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LESTRANEO DI FIDUCIA

Competenze e responsabilit dellassistente sociale


CAP 1. Il tema della fiducia
1.1 Legami familiari e interazioni precoci
Il tema della fiducia ha assunto nella ricerca sulla prima infanzia da
quando Erik Erikson pose la fiducia di fondo alla base del suo
modello evolutivo. In tale prospettiva il rapporto dellio con
lambiente sociale inizia dalla stretta familiarit con una specifica
persona fisica, in un contesto che garantisca la sensazione di
benessere interiore. Le ripetizioni multiple di esperienze gratificati
permettono al bambino di stabilire una correlazione fra i contenuti
del ricordo e dellattesa e della serie di persone e degli oggetti che
sono diventati familiari.
Avere fiducia implica in genere non solo lavere appreso a fare
affidamento sulla continuit e sulla identit della figura parentale
primaria, ma anche laver appreso ad avere fiducia in se stessi,
nella capacit dei propri organi, ed essere in grado di considerarsi
abbastanza degno di fiducia da corrispondere alle aspettative.
In sostanza per Erikson n i processi somatici, n quello psichici
sociali hanno un potere esclusivo e organizzante nella formazione
della personalit: nella sua concezione degli stadi della vita ciascun
livello trova il suo fondamento nei precedenti e la maturazione
evolutivo offre nuove connotazioni sia agli stadi iniziali che a quelli
successivi dello sviluppo.
Viene anche avvertita lesigenza di uno studio pi sistematico del
passaggio dall IO al NOI.
Erickson ricorre al tema della fiducia anche quando si trova ad
illustrare le tragedie dello sradicamento degli immigrati e dei
rifugiati per i quali il nostro paese pu rappresentare la premessa di
nuove radici in unaltra terra a un destino inesorabile che ha
costretto ad abbandonare le proprie origini cosi come a la nostalgia
si tramuta in autoaccusa, la cattiva accoglienza nel nuovo
insediamento pu dimenticare una nuova sfiducia che assume la
forma della sfida, come se la continua crisi della propria sicurezza
autorizzasse a credere che tutti sono nemici.
A questo stesso tema sono dedicati i lavori di John Bowlby per il
quale la persona di fiducia diventa la figura di attaccamento che
fornisce al bambino la base sicura. Da una parte conta la presenza
o lassenza di una figura fidata (influenze esterne o ambientali) e
dallaltra la capacit o incapacit di saper riconoscere se una
persona fidata e di collaborare con questa persona in un rapporto
reciprocamente gratificante (influenze interne o dellorganismo).
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<A causa di tali interazioni, lo schema che si strutturer per primo


tender ad essere duraturo. E questa una delle principali cause per
cui lo schema dei rapporti familiari che una persona che sperimenta
nellinfanzia di importanza determinante per lo sviluppo della sua
personalit>. Le personalit ben adattate secondo questo modello
raggiungono un buon equilibrio tra iniziativa e fiducia in se stessi,
cos come tra capacit di chiedere aiuto e capacit di prendersi cura
degli altri.
Bowlby rileva:
a) La sostituzione di concetti di dipendenza e autonomia con i
concetti di attaccamento e fiducia in se stessi; mentre i primi
due termini sono reciprocamente incompatibili gli altri due
sono complementari; lessere fiducioso negli altri ha una
valenza positiva, e lattaccamento implica una relazione con
una persona determinata.
b) Il fatto che la paura e il desiderio di fuga si alternino alla
curiosit e al desiderio di indagine, nonch la prevalenza di
una reazione rispetto ad unaltra dipendono da una
combinazione di fattori che egli definisce composta.
In tutte le situazioni la paura si riduce alla presenza di una
persona fidata e ci conferma lipotesi che se la disponibilit
dei genitori ha fornito al figlio condizioni di sicurezza, altre
figure potranno in seguito svolgere funzioni simili.
Figura di attaccamento (disponibilit e sostegno) personalit
solida e sicura di s.
1.1.1 Procedure di negoziato e di scambio. Il concetto di reciprocit
Uno dei primi metodi di indagine quello di Mary Ainsworth, la
quale ha elaborato una strategia per valutare le risposte dei
bambini (et 1-2 anni) ad una serie standardizzata di episodi di
separazione dalla madre, di presenza di una persona estranea e di
riunione con la madre in una situazione sperimentale, detta strange
situation.
Dallanalisi delle differenze individuali nelle risposte scaturita una
tipologia dei diversi gradi di sicurezza della relazione, distinta in
relazione sicura, insicura evitante, insicura resistente o ambivalente
e infine insicura disorganizzata.
Se la relazione di tipo sicuro si instaura un processo di graduale
aggiornamento del modello che rende possibile un equilibrio
dinamico tra s e lambiente. Se invece la relazione di tipo
insicuro, evitante o resistente, questo graduale aggiornamento del
modello operante impedito dallesclusione difensiva di esperienze
e informazioni discrepanti.
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Tali soggetti, infatti, desiderano pi degli altri conseguire uno stato


