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La radioattivit, o decadimento radioattivo, un insieme di processi fisico-nucleari attraverso i

quali alcuni nuclei atomici instabili o radioattivi (radionuclidi) decadono (trasmutano), in un certo
tempo aleatorio detto tempo di decadimento, in nuclei di energia inferiore raggiungendo uno stato
di maggiore stabilit con emissione di radiazioni ionizzanti in accordo ai principi di conservazione
della massa/energia e della quantit di moto. Il processo continua pi o meno velocemente nel
tempo fintantoch gli elementi via via prodotti, che possono essere a loro volta radioattivi, non
raggiungono una condizione di stabilit attraverso la cosiddetta catena di decadimento.

Storia della radioattivit [modifica]


La scoperta dei raggi X avvenne da parte di Wilhelm Conrad Rntgen nel 1895. Nel 1896 Antoine
Henri Becquerel, durante uno studio sulle relazioni intercorrenti tra fosforescenza e Raggi X, scopre
la radioattivit naturale delluranio. Nel 1898 Maria Skodowska (pi nota come Marie Curie) e
Pierre Curie scoprono la radioattivit del polonio e del radio.
Gli esperimenti di Becquerel consistevano nell'esporre alla luce del sole una sostanza fosforescente
disposta su un involucro di carta opaco in cui vi era una lastra fotografica destinata a rivelare
l'emissione non luminosa della sostanza. La scelta cadde sul solfato di uranio che sviluppava una
fosforescenza molto viva. Gli esperimenti mostravano che la lastra fotografica veniva impressionata
dopo una debita illuminazione, il che confermava l'ipotesi di Becquerel. Ben presto per Becquerel
osserv un fenomeno del tutto nuovo e inatteso: si accorse che la lastra veniva impressionata anche
al buio. Becquerel ipotizz che la sostanza continuasse a emettere radiazioni derivate
dall'illuminazione anche dopo la fine dell'esposizione ai raggi solari. Dopo ripetuti esperimenti con
materiali diversi, si verific che le radiazioni non dipendevano dalla caratteristica della
fosforescenza della sostanza ma dal materiale: l'uranio.
Questa scoperta apr un nuovo filone di ricerca orientata a determinare l'eventuale presenza in
natura di altri elementi che presentassero la stessa propriet dell'uranio e soprattutto la natura di ci
che veniva emesso.
Fu Marie Crie che inizi a misurare la radiazione dell'uranio mediante la piezoelettricit, scoperta
dal marito Pierre in collaborazione con il fratello Jacques, facendo ionizzare l'aria tra due elettrodi e
provocando il passaggio di una piccola corrente di cui misurava l'intensit in rapporto alla pressione
su un cristallo necessaria a produrre un'altra corrente tale da bilanciare la prima. Tale sistema
funzion e il marito Pierre abbandon il suo lavoro per affiancare la moglie in tali ricerche. Fu
Marie a proporre il termine radioattivit per indicare la capacit dell'uranio di produrre radiazioni e
dimostr la presenza di tale radioattivit anche in un altro elemento: il torio. Con il marito Pierre,
saggiando il contenuto di uranio della pechblenda al fine di raffinare tale elemento, rilev che alcuni
campioni erano pi radioattivi di quanto lo sarebbero stati se costituiti di uranio puro e ci
implicava che nella pechblenda fossero presenti elementi in quantit minime non rilevate dalla
normale analisi chimica e che la loro radioattivit fosse molto alta.
Il passo successivo fu quello di esaminare tonnellate di pechblenda (delle miniere di Joachimstal in
Cecoslovacchia) che vennero stipate in una baracca nella quale era stata installata un'officina e, nel
1898, isol una piccola quantit di polvere nera avente radioattivit pari a circa 400 volte quella di
un'analoga quantit di uranio. In tale polvere era contenuto un nuovo elemento dalle caratteristiche
simili al tellurio (sotto il quale venne successivamente sistemato nella tavola periodica) che fu
chiamato polonio in onore della Polonia, paese natale di Marie. Tale scoperta fu annunciata dal suo
amico Gabriel Lippmann con una nota all'Accademia delle Scienze di Parigi. L'ulteriore lavoro
conseguente al rilievo che quest'ultimo elemento, il polonio, non potesse giustificare gli alti livelli
di radioattivit rilevati, condusse, sempre nel 1898, alla scoperta di un elemento ancor pi

radioattivo del polonio, avente propriet simili al bario e dal quale fu separato mediante
cristallizzazioni frazionate, che fu chiamato radio per la sua intensa radioattivit. Anche tale
scoperta fu oggetto di una nota scritta in collaborazione con Gustave Bmont che aveva lavorato
con i coniugi Crie. Il resoconto di tale lavoro divenne nel 1903 la tesi di dottorato di Maria
Sklodowska Crie.

