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La clemenza di Tito

di Pietro Metastasio

Letteratura italiana Einaudi

Edizione di riferimento:

in Tutte le opere di Pietro Metastasio, 5 voll., a


cura di Bruno Brunelli, Mondadori, Milano 1953

Letteratura italiana Einaudi

Sommario
Argomento

Atto primo
Atto secondo
Atto terzo

3
26
49

Licenza

70

Letteratura italiana Einaudi

ARGOMENTO
Non ha conosciuto lantichit n migliore n pi amato principe di Tito Vespasiano. Le sue virt lo resero a
tutti s caro, che fu chiamato la delizia del genere umano . E pure due giovani patrizi, uno de quali era suo
favorito, cospirarono contro di lui. Scoperta per la
congiura, furono dal Senato condannati a morire. Ma il
clementissimo Cesare, contento daverli paternamente
ammoniti, concesse loro ed a loro complici un generoso
perdono. (svetonio, aurelio vittore, dione, zonara
ecc.)

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

interlocutori
tito vespasiano imperator di roma.
vitellia figlia dellimperator vitellio.
servilia sorella di sesto, amante dannio.
sesto amico di tito, amante di vitellia.
annio amico di sesto, amante di servilia.
publio prefetto del pretorio.
La Scena in Roma.

Letteratura italiana Einaudi

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

ATTO PRIMO

scena prima
Logge a vista del Tevere negli appartamenti di Vitellia.
vitellia e sesto
vit. Ma che! sempre listesso,
Sesto, a dir mi verrai? So che sedotto
Fu Lentulo da te; che i suoi seguaci
Son pronti gi; che il Campidoglio acceso
Dar moto a un tumulto, e sar il segno
Onde possiate uniti
Tito assalir; che i congiurati avranno
Vermiglio nastro al destro braccio appeso,
Per conoscersi insieme. Io tutto questo
Gi mille volte udii: la mia vendetta
Mai non veggo per. Saspetta forse
Che Tito a Berenice in faccia mia
Offra, damore insano,
Lusurpato mio soglio e la sua mano?
Parla! di! che sattende?
ses. Oh Dio!
vit. Sospiri?
Intenderti vorrei. Pronto allimpresa
Sempre parti da me; sempre ritorni
Confuso, irresoluto. Onde in te nasce
Questa vicenda eterna
Dardire e di vilt?
ses. Vitellia, ascolta:
Ecco, io tapro il mio cor. Quando mi trovo
Presente a te, non so pensar, non posso
Voler che a voglia tua; rapir mi sento
Tutto nel tuo furor; fremo a tuoi torti;

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Tito mi sembra reo di mille morti.


Quando a lui son presente,
Tito, non ti sdegnar, parmi innocente.
vit. Dunque...
ses. Pria di sgridarmi,
Chio ti spieghi il mio stato almen concedi
Tu vendetta mi chiedi;
Tito vuol fedelt. Tu di tua mano
Con lofferta mi sproni; ei mi raffrena
Co benefizi suoi. Per te lamore,
Per lui parla il dover. Se a te ritorno,
Sempre ti trovo in volto
Qualche nuova belt; se torno a lui,
Sempre gli scopro in seno
Qualche nuova virt. Vorrei servirti;
Tradirlo non vorrei. Viver non posso,
Se ti perdo, mia vita; e, se tacquisto,
Vengo in odio a me stesso.
Questo lo stato mio: sgridami adesso.
vit. No, non meriti, ingrato!
Lonor dellire mie.
ses. Pensaci, o cara,
Pensaci meglio. Ah! non togliamo, in Tito,
La sua delizia al mondo, il padre a Roma,
Lamico a noi. Fra le memorie antiche
Trova legual, se puoi. Fingiti in mente
Eroe pi generoso o pi clemente.
Parlagli di premiar: poveri a lui
Sembran gli erari sui.
Parlagli di punir: scuse al delitto
Cerca in ognun. Chi allinesperta ei dona,
Chi alla canuta et. Risparmia in uno
Lonor del sangue illustre; il basso stato
Compatisce nellaltro. Inutil chiama,
Perduto il giorno ei dice,
In cui fatto non ha qualcun felice.

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

vit. Ma regna.
ses. Ei regna, ver; ma vuol da noi
Sol tanta servit quanto impedisca
Di perir la licenza. Ei regna, vero;
Ma di s vasto impero,
Tolto lalloro e lostro,
Suo tutto il peso, e tutto il frutto nostro
vit. Dunque a vantarmi in faccia
Venisti il mio nemico; e pi, non pensi
Che questo eroe clemente un soglio usurpa
Dal suo tolto al mio padre?
Che mingann, che mi ridusse (e questo
il suo fallo maggior) quasi ad amarlo?
E poi, perfido! e poi di nuovo al Tebro
Richiamar Berenice! Una rivale
Avesse scelta almeno
Degna di me fra le belt di Roma:
Ma una barbara, o Sesto,
Unesule antepormi! una regina!
ses. Sai pur che Berenice
Volontaria torn.
vit. Narra a fanciulli
Codeste fole. Io so gli antichi amori;
So le lagrime sparse allor che quindi
Laltra volta part; so come adesso
Laccolse e lonor. Chi non lo vede?
Il perfido ladora.
ses. Ahi principessa,
Tu sei gelosa!
vit. Io!
ses. S.
vit. Gelosa io sono,
Se non soffro un disprezzo?
ses. E pure...
vit. E pure
Non hai cor dacquistarmi.

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

ses. Io son...
vit. Tu sei
Sciolto dogni promessa. A me non manca
Pi degno esecutor dellodio mio,
ses. Sentimi!
vit. Intesi assai.
ses. Fermati!
vit. Addio.
ses. Ah, Vitellia! ah, mio nume
Non partir. Dove vai?
Perdonami, ti credo: io mingannai.
Tutto, tutto far. Prescrivi, imponi,
Regola i moti miei:
Tu la mia sorte, il mio destin tu sei.
vit. Prima che il sol tramonti,
Voglio Tito svenato, e voglio...

scena seconda

annio e detti.
ann. Amico,
Cesare a s ti chiama.
vit. Ah! non perdete
Questi brevi momenti. A Berenice
Tito gli usurpa.
ann. Ingiustamente oltraggi,
Vitellia, il nostro eroe: Tito ha limpero
E del mondo e di s. Gi per suo cenno
Berenice part.
ses. Come!
vit. Che dici!
ann. Voi stupite a ragion. Roma ne piange
Di meraviglia e di piacere. Io stesso
Quasi nol credo; ed io
Fui presente, o Vitellia, al grande addio.

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

vit. (Oh speranze!)


ses. Oh virt!
vit. Quella superba
Oh, come volentieri udita avrei
Esclamar contro Tito!
ann. Anzi giammai
Pi tenera non fu. Part; ma vide
Che adorata partiva, e che al suo caro
Men che a lei non costava il colpo amaro.
vit. Ognun pu lusingarsi.
ann. Eh! si conobbe
Che bisognava a Tito
Tutto leroe per superar lamante.
Vinse, ma combatt. Non era oppresso,
Ma tranquillo non era; ed in quel volto,
Dicasi per sua gloria,
si vedea la battaglia e la vittoria.
vit. (E pur forse con me, quanto credei,
Tito ingrato non ).
(a parte a Sesto)
Sesto, sospendi
Deseguire i miei cenni. Il colpo ancora
Non maturo.
ses.
con isdegno
E tu non vuoi chio vegga...
Chio mi lagni, o crudele...
vit.
con isdegno
Or che vedesti?
Di che ti puoi lagnar?

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

ses.
con sommissione
Di nulla. (Oh Dio!
Chi prov mai tormento eguale al mio?)
vit. Deh! se piacer mi vuoi,
Lascia i sospetti tuoi;
Non mi stancar con questo
Molesto dubitar.
Chi ciecamente crede,
Impegna a serbar fede;
Chi sempre inganni aspetta,
Alletta ad ingannar.
(parte)

scena terza

sesto ed annio
ann. Amico, ecco il momento
Di rendermi felice. Allamor mio
Servilia promettesti. Altro non manca
Che dAugusto lassenso. Ora da lui
Impetrar lo potresti.
ses. Ogni tua brama,
Annio, m legge. Impaziente anchio
Son che alla nostra antica
E tenera amicizia aggiunga il sangue
Un vincolo novello.
ann. Io non ho pace
Senza la tua germana.
ses. E chi potrebbe
Rapirtene lacquisto? Ella tadora;

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Io sino al giorno estremo


Sar tuo; Tito giusto.
ann. Il so, ma temo.
Io sento che in petto
Mi palpita il core,
N so qual sospetto
Mi faccia temer.
Se dubbio il contento,
Diventa in amore
Sicuro tormento
Lincerto piacer.
(parte

scena quarta

sesto solo.
sesto Numi, assistenza! A poco a poco io perdo
Larbitrio di me stesso. Altro non odo
Che il mio funesto amor. Vitellia ha in fronte
Un astro che governa il mio destino.
La superba lo sa, ne abusa; ed io
N pure oso lagnarmi. Oh sovrumano
Poter della belt! Voi, che dal Cielo
Tal dono aveste, ah! non prendete esempio
Dalla tiranna mia. Regnate, giusto;
Ma non cos severo,
Ma non sia cos duro il vostro impero.
Opprimete i contumaci;
Son gli sdegni allor permessi:
Ma infierir contro gli oppressi!
Questo un barbaro piacer.
Non v Trace in mezzo a Traci
S crudel, che non risparmi

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Quel meschin che getta larmi,


