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L.

1 Curve parametrizzate
1.1 Definizioni , esempi e nozioni di base

1.1.1 Definizione
Una curva parametrizzata di Rn un'applicazione differenziabile a : I Rn definita su un intervallo I
della retta reale a valori in Rn . Se scegliamo un sistema di riferimento, il punto a(t) ha coordinate
(x 1 (t),.....,x n (t)), le componenti x i (t) sono funzioni numeriche del parametro t. Diremo che la curva
di classe Ck se tutte le sue componenti sono funzioni con derivate continue fino all'ordine k. In base a
questa definizione, una curva parametrizzata un'applicazione e non un insieme di punti. Intiutivamente, a(t) un punto mobile di Rn che, al variare del parametro t, descrive una traiettoria, rappresentata dal sottoinsieme G a = {a(t) : t I} di Rn .
1.1.2 Esempi
1.1.2.1 Esempio 1
Ad esempio, le rette di Rn sono le traiettorie descritte da un punto un moto rettilineo uniforme, con
velocit costante non nulla, ed rappresentata tramite equazioni parametriche
a 1 (t) = a
dove a 1 ,...,a

+ tv

,...., a n (t) = a

sono le coordinate del punto iniziale e v 1 ,...,v

+ tv n , tR,

sono le componenti della velocit v,

che nel caso uniforme un vettore di R . Se f : R R una funzione suriettiva di classe Ck allora la
nuova curva parametrizzata con componenti
n

a 1 [f(t)] = a

+ f(t)v

,...., a n [f(t)] = a

+ f(t)v n , tR,

ha la stessa traiettoria di a (cio una retta) ma percorsa con una diversa legge oraria e, in quanto
curva parametrizzata diversa da a. In generale, quando si parla di retta parametrizzata ci si riferisce
a una parametrizzazione con velocit costante.
1.1.2.2 Esempio 2
Una circonferenza del piano la traiettoria descritta da un punto materiale animato da un moto
circolare uniforme ed rappresentata da equazioni parametriche del tipo
a 1 (t) = rCos(wt+t 0 ) + x 0 , a 2 (t) = rSin(wt+t 0 ) + y

tR,

dove (x 0 ,y 0 ) sono le coordinate del centro, r il raggio ed w0 la velocit angolare. Analogamente, un'ellisse con centro nel punto (x 0 ,y 0 ) e assi coordinati come assi di simmetria ammette una
rappresentazione parametrica del tipo
a 1 (t) = aCos(wt+t 0 ) + x 0 , a 2 (t) = bSin(wt+t 0 ) + y

tR,

Le parametrizzazioni delle circonferenze e delle ellissi sono periodiche con periodo 2p/w e le corrispondenti traiettorie sono delle curve chiuse. Inoltre la restrizione della parametrizzazione a sull'intervallo
[0,2p/w) iniettiva e le traiettorie sono semplici (cio prive di autointersezioni). Un esempio di curva
chiusa ma con un autointersezione la lemniscata di Gerono definita dalle equazioni parametriche

L1.nb

Le parametrizzazioni delle circonferenze e delle ellissi sono periodiche con periodo 2p/w e le corrispondenti traiettorie sono delle curve chiuse. Inoltre la restrizione della parametrizzazione a sull'intervallo
[0,2p/w) iniettiva e le traiettorie sono semplici (cio prive di autointersezioni). Un esempio di curva
chiusa ma con un autointersezione la lemniscata di Gerono definita dalle equazioni parametriche
a(t)=(Sin(t) ,Sin(t)Cos(t)), tR.

0.4
0.2

-1.0

-0.5

0.5

1.0

-0.2
-0.4

a := 0; b := 2 Pi;
a@t_D := 8Sin@tD, Sin@tD Cos@tD<;
Programma

Animazione

Una classe interessante di curve chiuse sono le curve di Grandi :


a(t) = (h+kCos(wt))(Cos(t), Sin(t)),
dove w un numero razionale positivo e h,k sono due parametri reali non entrambi nulli. Per k = 0 la
curva di Grandi una circonferenza.
a@t_, h_, k_, p_, q_D := Hh + k * Cos@Hp qL * tDL 8Cos@tD, Sin@tD<;
CurvaGrandi@h_, k_, p_, q_D := ParametricPlot@a@t, h, k, p, qD,
8t, 0, 2 * p * p<, PlotRange All, PlotStyle 88Thickness@0.008D, Red<<,
ColorFunction Function@8x, y, t<, Hue@0DD, Background GrayLevel@0.7DD;
CurvaGrandi@4, 1, 7, 1D

