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IL R IC O R DO DI S E E D E S E R C IZI

H O ME / PR E SE N ZA N E L Q UI E O R A = LA ME N T E - IL PE N SIE R O - LA PAR O LA / IL R IC O R DO DI SE E D E SE R C IZI

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L EGGI D I PI

Entriamo nel vivo dei processi alchemici atti a trasmutare luomo in qualcosa di splendidamente superiore. Affrontiamo quindi per la
prima volta anche il concetto di risveglio dellessere umano.
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Il segreto degli alchimisti consiste nel ricordo di s , la PRESENZA.


Lo sforzo di restare presenti produce il fuoco alchemico necessario per lOpera.

Parte I
Il primo passo verso lacquisizione della liberazione e dellimmortalit consiste in un accurato lavoro di risveglio ; lindividuo deve
cio rendersi pienamente conto che allo stato attuale sta dormendo.
Quando ci destiamo al mattino in realt non ci svegliamo, ma passiamo da uno stato di sogno a un altro: il sonno verticale; un sonno,
cio, che permette la posizione verticale, il movimento, il parlare, lo studiare purtuttavia ancora ben lungi dallessere un reale stato di
veglia. Si tratta di una condizione di perpetuo rintronamento nella quale non si pensa, ma si pensati, non si provano emozioni, ma si
da esse trascinati, non si gestisce il proprio corpo, ma si subisce la sua fisiologia.
Se vogliamo lavorare per evadere dalla prigione imperativo innanzitutto che sappiamo di essere allinterno di una prigione. Il pi
grande ostacolo al risveglio che luomo pensa di essere gi cosciente e pienamente libero! Per avere la certezza di essere in uno stato di
prigionia necessario vederlo con i propri occhi e, magari, rimanerne scioccati. Lideale sarebbe riuscire a SENTIRE EMOTIVAMENTE
laddormentamento. Questo fornisce lenergia occorrente per iniziare a lavorare su di s.
I SEGUENTI ESERCIZI, si basano sul ricordo di s . Lo sforzo di ricordarci di noi stessi nellarco della giornata ci permette di vedere
come siamo fatti e in quale stato viviamo tutti i giorni; serve a farci comprendere che durante il giorno dormiamo e di conseguenza non
siamo mai coscienti di noi. Viviamo dentro unallucinazione; non vediamo la realt e non possediamo alcun potere occulto in grado di
modificarla semplicemente perch dormiamo. Il ricordo di noi stessi ci permette di evitare di lasciar scorrere nellinconsapevolezza la
nostra esistenza quotidiana, portando alla luce anche le zone pi nascoste di noi.
Cosa il ricordo di s ? Non lo si pu spiegare a parole: lo si capisce facendo gli esercizi. Come vedremo pi avanti, si tratta di essere
presenti qui-e-ora almeno in corrispondenza di determinate occasioni che vengono stabilite a priori. Un uomo risvegliato un uomo che
si ricorda di s sempre, un uomo che sempre presente qui-e-ora per ventiquattro ore al giorno anche nel sonno. Il ricordo di s
infatti un livello di coscienza superiore che si pu raggiungere solo sforzandosi di ricordarsi di s!
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Lerrore principale della filosofia e della psicologia moderna risiede nellaver ignorato un quarto stato di coscienza oltre i tre gi noti
alluomo ordinario. Gli stati di norma conosciuti sono: sonno verticale (quello ritenuto a torto il normale stato di veglia delluomo), sonno
profondo, sogno. Nessuna psicologia e nessuna filosofia sono proponibili se non si considera la possibilit nelluomo di un quarto stato:
lo stato di ricordo di s, che poi il reale stato di veglia.
Il ricordo di s il terribile segreto dellArs Regia che tutti gli alchimisti si sono preoccupati di tenere occulto nei loro scritti: il
regime , l agente universale , il fuoco lento a cui la materia deve essere sottoposta per ottenere una trasformazione.
Premettiamo che leffettivo stato di ricordo di s uno stato EMOTIVO SUPERIORE, non un fenomeno intellettuale. Quando nel corso
della presente trattazione ci riferiremo al ricordo di s, ci staremo in realt riferendo ai nostri tentativi di ricordarci di noi, cio allunico
stato attualmente possibile per il neofita: uno stato ancora principalmente mentale, in cui ci si sforza di essere presenti per ricordarsi di
s. Con lespressione ricordo di s intendiamo quindi riferirci allo sforzo di ottenere questo stato, e non allo stato stesso. Attraverso
gli sforzi ripetuti sar per possibile attivare il centro emotivo superiore ( il Cuore ) e quindi entrare nel reale ricordo di s e questo il
nostro scopo.
Attraverso lo sforzo di ricordarci di noi tocchiamo con mano la totale assenza di Volont che ci contraddistingue ma non dobbiamo
abbatterci a causa dei pessimi risultati. Il nostro lavoro consiste nello sforzarci ogni giorno di riuscire, non nellottenere un risultato, il
risultato non interessa minimamente i nostri scopi.
Il ricordo di s il fenomeno pi importante della Magia, dellAlchimia e dellesoterismo in genere. Compreso questo, luomo possiede la
chiave per farsi progressivamente strada in altri stati di coscienza e acquisire nuovi poteri. Il ricordo di s costruisce il corpo astrale ,
o corpo lunare , che permette la sopravvivenza dopo la morte, e anche il corpo di gloria , cio lanima dellindividuo, che permette
limmmortalit assoluta. Sono due livelli iniziatici successivi. Lunico modo che abbiamo per capire cosa il ricordo di s fare degli
esercizi; esso non pu essere compreso attraverso una spiegazione intellettuale come un qualunque altro concetto. Si pu conoscere la
meccanicit solo cercando di contrastarla: se noi siamo nati in catene, se siamo nati in una prigione, fino a quando non proviamo a uscire
e ci accorgiamo che difficilissimo, non abbiamo alcuno strumento per capire di essere nati dentro un carcere. Fino a quando stiamo
zitti e buoni dentro la nostra prigione tutto fila liscio, solo quando tentiamo di superare il muro perimetrale, e non ci riusciamo,
comprendiamo che non siamo liberi e non lo siamo mai stati.
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comprendiamo che non siamo liberi e non lo siamo mai stati.