di immutabile sicurezza, preferiscono non modificare le strategie cui
sono soliti ricorrere e trattano gli altri come se fossere interlocutori
sempre uguali.
Il cambiamento viene percepito come allarmei soggetti insicuri
non sono stati autorizzati a scegliere, impossibile per loro prevedere
la disponibilit protettiva delle figure genitoriali. Pericolo
imprevedibilit. (Vedere bene a pag.17).
Gi Erickson aveva sottolineato limportanza di una regolazione
reciproca nelle interazioni del bambino e Bowlby aveva individuato
una fase dello sviluppo definita da un rapporto reciproco corretto
secondo uno scopo.
Il senso di sicurezza di un bambino non dipende pi tanto
dalleffettiva presenza della sua figura di attaccamento quanto
dalla mutua fiducia e comprensione che venuta costruendosi
nella societ tra i due.
Daniel Stern parla della progressione evolutiva del senso di s e
dellaltro nello sviluppo infantile: <una delle tendenze fondamentali
della mente la tendenza a ordinare il mondo attraverso la ricerca
di costanti. Un modello ideale per insegnare ai bambini a
identificare le costanti interpersonali deve essere tale che ogni
successiva variante sia allo stesso tempo familiare e nuova.
Apprendono a identificare le caratteristiche costanti del
comportamento interpersonale>.
Scopo fondamentale definito da Stern tema con variazioni.
promuovere la regolazione, cio a aiutare il bambino a sperimentare
una forma precoce di confronto coping- che gli permette di
utilizzare gli eventi della vita quotidiana come occasioni di essere
con un altro che lo aiuto ad autoregolarsi.
Judy Dunn afferma che il sentimento di essere con laltro
sperimentato dal bambino in molteplici forme e si chiede quali siano
i collegamenti tra le relazioni. In che misura, si domanda lautrice, la
fiducia, il concetto di s e lautostima sono influenzati da una
relazione precoce e quanto tutto ci influenza le relazioni future?
La Dunn individua un elemento di mediazione nella capacit di
comprensione sociale.
E stato dimostrato che i processi di confronto sociale sono presenti
fin dalla prima infanzia , e che i bambini si adoperano per capire
lambiente in cui vivono in maniera differente a seconda delle varie
relazioni. I bambini si trovano ad affrontare problemi considerevoli
che vanno da come ottenere lattenzione e la cooperazione altrui, a
come porsi nei confronti del disaccordo, a come poter consolare un
altro che soffre.
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Il senso della propria efficacia si consolida nel bambino a seconda


della sua capacit di padroneggiare le difficolt e di immaginare gli
stati mentali altrui, che possono essere diverso dai suoi, ma che il
suo atteggiamento pu modificare.
1.2 Tessuto sociale e strategie di diffidenza:
Una volta evidenziato come il tema della fiducia sia una struttura
portante dello sviluppo evolutivo individuale, il problema diventa
quello di approfondire in quale misura la dimensione della fiducia
sia rilevante nella vita sociale: laspettativa riguardo al probabile
comportamento altrui quanto condizionata dallesperienza dei
legami personali?
E ancora, possibile individuare con maggiore specificit gli aspetti
del contesto social che rafforzano o indeboliscono la cooperazione e
la fiducia reciproca?
Robert Putnam parte dallipotesi che il senso di fiducia, nelle societ
moderne, abbai due origini collegate tra loro: le norme che regolano
la reciprocit e le reti di impegno civico. La norma della reciprocit
serve a conciliare gli interessi individuali e la socievolezza, nel
senso che ogni atto individuale in un certo senso caratterizzato da
ci che pu essere definito altruismo a breve termine e interesse
personale a lungo termine.
Le reti di comunicazione e di scambi interpersonali sono soprattutto
orizzontali, vale a dire mettono in contatto persone che sono nella
stessa situazione di potere; altre sono in prevalenza verticali, cio
sono formate da persone legate da rapporti asimmetrici, gerarchici
e di subordinazione. Il numero degli appartenenti a organizzazioni
strutturate in modo gerarchico dovrebbe essere inversamente
proporzionale alla qualit democratica di una societ.
1.2.1

I nodi di accesso alle istituzioni:

Se dunque il ruolo delle istituzioni determinante per la costruzione


della vita sociale, quale tipo di fiducia sar necessario per attivare
processi di sviluppo nelle condizioni di modernit?
E vero che le istituzioni in genere non godono oggi di una buona
fama, ma in realt un ambiente istituzionale affidabile rappresenta
un modello in cui elementi di stabilit e di prevedibilit permettono
al singolo di valutare in modo ragionevole i vantaggi e i rischi delle
proprie scelte.
Sempre di pi le persone vivono in situazioni in cui gli aspetti
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fondamentali della vita quotidiana sono organizzati da strutture


competenti.
La natura delle istituzioni moderne profondamente legata a
meccanismi di fiducia nei sistemi astratti: i singoli cittadini vengono
rassicurati sia dallaffidabilit degli OPRATORI nodi di accesso- sia
dal sapere e dalla competenza che caratterizzano i sistemi esperti.
In tali condizioni la fiducia accordata al sistema esperto e filtrato
attraverso il rapporto che si stabilisce con le persone concrete che
in quel determinato contesto rappresentano listituzione.
Le cattive esperienze avute nei nodi di accesso possono portare a
una sorta di rassegnato cinismo o al disimpegno del sistema sociale
nel suo complesso e indurre comportamenti predatori o scorretti.
Il settore che si vuole esaminare pi da vicino quello dei sevizi
professionali e pubblici, per leducazione, la salute e i cosiddetti
servizi alla persona.
Di fronte alla intricata combinazione di sentimenti privati e di
risposte pubbliche, di rischi da evitare e di opportunit da cogliere,
il cittadino non sicuro di potersi fidare e dubita che lautorit cui
delegato il compito di far rispettare gli impegni sia degna di fiducia.
Quando la vita quotidiana diventa loggetto delle politiche sociali,
aumenta anche il rischio che siano incentivate forme di
paternalismo, attraverso le quali imporre un modello, basato sulla
convinzione che ce ne occupiamo noi per te.
Si ripropone il dilemma istituzionale tra aiuto e controllo: in che
misura le risorse utilizzate in tali contesti hanno la finalit di
trasformare la relazione asimmetrica che si instaura nei nodi di
accesso in un processo che aiuti le persone a badare a loro stesse?
Il bisogni d fiducia nellaltro, visto come dispensatore di assistenza e
di appoggio, dovrebbe essere interpretato come una richiesta di
acquisire una maggiore sicurezza e un controllo autoregolatore sulla
propria vita.
Alle istituzioni spetta ridurre o annullare le asimmetrie iniziali,
attivando la circolarit tra competenze e processi interattivi. La
circolarit contribuisce alla riappropriazione di efficacia da parte
degli utenti, potendo applicare alla loro vita giornaliera le
esperienze elaborate dei nodi di accesso. Lo scambio apre nuovi
orizzonti.
1.2.2

