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BOZZA DI STATUTO PER LA DISCUSSIONE

La bozza di Statuto per SD è stata predisposta da un gruppo di lavoro a cura della


Presidenza provvisoria, con la collaborazione di Michele Prospero e Massimo Villone.
Auspichiamo che se ne discuta nelle assemblee del nostro movimento e sul sito. Si tratta
di una bozza aperta: il testo definitivo sarà approvato dall’Assemblea nazionale del 27-28-
29 giugno.
In questa bozza di Statuto (così come del resto nelle regole che condurranno nelle
prossime settimane all’Assemblea nazionale) si tenta di rispondere a una duplice
esigenza. La prima è quella di dare un quadro minimo di regole certe, ispirate ai principi
contenuti nell’art. 49 della Costituzione (la partecipazione all’attività politica come diritto dei
cittadini ; il metodo democratico come elemento irrinunciabile delle regole interne dei
soggetti politici). Diritti e democrazia richiedono regole: semplici, chiare, ma anche il più
possibile certe.
La seconda esigenza è quella di introdurre elementi innovativi che incentivino la
partecipazione di chi aderisce al Movimento. Alcune scelte sono in contro tendenza. Si
respinge la via della personalizzazione, con pseudo primarie, elezione diretta del leader,
ecc; si valorizza invece la partecipazione attraverso regole democratiche per la scelta dei
rappresentanti, gli strumenti di condivisione della linea politica, con la valorizzazione della
partecipazione telematica, l’ampio ricorso al referendum, la incompatibilità tra incarichi di
governo e incarichi nella direzione politica.
Naturalmente, se le regole sono necessarie (sarebbe sbagliato pensare il contrario), esse
non sono sufficienti, se non si accompagnano con la passione politica, le motivazioni
ideali, la capacità di iniziativa.

BOZZA DI STATUTO PROPOSTA ALLA DISCUSSIONE

Parte Prima
Articolo 1 - I principi fondamentali
1. "Sinistra democratica per il socialismo europeo" è un movimento politico organizzato
che si richiama alla tradizione ideale della sinistra che ha contribuito alla fondazione della
repubblica democratica italiana, al’antifascismo e a valori della Resistenza e alle culture
espresse dai movimenti femministi, pacifisti e ambientalisti e dei diritti civili. L'obiettivo di
avviare un ampio processo unitario, che coinvolga la sinistra italiana nella costruzione di
una nuova più grande forza politica, costituisce la ragion d'essere del movimento.
2. "Sinistra democratica per il socialismo europeo" è una autonoma associazione di uomini
e di donne sorta per concorrere a determinare la politica europea, nazionale, regionale e
locale, secondo il principio della partecipazione libera e continua dei cittadini alla vita
pubblica.
3. Il movimento organizza la sua vita interna coniugando partecipazione deliberativa e
rappresentanza, in vista di una riforma della politica da attuare strutturando anche i partiti
secondo i valori e le regole del metodo democratico sancito dalla Costituzione e in
conformità all'articolo 12 del codice civile e all’articolo 1 del regolamento di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361.
Articolo 2 - Il simbolo
Il simbolo, allegato al presente Statuto, è costituito da Un tondo a fondo rosso. Tutti gli
elementi grafici sono contenuti da un sottile bordo bianco circolare, concentrico rispetto al
tondo. Nella parte superiore si sviluppa la scritta "SINISTRA DEMOCRATICA", di colore
bianco e carattere stampatello maiuscolo. Il carattere della parola “SINISTRA” ha un
corpo maggiore del carattere della parola “DEMOCRATICA”. Al di sotto della scritta, nella
parte centrale del cerchio, c'è un tratto grafico che degrada da sinistra verso destra colore
arcobaleno. Nella parte inferiore c'è la scritta "Per il Socialismo Europeo", di colore azzurro
pallido e carattere corsivo, le iniziali delle parole sono maiuscole.

Articolo 3 - Lo Statuto
1. La vita interna dell'associazione, la disciplina degli organismi, le modalità di iscrizione, i
diritti e i doveri degli iscritti, le garanzie nello svolgimento della azione politica sono ispirate
ai principi generali enunciati nell’articolo 49 della Costituzione.
2. La violazione dello Statuto da parte di iscritti o di organi del movimento può essere
impugnata davanti al giudice, nello spirito nell'articolo 24 della Costituzione.

