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Flussi turbolenti

e fiamme turbolente
Linterazione tra la turbolenza e la chimica costituisce il campo dei FLUSSI
TURBOLENTI CHIMICAMENTE REAGENTI.
Uno degli aspetti da considerare per questi flussi leffetto della turbolenza
sulla velocit delle reazioni esotermiche come quelle che avvengono in un
reattore a flusso turbolento. In questo caso le fluttuazioni di temperatura e di
concentrazione potrebbero influenzare le reazioni chimiche e il rilascio del
calore.
Si pu instaurare un regime in cui i prodotti della combustione sono
rapidamente miscelati con i reagenti in un tempo molto pi breve rispetto al
tempo chimico caratteristico. Questo sistema si chiama STIRRED REACTOR.
In entrambi gli esempi non si considera nessuna struttura di fiamma.

La combustione

Flussi turbolenti
e fiamme turbolente
Linterazione tra turbolenza e reazioni chimiche relativa a fiamma premiscelate
comprende altre categorie. In un flusso turbolento caratterizzato da vortici in
larga scala, la turbolenza a bassa intensit influenza la fiamma laminare
premiscelata nel senso che la fa apparire corrugata. Man mano che lintensit
della turbolenza aumenta il fronte continuo di fiamma si distrugge e compaiono
fiammelle laminari allinterno dei vortici turbolenti.
Nel caso di turbolenza con intensit molto alta, scompare ogni struttura di
fiamma e si ottiene una zona di reazione distribuita.
Se si effettuassero delle fotografie mediate nel tempo delle tre fiamma si
osserverebbe un fronte di fiamma molto pi spesso rispetto alla sottile zona di
reazione osservabile nel caso di fiamme laminari.
Se per si inserisse una termocoppia a risposta rapida nei primi due casi la
distribuzione di probabilit mostrerebbe due picchi ben definiti corrispondenti
alle temperature del miscele fresche e completamente combuste.
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Nello studiare le fiamme laminari si assunto che le condizioni del flusso non
alterano i meccanismi chimici e il rilascio del calore associato alle reazioni
chimiche. In realt in molte configurazioni di flusso ci pu essere
uninterazione tra il carattere del flusso e le reazioni chimiche.
Se il flusso diventa turbolento, si generano fluttuazioni di velocit, temperatura,
densit, pressione e concentrazione. Linfluenza di tali componenti sulle
reazioni, sul rilascio del calore e sulla struttura della fiamma dipende dai
relativi tempi caratteristici associati a ciascun elemento.
In generale, se il tempo caratteristico (c) delle reazioni chimiche molto pi
breve del tempo caratteristico (m) associato alle fluttuazioni fluidodinamiche,
la chimica non influenzata dal campo di moto. Nel caso contrario (c>m) la
fluidodinamica pu avere un effetto sulla velocit delle reazioni chimiche, sul
rilascio del calore e sulla struttura della fiamma.

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Il tempo caratteristico fluidodinamico stato indicato con il pedice m in quanto
il flusso turbolento causa un miscelamento tra i gas freschi e quelli combusti. In
generale allaumentare dellintensit della turbolenza questo tempo si avvicina
a quello chimico e la lunghezza ad esso associata si avvicina allo spessore della
fiamma o della zona di reazione. Lo stesso vale nelle fiamma non premiscelate
in cui il combustibile e lossidante non sono nella stessa corrente e poich si
generano correnti diverse che possono avere diverse velocit, si pu generare
un effetto di taglio per cui si sviluppano strutture vorticose coerenti (eddies)
che migliorano il miscelamento tra combustibile e comburente. Lo stesso tipo
di effetti di taglio si possono creare in flussi turbolenti per effetto di forti
gradienti di velocit.
Vediamo leffetto della turbolenza su una reazione termica in un reattore
PLUG-FLOW.