Descrizione [modifica]
Stabilit [modifica]
Ogni atomo formato da un nucleo contenente protoni, neutroni e da un numero di elettroni che gli
orbitano intorno, equivalente a quello dei protoni. Essendo tutti carichi positivamente i protoni
tendono a respingersi per via della forza di Coulomb e, se non ci fossero altre forze a tenerli uniti, i
nuclei non sarebbero stabili. A rendere invece stabili i nuclei atomici la cosiddetta forza nucleare
forte.
Quando le forze all'interno del nucleo non sono per perfettamente bilanciate (ovvero il nucleo
instabile) questo tende spontaneamente a raggiungere uno stato stabile attraverso l'emissione di una
o pi particelle.
Molti degli isotopi esistenti in natura sono stabili, per alcuni isotopi naturali e buona parte degli
isotopi artificiali sono instabili. Tale instabilit induce la spontanea trasformazione in altri isotopi
che si accompagna con l'emissione di particelle atomiche. Questi isotopi sono chiamati isotopi
radioattivi, radionuclidi, o radioisotopi. La disintegrazione (o decadimento radioattivo)
trasformazione di un atomo radioattivo che decade in un altro atomo, il quale pu essere anch'esso
radioattivo oppure stabile.
La maggior parte degli isotopi teoricamente possibili instabile, solo una stretta fascia di rapporti
Z/A (numero atomico su numero di massa, cio numero di protoni su somma di neutroni e protoni)
risulta invece stabile. In particolare, per numeri atomici bassi (fino a circa Z=20) sono stabili gli
isotopi che hanno un rapporto Z/A di circa 1/2 (cio hanno lo stesso numero di protoni e neutroni);
per atomi pi pesanti il numero di neutroni deve eccedere leggermente in numero di protoni. Per
Z>82 non ci sono isotopi stabili.

Meccanismo [modifica]

Simbolo che indica il pericolo di radiazioni.

Storicamente (in seguito agli studi di Ernest Rutherford) i decadimenti nucleari sono stati
raggruppati in tre classi principali:

decadimento alfa
decadimento beta
decadimento gamma

A questa prima classificazione, in seguito a ulteriori investigazioni sul fenomeno, si sono aggiunte
l'emissione di neutroni, l'emissione di protoni e la fissione spontanea. Mentre il decadimento alfa e
il decadimento beta cambiano il numero di protoni nel nucleo e quindi il numero di elettroni che vi
orbitano attorno (cambiando cos la natura chimica dell'atomo stesso), il decadimento gamma
avviene fra stati eccitati dello stesso nucleo e comporta solo la perdita di energia.

Tempo di decadimento [modifica]


Il momento esatto in cui un atomo instabile decadr in uno pi stabile ritenuto casuale e
impredicibile. Ci che si pu fare, dato un campione di un particolare isotopo, notare che il
numero di decadimenti rispetta una precisa legge statistica. Il numero di decadimenti che ci si
aspetta avvenga in un intervallo dt proporzionale al numero N di atomi presenti. Questa legge pu
essere descritta tramite la equazione differenziale del primo ordine (in cui la costante di
decadimento):

con questa soluzione (in cui il numero di Eulero):

che rappresenta un decadimento esponenziale. Bisogna notare che questa rappresenta solamente una
soluzione approssimata, in primo luogo perch rappresenta una funzione continua, mentre l'evento
fisico reale assume valori discreti, poich descrive un processo casuale, solo statisticamente vero.
Comunque, poich nella gran parte dei casi N estremamente grande, la funzione fornisce un'ottima
approssimazione.
Oltre alla costante di decadimento
il decadimento radioattivo caratterizzato da un'altra
costante chiamata vita media. Ogni atomo vive per un tempo preciso prima di decadere e la vita
media rappresenta appunto la media aritmetica sui tempi di vita di tutti gli atomi della stessa specie.
La vita media viene rappresentata dal simbolo , legato a dalla:

.
Un altro parametro molto usato per descrivere un decadimento radioattivo dato dalla emivita o
tempo di dimezzamento
. Dato un campione di un particolare radionuclide, il tempo di
dimezzamento ci dice dopo quanto tempo saranno decaduti un numero di atomi pari alla met del
totale, ed legato alla vita media dalla relazione:

Queste relazioni ci permettono di vedere che molte delle sostanze radioattive presenti in natura sono
ormai decadute, e quindi non sono pi presenti in natura, ma possono essere prodotte solo
artificialmente. Per avere un'idea degli ordini di grandezza in gioco, si pu dire che la vita media dei
vari radionuclidi pu variare da 109 anni fino a 106 secondi.
L'insieme degli elementi ottenuti per decadimenti successivi costituisce una famiglia radioattiva. In
natura esistono tre famiglie radioattive principali: la famiglia dell'uranio, quella dell'attinio e quella
del torio.

Fonti di radioattivit [modifica]


La radioattivit presente nell'ambiente pu essere di natura sia artificiale che naturale: il contributo
principale alla dose assorbita annualmente da ciascun individuo deriva dalla radioattivit naturale,
che responsabile di circa l'80% della dose totale. Di questa, circa il 30% dovuta al potassio
(isotopo 40K, generato per irraggiamento del potassio naturale dai raggi cosmici che riescono ad
arrivare al suolo): il 15% al gas radon emanato dal sottosuolo, il 15% dai materiali da costruzione e
il 13% (al livello del mare) dalla radiazione cosmica. Pi si sale in quota, pi la radiazione cosmica
aumenta, perch si assottiglia lo strato di aria che ne assorbe la maggior parte: a 5500 metri di
altitudine la dose annuale assorbita sale a circa il doppio di quella al livello del mare.
Il potassio 40 responsabile di quasi tutta la radioattivit naturale presente all'interno del corpo
umano.
Le fonti artificiali (o tecnologiche) sono principalmente legate all'impiego dei radioisotopi in
medicina a scopo diagnostico (scintigrafia) o terapeutico (Brachiterapia, cobaltoterapia, Terapia
radiometabolica)
Esistono tre forme distinte di radioattivit classificate per modo di decadimento: sono i raggi alfa, i
raggi beta e i raggi gamma. A queste tre forme si aggiungono i neutroni liberi derivanti dalla
fissione spontanea degli elementi pi pesanti. Ognuno di questi tipi di radioattivit ha propriet e
pericolosit diverse. La tabella elenca le forme di radioattivit, le particelle coinvolte, la distanza
percorsa, la capacit di provocare fissione e trasmutazione.
(In fisica nucleare, la trasmutazione un processo che, tramite l' emissione di particelle
subatomiche, porta un atomo instabile (radionuclide) a trasformarsi in un atomo stabile.Ad esempio,
l'uranio (uranio 238), perdendo particelle, si trasforma in elementi meno pesanti, fino ad arrivare al
piombo non radioattivo (piombo 206).Altri esempi di trasmutazione avvengono in condizioni di
pressione e di temperatura critiche altissime per attivare la reazione, che porta alla fusione di due
nuclei (come avviene nel sole o in una stella, a temperature maggiori di 15 mln C).
)
Tipo di
emissione

Raggi alfa

Raggi beta

Distanza percorsa in aria

provoca
trasmutazione

provoca
fissione

He

circa 67 cm

elettroni (beta) e positroni (beta+)

circa 5-7 metri

No

No

Particella

Raggi gamma

fotoni provenienti dal nucleo (onde


elettromagnetiche)

statistica, qualche km

No

No

Raggi X

fotoni provenienti dagli orbitali elettronici


(soprattutto K): onde elettromagnetiche

statistica, qualche km

No

No

Neutroni liberi

neutroni

statistica, da 30 a 300 m

I raggi alfa e beta sono composti di particelle con carica elettrica, perci interagiscono quasi
immediatamente con la materia circostante, e vengono assorbiti quasi tutti entro una determinata
distanza: i raggi gamma e i neutroni invece, elettricamente neutri, vengono assorbiti solo per urto
diretto contro un atomo o un nucleo atomico, e percorrono distanze molto maggiori. Inoltre non
esiste una distanza limite per il loro assorbimento ma vengono assorbiti esponenzialmente: cio,
all'aumentare del cammino percorso dal fascio, "sopravvive" una frazione sempre pi piccola (per
l'impossibilit pratica attuale di misurarla, ma stimata sempre diversa da zero) delle particelle
originarie.