Il ruolo dellassistente sociale:

Uno dei rischi che corre oggi lassistente sociale nello svolgere il suo
lavoro proviene dalla mancanza di fiducia nei sistemi astratti. Che
cosa significa?
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Gli assistenti sociali sono posti a custodia dei punti di entrata delle
istituzioni: tale collocazione simbolica e operativa, attribuisce
allassistente sociale una FUNZIONE DI RACCORDO tra il sistema
istituzionale nel suo complesso e la persona in carne ed ossa che
formula la richiesta specifica a un servizio.
In tale incontro troviamo da parte della domanda soggetti che si
avvicinano alle istituzioni con uno stato danimo influenzato
fortemente dalle precedenti esperienze familiari e culturali;
latteggiamento di chi si rivolge ai servizi socio-sanitari comunque
ambivalente. Quando la richiesta si trasforma in pretesa probabile
che lo sperato conforto si trasformi in ostilit.
E proprio nella fase della risposta che la funzione di raccordo
rischia di tramutare lassistente sociale in un polo ricevente delle
proiezioni negative.
Aspettative di tale portata, unite allurgenza reale di determinate
richieste, rendono praticamente impossibile ai servizi socio-sanitari
di assolvere al mandato e di rispondere alla molteplicit delle
richieste sempre pi specifiche e differenziate. Se unistituzione
aspira ad essere considerata un sistema esperto affidabile deve
consolidare gli aspetti scientifici e tecnici che caratterizzano il suo
mandato e garantire al suo interno competenze professionali con
paradigmi forti.
Il mandato per conto dello Stato o dellEnte Locale, invece,
interpretato in modo sempre pi ampio, le competenze si allargano
a dismisura e i confini del proprio intervento sfumano.
Scrive Ginzburg < come dovrebbero agire le istituzioni?>. E cos
semplice e cos ovvio che non sarebbe nemmeno bisogno di dirlo.
Se un capofamiglia disoccupato, provvedano a cercargli lavoro.
Cos come per la casa e per laiuto alla famiglia. Senn gli assistenti
sociali a cosa servono e perch ci sono?>.
Certamente gli assistenti sociali commettono errori come tutti.
Soprattutto quando cercano di conciliare la professionalit con un
setting burocratico guidato da politici.
La fiducia tra cittadino e assistente sociale di un servizio pubblico
non viene concessa o rifiutata a priori, costituisce un terreno su cui
si lavora. Un lavoro di reciproca apertura che favorisce un processo
di introspezione e aumenta la consapevolezza del rischio e dei limiti
del sapere esperto; rischi che sono distribuiti in misura diversa tra
le persone e che sono fortemente condizionati dai fattori economici.
A partire dai bambini.
1.3 Processi evolutivi a rischio: la domanda dei familiari
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Laiuto professionale dellassistente sociale si concretizza nella


capacit di cogliere le persone in difficolt, di accompagnare e
contenere la loro sofferenza, di comprendere ci che esse vivono e
di restituire ci che esse comunicano, facendo emergere elementi
significativi che permettano loro di costruire, attraverso
linterazione, percorsi tali da rendere la realt pi vivibile. E in tal
modo che lassistente sociale risponde al mandato istituzionale che,
nellevoluzione delle politiche sociali attuali, sempre pi orientato
allofferta di servizi che sollecitino la responsabilizzazione
individuale e collettiva e una crescita individuale e collettiva e una
crescita personale dellutente che vada nel senso di una sempre
maggiore autodeterminazione.
Il lavoro con i bambini pone lassistente sociale in una particolare
posizione, quella di rivolgersi ai pi piccoli pur avendo ricevuto la
richiesta non da loro direttamente, ma dagli adulti che fanno parte
della loro vita.
Bisogna conoscere le tappe dello sviluppo psicologico infantile ed
avere la padronanza delle tecniche per condurre il colloquio con i
pi piccoli, sapendo costruire un rapporto di fiducia basato sulla
reciprocit, la comunicazione e sul dire la verit.
CAP.2 IL TEMA DELLA SOCIAL REFERENCE
2.1 Influenza dellinterazione in situazioni di incertezza:
In un incontro con lassistente sociale possono venire attivati vari
ruoli-amico, consigliere, giudice, figura parentale, responsabile dei
diritti
dei
bambini
o
dei
malati
mentali,
membro
dellamministrazione pubblica, insegnante, finanziatore, confidente,
terapeuta- in ognuno dei quali si configura uno scambio tra una
persona in difficolt e una persona che si propone come un punto di
riferimento. La natura di questo contatto iniziale, spesso data per
scontata nella multiforme attivit di un professionista: approfondire
largomento pu aumentare la nostra comprensione di quanto
accade nel momento della richiesta, anche ai fini di successive fasi
dellintervento.
Il concetto di sociale referencing stato elaborato sulla base di
osservazioni e ricerche provenienti da diverse discipline e in
sostanza definisce il processo di apprendimento sociale nel quale un
soggetto utilizza linformazione o linterpretazione di unaltra
persona per riformulare la propria versione dei fatti. E come se, in
una situazione di incertezza, avessimo bisogno di un sostegno che
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fornisca la struttura adatta o il significato appropriato in grado di


