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Originario della Carolina del Nord, dove


nato il 7 giugno del 1921, Farlow ha incominciato a farsi conoscere sulla scena musicale suonando con il pianista Dardanelle
nel gruppo di quest'ultimo. Trasferitosi a

FARLOW
ln
di
mdeslro

srile

lntervisla di Mourizio Franco


Foto

di Carlo Verri

New York, dove poteva ascoltare dal vivo


i grandi maestri del bop, Farlow si mise a
suonare con Marjorie Hyams e, dal1949,
prima con il settetto di Buddy De Franco
poi con il trio del vibrafonista Red Norvo,
nel quale divenne celebre. Nel corso dgli

anni '50 fu un punto di riferimento per


tutti i chitarristi di jazz grazie alla straordinaria tecnica strumentale ed alla feconda fantasia musicale. Tra le altre, vanno
ricordate le collaborazioni con Howard
McGhee, Gigi Gryce, Horace Silver, Artie
Shaw, Eddie Costa. Negli anni '60 usc
parzialmente dalla scena, abbandonando
New York e dedicandosi intensamente alla attivit di disegnatore, nella quale sembra sia molto bravo. I1 ritorno in grande
stile avvenne nella seconda met degli anni '60 e lo vide impegnato con un proprio
quartetto in cui militavano otl"imi musicisti come il pianista John Scully, il bassista
Jack Six ed il batterista Alan Dawson. Oggi Farlow si esibisce con una certa frequenza ma non lavora continuativamente
con nessun gruppo.
tracciare una mappa dei chitarristi jazz pi significativi credo potremmo assegnare a Tal Farlow una posizione
affatto particolare. Farlow non fu un
Se dovessimo

creatore del nuovo, come Charlie Christian, e nemmeno un artista intellettualmente avanzato come Jim Hall. Non possiamo neanche considerare il suo mondo
sonoro unico ed irripetibile, come awenne per Django. Farlow, in realt, fu essenzialmente un grandissimo stilista, che riusc ad allargare le possibilit della costruzione melodica nel moderno chitarrismo
jazz, portatdo il fraseggio ad un livello di
grande libert creativa, almeno per quanto riguarda il chitarrismo bop. Fu aiutato
dalle sue mani grandi, grazie alle quali poteva spaziare con estrema agilit, ed altrettanta facilit, Iungo tutta la tastiera,
scoprendo inusuali maniere di fraseggiare
che lo fecero diventare un esempio vivente
della perfezione ottenibile sulla chitarra.
In questo senso ha fatto veramente scuoIa, pur restando confinato nel mondo dei
chitarristi senza ottenere quei consensi,
quell'attenzione che invece avrebbe meritato in maggior misura. Sul piano ritmico

ha sempre rivelato un'oscillazione nel


prendere il battere della frase, che altro
non se non l'effetto di quel feeling che,
rrel jazz, porta ad operare delle trasgressioni alla norma, permettendo all'artista
di uscire dalle rigide ed ingabbianti quadrature perfettissime, riflesso di una men-

talit scolastica e poco creativa. Sul piano


armonico Farlow raggiunse luna ricchezza
notevole, frutto probabilmente dell'attento ascolto di Parker e Tatum, mentre conserv sempre, pur suonando con uomini
del cool jazz, una incisiva aggressivit nella frase, che rende strana la sua collocazione nell'ambito del cool, pure proposta
da illustri critici. Sul piano timbrico si
sempre distinto per la pulizia del suono,
per la rotondit delle note, calde e vellutaiterre - N, 1 - Aprile 1986

te, che lo rendono inconfondibile anche


ad un breve ascolto. Tra i suoi dischi pi
significativi consiglierei I'ascolto di Ear ly
Tal (Blue Note BNP 25104) con Silver e
McGhee nella prima facciata ed un quartetto con Joe Morello ed il chitarrista Don
Aarone nell'altra; naturalmente il disco in
trio con Red Norvo e Charles Mingus (sotto il nome di Mingus nella serie RCA Li-

nea tre) e, per documentarsi sul suo ritorno in scena, The Return of Tal Forlow
(1969, Prestige 7732) in cui accompa-

gnato da Scully, Six e Dawson. Oggi Farlow suona con il gusto e la vivacit dei suoi
anni migliori, ponendo un particolare riguardo alle concatenazioni armoniche e
dimostrando di essere ancora in grado di
entusiasmare il pubblico dei suoi estima-

tori.

Nel corso del mese di dicembre 1985 Tal


Farlow ha effettuato una tourne italiana.
In questa occasione gli abbiamo rivolto
alcune domande.

CHITARRE: Quando hai cominciato

suonore e quali sono state le tue influenze?

FARLOW: Stiamo parlando

di

molto

tempo fa. Mio padre mi regal una chitarra ed io decisi di imparare a suonarla.
Dapprima volevo eseguire pezzi ,,popular", celebri "songs"; poi ascoltai Chaitie
Christian, e questa fu la mia prima, vera
influenza.
CHITARRE: Sei stato tra i primi o suonare jozz moderno sullo chitaruo. Cosa ricordi di quel periodo o cayallo tra gli anni '40

e '50?

FARLOW: All'inizio degli anni ,50 c,erano Parker, Gillespie e Bud Powell che portavano avanti il linguaggio del bop, ed io
ero molto impressionato dal loro modo di

suonare. Prima, pero, avevo subito il fascino di Art Tatum, Coleman Hawkins,
Ben Webster e altri musicisti di quel genere. Cercavo di suonare quella musica sulla
chitarra, ma non era davvero facile!
CHITARRE: Alcuni sostengono che tu
sia un chitarrista cool; in reolt io sarei

propenso o considerorti un bopper, cos


come dimostrono i dischi con Howard
McGhee. Penso sia stata I'otmosfera del
celebre trio con Red Nervo od ingannarli.
Tu cosa ne pensi?

