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Honduras

IL RITORNO
DI ZELAYA
Un piccolo paese centroamericano, tra i pi poveri dellAmerica Latina, afflitto da un colpo di Stato anomalo sotto molti punti di vista. La giunta golpista non ha ricevuto n consensi n riconoscimenti, n dai
vicini, n dagli Stati Uniti. Persino i golpisti in Venezuela - nel 2002 -, se pur fermati nello spazio di 48
ore, erano stati riconosciuti dalla vicina Colombia e da El Salvador e nessuna condanna da un gran numero di paesi, inclusi USA e Spagna.
Oggi sappiamo - grazie a una dichiarazione dell'ex ministro degli esteri del governo Zapatero, Miguel ngel Moratinos - che il governo Aznar aveva appoggiato il golpe. Anche del coinvolgimento USA esistono molte prove. In questi giorni lex presidente americano e premio Nobel per la pace, Jimmy Carter, dichiara a El Tiempo di Bogot che: non credo vi sia alcun dubbio, nel 2002 gli USA avevano piena conoscenza del golpe, se non una partecipazione diretta. Chvez ha ragione quando si lamenta del comportamento degli Stati Uniti. Il golpe hondureo ha colpito leccentrico presidente Zelaya, un uomo dei ceti
dominanti che a met mandato ha deviato a sinistra, un presidente voluto dalla oligarchia che ha deviato
sulle riforme resuscitando i movimenti sociali nel paese. testo e foto di Simone Bruno e Federico Mastrogiovanni

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8 giugno, Tegucigalpa, allalba. Un manipolo di


soldati irrompe nella casa del presidente Manuel
Zelaya, anche conosciuto come Mel. Zelaya, in
pigiama, viene scortato allaeroporto e da l trasferito
a San Jos, la capitale del vicino Costa Rica.
Il colpo di stato militare portato a termine dal capo
di stato maggiore dellesercito hondureo, il generale
Romeo Vsquez, su ordine delloligarchia del paese.
Dopo il golpe, in mancanza di un vice presidente,
prende il potere Roberto Micheletti, presidente del
Congresso. Micheletti, di origine
italiana, figlio di immigrati italiani fascisti scappati dallItalia negli
anni quaranta per sfuggire al crollo del regime, milita nel Partido
Liberal, lo stesso del presidente
Zelaya, ma non condivide lo spostamento a sinistra di Mel.
Gi in passato Roberto Micheletti,
a soli 18 anni, aveva preso parte a
un colpo di stato militare, mentre
faceva parte della guardia presidenziale. Il golpe successivamente non era andato a buon fine, e Micheletti
prima di farsi eleggere al Congresso ha cambiato la
sua data di nascita nei documenti ufficiali per non
essere collegabile al golpe cui aveva preso parte da
giovane.
Nei primi giorni la repressione dellesercito nei confronti dei sostenitori di Mel molto dura. Alle manifestazioni di protesta risponde lesercito con cariche,
lancio di lacrimogeni e manganellate. Col passare del
tempo la situazione sembra tranquillizzarsi e mentre
Zelaya comincia il giro dei paesi vicini in cerca di

appoggio internazionale, in Honduras la resistenza al


golpe si organizza, anche grazie allaiuto strategico di
alcuni militanti sandinisti, accorsi in aiuto dal Nicaragua.
Zelaya riceve lappoggio da tutta la comunit internazionale, in particolar modo dal presidente dellAssemblea Generale dellOnu, Miguel dEscoto e dal segretario dellOrganizzazione degli Stati Americani (Osa),
Jos Miguel Insulza, oltre che dai presidenti di tutto
il continente.
Le ragioni dellazione violenta da
parte delloligarchia hondurea
vanno ricercate nellavvicinamento
del governo Zelaya a Hugo Chvez, spauracchio di tutte le oligarchie latinoamericane. Formalmente viene contestata la cosiddetta
quarta urna, il tentativo da parte
di Zelaya di proporre un referendum costituzionale per linstaurazione di una assemblea costituente. La quarta urna era di fatto unindagine: vorreste
un referendum per cambiare la Costituzione? recitava. La Costituzione dellHonduras per impedisce non
solo di essere rieletti, ma anche soltanto di proporre
uninchiesta informativa per cambiare la Costituzione.
In base a questi dettami, Zelaya diventa automaticamente un criminale. A questo punto va detto che nella storia della democrazia hondurea la Costituzione,
scritta dalle lites nel 1981 per difendere i propri
interessi, stata cambiata pressoch ogni anno a
seconda delle necessit della classe dirigente, senza che
questo comportasse colpi di stato.