Che si rende prigionier.
(parte

scena quinta
Innanzi, atrio del tempio di Giove Statore, luogo gi celebre per le adunanze del Senato; indietro, parte del Foro
romano, magnificamente adornato darchi, obelischi e trofei; da lati, veduta in lontano deI monte Palatino e dun
gran tratto della via Sacra; in faccia, laspetto esteriore del
Campidoglio, e magnifica strada per cui vi si ascende.
Nellatrio suddetto saranno publio, i senatori romani e
i legati delle province soggette, destinati a presentare al
Senato gli annui imposti tributi. Mentre tito, preceduto
da littori, seguto da pretoriani, accompagnato da sesto
e da annio, e circondato da numeroso popolo, scende dal
Campidoglio, cantasi il seguente
coro Serbate, o di custodi
Della romana sorte,
In Tito, il giusto, il forte,
Lonor di nostra et.
Voi giimmortali allori
Su la cesarea chioma,
Voi custodite a Roma
La sua felicit.
Fu vostro un s gran dono;
Sia lungo il dono vostro;
Linvidii al mondo nostro
Il mondo che verr.
Sulla fine del coro suddetto giunge Tito nellatrio, e nel
tempo medesimo Annio e Sesto da diverse parti

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

pub. Te della patria il padre


(a Tito
Oggi appella il Senato; e mai pi giusto
Non fu ne suoi decreti, o invitto Augusto.
ann. N padre sol, ma sei
Suo nume tutelar. Pi che mortale
Giacch altrui ti dimostri, a voti altrui
Comincia ad avvezzarti. Eccelso tempio
Ti destina il Senato; e l si vuole
Che fra divini onori
Anche il nume di Tito il Tebro adori.
pub. Quei tesori che vedi,
Delle serve province annui tributi,
Allopra consacriam. Tito non sdegni
Questi del nostro amor pubblici segni.
tito Romani, unico oggetto
dei voti di Tito il vostro amore;
Ma il vostro amor non passi
Tanto i confini suoi,
Che debbano arrossirne e Tito e voi.
Pi tenero, pi caro
Nome che quel di padre
Per me non v; ma meritarlo io voglio,
Ottenerlo non curo. I sommi di,
Quanto imitar mi piace,
Aborrisco emular. Li perde amici
Chi li vanta compagni: e non si trova
Follia la pi fatale
Che potersi scordar desser mortale.
Quegli offerti tesori
Non ricuso per: cambiarne solo
Luso pretendo. Udite. Oltre lusato
Terribile il Vesevo ardenti fiumi
Dalle fauci erutt; scosse le rupi,

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Riempi di ruine
I campi intorno e le citt vicine.
Le desolate genti
Fuggendo van; ma la miseria opprime
Quei che al fuoco avanzar. Serva quelloro
Di tanti afflitti a riparar lo scempio.
Questo, o Romani, fabbricarmi il tempio.
ann. Oh vero eroe!
pub. Quanto di te minori
Tutti i premi son mai, tutte le lodi
coro Serbate, o di custodi
Della romana sorte,
In Tito, il giusto, il forte,
Lonor di nostra et.
tito Basta, basta, o Quiriti.
Sesto a me savvicini; Annio non parta;
Ogni altro si allontani.
(si ritirano tutti fuori dellatrio, e vi rimangono Tito,
Sesto ed Annio
ann. (Adesso, o Sesto,
Parla per me).
ses. Come, signor, potesti
La tua bella regina...
tito Ah, Sesto, amico,
Che terribil momento! Io non credei...
Basta, ho vinto: part. Grazie agli di!
Giusto chio pensi adesso
A compir la vittoria. Il pi si fece:
Facciasi il meno.
ses. E che pi resta?
tito A Roma
Toglier ogni sospetto
Di vederla mia sposa.
ses. Assai lo toglie

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

La sua partenza.
tito Unaltra volta ancora
Partissi e ritorn. Del terzo incontro
Dubitar si potrebbe; e, fin che vuoto
Il mio talamo sia daltra consorte,
Chi sa gli affetti miei
Sempre dir chio lo conservo a lei.
Il nome di regina
Troppo Roma aborrisce. Una sua figlia
Vuol veder sul mio soglio;
E appagarla convien. Giacch lamore
Scelse in vano i miei lacci, io vuo che almeno
Lamicizia or gli scelga. Al tuo sunisca,
Sesto, il cesareo sangue. Oggi mia sposa
Sar la tua germana.
ses. Servilia?
tito Appunto.
ann. (Oh me infelice!)
ses. (Oh di!
Annio perduto).
tito Udisti?
Che dici? Non rispondi?
ses. E chi potrebbe
Risponderti, o signor? Mopprime a segno
La tua bont, che non ho cor... Vorrei...
ann. (Sesto in pena per me).
tito Spiegati. Io tutto
Far per tuo vantaggio.
ses. (Ah! si serva lamico).
ann. (Annio, coraggio!)
ses. Tito!...
(risoluto
ann.

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

(risoluto)
Augusto, io conosco
Di Sesto il cor. Fin dalla cuna insieme
Tenero amor ne stringe. Ei, di se stesso
Modesto estimator, teme che sembri
Sproporzionato il dono; e non savvede
Chogni distanza eguaglia
Dun Cesare il favor. Ma tu consiglio
Da lui prender non di. Come potresti
Sposa elegger pi degna
Dellimpero e di te? Virt, bellezza,
Tutto in Servilia. Io le conobbi in volto
Chera nata a regnar. De miei presagi
Ladempimento questo.
ses. (Annio parla cos! Sogno o son desto?)
tito E ben! recane a lei,
Annio, tu la novella; e tu mi siegui,
Amato Sesto, e queste
Tue dubbiezze deponi. Avrai tal parte
Tu ancor nel soglio, e tanto
Tinnalzer, che rester ben poco
Dello spazio infinito,
Che frapposer gli di fra Sesto e Tito.
ses. Questo troppo, o signor. Modera almeno,
Se ingrati non ci vuoi,
Modera, Augusto, i benefizi tuoi.
tito Ma che! se mi negate
Che benefico io sia, che mi lasciate?
Del pi sublime sogno
Lunico frutto questo:
Tutto tormento il resto.
E tutto servit.
Che avrei, se ancor perdessi
Le sole ore felici
Che ho nel giovar gli oppressi,

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Nel sollevar gli amici,


Nel dispensar tesori
Al merto e alla virt?
(parte

scena sesta

annio e poi servilia


ann. Non ci pentiam. Dun generoso amante
Era questo il dover. Se a lei che adoro,
Per non esserne privo,
Tolto limpero avessi, amato avrei
Il mio piacer, non lei. Mio cor, deponi
Le tenerezze antiche. tua sovrana
Chi fu lidolo tuo. Cambiar conviene
In rispetto lamore. Eccola. Oh di!
Mai non parve s bella agli occhi miei.
serv. Mio ben...
ann. Taci, Servilia. Ora delitto
Il chiamarmi cos.
serv. Perch?
ann. Ti scelse
Cesare (che martr!) per sua consorte.
A te (morir mi sento!), a te mimpose
Di recarne lavviso (oh pena!), ed io...
Io fui... (parlar non posso)... Augusta, addio!
serv. Come! Fermati! Io sposa
Di Cesare! E perch?
ann. Perch non trova
Belt, virt che sia
Pi degna dun impero, anima... Oh stelle!
Che dir? Lascia, Augusta,
Deh! lasciami partir.

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

serv. cos confusa


Abbandonar mi vuoi? Spiegati, dimmi:
Come fu? per qual via?...
ann. Mi perdo sio non parto, anima mia
Ah! perdona al primo affetto
Questo accento sconsigliato
Colpa fu del labbro, usato
A chiamarti ognor cos.
Mi fidai del mio rispetto,
Che vegliava in guardia al core;
Ma il rispetto dallamore
Fu sedotto e mi trad.
(parte

scena settima

servilia sola.
serv. Io consorte dAugusto! In un istante
Io cambiar di catene! Io tanto amore
Dovrei porre in oblio! No, s gran prezzo
Non val per me limpero.
Annio, non lo temer; non sar vero.
Amo te solo;
Te solo amai:
Tu fosti il primo;
Tu pur sarai
Lultimo oggetto
Che adorer
Quando sincero
Nasce in un core,
Ne ottien limpero,
Mai pi non muore
Quel primo affetto

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Che si prov.
(parte

scena ottava
Ritiro delizioso nel soggiorno imperiale sul colle Palatino.

tito e publio con un foglio.


tito Che mi rechi in quel foglio?
publio I nomi ei chiude
De rei che osar con temerari accenti
De Cesari gi spenti
La memoria oltraggiar.
tito Barbara inchiesta,
Che agli estinti non giova e somministra
Mille strade alla frode
Dinsidiar glinnocenti! Io da questora
Ne abolisco il costume; e, perch sia
In avvenir la frode altrui delusa,
Nelle pene de rei cada chi accusa.
pub. Giustizia pur...
tito Se la giustizia usasse
Di tutto il suo rigor, sarebbe presto
Un deserto la terra. Ove si trova
Chi una colpa non abbia, o grande o lieve?
Noi stessi esaminiam. Credimi: raro
Un giudice innocente
Dellerror che punisce.
publio Hanno i castighi..
tito Hanno, se son frequenti,
Minore autorit. Si fan le pene
Familiari a malvagi. Il reo savvede
Daver molti compagni; ed periglio

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Il pubblicar quanto sian pochi i buoni.


