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Ebalus di Aquitania

Ebalus d'Aquitania, detto anche Ebles Manzer o Ebles il Pio o Ebalus il Bastardo (870 circa
934 circa) stato un sovrano franco, conte di Poitiers (prima 890-892 e poi 902-934), duca
d'Aquitania (prima 890-892 e poi 927-932) econte d'Alvernia (927-932).

Origine[modifica | modifica wikitesto]


Secondo il monaco e storico, Ademaro di Chabannes, era figlio del duca d'Aquitania, conte di
Poitiers e conte d'Alvernia, Ranulfo II[1] e di una sua concubina di cui non si conosce n il nome n gli
ascendenti[2]; la discendenza confermata anche dal Chronicon Santi Maxentii Pictavinis[3].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]


Nell'890, alla morte del padre, gli succedette nei titoli di duca d'Aquitania e di conte di Poitiers[4].
Nell'890 Ebalus fu fidanzato ad Arenburga come conferma un documento dell'892[5], ma non si ha
conferma della data esatta del matrimonio matrimonio.
Nell'890, Ademaro d'Angoulme, figlio di un precedente conte di Poitiers, Emenone di Poitiers, per
spodestare il giovane conte, Ebalus il Bastardo, tent di impadronirsi della contea di Poitier. Ma Ebalus
riusc a rifugiarsi ad Aurillac, che fu assediata inutilmente da Ademaro[6].
L'impresa gli riusc due anni dopo, quando il re dei Franchi Occidentali, Oddone, assegn la contea di
Poitiers a suo fratello, Roberto (futuro re dei Franchi Occidentali); Ademaro allora riusc ad occupare la
citt e a proclamarsi conte[6]e fu confermato dal re conte di Poitiers, nell'estate dell'895[6].
Ebalus si rifugi in Alvernia presso il conte Guglielmo il Pio, che, in quello stesso anno, ne approfitt
per impadronirsidell'Aquitania, eccetto la contea di Poitiers.
Approfittando dell'assenza di Ademaro, nel 902, con un esercito, messogli a disposizione da Guglielmo
il Pio, conquist Poitiers[4] e poi sconfisse in combattimento Aymar[4]. Il nuovo re di Francia, Carlo il
Semplice (con cui Ebalus era cresciuto, alla corte di Ranulfo II), gli concedette il titolo di conte di
Poitiers, ed a sua volta Ebalus distribu le viscontee del Poitiers ai suoi fedeli.
Nel 904 il re gli confer la contea di Limoges[4].
Nel 910 Ebalus fece parte dell'armata che prese parte ai combattimenti contro i Vichinghi, comandati
da Rollone. La guerra tra Franchi e Vichinghi prosegu anche l'anno successivo e, verso la fine del 911,
i due schieramenti riconobbero la forza reciproca[7] e stipularono il trattato di Saint-Clair-sur-Epte, dove
si convenne che i Vichinghi si sarebbero stanziati nel bacino della Senna, tra Rouen, Lisieux e Evreux,
a patto che rendessero omaggio al re dei Franchi, Carlo, ricevessero il battesimo e si impegnassero a
difendere il regno dei Franchi occidentali o di Francia.
Dopo la morte (918) di Guglielmo il Pio, Ebalus appoggi i successori Guglielmo il Giovane e Alfredo,
che, prima di morire, per il ducato d'Aquitania e la contea di Poitiers, come riportato da Richard, A.
nell'Histoire des Comtes de Poitou (ed. 1903), scelse come erede Ebalus il Bastardo[8], per cui, alla
morte di Alfredo l'Aquitania torn al suo legittimo duca, Ebalus, discendente del casato di Poitiers,
l'Alvernia invece avrebbe dovuto andare al fratello di Alfredo,Bernardo III[9], a cui Ebalus, nel 927, alla
morte di Alfredo, contese la contea. Per cui, oltre al titolo di conte di Poitiers, si attribu i titoli duca
d'Aquitania, conte d'Alvernia[4] e conte del Berry.
Nel 929, il re di Francia, Rodolfo, volendo ridurre la potenza di Ebalus, dapprima gli tolse la contea del
Berry e poi nel932 trasfer i titoli di duca d'Aquitania e conte d'Alvernia al conte di Tolosa Raimondo
Ponzio[4].
Mor probabilmente tra il 934 (anno in cui Ebalus compare ancora attivo in un documento del mese di
gennaio di quell'anno[10]) ed il 935 lasciando il titolo di conte di Poitiers al figlio Guglielmo Testa di
Stoppa.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]


Dalla prima moglie, Aremburga, Ebalus ebbe un figlio:

Guglielmo Testa di Stoppa (900-963), conte di Poitiers[11], duca d'Aquitania e conte d'Alvernia.

Nel (911), Ebalus aveva sposato, in seconde nozze, Emiliana, da cui ebbe un figlio:

Ebalus (ca. 920-977), abate di Saint-Martin e di san Maxentii[12], poi vescovo[11]di Limoges.