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"Tendi la mano!

"
Marco 3,1-6
In quel tempo Ges entr di nuovo nella sinagoga. Vi era l un uomo che aveva una mano paralizzata, 2
e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo. 3Egli disse all'uomo che aveva la
mano paralizzata: lzati, vieni qui in mezzo!.4Poi domand loro: lecito in giorno di sabato fare del
bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?. Ma essi tacevano. 5E guardandoli tutt'intorno con
indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all'uomo: Tendi la mano!. Egli la tese e la
sua mano fu guarita. 6E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per
farlo morire.
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sabato, Ges come dabitudine entra in sinagoga per il culto, e levangelista ci segnala la presenza di un uomo,
attirando la nostra attenzione sulla sua mano: una mano inaridita, paralizzata, in cui non scorre pi la vita. Non ci dice
altro di lui. Secondo un vangelo apocrifo, avrebbe pronunciato queste parole: Ero muratore e mi guadagnavo da vivere
con le mani: ti prego, Ges, ridammi la salute, affinch io non debba mendicare vergognosamente un tozzo di pane. Ma
quel sabato, in quella sinagoga, un tale dramma personale non interessa. Gli occhi sono puntati su Ges: Stavano a
vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo. Quella mano rattrappita loccasione di un test che forse pu
produrre un capo daccusa contro Ges. Lui, per, legge altrimenti loccasione che gli si presenta: non unoccasione
contro, ma unoccasione per. Prende liniziativa e si rivolge a quella persona dicendole: Alzati, in mezzo!. Rimette
cos al centro luomo, tutto luomo, perch il sabato stato fatto per luomo (2,27).
Ora, Ges mostrava una libert che pareva irrispettosa del sabato. Il riposo imposto in quel giorno santo doveva essere
occasione per fare memoria e celebrare loperare del Signore (cf. Es 20,8-11; Dt 5,12-15). I rabbini discutevano per
definire in termini pi precisi, nei diversi casi, cosa fosse lecito fare e in quale misura. Per questo, qui, si tiene docchio il
fare di Ges. Che in realt, notiamolo, in questo caso non far proprio nulla. Gli baster chiedere a quelluomo di tendere
la mano per mostrare a tutti che il tempo compiuto e il regno di Dio si avvicinato (1,15), il Signore regna ed
allopera oggi per il bene delluomo.
Ges sembra tuttavia accettare di entrare nel dibattito scendendo sul terreno dove i suoi esaminatori gli tendono
lagguato. Li interroga: lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?. La sua
domanda, con amara ironia, mentre chiede unovviet, gi svela la contraddizione in cui essi cadono stringendo, proprio
in quel giorno, unalleanza di morte contro di lui. Di sabato, mentre Ges lascia spazio al bene che rimette al centro
luomo secondo la volont di Dio, i suoi avversari induriscono il cuore nel non ascolto e concepiscono il male.
Smascherati, non replicano.
Ges, registrato il loro silenzio, percorre con uno sguardo indignato il cerchio che gli si stringe intorno. contristato per
la cecit dei loro cuori, traduce la Vulgata: incapaci di vedere il fratello, strumentalizzano il precetto senza
riconoscere ci che davvero sta a cuore a Dio. Ges prova pena e rabbia per la visione distorta dei bisogni e delle
priorit delluomo palesata da un siffatto atteggiamento [Per loro] la possibilit di condannare un maestro discusso
risulta pi importante del ripristino della capacit di guadagnarsi da vivere di un essere umano (Rowan Williams).
Fratel Fabio

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