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BARNABITI STUDI

Rivista di ricerche storiche


dei Chierici Regolari di S. Paolo
(Barnabiti)

31
2014

ISBN 9788890694080
ISBN-A 10.978.88906940/80
ISSN 1594-3445

BARNABITI STUDI

Rivista di ricerche storiche dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti)


Direttore:

P. Filippo Lovison

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Autorizzazione del Tribunale Civile di Roma - Sez. Stampa - N. 506/86 del 28 ottobre 1986.
Tip.: Ist. Salesiano Pio XI, Via Umbertide, 11 - 00181 Roma - Finito di stampare febbraio 2016

SOMMARIO

FILIPPO M. LOVISON, Bibliografia degli scritti del P. Giuseppe M. Cagni


(1922-2014). In memoriam

39

GIOVANNI M. SCALESE, a cura di, Costituzioni dei Chierici Regolari di


San Paolo Decollato. Prima edizione italiana delle Costituzioni del 1579

PROLEGOMENA
41

Prefazione

49

GIUSEPPE M. CAGNI, Introduzione storica

69

Nota editoriale

COSTITUZIONI DEI CHIERICI REGOLARI DI


SAN PAOLO DECOLLATO IN QUATTRO LIBRI
con testo latino a fronte
81
81
91
107
111
123
131
137
143

LIBRO PRIMO
Capitolo 1: Le Costituzioni
Capitolo 2: Lingresso in Congregazione
Capitolo 3: La vestizione e labito
Capitolo 4: Il noviziato
Capitolo 5: La professione [temporanea]
[Capitolo 6: La professione solenne]
Capitolo 6 [7]: Dimissione e riammissione
Capitolo 7 [8]: La fondazione dei Collegi

147
147
155
157
165
171
185
187
191
193

LIBRO SECONDO
Capitolo 1: Lobbedienza
Capitolo 2: La castit
Capitolo 3: La povert
Capitolo 4: La confessione e la comunione
Capitolo 5: La liturgia
Capitolo 6: Lorazione mentale
Capitolo 7: Il digiuno e le altre penitenze corporali
Capitolo 8: Le chiese e il loro arredamento
Capitolo 9: Le ordinazioni

Sommario

195
201
205
213
219
223

Capitolo
Capitolo
Capitolo
Capitolo
Capitolo
Capitolo

227
227
229
235
235
241

LIBRO TERZO
Capitolo 1: Lascolto delle confessioni dei fedeli
Capitolo 2: La predicazione della parola di Dio
Capitolo 3: La visita agli ammalati e ai sofferenti
Capitolo 4: Alcune altre attivit [Altre attivit apostoliche]
Capitolo 5: Gli studi [Regolamento degli studi]

259
259
261
269
271
273
277
281
285
299

LIBRO QUARTO
Capitolo 1: Il governo centrale della Congregazione e il diritto di voto
Capitolo 2: Il Capitolo generale
Capitolo 3: Preghiere in occasione del Capitolo
Capitolo 4: Dichiarazione di legittimit dellassemblea
Capitolo 5: Gli Ufficiali del Capitolo
Capitolo 6: Regolamento capitolare
Capitolo 7: Contegno da tenere in Capitolo
Capitolo 8: Elezione del Preposito generale
Capitolo 9: Elezione degli Assistenti, dei Visitatori e del Procuratore
generale [del Procuratore generale e dei Visitatori]
Capitolo 10: Elezione dei Prepositi [provinciali e locali]
Capitolo 11: Destinazioni, decreti e fine del Capitolo
Capitolo 12: Il Preposito generale
Capitolo 13: Gli Assistenti
Capitolo 14 [15]: I Visitatori
Capitolo 15 [14]: Il Procuratore generale
Capitolo 16: Le Province, i Prepositi e i Capitoli provinciali
[Capitolo 17: Lamministrazione dei beni temporali]
Capitolo 17 [18]: I Prepositi e i Capitoli locali e il governo delle case
Capitolo 18 [19]: Gli altri Uffici o incarichi dei Collegi
Capitolo 19 [20]: La guida dettagliata degli Uffici di tutti [Il regolamento
di tutti gli Uffici]

303
307
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329
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345
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363
369
371

10:
11:
12:
13:
14:
15:

Le collazioni e i capitoli
La correzione fraterna
La correzione di competenza dei Superiori
La concordia e luguaglianza
La conversazione e il silenzio
Lo studio personale e altre norme [Altre norme disciplinari]

[APPENDICE:] Canoni penitenziali

Sommario

EPILEGOMENA
393
393
410
419
424
425
426

ALLEGATI
Discorso di Giovanni Antonio Gabuzio Cum in rebus omnibus (25
maggio 1579)
Discorso di Carlo Bascap Licet iam gaudere (4 giugno 1579)
Bolla pontificia di approvazione Cum sicut accepimus (7 novembre 1579)
Monitum Editorum (IV ed., 1902)
Decreto di ratifica del testo emendato (5 luglio 1939)
Monitum Editorum (VI ed., 1946)

427

PERLE

433

POSTFAZIONE: Carisma e Costituzioni

455

GLOSSARIO

481

INDICE

DEI RIFERIMENTI BIBLICI

483

INDICE

ANALITICO

DI SAGGEZZA

P. Giuseppe M. Cagni, in memoriam

Fig. 1 - P. Giuseppe M. Cagni nel 1948.

Fig. 2 - 14 febbraio 2002 - P. Giuseppe M. Cagni al Collegio San Francesco di Lodi


mentre tiene la conferenza: Antonio Maria Zaccaria, ieri e oggi.

Fig. 3 - 29 giugno 2008 - Padre Giuseppe M. Cagni cittadino benemerito


di Cavenago dAdda.

Fig. 4 - Anno 2009 - SS. Biagio e Carlo ai Catinari in Roma: una delle ultime fotografie,
scattata a sua insaputa, del P. Giuseppe M. Cagni in camera al suo tavolo di lavoro.

FILIPPO M. LOVISON

BIBLIOGRAFIA DEGLI SCRITTI


DEL P. GIUSEPPE M. CAGNI (1922-2014).
IN MEMORIAM

Pi di una presentazione a questo numero monografico dedicato alla prima edizione italiana delle Costituzioni del 1579 curata dal P. Giovanni Scalese, le pagine che seguono assumono il sapore di una profonda
gratitudine verso il P. Giuseppe M. Cagni, che non solo pubblic nellanno 1976 ledizione critica delle medesime (da cui viene qui ripresa lIntroduzione storica), ma con le sue accurate ricerche storiche seppe
anche gettare le fondamenta per successivi studi di cui
oggi tutti beneficiano.

Alle ore 12.50 di sabato 1 febbraio 2014, assistito dai suoi cari: Ancilla e Giuseppe Cagni, nella Casa di riposo Santa Chiara di Lodi ha concluso la sua lunga esistenza il P. Giuseppe M. Cagni, storico barnabita insigne, allet di novantadue anni1.
La prima volta che comparve il suo nome e la sua immagine in una
pubblicazione dellOrdine fu nel lontano 1948, quando nellEco dei Barnabiti si dava notizia della sua ordinazione sacerdotale avvenuta il 22 maggio di quello stesso anno, insieme ai novelli sacerdoti Franco Ghilardotti,
Luigi Lavelli, Aldo Boschetti, Bernardo Maluini e Domenico Fumagalli2.
Ma solo quarantanni dopo potr dedicarsi a tempo pieno agli amati studi storici stringendo un rapporto indelebile tra la macchina da scrivere e le sudate carte darchivio; in breve tempo diverr uno dei migliori conoscitori e divulgatori della plurisecolare storia della Famiglia barnabitica
fondata da SantAntonio M. Zaccaria (1502-1539).
Lultima volta che comparve la sua elegante scrittura fu invece il 3 febbraio 2010, quando, come Cancelliere, dopo avere descritto negli Acta Col-

1
I funerali si sono svolti luned 3 febbraio 2014, alle ore 14.30, partendo dallabitazione in via Santuario, 3, per la chiesa parrocchiale di Cavenago dAdda. La salma stata tumulata nella tomba dei parroci del cimitero locale.
2
Cfr. Eco dei Barnabiti, Luglio-Agosto 1948, Anno XXVIII, n. 7-8, p. 66.

Filippo M. Lovison

[2]

legii S. Caroli de Urbe la festa di San Biagio, terminava con queste parole:
Monsignore [Sergio Pagano], assieme al P. Generale [Giovanni Villa], sono rimasti con noi anche a cena, infiorandola con vari ricordi.
Peggiorate le sue condizioni di salute il 7 agosto 2010, quattro giorni pi tardi fu ricoverato in una struttura di lunga degenza a Roma, non
essendo pi possibile assisterlo in Comunit. Poi inizi un lento pellegrinaggio che, per volont dei suoi familiari che lo volevano pi vicino, lo
port a concludere la sua esistenza terrena nella sua sempre amata terra
lodigiana.
Uomo - Religioso - Storico
Peppino come viene ancora oggi ricordato3 di buona salute e di
carattere mite, lieto e aperto4, nacque il 22 luglio 1922 a Cavenago dAdda (Diocesi di Lodi), in via Santuario, 3, da Stefano, di professione operaio,
e Giuseppina Ferrari (ebbe due fratelli, Luigi e Giovanni). Ricevette il battesimo due giorni dopo la nascita nella Parrocchia del paese nato.
La famiglia, di modeste condizioni sociali a rischio povert5, gli permise di frequentare lasilo infantile Geppino Conti delle Suore di Maria
Bambina, e, sempre a Cavenago dAdda, dal 1928 al 1933, le scuole Elementari presso il Palazzo Comunale; subito dopo frequent le Medie o
Ginnasio inferiore nel Seminario di Lodi (a Milano)6. Ma appena due anni
dopo, per difficolt incontrate nel pagamento della retta e per i dubbi del

3
Noi sottoscritti dichiariamo di acconsentire volentieri che nostro figlio Peppino
entri nella Congregazione dei barnabiti (dal consenso allentrata in Congregazione per il
figlio minore dato dai genitori in data 31 agosto 1940).
4
Archivio Storico dei PP. Barnabiti - Roma [dora in poi ASBR], Congregazione dei
Chierici Regolari di S. Paolo, Provincia Napoletana, Relazione intorno a Cagni Giuseppe che
domanda di essere accettato come chierico nella Congregazione dei Chierici Regolari di S.
Paolo, f. 2.
5
Cos lo stesso P. Giuseppe Cagni descrisse quei tempi: Ricordo, da piccolo, di aver
sentito pronunciare una frase da mia mamma: Se non ci diamo da fare, per riuscire a vivere saremo costretti ad andare a chiedere la carit. una frase che non scorder mai pi.
Noi ragazzi per dare una mano in famiglia andavamo a prendere le rane, e nella stagione autunnale andavamo a cercare i funghi. Ricordo che un giorno ne trovai talmente tanti che per
una settimana intera ci siamo sfamati con i ciudin. Al tempo della piantumazione del riso mia madre andava a fare la mondina, e io le andavo dietro. Sono stato anchio a fare le
stagioni alla monda del riso. Lei, mia mamma, era nella fila delle mondine. Io stavo dietro
di lei, le portavo i mazzetti di riso da trapiantare nellacqua. Era dura, per un bambino piccolo, trascorrere tutte quelle ore con le gambe nellacqua. Mi ricordo anche quanto mi pagavano: una lira alla settimana. Era pochissimo. Ma anche di quei soldi la mia famiglia aveva bisogno. Eravamo veramente poveri (G. CAGNI, intervista rilasciata a LAmico, Giornale di Cavenago dAdda, giugno 2006).
6
Il 25 marzo 1929 ricevette la cresima da Mons. Pietro Calchi Novati, Vescovo di
Lodi (1927-1952).

[3]

In memoriam

Rettore, Mons. Fadini, circa lautenticit della sua vocazione, Peppino nel
1935 dovette riprendere la strada di casa sospendendo gli studi7.
Tredicenne, inizi a lavorare come garzone di un panettiere e di un pasticcere di Milano fino a quando incontr il Rettore della Scuola Apostolica dei Barnabiti di Arpino (FR), il P. Oscar Guasconi, che lo seppe meglio
orientare nel discernimento vocazionale.
Manifestando una particolare attitudine per le materie letterarie, il 17
marzo 1937 Peppino pot cos, in punta di piedi, fare ingresso nella Scuola Apostolica dedicandosi per un triennio 1938-1940 allo studio soprattutto del latino8 e maturando definitivamente la sua chiamata a Dio
nellOrdine dei Chierici Regolari di S. Paolo, detti Barnabiti. Cos il Padre
Superiore scriveva di lui il 23 maggio 1940: Personalmente mi sono formato un ottimo concetto di questo giovane e auguro che le speranze siano
coronate da felice successo9. Venne infatti ammesso in Congregazione il 20
luglio 1940, nella Consulta alla quale presero parte il Padre Provinciale
Oscar Guasconi e i Padri Domenico Aloisi, Vincenzo Cilento, Giovanni
Citterio, Mario Scalzi. Il Cancelliere era P. Nicola di Gennaro10.
Conseguita la Licenza ginnasiale allIstituto Bianchi di Napoli, una
volta esentato dal servizio militare in virt del Concordato, per il Noviziato si rec a San Felice a Cancello (CE) dal 1940 al 1941, dove emise la professione semplice il 21 settembre 1941.
Raggiunse poi Firenze, dove, presso il Collegio San Paolo, dal 1941
al 1944, prosegu gli studi nel bel mezzo delle ristrettezze imposte dalla
Seconda Guerra Mondiale (3 Liceo al Collegio alla Querce). Dal 1944
al 1947 comp gli studi di filosofia e di teologia a Roma emise la professione solenne nelle mani del P. Idelfonso Clerici il 12 luglio 1946 nel7
Cos lui stesso parla della sua vocazione: Devo la mia vocazione a mia zia Teresa. Da mia mamma ho ricevuto una profonda formazione nelleducazione, mentre mia zia
mi ha impresso i fondamenti del cristianesimo. Era la sorella di mio pap. Era una donna che si era votata a Dio, apparteneva alla Congregazione di SantAngela Merici, e negli
anni della Prima Guerra Mondiale era entrata in comunit. Poi le tragiche vicende della
guerra avevano fatto s che limmobile che ospitava la comunit venisse distrutto, o destinato ad altri scopi. E cos tutte quelle suore si erano disperse, e mia zia era stata costretta a tornare a casa. Mia zia possedeva tanti libri di preghiere e alcuni volumi illustrati.
Grazie ai suoi insegnamenti conoscevo le parabole evangeliche attraverso i disegni che mi
mostrava. Era veramente una donna profondamente religiosa. Quando entrava in digiuno, non toccava una briciola di pane per lintera giornata (Mio padre aveva una sola vacca nella stalla: dovette venderla per mandarmi in Seminario, intervista a P. Giuseppe Cagni, apparsa in LAmico, Giornale di Cavenago dAdda, giugno 2006).
8
18 marzo - 21 aprile 1938 = ripasso 1 Media; maggio - giugno 1938 = ripasso 2 Media; estate 1938 = studi da solo la 3 Media; dallottobre 1938 4 e 5 ginnasio regolare.
9
ASBR, Relazione intorno a Cagni Giuseppe che domanda di essere accettato come
chierico nella Congregazione dei Chierici Regolari di S. Paolo, cit., f. 2.
10
Essendo ancora minorenne, i suoi genitori diedero il consenso allentrata in Congregazione il 31 agosto 1940.

10

Filippo M. Lovison

[4]

la chiesa di SantAntonio M. Zaccaria al Gianicolo, nellottava del S. Fondatore11 , e dal 1947 al 1948 si rec in Belgio (Kain, Scuola Seminario
di Tournai).
Tornato nellUrbe venne ordinato presbitero da Mons. Alfonso Carinci il 22 maggio 1948 nella chiesa dei SS. Biagio e Carlo ai Catinari in Roma; sei giorni dopo, il 28 maggio, solennit del Corpus Domini, celebrava
la sua prima messa nella chiesa parrocchiale di Cavenago dAdda.
Dedito agli studi, frequent lUniversit a Firenze dal 1948 al 1950
il 24 aprile 1949 si decise a redigere un testamento olografo lasciando come
erede universale la Congregazione dei Chierici Regolari di S. Paolo e poi
a Bologna tra il 1950 e il 1952, dove si laure, sotto la guida del suo Relatore Prof. Eugenio Dupr Theseider, nella Facolt di Lettere di Filosofia il 21
novembre 1966 con uno poderoso studio in ben tre tomi su Vespasiano da
Bisticci. Commentario della vita di Messer Giannozzo Manetti: I Introduzione - Testo; II Note storiche; III Documenti inediti. Lattesa fu dunque lunga,
come lui stesso, giovane studente, riconosceva:
Chiarissimo e carissimo Professore, sono Cagni, di Bologna. Non creda
che mi sia fermato, nel lavoro della tesi. Ho invece la gioia di poterle dire
che sono a buon punto, anche se ancora lontano dal traguardo. Le do noia
ora, perch vorrei essere sicuro di ci che faccio, per non costruire sulla
sabbia. [Dopo avere bene illustrato in tre cartelle il progetto di tesi, termina
con queste parole:] Professore, non dica che troppa carne al fuoco. Ci
sto dando dentro pi che posso. Ricordo le Sue parole di febbraio: Cagni,
non si fermi pi adesso! E sinceramente debbo dire che da allora non mi
sono pi fermato. Il lavoro filologico stato lungo, e in alcuni momenti ne
ho sentito tutto il peso; ma ormai finito. Laltro, quello storico, pi vario, pi costruttivo, quindi spero di sbrigarlo abbastanza in fretta. Chiedo
a lei di sopportarmi ancora per qualche mese, fino a quando anchio potr
arrivare al punto, verso il quale allungo il collo da tanti anni. Sar per ottobre? Lo spero e me lo auguro, ma temo di no. Tuttavia, piuttosto che fare
una pastrocchiata che metta nei guai me e disonori Lei, pazienza se si dovr ripiegare su febbraio! Dopo tanti anni di fuori corso, un mese in pi o
in meno non sar certo la fine del mondo. Le porgo tanti rispettosi ossequi. Buone vacanze! E scusi se vengo a disturbare il Suo riposo con tutta
questa noia che le reco. Con viva riconoscenza, Suo dev.mo, Giuseppe M.
Cagni, barnabita12.

11
Ricevette la tonsura il 17 febbraio 1946 da Mons. Luigi Traglia e lostiariato e il
lettorato da Mons. Igino Nuti il 16 marzo 1946. Sempre da Mons. Traglia ricevette poi
lesorcistato e laccolitato il 4 aprile 1946 e il suddiaconato il 5 luglio 1947. Venne ordinato diacono, sempre da questultimo, il 10 agosto 1947 nella chiesa di SantAntonio M.
Zaccaria in Roma.
12
Giuseppe Cagni, lettera inedita a Eugenio Dupr Theseider, da Cavareno, Villa S.
Luigi, 26 luglio 1964, in ASBR, Fondo Cagni, in corso di inventariazione.

[5]

In memoriam

11

Da allora si contraddistinse per i suoi prediletti studi umanistici e una


incisiva quanto garbata capacit di dialogo con i giovani: dai lunghi anni
dinsegnamento presso il ginnasio e liceo del Collegio La Querce di Firenze al suo impegno con gli scout, dal servizio in Congregazione per la formazione dei chierici alle prime esperienze missionarie allestero, dallanimazione parrocchiale in San Carlo ai Catinari allassistenza ai giovani studiosi nel Centro Studi Storici dellOrdine, dalla guida, dal 1984, della rivista Barnabiti Studi di cui fu curatore fino a quando le forze glielo permisero , alla direzione dellArchivio Generale a partire dallanno 1991,
alle sue innumerevoli conferenze, discorsi, omelie, esercizi spirituali, fervorini, direzioni spirituali, ecc.
Nonostante le vicende della vita lo portassero a ricoprire incarichi di
particolare responsabilit nellOrdine13, rimase sempre molto legato al suo
paese dorigine e alla sua gente14, da qui la sua collaborazione mai interrotta con LAmico, Giornale di Cavenago dAdda15 e con Il Cittadino di
Lodi, come con la sua parrocchia di origine. Cos scriveva, trovandosi in vacanza nel suo paese nel luglio del 1974, a proposito di un appello ai giovani del paese appositamente richiestogli da Ferruccio Pallavera:

13
In breve alcune tappe fondamentali della sua vita religiosa: 1948-1950: Firenze,
San Paolo, Vice maestro degli Studenti; 1950-1955: Bologna, San Luigi, Direttore spirituale e insegnante di Lettere nella Scuola media e religione nel Liceo; 1955-1956: Roma,
Studentato, come studente per il recupero degli esami universitari e studio alla Vaticana;
1956-1962: Perugia, Piaggia Colombata, Direttore spirituale e Insegnante degli Apostolini (medie e Ginnasio); 1962-1964: Bologna, S. Luigi, Direttore spirituale e Insegnante di
religione al Liceo; 1964-1965: Bologna, San Paolo, Ministero e recupero esami universitari; 1965-1982: Firenze, Collegio alla Querce, insegnante al Ginnasio e al Liceo (dal 1970
anche Direttore spirituale); 1982-1985: Roma, Curia generalizia; 1985-1988: Roma, Studentato Internazionale S. Antonio M. Zaccaria; 1988-2010: Roma, San Carlo ai Catinari;
1976-1982: Provinciale della Provincia Romana; 1982-1988: Assistente generale. Nel 1984
inizi la pubblicazione della rivista Barnabiti Studi della quale fu direttore e curatore.
Fu anche Maestro degli studenti dal 1985 al 1988. A lui si deve poi il trasferimento
dellArchivio generalizio dal Gianicolo di nuovo a San Carlo ai Catinari. Dal 1988 inizi
a dedicarsi a tempo pieno agli studi storici. Nel 1991 assunse la carica di Archivista generale iniziando a lavorare presso il Centro Studi Storici dellOrdine.
14
Passava con i familiari le sue brevi vacanze estive, risiedendo per preferibilmente
nella casa parrocchiale e guidando la parrocchia in assenza di Mons. Luigi Vaccari. Dalla
Municipalit ricevette il 29 giugno 1996 la benemerenza civica e poi la cittadinanza onoraria. Diversi furono i suoi articoli pubblicati su Il Cittadino anche in omaggio del compianto prevosto Mons. Vaccari. Il 29 giugno 2008, festa patronale di San Pietro, celebr a
Cavenago dAdda il 60 di Messa.
15
Per un primo squarcio sulla sua vita, si vedano i diversi articoli pubblicati in occasione della scomparsa del P. Giuseppe M. Cagni in LAmico, Giornale di Cavenago dAdda, Anno 41, n. 482, Febbraio 2014 (quasi tutto il numero a lui dedicato), e anche la bella testimonianza di Clotilde Fino, sempre in LAmico, Giornale di Cavenago dAdda,
Anno 41, n. 483, Marzo 2014, p. 15.

12

Filippo M. Lovison

[6]

Certe cose bisogna perderle, per sentirle. Ho un bellorologio al braccio: quasi non ci penso; lo perdo: divento matto. Per questo, trovandomi a
Cavenago non pi ragazzo e vedendovi un buon gruppo di giovani che vorrebbe fare sul serio, mi sono augurato 35 anni in meno e mi son messo a
sognare cosa farei. Coi sacerdoti e le suore di Cavenago sarei aperto, ma esigente. Loro mi fanno vedere Dio, perch la loro vita possibile solo se Dio
esiste e ci ama. Vorrei questa testimonianza integrale, continua, illuminata,
per imparare a viverla anchio. Vorrei i rimproveri, quando me li merito; anche le lodi, quando me le merito; e la comprensione paterna e fraterna, sempre. Un circuito damore vorrei, che mi faccia sentore di chiesa e mi faccia amare la vita. Coi miei compagni sarei fermento e lievito, oltre ad essere un amico sincero, evidentemente. Non lascerei andare alla malora tante
forze vive e vivaci che ci sono. Non lascerei la Casa della Giovent (magari fosse esistita trentanni fa!) come luogo di ritrovo pi o meno accademico, ma ne farei il centro e il cervello di una forte Comunit giovanile
(come ce ne sono tante, oggi) con unorganizzazione nostra, un programma
nostro, una gestione nostra, una vita nostra, per costruire noi e il nostro
paese in unintesa sincera, animata da un affetto altrettanto sincero. Se lavvenire dei giovani, non vedo perch starcene con le mani in mano. Con me
stesso sarei non esigente, ma graffiante. Me ne infischierei di quel che dicono gli altri di me: a meno che abbiano ragione, naturalmente. Comincerei collessere sfacciatamente autentico (umanamente e cristianamente) senza paura di emarginarmi. Compromessi, disimpegno, egoismo, facili successi: tutta roba che butterei nellAdda Morta. E mi darei ad essere,
nellonest pi assoluta, anche se dovr affrontare la solitudine e forsanche
lostracismo dei miei amici pi cari. Ma io so che questo dare a fondo perduto sulla scia di Cristo, che si speso per gli altri fino alla morte di croce il miglior investimento che sia degno di un giovane. In fondo, molti la pensano come me. Solo che hanno paura, o non ne hanno lopportunit, o non hanno qualcuno che cammini avanti e apra la strada anche se
sentono che la chiesa e il mondo li chiamano urgentemente, perch hanno
bisogno di loro. Se io fossi un ragazzo di Cavenago Ma sta un po zitto!
Ce ne sono tanti altri migliori di te!. vero, grazie a Dio. E saranno proprio loro a dare presto un volto pi giovanile e autentico al nostro vecchio
paese16.

Colpito da una grave e irreversibile demenza degenerativa primaria di


tipo Alzheimer, a malincuore dovette abbandonare la Comunit dei SS.
Biagio e Carlo ai Catinari in Roma, e, dietro richiesta dei familiari che lo volevano sempre pi vicino, fece definitivo ritorno nel suo Lodigiano per le
necessarie cure mediche specialistiche, prima a San Colombano al Lambro
e poi al Santa Chiara di Lodi, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita.
Qui fra le luci e le ombre delle sua mente, coloro che lo assistevano raccontano come spesso sinfervorava rivivendo, per esempio, alcuni momen16
Se io fossi un ragazzo di Cavenago, in LAmico, Giornale di Cavenago dAdda,
n. 7-8, Luglio-Agosto 1974.

[7]

In memoriam

13

ti delle sue missioni in Amazzonia organizzate con un gruppo dei suoi studenti della Querce nellanno 197317 e nel 197818, mentre allopposto si
stizziva ricordando ancora la lentezza delle Poste italiane incontrata nella
spedizione dellormai sua rivista Barnabiti Studi.
Ma ancora troppo presto per trarre il bilancio di unesistenza che si
confonde con quella della sua Famiglia religiosa chiamata a vivere eventi
tragici quanto entusiasmanti a cavallo tra XX e XXI secolo, e della quale
diede una sua particolare chiave di lettura storiografica, sorvolando su altre letture di diverso approccio19.
In attesa che lo scorrere del tempo ravvivi i colori di unesistenza spesa alla luce del dono di s, per potere meglio ponderare la piet e la scienza che caratterizz la sua forte personalit pure nel riserbo che da sempre
lo contraddistinse, si pubblica nel frattempo la sua corposa bibliografia:
vera bussola esistenziale che infiora la memoria barnabitica di ieri, di oggi e di domani20.

17
Cfr. Un gruppo di ragazzi della Querce. Non sono andati in Amazzonia a fare i
turisti, in Eco dei Barnabiti, Anno 53, n. 4, Agosto-Ottobre 1973, p. 117, dove viene
immortalato con i suoi studenti in una fotografia che rovescia limmagine che oggi si conserva di lui, ritraendolo con limmancabile veste s, ma tutta bianca e con la fascia nera!
18
Con queste parole il P. Cagni iniziava il suo accuratissimo Diario dellavventura:
31 luglio 1978, luned. Siamo ormai tutti pronti e per grazia di Dio partiamo, alle 15.00 pomeridiane, da Firenze, dopo aver salutato il Signore in cappella e i confratelli coi parenti
nellatrio del collegio. Due pulmini, ch la spedizione numerosa. Lavoratori, come me: PP.
Alberto Trombini e Beppe DellOrto; poi i querciolini Paolo Martinelli, Piero Grandonico, Luca Conti, Stefano Carnicelli, Adriano Bassignana, Benedetta Panuccio, Giovanna Uzzanis; poi: infermiera Enrica Trombini, sorella del P. Alberto, Fabio De Laude, della nostra
parrocchia fiorentina; Salvatore Jacobelli, di Perugia. A noi sono accodati: le due suore di
Sanzeno Sr Angela e Eleninha, con Fiorella; Don Enrico Civilini parroco di Pioltello (MI)
che va a trovare il P. Cariati; Mons. Carlo De Bernard che va a trovare suo fratello P. Angelo; la sorella di Mons. Coroli, che viene per assistere il fratello P. Paolo colpito da paralisi pochi mesi fa (G. CAGNI, Ambulatorio P. Lorenzo Scotti e Seconda Esperienza Missionaria (Capito Poo, 31-VII/29-VIII 1978). Diario dellavventura, ms. inedito in ASBR,
Fondo Cagni).
19
Ci riferiamo, per esempio, alla pubblicazione del volume di E. BONORA, I conflitti
della Controriforma. Santit e obbedienza nellesperienza religiosa dei primi barnabiti, Firenze, Le Lettere, 1998.
20
Si riportano i titoli delle sue pubblicazioni firmate, non firmate ma certe o almeno
siglate (per esempio: Gicc).

14

Giuseppe M. Cagni

[8]

BIBLIOGRAFIA DEGLI SCRITTI DEL P. GIUSEPPE M. CAGNI


1. Rivivere, Periodico Estivo Commemorativo Studenti Barnabiti Fiorentini, Bologna,
Casalecchio di Reno per Eremo, 1, 2, 3, 1949.
2. Quel che ci vorrebbe, in Rivivere, Periodico Estivo Commemorativo Studenti Barnabiti
Fiorentini, Bologna, Casalecchio di Reno per Eremo, 3, 1949, 68-70.
3. Primavera barnabitica, (Collana Spiritualit Barnabitica, n. 5), Bologna, Collegio S. Luigi, Tip. Compositori, 1951.
4. La mia Prima Comunione, Bologna, Collegio S. Luigi, Tip. Sordomuti, 1951; ristampe nel
1952, 1953, 1955, 1958, 1963.
5. La S. Messa al mio Collegio, Bologna, Collegio S. Luigi, Tip. Sordomuti, 1951; ristampa
nel 1954.
6. Uno studente del 500, in Il San Luigi (Bologna), anno 1, Maggio-Giugno 1951, n. 3, 8-9.
7. La Chiesa del nostro Collegio, in Il San Luigi (Bologna), anno 1, Agosto-Dicembre 1951,
n. 4-6, 12-16.
8. Ed il Collegio S. Luigi ha un novello Sacerdote. P. Giuseppe M. DAngelo, Barnabita, in Il
San Luigi (Bologna), anno 1, Agosto-Dicembre 1951, n. 4-6, 22-23.
9. S. Antonio M. Zaccaria. Le lettere, (Collana Spiritualit Barnabitica, n. 1), a cura di, Bologna, Collegio S. Luigi, Tip. Sordomuti, 1952; recensione in Il San Luigi (Bologna),
Luglio 1952, 17, e in Rassegna di Ascetica e Mistica (Firenze), Ottobre-Dicembre
1971, 332-334.
10. Buon Natale per le nostre mamme, a cura di, Bologna, Collegio S. Luigi, Tip. Sordomuti,
1952.
11. S. Antonio M. Zaccaria, I Sermoni, (Collana Spiritualit Barnabitica, n. 2), in collaborazione con Franco Ghilardotti, Bologna, Collegio S. Luigi, Tip. Sordomuti, 1952.
12. S. Antonio M. Zaccaria, Le Costituzioni, (Collana Spiritualit Barnabitica, n. 3), in collaborazione con Franco Ghilardotti, Bologna, Collegio S. Luigi, Tip. Sordomuti, 1954;
recensione in Il San Luigi (Bologna), Maggio 1954, 19-20, e in Rassegna di Ascetica e
Mistica (Firenze), Ottobre-Dicembre 1971, 332-334.
13. La S. Messa in unione con Maria, Bologna, Collegio S. Luigi, Tip. Sordomuti, 1954.
14. Il San Luigi. Euntes, docete!, in Il San Luigi (Bologna), 2 Maggio 1954, 3.
15. Quel primo giorno di vacanza, in Il San Luigi (Bologna), Luglio 1954, 2-3.
16. Maria nella direzione spirituale, in Il San Luigi (Bologna), numero speciale dedicato
allImmacolata, 8 Dicembre 1954, 32-37.
17. Come svolgere un tema?, Bologna, Collegio S. Luigi, Tip. Sordomuti, 1955; Firenze,
Collegio Alla Querce, 1968.
18. XXV di sacerdozio del direttore P. Virginio Colciago, in collaborazione con altri, in Eco
dei Barnabiti, Anno XXXVI, Aprile-Maggio 1956, 107-138.
19. Vocabolarietto latino-italiano e italiano-latino, a cura di, in I. Carrai - E. Orazi, Grammatica latina, volume 2, Esercizi per il primo anno, Bergamo, Minerva Italica, 1958,
271-362.
20. I Sermoni di S. Antonio M. Zaccaria, in Archivio Italiano per la Storia della Piet (Roma, ediz. di Storia e Letteratura), vol. II, in collaborazione con Franco Ghilardotti,
Roma, 1959, 231-283.
21. Concordanze degli Scritti di S. Antonio M. Zaccaria, (Collana Spiritualit Barnabitica, n.
4), Perugia, 1960.
22. I Codici Vaticani Palatino-Latini appartenuti alla biblioteca di Giannozzo Manetti (13961459), Firenze, Leo S. Olschki, 1960.
23. Insuperabile apoteosi a Cavenago attorno alla Madonna della Costa, in Il Cittadino, 7
Settembre 1962.
24. Vincenzo Monaco, Giornale di bordo, in collaborazione con Alberto Bassoli, Bologna,
Collegio S. Luigi, 1964.
25. Le vicende di due manoscritti ex Vaticani: lo Svetonio Pal. Lat. 897 e il Giustino Pal. Lat.
900, in Studi di Bibliografia e di Storia in onore di Tammaro De Marinis vol. I, Verona 1964, 217-240.
26. Enciclopedia Querciolina. I primi centanni del Collegio Alla Querce dei PP. Barnabiti
in Firenze, Firenze 1968.

[9]

Bibliografia degli scritti

15

27. Vespasiano da Bisticci e il suo epistolario, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1969.
28. Lume e fuoco. Risonanze cateriniane tra i Chierici Regolari di S. Paolo, in S. Caterina
tra i Dottori della Chiesa, Firenze, 1970, 131-138.
29. Agnolo Manetti e Vespasiano da Bisticci, estratto da Italia medioevale e umanistica, a.
XIV, 1971, 293-312.
30. Contributi allo studio della spiritualit di S. Antonio M. Zaccaria, Firenze 1972.
31. Da Lodi una barca per Birava, in Eco dei Barnabiti, Anno 52, n. 2, Marzo-Aprile 1972,
73.
32. S. Antonio M. Zaccaria e la tiepidezza, in Contributi allo studio della spiritualit di S.
Antonio M. Zaccaria, n. 1, Firenze, Tip. Gualandi, 1972.
33. I Barnabiti a Bologna, in Secondo Centenario della Fondazione del Collegio S. Luigi dei
PP. Barnabiti, Bologna, 1974.
34. Il Palazzo Montalto, in Secondo Centenario della Fondazione del Collegio S. Luigi dei
PP. Barnabiti, Bologna, Offic. darti grafiche Cacciari, 1974, 29-35.
35. Se io fossi un ragazzo di Cavenago, in LAmico, Giornale di Cavenago dAdda,
n. 7-8, Luglio-Agosto 1974.
36. Bibliografia degli scritti del Padre Giuseppe Francesco De Ruggiero, Barnabita, Firenze,
Provincia Romana dei PP. Barnabiti, 1975.
37. Bibliografia barnabitica bolognese, a cura di, Bologna, Collegio S. Luigi, 1975.
38. Le Costituzioni dei Barnabiti, Firenze, Scuola Tipografica Istituto Gualandi, 1976.
39. Omelia conclusiva alla Settimana di Spiritualit di Napoli (12-17 Settembre 1977),
in Quaderni di vita barnabitica, 2, La nostra vita comunitaria, a cura di L. Cagni G. Ranaldi, Roma 1978, 117-121.
40. P. John M. Keenan (1921-1978), 92-93; P. Michele M. De Candia (1913-1978), 93; (i nostri morti), in Eco dei Barnabiti, Anno 58, n. 3, Settembre-Dicembre 1978.
41. Un po di storia domestica. Verso il IV Centenario della approvazione delle Costituzioni dei Barnabiti, in Eco dei Barnabiti, Anno 59, n. 1, Gennaio-Aprile 1979, 5-8.
42. S. Antonio M. Zaccaria. La Regola del cuore, (Collana Panem nostrum, n. 1), Firenze,
Prov. Romana dei PP. Barnabiti, 1979.
43. Angelica Anonima; Memorie, in Quaderni di Storia e Spiritualit Barnabitica, n. 2, a
cura di, Firenze 1979.
44. IC.XC., (Collana Panem nostrum, n. 2), Firenze, Prov. Romana dei PP. Barnabiti, 1980.
45. La povert, (Collana Panem nostrum, n. 3), Firenze, Prov. Romana dei PP. Barnabiti,
1980.
46. Bibliografia degli scritti del Padre Salvatore De Ruggiero, Barnabita (in collaborazione con
V. Colciago - G. Scalese), PP. Barnabiti, Firenze, Tipografia Merciai, 1980.
47. Fra Battista da Crema O.P., Filosofia divina, (Collana Panem nostrum, n. 4), Firenze,
Prov. Romana dei PP. Barnabiti, 1981.
48. Lobbedienza, (Collana Panem nostrum, n. 5), Firenze, Prov. Romana dei PP. Barnabiti, 1981.
49. Alcune considerazioni storiche, in LAmico, Giornale di Cavenago dAdda, n. 95,
Novembre 1981.
50. Cavenago e il suo castello, in LAmico, Giornale di Cavenago dAdda, n. 96, Dicembre 1981.
51. Bibliografia degli scritti del Padre Filippo M. Parenti, Barnabita, Roma 1982.
52. Discorso in morte di don Luigi Vaccari prevosto di Cavenago dAdda, in LAmico,
Giornale di Cavenago dAdda, n. 100, aprile 1982.
53. Chi era prevosto di Cavenago al tempo di Dante?, in LAmico, Giornale di Cavenago
dAdda, n. 101, Maggio 1982.
54. Natura e vita, in LAmico, Giornale di Cavenago dAdda, n. 103, Luglio 1982.
55. 18 febbraio: nascono i Barnabiti, in Eco dei Barnabiti, 63, n. 1, Gennaio-Febbraio
1983, 3-5.
56. Ma proprio il Fondatore?, in Eco dei Barnabiti, 63, n. 1, Gennaio-Febbraio 1983,
24-27.
57. 18 febbraio: ringraziare e pensare, in Eco dei Barnabiti, 63, n. 2-3, Marzo-Giugno
1983, 5-7.
58. Antonio M. Zaccaria Santo Eucaristico, in Eco dei Barnabiti, 63, n. 2-3, MarzoGiugno 1983, 15-18.

16

Giuseppe M. Cagni

[10]

59. A Bologna la cerimonia ufficiale, in Eco dei Barnabiti, 63, n. 2-3, Marzo-Giugno 1983,
31-44.
60. Le Celebrazioni fiorentine, in Eco dei Barnabiti, 63, n. 2-3, Marzo-Giugno 1983, 62-65.
61. O mistrio pascal, in Voz de Nazar, Belm, Brasile, 3 Aprile 1983, 3.
62. Barnabiti ieri e oggi. Numero unico edito in occasione del 450 dellapprovazione pontificia dellOrdine, Roma, Curia Generalizia dei PP. Barnabiti, Tip. Don Bosco, 1983.
63. Presenza dei Barnabiti nel mondo, in Barnabiti ieri e oggi. Numero unico edito in occasione del 450 dellapprovazione pontificia dellOrdine, Roma, Curia Generalizia dei
PP. Barnabiti, Tip. Don Bosco, 1983, 8-11.
64. Piante di Paolo slargatevi, in Barnabiti ieri e oggi. Numero unico edito in occasione
del 450 dellapprovazione pontificia dellOrdine, Roma, Curia Generalizia dei PP.
Barnabiti, Tip. Don Bosco, 1983, 12-17.
65. Tradizione pedagogica dei Barnabiti, in Barnabiti ieri e oggi. Numero unico edito in occasione del 450 dellapprovazione pontificia dellOrdine, Roma, Curia Generalizia
dei PP. Barnabiti, Tip. Don Bosco, 1983, 24-25.
66. Scuole oggi, in Barnabiti ieri e oggi. Numero unico edito in occasione del 450 dellapprovazione pontificia dellOrdine, Roma, Curia Generalizia dei PP. Barnabiti, Tip.
Don Bosco, 1983, 26-40.
67. Uno schiaffo al Granduca, in Barnabiti ieri e oggi. Numero unico edito in occasione del
450 dellapprovazione pontificia dellOrdine, Roma, Curia Generalizia dei PP. Barnabiti, Tip. Don Bosco, 1983, 44-45.
68. Galileiani prima di Galilei, in Barnabiti ieri e oggi. Numero unico edito in occasione del
450 dellapprovazione pontificia dellOrdine, Roma, Curia Generalizia dei PP. Barnabiti, Tip. Don Bosco, 1983, 46-47.
69. Collaboratori dei Vescovi, in Barnabiti ieri e oggi. Numero unico edito in occasione del
450 dellapprovazione pontificia dellOrdine, Roma, Curia Generalizia dei PP. Barnabiti, Tip. Don Bosco, 1983, 48-54.
70. Sorelle nel servizio ecclesiale, in Barnabiti ieri e oggi. Numero unico edito in occasione
del 450 dellapprovazione pontificia dellOrdine, Roma, Curia Generalizia dei PP.
Barnabiti, Tip. Don Bosco, 1983, 58-59.
71. In collaborazione con Filippo Parenti, I manoscritti di Leonardo, in Barnabiti ieri e oggi. Numero unico edito in occasione del 450 dellapprovazione pontificia dellOrdine, Roma, Curia Generalizia dei PP. Barnabiti, Tip. Don Bosco, 1983, 76-77.
72. Tra specole e laboratori, in Barnabiti ieri e oggi. Numero unico edito in occasione del
450 dellapprovazione pontificia dellOrdine, Roma, Curia Generalizia dei PP. Barnabiti, Tip. Don Bosco, 1983, 82-85.
73. Ecumenismo, in Barnabiti ieri e oggi. Numero unico edito in occasione del 450 dellapprovazione pontificia dellOrdine, Roma, Curia Generalizia dei PP. Barnabiti, Tip.
Don Bosco, 1983, 86-87.
74. Ieri oggi e domani, in Barnabiti ieri e oggi. Numero unico edito in occasione del 450
dellapprovazione pontificia dellOrdine, Roma, Curia Generalizia dei PP. Barnabiti, Tip. Don Bosco, 1983, 94-97.
75. Continuamente avanti nel radicalismo evangelico, in LOsservatore Romano, 26 febbraio 1983, 6; tradotto in portoghese in Voz de Nazar, Belm, Brasile, 5 Giugno
1983, 3, 12 giugno 1983, 3.
76. Come nacque la Querce, in La Querce, Firenze, XXXVIII, 1983, n. 3, 5-8.
77. Enrico Sironi, Contributo alla tradizione del testo delle lettere di S. Vigilio di Trento,
in Barnabiti Studi. Rivista dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti), 1 (1984),
209-226.
78. Il 450 della Congregazione nella stampa, in Barnabiti Studi. Rivista dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) 1 (1984), 261-266.
79. Pubblicazioni Barnabitiche, Anno 1983, a cura di, in Barnabiti Studi. Rivista dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) 1 (1984), 267-286.
80. Segnalazioni, a cura di, in Barnabiti Studi. Rivista dei Chierici Regolari di S. Paolo
(Barnabiti) 1 (1984), 286.
81. Vittorio Michelini, I Barnabiti Chierici Regolari di S. Paolo alle radici della Congregazione: 1533-1983, Milano, Nuove Edizioni Duomo, 1983, (recensione) in Barnabiti Studi. Rivista dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) 1 (1984), 298-300.

[11]

Bibliografia degli scritti

17

82. Francesco La Combe, Meditare: Analisi dellorazione mentale. Introduzione, traduzione e note a cura di Antonio M. Gentili, con una nota storica di Antonio M. Bianchi,
Milano, Ed. Ancora, 1983, (recensione) in Barnabiti Studi. Rivista dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) 1 (1984), 300-301.
83. Alessandro Morandotti, San Paolo Converso in Milano, Milano, Societ Milanese per
lArte, [1983], (recensione) in Barnabiti Studi. Rivista dei Chierici Regolari di S.
Paolo (Barnabiti) 1 (1984), 301-304.
84. Serafino Ghidini servo di Dio barnabita, in La Vita Cattolica, Cremona, 8 Gennaio
1984, 8, e in Madonna del Buoncammino, Altamura (Bari), XXI, 1984, n. 2, 3 di
copertina.
85. San Carlo e lAngelica Agata Sfondrati, in Sicut Angeli, Roma, Gennaio-Giugno 1984,
17-21.
86. La parrocchia di San Sebastiano a Livorno, in Eco dei Barnabiti, Anno 64, n. 1-2,
Gennaio-Aprile 1984, 23-27.
87. San Carlo e i Barnabiti a Monza, in Eco dei Barnabiti, Anno 64, n. 3-4, MaggioLuglio 1984, 1-4.
88. Il Mondo antico e moderno dei Barnabiti a Lodi, in Il Cittadino, Lodi, 11 Maggio
1984, 12-13, e in seconda edizione: Il Collegio San Francesco di Lodi nel 150, Lodi,
Tipolit. L. Sobacchi, Dicembre 1984.
89. Padre Giovanni Semeria fondatore del Vittorino di Genova?, in Barnabiti Studi. Rivista dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) 2 (1985), 131-168.
90. La statua della Madonna della Misericordia in S. Bartolomeo degli Armeni a Genova,
in Barnabiti Studi. Rivista dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) 2 (1985),
169-173.
91. Le nuove Costituzioni. Giornate di studio e di spiritualit a Napoli (10-14 settembre
1984), in Quaderni di vita barnabitica, 7, a cura di, Roma 1985.
92. Bibliografia Barnabitica 1984, a cura di, in Barnabiti Studi. Rivista dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) 2 (1985), 197-219.
93. Vittorio M. Michelini, San Carlo Borromeo nella corona dei suoi Santi, Milano, Edizioni Barnabitiche, 1985, (recensione) in Barnabiti Studi. Rivista dei Chierici Regolari
di S. Paolo (Barnabiti) 2 (1985), 224-225.
94. AA.VV., Da Carlo Borromeo a Carlo Bascap. Atti della giornata culturale. Arona 12 settembre 1984, Novara, Associazione di Storia della Chiesa Novarese, 1985, (recensione) in Barnabiti Studi. Rivista dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) 2 (1985),
226-227.
95. Giornale dellAssedio e della successiva presa e distruzione della Citt di Castro (trascrizione), in Barnabiti Studi. Rivista dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) 2
(1985), 31-54.
96. Trascrizione della Bolla con cui Gregorio XIII affidava ai Barnabiti la chiesa di San Biagio allAnello, in Barnabiti Studi. Rivista dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) 2 (1985), 191-195.
97. Manzoni e i Barnabiti, in Eco dei Barnabiti, Anno 65, n. 3, Marzo-Aprile 1985, 2-6,
e, ridotto, in Il Vittorino, 1985, n. 3, 3.
98. Un Antenato del Fondatore: Benedetto Zaccaria, in Eco dei Barnabiti, Anno 65, n. 4,
Maggio-Luglio 1985, 14-19.
99. Le Angeliche alle radici, in Sicut Angeli, Roma, 22, 1985, n. 2, 8-13, e in Eco dei Barnabiti, Anno 65, n. 5, Settembre-Ottobre 1985, 4-5.
100. Il breviario del S. Fondatore, in Barnabiti Studi. Rivista dei Chierici Regolari di S.
Paolo (Barnabiti) 3 (1986), 160-166.
101. Bibliografia Barnabitica 1985, a cura di, in Barnabiti Studi. Rivista dei Chierici
Regolari di S. Paolo (Barnabiti) 3 (1986), 167-185.
102. Costanzo Cargnoni, Le Quarantore ieri e oggi. Viaggio nella storia della predicazione cattolica, della devozione popolare e della spiritualit cappuccina, [Sussidi di formazione
permanente, nuova serie, n. 10], Roma, Conferenza Italiana Superiori Provinciali
Cappuccini, 1986, (recensione) in Barnabiti Studi. Rivista dei Chierici Regolari di S.
Paolo (Barnabiti) 3 (1986), 189-192.
103. Antonio M. Alessi, Un Santo sempre attuale: SantAntonio M. Zaccaria, (Collana Pionieri, n. 25), Leumann (Torino), Elle Di Ci, 1985; Maria Sardenberg, Santo Antnio

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Giuseppe M. Cagni

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M. Zaccaria: Uma vida que permanece, Rio de Janeiro, Trao, 1985, (recensione)
in Barnabiti Studi. Rivista dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) 3 (1986),
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Pedro Paulo Di Berardino, Um itinerrio de vida: espiritualidade de santo Antnio M.
Zaccaria, [Coleo Temas de Espiritualidade, n. 7], So Paulo (Brasile), Edies
Loyola, 1986, (recensione) in Barnabiti Studi. Rivista dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) 3 (1986), 193-194.
Rodolfo Atzeni, Profilo duna grande anima. Testimonianze sulla vita del Servo di Dio
P. Giovanni Semeria, Roma-Milano, Opera Nazionale per il Mezzogiorno dItalia,
1985, (recensione) in Barnabiti Studi. Rivista dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) 3 (1986), 195-196.
Angelo Farina, Seguimi! Dove, Signore? Padre Romeo M. Farina, missionario barnabita, Lodi, La Moderna, 1986, (recensione) in Barnabiti Studi. Rivista dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) 3 (1986), 196-197.
Bolla di approvazione delle Angeliche: 15 gennaio 1535, in Le Angeliche di S. Paolo
nel 450 anno di vita, Roma 1986, 13-14.
Celebrazione giubilare a Trani, in Le Angeliche di S. Paolo nel 450 anno di vita, Roma 1986, 23-24.
Le Angeliche alle radici, in Le Angeliche di S. Paolo nel 450 anno di vita, Roma
1986, 42-43.
Due grandi ammiratori di Rosmini. I, in Charitas (Stresa), 60, 1986, 272-275.
Atti del Convegno di studi nel Centenario della morte di Luigi Bruzza (1883-1983), Vercelli, 6-7 ottobre 1984, Vercelli, Cassa di Risparmio di Vercelli, 1987, (recensione) in
Barnabiti Studi. Rivista dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) 4 (1987), 255262.
Olschki. Un secolo di editoria 1886-1986. Vol. I: Cristina Tagliaferri, La libreria antiquaria editrice Leo S. Olschki (1886-1945); vol. II: Stefano De Rosa, La casa editrice Leo
S. Olschki (1946-1986), Firenze, Olschki, 1986, (recensione) in Barnabiti Studi. Rivista dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) 4 (1987), 262-268.
Schedario Baumgarten. Descrizione diplomatica di Bolle e Brevi originali da Innocenzo
III a Pio IX. Riproduzione anastatica con introduzione, indici e indici generali
dellopera a cura di S. Pagano. Vol. IV: Eugenio IV - Pio IX (1431-1862). Citt del Vaticano, Archivio Segreto Vaticano, 1986, (recensione) in Barnabiti Studi. Rivista dei
Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) 4 (1987), 268-270.
Un pioniere dellecumenismo. P. Cesare Tondini de Quarenghi (1839-1907), in Eco
dei Barnabiti, Anno 67, n. 1, Gennaio-Febbraio 1987, 4-7.
Bibliografia Barnabitica 1986, a cura di, in Barnabiti Studi. Rivista dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) 4 (1987), 237-253.
Il pontificio Collegio Montalto in Bologna (1585-1797), in Barnabiti Studi. Rivista
dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) 5 (1988), 7-194.
Bibliografia Barnabitica 1987, a cura di, in Barnabiti Studi. Rivista dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) 5 (1988), 387-406.
P. Francesco Denza, in Il Denza, III (1988), n. 5, 4-7.
Il 25 di Sacerdozio di P. Moretti e P. Mascella, in La Querce, XLIII (1988), n. 1, 3-6.
Negri o Besozzi? Come nacque la vexata quaestio delle Lettere Spirituali dellangelica Paola Antonia Negri, in Barnabiti Studi. Rivista dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) 6 (1989), 177-217.
Virginio Colciago, P. Umberto M. Fasola. In memoriam, in Barnabiti Studi. Rivista dei
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Studi. Rivista dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) 8 (1991), 336-340.
227. Bibliografia Barnabitica 1991, a cura di, in Barnabiti Studi. Rivista dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) 9 (1992), 283-309.
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233. I Sauli, Anno LXXII, n. 2, in Eco dei Barnabiti, SantAlessandro Sauli 1534-1592,
Numero speciale in collaborazione con Sergio Pagano e Antonio Gentili, AprileGiugno 1992, 2-5.
234. I primi anni, in Eco dei Barnabiti, Anno LXXII, n. 2, SantAlessandro Sauli 15341592, Numero speciale in collaborazione con Sergio Pagano e Antonio Gentili, Aprile-Giugno 1992, 12-15.
235. La Piazza dei Mercanti al tempo di S. Alessandro, in Eco dei Barnabiti, Anno LXXII,
n. 2, SantAlessandro Sauli 1534-1592, Numero speciale in collaborazione con Sergio
Pagano e Antonio Gentili, Aprile-Giugno 1992, 20-21.
236. La formazione religiosa, in Eco dei Barnabiti, Anno LXXII, n. 2, SantAlessandro
Sauli 1534-1592, Numero speciale in collaborazione con Sergio Pagano e Antonio
Gentili, Aprile-Giugno 1992, 22-25.
237. Primo ministero a Pavia, in Eco dei Barnabiti, Anno LXXII, n. 2, SantAlessandro
Sauli 1534-1592, Numero speciale in collaborazione con Sergio Pagano e Antonio
Gentili, Aprile-Giugno 1992, 26-29.
238. Un Santo eucaristico, in Eco dei Barnabiti, Anno LXXII, n. 2, SantAlessandro Sauli 1534-1592, Numero speciale in collaborazione con Sergio Pagano e Antonio Gentili, Aprile-Giugno 1992, 30-31.
239. Superiore generale, in Eco dei Barnabiti, Anno LXXII, n. 2, SantAlessandro Sauli
1534-1592, Numero speciale in collaborazione con Sergio Pagano e Antonio Gentili, Aprile-Giugno 1992, 32-35.

[19]

Bibliografia degli scritti

25

240. Collaboratore di San Carlo, in Eco dei Barnabiti, Anno LXXII, n. 2, SantAlessandro Sauli 1534-1592, Numero speciale in collaborazione con Sergio Pagano e Antonio Gentili, Aprile-Giugno 1992, 36-37.
241. Vescovo, in Eco dei Barnabiti, Anno LXXII, n. 2, SantAlessandro Sauli 1534-1592,
Numero speciale in collaborazione con Sergio Pagano e Antonio Gentili, AprileGiugno 1992, 38-39.
242. La Corsica al 1570, in Eco dei Barnabiti, Anno LXXII, n. 2, SantAlessandro Sauli
1534-1592, Numero speciale in collaborazione con Sergio Pagano e Antonio Gentili, Aprile-Giugno 1992, 40-42.
243. Apostolo della Corsica, in Eco dei Barnabiti, Anno LXXII, n. 2, SantAlessandro
Sauli 1534-1592, Numero speciale in collaborazione con Sergio Pagano e Antonio
Gentili, Aprile-Giugno 1992, 43-55.
244. Lepiscopato pavese, in Eco dei Barnabiti, Anno LXXII, n. 2, SantAlessandro Sauli
1534-1592, Numero speciale in collaborazione con Sergio Pagano e Antonio Gentili, Aprile-Giugno 1992, 56-63.
245. La morte santa, in Eco dei Barnabiti, Anno LXXII, n. 2, SantAlessandro Sauli 15341592, Numero speciale in collaborazione con Sergio Pagano e Antonio Gentili,
Aprile-Giugno 1992, 66-67.
246. La glorificazione, in Eco dei Barnabiti, Anno LXXII, n. 2, SantAlessandro Sauli
1534-1592, Numero speciale in collaborazione con Sergio Pagano e Antonio Gentili, Aprile-Giugno 1992, 70-72.
247. Lomaggio dei Barnabiti, in Eco dei Barnabiti, Anno LXXII, n. 2, SantAlessandro
Sauli 1534-1592, Numero speciale in collaborazione con Sergio Pagano e Antonio
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n. 3-4, Luglio-Dicembre 1992, 2-3.
252. Gli affreschi di Fissiraga, in Eco dei Barnabiti, Anno LXXIII, n. 3-4, LuglioDicembre 1992, 6-7.
253. Napoli, il Denza ospita il liceo Fermi di Alghero, in Eco dei Barnabiti, Anno
LXXIII, n. 3-4, Luglio-Dicembre 1992, 16-17.
254. Lomaggio dei Barnabiti, in Eco dei Barnabiti, Anno LXXIII, n. 3-4, LuglioDicembre 1992, 20-21.
255. Notizie dalle case, in Eco dei Barnabiti, Anno LXXIII, n. 3-4, Luglio-Dicembre
1992, 22-37.
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1991, (recensione) in Eco dei Barnabiti, Anno LXXIII, n. 3-4, Luglio-Dicembre
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Giuseppe M. Cagni

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Il padre di SantAlessandro Sauli partecip allapprovazione dellOrdine dei Barnabiti, in
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Io sono lacqua, in Eco dei Barnabiti, Anno LXXIII, n. 2, Aprile-Giugno 1993, 35.
Restaurata la facciata di S. Paolo Converso in Milano, in Eco dei Barnabiti, Anno
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Progetto Provvidenza, in Eco dei Barnabiti, Anno LXXIII, n. 2, Aprile-Giugno 1993,
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Biblioteca in Parrocchia, in Eco dei Barnabiti, Anno LXXIII, n. 2, Aprile-Giugno
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287. Cosa c sotto San Carlo?, in Vita nostra, n.s., I (1993), n. 3, 1-2.
288. Come cominci San Carlo?, in Vita nostra, n.s., I (1993), n. 4, 1-2.
289. Dove fu costruito San Carlo?, in Vita nostra, n.s., I (1993), n. 5, 1-2.
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292. Diego Martnez. Il primo barnabita spagnolo, in Eco dei Barnabiti, Anno LXXIII,
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293. Commemorato a Novara il Ven. Carlo Bascap, in Eco dei Barnabiti, Anno LXXIII,
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294. La nuova Vita del Bascap, in Eco dei Barnabiti, Anno LXXIII, n. 3-4, LuglioDicembre 1993, 85.
295. Angelo M. Cortenovis e Udine nel Settecento, in Eco dei Barnabiti, Anno LXXIII,
n. 3-4, Luglio-Dicembre 1993, 86-89.
296. Discepole del Crocifisso, in Eco dei Barnabiti, Anno LXXIII, n. 3-4, Luglio-Dicembre 1993, 92-93.
297. Notizie dalle case, in Eco dei Barnabiti, Anno LXXIII, n. 3-4, Luglio-Dicembre
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Annes 1651. Introduction, transcription, commentaire philologique et historique
par Antonella Amatuzzi, Aoste, Acadmie Saint-Anselme (crits dhistoire, de littrature et dart, 3), 1999, (recensione) in Barnabiti Studi. Rivista di ricerche storiche
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442. I Sermoni di S. Antonio M. Zaccaria, in collaborazione con Franco Ghilardotti. Parte
prima: Introduzione: 11-88; Parte seconda: Testo dei Sermoni, 90-184, in Barnabiti Studi. Rivista di ricerche storiche dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) 21
(2004).
443. Le Costituzioni di S. Antonio M. Zaccaria, a cura di. Parte prima: Introduzione, 187280; Parte seconda: Testo delle Costituzioni, 282-374, in Barnabiti Studi. Rivista di
ricerche storiche dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) 21 (2004).
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Giuseppe M. Cagni

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Boffito, Biblioteca Aeronautica Italiana Illustrata. Primo Supplemento Decennale
(1927-1936). Con aggiunte allintera Biblioteca e appendice su manifesti aeronautici del Museo Caproni in Milano descritti da Paolo Arrigoni (Biblioteca di Bibliografia Italiana, (CLXXI), [Firenze], Leo Olschki Editore, 1937 - Ristampa 2002;
Gherardo Lazzeri, Biblioteca Aeronautica Italiana 1937-2000 (Biblioteca di Bibliografia Italiana, (CLXXXII), [Firenze], Leo Olschki Editore, 2004, (recensione) in
Barnabiti Studi. Rivista di ricerche storiche dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) 22 (2005), 349-351.
Bram de Klerck, I fratelli Campi: immagini e devozione. Pittura religiosa nel Cinquecento lombardo. Traduzione dallinglese di Elisa Gregori e Daniela Manotti, Cinisello
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Orlando Manzo, Lesenzione canonica degli Istituti di Vita Consacrata (Can. 591), Roma, A. Salesi, 2005, (recensione) in Barnabiti Studi. Rivista di ricerche storiche dei
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La Correspondance dAlbert Bailly publie sous la direction de Gianni Mombello - Volume IV, Annes 1652-1653. Introduction, transcription, commentaire philologique
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transcription, commentaire philologique et historique par Paola Cifarelli, Aoste,
Acadmie Saint-Anselme (crits dhistoire, de littrature et dart, 6), 2003 - Volume VI, Annes 1656-1658. Introduction, transcription, commentaire philologique et
historique par Laura Chiosso, Aoste, Acadmie Saint-Anselme (crits dhistoire, de
littrature et dart, 7), 2004 - Volume VII, Annes 1659-1663. Introduction, transcription, commentaire philologique et historique par Giorgia Puttero, Aoste, Acadmie Saint-Anselme (crits dhistoire, de littrature et dart, 8), 2005, (recensione)
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462. Le Mortelle: piccola fonte dimenticata, in Barnabiti Studi. Rivista di ricerche storiche dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) 26 (2009), 75-84.
463. Camillo Melzi dEril, in Dizionario Biografico degli Italiani, 73 (2009) 400-402.
464. St. Anthony M. Zaccaria and lukewarmness, Zaccarian Spirituality Collection, n. 2,
Bethlehem (USA), Barnabite Publications, 2009 (traduzione di Frank Papa).
465. Mio padre aveva una sola vacca nella stalla: dovette venderla per mandarmi in Seminario, intervista al P. Giuseppe Cagni, pubblicata postuma in LAmico, Giornale di
Cavenago dAdda, n. 482, febbraio 2014.

Alla venerata memoria del


PADRE GIUSEPPE M. CAGNI,
vero figlio di SantAntonio Maria Zaccaria,
barnabita integrale,
sacerdote zelante e religioso esemplare,
educatore mite e austero,
studioso serio e autorevole,
appassionato cultore di storia domestica,
padre e maestro.

COSTITUZIONI
DEI CHIERICI REGOLARI
DI SAN PAOLO DECOLLATO
Prima edizione italiana delle Costituzioni del 1579

PROLEGOMENA

PREFAZIONE

Genesi dellopera
Quando feci il noviziato, nellormai lontano 1974-75, erano ancora
ufficialmente in vigore le Costituzioni del 1579. Il Capitolo generale del
1970, prendendo atto del fallimento del tentativo di revisione delle antiche Costituzioni compiuto nel triennio precedente, aveva disposto la formazione di una commissione post-capitolare che preparasse un nuovo testo di Costituzioni, da approvare nel successivo Capitolo del 1976. La
mentalit diffusa in quegli anni era quella che tutto dovesse cambiare: ci
che apparteneva al passato era considerato ipso facto superato1. Sembrava che anche le antiche Costituzioni, per quanto ancora formalmente in
vigore, avessero perso la loro efficacia; le nuove non cerano ancora; si viveva, di fatto, in uno stato di indefinita vacatio legis. Per di pi, il Padre
Maestro faceva parte della commissione incaricata di redigere le nuove
Costituzioni; per cui, comprensibilmente, anzich illustrarci le antiche
Costituzioni ormai di fatto delegittimate e a termine ci aggior-

1
A dire il vero, cera chi avvedutamente metteva in guardia da questa tendenza:
Esiste in molti uno stato danimo di radicale insofferenza verso lo ieri della Chiesa:
uomini, istituzioni, costumi, dottrine, tutto senzaltro accantonato, se porta limpronta
del passato. cos che uno spirito critico implacabile condanna in questi irrefrenabili innovatori tutto il sistema ecclesiastico di ieri: essi non vedono pi che colpe e difetti,
inabilit e inefficienza nelle espressioni della vita cattolica degli anni trascorsi; con conseguenze che si presterebbero a molte e gravi considerazioni, e che oscurano quel senso
storico della vita della Chiesa, ch pur preziosa caratteristica della nostra cultura. Esso
sostituito da una facile simpatia a tutto ci ch fuori della Chiesa; lavversario diventa
simpatico ed esemplare, lamico invece diventa antipatico e intollerabile. Se questo processo non moderato, esso d luogo perfino alla persuasione che sia lecito prospettare
lipotesi duna Chiesa del tutto diversa da quella odierna e nostra; una Chiesa inventata,
si dice, per i tempi nuovi, dove sia abolito ogni vincolo di obbedienza molesta, ogni limite alla libert personale, ogni forma dimpegnativa sacralit. Questa deviazione pur
troppo possibile; ma da sperare che la sua stessa evidente eccessiva misura ne denunci
lerrore: non certo a questa disintegrazione della realt storica, istituzionale e collaudata
vuol tendere laggiornamento, cio il rinnovamento della Chiesa, patrocinato dal Concilio (PAOLO VI, Udienza generale, 7 gennaio 1970). Ma, tant, la mentalit era talmente diffusa e condivisa, che a ben poco servivano certi richiami.

42

Giovanni M. Scalese

[2]

nava sui lavori della commissione e quindi sul nuovo testo che si veniva,
a mano a mano, formando ed era progressivamente pubblicato sul bollettino ufficiale della Congregazione. Morale della favola: terminato il noviziato, non avevo la bench minima idea di quale fosse il contenuto delle Costituzioni del 1579.
Quando infine arriv il giorno della prima professione (4 novembre
1975), visto che il rito prevedeva la consegna delle Costituzioni (nel rito
rinnovato definitivo la consegna delle Costituzioni stata saggiamente
anticipata allinizio del noviziato), si pose il problema: quale testo consegnare? I Padri di San Carlo ai Catinari (dove feci la professione e dove
avrei trascorso il primo anno di studentato) non ebbero esitazioni: avrei
dovuto ricevere le uniche Costituzioni al momento in vigore. Fu cos che
il Padre Generale Giovanni Bernasconi, che ricevette la mia professione,
mi consegn il libretto con copertina nera e taglio rosso che ancora
oggi gelosamente conservo della sesta edizione delle antiche Costituzioni. Forse sono stato lultimo barnabita a riceverle (nel luglio successivo il Capitolo generale avrebbe approvato, ad experimentum, il nuovo testo delle Costituzioni).
Accettai quelle Costituzioni, come dire, a scatola chiusa, e con il
vivo desiderio di conoscerne il contenuto. Per quanto fresco di studi classici (avevo fatto la maturit da poco pi di un anno), la lettura di quel latino cinquecentesco si rivel irta di difficolt. Allora decisi di rimboccarmi le maniche e, riassumendo le vesti dello studente liceale, armato del
mitico Calonghi, mi misi a tradurre, parola per parola, il testo delle Costituzioni. Il risultato fu una traduzione piuttosto approssimativa: tradurre un testo non significa trasferire ciascuna parola da una lingua allaltra
(come il pi delle volte pensano gli studenti inesperti), ma entrare nel testo per coglierne il vero significato. Cosa non facile per chi si accosta per
la prima volta a un nuovo autore, a un nuovo genere letterario, a un nuovo tipo di lingua e di linguaggio. Ma comunque, si trattava di una traduzione a esclusivo uso personale, senza alcuna pretesa. Il lavoro si svolse a
rilento, nei ritagli di tempo (per lo pi durante lestate), e si trascin per
svariati anni.
Alla fine degli anni Novanta, un gruppo di studenti romani, che avevano saputo non so come della mia traduzione, me ne fecero richiesta. Mancava ancora la traduzione del quarto libro. In ogni modo, feci una veloce revisione dei primi tre libri e glieli inviai (data della lettera
di accompagnamento: Firenze, Collegio alla Querce, 29 luglio 1999).
Capii allora che il mio lavoro, nato per uso personale, poteva riscuotere
un interesse pi vasto, anche perch, nel frattempo, gli studenti con una

[3]

Prefazione

43

formazione classica diventavano sempre pi rari e, soprattutto, cominciavano ad affacciarsi alla Congregazione vocazioni provenienti dalle pi disparate parti del mondo, affatto prive di formazione umanistica, per le
quali le Costituzioni del 1579 sarebbero inevitabilmente rimaste, per
sempre, un oggetto misterioso, pressoch inaccessibile. Ripresi perci la
traduzione del quarto libro, sempre con grande lentezza, oberato
comero degli impegni che lobbedienza mi chiamava, di volta in volta, a
svolgere. Il lavoro finalmente si concluse negli anni recenti, allIstituto
Bianchi di Napoli; ma si capisce bene come, essendosi esso sviluppato in
un arco di tempo cos esteso, necessitasse di una revisione generale, che
desse maggiore omogeneit al testo e correggesse le inevitabili sviste e incongruenze ( ovvio che, man mano che il lavoro procedeva, ero riuscito
gradualmente a penetrare il testo e a coglierne il vero significato e talora
anche le sfumature). Ma purtroppo mancava il tempo per farlo. Finalmente la Provvidenza volle che venissi destinato a Kabul, e fu cos che
nel mio buen retiro afghano trovassi la tranquillit necessaria per riprendere in mano il lavoro e portarlo a termine.

Natura di questa edizione


Va subito chiarito che la presente edizione non , e non vuole in alcun modo essere, unedizione critica. Ledizione critica delle Costituzioni
del 1579, insieme con quella delle Costituzioni del 1552, era stata iniziata, negli anni Settanta, dal compianto Padre Giuseppe Cagni2. Da tale
edizione critica ci siamo permessi di riprendere lIntroduzione storica alle
Costituzioni del 15793. Per quanto affrettata potesse apparire allAutore, essa costituisce, a nostro avviso, lultima parola autorevole sulle Costituzioni del 1579. Labbondanza della documentazione riportata ne fa
un resoconto pressoch completo, a cui sarebbe difficile, al momento, ag2
Le Costituzioni dei Barnabiti, pro manuscripto, Firenze, 1976, pp. (52)+168. Una
nota alla fine del volume spiega il motivo della pubblicazione pro manuscripto: Alle Costituzioni del 1579 mancano le note storiche. Seguiranno: Declarationes, Decreta et Monita dal 1579 ai nostri giorni; Appendici. Lintroduzione, affrettata com, andr certamente rifusa e sottoposta allapprovazione generalizia, che ora non ha: per questo il libro
pro manuscripto (p. 167). La pubblicazione fu affrettata, perch il Padre Giovanni Bernasconi, Superiore generale uscente, voleva che a tutti i costi essa fosse pronta
per il Capitolo generale del 1976 (quello che avrebbe approvato ad experimentum il nuovo testo delle Costituzioni). Fu cos pubblicata questa edizione provvisoria e incompiuta,
con lintenzione di completarla al pi presto. Ma incompiuta, purtroppo, rimase. Si spera che, prima o poi, qualcuno ponga mano al completamento di unopera tanto importante.
3
Ibid., pp. (35)-(50).

44

Giovanni M. Scalese

[4]

giungere qualcosa di nuovo. Oltre tutto, avendo avuto tale ricerca una
diffusione piuttosto limitata (a causa delle circostanze della pubblicazione), ci sembrato non solo opportuno, ma doveroso darle il risalto che
meritava4.
La presente edizione vuole semplicemente essere la traduzione italiana delle antiche Costituzioni. Lauspicio che sia una traduzione fedele, che riesca a trasmettere il senso autentico delle norme che i nostri
maggiori diedero alla Congregazione. Viene riportato, a fronte, anche il
testo latino, meglio, i testi latini (quello originale della quarta edizione e
quello emendato della sesta edizione)5, su cui stata condotta la traduzione. Il testo latino viene riportato perch ciascuno possa verificare personalmente la correttezza della traduzione. Ogni traduzione, purtroppo,
rischia di trasformarsi talvolta in tradimento; per cui opportuno che
ciascuno abbia a portata di mano loriginale, per accertarsi de visu del significato genuino del testo.
Alla traduzione sono state aggiunte alcune note, che, senza avere alcuna pretesa scientifica, intendono aiutare il lettore a comprendere meglio il testo. Nella Nota editoriale si troveranno tutte le indicazioni per
utilizzare al meglio il presente volume.
Intendimenti della pubblicazione
Con tale edizione si d attuazione, dopo quasi quattrocentoquaranta anni, a una possibilit prevista dalle stesse Costituzioni: Il Capitolo
generale stabilir se si debba tradurre in lingua volgare qualche parte di
esse, per venire incontro a quanti non conoscono il latino6. Evidentemente, fino a quando le Costituzioni sono rimaste in vigore, non si mai
sentito il bisogno di tradurle, dal momento che la formazione che allora
ricevevano i Barnabiti permetteva loro di leggerle nel testo originale. Ai
fratelli conversi, per i quali era stata prevista quella possibilit, si provvide con le Regole a loro specificamente destinate.
Che motivo cera, allora, di tradurle oggi che non sono pi in vigore? Per regolare la nostra vita religiosa e apostolica abbiamo a disposi4
Dopo la pubblicazione delledizione critica, gli unici ulteriori interventi sulle Costituzioni del 1579, a quanto ci consta, sono stati la lettera ai confratelli di G. BASSOTTI,
San Carlo e i Barnabiti, Roma, 1984, pp. 66-75, e larticolo dello stesso G. CAGNI, Carlo Bascap e le Costituzioni dei Barnabiti e delle Angeliche: Barnabiti Studi 10 (1993),
pp. 137-245.
5
Sulle motivazioni di tale scelta si veda, pi avanti, la Nota editoriale.
6
Si quid vero ex eis, eorum causa qui latinas litteras nesciunt, in vernaculam linguam vertendum sit, statuat Capitulum Generale (l. I, c. 1, 15 [n. 9]).

[5]

Prefazione

45

zione le nuove, pi che dignitose, Costituzioni del 1983, tradotte nelle


principali lingue parlate in Congregazione. Che bisogno c di andare a
rileggersi, oggi, le antiquate Costituzioni del 1579?
Quando, nel 1970, il Capitolo generale, forse provvidenzialmente,
bocci il lavoro svolto dalla commissione istituita dal Capitolo straordinario del 19677 incaricata di rivedere il testo delle antiche Costituzioni, e decise di istituire unaltra commissione con il compito di redigere un nuovo testo di Costituzioni, furono approvate le seguenti delibere:
Revisione e aggiornamento delle Costituzioni
1. Il Capitolo generale prende atto e ringrazia la Commissione costituita
nel 1967 per il lavoro di revisione delle Costituzioni, lavoro compiuto in
condizioni difficili ma che ha permesso lallestimento di un ottimo materiale di base; riconosce altres il contributo critico e positivo proveniente dai Capitoli provinciali e dai membri della Congregazione, comunitariamente e singolarmente; al tempo stesso, deve constatare di trovarsi di fronte a una materia cos fluida e vasta da non poter affacciare,
in sede capitolare, la soluzione di un problema cos delicato e di vitale
importanza.
2. Il Capitolo stabilisce che la prosecuzione del lavoro per laggiornamento delle Costituzioni venga demandata ad apposita commissione post-capitolare.
3. Questa commissione sar nominata dalla Consulta generalizia, con possibilit di decentrare il lavoro nellambito delle province.
4. Alla commissione il Capitolo d inoltre le seguenti direttive:
a) Non si continui la revisione dellantico testo latino delle Costituzioni,
ma lo si conservi integro e venga considerato come Regula di valore storico-ascetico, espressione del nativo spirito barnabitico che attinge valore alle memorie vive della vita e degli scritti dei Fondatori.
b) Nel contempo si prepari una nuova redazione delle Constitutiones
che mantenga il primitivo spirito e sia improntata alle istanze dei tempi nuovi, testimonianza barnabitica di una presenza moderna nellattuale grande svolta della storia.
c) La commissione, nellespletamento del proprio lavoro, si mantenga
costantemente in contatto con le comunit, stimolando la loro collaborazione, ascoltandone voci e proposte e suggerendo, a sua volta, le
soluzioni pi adeguate.
5. La lingua da usare nella redazione sia quella nazionale
su primitivo testo italiano;
da tradursi successivamente in latino. Questo sar il testo ufficiale
della Congregazione, cui dovranno ispirarsi le traduzioni definitive
nelle lingue nazionali.

7
Il Capitolo generale straordinario (Roma, 1 agosto - 7 settembre 1967), Deliberazioni ufficiali, Roma, 1967, n. 2, pp. 13-14.

46

Giovanni M. Scalese

[6]

6. Le scadenze assegnate sono le seguenti:


preparazione del nuovo testo entro il prossimo triennio;
valutazione da parte dei Capitoli provinciali;
approvazione nel prossimo Capitolo generale (1976).
7. Nel frattempo rimangono in vigore come leggi della Congregazione sia
le antiche Costituzioni, ove non modificate da successivi Capitoli generali, sia i documenti capitolari 1970-718.

A noi non interessa qui quali siano stati gli esiti di tali delibere riguardo alla redazione delle nuove Costituzioni (un processo che si rivel
particolarmente laborioso e che richiese una dilatazione dei tempi previsti). La nostra attenzione si concentra esclusivamente sul comma a della
delibera 4, riguardante il destino delle Costituzioni del 1579. Credo che
ci volle veramente unispirazione dallalto a fermare il lavoro di revisione
fino ad allora compiuto; una revisione che avrebbe inevitabilmente significato uno stravolgimento del testo primitivo, gi ampiamente manomesso nel secolo scorso con la pubblicazione della quinta e della sesta edizione. I Capitolari del 1970 ebbero unidea geniale: lasciare il testo
comera, e considerarlo Regula di valore storico-ascetico, a cui attingere il nativo spirito barnabitico, oggi diremmo: il carisma originario.
Il problema che quellispirazione rimasta, per quasi cinquantanni, lettera morta, perch in questo lasso di tempo la stragrande maggioranza
delle nuove generazioni barnabitiche non disponeva degli strumenti per
attingere a quella fonte.
Allora non ci si pose il problema di quale testo dovesse essere considerato la Regula dei Barnabiti. Padre Bernasconi, avvedutamente, chiese a Padre Cagni di preparare ledizione critica delle Costituzioni, che
mettesse a disposizione di tutti il testo primitivo con le variazioni che esso aveva subito nel corso dei secoli. Ma ledizione critica, purtroppo, rimase incompiuta, e la pubblicazione provvisoria che se ne fece ebbe una
diffusione limitata.
Questa prima edizione italiana delle antiche Costituzioni si accontenta di proporre, come accennato, i due testi fondamentali (quello originale
e quello emendato, desunti rispettivamente dalla quarta e dalla sesta edizione), nella speranza di dare effettiva attuazione alla delibera del Capitolo generale del 1970. Si auspica che le antiche Costituzioni possano cos
realmente diventare per tutti i Barnabiti la Regula a cui attingere il primitivo spirito barnabitico, che animi la loro vita e il loro apostolato.
8
Il Capitolo generale (Roma, 27 dicembre 1970 - 3 febbraio 1971), Deliberazioni
ufficiali, Roma, 1971, pp. 13-14. La stesura della delibera n. 4, almeno nella sua parte essenziale (commi a e b), dovuta alla penna del Padre Vincenzo Cilento (ANDREA BONINI, Cilento Padre e Maestro: Barnabiti Studi, 20/2003, p. 23).

[7]

Prefazione

47

Dedico questo lavoro allindimenticabile Padre Giuseppe Cagni:


avrei tanto desiderato mostrarglielo per riceverne un autorevole giudizio,
ma non ce lho fatta. Spero che possa vederlo dal cielo e approvarlo con
la sua benedizione. Ringrazio di cuore il Padre Andrea Bonini, per laccurata revisione della traduzione, e il Padre Filippo Lovison, Assistente
generale e Direttore del Centro di studi storici, per aver voluto ospitare
la pubblicazione di questopera nella prestigiosa rivista Barnabiti Studi.
una grazia che questa nuova edizione delle Costituzioni veda la luce nel corso dellAnno della vita consacrata, in coincidenza col quarto
centenario della morte del Venerabile Carlo Bascap (6 ottobre 1615), che
svolse un ruolo decisivo nella rielaborazione delle Costituzioni9, e
nellambito del secondo centenario della morte di San Francesco Saverio
Maria Bianchi (31 gennaio 1815), che a queste Costituzioni rimase sempre fedele, anche nei momenti bui della dissoluzione dellOrdine10. Possa la lettura delle antiche Costituzioni, agevolata da questa traduzione,
aiutarci a vivere in profondit la nostra consacrazione, in comunione di
spirito e in continuit di vita con i Santi che ci hanno preceduto.

Kabul, 5 luglio 2015, solennit del Santo Padre Antonio Maria Zaccaria.

Per i dettagli si veda lIntroduzione storica.


Il Santo, che era sempre stato regularum observantissimus (NEAPOLITANA, Beatificationis et Canonizationis Ven. Servi Dei P. Francisci Xaverii Mariae Bianchi, Positio
super virtutibus, Romae, 1842: Expositio virtutum, n. 111, p. 156), suppressa Barnabitarum Congregatione, quoad rerum circumstantiae sinebant, sategit ut regulas et quoad tempus, et quoad substantiam custodiret (ibid.).
9

10

INTRODUZIONE STORICA1

Il lungo cammino delle nuove Costituzioni


Tutti gli storici barnabiti trattano abbastanza esaurientemente la genesi delle Costituzioni del 15792. A parte alcuni particolari, la trattazione
genuina e corrisponde esattamente alle fonti. Il pi diligente e preciso
il P. Barelli.
Nel Capitolo generale del 1566 si pose per la prima volta la questione
dellinsufficienza delle Costituzioni del 1552, specialmente in fatto di ufficio divino, durata del superiorato, professioni, studio, predicazione e amministrazione dei sacramenti. Si diede lincarico ai PP. Marta, Besozzi e
Sauli di studiare il problema e di stendere una bozza di aggiunte, da sottoporre al Capitolo dellanno seguente3. Nel frattempo per erano emersi al-

1
La presente Introduzione storica ripresa dallintroduzione alledizione critica
delle Costituzioni: [G. CAGNI], Le Costituzioni dei Barnabiti, pro manuscripto, Firenze,
1976, pp. (35)-(50). Quellintroduzione da leggere per intero prima di trattare delle Costituzioni del 1579, si soffermava diffusamente, alle pp. (5)-(35), sulle Costituzioni
prime (di Fra Battista e dello Zaccaria) e, soprattutto, sulle Costituzioni del 1552. Il tutto fu successivamente ripreso e sunteggiato dallo stesso A. nella lettera ai confratelli di G.
BASSOTTI, San Carlo e i Barnabiti, Roma, 1984, pp. 66-75 (di cui Padre Cagni fu il ghostwriter), e nellarticolo Carlo Bascap e le Costituzioni dei Barnabiti e delle Angeliche:
Barnabiti Studi, 10 (1993), pp. 137-144. Una collazione fra le tre successive redazioni
pu essere utile per verificare le correzioni che lA. avrebbe apportato in una ipotetica
programmata, ma purtroppo mai realizzata rifusione del testo primitivo dellintroduzione. Da parte nostra, ci siamo permessi di integrare, in nota, il testo originale con alcuni passi tratti dai contributi successivi o da altre fonti (le integrazioni del Curatore sono
precedute da un doppio obelisco o spiedino); abbiamo inoltre rivisto sugli originali le
citazioni dei mss conservati nellASBR e nellASSB; abbiamo infine aggiornato qualche riferimento e corretto alcune mende. Per le abbreviazioni, si veda la Nota editoriale
[N.d.C.].
2
GIOVANNI ANTONIO GABUZIO, Historia Congregationis Clericorum Regularium
S. Pauli, Roma, Salviucci, 1852, pp. 154, 156, 161-162, 186, 201-204; FRANCESCO LUIGI
BARELLI, Memorie della Congregazione de Chierici Regolari di S. Paolo, I, Bologna,
Pisana, 1703, pp. 280, 559, 576-589; ORAZIO PREMOLI, Storia dei Barnabiti nel Cinquecento, Roma, Descle, 1913, pp. 282-295; ANTONIO GENTILI, Le tre regole barnabitiche
(sintesi storica), pro manuscripto, Milano, 1966, pp. 11-19; ID., I Barnabiti, Roma, 2012,
pp. 146-149.
3
ASBR, Acta Capitulorum, S.V, f. 11v: [Statutum fuit] an expediat aliquid addere
[Constitutionibus] circa modum dicendi officium in diebus solemnibus; Habeatur ma-

50

Giuseppe M. Cagni

[2]

tri difetti del testo, che in alcuni punti pareva discrepasse dai Canoni. Il 24
novembre 1567 il P. Generale Sauli manifestava la sua preoccupazione al
Capitolo, pregando i Padri a pensarci seriamente, di modo che qualunque
fosse la decisione da prendere, risultasse ben considerata4.
Questi ripensamenti ci furono e sfociarono di l a tre anni nella convinzione che fosse meglio por mano a un testo nuovo, piuttosto che impazzire a rabberciare il vecchio5. Si elesse una commissione di tre Padri

tura consideratio in Constitutionibus faciendis circa modum professionum, an debeat fieri provisio ut profitentes non possint sine licentia Rev.mi Protectoris nostri et Summi
Pontificis ad aliam arctiorem religionem transire; ... An expediat statuere quod officium Superiorum non extendatur ultra biennium sine spe confirmationis, renunciando
super hoc privilegiis nostris, in hac tantum parte, a Sede Apostolica nobis concessis et obtentis; Statutum fuit ut Constitutionibus et Ordinibus nostris fiant addictiones circa ea
quae studium, praedicationes et audientiam confessionum concernunt, nec non alia ad
nostra privilegia spectantia: hac tamen lege, ut nihil reformetur pertinens ad iam statutas
Constitutiones ... Et quisque poterit proponere quod sibi expediens videbitur. Determinata vero et statuta non intelligantur, nisi secundum ordinem Iuris et rationis et morem
nostrum capitularem. Et hoc executioni demandetur omni qua fieri potest diligentia, humilitate et charitate (29 aprile 1566).
4
ASSB, Acta capitularia 1565-1610, vol. H (Atti capitolari dal dicembre 1565 al
marzo 1571), f. 34: Furno ancora dallistesso Padre Preposito [Sauli] ricordati alcuni
dubbi che havea circa le nostre Constitutioni, che parevano discrepanti dalli Sacri Canoni et dalli nostri privilegii, et ancora una comissione che del 65 dal Capitolo generale fu
datta ad alcuni de nostri Padri per supplimento delle nostre Constitutioni, et di pi altre cosse qual gli parevano necessarie per maggior lume et indrizzo di questa Congregatione. Ma per esser la cossa di tanta importanza, solo la ricord, acci se li facesse consideratione, per tratarne poi successivamente in altri capitoli, non gi per concluder cossa
alcuna per adesso, ma per portarle al Capitolo generale gi disposte et ben considerate,
tal che per brevit di tempo alhora le cosse non fussero alimprovisa (24 novembre
1567).
5
ASBR, Acta Capitulorum, S.V, ff. 48v-49: Primo habita matura, sancta et fideli
consideratione, diligentique examine et discussione super nostras Constitutiones elapsis
annis exaratas et confectas, visum fuit Capitulo quod cum in multis viderentur deficere et nonnulla mutata esse, et praeter Religionis essentialia admodum pauca continere
quae nullo modo sufficerent ad ea quae necessaria et utilia forent ad diversas ordinationes et perfectum regimen totius Congregationis, maxime cum nostra Congregatio incipiat
multiplicari et (ut speratur in Domino) augeri, et fundare alia loca et collegia determinare quid agendum esset; et sic ballottatum fuit et determinatum per omnes ballottas
(ut aiunt) omniumque consensu nemine discrepante (quod apud omnes visum est quasi
miraculum ac manifesta voluntas Dei omnipotentis, qui omnia disponit suaviter) ut per
tres nostros clericos per Capitulum eligendos lingua latina compiletur aliquod volumen
quod sufficeret ad praedicta complenda adimplendaque, coacervando undecumque ipsis
visum fuerit ea quae necessaria, expedientia et utilia forent ad perfectum et consummatum (quantum fieri potest) regimen totius nostrae Congregationis; compilando etiam
nostras praedictas Constitutiones in dicto volumine, adimendo ea quae adimenda et addendo ea quae addenda forent; verumtamen nihil immutando de eis quae essentialia sunt
religionis in praedictis Constitutionibus contenta, videlicet tria Religionis vota, sacrum
Romanum officium, habitum et si qua sunt alia. Et ut ad ea conficienda omnimode incumbatur cum omni humilitate, devotione, charitate, sancta diligentia, matura consideratione, media semper oratione ac sancta et confidenti fiducia in Domino. Et pro executione praedictorum, determinatum fuit per maiorem partem ballottarum, ut post festivitatem Nativitatis S. Mariae Virginis huius praesentis anni omnes vocales immediate

[3]

Introduzione storica

51

(Asinari, Bonfanti e DAlessandro) che vi attendessero in modo esclusivo6


e fu indetto per il mese di settembre un Capitolo generale straordinario,
perch si pensava certo molto ingenuamente che in quattro mesi il testo sarebbe stato gi pronto per venire discusso.
In verit gli incaricati lepidamente battezzati il Triumvirato7
lavorarono sodo, specialmente i PP. Asinari e DAlessandro che erano
della stessa comunit. Il P. Bonfanti, forse perch dislocato a Pavia, il 9
maggio confessava al P. Generale Omodei di aver poco da fare8, per cui
quattro mesi dopo fu trasferito a San Barnaba perch potesse meglio attendere al lavoro assieme agli altri9.
Da una lettera del P. Besozzi, scritta il 14 agosto al P. Omodei, sappiamo che il Capitolo aveva stabilito che il testo venisse inviato alle case, per
essere discusso, man mano che veniva compilato10. E questo avvenne poco
dopo la Madonna dagosto: alle case venne inviato un libro, dei cinque in
cui erano articolate le nuove Costituzioni11. Da Cremona il P. Besozzi scri-

discederent e suis locis et convenirent in S. Barnabam Mediolani, ut quod a tribus praedictis concretum et exaratum fuerit examinaretur; ut ea quae acceptanda forent acceptarentur et quae reiicienda reiicerentur; utque demum ad confirmationem per omnes vocales faciendam perveniretur (10 aprile 1570).
6
ASBR, Acta Capitulorum, S.V, f. 52: Dehinc electi fuere tres ad compilandas
Constitutiones, ut superius dictum est, videlicet: D. Gregorius Asinarius, D. Basilius Bonfantus et Petrus Paulus de Alexandro, fere omnium consensu (14 aprile 1570).
7
ASSB, Cartella gialla XVIII, fasc. 4, lettera del 18 luglio 1570.
8
ASSB, Cartella gialla XVIII, fasc. 4: Al P. D. Gregorio sar contenta far intendere chio non gli ho scritto perch gli voleva insieme mandare le Constitutioni benedittine, quali sin adesso non ho potuto havere, se ben mi sono state promesse. Spero di haverle in breve. Del resto chio non ho fatto altro perch non so che fare, n gli ordini dei
Novitii ho posto in lingua lattina, perch non so se habbino a star cos, et cosa che si
far in un tratto et che verr al tempo profisso (9 maggio 1570). Cf. anche 5 luglio 1570;
Sar contenta di dire a D. Gregorio che mandi in qua quei scritti, et io attender a darli ordine, come che poco habbi fatto dopoi che sono venuto in qua (ibid., 10 luglio
1570).
9
ASBR, Acta Capitulorum, S.V, f. 55v: In eodem Capitulo facta fuit mutatio D.
Basilii de loco ad locum, videlicet de loco nostro Papiae ad locum nostrum S. Barnabae
Mediolani, et hoc ob commoditatem sociorum ad conficiendas Constitutiones secundum
determinationem factam in Capitulo generali, ut superius notatum est, ac etiam ob necessitatem ac proximi utilitatem concionandi in ecclesia nostra, quae valde a fidelibus
frequentatur (14 settembre 1570). Cf. anche ASSB, Acta capitularia 1565-1610, vol. H
(Atti capitolari dal dicembre 1565 al marzo 1571), f. 78.
10
ASSB, Cartella gialla III, n. 7, lettera del 14 agosto 1570: Se non si potr ottenere di prorogare la cosa delle Constitutioni, V. R. pensar il modo di provedere qua.
vero che la stata conclusione del Capitolo generale, ma anche conclusione che di materia in materia si mandasse quel che si faceva. Et per non conveniente che siamo battezati per soccorso et venire cost et fare su le cose in fretta o stare a dispensare il tempo
in dispute. honesto che vediamo li fatti nostri pensatamente anchora noi. Cf. anche
lettera del 4 agosto 1570: Noi stiamo aspettando che ci siano mandate le dittate Constitutioni, perch non veniamo improvvisi e impremeditati (ibid.).
11
GOBIO, Vita del P. Besozzi, p. 236.