Ma v, signor, chi lacerare ardisce
Anche il tuo nome.
tito E che perci? Se il mosse
Leggerezza, nol curo;
Se follia, lo compiango;
Se ragion, gli son grato; e se in lui sono
Impeti di malizia, io gli perdono.
Almen...

scena nona

servilia e detti
serv. Di Tito al pi...
tito Servilia! Augusta!
serv. Ah! Signor, s gran nome
Non darm ancora: odimi prima. Io deggio
Palesarti un arcan
tito Publio, ti scosta,
Ma non partir.
(Publio si ritira
serv. Che del cesareo alloro
Me, fra tante pi degne,
Generoso monarca, inviti a parte,
dono tal, che desteria tumulto
Nel pi stupido core. Io ne comprendo
Tutto il valor. Voglio esser grata, e credo
Doverlo esser cos. Tu mi scegliesti,
N forse mi conosci. Io, che, tacendo,
Crederei dingannarti
Tutta lanima mia vengo a svelarti.
tito Parla.
serv. Non ha la terra

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Chi pi di me le tue virtudi adori:


Per te nutrisco in petto
Sensi di meraviglia e di rispetto.
Ma il cor... Deh! non sdegnarti.
tito Eh! parla.
serv. Il core
Signor, non pi mio: gi da gran tempo
Annio me lo rap. Lamai che ancora
Non comprendea damarlo, e non amai
Altri fin or che lui. Genio e costume
Un lanime nostre. Io non mi sento
Valor per obliarlo. Anche dal trono
Il solito sentiero
Farebbe a mio dispetto il mio pensiero.
So che oppormi delitto
Dun Cesare al voler; ma tutto almeno
Sia noto al mio sovrano:
Poi se mi vuol sua sposa, ecco la mano.
tito Grazie, o numi dei ciel! Pure una volta
Senza larve sul viso
Mirai la verit. Pur si ritrova
Chi savventuri a dispiacer col vero.
Servilia, oh qual contento
Oggi provar mi fai! quanta mi porgi
Ragion di meraviglia! Annio pospone
Alla grandezza tua la propria pace!
Tu ricusi un impero
Per essergli fedele! Ed io dovrei
Turbar fiamme s belle? Ah! non produce
Sentimenti s rei di Tito il core.
Figlia, ch padre in vece
Di consorte mavrai, sgombra dallalma
Ogni timore. Annio tuo sposo. Io voglio
Stringer nodo s degno. Il Ciel cospiri
Meco a farlo felice; e nabbia poi
Cittadini la patria eguali a voi.

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

serv. O Tito! o Augusto! o vera


Delizia de mortali! io non saprei
Come il grato mio cor...
tito Se grata appieno
Esser mi vuoi, Servilia, agli altri inspira
Il tuo candor. Di pubblicar procura
Che grato a me si rende,
Pi del falso che piace, il ver che offende.
Ah! se fosse intorno al trono
Ogni cor cos sincero,
Non tormento un vasto impero,
Ma saria felicit.
Non dovrebbero i regnanti
Tollerar s grave affanno,
Per distinguer dallinganno
Linsidiata verit.
(parte

scena decima

servilia e vitellia
serv. Felice me!
vit. Posso alla mia sovrana
Offirir del mio rispetto i primi omaggi?
Posso adorar quel volto,
Per cui, damor ferito,
Ha perduto il riposo il cor di Tito?
serv. (Che amaro favellari Per mia vendetta
Si lasci nellinganno). Addio.
(in atto di partire
vit. Servilia
Sdegna gi di mirarmi!

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Oh di! partir cos! cos lasciarmi!


serv. Non ti lagnar sio parto,
O lagnati dAmore,
Che accorda a quei del core
I moti dei mio pi.
Al fin non portento
Che a te mi tolga ancora
Leccesso dun contento,
Che mi rapisce a me.
(parte

scena undicesima

vitellia, poi sesto


vit. Questo soffrir deggio
Vergognoso disprezzo? Ah, con qual fasto
Gi mi guarda costei! Barbaro Tito!
Ti parea dunque poco
Berenice antepormi? Io dunque sono
Lultima de viventi? Ogni altra degna
Di te, fuor che Vitellia? Ah, trema, ingrato!
Trema davermi offesa! Oggi il tuo sangue...
ses. Mia vita.
vit. E ben, che rechi? Il Campidoglio
acceso? incenerito?
Lentulo dove sta? Tito punito
ses. Nulla intrapresi ancor.
vit. Nulla! E s franco
Mi torni innanzi? e con qual merto ardisci
Di chiamarmi tua vita?
ses. tuo comando
Il sospendere il colpo.

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

vit. E non udisti


I miei novelli oltraggi? Un altro cenno
Aspetti ancor? Ma chio ti creda amante,
Dimmi, come pretendi,
Se cos poco i miei pensieri intendi?
ses. Se una ragion potesse
Almen giustificarmi...
vit. Una ragione!
Mille ne avrai, qualunque sia laffettoa
Da cui prenda il tuo cor regola e moto.
la gloria il tuo voto? Io ti propongo
La patria a liberar. Frangi i suoi ceppi;
La tua memoria onora;
Abbia il suo Bruto il secol nostro ancora.
Ti senti dun illustre
Ambizion capace? Eccoti aperta
Una strada allimpero. I miei congiunti,
Gli amici miei, le mie ragioni al soglio
Tutte impegno per te. Pu la mia mano
Renderti fortunato? Eccola! corri,
Mi vendica, e son tua. Ritorna asperso
Di quel perfido sangue; e tu sarai
La delizia, lamore
La tenerezza mia. Non basta? Ascolta,
E dubita, se puoi. Sappi che amai
Tito fin or; che del mio cor lacquisto
Ei timped; che, se rimane in vita,
Si pu pentir; chio ritornar potrei,
Non mi fido di me, forse ad amarlo.
Or va: se non ti muove
Desio di gloria, ambizione, amore;
Se tolleri un rivale,
Che usurp che contrasta,
Che involar ti potr gli affetti miei,
Degli uomini il pi vil dir che sei.
ses. Quante vie dassalirmi!
Basta, basta, non pi! Gi minspirasti,

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Vitellia, il tuo furore. Arder vedrai


Fra poco il Campidoglio; e questo acciaro
Nel sen di Tito... (Ah, sommi di, qual gelo
Mi ricerca le vene!)
vit. Ed or che pensi?
ses. Ah, Vitellia!
vit. Il previdi:
Tu pentito gi sei
ses. Non son pentito;
Ma...
vit. Non stancarmi pi. Conosco, ingrato,
Che amor non hai per me. Folle chio fui!
Gi ti credea, gi mi piacevi, e quasi
Cominciavo ad amarti. Agli occhi miei
Involati per sempre,
E scordati di me.
ses. Fermati! io cedo;
Io gi volo a servirti.
vit. Eh! non ti credo.
Mingannerai di nuovo. In mezzo allopra
Ricorderai...
ses. No: mi punisca Amore,
Se penso ad ingannarti.
vit. Dunque, corri! Che fai? perch non parti?
ses. Parto; ma tu, ben mio,
Meco ritorna in pace.
Sar qual pi ti piace;
Quel che vorrai far.
Guardami, e tutto oblio,
E a vendicarti io volo.
Di quello sguardo solo
Io mi ricorder.
(parte

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

scena dodicesima

vitellia, poi publio


vit. Vedrai, Tito, vedrai che al fin s vile
Questo volto non . Basta a sedurti
Gli amici almen, se ad invaghirti poco.
Ti pentirai...
pub. Tu qui, Vitellia? Ah! corri:
Va Tito alle tue stanze.
vit. Cesare! E a che mi cerca?
pub. Ancor nol sai?
Sua consorte ti elesse.
vit. Io non sopporto,
Publio, desser derisa.
pub. Deriderti! Se and Cesare istesso
A chiederne il tuo assenso.
vit. E Servilia?
pub. Servilia,
Non so perch, rimane esclusa.
vit. Ed io...
pub. Tu sei la nostra Augusta. Ah! principessa,
Andiam: Cesare attende.
vit. Aspetta. (Oh di!)
Sesto ?... (Misera me!) Sesto?...
(verso la scena)
partito.
Publio, corri... raggiungi...
Digli... No. Va pi tosto... (Ah! mi lasciai
Trasportar dallo sdegno). E ancor non vai?
pub. Dove?
vit. A Sesto.
pub. E dir?
vit. Che a me ritorni;

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Che non tardi un momento.


pub. Vado. (Oh, come confonde un gran contento!)
(parte

scena tredicesima

vitellia sola.
vit. Che angustia questa! Ah! caro Tito, io fui
Teco ingiusta, il confesso. Ah! se frattanto
Sesto il cenno eseguisse, il caso mio
Sarebbe il pi crudel... No, non si faccia
S funesto presagio. E se mai Tito
Si tornasse a pentir?... Perch pentirsi?
Perch lho da temer? Quanti pensieri
Mi si affollano in mente! Afflitta e lieta,
Godo, torno a temer, gelo, maccendo;
Me stessa in questo stato io non intendo.
Quando sar quel d,
Chio non ti senta in sen
Sempre tremar cos,
Povero core?
Stelle, che crudelt!
Un sol piacer non v
Che, quando mio si fa,
Non sia dolore.
(parte

Letteratura italiana Einaudi

25

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

ATTO SECONDO
scena prima
Portici.

sesto solo, col distintivo de congiurati sul manto.


ses. Oh di, che smania questa!
Che tumulto ho nel cor! Palpito, agghiaccio:
Mincammino, marresto: ogni aura, ogni ombra
Mi fa tremare. Io non credea che fosse
S difficile impresa esser malvagio.
Ma compirla convien. Gi per mio cenno
Lentulo corre al Campidoglio. Io deggio
Tito assalir. Nel precipizio orrendo
scorso il pi. Necessit divenne
Ormai la mia ruina. Almen si vada
Con valore a perir. Valore? E come
Pu averne un traditor? Sesto infelice,
Tu traditor! Che orribil nome! E pure
Taffretti a meritarlo. E chi tradisci?
Il pi grande, il pi giusto, il pi clemente
Principe della terra, a cui tu devi
Quanto puoi, quanto sei. Bella mercede
Gli rendi in vero! Ei tinnalz per farti
Il carnefice suo. Minghiotta il suolo
Prima chio tal divenga. Ah! non ho core,
Vitellia, a secondar gli sdegni tui:
Morrei, prima dei colpo, in faccia a lui.
Simpedisca... Ma come,
Or che tutto disposto?... Andiamo, andiamo
Lentulo a trattener. Sieguane poi
Quel che il fato vorr. Stelle, che miro!
Arde gi il Campidoglio! Aim! limpresa
Lentuto incominci. Forse gi tardi

Letteratura italiana Einaudi

26

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Sono i rimorsi miei.