contenere lo stress.
Il fatto che veniamo al mondo in uno stato di assoluta impotenza
rende indispensabili acquisire determinate abilit e conoscenze
attraverso canali autorizzati: consigli medici dai dottori, pareri
legali degli avvocati, regole di condotta dei genitori.
La connessione tra asimmetria e competenza nella relazione mette
in moto un processo di social reference che attraversa tutta la vita e
che costituisce una sorta di interfaccia tra lindividuo e la societ.
E ormai un luogo comune riconoscere che lindividuo trae dal
contesto sociale i punti di riferimento ma, abbastanza recente
lattenzione rivolta al modo in cui la costruzione della realt sia
colorata gi nellinfanzia.
Fin dalla pi tenere et i bambini usano gli adulti per sapere cosa
pericoloso e cosa invece fa bene e utilizzano in tal senso non solo le
indicazioni di chi direttamente si prende cura di loro in un rapporto
di accudimento, ma anche quelle provenienti dal contesto allargato
che contribuisce alla comprensione del mondo circostante.
Lo schema teorico secondo il quale il bambino immerso nella vita
sociale ipotizza che il social referencing (il rivolgersi cio a una
persona ritenuta competente) abbia anche la funzione di regolare il
comportamento, nel senso che il bambino cerca una informazione
da un altro significato per sapere quale condotta tenere in situazioni
impreviste.
Alladulto non basta la disponibilit emotiva per essere un buon
punto di riferimento, ma occorre che sappia fornire soprattutto
comunicazioni coerenti.
Anche nelle circostanze migliori lo sviluppo non privo di conflitti e
dalle strategie della social reference nellet evolutiva possiamo
trarre insegnamenti utili quando pensiamo di aiutare gli altri.
Lobbligo di condividere gli oggetti con un altro bambino, ad
esempio, per non incorrere nella disapprovazione delladulto
rispettato pi facilmente se riguarda il ristretto gruppo di amici del
bambino piccolo: solo alle elementari che si fa strada lesigenza
dellimparzialit, come condizione per accettare dalladulto di
riferimento di condividere i propri interessi con gli estranei. Laltra
condizione che via via diventa determinante per imparare a
condividere non tanto gli oggetti quanto i significati quella di
poter negoziare, vale a dire la possibilit di usufruire di scambi
allinterno di un processo di andata e ritorno che permette al
bambino attivo di contribuire alla formazione delle regole.
In sostanza ci sono diversi livelli di sviluppo e diversi gradi di
incertezza nei quali il bambino ricorre al social referencing: dalle
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paure per la propria sopravvivenza al dubbio su quali regole e


proibizioni rispettare, allincertezza sui ruoli e sulle relazioni da
affrontare. Una volta appreso il linguaggio non solo le richieste
saranno facilitate, ma inizier anche quel dialogo mentale con le
figure di riferimento che via via prender il posto dello sguardo e
dellazione concreta.
Come si seleziona il referee al di fuori del contesto familiare? In una
prima fase scatta il meccanismo della transitivit in base al quale il
bambino accetta una persona perch scelta dalladulto amato:
voglio bene a mamma, mamma si fida del dottore, cos io suppongo
che devo dare ascolto a quanto il dottore mi dice; tale meccanismo
perdura anche nelladulto quando ritiene che il nemico del suo
nemico sia suo amico.
In realt una buona scelta dovrebbe basarsi sulla competenza: il
problema non sussiste nellinfanzia perch al genitore attribuito
un sapere onnisciente.
2.1.1. Possibili rischi di una relazione asimmetrica:
Se utilizziamo il modello della social reference allora diventa pi
evidente il rischio che venga assegnato allassistente sociale il ruolo
di controllore di una fascia di soggetti esclusi dalla negoziazione.
Cos come, infatti, il messaggio offerto pu trasformarsi in una
soluzione imposta, altrettanto probabile che laspetto di aiuto allo
sviluppo implicito nella professione dellassistente sociale venga
sommerso dal compito del regolatore esterno dei non garantiti.
La convinzione che il lavoro dellassistente sociale consiste
soprattutto nel gestire la giusta esclusione e non nellagevolare lo
sviluppo condivisa da quanti ritengono che in un paese moderno,
dove si spende gi troppo per il welfare, gli uomini e le donne
esclusi mancano di certi doti per cui non possono o non vogliono
cogliere le opportunit: contrasta tale opinion Michael Walzer,
sostenendo che la risposta alle eventuali forme di apatia, di
disinteresse e di capacit risiede nei sistemi di educazione e nei
servizi sociali, purch forniti di professionisti competenti che
sappiano essere un punto di riferimento. E in questa prospettiva
che linterazione iniziale acquista il significato di un processo di
sviluppo, in cui lindividuo come tale coinvolto a partire dalla
domanda.
E dalla fase della domanda che si stabilisce o no un contesto di
reciproca interazione; se la domanda eliminata, come nei servizi
sociali offerti, viene meno la sicurezza di essere riconosciuti in
grado di valutare i propri interessi e di saper chiedere il sostegno di
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cui si avverte la necessit.