Dopo il golpe, in
mancanza di un vice
presidente, prende il
potere Roberto
Micheletti, presidente
del Congresso.

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Il governo de facto, presieduto da Micheletti, insiste


nella legalit del cambio, eppure n le leggi in vigore,
n la Costituzione del paese prevedono lesilio del presidente in carica in un paese vicino. Un giudice della
Corte Suprema, sotto la pressione della stampa ha
commentato: Voi giornalisti stranieri non capite. Ci
sono evidentemente delle differenze culturali che ci
separano. Abbiamo dovuto portare Zelaya fuori dal
paese perch la sua presenza in Honduras era pericolosa sia per lui che per lordine pubblico.
Llite hondurea ha fatto quadrato intorno a Roberto
Micheletti e al suo governo de facto. Gli industriali,
tutta la stampa e la chiesa cattolica hanno via via
appoggiato i golpisti e giustificato le violenze, il
coprifuoco e gli atti illegittimi di un gruppo di politici e di gran parte dellesercito, disposti a tutto pur di
evitare un pericoloso avvicinamento alla politica chavista del
subcontinente latinoamericano.
LHonduras uno scacchiere dove
gli attori principali in campo non
sono i politici locali e men che
meno il popolo hondureo. Lo
scontro - da guerra fredda - tra
lasse dei governi della nuova
sinistra latinoamericana e le
destre reazionarie appoggiate da alcuni think-tank
conservatori USA e dai governi di Colombia e Messico.

rappresentanza brasiliana viene bersagliato da lanci di


gas lacrimogeni e tossici, fatto oggetto da vari tipi di
sabotaggio - taglio della corrente elettrica e dei cavi
telefonici incluso. Il presidente Lula, rispondendo a
un ultimatum del governo golpista dichiara: non
capisco perch lo continuiate a chiamare governo a
interim, sono usurpatori del potere, sono golpisti e il
governo brasiliano non negozia con i golpisti.
Il bilancio finora di 6 morti e almeno 60 feriti con
colpi di arma da fuoco tra le fila della resistenza contro
il golpe (secondo i dati della resistenza, mentre secondo
lesercito golpista i morti sarebbero solo 3 e i feriti 27).
5 luglio, il primo morto
Il 5 luglio Zelaya aveva gi provato a rientrare in aereo
dal Nicaragua. In quella occasione le strade di Tegucigalpa si erano riempite di manifestanti per il ritorno del loro
presidente. Una manifestazione
pacifica, con momenti di tensione mediati dalla polizia interposta tra manifestanti ed esercito.
Ma allimprovviso, proprio vicino alla pista datterraggio, un
gruppo di militari ha sparato
sulla folla, uccidendo un ragazzo
di 19 anni, Isis Murillo. Laereo di Zelaya non potuto atterrare a causa dei blindati dellesercito sulla pista
e il golpe ha fatto il suo primo morto. Il presidente
della Commissione Nazionale per i Diritti Umani,
Ramon Custodio, uomo delloligarchia, ha affermato
il giorno dopo che probabilmente il giovane Murillo
aveva dei nemici tra i manifestanti e che comunque
lesercito sparava proiettili di gomma. Sul luogo della sparatoria chi scrive - insieme a moltissimi altri
giornalisti - ha potuto contare centinaia di bossoli di
fucile, probabilmente fabbricati negli Stati Uniti, che

Proprio vicino alla pista


datterraggio, un
gruppo di militari ha
sparato sulla folla,
uccidendo un ragazzo
di 19 anni, Isis Murillo

21 settembre, Tegucigalpa
Il presidente legittimo Mel Zelaya riesce a tornare
nella capitale e si rifugia nellambasciata brasiliana,
subito presa dassedio dallesercito golpista e dalla
polizia. Il governo Micheletti, colto di sorpresa, dapprima nega il ritorno di Zelaya, poi manda lesercito e
infine dichiara un coprifuoco ad oltranza. Il presidente
ad oggi assediato nellambasciata, ledificio della