Radiazione secondaria [modifica]


Quando una particella radioattiva viene assorbita, essa trasferisce la sua energia al nucleo o
all'atomo che l'ha catturata, eccitandolo: l'atomo catturatore poi riemette questa energia sotto forma
di una nuova radiazione (raggi gamma o raggi X) o altre particelle (raggi beta o neutroni termici) di
minore energia rispetto a quelle assorbite; inoltre l'impatto di particelle cariche di alta energia
provoca l'emissione di raggi X (per bremsstrahlung, radiazione di frenamento) nel materiale di
assorbimento. Nel progetto di schermature contro le radiazioni sempre necessario tenere conto di
quali tipi di particelle si debbono fermare e di quali emissioni secondarie si avranno.

Schermature antiradiazioni [modifica]


Quanta pi massa concentrata in un dato spazio tanto pi sar probabile che abbia luogo
l'assorbimento di una data particella vagante in quello spazio: questo il motivo per cui in genere si
usa un rivestimento di piombo, molto denso e assorbente, per schermare oggetti, contenitori e
quant'altro dalla radioattivit. Il piombo ha inoltre il vantaggio di essere l'elemento finale del
decadimento dell'uranio e della sua famiglia, quindi nuclearmente molto stabile e poco soggetto a
trasmutarsi, in tempi "umani", in altri elementi.
Fermare completamente emissioni di raggi alfa e beta molto semplice e richiede pochi millimetri
di un qualunque materiale solido o qualche decina di centimetri di aria; un efficace schermo contro i
fotoni costituenti dei raggi X e gamma deve essere pi spesso, e di materiale molto denso, come
acciaio o piombo. Pi complesso invece schermare una radiazione neutronica, poich queste
particelle penetrano e vanno molto in profondit: i neutroni, a seconda della loro energia e del
materiale, possono reagire con i nuclei in diversi modi e per progettare uno schermo efficace si
usano schermature multistrato; la parte interna costruita con materiali pesanti (es. ferro), mentre la
parte esterna con materiali leggeri.

Effetti della radioattivit [modifica]


L'effetto delle radiazioni nucleari su materiale non vivente dovuto sostanzialmente a due cause: la
ionizzazione e conseguente rottura dei legami chimici e la trasmutazione di alcuni nuclei in altri
elementi.

Effetti sui materiali [modifica]


La trasmutazione rende necessaria una attenta scelta degli acciai e delle altre leghe metalliche
destinate a operare in ambienti radioattivi, perch l'accumulo radioattivo ne cambia la composizione
chimica e fisica e pu far loro perdere le necessarie caratteristiche di resistenza meccanica, stabilit
e durata nel tempo, chimica e fisica; anche il cemento va incontro agli stessi inconvenienti, seppure
in modo meno marcato. Inoltre, i nuclei trasmutati sono in parte anch'essi radioattivi; perci il
materiale, se esposto in via permanente alle radiazioni, con il passare del tempo accumula al suo
interno isotopi instabili e diventa sempre pi radioattivo. Questo il motivo principale per cui le
centrali nucleari hanno un limite di vita operativa prefissato (alcuni decenni), al termine del quale
devono essere smantellate.
Inoltre la radioattivit in grado di rendere inutilizzabile un circuito elettronico basato su
semiconduttori, trasmutando gli atomi di silicio e alterando le deboli concentrazioni di elementi
droganti da cui tali componenti elettronici derivano le loro capacit.

Effetti biologici [modifica]


