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Capitolo 1

La pioggia cadeva, il vento soffiava, Adele dormiva. Il suo letto profumava di rose, le
rose che le aveva donato una delle sue ammiratrici. Adele le aveva conservate per
gentilezza, ma in realt avrebbe voluto sbarazzarsene. Era popolare alluniversit, ma
daltronde, essendo una delle rappresentanti delle studentesse, cera da aspettarselo.
Tuttavia, questa non era la sola ragione per cui godesse di un cos grande successo.
Senza alcun dubbio il suo bellaspetto era il motivo principale per cui era amata. Alta,
capelli lunghi e nerissimi, labbra carnose e occhi scuri e profondi. Si vestiva quasi
sempre con abiti neri ed attillati e dinverno una giacca di pelle era immancabile.
Quando la si vedeva fumare fuori alluniversit non si faceva che parlare di lei.
Hai visto Adele com vestita oggi? oppure Chiss che corsi seguir oggi! erano
frasi tipiche di ogni studentessa dellUniversity of Gandam. La particolarit di
questistituto che accessibile e frequentato da sole donne. Luniversit giaceva in
un quartiere residenziale della citt di Gandam, lontano dal centro citt. A pochi passi
dalluniversit cera un grande parco, pieno di fontane ottocentesche e di aree picnic,
dove le studentesse erano solite studiare. Attraversato questo parco, si giungeva alla
biblioteca delluniversit, un antico palazzo vittoriano che ben si sposava con
lambiente circostante. Sempre nei dintorni cera una mensa che serviva prodotti
freschi e genuini ad ottimo prezzo ed un piccolo supermarket, dove si poteva
comprare lessenziale. Questi erano solo alcuni dei palazzi che facevano parte del
campus universitario dellUniversity of Gandam. Adele viveva nel campus
delluniversit. La sua camera era spaziosa, riccamente arredata ed accogliente.
Laveva personalizzata quanto pi potesse: aveva attaccato alle pareti i poster del suo
gruppo preferito, The Black Rose, un gruppo francese poco conosciuto al di fuori
della Francia; aveva appeso un quadro, che raffigurava un paesaggio naturale,
realizzato da lei stessa; aveva libri e libri ovunque, fra i quali i suoi immancabili
dizionari, con i quali studiava le lingue straniere. Adele studiava tre lingue: il tedesco,
il francese e litaliano. Senza dubbio, tra queste lingue, la sua preferita era litaliano,
perch per lei aveva un suono particolarmente melodico e rilassante al tempo stesso.
Non sapeva cosa avrebbe fatto dopo luniversit ma, c da dirlo, la maggior parte dei
ragazzi inglesi non si poneva tutte queste domande. Per loro luniversit era un luogo
di studio e di svago al tempo stesso. Tra scadenze, testi e libri da leggere, esercizi da
completare per il prossimo seminario, cerano anche le feste in casa o in un club, le
nottate a casa di unamica trascorse a guardare serie TV, le serate al karaoke o nei pub
e infine anche le pause tra una lezione e laltra, in cui di solito ci si prendeva un bel t
o caff caldo. A lezione si potevano stringere numerose amicizie e a volte era utile
farlo, perch la maggior parte delle studentesse proveniva da zone diverse della Gran
Bretagna. Le tasse da pagare per studiare alluniversit di Gandam erano piuttosto
elevate e anche le selezioni erano dure. Bisognava avere una media molto alta,
scrivere una lettera in cui si spiegavano le ragioni per le quali si voleva frequentare

listituto e, infine, era necessario farsi intervistare dalla Rettrice delluniversit.


Insomma, un passaggio bello lungo. Adele aveva avuto la fortuna di poter entrare a
far parte di Gandam. Era al suo secondo anno della Triennale e gi godeva di una
notevole fama. Ma era una buona o una cattiva fama? Spesso si sentiva come se non
facesse altro che spezzare il cuore alle ragazze. Con alcune amava flirtare, con altre
andava a letto regolarmente, altre ancora si limitava a fissarle intensamente, ma nulla
di pi. Si sentiva vuota. La fama non tutto, daltronde. Nonostante ci, cercava di
godersi il suo tempo alluniversit.
Dormiva, dormiva e sognava. Sognava di essere su di un cavallo bianco e di
cavalcare in un bosco, verso linfinito, verso la realizzazione dei suoi desideri.
Dormiva, perch aveva bevuto troppo. La sua stanza era in ordine, cos in ordine che
chiunque avrebbe pensato non ci abitasse nessuno. Adele era avvolta nel suo
piumone, bench non avesse poi cos freddo. Le piaceva coprirsi quando dormiva,
perch aveva limpressione che le coperte la proteggessero. Desiderava che quelle
coperte si trasformassero in qualcuno, desiderava lamore, lamore che non aveva mai
provato fino ad allora. Continuava a dormire, continuava a sognare, continuava a
sperare e, nel frattempo, la pioggia continuava a cadere sul tetto del suo dormitorio.
La pioggia era incessante. Come il suo desiderio di essere finalmente di qualcuno, di
essere finalmente qualcuno.