52

Giuseppe M. Cagni

[4]

veva al P. Generale il 29 agosto: Siamo dreto a vedere la parte delle Costituzioni mandata. Se laltre quattro parti serano di questa longheza, sar
un gran volume. Desiderarei anche che in qualche parte non fosse s astruso il senso, che in qualche loco sintopano. Pur andaremo drieto. Il nostro
Signore ci aiuttar. Andiamo notando quello che ci pare degno di avertimento et lo portaremo con noi12. Se il materiale era stato raccolto e sistemato dai PP. Asinari e DAlessandro, la forma latina gli era stata data dal
P. Bonfanti13, un po faticosamente a motivo del caldo estivo14.
A settembre il Capitolo generale fu plebiscitario. Veniremo tutti,
perch niuno elegge di voler restare, in cosa di tanto momento, scriveva
il P. Besozzi ai primi di settembre15. Si tenne dal 12 al 14, ma era assurdo
che si concludesse qualcosa di definitivo in cos poco tempo16. Infatti il testo, con le osservazioni, fu rinviato alle comunit per lapprovazione delle
varianti17.
Ma limpresa, ottimamente avviata18, cominci a essere ostacolata da
una serie di imprevisti veramente sconcertante. Il primo fu nel 1571: il 26
aprile moriva, giovanissimo, il P. Bonfanti19. Il Capitolo di quellanno

ASSB, Cartella gialla III, n. 7, lettera del 29 agosto 1570.


ASSB, Cartella giallaXVIII, fasc. 4, 9 maggio 1570.
14
ASSB, Cartella gialla XVIII, fasc. 4: Al lavoro del Triumvirato vado dietro molto freddamente, ancora che faccia gran caldo; cos essorto a fare il medesimo a miei colleghi, i quali saluto nel Signore (18 luglio 1570).
15
ASSB, Cartella gialla III, n. 7, 7 settembre 1570.
16
ASBR, Acta Capitulorum, S.V, f. 55v: Congregato Mediolani in S. Barnaba
Capitulo generali secundum determinationem habitam in Capitulo generali post Pascha
de more Congregationis convocato ratione novarum Constitutionum examinandarum in
his partibus in quibus hae Constitutiones exaratae fuerint... (14 settembre 1570). Cf.
ASSB, Acta capitularia 1565-1610, vol. H (Atti capitolari dal dicembre 1565 al marzo
1571), f. 77.
17
ASSB, Cartella gialla III, n. 7: Prego V. R. vogli intendere dal Rev. P. Maestro
se li nostri Padri che sono andati a Cremona han portato seco quella parte delle nuove
Constitutioni collationate et la scrittura delli rilievi che portassemo noi. Quando non che
li piacer di mandarle qua, che le troviamo al ritorno nostro da Casale, insieme con una
copia delli rilievi fatti in Capitulo, che sono poi da ballottare (19 settembre 1570).
18
Nel febbraio 1572 il P. Besozzi aveva invitato a Cremona il P. Asinari per attendervi meglio: Io havea scritto al P. Maestro di venire qua a fare le Constitutioni, perch
harebbe importato assai che qua in fatto havessimo visto le cose insieme, per fuggire le
contentioni nei Capitoli et li travagli che si passano, come se nha visto per esperientia. Io
lo teneva molto a proposito et lo tengo anchora di nuovo. Et a dirle il vero io non ho opinione di fare lofficio che feci laltra volta, di essere io quello che stia a questi scontri.
Nondimeno sia fatta la volont di Dio: dico in caso che a questo Capitolo se nhabbi a
trattare (ASSB, Cartella gialla III, n. 12, 27 febbraio 1572).
19
ASSB, Cartella gialla III, n. 8, lettera del 26 aprile 1571. La morte del P. Bonfanti
incise anche sui lavori capitolari, perch la malattia non gli permise di approntare il testo
da sottoporre alla discussione. Lo riconosceva anche il P. Besozzi prima del Capitolo:
Non credo che trattiamo hora di Constituzioni per stabilimento alcuno, essendo ito al
cielo il buono Don Basilio nostro (ASSB, Cartella gialla III, n. 8, 29 aprile 1571).
12
13

[5]

Introduzione storica

53

preg i PP. Asinari e DAlessandro di continuare da soli20 e insieme stabil


di non promulgare alcun decreto, giacch si sperava che le nuove Costituzioni avrebbero provveduto presto a ogni necessit21. Invece non fu cos
perch i due, privi del valido aiuto del Bonfanti, allentarono limpegno e
si immersero in altre faccende.
Il Capitolo del 1572, mentre delicatamente faceva capire ai due il disappunto della Congregazione, stabiliva che nel Capitolo generale dellanno successivo (e perch non lo fecero subito?) si eleggesse una commissione di sette Padri, con pieni poteri di condurre in porto limpresa22 senza
passare per le discussioni capitolari, che certamente avrebbero tirato in
lungo le cose. Infatti il 7 aprile 1573 fu insediata la nuova commissione,
composta dai PP. Besozzi, Omodei, Sacchi, DAviano23, Maletta, Asinari e

20
ASBR, Acta Capitulorum, S.V, f. 66v: Defuncto D. Basilio Bonfanto, qui cum D.
Gregorio de Asinariis et D. Petro Paulo de Alexandris curam habebat compilandi Constitutiones, sancitum fuit ut Duo qui superstites erant hoc negocium prosequerentur (11
maggio 1571).
21
ASBR, Acta Capitulorum, S.V, f. 58v: Visum fuit in hoc Capitulo non consumare
frustra tempus in condendis novis ordinibus, remittendo hoc negotium ad novas Constitutiones iam compilari inceptas, quibus speratur sufficienter provisum iri reformationis negocio; unde iudicatum fuit incumbendum potius quibusdam negociis materialibus (8
maggio 1571); ibid., f. 82v: Promotores retulere adhuc esse multas propositiones proponendas, quas dignis de causis ad aliud tempus differendas censuerunt, praesertim concepta spe quod per Constitutiones de mandato Capituli faciendas provisio certa expectaretur (28 aprile 1572).
22
ASBR, Acta Capitulorum, S.V, f. 82v: Habita consideratione iam praeteriisse
biennium Commissionis compilandarum Constitutionum pro perfectiori directione Congregationis, nec adhuc praefatam Commissionem aliquem effectum habere potuisse, tum
propter obitum unius ex compilatoribus, tum propter multas et varias occupationes quae
supervenere reliquis duobus compilatoribus, decretum fuit ut reliqui duo compilatores
huic negotio aliis omissis omnino incumberent. Et pro faciliori et magis celeri praedictarum Constitutionum expeditione et conclusione decretum quoque fuit eligendos esse septem in Capitulo generali proxime futuro, penes quos esset facultas, auctoritas et potestas
praedictas Constitutiones compilatas videndi, corrigendi sive per additionem sive per diminutionem, stabiliendi et concludendi, ita quod illae dicerentur nostrae Congregationis
Constitutiones, observarenturque quas praedicti publicassent servarique mandassent,
dummodo ante huiusmodi publicationem et mandatum transmittatur earum exemplar ad
unumquodque Collegium Congregationis nostrae, data unicuique facultate referendi ad
praedictos septem quicquid de praedictis Constitutionibus in totum vel in partem sentirent in Domino sive suggererent additiones, diminutiones, exceptiones et id genus similia; quibus tamen non obstantibus liberum esset praedictis septem deliberare, statuere,
determinare et concludere, mandareque ab omnibus observari quicquid sibi seu maiori
eorum parti ex praedictis visum fuerit in Domino (28 aprile 1572).
23
Il Padre Nicol dAviano aveva gi dato un contributo alla revisione delle Costituzioni. In data 20 ottobre 1570, aveva inviato al Padre Omodei alcuni suggerimenti: Sono certo che appresso di voi sono quelle antiche Costituzioni che fece la buona memoria
del nostro Reverendo Padre Antonio M. Zaccaria: per vi prego di fare che siano inserite
in queste nuove che si fanno, quelle cose che a Voi pareranno essere di utilit nostra, e
massimamente quei capitoli dei novizi, e come debba essere il maestro dei medesimi; i segni pei quali si conosce quando la disciplina regolare vada in rovina, e della riformazione
della Religione. Tutte le ricette che si usano nella medicina sono ordinate di cose buone ed

54

Giuseppe M. Cagni

[6]

DAlessandro24. La buona volont cera, ma il lavoro aumentava man mano che si procedeva: cos sempre cpita, quando si ricerca la perfezione.
Nessuna meraviglia quindi che le Costituzioni non fossero pronte n per il
Capitolo del 157425, n per quello del 1575, nel quale per i PP. Asinari e
DAlessandro furono invitati a dar spiegazione del ritardo. Bellamente il
P. Asinari si scus, allegando il lavoro del suo ufficio di Maestro dei Novizi e degli Studenti, nonch lincarico di Visitatore affidatogli dal P. Generale; disse che limpresa stessa esigeva tanta prudenza e tanta calma, dato
che si dovevano accontentare i gusti di tutti: del resto, anche i Gesuiti ci
avevano messo ventanni per compilare le loro Costituzioni26! Il Capitolo
elette: cos si dovrebbe fare in queste Costituzioni, ordinandole pi perfette che sia possibile; perch ci saranno sempre come uno sprone doro, che ne punger a camminare a
quella perfezione scritta in quelle, e ci terranno nella cognizione di noi stessi, vedendo che
siamo lontani da essa perfezione (GOBIO, Vita del P. DAviano, Milano, 1858, pp. 62-63;
cf. GENTILI, Le tre regole, cit., p. 5). Si tratta di una lettera preziosa al fine di stabilire la paternit zaccariana di alcuni capitoli delle Costituzioni prime [N.d.C.].
24
ASBR, Acta Capitulorum, S.V, f. 93: Cum in praecedenti Capitulo generali decretum fuisset ut in praesenti Capitulo Generali deligerentur septem ex vocalibus penes quos
esset facultas concludendi, approbandi et stabiliendi Constitutiones compilandas a D. Asinario et D. Petro Paulo de Alexandris, pro executione dicti decreti electi fuere praedicti
septem, demandata illis cura ut tandem ad perfectum finem perducerent hoc opus; ad
quod perficiendum infrascripti fuerunt nominati, videlicet R. D. Ioannes Petrus Besutius
vocibus 19, R. D. Paulus M. Homodeus vocibus 18, R. D. Ioannes Paulus Saccus vocibus
14, R. D. Nicolaus Avianus vocibus 17, R. D. Paulus Maleta vocibus 20, R. D. Gregorius
Asinarius vocibus 19, R. D. Petrus Paulus Alexandrius vocibus 19. Ex quibus ad praedictum opus consummandum deputatis si contigerit aliquem ex hac vita decedere vel aliquo
legitimo impedimento detineri quominus huic negotio incumbere possit, decretum fuit et
compromissum fuit ut Capitulum Collegii nostri Mediolani plenam et liberam habeat facultatem substituendi aliquem vel aliquos in locum eorum qui huic negotio incumbere
non poterunt, necnon approbandi vel reprobandi executiones et impedimenta a praedictis
deputatis seu substitutis adductas quominus huic negotio operam dent (7 aprile 1573).
25
ASBR, Acta Capitulorum, S.V, ff. 114v-115: Praesidens et sex Promotores simul
convenere ad examinandas propositiones in schedulis contentas, habitaque consideratione
super spe concepta quod Constitutiones, quarum compilationi attendebatur, propediem
essent edendae, quibus providebitur non solum negotiis nunc propositis, verum etiam
multo pluribus, visum fuit reicere omnes illas propositiones quarum resolutio sperabatur
per ipsas Constitutiones (27 aprile 1574).
26
ASBR, Acta Capitulorum, S.V, f. 127: Decretum fuit quoad Constitutiones, ut D.
Gregorius qui cum D. Petro Paulo huius rei curam habet, aliquam Capitulo hac de re satisfactionem daret ... Congregato itaque Capitulo, D. Gregorius, prout sibi a multum Rev.
Praesidente et a Promotoribus iniunctum fuerat, congregationi satisfacere curavit cur
Constitutionum compilationem sibi impositam non absolverit, adducendo rationes ob varias occupationes quibus tum domi propter curam novitiorum ac studentium ac visitationis Collegiorum a multum Rev. Praeposito sibi iniunctae, tum foris, tum ob maturitatem
quam huiusmodi negotium requirit, adducto in medium exemplo Patrum Societatis Iesu
qui fere per viginti annorum spatium suarum Constitutionum compilationem sub compilatoris manu reliquere, tum denique quia in dubium inciderat quomodo in universum ab
omnibus acceptandae forent. Quibus a congregatione auditis, non obstantibus rationibus
postremo loco adductis, fere ab omnibus instatum fuit pro celeri dictarum Constitutionum compilatione, ita ut hoc anno ante celebrationem sequentis Capituli Generalis perfectae essent ac promulgatae, unde in dicto sequenti Capitulo earum observantia inchoaret (19 aprile 1575).

[7]

Introduzione storica

55

non ne rimase persuaso. Prova ne sia che il P. Asinari fu esonerato dallufficio di Maestro e fu fatto Vicario, cio Superiore, di Monza27.
Si sperava che il Capitolo del 1576 sarebbe stato quello buono28. Gi
il 31 marzo il P. Generale Omodei aveva chiesto al P. Asinari, che si trovava a Vercelli, di mandargli quella parte di Costituzioni che era presso di
lui, sperando che fosse ultimata; invece se la vide arrivare ancora allo stato
informe29. Il suo disappunto fu anche quello dei capitolari che, prendendo
a motivo il ritardo dellAsinari nel giungere a Milano da Vercelli, lo privarono di voce attiva e passiva30 e ingiunsero al nuovo Generale Timoteo
Facciardi la soluzione celere dellannoso problema31.
Ci pens la peste cosiddetta di San Carlo a mettere ancora un bastone fra le ruote ma fu lultimo perch a motivo del contagio nel
1577 il Capitolo generale non si celebr.
Finalmente, nel 1578, i capitolari capirono che bisognava ancora ricorrere al vecchio ma energico P. Besozzi, se si voleva concludere qualcosa. Costui era venuto a Milano da Roma, dovera Superiore: gli strapazzi

ASBR, Acta Capitulorum, S.V, f. 128.


La notizia, riportata dal PREMOLI (Cinquecento, pp. 282-283) e ripresa dal GENTILI (Le tre regole, cit., p. 12), secondo cui nel 1576 sarebbe stata distribuita fra i Padri una
bozza delle Costituzioni e il Padre Tito degli Alessi, di stanza a Roma, lavrebbe mostrata a
Mons. Alfonso Visconti, risulta poco credibile. Dalla lettura della lettera del 4 febbraio
1576 del Padre Degli Alessi al Padre Omodei, riportata dallo stesso PREMOLI in Appendice (pp. 558-560), appare chiaro che il Visconti aveva chiesto di poter vedere le Costituzioni dei Barnabiti in vista di uneventuale fusione con gli Oratoriani di San Filippo Neri, per
cui molto probabile che le Costituzioni mostrate fossero quelle al momento in vigore, vale a dire quelle del 1552 (che potevano tranquillamente essere definite discrete et facili),
non gi una bozza ancora informe e incompleta delle Costituzioni a venire [N.d.C.].
29
ASSB, Cartella giallaXXIII, fasc. 4: Con la presente, ch per risposta della sua
dellultimo di marzo, gli mando quello che mi ricerca, cio quella parte delle Constitutioni che mi ritrovo havere presso di me, tal quale lho portata in qua, non havendo havuto comodit di farli cosa alcuna per le occupationi et puoca comodit di aiuto (8 aprile 1576).
30
ASBR, Acta Capitulorum, S.V, f. 145.
31
ASBR, Acta Capitulorum, S.V, f. 144: Quaesitum fuit in pleno Capitulo a multis
an Constitutiones quae de novo compilantur perfectae essent iuxta ordinationem quam
praeterito anno Capitulum Generale fecerat, ut illi quibus earum compilatio demandata
fuerat omni cura ac diligentia uterentur, ut ante celebrationem praesentis Capituli generalis eas perfectas promulgatasque exhibere possent. Sed cum non sine animorum molestia compertum sit eas adhuc imperfectas esse, ordinatum fuit ut Praepositus qui electus
erit quam celerrime procuret eas omnino redigi ad perfectionem et ut earum exemplaria
transmittantur ad singula nostrae Congregationis Collegia, ut ab unoquoque professo videri possint, ut de dubiis quae oriri eis possent et de his quae viderint demenda vel addenda esse possit scripto vel dicto septem illos commonefacere ad quos spectat munus
eas concludendi, determinandi ac promulgandi; et tandem facere ut ab omnibus acceptentur observenturque. Faxit Deus Optimus Maximus, ut quod multis annis obtinere nequimus, industria ac diligentia multum Rev. Patris Praepositi eligendi felicissimus sit nobis hic annus, ne fructus quos hinc percepturos esse speramus ignavia ac negligentia seu
incuria eiusdem multos protrahantur in annos (11 maggio 1576).
27
28

56

Giuseppe M. Cagni

[8]

del viaggio lo avevano prostrato talmente da essere spesso obbligato al letto. I Padri, con atto squisito di stima e daffetto, non vollero rinunciare alla sua parola saggia e lo elessero prima Preside, poi Generale: anzi, lultima seduta capitolare e linvestitura prepositurale si tenne in camera sua,
con lui malato a letto32.
Al P. Besozzi tocc usare grande prudenza assieme a grande coraggio. Sera venuta a creare in Congregazione una corrente contraria a nuove Costituzioni33, con la scusa che esse avrebbero cambiato la fisionomia
dellistituto e avrebbero creato un problema a chi, avendo professato i voti secondo le antiche, veniva a trovarsi vincolato a nuove norme da lui
nemmeno conosciute. Era stata la tragedia del 1552-54. Il P. Besozzi laveva vissuta in pieno ed era intenzionato assolutamente a non ripeterla.
Per prima cosa fece in modo che il nuovo Protettore Card. Serbelloni, ormai di stanza stabile a Roma, delegasse il suo santo cugino Carlo
Borromeo a seguire ufficialmente e autorevolmente le trattative capitolari.
Felice il Serbelloni di scrollarsi di dosso una briga indesiderata, felice il
Borromeo di assistere in un momento cos delicato una Congregazione a
lui carissima e che gi cominciava a essere chiamata dei Preti dellArcivescovo, come pi tardi sar dei Preti di San Carlo; felici i Barnabiti di
ripararsi allombra di un cos potente amico.
La patente di delega, inviata dal Serbelloni al Borromeo, porta la data del 26 luglio 157834; dello stesso giorno una lettera ai Padri, con la
quale li informava della delega e li esortava allobbedienza35. Ma non ce

ASBR, Acta Capitulorum, S.V, f. 168, 26 aprile 1578.


Un memoriale del P. Andrea Guazzoni, presentato al Capitolo del 1576 e che si
trova autografo in ASSB, Cartella gialla XXIII (pubblicato per intero dal P. GOBIO nella
Vita del P. Besozzi, pp. 242-247, ben sunteggiato dal GENTILI, Le tre regole, cit., pp. 1215) provoc pi tardi una sanzione da Roma, come sappiamo da una lettera di San Carlo e
da una lettera di sottomissione dello stesso Guazzoni (ASSB, Cartella gialla XXIII, fasc. 3,
29 ottobre 1578).
34
conservata, in originale e in copia, in ASBR, Z.a.6.B; pubblicata dal BARELLI,
Memorie, cit., I, pp. 581-82.
35
ASBR, Z.a.6.B: Molto Reverendi Padri, poich non posso come sarebbe mio
desiderio et come si converrebbe al carico che tengo della lor protettione intervenire
presentialmente alle cose della Congregatione, massime in questa reforma che le SS. VV.
sono per fare delle Constitutioni per maggiore stabilimento degli ordini loro, ho preso
espediente, con partecipatione di Nostro Signore, di subdelegare in loco mio cost Monsignor Illustrissimo di Santa Prassede, come per la patente che per questo spaccio mando a
Sua Signoria Illustrissima potranno vedere; il quale et per sua bont, et per la particolare
affettione che porta alla loro Congregatione, come anco per satisfare alla mente di Nostro
Signore, mi confido che accetter volentieri et con amore questo carico, et che esseguir in
benefitio loro molto pi di quello che haverei potuto et saputo fare io stesso. Per con
questa fo avvertite le SS. VV., comandandole espressamente non solo in nome mio, ma anco di N. S., che in virt di santa obbedienza non manchino di eseguire quanto da detto
32
33

[9]

Introduzione storica

57

nera bisogno, perch lArcidiocesi milanese aveva pochi che amassero


lArcivescovo quanto i Barnabiti. San Carlo sapeva di poterci contare e in
tutta la vicenda, che gli rub tempo e fatica, non us mai la mano forte,
anzi fu di una delicatezza veramente paterna, pur assumendo di tanto in
tanto delle impennate metodiche che avevano lo scopo di scoraggiare
quelli che egli chiamava gli inquieti36.
Si part con un preciso piano di lavoro, diviso in tre tempi: convocare un Capitolo generale ai primi di novembre, per stabilire un testo definitivo da mandare alle comunit; durante linverno, analizzare il testo e raccogliere entro la Pasqua tutti gli eventuali emendamenti, per unultima rifusione; approntare il testo definitivo per il Capitolo generale ordinario
del 1579, nel quale sarebbe stato promulgato e dove avrebbe dovuto
prendere lavvio losservanza dei nuovi regolamenti. Per evitare ogni controversia, il notaio non fu uno dei nostri, ma il canonico Giovanbattista
Oldoni, vicecancelliere di Curia37.
Il 17 settembre 1578 dalla Cancelleria arcivescovile partiva una lettera di San Carlo a tutti i Superiori delle case barnabitiche: in essa San Carlo informava della delega avuta dal Card. Serbelloni e indiceva il Capitolo
straordinario per i primi di novembre: ad esso avrebbero partecipato, oltre quelli di diritto, tutti i Superiori delle case accompagnati da un socio38.

Monsignor Illustrissimo Santa Prassede li sar ordinato, et di obedire a S. Signoria Illustrissima in tutto quello che li comander sicurandoli che tutto sar in honore di Dio et
benefitio di cotesta religione. Et con questo alle SS. VV. di buon core mi offero et raccomando. Di Roma, li 26 di luglio nel 1578. Delle SS. VV. molto Revv. come fratello, Il Cardinale San Giorgio, Protettore.
36
Ci risulta da una nota autografa del Santo: Milano, Archivio Curia Arcivescovile,
Archivio spirituale, sez. XII, vol. 2, f. 291v. Gli inquieti erano i PP. Ludovico Falcucci,
Antonio Marchesi, Andrea Guazzoni, Domenico Boerio e Gabriele Postcolonna.
37
A questo punto lA. inseriva la seguente nota: Gli Atti si conservavano nel ms.
Z.a.7 dellASBR, cos descritto dal catalogo: Acta S. Caroli Borromei circa approbationem Constitutionum. Non si sa come, il ms. ora irreperibile. Per fortuna il P. Franco
Ghilardotti lo aveva fatto microfilmare al tempo della sua tesi di laurea, quindi ora ne esiste copia fotografica. meno esteso e preciso di quanto il titolo dice (la documentazione
reperita nellAmbrosiana molto pi vasta), tuttavia prezioso per la copia autenticata
delle Costituzioni e per alcuni particolari importanti, altrimenti insospettati. Abbiamo
potuto verificare di persona che il manoscritto si trova attualmente al suo posto
nellASBR, con la seguente annotazione: Acta Sancti Caroli circa approbationem novarum
Constitutionum in quibus etiam continentur orationes duae Latinae quarum prima initio Capituli a R. P. D. Joanne Antonio Gabutio altera a P. D. Carolo a Basilica Petri in ejusdem Capituli fine habita fuit. Il testo dei due discorsi viene qui riportato fra gli Allegati [N.d.C.].
38
Milano, Biblioteca Ambrosiana, F.53 inf., ff. 236-236v: A tutti i Prepositi della
Congregazione di S. Paolo Decollato. Rev. P. Preposito, essendomi stata delegata per
mezzo di Mons. Illustrissimo di S. Giorgio, Protettore di cotesta Congregazione, di ordine
di N. S., la cura di attendere allo stabilimento et riforma delle vostre Constitutioni et al resto, come si contiene nella lettera della delegazione della quale sar qui la copia, ho voluto
con questa mia far intendere a V. R. che quattro o cinque giorni dopo la festa di Ognissan-

58

Giuseppe M. Cagni

[10]

Ne nacque un vespaio, perch si cominci a discutere su chi doveva essere eletto, chi doveva eleggere, se dovevano intervenire tutti i professi, se
anche i conversi39. Il Procuratore generale P. Paolo Maletta interpell la
Santa Sede, che rispose recisa: tutti i Superiori accompagnati da un Discreto che sia vocale, pi gli aventi diritto. San Carlo fu informato del breve apostolico40 e il Capitolo si radun il venerd 7 novembre.
Vi partecipavano il P. Generale Besozzi, il Procuratore generale P.
Maletta, i Proposti PP. Degli Alessi, Cairo, Facciardi, Marchesi, Tornielli,
Dalla Valle, e i vocali PP. Omodei, Sacchi, Soresina, DAviano, Dolci,
DAlessandro, Asinari, Postcolonna, Casati, Pioltino, Porro, Palerani e
Aicardi. La mattina and tutta nel discorso del Cardinale e negli adempimenti di rito41; al pomeriggio, dopo un colloquio personale del Santo con

ti prossima voglia ritrovarsi qui per questo effecto, con un altro di cotesti Padri il quale sia
eletto dal vostro Collegio secondo i vostri Ordini, et habbiano mandato sufficiente per poter comprobare et accettare a nome di tutto cotesto Collegio quello che qua sar risoluto al
suddetto tempo, oltra quelli che si trovano con voi soliti a intrare nel Capitolo generale,
quali anchessi haveranno a venire. Subito che V. R. havr ricevuto la presente mia, la legger et notificher a tutta la Casa, acci che possa ciascuno et in comune et in particulare
dare quegli avvisi et ricordi che occorrer in questa occasione, per mezzo della venuta di
quei Padri o anco prima per altra via, come parer a ciascuno. Con il quale fine me vi raccomando. Di Milano, 17 settembre 1578, Il Cardinale di Santa Prassede. Cf. anche Ambrosiana, P.16 inf., f. 92v; ASBR, Z.a.6.A. La lettera, intesa come indirizzata al solo Padre
Besozzi, stata pubblicata dal PREMOLI, Cinquecento, p. 287 [N.d.C.].
39
Ambrosiana, F.144 inf., f. 96: Illustrissimo et Reverendissimo Signor mio colendissimo, sopra la elettione del Discreto che ha da venire con il Preposito di ciascheduno
de nostri Collegii alla prossima congregazione, sono nasciuti diversi dubbii: chi dovea essere eletto, chi dovea eleggere, se doveano intravenire tutti i professi, se anche i conversi.
Io non potendo conferire con V. S. Illustrissima et havendo nuova da Roma come Sua
Santit per un breve che portano i nostri fra gli altri ordini che d circa li nostri Capitoli
generali ordina che niuno gli habbia a venire se non i Prepositi con uno Discreto eletto
dalli vocali del Collegio, io a ci conformandomi gli risolvo che lo eletto sia un Discreto et
che i soli vocali lo habbiano da eleggere; et oltra questi vengano li soliti ad intrare, che non
saranno Prepositi et Discreti. Se altro pi satisfa a V. S. Illustrissima, la resti servita di farmene dare raguaglio, che seguir il suo ordine. Non star anche di dirle che i cervelli che
ci sogliono a conturbare sapparecchiano, per timore di non essere molestati per causa de
loro procederi; apparecchiano scuti di oblocutione contra la Congregatione, per ricompensa de ricevuti beneficii. Ma mi confido nella prudentia di V. S. Illustrissima, nella verit et nella giustitia et nella cognitione che ella ha de questi tali, i quali si manifesterano da
loro stessi. Con che finendo le bacio humilmente le sacre et impigre mani. Da Milano, 22
ottobre 1578. Di V. S. Illustrissima et Reverendissima indegno ma devotissimo servitore
Don Giovan Petro Besozzo. Il breve pontificio a cui si allude del 1 ottobre 1578: Bullarium, pp. 37-40.
40
Ambrosiana, P.16 inf., f. 152: Al P. Don Giovan Pietro Besozzi. Molto Rev.
Padre, approvo il senso di V. R., che nella elettione di chi haver da convenire alla congregatione che sar per farsi si proceda conforme allordine che sopra ci mi dice essere dato
da N. Signore per un suo breve. Nel resto, dovendo essere fra puoco a Milano, ragioneremo poi di quanto occorrer. Et per fine mi raccomando alle sue orationi et di tutti cotesti
Padri. Di Varese, li 28 di ottobre 1578.
41
ASBR, Z.a.7, f. 4: Illustrissimus Dominus habuit sermonem vulgari lingua super
delegatione et in materia negotii pertractandi. Successive ipse illustrissimus Dominus ius-

[11]

Introduzione storica

59

ognuno dei capitolari, si raccolse la seconda sessione. Esibita dai soci la


patente di elezione, il P. Besozzi consegn al Santo quattro tipi di scritture: Constitutiones superioribus annis a Patribus ad id negotium delegatis
compositas, et item Constitutiones in breviorem formam redactas iussu
eiusdem Illustrissimi Domini post delegationem acceptam, nec non et
parvas Constitutiones antiquas ipsius Congregationis et Canones quosdam poenitentiales42.
La frase molto importante. Gli ultimi due scritti ci sono noti: sono
le Costituzioni del 1552 e i Canoni penitenziali pubblicati dal Capitolo del
157843. Il primo scritto non ci noto e non lo sar mai, essendo il sudato e
voluminoso testo di Costituzioni elaborato negli anni 1570-78; non ci sar
mai noto perch il Santo se ne fece consegnare tutti gli esemplari nel Capitolo del 1579 e non ce ne rimasto neppure uno, n negli archivi dei
Barnabiti, n in quello della Curia Milanese, n allAmbrosiana.
Il secondo scritto invece un sunto del primo, ordinato da San Carlo
quando, avendo visto lenorme mole delle Costituzioni, se ne spavent.
Fu eseguito in elegante latino dal P. Carlo Bascap, allora novizio44, ad
esclusivo uso di San Carlo; ma poi il Santo convinse i Padri ad assumerlo
come testo ufficiale e a condurre su di esso i lavori capitolari45. Ci posto,
cade la convinzione espressa dai nostri storici, cio che il Bascap abbia
svolto il definitivo lavoro redazionale delle Costituzioni. E, a pensarci bene, era assurdo che i Padri affidassero unincombenza cos impegnativa a
un semplice novizio, non ancora pratico delle tradizioni dellOrdine. Il
suo stato un semplice lavoro di sintesi dun testo gi definitivo. Essendo

sit mihi notario infrascripto recitare praedictas litteras delegationis illustrissimi Cardinalis
S. Georgii et fuere per me alta et intelligibili voce lecta. Multum Rev. P. D. Ioannes Petrus
Besutius, Praepositus Collegii S. Barnabae Mediolani et totius Congregationis, nomine ceterorum recognovit ipsum illustrissimum Dominum Delegatum, dixitque se Deo gratias
agere, quod illud negotium ipsi Illustrissimo delatum esset, iam ipsius Congregationis
amantissimo et patrono; quibus ceteri Patres omnes, flexis genibus ante ipsum Illustrissimum annuerunt. Et cum hora tarda esset, dimissa fuit congregatio.
42
ASBR, Z.a.7, f. 4v.
43
Cf. decreto n. 145, riportato in [G. CAGNI], Le Costituzioni dei Barnabiti, cit.,
pp. 64-69 [N.d.C.].
44
Il Bascap, venuto da noi per un po di ritiro, matur la decisione di entrare in
Congregazione. La bella lettera con cui comunica la decisione a San Carlo, conservata autografa in Ambrosiana, F.52 inf., ff. 79-80, pubblicata in LUIGI MANZINI, San Carlo e il
Ven. Bascap, Monza, Artigianelli, 1910, pp. 15-16.
45
ASBR, Z.a.7, f. 4v: Die sabbati octavo mensis novembris. Convocata rursus congregatione modo supradicto, tractavit cum praedictis Patribus de variis rebus et principalibus ad ipsas Constitutiones pertinentibus, singulorum sententias quaerendo, idque per
totum diem; et conclusiones singillatim notari mandavit. Et praeterea idem Illustrissimus,
omnibus praedictis Patribus convocatis, dedit Constitutiones abbreviatas, ut antequam
discederent ad sua Collegia eas considerarent et notarent quaecumque haberent ipsi Illustrissimo postmodum proponenda; et sic dimissa fuit congregatio.

60

Giuseppe M. Cagni

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quel sunto destinato a San Carlo, i Padri fecero bene ad affidarlo a lui, excanonico del Duomo e intimo del Santo46.
Gli storici47 dicono ancora unaltra cosa inesatta: che cio San Carlo
avrebbe assistito a tutte le sedute capitolari, accogliendo e vagliando tutte
le opinioni che venivano espresse. Invece i verbali dellOldoni dicono
chiaramente che il Santo segu il Capitolo nei giorni 7 e 8 novembre, lasciando poi che i Padri discutessero in santa libert. Ci confermato anche da due lettere del Besozzi al Santo, in cui lo prega di venire a sciogliere
il Capitolo, essendo ormai terminato il lavoro di revisione48. Il Cardinale si

46
Cos viene descritto dallA., nellarticolo Carlo Bascap e le Costituzioni dei
Barnabiti e delle Angeliche, cit., il ruolo svolto dal giovane Bascap nellelaborazione delle Costituzioni: Il grande lavoro compiuto prima del 1578 e le discussioni che accompagnarono le redazioni parziali, con lintervento di tutti i membri della piccola Congregazione, prepararono al Bascap un materiale gi talmente digerito, da poter venire ordinato in
sintesi senza troppa difficolt dalla sua mente lucidissima. Con fine gusto letterario lo dot
di veste latina tersa e forbita. Divise tutto il materiale in quattro libri: il primo parla delle
persone e delle strutture materiali; il secondo il pi importante dei voti e dello spirito dellOrdine, che si esprime in osservanze caratteristiche; il terzo, dei ministeri a cui i
Barnabiti si dedicano; il quarto, del modo e delle strutture di governo. Il P. PREMOLI ne ha
fatto una lunga analisi [Cinquecento, pp. 291-295] e non il caso di ripeterla. Va sottolineato solo il fatto che lattento studio dogni singolo punto, verificato sul passato dallassistenza dei due Padri Besozzi e Asinari, e proiettato nel futuro dallentusiasmo del giovane
Bascap e dal coraggio di San Carlo (che fiducioso dei Barnabiti, volle codificarli come gi
distribuiti in province) ha reso il testo cos equilibrato, armonico e soprattutto aderente
allidentit e alla spiritualit della Congregazione, da renderlo praticamente funzionale e
insostituibile per lungo tempo (Barnabiti Studi, 10/1993, p. 143). Come si evince dalla citazione, il Bascap era stato affiancato nel suo lavoro, per volere di San Carlo, dai PP. Besozzi e Asinari, onde fugare le perplessit di alcuni (ibid., pp. 141-142). Lo stesso Bascap,
nel discorso del 4 giugno 1579, cos riassume il proprio contributo alle Costituzioni: tantulum momentum stili mei (cf. qui, Allegati) [N.d.C.].
47
Si veda, p. es., il PREMOLI, Cinquecento, p. 287 [N.d.C.].
48
Ambrosiana, F.144 inf., f. 211: Illustrissimo et Reverendissimo Signor Patrone
colendissimo, si atteso con diligenza a rivedere le Constitutioni et a far le annotationi o
ricordi sopra di esse che a ciascuno sovenuto; et poi, secondo lordine di V. S. Illustrissima, si siamo congregati alquante volte a trattar sopra cotali ricordi et annotationi (lasciati
da parte li capi gi trattati innanzi a lei); et sino a questhora in tutte o maggior parte delle
cose si siamo convenuti. Speriamo di finir hoggi di rivedere il restante delle Constitutioni,
et forsi domani il libro della domestica disciplina et canoni penitentiali. Alcuni dei Padri
mi sollecitano che, essendo hormai discusso le cose pi importanti, potrei lasciarli ritornare a loro Collegi per il bisogno delle chiese: il che non ho voluto loro concedere senza licenza di V. S. Illustrissima, a quale prego sia servita farmi ordinare, se volont sua , che i
Padri aspettino la venuta sua, overo chio li licentii tutti o parte, che tanto essequir, quanto lei comandar. Alla quale bacciando le sacre mani, la supplico a benedirci tutti. Di Milano, li 12 di novembre 1578. Di V. S. Ill.ma et Rev.ma humil servitore et in Christo affetionatissimo figliolo Don Giovan Petro Besozzo. Ibid., f. 235: Illustrissimo et Reverendissimo Signor Patrone colendissimo, mercore prossimo passato scrissi a V. S. Ill.ma con
darli raguaglio come eravamo quasi al fine di quel tanto, chella ci lasci in commissione,
et come questi nostri Padri desideravano con la sua benedittione tornarsene a casa, accioch per labsenza loro i Collegi non patissero tanto, oltra che quelli di Roma solecitano
dispedirsi per la stagione del tempo. Ma per quanto ho trovato, la detta mia lettera non ha
havuto ricapito; perci instato, mi parso replicarli, con darli raguaglio come due giorni

[13]

Introduzione storica

61

fece attendere, ma dopo il 20 novembre49 fu in Capitolo, si fece consegnare la nota delle osservazioni, le vagli50, le affid al P. Besozzi perch venissero inserite nel testo brevior del Bascap51 e sciolse il Capitolo, consegnando a ogni Superiore una lettera con cui informava ufficialmente le
singole comunit sul lavoro svolto e indiceva particolari preghiere per
quello da svolgere52.

sono, che ci chera da far fra noi si spedito con gratia del Signore, con pace et quiete, et
assai pi presto di quello che pensavamo. Et si sono fatte le annotazioni, per il che questi
Padri parendoli di non havere a far altro, chiamano humilmente a V. S. Ill.ma (se cos li
in piacere) la sua benedittione, colla quale possino ritornare ai loro Collegi. Col qual fine
humilmente le bacio le sacre mani. Di Milano, li 16 di novembre 1578. Di V.S. Ill.ma et
Rev.ma humil servitore Don Giovan Petro Besozzo.
49
Potrebbe meravigliare lapprossimazione dellindicazione cronologica, ma dipende dallindeterminatezza dellespressione usata dal notaio Oldoni nel suo verbale:
post nonnullos dies (ASBR, Z.a.7, f. 4v). Si veda lannotazione dellA. in G. BASSOTTI,
San Carlo e i Barnabiti, cit.: A noi francamente sarebbe piaciuto che lOldoni, invece di
quel post nonnullos dies, avesse scritto chiaramente il giorno esatto in cui tutto ci avvenne; ma forse non lo sapeva nemmeno lui, perch con molta probabilit lanalisi delle annotazioni non avvenne in seduta capitolare (p. 71) [N.d.C.].
50
LArchivio Arcivescovile di Milano (Archivio spirituale, sez. XII, vol. 2, ff. 293-96)
ci ha conservato una lista autografa del Santo, con 94 punti in cui le Costituzioni andavano
ritoccate. Molti riguardano la forma, pochi la sostanza. Le brevissime frasi rinviano a segni
di un manoscritto che non abbiamo, quindi difficile ritrovare nel testo attuale i brani a
cui si riferiscono.
51
ASBR, Z.a.7, ff. 4v-5: Post nonnullos dies idem Ill.mus Dominus, visis omnibus
quae dicti Patres notaverant prout eisdem impositum fuerat, et approbatis quae ei approbanda visa sunt, easdem annotationes una cum conclusionibus ut supra antea factis consignavit praefato Rev. Patri Praeposito, ut ea omnia mandaret incorporari ipsis Constitutionibus ut supra in breviorem formam redactis, mutatis mutandis; et redeuntibus Patribus
ad Collegia, dedit eis litteras de iis quae acta erant in negotio et de oratione facienda dum
res eiusmodi ad exitum perducebatur.
52
ASSB, Cartella gialla XXV, fasc. 1: Molto Reverendi Padri, sin qui si atteso col
favor divino et da questi Padri nostri che se ne tornano hora ogniuno ai loro Collegi, allo
stabilimento delle Constitutioni della Congregatione, conforme allordine che ce ne stato
dato da Roma; et si attende hora a rescriverle accommodate in buona forma secondo il giudicio et annotationi fattevi sopra da questa congregatione tutta; et noi, non ostante la facult dataci da Roma, habbiamo dissegnato non ponerci lultima mano, che non ne mandiamo prima una copia a tutti i Collegii, perch di l anco essendoci ricordato tutto quello
che occorre, possiamo stabilirle pi compitamente et con maggior lume, massime che in
tanto faremo anco o faremo far la visita in ciascun Collegio di questa Congregatione che ci
commessa. Come adunque da qui, doppo la divina gratia, dipende tutta la somma et il
nervo della Congregatione, et il buon stato et progresso di lei, cos desideriamo che fratanto dalle Reverentie vostre si facciano per questa causa particolari et instantissime orationi a
Dio; et per far questo pi fruttuosamente et efficacemente, et non meno per molti altri
frutti che si spera doverne risultare, si fatta risolutione capitulare che da ciascuno delli
Fratelli vostri si facciano una volta da qui a Pasqua per spacio di un mese o in circa gli essercitii del P. Egnatio della Compagnia del Gies o altri simili per spacio di un mese o in
circa, come suole quella Compagnia. Sarete dunque diligenti et studiosi in abbracciare et
dar con ogni favore questo aiuto alla Congregatione vostra et a voi stessi; et se pure alcuno
non potesse far questo da qui a quel tempo, non lasci di farlo una volta doppo in ogni caso.
Desideriamo anco che ogni giorno fin a questa Pasqua di Resurretione si dupplichi loratione della mattina e doppo il Vespro, acci laiuto divino ci sia tanto pi pronto et favorevole in cosa che tanto importa al beneficio di questa Congregatione. A queste loro orationi

62

Giuseppe M. Cagni

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Alla fine di gennaio del 1579 il testo era gi integrato. San Carlo lo
approv e ne invi copia a tutte le comunit, accompagnandolo con una
lettera in cui ingiungeva di meditarlo ancora una volta53 e in caso che qualcuno avesse osservazioni da fare che fossero sensate! le inviasse a lui
personalmente entro la quaresima54.
A noi consta che uno solo il P. Michiel, syndicus perpetuus abbia scritto al Santo, chiedendo che nelle Costituzioni venissero introdotti
due suoi desideri: primo, che in ogni comunit almeno una volta allanno si
facesse Capitolo delle censure sugli ufficiali; secondo, che ogni Superiore
compreso il Generale prima di partire per il Capitolo generale saccusasse
davanti alla comunit di tutti i difetti commessi durante la sua prepositura55.
Il P. Michiel era nostalgicamente attaccato alle osservanze umili e generose
delle origini. San Carlo, pi pratico, lasci cadere la richiesta.
quanto pi posso raccomando ancor me stesso. Di Milano, li 25 di novembre 1578. Delle
VV. RR. come fratello, Il Cardinale di Santa Prassede. Cf. anche ASBR, Z.a.6.A; Z.a.7, ff.
5-5v. La lettera stata pubblicata dal PREMOLI, Cinquecento, p. 288 [N.d.C.].
53
interessante leggere come venne presentato il testo alla comunit di San Barnaba: ACSB, Acta Capitularia, I, ff. 42v-43.
54
Ambrosiana, P.17 inf., f. 45: Molto Rev. Padre, vi si manda la minuta delle Constitutioni della vostra Congregatione accommodata secondo i ricordi et commune volont
dei Padri nella congregatione generale celebrata innanzi a noi. V. R. potr hora farci fare
sopra consideratione in quella vostra casa, et le cose che si saranno notate le mander di
qua dal principio di quaresima in mano mia senza fallo, acci che io habbia commodit di
vederle et mettere lultima mano al stabilimento di esse Constitutioni nella forma che ci
parer servito di Dio et di essa Congregatione, conforme allordine et facolt che ne havessimo da Roma, et far che si dia principio alla sua essecutione et pratica in questo Capitolo
generale che si far doppo Pasqua. Et non essendo questa per altro, la prego haver memoria di me nelle sue orationi et di tutti cotesti Padri. Di Milano, li 25 di gennaro 1579. Di V.
R. al piacer suo, Il Cardinale di Santa Prassede. Cf. anche ASSB, Cartella gialla XXV,
fasc. 1. La lettera stata pubblicata dal PREMOLI, Cinquecento, pp. 288-89 [N.d.C.].
55
Archivio Curia Arcivescovile, Milano, Archivio spirituale, sez. XII, vol. 2, ff. 292292v: Illustrissimo Monsignore, cosa manifesta a tutto il mondo che le persone religiose
siano pi obligate a Dio che li servi a lor signori terreni; per saria bene et di grandissima
utilit alle anime nostre che almeno una volta allanno si facesse Capitolo in cadaun Collegio nostro sopra li officiali et le loro operationi esteriori, et anche sopra li andamenti esteriori delli altri che non havessero officio: imperoch questo faccendo essi acquisterebbono
pi cognitione de lor medesimi, onde opererebbono con pi diligentia, con pi solicitudine, con pi prontezza, con pi amore, con pi virt, et fare pi profetto; altramente opererano secondo i lor sentimenti, passioni et male inclinationi, come si vede per esperientia.
Questi capitoli si usavano al principio, ma pi stretti; et anche adesso si usano nel monasterio di S. Paolo et in quello di S. Marta di Cremona. Se fosse opposto che basta che li officiali ogni settimana si accusino delli defetti nelli lor officii commissi, si risponde che tali
accusationi si fanno perfuntoriamente, onde loro ne cavano poco frutto. Se anche fosse
opposto che ad alcuni non piacer di esser avisati delli lor difetti et imperfettioni, si risponde che non bisogna restare per loro di far bene alli altri, et anche essi col tempo si potriano accomodare; et si mostrerano segno di non voler essere avisati, serano connosciuti
per persone che habbino poco volunt di emendarsi et di far bene. Li Reverendi Padri Capucini usano che finiti tre anni, redotti nel suo solito Capitolo, cadauno posto in ginocchione con riverenza et bassezza dicono al suo Generale in qual cosa habbia mancato. Forsi saria bene che si facesse il simile con il nostro Preposito Generale et con li Prepositi

[15]

Introduzione storica

63

Il Capitolo per la promulgazione delle Costituzioni doveva tenersi


dopo Pasqua, ma a San Carlo era sfuggito che in quel tempo si sarebbe
convocato anche il Concilio provinciale milanese; quindi fu necessario sia
spostare il tempo del Capitolo alla fine di maggio, sia chiedere alla Santa
Sede che i Superiori continuassero nel loro ufficio fino alla elezione dei
nuovi56. Ultima preoccupazione del Santo: chi avrebbe partecipato al Capitolo? Decise di seguire le nuove Costituzioni, anche se non ancora promulgate57. Esse prescrivevano che vi intervenissero tutti i Superiori con un
socio trentenne e professo da quattro anni: e una nuova lettera part dalla
Cancelleria arcivescovile a tutti i Superiori delle case barnabitiche58.
Ormai i tempi erano maturi e gli animi, dopo tante discussioni, rasserenati.

locali avanti andassero a Capitolo, perch stariano pi bassi per la cognitione di se stessi,
et seriano verso i lor subditi pi patienti, pi amorevoli et pi compassionevoli, et opererebbono con maggior virt et consideratione, et forsi non sarebbono cos facili ad esser superiori. Prego Dio che illumini V.S. Ill.ma a fare tutto quello che sar pi espediente per la
maggior gloria et honor di sua divina maest et salute delle anime nostre. Amen.
56
Ambrosiana, F.55, f. 271: San Carlo al P. Maletta, 8 marzo 1579. Quanto allo
scrivere a N. S. per la facolt che V. R. mi ricorda, io haver memoria di farlo prima che
venga il tempo del Capitolo generale. Lordine poi che Sua Beatitudine ha dato intorno a
quel Don Andrea Guazzoni, a me piaciuto assai. ASSB, Cartella gialla XXV, fasc. 1:
Molto Rev. P. Preposito, perch nel vostro Capitolo generale che deve farsi questo maggio haverete bisogno di trattar meco molte cose per la buona essecutione delle nuove Constitutioni; et se si facesse nei giorni soliti io non potrei attendervi punto, perch allhora io
sar molto occupato nel mio Concilio provinciale che deve farsi nel medesimo tempo, si
risoluto di differire il Capitolo sino alli 22 del medesimo mese di maggio. Di che ho voluto
darle avviso, acci ella tardi a venire qua sino a quel tempo. Si anco dato ordine di fare
parola con N. S. perch dispensi che non si mutino i Prepositi et gli altri offici sino al Capitolo generale, non ostante gli Ordini vecchi di cotesta Congregatione in questa materia;
et Sua Sanctit se n contentata. Ho voluto farglielo sapere, acci non si alterino punto gli
officii di cotesta casa prima che al tempo suddetto dei 22 di maggio. Con che mi raccomando alle sue orationi. Di Milano, alli 20 daprile 1579. Al piacer suo, Il Cardinale di
Santa Prassede. Cf. Ambrosiana, F.55 inf., ff. 197-197v. Il Papa, Gregorio XIII, acconsent alla richiesta di San Carlo col breve Exponi nobis del 29 aprile 1579 (Bullarium, pp.
147-148) [N.d.C.].
57
In realt, per poter celebrare il Capitolo secondo le nuove Costituzioni, ci volle
un intervento pontificio: il breve Romani Pontificis del 25 aprile 1579, col quale Gregorio
XIII approvava le nuove Costituzioni non ancora promulgate (Bullarium, pp. 41-45)
[N.d.C.].
58
ASSB, Cartella gialla XXV, fasc. 1: Molto Rev. Padre, per altre nostre vi habbiamo avvisato del giorno al quale si era differito il Capitolo. Et perch la forma di farlo, per
le nuove Constitutioni, viene ad essere diversa, intorno a ci vi diciamo ancora che otto
giorni avanti la partita vostra, se queste giungeranno tanto a tempo, altramente subito ricevuto, facciate elettione capitolarmente dun compagno che venga con voi, il quale sia professo di quattro anni et di et di trenta, il quale porti lettere del Capitolo seco della sua legitima elettione, et cos vegniate al giorno che gi vi stato scritto ultimamente, portando
con essovoi la copia delle Constitutioni che vi mandassimo a questo gennaio passato. Con
che alle vostre orationi ci raccomandiamo. Di Milano, li 29 di aprile 1579. Di V. R. al piacer suo, Il Cardinale di Santa Prassede. Cf. Ambrosiana, P.17 inf., f. 232.

64

Giuseppe M. Cagni

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La promulgazione
Lo storico Capitolo generale incominci il 25 maggio 157959. I Padri
accolsero il Cardinale alla porta della chiesa e dopo una breve adorazione
al Sacramento si recarono nellaula capitolare. Qui il P. Gabuzio sfoder il
latinissimo discorso che ciascuno pu leggere in appendice alla sua Historia60. Quindi vennero lette (a turno, spero bene!) e pubblicate ufficialmente le Costituzioni coi relativi Canoni penitenziali. Il volume, alla fine, venne consegnato dal notaio Oldoni al P. Generale Besozzi. Contemporaneamente San Carlo si fece consegnare tutte le copie delle Costituzioni passate il cui testo non fosse quello definitivo e promulgato61. Fu un bene per i
Barnabiti dallora, che non poterono perdersi in inutili paragoni e ripensamenti; ma ai Barnabiti dadesso rimasta tanta voglia di sapere non solo
quali fossero i punti controversi, ma anche di conoscere il testo maior che
venne sunteggiato dal Bascap.
Il giorno seguente, sempre alla presenza di San Carlo, incominci il
Capitolo generale vero e proprio. Il Santo Cardinale si limit a escludere i
soci di Monza e Casale perch privi dei requisiti prescritti dalle Costituzioni; poi dichiar legittima lassemblea, anche se, ovviamente, mancavano gli Assistenti, che erano ancora da eleggere62. Quindi, perch i Padri
trattassero le cose loro in piena libert, lasci laula63.
59
ACSB, Acta capitularia, I, f. 45v. La data del 23 maggio errata. Gli Atti del Capitolo (ASBR, S.1, f. 3) dicono chiaramente septimo Calendas Iunii, quindi 25 maggio.
60
Alle pp. 315-326. Nel ms. Z.a.7 dellASBR occupa i ff. 7-15. Viene qui riportato fra gli Allegati (n. I) [N.d.C.].
61
ASBR, Z.a.7, ff. 15-15v: Successive praedictus Illustrissimus iussit de suggestu recitari et publicari Constitutiones ut supra stabilitas, nec non Canones poenitentiales pariter ab ipsos visos et stabilitos. Et fuerunt recitatae, et postmodum ipsi Praeposito totique
congregationi per me notarium infrascriptum consignatae et intimatae: qui quidem omnes libenter acceperunt. Et dictus multum Rev. P. Praepositus omnium nomine maximas
gratias egit praedicto illustrissimo Domino, et iussit idem Illustrissimus sibi tradi quidquid veterum Constitutionum apud Patres remansisset.
62
Lassemblea riusciva composta di soli dodici Padri e questi erano: il P. Besozzi, Proposto di S. Barnaba e di tutta la Congregazione, col suo socio P. Omodei; il P.
Gian Francesco Cairo, Proposto di S. Biagio allAnello, col suo socio P. Maletta; il P. Tito degli Alessi, Proposto di S. Giacomo di Cremona, col suo socio P. Giuseppe Dolce; P.
Timoteo Facciardi, Proposto del Collegio di Carrobiolo di Monza; il P. Antonio Marchesi, Proposto del Collegio di S. Pietro di Vercelli, col suo socio P. Tomaso Gambaudi;
il P. Agostino Tornielli, Proposto del Collegio di S. Maria di Canepanova, col suo socio
P. Benedetto de Giorgi; il P. Antonio M. Della Valle, Proposto del Collegio di S. Paolo
di Casale (PREMOLI, Cinquecento, p. 290) [N.d.C.].
63
ASBR, Z.a.7, ff. 84-84v. A dirigere [il Capitolo] come Preside fu eletto il P.
Omodei, come Promotori i PP. Besozzi, Maletta, Facciardi e Tornielli; questultimo fu
scelto pure come Cancelliere capitolare. Fino al 31 maggio si protrasse la discussione dei
diversi affari e il 1 di giugno si ebbe la nomina del P. Generale. Previa la Messa de Spiritu Sancto e compto scrupolosamente il cerimoniale stabilito dalle nuove Costituzioni, il

[17]

Introduzione storica

65

Vi ritorn il 4 giugno per concludere il Capitolo. Volle relazione di come serano svolte le cose, magnopere commendavit praefatos Patres quod
tanta pace et tam prompto animo ea omnia executi essent64 e stette a sentire un altro bel discorso latino, stavolta composto e recitato dal suo beniamino Carlo Bascap, il quale aveva professato i voti l8 maggio precedente65.
Ad extremum, praefatus Illustrissimus ipsas novas Constitutiones
omnibus praesertim officialibus et earum perpetuam observationem commendavit; hortatusque est ut, omnia obliviscentes quae in eis stabiliendis
disputata fuerant, eas tamquam divinitus datas acciperent et haberent,
proposito etiam exemplo eorum quae acciderant in decretis Sacri Concilii
Tridentini constituendis, in quibus cum multa varie et magna etiam contentione disputarentur, postremo tamen omnia pacificum exitum habebant, ut divinam virtutem omnes facile agnoscerent66.
E con questa considerazione spirituale, degna del Santo Cardinale, si
pose fine al Capitolo forse pi importante della nostra storia67.
Gregorio XIII, con la bolla Cum sicut accepimus del 7 novembre 1579,
approv il nuovo testo che rimase quasi inalterato per quattro secoli68.

P. Tornielli tenne il discorso de bona electione facienda, seguito da una mezzora di orazione mentale. Finalmente si procedette allelezione e i suffragi dei Padri si raccolsero tutti quanti sul giovane P. Tornielli. Il d successivo furono nominati gli altri ufficiali maggiori, cio prima gli Assistenti, e risultarono eletti i PP. Besozzi, Omodei, Sacco, Della
Valle; poi i Visitatori e furono i PP. Facciardi e Pioltino, finalmente a Procuratore generale il P. Maletta. Nella adunanza del giorno 3 di giugno furono nominati i Proposti locali (PREMOLI, Cinquecento, p. 290) [N.d.C.].
64
ASBR, Z.a.7, f. 85.
65
il famoso discorso Licet iam gaudere: ASBR, Z.a.7, ff. 85-88v. Finora inedito,
viene qui pubblicato fra gli Allegati (n. II) [N.d.C.].
66
ASBR, Z.a.7, ff. 88v-89.
67
A conclusione di tutto, San Carlo mand unaltra lettera alle comunit. Ambrosiana, F.55, f. 76: Ancora che habbiamo publicate et intimate le Constitutioni della vostra Congregatione, da noi secondo la nostra commissione stabilite al Capitolo generale
fatto in Milano a giorni passati, et con ci soddisfatte allofficio nostro in questa parte;
nondimeno per maggior compimento del negotio et per causa di pi piena essecutione
habbiamo anco voluto che ciaschuno Collegio lhavesse da noi authentica. Et cos la mandiamo hora a voi et al vostro Collegio, ricordandovi molto caldamente la compita essecutione di quelle, accioch si vada compiendo in noi quella soddisfattione, che infin a qui
havemo havuto dellessecutione bene incominciata, s che non sia bisogno dellaltra parte della nostra commissione, che appartiene alla visita, la quale a questo effetto andiamo
sostenendo. 15 giugno 1579. Cf. ASBR, Z.a.6.A. Interessante la conclusione dellA.
in G. BASSOTTI, San Carlo e i Barnabiti, cit.: Sotto la spinta di San Carlo, i Barnabiti, pochi di numero e ancora stretti attorno alla casa madre di San Barnaba, si son dati ordinamenti di largo respiro, come se fossero gi divisi in province (che verranno solo nel
1608). Di una piccola famiglia, che sostinava a chiamarsi congregazione quindi semplicemente comunit San Carlo ha voluto farne un Ordine che, senza perdere la sua
invidiabile intimit nativa, si estendesse nel mondo a servizio della Chiesa. Per questo i
Barnabiti lo venerano quale secondo fondatore (p. 75) [N.d.C.].
68
Bullarium, pp. 46-50. Una frase della bolla (praecipientes in virtute sanctae obedientiae et sub indignationis nostrae poena omnibus et singulis dictae Congregationis cle-

66

Giuseppe M. Cagni

[18]

Le edizioni a stampa
Sulle prime non si pens alla stampa. Essendo poche le case, le copie
venivano moltiplicate a mano. Ma nella consulta generalizia del 3 ottobre
1579 il P. Generale Tornielli ob multas gravesque causas in capitulo
Revv. PP. Assistentium allegatas, de eorumdem consilio statuit Constitutiones nostras modo typis imprimi debere69.
Poco possiamo dire della seconda edizione, che era gi pronta per il
Capitolo generale dellaprile 161770. Fu certamente autorizzata dal P. Generale Mazenta, ma non sappiamo chi labbia curata.
La terza edizione, fatta a Napoli nel 1829, fu curata dal P. Girolamo
Bonola, sodale del Collegio di Pontecorvo, mentre era Superiore il P.
Maietti71.
La quarta edizione, che sulle prime doveva eseguirsi a Roma, fu invece curata a Milano dal P. Luigi Ferrari nel 190272.
In queste edizioni il testo non aveva subito nessuna variazione, salvo
il paragrafo che riguardava lelezione del Procuratore locale73. Colledizioricis, quatenus de coetero Constitutiones et Ordinationes praedictas inviolabiliter observent et observare studeant) mise in scrupolo alcuni dei nostri, come se essa indicasse che
la trasgressione delle Costituzioni comportasse peccato, non ostante la dichiarazione esplicita delle stesse in contrario. Il nuovo Generale P. Tornielli fece presente il caso a San Carlo, che con la solita benignit ne parl al Papa e rassicur il Tornielli, che cos ringrazi:
Illustrissimo et Rev.mo Signor et Patrone colendissimo, alla lettera di V. S. Ill.ma et
Rev.ma hoggi ricevuta, per la quale ci fa intendere la mente di Sua Santit non essere di
obligarci per quel breve della confirmatione delle nostre Constitutioni pi di quello che
esse Constitutioni nostre dispongono (il che basta per levare ognuno di scropulo), non so
che foggia di parole usare in ringratiarla, gi che ella ci ha hormai tanto obligati, che siamo
fuori di speranza di poter mai fare cosa che sodisfa una minima parte degli oblighi nostri.
Se la passiamo con havere di lei memoria continua nelle nostre orationi et sacrificii, ma n
anche questo ci solleva, considerando che noi habbiamo pi necessit delle sue che ella alcun bisogno delle nostre. La maggior sodisfattione che noi conosciamo di potere fare si
che, conoscendo la sua tanta propensione in farci bene, ricoriamo come facemo tuttavia da
lei ne bisogni nostri, come da amorevolissimo Padre et Patrone. Laspettiamo con divotione et desiderio, pregando Dio che ce la conduchi sana, salva et contenta in tutti i suoi pii et
giusti desiderii. Con che facendo fine, a lei inclinato baccio le sacre mani, et chiedo per me
et per tutta la Congregatione la sua santa benedittione. Di Milano, il 22 di gennaio 1580.
Di V. S. Ill.ma et Rev.ma humilissimo et minimo servitore D. Agostino Torniello. Ambrosiana, F.15 inf., f. 25. In nota al testo della bolla (Allegati, n. III) riportata la lettera
di San Carlo al Padre Tornielli [N.d.C.].
69
ASBR, Atti del Generale, R.2, f. 14.
70
ASBR, Atti capitolari, S.17, 14 aprile pomeriggio.
71
ASBR, Atti del Generale, R.14, 24 agosto 1829; cf. anche 10 aprile 1830. Il BOFFITO sostiene che tale edizione fu curata dallUngarelli: LUNGARELLI cur ledizione e
fece il compendio dei decreti, come appare dal decreto capitolare del 1826 ivi riferito
(Scrittori Barnabiti, vol. I, Firenze, 1933, p. 100) [N.d.C.].
72
ASBR, Atti del Generale, R.23, ff. 439 e 466.
73
A dire il vero, le modifiche apportate al testo originale erano state due: oltre al
comma sullelezione del Procuratore (l. IV, c. 17, 16 [n. 444]), introdotto in via defini-

[19]

Introduzione storica

67

ne del 1939 esso fu letteralmente scombussolato: altro che le paucae mutationes quae omnino necessariae videantur del Capitolo generale del
1925! Ma ci misero mano i canonisti non Barnabiti, che lo divisero in paragrafi come il Codice e lo resero linguisticamente ibrido74. Ledizione fu
curata dal P. Virginio Colciago, il quale pure forn al P. Generale Idelfonso
Clerici il materiale per la lettera circolare n. 16, ove tracciata una breve
storia dellaggiornamento del testo al nuovo Codice di diritto canonico75.
La sesta edizione, del 1946, ridimension il testo, relegando in nota
le parti giuridiche che prima lo ingombravano. Anche questa edizione fu
curata dal P. Virginio Colciago e fu presentata dalla circolare n. 40 del P.
Generale Clerici, che la spiegava76.

tiva nel 1596, nel 1629 era stata modificata anche la durata del postulato dei conversi (l.
I, c. 3, 2). Si vedano le note al testo [N.d.C.].
74
Laggiornamento delle Costituzioni non avvenne da un giorno allaltro, n fu
unicamente la conseguenza della promulgazione del Codice di diritto canonico. Si trattava di un processo in corso da circa un secolo, iniziato forse subito dopo la pubblicazione
della terza edizione (1829) e motivato dai mutamenti intervenuti dopo il ristabilimento
dellOrdine (1814), sia per lassunzione di nuove attivit apostoliche (in particolar modo,
leducazione della giovent nei convitti), sia per lintroduzione della nuova legislazione
riguardante la professione religiosa (decreto Neminem latet del 19 marzo 1857). Il Capitolo generale del 1853 aveva approvato una Appendix Constitutionum Clericorum Regularium S. Paulli, De adolescentum educatione in publicis gymnasiis et Collegiis; il
Capitolo generale del 1859 eman due Constitutionum Clericorum Regularium S. Paulli
Appendices: una al primo libro delle Costituzioni (De votorum simplicium professione
et de oblatis); laltra al terzo libro delle Costituzioni (De gymnasiis publicis et ephebeis), che riprendeva e aggiornava quella approvata dal Capitolo del 1853. Di tali appendici con c traccia nella quarta edizione delle Costituzioni (1902), forse perch, nel
frattempo, si era provveduto ai Collegi-convitti con le Regulae officiorum in ephebeis apud
Clericos Regulares Sancti Pauli (Romae, Typis A. Befani, 1892) e alle novit introdotte dalla Neminem latet con la pubblicazione del De statu religioso commentarium del Padre
Ferrari (Romae, ex Typographia Vaticana, 1896). Fu il Capitolo generale del 1925 a disporre una revisione globale delle Costituzioni con il seguente decreto: Occasione mutationum quas S. Sedes praescribit ad adaptandas novo Codici Iuris Canonici Constitutiones
nostras, curet Praepositus Generalis ut inducantur paucae aliae mutationes, quae omnino
necessariae videantur ut Constitutiones nostrae, quae magnam semper aestimationem merentur, integre observari queant. Nei Capitoli generali del 1928 e 1931 furono rispettivamente approvate e riviste una serie di Emendationes Constitutionum Clericorum Regularium S. Pauli. Il Capitolo del 1934 approv il nuovo testo emendato. Ci vollero per cinque anni prima che la Santa Sede ratificasse lapprovazione: il decreto della Sacra Congregazione dei Religiosi del 5 luglio 1939, quarto centenario della morte del Santo Fondatore (il testo del decreto riportato fra gli Allegati, n. V) [N.d.C.].
75
Lettera circolare n. 16 del Rev.mo P. Idelfonso Clerici (31 dicembre 1939), Roma, Ferri, 1939, pp. 18-28.
76
Lettera circolare n. 40 del Rev.mo P. Idelfonso Clerici (25 marzo 1946), Roma,
s.n.t., 1946, pp. 12.

NOTA EDITORIALE

Testo latino

1.
2.
3.
4.
5.
6.

Le Costituzioni del 1579 hanno avuto sei edizioni:


Milano, 1579;
Milano, 1617;
Napoli, 1829 (a cura di GIROLAMO BONOLA)1;
Milano, 1902 (a cura di LUIGI FERRARI);
Roma, 1939 (a cura di VIRGINIO COLCIAGO);
Roma, 1946 (a cura di VIRGINIO COLCIAGO)2.
I testi delle Costituzioni, per, possono ridursi fondamentalmente a

due:
il testo originale, pubblicato nella prima edizione (1579) e rimasto
pressoch invariato fino alla quarta edizione (1902)3;
il testo emendato delle ultime due edizioni (1939 e 1946).
Nella presente edizione sono riportati, su due distinte colonne, entrambi i suddetti testi, nelle loro rispettive ultime edizioni:
nella colonna di sinistra, in carattere tondo, il testo della quarta edizione4;
nella colonna di destra, in carattere corsivo, il testo della sesta edizione, lultima in vigore prima dellapprovazione delle nuove Costituzioni (1976).

1
Cos [G. CAGNI], Le Costituzioni dei Barnabiti, pro manuscripto, Firenze, 1975,
p. (50), e qui nellIntroduzione storica; ID., Carlo Bascap e le Costituzioni dei Barnabiti e delle Angeliche: Barnabiti Studi 10 (1993), p. 143, nota 26. Il BOFFITO, invece, sostiene che tale edizione fu curata dallUngarelli: LUNGARELLI cur ledizione e fece il
compendio dei decreti, come appare dal decreto capitolare del 1826 ivi riferito (Scrittori Barnabiti, vol. I, Firenze, 1933, p. 100).
2
Per maggiori dettagli sulle sei edizioni delle Costituzioni, si veda lIntroduzione
storica.
3
Le uniche variazioni introdotte, nei primi cinquantanni dopo la pubblicazione,
sono: l. I, c. 3, 2 (ad quinquennium), modifica approvata nei Capitoli generali del
1623, 1626 e 1629; l. IV, c. 18, 16 (elezione del Procuratore), modifica approvata nei
Capitoli generali del 1591, 1593 e 1596.
4
La quarta edizione senza dubbio la migliore (non per nulla fu curata dal Padre Ferrari, celebre canonista e autore del De statu religioso commentarium), riproduce,
invariato ed emendato, il testo della precedente, d ragione delle modifiche introdotte nel
1596 e nel 1629, e riporta le principali Declarationes dei Capitoli generali atte a illuminare la vera portata di alcune norme contenute nelle Costituzioni (A. GENTILI, I Barnabiti, Roma, 2012, p. 150).

70

Giovanni M. Scalese

[2]

Le variazioni (aggiunte, omissioni, modifiche) sono state evidenziate


in grassetto. Non sono state evidenziate le variazioni ricorrenti (inversione
del titolo e del numero del capitolo), le varianti ortografiche (charitas/caritas, quatuor/quattuor, seppellex/supellex, etc.), i riferimenti biblici (messi
in nota nella quarta edizione e inseriti nel testo nella sesta).
Per quanto possibile, si cercato di mantenere il testo rimasto invariato sulla stessa riga. Per fare ci, si spesso andati a capo, senza che questo rappresenti linizio di un nuovo paragrafo. Linizio di un nuovo paragrafo sempre indicato dal rientro del capoverso (eccetto quando, nella
sesta edizione, il capoverso contrassegnato dal numero progressivo delle
Costituzioni).
Sono riportate, insieme, le note delluna e dellaltra edizione, cos come esse appaiono nelle rispettive edizioni. Unica aggiunta: ai riferimenti
biblici fatto seguire, tra parentesi quadre, il testo corrispondente della
Volgata, quando la citazione che ne fanno le Costituzioni si discosta da esso. Come rimando alle note sono state utilizzate le lettere dellalfabeto,
che ricominciano allinizio di ogni capitolo.
Traduzione italiana
Il testo-base, su cui stata condotta la traduzione, quello della
quarta edizione latina.
Le espressioni della quarta edizione, che hanno successivamente subito una qualche modifica, nella traduzione sono state sottolineate.
Tra parentesi quadre vengono riportate le variazioni della sesta edizione:
se fra parentesi c una lineetta [], significa che il testo sottolineato
stato soppresso;
se fra parentesi c un freccia seguita da un numero [ n. **], significa che il testo sottolineato stato spostato, con o senza modifiche (cosa da verificare personalmente di volta in volta), al numero indicato;
se fra parentesi riportato un altro testo, significa che questo sostituisce il testo sottolineato;
se prima della parentesi non c alcun testo sottolineato, significa che
il testo riportato fra parentesi unaggiunta della sesta edizione5.

5
Nella presente edizione non viene mai in alcun modo considerata la quinta edizione, n tanto meno le differenze fra questa e la sesta edizione.

[3]

Nota editoriale

71

Le integrazioni del curatore, esclusivamente finalizzate a una maggiore intelligibilit del testo, sono racchiuse fra virgolette semplici basse
.
Nella traduzione sono stati adottati i capoversi della sesta edizione,
mentre sul margine destro vengono indicati i paragrafi della quarta edizione. Ciascun paragrafo () contrassegnato da un numero progressivo (la
numerazione riprende allinizio di ogni capitolo) e da un titoletto redazionale, che descrive il contenuto del paragrafo. Nel caso dei paragrafi aggiunti nella sesta edizione (assenti o in altra posizione nella quarta), nel
margine destro non compare alcun numero (dal momento che la sesta edizione possiede gi la sua numerazione progressiva inserita nel testo), ma
viene ugualmente riportato un titoletto redazionale tra parentesi quadre.

Note alla traduzione italiana


Nella traduzione italiana compaiono, mescolati insieme, due tipi di
note:
la traduzione delle note originali della quarta e della sesta edizione;
le note del Curatore.
Il rimando alle note costituito da una serie numerica progressiva.
Traduzione delle note originali
Per quanto riguarda le note della quarta edizione [IV ed.], si possono
incontrare diversi tipi di note:
i riferimenti scritturistici: i libri biblici sono citati facendo uso delle
abbreviazioni della traduzione CEI della Bibbia, seguite dal numero
del capitolo e del versetto, separati da due punti (p. es., 1 Cor 14:40);
le dichiarazioni6: il testo della dichiarazione viene tradotto senza ulteriori aggiunte; quando esso dovesse essere stato recepito, anche solo
parzialmente, dalla sesta edizione, ci viene segnalato fra parentesi
col rinvio al numero corrispondente [ n. **];
i riferimenti ai Concili, specialmente al Concilio di Trento;
i riferimenti ai decreti pontifici, emanati successivamente alla pubblicazione delle Costituzioni, che hanno apportato modifiche alla disciplina della vita religiosa (p. es., lintroduzione dei voti temporanei
6
Le declarationes erano interpretazioni autentiche delle Costituzioni fatte dal Capitolo generale (cf Glossario).

72

Giovanni M. Scalese

[4]

prima della professione solenne), o che hanno modificato lorganizzazione e la disciplina della Congregazione (p. es., il trasferimento
della sede generalizia a Roma o labolizione dellobbligo del coro);
altri adattamenti alle mutate condizioni della Congregazione (p. es. la
divisione in Province, per altro gi prevista nel testo originale), con
frequenti rinvii al Commentarium del Padre Ferrari7.

Per quanto riguarda le note della sesta edizione [VI ed.], si tratta
esclusivamente di rinvii al Codice di diritto canonico del 1917.
Note del Curatore

Le note del Curatore [N.d.C.] possono essere di vario genere:


note esplicative, che facilitano la comprensione del testo;
note filologiche, in cui ci si sofferma sul significato e luso dei termini;
si d ragione delle scelte di traduzione; si segnalano eventuali dubbi
di interpretazione;
note storico-letterarie: per comprendere meglio il testo, si fa riferimento al contesto storico (talvolta ricorrendo al Gabuzio) o alle fonti letterarie (Santi Padri, Fondatore, Costituzioni del 1552) o alla
codificazione supplementare (Institutio novitiorum, Caeremoniale,
Ratio studiorum, Regulae officiorum);
note critiche, con cui si mettono in luce le criticit del testo e, in qualche caso, si esprime una personale valutazione (p. es., sulle modifiche apportate dalle ultime due edizioni);
collegamenti interni, con cui si rinvia ad altri passi delle Costituzioni,
sia quando espressamente segnalato dal testo (ut supra/ut infra), sia
quando possa risultare utile a una migliore intelligenza del testo. I
rinvii alla quarta edizione vengono fatti riportando il libro (in numero romano), il capitolo e il paragrafo (in numero arabo): p. es., l. I, c.
1, 1. Ovviamente, se si rinvia a un capitolo allinterno dello stesso
libro, questultimo non viene indicato; come pure, se si rinvia a un
paragrafo allinterno dello stesso capitolo, non si menzionano n
questo n, tanto meno, il libro. I rinvii alla sesta edizione vengono
fatti utilizzando la numerazione da essa adottata. Spesso, quando il
testo della quarta e della sesta edizione rimasto invariato, le due
modalit di rinvio si sovrappongono: p. es., l. I, c. 1, 1 [n. 1].

7
ALOISIUS M. FERRARI, De statu religioso commentarium ad usum Clericorum Regularium S. Pauli, Rom, ex Typographia Vaticana, 1896.

[5]

Nota editoriale

73

Le note del Curatore e le integrazioni del Curatore alle note originali sono in genere introdotte da un doppio obelisco o spiedino () e
concluse da [N.d.C.].

Criteri di traduzione
Va detto subito che non si tratta di una traduzione letterale, impossibile con un testo del genere. Forse ci si potuti maggiormente avvicinare
a una traduzione word for word nei testi delle ultime due edizioni ripresi
dal linguaggio canonistico moderno; ma il latino cinquecentesco del testo
originale non pu in alcun modo essere tradotto alla lettera. Si cercato
perci di rendere il contenuto del testo latino in un italiano corrente, scorrevole, ma allo stesso tempo rigoroso ed elegante. Ci si augura che si tratti
di una traduzione fedele, che cio renda con precisione il significato del testo originale.
Il latino utilizzato dagli estensori (in particolare, dal Bascap)8, pur
essendo un latino classico-umanistico, allo stesso tempo un latino tecnicogiuridico, sebbene la terminologia utilizzata sia diversa da quella del linguaggio canonico odierno. I termini utilizzati non sono scelti a caso: essi
hanno un preciso significato giuridico (che non sempre facile cogliere al
primo impatto). Per fare un esempio, il verbo recipere, che nel diritto canonico vigente viene utilizzato con altri significati, un termine tecnico
che descrive un momento fondamentale il primo del processo di incorporazione allOrdine, quello dellaccettazione, un momento che oggi
non esiste pi, sostituito dallammissione al postulato, che per ha un valore e conseguenze giuridiche affatto diverse.
Proprio per la tecnicit di tale linguaggio, si cercato, per quanto
possibile, di tradurre un termine sempre allo stesso modo, anche se forse
non sempre, per vari motivi, si riusciti a rimanere fedeli a tale proposito.
In qualche caso, si fatto ricorso a termini moderni, allepoca non
utilizzati, perch sembrava che rendessero il contenuto dellespressione
originale meglio dei corrispettivi letterali italiani. Si veda, per esempio, il
capitolo 5 del secondo libro, dove lespressione divina officia stata tradotta con liturgia o celebrazioni liturgiche, giacch lespressione ita-

8
Sul ruolo svolto dal Bascap nella redazione delle Costituzioni, si veda lIntroduzione storica. Il Padre CLERICI, nella Lettera circolare n. 16 del 31 dicembre 1939 considera le Costituzioni un monumentum latinitatis (p. 11).

74

Giovanni M. Scalese

[6]

liana uffici divini avrebbe avuto un significato restrittivo che loriginale


non ha (i divina officia non sono soltanto il nostro ufficio divino, ma appunto tutte le celebrazioni liturgiche).
In altri casi, invece, si optato per la conservazione del termine originale (che nel frattempo, in italiano, ha magari mutato significato o caduto in disuso), perch risultava estremamente difficile trovare un termine
corrente che ne rendesse pienamente il contenuto. Alcuni esempi:
Praepositus stato sempre tradotto con Preposito: non sembrava
corretto tradurlo con Superiore (termine che pure viene ampiamente utilizzato dalle Costituzioni), perch i due termini non sono
intercambiabili (semplificando, tutti i Prepositi sono Superiori, ma
non tutti i Superiori sono Prepositi)9;
Collegium stato sempre reso con Collegio, sebbene oggi tale parola in italiano abbia assunto un significato diverso; ma si tratta del
termine giuridico ufficiale con cui vengono designate le nostre case
religiose (come con abbazia e monastero sono designate quelle
dei monaci, e con convento quelle dei frati);
Institutum/instituta rimasto, anche in italiano, Istituto/istituti:
un termine fondamentale per riferirsi allidentit propria della Congregazione, e che sarebbe difficile rendere con termini pi attuali
(carisma, progetto di vita, indole, fisionomia, carattere,
ecc. al singolare; istituzioni, insegnamenti, principi, leggi,
regole, norme, usanze, consuetudini, tradizioni, osservanze, ecc. al plurale);
i maiores che sono gli antenati, gli antichi, i fondatori, i
primi padri, i predecessori sono rimasti, semplicemente, i
maggiori, termine che conserva una carica evocativa che quegli altri termini non possiedono.
Per una discussione su questi e altri termini ricorrenti nelle Costituzioni, si rinvia al Glossario pubblicato in fondo al volume.

9
Si vedano, in proposito, le pertinenti osservazioni di G. CAGNI, nellIntroduzione
a Le Costituzioni dei Barnabiti, pro manuscripto, Firenze, 1975, pp. (31)-(32), successivamente riprese in Carlo Bascap e le Costituzioni dei Barnabiti e delle Angeliche: Barnabiti Studi 10 (1993), p. 139. Padre Cagni si riferiva alle origini; ma il discorso continua
a valere anche nei secoli successivi. Per fare un esempio, si consideri la situazione di Bologna nel Settecento, dove esistevano tre comunit: San Paolo, la Penitenzieria e il Seminario (sostituito nel 1774 dalle opere educative del complesso di Santa Lucia). Ebbene, a
Bologna cera un solo Preposito (quello di San Paolo); i Superiori della Penitenzieria e
del Seminario, come poi quelli dei Collegi ex-gesuitici (di solito, piccole comunit), erano detti Rettori.

[7]

Nota editoriale

75

Alcune espressioni sono state lasciate in latino (p. es., in Domino; secundum Deum; ecc.).
Normalmente il testo delle Costituzioni, nei verbi, usa il congiuntivo
presente (un uso comune anche nel vigente Codice di diritto canonico).
Non si tratta certamente di un congiuntivo esortativo, avendo esso un carattere chiaramente ingiuntivo. Tuttavia, proprio perch in italiano il congiuntivo non ha tale valenza (e quindi si rischiava di ridurre le Costituzioni a una pia esortazione), si preferito sostituire il congiuntivo presente
col futuro indicativo, che ha conservato in italiano un carattere precettivo
(si vedano, p. es., le due formulazioni dei dieci comandamenti nellattuale
traduzione della CEI). Il congiuntivo stato lasciato solo nelle proposizioni dipendenti, quando richiesto dalla sintassi italiana.

Opere pi frequentemente citate


IV ed. = Constitutiones Clericorum Regularium S. Pauli Decollati libris quatuor distinctae,
editio IV, Mediolani, Typis L. F. Cogliati, 1902
VI ed. = Constitutiones Clericorum Regularium Sancti Pauli Decollati (Barnabitarum) libris
quattuor distinctae, editio VI, Romae, ex Typographia Augustiniana, 1946
Bullarium = Litterae et Constitutiones Summorum Pontificum pro Congregatione Clericorum Regularium Sancti Pauli Apostoli hactenus datae, Romae, ex Typographia Salviucciana, 1853
GABUZIO, Historia = IOANNIS ANTONII GABUTII Historia Congregationis Clericorum Regularium Sancti Pauli ab eius primordiis ad initium saeculi XVII, Romae, ex Typographia Salviucci, 1853
PREMOLI, Cinquecento = ORAZIO PREMOLI, Storia dei Barnabiti nel Cinquecento, Roma,
Descle, 1913
Regulae officiorum, ed. 1855 = Regulae officiorum quae apud Clericos Regulares S. Paulli ad
universae Congregationis atque Provinciarum regimen referuntur, Romae, ex Typis
Salviuccianis, 1855
, ed. 1863 = Regulae officiorum quae apud Clericos Regulares S. Paulli ad diversa sacerdotum munia in unoquoque Collegio ex Constitutionibus obeunda referri possunt, Mediolani, Typis Archiepiscopalibus Hermenegildi Besozzi in Officina BoniardiPogliani, 1863
, ed. 1950 = Regulae officiorum quae apud Clericos Regulares S. Pauli ad diversa sacerdotum munia in unoquoque Collegio ex Constitutionibus obeunda referri possunt, Romae, 1950
Regole dei fratelli, ed. 1881 = Regole dei fratelli conversi della Congregazione dei Chierici
Regolari di S. Paolo Apostolo detta de Barnabiti, Roma, Tipografia Letteraria, 1881
, ed. 1945 = Regole per i fratelli conversi della Congregazione dei Chierici Regolari di S.
Paolo Apostolo (Barnabiti), nuova edizione, Roma, 1945

76

Giovanni M. Scalese

[8]

Abbreviazioni
A.
add.
c.
can.
cf.
cit.
fasc.
ibid.
l.
loc. cit.
LXX
ms/mss
n.
om.
p.
scil.
s.n.t.
v.
var.
Vulg.
vol.

Autore
addit (= aggiunge)
capitolo
canone
confer (= confronta)
citato
fascicolo
ibidem (= ivi)
libro
loco citato (= nel luogo citato)
Septuaginta (= Settanta)
manoscritto/manoscritti
numero
omittit (= omette)
pagina
scilicet (= vale a dire, cio)
senza note tipografiche
versetto
variante
Vulgata (= Volgata)
volume

&
#

et (= e)
numero (dei canoni penitenziali)
paragrafo
integrazione del Curatore (nelle note)
integrazione del Curatore (nel testo)
vide (= vedi)

[IV ed.]
[VI ed.]
[N.d.C.]
[]
[ n. **]

nota della quarta edizione


nota della sesta edizione
nota del Curatore
testo omesso nella VI ed.
testo spostato al n. ** della VI ed.

ASBR
ASSB
ACSB
CEI
EV
NV
PG
PL

Archivio Storico dei Barnabiti, Roma


Archivio Storico di San Barnaba, Milano
Archivio della Casa, San Barnaba, Milano
Conferenza Episcopale Italiana
Enchiridion Vaticanum, EDB
Nova Vulgata (= Neovolgata)
MIGNE, Patrologia Graeca
MIGNE, Patrologia Latina

[9]

Nota editoriale

77

Espressioni latine pi frequenti


a divinis
ad tempus
de/pro bona electione facienda
de more
de Spiritu Sancto
de vita et moribus
ex decreto
ex instituto
ex officio
ex praecepto
extra actum visitationis
extra ordinem
in Domino
in posterum
in sacris
infra
infra sexennium
in perpetuum
ipso facto
more nostro
passim
perpetuo
pro Congregatione
pro familia
pro gratiarum actione
pro libito
secundum Deum
sic!
sub anulo Piscatoris
sub finem
supra
tamquam constitutio

dagli [uffici] divini, detto della sospensione


temporaneamente (opposto di in perpetuum)
per fare una buona elezione [del Preposito generale]
secondo luso
dello Spirito Santo, detto della Messa
sulla vita e i costumi [= il comportamento], detto del
capitolo locale
a norma di
secondo la consuetudine
in forza dellufficio; di diritto
di precetto; obbligatoriamente
fuori dellatto della visita, detto dei Visitatori
fuori della regolare cadenza, detto della convocazione
del Capitolo generale
nel Signore
in futuro
negli [Ordini] sacri, ordinato/i, detto dei chierici
sotto; pi avanti nel testo
durante il sessennio tra un Capitolo generale e laltro
per sempre (opposto di ad tempus)
per il fatto stesso
secondo il nostro uso
qua e l nel testo
sempre
per la Congregazione
per la famiglia [= comunit], detto della Messa
in ringraziamento
secondo i propri gusti
secondo Dio
proprio cos, quando si tratta di evidenziare un errore
con lanello del Pescatore, cio lanello del Papa, raffigurante San Pietro
verso la fine
sopra; precedentemente nel testo
come costituzione, detto di un testo approvato come
norma costituzionale

CONSTITUTIONES
CLERICORUM REGULARIUM
SANCTI PAULI DECOLLATI
LIBRIS QUATTUOR DISTINCTAE

COSTITUZIONI
DEI CHIERICI REGOLARI
DI SAN PAOLO DECOLLATO
IN QUATTRO LIBRI

80

Libro primo

[2]

CONSTITUTIONUM
LIBER PRIMUS.
DE CONSTITUTIONIBUS.
CAPUT I.

LIBER PRIMUS
CAPUT I
DE CONSTITUTIONIBUS

Omnia honeste et secundum ordinem fieri debere praecipit Sanctus Paulus Apostolusa. Hanc Apostolicam doctrinam secuti maiores nostri et sanctas
quoque imitati societates, nascenti huic
Clericorum Regularium Congregationi
opportunas scripsere Constitutiones.
Nam, cum ii perfecta quadam vitae spiritualis via ingressi essent, quae, fere veterum illorum Patrum instituta repraesentans, ad absolutum mundi contemptum plenamque mortificationem deduceret, simul et divinum cultum religiosamque vivendi rationem (quam temporum calamitate non mediocriter labefactatam viderent), sacris potissimum sermonibus habendis sanctorumque Sacramentorum frequentatione introducenda, restituere et quantum possent propagare conarentur (pluribus in dies ad
eorum disciplinam, divina favente clementia, se convertentibus) Clericorum
Regularium Congregationem, in qua
perpetuo eiusmodi pia sanctaque studia
vigerent, summis Pontificibus omnia approbantibus, constituerunt. Atque, cum
iidem praecipua quadam observantia et
cultu erga Sanctum Apostolum Paulum
affecti essent, libenterque eius epistolis
volutandis publiceque interpretandis se
exercerent, eiusdem Apostoli nomine illam honestari et muniri curarunt, et eo
quasi duce, Deo militare sunt professi;
eo inquam decollato, cum ita eorum studia postularent, quae, non ad doctrinam
tantum, sed ad passiones etiam Apostoli imitandas ferebantur. Et, ut omnia,
quemadmodum diximus, honeste et secundum ordinem inter eos perpetuo se
haberent, quales ea initia desiderabant

1 - Omnia honeste et secundum ordinem


fieri debere praecipit Sanctus Paulus Apostolus (I Cor., XIV, 40). Hanc Apostolicam doctrinam secuti maiores nostri et
sanctas quoque imitati societates, nascenti huic Clericorum Regularium Congregationi opportunas scripsere Constitutiones. Nam, cum ii perfecta quadam vitae
spiritualis via ingressi essent, quae, fere
veterum illorum Patrum instituta repraesentans, ad absolutum mundi contemptum plenamque mortificationem deduceret, simul et divinum cultum religiosamque vivendi rationem (quam temporum
calamitate non mediocriter labefactatam
viderent), sacris potissimum sermonibus
habendis sanctorumque Sacramentorum
frequentatione introducenda, restituere et
quantum possent propagare conarentur
(pluribus in dies ad eorum disciplinam,
divina favente clementia, se convertentibus) Clericorum Regularium Congregationem, in qua perpetuo eiusmodi pia
sanctaque studia vigerent, Summis Pontificibus omnia approbantibus, constituerunt. Atque, cum iidem praecipua quadam observantia et cultu erga Sanctum
Apostolum Paulum affecti essent, libenterque eius epistolis volutandis publiceque interpretandis se exercerent, eiusdem
Apostoli nomine illam honestari et muniri curarunt, et eo quasi duce, Deo militare sunt professi; eo, inquam, decollato,
cum ita eorum studia postularent, quae,
non ad doctrinam tantum, sed ad passiones etiam Apostoli imitandas ferebantur.
Et, ut omnia, quemadmodum diximus,
honeste et secundum ordinem inter eos
perpetuo se haberent, quales ea initia desiderabant sibi Constitutiones scripsere.