Attraverso il persistente sforzo teso al ricordo di s si produce una trasmutazione alchemica che consente di costruire i corpi sottili e
di trasferire in essi la nostra coscienza. Tali corpi sopravvivono alla morte del nostro corpo fisico. Stiamo quindi parlando di
sopravvivenza alla morte e successivamente di immortalit assoluta .
Il nostro obiettivo consiste nel lavorare alla fabbricazione dei corpi sottili, e al trasferimento della coscienza dalla mente al Cuore, dove
risiede il nostro vero S. Ci si ottiene grazie ai ripetuti sforzi tesi verso il ricordo di s, il controllo dellimmaginazione negativa, la
trasmutazione delle emozioni negative in emozioni superiori (le emozioni del Cuore) e il lavoro con lenergia sessuale.
Tuttavia bene sottolineare che praticando tali metodi non ci stiamo limitando ad agire soltanto per il corpo di gloria , poich stiamo
anche lavorando alla fissazione dei corpi inferiori: l astrale (o emotivo) e il mentale , che nelluomo ordinario non sono
interamente sviluppati. Del corpo mentale si parla poco e anche io non mi soffermer sulla costruzione di tale corpo, ma bene si
sappia che esiste questo passaggio intermedio fra il corpo astrale e il corpo dellanima. La fissazione completa di tali corpi consente di
ottenere poteri sovranormali.
Si tratta di ricordarsi di s pi a lungo che si pu durante lo svolgimento di unazione prolungata nel tempo. Un esercizio classico il
ricordo di s mentre
laviamo i piatti;
ma le varianti possono essere molte:
spazziamo il pavimento,
scendiamo le scale,
ci laviamo i denti,
ci facciamo la barba,
ci depiliamo,
mangiamo un panino,
facciamo la doccia,
oppure nel tragitto fra lautomobile parcheggiata e il posto di lavoro, o fra casa nostra e la fermata dellautobus Ogni attivit che abbia
una durata non eccessiva pu essere utilizzata come esercizio.
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Si tratta di fermare il lavoro della mente, il dialogo interno della mente, tutte le volte che ci ricordiamo, e sforzarci poi di rimanere
presenti pi a lungo possibile prima di ricadere nellidentificazione con i pensieri e le immagini mentali. Dobbiamo concentrarci su
quello che stiamo facendo rimanendo coscienti di noi, senza vagare con il pensiero. Non dobbiamo lasciare che il corpo fisico esegua il
lavoro da solo meccanicamente, dobbiamo accompagnare la sua attivit con la nostra presenza qui-e-ora. Il corpo fisico sa lavare
benissimo i piatti anche se intanto la mente pensa allultimo film che ha visto, ma lo scopo dellesercizio che TUTTO LESSERE lavi i
piatti, non solo un corpo; dobbiamo rimanere pienamente coscienti di ci che facciamo come se il corpo senza il nostro aiuto cosciente
non potesse farlo. Mentre il corpo lava i piatti la mente deve essere l con lui, e non vagare per associazioni di pensiero come abituata a
fare.
Per esempio, ricordiamoci di noi mentre ci spogliamo e ci svegliamo. Che sia la mattina prima di andare al lavoro, la sera quando
torniamo, poco prima di andare a letto nellindossare il piagiama, quando ci troviamo nello spogliatoio della palestra o della piscina
dobbiamo restare presenti a noi stessi metnre ci infiliamo o ci togliamo i vestiti, cio completamente presenti a quello che stiamo
facendo, senza farci distrarre da altri pensieri o da persone che richiamano la nostra attenzione. Allinzio pu essere utile ripetersi: Mi
sto infilando i pantaloni e sono presente mi sto ricordando di me non sono distratto da altro .
Negli istanti in cui riusciamo a essere presenti sappiamo gi che a breve ripiomberemo nel sonno. Ogni momento di presenza una
conquista. Mentre laviamo i piatti o ci spogliamo a tratti siamo presenti e a tratti ci identifichiamo con il contenuto della mente sognando
a occhi aperti, immaginando situazioni e dialoghi assortiti ma per ora siamo schiavi e non possiamo evitarlo, non abbiamo sufficiente
Volont per evitarlo, possiamo solo sforzarci di tornare in noi appena ce ne ricordiamo e prolungare questo stato di presenza finch ci
possibile. Noteremo presto che questi esercizi sono quindi un continuo andare e venire da uno stato di presenza a uno di assenza. Una
continua lotta per rimanere desti. E la lotta contro la meccanicit ci che ci serve per provocare la cottura alchemica delle sostanze
che vanno a formare i nostri corpi sottili.
Nei primi tempi sarebbe bene non mischiare i differenti esercizi: meglio concentrarsi per unintera settimana su un unico esercizio e
poi cambiare. Sette giorni il periodo ideale. Dopo sette settimane si conclude un ciclo e se ne pu cominciare uno successivo,
mantenendo gli stessi esercizi oppure sostituendone qualcuno.