Se w = p/q, dove p e q sono relativamente primi, la curva ha un gruppo di simmetria ciclico di ordine
p, generato da una rotazione antioraria di un anglo con ampiezza 2p/p. Quando il parametro w un
intero e h>k la curva non ha autointersezioni. A priori il parametro w potrebbe anche essere un
numero irrazionale.In questo caso si ottengono traiettorie limitate ma non chiuse, con immagine
densa in una regione anulare, come messo in evidenza dalla seguente figura :

L1.nb

-6 -4 -2
-2

-6 -4 -2
-2

-4

-4

-6

-6

-6 -4 -2
-2

-6 -4 -2
-2

-4

-4

-6

-6

Una classe notevole di spirali sono le spirali logaritmiche definite da equazioni parametriche del tipo
1.1.2.4 Esempio 4
Una terza classe notevole di spirali sono le cosidette spirali di Corn (Clotoidi), che trovano applicazione nella progettazione di svincoli autostradali. Le parametrizzazioni delle spirali di Corn sono
del tipo
a(t) = (0 Cos(hu2 )du, (0 Sin(hu2 )du),
t

dove h una costante reale non nulla. Si noti che gli integrali che compaiono nella definizione non
sono direttamente esprimibili con funzioni elementari :
x@t_, h_, n_D := FullSimplify@Integrate@Cos@h * t ^ nD, tD, Element@t, RealsDD

y@t_, h_, n_D := FullSimplify@Integrate@Sin@h * t ^ nD, tD, Element@t, RealsDD

x@t, h, nD

y@t, h, nD
Plot@Evaluate@y@t, 1, 2DD, 8t, - 2, 2<,
PlotRange All, PlotStyle 88Thickness@0.008D, Red<<,
ColorFunction Function@8x, y, t<, Hue@0DD, Background GrayLevel@0.7DD

L1.nb

a := - 10; b := 10
CLOTOIDE@h_, n_D :=
ParametricPlot@Evaluate@8x@t, h, nD, y@t, h, nD<D, 8t, a, b<, PlotRange All,
PlotStyle 88Thickness@0.002D, Red<<, Background GrayLevel@1DD;
CLOTOIDE@2, 2D

1.1.2.5 Esempio 5
Un'elica circolare la traiettoria descritta da un punto dello spazio animato da un moto elicoidale
uniforme, cio da un moto rotatorio uniforme intorno ad una retta (asse dell'elica ) e da un moto
rettilineo uniforme nella direzione dell'asse. Se scegliamo il sistema di riferimento in modo che l'asse
di rotazione coincida con l'asse coordinato Oz, l'elica circolare rappresentata da equazioni parametriche del tipo
a 1 (t) = rCos(wt+t 0 ), a 2 (t) = rSin(wt+t 0 ), a 3 (t) = vt+z

tR,

dove v la velocit del moto rettilineo uniforme e w 0 la velocit angolare del moto rotatorio. Se w
positiva l'elica destrorsa e per w < 0 si ottengono eliche sinsitrorse. Eliche con velocit angolari
uguali in modulo ma di segno opposto non sono congruenti rispetto al gruppo dei moti rigidi. Tuttavia
si possono ottenere l'una dall'altra mediante una riflessione rispetto al piano perpendicoale all'asse e
si dice che hanno chiralit opposta. Praticamente, l'immagine riflessa su uno specchio di un'elica
destrorsa diventa un'elica sinistrosa e viceversa. In chimica, una molecola che ammette un'immagine
speculare non sovrapponibile a s detta chirale. Due molecole identiche in tutto, salvo l'essere una
l'immagine spaculare dell'altra (come ad esempio nel caso delle eliche sinistrorse e destrorse) sono
dette enantiomeri . Spesso nei sistemi viventi solo uno dei due enantiomeri di una coppia chirale
viene coinvolto nei cicli metabolici mentre l'altro viene ignorato o pu addirittura avere degli effetti
nocivi. Ad esempio, l'attivit iponotica della talidomide, un calmante messo in commercio nel 1956,
era presente in entrambi gli enantiomeri della molecola, per solo uno di essi entra nel ciclo metabolico e viene convertito in una sostanza con effetti teratogeni e provoca serie malformazione nei feti
delle donne incinte. La figura riproduce due eliche chirali l'una dell'altra.

