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A cura di:

VITTORIO BALZI

INTRODUZIONE

Sono ormai trascorsi 73 anni da quel faticido 29 marzo 1911, quando il War Department
adott ufficialmente la Colt .45, e la pistola
Colt-Browning , ancora oggi, una fra le pi
diffuse ed apprezzate al mondo (si noti bene
che, pur con i continui aggiornamenti tecno
logici, il disegno originale rimasto sostan
zialmente immutato). Con una produzione, nei
soli S.U., vicina ai 4.000.000 di esemplari nelle
varie versioni, pi una cifra non esattamente
quantificabile ma superiore al milione di co
pie o quasi-copie (sia statunitensi che estere),
il progetto Colt-Browning sicuramente, oltre
che il pi longevo, quello riprodotto in mag
gior quantit nella storia delle armi corte.
Cosa c alla base di un successo inegua
gliato e duraturo? Tanto duraturo che, dopo
pi di settanta anni, le semiautomatiche ColtBrowning sono diffuse e richieste come po
che altre e la loro popolarit non accenna a
declinare ma anzi, almeno in particolari set
tori di mercato, continua a crescere. Se si pen
sa che tutte le contemporanee della 1911 so
no da tempo obsolete ed anche altre concor
renti arrivate pi tardi sono ormai scomparse,
non si pu fare a meno di porsi la domanda
gi fatta sopra. Le cause del successo sono
sicuramente molteplici ma tre fattori risulta
no pi importanti di qualsiasi altro: liniziale
scelta deHottimo .45 ACP, ladozione marziale
(la Government Model si identifica ormai con
il G.l. ed parte del foklore e della Storia re
cente Americani) e leccellenza del disegno
che, innovativo e precursore per i suoi tempi,
ha ancora alcuni vantaggi sui moderni concor
renti. Tutti e tre i fattori di successo verranno
esaminati successivamente, quello che voglia
mo ora sottolineare come John M. Browning

e la Colt siano arrivati al congelamento del


disegno definitivo.
Browning non ha mai sviluppato i suoi pro
getti sulla carta per poi tradurli in pratica; il
Genio Mormone era dotato di una qualit ra
rissima ( proprio questa caratteristica che, in
sieme alla fertilit della sua mente, lo rende
un Genio) consistente nella visualizzazione
mentale del disegno che veniva poi tradotto
in uno schizzo approssimativo accompagna
to da mock-ups di legno o cartone, passando
successivamente (spesso saltando anche lo
schizzo) a scolpire e plasmare le singole par
ti direttamente dal pieno; queste parti, una vol
ta assemblate, costituivano un primo model
lo funzionante. Invece di calcolare angoli, vet
tori, momenti dinerzia, sezioni resistenti, ecc.,
John Moses riusciva a far mente locale sulla
funzione da svolgere ed a visualizzare forma
e dimensioni delle parti demandate allassol
vimento di quella particolare funzione. Le parti
venivano realizzate ed assemblate ed il loro

Nata in piena Belle Epoque, la Colt 1911


giunta fino a i nostri giorni sostanzialmente im
mutata mentre tutte le sue coeve sono ormai
pezzi da museo o splendidi esempi di archeo
logia industriale.

corretto funzionamento era raggiunto empiri


camente per prove successive. Lempirismo
(se cos si pu chiamare) era per sempre gui
dato dalla conoscenza e dalla abilit del pro
gettista nel comprendere immediatamente co
me e perch qualche cosa non funzionava nel
modo previsto e nelleseguire, ipso facto, le
necessarie modifiche.
Nonostante lindubbio genio dellarmaiolo
americano sarebbe errato e riduttivo attribui
re solo a lui la riuscita del progetto, riuscita
dovuta anche allopera degli ingegneri che, al
la Colt, lavorarono insieme a Browning sul di
segno originale; l'apporto di questi oscuri in
gegneri non relativo solo alla industrializza
zione del progetto definitivo, ma anche al la
voro di sviluppo svolto prima di arrivare al con
gelamento del disegno.
Browning aveva ceduto alla Colt i diritti re
lativi ad una semiautomatica cal. 38 incorpo
rante i suoi brevetti del 20 aprile 1897 e del
9 settembre 1902; sulla base di questi brevetti
la Colt realizz la pistola cal. 38 mod. 1900
che divent, subito dopo, la mod. 1902 a cau
sa di alcune piccole modifiche. Sia lEsercito
che la Marina acquistarono alcune 1900-1902
(per un totale di poco superiore alle 200 uni
t) ma gli acquisti non ebbero seguito e la
1902 rimase in produzione, per il solo merca
to civile, fino al 1920 totalizzando 53.000
esemplari prodotti. La 1902 (conosciuta, ne
gli ambienti collezionistici statunitensi, come
parallel ruler) utilizzava una chiusura stabile

(No Model.)

No. 580,924.

J. M. BROWNING.
FIREARM.

8 Sheets Sheet 1.

PatentedApr. 20, 1897.

A / L L if.? .

Un esemplare della Colt 1902.

M IL IT A R Y M O D E L. 3 s c a l i b r e .
In this model the slide remains open after Hrinc the last
cartridge. W hen reloading 1he arm in this position, insert the
m agazine, then press dow nw ard tin; slide-stop (to the tear of
the iriuger as illustrated) The slide goes forward inserting a
Cartridge w ithout any movement of the slide hy hand The
slide stop is operated hy the tliuinh of the hand holding the
pistol.

SPO RTIN G

M O D EL. 3 3 CALIBRE.

Capaci! v of Magazine, H slio(s, W eichl. 37 oiiocvs.


Finish. Full Binisi K u IiIm t Stock. I.iligtli ( f y /"
of Barrel, incile*. l.ength -.ver all. t in. lies
Ilupnm -ineiits. Tlu- New SafH v. doing aw ay w h ile
oid Oiillhilieil lil.naihal'i-n arti ri al ina: tla ,V|1V Hriir
fiijrht atiin;t:m.-lairial atl.ni'iin. r i . I nkr Do vii Devine;
Non Birilli.' F ili: Non .Mairn/.ine ( a lili: Un M ille M'ip
ti> hold lie sitile open uiter disciiaiv.tiig he tisi CaiIi'iiitf''.
Kt'ilui.tinn in nuniber of uperatiug puri. Increustil ta pucity of Magazine.

La Colt 1902 in versione militare e in versio


ne civile, in un vecchio catalogo.

US Cal. Kinde.*, Smokeless, sfai, l.'iinh-s-. Sumkeless.


M etal Batched itllel.
Soll I Mint Bullet.
Price per 1,00(1........ S-O 00 Price per I.Odli.........S lII 00

Russet Leather Holster, Willi Flap, SI 00

Sotto: la Colt 1903 fu un derivato della 1902


inteso come arma per il mercato civile sta
alla 1902 come la Commander alla Govern
ment.

La 1905 e la 1909 sono le vere antesignane


della 1911; la chiusura con una sola bielletta
di svincolo venne adottata sulla 1905, la 1909
fu provata dai militari risultando molto promet
tente, con poche modifiche divenne la Model
o f 1911.

con due risalti come quella della 1911 ma la


chiusura veniva impegnata o disimpegnata
per mezzo di due biellette (una in volata e lal
tra in culatta), in questo modo la canna si al
zava ed abbassava restando sempre paralle
la al fusto. Dopo la decisione dellArmy di pas
sare al calibro .45 (1904) la Colt svilupp una
versione in .45 ACP della 1902 che prese il
nome di Mod. 1905. La 1905 ebbe un conte
nuto successo commerciale (6.000 esempla
ri dal 1905 al 1911) ma molto importante in
quanto precorritrice della 1911. Parallelamen
te alla vendita delle 1902 e 1905 la Colt conti
nu (insieme a Browning) il lavoro di svilup
po producendo diversi modelli sperimentali
(pi di 200 fra cui anche uno con sottrazione
di gas) e fu solo nel 1909 che vide la luce il
sistema di svincolo con una sola bielletta sot
to la camera di scoppio. Attraverso successi
vi affinamenti del Mod. 1905 (acquistato spe
rimentalmente dallArmy in 400 esemplari) e
lintroduzione della chiusura attuata da una so

la bielletta si giunse finalmente ad un model


lo definitivo che venne sottoposto agli ormai
famosi tests dai quali usc come: Government
Model of 1911.
Abbiamo precedentemente scritto che sa
rebbe errato e riduttivo attribuire al solo Brow
ning il merito del successo arriso alla 1911;
dopo quanto brevemente visto, questa nostra
asserzione dovrebbe risultare pienamente giu
stificata. La sola Colt o il solo Browning forse
non sarebbero mai arrivati alla 1911 ed quin
di giusto usare la denominazione completa
Colt-Browning a ricordare che sono stati ne
cessari gli apporti del sngolo Genio e della
Grande Industria per arrivare a quel gioiello
ai pi conosciuto come Government Model.
Parlare di gioiello non una inutile iperbole
perch il disegno Colt-Browning eccellente
e longevo (pi di qualsiasi altro) ed anche
uno di quelli che ha avuto maggiore importan
za ed influsso nello sviluppo delle armi corte
moderne.

Alla ricerca di una nuova arma da fianco,


dimensionalmente e ponderalmente pi con
tenuta dei modelli in dotazione, il War Depart
ment (oggi Department of Defense) commise
un gigantesco errore abbandonando i Colt
S.A.A. e gli S&W Schofield, entrambe in .45
Colt, a favore dei Colt 1892 D.A. cal. .38 Long
Colt. Il Ministero della Guerra fece la sua scel
ta per dotare le truppe di un revolver meno af
faticante, pi facile da usare e con maggior
volume di fuoco. I calcoli, giusti per larma, si
rivelarono tragicamente sbagliati per la mu
nizione, non tenendo conto della disparit di
balistica terminale esistente tra .38 Long Colt
e .45 Colt (sia pure, questultimo, nella ver
sione Military con carica ridotta per poter es
sere impiegata sugli Schofield). La diversa
prestanza delle due munizioni risulta eviden
te dal confronto di alcuni dati dei caricamenti
standard:
.38 Long Colt 148 grs. LRN x 770 f/p.s. /
Ec = 26,8 Kgm.
(carica = 18 grani di polvere nera / can
na 6);
.45 Colt (Military) 250 grs. LFP x 770 f/p.s.
/ Ec = 45,3 Kgm.
(carica = 28 grani di polvere nera / can
na 6 ).
Non essendoci altre variabili introdotte dalla
eventuale espansione della palla (inesistente
ai fini pratici a causa della identica bassa ve
locit erogata dalle due cartucce) la differen
za di stopping power enorme; se ne ac
corsero, sulla loro pelle, i soldati statunitensi
nelle Filippine quando dovettero fronteggia
re le cariche suicide dei Moros Juramentados.
La rivolta dei Moros dur, ufficialmente, dal
febbraio 1899 al luglio 1902 ma la guerriglia

fu, ancora per anni, una spina nel fianco del


le truppe americane. Fino dalle prime scher
maglie linefficacia del .38 come manstopper risult evidente e le horror stories,
di militari sventrati o decapitati dopo aver sca
ricato il tamburo nel tronco dell'attaccante, si
moltiplicarono come funghi. Visto linsosteni
bile stato della situazione la reazione del War
Department fu immediata e si articol su due
provvedimenti: uno tampone, laltro a lunga
scadenza. Come soluzione tampone i 1892
vennero immediatamente ritirati dal servizio
attivo e rimpiazzati con i vecchi S.A.A.; nel frat
tempo una apposita commissione, diretta dal
Capitano John T. Thompson (Ordnance
Corps) e dal Maggiore Thomas La Garde (Me
dicai Corps), ricevette lincarico di determinare
il calibro pi adatto per larma da fianco. Al
lepoca non erano disponibili i sofisticati siste
mi attuali (cronografi elettronici, modelli ma
tematici gestiti da computers, fotografia stro
boscopica per determinare forma e dimensioni
di ferite traumatiche simulate in blocchi di ge
latina balistica standardizzata, ecc.) e fu gio
coforza ricorrere a sistemi empirici consistenti
nello sparare colpi di prova contro: pendoli ba
listici, animali in attesa di macellazione e ca
daveri sospesi dal suolo. Scopo della speri
mentazione era di quantificare, per ogni cali
bro, alcuni parametri balistico-terminali come:
penetrazione attraverso ossa e tessuto, forma
e dimensioni del canale di ferita permanen
te, energia cinetica, quantit di moto, ecc.. I
tests di Thompson e La Garde portarono gli
autori a concludere che il potere d arresto
(espressione che oggi sappiamo essere par
zialmente non corretta perch corrisponden
te ad una realt non quantificabile e scarsa-

Revolver S<W Schofield, a causa della non


elevata robustezza di questa arma /Ordnan
ce dovette adottare un caricamento ridotto per
la .45 Colt poich l uso continuato di munizioni
standard metteva rapidamente fuori servizio
il revolver.

Con il revolver Colt 1892 i soldati statunitensi


ebbero un arma scarsamente efficace a cau
sa della debole munizione impiegata: l ane
mica .38 Long Colt; questa cartuccia serv pe
r a S&W come base per la loro .38 Special
sulla quale ogni commento superfluo.

il vecchio revolver Colt S.A.A. impiegava una


munizione pi potente: la cartuccia 45 Colt con
caricamento standard.

Il Colt 1909 .45 Colt virtualmente identico


a l New Service .45ACP, ha il dubbio primato
di essere stata l arma con la pi breve vita
operativa delle FF.AA. statunitensi; questo non
pe r pecche proprie ma per l immediata obso
lescenza della munizione soppiantata dalla .45
ACP.

mente qualificabile) era principalmente funzio


ne dellarea frontale del proiettile e della sua
quantit di moto, privilegiando quindi la Mas
sa nei confronti della velocit (Q = M V) e met
tendo cos in secondo piano lEnergia Cineti
ca che alla velocit quadraticamente propor
zionale (Ec = 1/2 M-V2); quale logica conse
guenza venne raccomandata ladozione del
.45 come calibro minimo ammissibile. Oggi i
termini del problema sono notevolmente va
riati e diversi studi, fra cui quello estremamen
te controverso sul R.l. (Relative Incapacitation
Index) ed il suo recente aggiornamento, han
no portato a privilegiare velocit e caratteri
stiche espansive della palla. I tests di Thomp
son e La Garde furono viziati da errori e pre
concetti; a titolo di esempio basti ricordare che
la famosa prova su bovini da macellazione vi
de limpiego, in epoche, condizioni e modali
t differenti, di animali tra loro diversi per sta
to, sesso e peso; rileggendosi poi I resoconti
non si riescono a comprendere le cause che
determinarono, nellambito di questa prova,
la preminenza di un calibro sullaltro. Pur con
la scarsa scientificit delle prove, consideran
do le limitazioni oggettive a quei tempi esisten
ti, la raccomandazione di Thompson e La Gar
de per un calibro non inferiore al .45 (sicura
mente influenzata dagli ottimi risultati del .45

Colt nelluso pratico) deve essere considera


ta giusta e logica se viene calata In un preci
so contesto tecnico-storico. Nei primissimi an
ni del secolo lespansione dei proiettili di ar
ma corta era una pia illusione (senza consi
derare le convenzioni internazionali), anche
perch risultava molto difficile conciliare mas
sa e velocit stanti la metallurgia dellepoca
ed I propellenti allora in uso.
opinione diffusa che i vecchi Single Ac
tion Army siano stati subito rimpiazzati con la
1911, la realt risulta Invece diversa. Nel 1909
gli S.A. ed I rimanenti 1892 furono sostituiti
da un altro revolver, versione .45 Colt (ma car
tuccia caricata con polveri infumi) del D.A.
New Service, denominato M 1909.
Nei primi anni del secolo il progresso cor
reva con passo rapidissimo, mal prima speri
mentato. Ladozione, ad opera dei Francesi,
delle polveri infumi aveva innescato un pro
gressivo processo di rapida obsolescenza del
le armi e munizioni in uso. Grazie alle nuove
polveri la allora neonata .45 ACP offriva pre
stazioni identiche alla .45 Colt In versione ci
vile, surclassando cosi il .45 Colt Milltary; a
questo si aggiunga che la nuova cartuccia
aveva pesi, dimensioni a costi notevolmente
inferiori. Erano quelli gli anni in cui le mag
giori potenze (ad eccezione degli Inglesi) si an-

davano orientando sulla pistola semiautoma


tica come arma da fianco. Le scelte tattiche
della concorrenza ed i notevoli progressi tec
nici fecero si che il 1909 goda del dubbio pri
mato di essere, fra le armi marziali statuniten
si, quella con la minor vita operativa; gi men
tre i primi revolvers arrivavano ai reparti, il War
Department era alla ricerca di un sostituto.
Cos come accaduto recentemente per la
sostituzione della 1911 A1 con la 92F/M9, an
che allora quando lU.S. Army mise metafori
camente fuori il cartello cercasi nuova pisto
la, le offerte, pur se non sollecitate, iniziaro
no a piovere. Provarono i nostri nonni con la
Glisenti 1910 che si guadagn, in quella oc
casione, il nome di Luger dei poveri. Prova
rono i Tedeschi con C96 e Parabellum (questultima, anche in .45 ACP). Tentarono in mol
ti ma, la condizione capestro del calibro (.45
ACP), la pochezza di alcuni progetti nonch
considerazioni di ordine industriale e proto- o
nistico ridussero i concorrenti alle proposte:
Colt e Savage, con la Parabellum come o u t
sider. Fino dallinizio la proposta Colt si pre
sento come pi valida (anche nellottica della
produzione industriale e del potenziale di cre
scita) e la successiva serie di prove serv so

10

10 a trasformare lipotesi in certezza. Nel 1910


11 modello Colt predecessore della Govern
ment fu sottoposto (come gli altri concorren
ti) ad un test di resistenza nel corso del quale
spar 6.000 colpi con solo 13 tra inceppamenti
ed interventi d piccola manutenzione. Il risul
tato, per lepoca stupefacente, dette ulterio
re spinta alla ultimazione della versione defi
nitiva che, allinizio dei 1911, super lo stes
so test di 6.000 colpi senza il minimo proble
ma e si aggiudic ia commessa governativa.
Il test di durata che sanzion ladozione della
Colt (test ancora oggi sbandierato dagli sfe
gatati sostenitori della Old Reliable) venne
eseguito secondo le seguenti modalit: 6.000
colpi in totale con pulizia e lubrificazione ogni
1.000, sospensione del tiro (per 5 minuti) ogni
100 colpi in modo da consentire un certo raf
freddamento dellarma. Come si vede una
prova dura, insostenibile per altre armi delle
poca, ma siamo a dir poco dubbiosi quando
si asserisce che non ci sono oggi armi capaci
di ripeterla e di fare anche meglio; in ogni mo
do questo inciso non pu, n vuole, togliere
niente alla leggendaria reliability dimostra
ta dalla .45 nella sua lunga vita e anche se
una prova pu sempre prestare il fianco a cri-

Fra le armi presentate da llindustria tedesca ci fu anche la Mauser 1896; per certi versi un
vero capolavoro meccanico, era per troppo complessa e fragile. Come arma militare era in
feriore sia alla 1911 che alla Parabellulm. Anche la Glisenti (sotto) venne presentata al con
corso d e llU.S. Army vinto dalla 1911. Ci guadagn solo il nome di Luger dei poveri.

11

Parabellum 06, di questa arma vennero ap


prontati alcuni esemplari sperimentali in .45
ACP; arma splendida per i suoi tempi ma so
stanzialmente inferiore alla 1911 in vista di una
adozione marziale.

fiche ed osservazioni, poi luso operativo


quello che d lesatta misura della qualit di
un arma e nessuno, ripeto nessuno, pu con
testare il lunghissimo e parimenti brillante sta
to di servizio della Government.
Ladozione ufficiale del 29 marzo 1911 con
la denominazione AUTOMATIC PISTOL CALIBER .45 Model of 1911 ma le consegne
iniziarono solo il 4 gennaio 1912, in quel gior
no lesemplare di serie con matricola 1 lasci
gli stabilimenti Colt diretto alla Springfield Armory (per la cronaca: le prime 1911 prodotte
furono 50 ed appartenevano allordine inizia
le dellArmy che prevedeva un costo di 14,25
dollari U.S.A. per esemplare).
Sicuramente nessuno degli ignoti personag
gi coinvolti nella consegna si rese conto che,
in quel momento, iniziava a nascere un mito.

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Savage Searle; grossa e pesante non poteva


reggere il confronto con la 1911 anche se al
le prove funzion bene. Dotata di una parti
colare chiusura a canna rotante (assimilabile
a quella della Steyr 1911/1912) sulla quale an
cora si dibatte se debba essere considerata
una chiusura stabile o una chiusura metasta
bile. Probabilmente funzionava bene con la
.45 ACP a causa della non indifferente mas
sa del carrello e delle basse pressioni eroga
te; agli effetti pratici la Savage pu essere con
siderata come una pistola a chiusura labile con
l aggiunta di una complicazione sostanzial
mente inutile. La chiusura Searle ebbe seguito
solo per una pistola 7,65 Browning adottata
da llEsercito portoghese.

Anche il Revolver automatico Webley-Fosbery


venne preso in considerazione quale arma da
fianco pe r i m ilitari americani. Troppo fragile
e complesso non ha avuto seguito anche per
ch privo di vantaggi reali nei confronti delle
normali armi corte, fossero esse pistole o revolvers.

13

La Parabellum 08 venne seriamente conside


rata quale alternativa alla proposta Colt; allo
ra la pistola a cui tutti guardavano, fu svan
taggiata anche dalla decisione di non appron
tarne una serie pilota in .45 ACP. Era la mi
gliore pistola della prima generazione ma la
1911 apparteneva alla generazione successi
va e come tale indubbiamente superiore.

14

COLT-BROWNING
DESTINATE AL MERCATO MILITARE

La grande messe di dati disponibili, alcuni


contraddittori, e lo spazio a disposizione ren
dono il compito di chi scrive particolarmente
difficile. Abdichiamo in partenza alla presun
zione di dare un quadro veramente completo
ed adottiamo invece una veste sinottica che
guadagni in comprensibilit quello che, neces
sariamente, deve perdere in completezza.
Nonostante le specifiche militari di base sia
no rimaste sempre costanti (caricatore da 7
colpi, canna 5 , mire fisse, peso di 2 libbre
e 7 once, calibro .45 ACP) la Government Mo
del stata sottoposta a continue modifiche (di
importanza pi o meno rilevante) cosi che le
due versioni 1911 e 1911A1 sono costituite da
una miriade di sottoversioni che si differenzia
no per finitura, fabbricante e vari piccoli par
ticolari.

MODEL OF 1911
Prodotta in circa 700.000 esemplari (dal
1912 al 1923) la 1911 la primitiva versione
della Government Model e si distingue imme
diatamente per particolari caratteristici: finitura
sempre brunita, guancette in noce zigrinato
con diamante intorno alla testa delle viti, gril
letto lungo, sicura dorsale con coda corta,
zigrinatura su superficie superiore slidestop/pulsante sgancio caricatore/superfici di
comando della sicura, mainspring-housing
piatto e liscio dotato di anello portacorreggiolo, fusto senza sgusci dietro al grilletto.

1911 di produzione Colt


Le 1911 Colt si riconoscevano immediata
mente per la loro finitura Military blue, non al
livello delle versioni commerciali ma superio

re a tutte le altre 1911 marziali. Siamo riusciti


ad ottenere dati sicuri sulla quantit di armi
prodotte solo per il periodo 1912-1918
(500.000 esemplari), altrettanto non stato
possibile per le pistole prodotte dal 1919 al
1926. da notare che la data ufficiale di na
scita della 1911 A1 il 1926, in realt, negli
anni dal 1923 al 1926 la Colt ha consegnato
sia 1911 che 1911 A1.
Nel primo anno le 1911 Colt venivano rea
lizzate con tacca di mira che presenta la par
te superiore arrotondata e l'apertura, a forma
di U, molto piccola; nel 1913 la parte superio
re della tacca diventava piana pur mantenen
do lapertura ad U. Dal 1912 al 1914 i cani era
no dimensionalmente molto contenuti e si al
largavano in prossimit della cresta. Dopo lot
tobre 1913, sulla parte sinistra del carrello, ai
brevetti del 20/04/1897 e 09/09/1902, veniva
aggiunto il brevetto del 19/08/1913 (relativo ad
una semplificazione della meccanica tale da
ridurre il numero delle parti ed a permettere
lo smontaggio totale senza particolari utensi
li) con il contemporaneo spostamento del ca
vallino Colt, dalla parte posteriore sinistra del
carrello, ad una posizione centrale in mezzo
alle scritte (quindi, sempre sulla sinistra del
carrello). Il tipo di scritte che caratterizza le
Colt prodotte dopo il 1913 (brevetti-simbolo del
fabbricante-nome del fabbricante) , come re
gola generale, lo stesso anche per le 1911 pro
dotte su licenza; cambiano, ovviamente, no
me del fabbricante e suo eventuale simbolo.
Nessun fabbricante di 1911 e 1911 A1 ha
messo il suo nome o simbolo sul fusto (par
liamo, ovviamente, di armi marziali) ma la Colt,
dal 1912 ad epoca sconosciuta (sicuramente
durante la II guerra mondiale), riportava le ul-

15

Lato destro, sinistro e particolare del carrello


della 1911 commemorativa prodotta dalla Colt
nella ricorrenza dei settanta anni di servizio
del modello Colt-Browning.

16

La versione civile (Government Model) e quel


la militare sono praticamente identiche ad ec
cezione dei marchi.

lime tre cifre della matricola sul carrello (par


te superiore, vicino al firing-pin stop); inoltre,
tutte le 1911 Colt recano stampigliata la let
tera H sulla parte superiore del carrello e sui
fusti. Come gi scritto, per regola generale il
simbolo del fabbricante appare sulla sinistra
del carrello, altres regola generale che la
matricola sia impressa sulla destra del fusto
(sopra il grilletto) e la scritta United States property sulla sinistra dello stesso.
Una scrittura che causa la costituzione di
tre sottogruppi nel gruppo delle 1911 Colt
quella che appare sulla destra del carrello; sul
le armi di Hartford, oltre alle parole MODEL
of 1911, veniva riportata anche lindicazione
del Servizio al quale erano destinate le pisto
le (lindicazione del Servizio non appare sul
le 1911 prodotte da altri fabbricanti). Il primo
sottogruppo il pi comune ed ha la scritta
MODEL of 1911 U.S. Army, gli altri due
sono caratterizzati dalle scritte MODEL of
1911 U.S. Navy (circa 15.537 esemplari)
e MODEL of 1911 - U.S.M.C. (circa 6.750
esemplari). Nonostante un totale generale di
circa 22.287 pezzi le versioni navali (Navy
e M.C.) sono rarissime a causa dellaltissimo
attrition rate causato dal lungo e pesante im
piego cui sono state sottoposte, impiego ini
ziato nel 1914 quando Marinai e Marines sbar

carono a Vera Cruz in Messico. Tutte le 1911


e 1911 A1 successivamente ricevute dai due
Servizi e pi tardi le 1911 A1 passate allAir
Force (che, non ci dimentichiamo, era inizial
mente la U.S. Army Air Force) recano i mar
chi dellesercito e non presentano particolari
stampigliature di accettazione (almeno per
quanto di nostra conoscenza).

1911 Springfield Armory


Primo licenziatario della pistola Colt, lAr
senale governativo di Springfield ha sempre
prodotto 1911 identiche a quelle di Hartford
ad eccezione del mirino, ricavato di pezzo, per
fresatura, insieme al carrello, alla ovvia diffe
renza nei marchi del fabbricante ed alla me
no ovvia omissione del brevetto 1913 (forse
i roll marks sono stati preparati prima di quel
la data). Come indicazione del costruttore
compare SPRINGFIELD ARMORY/U.S.A.;
sul fusto (sopra al pulsante di sgancio carica
tore) impressa una bomba fiammeggiante,
simbolo dellOrdnance U.S.A., con una O al
centro; sulla destra del carrello stampiglia
ta laquila simbolo dellArsenale.
LArsenale di Springfield ha prodotto circa
75.000 esemplari di 1911 a partire dal 1912
e fino al 1918, dopo questa data non sono pi

17

1911 di produzione Remington.

stati fabbricati fusti n assemblate armi com


plete; lArsenale si limitato alla produzione
di parti per 1911 (successivamente 1911 A1 )
ed al ricondizionamento delle stesse. Per i col
lezionisti importante ricordare che, pur es
sendo state prodotte in vari lotti, non esisto
no 1911 di produzione Springfield, con matri
cola superiore a 355.000. Le pistole (1911 o
1911 A1) che sembrano essere state prodot
te a Springfield ma hanno matricola superio
re al 355.000 possono essere: o dei Frankestein assemblati con pezzi di varia provenien
za, oppure 1911 e 1911 A1 ricostruite (spes
so parkerizzate) e reimmatricolate (Una quan
tit sconosciuta di matricole stata lasciata
a disposizione degli Arsenali di Springfield e
di Rock Island, oltre che di altre officine go
vernative, per poter rimpiazzare matricole can
cellate o mancanti sulle Government ricostrui
te).

1911 Remington U.M.C.


Prodotte in 21.676 esemplari, dal 1918 al
1919, si riconoscono per i marchi sul carrel
lo: a destra la scritta (su due righe) MODEL
of 1911 / U.S. ARMY CALIBER .45, a sini
stra i brevetti Colt 1908 e 1913 (omesso quel
lo del 1897), e la denominazione del fabbri
cante.

18

|G trS

ni...... unii,.......mi......inutili!........ ........... mi......... imi............... ............. ...................... ........... .......... ..................... ......... 1111........ " " 1

FIREARMS

Today

Colts Patent Fire Arms Mfg. Co.

|
|
|

Manufacturers of: Colt's Revolvers, Colts Automatic


Pistols, Co't's (Browning) Automatic Machine Guns.
Colt's (Browning) Automatic Machine Rifles, Thompson
Submachine Guns.

H a rtfo rd , C o n n ., U. S. A.

|
1
2

Tliiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiin iiiiiiiiiiiifiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii mu iiiiiiiiiiiiiiiiin mi iiiiiinii nuniniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiuiiiiiiiiiiiiiuii iniiiiiiiiiiiiiiiiiiiniTi

Pubblicit della Colt su una vecchia rivista americana. In questo caso l immagine propone
alcune tappe significative fino al modello 1911.

20

1911 Savage Munitions Company


of San Diego
Il contratto Savage venne cancellato alla
met del 1919, prima che la Societ potesse
iniziare la completa produzione della 1911,
quando gi erano stati realizzati 100 carrelli;
questi vennero consegnati alla Colt che li as
sembl su fusti di propria produzione. Le 1911
Colt con carrello Savage portano i normali
marchi Colt con laggiunta, sul carrello, di una
bomba fiammeggiante con al centro una S.

1911 North American Arms Company


Questa societ canadese produsse solo una
serie pilota, comprendente meno di 100 esem
plari, prima che il contratto venisse cancella
to nella seconda met del 1919. Le armi
N.A.A.C. non hanno matricole assegnate dallOrdnance n altri marchi ufficiali; si distin
guono per la matricola assegnata, per uso in
terno, dalla ditta produttrice (da 1 fino ad un
numero imprecisato ma inferiore a 100) e per
la scritturazione, divisa su tre righe, apposta
sulla sinistra del carrello MANUFACTURED
BY / NORTH AMERICAN ARMS CO., LIMI
TED / QUEBEC, CANADA.

La 1911 venne prodotta su licenza anche in


Norvegia dove ricevette la denominazione di
Mod. 1914, differiva da lloriginale solo per il
comando dellhold-open e fu mantenuta in ser
vizio fino alla seconda Guerra Mondiale; gli
occupanti tedeschi la apprezzarono partico
larmente e ne armarono le Waffen SS.

1911 Norvegesi
Costruite su licenza, in un arsenale gover
nativo, con la denominazione M 1914, si dif
ferenziano dagli originali solo per il diverso di
segno dello slide-stop che ha le superfici di
comando spostate verso il basso e maggio
rate ( pi comodo di quello Colt). Le 1911 nor
vegesi hanno, sul carrello, la scritta 11,25
m/m AUT. PISTOL M/1914 accompagnata
dai marchi ufficiali; la matricola riportata su
fusto, carrello, sicura, grilletto e slide-stop.
Prodotte in 20.000 esemplari, dal 1914 fi
no allinizio degli anni 30, le M14 fecero gola
agli occupanti nazisti; questi, oltre ad appro
priarsi delle pistole esistenti, riuscirono a far
sene costruire altre 10.000 che vennero distri
buite ai reparti sotto la denominazione Pistole
657.

21

Government Model cal. 455 vennero fornite


alle forze armate britanniche, in particolare i
Royal Flying Corps predecessori della R.A.F.

Government Model cedute


alla Gran Bretagna
Come tutte le altre Nazioni coinvolte nel
conflitto, anche la Gran Bretagna si trov nella
necessit di procurarsi pi armi corte di quan
te non potessero fornirne le fabbriche nazio
nali. Invece di ricorrere agli Spagnoli (grandi
beneficiari della penuria di armi corte duran
te la I guerra mondiale) e grazie ai particolari
accordi con i cugini di oltre oceano, gli Ingle
si ottennero dei buoni quantitativi di Govern
ment Model prelevate direttamente dalla pro
duzione commerciale Colt. Tutte le Govern
ment Model consegnate al Governo di Sua
Maest hanno le splendide finiture civili del
lepoca e portano i marchi del fabbricante per
le armi destinate al mercato civile, con la so
la aggiunta dei banchi di accettazione britan
nici. Le pistole vennero assegnate alla Royal
Navy ed ai Royal Flying Corps (i precursori del
la R.A.F.), per questo motivo le Government
inglesi sono state camerate (con leccezione
di pochissimi primi esemplari consegnati in
gran fretta) per il .455 Webley Auto, allora im
piegato sulle pistole Webley in dotazione alla
Royal Navy. Per i collezionisti, interessante
ricordare che su parte degli esemplari in do
tazione allAir Force stata aggiunta, quanto

22

i RFC diventarono Royal Air Force, la stam


pigliatura R.A.F. (sulla sinistra del fusto, da
vanti allo slide-stop).

1911 A1
Con un totale generale superiore ai
2.000.000 di esemplari, realizzati dalla Colt e
dai suoi licenziatari statunitensi, la 1911 A1
la versione, delloriginale disegno ColtBrowning, riprodotta in maggior quantit. An
che se ladozione ufficiale del 1926, i primi
esemplari sono usciti dalle linee di montag
gio gi allinizio del 1924 e la produzione
continuata, pur con diverse interruzioni, fino
a data incerta, ma non troppo lontana nel tem
po. Era opinione diffusa che lacquisizione del
la 1911 A1, da parte dello Zio Sam, fosse ter
minata con il 1945 (per la verit, alcune fonti
indicavano le ultime forniture come risalenti
alla Guerra di Corea), solo recentemente si
saputo con certezza che la Colt ha consegna
to, allOrdnance statunitense, quantitativi sco
nosciuti delle sue pistole (non Government
Model ma vere 1911 A1 ) anche durante i con
flitti Coreano e Vietnamita. Le recenti acqui
sizioni di materiale bellico sono classificate
ma, a quanto si dice, lultimo contratto, per la

In seguito a modifiche di dettaglio la 1911 di


venne 1911 A1, l arma ancora oggi usata dai
G.l. che solo ora stanno iniziando a ricevere
le prime 92F. Accanto: la Colt 45 al fianco di
John Wayne in uno dei suoi tanti film di guer
ra.

fornitura di 1911 A1, stato concluso nei pri


mi anni 70, sul finire del diretto impegno
U.S.A. in Vietnam.
La 1911 A1 nasce, come evoluzione della
1911, nel 1924 (anche se ladozione ufficiale
del 1926) ma acquista la sua veste definiti
va, quella con cui maggiormente conosciu
ta perch riprodotta in altissimo numero, so
lo negli anni a cavallo dellingresso statuniten
se nel II Conflitto Mondiale, quando viene sot
toposta a tutta una serie di modifiche neces
sarie per sveltirne la produzione. Si possono
pertanto distinguere le 1911 A1 in due grup
pi: il primo comprendente le armi prodotte dal
1924 al 1940, il secondo quelle fabbricate dal
1941 fino allinizio degli anni 70.
Il passaggio dalla 1911 alla versione A1 av
viene attraverso le seguenti modifiche:
mainspring-housing curvo invece che di
ritto e con leggero zigrino invece che liscio;

23

MIRINO

SOTTILE

MIRINO SPESSO

Confronto tra 1911 e 1911 A1.

24

CRESTA DEL CANE PICCOLA

CRESTA DEL CANE ALLUNGATA

grilletto pi corto e con superficie zigrina


ta;
sgusci di alleggerimento sui due lati del fu
sto in corrispondenza del grilletto;
mirino e tacca di mira allargati, tacca squa
drata e mirino rigato antiriflesso;
guance in noce zigrinate ma senza dia
manti intorno alla testa delle viti;
coda della sicura dorsale allungata per
proteggere la mano da eventuali pinzatu
re inflitte dal cane;
la scritta MODEL OF 1911 U.S. Army
diventa M 1911 A1 U.S. Army.
A partire dal 1940 la 1911 A1 viene sotto
posta a successive modifiche che hanno il solo
scopo di rendere pi rapida ed economica la
fabbricazione, eccole in breve:
nel 1940-41 scompaiono le guancette in
noce, sostituite con altre realizzate, per fu
sione, in gomma dura zigrinata a loro vol
ta soppiantate da guancette in plastica zi
grinata di colore nero o marrone;
a partire dal 1941 tutte le 1911 A1 sono
parkerizzate invece che brunite (solo le
1911 A1 di produzione Colt anteguerra so
no brunite), a seconda del tipo di procedi
mento adottato dal fabbricante la parke
rizzazione pu essere grigia o verde;
contemporaneamente alla sostituzione

della brunitura con la parkerizzazione, la


zigrinatura su mainspring-housing / slidestop / pulsante caricatore / sicura / grillet
to diventa opzionale e viene spesso sosti
tuita dalla semplice rigatura; il cane ha la
cresta appiattita (stessa larghezza del cor
po) ed accorciata, il grilletto viene realiz
zato per stampaggio;
la scritta UNITED STATES PROPERTY
viene spostata dalla sinistra alla destra del
fusto e quella M 1911 A1 U.S. Army
trasferita dalla destra del carrello alla de
stra del fusto (sopra la guardia del grillet
to).
Vediamo brevemente, in dettaglio, quali so
no stati i fabbricanti di 1911 A1 e come si ri
conoscono le armi da questi prodotte.
Colt: Tutte le 1911 A1 prodotte prima della
guerra sono di questo fabbricante ed hanno
elevato valore collezionistico a causa dello
scarso (rispetto al totale) numero prodotto. Do
po il 1941 e fino al 1945 la Colt ha realizzato
480.664 pistole complete, ha fornito un nume
ro imprecisato di componenti ad altri fabbri
canti, ed ha partecipato alla fabbricazione di
altre 345.000 armi insieme alla Union Switch
& Signal Company. Non conosciamo i contrassegni esterni delle coproduzioni Colt-U.S.&

Guerra in Vietnam. Un topo di galleria si cala in un complesso sotterraneo dei Viet Cong
con la sua Colt .45. In spazi cosi angusti la pistola risultava assai pi utile di un arma lunga.
S.Co. (che portano i marchi Colt) ma, il pro
blema della loro identificazione, si pu parzial
mente risolvere ricordando che le sigle
GHD/WB/VP erano apposta dagli ispettori Colt
(anche sulle armi di intera produzione Colt)
mentre gli ispettori U.S.&S. avevano le sigle
FJA/RCD/HS per le canne ed R per I carica
tori. Con buona probabilit la Colt ha fornito
carrelli e fusti con i propri marchi e la U.S.&
S. canne, caricatori e minuterie.
Singer Manufacturing Company: Sono fra
le pi rare delle 1911 A1, avevano tutte guancette In gomma dura di produzione Colt, sul
carrello portavano liscrizione S.MFG.Co. /
Elizabeth, N.J. da ricordare che tutte le ma
tricole sono precedute dal preffisso S.
Ithaca Gun Company: Questa societ, con
sede ad Ithaca, N.Y. ha realizzato circa
440.000 pezzi dal 1943 al 1945. Le pistole Ithaca si differenziano dalle altre solo per la pre
senza del nome del fabbricante.

26

Remington Rand, Ine.: la societ che, du


rante il periodo bellico, ha prodotto il maggior
numero di 1911 A1 (pi di 950.000 dal 43 al
45) e, nella produzione di armi Colt-Brownlng,
quantitativamente seconda solo alla Colt. At
tenzione: nella improbabile ipotesi che vi tro
viate di fronte ad una Remington-Rand che
porta la sigla ERRS (Engineering Remington
Rand Sample) sappiate che questa un esem
plare rarissimo poich fa parte di una minu
scola serie pilota fabbricata dal 1942.
Union Switch & Signal Company: 55.000
pezzi completi nel 1943 pi, nello stesso an
no 100 esemplari di pre-produzione marcati
U.S.& S. Co. / Exp No... che, neanche a dir
lo, sono rarissimi e, negli U.S.A., valgono un
bel mucchietto di dollari. Come gi scritto a
proposito della Colt, la U.S.& S. ha fornito parti
staccate; con le quali, insieme al gigante di
Hartford, sono state realizzate 345.000 pisto
le.

Prime e pi interessanti sono le versioni


training della 1911 A1, le Ace e Service Mo
del Ace cal. .22L.R. che verranno trattate fra
le Colt civili perch la loro acquisizione, da
parte dellArmy, stata limitata a qualche cen
tinaio di esemplari.
Parlare delle copie e delle varianti realizzate
con o senza licenza impresa improba e non
basterebbe tutto un profilo per esaurire l'ar
gomento, dobbiamo perci limitarci a pochi ac
cenni. Oltre che negli S.U., la produzione di
copie o derivati delle 1911 e 1911A1 e avve
nuta (con o senza licenza) in: Norvegia, Ca
nada, Brasile, Spagna, Messico, Argentina,

Giappone, Corea e Vietnam; stata tentata


in Italia (quando venne scelta la Beretta 951
per la fornitura a vari corpi armati, una delle
concorrenti era la copia della 1911 A l , che pe
r aveva dimensioni pi ridotte perch costrui
ta intorno alla cartuccia 9 parabellum, presen
tata dalla FNA di Brescia) ed stata realizza
ta su rudimentali basi artigianali in molti altri
paesi. Come quantit realizzate il maggior fab
bricante, dopo gli S.U., sicuramente la Spa
gna dove la lama ha costruito copie della 911
e 911A1 (commercializzate anche sotto i mar
chi Ruby, Gabilondo, Tauler) e la Star ha co
struito copie della 1911 A1 da cui ha poi deri-

1911A 1 dell'Esercito brasiliano, queste pistole


vennero anche fabbricate in Brasile e lo sono
ancora oggi; la Fabbrica de Itajuba ha pen
sato di derivarne un modello a doppia azione
e con caricatore bifilare cambiando per il ca
libro in 9 Parabellum.

27

Copia della Commander fabbricata in solo 100 esemplari dalla brasiliana Fabrica de Itajuba;
queste armi splendidamente finite erano destante agli Ufficiali superiori delle FF.AA. carioca.

28

Star Militare .45 ACP; questa Casa spagnola


inizi producendo copie pedisseque delle Colt
ma ne ha poi derivato modelli originali che se
ne differenziano pe r particolari non seconda
ri come la catena di scatto.

Liama civile .45 ACP; la spagnola Gabilondo


ha prodotto e produce copie della 1911 A 1 per
i mercati civili e militari.

29

FNA calibro 9 parabellum. Identica alla 1911 A1 ma dimensionata per il 9 Parabellum e con
catena di scatto completamente diversa (tipo Beretta) fu concorrente sfortunata della Beretta
1951 quando questultima venne adottata per te nostre FF.AA. e di Polizia.

30

Dopo aver acquistato 1911 e 1911 A1 di produzione Colt, g li Argentini iniziarono a produrle
autonomamente e la H.A.F.D.A.S.A. ne deriv la Ballester Molina che si differenzia dalle Colt
solo pe r piccole modifiche.

31

La Obregon smontata; questa pistola messi


cana in pratica un matrimonio tra la struttu
ra generale della pistola Colt-Browning, della
quale conserva catena di scatto e caricatore,
ed una chiusura di tipo Steyr 1911-1912.

vato propri modelli in vari calibri, il tutto in mol


te centinaia di migliaia di esemplari. In Argen
tina, la HAFDASA di Buenos Aires ha prodot
to copie della 1911 e 1911 A1 (le copie argen
tine sono entrate in servizio insieme ad origi
nali di provenienza Colt ed avevano la deno
minazione M1916 e M1927), dalla A1 ha poi
derivato (attraverso modifiche estetiche, al ri
tegno caricatore che resta per compatibile
con i caricatori Colt, ed alla catena di scatto)
la Ballester Molina in cal. .45ACP come lar
ma ispiratrice. Un discorso completamente
diverso merita il Messico dove stata svilup
pata la Obregon che, pur essendo esterna
mente simile alla Colt ed adottandone la ca
tena di scatto, dotata di chiusura stabile con
canna rotante sistema Krnka (quella della
Steyr 1911/12 per intenderci). Non si pu poi
tacere del revival da tempo in atto negli S.U.
e che vede la produzione di copie della 1911

32

A1 (ad es. Auto Ordnance) o di pistole a que


sta ispirate e che si differenziano per partico
lari minimi o, ben pi interessante, per la co
struzione in acciaio Inox (Vega, AMT, Randall,
ecc.).
Una versione particolare della 1911 A1 che
merita un trattamento a parte quella deno
minata: M 15 Cal. .45 ACP General Officer Mo
del. La M15 nasceva come una comune 1911
A1 e veniva poi convertita presso larsenale
di Rock Island; larma originale risulta profon
damente modificata: il carrello accorciato di
3/4 , la canna sostituita da una nuova espres
samente costruita, lazione accuratizzata e tut
te le tolleranze ridotte, grilletto e mire sosti
tuiti con altri appositamente realizzati (parten
do dal pieno!), le superfici esterne tirate a
specchio e brunite (la parte superiore del car
rello sabbiata antiriflesso) ottenendo una fi
nitura da favola. Le 1911 A1 trasformate in M

- f " '

La AMT Hardballer stata la prima copia della


Government Model prodotta in acciaio Inox;
il grilletto identico a quello della Gold Cup.

Copia di buona qualit della 1911 A1, la Auto


Ordinance viene fabbricata in 9 Parabellum,
.45 ACP e .38 Super Auto; importata anche
in Italia nel calibro .45 HP.

33

Oggi scomparsa dalla scena la MS Safari fu


il primo fabbricante che cerc di produrre in
serie armi mutuate dalla Governmente Model
ma gi dotate di quelle modifiche apportate
per le gare Combat o l uso di difesa persona
le e polizia.

15 hanno ricevuto una nuova matricola Se


rial No. GO .... riportata anche sui caricatori
di dotazione (accuratizzati ed adattati perfet
tamente alla pistola); le lettere GO significa
no General Officer ed infatti la M 15 era data
in dotazione personale agli Ufficiali Superiori
che raggiungevano il grado di Generale (ognu
na delle guancette in noce reca una placca
con le iniziali del generale propietario della pi
stola) e questi ne conservano la propriet an
che dopo leventuale congedo. La M 15 stata
prodotta a partire dal 1972, rappresenta si
curamente la Rolls Royce delle Colt e forse
di tutte le pistole militari, essendo un prodot
to di alto artigianato con caratteristiche riscon
trabili solo su armi di grandissimo prestigio.

Sviluppata in sostituzione della Colt .380 a ca


ne interno quale arma per g li Ufficiali Gene
rali, la General Officer Model pu essere con
siderata a buon titolo la Rolls Royce delle p i
stole militari di tutti i tempi.

