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LET UMANISTICA

Nel corso del 400 in Italia si verifica una svolta


fondamentale che cambia il modo di concepire
e vedere il mondo: ha inizio una nuova era
chiamata Rinascimento. In questa svolta
lItalia allavanguardia rispetto agli altri paesi
europei in cui si ancora in pieno Medioevo.
Per importante non fare una netta
distinzione fra le due et, Medioevo e
Rinascimento, poich gi nei secoli precedenti il
400 era possibile individuare concezione che
anticipavano gli sviluppi futuri; e viceversa in
pieno 400 e 500 sopravvivono modi di pensare
che ricordano il medioevo. Infatti, le rispettive
caratteristiche sono spesso mescolate tra di
loro, soprattutto in uno stesso scrittore o
artista, o addirittura nella stessa opera.
Allinterno del Rinascimento inoltre si
distinguono la fase dellUmanesimo che
coincide con il 400 ed lepoca della riscoperta
dei classici e dellinteresse per lantichit, e
quella del Rinascimento vero e proprio che
occupa gli anni del 500 ed let del trionfo
del classicismo e della cultura cortigiana.

Sin dalla fine del 200 nelle citt italiano nasce


una nuova forma di governo, la Signoria. I
conflitti fra le due fazioni erano diventati
talmente aspri che listituzione si erano
indebolite, che avevano lasciato il libero
arbitrio, ai singoli individui o alle famiglie, di
imporre il loro dominio personale. Infatti, nel
corso del 400 e del 500 le Signorie si
consolidano, tanto che il potere dei signori
legittimato dai titoli feudali conferiti
dallimperatore, cos la Signoria si trasforma in
Principato.
Il signore diventa molto importante e si
circonda di consiglieri, funzionari devoti,
obbedienti in tutto; inoltre controlla la politica
interna ed estera, la vita economica e cultural e
amministra la giustizia. Cos si crea una corte,
di cui fanno parte non solo il personale del
signore ma anche intellettuali e artisti. Il
signore ama, infatti, proteggere la cultura e le
arti soprattutto per ricavarne prestigio: cos
sinstaura il fenomeno del Mecenatismo. Cos

grazie a questultimo le Signorie diventano


centri darte e cultura in cui si coltivano la
letteratura, la filosofia, le arti. I signori
investono tantissimo denaro per ornare i palazzi
e le ville con affreschi e statue. Di qui trae
vantaggio la prodigiosa fioritura artistica del
Quattrocento.
Dal punto di vista economico gli ultimi decenni
del Trecento erano stati segnati da una forte
depressione, causata da carestie ed epidemie
che avevano determinato anche un calo
demografico non indifferente. Per il 400
rappresenta effettivamente un anno di
rinascita. Molte famiglie di antica traduzione
iniziano a investire i loro capitali in attivit
agricole, con lacquisto di propriet terriere.
Intanto in Italia con la Signoria dei Medici, il
centro di cultura per eccellenza la corte,
in cui i principi sono colti e si diroccano di
scrittori, pittori, filosofi. Nel 400 nasce una
corta basata sulla raffinatezza e sulla bellezza
estetica. Gli intellettuali a corte si raccolgono
intorno ad un signore per esalare, in sua opera,

la sua magnificenza in cambio di protezione e


sostentamento. I corti inoltri sono considerati
un luogo chiuso dal momento in cui il pubblico
composto solo da cortigiani; infatti, essendo
anche un luogo molto raffinato, tende a isolarsi
dal mondo esterno disprezzandolo.
Cos la corte sventa un esempio di societ
ideale. Lo scrittore a corte ha lempito di
intrattenere, infatti, durante gli spettacoli
teatrali leggevano le loro opere; per quanto
riguarda gli artisti questi ultimi avevano il
compito di decorare saloni, palazzi e ville. Da
qui si pu capire che la corte sia un ambiente
culturalmente vivo e ricco di stimoli, che
render la fioritura letteraria bel 400 e 5000, il
periodo pi splendido della letteratura italiana.
Unistituzione nuova nasce nel 400,
laccademia, luogo di scambio didee,
confronto. Una delle pi importanti quella di
Platone, dove il dialogo era il metodo di ricerca
fondamentale.
Centri di cultura tipici di questa et sono anche
le botteghe artistiche dei pittori e scultori,
i quali vedono mutare la loro collocazione

sociale, infatti, iniziano a godere di grande


prestigio e sono talora ammessi a corte; sono
forniti di buona cultura e sono esperti di scienze
matematiche e geometriche, indispensabili per
la legge della prospettiva, che trionfa in questo
periodo.
Alla fine del 400 linvenzione della stampa,
per mano di Gutenberg in Germania, oltre ad
essere destinata a rivoluzionare la diffusione
della cultura, permette la nascita delle
botteghe dello stampatore, luogo in cui
letterati e filosofi sincontrano per discutere. Tra
i centri di cultura cominciano a emergere anche
le biblioteche, che anche se esistevano gi,
erano istituzioni chiuse al pubblico. Invece con
Petrarca nascono le biblioteche pubbliche, che
non si limitano a conservare i libri, bens ne
permettono la circolazione.
Intanto nelle corti gli scrittori devono la sua
posizione alla volont del signore, questultimo
inoltre dedica interamente allattivit
dintellettuale e tra sostentamento proprio da
questa professione. La sua libert di
espressione per dipende dal signore.