ElicheCircolari

Eliche

1.1.3 Definizione
Sia a : I Rn una curva parametrizzata di classe Ck , k 1. Indichiamo con aHhL (t 0 ) le derivate di
a di ordine h, con h k calcolate all'istante t = t 0 . Ad esempio, la derivata prima a'(t 0 ) e la derivata
seconda a''(t 0 ) rappresentano rispettivamente la velocit e l'accelerazione all'istante t = t 0 .
- Diremo che a(t 0 ) un punto stazionario di a se a'(t0 ) = 0Rn In caso contrario a(t 0 ) si dice punto
regolare. Se a(t) regolare, per ogni tI, allora la curva a si dice regolare.
- Se a(t 0 ) un punto regolare, il vettore non nullo a'(t 0 ) si dice vettore tangente alla curva in
a(t 0 ). La retta vettoriale L[a'(t 0 )] Rn generata da a'(t 0 ) la retta tangente vettoriale di a in
a(t 0 ). La retta con giacitura L[a'(t 0 )] e passante per a(t 0 ) si dice retta tangente ad a in a(t 0 ) ed

Sia a : I Rn una curva parametrizzata di classe Ck , k 1. Indichiamo con aHhL (t 0 ) le derivate di


L1.nb
a di ordine h, con h k calcolate all'istante t = t 0 . Ad esempio, la derivata prima a'(t 0 ) e la derivata
seconda a''(t 0 ) rappresentano rispettivamente la velocit e l'accelerazione all'istante t = t 0 .
- Diremo che a(t 0 ) un punto stazionario di a se a'(t0 ) = 0Rn In caso contrario a(t 0 ) si dice punto
regolare. Se a(t) regolare, per ogni tI, allora la curva a si dice regolare.
- Se a(t 0 ) un punto regolare, il vettore non nullo a'(t 0 ) si dice vettore tangente alla curva in
a(t 0 ). La retta vettoriale L[a'(t 0 )] Rn generata da a'(t 0 ) la retta tangente vettoriale di a in
a(t 0 ). La retta con giacitura L[a'(t 0 )] e passante per a(t 0 ) si dice retta tangente ad a in a(t 0 ) ed
denotata con T(a, t 0 ).
- Se la curva regolare, il vettore unitario a'(t 0 )/||a'(t 0 )||, denotato con T a (t 0 ), si dice versore
tangente ad a in a(t 0 ).
- Un punto regolare a(t 0 ) si dice punto di flesso se la velocit a'(t 0 ) e l'accelerazione a''(t 0 ) sono
linearmente dipendenti.
- Se a(t 0 ) regolare e se a'(t 0 ) e a''(t 0 ) sono linearmente indipendenti, allora il punto si dice
biregolare. In un punto biregolare ha senso considerare il piano osculatore ad a in a(t 0 ), cio il
piano passante per a(t 0 ) con giacitura generata da a'(t 0 ) e a''(t 0 ).

1.1.4 Esempi
1.1.4.1 Esempio 1
Il calcolo delle derivate successive di una curva parametrizzata, del suo sviluppo in serie di Taylor e
la ricerca dei punti stazionari e dei punti di flesso possono essere effettuati usando direttive implementate in Mathematica :
ak@t_, k_D := FullSimplify@Derivative@kD@aD@tDD;
Taylor@t0_, k_D := Series@a@tD, 8t, t0, k<D;

PuntiStazionari := Reduce@8D@a@tD, tD.D@a@tD, tD 0<, 8t<, RealsD;


PuntiFlesso :=

Reduce@8HD@a@tD, tD D@D@a@tD, tD, tDL.HD@a@tD, tD D@D@a@tD, tD, tDL 0<, 8t<, RealsD;

Consideriamo ad esempio la cardioide, cio la curva parametrizzata di R2 definita da

a 1 (t) =

1
1
1
- Cos(t) + Cos(2t), a 2 (t) = Sin(t) Sin(2t), tR.
2
2
2

a := 0; b := 2 Pi;
1
1
1
a@t_D := : - Cos@tD + Cos@2 tD, Sin@tD - Sin@2 tD>;
2
2
2

ParametricPlot@a@tD, 8t, a, b<, PlotRange All,


PlotStyle 88Thickness@0.01D, Red<<, PlotPoints 100,
ColorFunction Function@8x, y, t<, Hue@0DD, Background GrayLevel@0.7DD
Programma

