Sei sulla pagina 1di 6

72

Speleo SUB...entrati a Rio Martino:


il sifone
Grotta di Rio Martino 1001 PiCn (Crissolo - CN)
RIASSUNTO e la risorgenza delle acque ipogee. Per questo
di
Maurilio Chiri Una grotta apparentemente semplice, meta da motivo la percorrenza avviene, contrariamente
Speleo Club Saluzzo secoli di frequentazioni umane, ha tutt’oggi un al solito, in salita. Dopo una prima parte di
"Francesco Costa"
C.A.I. sez. Monviso nodo da sciogliere: il sifone “terminale”. Ge- grotta sub-orizzontale lunga 767 m, a contatto
Ettore Ghielmetti
G.S.Bi. - C.A.I.
nerazioni di speleologi hanno cercato, invano, col torrente sotterraneo, si raggiunge la base di
il passaggio aereo che consentisse di aggirare un salone, dalla cui sommità precipita l’acqua
l’ostacolo. Tutti i dati in nostro possesso ci originando una cascata di oltre 40 m d’altezza:
fanno sognare nuove esplorazioni oltre l’acqua. il Pissai. Una via fossile lunga poco più di 100
Per questo motivo, dopo alcuni sporadici ten- m, “Via dei Saluzzesi”, conduce ai rami superiori
tativi in passato, non risolutivi, quest’anno si e quindi al sifone “terminale”, da cui prende
è riprovato… origine l’acquifero principale. La grotta termina
con le regioni di Sala Rossa a +174 m di dislivello
dall’ingresso. Lo sviluppo (spaziale) della cavità
finora rilevato è di 3600 m.

DA SAPERE
Rio Martino si trova inclusa nel Parco del Po
Cuneese dal 1990. La Grotta, per la sua grande
rilevanza ecologica, è stata riconosciuta Sito
di Importanza Comunitaria (SIC). Essa, infatti,
ospita almeno sette diverse specie di chirotteri
(pipistrelli) che utilizzano abitualmente la cavità
nel periodo di “letargo” invernale. Per evitarne
il disturbo antropico, da novembre a marzo,
l’accesso è regolato dalla Prescrizione Regionale -
Settore Pianificazione Aree Protette - Prot. 1177
del 03/06/2008 - Comune di Crissolo. A partire
dal 2001, attivando il “Progetto Rio Martino”,
l’Associzione Gruppi Speleologici Piemontesi
(AGSP) ha consentito di ampliare e approfondire
Ingresso della Grotta INTRODUZIONE le conoscenze della grotta dal punto di vista
di Rio Martino La Grotta di Rio Martino è una delle cavità più geologico, idrologico, meteorologico, faunistico
foto E. Ghielmetti
conosciute e visitate della nostra regione. Ubica- ed esplorativo.
ta in alta valle Po si sviluppa nei calcari e calcari
dolomitici appartenenti alla Zona Piemontese. STORIA DELLE ESPLORAZIONI
L’area assorbente, caratterizzata da una coltre Si parlerà di acqua… che entra da qualche parte,
detritica di origine morenica, si trova a una nel monte, lo attraversa internamente e poi esce
quota compresa tra 1900 e 2200 m, nel settore e si riversa, gelida, nel Po… Ma soprattutto si
racchiuso tra il Monte Granè e Punta Gardetta. parlerà di persone, amici, che condividono idee,
L’ampio portale d’ingresso, situato a 1530 m sogni e obiettivi…
(0), rappresenta il punto più basso della cavità Le prime testimonianze scritte sulla visita della
73

