Matteo Scorza ebbe i uoi'natali a 13
Ottobre del 1 596m Gimigliano da GiozL07

iata da un acerbiimo dolore di cocia..

and a pori s quella epoltura,ove implo


rando linterceone del Beato Servo del Si

di Dio , e er il governo della ua greggia ,

renzo , e Soa Folino , amenducde primi

che ,Nicolo de Horariis Vecovo di Catan


zaro era olito_ chiamarlo {eius Elia. Cuio

della Terra udetta. Non ancora compiuto il


nono mee, e parl, e camin, accelerando

diva ;con ,diligenza aatto .incredibile il

i in lui l uno, e l altro tempo. Vcnuto poi

fragile totqella Caiit , e nella ua per


ona, c nell'altrui,0nde laci opinione co

ne, s`1 delle lettere, s dello piritozonde oi'

all et,venne anche di volo alla perfezzio

N_

'dirn

a ***--*
A~n -*o o*-

CALABRIAeANTA LIBRO t.

98
dinato Chierico , e cantando la prima voltal

la Chiea di S. Catarina', con non minor -pro

in Chiea una lezzione la notte di Natale,dal

tto delle anime, che in Gimigliano . Morti

vecchio Arciprete Pavonea venne accla

frattanto gli amati della ua cah-,1 e--vacando

mato per uo ucceore in quel grado.O`u

una Parrochia nella Pau-ia,- la maggiore do

io u nocabile in lui, che la medeima notte


di Natale colla ola dierenza del tempo , e"
recit la prima lezzione , e die la prima E

po lArchipresbitcrale, u promoo a quellaz,L

iola, e cant il primo Evangelio, e cele


br la rima Mea . Creciuto poi all' et,
ed ap icato a' tudi pi gravi della Filoo

a, e cologia f molra dun ingegno pro


digioo z ma non pat venirne a capo per
un periglioo puto di angue , qual gli o
pravenne.Fuggiva la converazione di tutti,

rente, la Vigilia dell'Epifania, Dccno He


rode , lapplic a e medeimo con tanta ot
tigliezzaia religioa , che trae inammira

zxone non rgeamnatori, el Vicario,


ma quanti 0 eppero . Fu adunque ricevuto
in Gimi liauo con molto applauo,s per la ,

bont de talenti, s per il grave biogno, chei

ingolarmente de giovani rilaciati , e delle

nera in uellaterra5 poiche linvecchiato, e

donne di qualunque mano , colle quali mai


p arl , che aretto da graviima neceit
urto il tempo adunque, qual gli apravan

podagro o Pav'onea non potendo a tutta


vo a attendere alla cura delle anime , i pa
tiva molto nello- pirituale. Morto nalmen

zava dagli aari proprj,lo pendeva, o-nell'

te il PavonEa, dal concorde applauo, e del

orazionc , o nella lettura de libri pirituali,

Clero,e del Popolo* gli venne oiituito Mat


teo . Che non fece 3 e quali eercizj ,di cri

ne quali eercizj- veniva favorito dal Si


nore da un dono ingolariimo di lagrime.
orto il Padre gli convenne ort'entraru

al peo della caa , peo vie pi aggrava

AVTy-v,

e perche per l' eame gli-venne i ionto,

che facci un-rr'no'ne opra lE vange io cor-i

to con gli altri uccei vamwte dalla cu


ra della Congregazione , e dal carico di
Cnfeore , ne quali moir tanta avicz
za, e prudenza ,che da tutti ne riportava
omma lode . Poiche per quello tocca gli
aari della caa , mai i viddcro tanto bei
regirati, quanto otto di luizigli altri della

iana virt non ordin il novello Arcipre.


te? Per 0 ni giorno di Domenica iiitui due
eercizj gi dottrina criiana , l uno dopo il
vepro per linegnamento degliuol,la c~
ra laltro per l' itruzzione degli uomini di
cam agna. Riorm la Congregazione de
eco ari , che pareva come e foe di Preti,
unaltra di nuovo n eree per li oli Preti,

che embrava agra radunanzadi Religioi


claurali . Ordin l orazion-'deglAgoni-
zanti , nell'ultima agonia dcq' li; col dari

Congregazione si fattamente i maneggi ,


che toio vidde accreciuta , e per nume
un tal egno di campana i raccoglieva mol
ro, e per virtz onde molti laciato il eco
ta gente ad orare per quelli.Erec nella Ma
lo veltirono l Abito Religioo , ed altri rei trice una Cappella ad onor della Vergine,
Preti viero con molta e'emplarit nelle; nella quale savcero a recitare ogni era le
roprie caeNon meno i ree copicuo nel
agre Litanie,ogni ettimana il Roariopgni
Famminilrazione del Sagramento della pc
fetivit della medeima la Mea olenne.
nitenzaz concioiache ubodorata la ua vir
Eree la econda Cappella del Croceio,
tir, toio 1 vide dietro a folla le turbe de nella quale ogni era di Venerdi con molti
Penitenti. E` erche queti publici,e raddop
eercizj di piet dicevoli al giorno , ed all
piati aari g involavano molto tempo dal
Altare vi i aceoppiava il ermone corri
10razi0ne,~e li il riarciva la nutre, impie- . pondente. Ordin, dopo luniver ale com
gandone una nona parte a quella . Qgec memorazione deDeonti li :Novembre , la
erano le ue pi columate maniere. Poioi econda a pee dePreti,pcr tutt i Preti del
la era tardi al letto prendeva tanto di ripo
luogo defonti , e la terza a uo conto per
o, quanto haae a oienerlo in Vita-i indi l'Arcipreti anteceori . Fabric la epoltura
alzatoi , e ravvolto in un manto di lana avanti lAltar maggiore per li oli Preti , c_ apra in forma di cilicio , conumava il ri

profetizando die , chegli arebbe tato il

manente, empre orando, e contemplando .


Non apeva, come vendicarene il demo
nio, alla ine rivegli alcnni candaloi di
lurbi in caa de uoi Fratelli , 0nd egli per
dar luogo allaltrui furore i ritir in Catan
zaro con tutta la Famiglia . Benvero , che)

con pochiimo guadagno dell'Inferno, poi


ch e lavca aputo diturbare in una parte,
non eppe tenerlo ozioo nellaltra , iche
non abbia intrapree con accrecimento le

medeime fatiche a pr deuoi proimi. Ar


rivato adunque in Catanzaro,ed intea la ua

virt da Gio: Domenico Caelli Vicario


Generale Appoolico di quella Cattedalu,
[ordin otto Cappe-iano, e Confeare nel
~"

primo a epellirvii, come avvenne . Intro


due per ogni caa lImmagine di Crio cro
ceo, ane, che col continuo vederla for
te s'imprima, e nella memoria, e nel cuore

deCriiiani. Studi come empre tenere net


ta quella Terra dalle meretrici publiche, ed
altre perone candaloe zcosl anche dallo

liti civili, diciogliendole , quanto gli era


poibile, prima dattaccari . E perche per
occaione delle prdceioni pareva qualche
vclta nacerne qualche diturbo,le tole tut
te fuoriche luniverali,ordinatc dalla Chie
a, ed in quele proibi il concoro della

donne, e non ol quando vi i c'onduceva il

Sagramento.Per vietare' alle medeime il va


gar

TDI LTRI CONFESSORI CAP. IV.

..- ---

...le

99

gar di notte,cos`t ordinava gli ocj del Gio


ved`i Santo , che la predica della Paione i
nie col giorno, e dov'eranoi epoleri
acca chiuder le porte ad una ol Ora di noc
te . La nOtte del Santo Natale talmente di
ponea le coe, che tra il uono delle Cam
pane, l0icio,la Mea,e`l Sermone i a ri

e il giorno.Lacque in Gimi liano per 'uo


del bere , ed altre domeicie facendc o

no fuori .labitato in dilanza d un mi


lio , or ane , che per tal occaione non.,
ucceda candalo,tenne mano con Magira
ti, che le donne non vi andaero a prender

dell acque, che dall aurora la mattina, qual


facea toccare a iomo chiaro , e per niuii_
conto oltre di lg dallAve Maria la era .
Tole,ma non enza avervi incontrato gran
travaglio, le prattiche de poi non giuratize
che le donzelle , e monache di caa non te
neero a batteimo5 e che nelle olennit

nuzziali non ballaero inieme Machi , e

Femmine 5 anzi ne tenne aatto lontane le)


donne non maritate, o gravide, queie per il
periglio dell aborto,e quelle per non conce
l-pimo piriti di concupicenza. Sfabric al
cuni edili di fabriche, quali erano avanti
le porte della Chiea , non olo per vietare

del Seminario , ed apettava di provederlo


anche di Parrocchia.Coa qual'intea da quei
di Gimigliano corero totti, anche li mede
imi , per loccaion de quali sera partito,
lrepitando,che lor foe reituito il proprio
Patore.

Ebbe lume da prevedere le coe da veni


re. Ad una donna gravemente inferma, che
mal oriva la morte , le die , che anzi i
conormae col divino volere, poiche il o
pravivere dovea ritornatle in gran trava

glio. Sopravie , ma di brieve piane uccio


il marito, e la caa divenuca mendica . Ad

un uo cognato pereguitato a morte da


un uomo ribald05 onde acconciava le coe;

per fuggirene dalla Patria, ordin , che a


pettae un tantino , poiche arebbe libero
da quel travaglioz cos come f con la mor
te del malvaggio . Previdde a e medeimo
la morte , e prima dell anno la cond a_

molti , ingolarmente al Confelore . Otto


giorni adunque avanti a nella cominci ad
aggiua'r le coe della ca a , e della Chiea:

Sa ramenti, non meno , che nel provederli,

coa qual oervando una ua orella , e ri- ,i


chielolo di quell aetto di coe5 Orola o
rella, le die, io da qu a quattro giorni a
r fuori di vita , guardati di non pianger la
mia morte, e frequenta li anti Sagramenti.
ll giorno adunque del Corpus Domini, che
erano li 8. Giugno, andato in Chiea i poe
ad acoltar le confeioni5 poi cant la Me
a, e predic al popolo, al quale con parole
alquanto tronche ignic la ua vicina mor

poveri, delle coe necearie , e s


i@ iopererocerto
, che inieme con D. Maimi

Chiea. Finita la proceione, i ritir in caa

a sfacendati le chiacchiare , ma l occaione

ancora di non indicar le donne nell en


trare, e nell ucire dallaChiea 5 onde per

tutte quele diligenze , e per la frequenza_


deSagramenti embrava retituito a quella
Terra lo ato della primitiva Chiea.
Ebbe una ingolariima carit con gl in~
fermi , diligente nell' amminirazione de'

ha

te, e gli raccomand l' anima ua , e la ua_

liano, Prete antimo , di cui appreo , ab

molto debole 5 ma non laci la era d an

biano peo in lor ovvenimento cudi 500.


Non meno liberale ftt con le Chiee , quali
rior, e di fabriche, e di vetimenta. Ben
vero, che non fu caro il Signore ad aiutar
lo in s bell opere di carit 5 poiche pi d'
una volta ebbe ad ammirare moltiplicato il
uo oglio, la farina, el vino, e ingolarmen

dar a conolare un infermo,al quale pur di


e: Chi s ual di noi debbia eere. il primo

te i rac`conta , che nel rilorare la Chiea di

S. Biaggi avendo dato fondo ad una batte


di vino -5'perche *gli Operai- ne cercarono
dellaltro, e quei di caa riporo , che non

ve nera rimalo n pur una gocciola5Anda_


te, die l'Arciprete, a farne pi diligenzao
andarono , e ritrovarono piena ino alla ci
ma la bOttc . FI d'una pazienza ammirabile,
e per poco dii da pareggiari con laltra di
Giobbe. Anni 24.olenne un dolor di capo,
oltanto allegerito nelle olennit per l'uo
-deSagramt-nti ,-e della predica . Vidde la.,
morte del Padre, e della Madre,e la violen

ta &due-Fratelli; ed egli in mano di Bandi


"V
i

i la econda volta in Catanzaro,ov eendo


Vecovo Monignor Fabio Olivadio , bene
informato della ua virt,lo coitu Rettore

a morire:

o ar i0 enz altro , e cos av

venne, perche quegli rian, ed egli mori il


giorno eguente-3 La mattina del quale ch ia
mati i uoi di caa gli ordin,che acconcia
ero le coe per il uo funerale, e che fratan
to lo laciaero quieto, per abbracciar, ed
uniri col uo Dio. Fattoi dunque venire un
Croceo , ed un Bambino , or*con l' uno,

or coll altro favell , pandendo dagli oc


chi umi di lagrime . Si fe portare l' Oglio
Santo dal uo Confeare , dopo del quale.)
ando ancor con ttitti eni , e favelando
ardentemcnte di Dio ad ore 2.4. del medei
mo giorno,Venerd`i, nove di Giugno 1651.

con volto ridente ree lo pirito -al Signore.


Due ore appreo veito delle vei Sacer
dotali, mentre alcuni Sacerdori i ludiava

no come mettergli il calice nelle mani , i


viddero dapprima muoveri da e ole lo

ii PCMMibi-s bis non pecca-uit labiiruir, ' due dita grandi , cio il pollice , e l indice, ne aliqdfltum loquutur e contra Deum, indi tutte d amendue le mani, acconcian
lanzi &latinath empre, it nome Domini be do, come e foe vivo, il Calice 5 onde , e

edit-Zum, Manto gli convcnne ritirar


:;;L

quelli, ed altri ammirati dell avvenimento,


N 2.

_gri
:F:

L
- .

100

CALRIA SANTA LlBRO t."

gridarono mirac olo, miracolo . ll uo cada

vcro fu epellito nel epolcro nuovo dePre


ti nella Matricc,avverandoi la ua profezia,

che arebbe ato il primo in uella epoltu


ra . Furono celebrate lc- ue eequie pi dal

pianto, che dacanti , dolendot tutti daver


perduto il Patore delle loranirne.
X. Mamiano Scozzafava gluolo di
Pompeo gentiluomo di Gimigliano , e di
Prudenza Mannarino, nobile di Catanzaro,
onor la ua Patria , e l ordine Sacerdotale.
Venne alla luce, correndo gli anni 1585.,cd
in et aai immatura applicato alle umane
lettere le comp lanno uo dodiceimoz
merceche dalla natura veniva dorato d` una
prontitma` , e tenacima memoria 5 onde

adulto p0te avere pronti per intiero alcuni


libri della Sagra Scrittura, ed alcuni trattati
degli Opucoli di San Bonaventura. E quin

di naceva in lui una prontezza ingolari


ma nel predicare a ualunque perone , s
dotte, Sl emplici, e ii racconta , che in una
ola viita, qual f in Taverna , e uoi Vil

laggi Monign or Fabio Olivadizio , tra cr


moni publici, e privati ne dic al numero di
. trenta.Conipiuto dunque il Coro delle uma
ne lettere fu dcinato in Napoli a tudi di

amendue le leggi , nelle quali i prott si

to nell' imparare afanciulli la dottrina cri


lliana, ed in ipiegareal popolo ne'giorni di
fea gli Evangelj Correnti . Predic ancora,
ed in Gimigliano, e fuori le Wareime, tan

to che pot fare :quuareimau' con immen


o utile di chilacoltava . Di conerva con
DMatteo Scorza, e Giovanni Pavonea,dc"

quali pi addietro, riormarono la Congre-i


gazione deecolari , illituirotro quella dci
Preti, ed ereero il Monte della Piet.Trat-
to Mamiano dalla divozione de'Luoghi
Santi and in Roma con D. fabio Oliva di
io, dove per la lor virt furono celti Co n

eori in S.Pietro , con la qual occaione di


vennero cari a molti Prelati , ingolarmente
al Cardinal Maeo Barberini , poi Papa col
nome dUrbano VIII. Bindi opetrando il
Servo del Signore , ,che la famigliarit del
nuovo Pontefice n tee partorirgli ual
chonoranza, enza raporvi tempo parti da
Roma-3 ed il opetto non era mal fondato z
poiche riettate le funzioni della corona
zione Papa `Urbano fraprimi ravvole lani
mo a due Sacerdoti , dequali non ritrovan

doi, che l'Olivadio lo cre Cappella) in


S.Pietro, con la cura della Biblioteca Vati

cana, Rettore de`Catecumeni , e della Sabi_


nas indi lanno 162.5. Vecovo di Lavello , eI

maraviglioamente , che ne ricev la laurea

poi i117. di Bova. Arrivato alla Patria atte

lanno 1601., e 18. dellet ua, dipenato


nel tempo a contemplazione del uo gran_

e alla predicazione del Vangelo, enza voler

apcre . Con le leggi accoppi lo tudio di

n pur dalla Mea riceve mai elemoina al


cuna, dicendo, che gli -era overchia la paga

vari idiomi, Greco, opagnttolo , e crupolo


o Tocano , s che poteva ervire di Se re..

pagamento alcuno-N qlo dalla predieaama


della carit.

tario a qualunque Principe, non olo ne EL_

Eendoi fondato, per ua opra, :conulta

dettatura , ma e nel carattere medeimom


golaritmo . Non trovava r cr Maimiano
iu omiglianti impieghi que a quiete di pi

il Monte della Pict,al quale e porre queta


Icrizwnezaratuim Pit-tati: {Er-:rima in A1)

lam leg-:ati: .M. DC XXVII. , perche e gli

rito, quaavrebbe deiderato zOnde pas a

attraverarono alcune gravi dicoltzperci '

ltudj piu prottevoli della Filooaeolo~


gia,e lettura de`PP.,e ne divenne gran Teo
logo, e valentitmo Predicatore . Si dilett
ancora dell una, e dell altra poeia latina,
ed Italiana, c compoe in amendue le facol
t alcune o ere-tte, degnime della luce,e
la ua umilt non lavee condannato alle
tenebre del ilenzio. Con tanto capitale di

ane non i dimetta il caritativo uidio,

letteratura ritornato alla Patria fu i 'vol

pree la econda volta il viaggio di Romar,


ma con tanta premura , che la ua venuta

non penetrae all orecchio dizBapa Urba


no, che appena disbrigato il negozio part
fu gendo. Publicata da per tutto la fama di

D. amiano accee il deiderio di Moni


gnor Paullo Cafarelli Arcivecovo di S. Se
verina per averlo nella ua Chic a zonde gl

te importurrato dal Padre, per accarlozma

invi un uo Gentiluomo a upplicarnelo

egli empre f le ue cue con dire,chc per

con comitiva di ente, e di cavalcatureh'e il


crvo di Dio le ue cue,che per allora non

non ervire al Mondo in matrimonio , ma a

Dio Religioo, o almeno Sacerdore avea in


trapreo quei udj 5 e talmente i ollin in:
quella deliberazione , che non vi u argo
mento, chaveli: potuto diuadernelo . Anzi
talmente con le ue ragioni cotrine il Pa

poteva ervire il Prelato , laverebbe ervito

appreo, e di brieve. Parti il Gentiluomo,ed


egli too preo un balloncello lo egu a pie
con un frammezzo di mi lia circa 4.0., onde

come lArcivccovo inte 'e il uo-,venire a pi

dre al conentimento, chebbe a dire , che la

all'ora intendendo , che il non eervenuto

ua Famiglia gi- orita per quattro ecoli


vgradiva piu , che li pegnee in un buon Sa
cerdote , che li propagae in qualunque e
colare onorato . Di conentimento dunque
del Padre pree il piimo ordine -agro lanno

col uo Gentiluomo,ol'era ato per non an


dare con quellonoranza , ebbe a tupire- del

la ua virt, prima di pratticarla . ;Si tratten

ne in quella Chiea per lungo tempo, vi pre

dic due quarcimali con molto utile di


J 1608.ed indi felicemente gli altri no al Sa quei popoli. , e odisfazione del Prelato , il
.cerdozio. Ordinato Sacerdote sapplic tute i quale mai lavrebbe licenziato,e per nece-q
L'
-\

9-4

- ~

**cpu-3..

DI ALTRI CONF'ESSORI CAP. Iv. A


A...

lit non foe partito per Roma . Vidde la..