[3]

Capitolo 1
LIBRO PRIMO DELLE COSTITUZIONI

I Cor. XIV, 40 [Omnia autem honeste et secundum ordinem fiant].

81
[]1

Capitolo 1
LE COSTITUZIONI

[1] Lapostolo San Paolo prescrive che tutto deve essere fatto
decorosamente e con ordine2. In conformit a questo insegnamento apostolico e inoltre prendendo esempio da altre famiglie religiose, i nostri maggiori redassero delle Costituzioni adatte a questa nuova Congregazione di chierici regolari3. Intrapresero infatti
un esigente cammino di vita spirituale, che, riallacciandosi agli
istituti degli antichi Padri, li conducesse a un totale disprezzo del
mondo e a una completa mortificazione. Allo stesso tempo cercarono di ristabilire e, per quanto possibile, incrementare il culto divino e la vita cristiana (che quei tempi infelici avevano non poco
affievolito), soprattutto attraverso la predicazione e la promozione della frequenza ai sacramenti. Grazie a Dio, molti si rivolgevano di giorno in giorno alla loro disciplina, e perci istituirono, con
lapprovazione dei Sommi Pontefici, una Congregazione di chierici regolari, nella quale il loro progetto di vita permanesse nel tempo. Essi erano animati da particolare amore e venerazione verso
lApostolo Paolo, e si dedicavano volentieri alla meditazione e alla pubblica spiegazione delle sue lettere; perci vollero che la
Congregazione prendesse nome e venisse protetta da quellApostolo e si impegnarono a prestare servizio a Dio sotto la sua guida.
Sotto la guida, si badi, di Paolo decollato, desiderando cos imitare non solo la sua dottrina, ma anche le sue sofferenze. E perch
tutto fra loro si svolgesse sempre, come abbiamo detto, decorosamente e con ordine, scrissero delle Costituzioni, quali le richiedeva la condizione iniziale. Dal momento per che ormai la Congregazione, grazie a Dio, si diffusa in molti luoghi, si ingrandita e
continua a crescere di giorno in giorno, sembra a noi, che siamo i

1
La Congregazione e
le Costituzioni

1
Il primo libro delle Costituzioni tratta delle Costituzioni stesse e delle persone
che compongono la Congregazione. Cf. infra, 2 [n. 2] [N.d.C.].
2
1 Cor 14:40.
3
Il riferimento alle Costituzioni del 1552 [N.d.C.].

82

Libro primo

[4]

sibi Constitutiones scripsere. Nunc autem, Congregatione per plures civitates,


Deo propitio, iam deducta, aucta, in diesque crescente, cum novis Constitutionibus ei opus esse nos, eorum, licet indigni, successores, viderimus (non enim
quod nascenti satis erat, etiam adultae
sufficere potuit) ut quae ab eis facta et
constituta sunt quantum possumus imitemur studioque atque opera prosequamur (quippe qui eumdem intuemur scopum, ut scilicet, saeculo renunciantes totosque nos Deo dedicantes, animarum
saluti deserviamus) ad hoc opus faciendum ex concessione Apostolica sumus
aggressi.

Nunc autem, Congregatione per plures civitates, Deo propitio, iam deducta, aucta,
in diesque crescente, cum novis Constitutionibus ei opus esse nos, eorum, licet indigni, successores, viderimus (non enim
quod nascenti satis erat, etiam adultae
sufficere potuit) ut quae ab eis facta et
constituta sunt quantum possumus imitemur studioque atque opera prosequamur
(quippe qui eumdem intuemur scopum,
ut scilicet, saeculo renunciantes totosque
nos Deo dedicantes, animarum saluti deserviamus) ad hoc opus faciendum ex concessione Apostolica sumus aggressi.

Quod quidem ita distribuemus, ut,


postquam de Constitutionibus ipsis et
de personis ex quibus Congregatio constituitur primo libro egerimus, quae
praecipua sunt ipsius Congregationis
(vota scilicet, divinum cultum, sacras et
spirituales exercitationes, nonnullaque
ad rectam disciplinam pertinentia) tractemus; mox tertium librum de munerum
functionibus ad proximorum salutem
praestandis, et si quid coniunctum fuerit, constituamus; quarto libro quae ad
eius administrationem pertinent complectamur.

2 - Quod quidem ita distribuemus, ut, postquam de Constitutionibus ipsis et de


personis ex quibus Congregatio constituitur libro primo egerimus, quae praecipua
sunt ipsius Congregationis (vota scilicet,
divinum cultum, sacras et spirituales
exercitationes, nonnullaque ad rectam disciplinam pertinentia) tractemus; mox
tertium librum de munerum functionibus
ad proximorum salutem praestandis, et si
quid coniunctum fuerit, constituamus;
quarto libro quae ad eius administrationem pertinent complectamur.

Licet autem ad eorum quae constituuntur auctoritatem confirmandam et


sanciendam tum parendi necessitas imponenda, tum poena iis qui non pareant
constituenda sit (ideoque idem nobis in
hisce Constitutionibus scribendis sequendum duxerimus) confidentes tamen omnes qui in disciplina nostra perfectiorem vitae rationem secuti fuerint,
ea omnia studiose promptoque animo
praestituros quae ad eiusmodi disciplinam perfectionemque pertinere intelligent, absolute neque parendi necessitatem cum peccati obligatione imponere,
neque poenas irrogare visum est; sed
tantum hac adhibita moderatione: poena quidem aliqua, sive in Constitutionibus vel ordinationibus expressa sit, sive

3 - Licet autem ad eorum quae constituuntur auctoritatem confirmandam et


sanciendam tum parendi necessitas imponenda, tum poena iis qui non pareant
constituenda sit (ideoque idem nobis in
hisce Constitutionibus scribendis sequendum duxerimus) confidentes tamen omnes qui in disciplina nostra perfectiorem
vitae rationem secuti fuerint, ea omnia
studiose promptoque animo praestituros
quae ad eiusmodi disciplinam perfectionemque pertinere intelligent, absolute neque parendi necessitatem cum peccati
obligatione imponere, neque poenas irrogare visum est; sed tantum hac adhibita
moderatione: poena quidem aliqua, sive
in Constitutionibus vel ordinationibus
expressa sit, sive Canonum poenitentia-

[5]

Capitolo 1

83

loro indegni successori, che essa abbia ora bisogno di nuove Costituzioni (infatti ci che le bastava alla nascita non pu esserle
sufficiente anche ora che diventata adulta). Perci, per imitare e
continuare, per quanto possibile, ci che essi fecero e disposero
(tendiamo infatti al medesimo scopo, che cio, rinunziando al
mondo e consacrandoci totalmente a Dio, attendiamo alla salvezza delle anime), ci accingiamo a compiere questopera col permesso della Sede Apostolica.
[2] Distribuiremo la materia nel seguente modo: dopo esserci
occupati nel primo libro delle stesse Costituzioni e delle persone
da cui composta la Congregazione, tratteremo degli elementi costitutivi della Congregazione stessa (e cio i voti, il culto divino, le
pratiche spirituali e le varie questioni riguardanti la disciplina regolare); seguir poi il terzo libro sulle attivit apostoliche ed eventuali annessi; nel quarto libro infine raccoglieremo ci che riguarda il governo della Congregazione.

2
Divisione delle
Costituzioni

[3] Bench, per confermare e sancire autorevolmente quanto


si dispone, bisognerebbe imporre lobbligo dellobbedienza e punire coloro che non obbediscono (e infatti nello stendere queste
Costituzioni avremmo voluto seguire tale criterio), tuttavia abbiamo fiducia che tutti quelli che secondo la nostra disciplina osserveranno una norma pi perfetta di vita, compiranno con cura e
con animo risoluto tutto ci che capiranno utile a tale disciplina di
perfezione, e perci non ci parso affatto opportuno imporre
lobbligo di obbedire sotto pena di peccato n di infliggere pene.
Ci sembrato pi opportuno seguire il seguente criterio: nessuno
sar tenuto ad alcuna pena, sia essa espressa nelle Costituzioni o
nelle delibere capitolari, sia essa contenuta nellelenco dei canoni
penitenziali4, a meno che, quando si commette una colpa, quella

3
Obbedienza alle
Costituzioni

Cf. infra, Appendice [N.d.C.].

84

Libro primo

[6]

Canonum poenitentialium descriptione


contineatur, nemo teneatur, nisi, cum
erratum commiserit, etiam specialiter ei
iniuncta fuerit (idque nisi ipso facto irrogari constituatur): peccati vero vel
mortalis vel venialis vinculo nemo qui
contra Constitutiones vel ordinationes
aliquas fecerit obligetur, nisi alias, votorum vel contemptus causa, aut alio nomine, iure sit obligatus, aut vero praeceptum interveniat.

lium descriptione contineatur, nemo teneatur, nisi, cum erratum commiserit,


etiam specialiter ei iniuncta fuerit (idque
nisi ipso facto irrogari constituatur): peccati vero vel mortalis vel venialis vinculo
nemo qui contra Constitutiones vel ordinationes aliquas fecerit obligetur, nisi
alias, votorum vel contemptus causa, aut
alio nomine, iure sit obligatus, aut vero
praeceptum interveniat.

Praeceptum autem facere ad Praepositum Generalem pertineat, consensu


Assistentium adhibito; etenim res eiusmodi est quae neque facile neque levibus de causis fieri debet. Poterit etiam
talem potestatem, cum eorumdem consensu,
aliis Praepositis quandoque communicare, maxime Provincialibus, cum fuerint;
quod tamen passim non faciat, sed gravi tantum de causa, puta ob locorum distantiam vel aliquorum contumaciam;
habita etiam ratione personae cui communicet. Visitatoribus quoque poterit
communicare.
Qui tamen Praepositi et Visitatores
praeceptum faciant cum consensu quatuor ex maioribus Officialibus vel senioribus Patribus Collegii, in quo praeceptum faciendum sit, aut vero cum
consensu eorum qui in scripto concessionis nominati fuerint.

4 - Praeceptum autem facere ad Praepositum Generalem pertineat, consensu Assistentium adhibito; etenim res eiusmodi
est quae neque facile neque levibus de
causis fieri debet. Poterit etiam talem potestatem, cum eorumdem consensu,
Praepositis Provincialibus quandoque
communicare:
quod tamen passim non faciat, sed gravi
tantum de causa, puta ob locorum distantiam vel aliquorum contumaciam; habita
etiam ratione personae cui communicet.
Visitatoribus quoque poterit communicare.
Qui tamen Provinciales et Visitatores
praeceptum faciant cum consensu quattuor ex maioribus Officialibus vel senioribus Patribus Collegii, in quo praeceptum faciendum sit, aut vero cum consensu eorum qui in scripto concessionis nominati fuerint.

[7]

Capitolo 1

85

pena non sia stata espressamente comminata (o non sia stabilito


che si incorre in essa ipso facto); inoltre, se uno agisce contro le
Costituzioni o qualche delibera capitolare, non commette peccato
mortale o veniale, a meno che non sia altrimenti obbligato dal diritto (o per i voti o per disprezzo o per un altro motivo) o nel caso in cui intervenga il precetto5.
[4] Dare il precetto spetta al Preposito generale col consenso
degli Assistenti. Si tratta infatti di una soluzione tale che non vi si
deve ricorrere con troppa facilit n per futili motivi. Talora, sempre col consenso degli Assistenti, egli potr delegare tale facolt
anche agli altri Prepositi, soprattutto ai Provinciali, quando ci saranno [ai Prepositi provinciali]; tuttavia non far ci indiscriminatamente, ma solo per un motivo grave, come per esempio per la
distanza o per lostinazione di alcuni, e tenendo anche conto della persona a cui delega tale facolt. Potr pure delegarla ai Visitatori. Anche i Prepositi [Provinciali] e i Visitatori per daranno il
precetto col consenso di quattro degli Ufficiali maggiori o dei Padri pi anziani del Collegio in cui si deve dare il precetto, oppure
col consenso di coloro che sono indicati nellatto di delega.

4
Il precetto

Chiunque d il precetto, lo far per iscritto, con la sua firma e


con quella di coloro di cui richiesto il consenso, facendo uso della formula da stabilire [stabilita].

5
Modalit del
precetto

[5] Con la promulgazione delle presenti Costituzioni, tutte le


altre Costituzioni e delibere capitolari di qualsiasi genere saranno
considerate abrogate.

6
Abrogazione dei
precedenti
ordinamenti

Praeceptum quicumque faciat, scripPraeceptum quicumque faciat, scripto


to faciat, cum subscriptione sua et eo- faciat, cum subscriptione sua et eorum de
rum de quorum consensu supra dixi- quorum consensu supra diximus; idque
mus; idque formula praescribenda.
formula praescripta.
Omnes aliae Constitutiones ac ordi- 5 - Omnes aliae Constitutiones ac ordinationes cuiuscumque generis, harum nationes cuiuscumque generis, harum
sanctione antiquatae intelligantur.
sanctione antiquatae intelligantur.
5
Si veda, nellIntroduzione storica, la disputa sorta in seguito alla pubblicazione
della bolla di approvazione Cum sicut accepimus, in cui Papa Gregorio XIII ingiungeva
losservanza delle Costituzioni in virtute sanctae obedientiaee sub indignationis suae poena,
un vincolo che a molti sembrava, giustamente, in contrasto con il disposto delle Costituzioni. Per il testo della bolla di approvazione, si veda fra gli Allegati, n. III [N.d.C.].

86

Libro primo

[8]

Constitutiones omnes plene serventur; sed aliquando tamen, necessitate vel


iusta causa urgente, aut maiore utilitate
postulante, dispensari seu venia dari poterit, modo specialiter Constitutionibus
ipsis, ordinatione Capituli Generalis, aut
Superiorum iussione prohibitum non
sit.

6 - Constitutiones omnes plene serventur;


sed aliquando tamen, necessitate vel iusta causa urgente, aut maiore utilitate postulante, dispensari seu venia dari poterit, modo specialiter Constitutionibus
ipsis, ordinatione Capituli Generalis, aut
Superiorum iussione prohibitum non sit.

Praepositi locales, in iis quae ad


quotidianam communis vitae disciplinam usumque pertinent, cum Collegialibus suis, et etiam alienis quos eo loco
morari accidat, et secum ipsi, dispensare poterunt. Sed eiusmodi veniam perennem alicui dare non debebunt; verum renovandam, prout opus fuerit: neque etiam toti Collegio, nisi forte ex magna causa. Atque in his, tum superius
positas causas, tum simul Congregationis scopum, hoc est salutem animarum,
spectabunt; servabuntque quod eis generaliter praescriptum est ut in gravioribus Praepositum Generalem vel Provinciales, si sint, consulant.

Praepositi locales, in iis quae ad quotidianam communis vitae disciplinam


usumque pertinent, cum Collegialibus
suis, et etiam alienis quos eo loco morari
accidat, et secum ipsi, dispensare poterunt. Sed eiusmodi veniam perennem alicui dare non debebunt; verum renovandam, prout opus fuerit: neque etiam toti
Collegio, nisi forte ex magna causa. Atque in his, tum superius positas causas,
tum simul Congregationis scopum, hoc
est salutem animarum, spectabunt; servabuntque quod eis generaliter praescriptum est ut in gravioribus Praepositum
Provincialem vel Generalem consulant.

Cessante causa dispensationis, cesset


Cessante causa dispensationis, cesset
quoque dispensatio.
quoque dispensatio.
Ut autem harum Constitutionum
observantia maneat, Apostolica praesertim auctoritate nitentium, simul ut
cupiditatibus et malis tentationibus aditus intercludatur, constituimus ut qui
(contempta vel praetermissa eorum
quibus talium rerum facultas commissa
est auctoritate) abrogationem, derogationem aut dispensationem impetrare
circa illas aut aliquam earum conatus
fuerit, is dignitate et gradu quem forte
tunc obtineat, et item voce activa et passiva, si obtinet, et, si non obtinet, iure
eam consequendi, ipso facto privatus
sit: idque praeter graviores etiam poenas arbitrio Capituli Generalis vel Generalis Praepositi subeundas; habita tamen, eorumdem arbitrio, gravioris vel
levioris culpae ratione.

[9]

Capitolo 1

87

[6] Saranno osservate integralmente tutte le Costituzioni. In


certi casi tuttavia, per necessit o per una giusta causa oppure
per una maggiore utilit, si potr dispensare o esonerare, purch
ci non sia espressamente proibito dalle stesse Costituzioni, da
una delibera del Capitolo generale o da una disposizione dei Superiori.

7
Dispense e
permessi

I Prepositi locali potranno dispensare i religiosi della loro comunit e anche altri che si trovassero a vivere in quella casa, e persino s stessi, in ci che riguarda la disciplina e la pratica quotidiana della vita comune. Non dovranno dare a nessuno un simile
esonero per un tempo illimitato, ma solo da rinnovare di volta in
volta, secondo il bisogno; e neppure a tutto il Collegio, eccetto
che per un grave motivo. A questo proposito, terranno presenti le
motivazioni su esposte e allo stesso tempo lo scopo della Congregazione (cio la salvezza delle anime)6, e osserveranno ci che loro prescritto come principio generale, che, nelle questioni pi importanti, si rivolgano al Preposito generale o, se ci saranno, ai Provinciali [provinciale o generale].

8
Facolt di
dispensa dei
Prepositi locali

Con la cessazione del motivo della dispensa cesser pure la dispensa.

9 Cessazione
delle dispense

Perch sia salvaguardata losservanza di queste Costituzioni,


che si fondano principalmente sullautorit apostolica, e allo stesso tempo perch sia sbarrata la strada ai desideri e alle cattive tentazioni, disponiamo che chi (disprezzando o trascurando lautorit di coloro ai quali tale facolt stata affidata) tenter di ottenere labrogazione, la deroga o la dispensa riguardo a esse o a
qualcuna di esse, costui sia ipso facto privato della dignit e del
grado che occuper in quel momento, e cos pure della voce attiva e passiva, se la possiede, e, se non la possiede, del diritto di ottenerla; e questo, oltre le pene anche pi gravi che dovr subire a
discrezione del Capitolo generale o del Preposito generale, tenendo conto tuttavia, a discrezione degli stessi, della maggiore o minore gravit della colpa [].

10
Pene per chi
attenta alle
Costituzioni

Cf. supra, 1 [n. 1] [N.d.C.].

88

Libro primo

[10]

Si quid in his Constitutionibus, vel


in aliis ex harum praescripto condendis,
interpretationem aut declarationem postulare visum fuerit, ad Capitulum Generale id muneris referatur, et quod
maior pars, tribus tractatibus diversis
diebus habendis, senserit, id ratum firmumque sit. Quod si ante Capituli tempus praesenti remedio opus sit, Praepositus Generalis, cum consensu Assistentium, quid interim fieri debeat decernat;
et tamen ad Capitulum Generale, cum
primum habebitur, res deferatur; ut, vel
quod actum est probet, vel aliter pro arbitrio suo constituat.

7 - Si quid in his Constitutionibus, vel in


aliis ex harum praescripto condendis, interpretationem aut declarationem postulare visum fuerit, ad Capitulum Generale id muneris referatur, et quod maior
pars, tribus tractatibus diversis diebus habendis, senserit, id ratum firmumque sit.
Quod si ante Capituli tempus praesenti
remedio opus sit, Praepositus Generalis,
cum consensu Assistentium, quid interim
fieri debeat decernat; et tamen ad Capitulum Generale, cum primum habebitur,
res deferatur; ut, vel quod actum est probet, vel aliter pro arbitrio suo constituat.

Novae Constitutiones, nisi magna de


causa, ne fiant. Et cum de tali negotio
consultandum fuerit, prius diligenter
consideretur num possit aliqua alia ratione provisum esse intelligi, aut interpretatione provideri. Et tamen si nova
Constitutione opus esse perspiciatur, ea
tribus Capitulis Generalibus diversis annis celebrandis, tamquam Constitutio, a
maiori parte Capituli approbetur; cum
declaratione tamen ut, post primam approbationem, ea tamquam ordinatio Capituli servetur, sed non nisi post tertiam
Constitutio habeatur. Idem fiat si agatur
de Constitutione aliqua in totum vel ex
parte abroganda.

8 - Novae Constitutiones, nisi magna de


causa, ne fiant. Et cum de tali negotio
consultandum fuerit, prius diligenter consideretur num possit aliqua alia ratione
provisum esse intelligi, aut interpretatione provideri. Et tamen si nova Constitutione opus esse perspiciatur, ea tribus Capitulis Generalibus diversis annis celebrandis, tamquam Constitutio, a maiori
parte Capituli approbetur; cum declaratione tamen ut, post primam approbationem, ea tamquam ordinatio Capituli servetur, sed non nisi post tertiam Constitutio habeatur. Idem fiat si agatur de Constitutione aliqua in totum vel ex parte
abroganda.

Cum quisque ea quae illi servanda


sunt scire perfecte debeat, studeant singuli, quatenus ad se pertinet, Constitutiones cognoscere: quod ut singillatim et
in universum efficiatur, Superiores omnino curent. Ut autem universi cognoscant, hac ratione utantur, ut quoties aliquid grave agendum est de quo Constitutio habeatur, nisi forte ob nimiam frequentiam aliquando intermittendum sit,
ea Constitutio coram iis qui interesse debent legatur.

9 - Cum quisque ea quae illi servanda


sunt scire perfecte debeat, studeant singuli, quatenus ad se pertinet, Constitutiones cognoscere: quod ut singillatim et
in universum efficiatur, Superiores omnino curent. Ut autem universi cognoscant,
hac ratione utantur, ut quoties aliquid
grave agendum est de quo Constitutio habeatur, nisi forte ob nimiam frequentiam
aliquando intermittendum sit, ea Constitutio coram iis qui interesse debent legatur.

[11]

Capitolo 1

89

[7] Se qualcosa in queste Costituzioni o in altre che verranno


stabilite a norma di esse, sembrer richiedere uninterpretazione o
una dichiarazione, tale compito riservato al Capitolo generale:
sar approvato e sancito ci che la maggioranza decider in tre sedute da tenersi in giorni diversi. E se ci sar bisogno di un simile
intervento prima del tempo del Capitolo, il Preposito generale,
col consenso degli Assistenti, decider che cosa si debba fare nel
frattempo; in ogni caso, la cosa sar deferita al Capitolo generale,
non appena esso si terr, di modo che ratifichi ci che si fatto
oppure disponga altrimenti, a sua discrezione.

11
Interpretazione
delle
Costituzioni

[8] Non si faranno nuove costituzioni, se non per un grave


motivo. E quando si dovesse prendere una decisione del genere,
prima si considerer accuratamente se non si possa ritenere di
aver provveduto in qualche altro modo o se non si possa provvedere con uninterpretazione. In ogni caso, se si dovesse ritenere
necessaria una nuova costituzione, essa sar approvata, come tale,
dalla maggioranza del Capitolo in tre Capitoli generali da celebrarsi in anni diversi, specificando per che, dopo la prima approvazione, essa sia osservata come delibera capitolare, e si consideri costituzione solo dopo la terza approvazione. Si far lo stesso
se si tratta di abrogare del tutto o in parte qualche costituzione.

12
Nuove costituzioni

[9] Dal momento che tutti devono conoscere con precisione


ci che devono osservare, ognuno cercher, per quanto dipende
da lui, di conoscere le Costituzioni. I Superiori si preoccuperanno
che questo si faccia sia a livello individuale che comunitario. Perch tutti le conoscano, si user il metodo seguente: ogniqualvolta
si deve fare qualcosa di importante ed esiste una costituzione al riguardo, quella costituzione verr letta davanti agli interessati, a
meno che in qualche caso non si debba soprassedere per leccessiva frequenza.

13
Conoscenza delle
Costituzioni

90

Libro primo

[12]

Praeterea singulis annis integre coPraeterea singulis annis integre coram


ram omnibus simul congregatis legan- omnibus simul congregatis legantur, sintur, singulis scilicet libris per singula sa- gulis scilicet libris per singula sacra temcra tempora distributisb.
pora distributis, cum declarationibus, decretis ac monitis Capitulorum Generalium, quae in suo robore manent.
Si quid vero ex eis, eorum causa qui
Si quid vero ex eis, eorum causa qui
latinas litteras nesciunt, in vernaculam latinas litteras nesciunt, in vernaculam
linguam vertendum sit, statuat Capitu- linguam vertendum sit, statuat Capitulum Generale.
lum Generale.

[13]

Capitolo 2

91

Inoltre le Costituzioni saranno lette integralmente ogni anno


davanti a tutti i religiosi riuniti insieme, distribuendo i quattro libri nelle quattro tempora7 [insieme con le dichiarazioni, i decreti
e i moniti dei Capitoli generali che sono in vigore].

14
Lettura annuale
delle Costituzioni

Il Capitolo generale stabilir se si debba tradurre in lingua volgare qualche parte di esse, per venire incontro a quanti non conoscono il latino.

15
Traduzione delle
Costituzioni

Capitolo 2
LINGRESSO IN CONGREGAZIONE
8

DE RECIPIENDIS IN CONGREGATIONEM.
CAPUT II.

CAPUT II
DE RECIPIENDIS IN CONGREGATIONEM

Quoniam vero Constitutiones omnes


personis describi perspicuum est ex quibus Congregatio constat, de illis recipiendis hoc loco recte agi posse videtur.

10 - Quoniam vero Constitutiones omnes


personis describi perspicuum est ex quibus Congregatio constat, de illis recipiendis hoc loco recte agi posse videtur.

Primum autem omnium in hoc recipiendorum fratrum negotio illud certo


nobis persuadere debemus, aliorum
quoque exemplo edocti, ex cura et diligentia in hoc genere praestanda Congregationum conservationem potissimum pendere, et perfacile eas ab instituto discedere si res eiusmodi inconsiderate agatur.

Primum autem omnium in hoc recipiendorum fratrum negotio illud certo


nobis persuadere debemus, aliorum quoque exemplo edocti, ex cura et diligentia
in hoc genere praestanda Congregationum conservationem potissimum pendere, et perfacile eas ab instituto discedere,
si res eiusmodi inconsiderate agatur.

Cum quis igitur admitti petit, Praepositus loci una cum Discretis suis (nisi
aliquis sit petentis cognatus vel affinis,
vel forte de nimia propensione alia ratione suspectus; quo casu eius loco primum ex ceteris professis adhibebit) eius
voluntatem investiget, et omnem, tam in
iis quae ad corpus quam quae ad animam pertinent, conditionem et statum
diligenter exquirat; ut quo spiritu ducatur et an sit Congregationis institutis aptus cognosci possit. Atque, cum quilibet
aut inter Clericos aut inter Conversos

11 - Cum quis igitur admitti petit, Praepositus loci una cum Discretis suis (nisi
aliquis sit petentis cognatus vel affinis, vel
forte de nimia propensione alia ratione
suspectus; quo casu eius loco primum ex
ceteris professis adhibebit) eius voluntatem investiget, et omnem, tam in iis quae
ad corpus quam quae ad animam pertinent, conditionem et statum diligenter
exquirat; ut quo spiritu ducatur et an sit
Congregationis institutis aptus cognosci
possit. Atque, cum quilibet aut inter Clericos aut inter Conversos numerari de-

b
Declaratio. Verba Constitutionum, ubi praecipitur ut eae singulis annis integre
coram omnibus simul congregatis legantur, singulis scilicet libris per singula sacra tempora
distributis, intelligenda etiam sunt de Appendicibus nec non de illis Declarationibus, Decretis ac Monitis Capitulorum Generalium quae in suo robore manent.

[10] manifesto che tutte le Costituzioni vengono redatte per


le persone che compongono una Congregazione; sembra perci
giusto trattare a questo punto della loro accettazione.

1
Premessa

Ma prima di tutto, a proposito dellaccettazione di nuovi


confratelli, ammaestrati anche dallesempio di altri, dobbiamo
convincerci di questo: la sopravvivenza delle Congregazioni dipende in particolar modo dallattenzione e dalla cautela che si
usano in questo campo ed molto facile che esse si allontanino
dal loro Istituto, se tale questione viene trattata con leggerezza.

2
Importanza della
questione

[11] Quando dunque uno chiede di essere ammesso, il Preposito locale, insieme con i suoi Discreti (a meno che uno sia parente o affine dellaspirante9, oppure sia per altro verso sospetto di
esagerata parzialit; in tal caso lo sostituir col primo degli altri
professi), appurer le sue intenzioni ed esaminer accuratamente
la sua condizione e il suo stato sia fisico che spirituale, in modo da
poter conoscere quale spirito lo animi e se sia idoneo agli istituti
della Congregazione. E siccome ognuno deve essere ammesso o
fra i chierici o fra i conversi, per quanto riguarda le attivit da

3
Primo scrutinio

7
Dichiarazione: Le parole delle Costituzioni, dove si ordina che esse siano lette integralmente ogni anno davanti a tutti i religiosi riuniti insieme, distribuendo i quattro libri
nelle quattro tempora, sono da riferirsi anche alle appendici e alle dichiarazioni, ai decreti
e ai moniti dei Capitoli generali che sono in vigore [IV ed.  n. 9].
8
Di per s, il titolo latino andrebbe tradotto Laccettazione in Congregazione.
Abbiamo preferito usare il termine ingresso, riprendendolo dal 14 [n. 23]. Va tuttavia
notato che il verbo recipere un termine tecnico con cui si designa lammissione giuridica
in Congregazione (Cf. Glossario) [N.d.C.].
9
Tale termine non si trova nel testo originale; lo usiamo per praticit. Esso viene
utilizzato nelle ultime due edizioni, che lo riprendono dal CIC, al n. 18. Qui, nelloriginale, abbiamo richiedente (petens) [N.d.C.].

92

Libro primo

[14]

numerari debeat, quod attinet ad functiones in Congregatione exercendas, in


illis litterae et ingenium considerandum
erit, in his iudicium et artificium; in utrisque valetudo et corporis vires cuique
generi accommodatae, secundum tamen
inferius explicanda.

beat, quod attinet ad functiones in Congregatione exercendas, in illis litterae et


ingenium considerandum erit, in his iudicium et artificium; in utrisque valetudo
et corporis vires cuique generi accommodatae, secundum tamen inferius explicanda.

Si nihil primo impedire videatur quo


minus recipi possit, eius voluntatem
Praepositus commendabit; et ad spiritum probandum alicui ex Patribus quasi in disciplinam tradet; quem is saepe
adeat, cui peccata confiteatur, et a quo
de regulari vita et de nostris institutis
Congregationisque scopo doceatur
(quid scilicet praestandum, quid tolerandum, quorum munerum functiones
exercendae) ut, vel in bene suscepto
consilio confirmetur et ad regularem vitam instruatur, vel ab eo quod minus bene sibi proposuerat, utiliori consilio declinet. Eodem vero tempore de negotio
Praepositum Generalem, vel Provincialem, si fuerit, certiorem faciat.

12 - Si nihil primo impedire videatur quo


minus recipi possit, eius voluntatem Praepositus commendabit; et ad spiritum probandum alicui ex Patribus quasi in disciplinam tradet; quem is saepe adeat, et a
quo de regulari vita et de nostris institutis Congregationisque scopo doceatur
(quid scilicet praestandum, quid tolerandum, quorum munerum functiones exercendae) ut, vel in bene suscepto consilio
confirmetur et ad regularem vitam instruatur, vel ab eo quod minus bene sibi
proposuerat, utiliori consilio declinet. Eodem vero tempore de negotio Praepositum Provincialem certiorem faciat.

Interim vero, tum eadem quae supra


tetigimus (de eius scilicet conditione, et
de vita praeterita) diligenter, etiam per
extraneos et longinquos, si opus sit, investigandum erit; tum illud in primis
odorandum, si recte de omni catholica
doctrina sentiat; idque prout conditio
personae postulet.

13 - Interim vero, tum eadem quae supra


tetigimus (de eius scilicet conditione et de
vita praeterita) diligenter, etiam per extraneos et longinquos, si opus sit, investigandum erit; tum illud in primis odorandum, si recte de omni catholica doctrina
sentiat; idque prout conditio personae postulet.

Quod si aliquibus aut forte plerisque


de Collegio is cognitus sit, tamen ad
ipsius quoque probationem spatium detur; quo ardentius a Deo lumen in re
tam gravi impetrare assiduis precibus et
frequenti Sacramentorum usu contendat.

Quod si aliquibus aut forte plerisque


de Collegio is cognitus sit, tamen ad
ipsius quoque probationem spatium detur; quo ardentius a Deo lumen in re tam
gravi impetrare assiduis precibus et frequenti Sacramentorum usu contendat.

[15]

Capitolo 2

93

svolgere in Congregazione, si dovr considerare nei primi la cultura e lintelligenza, nei secondi il buon senso e labilit, negli uni
e negli altri la salute e le forze fisiche adeguate a ciascuna delle
due categorie, tenendo per conto di quanto si spiegher pi
avanti10.
[12] In un primo momento, se nulla sembra opporsi a
uneventuale accettazione, il Preposito loder il proposito
dellaspirante e, per metterne alla prova lo spirito, lo affider alla
responsabilit di uno dei Padri: si presenter spesso a lui, da lui si
confesser [] e da lui sar istruito sulla vita religiosa, sui nostri
istituti e sullo scopo della Congregazione (e cio quali pratiche
dovr compiere, quali difficolt dovr affrontare, quali attivit dovr svolgere), cosicch sia confermato nella decisione presa e sia
avviato alla vita religiosa oppure rinunci a quella che era solo una
velleit in favore di una decisione pi ponderata. Nel contempo
informer della questione il Preposito generale o provinciale, se ci
sar [provinciale].

4
Discernimento

[13] Nel frattempo si dovr accuratamente indagare sulla sua


condizione e la sua vita passata, se necessario anche facendo ricorso a estranei e a persone lontane; si dovr soprattutto verificare se abbia un retto sentire riguardo allintera dottrina cattolica, a
seconda della condizione della persona.

5
Indagine

Nel caso in cui laspirante sia conosciuto da alcuni o anche


dalla maggior parte del Collegio, verr ugualmente messo alla
prova, affinch si sforzi con pi ardore di ottenere da Dio, con la
preghiera assidua e il frequente ricorso ai sacramenti, luce in una
questione tanto importante.

6
Ammissione di
persone gi note

10

Cf. infra, c. 3, 1 [n. 28]; 2 [n. 21] [N.d.C.].

94

Libro primo

[16]

14 - Ne quis invalide vel illicite ad Novitiatum admittatur, ea prae oculis habeantur quae a Iure statuta sunta.
Haec ponere visum est quae recipiendis impedimento sint:
si quis futurus Clericus decem et octo annis sit minor; sed tamen non prohibetur etiam recipi minores, modo saltem
decimum sextum annum attigerint, idque si in ceteris valde probandi appareant; quadraginta item annis maior ne
facile recipiatur, sed ex magna causa,
puta ob virtutem vel scientiam:
si futurus ex Conversis minor sit decem et septem annis, vel maior triginta
quatuorb:
si quis haeresim abiuraverit, aut de
haeresi probabiliter sit suspectus:
si schismaticus fuerit:
si ea irregularitate teneatur in qua
raro aut difficile dispensari soleat:

Item haec ponere visum est quae recipiendis impedimento sint:


si quis futurus Clericus decem et octo
annis sit minor; sed tamen non prohibetur etiam recipi minores, modo saltem decimum sextum annum attigerint, idque si
in ceteris valde probandi appareant; quadraginta item annis maior ne facile recipiatur, sed ex magna causa, puta ob virtutem vel scientiam;
si futurus ex Conversis minor sit decem et septem annis, vel maior triginta
quattuor;

[17]

Capitolo 2

[14 Affinch nessuno sia ammesso al noviziato invalidamente


o illecitamente, si terr presente quanto stabilito dal diritto.11]

[Validit e liceit
dellammissione]

[Inoltre] ci sembra opportuno fissare i seguenti impedimenti


per laccettazione:
per un candidato chierico, avere meno di diciotto anni. Non
tuttavia proibito accettare minori, purch abbiano raggiunto il sedicesimo anno det, e solo se, per il resto, appaiono altamente
raccomandabili. Allo stesso modo, non si accetter con facilit
uno maggiore di quarantanni, se non per un serio motivo, come
per esempio per la virt o la cultura;
per un candidato converso, avere meno di diciassette anni o
pi di trentaquattro12;
aver abiurato uneresia o essere fondatamente sospetto di eresia; []
essere stato scismatico; []
essere impedito da una irregolarit, da cui solo raramente o
con difficolt si ottiene dispensa;[]

7
Impedimenti

1 Sono ammessi invalidamente al noviziato:


1. quanti, abbandonata la fede cattolica, hanno aderito a una setta acattolica; 2.
quanti non hanno let richiesta per il noviziato, vale a dire i quindici anni compiuti; 3.
quanti entrano nellOrdine indotti da violenza, da grave timore o da inganno, o quelli che
sono accettati da un Superiore costretto allo stesso modo; 4. chi sposato, durante il matrimonio; 5. quanti sono legati o sono stati legati col vincolo della professione religiosa; 6.
coloro sui quali pende una pena per aver commesso un grave delitto, di cui sono accusati
o possono essere accusati; 7. un Vescovo sia residenziale che titolare, anche se solo designato dal Romano Pontefice; 8. i chierici che, per disposizione della Santa Sede, sono tenuti da giuramento a prestare la loro opera a favore della loro diocesi o delle missioni, per
il tempo che dura lobbligo del giuramento.
2 Sono ammessi illecitamente, ma validamente:
1. i chierici in sacris, senza aver consultato lOrdinario del luogo, o contro il suo parere perch la loro partenza comporterebbe un grave danno delle anime, che non pu essere evitato altrimenti; 2. quanti sono gravati da debiti e sono incapaci di estinguerli; 3.
quanti sono tenuti a rendere conto o sono implicati in altri affari secolari, dai quali la Religione possa temere liti e molestie; 4. i figli che devono aiutare i genitori, e cio il padre o
la madre, il nonno o la nonna, che si trovano in grave necessit, e i genitori la cui opera
necessaria a nutrire o educare i figli; 5. i candidati al sacerdozio in una Religione, dal quale tuttavia sono rimossi per irregolarit o altro impedimento canonico; 6. quanti sono di rito orientale senza il permesso scritto della sacra Congregazione per la Chiesa orientale
(can. 542) [VI ed.].
12
A norma del decreto di Clemente VIII del 1603 e del decreto a noi concesso da
Alessandro VII nel 1655, i conversi non possono essere accettati, salva una speciale licenza della Sede Apostolica, se non abbiano compiuto ventanni det. Ci sembra da intendersi in riferimento alla vestizione, con cui si d inizio al noviziato (Cf. Commentarium,
25) [IV ed.].
11

1 Invalide ad novitiatum admittuntur:


1. Qui, relicta fide catholica, sectae acatholicae adhaeserunt; 2. Qui aetatem ad novitiatum requisitam, scilicet quindecim annorum expletorum, non habent; 3. Qui Ordinem ingrediuntur vi, metu gravi aut dolo inducti, vel quos Superior eodem modo inductos recepit; 4. Coniux, durante matrimonio; 5. Qui obstringuntur vel obstricti fuerunt vinculo professionis religiosae; 6. Hi quibus imminet poena ob grave delictum commissum de
quo accusati sunt vel accusari possunt; 7. Episcopus sive residentialis sive titularis, licet a
Romano Pontifice sit tantum designatus; 8. Clerici qui ex instituto Sanctae Sedis iureiurando tenentur operam suam navare in bonum suae dioecesis vel missionum, pro eo tempore quo iurisiurandi obligatio perdurat.
2 Illicite, sed valide admittuntur:
1. Clerici in sacris constituti, inconsulto loci Ordinario aut eodem contradicente ex
eo quod eorum discessus in grave animarum detrimentum cedat, quod aliter vitari minime
possit; 2. Aere alieno gravati qui solvendo pares non sint; 3. Reddendae rationi obnoxii aut
aliis saecularibus negotiis implicati, ex quibus lites et molestias religio timere possit; 4. Filii qui parentibus, id est patri vel matri, avo vel aviae, in gravi necessitate constitutis, opitulari debent, et parentes quorum opera sit ad liberos alendos vel educandos necessaria; 5.
Ad sacerdotium in Religione destinati, a quo tamen removeantur irregularitate aliove canonico impedimento; 6. Qui sunt ritus orientalis sine venia, scripto data, Sacrae Congregationis pro Ecclesia Orientali. (Can. 542)
b
Ex Decreto Clementis VIII anno 1603 edito, et Decreto nobis dato ab Alexandro
VII anno 1655, Conversi recipi nequeunt, salva speciali Apostolicae Sedis licentia, nisi expleverint vigesimum aetatis suae annum; quod intelligendum videtur de traditione habitus
religiosi qua signatur initium canonicae probationis (Cf. Commentarium, 25).
a

95

96

Libro primo

[18]

si alterius Congregationis aut Monasterii habitu, licet exiguo spatio, indutus


fuerit:
si cui id morbi, vitii, vel impedimenti sit, ut nostris praestandis muneribus
sit impar, aut institutis minus aptus.

si alterius Congregationis aut Monasterii habitu, licet exiguo spatio, indutus


fuerit;
si cui id morbi, vitii, vel impedimenti
sit ut nostris praestandis muneribus sit
impar aut institutis minus aptus.

Omnino autem caute et considerate


agendum in iis recipiendis qui humanum aliquid in consilio suo spectant,
non autem solam vitae perfectioris rationem; qui pertinacis, contumacis, superbi, fastidiosi ingenii esse videantur;
quorum consuetudo graviter peccandi
inveteraverit; qui infamia aliqua laborent, praesertim in loco ubi recipi petunt; qui fatuitatem praeseferant; qui insigni aliqua deformitate vitiosi sint; qui
adhuc litterarum rudimentis egeant,
praesertim si iam adolescentiae fines
egressi sint, aut tardi sint ingenii; qui valde infirma valetudine aut gravi morbo
laborant.

15 - Omnino autem caute et considerate


agendum in iis recipiendis qui humanum
aliquid in consilio suo spectant, non autem solam vitae perfectioris rationem; qui
pertinacis, contumacis, superbi, fastidiosi
ingenii esse videantur; quorum consuetudo graviter peccandi inveteraverit; qui infamia aliqua laborent, praesertim in loco
ubi recipi petunt; qui fatuitatem praeseferant; qui insigni aliqua deformitate vitiosi sint, qui adhuc litterarum rudimentis egeant, praesertim si iam adolescentiae
fines egressi sint, aut tardi sint ingenii;
qui valde infirma valetudine aut gravi
morbo laborant.

Caute etiam agendum in iis qui de legitimo matrimonio nati non sunt; item
in iis qui quandoque eremitae fuerunt;
in iis quoque qui vel aere alieno sunt
obstricti, vel personas aliquas, quarum
sustentatio ad eos aliquo modo pertineat, relicturi.
Atque omnia haec ad rationem institutorum nostrorum, utilitatem Congregationis charitatisque normam perpendenda erunt, incommoda cum commodis comparanda, idque sequendum in
quo minus periculi sit. Cum autem haec
dubia incident, ad Praepositum Generalem referantur, qui cum consensu Assistentium constituat.

Caute etiam agendum in iis qui de legitimo matrimonio nati non sunt; et quorum parentes vel vitio, vel morbo aliquo
affecti sunt, qui in filios facile traduci
potest.
Atque omnia haec ad rationem institutorum nostrorum, utilitatem Congregationis caritatisque normam perpendenda
erunt, incommoda cum commodis comparanda idque sequendum in quo minus
periculi sit. Cum autem haec dubia incident, ad Praepositum Generalem referantur, qui cum consensu Assistentium
constituat.

[19]

Capitolo 2

avere indossato, anche per poco tempo, labito di unaltra


Congregazione o Monastero;
avere una malattia, un difetto o un impedimento che rendono
incapace di svolgere le nostre attivit o non idoneo ai nostri istituti.
[15] Ci si dovr muovere con grande cautela e prudenza
nellaccettare quanti si prefiggono un obiettivo umano e non il solo desiderio di una vita di perfezione; quanti appaiono di carattere ostinato, arrogante, superbo, incontentabile; quanti si sono incalliti nel peccare gravemente; quanti godono di una cattiva reputazione, specialmente nel luogo dove chiedono di essere accettati;
quanti manifestano leggerezza; quanti sono affetti da una grave
malformazione; quanti sono ancora privi dei rudimenti del sapere,
specialmente se hanno gi superato let giovanile, oppure sono
tardi dingegno; quanti hanno una salute eccessivamente cagionevole o sono affetti da una grave malattia.
Ci si dovr muovere con cautela anche nei confronti di quanti
non sono nati da un matrimonio legittimo [e i cui genitori sono affetti da qualche vizio o malattia che si pu facilmente trasmettere
ai figli]; nei confronti di quanti sono stati eremiti e anche nei confronti di quanti sono vincolati da debiti oppure lascerebbero delle persone del cui sostentamento sono in qualche modo responsabili []. Tutte queste cose dovranno essere valutate tenendo conto dei nostri istituti, del bene della Congregazione e della legge
della carit; si dovranno soppesare i vantaggi e gli svantaggi, e si
dovr fare ci che meno rischioso. Quando poi ci dovessero essere dei dubbi, si interpeller il Preposito generale, che decider
col consenso degli Assistenti.

97

8
Cautele

9
Ulteriori precauzioni

98

Libro primo

[20]

Quod si quis interrogatus (de omnibus autem interrogari debet) aliquod ex


primis impedimentis ad aetatem, haeresim, schisma, irregularitatem, habitum
alterius Religionis, item ad natales, morbos, vitam eremiticam, aes alienum, personarum sustentationem pertinentibus
occultaverit, si postea resciatur, liberum
sit, pro rei gravitate, vel illum minime
adhuc professum missum facere, vel, si
sit professus, aut inter Conversos ponere, aut iure suffragii perpetuo vel ad
tempus privare, aut Ordinibus sacris interdicere, aut, si Conversus sit, vilissimis ministeriis addicere, aut illi inter
Conversos ultimum locum perpetuo assignare, aut alio modo punire, prout
Praepositus Generalis statuerit de consensu Assistentium; statuere autem debet secundum culpae et impedimenti
occultati gravitatem. Atque hoc decretum cuilibet, antequam vestiatur, item
antequam profiteatur, testato denunciandum erit.

16 - Quod si quis interrogatus (de omnibus autem interrogari debet) aliquod ex


primis impedimentis ad aetatem, haeresim, schisma, irregularitatem, habitum alterius Religionis, item ad natales, morbos, aes alienum, personarum sustentationem pertinentibus occultaverit, si postea resciatur,

Cum tantum temporis transierit,


quantum ad eiusmodi probationem satis
esse Praepositus cum Capitulo suo existimaverit, nihilque emerserit quamobrem ille recipi non possit, aut Congregationi minus aptus ex causis numeratis
possit existimari, ea item constantia et
moribus esse visus sit ut in suscepto consilio sit permansurus, iterum instituta ratioque disciplinae nostrae per Praepositum et Discretos loci ei explicentur; et,
si litteras sciat et intelligens sit, Constitutiones etiam legendae tradantur; et de
voluntate et proposito suo mox per eosdem iterum interrogetur.
Si perseveret, Praepositus Capitulum de
eiusmodi negotio habeat; rem ad Praepositum Generalem perscribat, seu ad
Provincialem, si Provinciae fuerint,
omnia in eo negotio ante peracta narrans, et quid Capitulum suum sentiat
aperiens.

17 - Cum tantum temporis transierit,


quantum ad eiusmodi probationem satis
esse Praepositus cum Capitulo suo existimaverit, nihilque emerserit quamobrem
ille recipi non possit, aut Congregationi
minus aptus ex causis numeratis possit
existimari, ea item constantia et moribus
esse visus sit, ut in suscepto consilio sit
permansurus, iterum instituta ratioque
disciplinae nostrae per Praepositum et Discretos loci ei explicentur; et, si litteras
sciat et intelligens sit, Constitutiones
etiam legendae tradantur; et de voluntate et proposito suo mox per eosdem iterum interrogetur.
Si perseveret, Praepositus Capitulum
de eiusmodi negotio habeat; rem ad Praepositum Provincialem perscribat

a Praeposito Generali de Assistentium


consensu pro rei gravitate puniatur.

omnia in eo negotio ante peracta narrans,


et quid Capitulum suum sentiat aperiens.

[21]

Capitolo 2

99

[16] Se uno, quando viene interrogato (e deve essere interrogato su tutto), nasconder qualcuno dei suddetti impedimenti riguardanti let, leresia, lo scisma, lirregolarit, labito di unaltra
Religione, e cos pure i natali, le malattie, la vita eremitica [], i
debiti, il sostentamento di persone, e poi si viene a sapere, si ha la
libert, secondo la gravit della cosa, o di rimandarlo, se non ancora professo, o, se gi professo, di porlo fra i conversi oppure
di privarlo per sempre o temporaneamente del diritto di voto, oppure di escluderlo dagli Ordini sacri, oppure, se converso, di destinarlo ai servizi pi umili, oppure di assegnargli per sempre lultimo posto fra i conversi, oppure di punirlo in altro modo, secondo quanto stabilir il Preposito generale col consenso degli Assistenti. Questi dovr decidere secondo la gravit della colpa e
dellimpedimento occultato. Tale norma dovr essere notificata,
alla presenza di testimoni, a ciascuno prima della vestizione e cos pure prima della professione [sar punito, secondo la gravit
del caso, dal Preposito generale col consenso degli Assistenti].

10
Punizione di chi
occulta gli
impedimenti

[17] Trascorso il tempo ritenuto sufficiente per tale verifica


dal Preposito col suo Capitolo, se non sar emerso nulla per cui
laspirante non possa essere accettato o possa essere considerato,
per i motivi suddetti, non idoneo alla Congregazione, e se sembrer possedere la costanza e le qualit che gli permettano di perseverare nel suo proposito, gli saranno di nuovo esposti i nostri
istituti e il compendio nostra disciplina13 dal Preposito e dai Discreti della casa e, se ha studiato ed intelligente, gli saranno anche date le Costituzioni da leggere, e sar poi di nuovo interrogato dagli stessi sulle sue intenzioni e il suo proposito.
Se perseverer, il Preposito terr Capitolo su tale questione;
informer il Preposito generale o il Provinciale, se ci saranno le
Province [provinciale], riferendo tutti i dettagli del caso e comunicando il parere del suo Capitolo.

11
Secondo scrutinio e
capitolo di
accettazione

13
Una Ratio disciplinae nostrae regularis si trova nel Formulario, disposto dal
Capitolo generale del 1579 e pubblicato nel 1625 (Formularum in Congregatione Clericorum Regularium Sancti Pauli observandarum liber, Mediolani, 1625, pp. 14-16). Nel Formularium pro actis legitimis conficiendis apud Clericos Regulares S. Pauli, Romae, 1893, alle pp. 20-24 si trova la Summa disciplinae nostrae regularis futuro Clerico declarandae
e alle pp. 24-26 la Ratio disciplinae nostrae futuro Converso exponendae [N.d.C.].

100

Libro primo

Generalis autem cum consensu Assistentium constituat an recipi ille debeat, accersito etiam eo de cuius receptione agitur, vel misso aliquo probatae
fidei Patre qui praesens de negocio cognoscat, prout magis expedire in Domino iudicabitur. Quod si fuerit Provincialis, eodem modo statuat cum consensu Capituli localis ubi ipse domicilium habueritc, et praeterea etiam, si
opus sit, ipse ad rem perfectius cognoscendam proficiscatur.

[22]

[23]

Capitolo 2

101

18 - Praepositus Provincialis, collectis


documentis quae ex sacrorum Canonum
praescripto exhibenda suntd, adspirantem ad examen coram suis Consultoribus, additis duobus extraordinariis, vocet et de eorumdem consensu constituat
an ille recipi debeat.

[18] Il Generale col consenso degli Assistenti decider se


laspirante debba essere accettato, dopo averlo chiamato o dopo
aver mandato qualche Padre di provata fiducia che si informi di
persona, nella misura in cui riterr meglio in Domino. E se ci sar
il Provinciale, allo stesso modo decider col consenso del Capitolo locale dove laspirante risiede14 e inoltre, se necessario, si recher lui stesso sul posto per conoscere meglio il caso [Il Preposito provinciale, raccolti i documenti che si devono presentare a
norma dei sacri canoni15, convocher laspirante a un esame davanti ai suoi Consultori con laggiunta di due Consultori straordinari16 e, col loro consenso, decider se quello debba essere accettato].

12
Consulta di
accettazione

19 - Quod si examen personale coram


Consultoribus ob loci distantiam vel
aliam rationabilem causam difficile evadat, curet Praepositus Provincialis ut id
negotii peragat aliquis probatus sacerdos
ex nostris, cuius relatione cum Consultoribus, ut supra, perpensa, statuat quid
agendum.

[19 Se lesame personale davanti ai Consultori dovesse risultare difficoltoso per la distanza o per un altro valido motivo, il Preposito provinciale ne affider lincarico a un sacerdote fidato dei
nostri e, dopo aver esaminato, come detto17, insieme con i Consultori la sua relazione, decider il da farsi.]

[Esame per
procura]

[20 Gli atti dellaccettazione dovranno essere mandati al Preposito generale, il quale, col consenso della sua Consulta, potr,
per un grave motivo, annullare laccettazione stessa.]

[Ratifica del
Preposito generale]

20 - Acta vero receptionis mittenda erunt


Praeposito Generali, qui de consensu
suae Consultationis poterit receptionem
ipsam, gravi de causa, irritare.

c
Declaratio. Capitulum Praepositi Provincialis post secundam petitionem habendum iuxta praescriptum Constitutionum, locum etiam tenere declaratur Capituli localis
eiusdem Collegii, quando agitur de recipiendis ab eodem Capitulo, dummodo a Praeposito ipso Provinciali convocetur.
Huc quoque refertur sequens Decretum: Pro alumnorum receptione eorumque
admissione sive ad habitum sive ad professionem votorum simplicium, quum Capitulum a
Provinciali convocatum et ipsius Provincialis Consultatio ab invicem discordant, si Capitulum affirmet et Consultatio neget, standum erit Consultationi; si vero Capitulum neget
et Consultatio affirmet, res ad Praepositum Generalem eiusque Consultationem deferatur.
Ubi vero viget Decretum Pontificium Regularis Disciplinae, loco Consultationis Provincialis fiat scrutinium Examinatorum Provincialium, quod confirmandum vel infirmandum
erit, pro receptione quidem a scrutinio Examinatorum Generalium, pro votorum vero
simplicium professione a Praeposito Generali; ea tamen lege ut neque Examinatores Generales neque Generalis Praepositus possint recipere aut ad professionem votorum simplicium admittere quem Examinatores Provinciales reiecerint.
Quoad impedimenta, viget et hoc Decretum: Cuilibet, antequam recipiatur, item
antequam ad professionem admittatur, Congregationis nomine testato denuntietur eamdem Congregationem illiusque Superiores in ipsismet actibus animum non habere ipsum
recipiendi vel admittendi ad professionem, si haeresim abiuraverit vel alterius Congregationis, Societatis aut Monasterii habitu, licet exiguo spatio, indutus fuerit; atque huiusmodi impedimenta vel alterum eorum occultaverit. Haec vero declaratio, adhibita subscriptione, rata omnino habenda est ab eo qui admitti petit (Synopsis an. 1895). Circa acta
quae requiruntur pro Novitiorum receptione confer Commentarium, 31.
d
Can. 544, 1-4, 545, 1-4; 2411.

14
Dichiarazione: Si dichiara che il Capitolo del Preposito provinciale, da tenersi
dopo la seconda richiesta a norma delle Costituzioni, tiene anche il posto del Capitolo locale del medesimo Collegio, quando si tratta di candidati che devono essere accettati dal
medesimo Capitolo, purch sia convocato dallo stesso Preposito provinciale.
Si riferisce a ci anche il seguente decreto: Per laccettazione dei candidati e per la
loro ammissione sia alla vestizione sia alla professione dei voti semplici, quando il Capitolo convocato dal Provinciale e la Consulta provinciale discordano tra di loro, se il Capitolo affermativo e la Consulta negativa, bisogna stare alla Consulta; se invece il Capitolo
negativo e la Consulta affermativa, il caso sar deferito al Preposito generale e alla sua
Consulta. Dove poi vige il decreto Regularis disciplinae, al posto della Consulta provinciale si far lo scrutinio degli Esaminatori provinciali, che dovr essere confermato o annullato per laccettazione dallo scrutinio degli Esaminatori generali, e per la professione dei
voti semplici dal Preposito generale; a patto tuttavia che n gli Esaminatori generali n il
Preposito generale possano accettare o ammettere alla professione dei voti semplici chi sia
stato respinto dagli Esaminatori provinciali.
Per quanto riguarda gli impedimenti, in vigore anche il seguente decreto: A
chiunque, prima che sia accettato, e cos pure prima che sia ammesso alla professione, a
nome della Congregazione sia dichiarato, alla presenza di testimoni, che la medesima Congregazione e i suoi Superiori negli stessi atti non hanno intenzione di accettarlo o di ammetterlo alla professione, se ha abiurato uneresia o se ha indossato, anche per poco tempo, labito di unaltra Congregazione, Societ o Monastero; e se ha occultato tali impedimenti o uno di essi. Questa dichiarazione, firmata, da considerarsi assolutamente valida
da colui che chiede di essere ammesso (Synopsis del 1895). Per quanto riguarda gli atti
che si richiedono per laccettazione dei novizi, Cf. Commentarium, 31 [IV ed.].
15
Can. 544, 1-4; 545, 1-4; 2411 [VI ed.].
16
Cf. infra, n. 405 [N.d.C.].
17
Cf. supra, n. 18 [N.d.C.].

102

Libro primo

[24]

21 - Idem fiat de Conversis; qui tamen


antequam ad Novitiatum admittantur,
Postulatum ad integrum annum peragant in domo Novitiatus vel in alia, in
qua disciplina regularis servetur, sub
speciali cura probati religiosi. Sexto quoque mense Capitulum habeatur; in quo
si minus probandi videantur, iudicio
Praepositi Provincialis, tempus Postulatus poterit illis prorogari, non tamen ultra sex menses; quo tempore elapso, si bonum de eorum moribus testimonium datum sit, ad Novitiatum admittantur, secus dimittanture.
Receptus statim ad locum Novitiatus
mittatur, ubi vestitu suo, sed modesto et
humili tamen, cum Novitiis sit, et in eorum disciplina, virtutum rerumque spiritualium exercitationibus et humilium
ministeriorum functione probationis
suae tempus traducat.

22 - Receptus statim ad locum Novitiatus


mittatur, ubi vestitu suo, sed modesto et
humili tamen, cum Novitiis sit, et in eorum disciplina, virtutum rerumque spiritualium exercitationibus et humilium ministeriorum functione probationis suae
tempus traducat.

Atque in hoc primo ingressu quilibet 23 - Atque in hoc primo ingressu quilibet
generalem omnium peccatorum confes- generalem omnium peccatorum confessionem
sionem, iuxta prudens Confessarii consilium,
faciat, et praeterea per quindecim aut faciat, per decem aut quindecim dies, arviginti dies, arbitrio Magistri, vacet con- bitrio Magistri, vacando contemplationi
templationi eiusmodi qua humanum sta- eiusmodi qua humanum statum, peccati
tum, peccati mala, hominis novissima, mala, hominis novissima, Dei beneficia,
Dei beneficia, Domini nostri Jesu Chri- Domini nostri Iesu Christi vitam, regulasti vitam, regularis vitae conditionem et ris vitae conditionem et similia perfecte
similia perfecte cognoscat: quae quidem cognoscat; quae quidem contemplanda
contemplanda Magister articulatim di- Magister articulatim digerat prout quigerat prout quisque capere valeat, hora- sque capere valeat, horasque pro unoquosque pro unoquoque articulo assignet; que articulo assignet; efficiatque ut per
efficiatque ut per eos dies ita eiusmodi eos dies ita eiusmodi contemplationi sit
contemplationi sit addictus ut, ne collo- addictus ut, ne colloquio quidem alicuius
quio quidem alicuius ex fratribus, aliquo ex fratribus, aliquo modo a suis cogitatiomodo a suis cogitationibus avocetur. Id- nibus avocetur. Idque ut ad quem finem
que ut ad quem finem et quibus viis vi- et quibus viis vitam suam omnem dirigetam suam omnem dirigere debeat, per- re debeat, perfectius intelligere possit.
fectius intelligere possit.

Can. 539; 540.

[25]

Capitolo 2

103

[21 Lo stesso si far con i conversi. Questi tuttavia, prima di


essere ammessi al noviziato, compiranno per un anno intero il postulato18 nella casa di noviziato o in unaltra casa dove si osservi la
disciplina regolare, sotto la particolare direzione di un religioso fidato. Ogni sei mesi si terr Capitolo, nel quale, se non si troppo
soddisfatti di loro, a giudizio del Preposito provinciale, si potr
loro prolungare il periodo di postulato, non per di oltre sei mesi; trascorso tale periodo, se viene espresso un giudizio positivo
sulla loro condotta, saranno ammessi al noviziato, altrimenti saranno dimessi.19]

[Postulato dei
conversi]

[22] Laspirante, una volta accettato, sar mandato subito nella casa di noviziato, dove, continuando a vestire abiti civili, ma
semplici e umili, star con i novizi e trascorrer il suo periodo di
prova seguendo la loro disciplina, esercitandosi nelle virt e nella
vita spirituale e svolgendo umili servizi20.

13
Postulato [dei
chierici]

[23] In questo primo ingresso ciascuno far la confessione generale di tutti i peccati [secondo il prudente consiglio del confessore], e inoltre si dedicher per quindici o venti giorni[dedicandosi per dieci o quindici giorni], a discrezione del Maestro, alla
contemplazione, per approfondire la conoscenza della condizione
umana, dei mali del peccato, dei novissimi delluomo, dei benefici di Dio, della vita del Signore nostro Ges Cristo, della natura
della vita religiosa e di altre cose del genere. Il Maestro divider in
punti questi argomenti, secondo la capacit di ciascuno, e stabilir
il tempo per ogni punto, e far s che in quei giorni il postulante
sia dedito alla contemplazione senza essere in alcun modo distolto dai suoi pensieri neppure dalla conversazione di qualche confratello; e questo perch possa meglio comprendere a qual fine e
per quali strade debba indirizzare tutta la sua vita.

14
Esercizi spirituali
allinizio del
postulato

18
Tale termine non compare nel testo originale delle Costituzioni. Le ultime due
edizioni lo riprendono dal CIC (can. 539-541). Esso designa il periodo trascorso dallaspirante, ormai accettato, nella casa di noviziato prima dellinizio del noviziato canonico, di
cui al successivo 13 [n. 22], dove chiamato probatio (che per un termine generico,
che era stato gi usato al 6 [n. 13] e al 11 [n. 17] per indicare il periodo di prova precedente allaccettazione e verr ripreso nelle ultime due edizioni al n. 63 per indicare i tre
mesi di preparazione alla professione solenne), e ai 1-2 del c. 3 [n. 28] [N.d.C.].
19
Can. 539; 540 [VI ed.]. Cf. c. 3, 2 [N.d.C.].
20
Cf. infra, c. 3, 1 [n. 28] [N.d.C.].

104

Libro primo

[26]

Quae exercitatio ab unoquoque


etiam fiat cum professurus est, et item a
professis cum Subdiaconatus et Presbyteratus Ordinem suscepturi sunt.
Hae autem spirituales exercitationes
aliquibus mandentur distincte describendae, et praestentur deinde ad descriptam rationem.

24 - Quae exercitatio ab unoquoque


etiam fiat cum professurus estf, et item a
professis cum sacros Ordines suscepturi
sunt, per tempus a Iure definitumtg.

Si tamen de laudata aliqua et insigni


persona agatur de cuius constantia non
videatur dubitandum, resque ita se habeat ut ad Praepositum Generalem seu
Provincialem scribendi spatium sumi
non debeat, Capitulum loci possit eam,
quando ei videatur, in domo admittere,
a Collegialium tamen communitate separatam et tamquam hospitem. Atque
ita investigationes praescriptae fiant et
tempora expectentur. Scribatur tamen
quamprimum ad Praepositum, ut supra
dictum est.

25 - Si tamen de laudata aliqua et insigni


persona agatur de cuius constantia non videatur dubitandum, resque ita se habeat
ut ad Praepositum Provincialem scribendi spatium sumi non debeat, Capitulum
loci possit eam, quando ei videatur, in domo admittere, a Collegialium tamen communitate separatam et tamquam hospitem. Atque ita investigationes praescriptae fiant et tempora expectentur. Scribatur tamen quamprimum ad Praepositum
Provincialem, ut supra dictum est.

Illud hoc loco monemus, ut in hoc


recipiendi negotio, quantum fieri possit,
affectus omnis nimiumque desiderium
caveatur sive Congregationis augendae
sive viri, etiam excellentis, acquirendi;
sed, omni sollicitudine in Deum proiecta ad cuius honorem Congregatio instituta est, a praescripta ratione non discedatur; praesertim cum in homine iudicando, ob varias multiplicesque naturas,
facillime labi possimus; ut inde mali plurimum proficiscatur unde multum boni
profecturum spes esse videretur.

26 - Illud hoc loco monemus, ut in hoc


recipiendi negotio, quantum fieri possit,
affectus omnis nimiumque desiderium caveatur sive Congregationis augendae sive
viri, etiam excellentis, acquirendi; sed
omni sollicitudine in Deum proiecta ad
cuius honorem Congregatio instituta est,
a praescripta ratione non discedatur; praesertim cum in homine iudicando, ob varias multiplicesque naturas, facillime labi possimus; ut inde mali plurimum proficiscatur unde multum boni profecturum
spes esse videretur.

[27]

Capitolo 2

[24] Tali esercizi saranno fatti da ciascuno anche prima della


professione21 e cos pure dai professi prima di ricevere lordine del
suddiaconato e del presbiterato [gli Ordini sacri, per il tempo stabilito dal diritto22]. Si affider a qualcuno lincarico di mettere per
iscritto nei dettagli questi esercizi spirituali e poi saranno fatti secondo il metodo stabilito [].

15
Esercizi spirituali
prima della
professione e degli
Ordini

[25] Se per si tratta di una persona stimata e insigne, della cui


perseveranza non sembra che si debba dubitare, e non c bisogno
di prendere tempo per scrivere al Preposito generale o [] provinciale, il Capitolo locale, quando gli sembrer opportuno, potr
ammettere quella persona in casa, tenendola tuttavia separata dalla comunit religiosa e considerandola come ospite. Si faranno
quindi le indagini stabilite e si rispetteranno i tempi previsti. Si
scriver per quanto prima al Preposito [provinciale], come s
detto in precedenza23.

16
Ammissione di
persone insigni

[26] A questo punto raccomandiamo che nelle accettazioni,


per quanto possibile, si eviti ogni sentimento e leccessivo desiderio di incrementare la Congregazione o di acquistare una persona
magari eccellente; ma, riponendo ogni preoccupazione in Dio,
per il cui onore stata istituita la Congregazione, non ci si allontaner dalla procedura stabilita, specialmente perch, nel giudicare una persona, a causa dei caratteri cos diversi e mutevoli, possiamo assai facilmente sbagliare, e cos pu derivare un grandissimo male da dove ci si attendeva un gran bene.

17
Esclusione di ogni
sentimento meno
retto

Can. 571, 3 [VI ed.].


Can. 1001 [VI ed.].
23
Cf. supra, 11 [n. 17] [N.d.C.].
21

Can. 571, 3.
g
Can. 1001.
f

105

22

106

Libro primo

[28]

27 - Illud potius curandum erit ut in


unaquaque Provincia adolescentuli, qui
ad religiosam vitam capessendam vocati
videantur, in aliquo Collegio, separatim
tamen a ceteris Sodalibus, congregentur;
ibique diligenter apteque sive in litteris,
sive in disciplina nostra instituantur.
Nemo tamen in eorum numerum cooptetur qui optimis moribus non praefulgeat et tum pietate et ingenio, tum bonitate et valetudine commendabilis non
sit. Arceantur item qui aliquo impedimento laborent, quo sive ex sacrorum
Canonum, sive ex nostrarum Constitutionum praescripto in Congregationem
recipi omnino prohibeantur, vel id nonnisi caute permittatur.
DE VESTIENDIS ET VESTITU.
CAPUT III.

CAPUT III
DE VESTIENDIS ET VESTITU

Postquam eo vestitu
Clericus futurus duorum vel trium mensium spatio inter Novitios versatus fuerit, si progressus in regulari disciplina faciendi, humilitate potissimum, spem
ostendat, Praepositus Novitiatus de eo
habitu nostro induendo cum Capitulo
suo delibereta eodem rursus de proposito suo et perseverandi voluntate interrogato;
et, si nihil impedire videatur, ea de re
Praepositum Generalem, vel Provincialem, si fuerit,
consulat, quid ipse in eo sentiat per litteras aperiens: quod idem faciant ceteri
vocales Sacerdotes, eodemque modo, si
forte dimittendus videatur.

28 - Postquam
Clericus futurus duorum vel trium mensium spatio inter Novitios versatus fuerit,
si progressus in regulari disciplina faciendi, humilitate potissimum, spem ostendat, Praepositus Novitiatus de eo habitu
nostro induendo cum Capitulo suo deliberet, eodem rursus de proposito suo et
perseverandi voluntate interrogato;

Capitolo 3

[27 Si dovr piuttosto provvedere che in ogni Provincia i ragazzi che sembrano chiamati a intraprendere la vita religiosa siano
riuniti in qualche Collegio, separati tuttavia dagli altri sodali; e l
siano accuratamente e convenientemente istruiti nelle lettere e
nella nostra disciplina. Tuttavia non sar accettato nessuno che
non si distingua per lottima condotta e che non sia raccomandabile tanto per la piet e lintelligenza quanto per la bont e la salute. Saranno ugualmente respinti quanti abbiano qualche impedimento che, a norma dei sacri canoni e delle nostre Costituzioni,
vieti loro assolutamente di essere accettati in Congregazione, o
glielo si permetter solo con cautela].

107
[Scuole apostoliche]

Capitolo 3
LA VESTIZIONE E LABITO

[28] Dopo che laspirante chierico, vestito con abiti civili [],
avr trascorso due o tre mesi fra i novizi, se fa ben sperare del suo
progresso nella disciplina regolare, specialmente nellumilt, il
Preposito del noviziato decider col suo Capitolo circa la sua vestizione24, dopo averlo di nuovo interrogato sul suo proposito e la
sua volont di perseverare; e se non risulta alcun impedimento, interpeller sul caso il Preposito generale o provinciale, se ci sar,
[provinciale], facendogli conoscere per lettera il proprio parere al
riguardo; lo stesso faranno gli altri sacerdoti vocali. Si seguir la
medesima procedura nel caso si ritenesse di doverlo dimettere.

1
Postulato e
ammissione dei
chierici

et, si nihil impedire videatur, ea de re


Praepositum Provincialem
consulat, quid ipse in eo sentiat per litteras aperiens: quod idem faciant ceteri vocales Sacerdotes, eodemque modo, si forte dimittendus videatur.

Post Decretum Romani Pontificis a Pio IX sub die 25 Januarii 1848 editum, nemo
potest admitti ad habitum, sive ut Clericus sive ut Conversus, absque litteris testimonialibus cum Episcopi originis, tum Ordinariorum locorum ubi Postulans ultra annum moratus fuerit post expletum decimum quintum aetatis suae annum (Cf. Commentarium, 31).
a

[29]

24
Dopo il decreto Romani Pontificis pubblicato da Pio IX il 25 gennaio 1848, nessuno, sia egli chierico o converso, pu essere ammesso alla vestizione senza le lettere testimoniali tanto del Vescovo dorigine, quanto degli Ordinari dei luoghi dove il postulante
ha dimorato per pi di un anno dopo aver compiuto quindici anni di et (Cf. Commentarium, 31) [IV ed.].

108

Libro primo

[30]

Idem fiat de Conversis; sed antequam iis vestitus noster concedatur, ad


quinquenniumb in suo vestitu permaneant.
Praepositus Generalis, vel Provincialis, ita consultus, quid faciendum sit,
cum consensu eorum de quibus paulo
superius in receptionis negotio expressum est, statuat: quod si ad Provincialem pertineat,
ad rem cognoscendam et habitum tradendum semper ad locum Novitiatus
concedere debebit.

Praepositus Provincialis, cum consensu


suae Consultationis, statuat quid faciendum sit.

Vestientur vel publice in ecclesia, vel


in oratorio, aut etiam in domo, praesentibus ceteris fratribus, cum orationibus
et caeremoniis certo libro habendis:
quae actio referatur in certum librum ad
hoc ibi habendum,
cum adscriptione diei, nominis et aetatis
Novitii, temporis quo in domo suo vestitu fuerit, et nominis item Praepositi a
quo indumenta tradita sint.

29 - Vestientur vel publice in ecclesia, vel


in oratorio aut etiam in domo, praesentibus ceteris fratribus, cum orationibus et
caeremoniis praescriptis:
quae actio referatur in librum ad hoc ibi
habendum, vel in Acta Collegii,
cum adscriptione diei, nominis et aetatis
Novitii, temporis quo in domo suo vestitu fuerit, et nominis item Praepositi a quo
indumenta tradita sint.

Vestitus Clericorum sit tunica talaris


et exterior vestis, collo connexae; capitis
tegumentum crucis speciem exhibens,
more pariter aliorum Clericorum. Pluvio tamen vel hiberno tempore, in itinere aut etiam ruri, pallium sive mantellum, loco exterioris vestis, adhiberi
poterit.

30 - Vestitus Clericorum sit tunica talaris


et exterior vestis, collo connexae; capitis
tegumentum crucis speciem exhibens,
more pariter aliorum Clericorum.

Ad rem cognoscendam et habitum tradendum semper ad locum Novitiatus ipse


concedere debebit, nisi iusta causa impediatur; quo casu alium scripto deleget.

Conversorum vestitus, tunica ad meConversorum vestitus, tunica ut Cledium crus demissa; super eam pallium ricorum aliquanto tamen humilior;
eodem modo demissum;
capitis tegumentum rotundum, more so- capitis tegumentum rotundum, more solito.
lito.
Habitus Novitiorum ab habitu proHabitus Novitiorum ab habitu professorum differat secundum solitam ma- fessorum differat secundum solitam manicarum assuendarum rationem.
nicarum assuendarum rationem.

b
In editionibus annorum 1579 et 1617 legitur: ad sex menses; sed lex quinquennii
approbata fuit tamquam Constitutio a tribus Capitulis Generalibus annis 1623, 1626, 1629
celebratis.

[31]

Capitolo 3

109

Lo stesso si far con i conversi; ma prima di essere ammessi alla vestizione, proseguiranno il postulato per cinque anni25
[ n. 21].

2 Postulato e
ammissione dei
conversi

Il Preposito generale o [] provinciale, cos interpellato [col


consenso della sua Consulta], decider sul da farsi col consenso di
quelli di cui si detto poco sopra parlando dellaccettazione26. Nel
caso in cui ci spetti al Provinciale, questi [Egli] dovr sempre recarsi nella casa di noviziato, per prendere visione del caso e per
consegnare labito [a meno che non sia impedito da una giusta
causa; in tal caso delegher un altro per iscritto].

3
Consulta di
ammissione

[29] La vestizione avverr o pubblicamente in chiesa, o


nelloratorio, oppure anche in casa, alla presenza degli altri fratelli, con le preghiere e le cerimonie che si troveranno in un libro
specifico [prescritte]. Tale rito sar registrato in un libro specifico
[] che dovr essere tenuto l a questo scopo [o negli Atti del
Collegio], con lindicazione del giorno, del nome e dellet del novizio, della durata del postulato e cos pure con lindicazione del
nome del Preposito da cui stato consegnato labito.

4
Rito della vestizione

[30] Labito dei chierici sar la veste talare e la sopravveste, allacciate al collo; il copricapo sar a forma di croce, secondo il
medesimo uso degli altri chierici27. Tuttavia in caso di pioggia o
durante linverno, in viaggio oppure anche in campagna, si potr
fare uso del pallio o mantello al posto della sopravveste [].

5
Abito dei chierici

Labito dei conversi sar la veste che scende fino a met gamba, con sopra il pallio della medesima lunghezza [come quella dei
chierici, ma un po pi umile]; il copricapo sar rotondo, secondo luso tradizionale.

6
Abito dei conversi

Labito dei novizi differir dallabito dei professi per il tradizionale modo di cucire le maniche28.

7
Abito dei novizi

25
Nelle edizioni del 1579 e del 1617 si legge: per sei mesi; ma la norma dei cinque
anni stata approvata, tamquam Constitutio, da tre Capitoli generali celebrati negli anni
1623, 1626 e 1629 [IV ed.].
26
Cf. supra, c. 2, 12 [N.d.C.].
27
Le Costituzioni del 1552 prevedevano per tutti i religiosi chierici e conversi
una berreta rotunda, secondo il costume dantiqui sacerdoti. Per i chierici, per, il 23
settembre 1565 si lassiata la beretta rotonda per non usarsi pi, et si tolta la quadra
secondo il costume Romano, conservando il pileum rotundum (vale a dire, lo zucchetto
nero) per i conversi (Cf. [G. CAGNI], Le Costituzioni dei Barnabiti, pro manuscripto, Firenze 1976, pp. 8-9, 29 e 41) [N.d.C.].
28
Le Costituzioni del 1552 spiegano in che cosa consistesse questa solita manicarum assuendarum ratio: Le maniche della veste siano separate da quella, cio non cusite
insieme, ma altrimenti congionte, acci che siano distinti dalli professi (Le Costituzioni
dei Barnabiti, cit., pp. 10-11). Di fatto, nei secoli successivi, la differenza si ridusse a un
piccolo spacco delle maniche sotto il polso, presente nella veste dei professi e assente in
quella dei novizi [N.d.C.].

110

Libro primo

Antequam habitum quis suscipiat


(nisi aliter ex causa Praepositus Generalis, vel Provincialis, ut supra, concedat)
rerum suarum curam et administrationem deponat.

[32]

31 - Antequam habitum quis suscipiat


(nisi aliter ex causa Praepositus Generalis, vel Provincialis, concedat) rerum suarum curam et administrationem deponat.

Quaecumque secum attulerit, sive


pecuniam sive vestimenta aut quid
aliud, describantur et asserventur ad
professionis tempus, nisi si quid in eius
usum consumptum sit.

Quaecumque secum attulerit, sive pecuniam sive vestimenta aut quid aliud, describantur et asserventur ad sollemnis
professionis tempus, nisi si quid in eius
usum consumptum sit.

DE NOVITIORUM LOCO,
DISCIPLINA ET MAGISTRO.
CAPUT IV.

CAPUT IV
DE NOVITIORUM LOCO
DISCIPLINA ET MAGISTRO

Novitii omnes nunc quidem Modoetiae habeantur;


cum vero Provinciae fuerint, in unaquaque earum,
ad arbitrium Capituli Generalis, Novitiatus in oppido Modoetiae non dissimili constituendus erit,
ubi omnes per eam Provinciam recepti
instituantur. Sed et antequam Provinciae sint, commodo Collegii alicuius a
Mediolanensi valde distantis, Novitiatus constitui possit, arbitrio Capituli
Generalis, vel, si longe sit eius tempus,
et non videatur differendum, arbitrio
Praepositi Generalis cum consensu Assistentium.

32 - In qualibet Provincia loco opportuno poterit,


arbitrio Capituli Generalis, et de licentia Apostolicae Sedis, Novitiatus constitui,
ubi omnes per eam Provinciam recepti ordinarie instituantura.

[33]

Capitolo 4

111

[31] Prima di fare la vestizione (a meno che, per qualche motivo, il Preposito generale o provinciale, come detto29, [] non
conceda altrimenti), si rinuncer alluso e allamministrazione dei
propri beni.

8
Rinuncia alluso e
allamministrazione
dei beni

Tutto ci che ciascuno avr portato con s, si tratti di denaro o di vestiti o di qualunque altra cosa, verr registrato e conservato fino al momento della professione [solenne], a meno che
qualcosa non venga adoperato a suo vantaggio.

9
Custodia dei beni
del novizio

Capitolo 4
IL NOVIZIATO

30

[32] Tutti i novizi per il momento avranno la loro sede a Monza. Quando poi ci saranno le Province, in ciascuna di esse, a discrezione del Capitolo generale, si dovr costituire un noviziato in
una localit non dissimile da Monza31 [In ogni Provincia si potr,
a discrezione del Capitolo generale e col permesso della Sede
Apostolica, costituire, in luogo adatto, il noviziato], dove tutti
quelli che sono stati accettati in quella Provincia [di norma] siano
formati32. Ma anche prima che ci siano le Province, per comodit
di qualche Collegio molto distante da Milano, si potr costituire
un noviziato, a discrezione del Capitolo generale o, se lontana la
sua celebrazione e non possibile aspettare, a discrezione del Preposito generale col consenso degli Assistenti [].

1
Sede

[33] Il Preposito della casa di noviziato sar il Maestro dei novizi [Il Maestro dei novizi33 pu coincidere col Preposito del Collegio, purch i suoi impegni siano tali da non distoglierlo eccessivamente dalla direzione e da una adeguata formazione dei novizi].

2
Maestro dei novizi e
comunit del
noviziato

Praepositus autem Collegii eius loci 33 - Magister autem Novitiorumb potest


idem esse ac Praepositus Collegii, dumidem sit Magister Novitiorum.
modo huius talia sint munera, ut a Novitiorum cura et recta institutione nimis
non sit distractus.

a
b

Can. 554, 1-2; 564.


Can. 559.

29
Cf. supra, 3. Lut supra non si riferisce alla concessione, a cui finora non si
fatto alcun cenno, ma al fatto che debba essere il Generale o il Provinciale a fare tale concessione [N.d.C.].
30
Il titolo originale latino pi dettagliato: La casa, la disciplina e il Maestro dei
novizi [N.d.C.].
31
Il c. 7, 3 [n. 79], che dispone la fondazione dei Collegi esclusivamente nelle
citt e nei paesi pi importanti (in urbibus tantum aut vero oppidis insignioribus), prevede
la possibilit di costituire il noviziato in villaggi e piccoli paesi (in castellis aut parvis oppidis) [N.d.C.].
32
Can. 554, 1-2; 564 [VI ed.].
33
Can. 559 [VI ed.].

112

Libro primo

Habitent ibi duo alii Sacerdotes vocales


(aut plures, pro qualitate loci); qui, ut
sanctitate et omni bona disciplina, ita
etiam per valetudinem vel corporis firmitatem omnibus secundum nostra instituta praestandis Novitios anteire possint. Iidem opportunis muneribus ad
proximorum salutem more nostro fungantur.

[34]

[35]

Capitolo 4

113

34 - Habitent ibi duo alii Sacerdotes vocales aut plures, pro qualitate loci; qui, ut
sanctitate et omni bona disciplina, ita
etiam per valetudinem vel corporis firmitatem omnibus secundum nostra instituta praestandis Novitios anteire possint. Iidem opportunis muneribus ad proximorum salutem more nostro fungantur.

[34] Abiteranno l altri due sacerdoti vocali o anche di pi, se


la casa lo permette. Questi, per la santit e la disciplina, come pure per la salute e la robustezza fisica, potranno essere di esempio
ai novizi in tutte le cose da fare secondo i nostri istituti. opportuno che questi sacerdoti si dedichino allattivit apostolica, secondo la nostra consuetudine.
Quale che sia in quella casa il numero dei vocali sacerdoti, insieme col Preposito formeranno capitolo.

3
Fisionomia giuridica

Quotcumque autem fuerint ibi voQuotcumque autem fuerint ibi vocacales Sacerdotes, in iis et Praeposito no- les Sacerdotes, in iis et Praeposito nomen
men Capituli stabit.
Capituli stabit.

[35] Per quanto possibile, anche questo Collegio adotter la


medesima organizzazione degli altri Collegi.

4
Organizzazione

[36] Inoltre due conversi (o anche di pi se lo richiede il gran


numero di novizi) saranno incaricati della medesima organizzazione, per quanto spetta alla loro condizione. In tal modo i novizi,
con la dottrina e con lesempio, saranno in tutto formati a una vita santa. sufficiente per che uno solo dei conversi sia professo, se si pu provvedere34 con i non-professi ivi residenti.

5
Conversi del
noviziato

[37] Dal momento poi che solitamente accade che levolversi


delle cose dipende dalla loro impostazione iniziale, e senza dubbio della massima importanza, per plasmare un religioso, la disciplina del periodo di preparazione alla vita religiosa, per la formazione dei novizi bisogna scegliere quanti, per la santit della vita, lesperienza, il metodo dinsegnamento, come pure per lautorevolezza e il controllo di s, siano capaci di svolgere adeguatamente un incarico tanto importante e di affinare gradualmente
delle anime che hanno appena abbandonato le abitudini di una vita mondana, istruire gli ignoranti, piegare con dolcezza gli ostinati e gli incontentabili e sottometterli al soave giogo del Signore.
Essi, esaminato diligentemente il carattere di ognuno, adegueranno ad esso il loro metodo formativo in modo tale che, adattandosi completamente a ciascuno, conducano tutti alla salvezza35.

6
Requisiti dei
formatori

Omnino, quatenus fieri possit, ea- 35 - Omnino, quatenus fieri possit, eadem qua cetera Collegia administratio- dem qua cetera Collegia administrationis
nis ratione hoc quoque utatur.
ratione hoc quoque utatur.
Duo Conversi praeterea (aut etiam
plures, si multitudo Novitiorum postulet) ad eamdem rationem, quatenus ad
eorum statum pertinet, accommodati; ut
in omnibus Novitii, tum doctrina tum
exemplis, ad vitae sanctitatem informentur. Sufficiat vero unum professum
ibi esse, si ex non professis ibi existentibus satisfieri possit.

36 - Duo Conversi praeterea (aut etiam


plures, si multitudo Novitiorum postulet)
ad eamdem rationem, quatenus ad eorum
statum pertinet, accommodati; ut in omnibus Novitii, tum doctrina tum exemplis, ad vitae sanctitatem informentur.
Sufficiat vero unum professum ibi esse, si
ex non professis ibi existentibus satisfieri
possit.

Quoniam vero in omnibus fere evenit ut quemadmodum se dant principia


ita cetera sequantur, permagnique momenti est, sine dubio, ad regularem virum constituendum ipsius vitae regularis tyrocinii disciplina, ad eiusmodi Novitiorum instituendorum munus ii deligendi sunt qui sanctitate vitae, usu, docendi ratione, auctoritate item et mansuetudine tanto munere recte fungi, et
animas a consuetudine vulgari saeculique moribus recentes sensim perpurgare, rudes expolire, difficiles et morosas
leniter frangere suavique iugo Domini
assuefacere valeant; quique, cuiusque
natura diligenter explorata, ad eam disciplinae suae rationem ita accommodent ut, omnibus omnia facti, omnes salvos faciantc.

37 - Quoniam vero in omnibus fere evenit ut quemadmodum se dant principia


ita cetera sequantur, permagnique momenti est, sine dubio, ad regularem virum
constituendum ipsius vitae regularis tyrocinii disciplina, ad eiusmodi Novitiorum
instituendorum munus ii deligendi sunt
qui sanctitate vitae, usu, docendi ratione,
auctoritate item et mansuetudine tanto
munere recte fungi, et animas a consuetudine vulgari saeculique moribus recentes sensim perpurgare, rudes expolire, difficiles et morosos leniter frangere suavique iugo Domini assuefacere valeant; quique, cuiusque natura diligenter explorata, ad eam disciplinae suae rationem ita
accommodent ut, omnibus omnia facti,
omnes salvos faciant (I Cor. IX, 22).

I Cor. IX, 22 [Omnibus omnia factus sum, ut omnes facerem salvos].

34
Nelle prime tre edizioni (1579; 1617; 1829) si legge a questo punto: necessitatibus (alle necessit) [N.d.C.].
35
1 Cor 9:22. La NV sostituisce omnes (= tutti) con aliquos utique (= ad ogni
costo qualcuno) [N.d.C.].

114

Libro primo

[36]

Haec igitur et similia spectent electores in Praeposito Novitiatus eligendo;


haec eadem assidue meditetur electus,
perfecteque, ex Sanctorum scriptis,
quae ad rectam Novitiorum institutionem pertinent cognoscere studeat, ab
aliis officiis, muneribus et cogitationibus, quantum fieri possit, se avocans.

Haec igitur et similia spectent electores in Praeposito Novitiatus eligendo;


haec eadem assidue meditetur electus,
perfecteque, ex Sanctorum scriptis, quae
ad rectam Novitiorum institutionem pertinent cognoscere studeat, ab aliis officiis,
muneribus et cogitationibus, quantum
fieri possit, se avocans.

De Novitiorum disciplina quam


plurima sane monenda et praescribenda
occurrerent; sed hoc loco satis sit tum in
universum tum specialiter admonere et
statuere ut eorum institutio eo dirigatur
ut, cum hunc mundum contemnendum
a vero animi sensu indicent, ad charitatem Dei, solidam pietatem, et sui ipsorum abnegationem incendantur, nihil
gloriandum agnoscentes praeter crucem
Domini nostri Iesu Christid;
ad absolutam obedientiam paupertatemque praestandam, ad castitatis puritatem perfecte custodiendam, ad omnium praeterea institutorum nostrorum
disciplinam plene tenendam informentur; item ad omnem modestiam in vitae
consuetudine conservandam, ut scilicet
in actionibus omnibus, in sermone, voce, gestu, cunctisque animi et corporis
motibus humilitas eluceat.

38 - De Novitiorum disciplina quam plurima sane monenda et praescribenda occurrerent; sed hoc loco satis sit tum in
universum tum specialiter admonere et
statuere ut eorum institutio eo dirigatur
ut, cum hunc mundum contemnendum a
vero animi sensu indicent, ad caritatem
Dei, solidam pietatem et sui ipsorum abnegationem incendantur, nihil gloriandum agnoscentes praeter crucem Domini
nostri Iesu Christi (Gal. VI, 14);
ad absolutam obedientiam paupertatemque praestandam, ad castitatis puritatem
perfecte custodiendam, ad omnium praeterea institutorum nostrorum disciplinam
plene tenendam informentur; item ad
omnem modestiam in vitae consuetudine
conservandam, ut scilicet in actionibus
omnibus, in sermone, voce, gestu, cunctisque animi et corporis motibus humilitas
eluceat.

[37]

Capitolo 4

Queste cose dunque considereranno gli elettori nello scegliere


il Preposito del noviziato36; queste stesse cose mediter assiduamente chi stato scelto, e cercher di conoscere bene, negli scritti dei Santi, ci che riguarda unadeguata formazione dei novizi,
tralasciando, per quanto possibile, altri uffici, incarichi e interessi.

7
Responsabilit di
chi sceglie e di chi
scelto

[38] Riguardo alla disciplina dei novizi, ci sarebbero moltissime cose da raccomandare e da prescrivere; ma qui baster rammentare e disporre, in generale e in particolare, che la formazione
tenda a far capire loro che il mondo deve essere disprezzato con
tutte le forze dellanima, e che devono infiammarsi allamore di
Dio, a una genuina piet e al rinnegamento di s, riconoscendo
che non bisogna vantarsi di nulla al di fuori della croce del Signore nostro Ges Cristo37. Saranno ammaestrati a osservare assoluta
obbedienza e povert, a custodire scrupolosamente la purezza
della castit e inoltre a seguire pienamente la disciplina dei nostri
istituti; come pure a conservare la modestia nel comportamento,
cosicch in tutte le azioni, nei discorsi e nella voce, nei gesti e in
tutti i movimenti dellanima e del corpo, risplenda lumilt.

