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IL SISTEMA SCUOLA

L’ORGANIGRAMMA

1) 2) DA QUANTO TEMPO INSEGNA? COME MAI HA SCELTO DI FARE IL MAESTRO, NELLO
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DA QUANTO TEMPO INSEGNA?
COME MAI HA SCELTO DI FARE IL MAESTRO, NELLO SPECIFICO PERCHE’ IN QUEST’
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AMBITO?
QUAL E’ IL SUO RUOLO NELLA FUNZIONE STRUMENTALE?
HA SCELTO LEI QUESTO RUOLO O LE E’ STATO INCARICATO?
IN CHE MODO INTERVIENE IN CASO DI DISABILITA’?
E’ DIFFCILE REDIGERE IL PEI? QUALI FIGURE SONO COINVOLTE?
IN CHE MODO I GENITORI AFFRONTANO IL DISTURBO DEI LORO FIGLI?
1) INSEGNO DAL 2000 SEMPRE SU SOSTEGNO.
2) HO FREQUENTATO LA SCUOLA MAGISTRALE E HO SCELTO DI FARE IL MAESTRO SIA PERCHE’
NELLA MIA FAMIGLIA ERANO TUTTI INSEGNANTI, SIA PERCHE’ AMO AIUTARE GLI ALTRI. HO
FREQUENTATO UN CORSO DI SOSTEGNO ED HO CAPITO CHE AMO AIUTARE SOPRATTUTTO I BAMBINI
IN DIFFICOLTA’.
3) MI OCCUPO DELL’INCLUSIONE, DI ORGANIZZARE LA DOCUMENTAZIONE, DI CONTATTARE LE
ASP, LE VARIE ASSOCIAZIONI E L’UNITA’ SANITARIA, DI REDIGERE IL PEI.
4) QUESTO RUOLO MI E’ STATO INCARICATO. PRIMA NON SVOLGEVO LA FUNZIONE STRUMENTALE
MA LA REFERENZA NAZIONALE.
5) RACCOLGO LE CERTIFICAZIONI DA PARTE DELLA SCUOLA E CONTATTO LE UNITA’ DI
SOSTEGNO; INOLTRE, COMUNICO AL COMUNE ASSISTENZA SPECIALISTICA O IGIENICA-SANITARIA.
L’ORGANICO DI SOSTEGNO DEVE COMUNICARE QUANTI INSEGNANTI SERVONO IN CLASSE E CHE
TIPOLOGIA DI HANDICAP PRESENTA L’ALUNNO.
A CURA DI TRINCHERA IVANA E PALILLO PAMELA
6) NO, NON E’ DIFFICILE REDIGERE IL PEI; SI TRATTA DI UN PIANO EDUCATIVO
INDIVIDUALIZZATO, OVVERO DELLE ATTIVITA’ SEMPLIFICATE CHE SIANO IN STRETTA
CORRELAZIONE CON LE ATTIVITA’ CHE L’INSEGNANTE FA CON IL RESTO DELLA CLASSE. SI
PARLA CON LA FAMIGLIA, CON L’ASL E CON IL CONSIGLIO E SI DECIDONO GLI STRUMENTI
DISPENSATIVI DA UTILIZZARE.
7) ALCUNI GENITORI ACCETTANO LA DISABILITA’ DEL FIGLIO, DUNQUE E’ PIU’ “SEMPLICE” LA
COLLABORAZIONE CON LA SCUOLA; ALTRI NON LA ACCETTANO E SCARICANO LA LORO
FRUSTRAZIONE SUGLI INSEGNANTI.

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CHE RUOLO RICOPRE COME RESPONSABILE DI PLESSO? Collaborare con la dirigente scolastica; far passare le comunicazioni dalla segreteria alla scuola dislocata; mantenere il rapporto tra direzione, colleghi e collaboratori scolastici; gestire le sostituzioni; mantenere i rapporti con i genitori e ascoltare i problemi che possono riportare, lamentele o fornire chiarimenti e tutto quello che può sorgere. Ad esempio oggi sono venuti quelli della gestione del gas e ho firmato per la loro presenza. DA QUANTI ANNI SVOLGE QUESTO RUOLO? Questo è il tredicesimo anno. PERCHE’ HA SCELTO QUESTO RUOLO? QUALE SONO STATE LE SUE MOTIVAZIONI? Semplicemente perché mi gratifica e mi piace mantenermi impegnata, diciamo. QUALI REQUISITI SI è POSTA ALL’INIZIO PER INTRAPRENDERE QUESTO RUOLO? Veramente non sono stata io a propormi ma mi hanno proposta. Conoscendo il mio impegno, la mia presenza e il fatto che sono molto attiva e mi do da fare, la vicepreside mi ha proposta al dirigente scolastico di allora e al collegio è stato chiesto se i colleghi erano d’accordo nell’ individuare la mia figura e io ho accettato l’ incarico che mi è stato dato.