?ig-:ot

uo avere, qual montava a trmila cudi , i

terza volta Roma D. Mamiano per la ca


libri, le 'cae, diribu il prezzo in piu con
rit dovuta al uo angue, cio auoi Nepo tingenze a poverelli.F chi gli rub-un man
ri indebitamente cravagliari dallAbate Com
to, e limpegn per tanto pane ad un Panet
mendatario di Corazzo , il cui Padre Carlo

ticroz ma apuro dal Servo di Crio , el ri

Elia per pi anni era [lato Attatore di


quellentrade, e gi morto non avea cos be
ne aggiuati i uoi conti. Con tal'- occaione
vii ferm anni cinque, ervendo lOpeda
le della Trinit . *Serviva empre indefeo,
ora albergando pellegrini , con lavar loro i

cattz quindi trovato il ladro piacevolmen-`

piedi, ora miniltrando aglinfermi,anche ne'

lbe dillribuita una giarra d'olio z La molti~

il correez quelli non arroito ilcondue in


caa, e moratagli una Farniglia d`aamari ,

lo necct a dargli quanto danaro pot per


allora. In una commune penuria non aven ~
do chaltro dare a poverelli , ordin, che le

biogni pi omachevoli . - Avea [Opedale

[udine de'concorrenti-tofio le di fondoiM

fuori le mura unOpizo,con obbligo di ce


lebrarvili ogni giorno Mea:pigli egli que
llo peo , onde la mattina disbrigato per
tempo daglinermi iva all'O izio, e disbri
gator dall Opizio ricomava reco allOpe
dale. E perche ovvente vi i poneva il San
tiimo, con obligo di aervi- per ciache

opravenendonc degli altri, e cuandoi chi


navea- il peniero,che di gi il gran vao era
ito al fondozAndate , die Mamiano , e

dare loro quello i ritrova. And , e ritrov.


cos pieno il vao, che ribollendo,co_mincia~
vaa correre al di fuori . Lodarono;turti

Dio z ma il uo Servo ordin con rigido di


vieto , che non dovee publicari lavveni

dunora un Sacerdore,egli nalteva per tr,


e per quattro, non olo per allegerimento dc`
compagni, ma per l'eercizio ancora dello
lrazionez onde recava gran maravigliazcome
unuomo di poco cibo , e di pochiimo on
lno , e di molte fatiche pocee durarla I:
. i ore in ginocchio. Andava perci n le:
che di tutti , tutti lodandolo al maggior

mento.-

"ikrr

*la i} ~~:-

Colla povert congiune rectamenne- la:


compagna umilrr,chc per tanto-ltre-lerac7
cordate ight: da Roma per isfuggire gli o?
nori ,riut d'er Vicario Gener ale in dan-i
m
Severina Conlal
z e quamunque
da.;v
Moniignor
vo Caputi aviolentato
riceVere quel--v
4

egno,ed aermandczche un tal Sacerdote n

lo di Caranzaro, lo tenne poco , e-c ne fug

era pi compara) in :quel agro Luogo,e tan

g.Sueceduto al Caputil'UlivadilioieI .chia

toltre ne crebbe la fama , ch' arriv all'orec

m con lettera ubnidicnziale -, mandandovi

chiedi Papa Urbano, il quale collo di lor


dine, che li oe condotto alla ua preenza

a.lcvarlo un Gentiluomo di caa . ~Ri poe * il


Servo di D10 , che per allora non poteva

Subodor que`0rdincil Servo del Signore,

venire, Marebbe apprei-o, tutto per isuggi-

onde part di ubito, enza-ne pur- prendere.:

re l'onore della chiamata-3 la era medelima

le ue caelle, ed cuola era al tardi fuori

u in Palazzo,venutovi a piedi.Lo cre uo

nella campagna di Roma videzzpa un;


gran turbine , qualpol caricandinin una

Nicarimobligandoloaci, con rigido pre

gran piog ia parve-.dhllagare-rutt'e quelle


campagne. on eppe egli :far altrozche pori

non all'una-ire, ma al peo, ed ebbe occaione

in orazione, nella quale .ent una voce, qual


die, Pater i pobe :is al qual uono ripi,

gliato danimo,e trattoli fuori di rada quam


toun tirar di pietra,ritrov amico ricovero,
ma miracoloo, perche all apparir del gior
no, e vanl il ricovero , e ralleren laribC
rimaero aciucre,quali prima le trade. ,Gli
dava per rincrelcimento un viaggio cos
lungo a pi,e enza- provia di earpehe le
gi teneva nepiedi eran qna hcere. Suppli
c dunque Dio , che le calibrvae -quali
erano, nche foearrivato alla:caa,e nc f
contento.(.omeprima sinteev iii-vicino arri
vo del Servo delgnore, parve popolarl
Gimigliano per andargli allincontro z ma..

`cetro dubbidienza .Sottopoe egli iLcollo


di mollrarequanto ardente foe il uo zelo.
Succeduca la rivolta del Regno , e tumul
-ruando i popoli di,Catanza1:o, il zelanre-.Vi-~
curia-mand fuori- alc uni,- ordini concernenti

larivemnza delle Chiee . Core quel popo


lo. infuriato dal Vecovo _,_ il quale nulla a;
pendodi quegli ordini,venne chiamato ilVi
cario , ed inteo il tutto, l 'cominci a far

pratica di rivocar gli-ordini . Allora-DMa


miano,~che, die, Monignor-,iam fanciul

li Z-azcui il-Capita-n del-;popolo ivi pre-ente.

Taci t , e nel tuo luogolquelto, rile


e il Vicario, il mio luogo , ladifea-dellc
Chiel,e tanto die, che,e linolente parti

c-'onfuo,e gli ordini rehuono nel lor vigo


re . Se ztaluno raccommandava , ( che pur

preentiro da- lui per detto clalcuni pochi~,`_ .erano molti) alle ue'ornzioni , too rida
quali avean precoro gli altri ,~ cambiata la.. va, dell o Signore f lor conocere ilrnio

lrada,olo i port nella caa Paterna; Sopra nulla, o compiacciaila tua D. M.farmi qual l

tutto veniva rapir-o all? amore Mapoumz ,eglino e limmaginario . (Hantunque tanto
che per taleertosavea celtmpu
j ` - dotto', quanto die di opra .,-mai per ne
Padrone, ed Avvocato il SeracMrzne-l ,- diz egnoz mai die parola greca -, . o pal'co. Vze empre poveramenm panni com-: gnuola ~,ze non ol quando per reprimere l
muni,
e maiznus di eta, avvegnache poov
-n grado di Vicario Generale .'Vendum- ilv inolvenza di un Capitano pagnuolo gli pa i
l- nelrproprio idioma con rantanaturalez-
1

za,

CALABRIA SANTA LIBRO I.


za , che quello lo giurava per nacita pa. quadra di oldati in numero di trenta, feri
gnuolo. Era fama coante , appruovata da to da pi archibugiate , non pot mai mori
mille con hictture, chcg , e vie ,e mor re , che prima confeato , e communicato,
102

vergine .

bbe molto famigliare lo pirito

della1prienti, onde a molti predie lo iate,


o di

cligioo, o di Prete,qual di breve do

veauo abbracciare, e fra quelle fu ngolare

quella fatta a Pietro Paolo Felino. Prc-die


a qnei il Sacerdozios ma egli non troppo
appreo ree moglie.Mor`1 la moglie, e al.
tro i or in Sacerdote . Suor Anna Scozza
fava terziaria Francee-ana , eendo ancor

iovinetta lc nacque nel detro piede una..


pocma fredda: i volte prieg queo .$4

non gli aveero tolto di doo la corona.l:`.b~


bc li uoi travagli , e pirituali , e corporali,
co quali Iddio pruov la ua pazienzaz con~
cioiache , quanto a quelli dello pirito u
acerbamente travagliato da crupoli,da qua
li non re libero , che anni quattro avanti
alla ua beata mortezper quello tocca il cor
po pari empre di ilomaco , di fegato, di ri~
tenzion d urina, quali empre crebbero col
l' et, coll'aggionta d un moro nel palato,
e d un uo di angue , che lo port all ul

dmc , che Vi Faccia opra il egno della.

timo . lnfermatoi dun ue a morte ebbe o

Croce , la compiacquc all ultimo , ed in un


ubito perfettamente guar . Do o lo pazio
danni tr incontratala in una rada , tutto

pra maraviglioi concori di gente per rac


commandar alle ue orazioni , fra la quale
furono Fabio Olivadio Vecovo di Catan.
zaro, e D.Carlo Cigala Principe di Tiriolo,
aquali ,con libert appooliea non manc
dar conigli aggi per lortimo governo de
loro Sudditi. Nella morte venne empre al

. che la vedee camminar bene , e enza do

lore alcun0,le die,meglio era, che non fo


i rianata,vedi di conformarti al divino vo
lere 5 non a molto , che inermatai nel

medeimo uogo, e fattai cancrena,la trava


gli con acerbi dolori, nche vie.
t parimente arricchito di ran lume da
penetrare in a dentro l altrur cocienze , e
vedervi le coe piu occulte. Un tale il prie
` g, che l avee confeato: s,die il Servo

ito da BB.Apooli Pietro, e Paolo,e per

ci ovvente ne replicava i nomi . Munito


dunque de Santi Sagramenti della Chiea..
ettuagenario all'ore ette di notte del di 2.7.
Settembre 1655. pir lanima , la quale da

una gran Serva del Signore le f veduta u

del Signore , perche con ci rinvaliderail. cir di bocca a omiglianza d un gran lume,

altra confeione gi fatta agrilega .Si lup e nel punto medeimo da molti _u veduto
i altro , e fatto diligente l eame , ritrov un gran lumc nella ua caa . Morto gli di~
vero, quanto gli era ato avvertito . Venne venne la carne candida qual neve, con una...
altres favorito da Dio con la gloria de mi maet di volto , qual i traeva la riverenza
racoli. Due poi impediti per opera diabo da tutti, le ue membra molli,e maneggevoi
lica nell uo del matrimonio, ricorero alla li come dianciullo . F s grande la calca
ua interceionezOr per quelli,e too ven~ della gente, che pet-.dar luogo a tutti bio.
nero diciolti dall im cdimento con birona

gn tenerlo per tr giorni inepolto , trac

prole. Predicando in Scigliano i attacc il


fuoco ad un uarticro di qucllo enza ri

ciandoegli le vei, e tagliandoegli litca~


pelli', e'l unghie. Indi-ripoto in una caa
di legno fu epcllito con la pompa piu gran
de, e pi poibile in quella Terra . Moni

medio . Corero dal Predicatore gridando


tutti miericordia; allora egli incenerito nel

ero accidente , vibr contro delle amme


il aintifcro egno della Croce , e le amme
retarono etintet Un capo Bandito r nome
Vitaliano Bruno,perche alcuni di imiglia
no gli aveano uccio un gliuolo ,entrato
armato nella Terra core per uccidere un..
Sacerdote, parente degli Ucciori , che i ri

nor Fabio udetto ne celebr publico fu


nerale-nel Vecovado z -e cos anche i f
iniTaverna., in Scigliano , ed in altre par
ti, ov' era conociuta la ua virt.

XI. Gio: Battia Guercio della Rocca-t

Bernarda k Parroco di S. Maria Maggiore


in Napoli, e vie pi dapenitente Religio

trovava in Chiea.$i ritrov preste D.Mal o, che da icolare ne tumulti del Mondo.
~ miano , e dove ogni altro sforzato dal ti

more fuogiva qu, e l; egli preo dal petto


quel mavaggio con forza ovranaturale il
ritenne. Ma intanto raccoltii i uoi nemici,

ed accupati i' poi, l avrebbono enza dif


colt uccio nel ritorno : All ora il Servo
del Signore gli poe in collo una ua coro~
na, e licenziandolo gli die -. Vattene enza

paura, come fil-3 poiche quantunque gli fo


tero caricate addoo diece archibuggiate,
non per tanto fu colto d' alcuna. Fatto -dun-

que accorto quanto li foe iovata quella:


corona,non e la cavo' pitt di OPT-3,6 confe-z

ava,che per la ua virt avee sfuggito mol


ti
perigli.Alcuni anni appreo aalito da una
E.

Per quello tocca la ua vita, com ei la me


n empre olitaria dentro una cameretta `
enza ervimentoalcno,cosi non pu aver
i nocizia de uoi digiuni , vigilie , cilicj ,e
omiglianti aprezze . Ma per quello tacca
al di fuori,ei u diligentimo nel uo oblil

go' di Parroco, non tralaciando dimoran


za alcuna di vero Patore delle anime : Ima
mortal il uo nome nell-a liberalit delle
mani,prodigalizandoLa pr depoveri quam
to gli entrava dalle ue-rendite: ma con tal
legge dderezza , che ne anche potea ac-.
corgerene un uo ChieriCo , dell' opera di.
*cui i erviva: nelle fatiche della ita Parto-L
, chia: merc al rigoroo ilenzio , qual impo~
'7C
neva

DI AIiTRI CONFESSORI CAP. Iv.


lneva a -medeimi poveri . Mor pianto da
tutti,e epellito in luo o a parte , taccian

doegli le vei di do o , e li peli , e capelli


della barba, edei ca o , quali poi operaro

. no molti miracoli . on ci non la memo


a di quei ;ma ella viva nelle molte ta
belle, e voci, offerti nel uo epolcro argo

menti delle molte grazie ricevute dall inter`


ceione di queto Servo di Dio.
Paolo Gualtiero lb.a.cap.
i
X11. Gio-,Leonardo Ceruo da Santa Se

verina, detto volgarmente .il Letterato,qui


to ei ato foe inigne nella virt lo dimo
ra un elogio colpito otto ad una ua
Immagine del tenor eguente:
jean: Leonard: Cern/'us Sana .Se-ue.
i ` rino, ng Litterat'us,ftti egli-*tin , c?" :leivi
" ticntia, amtntiam imula , cm in tollchr d

j'e egemibns pueris piatta ape artdir , atque


per urbani cirtnmdncmdir did verata: fuiffct
. . . . . illa': continui-iis, pro iui: inopia la
boramibur extruxit . . . dive: meriti: .Deo

. -piritum rcddidit Roma annoalatir 1595.die


15-. Febo-urti . Sepultur t i . . . . . ante
am- MWIMC .

Paolo Gualtiero Iib.z.cap.

f "-- XIII. Fernando Ritura da Francica Sacer

idme non meno letterato , che Santo . Da_


anciqu attei: alle umane lettere ,quali a

-~l_-

' vendo come divmate divenneattimo gram


` matico, e miglior-Poeta : Indi? appree le a
e , riuc -uno de migliori Predicarori* del

uo tempo . (Mello er , che in lui pi d


ammirare, la damit della vita,'eendo fiato
; un *imolacro di turtele virt'u`,dell'ainen`
'za, della MoticaZione , dell orazione , d'
ognaltra,qual pu-abbellire unanima di Pa
_ radio . chuenraco dall' umano commercio
per vie pi uniri al uo Dio , fabricatoi
fuori labitato m -dianza d un miglio uu_

Conventieciuo-lo con una Chiea, conagra


ta alla Vergine, ivi i ritir con Niol Lui
iBarcnio , e Marco Candioro , Sacerdoti

to;

color ceruleo di lungo , che parimente lo f


pratticare a'uo compa ni z iche il olovc

der era un inammari alla virt . Ricco


adunque di tanti meriti ripos nel Signoru
nel luogo medeimo li 2.3. Luglio del -15 16'.
Gabriele Barrio lib.)..[.158. a .
Paulo Gualtiero b.p.cap.8-I.

XlV. Domenico Amelio da Foato Prete


di molta virt ori in quei notri tempi, e
quivi, e nella Citt di Catanzaro, ual per lo
pi ebbe teatro della ua Santit . icildo in
et danni quindeci and in Soriano a vei
re labito di San Domenico z ma non ricevu

to, gli rimae empre nel cuore laetto a_


quella Religionez onde non manc per lui
i piantarla nella ua Patria . Ordinato Sa
cerdote ordin in e medeimo un tenor di

vita aai Religioa , ebbe empre famigliare


il digiuno di quattro giorni la ettimana , e
quello del Venerdi in pane , ed acqua , cos
come nelle Vigilie delle Feivit della Ver
gine,e d`altre ue divozioni ingolari. Mace
r la ua carne con un apriimo cilicio ,
qual' era una Croce d` un palmo in circa di
larghezza , eminata d acutimi chiodetti.
Non dormiva , che opra una nuda tavola,

con di ottoal capo un guanciale di legno.


Uomo di grand-orazionc , in ervizio della
quale logorava tutto quel tempo poteva rub
bare del puro neceario dalla natura, e dall
abbondante della carit . Per tutto ci d'
nuto famoo,da Vecovi re nanti venne*:

piegato alla riforma delle onache Dome~


nicane in Catanzaro, quali port ad un vi
vere oggid eemplariiimo a tutta la Pro
vincia .Che perci non gli mancarono ra
v`iime perecuzioni recatogli da' minitri
'dellinferno ', quali egli oenne a gran cuo

re, cos come molte- nojoc infermit , fra le

quali conum una gran parte della ua vita.


1mpieg tutto e medeimo allopere della.,
carit, limoinando a larga mano -, c di u)

quello poteva i mendichi,a`quali empre vi- f

del medeimo pirito uoi Concitadini . LI


tuto del lor vivere era veramente Angeli
co; poiche dato bando ad ogni col di mon
do, tutti erano , e nepenamenti, e nelle pa
role, e nell'opere al Cielo. Ma per non man
care alla carit de'proimi Volle aprire una
publica cuola di grammatica , e d altre let
tere umane z per enz'altra mercede , che)
della ola carit : Scuola frequentata non da
oli giovinetti , ma da gli altri pi adulti , e
nellet di anni trenta , per queo ingolar
mente , che con le buone lettere anche la..

matoi gravemente veniva con molta aeCu


tanza diperato da'Mediciz ma egli afferma;

Santit del coume apprendcvano . Non

tamente ripondeva, che quella non era lul

tralaci l altra parte , e pi nobile , e pi


fruttevole della carit , qual' era l'eercizio

della predicazione appoolica 5 l eercit


con tanto fervore, con tanta eVeritd nel ri
prendere idiciolti coumi del ecolo , che

parve aver ereditato il fuoco di Paolo-E per


dicompagnari allintutto dal mondo,anche
nel veire medeimo , cele per quello un.,
L*

e inchinato, non meno che alle Chiee-3 in

golarmente a quella dellAunta in Foato,

e vie pi chaltro lu0go agro,alla Cappella


del Soccoro, quale non apeva nominare; ,
enza liquearegli per tenerezza il cuore-zon
de empre ne port avanti la .divozione , e)

con ci laccrecimento della agra uppel


lettile , la quale per ua opera divenne pre
zioa, e ricca di meglio , che docati cinque

cento. Due anni avanti alla ua morte infer

tima della ua vita z ma unaltra a capo dell

anno, che cos gli avea aerito per di certo


una perona religioa 5 otto' la quale inten
deva la Beatiima Vergine . Cos addunque
munito coSa ramenti della Chiea,e dipo
o delle ue facolt mille, e duecento cudi

in ervizio delle Chiee , e de poveri placi


damente ripos nel Signore li ag. del mee
di

.1 04

CALABRIA S ANTA LlBRO


nedz'm Fruur venti-: cui jei z ree l' ani

' di Ottobre del 1674. pianto con molte lagri


mc da tutti.

ma al uo Creatore . Si celebrarono |i fune

XV. Gio: Battita Pontieri nacque in


Olivadi Villaggio della Citt di Squil

rali da quel Reverendo Clero, che. per eer


l'ora di mezzo giorno, tutti i Sacerdoti avea
no celebrare le Mee,eccetto il Padre Anto
nio fratello del.defonto,il uale era tato_ da

lace, da Guidone Pontieri, ed Eliabetta Tc

ti z e icome la nativit del Santiimo Pre


curore f renunziata al Padre uo dall'Au

lui pregat0.che n celebra e prima del mel-1

gioloz c051 dal Serafino d Aii accom a

gnato da pi Spiriti Celeti , fu predetta a...

zo giorno , come profetizandozla ua morte


in ell ora, aeci non mancae nella pom

nacita del noro Gio: Battia al uo Geni


tore, il quale trovandoi tra onno, e vigilia

gricio. ll benedetto Cadavero f_ epolto

in tempo , che la lui moglie tava in punto


di partorire, intee dal mentovato Santo Pa.

mentre giaceva infermo , volendo veir in

pa ?Enebre il uraggio del agroanto Sa


veito da Capuccino,icome richieto avea,

dre, che la medeima darebbe alla lu :e un morte-quelle agre lane , che per divino vo
gliuolo,che arebbe tato tutto di Dio.. Par
lere non aveva potuto in vita . Sort queto
tor Eliabetta un machio , che dimotrava; felice tranito agli octo di Settembre, giorno

nel volto aver pi dellangelico , che dellu

in cui naCQUe la Madre di Dio dell' anno

mano z onde al olo apetto dava indizio del

'..16-

_ in et voleva
uo futuro eere . Creciuto

'

,z

XVI. Franceco Pinelli della Citt di


Reggio, merita eer-.annoverato fra li

ritirari ne Chiolriz male giute oppoizio


ni della Genitrice rea gi vedova del mari
oacerdoti , che orirono in Santit di vita_
to, e del lio maggiore , che i era vellito . nella Calabriazlmperocche aggiugnendo al
dell` abito apuccino. , l alrinc a viver da la nobilt del angue la candidezza dc` co
Rcli ioo in caa . Venuro all et volle ini
dere al agro minitero dell Altare ,nella

tumi, la morticazione de eni, lainenza


de cibi ,la urit Verginale, l amor della.,
olitudine, a continua orazionc , e la carit

(Lhiea Militante (benche Dio l avea eletto


vittima , e Sacerdote nella Chiea Trionfan
te) ..Avea egli un.intelletto cos ;tento , che

vero il proimo, i facea conocer da tutti


per quel modello di vera perfezione , qual
ea-3 Qgindi Monignor Arcivecovo Marti

-ziari colla tonura Chiericale,pcr poi actn~

' apprendeva in grado eminente , e enza fati


cbquanto, o leggeva , o` tudiava , in manic

no Ibanez invaghicu delle tante virt, che:


rilucevano nel buon Sacerdote, e lo ciele

r che le cienze pareangli iate infuo, non

per uo Confeare, e lo dein altres Cap

acquiate . Mortiticava_ il uo tenero corpo

pellani), e Confeare delle Vergini Santi~

con cilicio apriimo di ferro,chc poi e gli


trov incarnato nellltimo di ua vita , ino
a non poteri carnare . Li uoi ordinari di
ginni erano di quattro giorni la ettimana
in pane, ed acqua. Superava le avverit con

moniali del Monaerio dis. Benedetto.Co~

s pieno di meriti e ne -vol al Cielo a ao;


Maggio dell anno 16'90. , laciandoi die

tro ran fama di antit.

