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Domenica
22 Maggio 2016

Antinori, false donazioni di gameti e mercato

ETEROLOGA, DOMANDE
A POLITICA E MEDIA

www.avvenire.it

IDEE

Nonna Irene, nella comunit di Nomadelfia allev 58 bimbi


Leggi il ricordo della nipote: la sua missione era il bene

LA VOCE DEI GIORNI


IL LAVORO QUOTIDIANO LIEVITO IN OGNI VOCAZIONE

Il doppio miracolo del pane

di Gian Luigi Gigli

aro direttore,
stando a certa
ufficiale vulgata
sulla donazione di
ovociti per la
fecondazione eterologa,
Severino Antinori sarebbe solo
una scheggia impazzita di un
sistema che altrimenti sotto il
controllo delle autorit
sanitarie e non permette
alcuna forma di abuso o di
sfruttamento. Sul tema
abbiamo pi volte tentato di
sollevare un quesito
inquietante a cui nessuno,
neanche il Ministero della
Salute, ha potuto o voluto dare
risposta. La domanda inevasa,
quasi banale nella sua
semplicit, chiede di spiegare
perch in Italia non si trovino
donatrici di ovociti, mentre
pare ve ne siano in
abbondanza in altri Paesi,
come la Spagna, al punto tale
da soddisfare anche le
richieste provenienti da alcune
regioni italiane, disposte ad
acquistarli pur di colmare la
carenza di gameti femminili
necessari per le pratiche di
fecondazione eterologa. Da
quando, infatti, la Corte
costituzionale ha sdoganato
anche in Italia la fecondazione
con gameti estranei alla
coppia, si contano sulla punta
delle dita le italiane che si sono
rese disponibili a donare i
propri ovociti. La causa
legoismo delle italiane e la
loro indifferenza al desiderio
insoddisfatto di genitorialit
delle compatriote sterili?
Oppure si tratta di buon senso
e di istintiva indisponibilit a
donare una parte cos
importante di s e della
propria storia genetica (non
solo un organo!) e a sottoporsi
ai disagi e ai rischi di un
pesante bombardamento
ormonale, di una anestesia e di
una laparoscopia? E come mai
ci non si verifica in Spagna,
dove il business dellindustria
privata della fecondazione
artificiale sembra andare a
gonfie vele? Per le nostre
autorit sanitarie tutto in
regola e a nessuno sembra
venire il sospetto che il
"rimborso spese" previsto sul
suolo iberico possa
mascherare una forma di
compenso in grado di rendere
appetibile sottoporsi alla
procedura, malgrado i rischi a
essa inerenti. Comprendo che
il dubbio sia inquietante, ma
non si pu restare indifferenti
anche al solo sospetto che il
corpo di qualche cittadina
dellUnione Europea in
condizioni di bisogno possa
essere stato sfruttato sino a
questo punto. Se per interesse
(anche ideologico) si preferisse
chiudere gli occhi di fronte al
possibile abuso in casa altrui,

