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Appunti di regia: Heiner Muller

Concezione politica.
Muller ha rivoluzionato larte proprio perch ha voluto raggiungere la propria verit.
Che questa verit sia in contraddizione con quella difesa da Brecht lo si deve soltanto agli
sviluppi storici di questo secolo. Brecht ha partecipato alla nascita del socialismo, Muller alla
sua decadenza.
Muller si distacca dalla teleologia secolarizzata della liberazione dei lavoratori di tutti i paesi
per andare verso una teologia della maledizione delluomo nella sua esistenza terrena. Tutte le
conformazioni sociali mostrano una sostanziale affinit: tutte si reggono sulla violenza e
portano alla catastrofe.
Muller ha assistito al disfacimento di due totalitarismi che hanno lasciato dietro di s un
panorama di macerie.
Sono macerie ideologiche, culturali e politiche, sono illusioni perdute, speranze che non si
sono verificate.
Il teatro
Nel teatro di Muller si fronteggiano antichi e moderni, giovani e vecchi, vivi e morti, in una
costellazione che a ben vedere, vale come cartografia politica, poetica e filosofica di unepoca.
Lo scontro fratricida ridesta in noi piet e paura ed significativo che dal duello dei fratelli
nemici, con scarso spazio alle figure femminili, Muller sia arrivato alla coppia uomo-donna di
Hamletmaschine, Riva abbandonata e Quartett, per offuscare le Germania reale e
destoricizzare la propria opera. Una nuova edizione, infatti, di questi lavori significava iscriverli
nel repertorio del teatro contemporaneo, e cio, insieme, il ritorno e il distacco di un testo dallo
spettacolo che lo ha reso noto. Lopera messa sulla china del suo classicismo e le si indica il
suo prossimo destino: dora in poi sarai solo una macchina, un carillon, come in un disegno di
Paul Klee.
La complessit, la multiformit e lampiezza delle suggestioni del teatro mulleriano, sono tali
da sfuggire ad ogni classificazione. La provocazione, per la capacit di prospettare
contraddizioni, di additare responsabilit e porre interrogativi, pu assurgere ad una
delle categorie fondanti di questo teatro.
Muller non ha una teoria del teatro, o meglio, a cavallo tra pi di una teoria del teatro, tra pi
di unidea di teatro.
E di enorme importanza per Muller la maschera. Lalternativa tra la maschera e il nulla , tra
la maschera e la morte o lassenza didentit, che la stessa cosa. Il clown diverso perch
non porta maschera, non copre qualcosa che non c. Il clown disegna la maschera sulla
propria pelle, rappresenta un ritorno al corpo alla sua identit umana. E sempre una maschera
ma una maschera umana. Fa attenzione quando ti strucchi, Galloudec. Potrebbe venir
via anche la pelle. Il superamento della maschera, il passaggio dallesterno allinterno, dalla
superficialit alla profondit, dal vestito al sangue lobiettivo finale.
Ma senza unimmersione nella morte non pu esistere alcun punto di vista che abbia solide
fondamenta nella vita: senza ricordi, nessuna utopia.
Muller piace enormemente ai teatranti perch non impone dei testi-gabbia che rinchiudono
nella contingenza della loro azione, ma consentono realt creative, si possono reinventare .