La mancanza di una comunicazione bidirezionale allinizio di un
progetto talvolta resa necessaria dallurgenza di trasferire risorse,
riparare guasti, supplire carenze: questa scelta rischia di aggravare
gli aspetti paternalistici quando liniziativa comporta una rigida
assegnazione del polo attivo e competente alloperatore e di quello
passivo e indifferenziato ai beneficiari. Cos dilaga il modello del
deficit secondo il quale linadeguatezza del comportamento
dellassistito riflette qualche deficienza o interna alla persona, o
della sua famiglia o del gruppo etnico cui appartiene.
2.2 Lassistente sociale come punto di riferimento:
Uno dei lodi che si presenta sempre in ogni professione quello
dellapplicazione della conoscenza teorica ai problemi pratici.
Nellarea socio-assistenziale il setting rappresentato dallo
specifico servizio in cui il soggetto che pone la richiesta incontra
loperatore che risponde in modo pi o meno adeguato.
A chi serve lintervento (significato che lutente attribuisce alla sua
situazione)? Quando il momento migliore per applicare la propria
competenza?
Una delle condizioni perch possa svilupparsi un lavoro
sufficientemente buono tra operatore e utente quella che gli
assistenti sociali applichino a se stessi le medesime teorie.
Gli assistenti sociali non hanno bisogno di strumenti protesici,
perch devono essere in grado di affrontare problemi sempre nuovi
e diversi e proporre autonomamente soluzioni e attivit ritenute utili
a quel caso; inoltre solo avendo uno schema di riferimento teorico
che potranno valutare gli esiti dei loro interventi, acquisire una
coerenza tra il pensare e lagito e infine avere abbastanza fiducia in
se stessi da assumersi la responsabilit delle proprie scelte.
La premessa indispensabile di questo processo che il referee sia
competente, abbia cio piena consapevolezza dei vari livelli della
questione, conoscere ad esempio le leggi, le circolari, ma anche le
ragione che hanno determinato i provvedimenti legislativi.
Viene indicata la procedura da seguire aspetto strumentale- ma la
comunicazione non prescrive solo un comportamento, ma offre una
risposta affidabile che contribuisce a rendere laltro pi competente
rispetto al problema.
Il referee presta attenzione anche allo stile del richiedente, tiene
conto delle differenze individuali e ascolta minuziosamente i
dettagli della sua storia, aiutandolo cos a rivendicare il senso della
sua vita, piena di luci e ombre come quella di tutti, e dentro la quale
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pu anche essere integrata la sua sofferenza.


2.2.1 Fatti e significato nei diversi aspetti della social
reference:
Oltre alle richieste di chiarificazione del quadro istituzionale e di
appoggio in una struttura social referencing strumentaleallassistente sociale vengono rivolte anche domande di sostegno
emotivo, soprattutto nelle fasi di sviluppo che Bronfenbrenner
definisce di transizione ecologica. Quando un soggetto si trova per
la prima volta in una nuova situazione ambientale e sente che i suoi
precedenti punti di riferimento non sono sufficienti, ha bisogno di
collegamenti supplementari che lo aiutino ad affrontare lansia e la
confusione. In tali circostanze lassistente sociale pu rappresentare
una terza persona che costituisce una fonte di sicurezza, fornisce
un modello di interazione sociale, rinforza le iniziative della persona
in via di sviluppo.
<< Il potenziale evolutivo delle situazioni ambientali risulta
incrementati se i ruoli, le attivit e le diadi in cui la persona che
cresce si impegna incoraggiando lo svilupparsi di una fiducia
reciproca, di un orientamento positivo, dellaccordo tra le situazioni
ambientali per quanto concerne le mete di un equilibrio di potere
che va evolvendosi a favore della persona che cresce>>.
Nesso tra il social referencing e il conformismo: quando la ricerca di
un punto di riferimento pu essere dettata dal desiderio di essere
apprezzati dagli altri che contano, di sentirsi sicuri perch in
accordo con le norme sociali prevalenti in quel determinato gruppo
o con le regole della persona prescelta? In effetti il referencing pu
essere inteso sia come una forma attiva, un modo cio di usare le
interpretazioni degli altri per modificare il proprio modo di capiresentire una determinata situazione e costruirsi una propria opinione,
sia come sottomettersi alla pressione sociale, rappresentata in quel
momento dalla persona di riferimento.
Significato che assume per lindividuo il messaggio di un estraneo
competente classificazione in base a
a) A come i soggetti utilizzano il suggerimento (conformismo,
anticonformismo, indipendenza)
b) Alla finalit che i soggetti perseguono (essere accettati,
compiacere, identificarsi, internalizzare)
c) Alla natura della situazione (ambigua, rilevante, periferica)
d) Alla modalit di relazione con il referee (di attaccamento, di
fiducia, di dipendenza economica, di potere)
e) Alla qualit del metodo adottato dal referee (coerenza,
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consistenza,
strumentale,
sollecitata, offerta, imposta)

emotiva,

diretta,

indiretta,

Capitolo 3: Il tema dell'approccio intenzionale


3.1 Stati intenzionali e vincoli esterni:
A volte l'assistente sociale nutre la convinzione che, ricostruire per
intero il percorso dell'altro oppure l'abitudine di controllare
eccessivamente quello che viene detto durate i colloqui, sta a
significare il tentativo di stabilire la veridicit di ci che viene detto
dall'utente. Il rischio maggiore di ricorrere a tali procedure quello
di generare un ascolto sordo delle motivazioni\desideri\teorie e
soprattutto agli stati intenzionali che hanno accompagnato
l'individuo fino a quel momento. vero che gli stati intenzionali non
determinano mai completamente il corso delle azioni, ma trascurare
tale componente nel raccogliere una storia pu privare
l'interlocutore della sua capacit di scelta e quindi anche della sua
parte di responsabilit.
Ci che si fa pi importante di ci che si dice. Inoltre il contesto
pu influenzare il dubbio nell'operatore che l'utente ricorra alla
finzione\ipocrisia. Da parte dell'utente invece ambiguit tra
coercizione e voltariato.
L'assistente sociale competente dovr riuscire a creare durante i
colloqui un clima che permetta di entrare in contatto con il
significato che l'utente attribuisce alla sua storia, l'anamnesi che gli
assistenti sociali raccolgono, clima in cui l'utente sia libero di fornire
la sua versione e di esprimere come solito organizzare la sua
esperienza e come ha imparato a regolare gli effetti.
Il colloquio raggiunge il suo scopo se si riesce a mettere in relazione
la realt esterna e i modelli interiori che ciascuno ha elaborato. Il
problema per l'assistente sociale soprattutto quello di favorire
nell'utente una riflessione sul proprio percorso, di aiutare i
protagonisti ad immaginare le conseguenze delle alternative che
hanno di fronte senza per forza metterle alla prova.
Se lo scopo di promuovere la capacit di introspezione non viene
ritenuto perseguibile, l'assistente sociale rinforza negli utenti la
distinzione tra un mondo interno (affetti) e un mondo esterno
autonomo, non controllabile dall'uomo e nel quale ci che accade
non addebitabile ai nostri sforzi.
Quando si affrontano i problemi sociali da un punto di vista
operativo sembra complicato trovare gli strumenti teorici,che
pongono in una connessione logica il contesto economico
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istituzionale e le varie forme di comportamento/ pensieri /affetti di