8
Disciplina

[39] Si eserciteranno nei servizi pi umili che si devono prestare per lutilit della casa38.

9
Servizi domestici

Avranno di frequente le conferenze e i capitoli previsti anche


a livello comunitario.

10
Conferenze e
capitoli

[I conversi inoltre saranno accuratamente istruiti nella dottrina cristiana, con una conferenza destinata espressamente a loro almeno una volta alla settimana39].

Humilioribus ministeriis ad dome- 39 - Humilioribus ministeriis ad domesticum usum obeundis se exerceant.


sticum usum obeundis se exerceant.
Collationes et capitula, quae comCollationes et capitula, quae commumuniter quoque praescripta sunt, fre- niter quoque praescripta sunt, frequenter
quenter habeant.
habeant.
Conversi praeterea diligenter in
christiana doctrina instituantur, speciali
collatione ad eos habita semel saltem in
hebdomadae.

Cf. infra, l. IV, c. 10, specialmente il 4 [n. 331] [N.d.C.].


Gal 6:14.
Cf. infra, l. IV, c. 18, 11 [n. 458] [N.d.C.].
39
Can. 565, 2 [VI ed.].
36
37

d
e

Gal. VI, 14 [Mihi autem absit gloriari nisi in cruce Domini nostri Iesu Christi].
Can. 565, 2.

115

38

116

Libro primo

[38]

In sui accusationibus veniisque suppliciter petendis humilitatis virtutem


exerceant, et in mortificationis studio
versentur; ut omni vitae spiritualis doctrina et usu tamquam in Christo adolescentes informati, mox exhiberi possint
homines perfecti in eodem Christo
Iesuf.

In sui accusationibus veniisque suppliciter petendis humilitatis virtutem


exerceant et in mortificationis studio versentur; ut omni vitae spiritualis doctrina
et usu tamquam in Christo adolescentes
informati, mox exhiberi possint homines
perfecti in eodem Christo Iesu (Coloss.,
I, 28).

Quid in orationibus suis praestent,


quem fructum ex sanctis Sacramentis
percipiant, etiam si sint sacerdotes, diligenter Magister exquirat, ut ex eo cognoscat quam frequentem illorum
usum eis permittere debeat.

40 - Quid in orationibus suis praestent,


quem fructum ex sanctis Sacramentis percipiant, etiam si sint Sacerdotes, diligenter Magister exquirat.

Ad omnem animi statum, perturbationes, tentationes et item spiritualem


pacem sibi patefaciendam eos assuefaciat, et omnem omnino illorum sensum
et affectus, ad perfectiorem institutionem, studeat cognoscere.

Ad omnem animi statum, perturbationes, tentationes et item spiritualem pacem sibi patefaciendam eos assuefaciat, et
omnem omnino illorum sensum et affectus, ad perfectiorem institutionem, studeat cognoscere.

Eorum confessiones in ecclesia,


quantum fieri possit, audiat; et, cum in
cubiculo audire contingat, pateat
ostium.
Aliquando
extraordinarius Confessarius eis detur,
prout Magister rectum iudicaverit.

41 - Confessarius ordinarius, a Praeposito Provinciali designandus, alius sit a


Magistro.

Colloquium extraneorum, sive propinquorum sive aliorum, aut numquam


aut certe gravi de causa tantum, praesertim nondum professis, concedat; eique vel Magister vel ab eo electus intersit.

42 - Colloquium extraneorum, sive propinquorum sive aliorum, aut numquam


aut certe gravi de causa tantum, praesertim nondum professis, concedat; eique vel
Magister vel ab eo electus intersit.

Alia lectione vel scriptione ne implicentur quam quae ad formandos mores


et ad regularem disciplinam percipiendam pertinere a Magistro iudicatae fuerint; qui quid quisque eorum legat aut
scribat omnino sciat.

43 - Alia lectione vel scriptione ne implicentur quam quae ad formandos mores et


ad regularem disciplinam percipiendam
pertinere a Magistro iudicatae fuerint; qui
quid quisque eorum legat aut scribat omnino sciat.

f
g

Quater saltem in anno


extraordinarius Confessarius eis detur ad
quem omnes accedant, benedictionem
saltem recepturi g.

Coloss. I, 28 [Ut exhibeamus omnem hominem perfectum in Christo Iesu].


Can. 566.

[39]

Capitolo 4

117

Nellaccusa di s e nella richiesta di perdono, eserciteranno la


virt dellumilt e attenderanno alla pratica della mortificazione;
cosicch, attraverso linsegnamento e la pratica della vita spirituale, come fanciulli ammaestrati in Cristo, possano presto mostrarsi
uomini perfetti nel medesimo Cristo Ges40.

11
Umilt e
mortificazione

[40] Il Maestro cercher accuratamente di scoprire, anche se


sono sacerdoti, su che cosa si intrattengano nellorazione, quali
frutti ricevano dai sacramenti, in modo da sapere con quale frequenza debba permettere loro di accostarvisi [].

12
Direzione spirituale

Li abituer a manifestargli ogni loro stato danimo, i turbamenti, le tentazioni e anche le consolazioni spirituali; e, per una
migliore formazione, cercher di conoscere con esattezza tutti i loro pensieri e sentimenti.

13
Manifestazione
di coscienza

[41] Ascolter le loro confessioni, per quanto possibile, in


chiesa e, se gli capitasse di confessarli in camera, lascer la porta
aperta [Il confessore ordinario, scelto dal Preposito provinciale,
non sar il Maestro]. Di quando in quando [Almeno quattro volte allanno] si dar loro un confessore straordinario, nella misura
in cui sembrer opportuno al Maestro [al quale tutti si presentino
almeno per ricevere la benedizione41].

14
Sacramento
della Penitenza

[42] Non permetter mai, o li permetter solo per un motivo


davvero grave, soprattutto a quelli che non sono ancora professi,
i colloqui con le persone di fuori, siano esse parenti o altri, e ad essi sar presente o il Maestro o un altro scelto da lui.

15
Colloqui con gli
estranei

[43] Non leggeranno n scriveranno altro, se non ci che il


Maestro riterr utile alla loro formazione spirituale e allassimilazione della disciplina regolare. Egli dovr sapere tutto ci che ciascuno di loro legge o scrive.

16
Lettura e scrittura

40
41

Col 1:28.
Can. 566 [VI ed.].

118

Libro primo

Solutam quamdam inter eos consuetudinem et libera colloquia ne permittat; praecipuas inter aliquos amicitias
prudenter disiungat; in familiaritatem
professorum venire prohibeat.

[40]

44 - Solutam quamdam inter eos consuetudinem et libera colloquia ne permittat;


praecipuas inter aliquos amicitias prudenter disiungat; in familiaritatem professorum venire prohibeat.
45 - Conversis autem novitiis locus separatus adsignetur h, et in ipsa religiosa domo eatenus tantum fungantur officiis
fratrum Conversorum (non tamen uti
primarii officiales), quatenus ab exercitiis Novitiatus pro ipsis constitutis non
praepediantur i.

Cum ad animos recreandos quid


conceditur, ut decori tamen et sanctae
honestatis modum teneant, Magister,
aut eius loco alius, semper intersit.

46 - Cum ad animos recreandos quid conceditur, ut decori tamen et sanctae honestatis modum teneant, Magister, aut eius
loco alius, semper intersit.

In ceteris ea omnia observent quae


in eorum regulis fusius habebunt; quas
quidem tum quisque privatim frequenter, tum, diversis diebus distributas, singulis mensibus communiter legant, et
quibus rebus desint inquirant.

47 - In ceteris ea omnia observent quae in


eorum regulis fusius habebunt; quas quidem tum quisque privatim frequenter,
tum, diversis diebus distributas, singulis
mensibus communiter legant, et quibus
rebus desint inquirant.
48 - Novitii privilegiis omnibus ac spiritualibus gratiis Ordini concessis perfruuntur; et si morte praeveniantur ad
eadem suffragia ius habent, quae pro
professis praescripta sunt j.

Si forte locus opportunus, qualem


superius significavimus,
quandoque non extiterit, et necesse sit
Novitios in alio Collegio aliquo communi esse, Capitulum Generale

49 - Si forte locus opportunus

quandoque non extiterit, et necesse sit


Novitios in alio Collegio aliquo communi
esse, Capitulum Generale de licentia
Apostolicae Sedis k
id deligat ubi Scholae non sint neque id deligat ubi Scholae non sint neque
Praepositus Generalis resideat, et omni- Praepositus Generalis resideat, et omnino
no tale in quo Novitiis frequentia non tale in quo Novitiis frequentia non obsit:
obsit:
Magister autem alius a Praeposito illis Magister autem alius a Praeposito illis sit,
sit, et proprium conclave sive domus, et proprium conclave sive domus, quo, siquo, sine Magistri concessu, nulli non ne Magistri concessu, nulli non Novitio
Can. 564, 2.
Can. 565 3.
Can. 567.
k
Can. 554, 1.
h
i
j

[41]

Capitolo 4

119

[44] Non permetter una eccessiva familiarit e liberi colloqui


fra di loro, scioglier con prudenza le amicizie particolari; proibir loro di avere dimestichezza con i professi.

17
Rapporti fra novizi
e con i professi

[45 Ai novizi conversi sar assegnato un luogo separato42 e nella stessa casa religiosa eseguiranno gli uffici dei fratelli conversi
(senza comunque esserne i responsabili principali), ma solo nella
misura in cui non siano impediti dalle attivit del noviziato per loro stabilite43].

[Novizi conversi]

[46] Quando viene concesso un po di tempo per la ricreazione, sar sempre presente il Maestro o un altro al suo posto, in modo che mantengano un contegno rispettoso e corretto.

18
Ricreazione

[47] Per il resto, osserveranno tutto ci che troveranno indicato pi diffusamente nelle loro regole44. Queste verranno lette
frequentemente da ciascuno di loro in privato e ogni mese in comune, distribuendole in diversi giorni, cercando di verificare in
che cosa essi sono manchevoli.

19
Regole dei novizi

[48 I novizi godono di tutti i privilegi e le grazie spirituali concesse allOrdine; e, in caso di morte, hanno diritto agli stessi suffragi che sono prescritti per i professi45].

[Privilegi]

[49] Se eventualmente in qualche caso non dovesse esserci una


casa adatta, quale labbiamo descritta46 [], e fosse necessario
che i novizi stiano in un altro Collegio normale, il Capitolo generale [col permesso della Sede Apostolica47] ne sceglier uno dove
non ci siano le scuole n vi risieda il Preposito generale e dove
non ci sia troppo movimento che possa nuocere ai novizi. Avranno un Maestro diverso dal Preposito e una casa o un settore della
casa loro riservato, in cui non possa entrare nessuno che non sia
novizio senza il permesso del Maestro. Inoltre non sar permesso

20
Noviziato in una
casa normale

Can. 564, 2 [VI ed.].


Can. 565, 3 [VI ed.].
44
Tali regole erano state disposte dal Capitolo generale del 1568, il quale ne affid
la compilazione ai Padri Sauli, Sacchi e Michiel. Loro estensore fu, di fatto, il Padre Gregorio Asinari. Esse furono pubblicate, in italiano, nel 1588 col titolo Institutione de Novitii e, in latino (tradotte del Padre Gabuzio), nel 1598 col titolo Institutio Novitiorum. Lultima edizione italiana, aggiornata al Codice di diritto canonico e alle sesta edizione delle
Costituzioni, vide la luce nel 1950 insieme con le Regole degli studenti [N.d.C.].
45
Can. 567 [VI ed.]. Cf. infra, l. II, c. 5, 17-18 [nn. 134 & 139] [N.d.C.].
46
Cf. supra, 1-5 [nn. 32-36] [N.d.C.].
47
Can. 554, 1 [VI ed.].
42
43

120

Libro primo

Novitio aditus pateat. Neque Novitii licentius cum aliis versari et multo minus
in familiaritatem venire permittantur.
Ceterum ministeriis et disciplinae suae,
ut supra dictum est, vacent. Sed elaborandum erit ut quamprimum Collegium
modo supra descripto ad eorum habitationem constituatur.

[42]

aditus pateat. Neque Novitii licentius


cum aliis versari et multo minus in familiaritatem venire permittantur. Ceterum
ministeriis et disciplinae suae, ut supra
dictum est, vacent. Sed elaborandum erit
ut quamprimum Collegium opportunum
ad eorum habitationem constituatur.

In Novitiatu quilibet maneat anno


post professionem, et praeterea etiam
quamdiu Praepositus Generalis arbitretur. Conversi ibi sint et ipsi saltem
anno, nisi Praepositus Generalis, vel
Provincialis, aliter ex causa statuat.
Qui de Novitiatu educuntur, si ad
locum studiorum non mittantur, non
quibuscumque Collegiis sine delectu
adscribendi sunt, sed iis ubi susceptam
disciplinam perfectius tenere possint:
ubi etiam ad quadriennium morantes a
Novitiorum institutis, quatenus commode fieri possit, non discedant; idque
nisi ob maturam aetatem aliter Praepositus Generalis, vel Provincialis, decernat.

[43]

Capitolo 4

121

ai novizi di stare troppo liberamente con gli altri e ancor meno di


prendere dimestichezza con loro. Per il resto, attenderanno ai loro servizi e alla loro formazione, come s detto. Ma si dovr fare
in modo che al pi presto sia costituito come loro residenza un
Collegio nel modo sopra descritto [adatto].
Ognuno rimarr in noviziato per un anno dopo la professione
o anche per tutto il tempo che voglia il Preposito generale. I conversi ci staranno anche loro almeno un anno, a meno che, per
qualche motivo, il Preposito generale o provinciale non stabilisca
altrimenti [ n. 58].

21
Anno dopo il
noviziato

Coloro che lasciano il noviziato, se non sono mandati nello


studentato, non devono essere destinati sconsideratamente a qualunque Collegio, ma solo a quelli dove possano mantenere meglio la disciplina ricevuta; dove, dimorando anche per quattro anni, non si allontanino, per quanto possibile senza inconvenienti,
dagli istituti del noviziato. Questo a meno che, per let avanzata,
il Preposito generale o provinciale non decida altrimenti
[ n. 58].

22
Secondo noviziato

Per quanto riguarda la disposizione dei beni prima della professione, non si impedir loro in alcun modo di distribuire liberamente ogni cosa a chi vogliono. Se si dovr fare qualche rinuncia
o se si volesse dare qualcosa alla Congregazione, si badi che ci
non avvenga contro i decreti del Concilio di Trento48 [ n. 64].

23
Disposizione dei
beni prima della
professione

Quod attinet ad dispositionem bonorum ante professionem faciendam,


nihil omnino innuatur quo minus libere
quidque cui velint distribuant. Si renunciatio aliqua facienda sit, aut quid
Congregationi dari velit, videatur ne adversus Tridentini Concilii sanctiones
fiatl.

Sess. 25 de Regul. c. 16. Circa dispositiones praestandas ante professionem tum votorum simplicium tum votorum solemnium confer Commentarium, 48 et 49.
l

48
Sessio 25, De regularibus, c. 16. Per quanto riguarda le disposizioni da osservare
prima della professione tanto dei voti semplici quanto dei voti solenni, Cf. Commentarium,
48 e 49 [IV ed.].

122

Libro primo

[44]

DE PROFESSIONE.
CAPUT V.

CAPUT V
DE TEMPORARIA PROFESSIONE

Anno a suscepto habitu lapso, Praepositus Generalis, seu Provincialis (habito Praepositi Novitiatus et vocalium,
ut de vestitu dictum est, et item Visitatorum, testimonio) de uniuscuiusque
professione facienda, cum eorumdem
consensu quos in receptionis negotio
conficiendo adhibendos constituimus,
decernat; et, ad certiorem cognitionem,
Provincialis in rem praesentem veniat
et actui professionis intersit (aut etiam
Generalis, si Provinciae non sint, et
commode possit); prius tamen idem
Praepositus Novitiatus professurum diligenter, ad illius voluntatem plene cognoscendam, interrogabit; spirituali
exercitatione (puta ea qua alicui errata
sua demonstrantur) specialiter ad eum
actum praeparabit, et actione aliqua ad
mortificationem pertinente de eo non
semel periculum faciet.

50 - Anno a suscepto habitu ad finem


vertente

Magister Novitiatus professurum diligenter, ad illius voluntatem plene cognoscendam, interrogabit, spirituali exercitatione (puta ea qua alicui errata sua demonstrantur) specialiter ad eum actum
praeparabit, et actione aliqua ad mortificationem pertinente de eo non semel periculum faciet.
Dein Praepositus Provincialis, habito Praepositi Novitiatus et Capituli, ut
de vestiendis dictum est, testimonio, ad
certiorem cognitionem in rem praesentem veniat et de uniuscuiusque professione facienda cum suae extraordinariae
Consultationis consensu, ut in receptionis negotio dictum est, iudicet.
Acta vero suae Consultationis simul
cum suis litteris Praepositus Provincialis
mittat ad Praepositum Generalem, qui
de consensu Assistentium decernat an
Novitius ad professionem admittendus
sit a.
Poterit tamen Praepositus Generalis,
gravi de causa, concedere alicui Praeposito Provinciali ut Novitios ad professionem sua auctoritate admittat.

[45]

Capitolo 5
Capitolo 5
LA PROFESSIONE [TEMPORANEA]

[50] Trascorso un anno dalla vestizione [Approssimandosi la


scadenza di un anno dalla vestizione], il Preposito generale o provinciale (avuto lattestato, come s detto per la vestizione49, del
Preposito e dei vocali del noviziato come pure dei Visitatori) decider sulla professione di ciascuno, col consenso degli stessi che
abbiamo stabilito di consultare nel caso dellaccettazione50; e il
Provinciale, per una migliore conoscenza, andr di persona e presenzier al rito della professione 51 (o anche il Generale, se non ci
sono le Province e se pu farlo senza difficolt). Prima per lo
stesso Preposito [il Maestro] del noviziato interrogher accuratamente il candidato alla professione, per conoscere pienamente le
sue intenzioni; in modo particolare lo preparer a quellatto con
un esercizio spirituale (p. es., quello in cui si mostrano a uno i suoi
errori52) e lo metter alla prova non una sola volta con qualche
pratica di mortificazione.

[Il Preposito provinciale mander gli atti della sua Consulta,


insieme con una sua lettera, al Preposito generale, il quale, col
consenso degli Assistenti, decider se il novizio debba essere ammesso alla professione.55]
[Il Preposito generale tuttavia potr, per un grave motivo,
concedere a qualche Preposito provinciale di ammettere di sua
autorit i novizi alla professione.]

Cf. supra, c. 3, 1 [N.d.C.].


Cf. supra, c. 2, 12 [N.d.C.].
51
Si insiste sulla presenza del Provinciale. Avevamo trovato la stessa raccomandazione nel c. 2, 12, e nel c. 3, 3 [n. 28] [N.d.C.].
52
Si tratta del cosiddetto capitolo delle censure (Cf. infra, l. II, c. 10, 6 [n.
173]) [N.d.C.].
53
Cf. supra, n. 28 [N.d.C.].
54
Cf. supra, n. 18 [N.d.C.].
55
Can. 575, 2 [VI ed.].
50

Can. 575, 2.

1
Ammissione

[Quindi il Preposito provinciale, sentito il parere, come s


detto per la vestizione53, del Preposito e del Capitolo del noviziato, per una migliore conoscenza, andr di persona ed esprimer
una valutazione sulla professione di ciascuno, col consenso della
sua Consulta straordinaria, come s detto nel caso dellaccettazione.54]

49

123

124

Libro primo

Si ad professionem quis post annum


admittendus non videatur (quod forte
quantum satis sit virtutis specimen ad id
tempus non dederit) et spes tamen aliqua maneat, consentiente Praeposito
Generali, vel Provinciali (cum consensu
ut supra) professio poterit differri etiam
ad alterum annum; quo finito,
vel ad professionem admittatur, vel dimittatur.

[46]

51 - Si ad professionem quis post annum


admittendus non videatur (quod forte
quantum satis sit virtutis specimen ad id
tempus non dederit) et spes tamen aliqua
maneat, consentiente Praeposito Provinciali de consensu suae Consultationis,
ut supra, professio poterit differri, non tamen ultra sex menses, quibus finitis,
vel ad professionem admittatur vel dimittaturb.
52 - Haec professio quotannis a Clericis
et Conversis per quattuor vices renovetur, nisi ob aetatem vel studia iam expleta vel ob aliam rationabilem causam
Praepositus Generalis iudicet per duas
tantum vices esse renovandam, semper
tamen usque ad vigesimum primum aetatis annum.
53 - Ante professionem votorum simplicium novitius de bonis temporalibus, si
quae possideat, ita disponat ut, eorum
proprietate solummodo sibi retenta, cetera, id est administrationem et usum,
pro tempore quo in eadem votorum simplicium professione permanserit, cedat
cui maluerit. Ea cessio ac dispositio, si
praetermissa fuerit ob defectum bonorum, et haec postea supervenerint, aut si
facta fuerit et postea alia bona quovis titulo obvenerint, fiat aut iteretur secundum normas superius statutas, non obstante simplici professione emissa. Factam dispositionem professus mutare potest, de licentia Praepositi Generalis,
dummodo mutatio, saltem de notabili
bonorum parte, non fiat in favorem Religionis; per discessum autem a Religione
eiusmodi cessio et dispositio habere vim
desinit c.

[47]

Capitolo 5

[51] Se, dopo un anno, non dovesse sembrare opportuno ammettere uno alla professione (perch magari non ha dato in quel
periodo una sufficiente prova di virt), ma dovesse rimanere ancora qualche speranza, purch sia daccordo il Preposito generale
o provinciale (col consenso di cui sopra56) [provinciale, col consenso della sua Consulta, come detto57], si potr rinviare la professione anche di un anno, terminato il quale [non per oltre sei
mesi, terminati i quali], quel tale o verr ammesso alla professione
o sar dimesso58.

2
Eventuale rinvio

[52 Questa professione sar rinnovata dai chierici e dai conversi ogni anno per quattro volte, a meno che, per let o per aver
gi compiuto gli studi o per un altro valido motivo, il Preposito
generale non ritenga che debba essere rinnovata solo due volte,
sempre per fino al ventunesimo anno det.]

[Rinnovazione dei
voti]

[53 Prima della professione dei voti semplici il novizio disporr dei beni temporali, se ne possiede, in modo tale che, ritenendone solamente la propriet, ceda il resto, cio lamministrazione e luso, a chi vorr, per il periodo in cui rimarr legato dai
voti semplici. Tale cessione e disposizione, se fosse stata tralasciata per mancanza di beni e questi dovessero sopraggiungere in seguito, o se, pur essendo stata fatta, sopravvenissero in seguito, a
qualsiasi titolo, altri beni, si far o si ripeter secondo le norme sopra stabilite, nonostante sia stata emessa la professione semplice.
Il professo pu, col permesso del Preposito generale, mutare la
disposizione fatta, purch il mutamento, almeno per una parte rilevante di beni, non avvenga in favore della Religione; con labbandono della Religione, tale cessione e disposizione cessa di avere valore.59]

[Cessione delluso e
dellamministrazione
dei beni temporali]

Cf. supra, c. 2, 12 [N.d.C.].


Cf. supra, n. 18 [N.d.C.].
58
Can. 571 [VI ed.].
59
Can. 569, 1 e 2; 580, 3 [VI ed.]. Si noti che il testo originale delle Costituzioni prevedeva la rinuncia alluso e allamministrazione dei beni da farsi prima della vestizione per il periodo del noviziato (c. 3, 8), norma rimasta anche nelle ultime due edizioni [n. 31] [N.d.C.].
56
57

b
c

Can. 571.
Can. 569, 1, 2; 580, 3.

125

126

Libro primo

[48]

Profitendi ratio erit, ut Novitius coram Generali aut Provinciali (aut alio, si
necesse sit, ab altero eorum delegato),
in ecclesia publice, ceteris fratribus
praesentibus, ritu et formula praescripta, tria vota obedientiae, castitatis et
paupertatis emittat.

54 - Profitendi ratio haec erit ut Novitius


coram Provinciali (aut alio, si necesse sit,
ab hoc delegato) in ipsa Novitiatus domo d, in ecclesia vel in oratorio, ceteris
fratribus praesentibus, ritu praescripto,
tria vota castitatis, paupertatis et obedientiae emittat.

Formula autem professionis erit:

55 - Formula autem professionis erit:

Ad laudem Sanctissimae Trinitatis,


ego N. N. in saeculo nominatus N. filius
N. ex urbe N. (sive, oppido N.), Dioecesis... anno aetatis meae...
ab habitu huius Congregationis suscepto... promitto Deo omnipotenti, et tibi
N.Praeposito Generali

Ad laudem Sanctissimae Trinitatis,


ego N. N., filius N. et N. N., natus in urbe (sive: in oppido) N. Dioecesis N.
die... mense... anno...,
ab habitu huius Congregationis suscepto... promitto Deo omnipotenti et tibi
N. N. Praeposito Provinciali Provinciae
N.
Congregationis Clericorum Regularium Congregationis Clericorum Regularium
S. Pauli Decollati (vel, tibi N. vice Prae- S. Pauli Decollati (vel: tibi N. N. delepositi Generalis Congregationis Clerico- gato a Praeposito Provinciali etc.)
rum Regularium S. Pauli Decollati),
locum Dei tenenti,
locum Dei tenenti,
me perpetuam castitatem, paupertatem et me ad annum Castitatem, Paupertatem
obedientiam servaturum secundum dictae et Obedientiam servaturum secundum
Congregationis Constitutiones: et ita so- dictae Congregationis Constitutiones: et
lemniter voveo et professionem facio ita firmiter voveo et professionem facio
die... mensis... anni... in festo... in ecclesia die... mense... anno.., in festo N. in ecSancti N. oppidi (sive, urbis...).
clesia N. urbis (sive: oppidi) N.
Ego idem N. N. manu mea scripsi,
subscripsi et ore meo pronuntiavi.
Hanc formulam professurus ipse
scribat, et ita de scripto praesentibus
fratribus pronunciet, et, postquam pronunciaverit, statim in libello ad hoc parato iterum scribat et subscribat; quod
si scribere nesciat, alius eius nomine id
praestet.
Atque eiusmodi professionum codex diligenter asservetur, et ei, si casus eveniat,
fides habeatur.

56 - Hanc formulam professurus ipse scribat et ita de scripto pronunciet et postquam pronunciaverit statim in libello ad
hoc parato iterum scribat et subscribat;
quod si scribere nesciat, alius eius nomine
id praestet. Subscribat etiam is qui professionem accepit.
57 - Eiusmodi autem professionum Codex diligenter asservetur, et ei, si casus
eveniat, fides habeatur.

[49]

Capitolo 5

[54] La procedura per professare sar la seguente: il novizio


emetter i tre voti di obbedienza, castit e povert [castit, povert e obbedienza] davanti al Generale o [] al Provinciale (oppure, se necessario, a un altro da uno di loro [questo] delegato),
[nella stessa casa di noviziato60], pubblicamente [] in chiesa [o
nelloratorio], alla presenza degli altri confratelli, col rito e la formula stabilita [stabilito].

A lode della Santissima Trinit, io N. N., al secolo N.61 [], figlio di N. [e di N. N.], della citt di N. (oppure, del paese di N.)
[nato nella citt (oppure: nel paese) di N.], diocesi di N., a ... anni
di et [il giorno ...], rivestito dellabito di questa Congregazione il
..., prometto a Dio onnipotente e a te N. Preposito generale [a te N.
N. Preposito provinciale della Provincia N.] della Congregazione
dei Chierici regolari di San Paolo decollato (oppure, a te N. rappresentante del Preposito generale della Congregazione dei Chierici regolari di San Paolo decollato [oppure: a te N. N. delegato dal Preposito provinciale ecc.]), che tieni il posto di Dio, di conservare per
sempre [per un anno] castit, povert e obbedienza secondo le Costituzioni di detta Congregazione. E cos faccio solennemente [fermamente] voto e professione il giorno ..., nella festa di ...[N.], nella chiesa di San [] N. del paese (oppure, della citt ...) [della citt
(oppure: del paese) di N.].
[Io stesso N. N. ho scritto e sottoscritto di mio pugno e con la
mia bocca ho pronunziato].

4
Formula di
professione

[56] Scriver questa formula lo stesso candidato alla professione e cos la legger dallautografo alla presenza dei confratelli
[] e, dopo averla letta, subito la scriver e sottoscriver di nuovo in un apposito registro. Se non sa scrivere, un altro lo far per
lui. [Firmer anche chi ha ricevuto la professione.]
[57] Tale registro delle professioni sar accuratamente conservato e, alloccorrenza, sar esso a far fede.

5
Registrazione
dellatto

Can. 574, 1 [VI ed.].


Il rito della vestizione prevedeva la mutazione del nome, prassi rimasta in vigore fino allOttocento, quando fu sostituita dallaggiunta del nome di Maria al nome di Battesimo [N.d.C.].
61

Can. 574, 1.

3
Rito della
professione

[55] La formula di professione sar:

60

127

128

Libro primo

[50]

58 - Qui vota temporaria professi sunt, si


ad locum studiorum non mittantur, in
Novitiatu anno saltem maneant, nisi
Praepositus Generalis vel Provincialis
aliter ex causa statuat. Si vero statim de
Novitiatu educuntur, non quibuscumque Collegiis sine delectu adscribendi
sunt, sed iis ubi a Novitiorum institutione, quantum fieri possit, non discedentes, susceptam disciplinam perfectius tenere possint.
59 - Qui autem studiis incumbere debent
ad studiorum domos mittantur, ubi eadem qua Novitii disciplina utantur sub
Magistro e a Praeposito Generali cum
sua Consultatione eligendo, Confessario
a Provinciali eis adsignato.
60 - De eorum autem omnium vita et
moribus singulis annis a Capitulis localibus Praepositis Provincialibus testimonium detur.
Quod si bonum testimonium denegetur, omnes Collegii vocales scribant ad
Praepositum Provincialem, qui Acta Capituli simul cum litteris Praepositi et vocalium, necnon cum sua sententia, mittet
ad Praepositum Generalem; hic autem,
audita sua Consultatione, statuat quid
ipsi in Domino statuendum videatur.

[51]

Capitolo 5

129

[58 I professi di voti temporanei, se non sono mandati nello


studentato, rimarranno in noviziato almeno per un anno, a meno
che il Preposito generale o provinciale per qualche motivo non
stabilisca altrimenti. Se invece lasciano subito il noviziato, non devono essere destinati sconsideratamente a qualunque Collegio, ma
solo a quelli dove, non allontanandosi, per quanto possibile, dalla formazione del noviziato, possano mantenere meglio la disciplina ricevuta.62]

[Secondo
noviziato]

[59 Quelli invece che debbono attendere agli studi, saranno


mandati negli studentati, dove seguiranno la medesima disciplina
del noviziato, sotto un Maestro63 eletto dal Preposito generale
con la sua Consulta, con un confessore loro assegnato dal Provinciale.64]

[Studentato]

[60 Sulla loro condotta di vita i Capitoli locali esprimeranno


ogni anno una valutazione per i Prepositi provinciali.
In caso di valutazione negativa, tutti i vocali del Collegio scriveranno al Preposito provinciale, il quale mander al Preposito
generale gli atti del Capitolo insieme con la lettera del Preposito e
dei vocali, oltre che con il proprio parere. Il Preposito generale
quindi, udita la sua Consulta, decider ci che a lui sembra bene
decidere in Domino.65]

[Capitolo annuale

[61 Tre mesi prima della professione solenne sar di nuovo


convocato il Capitolo, al quale potr intervenire anche il Preposito provinciale, ma senza voto. Gli atti del Capitolo con la lettera
del Preposito e dei vocali e il proprio parere saranno mandati dal
Preposito provinciale al Preposito generale, il quale, udita, come
detto66, la sua Consulta, o ammetter linteressato alla professione
solenne, o non lo ammetter, o gliela rinvier, non per oltre sei
anni dalla prima professione.67]

[Capitolo e consulta
di ammissione alla
professione
solenne]

de vita et moribus]

61 - Denuo tertio ante sollemnem professionem mense Capitulum convocetur,


cui etiam Praepositus Provincialis, attamen absque voto, poterit interesse. Acta
vero Capituli cum litteris Praepositi et
vocalium et sua sententia a Praeposito
Provinciali mittantur ad Praepositum
Generalem, qui, audita ut supra sua
Consultatione, eum de quo agitur vel ad
sollemnem professionem admittat, vel
non, vel eamdem differat, non tamen ultra sextum a prima professione annum f.
Cf. supra, c. 4, 21 e 22 [N.d.C.].
Can. 588, 1 e 2 [VI ed.].
64
Cf. infra, l. III, c. 5, 10 [n. 237] [N.d.C.].
65
Cf. supra il decreto citato nella nota della IV edizione al c. 2, 12 [N.d.C.].
66
Cf. supra, n. 60 [N.d.C.].
67
Can. 574, 2 [VI ed.].
62
63

e
f

Can. 588, 1, 2.
Can. 574, 2.

130

Libro primo

[52]

[53]

[Capitolo 6}

62 - Professus a votis temporariis, expleto votorum tempore, libere potest Congregationem deserere; pariter Praepositus Generalis, audita, ut supra dictum
est, sua Consultatione, ob iustas ac rationabiles causas eumdem potest a renovandis votis temporariis vel ab emittenda professione sollemni excludere, non
tamen ratione infirmitatis, nisi certo
probetur eam ante professionem fuisse
dolose reticitam aut dissimulatam g.

[62 Il professo di voti temporanei, terminato il periodo dei voti, pu liberamente lasciare la Congregazione; parimenti il Preposito generale, udita, come detto68, la sua Consulta, pu, per giusti
e validi motivi, escluderlo dalla rinnovazione dei voti o dalla professione solenne, non per a motivo di infermit, a meno che si dimostri con certezza che era stata deliberatamente taciuta o nascosta prima della professione.69]

CAPUT VI
DE SOLLEMNI PROFESSIONE

[Capitolo 6]
[LA PROFESSIONE SOLENNE]

63 - Antequam quis professionem sollemnem emittat novam saltem trium


mensium probationem subeat in separato loco Novitiatus, vel in aliquo Collegio
a Praeposito Generali deligendo. Praepositus autem huius loci, si quid emerserit quod bonum testimonium, prius datum, infirmet, Praepositum Generalem
certiorem faciat.

[63 Prima che uno emetta la professione solenne sar sottoposto a un nuovo periodo di prova di almeno tre mesi in un luogo
separato del noviziato o in un Collegio scelto dal Preposito generale. Il Preposito di questa casa, se emergesse qualcosa che metta
in discussione la valutazione positiva precedentemente data, ne
informer il Preposito generale.]

[Preparazione alla
professione
solenne]

[64 Per quanto riguarda la disposizione dei beni da farsi prima


della professione solenne, non si eserciter assolutamente alcuna
pressione, per cui ciascuno non possa liberamente distribuire i
suoi beni a chi vuole. Perch poi non avvenga nulla contro le prescrizioni dei sacri canoni, entro sessanta giorni prima di tale professione, il candidato rinunzier a tutti i beni che di fatto possiede in favore di chi preferisce, sotto condizione della futura professione. Una volta avvenuta la professione, si far subito tutto ci
che necessario perch la rinunzia abbia efficacia anche sul piano
civile.70]

[Rinunzia ai beni
temporali]

[65 La professione avverr in chiesa, secondo il rito consueto,


davanti al Generale o al Provinciale (o, se necessario, a un altro da
uno di loro delegato), alla presenza degli altri sodali del Collegio.71]

[Rito della
professione]

64 - Quod attinet ad dispositionem bonorum ante sollemnem professionem faciendam, nihil omnino innuatur quo minus libere quisque cui velit sua bona distribuat. Ne quid vero contra sacrorum
Canonum praescriptum fiat, intra sexaginta dies ante huiusmodi professionem
omnibus bonis quae actu habet, cui maluerit, sub conditione secuturae professionis, renuntiet. Secuta vero professione, ea omnia statim fiant, quae necessaria sunt ut renunciatio etiam iure civili
effectum consequatur h.
65 - Professio in ecclesia fiat ritu consueto, coram Generali vel Provinciali
(aut alio, si necesse sit, ab eorum altero
delegato), ceteris Collegii sodalibus adstantibus.

Cf. supra, n. 60 [N.d.C.].


Can. 637 [VI ed.].
Can. 581, 1 e 2 [VI ed.]. Cf. supra, c. 4, 23 [N.d.C.].
71
Cf. supra, 3 [N.d.C.].
68
69

g
h

Can 637.
Can. 581, 1, 2.

131

70

[Uscita dalla
Congregazione]

132

Libro primo

[54]

66 - Formula autem professionis erit:


Ad laudem Sanctissimae Trinitatis,
ego N. N. filius N. et N. N. ex urbe (sive: oppido) N. Dioecesis N., anno aetatis meae... vota temporaria primum
professus die... mense... anno... promitto Deo omnipotenti, et tibi N. N. Praeposito Generali (vel: tibi N. N. Praeposito Provinciali Provinciae N.) Congregationis Clericorum Regularium S. Pauli Decollati (vel: tibi N. N. a Praeposito
Generali N. N., vel: Provinciali N. N.
delegato), locum Dei tenenti, me perpetuam Castitatem, Paupertatem et
Obedientiam servaturum secundum
dictae Congregationis Constitutiones:
et ita sollemniter voveo et professionem
facio die... mense... anno... in festo N.
in ecclesia N. urbis (sive: oppidi) N.
Ego idem N. N. manu mea, scripsi,
subscripsi et ore meo pronuntiavi.
Post professionem, extra solemnem 67 - Post professionem, extra sollemnem
tamen actum, iuret statim Clericus pro- tamen actum, iuret statim clericus professus verbis ita conceptis:
fessus verbis ita conceptis:
Idem N. testem invoco Deum quod
neque Praepositi dignitatem, neque aliquod officium quod huiusmodi dignitati
ex Constitutionibus in Congregatione
praeferatur mihi mandari curabo; neque
item aliquam dignitatem eodem modo extra Congregationem quaeram, aut sine
praecepto Summi Pontificis accipiam.

Idem N. N. testem invoco Deum


quod neque Praepositi dignitatem neque aliquod officium quod huiusmodi
dignitati ex Constitutionibus in Congregatione praeferatur mihi mandari curabo; neque item aliquam dignitatem eodem modo extra Congregationem quaeram aut sine praecepto Summi Pontificis
accipiam.
Item ego N. N. promitto tibi N. N.
et omnibus Superioribus meis tam praesentibus quam futuris, me pro viribus
facturum ut regularis observantia, praesertim quoad paupertatis perfectionem,
in Congregatione plene custodiatur, et
sicubi aliquatenus dilapsa sit vel, quod
Deus avertat, in posterum dilabatur,
me, quavis postposita consuetudine
contraria et propria alienave commoditate, nedum aequo animo laturum, sed
etiam prudenter curaturum ut praedicta
observantia perfecte instauretur firmiusque stabiliatur.

[55]

[Capitolo 6}

133

[66 La formula di professione sar:


A lode della Santissima Trinit, io N. N., figlio di N. e di N. N.,
della citt (oppure: del paese) di N., diocesi di N., professati per la
prima volta i voti temporanei a ... anni di et, il giorno ..., prometto
a Dio onnipotente e a te N. N. Preposito generale (oppure: a te N.
N. Preposito provinciale della Provincia N.) della Congregazione
dei Chierici regolari di San Paolo decollato (oppure: a te N. N. Delegato del Preposito generale N. N., oppure: provinciale N. N.), che
tieni il posto di Dio, di conservare per sempre castit, povert e obbedienza secondo le Costituzioni di detta Congregazione; e cos faccio solennemente voto e professione il giorno ... nella festa di N.
nella chiesa di N. della citt (oppure: del paese) di N.
Io stesso N. N. ho scritto e sottoscritto di mio pugno e con la mia
bocca ho pronunziato.72]

[Formula di
professione]

[67] Dopo la professione, ma al di fuori del rito liturgico, il


chierico professo giurer subito con le seguenti parole:

6 Giuramento di
non aspirazione alle
cariche
7
Formula di
giuramento

Io stesso N. [N.] chiamo Dio a testimonio che non far in modo


che mi sia affidata la dignit di Preposito, n alcun ufficio che secondo le Costituzioni sia superiore nella Congregazione a tale dignit; e allo stesso modo non cercher e non accetter, senza lordine del Sommo Pontefice, alcuna dignit fuori della Congregazione.
[Inoltre io N. N. prometto a te N. N. e a tutti i miei Superiori
presenti e futuri che, secondo le mie forze, far in modo che sia pienamente custodita nella Congregazione losservanza regolare, specialmente per quanto riguarda la perfezione della povert, e se per
caso in qualche modo fosse decaduta o se Dio non voglia! dovesse decadere in futuro, io, trascurando ogni consuetudine contraria e ogni vantaggio mio o altrui, non gi sopporter la cosa passivamente, ma con prudenza far in modo che la suddetta osservanza
sia pienamente restaurata e pi saldamente ristabilita.73]

[Promessa di
custodia e
promozione
dellosservanza
regolare]

Cf. supra, 4 [N.d.C.].


A proposito di tale promessa, si veda la nota della IV edizione al successivo 8,
sub finem [N.d.C.].
72
73

134

Libro primo

[56]

[57]

[Capitolo 6}

135

Quam iuramenti formulam eodem 68 - Quas professionis, iuramenti et prolibro, post scriptum professionis,
missionis formulas
propria manu scribat et subscribati.
propria manu scribat et subscribat et in
libello ad hoc parato transcribat; subscribat quoque qui professionem accepit.

[68] Scriver e sottoscriver di suo pugno questa formula di


giuramento nel medesimo libro, dopo il testo della professione74
[queste formule di professione, di giuramento e di promessa, e le
trascriver nellapposito registro. Firmer anche chi ha ricevuto la
professione].

8
Registrazione
dellatto

69 - De sollemni professione Superior


eam excipiens debet profitentis parochum baptismi de eadem certiorem reddere j.

[69 Il Superiore che riceve la professione solenne deve informarne il Parroco del luogo di battesimo del professo.75]

[Notificazione al
Parroco del luogo di
battesimo]
[Rinvio della
professione
solenne]

70 - Si sollemnis professio quavis de causa differatur, exacto votorum tempore,


nulla interposita mora k, coram Praeposito, vel ab eo delegato, et duobus saltem
testibus, in oratorio vel in aula Capitulari nova emittatur professio ad statutum tempus valitura.

Ex Decreto Neminem latet a Pio IX die 19 Martii 1857 edito, professio solemnis
non amplius viris permittitur nisi post triennium votorum simplicium, et tunc a Generali,
vel Provinciali, iustis de causis, differri potest, non tamen ultra aetatem annorum viginti
quinque expletorum.
Circa naturam et effectus votorum simplicium, nec non circa acta perficienda antequam Novitii ad istorum votorum professionem admittantur, confer Appendicem ad primum librum Constitutionum (Cf. quoque Commentarium, 43, 47, 52 et 53). Formula
vero huius professionis eadem esse potest ac formula superius relata pro solemni professione, mutato tantum adverbio solemniter in adverbium firmiter.
Qui simplicia vota professus est, antequam ad professionem solemnem admittatur
novam sex vel saltem trium mensium probationem subeat in loco Novitiatus vel aliquo
alio Collegio a Praeposito Generali deligendo (Appendix praecit.). Denique, pro admittendo aliquo ad professionem solemnem, actum capitulare Collegii in quo ille probatur, simul cum litteris Praepositi et vocalium, nec non cum propria sententia, a Provinciali mittatur ad Praepositum Generalem, qui cum sua Consultatione eum de quo agitur vel ad
solemnem professionem admittet vel e Congregatione dimittet, vel eius professionem differendam, non tamen ultra 25 eius aetatis annum, decernet; quod quidem intelligendum
est etiam de Provinciis extra Italiam (Decretum vigens in Synopsi an. 1895). Cetera quae
perficienda sunt ante professionem solemnem invenies in Commentario, 54. Post professionem et iuramentum de quo supra, ex decreto S. C. super statu Regular. fit promissio
de custodienda et promovenda regulari observantia, praesertim quoad paupertatis perfectionem, ut in Rituali nostro.
j
Can. 576, 2.
k
Can. 577.
i

[70 Se la professione solenne dovesse essere per qualsiasi motivo rinviata, una volta trascorso il periodo dei voti, senza frapporre indugio76, davanti al Preposito, o a un suo Delegato, e alla
presenza di almeno due testimoni, nelloratorio o nella sala capitolare, sar emessa una nuova professione valida per il tempo stabilito.]

74
A norma del decreto Neminem latet pubblicato da Pio IX il 19 marzo 1857, la professione solenne non pi permessa agli uomini, se non dopo tre anni di voti semplici, e
anche allora, per validi motivi, pu essere differita dal Generale o dal Provinciale, non
per oltre let di venticinque anni compiuti.
Circa la natura e gli effetti dei voti semplici, e circa gli atti da compiere prima che i
novizi siano ammessi alla professione di tali voti, si veda lAppendice al primo libro delle
Costituzioni (Cf. anche Commentarium, 43, 47, 52 e 53). La formula di questa professione pu essere la stessa formula su riportata per la professione solenne, mutato solo lavverbio solennemente con lavverbio fermamente.
Il professo di voti semplici, prima di essere ammesso alla professione solenne, sar
sottoposto a un nuovo periodo di prova di sei o di almeno tre mesi nella casa di noviziato
o in un altro Collegio scelto dal Preposito generale (Appendice cit.) [ n. 63]. Infine,
per ammettere uno alla professione solenne, latto capitolare del Collegio in cui il candidato viene sottoposto al periodo di prova, insieme con la lettera del Preposito e dei vocali nonch con il proprio parere, sar mandato dal Provinciale al Preposito generale, il quale con la sua Consulta o ammetter linteressato alla professione solenne, o lo dimetter
dalla Congregazione, o decider di rinviargli la professione, non per oltre i venticinque
anni di et; il che si riferisce anche alle Province fuori dItalia (Decreto vigente nella Synopsis del 1895) [ n. 61]. Si troveranno le altre cose da fare prima della professione solenne nel Commentarium, 54. Dopo la professione e il giuramento di cui sopra, per
decreto della Sacra Congregazione dei Regolari, si fa la promessa di custodia e promozione dellosservanza regolare, specialmente per quanto riguarda la perfezione della povert,
come nel nostro Rituale [ n. 67] [IV ed.].
75
Can. 576, 2 [VI ed.].
76
Can. 577 [VI ed.].

136

Libro primo

[58]

DE DIMITTENDIS,
ET ITERUM RECIPIENDIS.
CAPUT VI.

CAPUT VII
DE DIMITTENDIS
ET ITERUM RECIPIENDIS

In dimittendis iis qui semel recepti


sunt, prudenti admodum deliberatione,
imprimisque orationis subsidio, opus
erit; intereritque utrum quis adhuc vestitu suo in Congregatione sit, an Congregationis habitu sit indutus. Erit item
spectandum utrum corporis morbo, an
vitio animi, vel alio impedimento dimittendus videatur; utrum causa propter
quam dimitti debeat, antequam reciperetur vel vestiretur cognita fuerit, et
utrum ab ipso occultata; utrum iam receptum vel vestitum morbus aliquis oppresserit, et utrum sorte eum ex aliquo
ministerio in Congregatione contraxerit.
Haec omnia spectanda erunt ut a charitate proximo debita non discedatur:
quin, eius saluti, famae et aedificationi
consulatur; illud item providendo ne
quid detrimenti Congregationis existimatio accipiat, sed quaecumque ab ea
proficiscantur, ad Dei honorem et
proximorum aedificationem conducant.

71 - In dimittendis iis qui semel recepti


sunt, prudenti admodum deliberatione,
imprimisque orationis subsidio, opus erit;
intereritque utrum quis adhuc vestitu suo
in Congregatione sit, an Congregationis
habitu sit indutus. Erit item spectandum
utrum corporis morbo, an vitio animi, vel
alio impedimento dimittendus videatur;
utrum causa propter quam dimitti debeat,
antequam reciperetur vel vestiretur cognita fuerit, et utrum ab ipso occultata;
utrum iam receptum vel vestitum morbus
aliquis oppresserit, et utrum sorte eum ex
aliquo ministerio in Congregatione contraxerit. Haec omnia spectanda erunt ut a
caritate proximo debita non discedatur:
quin eius saluti, famae et aedificationi
consulatur; illud item providendo ne quid
detrimenti Congregationis existimatio accipiat, sed quaecumque ab ea proficiscantur, ad Dei honorem et proximorum aedificationem conducant.

Dimittendi causae potissimum


erunt: si quis votis praestandis valde repugnantem naturam habere, si moribus
paci ac tranquillitati Congregationis
contrariis vel ad infirmiores quoquo modo depravandos accommodatis, aut nostris institutis servandis minime aptus
esse, videatur.

72 - Dimittendi causae potissimum erunt:


si quis votis praestandis valde repugnantem naturam habere, si moribus paci ac
tranquillitati Congregationis contrariis
vel ad infirmiores quoquo modo depravandos accommodatis, aut nostris institutis servandis minime aptus esse videatur.

Omnino, quantum fieri possit, ita


Omnino, quantum fieri possit, ita quiquisque dimittatur ut sine eius ignomi- sque dimittatur ut sine eius ignominia id
nia id fiat.
fiat.
Quod ad domesticos etiam attinet,
curetur ut bona dimissi fama apud eos
conservetur, et dimissione tamen cum
detrimento non perturbentur, quin potius in Domino confirmentur.

Quod ad domesticos etiam attinet, curetur ut bona dimissi fama apud eos conservetur, et dimissione tamen cum detrimento non perturbentur, quin potius in
Domino confirmentur.

[59]

Capitolo 6 [7]

137

Capitolo 6 [7]
77

DIMISSIONE E RIAMMISSIONE

[71] Nel dimettere quanti sono stati accettati, sar necessaria


una decisione molto ponderata e soprattutto bisogner far ricorso
alla preghiera. Si dovr tener conto se uno ancora postulante o
se ha gi fatto la vestizione. Bisogner inoltre considerare se si
vuole dimetterlo per una infermit fisica o per un difetto spirituale o per un altro impedimento; se il motivo per cui deve essere dimesso fosse gi noto prima dellaccettazione o della vestizione, e
se sia stato da lui occultato; se lo abbia colpito qualche malattia
dopo laccettazione o la vestizione, e se labbia contratta svolgendo qualche servizio in Congregazione. Si dovr tener conto di tutti questi fattori, perch non ci si allontani dalla carit dovuta al
prossimo; anzi si dovr provvedere alla sua salute, alla sua buona
fama e alla sua edificazione; avendo allo stesso tempo la preoccupazione che non ne soffra alcun danno il buon nome della Congregazione, e che tutte le sue iniziative tendano alla gloria di Dio
e alledificazione del prossimo.

1
Fattori da
considerare nella
dimissione

[72] Motivi di dimissione potranno essere soprattutto: se risulta che uno abbia un carattere assolutamente incompatibile con
losservanza dei voti; se risulta che uno abbia un comportamento contrario alla pace e alla tranquillit della Congregazione o tendente a corrompere in qualunque modo i pi deboli; oppure se
risulta che uno sia assolutamente inadatto a osservare i nostri istituti.

2
Motivi di dimissione

In generale, quando uno viene dimesso, lo si far, per quanto


possibile, senza disonorarlo.

3 Rispetto per la
persona

Anche per quanto riguarda quelli di casa78, si avr cura di conservare presso di loro la buona fama di colui che stato dimesso;
e in ogni caso non rimangano sconvolti e danneggiati dalla dimissione, ma piuttosto siano confermati nel Signore.

4
Attenzione per
quelli di casa

77
Tale capitolo originariamente si riferiva esclusivamente alla dimissione e alla
eventuale riammissione dei recepti (= accettati) non ancora professi, vale a dire postulanti e novizi (Cf. infra, 11, dove per lespulsione e leventuale riammissione dei professi
si rinviava al diritto comune). Le ultime due edizioni, che avevano gi inserito un numero
sulleventuale uscita dalla Congregazione da parte dei professi temporanei nel c. 5 [n. 62],
cercano ora di estendere il valore del presente capitolo anche ai professi temporanei e solenni [n. 73] e ai chierici in sacris [n. 77], con risultati, a nostro parere, non del tutto soddisfacenti [N.d.C.].
78
Domestici potrebbero essere tanto i familiari del dimesso quanto i suoi confratelli. Dal contesto ci sembra che si debba optare per questi ultimi. I parenti vengono
chiamati dalle Costituzioni propinqui (l. I, c. 4, 15 [n. 42]) o consanguinei (l. II, c. 2, 3
[n. 101]; c. 5, 18 [n. 139]) [N.d.C.].

138

Libro primo

Quaecumque attulerit ei reddantur,


nisi si quid in eius usus esset insumptum; aut quid Congregationi recte dedisset; quod tamen an ei reddendum sit
iudicabit Praepositus Generalis, vel
Provincialis, si fuerit.
Cum habitu tamen Congregationis nullus abire permittatur.

[60]

Quaecumque attulerit ei reddantur,


nisi si quid in eius usus esset insumptum,
aut quid Congregationi recte dedisset;
quod tamen an ei reddendum sit iudicabit
Praepositus Provincialis.
Cum habitu vero Congregationis nullus
abire permittatur.

Dimissionis faciendae causas, et sen- 73 - Dimissionis faciendae causas et sententiam suam, Praepositus Novitiatus, tentiam suam Praepositus localis, si agatur de postulantibus vel Novitiis,
cum vocalibus suis,
cum Capitulo suo,
Praeposito Generali exponet;
Praeposito Provinciali exponet;
isque quid faciendum sit, cum Assisten- isque quid faciendum sit, cum Consultotium consensu, arbitrabitur.
rum consensu, arbitrabitur, nisi urgente
causa Praepositus Provincialis iudicet
postulantem, vel Novitium esse immediate dimittendum a.
Professos vero a votis temporariis iisdem perdurantibus dimittere poterit
Praepositus Generalis, cum consensu Assistentium per secreta suffragia manifestato, servatis de Iure servandis b.
In dimittendis autem qui sollemnia
vota sunt professi ea omnia praestentur
quae ab Apostolica Sede decreta sunt c.
Si aliquis iterum recipi petat qui vel
dimissus sit vel sponte abierit,
primum quidem res ad Capitulum Novitiatus, aut aliud unde forte discesserit,
deferatur; ut cognoscat, et Praepositum
Generalem consulat; qui, de consensu
Assistentium, deliberabit: cuius responsione non accepta, qui petit nullo modo
in domum recipiatur, nisi forte, ex causa maxime urgente, Capitulum illius loci tamquam hospitem accipiendum censeat.

74 - Si aliquis iterum recipi petat,

[61]

Capitolo 6 [7]

Verr reso al dimesso tutto ci che aveva portato, a meno che


qualcosa non sia stato impiegato per le sue necessit o sia stato da
lui formalmente dato alla Congregazione79. Se per non sia il caso
di restituire anche quanto donato, lo decider il Preposito generale o provinciale, se ci sar, [provinciale]. A nessuno per sar
permesso di andarsene con labito della Congregazione.

5
Restituzione dei
beni

[73] Il Preposito del noviziato [locale, se si tratta di postulanti e novizi] insieme con i suoi vocali [il suo Capitolo] esporr i
motivi della dimissione e il proprio parere al Preposito generale
[provinciale], e questi, col consenso degli Assistenti [dei Consultori], decider che cosa si debba fare [a meno che, per un motivo
urgente, il Preposito provinciale non ritenga che il postulante o il
novizio debba essere immediatamente dimesso80].
[I professi di voti temporanei, mentre questi sono in vigore,
potranno essere dimessi dal Preposito generale col consenso degli
Assistenti espresso mediante votazione segreta, osservando quanto prescritto dal diritto.81]
[Nel dimettere i professi di voti solenni si seguir quanto disposto dalla Sede Apostolica.82]

6
Procedura di
dimissione

[74] Se uno chiede di essere riammesso, dopo essere stato dimesso o essersi ritirato spontaneamente [], dapprima la cosa
sar deferita al Capitolo del noviziato o della casa da dove era partito; interpeller, perch ne venga a conoscenza, il Preposito generale; questi decider col consenso degli Assistenti. Finch non
si sia ricevuta risposta dal Generale, il richiedente non sia in nessun modo accettato in casa, a meno che, per un motivo urgentissimo, il Capitolo locale non ritenga di accoglierlo come ospite83.

7
Riammissione

primum quidem res ad Capitulum Novitiatus, aut aliud unde forte discesserit, deferatur; ut cognoscat et Praepositum Generalem consulat; qui, de consensu Assistentium, deliberabit: cuius responsione
non accepta, qui petit nullo modo in domum recipiatur, nisi forte, ex causa maxime urgente, Capitulum illius loci tamquam hospitem accipiendum censeat.

Cf. supra, c. 3, 8-9 [n. 31] [N.d.C.].


Can. 571, 1 [VI ed.].
81
Can. 647 e 648 [VI ed.].
82
Can. 647 ss [VI ed.].
83
Cf. supra, c. 2, 16 [n. 25] [N.d.C.].
79
80

Can. 571, 1.
Can. 647, 648.
c
Can. 647 ss.
a

139

140

Libro primo

[62]

Si fuerit dimissus, diligenter videatur


num adhuc in ea causa sit propter quam
dimissus fuit, et quam magna spes sit
eventus melioris. Si sponte abierit, qua
de causa aut qua ratione abierit considerandum erit, et quae de eius constantia et progressu spes haberi possit.

Si fuerit dimissus, diligenter videatur


num adhuc in ea causa sit propter quam
dimissus fuit, et quam magna spes sit
eventus melioris. Si sponte abierit, qua de
causa aut qua ratione abierit considerandum erit, et quae de eius constantia et
progressu spes haberi possit.

Num forte commoda aliqua ratione


curandum sit ut qui sponte discesserunt
revocentur (eorum et Congregationis
utilitate ita in Domino suadente, praesertim si non tam mala mente quam diaboli insidiis decepti id fecisse videantur)
relinquitur prudentiae eorum quibus recipiendi curam committimus: hoc tamen
tentari non debebit, nisi prius consensus Praepositi Generalis, vel Provincialis, accesserit; et omnino raro hoc et ex
evidenti tantum utilitate attentetur.

75 - Num forte commoda aliqua ratione


curandum sit ut qui sponte discesserunt
revocentur (eorum et Congregationis utilitate ita in Domino suadente, praesertim
si non tam mala mente quam diaboli insidiis decepti id fecisse videantur) relinquitur prudentiae eorum quibus recipiendi curam committimus: hoc tamen tentari non debebit, nisi prius consensus Praepositi Generalis, vel Provincialis, accesserit; et omnino raro hoc et ex evidenti tantum utilitate attentetur.

Eorumdem prudentiae remittimus


quando et quomodo iterum recepti satisfacere debeant, et item qua disciplina
eorum institutio repeti; qui tamen ita habeantur ac si tunc primum recepti essent

76 - Eorumdem prudentiae remittimus


quando et quomodo iterum recepti satisfacere debeant, et item qua disciplina eorum institutio repeti; qui tamen ita habeantur ac si tunc primum recepti essent.

Haec de nondum professis, qui vel


sponte discedant vel missi fiant. De
professis autem eiiciendis, iterum recipiendis, aut revocandis (quae res maioris consilii ac deliberationis est) quid
agi debeat, partim quidem ex his, partim vero ex iuris regulis et privilegiis
nobis concessis cognosci poteritd.
77 - Dimissi in sacris constituti, qui votis non sint soluti, tenentur ad claustra
redire; et si argumenta plenae emendationis per triennium dederint, in Congregatione recipiendi erunt, nisi graves
obstent rationes: quo in casu res iudicio
Apostolicae Sedis subiiciatur e.

[63]

Capitolo 6 [7]

Se era stato dimesso, si esamini accuratamente se si trovi ancora nella condizione per cui fu dimesso e che possibilit ci sia di
un esito migliore. Se si era ritirato spontaneamente, si dovr considerare per quale motivo o in che modo se ne and e che speranza si possa avere della sua perseveranza nel tempo.

8
Fattori da
considerare nella
riammissione

[75] Se sia conveniente in qualche caso richiamare coloro che


si erano ritirati spontaneamente (consigliandolo in Domino il loro
bene e quello della Congregazione, soprattutto se sembrano aver
fatto questo non tanto perch animati da cattive intenzioni, quanto piuttosto perch ingannati dalle insidie del demonio), lo si lascia alla prudenza di coloro ai quali affidiamo il compito dellaccettazione84. Non si dovr per accedere a questa ipotesi prima di
aver ottenuto il consenso del Preposito generale o provinciale. In
ogni modo, si giunger a questa soluzione raramente e solo per
evidente utilit.

9
Richiamo

[76] Rimettiamo alla prudenza delle stesse persone85 stabilire


quando e in che modo i riammessi debbano scusarsi, e cos pure
secondo quale disciplina debba essere ripetuta la loro formazione.
In ogni caso, essi saranno trattati come se fossero stati accettati
per la prima volta.

10
Modalit della
riammissione

Quanto detto vale per coloro che si ritirano spontaneamente o


vengono mandati via prima della professione. Che cosa si debba
fare nel caso dellespulsione, della riammissione o del richiamo
dei professi (cosa questa che va maggiormente considerata e ponderata) si potr conoscere in parte da quanto abbiamo detto, in
parte dalle norme del diritto e dai privilegi a noi concessi86
[ n. 73].

11
Espulsione,
riammissione e
richiamo dei
professi

[77 Coloro che hanno lasciato la Congregazione dopo aver ricevuto gli Ordini senza essere stati dispensati dai voti, sono tenuti a tornare in convento; e, se daranno prova per tre anni di essersi pienamente emendati, dovranno essere accettati in Congregazione, a meno che non si oppongano gravi ragioni; in tal caso la
cosa sar sottoposta al giudizio della Sede Apostolica.87]

[Riammissione
chierici in sacris
non dispensati dai
voti]

Cf. supra, c. 2, 3 [n. 11] [N.d.C.].


Vale a dire, quelle a cui stato affidato il compito dellaccettazione (c. 2, 3
[n. 11]) [N.d.C.].
86
A proposito di questo punto, specialmente per quanto riguarda la dimissione dei
professi semplici, cf. Commentarium, 55, 56 e 57 [IV ed.].
87
Can. 672, 1 [VI ed.].
84
85

d
Circa hoc caput, praesertim circa dimissionem eorum qui vota simplicia professi
sunt, cf. Commentarium, 55, 56, 57.
e
Can. 672, 1.

141

142

Libro primo

[64]

DE COLLEGIIS FUNDANDIS.
CAPUT VII.

CAPUT VIII
DE COLLEGIIS FUNDANDIS

Nunc de Collegiis fundandis videamus, cum haec Collegiorum tractatio ei


quae de personis ex quibus Collegia
constituuntur modo absoluta est satis
proxima et coniuncta videatur.

78 - Nunc de Collegiis fundandis videamus, cum haec Collegiorum tractatio ei,


quae de personis ex quibus Collegia constituuntur modo absoluta est, satis proxima et coniuncta videatur.

[65]

Capitolo 7 [8]

143

Capitolo 7 [8]
LA FONDAZIONE DEI COLLEGI

[78] Passiamo ora a considerare la fondazione dei Collegi, dal


momento che questa trattazione sembra essere abbastanza affine e
connessa a quella, appena conclusa, delle persone, dalle quali sono costituiti i Collegi.

1
Premessa

Perci si riterr come prima cosa che bisogna preoccuparsi


maggiormente di confermare e consolidare i Collegi esistenti,
piuttosto che fondarne di nuovi. In tale questione si considerer
accuratamente che cosa pu fare la Congregazione, che cosa le sia
utile, ma soprattutto che cosa giovi maggiormente allonore e alla
gloria di Dio.

2
Criterio generale

[79] Non si fonderanno Collegi nei villaggi o nei piccoli paesi,


ma solo nelle citt oppure nei paesi pi importanti, a meno che
non consigli altrimenti la necessit di costituire un noviziato.

3
Ubicazione

Itaque illud primo habeatur, potiorem eam curam esse debere ut Collegia
fundata confirmentur et stabiliantur,
quam ut fundentur nova: quo in negotio
accurata consideratio adhibeatur, quid
Congregatio facere possit, quid ad illius
utilitatem conducat, praecipue vero
quid ad honorem et gloriam Dei magis
pertineat.

Itaque illud primo habeatur, potiorem


eam curam esse debere ut Collegia fundata confirmentur et stabiliantur, quam
ut fundentur nova: quo in negotio accurata consideratio adhibeatur, quid Congregatio facere possit, quid ad illius utilitatem conducat, praecipue vero quid ad
honorem et gloriam Dei magis pertineat.

Ne fundentur Collegia in castellis


aut parvis oppidis, sed in urbibus tantum aut vero oppidis insignioribus, nisi
forte opportunitas constituendi Novitiatus aliter suadeat.

79 - Ne fundentur Collegia in castellis aut


parvis oppidis, sed in urbibus tantum aut
vero oppidis insignioribus, nisi forte opportunitas constituendi Novitiatus aliter
suadeat.

Non si fonderanno inoltre Collegi che non abbiano annessi


redditi con cui si possano mantenere almeno tredici persone [i sodali] secondo il nostro modo di vivere; e neppure quando non ci
siano la chiesa e la casa dove abitare o non ci siano le risorse per
costruirle.

4
Redditi

Ne fundentur item nisi habeant


adiunctos reditus ex quibus saltem tredecim personae
secundum vitae nostrae rationem et modum sustentari possint, et nisi tum ecclesia tum aedes ad habitandum existant, aut suppetat unde extrui possint.

Ne fundentur item nisi habeant


adiunctos reditus ex quibus sodales

Dovr esserci anche un numero sufficiente di religiosi da mettere in quel luogo a osservare la nostra disciplina e i nostri istituti
e a svolgere le attivit apostoliche secondo i medesimi istituti. Bisogner per badare bene che ci non avvenga a detrimento degli
altri Collegi.

5
Personale

6
Competenza

Suppetant etiam personae quae ibi


ad disciplinam nostram et instituta tuenda et ad functiones erga proximos secundum eadem instituta praestandas
collocari oportuerit: quod quidem videndum erit ut sine aliorum Collegiorum detrimento fieri possit.

Suppetant etiam personae quae ibi ad


disciplinam nostram et instituta tuenda
et ad functiones erga proximos secundum
eadem instituta praestandas collocari
oportuerit: quod quidem videndum erit
ut sine aliorum Collegiorum detrimento
fieri possit.

[80] Il compito di fondare un Collegio o di accettare un immobile offerto per una fondazione spetta al Capitolo generale, se
la cosa pu avvenire senza difficolt; in caso contrario, esso verr
assunto e assolto dal Preposito generale, col consenso degli Assistenti.

Negotium fundandi Collegii aut loci


accipiendi ad fundationem oblati referatur, si commode fieri possit, ad Capitulum Generale; si non possit, Praepositus Generalis, cum Assistentium consensu, illud suscipiat et conficiat.

80 - Negotium fundandi Collegii aut loci


accipiendi ad fundationem oblati referatur, si commode fieri possit, ad Capitulum Generale; si non possit, Praepositus
Generalis, cum Assistentium consensu, illud suscipiat et conficiat.

secundum vitae nostrae rationem et modum sustentari possint, et nisi tum ecclesia tum aedes ad habitandum existant,
aut suppetat unde extrui possint.

144

Libro primo

[66]

[67]

Capitolo 7 [8]

145

81 - Ut autem Collegium canonice erigatur, consensus etiam Ordinarii loci


scriptis datus de iure necesse erit a.

[81 Perch un Collegio sia canonicamente eretto, sar necessario anche il consenso dellOrdinario del luogo dato per iscritto
a norma del diritto.88]

[Consenso
dellOrdinario del
luogo]

Collegia cum animarum curatione


adiuncta ne recipiantur;
neque etiam cum aliis conditionibus,
obligationibus aut oneribus, praesertim
si perpetua sint aut ab institutis nostris
aliena, aut muneribus consuetis obeundis impedimento futura:
quod tamen an et quo modo quandoque
ex causa temperari possit, iudicium sit
Capituli Generalis solius.

82 - Collegia cum animarum curatione


adiuncta prudenter recipiantur;
at Collegia cum conditionibus, obligationibus aut oneribus, praesertim si perpetua sint aut ab institutis nostris aliena,
aut muneribus consuetis obeundis impedimento futura, ne recipiantur;
quod tamen an et quomodo quandoque
ex causa temperari possit, iudicium sit Capituli Generalis.

[82] Non si accetteranno [Si accetteranno con prudenza] Collegi con annessa cura danime, e neppure [ma non si accetteranno] Collegi con altre [] condizioni, obblighi od oneri, specialmente se sono perpetui o contrari ai nostri istituti o di possibile
ostacolo alladempimento delle nostre consuete attivit. Se e in
che modo si possa talvolta, per qualche motivo, derogare a questa
norma, lo decider il solo [] Capitolo generale.

7
Collegi con vincoli

8
Chiusura

Quae Collegia detrimento Congregationi esse perspicientur, dissolvi poterunt, si detrimentum sit tanti: hoc vero
solum Capitulum Generale iudicet.

83 - Quae Collegia detrimento Congregationi esse perspicientur, dissolvi poterunt, si detrimentum sit tanti: hoc vero in
casibus urgentioribus iudicet Praepositus Generalis cum sua Consultatione; in
aliis Capitulum Generale, salvis, quoad
loca et substantias, Ecclesiae iuribus b.

[83] Quei Collegi che sono riconosciuti di danno alla Congregazione, potranno essere soppressi, se il danno grande; ma questo lo stabilir solo il Capitolo generale [nei casi pi urgenti lo stabilir il Preposito generale con la sua Consulta; negli altri casi il
Capitolo generale, salvi i diritti della Chiesa riguardo a immobili e
sostanze89].

a
b

Can. 498.
Can. 497, 1; Breve Pauli V, a. 1610.

88
89

Can. 498 [VI ed.].


Can. 497, 1; Breve di Paolo V del 1610 [VI ed.].

146

Libro secondo

[68]

CONSTITUTIONUM
LIBER SECUNDUS.
DE OBEDIENTIA.
CAPUT I.

LIBER SECUNDUS
CAPUT I
DE OBEDIENTIA

Cum regularis vitae firmamentum et


robur in tribus votis obedientiae, castitatis et paupertatis positum esse dubium
non sit, post ea quae de Constitutionibus ipsis personisque decreta sunt, ante
omnia de illis dicendum videtur.

84 - Cum regularis vitae firmamentum et


robur in tribus votis obedientiae, castitatis et paupertatis positum esse dubium
non sit, post ea quae de Constitutionibus
ipsis personisque decreta sunt, ante omnia de illis dicendum videtur.

Neque tamen hic necesse habemus


in explicandis huiusmodi virtutum laudibus, quae sine dubio egregiae et praeclarissimae sunt, commorari; sed neque
etiam prolixiore oratione eorum obligationem demonstrare qui ad eas colendas
voti vinculo se adstrinxerunt. In promptu sunt et Basilii et aliorum sanctorum
tum veterum tum recentiorum Patrum
scripta, quae eiusmodi doctrinam abunde suppeditabunt; ad quam perfecte
percipiendam fratres nostros etiam atque etiam cohortamur. Sed, ut tamen
quantum huic loco convenit in hoc genere dicamus et constituamus, primo de
obedientia haec habeantur:

Neque tamen hic necesse habemus in explicandis huiusmodi virtutum laudibus,


quae sine dubio egregiae et praeclarissimae
sunt, commorari; sed neque etiam prolixiore oratione eorum obligationem demonstrare qui ad eas colendas voti vinculo se adstrinxerunt. In promptu sunt et Basilii et aliorum sanctorum tum veterum
tum recentiorum Patrum scripta, quae eiusmodi doctrinam abunde suppeditabunt;
ad quam perfecte percipiendam fratres nostros etiam atque etiam cohortamur. Sed,
ut tamen quantum huic loco convenit in
hoc genere dicamus et constituamus, primo de obedientia haec habeantur.

Capitolo 1
LIBRO SECONDO DELLE COSTITUZIONI

85 - Vi obedientiae voti omnes parere tenentur proprio ac legitimo Superiori


praecipienti in virtute sanctae obedientiae.
Superiorum iussis et praescriptionibus, sive scripto contineantur, ut Constitutiones, ordinationes et alia eiusmodi cuiuscumque sint generis, sive voce
tantum, omnes plene obedire studeant:
immo eorum officium erit, etiam in iis
de quibus nihil expressum est, id sequi
quod Superiorum voluntati magis consentaneum existiment. Neque solum
maioribus, sed minoribus quoque Officialibus, in iis quae ad eorum officia pertinent, obedientia praestanda erit, quando etiam superiores invicem arbitrari a
S. Paulo duce et patrono nostro docemura.

[69]

86 - Perfectionis autem cupidi nostri omnibus Superiorum iussis et praescriptionibus, sive scripto contineantur, ut Constitutiones, ordinationes et alia eiusmodi
cuiuscumque sint generis, sive voce tantum, plene obedire studeant: immo eorum officium erit, etiam in iis de quibus
nihil expressum est, id sequi quod Superiorum voluntati magis consentaneum
existiment. Neque solum maioribus, sed
minoribus quoque Officialibus, in iis
quae ad eorum officia pertinent, obedientia praestanda erit, quando etiam superiores invicem arbitrari a S. Paulo duce et
patrono nostro docemur (Philip., II, 3).

Philip. II, 3 [Superiores sibi invicem arbitrantes].

147
[]90

Capitolo 1
LOBBEDIENZA

[84] Non c dubbio che il nucleo fondamentale della vita religiosa risieda nei tre voti di obbedienza, castit e povert. Perci,
dopo quanto si stabilito sulle Costituzioni stesse e sulle persone,
appare opportuno, prima di ogni altra cosa, trattare di questi.

1
Premessa

Non riteniamo per necessario trattenerci qui a spiegare i pregi di tali virt, che sono certo di singolare splendore; e neppure ci
sembra necessario dilungarci sugli obblighi di coloro che si sono
impegnati con voto a praticarle. Sono a disposizione gli scritti di
Basilio91 e degli altri Santi Padri, antichi e recenti, che forniranno
abbondanti insegnamenti al riguardo: esortiamo vivamente i nostri confratelli a prenderne approfondita conoscenza. Tuttavia,
per dire e stabilire riguardo a tale questione quanto conveniente in questa sede, in primo luogo a proposito dellobbedienza si
terr presente quanto segue.

2
Rinvio ai Santi
Padri

[85 In forza del voto di obbedienza, tutti sono tenuti a obbedire al proprio legittimo Superiore, che ordina in virt di santa
obbedienza.]

[Oggetto del voto di


obbedienza]

[86] Tutti [I confratelli inoltre, bramosi di perfezione,] cercheranno di obbedire pienamente a [tutti] gli ordini e comandi
dei Superiori, tanto a quelli dati per iscritto, come le Costituzioni,
le delibere capitolari e altre simili disposizioni, di qualunque genere siano, quanto a quelli dati solo oralmente. Anzi sar loro dovere, anche quando non stato dato alcun ordine, seguire ci che
ritengono pi conforme alla volont dei Superiori. Si dovr prestare obbedienza non solo agli Ufficiali maggiori, ma anche a
quelli minori, in ci che riguarda il loro ufficio; e questo perch
San Paolo, nostra guida e protettore, ci insegna a considerare gli
altri superiori a noi stessi92.

3
Obbedienza alle
disposizioni scritte e
orali

90
Il secondo libro delle Costituzioni tratta degli elementi costitutivi della Congregazione (voti, liturgia, pratiche spirituali, disciplina regolare). Cf. supra, l. I, c. 1, 2 [n. 2].
Il PREMOLI, Cinquecento, p. 291, lo definisce il pi importante [N.d.C.].
91
Non si fa riferimento ad alcun testo specifico del Santo Dottore. Le Costituzioni del 1552, invece, nel capitolo dedicato allobbedienza citavano il seguente passo: Per
inobedientiam incurritur spirituale sacrilegium = per linobedienza sincorre nel spiritual
sacrilegio (Le Costituzioni dei Barnabiti, cit., pp. 14-15). La citazione completa la seguente: Si igitur Dei auxilio repereris bonorum operum doctorem [gaqn rgwn
didskalon], observa apud teipsum, ut nihil praeter eius sententiam peragas. Quidquid
enim sine ipso efficitur, furtum est et sacrilegium, quod mortem infert, non utilitatem, tametsi tibi videtur esse bonum (Sermo de renunciatione saeculi et de perfectione spirituali,
4: PG 31, 633). Come si pu vedere, Basilio non sta parlando specificamente del superiore religioso, ma pi in generale del padre spirituale (il maestro delle buone opere)
[N.d.C.].
92
Fil 2:3.

148

Libro secondo

Si quis difficilem se ad obediendum


praebuerit, vel, arbitrio Superioris non
contentus, alicuius favore vel auctoritate ad cupiditatem suam explendam usus
fuerit, aut vero pro alio hoc commiserit
(quod in homine regulari nefas videtur)
severe pro modo culpae puniatur.

[70]

87 - Si quis difficilem se ad obediendum


praebuerit, vel, arbitrio Superioris non
contentus, alicuius favore vel auctoritate
ad cupiditatem suam explendam usus fuerit, aut vero pro alio hoc commiserit
(quod in homine regulari nefas videtur)
severe pro modo culpae puniatur.

Quaecumque eis facienda occurrent, 88 - Quaecumque eis facienda occurrent,


omnia cum Superiore communicare de- omnia cum Superiore communicare debebebunt.
bunt.
Nemo negotium ullum curamve su- 89 - Nemo negotium ullum curamve suscipiat, licet ad pietatem exercendam scipiat, licet ad pietatem exercendam perpertineant, sine Superioris concessu.
tineant, sine Superioris concessu.
Pariter nullus sibi quidquam paret,
vel dari aut parari curet, aut etiam accipiat, sive a domesticis sive ab extraneis,
etiam ad valetudinem tuendam, sine Superioris, vel certe eorum quibus talis cura commissa est, concessu.

90 - Pariter nullus sibi quidquam paret,


vel dari aut parari curet, aut etiam accipiat, sive a domesticis sive ab extraneis,
etiam ad valetudinem tuendam, sine Superioris, vel certe eorum quibus talis cura
commissa est, concessu.

Nemo litteras ad aliquem det, aut ab


alio acceptas aperiat, antequam eas Superiori ostenderit; et qui reddendas accipit, prius ad Superiorem afferat, quam
ei reddat ad quem datae suntb.

91 - Nemo litteras ad aliquem det, aut ab


alio acceptas aperiat, antequam eas Superiori ostenderit; et qui reddendas accipit,
prius ad Superiorem afferat, quam ei reddat ad quem datae sunt. Omnes tamen libere possunt mittere litteras nulli obnoxias inspectioni, ad Apostolicam Sedem eiusque in natione Legatum, ad
proprios Superiores maiores, ad Assistentes, Procuratorem Generalem, Visitatores, ad Superiorem domus forte absentem, ad Patres in Capitulo Generali
congregatos; et ab illis omnibus litteras
item nemini inspiciendas recipere.

Declaratio. Quod in Constitutionibus de litteris Superiori ostendendis cautum


est, intelligi non debet de litteris quae ad Procuratorem Generalem a quovis allatae sunt;
neque de litteris quas a Praeposito Generali quilibet alius ad se missas esse comperiet. Sed
et Praepositi sive Locales sive Provinciales ne videant litteras ad Assistentes dandas, neque
ab Assistentibus acceptas. Litteras ad Visitatores et item ad Provinciales a propriis subditis mittendas, Superiores locorum ne videant: quod item intelligendum est de litteris eorumdem Visitatorum et Provincialium ad subditos. Dari possunt litterae ad Patres in Generali Capitulo congregatos, quin legantur a Superioribus Collegiorum unde mittuntur:
sed qui acceperint, eas de more Capituli Praesidi ostendere tenentur. Quod si Capitulares
praedicti rescribere velint, ii tantum ad quos litterae mittuntur eas aperire valeant.
b

[71]

Capitolo 1

149

[87] Se uno si mostra riluttante a obbedire o se, insoddisfatto


della decisione del Superiore, ricorre al favore o allautorit di
qualcuno per soddisfare i propri desideri, oppure se fa questo per
un altro (cose tutte che appaiono esecrabili in un religioso), sar
severamente punito, secondo la gravit della colpa.

4
Punizione dei
disubbidienti

[88] Qualunque cosa capiter loro di fare, dovranno sempre


parlarne col Superiore.

5 Rapporto col
Superiore

[89] Non si accetter alcun incarico o responsabilit, anche di


carattere pastorale, senza il permesso del Superiore.

6
Permessi

[90] Parimenti non si acquister nulla per s, n si far in modo che una cosa venga donata o acquistata, e neppure si accetter
nulla, n da familiari n da estranei, anche se fosse per la salute,
senza il permesso del Superiore o almeno di coloro ai quali stata affidata tale responsabilit.

7
Acquisti e doni

[91] Non si scriveranno lettere ad alcuno, n si apriranno


quelle ricevute da altri, prima di averle mostrate al Superiore; e
chi ne riceve qualcuna da consegnare, la porter al Superiore prima di consegnarla al destinatario93. [Tutti per possono liberamente spedire lettere, non soggette ad alcun controllo, alla Sede
Apostolica e al suo rappresentante nel Paese, ai propri Superiori
maggiori, agli Assistenti, al Procuratore generale, ai Visitatori, al
Superiore della casa eventualmente assente, ai Padri riuniti in Capitolo generale; e cos pure possono ricevere da tutti costoro lettere che non devono essere controllate da nessuno].

8
Corrispondenza

93
Dichiarazione. Quanto stabilito dalle Costituzioni circa la corrispondenza da
mostrare al Superiore, non va riferito alle lettere che chiunque pu spedire al Procuratore
generale; n alle lettere che chiunque altro dovesse venire a sapere che gli sono state inviate dal Preposito generale. I Prepositi sia locali che provinciali non vedranno neppure le
lettere da mandare agli Assistenti, n quelle ricevute dagli Assistenti. I Superiori locali non
vedranno le lettere da inviare ai Visitatori come pure ai Provinciali da parte dei propri
sudditi. Ci si deve riferire anche alle lettere dei medesimi Visitatori e Provinciali ai sudditi. Si possono spedire lettere ai Padri riuniti in Capitolo generale, senza che siano lette
dai Superiori dei Collegi da cui sono spedite; ma coloro che le ricevono sono tenuti di norma a mostrarle al Preside del Capitolo generale. E se i predetti Capitolari volessero rispondere, possono aprire la lettera solo quelli a cui essa inviata [IV ed.  n. 91].

150

Libro secondo

Si contigerit ab aliquo, secundum tamen Constitutiones vel ordinationes nostras, curam aliquam sive negotium extra Congregationem suscipi, quae ad illud pertinebunt cum Superiore suo
communicet: quod si quis impedire velit, potius curatio illa erit relinquenda.

[72]

92 - Si contigerit ab aliquo, secundum tamen Constitutiones vel ordinationes nostras, curam aliquam sive negotium extra
Congregationem suscipi, quae ad illud
pertinebunt cum Superiore suo communicet. Quod si quis impedire velit, potius
curatio illa erit relinquenda.

Nemo accipiat aliquid restituendum, sine concessu Superioris: nihil pariter, sine eiusdem concessu, quisquam
petat aut accipiat in eleemosinas erogandum; erogatio item ipsa et restitutio, cum libera est, ad eiusdem arbitrium referatur: qua in re cavendum erit
ne quid periculi sigillo Confessionis
iniiciatur. Pecuniam hac de causa datam, si aliquantisper retinenda necessario sit, apud se nemo habeat, sed in arca communis pecuniae reponatur.
Licentiam itineris faciendi localis
Praepositus dare possit si triduo tantum
quis sit abfuturus, aut si quis negotiorum domesticorum causa ad loca possessionum Collegii profecturus sit: alioqui Generalis sit illam dare, vel Provincialis, si fuerit;
sed neque Provincialis dare possit si quis
Provinciae fines sit transiturus.
Quamdiu autem Provinciae non erunt,
videat Generalis num alicui locali Praeposito maiorem facultatem concedere
expediat.
Habeat quilibet in itinere litteras Superioris sui commendatitias, sine quibus in
aliis Collegiis non accipiatur: quod si
quis in aliquo Collegio moraturus sit, ea
de re litteras quoque habebit.

93 - Licentiam itineris faciendi localis


Praepositus dare possit si triduo tantum
quis sit abfuturus, aut si quis negotiorum
domesticorum causa ad loca possessionum Collegii profecturus sit: alioqui Provincialis sit illam dare;

Domo pariter nullus exeat, nisi a Superiore facultatem et comitem cum benedictione prius petierit,
quo iturus sit aperiens, neque alio divertens: quacumque autem occasione
quis domo exeat, quantum fieri possit,
habeat socium.

94 - Domo pariter nullus exeat, nisi a Superiore cum benedictione facultatem


prius petierit, et, si fieri possit, comitem,
quo iturus sit aperiens, neque alio divertens; rediens autem iterum benedictionem a Superiore petat.

sed neque Provincialis dare possit, si quis


ultra quindecim dies sit abfuturus.

Habeat quilibet in itinere litteras Superioris sui commendatitias, sine quibus in


aliis Collegiis non accipiatur: quod si quis
in aliquo Collegio moraturus sit, ea de re
litteras quoque habebit.

[73]

Capitolo 1

151

[92] Se accadesse che qualcuno assuma qualche incarico o


qualche responsabilit fuori della Congregazione, ma secondo le
nostre Costituzioni e delibere capitolari, ne terr informato il suo
Superiore. Se uno non fosse daccordo, si dovr piuttosto lasciare
quellimpegno.

9
Impegni fuori
Congregazione

Non si accetter nulla che debba poi essere restituito, senza il


permesso del Superiore. Parimenti, senza il suo permesso, non si
chieder n si accetter nulla da dare in beneficenza. La donazione e la restituzione stesse, quando sono libere, saranno ugualmente rimesse alla decisione del Superiore. In ci si dovr fare attenzione a non mettere in pericolo il sigillo della confessione. Il denaro dato per questo motivo, se necessario conservarlo per un
po di tempo, non lo si terr presso di s, ma lo si riporr nella cassa comune [ n. 105].

10
Donazioni e
restituzioni

[93] Il Preposito locale potr dare il permesso di fare un viaggio se uno si assenta solo per tre giorni o se si reca nelle propriet
del Collegio per affari domestici; altrimenti spetta al Generale
[Provinciale] darlo o, se c, al Provinciale []; ma neppure il
Provinciale potr darlo se uno esce dalla Provincia [si assenta per
oltre quindici giorni]. Finch non ci saranno le Province, veda il
Generale se non sia il caso di concedere una pi ampia facolt a
qualche Preposito locale []. In viaggio ognuno porter con s le
lettere commendatizie del proprio Superiore, senza le quali non
sar accettato negli altri Collegi. E se uno dovesse trattenersi in
qualche Collegio, anche in quel caso avr una lettera specifica.

11
Viaggi

[94] Parimenti non si uscir di casa se non dopo aver chiesto


al Superiore il permesso e un accompagnatore insieme con la benedizione [insieme con la benedizione il permesso e, se possibile,
un accompagnatore], dichiarando dove si va e non dirigendosi altrove; per qualunque motivo uno esca di casa, per quanto possibile, avr un compagno [tornando poi chieder di nuovo la benedizione al Superiore].

12
Uscite

152

Libro secondo

Apud extraneos, praesertim saeculares, ubi Collegium Congregationis sit,


nullus comedat, nisi forte aliquando id
alicui concedere Superiori expedire pia
de causa videatur.

[74]

95 - Apud extraneos, praesertim saeculares, ubi Collegium Congregationis sit,


nullus comedat, nisi forte aliquando id
alicui concedere Superiori expedire pia de
causa videatur.

Ad eamdem obedientiam pertinet ut


quilibet promptus sit ad officia, conventus, ministeria, et si quid aliud est, statim
ut significatio vel campana vel alio modo
data fuerit.

96 - Ad eamdem obedientiam pertinet ut


quilibet promptus sit ad officia, conventus, ministeria, et si quid aliud est, statim
ut significatio vel campana vel alio modo
data fuerit.

Haec generaliter ita de obedientia


statuisse sufficiat: cetera quae quis fortasse hic desideret, suis locis habebuntur; nam alioqui omnes regulae et praescriptiones ad obedientiam referuntur,
quae huius Instituti caput est.

97 - Haec generaliter ita de obedientia


statuisse sufficiat: cetera quae quis fortasse hic desideret, suis locis habebuntur;
nam alioqui omnes regulae et praescriptiones ad obedientiam referuntur, quae
huius Instituti caput est.

Meminerint autem fratres nostri


hanc esse, ut Spiritus Sancti voce nobis
testatum est, omni victima Deo gratioremc: meminerint illud a Domino pronunciatum de iis qui secundum Deum
praesunt: Qui vos audit, me audit; et qui
vos spernit, me spernitd;

98 - Meminerint autem fratres nostri


hanc esse, ut Spiritus Sancti voce nobis testatum est, omni victima Deo gratiorem
(I Reg., XV, 22; Eccl., IV, 17); meminerint illud a Domino pronunciatum de iis
qui secundum Deum praesunt: Qui vos
audit, me audit; et qui vos spernit, me
spernit (Luc., X, 16);
ut merito dux et patronus noster Paulus
Deo resistere illos dicat qui constitutae a
Deo potestati resistunt (Rom., XIII, 2).
Hortamur igitur illos quantum possumus
ut quanto haec virtus praeclarior est ceterisque quas profitentur excellentior, tanto ardentius ad eius laudem incendantur,
nihil leve existimantes in quo obedientiae
meritum consequi possint; prompto animo obedientes, non ex tristitia aut ex necessitate; hilarem enim datorem diligit
Deus (II Cor., IX, 7);

ut merito dux et patronus noster Paulus


Deo resistere illos dicat qui constitutae a
Deo potestati resistunte.
Hortamur igitur illos quantum possumus ut quanto haec virtus praeclarior
est ceterisque quas profitentur excellentior, tanto ardentius ad eius laudem incendantur, nihil leve existimantes in quo
obedientiae meritum consequi possint;
prompto animo obedientes, non ex tristitia aut ex necessitate; hilarem enim datorem diligit Deusf;

c
I Reg. XV, 22 [Melior est enim obedientia quam victimae]. Eccl. IV, 17 [Multo enim
melior est obedientia quam stultorum victimae].
d
Luc. X, 16.
e
Rom. XIII, 2 [Itaque qui resistit potestati, Dei ordinationi resistit. Qui autem resistunt, ipsi sibi damnationem acquirunt].
f
II Cor. IX, 7.

[75]

Capitolo 1

153

[95] Non si manger presso estranei, soprattutto secolari, nei


luoghi dove c un Collegio della Congregazione, a meno che in
certi casi particolari non sembri opportuno al Superiore concederlo a qualcuno per un motivo pastorale.

13
Pasti fuori casa

[96] Rientra pure nellobbedienza che ciascuno sia puntuale ai


momenti di preghiera, ai raduni comunitari, agli incarichi e a
eventuali altri appuntamenti, non appena viene dato il segnale con
la campana o in altro modo.

14
Puntualit alle
azioni comuni

[97] sufficiente aver stabilito questi punti in generale


sullobbedienza. Altre cose, che forse ci si aspetterebbe, si troveranno a suo luogo. Del resto, tutte le norme e le disposizioni rimandano allobbedienza, che il fondamento di questo Istituto94.