mia figura e io ho accettato l’ incarico che mi è stato dato. 2) 3) 4)

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4) A CURA DI GIORLANDO PATRIZIA , FERRERI ANGELA
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A CURA DI GIORLANDO PATRIZIA , FERRERI
ANGELA
mia figura e io ho accettato l’ incarico che mi è stato dato. 2) 3) 4)

-Da chi è composto il consiglio di intersezione? - Dal dirigente scolastico, i docenti e un rappresentante dei genitori per sezione.

-Chi lo presiede? -Il dirigente scolastico o in sua assenza i responsabili dei plessi.

-Ogni quanto tempo sono le elezioni? -Ogni anno all’inizio di esso.

-Da chi è convocato il consiglio di intersezione? -Dal dirigente scolastico.

-Ogni quanto tempo? -Con cadenza bimestrale.

-Ne fanno parte anche i docenti di sostegno? -Qualora siano presenti nelle sezioni sì.

-Alla fine delle sedute devono essere redatti dei verbali? -Sì, contenenti gli ordini del giorno, le considerazioni emerse durante il dibattito e le proposte avanzate.

-Quali obiettivi si è proposta prima di avere quest’incarico? Rappresentare al meglio i genitori della sezione e chiedere il massimo per i nostri figli.

-

-Per avere quest’incarico sono richiesti requisiti particolari?

-La disponibilità e l’essere presente nei vari consigli convocati.

-La disponibilità e l’essere presente nei vari consigli convocati. A CURA DI Crimi Rosanna, Martino Alessandra
-La disponibilità e l’essere presente nei vari consigli convocati. A CURA DI Crimi Rosanna, Martino Alessandra

A CURA DI Crimi Rosanna, Martino Alessandra

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Che cos’è il consiglio d’istituto? Da chi è formato?

Il consiglio d’istituto è un organo collegiale

supremo della scuola ed un ordine di ratifica. E’

formato da 8 docenti, 8 genitori, il presidente del consiglio d’istituto eletto tra i genitori, il DSGA e il dirigente scolastico.

Che prerequisiti si devono possedere per far parte del consiglio d’istituto? Si deve essere insegnante

di ruolo, e si devono ottenere dei voti per l’

incarico.

Di cosa si discute durante il consiglio? Si discute

dei progetti, dell’E.F( esercizio finanziario), sui risvolti giuridici ed economici della progettualità didattica e sulla sicurezza della scuola.

Ogni quanto si riunisce il Consiglio? E per quante ore? Sono previsti 10 incontri l’anno dalla durata

di 2 ore circa ciascuno. Sono più frequenti i

collegi all’inizio e alla fine dell’anno.

Da quanti anni lei è membro del Consiglio D’

Istituto? da circa 8 anni, ma la durata prevista per l’incarico è di 3 anni, ma quest’ultimo può essere rinnovato.

Che incarico lei ricopre all’interno del Consiglio d’istituto? Consigliere verbalizzante.

Da chi viene sottoscritto il verbale? Dal consigliere verbalizzante, dal presidente del consiglio (genitore) e dal dirigente scolastico

dal presidente del consiglio (genitore) e dal dirigente scolastico A CURA DI: Baglieri Tiziana e Blandino
dal presidente del consiglio (genitore) e dal dirigente scolastico A CURA DI: Baglieri Tiziana e Blandino

A CURA DI: Baglieri Tiziana e Blandino Federica

1.

HA UN RUOLO PARTICOLARE NEL COLLEGIO DEI DOCENTI?

No, non ho un ruolo particolare all’interno del collegio dei docenti

2.

QUALI SONO I PREREQUISITI NECESSARI PER FARNE PARTE?

Per farne parte è necessario essere un insegnante, vi partecipano anche coloro che hanno una supplenza temporanea, in sostituzione dell’insegnante

3.

QUALI SONO I COMPONENTI DEL COLLEGIO DEI DOCENTI?

Vi

scrive il verbale e dei collaboratori di supporto al dirigente scolastico

partecipano tutti gli insegnanti, c’è un segretario che

4.

OGNI QUANTO VIENE CONVOCATO? CHI DECIDE DI CONVOCARLO?