L1.nb

Animazione

Il punto mobile a(t) passa per l'origine delle coordinate negli istanti tk = 2kp, k Z. Dalla figura e
dall'animazione si vede che a'(tk ) = 0, per ogni k. Quindi i punti a(tk ) sono stazionari.
ak@t_, k_D := FullSimplify@Derivative@kD@aD@tDD;
Taylor@t0_, k_D := Series@a@tD, 8t, t0, k<D;

PuntiStazionari := Reduce@8D@a@tD, tD.D@a@tD, tD 0<, 8t<, RealsD;

Table@ak@0, kD, 8k, 1, 10<D


Taylor@0, 10D

PuntiStazionari

1.1.4.2 Esempio 2
Consideriamo l'elica circolare con equazione parametrica
a 1 (t) = rCos(w t), a 2 (t) = rSin(w t), a 3 (t) = v t tR,
Il vettore velocit dato da
a' 1 (t) = - wrSin(w t), a' 2 (t) = wrCos(w t), a' 3 (t) = v,

tR.

Dunque
a'(t)

= w2 r 2 + v 2 0, tR.

Pertanto l'elica circolare una curva parametrizzata regolare, percorsa con velocit scalare
costante.Si noti che a'(t)k = v (costante). Questo significa che il vettore tangente forma un angolo
costante con l'asse coordinato Oz. Calcoliamo l'accelerazione
a'' 1 (t) = - w2 rCos(w t), a' 2 (t) = - w2 rSin(w t), a' 3 (t) = 0,

"tR

e il prodotto vettoriale
a'(t) a''(t) = (rvw2 Sin(w t), -rvw2 Cos(w t), r 2 w3 ) 0R3 , "tR.
Quindi le eliche circolari sono delle curve biregolari.

L1.nb

a@t_D := 8r * Cos@w * tD, r * Sin@w * tD, v * t<


FullSimplify@D@a@tD, tD D@D@a@tD, tD, tD, Element@t

w, RealsDD

L'equazione parametrica della retta tangente ad a in a(t)


P(u) = ua'(t) + a(t).
Fissando t specifichiamo il punto della curva, al variare di u il punto P(u) descrive la retta tangente.
P@u_, t_D :=
Evaluate@FullSimplify@u * D@a@tD, tD + a@tD, Element@t

w, RealsDDD

P@u, tD

Ad esempio, l'equazione della retta tangente nel punto a(0) si ottiene ponendo t = 0 nella formula
precedente :
P@u, 0D

Il piano osculatore di a in a(t) il piano passante per a(t) perprendicolare ad a'(t) a''(t). Quindi la sua
equazione cartesiana
a'(t) a''(t)(P(x,y,z) - a(t)) = 0.

PianoOsculatore@t_D := Evaluate@FullSimplify@
D@a@tD, tD D@D@a@tD, tD, tD.H8x, y, z< - a@tDL, Element@t

w, RealsDDD

PianoOsculatore@tD

Ad esempio, l'equazione del piano osculatore nel punto a(0) si ottiene ponendo t = 0 nella formula
precedente :
PianoOsculatore@0D

1.2 Riparametrizzazioni, cambi di parametro, ascissa curvilinea e parametrizzazioni mediante lascissa curvilinea

1.2.1 Definizione
Siano a : I Rn e b : J Rn due curve regolari di classe Ck (k1). Diremo che b una
riparametrizzazione di a se esiste una funzione monotona di classe Ck

L1.nb

h:JI
tale che b = ah. Diremo che h un cambio di parametro e che b ottenuta da a con il cambio di
parametro h. Se h strettamente crescente diremo che a e b hanno lo stesso orientamento. In caso
contrario le curve avranno orientamento opposto. Si noti che le traiettorie di a e di b coincidono.
1.2.3 Definizione
Consideriamo una curva parametrizzata regolare a : I Rn di classe Ck (k1) e fissiamo t 0 I.
Chiamiamo ascisse curvilinee di a le primitive della velocit scalare va = a'. Quindi, un ascissa
curvilinea una funzione del tipo
s : t I t t a'(u)du + c R,
0

dove t0 I e c una costante reale.


1.2.4 Osservazione

- Le ascisse curvilinee di una curva regolare a sono definite a meno di una costante additiva.
- Se a di classe Ck anche le ascisse curvilinee sono di classe Ck .
- s'(t) = a'(t) > 0 e quindi le ascisse curvilinee sono funzioni strettamente crescenti. In particolare,
J = s(I) R un intervallo della retta reale ed s : I J un diffeomorfismo, cio possiede una
funzione inversa s : J I di classe Ck .

