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INQUINATA-MENTE

CORSO DI ANTROPOLOGIA
SOCIALE

Bernaudo Mario
Escobar Lesly
Mauro Vittorio
Miglionico Pasquale
Rugi Valeria

INDICE

1. INQUINAMENTO AMBIENTALE a cura di Lesly Escobar


1.1. La nostra casa

1.2. Veloce, pi veloce!


le

1.3. Esempio di popolazione che hanno sofferto linquinamento ambienta-

1.3.1. LIsola di Pasqua


1.3.2. Il cambiamento climatico del Bangladesh

1.4. Dati allarmanti

1.5. Non abbiamo capito che siamo a rischio

2. APPROCCI BIOECONOMICI ALLA SOCIET DEL RISCHIO a cura di Mario Bernaudo


2.1. Introduzione

2.2. Rischio naturale e costruito

2.3. Infelicit strumentale e saggezza sistemica

2.4. Decrescita e progresso


2.5. Conclusioni

3. INQUINAMENTO VISIVO, LUMINOSO E ACUSTICO a cura di Valeria Rugi


3.1. Inquinamento visivo

3.1.1. Social network


3.1.2. Facebook: il s e gli altri
3.1.3. Condivisione di massa

3.2. Inquinamento luminoso

3.2.1. La luce e i monitor


3.2.2. Progettare illuminatamente

3.3 Inquinamento acustico

3.3.1. Il suono, il rumore


3.3.2. Suoni come notifiche

3.4. Conclusione

4.0 INQUINAMENTO PSICOLOGICO a cura di Vittorio Mauro


5.0 INQUINAMENTO ATMOSFERICO E TRASPORTO a cura di Pasquale Miglionico

5.1. Inquinamento dellaria


5.2. La motorizzazione degli spostamenti

5.2.1 Cambiamenti sociali

5.3 Le Smart Cities

6.0 SVILUPPI FUTURI E VIE PROGETTUALI a cura di Mario Bernaudo

INQUINAMENTO AMBIENTALE
1. INQUINAMENTO AMBIENTALE
1.1. La nostra casa
La terra ha circa 4 miliardi danni, e noi umani solo da 200 mila anni, e tuttavia siamo risusciti a sconvolgere in maniera angosciante lequilibrio che fondamentale per la vita di tutto il pianeta.
Il motore della vita lunione, tutto congiunto, acqua, e area sono collegati, uniti per la nostra vita sulla
terra, la condivisione importantissima.
Il nostro Pianeta si basa su un equilibrio in cui ognuno ha un giusto ruolo, ed esistiamo solamente grazie
alla esistenza di un altro. Una armonia delicata e debole che basta poco per frantumarla.
Oggi la Vita, la nostra esistenza soltanto un anello dei numerosissimi anelli della catena di vita che si
evoluta in 4 miliardi danni.
Luomo prende su benefici da 4 miliardi danni di vita della terra, raccoglie una eredit come nessuna altra
specie con la conquista di territori ha profondamente cambiato la faccia della terra, che dopo 180 mila anni
di nomadismo decide di mettere radici ed abitare sulle rive, vicino allacqua, per sfruttarla, alleva e coltiva.
linvenzione della AGRICOLTURA, che la prima grande rivoluzione delluomo, ha cambiato la nostra
storia, ed successo meno di 10 mila anni fa, con questa sono iniziati le prime forme di scambio, ha dato
vita alle citt e alla civilizzazione.
Abbiamo iniziato a coltivare cereali, moltiplicando le variet e le abbiamo adattato al nostro ambiente,
siamo come tutte le specie, che come il bisogno principale dobbiamo sfamarci.
Luomo ha modellato il terreno, come un rituale lha antropizzato - Luomo da sempre intervenuto profondamente sullambiente, cercando di adattarlo alle proprie esigenze, spesso in modo scorretto; proprio
per questo motivo, sempre di pi, lambiente naturale diviene territorio modificato e gestito dalluomo. 1
Lagricoltura ancora oggi molto diffusa sul pianeta, il 50% della popolazione coltiva la terra e circa pi
di 3/4 lo fa manualmente, lagricoltura una tradizione che si tramanda alle generazioni con il sudore, il
duro lavoro e la fatica perch indispensabile alla sopravivenza delluomo.1 Ma anche la attivit che pi
INQUINA la nostra terra, lagricoltura si accaparra il 70% dellacqua consumata da tutta lumanit.
Luomo dopo essersi sfruttato se stesso fino al limite della fatica decide di avvalersi della tecnologia e risorse esauribili.
Lumanit scopre un modo per scavare la forza sepolta nelle profondit della terra, che ha origine dalle
piante, la cui possiamo chiamare riserva di sole, energia pura lenergia del sole, che si formata con un
lungo processo (pi di 100 milioni danni fa) che richiede milioni di anni da milioni di piante, carbone
gas, PETROLIO ed questa riserva di sole che ha trasformato la nostra schiavit in libert , con il
petrolio cominciata lera delluomo che si libera delle manette della sua storia, con il petrolio alcuni (nazioni), hanno conosciuto un benessere senza precedenti ed in solo 50 anni, la terra cambiata pi radicalmente che in tutte le precedenti generazioni.
Abbiamo poco tempo per cambiare, in 10 anni rischiamo di vedere un mondo che non abbiamo mai visto
Tratto dal Film HOME, 2009

Antropizzazione, Wikipedia

INQUINAMENTO AMBIENTALE
1.2. Veloce, pi veloce!
Negli ultimi 60 ANNI la popolazione della terra quasi triplicata, pi di due miliardi di persone hanno iniziato a vivere nelle citt. Un esempio di tutta questa velocit di sviluppo la Cina. Shangai era
soltanto un villaggio di pescatori che a causa dello sviluppo senza scrupoli cresciuta sfruttandosi
ed inquinandosi. In venti anni sono stati innalzati pi di 3000 edifici e grattacieli e che ancora oggi affretta la sua crescita urbana. Nellattualit pi della met dei 7 miliardi di persone vive in citt urbane.
New York, la prima megalopoli il simbolo di tutto lsfruttamento delle ricchezze che ci dona la terra,
la forza di milioni dimmigranti, lenergia del carbone, lenorme potenza del petrolio. La grande mela
non un modello a seguire come citt se vogliamo creare coscienza planetaria per evitare di vivere
in rapporto parassitaria con la nostra Pachamama, il termine Pachamama secondo wikipedia significa: in lingua quechua Madre terra. Si tratta di una divinit venerata dagli Inca e da altri popoli abitanti
laltipiano andino, quali gli Aymara e i Quechua. la dea della terra, dellagricoltura e della fertilit. I
culto alla pachamama ci pu fornire uno esempio per vivere in ARMONIA ed EQUILIBRIO con il
nostro ambiente.
Dubai un deserto dove non ce acqua ma che arriva grazie alla ricchezza del petrolio, il simbolo
della Modernit e costante sviluppo, necessario tutto questo benessere? Che ci pu portare ad un
inquinamento veloce?

1.3. Esempio di popolazione che hanno sofferto linquinamento ambientale


Diverse civilt e popolazioni hanno subito cambi drastici nella sua storia, prendiamo spunto dalla loro
esperienza per riflettere bene sulla nostra condizione attuale, nel seguente capitolo racconter come
alcune civilt sono addirittura scomparse in poco tempo come lo lo esempio dei Rapa Nui.

1.3.1 Lisola di Pasqua


Questa una teoria della civilt dei Rapa Nui, gli abitanti dellisola di pasqua, che ci pu fare riflettere
su come una civilizzazione in poco tempo pu spezzare il suo habitat. Vivendo sullisola pi appartata
del mondo, la popolazione dei Rapa Nui ha sfruttato veloce le sue risorse finch non rimasto pi
nulla. La sua civilt non sopravvissuta, questa civilt durata soltanto circa 200 anni.
Su queste terre sorgevano le palme pi alte della terra e sono scomparse perche i Rapa Nui lhanno
demolite tutte per ricavare il legname e in seguito a questa deforestazione il terreno ha subito una
basta erosione.
I Rapa Nui non potevano pi pescare, perch non avevano pi la legna per costruire le piroghe. Eppure quella dei Rapa Nui stata una delle civilt pi brillanti del pacifico; esperti agricoltori, scultori, ed
straordinari navigatori, sono stati stretti dalla morsa della sovrappopolazione e dellesaurimento delle
risorse . Hanno conosciuto carestie, molti non sono sopravissuti al cataclisma, si crede perfino hanno

INQUINAMENTO AMBIENTALE
praticato il cannibalismo per la mancanza di cibo.
Il vero mistero dellisola di pasqua non come sono arrivati quelle strane statue (i Moai), il mistero
come mai i Rapa Nui non reagito preventivamene.2
Per tale motivo, il crollo della civilt dellIsola di Pasqua viene spesso usata come un ammonimento
contro la follia dellessere umano che sfrutta senza controllo lambiente in cui vive.
Esiste per polemica fra un gruppo di scienziati che affermano: che un gruppo significativo di individui riuscito a sopravvivere perfettamente sullisola dopo che lultimo albero fu tagliato. La conclusione stata suggerita dopo aver trovato numerosi strumenti agricoli sparsi sullisola, che presumibilmente sono stati utilizzati dagli isolano per il sostentamento. Le indagini hanno rivelato che invece
di esserci stato un crollo improvviso dellattivit agricola, si registrato un calo molto pi graduale
in alcune aree. Lo studio stato salutato con soddisfazione da coloro che non hanno mai creduto alla
stupidit estrema degli abitanti dellIsola di Pasqua.3

1.3.2. Il cambiamento climatico del Bangladesh


Questo paese ha gi sofferto un cambio climatico DRAMMATICO, ed uno dei paesi pi poveri al
mondo e con il maggior sfruttamento delle risorse, compresse quelle umane (lavoratori).
Il Bangladesh un territorio dotato di suoli fertili e di una ricca rete idrografica. La pianura bengalese
interessata dalle attivit agricole, una delle principali cause dellinquinamento delle acque e larea
con luso dei pesticidi che sono un regalo dellindustria petrolchimica come lo sono anche i fertilizzanti che hanno aumentato la produzione agricola il problema che fare con tutta questa eccellenza
di raccolta? hanno portato una produttivit maggiore, ad esempio in spagna le serre del deserto di
Almeria sono lorto dEuropa,. Anche larsenico naturalmente presente nel terreno, la deforestazione e
lo sfruttamento del suolo sono fattori determinanti di rischio ambientale. Secondo la rivista scientifica
britannica The Lancet, nellacqua potabile del Bangladesh sarebbe contenuto talmente tanto arsenico
da poter causare il peggior avvelenamento di massa della storia, che potrebbe coinvolgere 77 milioni
di persone. Il Bangladesh una terra ricca di fiumi, ma lacqua potabile scarseggia. Il diboscamento
incontrollato della foresta, la costruzione di dighe, la distruzione delle mangrovie (un tempo barriera
naturale contro linnalzamento delle maree) sono alcune delle azioni pi pesanti subite dal territorio
per la realizzazione di allevamenti di gamberi (e di pesce). Nella Shrimp region, la regione dei gamberi (a sud-ovest del Bangladesh), la crescente produzione di gamberi in allevamenti di acquicoltura
ha comportato la distruzione di interi ecosistemi naturali. Del commercio del crostaceo non hanno
beneficiato le comunit locali private delle loro terre e vittime di continue violazioni dei diritti umani.
Lallevamento intensivo di gamberi ha portato a conflitti sociali e ambientali che vedono le comunit
opporsi agli impatti derivanti dallimplementazione di questa attivit produttiva.4
In questo capitolo vorrei citare Aug: che nel suo libro, che fine ha fatto il futuro? paragona la coscienza planetaria come una coscienza ecologica infelice:
Il termine globalizzazione richiama due ordini di realt: una dal lato della condivisione del mercato, reti
e comunicazione e dal altro rimanda alla coscienza planetaria che presenta anche essa due aspetti: ci rendiamo conto di abitare in un sistema fragile in constante RISCHIO, la coscienza planetaria di natura

Racconto dei Rapa Nui, Film HOME, 2009.