Grotta di Rio Martino risalgono al XVII secolo. Gelidi preparativi in


esterno
Tra il ‘700 e l’ottocento si susseguono frequen-
foto E. Ghielmetti
tazioni da parte di studiosi, personaggi illustri
e nobili, in particolar modo di Casa Savoia. Sul
finire dell’ottocento il CAI di Torino attrezza
un percorso a uso “turistico” con passerelle e
scalini scavati nella roccia. Nel 1907 è affidato
alle guide C. e G. Perotti, di Crissolo, il compito
di risalire la cascata del Pissai: con un’aerea
struttura di scale e ballatoi di legno raggiungono
i 32 m d’altezza. Qualche anno dopo si riesce
a “conquistare” la sommità del grande salone.
Bisogna però attendere la metà del ‘900 per
trovare le prime ricerche speleologiche ed esplo-
rative vere e proprie: sono i torinesi del GSP, che
oltrepassando il limite fino allora conosciuto, in
cima alla cascata, intercettano nuovamente la via
dell’acqua. 1961, i saluzzesi del GSS “F. Costa”
esplorano il ramo fossile che, evitando le ormai
pericolanti “scale Perotti”, conduce alla sommità
del Pissai. Nel 1963, sempre i saluzzesi, orga- zione delle esplorazioni delle zone alte, diventa
nizzano il campo sotterraneo “Operazione R.M. a questo punto il superamento del sifone “termi-
63” in collaborazione con varie università (una nale”. A tale scopo, nel 1986, i pinerolesi del GGP
tra le prime esperienze del genere, al mondo). iniziano a perlustrare le pareti di Sala Rossa per
Come spesso accade, specialmente nelle grotte cercare di by-passare in qualche modo, per via
molto frequentate, anche a Rio Martino molte aerea, il sifone stesso. L’entusiasmo era suppor-
sono state le persone che per i più svariati tato dagli esiti delle colorazioni, effettuate dai
motivi, esplorazioni, studi, escursioni, accom- torinesi, che confermavano la presenza di nuovi
pagnamenti didattici, ecc…, si sono susseguite vuoti oltre l’acqua. Purtroppo niente by-pass. In
al suo interno, ma poche sono le testimonianze quell’occasione però furono comunque esplorate
scritte e i resoconti. Proveremo qui a fare una nuove zone della grotta. Negli anni seguenti le
sintesi dei fatti salienti accaduti dal 1970 in poi. uscite si sono diradate e in quei luoghi è tornato
In quegli anni, mentre l’interesse della speleo- a regnare il buio.
logia piemontese si sposta nelle più importanti Siamo ormai nel secondo millennio quando M.
aree carsiche d’Italia (Marguareis, Apuane, Chiri diventa il motore di nuovi tentativi, com-
ecc…), alcuni irriducibili, tra cui W. Zinzala e piendo, con speleo di Coazze e di Pinerolo, risa-
C. Curti, proseguono nelle risalite di Toninelli. lite sulla parete verticale sovrastante il sifone:
Gli obiettivi sono il “Ramo delle Pietre Verdi” e
il “Cunicolo Anomalo”. I loro lavori li porteranno … si risale in artificiale per circa 12 m fino a
a esplorare le zone più alte rispetto all’ingres- raggiungere una galleria piena di fango e detri-
so. Tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80, ti: siamo sulla verticale esatta del sifone. Non
notizie tratte dai bollettini dei gruppi speleo, basta. Ritorniamo in quattro: due pinerolesi e
si susseguono punte esplorative nelle zone della due francesi. Iniziamo il traverso che porta alla
“Zampa d’Elefante”, della “Sala Rossa” e dei partenza dello stillicidio che alimenta l’acquifero
“Rami di John”. sottostante. Non riusciamo a finirlo. Usciamo.
Siamo verso il 1985 quando i torinesi lasciano Il terzo tentativo è quello buono: esploriamo
il campo ai cuneesi del GSAM coadiuvati da ingordi, famelici e veloci fino al termine della
altri speleo provenienti dai più svariati gruppi forra ascendente e dei materiali. Usciamo. Il
piemontesi: Talpe Rosse di Villar Perosa, Gruppo punto raggiunto si trova 30 m sopra il sifone
Speleo Frejus e Gruppo Grotte Pinerolo. È di que- ma purtroppo in direzione sbagliata. La punta
sto periodo l’esplorazione del ramo denominato successiva ravaniamo in frana finché si passa: la
“Uretra di Giovanni”. Cruciale, per la continua- direzione stavolta è giusta. Percorriamo in discesa
74

ANTEFATTI: IL SIFONE “TERMINALE”