Difendetemi Tito, eterni di!
(vuol partire

scena seconda

annio e detto.
ann. Sesto, dove taffretti?
ses. Io corro, amico...
Oh diI non marrestar.
(vuol partire
ann. Ma dove vai?
ses. Vado... Per mio rossor gi lo saprai.
(parte

scena terza

annio, poi servilia, indi publio con guardie.


ann. Gi lo saprai per mio rossor ! Che arcano
Si nasconde in que detti! A quale oggetto
Celarlo a me? Quel pallido sembiante,
Quel ragionar confuso,
Stelle! che mai vuol dir? Qualche periglio
Sovrasta a Sesto. Abbandonar nol deve
Un amico fedel. Sieguasi.
(vuol partire

Letteratura italiana Einaudi

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

serv. Al fine,
Annio, pur ti riveggo.
ann. Ah! mio tesoro,
Quanto deggio al tuo amor! Torno a momenti:
Perdonami, se parto.
serv. E perch mai
Cos presto mi lasci?
pub. Annio, che fai?
Roma tutta in tumulto, il Campidoglio
Vasto incendio divora; e tu frattanto
Puoi star senza rossore
Tranquillamente a ragionar damore?
serv. Numi!
ann. (Or di Sesto i detti
Pi mi fanno tremar. Cerchisi... )
(in atto di partire
serv. E puoi
Abbandonarmi in tal periglio?
ann. (Oh Dio!
Fra lamico e la sposa
Divider mi vorrei). Prendine cura,
Publio, per me. Di tutti i giorni miei
Lunico ben ti raccomando in lei.
(parte frettoloso

scena quarta

servilia e publio
serv. Publio, che inaspettato
Accidente funesto!
pub. Ah, voglia il Cielo
Che unopra sia del caso, e che non abbia

Letteratura italiana Einaudi

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Forse pi reo disegno


Chi dest quelle fiamme!
serv. Ah! tu mi fai
Tutto il sangue gelar.
pub. Torna, o Servilia,
A tuoi soggiorni e non temer. Ti lascio
Quei custodi in difesa, e corro intanto
Di Vitellia a cercar. Tito mimpone
Daver cura dentrambe.
serv. E ancor di noi
Tito si ramment?
pub. Tutto rammenta;
Provvede a tutto; a riparare i danni,
A prevenir le insidie, a ricomporre
Gli ordini gi sconvolti... Oh, se il vedessi
Della confusa plebe
GIimpeti regolar! Gli audaci affrena;
I timidi assicura; in cento modi
Sa promesse adoprar, minacce e lodi.
Tutto ritrovi in lui: ci vedi insieme
Il difensor di Roma,
Il terror delle squadre,
Lamico, il prence, il cittadino, il padre.
serv. Ma, sorpreso cos, come ha saputo...
pub. Eh! Servilia, tinganni:
Tito non si sorprende. Un impensato
colpo non v, che nol ritrovi armato.
Sia lontano ogni cimento,
Londa sia tranquilla e pura,
Buon guerrier non sassicura,
Non si fida il buon nocchier.
Anche in pace, in calma ancora,
Larmi adatta, i remi appresta,
Di battaglia o di tempesta
Qualche assalto a sostener.
(parte

Letteratura italiana Einaudi

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

scena quinta

servilia sola
serv. Dalladorato oggetto
Vedersi abbandonar; saper che a tanti
Rischi corre ad esporsi, in sen per lui
Sentirsi il cor tremante, e nel periglio
Non poterlo seguir: questo un affanno
Dogni affanno maggior; questo soffrire
La pena del morir senza morire.
Almen, se non possio
Seguir lamato bene,
Affetti del cor mio,
Seguitelo per me.
Gi sempre a lui vicino
Raccolti Amor vi tiene,
E insolito cammino
Questo per voi non .
(parte

scena sesta

vitellia e poi sesto


vit. Chi per piet maddita
Sesto dov? Misera me! Per tutto
Ne chiedo in vano, in van lo cerco. Almeno
Tito trovar potessi!
ses.
(senza veder Vitellia)
Ove mascondo!
Dove fuggo, infelice!

Letteratura italiana Einaudi

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

vit. Ah, Sesto! ah, senti!


ses. Crudel, sarai contenta. Ecco adempito
Il tuo fiero comando.
vit. Aim! che dici?
ses. Gi Tito... oh Dio! gi dal trafitto seno
Versa lanima grande.
vit. Ah, che facesti!
ses. No, nol fecio, ch, dellerror pentito,
A salvarlo correa; ma giunsi appunto
Che un traditor del congiurato stuolo
Da tergo lo feria. Ferma! gridai;
Ma il colpo era vibrato. Il ferro indegno
Lascia colui nella ferita e fugge.
A ritrarlo io maffretto;
Ma con lacciaro il sangue
Nesce, il manto masperge, e Tito, oh Dio!
Manca, vacilla e cade.
vit. Ah! chio mi sento
Morir con lui.
ses. Piet, furor mi sprona
Luccisore a punir; ma il cerco in vano;
Gi da me dileguossi. Ah! principessa,
Che fia di me? come avr mai pi pace?
Quanto, ahi quanto mi costa
Il desio di piacerti!
vit. Anima rea,
Piacermi! Orror mi fai. Dove si trova
Mostro peggior di te? quando sintese
Colpo pi scellerato? Hai tolto al mondo
Quanto avea di pi caro; hai tolto a Roma
Quanto avea di pi grande. E chi ti fece
Arbitro de suoi giorni?
Di: qual colpa, inumano!
Punisti in lui? Laverti amato? vero:
Questo lerror di Tito;
Ma punir nol dovea chi lha punito.

Letteratura italiana Einaudi

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

ses. Onnipotenti di! son io? Mi parla


Cos Vitellia? E tu non fosti...
vit. Ah! taci,
Barbaro, e del tuo fallo
Non volermi accusar. Dove apprendesti
A secondar le furie
Dunamante sdegnata?
Qual anima insensata
Un delirio damor nel mio trasporto
Compreso non avrebbe? Ah! tu nascesti
Per mia sventura. Odio non v che offenda
Al par dellamor tuo. Nel mondo intero
Sarei la pi felice,
Empio! se tu non eri. Oggi di Tito
La destra stringerei; leggi alla terra
Darei dal Campidoglio; ancor vantarmi
Innocente potrei. Per tua cagione
Son rea, perdo limpero,
Non spero pi conforto;
E Tito, ah, scellerato! e Tito morto.
Come potesti, oh Dio!
Perfido traditor!...
Ah, che la rea son io!
Sento gelarmi il cor,
Mancar mi sento.
Pria di tradir la f,
Perch, crudel! perch...
Ah! che del fallo mio
Tardi mi pento.
(parte

Letteratura italiana Einaudi

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

scena settima

sesto e poi annio


ses. Grazie, o numi crudeli! Or non mi resta
Pi che temer. Della miseria umana
Questo lultimo segno. Ho gi perduto
Quanto perder potevo. Ho gi tradito
Lamicizia, lamor, Vitellia e Tito.
Uccidetemi almeno,
Smanie che magitate,
Furie che lacerate
Questo perfido cor. Se lente siete
A compir la vendetta,
Io stesso, io la far.
(in atto di snudar la spada
ann. Sesto, taffretta!
Tito brama...
ses. Lo so, brama il mio sangue:
Tutto si verser.
(in atto di snudar la spada
ann. Ferma! che dici?
Tito chiede vederti. Al fianco suo
Stupisce che non sei, che labbandoni
In periglio s grande.
ses. Io!... Come?... E Tito
Nel colpo non spir?
ann. Qual colpo? Ei torna
Illeso dal tumulto
ses. Eh! tu minganni:
Io stesso lo mirai cader trafitto
Da scellerato acciaro.

Letteratura italiana Einaudi

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

ann. Dove?
ses. Nel varco augusto, ove si ascende
Quinci presso al Tarpeo.
ann. No, travedesti:
Tra il fumo e tra il tumulto,
Altri Tito ti parve.
ses. Altri? E chi mai
Delle cesaree vesti
Ardirebbe adornarsi? Il sacro alloro,
Laugusto ammanto...
ann. Ogni argomento vano:
Vive Tito ed illeso. In questo istante
Io da lui mi divido.
ses. Oh di pietosi!
Oh caro prence! oh dolce amico! Ah! lascia
Che a questo sen... Ma non minganni?
ann. Io merto
S poca f! Dunque tu stesso a lui
Corri e l vedrai.
ses. Chio mi presenti a Tito
Dopo averlo tradito?
ann. Tu lo tradisti?
ses. Io del tumulto, io sono
Il primo autor.
ann. Come! Perch?
ses. Non posso
Dirti di pi
ann. Sesto infedele!
ses. Amico,
Mha perduto un istante. Addio. Minvolo
Alla patria per sempre.
Ricordati di me. Tito difendi
Da nuove insidie. Io vo ramingo, afflitto
A pianger fra le selve il mio delitto.
ann. Fermati! Oh di! Pensiam... Senti. Fin ora
La congiura nascosta: ognuno incolpa

Letteratura italiana Einaudi

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Di questincendio il caso: or la tua fuga


Indicar la potrebbe.
ses. E ben, che vuoi?
ann. Che tu non parta ancor, che taccia il fallo,
Che torni a Tito, e che con mille emendi
Prove di fedelt lerror passato.
ses. Colui, qualunque sia, che cadde estinto,
Basta a scoprir...
ann. L dovei cadde, io volo.
Sapr chi fu; se il ver si sa; se parla
Alcun di te. Pria che sinduca Augusto
A temer di tua f, potr avvertirti:
Fuggir potrai. Dubbio l tuo mai, se resti;
Certo, se parti.
ses. Io non ho mente, amico,
Per distinguer consigli. A te mi fido.
Vuoi chio vada? ander... Ma Tito, oh numi!
Mi legger sul volto.
(sincammina e si ferma
ann. Ogni tardanza,
Sesto, ti perde.
ses. Eccomi, io vo...
(come sopra)
Ma questo
Manto asperso di sangue?
ann. Chi quel sangue vers?
ses. Quellinfelice
Che per Tito io piangea.
ann. Cauto lavvolgi,
Nascondilo, e taffretta.
ses. Il caso, oh Dio!
Potria...