Un altra teoria della scomparsa dei Rapa Nui, http://www.ilnavigatorecurioso.it/2015/01/07/qual-e-stata-la-veracausa-della- scomparsa-degli-abitanti-dellisola-di-pasqua/, consultato per lultima volta il 31/01/2016.
4
Il cambiamento del Bangladesh, http://atlante.unimondo.org/Paesi/Asia/Asiameridionale/Bangladesh/(livello)/
esplora. Consultato per ultima volta il 30/01/16.
3

INQUINAMENTO AMBIENTALE
ecologica, ed una coscienza inquieta: tutti noi CONDIVIDIAMO uno spazio limitato e LO TRATTIAMO MALE. questa consapevolezza influenza incontestabilmente il nostro rapporto con la nostra storia,
nella misura in cui la delocalizza, anche a costo di lacerazioni e sofferenze senza precedenti su questa
scala...5
laltra realt che in 50 anni il divario fra i pi ricchi dei ricchi e i pi poveri dei poveri aumentato
come non mai, divario fra paesi sviluppati e quelli sottosviluppati.
Dunque riflettiamo: dal 1950 la popolazione mondiale quasi triplicata, e dal 1950 abbiamo alterato
in modo radicale il nostro ambiente, si antropizzato pi in fretta che in tutti i 200 mila anni della
nostra storia. Un esempio di questo divario la Nigeria che tra i paesi dellafrica esportatore di petrolio eppure vive in povert, la ricchezza qui per la popolazione non la pu usufruire e la stessa cosa
succede in tutto il mondo, la met della popolazione povera vive in paesi ricchi di risorse, il nostro
sviluppo non ha mantenuto le sue promesse. I paesi pi moderni hanno sfruttato quelli pi poveri,
quindi rimane il divario pesante della ricchezza mondiale che nelle mani del 2% della popolazione
pi benestante. Una tale disparit pu durare?

1.4. Dati allarmanti


- 5000 persone muoiano ogni giorno per lacqua inquinata, e pi di un miliardo di persone non ha
accesso ad acqua potabile, come abbiamo visto, il Bangladesh ha tante risorse idriche ma non ha molta
acqua potabile dovuto linquinamento), linnalzamento dei livelli del mare far diventare salata lacqua
potabile.
Di qui a una decina di anni la gestione ed il controllo dellacqua nel mondo sar in mano a non pi di
5 imprese multinazionali e lacqua come avvenuto per il petrolio sar uno strumento strategico
di conflittualit nei rapporti fra i popoli. Per prevenire questo rischio necessario impegnarsi come
societ civile, come chiesa, per chiedere al mondo della politica ed alla comunit internazionale che
lacqua un diritto inalienabile ed a quello imprenditoriale una nuova politica di gestione e di condivisione di questa importante risorsa che fonte di vita. Senza acqua non c vita. Bisogna garantire ad
ogni essere umano il diritto alla vita. Cio laccesso allacqua.6
- Il 50% dei cereali sono prodotti per alimentare il bestiami e per produrre i Biocarburi. Pi un paese
sviluppato e pi consuma carne, come soddisfare le richieste dello sviluppo? senza ricorre ad allevamenti che sembrano campi di concentramento? bestie che non hanno mai visto un pascolo. Produrre
carne in fretta e diventata una routine quotidiana, camion che portano tonnellate di soia e cereali per
sfamare il bestiame mentre circa 1 miliardo di persone muore di fame.
- IL 40% della terra coltivata ha subito danni irreparabili, con lo sfruttamento della agricoltura.
- 13 milioni di foreste scompaiono ogni anno, non solo con lo sfruttamento dei territori e la produzione di olio di palma che ha conquistato la industria alimentare e quella cosmetica, ma anche con i
costanti incendi provocati dalle temperature alte e che liberano CO2 nella atmosfera.
- Le specie stanno scomparendo ad un ritmo 1000 volte superiore a quello naturale. un mammifero
su 4, un uccello su 8, un anfibio su 3 a rischio di estinzione. 3/4 delle aree di pesca sono impoverite,
esaurite, o in allarme declino. migliaia di fabbriche stanno svuotando i Mari.

Marc Aug, Che fine ha fatto il futuro?, cap. 3, globalizzazione, urbanizzazione, comunicazione, istantaneit. pag
33-34.
6
Uno sguardo della situazione idrica a livello mondiale Dr. Rosario Lembo, http://www.coldiretti.it/organismi/
ecclesiastici/oro_blu/relazione_dr_rosario_lembo.html, consultato il 30/01/2016.

INQUINAMENTO AMBIENTALE
- La temperatura media negli ultimi 15 anni la pi alta mai registrata, lallarme di siccit in Italia
lanciata da Coldiretti, che ha effettuato un monitoraggio sulla base dei dati Ucea fino ai primi venti
giorni di gennaio. La punta delliceberg di un inverno del tutto anomalo iniziato con il dicembre meno
piovoso e pi bollente da 215 anni - sottolinea la Coldiretti - il caldo record dei giorni della merla
che chiudono il mese di gennaio e secondo tradizione sono i pi freddi dellanno. 7
- La calotta polare diminuita del 40% in 40 anni, il prossimo a rischiare davvero lesistenza lorso
polare, ricordate la campagna di Greenpeace per la protezione dellartico?.
Ad oggi lArtico larea che si sta riscaldando pi velocemente di qualsiasi altra area del Pianeta,con
aumenti delle temperature da due e tre volte pi alti rispetto alla media globale di +0,8C. A causa dei
fenomeni di scongelamento in corso, si stima che le emissioni da metano nellArtico potranno raddoppiare nel corso del secolo, superando i 100 milioni di tonnellate allanno. Nella sola Siberia si stima
che siano stoccati 50 miliardi di tonnellate di metano (uno dei gas serra) Sebbene il metano (CH4)
rimanga in atmosfera per tempi relativamente brevi, circa dieci anni, un gas serra molto potente con
un potenziale di riscaldamento globale oltre venti volte quello della CO2. Attualmente la concentrazione di metano in atmosfera si attesta attorno a 1.800 parti per miliardo, contro le 380-390 parti per
milione della CO2. La concentrazione di metano quasi triplicata rispetto al periodo pre-industriale.,
una quantit pari a dieci volte il metano presente oggi in atmosfera. Se questa quantit venisse liberata,
porterebbe a una rapida amplificazione del riscaldamento del Pianeta, ricordiamo che il riscaldamento globale democratico. 8
- Ci potrebbero essere almeno 200 milioni di rifugiati climatici entro il 2050. abbiamo sconvolto lequilibrio climatico che ci ha permesso di prosperare, ad esempio: Secondo il rapporto della Banca
Mondiale, Turn Down the Heat: Climate Extremes, Regional Impacts, and the Case for Resilience,
uscito nel giugno 2013, 40 milioni di persone in Bangladesh entro il 2050 perderebbero i loro mezzi di
sussistenza e 30 milioni sarebbero sfollati allinterno del paese o emigrati. Andrebbero a incrementare
il numero dei rifugiati ambientali gi ampiamente presenti nelle nostre baraccopoli urbane, a seguito
di annuali inondazioni ed erosione degli argini. Questo aggraverebbe le condizioni di vita mettendo
completamente in crisi infrastrutture urbane e servizi fino a costituire una minaccia esistenziale.9

1.5. Non abbiamo capito che siamo a rischio


Con la devastazione dell ambiente ed il cambiamento climatico, opportuno parlare della SOCIETA
MONDIALE DEL RISCHIO, creata dalla minaccia dei pericoli, e che cerca di rendere prevedibili e
controllabili le conseguenze imprevedibili delle decisioni della nostra civilt.10 Linsicurezza prodotta
dalluomo: rischio (concetto moderno), catastrofe, effetti collaterali, assicurabilit, individualizzazione e globalizzazione.
Si sente spesso parlare che societ mondiale del rischio bloccherebbe la politica, ma invece fa sorgere
una societ riflessiva, i pericoli globali generano comunanze globali, creando alleanze mondiali e subpolitiche in contrasto con le politiche statali.11 Infatti, I pericoli vengono prodotti industrialmente,
esternalizzati economicamente, individualizzati giuridicamente, legittimati scientificamente e minimizzati politicamente. Che in questo modo vengano meno il potere e la credibilit delle istituzioni

http://www.repubblica.it/ambiente/2016/01/31/news/siccita_l_inverno_non_arriva_a_gennaio_poca_pioggia_
come_ad_agosto- 132399874/, consultato il 30/01/2016.
8
http://www.greenpeace.it/galanzino/Briefing_Permafrost_FINAL.pdf, consultato il 30/01/2016.
9
http://www.ilgiocodeglispecchi.org/periodico/effetti-dei-cambiamenti-climatici-bangladesh.html, consultato il
30/01/2016
10
Ulrich Beck, Un mondo a rischio, cap.
11
Ulrich Beck, Conditio humana, il rischio nella et globale, pag 132-133

