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Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Bimillenario

della nascita di Vespasiano

Ministero dellIstruzione, dellUniversit e della Ricerca

Vespasiano e la Scuola
PROGETTO PILOTA NAZIONALE

La lex de imperio Vespasiani


Diritto e potere nella Roma dei Flavi
Elena Tassi Scandone
Sapienza Universit di Roma

Rieti, 19 luglio
2011

La lex de imperio Vespasiani

La lex prima del distacco dalla cornice

La lex dopo il distacco dalla cornice

Il testo della legge (CIL VI, 930)

La legge datata al 69 d.C.


Il testo inciso su una tavola di bronzo, forse
custodita nella curia, e conservata solo in
parte
Si compone di otto clausole e della sanctio

Clausola I

(I) . . . . foedusue cum quibus uolet facere liceat


ita, uti licuit diuo Aug(usto), | Ti. Iulio Caesari
Aug(usto), Tiberioque Claudio Caesari Aug(usto)
Germanico.|

[... gli] sia consentito di stipulare trattati con chi


vorr, cos come fu consentito al divo Augusto, a
Tiberio Giulio Cesare Augusto e a Tiberio
Claudio Cesare Augusto Germanico.

Clausola II
(II) Utique ei senatum habere, relationem facere,
remittere, | senatus consulta per relationem
discessionemque facere liceat | ita, uti licuit diuo
Aug(usto), Ti. Iulio Caesari Aug(usto), Ti. Claudio
Caesari | Augusto Germanico.|
Gli sia consentito di convocare il senato, presentare una
proposta, congedare l'assemblea, far approvare un
senatoconsulto tramite la presentazione di una proposta e
un voto per separazione, cos come fu consentito al divo
Augusto, a Tiberio Giulio Cesare Augusto, Tiberio
Claudio Cesare Augusto Germanico.

Clausola III
(III) Utique cum ex uoluntate auctoritateue iussu

mandatuue eius | praesenteue eo senatus habebitur,


omnium rerum ius perinde | habeatur seruetur, ac si e
lege senatus edictus esset habereturque. |
Quando il senato sar convocato per sua volont o
autorit, ordine o mandato o in sua presenza, si
mantenga e si conservi la pienezza del diritto, come
se il senato fosse stato convocato e si tenesse in base
alla legge.

Clausola IV
(IV) Utique quos magistratum potestatem imperium
curationemue | cuius rei petentes senatui populoque
Romano commendauerit | quibusque suffragationem
suam dederit promiserit, eorum | comitis quibusque
extra ordinem ratio habeatur . |
Degli aspiranti a una magistratura, a un potere, a un
comando o a una qualsiasi funzione, ai quali avr
dato e promesso il suo sostegno, si tenga conto al di
fuori delle liste ufficiali in qualsiasi assemblea.

Clausola V
(V) Utique ei fines pomerii proferre promouere,
cum ex re publica | censebit esse, liceat ita, uti
licuit Ti. Claudio Caesari Aug(usto) | Germanico. |

Gli sia consentito di spostare e far avanzare i


confini del pomerio, quando lo riterr utile per la
res publica , cos come fu consentito a Tiberio
Claudio Cesare Augusto Germanico.

Clausola VI
(VI) Utique quaecunque ex usu rei publicae
maiestateque diuinarum | humanarum publicarum
priuatarumque rerum esse | censebit, ei agere facere
ius potestasque sit, ita uti diuo Aug(usto), Tiberioque
Iulio Caesari Aug(usto), | Tiberioque Claudio Caesari
| Aug(usto) Germanico fuit. |
Abbia il diritto e il potere di compiere e realizzare
qualunque cosa riterr utile alla res publica per la
grandezza delle questioni divine, umane, pubbliche e
private, cos come poterono fare il divo Augusto,
Tiberio Giulio Cesare Augusto, Tiberio Claudio
Cesare Augusto Germanico.

Clausola VII
(VII) Utique quibus legibus plebeiue scitis scriptum fuit,
ne diuus Aug(ustus), | Tiberiusue Iulius Caesar
Aug(ustus),
Tiberiusque
Claudius Caesar
Aug(ustus) | Germanicus tenerentur, iis legibus plebisque scitis
imp(erator) Caesar | Vespasianus solutus sit; quaeque ex
quaque lege rogatione | diuum Aug(ustum), Tiberiumue Iulium
Caesarem Aug(ustum), Tiberiumue | Claudium Caesarem
Aug(ustum) Germanicum facere oportuit, | ea omnia
imp(eratori) Caesari Vespasiano Aug(usto) facere liceat . |

L'imperatore Cesare Vespasiano sia svincolato da quelle leggi


e da quei plebisciti dai quali fu scritto che non fossero
vincolati il divo Augusto o Tiberio Giulio Cesare Augusto e
Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico e all'imperatore
Cesare Vespasiano Augusto sia consentito fare tutto quello che
fu necessario che facessero, in base a qualsiasi legge o
proposta, il divo Augusto, Tiberio Giulio Cesare Augusto o
Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico.

Clausola VIII
(VIII) Utique quae ante hanc legem rogatam acta
gesta | decreta imperata ab imperatore Caesare
Vespasiano Aug(usto) | iussu mandatuue eius a
quoque sunt, ea perinde iusta rataq(ue) | sint, ac si
populi plebisue iussu acta essent.
Quello che prima di questa legge sia stato compiuto,
realizzato, deciso, comandato dall'imperatore Cesare
Vespasiano Augusto o da chiunque su suo ordine o
incarico sia valido come se fosse stato compiuto per
ordine del popolo o della plebe.