VII. Onofrio Piano_ della Serra, n

una oerenza,che non era inferiore a quel

la del paziemimo Giobbe , e eialme nte


in uar la carit con i uoi per ecutori , e.;
mamexon i poveri, le lagrime dequali at;
teiarono dopo la ua morte , chavean per
duto il loro Padre . Laonde, perche conum
mato nella virt expo-vir tempo multa , (9

all idee perfettirme di uomo Appololico,


N fallitono punto i nobili ' prognolici_ o
pra di lui concepiti; pociacche appena pro
moo al Sacerdozio , eercit quel anto

placita erat Deo anima ipius, proper-avi: edu


cere eum de medio iniqtu'tamm, e orpreo da

da primi anni di ua puerizia diede


manifeli indizi deer ata quell anima...
dagli ,eterni conigli preordinata , e formata

minitero con tanto di fervore , e di pirito,

che erviva in un ol .tempo dammirazione,


e di ecchio a tutti gli altri . Quindi inva

leggieriima febre , mand a chiamare` il


uo fratello Capuccino Padre Antonio,acci ' ghiti ne iuoi Religioi Prelati,e conocen~
lalee al uo paaggio allaltra vita.Arri
do qual iuizia doveai a meriti dell otti
vato quelli in Olivadi, ed oervato gia lin
mo loro rete , l obligarono ad eercitar l
fermo fratello, gli die non trovari in altro ucio di Vicario per lo pazio di molti an
ricolo, e non in quello , che lo coiituiva ni, nel qual impiego portoi cos delro, e)
la ua apprenzione . Or bene , ripoe il Ser

prudente, che non i poc notar di mancan

vo di Dio : Perche veda , chio non appren

za, o d ecceo nel zelo, e nella caritJ co

do il falo, i contenti non cclebrar la Santa

mecche giva di pari la rettitudinc delle ue


procedure coll eemplarit de cotumi , fu
precelto da uoi CompatriOti per loro Pa
dre di Spirito nelle Congregazioni del San.
timo Roario , e della Ver 'inc Addolora

Mella perino al mezzo iorno , e fra tanto

mii rti il Santiimo iarico , e uccei


vamente lEtrema Unzione . F too cono
lao , e cibatoi del Pane degli Angeli , s
el atico le pupille al (lroceo Signorez in
ta. Riplend nella virt dell umilt , n01
di _comincio a recitare la Corona di ettanta
olo ne'entendo
dicori,cos
ma molto
pi nelle
i zioni,
baamente
di eopera
teo,
due Ave della Vergine Santiima , e giunto
all ultima Ave, nel proferir le parole: E: bc
chc imavai di tutti gli uomini il maggior
.

'Peer

.__ .,_..._...-,.

DI ALTRI CONFESS'ORI CAP. 1V.


peccatore, e delle Creature tutte la pi inu
tile. Eu cos nemico del uo corpo , che ol
tre le continue fatiche , colle quali lo tenea
in ervit, giamai li concedeva un tantin di

ripoo, riducendoi per anche a non guitar


orte veruna di carne,digiunando quai em
pre in pane, ed acqua; onde poteal dire, ch
egli vivea di pirito piu, che di qualunque
altro cibo materiale . (Dello per , che co
ronava quete ue atinenze , era la pruden

10)

bont di ua vita caro a Dio , ed agli uomi


ni ,

ueti ebene nel Mondo , vie come

fuori del Mondo z Perpetuo dipregiatore


del uo corpo, atigavalo con continue vi
gilie, con parcita di cibi , con atinenze di
carni, permettendogli oltanto erbe, e legu
mi . Diprezzando egli le coe terrene , ni
penava largamente a poveri tutto ci,che
gli proveniva dalle propire entrade, e dalla
Chiea. Cultoreindefeo dell anime , non

_za, con cui apea naconderle agli occhi de"

ommetteva fatica in udire le confeoni, in

uoi familiari , onde non poteano s facil

minitrar 1 Sagramenti,in predica: la divina

mente avvederene .

Non contento per il buon Sacerdote di


catigare l innocente gracile uo corpo col
la parimonia del cibo , volle trapazzarlo
colle carnicine de cilizj , e delle continue

dicipline,enza permetterli di adagiar una


ola notte ulle piumez ma empre ulle nu
de tavoe 5 e eben precettato daSuperiori,
e da Medici a rilaciari da cos dura morti
cazione , come di molto pregiudizio alla

parola, ed in far tutto ci , che ridondava

in loro protto , ed a gloria di Dio . Con


ervo nche vie, il ore di ua purit ver
ginale per attetazione del uo Confeore .
finalmente dopo ette 'giorni di gagliardi
ma febre , corroborato de` Santimi Sagra
menti, ces di vivere in terra, per dar can_

po all anima di andar a godere le delizie


immortali del Cielo,come piamente i pera.
Soru queto felice tranito del ervo di Dio

alute , egli per non controvenire all ubbi

a zo. del mee di Gennaro dellanno 1740.,

dienza , 1 atenne di dormire s le tavolez

eendo egli pervenuto allanno cinquantei

_ma non i permee, che un auguto acco di


paglia, ove prendca pochiimo ripoo,pen~
dendo quai tutte le ore della notte in ora
zioni, contemplazioni, e lezioni di libri pif
rituali. Dalle tante penalit anguiato il di
lui corpo venne a contrarre fra laltre indi
poiziom una eriuna idropiia , che lo

moelo di ua etJl di lui cadavcro fa por


tato alla Chiea Matrice, dove per odisfare

torment per tr anni continui 5 E quantun

que ane avvide egli beniimo , che la ma

.lizia del morbo dava per diperata la ua a


lute, non perci i veduto in eo menomo
egno di turbazione; anzi dimotrava anche
al difuori la pienezza di quella gioja , che
gli ricolmava lo pirito, ulla coniderazio
ne, che avvicinavai alla meta de uoi dei

alla piet depopoli , u du0po laciarlo in


epolto per due giorni continui. Indi fu e
pellito nel medeimo luogo,che Onofrio Pi
ano uo Maetro di pirito.
XIX. Giovanni Augimeri nacque in_
Scido villaggio di Santa Critina nel
la Dioce d` Oppido 5 Ed antor fanciul
10 occupava in eerciz;~ di piet , e pi
che in ogn altro nel contemplare la la
ione dCl Redentor Crocio , aiggon

do linnocente uo corpicciuolo con dici


pline, e cilizj, qual cotume di morticazio
ne piattico nnche vie, oltre le varie peni

deri , e che tava con un pie nella oglia di


quella Patria felice, per cui tanto avea fati
cato,e oerto. Con imili entimenti di giu
bilo poai l anima ua ulle penne deopi
ri amoroi accompagnati da teneriiime gia
culatorie,dopo aver ricevuti i Santimi Sa
gramenti,`apri1 la rada al Cielo, chiuden
do il coro di ua vita mortale al di nove d
Aprile del 1738. Molte furono le lagrime

deve all'Ererno Padre lAgnello immacola

pare da uoi Compatrioti in attetazione:


del dolore ,che-entirmi per la perdita del

to, non devono er, che immacolati,e puri,


tabil conervare illibato il candor vergi

loro coinmun.Padre,,laonde venne accom

nale-3 a qual'eetto portato avanti l'Alrare


della Santiima Vergine del Soccoro Pro
:attrice di Scido, le conagr il proprio cor

pagnato iLdi lui Cadavero nella Chiea Ma..

trice da tanto popolo , che potea appena_


dar luogo alla-eclebrazione de funerali.Ve
nutot nalmente all atto di dargli poltu

tenze, nelle quali eercitavai con tanta pru


denza, e cautela, che a tento poteani pene

trare da uoi dimetici. Creciuto in et , ed


eendo dorato di ingolar talento, applico
allo tudio delle lettere,e nelle cienze si

looche, che tcologiche.Volendo arrollar `


alla milizia chericale , e penando, che i
Minitri dellAltare, per le cui mani oerir

p0 con voto di perpetua verginit. ordinato


Sacerdote, e vacando in quel tempo la Chie

ra , volle il Padre Priore D. Domenico Ca

a Parrocchiale - Pedavoli per la morte del

telli contradiinguere il merito d un tanto


uomo con farlo epellire in luogo eparato

uo Abate Curato, venne conferita a lui,non


enza protto inirituale diquellAnime-;mer
ceche oltre` il gran zelo della loro alute , la

.dagli altri Sacerdoti defonti, depoitandolo

FF-tw il Coro, vicino l Immagine del San

vigilanza su i cotumi depravati,e la carit

ciisz Ecce Homo.

vero tutti , maime vero i poveri , rinOv

XVIII. Giueppe Martino fil econ


du uggctto , che la Serra partor al
Paradio, Uomo illutre di meriti , e per la

la Congregazione del SS. Sagramento 'a


dimea: eree laltra detta la Segreta,e ta
bil quella dellOratorio deFilippini, quale
O

veni

106

.CALABRIA. SANTA

veniva animata colla ua continua preenza,

e col fervore de`uoi pirituali dicori,pre


iedendo s in queta,come nellaltre in qua
lit di Prefetto,di Rettore, e di Padre pi

LIBRO I.

Rimae il di lui Cadavero colliea ele


ganza , e erenit di volto , che vivo , onde

concorero le genti per procacciari qualche


particella
delle ue vci, che conervatorio
come
reliquie.
mv.

XX. Ignazio Marincola orti i natali

rituale: ed in altre quattro radunanzc in.,


qualit di fratello,nelle quali facevai a co
nocere miglior Maero collopere,che col
le parole', n per molti ,cherano iuoi im
pieghra tali opere pie' , ed alla cura del uo
gregge, rallentoi mai dallorazione, e dalli
molti eerCzj diVOti , che, pratticava olita
rio quotidianamente ,, dequali andai-ebbe
troppo a lungo rammemorarne il catalogo.
Recitava lore Canonichea ginocchia piega

virtuoo operare , merc che ancor-fanciul


lo di aggio di quella modeia , ed one,
che l accompagn n dopo morte 5 Imper
cioche non permetteva e gli faceero dalla

(c: , uando tutta la diligenza di non com

Balia, o dalle ue Congionte quei vezzi,e ca

metter in azione cos anta difetto , benche

rezze, che oglion farli abambini anzi per

menomo.Non diomiglianti erano le prepa


razioni , che premetta alla celebrazione;
della Santa Mea , e ueguentemente nel
rendimento delle grazie z pociacch erano
tanto enibili gl incendi di carit rimaigli
nell`anima , che prorompcvano viibilmente
al di Fuori , come lattetarono perone di
fede, che viddero pi volte ucire dalla ua..
bocca amme infuocate.
Si com pi ' equo la Maet Divina di auten
ticare la antit di queo uo Servo con vari
g doni; mercech gli concee ampla pOte-
f opra de`piritl maligni, che non potevano
'non ubbidire alla forza deuoi comandi: co~
me pure la prerogativa di penetrare i na~
condigli deCuori umani , e di conocerlo
tato dellaltrui cocienzeGli communic in
terzo luogo la grazia di predire gli avveni
menti futurizE per ultimo il privilegio di co
nocer lo ato di alcune anime nell'altro
mondo, come avvenne,qualora rivel al uo
_fratello germano, che l'anima di Franceca...
IPotito loro Madre , e di Giulia Giocolano

lor nipore erano alve: qual viione ven


ne.conermata da Pereveranda Paone di
Varapdi Terziaria di Sfranceco, che illu

nella Citt di Catanzaro da Girola


mo , ed Anna Maria Marecano Patrizi del

luogo-3 E in daprimi albori dell et ua 1

f conocere Ottimamente dipoto ad um]

che dormiva-nel medeimo letto con quelle,

frametteva il parapetto de guanciali , acci


pore'e riparari da loro baci , e tratti aet
tuoi, dicendo , che non volea eer toccato

da donne , perche dovea eer Sacerdote di


Ges Crio. ln fatti venuro all et compe
tente, ed applicatoi alle lettere , non tanto
profondavaii nell intelligenza di queto ,
quanto nella contemplazione delle coe ce
leti, e nelleercizio dellorazione, ul pc n

iero di veiri Religioo Gelormino , o Ca


puccinoze tanto guito arebbe,e la volon
t del Genitore i fue piegata alle reiterate
uppliche del gliu0105Ci non oante.) ,
tuttocche

rimanee nel Secolo , vi

e come nel Chioro , non eendo i uoi


trattenimenti, che in caa a tudiare , nella...

Scuola ad imparare, e nella Chiea ad orarc,

enza punto vagari nelle converazioni de


Compagni, o daltri uoi pari . Nello udio
dunque delle cienze diede aggi tanto ma
raviglioi dc uoi talenti , che-iaciatii ad:.

dietro iCondicepoli, non ceavano li Mae-


ri d ammirare in lui la facilit d appren
dere, e la felicit di ritenere cioc-he una vol

ta aveva appreo , laonde come coll' appl'


cazione alle lettere divenne cienziato nella':

minata nella via di Dio , e favorita di molte


razie, vide lanima della cennata Giulia.- ,

.facolta Filoofiche, Teologiche; Matemati

nellora ilea, che ree lo pirito al Creato

che, Geometriche , Arologiche, e oprarj

re, alirene in Paradio; laonde conferita la_ tutto nelle muichez cos coil eercizio delt
viione di Giovanni in Scido, con quella di orazione f protti non ordinari nellacqui:
Per'leeranda in Varapdi,t trovarono con o delle Criiane virtu , malme-hella ca
cordi .

rit vero Dio , chera l unico oggetto de~

da gprs

Pervenuto fratanto il Servo del Signore


al termine di ua vita, oerendo con invit
ta pazienza i intomi del morbo epidemico,
dal quale venne aalito , reciato col Pane

de li Angioli , dopo d eeri purgato molte


vote nel bagno della Sagramental Con
feone , ringendoi il Croceo al pet
to, conquci teneri accenti: Unam Palii
te , Domine , bano require , ut inbabitem
in domo tua in dfulum , [Balli , e perlmto

uoi amori:. qiindi caminava di continuo al


la preenza di Dio, di continuo lo aveva in

mente, e lo conervava nel cuore; tanto che

e per urgente ragione icmetteva- in dicor


o con peronaggi anche di sfera , conoce
val benimo nell ieo dicoro , che ta
va colla mente a nelle coe cele-i. Frurtou

pur anche diqueo amore era l ingegn'ari


a tutto potere d incontrar il genio del uo
Si nore in tutte le ue operazioni; a qual ri
eo udiava le maniere pi propie di em~
pre avanzari nella perfezionczdi nudrir par

coll` O lio Santo ,puntando l aurora del


Venerdi 14.. d Aprile del 1741. in et d an
ni 54. ben impiegati per la gloria di Dio, U - i camente il uo cOrpo , perche non ricalci
-JUZC dell anime , pir la ua bell anima trae contro lo piritozdi sfuggire tutto ci, l
al CreatorC - @gazza:
N**

xja. che potee imbrattargli , anche di paaggio-e

la

DI ALTRI CONFESSORI CAP. IV.


la mente in ordine alla catit: di odiare la

famigliarit delle donne , dalle quali guar


davai, come da velenoi erpenti , n mai n

che vie alz gli occhi a guardarne pur una


in faccia: di tener la meme occupata in an
ti penieri, il cuore in aetti divini, e la lin
gua in dicori del Cielo , e leggende piri
tuali .
E comeche lamore di Dio conduce ne
ceariamente a quello del promo , non

da crederi , quanto il buon Sacerdote_ ado


pera va a pr delle genti , e principal
mente a pr deg infermi , e poverelli ,
per i quali ardeva di caritas e.per ollevarli
dalle mierie non curava intere , non ri`

parmiava udori, non temeva diagi: ino a


far gratuitamente l ucio di Pedante , e di
Lettore in divere facolt a quei giovani ,

che per la povert non potevano tipendiarc


i Maeiriz ed a privart di ci, che biogna

va al uo proprio corpo , per ovvcnire alle


indigcnze altrui .
Lra il Servo di Dio cos' umile , che i

mavai indegno di vederi annoverato trai


famigliari dell Altiimoz anzi neppur meri
tevole di ervire a chi erviva Dio . Brama

va con aniet grande eer `maltrattato ,


chernito , e vilipeo al pari di qualunque)
mal vivente, per imitare in qualche parte l
adorabile Redentore ingiuriato, e chernito

per amore dell` uomo . Tanto , e piu gli


' ortito in adempimento delle ue brame.: ,

qualora tenendo egli la cura d e'riggere la;


Lhiea del Sagro Monte nella ua Patria ,
,non idegnava di eercitari in ajuto della;
fabbrica in mezzo de giornalieri , anche in
quelle fatiche , oltanto convenevoli a pi
vili della plebe; e comeche in s`1 fatta gen
taglia per lo pi regna l inurbanit del pro
d cedere , e del parlare , non eran poche le.:
volte, che il Servo di Dio neiggeva da co
oro convenienze , aronti , -ed obbrobrj
non confacenti al uo carattere , ed al uo

decoro; n perci rientivai egli, poco , o


molto, molrando egno di dipiacere z anzi
riceveva quell ignominie con entimenti di
giubilo, e di compiacenza .
Ma quando altre cognizioni non savee
ro della virtuoa,e anta vita di queio buon
Sacerdote, baerebbe dar un occhiata alle.:

ante determinazioni , e propoiti pirituali


da lui fatti, e puntualmente eeguiti per re
gola del uo vivere , attribuendo a colpa.;
non lieve il tragredirne pur~una per me~
noma, che fue. Si ricavarono quete deter
minazioni , e proponimenti s da certi uoi
manucritti, che dalla practica collante, che

egli ne fece demedemi,quali per altrui am


maecramento, i timato bene qu inerir
li, come reguono.

l. L unico negozio, cui da me Ignazio Ma


rineo la dtUe cOn ogni attenzione badare , al
tro non , che i l peniero d accertare la mia_
41? ema, e di piacere a .Dio-3 e per ci pro.

ro?

pongo disfuggire al pobilc [umana convera


zione, (a ecr amante del ritiro.
2.. Propongo alzarmi da letto Len per tempo
per compire almeno ad un ora a" ora-zione men
tale prima di fari giorno-3 e poi n alla era-_4
orare quanto potr .
3. Propongo di digiunare per ogni Venerd,
e Sabbato, e non paar oerun giorno enza me
ditare la Pone di Ges Crio , e pacer la
nima mia con qualche lezzione pirituale.
4. Propongo di non ornmetter inutilmente
'vermi atomo di tcmpo,disfitggir le parole azie
e, e di non parlar , che dipirito , om non ri
clirdee altrimento la necrita, e la carita del
Prof/imc .
5. Propongo darmi da dover-o alla peniten
Kaz mercecclse conderdndo l eternit delle pe
ne infernali, e la gra-vezzo demiei peccati,mi
'vedo oprahtto da gran timore, cimo grazia
di Dio non eer nora precipitato col.
'. Propongo tener dtaccato il mio cuore da
ogni aetto terreno, e dn qua lunqne paione,clie
poa per poco divertirmi dal penare al mio
ultimo ne.
7. Propongo cignermi per ogni Mattina colla
catcnella di ferro, e diciplinarmi tre notte per
ogni [cttimana .
`8. Propongo laciar tutto il governo della_
alute corporalc alla Provvidenza di Dio , con...,
ferma intenzione di non pen/rnc affatto.
9. Propongo dormire : d una nuda tao ola
almen ilgiorno, per avvezzarmi a dormir 1L,
notte .
IO. Propongo deaminarmi la cocienza per
ogni era, pecialmente zpra gli oerei-{j ordi
narj,j`opra la morticazione della lingua , fb_
pra [a 'virt dellumiltz , e _opra la nmnjictu_
dine, c do lcczza di trattar in cao di urgenKLJ

col pre-imo mio.