COLT GOVERNMENT MODEL


LA FAMIGLIA DELLE ARMI CIVILI

Immediatamente dopo ladozione militare


della 1911, ad Hartford decidono di affianca
re, alla versione marziale, un modello civile
che, per capitalizzare sul fatto che la 1911
larma da fianco dei Servizi Statunitensi, riceve
la denominazione: Government Model. Per
quanto riguarda la 1911, le differenze tra ar
mi civili e militari stanno solamente nelle finiture pi curate e nelle tolleranze pi contenute
delle armi destinate al mercato civile.
Nel periodo dal 1924 al 1926 la 1911 A1 so
stituisce la 1911 sulle linee di produzione e
Colt continua ancora con la politica della stes
sa arma pi o meno curata a seconda della
destinazione di mercato; unica novit lag
giunta del prefisso C alla matricola delle armi
vendute come Government Model. Finalmen
te, nel 1929, Colt immette sul mercato la ver
sione in .38 Super Auto della Government Mo
del. La nuova cartuccia una versione poten
ziata dal .38 Auto gi usato sulla Colt Mod.
1902 (la famosa parallel ruler antesignana
della 1911) e ne conserva il bossolo (anche
se con pareti rinforzate) semi-rimmed. Il bos
solo semi-rimmed e lerrata decisione di fare
head-space sul misero rim del S.A. invece che
sulla bocca del bossolo sono responsabili di
iniziali problemi di funzionamento e della sem
pre lamentata scarsa precisione dellarma (do
vuta non a scarsa precisione intrinseca del
larma o della cartuccia ma allhead-space su
rim, infatti, nelle canne dove lhead-space av
viene sulla bocca del bossolo il 38 S.A. si di
mostra capace di ben altra precisione); que
sto e latteggiamento fideistico degli americani
nei confronti del .45 ACP hanno fatto si che
la .38 S.A. non sia mai stata compresa sul
mercato statunitense. Per quanto riguarda gli

altri mercati, la .38 S.A. ha avuto poca o nul


la diffusione in Europa (dove non esistevano
barriere legali si vista sbarrata la strada da
altri calibri pi diffusi nel Vecchio Continen
te) ed ha incontrato un certo successo solo nei
Paesi dellAmerica Latina, successo dettato
pi da situazioni contingenti, come il divieto
di detenere armi .45 ACP vigente in alcuni Sta
ti Sud Americani, che da reale convinzione de
gli acquirenti.
Il 1930 l'anno della prima grossa varian
te alla meccanica originale, nasce la Colt Ace,
versione .22 L.R. della 1911 A1. La Ace una
pistola a canna fissa con chiusura labile e, pur
mantenendo il fusto della 1911 A1, pesa 38
once contro le 39 dellarma originale (il fusto
lo stesso, la canna pi pesante ma il car
rello molto alleggerito per consentire luso
della cartuccia rimfire con la sua modesta
energia di rinculo); altre differenze sono: can
na pesante di tipo Match, azione finita a ma
no e molto curata, tolleranze estremamente

Government .45 ACP, differiscono dalle Colt


militari solo pe r le migliori finiture.

35

Colt National Match .45 ACP, la mamma del


la Gold Cup.
Prima cartuccia ad alta intensit adottata sulla
Government stata la .38 Super Auto; que
sto binomio arma cartuccia meriterebbe pi
successo di quanto non abbia avuto.

Colt Service Model Ace; prima Government


.22 L.R. non aveva ancora la camera flottan
te e difettava di affidabilit.

contenute, caricatore da 10 colpi (9 in 38 .S.A.


7 in .45 ACP), larma , per la prima volta,
disponibile anche con mire registrabili oltre
che fisse.
Per rispondere alle esigenze di coloro che
vogliono impiegare th old slabside nel tiro
agonistico, senza dover ricorrere ad elabora
zioni artigianali (gi allora diffuse), viene in
trodotta, nel 1932, la National Match .45 ACP
(destinata anche alle gare militari) seguita, nel
1933, dalla Super Match .38 S.A.. Sia la Na
tional Match che la Super Match differiscono
dalle Government Model per lazione finita ma
nualmente, il grilletto zigrinato (rigato sulle nor
mali armi commerciali), la canna Match e le
tolleranze ridotte. Entrambe le armi rimango
no in produzione fino al 1940, sia con mire fis
se che registrabili.
La Ace nata per il tiro sportivo ed il trai
ning alluso delle 1911 A1 e Government Mo

36

del; purtroppo, il rinculo della .22 L.R. trop


po debole per assicurare II corretto funziona
mento dellarma nel tiro sportivo (a meno di
non usare munizioni high speed) e, nel con
tempo, non sufficientemente propeudetico
per la .45. per questi motivi che, nel 1938,
alla Ace si affianca la Service Model Ace, de
rivata dalla National Match, di cui conserva
limpostazione generale, ma incorporante la
camera flottante che permette di amplificare
il rinculo della .22 fino a quadruplicarlo (la ca
mera flottante stata ideata da Marsh Wil
liams, conosciuto anche come Carabine Wil
liams per essere il progettista della .30 M 1).
Rispetto alla Ace la Service Model Ace pi
pesante (42 once) ed ha maggior rinculo, an
che se questo abbastanza inferiore a quel
lo delle armi cal. .45, rispetto alle quali la S.M.
Ace ha lo stesso peso di carrello. Il successo
della S.M. Ace (intesa come arma per training,

Il meccanismo di funzionamento della ca


mera flottante estremamente semplice. Al
momento dello sparo, il bossolo si deforma
elasticamente aderendo alle pareti della ca
mera ed inizia la sua corsa retrograda trasci
nandola con se lungo lasse della canna. Il
gruppo camera flottante-bossolo ha massa
enormemente superiore a quella del solo bos
solo (29:1) e velocit inferiore, ma in misura
meno che proporzionale (il gruppo camerabossolo subisce anche lazione dei gas della
combustione). La quantit di moto q*di un cor
po con massa M e velocit V* data da:

e quindi risulta evidente che q camera-bossolo


> cfbossolo (M cresce pi di quanto V non
diminuisca), da questo discende che sar
maggiore limpulso J ricevuto dal carrelkj:
per F
C nel tempuscolo t sar J = J0 F.dt
= a q [Newtonsecondo] essendo F = d-q
per la II legge di Newton.
d t
Dopo un tempuscolo brevissimo la camera
flottante si arresta contro lapposito risalto ed
il bossolo, la cui quota di deformazione ela
stica nel frattempo rientrata per labbassa
mento della pressione in canna, continua la
sua corsa retrograda che si conclude con
estrazione ed espulsione.

q*= M-V* [Kgrn/s]

37

.22 Conversion Unit: un accessorio utilissimo che permette di sparare motto senza svenarsi
economicamente.
divertimento e piccola caccia, ma senza alcu
na ambizione agonistica) tale che la ACE
esce di produzione nel 1940, la Service Mo
del dura fino al 1942 ma deve poi soccombe
re di fronte alle esigenze belliche (il concetto
verr poi ripreso dalla Colt con la New Ser
vice Model Ace e, nel frattempo, lidea della
camera flottante d origine alla .22 Conver
sion Unit).
Gli studi sulla Camera flottante consento
no alla Colt di mettere in commercio, sempre
nel 1938, un Kit di conversione (originariamen
te destinato alle sole 1911 A1 e Government
.45, stato esteso agli altri calibri solo dopo
la fine della guerra: .38 S.A. nel 1946, 9 Pa
rabellum nel 1970 con la nascita della Serie
70) che consente luso delle munizioni rimfire sulle centerfire .45. Contemporaneamen
te al Kit .22-,45, viene commercializzato an
che quello .45-,22 che permette luso del .45
ai possessori di Ace e S.M. Ace. Sia la con
versione .22-.45 che la .45-,22 vengono tolte
di produzione, insieme a tutte le altre Colt
commerciali, nel 1942 a causa del conflitto in
atto con le Potenze dellAsse.
Dopo la fine della II Guerra Mondiale la Colt
inizia nuovamente, nel 1946, la produzione di

38

armi corte destinate al mercato civile; di quelle


fin qui trattate ritornano in commercio solo le
Government Model nei calibri .45 e .38 con
le relative conversioni al .22 (la conversione
unica e va bene su tutti i castelli Government
perch lespulsore un lamierino stampato,
a forma di L, collegato alla canna, che scorre
(con la sua parte posteriore) entro guide nel
carrello.
Con il ritorno in Patria dei G.l. inizia la dif
fusione, negli S.U., del calibro 9 Parabellum
(presente, con scarso successo, gi da molti
anni) e questa diffusione contemporanea ad
una sempre crescente richiesta di semiauto
matiche potenti ma con dimensioni e pesi in
feriori a quelli delle classiche Government.
per far fronte alle nuove richieste del merca
to (non come erroneamente creduto in rispo
sta alla specifica Governativa per una nuova
pistola di ordinanza; questo vero per la S&W
39 ma non per la Commander) che la Colt ini
zia nel 1947/48 gli studi su una pistola, pi
compatta e leggera della Government, came
rata in 9 Parabellum. Gli sforzi della casa di
Hartford si concretizzano nel 1949 quando la
prima Commander esce dalle linee di produ
zione (la Commander la prima pistola ame-

39

ricana originariamente camerata in 9 Parabellum). Pur essendo una versione compattizzata


della Government, la nuova arma metallurgicamente molto diversa dalla progenitrice
perch adotta il fusto in lega di alluminio (la
Commander, oltre ad essere la prima 9 Para
americana, la prima arma, prodotta In serie, ad abbinare: munizionamento potente,
chiusura stabile e fusto in lega leggera). Se
i cambiamenti meccanici sono, relativamente, di poco conto (fusto, canna e carrello pi
corti; bushing, tappo di tenuta molla e guidamolla di minori dimensioni; diverso profilo
esterno del cane; sicura dorsale tipo 1911, con
coda pi corta) ed intesi ad aumentare loccultabilit e le caratteristiche di porto della pistola, quelli metallurgici sono enormi e si pu
ben dire che Colt ed Alcoa (la Coltalloy con
cul realizzato il fusto una lega di alluminio, ad alta resistenza meccanica, del tipo T6,
prodotta dalla Alcoa) hanno aperto una nuova strada nello sviluppo delle armi corte. Dopo la versione 9 Para, la Commander viene
camerata per il .45 ACP ed il .38 Super Auto,
oltre a 1.000 esemplari (In due lotti di 500) in
cal. 7,65 Parabellum destinati allItalia. Nel
1970 la Commander affiancata dalla Combat Commander con fusto in acciaio (anche
questa camerata per 9 Para, .38 S.A., .45

40

ACP) e prende la denominazione Llghtweight


Commander. strano notare come, mentre
la Combat Commander viene, ancora oggi
prodotta nei 3 calibri, la versione Lightweight
sia camerata, a partire dal 1979, solo per il .45
ACP che, dei tre calibri, quello con maggior
energia di rinculo. La Combat Commander
molto pi venduta della Commander e, uno
del motivi della preferenza accordata al modello con fusto in acciaio risulta essere il mi
nore rinculo che questa ha rispetto alla Lightweight. La Commander no ha rinculo superiore a quello della S&W 39 e non si capisce
perch questultima venga sempre definita come arma con rinculo pi che accettabile mentre la Colt paragonata ad un cavallo che scaleia. In questa ottica quindi strano che sia
cessata la produzione delle Commander camerate per i calibri con minor energia di rinculo mentre viene sempre venduta la versione .45 che, questa si, scalcia come un mulo,
Dopo lintroduzione della Commander la
Colt si concede una pausa di riflessione fino al 1957, anno in cui ha inizio la produzione della Gold Cup National Match .45 (erede
della National Match), arma dedicata al tiro
agonistico che, negli S.U., consentito anche
con il .45. La Gold Cup una splendida pi
stola da tiro che si discosta dalla Government

per molti particolari: oltre alla canna match,


a llazione finita a mano, alle contenutissime
tolleranze ed al mainspring-housing piatto co
me quello della 1911, sono stati modificati bu
shing (aggiustato manualmente su ogni arma),
carrello (pi leggero, con finestra di eiezione
diversamente sagomata, bindella trattata antirlflesso, mire micrometriche) e grilletto (pi
largo, zigrinato e con regolazione della corsa
di retroscatto). Nel 1961 alla Gold Cup .45 si
affianca la Gold Cup Mark III National Match
.38 Special; camerata per il .38 Special WC,
dotata di chiusura labile e con caricatore da
5 colpi, la nuova arma destinata alle gare
di P.G.C. nelle quali non ammesso il .45
ACP.
Il 1970, con lintroduzione delle Government
MKIV Series 70 e della Combat Commander,
una pietra miliare nella storia recente della
Colt e vede la scomparsa di tutti i modelli al
lora in produzione con leccezione della LW
Commander, della .22 conversion unit e del
la MK III National Match .38 Special WC; Le

Commander e le unit di conversione sono ri


maste in produzione, nella loro forma origina
le, fino allavvento della serie 80; la MK III .38
Special si trascinata stancamente fino al
1974, anno in cui scompare senza troppi rim
pianti dalla scena. A partire dal 1970 e fino al
1978, la produzione Colt, basata sullorlginale progetto Colt-Brownlng, cos articolata:
Government Model MK IV Series 70 cal.
.45ACP/.38S.A./9 Parabellum;
Gold Cup MK IV Series 70 cal .45 ACP;
Commander (LW) cal. .45ACP/.38S.A./9
Parabellum;
Combat Commander negli stessi calibri;
.22 conversion unit destinate a Govern
ment e Gold Cup.
Se le Commander (LW) sono identiche a
quelle prodotte fino al 1949 (solo la sicura, cos
come per gli altri 0 trame, dotata di supera
ci maggiorate per renderne pi comodo lu
so) e le Combat Commander ne sono la ver
sione con fusto in acciaio, Government e Gold
Cup presentano alcuni cambiamenti rilevan-

41

Government Model 9 Luger. Contrariamente


a quanto si crede non sono pochi coloro che.
anche negli Stati Uniti, vogliono il 9 Parabel
lum pur apprezzando il disegno Colt Govern
ment.

Collet bushing (di una .45 HP) a confronto con


bushing monopezzo (di una 9 Steyr).

42

1911 A1 commemorativa della II Guerra Mondiale Teatro Europeo.


ti: introduzione del cal. 9 Parabellum, bushing
di nuovo disegno e modifiche alla canna. Sem
brano piccolezze e invece sono cambiamenti
che hanno richiesto anni di studio. Verso la
fine degli anni 60 alla Colt si pongono il pro
blema di incrementare significativamente la
precisione della Government senza penaliz
zazioni alla sicurezza di funzionamento in con
dizioni limite. Scartate a priori le possibilit di
variare sostanzialmente il disegno dellarma
o di ridurre le tolleranze costruttive mantenen
do inalterata la meccanica (larma ottenuta sa
rebbe, come la Gold Cup, pi precisa ma an
che pi sensibile all'ingresso di corpi estra
nei o allaccumulo di residui della combustio
ne), gli ingegneri della Colt si indirizzano su
una soluzione che mantenga il maggior nu
mero possibile di parti in comune con le armi
gi in produzione. Partendo dalla constatazio
ne che un arma con canna mobile tanto pi
precisa quanto pi la canna riassume la stessa
posizione dopo ogni colpo, si decide di inter
venire sui maggiori responsabili del corretto
riallineamento della canna: la canna stessa,

il bushing e la chiusura. Dopo un congruo pe


riodo di studi e sperimentazioni si giunge, nel
1970, alla produzione di una nuova arma in
cui il bushing radicalmente diverso dal pre
cedente. Il nuovo bushing costituito da una
corona circolare dotata di 4 appendici elasti
che in acciaio temperato (disposte a 60
120 240 300 lungo la circonferenza
del bushing stesso) che hanno il compito di
centrare esattamente la canna dopo ogni
colpo. Nella sua met posteriore, ogni appen
dice ha (vedi foto) una curvatura verso linterno
che riduce il diametro del cerchio inscritto fra
le 4 appendici. La canna sostanzialmente
identica a quella della 1911 A1 con leccezio
ne del tenone posteriore di dimensioni mag
giori ( parimenti maggiore anche la relativa
sede nel carrello) e del profilo della parte com
presa tra risalto anteriore di chiusura e vola
ta. Il diametro esterno della canna pari a
14,351 mm. dal risalto anteriore fino a 16,51
mm. dalla volata dove il diametro aumenta fi
no a 14,732 mm. per restare poi costante. In
posizione di riposo, il cerchio pi stretto inscrit-

43

1911 A1 commemorativa della II Guerra Mondiale Teatro del Pacifico.


to fra le appendici ha diametro di 14,478 mm.
e quindi il bushing libero di scorrere lungo
la canna, anche quando questa basculata,
ma la Impegna saldamente, in vicinanza del
la volata, quando l'arma In chiusura ed an
che nel tratto Iniziale (finale) della corsa re
trograda (in avanti) del carrello, quando la pal
la non ha ancora lasciato la canna. La canna
non trattenuta solo dalla forza delle appendi
ci elastiche ma anche dallinterazione fra can
na-appendici e pareti del carrello. Con l'arma
in chiusura, le appendici, allargandosi, contra
stano con le pareti del carrello rimanendo im
prigionate tra le stesse ed il profilo esterno del
la canna e formando cos un vincolo estremamente saldo. Il sistema fornisce un corretto
posizionamento della volata, ma, quando lar
ma va in chiusura e la culatta si alza,
non basterebbe da solo per consentire un per
fetto allineamento; basta considerare il van
taggio meccanico della canna dalla parte della
culatta (braccio di leva = 127 mm.) contro la
forza esercitata dalle appendici del bushing
il cui braccio di leva pari a 16,51 mm.. Per

44

questo motivo, oltre ad aumentare le dimen


sioni del tenone in culatta, le tolleranze tra ri
salti di chiusura e sedi nel carrello sono ridot
te al minimo, cos come ridotta al minimo
la tolleranza sulla lunghezza della blelletta di
svincolo. Le modifiche e le differenti tolleran
ze studiate per la MK IV non inficiano mini
mamente la realiability della pistola Colt e
consentono un certo incremento della preci
sione rispetto alle precedenti Government Mo
del (per la Gold Cup non c stato alcun in
cremento poich questa pistola sempre stata
costruita con tolleranze contenutissime e te
nendo conto solo della necessit di fornire al
tissima precisione). Pur non compromettando laffidabilit dellarma, i vari cambiamenti
richiedono una maggior cura da parte del fab
bricante, pena uno scadimento generale del
le prestazioni. Per il collet bushing, in parti
colare, necessario uno stretto controllo di
qualit (con particolare riguardo al trattamenti
termici), le appendici non si devono assolu
tamente piegare, deformare, snervare o usu
rare per non creare problemi di funzionamento

New Service Model Ace. La produzione di


questa arma iniziata nel 1977 abbinando fu
sti di Government a Carrelli identici a quelli
della .22 Conversion Unii. Viene importata in
Italia ed stata la prima <Government dispo
nibile dopo le famose circolari che avevano
tolto di circolazione anche le poche Commander originali e 1911/1911 A1 ritubate allora cir
colanti nel nostro Paese.

Government Model 9 Steyr, prodotta specifi


catamente per il mercato italiano potrebbe es
sere una valida alternativa al .38 Super Auto
disponendo di bossoli pi robusti a caricamen
ti adeguati.

45

Prima arma della Serie 80 stata la Govern


ment Model .380; simile ad una Government
.45 ma in scala ridotta ha per catena di scatto
nuova e chiusura modificata.

e, al limite, linoperabilit deNarma. In una ot


tica militare ancora preferibile il bushing con
venzionale, pi facile da fabbricarsi, meno
soggetto ad usura e quasi indistruttibile.
Fino al 1978, con leccezione di particolari
serie commemorative (serie che la Colt ha da
sempre sfornato con regolarit e che, ancora
oggi, continua a proporre periodicamente),
non ci sono state altre novit: in quellanno
entra in commercio la New Service Model Ace,
rivistazione della S.M. Ace con fusto della Go
vernment .45 e carrello esteticamente identi
co alla Gold Cup (nei primi anni '70 sono sta
te prodotte diverse centinaia di Gold Cup .22,
alcune delle quali importate in Italia) ma con
finiture e catena di scatto assolutamente di se
rie.
Ultime nate della serie 70 sono state (1983)
le Combat Government .45 ACP (in pratica
Government Model accuratizzate, con scatti
alleggeriti, dotate di mire fisse tipo combat, si
cura dorsale con coda lunga e sagomata in
modo da proteggere la mano, mainspring housing piatto come quello della 1911 ma zigri
nato, guancette Pachmayr tipo combat) e la
versione 9 Steyr, destinata al mercato italia
no, della Government MK IV; la Government
9 Steyr, come alcune delle prime 9 Parabel

46

lum, manca del collet bushing sostituito da un


bushing solido come quello montato sulle ar
mi ante serie 70 e sulle Commander.
Intorno al 1938 la Colt ha studiato e breve
mente prodotto una variante della Government
dotata di una sicura automatica al percusso
re che per, contrariamente a quella della con
temporanea P38, impediva solo lavanzamen
to del percussore ma non lo bloccava solida
mente. Scomparse entro breve tempo e mai
pi riesumate le Government con arresto del
percussore sono ormai solo prelibati pezzi da
collezione e solo nel 1980 la Colt ha iniziato
la produzione di una sua pistola dotata di bloc
co al percussore. Si tratta della Government
Model .380, pistola che si richiama formalmen
te alla Government ma se ne differenzia, ol
tre che per le dimensioni molto pi compatte,
per pesanti variazioni della meccanica. La
chiusura ha un solo risalto e la bielletta sta
ta sostituita con uno zoccolo dotato di profilo
a camme tipo SIG 210; la catena di scatto ri
corda molto quella della Beretta 70; manca la
sicura dorsale ma stata aggiunta quella al
percussore. Questultima ha la strana carat
teristica di funzionare solo a cane armato e
quindi, a cane abbassato, la pistola ha solo
un banale percussore inerziale.

Schema di funzionamento del blocco al per


cussore adottato sulle Colt M K IV Serie 80.
Nel suo movimento retrogrado l appendice del
grilletto entra in contatto con la Trigger bar
lever (I) spingendo indietro il braccio inferio
re di questa ne provoca il sollevamento di quel
lo superiore che, impegnando la camma nel
la Plunger lever (II) fa si che l appendice di

questa sollevi il fermo del percussore che


normalmente trattenuto in basso dalla spinta
della molla antagonista. Una volta sollevato
il piolo di blocco, il percussore libero di avan
zare a va a colpire l innesco sotto la spinta del
cane che viene liberato quando l'appendice
del grilletto incontra la leva di scatto.

47

Gold Cup Serie 80, al pari della Government,


differisce dalla Serie 70 per l'aggiunta del bloc
co al percussore. In .45 HP la prima Gold
Cup disponibile sul mercato civile italiano.

A partire dal 1983 la Colt ha Iniziato la pro


duzione, inizialmente solo in calibro .45 ACP,
della Government Model Serie 80 prima pisto
la in assoluto, fra quelle prodotte ad Hartford,
dotata di una sicura automatica che blocca
completamente il percussore, indipendente
mente dalla posizione del cane, se il grilletto
non completamente premuto. Volendo man
tenere al massimo la comunanza di parti e
quella concettuale con la precedente produ
zione, la catena di scatto rimasta sostanzial
mente invariata salvo laggiunta di due levet
te imperniate una sul perno della leva di scatto
e laltra su quello del cane. Premendo il gril
letto, lappendice posteriore dello stesso agi
sce sulla prima levetta (quella imperniata sul
perno della leva di scatto) che a sua volta fa
sollevare la seconda in modo da spingere in
alto il pistoncino di blocco alloggiato nel car
rello. un sistema semplice ma richiede tol
leranze molto contenute e genera attriti paras
siti che possono per essere quasi totalmen
te eliminati lucidando le parti in contatto, co
sa questa mai fatta di fabbrica e cos le Serie
80 hanno uno scatto non pesante ma abba
stanza spugnoso. Oltre alla sicura automati
ca sul percussore, la Serie 80 caratterizza

48

ta dal cane in cui la tacca della mezza monta


(quella che serve per intercettare il cane se
sfugge dalla tacca di armamento a grilletto non
premuto) viene sostituita con un robusto gra
dino in modo da eliminare i rischi di rottura
della monta di sicurezza. Oltre alla presenza
delle nuove parti, la sicura al percussore ha
richiesto la modifica di alcuni elementi e cos
cane, percussore ed estrattore non sono in
tercambiabili con quelli della Serie 70. A par
te quanto visto le armi della Serie 80 sono
identiche alle omonime della Serie 70.
Dopo la Government .45, tutte le altre pisto
le basate sullo O trame (designazione Colt per
le Government Model) sono state aggiornate
alla Serie 80 (in pratica Government, Gold
Cup, Commander e Combat Commander nei
vari calibri oltre a SM ACE e .22 Conversion
Unit) che comprende oggi anche altri modelli
sviluppati nel quadro della Serie 80. Prima fra
le nuove pistole stata la Officer ACP, ver
sione compatizzata della Government lunga
180 mm e alta solo 125 con capacit del cari
catore ridotta a 6 colpi .45 ACP (non sono pre
visti altri calibri ad eccezione del .45 HP per
il mercato italiano). Sulla Officer stato pos
sibile ridurre sostanzialmente la lunghezza

La O fficers Model nata quale risposta del


la Colt alla Detonics e a tutte quelle Govern
ment rimpiccolite dai vari artigiani. Arma re
lativamente piccola mantiene il calibro .45 ed
disponibile anche in Italia come .45 HP.

Offlcer s ACP parzialmente smontata, si nota la forma particolare della canna necessaria per
assicurare il ritorno costante nella stessa posizione in modo da non compromettere la rosata.

49

Con la Serie 80 la Colt ha introdotto anche


l'acciaio inossidabile, sono cos disponibili Go
vernment e Gold Cup completamente realiz
zate con questo materiale. Sono entrambe im
portate in Italia nel calibro .45 HP

Alla prima Officer's Model sono state poi af


fiancate la Officer's Lightweitght con fusto in
lega e quella Stainless (visibile nella foto) in
acciaio inox, tutte in .45 ACP. (45 HP per l I
talia)

50

9 mm. conversion unit: viene prodotta dalla


Colt a partire dal 1986 per coloro che, gi di
sponendo di una M K IV Serie 80 in altro cali
bro vogliono usare anche il 9 Parabellum. Se
l arma in .45 sar necessario sostituire l e
spulsore per avere una totale affidabilit nel
l'eiezione del bossolo.

OLT'MK V,

la Combat Elite la Colt offre di serie una


pistola dotata di quasi tutti gli optional nor
malmente installati dagli artigiani, il tutto
ad un prezzo non ridottissimo in assoluto
ma inferiore rispetto allacquisto di una Go
vernment ed alla sua successiva modifi
ca. La Combat Elite caratterizzata da: fu
sto in acciaio inox, sicura dorsale d i mag
giori dimensioni, catena di scatto accuratizzata, mire combat con riferimenti bian
chi, finestra di espulsione maggiorata, ca
mera e rampa lucidate in modo da consen
tire la perfetta alimentazione con qualsia
si tipo di palla. In .45 HP ora disponibile
anche sul mercato nazionale.
grazie alladozione di una nuova canna con
profilo terminale esterno a sezione conica in
modo da centrarsi nel ridotto bushing monta
to sulla pistola; oltre alla canna sono stati mo
dificati bushing e tappo per la molla di recu
pero, questultima ora costituita da due molle
una dentro allaltra.
Un altra novit della Serie 80 stata ladozione dellacciaio inossidabile, dopo la Government .45 Stainless sono state immesse
sul mercato anche Gold Cup e Officer Model
fabbricate con acciaio inox. Le armi inossida
bili non sostituiscono gli analoghi modelli in
acciaio al Cr Mo ma gli si affiancano.
La Officer Model ha dato vita ad una ulte
riore estensione della famiglia Government;

prodotta solo in 5.000 esemplari su richiesta


di un grosso distributore statunitense (Lew
Horton) nata la General Officer che accop
pia un carrello Officer al fusto della Comman
der in lega di alluminio; lidea deve essere pia
ciuta perch alla General Officer hanno fatto
seguito la Officer Lightweight, una Officer ACP
(termine intercambiabile con Officer Model)
con fusto in lega, e la gi menzionata Stainless Steel Officer Model.
Ultime novit, in ordine di tempo, la Com
bat Elite (una Combat Government Serie 80
con fusto in acciaio inox), le unit di conver
sione al calibro 9 Parabellum per le Govern
ment Serie 80 e le versioni ultimate (con fi
nitura particolarmente curata) Government e
Officer Inox.

51

Con un processo simile a quello che dalla


Commander ha portato alla O fficers, la Colt
ha derivato, dalla Government .380, la picco
lissima Mustang: una 9 corto a chiusura sta
bile pi compatta di molte 6,35 Browning. Spe
riamo di vederla prima o poi anche in Italia,
se tecnicamente possibile in 9 Ultra ma sa
rebbe interessante anche nel pi debole 7,65
Browning.

con la Serie 80 la Colt ha iniziato a produrre


le sue canne .38 Super Auto in modo che la
cartuccia faccia head-space sullorlo del bos
solo e non pi sul minuscolo risalto (rosata e
sicurezza di funzionamento ne risultano dra
sticamente migliorate); sono in commercio del
le Combat Commander in calibro 9 Steyr ma
tricolate come armi della Serie 80 ma mancan
ti della sicura al percussore e quindi Serie 70
a tutti gli effetti.
Dopo lunghi anni di forzato digiuno final
mente anche gli appassionati italiani posso
no disporre di quasi tutti i modelli basati sulla
O trame. Sono infatti disponibili: Government
brunita, inossidabile e ultimate; Combat Eli
te; Officers brunita, inossidabile, ultimate
e lightweight; Gold Cup brunita e inossida-

52

lia sono camerate per la .45 HP, cartuccia ad


hoc per il nostro Paese dove il .45 ACP viene
ancora considerato cattivo e se ne differen
zia per il bossolo pi corto di un millimetro,
sovrapponibile alla hardball del .45 ACP
(FMJRN da 230 grani) non per intercam
biabile con questa.
Per completare il quadro sulla Serie 80, si
deve ricordare la Mustang, minuscola pistola
calibro 9 corto a chiusura stabile derivata dalla
Government .380 con procedura identica a
quella che ha portato dalla Government 45
ACP alla Officer ACP.
forse pleonastico ma giova aggiungere
che i carrelli dellaSerie 80 non sono intercam
biabili con quelli della Serie 70 a meno di im
portanti modifiche.

LA MECCANICA COLT-BROWNING

Cuore di ogni arma la chiusura e quella


Colt-Browning rappresenta una pietra milia
re nellevoluzione delle armi corte, oltre ad es
sere, ancora oggi, una delle pi usate (nella
forma originale, perch se si considerano an
che quelle derivate, la chiusura Browning
stata ed la pi usata, in assoluto, su pistole
con chiusura geometrica).
Tipologicamente, quella della Government
una chiusura stabile a corto rinculo e cio,
sia prima che dopo lo sparo, canna e carrello
sono saldamente collegati da un vincolo mec
canico che si interrompe solo dopo una cor
sa iniziale di lunghezza inferiore a quella del
bossolo (max. 0,5 I. bossolo), quando le pres
sioni in canna sono ormai scese a livello di si
curezza.
Nella pistola Colt, otturatore e carrello for
mano un solo pezzo, nella parte superiore del
carrello (davanti alla finestrella di espulsione)
sono ricavati due intagli semilunari nei quali,
ad arma chiusa, alloggiano i corrispondenti ri
salti della canna; questa articolata su una
bielletta (posta sotto la camera di scoppio) col
legata al castello da un perno intorno al qua
le pu ruotare (il perno quello dellholdopen). Alla partenza del colpo canna e carrello
rinculano, per un primo tratto, solidamente col
legati; durante questo primo tratto la canna
inizia ad abbassare la culatta che compie una
rotazione di un arco di cerchio (la canna il
raggio e la volata il centro) al cui termine i ri
salti escono completamente dalle sedi (lab
bassamento della culatta avviene sotto lazio
ne della bielletta) svincolando canna e carrello.
A svincolo avvenuto, la canna si arresta men
tre il carrello continua la sua corsa retrogra
da vincendo la forza della molla di recupero,

molla che, distendendosi, riporter il carrello


in batteria provocando la cameratura di una
nuova cartuccia e lattuazione della chiusura.
Con la cameratura del colpo entra in gioco
un aspetto importantissimo, ma ai pi scono
sciuto, della meccanica Colt-Browning: lali
mentazione controllata. Chiunque abbia os
servato, anche solo fuggevolmente, la relazio
ne tra canna e fusto esistente sulle semiau
tomatiche Colt, non pu non essersi chiesto
come possibile che queste pistole digerisca-

Contrariamente a quello che accade su mol


te pistole (che camerario il colpo e poi lo ag
ganciano con l'estrattore), sulle armi di tipo
Colt-Browning la gola sul bossolo viene impe
gnata dall'estrattore gi quando la cartuccia
sta fuoriuscendo dal caricatore. Questa carat
teristica, riscontrabile anche sul K 98, contri
buisce non poco alla leggendaria affidabilit
della pistola in esame.

53

54

no cartuccia su cartuccia con monotona re


golarit. pur vero che la .45 ACP con palla
FM-J munizione ideale per quanto riguarda
lalimentazione, quale che sia larma per es
sa camerata (massa notevole, indovinato rap
porto lunghezza diametro, bossolo rimless a
pareti diritte, profilo esterno della palla), ma
per le .45 con altra palla e per le munizioni
adottate, di volta in volta, sullo old warhor
se? La risposta ad una domanda del genere
investe pi fattori (lucidatura ed angolo della
rampa di alimentazione, raccordo degli spigoli
vivi suila faccia posteriore della canna, finitu
ra della camera di cartuccia, ecc.) ma, fra que
sti, quello di gran lunga pi importante lali
mentazione controllata.

Alimentazione controllata significa che la


cartuccia viene estratta dal caricatore ed im
pegnata dallunghia estrattrice (in verit lun
ghia estrattrice inizia ad impegnare la gola nel
bossolo gi prima che questo lasci le labbra
del caricatore) prima di essere del tutto came
rata (come avviene nelle azioni K 98); in que
sto modo la pistola pu sparare da qualunque
posizione (anche rovesciata) senza che la car
tuccia assuma angolazioni tali da prevenirne
la cameratura. Con la normale cartuccia a pal
la la parte anteriore della stessa inizia a scor
rere suila rampa (al limite urta contro il cie
lo della camera di cartuccia se ia munizione
molto lunga) prima che il bossolo abbia ab
bandonato completamente il caricatore ma,

55

con lalimentazione controllata, accade che


contemporaneamente lunghia estrattrice im
pegni la gola e quindi controlli la parte poste
riore della cartuccia. In fase di alimentazione,
la cartuccia trattenuta sia davanti (rampa)
che dietro (unghia estrattrice) durante tutto il
ciclo di alimentazione e pertanto, anche quan
do ha lasciato le labbra del caricatore, non pu
presentarsi disassata rispetto alla camera.
Con munizioni pi corte rispetto al .45 ACP
standard (.45 ACP con altra palla, 9 parabel
lum, altri calibri con palle leggere) neces
saria una modifica ai caricatori (attuata da di
versi anni sulle Colt commerciali) in modo che
le labbra degli stessi liberino il bossolo prima
di quanto non accada con i normali caricatori
militari; cos facendo la gola sul bossolo vie
ne impegnata anticipatamente dallunghia
estrattrice e la cartuccia inserita in camera
sufficientemente allineata con lasse della
stessa e non molto disassata, come normal
mente avverrebbe usando munizioni di lun
ghezza inferiore alla standard (questo riduce
anche la possibilit che la bocca del bossolo
e/o la testa della palla si impuntino sulla ram
pa o sui bordi della camera). Naturalmente,
per lalimentazione controllata risultano criti

che la distanza tra unghia estrattrice e faccia


otturatore nonch le condizioni della faccia e
dellunghia. Una distanza eccessiva o insuf
ficiente provoca inceppamenti, cos come li
provocano eventuali scabrosit sulla faccia
dellotturatore o sulla superficie dellunghia
estrattrice (lo spigolo inferiore della stessa de
ve sempre essere raccordato e mai vivo).
Tutta la meccanica della Government im
prontata alia massima semplicit ed anche la
catena di scatto non fa eccezione. Premen
do il grilletto questo, con il suo prolungamen
to, agisce sulla leva di scatto sottraendola al
cane il quale sotto lazione della molla cineti
ca, percuote 1 percussore inerziale alloggia
to nel carrello. Larma non funziona a raffica
per la presenza di un disconnettore che vie
ne attivato dal carrello, infatti la testa del di
sconnettore protrude dal fusto (sulla mezze
ria davanti al cane) e non viene premuta ver
so il basso (interrompendo la catena di scat
to) solo quando larma in chiusura perch
allora coincide con una apposita sede ricavata
nella parte inferiore dellotturatore. La pisto
la dotata di una sicura manuale, posta sul
la sinistra del fusto, che blocca la leva di scatto
ed inseribile solo con cane armato; pre-

Coonan e L.A.R. Grizzly (pagina accanto) so


no, calibri a parte, solamente l'ennesima rivi
sitazione del progetto Colt-Browning e diver
se parti di queste armi sono intercambiabili
(talvolta con qualche aggiustaggio) con le ana
loghe delle Government.

56

sente anche una sicura dorsale che impedi


sce la partenza del colpo se larma non sal
damente impugnata. Unici potenziali punti de
boli della catena di scatto sono la molla a la
mina multifunzionale e lindebolimento della
leva di scatto provocato dalla necessit di la
sciare spazio per il passaggio del disconnet
tore (questo passa attraverso la leva di scat
to). La molla a lamina multifunzionale dota
ta di tre branche che caricano: grilletto (fun
ge da molla antagonista), leva di scatto, di
sconnettore e sicura dorsale. Dopo un lungo
uso la molla a lamina pu indebolirsi (sopra
tutto la branca allestrema destra che carica
la sicura dorsale) ma, quasi mai, rompersi.
possibile ridare forma alla branca indebolita
ma pi semplice sostituire lintera molla per
ch facilmente disponibile ed a un prezzo con-

tenuto.
Per anni praticamente invariata a meno del
collet bushing, la meccanica Government ha
visto solo recentemente una aggiunta signifi
cativa costituita dal bloccaggio del percusso
re. degno di nota come, con relativamente
poche modifiche sia stato cos possibile eli
minare un vero tallone di Achille proprio di tut
te le pistole con percussore inerziale: la par
tenza accidentale di colpi in seguito a caduta
dellarma, sia a cane alzato che abbassato.
Con la meccanica Government stato fat
to praticamente di tutto e cos pistole nuove
come la L.A.R. Grizzly 45 Magnum e la Coonan .357 Model A sono solo Government ri
vedute e corrette. Rivedute e corrette fino ad
un certo punto visto che diverse parti risulta
no intercambiabili o quasi.

57

Colt Government e automatica .45 ACP so


no quasi sinonimi; la pistola di Browning sta
ta inizialmente dimensionata intorno al .45
ACP ed stato questo uno dei motivi di suc
cesso ( valido anche il contrario) viste le no
tevoli prestazioni della cartuccia e la sua mor
fologia che, insieme alla notevole massa del
la palla ed alle basse pressioni erogate, faci
litano non poco il corretto funzionamento di
una pistola semiautomatica anche in condi
zioni limite. Loriginale cameratura in .45 ACP
ha poi consentito anche un vasto potenziale
di sviluppo perch, progettata intorno ad una
grossa cartuccia, la Government non ha po
sto problemi eccessivi quando si trattato di
passare a munizioni pi rispondenti ad altre
esigenze ma dimensionalmente pi piccole.
Tecnicamente, storicamente e quantitativa
mente, la .45 ACP risulta pi importante di
qualsiasi altra cartuccia adottata per la Go
vernment e non sono poche le cartucce via
via camerate nella grossa Colt, come la .455
Webley Auto, .38 Super Auto, 9 Parabellum
.22 L.R., .38 Special Wad Cutter, 7,65 Para
bellum, 9 Steyr e .45 HP (le ultime tre esclu
sivamente per il mercato italiano) sono le car
tucce per le quali la Government e i suoi deri
vati sono stati camerati dalla Colt. Non pro
ponibile trattare tutte le munizioni che, in un
modo o nellaltro, hanno avuto a che fare con
Government e derivati; per questo motivo li
miteremo lanalisi al .45 ACP ed alla .38 Su
per Auto, questultima perch ha segnato una
svolta essendo stata la prima cartuccia ad al
ta intensit camerata nella Government.

.45 ACP
Sviluppata da John Moses Browning nel
1905 ed adottata nel 1911 daHU.S. Army in
sieme alla Colt Government , insieme al 9 Pa
rabellum, la pi diffusa munizione miltiare per
armi corte e pistole mitragliatrici al di fuori del
blocco comunista.

58

Dotata di indubbie qualit per quanto riguar


da lalimentazione, la sicurezza di funziona
mento e le prestazioni di balistica terminale,
per una cartuccia a bassa intensit (press.
max ammissibili inferiori a 1.350 atmosfere)
e come tale dotata di relativamente bassa Vo
con conseguente scarso potere perforante e
traiettoria curva. Lessere una munizione a
bassa intensit per anche un vantaggio per
il modo in cui si sviluppa la curva pressoria
e per la contenuta pressione unitaria, con con
seguenti minime sollecitazioni impartite allar
ma (N.B.: non ci riferiamo allenergia di rin
culo, decisamente notevole, ma alle pressio
ni di esercizio ed alla temperatura dei gas).
Originariamente il .45 ACP montava una
palla da 200 grani con V0 = 900 f/p.s. ma i
militari preferirono adottare una palla da 230
grani (disegnata dal Frankford Arsenal) per In
crementare potere di arresto e sicurezza di
funzionamento. Per molti anni (fino alla fine
degli anni 30) sono coesistite entrambe le ver
sioni, attualmente le munizioni militari sono
quelle sotto elencate.
Cartridge, callber .45, Ball, M 1911
palla FMJRN pesante 234 grani con rive
stimento in lega di rame oppure 231 gra
ni con rivestimento in acciaio decarbura
to placcato con gildlng.
Vm= 855 f/p.s. a 25,5 piedi dalla bocca
P. max = 19.000 P.S.I. bossolo in ottone.
Cartridge, caiiber .45, Ball, M 1911, Steel
Case, c.s. ma con bossolo in acciaio.
Cartridge, caiiber .45, Ball, M 1911, Match
Grade palla FMJRN da 234 grani rivestita
in lega di rame
Vm= 855 25 f/p.s. a 25,5 piedi dalla boc
ca P. max 19.000 P.S.I.
Bossolo in ottone dispersione media
max. ammissibile = 3 a 50 yds
Cartridge, caiiber .45, Test, High Pressu
re, M1

munizionamento di prova da non usarsi


normalmente nellarma, sviluppa una P.
max = 22.000 P.S.I.
Cartridge, caliber .45, Blank, M9
cartuccia a salve, ammessa una perfo
razione max. con 0 0,1 su schermo di
carta a 15 piedi dalla volata. Ne esiste an
che la versione con bossolo in acciaio: M9
Steel case.
Cartridge, caliber .45, Tracer, M26
dati balistici come .45 Ball, M1911, il trac
ciate deve essere visibile da 15 yards dal
la volata fino alla distanza minima ammis
sibile di 150 yards. Ne esiste anche la ver
sione con bossolo in acciaio: M 26 Steel
case.
Cartridge, caliber .45, Match, Wad cutter
Munizioni commerciali acquistate di volta
in volta per luso di gara, devono posse
dere i seguenti requisiti (riferiti ad una se
rie di 10 colpi):
palla da 185 grani FMJSWC rivestita in gilding; a 15 piedi dalla volata, la variazione
max. ammessa di velocit 45 piedi su
una Vm= 765 f/p.s.; la pressione media
max. ammessa deve essere pari od infe
riore a 18.000 P.S.I. con una escursione
massima (tra il colpo con pressione pi alta
e quello con pressione pi bassa) inferio
re ai 6.200 P.S.I..
Dummy cartridge, caliber .45, M 1921

false cartucce per familiarizzazione al ma


neggio dellarma, si identificano esterna
mente per la presenza di un foro sul bos
solo. Ne esiste anche la versione con bos
solo in acciaio: M 1921 Steel case.

Munizioni .45 a pallini destinate


alte FF.AA.
Negli anni '30 la fabbrica Peters vendeva
una cartuccia cal. .45 ACP con la palla sosti
tuita da un contenitore in carta pieno di palli
ni; questa munizione era destinata ad essere
usata nei Thompson per il controllo delle ri
volte allinterno dei carceri. Nel 1942 la Re
mington ricevette un contratto, da parte dellArmy, per la produzione di una cartuccia si
mile a quella della Peters ma destinata alla
sopravvivenza dei piloti abbattuti (in quel
lepoca, lAviazione militare degli S.U. era
una branca dellEsercito e si chiamava
U.S.A.A.F.). Le cartucce Remington, denomi
nate M 12, rimasero poco in servizio perch
il contenitore di carta assorbiva facilmente
umidit deformandosi e/o lacerandosi. Nel
1944 la M12 fu sostituita dalla M 15 con bos
solo pi lungo e senza contenitore in carta.
Sia la M12 che la M15 venivano incluse nei
kits di sopravvivenza, spesso insieme ad una
canna liscia per la 1911 A1, ma non erano
completamente soddisfacenti perch risulta
va impossibile usarle con i caricatori e la pi
stola poteva sparare solo un colpo per volta.
Luso della M15 continuato fino alla Guerra

Una cartuccia calibro .45 ACP con palla incamiciata FMJ FIN, una cartuccia .45 ACP commer
ciale della Frontier con palla Sl/I/C da 185 grani, ed a destra una cartuccia commerciale cali
bro .45 HP della Hirtenberg.

59

di Corea per poi scomparire, durante la Guerra


del Vietnam si ripresent la necessit di una
munizione cal. .45 ACP con caricamento a pal
lini; questa volta era per conditio si ne qua
non che la cartuccia a pallini permettesse il
funzionam ento degli automatismi nelle
1911A1 e negli M 3 Grease Guns e non pre
sentasse il minimo problema di alimentazio
ne dai caricatori; infatti, la cartuccia richiesta
non era destinata solo alla sopravvivenza in
ambiente ostile, ma anche a imprecisate ope
razioni speciali. La nuova munizione impie
gava un bossolo convenzionale ed un conte
nitore in plastica e conteneva 28 pallini n. 4
ed un panettone 00 (laccento era evidente
mente posto sulle operazioni speciali). La
cartuccia cal. 45 a pallini non ha mai ricevuto
una denominazione ufficiale, n se ne cono
sce il fabbricante; scarsamente diffusa e me
no usata , ai pi, quasi sconosciuta e ne so
pravvivono pochissimi esemplari appartenenti
a collezionisti. Alcune confezioni originali (pro
venienza CIA?) esistono oggi solo nella rac
colta dei laboratori balistici dello FBI; le car
tucce (bossolo marcato Sako!) sono impac
chettate in contenitori sterili da 20 colpi, ogni
contenitore reca solo una etichetta su cui
scritto: 20 cartridges, cal. .45 Special Purpose.

60

KTW e Arcane, due tipi d i munizioni che han


no portato del nuovo nel campo delle cartuc
ce per pistola dando anche una nuova perso
nalit a calibri come il .45 ACP che, soprat
tutto con le Arcane, vede accrescere le sue
possibilit d i impiego.

Munizioni Metal penetrating


ed armour piercing
Uno dei difetti del .45 ACP la scarsa pe
netrazione, a questo si cercato di porre ri
medio in vari modi; malgrado non esista una
cartuccia .45 perforante standardizzata per
uso militare, diversi arsenali governativi e fab
briche civili hanno prodotto munizioni metal
penetrating ed anche armour piercing de
stinate alluso militare e di polizia. Le strade
battute sono state di tre tipi: palla di peso stan
dard con camiciatura, in acciaio, molto spes
sa e spinta fino a pi di 900 f/p.s. (una bella
sventola); palla pi leggera (in genere 185 gra
ni) con nucleo perforante in acciaio (es. le Remington Highway Master) a velocit intorno ai
1.000 piedi al secondo; palla leggerissima con
nucleo in acciaio temperato o in tungsteno e
rivestimento in teflon, spinta a velocit impen
sabili per il .45 ACP (fino a 1.200-1.300 f/p.s.).
La prima soluzione sollecita troppo larma ed
ha valore solo come metal penetrating, sta

ta, per lungo tempo, la preferita dai militari per


ch, anche se il potere perforante ben lon
tano dalla semplice munizione a palla 9 Pa
rabellum NATO, conserva un altissimo stop
ping power; la seconda ormai da tempo in
disuso (le Highway Master non vengono pi
prodotte dai primi anni 70 e non ci risulta che
fabbriche civili o stabilimenti governativi pro
ducano, attualmente, un qualche cosa di equi
valente) ma la terza si dimostrata quella vin
cente, dando nuove ed insperate possibilit
al .45 ACP. La munizione perforante con nu
cleo in acciaio temperato (il tungsteno sta
to abbandonato per motivi di costo) stata
messa a punto dalla KTW e la sua realizza
zione ha richiesto luso di tecnologie moder
nissime, infatti, solo la camiciatura In teflon
(un lubrificante solido polimerico) ha consen
tito di raggiungere velocit iperboliche (per il
.45) senza un eccessivo innalzamento del tetto
pressorio (incompatibile con la strutturazione
del binomio arma cartuccia); la .45 perfo
rante della KTW ha, pi o meno, le stesse ca
pacit penetrative di un 9 Para Armour Pier
cing di foggia convenzionale; chiaramente,
quando la stessa tecnologia viene applicata
alla 9 Parabellum i risultati sono ancora su
periori. Un altra munizione che fa uso di pal
la leggerissima spinta a velocit folli lArca-

ne Francese questa cartuccia d risultati no


tevoli in tutti i calibri ed eclatanti nel .45 ACP.
Per una sua analisi rimando i lettori al n. 2/86
della rivista.