Articolo 4 - Modifiche allo Statuto


1. Lo Statuto, il simbolo, il programma del movimento, possono essere modificati in tutto o
in parte.
2. Le modifiche parziali dello Statuto sono deliberate a maggioranza dei due terzi
dall’assemblea congressuale.
3. La modifica del nome e del simbolo, deliberata ai sensi del comma 2 può essere
assoggettata a referendum tra gli iscritti ai sensi del successivo articolo 14.

Articolo 5 - L’iscrizione
1. Possono iscriversi al movimento tutti i cittadini che abbiano compiuto il quindicesimo
anno di età e si riconoscano nei principi ideali e nelle finalità politiche dell'associazione.
L’iscrizione conferisce diritti, doveri e responsabilità secondo le regole stabilite in questo
Statuto.

Articolo 6 - L'anagrafe degli iscritti


1. L’anagrafe degli iscritti certifica i dati del tesseramento, ed è strumento di verifica della
regolarità formale delle iscrizioni. In caso di irregolarità, gli organi di garanzia adottano i
provvedimenti opportuno, ai sensi del presente Statuto.
2. L’anagrafe degli iscritti è aggiornata con i dati del tesseramento entro il 31 dicembre di
ogni anno, ed è sottoposta a verifiche periodiche con cadenza almeno annuale.
3. Ogni iscritto ha il diritto di consultare l’elenco dei tesserati della propria struttura
territoriale.

Articolo 7 - Elettorato attivo e passivo


1. L’iscritto ha il diritto di partecipare alle attività del movimento, di contribuire alla
determinazione della linea politica, di far parte di delegazioni al congresso e di concorre,
esercitando l'elettorato attivo e passivo, alla elezione degli organi collegiali.
Articolo 8 - Diritto all'accesso telematico
1. Ogni iscritto è inserito nell'anagrafe all’atto dell’iscrizione e riceve contestualmente al
pagamento della quota annuale una chiave per l'accesso telematico ai servizi offerti dal
movimento per l'esercizio in via telematica dei diritti nei casi previsti dal presente Statuto.

Articolo 9 - Diritto all'informazione e di accesso


1. La vita democratica dell'associazione suppone la centralità dell'iscritto nelle
deliberazioni collettive. Per partecipare con efficacia e in maniera consapevole alla vita del
movimento e per determinare le sue scelte politiche, l’iscritto ha il diritto essere informato
sulle discussioni che si verificano negli organismi dirigenti e di avere piena cognizione
delle alternative di volta in volta prospettate.
2. L’iscritto ha diritto a una tempestiva e adeguata informazione sulle determinazioni
assunte dagli organi dirigenti e sulle iniziative politiche assunte o da assumere. Può
chiedere altresì di accedere alla documentazione eventualmente posta alla base di
determinazioni e iniziative. L’accesso deve essere consentito entro il minor tempo
possibile e nella massima misura possibili.
3. Il movimento organizza un sistema di comunicazione che si avvalga anche delle risorse
della rete per arricchire il dibattito interno, per agevolare la circolazione delle idee e per
fornire l'accesso alle informazioni.
Articolo 10- Diritto alla regolare convocazione
1. Per determinare la linea politica e per contribuire alla sua concreta attuazione, ciascuno
iscritto ha il diritto di essere regolarmente convocato e di essere messo nella condizione
di partecipare alle assemblee di base e alle riunioni degli organismi.
2 La formazione dell’assemblea congressuale e degli organi collegiali, nonché la selezione
delle candidature per le consultazioni elettorali avviene nel rispetto del pluralismo,
secondo il criterio della proporzionalità

Articolo 11 - Diritto di parola e di proposta


1. Negli organi collegiali di cui fa parte ciascun iscritto ha il diritto di parola, di proposta e di
voto e ha la facoltà di presentare mozioni, documenti, ordini del giorno, sui quali va
garantita una adeguata discussione. A tal fine, ove possibile, ne va assicurata la diffusione
anche per via telematica.