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portano incisa la data di fabbricazione: 1983. Proprio


gli anni delle Contras che dallHonduras entravano
in Nicaragua. Anni di piombo.
Il secondo tentativo stato via terra. Zelaya ha provato, va detto senza molta convinzione, ad attraversare la
frontiera via terra, dalla localit di Las Manos, in
Nicaragua.
Sono stati giorni confusi, in cui il presidente hondureo ha chiamato i suoi sostenitori ad appoggiarlo e a
raggiungere la frontiera con il vicino paese sandinista. Il popolo di Zelaya si aspettava unazione decisa,
un gesto di coraggio da parte di un leader che ora si
dichiara di sinistra, ma che ha sempre fatto parte
delloligarchia. Zelaya durante le settimane passate
vicino alla frontiera si dimostrato pi un populista
che un coraggioso, e, stanchi delle sue indecisioni, i
sostenitori sono tornati in Honduras con la coda tra le
gambe, in un paese in cui, dopo che si sono spenti i
riflettori internazionali, la repressione si fatta molto
pi dura, grazie anche alla minore pressione dei media
internazionali, che per alcune settimane hanno oscurato ci che accadeva in Honduras.

Durante il golpe in Venezuela nel 2002 la situazione


era molto diversa, i mezzi di comunicazione facevano
la fila per intervistare il neo-dittatore Carmona, primi
tra tutti Cnn en espaol, El pas e il Washington Post.
La Osa tentennava, divisa tra il riconoscere il golpe o
condannarlo. Ricorda Jorge Varelo, al tempo ambasciatore venezuelano presso la Osa: La Osa vacillava,
durante le consultazioni informali del 12 e del 13
aprile, a Washington, cerano pressioni per riconoscere
il governo golpista, volevano applicare larticolo 17 de
la Carta Democratica Interamericana. Arrivarono
anche a proporre di cacciarmi, dato che rappresentavo
un governo non pi al potere in venezuela.
La Osa alla fine decide di condannare il golpe e ci
avviene mentre ormai le proteste dei venezuelani sono
inarrestabili ed chiaro come il ritorno del presidente
Chvez sia solo questione di ore.
La vicenda Honduras sotto tuttaltro segno. Nessun
governo riconosce la giunta golpista, la Osa condanna
subito il colpo di stato e perfino la reazionaria Colombia non riesce a congratularsi apertamente con Micheletti. In tutto il mondo gli ambasciatori che non

Questa massa in movimento ha deciso di presentare un candidato alle


appoggiavano Zelaya sono stati espulsi, ultimo della
lista Delmer Urbizo, rappresentante dellHonduras
presso lOnu a Ginevra, espulso dopo la richiesta di
Cuba, Argentina e Brasile. Durante lesilio, sono stati
molti gli incontri diplomatici tra Zelaya e i presidenti
del subcontinente che hanno reiterato il loro appoggio. Il presidente del Costa Rica, il premio Nobel per
la pace Oscar Arias, si proposto come mediatore per
raggiungere un accordo tra le parti. Il 22 luglio stato presentato il cosiddetto Accordo di San Jos, in
cui si stabilisce il rientro in patria del presidente
legittimo, una sostanziale amnistia generale per i reati
politici, sia per i golpisti che per Zelaya, che ha,
secondo il governo de facto, violato la Costituzione, e
la rinuncia da parte di Mel alla riforma costituzionale.
Laccordo non stato sottoscritto dal governo golpista
di Micheletti, che ha rifiutato il rientro da presidente
di Zelaya e lamnistia per reati politici.
Anche Cnn in spagnolo, controllata da un gruppo di
profughi cubani, non ha potuto gridare la sua gioia
apertamente, ma il suo tentennare ha spinto i telespettatori di tutto il mondo a sintonizzarsi sulla catena
televisiva sudamericana Telesur, che ha trasmesso in
maniera esemplare le fasi e le vicende del golpe per