INQUINAMENTO AMBIENTALE
emergere allorch il sistema viene messo alla prova. Se lo stato crea o tollera situazioni che mettono in
pericolo la vita, allora per Hobbes il cittadino ha la libert di disubbidirgli, in termini sociopolitici,
la crisi ecologica costituisce dunque una violazione sistematica dei diritti fondamentali. 12
Il concetto di sub-politica designa lo sganciamento della politica dal governo e si riferisce al fatto che
una politica progettuale possibile anche al di l delle istituzioni rappresentative dello stato nazionale.
Gli attori di una Globalizzazione dal basso, le organizzazione non governative (ONG), come GREENPEACE, qui si profilano i primi tratti di una ecological global citizenship. 13
Sub-politica dal basso: boicottaggio inscenato simbolicamente - case studies della sub-politica globale.
Nellestate del 1995 Greenpeace, ha dapprima costretto la Shell a smaltire una piattaforma galleggiante
in demolizione non nellatlantico ma sulla terra ferma...]. Molti si chiesero se il fatto che un soggetto
non autorizzato come Greenpeace persegua la propria politica interna mondiale senza rispettare la
sovranit nazionale...] Ma a mettere in ginocchio le industrie petrolifere multinazionali non era stata
Greenpeace, ma il boicottaggio di massa dei cittadini, con la risonanza mondiale della loro protesta
attraverso i media.14
La solidariet dei popoli contro legoismo delle nazioni, dovremmo sempre spezzare la catena della solidariet? separare le persone per proteggere la felicit di qualcun altro dalla miseria degli altri? 15
Quelli di Greenpeace sono professionisti multinazionali dei media; sanno come i casi di auto contraddizione tra enunciazione e violazione delle norme di sicurezza e di controllo possono essere presentati
in modo che i grandi (i gruppi industriali e governi) cadano senza colpo ferire nella trappola e vi si
agitino telegenicamente, con gran divertimento dellopinione pubblica mondiale, Henry D. Thoreau e
Mahatma Gandhi ne sarebbero felici, perche Greenpeace mette in scena la resistenza civile mondiale
con i mezzi dellera dei media.
Acquistando la consapevolezza dei rischi, la societ diventa autocritica. I suoi fondamenti, le sue coordinate e le sue coalizioni predeterminate entrano in movimento. Chi vuole capire perch, deve interrogarsi sul significato politico- culturale dei rischi prodotti dalluomo. 16
La nostra lingua ancora non in grado di informare le generazioni future sui pericoli che abbiamo
disseminato nel mondo a causa dello sfruttamento di alcune tecnologie. Svegliare la coscienza dellambiente, democrazia ambientale, lambiente di tutti. Acquistando la consapevolezza dei rischi, la societ diventa autocritica. I suoi fondamenti, le sue coordinate e le sue coalizioni predeterminate entrano
in movimento. Chi vuole capire perch, deve interrogarsi sul significato politico-culturale dei rischi
prodotti dalluomo.17 Leducazione rimane una speranza per la nostra societ: nel mondo 4 bambini
su 5 vanno a scuola, listruzione per dare contributo, cultura, ricerca ed innovazione sono risorse non
esauribili. Lambiente oggi il riflesso del comportamento umano, un ambiente altamente inquinato
dalla societ consumista e senza scrupoli, abbiamo plasmato la terra a nostra immagine, ci resta poco
tempo per cambiare, e fare conti con le nostre azioni, come far questo secolo a sopportare il peso di
9 miliardi di persone?.
Finch la terra esister la energia sar inesauribile, dobbiamo solo smettere di sottrarre il petrolio
ed imparare a coltivare il sole. Il costo delle nostre azioni consumistiche molto caro, altri pagano il
prezzo senza avere responsabili.
Diventiamo consumatori responsabili, riflettiamo su ci che compriamo.

Tratto dal Film HOME, 2009

12
13
14
15
16
17

Ulrich Beck, Conditio humana, il rischio nella et globale, pag 155


Riconoscere i diritti fondamentali agli animali, piante, ecc
Ulrich Beck, Conditio humana, il rischio nella et globale, pag 157
Rifflessione, Film HOME, 2009.
Ulrich Beck, Conditio humana, il rischio nella et globale, pag 163-164
Ulrich Beck, Un mondo a rischio

INQUINAMENTO AMBIENTALE

INQUINAMENTO LUMINOSO, VISIVO E ACUSTICO


2. APPROCCI BIOECONOMICI ALLA SOCIET DEL RISCHIO

2.0 Introduzione
Nel lontano 1890 James Frazer conclude la sua opera Il ramo doro affermando che il destino delluomo si nasconderebbe nella nebbia, essendo esso incerto (Fabietti, 1999). In questo modo lantropologo esprime un dubbio sulla centralit della presenza delluomo nelluniverso, e ci determina una
frattura piuttosto netta con lo spirito del filone evoluzionista vittoriano a cui apparteneva. Lo studioso, vedendo il futuro della specie umana avvolto nellincertezza, crea un particolare precedente che si
pone in contrasto con il trionfalismo ottimista che aleggiava in quel periodo. Circa un secolo pi tardi
alcuni sociologi come Ulrich Beck (2000) ed Anthony Giddens (2000) scrivono di come la societ
contemporanea si sia gradualmente trasformata in una societ del rischio, ovvero una societ in cui
il futuro divenuto il nuovo orizzonte da conquistare, e per fare ci necessario osare sempre di pi
al fine di ottenere la supremazia, anche se osando si rischia di perdere. Nella societ del rischio lumanit lotta per svilupparsi sempre pi, con lobiettivo di ergersi al di sopra di quelli che percepisce come
vincoli oppressivi e pericoli della natura, ma anche alle limitazioni delle tradizioni e della religione.
Tuttavia nel fare ci, la specie umana andata incontro a pericoli che paiono ben pi grandi di quelli
che tradizionalmente furono esercitati dalla natura, paventando addirittura la sua stessa estinzione.
Inoltre, la rincorsa frenetica della crescita per la crescita, il cui motore soltanto la ricerca sfrenata
del profitto da parte dei detentori del capitale (Latouche, 2005 p. 81) ha prodotto gravissimi danni
allecosistema che ci ha generati, la Terra stessa, accelerando esponenzialmente il naturale processo
entropico. Sebbene esistano differenti approcci e punti di vista riguardo allargomento, appare ragionevole pensare che una societ improntata alla crescita infinita non sia sostenibile n auspicabile sia
in termini di sopravvivenza della nostra specie che del sistema complesso Terra. Questo concetto,
seppur condiviso da molti, tuttavia in netto contrasto con leconomia di stampo neoclassico attualmente vigente. Sulla base di queste evidenze, alcuni autori propongono uninversione di tendenza,
una decrescita basata sulla riscoperta dei valori sociali, sulla diminuzione dei consumi e delle ore di
lavoro, sul localismo e sulla vittoria della qualit sulla quantit (Latouche, 2005).

2.1 Rischio naturale e costruito


Nel corso della sua evoluzione, la specie umana ha imparato a condividere la propria esistenza con
quella dellambiente, sfruttandolo a proprio vantaggio e facendo tesoro delle risorse da esso provvedute. Diversi popoli in epoche diverse hanno manifestato approcci altrettanto differenti, dalla simbiosi al parassitismo pi sfrenato, come ad esempio nel caso dellisola di Rapa Nui la quale, resa
progressivamente priva di alcune risorse da parte della popolazione insediatavisi, fin per essere la
loro tomba. Tuttavia, in linea generale, la crescita delle societ antiche era ragionevolmente lenta e
commisurata alle limitazioni naturali. Molte popolazioni, soprattutto quelle considerate primitive,
vedevano lambiente come una madre o un padre, valorizzando il legame che esiste tra luomo e la
natura (basti considerare le popolazioni indigene sudamericane le quali chiamano la Terra Pacha

INQUINAMENTO LUMINOSO, VISIVO E ACUSTICO


Mama ovvero grande madre, oppure le popolazioni celtiche e protoceltiche ed il loro culto del Dio e
della Dea) e sebbene possiamo presumere che in certi casi la progressivit e la lentezza dellespansione
di questi popoli era legata a semplici limiti strumentali, la componente filosofica giocava un ruolo di
spicco. A prescindere da ci, questo andamento permetteva unintegrazione armonica tra lespansione
del popolo e lambiente circostante. Infatti, la societ definita vernacolare durevole proprio grazie
alla sua attitudine di adattarsi alle caratteristiche ambientali, mentre la societ industriale, approcciandosi in maniera diametralmente opposta, ha portato al limite la resilienza del sistema terrestre in
brevissimo tempo, minacciando gli equilibri ambientali e di conseguenza ogni forma di vita. Questo
accaduto principalmente perch la societ industriale cerca di adattare i limiti naturali alla propria
struttura. (Latouche, 2005, p.78). Possiamo dunque vedere che i rischi tradizionali (naturali), legati
principalmente a manifestazioni e variazioni naturali delle condizioni ambientali, come carestie, alluvioni, minacce da parte di bestie feroci, sono progressivamente traslati in rischi costruiti dalla stessa
azione antropica, come il surriscaldamento terrestre e le relative conseguenze climatiche e sulle specie
viventi, la deforestazione, linquinamento atmosferico, delle acque e della terra e la desertificazione.

2.2 Infelicit strumentale e saggezza sistemica


La societ contemporanea convinta di trovare nella componente dinamica e cinetica del rischio,
la sua indipendenza dalle tradizioni limitanti del passato, dalla religione e dalla natura vista con una
certa diffidenza (Giddens parla infatti di difendersi dai capricci della natura) (2000). Questa visione
leopardiana di natura matrigna potrebbe essere ricondotta al particolare stato dellessere umano descritto dallo psicoanalista Erich Fromm, il quale afferma che la nostra specie dotata di un singolare
stato di coscienza che provoca un senso di paura e di separazione dal resto delluniverso (Fromm,
1966, p. 25). Sebbene questo particolare stato ci doni incredibili potenzialit, attraverso la capacit
di analizzare e manipolare la realt come nessuna altra specie animale, langoscia che ne deriva ci
porta a ricorrere a vari stratagemmi per restituirci unimmagine di sicurezza e autostima (Bonaiuti, 2003 p. 48). Nella societ del consumo questi traguardi sono perseguiti attraverso lacquisto
sempre crescente di beni materiali, i quali trovano il loro valore non pi nellutilit a loro intrinseca
ma piuttosto nellesperienza che si crea nel loro acquisto ed allaffermazione di uno status sociale al
quale lindividuo sente di appartenere oppure al quale aspira. Un altro meccanismo di compensazione
dellangoscia il lavoro inteso come mezzo di affermazione sociale, il quale provoca la solitudine che
caratterizza le societ industriali. Lestensione della giornata lavorativa vede dunque una diminuzione
del tempo libero ed un aumento dello stress i quali, invece di placare la condizione di angoscia, la aumentano andando ad alimentare le spirali dei consumi e del lavoro sopra descritte. Gli effetti negativi
dellapproccio razionalista strumentale portato ai suoi estremi, dei quali solo alcuni esempi sono stati
sopra citati (tenendo in forte considerazione anche le catastrofi ambientali descritte nel paragrafo
precedente), rimangono un importante ostacolo al progresso della specie umana, sempre tenendo a
mente che progresso non vuol dire necessariamente crescita. Una lettura pu essere il fatto che lessere
umano contemporaneo percepisce generalmente solo le brevi catene causali necessarie a perseguire
razionalmente i propri fini (Bonaiuti, 2003), mentre le conseguenze sistemiche delle proprie azioni
rimangono inconsce. Un semplice esempio di questa chiusura potrebbe rappresentarsi nelle attivit
illecite di alcune industrie che liberano scorie nocive nellambiente, come in alcuni casi tristemente

INQUINAMENTO LUMINOSO, VISIVO E ACUSTICO


noti in tutta Italia. Prendiamo il caso del supervisore allo smaltimento di una di queste aziende, immaginiamo che sia un uomo di mezza et che abita nello stesso comune del suo luogo di lavoro: ha
una famiglia, magari uno o pi figli e compra frutta e verdura al mercato perch pi buona, da
contadini che coltivano non troppo lontano dalla sede dellindustria. Egli, riversando deliberatamente
nellambiente le scorie nocive prodotte dallazienda in cui lavora ritiene forse di aver risparmiato, ma
il costo sistemico della sua azione si calcola non solo in gravi danni per lambiente, ma anche per i suoi
concittadini, la sua famiglia e lui stesso. Leccesso di pensiero strumentale e la spirale autoaccrescitiva
dei consumi e del lavoro, sono quindi due elementi molto importanti che rappresentano i lati negativi
dello sviluppo e pongono ostacolo al naturale processo di decrescita che segue quello della crescita.