I 1. Propongo alzarmi-mpre da tavola con
appetito -. di morticare ilg/:o in quei cibi ,
che pi mi dilettano: di non mangiare, n bere
fuori di menj`a,di cenar poco,o totalmente le
nermi la era: di mangiar pocbeutta , in pe
na dclpocofrutto , che ho rica-onto da`5`ngra
menti, d oer-our modcia, e _ilenzio nel man
giare, rammentandomt', che Dio mi vede: di di
re per ogni boccone : Signore liberate-mi da me
eb, e dallachiaoit del mio corpo : di pen_
fare, che cia/chedun boccone potrebbe dar [ulti
ma crollo al vi'oer mio: di non lagnarmi,o com

piacermi della qualita, e quantita de cibi,en


diguo, opiacc'voli, e di ringraziare la San~
tima Trinita , che l` ha creato .
>
12. Propongo non ui-ir di coa , e non per

celebrar la Santa Mcz , e 'Uitare il Santii


mo Sagrmmto dopo il mezzo giornoz e quan
do pur dow ucire per coti ncce/jzria, ed ti
le al bene pirituale dellanimn deproinzi,de
termino non iii-ong la mente, ma tenerla tnt

ta raccolta in Dio, n gnardar donne infnccia,


la tener gli occhi i in terra.
13. Propongo d or-var ilenzio *primi: di
celebrar la Santa Me, e fiztta la celebrazione

2.

_non

108

CALABRIA SANTA LIBR r.

non parlar , ehe di coe ecc-ame , o pirituali,

ed i tal rao non proferir parola , che poa ri~


dondare in mia lode, o riparazione; ee mai 'vi
t alcuno, che parlae bene di me , determi
no non compiacermenenzi da ci prender m0~
tivo di confondermi, ed umiliarmi, ulla coni
derazione, che non on qual mi credono,ne` qual
ccr dovrei. E per loppoo rallegrarmi , qua
lora intendo, che parla bene degli altri , e_
mnovermi a anta emulazione d'imitare le lo
r0 buone operazioni.
14.. Propongo ,endo incolpato di qualunque
difetto , non icnarmi , e molto meno buttar la
colpa opra d` altri, n anche col peniero.
15. Propongo creder ognuno miglior di me, e
mio uperiore 5 onde dovr portarmi vero tutti
con fmmijjone, e ripetto.
16. Propongo non isuggir le occaioni , che
mi porgeranno materia di dipiacenza , e tolle

di Dio con quee precie parole: Franceco,


Franceco che fai 3 Da cui conociura beni
imo la voce, rimae upidO, e fuori di e; e

s'a iienne dal precipitoo attentato.


Al medeimo Franceco Mochella , ed al

Signor D. Antonio Senatore manifet con


termini molto eprei il tempo della lor
morte , qual orti dopo alquanti mei a teno
re della predizione.
Acoltava il buon Servo di Dio la Con
feone Sagramentale d`un Sacerdote,il qua
le accuatoi delle colpc,die, che non ram

mentavai altro da confeare . E come i (ri


pigli il Confeore) vi dimenticae le di
razioni nel recitare l' ucio divino , che

mentre giocavate col votro cane , non u


rono, che volontarie? Accert la colpa, il di
mentico penitenre , perche era in fatti co s,

ma non enza upore , in vederli coperto d'

rar pazientemente qualunque avverit per do

unazione,che er averla fatta in ua caa en

loroa, e entz'va, che a, credendola venuta.


dalle rnani di .Dio per Affari/.tentare le mie de

za intervento 'altri, non poteva aperi , che


da Dio.Vi arebbono altre molte predizioni,

bolezze: anzi abbrauiarla con piacere , cd al

apparizioni , egni miracoloi , e manifeta

legrezza , ad eempio del mio Redentor Ges


Crilo , che per mio amore opporto 'volentieri
la morte di Croce.

zioni di coe lontane, ed occulte, ma perche

r7. Propongo non mormorarc, 0 pa [ear lal


f trni difetto per menomo, certo , e publica , che

lozioit delle penne non cur compilarle, e

farle atitentiche, perci i laciano.


Era gi pervenuto ignazio al cinquantei- "
mo degli anni uoi , quando ammalatol

fali-z ma di tutti tener buona oppint'one,e tut


ti imare, amare con rarit perfetta , far loro
ervin , ed ajutarli fin dove i enaeranno lc
mie forze.

di grave infermit , diede chiaramente a

gandole oltanto in quelle cae , che ridondano

di Novembre alla prima ora di norte , mee,

a gloria della Muria .Divina , ed utile one/Z0

giorno, ed ora da lui pre veduti , e predetti

comprendere , che nella dovea torlo da vi

ta; che per mnniton degli ultimi Sagramen


ti, raccole tutto lo pirito per dipori colle
;8. E nalmente propongo morticar i miei ,maniere pi propie a ben morire. Correndo
dunque lanno 172,5'. , nel venteimo giorno
eni, e le potenze interne , ed eerne , impie
del Pro-[nto.

Da si fatti proponimenti , e dallinviola

invocando il Santiimo nome di Ges , e:

ne vol lanima ua benedetta,come piamen

'ibile oervanza di e, ben pu ar omcnta~

te i pera, a godere gli eterni ripoli in Pa~

re a qual grado di perfezione foe alito il


noro Ignazio , e di qual carato fue loro
delle ue virt z il perche a miura di quete
se compiaccium la Bont divina di autenti

radio .
Collaria tea di volto giulivo,colla qua
le ree lo pirito, rimae dopo la morte 5 n
vcra altro argomento da credcrlo pirato, e
non e la mancanza del moro : del reo eran

care i di lui meriti .colla grazia di moltipli


car e eo in pi luo hi, di predire le coe

le di lui carni morbide , e le gionture ebi~

future , e di penetrare o tato delle cocien


ze altrui . Se ne viddero ben chiare le pruo
ve in perona di Saverio Perriccioli nobile
'Catanzaree , il quale trovandoi ammalato

li,enza punto di quella pallidezza,e dl quel

1 oltre rioluzione sud chiamare dalServo

rimente onorato dall Altimo colla grazra i

lorrore, ch'induce di ua natura la morto

necorpi umani. Prima per che concorree


al mortorio moltitudine di gente, preero le
r
nella Citt di Napoli, e quai in punto dea erve di caa a veir il cadavero,ma con p0
.yi-are l ultimo ato, gli apparve peronalmen ca rierba 5 mentre nello veirlo , quali lo
~te il Servo di Dio , e lo acur della alute-3 denudaronoz ma non oerendo il pudico
Sacerdote, che le ue carni,tutco che morte,
eioch predie nel tempo ieo alla ma
'dre dellinfermo in Caranzaro , oggiugnen foero vedute da donne , immantinente co
dole, che e il di lei glio ar per ritornare pri colle proprie mani le parti pudende, e
altra volta in Napoli, vi laciarebbe la vita, ci a villa di tutti circoanti, traquali mol
ti'e Sacerdori ecolari, e Regalati: n pete_
icome avvenne da l a pochi anni.
Dimorava nella Citt di Mena Franco ront giamai diliaecar le braccia da quella
modelta pulitura, na tanto , che mandate
eo Moehella parimente Catanzaree, tret
via
le donne, non preero i machi la bri
tiinuio amico del buon Sacerdote., ove per
ga di veirlo.lndi interrato il benedetto Cor
alcune inopinate contingenze [lava in pro
po nella Chiea de PP. Geuiti cou quegli
cmto di perder e eo, e di metter a ripen
onori , che i dovevano al uo merito, fu pa
[aglio laua caa, quando nel punto dellirre
-

de

ot ALTRI CONFESSORI CAP. IV.


de'miracoli per mezzo delle ue Reliquiu z

mercecch ramo icapelli, quanto le pezza


tc delle ue veti applicate a diveri infermi,
operarono maraviglie.
`
`

'

5. III.
Di ahmziSanti Monari Bailiam.

Tropea, glio di Nicol , e di Catarina An


geletti, che mor ad 8. Decembre dell anno

mato Tommao Graziani , andava divul

g/:ltndo ritrovari nella Chiea del VCCChO


onalerio di S.Giovanni Tere , nella fo

rea molti Corpi di Santi quivi epolti. (Mal


notizia pervenuta in Roma al Tribunale del

la Sagra Congregazione , fu da queto pedi


to ordine premuroo alla Vecovl Corte di
Squillace d indagar ulla verit di tal fatto .
Sedendo dunque nella Cattedra Squillacene
Monignor D. MarcAntonio Atta , fu da
queo Prelato commea la ricognizione de
cennati Corpi Santi a D. Saverio Ferra
ri allora Vicario Generale in ea Diocei,
e poi Vecovo di Martorano , il quale ac
compagnato da molti Sacerdoti , Religio
i , e Nobili del Contado di Stilo , 1 port
peronalmente nella mentovata Chiea della
Eorea , ove fatto eorcizare l` oeo alla

preenza di tutti , i eppe per bocca del me


demo la relazione degl' infracritti Corpi.
Opello per , ch degno d` ammirazione
f, che non eendovi documento di trovari

in ea Chiea alcun Cadavero epolto , n


tampoco com arendovi menomo egno di
rOttura nel pavimento, dovunque loieo di
ceva ritrovari il Corpo Santo, ivi cavata la
terra , ritrvavat puntualmente , ed egli in
vederlo diceva qual fue tato il nome,il co
gnome, la Patria, i Genitori, lanni della Re

igione,e della morte di ciacheduno .


Avuta la Vecovil Corte di Squillace una
tal nocizia dalla bocca delloeo , e doven
do corripondere al debito del uo ucio ,

diede ditinta relazione in Roma . E quan


tunque la udetta confeione non fue giu
dicata baevole ad autorizare la credenza
della Santit denominati Religioi; nulladi
meno diede uciente motivo a quella Sa
gra Ruota d ordinare a Religioi Bailiani ,
che doveero tenere con ogni venerazione

quel luogo, ove i detti Corpi epolti i trova

no , cioch i ademp ubitamente , ed oggi


giorno s adempie con tutta la pobil eat
tezza .

I Corpi ritrovati ono igaet.


_ I. Del Sacerdote D. Gregorio Caracciolo
dl Tropea, glio di Franceco , e dEliabet
ta Coniglio , che mor a 15. Febraro del
1400.
.Del SacerdOte D. Franceco Alfarano

betta Melia, che mor a a4. Giugno del


1307.
~ .
III. Del Sacerdote D. Carlo Martino d i
Badolato, glio di Domenico, e dAnna Ro
mano, che mor a 7. Gennaro del 1417.
IV. Del Sacerdote D. Angiolo Conti di

N Eli-anno 172.2.. , ritrovandoi nella


Terra di Bivongi un oco n0

169

1207.
V. Del Sacerdore D. Elia Pittellis di
Monteroo, glio di Bruno, e di ,Domenico
Valle, che mor a r. Gennaro del 1597.
VI. Del SacerdOte D. Domenico Riccio

di S. Nicol di Vallelunga, glio di Giuep


pe , e di Maria Rocca , che mor a 1. Otto
bre del 12.14.
VII. Del Sacerdore D. Giovanni Emma
nuele di Seminara , ii lio di Carlo , e dAn

giola dAleandria , i quale mor a 25. De


cembre del 747.

VllI. Del Laico Franceco Babilonia di


Reggio, glio di Vincenzo , e di Maria So

riano, che mor a t 9. Luglio del 902,., in et


danni 75., e di Religione 50.

1X. Del Sacerdote D. Leonardo Napoli


di Meina, glio di Gregorio, e di Virginia
Emmanuele , che mor a 31. Decembre dell
anno 1100.,in et d`anni 90.,di Religione 70.
X. Del Sacerdote D. Nicol lerrerio di
Stalatt, glio di Carlo , e di Catarina Ceni~

to, che mor ad 8.8cttembre del rgooin et`


danni 8 I., e di Religione 59.
XI. Del Sacerdote D-Gioafatto Carrera

di S uillace, glio di Giueppe,e d'Angiola


Badato, che mor a r4. Febraro del 900,

etdanni 8 g., di Religione 60.


XII.. DelLaico Giueppe Pina di Reg

gio, glio di Pietro , e di Veneranda Rocca,


che mor a 15.Agoo del 1339.,in et?! d`an
ni 75., di Religione 4.7.
Xlll. Del Sacerdote D. Crioforo Coni-'l
glio dl Catanzaro, glio di Franceco , e d
Angiola Marino, che mor a 4.. Decembre)
del 12.35'., in et danni 9;., di Religione 7t.

XIV. Del Sacerdote D. Paolo Squillacio


te di Seminara, glio di Bruno , e di Livia...
Calabree, che mor a9. Febraro del 945.,
in et danni 67., di Religione 45.
XV. Del Laico Andrea Verdiglione di
Monteroo, glio di Nicol , e d Angiola...
Miceloxta , che mori a 13.Luglio del 1292..
in et danni 82. di Reli ione 66.
XVI. Del Sacerdote . Bernardo Scola

rio , glio di Nicol ,te di Terea Romano


della Serra , che mor a 13. Novembre del
12.2.5. in et d anni 63. di Religione 39.
XVlI. Del SacerdOte D. Antonio Spa
gnuolo di Arena , glio dElia, e di France
ca Pittelli,che mor ad 8.Gennaro del r 5 13.
in et d' anni 45. di Religione 20.
XVIII.

Del Sacerdote D. Domenico

Acquaro di Pola, glio di Bruno, e di Giu


ditta Pignatelli , che mor a 15. Agoto del

dl S. Catarina , glio di Giueppe , e dElia i 1007.in et d anni 77. di Religione 47.

mm

110

CALABRAIA SA

NTA

LIBRO I.

XIX. Del Sacerdote D. Bruno Squillace


di Coenza, glio di Domenico, e d Anna..

5. IV.

Caagna, che mor ad 8 .Settembre del 132.5.


in et d' anni 59. di Religione 31.

XX. Del Saecrdore D.Tommao Angelic

Di alt-ni Raz-gi@ Cartujzai di


Santa aim.

ro di Catrovillari , glio di Gennaro , e d

Agnelli Span ,che mor a 2.8. Settembre del


700. in et d anni 72. di Religione 49.
XXI. Del Sacerdote D. Antonio Emma
nuele di S.Catarina, glio di Franceco, e di
Cecilia Arena , che mori a 4. Maggio del
1561., in et d`anni 87, di Religione 65.
XXII. Del Sacerdote D. Giuiniano Co.
niglio di Davoli, glio di Carlo , c dimma

I. DMichele Luciano incognito di pa


.tria certa riplend fr Cartuiani c
la luce di molte virt, Religioo d'orazione, l
di atinenza, di morticazione di corpo , e:
dogni altro dono di religioa perfezione.
Eiendo Priore nellIola di Capri , perchu
portato dal zelo del uo Monaterio volle:

coiata Usia , che mori a 9. Aprile del 907.,

ci nellodio d un uomo , quanto pocente,


tanto malvaggio . Adunque denunziando al

ni et danni 57., di Reli ione 32.


XXlll. Del Sacerdote D. Bernardo Spi
nelli di Gaparina , glio d`Andrea , e Roa

difenderne,e la robba,e la ragione,diede per

SantOcio, qualeretico, il anto Religioo,

Maraco , che mor a 15, Agoo del 14.00.,

toto carcerato venne condotto a Roma z


Non a credibile la pazienza , con la quale

in et danni 61., di Religione 37.

i diport in s grave iii-frangente , altro pi

_ XXIV. Del Sacerdote D. Domenico So

non diceva, e non che t nome Domini be

riano di Squillace, glio di Giofatto , e di


Paolina Morano , che mor a 3.Aprile , del
17.09., in et danni 96., di Religione 68.
_ XXV. Del Sacerdote D. Lorenzo Patello

neditum. Ma Iddio , che dal Cielo veggeva


il turto, e`l permetteva per arricchire di piu
merito il uo Servo,ordin gli aari cos,clie
coverti bugiardi li tetimoni z il malvag gio
ebbe a confeare di propria bocca eere lia
te tucte calunnie loppoizioni fatte al anto
Uomoz onde diprigionato quegli, e dichia

di Gerace, glio di Giueppe , e di Lucrezia

Valente, che mor ad 8. Ottobre del 1500.,

in eta danni 86'., di Religione 6'7.


XXVl. Del Sacerdote D. Bartolomeo

rato innocente,con anche reintegrarlo al uo

bre del I 317., in et danni 76. , di Religio


ne 37.
RVH. Del Sacerdote D. Bailio Peren

ocio, queti catturato fil pollo nel medei


mo carcere, da cui poco dianzi era ucito il
Cartuiano. N qu'i forma la giutizia divina
oltrepas contro il Calunniatore,e perme
e, che gi divenuto pazzo , e delirante una

za di Montelione , glio d`Ug0ne , cdi Ma

mattina li foe ritrovato morto, con lo ter

Scuteri di (.atelmonardo, glio di Lorenzo,

e Catarina Piccirella, che mor a 2.5.Novem

coin bocca z degno catigo di' chi l'avea po


to agrilega nel Cielo . Retituito dunque il
Luciano agli onori, ed allinnocenza , ricco
- cino di Vallelunga, glio di Vittorio, e dA .di meriti ripos nel Signore nella medeima
naltana Curto,che mor a 2..Febra)`o del 809-, Certoa di Capri il primo Aprile del 1602..
in et danni 53., di Religione 39.
i
Camillo Tutini Ht.Carth.lib.I4-.C--4n
_ria Marzano,che mori a 2.5.Agoto del 123 3-:

in eta d'anni 91., di Religione 64.