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Consideriamo come varia la velocit media di reazione rispetto alla velocit
calcolata in corrispondenza dei valori medi delle propriet.
Nei reattori a flusso si misurano le medie temporali delle concentrazioni e delle
temperatura e le derivate sono calcolate sulla base di queste quantit. Solo con
sistemi ottici o con termocoppia a risposta molto veloce possibile misurare i
valori istantanei delle quantit e le loro fluttuazioni nel tempo.
Indicando con Yi la frazione in massa dei reagenti la derivata frazionale di un
reagente si pu scrivere nella forma:
.

w = k n 1Yi n = Ae E / RT ( P / R) n1T 1 nYi n

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La variazioni istantanea di velocit data da:

d w = A( P / R) n 1 ( E / RT 2 ) e E / RT T 1 nYi n dT +
.

+(1 n)T n e E / RT Yi n dT +
+ n e E / RT T 1 nYi n1dYi
.

d w = ( E / RT ) w (dT / T ) + (1 n) w(dT / T ) + w n (dYi / Yi )


ovvero
.

d w/ w = { E / RT + (1 n)} (dT / T ) + n(dYi / Yi )

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Per molti idrocarburi lordine globale della reazione uguale a due. Lenergia
di attivazione prossima a 40kcal/mol e la temperatura di fiamma circa
2000K. Pertanto:

E / RT + (1 n) 9

La variazione di temperatura quindi il fattore dominante. Poich leffetto


della temperatura proviene dalla costante di velocit specifica di reazione, il
problema si riduce a stabilire se la costante di velocit media pu essere
rappresentata dalla costante di velocit stimata in corrispondenza della
temperatura media.
Nellipotetico problema semplificato si assume inoltre che la temperatura T
fluttua nel tempo intorno ad un valore medio rappresentato da:
_

T (t ) / T = 1 + an f (t )
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In questa relazione an rappresenta lampiezza di fluttuazione e f(t) una
funzione generica del tempo tale che:

1 f (t ) 1
_
1
T = T ( )dT

T(t) pu essere considerata composta da una componente media e una


fluttuazione intorno al valore medio T. Ignorando la dipendenza dalla
temperatura nel termine pre-esponenziale si scrive la costante istantanea di
velocit come:

k (T ) = A exp( E / RT )
E la costante di velocit calcolata alla temperatura media:
_

k (T ) = A exp( E / RT )
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_

_
T

k (T ) / k (T ) = exp ( E / RT ) 1
T

Dividendo membro a membro:

Per piccole fluttuazioni:

T
1 = [ an f (t )] / [1 + an f (t )] an f (t )
T

Lespressione
della velocit media si scrive:
______

k (T )

k (T )
=

k (T )

dt =

k (T )

exp _ an f (t ) dt =
0

RT

E
1
1 +
an f (t ) + _ an f (t ) + ...dt
_

2 RT

RT

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Poich:

Per cui:

f (t )dt = 0
1

______

a 2 n f 2 (t )dt

1 E

1
+
a
_
_ n
2
k (T )
RT
k (T )

_____

k (T ) k (T )
_

k (T )

a2n

1 E
_ an
2 RT

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0 f 2 (t ) 1

ovvero
2

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Se lampiezza delle fluttuazioni di temperatura dellordine del 10% della
temperatura media, si pu assumere an 0.1 e se le fluttuazioni si
considerano sinusoidali, allora:

Per lesempio considerato:

sin 2 (t )dt =

1
2

1 40000 0.1 2 1
1 E
= _ an =
=
4 RT 4 2 2000 4

Quindi esiste un 25% di differenza tra i due valori della costante di velocit.

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Invece di una semplice fluttuazione , il risultato potrebbe essere migliorato
assumendo una pi appropriata funzione di distribuzione di T.
Lesempio scelto, comunque, anche con le sue assunzioni spiega bene il
problema. In genere, si scelgono distribuzioni di probabilit che vedremo dopo.
Se la temperatura e le concentrazioni sono correlate, lespressione della
velocit di reazione diventa molto complessa.