Letteratura italiana Einaudi

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Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

ann. Dammi quel manto: eccoti il mio.


(cambia il manto
Corri: non pi dubbiezze,
Fra poco io ti raggiungo.
(parte
ses. Io son s oppresso,
Cos confuso io sono
Che non so se vaneggio o se ragiono.
Fra stupido e pensoso,
Dubbio cos saggira
Da un torbido riposo
Chi si dest talor;
Che desto ancor delira
Fra le sognate forme,
Che non sa ben se dorme,
Non sa se veglia ancor.
(parte

scena ottava
Galleria terrena adornata di statue, corrispondente a giardini.

tito e servilia
tito Contro me si congiura! Onde il sapesti?
serv. Un de complici venne
Tutto a scoprirmi, acci da te glimplori
Perdono al fallo.
tito E Lentulo infedele?
serv. Lentulo della trama

Letteratura italiana Einaudi

36

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Lo scellerato autor. Sper di Roma


Involarti limpero, un seguaci,
Dispose i segni, il Campidoglio accese
Per destare un tumulto; e gi correa,
Cinto del manto augusto,
A sorprender lindegno! ed a sedurre
Il Popolo confuso.
Ma, giustizia dei Ciel! le istesse vesti,
Chei cinse per tradirti,
Fur tua difesa e sua ruina. Un empio,
Fra i sedotti da lui, corse, ingannato
Dalle auguste divise,
E, per uccider te, Lentulo uccise.
tito Dunque mor nel colpo?
serv. Almen, se vive,
Egli nol sa.
tito Come lindegna tela
Tanto pot restarmi occulta?
serv. E pure
Fra tuoi custodi istessi
De complici vi son. Cesare, questo
Lo scellerato segno onde fra loro
Si conoscono i rei. Porta ciascuno
Pari a questo, signor, nastro vermiglio,
Che su lomero destro il manto annoda:
Osservalo e ti guarda.
tito Or di, Servilia:
Che ti sembra un impero? Al bene altrui
Chi pu sagrificarsi
Pi di quello chio feci? E pur non giunsi
A farmi amar; pur v chi modia e tenta
Questo sudato alloro
Svellermi dalla chioma,
E ritrova seguaci, e dove? in Roma.
Tito, lodio di Roma! Eterni di!
Io, che spesi per lei

Letteratura italiana Einaudi

37

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Tutti i miei d, che per la sua grandezza


Sudor, sangue versai,
E or sul Nilo, or su lIstro arsi e gelai!
Io, che ad altro, se veglio,
Fuor che alla gloria sua pensar non oso;
Che, in mezzo al mio riposo,
Non sogno che il suo ben; che, a me crudele,
Per compiacere a lei,
Sveno gli affetti miei mopprimo in seno
Lunica del mio cor fiamma adorata!
Oh patria! oh sconoscenzai oh Roma ingrata!

scena nona

sesto, tito e servilia


ses. (Ecco il mio prence. Oh, come
Mi palpita, al mirarlo, il cor smarrito!)
tito Sesto, mio caro Sesto, io son tradito!
ses. (Oh rimembranza!)
tito Il crederesti, amico?
Tito lodio di Roma. Ah! tu che sai
Tutti i pensieri miei, che senza velo
Hai veduto il mio cor, che fosti sempre
Loggetto dei mio amor, dimmi se questa
Aspettarmi io dovea crudel mercede!
ses. (Lanima mi trafigge e non sel crede).
tito Dimmi: con qual mio fallo
Tantodio ho mai contro di me commosso?
ses. Signor...
tito Parla.
ses. Ah! signor, parlar non posso.
tito Tu piangi, amico Sesto: il mio destino
Ti fa piet. Vieni al mio seno. Oh, quanto
Mi piace, mi consola

Letteratura italiana Einaudi

38

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Questo tenero segno


Della tua fedelt!
ses. (Morir mi sento:
Non posso pi. Parmi tradirlo ancora
Col mio tacer. Si disinganni appieno).

scena decima

sesto, vitellia, tito e servilia


vit. (Ah! Sesto qui. Non mi scoprisse almeno).
ses. S, s, voglio al suo pi...
(vuol andare a Tito
vit.
(sinoltra e linterrompe)
Cesare invitto,
Preser gli di cura di te.
ses. (Mancava
Vitellia ancor).
vit. Pensando
Al passato tuo rischio, ancor pavento.
(Per piet, non parlar!)
(piano a Sesto
ses. (Questo tormento!)
tito Il perder, principessa,
E la vita e limpero
Affliggermi non pu. Gi miei non sono
Che per usarne a benefizio altrui.
So che tutto di tutti, e che n pure

Letteratura italiana Einaudi

39

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Di nascer merit chi desser nato


Crede solo per s. Ma, quando a Roma
Giovi chio versi il sangue,
Perch insidiarmi? Ho ricusato mai
Di versarlo per lei? Non sa lingrata
Che son romano anchio, che Tito io sono?
Perch rapir quel che offerisco in dono?
serv. Oh vero eroe!

scena undicesima

sesto, vitellia, tito, servilia, ed annio col manto di


sesto
ann. (Potessi
Sesto avvertir. Mintender). Signore,
(a Tito
Gi lincendio ced; ma non vero
Che il caso autor ne sia. V chi congiura
Contro la vita tua: prendine cura.
tito Annio, il so... Ma che miro!
(a parte a Servilia
Servilia, il segno, che distingue i rei,
Annio non ha sul manto?
serv. Eterni di!
tito Non v che dubitar. Forma, colore,
Tutto, tutto concorde.
serv.

Letteratura italiana Einaudi

40

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

(ad Annio)
Ah, traditore!
ann. Io traditor!
ses. (Che avvenne!)
tito E sparger vuoi
Tu ancora il sangue mio?
Annio, figlio, e perch? che tho fattio?
ann. Io spargere il tuo sangue! Ah! pria muccida
Un fulmine del ciel.
tito Tascondi in vano:
Gi quel nastro vermiglio,
Divisa de ribelli, a me scoperse
Che a parte sei del tradimento orrendo.
ann. Questo! Come!...
ses. (Ah, che feci! Or tutto intende.)
ann. Nulla, signor, m noto
Di tal divisa. In testimonio io chiamo
Tutti i numi celesti.
tito Da chi dunque lavesti?
ann. Lebbi... (Se dico il ver, lamico accuso).
tito E ben?
ann. Lebbi... non so...
tito Lempio confuso.
ses. (Oh amicizia!)
vit. (Oh timor!)
tito Dove si trova
Principe, o Sesto amato,
Di me pi sventurato? Ogni altro acquista
Amici almen co benefici suoi:
Io co miei benefici
Altro non fo che procurar nemici.
ann. (Come scolparmi?)
ses. (Ah, non rimanga oppressa

Letteratura italiana Einaudi

41

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Linnocenza per me. Vitellia, ormai


Tutto forza chio dica).
(piano a Vitellia, incaminandosi a Tito
vit.
(piano a Sesto)
Ah, no! che fai?
Deh! pensa al mio periglio).
ses. (Che angustia questa!)
ann. (Eterni di, consiglio!)
tito Servilia, e un tale amante
Val s gran prezzo?
serv. Io dellaffetto antico
Ho rimorso, ho rossor.
ses. (povero amico!)
tito Ma dimmi, anima ingrata:
(ad Annio)
il sol pensiero,
Di tanta infedelt non bastato
A farti inorridir?
ses. (Son io lingrato).
tito Come ti nacque in seno
Furor cotanto ingiusto?
ses. (Pi resister non posso). Eccomi, Augusto,
A piedi tuoi.
(singinocchia
vit. (Misera me!)
ses. La colpa
OndAnnio reo...