2.3 Decrescita e progresso


Il 14 febbraio 2002 George W. Bush, di fronte ai responsabili americani della mereorologia dichiarava:
Poich la chiave del progresso ambientale, poich fornisce le risorse che permettono di investire
nelle tecnologie pulite, la crescita la soluzione, non il problema (Latouche, 2005, p. 77). Attraverso
questo tipo di ottica razionalista il Nord economico del mondo si sviluppato in modo florido nellultimo secolo, raggiungendo traguardi economici e scientifici spesso strabilianti. I miracoli derivanti
dallinvenzione del microprocessore e dalle avanguardie scientifiche nel campo della medicina sono
solo alcuni aspetti della potenzialit positiva dello sviluppo. Tuttavia, se in passato questa filosofia
ci ha permesso di progredire allinterno di contesti espansivi, trova in questo periodo storico il raggiungimento dei limiti strutturali delle nostre societ e del pianeta stesso. Mauro Bonaiuti (2003) ci
illustra come la teoria economica neoclassica, (in particolare la teoria della crescita di Solow e Stigliz)
affermi una perfetta sostituibilit fra risorse naturali e capitale fabbricato dalluomo. Appare evidente
che tale teoria porti il peso di un grande paradosso: i due economisti stanno in pratica affermando
che sia possibile produrre la stessa quantit di pizza diminuendo la quantit di farina ma impiegando
pi cuochi ed utilizzando pi forni. Queste forzature sono state prese in esame non tanto come critica
al modello economico attuale, ma per illustrare come il tentativo di estendere un discorso sulletica
socioeconomica allinfinito (in questo caso si parla di crescita, ma ci potrebbe valere anche per altri
tipi di approccio) non porta a risultati coerenti. Questo potrebbe essere spiegato dal comportamento
ciclico e sinusoidale proprio dei cambiamenti naturali. Infatti la societ umana, come tutti i sistemi
complessi, attraversa fasi di morfogenesi (crescita) e morfostasi (adattamento o decrescita). Entrambe
le fasi sono essenziali, complementari e cicliche. Quando esiste un corretto equilibrio tra le due fasi
il sistema prospera, mentre in caso contrario incontra difficolt. Questo accade perch un eccesso di
morfogenesi destabilizza il sistema e tende a fagli perdere la propria identit, mentre un eccesso di
morfostasi tende a bloccare levoluzione del sistema impedendo il suo adattamento allambiente circostante. In poche parole non tanto corretta una critica alla politica di crescita quanto una critica
al concetto di crescita infinita. Nonostante la mole di conseguenze negative dello sviluppo descritte
finora in questo capitolo e nei capitoli precedenti, importantissimo valorizzare i progressi (nel senso
evolutivo del termine) nei campi scientifici e tecnici, ma anche, in certi casi, in ambito sociale. emblematico in questi termini, come si era accennato precedentemente, il progresso compiuto in campo
medico. Sebbene esista una critica di accanimento terapeutico soprattutto in ambiti geriatrici, ed una
ulteriore critica che afferma che spesso le patologie pi diffuse al giorno doggi (come malattie cardio-

INQUINAMENTO LUMINOSO, VISIVO E ACUSTICO


vascolari, obesit, depressione, ansia) siano costruite dal sistema stesso, non possiamo non considerare che un enorme numero di malattie considerate un tempo gravi o gravissime oggi vengono curate
con facilit. Basandoci sui dati ISEW, appare evidente che a partire dalla seconda met degli anni 70
prendendo come riferimento gli Stati Uniti, ad un incremento della crescita economica non corrisposto alcun aumento del benessere. Questo potrebbe essere preso come il momento in cui la curva
di espansione si fatta meno ripida, raggiungendo progressivamente il suo culmine. Alcuni teorici
della decrescita come Latouche (2005) affermano che in unottica di conversione dello sviluppo inteso
come crescita infinita, importante ricostruire la cosiddetta societ vernacolare, la quale basata
principalmente sui rapporti sociali. Leconomista afferma infatti limportanza di una valorizzazione
dellinnovazione sociale ma anche di uno spostamento dalla retorica consumista e paneconomica,
nella quale la pubblicit continua a suggerire modelli di vita e ruoli allinterno della societ, ad una
frugalit abbondante. Sebbene appaia come un paradosso, questa filosofia si basa sul fatto che, a patto
di una equa distribuzione, possibile una societ basata sullabbondanza contrariamente a quanto affermato dalleconomia contemporanea (le risorse sono scarse perch utili e limitate, ne consegue che
lindividuo consumatore sia sempre affamato). Questo ovviamente possibile solo in seguito ad una
profonda mutazione sociale, dalla valorizzazione dello scambio reciproco e del dono, alla diminuzione progressiva dei consumi (e quindi della produzione e viceversa) e delle ore di lavoro.

2.4 Conclusioni

In questo capitolo abbiamo considerato le strutture simboliche soggiacenti i grandi danni allambiente
descritti in precedenza. Inoltre abbiamo cercato un punto di vista sistemico, vedendo la societ ed
i suoi cambiamenti come un insieme complesso organico e vivo, che si muove e si evolve seguendo
dinamiche che si possono trovare in ogni sistema biologico, inserendo anche una visione termodinamica dei movimenti socioeconomici. Infine abbiamo visto alcuni punti da seguire in unottica di
decrescita che consistono principalmente in uninnovazione sociale pi che in uninnovazione del
prodotto, ma non dobbiamo dimenticarci che in un periodo di transizione come il nostro importante pensare a come collegare ci che esiste oggi con gli obiettivi futuri di decrescita. Questo vuol dire
non solo sensibilizzare lopinione pubblica su temi riguardanti linversione delleccesso di consumo
e sulla ricostruzione di reti sociali, ma anche la progettazione di prodotti a basso impatto (considerando sistemicamente lintera filiera di lavorazione). Inoltre un elemento di estrema importanza,
come si evince dai dati riportati nel capitolo precedente lattenzione ad una conversione ad un uso
intelligente dellenergia rinnovabile. Se in questo capitolo abbiamo posto un accento alle forme e le
conseguenze dellinquinamento a livello macroscopico, nel prossimo capitolo vedremo quali sono a
livello individuale e fisiologico alcune delle forme di inquinamento pi diffuse e recenti, ovvero scaturite dallo sviluppo tecnologico esponenziale di questi ultimi anni.

INQUINAMENTO LUMINOSO, VISIVO E ACUSTICO

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3.0 INQUINAMENTO VISIVO, LUMINOSO E ACUSTICO
In generale, linquinamento inteso come una produzione eccessiva di quantit di un dato elemento.
Abbiamo visto nel Capitolo 1 limpatto globale dellinquinamento, ma andiamo ad esaminare quelle tipologie di inquinamento che riguardano luomo pi da vicino.

3.1 Inquinamento visivo

Con il termine inquinamento visivo si indica lalterazione di un equilibrio attraverso linserimento nellambiente naturale, urbano e antropizzato, di elementi che, per la loro estraneit e incongruenza, risultano
sgradevoli alla vista generando malessere. Le cause di questa tipologia di inquinamento sono varie. Uno
scorretto inserimento di architetture nel paesaggio, come ad esempio linserimento di un edificio moderno nel centro storico di una citt, oppure in un contesto rurale. Anche le opere ingegneristiche, come
impianti o parabole 1, possono turbare larmonia di un ambiente. Altre cause sono individuate nella sovrabbondanza di mezzi di trasporto 2, nel graffitismo, nella pubblicit.
Tra queste, la pubblicit costituisce una forma particolarmente aggressiva di inquinamento visivo, soprattutto sullimpatto psicologico. La ripetitivit delle immagini (assieme agli slogan) si manifesta in modo
assillante, dai cartelli pubblicitari, alla televisione, ad internet.
Oggi, la sovrabbondanza di immagini non riguarda pi soltanto le pubblicit, ma sbarcata sui Social
network dando vita ad un enorme archivio condiviso di fotografie, immagini e video.

3.1.1. Social network

Linserimento di fotocamere nel telefoni portatili, nonch lavvento degli Smartphone, ha definitivamente
segnato lestensione dellesclusivit professionale della fotografia artistica/documentaristica alla massa. Le
immagini prodotte dalla massa hanno due diverse destinazioni: archivio virtuale personale o pubblicazione sui Social Network con il fine principale di sottoporle allattenzione degli altri e di valutarne la soglia di
apprezzamento. La facilit di scatto, lelaborazione dellimmagine e il caricamento su Internet tale, che la
condivisione divenuta diffusamente giornaliera. Inoltre, pi gli altri apprezzano le pubblicazioni e pi
condividono le proprie, pi si stimolati a farlo.
Un fenomeno significativo quello del selfie 3. La parola selfie, che sta ad indicare un autoritratto digitale, stata utilizzata per la prima volta da un utente Flickr (piattaforma per la condivisione di fotografie)
nel 2004 ed successivamente divenuta universalmente diffusa. Basti pensare che nel 2013 stata inserita
nellOxford Dictionary ed eletta parola dellanno.
Con il fine di agevolare lelaborazione grafica e la condivisione on-line dellinnumerevole produzione mondiale di selfies, nel 2010 nata lapp Instagram che stata poi acquistata, due anni pi tardi, da Facebook.