Ma Muller avverte: I registi si comportano come se i miei testi dovessero essere


interpretati, capiti; bisogna darli come un blablabla, tutto semplice, il mio testo un
elenco telefonico.
LA SCENOGRAFIA
Quartetto stato rappresentato, come una cerimonia rituale postgenetiana dalla Piccola
Commenda di Milano, come una visita di fantasmi dentro un teatro vuoto, vagolando nella
fossa dellorchestra alla scoperta di segni , nella nostalgia della scena di Patrice Chreau,
come un incontro di animali feroci appesi a una rete da circo dal Teatro dellElfo che ribadisce
la natura di recita per attori del testo, come una frivola escursione sadomaso nella
ricostruzione crepuscolare di Peter Cloos allo Schiller Theater di Berlino, come un duetto
sdoppiato e pigolante dentro una voliera ad Avignone o in una cornice astratta con la copia
moltiplicata di sue immagini di altre et in un gioco asettico, ma con figurazioni che lo
volgarizzano, nella messa in scena di Bob Wilson.
Lo spettacolo perfetto la morte del teatro dice Muller.
Il regista che Muller vorrebbe essere Bob Wilson.
Wilson porta sulla scena i suoi testi oggettivamente, rispettando lottica dellelenco telefonico: li
espone allinterno di una straordinaria impaginazione visiva, con la collaborazione dei suoi
amici scenografi e pittori, nel segno dellestetica e secondo la dialettica delle contraddizioni. In
teatro occorre turbare un ordine, un codice o un canone con qualcosa che non vi si
lasci adattare.
Parlando di Bob Wilson , Muller dice: mi interessa la libert che lascia alle singole componenti
del teatro; lui non interpreta mai un testo, com invece la regola dei registi europei; un buon
testo non necessita di uninterpretazione da parte del regista o dellattore. Ci che il
testo dice tutto, lattore non deve ripetere ci che gi sa, e il regista non deve darne
una spiegazione, uninterpretazione. Il testo deve essere esibito senza valutazioni,
coloriture, c e basta. Linterpretazione appartiene al lavoro dello spettatore, non pu essere
condotta sul palcoscenico.
L allestimento di Quartetto di Patrice Chreau, nella sala grande del Theatre des Amandiers
a Nanterre nel 1985, era costituita da muri, porte, una scena quasi vuota illuminata come un
palazzo del settecento abbandonato e infestato di fantasmi, piuttosto lontano dal bunker
indicato dallautore. Ma Chreau era riuscito a cogliere liperteatralit della piece, lo scambio
tra i personaggi, il travestimento, con un risultato non molto distante da Genet. Quartetto
lopera di Muller pi allestita in Francia, non perch sia la pi comprensibile, ma forse perch
offre qualche punto di riferimento, anche se i personaggi sono piuttosto lontani da quelli delle
Relazioni pericolose. A proposito di Quartett dice F. Peyret: La favola disarticolata e si
mette a proliferare. Come un cancro. Quartett come metastasi delle Amicizie
pericolose. Dalla paura della mancanza di identit nasce listinto di morte, ovvero il desiderio
di annientare ed essere annientati.
Gli autori italiani scrivono didascalie di quindici pagine sulla descrizione della scenografia,
didascalie minuziose come quelle degli autori di fine Ottocento. La sintesi fulminea delle
descrizioni scenografiche di Muller stata in questi ultimi anni un ottimo strumento di

comunicazione fra registi e scenografi per superare unabitudine ancora molto radicata nella
cultura teatrale italiana.
Erich Wonder scenografo di H. Muller racconta: Muller mi dava degli spunti, delle parole
dordine, e intorno a questi spunti io costruivo uno spazio. Per esempio, per lallestimento di La
missione, lo spettatore deve essere messo nella situazione di un voyer, oppure, ci vogliono
una pantera e un pianoforte. Il risultato stato uno spazio completamente chiuso e diviso in
due, in modo che gli spettatori che si trovavano da una parte ignorassero la presenza degli
altri spettatori dallaltra. La scena si poteva vedere solo attraverso una specie di triangolo. In
mezzo cera un corridoio, e sopra il corridoio una vera pantera. Questa restrizione dello
sguardo era molto importante: non si vedeva mai tutto, la visuale era sempre parziale e
pioveva sempre. La pantera si doveva muovere quando veniva diffuso un brano dopera.
Claus Peymann, che allora dirigeva il teatro disse che non era possibile ma allo Zoo trovammo
una pantera molto disponibile. Dato che le pantere dormono spesso sugli alberi rosicchiati, ne
abbiamo messo uno l e abbiamo aperto il corridoio quando si sentiva la musica, in modo che
la pantera si muovesse nella sala. Per Hamletmachine Heiner mi disse solo: uno strano
spettacolo, un cubetto di ghiaccio che si trasforma in dado per il brodo. In teatro cera un
orizzonte circolare. Allora ho utilizzato questo orizzonte dipingendovi, in opposizione al
cerchio, uno spazio con quattro angoli. Heiner mi ha descritto un quadro del Tintoretto e mi
ha detto che nella scena voleva un altro quadro dello stesso pittore, per avere uno sviluppo di
immagini tale che, quando latmosfera, cio il brodo, si scalda, arriviamo allultima immagine.
Titina Maselli unaltra scenografa che ha lavorato sui testi di Muller: Ho fatto Quartetto in
due versioni molto diverse, una a Lisbona e laltra a Bruxelles. Questo testo mi pare cos
intelligente e cos fervido nello stesso tempo, cos acuto e cos doloroso, cos imploso, un
dramma imploso. A Lisbona realizzai uno sdoppiamento: Merteuil e Valmont erano Gertrud
Stein e Picasso che dipinge il suo ritratto. Cera un momento in cui si invertivano i ruoli, Stein
andava dietro il cavalletto e prendeva la tavolozza corta dellautoritratto giovane di Picasso,
mentre Picasso si metteva sulla poltrona di G. Stein del ritratto che avevo fatto rifare.
Dice Muller: Ringrazio Franco Quadri perch stato lunico tra tutti i critici del mondo ad aver
notato nella scena del cimitero di Hamletmachine che il pubblico si trovava nella situazione dei
morti. Lo spunto lo trassi da un film di vampiri, dove in una sequenza il vampiro, disteso nella
bara, vede attraverso un vetro gli alberi del cimitero. E il funerale visto dal morto.
Parla Muller
Scrivendo un testo, se devo decidere unistruzione di regia lattore pu camminare gattoni o
stare a testa in gi mi rendo conto che quando la questione diventa decisiva, qualcosa nel
testo non funziona. Il problema riguarda il teatro o il regista, non me, se il personaggio debba
stare in piedi o meno, tutte le volte che, invece, questo costituisce un problema, significa che
ho scritto qualcosa che non va. Sono profondamente convinto che la letteratura debba fare
resistenza al teatro, solo se il testo costituisce un problema per il teatro contemporaneo potr
essere produttivo o interessante per il teatro stesso.
Quando scrivo sento lesigenza di imporre al pubblico fardelli cos numerosi che non sapr pi
quale caricarsi per primo. E necessario mettere in campo tanto materiale in modo che il
pubblico si trovi obbligato a scegliere, a decidere rapidamente cosa recepire subito. Il