coloro che fanno parte degli svantaggiati.
Approccio strutturalista: il peso delle strategie e delle motivazioni
individuali irrilevante, poich l'azione umana dominata dalla
struttura della societ e dal suo sistema di rapporti di produzione.
Approccio della non intenzionalit: comportamenti --->prodotti di
cause sociali \ psicologiche, cause cio che all'insaputa dei
soggettivi li spingono verso un corso di azione determinato. I
soggetti sono quindi incapaci di soppesare le diverse opzioni per
colpa di spinte che oltrepassano la consapevolezza.
Approccio dell'intenzionalit: gli individui agiscono per lo pi sulla
base di propositi, cercando di realizzare le loro intenzioni e di porsi
in relazione con il futuro, per altri soggetti l'azione intenzionale
rivolta a modificare sia i vincoli esterni che le proprie preferenze: gli
individui non si accontentano delle alternative che hanno di fronte,
ma cercano di aprirne di nuove per se o di precluderne altre al
prossimo.
3.1.1. importanza delle connessioni in un lavoro di frontiera:
Il cambiamento il prodotto della congiunzione tra dubbi ed
inquietudini preesistenti con una sorta di immagine di come
sarebbe la situazione con un atteggiamento diverso pi alcuni
eventi o esperienze che fungono da catalizzatori.
Quarta causa: lo sforzo come manifestazione di volont , il fattore
pi personale / interno. Tutte queste cause influiscono sulla
percezione di se dell'individuo, ma non tutte nascono con lui:
1) discriminazione --->modalit esterna che pu avere effetti
psicologici
interni
2) classe di appartenenza ---> dato ambientale trasmesso dalla
famiglia
3) talento ---> fattore interno che genera vantaggi solo se viene ben
coltivato e grazie alla sua interazione con la struttura sociale.
4) lo sforzo il fattore nelle mani del soggetto agente e pu fare la
differenza, anche se la sua efficacia dipende dalle regole e dagli
incentivi che vigono in quel contesto: la gamma degli esiti possibili,
infatti, il risultato degli effetti combinati di tutti i fattori presi in
considerazione e di innumerevoli scelte personali.
3.2 il servizio sociale : rete di salvataggio o agenzia di
inclusione?:
Il problema di utilizzare le risorse disponibili, se allo scopo
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prevalente di assicurare una vita civile a quanti, non sono in grado


di raggiungere da soli un livello di vita soddisfacente o per
promuovere lo sviluppo e la formazione dei soggetti a rischio, si
pone anche nell'organizzazione dei servizi sociali e nell'assetto
mentale di ogni addetto ai lavori.
Se vero l'ignoranza del futuro permette di attribuire un significato
a tutto, come pu l'assistente sociale, circoscrivere il suo intervento
e valutare l'intreccio tra i problemi strutturali, le forze inerziali e le
indicazioni spesso contraddittorie dell'utente?
Esperienza: avere osservato una gamma molto ampia di
comportamenti e quindi una varianza sia dei processi che degli esiti
impedisce di vedere la prevenzione come l'obbligo di raggiungere
mete prefissate.
L'esperienza acquisita sul campo dell'assistente sociale ha una
valenza maggiore se stata accompagnata dalla supervisione.
L'esperienza pu anche in qualche modo essere trasmessa, come
avviene ad esempio, quando si discutono in classe i casi che gli
allievi vedono al tirocinio, cosi che spesso hanno una lunga storia
alle spalle. La descrizione dello stato attuale dell'utente preceduta
dall'anamnesi: lo sguardo al passato serve a portarle alla luce una
serie di possibilit che non sono pi neanche probabili, ma che
diversamente connesse, avrebbero forse generato una catena di
avvenimenti meno drammatica.
molto difficile spostare l'attenzione sul passato, che ad una prima
lettura appare come una triste storia di sfortuna individuale e di
fallimento; dopo tutto la scuola e la formazione lavorativa avevano
svolto il loro compito. In nome dei sentimenti bene istituire una
rete di salvataggio, anche molto costosa, che fornisca sollievo a
coloro che falliscono.
invece, proprio un esame attento delle mancate connessioni tra
operatori sociali ed insegnanti, tra incidente sul lavoro e solitudine
materna, tra la perdita della vita familiare e perdite successive
permette di ipotizzare che il fallimento sia il prodotto di una serie di
decisioni basate sull'indifferenza,su forme di disimpegno sottili e
indirette che hanno aggravato la condizione di vulnerabilit
dell'utente.
Assistente sociale ---> spazio nelle strutture istituzionali sapendo
uscire dagli schemi rigidi imposti dagli altri.
3.3 le scelte difficili di alcuni adolescenti: l'assistente
sociale pu costituire una risorsa?:
L'esperienza

indiretta

indiretta
14

non

basta

rafforzare

nell'assistente sociale la capacit di impostare interventi evolutivi:


soprattutto quando le situazioni sono molto conflittuali, le risorse
limitate e la parte intenzionale dell'utente poco leggibile diventa
indispensabile investire nella conoscenza e nelle sperimentazioni,
se non altro per ridurre lo spazio eccessivo dato al soggettivismo
del singolo operatore.
A volte tra le conoscenze e le ricerche prodotte in ambiti specifici e
l'area dell'intervento sociale non sembra vi sia una buona
comunicazione, come se nel momento operativo prevalesse
comunque una rappresentazione dell'adolescente pi statica e
tradizionale. Cosi come non auspicabile che un assistente sociale
basi il suo intervento solo sull'empatia , allo stesso modo non
sufficiente ancorare il lavoro di tutela di un minore affidandosi
unicamente ai pi preziosi profili di rischio, vale a dire a quegli
indicatori che segnalano con il loro accumularsi una situazione
preoccupante per l'et evolutiva sia nell'ambiente sociale che a
scuola, nella famiglia o rispetto allo sviluppo psicofisico.
Quello che resta fuori dal quadro- la variabile annessa la parte
intenzionale , il progetto di se che l'adolescente in grado di
costruire.
Se consideriamo la fase adolescenziale come il punto di arrivo della
vicenda evolutiva infantile e nello stesso tempo il punto di partenza
della vita adulta, assunzione di responsabilit, non possiamo
trascurare il ruolo che svolge l'istruzione in questo percorso
interattivo. La scuola costituisce una strada fondamentale del
processo di maturazione soprattutto attraverso l'entrata in scena di
nuove figure adulte competenti che possono incidere sullo
svantaggio iniziale o renderlo definitivo.
Sulla base delle ricerche condotte da Havenioun e Walf, si afferma
che il conseguimento o meno del successo scolastico dipende da tre
fattori: le scelte politiche che determinano l'investimento pubblico
nell'istruzione, le scelte dei genitori che riguardano il quanto e il
come delle loro decisioni debba essere investito nella formazione
dei figli e le scelte attuate dagli adolescenti stessi a seconda delle
loro preferenze e del loro investimento nelle diverse opportunit
che il sistema istituzionale offre.
Capitolo 4:Il tema dello sviluppo prossimale
4.1 Mediazione
individuale:

tra

il

mondo

esterno

l'esperienza

La Crittenden commenta l'aneddoto sottolineando come, nel


15

contesto di un ambiente genitoriale distorto,il potenziale intellettivo


non si realizza fino a quando non fu sufficientemente matura da
poter utilizzare un riscontro verbale sulla sua capacit. Questo
frammento discrepante di informazioni su se stessa era cosi
piccolo\imprevedibile\isolato che impossibile credere che possa
avere avuto un effetto cosi profondo sul percorso emotivo di Anna.
L'importanza di tale piccola perturbazione nel flusso degli eventi
potrebbe essere imperniate sulla sua coerenza, in maniera non
ancora articolata, con il se intelligente, interno,vissuto privatamente
da Anna. Il momento nel tempo in cui l'episodio avvenuto e le
successive transizioni evolutive hanno contribuito a dare ad Anna
una maggiore competenza mentale: ci le ha consentito di scoprire
il successo scolastico, di promuovere nel mondo esterno e in quello
familiare una sua maniera di suscitare approvazione attraverso la
produzione
di
un
risultano.
4.2

Sviluppo

prossimale

professioni

di

aiuto:

In un ciclostilato utilizzato dalla scuola di servizio sociale negli anni


80 veniva posta alla base dell'intervento focale degli assistenti
sociali la capacit di saper distinguere tra i clienti che hanno
necessit di dipendenza da coloro per i quali pi appropriato
alimentare il potenziale di crescita assistendoli, vale a dire
affiancandoli nelle loro scelte invece di agire in sostituzione, magari
ricorrendo
a
costose
risorse.
L'autore sottolinea come vi siano utenti in grado di poter usare
un'offerta di aiuto solo attraverso l'esperienza di non doverla
accettare per forza, e l'importanza che l'assistente sociale sappia
riconoscere ed esprimere ci che l'utente sul punto di riconoscere
da solo a livello conscio. Richiamando i concetti di rinforzo e
feedback positivo cosi come vengono adoperati nell'area educativa,
l'autore insiste sulla opportunit che l'utente senta che i suoi sforzi
e i suoi progressi vengono riconosciuti e valorizzati. Il darsi un
compito aiuta l'utente a trarre un senso della propria esistenza.
Seguendo il filone di alcuni psicoterapeuti Rapaport scriveva, nella
revisione dei suoi precedenti lavori, che lo sviluppo della teoria
dell'apprendimento era una dei maggiori impegni che la teoria
psicoanalitica doveva affrontare. Un ulteriore punto di vista
rappresentato da Gedo che sottolinea l'importanza degli interventi
non interpretativi, ovvero attivit terapeutiche che rispondono
all'esigenza di offrire all'analizzando un ambiente di sostegno nella
situazione di trattamento : assistendo l'analizzando a percepire la
natura specifica del suo bisogno, e il modo in cui l'analista ha
16

potuto andarvi incontro nella relazione terapeutica, possiamo


aiutarlo ad imparare a compiere da se le stesse funzioni , cosi come
i bambini. Questo processo chiaramente non implica l'esposizione di
desideri inconsci; consiste nello sviluppare l'apprendimento di
bisogni sino a quel momento sconosciuti e nello sviluppare
programmi razionali per la loro realizzazione---> AREA DI SVILUPPO
PROSSIMALE.
dunque evidente che l'area di sviluppo prossimale presente
nelle riflessioni degli psicoterapeuti ed alla base di quegli
interventi in contesti non convenzionali, come le visite domiciliari,
iniziati dalla Fraiberrg e ripresi negli attuali programmi bambinogenitore in popolazioni svantaggiate dal punto di vista psicosociale.
A fronte di questi nuovi modelli operativi, il percorso degli assistenti
sociali, cosi tumultuoso e incerto, ha reso difficile il ricorso a
strumenti che permettessero alla zona di sviluppo prossimale di
entrare a pieno titolo nella cassetta degli attrezzi. L'obiettivo sulla
riflessione teorica ha proceduto in modo alternato, a volte cercando
un adeguamento a teorie proprie di altre discipline giustapposte ad
una poca elaborata idea di operativit, a tali nodi da sciogliere da
un punto di vista formativo, si aggiunto un lavoro quotidiano che
nell'ultimo decennio si spostato sulla funzione di controllo.