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Variabili decomposte in una parte media ed una fluttuante

Parte fluttuante per definizione a media nulla

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Diverse definizioni di media possibili

Media di insieme

Media spaziale

la pi generale possibile

Turbolenza omogenea isotropa

Media temporale

Flussi statisticamente stazionari

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CARATTERIZZAZIONE DELLA TURBOLENZA
In molti flussi possibile definire una sola velocit caratteristica U e una scala
di lunghezza caratteristica L del dispositivo in cui avviene il flusso. Ad
esempio nel caso di moto turbolento in un cilindro L il diametro e U la
velocit macroscopica ovvero quella che garantisce lo smaltimento della
portata.
Inoltre, esisteranno una densit 0 e una temperatura T0 di riferimento
corrispondenti alle condizioni del gas non combusto. Quindi, possbile
definire una viscosit cinematica 0=0/0 dove 0 la viscosit dinamica alla
temperatura caratteristica T0. Il numero di Reynolds del sistema Re=UL/0.
N.B. la viscosit cinematica allincirca proporzionale a T2 per cui triplicando
la temperatura il numero di Reynolds si riduce di un ordine di grandezza per
cui il rilascio di calore in combustione smorza ogni fluttuazione turbolenta. La
viscosit inversamente proporzionale alla pressione e siccome le variazioni di
pressione sono piccole leffetto della pressione molto minore rispetto a quello
della temperatura.
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Definita lenergia cinetica turbolenta come il valor
medio dei quadrati dei moduli
______
del vettore fluttuazione di velocit:

1 2
k = u '
2

calcolata in un punto di riferimento (0) k0

1
2

lintensit della turbolenza si pu valutare come: k0 U oppure U '/ U


dove U si pu considerare un valore quadratico medio della fluttuazione
turbolenta di velocit: U ' = 2k
0

Per cui si ha:

U '/ U << 1

turbolenza debole

U '/ U 1

turbolenza intensa

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Cascata di energia nel flusso turbolento:

Energia fornita al moto medio alle grandi scale


Energia trasferita alle piccole scale (fluttuazioni)
Energia dissipata alla scala molecolare

Sebbene esista una distribuzione continua di scale di lunghezza associate alle


fluttuazioni turbolente di velocit e di variabili di stato, conveniente
focalizzare lattenzione su alcune lunghezze estreme che determinano
effetti separati sui flussi turbolenti.
Queste scale si definiscono in relazione alle fluttuazioni di velocit ma valgono
anche per le grandezze scalari.

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Scala integrale l0 caratteristica dei vortici di dimensione pi grande e
bassa frequenza che si possono avere nel sistema (lunghezza oltre la
quale le diverse quantit fluidodinamiche risultano non correlate).
Questa lunghezza dellordine di L e pu essere utilizzata insieme a U
per definire il numero di Reynolds turbolento:

Ret = U ' l0 / 0
I valori pi grandi di tale numero si ottengono con turbolenze intense,
turbolenze a larga scala, e piccoli valori della viscosit cinematica prodotti, ad
esempio da basse temperature o alte pressioni. Normalmente Ret>Re

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Lunghezza di Kolmogorov lk. In pratica la dimensione minima

che pu avere un vortice nel sistema oltre la quale gli effetti di


dissipazione molecolare sono tali da distruggere il vortice non appena si
forma.
Per tali vortici si definisce la velocit di dissipazione dellenergia cinetica

turbolenta che deve essere pari alla velocit con cui lenergia viene trasferita dai vortici
2
2
3
pi grandi:
dk (U ') (U ') (U ')

0 =

dt

l0
U'

l0

Poich alle piccole scale l0 e U non hanno effetto e gli unici parametri rilevanti sono la
viscosit cinematica e la velocit di dissipazione, componendo queste due variabili
possibile avere dimensionalmente una lunghezza scegliendo:

3
lk =
0

(cm 2 / s )3
=

2
2
(cm / s ) / s

1/ 4

1/ 4

cm6 / s 3
= 2 3
cm / s

1/ 4

= cm4

= [cm]