Il sifone della Grotta di Rio Martino, come si
evince dagli scritti storici, ha rappresentato e
continua a rappresentare un nodo cruciale per
la continuazione delle esplorazioni. I tentativi
effettuati dal GSP negli anni ’58, ’60 e ’61,
portarono, dopo otto prove, all’osservazione del
primo tratto sommerso: furono percorsi 27 m di
sviluppo per 6 m di profondità e, al ritorno, fu
rilevata la presenza di un secondo sifone.
Dobbiamo poi aspettare fino al 2002 quando
il Gruppo Speleologico Valli Pinerolesi (GSVP),
nell’ambito del “Progetto Rio Martino”, organiz-
za una nuova immersione coinvolgendo alcuni
speleologi di Varallo, tra cui lo speleo-sub Paolo
Testa: la sua immersione porterà il limite delle
esplorazioni a uno sviluppo di circa 60 m per
una profondità di 11 m.
Il commento di tutti è sempre lo stesso: con-
tinua!
I due speleo-sub un meandro bagnato fino ad arrivare su un pozzo Passano gli anni ma il tarlo dell’oltre sifone rima-
A. Cavedon e A.
che attrezziamo e scendiamo. Saletta – ancora ne vivo nelle menti dei vecchi speleo piemontesi.
Eusebio
foto E. Ghielmetti meandro – un saltino e… fine dei giochi. Di là di Nel frattempo un’ensemble di amici consolida i
una strettoia si sente però il rumore di un arrivo rapporti, affina le tecniche e matura esperienze:
d’acqua, non si passa. Usciamo. Successive punte gli piace l’idea Sintu, il fatto cioè di non sentire
a disostruire non portano nulla di nuovo. Il gruppo legami di appartenenza a un singolo gruppo ma
di Coazze farà alcune sporadiche uscite di lavoro avere forti motivazioni, sogni e finalità comuni.
alla strettoia ma senza ottenere risultati rilevanti. È così che, nel modo più naturale possibile, nasce
Parallelamente, assieme alle nuove leve, si torna a la voglia di ritentare il superamento di quella
vedere le zone sopra Sala Rossa esplorando parti frontiera d’acqua. Maurilio e i “neo” saluzzesi,
di grotta tralasciate alla fine degli anni ’80. Un con l’appoggio dell’AGSP, si occuperanno della
grande salone è l’ultimo regalo: lo dedichiamo, parte logistica. Tra fine 2008 e inizio 2009 è
su consiglio del Calle, a Flavio Tesi, amico morto attrezzata e disarmata la cavità per ben due
assieme ad altri otto speleo nella tragedia della volte: prima le condizioni meteo e poi una frana
Chiusetta. Ormai è storia recente: ricompattato sulla strada vanificheranno i nostri programmi.
il vecchio gruppo di Saluzzo, i giovani forniscono La determinazione però rimane inalterata.
nuova linfa e i vecchi rispolverano antichi sogni
nel cassetto. È così che con i coazzesi M. Cotto e 18 OTTOBRE 2009
S. Lacaria è vinta la strettoia maledetta. Dall’altra Siamo al terzo tentativo nello spazio di un anno.
parte l’acqua s’infila nuovamente nello stretto. I ragazzi dello SCS “F. Costa” come sempre sono
Risalgo una parete per più di 10 m. Finiscono fantastici per quanto riguarda la parte tecnico-
materiale ed energie. Usciamo. Il nuovo rilievo organizzativa. Il sabato, assieme ad altri speleo
ci dice che la direzione è quella giusta. Torniamo piemontesi, riattrezzano per l’ennesima volta
altre volte con l’aiuto anche di speleo provenienti l’intera cavità. La sera, da Biella, li raggiungiamo
da Biella e da Varallo. La zona è vista scrupolosa- in tre. A Crissolo nevica. La domenica mattina
mente: la risalita chiude e il resto è troppo stretto. il tempo è bello ma nella notte sono scesi circa
Si decide di disarmare tutto. I lavori fatti insieme 15 cm di neve. Il manto bianco rallenta un po’
rafforzano le amicizie e ravvivano gli entusiasmi. le operazioni ma rende il paesaggio unico. Tra
È così che ai “neo” saluzzesi ritorna la voglia di le 8:00 e le 9:00 si radunano al parcheggio della
ritentare per vie subacquee … Spiaggia di Crissolo circa trenta speleologi, tra
Maurilio Chiri, 2010 loro i due speleo-sub: il veneto Alberto Cavedon
75
76