verrebbero meno le ragioni del


divieto assoluto a ogni forma
di commercializzazione di
parti del corpo umano che vige
in Italia. Perch, infatti, a quel
punto non si potrebbe essere
pagati per donare il sangue,
come avviene in alcuni Paesi?
E similmente perch la
donazione di rene da vivente a
fini di trapianto dovrebbe
essere ancora permessa
soltanto tra familiari e parenti
stretti? Allindomani della
sentenza che ha fatto cadere il
divieto di fecondazione
eterologa, il ministro Beatrice
Lorenzin aveva annunciato di
voler emanare con un decreto
linee guida valide su tutto il
territorio nazionale. Le fu
impedito dai colleghi di
governo, sostenendo che del
tema avrebbe dovuto
occuparsi il Parlamento. Le
divergenze interne alla
maggioranza impedirono
qualunque provvedimento,
lasciando spazio alle Regioni e,
tra laltro, per accordi diretti di
compravendita tra quelle e i
fornitori di gameti. quanto
hanno fatto in particolare
Toscana e Friuli Venezia Giulia
che, preso atto della
indisponibilit di vere
donazioni in Italia, hanno
pensato bene di ricorrere
allacquisto dallestero, dando
per certo, senza ulteriori
approfondimenti, che gli
ovociti fossero frutto di
autentica e generosa
donazione. In risposta a
uninterrogazione
parlamentare, il ministro si
limitata a ripetere che in Italia
il commercio vietato dalla
legge 40, che i controlli sono
efficaci e che gli standard
europei della filiera di
produzione sono rispettati. La
domanda iniziale per senza
risposta, e questo autorizza il
sospetto che lItalia, pur di
rispondere alle richieste
dellideologia imperante e
dellindustria della
procreazione, sia disposta a
tollerare in casa altrui quello
sfruttamento del bisogno che
si dice pronta a combattere in
casa propria. Se cos fosse,
Antinori resterebbe
certamente imputato di
violenza, ma per il resto
sarebbe quasi un benefattore,
certamente per quanto
riguarda la bilancia
commerciale con lestero del
nostro Paese. Unultima
domanda: a quando lacquisto
di reni in India da parte delle
nostre Regioni? Ovviamente al
fine di sopperire alle necessit
di salute di tanti dializzati e
solo in quanto quegli organi
risultino formalmente frutto di
autentiche donazioni...
*Presidente del Movimento per la
Vita Italiano

di Luigino Bruni*

a dimensione spirituale della vita reale e


concreta almeno quanto quella organica e
psichica. Non avremmo mai iniziato a guardare
meravigliati le stelle, a scrivere un verso poetico,
a onorare i nostri morti, se insieme alla carne e
alle ossa non fossimo abitati da un soffio invisibile, che ci
sfugge e ci ama. Lonore, la sincerit, la bellezza, la mitezza
e tutte le beatitudini, sono faccende spirituali, perch n il
sangue n la carne ce le possono rivelare. Le et della vita
sono anche et dello spirito, che cresce, evolve e cambia
ogni mattina, e si sveglia sempre diverso da come si era
coricato la sera prima. Una delle grandi povert del nostro
tempo la negazione della vita spirituale o la sua
riduzione a biologia o ad attivit psichica. E non vedendo
lo spirito dentro carne ed emozioni, non ci sono pi
maestri capaci di distinguere una depressione spirituale
da una psicologica. Non vediamo le malattie dello spirito,
le confondiamo con altre che sembrano simili. Non le
curiamo, e cos nel mondo c troppa sofferenza spirituale
non capita e non amata.

La tensione dellesistenza
e il pungolo che dal
profondo ci muove a viverla
stanno proprio nel fatto
che ogni fase nuova, non
era mai accaduta prima,
unica, e poi passa per
sempre. Non appena non
si avverte pi quel pungolo
a vivere lesistenza, nasce
un sentimento di monotonia
che pu crescere fino
alla disperazione
Romano Guardini, Le et della vita