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Lunghezza di Taylor o microscala. Si tratta di una lunghezza
intermedia tra le due precedenti che rappresenta la dimensione oltre la quale si
generano tensioni di taglio in un flusso viscoso. Questa scala pu essere costruita
considerando come parametri fondamentali lo sforzo e le forze viscose:

1/ 2

U '

l0

N.B le tre scale sono legate tra loro dalle seguenti relazioni. Allaumentare del
numero di Reynolds turbolento le due distanze estreme l0 e lk si allontanano.

lk =

l0

( Ret )

3/ 4

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l0

( Ret )

1/ 2

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Per studiare leffetto della turbolenza sulla combustione necessario confrontare queste
tre scale con la dimensione caratteristica della propagazione della fiamma che pu
rappresentata dallo spessore della fiamma premiscelata L. In realt la scala
caratteristica da considerare quella della regione di preriscaldamento che molto
pi grande rispetto alla zona di rapido rilascio del calore (zona ad alta temperatura).
1/ 2


L .

w

cm 2 / s

S L cm / s

Il tempo caratteristico della reazione di combustione rappresentato da:

c = . =

w

L
SL
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L < lk
lk < L <
< L < l0
L < l0

fiamma frastagliata
fiamma molto frastagliata
fiammelle nei vortici
fronte distribuito

Turbulence

Si ha quindi:

Flame propagation
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Per confrontare il tempo caratteristico di combustione con le lunghezze caratteristiche
della turbolenza si pu definire unna lunghezza chimica U ' c
Il rapporto tra la scala integrale l0 e questa lunghezza chimica si chiama NUMERO DI
DAMKHLER (Da):

Da =

l0

= m con m tempo di miscelamento


U ' c c

se esiste una struttura di fiamma:


lS
Da = 0 L
U ' L
Per grandi valori di Da la reazione chimica molto veloce (il tempo di reazione breve)
e si ottengono fiamme corrugate di vario tipo. Se Da piccolo, la chimica lenta e
si ottengono flussi di tipo WELL-STIRRED.
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Altri numeri adimensionali importanti nello studio della combustione turbolenta:
NUMERI DI FRANK-KAMENETSKII

FK1=
FK2=

Qp
c pT f
Ta
c pT f

con Q p rilascio chimico di calore e Tf temperatura di fiamma


con Ta temperatura di attivazione = E a /R

Quando FK1 grande le reazioni chimiche hanno un forte effetto sulla turbolenza.
Quando FK2 grande la velocit di reazione dipende fortemente dalla temperatura. Al
crescere di FK2 si riduce lo spessore della regione in cui avvengono le reazioni
chimiche. Quindi, indipendentemente dal valore di Da se FK2 grande, la fiamma
si sviluppa in strati ritorti sia nel caso premiscelato che nel caso non premiscelato.
Nelle fiamme premiscelate lo spessore della regione di reazione dellordine di
L/FK2
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La presenza stessa delle fiamme in
realt altera la turbolenza. Se si instaura
un flusso turbolento nel tubo del becco
Bunsen gli effetti della temperatura
sulla viscosit sono tali da creare una
struttura di fiamma perfettamente
laminare.
In modo analogo, possibile ottenere
una fiamma frastagliata in un flusso
perfettamente laminare facendo
oscillare un filamento vicino alla
superficie della fiamma (figura).

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In genere i flussi turbolenti generano fiamme frastagliate che per appaiono continue e
spesse. Se queste sono analizzate istantaneamente si pu osservare la struttura della
superficie. Se invece una media nel tempo si ottiene un fronte di fiamma molto spesso
che quello visibile ad occhio nudo. Lo spessore apparente della zona di fiamma
correlato alla scala di turbolenza.