Nuova palla a testa piatta


Ultima evoluzione nello sviluppo del .45
ACP, come cartuccia militare, la nuova pal
la da 230 grani studiata dai tecnici deilA.F.A.L. (io stesso del programma XM 9). La
palla messa a punto nei laboratori dellAir For
ce a testa piatta (incrementando cos il po
tere di arresto senza dover ricorrere a muni
zionamento espansivo, proibito, per uso mili
tare, dalle convenzioni internazionali) ma non
presenta problemi di alimentazione grazie al
particolare profilo esterno, studiato in modo
tale che, quando incontra la rampa o la ca
mera, la palla presenti sempre una superficie
convessa. Tests esaurienti hanno dimostrato
che la nuova palla offre sicurezza di alimen
tazione uguale o superiore rispetto alla clas
sica round nose. le FF.AA. Statunitensi non
hanno adottato la nuova palla ma, nel contem
po, stata sviluppata anche una palla analo
ga per il 9 parabellum (peso 124 grani); quin
di probabile che, anche col passaggio alla 92
F, le cartucce destinate a pistole e mitra in uso
nei Servizi U.S.A. non adotteranno pi la clas
sica palla round nose, sostituendola con quella
a testa piatta.

61

Anche se la carriera marziale della nuova


palla sviluppata dallA.F.A.L. rimandata ad
un incerto futuro e ad un altro calibro, la stessa
palla stata molto ben accettata sul mercato
civile e viene venduta come componente per
la ricarica (dalla Hornady nel cal. .45ACP e
9 Para) ma anche montata su munizioni di fab
brica (cartucce Frontier, una fabbrica di pro
priet della Hornady). Con la palla della Hor
nady lasciamo il campo delle munizioni con

Cartuccia .45 ACP brasiliana prodotta dalla


D.T.P.E.

62

uso totalmente o prevalentemente marziale


per quello delle cartucce destinate al merca
to civile. Limiti di spazio ci impediscono di af
frontare largomento, se non per sommi capi.
Attualmente sono disponibili, sul mercato ci
vile U.S.A., diverse decine di caricamenti per
il .45 ACP e, anche trascurando i caricamen
ti speciali (e ce ne sono molti come Glaser Safety Slug, Hard Cap a pallini, ...), le cartucce
di fabbrica (non accenniamo neanche alle pos
sibilit offerte ai ricaricatori) sono tantissime
e tali da soddisfare qualsiasi esigenza (a so
lo titolo di esempio ricordiamo che il .45 ACP
viene caricato commercialmente con palle di
tutte le fogge aventi peso compreso tra 180
e 230 grani e velocit pi elevate sono riser
vate per le palle di peso minore). Lunico li
mite del .45 ACP e della Government nel tet
to pressorio, che non pu superare le 19.000
P.S.I. a meno di gravi rischi (il bossolo del .45
ACP ha pareti sottili ed inoltre la camera di
cartuccia, per lasciare spazio alla rampa di ali
mentazione, conformata in modo da non
supportare completamente le pareti del bos
solo); queto fatto, insieme allo sviluppo di wildcat basati sul .45 ACP (.41 Avenger, .38/.45)
ha portato alla nascita di nuove cartucce de
rivate dal .45 ACP ma che, rispetto alla pro
genitrice, hanno maggior lunghezza e pareti
pi spesse. Sono cos apparse le .45 Wildey
Magnum e la .451 Detonics Magnum che ven
gono impiegate in armi radicalmente nuove,
come la Wildey a presa di gas, oppure in ver
sioni pesantemente modificate della ColtBrowning (.451 Detonics Magnum e kits di
conversione per Government e Commander)
o anche in armi ispirate alla Colt ma diversamente strutturate (Grizzly).

Introdotta nel 1929, come versione poten


ziata della vecchia .38 Auto, quale munizio
ne sportiva e per uso da parte delle forze di
Polizia (sembra per la capacit di penetrare
i giubbotti antiproiettile allora piuttosto In uso
da parte della Mafia) la .38 S.A. stata, fino
a poco tempo fa, la pi veloce e potente mu
nizione per pistola semiautomatica prodotta
negli U.S.A. (nella Government, che ha la can
na da 5 , la palla FMJ da 130 grani viaggia
ad una media di 1.275 f/p.s.). Malgrado lo
scarso rinculo (rispetto al .45 ACP) e le otti
me prestazioni velocistiche (in media, a pari
t di peso di palla, la .38 sviluppa 200 piedi
al secondo pi del 9 Parabellum) non ha mai
avuto un grande successo; questo fatto do
vuto a diversi fattori come la presenza di altri
calibri pi affermati (.45 ed i vari 9 mm.) e la
mancanza, fino ad epoca recente, di carica
menti commerciali con palla diversa dalla FMJ
da 130 grani; comunque, quello che pi ha In
fluenzato lo scarso successo del .38 S.A. si
curamente la scarsa precisione dimostrata nel
le Government fino alla serie 70. Cos come
usciva dalla fabbrica, una Colt .38 S.A., era
raramente in grado di competere, come pre
cisione, anche con una 1911 A1. Il bossolo del
Super Auto del tipo semirimmed e lheadspace dipende dalla piccola corona circolare
formata dal rim (larghezza massima 0,022 )
invece che dalla lunghezza del bossolo come
avviene nello ACP e nel 9 Para (questultimo
aiutato anche dalla conicit del bossolo); se
si considera che spessore e larghezza del rim
possono variare da lotto a lotto e da fabbri
cante a fabbricante, si capisce come pu ac
cadere che il bossolo entri troppo a fondo in
camera e venga trattenuto dal solo estrattore

oppure, al contrario (se ha rim troppo spes


so) abbia una headspace troppo corto. Le va
riazioni nello headspace portano a variazioni
dellaccensione nellinnesco e quindi a varia
zioni del punto di impatto (ferma restando
qualsiasi altra variante). Lunico mezzo per fa
re si che il .38 S.A. eroghi tutta la precisione
di cui potenzialmente capace consiste nel
cambiare headspace e farlo avvenire sullor
lo del bossolo; a questo scopo si pu ricorre-

Tre cartucce calibro .38 Super Auto con pal


la FMJ.

63

re a modifiche della canna originale (brasa


tura di una boccola e successiva rialesatura
con un reamer opportuno), oppure alla sua so
stituzione con una della Bar-Sto (o le nuove
Colt) dove lheadspace avviene gi sullorlo
del bossolo.
La .38 S.A. risulta molto importante nella
evoluzione della Government perch rappre
senta la prima munizione ad alta intensit per

cui larma stata camerata (circa 35.000 P.S.I.


contro i 19.000 della ACP), ed un vero pec
cato che non sia stata apprezzata come avreb
be dovuto perch, se opportunamente came
rata e caricata, potrebbe essere quasi lequi
valente di un .357 Magnum, con palla legge
ra sono tranquillamente raggiungibili energie
cinetiche dellordine dei 70 Kgm. accoppiate
con precisione adeguata).

Stampa: Grafiche Consolini (Bo)


Allegato alla rivista Diana Armi
Tutti i diritti sono riservati

64

A cura di:

VITTORIO BALZI

1 - NASCITA DELLA P 38

Con la sua P 88, da pochi mesi presentata


in veste definitiva sui mercati mondiali, la Walther propone un ulteriore modello di pistola militare a doppia azione dotata di notevoli caratteristiche tecniche e funzionali. Per la Walther
e per tutti gli appassionati d armi, il 1988 non
solo lanno che ha visto lintroduzione di un
nuovo modello; anche lanno del giubileo
della P 38: la prima pistola militare a doppia
azione del mondo intero, avveniristica al mo
mento della sua introduzione in servizio ed an
cora oggi attuale sia nella concezione che nel
le possibilit operative.
La prima pistola Walther in calibro 9 Para
bellum fu un semplice ingrandimento della
Mod. 4 calibro 7,65 Browning e venne offerta

commercialmente negli anni 1915-1917. Linizio della Grande Guerra e la disponibilit di


disegni pi validi preclusero ogni possibilit
alla Walther 9 Para con chiusura labile e fu
solo nel periodo a cavallo tra la fine degli anni 20 e linizio dei 30 che apparvero ben due
nuove Walther 9 Parabellum. Denominate entrame Mod. MP (Militr Pistole), le due pistole erano esteticamente molto simili ma utiliz-

P. 38 e P88: la sintesi di cinquanta anni di pistole Walther a chiusura stabile.

4
1

Primo tentativo di realizzare una pistola Wal


ther calibro 9 Parabellum fu quello concretiz
zatosi in una versione pantografata della Mod.
4.

nominazione MP. Fu questa terza MP ad ori


ginare tutta la successiva famiglia delle Wal
ther a chiusura stabile, e non, come comune
mente affermato, la derivata Armee Pistole.
La MP terza serie (definizione personale ed
impropria adottata solo per non ingenerare
confusione) era dotata di una catena di scat
to derivata da quella delle PP ma con laggiun
ta di una sicurezza automatica nel fusto che
impegnava il cane impedendogli di raggiun
gere il percussore anche in caso di urto sulla
volata; aveva inoltre il cane coperto da una ca
renatura del carrello ed il primo colpo poteva
quindi essere esploso solo in doppia azione.
Sulla MP terza serie comparve una nuova
chiusura stabile costituita da due blocchetti
scorrevoli verticalmente, situati sui fianchi del
la canna quasi in corrispondenza della camera
di scoppio e dotati ciascuno di due risalti: uno
antera-superiore ed uno infero-posteriore. Con
la pistola in batteria pronta al fuoco i blocchetti,
sotto la spinta di risalti del fusto, sono nella
posizione superiore e rendono solidali canna
e carrello che iniziano a rinculare insieme do
po la partenza del colpo fino a quando la can
na non viene arrestata da un apposito risalto.
In corrispondenza allarresto della canna i
blocchetti di chiusura vengono a mancare del
lappoggio inferiore e possono cos scendere
a questo forzati dal movimento retrogrado del
carrello, carrello che agisce sui risalti poste
riori. La discesa dei blocchetti libera comple
tamente il carrello che pu continuare la sua
corsa retrograda completando estrazione ed
espulsione e comprimendo le due molle di re
cupero simmetriche.

zavano un diverso tipo di chiusura. Una delle


MP era semplicemente una PP pantografata
e manteneva quindi la chiusura labile, laltra
faceva uso di una chiusura metastabile simi
le a quella della Remington 51. Riprodotte in
numero limitatissimo di esemplari, soprattut
to la seconda che praticamente sconosciu
ta, la due MP scomparvero ben presto per fa
re posto ad un nuovo radicale disegno che sta
va prendendo forma sotto la matita di Herr
Fritz Walther e che ricevette anchesso la de

Ulteriore stadio nello sviluppo delle Walther


a chiusura stabile fu la AP (Armee Pistole, Pi
stola per lEsercito) che corresse molti dei di
fetti della precedente MP. Fu aggiunto un pon
ticello di rinforzo nella parte anteriore del car
rello prima completamente aperta; lo slidestop ed il chiavistello di smontaggio non furo
no pi concentrati in un unico comando ma
in due separati e con forma molto simile a
quella definitiva; catena di scatto e tutte le parti
interne ricevettero delle modifiche ma la mo
difica pi importante fu quella relativa alla
chiusura: abbandonati i due chiavistelli ven
ne adottato un unico chiavistello oscillante
svincolato da un pistoncino e dotato di due

Il 1988 l anno del giubileo della P. 38 che


la Walther ha voluto celebrare con una ver
sione ad hoc della sua P. 38 post bellica ; ol
tre alla favolosa tiratura delle superfici, alle do
rature ed alle speciali guancette in legno, que
sta P. 38 ha, per la gioia di collezionisti ed ap
passionati, il fusto in acciaio invece che il le
ga leggera.

PP (a sinistra) e PPK sono sulla breccia dal


1929 ma conservano intatta la loro validit-, col
loro successo contribuirono a creare la base
industriale sulla quale si poi sviluppata la P.
38.

Questa Mod. MP pu apparire semplicemen


te come un altra PP pantografata e soggetta
ad alcune modifiche di dettaglio, in realt su
questa arma venne adottato un ritardo di aper
tura concettualmente simile a quello della Re
mington 51.

La prima delie Walther Mod. MP fu una PP


ingrandita e camerata in 9 Parabellum.

alette laterali. Questultimo sistema fu quello


definitivo mantenuto inalterato sulle succes
sive P. 38.
A questo punto si potrebbe supporre che il
prossimo stadio evolutivo sia stata la Heerespistole mentre in realt ci furono delle varia
zioni caratterizzate dal ritorno alla denomina
zione MP e facilmente riconoscibili esterna
mente perch per la prima volta i fianchi del
carrello vennero lasciati completamente lisci
senza i due risalti delle MP precedenti ed il

Si crede comunemente che mamma della


P. 38 sia stata la Mod. AP\ in realt l origine
della famiglia deve essere fatta risalire ad una
ennesima Mod. MP, arma che gi conteneva
in nuce molte delle caratteristiche proprie
della P. 38.
3

La MP terza serie (definizione inventata dal


l autore per distinguerla dalle precedenti) adot
tava una chiusura concettualmente assimila
bile a quella della P. 38 ma realizzata attra
verso due blocchetti scorrevoli verticalmente
ed alloggiati sui fianchi della canna.

singolo della AP. Le MP furono le ultime Wal


ther calibro 9 Para con canne coperto ed II loro
quarto sviluppo sperimentale (verso la fine del
1937 visto che I relativi brevetti sono del gen
naio 1938 mentre quelli delle MP con cane in
terno sono del 1936 e lattivit di ricerca con
tinu nel 36-37 sulle AP ed MP della terza
serie sperimentale) vide finalmente II cane sco
perto anche se con forma non definitiva e cre
sta slmile a quella della successiva Tokarev.
Se le prime MP IV serie furono semplicemente
delle AP con cane esterno, le ultime incorpo
rarono una caratteristica unica che ha poi co
stituito uno dei tratti peculiari delle P. 38 ed
oggi ritenuta indispensabile su tutte le pi
stole: la sicura automatica al percussore.
Il brevetto tedesco n. 715.716 del 2 aprile
1938 quello relativo alla Walther Mod. HP
(Heeresplstole) e fu questa pistola, ulteriore
affinamento della MP, ad essere presentata
alla gara indetta dalla Wehrmacht per lado
zione di una nuova arma da fianco (anche se
probabilmente le prime armi presentate furo-

Anche se non proprio la mamma della P.


38, la Mod. AP (Armee Pistole) pu comun
que aspirare a questo titolo visto che fu su
questa che venne adottato per la prima volta
il chiavistello di chiusura oscillante.

Versione sperimentale a canna lunga della


Mod. AP\ cos come era molto di moda in que
gli anni, questa pistola poteva essere dotata
di calciolo amovibile.
4

ma venne sperimentato anche un diverso si


stema di sicura che prevedeva, oltre al bloc
caggio, l'avanzamento del percussore in mo
do da sottrarlo allimpatto del cane che anda
va cos ad urtare direttamente sul carrello; da
notare che tutte le Mod. HP con sicura che
sposta in avanti il percussore hanno la testa
di questo particolare a sezione quadrata men
tre, al contrario, non tutte le pistole con per
cussore a testa quadra hanno la sicura che
sposta il percussore In avanti e mantengono
invece la sicura automatica e quella abbatti
cene Il cui barilotto sblocca II percussore pri
ma dellimpatto.
Come gi detto lattivit sperimentale fu no
tevole e cosi vi furono Mod. HP con fusto In
lega leggera, altre In calibro 7,65 Parabellum
a singola o doppia azione, altre ancora con
mire per il tiro notturno o con riferimenti colo-

no delle MP IV serie) ed a diventare poi P. 38


dopo ladozione ufficiale. interessante no
tare come durante tutto lo sviluppo delle Wal
ther a chiusura stabile lattivit di ricerca e spe
rimentazione non sia mai stata interrotta fino
al 1940 e sla continuata, sia pure su scala ri
dotta anche in epoca successiva.
La stessa HP stata sotto sottoposta ad un
numero infinito di sperimentazioni e modifiche,
spesso insignificanti ma continue. Il passag
gio dalla MP IV serie alia HP comport un nuo
vo disegno dellimpugnatura e di altri partico
lari; vide inoltre ladozione di un nuovo estrat
tore, dellavviso di colpo in camera e del car
rello aperto superiormente chiuso da un ele
mento rettilineo dotato di appendici elastiche
che serve anche per trattenere la tacca di mi
ra. La Mod. HP mantenne la sicura automati
ca al percussore gi sperimentata sulla MP

Se seguiamo l albero geneologlco della P. 38,


dopo la Mod. AP ritroviamo un altra Mod. MP\
per la verit ne troviamo diverse, una delle
quali qui raffigurata montata e parzialmen
te scomposta.

Fig. 8

rati, eco.. Le Mod. HP passarono attraverso


ben tre diversi stadi di sviluppo e la terza se
rie fu quella definitiva che vide, oltre a modi
fiche di dettaglio, labbandono del percusso
re a testa quadra in favore di quello con testa
circolare.
Malgrado la sigla P. 38 stia a significare Pi
stola adottata nellanno 1938, ladozione for-

Richiesti nel 1937, i brevetti pe r la meccani


ca della Mod. AP vennero concessi sul finire
del 1938 e portano le firme di Fritz Walther e
Fritz Barthelmes.

Nov. 8, 1938.

2,135,992

F. W ALTHER ET AL
AUTOMATIC

FISTOL

Filed May 29, 1937

- 2 Sheets-Sheet 1

male della P. 38 porta la data del 26 aprile


1940 mentre linizio della produzione, avve
nuta in una fabbrica costruita ad hoc per pro
durre le pistole destinate alla Wehrmacht,
de! tardo 39 con la c.d. serie Zero (cos chia
mata perch le matricole iniziavano col nume
ro zero) allinterno della quale si riscontrano
ben quattro varianti sperimentali (vennero spe
rimentate molte modifiche di dettaglio o an
che di una qualche sostanza, alcune delle
quali gi sperimentate in passato come la si
cura che blocca il percussore e lo sottrae al
cane spostandolo in avanti).
Nel frattempo la Walther commercializz le
praticamente identiche Mod. HP, sia per i mer
cati civili che per quelli militari (pratica dura-

La Mod. HP (Heeres Pistole) destinata al mer


cato civile, si differenziava dalle armi destinate
ai militari per la splendida finitura delle su per
fid.

Mod. H p calibro 7,65 Parabellum.

Vari tipi di sicura automatica al percussore


sperimentati dalla Walther, l ultimo a destra
quello definitivo usato ancora oggi.
8

la fino alla fine della guerra; la RSI, ad esem


pio, acquist delle Mod. HP in tutto identiche
alle P. 38 dello stesso periodo) ma la direzio
ne della Walther non tard a comprendere
quanto sarebbe stato utile poter commercia
lizzare larma con un nome che facesse Im
mediato riferimento alla adozione marziale.
Impossibilitati per Legge a commercializzare
pistole col marchio governativo ufficiale (la si
gla P. 38 Indicava anche che larma era pro
priet del governo) I responsabili della Wal
ther trovarono un geniale escamotage inven
tando Ipso facto le Mod. P. 38, definizione usa
ta su tutte le pistole commerciali non mar
cate come Mod. HP.

FIGI RE 3-37A

Alcune Mod. HP montavano un percussore a


testa quadra, parte di questi percussori sono
del tipo che viene spostato in avanti a llinse
rimento della sicura.

P. 38 serie Zero.

Uno dei primissimi esemplari di P. 38 di se


rie, reca il n. 480 come sigla di identificazio
ne della Walther.
9

Walther Mod. P. 38. Questa pistola altro non


che una comunissima P. 38 ribattezzata
Mod. P. 38 per aggirare il divieto di vendere
pistole con una denominazione ufficiale.

10

2 - LADOZIONE MARZIALE DELLA P. 38

1934) per la scelta di un nuovo modello rego


lamentare e, come noto anche ai sassi, que
sta gara fu vinta dalla Walther. La Casa di Zella Mehlis pot vantare, oltre alleccellenza del
progetto, tutta la vasta attivit sperimentale gi
condotta ed il notevole livello di sviluppo or
mai raggiunto. Fattori questi ultimi che ebbe
ro un peso decisivo perch con la guerra or
mai alle porte i tedeschi non potevano perde
re molto tempo nello sviluppo delle nuove ar
mi; col senno di poi possiamo dire che que
sta volta la fretta non fu cattiva consigliera ed
il progetto Walther, oltre ad essere quello al
pi avanzato stadio di sviluppo, era effettiva-

Anche se mitizzata da stampa, cinema e let


teratura, la Parabellum (alias Luger) non mai
stata una eccellente arma militare e negli an
ni '30 era ormai obsoleta da un pezzo.
Desideroso di sostituirla il Comando della
Wehrmacht indisse, nel 1937, una gara uffi
ciale (i contatti informali erano gi iniziati nel

Per quanto fosse un vero capolavoro di mec


canica fine la Pistola 08 era, negli anni '30,
ormai superata quale arma militare.

11

A l concorso per la sostituzione della Parabel


lum la Sauer & Sohn present una versione
ingrandita e dotata di una qualche forma di
chiusura stabile della sua 38 (H).

Concorrente sfortunata della Walther fu la


Mauser con la sua HSv.
12

sperimentale) riprendeva alcune soluzioni mu


tuate dalla HSc ma faceva uso di una chiusu
ra stabile con blocco oscillante che per, a dif
ferenza di quello della Walther, era impernia
to posteriormente ed azionato da profili a cam
me del fusto. Abbastanza inusuale, anche se
non originale in assoluto essendo stata adot
tata in precedenza dalle Le Franais e dalle
Webley & Scott, era la disposizione delle due
molle di recupero: alloggiate sui fianchi del
limpugnatura ed agenti sul carrello a mezzo
di apposite leve (una disposizione identica vie
ne oggi usata sulle Beretta 950 e derivate). Ri
prodotta in pochissimi esemplari la HSv fu co
munque oggetto di attivit sperimentale fino
al 1944 ed interessante notare come la molto
pi tarda (anni 70) e parimenti sfortunata HSp
abbia adottato una chiusura con blocco oscil
lante azionato da profili a camme.
Nel 1933 i tecnici della BSW (la BSW era
la continuazione della Simpson e le autorit
naziste la avevano inglobata dal 1935 nella

La Mauser HSv parzialmente smontata: no


tare il chiavistello oscillante fulcrato posterior
mente e le molle di recupero alloggiate sui
fianchi del calcio.

mente anche il migliore in assoluto. Tutto que


sto non ci esime comunque da un esame pur
rapidissimo dei concorrenti sfortunati che fu
rono la Mauser HSv, un prototipo Sauer &
Sohn e la BSW della Berlin-Suhler Waffen
Fahrzeugwerke. Per quanto riguarda il model
lo Sauer & Sohn non sono rimasti n prototi
pi, n disegni, n fotografie; stando ai si di
ce avrebbe dovuto trattarsi di una versione
pantografata della 38(H) a doppia azione ma
con una qualche sorta di chiusura stabile.
La Mauser HSv (Hahn-Selbstspannung,
versuchung = Cane-caricamento automatico,
13

A l concorso per la sostituzione della Parabel


lum partecip anche la BSW con una interes
sante pistola a doppia azione dotata di chiu
sura stabile a sottrazione di gas.

La pistola BSW smontata.

14

Eccellenza del disegno, stadio di appron


tamento molto avanzato, notevole esperien
za commerciale e di industrializzazione nello
specifico settore, sono i fattori che hanno con
sentito alla Walther Mod. HP di diventare la
P. 38 trionfando su progetti pi acerbi sul
piano dellevoluzione e della industrializzazio
ne ma tecnicamente molto interessanti.
La sanzione formale delladozione della P.
38 come pistola di ordinanza del 26 aprile
1940 e a quella data gi si respiravano venti
di guerra, venne quindi deciso di far produr
re la pistola anche dalia Mauser e, per non da
re informazioni utili ai futuri nemici, ciascun
fabbricante marc con un particolare codice
le pistole di sua produzione destinate alla
Wehrmacht. La Walther us il codice 480 dal
luglio al settembre 1940; dopo quel mese il co
dice divenne ac senza indicazione di anno,
pratica che dur fino al mese di novembre. A
partire dal dicembre 1940 le P. 38 di produ
zione Walther ricevettero il codice ac seguito
dagli ultimi due numeri dellanno di fabbrica
zione (ac40 - ac41...).

Le prime P. 38 prodotte dalla Walther ebbero


il codice 480.

Le P.38 di fabbricazione Mauser ricevette


ro il codice byf seguito dagli ultimi due nume
ri dellanno di fabbricazione dal 1940 al 1944
mentre II codice divenne svw, sempre segui
to dallanno di fabbricazione, nel 1945. Chi tro
vi delle P. 38 con il codice svw46 non pensi
ad un errore: la Mauser continu a fabbrica
re P. 38 per conto delle truppe di occupazio
ne francesi in conto danni di guerra e tale fab
bricazione dur per tutto il 1946. Si trovano
talvolta delle P. 38 con guancette In lamiera
imbutita e fosfatata, a quanto mi risulta sono
tutte di fabbricazione Mauser e con il codice

fondazione Wilhelm Gustloff) avevano ottenuto


il brevetto per una pistola a doppia azione e
chiusura stabile a sottrazione di gas che ven
ne sottoposta alla Wehrmacht nel 1937 dopo
aver subito tutta una serie di modifiche ed ag
giornamenti; sia il fabbricante che lEsercito
tedesco manifestarono un interesse abbastan
za tiepido e sono rimasti solo due prototipi a
testimonianza di un progetto che poteva ave
re risvolti interessanti. La chiusura della pistola
BSW attuata da un elemento assimilabile ad
una leva di secondo genere infulcrata subito
davanti alla guardia del grilletto e che arriva
fino in prossimit della volata, zona dove si tro
va il foro di presa gas. Circa al termine del ter
zo anteriore della leva ricavato un risalto che
va ad impegnare una sede corrispondente nel
carrello. Dopo lo sparo i gas spillati in prossi
mit della volata premono sulla leva abbas
sandola e liberando il carrello.

s v w .

Col progredire della Guerra aumentava


sempre pi il numero delle pistole necessa
rie, fu quindi deciso di affidare la produzione
alla Spreewerke di Spandau, un sobborgo di
Berlino, ditta specializzata nella produzione di
pezzi dartiglieria e loro componenti. La pro
duzione Spreewerke inizi nel 1944 e ricevette
il codice cyq senza alcuna indicazione dellan
no di fabbricazione.
Walther, Mauser e Spreewerke furono i so
li fabbricanti di P. 38 complete ma parti di que
ste pistole vennero prodotte anche da Fabrique Natlonale (codice Ch), CZ e Brno sotto la
15

Abbandonato it codice 480, le pistole Walther


furono contraddistinte da quello ac dal settem
bre al novembre 1940 e da quello ac seguito
dallanno di fabbricazione a partire dal dicem
bre 1940.

16

denominazione di Brun A.G. (codice Dov) e


dalla E.N.M. di Niedereinsiedel (codice Jvd).
Organo tecnico della Wehrmacht preposto
al controllo qualitativo delle armi e loro parti
era lo Heeres Waffenamt i cui punzoni certifi
cavano lapprovazione ufficiale del prodotto.
Oltre al classico punzone con aquila sovra
stante svastica usato su tutte le armi tedesche
antecedenti al 1940, le P. 38 possono porta
re uno dei seguenti punzoni. Aquila sovrastan
te la cifra 359 per le pistole prodotte dalla Wal
ther ed alcune di quelle di realizzazione Mau
ser; aquila sovrastante il codice alfanumeri
co waA135 oppure solo il numero 135 per le
armi Mauser di tutti i tipi; aquila sovrastante
il numero 88 il Waffenamt della Spreewer
ke e lo si trova anche in congiunzione con i
codici Ch e Dov sulle parti di pistole fabbrica
te nei territori occupati ed assemblate alla
Spreewerke; aquila sovrastante il numero 140
il codice della Fabrique Nationale, usato su
tutte le armi e parti di arma usciti dagli stabi
limenti di Herstal e quindi anche sulle parti di
P. 38. Sulle P. 38 sono apparsi anche i pun
zoni di altre FF.AA. e pi precisamente quel
le francesi ed i corpi di Polizia della DDR: stella
a cinque punte il punzone di accettazione
francese sulle svw 45 e svw 46; la margherita
* invece il punzone Impresso sulle P. 38
messe in servizio nella DDR dopo il 1945.

Marcate con la sigla byf seguita dallanno di


fabbricazione, le P. 38 prodotte dalla Mauser
ricevettero invece la sigla svw (sempre seguita
da llanno di fabbricazione) a partire dal '45 e
fino ai '46 (pistole prodotte per il governo fran
cese).

Dal 1938 al 1945 furono prodotte circa


1.300.000 pistole fra P. 38, Mod. P. 38 e Mod.
HP, la grande maggioranza di queste armi an
d alle FF.AA. e di Polizia tedesche o di Pae
si alleati ( ad es. il caso delle Mod. HP ac
quistate nel 1944 dalla RSI) e solo quantitati
vi abbastanza trascurabili vennero esportati
verso Paesi neutrali (Svezia e Portogallo) o
venduti sui mercati civili esteri ed interni (in
tendendo per mercati civili interni quelli del
Reich e dei Paesi Occupati). Col finire della
guerra anche le P. 38 iniziarono, al pari di al
tre armi tedesche, una loro diaspora quali pre
de belliche o come lasciti delle disciolte FF.AA.
germaniche alle Polizie ed Eserciti delle nuo
ve entit politiche sorte dallo smembramento
del Reich; Austria, Germania Est e varie Poli
zie della RFT rientrano in questa categoria
mentre nellaltra troviamo: Jugoslavia, Cina,
Francia, Cile, Corea del Nord, Grecia, Indo
nesia, Israele, Libia, Mozambico, Nicaragua,

Cyq il marchio che distingue la P. 38 pro


dotte dalla Spreewerke di Spandau, queste pi
stole non hanno l indicazione dellanno di fab
bricazione.
17

Oltre che con la guance in materiale sinteti


co le P. 38 furono prodotte anche con guan
ce in lamiera stampata ed in alluminio fuso,
queste ultime sono quelle in fotografia.

L'aquila sovrastante il numero 359 o il codi


ce WaA359 il WaffenAmt assegnato alle ar
mi Walther.
18

Walther Mod. HP destinata a llEsercito sve


dese.

La fabbricazione della P. 38 continuata an


che nellImmediato dopoguerra ad opera del
la francese Manurhin della quale qui ripro
dotta una P1.

19

La Manurhin ha prodotto anche le varianti suc


cessive della P. 38: P. 38 IV (P1-M) e P. 38
Kurz (P1-K).

Walther P. 38: attenzione; dopo la guerra


stato tolto il punto dalla denominazione della
pistola.
20

francese Manurhin insieme a quelle delle PP


e PPK e, nel 1951, alla turca Kirikale che ha
fabbricato P. 38 per lesercito ottomano (la
stessa Kirikale la ditta che ha riprodotto sen
za licenza le PP sempre per fornirle allEser
cito turco e per la vendita sui mercati civili).
Nel 1957 la Walther pot riprendere la fabbri
cazione della P. 38, questa volta col fusto in
lega leggera che, con la designazione di P 1
tuttora larma dordinanza dellEsercito della
RFT mentre viene commercializzata sui mer
cati civili come P38 (senza il punto dopo la P).
Walther e Manurhin hanno venduto le loro pi
stole a diverse polizie e FF.AA., fra queste
quelle norvegesi e quelle cilene (armi Walther)
mentre fra le polizie interessante notare che
quella di Berlino Ovest armata con P 38 di
fabbricazione Manurhin.

Norvegia, Cecoslovacchia, Unione Sovietica,


Viet Nam del Nord. Il lettore non si stupisca
dellinclusione nella lista di Paesi che non han
no avuto niente a che fare con il III Reich, ad
essi le pistole furono cedute da quei Paesi che
le avevano ricevute in conto danni di guerra
o catturate tout-court.
Dopo il 1945 la Walther dovette abbandonae i suoi stabilimenti di Zella Mehlis in Turingia (zona di occupazione sovietica) e ces
sare ogni produzione militare, tanto che nel
la nuova sede di Ulm venne ripresa la fabbri
cazione di registratori di cassa che costituiva
una importante branca di attivit gi prima del
la guerra. La forzata uscita di scena della Wal
ther non segn per la fine della P. 38 la cui
licenza di produzione venne concessa alla

21

Esploso della P. 38, notare come il fusto non


abbia al suo interno che poche parti della mec
canica.
22

3 - LA TECNICA DELLA P. 38

ovo secondo tecniche per la rapida produzio


ne di massa che, nello specifico settore, avreb
be trovato applicazione compiuta su altri mo
delli solo molti anni dopo. Un esempio per tutti
il fusto: contrariamente alie varie Luger, Colt,
Mauser e Browning, tutta la catena di scatto
della P. 38 esterna al fusto o passa attra
verso aperture passanti dello stesso, il tutto

Basta un confronto superficiale tra la P. 38


e le pistole antecedenti o coeve per rendersi
conto che la pistola della Walther appartiene
ad una nuova generazione e questo non solo
per le caratteristiche proprie deH'arma ma an
che per la sua concezione e le sue modalit
costruttive. Contrariamente a tutte le altre pi
stole di quel periodo, la P. 38 fu concepita ab

Sezione della P. 38 a percussione centrale.


23

con ovvio vantaggio sul numero e la comples


sit delle operazioni di lavorazione allutensi
le che sono in buona parte costituite da fre
sature rettilinee e forature passanti. Col dif
fondersi deNimbutitura pesante applicata al
le armi corte sembrato, nei primi anni 70,
che tecniche di fabbricazione del fusto come
quelle adottate sulal P. 38 fossero ormai di
venute obsolete; laffermazione del controllo
numerico ha rivalutato notevolmente tutte le
metodologie di lavorazione allutensile e, fer
me restando le migliori propriet meccaniche
dei pezzi forgiati e fresati, si pu tranquilla
mente affermare che sotto laspetto produtti
vo il fusto della P. 38 oggi pi moderno che
mai. Per chi voglia pensare alla microfusione
faccio notare che questa metodologia di fab
bricazione trova applicazione vantaggiosa solo
su serie quantitativamente importanti (anche
se non richiede i grandissimi numeri degli
stampaggi), difetta di flessibilit ed offre ma
nufatti con caratteristiche meccaniche inferiori
a quelle delle parti forgiate e fresate.
Dopo il brevissimo accenno alle metodiche
di fabbricazione vediamo ora insieme quali so
no le parti costituenti una P. 38 e le relative
funzioni. Iniziamo dalla chiusura che offre il
tratto pi caratteristico di tutta larma, ne con
diziona lestetica e, cosa ben pi importante,
si rivelata come lunica chiusura stabile in
grado di fare concorrenza a quella Colt Brow
ning.

corso 4 mm. il pistone alloggiato nel tenone


posteriore agisce sul chiavistello abbassando
lo perch la sua faccia posteriore contrasta
con la parete che delimita lalloggio del cari
catore. Labbassamento del blocchetto provo
ca la fuoriuscita delle alette dalle relative se
di ed il carrello, ora completamente libero, pu
continuare la sua corsa retrograda mentre la
canna si arresta perch lintero tenone poste
riore contrasta con la parete prima menziona
ta.
La forma segue la funzione e questo pi
che mai valido per una pistola come la P. 38
che vede la sua estetica cattiva e grinto
sa fortemente condizionata dalle caratteristi
che tecnico-operative e dalle scelte fatte per
quanto riguarda le modalit di fabbricazione.
Per esigenze di spazio non possiamo purtrop
po soffemrci sul secondo aspetto e dobbia
mo quindi ritornare sul primo prendendo in
esame tutto il gruppo di scatto e le sicure.
Derivate concettualmente da quelle della
precedente PP, la catena di scatto e le sicure
della P. 38 sono state per molti anni quanto
di pi moderno ci fosse nello specifico setto
re: solo con la P 220 degli anni 70 si vista
una pistola militare con doppia azione e sicu
ra al percussore mentre le due caratteristiche
separate erano state impiegate sulla S&W 39,
la prima pistola a doppia azione con destina
zione militare dopo la P. 38, e sulla CZ 52 che
fu la prima pistola del dopo guerra ad avere
una sicura automatica al percussore. Doppia
azione, sicura automatica al percussore, abbatticane sono oggi caratteristiche che diamo
per scontate ma quando apparvero sulla P. 38
erano veramente rivoluzionare e si deve allec
cellente curriculum operativo della pistola te
desca se sono state accettate da tutti.
Se si considera solo la catena di scatto ve
ra e propria le componenti principali sono
quattro: grilletto, barra di trazione-disconnettore, leva di scatto, cane. Una normale ca
tena di scatto a singola azione ha pi o meno
le stesse componenti (a volte di pi, se il di
sconnettore pezzo a se stante), quello che
qui cambia radicalmente per la comples
sit della leva di scatto e del cane. Vista in
pianta la leva di scatto appare come un soli
do di forma complessa assimilabile ad un ret
tangolo privato di uno dei lati maggiori; il lato

Come tipologia, quella della P. 38 una


chiusura stabile a corto rinculo e si tratta quin
di di una chiusura che anche in quiete pone
un vincolo meccanico tra canna e carrello, vin
colo che viene a cessare dopo un breve trat
to di corsa retrograda del carrello (in questo
caso circa 4 mm.). Per porre in essere il vin
colo meccanico si fa ricorso ad un blocchetto
oscillante posto tra i due tenoni sotto la can
na (approssimativamente nella zona della ca
mera cartuccia) ed imperniato sul tenone an
teriore; il blocchetto oscillante ha due alette
nella parte supero-posteriore e queste alette,
ad arma in chiusura, entrano in apposite sedi
nei fianchi dei carrello perch la parte poste
riore del blocchetto si sposta verso lalto sot
to la spinta di un profilo a camme nel fusto.
Appena partito il colpo, canna e carrello ini
ziano a rinculare solidali, dopo che hanno per
24

Il chiavistello di chiusura della P. 38. Sotto,


relazione tra chiavistello di chiusura e carrel
lo.

maggiore rimanente costituito da un elemen


to rettilineo con superficie superiore conves
sa e superficie inferiore piana ma attraversa
ta trasversalmente da una fresatura a sezio
ne triangolare. La superficie convessa quella
che impegna il cane in doppia azione mentre
quella piana trattiene il dente di scatto in sin
gola azione. I lati minori del rettangolo so
no i bracci alle cui estremit libere imper
niata la leva di scatto. Il braccio destro an
che un elemento multifunzionale, ha forma ap
prossimativamente di un triangolo rettangolo
ed imperniato in corrispondenza dellango
lo retto.
Il lato anteriore, curvo, funge da camma
e spinge in avanti la barra di trazione quando
il cane viene armato manualmente.

AllInterno del triangolo ricavata una fre


satura di forma vagamente quadrangolare con
gli angoli sostituiti da curve ad eccezione di
quello antera-superiore nel quale viene rica
vato un dente che, unitamente col dente del
la leva di scatto, forma un arpionismo che vie
ne impegnato premendo il grilletto e spostan
do quindi in avanti la barra di trazionedisconnettore. Il cane assomiglia pi a quello
di un revolver a doppia azione che a quello
di una automatica: manca la monta di sicu
rezza, il dente della singola azione si trova al
di sotto del fulcro a cane abbattuto, sulla fac
cia anteriore del cane imperniata una tavo
la mobile caricata a molla che viene impegnata
dalla superficie convessa della leva di scatto
durante il tiro in doppia azione. A cane abbat25

La catena di scatto della P. 38, a sinistra con


cane abbassato, a destra con cane armato.
\

Sotto, fianco destro della P. 38 con cane ab


battuto, si noti la forma della leva di scatto eo
il suo rapporto con la barra di trazionedisconnettore.

Vista inferiore del carrello della P. 38, il pistoncino sulla destra quello della sicura automa
tica al percussore.

26

ra di trazione viene spinta verso il basso dal


carrello, svincolando cos larpionismo, svol
gendo quindi la funzione di disconnettore ed
inibendo la possibilit che venga fatto partire
un colpo premendo II grilletto ad arma non per
fettamente chiusa.
Oltre a quella che Impedisce la partenza del
colpo ad arma non in chiusura la P. 38 dispo
ne di altre due sicure, automatica al percus
sore ed abbatticane, e di un indicatore di col
po in camera. La sicura automatica al percus
sore costituita da un plstoncino dotato, nel
suo terzo superiore, di appendice prismatica
e parzialmente cavo per ospitare parte di una
molla che lo spinge verso il basso. Quando
Il pistone al suo punto morto inferiore lap
pendice entra In uno scasso sul fianco del per
cussore ed Impedisce allo stesso ogni movi
mento; col pistonclno al punto morto superiore
il percussore libero di muoversi.
Linnalzamento del pistoncino avviene ad
opera di una camma piatta spinta dalla leva
di scatto che a sua volta viene messa in mo
vimento dal cane, nel caso della singola azio
ne, o dalla barra di trazione durante lo scatto
In doppia azione. Ne consegue che il percus
sore rimarr libero alla fine della corsa del gril
letto nel tiro In doppia azione e tutte le volte
che il cane completamente armato.

Relazione tra leva di scatto e dente della sin


gola azione a cane armato.

tuto, premendo a fondo sul grilletto provoco


lo spostamento In avanti della barra di trazio
ne che aggancia, col suo dente posteriore, la
leva di scatto e la fa basculare, cosi che la su
perficie convessa dellelemento posteriore si
solleva ed Impegna la tavola del cane arman
dolo; al progredire della pressione sul grillet
to la leva di scatto raggiunge la sua massima
elevazione ed il becco della tavola del cane
sfugge alla superficie concava provocando
l'abbattimento del cane. Se armo manualmen
te I cane, il dente di scatto della singola azio
ne va ad appoggiarsi nella fresatura a sezio
ne triangolare praticata sulla superficie infe
riore dellelemento posteriore della leva di
scatto. La pressione sul grilletto sposta in
avanti la barra di trazione che fa cos solleva
re la leva di scatto sottraendola al dente del
cane. La barra di trazione ha, nel suo terzo
posteriore, un ingrossamento che, ad arma in
chiusura, coincide con una fresatura nella pa
rete sinistra del carrello; se ingrossamento e
fresatura non coincidono perfettamente la bar
27

HM slh
\

Percussore di P 38 (diverso nella forma da


quello della P. 38) e relativa sicura automati
ca.

Vista inferiore della sicura manuale notare la


complessit della forma e le ridotte sezioni re
sistenti. Sotto: una volta inserita, la sicura ma
nuale blocca fisicamente il percussore.

percussore della P. 38 ha una forma piutto


sto complessa che deriva, fra laltro, dalla pre
senza della sicura automatica e di quella ma
nuale abbatticane. Questultlma costituita da
un barilotto cilindrico inserito trasversalmen
te nel carrello e comandato da una leva late
rale. La leva laterale (e quindi II barilotto del
la sicura) pu compiere una rotazione di cir
ca 55; quando in posizione sul grilletto, se
la leva viene ruotata verso il basso la pistola
risulta in sicura con cane abbattuto e percus
sore bloccato dal barilotto oltre che dalla si
cura automatica. La sicura non pu cambia
re posizione (a meno che non si agisca sulla

leva laterale) perch Impeditane da un pistonclno Inserito In un canale allInterno del car
rello e caricato dalla stessa molla che, allal
tra estremit carica il pistoncino che trattiene
lestrattore.
Linserimento della sicura blocca fisicamen
te il percussore e causa labbattimento del ca
ne perch, ad arma in sicura, il barilotto pre
me su una leva sulla sinistra del fusto, leva
che agisce su quella di scatto sollevandola e
sottraendola al cane che si abbatte urtando
la testa del percussore II quale non pu per
muoversi perch saldamente bloccato dal ba
rilotto della sicura (non da quella automatica,
28

Particolare delle due leve fulcrate insieme al


cane, quella di destra provoca l'innalzamen
to del pistoncino che costituisce la sicura au
tomatica al percussore, quella di sinistra vie
ne spinta in basso inserendo la sicura e va a
premere sulla leva di scatto sottraendola al ca
ne.

disinserita dallarmamento del cane e non


reinserita dallinserimento della sicura manua
le, inserimento che, al contrario, fa alzare an
cora di pi la leva di scatto).
Il sistema di sicure della P. 38 ancora og
gi valido anche se non completamente esen
te da difetti. Il percussore libero a cane arma
to non viene pi ritenuto accettabile sulle pi
stole con sicura automatica al percussore di
moderna progettazione; quando questo tipo
di sicura venne introdotto sulla P. 38 era sem
plicemente futuristico per la sua epoca, non

A cane armato entrambe le leve si sollevano,


quella di sinistra appoggia sulla leva di scat
to e la spinger in basso quando sar inseri
ta la sicura.

29

La tacca di mira trattenuta in sede dallele


mento elastico superiore d i chiusura del car
rello.
Due diverse forme delle appendici elastiche
dell'elemento di chiusura.

ci dimentichiamo poi che le pistole con per


cussore inerziale e senza alcuna sicura auto
matica sono ancora oggi la grande maggio
ranza di quelle in circolazione senza causare
inconvenienti degni di nota. Il barilotto della
sicura manuale presenta sezioni resistenti ab
bastanza esigue a causa delle numerose fre
sature praticate sullo stesso; nelle normali
condizioni di impiego tutto questo non crea al
cun problema ma sussiste per il rischio del
la cristallizzazione del metallo come conse
guenza dei ripetuti impatti causati dallabbat
timento del cane ogni volta che si inserisce
la sicura (il cane picchia sul percussore che
trattenuto dalla sicura e quindi trasmette l'e
nergia deHimpatto al barilotto). Se il metallo
del barilotto si cristallizza pu accadere che,
inserendo la sicura, limpatto del cane sia suf
ficiente a provocarne la rottura spingendo in
avanti il percussore che, dopo aver fatto esplo
dere il primo colpo, rimane bloccato in quella
posizione e fa partire a raffica tutti gli altri colpi
del caricatore perch la pistola si comporta co
me unarma a raffica con percussore fisso e
massa battente.
Linconveniente ora descritto pu avere gra
vi conseguenze ma il suo verificarsi risulta ab

bastanza improbabile se non dopo un lunghis


simo uso e pu essere completamente scon
giurato avendo laccortezza di accompagna
re il cane inserendo la sicura.
Alcuni possessori di P. 38 hanno sperimen
tato un antipatico inconveniente consistente
nella partenza dellelemento elastico supe
riore che chiude il carrello; partenza in ge
nere accompagnata da quella di varie minu
taglie come estrattore e relativo pistoncino,
tacca di mira e sicura del percussore. Que
sto inconveniente pu verificarsi per due mo
tivi: rottura di un bossolo con proiezione dei
gas allinterno del carrello o indebolimento del
le appendici elastiche che trattengono in se
de il coperchio del carrello. Alcuni autori sug
geriscono di flettere in fuori le appendici ela
stiche del coperchio ed eventualmente di au
mentare la profondit dei ritegni nel carrello
impegnati dalle appendici. Questultima solu
zione rende assai difficoltoso un futuro smon
taggio e per mio conto ho potuto constatare
che ogni qualvolta ho incontrato casi di aper
tura del carrello le armi in gioco erano alquan
to vecchiotte e la causa si poteva ricondurre
ad appendici che avevano perso elasticit e
forza se addirittura non presentavano rotture.
30

4 - P. 38: LEVOLUZIONE

lemento elastico superiore di chiusura del car


rello, i fusti in lega leggera, le versioni solo a
singola azione (molte delle quali Mod. HP in
.30 Luger, peraltro normalmente disponibile
con catena di scatto a doppia azione), le mi
re con i riferimenti colorati e quelle lumine
scenti per il tiro notturno, le versioni .38 Su
per Auto e .45 ACP (approntate allo stadio pro
totipico prima dello scoppio della guerra co
me Mod. HP o Mod. P. 38, non come P. 38).
Non corrisponde invece al vero, almeno per
quanto mi risulta, tutto il gran parlare che
stato fatto su versioni della P. 38 con canna

Durante I passaggio da Mod. MP a P. 38


ed anche nel corso della produzione, si as
sistito ad una continua attivit sperimentale
rivolta sia allaggiornamento di piccoli parti
colari che alla preparazione di versioni com
pletamente nuove.
Tralasciando tutti quei modelli che della
meccanica originale conservavano ben poco
(ad es. la pistola in 9 Ultra o la c.d. High Po
wer; no, non un errore!) penso che delle
esperienze prebelliche e del periodo bellico
sia interessante ricordare il prototipo della P.
38 rimfire, quello solid top che eliminava le

Pur con la P. 38 ancora alla serie Zero i tec


nici della Walther continuarono nella speri
mentazione di nuove soluzioni, un esempio
la High Power (come la definisce l autore di
The P. 38 Pistol) prodotta allo stadio di pro
totipo in epoca incerta ma comunque situabi
le a cavallo dellinizio della Guerra. La High
Power aveva una catena di scatto mutuata da
quella della P. 38 mentre la chiusura era di
tipo Krnka con canna rotante.
31

Prototipo sperimentale prebellico di P. 38 cal.