meccanismo deve essere come una inondazione. Le scene devono rientrare luna nellaltra,
altrimenti la gente ha tutto il tempo di rilassarsi.
Solo quando sar eliminata la separazione tra scena e pubblico, si potr realizzare un teatro
con una drammaturgia minima o addirittura senza drammaturgia. Bisogna realizzare un teatro
che non risulti una forzatura.
Ci sono opere che, nel teatro prospettico tradizionale si afflosciano come pasta lievitata.
Mi trovo in imbarazzo quando devo parlare della mia posizione ideologica. Conosco un solo
modo di rapportarmi alla realt : da artista. Per me la funzione dellarte di rendere
impossibile la realt, la realt che vivo, quella che conosco. La mia prima esigenza il bisogno
di distruggere illusioni, forse perch le mie sono andate in frantumi molto presto e ora voglio
provare leffetto che fa sugli altri. Il vero piacere della scrittura proprio quello della catastrofe.
La funzione della catastrofe essenzialmente didattica, legata alla conoscenza.
Mi piace il programma teatrale di Genet, quando propone di recitare nei crematori, il Don
Giovanni al cimitero Genet parte dalla premessa che solo lo sfondo mortuario rende il teatro
una vicenda vitale. E una visione che si riallaccia alle feste funebri dei romani, in cui la
cerimonia rappresentava la vita del morto.
Credo fermamente che la funzione dellarte sia quella di porre in discussione i sistemi morali e
intellettuali, a certe condizioni farli semplicemente saltare. Credo che il mio impulso pi forte
sia quello di ridurre le cose al loro scheletro, spogliarle della loro superficie, della carne. Il
teatro nella sua formula essenziale pu essere ridotto agli estremi di nascita e morte, mentre
la sua efficacia consiste nella paura del cambiamento, giacch la morte rappresenta il
cambiamento finale. Ci sono due maniere di operare con il terrore: quello della commedia che
ridicolizza la paura della morte e la tragedia che la festeggia.
Il mio linguaggio viene stranamente considerato difficile, proprio per la sua semplicit, per la
sua espressivit diretta e precisa. Non si pi abituati ad ascoltare testi semplici; nessuno
crede che possa essere vero ci che ascolta, troppo semplice, ci deve essere qualcosa
dietro! La verit che in Occidente la maggior parte delle piece viene scritta per i registi stessi,
confezionata in base alle esigenze del teatro. Se sulla scena non matura una realt diversa da
quella in cui vive e si muove lo spettatore, allora il teatro non mi interessa affatto, perch
finisce per essere unautorappresentazione del pubblico, mirante allautoriconoscimento. In
questo caso il teatro noioso, il teatro rinuncia a se stesso. E puro parassitismo sperperare il
danaro per riprodurre una realt tale e quale la ritroviamo per strada.
In qualsiasi soggetto che affronto, mi interessa ridurre ogni cosa allo scheletro. Nel caso di
Quartett volevo svelare la struttura reale dei rapporti tra i sessi e smantellare i clich, azzerare
le rimozioni. Anche se nella mia vita sessuale vivo di illusioni, nella scrittura non posso che
eliminarle, distruggerle, distruggere il bel giocattolo che fa divertire la gente. Io credo
nellefficacia degli impulsi negativi.
Quartetto, comunque, una commedia. E un testo trattato con tale solennit dai registi che il
pubblico non ne recepisce pi laspetto comico, dimesso. E dire che Quartetto ha molto di