15
Lobbedienza
fondamento
dellIstituto

[98] Ricordino inoltre i nostri confratelli che lobbedienza, secondo la testimonianza dello Spirito Santo, a Dio pi gradita di
qualsiasi sacrificio95; ricordino che cosa dice il Signore di quelli
che esercitano lautorit secondo Dio: Chi ascolta voi ascolta me,
chi disprezza voi disprezza me96, al punto che Paolo, nostra guida e
protettore, afferma che si oppongono a Dio quanti si oppongono
allautorit stabilita da Dio97. Li esortiamo dunque quanto possiamo a stimare lobbedienza tanto pi intensamente quanto pi
splendente e superiore questa virt rispetto alle altre che professano, non tralasciando nulla in cui potrebbero conseguire il
merito dellobbedienza; obbedendo prontamente, non con tristezza n per forza, perch Dio ama chi dona con gioia98;

16
Conclusione

94
Viene qui ripresa unaffermazione del Santo Fondatore, riferita dal GABUZIO:
Obedientiam praecipuam humilitatis indicem, tamquam omnium virtutum parentem libentius aliis se praestare, dicebat, quam exigere, eamque ut firmum totius Ordinis fundamentum fratribus suis verbo et exemplo identidem commendabat [= Diceva che lobbedienza il principale segno dellumilt, e che lui preferiva esercitarla verso gli altri piuttosto che esigerla dagli altri, poich essa la madre di tutte le virt; e la raccomandava di
continuo ai suoi fratelli con la parola e con lesempio come il fondamento sicuro di tutto
lOrdine] (Historia, p. 74) [N.d.C.].
95
1 Sam 15:22; Qo 4:17.
96
Lc 10:16.
97
Rm 13:2. La citazione non riporta alla lettera il testo della Volgata, ma lo riprende in maniera piuttosto libera [N.d.C.].
98
2 Cor 9:7.

154

Libro secondo

[76]

non habita difficultatis alicuius aut la- non habita difficultatis alicuius aut laboboris ratione; Dominus enim noster fac- ris ratione; Dominus enim noster factus
tus(est) obediens usque ad mortemg;
(est) obediens usque ad mortem (Phil., II,
8);
in simplicitate cordis et sinceritate Deih
in simplicitate cordis et sinceritate Dei (II
Cor., I, 12)
iussa excipientes, non curiose discutien- iussa excipientes, non curiose discutientes; non ea devitantes solum quae contra tes; non ea devitantes solum quae contra
voti obligationem apparent, sed ea quo- voti obligationem apparent, sed ea quoque quae tam praeclarae virtutis laudem que quae tam praeclarae virtutis laudem
minuere possint.
minuere possint.
DE CASTITATE.
CAPUT II.

CAPUT II
DE CASTITATE

Quanti sit haec virtus facienda, sine


qua nullum bonum esse aliquid Sanctus
Gregorius aita,
tum eximiae laudes declarant quibus illa a Sacris Auctoribus ornatur (ut quae
hominum vitam angelicae similem reddat), tum contrarii vitii turpitudo, quod
ne nominari quidem inter Christi fideles patitur Paulus nosterb.

99 - Quanti sit haec virtus facienda, sine


qua nullum bonum esse aliquid Sanctus
Gregorius ait (Hom. XIII),
tum eximiae laudes declarant quibus illa
a sacris Auctoribus ornatur (ut quae hominum vitam angelicae similem reddat),
tum contrarii vitii turpitudo, quod ne nominari quidem inter Christi fideles patitur Paulus noster (Ephes., V, 3).

Itaque summa diligentia fratres nostri aditus omnes praecludere debent


quibus ad huius virtutis candorem vel
leviter maculandum, daemonum malitia,
ingredi possit: corda, oculi, aures, oraque ita ab eis custodienda erunt, ut neque haec labem aliquam contrahant, neque maiori malo occasionem praebere
possint.

100 - Itaque summa diligentia fratres nostri aditus omnes praecludere debent quibus ad huius virtutis candorem vel leviter maculandum, daemonum malitia, ingredi possit: corda, oculi, aures oraque ita
ab eis custodienda erunt, ut neque haec
labem aliquam contrahant, neque maiori
malo occasionem praebere possint.

[77]

Capitolo 2

non tenendo conto di alcuna difficolt o fatica; il Signore infatti si


fece obbediente fino alla morte99; accogliendo gli ordini con la semplicit di cuore e la sincerit che vengono da Dio100, non discutendoli cavillosamente; non evitando solo ci che appare contro lobbligo del voto, ma anche tutto ci che potrebbe diminuire la stima
di una virt cos sublime.

Capitolo 2
LA CASTIT

[99] Quanto si debba stimare questa virt, senza la quale, secondo San Gregorio101, nessun bene ha valore, mostrato sia dagli eccezionali onori di cui la circondano gli autori sacri (come la
virt che rende la vita degli uomini simile a quella degli angeli102),
sia dalla bruttezza del vizio opposto, di cui il nostro Paolo non tollera neppure che si parli tra i fedeli103.

1
Eccellenza della
castit

[100] Perci i nostri confratelli debbono precludere con la


massima diligenza ogni accesso, attraverso cui potrebbe entrare la
malizia degli spiriti cattivi a macchiare anche solo lievemente il
candore di questa virt: il cuore, gli occhi, le orecchie e la bocca
dovranno essere da loro custoditi in modo tale che essi stessi non
si macchino, n possano dare occasione a un male maggiore104.

2
Custodia dei sensi

Fil 2:8.
2 Cor 1:12. Nella NV manca il genitivo cordis dopo in semplicitate [N.d.C.].
101
Omelie, 13 [IV & VI ed.]. La citazione esatta di San Gregorio Magno la seguente: Nec castitas ergo magna est sine bono opere, nec opus bonum est aliquod [var.
aliquid] sine castitate (Homiliarum in Evangelia libri duo, Homilia XIII: PL 76, 1124). La
citazione, abbreviata (Non est bonum sine castitate), era gi presente nelle Costituzioni
del 1552 (Le Costituzioni dei Barnabiti, cit., pp. 16-17) [N.d.C.].
102
Viene qui fugacemente ripreso un tema caro allantica spiritualit monastica: la
vita religiosa considerata come vita angelica (boj ggelikj). Basti qui citare un autore
in voga tra i primi paolini: Nulla enim virtute tam proprie carnales homines spiritalibus
angelis imitatione conversationis aequantur, quam merito et gratia castitatis (Cassiano,
De institutis coenobiorum, l. VI, c. 6: PL 49, 275, dove in nota sono riportati una serie di
testi patristici sullequiparazione tra i continenti e gli angeli) [N.d.C.].
103
Ef 5:3.
104
Viene qui ripresa unaltra dottrina patristica molto diffusa: i sensi considerati
come finestre dellanima, attraverso cui il mondo pu entrare nellanima e arrecarle danno; una dottrina che si fonda sul testo di Geremia: Ascendit mors per fenestras (Ger 9:20)
e che ritroviamo nel nostro Fondatore (Sermone II) [N.d.C.].
99

100

Phil. II, 8.
II Cor. I, 12.
a
Homil. XIII.
b
Ephes. V, 3 [Fornicatio autem et omnis immunditia aut avaritia nec nominetur in
vobis, sicut decet sanctos].
g

155

156

Libro secondo

[78]

Mulierum collocutionibus extra


Poenitentiae Sacramentum quam maxime possunt abstineant. Pariter, nisi necessitas vel gravis causa urgeat, eas domi
ne conveniant, maxime non consanguineas: quod cum evenerit, socius sit praesens, etiam si, modo commode fieri possit, Sacramentum Poenitentiae administrandum sit; cubiculi certe ostium eo
casu pateat.

101 - Mulierum collocutionibus extra


Poenitentiae Sacramentum quam maxime possunt abstineant. Pariter, nisi necessitas vel gravis causa urgeat, eas domi
ne conveniant, maxime non consanguineas: quod cum evenerit, socius sit praesens, modo commode fieri possit.

DE PAUPERTATE.
CAPUT III.

CAPUT III
DE PAUPERTATE

Sequitur tertium votum, quod ad


paupertatem pertinet; quam omnes perfectioris vitae studiosi libentissime amplectentur, si illa Domini nostri meminerint: Beati pauperes, quia vestrum est
regnum Dei! Vae vobis divitibus, quia
habetis consolationem vestrama!
aliaque multa nobis in eodem genere
tradita; et si quale nobis exemplum Ipse
reliquerit, et Sancti illius, quorum altissima paupertas abundavit in divitias simplicitatis eorumb,
memoria teneant.

102 - Sequitur tertium votum, quod ad


paupertatem pertinet; quam omnes perfectioris vitae studiosi libentissime amplectentur, si illa Domini nostri meminerint:
Beati pauperes, quia vestrum est regnum
Dei! Vae vobis divitibus, quia habetis consolationem vestram! (Luc., VI, 20, 24),
aliaque multa nobis in eodem genere tradita; et si quale nobis exemplum Ipse reliquerit, et Sancti illius, quorum altissima
paupertas abundavit in divitias simplicitatis eorum (II Cor., VIII, 2),
memoria teneant.

Hic autem est gradus paupertatis nostrae, ut, licet communia bona communiter possidere possimus quibus vitae
institutique nostri necessitatibus satisfiat, nullus tamen aliquid proprium habere possit.

103 - Hic autem est gradus paupertatis


nostrae, ut, licet communia bona possidere possimus quibus vitae Institutique
nostri necessitatibus satisfiat, nullus tamen aliquid proprium habere possit. Sollemnia enim vota professus ipsa bonorum suorum proprietate privatur necnon
capacitate alia bona acquirendi, et alienare prohibetur. E contra quilibet professus a votis simplicibus proprietatem illam et capacitatem conservat; quidquid
autem industria sua vel intuitu Congregationis acquirit, Congregationi acquirit c; eiusque actus votis contrarii illiciti
quidem sed non invalidi habendi sunt d.

[79]

Capitolo 3

[101] Eviteranno il pi possibile i colloqui con le donne al di


fuori del sacramento della Penitenza. Parimenti, se non c una
necessit impellente o un motivo grave, non le riceveranno in
casa, specialmente se non sono parenti; e quando ci accadesse,
sar presente un compagno, anche se si dovesse amministrare il
sacramento della Penitenza [], purch ci possa avvenire senza
incomodo. In tal caso rimarr almeno aperta la porta della stanza
[].

Capitolo 3
[102] Segue il terzo voto, che concerne la povert. Tutti coloro che desiderano vivere pi perfettamente labbracceranno molto volentieri, se ricorderanno le parole del Signore: Beati voi, poveri, perch vostro il regno di Dio. Guai a voi, ricchi, perch avete
gi ricevuto la vostra consolazione105, e i molti altri insegnamenti
tramandatici al riguardo; e se terranno a mente lesempio che ci
ha lasciato lui stesso, come pure i suoi Santi, la cui estrema povert
ha sovrabbondato nella ricchezza della loro generosit106.

1
Premessa

[103] Questo il nostro modo di vivere la povert: possiamo


possedere in comune [] i beni comuni con cui soddisfare alle
necessit della vita e del nostro Istituto, ma non si pu considerare nulla come proprio107. [Il professo di voti solenni infatti privato della stessa propriet dei suoi beni come pure della capacit
di acquistarne altri, e gli proibito alienare. Al contrario, il professo di voti semplici conserva quella propriet e quella capacit;
per tutto ci che acquista con la sua industria o a motivo della
Congregazione, lo acquista per la Congregazione108; e i suoi atti
contrari al voto devono essere considerati illeciti, ma non invalidi.109]

2
Tipo di povert

Lc 6:20.24.
2 Cor 8:2.
107
Tale tipo di povert era stata decisa capitolarmente il 27 ottobre 1552, alla vigilia della visita apostolica di Mons. Marini (Acta Capitulorum, S.IV.bis, f. 10: [G. CAGNI],
Le Costituzioni dei Barnabiti, cit., p. [19]) [N.d.C.].
108
Can. 580, 1-2 [VI ed.].
109
Can. 579 [VI ed.].
106

Luc. VI, 20, 24.


II Cor. VIII, 2.
Can. 580, 1, 2.
d
Can. 579.
b
c

3
Colloqui con le
donne

LA POVERT

105

157

158

Libro secondo

[80]

Quidquid quisque attulerit, aut legato, donatione, vel quacumque hominis


vel iuris dispositione acquisierit, id omne statim commune intelligatur, ut nullo casu umquam ius aliquod sive proprietatis sive usus in eo competere illi
possit: commune, inquam, intelligatur
totius Congregationis; et Praepositus
Generalis, de consensu Assistentium,
prout magis expedire in Domino videbitur,

104 - Quidquid quisque attulerit, aut legato, donatione, vel quacumque hominis
vel iuris dispositione acquisierit, postquam vota sollemnia emiserit, commune
intelligatur, ut nullo casu umquam ius
aliquod sive proprietatis sive usus in eo
competere illi possit: commune, inquam,
intelligatur totius Congregationis; et
Praepositus Generalis, de consensu Assistentium, prout magis expedire in Domino videbitur, administrationi suae, vel
alicui Provinciae, vel
alicui Collegio vel pluribus attribuat; id- alicui Collegio, vel pluribus attribuat; idque nisi testatorum vel aliter disponen- que nisi testatorum vel aliter disponentium voluntas secus se habeat.
tium voluntas secus se habeat.
105 - Nemo accipiat aliquid restituendum, sine concessu Superioris; nihil pariter, sine eiusdem concessu, quisquam
accipiat aut petat in eleemosynas erogandum; erogatio item ipsa et restitutio,
cum libera est, ad eiusdem arbitrium referatur: qua in re cavendum erit ne quid
periculi sigillo confessionis iniiciatur.
Cum autem rerum aliquarum usus
cuique concedendus sit, talis concessio
referatur ad arbitrium Superiorum, ita
ut nullus re aliqua uti possit sine eorum
concessu, multoque minus de iis disponere quae utenda accepit; quae quisque
ita habeat ut paratus sit singulis momentis, eorumdem nutu, relinquere.

106 - Cum autem rerum aliquarum usus


cuique concedendus sit, talis concessio referatur ad arbitrium Superiorum, ita ut
nullus re aliqua uti possit sine eorum concessu, multoque minus de iis disponere
quae utenda accepit; quae quisque ita habeat ut paratus sit singulis momentis, eorumdem nutu, relinquere.

Quidquid offerri contigerit, Superiori primum detur, et eius dispositioni


liberum relinquatur; quodsi certae personae contemplatione datum fuerit, ita
Superior illi utendum concedat, si placet, ut contra communes, puta vestitus,
vel similes regulas propterea non fiat.

107 - Quidquid offerri contigerit, Superiori primum detur, et eius dispositioni liberum relinquatur; quod si certae personae contemplatione datum fuerit, ita Superior illi utendum concedat, si placet, ut
contra communes, puta vestitus, vel similes regulas propterea non fiat.

[81]

Capitolo 3

159

[104] Qualunque cosa uno porti con s, o acquisisca per lascito, donazione o qualsiasi altra disposizione umana o giuridica,
sar considerata comune fin dal primo istante [dopo la sua professione solenne], cosicch non possa rivendicare mai, in nessun
caso, su quei beni alcun diritto di propriet o di uso. Dicendo
comune intendiamo dire di tutta la Congregazione; e il Preposito generale, col consenso degli Assistenti, nella misura in cui
gli sembri meglio in Domino, assegner quei beni [alla propria
amministrazione, o a una Provincia, o] a uno o a pi Collegi; a
meno che altra non sia la volont dei testatori o di coloro che dispongono in maniera diversa.

3
Propriet comune
dei beni

[105 Non si accetter nulla che debba poi essere restituito,


senza il permesso del Superiore. Parimenti, senza il suo permesso,
non si accetter n si chieder nulla da dare in beneficenza; la donazione e la restituzione stesse, quando sono libere, saranno
ugualmente rimesse alla decisione del Superiore. In ci si dovr
fare attenzione a non mettere in pericolo il sigillo della confessione.110]

[Donazioni e
restituzioni]

[106] Dal momento per che si deve pur concedere a ciascuno luso di alcune cose, tale concessione sar rimessa alla decisione dei Superiori, cosicch non si possa usare nulla senza il loro
permesso e ancor meno si possa disporre di ci che si ricevuto
in uso. Ognuno terr queste cose in modo tale da essere pronto a
lasciarle in ogni momento, al cenno dei Superiori.

4
Uso dei beni

[107] Qualunque cosa venga donata, sar innanzi tutto consegnata al Superiore, e si lascer a lui di disporne liberamente. Se
fosse stata data per una determinata persona, il Superiore, se crede, gli conceder di usarla, purch con ci non si vada contro le
regole comuni, come per esempio la regola del vestito111 o altre simili.

5
Doni

110
Cf. supra, l. II, c. 1, 10. Lultima proposizione del 10 stata eliminata probabilmente perch sostituita dal n. 424 [N.d.C.].
111
Tale regula vestitus comprende probabilmente tanto le indicazioni date poco
pi avanti ( 11 [n. 114]), quanto la regola delluguaglianza (c. 13, 6 [n. 194])
[N.d.C.].

160

Libro secondo

[82]

Dispensationis ratio ita se habeat, ut,


cum nihil cuiquam superfluum sit, nihil
etiam necessarium desit; ut nullus locus
cuiquam relinquatur alia via quam ex
communi dispensatione aliquid eorum
desiderandi quae illi pro ratione Instituti nostri, vel fortasse suscepti muneris,
opus sint; sive ea ad victum, sive ad vestitum, sive ad studia, sive ad valetudinem, sive ad suppellectilem quamcumque pertineant: qua in re ministri, etiam
non interpellati, diligenter et cum charitate se gerant.

108 - Dispensationis ratio ita se habeat,


ut cum nihil cuiquam superfluum sit,
nihil etiam necessarium desit; ut nullus
locus cuiquam relinquatur alia via quam
ex communi dispensatione aliquid eorum
desiderandi quae illi pro ratione Instituti
nostri, vel fortasse suscepti muneris, opus
sint; sive ea ad victum, sive vestitum, sive ad studia, sive ad valetudinem, sive supellectilem quamcumque pertineant: qua
in re ministri, etiam non interpellati, diligenter et cum caritate se gerant.

Suppellex singulorum cubiculorum


(quae quidem et ipsa, nisi ex necessitate,
uniusmodi esse debet) haec fere esse
possit: Imago Christi Domini crucifixi,
et altera item imago ad pietatis affectus
inspicientis animo movendos accommodata: libri quos Superior, pro religione
et sanctitate colenda et pro ratione studiorum et munerum, concesserit: vestimenta pro tempore et item usu domo
prodeundi necessaria, communi enim
loco alia relinqui debent: praeterea quae
ad cubandi usum et tales opportunitates
pertinent, pro necessitate, arbitrio Superioris.

109 - Supellex singulorum cubiculorum


(quae quidem et ipsa, nisi ex necessitate,
uniusmodi esse debet) haec fere esse possit: Imago Christi Domini crucifixi, et altera item imago ad pietatis affectus inspicientis animo movendos accommodata; libri quos Superior, pro religione et sanctitate colenda et pro ratione studiorum et
munerum, concesserit; vestimenta pro
tempore et item usu domo prodeundi necessaria, communi enim loco alia relinqui
debent; praeterea quae ad cubandi usum
et tales opportunitates pertinent, pro necessitate, arbitrio Superioris.

Omnino vero nihil esculentum aut


poculentum; non lectus plumeus aut conopeo ornatus; non parietes vestiti: quibus omnibus aequalitatis conservationi
semper consulatur; Superioresque his
(sicut aliis omnibus Constitutionibus et
ordinibus) obtemperando, ceteros anteire studeant.

110 - Omnino vero nihil esculentum aut


poculentum; non lectus plumeus aut conopeo ornatus; non parietes vestiti: quibus omnibus aequalitatis conservationi
semper consulatur; Superioresque his (sicut aliis omnibus Constitutionibus et ordinibus) obtemperando, ceteros anteire
studeant.

Generaliter autem, et in iis quae


communiter et in iis quae singillatim ut
supra habentur, illud spectetur ut nihil
superfluum sit, nihil materia aut artificio valde pretiosum, nihil inane vel quod
delicias praeseferat; et praescriptam moderationem domi, foris, in itinere, et in
omni actione et loco, adhibere omnes
studeant.

111 - Generaliter autem, et in iis quae


communiter et in iis quae singillatim, ut
supra, habentur, illud spectetur ut nihil
superfluum sit, nihil materia aut artificio
valde pretiosum, nihil inane vel quod delicias praeseferat; et praescriptam moderationem domi, foris, in itinere, et in omni actione et loco, adhibere omnes studeant.

[83]

Capitolo 3

161

[108] Il criterio di assegnazione sar il seguente: nessuno avr


nulla di superfluo, ma non gli mancher neppure alcunch di necessario112; non sar data a nessuno occasione di procacciarsi, per
una via diversa da quella dellassegnazione comune, qualcosa che
gli sia necessario a motivo del nostro Istituto o di un incarico
eventualmente assunto, sia riguardo al vitto, sia al vestito, sia agli
studi, sia alla salute, sia a qualsiasi arredo. A tale proposito i responsabili, anche se non interpellati, si comporteranno con diligenza e carit.

6
Assegnazione
comune

[109] Larredamento delle singole camere (che deve essere anchesso uniforme, eccetto che per necessit) potr essere pressappoco il seguente: un crocifisso insieme con unaltra immagine atta
a suscitare sentimenti di piet nellanimo di chi losserva; i libri
che il Superiore conceder per coltivare lo spirito religioso e la vita spirituale e a motivo degli studi e degli incarichi; gli indumenti
necessari secondo le stagioni e quelli necessari per uscire di casa
(gli altri infatti devono essere lasciati in un luogo comune); e inoltre anche quelle comodit che, secondo i bisogni di ciascuno, a
discrezione del Superiore, servono per riposare.

7
Arredamento delle
camere

[110] Non si terr in camera assolutamente nulla da mangiare o da bere, n un letto soffice o ornato con tende, n pareti tappezzate. In tutte queste cose si avr sempre cura di conservare
luguaglianza, e i Superiori, osservando anchessi queste regole
(come tutte le altre Costituzioni e delibere capitolari), cercheranno di essere di esempio agli altri.

8
Uguaglianza ed
esempio dei
Superiori

[111] In generale, sia in ci che si possiede in comune, sia in


ci che si possiede singolarmente nei termini indicati, si avr cura
che non ci sia nulla di superfluo, nulla di troppo prezioso per materiale o lavorazione, nulla di inutile o che lasci trasparire lusso; e
tutti cercheranno di agire con la prescritta moderazione in casa,
fuori, in viaggio e in ogni azione e ambiente.

9
Moderazione

112
Si noti il divario rispetto a quanto disposto dal Santo Fondatore: E felici noi,
finch la mente nostra sar cos fondata nel desiderio della povert, da voler essere non tali poveri a cui abbondi qualche cosa, ma ai quali manchino molte necessit (Costituzioni,
c. 4) [N.d.C.].

162

Libro secondo

[84]

[85]

Capitolo 3

163

Aedes quoque eadem regula contineantur, tum urbanae tum rusticae; neque aliquid amplum vel magnificum vel
nimio artificio elaboratum in eis admittatur, etiam si id hospitum accipiendorum nomine faciendum dicatur. Picturae ne sint nisi in coenaculo aut certis locis communibus, ad pietatem excitandam, non ad curiosorum oculos pascendos, accommodatae. Sed et supra ianuam cuiusque Collegii effigies Sancti
Pauli Apostoli recte collocabitur.
Ipse aedium ambitus, numerus cubiculorum, locorum capacitas, ad eorum numerum qui in eis habitaturi sunt tantum
accommodentur.
Cubicula ad singulorum habitationem in
quolibet latere septem communium cubitorum mediolanensium mensura constent.
Quae tamen aedificia iam extructa sunt
et quae forte in Congregationem devenire contingeret a praescripto modo
aliena, sine mutatione possunt haberi,
nisi quid a moribus Congregationis ita
alienum Praepositus Generalis, cum
consensu Assistentium, iudicet, ut omnino sit diruendum vel dimovendum.

112 - Aedes quoque eadem regula contineantur, tum urbanae tum rusticae; neque aliquid amplum vel magnificum vel
nimio artificio elaboratum in eis admittatur, etiam si id hospitum accipiendorum
nomine faciendum dicatur. Picturae ne
sint nisi in coenaculo aut certis locis communibus, ad pietatem excitandam, non
ad curiosorum oculos pascendos, accommodatae. Sed et supra ianuam cuiusque
Collegii effigies sancti Pauli Apostoli recte collocabitur.
113 - Ipse aedium ambitus, numerus cubiculorum, locorum capacitas, ad eorum
numerum qui in eis habitaturi sunt tantum accommodentur.
Cubicula ad singulorum habitationem
in quolibet latere quattuor metrorum circiter mensura constent.

[112] La medesima regola vale anche per gli immobili, siano


essi di citt o di campagna. Non si ammetter in essi nulla di grandioso o di sontuoso o di troppo raffinato, anche se si dice di farlo
per laccoglienza degli ospiti. Non ci saranno pitture, se non nel
refettorio o in determinati luoghi comuni, allo scopo di destare la
piet e non per compiacere gli occhi dei curiosi. Sar bene tuttavia collocare sopra lingresso di ciascun Collegio unimmagine
dellapostolo Paolo.
[113] La stessa dimensione degli immobili, il numero delle camere, lampiezza dei locali saranno proporzionati unicamente al
numero di quanti vi dovranno risiedere.
Le camere per labitazione dei singoli misureranno per ogni lato sette comuni cubiti milanesi [circa quattro metri].
Tuttavia gli edifici gi esistenti che dovessero eventualmente
venire in possesso della Congregazione senza essere conformi alle
indicazioni prescritte, si possono tenere senza trasformazioni, a
meno che il Preposito generale, col consenso degli Assistenti, non
giudichi qualcosa talmente contrario agli usi della Congregazione
da dover essere interamente distrutto o rimosso.

10
Immobili

Quae tamen aedificia iam extructa


sunt et quae forte in Congregationem devenire contingeret a praescripto modo
aliena, sine mutatione possunt haberi, nisi quid a moribus Congregationis ita alienum Praepositus Generalis, cum consensu Assistentium, iudicet, ut omnino sit diruendum vel dimovendum.

[114] Il vitto sar semplice, non costoso, non ricercato n sofisticato. Lo stesso dicasi del vestito, in cui non si ammetter mai
nulla di seta. Per il resto si osserver ci che verr determinato in
apposite istruzioni o direttive con lautorit del Capitolo generale,
per quanto sar conveniente determinare in generale e in particolare.

11
Vitto e vestito

12
Povert comunitaria

Victus sit simplex, non pretiosus,


non exquisitus aut delicatus; vestitus
item, in quo omnino nihil sericum umquam admittatur: de cetero servetur
quod suis tabellis sive notis definitum
fuerit cum auctoritate Capituli Generalis, prout generaliter vel specialiter definiri commodum fuerit.

114 - Victus sit simplex, non pretiosus,


non exquisitus aut delicatus; vestitus
item, in quo omnino nihil sericum umquam admittatur; de cetero servetur quod
suis tabellis sive notis definitum fuerit
cum auctoritate Capituli Generalis, prout
generaliter vel specialiter definiri commodum fuerit.

[115] Non si preoccuperanno di osservare la povert solo personalmente, ma anche in comune: anche nel trattare in qualunque
modo le cose comuni, per quanto possibile, procederanno con
moderazione; allo stesso modo si comporteranno nel manifestare a qualcuno, quando si rendesse necessario, i bisogni del Collegio.

Non solum autem privatim sibi in


hoc genere caveant, sed etiam communiter; ut scilicet etiam in rebus communibus quocumque modo curandis quantum possunt moderate se gerant; idemque in necessitatibus Collegiorum, cum
ita opus est, alicui significandis.

115 - Non solum autem privatim sibi in


hoc genere caveant, sed etiam communiter; ut scilicet etiam in rebus communibus quocumque modo curandis quantum
possunt moderate se gerant, itemque in
necessitatibus Collegiorum, cum ita opus
est, alicui significandis.

164

Libro secondo

[86]

[87]

Capitolo 4

Superiores apud se pecuniam ne retineant; sed accepta, statim ea loco suo


deponatur.
Quos etiam obtestamur in visceribus Jesu Christi ut (quando nos nihil aliud
possumus quam proprietatem usumque
superfluum generaliter prohibere, et
quando res ad usum concedendae earumque usus ita adamussim per nos definiri non potest ut per negligentiam forte vel per cupiditatem, fictione aliqua
seu interpretatione, paupertatis et communis vitae puritas quoquo modo violari non possit) sincere sancteque provideant ne prava aliqua consuetudo irrepat qua aliquis apud se vel apud alios ita
aliquid habeat, ut qui ea quibus utitur
aut modum utendi vel disponendi spectet, verius proprietarium vel unum ex
abundantibus in saeculoe, quam pauperem aut communibus rebus utentem appellare debeat.

116 - Superiores apud se pecuniam ne retineant; sed accepta, statim ea loco suo deponatur.
117 - Quos etiam obtestamur in visceribus Iesu Christi ut (quando nos nihil
aliud possumus quam superfluum generaliter prohibere, et quando res ad usum
concedendae earumque usus ita adamussim per nos definiri non potest ut per negligentiam forte vel per cupiditatem, fictione aliqua seu interpretatione, paupertatis et communis vitae puritas quoquo
modo violari non possit) sincere sancteque provideant ne prava aliqua consuetudo irrepat, qua aliquis apud se vel apud
alios ita aliquid habeat, ut qui ea quibus
utitur aut modum utendi vel disponendi
spectet, verius proprietarium vel unum ex
abundantibus in saeculo (Psalm. LXXII,
12), quam pauperem aut communibus rebus utentem appellare debeat.

[116] I Superiori non conserveranno denaro presso di s, ma,


non appena ricevuto, lo metteranno al suo posto113.
[117] E li scongiuriamo nellamore di Ges Cristo114 (dal momento che noi non possiamo fare altro che proibire in generale la
propriet e luso delle cose superflue [il superfluo], e siccome non
possiamo determinare quali siano le cose da concedersi in uso e
quale debba essere il loro uso con tale esattezza da impedire che,
per trascuratezza o per interesse, con qualche cavillo di interpretazione, si possa mai violare la purezza della povert e della vita
comune), li scongiuriamo che con santa sincerit facciano in modo che non si insinui qualche perversa consuetudine, per cui uno
tenga qualcosa presso di s o presso altri, al punto che, se si osservano le cose che egli usa o il modo di usarle e di disporne, si
debba chiamarlo pi propriamente proprietario o uno dei ricchi
di questo mondo115, piuttosto che povero o uno che utilizza cose
comuni.

DE CONFESSIONE ET COMMUNIONE.
CAPUT IV.

CAPUT IV
DE CONFESSIONE ET COMMUNIONE

LA CONFESSIONE E LA COMUNIONE

Ad haec vota facilius perfectiusque


persolvenda, ad has et omnes alias virtutes adipiscendas quae in homine regulari desiderantur, maximum sanctissima Poenitentiae et Eucharistiae Sacramenta momentum habere, dubium non
est.

118 - Ad haec vota facilius perfectiusque


persolvenda, ad has et omnes alias virtutes adipiscendas quae in homine regulari
desiderantur, maximum sanctissima Poenitentiae et Eucharistiae Sacramenta momentum habere, dubium non est.

165
13
Appello ai Superiori

Capitolo 4

tias].

Psalm. LXXII, 12 [Ecce ipsi peccatores, et abundantes in saeculo obtinuerunt divi-

[118] Per osservare nella maniera pi facile e piena questi voti, per acquistare queste virt e tutte le altre che si richiedono a un
religioso, non c dubbio che rivestano una grandissima importanza i sacramenti della Penitenza e dellEucaristia.

1
Importanza
della Penitenza e
dellEucaristia

Cf. infra, l. IV, c. 17 [18], 19 [n. 448] [N.d.C.].


Fil 1:8. Il riferimento non indicato nel testo latino [N.d.C.].
115
Sal 72:12. Testo masoretico: lyIj:AWGchi lOw[ ywEl]v'w y[Iv;r hL,aEAhNEhi; LXX (ed. A.
Rahlfs): do otoi martwlo ka eqhnontai: | ej tn ana katscon plotou (= Ecco,
questi sono i peccatori e sono tranquilli; | hanno conquistato ricchezza per leternit); Salterio romano e Salterio gallicano (Volgata): Ecce ipsi peccatores, et abundantes in saeculo |
obtinuerunt divitias; Salterio iuxta Hebraeos: ecce ipsi impii et abundantes in saeculo
multiplicaverunt divitias; NV: Ecce ipsi peccatores et abundantes in saeculo | multiplicaverunt divitias; CEI: Ecco, cos sono i malvagi: | sempre al sicuro, ammassano ricchezze (praticamente, la traduzione letterale dellebraico). Tutte le versioni latine si rifanno alla LXX,
ma seguendo un testo diverso dalla recensione di Rahlfs, sia per quanto riguarda la forma
del verbo eqhnw (= essere fiorente, in vigore, in buono stato, felice, abbondante, copioso, fecondo), sia per quanto riguarda la scansione del verso e linterpretazione di ej
tn ana. Rahlfs adotta la lezione eqhnontai (presente indicativo medio-passivo 3 persona plurale) del Codice Vaticano; le versioni latine invece traducono con abundantes la
lezione eqhnontej (participio presente nominativo plurale) del Codice Veronese o Salterio di Verona (lezione che ritroviamo nelledizione sistina della LXX del 1587 e nel
textus receptus in uso presso le Chiese bizantine); in saeculo viene collegato al participio abundantes e gli viene dato un significato locale (nel mondo), mentre nelledizione
di Rahlfs ej tn ana appartiene al secondo emistichio e ha un significato temporale
(per sempre).
113
114

166

Libro secondo

[88]

Studeant itaque fratres nostri divina 119 - Studeant itaque fratres nostri divihuiusmodi remedia praesidiaque animae na huiusmodi remedia praesidiaque anisuae frequenter pieque adhibere;
mae suae frequenter pieque adhibere; semel saltem in hebdomada confiteantur a
atque ad sanctissimam Dominici Cor- atque ad sanctissimam Dominici Corpoporis communionem singulis dominicis ris communionem frequens equidem,
aliisque festis diebus qui Ecclesiae imo et quotidianus accessus unicuique
praecepto celebrantur unusquisque
eorum qui Sacerdotes non sunt accedat. eorum qui Sacerdotes non sunt, libere paSi quis aliquando abstinendum ducat, teat b.
aut vero velit frequentius accedere, id
faciat cum consensu Confessarii et item
Superioris, si ipse non sit eius Confessarius: qua in re cuiusque devotionis et
progressus ratio habeatur.
Qui Confessarii munere fungetur diligenter communicaturos doceat, praesertim a novitiatu recentes in primisque
Conversos, de dignitate tanti Sacramenti, de praeparatione adhibenda, et de
fructibus ex eo capiendis: exquirat item
quid quisque utilitatis inde reportarit.

120 - Qui Confessarii munere fungetur


diligenter communicaturos doceat, praesertim a Novitiatu recentes in primisque
Conversos, de dignitate tanti Sacramenti,
de praeparatione adhibenda, et de fructibus ex eo capiendis; exquirat item quid
quisque utilitatis inde reportarit.

Prius autem quam ad Communionem accedant, peccata sua confiteantur,


et id sibi, etiam statis diebus, a Superiore et Confessario cum benedictione
concedi magna cum reverentia postulent. Quod si ex Superiorum voluntate,
ut hic praescribitur, non communicent,
singula tamen hebdomada Poenitentiae
Sacramentum non omittant.
Praepositus localis omnium in Collegio morantium, etiam si sint Assistentes Praepositi Generalis, Confessarius
sit: sed et alium ipse eligat spectatae vitae et gravitatis Sacerdotem, a Generali
tamen approbandum, cui quoque iidem
omnes ordinarie confiteri possint. Confessarius vero ipse vel Praeposito vel Vicario confiteatur, qui quidem Vicarius
ordinarius Confessarius numquam sitc.

121 - In singulis Collegiis duo vel plures,


pro numero Sodalium, deputentur spectatae vitae et gravitatis Sacerdotes a Provinciali tamen approbandi, quibus Collegiales confiteantur d.

Can. 595, 1, n. 3.
Can. 595, 2.
c
Ex posteriori Decreto Clementis VIII, subditi possunt quidem, si velint, sed non
tenentur confiteri proprio Superiori, nisi pro peccato illi forte reservato; Confessarii vero
Communitatis, praeter Superiorem, debent esse saltem duo (Cf. Commentarium, 89).
d
Can. 518.
a

[89]

Capitolo 4

167

[119] I nostri confratelli perci cercheranno di ricorrere con


frequenza e devozione a tali divini rimedi e spirituali difese; [si
confesseranno almeno una volta alla settimana116] e tutti coloro
che non sono sacerdoti si accosteranno ogni domenica e nelle altre feste di precetto [avranno la possibilit di accostarsi liberamente con frequenza e anche ogni giorno117] alla santa comunione. Se mai uno ritenesse di doversene astenere, oppure volesse accostarvisi pi frequentemente, lo far col consenso del confessore
e anche del Superiore, se non lui il suo confessore. In ci si terr
conto della devozione e della crescita spirituale di ciascuno [].

2
Frequenza
[della confessione
e] della comunione

[120] Chi esercita lufficio di confessore istruir accuratamente quanti devono comunicarsi, specialmente quelli che hanno terminato da poco il noviziato118 e in primo luogo i conversi, sulla dignit di un sacramento cos grande, sul modo di prepararvisi e sui
frutti da ricavarne; e verificher pure quale vantaggio ciascuno ne
riporti.

3
Doveri del
confessore

Prima di accostarsi alla comunione, si confesseranno, e inoltre,


nei giorni stabiliti, chiederanno con grande rispetto al Superiore e
al confessore che ci sia loro concesso insieme con la benedizione.
E se, per volont dei Superiori, non faranno la comunione, come
qui viene stabilito, non per questo tralasceranno il sacramento
della Penitenza ogni settimana [].

4
Confessione prima
della comunione

[121] Il Preposito locale sar il confessore di tutti coloro che


dimorano nel Collegio, anche se sono Assistenti del Preposito generale; ma sceglier, con lapprovazione del Generale, anche un
altro sacerdote [In ogni Collegio saranno incaricati, con lapprovazione del Provinciale, secondo il numero dei sodali, due o pi
sacerdoti], di specchiata vita e santit, dal quale tutti possano ordinariamente confessarsi [dai quali i membri della comunit si
confesseranno119]. Il confessore poi si confesser dal Preposito o
dal Vicario; il Vicario non sar mai il confessore ordinario120.

5
Preposito locale e
confessore
ordinario

Can. 595, 1, n. 3 [VI ed.]. Cf. infra, c. 5, 7 [N.d.C.].


Can. 595, 2 [VI ed.].
118
Sul ruolo del confessore nella formazione dei neoprofessi secondo il primitivo
ordinamento (ruolo successivamente modificato), cf. infra, l. III, c. 5, 10 [N.d.C.].
119
Can. 518 [VI ed.].
120
A norma di un posteriore decreto di Clemente VIII, i sudditi possono, se vogliono, ma non sono tenuti a confessarsi dal proprio Superiore, eccetto che per un peccato
eventualmente a lui riservato; i confessori della comunit poi, oltre al Superiore, devono
essere almeno due (cf. Commentarium, 89) [IV ed.].
116
117

168

Libro secondo

[90]

[91]

Capitolo 4

169

Possit tamen Praepositus quisque Liceat tamen his, si ad conscientiae quiespecialem Confessarium alicui, ad tem- tem utile sit, adire alium Confessarium
pus, aliquando assignare, si forte intel- ab Ordinario loci approbatum e.
ligat spirituali adiumento id illi fore, et
si ei secundum Deum expedire videatur.

Tuttavia, in via eccezionale, ogni Preposito potr assegnare


temporaneamente a uno un confessore straordinario, se capisce
che questo possa essergli di spirituale vantaggio e se gli sembra
opportuno secundum Deum [Sar tuttavia loro permesso, se risulta utile alla tranquillit della coscienza, rivolgersi a un altro confessore approvato dallOrdinario del luogo.121]

6
Confessore
straordinario

Nulli autem alii, sive regulari sive


saeculari, sive ex nostris sive de extraneis, cuiquam confiteri liceat (de quo
etiam litteris Apostolicis exprimitur) sine Superiorum concessu.

Da nessun altro sacerdote, religioso o secolare, che appartenga o no alla Congregazione, sar lecito ad alcuno confessarsi
(se ne parla anche nei documenti pontifici122) senza il permesso
dei Superiori [].

7
Proibizione di
confessarsi da altri

[122] certo che, per provare un maggior dolore dei peccati


e per ravvivare la piet e la devozione, risulta non poco utile, oltre
alle confessioni ordinarie, tornare con la mente anche al passato e
riconoscere di nuovo, per quanto sia possibile ricordare, i propri
peccati e le proprie mancanze; e spesso accade che una cosa, considerata in s stessa, pu apparire lieve, ma assommata ad altre, si
rivela grave; e mentre non ci si allarma molto per una mancanza di
pochi giorni, si viene colpiti dal ricordo di un periodo pi lungo
trascorso infruttuosamente. Perci sembra utile in Domino esortare qui i nostri confratelli perch, oltre la suddetta frequenza alla
confessione, ogni sei mesi esaminino la loro coscienza sui sei mesi
trascorsi e facciano la confessione generale per tutto quel periodo.
Ci sia compiuto, in ogni caso, da quanti devono emettere la professione o ricevere gli Ordini.

8
Confessione
generale
semestrale e prima
della professione e
degli Ordini

Cum autem ad maiorem ex peccatis


dolorem concipiendum et ad pietatem
devotionemque excitandam non mediocriter valere compertum sit si quis, praeter frequentiores Confessiones, multi
etiam anteacti temporis memoriam recolens, peccata sua et negligentias iterum, quantum recordatione consequi
possit, recognoscat; saepeque fiat ut
quod fortasse per se consideratum leve
visum est, aliis coacervatum grave esse
perspiciatur; et cum paucorum dierum
negligentia non valde quis sit commotus, longioris temporis otiose transacti
recordatione afficiatur; utile in Domino
visum est hoc loco fratres nostros hortari ut, praeter Confessionis tempus supra
expressum, sexto quoque mense conscientiam suam de sex anteactis mensibus examinent, et generalem Confessionem pro toto eo tempore faciant: quod
quidem omnino praestetur ab iis qui
professuri et Ordines suscepturi sunt.

122 - Cum autem ad maiorem ex peccatis


dolorem concipiendum et ad pietatem devotionemque excitandam non mediocriter valere compertum sit si quis, praeter
frequentiores Confessiones, multi etiam
anteacti temporis memoriam recolens,
peccata sua et negligentias iterum, quantum recordatione consequi possit, recognoscat; saepeque fiat ut quod fortasse per
se consideratum leve visum est, aliis coacervatum grave esse perspiciatur; et cum
paucorum dierum negligentia non valde
quis sit commotus, longioris temporis
otiose transacti recordatione afficiatur;
utile in Domino visum est hoc loco fratres nostros hortari ut, praeter Confessionis tempus supra expressum, sexto quoque mense conscientiam suam de sex anteactis mensibus examinent, et generalem
Confessionem pro toto eo tempore faciant; quod quidem omnino praestetur ab
iis qui professuri et Ordines suscepturi
sunt.

Can. 519 [VI ed.].


Si veda il breve di Sisto V Paterna Nostra caritas del 6 gennaio 1586 (Bullarium,
p. 57) [N.d.C.].
121
122

Can. 519.

170

Libro secondo
DE DIVINIS OFFICIIS.
CAPUT V.

Sed et preces divinaque officia publice celebranda, ad regularem vitam


stabiliendam valde pertinere dicenda
sunt, magnumque illius esse decus et ornamentum.

[92]
CAPUT V
DE DIVINIS OFFICIIS

123 - Sed et preces divinaque officia publice celebranda, ad regularem vitam stabiliendam valde pertinere dicenda sunt,
magnumque illius esse decus et ornamentum.

Missam igitur celebrent et horas ca- 124 - Missam igitur celebrent et Horas
nonicas recitent fratres nostri ad prae- canonicas recitent fratres nostri ad praescriptum Missalis et Breviarii Pii V ius- scriptum Missalis et Breviarii romani.
su editi.
Unumquodque tamen Collegium duplici officio celebret Patroni loci festum
cum octavis.
Qui sacerdotes ordinantur, ante celebrare ne permittantur quam caeremonias ad praescriptum eiusdem Missalis
adhibere sciant; in quibus etiam omnes
unam studeant servare rationem.

125 - Qui sacerdotes ordinantur, ante celebrare ne permittantur quam caeremonias ad praescriptum eiusdem Missalis
adhibere sciant; in quibus etiam omnes
unam studeant servare rationem.

Primam autem Missam dicant sine 126 - Primam autem Missam dicant sine
sollemnitate.
solemnitate.
Nullus Sacerdos Missam aliquo die 127 - Sacerdotes Missam nullo die celecelebrare omittat, nisi Superior causam brare omittant, inscio Superiore;
probarit.
Missam celebraturi prius id a Supe- semper autem ad eam sese piis precibus
riore sibi concedi, cum benedictione, disponant; eaque expleta, gratias Deo
petant; et item a Confessario, quando pro tanto beneficio agant a.
confitentur.
Frequenter autem ante confiteantur,
puta ter vel bis saltem singula hebdomada.
Clerici et Conversi omnes, item si
quis Sacerdos forte non celebret, Missae
quotidie intersint; et qui Missae inservire debent, prius caeremoniis rite instruantur.

Can. 810.

128 - Clerici et Conversi omnes, item si


quis Sacerdos forte non celebret, Missae
quotidie intersint; et qui Missae inservire
debent, prius caeremoniis rite instruantur.

[93]

Capitolo 5

171

Capitolo 5
123

LA LITURGIA

[123] Non vi dubbio che anche la preghiera e la celebrazione comune124 della liturgia sono molto utili a rinsaldare la vita religiosa e ne sono lustro e decoro.

1
Premessa

[124] I nostri confratelli dunque celebreranno la Messa e reciteranno le Ore canoniche secondo le prescrizioni del Messale e
del Breviario pubblicati per ordine di Pio V [Romano]. Ogni Collegio tuttavia celebrer con ufficio doppio la festa del Patrono del
luogo con lottava [].

2
Rito romano

[125] A quanti vengono ordinati sacerdoti non sar permesso


di celebrare prima che sappiano eseguire le cerimonie secondo le
prescrizioni del medesimo Messale. Nel celebrare tutti cercheranno di essere uniformi.

3
Preparazione e
uniformit nel
celebrare

[126] Diranno la prima Messa senza alcuna solennit.

4 Prima Messa

[127] Nessun sacerdote ometter [I sacerdoti non ometteranno] di celebrare la Messa ogni giorno, senza che il Superiore ne
abbia approvato il motivo [allinsaputa del Superiore;].

5
Celebrazione
quotidiana

Quanti devono celebrare la Messa prima chiederanno al Superiore che glielo conceda con la benedizione e cos pure al confessore, quando si confessano [sempre si prepareranno ad essa con la
preghiera; e al suo termine ringrazieranno Dio per un beneficio
cos grande.125].

6
Permesso di
celebrare la Messa
[Preparazione e
ringraziamento]

Si confesseranno spesso prima di celebrare, per esempio tre


o almeno due volte alla settimana [ n. 119].

7
Confessione previa

[128] Tutti i chierici e i conversi, come pure i sacerdoti che


eventualmente non dovessero celebrare, parteciperanno quotidianamente alla Messa. Quanti devono servire la Messa saranno prima ben istruiti nelle cerimonie.

8
Partecipazione
quotidiana

123
Il termine liturgia, qui utilizzato per tradurre divina officia, potrebbe apparire e di fatto anacronistico, ma ci sembra quello che meglio renda, nel linguaggio
attuale, il contenuto di quellespressione. In questo capitolo infatti non si tratta solo
dellUfficio divino (a cui si fa riferimento con lespressione Horae canonicae), ma anche
della Messa [N.d.C.].
124
Abbiamo tradotto publice celebranda con celebrazione comune anzich pubblica, in quanto questo ci sembra il senso con cui viene usata lespressione nel contesto:
si veda la publica recitatio al successivo 14 [n. 132] [N.d.C.].
125
Can. 810 [VI ed.].

172

Libro secondo

Horae canonicae ex instituto nostrae


Congregationis voce unisona, non
flexionibus variata, moderata in pronunciando tarditate, cum pausa ad versiculi punctum, sine productione vocis
ad punctum et ad finem versus, et devote, quantum Deus dederit, recitentur;
cereis accensis ad omnes horas in altari
collocatis.

[94]

Capitolo 5

173

[129 Nelle case di noviziato] si reciteranno le Ore canoniche


secondo luso della Congregazione, con voce unisona, non variata
da flessioni, lenta nella pronuncia, facendo la pausa alla mediana
del versetto126, senza strascicare la voce alla mediana [] e alla fine del verso, con devozione, per quanto Dio lo conceda; con le
candele collocate sullaltare accese a tutte le Ore127.

9
Ufficio divino

Si adotter il medesimo stile quando si dovr celebrare la Messa solenne, a norma delle indicazioni che verranno emanate128 [].

10
Messa solenne

Eadem ratio in Missa solemni servetur, cum, ex praescripto tabellae conficiendae, erit celebranda.

Al Mattutino e nellUfficio dei defunti la recitazione sar, secondo luso, pi veloce; sempre per composta, chiara e con una
breve pausa alla mediana; lo stesso dicasi per i giorni feriali [].

In matutinis et officiis defunctorum


brevior sit, de more, pronunciatio; apta
tamen, distincta, et cum aliqua pausa ad
punctum; et eodem modo in ferialibus
diebus.

[130] In tutte queste celebrazioni non si ammetter il canto,


neppure quello comunemente detto fermo129 , n gli strumenti
musicali. E in ci non si potr dispensare130 [saranno escluse le musiche strumentali e i canti che sappiano di profano, e che perci
non convengono alla santit della casa di Dio, e si osserveranno le
norme liturgiche sulla musica sacra131].

11
Mattutino, Ufficio
dei defunti e ufficio
feriale
12
Musica e canto

In iis omnibus musicus cantus,


etiam qui firmus vulgo dicitur, aut musica instrumenta ne admittantur ita ut
dispensari hac in re non possitb.

129 - In domibus Novitiatus Horae canonicae ex instituto nostrae Congregationis voce unisona, non flexionibus variata,
moderata in pronunciando tarditate, cum
pausa ad versiculi punctum et ad finem
versus, et devote, quantum Deus dederit,
recitentur; cereis accensis ad omnes horas
in altari collocatis.

[95]

130 - In iis omnibus musicae sive organo


aliisve instrumentis sive cantu quae profanum sapiant quod domus Dei sanctitatem dedeceat, omnino arceantur, et leges liturgicae circa musicam sacram serventur c.

Contrassegnata dallasterisco [N.d.C.].


Questo paragrafo descrive il tradizionale modo di salmodiare recto tono in Congregazione. Su di esso e sullesclusione della musica e del canto, di cui al successivo 12,
si sofferma il GABUZIO della sua Historia, l. II, c. 22 (Quare cantus musicus in officiis divinis apud nos non adhibeatur), pp. 187-191. Il PREMOLI, Cinquecento, pp. 284-285, riporta
il verbale del Capitolo del 21 aprile 1575, che dimostra che lopzione per la recita recto tono dellUfficio divino e lesclusione della musica e del canto va ricondotta a una precisa
volont di San Carlo Borromeo [N.d.C.].
128
Cf. infra, 25 [N.d.C.].
129
In musica, per cantus firmus si intende una preesistente melodia costituente la base di una composizione polifonica. Dal momento che le prime composizioni polifoniche si
basavano in genere su un canto gregoriano, lespressione stata spesso usata come sinonimo, appunto, di canto gregoriano.
130
Dichiarazione. Sebbene le nostre Costituzioni abbiano assai sapientemente disposto che nelle sacre funzioni non si debba ammettere il canto, neppure quello comunemente detto fermo, n gli strumenti musicali, siccome per le circostanze dei luoghi e
dei tempi sono oggi per una legittima consuetudine completamente mutate, il Capitolo generale dichiara: Il canto e gli strumenti musicali sono permessi nelle nostre chiese, purch
non contengano alcunch di profano che non conviene alla santit della casa di Dio e distoglie le menti dei fedeli dalla contemplazione delle cose celesti [ n. 130].
Inoltre, a norma del decreto della Sacra Congregazione dei Riti del 14 marzo 1896,
lintonazione del Gloria e del Credo, come pure tutte le intonazioni che il celebrante deve
fare nella Messa cantata, vale a dire delle orazioni, del prefazio, del Padre nostro, e con le
relative risposte spettanti al coro, devono essere eseguite ex praecepto cos come si trovano nel Messale (secondo le edizioni approvate dalla Sacra Congregazione, o secondo gli
esemplari che, per attestato autentico degli Ordinari, concordano con quelle); e qualsiasi consuetudine contraria va eliminata. Il Prefetto della medesima Sacra Congregazione
ha dichiarato espressamente che questo decreto riguarda anche noi [IV ed.].
131
Can. 1264, 1 [VI ed.].
126
127

b
Declaratio. Quamquam Constitutionibus nostris sapientissime cautum sit ne in
sacris functionibus musicus cantus, etiam qui firmus vulgo dicitur, aut musica instrumenta admittantur, quum tamen locorum et temporum circumstantiae sint hodie per legitimam consuetudinem prorsus immutatae, Capitulum Generale declarat: musicum cantum
et harmonica instrumenta in ecclesiis nostris permitti dummodo nihil omnino profanum
sapiant quod domus Dei sanctitatem dedeceat, mentesque fidelium a rerum caelestium
contemplatione avertat.
Praeterea, ex Decreto S. Rituum Congregationis, sub die 14 Martii 1896, intonationes Hymni angelici ac Symboli, nec non singulae intonationes a Celebrante in Missa cantata exequendae, videlicet Orationum, Praefationis, Orationis Dominicae, et cum relativis
responsionibus ad chorum pertinentibus, ex praecepto servari debent prout iacent in Missali (iuxta editiones a S. Rit. C. adprobatas, vel exemplaria quae authentico testimonio Ordinariorum cum illis cohaerent); et quaecumque contraria consuetudo est eliminanda.
Hoc vero Decretum nos quoque respicere explicitis verbis declaravit Eminentissimus eiusdem S. C. Praefectus.
c
Can. 1264, 1.

174

Libro secondo

Extranei, nisi Religiosi seu Clerici,


tempore divinorum officiorum in choro
non admittantur; neque intra sepimentum altaris, cum Missa celebratur.

[96]

131 - Extranei, nisi Religiosi seu Clerici,


tempore divinorum officiorum in choro
non admittantur; neque intra sepimentum altaris, cum Missa celebratur.

Ab officii divini

132 - Ab officii divini, in domibus Novitiatus,


publica recitatione nemo absit nisi iusta publica recitatione nemo absit nisi iusta
aliqua causa, Superioris arbitrio, impe- aliqua causa, Superioris arbitrio, impediditus, exceptis iis de quibus in his Con- tus;
stitutionibus exprimetur:
iique maxime adesse semper studeant ii maxime adesse semper studeant quoquorum functio aliqua propria vel offi- rum functio aliqua propria vel officium sit
cium sit in choro. Qui abfuerit
in choro. Qui abfuerit ac ceteri quos obligatio chori non afficit,
curet tamen in choro officium dicere, curent tamen officium divinum in eccleaut eo certe loco et modo qui sacrae pre- sia dicere, aut eo certe loco et modo qui
cationi conveniat et mentis evagationi sacrae precationi conveniat et mentis evaoccasionem non praebeat.
gationi occasionem non praebeat.
Hora matutini officii hyeme ante lucem, aestate sit primo diluculo, exceptis
scilicet iis diebus quibus solet Ecclesia
matutinum vesperi praecedente recitared.
Missa quotidie pro Congregatione in 133 - Singula hebdomada Missa pro
unoquoque Collegio fiate.
Congregatione in unoquoque Collegio
fiat.
Cum quis ex fratribus nostris
134 - Cum quis ex fratribus nostris, etiam
morietur, in Collegio cui adscriptus tunc Novitius f,
fuerit pro eo officium defunctorum cum morietur, in Collegio cui adscriptus tunc
tribus nocturnis et vesperis dicatur tri- fuerit, pro eo officium defunctorum cum
bus diebus, et sacrificia iisdem diebus tribus nocturnis et vesperis dicatur tribus
pro eo,
diebus, et sacrificia iisdem diebus pro eo,
ritu pro defunctis usitato,
ab unoquoque Sodali Sacerdote,
ritu pro defunctis usitato, si liturgiae leges permittant,

[97]

Capitolo 5

[131] Gli estranei, a meno che non siano religiosi o chierici,


non verranno ammessi in coro durante le celebrazioni liturgiche,
n dentro il presbiterio quando si celebra la Messa.

13
Esclusione degli
estranei

[132] Dalla recita comune dellUfficio divino [nelle case di noviziato], a parte quelli di cui si dir nelle presenti Costituzioni132
[], non si assenter nessuno, a meno che uno non sia impedito
per un giusto motivo, a discrezione del Superiore; e [] soprattutto cercheranno di essere sempre presenti quanti svolgono qualche
ufficio o ministero in coro. Chi assente cercher [e gli altri che
non hanno lobbligo del coro cercheranno] almeno di dire lUfficio
in coro [lUfficio divino in chiesa], o perlomeno in un luogo e in un
modo che convengano alla preghiera e non diano occasione di distrazione.

14
Obbligo del coro

Il Mattutino si celebrer dinverno prima dellalba e destate sul


far del giorno, eccetto naturalmente in quei giorni in cui la Chiesa
solita recitare questOra la sera del giorno precedente133 [].

15
Orario del Mattutino

[133] Ogni giorno [Ogni settimana] si celebrer in ciascun


Collegio una Messa per la Congregazione134.

16 Missa pro
Congregatione

[134] Quando muore uno dei nostri confratelli [anche novizio135], nel Collegio a cui allora era iscritto si dir per lui lUfficio
dei defunti con tre notturni e i Vespri per tre giorni, e nei medesimi
giorni verr celebrata per lui [da ciascun sodale sacerdote] la Messa per i defunti [se lo permettono le norme liturgiche];

17
Suffragi per i
confratelli defunti

Cf. infra, 26 [n. 147]; l. III, c. 2, 6; l. III, c. 5, 18 [N.d.C.].


Attualmente, a norma del decreto di Pio IX del 1848, lobbligo del coro riguarda soltanto le case di noviziato e il Collegio dei Santi Paolo e Barnaba di Milano [IV ed.
 nn. 129 & 132]. Il testo del decreto del 13 gennaio 1848 riportato dal Bullarium, p.
142 [N.d.C.].
134
Dichiarazione. Si dichiara che il precetto delle Costituzioni sulla celebrazione
quotidiana della Messa per la Congregazione in ogni Collegio nei giorni festivi si soddisfa
con la Messa che i Superiori locali celebrano pro familia; e cos pure con la Messa prescritta dai nostri istituti a tutti i sacerdoti in determinati giorni per qualche bene particolare della Congregazione.
N.B. Oggi si d per certo che i Superiori religiosi, a meno che non siano allo stesso
tempo parroci, non sono tenuti, per diritto canonico, ad applicare la Messa per i loro sudditi nei giorni di festa [IV ed.].
135
Can. 567, 1 [VI ed.]. Cf. supra, n. 48 [N.d.C.].
132
133

d
Nunc, ex Decreto Pii IX (an. 1848), obligatio chori afficit tantum domos Novitiatus et Collegium SS. Pauli et Barnabae Mediolani.
e
Declaratio. Praeceptum Constitutionum de Missa quotidie facienda in unoquoque Collegio pro Congregatione, diebus festis adimpleri declaratur per Missam a Superioribus localibus pro familia celebrandam; item per Missam singulis Sacerdotibus ex institutis nostris certis diebus praescriptam pro quodam peculiari bono Congregationis.
NB. Hodie certum est Superiores regulares, nisi sint eodem tempore Parochi, non
teneri, ex iure canonico, ad applicandam Missam in diebus festis pro suis subditis.
f
Can. 567, 1.

175

176

Libro secondo

offerantur: alibi vero singuli Sacerdotes


semel sacrificium offerant; reliqui Clerici pro eo privatim dicant officium defunctorum, itidem cum tribus nocturnis
et vesperis; Conversi vero rosarium
quod dicunt, idque integrum: de cetero
pro libito ei quisque suffrageturg.
Nunc de Congregatione universa intelligimus; at cum fuerit divisa in Provincias, de ea Provincia tantum intelligatur
in qua illud Collegium fuerit:

[98]

offerantur; alibi vero singuli Sacerdotes


semel sacrificium offerant; reliqui Clerici
pro eo privatim dicant officium defunctorum, itidem cum tribus nocturnis et vesperis; Conversi vero Rosarium B. M. V.,
idque integrum; de cetero pro libito ei
quisque suffragetur.

moriente tamen Generali, id praestetur


in tota Congregatione quod pro moriente in propria Provincia praestaturh.
Quae ut praestari possint, Superior Collegii illius in quo quis moritur statim ea
de re quos oportuerit certiores faciat.

135 - Si quis in Collegio decedat ubi minus quam decem Sacerdotes inhabitant,
triginta saltem Missae pro ipso omnino
fiant.
136 - Si decedat in Missione, curet Praepositus Generalis pro eo, ultra consueta
omnium suffragia, triginta Missas alicubi celebrandas.
137 - Moriente tamen Praeposito Generali addatur in singulis Collegiis Missa
sollemnis.
138 - Quae ut praestari possint, Superior
Collegii illius in quo quis moritur, statim
ea de re quos oportuerit certiores faciat.

Pro omnibus autem defunctis fratribus et fratrum consanguineis, item pro


benefactoribus et benefactorum consanguineis, et iis qui in ecclesiis nostris
forte sepulti sint, singula hebdomada

139 - Pro omnibus autem defunctis fratribus et fratrum consanguineis, item pro
benefactoribus et benefactorum consanguineis, et iis qui in ecclesiis nostris forte
sepulti sint, singula hebdomada

g
Declaratio. Capitulum Generale declarat obligationem recitandi officium in triduum afficere singulos Sacerdotes Collegii quo quis ex nostris moritur, etiam si officium
in choro non recitetur; item, obligationem Missam pro defuncto per tres dies celebrandi
absolvi debere a cunctis Collegii Sacerdotibus, etiam si Missae hac ratione celebrandae
plures sint quam triginta.
h
Ex decreto Capitulorum Generalium, etiam post divisam in Provincias Congregationem, eadem suffragia pro unoquoque Sodali defuncto fiunt, quae fiebant ante illam divisionem.

[99]

Capitolo 5

177

nelle altre case ogni sacerdote celebrer almeno una Messa; gli altri
chierici diranno privatamente per lui lUfficio dei defunti con tre
notturni e i Vespri; i conversi invece reciteranno per intero il cosiddetto Rosario [Rosario della B. V. M.]. Per il resto, ciascuno
pregher in suo suffragio come preferisce136. Ora ci riferiamo a tutta la Congregazione, ma quando essa sar divisa in Province, ci
che s detto riguarder solo la Provincia a cui appartiene il Collegio interessato [].
[135 Se uno muore in un Collegio dove abitano meno di dieci
sacerdoti, si celebreranno in totale per lui almeno trenta Messe.]
[136 Se uno muore in missione, il Preposito generale provveder a far celebrare per lui da qualche parte trenta Messe, oltre i
consueti suffragi di tutti.]
[137] Tuttavia alla morte del [Preposito] generale si far in tutta la Congregazione ci che si fa per un defunto nella propria Provincia137 [si aggiunger in ogni Collegio una Messa solenne].
[138] Perch ci possa avvenire, il Superiore del Collegio dove
muore uno subito ne informer chi di dovere.
[139] Per tutti i confratelli defunti e per i parenti defunti dei
confratelli, come pure per i benefattori defunti e per i parenti
defunti dei benefattori, e per coloro che eventualmente sono sepolti nelle nostre chiese, ogni settimana

18
Suffragi settimanali
[e mensili] per i
defunti

136
Dichiarazione. Il Capitolo generale dichiara che lobbligo di recitare lufficio per
tre giorni riguarda i sacerdoti del Collegio dove uno dei nostri muore, anche se lufficio
non si recita in coro; ugualmente, lobbligo di celebrare la Messa per il defunto per tre
giorni deve essere assolto da tutti i sacerdoti del Collegio, anche se le Messe cos celebrate sono pi di trenta [IV ed.].
137
Per decreto dei Capitoli generali, anche dopo la divisione della Congregazione in
Province, si fanno per ciascun sodale defunto gli stessi suffragi, che si facevano prima di
quella divisione [IV ed.].

178

Libro secondo

[100]

officium defunctorum dicatur (si dies


scilicet in ea fuerit officio novem lectionum non impedita, et excepta hebdomada sancta et tempore paschali) eademque die pro iisdem sacrificia offerantur. Quod si nulla dies non impedita fuerit, sacrificia tamen offerantur.

sacrificium Sacerdotes offerant, eademque die Clerici et Conversi coronae precationem adhibeant;
praeterea prima die cuiusque mensis officio novem lectionum non impedita officium defunctorum dicatur; natalitio
autem tempore (a die 17 decembris
usque ad octavam Epiphaniae inclusive),
hebdomada sancta et paschali tempore
exceptis.
Eadem die Conversi Coronae precatio- Eadem die Conversi coronae precationem
adhibeant.
nem adhibeanti.
Quoniam vero pia eorum liberalitas
qui Collegia fundant postulat ut eorum
memores simus, et quibus possumus
pietatis officiis gratiam referamus, cum
primum Collegii possessio Congregationi tradita fuerit, Praepositus Generalis
universae Congregationi denunciet, ut
quilibet Sacerdos sacrificium offerat pro
Fundatore. Idem fiat ut primum illum
defunctum esse cognitum fuerit.

140 - Quoniam vero pia eorum liberalitas


qui Collegia fundant postulat ut eorum
memores simus, et quibus possumus pietatis officiis gratiam referamus, cum primum Collegii possessio Congregationi
tradita fuerit, Praepositus Generalis universae Congregationi denunciet, ut quilibet Sacerdos sacrificium offerat pro Fundatore. Idem fiat ut primum illum defunctum esse cognitum fuerit.

Praeterea singula hebdomada Missa


celebretur in unoquoque Collegio pro
Fundatore suo sive vivo sive defuncto;
et item singulis annis eo die quo in Collegii possessionem ventum fuerit, sacrificium pro eo unusquisque Collegii Sacerdos offerat; quibus diebus, qui Sacerdotes non fuerint, et ipsi coronae
precatione orent pro illius salute. Quod
si universitas fundarit, pro iis qui de ea
sint et fuerint id praestetur.

141 - Praeterea singulis hebdomadis Missa celebretur in unoquoque Collegio pro


Fundatore suo sive vivo sive defuncto; et
item singulis annis eo die quo in Collegii
possessionem ventum fuerit, sacrificium
pro eo unusquisque Collegii Sacerdos offerat; quibus diebus, qui Sacerdotes non
fuerint, et ipsi coronae precatione orent
pro illius salute. Quod si universitas fundarit, pro iis qui de ea sint et fuerint id
praestetur.

Si quis non omnino fundator Collegii dici possit, sed eiusmodi pii fundationis officii sit particeps, praeter id
quod eius tamquam benefactoris a nobis memoria conservabitur, statuat
etiam Praepositus Generalis quid eorum
suffragiorum illi impertiatur.

142 - Si quis non omnino Fundator Collegii dici possit, sed eiusmodi pii fundationis officii sit particeps, praeter id quod
eius tamquam benefactoris a nobis memoria conservabitur, statuat etiam Praepositus Generalis quid eorum suffragiorum illi impertiatur.

i
Declaratio. Qui officio defunctorum in choro non interfuerint, separatim recitare
teneantur: haec autem declaratio afficit omnes, in iis quoque Collegiis ubi officium in choro non persolvitur.

[101]

Capitolo 5

179

si dir lUfficio dei defunti (naturalmente se c un giorno non impedito dallUfficio di nove letture, e fatta eccezione per la settimana santa e il tempo pasquale) e nello stesso giorno si celebrer per
loro la Messa. E se non dovesse capitare alcun giorno non impedito, si celebrer per almeno la Messa [i sacerdoti celebreranno la
Messa e nello stesso giorno i chierici e i conversi reciteranno la corona; inoltre il primo giorno di ogni mese non impedito dallUfficio di nove letture, si dir lUfficio dei defunti; eccetto che nel tempo di Natale (dal 17 dicembre fino allottava dellEpifania inclusa),
nella settimana santa e nel tempo pasquale]. Nello stesso giorno i
conversi reciteranno la corona138.
[140] Siccome la benevolenza di coloro che fondano i Collegi
esige che ci ricordiamo di loro e li contraccambiamo come possiamo, e cio con pratiche di piet, non appena sia passata alla Congregazione la propriet di un Collegio, il Preposito generale lo far
sapere a tutta la Congregazione, cosicch ogni sacerdote celebri
una Messa per il fondatore. Si far lo stesso non appena si venga a
conoscenza della sua morte.

19
Messe per i
fondatori dei Collegi

[141] Inoltre ogni settimana in ogni Collegio si celebrer una


Messa per il suo fondatore, vivo o defunto; e cos pure ogni anno,
nel giorno in cui si entrati in possesso del Collegio, ogni sacerdote che ne fa parte celebrer la Messa per lui: in tali giorni coloro
che non sono sacerdoti reciteranno la corona per la sua salvezza. E
se a fondare il Collegio stato un sodalizio, si far lo stesso per
quelli che ne fanno e ne hanno fatto parte.

20
Messe settimanali e
annuali per il
fondatore del
proprio Collegio

[142] Se uno non pu essere considerato a pieno titolo fondatore di un Collegio, ma ha partecipato alla sua fondazione, oltre al
fatto che lo ricorderemo come benefattore, il Preposito generale
stabilir pure quali suffragi gli si debbano concedere.

21
Suffragi per chi ha
partecipato alla
fondazione di un
Collegio

138
Dichiarazione. Coloro che non hanno partecipato allufficio dei defunti in coro,
sono tenuti a recitarlo in privato. Tale dichiarazione riguarda tutti, anche in quei Collegi
dove non c lobbligo del coro [IV ed.].

180

Libro secondo

[102]

Postremo constituimus Fundatores


quosque a fratribus nostris recipiendos
ad participandum meritum omnium bonorum operum quae, Deo dante, in tota
Congregatione fient. Benefactores quoque eiusdem communicationis meriti officio charitateque prosequimur, et, ut
haec omnia rectius efficiantur, hic addere visum est ut tum Fundatorum tum
Benefactorum nomina in singulis Collegiis diligenter notentur, adiecta breviter
causa.

143 - Postremo constituimus Fundatores


quosque a fratribus nostris recipiendos ad
participandum meritum omnium bonorum operum quae, Deo dante, in tota
Congregatione fient. Benefactores quoque
eiusdem communicationis meriti officio
charitateque prosequimur, et, ut haec omnia rectius efficiantur, hic addere visum
est ut tum Fundatorum tum Benefactorum nomina in singulis Collegiis diligenter notentur, adiecta breviter causa.

Praecipue vero illud Superioribus


omnibus curae sit ut etiam, praeter sacrificia de quibus superius diximus, pro
Congregatione orationes Domino fiant,
ex quo omnis sufficientia nostra estj.

144 - Praecipue vero illud Superioribus


omnibus curae sit ut etiam, praeter sacrificia de quibus superius diximus, pro Congregatione orationes Domino fiant, ex
quo omnis sufficientia nostra est (II Cor.,
III, 5).

Ut divinorum officiorum ratio atque


ordo recte riteque se habeat, in omnibus
Collegiis constituatur Praefectus tum
chori tum caeremoniarum, qui ad praescriptam officii sui formulam id muneris
exerceat, et cui omnes in eo genere obediant.

145 - Ut divinorum officiorum ratio atque ordo recte riteque se habeat, in omnibus Collegiis constituatur Praefectus
tum chori tum caeremoniarum, qui ad
praescriptam officii sui formulam id muneris exerceat, et cui omnes in eo genere
obediant.

Praeterea, ad diversitatem cavendam


et ad rituum, sacrarum caeremoniarum
et decentiae rectam rationem tenendam,
Capitulum Generale aliquibus id muneris mandet ut
omnia ad divina officia, sacrum cultum,
suppellectilis sacristiae, et ecclesiarum
munditiam et decentiam pertinentia,
quatenus opus esse videatur,
ad normam eorum quae in hoc genere
Romanae Ecclesiae auctoritate praescripta sunt, et ex aliis etiam eiusdem
generis scriptis probatis, describant:
quae ab eodem Capitulo Generali aut
ab iis quos elegerit approbata,
in tota Congregatione serventur.

146 - Praeterea, ad diversitatem cavendam et ad rituum, sacrarum caeremoniarum et decentiae rectam rationem tenendam,

[103]

181

[143] Infine disponiamo che tutti i fondatori devono essere ammessi dai nostri confratelli a partecipare ai meriti di tutte le opere
buone che, per grazia di Dio, si compiono in Congregazione. Per
dovere di carit facciamo ugualmente partecipi degli stessi meriti
anche i benefattori. E perch tutto ci possa facilmente avvenire,
raccomandiamo di annotare diligentemente in ogni Collegio i nomi
sia dei fondatori sia dei benefattori, aggiungendo una breve motivazione.

22
Partecipazione dei
fondatori e dei
benefattori ai meriti
della
Congregazione

[144] In modo particolare tutti i Superiori faranno in modo


che, oltre le Messe di cui abbiamo precedentemente detto, si facciano preghiere al Signore, dal quale viene ogni nostra capacit139,
anche per la Congregazione.

23
Preghiere per la
Congregazione

[145] Perch le celebrazioni liturgiche si svolgano correttamente e secondo le norme, in tutti i Collegi sar costituito un Prefetto
del coro e delle cerimonie, che eserciti il suo ufficio secondo le norme stabilite140. A lui tutti obbediranno in materia liturgica.

24
Prefetto del coro e
delle cerimonie

[146] Inoltre, per evitare la diversit e per conservare il decoro


nei riti e nelle sacre cerimonie, il Capitolo generale affider ad alcuni lincarico di determinare, nei limiti del necessario, ci che riguarda la liturgia, il culto divino, la pulizia e il decoro degli arredi
sacri e delle chiese, a norma delle disposizioni della Chiesa Romana, e rifacendosi anche ad altri scritti liturgici approvati. Quanto
sar approvato dallo stesso Capitolo generale o da coloro che esso
avr nominati, sar osservato in tutta la Congregazione141 [in tutta
la Congregazione si osserver ci che riguarda la liturgia, il culto
divino, la pulizia e il decoro degli arredi sacri e delle chiese, a norma delle disposizioni della Chiesa Romana, oltre a ci che abbiamo
raccolto da altri scritti liturgici approvati].

25
Cerimoniale

omnia quae ad divina officia, sacrum cultum, supellectilis sacristiae et ecclesiarum


munditiam et decentiam pertinent,
ad normam eorum quae in hoc genere Romanae Ecclesiae auctoritate decreta sunt,
et ex aliis etiam eiusdem generis scriptis
probatis collecta habemus,
in tota Congregatione serventur.
2 Cor 3:5.
Regulae officiorum, De officio Praefecti coeremoniarum, chori et sacrarii, ed.
1863, pp. 96-105; ed. 1950, pp. 80-88 [N.d.C.].
141
A tale disposizione sar data attuazione nel Capitolo generale del 1605, che incaricher il Padre Bartolomeo Gavanti di preparare il Caeremoniale, che verr pubblicato
nel 1607 [N.d.C.].
139
140

Capitolo 5

II Cor. III, 5 [Sufficientia nostra ex Deo est].

182

Libro secondo

[104]

Conversi, qui manu atque opera inter nos Deo famulantur, ad rationem horarum canonicarum preces suas dicant:
loco matutini dicant orationem dominicam et salutationem angelicam vicies et
quater; pro laudibus quinquies; pro vesperis duodecies; pro reliquis singulis
horis septies. Praeterea

147 - Conversi, qui manu atque opera inter nos Deo famulantur, ad rationem horarum canonicarum preces suas dicant: loco matutini dicant orationem dominicam
et salutationem angelicam vicies et quater; pro laudibus quinquies; pro vesperis
duodecies; pro reliquis singulis horis septies. Praeterea, ubi officium in choro persolvitur,
matutino et orationi illi coniunctae in- matutino et orationi illi coniunctae intertersint, praecationi et ipsi modo suo in- sint, precationi et ipsi modo suo incumcumbentes.
bentes.
Conditiones vel onera Missarum aut
divinorum officiorum perpetua legatis
vel similibus dispositionibus adiecta, nisi valde gravi de causa a Capitulo Generali solum examinanda, non accipiantur.
In iis etiam quae ad tempus sunt accipiendis habeatur ratio functionum et institutorum nostrorum, ut non impediantur, et item onerum iam susceptorum; neque accipiantur sine causa gravi
a Praeposito Generali et Assistentibus
approbanda.

148 - Conditiones vel onera Missarum


aut divinorum officiorum perpetua legatis
vel similibus dispositionibus adiecta, nisi
valde gravi de causa a Capitulo Generali
solum examinanda, non accipiantur. In
iis etiam quae ad tempus sunt accipiendis
habeatur ratio functionum et institutorum nostrorum, ut non impediantur, et
item onerum iam susceptorum; neque accipiantur sine causa gravi a Praeposito
Generali et Assistentibus approbanda.

Capellae, etiam ad tempus, cum 149 - Capellae, etiam ad tempus, cum


obligatione extra ecclesias nostras cele- obligatione extra ecclesias nostras celebrandi, ne accipiantur.
brandi, ne accipiantur.
Obligationes sive conditiones offiObligationes sive conditiones officiociorum et Missarum, quae non in per- rum et Missarum, quae non in perpetuum
petuum neque ad tempus, sed in dies neque ad tempus, sed in dies deferuntur,
deferuntur, parce admodum accipian- parce admodum accipiantur.
tur.
In Missis hoc amplius spectetur ut,
quantum fieri possit, Missa ab officio
diei non discordet, secundum regulas
Romanae Ecclesiae auctoritate traditas.

150 - In Missis hoc amplius spectetur ut,


quantum fieri possit, Missa ab officio diei
non discordet, secundum regulas Romanae Ecclesiae auctoritate traditas.

Omnino autem nullus Praepositus


has obligationes accipiat cui talem facultatem Praepositus Generalis non
concesserit.

151 - Omnino autem nullus Praepositus


has obligationes accipiat cui talem facultatem Praepositus Generalis non concesserit.

Facilius vero ii audiendi erunt qui il- 152 - Facilius vero ii audiendi erunt qui
lud tantum in genere petierint ut pro illud tantum in genere petierint ut pro
certis personis oretur.
certis personis oretur.

[105]

Capitolo 5

183

[147] I conversi, che fra noi servono Dio con il lavoro manuale, diranno le loro preghiere in corrispondenza con le Ore canoniche. Al posto del Mattutino, diranno il Padre nostro e lAve Maria ventiquattro volte; per le Lodi, cinque volte; per i Vespri, dodici volte; per ciascuna delle altre ore, sette volte. Inoltre [dove si
recita lUfficio in coro] saranno presenti al Mattutino e allorazione mentale ad esso unita, attendendo alla preghiera secondo il loro costume.

26
Preghiere dei
conversi

[148] Non si accetteranno impegni e oneri perpetui di Messe


o di uffici divini annessi a legati o a disposizioni simili, se non per
motivi gravissimi, che solo il Capitolo generale dovr esaminare.
Anche nellaccettare obblighi temporanei si terr conto delle nostre attivit e dei nostri istituti, perch non vengano impediti, e
cos pure degli oneri gi presi; e non si accetteranno se non per
gravi motivi, che dovranno essere approvati dal Preposito generale e dagli Assistenti.

27
Impegni perpetui e
temporanei di
Messe ed uffici

[149] Non si accetteranno cappellanie, anche temporanee,


con lobbligo di celebrare fuori delle nostre chiese.

28
Cappellanie

Molto raramente si accetteranno gli obblighi o gli impegni di


uffici e di Messe che vengono offerti non in perpetuo n temporaneamente, ma giorno per giorno.

29
Impegni saltuari

[150] Nelle Messe inoltre si far attenzione che, per quanto


possibile, la Messa non discordi dallufficio del giorno, secondo le
norme emanate dalla Chiesa Romana.

30
Concordanza tra
Messa e ufficio

[151] I Prepositi non accetteranno mai tali obblighi, se non ne


avranno avuta facolt dal Preposito generale.

31 Non accettare
obblighi

[152] Con pi facilit invece si dovranno esaudire quanti chiederanno di pregare per determinate persone.

32
Preghiere per il
prossimo

184

Libro secondo

Sepultura nemini in posterum in ecclesiis nostris concedatur sine concessu


Praepositi Generalis; qui quidem, nisi
piis gravibusque de causis, non concedet; multo vero restrictius in iis ecclesiis ubi adhuc a nostris sepulturae locus
datus non est:
et cum aliquis apud nos sepelitur, officium circa cadaver ne fiat; neque obligatio officii dicendi, nisi sine Missa solemni, tumbis et similibus, accipiatur.

[106]

153 - Sepultura nemini in ecclesiis nostris


concedatur sine licentia Praepositi Generalis; qui quidem, nisi piis gravibusque de
causis, non concedet;

et cum aliquis apud nos sepelitur, officium circa cadaver ne fiat; neque obligatio
officii dicendi, nisi sine Missa sollemni,
tumbis et similibus, accipiatur.

[107]

Capitolo 6

185

[153] Per lavvenire [] a nessuno si conceder sepoltura


nelle nostre chiese, senza il permesso del Preposito generale; ed
egli non lo conceder, se non per gravi motivi pastorali. Molto
pi limitatamente lo conceder in quelle chiese dove non stata ancora mai concessa dai nostri confratelli la sepoltura [].
Quando uno viene seppellito presso di noi, non si far lUfficio
intorno alla salma; e non si prender limpegno di dire lUfficio,
a meno che non lo si faccia senza Messa solenne, tumuli e cerimonie del genere.

33
Sepoltura nelle
chiese

I confratelli piuttosto provvederanno a trasmettere questi uffici ai parroci, nella misura in cui sembrer conveniente in Domino.

34
Ricorso ai parroci

Haec officia potius curent nostri ad Haec officia potius curent nostri ad ParoParochos deferenda, prout in Domino chos deferenda, prout in Domino expediexpedire visum fuerit.
re visum fuerit.
DE ORATIONE MENTALI.
CAPUT VI.

Ante matutinum officium, vel post


illud, Superioris arbitrio,
omnes in choro tacite menteque orent
per dimidiae horae spatium; quod tamen Superior possit, cum illi ex causa
videatur, ad alteram dimidiam protrahere; sed ante fratribus id denunciare
debet.

CAPUT VI
DE ORATIONE MENTALI

154 - Mane, statuta hora,


omnes in choro tacite menteque orent per
dimidiae horae spatium; quod tamen Superior possit, cum illi ex causa videatur,
ad alteram dimidiam protrahere; sed ante fratribus id denunciare debet.

Post vespertinum quoque per dimi- Vespere quoque per dimidiam horam eodiam horam eodem modo oretur: quae dem modo oretur.
quidem vespertina oratio, hyeme praesertim, differri possit, arbitrio Superioris, ut fiat ante refectionem pariter vespertinam: quo casu vesperarum hora
anticipetur, ut longius intervallum intercedat, studiorum aliarumque spiritualium functionum commodoa.

Capitolo 6
LORAZIONE MENTALE

[154] Prima dellufficio del mattino o dopo di esso, a discrezione del Superiore [Al mattino, allora stabilita], tutti, in coro, attenderanno in silenzio allorazione mentale per la durata di
mezzora. Il Superiore tuttavia, quando per qualche motivo gli
sembrer opportuno, potr protrarre la durata dellorazione di
unaltra mezzora, ma dovr prima avvertire i confratelli.

1
Orazione del
mattino

Anche dopo lufficio della sera [alla sera] faranno orazione


per mezzora. Questa orazione serale, specialmente dinverno, potr essere posticipata, a discrezione del Superiore, a prima della
cena; in tal caso si anticiperanno i Vespri, in modo che trascorra
un intervallo pi lungo da dedicare allo studio e alle altre pratiche
spirituali142 [].

2
Orazione della sera

[155 Chi non pu essere presente con gli altri, non per questo
dispensato dallattendere allorazione mentale sia al mattino che
alla sera.]

[Obbligo
dellorazione
mentale]

155 - Si qui autem cum aliis convenire


non possunt, non ideo ab oratione mentali tum mane tum vespere obeunda
exempti sint.

Declaratio. Si qui ad orationem mentalem cum aliis convenire non possunt, ab ea


tum mane tum vesperi privatim obeunda non ideo exempti declarantur.
a

142
Dichiarazione: Si dichiara che, se alcuni non possono essere presenti con gli altri allorazione mentale, non per questo sono dispensati dallattendere a essa privatamente
sia al mattino che alla sera [IV ed.  n. 155].

186

Libro secondo

[108]

Antequam cubitum eatur eadem


orationis functio per quartam horae
partem praestetur ad conscientiae examen faciendum; post quam omnes,
aqua benedicta de more aspersi, cum silentii lege, in nomine Domini, se quamprimum conferant ad quietem.
Huius autem mentalis orationis fratres nostros valde studiosos esse vehementer optamus; tanti enim est ut sine
ea regularis atque adeo spiritualis vita
nullo modo consistere posse videatur.

156 - Huius autem mentalis orationis fratres nostros valde studiosos esse vehementer optamus; tanti enim est ut sine ea
regularis atque adeo spiritualis vita nullo
modo consistere posse videatur.
157 - Antequam cubitum eatur eadem
orationis functio per quartam horae partem praestetur ad conscientiae examen
faciendum; post quam omnes, aqua benedicta de more aspersi, cum silentii lege, in nomine Domini, se quamprimum
conferant ad quietem.

[109]

Capitolo 7

187

Prima di andare a letto si compir lo stesso esercizio di orazione per un quarto dora, per fare lesame di coscienza. Dopo di esso tutti, aspersi secondo luso con lacqua benedetta, quanto prima andranno a dormire nel nome del Signore, con lobbligo di osservare il silenzio143 [ n. 157].

3
Esame di coscienza

[156] Desideriamo ardentemente che i nostri confratelli siano


assidui allorazione mentale: essa infatti cos importante, che
senza di essa la vita religiosa e la stessa vita spirituale non possono
in alcun modo sostenersi.

4
Importanza
dellorazione
mentale

[157 Prima di andare a letto si compir lo stesso esercizio di


orazione per un quarto dora, per fare lesame di coscienza. Dopo
di esso tutti, aspersi secondo luso con lacqua benedetta, quanto
prima andranno a dormire nel nome del Signore, con lobbligo di
osservare il silenzio.144]

[Esame di
coscienza]

[158 Ogni anno tutti faranno gli esercizi spirituali.145]

[Esercizi spirituali
annuali]

158 - Quotannis autem spirituales exercitationes ab omnibus praestentur b.

DE IEIUNIO
ET ALIIS CORPORIS AFFLICTIONIBUS.
CAPUT VII.

CAPUT VII
DE IEIUNIO
ET ALIIS CORPORIS AFFLICTIONIBUS

Cum autem ad orationis exercitationem et omnino ad spiritualem vitam stabiliendam maxime curandum sit ut corporis impedimento salutares animi motus quam minimum retardentur, quod
ea ratione maxime contingit, si quis cibi
potusque abstinentia aliisque afflictionibus corpus suum maceret, fratres nostros ad eiusmodi virtutum studia incumbere valde optamus. Nos tamen in
iis haec tantum constituimus, praeter ea
quae ex ecclesiasticis sanctionibus praestare tenentur.

159 - Cum autem ad orationis exercitationem et omnino ad spiritualem vitam


stabiliendam maxime curandum sit ut
corporis impedimento salutares animi
motus quam minimum retardentur, quod
ea ratione maxime contingit, si quis cibi
potusque abstinentia aliisque afflictionibus corpus suum maceret, fratres nostros
ad eiusmodi virtutum studia incumbere
valde optamus. Nos tamen in iis haec tantum constituimus, praeter ea quae ex ecclesiasticis sanctionibus praestare tenentur.

Capitolo 7
IL DIGIUNO
E LE ALTRE PENITENZE CORPORALI

[159] Siccome, per consolidare la pratica dellorazione e tutta


la vita spirituale, bisogna fare in modo che le sante ispirazioni
dellanima siano il meno possibile compromesse dalle tentazioni
dei sensi cosa che accade specialmente quando si mcera il
proprio corpo con lastinenza dai cibi e dalle bevande e con altre
penitenze desideriamo vivamente che i nostri confratelli attendano alla pratica di tali virt. Noi stabiliamo in proposito solo
quanto segue, oltre a ci a cui sono tenuti per legge ecclesiastica.

Cf. infra, c. 14, 2 [n. 198] [N.d.C.].


Cf. supra, 3. Sinceramente, si fa fatica a cogliere il motivo dello spostamento
di questo paragrafo [N.d.C.].
145
Can. 595, 1, n. 1 [VI ed.].
143
144

Can. 595, 1, n. 1.

1
Premessa

188

Libro secondo

[110]

Quadragesimale ieiunium in secunda feria post Quinquagesimam incipiant.


Adventus tempore, secundum romanum ritum, quadragesimali abstinentia
et ieiunio utantur.
Sexta quaque feria ieiunent, paschali
tempore excepto et item Natali Domini,
si incidat;
in quam feriam si festum incidat ex
praecepto celebrandum, ieiunium fiat
die praecedenti eiusmodi festo non occupata. Quod si hebdomada aliam diem
habeat in qua sit ieiunandum, ieiunium
sextae feriae omittatur.

160 - Quadragesimale ieiunium in secunda feria post Quinquagesimam incipiant.


Praeterea ieiunent Adventus tempore,
festis de praecepto exceptis,

Quarta quaque feria carnibus abstineant, excepto pariter Natali, si inciderit; non prohibendo tamen quin apud
extraneos liceat edere quae apponuntur.

161 - Quarta quaque feria carnibus abstineant, exceptis pariter festis de praecepto, non prohibendo tamen quin apud extraneos liceat edere quae apponuntur.

et sexta quaque feria extra Paschale tempus.


In quam feriam si festum incidat ex praecepto celebrandum, ieiunium fiat die
praecedenti eiusmodi festo non occupata.
Quod si hebdomada aliam diem habeat
in qua sit ieiunandum, ieiunium sextae
feriae omittatur.

Item ieiunent in vigilia Sancti titularis propriae ecclesiae; et in aliis vigiliis


sequantur consuetudinem loci.
De reliquo autem curent omnes, 162 - De reliquo autem curent omnes,
imitatione S. Pauli nostri, castigare cor- imitatione S. Pauli nostri, castigare corpus suum et in servitutem redigerea,
pus suum et in servitutem redigere
(I Cor., IX, 27),
ut spiritui impedimento non sit, sed ser- ut spiritui impedimento non sit, sed serviat; atque ita Deo exhibeamus corpora viat; atque ita Deo exhibeamus corpora
nostra hostiam viventemb.
nostra hostiam viventem (Rom., XII, 1).
Maxime autem ad passionis Domini no- Maxime autem ad passionis Domini nostri memoriam renovandam eos com- stri memoriam renovandam eos commendamus, qui, puta singula hebdoma- mendamus, qui, puta singula hebdomada, flagella disciplinae nomine sibi adhi- da, flagella disciplinae nomine sibi adhibuerint: quod tamen cum facere volue- buerint; quod tamen cum facere voluerint, a Superiore sibi concedi petant, et rint, a Superiore sibi concedi petant, et ut
ut ille praescripserit ita facient; qui cui- ille praescripserit ita facient; qui cuique
pro eius conditione consulet.
que pro eius conditione consulet.

I Cor. IX, 27 [Sed castigo corpus meum et in servitutem redigo].