.22 L.R. .

Lato destro della P. 38 con carrello chiuso su


periormente sviluppata come prototipo.
32

Dalla fine della Guerra ad oggi, la francese


Manurhin ha prodotto su licenza tutti i tipi di
P. 38 postbellica, un esempio questa P1-M
ovvero la versione francese della P. 38 IV (o
anche P4).

(ricostruzione del progetto partendo da esem


plari gi prodotti) gi adottato pochi anni pri
ma sulle High Power di produzione Inglis.
Finalmente, nel 1957, con ladesione della
RFT alla NATO, vennero a cadere buona parte
dei limiti imposti dal Trattato di Pace e le in
dustrie tedesche poterono iniziare nuovamen
te a produrre armi. Fu in quellanno che la
Walther ricominci a produrre P. 38 che per
cambiarono denominazione divenendo P1, le
pistole fornite alla neonata Bundeswehr ed alle
Polizie tedesche, e P38 (senza il punto dopo
la P) le armi commerciali, A parte alcune dif
ferenze di dettaglio, riscontrabili talvolta an
che tra lotto e lotto di uno stesso modello, le
P1-P38 differivano dalle P. 38 per avere il fu
sto in lega invece che di acciaio ma rimane
va un elevato grado di intercambiabilit delle
parti tra le armi prodotte fino al 1946 e quelle
post 57. Accanto alla versione in 9 Parabel
lum venne proposta anche quella in 7,65 Pa
rabellum ma la vera novit postbellica furono
le P38 in .22 L.R. e le conversioni al rimfire
per le centerfire che, nel caso del 9 Parabel
lum, fanno uso di una Einstecklauf calibro .22.
LA P 38 rimfire usa lo stesso fusto della cen
terfire mentre le differenze tra i carrelli sono
riconducibili a percussore, estrattore, faccia
dellotturatore, alla presenza di numerose fre
sature dalleggerimento sul carrello della rim
fire ed alluso, da parte dello stesso, della so-

pi lunga (si dice 6 7,5 ed 8 ), a similitudi


ne delle Mod. MP sperimentali con tanto di at
tacco per il calciolo, o con canna cortissima,
questultima approntata per la Gestapo.
Col finire della guerra poteva accadere che
fosse messa fine alla vita della P. 38 invece
fu grazie ai Francesi se questo non accadde.
Inizi proprio il Governo transalpino che, in
conto danni di guerra, si fece produrre dalla
Mauser P. 38 fino al 1946 ma la continuit nel
la produzione della pistola Walther fu opera
della Manurhin di Mulhouse. Quando Herr
Walther dovette abbandonare i suoi stabilimenti di Zella Mehlis nella Turingia occupata
dai Sovietici, insieme a molti tecnici, ma col
corredo di ben pochi disegni e lassenza di at
trezzature, si trasfer a Ulm dove fond una
nuova Cari Walther che per, a causa di re
strizioni imposte dal Trattato di Pace, non po
t, al pari di tutte le altre industrie tedesche,
riprendere la produzione di armi. Walther po
t cedere la licenza di fabbricazione delle sue
PP, PPK e P. 38 alla Manurhin che ancora og
gi produce queste armi con tutti gli aggiorna
menti succedutisi nel tempo. Mancando la
maggioranza dei progetti originali, anche se
presumibile che per le P. 38 si sia potuto
ricorrere ai disegni delia Mauser (che era in
zona di occupazione francese), si pu suppor
re che, con PP, PPK e P. 38 sia stato appli
cato quel processo di reverse engeneering
33

Con l adesione della RFT alla NATO (1957)


vennero a cadere molti vincoli imposti dal Trat
tato di Pace e la Walther pot iniziare nuova
mente a produrre armi come questa P. 38 cal.
7,65 Parabellum.

La pi importante delle varianti post belliche


che usano la meccanica P. 38 sostanzialmen
te inalterata probabilmente la P. 38 cal. .22
L.Ft. .
34

la di recupero sinistra che contrasta col risal


to posto dietro al tenone posteriore sulla sini
stra della canna. La zona intorno al vivo di cu
latta della canna completa in .22 assolutamente identica a quella della Einstecklauf e
questo fatto si spiega, oltre che per ragioni di
uniformit concettuale, con la constatazione
che la canna rimfire completa in realt una
normale canna centerfire che ha saltato le
operazioni relative alla sede del chiavistello,
stata alesata e non rigata ed ha ricevuto una
Einstecklauf accoppiata permanentemente. Di
fronte alla genialit ed alla semplicit della so
luzione non posso che fare tanto di cappello
visto che si sono cos coniugate due necessi
t antitetiche: I massimo delle prestazioni col
minimo sforzo economico per I fabbricante
che per ripaga questo risparmio con una
esecuzione superba.
Per oltre dieci anni le P 1-P 38 rimangono
In produzione senza modifiche degne di nota
poi, nei primi anni 70 ricevono un inserto di
acciaio nel fusto in lega, inserto che funge an
che da camma per sollevare il chiavistello di
chiusura quando la pistola torna In batteria.

la molla di recupero destra lasciando la sini


stra per la canna. Il caricatore .22 non ha nien
te di particolare se non esecuzione eccellen
te, lamiera spessa, fa uso dello stesso fondello
dei caricatori centerfire, sul labbro destro ri
cavato un piccolo risalto che funge da espul
sore. Ovviamente la P38 .22 una pistola a
chiusura labile e quindi la canna non ha il chia
vistello di chiusura, conserva per i due tenoni
del tutto identici a quelli della canna centerflre con lesclusione delle lavorazioni relative
allalloggiamento del chiavistello di chiusura
In quello anteriore. Misurando le canne centerflre e quelle rimfire ci si accorge che la se
conda pi lunga della prima di 7 mm. (132
contro 125) ed ha un risalto sul lato sinistro
subito dietro al tenone posteriore. La canna
rimfire fissa invece che ad un grado di libert
come quella centerfire e la maggiore lunghez
za concentrata nella parte posteriore perch
serve per impedire alla canna di muoversi as
sialmente (fornisce anche la rampa per linvi
to della cartuccia in camera); la canna rima
ne poi assolutamente ferma senza il minimo
gioco assiale perch spinta in avanti dalla mol
35

36

Nelloccasione le P 38 ricevono altre piccole


modifiche, alcune delle quali gi apportate du
rante la produzione del tipo precedente, cos
che viene a diminuire ulteriormente lintercam
biabilit delle parti con le P. 38 come, ad es.
nel caso del percussore e della leva di scatto
(oltre ad essere di forma leggermente diver
sa questa, sulle P. 38 e le prime P 38 im
perniata su perni ribattuti mentre sulle P 38
con inserto i perni si estraggono facilmente).
Esternamente le P 38 prima e seconda se
rie si riconoscono a colpo docchio perch sul
la seconda serie le mire sono dotate di riporti
bianchi per aiutarne lacquisizione con catti
va illuminazione. del 1986 la realizzazione
di P 38 col fusto in acciaio ma questa ulterio
re versione dovrebbe, almeno per ora, esse
re disponibile solo nel calibro 9 Parabellum;
fanno eccezione le armi commemorative ed
infatti le P 38 del giubileo importa da Bignami hanno il fusto di acciaio. Le P 38 col fusto
in acciaio si possono avere anche con canna
da 6 invece dei 5 standard, purtroppo an
che questa variante risulta prodotta solo in 9
Para.

Il caricatore della .22 e quello di una cal. 9.

37

Nel 1986 cade il centenario della Walther e


per commemorarlo viene proposta una versio
ne riccamente incisa della P 38 che, a diffe
renza di quella precedente, ha il fusto in ac
ciaio.

La P 38 con fusto in acciaio viene orrerta an


che in versione standard ma con un livello
di finitura veramente favoloso.
38

manuale sostituita da un semplice a b b a tta


ne e, per finire, Il cane ha sul corpo una stra
na cavit ed dotato di una piccola cresta che
non tende ad impigliarsi da tutte le parti co
me quella del cane normale. Cavit sul cor
po del cane e presenza di un semplice abbat
t a n e al posto della sicura sono i sintomi
esterni di un cambiamento interno che ha In
teressato tutto il sistema di sicure dellarma.
Il percussore oscillante e, se il grilletto non
viene premuto completamente, la testa del
percussore resta in posizione abbassata sot
to la spinta di una molla. Con la testa In posi
zione abbassata, un dente ricavato sul corpo
del percussore impegna una corrispondente
sede nel carrello e quindi il percussore non
si pu spostare in avanti; tanto pi che non
pu essere raggiunto dal cane perch la sua
testa coincide con una cavit nel corpo del ca
ne stesso. A cane armato la situazione non
muta e solo quando il grilletto alla fine della
sua corsa retrograda (sla in singola che in dop
pia azione) un sistema di leve fa sollevare la
testa del percussore che pu cosi ricevere

Nel 1986 esce dal libro dei sogni e diventa


realt la P. 38 con canna da 6 e fusto in ac
ciaio.

La P 38 con canna lunga uscita dal limbo


dei sogni nel 1986 ma dodici anni prima era
iniziata la produzione di altre due P 38 con
canna diversa da quella standard: si tratta del
le P 38 K (Kurz) e P 38 IV (conosciuta anche
come Mod. P 4), con canna da 2,8 la prima
e da 4,3 la seconda. Quello che differenzia
queste pistole dalle normali P 38 seconda se
rie non solo la lunghezza di canna: esami
nando il carrello ci si accorge che questo
completamente chiuso e manca quindi il co
perchio elastico superiore. Continuando nel
lesame risultano evidenti altre peculiarit: tac
ca di mira registrabile lateralmente, mancan
za dellavvisatore di colpo in camera, sicura
39

sempre usando il fusto in acciaio che viene


realizzata la P 38 del giubileo importata in Ita
lia nel calibro 7,65 Parabellum.

Nel 1974 si affianca alla P. 38 la P. 38 IV (o


P4) che sfrutta un sistema di sicure comple
tamente diverso e che sar poi ripreso su P5
e P88.
40

si arresta contro il carrello e tutta loperazio


ne avviene in perfetta sicurezza poich il per
cussore resta sempre bloccato e la sua testa
coincide con la cavit sul cane.
Con la P 38 K e P 38 IV finisce la storia del
levoluzione della P. 38 ed inizia il capitolo P
5, pistola che utilizza un sistema di sicure mu
tuato da quello della P 38 IV ed per il resto
una ulteriore riuscita interpretazione dei con
cetti che stanno alla base della famiglia P. 38.
Famiglia a cui la P 5 appartiene a pieno tito
lo, viene trattata separatamente solo per non
allungare a dismisura questo capitolo.

Sfruttando la stessa meccanica della P4, la


Walther propone la P. 38 K (Kurz) con canna
da 2 ,8 ; anche questa P. 38 stata riprodot
ta su licenza dalla Manurhin.

limpatto del cane mentre II percussore si pu


muovere perch il suo dente uscito dalla se
de. Col cane armato ne posso provocare lab
battimento in completa sicurezza agendo sulla
leva abbatticane posta dove prima stava la
normale sicura manuale. La caduta del cane

41

Walther P5: questa pistola figlia diretta del


la P. 3 8 IV e si potrebbe quasi considerare una
ulteriore evoluzione del modello originale.

42

5 - LA P. 5

Fino allinizio degli anni 7 0 le polizie dei vari


Lndern hanno fatto uso di pistole di piccolo
calibro (quasi tutte PP e PPK in 7,65 Brow
ning) e solo le Polizie federali (Bundesgrenzshutz e Bereitschaftpolizei) disponevano di pi
stole in 9 Parabellum (in maggioranza P 1/P
38). La recrudescenza della criminalit e la
strage di Monaco ad opera di terroristi pale
stinesi misero in moto un vasto programma
di aggiornamento che comprendeva anche la
dozione di nuove armi corte per i tutori del
lordine, armi che dovevano essere scelte In
base ad un programma di valutazione prepa
rato dal Governo della RFT.
Riassumendo in breve, per le nuove pisto
le di ordinanza erano richiesti: porto sicuro in
condizioni di immediata disponibilit operati
va (colpo in camera), assenza di sicure ma
nuali, impiego senza inconvenienti anche da
parte di mancini, vita minima di almeno 10.000
colpi, calibro 9 Parabellum con caricatore da
almeno 8 colpi, lunghezza max. mm 180, al
tezza max. mm 130, spessore max. mm 34,
peso max. kg 1.
Quattro diversi concorrenti (Walther, SIGSauer, Heckler & Koch, Mauser) presentaro
no altrettanti modelli di pistola, tutti a doppia
azione con eccezione del modello HK dotato
di un originale percussore lanciato armato per
il primo colpo dalla pressione su una leva pre
sente sul davanti dellimpugnatura, leva sul
la quale la pressione deve continuare se vo
gliamo che il carrello armi il percussore per
i colpi successivi; abbandonando la pressio
ne sulla leva si disarma istantaneamente il per
cussore.
La pistola presentata dall HK aveva anche

un altra peculiarit: sfruttava i gas spillati dalla


canna per attuare un ritardo di apertura. Tut
te le altre armi usavano una chiusura stabile
e corto rinculo: di tipo Browning la SIG-Sauer,
con chiavistello oscillante Walther e Mauser.
Mentre resta sconosciuta la denominazione
prevista dalla Walther per la sua pistola, SIGSauer aveva battezzato P 225 la loro, Mau
ser, ricollegandosi alle sue tradizioni, aveva
invece scelto il nome HSp mentre HK quello
PSP.
Subito dopo linizio dei tests la HSp venne
ritirata dal fabbricante mentre gli altri modelli
superarono le prove previste e ricevettero lim
primatur ufficiale che ne consentiva ladozio
ne da parte delle varie Polizie; imprimatur che
comportava una denominazione ufficiale: P 5
per la Walther, P 6 per la SIG-Sauer, P 7 per
la HK. Walther ha poi commercializzato col no
me P 5 la sua pistola anche sui mercati civili
di tutto il mondo (per quanto riguarda le ado
zioni pi o meno ufficiali, la P 5 stata adot
tata da alcuni organi di Polizia tedeschi, fra
questi le Polizie dei Lndern della Renania Pa
latinato e del Baden-Wrttemberg, e dalle Po
lizie dei Paesi Bassi).
Anche se pleonastico interessante nota
re come sia possibile fare dei curiosi paralleli
tra il programma per le polizie della RFT e
quello della Wehrmacht nei 1938. Identico
il numero dei fabbricanti, tre dei quali sono gli
stessi mentre quello nuovo (HK) presenta, a
similitudine del suo lontano predecessore
(BSW) una pistola che sfrutta per la chiusura
i gas della combustione (attenzione per: quel
la della BSW era una chiusura stabile a sot
trazione di gas, quello della HK un ritardo
43

Il confronto tra P5 e P.38 mette in evidenza


la maggior compattezza della prima.
44

La canna dell P5 e quella della P. 38.

catena di scatto, con lunica differenza della


leva abbatticane non pi alloggiata sul fian
co sinistro del carrello ma su quello sinistro
del fusto ed integrata in un unico comando con
la leva dellhold-open. A carrello in apertura,
spingendo in basso il comando svincoliamo
il carrello (il vincolo in apertura lo si ottiene
con un caricatore vuoto); col carrello chiuso
ed il cane armato ne provochiamo labbatti
mento agendo sul solito comando.
La chiusura della P 5 sfrutta lo stesso prin
cipio del chiavistello oscillante gi impiegato
sulla P 38; le differenze sono pi formali che

dapertura attuato a mezzo dei gas spillati dal


la canna).
Mauser e Walther presentarono, negli anni
30 e negli anni 70, pistole con chiavistello
oscillante: comandato da camma e da pistoncino quello della Walther, comandato da due
camme quello delle Mauser. La Mauser ven
ne sconfitta tutte e due le volte eppure i suoi
progetti erano teoricamente molto validi.
Torniamo ora alloggetto di queste righe e
cio la P 5.
Questa pistola si pu considerare come una
filiazione della P 38 IV dalla quale mutua la
45

38

La catena di scatto delta P5 con cane a ripo


so.

Col cane armato il percussore della P5 an


cora bloccato e disassato.

sostanziali e risultano dettate dallesigenza di


compattlzzare al massimo la pistola pur cer
cando di avere linee pi filanti della P 38K. In
fatti, contrariamente a questultima, la P 5 non
semplicemente una P 38 con la canna cor
ta, bens una pistola concepita ab ovo per ri
durre al minimo pesi ed ingombri ( la pi leg
gera tra le pistole 9 Parabellum adottate dal

Solo col grilletto a fondo corsa il percussore


della P5 sbloccato ed allineato col cane.
46

le polizie tedesche negli anni 70 mentre co


me ingombro solo la P 7 fa un poco meglio
pesando per quasi due etti di pi). Pur es
sendo una pistola nata per uso di polizia, la
P 5 arma che si porta molto bene anche sot
to gli abiti civili e questo non solo per pesi ed
ingombri contenuti ma anche perch in sede
di progetto si cercato di contenere al mas
simo lindice di impigliamento e di ridurre od
eliminare tutti quei particolari che possono tra
dire la presenza di una pistola sotto gli abiti.
Per esempio, lelsa risulta pi corta ed arro
tondata rispetto alla P 38 ma questa differen
za non d alcun fastidio impugnando larma
o sparando. Un altro esempio di intelligente
progettazione il caricatore; praticamente
identico a quello della P 38 trattenuto nella
sua sede con un ritegno inferiore a bilancere
assimilabile a quello usato sullarma primige
nia ma che invece di trattenere il caricatore
dal di sotto, entra dentro una finestrella rica
vata nella parte inferiore: in questo modo, pur
mantenendo un caricatore da 8 colpi ed un ri
tegno inferiore, stato possibile ridurre ulte
riormente laltezza totale della pistola e si
eliminata una ulteriore possibilit di impiglia
mento negli abiti.

spetto operativo si colloca ai vertici della sua


categoria.
Sicura e comoda da portare, la P 5 , nella
tradizione Walther, unarma molto ben proget
tata e costruita, con un elevato livello di finitura e parimenti elevato livello di resa balisti
ca (sia sotto il profilo delle velocit che delle
rosate ottenibili; da notare, a questo proposi
to, la presenza-di una tacca di mira regolabi
le in derivazione e del trigger stop). Dolce al
lo sparo, pi che adeguata per il puntamento
istintivo, di funzionamento impeccabile, ben
controllabile nel tiro rapido (ovviamente que
sti giudizi devono essere commisurati a pesi
e dimensioni della pistola), comoda per le ma
ni di pi varia taglia, la P 5 arma particolar
mente indicata per il porto e possiede in som
mo grado tutte quelle caratteristiche proprie
delle migliori armi da difesa.
Per niente affaticante nelluso e capace di
fornire rosate di tutto rispetto, la piccola Wal
ther a chiusura stabile anche un arma di
vertente da usare, e questo un aspetto molto
pi importante di quanto non possa apparire
a prima vista: pu essere usata quale attrezzo
da svago ed invogliando il possessore allu
so facilita una maggiore confidenza con log
getto e nelle proprie capacit; confidenza che
pu risultare di importanza vitale nel caso,
Dio non voglia, che la P 5 debba essere usa
ta come arma da difesa.

In effetti, tutti gli accorgimenti adottati per


facilitare il porto non hanno inficiato maneg
gevolezza e prestazioni dellarma che sotto la

47

Lato sinistro e destro della Walther P. 88, una


pistola che, oltre alla tipica chiusura con bloc
co oscillante, abbandona il canoni estetici tra
dizionali delle Walther a chiusura stabile.
48

6 - LA P 88

La chiusura geometrica a corto rinculo con


blocco oscillante lunica chiusura stabile di
versa da quelle di tipo Browning ad avere una
sua reale validit non confinata ad armi corte
molto particolari e costituisce anzi la sola ve
ra alternativa alle chiusure a corto rinculo con
canna oscillante, rispetto alle quali pu van
tare la canna con un unico grado di libert in
vece che con due gradi di libert.
Walther sinonimo di chiusura geometrica
a blocco oscillante, chiusura che, nonostan
te le numerose sperimentazioni su soluzioni
di altro tipo, sempre stata usata sulle pisto
le con chiusura stabile proposte dalla ditta te
desca e ne divenuta uno dei tratti caratteri
stici. Inoltre non ci dimentichiamo che questa
chiusura ha sempre fornito ottimi risultati, ri
sultati che sono sicuramente una delle cau
se del successo ottenuto da P. 38 e derivate.
Non pu quindi che destare sorpresa il fatto

che lultima pistola prodotta dalla Walther sia


dotata di una chiusura stabile a corto rinculo
con canna oscillante. Questa pistola la P 88,
arma che rompe radicalmente con alcune del
le caratteristiche tecniche ed estetiche gene
ralmente associate al nome Walther ma de
nuncia comunque la sua paternit. Questo
non tanto per la presenza di alcune soluzioni
tecniche gi presenti sulla P 5 quanto perch
conserva due tratti caratteristici propri di tut
ta la produzione Walther. Alla Walther sono
capaci di fare del nuovo in assoluto e lo han
no dimostrato pi volte, la loro produzione
per generalmente caratterizzata dalladozio
ne di soluzioni gi consolidate ma portate al
massimo grado di affinamento concettuale e
tecnico. Laltro filo rosso che lega idealmen
te tutte le armi Walther quello di un esecu
zione di alto livello improntata per la maggior
parte su pezzi forgiati e macchinati.

La canna della P. 38 e quella della P. 88.


49

Vista inferiore dei carrelli P. 88 e P. 38, an


che se entrambi hanno il classico pistoncino
che comanda lo sblocco della sicura al per
cussore il sistema adottato dalla P. 88 (mu
tuato dalla P5 e quindi dalla P. 38 IV) pro
fondamente diverso da quello della P. 38 ed
anche molto pi efficiente e sicuro.

Il caricatore della P. 38 tiene 8 colpi, quello


della P. 88 15. A sinistra, particolare della te
sta del percussore in posizione di quiete: que
sta posizione viene abbandonata solo quan
do il grilletto giunto a fondo corsa.

Al pari di altre wonder nines (bifilari cali


bro 9 a doppia azione) la P 88 fa uso di una
chiusura stabile derivata concettualmente da
quella della Browning High Power modificata
con labolizione del risalti superiori della can
na sostituiti da una spalla (in corrispondenza
della camera di scoppio) che contrasta con la
parte anteriore della finestra di espulsione. Do
po la partenza del colpo, canne e carrello Ini

ziano a rinculare insieme vincolati fra loro dal


linterferenza tra spalla sulla camera e fine
stra di espulsione. Percorso un certo tratto,
il piano inclinato posto sotto la canna davanti
alla rampa di alimentazione incontra una tra
versa nel fusto che funge da camma e la im
pegna spostando in basso la culatta ed arre
stando il moto retrogrado della canna. Lo spo
stamento in basso della culatta provoca lab50

Sul cane della P. 88 ricavata una cavit che,


se il grilletto non premuto a fondo corsa,
coincide con la testa del percussore.

bassamente della spalla che libera la finestra


di espulsione svincolando II carrello che pu
cos continuare il suo moto retrogrado estraen
do ed espellendo il bossolo e comprimendo
la molla di recupero. Ladozione della chiusura
di tipo Browning modificata ha portato come
conseguenza labbandono del carrello aper
to In favore di uno chiuso che, con lelimina
zione delle due molle di recupero simmetriche
sostituite da una sola con relativo guidamolla
posta sotto la canna, ha lo spessore pi con
tenuto rispetto a quello di qualsiasi altra ar
ma di pari categoria.
Se la chiusura Inusitata su una Walther,
non altrettanto si pu dire della catena di scat-

Sezione della P 88.


51

to che risulta concettualmente mutuata da


quella della P 5 anche ma pu vantare una
pi accentuata semplicit nel disegno delle
singole parti. Rispetto alla P. 38 ed alle altre
Walther tradizionali il passo in avanti no
tevole, sia sul piano concettuale che su quel
lo della qualit degli scatti e del loro peso, della
durata e della robustezza. La complicata le
va di scatto a ferro di cavallo stata sosti
tuita da un semplice leva imperniata nel fu
sto e caricata a molla. A cane armato la leva
impegna la monta sul cane sotto la spinta della
sua molla; premendo il grilletto viene portata
In avanti la barra di trazione-disconnettore che,
con un suo dente posteriore sottrae la leva al
cane che si abbatte. In doppia azione la bar
ra di trazione che col suo dente posteriore ag
gancia il cane in una apposita tacca e lo sol
leva fino a farselo sfuggire; durante tutta lo
perazione il dente della barra di trazione rima
ne interposto tra cane e leva di scatto. Al pari
di quanto avviene su altre pistole la barra di
trazione funge anche da disconnettore perch
una sua appendice superiore coincide, ad ar
ma in chiusura, con una sede nel fianco de
stro del carrello, quando questo non in chiu
sura lappendice della barra contrasta col car
rello e viene spinta in basso interrompendo il
contatto col cane. Questo sistema, applicato
per la prima volta sulla P. 38, oggi un clas
sico delle pistole a D.A. e previene la parten
za di colpi, per pressione sul grilletto, con ar
ma non in chiusura, funge inoltre da discon
nettore impedendo il tiro a raffica. Quando il
grilletto premuto a fondo corsa (e solo in que
sto caso) la barra di trazione agisce su una
leva che fa sollevare il percussore basculan
te (altra caratteristica mutuata dalla P 5) svin
colandolo dallarresto nel carrello ed allinean
dolo col cane (a percussore spinto in basso,
la testa coincide con una sede nel corpo del
cane). A cane armato basta una pressione sul
la leva abbatticane perch il cane sia disar
mato In tutta sicurezza: il percussore resta
sempre disassato e bloccato mentre il cane
accompagnato ad appoggiarsi sulla leva di
scatto che impegna la monta di sicurezza. P
88 e P 5 sono le sole pistole in cui la monta
di sicurezza coincida con la posizione di riposo
del cane; se invece che con la leva abbatti
cane disarmo il cane premendo il grilletto e

a cane armato.

Solo a grilletto premuto il percussore Ubero


ed allineato con la faccia del cane (illustrazio
ne superiore)', anche se si mantiene la pres
sione sul grilletto dopo la partenza del colpo
la barra di trazione funge da disconnettore ed
impedisce la raffice.

Se, a cane armato, si agisce su una delle le


ve abbatticene si sottrae la leva di scatto al
cane che cade e si arresta, in assoluta sicu
rezza, quando la leva di scatto intercetta la
monta di sicurezza.
52

differenze: il comando bifunzionale serve an


che per bloccare manualmente il carrello in
apertura e, oltre ad essere presente sul fian
co sinistro, lo si trova riportato specularmen
te su quello destro. Infatti con la P 88 la Wal
ther ha voluto tenere ben presenti i mancini
e la P 88 stata la prima pistola al mondo ad
avere i comandi abbatticane (attenzione, non
sicura abbatticane ma solo abbatticane) du
plicati sui due fianchi ed il doppio pulsante di
sgancio del caricatore (un pulsante a destra
ed uno a sinistra) invece dellormai classico
comando invertibile. Purtroppo non si ha nien
te per niente e cosi una pistola con un carrel
lo piacevolmente sottile (il minimo spessore
del carrello un parametro importantissimo
ai fini del porto in fondina inside) vede il suo
spessore aumentare a dismisura proprio nel
la zona dietro alla guardia del grilletto con con
seguente squilibrio estetico se osserviamo lar
ma dallalto, e forzato aumento dello spesso
re dellimpugnatura. In ogni modo i comandi
sono ben posizionati e facilmente azionabili
senza sforzo da parte di mani della pi varia
taglia. Limpugnatura decisamente buona,

lo accompagno a fondo corsa, il cane si arre


sta in posizione pi avanzata (a contatto del
carrello) perch non intercettato dalla leva di
scatto.
Una caratteristica che compare su tutte le
Walther progettate dal 74 a oggi la tacca di
mira registrabile in derivazione (ogni scatto
corrisponde ad uno spostamento di mm. 22
a mm. 25), tacca che nel caso della P 88
dotate di due pallini di riferimento bianchi che,
insieme ad un terzo pallino sul mirino, aiuta
no nellacquisizione rapida con cattiva illumi
nazione. Anche in questo caso si tratta di una
novit per una pistola Walther visto che fino
ad oggi le pistole di Ulm usavano riferimenti
di tipo Von Stavenhgen (quadrato sulla tac
ca, pallino sul mirino). Da notare che il mirino
della P 88 innestato a coda di rondine sul
carrello e pu essere fornito di varie altezze
per regolare lo spostamento in verticale del
punto di impatto.
A similitudine di quanto gi fatto sulla P 5,
abbatticane ed hold-open sono riuniti in un
unico comando bifunzionale posto sul fusto.
Rispetto alla P 5 ci sono per due importanti
53

colpi nel caricatore. Fra sicura sul carrello e


calcio accorciato verrebbe fuori una vera chic
ca; purtroppo non credo che alla Walther sia
no soverchiamente interessati ad una simile
idea visto che hanno gi in catalogo una fra
le migliori 9 da portare del Mondo: la P 5.
Tanto pi che questa pistola ha da poco su
bito alcune modifiche volte a diminuirne ulte
riormente gli ingombri e ad aumentarne la co
modit di uso.
Anche se non potremo averla in versione
compattizzata la P 88 resta una delle migliori
esponenti della sua categoria: stabile al tiro,
adeguatamente precisa, sicura col colpo in
canna, affidabile, pronta alluso, dotata di ele
vato volume di fuoco e caratterizzata da pesi
ed ingombri non certo eccessivi per il tipo di
arma. Avr sicuramente un futuro quale arma
militare, di polizia e per difesa personale; es
sendo ora prodotta anche in 9 x 21 disponi
bile nel nostro Paese e si comincia a vedere
con una certa regolarit nei poligoni. Insieme
alle sorelle P 38 (disponibile in 7,65 Para
bellum ed anche .22, sia come conversione
che come pistola intera), P 5, PP e PPK, for
ma un gruppo di armi capaci di soddisfare ogni
ipotizzabile esigenza ed aventi come comu
ne denominatore lalta qualit e le prestazio
ni elevate.

Particolare del lato sinistro con la leva del chia


vistello di smontagio ruotata verso il basso. Sul
lato sinistro dellarma presente un coman
do assente su quello destro: il pulsante per
bloccare manualmente in apertura il carrello.

per una bifilare, anche per mani di piccola ta


glia, e sarebbe veramente interessante vedere
come sarebbe se larma disponesse di un solo
comando abbatticane montato sul carrello.
Lipotesi di una P 88 dotata solo di una pic
cola leva abbatticane sul carrello potr forse
far arricciare il naso ai combat shooters, ma
per chi porta la pistola sotto gli abiti potrebbe
essere una cosa interessante; tanto pi che
la P 88 gi allo stato attuale una delle pi
compatte fra le bifilari non compattizzate e le
supera tutte per quanto riguarda lo spessore
del carrello. Uno sguardo alla sezione della
P 88 ci permette di constatare che questa pi
stola sarebbe candidata ideale ad una opera
zione di abbassamento; gi ora non una
torre (mm. 142) e potrebbe essere facilmente
abbassata di alcuni cm. sacrificando due o tre
54

7 - P 38/P 5/P 88: DATI TECNICI

A - WALTHER P 38

ca non in alcun modo registrabile mentre si


pu intervenire sul mirino che innestato a
coda di rondine.

Tipo: Pistola semiautomatica con chiusura


stabile e corto rinculo e chiavistello oscillan
te; catena di scatto a singola e doppia azio
ne, sicura manuale abbatticane e sicura au
tomatica al percussore mediante bloccaggio
fisico dello stesso.
Calibro: 9 Parabellum, 7,65 Parabellum, .22
L.R. .
Dimensioni: mm. 216 x 137 x 37.
Canna: mm. 125 con 6 righe destrorse (per
i calibri centerfire).
Fusto: in lega leggera; in lega leggera con
inserto di acciaio ed in acciaio a partire dal
1986 ma solo per modelli 9 Parabellum o com
memorativi.

B - WALTHER P 5
Tipo: Pistola semiautomatica con chiusura
stabile e corto rinculo e chiavistello oscillan
te; catena di scatto a singola e doppia azio
ne, abbatticane (non funge da sicura manua
le ma ritorna automaticamente in posizione di
quiete dopo che il cane stato abbattuto) e
sicura automatica attuata con percussore
oscillante.
Calibro: 9 Parabellum, 9 x 21 IMI, 7,65 Pa
rabellum.

A - WALTHER P 38
Caricatore: monofilare da 8 colpi per tutte
e tre le cartucce impiegate.
Peso: ad arma scarica gr. 790 versione con
fusto in lega e gr. 950 versione con fusto in
acciaio; ad arma carica con otto colpi calibro
9 Pb. i pesi salgono a gr. 890 e 1.050 rispetti
vamente.
Finitura: brunitura di tutte le parti in acciaio;
anodizzazione per il fusto; guancette in poli
mero o, a richiesta, in legno.
Mire: Tacca quadrata, mirino a rampa, ri
porti bianchi di tipo Von Stavenhagen, latac55

WALTHER P 5

Dimensioni: mm. 180 x 129 x 32.


Canna: mm. 90 con sei righe destrorse.
Fusto: in lega leggera con inserto di acciaio.
Caricatore: monofilare da 8 colpi.
Peso: ad arma scarica gr. 795 che diventa
no circa 895 con 8 colpi di 9 Pb o 9 x 21.
Finitura: brunitura di tutte le parti in acciaio;
anodizzazione per il fusto; guancette in poli
mero ad alta resistenza o, a richiesta, in le
gno.
Mire: mirino a rampa integrale col carrello,
tacca di mira quadrata innestata a coda di ron
dine e registrabile in derivazione, riporti bian
chi di tipo Von Stavenhagen.

C - WALTHER P 88
Tipo: Pistola semiautomatica con chiusura
stabile a corto rinculo e canna oscillante; ab
batticene (non funge da sicura manuale ma
ritorna automaticamente in posizione di quiete
dopo che il cane stato abbattuto) e sicura
automatica attuata con percussore oscillan
te.
Calibro: 9 Parabellum e 9 x 21 IMI.
Dimensioni: mm. 187 x 142 x 38.
Canna: mm. 102 con righe destrorse.
Fusto: in lega leggera.
Caricatore: bifilare da 15 colpi.
Peso: gr. 895 ad arma scarica che diventa
no circa 1.085 con 15 colpi di 9 Parabellum
o 9 x 21.
Finitura: brunitura di tutte le parti in acciaio
ad eccezione della canna; fusto anodizzato;
guancette in polimero ad alta resistenza.

WALTHER P 88

Mire: mirino a rampa innestato a coda di


rondine sul carrello, tacca quadrata innesta
ta a coda di rondine e regolabile in derivazio
ne,due pallini bianchi sulla tacca ed uno sul
mirino come ausilii al tiro in cattive condizio
ni di luce; possibile disporre di mirini di va
ria altezza per variazioni in verticale del pun
to di impatto.
56

SMONTAGGIO

PER LE DIFFERENZE
CON I MODELLI
ANTECEDENTI VEDERE
LE NOTE

ISTRUZIONI RELATIVE
AL MODELLO DI
PRODUZIONE ATTUALE

Togliere il caricatore dallarma ed accer


tarsi che non ci sia colpo in camera.
Appoggiare la volata dellarma contro
una superficie dura ma non abrasiva e pre
mere a fondo. Quando canna e carrello si so
no arrestati girare II chiavistello di smontag
gio (foto 2 - vedere nota n. 1)
Far scorrere il carrello sulle guide ed
estrarlo dalle stesse (foto 3). Il cane deve es
sere disarmato altrimenti II carrello non pu
scorrere oltre II punto in cui Incontra la leva
che comanda labbattimento del cane. Non
abbattere mal il cane senza carrello per non
danneggiare II fusto.
Premere il pistonclno di sblocco sotto la
canna ed estrarre la stessa dal carrello (foto
4 e 5), si cos completato lo smontaggio da
campo (foto 6).
Girare II blocco di chiusura fino a fargli
sorpassare la posizione che pu raggiunge
re per gravit e rimuoverlo dalla canna (foto
7). La molla di ritegno del blocco pu essere
rimossa Introducendo un cacciaperni da mm.

57

ne lIndicatore di arma carica (foto 14), que


sto pu ora essere rimosso sollevandone la
parte anteriore e tirandola In avanti (foto 15).
Inserita la sicura si pu estrarre il percussore
tirandolo dal dietro (foto 16).
Mettendo la sicura in posizione interme
dia tra F e S possibile estrarla tirandola ver
so sinistra. Se non viene, rovesciare il carrel
lo e far uscire la sicura con l'aiuto di un pic
colo cacciavite (vedere nota 3).
Con la punta di un cacciaperni spinge
re lestrattore verso lesterno pigiando sulla
parte che protrude nellInterno del carrello (fo
to 17 e 18 - vedere nota 3).
Tolto II perno che premeva sullestrat
tore far uscire la molla dellestrattore aiutan
dosi con il solito cacciaperni (foto 19 - vedere
nota 3).
Il carrello ora smontato in tutte le sue
componenti (foto 20).
Usando un cacciavite delle giuste dl-

2 attraverso lanello formato dalla molla stes


sa e tirando verso II tenone che alloggia il pistonclno (foto 8). Il plstoncino bloccato da
una punzonatura e non si pu rimuovere a me
no di forare il tenone in corrispondenza della
punzonatura e di sostituire la stessa con una
spina. Questo lavoro meglio farlo eseguire
da un buon armaiolo (nota 4).
Con un cacciavite di dimensioni appro
priate forzare verso lalto lesteremlt del car
rello e far scorrere il coperchio stesso verso
lavantl (foto 9 e 10 - vedere nota n. 2).
La rimozione della parte superiore del
carrello libera la tacca di mira che trattiene in
sito il blocco del percussore con relativa mol
la (foto 11 e 12).
Con un cacciaperni spingere dal basso
Il blocco del percussore ed il ritegno del per
cussore stesso (foto 13).
Usando un piccolo cacciavite sollevare
il lobo della molla del percussore che trattie
58

59

mensioni togliere le viti delle guancette (foto


21 ).
Pigiare verso lalto II fermo del carica
tore (foto 22) e farlo uscire dalla sede tirando
verso lesterno II guldamolla del cane (foto 23).
La rimozione del fermo del caricatore libera
guidamolla e molla del cane.
Usando un cacciavite sottile far uscire
dalla sua sede (foto 24) il braccio della molla
che comprime la barra che trasmette la tra
zione esercitata dal grilletto e rimuovere la
molla dal suo supporto. Sempre con laiuto del
solito cacciavite alzare lanello posteriore della
molla del grilletto e sganciarla dalla barra (fo
to 25). Sganciare la parte posteriore della bar
ra dalla leva di scatto (foto 30 S) e rimuovere
la barra dal castello (foto 26).
Alzare il braccio posteriore della molla
che carica hold-open e leva di scatto (foto 27)
quindi alzare la molla e tirarla verso il dietro
facendone cos uscire il braccio anteriore dalla
sede dellhold-open. Far uscire lhold-open ti
randolo verso sinistra; la sua rimozione libe
ra il grilletto con relativa molla e boccola del
la stessa. Il grilletto si estrae dallalto. Per li
berare la molla basta far uscire la boccola dal
la sede.
Con un cacciapeni appropriato far uscire
I perni del cane e quello della leva di scatto
(foto 28 e 29).
Quando stato rimosso il cane (tirandolo
verso lalto) si sono liberate anche la leva di
abbattimento del cane che situata sulla si
nistra del fusto (30 HD) e la leva che coman
da Il blocco del percussore (30 PL). Lespul
sore si libera togliendo il perno della leva di
scatto. A questo punto sono rimasti sul fusto
solo molle e guidamolle. Usando un caccia
vite di piccole dimensioni se ne inserisce la
lama dopo alcune spire dallinizio della molla
e poi si comprime la molla stessa fino a quan
do non sla libero il guidamolla, allora si pu
estrarre II guldamolla stesso prima sollevan
dolo leggermente e tirandolo poi in avanti (foto
31).
Nel rimontare larma, oltre ad Invertire le
procedure descritte bene seguire alcuni ac
corgimenti:
a)
il coperchio della parte superiore del car
rello viene normalmente rimesso a posto con
la semplice pressione manuale, qualora ci
60

non sia possibile metterlo nella posizione in


dicata nella foto 10 e percuoterlo leggermen
te con un martello con testa di nylon, percus
sione e verso della stessa sono Indicati dalla
lettera P sempre nella foto 10.
b) Quando si rimonta la barra di trasmis
sione della trazione esercitata dal grilletto ri
cordarsi di alzare lanello posteriore della mol
la del grilletto e riabbassandolo fare attenzio
ne che entri nella gola ricavata sul perno che
fa pare della barra.
c) Reinserendo il carrello sulle guide fare
attenzione che il cane sia disarmato e che il
blocco di chiusura collegante canna e carrel
lo sia in posizione tale da non contrastare con
tro lo spigolo del fusto. Lespulsore deve es
sere basculato in avanti in modo da scompa
rire nel vano di alloggio del caricatore e non
contrastare con il martello, quando il carrello
reinserito sulle guide, farlo scorrere fino a
poterlo bloccare con lhold-open e poi rimet
tere in posizione di chiusura (parallelo al fu
sto) il chiavistello di smontaggio.
d) Non tutte le parti delle P 38 di produzio
ne attuale sono intercambiabili con le analo
ghe degli esemplari precedenti, quindi, ordi
nando un pezzo di ricambio, specificare sem
pre lepoca di costruzione dellarma.
Caricatore: Il caricatore chiuso inferior
mente da una piastrina che scorre su guide
ricavate per piegatura della lamiera delle pa
reti. La piastrina trattenuta da un ritegno in
terno al caricatore e caricato dalla molla del
lelevatore. Il ritegno dotato di un risalto ci
lindrico che si impegna in un foro ricavato nel
centro della piastrina.
Per smontare II caricatore si inserisce nel
foro un cacclaperni (preferibilmente di ottone
o di altro materiale che non righi lacciaio) e
si preme fino a far uscire il risalto dal foro stes
so. Facendo leva con il cacclaperni si fa scor
rere la piastrina verso Lavanti (foto 33). Si com
pleta loperazione manualmente facendo at
tenzione a trattenere molla e ritegno con una
mano. Scaricare lentamente la molla ed estrar
la dal corpo del caricatore (foto 34). Rovescia
re il caricatore e far uscire lelevatore.

Note
(') Differenza nello smontaggio da campo di
esemplari bellici e prebellici: a) arretrare il carrello
e bloccarlo con lhold-open; b) girare il chiavistello
di smontaggio; c) svincolare il carrello e farlo avan
zare fino a quando non sia possibile abbassare il ca
ne (lentamente), dopo aver abbassato 1cane estrar
re il carrello dalle guide.
(2)
La parte superiore del carrello chiusa da un
coperchio in lamiera stampata dotato di due appen
dici elastiche (A foto 2) che lo trattengono in sede,
la mancanza di tensione sulle appendici pu rende
re instabile il bloccaggio che queste assicurano, per
tanto possibile perdere il pezzo sparando. La fuo
riuscita del coperchio (pu essere provocata anche

61

da fuga di gas dal fondello del bossolo o dalluso di


munizioni troppo potenti) causa la perdita della tac
ca di mira, del blocco del percussore (con relativa
molla) e del ritegno dello stesso (N foto 20). Per ov
viare a questo inconveniente possibile piegare leg
germente verso lesterno le appendici elastiche, ma
la cosa migliore acquistare un nuovo pezzo di ri
cambio. Frequenti smontaggi non sono consigliabili
anche per non sciupare le guide per le appendici ri
cavate nel carrello; un buon armaiolo pu rendere
queste guide pi profonde ma ci causa notevoli dif
ficolt negli ulteriori smontaggi del carrello.
(3)
Per coloro che sono in possesso d i esemplari
del periodo bellico e prebellico oppure dei prim i

cole dimensioni) e introdurre la sicura tenendola in


posizione intermedia tra F ed S, quando la sicura
davanti alla sede della molla si deve premerla con
forza e nel contempo togliere il cacciaperni.
Attenzione: quando, durante l uso dellarma, si in
serisce la sicura si blocca il percussore e due spalle
circolari ricavate sulla sicura stessa ricevono limpat
to del cane che cade. consigliabile accompagna
re il cane con il pollice e non farlo urtare contro la
sicura perch ripetuti impatti possono causarne la
cristallizzazione con conseguente rottura, rottura
che provoca la partenza delleventuale colpo in ca
mera e nel caso vi siano colpi nel caricatore larma
spara a raffica fino ad esaurimento delle cartucce.
(4)
Sempre per le armi belliche e prebelliche d
notare che il bloccaggio in sede del plstoncino at
tuato dal blocco di chiusura avviene anche median
te una spina passante ribadita alle estremit e per
tanto anche in queste armi lo smontaggio del pistoncino deve avvenire solo in caso di necessit e sem
pre avendo pistoncini e spina di ricambio.

esemplari con fusto in lega (quelli senza inserto in


acciaio) lo smontaggio dellestrattore e della sicura
avviene in modo differente da quanto gi descritto:
a) mettere la sicura in posizione intermedia tra F ed
S, rovesciare il carrello e forzare la sicura verso si
nistra con lausilio di un cacciavite di dimensioni ap
propriate (foto 32); b) la fuoriuscita della sicura libe
ra la molla dellestrattore, molla che serve anche per
la sicura, bene fare attenzione e non perdere il pic
colo perno che esce insieme alle spire della molla;
c) una volta scaricata la molla, estrarre lestrattore
tirandolo verso lesterno, togliere il perno che pre
me sul percussore e far uscire la molla dalla sua se
de.
Per rimontare sicura ed estrattore: a) introdurre la
molla nella sua sede ed inserire i due perni alle estre
mit della stessa (attenzione perch il perno che pre
me contro la sicura diverso da quello che carica
lestrattore); b) rimettere a posto lestrattore; c) spin
gere nella sua sede la molla con il perno (aiutandosi
con un cacciaperni da mm. 2 o un cacciavite di pic

62

Stampa: Grafiche Consolini (Bo)


Allegato alla rivista Diana Armi
Tutti i diritti sono riservati

63

A cura di:

VITTORIO BALZI

LA COLLABORAZIONE TRA BROWNING


E FABRIQUE NATIONALE
Volendo adottare quale ordinanza il Mauser
1889, il Belgio si trov di fronte allalternativa
se acquistare il fucile direttamente dalla Ger
mania oppure produrlo su licenza. Vista lim
portanza della commessa (150.000 pezzi), pur
trascurando le implicazioni di ordine politico
e strategico, era logico optare per la produ
zione su licenza; anche a costo di dover im
piantare ex novo una fabbrica destinata a que
sto scopo. Sotto la spinta di questo fatto con
tingente nacque cosi, proprio nel 1889, una
societ fondata da dieci artigiani armieri di Lie
gi e chiamata Fabrique Nationale d Armes de
Guerre; sede della neonata societ una citta
dina vicina a Liegi: Herstal.
In pochi anni la F.N. divenne una realt in
dustriale di tutto rispetto sempre alla ricerca
di ulteriori nuovi sbocchi commerciali e di idee
nuove. Fu durante uno dei suoi continui viag
gi che nel 1897 Hart O. Berg, un dirigente iti
nerante della F.N. sempre in viaggio per ot
tenere contratti e esaminare progetti merite-

Mauser 1888: stata la necessit d i riprodur


re questo fucile su licenza che ha portato alla
fondazione della Fabrique Nationale.

voli di interesse, incontro, durante una visita


alla Colt, i fratelli Browning (John e Matthew)
dai quali ottenne lesclusiva per una nuova pi
stola a chiusa labile progettata da John Mo
ses Browning. In quellanno Browning aveva
ottenuto diversi brevetti relativi ad armi e mu
nizioni; alla Colt ritenevano che il pi interes
sante fosse quello del 20 aprile 1897 per un
arma a chiusura stabile e concentrarono tutti
i loro sforzi sullo sviluppo di quella che sareb
be poi divenuta la Colt 1960, ovvero la non
na della 1911. Fra i brevetti trascurati da Colt,
Browning aveva quelli relativi ad una pistola
a chiusura labile (derivata da quella calibro 9
a sottrazione di gas che era stato il primo pro
getto di arma corta del Genio Mormone) e del
la relativa cartuccia 7,65 x 17 destinata a di
ventare famosa come 7,65 Browning o .32
ACP. Questi brevetti non mancarono di atti
rare lattenzione di Berg che se li aggiudico
offrendo una royalty imnprecisata su ogni pi
stola prodotta e versando un anticipo di 2.000
dollari (dollari del 18971). La pistola venne
messa in produzione nel 1899 come F.N.
Browning Mod. 1899; lanno successivo rice
vette alcune modifiche di dettaglio e divenne
la Mod. 1900 che venne replicata in oltre un
milione di esemplari.