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Praticando gli esercizi ci si accorge che il ricordo di s implica il verificarsi di un particolare fenomeno detto attenzione divisa , cio la
capacit di prestare attenzione a ci che si sta facendo e contemporaneamente a se stessi. Lattenzione prende cos due direzioni: una
verso lesterno e una verso linterno. Nel corso della vita normale invece lattenzione monodirezionale, cio la coscienza interamente
persa nellevento esterno. Se una persona ci sta parlando noi siamo concentrati su di lei, la nostra coscienza interamente PERSA in lei,
annullata nellavvenimento esterno. Quando ci si sforza di rimanere presenti ci si accorge che possibile parlare con una persona
prestando attenzione a quanto dice, e contemporaneamente ricordarsi di s, cio essere presenti a se stessi. Si pu cio tenere una parte
dellattenzione sempre rivolta verso linterno.
Questo sforzo fa s che dentro di noi si strutturi il corpo dellanima e che la nostra coscienza divenga perci immortale e che il nostro
centro di consapevolezza si sposti in esso. Accade che noi diveniamo progressivamente lentit che osserva lapparato psicofisico al
lavoro, e non si identifica pi interamente con esso, non si annulla pi in esso. Questa entit la coscienza extracerebrale, ci che in
oriente viene definito il testimone , losservatore imparziale. Il nostro disidentificarci dalla macchina biologica, il rimanere presenti
come osservatori mentre il corpo e la mente fanno qualcosa, fa s che creiamo nuovi corpi sottili da abitare e simultaneamente ci
identifichiamo con essi, cio spostiamo la nostra coscienza in essi. I due processi vanno di pari passo.
Se mentre camminiamo per strada ci proponiamo fermamente di rimanere svegli fino allincrocio successivo, ma dopo qualche
minuto sorprendiamo la nostra mente a fantasticare sopra gli argomenti pi svariati, allora ancora una volta ci siamo dimenticati di
noi ci siamo addormentati.
Non abbiamo il controllo della nostra mente! Non abbiamo il controllo delle nostre emozioni! Non viviamo la vita che scegliamo noi, ma
solo quella della nostra macchina biologica.
A questo punto lassenza di libero arbitrio diviene per noi un fatto indubitabile. Non dobbiamo affidarci alle teorie di qualche filosofo
per decidere se luomo possiede oppure no una libera Volont. Lo possiamo sperimentare sulla nostra pelle!
Ma fino a quando non vengono attuate nella pratica, queste rimangono solo parole prive di utilit!
Questo sito non un ricettacolo di teorie esoteriche, ma un costante richiamo a lavorare su di s!
QUESTA SECONDA CATEGORIA DI ESERCIZI molto differente dalla precedente: non si tratta infatti di ricordarsi di s per un periodo
prolungato (mentre laviamo i piatti o mentre camminiamo per strada), bens di ricordarsi di s in corrispondenza di azioni distribuite
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lungo la giornata, e che possono anche giungere allimprovviso (non possiamo infatti sapere quando squiller il telefono o quando
qualcuno ci rivolger la parola).
Una mattina ci alziamo e prendiamo una decisione risoluta: Oggi, mentre sono in ufficio, voglio ricordarmi di me tutte le volte che giro
la maniglia di una porta per aprirla. Questo significa che ogni volta in cui stiamo aprendo una porta dobbiamo essere presenti e pensare:
Ecco, sono presente, sono cosciente di stare aprendo questa porta.
Tornati a casa, oppure alla sera prima di andare a dormire, analizziamo la giornata e verifichiamo quante volte siamo riusciti a ricordarci
di noi aprendo una porta. Se aprendo una porta non ci siamo mai fermati a pensare: Ecco, ora ci sono, sono presente, sto aprendo la
porta, allora non ci siamo mai ricordati di noi. Abbiamo aperto le porte nellinconsapevolezza pi totale, cio nello stesso stato di sonno
in cui abbiamo compiuto tutte le altre azioni nel corso della giornata.
Aprire le porte con consapevolezza rappresenta un esercizio efficace perch ci si costringe a restare presenti in un momento in cui
difficile esserlo, in quanto stiamo passando da un ambiente a un altro. Questo solo un esempio e le varianti adottabili sono molteplici.
Possiamo fare sforzi per ricordarci di noi tutte le volte che:
apriamo la portiera di unauto per salire o scendere,
saliamo o scendiamo da un autobus,
ci alziamo da una sedia o ci sediamo,
squilla un telefono (sia nostro che di altri),
portiamo il bicchiere alla bocca per bere qualcosa,
azioniamo la freccia alla guida dellauto,
e cos via.
Anche per questa pratica vale la regola dei sette giorni e delle sette settimane. I due diversi generi di esercizi possono essere alternati di
settimana in settimana, in modo che dopo quattordici settimane abbiamo completato un ciclo di sette esercizi diversi per ognuno dei due
tipi. Le varianti possiamo anche inventarle noi: scegliamo una qualunque azione e ci imponiamo di ricordarci di noi tutte le volte che la
svolgiamo, tenendo conto del fatto che lesercizio serve solo fino a quando ci costringe a compiere uno sforzo; quando ci abituiamo
perde la sua efficacia e si deve passare a un altro.

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Allinizio probabilmente non ci ricorderemo mai, o addirittura non ci ricorderemo nemmeno di analizzare la giornata alla sera per
verificare se qualche volta siamo stati presenti durante il giorno. Ma se tutte le mattine per giorni e giorni ci riproponiamo di farlo, la
situazione presto migliorer. E importante ribadire che un uomo risvegliato vive permanentemente in quello stato di ricordo di s che
noi fatichiamo a riprodurre solo per qualche istante nella nostra giornata, mentre stiamo mangiando o nel momento in cui squilla un
telefono. Essere svegli significa, tra le altre cose, anche questo: ricordarsi continuamente di essere presenti.
Non facciamo esercizi per ottenere risultati, i risultati non contano nulla, il risveglio non altro che un costante TENDERE VERSO il
risveglio, pertanto il nostro obiettivo restare sempre in uno stato di sforzo verso il risveglio, e non raggiungere il traguardo di
ricordarci di noi, n un qualunque altro traguardo. La trasmutazione alchemica si produce a causa dello sforzo, non del risultato. Il
lavoro alchemico un salto nel vuoto, laccettazione della propria eternit. Ma a questo stadio difficile comprendere tale
affermazione.

Parte II
Ricordati di te stesso, idiota!
(Gurdjieff, nascosto dietro le quinte, a Orage che sta parlando sul palco)
Se non possiamo controllare la macchina, siamo la macchina.
Robert Earl Burton

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ESERCIZI DI RICORDO DI SE PIU AVANZATI