Rom. XII, 1 [Obsecro itaque vos, fratres, per misericordiam Dei, ut exhibeatis corpora vestra hostiam viventem, sanctam, Deo placentem, rationabile obsequium vestrum].
a

[111]

Capitolo 7

189

[160] Cominceranno il digiuno quaresimale il luned dopo la


domenica di Quinquagesima146. Nel tempo di Avvento secondo
il rito romano147, osserveranno lastinenza e il digiuno quaresimale.
Digiuneranno ogni venerd, fuorch nel tempo pasquale e il giorno di Natale, quando capita di venerd [Inoltre digiuneranno nel
tempo di Avvento, fuorch nelle feste di precetto, e ogni venerd
fuori del tempo pasquale]. Se il venerd ricorre una festa di precetto, il digiuno sar anticipato al primo giorno disponibile prima
di tale festa. Ma se la settimana ha gi un altro giorno di digiuno,
si ometter il digiuno del venerd.

2
Digiuno

[161] Ogni mercoled si asterranno dalle carni, eccetto il giorno di Natale, se dovesse capitare di mercoled [le feste di precetto], ma presso gli estranei sar permesso mangiare tutto ci che
viene servito.

3
Astinenza

Digiuneranno ancora la vigilia del Santo titolare della propria


chiesa e nelle altre vigilie seguiranno la consuetudine locale [].

4
Vigilie

[162] Per il resto, tutti si sforzeranno, a imitazione del nostro


San Paolo, di trattare duramente il loro corpo e di ridurlo in
schiavit148, perch non sia di impedimento allo spirito, ma al suo
servizio, e cos offriamo i nostri corpi149 come sacrificio vivente150.
E in special modo segnaliamo quanti si flagelleranno, per esempio
ogni settimana, facendo la cosiddetta disciplina, in memoria
della passione del Signore. Quando per vorranno farla, ne chiederanno il permesso al Superiore, e la faranno secondo le sue indicazioni; e questi si regoler tenendo conto della condizione di
ciascuno.

5
Mortificazione e
disciplina

146
Nellantico calendario liturgico la Quinquagesima (= cinquantesimo giorno)
era la domenica immediatamente precedente allinizio della Quaresima. Pertanto linizio
del digiuno quaresimale viene qui anticipato di due giorni: anzich il mercoled delle ceneri, esso viene iniziato il luned precedente [N.d.C.].
147
Si tenga presente che nel rito ambrosiano, in vigore a Milano, lAvvento dura sei
settimane. Le Costituzioni tengono a precisare che i Barnabiti dovranno celebrare lAvvento secondo il rito romano (cf. supra, c. 5, 2 [n. 124]) [N.d.C.].
148
1 Cor 9:27.
149
Nelle prime tre edizioni (1579; 1617; 1829) si leggeva: exhibeant corpora sua
(offrano i loro corpi). Era sicuramente pi corretto [N.d.C.].
150
Rm 12:1.

190

Libro secondo

[112]

Maxime vero Superiores ad talia fratres hortari poterunt cum publica Ecclesiae totius aut fortasse Congregationis aut populi pericula, calamitates aut
quaecumque mala, postulare videbuntur; et quandoque etiam communiter
aut privatim, cum consensu Discretorum, indicere.

163 - Maxime vero Superiores ad talia


fratres hortari poterunt cum publica Ecclesiae totius aut fortasse Congregationis
aut populi pericula, calamitates aut quaecumque mala, postulare videbuntur; et
quandoque etiam communiter aut privatim, cum consensu Discretorum, indicere.

DE ECCLESIIS
ET ECCLESIASTICA SUPPELLECTILI.
CAPUT VIII.

CAPUT VIII
DE ECCLESIIS
ET ECCLESIASTICA SUPELLECTILI

Ecclesiae, cum divino cultui exercendo destinatae et domus Dei sint, non
temere, sed certis regulis fabricandae videntur: ideo earum formae, adhibitis peritis et exercitatis architectis, prius stabiliantur; deinde a Praeposito Generali,
cum consensu Assistentium, approbentur. In quo illud spectari debebit ut rerum divinarum decori, disciplinae ecclesiasticae, et functionibus nostris commode obeundis aedificium sit accommodatum. Et serventur praeterea regulae et instructiones quae in hoc genere
ad fabricae et suppellectilis ecclesiasticae usum probatae habentur.
In posterum autem ecclesiae nostrae S.
Pauli Apostoli nomine consecrentur, nisi forte aliud velit Fundator; et sit tamen
in eis saltem altare ei dicatum.

164 - Ecclesiae, cum divino cultui exercendo destinatae et domus Dei sint, non
temere, sed certis regulis fabricandae videntur; ideo earum formae, adhibitis peritis et exercitatis architectis, prius stabiliantur; deinde a Praeposito Generali,
cum consensu Assistentium, approbentur.
In quo illud spectari debebit ut rerum divinarum decori, disciplinae ecclesiasticae,
et functionibus nostris commode obeundis aedificium sit accommodatum. Et serventur praeterea regulae et instructiones
quae in hoc genere ad fabricae et supellectilis ecclesiasticae usum probatae habentur.
165 - In posterum autem ecclesiae nostrae S. Pauli Apostoli nomine consecrentur, nisi forte aliud velit Fundator; et
sit tamen in eis saltem altare ei dicatum.

De picturis tamen, ex decreto Concilii Tridentinia,


hic exprimere visum est, ut summopere
caveatur ne quid profanum, inane, lascivum, aut omnino a loci sanctitate alienum fiat: item, ut sanctarum imaginum
vultus, vestes, ornamenta, et cetera huiusmodi Sanctorum ipsorum quos referunt modestiae et sanctitati respondeant; nihilque ab historiae veritate di-

166 - De picturis tamen

Sess. 25, c. de invocat.

[113]

Capitolo 8

[163] In particolare i Superiori potranno esortare i fratelli a tali penitenze quando lo dovessero richiedere pubblici pericoli,
calamit o altri mali della Chiesa intera o anche della Congregazione o del popolo; e talvolta potranno anche ordinarle alla comunit o ai singoli col consenso dei Discreti.

191
6
Occasioni
particolari

Capitolo 8
LE CHIESE E IL LORO ARREDAMENTO

[164] Le chiese, essendo destinate allesercizio del culto divino ed essendo la casa di Dio, non vanno fabbricate a caso, ma secondo determinate regole. Pertanto, si far prima un progetto con
la consulenza di architetti competenti ed esperti, e poi lo si far
approvare dal Preposito generale, col consenso degli Assistenti. E
in ci si dovr accertare che ledificio sia conforme al decoro del
culto divino, alla disciplina ecclesiastica e alla comoda esecuzione
dei nostri riti liturgici. Si osserveranno inoltre le norme e le disposizioni che sono in vigore in questo campo per luso delledificio e dellarredamento ecclesiastico.
[165] Dora in poi le nostre chiese saranno dedicate a San
Paolo, a meno che il fondatore non voglia altrimenti; in ogni caso,
ci sar in esse almeno un altare dedicato allApostolo.

1
Le chiese

[166] Per quanto riguarda le pitture, a norma dei decreti del


Concilio di Trento151 [], non si far nulla di profano, futile,
osceno o in genere contrario alla santit del luogo; i volti, le vesti,
gli ornamenti e altri simili particolari delle immagini sacre risponderanno alla modestia e alla santit dei Santi a cui si riferiscono, e

2
Le immagini sacre e
gli altari

hic exprimere visum est, ut summopere


caveatur ne quid profanum, inane, lascivum, aut omnino a loci sanctitate alienum fiat; item, ut sanctarum imaginum
vultus, vestes, ornamenta, et cetera huiusmodi Sanctorum ipsorum quos referunt
modestiae et sanctitati respondeant; nihilque ab historiae veritate discordet. Item

151
Sessione 25, De invocatione, veneratione et reliquiis Sanctorum, et de sacris imaginibus [IV ed.].

192

Libro secondo

[114]

[115]

Capitolo 9

scordet. Item de altaribus, ut non extruantur nisi quot necessaria sint; in quibus vel muniendis vel ornandis serventur deinde regulae et instructiones quas
diximus.

de altaribus, ut non extruantur nisi quot


necessaria sint; in quibus vel muniendis
vel ordinandis serventur deinde liturgicae regulae et instructiones.

nulla discorder dalla verit storica. Per quanto riguarda gli altari,
non ne verranno costruiti se non quanti ne sono necessari; nella
loro costruzione e nel loro ornamento [nella loro disposizione] si
osserveranno dora in poi le norme e le disposizioni suddette [liturgiche].

Curetur omnino illud observandum


quod acceptum a maioribus adhuc quidem retinemus, ut aedes ipsa et eius partes omnes, parietes, pavimentum, nedum altaria et alia quae sunt maioris momenti, item secretarium sive sacristia et
omnis suppellex divino cultui dicata,
munda, pura, integra, incorrupta omni
studio conservetur; dentque operam qui
rebus eiusmodi praefecti sunt ut in suo
ministerio nihil umquam appareat incuriae vel negligentiae, maxime secundum
ministerii sui regulas, quae describentur.

167 - Curetur omnino illud observandum


quod acceptum a maioribus adhuc quidem retinemus, ut aedes ipsa et eius partes omnes, parietes, pavimentum, nedum
altaria et alia quae sunt maioris momenti, item secretarium sive sacristia et omnis
supellex divino cultui dicata, munda, pura, integra, incorrupta omni studio conservetur; dentque operam qui rebus eiusmodi praefecti sunt ut in suo ministerio
nihil umquam appareat incuriae vel negligentiae, maxime secundum ministerii
sui regulas, quae descriptae sunt.

[167] In generale, si avr cura di osservare la consegna che abbiamo ricevuto dai nostri maggiori e che finora abbiamo sempre
rispettato: che lo stesso edificio e tutte le sue parti, le pareti, il pavimento, nonch gli altari e le altre cose che sono di maggiore importanza, come pure la sagrestia e ogni arredo destinato al culto
divino, siano con ogni cura tenuti puliti, mondi, integri, intatti.
Quanti sono stati incaricati di tale settore si adoperino perch nel
loro ufficio non appaia mai alcuna incuria o negligenza, seguendo
soprattutto le regole del loro ufficio, che saranno redatte [sono
state redatte]152.

DE ORDINANDIS.
CAPUT IX.

CAPUT IX
DE ORDINANDIS

Ut omnia quae ad divinum cultum


pertinent recte sancteque peragantur,
summa cautio adhibenda erit in admittendis ad sacras Ordinationes fratribus.

168 - Ut omnia quae ad divinum cultum


pertinent recte sancteque peragantur,
summa cautio adhibenda erit in admittendis ad sacras Ordinationes fratribus.

Itaque ad Praepositum Generalem


pertineat Ordinum quorumcumque suscipiendorum potestatem dare; quam facultatem etiam Provincialibus, cum fuerint, mandare poterit.
Habeat tamen prius a Capitulo locali
bonum de vita et moribus ordinandi testimonium; non enim cuiquam, nisi
spectata religione, devotione et mortificatione, tantae rei facultas danda erit.
Tres autem ante menses unusquisque
moneatur, quam ei Ordines suscipiendi
sint.

169 - Itaque ad Praepositum Generalem


pertineat Ordinum quorumcumque suscipiendorum potestatem dare; quam facultatem etiam Provincialibus mandare poterit.
Habeat tamen prius a Capitulo locali
bonum de vita et moribus ordinandi testimonium; non enim cuiquam, nisi spectata religione, devotione et mortificatione, tantae rei facultas danda erit.
Tres autem ante menses unusquisque
moneatur, quam ei Ordines suscipiendi
sint.

De litteris quoque et scientia periculum fiat, antequam ad examen quis mittatur, per viros idoneos a Praeposito Generali ad eam rem eligendos;

De litteris quoque et scientia periculum


fiat, antequam ad examen quis mittatur,
per viros idoneos a Praeposito Generali
ad eam rem eligendos;

193

3
Cura e pulizia

Capitolo 9
LE ORDINAZIONI

[168] Perch tutto ci che riguarda il culto divino sia compiuto correttamente e scrupolosamente, si dovr usare somma cautela nellammettere i confratelli agli Ordini sacri.

1
Cautela nelle
ammissioni

[169] Spetter perci al Preposito generale dare lautorizzazione a ricevere qualsiasi Ordine; potr delegare tale facolt anche
ai Provinciali, quando ci saranno [].
Prima per ricever dal Capitolo locale un attestato positivo
sulla condotta di vita dellordinando: la facolt di essere ordinati
infatti non dovr essere data ad alcuno, che non sia di provato spirito religioso, piet e mortificazione.
Ciascuno sar avvisato con tre mesi di anticipo, prima di ricevere gli Ordini.

2
Ammissione

Prima di mandare uno allesame153, lo si sottoporr anche a una


verifica sulla sua preparazione culturale e teologica, per mezzo di
persone idonee, scelte appositamente dal Preposito generale.

3
Verifica interna
prima dellesame
Osservanza delle
norme canoniche

152
Regole della monditia, et cura che si dee havere nelle cose appartenenti al culto divino, s.n.t.; Regulae officiorum, De officio Praefecti caeremoniarum, chori et sacrarii, ed.
1863, pp. 96-105; ed. 1950, pp. 80-88; Regole dei fratelli, Del sagrestano, ed. 1881, pp.
38-43; ed. 1945, pp. 73-81 [N.d.C.].
153
Ci si riferisce allesame da parte del Vescovo, previsto dai canoni del Concilio
di Trento [N.d.C.].

194

Libro secondo

qui in eo Tridentini Concilii canones sequentura et praeterea formulam eis


praescribendam. Qua in re etiam interstitia sacris canonibus praescripta serventurb, nisi aliter expedire forte visum
fuerit.

[116]

ea demum observentur quae de formatione clericali et religiosa deque scrutinio pro ordinandis ab Apostolica Sede
decreta sunt c.

[117]

Capitolo 10

195

Questi osserveranno i canoni del Concilio di Trento154 e inoltre le


norme che saranno loro prescritte. Nellammissione agli Ordini si
rispetteranno anche gli interstizi prescritti dai sacri canoni155, a meno che non si ritenga opportuno fare altrimenti [Si osserver infine quanto stabilito dalla Sede Apostolica riguardo alla formazione
sacerdotale e religiosa e allo scrutinio degli ordinandi156].

Intra triennium a professione ne


quis ad Ordines sacros admittatur, nisi
alicuius aetas aut virtus aliud postulare
Praeposito Generali videaturd.

Non si ammetter nessuno agli Ordini sacri, prima che siano


trascorsi tre anni dalla professione, a meno che il Preposito generale non ritenga che let e la virt del candidato richiedano altrimenti157 [].

4
Triennio fra la
professione e gli
Ordini

Qui ut Conversi recepti sunt ad Or- 170 - Qui ut Conversi recepti sunt, ad
dines ne postea umquam admittantur, Ordines ne postea umquam admittantur,
sicuti neque ad habitum clericalem.
sicuti neque ad habitum clericalem.

[170] Coloro che sono stati accettati come conversi, non saranno in seguito mai ammessi agli Ordini, come neppure allabito
dei chierici.

5
Esclusione dei
conversi dagli
Ordini

DE COLLATIONIBUS
ET QUIBUSDAM CAPITULIS.
CAPUT X.

CAPUT X
DE COLLATIONIBUS
ET QUIBUSDAM CAPITULIS

Prosequamur nunc nonnulla alia


quae ad disciplinam regularem conservandam valde pertinere usu compertum
est.

171 - Prosequamur nunc nonnulla alia


quae ad disciplinam regularem conservandam valde pertinere usu compertum
est.

Retineat igitur unusquisque Praepositus in Collegio suo illud collationum


institutum quod a veteribus Patribus
cum vocabulo acceptum Maiores nostri
sancte observarunt, ut fratribus omnibus uno in loco congregatis, ipse aliquid
ad spiritualem progressum faciendum
proponat, veluti de virtutibus comparandis, de vitiis evellendis, de iis quae
detrimentum, de iis quae adiumentum
regulari disciplinae importent, de orationis sanctaeque meditationis ratione,
de notis verae obedientiae, castitatis et
paupertatis, de mortificationis gradibus

Retineat igitur unusquisque Praepositus in Collegio suo illud collationum institutum quod a veteribus Patribus cum
vocabulo acceptum Maiores nostri sancte
observarunt, ut fratribus omnibus uno in
loco congregatis, ipse aliquid ad spiritualem progressum faciendum proponat, veluti de virtutibus comparandis, de vitiis
evellendis, de iis quae detrimentum, de
iis quae adiumentum regulari disciplinae
importent, de orationis sanctaeque meditationis ratione, de notis verae obedientiae, castitatis et paupertatis, de mortificationis gradibus veraque sui ipsius abne-

Sess. 23, de reform. c. 4, 11 seq.


Ib. c. 13, 14.
c
Can. 964, 2; 965; 966; 996; 997.
d
Ante professionem solemnem nemo ad Ordines sacros admittitur, absque speciali
S. Sedis concessu, licet a triennio et amplius vota simplicia professus sit (Cf. Commentarium, 97).
a

Capitolo 10
LE COLLAZIONI E I CAPITOLI

[171] Trattiamo ora alcune altre questioni che per esperienza


sappiamo essere molto utili al mantenimento della disciplina regolare.

1
Premessa

Ogni Preposito mantenga nel suo Collegio listituto delle collazioni, che i nostri maggiori ricevettero con tale nome dagli antichi Padri e conservarono scrupolosamente: ai confratelli riuniti
in uno stesso luogo egli proporr un tema utile alla crescita spirituale, come per esempio lacquisto delle virt, lo sradicamento dei
vizi, i fattori che arrecano danno e quelli che giovano alla disciplina regolare, i tempi e i modi dellorazione e della meditazione, le
caratteristiche della vera obbedienza, castit e povert, i gradi della mortificazione e il vero rinnegamento di s, la sollecitudine per

2
Collazioni

Sessione 23, De reformatione, can. 4; 11 ss [IV ed.].


Ibid., can. 13 e 14 [IV ed.].
156
Can. 964, 2; 965; 966; 996; 997 [VI ed.].
157
Nessuno ammesso ai sacri Ordini prima della professione solenne senza la speciale dispensa della Santa Sede, anche se sia professo di voti semplici da tre o pi anni (cf.
Commentarium, 97) [IV ed.].
154
155

196

Libro secondo

[118]

veraque sui ipsius abnegatione, de curanda salute proximorum. Interrogati


vero, non tamquam scholastice disputantes, sed ad vitam et usum quotidianum accommodate respondeant.

gatione, de curanda salute proximorum.


Interrogati vero, non tamquam scholastice disputantes, sed ad vitam et usum
quotidianum accommodate respondeant.

Poterunt et eae collationes ita haberi ut Praepositus orationum meditationumque quasi rationem a singulis exigat: certe, ut meditationum materiam
certis diebus, praesertim solemnibus,
proponere, ita earum rationem poscere
debebit, nunc quidem una ab universis
in collatione habenda, nunc vero a quibusdam separatim (et quandoque etiam
per alium, prout expedire iudicaverit),
ut etiam qui tardioris fortasse ingenii
sunt, rectius in via Domini instruantur.

Poterunt et eae collationes ita haberi


ut Praepositus orationum meditationumque quasi rationem a singulis exigat: certe, ut meditationum materiam certis diebus, praesertim sollemnibus, proponere,
ita earum rationem poscere debebit, nunc
quidem una ab universis in collatione habenda, nunc vero a quibusdam separatim
(et quandoque etiam per alium, prout expedire iudicaverit), ut etiam qui tardioris
fortasse ingenii sunt, rectius in via Domini instruantur.

172 - Habeatur etiam saltem quater in


anno, singulis scilicet trimestribus,
Usitata quoque congregatio habea- usitata congregatio
tur
quam dicimus capitulum culparum, in
qua omnes, ut diximus, congregati, quae
in officiorum functione vel alias adversus domesticae disciplinae regulas commiserint, singillatim fateantur.

quam dicimus capitulum culparum, in


qua omnes, ut diximus, congregati, quae
in officiorum functione vel alias adversus
domesticae disciplinae regulas commiserint, singillatim fateantur.

Haec duo genera congregationis ita


distribuantur ut singula hebdomada
unum ex eis habeatur; ordinariumque
uniuscuiusque spatium sit horae.
Aliud quoque genus, pariter ex nostris veteribus institutis, aliquando loco
eorum habebitur, quod quidem, quoniam ad sui ipsius cognitionem magno
cuique adiumento esse potest et mortificationi exercendae valde est accommodatum, cupimus a fratribus nostris spiritualis progressus desiderio appeti; estque eiusmodi, ut aliquo (praesertim si is
humiliter postularit) in medio constituto, ceteri quos Praepositus voluerit eius
vitia percenseant, emendationisque rationem demonstrent; quod tamen ita
praestetur ut ea solum dicantur quae ex-

[119]

Capitolo 10

197

la salvezza del prossimo. Gli interpellati non risponderanno come


si farebbe in una disputa scolastica, ma in modo consono alla vita
e alle esigenze di ogni giorno.
Queste collazioni si potranno svolgere anche in altro modo: il
Preposito chieder a ciascuno una specie di resoconto sul suo modo di pregare. In determinati giorni, specialmente nelle solennit,
proporr largomento delle meditazioni e poi ne chieder conto,
ora tenendo una collazione con tutti, ora solo con alcuni (e talvolta anche servendosi di un altro, nella misura in cui riterr pi opportuno), in modo tale che anche quelli che eventualmente fossero meno aperti di mente, vengano ammaestrati nel miglior modo
possibile nella via del Signore.

3
Resoconto
dellorazione

[172] Si terr pure [almeno quattro volte allanno, e cio ogni


tre mesi,] la tradizionale riunione detta capitolo delle colpe,
nella quale tutti, dopo essersi radunati come abbiamo detto158, riconoscono singolarmente le colpe commesse nellesecuzione degli
uffici o contro le altre regole della disciplina della casa.

4
Capitolo delle colpe

Questi due generi di raduni159 saranno distribuiti in maniera


tale che se ne tenga uno a settimana. La durata di ciascuno sia
normalmente di unora [ n. 175].

5
Periodicit e durata

[173] Talvolta si terr [potr tenersi] al loro posto un altro genere di capitolo, anchesso tra i nostri antichi istituti; e siccome
questo pu essere di grande aiuto a ciascuno per conoscere s
stesso e molto adatto alla pratica della mortificazione, desideriamo che i nostri confratelli vi si dispongano col desiderio di crescere spiritualmente. Si svolge nel modo seguente: si pone uno nel
mezzo (specialmente se lui lo avr chiesto umilmente) e gli altri,
scelti dal Preposito, elencano i suoi difetti e gli indicano la manie-

6
Capitolo delle
censure

173 - Aliud quoque genus, pariter ex nostris veteribus institutis, aliquando loco
eorum haberi poterit, quod quidem, quoniam ad sui ipsius cognitionem magno
cuique adiumento esse potest et mortificationi exercendae valde est accommodatum, cupimus a fratribus nostris spiritualis progressus desiderio appeti; estque eiusmodi, ut aliquo (praesertim si is humiliter postularit) in medio constituto, ceteri
quos Praepositus voluerit eius vitia percenseant, emendationisque rationem demonstrent; quod tamen ita praestetur ut
ea solum dicantur quae extrinsecus in
158
159

Cf. supra, 2 [n. 171] [N.d.C.].


Vale a dire, la collazione e il capitolo delle colpe [N.d.C.].

198

Libro secondo

[120]

trinsecus in consuetudine quotidiana


omnibus apparent, aut certe levia sunt;
idque ea modestia et sinceritate ut a sola charitate proficisci nemo dubitare
possit. Repraehensus autem inducat animum aliis potius credere quam sibi, cum
perfacile eveniat ut omnes in iudicio de
nobis ipsis habendo fallamur.

consuetudine quotidiana omnibus apparent, aut certe levia sunt; idque ea modestia et sinceritate ut a sola charitate proficisci nemo dubitare possit. Reprehensus
autem inducat animum aliis potius credere quam sibi, cum perfacile eveniat ut omnes in iudicio de nobis ipsis habendo fallamur.

Atque eiusmodi capitula materiam


dabunt ut de erratorum causis et remediis, prout Praeposito visum fuerit, disseratur: locum etiam dabunt Praepositi
monitionibus ad animarum quae ei concreditae sunt salutem faciendis.

Atque eiusmodi capitula materiam


dabunt ut de erratorum causis et remediis
prouti Praeposito visum fuerit, disseratur;
locum etiam dabunt Praepositi monitionibus ad animarum quae ei concreditae
sunt salutem faciendis.

Praeterea quater in anno omnes professi (nisi forte aliquando expedire videatur ut adsint soli vocales) eodem modo conveniant ut unusquisque qua in re
disciplina relaxetur, Constitutionesque,
ordinationes et regulae non serventur in
memoriam redigat; quo in conventu illud simul agatur qua ratione commemoratae corruptelae tolli debeant. Commodum vero erit uno tempore hoc agi
et ipsas Constitutiones, ut supra, legi.

174 - Praeterea quater in anno omnes


professi (nisi forte aliquando expedire videatur ut adsint soli vocales) eodem modo conveniant ut unusquisque qua in re
disciplina relaxetur, Constitutionesque,
ordinationes et regulae non serventur in
memoriam redigat; quo in conventu illud
simul agatur qua ratione commemoratae
corruptelae tolli debeant. Commodum vero erit uno tempore hoc agi et ipsas Constitutiones, ut supra, legi.

[121]

Capitolo 10

199

ra di emendarsi. Si dir per solo ci che appare a tutti allesterno


nella vita di tutti i giorni o che almeno sia lieve; e lo si far con una
moderazione e sincerit tali che nessuno possa dubitare che procede dalla sola carit. Colui che viene ripreso poi si convincer a
credere agli altri piuttosto che a s, dal momento che facilmente
tutti ci sbagliamo nel giudicare noi stessi.
Simili capitoli forniranno elementi per discorrere sulle cause e
i rimedi dei comportamenti errati, nella misura in cui sembrer
opportuno al Preposito; daranno inoltre occasione al Preposito di
fare delle ammonizioni per la salvezza delle anime che gli sono
state affidate.

7
Ricerca delle cause
e dei rimedi

[174] Inoltre quattro volte allanno tutti i professi (a meno che


talvolta non sembri opportuno che ci siano solo i vocali160) si riuniranno allo stesso modo e ciascuno rammenter in che cosa si rilassi la disciplina e non si osservino le Costituzioni, le delibere capitolari e i regolamenti. In tale raduno si discuter anche su come
si debbano rimuovere le menzionate degenerazioni. Sar utile fare ci e allo stesso tempo leggere, come detto161, le Costituzioni.

8
Capitolo degli avvisi

[175 Questi diversi tipi di raduni saranno distribuiti in maniera tale che se ne tenga uno ogni due settimane.162]

[Periodicit]

175 - Haec Congregationum genera ita


distribuantur ut alternis hebdomadis
unum ex eis habeatur.

160
Sul concetto di vocale, in contrasto con quello di semplice professo, cf. infra, l. IV, c. 1, 3 [n. 256] [N.d.C.].
161
Cf. supra, l. I. c. 1, 14 [n. 9] [N.d.C.].
162
Cf. supra, 5 [N.d.C.].

200

Libro secondo

[122]

DE CORRECTIONE FRATERNA.
CAPUT XI.

CAPUT XI
DE CORRECTIONE FRATERNA

Cum in omnibus oportet illud Domini praeceptum memoria tenere et omni studio amplecti ut invicem diligamus
sicut ipse dilexit nos (in hoc enim cognoscent omnes quia Christi discipuli
sumus, si dilectionem habuerimus ad invicema),
tum in eo nullo modo praetermittere ut
quibuscumque rebus possimus saluti
fratrum nostrorum consulere et eorum
spiritualem progressum adiuvare studeamus: quod quidem in officio fraternae correptionis, a Domino specialiter
praeceptae, sancte praestatur.

176 - Cum in omnibus oportet illud Domini praeceptum memoria tenere et omni studio amplecti ut invicem diligamus
sicut ipse dilexit nos in hoc enim cognoscent omnes quia Christi discipuli sumus, si dilectionem habuerimus ad invicem (Ioh., XIII, 34, 35; Eph., V, 2),
tum in eo nullo modo praetermittere ut
quibuscumque rebus possimus saluti fratrum nostrorum consulere et eorum spiritualem progressum adiuvare studeamus:
quod quidem in officio fraternae correctionis, a Domino specialiter praeceptae,
sancte praestatur.

Itaque fratres nostri tum illud generaliter curent quacumque ratione se ab


errore vicissim avocare (qui enim converti fecerit peccatorem ab errore viae
suae, salvabit animam eius a morte, et
operiet multitudinem peccatorumb); tum
officio fraternae correptionis, ubi opus
est, pie sancteque secundum sacrorum
Doctorum regulas utantur; ut scilicet
quem peccare cognoverint, loco et tempore opportuno modoque ad emendationis fructum accommodato, secreto
moneant. Si perseveret, alterum aut tertium adhibentes iterum moneant, eisque
ostendant, ut vel eorum monitione moveatur, vel certe eorum testimonio, si negaverit, convincatur. Quod si adhuc perstet, ad Superiorem deferant, ut secundum disciplinae regulas coerceatur. In
secunda autem monitione seniores vel
auctoritate graves adhibeantur, ut id
plus ponderis habeat ad fratris emendationem.

177 - Itaque fratres nostri tum illud generaliter curent quacumque ratione se ab
errore vicissim avocare qui enim converti fecerit peccatorem ab errore viae
suae, salvabit animam eius a morte, et
operiet multitudinem peccatorum
(Iac., V, 20); tum officio fraternae correctionis, ubi opus est, pie sancteque secundum sacrorum Doctorum regulas
utantur; ut scilicet quem peccare cognoverint, loco et tempore opportuno modoque ad emendationis fructum accommodato, secreto moneant. Si perseveret, alterum aut tertium adhibentes iterum moneant, eisque ostendant, ut vel eorum
monitione moveatur, vel certe eorum testimonio, si negaverit, convincatur. Quod
si adhuc perstet, ad Superiorem deferant,
ut secundum disciplinae regulas coerceatur. In secunda autem monitione seniores vel auctoritate graves adhibeantur, ut
id plus ponderis habeat ad fratris emendationem.

a
Ioh. XIII, 34, 35 [Mandatum novum do vobis, ut diligatis invicem; sicut dilexi vos,
ut et vos diligatis invicem. In hoc cognoscent omnes quia discipuli mei estis: si dilectionem
habueritis ad invicem]. Ephes. V, 2 [Et ambulate in dilectione, sicut et Christus dilexit nos,
et tradidit semetipsum pro nobis, oblationem et hostiam Deo in odorem suavitatis].
b
Iac. V, 20.

[123]

Capitolo 11

201

Capitolo 11
LA CORREZIONE FRATERNA

[176] Se vero che dobbiamo sempre tenere a mente e abbracciare con ardore il comando del Signore di amarci gli uni gli
altri, come lui ci ha amati (da questo infatti tutti sapranno che siamo discepoli di Cristo, se avremo amore gli uni per gli altri163), a
maggior ragione non dobbiamo assolutamente tralasciare di provvedere in ogni cosa alla salvezza dei nostri fratelli e di aiutare la loro crescita spirituale. Ci si realizza in maniera perfetta nella pratica della correzione164 fraterna, particolarmente raccomandata dal
Signore.

1
Premessa

[177] Pertanto i nostri confratelli avranno cura in generale di


richiamarsi a vicenda in qualunque modo dallerrore (infatti chi riconduce un peccatore dalla sua via di errore lo salver dalla morte e
coprir una moltitudine di peccati165); inoltre, quando risulti necessario, faranno scrupoloso uso della pratica della correzione fraterna, secondo le regole dei Santi Dottori, e cio: quando vengono a
sapere che uno ha peccato, lo ammoniranno in segreto, a luogo e
tempo opportuno e nella maniera adatta perch la correzione sia
fruttuosa. Se persiste, con laiuto di uno o due altri, lo ammoniranno di nuovo alla loro presenza che o si lascia smuovere dalla
loro ammonizione o, se si rifiuta, sar in ogni caso riconosciuto
colpevole dalla loro testimonianza. E se quello si ostina ulteriormente, lo denunceranno al Superiore, perch sia punito secondo
le norme disciplinari. Nella seconda ammonizione ci si avvarr degli anziani o di religiosi autorevoli, in modo da dare pi peso alla
correzione del confratello.

2
Procedura ordinaria

Gv 13:34-35; cf. Ef 5:2.


Si noti che qui e nel paragrafo successivo le prime quattro edizioni delle Costituzioni usano il termine correptio (da corripere = rimproverare), sostituito nelle ultime
due edizioni con correctio (da corrigere = correggere) [N.d.C.].
165
Gc 5:20.
163
164

202

Libro secondo

[124]

Si tamen aliqua peccata viderint magno detrimento Collegio aut multis futura nisi denuntientur, neque monitionis fraternae tempus sit aut locus, vel, si
sit, spes tamen futurae emendationis
non ostendatur, praetermissa monitione, ad Superiorem referant, modo certo
sciant.

178 - Si tamen aliqua peccata viderint


magno detrimento Collegio aut multis futura nisi denuntientur, neque monitionis
fraternae tempus sit aut locus, vel, si sit,
spes tamen futurae emendationis non
ostendatur, praetermissa monitione, ad
Superiorem referant; modo certo sciant.

Neque solum in gravioribus et ubi


praecepto tenentur hac ratione fratres
inter sese adiuvent, sed in levioribus
quoque sibi invicem consulere studeant,
sive monentes sive nota aliqua significatione erratum indicantes; nam neque
parva negligenda sunt, ne, quod facile
fit, ex eis in maiora incidamusc.

179 - Neque solum in gravioribus et ubi


praecepto tenentur hac ratione fratres inter sese adiuvent, sed in levioribus quoque sibi invicem consulere studeant, sive
monentes sive nota aliqua significatione
erratum indicantes; nam neque parva negligenda sunt, ne, quod facile fit, ex eis in
maiora incidamus (Eccli., XIX, 1).

In quo quidem officio ea moderatio


servetur, praesertim ab iis quibus aetas
vel recens conversio minorem conciliat
auctoritatem, ut sine arrogantia aut stomacho id fiat: mansuetos enim esse ad
omnes nos oportet, docibiles, patientes
et cum modestia corripientes eos qui resistunt veritatid,
spirituque lenitatis uti, considerantes
nos ipsos ne et nos tentemure.

180 - In quo quidem officio ea moderatio


servetur, praesertim ab iis quibus aetas
vel recens conversio minorem conciliat
auctoritatem, ut sine arrogantia aut stomacho id fiat: mansuetos enim esse ad
omnes nos oportet, docibiles, patientes et
cum modestia corripientes eos qui resistunt veritati (II Tim., II, 24 seq.),
spirituque lenitatis uti, considerantes nos
ipsos ne et nos tentemur (Gal., VI, 1).

[125]

203

[178] Se per dovessero rendersi conto che alcune trasgressioni potrebbero essere di grave danno al Collegio o a molte persone, qualora non venissero denunciate, e se non ci fosse tempo e
occasione per lammonizione fraterna o se, pur essendoci, mancasse qualsiasi speranza di correzione, tralasciata lammonizione,
ne riferiranno al Superiore, purch ne siano sicuri.

3
Procedura
durgenza

[179] I confratelli si aiuteranno tra loro in questo modo non


solo nelle situazioni pi gravi e quando sono obbligati dal precetto, ma anche in quelle pi lievi cercheranno di aver cura gli uni
degli altri, o con lammonizione o indicando lerrore in qualche
modo convenuto. Infatti non bisogna trascurare neppure le piccole cose, affinch, come spesso accade, da quelle non cadiamo
nelle pi grandi166.

4
Correzione nelle
piccole cose

[180] In questa pratica si osserver grande moderazione, specialmente da parte di quanti hanno meno autorit o per let o per
la recente conversione167, di modo che la correzione avvenga senza arroganza e senza animosit. Infatti dobbiamo essere miti con
tutti, docili, pazienti, misurati nel riprendere quanti resistono alla
verit168, e animati da spirito di dolcezza, vigilando su noi stessi
per non essere tentati anche noi169.

5
Moderazione

Sir 19:1.
Ci si riferisce allingresso in Congregazione [N.d.C.].
168
2 Tm 2:24-25. La NV sostituisce docibilem con aptum ad docendum, modestia
con mansuetudine, e omette veritati [N.d.C.].
169
Gal 6:1.
166

Eccli. XIX, 1 [Qui spernit modica paulatim decidet].


d
II Tim. II, 24 seq. [Servum autem Domini non oportet litigare: sed mansuetum esse
ad omnes, docibilem, patientem, cum modestia corripientem eos qui resistunt veritati].
e
Gal. VI, 1 [In spiritu lenitatis, considerans teipsum, ne et tu tenteris].
c

Capitolo 11

167

204

Libro secondo

[126]

DE CORRECTIONE
QUAE SUPERIORUM EST.
CAPUT XII.

CAPUT XII
DE CORRECTIONE
QUAE SUPERIORUM EST

Superiorum partes erunt (ut primum, sive ex delatione alicuius, sive alia
via, cognoverint) peccata nullo modo
negligere; sed, pro qualitate eorum, periculo impendente, et conditione personae, quid agi opus sit statuere; aliquando enim erratum dissimulandum est vel
ad tempus tolerandum, aliquando puniendum, et quandoque tantum reprehendendum: aliqui etiam leniter reprehendendi, aliqui vero vehementius
increpandi, sed et aliqui etiam statim
convenienti poena sunt coercendi; aliter
enim faciles dictoque audientes habendi
sunt, aliter contumaces et superbi, qui
enim erudit derisorem, ipse iniuriam sibi
facita.
Spectandum item num quid occultum
sit, aut manifestum; et quod exemplum
ex alicuius facto proficisci possit, ut
etiam aedificatio ceterorum curetur;
propterea dixit Apostolus: Peccantes coram omnibus argue, ut et ceteri timorem
habeantb.

181 - Superiorum partes erunt (ut primum sive ex relatione alicuius, sive alia
via, cognoverint) peccata nullo modo negligere; sed, pro qualitate eorum, periculo impendente, et conditione personae,
quid agi opus sit statuere; aliquando enim
erratum dissimulandum est vel ad tempus tolerandum, aliquando puniendum,
et quandoque tantum reprehendendum:
aliqui etiam leniter reprehendendi, aliqui
vero vehementius increpandi, sed et aliqui etiam statim convenienti poena sunt
coercendi; aliter enim faciles dictoque audientes habendi sunt, aliter contumaces
et superbi: qui enim rudit derisorem,
ipse iniuriam sibi facit (Prov., IX, 7).

Illud tamen regulare et ordinarium


videtur ut prius peccans secreto moneatur aut increpetur; iterum autem coram
senioribus vel Discretis, et, si adhuc perseveret, coram omnibus obiurgetur; postea vero convenienti animadversione
coerceatur: ut primo amoris significationem experiatur, deinde erubescat, postremo severitatem sentiat, eamque tanto maiorem quanto contumacia magis
creverit.

182 - Illud tamen regulare et ordinarium


videtur ut prius peccans secreto moneatur
aut increpetur; iterum autem coram senioribus vel Discretis, et si adhuc perseveret, coram omnibus obiurgetur; postea
vero convenienti animadversione coerceatur: ut primo amoris significationem
experiatur, deinde erubescat, postremo severitatem sentiat, eamque tanto maiorem
quanto contumacia magis creverit.

a
b

Prov. IX, 7.
I Tim. V, 20.

Spectandum item num quid occultum sit


aut manifestum; et quod exemplum ex
alicuius facto proficisci possit, ut etiam aedificatio ceterorum curetur; propterea
dixit Apostolus: Peccantes coram omnibus argue, ut et ceteri timorem habeant
(I Tim., V, 20).

[127]

Capitolo 12

205

Capitolo 12
LA CORREZIONE
DI COMPETENZA DEI SUPERIORI

[181] Sar compito dei Superiori (non appena ne vengano a


conoscenza dalla denuncia [dal rapporto]170 di qualcuno o per altra via) di non trascurare in alcun modo le colpe; ma di stabilire,
in caso di conseguenze negative, che cosa si debba fare, secondo
il genere della colpa e la condizione dellinteressato. Talvolta infatti bisogna dissimulare lerrore o tollerarlo per un certo tempo;
talvolta bisogna punirlo e talora solo biasimarlo. Alcuni vanno ripresi dolcemente, altri invece vanno rimproverati energicamente;
alcuni poi bisogna punirli immediatamente con una pena adeguata. Di fatto, alcuni sono da considerare pronti e obbedienti al comando, altri ostinati e superbi; infatti chi corregge lo spavaldo ne
riceve disprezzo171. Bisogna considerare ancora se si tratta di una
colpa occulta oppure manifesta, e se da quello che si fa a uno possa derivarne una lezione, in modo che da provvedere anche
alledificazione degli altri. Perci disse lApostolo: Quelli che risultano colpevoli, rimprverali alla presenza di tutti, perch anche
gli altri abbiano timore172.

1
Diverso
atteggiamento
verso le colpe

[182] Tuttavia sembra che la procedura normale e ordinaria


debba essere la seguente: prima si ammonir o si rimproverer il
colpevole in segreto; la seconda volta invece davanti agli anziani o
ai Discreti e, se ancora dovesse persistere, sar ripreso davanti a
tutti; poi lo si punir con un castigo adeguato173. In tal modo prima sperimenter un atteggiamento damore, poi la vergogna e infine la severit. E questa dovr essere tanto pi rigorosa quanto
maggiore stata la caparbiet.

2
Procedura ordinaria

170
Si noti limpercettibile variazione lessicale da delatio a relatio, che per muta radicalmente la percezione psicologica e la valutazione morale di un gesto ai nostri giorni comunemente riprovato [N.d.C.].
171
Pr 9:7.
172
1 Tm 5:20.
173
La procedura, di origine evangelica (Mt 18:15-17), simile a quella incontrata
al c. 11, 2 [n. 177] [N.d.C.].

206

Libro secondo

[128]

In animadversionibus aut poenitentiis ordinarie Praepositus localis statuat;


in iis tamen quae graviores sunt, veluti
quae tertio ordini in canonum poenitentialium descriptione sunt adscriptae,
consulat Generalem, vel Provincialem;
Generalem vero omnino si de perpetua
poena agatur:
idque dictum sit tam de iis poenitentiis
et poenis irrogandis quae Constitutione
vel ordinatione aliqua expressae sint,
quam de aliis statuendis;
quae quidem ad canonum poenitentialium normam dirigendae sunt.

183 - In animadversionibus aut poenitentiis ordinarie Praepositus localis statuat; in iis tamen quae graviores sunt, veluti quae tertio ordini in canonum poenitentialium descriptione sunt adscriptae,
consulat Provincialem vel Generalem;
Generalem vero omnino si de perpetua
poena agatur;
idque dictum sit tam de iis poenitentiis et
poenis irrogandis quae Constitutione vel
ordinatione aliqua expressae sint, quam
de aliis statuendis;
quae quidem ad canonum poenitentialium normam dirigendae sunt.

Quando vero, aliquo a correctione


vel emendatione abhorrente, ad id veniendum sit ut, sicuti ex Apostolo habetur, auferendum sit malum ex nobis
ipsis, ne modicum fermentum totam
massam corrumpatc, Capitulum Generale, vel Praepositus Generalis cum consensu Assistentium, statuat quod iuri
consentaneum sitd.

184 - Quando vero, aliquo a correctione


vel emendatione abhorrente, ad id veniendum sit ut, sicuti ex Apostolo habetur, auferendum sit malum ex nobis ipsis,
ne modicum fermentum totam massam
corrumpat (I Cor., V, 2; Gal., V, 9), Praepositus Generalis cum consensu Assistentium statuat quod iuri consentaneum
sit.

In obiurgationibus Superiores a nimia acerbitate, contumelia et omni perturbatione caveant; quando neque aliis
ea ratione afferent medicinam, et sibi
male facient. Medicos imitentur, qui
morbum removere student, aegro autem
non irascuntur; praesertimque id praestent si forte in eo peccatum sit ut ipsi
contemnantur, ne non tam peccatum
punire quam seipsos videantur ulcisci.

185 - In obiurgationibus Superiores a nimia acerbitate, contumelia et omni perturbatione caveant; quando neque aliis ea
ratione afferent medicinam, et sibi male
facient. Medicos imitentur, qui morbum
removere student, aegro autem non irascuntur; praesertimque id praestent si forte in eo peccatum sit ut ipsi contemnantur, ne non tam peccatum punire quam
seipsos videantur ulcisci.

Sicuti misericordiam, clementiam et


mansuetudinem amare et sequi debent,
ita ne in nimiam incidant facilitatem et
indulgentiam valde caveant; ne, dum lenitatem sequuntur, muneris sibi commissi obliviscantur, ipsique in crimen
tamquam Heli incurrante,

186 - Sicut misericordiam, clementiam et


mansuetudinem amare et sequi debent,
ita ne in nimiam incidant facilitatem et
indulgentiam valde caveant; ne, dum lenitatem sequuntur, muneris sibi commissi obliviscantur, ipsique in crimen tamquam Heli incurrant (I Reg., II),

[129]

207

[183] Sulle punizioni o penitenze di norma decider il Preposito locale; tuttavia quando si tratta di colpe pi gravi, come quelle assegnate alla terza categoria nella lista dei canoni penitenziali174, interpeller il Generale o il Provinciale [il Provinciale o il Generale]; in ogni caso, il Generale se si tratta di infliggere una pena perpetua. E ci sia detto tanto dellirrogazione delle penitenze
e pene che sono previste in qualche costituzione o delibera capitolare, quanto delle altre da decidere, le quali dovranno essere
sempre conformi al disposto dei canoni penitenziali.

3
Competenze

[184] Quando uno dovesse rifiutare la correzione o il castigo e


si dovesse giungere, come dice lApostolo, a togliere il malvagio di
mezzo a noi175, perch un po di lievito non faccia fermentare tutta la pasta176, il Capitolo generale o [] il Preposito generale col
consenso degli Assistenti stabilir una punizione che sia conforme
al diritto177.

4
Punizione dei
renitenti

[185] Nei rimproveri i Superiori eviteranno leccessiva asprezza, loffesa e ogni tipo di turbamento, perch in quel modo non
aiuterebbero gli altri e farebbero male a s stessi. Imiteranno i medici, che cercano di rimuovere la malattia, senza adirarsi col malato. Si comporteranno cos soprattutto se si tratta di un affronto
fatto a loro, affinch non sembri che, invece di punire la colpa,
stiano piuttosto vendicando s stessi.

5
Imperturbabilit nei
rimproveri

[186] Come devono lasciarsi guidare dalla misericordia, dalla


clemenza e dalla mitezza, cos eviteranno accuratamente di cadere nelleccessiva condiscendenza e indulgenza, affinch, mentre si
mostrano dolci, non si dimentichino dellufficio loro affidato e incorrano essi stessi nella colpa come Eli178, e rovinino coloro che

6
Doveroso rigore

Cf. infra, Appendice [N.d.C.].


1 Cor 5:13 (Auferte malum ex vobis ipsis). Tanto la IV quanto la VI edizione rinviano per a 1 Cor 5:2, dove viene espresso un concetto simile, ma usando parole diverse
(tollatur de medio vestrum qui hoc opus fecit) [N.d.C.].
176
Gal 5:9.
177
Circa lespulsione di un professo solenne cf. Commentarium, 57 [IV ed.].
178
1 Sam 2.
174
175

c
I Cor. V, 2 [Ut tollatur de medio vestrum]; Gal. V, 9 [Modicum fermentum totam
massam corrumpit].
d
Circa eiectionem solemniter professi cf. Commentarium, 57.
e
I Reg. II.

Capitolo 12

208

Libro secondo

[130]

perdantque quibus parcere sibi stulte videbantur; scriptum est enim: Qui parcit
virgae, odit filiumf.
Neque quod quis contristetur ipsos poeniteat; gaudeant potius quoniam contristatio est secundum Deum quae poenitentiam in salutem stabilem operaturg.

perdantque quibus parcere sibi stulte videbantur; scriptum est enim: Qui parcit
virgae, odit filium (Prov., XIII, 24).
Neque quod quis contristetur ipsos poeniteat; gaudeant potius quoniam contristatio est secundum Deum quae poenitentiam in salutem stabilem operatur (II
Cor., VII, 10).
Aliorum quoque aedificationi hoc mo- Aliorum quoque aedificationi hoc modo
do consulitur, mulctato enim pestilente, consulitur: mulctato enim pestilente, sasapientior erit parvulush.
pientior erit parvulus (Prov., XXI, 11).
Patienter autem atque humiliter monitiones et reprehensiones ab omnibus
accipere et poenitentias subire unusquisque debet, remittens aliis, tamquam aegrotus medici peritiae, omnem morbi
sui et medicinae cognitionem; punienti,
vel ei qui eius culpam detexerit, non irascatur; neque se aut alium conetur defendere, quando etiam sponte, emendationis desiderio, propria peccata proferre debet. Immo in eo quod animae suae
videt salutare remedium adhiberi, non
mediocre agnoscat curationis beneficium; quod cum in remediis quae corpori afferuntur faciamus, in iis quae animae adhibentur multo magis facere debemus. Meminerint quod qui sapiens
est, diligit arguentemi
et qui increpationes odit, morieturj;
illud item quod Dominus noster humiliavit semetipsum, factus obediens usque
ad mortemk,
et omnino non esse condignas passiones
huius temporis ad futuram gloriam quae
revelabitur in nobisl.

187 - Patienter autem atque humiliter


monitiones et reprehensiones ab omnibus
accipere et poenitentias subire unusquisque debet, remittens aliis, tamquam aegrotus medici peritiae, omnem morbi sui
et medicinae cognitionem; punienti, vel
ei qui eius culpam detexerit, non irascatur; neque se aut alium conetur defendere, quando etiam sponte, emendationis
desiderio, propria peccata proferre debet.
Immo in eo quod animae suae videt salutare remedium adhiberi, non mediocre
agnoscat curationis beneficium; quod cum
in remediis quae corpori afferuntur faciamus, in iis quae animae adhibentur multo magis facere debemus. Meminerint
quod qui sapiens est, diligit arguentem
(Prov., IX, 8)
et qui increpationes odit, morietur (Ib.,
XV, 10);
illud item quod Dominus noster humiliavit semetipsum, factus obediens usque ad
mortem (Philip., II, 8),
et omnino non esse condignas passiones
huius temporis ad futuram gloriam quae
revelabitur in nobis (Rom., VIII, 18).

Prov. XIII, 24 [Qui parcit virgae odit filium suum].


II Cor. VII, 10 [Quae enim secundum Deum tristitia, paenitentiam in salutem stabilem operatur].
h
Prov. XXI, 11.
i
Prov. IX, 8 [Argue sapientem, et diliget te].
j
Ib. XV, 10 [Qui increpationes odit, morietur].
k
Philip. II, 8.
l
Rom. VIII, 18 [Existimo enim quod non sunt condignae passiones huius temporis ad
futuram gloriam, quae revelabitur in nobis].

[131]

Capitolo 12

209

avevano stoltamente ritenuto di dover perdonare. Sta scritto infatti: Chi risparmia il bastone odia suo figlio179. E non si dispiaceranno se uno si rattrista; si rallegreranno piuttosto, perch la tristezza secondo Dio quella che produce un pentimento irrevocabile
che porta alla salvezza180. In tal modo si provvede anche alledificazione degli altri: infatti quando lo spavaldo viene punito, linesperto diventa saggio181.
[187] Ciascuno, da parte sua, deve accettare da tutti, con pazienza e umilt, le ammonizioni e i rimproveri e sottomettersi alle
penitenze, rimettendo agli altri, come il malato allesperienza del
medico, ogni giudizio sulla propria malattia e sul relativo rimedio.
Non si adirer con colui che lo punisce o con chi ha messo allo
scoperto la sua colpa, e non tenter di difendere s stesso o un altro, quando anzi dovrebbe manifestare spontaneamente le proprie colpe col desiderio di emendarsi. Al contrario, nella punizione che viene usata come salutare rimedio per la sua anima riconoscer una cura di non poco conto. La considerazione che abbiamo
per i rimedi del corpo, molto pi dobbiamo averla per quelli
dellanima. Ricorderanno che il saggio ama chi lo rimprovera182 e
che chi rifiuta i rimproveri morir183; e ricorderanno ancora che il
Signore umili s stesso facendosi obbediente fino alla morte184, e
infine che le sofferenze del tempo presente non sono paragonabili
alla gloria futura che sar rivelata in noi185.

Pr 13:24.
2 Cor 7:10.
181
Pr 21:11.
182
Pr 9:8.
183
Pr 15:10.
184
Fil 2:8.
185
Rm 8:18.
179
180

7
Atteggiamento dei
colpevoli

210

Libro secondo

[132]

Omnino autem Superiores et ceteri,


in fratris salute et spirituali utilitate curanda, oratione nitantur. Orate, inquit S.
Jacobus,
pro invicem, ut salvemini; multum enim
valet deprecatio iusti assiduam.

188 - Omnino autem Superiores et ceteri, in fratris salute et spirituali utilitate


curanda, oratione nitantur. Orate, inquit
S. Iacobus (V, 16),
pro invicem, ut salvemini; multum enim
valet deprecatio iusti assidua.

Ad huiusmodi vero Superiorum officium de quo hic agimus etiam pertinet


immoderatas quasdam affectiones, cum
eas apparere viderint, reprimere; neque
solum male facta punire, sed prudenter
etiam ne fiant providere. Si quem igitur
viderint in cibo capiendo immodestum,
si in vestitu aut quacumque suppellectili quaedam superflua aut delicias quaerentem, sicuti etiam negligentem et dissolutum, si in somno intemperantem, si
in loquendo nimium vel quid insolentis
praeseferentem, aut aliis eiusmodi affectionibus obnoxium, haec omnia commode et discrete corrigere studeant,
maioribus vitiis quae ex eiusmodi propensionibus oriri possent tempestive occurrentes. Pariter si quem aliquo modo
superbientem vel ex aliqua causa (puta
ex amicitiis, ex scientia, ex fama vel existimatione, aut etiam, ut humana fert
miseria, ex alicuius muneris sacri functione) se efferentem animadverterint,
aut ea conditione et natura esse ut in
eiusmodi vitium facile incidere possit,
eam rationem ineant qua opportune et
prudenter eius de quo agitur saluti consulatur, et Congregationis utilitati prospiciatur; in qua mortificatio conservari
debet, elatio vero et superbia opprimi et
deleri.

189 - Ad huiusmodi vero Superiorum officium de quo hic agimus etiam pertinet
immoderatas quasdam affectiones, cum
eas apparere viderint, reprimere; neque
solum male facta punire, sed prudenter
etiam ne fiant providere. Si quem igitur
viderint in cibo capiendo immodestum, si
in vestitu aut quacumque supellectili
quaedam superflua aut delicias quaerentem, sicuti etiam negligentem et dissolutum, si in somno intemperantem, si in loquendo nimium vel quid insolentis praeseferentem, aut aliis eiusmodi affectionibus obnoxium, haec omnia commode et
discrete corrigere studeant, maioribus vitiis quae ex eiusmodi propensionibus oriri possent tempestive occurrentes. Pariter
si quem aliquo modo superbientem vel ex
aliqua causa (puta ex amicitiis, ex scientia, ex fama vel existimatione, aut etiam,
ut humana fert miseria, ex alicuius muneris sacri functione) se efferentem animadverterint, aut ea conditione et natura
esse ut in eiusmodi vitium facile incidere
possit, eam rationem ineant qua opportune et prudenter eius de quo agitur saluti
consulatur, et Congregationis utilitati
prospiciatur; in qua mortificatio conservari debet, elatio vero et superbia opprimi
et deleri.

Jac. V, 16.

[133]

Capitolo 12

211

[188] In ogni caso, i Superiori e quanti si prendono cura della


salvezza e del bene spirituale del fratello, faranno affidamento sulla preghiera. Pregate, dice San Giacomo, gli uni per gli altri, per essere salvati. Molto potente la preghiera insistente del giusto186.

8
Preghiera

[189] Rientra nel dovere dei Superiori, di cui stiamo trattando,


anche la repressione, al loro primo apparire, di certe inclinazioni
smoderate; e non solo la punizione dei comportamenti cattivi, ma
anche la loro prudente prevenzione. Se dunque vedono uno che
non si controlla nel mangiare; se vedono uno che ricerca il superfluo o il lusso, oppure al contrario uno che negligente e trascurato nellabbigliamento o nellarredamento; se vedono uno
che sregolato nel sonno; se vedono uno che eccede nel parlare
o che manifesta una certa arroganza o soggetto ad altre simili inclinazioni, cercheranno di correggere con tatto e discrezione tutte
queste cose, opponendosi tempestivamente ai vizi pi gravi che
potrebbero derivare da simili propensioni. Parimenti, se dovessero accorgersi che uno in qualche modo insuperbisce o, per qualsiasi motivo, si vanta (per esempio, delle amicizie, della cultura,
della fama o della stima o anche, vista la miseria umana, dellaffidamento di qualche incarico pastorale), o che sia per natura nella
condizione di cadere facilmente in simile vizio, procedano in modo da provvedere opportunamente e prudentemente alla salvezza
dellinteressato e, insieme, badare al bene della Congregazione,
nella quale bisogna conservare la mortificazione e si devono
schiacciare e annientare larroganza e la superbia.

9
Prevenzione

186
Gc 5:16. La NV legge: Orate pro invicem, ut sanemini. Multum enim valet
deprecatio iusti operans [N.d.C.].

212

Libro secondo

[134]

DE CONCORDIA ET AEQUALITATE.
CAPUT XIII.

CAPUT XIII
DE CONCORDIA ET AEQUALITATE

Ad eamdem dilectionem invicem ex


Domini praecepto habendam pertinet ut
Congregatio universa concordi quadam
et coniuncta charitate seipsam complectatur, et, cum una sit inter omnes vitae
victusque ratio, omnium sit etiam una
mens, una voluntas, atque idem desiderium; ut, secundum Apostoli doctrinam,
corpus unum efficiatur multis inter se
membris coagmentatuma:
quod quidem et christianis, praesertim
regularibus viris, maxime convenit, et ad
tranquillitatem conservationemque
Congregationis, uberioresque fructus in
quaerenda proximorum salute edendos,
permagni referre dubium non videtur.
Ad huiusmodi autem concordiam tuendam, tum singulorum officiis opus est,
tum cura Superiorum.

190 - Ad eamdem dilectionem invicem ex


Domini praecepto habendam pertinet ut
Congregatio universa concordi quadam et
coniuncta caritate seipsam complectatur,
et, cum una sit inter omnes vitae victusque ratio, omnium sit etiam una mens,
una voluntas, atque idem desiderium; ut,
secundum Apostoli doctrinam, corpus
unum efficiatur multis inter se membris
coagmentatum (Rom., XII, 4 seq.):
quod quidem et christianis, praesertim regularibus viris, maxime convenit, et ad
tranquillitatem conservationemque Congregationis, uberioresque fructus in quaerenda proximorum salute edendos, permagni referre dubium non videtur. Ad
huiusmodi autem concordiam tuendam,
tum singulorum officiis opus est, tum cura Superiorum.

Itaque singuli ita mores suos conformare studeant ut fratrum voluntati non
adversentur, et propriae voluntati nimium non indulgeant; sed omnes digne
ambulent vocatione qua vocati sunt cum
omni humilitate et mansuetudine, cum
patientia, supportantes invicem in charitate, solliciti servare unitatem spiritus in
vinculo pacisb.
Idem sapiant, eamdem charitatem habentes, unanimes, idipsum sentientes;
nihil per contentionem, neque per inanem gloriam; sed in humilitate superiores invicem arbitrantes, non quae sua
sunt singuli considerantes, sed ea quae
aliorumc.

191 - Itaque singuli ita mores suos


conformare studeant ut fratrum voluntati non adversentur, et propriae voluntati
nimium non indulgeant; sed omnes digne
ambulent vocatione qua vocati sunt cum
omni humilitate et mansuetudine, cum
patientia, supportantes invicem in charitate, solliciti servare unitatem spiritus in
vinculo pacis (Eph., IV, 2 seq.).
Idem sapiant eamdem caritatem habentes, unanimes, idipsum sentientes; nihil
per contentionem, neque per inanem gloriam; sed in humilitate superiores invicem arbitrantes, non quae sua sunt singuli considerantes, sed ea quae aliorum
(Phil., II, 2 seq.).

a
Rom. XII, 4 seq. [Sicut enim in uno corpore multa membra habemus, omnia autem
membra non eundem actum habent, ita multi unum corpus sumus in Christo, singuli autem
alter alterius membra].
b
Eph. IV, 2 seq.
c
Philip. II, 2 seq. [Ut idem sapiatis].

[135]

Capitolo 13

213

Capitolo 13
LA CONCORDIA E LUGUAGLIANZA

[190] Rientra nel medesimo amore vicendevole, secondo il comando del Signore, che tutta la Congregazione si ammanti di carit, concordia e unit. Come unico per tutti il genere di vita e di
sostentamento, tutti avranno pure ununica mente, ununica volont, un medesimo desiderio; in modo che, secondo linsegnamento dellApostolo, il corpo risulti unito per la connessione di
molte membra fra di loro187: cosa che conviene moltissimo ai cristiani, soprattutto ai religiosi, e senza dubbio contribuisce moltissimo alla tranquillit e al mantenimento della Congregazione e alla produzione di pi abbondanti frutti nellapostolato. Per custodire tale concordia c bisogno tanto del contributo dei singoli
quanto della sollecitudine dei Superiori.

1
Concordia

[191] Pertanto ciascuno cercher di regolare il proprio comportamento in modo da non opporsi alla volont dei confratelli e
non indulgere eccessivamente alla propria volont; ma tutti si
comporteranno in maniera degna della vocazione che hanno ricevuto, con ogni umilt, mansuetudine e pazienza, sopportandosi a
vicenda nellamore, avendo a cuore di conservare lunit dello spirito per mezzo del vincolo della pace188. Avranno un medesimo
sentire e la stessa carit, rimanendo unanimi e concordi; non faranno nulla per rivalit o vanagloria, ma con tutta umilt considereranno gli altri superiori a s stessi, senza cercare linteresse proprio, ma quello degli altri189.

2
Umilt

Rm 12:4-5.
Ef 4:1-3. La NV sostituisce patientia con longanimitate. N la IV n la VI edizione segnalano che anche omnes digne ambulent vocatione qua vocati sunt ripreso da Ef
4:1 (Ut digne ambuletis vocatione qua vocati estis) [N.d.C.].
189
Fil 2:2-4. La NV sostituisce sentientes con sapientes [N.d.C.].
187
188

214

Libro secondo

Nullus proprie aliquid faciat quod


ad severiorem vitae rationem pertineat
sine concessu Superioris; qui in ea re
tum singulorum, tum multo magis universi corporis utilitatem spectabit.
Nullus item sibi plus tribui quacumque in re postulet quam cuilibet alii; nec
vero idem quod fortasse alii concedi videt sibi quoque poscat; sed, cum quid
sibi forte opus sit qua decet modestia et
reverentia Superiori significaverit, in illius arbitrio acquiescat, quem moderatorem Congregationi vel Collegio divinitus datum credere debet; quod quidem facile cuique fuerit, si, ut christiana
pietas postulat, in id propriae infirmitatis et inopiae consideratione omni studio incumbet ut sua omnia parvipendat,
seque vero animi iudicio abiiciat, quod
sanctae humilitatis officium est.

[136]

192 - Nullus proprie aliquid faciat quod


ad severiorem vitae rationem pertineat sine concessu Superioris; qui in ea re tum
singulorum, tum multo magis universi
corporis utilitatem spectabit.
193 - Nullus item sibi plus tribui quacumque in re postulet quam cuilibet alii;
nec vero idem quod fortasse alii concedi
videt sibi quoque poscat; sed, cum quid sibi forte opus sit qua decet modestia et reverentia Superiori significaverit, in illius
arbitrio acquiescat, quem moderatorem
Congregationi vel Collegio divinitus datum credere debet, quod quidem facile
cuique fuerit, si, ut christiana pietas postulat, in id propriae infirmitatis et inopiae consideratione omni studio incumbet ut sua omnia parvipendat, seque vero
animi iudicio abiiciat, quod sanctae humilitatis officium est.

Superiores autem ita se comparent


ut neminem praecipuo dignum amore
statuant, nisi quem moribus et virtute
ceteris praestare viderint.

194 - Superiores autem ita se comparent


ut neminem praecipuo dignum amore statuant, nisi quem moribus et virtute ceteris praestare viderint.

Ita quoque communem vivendi rationem moderentur ut aequalitas in omnibus servetur, personarumque acceptio, quae apud Deum locum non habetd,
penitus excludatur; sed omnes in Domino unum habeanture.

Ita quoque communem vivendi rationem moderentur ut aequalitas in omnibus servetur, personarumque acceptio,
quae apud Deum locum non habet
(Rom., II, 11), penitus excludatur; sed
omnes in Domino unum habeantur
(Gal., III, 28).
Quare in victus, vestitus, supellectilis, cubiculorum, et si quid aliud est ad communem vitam pertinens, modo, mensura,
aut ratione quavis, aequalitas servetur;
quamvis aequalitas non ita accipienda sit
ut eadem mensura vel quantitate cuilibet

Quare in victus, vestitus, suppellectilis,


cubiculorum, et si quid aliud est ad
communem vitam pertinens, modo,
mensura, aut ratione quavis, aequalitas
servetur; quamvis aequalitas non ita accipienda sit ut eadem mensura vel quan-

d
e

Rom. II, 11 [Non enim est acceptio personarum apud Deum].


Gal. III, 28 [Omnes enim vos unum estis in Christo Iesu].

[137]

Capitolo 13

215

[192] Nessuno prender liniziativa di adottare uno stile di vita pi severo, senza il permesso del Superiore. Questi, a tale proposito, terr conto, s, del bene dei singoli, ma, ancora di pi, di
quello dellintero corpo.

3 Permesso del
Superiore per una
disciplina pi
severa

[193] Ugualmente nessuno, in qualunque cosa, esiger che gli


sia dato di pi che a chiunque altro; e neppure chieder anche per
s ci che dovesse vedere concesso a un altro; ma, dopo aver fatto presente al Superiore, con la discrezione e il rispetto dovuti, ci
di cui dovesse aver bisogno, si abbandoner alla sua decisione,
nella convinzione che quello il moderatore dato da Dio alla
Congregazione o al Collegio. Questo sar certamente facile a
ognuno se, come richiede la spiritualit cristiana, considerando
attentamente la propria debolezza e povert, terr in poco conto
le proprie esigenze e se arriver al disprezzo di s, cosa questa doverosa per chi vuol essere umile.

4
Sapersi
accontentare

[194] I Superiori, dal canto loro, si disporranno a non ritenere nessuno oggetto di amore preferenziale, se non chi si distingue
dagli altri nel modo di comportarsi e nella virt.

5
Esclusione di
preferenze

Inoltre regoleranno lo stile di vita comune in modo che sia


mantenuta luguaglianza in tutte le cose e sia esclusa totalmente la
parzialit, che presso Dio non trova spazio190; ma tutti saranno
uno nel Signore191. Pertanto nel modo, nella misura e in qualsiasi
altro aspetto del mangiare, del vestire, dellarredare le camere e di
qualunque altro settore della vita comune, si manterr luguaglianza. Tuttavia luguaglianza non andr considerata nel senso

6
Uguaglianza

190
191

Rm 2:11.
Gal 3:28.

216

Libro secondo

[138]

titate cuilibet tribuatur (hoc enim in


multis aequalitati repugnaret), sed proportionis, et eius quod cuique opus sit
habita ratione. Quocirca aetas, valetudo,
corporis constitutio, officium item et
muneris functio, et si quid simile est,
consideretur; ut in quibuscumque rebus
opus sit, in dispari quoque ratione aequalitati consulatur.

tribuatur (hoc enim in multis aequalitati


repugnaret), sed proportionis, et eius
quod cuique opus sit habita ratione. Quocirca aetas, valetudo, corporis constitutio,
officium item et muneris functio, et si
quid simile est, consideretur; ut in quibuscumque rebus opus sit, in dispari quoque
ratione aequalitati consulatur.

Neque solum in huiusmodi vitae opportunitatibus, sed in ceteris quoque


omnibus curandum erit ut nihil, quantum fieri possit, diversitatis in Congregatione appareat, praesertim in divinis
officiis et omnibus ad divinum cultum
pertinentibus.

195 - Neque solum in huiusmodi vitae


opportunitatibus, sed in ceteris quoque
omnibus curandum erit ut nihil, quantum
fieri possit, diversitatis in Congregatione
appareat, praesertim in divinis officiis et
omnibus ad divinum cultum pertinentibus.

Praeterea, cum diversa functionum,


officiorum studiorumque genera in
Congregatione partim necessaria partim
utilia sint, in illis assignandis et distribuendis quali quisque natura, ingenio et
propensione sit consideretur; hoc enim
ad concordiam pariter et pacem in Congregatione conservandam multum valebit, hilariori animo unusquisque Deo
serviet, et maior fiet in omni genere progressus. Quo in genere tamen ita quisque, ut humilitas postulat, animum inducere debet ut proprio iudicio, quod
fallacissimum est, non credat; sed quod
Patres de eo statuere voluerint, id tamquam a Deo salutis suae causa constitutum accipiat.

196 - Praeterea, cum diversa functionum,


officiorum studiorumque genera in Congregatione partim necessaria partim utilia sint, in illis assignandis et distribuendis quali quisque natura, ingenio et propensione sit consideretur; hoc enim ad
concordiam pariter et pacem in Congregatione conservandam multum valebit,
hilariori animo unusquisque Deo serviet,
et maior fiet in omni genere progressus.
Quo in genere tamen ita quisque, ut humilitas postulat, animum inducere debet
ut proprio iudicio, quod fallacissimum est,
non credat; sed quod Patres de eo statuere voluerint, id tamquam a Deo salutis
suae causa constitutum accipiat.

[139]

Capitolo 13

217

che si debba dare a chiunque nella stessa misura e quantit (ci


infatti sarebbe spesso contrario alluguaglianza), ma in proporzione ai bisogni di ciascuno. Per cui si considerer let, la salute, la
costituzione fisica, come pure lufficio ricoperto, lattivit svolta e
altre cose del genere; cosicch, quando c bisogno di qualcosa,
si avr sempre riguardo per luguaglianza, anche se in modo differenziato.
[195] E non solo in queste circostanze, ma anche in tutte le altre si dovr aver cura che nessuna diversit, per quanto possibile,
appaia in Congregazione, specialmente nelle celebrazioni liturgiche e in tutto ci che riguarda il culto divino.

7
Esclusione di ogni
difformit in campo
liturgico

[196] Inoltre, in Congregazione la variet di attivit, di uffici e


di studi, da un lato necessaria e dallaltro soltanto utile; pertanto nella loro assegnazione e distribuzione si considereranno il carattere, lintelligenza e la propensione di ciascuno. Ci infatti contribuir molto a conservare la concordia e la pace in Congregazione; ciascuno servir Dio con pi serenit; e maggiore sar la crescita sotto ogni riguardo. In questo campo per ognuno deve, come richiede lumilt, indursi a non credere al proprio giudizio,
che assai ingannevole; ma accoglier come disposto da Dio per
il proprio bene ci che i Padri192 avranno voluto decidere nei suoi
confronti.

8
Assegnazione degli
incarichi

192
Probabilmente, il Preposito locale insieme con i suoi Discreti (cf. infra, l. IV, c.
18, 10 [n. 457]) [N.d.C.].

218

Libro secondo

[140]

DE SERMONE ET SILENTIO.
CAPUT XIV.

CAPUT XIV
DE SERMONE ET SILENTIO

Cum ex Sanctorum testimonio et


ipso usu satis constet ad vitam sancte degendam moderationem loquendi maximum momentum habere, diligenter attendendum erit quid et quando et quo
modo item loqui expediat; ne quis otiosa verba effutiat; scurrili, nimis libero,
sonoro, aut pugnaci loquendi genere
utatur; alicuius famae per loquacitatem
vel leviter detrahat; de se dicat quae ad
inanem gloriam spectent; verba fundat
quae discordiarum semina esse possint;
aut, rebus novis nunciandis, curiositati
serviat: quae omnia cavenda sunt, vel
quod per se mala sint, vel certe quod
animum a saeculo abductum et spiritualibus exercitationibus intentum, cogitationesque in illud quod unum necessarium dixit Dominusa collectas, disturbare et dissipare possint. Omnino enim religiosi hominis sermo de iis semper esse
debet quae ad animam expoliendam et
in perfectionis gradu collocandam pertinent.

197 - Cum ex Sanctorum testimonio et


ipso usu satis constet ad vitam sancte degendam moderationem loquendi maximum momentum habere, diligenter attendendum erit quid et quando et quo
modo item loqui expediat; ne quis otiosa
verba effutiat; scurrili, nimis libero, sonoro, aut pugnaci loquendi genere utatur;
alicuius famae per loquacitatem vel leviter detrahat; de se dicat quae ad inanem
gloriam spectent; verba fundat quae discordiarum semina esse possint; aut, rebus novis nunciandis, curiositati serviat:
quae omnia cavenda sunt, vel quod per se
mala sint, vel certe quod animum a saeculo abductum et spiritualibus exercitationibus intentum, cogitationesque in illud quod unum necessarium dixit Dominus (Luc., X, 42) collectas, disturbare et
dissipare possint. Omnino enim religiosi
hominis sermo de iis semper esse debet
quae ad animam expoliendam et in perfectionis gradu collocandam pertinent.

Silentio autem omnino uti debemus


certis horis et locis quae nostris institutis continentur, veluti in choro, in capitulo seu congregatione, in coenaculo
tempore refectionis,
et a finita oratione quae fit sub tempus
cubitum eundi usque ad datam mane loquendi facultatem: quibus locis et horis,
si quid dicto opus sit, petenda erit facultas. Sed et certis temporibus parcius
erit loquendum, puta in Quadragesima
et Adventu.

198 - Silentio autem omnino uti debemus


certis horis et locis quae nostris institutis
continentur, veluti in choro, in capitulo
seu congregatione, in coenaculo
ordinarie tempore refectionis,
et a finita oratione quae fit sub tempus
cubitum eundi usque ad datam mane loquendi facultatem: quibus locis et horis, si
quid dicto opus sit, petenda erit facultas.
Sed et certis temporibus parcius erit loquendum, puta in Quadragesima et Adventu.

Luc. X, 42 [Porro unum est necessarium].

[141]

Capitolo 14

219

Capitolo 14
LA CONVERSAZIONE E IL SILENZIO

[197] Dalla testimonianza dei Santi e dalla stessa esperienza risulta abbastanza sicuro che per vivere santamente ha una grandissima importanza la moderazione nel parlare; perci si dovr considerare accuratamente che cosa convenga dire e quando e come
si debba farlo: non si proferiranno parole oziose; non si user un
linguaggio scurrile, troppo libero, vociante o polemico; non si denigrer, anche solo lievemente, con le chiacchiere la reputazione
di alcuno; non si dir di s ci che inteso alla vanagloria; non si
pronunceranno parole che potrebbero essere semi di discordia, o
che, quando ci fossero novit da annunciare, potrebbero compiacere la curiosit. Tutte queste cose vanno evitate, o perch sono
cattive in s stesse, o per lo meno perch possono disturbare un
animo che si ritirato dal mondo e si dato alle pratiche spirituali, e distrarre una mente concentrata su ci che il Signore ha definito la sola cosa necessaria. In genere infatti i discorsi di un religioso dovrebbero sempre riguardare la cura dellanima e il suo
avanzamento nella via della perfezione.

1
Moderazione nel
parlare

[198] Dobbiamo poi osservare il silenzio rigoroso in determinati momenti e luoghi, previsti dai nostri istituti, come in coro, nei
capitoli e nelle riunioni, in refettorio [di norma] durante i pasti, e
dal termine dellesame di coscienza fino al momento in cui si d il
permesso di parlare al mattino: in questi luoghi e momenti, se c
bisogno di dire qualcosa, si dovr chiedere il permesso. In determinati periodi poi si dovr parlare pi moderatamente, come per
esempio in Quaresima e Avvento.

2
Silenzio

193

Lc 10:42.

220

Libro secondo

[142]

Huc pertinet ut mos ille servetur


quo, post horam a prandio, signo dato,
quisque statim in cubiculum se recipiat.
Item, ut nullus, praeter Officiales maiores,
alienum cubiculum ingrediatur sine licentia Superioris; sed si quis alium in
eo velit alloqui, pulsato ostio (quod ordinarie, clave extante, clausum habere
quisque solet, nisi cum contingit aliquem alium simul esse in cubiculo) in
limine manens alloquatur.

199 - Huc pertinet ut mos ille servetur


quo, post horam a prandio signo dato,
quisque statim in cubiculum se recipiat.
Item, ut nullus, nisi pia et rationabili
causa,
alienum cubiculum ingrediatur.

In sermonibus cum extraneis a quibus conveniuntur habendis, eo etiam diligentius vanitatem et omne peccatum
cavere debent quo faciliores ad talia homines saeculares plerumque esse solent
et quo maius inde scandali periculum
imminet. Quamlibet igitur institutam
collocutionem, ad honorem Dei et salutem animarum dirigant sive convertant,
et omnino caveant in hoc genere tempus
frustra conterere.

200 - In sermonibus cum extraneis a quibus conveniuntur habendis, eo etiam diligentius vanitatem et omne peccatum cavere debent quo faciliores ad talia homines saeculares plerumque esse solent et
quo maius inde scandali periculum imminet. Quamlibet igitur institutam collocutionem ad honorem Dei et salutem animarum dirigant sive convertant, et omnino caveant in hoc genere tempus frustra
conterere.

[143]

Capitolo 14

221

[199] Rientra in questo contesto luso, che si dovr conservare, per cui unora dopo il pranzo, dato il segnale, ciascuno si ritirer subito in camera. Inoltre nessuno, eccetto gli Ufficiali maggiori194 [se non per un motivo pio e ragionevole], entrer nella camera di un altro senza il permesso del Superiore; ma se uno vuole parlare in camera con un altro, dopo aver bussato alla porta
(che normalmente si terr chiusa con la chiave di fuori, eccetto
quando uno sta in camera insieme a un altro), gli parler rimanendo sulla soglia [].

3
Ritiro in camera
pomeridiano
Regula liminis

[200] Nei colloqui con gli estranei che vengono a trovarli, ancor pi diligentemente dovranno evitare la vanit e ogni peccato,
perch di solito i secolari sono pi inclini a tali cose e inoltre perch c un maggiore pericolo di scandalo. Dirigeranno dunque o
rivolgeranno ogni conversazione che intraprendono allonore di
Dio e alla salvezza delle anime, e in ogni caso eviteranno di perdere tempo in chiacchiere inutili.

4
Colloqui con gli
estranei

194
Gli Ufficiali maggiori sono quelli di cui si tratta nel l. IV, c. 17, vale a dire, il
Preposito locale, i Discreti, il Vicario, il Procuratore e il Cancelliere [N.d.C.].

222

Libro secondo

DE PRIVATIS LITTERARUM STUDIIS,


ET ALIIS QUIBUSDAM.
CAPUT XV.

[144]

CAPUT XV
DE QUIBUSDAM ALIIS AD REGULAREM
DISCIPLINAM SPECTANTIBUS

Quorum librorum lectioni unusquisque


operam det Praepositus animadvertat,
et quarum item rerum scriptioni, ne forte frustra quis tempus conterat, aut
propterea a proposito aberret et inanibus cogitationibus vel desideriis implicetur, cum potius divinae contemplationis spiritualisque cognitionis studium inde adiuvare debeat. Certe nullus in cubiculo suo libros habeat quorum notulam Superior non probarit.
Curent autem Superiores locorum et,
pro ea quae suppetit copia, enitantur in
Collegio instructam bibliothecam communem habere, et iis praesertim libris
pro numero habitantium abundantem,
quorum usum, ex functionibus nostris
praestandis, frequentiorem esse necesse est.
Pro hac autem parte quae ad disciplinam pertinet concludenda, haec quoque ita attingere sufficiat:
primo, ut certa horarum distributio pro
varietate dierum, opportuna discretione
adhibita, fiat; quibus officia, functiones
omnesque actiones communes, tam ad
corpus quam ad animum et divinum
cultum pertinentes, ordine et certa regula praestentur;

201 - Pro hac parte quae ad disciplinam


pertinet concludenda, haec quoque ita attingere sufficiat:
primo, ut certa horarum distributio
pro varietate dierum, opportuna discretione adhibita, fiat; quibus officia, functiones omnesque actiones communes, tam
ad corpus quam ad animum et divinum
cultum pertinentes, ordine et certa regula
praestentur:

quam quidem distributionem in tota


Congregatione observandam Capitulum
Generale faciendam mandet; quod si
opus fuerit eam in aliquo Collegio (pro
ratione loci, personarum, aut functionum) mutari, Provincialis saltem, si fuerit, alioqui Generalis consulatur:

202 - quam quidem distributionem in tota Congregatione observandam Capitulum Generale faciendam mandet; quod si
opus fuerit eam in aliquo Collegio (pro
ratione loci, personarum, aut functionum) mutari, Provincialis saltem
consulatur:

[145]

Capitolo 15

223

Capitolo 15
LO STUDIO PERSONALE E ALTRE NORME
[ALTRE NORME DISCIPLINARI]

Il Preposito controller che libri legge ciascuno e che cosa


scrive195, in modo che nessuno perda tempo inutilmente196 o venga
meno al programma prefissato e resti coinvolto in pensieri o desideri vani, dovendo piuttosto favorire con lo studio lamore per la
divina contemplazione e per la scienza spirituale. Nessuno terr
nella sua camera libri, di cui il Superiore non abbia approvato la
lista. I Superiori locali per avranno cura e, secondo i mezzi a disposizione, si adopereranno perch nel Collegio ci sia una biblioteca comune fornita e provvista soprattutto, secondo il numero
dei residenti, di quei libri il cui uso deve essere pi frequente per
le attivit che svolgiamo [ nn. 250-251].

1
Studio personale

[201] Per concludere poi [] questa parte riguardante la disciplina, baster accennare anche ai seguenti punti:
innanzi tutto, si far un orario preciso, secondo la diversit dei
giorni, ammettendo una opportuna elasticit, in modo che gli uffici, le attivit e tutte le azioni comuni riguardanti tanto il corpo
quanto lanima e il culto divino possano svolgersi con ordine e secondo una regola certa;

2
Altre norme:
Orario della casa

[202] il Capitolo generale ordiner di fare questo orario da osservarsi in tutta la Congregazione; se sar necessario mutarlo in
qualche Collegio (tenuto conto del luogo, delle persone e delle attivit), ci si rivolger almeno al Provinciale, se ci sar, altrimenti al
Generale [];

Orario per tutta


la Congregazione

195
Ritroviamo qui la norma che avevamo gi incontrato nel l. I, c. 4, 16 [n. 43],
a proposito del Maestro dei novizi [N.d.C.].
196
A proposito del buon uso del tempo, si veda l. IV, c. 17, 6 [n. 432] [N.d.C.].

224

Libro secondo

[146]

deinde, ut sacra lectio, ut fit, in mensa, 203 - deinde, ut sacra lectio, ut fit, in
benedictio, gratiarum actio adhibeatur: mensa, benedictio, gratiarum actio adhiut
beatur: ut, saltem in domibus primi et secundi novitiatus,
ordine post refectionem matutinam in ordine post refectionem matutinam in
chorum gratias agendo eatur: ut a prima chorum gratias agendo eatur: ut a mensa
mensa nullus sine licentia absit:
communi nullus sine licentia absit:
ut munditiam, non tamen nimis exquisitam, quilibet in cubiculis, vestibus, et si
quid aliud est, adhibeat: ut omnes invicem, sine levitate et fuco, honorem habeanta:
ne in immodestiam perstrependo, cachinnando, aut nimio vel incomposito
corporis motu, incidant:

204 - ut munditiam, non tamen nimis exquisitam, quilibet in cubiculis, vestibus,


et si quid aliud est, adhibeat: ut omnes invicem, sine levitate et fuco, honorem habeant (Rom., XII, 10):
ne in immodestiam perstrependo, cachinnando, aut nimio vel incomposito corporis motu, incidant:

ne quis otiose per domum vagetur, sed


libenter qui alias non sunt occupati et
qui ex debita officii cura domum obire
non debent, in cubiculis permaneant,
etiam extra horas praefinitas: ne alieno
corpori manus quis admoveat: ne aliqui
nimis frequenti consuetudine seorsum
ab aliis simul sint:

205 - ne quis otiose per domum vagetur,


sed libenter qui alias non sunt occupati et
qui ex debita officii cura domum obire
non debent, in cubiculis permaneant,
etiam extra horas praefinitas: ne alieno
corpori manus quis admoveat: ne aliqui
nimis frequenti consuetudine seorsum ab
aliis simul sint:

ut libenti animo ministeriis quibuscumque, ex praescripto et cum opus sit, vacent: ne quis in alienum officium aut ministerium sine licentia se ingerat.

206 - ut libenti animo ministeriis quibuscumque, ex praescripto et cum opus sit,


vacent: ne quis in alienum officium aut
ministerium sine licentia se ingerat.

[147]

Capitolo 15

225

[203] in secondo luogo, si far, come duso, la lettura a tavola


con la benedizione e il ringraziamento; [almeno nelle case del primo e del secondo noviziato] dopo il pranzo in ordine si andr in
coro rendendo grazie; nessuno si assenter dalla prima mensa197
[dalla mensa comune] senza permesso;

Disciplina della
mensa

[204] tutti manterranno pulite, senza per eccessiva ricercatezza, le camere, i vestiti e qualsiasi altra cosa; tutti si stimeranno
a vicenda198 senza leggerezza e finzione; non cadranno nella
sguaiataggine gridando e ridendo ad alta voce, o movendosi in
modo eccessivo e scomposto;

Pulizia e
signorilit

[205] nessuno girer oziosamente per casa, ma quanti non sono occupati altrimenti e non debbono muoversi per casa per dovere dufficio, se ne staranno volentieri in camera anche al di fuori delle ore stabilite; nessuno metter le mani sul corpo di un altro199; non staranno insieme separati dagli altri troppo frequentemente;

Esclusione di
bighellonaggio e di
eccessiva
dimestichezza

[206] assumeranno volentieri qualunque incarico previsto dalla regola e che si rendesse necessario; nessuno sintrometter senza permesso nellufficio o nellincarico di un altro.

Disponibilit e
rispetto delle
competenze altrui

sufficiente aver riportato sommariamente questi punti, in


modo che tutti siano persuasi che ci si deve proporre lobiettivo di
una disciplina vissuta in maniera puntuale e completa.

3
Conclusione

Quae quidem ita summatim posuisQuae quidem ita summatim posuisse


se sufficiat, ut omnibus rectae et perfec- sufficiat, ut omnibus rectae et perfectae
tae disciplinae scopum spectandum per- disciplinae scopum spectandum persuasuadeatur.
deatur.

Rom. XII, 10 [Honore invicem praevenientes].

197
La prima mensa la prima portata di un pasto, durante la quale in genere si
faceva la sacra lectio. Si veda, in proposito, il testo parallelo delle Costituzioni delle Angeliche (redatte esse pure dal Bascap: G. CAGNI, Carlo Bascap e le Costituzioni dei Barnabiti e delle Angeliche: Barnabiti Studi, 10/1993, pp. 137-245): Doppo la prima mensa
se ne faccia unaltra, alla quale pure si legger almeno fino a mezza mensa; ma niuna per
lasci di venire alla prima senza licenza della Priora (Constitutioni et regole delle Monache
di S. Paolo Converso di Milano, Di varie osservanze, della mensa, et daltri luoghi et tempi: ibid., pp. 205-206) [N.d.C.].
198
Rm 12:10.
199
Si tratta della tradizionale regula tactus, secondo la quale va evitato qualsiasi contatto fisico, piuttosto che del divieto ovvio di alzare le mani su un confratello (=
percuoterlo). Nei canoni penitenziali questo caso (si alieno corpori manus admoverit) riportato fra le colpe della prima categoria (Appendice, # C.1.15); le percosse a un confratello (si fratrem quis percusserit), fra quelle della terza categoria (Appendice, # C.3.13)
[N.d.C.].

226

Libro terzo
CONSTITUTIONUM
LIBER TERTIUS.
DE CONFESSIONIBUS
EXTRANEORUM AUDIENDIS.
CAPUT I.

[148]

Capitolo 1
LIBRO TERZO DELLE COSTITUZIONI

LIBER TERTIUS
CAPUT I
DE CONFESSIONIBUS
EXTRANEORUM AUDIENDIS

Cum maiores nostri in huius Congregationis institutione, ut supra tetigimus, non tantum proprium spiritualem
progressum, sed proximorum etiam salutem valde spectarint, eorum viam,
quantum possumus, sequi cupientes, de
quibusdam officiis hoc loco dicemus
quae nobis proximorum causa suscipienda sunt.

207 - Cum maiores nostri in huius Congregationis institutione, ut supra tetigimus, non tantum proprium spiritualem
progressum, sed proximorum etiam salutem valde spectarint, eorum viam, quantum possumus, sequi cupientes, de quibusdam officiis hoc loco dicemus quae nobis proximorum causa suscipienda sunt.

Primum autem de sanctissimis Poenitentiae et Eucharistiae Sacramentis


agamus; quae cum ad spiritualem vitam
et efficiendam et conservandam mirifice valeant, summopere studendum nobis erit ut quamplurimi ad eorum frequentem usum inducantur.

208 - Primum autem de sanctissimis Poenitentiae et Eucharistiae Sacramentis agamus; quae cum ad spiritualem vitam et efficiendam et conservandam mirifice valeant, summopere studendum nobis erit
ut quam plurimi ad eorum frequentem
usum inducantur.

Curetur itaque tum ab omnibus ad


quos ea res pertinere potest, tum a Praeposito Generali in primis, ut Confessarii
probati tam ad virorum quam ad mulierum confessiones, numero pro loci opportunitate convenienti, in Collegiis non
desint.

209 - Curetur itaque tum ab omnibus ad


quos ea res pertinere potest, tum a Praeposito Generali in primis, ut Confessarii
probati tam ad virorum quam ad mulierum confessiones, numero pro loci opportunitate convenienti, in Collegiis non desint.

Approbatio Confessariorum sit

210 - Approbatio Confessariorum sit non


modo Ordinarii loci, sed et
Praepositi Generalis, qui prius testimonium Capituli localis de vita et moribus
approbandi sumat et illum viris idoneis a
se eligendis examinandum assignet; gravissimum etenim munus illud est, et quod
homines sanctitate, iudicio doctrinaque
instructos postulat. Poterit autem hanc
approbationem etiam Provincialibus
mandare.

Praepositi Generalis; qui prius testimonium Capituli localis de vita et moribus


approbandi sumat, et praeterea illum viris idoneis a se eligendis examinandum
assignet; gravissimum etenim munus illud est, et quod homines sanctitate, iudicio doctrinaque instructos postulat.
Poterit autem hanc approbationem
etiam Provincialibus, cum erunt, mandare.

[149]

227
[]200

Capitolo 1
LASCOLTO DELLE CONFESSIONI DEI FEDELI

[207] I nostri maggiori, nellistituire questa Congregazione,


come abbiamo precedentemente accennato201, si proponevano
non solo la propria crescita spirituale, ma anche la salvezza del
prossimo. Perci, desiderando seguire, per quanto possibile, il loro tracciato, tratteremo in questo libro di alcune attivit che dobbiamo assumere a favore del prossimo.

1
Indole apostolica
della
Congregazione

[208] In primo luogo tratteremo dei sacramenti della Penitenza e dellEucaristia. Dal momento che questi sono straordinariamente utili a generare e a conservare la vita spirituale, dovremo
cercare con la massima cura di invogliare il maggior numero di
fedeli alla loro frequenza.

