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LINCONTRO CHE STUPISCE

Introduzione
Maria incontra Elisabetta. La giovane Maria incinta, ma la sua esperienza stata
tanto profonda quanto singolare, che quando incontra Elisabetta diventa consapevole
della sua maternit.
E proprio questa parente pi adulta a confermare la concretezza di ci che Maria ha
vissuto.
Nel racconto di Elisabetta, Maria scopre se stessa, la sua identit che si modifica
diventando madre.
un incontro che stupisce come ogni nostro incontro con laltro, ogni altro, anche il
pi prossimo, perch ascoltando il suo racconto, scopriamo noi stessi e, anche da
adulti, continuiamo a crescere e a progredire nella fede. questo il cammino che
vogliamo percorrere in gruppo.

Da Il cammino delluomo di Martin Buber


RITORNO A SE STESSI
Il comandante chiese a Rabbi: Come bisogna interpretare che Dio Onnisciente dica
ad Adamo: Dove sei?. Ebbene rispose in ogni tempo Dio interpella ogni uomo:
Dove sei nel tuo mondo?
Dei giorni e degli anni a te assegnati ne sono gi trascorsi molti: nel frattempo tu fin
dove sei arrivato nel tuo mondo?. Dio dice per esempio: Ecco, sono gi quarantasei
anni che sei in vita. Dove ti trovi?. Alludire il numero esatto dei suoi anni, il
comandante si controll a stento ed esclam: Bravo!; ma il cuore gli tremava La
risposta del Rabbi mira a dirgli: Adamo sei tu. E a te che Dio si rivolge chiedendoti:
Dove sei?. Tutto dipende dal fatto che luomo si ponga o no la domanda.
Finch questo non avviene, la vita delluomo non pu diventare cammino. Per quanto
ampio sia il successo, la sua vita resta priva di un cammino finch egli non affronta la
voce. Adamo affronta la voce, riconosce di essere in trappola e confessa: Mi sono
nascosto. Qui inizia il cammino delluomo. Il ritorno decisivo a se stessi nella vita
delluomo linizio del cammino, il sempre nuovo inizio del cammino umano.

Dal Vangelo di Luca (1,26 45)


Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una citt della Galilea,
chiamata Nazaret, ad una vergine fidanzata a un uomo di nome Giuseppe, della casa
di Davide; e il nome della vergine era Maria. E l'angelo, entrato da lei, disse: Salve, o
grandemente favorita, il Signore con te; tu sei benedetta fra le donne. Ma quando
lo vide, ella rimase turbata alle sue parole, e si domandava cosa potesse significare un
tale saluto. E l'angelo le disse: Non temere, Maria, perch hai trovato grazia presso
Dio. Ed ecco, tu concepirai nel grembo e partorirai un figlio, e gli porrai nome
Ges. Egli sar grande e sar chiamato Figlio dell'Altissimo; e il Signore Dio gli dar il
trono di Davide, suo padre; e regner sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno
non avr mai fine. E Maria disse all'angelo: Come avverr questo, poich io non
conosco uomo?. E l'angelo, rispondendo, le disse: Lo Spirito Santo verr su di te e la
potenza dell'Altissimo ti adombrer; pertanto il santo che nascer da te sar chiamato
Figlio di Dio. Ed ecco Elisabetta, tua parente, ha anch'ella concepito un figlio nella sua
vecchiaia; e questo il sesto mese per lei, che era chiamata sterile, poich nulla
impossibile con Dio. Allora Maria disse: Ecco la serva del Signore; mi sia fatto
secondo la tua parola. E l'angelo si allontan da lei.

Ora in quei giorni Maria si lev e si rec in fretta nella regione montuosa, in una citt
di Giuda, ed entr in casa di Zaccaria e salut Elisabetta. E avvenne che, appena
Elisabetta ud il saluto di Maria, il bambino le sobbalz nel grembo, ed Elisabetta fu
ripiena di Spirito Santo, ed esclam a gran voce, dicendo: Tu sei benedetta fra le
donne e benedetto il frutto del tuo grembo. E perch mi accade questo, che la
madre del mio Signore venga a me? Poich, ecco, appena la voce del tuo saluto mi
giunta agli orecchi, il bambino sobbalzato di gioia nel mio grembo. Ora, beata colei
che ha creduto, perch le cose dettele da parte del Signore avranno compimento.
CI INTERROGHIAMO
Alla luce di ci che abbiamo ascoltato, ci domandiamo: cosa vuol dire a me quella parola, cosa
vuol cambiare nella mia vita, cosa mi piace, cosa mi stimola, cosa mi attrae e perch?
Ci sono stati anche per noi momenti nei quali linatteso ha cambiato la nostra vita? Sono stati
forse momenti decisivi. Occorre ricordare e raccontare.

IN PREGHIERA
Santa Maria donna della strada, come vorremmo somigliarti nelle nostre cose
trafelate. Siamo pellegrini come te, ma senza santuari verso cui andare. Camminiamo
sullasfalto, e il bitume cancella le nostre orme. Forzati dal camminare, ci manca nella
bisaccia di viandanti la cartina stradale che da senso alle nostre itineranteSanta Maria, donna della strada, fa che i nostri sentieri siano strumenti di
comunicazione con la gente e non nastri isolanti entro cui assicuriamo la nostra
aristocratica solitudine. Liberaci dallansia della metropoli e donaci limpazienza di Dio
che ci fa allungare il passo per raggiungere i compagni di strada. Lansa della
metropoli, invece, ci rende specialisti del sorpasso.
Santa Maria, donna della strada, segno di sicura speranza e consolazione per il
peregrinante popolo di Dio, facci capire come, pi che le mappe delle geografia,
dobbiamo cercare sulle tavole della storia le carovaniere dei nostri pellegrinaggi.
Prendici per mano e facci scorgere la presenza sacramentale di Dio sotto il filo dei
giorni, negli accadimenti del tempo, nel volgere delle stagioni umane, nei tramonti
delle onnipotenze terrene, nei crepuscoli mattinali di popoli nuovi, nelle attese di
solidariet che colgono nellaria. Verso questi santuari dirigi i nostri passi. Per scorgere
sulle sabbie delleffimero le orme delleterno.
Se ci vedi allo sbando, sul ciglio della strada, fermati. Samaritana dolcissima, per
versare sulle nostre ferite lolio della consolazione e il vino della speranza. E poi
rimettici in careggiata. E allora sulle nostre strade fiorir lesultanza del magnificat.
Come avvenne in quella lontana primavera, sulle alture della giudea, quando ci salisti
tu.
(Tonino Bello, Maria donna dei nostri giorni)