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UN CATALOGUE RAISONNE DI LEONI MARCIANI IN

DALMAZIA: ISOLA DI CURZOLA


Alberto Rizzi
UDK 73.034.7 (497.5-3 Dalmacija)
Izvorni znanstveni rad
Alberto Rizzi
Venecija
Autor donosi katalog mletakih lavova
na otoku Koruli (15.-17. st.), simbola
Republike sv. Marka, koji su preteno rad
domaih klesara meu kojima se istiu
Krevan Bogdani, Andrija Markovi, Marko
Andriji, Grgur Dujmovi i Vicko Alvizijev.
Veim su dijelom uklonjeni sa javnih mjesta, a
neki i uniteni za Drugoga svjetskog rata.

I leoni marciani della Dalmazia sono tanto conosciuti quanto poco studiati. Non si tratta infatti di un paradosso ma della conseguenza di una situazione politica venutasi a creare dopo la meta del XIX sec. con la progressiva
rottura neli' Adria ti co della plurisecolare simbiosi veneto-croata. 1 Il simbolo
della plurietnica Repubblica del Leone 2 venne infatti allora esaltato, per strumentalizzazione politica,3 dalla parte italiana e di conseguenza detestato, per
rivalsa nazionale, da quella jugoslava, croata nella fattispecie, il che porto alle
ben note nefaste distruzioni 4 di cui la vittima pi u ill ustre fu il magnifico esemplare di Nicolo Fiorentina nella Loggia di Trau. 5
1

Sull'argomento rinvio ai miei scritti apparsi in >>Ateneo Veneto (1988) e >> la Rivista
dalmatica<< (1995) e soprattutto a quello in corso di stampa negli atti del convegno
internazionale >> Homo adriaticus<< tenutosi ad Ancona nel 1993.
2 Per un profilo generale sui leoni marciani v. Rudt de Collenberg, 1989. Su quelli lapidei e specificatamente metropolitani v. Ri zzi, 1987, cap. IV, pp. 56-71.
3 Un caso-limite del genere e quello, peraltro innocuo e un po ' grottesco, per cui i
>> bali Ila<< veneziani vennero definiti >> ieoncelli<< (v. Ruffini, 1926).
4 A differe nza di quanto comunemente si crede ed e stato piu volte affermato (v.
Gorlato, 1958, passim) nessuna distruzione del genere si e invece verificata in Istri a
duran te e dopo la second a guerra mondiale: v. Rizzi, 1994, p. 44.
5 >>Q uesto e uno dei numerosissimi esempi e prove che l' ideologia nazionalistica agisce
sempre e dovunque contro gli interessi della nazione (in questo caso distruggendo un
prezioso monumento del patrimonio artistico di una regione) << (Ivanevi, 1991 , p.
146 [testo in italiano]).

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Accadde cosi di conseguenza che i leoni marciani dalmati, il valore storico dei guali e ovviamente fuori discussione, 6 siano stati dagli Italiani sopravvalutati anche esteticamente, avvenendo esattamente il contraria nella parte contrapposta, nonostante che- altro apparente paradosso! - essi fossero nella
stragrande maggioranza opere di lapicidi locali, cioe schiavoni.
6

In un congiunto intervento al parlamenta di Belgrado nella discussione sui fatti di


Trau ( 1-2 dicembre 1932), un gruppo di deputa ti appartenenti alle varie componenti
etniche slave del Regno ebbe ad affermare che i leoni veneziani in Adriatica e in
Levante non avevano nessun valore ne artistica, ne archeologico ne storico (>>ne pretstavljaju nikakove, ni umjetnike, ni arheoloke, ni historike vrijednosti<<: Odgovor
... , s.d. [1933], p.8). Radica! mente di verso fu in vece il parere dell' Accademia
Jugoslava di Scienze ed Arti di Zagabria che nella sessione del 25 febbraio 1933 cosi
ebbe ad esprimersi all ' unanimita: >>l leoni veneziani delle citta dalmate, benche simboli della temporanea dominazione straniera che, come fatto storico non si puo e non
bisogna negare, sono in quanto tali legati strettamente anche con il nostro passato
nazionale. Sebbene non tutti siano di assoluto valore artistica, pure formano, unitamente ai monumenti architettonici sui qual i di soli to si tro vano e all 'ambiente circostante, un insieme cosi completo ed armonioso che la loro rimozione rovinerebbe e
sconvolgerebbe questa integrita e cambierebbe di sana pianta l ' aspetto particolarmente pittoresco della citta dalmate (testo originale in Duplani, 1988 , p. 29) .
Queste parole, tanto belle da far sorgere persino il sospetto che fossero dettate per
tranquillizzare i milieux cu! turali internazionali , erano pero destinate a cadere nel
vuoto. Nel frattempo infatti, piu prosasticamente, il soprintendente Ljubo Karaman
aveva gia predisposto , su disposizione del governo, un piano per rimuovere i leoni
marciani considerati >> a rischio. Su Curzola, oggetto della presente indagine, cosi
egli affermava in proposito in una lettera del 30 dicembre 1932 inviata al bano: >> La
citta di Curzola ha nove leoni. Un leone si trova sul muro della loggia pubblica, un
leone si trova p ure su ciascuna delle due porte d' ingresso alla citta; al tri due leon i si
trovano sulJe torri rotonde cittadine, uno e dalla parte interna della porta cittadina;
uno si trova in cima alla colonna della piazza davanti al Municipio, uno e scolpito sul
piedestallo portabandiera ed infine uno si trova in alto sulla balaustra del campanile.
Questo leone del campanile dovrebbe rimanere al suo posto anche perche si scorge
appena dalla strada. Il leone in cima alla colonna come pure quello scolpito sul
piedestallo portabandiera non possono venire tolti dai monumenti dei quali fanno
parte, percio bisognerebbe trasportare al museo l'intero piedestallo e, rispettivamente,
l' intera colonna. Per quanto riguarda l'estetica, gli altri leoni potrebbero venir
rimossi, ma alcuni sono scolpiti su bastioni cittadini difficilmente accessibili e la loro
rimozione sarebbe legata a difficolta e a forti spese. La decisione se i Ieoni devono
venir rimossi o no dovrebbe essere presa sul posto, d ' accordo con i diversi interessati (prot. n 241 in carteggio n 2 1933 del Konzervatorski Zavod u Splitu , Arhiv
Zavoda [cit.: AZS]; traduz. dal croato di Claudia Ferenc). Il giorno dopo, S. Silvestra
del 1932, il Karaman con grande tempismo inviava a sessantatre municipalita dalmate altrettante lettere chiedendo se nei loro territori vi fossero leoni veneziani e in
caso positivo notizie su essi. La risposta che arrivo da Curzola si distingue, per una
meticolosita di estrazione burocratica austro-ungarica. In una tabella sono precisati di
dodici esemplari- tre in piu quindi rispetto all'elenco di Karaman - collocazione,
valore artistica, >>normalita, peso (ma non misure!), stato di conservazione, ti po di
lavorazione oltre specifiche osservazioni (v. Popis venecijanskih lavova na teritoriju
opine korulanske i ba samo grada Korule [Eienco dei leoni veneziani nel territorio di Curzola e propriamente solo della citta di Curzola], in Popis mletakih lavova u
Dalmaciji [Elenco dei leoni veneziani in Dalmazia] , AZS , cart. no 2 1933). Tale
scrupolosita burocratica doveva peraltro rivelarsi inuti le, se non addirittura controproducente, di fronte alla >>mattanza degli anni 1943-44.