Dopo aver acquisito dimestichezza con gli esercizi precedenti, si possono fare tentativi con esercizi che richiedono maggiore impegno.
Ad esempio, molti trovano pi difficile ricordarsi di s quando sono in compagnia di altre persone. Fino a quando svolgono gli esercizi in
solitudine riescono a mantenere una sufficiente concentrazione su se stessi, ma nel momento in cui devono prestare attenzione a ci che
fa o dice unaltra persona piombano nel sonno pi completo.
Facciamo un esempio. Quando laviamo i piatti di norma non occorre un notevole grado di concentrazione, questa infatti unattivit
prevalentemente meccanica, il corpo la compie quasi da solo, tanto che la maggior parte del tempo possiamo permetterci di pensare a
tuttaltro fantasticando con la mente. Un po come accade quando si guida su unautostrada senza traffico: si pu pensare ad altro o
parlare con il passeggero, eppure la parte pi meccanica del nostro cervello continua a guidare senza problemi.
Se vogliamo svolgere lesercizio di ricordo di s mentre stiamo lavando i piatti dobbiamo portare lattenzione su di noi oltre che sulle
consuete azioni necessarie a lavare i piatti ( attenzione divisa ). Dal momento che tali azioni non ci impegnano mentalmente o
emotivamente, ma solo fisicamente, lesercizio risulter relativamente relativamente alla dimestichezza che abbiamo acquisito con tali
esercizi semplice. Dovremo infatti impiegare molte energie per dirigere lattenzione verso linterno, ma relativamente poche per fare s
che il nostro corpo continui a lavare i piatti.
Se invece stiamo ascoltando una persona che parla siamo molto impegnati a livello mentale, e spesso lo siamo anche a livello emotivo. Se
poi siamo noi a parlare, limpegno totale. In tali frangenti dividere lattenzione fra esterno e interno diventa complesso. Sar sufficiente
provare per accorgersi di quanto sia difficile. Se mentre il nostro interlocutore parla noi ci sforziamo di ricordarci di noi, inevitabilmente
perdiamo alcuni frammenti del suo discorso. Se la paura di perdere parte di ci che sta dicendo laltro molta, saremo costretti a
smettere di fare sforzi per il ricordo e farci assorbire completamente da ci che dice ( identificarci ).
Lunico modo per migliorare consiste nel provare e riprovare instancabilmente, magari cominciando con i dialoghi al telefono in
quanto la presenza fisica dellinterlocutore fonte di ulteriore disturbo per il ricordo di s. Se possiamo guardare in faccia laltra
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persona, e lei pu guardare noi, siamo molto pi coinvolti e identificati con la situazione che si sta svolgendo, mentre al telefono il
numero di sensi interessati allesperienza minore.
Provando ci accorgeremo che nel momento in cui la mente deve comprendere il significato delle parole dellaltro, o deve pensare alla
risposta da dare, perde la capacit ricordarsi di s: o fa una cosa, o fa laltra. Non siamo abituati a dividere lattenzione perch siamo
sempre vissuti nellidentificazione completa con la nostra mente. Nessuno ci ha mai detto che possiamo essere unentit esterna che
osserva la mente al lavoro.
Riusciamo a osservare il corpo che lava i piatti, ma ci difficile osservare la mente mentre compie un ragionamento. Nellistante in cui la
mente deve rispondere, la nostra coscienza, che magari fino a un attimo prima era riuscita a restare presente, e quindi divisa, si
riidentifica al cento per cento con la mente pensante.
Questo dovuto al fatto che noi possediamo ancora uno scarso controllo sulla nostra mente e sulle nostre emozioni, mentre ne abbiamo
uno molto maggiore sul corpo fisico. Controllo e identificazione sono inversamente proporzionali: meno siamo identificati cio meno
siamo coinvolti con qualcosa, pi ne abbiamo il controllo.
Un buon esercizio in preparazione al ricordo di s in compagnia di altre persone pu essere svolto mentre si guarda la televisione. In
questo caso si meno coinvolti perch ci si esercita in solitudine, ma allo stesso tempo si lavora sulla disidentificazione dalla mente, cio
sul ricordarsi di s mentre la mente segue i dialoghi di un film o di una qualsiasi trasmissione. Allinizio non semplice nemmeno questo,
ma in ogni caso preferibile cominciare a compiere questo genere di sforzi davanti alla tv, uno strumento con il quale non dobbiamo
interagire in maniera attiva, che buttarsi subito nel mezzo di una conversazione dove il coinvolgimento decisamente maggiore e il
ricordo di s diviene unimpresa titanica.
Altra possibilit quella di sforzarsi di ricordarsi di s mentre si legge. Ci si accorger presto che nei momenti in cui si porta lattenzione
verso linterno si perde il significato di ci che si sta leggendo. Pi precisamente: una parte di noi ancora capace di svolgere una
funzione automatica di lettura, ma la mente che deve comprendere il significato non riesce a lavorare in due direzioni
contemporaneamente: o si ricorda di s, o afferra il significato. E consigliabile esercitarsi inizialmente con letture poco impegnative dal
punto di vista del significato.
Ricordarsi di s ogni volta che si inizia a parlare a qualcuno costituisce un altro buon esercizio. Appartiene alla categoria degli esercizi
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istantanei. Il momento in cui parleremo ci coglier sempre di sorpresa. Sul lavoro qualcuno ci far una domanda e la risposta uscir da
noi meccanicamente. Solo al termine della conversazione ci accorgeremo di non esserci ricordati di noi quando abbiamo pronunciato le
prime parole.
Risulta interessante analizzare cosa accade in questo caso. Per esempio, decidiamo fermamente che ci ricorderemo di noi tutte le volte
che rivolgeremo la parola a qualcuno durante le prossime tre ore. Non dobbiamo ricordarci di noi durante lintera conversazione, il che
costituirebbe gi il passo successivo, ma solo al momento di pronunciare le prime parole. Nonostante il nostro fermo proposito, quando
qualcuno ci interpeller, le parole usciranno dalla nostra bocca come se fossero attirate dalle parole del nostro interlocutore, come se
fossero una conseguenza inevitabile delle sue parole. Ci dimostra che la nostra risposta in realt non mai pensata, ma solo frutto di
una reazione meccanica alla domanda dellaltro, o allevento che abbiamo commentato.
Il nostro parlare sempre una reazione meccanica allavvenimento esterno, perch noi, come coscienza, veniamo bypassati dalla nostra