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Nelle fiamme turbolente sul becco Bunsen si verificato che la componente assiale
della velocit media rimane costante allontanandosi dalluscita del bruciatore lungo
lasse mentre allontanandosi dallasse la componente media della velocit aumenta
allaumentare dellaltezza. La componente radiale centrifuga aumenta con la distanza
dallasse e raggiunge il valore massimo al di fuori della fiamma. Entrambe le
componenti della fluttuazione di velocit mostrano una forte variabilit in tutta la zona
di fiamma mostrando picchi e avvallamenti che indicano la presenza di zone in cui la
turbolenza intensificata e zone in cui distrutta.
In tutte le fiamme si manifesta un forte aumento della velocit quando il gas entra nella
zona dei gas combusti; infatti, il rilascio dei calore pu indurre la turbolenza a causa
delleffetto di taglio.
Consideriamo il caso di una fiamma turbolenta stabilizzata in un condotto. Quando i gas
freschi entrano nella zona di fiamma la loro velocit aumenta considerevolmente per
effetto dellaumento di temperatura dovuto al rilascio di calore. Questa accelerazione
doppia lungo lasse per cui le linee di corrente appaiono deflesse rispetto alla fiamma.

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La crescita di una turbolenza assiale nella zona di fiamma attribuita al gradiente medio
di velocit prodotto dalla combustione e quindi agli effetti di taglio.
N.B. La velocit laminare di fiamma una propriet univoca di una miscela e dipende
dal rapporto aria combustibile. La velocit di fiamma turbolenta, invece, anche
funzione delle caratteristiche del flusso e della configurazione sperimentale per cui
molto difficile correlare i dati ottenuti nei diversi studi sperimentali.
Man mano che un campo di flusso diventa turbolento per una fissata configurazione
sperimentale, la velocit di consumo della massa di miscela (e quindi la velocit di
rilascio del calore) aumenta. Pu essere quindi conveniente definire la velocit
turbolenta ST come il flusso medio per unit di area (in un sistema di coordinate solidale
al campo di moto medio della fiamma) diviso per la densit dei gas non combusti 0.
Poich la zona di fiamma spessa e curva la scelta dellarea considerata per definire la
velocit turbolenta ha una forte influenza sullaccuratezza della misura di ST.
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Si possono fare delle considerazioni generali sulla velocit turbolenta:
ST>SL in quanto la turbolenza aumenta la superficie della fiamma aumentando la
velocit di consumo dei gas freschi;
ST aumenta allaumentare dellintensit della turbolenza a monte della fiamma con
un andamento allincirca lineare:
ST non influenzata dalla scala della turbolenza;
In fiamme aperte la variazione di ST con la composizione simile a quella della
velocit laminare e mostra un massimo in corrispondenza del rapporto
stechiometrico. Per questo motivo i dati sulla velocit di fiamma sono riportati
come rapporto ST/SL ;
In bruciatori a condotto ST aumenta proporzionalmente alla velocit macroscopica
del flusso a monte ma non dipende dalla turbolenza e dalla composizione dei gas
freschi; questi effetti possono essere dovuti allinfluenza dominante della turbolenza
generata dalla fiamma rispetto a quella iniziale del flusso.

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La definizione utilizzata per la fiamma turbolenta comoda anche nel caso di fiamme
laminare non stazionarie e fiamme oblique.
FIAMMA PIANA OBLIQUA
A causa dellaumento di velocit richiesto dalla conservazione della portata una linea di
corrente che attraversa una fiamma obliqua viene deflessa verso la direzione della
normale alla superficie della fiamma.
Il vettore velocit si pu decomporre in una componente normale e una componente
tangenziale:

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A causa del rilascio del calore (che fa diminuire la densit) per conservare la portata
necessario che ci sia un aumento della componente normale dal lato dei gas
combusti mentre la componente tangenziale rimane la stessa. Una conseguenza
della velocit tangenziale che gli elementi fluidi posti sulla faccia della fiamma si
muovono lungo tale superficie. Se la superficie curva i punti adiacenti che si
muovono lungo la superficie possono spostarsi ulteriormente lontano (FLAME
STRETCH) oppure possono avvicinarsi (FLAME COMPRESSION).