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Al di Ht delle trascorse leontofilia, per non dire leontodulia, da un lato e


leontofobia, con conseguente leontoclastia, dall' al tro lato, credo non si a inu tile
anticipare, in un cruciale momento politico-culturale della risorta Croazia
indipendente, uno stralcio dalmata del mio catalogo generale dei leoni marciani,
scolpiti e dipinti, catalogo che conta finora circa quattromila schede di cui varie
comprensive di piu opere?
La scelta e cad u ta sull 'Isola di Curzola - ma praticamente sul suo
capoluogo - non solo perche tra quelle dalmate essa e storicamente forse la pili
legata a Venezia, 8 ma an che, se non soprattutto, perche i suo i leoni marci ani
furono, ancor piu che nella vicina Lesina, 9 un'espressione primaria della
tradizione scultorea locale. Una tradizione, per non dire proprio scuola, che,
incrementata dalla presenza delle cave, ostenta atticciati quanto gustosi stilemi
provinciali e nella quale non mancano leonine peculiarita iconografiche, come
ad esempio il libro sollevato dal suolo.
Purtroppo la meta circa dei Ieoni di Curzola ando totalmente perduta
durante la seconda guerra mondiale, quando su essi si abbatte cieco lo sciovinismo nazionalistico, il che va comunque inquadrato storicamente anche quale
reazione alla program matica po litica snazionalizzatrice perseguita dali 'Italia
fascista in Dalmazia, similmente che nel Dodecanneso ed in embrione anche a
Corfu. 10
Prescindendo da specifiche responsabilita materiali e morali, ne derivo un
irreparabile depauperamento dei valori storico-ambientali dello stupefacente
centro urbano insulare, come tuttoggi e dato avvertire. In confronto il gesto di
quel farmacista che , con livore giacobino, all'indomani della caduta della
Serenissima, danneggio con un ben assestato calcio il cinquecentesco leoncino
7

Di queste schede circa 2500 sono relative ad opere propriamente >>originali<< , cioe del
tempo della Repubblica, comprese quelle distrutte, mentre le al tre riguardano opere
posteriori alla Repubblica, per lo piu vere e proprie imitazioni. Sulla Dalmazia>>Albania Veneta<< inc! usa - sono state compilate 262 schede di opere antiche, quasi
essenzialmente sculture lapidee, mentre non vi compare nessun dipinto superstite. Le
localita interessate (tra parentesi l'entita numerica delle relative schede) sono:
Almissa (4), Arbe (6) , Bencovazzo (1), Bossoglina (1), Budua (4), Castelnuovo (4),
Cattaro (13), Cherso (7), Cittavecchia (1), Comisa (l) , Curzola (24) , Dognidollaz (1),
Gabela (1), Gelsa (1), Lesina (18), Macarsca (2), Megline (1), Neresi (2) , Nona (4),
Obbrovazzo (1), Ossero (6), Pago (17), Peschiera (1), Perasto (3), Puntadura (1), S.
Giorgio (1) , S. Giovanni della Brazza (1), Scardona (2), Sebenico (20) , Signo (1),
Slatine (1), Spalato (22), Stagno (1), Tenin (2), Trau (17) , Ulbo (l), Vallegrande (2),
Veglia (7), Verbosca (1), Zara (58).
8 Per una storia dell ' isola v. Gjivoje, 1968.
9 A differenza che a Curzola, nella citta di Lesina nessun leone marciano risulta aver
subito danni nell'attuale secolo. Cio si spiega probabilmente col fatto che, essendo
s tata l' isola di Le sina incorporata nella Croazia ustascia in vece che ann es sa come
Curzola all 'Italia fascista, alla cad uta di questa non si riverso sui leoni marciani quella rabbia iconoclastica che si verifica normalmente alla traumatica caduta di un
regime totalitario . Va d ' altra parte ribadito che le piu radicali e sistematiche distruzioni di leoni marciani avvenute in Jugoslavia dopo la capitolazione italiana dell ' 8
settembre 1943 furono attuate dagli Ustascia pili ancora che dai Partigiani, come si e
invece soliti credere tanto in Italia che in Dalmazia (v. Rizzi, 1995, pp. 9-10).
10 Sulla piccola leontoclastia verificatasi a Corfu dopo la liberazione greca dell'isola v.
Rizzi, 1994 a, p. 302.

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stili ta della Piazzetta del Salizo, 11 appare perfino patetico nella sua foga infantile!
SCHEDE
Abbreviazioni e avvertenze
CAT: catalogo (con numerazione progressiva).
*(dopo il n di catalogo): opere alienate o totalmente distrutte.
Sc.: scritte; Prov.: provenienza; Cons.: conservazione; Bib!.: bibliografia.
ASV: Archivio di Stato di Venezia.
AZS: Archivio della Soprintendenza ai monumenti di Spalato (Zavod za
zatitu spomenika kulture, gia Konzervatorski Zavod).
HAZd: Archivio Civico di Zara.
Le indicazioni di destra e sinistra si riferiscono a chi guarda, salvo specificazioni in contrario.
CURZOLA
l. Piazza del Duomo (gia S. Marco ora Trg J. J. Strossmayera). Pilo di
bandiera, settore verso il Palazzo Vescovile (o Abbaziale): leone marciano in
moleca (1515). Calcare, diam. cm. 62, aggetto (attuale) cm. 6 e. Leone gia nimbato e dal lungo muso frontale. Regge con una sola branca libro gia aperto mentre l'altra branca e appoggiata dritta sulla sottostante ghirlanda. Le ali hanno
penne distinte mentre il breve tronco esce dalle onde come da una conchiglia.

Leone marciano sul pilo di bandiera (CAT l)


22

Jackson, 1889, p. 24.

