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Alessandra Pelizzari

GRAFFITI
DA CAMERA
1989 - 2009

Alessandra Pelizzari

GRAFFITI
DA CAMERA
1989 - 2009

a cura di
Maurizio Bernardelli Curuz

Alessandra Pelizzari
Graffiti da Camera
1989-2009

Testo in catalogo:
Maurizio Bernardelli Curuz
Fausto Lorenzi
Carlo Munari
Sabrina Piscaglia

Dal 7 al 22 novembre 2009


Villa Glisenti - Villa Carcina (Brescia)

Fotografie:
Emanuele Russo

Orari:
venerd: 20.00 - 22.00
sabato: 16.00 - 19.00
domenica: 10.00 - 12.00 / 16.00 - 19.00

Allestimento e trasporti:
Stema Restauri
Segreteria organizzativa e
rapporti con la stampa:
Ufficio Cultura ed Ufficio Relazioni con il
Pubblico del Comune di Villa Carcina
Progetto grafico:
Enrico Beduzzi

Comune di Villa Carcina


Assessorato alla Cultura

Stampa:
Color Art (Rodengo Saiano)
Ringraziamenti:
Giovanni Roselli, Assessore alla Cultura
del Comune di Villa Carcina

Comune di Brescia
Assessorato alla Cultura
Con la collaborazione di

Gianmaria Giraudini, Sindaco del Comune


di Villa Carcina
Andrea Arcai, Assessore alla Cultura del
Comune di Brescia
Maurizio Bernardelli Curuz
Fausto Lorenzi
Carlo De Filippo

Sponsor

Monica Polotti
Beppe Maffioli
Maurizio Feola
Elisa Pedretti Feola
Mimma e Cesare Pelizzari
Alessandro Pelizzari

In copertina:
Prato di cartone, 1996, particolare

a Caduta del Muro di Berlino, ultimo atto di un processo che permise di ricomporre una
frattura abissale, segna una data fondamentale nellambito della storia del mondo.
E non solo per lunione della Germania, che era stata lacerata da una spada di cemento che
aveva segnato un gravissimo trauma, sotto ogni profilo, ma per la caduta delle ideologie.
Labbattimento di quel muro port di fatto alleliminazione, a sinistra e a destra, di cortine di
pensiero che impedivano il colloquio e il confronto.
Tra le infinite celebrazioni, il 16 novembre 1989 laccademia di Brera in collaborazione con
Expo Cts e Camera di commercio di Milano e lAccademia di Berlino indissero un concorso
intitolato oltre il muro al quale aderirono pi di 300 studenti under 25 di una trentina di
accademie del mondo.
Una giovane artista bresciana, Alessandra Pelizzari, oggi docente daccademia, partecip
allimpresa con il linguaggio che andava elaborando.
E da quel momento inizi unesplorazione dei principali nodi iconografici della modernit, tra
immagini ricorrenti, archetipi e icone universali.
Lopera che present si intitolava Und dann..: e poi?, una grande scritta spruzzata con bomboletta
spray su collage in cartone da imballaggio, con trattamento tridimensionale: stracci, pieghe e
strappi, di un elettrodomestico tedesco.
Cos lartista comment il proprio lavoro: Ho cercato il linguaggio pi popolare, quello
dellarte di strada perch questo concorso mira a confrontarsi con il vissuto collettivo e parlare
il linguaggio della memoria popolare. Un percorso che non ha avuto fine e che Alessandra
Pelizzari ha saputo sviluppare, come dimostra questa personale, con grande fantasia e grande
vigore.
Andrea Arcai
Assessore alla Cultura
del Comune di Brescia

lessandra Pelizzari nasce nel 1967 e vive i suoi primi 7 anni nel Comune di Villa Carcina.
Comune che ha scelto per realizzare il progetto della sua prima antologica a distanza di venti
anni dal Diploma conseguito allAccademia di Belle Arti di Brera.
Alessandra unartista del nostro territorio, felice di mostrare proprio nel suo Comune di origine
il lavoro svolto in questi anni.
Anni in cui la storia ha cambiato la percezione dei luoghi che mantengono legami radicali ma
che vivono dellapertura mentale e del confronto con realt diverse.
Non a caso vinse un premio internazionale indetto dallAccademia di Milano per la caduta del
Muro di Berlino.
Tutto il suo lavoro manifesta la trasformazione epigrafica della violenza graffitista in tratti
vivaci ed educati e lacquisizione dello stile al limite dellesplosione per una comunicazione
spontanea, sincera e gioiosa.
Lenergia del graffito cambia in linguaggio comune, espressivamente entra in risonanza con
lenergia che caratterizza lanima di chi nato da queste parti.
La sua evoluzione artistica accompagna negli anni questo tipico linguaggio visivo che attraverso
tecniche e immagini diventa un genere pittorico.
Un sincero ringraziamento ad Alessandra per aver scelto di mostrare la sua dote artistica a Villa
Carcina nella sede espositiva di Villa Glisenti.
Giovanni Roselli
Assessore alla Cultura
del Comune di Villa Carcina