… sono le 16.30 e sono pronto a partire. Attacco


la sagola a uno spuntone esterno e metto la testa
sott’acqua. Fatti appena 2-3 metri la grotta si
restringe e faccio veramente fatica ad avanzare.
Passano diversi minuti prima di riuscire, scavando
sulla sabbia del fondo, a forzare questo passaggio.
Sono pure riemerso per tranquillizzare gli altri che
vedevano le mie luci sempre ferme nello stesso
posto. Il problema ora è che la visibilità è ridotta
a zero… Restando fermo, la leggera corrente e
l’assenza di bolle da parte mia, riesce a pulire
abbastanza e quindi proseguo. La grotta si allarga
consentendomi un passaggio agevole, gira legger-
mente a sinistra e scende su un piano inclinato di
45°. Il fondo continua a essere sabbioso e devo
fermarmi per lasciare pulire l’acqua. Dopo circa
una cinquantina di metri, a 12 m di profondità,
incontro un secondo restringimento e questo mi
sembra più stretto del primo. Mi giro e provo a
scendere con le pinne. Niente da fare, non si pas-
sa! Non voglio dargliela vinta e inizio a scavare
il fondo per facilitare il passaggio. Problema: a
parte la visibilità che si azzera c’è che, essendo
in discesa, tutta la sabbia che sposto è sostituita
da quella che scende da sopra. Dopo innumere-
voli tentativi e ripensamenti mi vedo costretto a
rinunciare giacché sono sorti altri problemi più
importanti: la valvola di carico della stagna e
quella di carico dell’ossigeno sul rebreather sono
bloccate a causa della sabbia. Riemergo parec-
chio deluso per la non riuscita dell’esplorazione
ma, ancora in acqua, prometto ai ragazzi che si
riproverà. Oramai è una sfida aperta …
Alberto Cavedon, 2009

L’immersione è stata compiuta utilizzando, nello


In alto: momenti (Gruppo Grotte Giara Modon di Valstagna), che specifico, un rebreather Voyager in chiuso con
di progressione
effettuerà l’immersione, e il torinese Attilio Eu- diluente aria e con un 7 litri di emergenza in
in grotta, foto E.
Ghielmetti sebio (GSP), di supporto. La movimentazione del aperto. Lo speleo-sub è rimasto in acqua per cir-
Sopra: immersione materiale è assai lunga e impegnativa: prima con ca un’ora. In uscita dalla grotta ci si è mossi più
nel sifone terminale, l’aiuto dei fuoristrada, non senza difficoltà sulla velocemente e comunque siamo giunti all’esterno
foto L. Del
Veneziano. neve fresca, poi a piedi fino all’ingresso grotta. intorno alle 21:00.
Ancora sacchi in spalla fino al Pissai. Con un
paranco è fatto superare ai “bagagli”, che sono CONCLUSIONI
issati fino alla sommità del salone, il dislivello di Dal punto di vista esplorativo è presumibile che
40 m. Da qui con passamano, teleferiche e un po’ Alberto abbia ripercorso quanto visto in prece-
anche a braccia, la carovana raggiunge la “Sala denza dai torinesi e da Paolo, però l’immersione
del Tavolo” dove i sub si cambiano indossando le è servita per calibrare conoscenze e attrezzature
mute. Dopo, in poco tempo, si arriva al sifone. per un prossimo ennesimo tentativo… e chissà
Alberto Cavedon, come da protocollo, entra in che non sia quello buono!
grotta per ultimo intorno alle 11:00. Riassumendo, quindi, le attuali conoscenze ci
dicono che il sifone (quota 1607 m), situato
77

a circa 1350 m e +77 m dall’ingresso, è lungo BALBIANO d’ARAMENGO, ASSOCIAZIONE GRUPPI