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Mediorilievo circondato da ghirlanda. Nei contigui settori del pilo, allacciati alla
ghirlanda da nastri svolazzanti, sono due scudi (curiosa foggia tra testa di cavallo e sagomato) coi blasoni del doge Leonardo Loredane del conte Girolamo
Giustinian: Sc.: MMDX (sopra il leone). Cons .: manca totalmente il capo
assieme al nimbo e scalpellato e pure il libro , ora a stento identificabile.
Entrambi i danni risalgono probabilmente al settembre 1944. Il resto del rilievo
e in eccellenti condizioni. Bibi.: Trojanis, 1911 , p. 23 ; Ivekovi , VI, (Ar be
Lesina Curzola) tav. 33; Dudan , Il, 1922, p. 366, fig. 196: bel leone in moleea; Bernardy, 1928 , p. 108; idem ; AZS, cart. n 2 1933 (Korula n ll):
molto difficile a togliere. L'unica cosa per eliminarlo e scalpellarlo; Leoni ... ,
1933 , fig. p. lO: nessun danno ; T. C. 1., 1934, p. 205; Apollonj Ghetti-Crema,
1943 , fig. 114; Trieste ... , 1951 , fig. p. 314; Segni ... , 1966, fig. tav. [XXVII]:
1518; Fazini, 1982, p. 94 n. 7 e fig. p. 94 (fotografia dello stato attuale); Rizzi,
1993-94, p. 317 n. 26.
2. Campanile del Duomo (S. Marco). Balaustra della cella campanaria,
fronte verso la piazza, al centro (agli angoli sono a sin. scudo sagomato, sormontato da mitria, del vescovo Tomaso Malumbra [1463-1513] e a des. scudo appeso a testa di cavallo relativo al conte Alvise Balbi [1496-99] : leone marciano

Marko

Andriji,

Leone sul campanile del Duomo (CAT 2)

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(Marko Andriji, 1480). Calcare, cm. 140x70 e. Leone d'iconografia araldicamente anomala. Esso e andante, piu propriamente gradiente (tipo stante), su ripido scoglio Jambito dal mare, per cui il corpo risulta fortemente obliquo. Regge a
sinistra piccolo libro aperto anepigrafo tenendolo sospeso in aria (Je pagine vi
sono prospetticamente rilevate) secondo una caratteristica frequente nei leoni
marciani curzolani: v. CAT 12, 17, 20, 22. Il muso e frontale con fauci socchiuse
da cui spunta la lingua. La criniera e molto folta attorno al capo, a guisa di parrucca, mentre e rada sul corpo. Le ali sono parallele e Ja coda e svolazzante.
Altorilievo di fattura simile - eseguito forse dali o stesso Japicida- a quello sul
Torrione Tiepolo. Cons.: buona all'apparenza. Bib!.: Kowalczyk-Gurlitt, 1910,
tav . 111: veduta del campanile; Ivekovi, VI (Arbe Lesina Curzola) tav . 35:
idem; Fiskovi, 1939, p. 88 n. 85, fig . tav. 3: 1480; Le mille ... , 1965, tav. 75.
3. Duomo (S. Marco). Interno, capitello della semicolonna di destra presso l 'abside: leone [marciano] andante (Krevan Bogdani e Andrija Markovi,
1442-44). Calcare, cm. 90x90 e. Leone andante a sinistra reggendo con
entrambe le branche (una sopra e altra sotto) il libro aperto (scritta consueta in
caratteri gotici). Ha muso frontale e aggettante, criniera riccioluta, piccole ali
divergenti, costato rilevato, coda svolazzante tangente i lombi, sesso visibile.
Poggia su onde e terreno roccioso. Altorilievo su fondo a fogliame. Per quanto
l' opera abbia un preci p uo carattere religioso, essendo raffigurati nei capi tell i
delle altre tre semicolonne della navata centrale gli altri simboli degli evangelisti, tuttavia e formulata secondo un'iconografia propriamente politica.
Cons.: discreta. Una profonda frattura attraversa a destra il capitello come la sottostante semicolonna, per cui il rilievo e stato avvolto da nostri metallici di rinforzo. Bib!.: Fiskovi, 1939, p. 45, fig. 3 p. 9.

Krevan Bogdani e Andrija Markovi ,


Leone sul capitello del Duomo (CAT 3)

158

4 *. Piazzetta del Sali z o (gia) ora Trg A. i S. Radia. S opra colonna


scanalata avente sul capitello scudo accartocciato relativo al conte Giovanni
Battista Michiel - a questi si deve la pavimentazione da cui trasse nome la
piazzetta- era collocata una piccola statua (cm. 30x60 e.) di leone marciano
andante, abbattuta nel settembre del 1943 (o nell'ottobre del1944?). Illeoncino
era andante (tipo stante) verso sinistra ed aveva il muso di profilo con fauci
beanti e la coda avvolta attorno ai lombi; reggeva il libro aperto tenendolo in
posizione ortogonale rispetto al corpo. Ne era autore Vincenzo di Al vise (Vicko
Lujev) che lo esegul nel 1569, come si apprende da iscrizione su ll 'abaco:
OPVS VINCENTII M l AL VISU. DIE. XXV l JULI MD. LXIX. Del leone
resta in loco parte delle zampe posteriori (h . cm. 5 e.). Un frammento (cm.
14xl0) di testa senzala mandibola (in cattive condizioni per forte erosione
meteorica) e conservato a Curzola dal sig. Vice Ivanevi (Vincenzo
lvancevich) che lo ricupero durante l'abbattimento. Un altro frammento, pare di
coscia, fu nelle medesime circostanze raccolto dal sig. Marco Scrivanich di
Zara. Dell'opera, prima del suo abbattimento, esiste documentazione fotografiea. Bib!.: Jackson, Curzola, 1889, p. 24: la coda e le ali del leone sono state
spezzate da un farmacista del vicinato al cessare della repubblica veneta, il
quale, secondo la tradizione, nutrendo qualche livore contro il governo, si vendico in tal modo col dar un calcio al morente leone; Trojanis, 1911, p. 24 etav.
p. 27 : elegante colonna [ .. .] eretta in memoria del conte G. B. Michieli;

Vincenzo di Alvise (Vicko Lujev), Leone marciano


sopra colonna (CAT 4)

159

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--

Porta di Terraferma, Leone marciano sopra !'arco del provveditore


Leonardo Foscolo (CAT 5)

Ivekovi,

VI (Ar be Lesina Curzola) tav. 28; D udan, I, 1921, fi g. 111, II, 1922, p.
366, fig. 228; AZS, cart. n 2 1933 (Korula n 6); dal peso di meno di 30 kg.,
da tempo un po'rovinato, facilmente asportabile; Baldass, 1933, fig. p. ll;
Karaman, 1933, tav. 58; Leoni ... , 1933, fig. p. 10 e ll; piatesi, 1934, tav. p.
[99]: veduta della piazza coila mi gli ore riproduzione pervenuta del leonci no;
T.C.I., 1934, p. 205: sopra colonna romana scanalata [sic]; Haftmann, 1939,
p. 136; Apollonj Ghetti-Crema, 1943, fig. 116: foto del solo leone visto da
posizione quasi frontale; Segni ... , 1966, tav. [XXVII]: non e menzionata la distruzione del leone; Fazini, 1982, p. 94 n. 8: scomparso dopo la prima [sic]
guerra mondiale; Ivanevi-Filippi, 1984, p. 48: colonna portante il leone
veneziano del 1569; Rizzi, 1995 b, p. 175.
5*. Piazzetta del Salizo. Fronte interno della Porta di Terraferma, in nicchia triangolare sopra l'arco in onore del provveditore Leonardo Foscolo: statua
di leone marciano andante (1650, cm. 70x100 e.). Il leone era andante (tipo
stante) verso sinistra reggendo in luogo del libro scudo accartocciato (Foscolo?)
ed aveva muso frontale, ali parallele e coda svolazzante parzialmente occultata
dall'ala in primo piano. L'opera, che era in buone condizioni conservative, fu
total mente dis trutta nel settembre 1943 o neli' otto bre 1944. I frammenti pare
siano stati gettati in mare. Della scultura esiste documentazione fotografica.
Bibi.: Trojanis, 1911, tav. p. 27: veduta della piazzetta; Ivekovi, VI (Arhe
160