mente. La coscienza osservatrice ( il testimone ) e la mente razionale sono due cose completamente diverse. Non riusciamo a frenare la
reazione meccanica della nostra mente, non ci ricordiamo nemmeno di farlo, perch il nostro parlare un meccanismo che funziona
nello stesso modo da decenni, e tutti intorno a noi ne sono ugualmente schiavi, pertanto non abbiamo un valido metro di paragone.
Notiamo un evento esterno e reagiamo meccanicamente, pensando o parlando senza aver realmente pensato in maniera cosciente, cio
con tutto il nostro essere in stato di presenza.
Possiamo veramente accorgerci che i nostri pensieri e le nostre parole sono meccanici cio reazioni meccaniche a stimoli sensoriali
esterni solo quando proviamo a fermarli coscientemente per mezzo di tali esercizi. Altrimenti questa rimane una teoria come tante.
Le conseguenze del parlare in stato di sonno anzich in stato di ricordo di s sono sotto i nostri occhi tutti i giorni: i rapporti sociali su
questo pianeta sono semplicemente disastrosi; e si va dal rapporto di coppia ai rapporti internazionali fra gli Stati.
Un altro buon esercizio consiste nel pensare Io sono non meno di una volta ogni ora, per tutto il giorno. Questo serve a permeare di
ricordo di s lintera giornata. Sarebbe meglio accompagnare il pensiero con uninspirazione (pensando Io) e unespirazione (pensando
sono).
Ricordarsi di s ogni volta che si pronuncia la parola Io costituisce un esercizio molto avanzato e difficile da mettere in pratica.
Purtuttavia a un certo grado del cammino sar possibile eseguirlo e la sua efficacia assicurata.
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Anche mentre si mangia ci si pu ricordare di s. Lesercizio consiste nel rimanere presenti dal momento in cui si porta il cibo alla bocca
a quando si inghiotte il boccone. Portare la propria attenzione sulla masticazione condiziona in maniera notevole lassimilazione delle
sostanze nutritive da parte dellorganismo; la presenza fa s che cogliamo con maggiore profondit i sapori, estraiamo molta pi energia
dagli alimenti e di conseguenza percepiamo molto prima il senso di saziet.
Ricordarsi di s mentre si mangia spesso risulta difficoltoso per la presenza di altre persone che ci rivolgono la parola. In tal caso la
buona regola di non parlare con la bocca piena pu venirci in aiuto per consentirci di svolgere il nostro esercizio prima di dover
rispondere a qualcuno.
Un contributo al ricordo di s viene dato dallo sforzo di compiere delle semplici operazioni invertendo il lato con cui si compie lazione.
Per esempio, possiamo sforzarci di mangiare per una settimana con la mano sinistra invece che con la destra (o viceversa per chi
mancino) portando il cibo alla bocca con la mano sinistra e tagliando il pane con la mano sinistra. Lavarsi i denti, farsi la barba o depilarsi
con la sinistra un altro buon metodo per costringersi a rimanere presenti durante queste attivit.
Allinterno di una scuola esoterica possibile esercitarsi fra allievi, e questa in effetti la soluzione migliore. Risulta infatti pi semplice
ricordarsi di s mentre si ascolta o si parla con qualcuno che sappiamo si sta a sua volta sforzando di ricordarsi di s. Questo permette di
acquisire una certa sicurezza in famiglia, e sar poi meno complicato fare sforzi quando ci si sposta allesterno della scuola.
concentrare lo sforzo
Una importante raccomandazione necessaria: concentrare tutto lo sforzo durante il tempo che si deciso di dedicare allesercizio e
non cercare di ricordarsi di s anche al di fuori di questo tempo. Per quanto riguarda la prima serie di esercizi, se ad esempio decidiamo
di ricordarci di noi tutte le volte che ci alziamo da una sedia, dobbiamo decidere in anticipo per quanto tempo fare sforzi in questa
direzione.
Possiamo farlo per tutta la mattina, o durante le ore di lavoro in ufficio, o solo nel percorso dallufficio a casa, o esclusivamente dal
momento in cui varchiamo la soglia di casa fino allora di cena, oppure possiamo decidere di fare sforzi per le prossime due ore
indipendentemente da dove ci troveremo.
E importante stabilire un limite di inizio e fine. Non di alcuna utilit fare sforzi indiscriminati per tutto il giorno, perch si perde in
capacit di concentrazione e lesercizio non risulta altrettanto efficace. A meno che non si stiano praticando esercizi che per la loro
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natura richiedono unestensione illimitata (ad es. lesercizio dellIo sono). Dobbiamo avere molta pazienza e procedere per gradi, non
dobbiamo farci prendere dallansia di voler fare tutto subito. Questa risulta a lungo andare la tecnica migliore per svegliarsi. Sono
consigli che nascono dalla mia esperienza diretta.
Per quanto concerne gli esercizi di ricordo di s prolungato vale lo stesso principio. Se decidiamo di ricordarci di noi mentre
spazziamo il pavimento non dobbiamo fare alcun tentativo n prima n dopo. Se decidiamo di farlo per il tempo in cui viaggiamo
sullautobus, dal momento in cui scendiamo dobbiamo interrompere gli sforzi.
Tuttavia nel breve tempo in cui decidiamo di concentrare gli sforzi tutta la nostra energia deve essere veicolata in quel tentativo. Se
decidiamo di compiere sforzi per due ore, dobbiamo considerare quelle due ore come le ultime due ore della nostra vita. Sprecheremmo
le nostre ultime due ore di vita per vagare con limmaginazione da un pensiero allaltro senza alcuno scopo?
Qualunque cosa succeda in quelle due ore noi ci ricorderemo di noi stessi! Questo deve essere latteggiamento. Sforzi prolungati per
troppe ore lungo la giornata non portano a nulla. Sforzi concentrati ma potenti portano inevitabilmente al risveglio.
Approdare a un nuovo stato di coscienza significa anche entrare consapevolmente in una nuova dimensione: la quarta dimensione.
Questa dimensione stata esaurientemente descritta da poeti, scrittori e chiaroveggenti, e la letteratura in merito vasta (si vedano
Arthur E. Powell e P.D. Ouspensky fra tutti). Penetrare in questa dimensione come conquistare una fortezza nemica: dobbiamo
organizzare dei raid mirati e potenti. Non possiamo combattere tutto il giorno con tutte le nostre truppe, perch ci esporremmo
eccessivamente al fuoco nemico e dopo una settimana saremmo esausti. Attacchi di poche ore, ma portati regolarmente tutti i giorni,
prima o poi ci consentiranno inevitabilmente di aprire una breccia nel muro nemico. Una volta aperta una breccia nella quarta
dimensione, sar pi semplice penetrarvi le volte successive.