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Una fiamma obliqua si incurva se la velocit del flusso entrante nella zona di fiamma
varia nella direzione perpendicolare y alla direzione del flusso stesso. Strehlow ha
dimostrato che il fattore di stiramento di Karlovitz (K1) approssimativamente
uguale al rapporto tra lo spessore della fiamma L e la curvatura della fiamma.
Inoltre, un eccessivo stiramento della zona di fiamma pu portare allo spegnimento
locale.

K1

L U
U y

Klimov e Williams hanno analizzato la propagazione laminare di fiamma in un flusso in


cui sono presenti gradienti di velocit in termini di un fattore generale di stiramento
dove rappresenta larea di un elemento di superficie e L/SL una misura del
tempo di transito dei gas attraverso la zona di fiamma.

K2

L 1 d
S L dt
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In caso di stiramento (K2>0) lo spessore della fiamma si riduce e aumenta il consumo di
reagenti per unit di area. Per K2>>0 si pu avere lestinzione.
Nel caso di compressione (K2<0) lo spessore della fiamma aumenta e si riduce il
consumo. Questi risultati sono importanti per le fiammelle laminari presenti in
strutture turbolente.
Per capire la distruzione delle zone di fiamma laminare necessario considerare i
concetti di instabilit idrodinamica. Se su una fiamma laminare si genera una
piccola curvature, la linee di corrente che si avvicinano alla fiamma possono
convergere oppure divergere:

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Se non si generano increspature la velocit laminare di fiamma sar uguale alla velocit
dei gas freschi a monte della fiamma (U0).
Considerando due linee di corrente a monte superiori si pu notare che a causa
dellincrespatura del fronte di fiamma la velocit normale alla fiamma sar minore di U0
per cui le linee di corrente divergeranno appena entrano nel fronte di fiamma. A causa
della continuit della portata tra le linee di corrente la velocit dei gas non combusti al
fronte deve diminuire per effetto dellaumento di superficie.
Poich SL ora maggiore della velocit dei gas freschi la fiamma si muove
ulteriormente a valle e le increspature si accentuano.
Un altro effetto sullincrespatura si ha a causa della diffusione nel caso in cui Le>1
(diffusivit di massa maggiore di quella termica). In queste condizioni la velocit con
cui i reagenti si diffondono nella zona di fiamma maggiore rispetto a quella del calore
che si diffonde dalla zona dei gas combusti a quella dei gas freschi. Pertanto, la velocit
di fiamma aumenta e le increspature si muovono a valle intensificandosi.
Leffetto la rottura della fiamma in strutture caotiche.
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Combinando lintensit della turbolenza (U) con le tre scale possibile definire:

Rel =

U ' l0

Re =

U '

Re k =

U ' lk

Utilizzando il numero di Damkhler, i tre numeri di Reynolds e i tre rapporti:

l0

l0
lk

Si ottiene il grafico che consente di stabilire in quali condizioni possibile avere una
fiamma laminare in un flusso turbolento. Infatti, una fiamma pu essere stabile per
disturbi con lunghezza donda sufficientemente piccoli ma si possono avere effetti di
taglio molto forti che possono portare allestinzione.
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Flussi turbolenti
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Dalle soluzioni delle equazioni della fiamma laminare con uno sforzo di taglio imposto
Klimov e Williams hanno dimostrato che una fiamma che si propaga pu esistere solo
se il fattore di stiramento K2 minore del valore critico 1. Questo fattore si pu
esprimere in funzione del rapporto tra lo spessore di fiamma e la scala di Kolmogorov
nel seguente modo:

1 d U '

dt

SL

lk = l0 / ( Re )

K2

3/ 2
2
2
l0 = lk ( Re )
3/ 4

L U '
SL


K2 = L
lk

L2 U ' L2 U '
=
( Rel

l0

1/ 2

L2
l0

( Re )