Lesina Curzola), tav. 28: idem; Dudan, II, 1922, fig. 228: idem; AZS, cart. n 2
1933 (Korula n 7): peso di oltre 2 quintali, facilmente asportabile; Leoni ... ,
1933, fig. p. ll; Baldass, 1933, fig. p. ll; Piatesi, 1934, tav. p. [99]: riproduzione fotografica molto nitida; T.C.I., 1934, p. 205; Apollonj Ghetti-Crema,
1943 , fig. 116; Segni ... , 1966, fig. tav. [XXVI]: non ne e specificata la sottintesa
distruzione.
6. Piazzetta del Salizo. Andito ricavato nell'ex ingresso al Palazzo del
Conte (a sinistra della loggia del palazzo Municipale) , appoggiato per terra:
leone marciano andante (1493) . Cal care, cm. 128x 190, aggetto cm. 32 e., spessore massimo della !astra cm. 24. Nimbato leone andante (tipo stante) a sinistra,
reggendo libro aperto anepigrafo, di cui e rilevato mediante sezione prospettica
lo spessore delle pagine. Il libro poggia su scudo sagomato, relativo al conte
Simeone Cappello (1491 -93), tra nastri svolazzanti. Illungo muso scorciato e
attorniato da una folta criniera le cui ciocche, piu rilevate attorno al capo, vanno
poi man mano appiattendosi dall 'alto al basso. Pelame e anche Jungo le zampe e
sotto il ventre, quest' ultimo tangente in basso le alte onde nelle quali e sommersa per meta la zampa posteriore in secondo piano. Le ali sono para! lele, la coda
di stesa, la cassa toracica accennata, il sesso schematizzato. Oltre che sulle evidenziate onde, la fiera poggia anche su teneno, sommariamente descritto in un
breve tratto di rocce presso lo stemma. Altorilievo su fondo irregolare (scanso
ad angolo retto a sin., bordo ricurvo lungo il contorno dell ' ala in secondo piano,
lato destro concavo) . Prav.: dal Torrione Cappella presso la Chiesa di Ogni
Santi . Il leone e quasi di certo uno dei due che nel 1933 si trovavano nel lapidario (v. sotto) ed il cu i peso era indicato a pi u di 8 quintali per uno (verosimilmente per l ' esemplare in oggetto) e a 6 per l ' altro. Cons.: l' opera e in buone
condizioni salvo sul mu so che e illeggibi le a causa di una vasta abrasione di
ori gine certamente meccanica (del sett. 1944?). Bibi. : Trojanis, 1911, p. 20:

Leone marciano dal Torrione Cappella (CAT 6)

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Anni sono, es send o stata demo lita la parte superiore di quello [= torrione]
d'Ogni Santi, per aprire dalla parte del Borgo un accesso alla citta, sparirono da
quello gli stemmi, il leone e le iniziali; Dudan, II, 1922, p. 366; AZS, cart. n 2
1933 (Korula n ll): dal peso di pi u di 8 quintali, un po' rovinato, collocato nel
1apidario comunale [questo si trovava nel portico terreno della Loggia comunale,
allora come oggi sede del municipio]; Segni ... , 1966, fig . tav. [XXIV]: e
erroneamente indicato come gia esistente a Trau (Il Leone del Forte di S.
Marco gia demolito, quando era stato appoggiato provvisoriamente nel 1941 sul
muro del Chiostro di S. Domenico: nella fotografia si vede il leone collocato
nel portico d'ingresso del Palazzo del Conte- dove ora c'e una cappellasopra tre capitelli di colonna, secondo un'evidenziata sistemazione di certo
risalente al dominio italiano del 1914-43).
7*. Loggia del Palazzo Municipale, pare te di fondo: vi era infisso un
leone marciano tolto nel1944 (cfr. AZS, cart. n 1933 [Korula n 41]: sulle
fondamenta dell'antico palazzo comunale dove e il palazzo municipale odierno
[... ] gia es iste l' ordine di toglierio). Al suo posto, dopo la sec onda guerra mondi ale, fu collocato un rilievo di gesso bronzato raffigurante un eroe slavo ignudo
in atto di pugnalare a morte un leone marciano. L'opera, nello stile di Ivan
Metrovi, e ricavata da una medaglia risalente al regno jugosla vo. Sottostante e
la scritta: PALIM BORCIMA KORULANSKE OPINE l U 'NOB-I' 19411945 l PODIGAO NAROD OPINE KORULA.
8*. Nel cortiletto con vera da pozzo, il quale faceva parte dell'area in cui
si trovava il Palazzo del Conte- accanto passava l' unica strada privata di
Curzola, comunicante direttamente col mare- e stata da chi scrive (1991) rinvenuta una !astra (cm. 94x74, spessore cm. 13) che presenta in basso uno scudo
a tac ea e in alto scal peli ato scomparto con cornicetta torica (cm. 36x51) che
potrebbe aver contenuto un leone marciano andante, forse lo stesso tolto dalla
loggia comunale nel 1944 (v. scheda precedente).
9*. Loggia sul molo ora chiusa da cristalli (Obala V. Paletina). Sulla
parete di fondo: leone marciano scalpellato (1548 e.). Calcare, cm. 62x137 .
Leone andante verso sinistra, totalmente scalpellato, di cu i chiaramente s' individua la sagoma ma nessun particolare. Ai suoi fianchi, pure scalpellati, erano
due stemmi di cui restano le iniziali in basso (a sin.: FID [doge Francesco
Dona] gia sormontato da corno dogale, a des. l/B [conte Giovanni Balbi].
Comparto con cornicetta a gola rovesciata. Il rilievo, assieme agli stemmi, fu
scalpellato nel settembre 1944 o poco dopo. Bib!.: Trojanis, 1911, p. 25: sotto il
leone [che reggeva libro aperto con scritta consueta] havvi poi la data 1548 die
Prima F.; AZS, cart. n 2 1933 (Korula n 3): Un po' rovinato [... ] facilmente
asportabile.
10*. Loggia sul molo. Sulla colonna di sinistra dell 'ingresso laterale di
sinistra (meridionale), enro tondo ricurvo: leone marciano andante (1549, o
1557?). Calcare, diam. cm. 45. Leone andante a sinistra reggente libro aperto; ha
muso frontale inclinato a destra, ali parallele corpo particolarmente slanciato con
lunga coda svolazzante; poggia su onde evidenziate mentre il libro e posto su
altura. Bassorilievo molto depresso ricavato ad incavo in tondo circondato da
racemi congiungentisi in alto a giglio. E' coevo a scudo Salomon (uno Zaccaria
Salomon e documentato conte di Curzola nel 1557) accartocciato, entro analoga
cornice, ricavato sull'altra colonna d'ingresso. Sc.: MDXLVIIII (sotto il
162

leone): OPVS CVRA IOANIS BALBI CEP l SOLICIT ZACHARIAE


SAL(OMO)NO PRE(FEC)TVS l( ... ) AERE PVB PERFEC (sotto lo stemma).
Cons.: discreta. Bibi.: Trojanis, 1911 , p. 25: anno 1549 (trascrizione molto
imprecisa della scritta); Dudan, II, 1922, p. 366: anno 1548.