Unaltra caratteristica tipica degli scrittori la


loro mobilit. Infatti, data la presenza di molti
centri di cultura, lo scrittore si sposta
continuamente, permettendo una viva
circolazione didee e unomogeneit culturale.
Tra la fine del Trecento si diffonde fra gli uomini
di cultura il mito di rinascita della civilt
classica, andando dalla letteratura alla vita
civile e politica. Si avverte cos il bisogno di far
rivivere il mondo classico nella sua autentica
fisionomia, liberandolo di tutte le deformazioni
medievali. Nel Medioevo, inoltre, si aveva una
concezione del mondo teocentrica: Dio era
posto al centro delluniverso. Ora invece si
afferma una visiona antropocentrica, in cui
luomo pone se stesso al centro e diventa
protagonista della propria storia. Mentre nel
medioevo era visto come una creatura fragile,
insidiata solo dalla tentazione della carne, ora
invece si afferma una visiona ottimistica
delluomo,: egli appare sicuro e capace di
contrastare la fortuna a proprio favore con la
propria intelligenza. Inoltre si esaltano le facolt
delluomo e il corpo non viene pi condannato,

ma celebrato nella sua bellezza. Questo


rovesciamento della visione ascetica e
laffermazione di una concezione laica non
implicano un allontanamento dal sentimento
religioso cristiano, anzi al contrario il
Rinascimento unet molto religiosa, che mira
al ritorno della purezza originaria del messaggio
cristiano, poich si ritiene che il Medioevo
labbia deformato.
In questa concezione, infatti, si pu riconoscere
che anche la cultura antica si incentrava
sulluomo e sulla sua capacit di farsi artefice
del proprio destino, sullesaltazione della
bellezza. Per questo motivo, gli intellettuali del
400 sono affascinato dal mondo classico:
pertanto si rivolgono con entusiasmo ai testi
antichi anche per comprendere meglio se
stessi.
Nasce cos il principio di imitazione secondo
cui bisogna imitare gli antichi, dato che in
precedenza avevano raggiunto il culmine della
perfezione in ogni campo.
Per bisogna comunque ricordare che il
presente pur sempre diverso dal passato,

pertanto limitazione non pu essere passiva,


bens attiva e creativa. Cos gli intellettuali
comprendono che ci che conta costruire il
proprio mondo sulle esigenze del presente.
Questo bisogno di riscoprire gli antichi, fondato
sulla necessit di tradurre il loro autentica
insegnamento, genera un modo nuovo di
concepire la cultura che viene definito
quantitativo. In primo luogo secondo il
principio dimitazione necessario che si
conoscano tutti gli autori antichi, perch nel
Medioevo alcuni autori, anche fondamentali,
non venivano letti e i loro testi venivano
dimenticati. Inoltre una parte della cultura
antica non era conosciuta nelle sue fonti
originarie ma solo attraverso compilazioni di
seconda mano e cosa pi importante il
patrimonio e la conoscenza della cultura greca
era per lo pi ignota.
Da Petrarca e Boccaccio si cominci ad
avvertire la curiosit di conoscere anche quegli
autori sconosciuti, infatti, Petrarca inizi a
cercare nelle biblioteche quei testi dimenticati e
ben presto il suo esempio fu seguito anche da

generazioni successive di intellettuali, e tutto


ci permise una serie di scoperte che
arricchirono la conoscenza della letteratura
italiana.
Parallelamente si avvert anche il bisogno di
conoscere la letteratura e la filosofia
greche e ci fu possibile ancora una volta
grazie a Petrarca e Boccaccio che intrapresero
gi prima lo studio della lingua greca.
Oltre a questa differenza quantitativa delle
conoscenze, vi anche quella qualitativa
nel modo di accostarsi ai classici. Si gi
visto che il Medioevo era solito ad assimilarli
alla propria cultura, sovrapponendo a quei testi
le proprie concezioni. Invece gli uomini di
cultura del 400 sentono il bisogno di
recuperare lantichit nella sua vera fisionomia,
liberandola dalle deformazioni medievali.
Quindi limitazione non passiva e meccanica
bens attiva e creativa.
Queste due esigenze, quella di recuperare la
vera essenza dei classici e quella di collocarla
esattamente nel suo tempo, determinano a loro
volta un metodo nuovo di accostarsi ai classici.