Decide il dirigente scolastico e viene mediamente convocato ogni 2 mesi. All’inizio dell’anno scolastico sono più di uno per la costruzione di un piano di lavoro. Ci possono essere dei collegi straordinari, vengono convocati per la scelta di determinati progetti e gare che hanno una scadenza per cui richiedono una certa urgenza.

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Il

da

CHI DECIDE GLI ARGOMENTI DA AFFRONTARE DURANTE IL COLLEGIO?

dirigente scolastico presenta gli argomenti e le iniziative approvare in collegio con gli altri docenti

A CURA DI YLENIA PULIZZI E VALERIA MANGIARACINA
A CURA DI YLENIA PULIZZI E VALERIA
MANGIARACINA

● Salve! Cominciamo col definire cosa significa la sigla RSU?

● RSU sta per “Rappresentanza Sindacale Unitaria”… in parole semplici faccio parte di un organismo sindacale che, per legge, deve esistere in tutti i luoghi di lavoro quindi anche a scuola!

● Come si arriva ad essere un RSU?

● Bhe, vengono indette delle elezioni alle quali possono votare tutti ma proprio tutti i lavoratori (anche quelli non iscritti al sindacato); la stessa cosa vale per chi vuole essere eletto!

● E se un eletto fa parte di un determinato sindacato…?

● …rappresenterà ugualmente tutti i lavoratori! Non il solo sindacato cui fa parte.

● Quanto dura in carica un RSU?

● La carica di un rappresentante sindacale dura tre anni; conclusi questi tre anni verranno indette nuove elezioni.

La parola “rappresentante” fa riflettere… insomma non siete dei veri sindacalisti, no?!

No, semplicemente siamo dei lavoratori eletti per rappresentare le esigenze di tutti i lavoratori.

Quindi il suo compito è quello di tutelare i diritti del corpo docente?

Io rappresento il personale della scuola; il mio compito è quello di contrattare con il dirigente scolastico circa le materie definite nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per poi andarlo a riferire appunto al resto del personale.

Di quali materie si tratta?

Ad esempio la distribuzione del personale in base al POF e come verrà suddiviso il loro monte ore; oppure si può contrattare sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e, visto che spesso le norme non vengono attuate, l’rsu ha il compito di mmm “fare pressione” circa la loro

attuazione; o ancora, si può parlare di come distribuire il personale nei vari plessi, questo è proprio il nostro caso…

distribuire il personale nei vari plessi, questo è proprio il nostro caso… A CURA DI ELISA
distribuire il personale nei vari plessi, questo è proprio il nostro caso… A CURA DI ELISA
distribuire il personale nei vari plessi, questo è proprio il nostro caso… A CURA DI ELISA

A CURA DI ELISA CONIGLIO E FEDERICA TRUGLIO

● E come fa a comunicare tutto ciò all’intero personale docente?

● Viene convocata un’assemblea in cui il personale si riunisce.

● Quindi immagino che ci debba essere una certa organizzazione dietro tutto il lavoro che fate…

● Esatto.

● E per fare ciò, voi rappresentanti RSU, avete diritto a dei permessi speciali?

● Certamente, ciascuno usufruisce dei permessi che vengono gestiti da noi stessi nel corso dell’anno scolastico.

● Questi permessi sono retribuiti?

● Alcuni permessi lo sono, altri no.

Come devono essere richiesti?

Nella pratica ciascuna scuola definisce i tempi entro i quali è possibile chiedere un permesso per motivi sindacali… e questo deve avvenire comunque sempre in forma scritta.

Se non vuole aggiungere altro, l’intervista può concludersi qui!

Posso dirvi di prestare sempre attenzione ai diritti dei lavoratori, poiché un giorno ne farete parte. Diritti come quello di affissione, di fruire dei locali della scuola… e appunto, quello di assemblea!

Grazie per la disponibilità, seguiremo il suo consiglio.

Grazie a voi.

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1. Quale iter si deve seguire per diventare responsabile del Plesso? 2. In cosa consiste
1. Quale iter si deve seguire per diventare responsabile del Plesso? 2. In cosa consiste

1. Quale iter si deve seguire per diventare responsabile del Plesso?

2. In cosa consiste il suo ruolo di responsabile della Scuola dell’Infanzia?

3. Come cerca di conciliare il suo ruolo di responsabile con il lavoro in classe?

4. Dato che questa è una scuola a rischio riscontra una certa difficoltà nel coordinamento del Plesso?

5. Da insegnante come cerca di coinvolgere i bambini nelle attività proposte?

6. Nella scelta di una tematica da trattare in classe segue un percorso proprio o fa riferimento a qualche indicazione?

7. Come fa a verificare l’andamento e l’esito del percorso educativo?

8. Cosa significa essere un insegnante in termini di responsabilità?

1. Non esiste un iter vero e proprio. Il dirigente chiede ai docenti chi vuole fare domanda per assumere questo ruolo e in seguito sarà il dirigente stesso a stabilire in base a dei criteri a chi spetta l’incarico.