FARLOW: Non mi sono mai considerato


un chitarrista cool. Le mie radici sono nel
bop di Parker e Powell.
CHITARRE: Quoli sono i tuoi chitarristi

preJeriti?

FARLOW: Sono cosi tanti che proprio


non saprei rispondere! Bisogna distinguere
tra quelli di ieri e quelli di oggi. Tra i primi
ovviamente Christian, che inoltre stato
anche

il primo chitarrista elettrico che io

abbia mai sentito. Poi Jimmy Raney. Credo provenisse da Chicago quando lo incontrai a New York, dove tra l,altro vivevamo nella stessa casa, avendo cos l,opportunit di frequentarci assiduamente.
Molte persone facevano notare le nostre
affinit stilistiche ed in effetti, sin dalla
prima volta in cui suonammo insieme, fu
curioso sentire come fosse simile il nostro
modo di esprimerci. Jimmy era molto amico di Al Haig, che in quel periodo era il
pianista di Parker, e per questo motivo era
20

molto introdotto nell'ambiente del bebop.


Chuck Waine era un altro chitarrista molto attivo a New York in quegli anni, e poi
Remo Palmieri ed Oscar Moore.
CHITARRE: Ci sono oggi nuovi chitorristi in grado di fare dello vero orte quando

suonano?

FARLOW: Si, ce ne sono molti. Mi viene


alla mente il nome di Lorne Lofsky, che
tra I'altro

ressato pi alla musica che alla chitarra...

CHITARRE: Perch hoi abbondonato il


jazz negli onni'60?
FARLOW: Non l'ho abbandonato totalmente; soltanto, non vivevo pi a New
York e non mi capitava di recarmici spesso! Cos pensarono che mi fossi ritirato.
Ah, tra I'altro ero impegnato come disegnatore,

molto amico di Peterson (tanto


che Oscar gli ha prodotto un disco per la
Pablo - n.d.r.) e vive anche lui a Toronto.
Suona in un stile simile a quello di Jim
Hall e Ed Bickert, con il quale ha anche

FARLOW: Bene, ho diviso tutta la mia

studiato.

trambe..,

CHITARRE: Borney
che secondo

Kessel

mi ha detto

lui oggi non ci sono grondi

artisti dello chitarra come in possato. Tu


che ne pensi?

FARLOW: Ah, non saprei proprio! Mi


piace molto Benson, uno strumentista

CHITARRE: E' pi importonte questo

lavoro od il jozz?

esistenza tra queste due cose.

CHITARRE: Lavoravi

port-time in en-

FARLOW: Si, certo...

CU]IARRE:

Cosa pensi del

jozz di oggi?

FARLOW: Come sai, jazz una paih


che significa cose diverse, a second deile
persone acquista significati differenti. Dicamo che il jazz di oggi un poco differen-

strepitoso e un musicista orignale, uno che


esprime se stesso. C' anche un musicista
della West Coast, Peter Sprague. poi Bruce Forman; Vick Juris, un musicista di
New York, suona molto bene. Anche Emily Ramler.

jazz?

CHITARRE: Molti jazzfans pensano che

FARLOW: Ce ne sono molte, come la

tu sio il pi virtuoso tra i chitarristi jazz.


Qual' il segreto della tua velocit?
FARLOW: Lo studio interso al quale fui
costretto nel periodo in cui suonavo con
Red Norvo. Lui prediligeva tempi velocissimi!

CHITARRE: Penso che tu sia uno stilista


della chitorra jazz e che il tuo modo di
suonore obbia aperto nuove possibilit al
fraseggio jozz su questo strumento.
Qual' stato

il tuo approccio?

FARLOW: Quando iniziai ad ascoltare


jazz, Art Tatum prima ed il bop successivamente, mi interessava l'aspetto armonico. Mi colpiva il fraseggio orchestrale di
Tatum, la sua capacit di rendere originali
i songs che suonava, di avere un ritm personale. Io amavo i contrasti, il color, e
cercavo di ottenerli sulla chitarra. Non
facile trasportare su questo strumento
quello che ascolti su altri, ma io ero inte-

te da ,qlrlllo che intendo io per jazz. Ci


sono differenti stili, innumere-voli lnfluen_
riflettono poi sul modo di suonare

ze che si

dei nuovi musicisti.

CHITARRE: Cosa pensi delle scuole di

Berklee, gli istituti per chitarra ed i conser-

vatori...

CHITARRE: Ma sono utili?

FARLOW: Si, penso siano importanti,


molto importanti. Ti permettono di imparare bene, di riuscire ad avere successo nel

lavoro, di suonare negli studi di registrazrone.

CHITARRE: Per il lavoro saranno utilissime, ma per I'arte del jozz?


FARLOW: Penso non contribuiscano a
determinare lo stile personale.
Io non sono mai andato in una scuola!
CIIITARRE: Cosa consigli ad un giovane
che vuole imparare o suonare la chitora?
FARLOW: Gli consiglierei di prendere un
buon insegnante. Io non l,ho mai avuto; il
nostro maestro era l'ascolto diretto ed at_
tento degli altri. Certo, per lavorare biso_
gna apprendere rapidamente.
Maurizio Franco
Chitarre - N. 1 - Aprite 19g6

2 FRASEGGI TIPICI

DI TAL FARLOW

Esempio 1: break dal brano "Like Someone In Love,,


Esempio 2z dal brano "I Love You,,
(Trascrizioni e diteggiature di Giovanni Monteforte)

Fm7

EblU

Y
onr

Chitarre - N. 1 - Aprile 1986

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