Col Mod. 1886 la Winchester usci da una si


tuazione di crisi causata dallimpossibilit dei
modelli precedenti di camerare la potente
.45/70 Government: uno dei primi successi del
giovane Browning, adesso riprodotto in
soli 12.000 esemplari identici a lloriginale.

Scoperto da Bennet, il genero di Winche


ster, Browning ebbe una lunga e fruttuosa col
laborazione con la casa di New Heaven (per
citare solo i fucili pi importanti baster ricor
dare il monocolpo Hi Wall ed i lever action
1886,1894 e 1895). Questa collaborazione du-

gni con Winchester, Browning pot dedicarsi


a collaborazioni con altri fabbricanti (Remington e Stevens sono i pi importanti) ma, a par
tire dal 1897, il grosso del suo lavoro and al
la Colt ed alla F.N. Questultima in particola
re quella che ha legato indissolubilmente il
suo nome a Browning: le Colt di progettazio
ne (totale o parziale) Browning erano vendu
te come Colt tout court mentre le armi della
F.N. hanno sempre portato il nome di Brow
ning. Anche se gestite in maniera diversa e
avendo, almeno allo stadio iniziale, differenti
filoni principali (pistole di grosso calibro e
chiusura stabile alla Colt, pistole di piccolo ca
libro e chiusura labile alla F.N.) le collabora
zioni Colt-Browning e F.N.-Browning si inter
secarono spesso tra di loro, tanto che non
raro vedere modelli identici o analoghi nelle
rispettive linee produttive. Per ovviare a que
sto fatto e per poter continuare a sfruttare al
meglio la loro gallina dalle uova d oro Colt
ed F.N. giunsero a stipulare un contratto col
quale dividevano il Mondo in rispettive zone
di interesse per la commercializzazione di armi
basate sui brevetti Browning.
In tema di disegni analoghi giova ricordare
la Mod. 1903 o Grand Modle calibro 9 Brow
ning Long; si tratta in effetti di una copia pantografata della quasi coetanea Colt Pocket Pistol camerata in 7,65 Browning e in 9 Corto.
Riprodotta in circa 160.000 esemplari (di cui
100.000 su licenza dalla svedese Husqvarna)
la 1903 venne adottata quale arma militare da
Belgio, Danimarca, Svezia, Olanda, Turchia,
Russia e Paraguay; la sua importanza trascen-

r dal 1879 al 1897 e fu interrotta dai fratelli


Browning (John era il genio di famiglia ma chi
si occupava di tutti gli aspetti pratici, sia tec
nici che legali, erano gli altri fratelli Browning,
in primo luogoi Matthew) perch insoddisfatti
per il tipo di pagamento: Winchester acquista
va tutti i diritti sul brevetto e pagava una cifra
una tantum; i Browning volevano delle royalH
oc*pi ilio ormi nrnrlntio I ihorn r i a Olirti imrto_

-tarn

F.N. Mod. 1900: prima arma nata dalla colla


borazione tra Browning ed F.N. stata anche
la prima semiautomatica a chiusura labile di
grande successo in tutto il mondo.

La Colt Pocket Auto.

F.N. 1903 (Grand Modele) completa di calciolo


e caricatore prolungato, la similitudine con la
quasi coeva Colt Pocket Auto non fu casua-

de il quantitativo, peraltro non trascurabile, di


armi prodotte: fece entrare la F.N. sui merca
ti militari, serv da base per lo sviluppo delle
1910 e 1922, ebbe una parte non trascurabi
le (come vedremo oltre) nella genesi della HP,
Derivata dalla 1903, la 1910 unaltra del
le pistole milionarie nate dalla collaborazione
tra F.N. e Browning ed ha passato la boa del
milione di pezzi nel lontano 1935 rimanendo
poi in produzione fino ad anni 70 inoltrati. La
1910 (o 10 tout court) una versione rimpic
colita e semplificata della 1903 a differenza
della quale non monta un cane interno ma un
percussore lanciato. Semplice, robusta, leg
gera, piccola ed affidabile la 10 ha avuto suc
cesso sui mercati civili ed stata venduta ad
un buon numero di Polizie o Enti Governati
vi. Proprio nellottica di un uso da parte di Po
lizie ed Eserciti venne sviluppata la Mod. 1922,
In pratica una 1910 con caricatore pi capiente
(8 colpi in 9 corto e 9 in 7,65 Browning contro
6 e 7 rispettivamente per la Mod. 1910) e can
na pi lunga. Anche la 1922 ha avuto una car
riera lunga e proficua venendo adottata, fra
gli altri, da Olanda, Iugoslavia e Belgio oltre
che dalla Wermacht durante loccupazione te
desca del Belgio; rimasta in produzione dal
1922 fino ai giorni nostri ed ha cambiato no
me dopo la 11Guerra Mondiale quando diven
ne la Mod. 10/22 per divenire infine Mod. 125.
Parlando di disegni milionari non si pu di
menticare la Baby Browning, per decenni si-

ning (alias .25 ACP) che stata riprodotta in


oltre 4.000.000 di esemplari ed oggi, insie
me alla HP, una delle tre pistole di progetto
Browning ancora sul catalogo F.N. Ad onor del
vero la Baby Browning di oggi non proprio
la stessa arma progettata da John Moses ma
daltro canto neanche la Grande Puissance o
High Power veramente unarma tutta di
Browning. Prima per di affrontare largomen
to genesi della Grande Puissance mi preme
sottolineare che, se le cose fossero andate un
poco diversamente, forse oggi non avremmo
la High Power perch la F.N. avrebbe prodotto
una ennesima variante della 1911.
Nelle more delle interminabili prove volute
dallU.S. Army per la scelta di una nuova pi
stola, Colt era sempre alla ricerca di idee per
accaparrarsi nuovi mercati, sopratutto in quei
Paesi che, In base allaccordo con la F.N., co
stituivano terreno libero per entrambe i con
tendenti. A quel tempi i Balcani erano la pol
veriera d Europa e la Colt pens ad una pi
stola che potesse essere particolarmente in
dicata per i gusti di quei posti: mentre Brow
ning dava gli ultimi tocchi a quella che sareb
be poi divenuta la Government Model of 1911
ed alla relativa .45 ACP, Colt chiese a Win
chester lo svllupo di una nuova cartuccia ca
libro 9,8 mm. con bossolo rimless e la cartuc
cia venne camerata in una apposita variante
della pistola Colt-Browning, la Colt Model of
1910. Nel frattempo, per non restare indietro

F.N. 1922 in versione con mire registrabili.

Baby Browning: progettata da Browning e re


visionata da Saive negli anni '50, ha raggiun
to i quattro milioni di esemplari prodotti.

F.N. Grand Browning cal. 9,65: ad eccezione


del calibro e del sistema di fissaggio delle
guancette la copia conforme della Colt 1911.

eventuali richieste provenienti da Paesi all'in


terno della sua sfera di influenza, la Fabrique Nationale appront tre prototipi della modele 1910 ovvero una copia carbone della
COIt 1910 ma in .45 ACP. I tre prototipi furo
no poi portati a venti per avere materiale da

commerciale che Colt stava Iniziando con la


sua 1910. Il 29 marzo 1911 la versione miglio
rata della Colt 1910 camerata in .45 ACP ven
ne scelta ufficialmente quale nuova pistola
marziale statunitense con la denominazione
ufficiale Pistol, Automatic, Caliber .45, Mo-

icj: i *: l i m Hjt|ii

aperte dalladozione dellUS Army Colt abban


don ogni altro progetto di pistola militare per
soddisfare I desideri del ricchissimo mercato
costituito dalle FF.AA. U.S.A. e di tutti quei
Paesi che avrebbero ben presto seguito le
sempio Yankee. La F.N. si trov cos senza
la concorrenza della Colt ed I tecnici belgi pen
sarono di abbandonare il calibro .45 ACP per
seguire la strada, da loro giudicata molto pro
mettente, di una cartuccia con calibro inferiore

ma velocit superiore; nacque cos la cartuc


cia 9 ,6 5 x2 3 . Da molti ritenuta come la car
tuccia per la quale doveva essere camerata
la High Power, la 9,65 venne invece adottata
su una annesima variante del disegno ColtBrowning che la F.N. denomin Grand Brow
ning e che doveva essere riprodotta industrial
mente. Solo lInvasione del Belgio da parte dei
Tedeschi imped linizio della produzione in se
rie della Grand Browning.

GENESI DEL DISEGNO

Si sempre affermato che la High Power


(o Grande Puissance) stato lultimo proget
to di John Moses Browning e che questo pro
getto ha avuto concretizzazione dopo la mor
te dellinventore ma con solo poche modifiche
non sostanziali; si del pari sempre afferma
to che il caricatore bifilare della HP opera
di Browning. La realt risulta diversa e la Mod.
35 in massima parte frutto dellopera di un
altro grande progettista: Dieudonn Joseph
Saive. Questi stato il papa di armi come lo
FN 49 ed il FAL ed ha al suo attivo anche mol
te altre operazioni di successo; solo per la vo
lont di identificare i prodotti F.N. col nome
Browning Saive rimasto a lungo nellombra

' B 'r

Fianco sinistro del prototipo a chiusura labile


sviluppato da Browning, unitamente ad un mo
dello con chiusura stabile, in risposta alle ri
chieste F.N. del 1921 per lo sviluppo di una

ed anche oggi il suo lavoro rimane conosciu


to per lo pi tra gli adetti ai lavori.
Pochi anni dopo la fine della Grande Guer
ra (per lesattezza il 9 Maggio 1921) lo Stato
Maggiore francese emise la prima di diverse
specifiche per la scelta di una nuova pistola
di ordinanza. Tale pistola doveva avere cali
bro 9, canna di 20 cm., capacit del caricato
re pari ad almeno 15 colpi, alzo graduato fino
a 600 metri, peso non superiore al kg., possi
bilit di applicare un calciolo amovibile. In que
gli anni di magra la prospettiva di un grosso
contratto militare non poteva lasciare indiffe
renti i solerti amministratori della F.N. e cos
si decise di avviare subito un programma per

Fianco destro del prototipo a chiusura stabile


sviluppato insieme a quello con chiusura la
bile della foto precedente; la chiusura stabile
sembra sia stata aggiunta dopo il completa
mento dellarma; notare la posizione dei risalti
di chiusura in corrispondenza della camera di
cartuccia.

un arma capace di soddisfare le richieste fran


cesi. Con leccezione della piccola Savage a
ritardo di apertura, a quellepoca nessuna pi
stola montava un vero caricatore bifilare al
loggiato nellimpugnatura (il bifilare era luni
co mezzo per consentire la capienza di 15 col
pi senza andare a scapito delle dimensioni del
larma) e la prima cosa da fare era quindi svi
luppare un caricatore adatta alla bisogna.
Questo incarico venne affidato a Saive che lo
port a termine modificando una Modello 1903
(Grand Modle) che ricevette un caricatore da
15 colpi nel calibro 9 Browning Long. Da no
tare che limpresa non deve essere stata del
le pi facili visto che la cartuccia Browning
Long ha bossolo semirimmed con tutti i pro
blemi che questo comporta. Immediatamen
te dopo il completamento del lavoro di Saive
la F.N. si mise in contatto con Browning per
sottomettergli le specifiche francesi e fargli
prendere visione della 1903 modificata.
Tornato a casa nella sua Ogden Browning
si prese alcuni giorni di riflessione per poi rea
lizzare, nellarco di poche settimane, insieme
al fratello Ed (quello che fece quasi tutte le la-

ses) non uno ma due diversi modelli di pisto


la calibro 9 Parabellum con caricatore bifila
re da 15 colpi, li primo modello aveva chiusu
ra labile ma canna con un grado di libert e
che quindi poteva rinculare per un tratto. Il se
condo modello aveva chiusura stabile a cor
to rinculo concettualmente identica a quella
della Col-Browning ma con la bielletta sosti
tuita da una rampa che contrasta con un tra
versino nel fusto. Esaminando le fotografie
sembra quasi che il secondo modello sia una
elaborazione concettuale del primo che dove
va probabilmente essere riprodotto in due
esemplari. In effetti i risalti di chiusura sul cielo
della canna sono in corrispondenza della fi
nestra di espulsione ed il traversino nel fusto
pare sia stato aggiunto dopo che la pistola era
stata completata. Entrambe le pistole faceva
no uso di un chiavistello di culatta con filet
tatura interrotta come i vitoni degli otturatori
nei pezzi di artiglieria; il chiavistello di culatta
alloggiava il percussore lanciato e la relativa
sicura, svolgeva altres diverse funzioni fra cui
quelle di consentire montaggio e smontaggio.
Appena in possesso dei due modelli i tee-

Teb. 22, 1927.


J. M. B R O W N IN G

1,618,510

AUTOMATIC FIREARM
filed June 23, 1923

Sheet3 Sheet 1

Feb. 22, 1927.

J. M. B R O W N IN G

1,618,510

AUTOMATIC FIREARM
Klioa June 2 8 , 1923

2 Sheeta-Sheet 2

sul secondo che, con poche modifiche di det


taglio (fra cui lo spostamento dei risalti di chiu
sura) divenne il Mod. 1922 Grand Rendement
del quale vennero approntati un certo nume
ro di prototipi per presentarli alla Commissio
ne di Versailles ine ancata di scegliere la nuo
va ordinanza francese. Nel frattempo Brow
ning chiese il rilascio di un brevetto a coper
tura della sua nuova pistola (28 giugno 1923):
questo brevetto venne concesso il 22 febbraio
1927, tre mesi dopo la morte del progettista.
Si noti che, a conferma dellattribuzione al Saive della paternit del caricatore bifilare, sul
brevetto Browning non viene fatto alcun rife
rimento al nuovo caricatore.
Le Mod. 1922 sottoposte a prove dalla Com
missione dellArme (presentate materialmen
te da Val Browning, il figlio di John Moses, e
da Capitano Chevalier della F.N.) furono di
due tipi diversi: Mod. 1922 corto e 1922 lun
go con lunghezze di canna rispettive pari a
121 mm. e 200 mm. cui corrispondevano pe
si di 950 e 1.130 grammi. Si comportarono
molto bene tanto che i risultati ufficiali furono
piuttosto incoraggianti. La pistola venne defi
nita potente, ben disegnata, precisa, confor
tevole da usare. Furono richiesti una riduzio
ne ponderale per il modello lungo e laggiun

ta di indicatori di colpo In camera e di percus


sore armato. Notevoli critiche furono invece
mosse al sistema di smontaggio ed alla faci
lit di fabbricazione industriale di alcune par
ti; si sugger quindi lincorporazione di alcuni
concetti mutuati dalla Colt-Brownlng, In par
ticolare riguardo allo smontaggio. Da notare
che il parziale successo della Mod. 1922 se
gn la fine definitiva della risorta Grand Brow
ning in calibro 9,65 che era stata fabbricata,
a scopo sperimentale, in 12 esemplari corre
dati di 100.000 cartucce nel 1921 e che la F.N.
intendeva riprodurre in serie entro breve tem
po tanto che la linea di produzione era ormai
quasi completa quando venne deciso il tota
le abbandono del programma.
Dopo i risultati delle prove di Versailles
Browning ed i tecnici della Fabrlque Nationale intrapresero un programma urgentissimo
per adeguare la Grand Rendement alle rac
comandazioni della commissione tecnica fran
cese. Come base di lavoro venne scelta la
1922 corta perch pi adatta alle mutate
specifiche dellArme. Ad eccezione di piccole
modifiche di dettaglio e di un certo alleggeri
mento (circa 80 grammi) la vera differenza tra
la Mod. 1922 corta e la successiva Mod.
1923 (che mantenne il nome Grand Rende-

La Mod. 1923 o Grand Rendement.

ment) consisteva nella sostituzione (avvenu


ta ad opera di Saive) del percussore lanciato
con uno inerziale ed il relativo cane esterno;
rimaneva il chaivistello di culatta al cui inter
no scorreva il percussore ed era ospitata la
leva di scatto. Le prove della Mod. 1923 av
vennero il 23 Marzo 1925 e questa volta i ri

La Grand Rendement sub diversi interventi


ad opera di Saive, interventi che portarono in
fine alla versione qui riprodotta dotata di ca-

sultati furono ancora pi incoraggianti che non


nella prima prova. Il responso della Commis
sione di Versailles si pu cos sintetizzare: po
tente, confortevole, precisa, ben disegnata
con particolari note di merito per la sicura ma
nuale e la semplicit nello smontaggio da cam
po. La Mod. 1923 Grand Rendement venne

Prototipo della Browning 1928.

ritenuta come la migliore e pi perfezionata


fra tutte le pistole sottoposte alla commissio
ne.
Con la morte di Browning, awenuta ad Herstal nel Novembre 1926, e malgrado la pre
senza del figlio di John, Val, tutte le attivit
di ricerca e sviluppo furono passate a Dieu-

La Salve Mod. 1929, evoluzione della 1928

Prototipo del 1931: con l abbandono del


barrel-bushing di tipo Colt ormai stata rag
giunta una configurazione definitiva.

donn Saive; Val Browning rimase alla F.N.


solo per curare gli interessi di famiglia. Saive
inizi immediatamente a lavorare sulla Grand
Rendement avendo davanti agli occhi la ca
rota del contratto militare francese. Gli sfor
zi erano rivolti soprattutto al contenimento
ponderale (i Francesi sembravano annettere
la massima importanza al parametro peso): a
questo scopo si giunse anche alla riduzione
della capacit del caricatore, portata a 13 col
pi, e a un successivo accorciamento del car
rello. Per farla breve, nel corso degli anni dal
1923 al 1927 la F.N. propose anche contem
poraneamente almeno due diverse versioni
base della 1923 o Grand Rendement: quella
a 15 colpi e quella a 13 e con carrello accor
ciato.
Nel 1928 scadono I brevetti del 14 febbraio
1911 rilasciati alla Colt per la sua Government
Model e la dirigenza della F.N. ordina imme
diatamente a Saive di portare a termine una
operazione da pi parti auspicata: combina
re le migliori caratteristiche della Gran Ren
dement con quelle della 1911. La nuova pi
stola che nasce da questa operazione (si tratta
della terza modifica importante che Saive at
tua sul disegno originale di Browning) e in pra-

13 colpi alla quale stato abbinato il sistema


di smontaggio della Colt. Viene cos abban
donato il chiavistello di culatta e lotturatore
ospita ora solo il percussore inerziale ed una
lunga leva che trasmette il moto del grilletto
alla leva di scatto. Anche se Browning or
mai morto da due anni motivi di contratto ed
anche di immagine impongono il mantenimen
to del suo nome e cos la nuova arma viene
denominata Browning Mod. 1928. Lanno suc
cessivo la Mod. 1928 riceve una ulteriore mo
difica con la parte posteriore del telaio dellim
pugnatura che da diritta diviene curva; il nuovo
prototipo non riceve denominazione ufficiale
ma viene comunque definito come Mod. 1929
tout court. Lultimo stadio evolutivo raggiunto
nel 1931 quando Saive abbandona la bocco
la in volata tipo Colt per passare ad un siste
ma identico a quello delle HP attuali. La gra
ve congiuntura mondiale che segue al crollo
di Wall Street ed il tentativo di tenere dietro
alle mutevoll e forse pretestuose (pu anche
darsi che tutte le prove volute dai francesi sia
no state solo un mezzo per spillare gratuita
mente idee agli altri; forse non un caso se
molte delle soluzioni che si trovano su modelli
F.N. disegnati da Saive e presentati alle gare

High Power del primo tipo destinato al mer


cato civile e caratterizzato da alzo tangente
graduato fino a 1.000 metri.

pari sulle 1935 A ed S) richieste francesi por


tano ad un rallentamento nel programma della
pistola bifilare F.N. GII studi comunque con
tinuano, sia pure a passo ridotto, e finalmen
te si giunge, nel 1934, al congelamento della
configurazione definitiva; configurazione che,
lo si badi bene, non differisce sostanzialmen
te da quella odierna ormai riprodotta in oltre

1.500.000 esemplari dalla sola F.N. La vita


pubblica della nuova pistola denominata uf
ficialmente Grande Puissance (sottointeso di
fuoco) mod. 1935 ma conosciuta ai pi col
nome anglosassone di High Power, inizia uf
ficialmente il 23 maggio 1935 quando il pri
mo lotto di mille pezzi viene consegnato al
lEsercito belga.

Sezione fantasma della HP ripresa dal primo

LA MECCANICA: DESCRIZIONE ED EVOLUZIONE

Anche se la High Power dovrebbe essere


definita, quanto meno, come Browning-Saive
resta indubbia la matrice iniziale del Genio
Mormone, tanto pi che parte delle modifiche
di Saive sfruttano altri brevetti di Browning e
cio quelli della 1911. La Grande Puissance
spesso considerata come una evoluzione
della Government, almeno per quanto riguar
da la chiusura, un esame della sua meccani
ca non pu quindi prescindere da un confron

to, pur fatto en passant, con laltra illustre crea


tura di Browning. Quella di seguito descritta
la meccanica primigenia usata sulle High
Power dal 1934 al 1961, le successive varianti
sono poi esaminate separatamente sempre in
questo capitolo.
Cos come la 1911, la HP una pistola con
chiusura stabile a corto rinculo e canna a due
gradi di libert; il vincolo meccanico assi
curato da due risalti anulari sulla canna, su-

Schema di funzionamento della catena di scat


to ripreso da un manuale canadese.

lllustrazione del principio di funzionamento


della sicura al caricatore; anche questa illu
strazione stata ripresa da un manuale ca-

In questa foto visibile, indicato dalla freccia,


il piede della sicura al caricatore che p r o lu
de nella sede del caricatore; quando questo
sar inserito, il piede verr spinto in avanti abi
litando il grilletto al tiro.

Confronto tra i profili a camme del primo e del


secondo tipo (parte posteriore del tenone ret
ta e non curva).

bito davanti alla camera di scoppio, che en


trano in corrispondenti risalti sul cielo del car
rello. Dove le due chiusure si differenziano
nel sistema di svincolo; sulla Browning la bielletta stata sostituita con uno zoccolo nella
cui parte inferiore ricavata una guida incli
nata di circa 45 che va a contrastare con un
robusto traversino passante attraverso il ca
stello. Alla partenza del colpo canna e carrel
lo iniziano a rinculare solidamente, collegati
dal vincolo meccanico attuato dai risalti che
impegnano le sedi nel carrello. Nel primo tratto
di rinculo la canna ha movimento retrogrado
lineare, solo quando la guida incontra il tra
versino avviene labbassamento della culat
ta che provoca linterruzione del vincolo mec
canico con la fuoriuscita dei risalti dalle sedi;

carrello continua la sua corsa retrograda vin


cendo la forza della molla di recupero. Nella
Colt-Browning la bielletta fa iniziare la rotazio
ne della culatta allinizio del moto retrogrado
e quindi, presumibilmente, quando la pallot
tola ancora in canna. Nella HP il moto della
canna si divide in due fasi, una iniziale di tipo
traslatorio ed una seguente di tipo rototraslatorio e la pallottola lascia la canna du
rante la prima parte di corsa. A questo punto
gi un primo vantaggio, della chiusura usata
sulla HP rispetto alla classica Colt-Browning,
risulta evidente: la maggior precisione a pari
t di qualsiasi altra condizione e la minor in
fluenza delle tolleranze di lavorazione e di
eventuali giochi. Un altro vantaggio abbastan
za intuitivo quello di una maggiore robustez
za dellinsieme con conseguente minor in
fluenza dellusura e chiusure che lavorano a
tempo e continuano a farlo anche dopo un cer
to uso.
Oltre ai vantaggi sopra accennati la modifi
ca del sistema di chiusura e la scelta fatta da
Saive di un nuovo sistema di smontaggio ne
hanno consentiti diversi altri ai quali accen-

Mod A

f.,75

Sfruttando studi Inglis, nel 1947, venne mo


dificato il puntone del cane (da tipo A a tipo
B); questo obblig a modificare anche il cane
ma solo per quanto riguarda il punto di fissag
gio del puntone.

po risulta notevolmente semplificato, si avuta


una riduzione nel numero delle parti (sono
spariti barrell-bushing e recoil spring plug) che
sono inoltre pi robuste. Particolarmente be
nefica leliminazione del barrel-bushing che
richiede un aggiustaggio laborioso quando si
voglia garantire una certa precisione dellar
ma ed pi soggetto ad usura e/o rotture (so
prattutto nel caso del collet-bushing con ap
pendici elastiche tipo serie 70 ed 80) che non
la boccola brasata della HP. Leliminazione
della bielletta e la sua sostituzione con lo zoc
colo dotato di rampa ha reso meno importan
te, ai fini dellallineamento della canna, il te
none in culatta che stato cos ridotto dimen
sionalmente (consentendo una minore distan
za tra vivo di culatta e faccia otturatore) e ri
chiede minor cura esecutiva. stato possibi
le disporre di una vera rampa di alimentazio
ne e cos, grazie anche alla minor distanza tra
faccia otturatore e vivo di culatta, le pareti della
camera sopportano il bossolo in maniera mag
giore di quanto non avvenga sulla Colt; inol
tre la presenza di una vera rampa di alimen
tazione facilita lintroduzione in camera della

Se la chiusura stata pesantemente modi


ficata, le altre componenti contenute nel car
rello (estrattore e percussore) rimangono so
stanzialmente inalterate sotto laspetto mor
fologico e quello funzionale. Percussore iner
ziale ed estrattore sono trattenuti dalla piastri
na reggipercussore, con i vantaggi e gli svan
taggi che questo comporta: facilita nello smon
taggio, alimentazione controllata ma anche
possibilit che parta accidentalmente il colpo
in canna, e comunque difetti di funzionamen
to, qualora la piastrina abbia gioco nella se
de; problemi di alimentazione ed estrazione
se invece c gioco tra piastrina e gambo del
lestrattore.
Una parte della P 35 che non ha niente a
comune con la 1911 la catena di scatto. Il
grilletto caricato da una molla a filo di for
ma complessa (trattenuta dallo stesso perno
del grilletto) dotata di due bracci, lanteriore
serve da molla antagonista per il grilletto, il po
steriore trattiene e carica una leva verticale
articolata sul corpo del grilletto. Quando si ti
ra il grilletto la leva vien spinta verso lalto
agendo su una seconda leva, normale alla prio ll in t o r n n ria l r o r r a l l n

I a coonn.

Comparazione Ira le quote del traversino e del


la fresatura a camme su armi antecedenti al
1950 (A) e pistole costruite a partire da quel
la data (B).

Il vecchio (A) ed il nuovo (B) piede della sicu


ra introdotto nel 1950.

Esploso del grilletto con sicura al caricatore.

da leva imperniata circa a met della sua


lunghezza (il perno della leva si pu rimuove
re solo dopo aver tolto percussore ed estrat
tore e forma un unico pezzo con la caratteri
stica piastrina presente sulla destra del car
rello) e, con lestremit opposta a quella in
contatto con la leva verticale va a spingere la
leva di scatto che si sottrae al cane provocan
done la caduta. La leva verticale articolata sul
corpo del grilletto svolge anche altre funzioni
accessorie ma importantissime: impedisce la
partenza del colpo se larma non perfetta
mente in chiusura perch, in questo caso, non
entra in contatto con la leva nel carrello; agi
sce da disconnettore poich, anche se dopo
la partenza del colpo il grilletto viene mante
nuto premuto a fondo corsa, non si avr raffir a n o r r h la lo\/Q r i m o o f a in alt/- a w i a n a f a i

ta ruotare In avanti fuori dal contatto con la


leva nel carrello al ritorno di questo In batte
ria; se il caricatore sfilato dallarma impos
sibile sparare perch un pistoncino, potendo
arretrare nellinterno dellalloggiamento del ca
ricatore, sposta in avanti la leva verticale im
pedendole di entrare In contatto (quanto me
no questo contatto sar insufficiente) con la
leva nel carrello.
Tutti i progetti, anche quelli pi riusciti, su
biscono continue modifiche ed aggiornamenti
dettati dallesperienza o per adeguare le ca
ratteristiche del prodotto a mutate esigenze
o anche, pi semplicemente per ridurre i co
sti di fabbricazione. Anche la Grande Puissance ha subito, nel corso della sua lunga vita,
diversi aggiornamenti. Tralasciando quelli di
------- I-- *------ *--------- '--

Comparazione tra estrattore pre '62 (A) e post


'62 (B).

La vecchia leva del carrello (A) a confronto con


la nuova (B) ed i relativi perni di rotazione; ogni
commento superfluo per quanto riguarda la
comparazione dei costi delle due soluzioni.

zione diversa o un tipo particolare di portacorreggiolo come nel caso delle HP Lituane) esa
mineremo qui di seguito ie modifiche appor
tate alla meccanica ed alle tecnologie di fab
bricazione delle pistole F.N.; le Inglis saran
no trattate a parte e, in questa sede, vi far
riferimento solo nei casi strettamente neces
sari.
Dopo avere venduto ormai diverse decine
di migliaia di pistole, i tecnici della F.N. si ac
corsero con comprensibile orrore che il teno
ne, nel quale ricavato il profilo a camme che
causa lo svincolo delle chiusure per contra
sto col traversino nel fusto, tendeva a frattu
rarsi, nella sua zona di minor sezione, dopo
qualche migliaio di colpi sparati. La causa ven
ne identificata nella forma della fresatura che
fungeva da camma: il profilo terminale, di ti
po semi-circolare, nel lungo periodo induceva dei fenomeni di cristallizzazione del metal
lo. Il problema fu risolto definitivamente con
una fresatura di nuovo profilo che lasciava di
ritta la parte posteriore del tenore.
Pass la bufera della guerra e, per tutta la

durata del conflitto, le uniche modifiche ap


portate dalloccupante tedesco furono solo vol
te a semplificare la costruzione con labolizio
ne degli alzi tangenti e della sicura al carica
tore. Riporto questo particolare perch le High
Power prodotte dal settembre '44 (quando la
F.N. torn nelle mani dei legittimi proprietari)
al 1946 sono prive della sicura al caricatore:
per risparmiare tempo si continu tout court
la produzione delle pistole gi iniziata sotto i
Tedeschi. Queste pistole sono facilmente
identificabili per la presenza della lettera A nel
la loro matricola.
Un problema riscontrato gi prima della
Guerra ed anche nei primi esemplari di fab
bricazione Inglis era quello relativo alla boc
cola inserita nella faccia dellotturatore e che
fungeva da arresto della corsa in avanti del
percussore oltre che da guida dello stesso. Si
era infatti scoperto che un semplice foro nel
lotturatore non dava garanzie di affidabilit
a causa del metallo troppo tenero usato per
la slitta; la soluzione adottata consisteva nel
linserimento di un cilindretto forato, in acciaio

22

La sostituzione di estrattore e leva del carrel


lo con relativo fermo port a variare alcune
operazioni all'utensile con un ulteriore riduzio
ne dei costi di fabbricazione.

Nel 1962 anche le canne della HP subiscono


una modifica sostanziale: non sono pi rea
lizzate partendo da forgiato ma vengono ot
tenute secondo un sistema assimilabile al monobloc di culatta dei fucili a due canne.

ve parti e le pistole preesistenti; pu per ac


cadere che il fabbricante sia forzato a realiz
zare una modifica che rende impossibile lIn
tercambiabilit di una certa parte con armi
preesistenti. questo il caso delle modifiche
che fanno parte del programma di aggiorna
mento del 1950. Venne deciso di ridurre leg
germente le dimensioni del profilo a camme
sotto la canna e del relativo traversino nel fu
sto. Questo cambiamento si rese necessario
per prevenire rotture di parti nel lungo perio
do ma la decisione di adottarlo non deve es
sere stata delle pi facili. Ogni canna prodot
ta a partire dal 1950 non pu essere montata
su armi antecedenti (siano esse F.N. o Inglis);
viceversa, le canne antecedenti al 1950 pos
sono essere montate sui nuovi fusti ma han
no un notevole gioco, tanto che precisione e
funzionamento ne risultano sensibilmente
handicappati. Dopo aver prodotto poche pisto
le con camma e traversino di nuove dimen
sioni i tecnici della F.N. decisero di aggiun
gere una modifica che riguardava la sicura al
caricatore; trattandosi di dover aumentare le

temperalo, accoppiato ad interferenza e cian


frinato. Non sempre i risultati delloperazione
erano perfetti con spostamenti del cilindretto
ovviabili solo presso officine ben attrezzate.
Ogni problema venne risolto nel 1947 con la
dozione di trattamenti termici selettivi che per
mettevano di temperare la faccia dellottura
tore ed il canale di passaggio del percussore
senza interessare il resto del carrello. Linter
vento ora descritto faceva parte di un program
ma di revisione del disegno iniziato nel 1947
e che sfruttava anche accorgimenti messi a
punto dalla Inglis: ad esempio il caso del
puntone del cane che venne modificato, que
sta modifica costrinse ad una parallela modi
fica del cane ma solo per quello che riguar
dava il punto di ancoraggio del puntone al ca
ne (cane e puntone sono intercambiabili solo
come insieme nel senso che un puntone pre
bellico non va bene con un cane destinato al
nuovo puntone e viceversa).
Quando si effettua una modifica su un ar
ma gi in produzione si cerca sempre di man
tenere la massima intercambiabilit fra le nuo

23

dimensioni del piede fu necessario fresare


il fusto per consentire il passaggio del piede
di maggiori dimensioni; ovviamente le sicure
al caricatore post-1950 non possono essere
montate su armi antecedenti.
Anche dopo i cambiamenti del 1950 le atti
vit di ricerca continuarono e si concretizza
rono (1958) in una modifica alla leva di scat
to, ed alla relativa leva nel carrello, per miglio
rare la qualit dello scatto diminuendo anche
la corsa iniziale a vuoto. Leve di scatto e leve
nel carrello sono intercambiabili come insie
me e leve di scatto ante 1958 non possono es
sere accoppiate con leve del carrello post
1958 (ovviamente vero anche linverso).
per nel 1962 che lattivit di ricerca riceve
un impulso notevole con la creazione di un
gruppo incaricato di studiare modifiche capaci
di ridurre i costi di fabbricazione senza sacri
fici nella qualit del prodotto finito che, anzi,
deve essere migliore che in precedenza.
Il lavoro del gruppo di studio non tarda a da
re i suoi effetti. Il diverso profilo della parte an
tera Inferiore del carrello e labolizione dello
sguscio semicircolare in corrispondenza dellalberino dello slide-stop sono due provvedi
menti presi per ridurre i costi riducendo il tem
po macchina necessario per ogni carrello. La
riduzione delle operazioni di fresatura ha so
lo un effetto cosmetico, ben diverso il discor
so per altre tre modifiche nate dalle raccoman
dazioni del gruppo di lavoro. Le High Power
prodotte fino al 1962 montavano un estratto
re di tipo Colt 1911, estrattore non dei peg
giori ma comunque non privo di difetti (prin
cipalmente connessi con laccoppiamento alla
piastrina reggipercussore ed alla tendenza a
snervarsi del corpo che funge anche da mol
la a lamina) e soprattutto alquanto costoso da
realizzare e montare correttamente. Dopo il
1962, lestrattore di vecchio tipo stato sosti
tuito con uno esterno, caricato da molla a spi
rale e imperniato su una semplice spina ela
stica. Rispetto al vecchio, il nuovo estrattore
pi robusto, pi duraturo nel tempo, aggan
cia meglio i bossoli e costa meno nella realiz
zazione. Avere modificato lestrattore aveva
privato di fermo il perno di rotazione della le
va nel carrello, la soluzione pi semplice e lo
gica era quindi la sostituzione dellelegante ma

grante della piastrina visibile sulla destra del


carrello) con una economica ed efficace spi
na elastica.
Ultima modifica del 1962 fu ladozione di un
nuova tecnologia di fabbricazione della can
na; fino ad allora si era fatto uso di canne ri
cavate partendo da forgiato, dopo il 1962 le
canne sono state tutte realizzate con una tec
nica assimilabile a quella del monobloc di cu
latta. Si parte da un tubo rigato che viene ca
merata e lavorato esternamente in modo da
ottenere il profilo esterno della canna finita nel
la parte che va dalla volata al risalto posterio
re (i risalti sono gi macchinati in questa fa
se); la restante parte posteriore della canna
(in pratica quella corrispondente alla camera)
ridotta in diametro in modo da poter entra
re dentro un manicotto realizzato separatamente che comprende rampa di invito e tenore
inferiore. Tubo e manicotto sono poi brasati
insieme ottenendo la canna finita. Anche se
pu far storcere il naso ai puristi questo tipo
di fabbricazione non ha mai dato problemi gra
zie allalto standard qualitativo di tutte le ope
razioni ed ai severi controlli di qualit cui so
no sottoposti i pezzi.
Tutte le HP prodotte prima del 1964 hanno
guancette in legno, a partire da quellanno di
ventano disponibili anche quelle in Cycolac
che vengono allinizio proposte solo per le ar
mi destinate al mercato militare; armi parkerizzate o verniciate, molto spesso con anello
portacorreggiolo identico a quello delle vec
chie Inglis. Non ci sono modifiche degne di
nota fino al 1973; in quellanno la Fabrlque Nationale abbandona la dizione .. d Armes de
Guerre per diventare semplicemente Fabrique Nationale. La nuova ragione sociale com
pare ovviamente su tutte le pistole prodotte
da quellanno che sono contraddistinte da al
cuni particolari: finitura sabbiata in alternati
va a quella lucida anche sulle armi civili, bushing brasato di nuovo disegno che proteg
ge meglio la volata della canna, viene adotta
to un cane di nuovo disegno che sembra sia
richiesto dal mercato civile americano: una
delle sostituzioni pi infelici in tutta la storia
della HP; brutto, impaccioso e scomodo nel
larmamento il nuovo cane ha scatenato la ri
cerca di cani di vecchio tipo (burr hammers

Fianco destro di una pre 62 ed una post 62


a confronto.

ricambi. Il 1973 anche lanno in cui viene


offerta commercialmente la versione della HP
con fusto in lega leggera; dopo gli esperimenti
canadesi del 1946 e gli studi di Saive dei pri
mi anni 50 diviene finalmente realt la Gran
de Puissance del peso di 700 grammi invece
dei normali 900. Non mi pare comunque che
il fusto in lega sia stato un grande successo
visto che questa opzione poco ricordata an
che nei documenti ufficiali della casa, viene
quasi sistematicamente ignorata da tutta la
pubblicistica (sia nazionale che straniera) e
sembra quasi impossibile riuscire a vedere
una HP fusto in lega dal vero.
Alcune fonti citano il 1973 come anno di na
scita delle versioni ad hoc in 7,65 parabellum
per quei Paesi, Italia in testa, nei quali il 9 Pa
rabellum vietato. Una tale affermazione de
ve essere presa con un grosso granello di sale
visto che le High Power pi apprezzate sul

la lettera di inizio delle matricole) e cio le ver


sioni civili brunite lucide delle Modello 1965.
Queste armi hanno canne sicuramente non
fabbricate in Italia visto che, al pari delle ar
mi, recano i Banchi di Liegi e riportano, oltre
allindicazione del calibro (nei tipici caratteri
usati allo scopo dalla F.N.) anche la matrico
la dellarma di appartenenza. Sotto il profilo
strettamente tecnico da notare che le canne
in 7,65 Parabellum (almeno quelle che ho po
tuto esaminare) vengono realizzate in un so
lo pezzo al contrario delle contemporanee 9
Parabellum. inoltre da rimarcare che tutte
le pistole prodotte dalla F.N. a partire dal 1973
hanno un codice alfanumerico riportato sulla
parte anteriore dell'Impugnatura, codice che
pu coincidere con la matricola ufficiale ma
che serve principalmente per uso interno ed
anche per indicare lanno di fabbricazione. A
parere di chi scrive, gli autori che indicano nel
1973 lanno di nascita delle versioni in .30 Luger si riferiscono ad armi strettamente di se
rie come probabilmente non sono le T italia
ne forse realizzate in numero non elevato su
specifica richiesta dellimportatore. Sono in
vece armi di serie, proposte anche in altri Pae
si oltre allItalia, quelle HP Modello 1973 con

w
mm
i

lllrn
Iti
\Ha
|s * m

High Power mod. T; cos sono conosciute


in Italia quelle poche HP 7,65 Parabellum im
portate negli anni '60 inizio anni 70; la deno
minazione autoctona deriva dalla presenza
della lettera T nelle matricole, si tratta in real
t del Modello standard del 1965 in versio
ne civile.

riore apparse sul mercato italiano nel 77/78


e cio subito dopo le prime catalogazioni.
Ultima evoluzione della High Power a sin
gola azione la Mark II introdotta nel 1982 e
caratterizzata esclusivamente per la sicura

Nel 1973 la Fabrique Nationale d armes de


Guerre diventa semplicemente Fabrique Na
tionale e la High Power civile con mire fsse
prende il nome di Vigilante. Le armi costruite
dal 73 in avanti sono caratterizzate dal cane

ambidestra maggiorata, mire e guancette di


nuovo disegno e una nuova rampa di invito
delle cartucce in camera che dovrebbe con
sentire il funzionamento corretto anche con

Hig Power Mark II: introdotta nel 1982 la ver


sione attuale della Grande Puissance, al pari
di tutte le HP precedenti viene venduta con
o senza anello portacorreggiolo.

palle di peso inferiore allo standard e confor


mazione particolare (es. i caricamenti con pal
la JHP da 90-100 grani o la Glaser Safety
Slug). Levoluzione della High Power continua

ancora ma Fast Action e Doppia azione sa


ranno trattati nel capitolo dedicato a Copie
e derivati.

UN POCO DI STORIA

Subito dopo il congelamento definitivo del


disegno, avvenuto nel 1934, inizi la commer
cializzazione della High Power sui mercati ci
vili e militari; la prima commessa militare fu
quella dellEsercito Belga che adott la pistola
F.N. con la denominazione di P 35 e ne rice
vette il primo lotto di 1.000 pezzi il 23 maggio
1935; queste armi erano della versione con
alzo tangente graduato fino a 500 metri, con
incrementi di 50 metri, e calciolo fondina (i pri
mi esemplari destinati ai mercati civili aveva
no alzo graduato fino a 1.000 metri). Il primo
ordine per lesportazione non tard a giunge
re e fu probabilmente quello cinese per 5.000
pezzi con alzo tangente e calciolo amovibile.
Come vedremo da qui a poco, questo ordine
rivest enorme importanza perch larma piac
que molto ed i Cinesi, a guerra iniziata, volle
ro procurarsene altre 200.000; fu la loro richie
sta a far nascere la HP Inglis. Altri ordini giun
sero alla F.N. negli anni dal 1935 al 1940:
quantitativi imprecisati di HP furono acquistati
dal Per (versione con mire fisse) e dallEsto
nia che ne equipaggi Esercito e Polizia, 5.000
pezzi con alzoi tangente vennero ordinati dalla
Lituania. Nel settembre 1939 la Manufacture
d armes de lEtat (di propriet dello Stato fran
cese) ordin 1.000 HP e nel 1940 Svezia e Fin
landia ordinarono rispettivamente 1.000 e
1.500 pezzi. Questi ultimi ordini non andaro
no a buon fine perch il 12 maggio 1940 le
truppe tedesche occuparono Liegi.

PISTOLE 640 (b) - LE HP


CON LA SVASTICA
Immediatamente dopo loccupazione della
fabbrica i Tedeschi cercarono di iniziare lo
sfruttamento della produzione ai loro fini. La
direzione pass sotto il controllo della DWM
(DWM Werk Luttich - Fabbrica DWM di Lie
gi): venne continuata ed incrementata (sia per
quantit che per tipologia) la produzione di
munizioni, si inizi la fabbricazione di parti di
armi (ad es. P 38) di progettazione tedesca ma
fu continuata anche quella di alcune armi F.N.,
in particolare delle pistole HP, 1910 e 1922.
Nel contempo si install a Bruxelles uno de
gli uffici regionali Waffenamt con a capo il Ca
pitano Kuntze il cui codice era WaA613. No
nostante che la grande maggioranza dei tec
nici e delle maestranze avesse abbandonato
il posto di lavoro (molti tecnici scelsero la via
dellesilio, fra questi tutta la dirigenza e Saive) i Tedeschi non tardarono, perfas o nefas,
a riavviare la produzione e ad incrementare
loccupazione. 3.433 HP prodotte prima del
loccupazione furono immediatamente seque
strate ed inviate ai reparti. Continuando le la
vorazioni interrotte e sfruttando parti a magaz
zino furono assemblate, nel 1940, 8.500 Pi
stole 640 (b) (questo il codice assegnato alle
HP) che recano tutte il Waffenamt WaA613.
In guerra non c tempo per le frivolezze e co
s, una volta terminate le parti a magazzino
furono completamente abbandonati lalzo tan
gente, la sicura al caricatore ed il calciolo amo
vibile; parte della WaA640 e tutte le Pistole 640
(b) successive sono quindi dotate di mire fis
se, non hanno sicura al caricatore n fresa-

Una HP prebellica destinata al mercato civi


le; notare la profusione di punzonature su fu-

Particolare dei B a n c h i apposti sulla H P p re


bellica.

de 63.000 P 640 (b) consegnate alla Wermacht. Le HP consegnate ai tedeschi furono


quindi la bellezza di 319.000 in poco pi di tre
anni.

JOHN INGLIS Co. LIMITED


ci di lavorare per gli occupanti i dipendenti
F.N. segnarono alquanto il passo nella produ
zione di armi. A fronte di questo atteggiamento
gli organi competenti della Wermacht rispo
sero con un giro di vite ed il lavoro coatto. Pri
mo sintomo del giro di vite fu il trasferimento
in Polonia del Capitano Kuntze (forse giudi
cato troppo di manica larga?) e cos solo po
che (6.500) delle 65.700 P 640 (b) prodotte nel
1941 portano il codice WaA613; 25.000 han
no il codice WaA103 e le restanti quello
WaA140. Questultimo codice rimasto in vi
gore fino al 6 settembre 1944 quando i Tede
schi lasciarono la F.N. Il lavoro coatto non fa
certo miracoli per la qualit ma li pu fare per
la quantit: nel 1942 80.600 P 640 (b) lascia
rono i DWM Werk Luttich, nel 1943 il totale
pass a 101.000 ed il 1944, nonostante i bom-

Chiusa dopo la morte del proprietario, Mr.


John Inglis, la John Inglis Company, ditta
con esperienze nella produzione di caldaie e
di carpenteria pesante, era stata rilevata da
un gruppo finanziario e denominata prima
British Canadian Engineering Limited e poi
John Inglis Company Limited. La nuova
societ manteneva gli impianti della vecchia
che erano chiusi ed impiegavano solo il per
sonale per la manutenzione dei macchinari.
Attraverso una serie di connections non pro
prio trasparenti, il Maggiore Hahn, amministra
tore della societ, riusc a concludere un con
tratto col Governo britannico per la fabbrica
zione in Canada degli allora (1938) nuovissi
mi Bren. Nonostante tutti i dubbi sulla corret
tezza dellappalto (ci fu anche una inchiesta
ufficiale che si concluse per con un verdet-

Pistole 640 (b) con alzo tangente (o a quadran


te che d ir si voglia); il W affenam t W aA 140 in
dica co m e data d i pro d u zio n e g li ultimi m esi
del 41. Strana una H P con alzo a quadrante
costruita in questo periodo: tutti asseriscono
che i tedeschi non fecero fabbricare carrelli
con alzo tangente m a usarono solo quelli gi
disponibili in m agazzin o prim a dell'occupazio
ne.