L'effetto biologico dovuto invece in massima parte alle propriet ionizzanti: distruggendo i legami
fra molecole, le radiazioni danneggiano le cellule generando radicali liberi. Ma soprattutto alterano
le grandi macromolecole del DNA e dell'RNA, causando danni somatici e genetici; tale effetto
prodotto principalmente dalle radiazioni gamma, pi energiche e penetranti delle particelle alfa e
beta. Inoltre alterano le funzioni e gli apporti degli oligoelementi nel metabolismo organico.
Il momento in cui le cellule sono pi vulnerabili in rapporto alle radiazioni, quello della
riproduzione (mitosi o meiosi), in cui il DNA in fase di duplicazione, le strutture del nucleo sono
dissolte e gli enzimi che assicurano l'integrit del materiale genetico non possono operare. L'effetto
macroscopico pi vistoso della radioattivit sulle cellule, quindi, il rallentamento della velocit di
riproduzione: le popolazioni di cellule che si riproducono molto rapidamente sono pi vulnerabili di
quelle che lo fanno lentamente. In virt di questo fatto, gli organi pi sensibili alle radiazioni sono il
midollo osseo emopoietico e il sistema linfatico.
A livello dell'intero organismo invece, sia nell'uomo che negli animali superiori si nota un precoce
invecchiamento dell'organismo correlato alla dose totale di radiazione assorbita, sia con forti dosi
istantanee che con l'esposizione prolungata a bassi livelli di radioattivit.
Midollo osseo e sangue [modifica]
il tessuto del corpo umano pi colpito. La prima conseguenza dell'irraggiamento la diminuzione
dei globuli bianchi nel sangue (leucopenia), seguita dalla diminuzione delle piastrine, che causa le
emorragie e, se il danno molto grave, da quella dei globuli rossi (anemia). Se il danno non
stermina completamente le cellule staminali emopoietiche questo tessuto si riprende pi in fretta
dopo l'irraggiamento.

Sistema linfatico [modifica]


Nel sistema linfatico la conseguenza principale della radiazione l'infezione dei linfonodi e della
milza conseguente alla morte dei linfociti presenti.
Sistema digerente [modifica]
L'intestino tenue la porzione del tratto gastrointestinale radiosensibile, mentre l'esofago e lo
stomaco lo sono meno. Con un danno lieve, le cellule della mucosa intestinale iniziano a riprodursi
in modo discontinuo e a secernere pi muco, che insieme alle cellule morte pu dare origine a
occlusioni. Con l'aumentare della dose compaiono ulcerazioni che, per il ridotto numero di globuli
bianchi, si infettano facilmente.
Organi genitali [modifica]
Il danno pu essere sia somatico (sterilit, permanente o meno) che genetico. Le femmine sono pi
sensibili dei maschi. Il danno genetico consiste in mutazioni che possono essere trasmesse alle
generazioni successive.
Sistema nervoso [modifica]
Il sistema nervoso centrale tra i tessuti meno radiosensibili, mentre la colonna vertebrale e i nervi
periferici lo sono di pi. Con forti dosi assorbite si pu avere una ischemia, per via del danno subito
dai capillari cerebrali.
Tiroide e sistema endocrino [modifica]
La tiroide, la ghiandola pituitaria, le surrenali e le altre ghiandole non sono particolarmente
radiosensibili. Per motivi metabolici per la tiroide concentra in s quasi tutto lo iodio presente
nell'organismo; essendo l'isotopo radioattivo 131I molto comune, quest'organo pu assorbire dosi
massicce di radioattivit se si respira aria o si ingeriscono alimenti contaminati.
Occhio [modifica]
La retina non molto radiosensibile, ma il cristallino, composto di cellule morte e che quindi non
pu ripararsi, perde rapidamente la sua trasparenza all'aumentare della dose assorbita, sviluppando
una cataratta.
Polmoni [modifica]
Il polmone, venendo a contatto con l'aria esterna, colpito direttamente da particelle radioattive
inalate con la respirazione che si depositano nei suoi alveoli: per questo certamente necessario
indossare maschere antigas durante l'operazione in aree contaminate da sostanze, polveri, vapori o
gas radioattivi. La principale fonte di contaminazione polmonare il Radon, che essendo un gas
radioattivo, pu facilmente essere inspirato e depositarsi (esso o i suoi prodotti di decadimento) nei
polmoni.
Fegato, reni, cuore e sistema circolatorio [modifica]

