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METODO DEGLI ELEMENTI FINITI - ELEMENTI FINITI E FUN...

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Meccanica Computazionale
Metodo degli Elementi Finiti: Modellazione

11/05/2016 20:33

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ELEMENTI FINITI E FUNZIONI DI FORMA


Andrea Bacchetto

INTRODUZIONE

FUNZIONI DI FORMA DI ELEMENTI MONODIMENSIONALI

FUNZIONI DI FORMA DI ELEMENTI BIDIMENSIONALI

INTRODUZIONE
La discretizzazione del dominio porta quindi alla generazione di nodi e di elementi finiti. I nodi, nelle applicazioni del
metodo FEM, sono entit molto importanti in quanto la soluzione dellintera struttura viene riferita ad essi: per estendere i
valori del campo delle incognite su tutto il corpo vengono utilizzate delle funzioni che con la desiderata approssimazione
riportano i valori nodali in ogni sottodominio.
Gli elementi finiti sono delle entit geometriche pi o meno regolari caratterizzate da un determinato numero di nodi
v a r i a b i l e a s e c o n d a d e l t i p o d i e l e m e n t o . Ta l i n o d i p o s s o c o i n c i d e r e c o n i v e r t i c i d e g l i e l e m e n t i , m a i n a l c u n i c a s i , c e n e
possono essere alcuni disposti lungo i lati degli elementi stessi o addirittura allinterno. Un elemento quadrangolare, ad
esempio, pu avere un numero di nodi variabile da quattro (uno per ogni vertice) a nove (quattro ai vertici, quattro nei punti
medi dei lati ed uno centrale). evidente che allaumentare del numero di nodi aumenta il grado del polinomio utilizzato per
interpolazione dei dati ai nodi e, quindi, aumenta anche la qualit dellapprossimazione.
La scelta delle cosiddette funzioni di forma, che sono generalmente polinomiali (o comunque a comportamento noto) un
altro punto fondamentale che permette di ottenere una soluzione del modello FEM pi o meno vicina alla realt che si vuole
simulare.
Al fine di rappresentare correttamente il valore ai nodi, le funzioni di forma devono assumere valori unitari nel nodo
considerato e valori nulli sul resto dei nodi.
Il campo delle incognite per un problema di tipo tridimensionale pu essere rappresentato mediante la seguente relazione
generale:
(1)
Cio a dire che
approssimazione
incognite (u*i),
approssimazione

i l c a m p o d e l l e i n c o g n i t e u n a f u n z i o n e d e l l e t r e c o o r d i n a t e x , y, e z . A l f i n e d i s f r u t t a r e i l p r i n c i p i o d i
gi introdotto precedentemente, si dovr scegliere un insieme di punti in cui specificare esattamente le
mentre landamento della funzione legato esclusivamente al comportamento delle funzioni di
Ni dellelemento dette funzioni di forma:

(2)

Quindi solo le funzioni Ni dipendono dalla posizione.

FUNZIONI DI FORMA DI ELEMENTI MONODIMENSIONALI


L e s e m p i o p i s e m p l i c e d i f u n z i o n e d i f o r m a l e l e m e n t o f i n i t o l i n e a r e a d u e n o d i d o v e l e f u n z i o n i d i f o r m a s o n o d i t i p o
lineare (vedi Figura 1):

(3)

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Figura 1
Per un elemento lineare possibile utilizzare anche funzioni di forma a grado pi elevato, oppure le funzioni lagrangiane
definite dalle seguenti formule:

(4)

e rappresentate graficamente nella Figura 2.

Figura 2
facile notare come le funzioni mostrate qui sopra assumono valore unitario nel nodo di appartenenza e nullo nel resto dei
nodi.

FUNZIONI DI FORMA DI ELEMENTI BIDIMENSIONALI


Le applicazioni che utilizzano elementi bidimensionali sono molto ampie (assialsimmetriche, stati piani di tensione e
deformazione, ecc.).
Secondo una formulazione isoparametrica degli elementi finiti, per lesecuzione delle operazioni di integrazione al fine di
valutare le varie matrici (di rigidezza, di massa, ecc.) utili allassemblaggio, si ricorre ad una trasformazione di coordinate
dalle generali (x1,x2) a quelli locali (x,h), per le quali il generico quadrilatero viene trasformato in un quadrato di lato 2
centrato nellorigine (Figura 3):

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Figura 3
Per questa tipologia di elemento finito esistono vari gradi di approssimazione; per un elemento a quattro nodi si utilizzano
delle funzioni bi-lineari che nello spazio di riferimento assumono le seguenti forme:

(5)

La trasformazione in coordinate locali risulta essere molto comoda in fase di integrazione sopra la superficie dellelemento. I
solutori ad elementi finiti hanno sviluppato una potente sistematicit e velocit che permette di calcolare gli integrali di tutti
gli elementi dellassemblaggio. Come tutte le trasformazioni di coordinate in fase di integrazione in pi di una dimensione
r i c h i e d e i l c a l c o l o d e l d e t e r m i n a t e J a c o b i a n o J d e l l a t r a s f o r m a z i o n e . Ta l e c a l c o l o r i s u l t a p e r p a r t i c o l a r m e n t e d i f f i c i l e d a
trattare dal punto di vista numerico quando la geometria dellelemento originario presenta distorsioni notevoli come rapporti
tra i lati molto grandi o angoli ai vertici tendenti o maggiori dellangolo piatto (180). In tali casi il determinante pu risultare
nullo o addirittura negativo, innescando una serie di problemi legati allinversione della matrice della trasformazione. Le
relazioni della trasformazione di coordinate sono espresse simbolicamente dalle seguenti:

(6)

Si noti come la trasformazione (x,y) (x,h) viene fatta sotto lipotesi di considerare un elemento isoparametrico. Altri tipi di
funzioni di forma sono mostrati in Figura 4:

Figura 4

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