_ XXV lil. Del Sacerdote D. Michele Mar

_ XXIX. Del Sacerdote D. Martino Caelli


di Gerace, glio dAntonio, e di Veneranda

Pedulla , che mor a r4. Marzo del I 134-: in


eta d anni 66., di Religione 40.
XXX. Del Laico Giueppe Giannetti di
Morano, glio di Gio: Antonio , e di Geno
vefa Simonetta , che moria io. Decembru
del 13.96., in et danni 70., di Religione 50.
v XXXl. Del Sacerdote D. Martino Catel

li di Sulla , glio dAndrea , e di Maria Na


poli, che mori a ar.Giugn0 del Il 19., in et
d anni 48., di Religione 2.6.
_XXXIL Del Sacerdote D. Aleo Carac

ciolo di Tropea, glio di Giacomo , ed Ia


bella Barone,che mor`1a 19.Giugno del 92.3.,

Paolo GualtJibJ .c.80.

II. D. Michele di Catelvetere f Reli


ioo, qual l decrive in unelogio compoto a tibide
D. Innocenzo Celentano (a) della mede

ma Religione, in queta forma : Michael a'


Cai-rovere Prior, " profejjhs Clarimontisx'
Capraarum, (* Padula 5 Vir li! magma Reli
gionir, devotiom's, pietats , c9" pnrimtis , m
plex, reusz Vino mmquam ui e,nif dum Sa_
cramcnta faceretileemonis* operibus mii:
ricordi c ollicitmz 'vita praclams , emper pm

oculis Deum haben: , in quo omnia referebatz


debils corpore, jd forti: piritu, divina: lau
des in Ecclcaperjwre nunquttm deitit,
miarumolemma ngus diebus, quam devo
tjjim celebrabat . Cuntit'zs , qui eum no'verant

in et d anni 99., di Religione 74.


XXXIII. Del Sacerdote D. Gio: Battita

num ex Pari-ibm Anacborctsjudicbantan

Varano di Squillace, glio di Petronio, e di

dm in enetutc fana , plc-nu: operilms boni:


in pace quiew't anno Domini 1578. Cio, ch
egli u Profeo di Chiaromonte , ove anche

Dornda Baldaja , che mOri a 17. Marzo del


1050-, in et danni 100., di Religione 82..

u Priore,cos`r come di Capri, e della Padula.


Uomo di molta ReligiOnc, devozione,pict,

l e purit: Semplice,e giuto: Non bebbe vino, l


e

Viis ll
tutti'.

.4.
_-..__--.-...

DI ALTRI CONFEssoRI.CAP.71`v.
e non ol nella Mea,inchinato allelemoi

ne, ed allaltre opere della miericordia 5 di


vita preclaro,c che empre avendo Dio avan

lil

IV. D. Antonio Mazza di Montelione


Fratello germano del B. Giovanni dell

dalle agre Mee nella Chiea . Ogn`un che

'I'jtuto medeimo. Era nel ecolo profeor


di legge, e d'ogni cienza imbevuto, quando
ipirato da Dio vet labito , e f la ollenne
profeione devori nella Certoa di S. Marti
no in Napoli nel 15-26. Entrato nella paletra

lavee veduto , l'avrebbe timato luno di

religioa riuc valoroo atleta in combatter,

quei amichiimi Anacoreti: Finalmente rie


co di ante opere ripos nel Signore l' anno

e vincere le bravure de'tre communi nemici5

1578. Ecome alti-onde i ritrae nel Mona

eemplarimo di coturni , ingolare nella., g

terio di S.Steano li 30.Maggio.

clemenza,ed oervante cos zeloo della leg


ge Vangelica , che quantunque talvolta in
giutamente calunniato,giamai ha aputo rcn:

ti glocchi,a lui ogni coa rapportava.Van~


to evole nel corpo, tanto forte nello piri
lto, mai manc dalle divine lodi nel Coro, e

Innocenzo Celentano Made Vin': Illur.


Paolo Gualtieri lib.I.c.80.

llI. D. Ridolfo del Croceo di Ci

ammirabile nella morticazione de eni ,

,Q riaco , Paee , o deolato della Cala


bria, o pur (come altri vogliono) dell oggi

der male per male, maconfue linolenza de


calunniatori, dimotrandoi inalterabile,co r
tee vero loro, e benigno. Promoo alla di:

d`1 Cerella , un tempo Citt Vecovile nella


Calabria Citeriore. F uno de Dieepoli del

gnit di Priore nel Monaterio ieo,non puo

S.Patriarca Bruno, Priore della Santa Caa,e

t , non ol co Religioi cotituiti in `qualche


angulia, e biogno-3 ma molto pi con ipo
veri, vedove, pupilli, ed orfani, che con lar
ghe limoine manteneva ne limiti dell one
to , lontani da peccati . Non meno mie

eto Direttor de'NoviZ)~ nell Eremo di San

ta Maria nel boco. Religioo molto copi


cuo per dottrina , e per eemplarit di co
tumi,e quindi cognominato del Croce05

.. - ....

diri quanto fue grande la ua paterna PlC

mcrcecche in tutte le ue operazioni motrol


i fedeliimo ettatore , ed amante della.,

ricordioo davai a conocere con taluni, che

Croce5 n vi f a giorni uoi chi avee po


tuto uguagliarlo nellauterit della vita_,
nell umilt , e dipregio di e teo 5 rantoc
che ogni volta,che veniva precelto a digni
t Religioe ricuava aceettarle rappreenti
do colle uppliche,e colle lagrime le ue ina
bilit 5 ma forzato poi dall ubbidienza an

civili , diperando veder l ucita per eerli

vincia, eppe tenerla in tanta pace, e concor

ta , e conocendo che il peo xvenivagli ad

dia, con egual eattezza di re colar oervan

invecchiati nelle prigioni, per caua di debiti


contratata dalla povert , egli il pietoo Pa
dre, non tantoo giugneva a apere la verit

delle loro mi erie,che odisfacendo quel tan


to doveano a loro creditori, reituivali alla

deiata libert.Precelto Viitatore della Pro

doato dal Cielo, alla cui volont reitere)

za , che non vi fu memoria d aver avuto r

non dovea, i acquietava, ed ubbidiva 5 non

mile tra predeceori . Pieno nalmente di

di meno procur empre cutodire colle pa


role , e coll Opere quel detto dell Eccleia

-virt ante ,'e di meriti , pogliatoi in queto

lico al ga. Reorcm tc pofuernnt, noli extoL

ene a vetiri della tola immarcecibile nel


Cielo a 6. d Ottobre del 1546. Al cui felice
tranito non f chi non celebrae i funerali
con umi di lagrime , piagnendo inconola
bilmente la perdita del loro Padre.
V. D. Vincenzo Manerio nacque da.
nobile tirpe nella Citt di Terranuova. `
nella Calabria ulteriore. Applicatoi alle let
rere, riucr dortmo in ogni cienza, mai

li: eo in illig, quai umts ex iprr. E veramen


te
buon
tuttocche pronto
Superioa
vre queto
portava
da Religioo
uddiro, trovandoi
tutte l opere ervili , e pi abjette del Mo
naterioz e qualora vedeva repinto, od im
pedito dall urbanit deS'udditi , lagnavai
con quete parole: A che, dilettimi gli, e
fratelli non mi laciate caminare la trada..

mondo dalla alma caduca, e mortale, ando

inegnataci dal notro Maetro Ges` E Voi me nella greca favella, e nella poeia . Avan- '
ben apete , ch' Egli bumilavit emetipum_
uque ad mort-emana, o* non 'venir minitra

zato in et , e volendo appigliari allo tato

ri, ed minitra; fece tutto queto a notro

cecc : Egreur de cagnationc _ua , C'F' de doma


Parri: fm' : porto di lancio alla Certoa di
Capri, dove veitoi dellabito Certoino, f
progrei tali nella via dello pirito , e nella
regolar oervanza, che dal Capitolo Genera

eemplo, comEgli teo colla propria boc


ca il die : Exemplum dedi 'nobis, ut que-mad
modum egofeci, ita (a *vor zciatis . Preiede

va il Servo del Signore al Reli ioo gregge

Reli ioo , imit leemplo dAbramo , mer

eommeogli, Vigilante a cutu irlo , ed at

le dell`0rdine, venne eletto Priore della San

tento a governarlo, provedendolo del bio


gnevole al corpo, ed all anima. Cos enza

ta Caa di S. Stefano al boco , e col decoro


di tempo in quella della ua profeione. Re
ligioo f egli molto dedito allorazione , e.,
contemplazione,e per non laciar infruttuoe
le poche ore,che gli opravanzavano dauoi

punto traartdare apice delle ue Regule , c


del uo mto Itituto , ricco di meriti , e la
eiandOi' dietro gran fama di antit, volo

enc al Cielo dall" Eremo di S. Maria, a 3. d' anti eercizj , le pendeva in compoizioni
' *Fix
virtuofez onde furono glorioi parti della ua
` "uff
** N far.,
penna:
Tre libri de morte Cbri in vero eroi
1 .
.u'.

Ottobre del( 1 13;,

...

CO'.

"L,:

III

CALABRIA SANTA _LIBRO I.

cozTre dc Acnone .Domini.Uno de laudibus

S. Caxbarime Virgin . Uno : Summla (Ia/um


ConCCntBd uno De Vin': Illuribus Ordini:
Cartbuenfis .

uco Servo di Dio fu molto

intento all'opere della piet Criiana, n per


l'altrui ollievo , cur i diagi della propria
vita . Finalmente dopo lungo coro di meriti,
laci di viver al mondo per goder vita im
mortale nel Cielo a 18. Luglio del 1552..
VI. D. Lorenzo Vallone conoce iuoi
natali nella Terra di Francavilla _, e)

l
oltre l' obligo recitava per intieto il Sal
terio di Davide . Il uo divertimento era}
nel
con erudite,
e fondate
trinecommentare
l Epiole dell
Apoolo,
che nondor-`
cu-
r darle al torchio , per isfuggire la gloria .
Celebrava la Santa Mea con tanta divozio
ne, che dal principio in al ne gli gronda
vano dagli occhi lagrime copioe . Onuo nalmente di anni, e di meriti virtuoi,laci
di vivere al Mondo , nel Monaerio di Na
poli a ao. Fcbrajo del 1588.dopo averne_

tra l altre ue ingolari virt , ori di tal

antamente viuto cinquamorto nella ua

carit vero i poveri di Ges Crio, che)


trovandoi in qualit di Priore nella Cer
toa della Padula , in tempo che quella..
Provincia per la careia de viveri veniva
opprea dalla fame , comand , che sapri
ero i magazini del Monaerio alle turme

Reli ione.

defamelici: E ebbene vi erano di coloro,che

vedendo quai eaui i granaj , lo peruade


vano al riparmio , per non mancar l'annona
aReligioi 5 e li ci non oante , ripoa la

ua fiducia ne la Provvidenza Divina , non


ardi conervare per i propj gli quel, che bi
ognava apoverelli-;anzi quantoppi veniva;

lll. D. Pietro Buono della Terra del


la Grotteria Diocei di Squillace ~, e

endo conagrato al Croceo per mezzo ll


ituto Cartuiano nella Certoa di S. Stefano
al Boco, i di a conocere n dal uo tiro
cinio per uomo aggio , dicreto , e maturoz
non pas guari, e i viddero in lui copioi i
doni della grazia Divina, a quali cooperan
do ecacemente venne a alir di brieve i
gradi pi alti della perfezione . Una delle:
ue pi premuroe ollecitudini era per l
eercizio della anta orazione , in modo che

riucironoa lui di omma loria, e di confu

embrava vivee oltanto per orare, dimen


tico d o ni altra neceit del corpo . Cou-l
mava il uon Padre arene con iraordi
nario ilenzio applicato al raccoglimento di
tutto e , per non divagari ln ragionamenti
inutilizc quantunque venie non poche vol

ione adildenti5melcccche i grana} gi vuoti

te arttto con ianze a dicorrer , anche di

di frumento, i viddero in una notte per man

pirito , giamai vi s induceva , e non obbli


gato da precio comando , o dal conocere)

gli peruaa la retrizzione , egli tantoppiu


motravai liberale a oentar i mieri , e ri
pondeva loro colle parole di Davide :jaa
uper Dominum curam Mame?" ip te enutriet5

e gi e ne viddero gli eetti miracoloi, che

celee di bel nuovo ripieni-3 e nella (irangia


di S. Baili0,mentre i Coloni olcavano il ter

con evidenza l utile, che ricavar ne potee.

reno, e lapr una foa ben grande, piena di

All accennare perfezioni del Servo di Dio


aggiugneva bel luro, e plendore la pover.

tanto grano , che fu d'euberanza non ola


v poveri, e Religioi; ma di vantaggio venduta
i buona parte d`eo,vcnne ad accreceri non
poco il valente del Monaerio . Cos ricco
di virt , volle Iddio chiamarelo all eterne

t , the tanto gli era a cuore .~L amore, e la

divozione alla Beatiima Vergine reero il


buon Padre cos cao,e mondo di cuore,

che fil coante opinione avee conerva~


to in alla morte illibato il or verginale .
Le Prelature,ed i governi eran alla ua umilt

retribuzioni ad 8. Giugno del 1569.


VII. D.Silvio Badolato nacque nella Cit
td di Montelione, e fu uno de primi,che

di molto tormento, a rieo che doveanO

Profearono la Regola Cartuiana nella Cer

divertirlo in qualche maniera dallorazione,

toa di Napoli.Amatore fu egli delle cienze,

e ,dalla contemplazione , e per cercava i

della olitudine,e dellumilt,avendone dato

modi tutti di morarene indegno, ed inuf

di ci buon aggio col riuto de pi rag

crente 5 riucivano per di niuna vaglia le


ripugnanze ue, e le lue indutrie 5 merceche
non batavano a far s , che-i Padri ricre

guardevoli ucj , a quali, per far giuizm


al uo merito, avealo promoo la Religionez
egli nondimeno per non controvenire apre
certi fatrigli dall` ubbidienza anta ortopo

deero dal buon concetto, in che ava pre


o di loro 5 onde non pot ortir a meno di

e umilmente le palle al grave peo, che e

non eer precelto Procuratore , RettOU,

co porta il Priorato della Certoa di Roma,


di Padula , di Capri , di Fiorenza,e di San

di nella Santa Caa di ua profeione, quali

Ste fano al Boco in Calabria,nella qual Pro


vincia u dal Capitolo Generale ilituito Vi

cariche furono da lui eercitate con omma


prudenza, vigilanza, dicrezione , e protto

Priore nella Certoa di Chiaromonte, ed in

itatore pel coro d anni otto ,e di diece in


quella di Tocana. Vei nche vie di ruvi

de udditi. ll pi bel fregio per , chador


navale ue prelature , era quell umile uo
dlimo panno s`l al di fuori , che ulle carni. genio manlueto, e piacevole,con cui l'eer
Giamai gu pecialit di cibo , n di be
citava5 pociacche ljoecchiandoi in lui s li
vanda. Indefeo a Divini Ocj non i ve
Religioi udditi, che ivaalli ecolari com
dUTO mancar una ol volta dal Coro e: ponevano i loro coumi al genio del lor
o" f Per impotenzaz anzi ovente) Prelato, e Superiore 5 e quindi avvenne, che
nel

,LTRI
..-W-*'M
v

coNFESEORrCARtv.

tra;

nel tempo di ua reggenza non orti meno

pervenne di brieve a tal maturit di iairito,

mo diiurbo , candalo, o convenienza ne

qual non potcai perare dall acerbiti de li


anni . Previddero beniimo i Padri del uo
Ordine , quali frutta di perfezione dovcan
raccogliere da cos buona piantaz laonde di
gravatolo dal peo degoverni , che con_

IUOghi di ua giuridizione Col valente al


la pettine di tante , c s belle virt , trovan
doi nellimpiego di Procuratore nella Gran
gra de' SS.dodeci Appololi,venne chiamato
dal Signore, per mezzo di mortifera febre, a
odere nel Regno ele-Cieli il meritato gui
erdone. Cercarono i Fiici periti con i piu

anta ollecitudine, e morigeratezza avea e

ercitato in qualit di Priore, e diVicario


nel Monaterio di Capri, ed altrove, lo pre

proporzionati farmachi ovviare alla malizia

celero Maero de Novizj nella Certoa di

del morbo, ed allungar la vita del moribon


do Servo di Dio 5 a nulla per giovarono

S.Stcfano al Boco , ove Egli avea fatta la

tutte le operazioni intrapree z mercechu

avanzandoi la ferocia del male , aumenta

roni di pari le angutie,e i parormi mortali


dell ammalath non tali per , che poterono
torgli la ereni r della fronte , o perturbar
li la tranquillit del cuore, con cui, e colla
occa invocando li Santiimi Nomi di Ge
sii, e di Maria pir l ultimo ato in latere
Crucixi,a 28. Ottobre del 1594.nell` anno
cinquanteimo eo dell et ua. Il di lui ca
davero fu traportato al Monalerio del uo
Santo Patriarca,e epolto onorevolmente nel
Cimiterio del Chio iro.
IX. D. Marco della nobil famiglia Vg
no della Cit-t di Stilo ,giunto che fu
agli anni convenienti per dari con libero
cuore a Dio, fuggi gl impacci del ecoloed
~ lerio
abbracci
l Ititutoal Cartuiano
nelMona
di S.Stefano
Boco, ove, applicato
da dovero agli eercizi~ _della vita religioa ,

ua olenne profeione. Corriiaoe al die


gno de Padri l cito dell' impiego dato all'
ottimo Religioo z mercechc dalla ua pru
dente , ed c iemplariima condotta pullula
rono alla Religione Cartuiana germogli o
riti in ogni genere di virt , che mantenne~
ro con luro , e decoro la regolar Oervan

za . lu molto dedito allorazione,per la qua


le i avea determinate certe ore s di giorno,
che di notte, oltre dell' ordinarie, e commu

nis tantoche o poco, o niun tempo gli rima


neva da penderlo in altre occupazioni.Cos
parim-:nte continuo nellainenze paava.;
uai turto l anno in a riimi digiuni z on

c faceva di dodcci mei una ola quareima.


Implacabile nemico del proprio corpo , gia
mai laci di fargli guerra, or coll inedie, or

colle vigilie , or colle dicipline , anche:


tee ottopoo allo pirito . Giva di pari
inlui coll altre virt religioe quella della
povert detta da S.Ambrogio:Parens qui-adam,

riuc in brieve tempo quel oggetto,che me


rit d eer, come per antonomaia, chiama
to dal uo Padre Generale: Forma della per
fezzione Cartuiana . A tenor del uo merito,

generatioque w'rtutumz quindi tutto ci , che

prudenza, dicrezione , ed eemplarit de


cotumi,fu riconociuto dalla Religione col

colle regole del uo Itituto , alle cui miure


ordinar oleva qualunque ua operazione).

le replicare onoranze di Procuratore , e di

Era fatto uuale al noro buon Padre nel

Priore nella Certoa di S.Stefano,ed in mol

cantare i Divini Ocj, e nelle ue profonde

:e altre, ne' quali overni pareva il uo pi

contemplazioni perderi rapito nelle dolcez

tolo ervire, che ovralare, invigilando con


indefea attenzione alla cura deudditi,en~
z alcuna oenutezza,o rigidit, onde ave

dovea ervirgli ad uo pl'Oprio , dovea indi


penabilmente paare per lo crutinio d
una irettiuna neceit, e poi conultari

zc celeti, e rimancri privo di eni, e moto;

r i tanto piu piacevole , quanto pi quelli n


erano bio non~ . Zelantilmo cultore della

in maniera che godeva preventivamente in


queta terra alcuna parte delle fruizioni del
Paradio. Per lc tante virt, che illuirarono
la vita di quello grande Uomo , f da tutti
riputato Santo n che vie , e l icea opi

loria di Bio, Operava in modo ,- come e l

nione accompagn la ua felice morte , che

_ ero a temere di accolaregliz ma diportava-

orti nel cennato Monaerio del Boco a 2.1.