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mi occupo della gestione del personale ATA, tutta l’utenza, del coordinamento dei docenti e del giusto visionamento della programmazione.

é complicato riuscire a conciliare entrambe le cose ma non difficile se si sa lavorare. Bisognerebbe avere un esonero per gestire tutto.

Bisogna rapportarsi sempre con i dovuti modi cercando di trovare un punto in comune per evitare il rischio.

Usando delle strategie adatte all’età del bambino, tramite il gioco e spronando la loro curiosità

Faccio riferimento alla programmazione di Istituto

Usando delle righe di verifica

Essere responsabile significa essere sempre attenti e vigili. Nel caso in cui mi si presenta una situazione (malessere di un bambino) che capisco di non essere in grado di gestire da sola provvedo a chiamare chi di dovere. Bisogna essere molto riflessivi e non farsi prendere dal

A CURA DI ALESSIA MARCHESE

panico perché questa non è la soluzione migliore.

1. In che anno ha preso servizio? 2. Perchè ha scelto di fare la maestra

1. In che anno ha preso servizio?

2. Perchè ha scelto di fare la maestra e perchè proprio alla primaria?

Nel 2002;

Inizialmente lavoravo in un altro

settore, successivamente ho partecipato al concorso ed ho ottenuto la cattedra alla scuola dell’infanzia, solo in un secondo momento ho deciso di passare alla primaria;

3. Quali obiettivi si è posta? L’obiettivo principale è sempre stato quello di fare nel migliore dei modi il mio lavoro.

4. Di che cosa si occupa in qualità di funzione strumentale e perchè è efficace per quanto riguarda il sistema scuola? Io mi occupo della funzione strumentale F5 che è relativa alla continuità e alla valutazione; la funzione strumentale 5 è divisa tra due persone, me e una mia collega, la maestra Fiandaca. Io mi occupo della continuità; la collega Fiandaca si occupa invece della valutazione scolastica dell’istituto. La continuità è verticale fra la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria, quindi è un collegamento tra i tre ordini scolastici per quanto riguarda proprio il processo di crescita dell’alunno che inizia alla scuola primaria didatticamente e poi c’è un percorso sino alle superiori. Per quanto riguarda il passaggio che va dalla scuola materna alla scuola elementare ho stilato un progetto di continuità curriculare; lo stesso discorso vale per il passaggio dalle scuola primaria alla scuola secondaria di primo grado, dove i colleghi hanno stilato un progetto che va in verticale per gli alunni di quinta della primaria che entreranno nel nostro istituto nelle scuole secondarie di primo grado. Proprio per non creare un trauma nel passaggio da un ordine di scuola all’altro; bisogna cercare di preparare gli alunni in modo che possono avere un percorso e rendere il massimo.

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Di che cosa si occupa nello specifico? Il mio compito specifico è la coordinazione nei 3 ordini, cioè il fatto che io abbia stilato un progetto è perchè tra l’altro io quest’anno sono uscente di quinta e prenderò il prossimo anno molto probabilmente le prime per cui proprio per il processo di continuità ho stilato personalmente un progetto che si chiama “A spasso con le letterine” che non vuole far leggere e scrivere in questo lasso di tempo progettuale ma far sì che gli alunni abbiano un impatto con quello che sarà la lettura e la scrittura quindi parliamo di pregrafismo, sicuramente di conoscenze a 360° sia delle lettere, delle vocali e dell’alfabeto in tutto ma non sicuramente nè nello scrivere nè nel leggere. Il progetto è puntato sempre nello specifico a fare uscire il sè del bambino il più possibile perchè chiaramente il bambino alla scuola materna è molto “ovattato” nel mondo del gioco ma sempre con il gioco cerchiamo di farlo entrare in un sistema che è più scolarizzato , più didattico, insomma si avvia verso il primo anno della scuola primaria. Si va incontro a più ristrettezze per quanto riguarda il mondo delle regole rispetto alla libertà che può avere un bambino alla scuola materna.

A CURA DI Martina Mandalà, Mariarita Roberta Canzoneri; Caterina Frattallone e Maria Grazia Campisi.