3.1.2 Facebook: il s e gli altri

Facebook il social network pi diffuso. Facebook pone le fondamenta su tre diverse operazioni:
1) costruzione e mantenimento di una pagina personale che rispecchi la propria identit, gusti ed interessi;

Alla fine degli anni 90 lAmministrazione Comunale di Siena fece scoppiare un caso nazionale denunciando
lantiesteticit delle parabole satellitari sui tetti del centro storico senese. A seguito di ci, il Comune ha dato il via ad
una sperimentazione di Siena citt cablata. Infatti, in collaborazione con Telecom, la citt stata dotata di fibre ottiche veloci tali da consentire tv via cavo e il conseguente smantellamento delle antenne. 21mila le unit immobiliari
collegate. 17,5 milioni di euro investiti (fonte: itaonline)
2

LItalia detiene il rapporto tra auto e abitanti pi alto dEuropa. Nellironico film Motorizzati, girato nel 1962, si

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2) visualizzazione dei contenuti degli altri;
3) interazione con gli altri (chat, commenti e condivisione di contenuti su pagine altrui).
Questa piattaforma Social, pi di tutte le altre, ha dato vita ad un fenomeno interessante: gli individui tendono a rappresentare se stessi e i loro gusti agli altri, cercando di apparire interessanti, diversi, accattivanti.
Oggi, non si ha pi soltanto un confronto con i modelli ideali della pubblicit, ma direttamente con le altre
persone che, su queste piattaforme on-line, si espongono in vetrine virtuali come dei prodotti in vendita.
cos che si generata una sorta di mercato non commerciale, dove la moneta di scambio non il denaro,
ma lapprezzamento degli altri e, come mostrano diverse vignette umoristiche, lappagamento e la stima
personale. Infine, esattamente come sul mercato, tra gli individui scaturisce competitivit nellemergere
sugli altri, talvolta, invidia.
Gli aggiornamenti delle pagine personali consistono nella documentazione delle proprie attivit, in propri
commenti riguardo a degli accadimenti, in pensieri, oppure semplicemente in immagini che esprimano
lumore del momento, in definitiva: istantanee. A differenza della pubblicit, per, Facebook offre la possibilit di filtrare la ricezioni degli aggiornamenti delle pagine.
Le tipologie di pubblicazione Facebook sono quattro: testi, fotografie, GIF e video.
Le GIF (Graphics Interchange Format) sono delle brevi animazioni (che si ripetono allinfinito) composte
da frame di una sequenza che si conseguono con una cadenza di qualche frazione di secondo. Questa tipologia di immagini dinamiche sono recentemente molto diffuse e apprezzate.
I video, invece, sono molto brevi, frammenti di film o filmati, e vengono riprodotti automaticamente nel
momento in cui si raggiungono nello scorrere la pagina comune.
Ne consegue che scorrere la cosiddetta Bacheca di Facebook significhi ricevere, in pochissimo tempo,
una considerevole quantit di informazioni, perlopi divertenti, attraverso tre diverse tipologie di immagini, due delle quali dinamiche. Anche in questo caso, vi unaffinit con la pubblicit, ed in particolare,
con lo spot pubblicitario.
Luso dei Social rispecchia ed incrementa una sempre maggiore tendenza a visualizzare un numero considerevole di contenuti (soprattutto sotto forma di immagini) in breve tempo, senza per approfondirli e
giudicandoli superficialmente apprezzati o non.

3.1.2.1 Condivisione di massa

Facebook ha unutile, ed al contempo pericolosa, virt: informa le persone attraverso le persone, e il


modo pi efficace per farlo accoppiare delle frasi a delle immagini. Spesso, la condivisione avviene senza
personalizzare il testo, ma lasciando quello trovato.
Quando vi un accadimento che tocca la sensibilit di molte persone, il sentimento di condivisione tale
che non servono pi parole, ma basta unimmagine. Una vera e propria campagna di massa (che nella
maggior parte dei casi si manifesta con un format sovrapposto allimmagine del Profilo 4 ) con una forte
influenza sullo schieramento dopinione. La contaminazione molto rapida poich il mezzo di propagazione principale non il dialogo, ma unimmagine che si ripete a macchia di leopardo, conquistando una
percentuale visiva della Bacheca. In definitiva, si spinti a sentirsi in dovere di assumere quellimmagine,

documenta il segno dellincombente benessere economico rappresentato, appunto, dallacquisto della prima auto. Il
fenomeno della motorizzazione di massa ha raggiunto oggi livelli numerici impressionanti, oscurando la visione
dei primi piani delle citt. (P. Rognini, La vista offesa. Inquinamento visivo e qualit della vita in Italia, 2008, pp. 23)
3

Una ricerca italiana sul selfie quella scaturita dalla tesi di laurea dello studente di Informatica umanistica di Pisa
Michele Mazza, successivamente sviluppata dal Cnr. Larticolo Che faccia ha il selfie-maniaco, sulledizione del
28/01/2016 de LEspresso, documenta questa vicenda riportando dati impressionanti, ad esempio che le condivisioni di selfie viaggiano a un ritmo di 17mila lora.

INQUINAMENTO VISIVO, LUMINOSO E ACUSTICO


come il resto degli altri utenti, aggiudicando una presa di posizione generica e non articolata.
_

3.2 Inquinamento luminoso

Linquinamento luminoso unalterazione dei livelli di luce naturalmente presenti nellambiente notturno.
Questa alterazione, pi o meno elevata a seconda delle localit, provoca danni di diversa natura: ambientali, culturali ed economici. La definizione legislativa pi utilizzata lo qualifica come ogni irradiazione di
luce diretta al di fuori delle aree a cui essa funzionalmente dedicata, ed in particolare verso la volta celeste.
Linquinamento luminoso non reca danni solamente a livello globale, ma viene anche percepito direttamente nella scena urbana. Basti far caso alla quantit di luci che ci circonda mentre siamo in coda, di
ritorno dal lavoro la sera. Vi sono le luci rosse dei freni (che si attivano e si disattivano in continuazione),
dellinterfaccia interna dellauto, dei fari delle macchine, dei lampioni e delle insegnee vi , inoltre, il
moltiplicarsi di tutte queste fonti luminose tramite riflessi sugli specchietti, sui vetri e sulle superfici lucide
delle carrozzerie.
Ma ancora pi vicino a noi, i monitor.

3.2.1 La luce e i monitor

Per visualizzare contenuti su uno schermo, in genere, necessario che sia retro-illuminato. I computer
prima di tutto, ma anche la televisione, i tablet e gli smartphone sono ormai oggetti con cui passiamo
molto tempo, sia per lavoro, che per svago. Unindagine di The Vision Council del 2012 riporta che il 14%
degli adepti arriva a totalizzare 10-12 ore di utilizzo, mentre il 30% resta connesso per 6 ore. Secondo i
dati pubblicati in diversi siti nel 2013, la maggior parte delle persone trascorre circa 6-9 ore al giorno su
un dispositivo digitale e almeno il 25% delle persone passa pi di 10 ore al giorno di fronte a uno schermo.
Secondo gli studi, la vista pu iniziare a sentire stanchezza gi dopo circa 2 ore. Pare che luso del computer
riduca la frequenza del battito delle palpebre di ben cinque volte rispetto alla norma ed alta la probabilit
che questo non sia completo, non copre cio tutta la cornea dellocchio. Questa riduzione del batter docchio associato alla Computer Vision Syndrome (CVS) o Sindrome da visione, i cui sintomi includono
mal di testa, visione offuscata, secchezza degli occhi, dolore al collo e alla spalla, visione doppia, vertigini,
sensibilit alla luce.
Inoltre, la distanza ravvicinata dai monitor privilegia la messa a fuoco di oggetti in primo piano, indebolendo locchio e aumentando le possibilit di sviluppo di miopia. Oggi circa il 21% dei giovani da 18 a 25
anni vede male da lontano. In Europa pi di una persona su 3 (35% circa) miope 5.
Un altro problema causato dai monitor linsonnia 6. I dispositivi dotati di monitor producono unalta
quantit di luce blu. La luce blu diminuisce la produzione di melatonina, il neurotrasmettitore cerebrale
attivo nella regolazione del ritmo sonno-veglia. Per questo motivo si pu avere limpressione di essere pi
vigili nelle ore serali, ma la situazione di allerta continua anche nelle ore notturne, causando disturbi del
sonno. Durante le ore diurne, poi, la situazione peggiora perch linsonnia della notte si trasforma inevita-

La scansione dellarticolo reperibile on-line al seguente link: www.fileli.unipi.it/infouma/files/2016/01/LESPRESSO_22-01-2016.pdf


4

Per esempio, a seguito degli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi, si diffusa la sovrapposizione del tricolore della bandiera francese allimmagine del proprio Profilo Facebook. Vi un articolo on-line che tratta largomento (con
visione critica, fortemente soggettiva, da parte dellautore) al seguente link: scienzenotizie.it/2015/11/14/la-moda-dicambiare-avatar-a-ogni-tragedia-ecco-perche-non-andrebbe-seguita-518982

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bilmente in sonnolenza diurna, con calo della capacit di attenzione e di concentrazione.

3.2.2. Progettare illuminatamente

Con laumento delle letture su formato elettronico sono nati gli Ebook Reader, tablet che utilizzano un
particolare schermo privo di retroilluminazione, dotato di una tecnologia chiamata E-ink (inchiostro elettronico), che permette di poter leggere simulando un foglio di carta senza danneggiare gli occhi e affaticare
la vista. In tal modo, possibile leggere bene anche alla luce del sole.
Un progetto interessante che si posto il problema di come sostituire lilluminazione con una luce non
dannosa, quello del designer olandese Daan Roosegaarde. Si tratta di una pista ciclabile che, invece di
essere illuminata da lampioni di notte, essa stessa illuminante riciclando la luce solare acquisita durante
il giorno (in alcuni punti del percorso si trovano dei LED che garantiscono luce supplementare nel caso in
cui vi sia stata una giornata nuvolosa.). Il metodo di illuminazione scelto non infastidisce gli occhi e non
interferisce con la natura circostante. Questa pista ciclabile stata pensata per visitare i luoghi dove Van
Gogh nato e cresciuto nella provincia olandese di Noord Brabant ed il disegno della superficie ispirato
allopera pi famosa dellartista: La notte stellata.
_

3.3 Inquinamento acustico

In Italia esistono quattro leggi per la tutela dallinquinamento acustico. La legge n. 447/1995 art. 2 ce ne
fornisce una definizione: lintroduzione di rumore nellambiente abitativo o nellambiente esterno tale da
provocare fastidio o disturbo al riposo e alle attivit umane, pericolo per la salute umana, deterioramento
degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dellambiente abitativo o dellambiente esterno o tale da
interferire con le normali funzioni degli ambienti stessi.
Le principali fonti di rumore nocivo, possono essere causate dallIndustria, dai mezzi di trasporto, ma
anche dalluso inappropriato di apparecchi negli spazi privati e in spazi condivisi (come ad esempio la
musica della radio). Questi rumori possono essere causa di fastidi, disturbi allapparato uditivo e disturbi
psicologici (stress e sintomi psico-somatici).
Oggi, con laumento della presenza delle tecnologie a diretto contatto con luomo, si potrebbe parlare di
una nuova tipologia di inquinamento acustico, dove non si parla pi di rumore, ma di sovrapproduzione
di suoni.

3.1. Il suono, il rumore

Per addentrarsi nel mondo della percezione acustica, necessario delineare alcuni aspetti analitici. Innanzitutto opportuno chiarire la differenza tra suono e rumore. Mentre il termine suono 7 viene utilizzato
per identificare dei suoni positivi, ritenuti informazioni utili per il soggetto, oppure gradevoli dal punto
di vista psico-fisiologico, il termine rumore identifica una categoria di suoni negativi, soggettivamente
giudicati non musicali o che comunque risultino sgradevoli, fastidiosi, molesti, o addirittura dannosi.