Leone marciano dalla loggia sul molo (CAT lO)

ll. Loggia sul molo. Su ll a colonna di sin istra dell ' ingresso laterale di
destra (settentrionale), entro tondo ricurvo: leone marciano andante (1549 o
1557). Calcare, diam. cm. 45. Leone simile, ma non uguale, a quello sull'
ingresso opposto (v. scheda precedente). E' andante a destra ed e nimbato mentre nell'esemplare corrispondente non pare che lo sia, o almeno non lo e chiaramente. Sull'altra colonna dell'ingresso e scudo accartocciato simile al corrispondente sul lato opposto dell'edificio ma, a differenza di quello, ha il blasone illeggibi le (Salamon?). Cons.: mediocre per erosione.
12. Obala Vinka Paletina, pressa la base del Torrione Barbarigo. Su
frammenti di pilastro: frammento di leone marciano (Grgur Dujmovi , 1559).
Calcare, cm. 13x5 ,5. Estremita dell 'ala sinistra (cinque penne) di leone marciano in moleca entro scudo probabilmente sagomato. Sulle facce laterali del
masso sussistono, ben visi bili, scudi sagomati relativi al conte Marino Barbaro
(1559) e al doge Lorenzo Priuli (1556-59) cimato di corno dogale. Prov.: il
masso fu rinvenuto durante una mareggiata nel febbraio 1979, in corrisponden-

163

za dell'antico molo veneto, dove fu costruito nell' 800 il Casino neorinascimentale (sala italiana di lettura) poi ristrutturato nel 1912 come albergo
(attuale Hotel Korula). Bib!.: Fazini, 1982, p. 95 (con figg.): attr. del frammento di colonna a Grgur Dujmovi, che lavoro ad altre due colonne a Curzola
(v. Fiskovi, 1973-74).
13. Porta di Terraferma (Rivellino Grande, Kopnena Vrata), fronte esterno , al centro: leone marciano andante (1474). Calcare, cm. 110x202 e., aggetto
cm. ll e. Leone nimbato andante a destra reggendo con entrambe le branche
an teri ori il libro aperto anepigrafo tenu to orizzontalmente e sol lev ato da terra.

Leone marciano sul Rivellino Grande (CAT 13)

Ha muso frontale corrucciato con bocca Iievemente storta da cui fuoriesce di


poco a destra la lingua. La criniera e sul capo a raggiera irregolare e fluisce sul
corpo fino a meta addome in arricciate ciocche striate a rilievo depresso, coprendo gran parte delle branche anteriori. Le ali sono molto divergenti a quella in
secondo piano e quasi totalmente visibile e debordante in basso il libro. Le
zampe posteriori sono molto divaricate e poggiano su onde a forma piana e
allun gata. La sollevata coda cauliforme ha il ciuffo terminale posto neli 'angolo
superiore sinistro del comparto. Il sesso e visibile. Mediorilievo in comparto con
cornice internamente a toro ed esternamente a bordo dentellato. Contigui alla
!astra sono ai due fianchi due comparti stemmati della stessa altezza (larghezza
cm. 70), di cui quello a destra racchiude uno scudo gotico relativo al doge Pietro
Moceniga (1474-76), cimato di corno dogale e sormontato da crocetta, e l 'altro
al conte Alvise Loredan (1472-74). Un elegante tettuccio, a dentelli, punte di
diamante e toro, protegge tanto il leone che gli stemmi attigui. Sottostante a sinistra e un piccolo riquadro araldico (cm. 50x25 e.) delimitante uno scudo, pure
164

gotico, interzato in palo, che parrebbe essere relativo al conte Gerolamo Barbaro
( 1496-98): v. pero sotto. L ' insieme- leone e stem mi - e specularmente identica ad altro che si trovava presso Porta Marina (cfr. CAT 15* 20. Cons.: buona.
Bibi.: Trojanis, 1911 , p. 29: vi ha un leone a mezzo rilievo con tre stemmi ed il
corno ducale e colle iniziali G. B . che indicherebbero il conte Girolamo
[Barbaro] che era Conte del 1496, alla quale epoca deve esser stata compita
essendo che fu incominciata sotto il Conte Cappello nel 1493 [peraltro nessuno
degli stemmi finora conosciuti della famiglia Barbaro risulta palato]; Ivekovi,
YI (Arb e Lesina Curzola) tav . 27 (veduta del rivellino); Dudan, II, 1922, p. 366:
Leone in mezzo rilievo datato implicitamente al 1493-99; Bernardy, 1928, p.
l l 0: >>ll Rivellino grande annesso a questa porta era [sic] ornato di un leone a
mezzo rilievo; AZS, cart. n 1933 (Korula n 8): peso di oltre 2 quintali [contraddizione vistosa col peso dell ' uguale rilievo marciano al lapidario ci v ico, calcolato tre volte maggiore, cioe piu di 6 quintali: errore in difetto dovuto sicuramente alla lontananza] ; Piatesi , 1934, ta v. p. 111: veduta della porta, erroneamente indicata come >>Porta Marina.
14. Torre rettangolare (Arsenale) a destra della porta di Terraferma: leone
marciano andante (1571). Calcare, cm. 80xll0 e. (cm . 150xll0 e. l' insieme).
Leone andante (tipo stante) a sinistra reggendo libro aperto anepigrafo. Ha muso

Leone marc iano sul Arsenale (CAT 14)