nche la vita dello spirito ha le sue et, diverse per ogni


persona, come e pi delle et del corpo.
Nellevoluzione spirituale delle persone ci sono alcuni
eventi particolarmente importanti e cruciali. Uno di
questi la cosiddetta vocazione, un fatto non cos raro che
si verifica quando nello spirito di una persona irrompe un
giorno una voce che lo chiama per nome. Un evento non
annunciato, inatteso, sempre sorprendente, che cambia la
vita per sempre. Queste vocazioni qualche volte prendono
forme e linguaggio religiosi, altre volte si esprimono con
altri linguaggi. Non comprendiamo molte cose della vita
perch pensiamo che la vita spirituale sia una faccenda
solo religiosa e non primariamente e fondamentalmente
una realt antropologica. C molta gente che si sente
chiamare dentro da una voce e non sa o non vuole
chiamarla Dio. La voce c e chiama anche quando non
sappiamo da dove provenga lumanesimo biblico
sequela di una voce che non si vede e dal nome
impronunciabile. Solo gli idoli hanno nomi e volti
evidenti, e sono muti. Quando, allora, una persona vive un
autentico incontro spirituale, il suo percorso attraverso le
et della vita si arricchisce e si complica. Innanzitutto, a
qualsiasi et avvenga questo incontro, genera sempre una
straordinaria esperienza di giovinezza. Niente come una
vocazione adulta fa tornare giovani. lunico elisir della
giovinezza disponibile sotto il sole, molto pi potente e
radicale dellinnamoramento o del diventare nonni.
nutrirsi veramente del frutto dellalbero della vita. Questa
giovinezza nello spirito ha effetti immediati anche nella
dimensione psicologica e qualche volta nel corpo. I limiti
non si sentono pi, scompaiono malinconia e cinismo, il
mondo diventa un luogo da cambiare e da migliorare.
Soprattutto sono gli occhi a brillare di una luce tipica e
inconfondibile, che forse la bellezza pi evidente di ogni
giovent, e che diventa meravigliosa nelle giovinezze dello
spirito. In questo senso ogni vocazione battesimo,
morte e resurrezione, rinascita, tornare da grandi nel
seno di unaltra madre.

a vocazione con la sua tipica giovinezza per


particolarmente delicata quando riguarda persone
che sono giovani anche anagraficamente. La giovinezza
del corpo abbinata a quella dello spirito sprigiona una
energia potentissima, che fa capaci delle azioni pi grandi
e pi folli, che solo un giovane toccato nello spirito pu
fare. Produce una generosit illimitata, una docilit
infinita. Si pu e si vuole fare tutto. Questa combinazione
di giovinezze diverse genera per anche un altro effetto:
allunga il tempo storico della giovinezza. Chi riceve una
vocazione da giovane riceve anche il dono di una
giovinezza pi lunga. Lincanto luminoso degli occhi dura
per molto tempo, e regala molti anni nei quali si resta
realmente giovani, bambini evangelici e, in un certo
senso, si resta un po fanciulli per tutta la vita. Una
giovinezza che tanto pi lunga quanto pi forte stata la

di Pier Giorgio Liverani

n un Paese civile i diritti sono uguali


per tutti, come dice anche la Costituzione italiana (art.3), perch se si creano differenze sullessere delle persone, si rischia listituzione di una nuova
specie e la societ si divide e non pi
comunit. Ci sono diversit profonde
tra un Paese che definiremo normale
e uno in cui, invece, i bambini si possono fare morire nel grembo materno o
conservare, da embrioni, a 196 gradi
sotto zero con azoto liquido; un Paese
in cui i malati, o chi stanco di vivere,
possono venir uccisi sia pure dolce-

mente; le famiglie si dissolvono alla faccia dei figli o si costruiscono alla meglio, secondo i propri orientamenti; le
donne, se fa comodo, sono considerate
solamente in quanto uteri; i matrimoni si combinano con i reciproci facsimili nonostante il divieto costituzionale delle distinzioni di sesso e di condizioni personali e sociali.
Il varo delle unioni civili, che si aggiungono alle altre istituzioni contrarie,
quanto meno, allo spirito della Costituzione, suggerisce a Vittorio Feltri (su Libero, sabato 14) il giudizio sintetico di
tanto rumore per nulla, anzi e con
unespressione brutale (scusatemi, cos scritto): Non me ne frega un accidente. C anche chi, invece, passa agli
insulti: Furio Colombo del quale (Il Fatto Quotidiano, mercoled 18) si riporta-