Letteratura italiana Einaudi

42

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

vit. S, la sua colpa grande;


Ma la bont di Tito
Sar maggior. Per lui, signor, perdono
Sesto domanda e lo domando anchio.
(Morta mi vuoi?)
(Piano a Sesto
ses.
(salza)
(Che atroce caso il mio
tito Annio si scusi almeno.
ann. Dir... (Che posso dir?)
tito Sesto, io mi sento
Gelar per lui. La mia presenza istessa
Pi confonder lo fa. Custodi, a voi
Annio consegno. Esamini il Senato
Il disegno, lerrore
Di questo... Ancor non voglio
Chiamarti traditor. Rifletti, ingrato!
Da quel tuo cor perverso
Del tuo principe il cor quanto diverso.
Tu, infedel, non hai difese;
palese il tradimento:
Io pavento doltraggiarti
Nel chiamarti traditor.
Tu, crudel, tradir mi vuoi
Damist col finto velo;
Io mi celo agli occhi tuoi
Per piet del tuo rossor.
(parte

Letteratura italiana Einaudi

43

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

scena dodicesima

vitellia, servilia, sesto ed annio


ann. E pur, dolce mia sposa...
(a Servilia
serv. A me tinvola:
Tua sposa io pi non son.
(in atto di partire
ann. Fermati e senti.
serv. Non odo gli accenti
Dun labbro spergiuro;
Gli affetti non curo
Dun perfido cor.
Ricuso, detesto
Il nodo funesto,
Le nozze, lo sposo,
Lamante e lamor.
(parte

scena tredicesima

sesto, vitellia ed annio


ann. (E Sesto non favella?)
ses. (Io moro).
vit. (Io tremo).
ann. Ma, Sesto, al punto estremo
Ridotto io sono, e non ascolto ancora
Chi simpieghi per me. Tu non ignori

Letteratura italiana Einaudi

44

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Quel che mi dice ognun, quel chio non dico.


Questo troppo soffrir. Pensaci, amico.
Chio parto reo, lo vedi;
Chio son fedel, lo sai:
Di te non mi scordai;
Non ti scordar di me.
Soffro le mie catene;
Ma questa macchia in fronte,
Ma lodio del mio bene
Soffribile non .
(parte fra le guardie

scena quattordicesima

sesto e vitellia
ses. Posso al fine, o crudele...
vit. Oh Dio! lore in querele
Non perdiamo cos. Fuggi e conserva
La tua vita e la mia.
ses. Chio fugga e lasci
Un amico innocente...
vit. Io dellamico
La cura prender.
ses. No, fin chio vegga
Annio in periglio...
vit. A tutti i numi il giuro,
Io lo difender.
ses. Ma che ti giova
La fuga mia?
vit. Con la tua fuga salva
La tua vita, il mio onor. Tu sei perduto,
Se alcun ti scopre, e, se scoperto sei,
Pubblico il mio segreto.

Letteratura italiana Einaudi

45

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

ses. In questo seno


Sepolto rester. Nessuno il seppe:
Tacendolo morr.
vit. Mi fiderei,
Se minor tenerezza
Per Tito in te vedessi. Il suo rigore
Non temo gi; la sua clemenza io temo:
Questa ti vincerebbe. Ah! per que primi
Momenti in cui ti piacqui, ah! per le care
Dolci speranze tue, fuggi, assicura
Il mio timido cor. Tanto facesti:
Lopra compisci. Il pi gran dono questo
Che far mi puoi. Tu non mi rendi meno
Che la pace e lonor. Sesto, che dici?
Risolvi.
ses. Oh Dio!
vit. S, gi ti leggo in volto
La piet che hai di me; conosco i moti
Del tenero tuo cor. Di: mingannai?
Sperai troppo da te? Ma parla, o Sesto!
ses. Partir, fuggir. (Che incanto questo!)
vit. Respiro!
ses. Almen tal volta,
Quando lungi sar...

scena quindicesima

publio con guardie, e detti.


pub. Sesto!
ses. Che chiedi?
pub. La tua spada.
ses. E perch?
pub. Per tua sventura,
Lentulo non mor. Gi il resto intendi.

Letteratura italiana Einaudi

46

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Vieni.
vit. (Oh colpo fatale!)
(Sesto d la spada
ses. Al fin, tiranna...
pub. Sesto, partir conviene. gi raccolto
Per udirti il Senato, e non possio
Differir di condurti.
ses. Ingrata, addio!
Se mai senti spirarti sul volto
Lieve fiato che lento saggiri,
Di: Son questi gli estremi sospiri
Del mio fido, che muore per me.
Al mio spirto, dal seno disciolto,
La memoria di tanti martri
Sar dolce con questa merc.
(parte con Publio e guardie

scena sedicesima

vitellia sola.
vit. Misera! che far? Quellinfelice,
Oh Dio! muore per me. Tito fra poco
Sapr il mio fallo, e lo sapran con lui
Tutti, per mio rossor. Non ho coraggio
N a parlar, n a tacere,
N a fuggir, n a restar. Non spero aiuto,
Non ritrovo consiglio. Altro non veggo
Che imminenti ruine; altro non sento
Che moti di rimorso e di spavento.
Tremo fra dubbi miei;
Pavento i rai dei giorno;

Letteratura italiana Einaudi

47

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Laure, che ascolto intorno,


Mi fanno palpitar.
Nascondermi vorrei,
Vorrei scoprir lerrore:
N di celarmi ho core,
N core ho di parlar.
(parte

Letteratura italiana Einaudi

48

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

ATTO TERZO

scena prima
Camera chiusa, con porte, sedia e tavolino, con sopra
da scrivere

tito e publio
pub. Gi de pubblici giuochi,
Signor, lora trascorre. Il d solenne
Sai che non soffre il trascurarli. tutto
Col, dintorno alla festiva arena,
Il popolo raccolto, e non si attende
Che la presenza tua. Ciascun sospira,
Dopo il noto periglio,
Di rivederti salvo. Alla tua Roma
Non differir s bel contento.
tito Andremo,
Publio, fra poco. Io non avrei riposo,
Se di Sesto il destino
Pria non sapessi. Avr il Senato ormai
Le sue discolpe udite; avr scoperto,
Vedrai, chegli innocente; e non dovrebbe
Tardar molto lavviso.
pub. Ah! troppo chiaro
Lentulo favell.
tito Lentulo forse
Cerca al fallo un compagno,
Per averlo al perdono. Ei non ignora
Quanto Sesto m caro. Arte comune
Questa de rei. Pur dal Senato ancora
Non torna alcun! Che mai sar? Va, chiedi
Che si fa, che sattende. Io tutto voglio
Saper pria di partir.

Letteratura italiana Einaudi

49

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

pub. Vado: ma temo


Di non tornar nunzio felice.
tito E puoi
Creder Sesto infedele? Io dal mio core
Il suo misuro; e un impossibil parmi
Chegli mabbia tradito.
pub. Ma, signor,non han tutti il cor di Tito.
Tardi savvede
Dun tradimento
Chi mai di fede
Mancar non sa.
Un cor verace,
Pieno donore,
Non portento,
Se ogni altro core
Crede incapace
Dinfedelt.
(parte
tito No, cos scellerato
Il mio Sesto non credo. Io lho veduto
Non sol fido ed amico,
Ma tenero per me. Tanto cambiarsi
Unalma non potrebbe. Annio, che rechi?
Linnocenza di Sesto,
Come la tua, di, si svel? Che dice?
Consolami.
ann. Ah! signor, piet per lui
Io vengo ad implorar.
tito Piet! Ma dunque
Sicuramente reo
ann. Quel manto, ondio
Parvi infedele, egli mi di. Da lui
Sai che seppesi il cambio. A Sesto in faccia,
Esser da lui sedotto

Letteratura italiana Einaudi

50

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Lentulo afferma, e laccusato tace.


Che sperar si pu mai?
tito Speriamo, amico,
Speriamo ancora. Aglinfelici spesso
Colpa la sorte; e quel che vero appare,
Sempre vero non . Tu ne hai le prove:
Con la divisa infame
Mi vieni innanzi; ognun taccusa: io chiedo
Degiindizi ragion; tu non rispondi,
Palpiti, ti confondi... A tutti vera
Non parea la tua colpa? E pur non era.
Chi sa? Di Sesto a danno
Pu il caso unir le circostanze istesse,
O somiglianti a quelle.
ann. Il Ciel volesse!
Ma se poi fosse reo?
tito Ma, se poi fosse reo, dopo s grandi
Prove dellamor mio; se poi di tanta
Enorme ingratitudine capace,
Sapr scordarmi appieno
Anchio... Ma non sar: lo spero almeno.

scena seconda

publio con foglio, e detti.


pub. Cesare, nol dissio? Sesto lautore
Della trama crudel.
tito Publio, ed vero?
pub. Pur troppo ei di sua bocca
Tutto afferm. Coi complici il Senato
Alle fiere il condanna. Ecco il decreto
Terribile, ma giusto;
(d il foglio a Tito

Letteratura italiana Einaudi

51

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

N vi manca, o signor, che il nome augusto.


tito Onnipotenti di!
(si getta a sedere
ann. Ah! pietoso monarca...
(inginocchiandosi
tito Annio, per ora
Lasciami in pace.
(Annio si leva
pub. Alla gran pompa unite
Sai che le genti ormai...
tito Lo so. Partite.
(Publio si ritira
ann. Piet, signor, di lui!
So che il rigore giusto;
Ma norma i falli altrui
Non son del tuo rigor.
Se a prieghi miei non vuoi,
Se allerror suo non puoi,
Donalo al cor dAugusto,
Donalo a te, signor.
(parte

Letteratura italiana Einaudi

52

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

scena terza

tito solo a sedere.


tito Che orror! che tradimento!
Che nera infedelt! Fingersi amico,
Essermi sempre al fianco, ogni momento
Esiger dal mio core
Qualche prova damore; e starmi intanto
Preparando la morte! Ed io sospendo
Ancor la pena? e la sentenza ancora
Non segno?... Ah! s, lo scellerato mora.
(prende la penna per sottoscrivere, e poi sarresta
Mora!Ma senza udirlo
Mando Sesto a morir? S, gi lintese
Abbastanza il Senato. E segli avesse
Qualche arcano a svelarmi? Ol!
(depone la penna; intanto esce una guardia)
Sascolti
E poi vada al supplizio). A me si guidi
Sesto. (parte la guardia) pur di chi regna
Infelice il destino! (salza) A noi si niega
Ci che a pi bassi dato. In mezzo al bosco
Quel villanel mendico, a cui circonda
Ruvida lana il rozzo fianco, a cui
mal fido riparo
Dallingiurie del ciel tugurio informe,
Placido i sonni dorme,
Passa tranquillo i d, molto non brama,
Sa chi lodia e chi lama, unito o solo
Torna sicuro alla foresta, al monte
E vede il core a ciascheduno in fronte.