I dati sono riportati da un articolo on-line dedicato alla miopia (pubblicato il 17/10/ 2013) sul sito di Huffingtonpost, in collaborazione con il Gruppo Espresso, visionato il 08/02/2016. Il link allarticolo riportato nella Sitografia.
6

Da un articolo on-line sul sito di Repubblica, Scienze, 20/06/2013: (...) Aggeggi che rovinano il sonno di migliaia
di persone, tuonano gli esperti. Solo se usati in modo eccessivo e scorretto, replicano i progressisti. Il risultato: dormiamo sempre peggio, sempre meno. (). Il link allarticolo riportato nella Sitografia.

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Uninteressante analisi quella svolta allinizio degli anni sessanta dal compositore e studioso di aspetti
sonori R. M. Schafer 8 . Schafer utilizza una serie di termini per distinguere diverse tipologie di ambiente
sonoro. Due di questi sono riportati a seguire.
Tonica: termine (direttamente discendente dal lessico musicale) che sta ad indicare lambiente sonoro che
caratterizza un luogo e una cultura. Tale ambiente sonoro viene percepito in maniera inconscia; viene,
come dice lo stesso autore, sovrascoltato. Esattamente come la consapevolezza di essere parte di una
societ risulta difficile perch vi siamo immersi dentro e dunque tendiamo a non vederla, vivendo circondati da un habitat sonoro non facciamo caso allinsieme di suoni che lo determinano perch parte
integrante della nostra percezione culturale.
Impronte sonore: insieme di suoni che determinano lidentit di un luogo e ne conferiscono un orizzonte
culturale. Sono suoni comunitari, secondo la definizione del compositore canadese. Essi vengono prodotti e/o percepiti in maniera conscia, vale a dire che le persone li individuano chiaramente e consapevolmente e, a volte, possono diventare veri e propri emblemi sociali.
Nellambiente contemporaneo, il costante aumento della presenza di tecnologie nella vita quotidiana, ha
probabilmente portato ad integrarne i suoni nellhabitat sonoro. Potremmo individuare una Tonica tecnologica, costituita dallinsieme di suoni a cui solitamente non facciamo caso (come ad esempio la ventola
del computer), e una Impronta sonora costituita dai suoni artificiali culturalmente riconosciuti dalle persone che utilizzano i medesimi servizi telematici e software (come ad esempio il suono di avvio del Sistema
Operativo Windows oppure della chiamata via Skype).

3.3.2 Suoni come notifiche

La necessit delle Aziende di dare unidentit ai propri prodotti sul mercato, ha portato nel campo dellinformatica, non soltanto ad una ricerca stilistica/visiva, ma anche sonora. Questultimo aspetto viene per
assunto dallutente in un secondo momento: il primo contatto con il prodotto avviene con la scelta comparata ad altri prodotti, valutandone la qualit funzionale (ad esempio lefficienza del sistema operativo)
e laspetto estetico (ad esempio la gradevolezza ottica e tattile dei materiali, oppure larmonia grafica delle
interfacce). successivamente, con luso delloggetto, che entrano in scena i suoni. La percezione di questi
rimane comunque accoppiata ad un elemento visivo e, insieme, manifestano un evento/azione (ad esempio il click del mouse).
Nel momento in cui il suono viene disancorato dal visibile e direttamente associato allevento telematico,
avviene un fenomeno interessante. il caso degli smartphone. Gli smartphone sono un oggetto diffuso
su larga scala e la loro presenza ormai divenuta scontata in relazione agli individui che costituiscono la
massa. Ad esempio in un autobus, possiamo immaginare che le persone che non hanno un smartphone in
mano, lo abbiano nella tasca dei pantaloni, di uno zaino, di una borsa.
I sistemi operativi mobili pi diffusi sono tre: Android, iOS e Windows. Ogni sistema operativo ha i suoi
suoni (come ad esempio quello di blocco/sblocco schermata). Supponiamo che vi siano 24 persone in un
autobus con una distribuzione omogenea dei tre sistemi operativi (dunque tre gruppi da 8 persone). Se
squillasse un telefono, questo potrebbe appartenere ad una tra 8 di queste (presupponendo che sia stata
mantenuta la suoneria di default); una persona risponde, mentre le restanti 7 hanno attivato la loro attenzione. Il numero di persone in stato di allerta aumenterebbe se la suoneria fosse rimossa e attivata solamente la vibrazione (ovviamente non percepita tramite contatto fisico, ma come suono).

Definizione di suono dallEnciclopedia Treccani: La causa delle sensazioni acustiche, consistente in vibrazioni di
un mezzo (per lo pi laria, ma anche mezzi elastici qualunque), che possono essere eccitate in esso o ad esso trasmesse dalle vibrazioni di un corpo (sorgente sonora), e che a loro volta eccitano lorecchio (). Tali vibrazioni sono onde
elastiche (onde sonore) longitudinali che si propagano nellaria o in altro mezzo con determinate caratteristiche: lintensit deve essere compresa tra la soglia di udibilit (al di sotto della quale non c sensazione di suono) e la soglia di
dolore (al di sopra della quale la sensazione diventa dolorosa), mentre la frequenza, per un convenzionale orecchio
normale, deve essere compresa tra 16 Hz e 20.000 Hz (al di sotto del primo valore e al di sopra del secondo si hanno,

INQUINAMENTO VISIVO, LUMINOSO E ACUSTICO


La tendenza a rispondere ad un contatto divenuta ormai fortemente impulsiva, automatica, raramente
controllata. La diffusione di questi suoni, in rapporto allinteresse di essere contattati, ha portato a una
sovrapposizione tra situazioni locali e remote. Ad esempio, se arriva un messaggio mentre stiamo intrattenendo una discussione con qualcuno, tendiamo ad interromperla per controllare, oppure a distrarci
indirizzando lo sguardo verso il telefono.
In conclusione, laumento delle relazioni telematiche tale da aver incrementato la sensibilit ai suoni
delle notifiche, con un forte impatto psicologico e, talvolta, disturbando altre attivit. In alcuni casi si pu
portare a delle vere e proprie allucinazioni uditive, per cui la memoria acustica riesce a ricostruire un suono allinterno di un sottofondo. probabile che sia capitato a chiunque, almeno una volta, di aver sentito
suonare o vibrare il cellulare in unaltra stanza o poco distante, interrotto la propria attivit per andare a
controllare e scoprire che non era cos. Oppure pu capitare di sentire un suono di notifica (come ad esempio quello della chat di Facebook) in una canzone, o in sonorit affini.

3.4 Conclusione

Le tipologie di inquinamento analizzate, non sono pi soltanto percepite su larga scala, nello scenario
urbano, ma sono entrante in contatto ravvicinato con luomo attraverso dispositivi tecnologici utilizzati
quotidianamente. Il rapporto con le tecnologie (in continua mutazione e sviluppo) va ad incidere sulla
psicologia, sulle relazioni sociali, portando cambiamenti comportali e delle abitudini.
Siamo circondati da stimoli. La predisposizione naturale dellessere umano, fa s che di fronte a questi stimoli venga posto un filtro percettivo: percepiamo solamente ci che contiene uninformazione a noi utile.
Ad esempio, mentre guidiamo siamo immersi in una moltitudine di rumori, molti dei quali prodotti dalla
macchina stessa, ma ai quali non diamo particolare ascolto. Se la macchina producesse improvvisamente
un rumore diverso dal solito, questo andrebbe a richiamare la nostra attenzione poich potrebbe corrispondere ad un mal funzionamento. Perci questo rumore viene registrato, analizzato e approfondito dal
nostro cervello.
Oggi, con lavvento delle tecnologie, siamo soggetti ad un sempre pi crescente numero di stimoli con un
elevato livello di rilevanza sul piano cognitivo. Ne consegue che il nostro filtro percettivo si notevolmente
dilatato e siamo diventati molto pi recettivi. Paradossalmente, per, la reazione non solamente incrementale, ma ha dato vita ad uno scompenso, cio un indebolimento, talvolta la scomparsa, della capacit
di stabilire la gerarchia di importanza in una simultaneit di stimoli. Ad esempio, leggere velocemente un
messaggio ricevuto sul cellulare mentre si alla guida una condizione divenuta normale. Ma questa
unazione molto pericolosa perch si sta dedicando attenzione percettiva-cognitiva a pi attivit contemporaneamente: guidare, fare attenzione alle macchine davanti, considerare la possibilit un imprevisto,
leggere delle frasi e comprenderne il significato. Oppure leggere un SMS mentre si sta parlando con unaltra persona, rassicurandola di stare comunque ascoltandola. Ma soltanto met della nostra attenzione si
sta dedicando allascolto ed il cervello compie una selezione molto pi ristretta delle parole, cercando di
recepire le informazioni necessarie a ricostruire un discorso di senso, tralasciandone le sfumature.
Il rapporto tra luomo e linquinamento percettivo, ha portato un aumento del grado di distrazione, ansia,
stress, agitazione, iperattivit...e cos via.

rispettivamente, gli infrasuoni e gli ultrasuoni); le soglie di intensit e i limiti di frequenza, oltre a essere diversi da
persona a persona, variano, rispettivamente, al variare della frequenza e dellintensit del suono. ().
8

Raymond Murray Schafer noto per essere ideatore del World Soundscape Project, con il fine di promuovere una
nuova ecologia del suono sensibile ai crescenti problemi dellinquinamento. Il progetto fu avviato nel 1971 presso il
Sonic Research Studio del Communication Department della Simon Fraser University, British Columbia, Canada,
dove ancora lo stesso ha sede. I suoi pensieri sono pubblicati nel testo The Tuning of the World (1977), tradotto in
Italiano con il titolo Il paesaggio sonoro.

INQUINAMENTO VISIVO, LUMINOSO E ACUSTICO

INQUINAMENTO ATMOSFERICO E TRASPORTO


5. INQUINAMENTO ATMOSFERICO E TRASPORTO
5.1. Inquinamento dellaria
Negli ultimi anni, due fenomeni hanno assunto particolare rilievo dal punto di vista dellimpatto ambientale: la crescita costante della mobilit delle persone e delle merci e laumento della quota del trasporto su
strada rispetto agli altri modi di trasporto. Ci ha determinato un aumento del traffico stradale e quindi
lintensificarsi degli effetti negativi sullambiente:
inquinamento dellaria;
inquinamento acustico;
congestione delle strade urbane e delle aree extraurbane;
interventi invasivi sul territorio;
incidentalit stradale.
Secondo lUfficio statistico della Commissione europea (Eurostat), il consumo finale di energia in Europa
ha registrato lievi scostamenti tra il 1999 e il 2009. A livello settoriale, i maggiori incrementi sono stati
osservati nei servizi (14%) e nei trasporti (8%); il consumo di energia ha invece mostrato un moderato
aumento (2%) per usi domestici e una diminuzione del 15% nel settore industriale. Il calo dei consumi del
settore industriale si svolto principalmente tra il 2008 e il 2009.
Nel 2009, i settori dei trasporti e dellindustria hanno assorbito nellUnione europea rispettivamente il 33%
e il 24% dei consumi di energia. Nel 2009 in Italia il settore dei trasporti ha assorbito il 35% dei consumi
totali di energia a livello nazionale, rispetto al 24% assorbito dallindustria. L86% dei consumi finali di
energia per modalit di trasporto attribuibile al trasporto stradale, il 9% al trasporto aereo, il 2% al trasporto ferroviario e il 3% al trasporto per vie navigabili interne.

