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EXPO 2015

Studente: MARINO Giovanna Maria


Matricola: 488303
Mail: marinogiovanna0814@gmail.com
Tel.: 3298587959

Sostenibilit, paesaggio, cooperazione, biodiversit, innovazione, agricoltura, tradizioni,


cultura, imprese, architettura, divertimento, storia, natura e tecnologia. Expo Milano stato
tutto questo. Il grande evento italiano del 2015 si distingue dalle precedenti Esplosioni
Universali per la sua monumentale leggerezza.

Expo non una fiera con spazi espositivi a pagamento ma a tutti gli effetti un grande parco
a tema bandito ogni cinque anni e assegnato per votazione. La prima esplosione italiana

avvenuta proprio a Milano nel 1906 ed stata dedicata ai trasporti terresti, navali e aerei; a
fine Novecento, con lo sviluppo globale di internet e dei media linvito a scoprire di persona

gli sviluppi della tecnologia ha perso lattrattivit per il pubblico e le esposizioni si sono

dovute reinventare. A questo tema si collega anche la campagna di comunicazione che Expo
Milano 2015 ha portato avanti prima dellapertura attraverso la rete. Infatti quella di Milano
un Expo social.

Il Crystal Palace dellExpo 1851 di Londra, la torre Eiffel di Parigi per lExpo del 1889 e il

padiglione tedesco di Mies Van Der Rohe a Barcellona nel 1929 dimostrano il ruolo che
hanno sempre avuto le Esposizioni Internazionali per il progresso dellarte e dellarchitettura.
Expo Milano 2015, in considerazione dellattuale situazione di crisi economica, con le

inevitabili ricadute sui mega-progetti, sul settore immobiliare e sul sistema fieristico
internazionale, ha dovuto fare i conti con una sfida diversa impostando uno schema sobrio,

rispettoso dellambiente e concentrato su temi forti come sono quelli del cibo e dello sviluppo
sostenibile. Tale diventato un palcoscenico pi che uno spazio espositivo, un luogo-evento
dove paesi, associazioni, gruppi possono far sentire la propria presenza e voce.

Fig. 1 - Mappa di EXPO 2015

Studente: MARINO Giovanna Maria


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Architettura e design oggi non hanno a che fare solo con il mondo costruito, ma con la

progettazione di nuove esperienze: non esistono barriere tra il mondo fisico e quello virtuale,
e larchitettura ha il compito di creare nuove interfacce per mettere in comunicazione luomo
con lambiente che lo circonda.

Expo ha inoltre richiesto a tutti i partecipanti lutilizzo della prefabbricazione, il preassemblaggio in fabbrica per facilitare linstallazione in sito, lutilizzo di tecnologie a secco.
Metodi che consentono la facile reversibilit dei materiali e delle strutture e il facile

riciclaggio delle componenti. Con questa scelta si contribuisce a fare dellevento

unoperazione sostenibile ma si riducono anche errori in cantiere con enormi vantaggi in


termini di gestione e riduzione dei tempi di costruzione.

Expo stato un banco di prova per le imprese coinvolte, per lorganizzazione del processo di

progettazione, costruzione e montaggio in ristrette aree di cantiere dovute alla densit del

masterplan, per le aziende e i relativi uffici tecnici impegnati a trovare soluzioni innovative,
per i tanti professionisti locali coinvolti per ingegnerizzare e rendere fattibili i concept, anche
applicando sistemi complessi.

I padiglioni hanno tutti caratteristiche diverse fra loro, per esempio il Marocco ha optato per

una costruzione in legno e argilla, il Bahrein di distingue per la scelta di una sola materia: il

calcestruzzo bianco mescolato a polvere di marmo e utilizzato per realizzare allinterno una
sorta di labirinto in cui si alternano piante con spazi espositivi e servizi.

Il legno il materiale pi utilizzato da tanti i padiglioni, come per il Cile che ha optato con la
costruzione di un parallelepipedo costruito con travi rettangolari in legno lamellare travi
appoggiate su pilastri in acciaio come tripodi.