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settimane, nonostante le minacce e le espulsioni dei


suoi giornalisti.
Gli Usa hanno dichiarato per voce del Dipartimento
di Stato di aver sospeso lerogazione di visti agli hondurei, come forma di pressione contro il governo golpista, insieme a alcune misure economiche.
Il paese isolato, leconomia ferma, ma i golpisti
non hanno alcuna intenzione di mollare la presa.
Vogliono arrivare alle elezioni di novembre - tecnicamente non sono valide se allestite e portate a termine
da unamministrazione illegittima - ma non si pu
mai dire.
Il golpe, lAmerica Latina
Se, sino a quindici-venti anni fa, nel subcontinente era
semplice eliminare un presidente eletto democraticamente, mettere una giunta militare al governo, massacrare gli oppositori negli stadi ed essere accettati dai
vicini, oggi non lo pi.
Ma allora perch Mel Zelaya non tornato al suo
posto nel palazzo presidenziale come accadde al ben
pi isolato Chvez nel 2002?
Manuel Zelaya stato eletto presidente dai ceti sociali
dominanti e ci si aspettava che si sarebbe comportato

prossime elezioni presidenziali, uno che continui il lavoro di Zelaya


coerentemente. Invece ha cominciato a spostarsi verso
politiche di sinistra, iniziando programmi interni di
aiuto per la maggioranza povera della popolazione:
scuole in zone rurali remote, aumento del salario
minimo e sanit pubblica. A inizio mandato era un
sostenitore del Cafta (trattato di libero commercio tra
America Centrale e Usa), dopo due anni ha portato
lHonduras nell Alba (lalternativa bolivariana per
lAmerica creata dal presidente venezuelano), che si
focalizza su una integrazione basata sulla lotta alla
povert e alla esclusione sociale e non sugli interessi
economici neoliberali. Il presidente venezuelano
Hugo Chvez grazie alla vicinanza con il presidente
Zelaya ha portato avanti una politica di aiuti economici al paese centroamericano, attraverso programmi
di finanziamento per le attivit agricole e la fornitura
di petrolio a prezzi stracciati, con un interesse dell1%
sui 20 anni. La politica chavista punta al controllo
strategico della regione, in opposizione al ritorno
dellinteresse statunitense, confermato dai recenti
accordi siglati col governo colombiano di Alvaro Uribe, che prevedono la cessione di sette basi militari statunitensi in Colombia per tenere sotto controllo lintero Cono Sud.

I ceti sociali che lo hanno eletto considerano Zelaya un


traditore della sua classe per questo loligarchia, la
gerarchia ecclesiastica e lesercito hanno deciso di
toglierlo di mezzo, quasi come esempio. Mel, non ha
dietro di s un popolo organizzato che lo ha portato alla
presidenza per trasformare il paese - come invece per
Chvez - per questo non ancora tornato al suo posto.
Eppure il golpe ha scatenato un pueblo hondureo che
dormiva e che aveva appena cominciato a rendersi
conto di quanto il presidente stesse facendo.
Il vaso di Pandora stato aperto e dal giorno del golpe
la gente in strada, prima per difendere la democrazia,
poi per appoggiare Zelaya e ora come un vero movimento di popolo che prende coscienza, si organizza e
chiede cambiamenti profondi. Ovunque nascono piccoli coordinamenti, le masse occupano fabbriche, scuole e
strade. E questa massa in movimento ha deciso di presentare un candidato alle prossime elezioni presidenziali, uno che continui il lavoro di Zelaya, questa volta
votato apposta. In qualche modo il golpe potrebbe dare
risultati opposti, m anche il golpe potrebbe essere un
punto di svolta nella storia recente latinoamericana.
La destra hondurea cerca di guadagnare tempo,
nonostante le enormi pressioni interne ed esterne. Se