3/ 2

l0

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La relazione trovata consente di affermare che possibile
ottenere una fiamma laminare in un flusso turbolento se
lo spessore della fiamma pi piccolo della scala di
Kolmogorov. La linea evidenziata in figura rappresenta
la condizione K2=1 ed costruita in questo modo:
K2


K2 = L
lk

L U ' U ' U ' U '


1 (U ') 2
2
2
2
1
SL
SL
S L U ' S L Re
2

U'

U '
Re
L
= 1 Re = 1;

U'

= 10

Re = 100;

Per gli altri numeri di Reynolds


4

Re k = Re = Re l
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Flussi turbolenti
e fiamme turbolente
Nella zona celeste il
criterio di Klimov e
Williams soddisfatto e
pu esistere una fiamma
frastagliata. Questa
regione include sia
valori alti che bassi dei
numeri di Reynolds ma
i valori del numero Da
sono fondamentalmente
alti.

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Flussi turbolenti
e fiamme turbolente
Nella zona gialla i gradienti di
velocit sono cos intensi da
distruggere la fiamma laminare. In
questa regione U>SL e Da piccolo.
Per valori alti del numero di Reynolds
possibile entrare in questa zona solo
per valori molto alti dellintensit di
turbolenza: U>>SL
Si tratta della regione di fiamma
distribuita in cui i reagenti e i prodotti
si trovano uniformemente dispersi in
tutto il fronte di fiamma.
Le reazioni sono cos veloci che la
miscela fresca vicina al lato combusti
della fiamma brucia completamente
prima di abbandonare il fronte di
fiamma

La combustione

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Flussi turbolenti
e fiamme turbolente

m
c

Ka = c
k
Da =

La combustione

numero di Damkhler
numero di Karlovitz

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Flussi turbolenti
e fiamme turbolente
Come gi precisato la velocit di fiamma turbolenta non una
propriet della miscela ma dipende dalle propriet del flusso
turbolento e dal metodo di stabilizzazione della fiamma. Inoltre, la
fiamma turbolenta appare spessa ed esiste una notevole differenza
tra larea di fiamma calcolata dal lato dei gas freschi e dal lato dei
gas combusti. Nel cercare di quantificare la velocit turbolenta,
Damkhoeler ha assunto che:
- La turbolenza debole e su larga scala produce una distorsione
della fiamma laminare;
- La turbolenza intensa e su piccola scala influenza la diffusione
delle specie e quindi le propriet di trasporto della miscela
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Flussi turbolenti
e fiamme turbolente

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La combustione

Flussi turbolenti
e fiamme turbolente
Effetto della turbolenza su larga scala
Per effetto della distorsione della fiamma aumenta larea di
fiamma ma non modifica le propriet di diffusione della miscela
per cui si pu assumere che la velocit di fiamma laminare
rimanga invariata e che laumento della velocit di fiamma sia
proporzionale allaumento della superficie:

ST AL
=
S L AT

Dove AL la superficie della fiamma laminare contenuta nellarea


della fiamma turbolenta il cui valore medio AT.
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Flussi turbolenti
e fiamme turbolente
Effetto della turbolenza su larga scala
Il rapporto delle aree pu essere approssimato come:

U'
AL
= 1+ 0
AT
SL

U'
ST
= 1+ 0
SL
SL

ST = S L + U '0

Interpolando i risultati sperimentali con correlazioni


semiempiriche, invece, si sono trovate le seguenti espressioni:

U'
ST
= A 0 +B
SL
SL

ovvero

ST
= A Re + B
SL

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Flussi turbolenti
e fiamme turbolente
Per i motori si pu assumere

u'
ST
= 1 + 4.5
SL
SL

0.7

u'
ST
= 1 + 2.2
SL
SL

0.7

u'
ST
= 3.5
SL
SL

0.7

N.B. la velocit turbolenta dipende


dallintensit della turbolenza ma il
legame fortemente influenzato
dalla tipologia del motore per cui
non possibile individuare una
relazione univoca

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