- se la curva percorsa con velocit scalare costante 1 allora s(t) = t + c, con c costante. In tal caso
diremo che la curva parametrizzata con l'ascissa curvilinea..

1.2.5 Teorema
Ogni curva regolare a : I Rn pu essere riparametrizzata mediante l'ascissa curvilinea.
Dimostrazione
Sia s : I J R un ascissa curvilinea di a con inversa s : J I. Denotiamo con b : J Rn la
riparametrizzazione as di a. Verifichiamo che b parametrizzata mediante l'ascissa curvilinea.
Anzitutto, per la regola di derivazione della funzione inversa sappiamo che
s'[s(t)] = 1/s'(t),
Sia s

"t I.

= s(t 0 ) J, allora usando la regola della derivazione delle funzioni composte otteniamo
b' (s 0 ) = (as)' (s 0 ) = a'[s((s 0 )] s'(s 0 ) = a'(t 0 )s'(t 0 )

-1

L1.nb

b' (s 0 ) = (as)' (s 0 ) = a'[s((s 0 )] s'(s 0 ) = a'(t 0 )s'(t 0 )

-1

Quindi

per ogni s

b' (s 0 ) = a'(t 0 )s'(t 0 )

J. Il teorema cos dimostrato.

-1

= a'(t 0 )a'(t 0 )

-1

= 1,

1.2.6 Esempi
1.2.6.1 Esempio 1
Riconsideriamo l'esempio 1.2.2 relativo alla spirale logaritmica
a(t) = c t (Cos(t), Sin(t)), t R,
a@t_D := c * Exp@tD 8Cos@tD, Sin@tD<;
va@t_D := FullSimplify@, HD@a@tD, tD.D@a@tD, tDL, Element@c

t, RealsD && c > 0D

va@tD

Quindi le ascisse curvilinee della spirale logaritmica sono funzioni del tipo
s(t) = c 2 u du = c 2 t + h

dove h una costante d'integrazione. Scegliamo l'ascissa curvilinea con h = 0. Allora l'immagine di s
l'intervallo (0, ), con inversa

s : s (0, ) Log (

) R.

2 c

Dunque

b(s) = a[s(s)] =

s
2

(Cos[ Log (

)], Sin[ Log (

2 c

)])

2 c

una riparametrizzazione di a mediante l'ascissa curvilinea.


1.2.6.2 Esempio 2
Per una curva generale il calcolo dell'integrale indefinito con cui si definiscono le ascisse curvilinee
potrebbe non essere risolubile con funzioni elementari. Gi nel caso di una curva molto semplice
come l'ellisse
a(t) = (aCos(t), bSin(t)), t R,
con semiassi a > b > 0, l'integrale della velocit non di tipo elementare e pu essere calcolato solo
ricorrendo ai cosidetti integrali ellittici di seconda specie

10

L1.nb

con semiassi a > b > 0, l'integrale della velocit non di tipo elementare e pu essere calcolato solo
ricorrendo ai cosidetti integrali ellittici di seconda specie
a@t_D := 8a * Cos@tD, b * Sin@tD<;
va@t_D := FullSimplify@, HD@a@tD, tD.D@a@tD, tDL, Element@c

t, RealsD && c > 0D

va@tD

FullSimplify@Integrate@va@tD, tD, Element@b

t, RealsD && a > b && b > 0D

Nella figura abbiamo riportato il grafico di un'ascissa curvilinea dell'ellisse con semiassi a = 3, b = 1.
12
10
8
6
4
2
1

Nel caso delle ellissi (o anche delle iperboli) le ascisse curvilinee pur non essendo funzioni elemntari
sono funzioni ben note e studiate da molto tempo. Consideriamo un esempio in cui il calcolo dell'ascissa curvilinea non pu essere ricavato usando le librerie di funzioni speciali implementate nei
programmi di uso comune : la curva un ovale parametrizzato da
a(t) = (CosHtL Cos(t), Sin(t)),

t R,

1.0

0.5

1.0

1.5

2.0

2.5

-0.5

-1.0

a@t_D := 8Exp@Cos@tDD, Sin@tD<;


va@t_D := FullSimplify@, HD@a@tD, tD.D@a@tD, tDL, Element@t, RealsDD

L1.nb

va@tD

Integrate@va@tD, tD

In questi casi si pu comunque procedere con un integrazione numerica. Il comando per effettuare le
integrazioni numeriche con Mathematica "NIntegrate". Vediamo come trattare l'esempio precedente
:
a@t_D := 8Exp@Cos@tDD, Sin@tD<;
va@t_D := FullSimplify@, HD@a@tD, tD.D@a@tD, tDL, Element@t, RealsDD;
H*ascissa curvilinea "numerica"*L
ascissanumerica@t_, t0_D :=
NIntegrate@Evaluate@, HD@a@uD, uD.D@a@uD, uDLD, 8u, t0, t<D

