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l.

TESTI ARCAICI

((GLOSAS EMILIANENSEST>
(sec. Xl)

Eotzrols pRINCTpALE n BtsuocRAFrA ESSENZTALE:


C. Hernndez Alonso, J..Fradeias Lebrero, G. Martinez Diez, J.M. Ruiz Asencio, Las glosas
emilianenses y silenses, ed, crtica y facsmil, Burgos, Ayuntamiento,lgg1..

Nell'esempio riportato (tratto dal foglio 7Zr) ilglossarore (1) non si limita a spiegare il
significato disingole parole_(') i n sermonJi S. Agostino, ma si produ. ii uno
gfo^1zo notevole per I'epoca (sec. XI), che sorrisce di fatto il primo t"st originale noto
in iberoromanzo.In questo caso, dato il caratterc arcaico def testo, si rispttato quasi
del tutto I'assetto
.grafico della trascrizione di Ruiz Asencio, nell'ed. cit., p'. 21,1, rcendo conto anche della vecchia ed. di R. MenndezPidal, in Orgentt ni espaol, Madrid,.Espasa-Calpe, 1980e n9261,,pp. 1-9. A sinisrra si rrova il tesfo larino con le giorr.
interlineari; a destra, in neretto, le glosse marginali e il testo in volgare romanzo.

[...] Salua-

ke

ego

toris prgcepta insinuo t. [...]


(1) le Glosas Emilianenses sono chiose a sermoni latini, conservate in un ms. del Monastero
di San Milln de la Cogolla, poi nella Biblioteca
della Real Academia de la-Historia (Madrid),
cod. 60._ Il codice, dalla coloritura linguistica discussa (per es. navanfo-aragonese per Menndez Pidal, aragonese per Heinz-Jrgen $flolf
lGlosas Emilianenses, Hamburg, Buske, 1g9I),

castigliano-riojana per Herndez Alonso; si


noti che alcune glosse sono in basco), risale
probabilmente al secolo XI (per Menndez pida| alla met) del sec. X). Seiondo Hernndez
Alonso, "las Glosas Emilianenses son un clarsimo ejemplo de un mtodo de ensear latn.
El. monje, seguramente maestro de novicios,

seleccona unos fragmentos para su curso, los


anota copiosa y minuciosamente [...] con tL

' io'castigo

dicaciones gramaticales, acomoda a alguna


palabra un poco menos conocida del texto un
sinnimo o cuasi-sinnimo latino, y a veces lo
comenta en romance pan explicrselo ms
claramente a sus alumnos" (p. 67).
(2) Parole isolate compaiono gii in documenti notarili, e rappresentano in qualche modo I'aspetto lessicale del cosiddetto latino cir,lecceti,
cG rornang7m-(per es.

[sp.
felgarias
mod. belecbalesl in un dotumento asturiano
del775 o carrera 'strada'in un altro documen-

to, sempre asturiano, dell'804).


1 Saluatoris prgcepta. insinuo:
Faccio conoscere i precetti del Salvatore; il verbo insinuo

glossato con castigo.

jo: io (yo);
lai qor rappresenta una jota,
ma soltanto una I di forma allungata (cf. iotto

I.

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Testi arcaici

cono 3 ajutorio <de> nuest[ro]


6
t
Adjubante domino nostro Ihesu Christo cui est dueno .r.rro Christo dueno
7
salbatore qual dueno
qui
cui ke domino est cum ke
.

domino

honor

et

in

ke

imperium

cum patre et Spiritu

coruTn

Sancto in secula seculorum, amen

aj

10,

utorio e mandatj one).


3 cono: con il (con lo).
a ajutorio: aiuto (latinismo, semicultismo).
5 dueno, da pronunziarsi dueo (cf. sotto

duenno).
6 La ripetizione della parola dueno (pri'
ma di Cbristo e prima di salbatore) non una
formula enfaticaf ma indica semplicemente che
le due parole (Christo e salbatore) sono apposizioni di (nuestro) dueo scritto subito prima;
funzionano insomma come delle freccette di ri-

get8enaehonoreequal
duenno 11 tienet elal2
t3

mandatione cono
Patre cono Spiritu Sancto
ta
enos sieculos de[o<s> sieculos. Facanos Deus omniPotens
t'ke
tal serbitio fere
16
denante ela sua face
tt. Amen tt.
gaudioso segamus

pronunzia [], fonema sconosciuto al latino,


corrisponde inizialmente la gtqfig latineggiante
con l doppia nn, quindi una delle due n viene
abbrevlata' con il tfuulus, dando luogo alla nostra . Lo sp. tilde detiva appunto da rnurus.
12 ela: ait. femm. (la) < ln,t("r).
t3 mandatjone: comafido (composto con il
suffisso molt produttivo -ArIoNE, ma la parcla
non sopravvissuta). Il glossatore traduce i
due dativi di possesso (cui est honor et [cui est]

im\erium) con una vafiazione sintattica: prima


con la formula sogg. + verbo'essere' + comple7 salbatore: si noti la b per la a (fenomeno
mento locativo (' nell'onore'), poi con sogg'
+ verbo'avere' + compl. oggetto ('ha il comandetto betacismo), segno di precoce confusione
dei due suoni; cf. sotto serbitio e si noti anche do'). Secondo Hernndez Alonso avrebbe percepito una differenzaa una qualit intrinseca
nel testo latino la forma adiubante pet adiuuante.
(la prima) e una estrinseca (la seconda).
8 get: da pronunziarsi probabilmente y9,:9'
1Z sieculos: il testo tende a scrivere la sorda
(< rsr); il ditfongamento tratto fonetico della
per la sonora (cf. sopra Patre e sotto Facanos
Rioja, mentre la -tpare solo un cultismo grafico
per haganos); si noti la forma, un po' arcaica e
(come sotto in tienet).
9 ena.: nella (en la, davanti a honore, che un po' latineggiante.
t3 fere, farc (bacer) < FACERE, forma tioiana'
femminile come molte parole in -or(e) in sp.
16"denante: forma anteriore a delante, che
antico); sotto er4os = en los.
10 Adjubante... seculorum, arnen: con l'aiune deriva per dissimilazione.
17 segamus: siamo (seamos) < sEDEAMUS; coto di nostro Signore Ges Cristo, che ha l'onom'd not 1o sp. serderiva non dal lat. rssr, benre e il comando col Padre e con 1o Spirito Santo
s da sornr (> seer> ser). La g di segamus cortinei secoli dei secoli. Amen.
11 duenno: da pronunziarci dueo' NN latino'
a un suono Palatale.
sponde
' 18 Facanos...
Amnt Dio onnipotente ci facoriginale (per es. cnruN) o secondario, frutto di
cia farc tale servizio che possiamo essere gioassimilazione (per es. DAMNU > oaxNu), divent
in sp. (ca.a,-dao).La tilde trae origine dal- iosi al cospetto del suo volto. Amen' Forse da
1'abitudine di abbreviare, nella scrittura lat'ina, correggere gaudioso in gaudioso(s), suppola consonante nasale mediante una lineetta nend una -s perduta per semplice aplografia.
La frase piena di latinismi, alcuni integraortzzontale posta sopra la vocale o la consonante (questa lineetta si chiama rlrurus): per 9.s. li (Deus omnipotens) altri lievemente adatlatt
mio = n'tondo, otia = omnia; in sp. ant. alla (gaudioso, alltropo del popolate gozoso).

mando.