opera si pu ancora spandere nellambiente, nella vita, come una festa mobile? Alessandra
Pelizzari prova a coinvolgere lesistenza affidando avvenimenti elementari (percezioni, umori,
sentimenti, pensieri) a carte e cartoni da imballaggio verniciati con le bombolette spray o a sete
dipinte con tecnica a batik.
I telai di legno a cui si appigliano danno una cornice di fissit precaria, ondivaga: la tranche
de vie nel flusso esistenziale. Limpressione di cosa appena fatta la via per offrirsi alla
comunicazione, in una sorta di naturalit primaria, di labile rapporto di suggestione, che affonda
in una visualit demotica, n una memoria visiva popolare pi che in un linguaggio.
Sceglie la strada come luogo di sedimentazione dei messaggi e dei segnali lasciati dalluomo,come
luogo di logoramento, di accumulo, e sovrapposizione di vita quotidiana. In pittura, questa
strada si traduce in imballaggi (memoria di cose, di consumi e oggetti seriali) piegati e lacerati,
in veli leggeri come fremiti daria, in sovrapitture che richiamano le stratificazioni di immagini
multiple, in simboli allusivi a culture arcaiche, magiche.
C il fluire di una continuit quasi indistinta, cui concorre luso di un gesto pittorico,che riedita
ritmi e modulazioni dellespressionismo astratto e insieme, nelluso stesso dei colori a spruzzo,
la furtivit e lespressivit gridata dei graffitisti murali.
Ma i cartoni sono arazzi scanditi a tarsie, precarie strutturazioni architettoniche a scomparti
che organizzano e pausano la veemenza apparentemente istintiva del gesto, suggeriscono
lattenzione alla durata, al tempo, alla dimensione interiore. Cos luso dei brani di tessuto
acquarellati, come laffacciarsi di figurazioni simboliche, introducono pause meditative, tracce
e dislocazioni di significato. Ecco che lo spazio anonimo della vita urbana massificata ,prelevato
dal muro e tradotto in una sorta di paravento, di pannello, apparentemente fragile e delicato, si
presta al disvelarsi della vita interiore, e insieme ad un riconoscersi dellumanit collettiva nel
territorio magico primario, nei segni tribali, nella simbologia spirituale dei colori, in certe
trame astratte di decorazione.
Alessandra Pelizzari con baldanza innalza i gonfaloni che vogliono bandire la tristezza, tra
sonorit da murales e lirismi soffusi di chi sabbandona in ecologica fiducia alle emozioni della
vita.
Cultura alta e bassa assemblano frammenti come memorie sparse, leggere e fluttuanti, gi nel
gioco del supporto di scarto che regge una libert immaginativa neoromantica. Lartista vuole
far nascere limmagine come impronta, imprimitura di frammenti segnici e fazzoletti colorati
dellanima urbana a raccontare, col filtro di una trepida emozione, il farsi e disfarsi della vita,
quella che vede miscelarsi intorno a s, parlare dai muri della citt come dai tessuti (ci sono
allusioni ad esempio alle manifatture tessili delle civilt andine, come si guarda alle serene
malie delloriente).
Uscita dallaccademia di Brera, Alessandra fa affiorare, in filigrana, la tradizione alta del collage
novecentesco, da Schwitterrs ai neodadaisti, come fa affiorare la meditazione degli strappi
delle sovrapitture di un Rotella ad esempio (anche se lei opera soprattutto a stratificare, quasi a
tramare di spessori, di risonanze emotive, ci che toglie dalla strada come luogo simbolico di
simbologie collettive). Per certa organizzazione a scomparti si potrebbe tirare in ballo persino il

muralismo in miniatura delle tempere dellultimo Sironi, ricco di immagini arcaiche e riferimenti mitologici.
Dentro ci mette la realt bassa della strada, della cultura popolare e del graffitismo anonimo, ma rifuggendo
da ogni codificazione di lettere, numeri, segni che valgono proprio perch sono quello che si vede intorno
a noi: icone, suggestioni visuali e brandelli di vita, non significanti.
Questa miscela di frammenti, segnali di strada, si presta a sperimentazioni sul gesto e sullo spazio pittorico
che mirano a ritmi di accelerazioni liriche, vitalistiche ed energetiche giammai per concitate, ed a grumi
e fremiti pi delicati ,quasi ripiegamenti meditativi. Le suggestioni segnico-informali si accampano su un
fondo che sempre vibratile, struttura morbida e come plasmabile, quasi a suggerire che lesistenza si d
una forma nel fluire stesso. La vita si d nel narrare, nel processo in cui Alessandra Pelizzari coglie tra
simboli figurali, coaguli materici, accidenti del supporto e libere campiture unappartenenza, unidentit
culturale tra la propria esperienza e lanima collettiva della trib umana. E unarte fiduciosa di recuperare
una dimensione simbolica di tracce comuni nello svolgersi di un racconto rapsodico senza figure.