Articolo 12 - Diritto al voto


1.Il voto dell’iscritto è personale, libero, eguale e segreto nei casi previsti dal comma 2.
Può in ogni caso essere espresso per via telematica secondo un regolamento adottato
dall’organo rappresentativo del livello territoriale cui il voto si riferisce e garantendo la
segretezza qualora prescritta.
2. Il voto è segreto per la scelta dei componenti degli organi collegiali, dei titolari di cariche
monocratiche, dei delegati ai congressi, dei candidati nelle competizioni elettorali.
3. Voti o opinioni in dissenso non possono mai essere assunti a fondamento di sanzioni
disciplinari o di marginalizzazione politica.

Articolo 13 - Pluralismo
1. Le decisioni degli organi collegiali vengono adottate secondo il principio di maggioranza
e nel rispetto del pluralismo interno.
Articolo 14 - Diritto al referendum
1. Su questioni di particolare rilievo che attengono all’azione politica del movimento può
essere indetto un referendum nazionale, regionale o locale. Per la modifica del simbolo o
del nome del movimento è consentito unicamente il referendum nazionale.
2.Il referendum è richiesto da un numero di iscritti non inferiore al cinque per cento di tutti
gli iscritti dell’ambito territoriale di riferimento, con la presentazione di un quesito chiaro ed
omogeneo. Il referendum regionale o locale deve essere autorizzato dalla direzione
nazionale, ed è successivamente indetto dalla direzione competente per territorio.
3.Il referendum è valido, qualunque sia il numero dei partecipanti al voto. E’ comunque
consentito il voto telematico secondo un regolamento approvato dalla Direzione nazionale,
e garantendo la segretezza ove prevista
4.Tutti gli organi del movimento hanno l’obbligo di osservare l’esito del voto referendario e
di attuarlo con coerenza.

Parte seconda
Articolo 15 - Norma antidiscriminatoria
1.Gli organi dirigenti e le organizzazioni del movimento promuovono, in attuazione
dell'articolo 51 della Costituzione, le azioni volte a raggiungere un sostanziale equilibrio
dei sessi nella rappresentanza. Nella composizione degli organi dirigenti, nelle delegazioni
ai congressi, nelle candidature per le elezioni donne e uomini devono essere presenti in
una misura non inferiore al 40 per cento
2.Il mancato rispetto del comma 1 costituisce grave violazione statutaria per la quale gli
organi di garanzia possono deliberare l'annullamento delle deliberazioni.

Articolo 16 - Domanda di iscrizione


1.Con la domanda di iscrizione o di rinnovo, e con il pagamento della corrispondente
quota annuale, ogni iscritto manifesta l’espressa adesione allo Statuto ed al progetto del
movimento.
2.La domanda è accettata oppure rigettata dall'organizzazione territoriale. Il rigetto può
essere in ogni caso impugnato davanti agli organi di garanzia interni.
3.Nel caso che l’iniziale rigetto venga superato, l'organo nazionale di garanzia stabilisce la
sede territoriale di appartenenza dell’iscritto.

Articolo 17- Doveri degli iscritti


1.Aderendo al movimento ciascun iscritto si impegna alla osservanza dello Statuto e dei
deliberati degli organi statutari ed assume diritti e doveri. In particolare:
a) Non può contemporaneamente aderire ad altri partiti. Si applicano in tal caso le
sanzioni di cui all’articolo 18.
b) concorre alla attuazione del programma e della linea politica democraticamente
adottata.
c) partecipa attivamente alla vita democratica del movimento concorrendo al suo
sostegno economico.
d) rispetta le norme di correttezza, trasparenza e convivenza democratica e riconosce i
diritti delle minoranze.
Articolo 18 - Sanzioni
1. Nel caso di violazione delle norme statutarie o delle norme di vita interna di cui all’art.
17, l’iscritto può essere assoggettato a sanzioni disciplinari.
2.Sono sanzioni disciplinari il richiamo scritto; la sospensione per tempo determinato;
l’espulsione.
3.Le sanzioni sono comminate con atto motivato dagli organi di garanzia territorialmente
competenti, secondo un principio di proporzionalità e di adeguatezza rispetto alla
violazione accertata, ed assicurando in ogni caso la possibilità del contraddittorio e della
difesa da parte dell’iscritto.
4.L’iscritto ha la facoltà di opporsi alla sanzione presentando ricorso agli organi di
garanzia.
5.In nessun caso la sanzione disciplinare può essere utilizzata per reprimere opinioni e
posizioni di dissenso.
6.Nel caso di dimissioni, l’iscritto può richiedere che le motivazioni della sua decisione
siano rese note in una riunione appositamente convocata, o per via telematica.