Ottobre del 1602..
.
di vano, o di oziob. Pet-venuto agli anni di
X1. D.Gio: Battila Manduci della..
ua vecchiaia, e carmato di forze corpora
Citt di Seminara t Religioo cos
li, cadde ammalato, per non-pi riaverizon
_umile , che udiava le maniere poibili ad
* de corroborato co Santi'imi Sagramenti isfuggire le Dignit, el peo dc`governi,che
t della Chiea,comp`1 la carriera degiorni uoi ` ogliono conferir a oggetti meritevoli,ma
a 18.8ettembre del 1599. laciando dopo di non oiante qualunque ua ritroia., non por e quella fama, che poceva apettari da un., 5 non ottopori, obligato dallubbidienza, all
Religioo s`1 perfetto.
incarco del Priorato ben due volte nel M_o
X. D. Claudio Carnovale dell anzi
naerio di San Stefano al Boco , luogo di'
_detta Citt di Stilo , rampollo di nobil ua profeione, della Padula , di Pia, e di
avee viibile agli occhi del corpo z

uindi

f, che giamai profeti parola , qual apee

proapia,maggiormente nobilit e teo col


dipregiarei fati del Mondo ,e gli agi della

caa paterna , arrollando alla ervitu dell

pi Certoe; icome altres d accettar l'ono


re di Conviitatore,c di Viitatore della Pro
vincia di S.Bruno in Calabria, e di Commil

Etei no Monarca, nell`Ordine Cartuiano,ove ario nelle Spagne , ove ree glorioamente l l
' P
3].

..A

ani..

114

CALABRIA SANTA

anima al uo Creatore a 17. Ottobre del


1 640. F u queto Padre eminente in dortrina,
illibato nella bont della vita , zelance della
regular Oervanza, ammirabile nella morti

ncazione del proprio corpo, enza pari nel


l" umilt, e dilPregio di e teo, diligentili
mo negli aari del governo, miurato nell'
economia, caritarevole covalalli , e cos

LIBRO I.

lanima nel bagno d'una general confeo


ne , e ricevuto con eemplare piet , e pari
divozione il Santi-{imo Viatico , e poco do-
p0 l Etrema Unzionc , ripieno d immeno
giubilo, laci ua poglia mortale nel Mo
naerio di ua profeione a 15. Novembre
del 1'640., per veirl dell incorrottibil , ed '
eterna in-Cielo .
terze:-.-< `
XIII. D.Domenico Accetturc di Roglia

eietnplare nelle ue gea, che baava la lui


no Villaggio della Citt di Coenza-,Vi-i
ola preenza a comporre ilicenzioi , a'mo;
rigerari coumati, a riformar i libertini, a cario, Procuratore, e Priore della Smta Ca*
[lld tutti alla via dello pirito, e della perfe
'a di-'San Stefano al Boco, indi Conviitato~
zxonez Windiicome in vita merit gli ap-` re della vProvincia, fu Religioo cos perfet
plui di vero Padre , c Paliore , cos" nella.. to , che udiavai a tutto porere di trasfor
morte u compianta la perdita di un Uomo - mari, mediante l'eercizio delle virt,al uo
Santo.
'
Santo Patriarca Bruno , acci potee dire a
XIL D. Urbano Fiorenza della Terra uoi Religioi quelchc l'Apoolo a Corintj:
di Badolato , nellanno 1584. profe Imitatorer mei eote, nch ego Cbrti. Col
so la Regola Cartuiana nel Monaerio 'de'

la antit decoumi , ed avvenenza dctrat

SS. Bruno, e Stefano al Boco , e colla ua_ ti ha aputo cattivar l amore , c la veneta
eminente virt,accompagnata da rari eem
zione s de' Vaalli ecolari , che de`Sudditi
pli di prudenza , moe l" animo de' Padri ad Religioi, mercecch in ordine a gli uni , ed
elegerlo Priore in Chiaromonte , e nella Ca- , a gli altri accoppiava cos bene loglio della
a Sant-a udetta , nelle quali Prelature pic
carit col vino della gluizia,e del zelo,che
carono con rimarco ingolare di gloria le; lo ringraziare-ano compatiti , n apeano la
ue procedure, gravit, e decoro . Aabile , gnari culligati . Menava ua vita quai em
ed avvenente con qualliia orte di perone, pre in orazione, e contemplazione si di not
embrava impaato di dolcezza z mercecche te in Coro, che di giorno in cella, quale te
olamente veduco , non che udito dicorre
neva cos denudata di ornamenti , che em
re , pirava tanta grazia , che innamoravaf brava piu toto d Eremita olitario' ,~ che di
chiunque eco parlae . Coniderava tutti 1 Monaco claurale . Parco nel vitto , caro
udditi indierentemente come gli , e fra~ nel veito, e vero cultore della povert,cerl
telli, n in loro apea diinguer 'altra coa , cava dinerire s-i bella virt ncpetti detigli
che il merito. Nel correggere gli eccei bra uoi non men colleemplo,che colle dottri
mava oltanto , che il reo confeac , e co

ne; quindi u,che vi giune a qu-ellaltimo

nocee la gravezza del reato , acci mo


randogli la convenienza , fue l ieo
colpevole giudice del proprio fallo 5 n i_
legge che alcun di cooro partie dalla lui
preenza mal odisfatto, o corucciatoz Do
mava la carne con ogni orte di auerit ,

grado dl perfezione, onde venne ri'putato da


tutti per Uomo Santo. Finalmente mori quei

con digiuni, vigilie, e dicipline , anche;

. (lee totalmente' oggetta allo irit0203in


, di aVVeniva,che poceal profon are cos be

ne nell` orazione , e contemplazione delle)


coe eelei, che per niuna occupazione'di
traeval dal uo laccoglimento , ed unione
con Dio. Fanno di ci veridica teimonian-

vie a r4. Decembredel 1681. , rimanendo

la ua faccia da qualida , e inagrita chera,


bella, elegante, e trattabile , con ammirazio
ne depettatori, che mei, e lagrimol com-
pianero la perdita dun tanto Padre.
'
` XIV. D. Lodovico Me-renzi della Terra
i di PiZZOni nella Calabria Ulteriore, vie
nella Religione Certoina con molta ele'm;

plarit di vita , perfettima oervanza de"


uoi atuti, povero in ommo grado , zelan-i
te dellonor di Dio , indefeo nell allilien

za le opere pirituali da lui compoe, come

za al Coro, e dedito talmente allorazione, e

ono:_L Orazioni deprecarorie alla B. Ver


gine circa i dodeci privilegi conceile da.,
` Dio: Le preparazioni , c rendimenti di gra
zie, che deve praticar il Sacerdote rima_ , e
dopo il Santiimo Sagrizio: L1 noli di
divozione -. Li oliloqu) alla Madre di Dio :

contemplazione delle coe celei , che con


ummava nove ore a-l giorno in cos ant-o

E la narrazione della vita romita, che il Pa

avvenente'nel tratto,ed ecace nel peruade

triarca San Bruno men nelle bocaglie del


la Calabria :-Cos pieno di meriti giunto all

xc,che rendeva conolato chiunque da lui r-i~


correva anguiato da gravi tribolazionJSeb-
ben egli non fue fiato Uomo digran dottri

anno ettantanove dell'et ua, cadde nellul

tima infermit, che terminar doveai perio


di del di lui vivere , ecoronare il bel coro

erciziozquindi fu detinato Maero deN-o-

vizi, a quali non ninu morticazione -ve

runa colla voce , che prima nolla morau


in e teo ccll'e-emplo . Fu cos dolce , e d

nat, crie nondimeno molte opere di pir-

to, e pecialmente un libro opra le propoi


di tante ue virt 5 onde i dipoe per quel zioni di Michele Molinos centro -lorazione
Palio cemo con tutte le forme convenevo. di quiete, prima che fuero condannate dal
1La perno Religioo . Puricata dunque I la Chiea, qual comPoilonc cpnilcrra da,
S-Vla

-1

Bi ALTRI CONFESSORI CAP. rvi

Savi, che conocevano detto Padre,a`eriro


no , che non petea eer opera del medemo ,
e non e da lume uperiore communicata

gli. Un Gioved Santo ando in orazione:


alla preenza del Venerabile , i viddcro da'

Padri circcanti ucire alcuni raggi dalla_


ua faccia , che corripondevano al Sagro
Dcpoito.Pervenuto all'anno cinquantaquat
tro dell'et ua, e trentaquattro di vita Reli

ur

ll- Pr Grioomo Maino dell iea...


Vicario Provinciale i le conocere veto mo
dello,c pecchio di perfezione.Ne`rori pi
famigerati facondiiiuo oratore,ed ecaci[

mo nell'appoolica perluava,riducendo i
peccatori pi catenati dal demonio alla li
bert degliuoli di Dio . Mor antamente

gioa , s inferm nella Granca di S. Anna,

in Cocrone nel 167.3.

dove munito de Santimi Sa ramenti con

III. Fr Giueppe Prato Sacerdote Car


melitano della Terra di Corogliano,o
r`1 in povert di pirito , nella virt dellub

atti di vera umilt , e fervoro a divozione ,

poltoi in ginocchio con fune al collo, rice~


v il Sagro Viatico . Indi fattoi cantare dal
Cleto il Salmo Lauda]erufalem,: la Sequen
zia Lauda Sion , tenendo nelle mani l'Imma

gine del Croceo, pir l'anima al Creato


re a 19. dAgoo del 1701.

Oltre a Religioi Certoini gia detti, vi o


no ancora altri viuti con lode di virt , e
morti in concetto di Santitzma perche non

oanti le diligenze uate , non i pOt aver


norizia particolare delle loro gca , pertan
to i nocano qu olamente i nudi nomi di c
i col giorno della lor morte . Eglino dun
que ono D. Nicol Riccio di Taverna Sa
cerdote morto in S. Stefano al Boco a 9. Fe
braro l'anno 1591 Fr Benedetto da Ga a

* -

Patria, e Religione, che il opradetto, fu


Religioo ,decorato d ogni vita . Eendo

'

bidienza, e dellumilt, eercitandoi di con

tinuo nell'impiego dellopere pi vili,ed ab


jette . Vie con gran fama di Santit, e colle
ue predicazioni Appooliche traic alla via
del Cielo molte anime perdute , tiducendole
a vivere , e morire col Santo timor di Dio .

Chiue leremo de`giorni uoi nel Conven


to di Corogliano , compianto `da tutti i uoi
Cittadini nel 162.5.
1V. Fr Vincenzo Comit della Citt
di -chgio fu oggetto degnimo da..
rammemorari tra Carmelitani di Santa vi
ta .Dimor egli lunga pezza nella Citt di
Meina , ane di ritorare quel Convento
del uo Ordine, come fece, non olo toccan

rina Laico Profeo,morl nel medeimo LX -naerio a ro. Giugno del 1606. D.Maurizio
Franchina da Terranova Sacerdote nell

te abiogni materiali, ma molto pi a for- >


mali, illurandolo colla Santit della vita, e

ieo Convento, pas al Signore a 13. Ot

Fr Stefano Melia da Squillace Laico Pro

non pochi ammalati di morbi- incurabili col


tocco della ua mano . Sorta un orribil tem
pea in tempo , che il uo Convento trova
va coperto r occaion di fabrica, la ed
col egno del a Croce , richiamando in un.,
iante la bramata erenit. Gli altri pr odig)~
fatti da queo Servo di Dio rapportano

feo , n il Coro deuoi giorni a 2.1. De

dal P. Placido Samperi Geuita nella ua l

cembre del 1714. Fr Gio: Battia Luc da


Grottera Laico Erofeo , termin il viver
mortale nella medeima Caa a r7.Febraro

conologia liber foi.193. Pieno nalmente di


virt , e di meriti mor qual vie nella nell

tobre del 1613. Fr Girolamo Iabella da

Melicocc Laico Profeo, mor ivi a 3.De


cembre del 1703. D. Gio: Battia Coenza

di Cro ani Sacerdore, ripos nel Signore in


detto

onvento a gli r I. Aprile del 1710.

1733. Fra Michele Spagnuolo da Pazzano


Laico Profeo cambi quea coll altra vita
a a4. Eebraro del 1740.
5. -V

colla moltiplicit demiracoli, avendo anati

a Citt, concorrendo alli uoi funerali quai


tutti li Cittadini, che cercavano qualche re
liquia del benedetto Cadavero , per coner
varela come prezioo teoro . Sort queo
felice tranito nellanno 1635.
V. Fr Santoro Borromeo della Terra di
Corogliano era dotato di tanta emplici

Di alcuni Religioi' Carmelitani _di


Santa vita .

t , che invitava la Santiima Vergine , e li


Santi del uo Ordine a far eco orazione ,

I. F Ra Girolamo Salviati nacque:


nella Cit-c di Cotroped abbrac

che oleva chiamare cena dolce della ua..


povert. F chiamato all eterni ripoi dal
Carmine di Coenza nel 1636.
VI. Fra Gio: Giacomo Tagliferro ancor

ciato llituco Carinelitano , divenne pec

chio eemplare di penitenza,ed acerrimo


eirpatore devizj,avendo~colle uc prediche
ridOtti molti Erctici alla Santa Fede,e liber

tini al timore -di Dio . Laci ua poglia..


mortale nel Convento della ua Patria , por

tandoi dietro gran fama di Santit , alle cui


eequie concorero i popoli per pianger
communemente la perdita dun Uomo si cc
lebre. Fu epolto nel 1619.

e lidi Corogliano , Religioo Carmeli


tano u Fondatore, e Riformatore della Pro
vincia , aieme col Padre Maero Alfonzo
Licandro 5 atal eetto fondarono in Curin

ga il Convento di S. Elia del primo lituto.


acci ervie deemplare dell' oervanza
pi perfetta, e rigoroa a tutti gli altri ConT
venti . A1 pari della riforma de Monateri

f quella dellanima , ch' egli f colleem


plaritt decoumi , e colla antit della vita,

2.

che
.. "r

!"


-.N

CALABRIA SANTA LIBRO I.


furono
gl _ infermi
che glorioamente ni in concetto dUomo i Dio z mercecch tanti
_
_ _
116

Santo nel uo Convto di Curinga nel 1630'. l d'ogni morbo da lui guanti , quanti furono
coloro, che ricorero alla ua interceonez
VIl. Fr Nicol Mezotero della mede
(Hindi avvenne , che icome f venerato in
ima Terra di Corogliano , appena pro
tcato nell' Ordine Carmelitano , volle col

vita, c05`i fu creduto Santo dopo la ua mor

permeo deSuperiori imitar la vita , e veti

te , che egu nel Convento di Reggio , nel

gia del uo Santo Padre,e Profeta EliazWin-

1 68 7.

di allogatoi in un antto villareccio fuori

Xlll. Fr Elia Ceroimo conobbe per


Patria la Citt di Caano , e per madre
di pirito la Religione Carmelitana , di cui
f`u allievo . F cos dedito alla morticazio

dellabitato, vi i trattenne n che vie, ve

tito di cilicio, e di ruvide lane in apriime


penitenze . Furono venerati i di lui conigli,
ed eempli come oracoli del Cielo , e rinal
mente riverito nella morte , che orti nel
16;VTIIL
..
Fr Pietro d Inzillo di Soriano

ne deeni , che altre non erano le ue deli


zie, e non e le dicipline, i cilicj,e i conti

nui digiuni in pane , ed acqua . Cos carita


tivo copoverelli, che mancando li qualche

lente nelle virt; diede alle tampe un Poe

volta il bramato alimento per ri orarli,crc


cevagli nel eno il pane, con cui pocea co
pioamente aziare tutti i famelici concor

ma Eroico dc Venatione, Stemmate, ' Proge

renti . Cos affettuoo con glinfermi , che;

m'e Excellentiimi Duca': Nucmx z Ma vi ep

non cos la madre copropi gliuolizpociac


ch tudiavai di ervirli eattamente, anche

e Maetro , e Vicario Provinciale deCar


melitani, f come nelle cienze, cos eccel

pi iamp necuori dePopoli la ua mara


viglioa umilt, e lillibatezza della vita , i
come ne Religioi del uo Ordine la dici
plina regolare. Dal Convento di Montelione

e ne vol al Cielo nel 1641.


iX. Pr Marco Romeo Laico ori in
Santit di vita, ualora oriva nella Ter

ra di Cardinale il onvento di uelta Reli


gione, di cui era glio . Religio o fu egli di
rigoroa oervanza, e di penitenza ammira
bile, onde non vi era giorno,che non ricor
reero da lui le genti per raccomandargli le
loro
neceit s`r temporali
, che le
pirituali
ne conieguivano
immantinente
grazie ,dae
Dio per linterceione del Servo uo . Pas
a miglior vita nel Convento di San Biagio
nel r 653.
X. rr Franceco Saccoliti di Coroglia

no Sacerdote dell Ordine Carmelitano,


eendo Vicario Provinciale ritor il Con
vento della ua Patria, e di Montalto s nel

ne'biogni piu bai del corpo . Cos amante


di riformare la Religione , che veniva chia
mato da Superiori maggiori per aummentar
loervanza in molti Conventi d'Italia.Dor

miva sul nudo uolo, e non erano poche le


locte , che faceva colllnferno , quale colla..
virt della Croce volentieri ugava . Final
mente conumato dalle penitenze ir la ua
bell anima in ofculo .D011 im' , nel onvcnto
di S. Martino deMonti in Roma nel 1718.
XlV. lit Franceco Trombetta nato in

San Biagio , Terra della Calabria Ulte


riore, eendoi conagrato a Dio nellItitu
to Carmelitano , divenne Religioo molto
chiaro nelloervanza del ilenziomellamori
della olitudine , e nell aiduit della con

templazione. Il uo converare era con Dio,


che gli parlava continuamente al cuore.

uindi t` che dauoi Superiori venne de


tinato Maetro di Novizj , dalla di cui con

temporale, che nello pirituale , tirando pi

dotta pullularono alla tia Religione Uomini

anime dalla colpa alla grazia, colleempla

di egnalati cotumi . DiVOtiimo della la


ione del Redentore diondevai in conti
nue lagrime , maime nel celebrare il Santo
Sagrilcio della Mea , ove rapiva quai
empre, rimanendo eltatieo,ed immobile per
molto tempo . Per la ua vita cos eempla
re , cercava ognuno raccomandar alle ue
orazioni, del che entiva e li non poca tri

rit di ua vita , e coll amminitrazione del

Sagramento della Penitenzazonde venne co


gnominato communemente il Padre Santo.
Ces di vivere in queto Mondo nelliteo
Con vento della ua Patria nel 1654.

XI. Fr Domenico Ang della Citt di


Mo ntelione oervantirmo Religioo, e
Maetro Carmelitano della primiera Regola

tezza ', mentre avrebbe vo uto , che tUtti lo

non mitigata, vie in continuo ilenzio , o

credelero quel peccatore , ch egli timava

litudine, e penitenza. Indi Ottenuto l'aeno i . Mor antamente nel Convento di Caro
deSuperiori pas a PP. Scalzi di S. Terea li, laciando a poteri molto da imitare Per
in Napoli, dove ardendo di carit, egli u il giungere alla perfezione Religioa , ed alla
primo a agricari nel minitero di aitere Santit della vita . Sorti queto felice tran
a gli opprei dalla pee, nel qual caritativo ito nel 1719.
XV. Fr Gregorio dAmato nella Citt
impiego , pur egli fatto volontaria vittima,
di Montalto fu Maetro , Provinciale,e
ree lo pirito al Creatore nell'anno 1655.
XII. Fr Franceco da Reggio dellies Commiario Generale dell Ordine Carme
Ordine, fu di ingolar fama preo i po litano , la di cui vita fu una continua peni.
oli,non olo per la piena di tutte le virt tenza, ed una contemplazione non interi-0t
Religioe , che ladornarono 5 ma molto pi

ta dcMiterj Divini . Niuno ardiva alla di

per a grazia delle cui-azioni conceagli da

lui preenza proferir parola, che oneta non


ue FM

*j-~

SLALTRI CONFESSORI CAP. IV.

fue . Se mai nella anta viita prendeva i velti l`abiti piu molli , E olo, e rozzo rite
condenza qualche Religioo di regalarlo,

nendone enza tela alcuna alle nude carni, e

anche di coelle di divozione , rattriltavai

arebbe tato aai, e portato da pia fervore,

talmente , che per quella viita non porca.:


conolari 5 anzi correggeva la leggierezza

non s'avee ricoverto tutto di cilicj,e di cate-

del uddito con diciplinar e eo,dicendo,

che intanto i Religioi ardivano regalarlo ,


rche lo credevano Uomo di poca autori
t , e uperior mercenario . Caritativo cogl
infermi,e molto piu copoveri piangeva quel
giorno , che non ditribuiva loro lrmome.