165

~~~~imu, w
rinivmn~ioufihE irreolnri nppintritcuminte,nli pnrnll

distanziate, breve coda svolazzante, sesso visibile. Poggia su mare calmo (onde
stratificate) e su terreno sassoso. Altorilievo con zampa posteriore lievemente
distaccata dal fondo. E' in comparto dalla cornice a sezione sagomata ed e sormontato da modanatura. Sottostanti e contigui sono al centro un ovato a cartoccio
anepigrafo tra due scudi accartocciati, a destra quello del conte Pietro Bragadin
(1571) e a s in istra quello del dog e Al vise I Mocenigo ( 1570-77). Cons. : buona.
Unico danno di un certo rilievo e un ' abrasione in alto sull ' ala in primo piano.
Bibi.: AZS , cart. n 2 1933 (Koru l a n 12): >> Sulla porta d' entrata dell'orto
Vinzi [Francesco Yinzi : console italiano a Cu rzola fucilato nel 1943]: Leone
veneto dell' Arsenal e; Rigo, 1990. fig. p. 102: senza indicazione di luogo.
15 *. Torre della Porta Marina , fronte sul mare (ora su ll' Obala V.
Paleti na), in alto: tra due scudi gotici - quello a sin., ci mato di corno dogale e
sormontato da crocetta, e del doge Pietro Mocenigo (1474-76) e quello a destra e
de l conte Alvise Loredan (1472-74) - e lo spazio in cui era infisso il leon e
marciano andante che trovasi ora al Museo Civico: v. CAT 20 (netta e la differenza di muratura in corrispondenza della po steriore tamponatura in conci).
Gli stem mi mis urano ll Ox70 cm . ed hanno cornicetta internamente a toro ed
esternamente a dentelli (condizioni buone). Pochi centimetri sotto, a destra, e un
altro comparto araldico (cm. 50x25 e.) racchiudente uno scudo gotico palato.
16*. Sul fianco settentrionale della torre della Porta Marina ven ne nel
J 944 o poco dopo totalmente scalpellato un leo ne marciano ad altorilievo del
1643, che era racchiuso in superstite comparto (cm. 70x 150 e. senza corn ice). ll

Torre della Porta Marina con leone marci an o sul fianco settentrional e (CAT 16)

166

Torrione Balbi (CAT 17)

leone era andante (tipo stante) a sinistra reggendo li bro aperto. Aveva allungato
muso frontale dalle fauci beanti , ali para ll ele, coda svo lazzante. Poggiava direttamente sulla cornice, sotto la quale sussiste contiguo un altro comparto, dalle
stesse dimensioni; conte ne nte tre scudi oval i entro ricchi cartocci di cui uno
solo, que llo al centro, ha sco lpito il blaso ne (re lativo al doge Francesco Erizzo)
so rmontato da corno dogale , mentre g li altri du e lo sono a destra da un e lmo a
cancel lo e a sinistra da un cappello di ammiraglio. Sotto ancora e la seg uente
isc ri zio ne: CAETERS PRAECLARl REGIMINlS SIC BELLE SARTV
INGRESSY HVN C CVMYLANS l NEDVM STVDIO SED LARGITATE
PER[PJETVO LINQVIT DECORI l ILL. MVS D.D . FEDERICVS MOLINO
COMES VIGILANTISSIMVS l ILL. MO AC EX. MO D.D. lOE BAPTA GRIMANO PROY.: GNLE PROVINTIAE l GENEROSJSS. MO MEMORANDO
APPROBANTE. MDCXXXXIII. Bih/ .: Trojanis, 1911, p. 30: testo dell '
isc ri z ion e riportato con varie imprec is io ni ; I ve ko v i , Vl (Arhe Lcsina Cur:ola)
ta v. 28; Dudan, ll, 1922, p. 365; Bernardy, 1928 , p. liO; AZS, carl. n 2 1933
(Koru l a n 5): Su ll a parete sette ntrionale della vecc hia torre occidentale d '
ingresso, sopra la porta f... ] Difficilmente asportabi le pe rche e solidale a grande
!astra ornamentale << (peso calcolato: 6-7 q uin ta li) ; >> Rivi sta di Venezia<<, 1933 ,
n ll (copertina) foto del leone e so tto stant i stemmi; Apollonj Ghetti-Crema,
1943, fig . l 13.
17. Torrione Bal bi, s ettore pros pic ie nte i l mare (ora su ll ' Obala V .
Pa letina): entro nicchia rettangola re era collocato un gigantesco leo ne marc iano
de l 1499 (cm. 180x260 e.). Esso e ra a nda nte (ti po stante) a s in istra reggendo
167

libro aperto ed aveva muso scorciato dalle fauci beanti , ali parallele e coda
svolazzante. Era ad altorilievo molto pronunciato, quasi a tutto tondo, con le due
zampe in primo piano distaccate dal fondo. Caratteristica di questo leone era
quella di avere un sembiante singolarmente impettito che gli conferiv a un aspetto tra il feroce e il buffo . L 'opera era s tata danneggiata nel magg io del 192 1,
pare da abitanti di Rai e , durante il ritiro delle truppe d'occupazione italiane.

Leone marciano sul torre Bal bi (CAT 17)

Dopo la seconda guerra mondiale fu tolto e distrutto assieme ad un sottostante


comparto contenente tre stemmi. Nella nicchia che conteneva il leo ne, entro
l 'originaria corn ice che nei lati lunghi ha racemi sul ti po di quelli che decorano
la facciata del duomo, fu collocata una 1apide con iscrizione: S POMEN
PLOA l OSLOBOENJA GRADA KORULE l 25.IV.1941. - TALIJANSKO-FAISTIKA OKUPACIJA l 9.IX.1943. - KORULANSKI P.O.
OSLOBODIO GRAD l 23.XII.l943.- NJEMAKO-NACISTIKA OK UPACIJA 13.IX.1944. - JEDINICE SLAVNE DALM. UDARNE XXVI. l
DIVIZIJE N.O.V.J. I MORNARICE OSLOBODILE GRAD. In luogo del sottostante comparto araldico e altra lapide coila scritta NA SJEANJE POKOLJENJIMA! l BORCI OSLOBODILAKOG RATA - 1941-45 - l G. 1951 .
Bib!.: Trojanis, 1911 , p. 20; Ivekovi, VI (Arbe Lesina Curzola) ta v. 25 fi g. 2:
veduta del torrione; Dudan , II, 1922, p. 366 (Leone quasi romanico scolpito da
qualche lapicida curzolano), p. 477 n. 41 (Di questo Leone i Dalmati fuorusciti regalarono a Gabriele D' Annunzio a Venezia l' immagine rilevata sull'oro e
impostata su un blocco di marmo del Palazzo di Diocleziano [fu in occasione
del ricevimento di questo leone che Gabriele D ' Annunzio pronuncio il 15 giugno 1920 dal Palazzo Municipale di Fiume il discorso La riscossa dei leoni : v.
168

Alfredi-Ferri, 193 3, p. 152] e fig. p. 230 (dell 'anno 1499); Bullo, 1627 , fig. p.
20: deturpato dai croati nel maggio 1921 ; Bemardy, 1928, p. 110: belli ssimo
leone rom anico [sic] di sco1tura locale; AZS, cart. n 2 1933 ( Kor ul a n 1):
molto rovinato [ ... ] durante il ritiro dell e fo rze d ' occupazione italiane, 12-15
quintali di peso; Alfier i-Fredd i, 1933, p. 157: distrutto dai jugoslavi nel 1921,
a ppena occupata l' iso la; Leoni ... , 1933 , figg. pp. 10-1 1: m utilato ne l 1922
dagli ' Jugos lavi' (a p. ll e fig. di raffronto prim a e dopo i danni , da cui si ricava che il mu so era stato in gran parte sbrecciato mentre risulta la man canza di
un ' ala) ; T.C.I., 1934, p. 204: bel leon e marcian o del 1499; Se g ni ... , 1966,