5.2. La motorizzazione degli spostamenti


Appena si arriva a dipendere dal trasporto, non solo per i viaggi che durano parecchi giorni ma per gli
spostamenti quotidiani, diventano acutamente palesi le contraddizioni tra la giustizia sociale e la potenza
motorizzata, tra il movimento efficace e lalta velocit, tra la libert personale e litinerario preordinato. La
dipendenza forzata dalle macchine automobili nega allora a una collettivit di persone semoventi proprio
quei valori che i potenziati mezzi di trasporto dovrebbero in teoria garantire.
La gente si muove bene con le proprie gambe. Questo mezzo primitivo per spostarsi apparir, a unanalisi appena attenta, assai efficace se si fa un confronto con la sorte di chi vive nelle citt moderne o nelle
campagne industrializzate. E riuscir particolarmente suggestivo quando ci si renda conto che lamericano
doggi, in media, percorre a piedi - per lo pi in tunnel, corridoi, parcheggi e supermercati tanti chilometri
quanti ne percorrevano i suoi antenati. Coloro che vanno a piedi sono pi o meno uguali. Chi dipende
esclusivamente dalle proprie gambe, si sposta secondo lo stimolo del momento, a una velocit media di
cinque o sei chilometri lora, in qualunque direzione e per andare in qualsiasi posto che non gli sia legalmente o materialmente precluso. Ci si aspetterebbe che ogni miglioramento di tale mobilit connaturata
prodotto da una nuova tecnologia del trasporto salvaguardi quei valori e ne aggiunga degli altri, come un

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maggior raggio dazione, risparmio di tempo, comodit, maggiori possibilit per i menomati. Sinora non
questo ci che accaduto. Anzi, lo sviluppo dellindustria del trasporto ha avuto dappertutto leffetto opposto. Questa industria, da quando le sue macchine hanno potuto mettere dietro ogni passeggero pi dun
certo numero di cavalli-vapore, ha diminuito leguaglianza tra gli uomini, ha vincolato la loro mobilit a
una rete di percorsi disegnata con criteri industriali e ha creato una penuria di tempo duna gravit senza
precedenti. Appena la velocit dei loro veicoli varca una certa soglia, i cittadini diventano consumatori di
trasporto nel giro delloca quotidiano che li riporta a casa, un circuito che gli uffici di statistica chiamano
spostamento per distinguerlo dal vero viaggio che si ha quando il cittadino, uscendo di casa, si munisce duno spazzolino da denti.
Alimentare con pi energia il sistema di trasporto vuol dire che ogni giorno un numero maggiore di persone si muove pi velocemente su distanze superiori. Il raggio quotidiano di ognuno si estende a scapito della
possibilit di imbattersi in un amico o di passare per il parco an- dando al lavoro. Si creano punte estreme
di privilegio con lasservimento generale. Una lite accumula distanze incalcolabili in tutta una vita di viaggi circondati da premure, mentre la maggioranza spende una fetta sempre maggiore della propria esistenza
in spostamenti non voluti. Alcune poche persone viaggiano su tappeti magici fra punti remoti che la loro
effimera presenza fa apparire rari e insieme allettanti, mentre tutti gli altri sono costretti a spostarsi sempre
di pi e sempre pi in fretta sui medesimi tragitti e a perdere sempre pi tempo per prepararsi a questi
spostamenti e poi per riaversene.
Negli Stati Uniti i quattro quinti delle ore passate sulle strade sono di gente che fa la spola tra casa, posto di
lavoro e supermercato e che non sale quasi mai su un aereo; mentre i quattro quinti delle miglia percorse
in volo per recarsi a congressi e in luoghi di villeggiatura sono coperti ogni anno da un costante 1,5 per
cento della popolazione, di solito benestanti o gente che si tratta bene per condizionamento professionale.
Quanto pi veloce il veicolo, tanto pi consistente il sussidio che riceve da una tassazione regressiva.
Appena lo 0,2 per cento della popolazione degli Stati Uniti pu decidere per proprio conto di viaggiare in
aereo pi di una volta allanno, e pochi altri paesi possono permettersi un jet set cos numeroso.
Sia lo schiavo degli spostamenti quotidiani sia il viaggiatore impenitente si trovano a dipendere dal trasporto: n luno n laltro possono farne a meno. Un volo occasionale ad Acapulco o a un congresso di
partito fa credere al passeggero ordinario di essere finalmente entrato nel mondo ristretto di coloro che
si muovono ad alta velocit. La possibilit occasionale di trascorrere qualche ora legato con una cinghia
al proprio sedile su un veicolo ultrapotente fa di lui un complice della distorsione dello spazio umano e
lo induce ad accettare che la geografia del suo paese venga modellata in funzione dei veicoli anzich delle
persone. Luomo si evoluto fisicamente e culturalmente insieme con la sua nicchia cosmica. Ci che per
gli animali non che lambiente, egli ha imparato a trasformarlo in propria dimora. La sua autocoscienza
richiede il complemento di uno spazio vitale e di un tempo di vita integrati dal ritmo col quale egli si muove. Se questo rapporto viene determinato dalla velocit dei veicoli anzich dal movimento delle persone,
luomo-architetto si riduce al livello di un mero pendolare.
Lamericano tipo dedica ogni anno alla propria auto pi di 1600 ore: ci sta seduto, in marcia e in sosta;
la parcheggia e va a prenderla; si guadagna i soldi occorrenti per lanticipo sul prezzo dacquisto e per le
rate mensili; lavora per pagare la benzina, i pedaggi dellautostrada, lassicurazione, il bollo, le multe. Ogni
giorno passa quattro delle sue sedici ore di veglia o per la strada o occupato a mettere insieme i mezzi che
lauto richiede. E questa cifra non comprende il tempo speso in altre occupazioni imposte dal trasporto:
quello che si trascorre in ospedale, in tribunale e in garage; quello che si passa guardando alla televisione i

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caroselli sulle automobili, scorrendo pubblicazioni specializzate, partecipando a riunioni per leducazione
del consumatore in modo da saper fare un acquisto migliore alla prossima occasione. Lamericano tipo
investe queste 1600 ore per fare circa 12.000 chilometri: cio appena sette chilometri e mezzo per ogni ora.
Nei paesi dove non esiste unindustria del trasporto, la gente riesce a ottenere lo stesso risultato andando a
piedi dovunque voglia, e il traffico assorbe dal 3 all8 per cento del tempo sociale, anzich il 28 per cento.
Ci che distingue il traffico dei paesi ricchi da quello dei paesi poveri, per quanto riguarda i pi, non un
maggior chilometraggio per ogni ora di vita, ma lobbligo di consumare in forti dosi lenergia confezionata
e disegualmente distribuita dallindustria del trasporto.

5.2.1 Cambiamenti sociali


Il moderno stile di vita spinto dal crescente uso di veicoli motorizzati. La sottostante premessa stata
espressa come segue, dal sociologo britannico John Urry:
Il trasporto per lo pi un mezzo per determinate attivit socialmente modellate, e non il punto
di tali attivit
Di conseguenza, bene focalizzarsi sulle suddette attivit sociali, come cambiano, e come vengono percepite dalle varie parti interessate. Specialmente in Asia, la popolazione in crescita e il rapido cambiamento
dello stile di vita, accompagnati da un drammatico aumento della motorizzazione sono riconosciuti, non
solo come importante progresso di sviluppo, ma anche come risorse importanti e cambiamenti ambientali.
Le citt e i paesi hanno pensato di sviluppare la motorizzazione, ma hanno fallito nel pianificare sufficientemente il suo assalto. Come conseguenza, le infrastrutture sono pi vicine al collasso, e laccesso e la mobilit sono solo parzialmente facilitate. Questi problemi sono complessi, hanno molte facce e sono difficili da
gestire. Inoltre, il trasporto urbano un fenomeno tecnico moderno non radicato nelle istituzioni naturali
o storiche. Per esempio, in Cina e molti altri paesi, un crescente numero di istituzioni si sono evolute nella
gestione e regolazione del trasporto urbano. Quindi questi problemi sono gestiti in differenti modi nei vari
paesi e citt. Le decisioni su come gestire la crescente domanda per il trasporto e i conseguenti problemi
di traffico dovrebbero essere fatte da politici eletti, governi, citt e paesi in cooperazione con le varie parti
interessate. Quindi, ci sono molti interessi sulla posta in gioco e le preoccupazioni abbondano su quale
gruppo avr la maggiore influenza sullo sviluppo economico, miglioramento ambientale e benefici sociali.
Sulla base di decisioni generalmente fatte in materia di trasporto urbano, il conseguente aumento in numero di viaggi e lunghezza mostra il successo dellintroduzione di un moderno stile di vita occidentale
in Asia. Quasi lo stesso sviluppo nel modo di vita era osservabile nei tempi del secondo dopoguerra negli
Stati Uniti e si basa su un livello crescente di consumi, elevato tenore di vita e aumento del viaggio motorizzato. La disuguaglianza di mobilit si presenta quando enormi differenze di reddito si riflettono nelle
scelte disponibili. In citt asiatiche, le modalit di viaggio sono diverse e rispecchiano le condizioni socioeconomiche degli utenti o degli autisti.

Lambiente urbano particolarmente importante per la salute della popolazione a causa delle elevate con-

