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Limiti e benefici di una macchina a

propulsione umana
Inquietudine e Limite è il filo conduttore della III edizione della Festa
dell’Inquietudine dal 14 al 16 maggio 2010 a Finale Ligure SV.
Pietro E. di Prampero*

Esiste la possibilità concreta di costruire un veicolo a propulsione umana con


applicazioni in svariati campi. Questo veicolo, che viaggia su monorotaia,
esiste già in Nuova Zelanda dove viene chiamato “shweeb” (dal tedesco
schweben: fluttuare) ed è usato principalmente a scopo ludico. Tuttavia ha in
sé potenzialità tali da far pensare a esso come a un futuristico mezzo di
trasporto cittadino.

Shweeb

Fonte: www.outdoorsblog.com/
An in depth video of a ride on the worlds first SHWEEB in Rotorua, New
Zealand's adventure capital. www.youtube.com/watch?v=GDpwkZirSNU

“Tempio” per Costruire un “tempio” per raggiungere le massime velocità assolute su un


raggiungere le mezzo di questo tipo permetterebbe di studiare: la funzione muscolare in
massime condizioni fisiologiche o fisio- patologiche; vari aspetti della termoregolazione
velocità con in ambienti confinati; le risposte cardiovascolari alla ipergravità.
un veicolo a
Per effettuare questi studi occorrerebbe realizzare una rotaia lunga come una
propulsione
pista di atletica, su cui far correre il veicolo (che funziona a pedali) che, se
umana
“guidato” da atleti d’élite, potrebbe raggiungere la velocità di 100 km/h (o
anche di più in circuiti di lunghezza maggiore).

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Utilizzazione Molti altri campi beneficerebbero di tale strumento: aerodinamica e
del “tempio” biomeccanica, scienze dei materiali, scienze spaziali.
Ma soprattutto i risultati di questo tipo di studi potranno essere utilizzati per la
progettazione e lo sviluppo di veicoli a propulsione umana che su opportuni
percorsi cittadini e non, consentano di liberare l’uomo, almeno in parte, dalla
schiavitù dell’automobile, con ovvie ricadute benefiche sull’ambiente, sullo
stato di salute psico-fisica del cittadino e, infine, sul bilancio del sistema
sanitario nazionale.

* Pietro Enrico Di Prampero, Udine 4/4/40. Laurea in Medicina e Chirurgia


(110 e lode) Milano, 10/7/64. 1965-78: Assistente e professore incaricato di
Fisiologia (Facoltà di Medicina, Università di Milano); 1979-86: “Maître de
Recherche” presso l'Università di Ginevra; 1987 – oggi: Professore ordinario
di Fisiologia presso l'Università di Udine. Vari periodi in Germania (Gottinga)
e Stati Uniti d'America (Buffalo, N.Y.). Gennaio 1985 – marzo 91 membro (e
Presidente 89-91) del “Life Science Working Group” dell'agenzia spaziale
Europea. È autore di oltre 330 pubblicazioni in fisiologia respiratoria,
cardiocircolatoria, energetica della contrazione muscolare, locomozione
umana, fisiologia spaziale.

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