640 (b ) con m ire fisse.

nufatti che uscirono dalla Inglis si rivelarono


di qualit eccellente. Tanto eccellente da im
pressionare molto favorevolmente lEsercito
Cinese (al quale erano andati parte dei primi
Bren Inglis) che pens di far produrre alla Inglis 200.000 High Power, pistole alle quali era
interessato ma che, per ovvi motivi (era lini
zio del 1943), la F.N. non poteva fornire.
Dopo loccupazione del Belgio molti dirigen-

Inglis N o. 1 M k 1* con ideogram m i cinesi; que


sti se m b ra n o apposti di fabbrica m a la cosa
piuttosto strana p e rc h s e c o n d o fonti uffi
ciali la rullatura d e gli id e ogra m m i stata a b
bandonata co l p a s s a g gio da M k 1 a M k 1 *.

tagna, fra questi Saive che era stato immedia


tamene messo al lavoro con due diversi inca
richi: perfezionare il suo progetto di fucile con
otturatore oscillante (che avrebbe poi dato ori
gine allo FN 49 ed al FAL), riprodurre ed in
dustrializzare il progetto della HP. Saive e tutti
i dirigenti F.N. in esilio si rendevano benissi
mo conto che se la Gran Bretagna avesse
messo in produzione la High Power il danno

to grande da risultare fatale anche dopo la fi


ne delloccupazione nazista; per questo mo
tivo il suo lavoro sulla HP albionica proce
deva abbastanza a rilento.
Labilit con cui Joassart, Laloux, Saive ed
altri riuscirono a condurre loperazione HPInglis e a sabotare i piani di fabbricazione
della HP in Gran Bretagna meriterebbe un li
bro a parte. Purtroppo lo spazio tiranno e
dovremo accontentarci di ricordare che, una
volta ottenuto lappoggio di Val Browning, pre
sidente della J.M. & M.S. Browning Compa
ny (Soc. nata per commercializzare le armi di
progetto Browning) e titolare dei diritti connes
si alluso del nome Browning, gli esuli belgi
riuscirono a far approvare un piano per la fab
bricazione di 200.000 HP negli stabilimenti In-

dei programmi britannici. In cambio dellas


sistenza nella nuova stesura ed industrializ
zazione del progetto la F.N. e Val Browning
ottennero che, alla fine della guerra, la Inglis
avrebbe cessato ogni attivit connessa con la
fabbricazione della HP ed avrebbe ceduto i re
lativi macchinari alla F.N. Fu inoltre accorda
ta una royalty del 5% su ogni esemplare pro
dotto in eccesso dei 200.000 previsti per il con
tratto cinese; per questi la royalty doveva es
sere solo dello 1,5%.
Una volta sistemata la parte burocratica
il lavoro inizi con ritme febbrile. Per la verit
il lavoro di riprogettazione era gi iniziato da
tempo usando diversi esemplari di HP prebel
liche (alcuni forniti direttamente dai cinesi) per
rilevare le quote. Pur essendo abbastanza di
giuni della progettazione ed industrializzazio-

vano svolto un lavoro egregio (problemi signi


ficativi erano venuti solo dalla geometria del
caricatore) e, con laiuto di Saive e Laloux, le
prime Inglis teste di serie iniziarono i collaudi
nel gennaio 1944. Il lavoro di riprogettazione
fu compiuto a tempo di record e lo stesso lo
pera di industrializzazione e la preparazione
delle linee produttive. I tecnici della Inglis ave
vano iniziato il loro lavoro su HP prebelliche
col primo tipo di profilo a camme per il disim
pegno della chiusura; inoltre lopera di con
versione delle misure da millimetri a frazioni
di pollici e luso di acciai diversi avevano por
tato a leggere differenze su alcune quote con
conseguente incompleta intercambiabilit del
le parti fra HP di produzione F.N. ed HP In
glis. Abbastanza insignificante sul piano pra
tico e tutto sommato comoda per la F.N. dal

N o. 1 e N o . 2 a confronto, e ntram b e le pisto


le so n o della serie M k 1 *.

chiamo che inglis avrebbe cessato la produ


zione di HP con la fine della guerra) la non
completa intercambiabilit venne considera
ta come ininfluente (e forse anche benvenu
ta!). Ben diverso il discorso per quanto riguar
dava il profilo a camme nel tenone: anche se
non nellimmediato, poteva esser fonte di gravi
inconvenienti; le esigenze belliche obbligava
no ad iniziare la produzione senza por tempo
in mezzo e cos fino a tutta lestate del 1944
le Inglis montavano canna di vecchio tipo. So
luzione definitiva a questo e ad altri problemi

estrattore e caricatore) venne con la modifi


ca Mk I* apportata su tutte le Inglis prodotte
dal settembre 1944 e come retrofit anche su
parte degli esemplari antecedenti mediante
sostituzione di canna, carrello ed espulsore.
Da notare che le parti costituenti la modifica
Mk I* sono definite ufficialmente come Mk II
anche se le pistole complete allo standard de
finitivo sono denominate solo Mk 1*. Destinate
allEsercito cinese, le prime Inglis prodotte fu
rono del tipo con alzo tangente e calciolo amo
vibile, come richiesto appunto da quelleser
cito; ricevettero la denominazione No. 1 Mk
I mentre per quelle con mire fisse la denomi
nazione assegnata fu NJo. 2 Mk I. Dopo lin
troduzione della modifica Mk I* le denomina
zioni, per le armi di nuova produzione e per
quelle sottoposte a retrofit, divennero No. 1

L e scritte su l carrello d i una N o. 2 M k 1*.

P u n zo n i di accettazione canadesi costituiti da


D C P (D o m in io n o f C an a da Proof) co n bandie
re incrociate s u fusto e carrello; C m aiuscola

tro al D C P ; sulla cam era di scoppio erano inol


tre presenti d ue bandierine incrociate (lesem
plare riprodotto in foto m onta una can n a 7,65

G li ultim i lotti di H P Inglis prodotte avevano


m atricole (su canna, fusto e carrello), band ie
rine incrociate sulla cam era di sco ppio e dia
m an te pantografati invece che rullati. Il dia
m ante, o vve ro il m archio Inglis iscritto d e n
tro un ro m bo peculiare di queste armi.

Nonostante che fosse intenzione dellEser


cito Cinese procurarsi prima 200.000 e poi ben
300.000 Inglis, solo un numero relativamen
te limitato di pistole fu consegnato alle trup
pe del Celeste Impero. Non dispongo di dati
precisi al riguardo ma, poich sono state pro
dotte in totale circa 50.000 No.1 (fra Mk I e
Mk T) e lEsercito Cinese non ha ricevuto No.
2 ma solo pistole con alzo tangente, si pu so
lo concludere che il totale delle Inglis cinesi
considerevolmente inferiore a 50.000 pezzi
poich una parte imprecisata di No. 1 an
data alle truppe canadesi e britanniche. Del
le No. 1 andate allEsercito Cinese, solo le Mk
I sono state marcate di fabbrica con gli ideo
grammi sul carrello. Tutte le pistole prodotte
dalla Inglis furono consegnate alle FF.AA. ca
nadesi che dovevano provvedere allaccetta
zione ed al successivo smistamento agli utenti
finali: le stesse FF.AA. Canadesi, quelle Bri
tanniche e quelle Cinesi. Le pistole destinate
fin dallinizio alle FF.AA. Canadesi ed a quel
le Britanniche avevano una T nella matrico
la; sia fra le pistole britanniche che fra quelle
canadesi si trovano per esemplari con le let
tere CH nelle matricole, lettere che stavano
a significare la destinazione cinese.
La storia delle HP Inglis sarebbe lunga ed

di spazio impediscono di dilungarsi oltre (non


posso per non ricordare come i tecnici Inglis
svilupparono un sistema per il quale, invece
che da forgiato, i fusti delle HP canadesi ini
ziavano la loro vita come sagome ritagliate da
lastre di acciaio dei corretto spessore attra
verso lossitaglio; del pari da ricordare che
diverse modifiche di dettaglio studiate dai tec
nici Inglis furono poi incorporate anche nella
produzione F.N. postbellica). Terminata defi
nitivamente con la resa del Giappone la II
Guerra Mondiale, la John Inglis cess di pro
durre HP nel settembre 1945 dopo un totale
di 151.000 pezzi realizzati.
Con labbandono delle produzione di HP la
John Inglis usc dal settore delle armi da fuo
co (negli anni 50 fu fatto un tentativo per di
stribuire in Canada i prodotti F.N. ma questa
impresa fu di tipo commerciale e non produt
tivo); come da accordi presi nel 1943 tutti i
macchinari furono messi a disposizione della
F.N. che per non li port in Belgio giudican
do antieconomico limpegno finanziario neces
sario anche perch si trattava di macchine non
standardizzate col restante parco F.N. Con lu
scita di scena della John Inglis non cessa pe
r la storia delle HP canadesi; i macchinari de
stinati alla F.N. e da questa rifiutati furono de-

Da p i fonti definite co m e prototipi di c o n c e none Inglis, le L ig h tw e ig h t H P furono in ve


ce opera della C a n a d ia n A rsenals. R im a s e la
scritta Inglis perch m entre i fusti vennero rea
izzati a d h o c i carrelli usati furono prelevati
tal m a ga zzin o ricam bi. N otare il particolare
Ielle fresature d i alleggerim ento.

Xbbandonata nel 1979, la C a p ita n stata


'enduta p e r m olti a n n i quale contraltare civi-

La Cap itan c o l calciolo fondina e d il caricato


re m aggiorato da 20 colpi.

C a p itan e T a confronto.

una impresa governativa) dove vennero imliegati per produrre un numero imprecisato
li esemplari completi di No. 2 Mk I* ma soiratutto per realizzare ricambi da impiegare
ulle pistole delle FF.AA. Canadesi; i Canalian Arsenal hanno svolto una discreta mole
li lavoro in questo settore e nel 1971 misero
i punto una procedura standard per converre le No. 1 in No. 2 attraverso la fresatura
lellalzo tangente e la sua sostituzione con un
ilocchetto, brasato in loco, incorporante una
acca fissa. Lattivit del Canadian Arsenal
on si limitata solo a questo ma ha contiuato a svolgere opera di ricerca con la proettazione e realizzazione di prototipi Light
weight che avevano fusto in lega e carrello
lleggerito (alcuni anche accorciato a similijdine di quanto fatto, in quegli anni, dalla Colt
on la Commander). Le Inglis alleggerite (fujn o usati carrelli Inglis opportunamente freati mentre i fusti vennero realizzati ex noto)
aggiunsero lo stadio prototipico e vennero
primentate anche dallEsercito di Sua Maet Britannica, non and invece oltre la proettazione una proposta High Power a dopia azione.

P co n i m a rchi B ro w n in g d e l p rim o tipo; di


/and cio la Societ aveva se de a Saint

FABRIQUE NATIONALE
DOPO LA GUERRA
Laccorta opera di protezione dei diritti di
propriet svolta dagli esuli dirigenti della F.N.
forn uno dei pilastri su cui si basata la rina
scita della fabbrica belga. Dalla fine della guer
ra ad oggi la High Power stata la pistola mi
litare pi diffusa (come numero di Paesi che
la hanno adottata) del mondo occidentale e
la 1911/1911 A1 pu vantare una maggiore
quantit di pezzi prodotti grazie alle imponenti
commesse statunitensi del periodo bellico; dal
46 ad oggi sono per di pi le HP prodotte
e vendute che non le Colt (solo la F.N. oltre
1.500.000 esemplari). Qui di seguito sono
elencati alcuni dei Paesi acquirenti (per i ri
spettivi eserciti o comunque per agenzie go
vernative o corpi di polizia) di grande Puissance a partire dal 1944: Austria, Belgio, Cam
bogia, Colombia, Danimarca, El Salvador,
Olanda, Indonesia, Libano, Paraguay, Porto
gallo, Siria, Regno Unito (che ha agito anch
per conto di diversi Paesi del Commonwealth
i quali hanno ordinato le L9A1 ; queste altro
non sono che F.N. modello standard del 1965

I m archi della B ro w n in g am ericana so n o stati


di a lm e n o 6 tipi d ive rsi con tan do a n ch e q u e l
lo d e l centenario; q u i riprodotto un diseg n o
F .N . con le indicazioni del V tipo d i m archio
com m erciale.

H P con i m archi B ro w n in g del se co n d o tipo


apposti da q u a n do stata aperta a n ch e la
B ro w n in g A rm s . C o o f C a n a da co n se de a

on appositi marchi), Venezuela, Germania


vest, Jugoslavia, Congo belga, Taiwan, Iraq,
liappone, Lussemburgo, Nicaragua, Per.
Capitan (la versione civile con alzo tangen), Vigilante, Sport; sono alcuni dei nomi con
ui sono state o vengono vendute nel Mondo
i diverse versioni civili delle HP, pistole che
ano avuto ed hanno una importanza premi
ente nel panorama mondiale del commercio
i armi corte civili. Nel panorama delle HP ciili, diverse da quelle militari solo e non semre per le finiture, uno spazio speciale merita
nome Browning. Come abbiamo visto poco
t, titolare dei diritti connessi con luso del no
ie Browning era la J.M. & M.S. Browning Co.
Ila quale venivano pagate royalties per ogni
rma prodotta dalla F.N. recante il nome Browing; liquidata nel 1951 questa societ fu so

stituita dalla Browning Arms Co. che, verso


la met degli anni '50, inizi la commercializ
zazione di prodotti F.N., fra i quali anche la
HP, sul mercato americano. Nel 1958 fu creata
anche la Browning Arms Co. of Canada con
sede a Montreal, la cui propriet era divisa tra
Browning (70%) e F.N. (30%). Fino al 1977
le HP vendute ad enti governativi e corpi di
polizia erano responsabilit del Bureau de Defence et Securit (BDS) mentre le HP civili
venivano commercializzate sotto il marchio
F.N. (F.N. Sport) oppure, in Gran Bretagna e
Canada, con quello Browning. Nel 1977 la
F.N. ha acquistato la Browning ed oggi usa
questo nome (Browning Division) per tutte le
vendite sui mercati civili; quelle militari resta
no responsabilit del BDS.

S alvatore G iu lian o co n al

DERIVATI E COPIE

COMPET1TION
Nata quale arma militare e da polizia, la HP
ha una precisione pi che adeguata per i pre
vedibili impieghi fra i quali non figurano per
le competizioni di tiro accademico. Non ba
stava certo laggiunta di una tacca di mira re
gistrabile (mod. Sport del 1971) per fare della
HP una pistola da tiro e, solo col Mod. Competition, si cercato di spremere a fondo ci
che il disegno dellarma poteva dare in termi
ni di precisione. Sulla Competition le tolleranze
sono considerevolmente pi contenute che
non sugli altri modelli civili e questo aiuta non
poco ma par ottenere le prestazioni richieste
stato necessario sviluppare una canna nuo
va (stretta di camera, con free bore conte

nuto, pi lunga e dotata di contrappeso che


tende a caricare dallalto in basso aiutando
nella precisa ripetizione del posizionamento
tra un colpo e l'altro) e migliorare drasticamen
te le caratteristiche dello scatto. A questo sco
po la catena di scatto finita a mano, ha tol
leranza ancora pi ridotte e sono stati appron
tati un nuovo tipo di sicura al caricatore non
ch un cane ed una leva di scatto di nuovo
disegno. Per completare lopera la Competi
tion corredata di mire micrometriche conce
pite in modo da offrire definizione ed allinea
mento quanto pi possibile elevati. Per la pri
ma volta su una pistola F.N. le guancette so
no di serie Pachmayr in neoprene.

Nonostante la denom inazione, il M od. S port


se m p licem ente una norm ale H P alla quale

S e la S p o rt solo una H P stan da rd (V igila n


te) c o n m ire registrabili, b e n diverso il discor
so riguardo alla G P Com petition; q uestultima,
nonostante la notevole som iglianza con la Vi
gilante, u n 'a rm a da tiro a tutti gli effetti.

F.N. FAST ACTION


A llinizio degli anni 7 0 iniziarono alla F.N.
gli studi per una nuova famiglia di pistole de
stinata a soppiantare la High Power; si pen
s in principio di usare quante pi componenti
fella HP fosse possibile. Intenzione dei pro
gettisti era quella di mantenere una elevata
somunanza di parti tra le armi appartenenti
alla stessa famiglia (lobiettivo ideale sareb
be stato quello di poter ottenere le varie pi
stole solo sostituendo alcune delle parti), que
sto fatto ed il perfezionamento delle tecniche
fi pressofusione portarono in breve allabbanJono dellidea di usare alcune parti della HP
; ad usare invece fusti e carrelli concepiti exovo e pressofusi (rimaneva solo una similiudine formale con la vecchia HP). La fami
glia di pistole avrebbe dovuto comprendere tre
fiverse versioni tra loro differenti per le dimen
sioni (standard, media, compatta) ed ognuna
felle tre versioni poteva essere richiesta cone: singola azione, doppia azione e Fast Acion. Questultimo termine descrive una caena di scatto messa a punto dalla F.N. ed in
rado di ovviare ai difetti della doppia e della

Cuore della Fast Action era un cane di par


ticolare concezione composto da due parti di
stinte che potevano essere mantenute sepa
rate o unite a seconda del bisogno. Una volta
camerato il colpo, col cane, inteso come com
plesso, armato bastava una pressione in avan
ti per portare il cane vero e proprio a riposo
dove veniva bloccato da un arresto; la molla
cinetica rimaneva per compressa e carica
va un elemento anulare (laltra parte del com
plesso cane) tenuto separato dal cane tra
mite una molla. Iniziando la pressione sul gril
letto il cane era liberato dall'arresto e torna
va indietro richiamato dalla molla che lo teneva
separato dallelemento anulare al quale rima
neva solidale dopo essere ritornato in posizio
ne di fuoco. Continuando la pressione sul gril
letto veniva sbloccato il percussore e sgancia
ta la leva di scatto liberando il complesso ca
ne nel suo insieme che andava a percuote
re il percussore sotto la spinta della molla ci
netica. Sembrava luovo di Colombo ma la
Fast Action aveva dei difetti capitali quale ar
ma militare: troppi pezzi, troppo complessi,
troppo piccoli, troppo fragili, troppo soggetti
allinfluenza di corpi esterni. Fu un fiasco eia-

dellU.S. Air Force prima e dellU.S. Army do


po venne ben presto abbandonata (sono sta
ti realizzati solo 11 prototipi) prima ancora del
la fine dei trials statunitensi conclusi, come tut
ti sanno con la vittoria della Beretta 92F.

E s p lo s o della F .N . Com petition.

F.N. DOPPIA AZIONE


Fin dal 1952 la F.N. disponeva gi di una
versione a doppia azione della HP. Questa era
stata progettata da Saive che, partendo da un
fusto standard, svilupp unarma con pochi
punti di contatto colloriginale. Doppia azone
con barra esterna tipo P 38, pacchetto di scat
to estraibile, canna con sistema di svincolo
completamente nuovo raggruppante in un uni
co pezzo rampa di invito e camma per abbas
samento ed innalzamento della culatta. Un ve-

ro capolavoro, funzionale e piacevole da ve


dersi; poich per a quei tempi le HP si ven
devano come panini caldi la dirigenza F.N.
(che pure aveva commissionato il lavoro a Saive) decise di lasciare le cose come stavano
e la doppia azione fin nel limbo delle cose che
potevano essere.
Passati venti anni dalla doppia azione di Saive troviamo la F.N. al lavoro sul programma
per la famiglia di pistole destinate a soppian
tare la HP. Come scritto in precedenza una
delle appartenenti a questa famiglia doveva
essere la nuova HP a doppia azione, pistola
che oggi giunta alla sua terza e definitiva
riconfigurazione. La prima HP DA faceva uso,
come lantenata di Saive, di un fusto della HP
standard modificato; abbandonata lidea di
usare componenti della HP standard si pas
s alla prima serie con fusto e carrello gettati
(sia la prima che la seconda serie di pistole
avrebbero dovuto comprendere anche i mo
delli Fast Action); da notare che nei fusti get
tati la met inferiore del telaio dellimpugna
tura non contiene parti in movimento ed
quindi facilmente accorciabile per dare ori
gine ai modelli compatti. Leliminazione del

la manuale con un semplice abbatticane am


bidestro ed una modifica allestrattore hanno
porato alla HP Doppia Azione Terzo Modello.
Piuttosto classica concettualmente, la HP
DA caratterizzata da una originale soluzio
ne per quanto riguarda il fermo del percusso
re (soluzione adottata anche sulla defunta Fast
Action). Invece del solito pistoncino o di un
blocco prismatico, sulla DA si fa uso della pia
strina reggipercussore per arrestare ogni mo
vimento del percussore e per schermarlo dal
cane se il grilletto non premuto a fondo cor
sa. Caricata a molla la piastrina normalmen
te spinta verso il basso bloccando il percus
sore (per interazione tra una spallatura rica
vata nella piastrina e la testa del percussore
stesso opportunamente sagomata) e scher
mandolo dallimpatto del cane (la piastrina
piuttosto spessa e quando arresta il percus
sore ne contiene anche tutta la testa).

E s p lo s o della Fa st A ctio n c h e avre bbe d o v u


to utilizzare un fusto d i H P con m odifiche ri-

&

185

Concettualmente semplice, non molto co


stosa nella realizzazione ma valida per dise
gno ed esecuzione ( pur sempre una F.N.)
la Doppia Azione dovrebbe segnare la fine de
finitiva della normale HP; per i patiti della sin
gola azione poi prevista una versione cos
modificata della DA.

LE COPIE
Adottata da molti Paesi la HP stata pro
dotta su licenza solo in quattro di questi; ol
tre al Canada (produzione autorizzata solo per
la durata della guerra) hanno ottenuto la licen
za di fabbricare HP: Argentina Venezuela e
Nigeria. Tenace nemico della concessione di
licenze di fabbricazione Laloux (Direttore Ge
nerale della F.N. dal dopoguerar alla fine de
gli anni 60) considerava questo tipo di affare

D u e viste del prototipo, preparato da Saive nel


1952, p e r una versione d op pia a zio n e della
HP.

La doppia azio n e di S a ive sm ontata nelle

come il classico allevamento della serpe in se


no ed aveva inoltre paura di affiancare il no
me F.N. a produzione non qualificata. Cana
da a parte gli altri Paesi che hanno ottenuto
la licenza a produrre HP sono stati costretti
a pagare cifre notevoli (comunque sempre pi
economiche nel lungo periodo che non lac
quisto delle armi direttamente dal fabbrican-

Esp lo so della doppia a zio n e p rim o tipo che,


al pari della Fa s t A ctio n , avre b b e dovuto u sa
re un fusto H P c o n m odifiche ridotte al m ini
m o.

te) ed a seguire una lunga trafila che iniziava

con lassistenza della F.N. per il montaggio


in loco di pistole con parti provenienti dal Bel
gio. Le paure di Laloux non erano certo de
stituite di fondamento, basti pensare al caso
dellArgentina che produce HP presso la Fab
brica Armas Porttiles Domingo F. Matheu di
Rosario: sono attualmente offerte sui merca

ti internazionali (in primo luogo quelli Sud


Americani) sia una versione militare con mire
fisse che una civile con mire registrabili di di
segno argentino.
Se le copie argentine sono autorizzate lo
stesso non vero per quelle indonesiane ed
ungheresi. Per lo meno le Pindad, cosi si chia
mano le copie indonesiane delle HP degli anni

..
\
.i.

' ~,

'.*
- .-

. . .

TX

+ 'W m

_ )^ P

Q.

Se zio n e illustrante il funzionam ento della


doppia azio n e e della sicura al percussore.

La doppia a zio n e terzo tipo (la se co n da ad


usare fusto e carrello pressofusi), deriva dal
la prim a p e r sem plificazione di a lcu n e parti e
l abbandono della sicura m anuale sostituita da

50, sono state prodotte per uso interno (cir


ca 30.000 esemplari alle FF.AA. indonesiane).
Ben diverso il discorso riguardo alle FEG FP9:
copie non autorizzate delle HP post '62 che,
quale unica differenza, possono vantare una
bindellina ventilata in pi. Si tratta di armi po
co costose ma fabbricate con metodologie tra
dizionali che, a partire dal 1982, vengono of-

civile americano, proprio come alternativa eco


nomica alla HIP. Non contenti delle FP9 alla
FERUNION ne hanno sviluppato anche dei
derivati a doppia azione con caricatore da 14
colpi e sicura di tipo Walther sul carrello: le
P9R con fusto in acciaio e le identiche P9RA
che hanno per il fusto in lega.

Versione civile della H P prodotta su licenza

>

ZE G F P 9 , copia m agiara della H P dalla q u a e si differenzia solo p e r la pre se n za di una


Piccola bindella ventilata.

LA NAACO BRIGADIER

ferivata form alm ente dalla H P , la sfortunata


M A C O Brigad ie r fu p e r una pistola in c u i

Copia per certi aspetti, concettualmente ori


ginale per altri la pistola della North American
Arms company di Torono fu un tentativo per
combinare alcune caratteristiche dellHP con
una megacartuccia .45 NAACO (del tutto iden
tica alla odierna .45 Winchester Magnum) ed
una interessante catena di scatto a doppia
azione completamente estraibile come sottoin
sieme completo dall'arma, il tutto montato su
un fusto in lega. Realizzata solo allo stadio prototipico (un solo esemplare costruito a mano)
a Brigadier manc di attirare interesse da par-

La N A A C O Brigadier smontata nelle sue c o m p o n e n ti essenziali.

nata (stranamente per il calibro); il suo mancato immediato successo port alla bancarotta
della NAACO che spar dalla scena facendo
morire il progetto della Brigadier e quello del
la derivata pistola mitragliatrice Borealis che
-----------u i

~i

: i f.

SMONTAGGIO H.P.

A) Togliere il caricatore ed accertarsi, con


trollando pi volte, che non ci sia colpo in ca
mera.
B) Arretrare il carrello e bloccarlo usando
la sicura (foto 1). Premere, da destra verso si
nistra, sulla testa del perno dellhold-open ed
estrarre il tutto dal fusto (foto 2). Trattenendo
saldamente il carrello (la molla di recupero
alla massima comprensione) lo si libera dal
vincolo della sicura facendolo, successiva
mente, scorrere sulle guide fino a separarlo
dal fusto. Con II carrello capovolto (osservate
bene la posizione del guidamolla perch que
sto deve essere rimontato nello stesso modo
per poter riassemblare carrello e fusto) pre
mere, verso la volata, sulla testa del guidamol-

la (foto 3), sollevarla ed estrarre molla e guidamolla. La canna esce dalla parte inferiore
del carrello (foto 4) completando cos lo smon
taggio da campo (foto 5).
C)
Lo smontaggio del carrello si inizia pre
mendo, con un cacciaperni 0 3, sulla testa
del percussore fino a quando la stessa non
disimpegna la piastrina reggipercussore che
cos possibile far scorrere verso il basso (foto
6) . Nel togliere la piastrina fate attenzione che
il percussore non schizzi via sotto lazione del
la sua molla antagonista. Tolta la piastrina si
estraggono percussore e relativa molla (foto
7) .
Lulteriore smontaggio del carrello si diffe
renzia a seconda del periodo di produzione
dellarma.
C,) HP prodotte dal 1935 al 1962.
Lestrattore simile a quello della Govern
ment Model e viene smontato nello stessoi
modo: si fa entrare lunghia nel canale (foto
8) e si estrae lestrattore dalla parte posterio
re del carrello. Tolti percussore ed estrattore,

fi

perno che collega la leva di rinvio al carrello


(foto 9) e se ne completa lestrazione tirando
la piastrina che fuoriesce dal fianco del car
rello. Basta capovolgere il carrello e la leva di
rinvio esce, per gravit, dal carrello (foto 10).
C2) HP post-belliche del 1961.
Lestrattore una leva caricata da molla eli
coidale e si separa dal carrello dopo aver tol
to la spina elastica di collegamento (foto 11).
Anche la leva di rinvio collegata al carrel
lo da una spina elastica visibile subito sotto
lestrattore (foto 12).
D) Prima di poter lavorare sulla meccani
ca del fusto necessario togliere le guancette (foto 13). La leva di scatto bloccata da una
spina (foto 14) che serve anche per stabiliz
zare lespulsore (altrimenti pivottante sulla si
cura). Tolta la spina (operazione da eseguire
a cane abbassato) si estrae la leva di scatto
dalla parte superiore dei fusto (foto 15).
Trattenendo il cane in posizione di armnamento si comprime la molla cinetica ed co
s possibile rimuovere la molla a lamina della
leva di scatto (foto 16).
Con lespulsore ruotato verso il basso (vie
ne a trovarsi in posizione normale rispetto a
quella corretta) si pu estrarre, verso sinistra,
la sicura (foto 17). La rimozione della sicura
libera il cane che si pu cos estrarre, dalla parte
superiore del fusto, insieme a molla e guidamolla (foto 18).
Il guidamolla collegato al cane da un per
no e la molla trattenuta da una corona cir
colare internamente filettata (foto 19) e bloc
cata da una spina di sicurezza che ne impe
disce lallentamento accidentale. Per separare
molla e guidamolla necessario avvitare la co
rona circolare fino a quando questa non pi
in contatto con la spina di sicurezza; una vol
ta tolta la spina si svita la corona circolare fi
no a liberare la molla (attenzione: la molla
ancora compressa e pu schizzare via).
Per rimontare il tutto la cosa pi semplice
disporre di una morsa nelle cui ganasce
stringere il guidamolla. Dopo aver tolto il ca
ne con molla e guidamolla anche lespulsore
libero e pu essere separato dal fusto (foto
20 ) .
E) Il ritegno caricatore morfologicamen
te identico a quello della Colt e si smonta nel
lo stesso modo: basta premere a fondo II pul-

19

20

sante e far ruotare verso sinistra la testa del


pezzo che collega il ritegno al fusto (foto 21),
tutto linsieme si estrae ora verso destra. La
separazione delle componenti del ritegno
possibile facendo ruotare, verso destra, il pez
zo che prima stato ruotato a sinistra. Atten
zione alla molla che sempre compressa (foto
22).
F)
Il grilletto imperniato su una spina pas
sante (foto 23) nella quale ricavata una go
la dove entra un braccio della molla del gril
letto (foto 24).
Per smontare il grilletto si dovr, per prima
cosa, disimpegnare la molla dalla gola e suc
cessivamente, con un appropriato cacciaperni, far uscire la spina dal fusto. Una volta li
bero, il grilletto deve essere traslato in avanti
e fatto ruotare (allinterno della guardia) ver
so il basso in modo che fuoriesca dal fusto.
Sul grilletto sono presenti due spine: la ante
riore che blocca la molla e la posteriore che
trattiene la sicura al caricatore (costituita da
un piedino a forma di T e da una piccola mol
la a spirale). La leva del grilletto trattenuta
dal braccio della molla che blocca anche la
spina passante e dalla opportuna sagomatu
ra della parte inferiore della leva e della sua
sede nel corpo del grilletto.
RIMONTAGGIO: oltre a rovesciare le pro
cedure descritte ed a tenere conto degli av
vertimenti gi fatti bene tenere presenti al
cuni punti.

b) Nel rimontare la leva del grilletto ci si


assicuri, sempre, che la sede sulla stessa
venga correttamente impegnata dal braccio
della molla.
c) Non avendo a disposizione 4 mani (an
che 3 sarebbero bene accette) il rimontaggio
della leva di scatto alquanto difficoltoso. Per
sonalmente seguo una procedura alquanto ri
dicola a vedersi, che forse far rivoltare Brow
ning nella tomba a storcere il naso a molta
gente; c per un piccolo particolare: per me
ha sempre funzionato bene! Una volta rein
stallata la molla a lamina (tenendo il cane a
tutta monta in modo che la molla cinetica la
sci spazio al piede di quella a lamina) la bloc
co con una molletta per panni; con la mano
sinistra tengo il cane armato e con la destra
?4
a)
Dopo aver bloccato in morsa 1guidamol- metto nella giusta posizione espulsore e leva
la della molla cinetica si inserisce la stessa e
di scatto; quando i fori del fusto, della leva di
la si tiene compressa al massimo (attenzione,
scatto e dellespulsore sono allineati inserisco
se schizza via pericolosa) avvitando la co
(con la bocca!!) un cacciaperni 0 2 che mi
rona circolare di fermo fino a passare il foro,
tiene cos a posto i vari pezzi. Usando una
nel codolo del guidamolla, entro cui deve es
grip, fra le cui ganasce inserisco due spessi
sere inserita la spina di sicurezza. Una volta
pezzi di cuoio, comprimo al massimo la parte
inserita la spina si svita la corona circolare fi
superiore della leva di scatto, basta ora inse
no a quando non contrasta con la spina stes
rire la spina togliendo, nel contempo, il cac
sa. La spina impedisce lallentamento della co
ciaperni; naturalmente il cane deve essere
rona e questa blocca, a sua volta, leventua
trattenuto, nella sua estrema posizione retro
le fuoriuscita della spina dal foro.
grada, perch non prema sulla leva di scatto.

Stampa: Grafiche Consolini (Bo)


Allegato alla rivista Diana Armi
'T u t t i

i H in tti

cnn n

r ic p r v t it i

A cura di:

VITTORIO BALZI
I

IL FUCILE DASSALTO

Graecia capta ferum vctorem cepit\ al pari


della Grecia, sconfitta ed occupata dai roma
ni, la Germania del 1945, sconfitta ed occu
pata anchessa, conquist i suoi ex-nemici.
Se linfluenza greca sulla vita dei romani si
manifest nel campo della cultura e del co
stumi sociali, quella dei tedeschi interess pe
santemente tutta la ricerca scientifica (con
leccezione, visto che stiamo parlando degli
scienziati del III Reich, della fisica relativisti
ca) e tutte le tecnologie suscettibili di un qual
che impiego bellico nonch il pensiero milita
re vero e proprio.
I frutti dellinflusso germanico furono note
voli anche nello sviluppo delle armi leggere
e delle relative tattiche di impiego; l'arma di
cui ci occuperemo in queste note ne un
esempio tra i pi significativi visto che stata
sviluppata tenendo ben presenti gli insegnamenti della II Guerra Mondiale ed avendo co
me ispiratore quello Stg. 44 che larchetipo
di tutti i fucili di assalto.
Lorigine storica del termine fucile d assal
to trova le sue radici nella Germania nazista
dove, a guerra gi Iniziata da un pezzo, nac
que questa denominazione onde indicare un
arma lunga da fanteria camerata per munizio
namento intermedio (quello da pistola risultava
troppo poco potente e con scarsa gittata, quel
lo da fucile balisticamente esuberante e po
co controllabile nel tiro a raffica), leggera, pre
cisa (anche se su leggerezza e precisione del
lo Stg. 44 si potrebbero avanzare diversi com
menti assai malevoli), di costruzione sempli
ce, dotata di caricatore amovibile a grande ca
pacit e della possibilit di tiro selettivo.
Se vero che i tedeschi sono stati i primi
a congelare il concetto di fucile d assalto ed
a materializzarlo In un arma operativa, al
trettanto vero che gi altri Paesi avevano svi
luppato o stavano sviluppando armi ricondu
cibili, in qualche modo, al comune denomina
tore dell'arma di assalto; che poi queste armi
venissero sviluppate come carabine, fucili o

mitra e come tali si cercasse di impiegarle, st


solo a dimostrare una grande confusione dot
trinaria ed a livello Industriale, confusione che
impedi, prima dello Sturmgewehr, di riunire
in un unico disegno tutte quelle caratteristi
che che fanno un vero fucile dassalto, ma so
prattutto imped di concretizzare le reali esi
genze tattiche (esigenze da molti non compre
se anche dopo la guerra), la cui attenta con
siderazione avrebbe da sola, come accadde
poi in Germania, portato allo sviluppo del fu
cile d assalto.
Fin dallinizio del 900 sono stati studiati e
prodotti fucili capaci di tiro selettivo (primo fra
tutti fu il Cei-Rigottl progettato dallomonimo
Capitano dei Bersaglieri; questarma rappre
senta una pietra miliare nello sviluppo del fu
cili automatici visto lallora rivoluzionario siste
ma di sfruttamento diretto dei gas di sparo;
non aveva difetti sostanziali ma venne condan
nata dalla mentalit del tempo che conside
rava pienamente adeguato alla bisogna II co
mune bolt-action e paventava lenorme quan
tit di munizioni necessaria dotando le trup
pe combattenti di un arma automatica indivi
duale) ma nonostante alcune limitate adozio
ni queste armi, quando non davano grattaca
pi a causa della meccanica, risultavano con
dannate fin dallinizio dal fatto di essere ca
merate per munizioni balisticamente esube
ranti. Due sole armi preconizzarono, almeno
parzialmente, il fucile dassalto e non un ca
so se entrambe usavano munizionamento di
verso da quello dei fucili della fanteria (la chia
ve per realizzare un vero fucile d assalto st
proprio nel munizionamento). Queste due ar
mi sono: il MAB 38 e la carabina M1/M2 (M2
la versione con tiro selettivo); il MAB, vista
limpostazione generale, la lunga canna, la ca
pacit di tiro selettivo, la bassa cadenza nel
tiro a raffica (600 colpi al primo) e la munizio
ne impiegata (quella 9 M 38 prodotta dalla
Fiocchi capace di surclassare qualsiasi altra
3

( >

MP43 smontato.

esuberante la loro 8 x 57 e pensarono quindi


di sostituirla con una munizione meno poten
te conseguendo cos grossi vantaggi sia tatti
ci che strategici. La logica seguita dai gruppi
militari ed industriali favorevoli al calibro in
termedio ineccepibile e si pu riassumere
con poche parole. Difficilmente un combatti
mento comporta scambio di fuoco di fucil eria a distanze eccedenti i 300/400 metri ed
parimenti difficile che un normale fante (non
un tiratore scelto) possa impegnare, con spe
ranza di successo, bersagli puntiformi a di
stanze superiori: quindi sufficiente una mu
nizione con una gittata utile inferiore a quella
delle normali munizioni, questa cartuccia sa
r pi piccola e leggera, se ne potranno por
tare maggiori quantit a parit di peso, dimi
nuendo il carico del supporto logistico e/o au
mentando il volume di fuoco del singolo com
battente. Su un piano strategico la cartuccia
intermedia costa di meno e necessita di una
minore quantit di materiali pregiati per la sua
fabbricazione. In questa ottica, gi nel 1934
lHeereswaffenamt (organismo preposto agli
armamenti) aveva incaricato diverse ditte di
studiare una cartuccia che potesse soppian
tare la 8 x 57 JS nelluso con i normali fucili
(per le MG si considerava, giustamente, ne
cessario mantenere in servizio l8 Mauser).
RWS (Rheinishe Westfalische Sprengstoff),

cartuccia usata sui mitra, altro non era che una


9 Parabellum particolarmente esasperata)
aveva una portata utile molto superiore a quel
la di qualsiasi mitra coevo (anche se i 500 me
tri dellalzo erano un tantino ottimistici) il che
gli consentiva di colmare, almeno parzialmen
te, quel gap esistente tra le p.m. ed i fucili della
fanteria ma non di ricoprire il ruolo di tutte e
due queste armi (in verit, neanche oggi il fu
cile dassalto pu completamente sostituire la
p.m.)- La carabina M1 venne sviluppata per
prendere il posto (a livello di serventi, sottuf
ficiali e ufficiali inferiori) della pistola 1911 A1
ma fin con laffiancarsi alle altre armi gi esi
stenti ponendosi, al pari del MAB, in posizio
ne intermedia tra mitra cal. 45 ACP e Garand.
La M1 e soprattutto la M2 avrebbero potuto
essere dei fucili d assalto, almeno in nuce, se
non fossero state handicappate dalla cartuc
cia che, nonostante sia stata sviluppata ad
hoc, era balisticamente troppo vicina a quel
le da pistola. In ogni caso sia il MAB che la
M1/M2 trovarono utile impiego su tutti i fronti
e fino allavvento dello Stg. 44 furono le armi
pi polivalenti impiegate dai contendenti nel
la Seconda Guerra Mondiale (ad onor del ve
ro anche il PPSh sovietico pu essere assi
milato, come polivalenza, al MAB).
Gi dopo la Prima Guerra Mondiale i tede
schi cominciarono a ritenere balisticamente
4

US Carbine M1.

Winter, GECO (Gustav Genshow & Co.) e Pol


te sottomisero vari progetti di munizioni inter
medie; la cartuccia della Polte (7,9 x 30) ven
ne considerata la migliore fra quelle presen
tate e, nel 1941, la sua versione migliorata
7,9 x 33 fu adottata come 7,9 Infanterie Kurz
Patrone; nel 1942 ricevette la denominazio
ne Maschinekarbiner Patrone S, nel 1943
quella di Pistolen Patrone 43 m E e, ancora
nello stesso anno, divenne definitivamente In
fanterie Kurz Patrone 43.
Le varie denominazioni della cartuccia
7,92x33 riflettono le peripezie dellarma desti
nata ad usarla: lo Stg. 44. Gi nel 1940 ven
nero stipulati contratti con Haenel e Walther
per lo sviluppo di un fucile capace di tiro se
lettivo e camerato per la nuova munizione in
termedia; i primi prototipi furono approntati in
breve tempo e gi nel 1942 circa 7.800 esem
plari di ognuna delle due armi vennero distri
buiti, a scopo valutativo, alle truppe operanti
sul fronte orientale; le armi ricevettero le de
nominazioni MKb42 (W) quella della Walther
e MKb42(H) quella della Haenel (MKb = Ma
sch in e n ka ra b in e r). Nel fra tte m p o la
Rheinmetall-Borsig (ma c chi dice la Krie
ghoff) aveva sviluppato lo FG42 (Fallschirm
jger Gewehr 42), arma interessantissima e
per certi versi forse pi moderna delle MKb42
ma pesantemente handicappata dal fatto di

essere camerata per la 8 x 5 7 e che proprio


In questo trov la sua fine nonostante venis
se spinta dal potentissimo Hermann Goerlng
che ne voleva dotare I suoi paracadutisti. Sia
la MKb42(W) che lo FG 42 si dimostrarono
complessivamente inferiori alla MKb42(H), da
questa venne sviluppata, attraverso lopera di
Hugo Schmeisser che gi laveva disegnata,
la MP 43 che fu adottata dal Waffenamt co
me arma dordinanza per tutti i componenti
della squadra fucileri. La MP 43 divenne suc
cessivamente MP43/1, MP 44 e, finalmente,
Stg. 44 (Sturmgewehr 44); sembra che que
sta sorta di odissea sla dovuta al fatto che Hi
tler fosse contrarlo al concetto stesso di mu
nizione intermedia e di arma ad hoc a questa
destinata (si dice che il furbone considerasse
queste armi valide solo per operazioni difen
sive mentre la Wehrmacht doveva sempre e
solo attaccare!), quindi ipotizzabile che la
nascita formale (sostanzialmente esso era gi
nato con la MKb42) del fucile dassalto sia do
vuta alle ubbie del folle dittatore nazista.
Vediamo ora, almeno brevemente, come
era fatto lo Stg. 44; questa arma merita un
cenno ogni volta che si parla di fucili dassal
to e lo merita ancora di pi quando oggetto
d esame II Kalashnikov, primo e pi illustre
esponente di tutta una progenie che ha nello
Stg. il capostlpite.
5

Gi ad una prima occhiata superficiale lo


Stg. 44 risulta quasi futuribile rispetto alle ar
mi coeve o antecedenti anche solo di pochi
anni; lesteso uso di lamiere stampate e la di
visione del fusto in scatola di scatto e scatola
di culatta fra loro Incernierate e collegate da
un perno sono gli elementi pi caratterizzanti
dello Stg. 44; pi caratterizzanti anche del lun
go caricatore curvo, allora mai visto su armi
che non fossero mitra o fucili mitragliatori, e
dellangolo di calcio contenutissimo, anche
questa era allepoca una caratteristica sem
plicemente inusitata per un fucile, per mini
mizzare il rilevamento nel tiro a raffica. Solo
il principio scelto per attuare la chiusura era,
tutto sommato, abbastanza convenzionale ma
non convenzionale ne era la realizzazione. Lo
Stg. 44 ha una chiusura stabile che viene
sbloccata usando una piccola quantit di gas
spillata dalla canna. Quando la pallottola su
pera il foro di passaggio dei gas, una parte di
questi passa attraverso il foro e va a premere
sulla testa del pistone che retrocedendo fa re
trocedere il portaotturatore, questo dispone di
un gancio che ne impegna uno corrispon
dente nella parte posteriore dell'otturatore rea
lizzando cos un arpionismo che in presa
quando il portaotturatore va Indietro. Dopo una
breve corsa a vuoto il portaotturatore (che in
realt portaotturatore non visto che ha solo
funzioni di spinta e non di guida dellotturato
re che viene guidato dalle pareti interne della
scatola di otturazione alluopo opportunamen
te sagomata) incontra lotturatore e ne solle
va la parte posteriore liberandone cos il risalto
inferiore dalla spalla di arresto; una volta li
bero lotturatore inizia la sua corsa retrogra
da sia perch trascinato dal portaotturatore
che sotto la spinta del fondello. Lotturatore
oscillante dello Stg. 44 una soluzione sem
plice e razionale perch permette di contenere
al massimo il numero totale delle parti (con
un accorto disegno stato possibile realizza
re in un unico pezzo pistone, guidamolla, asta
d'armamento, e portaotturatore, una simile
molteplicit di funzioni si trova solo In armi di
ben pi tarda progettazione) a tutto vantag
gio della robustezza e della economia di rea
lizzazione (facilit ed economia di realizzazio
ne dovrebbero essere uno dei punti salienti
di tutti i fucili d assalto). Laccorta progetta
zione e laltrettanto accorta Industrializzazio
ne hanno permesso di raggiungere dei livelli
di robustezza e contenuto costo di fabbrica
zione (ovviamente per grandi serie visto che
la lamiera stampata ha un suo notevolissimo
costo ammortizzabile solo su serie importan
ti) che nessuna arma successiva stata, fino
ad epoca recente, capace di eguagliare. Im-

SKS cal. 7,6 2x39 mm.


6

piegando munizioni relativamente corte, co


me la Kurz Patrone 43, lotturatore oscillante
(che nel caso dello Stg. 44 veramente poco
pi di un pezzo di ferro con ovvi vantaggi
di costo) non presenta neanche quegli svan
taggi teorici che potrebbe avere un otturato
re con i risalti di chiusura posteriori quando
usato con munizioni abbastanza lunghe a cau
sa del corrispondente eccessivo braccio di le
va che si crea tra faccia dellotturatore (pun
to di applicazione dellenergia di rinculo) e ri
salti di chiusura. Grazie alla relativa facilit di
costruzione in serie lo Stg. 44 raggiunse vet
te produttive altissime se si considera lo sta
to della macchina bellica tedesca (pi di 5.000
esemplari al mese gi nel febbraio 1944 per
arrivare a 55.000 nel novembre dello stesso
anno) e solo il collasso del Terzo Reich pose
fine alla produzione di questo fucile, produ
zione che stranamente non venne ripresa da
nessuno degli occupanti (come invece venne
fatto per molti altri strumenti bellici tedeschi
compresi aerei e sottomarini ma anche, pi
semplicemente, pistole e cannoni) che proba
bilmente, ad eccezione dei russi, non aveva
no recepito limportanza degli insegnamenti
offerti, dalla guerra appena conclusa, riguar
do allimpiego delle armi leggere.
I sovietici, a differenza dei loro ex alleati e
gi nemici in pectore, compresa pienamente
la validit del concetto di munizione interme
dia, fin dal 1943 ne avevano sviluppata una
di loro concezione (anche se diversi autori af
fermano che la cartuccia intermedia sovieti
ca era stata studiata in Germania, in concor
renza con la 7 ,9 2 x3 3 da alcuni ritenuta in
soddisfacente, e sarebbe quindi anchessa
frutto di preda bellica mancano al riguardo pro
ve conclusive) la 7,62 x 39 M 43 che venne im
piegata, gi dal 1946, nella carabina SKS;
questa arma, di impiego assimilabile alla M1
americana, era parzialmente derivata (princi
pio di funzionamento e disegno dellotturato
re) da un fucile anticarro e per quanto robu
sta e semplice da usare non era certo un ve
ro fucile d'assalto, fucile che non tard a ma
terializzarsi con lo Avtomat Kalashnikov.

SKS Sezione Schematica.


7

SKS smontata.

SKS di fabbricazione yugoslava, disegno da un manuale originale.