d in questo tipico "rischio educativo" che si inserisce


il discorso sul lavoro. La generosit e leroismo tipico
di questi giovani, li portano spesso a trascurare o a non
dare valore agli studi o alla professione precedente e
futura, tanto forte il desiderio di consacrarsi interamente
alla nuova realt. E cos la vocazione invece di servire e
potenziare i talenti umani e lavorativi, troppo spesso si
trasforma nel tempo in una specie di professione in s, che
assorbe tutto il resto. Lora et labora non a caso era nel
DNA delle prime esperienze monastiche. Anche i primi
francescani vivevano in genere del loro lavoro. Molte
riforme della vita monastica sono state soprattutto
riforme del lavoro, perch lora
tendeva con il tempo a divorare il
labora. Lora aiuta il labora, ma anche
il lavoro aiuta la vita spirituale, perch
in se stesso attivit spirituale e
carismatica. E chi riuscito a salvare e
a sviluppare un lavoro vivendo dentro
comunit carismatiche lo sa molto
bene. Lo sa se ha salvato un lavoro
vero, perch molto difficile lavorare
veramente quando una vocazione si
sviluppa dentro comunit ideali. Si
fanno molti "lavoretti" per
mantenersi o intrattenersi occupati,
ma raramente si lavora veramente, coi
tempi, responsabilit, disciplina,
fatiche del lavoro.

Diego Velzquez, Il pranzo, 1617.

Il nostro tempo tende a non riconoscere


l'esistenza della vita spirituale e, quindi, non
capisce le sue gioie e non sa curare le sue
malattie. Il lavoro altissima attivit
spirituale, se vero lavoro. Quando da
giovani si riceve una vocazione, non facile
lavorare veramente. Ma il lavoro ci aiuta a
intuire qualcosa del mistero dell'Eucaristia
chiamata e pi grandi sono i talenti naturali e morali della
persona. Questa lunga e buona giovinezza naturalespirituale quasi sempre foriera di una bella e lunga vita
adulta e di una vecchiaia posticipata e buona. caparra di
un grande dono che verr. Ritarda larrivo della vita
adulta, ma quando giunge pu essere bellissima e molto
feconda. La capacit che avr il futuro di mantenere le
promesse della lunga e splendida giovinezza vocazionale
dipende molto, infatti, dalluso che i responsabili di
comunit, organizzazioni, movimenti ideali o carismatici
fanno della generosit infinita del tempo della giovinezza.

no qui alcune spiacevoli espressioni: Le


squadre aggressive dei vescovi guidati
da Bagnasco... Crudele e insensato anche il frenetico divieto della maternit
surrogata... Quanto a dire che quel matrimonio non un matrimonio, si tratta di una reazione nervosa causata dal
potere perduto, che prima o poi passer. Il nervosismo sarebbe quello di
coloro che ignorano tutta la Costituzione salvo la loro interpretazione del
che cosa famiglia. Ma lo sa Colombo
che cosa il boomerang delle parole?
ELEFANTINI E CANI
Il desiderio di insegnare al Papa il suo
mestiere sembra diffuso specialmente
tra i giornalisti. Questa volta lElefantino a descrivere al Pontefice come dovrebbe regolarsi in materia di cani e gat-