Articolo 19 - Garanzie degli iscritti


1.Per ciascun livello territoriale sono istituiti gli organi collegiali di garanzia cui è affidata la
verifica del rispetto dello Statuto nelle deliberazioni adottate nell’ambito delle proprie
competenze dagli organi del movimento.
2.Nel caso di violazioni acclarate l’organo collegiale può annullare gli atti e irrogare, nei
confronti degli iscritti, le sanzioni di cui all’art. 18.

Parte terza
Articolo 20 - L'assemblea congressuale
1.L'assemblea congressuale si riunisce di norma ogni due anni per definire la linea politica
generale del movimento, eleggere i componenti del comitato nazionale e degli organi di
garanzia e provvedere al rinnovo degli org ani dirigenti.
2. Il congresso ordinario è convocato dal comitato nazionale che fissa la data, il luogo,
l'ordine del giorno e il regolamento che garantisce la rappresentanza delle diverse
posizioni politiche. Al congresso partecipano delegati eletti dagli iscritti secondo le
modalità stabilite dal regolamento e i parlamentari nazionali ed europei.
3. Con il voto della maggioranza assoluta dei componenti del comitato nazionale,
l’indizione del congresso può essere anticipata o rinviata rispetto alla sua scadenza
naturale per stringenti ragioni collegate a consultazioni politiche o a circostanze di
particolare rilievo. Il congresso straordinario può inoltre essere indetto su richiesta del 30
per cento degli iscritti o della maggioranza assoluta dei componenti l'assemblea
congressuale.
4.L’assemblea è validamente costituita con la presenza o la partecipazione in via
telematica della metà più uno degli aventi diritto. Le deliberazioni dell’assemblea sono
adottate a maggioranza dei votanti. Le deliberazioni adottate sono vincolanti per tutti gli
organi del movimento.
5. Le modalità della partecipazione per via telematica sono stabilite nel regolamento di cui
l’art. 21 comma 6.
Articolo 21 - Il Comitato nazionale
1. Il comitato nazionale è l’organo che definisce gli orientamenti politici e programmatici
del movimento ed è eletto dall’assemblea congressuale.
2. Il comitato nazionale è formato da 250 membri, eletti nel rispetto della norma
antidiscriminatoria, del pluralismo interno e della rappresentanza regionale.
3. Il comitato nazionale è eletto dall’assemblea congressuale e si riunisce almeno una
volta l’anno.
4. Il comitato nazionale elegge il coordinatore nazionale
5. Il comitato nazionale, convocato dal coordinatore nazionale che ne presiede le sedute,
elegge i membri della direzione nazionale secondo le modalità sancite dagli articoli 12,
comma 2 e 13 comma 2.
6. Il Comitato è validamente costituito con la presenza e la partecipazione in via telematica
dalla metà più uno degli aventi diritto. Le deliberazioni del Comitato sono adottate a
maggioranza dei votanti.

Articolo 22- La direzione nazionale


1. La direzione nazionale, in conformità con le indicazioni generali espresse dal
congresso, guida l'azione politica del movimento, elabora gli indirizzi programmatici,
delibera, ascoltati i gruppi parlamentari, sulle questioni istituzionali e di governo.
2. La direzione è convocata dal coordinatore o su richiesta di un quinto dei suoi
componenti. E' obbligatoria la convocazione della direzione in caso di formazione e crisi
del governo, di consultazione elettorale, di situazioni politiche di particolare urgenza.
3. Le riunioni della direzione sono presiedute dal coordinatore o da un membro dell'ufficio
di presidenza. A conclusione della direzione è prevista una deliberazione pubblica che
impegna l’azione del movimento secondo gli orientamenti emersi nella discussione.
4. La direzione è composta da 70 membri eletti dall'assemblea congressuale Sono
invitati permanenti i coordinatori regionali e delle città metropolitane,deputati, senatori,
parlamentari europei, consiglieri regionali che non siano membri effettivi., Fanno altresì
parte della direzione Il Coordinatore nazionale, il tesoriere e il presidente del consiglio di
garanzia. Su proposta dell'ufficio di presidenza possono partecipare ai lavori della
direzione personalità rappresentative del sindacato e della società civile.