Il
NASCITA DELLO AK 47

che se camerata nella SKS, arma gi obsole


ta al momento della sua distribuzione ai re
parti. Se la cartuccia c era mancava larma de
stinata ad usarla ed a questo pens lallora
sconosciuto sergente Kalashnikov. Mikhail Timofeyevich Kalashnikov venne seriamente fe
rito durante la battaglia di Brausk e nel corso
della sua convalescenza inizi ad interessar
si di armi individuali. Cominci con un dise
gno di moschetto automatico a cui venne pe
r preferito quello di Sudayev che divenne il
PPS43, volse poi la sua attenzione verso la
allora neonata cartuccia intermedia per la qua
le camer una piccola carabina ad otturatore
rotante, anche questa arma non riscosse suc
cesso e non se ne conservano tracce. Final
mente, aH'inlzio del 1946, Kalashnikov imboc
c la strada giusta, quella strada che dopo non
poche tribolazioni avrebbe portato allo AK 47
in versione definitiva. Fin dallInizio Kalashni
kov ebbe le idee molto chiare sul tipo di mec
canica, sullImpostazione generale dellarma
e sulle prestazioni richieste ma la sua opera
si scontr con lo stato di arretratezza in cui
versava lIndustria sovietica. Nellottica di una
produzione in grandi serie niente pu egua
gliare la lamiera stampata, materiale che, co
me ampiamente dimostrato dal tedeschi (fra
l'altro con quegli splendidi esempi che sono
MG 42 e Stg. 44) si prestava ottimamente al
limpiego sulle armi. Dal 1947 al 1950 I sovie
tici tentarono senza successo di fabbricare lo
AK 47 usando un fusto composto da parti mac
chinate e stampate; se disegnare un arma e
realizzarne dei prototipi relativamente faci
le, ben diverso risulta il discorso quando si af
fronta lopera di industrializzazione e la suc
cessiva produzione in serie. La produzione di
parti strutturali (per un arma da fuoco) In la
miera stampata non operazione che si pos
sa Improvvisare da mattina a sera; nella se
conda met degli anni 40 i sovietici erano pra
ticamente digiuni di stampaggi e non riusci
rono ad assimilare rapidamente le tecnologie

Al termine del II conflitto mondiale i vinci


tori si trovarono In mano una quantit impres
sionante di armi leggere, sia di produzione
propria che di preda bellica, tutte con un co
mune denominatore: lobsolescenza.
La riconslderazione del ruolo dellarma in
dividuale, iniziata gi durante la guerra e por
tata a compimento dal mutare delle tattiche
di impiego di fanteria e corazzati, rendeva di
colpo sorpassati sia i vecchi bolt action che
I pi nuovi fucili semiautomatici. Se gli occi
dentali non seppero e non vollero adeguarsi
alla nuova concezione dellarma individuale,
ben diverso fu il comportamento dei sovieti
ci. Questi avevano proficuamente impiegato
a massa i vari PPS, PPSh e PPD ih un ruolo
che anticipava quello del fucile d assalto ed
i generali dellArmata Rossa richiedevano un
arma che conservasse I pregi dei loro mo
schetti automatici (rusticit, robustezza, affi
dabilit, volume di fuoco) aumentando porta
ta utile e capacit di penetrazione. Non facen
dosi soverchie illusioni sul materiale umano
a disposizione (e molto probabilmente anche
con un occhio alle future cessioni di armi a
movimenti di guerriglia e di pseudo liberazio
ne), fin dallinizio venne abbandonata ogni vel
leit di impiego del fucile sulle lunghe distan
ze per privilegiare robustezza da carro arma
to, affidabilit totale e facilit di manutenzio
ne. In una sola parola quello che i capi sovie
tici volevano era un supermltra facilmente riproducibile in grandi quantit, poco bisogno
so di manutenzione, proficuamente impiega
bile anche da parte di personale scarsamen
te addestrato e capace di sostituire tutte le ar
mi individuali ad eccezione di quelle per tira
tori scelti.
Per realizzare l'arma desiderata i sovietici
disponevano gi della cartuccia, quella
7,62 x 39 sviluppata nel 1943 da Ellzarov e Semin (se si vuole prendere per buona la tesi del
lo sviluppo autonomo) e della cui bont I capi
militari erano tanto convinti da accettarla an
9

portato un aggravio non indifferente dei costi


di fabbricazione ed un allungamento dei tempi
necessari; per contro, sempre in riferimento
alle tecnologie disponibili nei tardi anni 40,
larma ottenuta risultata pi robusta e dure
vole nel tempo. Una seconda versione del Ka
lashnikov vide la luce allinizio degli anni 50,
questa versione fece ricorso alla fresatura del
fusto ma probabilmente laggravio di costi e
tempi necessario per la sua fabbricazione ven
ne ritenuto eccessivo, tanto che, entro pochis
simo tempo, venne messa in produzione una
terza versione, anchessa col fusto ottenuto
per macchinatura di un forgiato, che si diffe
renzia per diversi particolari tendenti a dimi
nuire il tempo necessario per la costruzione
deHarma. La terza versione del Kalashnikov
quella definitiva ed ha ricevuto la denomi-

sottratte ai tedeschi; nonostante i molti tenta


tivi fatti la prima versione del Kalashnikov fu
un fiasco clamoroso perch non si riusc a su
perare i problemi posti dal collegamento fra
le parti stampate e quelle macchinate, i rivet
ti usati a questo scopo cedevano miseramente
dopo un certo uso deHarma ed anche una loro
sostituzione con saldature era al di l delle
possibilit tecnologiche sovietiche dellepoca.
Vista la non praticabilit della produzione in
serie mediante stampaggi fu deciso di ricor
rere a tecniche pi sperimentate e padroneg
giate: asportazione di truciolo partendo da un
forgiato. Se oggi, grazie alle macchine ope
ratrici a controllo numerico, questo tipo di fab
bricazione pu essere favorevolmente com
parabile, almeno entro certi limiti, anche con
lo stampaggio delle lamiere, allepoca ha com
10

Foto ed esploso della prima versione prodot


ta in serie dall'AK47 con castello in acciaio for
giato.

nazione AK 47; se 47 indica lanno di adozio


ne risulta chiaro che quella assegnata una
denominazione di comodo visto che larma ha
iniziato a pervenire, in grande quantit, ai re
parti solo nel 1956. In ogni modo lo AK 47
la versione su cui nata la fama del Kalashni
kov, tanto che anche I pi tardi AKM vengo
no chiamati spesso, per quanto erroneamen
te, AK 47.
Nonostante il costo di fabbricazione eleva
to ed i tempi relativamente lunghi che questa
fabbricazione richiede lo AK 47 stato ripro
dotto in decine di milioni di esemplari, sia in
Russia che in molti stati legati a Mosca (Ci
na, Germania Est, Polonia, Bulgaria, Roma
nia, Corea del Nord, Ungheria, Yugoslavla) e
praticamente tutti gli eserciti dei Paesi nellor
bita sovietica ne fanno uso. Solo sul finire degli

anni 50 i sovietici sono riusciti a realizzare un


Kalashnikov col fusto in lamiera stampata
(1959), questa versione denominata AKM e
meccanicamente non si discosta dal sue pre
decessore (l unica differenza data dalla pre
senza di un riduttore di cadenza sullo AKM)
ma la diversa tecnica di fabbricazione ha com
portato notevolissimi vantaggi che possono ve
nire riassunti con pochissime parole: maggior
velocit di fabbricazione, costo pi contenu
to, peso inferiore (un AKM pesa i 2/3 di un AK
47). Nonostante lo AK 47 sia considerato il fu
cile d assalto per antonomasia ritengo che
questa palma spetti allo AKM perch, pur con
una meccanica sostanzialmente identica,
adempie a tutti i requisiti base di un fucile d as
salto, non ultimo quello della fabbricabilii in
grande serie a prezzo contenuto.
11

AK47 Standard, calcio metallico pieghevole.

AK47 Standard, calcio in legno.


12

AKMS, calcio metallico pieghevole.

AKM, calcio in legno.


13

Un 'esercitazione delle truppe del Patto di Var


savia: si spara, data la posizione, contro ipo
tetici paracadutisti nemici.
14

Ill
LA MECCANICA KALASHNIKOV
DESCRIZIONE GENERALE DELLARMA

dotato di due robuste alette di chiusura ed at


tuato da una pista a camme ricavata nel por
taotturatore. E interessante notare che, con
trariamente a quanto avviene sulla maggioran
za delle armi con otturatore rotante, la rota
zione dellotturatore non continua lungo tutta
la corsa ma si arresta dallistante in cui lot
turatore fa uscire una cartuccia dal caricato
re fino a quando questa non completamen
te camerata; una volta che la cartuccia ca
merata lotturatore riprende il suo movimen
to rotatorio per assicurare la chiusura; in
tuitivo quanto importante risulti questo accor
gimento per garantire sicurezza di funziona
mento. La molla di recupero posta dietro lot
turatore, vincolata al guidamolla (in questo mo
do, smontando larma si evitano i rischi asso
ciati alle molle impazzite tipici delle armi in
cui questi elementi dalla personalit schizo
frenica non sono vincolati) che serve anche
da blocco del coperchio in lamiera stampata
che copre il fusto. Il coperchio bloccato dalla
molla di recupero consente un facilissimo e
rapido smontaggio dellarma ma non pu ser
vire da base per la tacca di mira (che spo
stata in avanti sul tubo di passaggio del pisto
ne p.g.) n per ottiche di mira o strumenti per
il tiro notturno; questo perch il sistema non
rigido ed inoltre non riassume sempre la
stessa esatta posizione ogni volta che viene
rimontato (una differenza di pochi decimi man
da completamente a pallino la taratura delle
mire ottiche).
Se la chiusura dello AK molto ben con
gegnata la catena di scatto risulta un piccolo
capolavoro di semplicit e robustezza. Anche
qui si scelto il principio della multifunzionalit e della massima robustezza e sicurezza
di funzionamento, anche a scapito dello scatto
che non proprio da match; si deve peraltro
sottolineare che, sul tipo di arma considerata
e con le limitazioni imposte dalla munizione,
uno scatto leggero sarebbe stato inutile e con-

Prima di iniziare un discorso sulla mecca


nica dello AK bene puntualizzare che, con
trariamente a quanto possono credere ed as
serire gli esperti della mutua, la sorprenden
te reliability dello AK 47 dovuta non a gran
di tolleranze o a scarsa accuratezza di lavo
razione ma, al contrario, alia splendida ese
cuzione di tutta l'arma: parti assemblate be
nissimo, giochi modesti, particolari molto ben
macchinati e rifiniti a mano con cura (cura tan
to elevata che una lavorazione come quella
dello AK 47 si pu riscontrare solo su armi ci
vili di grande pregio); ad ulteriore dimostrazio
ne della cura posta nella fabbricazione degli
AK basti pensare che tutte le parti smontabili
a mano sono matricolate.
Come non mi stanco mai di ripetere il cuo
re di una qualsiasi arma la chiusura e quel
la del Kalashnikov , ancora oggi, una delle
migliori in assoluto. Costituita da pochi pezzi
robusta, affidabile, progettata bene e rea
lizzata meglio. Lo AK dotato di chiusura ad
otturatore rotante che viene sbloccato dai gas
spillati dalla canna; se il principio quanto di
pi classico si potesse utilizzare allepoca del
la progettazione, la concezione e lesecuzio
ne di tutto linsieme si discostano non poco
da quelli della maggioranza delle armi coeve
e lunico fucile che all'epoca poteva vantare
un sistema di chiusura pi semplice (mi rife
risco ovviamente alle armi a sottrazione di gas)
era lo Stg. 44 dal quale pensabile che Kala
shnikov abbia mutuato lidea della multifunzionalit di alcune componenti. Nello AK pi
stone di presa gas, asta darmamento e por
taotturatore sono un unico pezzo (in realt il
pistone e la slitta portaotturatore sono due
pezzi separati uniti tra loro da una spina ma
questa separazione stata adottata solo per
facilitare la produzione di un pezzo gi com
plesso e, nel normale smontaggio da campo,
totalmente inutile separare il pistone dalla
slitta) al quale collegato lotturatore rotante
15

Gruppo otturatore d e llAK47. Portaotturatore


(A), otturatore (B) e g li stessi assemblati (C).

troproducente ai fini della sicurezza. Per una


descrizione delle parti rimando il lettore ai di
segni che accompagnano queste note e mi li
mito a spiegare il funzionamento. Il grilletto
dotato di una appendice anteriore che funge
da leva di scatto ed ospita, al suo interno, il
disconnettore per il tiro semiautomatico; il di
sconnettore caricato a molla e, sulla sua ap
pendice posteriore, agisce il braccio del
selettore-sicura. Il cane, di forma complessa
ha due diversi punti di aggancio per le due le
ve di scatto: sulla testa quello per la leva di
scatto del tiro semiautomatico, vicino al per
no di rotazione per la leva di scatto del tiro a
raffica libera. La leva di scatto per il tiro a raf
fica, costituita da due braccia di diversa lun
ghezza, funge anche da sicura automatica che
impedisca lo sparo quando lotturatore non
completamente in chiusura. Quando il selet
tore nella posizione di tiro semiautomatico
il braccio di questo non agisce sulla coda del

disconnettore e quindi, a cane armato dal mo


vimento retrogrado dellotturatore (in realt
il portaotturatore che contrasta con il cane),
il dente del disconnettore impegna la testa del
cane mentre il grilletto premuto e lo rilascia,
facendolo cos agganciare dalla leva di scat
to del tiro semiautomatico, quando viene me
no la pressione sul grilletto. La leva di scatto
per il tiro a raffica funge, nel tiro semiautoma
tico, solo da sicura automatica perch la te
sta del braccio pi corto non contrasta con il
dente sul cane solo quando lotturatore com
pletamente in chiusura e quindi il braccio pi
lungo della leva pu spostarsi in avanti sot
traendo cos quello pi corto al dente sul ca
ne. Spostando il selettore nella posizione per
il tiro a raffica libera si neutralizza il discon
nettore (il braccio del selettore preme sulla co
da del disconnettore impedendo a questo di
agganciare la testa del cane) e cos, tenendo
il grilletto premuto, funziona solamente la le16

1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)
8)
9)
10)

Cane
Otturatore
Percussore
Portaotturatore
Molla di recupero
Pistone
Gruppo presa gas
Caricatore
Ritegno caricatore
Leva di scatto per raffica - sicura automa
tica
11) Molla del cane e del grilletto
12) Grilletto

parzialmente il movimento retrogrado dellot


turatore. La sicura pu essere inserita anche
a cane disarmato, caratteristica resa neces
saria dalla duplice funzione di sicura e spor
tello antlpolvere ( previsto espressamente dal
manuale sovietico dello AK 47 che larma,
quando non sia necessaria una pronta aper
tura del fuoco, venga tenuta con cane abbat
tuto su camera vuota e sicura inserita per pro
teggere la meccanica da eventuali corpi estra
nei), quando la leva nella posizione di mas
sima elevazione larma in sicura, scenden
do si incontra prima la posizione per il fuoco
a raffica e poi quella per il tiro semiautomati
co. Un particolare degno di nota della catena
di scatto che cane e grilletto sono caricati
da un unica molla multifunzionale ricavata da
pi fili ritorti invece che da un unico filo di ac
ciaio armonico di robusto spessore. Questo
tipo di molla era gi stato usato sullo Stg. 44
e dopo molti anni in cui stato impiegato so-

va di scatto per il tiro a raffica che garantisce


il necessario ritardo tra chiusura dellottura
tore e caduta del cane (se il cane si abbattes
se in concomitanza alla chiusura dellottura
tore difficilmente partirebbe il colpo perch es
sendo in movimento sia cane che percusso
re, alloggiato nellotturatore, la differenza di
velocit relativa raramente sarebbe bastante
ad originare una sufficiente energia cinetica
del cane) sottraendo il braccio pi corto al den
te ricavato vicino al perno di rotazione quan
do quello pi lungo si sposta in avanti non es
sendo pi contrastato dal portaotturatore al
momento In cui lotturatore va in chiusura. Con
l'arma in sicura il braccio del selettore bloc
ca completamente dlsconnettore e grilletto
(vedi disegno) impedendo ogni movimento
della catena di scatto mentre la leva di coman
do del selettore (che nella posizione di mas
sima elevazione) chiude ogni possibile acces
so ad eventuali corpi estranei ed impedisce
17

GRUPPO DI SCATTO DELLO AK 47 CON SELETTORE IN POSIZIONE DI RAFFICA

A) Con grilletto in posizione di riposo


B) Con grilletto premuto

1)
2)
3)
4)
5)
6)

Braccio del selettore


Disconnettore
Grilletto
Cane
Leva di scatto per il tiro semiautomatico ( di pezzo col grilletto)
Leva di scatto per il tiro a raffica - sicura automatica che impedisce lo sparo se l'otturatore
non completamente in chiusura.
18

ASSONOMETRIA DEL GRUPPO DI SCATTO CON SELETTORE IN POSIZIONE DI SICURA


1)
2)
3)
4)
5)
6)

Selettore
Disconnettore
Grilletto
Cane
Leva di scatto per il tiro semiautomatico
Leva di scatto per il tiro a raffica - sicura automatica

Levetta a bitancere di fermo del caricatore


de llAK47 e derivati.

retta, il risultato quello di bloccare larma fi


no a quando qualche anima buona non rie
sce a togliere il caricatore forzato in posizio
ne innaturale.
Le mire dello AK 47 sono costituite da una
tacca di mira di sezione quadrata montata su
un braccio dotato di un cursore che pu es
sere regolato per distanze da 100 a 800 metri
oppure, quando lalzo nella sua posizione
pi bassa, per il tiro da combattimento con
trassegnato dal simbolo n (P in cirillico). Com
pleta il sistema di mira un mirino montato su
rampa sopra la volata e protetto da orecchie;
le mire dello AK 47 non sono regolabili sul
campo, normalmente questa operazione vie
ne effettuata in fabbrica agendo sul mirino che
pu essere regolato in elevazione ed azimuth.
Il mirino montato su un barilotto che pu ve
nire spostato lateralmente e la sua parte in
feriore costituita da un cilindro filettato e
aperto lungo un diametro per i 3/4 della sua
altezza; in questo modo la met inferiore del
cilindro risulta elastica e forza leggermente
nella filettatura sul barilotto in .modo da non
potersi allentare con le vibrazioni. Per il tiro
in condizioni di scarsa illuminazione lo AK pu
essere dotato di un sistema di mire fosfore
scenti costituito da due dischetti; il mirino vie
ne montato su una rampa modificata, ribal-

10 sulle armi sovietiche o a queste ispirate ve


de ora un utilizzo massiccio da parte di diver
si fabbricanti; fino a poco tempo fa si ritene
va che lunico vantaggio di una molla ricava
ta da fili ritorti fosse il minor costo di fabbri
cazione mentre da alcuni anni diversi tecnici
sembrano convinti che il filo di questo tipo dia
maggiori garanzie di resistenza allo snerva
mento.
Un particolare di importanza apparentemen
te limitata ma che invece dovrebbe essere
sempre tenuto nella massima considerazione
il ritegno del caricatore, quello dello AK
ancora oggi tra i migliori In assoluto (robusto,
sicuro e facile da usare anche per i mancini)
ed allepoca della sua realizzazione era sicu
ramente il migliore In assoluto. La semplice
levetta a bilancere offre molte caratteristiche
positive (non ultima quella di essere facilmente
realizzabile per stampaggio ad un costo ve
ramente infimo) ed ha un solo aspetto nega
tivo, aspetto che dipende pi dalla stupidit
umana che da altro: il caricatore, quando vie
ne inserito, deve prima essere impegnato dalla
parte anteriore e poi fatto rotare verso il gril
letto fino a quando il ritegno non entra nella
sua sede sul caricatore; pu accadere che
qualche tacchino cerchi di inserire a forza
11caricatore senza rispettare la procedura cor
20

guardamano. La tacca graduata fino ad 800


metri per gli AK 47 e fino a 1.000 per gli AKM.
Su entrambe le armi il simbolo indica la po
sizione per i tiro di combattimento daO a cir
ca 300 metri; questa posizione serve per una
mira approssimativa quale quella che viene
usata nei combattimenti reali su distanze re
lativamente contenute.

La tacca di mira per gli AK, qui riprodotta as


semblata e scomposta nelle sue componen
ti, ha una base di forma complessa che viene
saldamente collegata a llarma essendo inve
stita sulla canna (e spinata) ed entrando nel
la fresatura apposita sulla parte anteriore del
fusto nello AK 47 (sullinterno nello AKM). La
levetta sulla destra della base per la tacca ser
ve da ritegno alla parte superiore dellastina

I
21

Mirino pe rA K 47 (ed AKM) assemblato e par


ticolari del mirino vero e proprio e del barilot
to sul quale lo stesso viene avvitato. Il barilot
to pu essere spostato lateralmente (regola
zione in azimuth) mentre avvitando e svitan
do il mirino si regola il punto di impatto in ele
vazione. La rampa per il mirino viene investi
ta e spinata sulla canna; una boccola in vola
ta la trattiene saldamente in posizione.

22

Il fusto dello AKM un semplice scatolato ad U al quale vengono fissate tutte le parti necessa
rie (inserto - guardia grilletto - ritegno caricatore - chiusura posteriore) mediante ribattini. La
chiusura posteriore serve anche da interfaccia col calcio e ve ne sono di due tipi diversi: per
la versione a calcio fisso (A) e pe r quella a calcio ribaltabile (B).
niche di stampaggio delle lamiere e larma ri
sultante stata un successo enorme la cui
evoluzione continua ancora oggi.
Convinto, giustamente, che stupido cam
biare un cavallo vincente, Kalashnikov deci
se di adottare, per lo AKM, una meccanica so
stanzialmente invariata rispetto a quella del
lo AK 47; infatti, con leccezione di alcune va
rianti di dettaglio su parte dei pezzi compo
nenti la catena di scatto e laggiunta di un ri
duttore di cadenza, la meccanica dello AKM
identica a quella dello AK 47.
Anche se qualche esperto dice che i fu
sti in lamiera stampata non assicurano il mas
simo della robustezza questa asserzione sol
tanto meteorismo verbale ed inoltre la scato
la di culatta (nelle armi in cui il fusto diviso
in scatola di culatta e scatola di scatto) o il fu
sto nel suo insieme non devono sopportare
nessuno stress derivante dalle chiusure (le
ventuale problema potrebbe essere casomai
quello della usura, problema che si pu pre
sentare anche con fusti macchinati, per non
parlare di quelli gettati, se stata fatta una
scelta errata per i materiali e/o i trattamenti
termici) ad eccezione del punto dove queste
lavorano, per questo motivo gli otturatori ro
tanti vanno in chiusura o in un prolungamen
to della canna oppure in un manicotto molto
robusto collegato al fusto. Nello AKM stata
scelta la seconda soluzione e cos il fusto

tabile e quando non viene usato st in posi


zione abbattuta lungo la canna; la tacca vie
ne agganciata alla normale tacca per il tiro
diurno mediante una linguetta elastica; quan
do sono in opera, le mire per il tiro notturno
coprono completamente le altre.
Ad eccezione delle mire per il tiro in condi
zioni di scarsa illuminazione lo AK 47 non ha
altri accessori, mancano completamente bipiede, attacchi per ottiche, compensatore,
spegnifiamma, lanciagranate e, in generale,
tutti quegli accessori che accompagnano i fu
cili d assalto di produzione occidentale; addi
rittura manca lattacco per la baionetta che
sempre stato un feticcio intoccabile per tutti
gli eserciti (lattacco stato introdotto con lo
AKM ma in questo caso la baionetta serve an
che come tagliatili), lunica concessione fatta
alla adattabilit dellarma per diversi usi stato
il calciolo ribaltabile che ricorda molto quello
delle MP 38/40.
Lo AK 47 un arma splendidamente costrui
ta ed in questo trova la sua forza ma anche
molti dei suoi limiti (proprio come il nostro
MAB; era il migliore fra tutti i mitra coevi, re
sistente a tutto durava una vita ma costava un
pozzo di soldi) e per questo motivo i sovietici
decidevano, nel 1959, di ritentare la carta del
fusto in lamiera stampata con lo AKM (Modernizirovannyi Avtomat Kalashnikova) ma que
sta volta avevano ormai padroneggiato le tec
23

4
L'inserto macchinato e trattato termicamente la parte del fusto che subisce gli stress delle
chiusure; sarebbe stato possibile (meglio dire sarebbe oggi possibile, visto lo stato di arretra
tezza in cui versava a llepoca l industria sovietica) fare a meno d e llinserto guadagnando in
peso ma perdendo in durata dell'arma. Anche oggi, nonostante i progressi della tecnica, una
soluzione del genere preferibile quando si voglia privilegiare la durata de llarma.
denza al ritmometro risultata identica sia per
AK47 che per AKM (non 600 colpi al primo co
me molti asseriscono ma 800). Oltre alle dif
ferenze gi viste (fusto - catena di scatto - tac
ca di mira) lo AKM si discosta dallo AK 47 per
luso di calciatura in legno laminato invece che
di massello, lintroduzione dellattacco per la
baionetta, i fori di sfiato del gruppo presa gas,
le nervature di irrigidimento sul coperchio del
fusto, e la finitura superficiale della quasi to
talit deH'arma. La sostituzione del massello
di faggio con una calciatura realizzata in la
minato porta tre vantaggi: minor costo, mag
gior stabilit agli elementi atmosferici, peso in
feriore. La finitura esterna dello AKM data
da fosfatazione, parimenti tostatati sono por
taotturatore ed otturatore; sullo AK 47 l'esterno
era brunito mentre otturatore e portaotturato
re erano lasciati in bianco; sia sullo AK 47 che
sullo AKM, lanima e la camera di cartuccia
sono cromati a spessore. Esternamente lo
AKM si distingue a colpo docchio dallo AK 47
per il fusto in lamiera stampata caratterizzato
dalla profusione di rivetti e dalla presenza di
due piccoli infossamenti di forma ellissoidale
(una ellisse molto schiacciata) proprio nel pun
to (sopra il caricatore) in cui nello AK 47 com
paiono due rilievi di forma rettangolare; un al
tra caratteristica di immediata acquisizione
la presenza (sullo AKM) di due nervature sul-

un semplice scatolato a forma di U, formato


con lamiere spesse 1 millimetro, al quale ven
gono poi fissati (mediante ribattini) il pezzo
stampato che chiude posteriormente il fusto
e serve da interfaccia col calcio, guardia del
grilletto e ritegno caricatore, inserto macchi
nato e trattato termicamente. Linserto allog
gia i recessi per le alette di chiusura dellot
turatore e di fronte a questi ricavato un ma
nicotto filettato al quale viene avvitata la can
na; nella parte superiore dellinserto viene
macchinato uno zoccolo per la tacca di mira,
questultima la stessa della RPK ed quin
di graduata da 100 a 1.000 metri oltre ad avere
la posizione per il tiro di combattimento indi
cata col simbolo n
Ladozione del fusto in lamiera stampata ha
comportato la modifica di alcune componenti
della catena di scatto, modifica che stata so
lo di dettaglio ad eccezione della soppressio
ne del disconnettore sostituito da un ridutto
re di cadenza (che ovviamente svolge anche
la funzione di disconnettore); questo stato
un passo sulla cui utilit e saggezza mi per
metto di esprimere qualche dubbio: un unico
pezzo virtualmente indistruttibile stato so
stituito con una combinazione di 5 parti, tutte
singolarmente pi piccole e fragili del discon
nettore originale, che costano di pi e non ser
vono assolutamente a niente visto che la ca
24

la astina, nervature destinate a migliorare la


presa della mano per meglio contrastare il ri
levamento durante il tiro a raffica. Sempre per
meglio contrastare il rilevamento nel tiro a raf
fica e per diminuirne la dispersione (in verit
la distorsione nel tiro a raffica una delle ca
ratteristiche meno entusiasmanti dello AK 47
/ AKM a causa dellangolo di calcio troppo ac
centuato, delle non indifferenti masse in mo
vimento e della mancanza di un compensa
tore-freno di bocca) sugli AKM delle ultime se
rie viene montato un compensatore dalla for
ma caratteristica (vedi foto) che dovrebbe ser
vire a contrastare la tendenza a spostare il ti
ro in alto e verso destra tipica degli AK.
AK 47 ed AKM sono stati riprodotti in enor
me quantit (fra originali e copie intorno
ai 50.000.000 di esemplari) ed hanno una dif
fusione vastissima accompagnata da una fa
ma di affidabilit a prova di bomba. Che il di
segno di Kalashnikov abbia non pochi pregi
indiscutibile ma gli AK sono stati alquanto
mitizzati e, pur essendo fra i migliori fucili das
salto in assoluto, anche quando vengono pa
ragonati ad armi di concezione molto pi re
cente, non possono certo venire considerati
privi di difetti.

Nessuno pu mettere in dubbio gli eccel


lenti standards costruttivi delle armi di Kala
shnikov, lintelligenza di molti accorgimenti
particolari (canna e camera cromate, molla del
cane e del grilletto, smontaggio da campo sen
za attrezzi, ritegno del caricatore, durata e ro
bustezza di tutte le componenti, espulsione
angolata di 45 in avanti, ecc.) e la ormai pi
che accertata sicurezza di funzionamento in
ogni condizione, sicurezza che non pu pre
scindere dalla pulizia dellarma come molti er
roneamente credono; un AK pi tollerante,
allaccumulo di depositi ed allingresso di corpi
estranei, rispetto a molte armi della sua cate
goria ma esiste un limite a tutto e la mancan
za di pulizia e lubrificazione manda a pallino
anche la meccanica dei Kalashnikov.
Su nessuno degli AK, delle loro copie o delle
armi derivate (ad eccezione degli M70 yugoslavi) presente un hold open per lotturato
re a caricatore vuoto, questa mancanza pu
risultare disastrosa in combattimento (che
gaudio puntare il fucile su un bersaglio e sen
tire lo scatto a vuoto!) ed scomoda (manca
un qualsiasi marchingegno che tenga lottu
ratore in apertura) quando si voglia dare so
lamente una scovolata di emergenza alla can
na (ad es. per eliminare corpi estranei o ac
qua) senza smontare larma oppure sempli
cemente controllare lo stato della canna. La
leva della sicura-selettore scomoda da azio
nare a mani nude e quasi impossibile con ma
ni guantate oppure sulle versioni con calcio
ribaltabile quando questo non esteso. Il mo
vimento del selettore provoca un rumore ben
avvertibile che pu mettere sullavviso il ne
mico; un poco come il ping del Garand quan
do espelle la clip vuota avvertendo cos tutti
che il fucile scarico.
AK ed AKM non possono montare alcun ti

rre n o di bocca dell'AKM.


25

Il Kalashnikov indissolubilmente legato al


l'immagine del guerrigliero: nella foto un vec-

chio manifesto dell'Organizzazione per la Li


berazione della Palestina.

po di ottica di mira o di apparati per il tiro not


turno e losservazione; se una volta questo era
un difetto veniale, oggi con limportanza data
da tutti i principali eserciti al combattimento
notturno (lArmata Rossa , fra tutti, uno di
quelli che pi cura il problema e risulta molto
strano che non abbia provveduto a mettere in
linea un attacco standardizzato per le sue ar
mi) ed il progresso nello sviluppo di apparati
ad intensificazione di luminescenza, infrarosso
passivo ed immagine termica (apparecchia
ture ormai molto diffuse e la cui diffusione
destinata ad aumentare progressivamente vi
sto labbassamento dei costi in rapporto alle
prestazioni) lindisponibilit di uninterfaccia
standard tra ottiche (intendendo con questo
termine anche le apparecchiature optroniche
per il combattimento notturno) ed AK vera
mente un grosso problema.
AK 47 ed AKM hanno una cadenza dichia
rata di 600 colpi al primo nel tiro a raffica, spa
rano una cartuccia con relativamente scarsa
energia di rinculo e sono alquanto pesanti (so
pratutto lo AK 47 che pesa pi di 4.600 gram
mi scarico) rispetto alla munizione impiegata.
Sembrerebbero condizioni ideali per riuscire
a contenere la dispersione della raffica, in real
t l'angolo di calcio abbastanza accentuato
(che peraltro risulta utilissimo nel tiro istinti
vo dalla spalla), le notevoli masse in movimen-

to, la mancanza di una qualsiasi forma di com


pensatore in volata (presente solo sugli AKM
delle ultime serie produttive e sulla cui reale
efficacia lecito avanzare qualche dubbio vi
sto anche il fatto che lo AKM pi leggero del
lo AK 47 pur avendo le stesse masse in movi
mento) ed il condotto dei gas privo di ogni pos
sibilit di regolazione della portata (se il flus
so dei gas deve essere sufficiente ad assicu
rare un corretto funzionamento anche in con
dizioni limite, quando larma ben pulita e lu
brificata il flusso risulta eccessivo ed il funzio
namento sar pi violento del necessario) por
tano ad una dispersione della raffica superio
re a quanto ci si potrebbe attendere dal con
nubio arma cartuccia, dispersione che per lo
AK 47 (pi stabile dello AKM senza compen
satore) si situa sui livelli, non proprio entusia
smanti, dei fucili dassalto in 7,62 NATO. La
mancanza di un freno di bocca si fa ulterior
mente sentire se si considera che sulle armi
occidentali questi aggeggi sono usati anche
per il lancio delle granate, cosa questa pre
clusa a tutti gli AK con leccezione di una spe
ciale versione polacca (e di alcune armi deri
vate dagli AK ma prodotte al di fuori dei pae
si del Patto di Varsavia).
Anche se non immuni da difetti i fucili di Ka
lashnikov sono comunque ottime armi (alle
poca in cui sono entrate in servizio erano si26

AK47 Smontato.

che di altre fonti di approvigionamento: Ango


la, Afghanistan, Albania, Bulgaria, Cambogia,
Cile, Congo, Cuba, Indonesia, Iraq, Laos,
Mongolia, Marocco, Nicaragua, Pakistan, Si
ria, Vietnam, Yemen (per alcuni di questi Paesi
gli AK sono uno dei risultati di un passato flirt
con Mosca; a riprova della qualit dellarma
da notare che i fucili sovietici sono mante
nuti in servizio anche quando lattuale Gover
no ferocemente antisovietico e dispone di
altre ottime armi). Un caso a parte Israele,
dispone di ingenti quantit di AK 47 ed AKM
che hanno il grandissimo pregio di non esse
re costati una lira essendo preda bellica; gli
Israeliani sono rimasti tanto soddisfatti degli
AK che li hanno adottati per le loro FF.AA. e
ne hanno fatto la base per lo sviluppo del Ga
li!.
Levoluzione delle armi di Kalashnikov non
si fermata con lo AKM (AKMS nella versio
ne con calciolo ribaltabile), da questo sono sta
ti derivati RPK ed SVD; quando si deciso di
mutare il calibro per adeguarsi ai progressi del
munizionamento lo AKM servito come ba
se per lo AK 74 (AKS 74 con calciolo ribalta
bile) e per la relativa arma di squadra, lo RPK
74. Vedremo di seguito, in maniera dettaglia
ta, gli sviluppi sovietici e, pi en passant, quel
lo che stato fatto allestero prendendo a mo
dello AK 47 ed AKM.

diram ente il miglior armamento che si pote


va dare ad un fante) facilmente riproducibili
da chi disponga di una sia pur modesta orga
nizzazione industriale (ovviamente il grado di
abilit del fabbricante conta molto e le armi
sovietiche sono superiori a molte delle loro co
pie su licenza), se a questo si aggiungono le
particolari condizioni che stanno talvolta alla
base dello loro adozione (obbligo virtuale per
i Paesi appartenenti al Patto di Varsavia o co
munque nellorbita di Mosca, cessione a con
dizioni di estremo favore, non disponibilit di
altre fonti) si comprende come queste armi ab
biano una diffusione irrepetibile che da sola
basterebbe per fare degli AK un fenomeno uni
co nel settore delle armi individuali. AK 47 e
derivati autoctoni sono stati o vengono prodotti
in: U.R.S.S., Cina, Finlandia, Germania est,
Ungheria, Corea del Nord, Polonia, Romania,
Yugoslavia. Gli AKM, la cui produzione richie
de una pi sviluppata organizzazione indu
striale, vengono prodotti in: U.R.S.S., Germa
nia Est, Polonia, Ungheria, Romania, Egitto,
Corea del Nord. Se la lista dei produttori im
pressionante, ancora pi impressionante
quella degli utilizzatori maggiori che non ne
sono produttori (un elenco completo degli uti
lizzatori non produttori, anche trascurando i
vari movimenti di guerriglia, virtualmente im
possibile) e vede Paesi che dispongono an
27

IV
GLI SVILUPPI IN UNIONE SOVIETICA

RPK.

Kalashnikov un grande progettista, tanto


grande che, a partire dallo AK 47, tutti i fucili
d assalto, le armi di squadra e le GPMG cal.
7,62 x 54 introdotti in servizio nellArmata Ros
sa sono stati progettati da lui. Sicuramente,
oltre alla bont del disegno, ha giocato anche
la comunanza di parti e luniformit di adde
stramento (quella politica dei piccoli passi che
i sovietici seguono fin dal 1945 per tutto ci
che riguarda gli armamenti terrestri e, in mi
sura minore, anche gli altri) ma questo non to
glie niente (anzi aggiunge) alla abilit di quello
che sicuramente uno dei pi grandi tecnici
del settore armiero.
Anche se la sua comparsa ufficiale del
1966 (parata del I maggio sulla Piazza Ros
sa) la Mitragliatrice Leggera Kalashnikov
(Ruchnoi Pulemet Kalashnikov - RPK) sicu
ramente di progettazione ben anteriore. Tutti
sono concordi nello affermare che lo AKM
monta la stessa tacca di mira della RPK, ma
se la progettazione dello AKM viene fatta ri
salire al 1959 e la sua produzione in serie
immediatamente successiva, come possibile
che sia stata adottata la tacca di mira di un
arma ancora a venire? Visto il fatto che RPK
ed AKM differiscono praticamente solo per il
fusto rinforzato della RPK, la lunghezza della

canna (che anche di maggior diametro), il


diverso calcio e la presenza del bipiede sulla
RPK, avanzerei lipotesi che le due armi sia
no state sviluppate contemporaneamente co
me un vero sistema d arma nel quale si fat
to il maggior uso possibile delle stesse com
ponenti, anche a scapito delle prestazioni del
larma di squadra.
La denominazione ufficiale della RPK di
mitragliatrice leggera ma in realt larma di Ka
lashnikov un fucile mitragliatore fra i meno
capaci di erogare fuoco a raffica sostenuto
sparando ad otturatore chiuso e non essen
do niente di pi che un fucile dassalto a can
na pesante. Pur disponendo di caricatori pri
smatici da 40 colpi o a tamburo da 75 (ovvia
mente pu essere usato anche il caricatore
standard da 30 colpi degli AK) e sparando con
una cadenza teorica di 660 colpi al primo lo
RPK (uso il maschile perch un fucile mi
tragliatore) non capace di sparare a raffica
pi di 80 colpi al primo, questo per i problemi
di autoaccensione derivanti dal surriscalda
mento della camera di cartuccia, surriscalda
mento al quale non si pu ovviare (se non con
stracci imbevuti d'acqua) in alcun modo visto
che lo RPK spara ad otturatore chiuso, non
ha canna intercambiabile e, fra una serie e lal28

RPK Smontato.

tra, impossibile tenere l'otturatore in aper


tura per la mancanza di un qualsiasi holdopen. La canna dello RPK pi lunga di quella
dello AKM e questo fatto ha richiesto lo spo
stamento in avanti del gruppo di presa gas ed
il conseguente allungamento del pistone; stu
pisce che non si sia provveduto allaggiunta
di un sistema di regolazione del flusso dei gas
perch con un unica regolazione si obbli
gati ad avere un flusso dei gas eccedente le
necessit deHarma pulita (eccedenza neces
saria per consentire il corretto funzionamen
to ad arma molto sporca e/o in climi rigidi) con
un conseguente funzionamento alquanto vio
lento, violenza che diminuisce solo con il pro
gressivo accumulo di residui della combustio
ne. La violenza del funzionamento ad arma
pulita porta ad un aumento della dispersione
nel tiro a raffica, dispersione che non avreb
be alcun bisogno di ulteriori aggiunte visto che
gi le masse in movimento sono aumentate
rispetto a quelle dello AKM (pistone pi lun
go) e lo RPK un arma relativamente legge
ra per il suo ruolo oltre a mancare compietamente di un qualsiasi compensatore freno
di bocca (non adottato forse per la gi ecces
siva lunghezza deHarma). Il bipiede dello RPK
non dei pi riusciti: manca ogni possibilit

di regolazione e la sua posizione, in prossi


mit della volata, interferisce col regime vibra
torio della canna oltre a limitare severamen
te il campo di tiro orizzontale. Molto meglio sa
rebbe stato applicare il bipiede in posizione
baricentrica eventualmente su un prolunga
mento ad hoc del fusto o almeno in corrispon
denza del gruppo presa gas dove maggiore
la rigidit dellinsieme; purtroppo la posizio
ne del bipiede vincolata dalla geometria del
larma e dalla lunghezza dei caricatori prisma
tici da 40 colpi che, gi cos, limitano leleva
zione della volata; pi comodo da usare (e pi
capiente) il caricatore a tamburo da 75 col
pi che per pi soggetto a rotture e malfun
zionamenti oltre ad essere di lungo e difficol
toso riempimento (si deve anche tener presen
te che ogni arma ha solo un caricatore a tam
buro di dotazione). Un ulteriore difetto del bi
piede montato sullo RPK che la sua ecces
siva altezza (lo ripeto, necessaria per poter
usare i caricatori da 40 colpi) costringe il sol
dato ad una posizione di tiro innaturale e sco
moda (la testa deve stare troppo in alto) che
inoltre aumenta l'esposizione del tiratore al
fuoco nemico ed impedisce il corretto controllo
del calcio con la mano che non impugna lar
ma. Nonostante i manuali dellArmata Rossa
29

prevedano, per le armi di squadra e per quel


le di appoggio, che durante II fuoco si debba
tenere la sinistra (la destra per un mancino)
sul calcio e nonostante la conformazione del
calcio sullo RPK (conformazione voluta pro
prio per offrire alla mano un punto dove affer
rare Il calcio), lalto blpiede ed il lungo carica
tore rendono quasi impossibile questo tipo di
impugnatura su terreno completamente piat
to; in questo caso lo RPK deve essere Impu
gnato come un normale fucile in modo da po
ter appoggiare I gomiti sul suolo per poter te
nere la testa e la parte superiore del busto sol
levati a sufficienza. Per completare le dolenti
note sui perversi effetti del blpiede si deve ri
cordare che la possibilit di trattenere il cal
cio durante il tiro a raffica particolarmente
utile su quelle armi che, come lo RPK, hanno
la parte posteriore del calcio diritta e con cal
ciolo metallico; in questo modo diventa neces
sario riaggiustare il calcio alla spalla tra una
raffica e laltra vista la mancanza di un qua
lunque accorgimento che permetta un pi sta
bile accoppiamento tra calcio e spalla.
Le mire dello RPK sono identiche a quelle
dello AKM; vista la portata pratica di circa
500/600 metri, la tacca di mira regolabile da
100 a 1.000 metri alquanto ottimistica ed
inoltre, considerate le prevedibili distanze di
combattimento, probabile che verr fatto lar
go uso della posizione di combattimento,
contrassegnata dal simbolo fi e buona per un

30

puntamento approssimativo da 0 a 300 me


tri; oltre alla posizione di combattimento le
mire dello RPK hanno un altro accorgimento
molto utile: un sistema di mire ribaltabili, per
il tiro in condizioni di scarsa illuminazione, co
stituito da due dischetti fosforescenti. un si
stema semplice e robusto che permette solo
un puntamento approssimativo ma la sua uti
lit di notte o comunque quando c poca lu
ce risulta inestimabile. Oltre alle mire fosfo
rescenti i sovietici hanno sviluppato, In que
sti ultimi anni, un attacco che consente luso,
sullo RPK, degli apparati allinfrarosso attivo
NSP-2 e PPN-2 oltre a quelli ad intensificazio
ne di luminescenza che lArmata Rossa sta
iniziando a mettere in servizio. Per quanto pos
sa sembrare strano i sovietici hanno svilup
pato una versione con calciolo ribaltabile dello
RPK, lo RPKS; questa arma nata per le esi
genze dei reparti paracadutisti e per II tiro dal
linterno dei BMP, infatti su tutti i BMP dovreb
be essere presente una postazione riservata
allo RPKS mentre le altre sono per gli AKMS.
Al pari del suo fratello minore AKM, lo
RPK un arma di robustezza a tutta prova,
capace di funzionare in condizioni che man
derebbero In tilt molti altri fucili mitragliatori
e gli aspetti negativi che lo RPK presenta so
no il frutto di una scelta precisa: armi robu
ste, con elevata sicurezza di funzionamento
e che possono essere fatte funzionare da
chiunque sappia usare lo AK 47 o lo AKM. La

vengono sostituiti, fondi permettendo, da VCI


dotati di robusto armamento).
In conclusione lo RPK un arma che non
andrebbe bene per gli eserciti occidentali (di
versamente strutturati rispetto allArmata Ros
sa) ma risponde appieno alle esigenze di quelli
orientali e dei movimenti di guerriglia forag
giati da Mosca (in questo caso la rusticit, la
facilit di manutenzione e l'uniformit con gli
AK fanno premio su qualsiasi altra conside
razione).

scelta sovietica molto logica se si tiene conto


che, nellArmata Rossa sono a disposizione
miriadi di GPMG e di mitragliatrici pesanti de
stinate ad appoggiare la fanteria, fanteria che
inoltre combatte sempre (fin quando uma
namente possibile) con l'appoggio dei BMP
dai quali sbarcata e i VCI sovietici dispon
gono di armamento pesante ed articolato che,
fino a poco temffc) fa era ben superiore alle
classiche 12,7 o 7,62 NATO montate sui VTT
occidentali (oggi, anche in occidente i VTT
31

SVD
I sovietici hanno sempre avuto una grande
tradizione nelluso dei tiratori scelti e durante
la II Guerra Mondiale hanno impiegato interi
reparti di questi specialisti (alcuni di questi re
parti erano composti interamente da donne)
con risultati eccellenti. I tiratori scelti sovieti
ci degli anni 40/45 erano armati con una spe
ciale versione del Mosin-Nagant denominata
M1891/30 e camerata, come il normale M
1891, per la cartuccia 7 ,6 2 x5 4 R balisticamente simile al 7,62 NATO e quindi capace
di impegnare, in mano a personale altamen
te addestrato, bersagli fino al limite dei 1.000
metri. Per circa 25 anni lArmata Rossa ha te
nuto in servizio gli M 1891/30 e solo sul finire
degli anni 60 sono pervenute in occidente al
cune informazioni su un nuovo fucile destinato
a sostituirli. Larma che ha rilevato leredit
del 1891/30 lo SVD (iniziali delle parole russe
che significano fucile semiautomatico Dragunov) meglio conosciuto come Dragunov tout
court; lo SVD mantiene la munizione del
1891/30 ed questa una scelta logica consi
derando le buone caratteristiche balistiche del
la 7,62 x 54 R ed il fatto che, meno logicamen
te avendo bossolo rimmed, la stessa viene im
piegata sulle GPMG dellArmata Rossa (attual
mente la serie PK, ennesimo disegno di Ka
lashnikov). Bisogna dire che per progettare il
Dragunov non si sono spremuti troppo il cer
vello essendo questo fucile una copia pantografata dello AKM con incorporate tutte le mo
difiche del caso. La 7,62 x 54 R considere
volmente pi prestante della 7 ,6 2 x3 9 e di
conseguenza ha maggior energia di rinculo ol
tre a lavorare con una pressione massima su
periore e ad avere pi spostata in avanti lor
dinata massima della curva di erogazione del
le pressioni. A causa del cambiamento di mu
nizione e della canna pi lunga stato neces
sario rivedere lotturatore ed il portaotturato
re (simili ma non identici a quelli dello AKM)
e spostare in avanti il gruppo di presa gas. La
revisione del gruppo di otturazione e lallun
gamento del pistone (resi necessari anche dal
la maggior lunghezza della cartuccia) avreb
bero comportato un ulteriore aumento delle
gi elevate masse in movimento con un con
seguente importante spostamento del centro
di gravit durante il tiro (lo SVD pesa 4,385
grammi con ottica e caricatore vuoto, pochini
in assoluto per uno sniper semiautomatico di
ventano insufficienti con masse in movimen
to come quelle che ci sarebbero usando un
pistone a corsa lunga), spostamento assolu
tamente deleterio per il tiro di precisione. Per
ridurre le masse in movimento si abbando32

i
H

Fucile da tiratore scelto SVD (Dragunov).

Regolazione della valvola che controlla il passaggio dei gas sullo SVD. sufficiente il rim di
un bossolo per spostare il regolatore liberando o chiudendo un foro di sfiato; a foro aperto
minore la pressione del gas che agiscono sul pistone.