Sono tutti organi molto poco radiosensibili. Il fegato e la cistifellea possono ricevere danni in caso
di contaminazione con particolari isotopi radioattivi, come l'oro; ma in generale si registra un danno
solo con dosi di radiazione molto elevate.
Pelle e capelli [modifica]
La pelle ha una vulnerabilit particolare: poich, se non protetta, riceve tutti e tre i tipi di radiazione
(alfa, beta e gamma). Il danno che riceve tanto pi elevato quanto meno le radiazioni sono
penetranti: viene danneggiata poco dai raggi gamma e molto di pi dalle radiazioni alfa e beta. Per
bassi livelli di radiazioni si sviluppa un eritema, se l'irraggiamento aumenta pu formarsi una
neoplasia epiteliale. La capacit di riparazione del danno subto comunque molto elevata.
La crescita dei capelli si arresta completamente, e quelli presenti cadono in maggiore o minore
quantit in base alla dose assorbita. Dopo alcune settimane ricominciano a crescere, talora con
caratteristiche diverse da quelle che avevano prima.
Apparato muscoloscheletrico [modifica]
I muscoli e lo scheletro in genere sono in complesso i tessuti meno danneggiati dalle radiazioni;
tuttavia alcuni isotopi dello stronzio o del plutonio si concentrano proprio nel midollo osseo, nel
qual caso il danno pu essere molto grave e portare a leucemia o altre neoplasie.
Da notare che non tutte le specie animali e vegetali hanno la stessa suscettibilit alle radiazioni: per
esempio gli scarafaggi possono sopportare senza gravi danni tassi di radioattivit molto al di sopra
di quelli letali per l'uomo, e un batterio, il Deinococcus radiodurans, sopravvive a dosi di radiazioni
1000 volte superiori alla dose letale per l'uomo

Effetti nell'uomo [modifica]

Simbolo che indica pericolo radiazioni. Sostituisce il classico simbolo giallo solo in alcune
situazioni.
Per approfondire, vedi Avvelenamento da radiazione.
Gli effetti delle radiazioni ionizzanti si suddividono in "Effetti Deterministici" ed "Effetti
Stocastici" (ICRP 60 International Commission on Radiological Protection), a seconda se sono
correlati direttamente o meno alla dose assorbita. Per via della suscettibilit al cancro al seno, le
donne hanno un 40% di probabilit in pi di accusare effetti stocastici rispetto agli uomini.
Effetti deterministici [modifica]

Sono attribuibili direttamente all'irraggiamento (c' una relazione diretta causa-effetto);


Derivano dalla inattivazione delle strutture vitali della cellula;
Si manifestano subito dopo l'irradiazione;
Si manifestano solo se l'assorbimento supera una dose ben precisa detta "dose soglia";
La loro gravit cresce al crescere della dose assorbita (perci detti anche "effetti graduati").

Gli effetti deterministici sono eritemi cutanei, particolari dermatiti (dermatiti da radiazioni
appunto), cataratta, anemia e leucopenia. Nei casi pi gravi si hanno emorragie delle mucose e del
tratto intestinale, perdita di capelli e peli. Se la dose assorbita non era letale, gli effetti deterministici
regrediscono nel giro di alcune settimane, con sopravvivenza e guarigione pi o meno completa.
Effetti stocastici [modifica]

Non dipendono dalla dose assorbita;


Derivano da danni al nucleo cellulare e in particolare al DNA;
Non si manifestano subito; possono verificarsi o meno, in un futuro imprecisato;

Dopo l'irraggiamento, il DNA potr essere danneggiato in maniera reversibile o irreversibile; nel
caso in cui la struttura del DNA non venisse riparata (o riparata in modo errato) la cellula darebbe
vita a una progenie di cellule geneticamente modificate che dopo un certo periodo di latenza
potranno dar luogo a patologie come tumori o leucemie. Aumenta pertanto la probabilit che il
paziente, prima o poi, venga colpito da certi tipi di tumore.

Usi in medicina [modifica]


Le particelle beta vengono usate per la PET, ovvero Tomografia a Emissione di Positroni (un altro
nome delle particelle beta+).
I raggi X vengono utilizzati per le radiografie utilizzando la propriet di queste radiazioni di
penetrare in modo diverso i tessuti con minor o maggiore densit.

Misura della radioattivit [modifica]


La radioattivit si misura mediante l'attivit dell'isotopo che la genera. L'attivit si misura in:

Becquerel
Rutherford
Curie

Tipi di radiazioni
I principali tipi di radiazioni e/o particelle sono:

alfa

beta

gamma

neutroni

Questi tipi di radiazioni e/o particelle hanno propriet e comportamenti differenti. In particolare diverso il potere di
penetrazione e lenergia che rilasciano durante il loro passaggio nei differenti materiali.
Nel caso dei tessuti biologici tale interazione pu portare a un danneggiamento delle cellule. Nella maggior parte
dei casi il danno viene riparato dai normali meccanismi di difesa dell'organismo ma, a volte, in funzione anche
dellentit e della durata dellesposizione, le cellule interessate possono risultare compromesse, con conseguenze
sulla salute degli individui esposti. Immagine interazione radiazioni-materia
Radiazioni alfa