Sanctio
Si quis huiusce legis ergo aduersus leges rogationes plebisue scita |
senatusue consulta fecit fecerit, siue quod eum ex lege rogatione |
plebisue scito s(enatus)ue c(onsulto) facere oportebit, non fecerit
huius legis | ergo, id ei ne fraudi esto, neue quit ob eam rem populo
dare debeto, | neue cui de ea re actio neue iudicatio esto, neue
quis de ea re apud | [s]e agi sinito.
Se qualcuno, in forza della presente legge, abbia compiuto o avr
compiuto atti contrari a leggi, proposte, plebisciti o senatoconsulti o
se, in forza della presente legge, non avr compiuto quello che
dovr compiere in base a una legge, proposta, plebiscito o
senatoconsulto, non subisca danno, nessuno debba rendere conto
al popolo per questi fatti, nessuno sia accusato o citato in giudizio
per questi fatti, nessuno consenta che presso di s si intenti un
processo per questi fatti.

Tipologia delle clausole

I, II, V, VI: hanno struttura del tipo: ei (scl.


Vespasiano) aliquid facere liceat + ita licuit Divo
Augusto, Ti. Iulio Caesari Aug(usto), Ti. Claudio
Caesari Augusto Germanico
VII (duplice ): tipo a s anche se si avvicina alle
prime, in quanto vi menzione dei predecessori
III, IV, VIII: definite clausole senza precedenti,
perch tacciono il riferimento agli imperatori
precedenti

Contenuto delle clausole

I: potere di concludere foedera/dichiarare guerra o


pace
II: potere di convocare e presiedere il senato, fare la
relatio, mettere ai voti i senatusconsulta
III: norma sulla legittimit delle sedute senatorie
convocate dal princeps
IV: potere di commendatio e suffragatio del princeps
V: potere di estendere il pomerium
VI: diritto e potere di compiere tutto ci che il
principe ritenga utile alla res publica
VII: Vespasianus legibus solutus
VIII: validit degli atti compiuti da Vespasiano prima
dellapprovazione della lex de imperio

Linterpretazione della lex de imperii


Due problemi fondamentali:
1) si tratta di uno dei tanti esemplari di leges regiae
(D.1.4.1. pr.) che attribuivano ad ogni nuovo
imperator i poteri gi attribuiti ad Augusto o carta
costituzionale del principato di Vespasiano?
2) contenuto giuridico-costituzionale della lex: effettiva
portata nellattribuire e delimitare i poteri
dellimperatore:
A) limite costituzionale al potere altrimenti illimitato del

princeps;
B) fondamento del potere autocratico del princeps

Storia e Diritto
Metodologie a confronto

Interpretazione storico-politica
Interpretazione giuridica

Interpretazione storico -politica.


Le clausole senza precedenti
introducono nuovi poteri
Legge risultato di una stratificazione storica: le
clausole senza precedenti sono norme nuove,
determinate dalla particolare situazione
politica in cui Vespasiano arriva al potere e
attributive di nuovi poteri:
1) Vespasiano arriva al potere dopo il longus et unus
annus
2) Vespasianus homo novus

Le aporie della interpretazione storica.


Le clausole senza precedenti
non introducono nuovi poteri

I presunti nuovi poteri introdotti dai capita III, IV, VIII,


sono gi detenuti dai precedenti imperatori :
III: sancisce la legittimit delle sedute del senato
convocate dal princeps (v. caput II; Cass. Dio. 53.32.5)
IV: pratica di commendare e di suffragationem dare
gi diffusa in et repubblicana. La legge sancisce che i
candidati indicati dal princeps devono essere presi in
considerazione extra ordinem nei comizi elettorali
VIII: clausola che ratifica atti compiuti dallimperatore
Vespasiano prima dellentrata in vigore della lex.
Efficacia retroattiva incide su atti che non erano stati
in precedenza autorizzati, legalizzandone gli effetti

Linterpretazione giuridica.
La funzione delle clausole senza precedenti

Le clausole senza precedenti non


attribuiscono poteri nuovi ma regolano gli
effetti degli atti del princeps;
tale caratteristica accomunerebbe in positivo
tutte e tre le disposizioni, III, IV, VIII.

Le aporie della ricostruzione giuridica


Rapporti logico-concettuali tra esperienza
giuridica romana e moderna distinzione tra
atti ed effetti giuridici (pericoli intrinseci al
formalismo giuridico);
Difficile escludere che i capita III, IV, VIII non
siano dettati da contigenze storiche riferite al
longus et unus annus e dal carattere di homo
novus di Vespasiano;
La clausola V ed il ius proferendi pomerium

Considerazioni di metodo - segue


Necessit, per linterpretazione
storica, di tener conto della
specificit della storia del diritto;
Necessit, per linterpretazione
giuridica, di superare il formalismo e
recuperare una prospettiva storica.

Alcune considerazione di metodo- segue

Le categorie euristiche di diritto e potere. Dalla


studio della struttura e della definizione degli
istituti al loro funzionamento:
potere e diritto non si fondono insieme (il nucleo
pi originale del diritto, il ius civile, ha addirittura
origine pre-civica)
non esiste un concetto astrattamente unitario di
sovranit suddiviso in segmenti attribuiti a
soggetti diversi (criterio della divisione dei
poteri), perch pi soggetti titolari di poteri sono
chiamati a cooperare controllandosi
reciprocamente (criterio della condivisione dei
poteri)

Conclusioni
Interpretazione storico-politica e giuridica dei
fatti non sono in rapporto gerarchico e rigido. E
ladeguatezza ai fenomeni cui si applicano che
decide quale delle due sia preferibile adottare;
storico e storico del diritto, ciascuno nellambito
delle proprie competenze e delle rispettive
metodologia di indagine, dovrebbero condividere
obiettivi e strategie di ricerca;
solo cos sar possibile ricostruire una realt pi
vicina a quella storica, comprensiva dei coevi
profili giuridici

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