I
!

nato 1 pistone a corsa lunga che stato so


stituito da uno a corsa breve di peso conte
nuto. Il pistone a corsa breve riceve un forte
impulso dai gas, spillati attraverso la valvola
di passaggio, e va a colpire con forza il por
taotturatore facendolo retrocedere e ritornan
do poi In avanti sotto la spinta di una molla
antagonista. Il portaotturatore, durante il suo
movimento retrogrado provoca, attraverso una
pista a camme, lo sblocco dellotturatore che
retrocede solidalmente col portaotturatore fi
no a fondo corsa comprimendo la molla di re
cupero, questa, quando si distende, spinge in
avanti il gruppo portaotturatore otturatore che
estrae una cartuccia dal caricatore, la Intro
duce in camera e va in chiusura. Lotturatore
compie la rotazione che assicura la chiusura
solo dopo aver camerato la cartuccia ed il por
taotturatore termina la sua corsa in avanti so
lamente dopo che lotturatore andato In chiu
sura. Questo schema di funzionamento, ripre
so da quello degli AK, assicura lassenza di
inconvenienti durante la cameratura della car
tuccia e garantisce contro la partenza di col
pi se lotturatore non saldamente in chiusu
ra; infatti, pur se morfologicamente diversa da
quella degli AK (dove serve anche come leva
di scatto per il tiro a raffica) presente una
sicura automatica che sblocca il cane solo
quando il portaotturatore arrivato a fondo

corsa. Oltre alla sicura automatica, tutta la ca


tena di scatto, per quanto mutuata concettual
mente da quella dello AK 47, stata rivisitata
tenendo a mente la necessit di uno scatto pri
vo di grattamenti, filature e corse a vuoto e che
parta con pressione non eccessiva: il cane
stato modificato nella zona dove viene aggan
ciato dalla leva di scatto, parimenti modificati
sono disconnettore, leva di scatto (ora artico
lata sul grilletto e non pi di pezzo con que
sto) e grilletto, non c' pi un unica molla che
carica cane e grilletto, stata sostituita con
due separate per poter diminuire la forza eser
citata sul grilletto. Per la prima volta su un ar
ma individuale sovietica presente un siste
ma di regolazione dei gas; il regolatore ha due
diverse posizioni (che possono essere sele
zionate usando il rim di una cartuccia): una
per il tiro ad arma pulita (in modo da evitare
il funzionamento violento che caratterizza, con
la meccanica non imbrattata, le armi senza
possibilit di regolazione del flusso) e laltra
da usare in presenza di un forte accumulo di
depositi e/o con clima molto rigido.
Ad una prima occhiata il Dragunov pu sem
brare come un accozaglia di parti messe in
sieme senza molto riguardo per il risultato fi
nale; la realt ben diversa ed il fucile sta
to oggetto di un attento studio ergonomico vol
to per anche al contenimento del numero to33

Spegnifiamma dello SVD Dragunov, questo spegnifiamma agisce anche come compensatore
perch delle cinque aperture, praticate lungo il corpo dello spegnifiamma, tre sono rivolte ver
so l alto e quindi risulta maggiore la quantit di gas proiettata in alto di quella proiettata in
direzione infero-laterale. Notare l assurdit del ritegno per la baionetta.

tale di parti e della loro complessit. Un esem


pio I calcio: non completamente regolabile
come quelli di alcuni snipers occidentali, ri
sulta per molto comodo per la stragrande
maggioranza degli utenti (in realt lunica for
ma di regolazione quella relativa al poggiaguancla che pu anche essere completamen
te eliminato) e la combinazione impugnatura
a plstola-grilletto-guardia consente luso di
guanti Invernali senza eccessivi patemi (a chi
obietta che non si usano i guanti con un ar
ma da cecchinagglo rispondo di provare a far
lo con 20 gradi sotto zero!). Complemento in
dispensabile per uno sniper semiautomatico
un compensatore, quello del Dragunov ser
ve anche come spegnifiamma ed caratteriz
zato dalle 5 lunghe aperture longitudinali at
traverso le quali escono parte del gas che
spingono la palla; due aperture sono orienta
te verso il basso e tre verso lalto in modo che
i gas esercitino una spinta maggiore dallalto
verso il basso contrastando il movimento a sa
lire della volata. Lo spegnifiamma del Dragu
nov particolarmente riuscito essendo uno dei
pochi che riescono a fungere anche da com
pensatore senza alterare la traiettoria della
palla e non avendo sfiato dei gas normale ri

spetto al suolo (su terreno sabbioso i gas che


escono verso il basso tendono a sollevare pol
vere e sabbia ostruendo la linea di mira e ren
dendo pi visibile la posizione del tiratore, la
mancanza di uno sfiato normale al suolo di
minuisce la quantit di polvere sollevata e fa
si che questa non sia immediatamente sotto
la canna ottenendo perci un minor disturbo
della linea di mira). Lascia perplessi che, sul
lo spegnifiamma del Dragunov, sia riportato
lattacco per la baionetta, totalmente Inutile ed
anche dannoso (sparare con la baionetta ina
stata porta ad un deciso mutamento del regi
me vibratorio della canna e quindi del punto
di impatto) su un fucile di precisione.
Un fucile di precisione deve avere come ne
cessario complemento un ottica adeguata, Il
cannocchiale PS0-1 montato sul Dragunov,
per quanto si discosti dai tipi occidentali (con
siderati i migliori fra tutti) sicuramente ade
guato all'uso previsto e presenta aspetti mol
to interessanti. Lingrandimento stato limi
tato a 4X in modo da consentire anche un Im
piego rapido, su brevi distanze, relativamen
te comodo mentre il campo visivo di 6 al
livello delle realizzazioni occidentali cosi co
me allo stesso livello sono i trattamenti delle

Windage knob

Sun sh'ptd

E l e v a t io n k n o b
E ye shield

Len^ rao

H p t'C u ie la m o

Battery

h o u s in g /

Si ght

R p firlp

ba se

\
Te le s c o p e

s ^ v iirh

s ig h t

catch

Ottica di mira PSO-1 a 4 ingrandimenti montata sul Dragunov.

lenti per diminuire lassorbimento di luce. Il re


ticolo pu essere illuminato, la fonte di ener
gia costituita da una piccola batteria a sec
co alloggiata nella parte posteriore della ba
se per lottica e la lampadina che illumina il
reticolo facilmente sostituibile (basta svita
re il coperchio dellalloggiamento). Il reticolo
regolabile, a seconda della distanza di tiro,
in maniera molto semplice: usando il reticolo
distanziometrico ricavato nell'ottica (reticolo
tarato sullaltezza media di un uomo, circa m.
1,70) si ricava la distanza del bersaglio (da 100
a 1.000 metri sono le distanze misurabili col
reticolo) e si sposta il reticolo di mira agendo
sulla rotella che ne comanda lelevazione fi
no a quando il numero che corrisponde alla
distanza misurata (da 1 a 10) non allineato,
sulla scala della rotella, con la tacca di riferi
mento. possibile (almeno in linea teorica) im
pegnare bersagli anche a distanze eccedenti
i 1.000 metri ed inferiori a 1.300: con il retico
lo tarato per i 1.000 metri (10) si usano i riferi
menti (a forma di accento circonflesso) posti
sotto al riferimento normalmente usato; sono
presenti 3 riferimenti (1.100,1.200, 1.300 me
tri) e si usa la parte superiore del riferimento
per mirare alla distanza desiderata. Owiamen-

te le distanze superiori ai 1.000 metri devono


essere stimate o misurate con altri strumenti
cos come devono essere stimate o altrimen
ti misurate quelle distanze non previste dal re
ticolo distanziometrico. Se, ad es., il bersaglio
alla distanza di 850 metri il tiratore sa sola
mente che deve sparare ad un punto compre
so tra gli 800 ed i 900 metri. In questo caso
il reticolo di tiro viene regolato sugli 800 me
tri e lelevazione aggiuntiva semplicemen
te stimata ad occhio. Siamo lontani dalle raf
finatezze delle ottiche da sniping fabbricate
in alcuni paesi occidentali e lidea di impegna
re bersagli a distanze eccedenti i 1.000 me
tri, per giunta con un ottica 4X, alquanto pe
regrina, anche senza tener di conto degli ef
fetti del vento che, gi avvertibili su distanze
ben inferiori, rendono impervio il tiro a 1.000
metri con combinazioni arma cartuccia di ben
altra prestanza (nelle gare sulle 1.000 yards
che si tengono negli S.U. il .308 Winchester,
balisticamente sovrapponibile al 7,62 x 54 R,
viene considerato marginale proprio a cau
sa dei problemi connessi con il vento). Un ac
corgimento semplice da realizzare ma che
contribuisce non poco alla comodit del tira
tore il manicotto a soffietto, realizzato in
35

SVD Smontato.

moda da usare, di facile manutenzione, robu


sta e tollerante, ma le sue vere prestazioni nel
lo snlping devono essere ridimensionate;
esperimenti condotti con armi catturate (dal
Vietnam al Libano) hanno dimostrato che, sul
le lunghe distanze, le capacit della combi
nazione SVD / PSO-1 sono inferiori a quelle
dei pariclasse occidentali (ad es. gli sniper HK
basati sul G3 o il sistema americano M 21 co
stituito da uno M14 opportunamente modifi
cato e dallottica ART) ed ancora di pi lo so
no nel confronto con gli sniping rifles ad ottu
ratore girevole scorrevole dellultima genera
zione. Resta per il fatto che lo SVD entra
to In servizio prima di parecchi dei suoi con
correnti occidentali e fa parte di un completo
sistema darma comprendente AKM ed RPK
con ovvi vantaggi sul piano della standardiz
zazione e delladdestramento; ha poi un so
stanziale vantaggio su qualsiasi sniping rifle
occidentale: distribuito in grandi quantit ai
reparti dei Paesi orientali e viene inoltre usa
to praticamente da tutti coloro che hanno adot
tato AK 47 ed AKM (esemplari di fabbricazio
ne sovietica oppure riprodotti in loco, magari
con qualche modifica).

gomma tenera, al quale si appoggia locchio


di chi spara: previene disturbi causati da in
terferenze esterne (ad es. un lampo lumino
so di fianco al tiratore) e d automaticamente
(quindi rapidamente) la corretta distanza fo
cale. Un accessorio del PSO-1 era utilissimo
quando lottica stata distribuita ai reparti so
vietici ma ha perso oggi molta della sua utili
t; questo accessorio un detector di emis
sioni infrarosse che consente di prendere la
mira al buio su uno sniper avversario quanto
questo usi un sistema allinfrarosso attivo. Og
gi gli eserciti occidentali usano sistemi di mi
ra ad intensificazione di luminescenza (altri,
ancora pi evoluti, come quelli che sfruttano
limmagine termica, sono pronti per la distri
buzione) ed hanno quasi abbandonato i siste
mi allinfrarosso attivo. Anche la possibilit di
usare il PSO-1 in combinazione con un desi
g n a to r allinfrarosso (ventilata da organi di
intelligence occidentali ma non accertata si
curamente) oggi di utilit limitata in un even
tuale conflitto contro eserciti dotati di mate
riali moderni: il designatore sarebbe subito
esposto al fuoco nemico!
Il Dragunov ha sempre goduto di una gran
de fama in buona parte meritata: larma co
36

AK 74
In occidente solo ora ci stiamo faticosamen
te avvicinando alladozione comune di una ve
ra munizione intermedia mentre i Paesi orien
tali sono gi standardizzati da molti anni sul
la 7,62 x 39; il bello della situazione che da
noi ladozione di una cartuccia intermedia di
piccolo calibro stata e viene ferocemente
osteggiata mentre i sovietici, quatti quatti, han
no sviluppato ed iniziato a distribuire una nuo
va arma dassalto basata sulla cartuccia
5.45 x 39. Le prime notizie sul nuovo munizio
namento hanno iniziato ad arrivare al di qua
della Cortina di Ferro verso la met degli an
ni 70. In principio gli analisti dei Servizi di In
telligence occidentali hanno ritenuto che la
5.45 fosse una munizione a carattere poco pi
che sperimentale e, al pi, destinata a fucili
d assalto da dare in dotazione solamente ai
paracadutisti e ad altre truppe speciali. Pren
dendo a metro le vicissitudini occidentali ci si
chiedeva perch i sovietici dovessero disfar
si di milioni e milioni di ottimi fucili d assalto
gi camerati per una vera munizione interme
dia che, per quanto inferiore al .223 (allepo
ca M 193 ed oggi, dopo una leggera cura ricostituente, 5,56 NATO STANAG 4172) era
tatticamente superiore, come munizione per
fucile dassalto, al pur balisticamente ottimo
7,62 NATO (cartuccia splendida per una
GPMG o un arma da cecchinaggio ma incom
patibile con un vero fucile dassalto per la trop
po elevata energia di rinculo, il peso e le di
mensioni delle armi che la devono impiega
re) che costituiva allora la munizione pi im
piegata sui fucili d assalto dellAlleanza Atlan
tica. Contrariamente alle previsioni degli
esperti occidentali i sovietici hanno iniziato ad
immettere in servizio grosse quantit dello AK
74 (questa la denominazione della nuova ar
ma) con il preciso scopo di sostituire gradual
mente tutti gli AKM dei reparti di prima linea,
ovviamente gli alleati dellU.R.S.S. non potran
no che uniformarsi al comportamento del
Grande Fratello ed quindi prevedibile, per
il binomio AK 74 - 5,45 x 39 un successo ana
logo a quello degli AK e della 7,62 x 39; suc
cesso che sar dettato da considerazioni po
litiche prima che tecniche e prescinder dal
le pur elevate qualit della combinazione ar
ma cartuccia.
Definire nuovo lo AK 74 forse una esage
razione perch, nellottica della continua evo
luzione del materiale in dotazione, sempre se
guita dallArmata Rossa, il fucile di cui ci oc
cupiamo un derivato dello AKM e si diffe
renzia da questo solo per quelle modifiche che
sono state necessarie nel passare al calibro

.3

37

minore e la presenza di un voluminoso com


pensatore freno di bocca. A llesterno le due
armi si differenziano solamente per il compen
satore, il caricatore ed una fresatura longitu
dinale nel calcio, fresatura di cui sfugge la ra
gione e si pu ipotizzare che sia stata aggiunta
per aumentare la riconoscibilit dello AK 74
rispetto allo AKM. Il caricatore dello AK 74
realizzato in materiale sintetico, molto robu
sto, sicu nellalimentazione, leggero ed ov
viamente , on pu arrugginire; di uno scon
certante colore rosso ruggine che non contri
buisce certo alla mimetizzazione e risulta un
ottimo punto di riferimento per sparare addos
so ad un soldato armato di AK74. Non com
prendo il motivo della strana colorazione da
ta al caricatore e l'Ipotesi, avanzata da pi par
ti, che il caricatore sia stato colorato in rosso
per impedire che venga confuso con quello
dello AKM mi lascia alquanto perplesso per
ch non credo proprio che i militari sovietici
siano tutti dei mongoloidi (oltre al fatto che un
caricatore identico e disponibile da qualche
anno, anche per gli AKM. Secondo chi ha po
tuto provare a fondo lo AK 74, Il compensatorefreno di bocca che viene montato su questo
fucile uno dei pi riusciti e permette un fuo
co a raffica sostenuto senza eccessive disper
sioni della stessa. Il freno di bocca funziona

facendo urtare i gas in fase di espansione con


tro una superficie plana posta nella parte an
teriore, In questo modo i gas vengono defles
si allindietro e spingono l'Insieme in avanti rlducendo cos il rinculo del fucile. Per ridurre
il rilevamento viene fatto uso di tre aperture
circolari poste nella met anteriore del freno
e ricavate su un arco di circa 180 con laper
tura centrale In corrispondenza del piano pas
sante per lasse di simmetria. Un inconvenien
te dei freni di bocca che i gas deflessi van
no a finire in direzione del tiratore, questo pro
blema stato in gran parte risolto attraverso
lapertura di alcune piccole fessure attraver
so le quali escono gas ad alta pressione che
vanno ad interferire con quelli deflessi verso
il tiratore. Il freno di bocca-compensatore dello
AK 74 sembrerebbe praticamente perfetto ma
in realt presenta tre inconvenienti: non con
sente il lancio di granate, da una vampata ter
rificante e, cosa ben pi grave, rumorisissimo per quelli che stanno sui lati del tiratore
e proietta, verso gli stessi, eventuali residui
della combustione. Considerando lo scarso
peso che i sovietici hanno sempre annesso al
fattore uomo, illuminante il fatto che su rivi
ste specializzate, dove vengono trattati i pro
blemi della sanit militare, alcuni autori han
no espresso la loro preoccupazione per la pos38

Guerrigliero afgano munito di AK 74 con installata un ottica di mira.


tore pi leggero e leggermente modificato (con
una corrispondente modifica nel portaottura
tore) per impedire che, in sede di smontag
gio, lotturatore possa cadere separandosi in
volontariamente dal portaotturatore quando
lintero complesso viene separato dal fusto.
Un altra piccola modifica sullo AK 74 costi
tuita dallestrattore che, rispetto a quello del
lo AKM (che ha sempre goduto fama di relati
va fragilit), stato considerevolmente ingran
dito ed irrobustito. Al pari dello AKM esiste una
versione con calcio ribaltabile anche dello AK
74, questa versione si chiama AKS-74 ed ha
un calcio ribaltabile lateralmente realizzato in
lamiera stampata; il calcio viene ripiegato sul
fianco destro dellarma e non interferisce col
movimento della sicura contrariamente al cal
cio di vecchio modello.
Lo AK 74 il tipico frutto della politica evo
lutiva seguita dai sovietici in molti settori del
larmamento, con poca spesa si ottenuta
unarma abbastanza al passo con i tempi sen
za niente perdere delle caratteristiche positi
ve possedute dalle armi di vecchio modello e
senza complicare il problema (gravosissimo
per un esercito enorme come quello sovieti-

sibilit che continue sedute di tiro con lo AK


74 possano provocare sordit o comunque
danni alludito di coloro che risultino esposti
prolungatamente alle onde d urto causate la
teralmente dallo AK 74 e che stiano in un rag
gio di 2/3 metri dal compensatore. Infatti il
compensatore dello AK 74 fonte di estremo
disturbo per i vicini mentre non d alcuna noia
al tiratore. In ogni caso, pur se il problema dal
la troppo marcata segnatura acustica pu es
sere fonte di gravi inconvenienti anche in com
battimento perch indica chiaramente la po
sizione del tiratore (oltre al baccano non in
differente, lo AK 74 si segnala per la sostan
ziosa vampa globulare in volata, vampa che
viene stimata come tripla rispetto allo AKM),
i sovietici hanno fatto un deciso passo in avanti
visto che lo AK 74 viene accreditato di rincu
lo e rilevamento al livello di un .22 L.R. e que
sto risulta particolarmente utile sia in combat
timento che in fase di addestramento delle re
clute. La conversione di personale gi adde
strato sugli AKM non crea il minimo proble
ma perch le due armi sono virtualmente iden
tiche per quanto riguarda la meccanica e, can
na a parte, l'unica differenza sta nellottura39

co) delladdestramento. Che lo AK 74 sia su


periore a tutti i fucili d assalto occidentali at
tualmente in servizio o prossimi ad esserlo,
una fola messa in giro dai soliti esperti
sempre pronti a dare una patente di eccellen
za assoluta a tutto quello che viene messo in
servizio dallArmata Rossa. La munizione im
piegata balisticamente inferiore alla ormai
obsoleta M193 (V900 m/s. palla da 53 gra
ni, Energia alla bocca 142 Kgm.) anche se
montando una palla concettualmente assimi
labile a quella del 5,56 NATO STANAG 4172
dovrebbe avere migliori effetti terminali (pal
la intrinsecamente instabile per spostamento
indietro del centro di massa ma ben stabiliz
zata in volo da una rigatura con passo molto
corto, 1/196 m m , dotata di penetratore in ac
ciaio) rispetto alla vecchia cartuccia america
na. Come portata utile la 5,45 x 39 s colloca
sui livelli della M193 ma, rispetto a questo, ha
una traiettoria meno radente anche se pi te
sa di quella della vecchia 7,6 2x39 ; il tiro a
distanze fino a 3/400 metri dovrebbe risulta
re pi facile con la nuova 5,45 che con la 7,62
ma in ogni caso il comportamento in volo, la
capacit di penetrazione in tutti i materiali, la
reale portata utile e lenergia cinetica a tutte
le distanze sono ben inferiori a quelle della
nuova 5,56 NATO. Solo riguardo alla letalit
a breve distanza la 5,45 si colloca su livelli as
similabili a quelli della 5,56 NATO ma, allaumentare della portata, la munizione occiden
tale (che ha una maggiore velocit alla boc
ca ed una palla con miglior Sd e minor Cx) ri
sulta ben superiore anche riguardo a questo
parametro. Per quanto riguarda larma vera
e propria indiscutibile che lo AK 74 sia uno
tra i migliori fucili dassalto ma affermare che
superiore alle ultime armi occidentali mi
sembra quanto meno esagerato ed impruden
te: manca la raffica limitata, non si possono
lanciare bombe da fucile, manca compietamente uninterfaccia standardizzata con otti
che di mira o strumenti di puntamento e ricer
ca al buio, sotto laspetto ergonomico lo AK
denuncia tutto il peso dei suoi anni (sicuraselettore, calcio, ecc.). Anche sotto laspetto
costruttivo e, reggetevi forte, della affidabili
t generale, lo AK 74 comincia a sentire il pe
so degli anni; dalla sua ha indubbiamente il
bassissimo costo (sia in termini industriali che
di addestramento) che stato necessario per
passare dallo AKM allo AK 74 e non esclu
dibile che sia possibile riconvertire al nuovo
standard anche parte degli AKM gi in servi
zio. Ancora una volta lo AK 74 un arma di
ottime caratteristiche generali e costituisce il
miglior compromesso a cui poteva arrivare
lArmata Rossa nella cui ottica la scelta dello
40

sione RPKS 74 con calcio metallico ribaltabi


le; non si capisce lutilit di questa versione
se gi il normale calcio ribaltabile; esiste co
munque la possibilit che questo apparente
mistero sia dovuto allincertezza da parte de
gli analisti occidentali e che una delle due ver
sioni sia stata abbandonata.
Al presente i dati a disposizione sullo RPK
74 sono pochi ed alquanto confusi e non
escluso che i sovietici stiano pensando a qual
che cosa di nuovo come la versione a canna
intercambiabile di cui da tempo si parla. Vi
sto il sistema costruttivo del fusto, una versio
ne a canna intercambiabile dello RPK 74 non
dovrebbe essere eccessivamente difficile da
realizzare con impegno relativamente scarso,
altrimenti si pu essere sicuri che, conside
rando la linea evolutiva seguita in preceden
za, larma verrebbe irrevocabilmente cassa
ta dagli uffici competenti dellArmata Rossa.
Anche nel caso dello RPK 74 vale quanto
detto a proposito dello AK 74, larma valida
in assoluto e validissima nellottica di impie
go sovietica ma, in un confronto testa a testa,
risulta complessivamente inferiore agli analo
ghi modelli occidentali dellultima generazio
ne (anche solo restando in Italia il Beretta AS
70/90 superiore come fucile mitragliatore e,
salendo di uno scalino come spettro di impie
go, il Franchi/HK LF 23 E una vera mitra
gliatrice leggera cosa che lo RPK 74 non sa
r mai nonostante il nome), resta per il fatto
che lo RPK 74 viene distribuito in grosse quan
tit mentre le armi occidentali cominciano solo
ora a vedere un timido inizio di impiego su sca
la non ridotta (Minimi).

AK 74 quanto di pi felice fosse possibile


fare (lo stesso discorso valido anche per gli
alleati di Mosca siano essi stati sovrani o mo
vimenti di guerriglia); da questo a dire che lul
timo Klashnikov quanto di meglio disponi
bile al mondo ne corre parecchio!
R P K 74

Continuando nella logica ferrea che ha sem


pre governato levolversi dei loro armamenti
i sovietici hanno affiancato allo AK 74 la sua
versione fucile mitragliatore: RPK 74 che, co
me lo RPK, , pi che altro, una versione a
canna pesante del fucile dassalto e quindi in
capace di erogare fuoco a raffica sostenuto
per lunghi periodi. Al pari dello RPK anche lo
RPK 74 spara ad otturatore chiuso e non di
spone neanche del caricatore a tamburo del
fratello maggiore, quindi limitato agli scomo
di caricatori da 40 colpi (gli unici in dotazione
allo RPK 74) e pu usare quelli da 30 del fu
cile. Tutte le osservazioni fatte sullo RPK so
no valide ad eccezione della controllabilit nel
tiro a raffica che risulta sicuramente superio
re grazie alla nuova munizione che ha minor
energia di rinculo e richiede inferiori masse
in movimento, inoltre il nuovo fucile mitraglia
tore dotato di freno di bocca (simile a quel
lo degli M16) diverso da quello dello AK 74 per
non aumentare a dismisura la gi notevole lun
ghezza dellarma. Particolare interessante del
lo RPK 74 il calciolo convenzionale che
stato reso ribaltabile sul fianco destro dellarma; stranamente sembra (i dati sullo RPK 74
sono molto sommari) che esista anche la ver

RPK Smontato.
41

42

AKR

Dalla Seconda Guerra mondiale i sovietici


non hanno pi costruito nuovi mitra e quelli
ancora in dotazione a vari corpi armati del
blocco orientale sono reliquie di 40 anni fa.
Una volta tanto sembra che gli errori degli al
tri non abbiano insegnato niente ai sovietici
i quali si sono imbarcati nella rischiosa Impre
sa di sviluppare un mitra basato sulla mecca
nica e la cartuccia del fucile dassalto. Gi la
vampata dello AK 74 impressionante e pas
sando da una canna lunga 40 centimetri (AK
74) ad una lunga solo 20 (AKR) i risultati ini
ziali devono essere stati estremamente sod
disfacenti per coloro che vogliono un piccolo
lanciafiamme. Poich non era nellIntenzione
di Kalashnikov lo sviluppare un lanciafiamme
ma, molto pi prosaicamente, un mitra, stato
necessario inventare un qualche marchinge
gno per ridurre la vampa di bocca. Il marchin
gegno sviluppato per lo AKR costituito da
uno spegnifiamma conico montato al termine
di una camera di espansione che dovrebbe
produrre due effetti: subitaneo calo pressorio
prima che la palla lasci la volata (In realt la
parte terminale dello spegnifiamma) in modo
da ridurre la pressione del gas nel gruppo di
presa gas (troppo vicino alla camera di car
tuccia) e flemmatizzazione dei gas infiamma
ti in modo da ridurre vampata e segnatura acu
stica. Sia la vampata che la segnatura acu
stica sono gi molto rilevanti sullo AK 74 e sul
lo AKR, nonostante lo spegnifiamma, devono
essere spettacolari ed anche le prestazioni
della 5,45 risultano considerevolmente ridot
te. Sparare una munizione ad alta velocit e
piccolo calibro, come la 5,45 sovietica o la M
193, in una canna corta una cosa priva di
senso perch, anche trascurando la vampa
ta ed II botto colossale (cosa inammissibile vi
sto il fastidio che arrecano), le moderne mu
nizioni per fucile d assalto fanno conto proprio
sulla velocit, velocit che perdono, pi di al
tre cartucce con maggior calibro, accorcian
do la canna; la canna dello AKR stata dra
sticamente accorciata e ci si pu tranquilla
mente chiedere a cosa serva tutto quellaccrocco rispetto al quale un tranquillo mitra cal.
9 Para costa meno, meno ingombrante e pe
sante, si controlla meglio (mi riferisco ad un
mitra dellultima generazione), ha portata pra
tica superiore nel tiro a raffica ed effetti di ba
listica terminale sovrapponibili o forse supe
riori. La logica che ha governato l'adozione
dello AKR deve essere ricercata nel deside
rio di portare la standardizzazione al pi alto
livello possibile. Fusto, catena di scatto, por
taotturatore ed otturatore sono gli stessi del

lo AK 74 con ovvie economie di scala nella fab


bricazione e nessun problema di addestra
mento per quanto riguarda la meccanica del
larma. Oltre alle modifiche rese necessarie
dall'accorciamento della canna (gruppo pre
sa gas, pistone, astina, spegnifiamma) sullo
AKR la tradizionale tacca di mira degli AK
stata sostituita con due fogliette abbattibili ta
rate per 200 e 400 metri (che ottimisti!), il co
perchio stato incernierato nella sua parte an
teriore ed il caricatore stato sostituito con
uno che presenta una costolatura di rinforzo
anteriore. Il calcio dello AKR, ribaltabile, lo
stesso dello AKS 74.
Indiscutibilmente lo AKR stato ottenuto
con poca spesa, non complica il problema del
munizionamento n quello delladdestramento
ma resto convinto che lArmata Rossa sareb
be stata meglio servita da un vero mitra, ma
gari in 9 Makarov se non si voleva aggiunge
re una nuova munizione. Gi altri eserciti (ad
es. quello USA) hanno ceduto alla chimera di
un mitra derivato in foto dal fucile d assalto
e sparante la stessa munizione, ogni volta
stato un fiasco ed ormai nessun fabbricante
occidentale si balocca pi con canne da 20
centimetri (il limite inferiore sembra sia stato
scelto intorno ai 30 centimetri per le versioni
corte dei fucili dassalto) pur disponendo di un
munizionamento meno sensibile agli accorcia
menti di canna (5,56 NATO). Quando si vuo
le disporre di un arma molto compatta luni
ca scelta possibile sembra essere il munizio
namento da pistola (in occidente slamo favo
riti dallaver scelto leccellente 9 Parabellum)
ed anche volendo mantenere la pi elevata
standardizzazione possibile si pu sempre ri
correre ad un mitra 9 Para derivato dal fucile
dassalto ma con chiusura labile come il nuo
vo Colt calibro 9 che ha destato non poco in
teresse da parte dellArmy (in altri casi, ad es.
HK, i mitra derivati dai fucili d assalto ne con
servano addirittura il ritardo di apertura oppor
tunamente tarato).

AKR: lato destro, lato sinistro e smontato. Di


quest'arma sono disponibili pochissime imma
gini.
43

V
I DERIVATI DEGLI AK
DI ORIGINE NON SOVIETICA

Galil la massima espressione a cui si pu


arrivare partendo dalla meccanica AK. Quasi
tutti gli Stati che hanno prodotto lo AKM pro
ducono anche lo RPK (che da questo deri
vato) mentre ci non avviene nei Paesi dove
stato riprodotto lo AK 47. Un caso isolato
il Vietnam che, senza produrre AK 47 o AKM,
produce lo RPK partendo per da un fusto
macchinato come quello dello AK 47; proba
bilmente la fabbricazione degli RPK vietnamiti
iniziata allepoca dellamicizia con la Cina
che pu aver fornito i fusti necessari (la Cina
produce solo AK 47) ed continuata poi au
tonomamente vista la non convenienza di im
piantare una complessa linea di produzione,
forse al di sopra delle possibilit tecnologiche
del Vietnam e comunque non pagante per fab
bricare solo RPK. Fra tutti i Paesi che produ
cono AKM, solo la Corea del Nord ha mante
nuto la catena di scatto dello AK 47 mentre
tutti gli altri hanno optato per quella dello AKM
contenente linutile riduttore di cadenza; non
un caso se israeliani e finlandesi, i pi qua
lificati tecnologicamente fra coloro che han
no rielaborato il disegno Kalashnikov, hanno
adottato la catena di scatto dello AK 47 e non
quella dello AKM.

Addentrarci nel campo delle armi derivate


dagli AK impresa Improba, tante sono le va
riazioni sul tema: si va da piccole modifiche
di dettaglio, come per gli AK 47 cinesi che di
ventano Type 56 solo per minute differenze
nelle fresature sul fusto ed i diversi caratteri
che indicano le posizioni del selettore (contra
riamente a quanto da molti creduto la baio
netta pieghevole presente solo su una par
te dei Type 56), fino a vere rielaborazioni del
larma (Valmet, M70 yugoslavi, Galil, ecc.).
Purtroppo lo spazio tiranno e in questa se
de impossibile affrontare compiutamente
l'argomento, mi limiter quindi a dare qualche
cenno sulle armi pi interessanti premetten
do per alcune osservazioni di carattere ge
nerale. Larma su cui si pi lavorato, al di
fuori deHUnione Sovietica, lo AK 47, fatto
apparentemente strano ma invece molto lo
gico visto che lo AKM richiede una pi svilup
pata capacit industriale. Unica eccezione alla
regola Israele che ha sviluppato il suo Galil
partendo dallo AK 47 ma adottando un nuo
vo sistema di fusione che consente di ridurre
i costi ed i tempi di fabbricazione senza ricor
rere al fusto in lamiera stampata e senza com
promettere la qualit dellarma; al contrario il
44

Tipo 56 (Rep. Popolare Cinese)

GALIL (Israe le).


45

Modello 58 cecoslovacco
Questo fucile particolarmente interessante
perch pur richiamandosi formalmente allo AK
se ne discosta completamente ed l'unico
esempio di fucile d assalto autoctono nei ran
ghi di un esercito del Patto di Varsavia. Cosa
ancora pi stupefacente il Mod. 58 non interoperabile con lo AK perch, pur sparando
la medesima cartuccia, non fa uso degli stes
si caricatori e questi non sono tra loro inter
cambiabili; in realt non esiste un unico pez
zo del Mod. 58 che possa venire usato su un
AK e viceversa, la meccanica delle due armi
profondamente diversa ed un soldato adde
strato con lo AK non sa cosa fare se gli met
tono in mano un Mod. 58. La caratteristica pi
notevole di questo fucile il sistema di chiu
sura che viene attuata con un blocchetto oscil
lante simile a quello della P 38. Sotto la spin
ta dei gas, spillati attraverso il g.p.g., il pisto
ne a corsa breve urta il portaotturatore che ini
zia a retrocedere e, dopo una corsa a vuoto
di 22 mm. (che fa scendere i valori pressori
in canna a livelli di sicurezza), agisce, per il
tramite di un piano inclinato, sul blocchetto di
chiusura sollevandolo e disimpegnandolo dal
le spalle di arresto nel fusto. Il movimento cir
colare del blocchetto non serve solo a disim
pegnare lotturatore ma anche ad aiutarlo nel
lestrazione primaria; la sua faccia anteriore
curva e, contrastando contro una apposita
superficie fa spostare leggermente indietro
lotturatore che, ora completamente libero,
continua a retrocedere trascinato dal portaot
turatore. Anche la catena di scatto comple
tamente originale, non qui possibile esami
narla come meriterebbe, baster ricordare che
a causa della chiusura adottata stato neces
sario far uso di un percussore lanciato; sono
presenti due leve di scatto affiancate e legger
mente sfalsate la destra serve da leva di scatto
per il tiro a raffica ed impedisce lo sparo fino
a quando il portaotturatore non in posizio
ne di riposo mentre la sinistra serve solo per
il tiro semiautomatico. Nonostante abbia il fu
sto completamente fresato il Mod. 58 estre
mamente leggero e questo non contribuisce
certo alla sua controllabilit nel tiro a raffica
visto che manca di un qualsiasi compensatore ed ha una cadenza di tiro pari ad 800 colp
al primo.

Fucile d assalto cecoslovacco Modello 58.


46

47

PMK-DGN-60 polacco
I polacchi hanno riprodotto, pari pari, lo AK
47 (anche per i bulgari) e lo AKM ma leserci
to polacco lunico, fra quelli del Patto, a di
sporre di una particolare versione dello AK 47
capace di lanciare granate da fucile: il PMKDGN-60. Rispetto allo AK 47, la versione spe
ciale polacca stata dotata di una valvola di
arresto del fusso dei gas montata sul g.p.g.,
di un alzo che consente il tiro diretto ed indi
retto delle granate e di un lungo tromboncino
per il lancio della granate polacche F1/N60
(antiuomo) e PGN-60 (anticarro) che, strana
mente, hanno un codolo 0 20 invece del 0
22 adottato universalmente. Per la propulsio
ne delle granate il DGN-60 fa uso di speciali
cartucce a salve che vengono ospitate in un
particolare caricatore da 10 colpi modificato
(con laggiunta di uno spessore interno) in mo
do da non poter assolutamente ospitare mu
nizioni a palla (se impiegate per errore pro
vocherebbero un disastro facendo esplodere
la granata).

5 ,6 m m . K K M P 6 9

In Germania Est sono stati riprodotti AK 47


ed AKM, denominati in loco MPiK (Maschinepistole Kalashnikov) e MPiKM oltre alle rela
tive versioni con calciolo ribaltabile che giun
gono una S alla loro denominazione. Ad ec
cezione di particolari secondari, come la man
canza dellastina di pulizia e del recesso nel
calcio fisso per il kit di pulizia oppure dello stra
no calcio ribaltabile dello MPiKMs, i fucili te
deschi sono copie perfette dei corrisponden
ti sovietici. Unico fucile autonomamente svi
luppato in Germania Est una versione .22
L.R. dello AKM che funziona esattamente co
me loriginale e serve per addestramento al
tiro, marce e tutte quelle forme di familiarizzazione in cui non serva sparare con larma
vera. Il KKMP69 si distingue a colpo d occhio
mancando completamente del gruppo presa
di gas reso superfluo daNuso della chiusura
labile; altro elemento caratterizzante del trai
ner il materiale sintetico usato per calcio ed
impugnatura a pistola; calcio ed impugnatu
ra in sintetico si trovano anche sugli AKM pro
dotti in loco.

PMK-DGN-60.
48

49

M62-76 cal. 7,6 2x39 mm.

M60 / M62 / M76 finlandesi


Prendendo a base la meccanica dello AK
47 i finlandesi (che pure hanno in dotazione
anche AK 47 sovietici e prodotti in loco) han
no fatto di tutto sviluppando pure armi di squa
dra e snipers camerati, al pari dei fucili, an
che per munizioni occidentali come il .223 ed
il .308. Tutto inizi, piuttosto in sordina, con
lo M60, studiato ma non prodotto in serie, co
me sostituito degli AK 47; lo M60 ha dato ori
gine, attraverso modifiche di dettaglio a cal
cio, astina e impugnatura oltre allaggiunta
della guardia al grilletto (mancante sullo M60),
allo M62 ed quindi di questa arma che ve
dremo brevemente la descrizione; anche per
ch dallo M 62 che sono derivati tutti gli al
tri fucili Valmet (parlo solo delle armi militari
perch quelle civili hanno una catena di scat
to simile a quella del Dragunov). Meccanicamente lo M62 ed i suoi derivati non differisco
no dallo AK 47 ma allesterno le differenze so
no ovvie. Calcio, pistola ed astina sono in sin
tetico (il calcio pu essere anche costituito da
un unico tubo metallico ribaltabile sul fianco
destro dellarma); la tacca di mira spostata
sulla parte posteriore del coperchio (questo,
nonostante conservi lo stesso sistema di fis
saggio dello AK 47 pi stabile e pu essere
usato come base per mire metalliche ma non
per ottiche a meno di non fissarlo con viti co
me sul Valmet Petra), in volata presente un
freno di bocca a cui si pu agganciare la baio
netta. La differenza pi notevole tra AK 47 e
Valmet sta nelle modalit costruttive e nono
stante si affermi che il fusto del M62 fresa
to, sarebbe pi corretto dire che il fusto viene
ottenuto per fusione ed eventualmente mac
chinato ove necessario. I pi recenti derivati
dello M 62 adottano un fusto in lamiera stam
pata simile ma non uguale a quello dello AKM;
per significativo come per i modelli in .308
si continui a far ricorso al fusto tradizionale.
Questa scelta pu essere comunque stata det
tata da esigenze di carattere commerciale ol
tre che funzionale.
Come ho gi scritto i finlandesi hanno fatto
di tutto con la meccanica AK: anche un bullpup calibro 5 ,5 6 x4 5 (cartuccia M 193). No
nostante tutto il rispetto che ho per i finlande
si come fabbricanti d armi penso che stavol
ta abbiano clamorosamente tappato. Agli in
convenienti tipici del disegno bull-pup si de
ve aggiungere il coperchio di chiusura adot
tato su tutti gli AK, appoggiarci la guancia per
sparare deve essere un esperienza non pro
prio piacevole ed il tiratore ne viene sicura
mente rintronato oltre ad essere disturbato
non poco dai gas che possono fuoriuscire, vi50

Valmet M82 cal. 5 ,5 6 x 4 5 mm.

Valmet M 76 P cal. 5 ,5 6 x 4 5 mm.

51

sto che il coperchio non a tenuta stagna ed


i gas che escono dalla camera di cartuccia da
qualche parte devono andare. Volendo man
tenere inalterata la meccanica dello AK si ag
giunge anche limpossibilit di variare lespul
sione ( pur vero che lo AK espelle in avanti
ma un mancino ne resta sicuramente frastor
nato se non viene colpito dai bossoli caldi, nel
caso venga colpito.....) e la sicura, se non
stata modificata internamente come sembra,
richiede uno sforzo enorme per essere azio
nata oltre ad essere ancora pi scomoda di
quella gi noiosa dello AK.
Ci sarebbero ancora molte variazioni sul te
ma AK da discutere, come tacere del M 70 e
derivati yugoslavi (unici AK che possono lan
ciare granate ed hanno lhold open), degli
AKM ungheresi oppure del famoso Galil.

Fucile per tiratore scelto Valmet


cal. 7,62 NATO.
52

M70 (Yugoslavia) cal. 7,62 x 39.

M77/82 (Yugoslavia)
versione commerciale
cal. 308 Win.

53

54

AKM Rumeno, differisce da lloriginale sovie


tico solo per l impugnatura anteriore.

55

Per confronto con la precedente arma, l ulti


ma versione dello AKM-S di fabbricazione so
vietica riconoscibile per il rompifiamma.

VI
LA CARTUCCIA DA 7 ,6 2 x 3 9 mm. MODELLO 1943

A questo punto necessario dare almeno


un brevissimo cenno sulla cartuccia 7,62 x 39
M 43, punto di forza e, nello stesso tempo, li
mite principale del Kalasnikov. A llepoca del
la sua introduzione in servizio la M 43 era pie
namente adeguata ai prevedibili impeghi e la
sua traiettoria da arcobaleno, accoppiata ad
una dispersione non proprio da manuale, ve
niva ampiamente compensata dal fatto che i
sovietici non hanno mai fatto conto sul fuoco
mirato da parte delle truppe ordinarie prefe
rendogli il volume di fuoco. Inoltre la bassa
energia di rinculo, se paragonata a quella del
7,62 NATO, consentiva una minore necessi
t d addestramento ed una maggiore control
labilit sia nel tiro a raffica che in quello mira
to. Il contemporaneo 7,62 NATO una muni
zione superba e tutte le armi che lo impiega
no sono meglio strutturate (angolo di calcio e
freno di bocca-compensatore) dello AK per il
tiro a raffica ma la cartuccia NATO ha una
energia di rinculo notevole che, se non proi
bitiva in assoluto, complica notevolmente i pro
blemi di addestramento e di controllabilit del
larma. Pur tacendo dei vantaggi tattici e stra
tegici derivanti dalluso di una munizione in
termedia chiaro che, per le normali distan
ze di combattimento ed in presenza di un for
57

te fuoco di appoggio (come quello di cui go


dono le truppe del Patto) la M43 superiore
alla 7,62 NATO per un uso su fucili dassalto.
Il tempo passa per tutti e distribuisce insegnamenti che, piano piano, entrano anche nelle
teste pi dure; con dieci anni di ritardo sui so
vietici anche gli occidentali hanno iniziato a
produrre armi camerate per munizioni inter
medie e se la M193 americana non era in toto superiore alla M 43 questo risultato stato
finalmente raggiunto per la 5,56 NATO a nor
ma STANAG 4172 con laggiunta che la car
tuccia occidentale pi leggera e richiede me
no materiali strategici della 7,6 2x39 . Il cer
chio si chiuso ed ormai la M 43 denuncia
i segni di una incipiente obsolescenza; i rus
si sono corsi ai ripari con la loro interpretazio
ne della munizione di piccolo calibro ad alta
velocit. I dati teorici paiono confermare la su
periorit della munizione NATO anche nei con
fronti della recente 5,45; sar la prova sui cam
pi di battaglia (purtroppo non mancano mai su
questa tormentata Terra) a dare il responso
finale ma sembra che finalmente, dopo qua
ranta anni dalla fine della guerra mondiale, ar
mi e munizioni occidentali siano superiori ai
contraltari sovietici.

7,6 2 x3 9 M 1943 ordinaria: palla da 122 gra


ni con camiciatura in acciaio decarburato
rivestito in tombacco (sulle palle pi recenti
lacciaio viene sostituito con gilding).
V0720 m/s. - V60 660 m/s. - V100 620 m/s.
- V300 450 m/s. - V500 320 m/s.
7,62 x 39 Tracciante: indicata con punta ver-

Nell'ordine, dallalto: 7,62x25 mm. (7,63 Mau


ser); 9 x 19 mm. (9 Pb); 7,62 x 43 mm. M 43;
7,92x 33 mm. Kurz; 7,62 x 54 mm. R; 8 x 5 7
mm. Js.

58

de e striscia dello stesso colore sulle cas


se (1 ) visibilit del tracciante fino ad 800
metri.
7.62 x 39 Perforante incendiaria: impiegabile
su distanze non superiori ai 300 metri (ma
nuale russo per AK 47) e dotata di nucleo
in acciaio inglobato in quello di piombo
peso della palla e della miscela incendia
ria 118 grani. Strisce rossa e nera sulla pal
la e sulle casse (1) e (2).
7.62 x 39 Incendiaria: la palla, del peso di 102
grani contiene composto incendiario nel
la sua parte anteriore che si frantuma al
limpatto liberandolo. Palla e casse con
trassegnate con una striscia rossa (1).
7.62 x 39 a salve: serve solo per esercitazio
ni e manifestazioni.
(1) Una cassa in legno contiene 1320 col
pi sfusi suddivisi in due contenitori di lamiera
zincata oppure 920 organizzati in clips, anche
questi divisi entro due contenitori di lamiera
zincata.
(2) Il nucleo in acciaio non prerogativa as
soluta delle munizioni perforanti incendiarie,
anche palle delle munizioni ordinarie sono sta
te fabbricate con nucleo di piombo e acciaio.

VII
SMONTAGGIO DA CAMPO DELLO AK 47 E DERIVATI

Ad arma scarica s preme (in avanti e verso il basso) sul ritegno del coperchio (foto 1) fino
a quando questo non raggiunge una posizione dalla quale il ritorno gli precluso da un risalto
sul fusto.

cos possibile sollevarne il coperchio (foto 2). Continuando la pressione sul ritegno del co
perchio (in realt la parte posteriore del guidamolla) lo si disimpegna (foto 3) ed possibile
separarlo dal fusto (foto 4).
59

Basta ora sollevare e tirare indietro portaotturatore ed otturatore (foto 5) che sono facilmente
separabili l uno d a llaltro (attenzione a che ci non accada mentre il gruppo viene estratto dal
fusto).
60

L astina guardamano divisa in due parti e la superiore contiene il tubo di passaggio del pi
stone (il pistone spinato al portaotturatore e quindi, a questo punto gi stato rimosso); agendo
sulla levetta posta alla base dello zoccolo per la tacca di mira, sulla parte destra, si libera l astina che pu venire separata dalla canna (foto 6). Non conviene andare oltre nello smontag
gio da campo anche se, con l ausilio di un cacciaperni, possono essere tolte le spine che bloc
cano percussore (privo della molla antagonista e quindi non cercatela pure rimontando l ar
ma) ed estrattore (foto 7).
61

TABELLA COMPARATIVA DEI DATI TECNICI ESSENZIALI DELLE ARMI DELLA SERIE AK

C a lib r o
V o m /s .
P e s o p a lla in g r a m m i
P r in c ip io d i fu n z io n a m e n to
C a d e n z a d i tir o a r a ffic a
c o lp i al p r im o
P o r ta t a u tile m .
Canna
a) L u n g h e zza m m .
b) R ig a tu r a e p a s s o
L u n g h e z z a to ta le
L u n g h e z z a c o n c a lc io
r ib a lta to - v e r s io n e S
Peso
a ) A r m a s e n z a c a r ic a to r e
b ) C a r ic a t o r e v u o to
c ) C a r ic a t o r e p ie n o (3 0 c o lp i)

AK 47
AKM
AK 74
7 ,6 2 x 3 9
7 ,6 2 x 3 9
5 ,4 5 x 3 9 ,5
710
715
900
7 ,9 1
7 ,9 1
3 ,4 1 5
o t t u r a t o r e r o t a n t e - s o t t r a z io n e d i g a s
6 0 0 (1 )
3 0 0 (2 )

6 0 0 (1 )
3 0 0 (2 )

650
3 0 0 (2 )

414
4 d x /2 3 5 m m .
869 m m.

414
4 d x /2 3 5 m m .
8 7 6 m m . (3 )

400
4 d x /1 9 6 m m .
9 3 0 m m . (3 )

699 m m.

7 0 6 m m . (3 )

4 .3 0 0 g r a m m i
32 2 g ra m m i
8 2 7 g ra m m i

3 .1 5 0 g r a m m i
3 2 2 g ra m m i
8 2 7 g ra m m i

3 .6 0 0 g r a m m i

NOTE
(1 ) E s p e r im e n ti c o n d o tt i n e g li S .U . h a n n o d a to u n a c a d e n z a d i t ir o p a ri a d 8 0 0 c o lp i al
p r im o .
(2 ) L a p o r t a ta u t ile u n a q u e s t io n e v a r ia b ile a s e c o n d a d i t r o p p i f a t t o r i, i d a ti in d ic a ti
v a n n o p r e s i s o lo c o m e in d ic a z io n i d i la r g a m a s s im a .
(3 ) C o n s p e g n ifia m m a .

Marchi riscontrabili su armi della serie AK

,,i< r

J X

1851 r

U -2 2

s 'S r/ N A

A
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A

C D

REP. PO PO LARE
U l'it O t

1962

Q ) < <52> / y

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COREA
DEL NORD

56

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63

IX ;

G E R M A N IA E S T

URSS

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62

B U L G A R IA

P O L O N IA

R O M A N IA

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V IE T N A M

Y U G O S L A V IA

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CECOSI O V A C C H IA

INSERTO REDAZIONALE ALLEGATO A DIANA ARMI N 2 - FEBBRAIO 1986


Direttore Responsabile: Attilio Vallecchi
1986 DIANA ARMI Aut. trib. Firenze N 1870 del 6/11/1967
EDITORIALE OLIMPIA S.p.A. FIRENZE
LE ARMI DI CUI SI PARLA: AVTOMAT KALASHNIKOV
A cura di: VITTORIO BALZI
Stampe Grafiche Consolini - Villanova di Castenaso