Letteratura italiana Einaudi

53

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Noi fra tante grandezze


Sempre incerti viviam; ch in faccia a noi
La speranza o il timore
Su la fronte dognun trasforma il core.
Chi dallinfido amico... Ol!... chi mai
Questo temer dovea?

scena quarta

publio e tito
tito Ma, Publio, ancora
Sesto non viene.
pub. Ad eseguire il cenno
Gi volaro i custodi.
tito Io non comprendo
Un s lungo tardar.
pub. Pochi momenti
Sono scorsi, o signor.
tito Vanne tu stesso;
Affrettalo.
pub. Ubbidisco.
(nel partire)
I tuoi littori
Veggonsi comparir: Sesto dovrebbe
Non molto esser lontano. Eccolo.
tito Ingrato!
All udir che sappressa,
Gi mi parla a suo pro laffetto antico.
Ma no; trovi il suo prence e non lamico.
(siede e si compone in atto di maest

Letteratura italiana Einaudi

54

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

scena quinta

tito, publio, sesto e custodi. sesto, entrato appena, si


ferma.
ses. (Numi! quello chio miro
(guardando Tito
Di Tito il volto? Ah! la dolcezza usata
Pi non ritrovo in lui. Come divenne
Terribile per me!)
tito (Stelle! ed questo
Il sembiante di Sesto? Il suo delitto
Come lo trasform! Porta sul volto
La vergogna, il rimorso e lo spavento).
pub. (Mille affetti diversi ecco a cimento).
tito Avvicinati.
(a Sesto con maest
ses. (Oh voce
Che mi piomba sul cor!)
tito
(a Sesto con maest)
Non odi?
ses.
(savanza due passi e si ferma)
(Oh Dio!
Mi trema il pi; sento bagnarmi il volto
Da gelido sudore;
Langoscia del morir non maggiore).

Letteratura italiana Einaudi

55

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

tito (Palpita linfedel).


pub. (Dubbio mi sembra,
Se il pensar che ha fallito
Pi dolga a Sesto, o se il punirlo a Tito).
tito (E pur mi fa piet). Publio, custodi,
Lasciatemi con lui.
(parte Publio e le guardie
ses. (No, di quel volto
Non ho costanza a sostener limpero).
tito
(rimasto solo con Sesto, depone laria maestosa
Ah! Sesto, dunque vero?
Dunque vuoi la mia morte? E in che toffese.
Il tuo prence, il tuo padre,
Il tuo benefattor? Se Tito Augusto
Hai Potuto obliar, di Tito amico
Come non ti sovvenne? Il premio questo
Della tenera cura
Chebbe sempre di te? Di chi fidarmi
In avvenir potr, se giunse, oh di!
Anche Sesto a tradirmi? E lo potesti?
E il cor te lo sofferse?
ses.
(prorompe in un dirottissimo pianto e se gli getta a
piedi)
Ah, Tito! ah, mio
Clementissimo prence!
Non pi, non pi. Se tu veder potessi
Questo misero cor, spergiuro, ingrato,
Pur ti farei piet. Tutte ho su gli occhi,

Letteratura italiana Einaudi

56

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Tutte le colpe mie; tutti rammento


I benefizi tuoi: soffrir non posso
N lidea di me stesso,
N la presenza tua. Quel sacro volto,
La voce tua, la tua clemenza istessa
Divent mio supplizio. Affretta almeno,
Affretta il mio morir. Toglimi presto
Questa vita infedel; lascia chio versi,
Se pietoso esser vuoi,
Questo perfido sangue a piedi tuoi.
tito Sorgi, infelice!
(Sesto si leva)
(Il contenersi pena
A quel tenero pianto). Or vedi a quale
Lagrimevole stato
Un delitto riduce, una sfrenata
Avidit dimpero! E che sperasti
Di trovar mai nel trono? Il sommo forse
Dogni contento? Ah! sconsigliato, osserva
Qual frutti io ne raccolgo;
E bramalo, se puoi.
ses. No, questa brama
Non fu che mi sedusse.
tito Dunque che fu?
ses. La debolezza mia,
La mia fatalit.
tito Pi chiaro almeno
Spiegati.
ses. Oh Dio! non posso.
tito Odimi, o Sesto:
Siam soli; il tuo sovrano
Non presente. Apri il tuo core a Tito
Confidati allamico; io ti prometto

Letteratura italiana Einaudi

57

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Che Augusto nol sapr. Del tuo delitto


Di la prima cagion. Cerchiamo insieme
Una via di scusarti. Io ne sarei
Forse di te pi lieto.
ses. Ah! la mia colpa
Non ha difesa.
tito In contraccambio almeno
Damicizia lo chiedo. Io non celai
Alla tua fede i pi gelosi arcani;
Merito ben che Sesto
Mi fidi un suo segreto.
ses. (Ecco una nuova
Specie di pena! o dispiacere a Tito,
O Vitellia accusar).
tito Dubiti ancora?
(comincia a turbarsi
Ma, Sesto, mi ferisci
Nel pi vivo del cor. Vedi che troppo
Tu lamicizia oltraggi
Con questo diffidar. Pensaci. Appaga
Il mio giusto desio.
(con impazienza
ses. (Ma qual astro splendeva al nascer mio!)
(con impeto di disperazione
tito E taci? e non rispondi? Ah! gi che puoi
Tanto abusar di mia piet...
ses. Signore...
Sappi dunque... (Che fo?)
tito Siegui.
ses. (Ma quando

Letteratura italiana Einaudi

58

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Finir di penar?)
tito Parla una volta:
Che mi volevi dir?
ses. Chio son loggetto
Dellira degli di; che la mia sorte
Non ho pi forza a tollerar; chio stesso
Traditor mi confesso, empio mi chiamo;
Chio merito la morte e chio la bramo.
tito
(ripiglia laria di maest
Sconoscente! e lavrai! Custodi! il reo
Toglietemi dinanzi.
(alle guardie, che saranno uscite
ses. Il bacio estremo
Su quella invitta man...
tito
(nol concede)
Parti.
ses. Fia questo
Lultimo don. Per questo solo istante
Ricordati, signor, lamor primiero.
tito Parti; non pi tempo.
(senza guardarlo
ses. vero, vero!
Vo disperato a morte;
N perdo gi costanza
A vista del morir.

Letteratura italiana Einaudi

59

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Funesta la mia sorte


La sola rimembranza
Chio ti potei tradir.
(parte con le guardie

scena sesta

tito
tito E dove mai sintese
Pi contumace infedelt! Poteva
Il pi tenero padre un figlio reo
Trattar con pi dolcezza? Anche innocente
Dogni altro error, saria di vita indegno
Per questo sol. Deggio alla mia negletta
Disprezzata clemenza una vendetta.
(va con isdegno verso il tavolino, e sarresta
Vendetta! Ah! Tito, e tu sarai capace
Dun s basso desio, che rende eguale
Loffeso alloffensor? Merita in vero
Gran lode una vendetta, ove non costi
Pi che il volerla. Il torre altrui la vita
facolt comune
Al pi vil della terra: il darla solo
De numi e de regnanti. Eh! viva... In vano
Parlan dunque le leggi? Io lor custode
Le eseguisco cos? di Sesto amico
Non sa Tito scordarsi? Han pur saputo
Obliar desser padri e Manlio e Bruto.
Sieguansi i grandi esempi.
(siede)

Letteratura italiana Einaudi

60

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Ogni altro affetto


Damicizia e piet taccia per ora.
Sesto reo: Sesto mora!
(sottoscrive)
Eccoci al fine
Su le vie del rigore:
(salza)
eccoci aspersi
Di cittadino sangue, e sincomincia
Dal sangue dun amico. Or che diranno
I posteri di noi? Diran che in Tito
Si stanc la clemenza,
Come in Silla e in Augusto
La crudelt. Forse diran che troppo
Rigido io fui; cheran difese al reo
I natali e let; che un primo errore
Punir non si dovea; che un ramo infermo
Subito non recide
Saggio cultor, se a risanarlo in vano
Molto pria non sud; che Tito al fine
Era loffeso, e che le proprie offese,
Senza ingiuria del giusto,
Ben poteva obliar... Ma dunque io faccio
S gran forza al mio cor? N almen sicuro
Sar chaltri mapprovi? Ah! non si lasci
Il solito cammin. Viva lamico,
(lacera il foglio
Bench infedele; e, se accusarmi il mondo
Vuol pur di qualche errore,
Maccusi di piet, non di rigore.

Letteratura italiana Einaudi

61

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

(getta il foglio lacerato


Publio!

scena settima

tito e publio
pub. Cesare.
tito Andiamo
Al popolo che attende.
pub. E Sesto?
tito E Sesto
Venga allarena ancor.
pub. Dunque il suo fato...
tito S, Publio, gi deciso.
pub. (Oh sventurato!)
tito Se allimpero, amici di,
Necessario un cor severo,
O togliete a me limpero,
O a me date un altro cor
Se la f de regni miei
Con lamor non assicuro,
Duna fede io non mi curo
Che sia frutto del timor.
(parte

scena ottava

vitellia, uscendo dalla porta opposta, richiama publio,


che seguiva tito
vit. Publio, ascolta.
pub.