Parte III
Ricorda te stesso sempre e dovunque. Il ricordo di s produce precisi mutamenti chimici che provocano la comparsa dellessenza dellessere
umano.
P.D. Ouspensky
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Lattenzione divisa non produce risultati immediati e i centri superiori non possono sopraggiungere senza lo sforzo perseverante di molti anni.
Svegliarsi difficile, ma pu essere fatto. E impossibile svegliarsi senza dedicarsi totalmente alla propria evoluzione. Si in errore se si pensa
che siano sufficienti delle mezze misure.
Robert Earl Burton
Un risultato importante che si ottiene dagli esercizi di ricordo quello di toccare con mano il proprio stato ipnotico. Possiamo
comprendere che se siamo svegli solo nei momenti in cui ci sforziamo di ricordarcelo, allora dormiamo e viviamo come burattini per
tutto il resto della giornata. Prendiamo decisioni nel sonno, lavoriamo nel sonno, studiamo nel sonno, facciamo lamore nel sonno,
intratteniamo i rapporti umani nel sonno.
Praticando gli esercizi, dopo un po di tempo, ci ricorderemo di noi cio saremo coscientemente presenti anche al di fuori dei
momenti stabiliti per lesercizio. Magari camminando per strada improvvisamente ci ricorderemo di noi (Ecco, sono presente, cammino
e mi ricordo di me, non sto vagando fra i pensieri come al solito), senza averlo prestabilito e senza aver fatto uno sforzo. In tal caso
potremo approfittare della situazione mantenendo quello stato di presenza pi a lungo possibile prima di ricadere nel sonno, ma, come
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detto in precedenza, non si devono fare sforzi al di fuori dello spazio riservato agli esercizi.
Nei momenti di ricordo, osservandoci con attenzione, possiamo cogliere la differenza fra lo stato di coscienza in cui ci ricordiamo di noi
e lo stato in cui eravamo un attimo prima, quando non ci ricordavamo e stavamo dormendo. E indispensabile portare avanti questo
lavoro sul cogliere la differenza fra i due stati di coscienza. Dovremmo farlo ogni volta che ci possibile, ossia ogni volta che ce ne
ricordiamo.
Se stiamo scendendo dallautobus e ci ricordiamo di noi per un istante, se riusciamo cio a essere presenti e non compiamo nel sonno
quellazione (Ecco, ci sono, sono presente e sto scendendo dallautobus), possiamo sforzarci di prolungare questo stato cogliendo la
differenza tra come siamo adesso e come eravamo qualche minuto prima sullautobus: Cosa facevo? A cosa ho pensato per tutto il
tempo del viaggio? Se io sono presente solo ora, allora chi pensava e chi compiva le azioni al mio posto fino a poco prima? Nel sonno
avrei potuto picchiare qualcuno reagendo a unoffesa, avrei potuto decidere di cambiare lavoro, o avrei potuto invaghirmi di una persona
e risolvermi in seguito di sposarla.
Vivere nel sonno pericoloso, ma lo si pu comprendere solo a un certo grado di risveglio. Luomo comune, che non ha mai provato a
svegliarsi, non puo essere cosciente del pericolo derivante dal trascorrere la propria vita nel sonno. Daltronde le cronache quotidiane
illustrano in maniera soddisfacente le conseguenze della vita nel sonno. Siamo sonnambuli che camminano dormendo sul cornicione di
un palazzo a venti metri da terra! Finch dormiamo sembra che vada tutto bene.
Se, ad esempio, mentre mangiamo un panino proviamo a fare lesercizio di ricordo di s, possiamo confrontare i momenti in cui siamo
coscienti delle azioni che compiamo con quelli in cui invece mangiamo pensando a tuttaltro, e quindi in effetti non mangiamo nel vero
senso del termine, perch il nostro corpo fisico mangia meccanicamente senza che noi ne siamo coscienti (Adesso mangio e sono
presente, porto il panino alla bocca e lo mordo, e ne sono cosciente. Ma un attimo prima dove ero mentre mangiavo? Perch la mia
autocoscienza non era qui con me?).
Il risveglio consiste nello sforzo di ricordarsi di s e nel successivo confronto fra i momenti di ricordo, di effettiva presenza, e i momenti
precedenti di sonno, di assenza. Se riusciamo a sentire dentro di noi in modo EMOTIVO questa sottile ma enorme differenza allora
abbiamo compreso la differenza fra un essere umano che dorme e un essere umano che cerca di svegliarsi. Questo significa toccare con
mano il proprio stato ipnotico, e sovente qualcuno ne rimane sconvolto.
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VOLONTA
Il secondo scopo degli esercizi sviluppare un ottimo grado di forza di Volont in greco Thelema, come viene definita negli
insegnamenti di Aleister Crowley indispensabile in tutti gli aspetti del lavoro su di s. Quando lavoriamo sullimmaginazione negativa (il
dialogo interno della nostra mente) e sulle emozioni negative, possiamo sfruttare la Volont costruita grazie al ricordo di s.
Rammentiamo che luomo addormentato non possiede vera forza di Volont, egli fa ci che la vita gli permette di fare; questo pu anche
consentirgli di divenire casualmente un uomo colto e di successo, ma non di acquisire un reale potere sugli eventi circostanti. Il fatto che
dobbiamo compiere degli sforzi immani per combattere la meccanicit dei nostri atti e ricordarci di noi, la dimostrazione di questa
nostra incapacit di volere. Pensiamo di essere liberi di volere perch decidiamo cosa ordinare al ristorante, mentre in realt non
decidiamo nemmeno quello, i nostri meccanismi inconsci decidono, e loro decidono in base alle informazioni presenti nellambiente.
Fingiamo di volere, mentre ci lasciamo trascinare da forze pi grandi di noi.
La forza di Volont non altro che la capacit di utilizzare lenergia. Gli esercizi sul ricordo aumentano la nostra capacit di disporre
dellenergia. Quando cominciamo a svolgere questi esercizi per noi un giorno storico, sacro, perch per la prima volta opponiamo
resistenza cosciente alla meccanicit che ci ha sovrastati durante tutta la nostra vita. Per la prima volta ci sforziamo di decidere
qualcosa: Voglio essere io a stabilire cosa pensare e quando pensarlo, voglio decidere io se arrabbiarmi o no, se avere paura o no. Non
voglio pi essere schiavo. Un uomo nuovo sta nascendo in noi e ora vuole essere padrone in casa sua.
Dobbiamo diventare degli specialisti del ricordo di s. Ci sono persone brave a giocare a scacchi, altre brave in uno sport, altre ancora nel
cucinare dolci o suonare uno strumento, e alcune sanno fare molto bene il loro particolare lavoro noi siamo specializzati nel ricordo di