Oltre il legno anche il vetro stato riutilizzato in varie forme e sistemi, come per esempio il

padiglione degli Stati Uniti che ha coperto lintera terrazza con pannelli in vetro stratificato

che incorpora al suo interno un film elettrottico, cos da trasformare le superfici vetrate da
chiare a scuro, permettendo un controllo costante di luce e calore.

Il padiglione della Germania quello che mi ha suscitato pi interesse, perch il primo


progetto a scala internazionale che sperimenta celle fotovoltaiche organiche stampabili su

disegno per contribuire allalimentazione elettrica delledificio, aprendo cos nuovi orizzonti
allintegrazione del fotovoltaico in architettura.

Tra i padiglioni che ho visitato c quello del Giappone progettato da Atsushi Kitagawara e
basato su griglie tridimensionali di legno autoportanti.

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Fig. 2 - Render del Padiglione del Giappone

Le facciate del padiglione sono realizzate con grandi pareti di legno di larice formate da

travetti di diversa lunghezza che si intrecciano a formare una griglia variabile. Come si nota
dallesterno sono elementi strutturali ad incastro e sicuramente le parti pi sollecitate sono

state rinforzate da viti fissate in opera. Allinterno si segue un percorso articolato fino a
raggiungere uno spazio aperto dedicato agli eventi e alla ristorazione.

Le tradizionali tecniche giapponesi di costruzione in legno, infatti, adottano un metodo di


tensione compressiva in cui i singoli elementi costruttivi sono collegati con sistemi di
aggancio e giuntura per ottenere il necessario supporto.

Il risultato una struttura molto resistente ai terremoti e agli agenti atmosferici in grado di
garantire elevati livelli di confort ambientale interno.

Nel padiglione degli Emirati Arabi stato riprodotto un


paesaggio tipico del deserto costruendo un percorso definito
da alte mura ondulate.

Allinterno si formano dei sentieri che ricordano le citt del

deserto dove si alternano strade strette e giardini. I muri

sono realizzati con pannelli prefabbricati ricordano, secondo


la mia impressione, le dune di sabbio per la loro sinuosit.

Percorrendo gli spazi del padiglione sembra che la struttura


scenda di quota e sia scavata nel terreno. Non cos: non

c deroga alle norme di Expo che non prevedevano scavi

per la costruzione dei padiglioni ma unillusione creata dal


Fig. 3 - Vista dall'alto del Padiglione

padiglione.

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Quello degli Emirati Arabi un edificio vero e proprio:


industrializzato nella tecnologia, perfetto nei dettagli e

nelle rifiniture sul posto, non d lidea di una struttura

temporanea. Anzi, secondo i tecnici, stato realizzato con


prestazioni di comfort non richieste n necessarie per il
clima italiano.

Le Expo sono un luogo unico dove si pratica educazione


attraverso

sperimentazione;

cooperazione

attraverso

messaggio

di interesse universale; una esperienza

partecipazione; sviluppo attraverso innovazione. Sono un

educativa e ricreativa, laboratori di sperimentazione che


Fig. 4 - Tra le dune di sabbia

mostrano le novit e lo straordinario.

Expo pi che un evento, una chiamata alle armi, una via per presentarsi al mondo con un

progetto credibile forte di temi come il cibo, lagricoltura, lacqua, lequa distribuzione delle

risorse e gli sprechi nella filiera alimentare. Ma anche un buon biglietto da visita per

larchitettura e il mondo del costruito. Expo una scintilla che pu accendere un motore in
avaria, innescare relazioni e business, far parlare dellItalia e delle sue eccellenze anche nel
campo delle costruzioni e delle tecnologie.

Secondo me per apprezzare lExpo necessario immergersi nel climax della festa, accettando

quel grado di regressione critica necessario per godersi le feste popolari. Il senso di ricercare
tra i padiglioni, nellatmosfera generale, nel climax.

Durante la mia visita ho voluto operare una netta distinzione tra architettura urbana e

architettura effimera e dopo aver distinto i due piani necessario star bene a non confonderli,
il duraturo con leffimero perch i significati e le soluzioni sono differenti.