4.3

L'assistente

sociale

pu

funzionare

da

tutor?:

Secondo Vygotskij l'apprendimento umano presuppone una


specifica natura sociale ed un'impresa collaborativa in cui la
persona di riferimento fornisce l'impalcatura di sostegno che
consente all'altro di acquisire nuove competenze. Bruner sottolinea
come in questo processo sia importante la negoziazione , lo
scambio interattivo basato su continui aggiustamenti adattivi degli
interlocutori. L'efficacia del processo dipende dalla sintonia che
riesce a crearsi. Il tutor da una parte e gli intenti e il modo di
esprimersi dei soggetti coinvolti: quali caratteristiche deve avere un
buon tutor? Saper distinguere le difficolt oggettive che una
determinata situazione presenta dalla percezione soggettiva delle
difficolt che intuisce nell'altro; che quest'ultimo abbia un punto di
vista irrealistico,che sembri privo di un programma coerente di
azione o dotato di una vita mentale scomposta in frammenti,
conferma nel tutor la consapevolezza di quanto un individuo possa
essere sopraffatto da motivazioni profonde. Il suo compito quello
17

di costruire un ponte realistico tra le capacit presenti nel soggetto


implicato e la situazione da affrontare. Il tutor dovrebbe mediare tra
gli aspetti negativi e il passo ulteriore da compiere riconoscere
l'utilit di riflettere sugli eventuali errori per stabilire insieme una
gerarchia
di
priorit.
Un terreno di elezione del processo educativo senza dubbio quello
della scuola , perch l'insegnante sia in grado di prestare attenzione
sia al mondo interno del bambino che agli aspetti della realt
sociale. Il modello vygotsciciano implica che tutti i protagonisti
abbiano un ruolo attivo, non siano solo spettatori che applicano
regole prestabilite: soprattutto quando la carenza dell'ambiente
genera soggetti sprovveduti sul piano conoscitivo necessario
poter usufruire di supporti sociali idonei al passaggio nella zona di
sviluppo
prossimale.
Carboni ---> la sua intenzione quella di valorizzare lo specifico
linguaggio utilizzato dagli adolescenti fornendo loro la possibilit di
farne un uso consapevole: mentre il tipo di comunicazione usato a
scuola soprattutto verbale o scritto, il progetto video ha reso
possibile ricorrere a una pluralit di linguaggi di cui tali ragazzi sono
portatori. Si volta cosi una vera esperienza di apprendimento in
quei venivano integrati questi, suoni, verbalizzazione ed immagini,
durante i pomeriggi di lavoro all'interno della scuola, a sua volta
partecipa del progetto con alcuni docenti: negli incontri il massimo
di libert espressiva era garantito insieme a modalit operative che
consentivano non solo la soddisfazione di realizzare un prodotto
finito, ma anche attraverso l'apprendimento della scaletta di
montaggio e le scelte del materiale di fare un minimo di ordine in
un mondo adolescenziale caotico.
4.3 Strutture
differenti:

di

sostegno

personalizzate

in

contesti

La chiave di lettura individuata da Vygotskij per analizzare il


rapporto tra apprendimento e sviluppo, tra sviluppo attuale e
sviluppo potenziale, incentivato quest'ultimo dalla collaborazione
con un altro pi competente, sottolinea un modello tutoriale che
pu essere utilizzato per valutare le diverse forme di monitoraggio e
di assistenza che accompagnano i soggetti in difficolt. Ricerche
empiriche condotte negli anni 90 pongono al centro del loro
interesse la correlazione tra svantaggio e sviluppo: come indicatori
di un possibile esito di maltrattamento dei minori vengono
evidenziati non solo il progressivo impoverimento delle condizioni
economiche e l'instabilit residenziale,ma anche l'eccessivo numero
18

di bambini per adulto, a significare come la mancanza di attenzione


nei confronti di loro che crescono abbia esiti negativi prevedibili. Se
il clima della scuola buono, se gli insegnanti e gli altri operatori
sono disponibili e competenti, se nell'ambiente allargato si trovano
forme di collaborazione e di sostegno sociale, allora lo sviluppo
psicologico, il successo scolastico e un comportamento responsabile
sono
esiti
possibili,
nonostante
la
partenza
in
salita.
La mediazione tra svantaggio e sviluppo sembra dunque avvenire
sulla base di esperienze interattive che hanno a che fare con la vita
quotidiana e che svolgono una funzione protettiva e compensatoria;
la loro assenza o la cattiva gestione generano e moltiplicano i rischi
cui

sottoposto
un
soggetto
che
cresce.
Quale ulteriore contributo sul piano della politica sociale e degli
interventi che offre il modello V.? Sembra che il viaggio attraverso la
zona di sviluppo prossimale parta della premessa che le persone
prive di una particolare abilit di un contesto e che vengono definite
inadeguate, rispetto a questa area, possono dimostrare di essere
invece capaci in altri contesti,purch abbiamo la possibilit di
usufruire di una esperienza interattiva che li aiuti a portare alla luce
il
potenziale
latente.
A volte la storia del singolo individuo cosi costellata di fatti ,
anche drammatici, e la dimensione dell'agire appare totalmente
preponderante che non solo il soggetto implicato, ma anche chi ha
il compito di aiutarlo non si pone neanche l'interrogativo del
riscontro che le esperienze reali hanno per la persona interessata
soprattutto nei punti di svolta della vita, la possibilit di avere
strutture addizionali di sostegno facilita il percorso tra ostacoli e
opportunit e consente al protagonista di collegare in modo
coerente le aspettative coltivate nel mondo interno e le
manifestazioni
esterne.
Il nodo fondamentale rappresentato dallo sviluppo della relazione
personalizzata, che mette a confronto le reciproche aspettative \
ruoli \ programma da portare avanti insieme

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