Scrie molte opere pertinenti alla vita pi


rituale, alla mitica Teologia, ed al Jus Ca

nonico , di cui era valente profeore . Ca


duto nellultima infermit~ nel Convento di

Caroli cambi la vita mortale coll' Eterna.


Al comparir il uo Cadavero, tutti i popoli,
. che trovavani radunati , promppero in di
rottimo pianto, dicendo ad alta voce, che
retavano vedovi del loro Padre, della guida
delle lor anime, e del conolatore delle loro
afizioni 5 onde in coral guia canonizarono

la Santit dellUomo di Dio nel 172.1.

ne al peo di rotola trentazonde gli conveni


va camminar empre , come giumento otto

alla oma . N diomiglievole u la qualita


del ciboz concioiache dato bando a qualun

que orte di minetra , o di pece , o di car


ne , o daltro , chavee del prezioo , non.,

mangiava, che legumi, ed erbe enza condi


mento alcuno, maniera qual mai alter , n
per variet di tagione, ne per indipoizio
ne di corpo, n per hacchezza detz ed av
venne,che talvolta alcuni uoi Religioi im
pietoti di quellacerbit di vivere, avendo
gli con inganno framechiati alcuni pezzetti
di carne co legumi , toto che e navvidde_
luomo penitente , ne and in amariime la

grime, ele continuava,e non che lddio,an

ch egli impietoito del uo Servo con bel


'miracolo, li converti in legume come l altra
parte. Le ue delizie erano la contemplazio
ne deDivini Miteri , nella quale conum

5. VL

mava il pi del di, e della norte 5 n perche

Di alcuni Religioi _Agoti-vieni di

'alle volte veniva il giorno oprafatto dalle


fatiche corporali per occaione de molti

.Santa 2 .

Conventi, che fabric, i retava la notte da

-penderne gran parte nellorazione , ed era


l N uno critto apenna del P. M. Domeni

olito dire, che in quella ritrovava il ripoo

detravagli , ed il ritoro dalle fatiche . Per


tutto ci divulgata la ua fama gli correva
queta Religione,i traggoho le eguenti no l; a folla la gente, per goderne , o la preenza
co Lembo , Perona grave , ed erudita,
due volte Provincmle , con altre cariche in

tizie,onde i forma il preente paragrafo.

'-I. Guglielmo da 'laria, quantunque'la


lunga dimora in Strongoli giabbia dato il

"LLM

per neceit di pirituali conigli , o linter


ceoneappreo Dio per ,biogno de' uoi
aari5 onde i raccontano innumcrabilj gra

cognome della medeima Citt, fu Religioo 3 zie, ottenute per lorazione dl queto Beato
,
de pi lllutri di quet' Ordine . Nacquegli Servo del Signore ..
Un gliuolo , che per unalta caduta sinz
nella udetta Terra di Taria da'Genitori pi
frane in due parti le gambe, il rian come
toto ricchi , che nobili , ed avendo cora_
prima col olo porelo in braccio . Un muro
buona parte della giovinezza nel ecolo , ri
ole di conagtare il rimanente nella Reli~ della Chiea del medeimo Ordine in Taria
in lunghezza di 60. palmi , e 40. d' altezza.),
ione Agotiniana,come gi f. Vie in que_
a Religione no al Sacerdozio vita, e non slogato dal rimanente minacciava rovina
apertamente candaloa, almeno non troppo con irreparabile danno : Il Servo di Dio
lodevolmente :Religiofaz quando ecco una potoi in ginocchio pree a upplicarne la.
Divina clemenza5 ma perche sfuggie il pe
nette mentre adagiatamente dormiva in let
to , li apparve San Guglielmo dell' Ordine riglio della vana gloria , attaccata una fune
me eimo, che in abito di guerriero, appog al gi gia cacante muro , i sforzava come
giandogli una lancia nel petto , gli die con trarlo al uo luogo 5 oprato , che dapprima.;
volto adirato , e con voce era :oh guarda

moe le riaz ma ortito felice l`eetto, tra

di pi arrogarti queto nome di Guglielmo,

e tutti in ammirazione . In queto medei


mo Convento venne da lontaniima parte a
ritrovarlo un , che attratto da piedi , e mani
vi f condorto su dun carro.Gli don qual
che peranza il buon Religioo , e trattenu

e menar non vorrai la vita di Guglielmo 5 e

battendolo nel petto, diparve. Detato dun


que dal onno , atterrito da ci , che glcra
occoro , ucito da letto , buttandoi a terra,

bagnato di lagrime pree a gridare con quel


poco di voce glera rimataJZ-ar tua; Domine
demonra mihi.Ora per approttari c lopra,
come gi promeo avea col cuore, e perche
a tato lilluminava la ricevuta grazia del Cie
lo , laciate le commodit anche permee a
buoni Religioi , abbracci una maniera di
vivere olo degli eremi. Depoe le carpe ,

tolo alquanti giorni, glordin , che e nan


dalle in caa , con promea , chil Signore
lavrebbe racconolato . Come fu alquanto
ditante , ma non oltre la tenuta del Mona

terio, gli cadde dicapo il cappello, levato


gli via da una furia di vent05 onde f cenno
al Carrettiero , che glie l' avee riportato.

Veti non olo nol pree , ma cominci a l


sbor

_'_

Tau-r

118

CALAB'RlA SANTA LlBRO I.


-*

sborboctare , e fra il molto qual die ,die


come per icherzo, cendete voi a igliarlo;
poiche per lc ciarle della gente ab iam en
za frutto fatto s lungo via io. All'ora lat
tratto non olo non dipcro 5 ma enti nel
cuore deare una qualche cintilla di pe

che Iddio a ua interceione avee optato

alquanti miracoli , de quali i perdura la...


memoria .
V. A quei io agiungo Fr Bernardo da

ranza, la quale accreciuta con viva fede, ri

Rogliano, la cui vita gia critta da Gio:Leo


nardo Tufarell, fu ualieguc.Nacque egli
dunque in ROgliano'anno r 19. Suo Padre

ole fari forza allo cenderezcce ma enza

ebbe nome Poteo Milizia , ua Madre Pal

dicolt, pree il uo cappello , e i ritrov


intieramcnte guaritoz onde too rivoltando
in dietro il cammino , ringrazi lamico in

ne, quali poi morti, e rimao il fanciullo in


et di anni nove,f da un uo Zio, per nome

ma Dodera, amendue di onorata condizio

terceore , e per pi certezza della riavuta

Bernardino Parie condono in Rende,ed ap- l

anit, f tutto quel viaggio a piedi . Alcun

plicato 'alle lettere,alle quali attee anni ct


te con mediocre protto . Privo anche del

altra coiirella di queo Servo del Signore


l toccher nella fabbrica del Convento di
Strongol della ua Religione, ove mi rimet
to.Egli in tanto ricco di finte opere ces di
pi vivere in ueo mondo, per eternamen
te godere ne l altro , in Strongoli circa il
1610., e tal ne fu il grido per tutta la Cala
bria, e la Reli ione Agotiniana , che viene

annoverato fr- li pi illuri nella antit di


queOrdine , e perci collocato nel teatro
della Religione alla parte dera . ampato
in Roma lanno 1614.

ll. Giovanni dApe , quci per nacita u


da Torre di Spatola, e per profeione Ag0<
iniano,c0mpagno del B.Eranceco da Zum
pano, e nientemeno , che il uo Maero ce

lebre nella penitenza . Ebbe cuore di teneri

Zio pas in Coenza , e da Coenza in Ca


rovillare,ove non avendo di che vivere, i

poe a ervizi di Gio: Battita Romano 5ma


fore non piaccndogli la maniera del vivere,
sapplic all arte di Calzolajo . Ben vero ,

che in tutti quei impieghi vie pi da Reli


gioo, che da ecolare . Non tralaci gior
no alcuno, o dacoltar la mea, o di recitar

loicio della Vergine , con altre molte ora


zioni . Fugg'i empre il converar famigliar
mente con tutti quelli, quali conoceva mc
no prottevoli al uo pirito: E quantunque
da molti peruao a prender moglie,egli pe
r empre rimae fermo alla catit , finche
nalmente per pori in luogo icuro , diri~
buito a poveri quel uo poco avere, c vei

aondato no alla gola ,~ allorche il freddo

to da ecolare, ve un abito nero , e rozzo5

veniva pi apro nel cuore dellnverno, in


un lago preo la ua Patria,e non molto di~
ante dal uo Convento. Pond alcuni Con
venti, nequali lungo tempo vie continua
ta la rigidiima oervanza , tratta dal uo

e cambiato il nome di Leonardo in Bernar


do , pree ad .abitare una Chiea, detta Sant

eempio .

Angiolo , fr Carovillare , e Morano otto

lubbidienza di Gio: Angiola deMedic all


ora Vecovo di Caano, e poi Papa col no
me di Pio IV. In totti queti aari ebbe per

III. Agoino dalla Roccella , compagno direttori D. Leonardo dAtri , e Bernardino


anchegli del medcimo Beato, meditava del Cal,perone di perimentata virt.Due an
continuo le piaghe del uo Crio Crocef ni appreo aceo al Sacerdozio,avendo c
fo , avanti al quale pendeva , liquefatto in pagnoMarco Cal pcllegrino,viitando i pi
amaro pianto , tutto quel tempo gli era per
rinomati Santuarj dellhalia,daquali poi ri
mco Non f caro il Signore , a ricom
tornato, and ad abitare un lubgo tr miglia
penarnelo; concioiache ritrovandoi nell diante da Morano,detto Coloreto, cos ri
antico Convento di Reggio, ed orando con
chieo da quei Cittadinipve fabbricata una
forme al uo coume avanti un Croceo ,

Chiea, e accolti alquanti compagni , fond

uei ce le ue piagate braccia , e e lo


rine amoroamente nel petto .
IV. Nel medeimo critto a penna vengo
no celebrati per fama di molta virt il P.Gi

la Congregazione degliAgoiniani di Colo


reto , come i dir nel uo luogo . Divenne

rolamo da Scigliano, il P. Aurelio da Mon

teleone , e il P. M.Domenco Durante dagli

Albi . Veti predicando una Quareima con

uomo di varia erudizione; perche con quel

li principj duinanita apprei mentr era gio


vinetto , e baanti ad ordinarlo Sacerdote ,
nellet pi provetta attee alla logica, alla
looa , alla teologia , alla sfera, ad altre.;

cienze pi ingolari , etto la diciplina di


Leopardo dell Oo , gran letterato del uo
tempo . Con le nuove lettere non dimenti
fuoco alle ue anze , con peniero di man
darlo per aria . Si accee il fuoco , abbrugi c la vecchia Santit, anzi vie pi l`accreb
il letto, ove ripoava il Servo del Signore 5 be . Il uo mangiare per lo pi non era, che
ma egli rimae illeo per virt divina . Il e durtiche , ed altre erbe elvagie cotte , ma.,
condo riplende con tanta luce di perfezio enza condimento alcuno. Cuod cori ogni
diligenza la purit del uo corpo , ed oltre
ne, che concordevolniente veniva acclama
to non per uomo della terra, ma per Angio chaborr, anche ecolare le giute nozze,re- '
o Religioo , non parl, non guard I), non
lo del Cielo 5 El primo i ree aai celebre opr
coa veruna,qual`avee dato leggieri
nellainenza, e povert di pirito. Fil fama
mOtO zelo venne in odio dalcuni malva gi,

li quali oltrepaando nell iniquit die ero

mo

TVA-iu

z. - ..5 -..

DI ALTRI CONFESSORIfCA-P. iv;

9"

mo indizio dimpurit . Ebbe in grado eroi A avvenne , che -Fra Giueppe da Morano Mi
co lumiltz onde quantunque n da quando nor Oilervanre-avendogli tronehe alcune;
unghie da'piedi, cd una particella dellorec
era giovinetto correle per le bocche di cut
ti in iima di Santo, egli per itenne em chic,da ambedue le parti ne uc` il.vivo an
pre per il piu colpevole di tutti ,, e biogner gue. Fu poi epellito con gran pompa alla.,
vole dell indriZZo di ciacheduno. F i1 inchi parte dei ra dellAltar maggiore , avendo o
natiimo all orazione., tanto che , quando ato in ua lode il P, Pietro da Caano Mi
_non veniva occupato negli aari della Re
ligione , o de`uoi promi , empre era in;
Chiea ad orare , lingolarmente di notte 5 e

nor Oervante Riormato, Religioo di moi-


ta eemplarit . Oggid e ne maneggia nel
la Corte Romana lai-beatificazione.

di quea ua orazione,quanto ella foe gra


ta a Dio, pi` d'una volta e ne viddcro ma

KYIL

raviglio glieetti , Impetr a Don Erena


Principea di Biignano prole machia, che

Di alcuni Religioi Domenimm di

fu Nicol Bernardino,come anche al, mede


rmo , caato con D. _Iabella della Rovere,
gliuola del Duca d'Urbino, che u France
co Teodoro .All'ultimo conummarodalle

fatiche , e oprafatto dallet di anni 81. , 1


ree inabilc ad ogni travaglio di corpo , an
che al agricio della S.Mea . SOpi-avenura
Ia Feta del S. Natale l anno 1602.. celebr
tuttee tre le Mee , come poi nel d della.;
Circoncione, ed Epifania 5 ma conocendo,
che il Signore lo chiamava a e , nel manda
re fuori di caa alcuni de uoi Religioli, or
din loro, che per tutte maniere ii ritrovai

ero in Convento per Sabbato iz. Gennaro


del 1603. ln queto giorno egli i tutta la
mattina in Chiea, mando, e contemplando;

allora poi di Vepro oprafatto da unacer

Santa 712'! .
I

I.

Ra Giovanni incerto di patria,n0tato

olo col nome della nazione,cio di


Calabria, ve lAbito di San Domenico in
quel uo primo principio , e f .compagno
del medeimo Santo Patriarca , argomento

non ignobile della ua antit: ma pi lo fu,


quando dimorando di Famiglia nel Conven
to di San Sio in Roma , ed ucito con ur

altro fratello pagnuolo alla cerca del pane,


non avendone ritrovato che un olozperche
per irada abbattutii in un ivenuto dalla

ame gl-iel dierono , i meritarono la gloria

di quell' inigne miracolo della Divina Pro


videnza, tanto raccordato ne libri di quella
Religione . Leggai *Ferdinando di Caltiglia

Ln:

bimo dolor di ventre,e perci ritiratoi in

Cella, e coricatoi si del luo letricciuolo,ch`


. eran le nude tavole , laci adoprari alcuni

a hi.p
plib. pr

C.3:.

rimedi, quali tutti riuciti enza protto,di~

denti a quanto i rapportato di o pra.


ll. Fra Arcangiolo di S.Domenico,altres`i

c : quee votre medicine non prottano,

certo di nazione, incerto di Patria, fu Predi

perche gi e venuta lora del ..mio paaggio.

cator Generale,e DinitoreDi lui racconta b h.


Fra Giovanni Lopez (b) , che andato al Ca P. lib. T'
pitolo Generale di Lisbona, nel ritorno , ch {01.315.

Sono dunque pi necearie le medicine del

l'anima, cio li Santi Sagramenti , ordinati


. .

(;i).A1tro non abbiamo della ua vita,e della


ua morte ama convien crederle corrihon

dalla Chiea amoribondizquali pree con in

ei faceva per Calabria ripos nel Signore)

credibile divozione , nomando empre con.;

nel Convento di S. Paolo in Siviglia . Indi


l` anno 162.1. apertai la epoltura , per e
pellirvii un Signore del luogo, fu ritrovato

tenerima dolcezza li anti nomi di Ges,

e di Maria. Alle prime ore della notte, miti


gato alquanto il dolore recit li Vepri, e
la Compieta del giorno, el Matutino con le
Landi del di eguente . Allora ettima della

il uo corpo inticro, con li capelli, abito , e


cappa incorrotti, per di otto alla camicia di

lana un apri'imo cilicio, ravvolto il corpo

nette rincalz il dolore, ed avendo allinter


noli uoi Religioi,li benedie tutti,animan

tutto in una groa catena di ferro. Public-.ita


di ci la fama nella Citt, s'aoll quai tut

doli alloervanza dell intrapreo religioo


Iitutoz e dindi li mand a recitare in Coro

ta a venerare quel benedetto cadavero , il


quale per maggior maraviglia rendeva un;
lira-ve odore di Paradio , tagliandogli a ga

il matutino, non ritenendone n pur uno in

ua compagnia-3 ma il Cielo gli dein vi


ibile l`Angiolo uo Cuode , accompagnato
da molti beati piriti a e correndo l ore otto

pir anima nelle braccia di quello . Come


la mattina fu intea la ua beata morte,il con

coro della gente da Moran0,e d'altri luoghi


' fu aatto incredibile , tagliandogli l'unghie
delle mani, e depiedi, e li capelli del cap0,e

quattro volte riveiro , appena baarono li


pezzetti dellabito a contentarne li concor

renti,` e fu neceario tenerlo inepolto quat


tro di con muraviglia di tutti-;poiche empre
piro una eelee fragranza di Paradioz anzi

ra non pur labito, e li capelli,ma gli artico

li dclle dita , e li pelle-tti della carne 5 on


de per ordine di quel Provinciale u ripolo
in un luogo pi convenevole dentro la Cap
pella maggiore.

Ill. tra Giacomo parimente raccordato


col olo nome della nazione ville, e mor nel i
Convento di Piazza in Sicilia con gran fama
di antitd,e di dottrina , ed il uo czidavero li

conervo mcorrotto per molti anni . Fanno


di lui raccordo l'Abate Pirri (c) , ed Ottavio

c Scl.
'her- nor
p.ol.ro_:

Lajetano (d).

SS Sica':

1V. Era Angelo Convero della Citt di


Ta

{ol-4;.

CALABRIA SAN TA *NERO t.

120

Taverna i ree aai illulre nella antit nel


Convento di S.Catarina aFornello : che er
tanto t?! notato nellAlbcro della udetta a
tria`fra quelli , quali i reero chiari nella..
Virtu.
e lih.-.

cap.