5. La riunione della direzione è validamente costituita con la presenza o la partecipazione


in via telematica della metà più uno degli aventi diritto. Le deliberazioni dell’assemblea
sono adottate a maggioranza dei votanti anche per via telematica, salvo che sia stabilita
nel presente Statuto una maggioranza speciale. Le deliberazioni adottate sono vincolanti
per tutti gli organi del movimento.
6. La Direzione disciplina con regolamento le modalità della partecipazione e del voto per
via telematica di cui al comma 5 del presente articolo.

Articolo 23 - L'ufficio di presidenza


1.L’Ufficio di presidenza è l’organo di coordinamento organizzativo delle attività del
movimento ed è eletto dalla direzione nazionale rispettando il pluralismo interno.. L'organo
collabora alla attuazione della linea politica precisata dagli organi del movimento.
2. Fanno parte di diritto dell’Ufficio di presidenza: i presidenti dei gruppi parlamentari, il
tesoriere
Articolo 24 - Il coordinatore nazionale
1. Il coordinatore nazionale rappresenta la linea politica determinata dal congresso, dirige
la vita dell'associazione secondo gli orientamenti degli organi collegiali
2. Il coordinatore in particolare:
a) gestisce la denominazione ed il simbolo del movimento, autorizza il deposito del
contrassegno e la presentazione dei candidati alle competizioni elettorali;
b) convoca e presiede il comitato nazionale, la direzione nazionale e l’ufficio di
presidenza;
c) richiama i gruppi parlamentari all’indirizzo politico del movimento;
d) guida le delegazioni incaricate di intervenire per la formazione dei governi.
3. In caso di impedimento, dimissioni e decadenza del coordinatore nazionale, il comitato
nazionale è convocato per eleggere il nuovo coordinatore. Il coordinatore può essere
revocato su richiesta della maggioranza del comitato nazionale

Articolo 25 - I gruppi parlamentari


1. I parlamentari del senato della repubblica e della camera dei deputati aderenti al
movimento e si impegnano al rispetto dell'indirizzo politico e programmatico generale
emerso dai congressi e deciso dagli organi nazionali.
2. I deputati europei del movimento "Sinistra democratica per il socialismo europeo"
aderiscono al gruppo parlamentare del PSE.

Articolo 26 - Le funzioni di garanzia


1. Ai diversi livelli territoriali dell’organizzazione è istituito il consiglio di garanzia che vigila
sulla piena applicazione delle norme statutarie.
2. La elezioni dei consigli di garanzia ai vari livelli avviene in analogia con le procedure
stabilite per le elezioni del consiglio nazionale.

Articolo 27- Il consiglio nazionale di garanzia


1. Il consiglio nazionale di garanzia è eletto a scrutinio segreto, nel corso della assemblea
congressuale, ed opera in condizioni di piena indipendenza e imparzialità.
2. Per tutta la durata dell'incarico, i componenti del consiglio di garanzia non possono
rivestire ruoli di direzione politica e ricoprire cariche pubbliche elettive di rilievo nazionale.
3. Il consiglio procede alla elezione del proprio presidente a scrutinio segreto e con la
maggioranza dei voti validamente espressi.
4. Il consiglio nazionale di garanzia deve essere investito obbligatoriamente per esprimere
pareri di legittimità statutaria nei casi di revisione dello Statuto approvata nei congressi;
per pronunciarsi sulla adozione di regolamenti congressuali e di norme relative alla
selezione delle candidature del movimento in consultazioni elettorali; per definire i
regolamenti finanziari, ai vari livelli.
5. Un quinto dei componenti della direzione nazionale ha la facoltà di sottoporre al parere
di legittimità statutaria del consiglio nazionale di garanzia le deliberazioni adottate dagli
organi di direzione collegiale o monocratica.