fig . [XXXVII]: stessa fo tografia che in Dudan (gia nel Torrione Alvaro [s ic]
Bal bi); Praga, ed. 1981, ta v. s. n (non specificata la distruzione); Ri zzi, 1995 a,
p. ll.
18. Torrione Tiepolo (Za Kerian) , settore prospiciente il mare: leone marciano andante (Marko Andriji ? , 1481 ). Calcare, cm. l50xl 80 e. Nimbato leone
andante (tipo stante) a sini stra, reggente, sospendendolo , libro aperto anepigrafo
che sporge dalla corn ice. Ha mu so frontale allungato con fa uc i beanti e nimbo
so ll evato sul capo. Le ali sono parallele, la coda svolazzante ad S, i testicoli visibili , il sesso schem ati zzato. Poggia solo su acqua . Altorilievo. Sottostante e cornice a modig lioni con scomparto contenente corno doga1e tra due sc udi a tacca;
il corno dogale conti ene curiosamente il blasone di Giovanni Moceni go (147885), gli altri due que ll o dei Marcello e dei Viaro con relative iniziali. fl torrione
fu invece eretto durante il contado di Domenico Tiepolo (1488-90) da cui prese
il nome. Sc.: l/M (a l centro: G iovanni Mocenigo) , G/( ...) (conte di Curzola
Giorg io Yiaro [1481], l/M (Giovanni Marcello) . Cons.: discreta; supe rfici e
parz ialmente alveolata per azione eolica. Bib!. : Trojanis , 191 1, p. 20; Dudan, II,
1922, p. 366; AZS cart. n 2 (Ko r ula n 2): molto difficile toglierlo; Rigo ,
1990, fig . p. 36: senza indicazione di luogo.
19*. Torrione Cappello , v. CAT 6.
20. Museo Civico (Gradski Muzej) , lapidari o: leon e marciano andante
( 1474). Ca lcare, cm. 110x202, aggetto cm. ll , spessore della !astra cm . 16.
Leone nimbato andante a sinistra reggendo con entrambe Je branche anteriori il
li bro aperto anepigrafo tenuto orizzontalm ente e so llevato da terra. Ha mu so
fro ntale corrucciato con bocca lievemente storta da cui fuori esce di poco a sinistra la lingua. La criniera e sul capo a raggiera irrego lare e fluisce sul corpo fino a
meta addome arricci ata in ciocche striate a ri lievo depresso, co prendo gran parte
delle branche anteriori . Le ali sono molto divergenti e quella in second o piano e
quasi totalmente visibile e debordante in basso il libro. Le zampe posteriori sono
molto div aricate e poggiano su onde a forma pian a e allungata. La coda caulifo rm e e so ll evata con ciuffo terminale in corrispondenza de ll 'angolo superiore
destro de l com parto. Il sesso e visibile. Mediorilievo in comparto con corni ce
internamente a toro ed esternamente a bordo dentell ato . Il leone e specularmente
ug u ale all ' esempl are es istente su Ila Porta di Terraferma (v . CAT 15). Es so
proviene dal fro nte verso il mare della torre a destra della Porta Marina, ne lla cui
muratura rimangono infiss i gli stem mi che lo affiancavano (v . CAT 15*). P rov.:
v. sopra. Cons. : bu ona. lieve ab ras ione so pra l ' occhio sinistro. Bibi.: AZS, cart.
11 2 1933 (Ko rula n LO) [non dovrebbero esserci dubbi sull ' identificaz ione
dell ' esemplare per quanto 1' uni co dato difforme tra i due leoni allora conservati
nel lapidari o comunale consista nell ' indicazione del relativo peso: cfr. CAT 24*].
169

Loggia del palazzo Municipale con di versi framm enti e lapid i (CAT 21 e 22)

21. Museo Civico, lapidario : frammento di leone marciano ( 1554-56).


Calcare, cm. 59x46, aggetto cm. 4,5, spessore della !astra cm. 6, spessore della
sovrastante modanatura cm . 24. Frammento comprendente l ' angolo sin istro
superiore di leone marci ano, probabilmente in moleca, di cui restano qu attro
penne. A sinistra, contiguo al libro , e scudo sagomato, relativo al doge
Francesco Venier, cimato di corno dogale. Il frammento e solida le in alto a
grande aggettante cornice pluriprofilata. Sc. : F/V (sopra lo stemma). Prov.:
ignota. Forse il frammento fu ricoverato in museo dopo la seconda guerra mondiale. Cons. : buona.
22. Museo Civico, lapidario : leone marciano in moleca (149 1-93) .
Calcare, cm. 31 x31, aggetto cm. 3. Leone nim bato, dal muso molto score iato e
con fauci spalancate dalle zanne visibili, reggente a sinistra libro aperto (anepigrafo) tenuto sollevato con una branca mentre l'altra poggia su ripiano (rarita
iconografica); la granulata criniera e molto fluente ed il pelame e esteso sotto il
ventre ; il grosso tronco esce da stilizzate onde desinenti in basso a volutin a. ll
bel leone e com preso in scudo sagomato avente sul retro simile scudo coli 'arma
del conte Simeone Cappella (1491-93) . Cons. : abbastanza buona; lieve alveolazione di origine eolica.
23*. Dudan (II, 1922, p. 366), seg uito come al solito da Bernardy (1928,
p. ll 0), scrive di un leone marciano sul Torrione Barbari go, leone che non risulta es is tente nepp ure prima del 1797.
24*. Nel 1941 , poco dopo l ' annession e di Curzola all'Italia, un fun zionario governativo di Zara feee trasportare in quella citta un leone marci ano
andante che si trovava nel lapidario cittadino allora presso il Palazzo Municipale
170

(com. or. di Jozo Fa z ini ). Probabilmente trattas i di uno dei due leoni segnalati
ne l 1933 ne l lapidari o comunale e preci samente di quello il cu i p eso era stato
ca lcol a to a piu di 6 quintali (c fr. AZS, cart. n 2 1933: K or ul a n 10). E'
veros imil e che il rili ev o s ia tra quelli a ll ap id ari o de l Narod ni Mu zej di Zara la
c ui prove ni enza non e accertab ile.
VALLEGRANDE
25. V i Il a Matani: leone marciano (1605?). Ca lcare, cm . 45x 164 . Leone a
tutto tondo, ap te ro e se nza libro, g ia in atto di abbracc ia re pilo di ba ndi e ra. H a
capo atto rni ato d a c riniera a lira (seco ndo il modul o iconografi co coni ato da
N icola Fiorentina ne l di strutto leone de ll a Logg ia di T rau e ri scontrab il e a Zara
in un piccolo leone c inquecentesco ne ll api dari o de l Na rodni Muzej : cfr. Ri zz i,
1988, fig. 12) e ruotato ri spetto a l corpo long itudin a le ritto sull e zampe posteriori divaricate. La rari ss im a opera - se ne conosce un esemplare affine a Spalato
ma non e escluso che a ltri de l gene re esistessero s ugli >>s tanda rdi ve neti in
Dalmazia - si trovava a Zara in Piazza de i S ig nori s ul pilo de l go nfalone che,
trasferito poi ne lla P iazze tta dell e P il e, era andato di sperso ne l 1797 a ll a caduta