La zia di Carlo. Se solo ci si decidesse a leggerlo come una commedia, comunque, non
pensabile che lo si metta in scena senza la conoscenza delle strutture brechtiane.
Merda sullordine del mondo. Sono perduto. diceva Brecht, ma dopo Fatzer subentrata la
disciplina. Io non ho fatto altro che prendere le mosse da dove era arrivato lui.
A Brecht non interessava affatto la personalit dellinterprete, interessava solo il testo. Lattore,
invece, crede di dover spiegare, di dover accostare il pubblico al testo, come se fosse un
professore o ritiene di dovervi aggiungere la propria opinione. Cos facendo si annienta un
testo, la sua struttura scompare, rimane solo lopinione dellattore, il suo stato danimo, i suoi
sentimenti, non pi il testo. Lattore ha il predominio come persona , lo si celebra come star,
mentre dovrebbe essere unicamente un servo al servizio del testo.
Il dramma ha tra le sue funzioni quella di esorcizzare la morte; non si pu troncare il dialogo
con i morti prima di averne capita la parte di futuro andata sepolta con loro. Non so che cosa
sia lavanguardia, non applicherei mai una definizione simile ai miei lavori. E tipica di una
societ determinata e orientata dal mercato.
La musica di David Byrne ha la stessa funzione di una pelliccia. Su questo sfondo le cose
emergono con grande precisione, la musica allo stesso tempo mezzo di legame e di
contrasto. Devo produrre interferenza e non ci riuscirei con una musica pi innovativa. Quella
di Byrne una musica molto discreta e tuttavia le citazioni si fondono in un flusso.
Bob Wilson realizza lo smembramento del teatro, lanatomia del teatro, laddove noi europei
ragioniamo sempre per sintesi, mai per analisi. Quello di Wilson un teatro analitico fin nei
dettagli, nei gesti, in ogni movimento.
Larte dovrebbe avere la stessa funzione di cinque minuti di oscuramento al giorno della
televisione. Il mondo o la realt vengono progressivamente sostituiti dalla sua riproduzione.
Non c pi bisogno di andare da nessuna parte si vede tutto meglio in televisione. Limmagine
sar in cinquantanni lunica forma di comunicazione. Lo spettatore televisivo assuefatto alla
continua, ossessiva presenza delle immagini. ma per tornare semplicemente a vederle,
sarebbe bene che ogni tanto lo schermo si oscurasse. La funzione dellarte contemporanea
dovrebbe essere quella di turbare le nostre abitudini visive.
La letteratura non solo ricordo del passato e registrazione del presente, ma anche ricordo
del futuro. In Occidente vige il dominio assoluto del presente. Lintero potenziale economico
impiegato per cancellare il passato e il futuro, concentrandosi solo sul dominio del presente. Il
mondo igienizzato non che un mondo senza luomo, che costituisce limpurit, e limpurit
la funzione umana dellarte. Ma chiaro, in fondo: luomo pi sporco del computer. Il
progresso tende a sostituire la realt con la riproduzione ovvero a sostituire luomo con il
computer. La nostra unica speranza lerrore, il caso, la catastrofe. La guerra in tal senso
favorisce lequilibrio generale, la pace uno slogan, solo che la guerra deve essere sensata:
non deve far ricorso pi ai mezzi di distruzione di massa. I movimenti di liberazione avranno
cos una nuova chance. Il teatro un medium completamente diverso dagli altri, ha molto pi
potere. In uno spettacolo sul Vietnam, di Peter BrooK, un attore entra in scena con una

scatoletta dalla quale tira fuori una farfalla, bella, viva, svolazzante. Poi prende un accendino
dalla tasca della giacca, le da fuoco e la farfalla brucia viva sulla scena. Uno scandalo pi forte
di mille morti in televisione. Queste sono le possibilit del teatro.
Il teatro deve sviscerare le differenze, non puntare alluguaglianza, allunit, alla
rassomiglianza. Leliminazione delle differenze pericolosa, perch rinforza il principio
selettivo del mondo, di cui Auschwitz la pi coerente deformazione.
Il mio principale interesse nello scrivere per il teatro viene da un impulso alla distruzione. Per
trentanni Amleto ha costituito unossessione e alla fine ho scritto un testo per tentare di
distruggere Amleto. La storia tedesca stata unaltra ossessione e ho cercato di eliminare
anche questa. Cos che in noi si prostituisce, mente, uccide? Compito dellarte e della
letteratura scavare e capire come fatto luomo, cosa porta un animale del genere a ci che
noi chiamiamo storia.