2
Promozione della
frequenza ai
Sacramenti

[209] Perci tutti coloro che ne sono responsabili, e in primo


luogo il Preposito generale, faranno in modo che non manchino
nei Collegi, in numero adeguato alle necessit locali, confessori
approvati per le confessioni tanto degli uomini quanto delle
donne.

3
Abbondanza di
confessori

[210] Lapprovazione dei confessori spetta [non solo allOrdinario del luogo, ma anche] al Preposito generale, il quale prima ricever lattestato del Capitolo locale sulla condotta di vita del candidato e poi [] ne affider lesame a persone competenti, da lui
scelte; si tratta infatti di un compito delicatissimo, che richiede
uomini dotati di santit, discernimento e dottrina. Potr demandare tale approvazione anche ai Provinciali, quando ci saranno
[].

4
Approvazione dei
confessori

[211] Quanti vengono approvati, per, nello svolgimento di


questo ministero obbediranno al loro Superiore.

5
Dipendenza dal
Superiore

Approbati, in eo negotio tamen Su- 211 - Approbati, in eo negotio tamen Superiori suo obediant.
periori suo obediant.
200
Il terzo libro delle Costituzioni tratta dellapostolato della Congregazione. Cf.
supra, l. I, c. 1, 2 [n. 2] [N.d.C.].
201
Cf. supra, l. I, c. 1, 1 [n. 1] [N.d.C.].

228

Libro terzo

Maxime cautio adhibeatur in iis qui


foeminarum confessiones audire permittendi sunt; quae provincia minoribus
triginta annis non mandetur.

[150]

[151]

Capitolo 2

229

212 - Maxime cautio adhibeatur in iis qui


foeminarum confessiones audire permittendi sunt; quae provincia minoribus triginta annis non mandetur.

[212] Ci si mostrer particolarmente cauti con coloro ai quali


si deve concedere la facolt di ascoltare le confessioni delle donne; tale incarico non sar affidato a chi non ha compiuto trentanni det.

6
Confessori delle
donne

Confessarii nihil a poenitentibus suis 213 - Confessarii nihil a poenitentibus


accipiant; neque etiam nimiam coniunc- suis accipiant; neque etiam nimiam cotionem cum iis habeant.
niunctionem cum iis habeant.

[213] I confessori non accetteranno nulla dai loro penitenti e


inoltre non avranno con essi uneccessiva familiarit.

7
Atteggiamento dei
confessori
8
Veste liturgica

Audientes confessiones in ecclesia,


superpelliceo et stola utantur.

214 - Audientes confessiones in ecclesia,


stola utantur, et item superpelliceo, si id
locorum consuetudo ferat.

Generaliter autem hoc munus suum


quam poterunt perfecte exercere conentur, cohortationibus et omni accommodata ratione animarum saluti consulere studentes; in primisque meminerint
se esse hac in re Episcoporum adiutores, et ideo ex omni parte ita se comparare debere ut eorum curam et administrationem diligenti studio prosequantur et adiuvent, decretaque et praescriptiones eorumdem, quantum sit in eis,
tueantur.

215 - Generaliter autem hoc munus


suum quam poterunt perfecte exercere conentur, cohortationibus et omni accommodata ratione animarum saluti consulere studentes; in primisque meminerint se
esse hac in re Episcoporum adiutores, et
ideo ex omni parte ita se comparare debere ut eorum curam et administrationem
diligenti studio prosequantur et adiuvent,
decretaque et praescriptiones eorumdem,
quantum sit in eis, tueantur.

DE PRAEDICATORIBUS VERBI DEI.


CAPUT II.

CAPUT II
DE PRAEDICATORIBUS VERBI DEI

[214] Nellascoltare le confessioni in chiesa useranno la cotta


e la stola [la stola e anche la cotta, se rientra tra le consuetudini locali].
[215] In generale, si sforzeranno di esercitare questo loro
compito nel miglior modo possibile, cercando di provvedere con
esortazioni e con ogni mezzo opportuno alla salvezza delle anime.
Soprattutto ricorderanno di essere, in questo ambito, collaboratori dei Vescovi, e perci saranno disposti sotto ogni riguardo ad assecondarne e aiutarne con zelo premuroso la sollecitudine pastorale e a osservarne, per quanto compete loro, i decreti e le prescrizioni202.

9
Spirito da tenere
nellesercizio del
ministero

Capitolo 2

Concionandi quoque magnum certe


et in Ecclesia Dei necessarium opus
summo pietatis studio a nostris amplectendum censemus.
Praepositi Generalis
sit eius rei facultatem dare; quam potestatem poterit etiam Provincialibus, cum
fuerint, communicare;
sed prius tamen approbandi mores virtutesque cognoscere diligenter studeat,
praesertim a Capitulo locali; et item
num eruditione, quantum eiusmodi munus postulat, instructus sit; ut doctrina
pietate, pietas doctrina corroboretur;
quas ambas, si quis officii gravitatem et
momentum consideret, non mediocres
desiderari intelliget.

216 - Concionandi quoque magnum certe et in Ecclesia Dei necessarium opus


summo pietatis studio a nostris amplectendum censemus.
217 - Praepositi Generalis, praeterquam
Ordinarii loci,
sit eius rei facultatem dare; quam potestatem poterit etiam Provincialibus communicare;
sed prius tamen approbandi mores virtutesque cognoscere diligenter studeat,
praesertim a Capitulo locali; et item num
eruditione, quantum eiusmodi munus postulat, instructus sit; ut doctrina pietate,
pietas doctrina corroboretur; quas ambas,
si quis officii gravitatem et momentum
consideret, non mediocres desiderari intelliget.

LA PREDICAZIONE DELLA PAROLA DI DIO

[216] Riteniamo che i confratelli debbano inoltre abbracciare


con grande zelo il ministero, sicuramente importante e necessario
nella Chiesa di Dio, della predicazione.

1
Premessa

[217] Spetta al Preposito generale [oltre che allOrdinario del


luogo] dare la facolt di predicare; egli potr condividere tale potest anche con i Provinciali, quando ci saranno []; ma prima
cercher accuratamente di conoscere, soprattutto attraverso il Capitolo locale, la condotta e le virt del candidato; e inoltre se sia
fornito della preparazione richiesta per tale compito; in modo che
la dottrina sia fortificata dalla piet e la piet dalla dottrina. Se si
considera la gravit e limportanza dellufficio, si capisce che non
ci si pu accontentare di una piet e di una dottrina mediocri.

2
Facolt di predicare

202
Le Regulae officiorum considerano il ministero delle confessioni molto appropriato alla nostra fisionomia: Munus hoc instituti nostri maxime proprium (De officio
confessariorum, n. 1: ed. 1863, p. 110; ed. 1950, p. 101) [N.d.C.].

230

Libro terzo

[152]

Approbati, in eo tamen genere Su- 218 - Approbati, in eo tamen genere Superiori suo obedianta.
periori suo ita obediant, ut non modo, inconsulto Superiore, nullum onus omnino suscipiant, verum etiam extraneorum
rogationibus id respondeant quod illius
voluntati magis congruum existiment.
Curetur ad fidelium aedificationem ut in 219 - Curetur ad fidelium aedificationem
singulis Collegiis diebus festis concio vel ut in singulis Collegiis diebus festis concio
sermo habeatur tum mane tum vesperi, vel sermo habeatur tum mane tum vespeaut semel saltem.
ri, aut semel saltem.
Nihil concionatores accipiant, nisi
forte eis extra Collegium propter huiusmodi munus ex necessitate morantibus, victus, Praeposito loci approbante, sit praebendus.

220 - Nihil concionatores quasi praedicationis aut suorum laborum praemium


petant: liceat tamen eis accipere Collegii
nomine oblatam sponte eleemosynam. In
victu autem et omnino in iis quae ad necessitates et commoda sua spectant, ea
qua decet religiosos viros modestia et
temperantia utantur.

In disciplinae domesticae observandae cura eorum ratio habeatur, quatenus, si illis opus sit, ad praeparandam
opportuno tempore futurarum (puta
Adventus vel quadragesimalis temporis)
concionum materiam, otium ab aliis officiis suppetat: qua in re valde caveatur
ne quod datur necessitati, usurpetur ad
vitae licentiam, cum alioqui tali officio
fungentes omnibus aliis ad bene et canonice vivendum exemplo esse debeant.

221 - In disciplinae domesticae observandae cura eorum ratio habeatur, quatenus, si illis opus sit, ad praeparandam opportuno tempore futurarum (puta Adventus vel quadragesimalis temporis) concionum materiam, otium ab aliis officiis
suppetat: qua in re valde caveatur ne quod
datur necessitati, usurpetur ad vitae licentiam, cum alioqui tali officio fungentes omnibus aliis ad bene et canonice vivendum exemplo esse debeant.

[153]

Capitolo 2

231

[218] Quanti vengono approvati, per, obbediranno in questo


ambito al loro Superiore203 [in modo che non solo non assumano
assolutamente alcun impegno allinsaputa del Superiore, ma rispondano alle richieste degli estranei secondo quanto ritengono
pi conforme alla sua volont].
[219] In ogni Collegio si abbia cura che nei giorni festivi si
tenga, per ledificazione dei fedeli, una predica o sermone tanto al
mattino quanto alla sera, o almeno una volta nella giornata.

3
Dipendenza dal
Superiore
Predicazione festiva

[220] I predicatori non accetteranno nulla, a meno che, con


lapprovazione del Preposito locale, non si debba eventualmente
fornire loro il vitto, quando fossero costretti a dimorare fuori del
Collegio a causa di tale ministero [chiederanno nulla come ricompensa della predicazione o delle loro fatiche. Sar per loro permesso di accettare, a nome del Collegio, unelemosina offerta
spontaneamente. Per quanto riguarda poi il vitto e, in generale, le
loro necessit e comodit, dimostreranno quella discrezione e moderazione che si addice a religiosi].

4
Esclusione di ogni
ricompensa

[221] Nellorganizzazione della disciplina domestica, si terr


conto di loro, perch, se hanno bisogno di tempo per preparare,
quando necessario, largomento delle loro prediche (come, per
esempio, quelle dellAvvento e del tempo quaresimale), siano tenuti liberi da altre incombenze. In questo ambito si eviter accuratamente che quanto viene dato per necessit non sia adoperato
per fare i propri comodi, dovendo coloro che svolgono questo ufficio essere di esempio a tutti gli altri nellosservanza regolare.

5
Attenzioni per i
predicatori

Se hanno la predica al mattino, non saranno tenuti a partecipare al Mattutino e alle altre Ore che si dicono al mattino; se alla
sera, ai Vespri e alla Compieta[]204.

6
Esenzione dal coro

Si mane concionem habent, matutino et aliis horis quae mane dicuntur, si


vesperi, horae vesperarum et completorio interesse non teneantur.

a
Declaratio. Illud Constitutionum: Concionatores approbati Superiori suo obediant,
sic intelligi oportet ut non modo, inconsulto Superiore, nullum onus omnino suscipiant,
verum etiam extraneorum rogationibus id respondeant quod illius voluntati magis congruum existiment. Quod si ea nullo pacto sibi innotescat, tunc minime patefaciendo quo
magis inclinent, postulantes ad Superiorem remittant: aut ipsimet eum consulant et iuxta
eius mentem respondeant.

203
Dichiarazione: Il passo delle Costituzioni: I predicatori approvati obbediranno
al loro Superiore va inteso nel senso che non solo non assumano assolutamente alcun impegno allinsaputa del Superiore, ma rispondano alle richieste degli estranei secondo
quanto ritengono pi conforme alla sua volont. E se quella non in alcun modo loro nota, allora, non manifestando minimamente ci per cui maggiormente inclinano, indirizzino i richiedenti al Superiore, o loro stessi lo consultino e rispondano secondo il suo parere [IV ed.  n. 218]. Cf. supra, c. 1, 5 [n. 211]. Il ruolo del Superiore come coordinatore dellattivit pastorale, oltre che di responsabile dellosservanza regolare, fortemente sottolineato dalle Costituzioni. Ci significa che i religiosi svolgono lapostolato in
quanto religiosi, e perci dipendono, nello svolgimento dellapostolato, dal loro Superiore
religioso [N.d.C.].
204
Essendo stato abolito lobbligo del coro, le ultime due edizioni hanno soppresso questo paragrafo, che non aveva pi ragione di essere [N.d.C.].

232

Libro terzo

[154]

Diligenter cognoscere studeant


quidquid Ecclesiae sanctionibus, Ordinariorum decretis, regulis, instructionibus, praescriptionibus, observandum
cavendumve illis praefinitum est; quippe
quibus etiam valde enitendum sit ut
ipsorum Ordinariorum curam iuvent,
ad eius opportunitatem concionum suarum materiam rationemque accommodantes; cum proprie in eo concionandi
officio ipsorum sint adiutores.

222 - Diligenter cognoscere studeant


quidquid Ecclesiae sanctionibus, Ordinariorum decretis, regulis, instructionibus,
praescriptionibus, observandum cavendumve illis praefinitum est; quippe quibus etiam valde enitendum sit ut ipsorum
Ordinariorum curam iuvent, ad eius opportunitatem concionum suarum materiam rationemque accommodantes; cum
proprie in eo concionandi officio ipsorum
sint adiutores.

Graviter praeterea quantum possumus illos monemus, pro eo quanti munus apostolicum faciendum est quo Spiritus Sanctus ad fidelium animos informandos uti solitus est, ne inanis gloriolae cupiditate ducti, rem tam sanctam
aliquo modo violent et a modestia christiana recedant. Proinde scientiae ostentationem fugiant, potiusque ad caelestis
regni beatitudinem, impiorum supplicia,
virtutum pulchritudinem, turpitudinem
vitiorum praedicandam studia sua conferant; inflatam et fucatam orationem
devitent; graviores commotiones non
trahentes, sed quantum spiritus dederit
sequentes; et alia id genus observantes,
ratione ad christianam gravitatem et modestiam, item ad naturam propriasque
vires accommodata.

223 - Graviter praeterea quantum possumus illos monemus, pro eo quanti munus
apostolicum faciendum est quo Spiritus
Sanctus ad fidelium animos informandos uti solitus est, ne inanis gloriolae cupiditate ducti, rem tam sanctam aliquo
modo violent et a modestia christiana recedant. Proinde scientiae ostentationem
fugiant, potiusque ad caelestis regni beatitudinem, impiorum supplicia, virtutum
pulchritudinem, turpitudinem vitiorum
praedicandam studia sua conferant; inflatam et fucatam orationem devitent; graviores commotiones non trahentes, sed
quantum spiritus dederit sequentes;
et alia id genus observantes, ratione ad
christianam gravitatem et modestiam,
item ad naturam propriasque vires accommodata.

Qui, maxime admoniti, diversam


viam sequi perseverabunt, aliquo modo,
praesertim concionum interdictione, arbitrio Praepositi Generalis, aut Provincialis, si fuerit, in eos animadvertatur.

224 - Qui, maxime admoniti, diversam


viam sequi perseverabunt, aliquo modo,
praesertim concionum interdictione, arbitrio Praepositi Provincialis, vel etiam
Generalis, in eos animadvertatur.

[155]

Capitolo 2

233

[222] Cercheranno di conoscere accuratamente quanto stato


per loro disposto o proibito nei documenti della Chiesa e nei decreti, nei regolamenti, nelle istruzioni e nelle leggi degli Ordinari.
Metteranno inoltre ogni impegno nel coadiuvare lopera degli
stessi Ordinari adattando il contenuto e la forma delle prediche in
modo da favorire la loro opera, essendo, specialmente nel ministero della predicazione, loro collaboratori205.

7
Comunione con la
Chiesa

[223] Inoltre li ammoniamo quanto pi fortemente possiamo,


data la grande stima che bisogna avere di unattivit apostolica di
cui solitamente si serve lo Spirito Santo per formare lanimo dei
fedeli, a non profanare in alcun modo un ministero cos santo e a
non allontanarsi dalla modestia cristiana lasciandosi guidare dalla
vanagloria. Perci fuggiranno lostentazione della scienza, e piuttosto si applicheranno a predicare la beatitudine del regno celeste,
le pene degli empi, la bellezza delle virt e la turpitudine dei vizi;
eviteranno i discorsi ampollosi e artefatti; non si mostreranno esageratamente commossi, ma seguiranno quanto lo spirito suggerir
loro; e osserveranno altre cose del genere, in maniera adeguata alla seriet e alla modestia cristiana oltre che al proprio carattere e
alle proprie forze.

8
Stile della
predicazione

[224] Coloro che, soprattutto se gi ammoniti, continueranno


a procedere diversamente, saranno puniti in qualche modo, in
primo luogo con il divieto di predicare, a discrezione del Preposito generale o provinciale, se ci sar [provinciale o anche generale].

9
Punizione dei
trasgressori

205
Cf. supra, c. 1, 9 [n. 215]. Oltre alla dipendenza dal Superiore religioso
nellorganizzazione dellapostolato, le Costituzioni evidenziano il legame con il Vescovo
quale primo titolare dellattivit pastorale [N.d.C.].

234

Libro terzo
DE VISITANDIS
AEGROTIS ET AFFLICTIS.
CAPUT III.

[156]

[157]

CAPUT III
DE VISITANDIS
AEGROTIS ET AFFLICTIS

Sequitur aliud pium valdeque a Do- 225 - Sequitur aliud pium valdeque a Domino commendatum opusa
mino commendatum opus (Matth.,
XXV),
quod omnibus nostris cordi esse valde quod omnibus nostris cordi esse valde cucupimus, maxime Praepositis, ut amici pimus, maxime Praepositis, ut amici qui
qui morbo aut calamitate aliqua afflic- morbo aut calamitate aliqua afflictantur,
tantur, et qui in hospitalibus sustentan- et qui in hospitalibus sustentantur et
tur et etiam qui detinentur in carceribus, etiam qui detinentur in carceribus, cum
cum expedire Superiori visum fuerit, vi- expedire Superiori visum fuerit, visitensitentur, consolatione leniantur et ad tur, consolatione leniantur et ad sancta
sancta remedia inducantur.
remedia inducantur.
Maxime vero pietas exercenda in illos
Maxime vero pietas exercenda in illos
erit qui in mortis periculo constituti sunt erit qui in mortis periculo constituti sunt
animamve agunt: sed et iis qui ultimo animamve agunt: sed et iis qui ultimo
supplicio damnati sunt, arbitrio eiusdem supplicio damnati sunt, arbitrio eiusdem
Superioris, subveniendum erit: quae of- Superioris, subveniendum erit: quae offificia cui committat diligenter Superior cia cui committat diligenter Superior vivideat, non enim ad omnia omnes va- deat, non enim ad omnia omnes valent.
lent.

Capitoli 3 e 4

235

Capitolo 3
LA VISITA AGLI AMMALATI E AI SOFFERENTI

[225] Segue unaltra attivit pastorale assai raccomandata dal


Signore206, che desideriamo ardentemente che stia a cuore a tutti i
nostri confratelli, soprattutto ai Prepositi: quando sembrer
opportuno al Superiore, si visiteranno, si consoleranno e si inviteranno ai sacramenti gli amici afflitti da qualche malattia o da
qualche disgrazia, i ricoverati in ospedale e anche i detenuti in
carcere.
Si dovr poi essere particolarmente caritatevoli verso coloro
che si trovano in pericolo di morte o sono in fin di vita; ma si dovranno soccorrere, a discrezione del medesimo Superiore, anche i
condannati a morte. Il Superiore considerer attentamente a chi
affida tali compiti, dal momento che non tutti sono adatti a tutto.

1
Visita e cura
pastorale degli
infermi e dei
carcerati

Capitolo 4
DE ALIIS QUIBUSDAM
FUNCTIONIBUS.
CAPUT IV.

CAPUT IV
DE ALIIS PRO ANIMARUM SALUTE
FUNCTIONIBUS

Praeter hic enumerata functionum 226 - Praeter hic enumerata functionum


genera, aliqua alia etiam erunt quibus genera, alia plura etiam sunt quibus anianimarum utilitati deservire nostri po- marum saluti deservire nostri possunt.
terunt,
Ita iam a maiorum nostrorum tempore Collegia cum animarum curatione
Congregatio pluribus in locis, Deo favente, recepit. Cui ministerio addicti
pietate, doctrina, zelo et prudentia emineant, ut forma facti gregis, bonum Pastorem imitentur, qui animam suam pro
ovibus posuit (Io., X, 11). Semper autem vota emissa et religiosi viri obligationes memoria teneant et diligenter observent, quatenus muneris sui officia
permittant, ad normam iuris a.

ALCUNE ALTRE ATTIVIT


[ALTRE ATTIVIT APOSTOLICHE]

[226] Oltre i tipi di attivit qui elencati, ce ne saranno anche


alcuni altri [ce ne sono anche diversi altri], con cui i confratelli
potranno [possono] dedicarsi alla salvezza delle anime, [.]

1
Premessa

[Cos gi dal tempo dei nostri maggiori la Congregazione ha


accettato in molti luoghi, con la benedizione di Dio, Collegi con
annessa cura danime. Quanti sono destinati a tale ministero si distingueranno per la piet, la dottrina, lo zelo e la prudenza, cos
che, facendosi modelli del gregge, imitino il buon Pastore, che
diede la sua vita per le pecore207. Ricorderanno per sempre e osserveranno scrupolosamente i voti emessi e gli obblighi propri di
un religioso, per quanto i doveri del loro ufficio lo permettano, a
norma del diritto.208]

[Ministero
parrocchiale]

Mt 25.
Gv 10:11; cf. Gv 10:15.17.18.
208
Can. 630; 631 [VI ed.]. Con tale numero si supera definitivamente la proibizione di accettare Collegi con annessa cura danime, che avevamo incontrato nel l. I, c. 7, 7
[n. 82]: Collegia cum animarum curatione adiuncta ne [nelle ultime due edizioni emendato in prudenter] recipiantur [N.d.C.].
206
207

a
a

Matth. XXV.
Can. 630; 631.

236

Libro terzo

[158]

227 - Item fere nullum est operum genus


ad iuvenes educandos pertinens quod
maiores nostri non sint amplexi. Cum
enim probe intelligerent quantum conferat ad animarum salutem adolescentulos christiana institutione simul cum bonis artibus diligenter solideque imbuere
eosque vel a prima aetate immaculatos
ab hoc saeculo custodire, non solum varias iuveniles associationes, sed scholas
praesertim et ephebea constituerunt.
228 - In his autem regendis nostri regulas sequantur quae fusius descriptae
sunt. Id tantum hoc loco hortamur, ut
etiam in his Collegiis regularis disciplina
integre pro viribus ab unoquoque servetur. Ceterum meminerint omnes qui
apud nos iuvenibus erudiendis aut educandis quomodocumque addicti sunt,
nos non humano aliquo fine id oneris suscepisse, sed ut animas Christi sanguine
redemptas (I Petri, I, 18, 19), dum adolescentes litteris et scientiis omnique urbanitate excolimus, ad aeternam salutem, quantum in nobis est, perducamus.
229 - Missiones quoque, praesertim
apud infideles, ut filiis Doctoris gentium,
nobis maxime cordi esse cupimus.
veluti fidei rudimentorum, secundum 230 - Demum valde commendantur doctrinae christianae verbis et scriptis exConcilium Tridentinumb, doctrina,
planatio et defensio,
irarum atque odiorum placatio, et si irarum atque odiorum placatio, et si quid
quid aliud operis est ad charitatem per- aliud operis est ad caritatem pertinens a
tinens a nobis non prohibitum aut regu- nobis non prohibitum aut regulari disciplinae minime periculosum.
lari disciplinae minime periculosum.
Enumerata sumi poterunt cum licentia
Praepositi localis, reliqua cum licentia
Generalis, nisi aliter expressum sit.

Sess. 24, c. 4 de reform.

[159]

Capitolo 4

237

[227 Cos pure non c quasi alcun genere di opere finalizzate


alleducazione dei giovani che i nostri maggiori non abbiano abbracciato. Avendo infatti compreso quanto giovi alla salvezza delle anime dare ai ragazzi unaccurata e solida formazione cristiana
e culturale, e soprattutto custodirli fin dalla fanciullezza incontaminati da questo mondo209, istituirono non solo varie associazioni
giovanili, ma soprattutto scuole e convitti.210]

[Educazione della
giovent]

[228 Nel dirigere queste opere i confratelli seguiranno le regole che sono state redatte in maniera pi estesa211. In questa sede ci
limitiamo a esortarli a osservare integralmente anche in questi
Collegi la disciplina regolare, ciascuno secondo le proprie possibilit. Daltronde, tutti coloro che presso di noi sono in un modo
o nellaltro destinati allistruzione o alleducazione dei giovani ricordino che noi non abbiamo assunto un tale compito per un fine
umano; in realt formiamo i ragazzi nelle lettere, nelle scienze e
nelle buone maniere per condurre, per quanto dipende da noi, alla salvezza eterna le anime redente dal sangue di Cristo.212]

[Regole e finalit
dellapostolato fra i
giovani]

[229 In quanto figli del Dottore delle genti, vogliamo avere


sommamente a cuore anche le missioni, specialmente quelle ad
gentes.]

[Missioni]

[230] come linsegnamento dei rudimenti della fede secondo


le disposizioni del Concilio di Trento213 [Infine sono molto raccomandate la spiegazione e la difesa della dottrina cristiana con la
parola e con gli scritti], la pacificazione delle discordie e delle
ostilit, e qualsiasi altra opera di carit che non sia stata da noi
proibita e che non costituisca in alcun modo un pericolo per la disciplina regolare. Le attivit qui elencate si potranno assumere
col permesso del Preposito locale, per le altre richiesto il permesso del Generale, a meno che non si dica altrimenti [].

[Altre attivit]

209
Anche se il testo non riporta alcun riferimento, si tratta di una citazione di Gc
1:27 (Immaculatum se custodire ab hoc saeculo) [N.d.C.].
210
Anche lapertura di scuole esterne e, soprattutto, lassunzione di convitti non fu
un passaggio indolore nella storia della Congregazione. Ci permettiamo, a questo proposito, di rinviare alla nostra relazione al Capitolo provinciale della Provincia Italiana del Centro-Sud del 1999: Lapostolato dei Chierici Regolari di San Paolo ieri, oggi e domani, Napoli, Collegio Denza, 27-30 dicembre 1999, pro manuscripto.
211
Le prime regole per le scuole esterne sono quelle disposte dal Capitolo generale del 1662, approvate dal Capitolo generale del 1665 e pubblicate nel 1666 col titolo Exterarum Scholarum disciplina apud Clericos Regulares S. Pauli in Provincia Mediolanensi.
Ne fu estensore il Padre Melchiorre Gorini. Di solito vengono citate usando lespressione
Ratio studiorum, di origine gesuitica e successivamente ripresa come titolo del seguente capitolo 5 nelle ultime due edizioni delle Costituzioni. Nel 1892 videro la luce le Regulae officiorum in Ephebeis apud Clericos Regulares Sancti Pauli, Romae, Typis A. Befani, 1892
(contenenti le regole per il Rettore, il Vicerettore, il Direttore spirituale e i docenti di scuole e convitti). Nelledizione 1950 delle Regulae officiorum furono aggiunti cinque capitoli
sugli incarichi di carattere educativo (pp. 130-170) [N.d.C.].
212
1 Pt 1:18-19.
213
Sessione 24, De reformatione, can. 4 [IV ed.].

238

Libro terzo

[160]

Monialium tamen, Seminariorum,


Societatumque quarumlibet cura ne suscipiatur; sed ideo non prohibetur quin
aliquando liceat sive ad extraordinarias
confessiones, secundum decretum Concilii Tridentinic, sive ad visitandum, sive ad concionandum, Ordinariis petentibus, aliquem ex nostris dare: neque
prohibetur quin iis duobus Monasteriis
quibus hactenus dari consuevit, Confessarius etiam ordinarius dari possit;
qui tamen, praeter Sacramentorum administrationem, eorum curae nihil aliud
suscipiat. Neque item prohibentur Congregationes illae laicorum quae in domibus nostris haberi festis diebus solent; quae tamen sine consensu Capituli localis non instituentur. Qui contra
haec fecerit, ipso facto iure suffragii et
dignitate, si obtinet, sit privatus.

231 - Religiosarum
societatumque quarumlibet cura ne suscipiatur sine consensu Praepositi Provincialis; Paroeciarum et Seminariorum sine Praepositi Generalis et suae Consultationis consensu, qui admodum caute
praestetur, si ibidem domus formata
constitui non possit.

Ne item suscipiatur litium componendarum munus, ne alicuius familiae


administratio, ne alienae pecuniae custodia aut depositum, nisi forte, ita exigente charitate, aliquando horum aliquid concedere Praeposito Generali visum fuerit.

232 - Ne item suscipiatur litium componendarum munus, ne alicuius familiae


administratio, ne alienae pecuniae custodia aut depositum, nisi forte, ita exigente
caritate, aliquando horum aliquid concedere Praeposito Generali visum fuerit.

Praeterea ne quis in aula Principis


vel Praelati quovis nomine morari permittatur, nisi forte per breve spatium,
puta duorum vel trium mensium, id
concedat idem Praepositus Generalis.

233 - Praeterea ne quis in aula Principis


vel Praelati quovis nomine morari permittatur, nisi forte per breve spatium, puta duorum vel trium mensium, id concedat idem Praepositus Generalis.

[161]

2
Assistenza
spirituale a
comunit

[232] Cos pure non si assumer il compito di comporre le liti217, n lamministrazione delle famiglie, n la custodia o il deposito di denaro altrui, a meno che, per motivi di carit, in qualche
caso non sembri opportuno al Preposito generale autorizzare una
o laltra di queste attivit.

3
Attivit escluse

[233] Inoltre non si permetter ad alcuno di vivere alla corte


di un principe o di un prelato a qualsiasi titolo, a meno che non lo
conceda eventualmente lo stesso Preposito generale per un breve
periodo, per esempio due o tre mesi.

4
Esclusione della
vita di corte

Sessione 25, De regularibus, c. 10 [IV ed.].


Ci si sta riferendo ai due Monasteri delle Angeliche, quello di San Paolo a Milano e quello di Santa Marta a Cremona [N.d.C.].
216
Con lespressione domus formata il Codice di diritto canonico del 1917 intendeva una casa religiosa in cui dimorano almeno sei religiosi professi, dei quali, nel caso di
un ordine clericale, almeno quattro siano sacerdoti (can. 488, n. 5) [N.d.C.].
217
Potrebbe sembrare strano che, dopo aver raccomandato fra le aliae functiones
la irarum atque odiorum placatio ( 1 & n. 230), qui si escluda il litium componendarum
munus. Tale apparente contraddizione si spiega considerando il contesto: tutte le attivit
di cui si parla nel presente paragrafo hanno un carattere legale, per cui anche le liti di
cui si tratta non vanno intese come semplici litigi, ma piuttosto come vere e proprie controversie legali [N.d.C.].
215

Sess. 25, c. 10 de Regul.

239

[231] Tuttavia non si assumer la direzione di monasteri, seminari e comunit di qualsiasi genere; ma non per questo proibito
che in qualche caso si possa mettere a disposizione uno dei confratelli come confessore straordinario, secondo le disposizioni del
Concilio di Trento214 , oppure, su richiesta degli Ordinari, come visitatore o predicatore. N proibito che si possa mettere a disposizione anche il confessore ordinario nei due monasteri, ai quali finora stato consuetudine darlo215. Questi per, oltre lamministrazione dei sacramenti, non assumer alcunaltra responsabilit
riguardo alla loro direzione. E cos pure non sono proibite quelle
riunioni di laici, che di solito si tengono nelle nostre case nei giorni festivi; esse per non verranno promosse senza il consenso del
Capitolo locale. Chi agir contro queste disposizioni, sar privato
ipso facto del diritto di voto e della carica, se la possiede [Non si
assumer la direzione delle religiose e delle comunit di qualsiasi
genere senza il consenso del Preposito provinciale; delle parrocchie e dei seminari senza il consenso del Preposito generale e della sua Consulta. Tale consenso sia dato con estrema cautela se in
quel luogo non si possa costituire una casa formata216].

214

Capitolo 4

240

Libro terzo

[162]

DE STUDIIS LITTERARUM.
CAPUT V.

CAPUT V
DE STUDIORUM RATIONE

Quoniam vero horum munerum


functiones quae ad proximorum utilitatem supra praescripsimus sine litterarum
studiis praestari non possunt,
simul quod regulari vitae accommodatissima videtur litterarum occupatio, si
modus certaque regula statuatur, hac de
re nunc agendum est.

234 - Quoniam vero horum munerum


functiones, quae ad proximorum utilitatem supra praescripsimus, sine litterarum
scientiarumque
studiis praestari non possunt,
simul quod regulari vitae accommodatissima videtur studiorum occupatio, si modus certaque regula statuatur, hac de re
nunc agendum est.

Itaque harum omnium disciplinarum scholae esse poterunt: Grammaticae, Rhetoricae, Logicae, Philosophiae,
Theologiae, et eorum quos Casus conscientiae vocant, et item graecae et hebraicae linguae, et si quam aliam disciplinam ad Sacrae Scripturae intelligentiam valere Praepositus Generalis arbitratus fuerit.

Hae autem studiorum exercitationes, non per quaecumque Collegia sint


dispersae, sed nunc quidem Ticinum
eligimus, quo ex aliis Collegiis studiorum gratia omnes qui electi fuerint confluant: cum vero Congregatio Provinciis
distincta fuerit, poterit Capitulum Generale, quatenus expedire illi videbitur,
scholas etiam in unaquaque Provincia,
loco opportuno et apto, constituere; scilicet si aut magistri inter nos non desint,
aut saltem facultates suppetant ad extraneos tum doctrina tum moribus probatis conducendos. Etenim ad publicas
scholas nostri, tamquam ordinarii auditores, ne accedant, nisi forte, theologici
studii causa, magistro apud nos deficiente, ad scholas alicuius Universitatis
ecclesiasticae eatur.

235 - Primum quidem curandum est ut


qui ad sacros Ordines promovendi sunt
in sacris disciplinis omnino ad sacrorum
Canonum praescripta diligenter instituantur.
Studiorum vero exercitationes non per
quaecumque Collegia sint dispersae, sed
habeantur ubi Capitulum Generale, vel,
causa urgente, Praepositus Generalis
cum sua Consultatione statuerit.

[163]

Capitolo 5

241

Capitolo 5
GLI STUDI [REGOLAMENTO DEGLI STUDI]

[234] Dal momento che lo svolgimento delle attivit apostoliche, che sopra abbiamo prescritto, non pu essere garantito senza
gli studi umanistici [e scientifici] e nello stesso tempo limpegno
nelle lettere [negli studi] sembra che si adatti molto bene alla vita
religiosa, se si stabilisce un metodo e una regola sicura, trattiamo
ora di questo argomento.

1
Premessa

Perci si potranno tenere lezioni di tutte le seguenti discipline:


grammatica, retorica, logica, filosofia, teologia, e dei cosiddetti
casi di coscienza, e inoltre di lingua greca ed ebraica e di qualsiasi altra disciplina che il Preposito generale riterr utile alla
comprensione della sacra Scrittura [].

2
Elenco dei corsi

[235 Ci si deve innanzitutto preoccupare che i candidati agli


Ordini sacri siano accuratamente formati nelle sacre discipline,
secondo le disposizioni dei sacri canoni.] Questi corsi di studio
non saranno dislocati in qualsiasi Collegio: per il momento scegliamo Pavia, dove confluiranno dagli altri Collegi tutti coloro che
sono stati destinati agli studi. Quando poi la Congregazione sar
divisa in Province, il Capitolo generale potr, per quanto gli sembrer utile, erigere scuole anche in ciascuna Provincia, in una casa idonea e adatta; questo naturalmente, se non mancano fra noi i
professori o almeno se ci sono sufficienti risorse per assumere dei
professori esterni sicuri per dottrina e condotta. I confratelli infatti non frequenteranno, come studenti ordinari, le scuole pubbliche, a meno che in qualche caso, per lo studio della teologia, in
mancanza di un nostro professore, non si debbano frequentare le
lezioni di una qualche universit ecclesiastica [I corsi di studio poi
non siano dislocati in qualsiasi Collegio, ma si svolgano dove il
Capitolo generale o, per un motivo urgente, il Preposito generale
con la sua Consulta avr stabilito].

3
Sede degli studi

242

Libro terzo

Scholae autem quas diximus, iustis


piisque de causis, bene erit ut in publicis Gymnasiis, si fieri possit, constituantur.
In aliis tamen Collegiis quoque specialiter litterarum studio non destinatis,
scholae esse possint, praeterquam Logicae, Philosophiae et Theologiae scholasticae; qua de re Capitulum Generale, vel Praepositus Generalis, cum consensu Assistentium, statuat, si opus sit.
In singulis Collegiis postea Casus
conscientiae explicentur ab eo quem
Praepositus Generalis, vel Provincialis,
si fuerit, eliget; vel certe ea exercitatio
habeatur ut omnes, certa hora simul
collecti, de proposita materia quae viderint et meditati sint ordine proferant.

[164]

[165]

Capitolo 5

243

Per validi motivi pastorali, le suddette scuole sar bene che


vengano costituite, se possibile, in pubblici ginnasi218 [].

4
Apertura agli esterni

Tuttavia anche negli altri Collegi non specificamente destinati


agli studi umanistici, potranno tenersi delle lezioni, eccetto che di
logica, filosofia e teologia scolastica219 ; su questo, se ce ne fosse bisogno, decider il Capitolo generale o il Preposito generale col
consenso degli Assistenti[].

5
Lezioni nei Collegi
non destinati agli
studi

In ogni Collegio inoltre i casi di coscienza220 saranno spiegati


dalla persona scelta dal Preposito generale, o provinciale, se ci
sar; o almeno si terr la pratica di radunare tutti insieme a una
determinata ora, perch espongano per ordine, su un argomento
proposto, ci che hanno capito e meditato221 [ n. 246].

6
Casi di coscienza

218
Per comprendere il testo, occorre tener conto di quanto afferma il GABUZIO,
parlando delle attivit apostoliche della Congregazione: Scholas rhetoricae, logicae, philosophiae et sacrae theologiae, ad quas saecularibus etiam aditus pateat, propriis in Collegiis habere (Historia, p. 306; si noti come tra le materie non sia prevista la grammatica, alle cui
lezioni non erano ammessi gli esterni). Ancora pi esplicito il Gabuzio si era dimostrato in
precedenza: Ad scholas nostras saeculares auditores, arbitrio Superiorum, ubi commodum
fuerit, admitti possunt, publicis scilicet apud nos institutis gymnasiis, quod iustis piisque de
causis a Constitutionibus nostris commendatum est; alienis vero in scholis publice docendi
munere fungi, nostri non est instituti (ibid., p. 217; lultima affermazione si riferisce al
26 di questo capitolo). Interessante anche quanto affermato nella Ratio disciplinae nostrae regularis del 1625: Rhetoricam et humaniores litteras, philosophiam, theologiam, ad
iussum Superiorum, publice etiam in gymnasiis nostris docemus (Formularum in Congregatione Clericorum Regularium Sancti Pauli observandarum liber, Mediolani, 1625, p. 16; anche qui, come si vede, assente la grammatica). Il senso del 4 perci il seguente: bene che le scuole interne (destinate cio alla formazione dei Barnabiti) vengano aperte anche ad alunni esterni, divenendo cos pubblici ginnasi (un esempio di publicum gymnasium rhetoricae et humanitatis sono le Scuole Arcimboldi di Milano, aperte nel 1608). Possiamo rinvenire in questa norma lorigine dellapostolato scolastico della Congregazione.
Si veda, su questo punto, lo studio di ANDREA ERBA, Le scuole e la tradizione pedagogica dei Barnabiti: Esperienze di pedagogia cristiana nella storia, a cura di P. BRAIDO, Roma,
1981, vol. I, p. 162; ripreso in A. ERBA, Antologia degli Scritti, Segni, 2006, p. 83 [N.d.C.].
219
Si potranno cio attivare i corsi dellinsegnamento di base (grammatica e retorica, oltre che i casi di coscienza, di cui al successivo 6). Sono esclusi i corsi dellinsegnamento superiore (logica, filosofia e teologia), riservati ai Collegi espressamente destinati
agli studi. Ci vale esclusivamente per le scuole interne: quando infatti al Capitolo generale del 1591 fu presentata la proposta di istituire altre scuole aperte agli esterni (fino ad
allora ce nerano solo a Pavia, Vercelli e Cremona), la risposta del Capitolo fu: Responderunt Patres lectionem vel logicae vel rhetoricae in aliquo Collegio, arbitrio Praepositi Generalis et Assistentium, institui posse; scholas vero grammaticae ad quas saeculares pueri conveniant, nullo modo instituendas videri (Acta Capituli generalis a. 1591, 4 maggio: A. ERBA, loc. cit., p. 84) [N.d.C.].
220
La riflessione sui casi di coscienza (la cosiddetta casistica o casuistica) era
nata nel medioevo come aiuto ai confessori, ma ebbe il suo massimo sviluppo in epoca moderna, soprattutto grazie ai Gesuiti. Essa consisteva nellaffrontare i casi concreti (talora
solo ipotetici), cercando di applicare ad essi i princpi assoluti e astratti della morale, ma spesso anche derogando ad essi, in considerazione delle circostanze particolari. Per
tale motivo, essa fu accusata di lassismo morale (si vedano in proposito le Lettere provinciali di Blaise Pascal). Rimane il fatto che si trattava di un utilissimo esercizio di ragionamento, che allenava allapplicazione delle regole generali ai casi specifici [N.d.C.].
221
Cf. supra, l. II, c. 10, 3 [n. 171] [N.d.C.].

244

Libro terzo

In Collegiis ubi scholae fuerint idem


sit Praepositus et Praefectus studiorum;
et ideo in eiusmodi Praepositi electione
ad officium ab eo praestandum respiciatur,
ut scilicet moribus et eruditione et adolescentum curationi et scholis moderandis aptus sit. Ibidem habitent saltem
tres vel quatuor
Sacerdotes spectatae vitae ad functiones
proximorum causa praestandas.

[166]

236 - In Collegiis ubi scholae fuerint


idem sit Praepositus et Praefectus studiorum: et ideo in eiusmodi Praepositi electione ob officium ab eo praestandum id
respiciatur,
ut scilicet moribus et eruditione et adolescentium curationi et scholis moderandis
aptus sit. Ibidem autem habitent, numero pro opportunitate,
Sacerdotes spectatae vitae ad functiones
proximorum causa praestandas.

Cum aliquis ad studia applicandus


videbitur, Praepositus loci ea de re ad
Praepositum Generalem sententiam
suam scribet, aut vero ad Provincialem,
si Provinciae fuerint; qui, personae conditione diligenter ex Capitulo locali,
prout opus fuerit, perspecta et cognita,
quod in Domino visum fuerit, id statuet.
In admittendis autem spectetur
quem quisque progressum in vita spirituali et regulari fecerit; ne cui forte
scientiae potestas tamquam superbiae,
malitiae, levitatis, aut vanitatis instrumentum vel praesidium fiat: item spectetur ingenium, aetas, vires; et quod
magis animarum saluti et utilitati Congregationis in Domino accommodatum
visum fuerit, id fiat.
Praepositus (et idem Praefectus) una
cum Collegii Confessario
efficiat ne disciplina spiritualium exercitationum humiliumque functionum,
quatenus per studiorum occupationem
liceat, relinquatur; maxime vero eorum
diligentem curam gerat qui a Novitiatu
sunt recentes, praesertim si adolescentes sint; qui quidem, quatenus per studia fieri possit, eadem qua Novitii institutione tractentur, Confessarii tamquam Magistri sui curae commissi.

[167]

Capitolo 5

245

[236] Nei Collegi sede di scuole Preposito e Prefetto degli studi coincideranno; e perci nellelezione di tale Preposito si terr
conto dellufficio che dovr svolgere: [per lufficio che dovr svolgere si terr conto del fatto] che sia adatto, per il modo di comportarsi e la preparazione, alleducazione dei giovani e alla direzione delle scuole. In quella casa abiteranno almeno tre o quattro
[un numero adeguato di] sacerdoti di vita esemplare, destinati alle attivit apostoliche222.

7
Preposito dei
Collegi con scuole

Quando si riterr che uno possa essere destinato agli studi, il


Preposito locale scriver il suo parere in proposito al Preposito
generale, oppure al Provinciale, se ci saranno le Province. Questi,
considerata e conosciuta accuratamente la condizione della persona dal Capitolo locale, per quanto sar necessario, decider ci
che gli sembrer in Domino[ n. 247].

8
Destinazione di un
religioso agli studi

Nellammissione agli studi si considerer la crescita di ciascuno nella vita spirituale e religiosa; perch il possesso della
scienza non diventi per qualcuno strumento od occasione di superbia, malizia, leggerezza o vanit. Inoltre si considereranno lintelligenza, let, le forze; e si far ci che in Domino sembrer pi
vantaggioso per la salvezza delle anime e il bene della Congregazione [ n. 247].

9
Criteri di
ammissione

[237] Il Preposito-Prefetto degli studi, insieme col confessore del Collegio [], far in modo che non si abbandoni la disciplina delle pratiche spirituali e delle attivit pi umili223, per quanto limpegno degli studi lo permetta; soprattutto si prender diligente cura di quanti hanno appena terminato il noviziato, specialmente se sono molto giovani. A questi, per quanto possibile durante gli studi, sar riservata la medesima formazione dei novizi, e
saranno affidati alla cura del confessore come loro Maestro [come
abbiamo precedentemente detto, a suo luogo224].

10
Disciplina dei
Collegi con scuole

237 - Praepositus (et idem Praefectus)


efficiat ne disciplina spiritualium exercitationum humiliumque functionum, quatenus per studiorum occupationem liceat,
relinquatur, maxime vero eorum diligentem curam gerat qui a Novitiatu sunt recentes, praesertim si adolescentes sint; qui
quidem, quatenus per studia fieri possit,
eadem qua Novitii institutione habeantur, ut suo loco supra diximus.

Norma simile a quella data per il noviziato (l. I, c. 4, 2 [n. 34]) [N.d.C.].
Cf. supra, l. I, c. 2, 13 [n. 22] [N.d.C.].
224
Cf. supra, n. 59 [N.d.C.].
222
223

246

Libro terzo

[168]

Si de aliquo evenerit ut insolens vel a


recta disciplina alienus evadat, Praepositus in eum animadvertat, et, si opus
fuerit, ea de re Generalem, vel Provincialem, certiorem faciat; qui eum castiget et, si expedire iudicet, a studiis ad
corporeas vel alias exercitationes retrahat.

Capitolo 5

247

Se dovesse accadere che qualcuno diventi insolente o insofferente alla retta disciplina, il Preposito lo punir e, se necessario,
informer della cosa il Generale o il Provinciale. Questi lo castigher e, se lo ritiene opportuno, lo ritirer dagli studi per destinarlo ad attivit manuali o daltro genere [ n. 249].

De studiorum temporibus hoc in


universum praefinitum sit, ut scilicet
annus Logicae tribuatur, tres Philosophiae, quatuor Theologiae, reliquis
quantum satis iudicaverit Praepositus
cum consensu Discretorum. Possint tamen et haec praefinita tempora ab iis
contrahi qui scholas, ut infra, recognoscent, si forte ingeniorum facilitas aut
eruditio alibi comparata vel similis ratio postulet: quin et ipsos qui ad studia
admissi fuerint valde hortamur ut
quamcitius ea absolvere studeant, ut ad
labores in vinea Domini suscipiendos
se conferant.
Curet Praepositus ut in studiis, praesertim humanitatis, nullus liber adhibeatur ex quo moribus periculum aliquod immineat.
Eos libros adhibendos in unaquaque
scientia curet e quibus solida doctrina
habetur, et qui sunt scientiae illius fontes, non autem quasi rivuli ab ipso capite accersiti.

[169]

238 - Curet Praepositus ut in studiis,


praesertim humanitatis, nullus liber adhibeatur ex quo moribus periculum aliquod
immineat.
Eos libros adhibendos in unaquaque disciplina curet e quibus solida doctrina habetur, et qui sunt scientiae illius fontes,
non autem quasi rivuli ab ipso capite accersiti.

Per quanto riguarda il piano degli studi, in generale si stabilisce quanto segue: alla logica sar destinato un anno, tre alla filosofia, quattro alla teologia, alle altre discipline il tempo che il Preposito, col consenso dei Discreti, giudicher necessario. Potranno
per ridurre questi tempi stabiliti coloro che fanno la verifica delle scuole, di cui si dir225, se dovesse richiederlo la prontezza dingegno o la preparazione acquisita altrove o un altro motivo del
genere. Esortiamo vivamente quanti saranno ammessi agli studi a
sforzarsi di terminarli quanto prima, per incominciare a lavorare
nella vigna del Signore[].

11
Piano di studi

[238] Il Preposito far attenzione che negli studi, specialmente in quelli umanistici, non si usino libri che possano comportare
qualche pericolo per la morale. Procurer che in ogni campo del
sapere [disciplina] si usino quei libri da cui si trae solida dottrina,
e che possono essere considerati come la fonte di quel sapere, e
non piuttosto una specie di rivoli scaturiti dalla sorgente.

12
Libri da usare

[239] La filosofia sar trattata in modo che sia a servizio della


teologia226, e laddove fosse in contrasto con i dogmi cattolici sar
prudentemente e piamente confutata o evitata [e in tutto secondo
il metodo e la dottrina di San Tommaso227].

13
Studio della filosofia

[240] Il Preposito non permetter agli studenti di fare uso di


una quantit eccessiva di libri, che spesso disorienta le menti.

14
Moderazione
nelluso dei libri

Philosophia ita tractetur ut Theolo- 239 - Philosophia ita tractetur ut theologiae serviata et in quo catholicis dogma- giae serviat et omnino ad rationem et
tibus repugnet, prudenter et pie refella- doctrinam S. Thomae.
tur, seu caveatur.
Multitudinem librorum, quae saepe 240 - Multitudinem librorum, quae saepe
ingenia perturbat, ab usu discipulorum ingenia perturbat, ab usu discipulorum
removebit.
removebit.
Cf. infra, 22 [n. 244] [N.d.C.].
Concilio Lateranense, durante il pontificato di Leone X, sessione 8 [IV ed.].
Lintegrazione si ispira al can. 1366, 2 CIC 1917: Philosophiae rationalis ac
theologiae studia et alumnorum in his disciplinis institutionem professores omnino pertractent ad Angelici Doctoris rationem, doctrinam et principia, eaque sancte teneant. Sullevoluzione di questo paragrafo e sulla sofferta adesione dei Barnabiti al tomismo, si veda Il
rosminianesimo nellOrdine dei Barnabiti: Barnabiti Studi 7 (1990), pp. 69-70; 9 (1992),
pp. 201-204. [N.d.C.].
225
226
227

Conc. Later. sub Leone X, sess. 8.

248

Libro terzo

Eum quoque morem a scholis arcebit ut quis immoderato quodam studio


aut certo auctori aut certae doctrinae sive parti adhaereat; sed rationem, auctoritatem et Spiritus Sancti ductum libere
sequatur.

[170]

Eum quoque morem a scholis arcebit


ut quis immoderato quodam studio aut
certo auctori aut certae doctrinae sive parti adhaereat; sed rationem, auctoritatem
et Spiritus Sancti ductum libere sequatur.

Dum quis in studiorum cursu permanet, abstineat ab aliis occupationibus, quantum fieri possit, puta etiam
concionandi et confessiones audiendi;
sed possit tamen Praepositus aut concionem habendam aut confessiones audiendas quibus ei videatur committere.
In magistris constituendis, non solum ingenii et eruditionis, sed etiam disciplinae et mortificationis ratio habeatur, ut ab eisdem tum solida piaque doctrina tum bona quoque exempla proficiscantur.

Magistri Theologiae ac Philosophiae, quibus diebus bis lectionem


ordinariam habent, obligatione conveniendi in chorum exempti sint: aliquando etiam si semel tantum, cum pro materiae tractandae difficultate Praeposito
videatur. Discipuli autem conveniant;
sed tamen
in tempore divinorum officiorum constituendo studiorum et lectionum ratio
habeatur. Idem fiat in omni reliquo tempore distribuendo, ut scilicet, quatenus
fieri possit, studiorum commoditati serviatur.

241 - In magistris constituendis non solum ingenii et eruditionis, sed etiam disciplinae et mortificationis ratio habeatur,
ut ab eisdem tum solida piaque doctrina
tum bona quoque exempla proficiscantur.
Qui igitur magistri a Superioribus constituuntur, disciplinas quibus alios erudiunt, bene calleant, nullis impliciti negotiis, quae accuratum studium impediant.

[171]

Capitolo 5

249

Terr lontana dalle scuole anche la tendenza ad aderire con fanatismo a un determinato autore o a una determinata dottrina o
corrente. Piuttosto si seguir con libert la ragione, il magistero228
e la mozione dello Spirito Santo229.

15
Libert di ricerca

Durante il corso degli studi, ci si asterr, per quanto possibile, da altre occupazioni, per esempio dalla stessa predicazione e
dallascolto delle confessioni. Tuttavia il Preposito potr affidare
lincarico di tenere un discorso o di ascoltare delle confessioni a
quelli che lui riterr[].

16
Astensione da altre
occupazioni

[241] Nella scelta dei professori si terr conto non solo dellintelligenza e della preparazione, ma anche della disciplina e della
mortificazione, cos che da loro possano venire, oltre a un solido e
pio insegnamento, anche buoni esempi. [Pertanto coloro che sono nominati professori dai Superiori conosceranno a fondo le discipline che insegnano agli altri, senza essere implicati in occupazioni che impediscano uno studio accurato].

17
Scelta dei docenti

[242] I professori di teologia e di filosofia, nei giorni in cui


hanno la lezione ordinaria due volte, saranno dispensati dallobbligo del coro; talvolta anche se hanno lezione una volta soltanto, se cos ritiene il Preposito, per la difficolt dellargomento da
trattare. Gli studenti invece andranno in coro. Tuttavia [] nello
stabilire lorario dellUfficio divino si terr conto degli studi e delle lezioni. Lo stesso si far nella determinazione dellorario della
giornata, in modo che, per quanto possibile, ci si possa dedicare
comodamente agli studi.

18
Disciplina del coro e
orario della giornata

242 - In tempore divinorum officiorum


constituendo, studiorum et lectionum ratio habeatur. Idem fiat in omni reliquo
tempore distribuendo, ut scilicet quatenus
fieri possit, studiorum commoditati serviatur.

228
Probabilmente nel concetto di auctoritas non va visto solo il magistero della
Chiesa inteso in senso tecnico, ma anche linsieme degli auctores, sacri e profani, che costituiscono una sorta di magistero in senso lato. Per questo si potrebbe forse tradurre
auctoritas con tradizione [N.d.C.].
229
Avevamo incontrato un invito simile a seguire quanto lo spirito suggerir loro
rivolto ai predicatori (c. 2, 8 [n. 223]) [N.d.C.].

250

Libro terzo

Quinta quaque feria a scholis vacetur, idque nisi dies festus ex praecepto
celebrandus incidat in ipsam hebdomadam, modo non in feriam secundam.
Vacetur etiam a festo S. Thomae ad
Epiphaniam, a Dominica Palmarum ad
tertiam Paschae feriam, et a calendis Augusti ad calendas Octobris; sed liceat
quoque, Praepositi arbitratu, ante ipsas
calendas Augusti, ob immoderatos aestus, aliquid remittere de consuetis laboribus.
Vacationis autem tempore non omnino
cessandum erit, sed tum praeparandis
sequentis anni lectionibus, tum rerum
ante perceptarum confirmationi etiam
vacandum erit.

[172]

243 - A scholis vacetur, si fieri possit,


quinta quaque feria
et item a festo S. Thomae ad kalendas ianuarias, a Dominica Palmarum ad tertiam Paschae feriam et a kalendis augusti
ad kalendas octobris; sed liceat quoque
Superioribus maioribus harum vacationum tempora immutare iuxta opportunitatem vel locorum consuetudines.
Vacationis autem tempore non omnino
cessandum erit, sed tum praeparandis sequentis anni lectionibus, tum rerum antea perceptarum confirmationi etiam vacandum erit.

Cum quis studii cursum confecerit,


axiomata sive conclusiones proponat
publiceque defendat, prout a Praeposito ei praescribetur.
Disputationum quoque exercitatio,
ad acuenda ingenia progressusque stabiliendos, singula hebdomada habeatur:
item opportunae lectionum repetitiones.
Quotannis, mense Augusto, scholae
recognoscantur singulorumque progressus; cui recognitioni, praeter Praepositum et magistros, etiam Provincialis intersit, si fuerit; alioqui alius a Generali
electus. Ii de omnibus etiam cognoscant
et constituant quae circa studia facienda
aut providenda erunt, et de mutationibus quae faciendae
videbuntur tam circa discipulos quam
magistros; et quae opus erit cum Praeposito Generali communicent.
Observentur vero etiam in eiusmodi
locis regulae quae circa studia, magistros, discipulos et vitae eorum rationem
fusius describentur.

244 - In fine cuiusque anni scholae recognoscantur singulorumque progressus; cui


recognitioni, praeter Praepositum et magistros, etiam Provincialis intersit, alioquin alius ab eo electus. Hi de omnibus
etiam cognoscant et proponant quae circa
studia facienda aut providenda

[173]

Capitolo 5

251

[243] Il gioved si sospenderanno le lezioni, a meno che non


cada nella stessa settimana una festa di precetto, purch non di luned. Si sospenderanno le lezioni anche [Si sospenderanno le lezioni, se possibile, il gioved, e cos pure] dalla festa di San Tommaso230 allEpifania [al 1 gennaio], dalla domenica delle Palme al
marted di Pasqua, e dal 1 agosto al 1 ottobre; ma sar lecito anche, a discrezione del Preposito, prima dello stesso 1 agosto, per
il caldo eccessivo, alleggerire in parte i consueti impegni [ai Superiori maggiori modificare il calendario di queste vacanze secondo
lopportunit e le consuetudini locali]. Durante le vacanze non si
dovr rimanere totalmente inattivi, ma ci si dovr dedicare sia alla preparazione delle lezioni dellanno seguente, sia allapprofondimento delle cose precedentemente imparate.

19
Vacanze

Al termine del corso di studi si proporranno e difenderanno


pubblicamente le tesi o conclusioni, come verr stabilito dal Preposito [].

20
Conclusione del
corso di studi

Ogni settimana si terr anche la pratica delle dispute, per acuire lingegno e per verificare il profitto; come pure un opportuno
ripasso delle lezioni [].

21
Dispute e ripasso
settimanale

[244] Ogni anno, nel mese di agosto [Alla fine di ogni anno],
si far una verifica delle scuole e del profitto dei singoli. A tale verifica, oltre al Preposito e ai professori, parteciper anche il Provinciale, se ci sar [], altrimenti un altro scelto dal Generale [da
lui]. Quelli [Questi] si informeranno di tutto e decideranno [proporranno] ci che si deve [sembrer di dover] fare o procurare
circa gli studi e le modifiche che sembrer di dover fare [] sia
per quanto riguarda gli studenti che i professori; e riferiranno ci
che sar necessario al Preposito generale [provinciale o anche al
Generale].

22
Verifica annuale

[245] Si osserveranno inoltre in tali case le regole che si scriveranno [sono state scritte] sugli studi, i professori, gli studenti e
il loro stile di vita231.

23
Regolamento degli
studi

videbuntur tam circa discipulos quam circa magistros; et quae opus erunt cum
Praeposito Provinciali vel etiam Generali communicent.
245 - Observentur etiam in eiusmodi locis regulae quae circa studia, magistros,
discipulos et vitae eorum rationem fusius
descriptae habentur.

230
La festa di San Tommaso apostolo, nellantico calendario liturgico, ricorreva il
21 dicembre [N.d.C.].
231
De studiis litterarum apud Clericos Regulares S. Paulli, testo confluito nelle
Regulae officiorum, ed. 1863, pp. 43-50; ed. 1950, pp. 40-44. Dopo la pubblicazione della
Costituzione apostolica Sedes sapientiae (31 maggio 1956), fu emanata la Ratio studiorum
in Congregatione Clericorum Regularium S. Pauli vulgo Barnabitarum, s.n.t., pp. 40
[N.d.C.].

252

Libro terzo

[174]

246 - In singulis autem Collegiis casus


conscientiae et liturgici vel de re dogmatica coniunctisve doctrinis explicentur ab
eo quem Praepositus eliget, ita ut omnes,
certa simul hora collecti, de proposita
materia quae viderint et meditati sint
ordine proferant.
247 - Cum autem quis ad aliquod peculiare studium applicandus videbitur,
Praepositus loci ad Praepositum Provincialem scribat, qui, personae conditione diligenter perspecta et cognita, de
suae Consultationis consensu, quod in
Domino visum fuerit id statuet. Qua
quidem deliberatione initio singulorum
annorum utendum erit.
In admittendis autem spectetur quem
quisque progressum in vita spirituali et
regulari fecerit, ne cui forte scientiae potestas tamquam superbiae, malitiae, levitatis, aut vanitatis instrumentum vel
praesidium fiat: item spectetur ingenium, aetas, vires: et quod magis animarum saluti et utilitati Congregationis
accommodatum in Domino visum fuerit, id fiat.
248 - Ceterum sodales nostros hortamur
totis viribus studiis incubant quae ad
munera Congregationis utilius obeunda
semper colantur, ut uberiores fructus in
vinea Domini colligi possint.

[175]

Capitolo 5

253

[246 In ogni Collegio inoltre i casi di coscienza e di liturgia o


di dogmatica e di dottrine connesse saranno spiegati dalla persona scelta dal Preposito, in modo che tutti, radunati insieme a una
determinata ora, espongano per ordine, su un argomento proposto, ci che hanno capito e meditato.232]

[Casi di coscienza]

[247 Quando si riterr che uno possa essere destinato a degli


studi particolari, il Preposito locale scriver al Preposito provinciale, il quale, considerata e conosciuta accuratamente la condizione della persona, col consenso della sua Consulta, decider ci
che gli sembrer in Domino233. Si dovr deliberare in tal senso
allinizio di ogni anno.]
[Nellammissione agli studi si considerer la sua crescita nella vita spirituale e religiosa, perch il possesso della scienza non
diventi per qualcuno strumento od occasione di superbia, malizia,
leggerezza o vanit. Inoltre si considereranno lintelligenza, let,
le forze; e si far ci che in Domino sembrer pi vantaggioso per
la salvezza delle anime e il bene della Congregazione.234]

[Destinazione di un
religioso agli studi]

[248 Per il resto, esortiamo i nostri confratelli a dedicarsi con


tutte le forze agli studi, che sono sempre coltivati per un pi proficuo svolgimento delle attivit della Congregazione, cosicch si
possano raccogliere frutti pi abbondanti nella vigna del Signore.235]

[Esortazione agli
studi]

[249 Se mai dovesse accadere che uno diventi insolente o insofferente alla retta disciplina, il Preposito lo punir e, se necessario, informer della cosa il Provinciale o anche il Generale. Questi lo castigher e, se lo ritiene opportuno, lo ritirer dagli studi
per destinarlo ad altre attivit.236]

[Casi di insolenza]

249 - Si quando evenerit ut quis insolens


vel a recta disciplina alienus evadat,
Praepositus in eum animadvertat et, si
opus fuerit, ea de re Provincialem vel
etiam Generalem certiorem faciat; qui
eum castiget et, si expedire iudicet, a studiis ad alias exercitationes retrahat.

Cf. supra, 6 [N.d.C.].


Cf. supra, 8 [N.d.C.].
234
Cf. supra, 9 [N.d.C.].
235
Cf. supra, 11 [N.d.C.].
236
Cf. supra, 10 [N.d.C.].
232
233

[Criteri di
ammissione]

254

Libro terzo

[176]

250 - Quorum librorum lectioni unusquisque operam det Praepositus animadvertat, et quarum item rerum scriptioni, ne forte frustra quis tempus conterat, aut propterea a proposito aberret et
inanibus cogitationibus vel desideriis
implicetur, cum potius divinae contemplationis spiritualisque cognitionis studium inde adiuvare debeat. Certe nullus in cubiculo suo libros habeat, quorum notulam Superior non probarit.
251 - Curent autem Superiores locorum
et, pro ea quae suppetit copia, enitantur
in Collegio instructam bibliothecam
communem habere, et iis praesertim libris pro numero habitantium abundantem, quorum usum, ex functionibus nostris praestandis, frequentiorem esse necesse est.
Postremo nostros omnes studiis operam daturos, quantum possumus per
Christi Domini humilitatem hortamur,
primum ut humanam intelligentiam,
prae divinarum naturaliumque rerum
difficultate et obscuritate, infirmam et
perexiguam esse semper memoria teneant, excellentiumque ingeniorum casus recordentur, ne forte in reconditarum rerum contemplatione
nimium sibi arrogent;
deinde ut humilitatis ceterarumque virtutum ornamenta ad beatae vitae adeptionem necessaria esse cogitent, magnarum obscurarumque rerum scientiam
non item. Ita fiet ut neque aliquo modo
efferantur, neque alios contemnant.

252 - Postremo nostros omnes studiis


operam daturos, quantum possumus per
Christi Domini humilitatem hortamur,
primum ut humanam intelligentiam, prae
divinarum naturaliumque rerum difficultate et obscuritate infirmam et perexiguam esse semper memoria teneant, excellentiumque ingeniorum casus recordentur, ne forte in reconditarum rerum
vel ad naturam vel ad historiam spectantium inquisitione
nimium sibi arrogent;
deinde ut humilitatis ceterarumque virtutum ornamenta ad beatae vitae adeptionem necessaria esse cogitent, magnarum obscurarumque rerum scientiam non
item. Ita fiet ut neque aliquo modo efferantur, neque alios contemnant.

[177]

Capitolo 5

255

[250 Il Preposito controller che libri legge ciascuno e che cosa scrive, in modo che nessuno perda tempo inutilmente o per
questo si allontani dal proposito e resti coinvolto in pensieri o desideri vani, dovendo piuttosto favorire con ci lamore per la divina contemplazione e per la scienza spirituale. Nessuno terr nella
sua camera libri, di cui il Superiore non abbia approvato la lista.237]

[Studi personali]

[251 I Superiori locali per avranno cura e, secondo i mezzi a


disposizione, si adopereranno perch nel Collegio ci sia una biblioteca comune fornita e provvista soprattutto, secondo il numero dei residenti, di quei libri il cui uso deve essere pi frequente
per le attivit che svolgiamo.238]

[Biblioteca]

[252] Infine esortiamo, per quanto possiamo, in nome


dellumilt di Cristo Signore, tutti i nostri confratelli che si dedicheranno agli studi, innanzitutto a ricordare sempre che lintelligenza umana, di fronte alla difficolt e alloscurit delle realt divine e umane, debole e insufficiente, e a tener presente il fallimento di menti eccellenti, affinch non presumano eccessivamente di s nella contemplazione di realt misteriose [ricerca di realt
misteriose riguardanti la natura o la storia]. Infine li esortiamo a
considerare che al conseguimento della vita beata necessario il
possesso dellumilt e delle altre virt, non certo la conoscenza di
cose sublimi e oscure. Cos non avverr che in alcun modo insuperbiscano, n che condannino gli altri.

24
Esortazione
allumilt

237
238

Cf. supra, l. II, c. 15, 1 [N.d.C.].


Cf. ibid. [N.d.C.].

256

Libro terzo
Libri cuiusvis generis

non edantur, nisi facultate a Praeposito


Generali impetrata;
qui libros eiusmodi viris ex Congregatione in eo genere eruditis perlegendos
et considerandos tradet, et ex eorum
sententia facultatem concedat aut neget;

de ipsius vero Generalis libris eadem ratione statuat maior ex Assistentibusb.

[178]

253 - Scripta cuiusvis generis etiamsi de


rebus profanis
non edantur, nisi facultate a Praeposito
Generali vel, pro libris minoris momenti, a Praeposito Provinciali impetrata,
qui scripta eiusmodi viris ex Congregatione in eo genere eruditis perlegenda et
consideranda tradet, et ex eorum sententia facultatem concedat aut neget.
Pariter nemo audeat in diariis foliis
vel libellis periodicis scribere vel eadem
moderari sine licentia Superioris Maioris et Ordinarii loci.
De ipsius vero Generalis libris eadem
ratione statuat maior ex Assistentibus.

[179]

Capitolo 5

257

[253] Non si pubblicheranno libri [scritti] di qualsiasi genere


[neanche di cose profane], se non dopo aver ricevuto lautorizzazione dal Preposito generale [o, per i libri di minore importanza,
dal Preposito provinciale], il quale dar da leggere ed esaminare
tali libri [scritti] a religiosi della Congregazione competenti in
quel settore e, secondo il loro parere, conceder o negher lautorizzazione.
[Parimenti nessuno oser scrivere su quotidiani o periodici o
dirigerli senza il permesso del Superiore maggiore e dellOrdinario del luogo].
Sui libri dello stesso Generale decider, nel medesimo modo,
il primo degli Assistenti239.

25
Pubblicazione di
libri

[254] Nessuno dei confratelli assumer lincarico di ricercatore o di docente nelle scuole pubbliche240 [senza il permesso del
Preposito generale].

26
Insegnamento nelle
scuole pubbliche

Munere publice in scholis interpre- 254 - Munere publice in scholis interpretandi seu legendi nullus ex nostris fun- tandi seu legendi nullus ex nostris fungagatur.
tur sine licentia Praepositi Generalis.

b
Declaratio. Quod de facultate impetranda pro edendis libris cuiusvis generis
praescribitur in Constitutionibus, intelligi debet etiam de scriptis anonymis, immo etiam
de scriptis in usum quasi privatum editis.

239
Dichiarazione: Quanto prescritto nelle Costituzioni a proposito della facolt da
ottenere per pubblicare libri di qualsiasi genere, da intendersi anche per gli scritti anonimi, anzi anche per gli scritti pubblicati per un uso per cos dire privato [IV ed.]. Sul
maior ex Assistentibus si veda la nota al 3 del c. 6 del l. IV [n. 289] [N.d.C.].
240
Solitamente si interpreta tale norma come riferentesi allinsegnamento universitario. Personalmente riteniamo che essa abbia un valore pi generale: i Barnabiti non devono insegnare al di fuori delle loro scuole [N.d.C.].

258

Libro quarto

[180]

CONSTITUTIONUM
LIBER QUARTUS.
DE ADMINISTRATIONE CONGREGATIONIS
IN UNIVERSUM
ET IURE SUFFRAGII.
CAPUT I.

LIBER QUARTUS
CAPUT I
DE ADMINISTRATIONE CONGREGATIONIS
IN UNIVERSUM
ET IURE SUFFRAGII

Cum nullum societatis genus sine


certa gubernatione diu conservari possit, postulat et ea res a nobis in hac scriptione locum suum, neque illum certe in
postremis.

255 - Cum nullum societatis genus sine


certa gubernatione diu conservari possit,
postulat et ea res a nobis in hac scriptione
locum suum neque illum certe in postremis.

Itaque, ut totius rei primo summam


quamdam proponamus, Congregationis
administrationem tum ad plures simul
tum ad singulos quosdam referimus.
Etenim in primis penes primarios in
unum certis temporibus collectos, qui
Capitulum Generale constituunt, summa potestas erit; et ab uno praeterea
Congregatio regetur, qui erit Praepositus Generalis; cui, ad commodiorem solidioremque administrationem, quatuor
viri semper assistent, ex eoque Assistentes dicentur. Et erunt praeterea, eadem
de causa, qui proprio officio singula loca obeant et visitent, disciplinae observantiam ubique procurantes.
Quae vero ratio in toto corpore servatur, ea simili modo in membris servabitur, ut scilicet

[181]

Capitolo 1
LIBRO QUARTO DELLE COSTITUZIONI

Itaque, ut totius rei primo summam


quamdam proponamus, Congregationis
administrationem tum ad plures simul
tum ad singulos quosdam referimus. Etenim in primis penes primarios in unum
certis temporibus collectos, qui Capitulum Generale constituunt, summa potestas erit; et ab uno praeterea Congregatio
regetur, qui erit Praepositus Generalis;
cui, ad commodiorem solidioremque administrationem, quattuor viri semper assistent, ex eoque Assistentes dicentur. Et
erunt praeterea, eadem de causa, qui proprio officio singula loca obeant et visitent,
disciplinae observantiam ubique procurantes.
Quae vero ratio in toto corpore servatur, ea simili modo in membris servabitur, ut scilicet Praepositi Provinciales
constituantur et Capitula Provincialia
certis temporibus habenda, quibus commodius Congregatio gubernetur et ad disciplinam tuendam utilius.
in singulis Collegiis etiam Praepositi sint
In singulis etiam Collegiis Praepositi
et Capitula, quae, ad praescriptum mo- sint et Capitula, quae ad praescriptum
dum, particularem habeant administra- modum particularem habeant adminitionem.
strationem.
Quod si Congregationem eo devenire
Domino placuerit ut propter locorum
multitudinem expedire videatur eam in
Provincias distribuere quibus plura loca contineantur, Provinciales quoque
Praepositi constituentur et Capitula
Provincialia certis temporibus habenda,
quibus commodius Congregatio gubernetur et ad disciplinam tuendam utilius.

259
[]241

Capitolo 1
IL GOVERNO CENTRALE
DELLA CONGREGAZIONE
E IL DIRITTO DI VOTO

[255] Dal momento che nessun tipo di societ pu conservarsi a lungo senza un governo ben definito, anche tale questione richiede che, nello scrivere queste Costituzioni, le dedichiamo lo
spazio che merita, e certo non come se si trattasse di una questione secondaria.

1
Necessit di un
governo

Perci, al fine di presentare subito una sintesi dellintera questione, affidiamo il governo della Congregazione contemporaneamente a pi persone insieme e ad alcuni individui in particolare.
Infatti la suprema autorit risieder innanzi tutto presso il Capitolo generale, costituito dai Padri pi ragguardevoli riuniti insieme
a determinate scadenze; ma, allo stesso tempo, la Congregazione
sar governata da uno solo, vale a dire dal Preposito generale, il
quale, per governare in maniera pi efficace e sicura, sar sempre
assistito da quattro religiosi, perci detti Assistenti. Ci saranno
inoltre, per lo stesso motivo, alcuni che si recheranno a visitare
le singole case, incaricati di promuovere ovunque losservanza regolare.
Il sistema adottato nellintero corpo sar applicato analogamente alle diverse membra, per cui [saranno costituiti Prepositi
provinciali e Capitoli provinciali da tenersi a determinate scadenze, grazie ai quali la Congregazione potr essere governata in modo pi efficiente e la disciplina potr essere osservata pi efficacemente.]
[Anche] nei singoli Collegi ci saranno pure [] Prepositi e
Capitoli, che provvedano al governo locale, secondo il modello
prestabilito.
Se poi al Signore piacer che la Congregazione giunga al punto che, per il numero delle case, sembrer opportuno dividerla in
Province, nelle quali siano comprese pi case, saranno costituiti
anche Prepositi provinciali e Capitoli provinciali da tenersi a determinate scadenze, grazie ai quali la Congregazione potr essere
governata in modo pi efficiente e la disciplina potr essere osservata pi efficacemente242.

2
Governo collegiale
e personale

241
Il quarto libro delle Costituzioni tratta del governo della Congregazione. Cf. supra, l. I, c. 1, 2 [n. 2] [N.d.C.].
242
Le ultime due edizioni delle Costituzioni anticipano alle righe precedenti (3
comma del n. 255) quanto le prime quattro edizioni affermavano nellultimo periodo del
2 [N.d.C.].

260

Libro quarto

[182]

Quilibet autem ex nostris administrationis particeps erit, hoc est ius suffragii habebit, quod vocalem esse, seu
vocem activam et passivam habere, dicimus;
sed quadriennio demum post professionem completo,

256 - Quilibet autem ex nostris administrationis particeps erit, hoc est ius suffragii habebit, quod vocalem esse, seu vocem activam et passivam habere, dicimus;

DE CAPITULO GENERALI CONGREGANDO.


CAPUT II.

CAPUT II
DE CAPITULO GENERALI CONGREGANDO

Nunc omnia explicate tractaturi, a


Capitulo Generali incipiemus; quod et
maius est, et omnis reliquae administrationis fons et caput.

257 - Nunc omnia explicate tractaturi, a


Capitulo Generali incipiemus; quod et
maius est, et omnis reliquae administrationis fons et caput.

In primis, hi tantum in Capitulo Generali aderunt: Praepositus Generalis,


eius Assistentes, Procurator Generalis
(de quo inferius dicetur), Visitatores, et
Praepositi locales.

In primis, hi tantum in Capitulo Generali aderunt: Praepositus Generalis,


eius Assistentes, Procurator Generalis (de
quo inferius dicetur), Visitatores, et Praepositi Provinciales, cum Sociis in Capitulis Provincialibus eligendis, hac adhibita ratione:

sed quadriennio demum post primam


professionem completo,
dummodo vota sollemnia sit professus,
item si sit Sacerdos
sacerdotio insignitus,
neque ad id factus inhabilis,
neque ad id factus inhabilis, et sacrae
theologiae curriculum perfecerit,
et salvis etiam inferius constituendis:
salvis etiam inferius constituendis;
atque in hoc decreto dispensari non pos- atque in hoc decreto dispensari non possit, nisi forte evidens utilitas Congrega- sit, nisi forte evidens utilitas Congregationis ad eiusmodi dispensationem Ca- tionis ad eiusmodi dispensationem Capipitulum Generale aliquando impellat.
tulum Generale aliquando impellat.

Atque singuli Praepositi locorum (ubi


tamen saltem quatuor vocales sint praeter Praepositum), octo antequam ad Capitulum proficiscantur diebus,

258 -Temporibus a Consultatione generali praefinitis, singuli Praepositi locorum, ubi tamen saltem quattuor vocales
sint praeter Praepositum, tres vero in domibus Novitiatus,

[183]

Capitolo 2

[256] Ogni confratello parteciper al governo, avr cio il diritto di voto (cosa che designiamo con le espressioni essere vocale o avere voce attiva e passiva), ma solo dopo che siano trascorsi quattro anni dalla [prima] professione, e inoltre se sacerdote [purch sia professo di voti solenni, insignito del sacerdozio]
e non sia stato reso inabile a ci [e abbia concluso il corso degli
studi teologici,] fatte salve anche le limitazioni che saranno stabilite pi avanti243. Non si potr dispensare da questa norma, a meno che levidente utilit della Congregazione in qualche caso non
spinga il Capitolo generale a tale dispensa in via del tutto eccezionale.

261
3
Il diritto di voto

Capitolo 2
IL CAPITOLO GENERALE

[257] Dovendo ora entrare nei dettagli, cominceremo dal Capitolo generale, che lautorit suprema e la fonte e il fondamento di ogni altro grado di governo.

1
Il Capitolo generale
fonte di diritto

Innanzi tutto, prenderanno parte al Capitolo generale soltanto


le seguenti persone: il Preposito generale, i suoi Assistenti, il Procuratore generale (del quale si dir pi avanti244), i Visitatori e i
Prepositi locali [provinciali, con i Soci eletti nei Capitoli provinciali secondo la seguente procedura:]

2
Partecipanti al
Capitolo generale
ed elezione dei Soci

[258] Otto giorni prima di partire per il Capitolo [nei tempi


stabiliti dalla Consulta generalizia], il Preposito di ciascuna casa,
dove dimorino almeno quattro vocali [tre nelle case di noviziato]
oltre al Preposito, insieme col suo Capitolo, eleggeranno fra i vo-

243
Cf. infra, c. 2, 2 [n. 258]; c. 6, 9. Cf. pure supra, l. I, c. 1, 10; c. 2, 10; l.
III, c. 4, 2 [N.d.C.].
244
Cf. infra, c. 15 [14] [N.d.C.].

262

Libro quarto

[184]

una cum Capitulo suo eligent sibi So- una cum Capitulo suo eligent sibi Socium
cium ex vocalibus, qui tamen sit annos ex vocalibus, qui tamen quadriennium a
triginta natus,
prima b professione compleverit et trigesimum aetatis annum attigerit,
qui cum eo ad Capitulum conveniat et qui cum eo ad Capitulum conveniat et
cui, praeter Praepositum, in Capitulum cui, praeter Praepositum, in Capitulum
referenda mandari possinta.
Provinciale referenda mandari possint.
259 - Deinde in singulis Provinciis congregetur Capitulum Provinciale cui aderunt: Praepositus Provincialis et uniuscuiusque Provinciae Collegii Praepositi
cum Sociis electis ut supra.
260 - Si contingat Provincialem simul
esse Praepositum localem, ipse conveniat
ut Provincialis et, Praepositi loco, conveniat Vicarius illius cum Socio.
261 - In Capitulo Provinciali eligentur,
ex eorum numero qui ius habent ad illud
conveniendi, duo Socii ad Capitulum
Generale cum Praeposito Provinciali
profecturi.
Agatur vero etiam in Capitulo
si quid communiter sit referendum.
Quidquid autem quisque referri voluerit, id scriptura consignet et nomen proprium subscribat (quod possit tamen sigillo super impresso tegere); alioqui non
accipiatur. Quod item communiter referri mandatum fuerit, Capituli litteris
testatum sit. Non ideo tamen prohibetur quin et per alium quis possit, quae
velit, curare ad Capitulum referenda,
aut litteras scribere sive Capitulo sive
alicui ex congregatis, modo eadem ratione.

262 - Agatur vero etiam in Capitulis tum


localibus tum provincialibus
si quid communiter sit referendum.
Quidquid autem quisque referri voluerit,
id scriptura consignet et nomen proprium
subscribat (quod possit tamen sigillo super impresso tegere); alioqui non accipiatur. Quod item communiter conferri
mandatum fuerit, Capituli litteris testatum sit. Non ideo tamen prohibetur quin
et per alium quis possit, quae velit, curare ad Capitulum referenda, aut litteras
scribere sive Capitulo sive alicui ex congregatis, modo eadem ratione.

[185]

263

cali un Socio, almeno trentenne [con almeno quattro anni di professione245 e trentanni di et], che con lui parteciper al Capitolo
e al quale, oltre che al Preposito, si potranno affidare le proposte
da presentare al Capitolo246 [provinciale].
[259 Quindi in ciascuna Provincia si riunir il Capitolo provinciale, al quale prenderanno parte il Preposito provinciale e i
Prepositi di ciascun Collegio della Provincia con i Soci eletti nel
modo indicato.247]

[Partecipanti al
Capitolo provinciale]

[260 Nel caso in cui il Provinciale sia allo stesso tempo Preposito locale, egli parteciper come Provinciale e, al posto del Preposito, parteciper il suo Vicario con un Socio.248]

[Preposito provinciale
allo stesso tempo
Preposito locale]

[261 Nel Capitolo provinciale saranno eletti, fra quanti hanno


diritto a parteciparvi, due Soci che accompagnino il Preposito
provinciale al Capitolo generale].

[Elezione dei Soci al


Capitolo generale]

[262] Nel Capitolo [Nei Capitoli sia locali che provinciali] si


valuter anche lopportunit di presentare qualche proposta comune. Qualunque proposta uno voglia presentare, la metter per
iscritto e la firmer col proprio nome (che si potr per coprire
imprimendogli sopra il sigillo); altrimenti non la si accetter. Cos
pure le proposte comuni che si decider di presentare249 dovranno
essere certificate con una lettera del Capitolo. Non per questo
per proibito di presentare al Capitolo una proposta attraverso
un altro o scrivere una lettera al Capitolo o a qualcuno dei Capitolari, purch con la medesima procedura.

[Proposte al Capitolo]

Can. 578, 3 [VI ed.].


Dichiarazione. Per avere la voce passiva nellelezione del Socio locale, assolutamente necessario che, al momento dellelezione, uno abbia almeno quattro anni di professione e trentanni di et [IV ed.  n. 258]. Si noti la precisazione inserita al n. 258:
quadriennium a prima professione [N.d.C.].
247
Cf. supra, n. 258 [N.d.C.].
248
Cf. infra, 4 [N.d.C.].
249
Il testo originale (riportato fino alla IV edizione) ha qui referri (verbo comunemente usato in questo contesto e da noi sempre tradotto con presentare); la V e la VI
edizione usano invece conferri, che ha pi o meno lo stesso significato [N.d.C.].
245
246

a
Declaratio. Ut in electione Socii localis passiva voce quis gaudeat, oportet omnino ut, pro eo tempore quo in praesens fit electio, quadriennium a professione compleverit et trigesimum aetatis annum attigerit.
b
Can. 578, 3.

Capitolo 2

264

Libro quarto

[186]

Cum autem Congregatio in quattuor


saltem Provincias divisa fuerit, ad Capitulum conveniant Praepositi Provinciales tantum et, cum unoquoque eorum, duo Socii, qui in Capitulo Provinciali ante Generale proxime celebrato,
ex eorum numero qui ad illud convenerunt, electi esse debent; quibus ut supra
mandari possit.
Si contingat Assistentem vel Visitatorem simul esse Praepositum localem,
ipse conveniet ut Assistens vel ut Visitator, et, Praepositi loco, conveniet Vicarius illius, cum Socio.
Si Socius electus fuerit Vicarius
Praepositi localis, et ipsi Praeposito
eundum sit ad Capitulum, antequam e
suo Collegio discedat sibi Vicarium
substituat ex vocalibus; qui, ad novi
Praepositi adventum, pro Praeposito
regat, nihil tamen innovando.
Quod et Praepositus loci observabit
in quo Capitulum Generale habebitur.
Idem faciat Praepositus cuius loco, cum
ipse maiorem personam sustineat, Vicarius ad Capitulum convenire debet.
Praeter hos vero nullus ad locum ubi 263 - Praeter hos vero nullus ad locum
Capitulum celebratur accedat, sine li- ubi Capitulum celebratur accedat, sine licentia Praepositi Generalis.
centia Praepositi Generalis.
Cum ad Congregationis tranquillitatem et commodum pertinere videatur
Capitulum Generale raro celebrari, ordinarie tertio quoque anno celebretur,
tum ad Praepositi Generalis et aliorum
Officialium electionem, tum ad ea tractanda quae ad Congregationis regimen,
disciplinam conservandam, aut, si ex aliqua parte remittatur, restituendam pertinent.

[187]

Capitolo 2

265

Quando poi la Congregazione sar divisa in almeno quattro


Province, al Capitolo parteciperanno soltanto i Prepositi provinciali e, con ciascuno di loro, due Soci, che devono essere eletti nel
Capitolo provinciale, celebrato subito prima di quello generale,
fra coloro che vi partecipano; a loro si potranno affidare le proposte, come detto250 [ nn. 257 & 261].

3
Partecipanti al
Capitolo generale
dopo la costituzione
delle Province

Nel caso in cui un Assistente o un Visitatore sia allo stesso


tempo Preposito locale, egli parteciper come Assistente o Visitatore e, al posto del Preposito, parteciper il suo Vicario con un
Socio [ n. 260].

4 Assistente o
Visitatore allo
stesso tempo
Preposito locale

Se il Socio eletto fosse Vicario del Preposito locale e lo stesso


Preposito dovesse andare al Capitolo, questi, prima di partire
dal suo Collegio, designer un Vicario fra i vocali. Questi, fino alla venuta del nuovo Preposito, governer al posto del Preposito,
non introducendo per alcuna innovazione [].

5
Eventuale
sostituzione del
Vicario

Seguir la stessa regola anche il Preposito della casa in cui si


svolge il Capitolo generale. Lo stesso far il Preposito, in sostituzione del quale deve partecipare al Capitolo il Vicario, quando
quegli vi partecipa a un titolo superiore251 [].

6
Sostituzione del
Vicario negli altri
casi previsti

[263] Oltre a questi, nessuno avr accesso alla casa dove si celebra il Capitolo senza il permesso del Preposito generale.

7 Divieto di
accesso al luogo
del Capitolo
8
Periodicit del
Capitolo generale
ordinario

[264] Sembra opportuno che, per la tranquillit e il bene della Congregazione, il Capitolo generale si celebri raramente. Perci
esso sar celebrato in via ordinaria ogni tre [sei] anni, sia per eleggere il Preposito generale e gli altri Ufficiali, sia per trattare le
questioni riguardanti il governo della Congregazione, il mantenimento della disciplina o, se questa si fosse in parte rilassata, il suo
ristabilimento.

264 - Cum ad Congregationis tranquillitatem et commodum pertinere videatur


Capitulum Generale raro celebrari, ordinarie sexto quoque anno celebretur, tum
ad Praepositi Generalis et aliorum Officialium electionem, tum ad ea tractanda
quae ad Congregationis regimen, disciplinam conservandam, aut, si ex aliqua parte remittatur, restituendam pertinent.

250
251

Cf. supra, 2 [N.d.C.].


Cf. supra, 4 [N.d.C.].

266

Libro quarto

Sed et extra ordinem aliquando convocandum erit, puta si Praepositi Generalis electio (ob mortem alterius), vel (ob
inhabilitatem) Vicarii Generalis creatio
facienda sit; aut vero gravissima aliqua
alia causa incidat, et talis ut futuri ordinarii Capituli tempus expectari debere
non videatur.
Quod attinet ad ordinarium conventum, tertio quoque anno conveniant
omnes qui interesse debent, et adsint feria secunda post Dominicam secundam
post Pascha, absque aliqua denunciatione.

[188]

265 - Sed et extra ordinem aliquando


convocandum erit, puta si Praepositi Generalis electio (ob mortem alterius), vel
(ob inhabilitatem) Vicarii Generalis creatio facienda sit; aut vero gravissima aliqua alia causa incidat, et talis ut futuri ordinarii Capituli tempus expectari debere
non videatur.
266 - Quod attinet ad ordinarium conventum, sexto quoque anno conveniant
omnes qui interesse debent, et adsint die
in praecedenti Capitulo Generali statuta, absque aliqua denunciatione.

Extraordinarie, Praepositus Generalis, re ita exigente, Capitulum per litteras, de Assistentium consensu, convocare poterit; quae tanto ante Capituli diem reddantur ut Socii, ut supra, eligi possint. Verum etiam tanto ante litterae reddantur ut et litterarum ipsarum
responsiones, et item responsionum replicationes reddi possint; et tamen si id
temporis spatium datum non fuerit,
non ideo minus valeant et firma sint
quae in Capitulo fient. Atque haec ratio servetur etiam cum ab alio quam
Praeposito Generali, secundum ea
quae infra constituentur, Capitulum
fuerit convocandum.
Si tempore ordinarii Capituli aliquod impedimentum incidat quamobrem Capitulum celebrari non possit,
officium Praepositi Generalis et reliquorum omnium qui in Capitulo Generali eligi debent prorogatum censeatur
donec Capitulum habeatur: et quod celebrari non possit iudicent, una cum
Praeposito Generali et Assistentibus,

267 - Si tempore ordinarii Capituli aliquod impedimentum incidat quamobrem


Capitulum celebrari non possit, officium
Praepositi Generalis et reliquorum omnium qui in Capitulo Generali eligi debent, prorogatum censeatur donec Capitulum habeatur: et quod celebrari non
possit iudicent, una cum Praeposito Generali et Assistentibus,

[189]

Capitolo 2

267

[265] In qualche caso il Capitolo generale dovr essere convocato anche al di fuori della sua ordinaria cadenza, come per
esempio quando si deve procedere allelezione di un nuovo Preposito generale (in caso di morte del predecessore)252, o alla designazione di un Vicario generale (in caso di inabilit)253; oppure
quando sopravvenga unaltra gravissima situazione, tale da sconsigliare lattesa del momento del futuro Capitolo ordinario.

9
Capitolo generale
straordinario

[266] Per quanto riguarda lassemblea ordinaria, ogni tre [sei]


anni, converranno tutti coloro che devono prendervi parte, e si ritroveranno il luned seguente la seconda domenica dopo Pasqua
[il giorno stabilito nel precedente Capitolo generale], senza attendere alcuna convocazione.

