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AMPLIFICATORI OPERAZIONALI IDEALI

Operazionali ideali.
preferibile usare lamplificatore operazionale LF 411, considerandolo ideale. Le misure non
vanno necessariamente eseguite nellordine dato, anzi sarebbe opportuno farsi uno schema, prima di
iniziare la prova, per sfruttare una data configurazione per tutti punti in cui essa richiesta, in modo
da guadagnare tempo.
Costruite un amplificatore invertente ed uno non invertente, e verificate i guadagni previsti
teoricamente. Misurate anche le impedenze di ingresso (con le solite tecniche) e verificate se queste
coincidono con quanto previsto dalla teoria. Nel caso dellinvertente, provate a vedere se inserendo
uno stadio buffer tra generatore ed amplificatore migliora limpedenza di ingresso, utile nel caso
in cui si utilizzi un generatore di segnale di elevata impedenza (tale generatore lo potete simulare
inserendo in serie una R sufficientemente elevata, considerandola interna al generatore stesso).
Provate a misurare anche R0 nei due casi, tenendo conto di quanto ci si aspetta (la misura di R0 pu
essere pi delicata di Rin). Se perturbate usando una R molto bassa tenete in considerazione la limitata
corrente che pu fornire il 411. Verificate il prodotto guadagno*banda passante dato dal
costruttore, e controllate se si mantiene effettivamente costante variando il guadagno
dellamplificatore (suggerisco di inserire un opportuno potenziometro come elemento di feedback),
magari infittendo le misure attorno alla frequenza di taglio, in modo da individuarla con maggiore
precisione.
Costruite un amplificatore non invertente (o utilizzate lo stesso dei punti precedenti),
aggiungendo un opportuno condensatore in serie ad R1 (la resistenza tra piedino invertente e massa)
e verificatene il funzionamento in regime sinusoidale. Perch secondo voi pu essere utile una tale
configurazione ?
Costruire un sommatore, considerando casi differenti per V1 e V2: per esempio in un ingresso un
segnale periodico (onda sinusoidale e/o quadra) a valor medio nullo e nellaltro una tensione di offset
variabile; somma di due sinusoidi di frequenza leggermente diversa per osservare il fenomeno dei
battimenti; altre situazioni interessanti, tempo permettendo.
Amplificatore differenziale: misura del guadagno differenziale e di modo comune (per esempio
usando un generatore di sinusoidi) e misura del CMRR. Si possono fare le misure prima immettendo
un segnale di puro modo normale e poi di puro modo comune, ed analizzare il guadagno nei due casi.
Si pu quindi eseguire un secondo set di misure dopo aver scambiato la coppia (R1,R2) con la coppia
(R3,R4) e fare una media pesata dei risultati.

Operazionali reali.
Misure delle non idealit: si usa il 741 ( meno ideale). Tenere conto che, nella misura di uno
dei parametri non ideali, importante minimizzare gli effetti degli altri, che potrebbero altrimenti
alterare la misura. Misura dello slew-rate, la velocit con cui pu variare lo stato delluscita. Si pu
inserire in ingresso un impulso ad 1 KHz (di ampiezza opportuna). Potete usare un amplificatore nella
configurazione non invertente o invertente, per esempio. Misurate lo slew-rate e confrontatelo con
quello

previsto

teoricamente

dal

costruttore.
anche

Vedete

se

quello

misurato

in

corrispondenza
fronte

di

del

salita

identico o no a quello
misurato durante la fase
di

discesa.

Vedere

anche se c un effetto di ampiezza, variando opportunamente Vin. Provate ad inserire una sinusoide
in ingresso e costruite la curva con in ordinata le massime ampiezze picco-picco non distorte in uscita,
ed in ascissa la frequenza. Provate a stimare lo slew-rate con questa tecnica e confrontatelo con i
valori ottenuti in precedenza.
= [ ] + [

] [ ( + )]

Passiamo ora alle non idealit in D.C., con le tecniche gi viste a lezione. Per prima cosa
misuriamo la tensione di offset e0, adoperando R3=0, ed R2 < e0 / ib (per esempio R2=10 K, R1=10),
misurando V0 e stimando quindi loffset corrispondente. Confrontate i vostri risultati con quanto
specificato nelle caratteristiche. Una volta misurato, loffset si pu annullare, inserendo un
potenziometro da 10 K tra i piedini 1 e 5, con il cursore collegato alla tensione negativa. Per misurare
la corrente di bias, si pone R1=, R3=0, R2>>e0/ib (per esempio R2~5 M), si misura luscita e si stima
quindi ib, dopodich si confronta con quella prevista. Per la misura della corrente di offset, si pone
R1=, R2=R3, R2>>e0/i0 (per esempio R2=R3~ 5 M). Si pu eseguire un secondo set di misure
scambiando R2 con R3, e fare una media pesata dei risultati. Noti ib e i0 si possono stimare le correnti
di bias dei singoli ingressi (ib1 e ib2).