Fausto Lorenzi
critico darte del Giornale di Brescia, 1990

1990, premio Oltre il Muro, Accademia di Belle Arti di Brera, Milano e di Berlino, 1 Classificata.

.....
atteggiamento di Alessandra non dissimile da quello di DADA1916 (sottolineo la
data: le filiazioni altro non furono che devitalizzate) ed pienamente giustificato dallanalogia
delle atmosfere, dello Zeit-Geist. Ed nutrito dallo spirito del ludus, forse lunico adeguato a
plasmare una materia tanto incandescente. A quanti stupissero ricordo lantica proposizione
di Schiller: luomo gioca solo quando uomo, nel pieno senso della parola ed pienamente
uomo solo quando gioca. Intuizione integrata e pienamente sviluppata, nelle moderne scienze
psicoplogiche da Freud in avanti.
E dalla met degli anni sessanta che insisto su questo punto al fine di rendere legittime esperienze
tenute in sospetto dai conformisti di turno:dai propugnatori di una strumentazione ideologica
delle arti in nome di un improbabile engagement e dai difensori delle avanguardie di recupero
in nome di un altrettanto improbabile purit conseguente al trompe lesprit.
Con maggiore forza torno sulla querelle soffermando attenzione sullopera di Alessandra
Pelizzari. Perch il suo linguaggio, cresciuto sulla contaminazione e dalla contaminazione
alimentato, attesta una tale incidenza a livello della comunicazione da trasformare lopera in
una testimonianza insostituibile.
Appesi alle pareti, ingabbiati in reticoli metallici, attorti al tronco di unalbero o deposti sul
folto di una siepe dai teleri di Alessandra Pelizzari trapela il dissidio tra la sfera del cognito
e lindefinibile flusso dellesistenza, lincontro-scontro tra un reale omologato, scontato nella
coscienza, e un reale autre avvertito nelle fibre segrete dellio.
Cos quei teleri alludono talora a situazioni di conflittualit talatra irridono alle minuscole
mitologie epocali, in altri casi penetrano nei domini dellarcano in un alternarsi di joie de vivre
e trasalimenti inquietanti.
Vasto, pressoch inesauribile, il repertorio di motivi iconografici; e vasta, pressoch
inesauribile, la sequenza di significazioni che il lettering concorre ad esplicitare ma pi spesso
deliberatamente ad equivocare.
....In altre ancora lo stesso lettering si propone sbiadito, sfumato, o addirittura mozzato, a
constatare linutilit di comunicare nel deserto della banalit? Non per nulla pocanzi parlavo
di frequenti rimandi allesistenzialit e al destino. In ogni circostanza i mezzi pittorici adottati
dallartista dispongono di unalta potenza evocatrice. Lo provano anche le immagini intese a
rappresentare la natura naturalis e la natura artificialis.
Nella natura naturalis lartista discende verso antri remoti cos da trasformare il tessuto cromatico
in una colata di succhi, di linfe e di umori sommossa dallalito delle energie ctonie.
Evocando la natura artificialis il registro muta radicalmente: i colori acquisiscono i freddi bagliori
del neon, il lettering landamento di uniscrizione pubblicitaria, gli uni e gli altri intravvisti
nella pallida fumigante temperie di un inferno metropolitano.
Questa rapida lettura risulterebbe comunque manchevole, se non venisse fatta menzione del
ricorrente impiego di forme aventi un preciso contenuto simbolico.
Mi limiter a segnalare il disegno labirintico che contrassegna taluni assetti formali. Come
noto il labirinto il disegno archetipale della psiche profonda. Nello specifico, trattandosi di
una proiezione spontanea, avverte che lartista naviga nella notturnit, e che in questo ambito
cattura le presenze fantasmatiche che in cangiante connotazione fluiranno nellopera: presenze
che adombrano lincombenza del mistero. Ma ecco che, in altri teleri, in limpidi profili si staglia
il simbolo opposto, la spirale. La quale rappresenta, appunto, un percorso armonico verso la
conoscenza, insediata nel punto centrale della spirale stessa: forse il selbst junghiano, in ogni
caso una meta illuminante il sapere.
E persino superfluo aggiungere che laccorta manipolazione del materiale simbolico effettuata
da Alessandra Pelizzari acuisisce allestremo la tensione interna del messaggio...
Carlo Munari, 1992