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riuscissero ad arrivare a fine novembre, quando termina il mandato di Zelaya, avrebbero vinto.
Se dovessero vincere i golpisti in Honduras, forze analoghe - in Guatemala, in Salvador - potrebbero esserne
incoraggiati e tentare la prova di forza contro i presidenti progressisti Colon e Funes. Potrebbe invertirsi
la tendenza regionale e la presidenza Obama trasformarsi nel periodo storico della vendetta delle destre,
cos come, gli otto anni di Bush sono stati gli anni di
maggior crescita elettorale in America Latina dei partiti e governi di centro-sinistra.
Dalla elezione di Chvez nel 1998 le destre hanno tentato di tutto per tornare al potere e far cadere i nuovi
governi di sinistra: il golpe e lo sciopero del petrolio
del 2002, il tentativo di impeachment a Lula nel 2005, lattacco dei
grandi agricoltori nellArgentina
dei Kirchner, le aspirazioni indipendentiste della mezzaluna Boliviana, le accuse di aiutare le Farc a
tutti i presidenti del continenteLAmerica Latina a un bivio,
tra il rafforzamento dei governi e
delle politiche progressiste o la
restaurazione delle destre.
Le elezioni presidenziali in Ottobre in Uruguay probabilmente vedranno un ritorno della destra al governo con il candidato del partito Nacional: Luis Alberto
Lacalle, gi presidente negli anni 90.
A dicembre, mentre Evo non sembra avr problemi a
essere rieletto, il Cile potrebbe avere un presidente di
destra per la prima volta dopo la dittatura militare di
Pinochet. In Brasile, unico paese della regione capace
di generare tendenze da solo, le presidenziali del 2010
ci diranno se Lula stato una parentesi nella dominazione della destra o se il processo continuer con la candidata del Pt (partito dei lavoratori) Dilma Rousseff.
Lanalista uruguaiano Ral Zibechi, analizza la irresistibile decadenza del progressismo e fa notare che ad
essere in crisi sono i processi pi moderati, come quelli
di Lula in Brasile, Tabar Vasquez in Uruguay e la
Bachelet in Cile, le cui politiche moderate hanno favorito le destre e le divisioni tra i governi di sinistra e i
movimenti sociali. Secondo Zibechi, i processi pi
radicali: Venezuela, Nicaragua, Ecuador e Bolivia
sembrano invece al sicuro.
Il politologo Immanuel Wallerstain pi indulgente
con i governi del cono sud: la sinistra arrivata al
potere in America Latina grazie alla distrazione statunitense e alla bonanza economica, ora arrivata la crisi
economica e si comincia a dargli colpe, dato che sono

al governo, anche se rispetto alleconomia-mondo i


paesi latinoamericani possono fare molto poco.
Il golpe, gli Usa
Per quanto riguarda gli Stati Uniti, sarebbe semplicistico incolpare il governo Obama del golpe in Honduras, anzi probabilmente lultima cosa che voleva il neo
presidente era trovarsi in mezzo a due fuochi, da una
parte i soliti falchi repubblicani come Otto Reich,
Negroponte e il Republican Institute che certamente hanno appoggiato e sovvenzionato il golpe; dallaltra tutti gli alleati latinoamericani che gli chiedono
dove siano i cambiamenti che lui stesso prometteva
nella politica esterna statunitense. Fra tutti il Brasile
che Obama sembrava aver scelto
come interlocutore preferito e referente regionale, che ora si trova
sette basi in Colombia e un golpe
poco pi a Nord. Obama sa che,
con Lula, il gigante sudamericano
il punto di riferimento regionale,
quello che risolve i problemi, che
spinge allintegrazione che smussa
i toni di Chvez ed parte del
G20.
Esistono differenze tra il governo Obama e quello
Bush, tanto che nessuno, neppure lantimperialista
per eccellenza Chvez, lo ha accusato di essere complice del golpe, anzi il ministro degli esteri della
giunta golpista hondurea ha dichiarato che Obama
: un negretto che non sa niente di niente, frase che
gli costata il posto. Negli stessi Usa in molti hanno
criticato Obama, ad esempio il Senatore Jim DeMint
e la deputata cubano-americana Ilena Roslehtinen che
non parlano di un golpe, ma di una: difesa della
Costituzione.
Il governo Obama avrebbe potuto fare di pi, per
esempio pronunciare le parole colpo di stato militare,
cosa che, secondo una legge degli Stati Uniti sospenderebbe tutti gli aiuti allHonduras e comporterebbe
il ritiro dellambasciatore. Potrebbe quindi aumentare
la pressione, cosa che accelererebbe la caduta, probabilmente inevitabile, di Micheletti.
In ogni caso le conseguenze economiche e sociali del
primo colpo di stato del nuovo millennio, saranno
disastrose per il popolo hondureo, gi tra i pi
poveri dellAmerica latina. Chi pagher caro i giochi
politici delllite sociale del paese centroamericano
sono i cittadini, a cui per altro manca una capacit di
organizzazione strutturale per opporsi a questo tipo
di violenze.

Obama sa che, con


Lula, il gigante
sudamericano il
punto di riferimento
regionale, quello che
risolve i problemi

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