Maeer Antonio Lembo (e) nella Croni

ca, quale li don alla luce del Convento di


Suriano f racconto deeguenti, tutti illutri
per antit .
V. Fra Vincenzo da Catanzaro Sacerdoce

f luno de rimi , quali introduero nella

nava del continuo , e per lo pi in pane , ed


acqua: ogni notte i diciplinava no allo
pargimento del angue: non cancedeva al
ripoo, che pochiime ore , quali prendeva...
cinto tutto di corde , e di catene ulla nuda

terraz conumando le altre, cherano le pi,


o cantando con i uoi Frati gli oci divini,
o mentalmente orando ', cos anche lorc del
iorno le conummava tutte all orazione, '

Fo] tanto meno, quante ne impiegava , i1.-


Chiea confeando, predicando, recitando il

Calabria la ongregazione Riformataz onde


i merit,che il uo Santo Patriarca tr volte
gli apparie , commandandOgli la fabbrica

Roario, ed aitendo alla Con* egazione, o

del Lonvento di Suriano , come i dir in..

uo luogo. Mor in Catanzaro con celebre

chifoi z motrando in ci un gran capitale


s`i di carit, s di umilt . Venuto a morte gli k

fama di antit .
,
VI. Fra Luiggi della Placanica SacerdOte

vargli- con violenza il Salterio ,

em lice fix ingolare nella bont della vita,

cmprc portato al collo: m'a vi ibilmentu

e ne la prudenza del governoz onde <pot

comparagli la Reina deCieli , e fug il de

con molta lode governare li principali on


venti della Provincia,ed anche quello di Su
riano. L'anno 162.1.ritrovandoi Priore in..

monio, e conol il ervo del Signorez e poi


pooelo in et10,fra quelle dolcezze mand
fuori il uo pirito.
1X. Fr. Franceco da LUngro Lettore.Vi
c nel ecolo con molta purit di corpo,e di
mente,e con la medeima ancor gliuolo ve

Suriano, mand conforme al olito le can

dele benedette nel d feivo alla Purica


zione alla Caa d'Arenaz ma ritrovandoene

una,qual opravanzava la gente della Fami


glia, ne tratle in ammirazione il Marchee)
ri-ancecoz il uale perci interrogatone il

meoz quei il odisfece per commiione


del Priorez cio, che quella era per il Barn
bino, qual nacer dovea quellanno. F la ri
pota ricevuta con divozione , ma imata
im Pbiblle, ritrovandoi all ora la Marche
a con argomenti infallibilidi non eer ra
vida .Ma ucceduto poi il parto li 17. o

fuori di quella rvendo glinmi di qua


lunque grado, anche neminilerj pi v-ili , e
comparve viibile il demonio , cercando-lie
ual avea..

t`i labito Domenicana, e vi mor. Digiuna|


va peo in pane, ed acqua , ed ildi pi del '
la comune refezzione con licenza de" Supe
riori lo diiribuiva apoveri . Penitenza qual
accompagnata con altre morticazioni di
eno, come di cilicj , e dicipline a angue

per pi volte la ettimana , lo rendeva di


volto macilcnte, ma per vencrabile.Studi
molto all'umiltz onde quantunque Lettore,
abit empre fra Conver , n volle mai la,

vcmbre dell anno medeimo , e fatto calco bitazione portatagli dal grado . Venuti in
lo alle conghietture, i venne in chiaro, che Soriano li Signori Principe , e Principea.;
il di eguente dell ambaciata re gravida di Cella mare vollero vedere queto anto
la udetta Signora-j, onde poi f poo il n0 Religioo , portati dal rido , qualandava
per tutto della ua antitaz ma eendo la..
me al nato bambino di Felice Domenico.
VII. Fra Coimo da Spatola eendo ancor richiela alquanto tardi , i opee per il
giovinetto pas in Meina , ove attee all d eguente . Intanto penetrato [il tutto al
eercizio di Farmacopola , o ver Speziach, 1 orecchie di quello Servo di Dio , quan
ove anche cas. Mortagli di brieve la mo tunque di quel tempo Sagreano Maggio
glie, e ritornato in Calabria i poe a ervire re , non f' ritrovare in luogo alcuno -3 U
da terziario la Santa Caa di Suriano ', indi

perci richieto da pi fratelli, mai volle ri~

ammeo all abito di Convero,gli f data la

pondere , ritirato in cella, fingendo di non


eervi, nche portatovii il medeimo Supe
riore, ubito e gli covere , e burtandoegli
apiedi caldamente lo upplic,che per amor
di Dio non permettee tal coa in perona
d'un Religioo cotanto imperfetto . Lacca

cura della Speziaria . Ebbe gran carit`a con


gl infermi, non olo per quello toccava il
uo eercizio z ma ogni altro ancora., che

veggeva eer loro neceario . Ferventimo


nell orazione , nella quale impiegava tutto
quel tempo,qual gli era permeo dalle gior
nali facccnde. Pruovato dal Signore con lun
ga, e grave inrmit, mor con un dolce ri

o, abbracciando lrcttamente , e guardando


con tenerezza un Croceo.
VllI. Fra Domenico Cuzzari da Suriano,

rezz il Superiore, e gli ordin , che cenda


in Chiea, ma che non parli con li udetti Si
gnori , quali molti edicati dell umilt di
m Franceco, rearono contenti della ola

veduta. Prima di morire f una generalir


ma confeone, avendola prima critto in un
groovolumez ma il Confeore atte di

anche nel ecolo con nome di Filippo era.,


non avervi ritrovata colpa mortale .
dottimi cotumi . Vellito l abito di que
ta Religione nel Convento di Suriano ,
X. Fr Girolamo Gumano da Suriano
vi s imprigion no alla morte per il o
Maeli-o,e Priore di pi Conventi,e due vol
lo amore alla irettima oervanza. Digiu ~ te di quello della ua Patria , fu aai inchi

.
nato

i) I

ALTRL coNFEssoat

CAP. Iv.
I3!

po era Priore accadendo moltitudine d o

appreo Dio , emolti ne ottenevano le gra-


zre neloro bio ni occorrenti . Sopravenu
tagli dimprovi o una uione lo ree bal`
buziente, qual'infermit non curata,comera

piti,dava loro il proprio letto, ed egli frat

il dovere, per li diaggi del tremuoto , qual

nato allacarit, ingolarmente con gl'iner~


mi . Mai manco dal Coro , caro nel cibo,

e profuo nel diciplinari a angue. A tem

tanto dormiva nel Chioro su la nuda terra. . opravenne, cos balbuziente ripos nel Si
Mor nella Motta Placanica con molta fama

gnore , il quale per in ua lode dinod la

di vita illibata .

lingua della publica fama .

XI. Fr Tomao da Roano Baccelliero,

vei labito , eendo d'anni 15'., qual em


pre accompagn con glabiti interiori della

XIII. FratAndrea Pilaja da Suriano Let

tore, vie per qualche tempo vita commu


ne , enza ingo arit alcuna . Ritrovandoi

virt . Nel digiuno i ree non troppo imi


tabile, poiche quali empre lo men in pane,
ed ac ua , ingolarmente nelle vigilie alle
ee ella Vergine , degl'Apooli, c di altri

pi razie dal Signore , :in brieve comparve


un'a tro; poiche datoi alla macerazione del

Santi uoi avvocati . Anche nelle quareime

orridi rigori dell'inverno ulla pradella dell'

pi lunghe ,nelle quali non prendeva mine_


ra,che negiorni di Domenica,e quella non
di pi, che derbc cotte. Se talora pigliau
pit-anza , ol era per darla a poveri vergo

altare nella Cappella del Roario, parco nel

gnoizanzi per loro ervizio volentieri pren

plic con gran fervore alleercizio delle:

dexa quello gli veniva incontro nellacuci

miioni appooliche con frutto maraviglio


o dell'anime . Paato in Santo- Pietro , terra
poco diante dalla udetta Citt in qualit

na,e e foe laciato fare , volentieri avreb

be dato il tutto a quelli 5 onde volgarmente


li diceva l'avvocato dePoveri.Fuori da que
o pcnicro , e di ibmiglianti atti di carit,
i rendeva all intutto atratto dalle coe del
mondo; Argomento aai chiaro, che empre
converae con Dio . Spendeva gran tempo
nella contemplazione de'Divini Mierj, a- ~

nel Convento di Taverna,ed illuminato con

la carne, dormi per tr anni anche ne i

mangiare, aiduitmo nelCoro , e f oer


vazione di molti , che niuno mai lo preven
ne . Stimolato dalla carit dcproimi ap

di Vicario, parve daver anticato quei p0


poli 5 concioiache ripartendo il tempo in

tre parti , di mattina , di mezzo di , e di era


al tardi, non v'era eercizio, o dorazione, o
di morticazione, nel quale non eercitava,

e e medeimo,e quei popoli. Banco grande

iduo nel Coro, e di giorno, e di notte, nella

foe ata la macerazione del uo corpo nel

quale pi volte`la ettimana diciplinava,


lpargendo piu an-ue, che lagrime5 mai per
cola alcuna i vide alterato , empliciimo

mentre dimor in queto Convento fac ile


il conghietturarlo_ da ci, che partito,fu ri
trovato in ua cella un lenzuolo ravvolto,

d'animo, ond'era facile a credere qualunque

ov era da vedere ogni pi orribile ru

coa gli venie propota . Portava del con


tinuo ria negli occhi dellanima la memo
ria della morte; onde perci compaionan
do le morti repentine deproimi, era pron
tiimo in Confeionario ad acoltare le lo~

mento di penitenza, ingolarmente una dici

plina inteuta di pine ante , a grandezza


dun chiodo , coverta tutta di angue 5 onde

il nuovo Vicario Tomao Tolamo da Ca


tanzaro, anche egli gran penitente , li f fa

ro confeioni. F parzialimo della pover

bricare otto l altar maggiore . Governo

t nel veire , i che mai ricerc nelle vei

molti Conventi, come anche quello di Suria

4
r.

altro commodo , che quello del ricuoprire

no , ove parimcnte per molti anni eercit

le nudit, e nel rimanente oco i curava , e

l'ocio di Maero di Novizj , con utilu

vecchie elleno oero, o pur nuove,e gro

grande della giovent Religioa . Mor nel

e , o e delicate . Ritrovandoi una volta in

medeimo Convento ,laciando di e ottima


opinione .
'

fermo , perche in Cella teneva alcuni libri


del Convento , li fe levar via , dubitando,

Il medeimo Scrittore (f)f'l raccordo d'al

chil tenerli non foe contra la povert.Nc


gli ultimi anni della ua vita i ritir nel

tri Religioi di anta vita,morti otto alle ro


vine del tremuoto , avvenuto li ei Novem
bre 1662.. in Surianoz li nomi, c vita dc'qua

Convento di Suriano,ove colto dal tremuo


to del r 662.., benchc foe rimao illeo, PU~

rc per quella occaione , alquanto appreo


int'ermatoli, ripos col onno deGiui.

XII. Fr Gregorio da Gmi liano fratel


lo Convero , ervi in molti o cj , e poi a.

li ono, quali ieguono .

XIV. m Girolamo Monolino nobile di


Reggio , nacque li r6: Febrajo del 16"32.. , c

fm dalle facie dimor quella Santit , alla


qiale il-Signore l'avea chiamatozpoiche pa.
s quell' eta tanto compoo , chev quai mai

quel della Sagreia la Santa Caa di Suria

no 5 In tutti per mor tanta alacrit dani

s'oerv piangente . Oltrepaato negli anni

' mo, pazienza , e. carit , chera in omma lo

non .f veduto mai tra giuochi di fanciulli,


ma tolti gl'eercizj delle cuole, empre itb
Chiea orante 5 tanto avido dorare , che n
nel letto entro le cortine veniva dalla madre

de appreo diotutti . Aiee fatiche del cor


po l accompagnava con la mercicazione.,
de'uoi eni, digiunando,diciplinandoi, ed
orando di , e notte :che perci divenuto fa

moo, molti ne upplicavano l interceone

r lib. z.
CAP-4.

ritrovato in orazione. Aai per tempo sap


plic al digiuno, ingolarmente nelle quare

Q_

ime,

112

CALABRIA SANTA LIBRO I.

ime,ne`giorni di Venerd in cui non gutava

coa alcuna , e per occultarli dalla gente di


caa , diceva daver pranzato quel di in caa
d'un uo Zio .Li trattenimenti con altri del~
la mcdeima et erano olo per Dio , eor
tandoli ll amore della virt, ed avvenne,
che ollecitato a qualche atto dioneto , i
f ritrovare involto tra le urtiche . D, Gio:

del Signore al uo Medico# gi.di


a miei Parenti, che lo vuotino a S.-Domen'

co, che guarita di ubito . l-"u fatto il voto


e linferino ricuper la quai perduta
con non piccola maraviglia di tutti . a. ' '
XV. Pr Tomao bilipponi Nobile
Terranova nacque lanno 1609. , e dopo un
coro d'anni I .veti labito lanno 1622..,ed

a uo tempo fe la profeione in mano di M.

Battita Mandica,chil confes anni tr con


tinui avanti i rendee Religioo , attetava,

ch egli era vergine , e tale , quale uc dal


ventre materno. Non andava in buca di da
nari,ma e a cao gli ne capitava alcuno,tan
to mancava, che lavee peo in giuoclai, o
altre legierezze di fanciulli,ch`anzi c ompra
tone delloglio ne accendeva alcune lampa
di avanti l' Immagini della Vergine , e de
ISanti fuori le mura della Citt . Con queto
1V(

Fr Tomao Marini, Provincial di Terra..


Santa, e Viitator Generale in Calabria,qua

le invaghitoi dell' angelica vivere del Reli


gioo, volle dargli il proprio nome di To
mao. Applicata atudj delle cienze,e cori

li felicemente no al Magiterio , i ritir iui


Suriano , ove vie per lo pi no all'ultimo
di ua vita . Religioo di tutte parti , dotto

quant ogn'altro in looa, e in amendue le

'capitale di virt , arrivato all'anno I 5.di ua

teologie pecolativa, e morale, aabile,umi- '

vita, e 1645. del Signore , veti labito in Su-~


riano . Se nel ecolo vie Religioo , nel

le, povero, caliimo , ed a uoi Maggiori

la Religione vie da Santo. Abit empre.:


ne'Conventi della pi rigida oervanza, ed
una volta, che mandato a leggere in Sider

no, ubbidi; ma appena cori pochi giorni f


ritorno in Suriano , rinonziando quell im
picgo,e dicendo, che la ua vita dovea eer
breve , che per tanto gli premeva pi lo tu
dio dellanima, che laltro delle cienze. Di
morando in Suriano, and a vederlo un uo

fratello notro Capuccino per nome Fr Do


menico , nel licenziari , abbracciandoi vi
cendevolmente gli die: Priegate , fratello,

ubbidientiimo 5 tanto che non venne in.;


quella Santa Caa Perona di conto,che con
colui ragionando , non retae prigioniera
della ua virt. Frequentava per ogni tempo
il Coro,n mai i appart dal Refettorio eo
mune , e quantunque molte volte infermie
cio, mai pot eer condotto nellaltro dell
Infermaria a cibari di carne . F due volte
Priore in Suriano, e poi anche Provinciale ,
ne uai governi accomodando alconeglio
dell Appotolo,era divenUto pecchio dogni
religioa virt. Fu da Dio onorato col dono
demiracoli , e fra molti, che e ne racconta

per me San Franceco , ch lo priegher per no, confea lo Scrittor della ua vita di e.:
medeimo, che quai oppreo da unacerbi-
voi San Domenico,accioche ci aiutino a lal
varei, e appi, che noi non ci vedremo altra mo dolor di anchi , toto gli van , dopo
volta in queta vita 5 e tanto avvenne 5 poi
che venne toccato nella parte oea dalla..
che la notte eguente,eendo ucceduto quel mano del Servo del Signore. Previdde la...
terribile treniuoto , qual mand a terra la.. qualit della ua morte , e cos lombreggi:
Santa Caa,rimae con gli altri oppreo ot Li cinque Novembre del 62.. tando in con
to quelle rovinate fabncheChegli gi mor
verazione con altri PP. dopo il pranzo pro
to foe di ubito alito alla gloria n abbiamo poe queto dubio: cio, qual foe la manie
un'illutre tetimonianza. Avea Girolamo in ra del morire piu paventevole i Dopo aver
Reggio una orella Monaca nel Monaterio detto tutti, tipigli egli il diljoro, e eppe-.;
elle Vergini, ed unaltra cugina, col nome nendo ciachedund , che dovee dire, che iL
morir a dolore di r'ianeo foe il morir pi
di Suor Girolamaz ma ,s grande fu il dolo
re della prima per la morte del fratello, che crudele-3 ( gi che pochi giorni aVanti nera
in conto alcuno poreva orire , che Suor tato travagliatimo) anzi die con Seneca:
Girolama foe chiamata con tal nome, per

che di ubito le correva nella memoria il no


me dell etinto Fr GirolamoMentre dunque
una mattina tava tra onno , e vigilia in let
to, le apparve il Religioo fratello , e ripre
ala, perche non conentie, che laltra foe
'chiamata Suor Girolama, le oggiune: Pen
i t chlo ia in cattivo luogo 3 lo ono nel
Paradio per miericordia di Dio , el lodo
in compagnia degli Angioli, e toto con oa
viima voce intonando il Te Deum, lo pro ,
egui ino al Te Martymm candidati [andar
exercitus :,Indi ollevandoi alto pian pia
no, le vani dagli occhi. Latino 166;.ritro.

vandoi infermo con diperata alute Giu

(g) Nec dejunt, qui bar-genus morti: rimcant ,


[ib.
qui in obrumptum cii ediburuir cunt,et e 'vi'uo- .vgnur.
rm numero 'ui-w' aufcruntur : cio il morir di

tremuoto. La norte eguente ucceduto ad -


ore ei il terribile tremuoto , infeliccmeate)

l'oppree,e ii ritrovato otto a quelle rovi~


nate fabbriche con il Roario al collo, il tu
nicello,e calzette legate in atto.pi di Peni
tcnte, che daltro.
z
all-"33 a1-

XVI. Nel medeimo luogo tren

orac

cordati con molta lode br TomaoMonv


tileone nobile di TerranovagLettore , Pra
Franceco Himeneo da Suriano Predicat

_Generale , Fra Domenico Anania. Noviz'


i Proeo da Seminara , Frat' Antonio Pa

i rotta Novizio Profei) , Nobile -Tropeanxar i


eppe Span uo Loguato , apparve il Servo
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6.

.151 AETRIONF ESSORI CAP. Iv;

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Fra Tomao da Guardavalle , e Frat'Antonio


da Ceriano Fratelli Converi Novizj di pro
bazione, tutti per virt commendabili , e ri

125 i
con religioa violenza ubbidienzial-e ,venne
atretto a upporre le palle al gran peo.N
and vuora lopinione gi concepita del uo

trovati otto alle pietre, ual vetito di cilicj,

overnoz quando ottodi lui andarono cos

.:zz FL
ne in regitro gli avanzamenti, s nello
e ual con le dicipline :ille mani.
'
- KVM. Fr Luigi dAquino . La vita di pirituale , s nel temporale del vatiimo
ueto ran Servo del Signore dovea egui- ` Convento 5 s bene adempiute le parti dell
re all tra di S.Toma0 della medeima Fa 2- una , e dell altra giutizia, con tutto altro,
miglia, come uo parente in undecimo gra :Equal i richiede in un Ottimo, e Santo Prela
do per oervazione di Domenico Maria... to 5che da quindi i avea fabbricata la cala

ll Sas-Dia* Marchee(h)5 ma dierenziandoi negli ono


rio

Dom.

., alle prelature pi grandi, e della Provincia,

ri Eccleiatici , avvegnache di poco nella..

e della Religione , e pur egli addietrato


virt, lh rimeo in queto luogo . Nacque ;empre dalle redini dellumilt,otinatamen
egli nella Terra di Crucoli della Calabria te non i foe tenuto al bao , ed _all'ubbi
uperiore da Claudia Venata, e da Ettore d dire pi toto.Ben vero,che non pot sfug
Aquino ultimo genito di Luigi Signor di ,5 gite alcune cariche, alle quali i ottomee,
Catiglione, negli anni correnti del mondo i :conocendole pi atteal travagliare, che
redento 15-50. e nel batteimo gli venne po , ,al godere, come di Bibliotecario , di Sagre
to il nome d'Annibale , e non pi tolto di i ;tano maggiore, di Confeore nelloer
Mario :, ma queto poco preme , avendolo . *vantimo Monaerio di S. Catarina di Sie
eommutato in quel di Luigi , qualora venuto 'na, con qualch altro . All umilt accoppi

all'et,ed ordinatOi prima Chiericoze quin - v;lauteritt del vivere in modo , che da che.:
di paato in Napoli veti labito Domenica 'veti labito religioo giammai gut carne, _
no lanno 1569. Fin dal ecolo men vita di v quantunque necetaro dalle indipoz ioni.
Religiooz onde veti to dellabito Religioo Diciplinava pure ogni notte a gran furia; .
i avanz a tal grado di virt , che ordinato ma in luogo eparato , e rimoro , ove non
SacerdOte lanno 1574.,appena poto il piede fue veduto 5E perche f trovato una volta
nel 2,5. dellet ua,a capo di due mei venne da un Frate , egli l oblig con giuramento
ropoto alla cura de'Novizi nel medeimo alla egretezza . Non diomigliante era lo
onvento di S.Domenico in Napoli5 uando tudio di c0prire le ue orazioni, per le qua
in quello vivevano Religiodicono ciuta_, li savea celta la Cappella del Croceo ,
virtu . Machi vel promoe ebbe gran lume che parl al uo congiunto S. Tommao.
da Dios poiche eercit s bene queta cari
Dormiva pochiimo, perche coricatot ta