Le macchine anti-apocalittiche di Alessandra Pelizzari

ra, osservando i dipinti di Alessandra Pelizzari, che sembrano iettati da un allegro vulcano con le ruote
- e gli occhi e la bocca che sorride -, ci si pone di fronte a un concetto ben strutturato, quello dellantiapocalisse. Per quanto il nostro occhio e la nostra cultura siano orientati a vedere nel momento delle
Rivelazione il dies irae, il giorno dellira, in cui avviene la divina conculcazione dei reprobi - in attesa di
un salvataggio in extremis - della polvere spessa, che come nel Requiem di Mozart, che copre di oscurit,
di trombe e di tombe la porzione del visibile musicale, c un anti-mondo, quello della rivelazione benigna,
legato cio alla vocazione principale delluomo: la ricerca della gioia.
Se il vulcano che abbiamo tratteggiato in cima dovesse esplodere grazie a un deflagrante carica di felicit
e se questesplosione benigna dovesse disperdere le ceneri iridescenti in un fallout fantasmagorico, sulla
terra, saremmo in grado di recuperare una felicit perduta che sta nei colori e nelle formule del nostro
linguaggio darchetipo.
E cos che Alessandra Pelizzari carica la propria macchina anti-apocalittica. Note diffuse, rossi martellanti,
stelle e cuori dallincedere di biscrome, frecce e vettori di direzione vibranti con la forza di alisei, comete
eccentriche con dispersione di porporina si depositano negli alvei rugginosi delle citt, riempiendo ogni
andito con la vibrazione di piccoli pesci rossi di matrice matissiana in grado di occupare fabbriche dismesse,
di alitare le pinne in un azzurro sognato dalle periferie reali, nonch di depositarsi sui lati pi oscuri della
nostra anima, anchessa rugginosa, anchessa coperta da uno strato grigio caldaia, dilavata da colature
grigiastre.
Il tutto in un ambito che si colloca tra la tavolozza rococ, licasticit del fumetto, il recupero del linguaggio
etnico, la sintesi pubblicitaria, le rielaborazioni lessicali dei linguaggi basici nelle metropoli.
La rivoluzione rococ - che fu un evento di straordinaria portata, sotto il profilo formale e sostanziale, al
punto da incidere sulla formulazione di un pensiero proiettato verso il futuro - si bas proprio sul netto
stacco cromatico dal tenebrismo seicentesco.
Fu un alito nuovo, portato dallo schiarimento della tavolozza; uno zefiro primaverile in grado di dissodare
il terreno rappreso da un lungo inverno. Colori chiari e vibranti che bonificarono, dopo gli esperimenti
di Newton sulla rifrazione della luce, un orizzonte grigio plumbeo; un passaggio che, per certi aspetti,
equivalse, nei primi del Novecento, alla svolta fauve, orientata a una declinazione cromatica che partiva
dalla rivalutazione dei primari e comunque di unit cromatiche pure.
Il lavoro attorno al colore primario trova unequivalenza nellesplorazione degli elementi primari nellambito
dei valori umani. Attorno al rosso, al blu, al giallo si gioca un po la sfida tra luomo artefatto e alienato e