circa 60 m e profondo quasi 12 m, ma il bello è SPELEOLOGICI PIEMONTESI, 1993 - Le grotte del
che… continua! Piemonte. Guida per l’escursionismo. - Editrice
Evidenziamo che l’intera operazione è stata Via dalla Pazza Folla, Cassolnovo, Pavia. (Rilievi
documentata attraverso numerose immagini, di f. t. ).
svariati speleo, e la registrazione di un filmato
a opera di Marco Massola del Gruppo Speleo- BERGERONE V., 1974 - Grotta di Rio Martino.
alpinistico “Cinghiali” di Coazze. Variante alpinistica al ramo superiore. - La Rata
Infine è bello pensare che nel futuro, questa Voloira, boll. Speleo Club Saluzzo, 1:11-12.
formula organizzativa “libera”, che nel caso par- CAPELLO C. F., 1955 - Il fenomeno carsico in
ticolare ha messo insieme più di trenta persone Piemonte. Le zone interne al sistema alpino -
di molteplici provenienze nella più completa ar- C.N.R. Centro stud. geogr. fis. S. 10, n. 6. Tip.
monia, induca nei giovani speleologi una nuova Mareggiani, Bologna: 5-140.
visione dell’andar per grotte e li spinga a supe-
rare i confini del “proprio orticello” scoprendo DEMATTEIS G., 1959a - Primo elenco catastale
che, oltre, si aprono spazi immensi e inesplorati. delle grotte del Piemonte e della Valle d’Aosta.
- Rass. speleol. Ital. 11 (4) : 171-179.
RINGRAZIAMENTI
GALLO B., MAROCCHINO N., MAROCCHINO R.,
Un doveroso ringraziamento va a tutti quelli che
1966 - Rio Martino - Ed Tip. R.P.C., Saluzzo (vedi
hanno collaborato per la buona riuscita del pro-
anche edizioni seguenti).
getto, agli speleo-sub Alberto Cavedon e Attilio
Eusebio, all’Associazione Gruppi Speleologici LONGHETTO A., 1975 - Nuove scoperte a Rio
Piemontesi, a Marco Cotto, del Gruppo Speleo- Martino. I parte - Grotte, 55/56: 23-28.
alpinistico “Cinghiali” di Coazze, per - rilievo
in 3D e dati catastali aggiornati - e ai gestori MAGRÌ F., 2007 - La Grotta di Rio Martino (Valle
del Bar Ristorante La Spiaggia di Crissolo per la Po - Piemonte) - Associazione Gruppi Speleolo-
disponibilità da sempre dimostrata. gici Piemontesi.
Un pensiero di gratitudine lo dobbiamo infine
MANZONE P.L. ed altri, 1987 - Grotte, Barme ed
all’amica Manuela Ressa per il prezioso aiuto
Abissi - C.A.I. Cuneo, G.S.A.M., Cuneo.
nella correzione delle bozze.
MARZANO G., TONINELLI G., 1977 - Balma di
HANNO PARTECIPATO Rio Martino... che sorpresa - Grotte, 62:18-20.
In ordine sparso: Manuela Gens, Roberto Reho,
Simona Tribbia, Stefano Lacaria, Laura Sargiotto, SORIA A., 1979 - Le grotte di Rio Martino - Monti
Valter Calleris, Valter Pizzoglio, Luigi Barcellari, e Valli, periodico CAI sez.Torino, XXXIV, 8: 23-24.
Carlo Curti, Laura Ponzi, Chiara Silvestro, Pier-
TESI F., GALLIANO M., 1986 - Nuove esplorazioni
mario, Pietro, Kes, Marco Massola, Marco Cotto,
a Rio Martino - Grotte, boll. G. S. Piemontese
Flavio Ghiro, Massimo Sobrero, Roby Jarre,
CAI-UGET, Torino, 90: 27-29.
Simone Latella, Attilio Eusebio, Dario Bonino,
Alberto Cravero, Alberto Cavedon e Valentina, TESTA P., 2002 - Il sifone terminale di Rio Mar-
Marco Giraudo, Stefania Maruti, Gabriele Morel, tino – Sbarüa n. 2 (speciale speleologia), boll.
Fausto Salvatico, Gabriele Canavese, Eric Rivoiro, CAI sez. di Pinerolo, anno VII, n. 4/2002: 34-35.
Daniele Fringuello, Ettore Ghielmetti, Maurilio
Chiri e Rosanna Giordana. (35) ZINZALA W., 1978 - Rio Martino: nei rami di
John - Grotte, boll. G. S. Piemontese CAI-UGET,
BIBLIOGRAFIA essenziale Torino, 67: 20-21.
A.A.V.V., 2005 - Schegge di Luce. Racconti, sto-
Comune di Crissolo on-line (www.comune.cris-
rie, emozioni di 50 anni di speleologia. – Gruppo
solo.cn.it)
Speleologico Piemontese, Torino.

ASSOCIAZIONE GRUPPI SPELEOLOGICI PIEMONTESI,


1995 - Atlante delle grotte e delle aree carsiche
piemontesi - Regione Piemonte - AGSP, Torino.