10
Data del Capitolo
generale ordinario

In via straordinaria, il Preposito generale, se le circostanze lo


richiedono, potr convocare il Capitolo per lettera, col consenso
degli Assistenti; le lettere saranno recapitate con un certo anticipo
sulla data del Capitolo, in modo che si possano eleggere i Soci, come detto254 . Inoltre le lettere saranno spedite con un anticipo tale
che possano essere recapitate anche le risposte alle stesse lettere,
come pure le repliche alle risposte. Per, anche se non fosse stato
dato sufficiente tempo, non per questo perderanno valore ed efficacia le decisioni prese in Capitolo. Tale procedura sar seguita
anche quando il Capitolo dovr essere convocato da un altro che
non sia il Preposito generale, secondo quanto verr stabilito pi
avanti255 [].

11
Convocazione del
Capitolo generale
straordinario

[267] Se alla scadenza del Capitolo ordinario si presentasse


qualche impedimento per cui il Capitolo non possa essere celebrato, il mandato del Preposito generale e di tutti gli altri che dovrebbero essere eletti nel Capitolo generale sar considerato prorogato fino a che non si tenga il Capitolo. Il giudizio in merito

12
Impedimento alla
celebrazione del
Capitolo generale

Cf. infra, c. 12, 22 [n. 365] [N.d.C.].


Cf. infra, c. 12, 23-24 [nn. 366-367] [N.d.C.].
254
Cf. supra, 2 [N.d.C.].
255
Cf. infra, c. 12, 22 ss. Appare difficilmente comprensibile la decisione delle
ultime due edizioni delle Costituzioni di sopprimere tale paragrafo riguardante la convocazione del Capitolo generale straordinario, senza sostituirlo con altra norma: dopo aver
affermato che non c bisogno di convocazione per il Capitolo generale ordinario [n. 266],
non si capisce come possa radunarsi un Capitolo generale straordinario. La cosa si spiega
forse col fatto che, nelle ultime due edizioni, il Capitolo generale straordinario, teoricamente previsto al n. 265, praticamente non ha pi motivo di essere convocato, dal momento che un eventuale Capitolo generale infra sexennium sarebbe, di fatto, un Capitolo
ordinario, ancorch convocato extra ordinem [n. 372]. Ma allora non si capisce perch sia
stato mantenuto il n. 265. E inoltre non si dice da nessuna parte quali siano le modalit di
convocazione di tale Capitolo infra sexennium. Esclusi i casi di morte e di delitto del Preposito generale, per i quali era prevista la convocazione del Capitolo generale straordinario, rimane il caso dellinabilit, per il quale per le ultime due edizioni delle Costituzioni,
pi che un vero e proprio Capitolo, prevedono lelezione di un Vicario generale da parte
di un ristretto consesso: Assistenti, Visitatori, Procuratore e Provinciali [n. 367] [N.d.C.].
252
253

268

Libro quarto

[190]

Praepositi locales, aut, si sint Provinciae, Provinciales;


ita ut maioris partis eorum iudicio et sententiae, quae per litteras habeatur, stetur.
Si eiusmodi impedimentum nimis diu duraturum videatur, iidem quos modo diximus per litteras eodem modo constituant
quid agendum. Impediri vero Capituli
conventum propterea non intelligatur
quod omnes convenire non possint, modo duae partes ex tribus possint.

Procurator Generalis, Visitatores et


Praepositi Provinciales;
ita ut maioris partis eorum iudicio et sententiae, quae per litteras habeatur, stetur.
Si eiusmodi impedimentum nimis diu duraturum videatur, iidem quos modo diximus per litteras eodem modo constituant
quid agendum. Impediri vero Capituli
conventum propterea non intelligatur
quod omnes convenire non possint, modo
duae partes ex tribus possint.

Si quis iustam non veniendi causam


praetendat, illam ita tempestive Praeposito Generali, aut alii Capitulum convocanti, per litteras tuto perferendas significet, ut ab eo responderi possit num illam probet et, si non probet, ipse in
tempore adesse queat.

268 - Si quis iustam non veniendi causam


praetendat, illam ita tempestive Praeposito Generali, aut alii Capitulum convocanti, per litteras tuto perferendas significet, ut ab eo responderi possit num illam
probet et, si non probet, ipse in tempore
adesse queat.

[191]

Capitolo 3

269

spetta, oltre che al Preposito generale e agli Assistenti, ai Prepositi locali o, quando ci saranno le Province, ai Provinciali [al Procuratore generale, ai Visitatori e ai Prepositi provinciali]; ci si dovr
attenere al parere, espresso per lettera, della maggior parte di loro. Se dovesse sembrare che tale impedimento si prolunghi eccessivamente, gli stessi, che abbiamo appena menzionato, decideranno sul da farsi, anche in questo caso per lettera. Non si considerer per un impedimento per lo svolgimento del Capitolo il fatto
che non possano intervenire tutti, purch possano farlo i due terzi degli aventi diritto.
[268] Se uno adduce una valida giustificazione per non partecipare, la notificher tempestivamente per lettera raccomandata al
Preposito generale o a chi convoca il Capitolo, in modo tale che
questi possa rispondere se accetta la giustificazione e, in caso di
mancata accettazione, quello possa arrivare per tempo.

13
Giustificazioni

[269] La sede del Capitolo sar il Collegio di Milano [Roma],


a meno che in qualche caso lo stesso Capitolo non stabilisca altrimenti256.

14
Sede del Capitolo

Locus ad quem conveniatur sit Col- 269 - Locus ad quem conveniatur sit Rolegium mediolanense, nisi quandoque ma, nisi quandoque aliud Capitulum
ipsum statuerit.
aliud, Capitulum ipsum statueritc.
DE ORATIONIBUS
CAPITULI CAUSA FACIENDIS.
CAPUT III.

CAPUT III
DE ORATIONIBUS
CAPITULI CAUSA FACIENDIS

Capituli tempore in omnibus Congregationis locis eo orationes dirigantur


ut omnia in Spiritu Sancto tractari et peragi Deus concedat, et Missae de Spiritu Sancto, quantum fieri possit, celebrentur.

270 - Capituli tempore in omnibus Congregationis locis eo orationes dirigantur


ut omnia in Spiritu Sancto tractari et peragi Deus concedat, et Missae de Spiritu
Sancto, quantum fieri possit, celebrentur.

Quo die primum Patres congregandi 271 - Quo die primum Patres congreganerunt, ante quilibet ex congregandis di erunt, ante quilibet ex congregandis
Missam itidem de Spiritu Sancto faciat. Missam itidem de Spiritu Sancto faciat.
Prima congregatio ita incipietur, ut
hymnus Veni Creator ab omnibus una
dicatur; postea, et item in aliis congregationibus, consuetum et praescriptum
precationis genus.

[270] Durante il Capitolo in tutte le case della Congregazione


si pregher perch Dio conceda che tutto sia trattato e compiuto
nello Spirito Santo, e si celebreranno, per quanto possibile, Messe de Spiritu Sancto.

1
Preghiere in ogni
casa

[271] Parimenti, nel giorno in cui i Padri si dovranno riunire


per la prima volta, prima ciascuno dei Capitolari celebrer la Messa de Spiritu Sancto.

2
Messa allinizio del
Capitolo

[272] La prima seduta avr inizio con la recita comune dellinno Veni Creator; a cui faranno seguito, come pure nelle altre sedute, le preghiere di rito.

3
Preghiere allinizio
delle sedute

272 - Prima congregatio ita incipietur, ut


hymnus Veni Creator ab omnibus una dicatur; postea, et item in aliis congregationibus, consuetum et praescriptum precationis genus.

Ex decreto Pii IX (29 April. 1853) Capitulum Generale convocari debet in romano Collegio SS. Blasii et Caroli, et si quando extraordinaria causa occurrerit illud convocandi, recurrendum erit in casu particulari ad Apostolicam Sedem.
c

Capitolo 3
PREGHIERE IN OCCASIONE DEL CAPITOLO

256
A norma del decreto di Pio IX del 29 aprile 1853, il Capitolo generale deve essere convocato nel Collegio romano dei Santi Biagio e Carlo ai Catinari, e se lo si dovesse
convocare in via straordinaria, bisogner ricorrere di volta in volta alla Sede Apostolica
[IV ed.]. Il testo del decreto si trova nel Bullarium, pp. 191-193 [N.d.C.].

270

Libro quarto

[192]

DE CONGREGATIONE
LEGITIME CONSTITUENDA.
CAPUT IV.

CAPUT IV
DE CONGREGATIONE
LEGITIME CONSTITUENDA

Cum dies constituta praeterierit, si


duae partes ex tribus (eorum scilicet qui
debent et possint et etiam non recusent
interesse) non adsint, differatur celebratio Capituli donec venerint: cum autem
convenerint, Praepositus Generalis (aut
alias, qui maior inter congregatos fuerit)
proponat num plena et legitima congregatio ea habeatur. Tunc videndum erit
qui absint ex iis qui venire debuerunt,
et, prout maior pars praesentium iudicaverit de absentibus expectandis, ita
statuetur.

273 - Cum dies constituta praeterierit, si


duae partes ex tribus (eorum scilicet qui
debent et possint et etiam non recusent
interesse) non adsint, differatur celebratio
Capituli donec venerint: cum autem convenerint, Praepositus Generalis (aut alias,
qui maior inter congregatos fuerit) proponat num plena et legitima congregatio
ea habeatur. Tunc videndum erit qui absint ex iis qui venire debuerunt, et, prout
maior pars praesentium iudicaverit de absentibus expectandis, ita statuetur.

Videndum erit num aliquis ex prae- 274 - Videndum erit num aliquis ex praesentibus sit inhabilis, et de eo excluden- sentibus sit inhabilis, et de eo excludendo
do aut habili reddendo deliberetur.
aut habili reddendo deliberetur.
Socii Praepositorum ostendant litte- 275 - Socii Praepositorum Provincialium
ras Capitulorum a quibus electi sunt, ut ostendant litteras Capitulorum a quibus
ita de eorum legitima electione constet. electi sunt, ut ita de eorum legitima electione constet.
Ius suffragii quod habet nemo alicui 276 - Ius suffragii quod habet nemo alicui
mandare possit, etiam legitime impedi- mandare possit, etiam legitime impeditus.
tus.
Qui secundum locum inter congregatos tenet, absolvat, ante alia, Praepositum Generalem, sive alias maiorem, ut
supra, hac formula:
Auctoritate Dei omnipotentis mihi, licet
indignissimo, per Sedem Apostolicam
concessa, ego te absolvo ab omni vinculo
excommunicationis, suspensionis et interdicti, et a quibusvis aliis sententiis,
censuris et poenis; et tecum super quavis
irregularitate et impedimento dispenso,
quatenus possum et tu indiges; ad hoc
tantum ut quaecumque per te fient in
congregationibus praesentis Capituli tempore habendis rata et firma sint. In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.
Amen.

277 - Qui secundum locum inter congregatos tenet, absolvat, ante alia, Praepositum Generalem, sive alias maiorem, ut
supra, hac formula:
Auctoritate Dei omnipotentis mihi,
licet indignissimo, per Sedem Apostolicam concessa, ego te absolvo ab omni
vinculo excommunicationis, suspensionis et interdicti, et a quibusvis aliis sententiis, censuris et poenis; et tecum super quavis irregularitate et impedimento dispenso, quatenus possum et tu indiges; ad hoc tantum ut quaecumque
per te fient in congregationibus praesentis Capituli tempore habendis rata et
firma sint. In nomine Patris et Filii et
Spiritus Sancti. Amen.

[193]

Capitolo 4

271

Capitolo 4
DICHIARAZIONE DI LEGITTIMIT
DELLASSEMBLEA

[273] Al termine del giorno stabilito, se non fossero presenti i


due terzi di quanti hanno il diritto e il dovere di partecipare (a
meno che non abbiano rinunciato), la celebrazione del Capitolo
sar rinviata fino al loro arrivo. Una volta convenuti, il Preposito
generale (o altrimenti il maggiore257 dei presenti) porr la questione se si debba considerare completa e legittima lassemblea. A
questo punto si dovr verificare chi manchi di coloro che dovevano intervenire, e si decider se sia o no il caso di attendere gli assenti, in base al parere della maggioranza dei presenti.

1
Verifica della
presenza dei
Capitolari

[274] Bisogner verificare leventuale inabilit258 di qualcuno


dei presenti, e si dovr decidere se escluderlo o abilitarlo.

2 Verifica di
eventuale inabilit

[275] I Soci dei Prepositi [provinciali] presenteranno la lettera del Capitolo da cui sono stati eletti, in modo che consti della loro legittima elezione.

3 Presentazione
dellatto di elezione
dei Soci

[276] Nessuno, ancorch legittimamente impedito, potr delegare ad altri il proprio diritto di voto.

4 Indelegabilit
del diritto di voto

[277] Il secondo in autorit fra i presenti assolver innanzi tutto il Preposito generale (o altrimenti il maggiore, come detto259)
con la seguente formula:
Con lautorit di Dio onnipotente a me, bench indegno, concessa dalla Sede Apostolica, io ti assolvo da ogni vincolo di scomunica, sospensione e interdetto, e da qualsiasi altra condanna, censura e pena; e ti dispenso da qualunque irregolarit e impedimento,
per quanto io posso e tu necessiti; e ci al solo fine di rendere valido
ed efficace quanto farai nelle sedute del presente Capitolo. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

5
Assoluzione del
Preposito generale

257
Ci si riferisce al maggiore in autorit (p. es., il Vicario generale), quando non
sia presente il Preposito generale (p. es., in caso di morte), e non al pi anziano di professione (professione antiquior) n, tanto meno, al pi anziano det (maior natu) [N.d.C.].
258
Si tratta dellinabilit giuridica, di cui al can. 171, 1 dellattuale (1983) Codice di diritto canonico. Diverso il caso dellinabilit fisica o psichica, di cui al c. 12, 23
[n. 366]; c. 13, 5 [n. 377]; c. 16, 11 [n. 406]; c. 17, 9 [n. 435] [N.d.C.].
259
Cf. supra, 1 [n. 273] [N.d.C.].

272

Libro quarto

[194]

Deinde ipse Praepositus, sive ut supra, eodem modo absolvat ceteros omnes verbis ita conceptis:
Auctoritate Dei omnipotentis mihi, licet
indignissimo, per Sedem Apostolicam
concessa, ego vos omnes hic congregatos,
et item omnes durante hoc Capitulo nobiscum congregandos, ab omni vinculo
excommunicationis, suspensionis et interdicti, et a quibusvis aliis sententiis,
censuris et poenis absolvo; et cum iisdem
super quavis irregularitate et impedimento dispenso, quatenus possum et vos et illi indigetis; ad hoc tantum ut omnia quae
in congregationibus praesentis Capituli
agentur rata et firma sint. In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.

Deinde ipse Praepositus, sive ut supra,


eodem modo absolvat ceteros omnes verbis ita conceptis:
Auctoritate Dei omnipotentis mihi,
licet indignissimo, per Sedem Apostolicam concessa, ego vos omnes hic congregatos, et item omnes durante hoc Capitulo nobiscum congregandos, ab omni vinculo excommunicationis, suspensionis et interdicti, et a quibusvis aliis
sententiis, censuris et poenis absolvo; et
cum iisdem super quavis irregularitate
et impedimento dispenso, quatenus possum et vos et illi indigetis; ad hoc tantum ut omnia quae in congregationibus
praesentis Capituli agentur rata et firma
sint. In nomine Patris, et Filii, et Spiritus
Sancti. Amen.

Valeat vero hoc etiam ad supplendum et dispensandum in quibuscumque


defectibus per quae congregatio seu Capitulum faciendum oppugnari posset, et
ideo per haec datur illis omnis auctoritas
quae nostrae Congregationi quocumque
modo competit ad hoc plene efficiendum.

Valeat vero hoc etiam ad supplendum


et dispensandum in quibuscumque defectibus per quae congregatio seu Capitulum
faciendum oppugnari posset, et ideo per
haec datur illis omnis auctoritas quae nostrae Congregationi quocumque modo
competit ad hoc plene efficiendum.

DE OFFICIALIBUS CAPITULI.
CAPUT V.

CAPUT V
DE OFFICIALIBUS CAPITULI

Congregatione ita constituta, ante 278 - Congregatione ita constituta, ante


alia eligatur Praeses eadem ratione qua
alia eligatur Praeses
Praepositus Generalis, ut infra dicetur,
et deinceps quatuor Promotores, qui et deinceps quattuor Promotores, qui GeGeneralis et Assistentium loco sint. neralis et Assistentium loco sint. PraesiPraesidem tamen ne illum faciant qui est dem tamen ne illum faciant qui est PraePraepositus Generalis. Qua electione positus Generalis. Qua electione facta,
facta, Praepositus Generalis pauca ante Praepositus Generalis pauca ante sacram
sacram imaginem ad sui accusationem, imaginem ad sui accusationem, veniamveniamque petendam, ex propriae infir- que petendam, ex propriae infirmitatis comitatis cognitione dicens, deponat offi- gnitione dicens, deponat officium suum;
cium suum; et eodem modo reliqui Of- et eodem modo reliqui Officiales omnes,
ordine et celeriter.
ficiales omnes, ordine et celeriter.

[195]

Capitolo 5

273

Quindi lo stesso Preposito (o il maggiore come detto260) allo


stesso modo assolver tutti gli altri con le seguenti parole:
Con lautorit di Dio onnipotente a me, bench indegno, concessa dalla Sede Apostolica, io assolvo tutti voi qui presenti e similmente quanti si uniranno a noi durante questo Capitolo, da ogni
vincolo di scomunica, sospensione e interdetto, e da qualsiasi altra
condanna, censura e pena; e vi dispenso da qualsiasi irregolarit e
impedimento, per quanto io posso e voi e loro necessitate; e ci al
solo fine di rendere valido ed efficace quanto verr fatto nelle sedute del presente Capitolo. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

6
Assoluzione dei
Capitolari

Tale assoluzione servir anche a supplire e dispensare da tutti gli eventuali difetti per cui una singola seduta o lintero Capitolo avrebbero potuto essere impugnati. E perci con le presenti Costituzioni si conferisce loro tutta lautorit che compete in
qualunque modo alla nostra Congregazione per fare ci con piena
legittimit.

7
Dispensa da
eventuali difetti

Capitolo 5
GLI UFFICIALI DEL CAPITOLO

[278] Aperta cos lassemblea, innanzi tutto si elegger il Preside [allo stesso modo in cui viene eletto il Preposito generale, come si dir pi avanti,261] e poi quattro Promotori, che prenderanno il posto del Generale e degli Assistenti. Non faranno per Preside il Preposito generale. Terminata tale elezione, il Preposito generale, consapevole della propria debolezza, dir poche parole
davanti a una immagine sacra per accusare s stesso e chiedere
perdono, e deporr la sua carica; allo stesso modo faranno tutti
gli altri Ufficiali, in ordine e celermente.

1
Elezione del
Preside e dei
Promotori
Deposizione delle
cariche

Cf. ibid. [N.d.C.].


Cf. infra, c. 8. Lintegrazione fatta dalle ultime due edizioni delle Costituzioni si
rivela pleonastica, dal momento che il testo originale precisava la cosa al 8 [n. 285], con
riferimento non solo allelezione del Preside, ma anche a quella di tutti gli altri Ufficiali
[N.d.C.].
260
261

274

Libro quarto

[196]

Hi autem quinque ita electi (qui quidem ex diversis Collegiis aut etiam Provinciis,
ad maiorem rerum notitiam, eligendi
erunt, et ex gravioribus item et magis
laudatis Patribus) simul eam curam gerent ut omnia in Capitulum referenda,
sive a sociis Praepositorum allata sive ab
aliis, et litteras quoque ad Capitulum datas, accipiant; quae omnia scriptura, ut
dictum est, consignata sint, nominum
etiam subscriptionibus adiectis; et quae
ita se non habebunt, eorum nulla habeatur ratio. Possint etiam reiicere quae
referenda non videantur; et tamen si is
qui proposuit, nolit eorum iudicio consentire, referant.

279 - Hi autem quinque ita electi (qui


quidem ex diversis Provinciis,

Qui litteras sine subscriptione, aut


cum falsa, misisse, vel sciens attulisse,
deprehensus fuerit (diligenter autem inquirendum erit ut deprehendatur) graviter puniatur. Nomina eorum qui scripserint poterunt non aperiri, maxime si
illi ita petierint, nisi aliud Capitulo videatur.

280 - Qui litteras sine subscriptione, aut


cum falsa, misisse, vel sciens attulisse, deprehensus fuerit (diligenter autem inquirendum erit ut deprehendatur) graviter
puniatur. Nomina eorum qui scripserint,
poterunt non aperiri, maxime si illi ita petierint, nisi aliud Capitulo videatur.

Iidem Patres in eo rerum proponendarum negotio tractando diligenter observent quid detrimenti Congregatio patiatur, quid mali irrepserit, quid periculi impendeat; ex quo intelligant quali
Praeposito ad subveniendum, instaurandum, providendum, opus sit. Quae
cum intellexerint, scite et breviter describant ob talem corruptelam aut tale
periculum talem virum desiderari; idque
generaliter, sine certae personae demonstratione: quod electoribus, suo loco, proponent.

281 - Iidem Patres in eo rerum proponendarum negotio tractando diligenter


observent quid detrimenti Congregatio
patiatur, quid mali irrepserit, quid periculi impendeat; ex quo intelligant quali
Praeposito ad subveniendum, instaurandum, providendum, opus sit. Quae cum
intellexerint, scite et breviter describant
ob talem corruptelam aut tale periculum
talem virum desiderari; idque generaliter,
sine certae personae demonstratione:
quod electoribus, suo loco, proponent.

Quod si tale Capitulum sit ut non sit


opus Praeside et Promotoribus (quod in
extraordinario eveniet) eligantur tamen
quinque Patres, ut supra, qui rebus proponendis praeficiantur.

282 - Quod si tale Capitulum sit ut non


sit opus Praeside et Promotoribus (quod
in extraordinario eveniet), eligantur tamen quinque Patres, ut supra, qui rebus
proponendis praeficiantur.

ad maiorem rerum notitiam, eligendi


erunt, et ex gravioribus item et magis laudatis Patribus) simul eam curam gerent
ut omnia in Capitulum referenda, sive a
sociis Praepositorum allata sive ab aliis,
et litteras quoque ad Capitulum datas, accipiant; quae omnia scriptura, ut dictum
est, consignata sint, nominum etiam subscriptionibus adiectis; et quae ita se non
habebunt, eorum nulla habeatur ratio.
Possint etiam reiicere quae referenda non
videantur; et tamen si is qui proposuit nolit eorum iudicio consentire, referant.

[197]

Capitolo 5

275

[279] Questi cinque, cos eletti (i quali dovranno essere scelti


da differenti Collegi o anche [] Province per una maggiore conoscenza delle cose, e inoltre fra i Padri pi autorevoli e maggiormente stimati) raccoglieranno insieme tutto il materiale da presentare al Capitolo portato dai Soci dei Prepositi o da altri, e anche le lettere inviate al Capitolo. Tutti questi documenti, come
detto262, dovranno essere consegnati per iscritto e firmati dai proponenti; non si terr alcun conto delle proposte che non dovessero rispettare tali indicazioni. Essi potranno anche respingere quelle proposte che, a loro avviso, non dovessero essere da presentare;
ma se il proponente non dovesse condividere il loro parere, le presenteranno.

2
Ruolo della
Presidenza

[280] Se si dovesse scoprire che uno ha mandato una lettera


senza firma o con una firma falsa o, sapendolo, lha portata in Capitolo (si dovr indagare accuratamente per scoprirlo), sar punito severamente. I nomi dei proponenti potranno non essere rivelati, soprattutto se essi lo richiedono, a meno che il Capitolo non
decida altrimenti.

3
Punizione dei falsari

[281] I medesimi Padri, nel decidere le questioni da proporre,


considereranno attentamente i mali che affliggono la Congregazione, i vizi che vi si sono insinuati, i pericoli che la minacciano.
Da ci capiranno di quale Preposito ci sia bisogno per rimediare
a quei mali, per eliminare quei vizi, per prevenire quei pericoli.
Una volta che lo avranno capito, tracceranno con precisione e
brevit lidentikit della persona adatta a fronteggiare tale decadimento o tale pericolo. Faranno questo mantenendosi sulle generali, senza alludere a un determinato individuo. Proporranno questo identikit agli elettori a suo tempo263.

4
Analisi dello stato
della
Congregazione e
identikit del
Generale

[282] Nel caso in cui il Capitolo non richieda Preside e Promotori (cosa che accade nel Capitolo straordinario), si eleggeranno ugualmente cinque Padri, come indicato264, deputati a presentare le questioni da trattare.

5
Presidenza del
Capitolo
straordinario

Cf. supra, c. 2, 2 [n. 262] [N.d.C.].


Cf. infra, c. 8, 3 [n. 299] [N.d.C.].
264
Cf. supra, 1 [n. 278] [N.d.C.].
262
263

276

Libro quarto

Eligatur postea Cancellarius, vir gravis, qui omnia decreta et acta ab initio
ad finem Capituli ordine describat: cui,
si opus sit, detur socius ad eius descriptionis commoditatem.

[198]

283 - Eligatur postea Cancellarius, vir


gravis, qui omnia decreta et acta ab initio
ad finem Capituli ordine describat: cui, si
opus sit, detur socius ad eius descriptionis commoditatem.

Item eligatur qui ante novi Praepositi Generalis electionem, si facienda erit,
sermonem habeat de bona electione facienda, sine tamen certae personae demonstratione.

284 - Item eligatur qui ante novi Praepositi Generalis electionem, si facienda erit,
sermonem habeat de bona electione facienda, sine tamen certae personae demonstratione.

Hi omnes ex iis eligantur qui Capitulo interesse debent, adhibita ea schedularum et calculorum ratione quae in
electione Praepositi Generalis et Assistentium descripta est, nisi quod eum
qui sermonem est habiturus eliget Praeses solus: atque in his electionibus Scrutatores sint tres professione antiquiores.

285 - Hi omnes ex iis eligantur qui Capitulo interesse debent, adhibita ea schedularum et calculorum ratione quae in electione Praepositi Generalis et Assistentium descripta est, nisi quod eum qui sermonem est habiturus eliget Praeses solus:
atque in his electionibus Scrutatores sint
tres professione antiquiores.

DE RELIQUA CAPITULI RATIONE.


CAPUT VI.

CAPUT VI
DE RELIQUA CAPITULI RATIONE

[199]

Capitolo 6

277

[283] Si elegger quindi il Cancelliere, persona di fiducia, che


verbalizzi ordinatamente tutte le decisioni e gli atti dallinizio alla
fine del Capitolo. A lui, se necessario, si dar un aiuto, per agevolare la verbalizzazione.

6
Elezione del
Cancelliere

[284] Si elegger inoltre colui che, prima delleventuale elezione del Preposito generale, tenga il discorso de bona electione facienda, senza per alludere a un determinato individuo265.

7 Scelta di colui
che terr il discorso
de bona electione
facienda
8
Sistema di voto

[285] Tutti costoro saranno eletti, fra quanti sono presenti in


Capitolo, per scheda e ballottaggio, con le modalit descritte per
lelezione del Preposito generale e degli Assistenti266, eccetto colui
che terr il discorso, il quale sar scelto direttamente dal Preside.
In tali elezioni saranno Scrutatori i tre Capitolari pi anziani di
professione.

Capitolo 6

Ante singulas congregationes sive


collectiones detur signum parva campana, cuius sonus ab iis qui congregandi
sunt exaudiri possit: quo audito, omnes
statim ad locum congregationis conveniant.

286 - Ante singulas congregationes sive


collectiones detur signum parva campana,
cuius sonus ab iis qui congregandi sunt
exaudiri possit: quo audito, omnes statim
ad locum congregationis conveniant.

Quae gravia fuerint, die ante propo- 287 - Quae gravia fuerint, die ante pronantur quam tractentur.
ponantur quam tractentur.
Ad sententias quae in Capitulo dicuntur stabiliendas suffragia adhibeantur secreta et consueta calculorum ratio;
illudque ordinarium sit etiam in omni
alio tractatu extra Capitulum Generale,
nisi contra expressum sit, ut quod maior
pars senserit, id statuatur; maior, inquam, non comparatione minorum partium, sed totius numeri. Quod si contingat paria esse suffragia, iterum dentur; et si adhuc paria sint, dentur tertio,
et Superior, vel maior Capituli sive congregationis, duos calculos ponat.

288 - Ad sententias quae in Capitulo dicuntur stabiliendas suffragia adhibeantur


secreta et consueta calculorum ratio; illudque ordinarium sit etiam in omni alio
tractatu extra Capitulum Generale, nisi
contra expressum sit, ut quod maior pars
senserit, id statuatur; maior, inquam, non
comparatione minorum partium, sed totius numeri. Quod si contingat paria esse
suffragia, iterum dentur; et si adhuc paria sint, dentur tertio, et Superior, vel
maior Capituli sive congregationis, duos
calculos ponat.

REGOLAMENTO CAPITOLARE

[286] Prima di ciascuna seduta o incontro si dar il segnale


con una campanella, il cui suono possa essere udito dai Capitolari. Appena udito il segnale, tutti raggiungeranno subito il luogo
della riunione.

1
Segnale di inizio

[287] Le questioni pi importanti verranno presentate il giorno prima della loro trattazione.

2 Questioni pi
importanti

[288] Per lapprovazione delle proposizioni presentate in Capitolo si user il tradizionale sistema di votazione segreta con le
palline. Questo sar il sistema ordinario anche in qualsiasi altra
votazione al di fuori del Capitolo generale, a meno che non sia
previsto espressamente il contrario: si considerer approvato ci
che decide la maggioranza, sintende la maggioranza assoluta, non
quella relativa. In caso di parit, si voter una seconda volta; e se
il risultato fosse ancora di parit, si voter per la terza volta, e
questa volta il Superiore o chi presiede il Capitolo o la riunione
dar due voti.

3
Sistema di voto e
scrutatori

265
266

Cf. infra, c. 8, 11 [n. 309] [N.d.C.].


Cf. infra, cc. 8 & 9 [N.d.C.].

278

Libro quarto

Scrutatores autem sint: in Capitulo quidem Generali, si in eo sit Praepositus


Generalis et Assistentes, ipse Praepositus, maior Assistens et Cancellarius Capituli; si non sit: Praeses, Promotor antiquior et Cancellarius: in aliis casibus,
duo professione antiquiores (unus vero, si numerus vocalium minor sit novem) cum Cancellario Capituli.

[200]

289 - Scrutatores autem sint: in Capitulo


quidem Generali, si in eo sit Praepositus
Generalis et Assistentes, ipse Praepositus,
maior Assistens et Cancellarius Capituli;
si non sit: Praeses, Promotor antiquior et
Cancellarius: in aliis casibus, qui praeest,
antiquior professione et Cancellarius
Capituli.

Poterunt etiam negotia et cognitio- 290 - Poterunt etiam negotia et cognitiones certis tantum personis a Capitulo nes certis tantum personis a Capitulo
mandari in quas maior pars consenserit. mandari in quas maior pars consenserit.
Semel tantum singuli dicant, neque
quidquam replicent: si tamen res aliqua
sit magni ponderis, qui praeest iterum
dicere petentibus concedat, sed post tamen quam omnes sententiae dictae sint.

291 - Semel tantum singuli dicant, neque


quidquam replicent: si tamen res aliqua
sit magni ponderis, qui praeest iterum dicere petentibus concedat, sed post tamen
quam omnes sententiae dictae sint.

Antequam de sententia aliqua stabilienda suffragia ferantur, Cancellarius


eam scribat, non tamen in libro, et recitet, ut intelligant omnes num ita ea sententia se habeat: et, cum suffragiis firmata fuerit, nullo modo mutetur, etiam
nomine melioris compositionis aut elegantiae.

292 - Antequam de sententia aliqua stabilienda suffragia ferantur, Cancellarius


eam scribat, non tamen in libro, et recitet,
ut intelligant omnes num ita ea sententia
se habeat: et, cum suffragiis firmata fuerit, nullo modo mutetur, etiam nomine
melioris compositionis aut elegantiae.

Si ratio administrationis, ita censente Capitulo, reddenda sit, eligantur ab


eodem Capitulo qui seorsum id peragant et Capitulo referant.

293 - Si ratio administrationis, ita censente Capitulo, reddenda sit, eligantur ab


eodem Capitulo qui seorsum id peragant
et Capitulo referant.

Eo autem ordine sedebunt, ut, post


Praesidem et Promotores, ceteri sequantur tempus professionis. Et cum celebratur Capitulum, vel congregatio, in
quo officia durent, hic ordo sit: Praepositus Generalis, Assistentes, Visitatores,
Procurator Generalis, Praepositi Provinciales, si sint, Locales, Socii.
Inter eos autem qui sunt eiusdem gradus praeferantur antiquiores professione.

294 - Eo autem ordine sedebunt, ut, post


Praesidem et Promotores, ceteri sequantur tempus professionis. Et cum celebratur Capitulum, vel congregatio, in quo officia durent, hic ordo sit: Praepositus Generalis, Assistentes, Procurator Generalis, Visitatores, Provinciales, Socii Superiores, alii.
Inter eos autem qui sunt eiusdem gradus,
praeferantur antiquiores prima professione.

[201]

Capitolo 6

279

[289] Fungeranno da scrutatori: nel Capitolo generale, se ci


sono il Preposito generale e gli Assistenti, lo stesso Preposito, il
primo degli Assistenti267 e il Cancelliere del Capitolo; se non ci
sono, il Preside, il Promotore anziano e il Cancelliere; negli altri
casi, i due pi anziani di professione (uno solo, se il numero dei
vocali inferiore a nove) insieme col Cancelliere del Capitolo
[chi presiede, il pi anziano di professione e il Cancelliere del
Capitolo].
[290] Alcune questioni potranno essere affidate dal Capitolo
allesame di alcune persone soltanto, sulle quali si trovi daccordo
la maggioranza.

4
Commissioni
capitolari

[291] Ciascuno interverr solo una volta, senza controbattere.


Se per si tratta di una questione importante, chi presiede potr
concedere a chi lo richiede di intervenire di nuovo, ma solo dopo
che tutti si siano espressi.

5
Limiti di intervento

[292] Prima che si voti una proposizione, il Cancelliere la metter per iscritto (ma non sul libro degli atti) e la legger, in modo che tutti controllino che vada bene. Una volta votata, non sar
in alcun modo modificata, neppure per affinarne la formulazione
o leleganza.

6
Approvazione delle
proposizioni

[293] Se, a giudizio del Capitolo, si dovesse rendere conto


dellamministrazione economica, lo stesso Capitolo sceglier alcuni che lo facciano a parte e poi riferiscano in Capitolo.

7
Commissione
economica

[294] Sederanno nel seguente ordine: dopo il Preside e i Promotori, verranno gli altri secondo lanzianit di professione. In un
Capitolo o in una riunione dove permangono le cariche268, lordine sar: il Preposito generale, gli Assistenti, i Visitatori, il Procuratore generale, i Prepositi provinciali quando ci saranno, quelli
locali, i Soci [il Procuratore generale, i Visitatori, i Provinciali, i
Soci che sono Superiori, gli altri Soci]. Fra quelli che sono dello
stesso grado, si dar la precedenza ai pi anziani di professione
[in base alla prima professione].

8
Ordine di
precedenza

267
Lespressione maior Assistens ricorre qui e al c. 12, 24 [n. 367] (nel c. 5 del l.
III, 25 [n. 253], avevamo incontrato lespressione maior ex Assistentibus). Pensiamo che
ci si riferisca allAssistens antiquior professione, di cui al c. 12, passim, che chiamato a svolgere un ruolo non secondario, che riprende la funzione ammonitoria dellormai scomparsa
figura del Sindaco ( 10 [n. 355]), e si configura come una specie di Vicario generale ex officio. Le Costituzioni non prevedono la figura stabile del Vicario generale: questo viene nominato solo in caso di assenza ( 17 [n. 360]) o di inabilit ( 24-25 [nn. 367-368]) del Generale. Si noti che, in entrambi i casi, non necessariamente il Vicario deve essere uno degli
Assistenti. In caso di morte ( 22 [n. 365]) o di delitto ( 27 [n. 370]) del Generale, invece,
lAssistente anziano subentra automaticamente come Vicario, senza bisogno di ulteriori elezioni (si veda la regola generale contenuta al 22 [n. 365]) [N.d.C.].
268
Come nel caso del Capitolo generale straordinario (cf. supra, c. 5, 5) [N.d.C.].

280

Libro quarto

[202]

Atque hic ordo etiam in aliis omnibus


servabitur, nisi quod Visitatores, extra
actum visitationis, cedent Praepositis locorum ubi habitabunt; pariterque Procurator Generalis cedet Praeposito romano;
excepto quoque quod Sacerdotes praeferendi sunt iis qui non sunt, etiam prius
professis, et item quod quilibet Praepositus localis ea modestia uti debet ut loci praerogativam tantum cuilibet alii
Praeposito in Collegio suo concedata.

295 - Atque hic ordo etiam in aliis omnibus servabitur, nisi quod Visitatores, extra actum visitationis, cedent Praepositis
locorum ubi habitabunt;

DE DISCIPLINA ET MODESTIA
IN CAPITULO SERVANDA.
CAPUT VII.

CAPUT VII
DE DISCIPLINA ET MODESTIA
IN CAPITULO SERVANDA

Nihil efficacius ad religiose sancteque in hisce sacris conventibus versandum videri potest, quam si quisque ea
Domini verba memoria teneat: Ubi sunt
duo vel tres congregati in nomine meo,
ibi sum in medio eoruma;
ita enim quilibet se comparabit ut nihil
tanta praesentia indignum in se admittat, idque in omni re spectabit quod Deo
gratius Congregationique in Domino
utilius fore intelliget. Haec vero etiam
ita constituta sint:

296 - Nihil efficacius ad religiose sancteque in hisce sacris conventibus versandum videri potest, quam si quisque ea Domini verba memoria teneat: Ubi sunt duo
vel tres congregati in nomine meo, ibi
sum in medio eorum (Matth., XVIII,
20);
ita enim quilibet se comparabit ut nihil
tanta praesentia indignum in se admittat,
idque in omni re spectabit quod Deo gratius Congregationique in Domino utilius
fore intelliget. Haec vero etiam ita constituta sint:

Ita res ab aliis acceptae proponantur


ut qui proponit nihil de suo addat, neque in quam partem ipse propendeat
patefaciat.

297 - Ita res ab aliis acceptae proponantur


ut qui proponit nihil de suo addat, neque
in quam partem ipse propendeat, patefaciat.

excepto quoque quod Sacerdotes praeferendi sunt iis qui non sunt, etiam prius
professis, et item quod quilibet Praepositus localis ea modestia uti debet ut loci
praerogativam tantum cuilibet alii Praeposito in Collegio suo concedat; nisi tamen ibidem adsit Visitator Generalis.

a
Declarationes. I. Procurator Generalis locum cedere debet Praeposito romani Collegii inter domesticos tantum eiusdem Collegii parietes, nimirum in choro, Capitulo et coenaculo.
II. Quilibet Praepositus localis praerogativam loci in suo Collegio cuilibet alii Praeposito concedere debet, nisi tamen ibidem adsit Visitator vel Procurator Generalis; tunc
enim et Praepositus loci et Visitator aut Procurator Generalis hospitem Praepositum
antecedent.
a
Matth. XVIII, 20.

[203]

Capitolo 7

281

[295] Tale ordine sar osservato anche in tutte le altre circostanze, con le seguenti eccezioni: i Visitatori, extra actum visitationis, daranno la precedenza al Preposito della casa di loro residenza; parimenti il Procuratore generale dar la precedenza al
Preposito di Roma []; inoltre coloro che non sono sacerdoti,
anche se pi anziani di professione, daranno la precedenza ai sacerdoti. Ogni Preposito locale infine nel suo Collegio dovr usare
la delicatezza di cedere il primo posto a qualsiasi altro Preposito269
[a meno che non sia presente il Visitatore generale].

Capitolo 7
CONTEGNO DA TENERE IN CAPITOLO

[296] Al fine di partecipare con correttezza e spirito di fede a


simili assise, nulla sembra pi efficace che ricordare le parole del
Signore: Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, l sono io in
mezzo a loro270. Ciascuno infatti si disporr in maniera tale da non
tollerare in s nulla che sia indegno di una tale presenza, e in ogni
circostanza mirer a ci che riterr pi gradito a Dio e pi vantaggioso in Domino per la Congregazione. A tal fine si stabiliscono anche le seguenti norme:

1
Consapevolezza
della presenza del
Signore

[297] Si presenteranno le proposte ricevute da altri in maniera tale che chi le presenta non aggiunga nulla di suo n manifesti
il proprio parere in proposito.

2
Presentazione delle
proposte altrui

269
Dichiarazioni. I. Il Procuratore generale deve cedere il posto al Preposito del Collegio di Roma solo entro le pareti domestiche del medesimo Collegio, e specificamente in
coro, in Capitolo e in refettorio.
II. Ogni Preposito locale deve cedere il primo posto nel proprio Collegio a qualsiasi altro Preposito, a meno che non siano presenti il Visitatore o il Procuratore generale;
in tal caso infatti sia il Preposito locale sia il Visitatore o il Procuratore generale precedono il Preposito ospite [IV ed.  n. 295].
270
Mt 18:20.

282

Libro quarto

[204]

Circuitiones verborum devitentur,


Circuitiones verborum devitentur, neneque prolixiori quis oratione utatur que prolixiori quis oratione utatur quam
quam opus sit.
opus sit.
Unusquisque loco suo, ordine supra
Unusquisque loco suo, ordine supra
praefinito, sententiam dicat; numquam praefinito, sententiam dicat; numquam
vero nisi petita ante facultate et bene- vero nisi petita ante facultate et benedicdictione ab eo qui praeest.
tione ab eo qui praeest.
Sedate loquatur, neque altiori voce
Sedate loquatur, neque altiori voce
quam pro loci amplitudine opus sit.
quam pro loci amplitudine opus sit.
Oratio sit modesta, neque aculeos in
Oratio sit modesta, neque aculeos in
aliquem habeat; gestus item omnis, nul- aliquem habeat; gestus item omnis, nulliusque contemptum praeseferens.
liusque contemptum praeseferens.
Caveat unusquisque ne, cum aliquid
contra sententiam suam decretum fuerit, adhuc tamen adversetur, dictitetve
sibi eam rem non probari; quod enim
plures senserint, id rectum esse sibi persuadere debet.

Caveat unusquisque ne, cum aliquid


contra sententiam suam decretum fuerit,
adhuc tamen adversetur, dictitetve sibi
eam rem non probari; quod enim plures
senserint, id rectum esse sibi persuadere
debet.

[205]

Capitolo 7

283

Si eviteranno i giri di parole e non si prolungher il proprio intervento oltre il necessario.

3
Brevit di intervento

Ciascuno interverr quando il suo turno, secondo lordine


precedentemente indicato271; mai prima di aver chiesto il permesso e la benedizione a colui che presiede.

4
Modalit di
intervento

Parler con calma e non alzando la voce pi di quanto sia richiesto dallampiezza della sala.

5
Tono di voce

Gli interventi saranno misurati e senza frecciate contro alcuno;


ugualmente i gesti, che non dovranno mancare di rispetto verso
alcuno.

6
Rispetto degli altri

Si eviter, quando verr deciso qualcosa contro il proprio parere, di continuare ad opporsi o a ripetere che non si condivide
quella decisione; bisogna infatti persuadersi che giusto quanto
stato approvato dalla maggioranza.

7
Accettazione delle
decisioni della
maggioranza

Non si interromper chi sta parlando, n si far alcunch per


impedirgli di parlare liberamente.

8
Libert di parola

Non si parler gli uni con gli altri, neppure sottovoce.

9 Silenzio

Dicentem nullus interpellet; neque


Dicentem nullus interpellet; neque
quidquam fiat quo minus liceat libere quidquam fiat quo minus liceat libere loloqui.
qui.

Non ci si allontaner inoltre dal proprio posto, senza averne


prima ottenuto il permesso.

10 Permesso per
allontanarsi

Nulli inter se, licet submissa voce,


Nulli inter se, licet submissa voce, colcolloquantur.
loquantur.

In base a queste poche regole ci si sforzer di osservare anche


le altre norme della buona educazione.

11
Buona educazione

Nullus recedat, etiam a loco suo, niNullus recedat, etiam a loco suo, nisi
si id impetrarit prius.
id impetrarit prius.
Atque ex his paucis regulis cetera
Atque ex his paucis regulis cetera quoquoque capitula modestiae servandae que capitula modestiae servandae stustudeant.
deant.

271

Cf. supra, c. 6, 8 [n. 294] [N.d.C.].

284

Libro quarto

[206]

DE ELECTIONE
PRAEPOSITI GENERALIS.
CAPUT VIII.

CAPUT VIII
DE ELECTIONE
PRAEPOSITI GENERALIS

Peractis aliis quae tractanda in Capitulo fuerant, si faciendae sint electiones,


iam ad eas veniendum erit, primoque ad
electionem Praepositi Generalis.

298 - Peractis aliis quae tractanda in Capitulo fuerant, si faciendae sunt electiones, iam ad eas veniendum erit, primoque
ad electionem Praepositi Generalis.

Fiat igitur congregatio mane, in qua


legatur caput Constitutionum de electione Praepositi Generalis et item caput
de Praeposito Generali.

299 - Fiat igitur congregatio mane, in qua


legatur caput Constitutionum de electione Praepositi Generalis et item caput de
Praeposito Generali.

Deinde Patres ad propositionum negotium delegati notationem eorum proferant quae Praepositus eligendus habere debet, ex investigatione status Congregationis descriptam.

Deinde Patres ad propositionum negotium delegati notationem eorum proferant quae Praepositus eligendus habere
debet, ex investigatione status Congregationis descriptam.

Postremo Praeses Capituli hortando


Postremo Praeses Capituli hortando
aliqua verba faciat ad electionem facien- aliqua verba faciat ad electionem faciendam in Domino pertinentia et simul ad dam in Domino pertinentia et simul ad
inquisitionem sancte faciendam, ut in- inquisitionem sancte faciendam, ut infra.
fra.
Et quoniam magnum negotium est
quod faciendum sequitur, in eoque
maxima sunt ad Congregationis statum
momenta, nihil aliud agant usque ad
electionem postridie faciendam; sed
quod intercedit temporis ponant in imploranda Spiritus Sancti ope, et in ea
consideratione quae ad virum idoneum
eligendum eos deducat.

[207]

Capitolo 8

285

Capitolo 8
ELEZIONE DEL PREPOSITO GENERALE

[298] Una volta esaminate le questioni che dovevano essere


trattate in Capitolo, se ci sono da fare le elezioni, si proceder in
primo luogo allelezione del Preposito generale.

1
Fase elettiva del
Capitolo

[299] Al mattino si terr una seduta, nella quale si legger il


capitolo delle Costituzioni sullelezione del Preposito generale272,
come pure il capitolo sul Preposito generale273.

2
Lettura delle
Costituzioni

Quindi i Padri delegati a raccogliere le proposte274 presenteranno lidentikit del Preposito da eleggere tracciato in base
allanalisi dello stato della Congregazione275.

3 Identikit del
Preposito da
eleggere

Infine il Preside del Capitolo rivolger alcune parole esortando a fare lelezione in Domino e contemporaneamente a fare con
responsabilit la consultazione, di cui si dir276.

4
Esortazione del
Preside

[300] E siccome ci che si sta per fare una faccenda rilevante e di decisiva importanza per le sorti della Congregazione, non
faranno altro fino allelezione che avverr lindomani; ma impiegheranno il tempo che intercorre nellimplorare laiuto dello Spirito Santo e nella riflessione che li conduca a scegliere la persona
idonea.

5
Preghiera e
riflessione prima
dellelezione

300 - Et quoniam magnum negotium est


quod faciendum sequitur, in eoque maxima sunt ad Congregationis statum momenta, nihil aliud agant usque ad electionem postridie faciendam; sed quod intercedit temporis ponant in imploranda Spiritus Sancti ope, et in ea consideratione
quae ad virum idoneum eligendum eos
deducat.

Vale a dire il presente capitolo. Cf. supra, l. I, c. 1, 13 [n. 9] [N.d.C.].


Cf. infra, c. 12 [N.d.C.].
274
Vale a dire la Presidenza del Capitolo (Preside e Promotori) [N.d.C.].
275
Cf. supra, c. 5, 4 [n. 281] [N.d.C.].
276
Cf. infra, 6 ss [nn. 302ss] [N.d.C.].
272
273

286

Libro quarto

[208]

Conentur autem Patres electuri ita se ab


omni alia cogitatione et affectione abstrahere, ut in eiusmodi re Dei honorem
solum Congregationisque in Domino
utilitatem sibi ante oculos ponant; neque solum omni ambitione vacui sint
(quod quidem, praesertim in Christi ministro et in homine regulari, nefarium vitium est), sed diligenter etiam animo suo
reputent num fortasse maiori propensione in aliquem, aut alienatione ab aliquo, ducantur quam ad quietum rectumque iudicium opus sit. Neque quis
apud se tamquam certum statuere facile
debet quem electurus sit, dum ad meditandum aliquid datur spatii; maiori enim
lumine illustrari potest.

301 - Conentur autem Patres electuri ita


se ab omni alia cogitatione et affectione
abstrahere, ut in eiusmodi re Dei honorem solum Congregationisque in Domino utilitatem sibi ante oculos ponant; neque solum omni ambitione vacui sint
(quod quidem, praesertim in Christi ministro et in homine regulari, nefarium vitium est), sed diligenter etiam animo suo
reputent num fortasse maiori propensione in aliquem, aut alienatione ab aliquo,
ducantur quam ad quietum rectumque iudicium opus sit. Neque quis apud se tamquam certum statuere facile debet quem
electurus sit, dum ad meditandum aliquid
datur spatii; maiori enim lumine illustrari potest.

Interim autem, dum ita meditantur,


probe teneant tum quae Patres illi pro
praesentis Congregationis necessitate in
Praeposito eligendo requiri indicaverint,
tum quae in Constitutionibus in eo genere scripta sunt; atque ex ea regula et
norma cum apud se qui idonei esse possint cogitaverint, de iisdem etiam ab aliis
(modo de electoribus sint) ipsi, et non
per alios, exquirere poterunt; idque eo
tantum spatio ad orandum et considerandum dato.

302 - Interim autem, dum ita meditantur, probe teneant tum quae Patres illi
pro praesentis Congregationis necessitate
in Praeposito eligendo requiri indicaverint, tum quae in Constitutionibus in eo
genere scripta sunt; atque ex ea regula et
norma cum apud se qui idonei esse possint cogitaverint, de iisdem etiam ab aliis
(modo de electoribus sint) ipsi, et non per
alios, exquirere poterunt; idque eo tantum spatio ad orandum et considerandum
dato.

Modus autem in hoc exquirendi negotio is adhibeatur, ut eatenus id fiat


quatenus ad cognitionem alicuius viri
necesse sit, idque ex ea tantum parte
qua idoneus vel minus idoneus videri
possit ad Praepositi munus obeundum:
atque ita se quisque (tum interrogans,
tum respondens) comparare debebit ut,
cum animum induxerit nihil ex iis tacendum quae propter honorem et gloriam Dei ad praesentem necessitatem
pertinent, nihil quoque prorsus attingat
quod extra eam sit. Qui interrogat, bre-

303 - Modus autem in hoc exquirendi negotio is adhibeatur, ut eatenus id fiat quatenus ad cognitionem alicuius viri necesse sit, idque ex ea tantum parte qua idoneus vel minus idoneus videri possit ad
Praepositi munus obeundum: atque ita se
quisque (tum interrogans, tum respondens) comparare debebit, ut, cum animum induxerit nihil ex iis tacendum
quae propter honorem et gloriam Dei ad
praesentem necessitatem pertinent, nihil
quoque prorsus attingat quod extra eam
sit. Qui interrogat, breviter descripta in

[209]

Capitolo 8

287

[301] I Padri elettori si sforzeranno di allontanare da s ogni


altro pensiero e sentimento, in modo da avere dinanzi agli occhi
in tale circostanza unicamente lonore di Dio e il bene della Congregazione in Domino. Non solo saranno alieni da ogni ambizione
(che certo un vizio esecrabile in uno che ministro di Cristo e
religioso), ma inoltre considereranno con attenzione se non siano
eventualmente mossi da una propensione verso uno o da una avversione verso un altro maggiori di quanto sia richiesto per un
giudizio sereno ed equilibrato. N uno dovrebbe con troppa facilit dare per scontato chi elegger, finch c tempo per meditare:
potrebbe infatti essere illuminato da una luce maggiore.
[302] Nel frattempo, durante la loro meditazione, terranno
ben presenti sia lidentikit tracciato da quei Padri277 come richiesto dalle presenti necessit della Congregazione nello scegliere il
Preposito generale, sia quanto scritto in proposito nelle Costituzioni278; e dopo aver considerato fra s, secondo quei criteri,
quali persone potrebbero essere adatte, potranno raccogliere
informazioni su di esse presso i confratelli (purch si tratti di elettori). Questo, per, direttamente, non per mezzo di altri, e solo
nel tempo concesso per la preghiera e la riflessione.

6
Eventuale
consultazione

[303] Tale consultazione si svolger secondo le indicazioni che


seguono. Si far nella misura che richiesta per la conoscenza di
qualche persona, e solo per appurare se essa sia pi o meno adatta a rivestire la carica di Preposito generale. Ciascuno, sia nel
chiedere informazioni, sia nel rispondere, dovr avere questa disposizione: proporsi di non tacere nulla di ci che riguarda la questione in oggetto in vista dellonore e della gloria di Dio, ma non
toccare assolutamente nulla che non sia attinente. Chi chiede

7
Modalit della
consultazione

277
278

Cf. supra, 3 [n. 299]; c. 5, 4 [n. 281] [N.d.C.].


Cf. infra, c. 12 [N.d.C.].

288

Libro quarto

[210]

viter descripta in manibus habeat quae,


ad regulam supra dictam, articulatim interrogaturus est: qui interrogatur, ad ea
tantum quantum satis sit simpliciter et
sincere respondeat, absque aliqua amplificatione seu tacita hortatione, Dei
gloria et animarum salute solum proposita. Prout quidque tenet, sive sciens sive suspicans, ita etiam proferat.

manibus habeat quae, ad regulam supra


dictam, articulatim interrogaturus est: qui
interrogatur, ad ea tantum quantum satis
sit simpliciter et sincere respondeat, absque aliqua amplificatione seu tacita hortatione, Dei gloria et animarum salute solum proposita. Prout quidque tenet, sive
sciens sive suspicans, ita etiam proferat.

Praeter eiusmodi interrogationem


descriptam et ad interrogata simplicem
responsionem, nullum verbum de huiusmodi electione inter se faciant; caveantque in respondendo et interrogando ne certum aliquem se electuros significent. Nemo item, non interrogatus,
se ingerat. Qui contra haec fecerint, ad
Praesidem deferantur. Qui eiusmodi inquisitione non indigebunt, tanto magis
eo spatio orationi vacare debebunt. Verum, cum huiusmodi inquisitio ad necessariam tantummodo notitiam personarum quae eligi possint permittatur,
cum in praesentia ea opus esse non videatur, ne fiat nisi cum id Capitulum
Generale necessarium iudicabit, puta
cum Congregatio in Provincias divisa
fuerit.
Idem de inquisitione ante aliorum Officialium electionem facienda dictum sit,
praeter eam scilicet quae de Praepositis
fiet.
Quod si etiam is quandoque fuerit Congregationis status ut ad talem notitiam
et inquisitionem plus temporis opus esse iudicetur, Capitulum Generale statuat. Sed praecipue tamen Dei misericordiae confidere debent, et ab eo lumen impetrare conari, qui lux est hominum, et sine quo nihil possumusa.

304 - Praeter eiusmodi interrogationem


descriptam et ad interrogata simplicem responsionem, nullum verbum de huiusmodi electione inter se faciant; caveantque in respondendo et interrogando ne
certum aliquem se electuros significent.
Nemo item, non interrogatus, se ingerat.
Qui contra haec fecerint, ad Praesidem
deferantur. Qui eiusmodi inquisitione
non indigebunt, tanto magis eo spatio
orationi vacare debebunt.

[211]

Capitolo 8

289

informazioni terr fra mano, brevemente formulate, le domande


specifiche che sta per fare secondo le indicazioni suddette; linterpellato risponder con semplicit e sincerit tanto quanto basta,
senza alcuna esagerazione n tacita esortazione, avendo di mira
esclusivamente la gloria di Dio e la salvezza delle anime. Ciascuno
si esprimer secondo coscienza, sia su ci che sa sia su quanto
suppone.
[304] A parte le domande predisposte e la semplice risposta
ad esse, non discuteranno fra loro sullelezione, ed eviteranno, nel
rispondere e nel domandare, di far capire che eleggeranno una
determinata persona. E inoltre nessuno, se non interpellato, si intrometter. Coloro che agiranno contro tali norme saranno denunciati al Preside. Quanti non avranno bisogno di tale consultazione, tanto pi dovranno dedicarsi alla preghiera durante il tempo a disposizione. Tuttavia, dal momento che tale consultazione
viene permessa soltanto per una maggiore conoscenza delle persone che possono essere elette, e siccome al presente non sembra
che ce ne sia bisogno, essa non si far finch il Capitolo generale
non lo riterr necessario, come per esempio quando la Congregazione sar divisa in Province [].

8
Esclusione di
chiacchiere inutili

[305] Lo stesso dicasi279 della consultazione da farsi prima


dellelezione degli altri Ufficiali280, eccetto quella dei Prepositi281.

305 - Idem de inquisitione ante aliorum


Officialium electionem facienda dictum
sit, praeter eam scilicet quae de Praepositis fiet.
306 - Quod si etiam is quandoque fuerit
Congregationis status ut ad talem notitiam et inquisitionem plus temporis opus
esse iudicetur, Capitulum Generale statuat. Sed praecipue tamen Dei misericordiae confidere debent, et ab eo lumen
impetrare conari, qui lux est hominum,
et sine quo nihil possumus (Io., I, 4, 9;
XV, 5).

a
Johan. I, 4 [Et vita erat lux hominum], 9 [Erat lux vera, quae illuminat omnem hominem venientem in hunc mundum]; XV, 5 [Sine me nihil potestis facere].

[306] Qualora la situazione della Congregazione dovesse richiedere pi tempo per questa informazione e consultazione, lo
decider il Capitolo generale. Ma principalmente dovranno confidare nella misericordia di Dio e sforzarsi di chiedere la luce a lui,
che la luce degli uomini282 e senza il quale non possiamo nulla283.

279
Le ultime due edizioni delle Costituzioni mantengono questultimo periodo del
8, evidentemente riferendolo a quanto detto nella prima parte del paragrafo. Probabilmente invece lidem dictum sit si riferiva al periodo immediatamente precedente, omesso dalle suddette edizioni [N.d.C.].
280
Cf. infra, c. 9, 1 [n. 320] [N.d.C.].
281
Cf. infra, c. 10, 2 [n. 328] [N.d.C.].
282
Gv 1:4; cf. Gv 1:9.
283
Cf. Gv 15:5.

290

Libro quarto

Ut autem ambitioni quantum fieri


possit occurratur, si quis eiusmodi Praepositi Generalis dignitatem sibi vel alii
mandari, per se vel per alium, curarit,
privetur iure suffragii in perpetuum; vel
graviori etiam poena,
arbitrio Capituli Generalis, puniatur.
Qui autem id aliquem curare cognoverit, deferat quamprimum ad eum qui
Praepositi Generalis loco sit; alioqui
eadem poena teneatur, nisi Capitulo
Generali videatur aliquando minuenda.
Quam Constitutionem ad eos quoque
producimus qui aliam Praepositi dignitatem, vel Assistentis, Visitatoris, aut
Procuratoris Generalis officium, immo
etiam dignitatem aliquam extra Congregationem
eodem modo quaesierint. Sed et generaliter omnes quodcumque officium per
ambitionem quaerentes, graviter puniantur, ut ceteris exemplo sint, et eiusmodi malum omni studio arceatur.
Quod si quis forte tamen, adversus
haec, quaesierit et obtinuerit, is, praeter dictas poenas, dignitate aut officio
obtento privetur, aut eius usu illi, quantum in nobis sit, interdicatur: et contra
hoc decretum ne dispensetur.

[212]

307 - Ut autem ambitioni quantum fieri


possit occurratur, si quis eiusmodi Praepositi Generalis dignitatem sibi vel alii
mandari, per se vel per alium, curarit,
arbitrio Capituli Generalis puniatur.

De poena vero in eos qui aliam dignitatem in Congregatione vel


extra
eodem modo quaesierint, statuat de Assistentium consensu Praepositus Generalis.

[213]

Capitolo 8

291

[307] Onde ovviare, per quanto possibile, allambizione, se


uno tramer, direttamente o indirettamente, per farsi eleggere o
per far eleggere un altro come Preposito generale, sar privato per
sempre del diritto di voto o [] sar punito a discrezione del Capitolo generale con una pena anche pi severa []. Chi poi dovesse venire a conoscenza di ci, lo riferir al pi presto a colui
che fa le veci del Preposito generale, altrimenti sar punito con la
stessa pena, a meno che in qualche caso il Capitolo generale non
ritenga di attenuarla []. Estendiamo questa norma anche a coloro che ricercheranno allo stesso modo unaltra dignit di Preposito o la carica di Assistente, di Visitatore o di Procuratore generale, anzi anche qualche dignit fuori Congregazione. Come regola generale, tutti coloro che ricercano una qualsiasi carica per ambizione, saranno puniti severamente, perch siano di esempio agli
altri e perch tale male sia tenuto lontano con tutte le forze. E se,
nonostante ci, uno dovesse ricercare e ottenere una carica, costui, oltre alle suddette pene, sar privato della dignit o della carica ottenuta, o perlomeno sar interdetto dal suo esercizio, per
quanto dipende da noi; e contro tale decreto non ci sar possibilit di dispensa [Per quanto riguarda la pena per coloro che
ricercheranno nello stesso modo unaltra dignit in Congregazione o fuori, decider il Preposito generale col consenso degli Assistenti].

9
Pene per gli
ambiziosi

[308] Il giorno dopo dunque, come detto284, [tutti i Padri Capitolari applicheranno la Messa pro bona electione facienda e] dopo essere stata celebrata dal Preside del Capitolo di buon mattino
[] la Messa de Spiritu Sancto alla presenza di tutti i Capitolari e
dei religiosi del Collegio, comunicatisi tutti coloro che devono
prendere parte allelezione [], tutti i presenti, preceduti dalla

10
Invocazione dello
Spirito Santo

308 - Postridie igitur, ut diximus, omnes


Patres Capitulares Missam applicent pro
bona electione facienda et
Missa de Spiritu Sancto summo mane a Missa de Spiritu Sancto a Capituli PraesiCapituli Praeside, praesentibus omnibus de, praesentibus omnibus qui de Capituqui de Capitulo et Collegio sunt, cele- lo et Collegio sunt, celebrata,
brata; sumpta ab omnibus qui electioni
interesse debent sanctissima Eucharistia,
Postridie igitur, ut diximus,

284

Cf. supra, 5 [n. 300] [N.d.C.].

292

Libro quarto

[214]

[215]

Capitolo 8

293

iidem omnes (quibus Crux praeferatur)


ordine ab ecclesia ad locum Capituli accedant dicentes hymnum Veni creator;
quo cum ventum fuerit, reliqui ad ecclesiam vel oratorium redeant, ubi litanias recitent orationique vicissim vacent
donec electio peragatur: qui vero de Capitulo sunt, genuflexi ante Crucifixum,
in eodem loco super mensa ad hoc praeparata collocatum, eumdem hymnum
repetant.

iidem omnes (quibus Crux praeferatur)


ordine ab ecclesia ad locum Capituli accedant dicentes hymnum: Veni Creator;
quo cum ventum fuerit, reliqui ad ecclesiam vel oratorium redeant, ubi litanias
recitent orationique vicissim vacent donec electio peragatur: qui vero de Capitulo sunt, genuflexi ante Crucifixum in eodem loco super mensa ad hoc praeparata
collocatum, eumdem hymnum repetant.

croce, si recheranno in ordine dalla chiesa alla sala capitolare dicendo linno Veni Creator. Una volta arrivati, gli altri torneranno
in chiesa o in cappella, dove reciteranno le litanie e attenderanno
allorazione a turno finch non sia conclusa lelezione; i Capitolari invece, genuflessi davanti al Crocifisso collocato nella sala sopra un tavolo appositamente preparato, ripeteranno il medesimo
inno.
[309] Poi il Padre prescelto, come s detto285, terr il suo discorso de bona electione facienda, tenendosi sulle generali, senza
alludere a un determinato individuo.

11
Discorso de bona
electione facienda

Deinde Pater ille, ut supra electus,


habebit sermonem suum de bona electione facienda, generaliter agens, non
certam personam significans.

309 - Deinde Pater ille, ut supra electus,


habebit sermonem suum de bona electione facienda, generaliter agens, non certam personam significans.

[310] Quindi attenderanno per mezzora allorazione mentale,


dopo di che procederanno allelezione.

12
Orazione mentale

[311] Il Preside, il Promotore anziano di professione e il Cancelliere precedentemente eletti seguiranno la votazione in qualit
di Scrutatori286.

13
Scrutatori

[312] Dopo la preghiera il Cancelliere dichiarer: Nel nome


della Santissima Trinit, Padre e Figlio e Spirito Santo, si venga in
ordine alla designazione e al ballottaggio.

14
Appello del
Cancelliere

[313] Quindi il Preside, alzandosi e avvicinandosi al tavolo del


Crocifisso (che dovr essere abbastanza lontano dagli occhi di tutti) si inginocchier davanti al Crocifisso e, fatto il segno della croce, giurer con le seguenti parole:
Chiamo Dio a testimonio che in ununica scheda non designer
me stesso, e designer uno solo [quello che, secundum Deo, ritengo debba essere eletto].
Poi, rimanendo in piedi presso il tavolo, prender una delle
schede che devono essere l preparate, e in essa scriver il nome e
il cognome di colui che vuole designare e, dopo averla piegata,
prendendola con due dita cos che possa essere vista, la introdurr
nellurna che sar nel medesimo luogo; torner quindi al suo posto.

15
Giuramento e voto
del Preside

Postea per dimidiam horam mente 310 - Postea per dimidiam horam mente
orent; qua finita, electionem aggredian- orent; qua finita, electionem aggrediantur.
tur.
Praeses, Promotor antiquior professione et Cancellarius iam electi, suffragiorum curam gerant, quales diximus
Scrutatores.

311 - Praeses, Promotor antiquior professione et Cancellarius iam electi, suffragiorum curam gerant, quales diximus
Scrutatores.

Post orationem, Cancellarius pronunciet: In nomine sanctissimae Trinitatis, Patris, et Filii, et Spiritus Sancti, ad
nominationem et suffragia ordine veniatur.

312 - Post orationem, Cancellarius pronunciet: In nomine sanctissimae Trinitatis, Patris et Filii et Spiritus Sancti, ad
nominationem et suffragia ordine veniatur.

Tum Praeses, surgens et ad mensam


Crucifixi (quae ab oculis omnium satis
remota esse debet) accedens, genuflectat
ante Crucifixum et, signo crucis sibi
adhibito, iuret in haec verba:
Testem invoco Deum quod neque meipsum, et unum,

313 - Tum Praeses, surgens et ad mensam Crucifixi (quae ab oculis omnium satis remota esse debet) accedens, genuflectat ante Crucifixum et, signo crucis sibi
adhibito, iuret in haec verba:
Testem invoco Deum quod neque
meipsum, et unum, quem secundum
Deum eligendum esse existimo,
una schedula nominabo.
Deinde ad mensam consistens sumat
unam ex schedulis quae ibi praeparatae
esse debent, et in ea scribat nomen et cognomen eius quem nominare vult; eamque plicatam, duobus digitis tollens ut videatur, in urnam, quae eodem loco erit,
coniiciat; postea ad locum suum revertatur.

una schedula nominabo.


Deinde ad mensam consistens sumat
unam ex schedulis quae ibi praeparatae
esse debent, et in ea scribat nomen et
cognomen eius quem nominare vult;
eamque plicatam, duobus digitis tollens
ut videatur, in urnam, quae eodem loco
erit, coniiciat; postea ad locum suum revertatur.

285
286

Cf. supra, c. 5, 7 [n. 284] [N.d.C.].


Cf. supra, c. 6, 3 [n. 289] [N.d.C.].

294

Libro quarto

[216]

Et eodem modo alii omnes faciant,


primo Promotores, deinde ceteri secundum ordinem professionis.
Quod cum omnes fecerint, Praeses, Promotor ille antiquior et Cancellarius ad
mensam accedant; sed prius, genuflexi
ante Crucifixum, iurent singuli verbis ita
conceptis:
Testem invoco Deum quod suffragiorum
quae pro unoquoque lata fuerint verum
numerum enunciabo, licet alicuius manum agnoscam eum alicui non patefaciam, et in hoc toto Scrutatoris munere
me fidelem et sine dolo praestabo.

314 - Et eodem modo alii omnes faciant,


primo promotores, deinde ceteri secundum ordinem professionis.
Quod cum omnes fecerint, Praeses,
Promotor ille antiquior et Cancellarius ad
mensam accedant; sed prius, genuflexi ante Crucifixum, iurent singuli verbis ita
conceptis:
Testem invoco Deum quod suffragiorum quae pro unoquoque lata fuerint
verum numerum enunciabo, licet alicuius manum agnoscam eum alicui non
patefaciam et in hoc toto Scrutatoris
munere me fidelem et sine dolo praestabo.

Cancellarius, schedulis eductis, describat omnes nominatos, in primis eos


ponens qui a pluribus nominati fuerint,
et ex iis quibus par numerus consentit
eum in primis qui sit professione antiquior; quod quidem generaliter erit servandum in omnibus nominationibus et
scrutiniis.
Iis nominibus pronunciatis, ita ut omnes
audiant, distribuat singulis binos calculos seu pilulas, alteram scilicet affirmationem, alteram negationem significantes; quae quidem ibi non plures haberi
debent quam ut electoribus ipsis sufficiant.
Nominet deinde eum quem primum
scripserit, et eodem ordine omnes ad
mensam accedant ad pilulas in vasa coniiciendas: is autem ne accedat

315 - Cancellarius, schedulis eductis, describat omnes nominatos, in primis eos


ponens qui a pluribus nominati fuerint,
et ex iis quibus par numerus consentit
eum in primis qui sit prima professione
antiquior; quod quidem generaliter erit
servandum in omnibus nominationibus
et scrutiniis.
Iis nominibus pronunciatis, ita ut omnes audiant, distribuat singulis binos calculos seu pilulas, alteram scilicet affirmationem, alteram negationem significantes; quae quidem ibi non plures haberi debent quam ut electoribus ipsis sufficiant.

de quo suffragia dantur; idque generaliter servetur in omnibus scrutiniis.


Cum omnes accesserint, Scrutatores videant quot suffragiis ille sit electus: et si
quidem duas ex tribus suffragiorum partes tulerit, Praepositus ille sit, ceteris
omissis: si non tulerit, alii ordine nominentur et de illis singillatim suffragia ferantur, ita ut qui primo duas ex tribus
partes tulerit, reliquis omissis, Praepositus sit.

Nominet deinde eum quem primum


scripserit, et eodem ordine omnes ad
mensam accedant ad pilulas in vasa coniiciendas: is autem ante secedat ab aula
Capitulari
de quo suffragia dantur; idque generaliter servetur in omnibus scrutiniis.
Cum omnes accesserint, Scrutatores
videant quot suffragiis ille sit electus: et si
quidem duas ex tribus suffragiorum partes tulerit, Praepositus ille sit, ceteris
omissis: si non tulerit, alii ordine nominentur et de illis singillatim suffragia ferantur, ita ut qui primo duas ex tribus
partes tulerit, reliquis omissis, Praepositus sit.

[217]

Capitolo 8

295

[314] Allo stesso modo faranno tutti gli altri, cominciando dai
Promotori, e proseguendo con i restanti, secondo lordine di professione.
Al termine, il Preside, il Promotore anziano e il Cancelliere si
accosteranno al tavolo; ma prima, genuflessi davanti al Crocifisso,
giureranno uno alla volta con le seguenti parole:
Chiamo Dio a testimonio che dichiarer il numero reale dei voti dati per ciascuno; e se riconoscer la scrittura di qualcuno, non lo
riveler a nessuno; e in questo compito di Scrutatore mi dimostrer
fedele e senza inganno.

16
Voto degli altri
Capitolari
Giuramento degli
Scrutatori

[315] Il Cancelliere, estratte le schede, far lelenco di tutti i


designati, ponendo per primi quelli che hanno ricevuto pi voti, e
tra quelli che sono arrivati pari prima quello che pi anziano per
[la prima] professione; norma che in generale bisogner seguire in
tutte le designazioni e i ballottaggi.
Dopo aver pronunciato questi nomi in modo che tutti possano
sentire, distribuir a ciascuno due palline, una che significa SI e
laltra che significa NO, e che devono essere l a disposizione in
numero non superiore al numero degli elettori.
Annuncer quindi il nome del primo nellelenco, e nello stesso ordine tutti si accosteranno al tavolo per introdurre le palline
nelle urne. Colui sul quale si fa il ballottaggio non voter [si allontaner prima dallaula capitolare], norma da seguire in generale in tutti i ballottaggi.
Una volta che tutti avranno votato, gli Scrutatori vedranno
quanti voti quello abbia riportato: e se avr riportato i due terzi
dei voti, quello sar il Preposito, tralasciati gli altri; se non li avr
riportati, si annuncer in ordine il nome degli altri e si far il ballottaggio su ciascuno di loro, in modo tale che colui che per primo avr riportato i due terzi sar il Preposito, senza tener conto
degli altri.

17
Spoglio delle
schede e
ballottaggio

296

Libro quarto

[218]

[219]

Capitolo 8

297

Si nullus tulerit, pronuncietur uniuscuiusque suffragiorum numerus, qui


quidem ordine scriptus esse debet, et
iterum eodem modo dentur suffragia, iisdem regulis servatis; et prout cuique
maior numerus suffragiorum obtigerit,
ita de eo primo suffragia ferantur.
Quod si nihil adhuc conficiatur, tertio
idem fiat, hac tamen conditione ut ii exclusi sint qui in praecedentibus scrutiniis plus tribus suffragiis electi non fuerint. Si neque in eo res perficiatur, fiat
quarto, eos excludendo quibus plus
quatuor suffragiis non obvenerit, nisi
forte omnes sint in eodem casu, tunc
enim nullus est excludendus.
Quod si neque in eo duae partes alicui
accesserint, is electus sit qui plura quam
alii suffragia tulerit, modo tamen
tulerit maiorem totius numeri partem.
Si vero, quod non putamus,
neque ita res peracta sit, eodem modo
scrutinium repetatur.

Si nullus tulerit, pronuncietur uniuscuiusque suffragiorum numerus, qui quidem ordine scriptus esse debet, et iterum
eodem modo dentur suffragia, iisdem regulis servatis; et prout cuique maior numerus suffragiorum obtigerit, ita de eo
primo suffragia ferantur.
Quod si nihil adhuc conficiatur, tertio idem fiat, hac tamen conditione ut ii
exclusi sint qui in praecedentibus scrutiniis plus tribus suffragiis electi non fuerint. Si neque in eo res perficiatur, fiat
quarto, eos excludendo quibus plus quattuor suffragiis non obvenerit, nisi forte
omnes sint in eodem casu, tunc enim nullus est excludendus.
Quod si neque in eo duae partes accesserint, is electus sit qui

Se nessuno li dovesse riportare, si comunicher il numero dei


voti di ciascuno, si far un nuovo elenco, e si ripeter il ballottaggio, secondo le stesse regole, a partire da colui che abbia ottenuto
il maggior numero di voti.
Se non si conclude ancora nulla, si proceder a un terzo ballottaggio, con questa avvertenza, che siano esclusi quanti nei ballottaggi precedenti non abbiano riportato pi di tre voti. Se neppure in quello si arriva a una conclusione, si far un quarto ballottaggio, escludendo quelli che non abbiano riportato pi di
quattro voti, a meno che non dovessero trovarsi tutti nella medesima situazione, nel qual caso infatti nessuno dovr essere escluso.
Se neppure in questo ballottaggio nessuno raggiunger i due terzi, si considerer eletto colui che abbia riportato pi voti degli altri, purch per [] abbia riportato la maggioranza assoluta [dei
voti]. Se poi (speriamo di no) [] neppure cos si dovesse giungere a una conclusione, si ripeter il ballottaggio allo stesso modo
[e si considerer eletto colui che abbia riportato la maggioranza
relativa].

tulerit maiorem totius numeri suffragiorum partem. Si vero


neque ita res peracta sit,
scrutinium repetatur et is electus sit qui
plura quam alii suffragia tulerit.

18
Decreto e
proclamazione
delleletto

Electione facta, Cancellarius conficiat decretum in haec verba: In legitima


congregatione, die.... mensis.... anni....
habita secundum praescriptam rationem,
electus fuit N. Praepositus Generalis
Congregationis S. Pauli Decollati; quod
Praeses recitet, aut, si is electus sit, Promotor antiquior ut supra; et ei Scrutatores subscribant, et sigillo Congregationis signent.
Schedulas autem nominationis nemo,
praeter Scrutatores, inspiciat, et statim
comburantur: quod idem fiat in aliis casibus.

316 - Electione facta, Cancellarius conficiat decretum in haec verba: In legitima


congregatione, die... mense... anno... habita secundum praescriptam rationem,
electus fuit N. N. Praepositus Generalis
Congregationis S. Pauli Decollati; quod
Praeses recitet, aut, si is electus sit, Promotor antiquior ut supra; et ei Scrutatores
subscribant, et sigillo Congregationis signent.
317 - Schedulas autem nominationis nemo, praeter Scrutatores, inspiciat, et statim comburantur: quod idem fiat in aliis
casibus.

[316] Fatta lelezione, il Cancelliere preparer il decreto del


seguente tenore: Nella seduta legittimamente tenuta il giorno ... del
mese ... dellanno ... secondo la procedura prevista, N. [N.] stato
eletto Preposito generale della Congregazione di San Paolo decollato. Il Preside o, nel caso fosse lui leletto, il Promotore anziano come detto287, legger il decreto e lo firmeranno gli Scrutatori e lo
timbreranno con il sigillo della Congregazione.
[317] Nessuno, oltre agli Scrutatori, sbircer le schede della
designazione, che dovranno essere subito bruciate; norma da seguire anche negli altri casi.
[318] Colui che sar stato eletto, come pure in seguito gli altri
Ufficiali, accetter lincarico senza esitazione, riflettendo sul fatto
che, come esso gli stato affidato dal Signore, cos da Lui gli sar
data la forza necessaria per sostenerlo.

19
Accettazione
dellincarico

Qui electus fuerit, sicuti etiam postea reliqui Officiales, sine aliqua recusatione onus officii subeat, apud se cogitans quod quemadmodum a Domino
sibi illud impositum est, ita ab eodem
satis virium dabitur ad sustinendum.

318 - Qui electus fuerit, sicuti etiam postea reliqui Officiales, sine aliqua recusatione onus officii subeat, apud se cogitans
quod quemadmodum a Domino sibi illud
impositum est, ita ab eodem satis virium
dabitur ad sustinendum.

287

Cf. supra, c. 6, 3 [n. 289] [N.d.C.].

298

Libro quarto

[220]

Simulatque Praepositus denunciatus


est, omnes praesentes ad eum cum debita reverentia salutandum, primo Praeses, postea Promotores, ceteri deinceps,
ordine accedant. Deinde, signo parva
campana dato, Collegiales ad fores loci
Capituli conveniant cum Cruce, et ordine ad ecclesiam procedant recitando
canticum Benedictus Dominus Deus
Israel, et in ecclesia hymnum Te Deum
laudamus, et hebdomadarius ter addat
versum Confirma etc. et dicat, pro gratiarum actione, praescripta.
Egressum ecclesia reliqui postea salutabunt, ut supra.

319 - Simulatque Praepositus denunciatus est, omnes praesentes ad eum cum debita reverentia salutandum, primo Praeses, postea Promotores, ceteri deinceps,
ordine accedant. Deinde, signo parva
campana dato, Collegiales ad fores loci
Capituli conveniant cum Cruce, et ordine ad ecclesiam procedant recitando canticum: Benedictus Dominus Deus Israel,
et in Ecclesia hymnum: Te Deum laudamus, et hebdomadarius ter addat versum:
Confirma etc., et dicat, pro gratiarum actione, praescripta.
Egressum ecclesia reliqui postea salutabunt, ut supra.

DE ELECTIONE ASSISTENTIUM,
VISITATORUM
ET PROCURATORIS GENERALIS.
CAPUT IX.

CAPUT IX
DE ELECTIONE ASSISTENTIUM,
PROCURATORIS GENERALIS
ET VISITATORUM

Antequam ad reliquas electiones veniatur tantumdem spatii temporis relinquendum erit quantum ante electionem
Praepositi Generalis datum est, ut Capitulum ad electiones se praeparare possit meditando, orando, et etiam inquirendo ad rationem tantum ibi praefinitam.
Iam vero Praeses Capituli et Promotores amplius non erunt, et Praepositus
Generalis, cum eo qui fuit Praeses, aut
(si electus sit) cum eo qui fuit Promotor
antiquior, et cum Cancellario, Scrutatorum officio, iurati ut supra, fungentur.

320 - Antequam ad reliquas electiones veniatur tantumdem spatii temporis relinquendum erit quantum ante electionem
Praepositi Generalis datum est, ut Capitulum ad electiones se praeparare possit
meditando, orando, et etiam inquirendo
ad rationem tantum ibi praefinitam.
321 - Iam vero Praeses Capituli et Promotores amplius non erunt, et Praepositus Generalis, cum eo qui fuit Praeses, aut
(si electus sit) cum eo qui fuit Promotor
antiquior, et cum Cancellario, Scrutatorum officio, iurati ut supra, fungentur.

[221]

Capitolo 9

[319] Non appena il Preposito sar stato proclamato, tutti i


presenti si accosteranno a lui in ordine per salutarlo con il dovuto
rispetto, cominciando dal Preside e dai Promotori e per finire con
tutti gli altri. Quindi, suonata una campanella, i religiosi della casa si raduneranno con la croce allingresso della sala capitolare e
in ordine procederanno verso la chiesa recitando il cantico Benedictus Dominus Deus Israel e in chiesa linno Te Deum laudamus,
e lebdomadario aggiunger tre volte il verso Confirma etc.288 e dir
le preghiere prescritte pro gratiarum actione.
Poi, alluscita dalla chiesa, gli altri saluteranno leletto nel modo gi detto.

299
20
Saluto e preghiere
di ringraziamento

Capitolo 9
ELEZIONE DEGLI ASSISTENTI,
DEI VISITATORI E DEL PROCURATORE GENERALE
[DEL PROCURATORE GENERALE E DEI VISITATORI]

[320] Prima di procedere alle altre elezioni si dovr lasciare un


periodo di tempo pari a quello concesso prima dellelezione del
Preposito generale, in modo che il Capitolo possa prepararsi alle
elezioni con la meditazione, la preghiera e anche con la consultazione, ma solo con la procedura ivi definita289.

1
Pausa prima delle
elezioni - Scrutatori

[321] Non essendoci pi ormai il Preside del Capitolo e i Promotori, il Preposito generale, insieme con colui che era Preside o,
se lui leletto, insieme con quello che era il Promotore anziano,
e con il Cancelliere, fungeranno da Scrutatori, dopo aver prestato
giuramento, come detto290.

288
Si tratta del verso, ripreso dal Sal 67:29-30, con cui si terminavano tutti i Capitoli: V
/. Confirma hoc, Deus, quod operatus es in nobis (Conferma, o Dio, ci che hai compiuto in noi); R/. A templo sancto tuo, quod est in Jerusalem (Dal tuo tempio santo, in Gerusalemme). Di tale testo la tradizione della Chiesa ha sempre dato una lettura pneumatologica (cf. lantifona alla comunione della Messa votiva dello Spirito Santo nel Messale Romano) [N.d.C.].
289
Cf. supra, c. 8, 5-8 [nn. 300-306] [N.d.C.].
290
Cf. supra, c. 8, 16 [n. 314] [N.d.C.].

300

Libro quarto

[222]

Spectandae erunt eaedem Congregationis necessitates quae ex supra praescriptis observationibus cognitae fuerint, eademque ob oculos habenda, Dei
scilicet honos solum et Congregationis
in Domino utilitas; et omnes item affectus deponendi qui animos ad diversa impellere possent: permagni enim refert ad
conservationem Congregationis quibus
haec officia mandentur cum universae
Congregationis administratione adeo
coniuncta.

322 - Spectandae erunt eaedem Congregationis necessitates quae ex supra praescriptis observationibus cognitae fuerint,
eademque ob oculos habenda, Dei scilicet
honos solum et Congregationis in Domino utilitas; et omnes item affectus deponendi qui animos ad diversa impellere
possent: permagni enim refert ad conservationem Congregationis quibus haec officia mandentur cum universae Congregationis administratione adeo coniuncta.

Ante electiones quae de singulis Officialibus aut Officialium generibus faciendae sint, legantur quae de eorum officio et electione in Constitutionibus habentur. Quae quidem generalis regula
sit.

323 - Ante electiones quae de singulis Officialibus aut Officialium generibus faciendae sint, legantur quae de eorum officio et electione in Constitutionibus habentur. Quae quidem generalis regula sit.

Primo fiat nominatio per schedulas


cum iuramento, ut de Praeposito Generali dictum est. Omnes autem Assistentes nominentur eadem schedula, et iuramentum ita concipiatur: Testem invoco
Deum quod quatuor, et non plures, neque
me ipsum, nominabo.
Deinde eodem modo suffragia ferantur,
primo scilicet de iis qui a pluribus fuerint nominati, ut supra. Ii autem quatuor
qui primum maiorem partem suffragiorum tulerint, sint electi, ceteris nominatis omissis.
Quod si prima vice aut nullus aut non
quatuor maiorem partem tulerint, iterum dentur suffragia, primo scilicet de
iis qui pluribus nitantur; et eadem regula sit. Et si adhuc quatuor ex Patribus
maior pars non obvenerit, ii censeantur
electi qui propius ad talem numerum accesserint, et in pari numero praeferatur
antiquior professione.

324 - Primo fiat nominatio per schedulas


cum iuramento, ut de Praeposito Generali dictum est. Omnes autem Assistentes
nominentur eadem schedula, et iuramentum ita concipiatur: Testem invoco Deum
quod quattuor, et non plures, neque me
ipsum, una schedula nominabo.
Deinde eodem modo suffragia ferantur, primo scilicet de iis qui a pluribus fuerint nominati, ut supra. Ii autem quattuor
qui primum maiorem partem suffragiorum tulerint, sint electi, ceteris nominatis
omissis.
Quod si prima vice aut nullus aut non
quattuor maiorem partem tulerint, iterum dentur suffragia, primo scilicet de iis
qui pluribus nitantur; et eadem regula sit.
Et si adhuc quattuor ex Patribus maior
pars non obvenerit, ii censeantur electi
qui propius ad talem numerum accesserint, et in pari numero praeferatur antiquior professione.

[223]

Capitolo 9

301

[322] Anche in questo caso si dovr tener conto dei bisogni


della Congregazione di cui si venuti a conoscenza attraverso
lanalisi precedentemente prescritta291, e allo stesso modo bisogner proporsi esclusivamente lonore di Dio e il bene, in Domino, della Congregazione292. E cos pure ci si dovr liberare di tutti
i sentimenti che potrebbero indirizzare gli animi verso scopi diversi: riveste infatti una grandissima importanza per il mantenimento della Congregazione a chi vengono affidati questi incarichi
cos strettamente connessi con il governo della Congregazione.

2
Atteggiamento degli
elettori

[323] Prima di procedere allelezione dei singoli Ufficiali o di


ciascuna categoria di Ufficiali, si legger quanto si trova nelle Costituzioni circa il loro ufficio e la loro elezione. Sar questa una regola generale293.

3
Lettura delle
Costituzioni

[324] Si far innanzi tutto la designazione per scheda col giuramento, come s detto a proposito del Preposito generale294. In
questo caso per tutti gli Assistenti saranno designati su ununica
scheda; e il giuramento sar cos concepito: Chiamo Dio a testimonio che [in ununica scheda] designer quattro, e non pi, nominativi e non designer me stesso.
Poi, allo stesso modo, si far il ballottaggio, partendo da quelli che abbiano ottenuto il maggior numero di preferenze, come
detto295. Saranno eletti i primi quattro che avranno raccolto la
maggioranza assoluta dei voti, tralasciando gli altri nominativi.
Se la prima volta nessuno o meno di quattro avranno raccolto
la maggioranza assoluta, si far un secondo ballottaggio, partendo naturalmente da quelli che hanno riportato pi preferenze; e
si seguir la medesima procedura. E se neppure allora quattro Padri avranno conseguito la maggioranza assoluta, saranno considerati eletti quelli che si saranno pi avvicinati a tale quota. In caso di parit si dar la precedenza al pi anziano di professione.

4
Designazione per
scheda e
ballottaggio

Cf. supra, c. 8, 3 [n. 299] [N.d.C.].


Cf. supra, c. 8, 5 [n. 301] [N.d.C.].
293
Cf. supra, l. I, c. 1, 13 [n. 9]; l. IV, c. 8, 2 [n. 299] [N.d.C.].
294
Cf. supra, c. 8, 15-16 [nn. 313-314] [N.d.C.].
295
Cf. supra, c. 8, 17 [n. 315] [N.d.C.].
291
292

302

Libro quarto

[224]

[225]

Capitolo 10

303

Similis ratio servetur in Visitatoribus 325 - Similis ratio servetur in eligendis


et Procuratore,
Procuratore et Visitatoribus,
mutatis mutandisa.
mutatis mutandis.

[325] Si seguir la medesima procedura per i Visitatori e per il


Procuratore [nellelezione del Procuratore e dei Visitatori], mutatis mutandis296.

5 Elezione dei
Visitatori e del
Procuratore

Atque haec ratio nominationis, ordinis, iuramentorum, suffragiorum, maioris partis, et repetendi scrutinii (ita ut si
maior pars nulli obveniat, eligatur qui
propius accesserit), et ratio item in pari
numero statuendi, servetur in omnibus
aliis electionibus quas fieri quacumque
occasione accidat, nisi contra exprimatur.

Atque haec ratio nominationis, ordinis,


iuramentorum, suffragiorum, maioris
partis, et repetendi scrutinii (ita ut si
maior pars nulli obveniat, eligatur qui
propius accesserit), et ratio item in pari
numero statuendi, servetur in omnibus
aliis electionibus quas fieri quacumque
occasione accidat, nisi contra exprimatur.

Tale procedura riguardo alla designazione, allordine, ai giuramenti, al ballottaggio, alla maggioranza e alla ripetizione dello
scrutinio (per cui, se nessuno consegue la maggioranza assoluta,
sar eletto quello che vi si avvicina di pi), come pure il modo di
procedere in caso di parit, saranno seguiti in tutte le altre elezioni che in qualsiasi circostanza si dovessero svolgere, a meno che
non si dica altrimenti.

6
Procedura valida
per tutte le elezioni

DE ELECTIONE PRAEPOSITORUM.
CAPUT X.

CAPUT X
DE ELECTIONE PRAEPOSITORUM
PROVINCIALIUM ET LOCALIUM

Electioni Praepositorum localium


et, si Provinciae fuerint, Provincialium
Praepositus Generalis, Assistentes, Visitatores, Procurator Generalis et Cancellarius tantum interveniant. Et si quis
ex his absit, Capitulum alios substituat,
eos scilicet, si fieri possit, qui in tali officio quandoque fuerint.
Scrutatores erunt Praepositus Generalis, Procurator et Cancellarius (iurati, ut
supra), qui, si ad aliquod ex dictis officiis e