La Luna Blu, 1992, acrilico e spray, collage su cartone, cm 170 x 80

il suo modello originario. Non che Rousseau avesse in tasca la verit infusa; ma certo con la deviazione
imposta dalla civilt s smarrito il senso delle origini e pertanto lidentit intesa come autodefinizione
umana. Che sta pure in un colore, in un suono, in una forma positiva.
Il colore e larchetipo che si basa sul linguaggio universale in grado di produrre quelle icone di matrice quasi
biologica - e pertanto patrimonio diffuso dellumanit - hanno il potere di umanizzare il disumanizzato. Se
ne accorse, ai tempi del nichilismo imperante, nellambito di un percorso attraverso i lacerti dellessere
naviganti, in gurgite vasto, dans le nant, Henry Miller in Tropico del cancro che indic, appunto, nei colori
assoluti di Matisse lultima frontiera prima dellabisso;
Sopravviene una nuova et glaciale (...) il mondo fetale muore, diviene un mastoide morto (...) si offusca
la forma del mondo. (...) Proprio sul mozzo di questa ruota che va a pezzi c Matisse, finch tutto quel che
forma la ruota si sar disintegrato. (...) Il mondo di Matisse bello alla maniera di una camera da letto fuori
moda. (...) In Matisse, nellesplorazione del suo pennello c lo scintillio tremulo di un mondo che chiede
soltanto la presenza della femmina per cristallizzare le pi fuggevoli aspirazioni. (...) La sera di tanto in
tanto sfiorando i muri del cimitero inciampo nelle fantomatiche odalische di Matisse, legate agli alberi, le
criniere attorte, inzuppate della loro linfa. (...) Anche mentre il mondo va a pezzi, la Parigi che appartiene
a Matisse vibra di chiari, ansanti orgasmi. () Sullasse vacillante la ruota precipita a fondo valle; non ci
sono freni, ne cuscinetti a sfera, ne pneumatici.
La ruota si spezza ma la rivoluzione continua immutata.
Per questo il lavoro svolto da Alessandra Pelizzari, nei giorni della caduta del muro di Berlino, a fronte
di uno dei grandi mostri della politica e dellurbanistica di guerra - per quanto realizzato in tempi ben
successivi, negli anni in cui si ponevano le basi del boom economico - con una spartizione che avrebbe
caratterizzato la divisione del mondo, come una muraglia tra realt inconciliabili, ha il senso di ripristino e
di un risarcimento rispetto a una realt perduta.
Accogliendo le pi semplici immagini simboliche, le pi basiche allegorie, gli interventi di bonifica che
la street art avrebbe rilanciato negli spazi urbani per riportare, in modo surreale, la fantasia nei luoghi
logori della civilt industriale, recuperando il bagaglio delle espressioni etniche che vengono condivise
dai linguaggi dei tappeti orientali fino alle palizzate dei quartieri industriali delle metropoli, Alessandra
Pelizzari offre oggi un Lexicon primario, che si arricchito negli anni e che ha contribuito ad ampliare,
grazie a nuovi accordi e giustapposizioni simboliche.
La mostra pertanto un viaggio nelle icone compensative e controcorrente rilanciate da una contemporaneit
che decide di non rinunciare alla fantasia come motore di riprogettazione del mondo e di ridefinizione
delluomo; ci che un tempo era utopia politica, isola, non-luogo, proiezione virtuale di un modello, ora
si prospetta come un orizzonte cromatico e semantico in grado di dischiudere prospettive nuove. Il cuore
gonfio di un rosso traboccante - capace di esplodere senza diffondere sangue, ma unondata oceanica di un
rosso carminio profuso da un tubetto senza fine - indicano i nuovi passi verso unutopia individuale, quella
della mutazione di S.
Le immagini di Alessandra Pelizzari sono da cogliere quanto i lacerti di unesplosione vitale, sdraiati su
un prato dipinto, mentre si allunga una mano per impugnare ci che abbiamo accanto, un filo derba in
bocca.
Spighe e stelle. Lartista fa crescere un campo di grano. Fiori, spighe, stelle, cuori e un grosso sole nero e
fucsia convivono nello stesso spazio, dando origine ad un mondo fantastico, nel quale lelemento naturale
trattato secondo canoni che esulano dalla realt, pur proiettandosi al centro del motore delle cose.
Und Dann. Attrici di questo quadro sono le lettere, colorate di rosso e giallo, che compongono la frase Und
dann. In italiano: E poi. Un e poi che non vuole essere interrogativo; ma dischiudere al futuro, al di l
dogni lacerazione. Spray, cartone da imballaggio, stracci, un reticolo di pieghe e strappi sono gli elementi
che compongono lopera. Be, c sempre un poi, in tutte le cose.

Come te. Una cometa sfreccia nelluniverso, senza trovare ostacoli sul suo cammino. Grande, immensa,
gialla galoppa imperterrita in un cielo blu, in direzione di una meta sconosciuta. Davanti a lei gli sconfinati
orizzonti. Illimitate possibilit lattendono. La porzione inferiore del quadro rossa. In contrasto con quella
superiore. Basta un nonnulla perch i fugaci elementi che la compongono possano sparire per sempre
in uno scintillio evanescente o un suo piccolo frammento staccarsi e divenire una lieve stella cadente,
allorizzonte.
Occhio. Un occhio azzurro posto al centro della composizione. Un occhio scrutatore, un occhio immenso.
Un occhio divino, quindi, che tutto sa e tutto vede. Un occhio che va al di l di ogni tavola anatomica per
rappresentare il contatto con il mondo esterno e con realt che stanno al di l del visibile.
Oro Fuoco. Sono questi i colori dominanti in un quadro nel quale prevalgono linee rette, curve e tache, come
graffiti impregnati di fantasia ed effusione decorativa. Linee che diventano lettere, forme geometriche,
gorghi cromatici evidenziati dal colore rosso, che la base di questo dipinto, e accesi dalle macchie argentee
che mettono in risalto le pennellate nere, su una superficie che evoca il riflesso.
Sole. Colori, punti e linee argentate verso un cerchio, che pu essere un occhio o meglio un sole con i suoi
raggi che tentano di raggiungere lestremit della tela. Uno sfondo di cromie sfumate e scure innalzano
largento, che marchia con pennelli taglienti la tela, accesa da tratti fantasiosi di rosso.
Uomo blu. Un dipinto caratterizzato da una presenza apparentemente umana. Una testa di profilo di colore
blu, possente come quelle dellisola di Pasqua. Un occhio grande e centrale, sciamanico, divino. Non
Polifemo. Ma un vero Dio. Questo capo con un naso pronunciato, labbra sporgenti, orecchio a forma di
spirale, riesce a catturare losservatore dellopera sulle figure, cariche di colore, circostanti. Ricordi di
Gauguin?
Se non sei sordo. Colori forti, colori del fuoco e delle braci. Rosso, arancio, giallo e nero accendono
fortemente la tela, tendono a bruciare quel cuore, vivacemente giallo, al cui interno sono presenti, in
forme stilizzate, un grosso veicolo che trasporta uomini. Sulla sommit del quadro una forma sferica che
lancia quattro frecce, due a destra e due a sinistra. Nella coppia: rigorosamente una tratteggiata, laltra
continua.
Sono un cielo. Un pannello di plexiglass, un cielo con seminagione di stelle, alcune riempite di colore, altre
lasciate alla trasparenza del supporto. Al di sopra di queste un cuore, tutto rosso, che emana raggi, come il
sole, al suo fianco. Questultimo, per, sembrerebbe contenere, nella sua forma sferica lo spicchio di luna.
Migrazione dei delfini. Uno specchio dacqua che contiene pura luce e figure di pesci stilizzati e tre lische,
tutto contornato da linee tratteggiate e stelle bianche su uno sfondo blu scuro.
Silenzio. Un fiume e i suoi argini. La corrente dacqua giallognola attraversata da piccoli pesci rappresentati
con rapide pennellate e da strisce azzurre verticali che possono essere identificate come il movimento
sinuoso della corrente che muove la superficie. Le sponde, invece dessere sabbiose o caratterizzate da
alberi o cespugli, presentano la ripetizione della frase fiume di parole, che sembra accompagnare quasi
allinfinito il tranquillo corso dellacqua.
Maurizio Bernardelli Curuz