noi stessi. Ci accorgeremo presto che ogni altra questione di minore importanza. Non importa che lavoro facciamo per mantenerci, la
nostra specializzazione deve diventare il ricordo di noi stessi. Questa la nostra preoccupazione pi grande: svegliarci. E solo se questa
attivit diviene il nostro centro di gravit permanente per anni, allora possiamo sperare di svegliarci. Avere un lavoro o essere
disoccupati non di alcuna importanza se non si svegli. Avere un partner o essere single non fa differenza finch si dorme. Nel sonno
tutto uguale.
Ogni singolo sforzo compiuto nel tentativo di svegliarsi provoca una TRASMUTAZIONE ALCHEMICA: durante questi tentativi di ricordo
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di s si viene a creare un notevole attrito fra labitudine meccanica della nostra esistenza e il nostro voler diventare coscienti. Questo
attrito genera un fuoco , e questo Fuoco agisce sui nostri atomi per creare nuovi elementi pi sottili che costituiranno i corpi
superiori, compreso il corpo dellanima o corpo di gloria . Tale trasmutazione coinvolge anche lo sviluppo dei corpi emotivo (astrale)
e mentale, con la conseguente acquisizione di siddhi, i poteri inerenti il mago: capacit di viaggiare in astrale, materializzare e
smaterializzare oggetti, invocare ed evocare entit presenti sul piano astrale e sui piani pi alti.
Quel punto di luce che lanima comincia ad aggregare gli atomi per costruire il suo nuovo corpo e il nostro centro di consapevolezza
inizia a spostarsi in quella direzione, il nostro Cuore comincia ad aprirsi. Il primo giorno in cui compiamo sforzi qualcosa cambia per
sempre in noi. Ovviamente, se gli sforzi si limiteranno a pochi mesi di tempo e non proseguiranno, non accadr nulla di tangibile, ma un
seme stato comunque gettato.
Quando si inizia la pratica di esercizi per il ricordo di s si possono verificare due condizioni in particolare: si incontrano subito grosse
difficolt e non ci si ricorda nemmeno di fare gli esercizi, oppure si riesce molto bene per qualche giorno o settimana, ma poi si subisce
un rapido calo di energia e si abbandona tutto. Entrambi i comportamenti sono perfettamente normali.
Per qualcuno allinizio sar difficile persino il ricordarsi di stabilire al mattino appena sveglio in quali occasioni si sforzer di ricordarsi
di s durante il giorno. E necessario trovare la forza di Volont per eseguire almeno i passi iniziali. Il fatto che durante il giorno non
riusciamo a essere presenti nemmeno una volta perfettamente normale, ma se non ce lo imponiamo con forza non abbiamo speranza di
migliorare. E vitale non abbattersi in questa fase, per quanto possa durare a lungo, e ribadire ogni giorno il proprio desiderio di
ricordarsi di s.
Teniamo a mente che lo scopo sforzarsi, tendere verso, non raggiungere il risultato voluto. Paradossalmente lesercizio funziona solo
fino a quando non siamo in grado di farlo bene e ci sforziamo di farlo.
Quando si riesce anche per una sola volta a essere presenti mentre si sta compiendo una delle azioni descritte negli esercizi, si deve
assaporare quel momento cercando di prolungarlo: Ecco, sono vivo, sono presente qui-e-ora, mi sto ricordando di me, sono in uno stato
di coscienza diverso da quello in cui ero prima e diverso da quello in cui sar fra qualche istante. Allinizio il lavoro soprattutto
mentale, si costretti a ripetersi frasi simili, in cui si afferma di essere presenti; con il tempo diventer uno stato interiore: ci si sentir
presenti senza alcun bisogno di ripeterselo; poi diverr un fatto emozionale (EMOZIONALE SUPERIORE), e solo questo sar il vero
ricordo di s!
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Grazie al contatto con un sistema di pensiero nuovo e allentusiasmo iniziale che ne deriva accade spesso che si riesca a svolgere anche
pi esercizi nella stessa giornata e che ci si accorga subito della differenza fra i momenti di presenza e quelli di sonno. Altrettanto spesso
per accade che lentusiasmo iniziale svanisca e si perda totalmente interesse per gli esercizi, se non addirittura per il lavoro su di s in
generale. I cali di energia devono essere previsti, perch sono ciclici e rispettano leggi ben precise su cui noi non abbiamo potere. Ma gi
il solo fatto di sapere che tali cali devono obbligatoriamente arrivare serve a non far precipitare lindividuo nellabbattimento pi
completo.
I cali devono avvenire perch cos vogliono le leggi naturali, che sono cicliche. Lattenzione non va concentrata sul tentativo di evitarli,
bens sui metodi per uscirne velocemente grazie a nuove immissioni di energia: leggere un libro, vedere un film particolare, parlare con
persone che sono anche loro impegnate nel lavoro, assistere a conferenze La necessit di contrastare i cali ciclici di energia forse il
principale motivo per cui non possibile lavorare da soli e a un certo punto indispensabile trovare una scuola.
Quando si intraprende la strada del risveglio e si decide di iniziare con gli sforzi per ricordarsi di s, accade di frequente che agli sguardi
dei nostri conoscenti paradossalmente si appaia come pi distratti e meno presenti. Ci normale e accade perch non siamo
abituati allo stato di ricordo di noi stessi, che uno stato di attenzione divisa. Il fatto di dividere lattenzione, allinizio, e per un lungo
periodo, impiega tutte le nostre energie, per cui succede spesso di dimenticare oggetti, di scordare gli appuntamenti, di girare nella via
sbagliata, di non afferrare ci che il nostro interlocutore sta dicendo. Sembriamo pi assenti agli occhi degli altri proprio perch ci
stiamo sforzando di fare qualcosa che non abbiamo mai fatto e nessuno fa mai: essere presente.
Inoltre il risveglio ci modifica caratterialmente: tutto ci che superfluo nella nostra macchina biologica progressivamente scompare. Di
conseguenza alcuni potranno trovarci meno interessanti, o pi noiosi, o pi seri. In realt non stiamo diventando meno interessanti,
solo che disidentificandoci dalla macchina e identificandoci con lanima, non rispecchiamo pi le aspettative della societ, la quale si
fonda sulle caratteristiche della macchina biologica: lessere al centro dellattenzione, lessere competitivi, il discutere con
coinvolgimento degli argomenti futili pi alla moda in un dato momento, esprimere inutili opinioni su qualunque avvenimento e cos