Articolo 28 - Il tesoriere
1. Il tesoriere è eletto, con la maggioranza dei voti espressi, dal comitato nazionale su
proposta del coordinatore.
2. Il tesoriere è responsabile delle attività economiche, patrimoniali e amministrative,
elabora i documenti contabili, definisce i bilanci preventivi e consuntivi, cura il rendiconto
economico-finanziario da sottoporre all’approvazione della direzione nazionale.
3. Il movimento può contare sulle seguenti entrate: quote del tesseramento annuale;
elargizioni volontarie; ricavi della stampa del partito e delle relative sovvenzioni pubbliche;
proventi di sottoscrizioni; rimborsi finanziari previsti dalla legge; alienazioni di immobili;
contributi obbligatori di chi occupa cariche elettive.
4. Il tesoriere, su richiesta del coordinatore nazionale, può essere revocato dalla direzione
nazionale con un voto a maggioranza assoluta. In caso di supposte irregolarità nella
gestione, lo Statuto prescrive la possibilità di formulare eventuali rilievi agli organi
competenti.
5. Le articolazioni territoriali del movimento godono di una propria autonomia patrimoniale
e giuridica e ciascuna di esse risponde in maniera esclusiva, e senza alcuna conseguenza
per le altre strutture, degli atti, dei rapporti giuridici, economici e patrimoniali posti in
essere secondo qualsiasi forma e modalità giuridica.
6. Il movimento, in quanto ente non commerciale, non prevede alcuna distribuzione agli
iscritti di utili o avanzi di gestione e si affida alle disposizione di legge per la regolazione
della destinazione del patrimonio in casi di scioglimento dell'organizzazione.

Articolo 29 – Comitato Tesoreria

Articolo 30- Le unità territoriali


1. Per rendere effettivo l’esercizio dei diritti riconosciuti nella Costituzione e recepiti nello
Statuto, il movimento prevede una struttura territoriale come luogo del confronto, della
socializzazione politica, della partecipazione informata, della organizzazione del consenso.
2.L'unità di base è costituita dal circolo che ha come riferimento il comune o più comuni,
ove manchi il numero statuario minimo per aprire un circolo autonomo fissato nei 10
aderenti. Nelle città con più circoli territoriali le deliberazioni politiche, amministrative,
elettorali vanno sottoposte agli iscritti convocati in sedute comuni. In particolare le scelte
di alleanze politiche vengono ratificate dal coordinamento regionale. Nei comuni inferiori ai
30 mila abitanti dove è già presente un circolo, l’apertura di nuove sedi avviene previa
istanza approvata dal consiglio provinciale del movimento.
3.A livello provinciale opera il consiglio provinciale e in ciascuna regione è previsto un
consiglio regionale del movimento.
4. Per la composizione degli organismi dirigenti, per il sistema delle garanzie, per il regime
delle incompatibilità, per le scadenze statutarie valgono per le unità territoriali di ogni livello
(comune, provincia, regione) le medesime regole previste per gli organismi nazionali,
incluse quelle relative alla partecipazione ed al voto per via telematica..
5. A ciascun livello territoriale gli organi esecutivi o rappresentativi possono convocare
un’assemblea degli iscritti per assumere orientamenti o deliberazioni su questioni di
particolare rilievo politico. L’assemblea viene altresì convocata su richiesta di un numero di
iscritti pari ad almeno il 30 per cento del livello territoriale interessato. In tal caso la data
per la convocazione deve essere stabilita in relazione al fine che la convocazione
persegue, e comunque non oltre il trentesimo giorno dalla presentazione della richiesta.
Articolo 31- Procedure democratiche per le candidature
1.Le candidature alle elezioni politiche nazionali ed europee vengono ratificate, dopo un
ampio e trasparente confronto tra gli iscritti ai sensi dell’art. 12 comma 2 dello Statuto ,
dalla direzione nazionale, integrata dai coordinatori regionali, che a maggioranza dei due
terzi e con voto segreto, recepisce le istanze delle unità territoriali assicurando il
pluralismo interno.
2.In tutte le elezioni dove non è previsto il voto di preferenza le candidature e
eventualmente il loro ordine viene deciso con voto segreto dall’assemblea degli iscritti.

3.Tutti gli eletti devono contribuire al sostegno economico del movimento secondo il
regolamento finanziario approvato dalla direzione nazionale.
Articolo 32- Durata delle cariche
1. Sono incompatibili ai vari livelli, tra la partecipazione ad organi esecutivi di direzione del
movimento e la titolarità di cariche di governo. E’ obiettivo politico del movimento il valore
della temporaneità delle cariche.
2. Le cariche di direzione politica non possono durare oltre tre congressi