Opere

Le Piogge Acide, 1992, acrilico e smalto spray, collage su cartone, cm 250 x 120

Come te, 1992, acrilico e smalto spray, collage su cartone, cm 180 x 150

Come un filo di fantasia, 1992, acrilico e smalto spray, collage su cartone, cm 180 x 170

Prato di cartone, 1996, acrilico e smalto spray, decollage su cartone, cm 140 x 100

Soli mai pi, 1992, acrilico e smalto spray, collage su cartone, cm 160 x 140

Il giorno dopo, 1992, acrilico e smalto spray, decollage su cartone, cm 180 x 180

Sachs, 1991, acrilico e smalto spray, decollage su cartone, cm 140 x 100

Se non sei sordo, 1994, smalto spray, collage su vetroresina, cm 100 x 100

Sono un cielo, 1994, smalto spray, collage su vetroresina, cm 100 x 100

Cuori meccanici 1/3, 2001,


tecnica mista su carta, cm 50 x 50

Cuori meccanici 2/3, 2001,


tecnica mista su carta, cm 50 x 50

Cuori meccanici 3/3, 2001,


tecnica mista su carta, cm 50 x 50

... La mia pittura una relazione tratta dal vivere quotidiano ,nel caos metropolitano e
contemplato in voraci spazi mentali, disponibili anche a fissare tracce di partecipazione
e testimonianze su supporti come tele, cartoni, onduline .... sporchi, chiassosi, stridenti,
metaforici e simbolici.
Supero la paura di mettermi in gioco rivoltando la materia che mi costituisce, con cui
assiduamente opero, e che mi coinvolge nelle pieghe e strappi mentali.
Esplicito le ossessioni, nevrosi o estasi che si accompagnano alla ribellione alla cattivit
quotidiana.
Prendo coscenza di abissi e squilibri per potermici divertire come al Luna Park...

Alessandra Pelizzari, 1997

Visioni mentali, 2005, acrilico e collage su moduli in juta, cm 100 x 200 cadauno