della Repubblic a Ve ne ta (v i e ra in c i so >> VEX l LL VM IMPE RII ET UBER TA TIS ) . A differenza c he ne li 'affine esemp iare s pal at ino , il leone di Zara
aveva la pancia rivo lta verso il pilo, s imilme nte all e raffigura zio ni grafic he di
Adam (1764) e Cassas (1 802) de l s udde tto leo ne ed inoltre e ra sov rapposto e
non so lid a le a l pi lo stesso. Venuta in pos sesso de l dott. V ladimir Matani , d i
Zara, nel 1970 e ., la sc ul tura , di ril evante impo rtanza tanto stori ca come arti sti ca, fu rivend icata da ll a loca le so printe ndenza (Zavod za zatitu spomenika kul ture) ma in sede g iu d iz ia ri a ne fu confe rmata l'attu a le prop ri e ta. Success ivame nte venne co ll ocata ne l g iard in o de lla Villa Matan i a Va ll egrande , assieme
ad altro ant ico m ate ri a le lap ideo di prove nie nza prevalenteme nte zaratina. Prav.:
v . sopra. Cons.: il mu so manca de ll a mandibola (se ne pu o ded urre c he il leone
aveva fauci beanti): il naso e sb recciato ; le za mpe po ste rio ri mancano a meta ,
s imilmente che ne ll ' esemp lare spalatino (probabilme nte in entrambi i cas i erano
sco lpite in al tro mate riale lapideo, forse so lidal e al basamento) e quelle anteriori
del tutto (d i cerro e ra no ricavate da a ltro masse llo ); de ll a coda riman e solo il
tratto ini z ia le. Bibi.: Saba li ch, 1897, p. 392: riporta passo re lati vo a l catastico
Mem mo dell' arc hi v io za rati no (H AZd , Kat. Mem mo, fol. 32): >> Di rimpetto a
questa Casa [del governatore dell ' armi J, nel centro de ll a Piazza esiste un
Piedestallo di Pietra a bbracciata da un leone s imil e sopra gradin i di Pietra, alto
Passi l , p[iedij 4 poll.[ici j 10. Serve per ricevere !'asta de ll o ste ndardo che ora
non es iste<<; Fiskovi, 1936, p. 193 n. 21: >>forse il pi lo d i bandiera di Zara era
s imi le a que ll o Spa latO<<; Benvenuti , 1944 , p. 300: >> Contem pora neament e da
Piazza dei S ig nori v i fur o no trasferite le ' Pile ' per la mi s ura z ione del grano ,
donde a l posto il nom e 'P iazza delle P il e'. A quel posto , da l 1793, s i ebbe pu re
lo ste nda rclo eli S. Marco trasfe ritosi de l pari da Piazza dei S ig nori <<; Mocellin,
1986-87, vol. II (doc um enti, reperto ri o cartografico) cosi e riportato: >> novembre
1605. lnvi o aii'Arse na le di Za ra di materiali var i; in ol tre sa ra in v iato un pennone per erigere ne ll a piazza di Zara lo stendardo d i S . Marco<< (ASV, Senato
Mar Reg. 65); Petric ioli , 1987, p. 285 n. 30: come Sabalich; Ri zz i, 1988, pp . 1314 (>>be lli ss imo leone de ll a fine del Quattrocento o de l primo C inqu ecenta[ ... ]
secondo un m ocl ulo icon ografico esc lu s ivame nte dalmata<<) e 36 n 52 (>>su l
171

dorso s i ri sco ntrano due tacche per l' ammorsatura delle ali che eran o d i cert o
metalli che: l' asserto si e rivelato erroneo ad un esame diretto dell ' opera) fig. 8;
Idem , 1993-94, p . 3 17 n. 26.
26. Villa Matan i : leone marciano anda nte (fine del XVI o ini zio de l XVII
sec.: 1639?). Calcare, cm. 29x44.5, agge tto cm 3.5, spessore della !astra cm . 7.
Leone nimbato - il nimbo in vece che attorno al ca po e su questo so ll evato a ndante a si nistra reggendo a l posto del lib ro sc udo accartocciato (Ma lipi ero)
sormontato da el mo a cancel lo e c imi e ro con aquila bicipite coronata. Ha muso
frontale con fauci spalancate in cui si vedono due zanne . Le ali sono d ivergenti ,
la coda e svolazzante, il sesso e visibil e . Prov.: da Zara? (n cat. 440) scom parso
dopo la seco nda g ue rra mond iale: v. CAT 1770*. Cons.: buona. ll rili evo, oggi
protetto da tettoia, non dovette rnai esse re esposto ag i i agenti atmosferici.

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RINGRAZIAME TI
Oltre che a ll e due soprintende nze (Zavod i za zati tu spome nika kulture) eli
Spa lato e Zara, che mi han no ge nero sa m e nte a perto i toro arch ivi , i mi e i
rin graziame nti vanno personalm ente a Joko B e l amar i (Spa lato), piro De polo
(C urzo Ja ), Davor Domani (Spa la to) , Milj e nko Domijan (Zara), Arse n
Duplani (Spa lato) , Jo zo Fa z ini (C urzol a) , C laud ia Fere nc (Po la-Varsav ia) ,
Gio rgio Giadrini (Zara-Ven ez ia), Vice I vanevi (Cutzola), Stanka Kralj ev i
(C urzo la) , Nico lo Luxardo De Franchi (Zara-Torreg li a) , Vera Matani (Za raVallegrande), Ivo Petricioli (Zara) , Tullio Vallery (Zara- Venezia).
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CA TALOG UE RAIS ONNE MLETAKIH LAVOVA U DALMACIJI


OTOK KORU LA
A lberto Rizzi
Premda vr lo poz nati ml e t ak i lavo v i u D a lm aciji ni s u u istoj mj e ri
To je posljedica p o liti k e situacije koj a je zav ladal a u drugoj polovi c i 19. s t o lj ea kidanj e m v iestolj e tne mletako-hr va t s ke sim bioze na Jadra nu .
Simbol Rep ublike sv . Marka postaj e po lit i ki in strumentali z iran s o bje stran e
ta ko da ga Talijani este tsk i preva loriz iraju, a dru ga strana s ustav no uni ta va,
iako su ve im dije lom rad lok alnih kl esara.
Pr ev l a davajui pro le od nose koje ka ra kte ri z iraju leon todu lia s j edn e i
/eontoc/astia s dru ge strane, u vano m politi ko-kult ur a ln o m tre nutku obnovl jene neov isne Hrvatske , donos im izvadak mog o p eg kata loga lavova sv . Mark a.
Kata log dosad sad r i oko e tiri ti s u e spom e nika na it avo m ne kada nj e m te ri to riju Re publike.
Izbor otoka K o r ul e, a posebi ce grada, koji je od svih dalmatin skih g rad ova bio pov ij es no najvi e veza n za Ve nec iju , don ese n je prve nstve no kao iz raz
loka lne kiparske tradicij e. Ta je trad ic ij a unap rij ede na bli zino m ka me nol o ma, a
pokaz uj e prov in cijalne odlike kao i iko nografske osob itosti poput knji ge koj u
lav podie sa tl a. Naa lost gotovo po lov ica kor ulan s kih lavova j e potpuno
uni tena za vrijem e Drug og svjets ko g rata, kada se na njih s ru i o n ac ionali st i k i
g nje v, kao reakcija na programatsku po litiku koju je provodila fa i s tika Italij a u
Dalmaciji s li no kao na podru ju Dodecannesa i na Krfu. Ne u z im aju i u obzir
m aterij alnu i mora lnu odgovornost po initelja jo je i danas v idljiv o nepopravlji vo os iromae nj e povij es no-ambij e ntalnih vrij ednosti ovog iz uzetn og g radskog
sred ita otoka Kor ul e.
pro u ava ni .

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