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centrazioni di attivit antropiche inquinanti in uno spazio limitato. Negli agglomerati urbani infatti la
popolazione esposta, insieme ad altri organismi animali e vegetali, a miscele di agenti fisici e chimici potenzialmente dannosi per la salute. Lattenzione va rivolta in modo prioritario agli inquinanti atmosferici
emessi in prevalenza dal traffico autoveicolare. Lambiente urbano e le zone industriali in- fatti sono spesso
confinanti, in quanto unintensa industrializzazione un elemento tipico delle periferie delle grandi citt
nei paesi sviluppati. Evidenze crescenti mostrano che allesposizione a inquinanti presenti nellambiente di
vita si possono attribuire quote non trascurabili della morbosit e mortalit per neoplasie, malattie cardiovascolari e respiratorie.
Negli ultimi 30-40 anni in molte citt europee si raggiunto un notevole miglioramento nella qualit
dellaria, ma il problema dellinquinamento atmosferico urbano e dei suoi effetti sulla salute non stato
risolto. La sfida per risolvere i vari problemi di vivibilit stata accolta da progettisti, architetti, urbanisti, ingegneri ambientali, dando vita a un nuovo punto vista attraverso il quale gli utenti possano vedere
la citt in cui vivono: Smart City (citt intelligente). Il concetto di citt intelligente stato introdotto in
questo contesto come un dispositivo strategico per contenere i moderni fattori di produzione urbana in
un quadro comune e per sottolineare la crescente importanza delle tecnologie dellinformazione e della
comunicazione (TIC), del capitale sociale e ambientale nel definire il profilo di competitivit delle citt,
muovendosi verso la sostenibilit e verso misure ecologiche sia di controllo sia di risparmio energetico,
ottimizzando le soluzioni per la mobilit e la sicurezza. Il significato dei due assetti (del capitale sociale
e di quello ambientale) evidenzia la necessit di un lungo cammino da compiere per distinguere le citt
intelligenti o smart da quelle con maggior carico tecnologico, tracciando una linea netta tra di loro, ci che
va sotto il nome rispettivamente di citt intelligenti e di citt digitali.
Il termine smart city stato utilizzato anche dalle aziende e dalle citt come concetto di marketing.
La visione delle Smart Cities si basa su su cinque principali dimensioni che, in quanto strettamente interrelate tra loro, richiedono pianificazione:
la mobilit;
lambiente;
il turismo e la cultura;
leconomia;
le trasformazioni urbane per la qualit della vita.
Il progetto nasce a livello mondiale, con la citt di Rio de Janeiro che svolge il ruolo di pioniere dei primi
esempi di implementazione intelligente delle tecnologie al fine di migliorare la vita dei cittadini. In quel
contesto si iniziato a usare laggettivo smart (2010). LUnione Europea prevede per la realizzazione delle
citt intelligenti una spesa totale che si aggira tra i 10 ed i 12 miliardi di euro in un arco di tempo che si
estende fino al 2020. Gli investimenti in conto capitale sono volti a finanziare (o quanto meno stimolare) i
progetti delle citt europee che ambiscono a divenire smart. Tali progetti sono rivolti allecosostenibilit
dello sviluppo urbano, alla diminuzione di sprechi energetici ed alla riduzione drastica dellinquinamento
grazie anche ad un miglioramento della pianificazione urbanistica e dei trasporti. 1
Lesperto di sostenibilit e sviluppo urbano Boyd Cohen, ha stilato la lista delle dieci migliori smart cities
europee 2, classificate partendo dallanalisi dei successi ottenuti da ciascuna di loro in base a 28 differenti
fattori che spaziano tra la mobilit sostenibile, green economy, la qualit della vita, la governance, lam-

1
2

Citt Intelligente, Wikipedia


http://www.rinnovabili.it/smart-city/la-top-ten-smart-cities-deuropa-564/

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biente ed il costruito.
Copenhagen sicuramente una delle smart cities pi complete attualmente esistenti. Con lobiettivo di
trasformarsi in una citt Carbon Neutral entro il 2025, la capitale danese ha stabilito numerosi ed ambiziosi obiettivi nel campo dellefficienza energetica, nellimpiego delle rinnovabili, nelle norme di bioedilizia
(entro il 2020 tutti gli edifici saranno ad energia zero), raggiungendo un notevole successo nella mobilit,
grazie ad uninfrastruttura perfetta che consente ad oltre il 40% della popolazione di spostarsi in bicicletta,
come Amsterdam, che pu vantare una cultura decennale nella mobilit leggera ciclo pedonale, trasformandosi paradossalmente in una delle poche citt a dover fare i conti con il problema della congestione
del traffico di biciclette anzich di macchine, e Parigi, che fa della mobilit condivisa sicuramente uno
dei suoi punti forti, vantando un parco di biciclette di 20.000 veicoli che accanto ai 1.800 scooter rappresentano una delle pi ampie flotte per il bike sharing disponibili in Europa. Parigi anche riuscita a
promuovere un ecosistema imprenditoriale fiorente classificato come uno degli 11 migliori al mondo. La
meta internazionale per limprenditorialit, una delle capitali europee pi creative e ricche di stimoli
senza dubbio Londra, che ha saputo investire nella pianificazione intelligente, riqualificando vaste aree
della citt dismesse o inutilizzate, per farne quartieri verdi e destinati anche ai meno abbienti, primo fra
tutti lesempio delle Olimpiadi. Tra le Smart Cities, Londra sicuramente la pi intelligente nella gestione
del sistema economico.
La prima ad essersi aggiudicata nel 2010 il riconoscimento come European Green City, Stoccolma deve
sicuramente al verde buona parte della sua ottima qualit della vita. Cos come Copenaghen, Stoccolma
punta a diventare Carbon Neutral entro il 2050, investendo nellenergia pulita e nei trasporti intelligenti
pubblici ed elettrici. Tra le citt italiane candidate per lacquisizione del titolo di citt intelligente vi
Torino, che grazie a vari progetti ed iniziative quali Torino Smart City si conferma allavanguardia delle
implementazioni tecnologiche e logistiche volte a migliorare la vita in citt. Un esempio dato dai mezzi di
trasporto, come la metropolitana a basso impatto ambientale o lutilizzo di bus elettrici nel centro storico
della citt.
Lintelligenza (in inglese smartness) sta nella capacit di risolvere i problemi di queste comunit ed legata
alluso di tecnologie per risolverli. In questo senso, lintelligenza una qualit interiore di ogni territorio,
in ogni luogo, citt o regione in cui i processi di innovazione sono facilitati dalle tecnologie dellinformazione e della comunicazione. Ci che varia il grado di intelligenza, a seconda della persona, del sistema di
cooperazione, delle infrastrutture digitali e degli strumenti che una comunit in grado di offrire ai suoi
abitanti (N. Komninos).

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6.0 SVILUPPI FUTURI, POSSIBILI VIE PROGETTUALI
6.1 Concept preliminare
Progettazione di un sistema domestico di harvesting energetico, stoccaggio e distribuzione intelligente.
Intraprendendo la strada della produzione di energia attraverso fonti rinnovabili si giunge a una domanda: qual , una volta raccolta lenergia, il modo migliore per usufruirne?
Attualmente, la maggior parte delle abitazioni che impiegano pannelli fotovoltaici utilizzando un accumulatore impiegano direttamente lenergia immagazzinata: nei momenti di overflow, ovvero per esempio
durante le ore centrali del giorno, quando si immagazzina pi energia di quella che viene usata, leccesso
viene venduto alle aziende che controllano le reti elettriche. La ricerca ha tuttavia dimostrato come sia pi
conveniente lutilizzo di un sistema di stoccaggio che permetta lutilizzo dellenergia in eccesso immagazzinata in momenti di scarsa esposizione solare o di notte.
Tra le varie opzioni, quella della cella a combustibile a idrogeno sembra essere una delle favorite, infatti
la ricerca si mossa ampiamente in questo senso negli ultimi anni, arrivando a realizzare limpianto a
energia solare con stoccaggio a idrogeno Myrte, ad Ajaccio in Corsica. Partendo dai punti deboli di questa tecnologia, cerchiamo di capire come essa sia efficace nellambito di utilizzo di cui stiamo parlando:
i principali problemi di questa tecnologia consistono (1) nella perdita di parte dellenergia iniziale per
eventuali problemi di dissipazione tra i passaggi necessari e (2) nellutilizzo di sistemi di stoccaggio che
non siano a rilascio controllato. Nel caso di questi ultimi invece, ad esempio sostanze porose come idruri
metallici, lo stoccaggio risulta estremamente efficiente. Nel primo caso la soluzione dellenergia solare
risulta vincente poich non viene dissipata e quindi perduta energia proveniente da fonti fossili, cosa che
alzerebbe non poco il costo del dispositivo in termini di impatto ambientale. Il secondo problema pu
essere evitato usando sistemi di stoccaggio a rilascio controllato come quelli sopra descritti.

6.2 Case study. Myrte: piattaforma di produzione energia fotovoltaica e stoccaggio sottoforma di idrogeno
La piattafotma Myrte nasce dallimpegno di tre partner, lUniversit della Corsica, Helion, e il Commissariato per lenergia atomica e le energie alternative Francese. Esso implementa lenergia solare trasformata
in idrogeno come vettore di energia al fine di stoccare energia rinnovabile. Ha lo scopo di studiare il
funzionamento dellimmagazzinamento di energia solare tramite idrogeno per garantire lalimentazione
di energia rinnovabile, ed posta strategicamente in un contesto insulare nel quale le oscillazioni nella richiesta energetica sono difficili da arginare, anche a causa di un aumento medio del fabbisogno energetico.
Le fonti rinnovabili quali solare ed eolica sono fonti di energia intermittenti poich non forniscono flussi
continui e costanti ma sono soggette alle variazioni ambientali, in determinati casi si assorbe pi energia
di quella che si utilizza, mentre in altri casi se ne assorbe meno. Lo stoccaggio dellenergia sottoforma di
idrogeno pu essere la risposta giusta a questa problematica.
Il sito dellUniversit di Corsica riporta su Myrte:
... si tratta di una centrale fotovoltaica da 560 kWp collegata a un impianto a idrogeno costituito da una
cella elettrolitica, da un serbatoio di stoccaggio dellidrogeno e ossigeno, e da una cella a combustibile da
100 kW.
...lo scopo della piattaforma MYRTE immagazzinare energia tramite un elettrolizzatore, che converte

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energia elettrica in idrogeno e ossigeno durante le ore di basso consumo. Questa energia viene quindi
restituita tramite una cella a combustibile, che converte idrogeno e ossigeno in energia elettrica sulla rete
durante le ore di consumo elevato, vale a dire la notte....

6.3 Applicazione: Vesta e altri scenari


Sulla base di questi dati il progetto proposto si sviluppa in sostanza nella realizzazione di un sistema del
tutto simile alla piattaforma Myrte su scala domestica. Vesta, dal nome della dea romana del focolare
domestico, un pod che riceve lenergia elettrica dai pannelli fotovoltaici e da qualunque altra forma di
harvesting presente nellabitazione ed al di fuori di essa e la converte in idrogeno stoccandola in un serbatoio interno. Vesta connesso alla rete elettrica dellabitazione e quando viene richiesta energia, qualora
non sia direttamente disponibile, attiva una cella a combustibile che converte lidrogeno in elettricit.
Inoltre, una funzione importante di Vesta quella di possedere diversi alloggiamenti per piccole cartucce
a idrogeno ricaricabili, che vengono riempite via via durante lassorbimento di energia solare in eccesso e
possono essere utilizzate, attraverso delle micro celle a combustibile, per fornire energia a piccoli dispositivi elettronici in maniera mobile. Vesta pu funzionare anche da unit di controllo domotico intelligente,
applicando alcune delle soluzioni attualmente in uso, regolando ad esempio il riscaldamento in base a
determinate fasce oriarie, lapertura degli avvolgibili, il livello di illuminazione artificiale e diminuendo i
campi magnetici nelle stanze in cui sono presenti utenti. Alcune di queste funzioni, come la programmazione intelligente del riscaldamento e di altre funzioni (anche tramite app), leliminazione dei consumi parassiti (come le spie dei dispositivi elettronici ed i caricabatterie inseriti in prese elettriche ma inutilizzati)
possono essere in realt espletate attraverso dispositivi ben pi semplici di un sistema come Vesta. Infatti
unaltra via progettuale interessante potrebbe essere quella della realizzazione di un kit fai da te sviluppato
secondo unottica open source e che utilizza dispositivi dalle caratteristiche open source come Arduino per
la sua programmazione.

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