Frammenti di rosone, 2004, acrilico e collage su moduli in juta, cm 100 x 100

Migrazione dei delfini, 2001, acrilico su cartone, cm 100 x 100

Frammenti di farfalla, 2004, acrilico e collage su moduli in juta, cm 100 x 100

Farfalla, 2004, acrilico e collage su moduli in juta, cm 200 x 200

Parete graffita, 2009, acrilico e collage e foglia argento su juta, cm 220 x 220

Cervo, 2009, acrilico e collage e foglia argento su juta, cm 100 x 100

Sole, 2009, acrilico e collage e foglia argento su juta, cm 75 x 75

Piccoli graffiti, 2009, pigmento e foglia argento


su calcestruzzo, cm 40 x 40

Piccoli graffiti, 2009, acrilico, collage e


foglia argento su juta, cm 40 x 40

Occhio, 1997, terracotta, ferro e smalto, cm 50 x 50 x 10

Stella, 1997, terracotta, ferro e smalto, cm 50 x 50 x 10

Parete graffita, 2009, pigmento e foglia argento su calcestruzzo, cm 250 x 220

Cade un fiore, 1999, smalto e collage su cartone, 2 moduli da cm 150 x 75

Zodiaco sul mondo, 1997, acrilico, smalto e collage su tela, cm 150 x 110

Triglie, 1997, acrilico, smalto e collage su tela, cm 150 x 110

Unisex, 1997, acrilico, smalto e collage su tela, cm 150 x 110

Spighe e stelle, 1997, acrilico, smalto e collage su tela, cm 150 x 110

Icone marine, 1997, acrilico e collage su tela, moduli cm 50 x 50

Uomo blu, 2007, acrilico e collage su tela, moduli cm 60 x 60

Scacchiera, 2007, acrilico e collage su tela, moduli cm 60 x 60

Silenzio, 1996, acrilico su cartone, cm 150 x 70

Trasmigrazione, 1996, acrilico su cartone, cm 150 x 70

Dai fiori alle stelle, 1997, acrilico su carta intelata, cm 50 x 65

Spirale nel fiore, 1997, acrilico su carta intelata, cm 50 x 65

....I graffiti da camera sono racconti sedimentati nellimmaginario incosciente, alla scoperta
delle emozioni pi solari e luminose....
.... Quando pare che la realt sia dominata dallombra e dalla confusione, si pu cominciare
a leggere o rileggere mettendosi in risonanza con lenergia vitale ....
.... Allora una macchia, uno strappo, una sovrapposizione, diventano mezzi per costruire
unidea, su cui anche appoggiare desideri e costruire progetti....
.... Le pellicole pittoriche cos si manifestano come diaframmi interattivi, testi da leggere
scritti con lalfabeto delle sinapsi....
.... Tracce segni, gesti, errori, strappi, stereotipi, si sovrappongono vibrando, e cercano di
interagire anche con noi, illuminando la nostra esistenza con soluzioni inconsuete....
....Il graffito diventa un genere che corrisponde al disordine creativo dei moti dellanima,
legato pi al gesto che alla ragione....
.... E lultimo baluardo della comunicazione gestuale prima della risoluzione di un evento ....
.... Contiene unenergia compressa che sviluppa manifestazioni inconsuete, che mi affascinano
sempre, trovo risuonino con la parte pi profonda e vitale che c in me...
Alessandra Pelizzari, 2009

Oro fuoco, 2009, pigmento e foglia oro su calcestruzzo, cm 90 x 90

MOSTRE PERSONALI

1993 IN SUPERFICIE/ACQUA E KEROSENE Palazzo del Comune Vecchio di Gargnano, Comune di
Gargnano (Bs)
1993 CODICI MIRATI galleria Massimo Minini Brescia
1994 CODICI AMOROSI galleria Braidense Milano
1994 CODICI RISORGENTI galleria LAura arte contemporanea Brescia
1995 UNO PER TUTTI TUTTI PER UNO galleria Do Able Production S.Diego U.S.A.
1996 VISIONI Libreria Einaudi Brescia
1997 DAI FIORI ALLE STELLE Spazio Olmocolmo Brescia
1997 TRA MURA E MARE galleria Bludiprussia Albissola Savona
1998 ICONE presso S.Bar Viana do Castelo Portogallo
2000 2000 ICONE spazio Mercedes Spot Verona
2001 CUORI MECCANICI spazio espositivo Le Trottoire Milano
2003 ICONE DI LUCE ass.cult.ABC Milano via Civerchio 5 Milano
2009 GRAFFITI DA CAMERA Villa Glisenti, Comune di Villa Carcina (Bs), Assessorato alla Cultura

MOSTRE COLLETTIVE

1989 Triennale di Milano, spazio dedicato agli studenti dellAccademia di Brera


1990 OLTRE IL MURO - PRIMO PREMIO concorso ed esposizione internazionale bandito dalle accademie
di Milano e Berlino per labbattimento del muro presso La sala Napoleonica dellAccademia di Belle
Arti di Brera a Milano
1992 SPAZIO APERTO galleria darte Multimedia Brescia
1993 SETTE GIOVANI PRESENZE Associazione Artisti Bresciani - Assessorato alla Cultura del Comune di
Brescia
1995 SCHERMO galleria Lutsman, Parigi
1995 rassegna internazionale di pittura UBOLDO ARTE ass. alla cultura Comune di Uboldo (Va)
1996 Biennale artisti under 35 presso Villa Bettanini Vigonza, Padova
1996 MODA X ARTISTI UNDER 35 ABC Milano e scuola G.Marconi, New York
1997 ALTRE VISIONI presso ABC Milano via civerchio 5, Milano
1998 POSTUMIA a cura di Renzo Margonari Museo darte contemporanea Gazoldo degli Ippoliti (Mn)
1998 Biennale dItalia Flash Art Museum Trevi
1999 IN CON TRA ass. Cielo e Terra - ass. alla cultura Comune di Legnano (Mi)
1999 CENTO MEMORIE PER IL FUTURO MILLENNIO edizioni Periplo, Lecco
2001 Premio internazionale di scultura HORCINUS HORCA Messina
2001 SETTE GIOVANI PRESENZE A.A.B. ass alla cultura Comune di Brescia
2005 esposizione per i progetti di rivestimento del Palazzo della Loggia di Brescia presso salone Vanvitelliano
palazzo della Loggia di Brescia Ass. alla Cultura del Comune di Brescia.
2006 LA FORMA DEL GUSTO installazione presso la cantina storica Zuliani di Padenghe sul Garda (Bs)
2008 NON CERA POSTO PER LORO galleria darte LUPIER Gardone Val Trompia (Bs)
2008 PUZZLE 4PEACE Rotonda della Besana Milano
2009 Mostra Mercato Bienno - Sale del Comune a cura dell Associazione Culturale LA PARADA Brescia