lla radice di questo errore, grave e


comune nella formazione delle
giovani vocazioni, c una visione
aristocratica e gnostica che considera
le attivit "spirituali" superiori di
quelle lavorative, come se una liturgia
o una Messa fossero sempre e per
natura attivit pi morali e degne di
unora trascorsa semplicemente
lavorando una tesi a volte sostenuta
da esegesi creative del brano
evangelico di "Marta e Maria". E cos
non stupisce che una delle crisi pi
comuni, sebbene molto sottovalutate,
della vita religiosa adulta dipenda dal
mancato sviluppo della dimensione lavorativa da giovani.
Perch si vede il lavoro come un male necessario, che
toglie tempo prezioso allunico "lavoro" buono della
missione. E anche quando alla missione inerente e
intrinseco un mestiere (per esempio, insegnare o curare),
ancora pi importante che la dimensione lavorativa sia
distinta, accudita e curata, e mai usata strumentalmente
ai fini della missione, e quindi snaturata. Solo un lavoro
amato e rispettato pu essere un giorno lasciato, quando
la stessa vita chiamer altrove. Ci si "attacca" sempre al
lavoro fatto male, quando diventa "servo" o "padrone". Se
il lavoro invece visto e riconosciuto per quello che
veramente , lo si lascia con la stessa dignit dolorosa con
cui si lascia un figlio libero di seguire la strada che non
avevamo pensato per lui.
Lavorare veramente allora vera laicit, cio espressione
dellessere semplicemente uomini e donne. Il lavoro la
possibilit di sentire e ascoltare il battito del cuore della
propria citt, del proprio tempo, della propria gente vera.
Non sempre possibile lavorare veramente nella vita. Ma
occorre vivere il non-lavoro come una indigenza, non
come un privilegio o una elezione. Soffrire per non essere
diventati lavoratori, e qualche volta ritrovarsi sanati
dentro proprio grazie a questa sofferenza. Un
responsabile di comunit che ha lavorato veramente, o
che ha sofferto per non averlo potuto fare, far s che i
giovani che arrivano nelle comunit seguendo una
vocazione possano ricevere il dono di far bene un lavoro
vero. Magari per qualche anno, per poco tempo, ma un
lavoro vero, non "lavoretti".

Unioni, cani, gatti e rumore di boomerang


contro
stampa

Chi si trova ad avere responsabilit e autorit nei confronti


di una persona in questa et della vita, ha un ruolo difficile
e delicato. Deve assolutamente custodirne lincanto,
perch la giovinezza irrealista, incantata, idealista e
inesperta un bene comune raro e preziosissimo. Ma
deve stare molto attento, perch se la fanciullezza
spirituale blocca lo sviluppo umano e psicologico,
succede che dopo la lunga giovinezza un giorno ci si
risveglia vecchi senza essere mai stati adulti.

ti. noto che Francesco ha invitato a non


preoccuparsi di queste bestiole pi che
dei poveri o dei vicini di casa malandati
o in stato di necessit. LElefantino lo
pseudomino a immagine di Giuliano
Ferrara, che sul suo Foglio (luned 16) fa
ricorso a Platone e a Franois Rabelais
(VIV sec. a.C. e XVI) per ricordare al Papa che il cane la bestia pi filosofa del
mondo, invitarlo a non farsi immoralizzare dalle stupidaggini statistiche sul
consumo canino in Occidente e a non
essere banalmente umano. Se di un Elefantino si pu comprendere la primaria sensibilit per gli animali, per chi ha
scelto come propria immagine un animale tra i pi grandi e i pi intelligenti
urge non smentire almeno la seconda
qualit degli elefanti.
RIPRODUZIONE RISERVATA

n giorno uscendo dalla Messa ho visto un operaio


che riparava un guasto alle fogne. Mentre lo
ringraziavo per il suo lavoro, in quella bella gratitudine ho
risentito lo stesso sapore eucaristico (eu-charis). Quando
separiamo il pane dellaltare dal lavoro che lo ha
generato, spezziamo il ponte tra il tempio e la citt, e i
nostri culti non salvano nessuno. Il pane e il vino possono
diventare sacramento di morte e resurrezione perch
erano gi morti e risorti quando diventarono cibo e
bevanda grazie al nostro lavoro. Quando invece
leucarestia perde contatto con la gratitudine per il lavoro
vero, non la capiamo pi, il pane non si moltiplica e non
sfama le folle. Una societ che non vede pi il lavoro non
ha le categorie antropologiche e spirituali per vedere e
capire neanche il mistero dellEucaristia. Chi conosce la
fatica e la bellezza del lavoro che trasforma uva e farina in
vino e pane pu capire il valore di donarli sullaltare.
LEucaristia un evento autenticamente umano e sociale
finch resta frutto della terra, della vite e del lavoro
delluomo. E se passando tra le et della vita abbiamo
smarrito il senso dellEucaristia, possibile ritrovarlo
reimparando a lavorare. il nostro lavoro quotidiano il
lievito di ogni pane.
l.bruni@lumsa.it
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