Letteratura italiana Einaudi

62

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

(in atto di partire)


Perdona;
Deggio a Cesare appresso
Andar...
vit. Dove?
pub.
(come sopra)
Allarena.
vit. E Sesto?
pub. Anchesso.
vit. Dunque morr?
pub.
(come sopra)
Pur troppo.
vit. (Aim!) Con Tito
Sesto ha parlato?
pub. E lungamente.
vit. E sai
Quel chei dicesse?
pub. No. Solo con lui
Restar Cesare volle: escluso io fui.
(parte

scena nona

vitellia, e poi,annio, e servilia da diverse parti


vit. Non giova lusingarsi;
Sesto gi mi scoperse: a Publio istesso

Letteratura italiana Einaudi

63

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Si conosce sul volto. Ei non fu mai


Con me s ritenuto; ei fugge; ei teme
Di restar meco. Ah! secondato avessi
GIimpulsi del mio cor. Per tempo a Tito
Dovea svelarmi e confessar Ierrore.
Sempre in bocca dun reo, che la detesta,
Scema dorror la colpa. Or questo ancora
Tardi saria. Seppe il delitto Augusto,
E non da me. Questa ragione istessa
Fa pi grave...
serv. Ah, Vitellia!
ann. Ah, principessa!
serv. Il misero germano...
ann. Il caro amico...
serv. condotto a morir.
ann. Fra poco, in faccia
Di Roma spettatrice,
Delle fiere sar pasto infelice.
vit. Ma che posso per lui?
serv. Tutto. A tuoi prieghi
Tito lo doner.
ann. Non pu negarlo
Alla novella Augusta.
vit. Annio, non sono
Augusta ancor.
ann. Pria che tramonti il sole
Tito sar tuo sposo. Or, me presente,
Per le pompe festive il cenno ei diede.
vit. (Dunque Sesto ha taciuto! Oh amore! oh fede!>
Annio, Servilia, andiam. (Ma dove corro
Cos, senza pensar?) Partite, amici:
Vi seguir.
ann. Ma, se dun tardo aiuto
Sesto fidar si dee, Sesto perduto.
(parte

Letteratura italiana Einaudi

64

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

vit. Precedimi tu ancor.


(a Servilia)
Un breve istante
Sola restar desio.
serv. Deh! non lasciarlo
Nel pi bel fior degli anni
Perir cos. Sai che fin or di Roma
Fu la speme e lamore. Al fiero eccesso
Chi sa chi lha sedotto. In te sarebbe
Obbligo la piet. Quellinfelice
Tam pi di se stesso; avea fra labbri
Sempre il tuo nome; impallidia qualora
Si parlava di te. Tu piangi!
vit. Ah! parti.
serv. Ma tu perch restar? Vitellia, ah! parmi...
vit. Oh di! parti, verr: non tormentarmi!
serv. Se altro che lagrime
Per lui non tenti,
Tutto il tuo piangere
Non giover.
A questa inutile
Piet che senti,
Oh, quanto simile
La crudelt!
(parte

scena decima

vitellia sola.
vit. Ecco il punto, o Vitellia,
Desaminar la tua costanza. Avrai

Letteratura italiana Einaudi

65

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Valor che basti a rimirare esangue


Il tuo Sesto fedel? Sesto, che tama
Pi della vita sua? che per tua colpa
Divenne reo? che tubbid crudele?
Che ingiusta tador? che in faccia a morte
S gran fede ti serba? E tu frattanto,
Non ignota a te stessa, andrai tranquilla
Al talamo dAugusto? Ah! mi vedrei
Sempre Sesto dintorno, e laure e i sassi
Temerei che loquaci
Mi scoprissero a Tito. A piedi suoi
Vadasi il tutto a palesar. Si scemi
Il delitto di Sesto,
Se scusar non si pu. Speranze, addio,
Dimpero e dimenei! nutrirvi adesso
Stupidit saria. Ma, pur che sempre
Questa smania crudel non mi tormenti,
Si gettin pur laltre speranze a venti.
Getta il nocchier talora
Pur que tesori allonde,
Che da remote sponde
Per tanto mar port;
E, giunto al lido amico,
Gli di ringrazia ancora,
Che ritorn mendico,
Ma salvo ritorn.
(Parte

scena undicesima
Luogo magnifico, che introduce a vasto anfiteatro, di
cui per diversi varchi scopresi la parte interna. Si vedranno gi nellarena i complici della congiura, condannati alle fiere.

Letteratura italiana Einaudi

66

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Nel tempo che si canta il coro, esce tito preceduto da


littori, circordato da senatori e patrizi romani, e seguto
da pretoriani; indi annio e servilia da diverse parti.
coro Che del Ciel, che degli di
Tu il pensier, lamor tu sei,
Granderoe, nel giro angusto
Si mostr di questo d.
Ma cagion di meraviglia
Non gi, felice Augusto,
Che gli di chi lor somiglia
Custodiscano cos.
tito Pria che principio a lieti
Spettacoli si dia, custodi, innanzi
Conducetemi il reo. (Pi di perdono
Speme ei non ha: quanto aspettato meno,
Pi caro esser gli dee).
ann. Piet, signore!
serv. Signor, piet!
tito Se a chiederla venite
Per Sesto, tardi. il suo destin deciso.
ann. E s tranquillo in viso
Lo condanni a morir?
serv. Di Tito il core
Come il dolce perd costume antico?
tito Ei sappressa: tacete!
serv. Oh Sesto,
ann. Oh amico!

scena ultima

publio e sesto fra littori, poi vitellia, e detti.


tito Sesto, de tuoi delitti
Tu sai la serie, e sai

Letteratura italiana Einaudi

67

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Qual pena ti si dee. Roma sconvolta,


Loffesa maest, le leggi offese,
Lamicizia tradita, il mondo, il Cielo
Voglion la morte tua. De tradimenti
Sai pur chio son lunico oggetto. Or senti.
vit. Eccoti, eccelso Augusto,
(singinocchia
Eccoti al pi la pi confusa...
tito Ah! sorgi:
Che fai? che brami?
vit. Io ti conduco innanzi
Lautor dellempia trama.
tito Ov? chi mai
Prepar tante insidie al viver mio?
vit. Nol crederai.
tito Perch?
vit. Perch son io.
tito Tu ancora!
ses. e serv. Oh stelle!
ann. e pub.Oh numi!
tito E quanti mai,
Quanti siete a tradirmi?
vit. Io la pi rea
Son di ciascuno; io meditai la trama;
Il pi fedele amico
Io ti sedussi; io del suo cieco amore
A tuo danno abusai.
tito Ma del tuo sdegno
Chi fu cagion?
vit. La tua bont. Credei
Che questa fosse amor. La destra e il trono
Da te speravo in dono; e poi negletta
Restai due volte, e procurai vendetta.

Letteratura italiana Einaudi

68

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

tito Ma che giorno mai questo! Al punto istesso


Che assolvo un reo, ne scopro un altro! E quando
Trover, giusti numi!
Unanima fedel? Congiuran gli astri,
Credio, per obbligarmi, a mio dispetto,
A diventar crudel. No! non avranno
Questo trionfo. A sostener la gara
Gi simpegn la mia virt. Vediamo
Se pi costante sia
Laltrui perfidia o la clemenza mia.
Ol! Sesto si sciolga: abbian di nuovo
Lentulo e i suoi seguaci
E vita e libert. Sia noto a Roma
Chio son listesso, e chio
Tutto so, tutti assolvo e tutto oblio.
pub. e ann. Oh generoso!
serv. E chi mai giunse a tanto?
ses. Io son di sasso!
vit. Io non trattengo il pianto!
tito Vitellia, a te promisi
La destra mia; ma...
vit. Lo conosco, Augusto:
Non per me. Dopo un tal fallo, il nodo
Mostruoso saria.
tito Ti bramo in parte
Contenta almeno. Una rival sul trono
Non vedrai, tel prometto. Altra io non voglio
Sposa che Roma: i figli miei saranno
I popoli soggetti;
Serbo indivisi a lor tutti gli affetti.
Tu dAnnio e di Servilia
Aglimenei felici unisci i tuoi,
Principessa, se vuoi. Concedi pure
La destra a Sesto: il sospirato acquisto
Gi gli costa abbastanza.

Letteratura italiana Einaudi

69

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

vit. Infin chio viva


Fia sempre il tuo voler legge al mio core.
ses. Ah Cesare! ah, signore! e poi non soffri
Che tadori la terra e che destini
Tempii il Tebro al tuo nume? E come, e quando
Sperar potr che la memoria amara
De falli miei...
tito Sesto, non pi: torniamo
Di nuovo amici, e de trascorsi tuoi
Non si parli pi mai. Dal cor di Tito
Gi cancellati sono:
Me gli scordo, tabbraccio e ti perdono.
coro Che del Ciel, che degli di
Tu il pensier, lamor tu sei,
Granderoe, nel giro angusto
Si mostr di questo d.
Ma cagion di meraviglia
Non gi, felice Augusto,
Che gli di chi lor somiglia
Custodiscano cos.
LICENZA
Non crederlo, signor; te non pretesi
Ritrarre in Tito. Il rispettoso ingegno
Sa le sue forze appieno,
N a questo segno io gli rallento il freno.
Veggo ben che ciascuno
Ti riconobbe in lui. So che tu stesso
Quegli affetti clementi,
Che in sen Tito sentiva, in sen ti senti.
Ma, Cesare, mia colpa
La conoscenza altrui?
colpa mia che tu somigli a lui?
Ah! vieta, invitto Augusto,

Letteratura italiana Einaudi

70

Pietro Metastasio - La clemenza di Tito

Se le immagini tue mirar non vuoi,


Vieta alle Muse il rammentar gli eroi.
Sempre listesso aspetto
Ha la virt verace;
Bench in diverso petto,
Diversa mai non .
E ogni virt pi bella
Se in te, signor, saduna,
Come ritrarne alcuna
Che non somigli a te?

Letteratura italiana Einaudi

71