In primo luogo necessario conoscere bene la


lingua latina, che nel Medioevo era considerata
la lingua comune della cultura. Poi, per le opere
dei classici occorreva stabilire un testo corretto
quanto pi possibile vicino alloriginale, in modo
da eliminare tutti gli errori dei copisti che si
erano accumulati nel tempo. Infine per
intendere lopera fedelmente, cera bisogno di
conoscere in profondit i fatti storici, i costumi
di quellepoca. Cos con gli umanisti nasce una
nuova scienza, la filologia, che studia i testi in
modo critico per riportarli alle condizioni
originali.
Dallaltra parte la scienza medievale non era
basata sulle osservazioni dei fenomeni, ma sui
libri e sulla tradizione. Leonardo invece non
avendo una cultura umanistica, preferisce
trarre le sue conclusioni pi dalla sua
esperienza personale che dalle parole altrui.
Comincia cos a studiare lanatomia del corpo, i
fenomeni naturali, le leggi fisiche cercando la
spiegazione in ci che vede nella matematica.
Nel Quattrocento la concezione della cultura si
laicizza: il suo scopo diviene quello di formare

luomo. Infatti, in questa prospettiva vengono


esaltati gli studia humanitatis , quelli che
formano luomo nella sua interezza,
nellarmonia perfetta di tutte le sue facolt.
Questo primo periodo del Rinascimento quindi
coincide con l Umanesimo.
Secondo gli umanisti per gli studi di umanit
non possono solo formare il singolo individuo,
bens devono formare il cittadino, che partecipa
alla vita politica: cos infatti si esalta la vita
attiva in cui luomo di pu realizzare
pienamente. Poich il primo nucleo della
societ e la famiglia, gli umanisti ritengono che
luomo si realizzer veramente solo con il

matrimonio. In questo modo lideale ascetico


viene nuovamente rovesciato, dato che
escludeva il matrimonio e la vita familiare. Un
rovesciamento analogo si verifica nella vita
economica, poich lideale cristiano
condannava il lavoro, al contrario gli umanisti lo
consideravano come una benedizione e uno
strumento attraverso cui egli pu costruire il
suo mondo.

DAL DISPREZZO DEL MONDO ALLA DIGNIT


DELLUOMO

Nei secoli che intercorrono fra let medievale e quella rinascimentale, si assiste a radicali
mutamenti della mentalit e del modo di concepire la collocazione del singolo individuo nel mondo.
Secondo una tradizione medievale la realt terrena considerata subordinata alla perfezione di un
disegno divino. Infatti, luomo avr pieno valore soltanto dopo la morte quando si ricongiunger con
il Creatore.
Per indurre il fedele a meditare sullaldil, la Chiesa medievale ricorreva alla raffigurazione di scene
che suscitavano paura, insistendo sulle pene infernali cui saranno sottoposti i dannati.
Esiste tuttavia un filone che ha una visione pi contenuta, a una visione rigida ed estremistica in cui
si disprezza il mondo, subentra una pi gentile che trover esempio nelle poesie di Petrarca.
Fra 200 e 300 si assiste a una decisiva rivalutazione delle attivit pratiche, dallimpegno politico
allintraprendenza commerciale. Con il400 la concezione pessimistica viene abbandonata e si pone
laccento sugli aspetti positivi delluomo, secondo cui lindividuo diviene lartefice della propria
fortuna.
Infatti, con il Rinascimento anche larte si laicizza e si rivolge a un pubblico in grado di godere della
bellezza estetica: la vita non pi vista come una condanna ma come degna di essere vissuta e
goduta.

LEDONISMO E LIDILLIO NELLA CULTURA


UMANISTICA
La rivalutazione dellindividuo porta a riconsiderare anche i beni dellesistenza: se nella vita le gioie
compensano i dolori, preferibile concentrarsi su di esse, cercando di cogliere le opportunit
favorevoli. Per bisogna fare attenzione a non confondere questo atteggiamento con linvito ad
approfittare di tutti i piaceri possibili.

Ledonismo, ovvero la ricerca del piacere, diventa un fenomeno culturale che ha i suoi riflessi negli
ambienti raffinati delle corti, inoltre andando oltre del puro godimento materiale, la vita si pone
come obiettivo il conseguimento della pura e perfetta bellezza. Questultima si raggiunge nella
figura femminile sia come oggetto sensuale sia spirituale, dato che la sensualit si riveste di forme
preziose e selezionate, che rinviano a sensazioni altamente spirituali. Di qui le profonde radici di
questo motivo letterario che presenta da un lato il riferimento al mondo classico e linvito oraziano,
ovvero quello del carpe diem, a godere della fugacit dei piaceri che la vita concede; dallaltro il
motivo cristiano del trascorrere del tempo. Un altro aspetto che interessa e caratterizza lo sviluppo
delledonismo la descrizione di una natura idillica, in cui alcuni elementi paesaggistici fissi, come il
prato fiorito, il corso dellacqua pura. Tale descrizione non ha solo una funziona decorativa ma
contribuisce a presentare quellideale di vita elevata e raffinata degli ambienti di corte
quattrocenteschi.