INTERVENTI ARTISTICO PROFESSIONALI

1994 Proiezioni per la METROPOLI NATURALE Parco Agostino Gallo Brescia


2001 Proiezioni per LA BOUTIQUE DEL MISTERO museo di belle arti Orlean, La Fabbrica del Vapore
Milano, auditorium S.Barnaba Brescia, La casa della musica Parigi (esposizione).
2002/2003 VISIONI ELETTRICHE installazione permanente presso i Consorzi Autoriparatori di Capriano del
Colle e Gavardo (Bs)
2003 Decorazione vetrate del Santuario della Mmadonna Delle Tre Valli, Monte Maniva S. Colombano (Bs)
2004 collaborazione con gli studenti del liceo scientifico A.Calini di Brescia per le giornate di attivit
trasversali DIES FASTI: allestimento artistico del palazzo di Atlante.

BIOGRAFIA
Nata nel 1967, si diplomata presso il liceo scientifico A.Calini di Brescia, sezione sperimentale artistica,
nel 1986, ha successivamente frequentato, fino al diploma conseguito nel 1990, lAccademia di belle Arti
BRERA di Milano.
Nellanno del suo diploma ottiene il primo premio per il concorso internazionale di pittura OLTRE IL
MURO bandito dalle accademie di Milano e di Berlino per ricordare lo storico evento.
Ha collaborato alla rivista Stile Arte dal 1996 al 1999.
Ha esposto a Milano, Brescia, Gargnano, Norimberga, S.Diego, Parigi, Albissola Marina, Gazoldo degli
Ippoliti, Lugano, Nizza, Viana do Castelo, sia in mostre personali che collettive.
La sua ricerca pittorica, radicata nella contemporaneit, si esprime attraverso il prelievo/la reinvenzione di
segni che giungono dalla realt del mondo quotidiano; tali segni - parole formano la trama di un complesso
percorso espressionista, che media tra il graffito spontaneo, come manifestazione dellimmaginario collettivo,
e una riscrittura poetica del mondo, che ubbidisce ad una individuale emotivit.
Dal 2000 insegna decorazione presso la Libera Accademia di Belle Arti di Brescia L.A.B.A, universit
dellarte.
Dal 2007 insegna restauro del contemporaneo presso la Libera Accademia di Belle Arti di Brescia L.A.B.A,
universit dellarte.
Ha coordinato e collaborato per iniziative legate alla didattica darte e conservazione beni culturali:
2001 ARTI APPLICATE E NUOVO ARTIGIANATO esposizionee tavola rotonda sul tema delle arti applicate
presso la Libera Accademia di Belle Arti di Brescia L.A.B.A.
2002 mostra arte contemporanea TERRA FERRO E FUOCO per esemplificare agli allievi dellAccademia
luso di materiali vari nella creazione artistica presso aula magna L.A.B.A. di Brescia
2002 GUARDARE IL SUONO SENTIRE IL COLORE 4 incontri tra linguaggio sonoro e visivo presso laula
magna dellAccademia di belle Arti L.A.B.A. di Brescia
2003 Mostra di Recycling realizzata dagli allievi dellAccademia presso ristorante Carlo Magno corte degli
armieri Comune di Collebeato - in collaborazione con il Lions Club per raccogliere fondi da devolvere in
beneficenza.
2003 ALCHEMIA mostra per gli allievi dellAccademia in borgo Trento, Brescia
2003/2004 collaborazione nel progetto e coordinamento del restauro/stage per gli studenti dellAccademia
L.A.B.A. del Mausoleo Zanardelli presso il cimitero Vantiniano di Brescia, Comune di Brescia.
2004 Convegno ANTICHE CIVILTA conoscenza, progetto e conservazione.Aula magna accademia L.A.B.A.
2004 Coordinamento progetto IL MURO IMMAGINATO stage di riqualificazione urbanistica per il Comune
di Brescia.
2004 AVANGUARDIE DA CAMERA, artigianato dautore Mostra di recycling di mobili da rigattiere
con i temi decorativi delle avanguardie storiche realizzati dagli studenti del corso di decorazione
dellAccademia in collaborazione con il Lions Club e Officine Pittoriche ONLUS per la raccolta di fondi
per i terremotati del Garda - Comune di Collebeato - Comune di Sal (Bs)
2008collabora con la rivista IL GEOMETRA BRESCIANO con una rubrica che riguarda lestetica delle
facciate.

Comune di Brescia
Assessorato alla Cultura

Comune di Villa Carcina


Assessorato alla Cultura

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