Possiamo quindi produrre la tavola numerica che esprime l'ascissa curvilinea (con punto iniziale t0 =
0) della curva
TableA8t, ascissanumerica@t, 0D<, 9t, 0, 2 Pi,

1
20

=E

che useremo per raffigurare il grafico di s(t) :


7
6
5
4
3
2
1
1

1.2.6.3 Esempio 3
Un secondo problema nella determinazione delle riparametrizzazioni mediante l'ascissa curvilinea il
calcolo dell'inversa dell'ascissa curvilinea. Anche questo un passaggio delicato perch i teoremi
sull'invertibilit delle funzioni sono di natura teorica. Per aggirare entrambi i problemi ricorriamo al
teorema di esistenaza ed unicit dei sistemi di equazioni differenziali ordinarie, che formuleremo
nel modo seguente :
Teorema
consideriamo una funzione F : U Rn Rn di classe C k , kr1, definita in un intorno aperto U di
Rn , sia P 0 un punto di U. Allora esiste una mappa F : I Rn di classe C
intervallo aperto I, con 0 I, tale che :

k+1

, definita in un

11

12

L1.nb
consideriamo
una funzione F : U Rn Rn di classe C k , kr1, definita in un intorno aperto U di

Rn , sia P 0 un punto di U. Allora esiste una mappa F : I Rn di classe C


intervallo aperto I, con 0 I, tale che :

(*) F(0) = P 0 , F'(t) = F[F(t)],

k+1

, definita in un

"tI.

Inoltre F unica nel senso che se Y : J Rn una curva di classe C k che verifica la (*) allora
F(t) = Y(t), per ogni tIJ. Diremo che F una soluzione dell'equazione differenziale ordinaria
x' = F(x), con condizione inizial e P 0 . Se l'intervallo di definizione I massimale allora F si dice
curva integrale dell'equazione differenziale ordinaria x' = F(x).
Soluzioni numeriche del problema relativo alla parametrizzazione con l'ascissa curvilinea
Consideriamo la curva parametrizzata a : I R Rn che supponiamo regolare e di classe C 2 ,
indichiamo con v : I R + la sua velocit scalare e poniamo
h = v1

: I R +.

Le funzioni inverse delle ascisse curvilinee di a sono le soluzioni dell'equazione differenziale ordinaria
s'(s) = h a [s(s)]. Se s una soluzione numerica dell'equazione, allora as una riparametrizzazione
(numerica) di a mediante l'ascissa curvilinea. Riconsideriamo l'ovaloide dell'esempio precedente :
a(t) = (CosHtL Cos(t), Sin(t)),

t R,

H*Definizione della curva e del suo intervallo di definizione*L


a@t_D := 8Exp@Cos@tDD, Sin@tD<;
a := 0; b := 2 Pi;
H*Velocit*L
v@t_D := , HD@a@tD, tD.D@a@tD, tDL;
H*Lunghezza della curva*L
Lunghezza := NIntegrate@Evaluate@, HD@a@uD, uD.D@a@uD, uDLD, 8u, a, b<D;

H*Calcolo HnumericoL del cambio si parametro hHtL=s-1 HtL*L


solution =
1
NDSolveB:x @tD
, x@0D 0>, 8x<, 8t, 0, Lunghezza<, MaxSteps 30 000F;
v@x@tDD
h@t_D := Evaluate@x@tD . solutionD@@1DD;
H*Riparametrizzazione della curva mediante ascissa curvilinea*L
b@s_D := a@h@sDD;
H*Tavola numerica della riparametrizzazione di a con l'ascissa curvilinea*L
1
TableB8s, b@sD<, :s, 0, Lunghezza,
>F
20

L'animazione riproduce la parametrizzazione iniziale e quella con l'ascissa curvilinea.

Animazione

L1.nb

Animazione

13