Le radiazioni alfa sono nuclei di elio (He), costituite quindi da due protoni e due
neutroni. Ad esempio lisotopo 226 del radio (Ra-226), instabile, che ha un tempo di dimezzamento di circa 1600
anni, durante il suo processo di trasformazione verso forme pi stabili, emette questo tipo di radiazioni
trasformandosi nellisotopo 222 del radon (Rn-222).
Radiazioni beta

Esistono due tipi di radiazioni beta: b+ e b-, costituite rispettivamente da elettroni o positroni (elettroni con carica
positiva) e sono prodotte a seguito di due tipi di trasformazioni nucleari:

- un neutrone si trasforma in un protone (con carica positiva) e in un elettrone che viene espulso dal nucleo
(Affinch il processo sia fisicamente possibile viene espulso anche un antineutrino).
Il numero di protoni aumenta e quindi latomo si trasforma in un elemento diverso (ossia con un numero atomico
diverso), come mostrato nellesempio:

Numero atomico

Carbonio-14

Azoto-14

6 protoni

7 protoni

8 neutroni

7 neutroni

elettrone (beta)

- un protone si trasforma in un neutrone (con carica neutra) e in un positrone che viene espulso dal nucleo.
(Affinch il processo sia fisicamente possibile viene espulso anche un neutrino). Il numero di protoni diminuisce e
quindi latomo si trasforma in un elemento diverso (ossia con un numero atomico diverso), come mostrato
nellesempio:

Numero atomico

Carbonio-10

Boro-10

6 protoni

5 protoni

4 neutroni

5 neutroni

positrone (beta+)

Le radiazioni beta hanno energie inferiori a quelle delle radiazioni alfa. A causa alla presenza del neutrino (o
dellantineutrino), le particelle beta vengono emesse con uno spettro continuo in energia, caratterizzato da
una energia massima. Questa varia da alcune migliaia di elettron volt (KeV) fino ad alcuni milioni di elettron volt
(MeV).

Poich la loro massa inferiore rispetto alle alfa, il loro potere penetrante superiore: alcuni metri in aria, alcuni
millimetri nei tessuti biologici.

Radiazioni gamma

Le radiazioni gamma sono costituite da radiazione elettromagnetica emessa


da un nucleo instabile durante il suo decadimento. Ad esempio il cesio 137 (Cs-137) decade nel bario137 che si
trova in uno stato eccitato definito metastabile (Ba-137m). Il Ba-137m si trasforma nello stato stabile attraverso
emissione di radiazione gamma:
Ba-137m => Ba-137 + radiazione gamma

Le energie delle radiazioni gamma variano generalmente da alcune decine di migliaia di elettron volt (keV) fino a
circa 2000 keV.
Essendo prive di massa il loro potere penetrante molto superiore rispetto alle radiazioni alfa e alle radiazioni
beta: fino a centinaia di metri in aria, attraversano facilmente il corpo umano e sono fermate da alcuni centimetri di
piombo o decimetri di cemento.
Neutroni
I neutroni sono, insieme ai protoni, particelle che costituiscono il nucleo degli atomi.
Le pi importanti sorgenti di neutroni sono costituite dai reattori nucleari che sfruttano i processi di fissione per la
produzione di energia. Ad esempio la reazione di fissione nucleare per luranio 235 cos schematizzabile:
n + 235U => X + Y + 2,5n + energia
in cui X ed Y indicano generici prodotti di fissione, e 2,5 sono i neutroni (in media) liberati.
Alcuni prodotti di fissione si trovano in uno stato altamente eccitato e possono, a loro volta, emettere altri neutroni
per decadimento come ad esempio nel caso del kripton 87: Kr 87

=>

Kr 86 + n

Le energie dei neutroni allinterno dei reattori variano da meno di 0,1 elettron volt (eV) fino a circa 10 MeV.
L'assenza di carica elettrica d ai neutroni un elevato potere di penetrazione della materia dipendente dalla loro
energia. In natura i neutroni sono presenti per effetto delle interazioni nucleari delle particelle o radiazioni presenti
nel cosmo con latmosfera.