via. Daltra parte diventeremo sempre pi interessanti e riconoscibili agli occhi di chi ha intrapreso un percorso di risveglio come noi, o
di chi possiede anche solo una visione pi profonda dellesistenza rispetto alla norma.
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Luomo ha in s la capacit di costruire un nuovo corpo che gli permette di cogliere la quarta dimensione, una realt completamente
diversa da quella che percepisce nelle condizioni ordinarie, una realt che agli altri risulta accessibile solo per mezzo delle droghe, ma
per fare ci ha bisogno di una quantit notevole di energia. Allinizio tale energia viene ricavata semplicemente dalla drastica riduzione
degli sprechi. Un uomo infatti, possiede gi nella sua macchina biologica lenergia necessaria a iniziare il lavoro su di s, ma non ne pu
disporre perch la disperde continuamente in attivit inutili e dannose.
Il suo primo obiettivo deve essere quindi il risparmio di energia. Questo gli consentir di disporre della quantit di energia necessaria a
fare sforzi per il ricordo di s. Gli sforzi per ricordare se stessi necessitano di molta energia. Tali sforzi con il tempo produrranno episodi
di reale ricordo di s, e questi faranno affluire ulteriore energia da reimpiegarsi nel lavoro.
Per risparmiare energia dobbiamo lottare contro le abitudini che ci costringono a disperderla. Sprechiamo energia provando emozioni
negative di ogni sorta (quando siamo in ansia, quando ci arrabbiamo con qualcuno, quando siamo nervosi, quando siamo depressi, ecc),
sprechiamo energia lasciandoci ossessionare dallimmaginazione negativa (pensiamo a episodi spiacevoli che potrebbero accadere a noi o ai
nostri cari, costruiamo dialoghi immaginari nella nostra testa, alimentiamo inutili fantasie di ogni sorta, realizzabili o irrealizzabili, ecc) e
sprechiamo energia utilizzando male il nostro corpo (nel compiere ogni movimento contraiamo molti pi muscoli di quelli necessari,
assumiamo posture sbagliate, ecc).
Emozioni negative e immaginazione negativa verrano trattate nei successivi capitoli, mentre riguardo allenergia che viene sprecata a
causa di un cattivo utilizzo del corpo accenneremo qualcosa subito.
Ogni giorno disperdiamo una grande quantit di energia nella contrazione di muscoli che non sono interessati nel movimento che stiamo
compiendo, oppure nella contrazione sproporzionata dei muscoli interessati in tale movimento. Ad esempio, nel semplice atto di
piantare un chiodo in una parete contraiamo un inimmaginabile numero di muscoli che non dovrebbero venire coinvolti in quellatto
(muscoli del viso, delle spalle, delle gambe, ecc) e contraiamo sia i muscoli necessari che quelli non necessari con unintensit sufficiente
a trainare il vagone di un treno!
Le posture che assumiamo durante il giorno e il nostro modo di camminare sono scandalosamente antieconomici. In particolare la
contrazione dei muscoli del viso, che non quasi mai necessaria, accompagna tutte le nostre attivit (probabilmente avete i muscoli della
fronte contratti anche adesso che state leggendo) e causa una fuoriuscita continua di preziosa energia. Ci sono molte persone che vivono
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lintera giornata con la fronte aggrottata, lo sguardo corrucciato o la mandibola serrata; tanti digrignano i denti anche di notte.
Tutti viviamo con i muscoli del collo e delle spalle il trapezio perennemente contratti. Se in questo momento portate la vostra
attenzione alle spalle e provate a rilassarle vi accorgete di averle tenute contratte, senza motivo, fino ad ora.
Rientra nellopera di economizzazione dellenergia portare periodicamente durante la giornata la nostra attenzione sui muscoli del volto
e cercare di rilassarli. Lo stesso deve essere fatto per il collo e le spalle. Ogni qualvolta ce ne ricordiamo, la postura che abbiamo assunto
in un dato momento per parlare, per scrivere o per aspettare il bus deve essere osservata scrupolosamente, mettendo laccento sui
muscoli che non dovrebbero essere contratti e invece o sono, poich non siamo consapevoli del nostro corpo e questo quasi un
estraneo per noi.
LA GESTIONE DELLENERGIA
Un ultimo appunto riguarda lafflusso di energia che accompagna gli esercizi di ricordo di s. Un individuo che decide di fare sforzi a
lungo e in maniera intensa consuma molto energia, ma allo stesso tempo il frutto di questi sui sforzi il ricordo di s introduce energia
e innalza la sua frequenza vibratoria. Se egli non seguito da qualcuno che pi avanti di lui sul percorso del risveglio (e qui si ripresenta
la necessit di lavorare allinterno di una scuola) non sa come utilizzare questa nuova energia, la quale, se non correttamente indirizzata, si
riversa nella personalit ingigantendone le caratteristiche.
Lindividuo potrebbe andare incontro a maggiore irritabilit, nervosismo, mal di testa, crisi depressive, sbalzi dumore, disarmonia nella
capacit decisionale (scelte improvvise condotte in maniera irrazionale). E dunque necessario che chi svolge tali esercizi si tenga sotto
costante osservazione, diventi lo spettatore e lanalizzatore di se stesso, dei suoi pensieri e delle sue emozioni, in modo da accorgersi di
quando il suo carattere inizia a manifestarsi con toni esasperati. Quando si rilevano tali disarmonie consigliabile interrompere ogni
esercizio e concentrarsi esclusivamente sugli altri aspetti del lavoro di risveglio: osservazione delle emozioni negative e controllo
dellimmaginazione negativa.
Fonti: www.officinaalkemica.altervista.org
opera di Jean Delville, dal sito www.elp.it/bygothic/
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Libri utili sullargomento:

E.J. Gold
Il Lavoro Pratico su se Stessi
Crisalide Edizioni
14

Peter D. Ouspensky
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Frammenti di un insegnamento sconosciuto


Astrolabio Ubaldini Edizioni
22

Solange Claustres
G.I. Gurdjieff e la Presa di Coscienza
Edizioni Mediterranee
12.5

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Salvatore Brizzi
Risveglio
Anima Edizioni
15

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Cambiamento, Consapevolezza , Donna , Essere, Forza , Gurdjieff, Pensiero, Robert Earl Burton, Saggezza , Uomo, Verit

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